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    <pubDate>Wed, 23 Jul 2025 19:18:45 +0000</pubDate>
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      <title>3' grezzi Ep. 700 Continentali che spiegano la Sardegna</title>
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        <![CDATA[<p>Ho avuto la fortuna di incrociare una persona continentale che, dopo aver trascorso una settimana di vacanze in Sardegna, scoprendo quanto sia unica quest'isola, si è messa a spiegare a un gruppo di amici stranieri in cosa consista il vero carattere dei sardi, interrompendomi ad ogni mio tentativo di dire che forse, in effetti, le cose non stanno proprio così. Meno male che esistono i continentali che ci spiegano chi siamo e da dove veniamo!</p><p><strong>TRASCRIZIONE [translation below]</strong></p><p>Non lo so se a voi sia mai capitato o se sono cose che capitano solo alle persone che appartengono a minoranze linguistiche, culturali, sociali. Io appartengo a diverse minoranze, ma quella di oggi, di cui vi parlo oggi, è l'appartenenza alla Sardegna.</p><p>La Sardegna è una regione italiana da circa 150 anni, vi assicuro però che la maggior parte dei sardi non si senti assolutamente italiano, anche perché la cultura ufficiale, ma anche il sistema scolastico e tutto, ignora la Sardegna o al massimo, al più la Sardegna quando se ne parla è una cartolina, sono tutti gli stereotipi, il sardo è sempre leale e fedele, tipo cane, no? Grandi ospitalità. Poi "il sardo", chi è il sardo? Io sono sarda ma sicuro sono diversa da tanti altri sardi che conosco.</p><p>Comunque ve ne parlo perché mi sono trovata in una situazione in cui una persona continentale che aveva appena scoperto la Sardegna, perché ci aveva fatto un paio di settimane di vacanza, si è messa a spiegare a una terza persona straniera, quindi nemmeno italiana, "il vero carattere dei sardi". Quando io così, timidamente, ho cercato di dire, in effetti... questa persona mi ha interrotto, continuava a interrompermi e ha continuato a raccontare a questa terza persona, un amico, il "vero" carattere del sardi. Ora io non sono brava a gestermi queste situazioni soprattutto poi quando si tratta di cose che mi stanno particolarmente a cuore perché non ho l'aplomb necessario, mi arrabbio, mi arrabbio.  Per cui che ho fatto? Mi sono girata dall'altra parte e mi sono messa a parlare con altre persone.</p><p>Però la cosa allucinante è che nessuno si è accorto di quello che stava succedendo. Cioè, se ci fosse stato un afroamericano e un bianco si fosse messo a spiegare che cosa significa essere afroamericano, beh, immagino che qualcuno l'avrebbe fatto notare, avrebbe detto oh ragà aspetta un attimo e, non, cioè, facciamolo dire a chi appartiene a questo gruppo, tu che ne sai? Ma poi soprattutto una persona che, ripeto, per sua stessa missione ha trascorso pa' di settimane, forse nemmeno una, forse una settimana, e io sono rimasta lì basita, mi sono vista raccontare il carattere dei sardi e la sardità (che significhi poi questo carattere dei sardi? Se lo scoprite ditemelo che sono curiosa) da una persona continentale che aveva scoperto la cartolina sarda e che aveva voglia di raccontarla.</p><p><strong>TRANSLATION</strong><br>I don't know if this has ever happened to you or if it's something that only happens to people who belong to linguistic, cultural, social minorities. I belong to several minorities, but the one I'm talking about today is belonging to Sardinia.</p><p>Sardinia has been an Italian region for about 150 years, but I assure you that most Sardinians don't feel Italian at all, mainly because the official culture, but also the school system and everything, ignores Sardinia or at most, at most Sardinia is only mentioned as a postcard, as stereotypes, Sardinians are always loyal and faithful, like a dog, right? Great hospitality! Then "Sardinians", who are the Sardinians? I am Sardinian but I assure you, I am different from many other Sardinians I know.</p><p>Anyway, I'm telling you this because I found myself in a situation where a non-Sardinian from the mainland, who had just discovered Sardinia, because they had spent a couple of weeks on holiday there, started explaining to a third person, a foreigner, so not even Italian, "the true character of the Sardinians". When I, timidly, tried to say, actually... this person interrupted me, kept interrupting me and continued to tell this third person, a friend, the "true" character of the Sardinians.</p><p>Now I'm not good at handling these situations, especially when it comes to things that are particularly close to my heart because I don't have the necessary aplomb, I get angry, I get angry. So what did I do? I turned away and started talking to other people.</p><p>The mind-blowing thing is that nobody noticed what was happening. I mean, if there had been an African American and a white person had started explaining what it means to be African American, well, I imagine someone would have pointed it out, they would have said oh guys wait a minute and, no, I mean, let the person who belongs to this group say it, what can you possibly know? Especially if the explanation is by a person who, I repeat, for their own ammission, has only spent a couple of weeks, maybe not even, maybe one week, and I was left there stunned, I saw myself being told about the character of Sardinians and Sardinianess (BTW what does this character of Sardinians mean? If you find out, let me know because I'm curious) by a mainland person who had discovered the Sardinian postcard and really, really wanted to tell everybody.</p>]]>
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        <![CDATA[<p>Ho avuto la fortuna di incrociare una persona continentale che, dopo aver trascorso una settimana di vacanze in Sardegna, scoprendo quanto sia unica quest'isola, si è messa a spiegare a un gruppo di amici stranieri in cosa consista il vero carattere dei sardi, interrompendomi ad ogni mio tentativo di dire che forse, in effetti, le cose non stanno proprio così. Meno male che esistono i continentali che ci spiegano chi siamo e da dove veniamo!</p><p><strong>TRASCRIZIONE [translation below]</strong></p><p>Non lo so se a voi sia mai capitato o se sono cose che capitano solo alle persone che appartengono a minoranze linguistiche, culturali, sociali. Io appartengo a diverse minoranze, ma quella di oggi, di cui vi parlo oggi, è l'appartenenza alla Sardegna.</p><p>La Sardegna è una regione italiana da circa 150 anni, vi assicuro però che la maggior parte dei sardi non si senti assolutamente italiano, anche perché la cultura ufficiale, ma anche il sistema scolastico e tutto, ignora la Sardegna o al massimo, al più la Sardegna quando se ne parla è una cartolina, sono tutti gli stereotipi, il sardo è sempre leale e fedele, tipo cane, no? Grandi ospitalità. Poi "il sardo", chi è il sardo? Io sono sarda ma sicuro sono diversa da tanti altri sardi che conosco.</p><p>Comunque ve ne parlo perché mi sono trovata in una situazione in cui una persona continentale che aveva appena scoperto la Sardegna, perché ci aveva fatto un paio di settimane di vacanza, si è messa a spiegare a una terza persona straniera, quindi nemmeno italiana, "il vero carattere dei sardi". Quando io così, timidamente, ho cercato di dire, in effetti... questa persona mi ha interrotto, continuava a interrompermi e ha continuato a raccontare a questa terza persona, un amico, il "vero" carattere del sardi. Ora io non sono brava a gestermi queste situazioni soprattutto poi quando si tratta di cose che mi stanno particolarmente a cuore perché non ho l'aplomb necessario, mi arrabbio, mi arrabbio.  Per cui che ho fatto? Mi sono girata dall'altra parte e mi sono messa a parlare con altre persone.</p><p>Però la cosa allucinante è che nessuno si è accorto di quello che stava succedendo. Cioè, se ci fosse stato un afroamericano e un bianco si fosse messo a spiegare che cosa significa essere afroamericano, beh, immagino che qualcuno l'avrebbe fatto notare, avrebbe detto oh ragà aspetta un attimo e, non, cioè, facciamolo dire a chi appartiene a questo gruppo, tu che ne sai? Ma poi soprattutto una persona che, ripeto, per sua stessa missione ha trascorso pa' di settimane, forse nemmeno una, forse una settimana, e io sono rimasta lì basita, mi sono vista raccontare il carattere dei sardi e la sardità (che significhi poi questo carattere dei sardi? Se lo scoprite ditemelo che sono curiosa) da una persona continentale che aveva scoperto la cartolina sarda e che aveva voglia di raccontarla.</p><p><strong>TRANSLATION</strong><br>I don't know if this has ever happened to you or if it's something that only happens to people who belong to linguistic, cultural, social minorities. I belong to several minorities, but the one I'm talking about today is belonging to Sardinia.</p><p>Sardinia has been an Italian region for about 150 years, but I assure you that most Sardinians don't feel Italian at all, mainly because the official culture, but also the school system and everything, ignores Sardinia or at most, at most Sardinia is only mentioned as a postcard, as stereotypes, Sardinians are always loyal and faithful, like a dog, right? Great hospitality! Then "Sardinians", who are the Sardinians? I am Sardinian but I assure you, I am different from many other Sardinians I know.</p><p>Anyway, I'm telling you this because I found myself in a situation where a non-Sardinian from the mainland, who had just discovered Sardinia, because they had spent a couple of weeks on holiday there, started explaining to a third person, a foreigner, so not even Italian, "the true character of the Sardinians". When I, timidly, tried to say, actually... this person interrupted me, kept interrupting me and continued to tell this third person, a friend, the "true" character of the Sardinians.</p><p>Now I'm not good at handling these situations, especially when it comes to things that are particularly close to my heart because I don't have the necessary aplomb, I get angry, I get angry. So what did I do? I turned away and started talking to other people.</p><p>The mind-blowing thing is that nobody noticed what was happening. I mean, if there had been an African American and a white person had started explaining what it means to be African American, well, I imagine someone would have pointed it out, they would have said oh guys wait a minute and, no, I mean, let the person who belongs to this group say it, what can you possibly know? Especially if the explanation is by a person who, I repeat, for their own ammission, has only spent a couple of weeks, maybe not even, maybe one week, and I was left there stunned, I saw myself being told about the character of Sardinians and Sardinianess (BTW what does this character of Sardinians mean? If you find out, let me know because I'm curious) by a mainland person who had discovered the Sardinian postcard and really, really wanted to tell everybody.</p>]]>
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      <pubDate>Wed, 18 Dec 2024 11:51:26 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 699 Fiabe</title>
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        <![CDATA[Non ci sono più le fiabe di una volta. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Non ci sono più le fiabe di una volta. Purtroppo o per fortuna, ancora non ho deciso, ma forse un po' tutte e due sia un po' purtroppo che per fortuna.<br><br>Quando ero piccola le fiabe che tutti noi conoscevamo erano boh, forse cinque, sei: <i>Cenerentola</i>, <i>Cappuccetto Rosso</i>, <i>La Bella Addormentata nel Bosco</i>, <i>Il Gatto con gli Stivali</i>, non me ne vengono in mente altre, comunque erano poche, diciamo le favole che tutti conoscevamo, tutti i bambini e tutte le bambine.<br><br>Già io quando mio figlio era piccolo diciamo che non gli raccontavo tanto le fiabe, appunto, tipo <i>Cenerentola</i> e <i>Cappuccetto Rosso</i> perché mi sembravano datate, mi sembrava che avessero dei ruoli, presentassero dei ruoli molto stereotipati, per cui gli compravo libri che parlavano, raccontavano altre storie, non quelle tradizionali, quelle che sono state raccolte dai <b>fratelli Grimm</b> che sono quelle che diciamo sono le più diffuse in Europa, forse anche nel mondo, per lo meno le persone fino alla mia generazione.<br><br>Oggi le fiabe sono diverse, lo stesso concetto di fiaba non so più bene come funzioni, lo so di sicuro, perché c'è un gioco che faccio spesso nelle mie classi che è creare una una matrice, quindi una una tabella, e ognuno mette, cioè scrive in un pezzettino di carta, in un foglio, la sua fiaba preferita e poi cerchiamo di mettere insieme le fiabe con le persone, quindi cercare di capire qual è la fiaba preferita di questa persona, perché dalle fiabe preferite si possono capire un sacco di cose. Ad esempio, non stupirà nessuna delle persone che mi conosce sapere che da bambina la mia fiaba preferita era <i>Il Gatto con gli Stivali,</i> che era un personaggio che è molto particolare.<br><br>Provando a fare questo gioco con ragazzi e ragazze molto giovani, mi sono resa conto che le fiabe che conoscevo io proprio non vengono registrate da loro, a malapena sanno raccontare le storie, appunto di <i>Cappuccetto Rosso</i> e della <i>Bella Addormentata nel Bosco,</i> che spesso conoscono solo perché sono state riadattate per il cinema o per la televisione, e quando chiedo vabbè, mettete anche i fiabe altre che che conoscete voi eccetera, mettono nome di cartoni animati o di serie tv.<br><br>Ora, non so se sia solo le ragazze e i ragazzi che seguo io in queste classi oppure sia una cosa diffusa, però appunto, non ci sono più le fiabe di una volta.Che significhi questo, non lo so.Io ve la butto così, poi rifletteci e se mi viene in mente qualche riflessione interessante fatemelo sapere.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Fairy tales are not what they used to be. Unfortunately or fortunately, I haven't decided yet, but maybe a bit of both, both unfortunately and fortunately. When I was little, the fairy tales we all knew were, well, maybe five, six: Cinderella, Little Red Riding Hood, Sleeping Beauty, Puss in Boots, I can't think of any others, anyway there were few, let's say the fairy tales that we all knew, all the boys and all the girls.<br><br>Yeah, when my son was little, let's say I didn't tell him fairy tales that much, like Cinderella and Little Red Riding Hood because they seemed dated to me, it seemed to me that they had roles, they presented very stereotyped roles, so I bought him books that talked about, told other stories, not the traditional ones, those that were collected by the Brothers Grimm, which are the ones that are the most widespread in Europe, perhaps even in the world, at least the people up to my generation.<br><br>Today fairy tales are different, the very concept of fairy tale I don't know how it works anymore, I know for sure, because there is a game that I often do in my classes which is to create a matrix, so a table, and everyone puts, that is, writes on a piece of paper, on a sheet, their favorite fairy tale and then we try to put together the fairy tales with the people, so to try to understand what is the favorite fairy tale of this person, because from the favorite fairy tales you can understand a lot of things. For example, it will not surprise any of the people who know me that as a child my favorite fairy tale was Puss in Boots, which was a very special character.<br><br>Trying to play this game with very young boys and girls, I realized that the fairy tales I knew are not recorded by them, they barely know how to tell the stories, precisely of Little Red Riding Hood and Sleeping Beauty, which they often only know because they have been adapted for cinema or television, and when I ask, well, put down other fairy tales that you know, etc., they put down names of cartoons or TV series. Now, I don't know if it's just the girls and boys I follow in these classes or if it's a widespread thing, but, well, fairy tales are not what they used to be. What does this mean, I don't know. I'll just throw it out there, then think about it and if I come up with any interesting thoughts, let me know.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Non ci sono più le fiabe di una volta. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Non ci sono più le fiabe di una volta. Purtroppo o per fortuna, ancora non ho deciso, ma forse un po' tutte e due sia un po' purtroppo che per fortuna.<br><br>Quando ero piccola le fiabe che tutti noi conoscevamo erano boh, forse cinque, sei: <i>Cenerentola</i>, <i>Cappuccetto Rosso</i>, <i>La Bella Addormentata nel Bosco</i>, <i>Il Gatto con gli Stivali</i>, non me ne vengono in mente altre, comunque erano poche, diciamo le favole che tutti conoscevamo, tutti i bambini e tutte le bambine.<br><br>Già io quando mio figlio era piccolo diciamo che non gli raccontavo tanto le fiabe, appunto, tipo <i>Cenerentola</i> e <i>Cappuccetto Rosso</i> perché mi sembravano datate, mi sembrava che avessero dei ruoli, presentassero dei ruoli molto stereotipati, per cui gli compravo libri che parlavano, raccontavano altre storie, non quelle tradizionali, quelle che sono state raccolte dai <b>fratelli Grimm</b> che sono quelle che diciamo sono le più diffuse in Europa, forse anche nel mondo, per lo meno le persone fino alla mia generazione.<br><br>Oggi le fiabe sono diverse, lo stesso concetto di fiaba non so più bene come funzioni, lo so di sicuro, perché c'è un gioco che faccio spesso nelle mie classi che è creare una una matrice, quindi una una tabella, e ognuno mette, cioè scrive in un pezzettino di carta, in un foglio, la sua fiaba preferita e poi cerchiamo di mettere insieme le fiabe con le persone, quindi cercare di capire qual è la fiaba preferita di questa persona, perché dalle fiabe preferite si possono capire un sacco di cose. Ad esempio, non stupirà nessuna delle persone che mi conosce sapere che da bambina la mia fiaba preferita era <i>Il Gatto con gli Stivali,</i> che era un personaggio che è molto particolare.<br><br>Provando a fare questo gioco con ragazzi e ragazze molto giovani, mi sono resa conto che le fiabe che conoscevo io proprio non vengono registrate da loro, a malapena sanno raccontare le storie, appunto di <i>Cappuccetto Rosso</i> e della <i>Bella Addormentata nel Bosco,</i> che spesso conoscono solo perché sono state riadattate per il cinema o per la televisione, e quando chiedo vabbè, mettete anche i fiabe altre che che conoscete voi eccetera, mettono nome di cartoni animati o di serie tv.<br><br>Ora, non so se sia solo le ragazze e i ragazzi che seguo io in queste classi oppure sia una cosa diffusa, però appunto, non ci sono più le fiabe di una volta.Che significhi questo, non lo so.Io ve la butto così, poi rifletteci e se mi viene in mente qualche riflessione interessante fatemelo sapere.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Fairy tales are not what they used to be. Unfortunately or fortunately, I haven't decided yet, but maybe a bit of both, both unfortunately and fortunately. When I was little, the fairy tales we all knew were, well, maybe five, six: Cinderella, Little Red Riding Hood, Sleeping Beauty, Puss in Boots, I can't think of any others, anyway there were few, let's say the fairy tales that we all knew, all the boys and all the girls.<br><br>Yeah, when my son was little, let's say I didn't tell him fairy tales that much, like Cinderella and Little Red Riding Hood because they seemed dated to me, it seemed to me that they had roles, they presented very stereotyped roles, so I bought him books that talked about, told other stories, not the traditional ones, those that were collected by the Brothers Grimm, which are the ones that are the most widespread in Europe, perhaps even in the world, at least the people up to my generation.<br><br>Today fairy tales are different, the very concept of fairy tale I don't know how it works anymore, I know for sure, because there is a game that I often do in my classes which is to create a matrix, so a table, and everyone puts, that is, writes on a piece of paper, on a sheet, their favorite fairy tale and then we try to put together the fairy tales with the people, so to try to understand what is the favorite fairy tale of this person, because from the favorite fairy tales you can understand a lot of things. For example, it will not surprise any of the people who know me that as a child my favorite fairy tale was Puss in Boots, which was a very special character.<br><br>Trying to play this game with very young boys and girls, I realized that the fairy tales I knew are not recorded by them, they barely know how to tell the stories, precisely of Little Red Riding Hood and Sleeping Beauty, which they often only know because they have been adapted for cinema or television, and when I ask, well, put down other fairy tales that you know, etc., they put down names of cartoons or TV series. Now, I don't know if it's just the girls and boys I follow in these classes or if it's a widespread thing, but, well, fairy tales are not what they used to be. What does this mean, I don't know. I'll just throw it out there, then think about it and if I come up with any interesting thoughts, let me know.<br><br><br>]]>
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      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Non ci sono più le fiabe di una volta. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non ci sono più le fiabe di una volta. Purtroppo o per fortuna, ancora non ho deciso, ma forse un po' tutte e due sia un po' purtroppo che per fortuna.Quando ero piccola le fiabe che tutti noi conoscevamo erano boh, forse cinque, sei: Cenerentola, Cappuccetto Rosso, La Bella Addormentata nel Bosco, Il Gatto con gli Stivali, non me ne vengono in mente altre, comunque erano poche, diciamo le favole che tutti conoscevamo, tutti i bambini e tutte le bambine.Già io quando mio figlio era piccolo diciamo che non gli raccontavo tanto le fiabe, appunto, tipo Cenerentola e Cappuccetto Rosso perché mi sembravano datate, mi sembrava che avessero dei ruoli, presentassero dei ruoli molto stereotipati, per cui gli compravo libri che parlavano, raccontavano altre storie, non quelle tradizionali, quelle che sono state raccolte dai fratelli Grimm che sono quelle che diciamo sono le più diffuse in Europa, forse anche nel mondo, per lo meno le persone fino alla mia generazione.Oggi le fiabe sono diverse, lo stesso concetto di fiaba non so più bene come funzioni, lo so di sicuro, perché c'è un gioco che faccio spesso nelle mie classi che è creare una una matrice, quindi una una tabella, e ognuno mette, cioè scrive in un pezzettino di carta, in un foglio, la sua fiaba preferita e poi cerchiamo di mettere insieme le fiabe con le persone, quindi cercare di capire qual è la fiaba preferita di questa persona, perché dalle fiabe preferite si possono capire un sacco di cose. Ad esempio, non stupirà nessuna delle persone che mi conosce sapere che da bambina la mia fiaba preferita era Il Gatto con gli Stivali, che era un personaggio che è molto particolare.Provando a fare questo gioco con ragazzi e ragazze molto giovani, mi sono resa conto che le fiabe che conoscevo io proprio non vengono registrate da loro, a malapena sanno raccontare le storie, appunto di Cappuccetto Rosso e della Bella Addormentata nel Bosco, che spesso conoscono solo perché sono state riadattate per il cinema o per la televisione, e quando chiedo vabbè, mettete anche i fiabe altre che che conoscete voi eccetera, mettono nome di cartoni animati o di serie tv.Ora, non so se sia solo le ragazze e i ragazzi che seguo io in queste classi oppure sia una cosa diffusa, però appunto, non ci sono più le fiabe di una volta.Che significhi questo, non lo so.Io ve la butto così, poi rifletteci e se mi viene in mente qualche riflessione interessante fatemelo sapere.TRANSLATIONFairy tales are not what they used to be. Unfortunately or fortunately, I haven't decided yet, but maybe a bit of both, both unfortunately and fortunately. When I was little, the fairy tales we all knew were, well, maybe five, six: Cinderella, Little Red Riding Hood, Sleeping Beauty, Puss in Boots, I can't think of any others, anyway there were few, let's say the fairy tales that we all knew, all the boys and all the girls.Yeah, when my son was little, let's say I didn't tell him fairy tales that much, like Cinderella and Little Red Riding Hood because they seemed dated to me, it seemed to me that they had roles, they presented very stereotyped roles, so I bought him books that talked about, told other stories, not the traditional ones, those that were collected by the Brothers Grimm, which are the ones that are the most widespread in Europe, perhaps even in the world, at least the people up to my generation.Today fairy tales are different, the very concept of fairy tale I don't know how it works anymore, I know for sure, because there is a game that I often do in my classes which is to create a matrix, so a table, and everyone puts, that is, writes on a piece of paper, on a sheet, their favorite fairy tale and then we try to put together the...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 698 Film da non perdere - The Zone of Interest</title>
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        <![CDATA[Più che un film è un'esperienza. Fidatevi.<br><br>TASCRIZIONE [ENG translation below]<br><i><b>The Zone of Interest </b></i>è un film agghiacciante.Vabbè, allora, nella mia vita avrò visto migliaia di film, anche perché andare al cinema mi piace tantissimo, poi perlomeno un periodo sono stata una assiduissima frequentatrice di festival cinematografici, quindi film ne ho visto di tutti i tipi, tutti i colori, però non avevo mai visto un film come La Zona di Interesse, The Zone of Interest, appunto un film agghiacciante, molto interessante non solo dal punto di vista del contenuto per come viene affrontato l'argomento trattato, ma anche dal punto di vista stilistico e dal punto di vista più prettamente tecnico.<br><br>Il <b>suono</b> è un elemento fondamentale, diciamo che in tutto il film il suono è uno dei protagonisti che aiuta a rendere ancora più agghiacciante quello che viene raccontato, l'uso persistente, mischiato di suoni e effetti sonori, cose che potrebbero sembrare musica, il modo in cui a qualcuno si sentono le parole, si sente qualcuno che parla, si sentono altre persone 'non parlare'.<br><br>Non voglio scendere nei dettagli perché non voglio rovinarvi la sorpresa o l'effetto che fa vedere questo film per la prima volta, sicuramente andrò a vederlo per una seconda volta perché è uno di quei film che dopo che l'hai visto ti rimane dentro e continui a pensarci infatti quando sono andata a vederlo poi la notte sono tornata a casa ero così emotivamente coinvolta che mi sono messa a cercare in lungo e in largo articoli scritti sul film, podcast che parlassero del film, analisi, appunto perché era notte, ero a casa e dormivano tutti, avevo bisogno di parlare di questo film, perché sì, se non avete ancora avuto la possibilità di andarlo a vedere, fatevi un regalo per la vostra vita e andate a vederlo perché è un film che non si dimentica. <br><br>E quando voi pensate, non vi dico nemmeno di cosa parla, io non sapevo di cosa parlasse, se l'avessi saputo non sarei andata probabilmente perché avrei detto, no non un altro film su questo argomento, uff abbiamo già visto tutto, ci hanno già raccontato tutto in tutti i modi possibili e immaginabili, ecco mi sarei persa un'esperienza. <br><br>È banale dirlo ma è un'esperienza andare a film, abbandonatevici, lasciatevi trasportare da quali che siano le emozioni che vi assalgono e poi, non lo so, andate a vederlo una seconda volta, sicuramente questo è quello che farò io, un film potente, un film che sì, rimane.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>The Zone of Interest is a chilling film. Well, then, in my life I must have seen thousands of films, also because I love going to the cinema so much, then at least for a period I was a very assiduous frequenter of film festivals, so I have seen films of all types, all colors, however I had never seen a film like The Zone of Interest, The Zone of Interest, precisely a chilling film, very interesting not only from the point of view of the content for how the topic is addressed, but also from the stylistic point of view and from the more strictly technical point of view, the sound is a fundamental element,let's say that throughout the film the sound is one of the protagonists that helps to make even more chilling what is being told, the persistent use, mixed with sounds and sound effects, things that could seem like music, the way in which someone hears the words, you hear someone talking, you hear other people 'not talking', I don't want to go into details because I don't want to ruin the surprise or the effect that seeing this film for the first time makes,surely I will go to see it a second time because it is one of those films that after you have seen it stays with you and you keep thinking about it in fact when I went to see it then at night I came home I was so emotionally involved that I started looking far and wide for articles written about the film, podcasts that talked about the film, analysis,precisely because it was night, I was home and everyone was sleeping, I needed to talk about this film, because yes, if you haven't had the chance to go and see it yet, give yourself a gift for your life and go and see it because it is a film that you will never forget. And when you think, I won't even tell you what it's about, I didn't know what it was about, if I had known I probably wouldn't have gone because I would have said, no not another film on this subject, ugh we've already seen everything, they've already told us everything in every possible and imaginable way, here I would have missed an experience. It's banal to say it but it's an experience to go to the movies, abandon yourself, let yourself be carried away by whatever emotions you feel, and then, I don't know, go see it a second time, surely that's what I'll do, a powerful film, a film that yes, it stays with you.]]>
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      <pubDate>Thu, 07 Mar 2024 08:47:48 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 697 Sputacchi</title>
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        <![CDATA[C'ho lo specchio del bagno pieno di sputacchi di dentifricio. Anche voi? Parliamone. Senza parlare delle elezioni in Sardegna.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b><i> [ENG translation below]</i><br>Giuro che stamattina...Giuro che stamattina avevo in mente un argomento di cui parlare, di quelle cose belle, sfiziose che ti fanno fare collegamenti inaspettati, ti aprono orizzonti e ti fanno sentire più intelligente. L'avevo lì, davanti a me, e ora, poche ore dopo, non ricordo più cosa fosse questo pensiero profondissimo.<br><br>Niente, vi parlerò di qualcos'altro. Non parlerò delle elezioni politiche in Sardegna, ma le userò come spunto per parlare di una categoria di persone: quelle che durante la campagna elettorale non si sbilanciano mai, non vogliono dire per chi voteranno.<br><br>Per carità, il voto è segreto e ognuno vota per chi vuole. Ma c'è una categoria particolare di persone che durante la campagna elettorale non si sbilancia mai, fa finta di essere super partes. E poi, una volta pubblicati gli esiti, si butta sul carro del vincitore, facendo gli auguri per il buon lavoro e dicendo che comunque non avevano mai scommesso su chi ha perso.Non so, mi ritrovo a parlarvi delle elezioni in Sardegna, non del risultato, ma del modo in cui ho scelto il partito che ho votato: in base ai programmi, sperando naturalmente che vincesse. Ma non l'ho votato perché sapevo che avrebbe vinto. Non ho votato il partito più forte, ho votato il partito che rispecchia i miei ideali, e così ho sempre fatto e continuerò a fare.<br><br>Che dire se mi troverò sempre dalla parte di chi perde? Boh, ci convivo e me ne faccio una ragione.Però non cambierò mai opinione politica solo per poter dire "ho votato il vincitore". C'è una metafora che uso, e non è solo una metafora, è la realtà: la mattina, quando mi guardo allo specchio, voglio guardarmi a testa alta. Di sputacchi nello specchio ce ne sono già abbastanza, quando mi lavo i denti schizzo dappertutto. Quindi bastano gli sputacchi del dentifricio, non voglio aggiungerci anche i miei.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I swear this morning I had in mind a topic to talk about, those beautiful things, delightful things that make you make connections you hadn't thought of, they open up horizons, in short, they make you feel smarter after making these connections yeah, I had it all there, right in front of me and now, a few hours later I absolutely don't remember what this profound thought was. So nothing, I'll talk to you about something else, I won't talk to you about the political elections that have just concluded in Sardinia. But I'll take advantage of the experience of the political elections that have just concluded in Sardinia to talk about a category of people. Those who throughout the entire campaign period never take sides, never want to say who they'll vote for. Of course, the vote is secret and everyone votes for whoever they want. But there is a particular category of people who precisely during the electoral campaign never take sides and pretend to be completely impartial. And then, once the results are published, they jump, I don't say on the winner's bandwagon. But they jump on the winner's bandwagon wishing them good luck for the work ahead and saying that anyway they didn't bet a penny on those who instead didn't win. I don't know, I mean, then I find myself talking about the political elections in Sardinia, but not about the result, but about the way I chose the party I voted for, and namely I chose it based on the programs, hoping naturally that it would win. But I didn't vote for it because I knew it would win. I didn't vote for the strongest party, I voted for the party that is the alignment that reflects my ideals and that's what I've always done. And that's what I'll continue to do. What can I say if I'll always find myself on the side of those who lose? Oh well, I live with it and make it a reason. But I'll never change my political opinion just to be able to say I voted for the winner because there's always this metaphor that I use, it's not even so much a metaphor, it's reality. In the morning, when I look at myself in the mirror I want to look at myself with my head held high because there are enough spits in the mirror already, because, I don't know about you, but when I brush my teeth I splash everywhere. So the toothpaste splatters on the mirror are enough. I don't want to add my own.]]>
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      <pubDate>Tue, 27 Feb 2024 13:02:01 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>C'ho lo specchio del bagno pieno di sputacchi di dentifricio. Anche voi? Parliamone. Senza parlare delle elezioni in Sardegna.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Giuro che stamattina...Giuro che stamattina avevo in mente un argomento di cui parlare, di quelle cose belle, sfiziose che ti fanno fare collegamenti inaspettati, ti aprono orizzonti e ti fanno sentire più intelligente. L'avevo lì, davanti a me, e ora, poche ore dopo, non ricordo più cosa fosse questo pensiero profondissimo.Niente, vi parlerò di qualcos'altro. Non parlerò delle elezioni politiche in Sardegna, ma le userò come spunto per parlare di una categoria di persone: quelle che durante la campagna elettorale non si sbilanciano mai, non vogliono dire per chi voteranno.Per carità, il voto è segreto e ognuno vota per chi vuole. Ma c'è una categoria particolare di persone che durante la campagna elettorale non si sbilancia mai, fa finta di essere super partes. E poi, una volta pubblicati gli esiti, si butta sul carro del vincitore, facendo gli auguri per il buon lavoro e dicendo che comunque non avevano mai scommesso su chi ha perso.Non so, mi ritrovo a parlarvi delle elezioni in Sardegna, non del risultato, ma del modo in cui ho scelto il partito che ho votato: in base ai programmi, sperando naturalmente che vincesse. Ma non l'ho votato perché sapevo che avrebbe vinto. Non ho votato il partito più forte, ho votato il partito che rispecchia i miei ideali, e così ho sempre fatto e continuerò a fare.Che dire se mi troverò sempre dalla parte di chi perde? Boh, ci convivo e me ne faccio una ragione.Però non cambierò mai opinione politica solo per poter dire "ho votato il vincitore". C'è una metafora che uso, e non è solo una metafora, è la realtà: la mattina, quando mi guardo allo specchio, voglio guardarmi a testa alta. Di sputacchi nello specchio ce ne sono già abbastanza, quando mi lavo i denti schizzo dappertutto. Quindi bastano gli sputacchi del dentifricio, non voglio aggiungerci anche i miei.TRANSLATIONI swear this morning I had in mind a topic to talk about, those beautiful things, delightful things that make you make connections you hadn't thought of, they open up horizons, in short, they make you feel smarter after making these connections yeah, I had it all there, right in front of me and now, a few hours later I absolutely don't remember what this profound thought was. So nothing, I'll talk to you about something else, I won't talk to you about the political elections that have just concluded in Sardinia. But I'll take advantage of the experience of the political elections that have just concluded in Sardinia to talk about a category of people. Those who throughout the entire campaign period never take sides, never want to say who they'll vote for. Of course, the vote is secret and everyone votes for whoever they want. But there is a particular category of people who precisely during the electoral campaign never take sides and pretend to be completely impartial. And then, once the results are published, they jump, I don't say on the winner's bandwagon. But they jump on the winner's bandwagon wishing them good luck for the work ahead and saying that anyway they didn't bet a penny on those who instead didn't win. I don't know, I mean, then I find myself talking about the political elections in Sardinia, but not about the result, but about the way I chose the party I voted for, and namely I chose it based on the programs, hoping naturally that it would win. But I didn't vote for it because I knew it would win. I didn't vote for the strongest party, I voted for the party that is the alignment that reflects my ideals and that's what I've always done. And that's what I'll continue to do. What can I say if I'll always find myself on the side of those who lose? Oh well, I live with it and make it a reason. But I'll never change my political opinion just to be able to say...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>C'ho lo specchio del bagno pieno di sputacchi di dentifricio. Anche voi? Parliamone. Senza parlare delle elezioni in Sardegna.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Giuro che stamattina...Giuro che stamattina avevo in mente un argomento di cui parlare, di qu</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 696 Tutta colpa di Marie Kondo</title>
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        <![CDATA[Insomma, per colpa di Marie Kondo mi tocca mollare tutto e mettermi a piegare le mutande in un certo modo che solo lei sa.<br><br>TRASCRIZIONE<br><br>Diciamo che la colpa è tutta di mi ricordo. Sì perché da quando ho guardato i video dove lei spiega come mettere via le cose, ma soprattutto come piegare le cose per farle stare bene nel cassetto e mantenerle in ordine, sono diventata Marie Kondo dipendente, ma solo per alcune cose molto precise, e cioè per le calze e per le mutande.<br><br>C'è un modo di piegare le mutande, soprattutto, che si arrotolano e poi vengono fuori dei tubi, specie dei tubi. Ora, io non ho non ho mai fatto il confronto, tipo, dieci mutande piegate così e dieci mutande piegate nel modo tradizionale, che, sappiamo tutti: piatta su un piano, poi giri prima l'aletta di destra, poi l'aletta di sinistra e poi l'aletta del cavallo e metti via, ecco no, il modello Marie Kondo è un po' diverso, immaginate: stendete la mutanda, poi dal lato, dal bordo superiore cominciate a fare un rotolino, rotolino, rotolino che quando arriva il cavallo poi girate i due lati, uno dentro l'altro, e faccio, fate una specie di taschino, e vengono fuori questi cilindretti molto carini che io metto in verticale nel cassetto e mi danno l'impressione di, non lo so, di ordine, poi vedo lì tutte le mutande, belle tutte a colpo d'occhio, posso decidere quale mettere, quale va con quale tipo di pantalone vestito eccetera.<br><br>l problema è che però è diventata una schiavitù, perché quando faccio ad esempio il bucato, poi ritiro la biancheria, magari non ho tempo di mettermi a piegare eccetera, ho giusto il tempo di dividere la roba mia da quella degli altri, poi all'interno della mia roba, le maglie dalle calze, dai pantaloni, eccetera, e invece mi trovo costretta, letteralmente costretta, a ripiegare una ad una le mutande e le calze alla maniera di Marie Kondo. E questo mi ruba del tempo, anche perché a volte avrei delle altre cose da fare, però è più forte di me, è una specie di... sapete le persone superstiziose che anche se sanno che le cose, la superstizione, non significa niente, sono appunto una cosa nella nostra mente, quindi potrebbero anche non farla, però è più forte di loro non ci riescono.<br><br>Ecco, io sono diventata schiava della piegatura delle mutande alla Marie Kondo per cui, che ne so, adesso sono appena tornata da un viaggio, disfo il borsone, c'era una pila di mia biancheria che in mia assenza è stata tolta dalla fune, eccetera eccetera, e anziché mettermi a mettere via le cose, eccetera, mettere su la lavatrice, mi sono dovuta mettere a piegare una ad una le mutande, che erano tante, e però non riuscivo a smettere. Ora con quelle le ho tutte piegate, ho messo i cilindretti tutti dentro il cassetto e quindi, con buona mia pace, posso dedicarmi finalmente a disfare la borsa e a fare le altre cose.<br>]]>
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        <![CDATA[Insomma, per colpa di Marie Kondo mi tocca mollare tutto e mettermi a piegare le mutande in un certo modo che solo lei sa.<br><br>TRASCRIZIONE<br><br>Diciamo che la colpa è tutta di mi ricordo. Sì perché da quando ho guardato i video dove lei spiega come mettere via le cose, ma soprattutto come piegare le cose per farle stare bene nel cassetto e mantenerle in ordine, sono diventata Marie Kondo dipendente, ma solo per alcune cose molto precise, e cioè per le calze e per le mutande.<br><br>C'è un modo di piegare le mutande, soprattutto, che si arrotolano e poi vengono fuori dei tubi, specie dei tubi. Ora, io non ho non ho mai fatto il confronto, tipo, dieci mutande piegate così e dieci mutande piegate nel modo tradizionale, che, sappiamo tutti: piatta su un piano, poi giri prima l'aletta di destra, poi l'aletta di sinistra e poi l'aletta del cavallo e metti via, ecco no, il modello Marie Kondo è un po' diverso, immaginate: stendete la mutanda, poi dal lato, dal bordo superiore cominciate a fare un rotolino, rotolino, rotolino che quando arriva il cavallo poi girate i due lati, uno dentro l'altro, e faccio, fate una specie di taschino, e vengono fuori questi cilindretti molto carini che io metto in verticale nel cassetto e mi danno l'impressione di, non lo so, di ordine, poi vedo lì tutte le mutande, belle tutte a colpo d'occhio, posso decidere quale mettere, quale va con quale tipo di pantalone vestito eccetera.<br><br>l problema è che però è diventata una schiavitù, perché quando faccio ad esempio il bucato, poi ritiro la biancheria, magari non ho tempo di mettermi a piegare eccetera, ho giusto il tempo di dividere la roba mia da quella degli altri, poi all'interno della mia roba, le maglie dalle calze, dai pantaloni, eccetera, e invece mi trovo costretta, letteralmente costretta, a ripiegare una ad una le mutande e le calze alla maniera di Marie Kondo. E questo mi ruba del tempo, anche perché a volte avrei delle altre cose da fare, però è più forte di me, è una specie di... sapete le persone superstiziose che anche se sanno che le cose, la superstizione, non significa niente, sono appunto una cosa nella nostra mente, quindi potrebbero anche non farla, però è più forte di loro non ci riescono.<br><br>Ecco, io sono diventata schiava della piegatura delle mutande alla Marie Kondo per cui, che ne so, adesso sono appena tornata da un viaggio, disfo il borsone, c'era una pila di mia biancheria che in mia assenza è stata tolta dalla fune, eccetera eccetera, e anziché mettermi a mettere via le cose, eccetera, mettere su la lavatrice, mi sono dovuta mettere a piegare una ad una le mutande, che erano tante, e però non riuscivo a smettere. Ora con quelle le ho tutte piegate, ho messo i cilindretti tutti dentro il cassetto e quindi, con buona mia pace, posso dedicarmi finalmente a disfare la borsa e a fare le altre cose.<br>]]>
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      <pubDate>Mon, 12 Feb 2024 13:58:00 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 695 Ah! I pronomi di genere (in genere...)</title>
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        <![CDATA[Col mio senso dell'umorismo un po' malizioso mi caccio in situazioni imbarazzanti.<br><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>C'ho un problema coi pronomi. Anzi no, ho problemi coi pronomi su diversi fronti. Allora, ogni volta che cerco di tradurre qualcosa dall'inglese all'italiano, mi trovo a dover affrontare il problema dei pronomi che ormai chi parla in inglese è abituato, appena si presenta, a dire il nome, poi i pronomi che usa. Quindi quando io partecipo a gruppi, a incontri d'oltralpe, in lingua inglese dico "Mi chiamo Cristina Marras, pronouns she/her", quindi mi chiamo Cristina Marras e uso i pronomi 'she', al nominativo, e poi 'her' in tutti gli altri casi in inglese. Ora, in italiano questo non esiste, non non si usa, in italiano comunque è tutto reso incredibilmente difficile dal fatto che ogni articolo, sostantivo, aggettivo, spesso anche alcune forme verbali vengono declinate dipendentemente dal genere. Quindi se io voglio evitare di usare un linguaggio sessista, maschilista dove usando il maschile si intendono anche le donne, se voglio dare visibilità anche all'altro genere, dico "tutti e tutte", altra cosa problematica è che nell'italiano manca la forma neutra, quindi mentre in inglese si dico "they", loro, vuol dire che non è né maschio né femmina, può essere qualsiasi cosa, qualsiasi genere, in italiano questo non è possibile.<br><br>Perché ve lo sto raccontando? Perché io ho un senso dell'umorismo 'wicked' che vuol dire un po' malizioso, un po' sciocchino anche, per certe persone. Quindi l'altro giorno mi trovavo appunto in uno di questi incontri, con altra gente che veniva da tutte le parti del mondo, ma più che altro gente di lingua inglese, e quando abbiamo fatto il giro di presentazioni mi sono presentata dicendo "mi chiamo Cristina Marras e i pronomi che uso sono 'she' e 'her' e poi ho aggiunto 'her Majesty' che è come dire Sua Eccellenza, sì sua monarca, sì Majesty di solito si usa per per la regina. <br><br>E c'è qualcuno che ci è rimasto male perché c'era un po l'impressione che io stessi prendendo in giro il fatto di usare, che la gente giustamente chiede un linguaggio inclusivo che riconosce i diversi generi. E io ci sono rimasta malissimo, anzitutto perché io ho un rapporto personale con la regina. Io quando sono diventata cittadina australiana ho dovuto giurare fedeltà alla regina, ma veramente, proprio con il coso li, la bibbia non l'ho usata però ho dovuto giurare fedeltà alla regina perché io sono suddita. E poi raga', con il mazzo che mi faccio ogni giorno per cercare di usare una lingua inclusiva proprio io, insomma, è una cosa che non se ne cava piede, bisogna continuamente camminare sulle uova e niente, farò più attenzione, lo giuro, lo prometto, però lasciate il mio senso dell'umorismo, però lo riserverò ad altri ambiti. Questo ve lo prometto.<br><br><br>TRANSLATION<br>Ep. 695 Ah! I pronomi di genere (in genere...).mp3<br>I have a problem with pronouns. Actually no, I have problems with pronouns on several fronts. So, whenever I try to translate something from English into Italian, I face the problem of pronouns that by now English speakers are used to, as soon as they introduce themselves, saying the name, then the pronouns they use. So when I participate in groups, in transalpine meetings, in English I say "My name is Cristina Marras, pronouns she/her," so my name is Cristina Marras and I use the pronouns 'she', in the nominative, and then 'her' in all other cases in English. Now in Italian this does not exist, it is not used, in Italian actually it is all made incredibly difficult by the fact that every article, noun, adjective, often even some verb forms are declined depending on gender. So if I want to avoid using sexist, macho language where using the masculine also means women, if I want to give visibility to the other gender as well, I say "all male and all female," another problematic thing is that in Italian the neutral form doesn't exist, so while in English you say "they," and it means, it is neither male nor female, it can be anything, any gender, in Italian this is not possible .<br>Why am I telling you this? Because I have a wicked sense of humor, which means a little mischievous, a little silly even, for some people. So the other day I was just in one of these meetings, with other people who came from all over the world, but mostly English-speaking people, and when we did the round of introductions I introduced myself by saying "my name is Cristina Marras and the pronouns I use are 'she' and 'her' and then I added 'her Majesty' which is like saying Her Excellency, yes her monarch, Majesty is usually used for the queen.<br>And there were some people who were annoyed because there was a bit of an impression that I was making fun of the fact that I was using, that people (rightly so) demand inclusive language that recognises all genres. And I felt terrible about it, first of all because I have a personal relationship with the queen. When I became an Australian citizen I had to swear allegiance to the queen, but for real, just with the thing there, I didn't swear on the Bible however I had to swear allegiance to the queen because I am subject. And then guys, with the hard work I do every day to try to use an inclusive language, me of all people, I mean, it's a thing that you can never win, you have to constantly walk on eggshells and nothing, I will pay more attention, I promise, I promise, however leave me my sense of humor, but I will reserve it for other circumstances. This I promise you.]]>
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Quindi se io voglio evitare di usare un linguaggio sessista, maschilista dove usando il maschile si intendono anche le donne, se voglio dare visibilità anche all'altro genere, dico "tutti e tutte", altra cosa problematica è che nell'italiano manca la forma neutra, quindi mentre in inglese si dico "they", loro, vuol dire che non è né maschio né femmina, può essere qualsiasi cosa, qualsiasi genere, in italiano questo non è possibile.<br><br>Perché ve lo sto raccontando? Perché io ho un senso dell'umorismo 'wicked' che vuol dire un po' malizioso, un po' sciocchino anche, per certe persone. Quindi l'altro giorno mi trovavo appunto in uno di questi incontri, con altra gente che veniva da tutte le parti del mondo, ma più che altro gente di lingua inglese, e quando abbiamo fatto il giro di presentazioni mi sono presentata dicendo "mi chiamo Cristina Marras e i pronomi che uso sono 'she' e 'her' e poi ho aggiunto 'her Majesty' che è come dire Sua Eccellenza, sì sua monarca, sì Majesty di solito si usa per per la regina. <br><br>E c'è qualcuno che ci è rimasto male perché c'era un po l'impressione che io stessi prendendo in giro il fatto di usare, che la gente giustamente chiede un linguaggio inclusivo che riconosce i diversi generi. E io ci sono rimasta malissimo, anzitutto perché io ho un rapporto personale con la regina. Io quando sono diventata cittadina australiana ho dovuto giurare fedeltà alla regina, ma veramente, proprio con il coso li, la bibbia non l'ho usata però ho dovuto giurare fedeltà alla regina perché io sono suddita. E poi raga', con il mazzo che mi faccio ogni giorno per cercare di usare una lingua inclusiva proprio io, insomma, è una cosa che non se ne cava piede, bisogna continuamente camminare sulle uova e niente, farò più attenzione, lo giuro, lo prometto, però lasciate il mio senso dell'umorismo, però lo riserverò ad altri ambiti. Questo ve lo prometto.<br><br><br>TRANSLATION<br>Ep. 695 Ah! I pronomi di genere (in genere...).mp3<br>I have a problem with pronouns. Actually no, I have problems with pronouns on several fronts. So, whenever I try to translate something from English into Italian, I face the problem of pronouns that by now English speakers are used to, as soon as they introduce themselves, saying the name, then the pronouns they use. So when I participate in groups, in transalpine meetings, in English I say "My name is Cristina Marras, pronouns she/her," so my name is Cristina Marras and I use the pronouns 'she', in the nominative, and then 'her' in all other cases in English. Now in Italian this does not exist, it is not used, in Italian actually it is all made incredibly difficult by the fact that every article, noun, adjective, often even some verb forms are declined depending on gender. So if I want to avoid using sexist, macho language where using the masculine also means women, if I want to give visibility to the other gender as well, I say "all male and all female," another problematic thing is that in Italian the neutral form doesn't exist, so while in English you say "they," and it means, it is neither male nor female, it can be anything, any gender, in Italian this is not possible .<br>Why am I telling you this? Because I have a wicked sense of humor, which means a little mischievous, a little silly even, for some people. So the other day I was just in one of these meetings, with other people who came from all over the world, but mostly English-speaking people, and when we did the round of introductions I introduced myself by saying "my name is Cristina Marras and the pronouns I use are 'she' and 'her' and then I added 'her Majesty' which is like saying Her Excellency, yes her monarch, Majesty is usually used for the queen.<br>And there were some people who were annoyed because there was a bit of an impression that I was making fun of the fact that I was using, that people (rightly so) demand inclusive language that recognises all genres. And I felt terrible about it, first of all because I have a personal relationship with the queen. When I became an Australian citizen I had to swear allegiance to the queen, but for real, just with the thing there, I didn't swear on the Bible however I had to swear allegiance to the queen because I am subject. And then guys, with the hard work I do every day to try to use an inclusive language, me of all people, I mean, it's a thing that you can never win, you have to constantly walk on eggshells and nothing, I will pay more attention, I promise, I promise, however leave me my sense of humor, but I will reserve it for other circumstances. This I promise you.]]>
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      <pubDate>Fri, 02 Feb 2024 14:53:55 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Col mio senso dell'umorismo un po' malizioso mi caccio in situazioni imbarazzanti.TRASCRIZIONE [ENG translation below]C'ho un problema coi pronomi. Anzi no, ho problemi coi pronomi su diversi fronti. Allora, ogni volta che cerco di tradurre qualcosa dall'inglese all'italiano, mi trovo a dover affrontare il problema dei pronomi che ormai chi parla in inglese è abituato, appena si presenta, a dire il nome, poi i pronomi che usa. Quindi quando io partecipo a gruppi, a incontri d'oltralpe, in lingua inglese dico "Mi chiamo Cristina Marras, pronouns she/her", quindi mi chiamo Cristina Marras e uso i pronomi 'she', al nominativo, e poi 'her' in tutti gli altri casi in inglese. Ora, in italiano questo non esiste, non non si usa, in italiano comunque è tutto reso incredibilmente difficile dal fatto che ogni articolo, sostantivo, aggettivo, spesso anche alcune forme verbali vengono declinate dipendentemente dal genere. Quindi se io voglio evitare di usare un linguaggio sessista, maschilista dove usando il maschile si intendono anche le donne, se voglio dare visibilità anche all'altro genere, dico "tutti e tutte", altra cosa problematica è che nell'italiano manca la forma neutra, quindi mentre in inglese si dico "they", loro, vuol dire che non è né maschio né femmina, può essere qualsiasi cosa, qualsiasi genere, in italiano questo non è possibile.Perché ve lo sto raccontando? Perché io ho un senso dell'umorismo 'wicked' che vuol dire un po' malizioso, un po' sciocchino anche, per certe persone. Quindi l'altro giorno mi trovavo appunto in uno di questi incontri, con altra gente che veniva da tutte le parti del mondo, ma più che altro gente di lingua inglese, e quando abbiamo fatto il giro di presentazioni mi sono presentata dicendo "mi chiamo Cristina Marras e i pronomi che uso sono 'she' e 'her' e poi ho aggiunto 'her Majesty' che è come dire Sua Eccellenza, sì sua monarca, sì Majesty di solito si usa per per la regina. E c'è qualcuno che ci è rimasto male perché c'era un po l'impressione che io stessi prendendo in giro il fatto di usare, che la gente giustamente chiede un linguaggio inclusivo che riconosce i diversi generi. E io ci sono rimasta malissimo, anzitutto perché io ho un rapporto personale con la regina. Io quando sono diventata cittadina australiana ho dovuto giurare fedeltà alla regina, ma veramente, proprio con il coso li, la bibbia non l'ho usata però ho dovuto giurare fedeltà alla regina perché io sono suddita. E poi raga', con il mazzo che mi faccio ogni giorno per cercare di usare una lingua inclusiva proprio io, insomma, è una cosa che non se ne cava piede, bisogna continuamente camminare sulle uova e niente, farò più attenzione, lo giuro, lo prometto, però lasciate il mio senso dell'umorismo, però lo riserverò ad altri ambiti. Questo ve lo prometto.TRANSLATIONEp. 695 Ah! I pronomi di genere (in genere...).mp3I have a problem with pronouns. Actually no, I have problems with pronouns on several fronts. So, whenever I try to translate something from English into Italian, I face the problem of pronouns that by now English speakers are used to, as soon as they introduce themselves, saying the name, then the pronouns they use. So when I participate in groups, in transalpine meetings, in English I say "My name is Cristina Marras, pronouns she/her," so my name is Cristina Marras and I use the pronouns 'she', in the nominative, and then 'her' in all other cases in English. Now in Italian this does not exist, it is not used, in Italian actually it is all made incredibly difficult by the fact that every article, noun, adjective, often even some verb forms are declined depending on gender. So if I want to avoid using sexist, macho language where using the masculine also means women, if I want to give visibility to the other gender as well, I say "all male and all female," another problematic thing is that in Italian the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Col mio senso dell'umorismo un po' malizioso mi caccio in situazioni imbarazzanti.TRASCRIZIONE [ENG translation below]C'ho un problema coi pronomi. Anzi no, ho problemi coi pronomi su diversi fronti. Allora, ogni volta che cerco di tradurre qualcosa dall'</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 694 Riso:pianto - ma perchè?</title>
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        <![CDATA[È innegabile che anche gli animali provino emozioni, ma noi esseri umani siamo gli unici a manifestare quelle estreme in modo così plateale, con il riso e con il pianto. Perché lo facciamo?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br>Sicuramente noi esseri umani non siamo gli unici nel creato a provare emozioni forti. Se penso ai miei gatti quando prendo in mano il barattolo del loro cibo che sono tutti contenti, mi ballano attorno, mi fanno gli occhi dolci. Oppure penso anche ad altri tipi di animali quando vengono disturbati, che sono arrabbiati. Però, per quanto io ne so, noi esseri umani siamo gli unici a manifestare queste grandi emozioni, tristi o allegre, in modo così plateale, con il riso e con il pianto.<br><br>Ora, so che alcuni animali, mi pare, gli elefanti, emettono lacrime salate, però se voi immaginate, proprio da fumetto, una persona che piange a singhiozzi, ecco, io non ho mai visto l'immagine o il video di un elefante che singhiozza così. So anche che ci sono degli animali che ridono, ma sorridono, moltissimi cani lo fanno, però non ho mai visto il video di un animale che sghignazza di pancia, ride contento o contenta.<br><br>Mi sto chiedendo: come mai noi esseri umani abbiamo queste manifestazioni così esagerate delle nostre emozioni? Di solito quando ci sono delle cose che io almeno non riesco a spiegare, poi quando vado a grattare viene fuori che è sempre qualcosa che ha a che vedere con l'evoluzione della specie, che per un motivo o per l'altro abbiamo sviluppato questo comportamento perché nei millenni si è visto che le persone che naturalmente avevano questo tipo di atteggiamento poi vivevano, invece gli altri, e quindi si potevano riprodurre tramandando i geni che facevano comportare in un certo modo, invece quelle persone che non si comportavano così, boom, morivano perché venivano divorate dal mammut.<br><br>Allora non ho fatto ancora delle ricerche approfondite per scoprire i motivi di tanta, diciamo esagerazione nel pianto e nel riso, però è interessante pensarci. Siamo gli unici a esprimerci così e a farlo in modo così plateale, così rumoroso, così evidente. Un motivo sicuramente c'è, perché io non lo so, sono cresciuta così che penso sempre che tutte le cose abbiano un loro motivo, abbiano una loro ragione e il fatto che io non la conosca non significa che non ci sia. Quindi sono molto propensa a pensare che le cose che non so, sono lì, però comunque ora mi informo, poi se scopo ve lo faccio sapere Ahahahahahahah. Finisco con una risata.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Surely we human beings are not the only ones in creation who experience strong emotions. When I think of my cats when I pick up the jar of their food they are all happy, dancing around me, making eyes at me. Or I also think of other kinds of animals when they are disturbed, that they are angry. However, as far as I know, we human beings are the only ones who manifest these great emotions, sad or happy, so blatantly, with laughter and crying.<br><br>Now, I know that some animals, I think, elephants, emit salty tears, however, if you imagine, just from comics, a person sobbing with sobs, lo and behold, I have never seen a picture or video of an elephant sobbing like that. I also know that some animals laugh, but they smile, a lot of dogs do, however, I have never seen a video of an animal snickering from the belly, laughing contentedly or happy.<br><br>I am wondering: how come we human beings have such exaggerated manifestations of our emotions? Usually when there are things that I at least can't explain, then when I go to scratch it turns out that it's always something to do with the evolution of the species, that for one reason or another we developed this behavior because over the millennia it was seen that the people who naturally had this kind of attitude then lived, instead the others, and then they could reproduce by passing on the genes that made people behave in a certain way, instead those people who didn't behave this way, boom, they died because they were eaten by the mammoth.<br><br>So I haven't done extensive research yet to find out the reasons for so much, let's say exaggeration in crying and laughing, however, it is interesting to think about it. We are the only ones who express ourselves like this and do it so blatantly, so loudly, so blatantly. There is a reason, because I don't know, I grew up always thinking that all things have their reason, they have their reason, and the fact that I don't know it doesn't mean it's not there. So I'm very inclined to think that the things I don't know, they're there, however, I'm going to look into it now, then if I fuck I'll let you know Ahahahahahahah. I end with a laugh.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 27 Jan 2024 16:02:03 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>È innegabile che anche gli animali provino emozioni, ma noi esseri umani siamo gli unici a manifestare quelle estreme in modo così plateale, con il riso e con il pianto. Perché lo facciamo?TRASCRIZIONE [Eng translation below]Sicuramente noi esseri umani non siamo gli unici nel creato a provare emozioni forti. Se penso ai miei gatti quando prendo in mano il barattolo del loro cibo che sono tutti contenti, mi ballano attorno, mi fanno gli occhi dolci. Oppure penso anche ad altri tipi di animali quando vengono disturbati, che sono arrabbiati. Però, per quanto io ne so, noi esseri umani siamo gli unici a manifestare queste grandi emozioni, tristi o allegre, in modo così plateale, con il riso e con il pianto.Ora, so che alcuni animali, mi pare, gli elefanti, emettono lacrime salate, però se voi immaginate, proprio da fumetto, una persona che piange a singhiozzi, ecco, io non ho mai visto l'immagine o il video di un elefante che singhiozza così. So anche che ci sono degli animali che ridono, ma sorridono, moltissimi cani lo fanno, però non ho mai visto il video di un animale che sghignazza di pancia, ride contento o contenta.Mi sto chiedendo: come mai noi esseri umani abbiamo queste manifestazioni così esagerate delle nostre emozioni? Di solito quando ci sono delle cose che io almeno non riesco a spiegare, poi quando vado a grattare viene fuori che è sempre qualcosa che ha a che vedere con l'evoluzione della specie, che per un motivo o per l'altro abbiamo sviluppato questo comportamento perché nei millenni si è visto che le persone che naturalmente avevano questo tipo di atteggiamento poi vivevano, invece gli altri, e quindi si potevano riprodurre tramandando i geni che facevano comportare in un certo modo, invece quelle persone che non si comportavano così, boom, morivano perché venivano divorate dal mammut.Allora non ho fatto ancora delle ricerche approfondite per scoprire i motivi di tanta, diciamo esagerazione nel pianto e nel riso, però è interessante pensarci. Siamo gli unici a esprimerci così e a farlo in modo così plateale, così rumoroso, così evidente. Un motivo sicuramente c'è, perché io non lo so, sono cresciuta così che penso sempre che tutte le cose abbiano un loro motivo, abbiano una loro ragione e il fatto che io non la conosca non significa che non ci sia. Quindi sono molto propensa a pensare che le cose che non so, sono lì, però comunque ora mi informo, poi se scopo ve lo faccio sapere Ahahahahahahah. Finisco con una risata.TRANSLATIONSurely we human beings are not the only ones in creation who experience strong emotions. When I think of my cats when I pick up the jar of their food they are all happy, dancing around me, making eyes at me. Or I also think of other kinds of animals when they are disturbed, that they are angry. However, as far as I know, we human beings are the only ones who manifest these great emotions, sad or happy, so blatantly, with laughter and crying.Now, I know that some animals, I think, elephants, emit salty tears, however, if you imagine, just from comics, a person sobbing with sobs, lo and behold, I have never seen a picture or video of an elephant sobbing like that. I also know that some animals laugh, but they smile, a lot of dogs do, however, I have never seen a video of an animal snickering from the belly, laughing contentedly or happy.I am wondering: how come we human beings have such exaggerated manifestations of our emotions? Usually when there are things that I at least can't explain, then when I go to scratch it turns out that it's always something to do with the evolution of the species, that for one reason or another we developed this behavior because over the millennia it was seen that the people who naturally had this kind of attitude then lived, instead the others, and then they could reproduce by passing on the genes that made people behave in a...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 693 Dov'è il mio telefono?</title>
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        <![CDATA[Una volta tanto la tecnologia mi ha risolto immediatamente un problema. <br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>I perigli della tecnologia e quando invece ci risolve un problema.<br>L'altro giorno sono andata a trovare mia mamma. Avevo con me il cellulare quando sono arrivata da lei, e lo so di sicuro perché in macchina stavo ascoltando un podcast, quindi sicuramente ce l'avevo con me. Poi quando è arrivato il momento di lasciare casa di mamma, ho cercato un po' quello che avevo da portarmi dietro. Quindi borsa, chiavi e telefono e il telefono non c'era. A volte lo poggio in in luoghi improbabili. Quindi cosa ho fatto? Ho preso il telefono di mia mamma e mi sono chiamata. Non sentendo alcuno squillo alcuno trillo ho pensato ah, chissà forse l'ho lasciato in macchina. <br><br>Non sarebbe stata nemmeno la prima volta che avendo altre borse da prendere dal sedile mi dimentico di disincastrare il cellulare che di solito appiccico in un porta cellulare che è attaccato al cruscotto della macchina. Quindi arrivo alla macchina che per fortuna non era parcheggiata troppo lontano. Apro la macchina e il telefono non c'è.<br><br>Ero sicura che non me l'avessero rubato perché dubito che un ladro si metta ad aprire la macchina, a rubare il telefono e poi richiudere la macchina a chiave. Quindi ero sicura che non me l'avevano rubato. Però ho guardato sotto i sedili e non trovandolo, ho detto vabbè, allora l'ho veramente lasciato a casa di mamma, quindi torno a casa di mamma. Ripeto, la macchina non era parcheggiata lontanissimo però cinque minuti a piedi sì, quindi torno da mia mamma e dico Mamma, il telefono deve essere qua, richiamami e poi mentre il telefono col suo telefono in mano sento il mio telefono che squilla, faccio il giro della casa e niente, non trovo il telefono.<br><br>A quel punto chiamo, io ho una app a casa nel computer, che si chiama 'trova il mio', il mio telefono, il mio iPad, il mio computer. Quindi chiamo a casa. Per fortuna risponde mio figlio, naturalmente il numero me lo sono fatta dare da mia mamma, perché io tutti i miei numeri di telefono li ho, nel cellulare e anche tutte le mie password, tutto quanto in una app particolare che mi gestisce le password. Quindi chiamo casa, risponde mio figlio e dico aiutami, non trovo più il mio cellulare. Apri il mio il mio portatile e individua quella app particolare e aiutami a trovarla, a trovare il telefono. Lui apre il computer, fa tutte le cose, vede immediatamente il pallino del mio telefono e mi dice sì, è esattamente e mi dice la via dove sto però non mi aiutava perché sapevo che era a casa di mamma, ma non sapevo dove, e niente, alla fine ha trovato una cosa che dice 'fai suonare l'apparecchio' e me l'ha fatto suonare e l'avevo appoggiato nel bagno sopra un piccolo scaffale.<br><br>Perché il telefono non suonava quando lo chiamavo dall'apparecchio telefonico di mia mamma? Perché dove abita mia mamma non c'è ricezione e quindi non avrebbe mai suonato. Evviva la tecnologia!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The perils of technology and when it solves a problem The other day I went to visit my mom. I had my phone with me when I arrived, and I know for sure because I was listening to a podcast in the car, so I definitely had it with me. Then when it was time to leave my mom's house, I looked around for a bit for what I had to take with me. So bag, keys, and phone, and the phone wasn't there. Sometimes I put it in unlikely places. So what did I do? I took my mom's phone and called myself. Not hearing any ringing or trilling, I thought, "Ah, I wonder if I left it in the car." It wouldn't have been the first time that, having other bags to take from the seat, I forgot to unhook the phone that I usually stick in a cell phone holder that is attached to the dashboard of the car. So I arrive at the car, which fortunately wasn't parked too far away. I open the car and the phone isn't there. I was sure that no one had stolen it because I doubt that a thief would go to the trouble of opening the car, stealing the phone, and then locking the car back up. So I was sure that no one had stolen it. But I looked under the seats and not finding it, I said, "Well, then I really left it at mom's house," so I go back to mom's house. I repeat, the car wasn't parked too far away, but five minutes on foot, yes, so I go back to mom's house and say, "Mom, the phone must be here, call me back." And then while I'm holding my mom's phone, I hear my phone ringing, I go around the house and nothing, I can't find the phone. At that point I call, I have an app at home on my computer that's called 'find my', my phone, my iPad, my computer. So I call home. Luckily, my son answers, naturally I got the number from my mom, because I have all my phone numbers in my cell phone and also all my passwords, everything in a particular app that manages my passwords. So I call home, my son answers and I say, "Help me, I can't find my cell phone anymore. Open my laptop and find that particular app and help me find it, to find the phone." He opens the computer, does everything, immediately sees the dot for my phone and says, "Yes, it's exactly" and tells me the street where I am, but it didn't help me because I knew it was at my mom's house, but I didn't know where, and nothing, in the end he found something that says "make the device ring" and made it ring for me and I had put it in the bathroom on a small shelf. Why didn't the phone ring when I called it from my mom's phone? Because there is no reception where my mom lives, so it would never have rung. Hurray for technology!<br><br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Una volta tanto la tecnologia mi ha risolto immediatamente un problema. <br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>I perigli della tecnologia e quando invece ci risolve un problema.<br>L'altro giorno sono andata a trovare mia mamma. Avevo con me il cellulare quando sono arrivata da lei, e lo so di sicuro perché in macchina stavo ascoltando un podcast, quindi sicuramente ce l'avevo con me. Poi quando è arrivato il momento di lasciare casa di mamma, ho cercato un po' quello che avevo da portarmi dietro. Quindi borsa, chiavi e telefono e il telefono non c'era. A volte lo poggio in in luoghi improbabili. Quindi cosa ho fatto? Ho preso il telefono di mia mamma e mi sono chiamata. Non sentendo alcuno squillo alcuno trillo ho pensato ah, chissà forse l'ho lasciato in macchina. <br><br>Non sarebbe stata nemmeno la prima volta che avendo altre borse da prendere dal sedile mi dimentico di disincastrare il cellulare che di solito appiccico in un porta cellulare che è attaccato al cruscotto della macchina. Quindi arrivo alla macchina che per fortuna non era parcheggiata troppo lontano. Apro la macchina e il telefono non c'è.<br><br>Ero sicura che non me l'avessero rubato perché dubito che un ladro si metta ad aprire la macchina, a rubare il telefono e poi richiudere la macchina a chiave. Quindi ero sicura che non me l'avevano rubato. Però ho guardato sotto i sedili e non trovandolo, ho detto vabbè, allora l'ho veramente lasciato a casa di mamma, quindi torno a casa di mamma. Ripeto, la macchina non era parcheggiata lontanissimo però cinque minuti a piedi sì, quindi torno da mia mamma e dico Mamma, il telefono deve essere qua, richiamami e poi mentre il telefono col suo telefono in mano sento il mio telefono che squilla, faccio il giro della casa e niente, non trovo il telefono.<br><br>A quel punto chiamo, io ho una app a casa nel computer, che si chiama 'trova il mio', il mio telefono, il mio iPad, il mio computer. Quindi chiamo a casa. Per fortuna risponde mio figlio, naturalmente il numero me lo sono fatta dare da mia mamma, perché io tutti i miei numeri di telefono li ho, nel cellulare e anche tutte le mie password, tutto quanto in una app particolare che mi gestisce le password. Quindi chiamo casa, risponde mio figlio e dico aiutami, non trovo più il mio cellulare. Apri il mio il mio portatile e individua quella app particolare e aiutami a trovarla, a trovare il telefono. 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Sometimes I put it in unlikely places. So what did I do? I took my mom's phone and called myself. Not hearing any ringing or trilling, I thought, "Ah, I wonder if I left it in the car." It wouldn't have been the first time that, having other bags to take from the seat, I forgot to unhook the phone that I usually stick in a cell phone holder that is attached to the dashboard of the car. So I arrive at the car, which fortunately wasn't parked too far away. I open the car and the phone isn't there. I was sure that no one had stolen it because I doubt that a thief would go to the trouble of opening the car, stealing the phone, and then locking the car back up. So I was sure that no one had stolen it. But I looked under the seats and not finding it, I said, "Well, then I really left it at mom's house," so I go back to mom's house. I repeat, the car wasn't parked too far away, but five minutes on foot, yes, so I go back to mom's house and say, "Mom, the phone must be here, call me back." And then while I'm holding my mom's phone, I hear my phone ringing, I go around the house and nothing, I can't find the phone. At that point I call, I have an app at home on my computer that's called 'find my', my phone, my iPad, my computer. So I call home. Luckily, my son answers, naturally I got the number from my mom, because I have all my phone numbers in my cell phone and also all my passwords, everything in a particular app that manages my passwords. So I call home, my son answers and I say, "Help me, I can't find my cell phone anymore. Open my laptop and find that particular app and help me find it, to find the phone." He opens the computer, does everything, immediately sees the dot for my phone and says, "Yes, it's exactly" and tells me the street where I am, but it didn't help me because I knew it was at my mom's house, but I didn't know where, and nothing, in the end he found something that says "make the device ring" and made it ring for me and I had put it in the bathroom on a small shelf. Why didn't the phone ring when I called it from my mom's phone? Because there is no reception where my mom lives, so it would never have rung. Hurray for technology!<br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 22 Jan 2024 09:34:44 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Una volta tanto la tecnologia mi ha risolto immediatamente un problema. TRASCRIZIONE [ENG translation below]I perigli della tecnologia e quando invece ci risolve un problema.L'altro giorno sono andata a trovare mia mamma. Avevo con me il cellulare quando sono arrivata da lei, e lo so di sicuro perché in macchina stavo ascoltando un podcast, quindi sicuramente ce l'avevo con me. Poi quando è arrivato il momento di lasciare casa di mamma, ho cercato un po' quello che avevo da portarmi dietro. Quindi borsa, chiavi e telefono e il telefono non c'era. A volte lo poggio in in luoghi improbabili. Quindi cosa ho fatto? Ho preso il telefono di mia mamma e mi sono chiamata. Non sentendo alcuno squillo alcuno trillo ho pensato ah, chissà forse l'ho lasciato in macchina. Non sarebbe stata nemmeno la prima volta che avendo altre borse da prendere dal sedile mi dimentico di disincastrare il cellulare che di solito appiccico in un porta cellulare che è attaccato al cruscotto della macchina. Quindi arrivo alla macchina che per fortuna non era parcheggiata troppo lontano. Apro la macchina e il telefono non c'è.Ero sicura che non me l'avessero rubato perché dubito che un ladro si metta ad aprire la macchina, a rubare il telefono e poi richiudere la macchina a chiave. Quindi ero sicura che non me l'avevano rubato. Però ho guardato sotto i sedili e non trovandolo, ho detto vabbè, allora l'ho veramente lasciato a casa di mamma, quindi torno a casa di mamma. Ripeto, la macchina non era parcheggiata lontanissimo però cinque minuti a piedi sì, quindi torno da mia mamma e dico Mamma, il telefono deve essere qua, richiamami e poi mentre il telefono col suo telefono in mano sento il mio telefono che squilla, faccio il giro della casa e niente, non trovo il telefono.A quel punto chiamo, io ho una app a casa nel computer, che si chiama 'trova il mio', il mio telefono, il mio iPad, il mio computer. Quindi chiamo a casa. Per fortuna risponde mio figlio, naturalmente il numero me lo sono fatta dare da mia mamma, perché io tutti i miei numeri di telefono li ho, nel cellulare e anche tutte le mie password, tutto quanto in una app particolare che mi gestisce le password. Quindi chiamo casa, risponde mio figlio e dico aiutami, non trovo più il mio cellulare. Apri il mio il mio portatile e individua quella app particolare e aiutami a trovarla, a trovare il telefono. Lui apre il computer, fa tutte le cose, vede immediatamente il pallino del mio telefono e mi dice sì, è esattamente e mi dice la via dove sto però non mi aiutava perché sapevo che era a casa di mamma, ma non sapevo dove, e niente, alla fine ha trovato una cosa che dice 'fai suonare l'apparecchio' e me l'ha fatto suonare e l'avevo appoggiato nel bagno sopra un piccolo scaffale.Perché il telefono non suonava quando lo chiamavo dall'apparecchio telefonico di mia mamma? Perché dove abita mia mamma non c'è ricezione e quindi non avrebbe mai suonato. Evviva la tecnologia!TRANSLATIONThe perils of technology and when it solves a problem The other day I went to visit my mom. I had my phone with me when I arrived, and I know for sure because I was listening to a podcast in the car, so I definitely had it with me. Then when it was time to leave my mom's house, I looked around for a bit for what I had to take with me. So bag, keys, and phone, and the phone wasn't there. Sometimes I put it in unlikely places. So what did I do? I took my mom's phone and called myself. Not hearing any ringing or trilling, I thought, "Ah, I wonder if I left it in the car." It wouldn't have been the first time that, having other bags to take from the seat, I forgot to unhook the phone that I usually stick in a cell phone holder that is attached to the dashboard of the car. So I arrive at the car, which fortunately wasn't parked too far away. I open the car and the phone isn't there. I was sure that no one had stolen it because I doubt...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Una volta tanto la tecnologia mi ha risolto immediatamente un problema. TRASCRIZIONE [ENG translation below]I perigli della tecnologia e quando invece ci risolve un problema.L'altro giorno sono andata a trovare mia mamma. Avevo con me il cellulare quando </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 692 Sulle tracce dell'oca (assassina)</title>
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        <![CDATA[Continuano le mie avventure con l'oca assassina :-) Sfide impreviste, forse legate a un misterioso intruso, hanno portato alla scomparsa delle galline e a una difficile decisione. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br><br>Uh, la mia oca non c'è più. Va bene, state tranquilli, è viva e vegeta. Non le è successo niente, ma ora non ho più accesso diretto a lei. Perché? Che è successo allora?<br><br>Per chi non avesse seguito le vicende dell'oca assassina che mi perseguitava, mi aggrediva e mi ha anche ferito facendomi uscire il sangue dal braccio, era alloggiata nella fattoria di mia suocera, a circa quaranta chilometri da Cagliari. Quando si andava a visitare la suocera, la madre di mio marito, passavo naturalmente del tempo con quest'oca fantastica.<br><br>Però, dopo l'ultima incursione da parte di non sappiamo bene se sia una volpe oppure una volpe a due gambe, come dice mio marito, la scorsa settimana sono scomparse tutte le galline che c'erano lì, e insieme all'oca è rimasta solo lei. Non si sa se sia stata una volpe.<br><br>Non si pensa sia stata una volpe perché le volpi, e lo sappiamo perché l'abbiamo visto in passato, poi chiunque abbia assistito a una strage fatta da una volpe sa a cosa mi sto riferendo, non c'è bisogno che lo racconti qui, però quando è una volpe a fare la strage è la natura. Le volpi fanno questo, è il loro mestiere, il loro mestiere istituzionale, la volpe che fa il massacro di galline. Però, non c'erano tracce di nessun tipo, quindi pensiamo che qualcuno se le sia rubate.<br><br>Ci sono i rubagalline ancora nel duemila e ventiquattro, ci sono i rubagalline, quindi la mia oca tanto amata è rimasta da sola e la famiglia ha deciso di darla via, portandola in una fattoria dove ci sono altre galline. Ma soprattutto, ci sono altre oche anche di sesso maschile, quindi potrà anche procreare, fare insomma quello che fanno le oche.<br><br>Mi dispiace molto, perché quest'oca che era incredibile. Appena si arrivava a Pula, parcheggiavo la macchina, giuro, tempo di aprire lo sportello e lei starnazzava fortissimo. Ma riconosceva evidentemente il rumore della macchina perché lo spazio dove era alloggiata era dietro la casa, quindi non poteva assolutamente vedere né la macchina né tanto meno la mia personcina.Quindi va bene, la prossima volta che andrò nella fattoria non ci sarà l'oca. Mi dispiace tantissimo. Avrei voglia di andare a visitarla nella sua nuova casa per vedere se le è passata questa follia che aveva nei miei confronti, che mi aggrediva. E io cercavo da dietro la rete di portarla a volevo farmi, volevo piacerle. Ecco, volevo farmi perdonare. Chissà quale cosa ho commesso senza saperlo. Comunque sta bene. E se mi capiterà di vederla e di avere sue notizie, sicuramente ve le riferirò.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Uh, my goose is no longer with me. Well, don't worry, she's alive and well. Nothing happened to her, but I no longer have direct access to her. Why? What happened then?<br><br>For those who haven't followed the events of the assassin goose that pursued me, attacked me, and even wounded me, causing blood to flow from my arm, she was housed on my mother-in-law's farm, about forty kilometers from Cagliari. When we used to visit my husband's mother, I naturally spent time with this fantastic goose.<br><br>However, after the last raid by, we're not sure if it was a fox or a fox on two legs, as my husband says, because last week all the hens that were there disappeared, leaving only the goose. Indeed, we don't know if it was a fox.<br><br>We don't think it was a fox because foxes, and we know this from past experience, anyone who has witnessed a massacre by a fox knows what I'm referring to, there's no need to tell the story here. But well, when a fox does the massacre, it's nature. Foxes do this; it's their job, their institutional job, the fox that massacres hens. However, there were no traces of any kind, so we think someone stole them.<br><br>Chicken thieves still exist in 2024; chicken thieves are still around. So, my beloved goose was left alone, and the family decided to give her away, taking her to a farm where there are other chickens. But more importantly, there are other male geese, so she may also reproduce, do what geese do.<br><br>I'm very sorry because this goose was incredible. As soon as we arrived in Pula, I parked the car, I swear, the moment I opened the door, she honked loudly. But she evidently recognized the sound of the car because the space where she was housed was behind the house, so she couldn't see the car or, even less, my person.<br><br>So, well, the next time I go to the farm, there won't be the goose. I'm very sorry. I would like to go visit her in her new home to see if she has overcome this madness she had towards me, attacking me. And I was trying from behind the fence to bring her around, I wanted to please her. That's it; I wanted to make amends. Who knows what I did without knowing it.<br><br>Anyway, she's fine. And if I happen to see her and have news, I will certainly report them to you.]]>
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        <![CDATA[Continuano le mie avventure con l'oca assassina :-) Sfide impreviste, forse legate a un misterioso intruso, hanno portato alla scomparsa delle galline e a una difficile decisione. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br><br>Uh, la mia oca non c'è più. Va bene, state tranquilli, è viva e vegeta. Non le è successo niente, ma ora non ho più accesso diretto a lei. Perché? Che è successo allora?<br><br>Per chi non avesse seguito le vicende dell'oca assassina che mi perseguitava, mi aggrediva e mi ha anche ferito facendomi uscire il sangue dal braccio, era alloggiata nella fattoria di mia suocera, a circa quaranta chilometri da Cagliari. Quando si andava a visitare la suocera, la madre di mio marito, passavo naturalmente del tempo con quest'oca fantastica.<br><br>Però, dopo l'ultima incursione da parte di non sappiamo bene se sia una volpe oppure una volpe a due gambe, come dice mio marito, la scorsa settimana sono scomparse tutte le galline che c'erano lì, e insieme all'oca è rimasta solo lei. Non si sa se sia stata una volpe.<br><br>Non si pensa sia stata una volpe perché le volpi, e lo sappiamo perché l'abbiamo visto in passato, poi chiunque abbia assistito a una strage fatta da una volpe sa a cosa mi sto riferendo, non c'è bisogno che lo racconti qui, però quando è una volpe a fare la strage è la natura. Le volpi fanno questo, è il loro mestiere, il loro mestiere istituzionale, la volpe che fa il massacro di galline. Però, non c'erano tracce di nessun tipo, quindi pensiamo che qualcuno se le sia rubate.<br><br>Ci sono i rubagalline ancora nel duemila e ventiquattro, ci sono i rubagalline, quindi la mia oca tanto amata è rimasta da sola e la famiglia ha deciso di darla via, portandola in una fattoria dove ci sono altre galline. Ma soprattutto, ci sono altre oche anche di sesso maschile, quindi potrà anche procreare, fare insomma quello che fanno le oche.<br><br>Mi dispiace molto, perché quest'oca che era incredibile. Appena si arrivava a Pula, parcheggiavo la macchina, giuro, tempo di aprire lo sportello e lei starnazzava fortissimo. Ma riconosceva evidentemente il rumore della macchina perché lo spazio dove era alloggiata era dietro la casa, quindi non poteva assolutamente vedere né la macchina né tanto meno la mia personcina.Quindi va bene, la prossima volta che andrò nella fattoria non ci sarà l'oca. Mi dispiace tantissimo. Avrei voglia di andare a visitarla nella sua nuova casa per vedere se le è passata questa follia che aveva nei miei confronti, che mi aggrediva. E io cercavo da dietro la rete di portarla a volevo farmi, volevo piacerle. Ecco, volevo farmi perdonare. Chissà quale cosa ho commesso senza saperlo. Comunque sta bene. E se mi capiterà di vederla e di avere sue notizie, sicuramente ve le riferirò.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Uh, my goose is no longer with me. Well, don't worry, she's alive and well. Nothing happened to her, but I no longer have direct access to her. Why? What happened then?<br><br>For those who haven't followed the events of the assassin goose that pursued me, attacked me, and even wounded me, causing blood to flow from my arm, she was housed on my mother-in-law's farm, about forty kilometers from Cagliari. When we used to visit my husband's mother, I naturally spent time with this fantastic goose.<br><br>However, after the last raid by, we're not sure if it was a fox or a fox on two legs, as my husband says, because last week all the hens that were there disappeared, leaving only the goose. Indeed, we don't know if it was a fox.<br><br>We don't think it was a fox because foxes, and we know this from past experience, anyone who has witnessed a massacre by a fox knows what I'm referring to, there's no need to tell the story here. But well, when a fox does the massacre, it's nature. Foxes do this; it's their job, their institutional job, the fox that massacres hens. However, there were no traces of any kind, so we think someone stole them.<br><br>Chicken thieves still exist in 2024; chicken thieves are still around. So, my beloved goose was left alone, and the family decided to give her away, taking her to a farm where there are other chickens. But more importantly, there are other male geese, so she may also reproduce, do what geese do.<br><br>I'm very sorry because this goose was incredible. As soon as we arrived in Pula, I parked the car, I swear, the moment I opened the door, she honked loudly. But she evidently recognized the sound of the car because the space where she was housed was behind the house, so she couldn't see the car or, even less, my person.<br><br>So, well, the next time I go to the farm, there won't be the goose. I'm very sorry. I would like to go visit her in her new home to see if she has overcome this madness she had towards me, attacking me. And I was trying from behind the fence to bring her around, I wanted to please her. That's it; I wanted to make amends. Who knows what I did without knowing it.<br><br>Anyway, she's fine. And if I happen to see her and have news, I will certainly report them to you.]]>
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      <pubDate>Tue, 16 Jan 2024 13:36:52 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 691 Cassette per imbucare</title>
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        <![CDATA[Come? Stanno smantellando tutte le casse delle lettere, quelle rosse per imbucare la posta? Ah, no, aspé...<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Stamattina con un po' di tristezza è un po' di malinconia, ho letto che dovremmo dire addio alle nostre belle cassette per le lettere per imbucare le lettere quelle rosse che si trovano in tutte le città italiane. Ci sono legata molto sentimentalmente perché da sempre già da quando ero ragazzina, mi piaceva spedire lettere e cartoline anche alle persone che abitavano nella mia città, e poi, naturalmente, vivendo all'estero non facevo uso specifico delle cassette delle lettere italiane, però in giro per il mondo andava a spedire le lettere, comunque vederle in città, quelle quelle antiche divise in due in due sezioni città e italia non mi ricordo cosa ci sia scritto, mi dà un senso di sicurezza un senso di tranquillità un senso di, Ecco sono a casa, un po' come le cabine telefoniche che, ahimé, invece quelle sì sono scomparse, quindi non mi ricordo dove ho letto 'addio alle vecchie cabine, alle vecchie cassette delle lettere verranno sostituite da queste nuove cassette delle lettere intelligenti che dicono al postino, quando c'è la lettera, ci sono le lettere dentro, che dicono anche che tempo fa e chissà cos'altro. Poi cercando così in rete sono capitata su un altro articolo intitolato esattamente allo stesso modo, addio alle vecchie cassette posta diventeranno smart e digitali, sono andata a vedere la data ed era il settembre del 2022, quindi più di un anno fa. Quindi mi è venuto da ridere perché in questo articolo del 2022 si diceva che entro l'anno ci sarebbero state non so quanta percentuale in tutta Italia di cassette postali rosse tolte e sostituite da quelle super intelligenti e quindi invece adesso l'ANSA pubblica la notizia che verranno installate le cassette. Quindi in un anno non si è fatto assolutamente niente, allora dopo l'inizio della giornata. un po' malinconico, ho detto oddio mi portano via anche alle cassette delle lettere, mi sono rilassata e mi sono ricordata, e vabbè ce ne vuole di tempo prima che facciano realmente qualcosa, Cristina, rilassati che ancora per molto tempo, ti potrei godere le tue belle cassette delle lettere che già da due anni ci provano e dire che le devono sostituire con questa intelligenti, per ora di intelligente non so che cosa ci sia in Italia, sicuramente non le cassette delle lettere e comunque a me le cassette delle lettere piacciono non intelligenti, preferisco che l'intelligenza risieda dentro le lettere dentro le cartoline dentro le missive che la gente in buca ci mette dentro. E vabbè no. Comunque se ste cose intelligenti le devono fare tiro un sospiro di sollievo perché ancora me le posso godere. Infatti domani per prima cosa vado e mi fotografo la mia cassetta delle lettere rossa prima che diventi veramente una rarità da museo.<br><br>TRANSLATION<br>This morning, with a bit of sadness and a bit of melancholy, I read that we should say goodbye to our beautiful letterboxes for posting letters, the red ones found in all Italian cities. I have been very sentimentally attached to them because I have always had them, ever since I was a little girl. , I also liked sending letters and postcards to people who lived in my city. And then naturally, living abroad I didn't make specific use of Italian letterboxes, but I went around the world to send letters, in any case seeing them in the city. The old ones divided into two sections, city and Italy. I don't remember what was written on them, it gave me a sense of security, a sense of tranquility, a sense of. Here, I'm at home, a bit like the telephone booths which, alas, instead those have disappeared. So I don't remember saying goodbye to the old letterboxes. They will be replaced by these new intelligent letterboxes that tell the postman when there are letters inside, which also tell you the weather and who knows what else. Then, while searching online, I came across another article titled exactly the same, goodbye to old mailboxes. They will become smart and digital. I went to look at the date and it was September 2022, so more than a year ago. So it was funny because in this article from 2022 it was said that within the year. I don't know what percentage of post boxes throughout Italy would have been removed and replaced by super intelligent ones. So? Instead now the ANSApublishes the news that the boxes will be installed. So in a year absolutely nothing has been done. So, after the start of the day was a little melancholy, oh God, they even take away my letterboxes, I relaxed and remembered. And oh well, dinners take a long time before they actually do something. Cristina. Relax for a long time longer you will be able to enjoy your beautiful letterboxes. For two years now they've been trying to say that they have to replace them with intelligent ones. For now, I don't know what intelligent things there are in Italy. Certainly not letterboxes. And anyway, I like letterboxes, not intelligent ones. I prefer that intelligence resides inside the letters, inside the postcards, inside the missives that people in the hole put in them. It's fine if these intelligent things are to be used. A sigh of relief. Why still? But can I enjoy them? In fact First thing tomorrow I'll go and take a photo of my red letterbox before it truly becomes a museum rarity.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Come? Stanno smantellando tutte le casse delle lettere, quelle rosse per imbucare la posta? Ah, no, aspé...<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Stamattina con un po' di tristezza è un po' di malinconia, ho letto che dovremmo dire addio alle nostre belle cassette per le lettere per imbucare le lettere quelle rosse che si trovano in tutte le città italiane. Ci sono legata molto sentimentalmente perché da sempre già da quando ero ragazzina, mi piaceva spedire lettere e cartoline anche alle persone che abitavano nella mia città, e poi, naturalmente, vivendo all'estero non facevo uso specifico delle cassette delle lettere italiane, però in giro per il mondo andava a spedire le lettere, comunque vederle in città, quelle quelle antiche divise in due in due sezioni città e italia non mi ricordo cosa ci sia scritto, mi dà un senso di sicurezza un senso di tranquillità un senso di, Ecco sono a casa, un po' come le cabine telefoniche che, ahimé, invece quelle sì sono scomparse, quindi non mi ricordo dove ho letto 'addio alle vecchie cabine, alle vecchie cassette delle lettere verranno sostituite da queste nuove cassette delle lettere intelligenti che dicono al postino, quando c'è la lettera, ci sono le lettere dentro, che dicono anche che tempo fa e chissà cos'altro. Poi cercando così in rete sono capitata su un altro articolo intitolato esattamente allo stesso modo, addio alle vecchie cassette posta diventeranno smart e digitali, sono andata a vedere la data ed era il settembre del 2022, quindi più di un anno fa. Quindi mi è venuto da ridere perché in questo articolo del 2022 si diceva che entro l'anno ci sarebbero state non so quanta percentuale in tutta Italia di cassette postali rosse tolte e sostituite da quelle super intelligenti e quindi invece adesso l'ANSA pubblica la notizia che verranno installate le cassette. Quindi in un anno non si è fatto assolutamente niente, allora dopo l'inizio della giornata. un po' malinconico, ho detto oddio mi portano via anche alle cassette delle lettere, mi sono rilassata e mi sono ricordata, e vabbè ce ne vuole di tempo prima che facciano realmente qualcosa, Cristina, rilassati che ancora per molto tempo, ti potrei godere le tue belle cassette delle lettere che già da due anni ci provano e dire che le devono sostituire con questa intelligenti, per ora di intelligente non so che cosa ci sia in Italia, sicuramente non le cassette delle lettere e comunque a me le cassette delle lettere piacciono non intelligenti, preferisco che l'intelligenza risieda dentro le lettere dentro le cartoline dentro le missive che la gente in buca ci mette dentro. E vabbè no. Comunque se ste cose intelligenti le devono fare tiro un sospiro di sollievo perché ancora me le posso godere. Infatti domani per prima cosa vado e mi fotografo la mia cassetta delle lettere rossa prima che diventi veramente una rarità da museo.<br><br>TRANSLATION<br>This morning, with a bit of sadness and a bit of melancholy, I read that we should say goodbye to our beautiful letterboxes for posting letters, the red ones found in all Italian cities. I have been very sentimentally attached to them because I have always had them, ever since I was a little girl. , I also liked sending letters and postcards to people who lived in my city. And then naturally, living abroad I didn't make specific use of Italian letterboxes, but I went around the world to send letters, in any case seeing them in the city. The old ones divided into two sections, city and Italy. I don't remember what was written on them, it gave me a sense of security, a sense of tranquility, a sense of. Here, I'm at home, a bit like the telephone booths which, alas, instead those have disappeared. So I don't remember saying goodbye to the old letterboxes. They will be replaced by these new intelligent letterboxes that tell the postman when there are letters inside, which also tell you the weather and who knows what else. Then, while searching online, I came across another article titled exactly the same, goodbye to old mailboxes. They will become smart and digital. I went to look at the date and it was September 2022, so more than a year ago. So it was funny because in this article from 2022 it was said that within the year. I don't know what percentage of post boxes throughout Italy would have been removed and replaced by super intelligent ones. So? Instead now the ANSApublishes the news that the boxes will be installed. So in a year absolutely nothing has been done. So, after the start of the day was a little melancholy, oh God, they even take away my letterboxes, I relaxed and remembered. And oh well, dinners take a long time before they actually do something. Cristina. Relax for a long time longer you will be able to enjoy your beautiful letterboxes. For two years now they've been trying to say that they have to replace them with intelligent ones. For now, I don't know what intelligent things there are in Italy. Certainly not letterboxes. And anyway, I like letterboxes, not intelligent ones. I prefer that intelligence resides inside the letters, inside the postcards, inside the missives that people in the hole put in them. It's fine if these intelligent things are to be used. A sigh of relief. Why still? But can I enjoy them? In fact First thing tomorrow I'll go and take a photo of my red letterbox before it truly becomes a museum rarity.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 14 Jan 2024 08:12:34 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Come? Stanno smantellando tutte le casse delle lettere, quelle rosse per imbucare la posta? Ah, no, aspé...TRASCRIZIONE [ENG translation below]Stamattina con un po' di tristezza è un po' di malinconia, ho letto che dovremmo dire addio alle nostre belle cassette per le lettere per imbucare le lettere quelle rosse che si trovano in tutte le città italiane. Ci sono legata molto sentimentalmente perché da sempre già da quando ero ragazzina, mi piaceva spedire lettere e cartoline anche alle persone che abitavano nella mia città, e poi, naturalmente, vivendo all'estero non facevo uso specifico delle cassette delle lettere italiane, però in giro per il mondo andava a spedire le lettere, comunque vederle in città, quelle quelle antiche divise in due in due sezioni città e italia non mi ricordo cosa ci sia scritto, mi dà un senso di sicurezza un senso di tranquillità un senso di, Ecco sono a casa, un po' come le cabine telefoniche che, ahimé, invece quelle sì sono scomparse, quindi non mi ricordo dove ho letto 'addio alle vecchie cabine, alle vecchie cassette delle lettere verranno sostituite da queste nuove cassette delle lettere intelligenti che dicono al postino, quando c'è la lettera, ci sono le lettere dentro, che dicono anche che tempo fa e chissà cos'altro. Poi cercando così in rete sono capitata su un altro articolo intitolato esattamente allo stesso modo, addio alle vecchie cassette posta diventeranno smart e digitali, sono andata a vedere la data ed era il settembre del 2022, quindi più di un anno fa. Quindi mi è venuto da ridere perché in questo articolo del 2022 si diceva che entro l'anno ci sarebbero state non so quanta percentuale in tutta Italia di cassette postali rosse tolte e sostituite da quelle super intelligenti e quindi invece adesso l'ANSA pubblica la notizia che verranno installate le cassette. Quindi in un anno non si è fatto assolutamente niente, allora dopo l'inizio della giornata. un po' malinconico, ho detto oddio mi portano via anche alle cassette delle lettere, mi sono rilassata e mi sono ricordata, e vabbè ce ne vuole di tempo prima che facciano realmente qualcosa, Cristina, rilassati che ancora per molto tempo, ti potrei godere le tue belle cassette delle lettere che già da due anni ci provano e dire che le devono sostituire con questa intelligenti, per ora di intelligente non so che cosa ci sia in Italia, sicuramente non le cassette delle lettere e comunque a me le cassette delle lettere piacciono non intelligenti, preferisco che l'intelligenza risieda dentro le lettere dentro le cartoline dentro le missive che la gente in buca ci mette dentro. E vabbè no. Comunque se ste cose intelligenti le devono fare tiro un sospiro di sollievo perché ancora me le posso godere. Infatti domani per prima cosa vado e mi fotografo la mia cassetta delle lettere rossa prima che diventi veramente una rarità da museo.TRANSLATIONThis morning, with a bit of sadness and a bit of melancholy, I read that we should say goodbye to our beautiful letterboxes for posting letters, the red ones found in all Italian cities. I have been very sentimentally attached to them because I have always had them, ever since I was a little girl. , I also liked sending letters and postcards to people who lived in my city. And then naturally, living abroad I didn't make specific use of Italian letterboxes, but I went around the world to send letters, in any case seeing them in the city. The old ones divided into two sections, city and Italy. I don't remember what was written on them, it gave me a sense of security, a sense of tranquility, a sense of. Here, I'm at home, a bit like the telephone booths which, alas, instead those have disappeared. So I don't remember saying goodbye to the old letterboxes. They will be replaced by these new intelligent letterboxes that tell the postman when there are letters inside, which also tell you the weather and who knows what else. Then, while searching online, I came...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Come? Stanno smantellando tutte le casse delle lettere, quelle rosse per imbucare la posta? Ah, no, aspé...TRASCRIZIONE [ENG translation below]Stamattina con un po' di tristezza è un po' di malinconia, ho letto che dovremmo dire addio alle nostre belle ca</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 690 Sarda? Chi, io?</title>
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        <![CDATA[Il mio sentimento di sardità varia nel tempo e dipende dalle latitudini. In questo momento mi sento molto sarda e molto contraria al colonialismo continentale. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br><br>Cosa significa per me essere sarda e considerarmi italiana? Bella parola. È una cosa difficile da descrivere perché è una cosa che cambia dipendentemente da dove mi trovo a vivere.<br><br>Quando stavo all'estero mi sentivo molto sarda e rivendicava la mia provenienza dall'isola della Sardegna. Quando ero molto giovane e stavo in Sardegna, prima delle mie tante migrazioni, l'identità sarda mi stava molto stretta perché era aggrovigliata con tutto quello che mi impediva di vivere la vita che avrei voluto vivere, parliamo degli anni '80 e essere una ragazzina con idee strane per la testa negli anni '80 a Cagliari non era semplicissimo, tant'è che per me fu più facile lasciare l'Italia che lasciare la Sardegna.<br><br>Sì, è una cosa strana quella dell'identità, perché ad esempio, quando stavo all'estero e vedevo un cognome sardo, non potevo fare a meno di... mi si sollevavano le antenne, ero per lo meno curiosa, o per lo meno mi veniva il pensiero, questa è una persona sarda. Non lo so se la stessa cosa accada con le persone che provengono dalle altre regioni italiane. Non lo so, quando un napoletano vede un cognome tipicamente napoletano, ma se poi esiste una cosa del genere, perché la nostra insularità ci ha anche portato a mantenere i nostri cognomi tra di noi?<br><br>Perché sto facendo questo discorso? Non lo so, perché in questi giorni si parla molto di identità, perché in questi giorni la Sardegna si prepara alle elezioni regionali che poi dovranno decidere il nostro destino per i prossimi quattro anni, anche per chi non si interessa di politica, se tu non ti interessi di politica la politica si interessa di te perché è la politica che poi fa funzionare, o fa non funzionare, tutti i servizi che noi usiamo.<br><br>L'essere abitanti di quest'isola meravigliosa, i fenicotteri, il mare, la spiaggia, il sole, tutto quello che vuoi, però poi ci troviamo tagliati fuori da un sacco di altri circuiti e purtroppo anche se tu vai al Museo Archeologico di Cagliari, che è molto completo a tutta la storia della Sardegna, però la Sardegna viene sempre presentata come quella che è stata occupata, non c'è una vera e propria storia della Sardegna dove noi siamo protagonisti perché noi protagonisti lo siamo stati, dico noi anche se io non c'ero, c'è anche quest'altra cosa qua, non è che perché in Sardegna ci sono stati i nuraghi che io sia particolarmente boh, non lo so una guerriera o che ne so. No però parlare del passato è importante per capire certi meccanismi e infatti c'è un sacco di gente che parla di Sardegna che però non ha studiato la storia e ne parla sempre in termini di colonia.<br><br>Ecco, la Sardegna non facciamola più stare, essere una colonia, autodeterminarci, no?<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>What does it mean for me to be Sardinian and to consider myself Italian? Good question. It is a difficult thing to describe because it is something that changes depending on where I am living. When I was abroad I felt very Sardinian and claimed my origin from the island of Sardinia. When I was very young and living in Sardinia, before my many migrations, the Sardinian identity was very tight for me because it was entangled with everything that prevented me from living the life I wanted to live, we are talking about the 1980s, and being a young girl with strange ideas in her head in the 1980s in Cagliari was not very easy, so much so that it was easier for me to leave Italy than to leave Sardinia.<br><br>Yes, it is a strange thing that of identity, because for example, when I was abroad and saw a Sardinian surname , I couldn't help but ... my antennae would be raised, I was at least curious, or at least the thought would come to me , this is a Sardinian person. I don't know if the same thing happens with people from other Italian regions. I don't know, when a Neapolitan sees a typical Neapolitan surname, but then if there is such a thing, why has our insularity also led us to keep our surnames among ourselves?<br><br>Why am I giving this speech? I don't know, because these days there is a lot of talk about identity, because these days Sardinia is preparing for the regional elections that then will have to decide our fate for the next four years, even for those who don't care about politics, if you don't care about politics politics politics cares about you because it is politics that then makes all the services that we use work , or doesn't work. The being inhabitants of this wonderful island, the flamingos, the sea, the beach, the sun, everything you want, but then we find ourselves cut off from a lot of other circuits and unfortunately even if you go to the Archaeological Museum in Cagliari , which is very comprehensive to the whole history of Sardinia, however Sardinia is always presented as the one that was occupied, there is no real history of Sardinia where we are protagonists because we protagonists were , I say we even if I was not there, there is also this other thing here , it is not that because in Sardinia there were nuraghi that I am particularly boh , I don't know a warrior or what do I know .<br><br>No however talking about the past is important to understand certain mechanisms and in fact there are a lot of people who talk about Sardinia who however have not studied history and always talk about it in terms of a colony.<br><br>Here, let's not let Sardinia stay anymore, be a colony, self-determine, right?<br><br>]]>
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        <![CDATA[Il mio sentimento di sardità varia nel tempo e dipende dalle latitudini. In questo momento mi sento molto sarda e molto contraria al colonialismo continentale. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br><br>Cosa significa per me essere sarda e considerarmi italiana? Bella parola. È una cosa difficile da descrivere perché è una cosa che cambia dipendentemente da dove mi trovo a vivere.<br><br>Quando stavo all'estero mi sentivo molto sarda e rivendicava la mia provenienza dall'isola della Sardegna. Quando ero molto giovane e stavo in Sardegna, prima delle mie tante migrazioni, l'identità sarda mi stava molto stretta perché era aggrovigliata con tutto quello che mi impediva di vivere la vita che avrei voluto vivere, parliamo degli anni '80 e essere una ragazzina con idee strane per la testa negli anni '80 a Cagliari non era semplicissimo, tant'è che per me fu più facile lasciare l'Italia che lasciare la Sardegna.<br><br>Sì, è una cosa strana quella dell'identità, perché ad esempio, quando stavo all'estero e vedevo un cognome sardo, non potevo fare a meno di... mi si sollevavano le antenne, ero per lo meno curiosa, o per lo meno mi veniva il pensiero, questa è una persona sarda. Non lo so se la stessa cosa accada con le persone che provengono dalle altre regioni italiane. Non lo so, quando un napoletano vede un cognome tipicamente napoletano, ma se poi esiste una cosa del genere, perché la nostra insularità ci ha anche portato a mantenere i nostri cognomi tra di noi?<br><br>Perché sto facendo questo discorso? Non lo so, perché in questi giorni si parla molto di identità, perché in questi giorni la Sardegna si prepara alle elezioni regionali che poi dovranno decidere il nostro destino per i prossimi quattro anni, anche per chi non si interessa di politica, se tu non ti interessi di politica la politica si interessa di te perché è la politica che poi fa funzionare, o fa non funzionare, tutti i servizi che noi usiamo.<br><br>L'essere abitanti di quest'isola meravigliosa, i fenicotteri, il mare, la spiaggia, il sole, tutto quello che vuoi, però poi ci troviamo tagliati fuori da un sacco di altri circuiti e purtroppo anche se tu vai al Museo Archeologico di Cagliari, che è molto completo a tutta la storia della Sardegna, però la Sardegna viene sempre presentata come quella che è stata occupata, non c'è una vera e propria storia della Sardegna dove noi siamo protagonisti perché noi protagonisti lo siamo stati, dico noi anche se io non c'ero, c'è anche quest'altra cosa qua, non è che perché in Sardegna ci sono stati i nuraghi che io sia particolarmente boh, non lo so una guerriera o che ne so. No però parlare del passato è importante per capire certi meccanismi e infatti c'è un sacco di gente che parla di Sardegna che però non ha studiato la storia e ne parla sempre in termini di colonia.<br><br>Ecco, la Sardegna non facciamola più stare, essere una colonia, autodeterminarci, no?<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>What does it mean for me to be Sardinian and to consider myself Italian? Good question. It is a difficult thing to describe because it is something that changes depending on where I am living. When I was abroad I felt very Sardinian and claimed my origin from the island of Sardinia. When I was very young and living in Sardinia, before my many migrations, the Sardinian identity was very tight for me because it was entangled with everything that prevented me from living the life I wanted to live, we are talking about the 1980s, and being a young girl with strange ideas in her head in the 1980s in Cagliari was not very easy, so much so that it was easier for me to leave Italy than to leave Sardinia.<br><br>Yes, it is a strange thing that of identity, because for example, when I was abroad and saw a Sardinian surname , I couldn't help but ... my antennae would be raised, I was at least curious, or at least the thought would come to me , this is a Sardinian person. I don't know if the same thing happens with people from other Italian regions. I don't know, when a Neapolitan sees a typical Neapolitan surname, but then if there is such a thing, why has our insularity also led us to keep our surnames among ourselves?<br><br>Why am I giving this speech? I don't know, because these days there is a lot of talk about identity, because these days Sardinia is preparing for the regional elections that then will have to decide our fate for the next four years, even for those who don't care about politics, if you don't care about politics politics politics cares about you because it is politics that then makes all the services that we use work , or doesn't work. The being inhabitants of this wonderful island, the flamingos, the sea, the beach, the sun, everything you want, but then we find ourselves cut off from a lot of other circuits and unfortunately even if you go to the Archaeological Museum in Cagliari , which is very comprehensive to the whole history of Sardinia, however Sardinia is always presented as the one that was occupied, there is no real history of Sardinia where we are protagonists because we protagonists were , I say we even if I was not there, there is also this other thing here , it is not that because in Sardinia there were nuraghi that I am particularly boh , I don't know a warrior or what do I know .<br><br>No however talking about the past is important to understand certain mechanisms and in fact there are a lot of people who talk about Sardinia who however have not studied history and always talk about it in terms of a colony.<br><br>Here, let's not let Sardinia stay anymore, be a colony, self-determine, right?<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 12 Jan 2024 09:14:20 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 689 Clicca qui se non sei un computer</title>
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        <![CDATA[Avete presente quando vi appare la schermata che vi chiede 'mostrami che non sei un robot' e dovete fare clic su un quadratino? Mi vuoi dire che l'intelligenza artificiale che ormai sa fare tutto, non è in grado di fare un tic, di mettere un click su un quadratino? Ho scoperto il segreto, quello che un computer NON sa fare e che lo distingue da noi umani.<br><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Avete presente quando volete fare qualcosa su internet e vi appare una schermata che vi chiede 'mostrami che non sei un robot' e dovete fare clic su un quadratino.<br><br>Io ogni volta che l'ho trovato mi sono sempre chiesta ma scusa, l'intelligenza artificiale ormai sa fare cose incredibili, lo sapete bene anche voi, sia dal punto di vista dei disegni, dei video per non parlare poi della generazione di testi, e mi vuoi dire che una cosa così raffinata, così potente non è in grado di fare un tic, di mettere un click su un quadratino?<br><br>Quindi è sempre stata una cosa abbastanza arcana che non non riuscivo a spiegarmi e ora finalmente ho scoperto di che cosa si tratta, ed è effettivamente una cosa che distingue gli esseri umani dai computer.<br><br>Quando ci chiedono di fare click su un quadratino, non gliene frega niente che noi facciamo o meno clic sul quadratino perché click lo saprebbe fare anche il computer, non solo, ma il computer lo farebbe in un modo molto molto, molto preciso, cioè con una perfetta linea retta che da dove si trova il cursore arriverebbe al quadratino. Ecco, questa è una cosa che noi esseri umani non sappiamo fare.<br><br>Quindi quando ci chiedono fai click per dimostrare di essere umano, non gliene frega niente di vedere o meno il click sul quadratino, interessa al sistema vedere il percorso, il movimento che fa il nostro mouse, quindi il nostro cursore dentro lo schermo. Perché? E tenetevi stretti e strette, quando noi stiamo navigando automaticamente stiamo dando il permesso a... Boh a internet di controllare, gestire, raccogliere, conservare non solo i siti che noi visitiamo nella nella storia del nostro browser, ma anche tutti i movimenti che noi facciamo col nostro cursore, e mentre il computer appunto arriva in modo diretto e perfetto, linea retta da dove si trova il quadratino, un essere umano non sarà mai in grado di farlo, quindi si capisce che si tratta di un essere umano e non di un robot perché si vedono tutti i ghirigori, i movimenti del mouse fino ad arrivare al quadratino.<br><br>Quindi vi ho svelato un mistero, e il computer che cerca di imitarci non potrà mai essere così imperfetto quanto noi, fino a quando non si creeranno dei programmi che generano movimenti random del mouse, e allora non lo so, ci chiederanno un pelo dei capelli che verrà analizzato in tempo reale per vedere se si tratta di esseri umani oppure di computer.<br>Pensateci la prossima volta che muovete il mouse: vi stanno spiando.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>You know when you want to do something on the Internet and a screen pops up asking you 'show me that you are not a robot' and you have to click a little square.<br><br>I every time I found it, I always wondered but excuse me, artificial intelligence now can do incredible things, you know it too, both from the point of view of drawings, videos not to mention text generation, and you want to tell me that something so refined, so powerful is not able to make a twitch, to put a click on a square?<br><br>So it's always been a fairly arcane thing that I couldn't explain, and now I've finally found out what it is, and it's actually something that distinguishes human beings from computers.<br>When they ask us to click on a square, they don't give a damn whether we click on the square or not because click would know how to do it, not only that, but the computer would do it in a very, very precise way, that is, with a perfect straight line from where the cursor is to the square. Here, this is something we human beings do not know how to do.<br><br>So when they ask us to click to prove we are human, they don't give a damn whether or not they see the click on the little square, they care about the system seeing the path, the movement that our mouse makes, that is the cursor inside the screen. Why? And hold on tight and tight, when we are browsing automatically we are giving permission to... IDK to the Internet to control, to manage, to collect, to store not only the sites that we visit in the in the history of our browser, but also all the movements that we make with our cursor, and while the computer goes in a precise way in a direct and perfect, straight line from where the little square is, a human being will never be able to do that, so you can tell that it's a human being and not a robot because you see all the squiggles, the movements of the mouse all the way down to the little square.<br><br>So I have revealed a mystery to you, and the computer that tries to imitate us can never be as imperfect as we are, until they create programs that generate random mouse movements, and then I don't know, they will ask us for one of our hair that will be analysed in real time to see whether it is human beings or computers.<br><br>Think about it the next time you move the mouse: you are being spied on.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Avete presente quando vi appare la schermata che vi chiede 'mostrami che non sei un robot' e dovete fare clic su un quadratino? Mi vuoi dire che l'intelligenza artificiale che ormai sa fare tutto, non è in grado di fare un tic, di mettere un click su un quadratino? Ho scoperto il segreto, quello che un computer NON sa fare e che lo distingue da noi umani.<br><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Avete presente quando volete fare qualcosa su internet e vi appare una schermata che vi chiede 'mostrami che non sei un robot' e dovete fare clic su un quadratino.<br><br>Io ogni volta che l'ho trovato mi sono sempre chiesta ma scusa, l'intelligenza artificiale ormai sa fare cose incredibili, lo sapete bene anche voi, sia dal punto di vista dei disegni, dei video per non parlare poi della generazione di testi, e mi vuoi dire che una cosa così raffinata, così potente non è in grado di fare un tic, di mettere un click su un quadratino?<br><br>Quindi è sempre stata una cosa abbastanza arcana che non non riuscivo a spiegarmi e ora finalmente ho scoperto di che cosa si tratta, ed è effettivamente una cosa che distingue gli esseri umani dai computer.<br><br>Quando ci chiedono di fare click su un quadratino, non gliene frega niente che noi facciamo o meno clic sul quadratino perché click lo saprebbe fare anche il computer, non solo, ma il computer lo farebbe in un modo molto molto, molto preciso, cioè con una perfetta linea retta che da dove si trova il cursore arriverebbe al quadratino. Ecco, questa è una cosa che noi esseri umani non sappiamo fare.<br><br>Quindi quando ci chiedono fai click per dimostrare di essere umano, non gliene frega niente di vedere o meno il click sul quadratino, interessa al sistema vedere il percorso, il movimento che fa il nostro mouse, quindi il nostro cursore dentro lo schermo. Perché? E tenetevi stretti e strette, quando noi stiamo navigando automaticamente stiamo dando il permesso a... Boh a internet di controllare, gestire, raccogliere, conservare non solo i siti che noi visitiamo nella nella storia del nostro browser, ma anche tutti i movimenti che noi facciamo col nostro cursore, e mentre il computer appunto arriva in modo diretto e perfetto, linea retta da dove si trova il quadratino, un essere umano non sarà mai in grado di farlo, quindi si capisce che si tratta di un essere umano e non di un robot perché si vedono tutti i ghirigori, i movimenti del mouse fino ad arrivare al quadratino.<br><br>Quindi vi ho svelato un mistero, e il computer che cerca di imitarci non potrà mai essere così imperfetto quanto noi, fino a quando non si creeranno dei programmi che generano movimenti random del mouse, e allora non lo so, ci chiederanno un pelo dei capelli che verrà analizzato in tempo reale per vedere se si tratta di esseri umani oppure di computer.<br>Pensateci la prossima volta che muovete il mouse: vi stanno spiando.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>You know when you want to do something on the Internet and a screen pops up asking you 'show me that you are not a robot' and you have to click a little square.<br><br>I every time I found it, I always wondered but excuse me, artificial intelligence now can do incredible things, you know it too, both from the point of view of drawings, videos not to mention text generation, and you want to tell me that something so refined, so powerful is not able to make a twitch, to put a click on a square?<br><br>So it's always been a fairly arcane thing that I couldn't explain, and now I've finally found out what it is, and it's actually something that distinguishes human beings from computers.<br>When they ask us to click on a square, they don't give a damn whether we click on the square or not because click would know how to do it, not only that, but the computer would do it in a very, very precise way, that is, with a perfect straight line from where the cursor is to the square. Here, this is something we human beings do not know how to do.<br><br>So when they ask us to click to prove we are human, they don't give a damn whether or not they see the click on the little square, they care about the system seeing the path, the movement that our mouse makes, that is the cursor inside the screen. Why? And hold on tight and tight, when we are browsing automatically we are giving permission to... IDK to the Internet to control, to manage, to collect, to store not only the sites that we visit in the in the history of our browser, but also all the movements that we make with our cursor, and while the computer goes in a precise way in a direct and perfect, straight line from where the little square is, a human being will never be able to do that, so you can tell that it's a human being and not a robot because you see all the squiggles, the movements of the mouse all the way down to the little square.<br><br>So I have revealed a mystery to you, and the computer that tries to imitate us can never be as imperfect as we are, until they create programs that generate random mouse movements, and then I don't know, they will ask us for one of our hair that will be analysed in real time to see whether it is human beings or computers.<br><br>Think about it the next time you move the mouse: you are being spied on.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 07 Jan 2024 09:54:23 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Avete presente quando vi appare la schermata che vi chiede 'mostrami che non sei un robot' e dovete fare clic su un quadratino? Mi vuoi dire che l'intelligenza artificiale che ormai sa fare tutto, non è in grado di fare un tic, di mettere un click su un q</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 688 Di cosa parlano le donne?</title>
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        <![CDATA[Nel film devono esserci almeno 2 donne, le donne devono parlare tra di loro e non devono parlare solo di uomini. Queste le 3 regole da rispettare per superare il test Bechdel.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Il Bechdel test ci fa capire quanto importante sia la figura femminile all'interno di un film e, non lo sapevo, l'ho scoperto oggi, viene da un fumetto, un fumetto che è stato fatto dove due donne parlano e una dice all'altra "No, guarda, al cinema vengo solo se il film ha più di due personaggi femminili, se i personaggi femminili parlano tra di loro e se questi due personaggi femminili non parlano di uomini o comunque non solo di uomini".<br><br>Queste sono le tre caratteristiche per vedere se un film supera il cosiddetto Bechdel test. Quindi la prossima volta che guardati un film a casa, al cinema o anche una serie televisiva osservate un po', quanti personaggi femminili ci sono? Osservate se sono personaggi che hanno anche delle frasi da pronunciare o se sono semplicemente lì per per fare bella figura, e anche se parlano questi personaggi, fate attenzione a capire che tipo di dialoghi hanno, se parlano solo di uomini oppure se parlano di cose anche esterne, non solo della loro femminilità, ma anche di cose pratiche e di quello che sanno fare, di cose tecniche, del loro lavoro, delle loro competenze, delle loro specialità.<br><br>Il Bechdel test, ci sono dei siti che analizzano un sacco di film che per vedere se rispondono o meno a questi a questi criteri che ripeto sono facilissimi da adattare, però questo Bechdel test si può applicare anche ai videogiochi, perché sempre di più anche nei videogiochi le figure femminili o non ci sono per niente, oppure se esistono hanno dei ruoli ancillari, secondari e comunque non sono dei ruoli che danno molta importanza al gioco.<br><br>So che esistono delle eccezioni, dico in linea di massima la maggioranza dei giochi. Non solo, ma sono state fatte delle ricerche, sapete che oggi nei videogiochi ci sono moltissimi dialoghi, quasi quanto in un libro, quasi quanto in un film, e una volta che si hanno dei dialoghi con alcuni personaggi, questi ne generano degli altri creano, esistono dei veri e propri diciamo alberi, ramificazioni di dialoghi, e hanno fatto queste ricerche e hanno scoperto che se si parla solo con i personaggi maschili si vince il gioco molto prima e con un punteggio molto più alto, se invece nei giochi che hanno sia personaggi maschili e femminili che parlano, parlando solo ed esclusivamente coi personaggi femminili, si finisce più tardi e con un punteggio molto più basso, quindi si invoglia chi gioca a interloquire solo con i personaggi maschili.<br><br>Ecco, questo è un messaggio a chi mi ascolta e che fa videogiochi. Dateci personaggi femminili interessanti e che ci facciano vincere i giochi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The Bechdel test makes us realize how important the female figure is within a movie and, I didn't know, I found out today, it comes from a comic book, a comic book that was made where two women talk and one says to the other, "No, look, I only come to the movies if the movie has more than two female characters, if the female characters talk to each other and if these two female characters don't talk about men or at least not only about men."<br><br>These are the three characteristics to see if a film passes the so-called Bechdel test. So next time you watch a movie at home, at the cinema or even a TV series watch a little bit, how many female characters are there? Observe whether they are characters who also have phrases to speak or whether they are simply there to make themselves look good, and even if these characters speak, be careful to see what kind of dialogues they have, whether they talk only about men or whether they talk about external things as well, not only about their femininity, but also about practical things and what they can do, technical things, their work, their skills, their specialties.<br><br>The Bechdel test, there are sites that analyze a lot of movies that to see whether or not they meet these to these criteria that I repeat are very easy to adapt, however this Bechdel test can also be applied to video games, because more and more even in video games the female figures are either not there at all , or if they do exist they have ancillary , secondary roles and in any case they are not roles that give much importance to the game.<br><br>I know there are exceptions, I say in principle the majority of games. Not only that, but some research has been done, you know in video games today there is a lot of dialogue, almost as much as in a book, almost as much as in a movie, and once you have dialogue with some characters, they generate others create, there are real let's say trees , branches of dialogue, and they did this research and found that if you talk only with male characters you win the game much sooner and with a much higher score, if on the other hand in games that have both male and female characters talking, talking only and exclusively with female characters, you end up later and with a much lower score, so it entices the people who play the game to interject only with male characters.<br><br>Here, this is a message to those who listen to me and who make video games. Give us interesting and game-winning female characters.<br><br><br><br><br><br>LINK <br>Rappresentazione delle donne nei videogiochi, ne parlano su ABC Radio National<br><a href="https://www.abc.net.au/listen/programs/philosopherszone/gender-gaming-and-pop-culture/102960748" rel="noreferrer noopener">https://www.abc.net.au/listen/programs/philosopherszone/gender-gaming-and-pop-culture/102960748</a>]]>
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        <![CDATA[Nel film devono esserci almeno 2 donne, le donne devono parlare tra di loro e non devono parlare solo di uomini. Queste le 3 regole da rispettare per superare il test Bechdel.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Il Bechdel test ci fa capire quanto importante sia la figura femminile all'interno di un film e, non lo sapevo, l'ho scoperto oggi, viene da un fumetto, un fumetto che è stato fatto dove due donne parlano e una dice all'altra "No, guarda, al cinema vengo solo se il film ha più di due personaggi femminili, se i personaggi femminili parlano tra di loro e se questi due personaggi femminili non parlano di uomini o comunque non solo di uomini".<br><br>Queste sono le tre caratteristiche per vedere se un film supera il cosiddetto Bechdel test. Quindi la prossima volta che guardati un film a casa, al cinema o anche una serie televisiva osservate un po', quanti personaggi femminili ci sono? Osservate se sono personaggi che hanno anche delle frasi da pronunciare o se sono semplicemente lì per per fare bella figura, e anche se parlano questi personaggi, fate attenzione a capire che tipo di dialoghi hanno, se parlano solo di uomini oppure se parlano di cose anche esterne, non solo della loro femminilità, ma anche di cose pratiche e di quello che sanno fare, di cose tecniche, del loro lavoro, delle loro competenze, delle loro specialità.<br><br>Il Bechdel test, ci sono dei siti che analizzano un sacco di film che per vedere se rispondono o meno a questi a questi criteri che ripeto sono facilissimi da adattare, però questo Bechdel test si può applicare anche ai videogiochi, perché sempre di più anche nei videogiochi le figure femminili o non ci sono per niente, oppure se esistono hanno dei ruoli ancillari, secondari e comunque non sono dei ruoli che danno molta importanza al gioco.<br><br>So che esistono delle eccezioni, dico in linea di massima la maggioranza dei giochi. Non solo, ma sono state fatte delle ricerche, sapete che oggi nei videogiochi ci sono moltissimi dialoghi, quasi quanto in un libro, quasi quanto in un film, e una volta che si hanno dei dialoghi con alcuni personaggi, questi ne generano degli altri creano, esistono dei veri e propri diciamo alberi, ramificazioni di dialoghi, e hanno fatto queste ricerche e hanno scoperto che se si parla solo con i personaggi maschili si vince il gioco molto prima e con un punteggio molto più alto, se invece nei giochi che hanno sia personaggi maschili e femminili che parlano, parlando solo ed esclusivamente coi personaggi femminili, si finisce più tardi e con un punteggio molto più basso, quindi si invoglia chi gioca a interloquire solo con i personaggi maschili.<br><br>Ecco, questo è un messaggio a chi mi ascolta e che fa videogiochi. Dateci personaggi femminili interessanti e che ci facciano vincere i giochi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The Bechdel test makes us realize how important the female figure is within a movie and, I didn't know, I found out today, it comes from a comic book, a comic book that was made where two women talk and one says to the other, "No, look, I only come to the movies if the movie has more than two female characters, if the female characters talk to each other and if these two female characters don't talk about men or at least not only about men."<br><br>These are the three characteristics to see if a film passes the so-called Bechdel test. So next time you watch a movie at home, at the cinema or even a TV series watch a little bit, how many female characters are there? Observe whether they are characters who also have phrases to speak or whether they are simply there to make themselves look good, and even if these characters speak, be careful to see what kind of dialogues they have, whether they talk only about men or whether they talk about external things as well, not only about their femininity, but also about practical things and what they can do, technical things, their work, their skills, their specialties.<br><br>The Bechdel test, there are sites that analyze a lot of movies that to see whether or not they meet these to these criteria that I repeat are very easy to adapt, however this Bechdel test can also be applied to video games, because more and more even in video games the female figures are either not there at all , or if they do exist they have ancillary , secondary roles and in any case they are not roles that give much importance to the game.<br><br>I know there are exceptions, I say in principle the majority of games. Not only that, but some research has been done, you know in video games today there is a lot of dialogue, almost as much as in a book, almost as much as in a movie, and once you have dialogue with some characters, they generate others create, there are real let's say trees , branches of dialogue, and they did this research and found that if you talk only with male characters you win the game much sooner and with a much higher score, if on the other hand in games that have both male and female characters talking, talking only and exclusively with female characters, you end up later and with a much lower score, so it entices the people who play the game to interject only with male characters.<br><br>Here, this is a message to those who listen to me and who make video games. Give us interesting and game-winning female characters.<br><br><br><br><br><br>LINK <br>Rappresentazione delle donne nei videogiochi, ne parlano su ABC Radio National<br><a href="https://www.abc.net.au/listen/programs/philosopherszone/gender-gaming-and-pop-culture/102960748" rel="noreferrer noopener">https://www.abc.net.au/listen/programs/philosopherszone/gender-gaming-and-pop-culture/102960748</a>]]>
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      <pubDate>Thu, 04 Jan 2024 16:25:17 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Nel film devono esserci almeno 2 donne, le donne devono parlare tra di loro e non devono parlare solo di uomini. Queste le 3 regole da rispettare per superare il test Bechdel.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Il Bechdel test ci fa capire quanto importante sia la figura femminile all'interno di un film e, non lo sapevo, l'ho scoperto oggi, viene da un fumetto, un fumetto che è stato fatto dove due donne parlano e una dice all'altra "No, guarda, al cinema vengo solo se il film ha più di due personaggi femminili, se i personaggi femminili parlano tra di loro e se questi due personaggi femminili non parlano di uomini o comunque non solo di uomini".Queste sono le tre caratteristiche per vedere se un film supera il cosiddetto Bechdel test. Quindi la prossima volta che guardati un film a casa, al cinema o anche una serie televisiva osservate un po', quanti personaggi femminili ci sono? Osservate se sono personaggi che hanno anche delle frasi da pronunciare o se sono semplicemente lì per per fare bella figura, e anche se parlano questi personaggi, fate attenzione a capire che tipo di dialoghi hanno, se parlano solo di uomini oppure se parlano di cose anche esterne, non solo della loro femminilità, ma anche di cose pratiche e di quello che sanno fare, di cose tecniche, del loro lavoro, delle loro competenze, delle loro specialità.Il Bechdel test, ci sono dei siti che analizzano un sacco di film che per vedere se rispondono o meno a questi a questi criteri che ripeto sono facilissimi da adattare, però questo Bechdel test si può applicare anche ai videogiochi, perché sempre di più anche nei videogiochi le figure femminili o non ci sono per niente, oppure se esistono hanno dei ruoli ancillari, secondari e comunque non sono dei ruoli che danno molta importanza al gioco.So che esistono delle eccezioni, dico in linea di massima la maggioranza dei giochi. Non solo, ma sono state fatte delle ricerche, sapete che oggi nei videogiochi ci sono moltissimi dialoghi, quasi quanto in un libro, quasi quanto in un film, e una volta che si hanno dei dialoghi con alcuni personaggi, questi ne generano degli altri creano, esistono dei veri e propri diciamo alberi, ramificazioni di dialoghi, e hanno fatto queste ricerche e hanno scoperto che se si parla solo con i personaggi maschili si vince il gioco molto prima e con un punteggio molto più alto, se invece nei giochi che hanno sia personaggi maschili e femminili che parlano, parlando solo ed esclusivamente coi personaggi femminili, si finisce più tardi e con un punteggio molto più basso, quindi si invoglia chi gioca a interloquire solo con i personaggi maschili.Ecco, questo è un messaggio a chi mi ascolta e che fa videogiochi. Dateci personaggi femminili interessanti e che ci facciano vincere i giochi.TRANSLATIONThe Bechdel test makes us realize how important the female figure is within a movie and, I didn't know, I found out today, it comes from a comic book, a comic book that was made where two women talk and one says to the other, "No, look, I only come to the movies if the movie has more than two female characters, if the female characters talk to each other and if these two female characters don't talk about men or at least not only about men."These are the three characteristics to see if a film passes the so-called Bechdel test. So next time you watch a movie at home, at the cinema or even a TV series watch a little bit, how many female characters are there? Observe whether they are characters who also have phrases to speak or whether they are simply there to make themselves look good, and even if these characters speak, be careful to see what kind of dialogues they have, whether they talk only about men or whether they talk about external things as well, not only about their femininity, but also about practical things and what they can do, technical things, their...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 687 Vi regalo le regole (di Mosca)</title>
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        <![CDATA[Segui il tuo istinto e non dare mai niente per scontato. Ottime regole da applicare nella vita di tutti i giorni, direttamente dalla famose Regole di Mosca, quelle usate dalle spie durante la guerra fredda. Sono dieci, e io ve le racconto e poi fatene l'uso che volete, perché così, applicando le Regole di Mosca, potrete sentirvi anche voi dei personaggi di un romanzo, delle spie avventuriere anche quando andate al supermercato a vedere se è rimasto un panettone. Il mio regalo per voi in questo finale d'anno.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Oggi si conclude un ciclo che è iniziato il primo gennaio con un regalo. Oggi, 31 dicembre, Voglio concludere con un altro regalo, concludere nel senso che i 3 minuti grezzi, come avrete notato, non è più giornaliero, ma lo faccio quando ho qualcosa da dire.<br><br>Allora che regalo vi voglio fare oggi? È il regalo delle <b>Regole di Mosca</b>, che voi direte ma che sono queste Regole di Mosca? Sicuramente le conoscete, perché se avete mai guardato un film di spionaggio, o letto un libro di spionaggio, sicuramente si parlava, o comunque si applicavano le Regole di Mosca, che sono le regole da seguire per diventare una spia che non si fa catturare.<br><br>Sono dieci, sono state codificate, ma non è che esistano così, insomma sono state codificate e io ve le racconto e poi fatene l'uso che volete, perché così, applicando le Regole di Mosca, potrete sentirvi anche voi dei personaggi di un romanzo, delle spie avventuriere anche quando andate al supermercato a fare la spesa.<br><br>Allora la regola numero uno dice <b>non date mai niente per scontato</b>, e questa mi sembra una regola che si possa applicare tranquillamente anche nella nostra vita. Poi, <b>non andare mai contro il tuo istinto</b>, quando senti una cosa nello stomaco di pancia, che ti dice "mmm... questa cosa è un po'..." Ecco, seguite la pancia.<br><br>La numero tre è che <b>tutti potenzialmente sono controllati dal tuo nemico</b>. Questo vuol dire di andarci piano, di andarci cauti, di non allargarsi mai troppo, di non raccontare cose che non si dovrebbero raccontare.<br><br>Un'altra regola, <b>non guardarti alle spalle</b>, perché guardarsi alle spalle significa pensare di essere seguiti. E questa regola dice non guardatevi alle spalle perché non sei mai completamente solo o sola, c'è sempre qualcuno che ti guarda. Quindi il trionfo della paranoia più totale che tutti ti stanno guardando, tutti ti stanno spiando.<br><br>La regola numero, cinque vai col flusso e mimetizzati, <b>non dare nell'occhio</b>, confondi tutti nella folla.<br><br>Regola numero sei, varia sempre le cose che fai e non fare troppo spesso le stesse cose, quindi <b>sii un po' imprevedibile</b>.<br><br>Numero sette, fai credere al tuo nemico che possa stare tranquillo, quindi <b>dargli un falso senso di sicurezza</b>.<br><br>La numero otto, <b>non prendertela con il tuo nemico</b>, perché devi sempre rispettarlo. La numero nove, <b>scegli tu il tempo, il momento e il luogo di agire</b>, e la numero dieci <b>tieni sempre le tue opzioni tutte aperte</b>.<br><br>Aggiungo una chiosa che queste che vi ho letto sono le Moscow rules in inglese, su Wikipedia, e ci sono altre quattro lingue; il cinese, il russo, il francese e il lombardo. Vi lascio a voi a pensare non lo so, se c'è qualcosa da pensare. Ci sentiremo ancora.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Today we conclude a cycle that began on January 1 with a gift. Today, December 31, I want to conclude with another gift, conclude in the sense that the 3-minute podcast, as you may have noticed, is no longer daily, but I do it when I have something to say.<br><br>So what gift do I want to give you today? It is the gift of the Moscow Rules, and you will wonder, what are these Moscow Rules? Surely you are familiar with them, because if you have ever watched a spy movie, or read a spy book, surely they talked about, or at least applied the Moscow Rules, which are the rules you have to follow to become a spy who does not get caught.<br><br>There are ten of them, they have been codified, but it's not that they exist like that, in short they have been codified and I'll tell you about them and then make use of them as you wish, because then, applying the Moscow Rules, you can also feel like characters in a novel, adventurous spies even when you go to the supermarket to do your shopping.<br><br>Then rule number one says never take anything for granted, and this seems to me to be a rule that can be safely applied in our lives as well. Then, never go against your instinct, when you feel a thing in your gut stomach, that says "mmm... this thing is a little..." That's it, follow your gut.<br><br>Number three is that everyone is potentially controlled by your enemy. This means to tread lightly, to tread carefully, to never overextend yourself, to not tell things you should not tell.<br>Another rule, do not look over your shoulder, because looking over your shoulder means thinking you are being followed. And this rule says don't look over your shoulder because you are never completely alone or lonely, there is always someone watching you. So the triumph of total paranoia that everybody is watching you, everybody is spying on you.<br><br>Rule number, five go with the flow and blend in, be inconspicuous, and confuse everyone in the crowd.<br><br>Rule number six, always vary the things you do and don't do the same things too often, so be a little unpredictable.<br><br>Number seven, make your enemy think he can be comfortable, thus giving him a false sense of security.<br><br>Number eight, don't pick on your enemy, because you must always respect him. Number nine, you choose the time, time, and place to act, and number ten always keep your options all open.<br><br>I will add a caveat that these that I read to you are the Moscow rules in English, on Wikipedia, and there are four other languages; Chinese, Russian, French, and Lombard. I will leave you to think I don't know if there is anything to think about. We will be in touch again.<br><br><br><br><br><br><br>LINK <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Moscow_rules" rel="noreferrer noopener">https://en.wikipedia.org/wiki/The_Moscow_rules </a><br><br>]]>
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        <![CDATA[Segui il tuo istinto e non dare mai niente per scontato. Ottime regole da applicare nella vita di tutti i giorni, direttamente dalla famose Regole di Mosca, quelle usate dalle spie durante la guerra fredda. Sono dieci, e io ve le racconto e poi fatene l'uso che volete, perché così, applicando le Regole di Mosca, potrete sentirvi anche voi dei personaggi di un romanzo, delle spie avventuriere anche quando andate al supermercato a vedere se è rimasto un panettone. Il mio regalo per voi in questo finale d'anno.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Oggi si conclude un ciclo che è iniziato il primo gennaio con un regalo. Oggi, 31 dicembre, Voglio concludere con un altro regalo, concludere nel senso che i 3 minuti grezzi, come avrete notato, non è più giornaliero, ma lo faccio quando ho qualcosa da dire.<br><br>Allora che regalo vi voglio fare oggi? È il regalo delle <b>Regole di Mosca</b>, che voi direte ma che sono queste Regole di Mosca? Sicuramente le conoscete, perché se avete mai guardato un film di spionaggio, o letto un libro di spionaggio, sicuramente si parlava, o comunque si applicavano le Regole di Mosca, che sono le regole da seguire per diventare una spia che non si fa catturare.<br><br>Sono dieci, sono state codificate, ma non è che esistano così, insomma sono state codificate e io ve le racconto e poi fatene l'uso che volete, perché così, applicando le Regole di Mosca, potrete sentirvi anche voi dei personaggi di un romanzo, delle spie avventuriere anche quando andate al supermercato a fare la spesa.<br><br>Allora la regola numero uno dice <b>non date mai niente per scontato</b>, e questa mi sembra una regola che si possa applicare tranquillamente anche nella nostra vita. Poi, <b>non andare mai contro il tuo istinto</b>, quando senti una cosa nello stomaco di pancia, che ti dice "mmm... questa cosa è un po'..." Ecco, seguite la pancia.<br><br>La numero tre è che <b>tutti potenzialmente sono controllati dal tuo nemico</b>. Questo vuol dire di andarci piano, di andarci cauti, di non allargarsi mai troppo, di non raccontare cose che non si dovrebbero raccontare.<br><br>Un'altra regola, <b>non guardarti alle spalle</b>, perché guardarsi alle spalle significa pensare di essere seguiti. E questa regola dice non guardatevi alle spalle perché non sei mai completamente solo o sola, c'è sempre qualcuno che ti guarda. Quindi il trionfo della paranoia più totale che tutti ti stanno guardando, tutti ti stanno spiando.<br><br>La regola numero, cinque vai col flusso e mimetizzati, <b>non dare nell'occhio</b>, confondi tutti nella folla.<br><br>Regola numero sei, varia sempre le cose che fai e non fare troppo spesso le stesse cose, quindi <b>sii un po' imprevedibile</b>.<br><br>Numero sette, fai credere al tuo nemico che possa stare tranquillo, quindi <b>dargli un falso senso di sicurezza</b>.<br><br>La numero otto, <b>non prendertela con il tuo nemico</b>, perché devi sempre rispettarlo. La numero nove, <b>scegli tu il tempo, il momento e il luogo di agire</b>, e la numero dieci <b>tieni sempre le tue opzioni tutte aperte</b>.<br><br>Aggiungo una chiosa che queste che vi ho letto sono le Moscow rules in inglese, su Wikipedia, e ci sono altre quattro lingue; il cinese, il russo, il francese e il lombardo. Vi lascio a voi a pensare non lo so, se c'è qualcosa da pensare. Ci sentiremo ancora.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Today we conclude a cycle that began on January 1 with a gift. Today, December 31, I want to conclude with another gift, conclude in the sense that the 3-minute podcast, as you may have noticed, is no longer daily, but I do it when I have something to say.<br><br>So what gift do I want to give you today? It is the gift of the Moscow Rules, and you will wonder, what are these Moscow Rules? Surely you are familiar with them, because if you have ever watched a spy movie, or read a spy book, surely they talked about, or at least applied the Moscow Rules, which are the rules you have to follow to become a spy who does not get caught.<br><br>There are ten of them, they have been codified, but it's not that they exist like that, in short they have been codified and I'll tell you about them and then make use of them as you wish, because then, applying the Moscow Rules, you can also feel like characters in a novel, adventurous spies even when you go to the supermarket to do your shopping.<br><br>Then rule number one says never take anything for granted, and this seems to me to be a rule that can be safely applied in our lives as well. Then, never go against your instinct, when you feel a thing in your gut stomach, that says "mmm... this thing is a little..." That's it, follow your gut.<br><br>Number three is that everyone is potentially controlled by your enemy. This means to tread lightly, to tread carefully, to never overextend yourself, to not tell things you should not tell.<br>Another rule, do not look over your shoulder, because looking over your shoulder means thinking you are being followed. And this rule says don't look over your shoulder because you are never completely alone or lonely, there is always someone watching you. So the triumph of total paranoia that everybody is watching you, everybody is spying on you.<br><br>Rule number, five go with the flow and blend in, be inconspicuous, and confuse everyone in the crowd.<br><br>Rule number six, always vary the things you do and don't do the same things too often, so be a little unpredictable.<br><br>Number seven, make your enemy think he can be comfortable, thus giving him a false sense of security.<br><br>Number eight, don't pick on your enemy, because you must always respect him. Number nine, you choose the time, time, and place to act, and number ten always keep your options all open.<br><br>I will add a caveat that these that I read to you are the Moscow rules in English, on Wikipedia, and there are four other languages; Chinese, Russian, French, and Lombard. I will leave you to think I don't know if there is anything to think about. We will be in touch again.<br><br><br><br><br><br><br>LINK <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Moscow_rules" rel="noreferrer noopener">https://en.wikipedia.org/wiki/The_Moscow_rules </a><br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 31 Dec 2023 12:50:05 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Segui il tuo istinto e non dare mai niente per scontato. Ottime regole da applicare nella vita di tutti i giorni, direttamente dalla famose Regole di Mosca, quelle usate dalle spie durante la guerra fredda. Sono dieci, e io ve le racconto e poi fatene l'uso che volete, perché così, applicando le Regole di Mosca, potrete sentirvi anche voi dei personaggi di un romanzo, delle spie avventuriere anche quando andate al supermercato a vedere se è rimasto un panettone. Il mio regalo per voi in questo finale d'anno.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi si conclude un ciclo che è iniziato il primo gennaio con un regalo. Oggi, 31 dicembre, Voglio concludere con un altro regalo, concludere nel senso che i 3 minuti grezzi, come avrete notato, non è più giornaliero, ma lo faccio quando ho qualcosa da dire.Allora che regalo vi voglio fare oggi? È il regalo delle Regole di Mosca, che voi direte ma che sono queste Regole di Mosca? Sicuramente le conoscete, perché se avete mai guardato un film di spionaggio, o letto un libro di spionaggio, sicuramente si parlava, o comunque si applicavano le Regole di Mosca, che sono le regole da seguire per diventare una spia che non si fa catturare.Sono dieci, sono state codificate, ma non è che esistano così, insomma sono state codificate e io ve le racconto e poi fatene l'uso che volete, perché così, applicando le Regole di Mosca, potrete sentirvi anche voi dei personaggi di un romanzo, delle spie avventuriere anche quando andate al supermercato a fare la spesa.Allora la regola numero uno dice non date mai niente per scontato, e questa mi sembra una regola che si possa applicare tranquillamente anche nella nostra vita. Poi, non andare mai contro il tuo istinto, quando senti una cosa nello stomaco di pancia, che ti dice "mmm... questa cosa è un po'..." Ecco, seguite la pancia.La numero tre è che tutti potenzialmente sono controllati dal tuo nemico. Questo vuol dire di andarci piano, di andarci cauti, di non allargarsi mai troppo, di non raccontare cose che non si dovrebbero raccontare.Un'altra regola, non guardarti alle spalle, perché guardarsi alle spalle significa pensare di essere seguiti. E questa regola dice non guardatevi alle spalle perché non sei mai completamente solo o sola, c'è sempre qualcuno che ti guarda. Quindi il trionfo della paranoia più totale che tutti ti stanno guardando, tutti ti stanno spiando.La regola numero, cinque vai col flusso e mimetizzati, non dare nell'occhio, confondi tutti nella folla.Regola numero sei, varia sempre le cose che fai e non fare troppo spesso le stesse cose, quindi sii un po' imprevedibile.Numero sette, fai credere al tuo nemico che possa stare tranquillo, quindi dargli un falso senso di sicurezza.La numero otto, non prendertela con il tuo nemico, perché devi sempre rispettarlo. La numero nove, scegli tu il tempo, il momento e il luogo di agire, e la numero dieci tieni sempre le tue opzioni tutte aperte.Aggiungo una chiosa che queste che vi ho letto sono le Moscow rules in inglese, su Wikipedia, e ci sono altre quattro lingue; il cinese, il russo, il francese e il lombardo. Vi lascio a voi a pensare non lo so, se c'è qualcosa da pensare. Ci sentiremo ancora.TRANSLATIONToday we conclude a cycle that began on January 1 with a gift. Today, December 31, I want to conclude with another gift, conclude in the sense that the 3-minute podcast, as you may have noticed, is no longer daily, but I do it when I have something to say.So what gift do I want to give you today? It is the gift of the Moscow Rules, and you will wonder, what are these Moscow Rules? Surely you are familiar with them, because if you have ever watched a spy movie, or read a spy book, surely they talked about, or at least...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 686 Lettere mancanti</title>
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        <![CDATA[Un ufficio postale sperduto su un'isoletta del Giappone dove si raccolgono le lettere mai arrivate a destinazione. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>C'è un vecchio film degli anni '80, della fine degli anni 80 intitolato 'Dead Letter Office', l'Ufficio delle lettere morte. Un film che vidi, un film proprio piccino piccino, che non so se abbia avuto una distribuzione fuori dall'Australia, un film australiano con tra l'altro Miranda Otto che è una bravissima attrice australiana.<br>Comunque, perché ve ne sto parlando? Perché racconta la storia di questa ragazza che lavora in un ufficio postale molto particolare dove arrivavano le lettere che non avevano destinatario, che non riuscivano ad arrivare a destinazione, mi pare di ricordare. Comunque, mi è sempre rimasto impresso questa cosa qua dell'ufficio postale delle lettere morte, anche perché a me piace molto scrivere lettere, quando viaggiavo per il mondo e non avevo una fissa dimora, mi arrivavano le lettere al Poste Restante, insomma, mi piace molto tutta questa situazione di ufficio postale. Ebbene, oggi, grazie alla newsletter giornaliera, le Letterine di Stefano Mirti, ho scoperto che esiste un'isoletta in Giappone, un'isoletta che si chiama Awashima, dove c'è un piccolo ufficio postale dove arrivano le lettere che non sono mai arrivati a destinazione. Non ho capito bene se arrivino da tutto il mondo, solo dal Giappone, penso da tutto il mondo, e sono andata a cercarlo poi su Wikipedia e l'ho trovato, l'ufficio del postale Missing Post Office, l'ufficio postale delle cose scomparse, è un piccolo edificio dove appunto c'è questo ufficio postale dove arrivano le lettere che non vengono consegnate che non sono consigliabili perché hanno un indirizzo scritto male oppure mancano totalmente di indirizzo oppure non è possibile rintracciare il destinatario.<br>È una cosa molto romantica se ci pensate, cercare di dare comunque importanza e rilievo tenere da qualche parte queste lettere che non sono arrivati a destinazione, questa comunicazione che non è avvenuta e questo mi porta, mi fa ricordare sempre in tema di Giappone un film, dovrei andare a cercare un po' a recuperare il titolo, un film meraviglioso dove tra le altre cose si parla di una cabina telefonica dove la gente andava a telefonare alle persone care che non c'erano più, non facevano delle vere telefonate, prendevano il ricevitore e parlavano, quindi si sfogavano. E ho scoperto che questa cabina telefonica esiste realmente in un parco e che la gente effettivamente va lì per parlare con quelli che non ci sono più. Avevo anche cercato di metterla nell'itinerario nell'ultimo mio viaggio in Giappone, però era veramente fuori da tutto il resto e sarà questo forse un motivo per tornare in Giappone, per andare a vedere un po' questa cabina telefonica per le persone che non ci sono più e magari andare anche a fare un giro nell'ufficio postale per le lettere delle persone che non hanno mai ricevuto la lettera.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There is an old movie from the 1980s, from the late 1980s called 'Dead Letter Office'. A movie that I saw, a really teeny weeny movie, which I don't know if it had a distribution outside Australia, an Australian movie with by the way Miranda Otto who is a very good Australian artist.<br>Why am I telling you about this anyway? Because it tells the story of this girl who works in a very particular post office where letters that had no addressee, that failed to reach their destination, I seem to remember. Anyway, I've always been impressed with this thing here of the post office of dead letters, also because I really like writing letters, when I was traveling around the world and didn't have a fixed abode, I would get letters at the Poste Restante, I mean, I really like this whole post office situation. Well, today, thanks to the daily newsletter, Stefano Mirti's Letterine, I found out that there is a small island in Japan, a small island called Awashima, where there is a small post office where letters arrive that never reached their destination. I didn't quite understand if they come from all over the world, only from Japan, I think from all over the world, and I went to look it up then on Wikipedia and I found it, the Missing Post Office, the post office of the missing things , it's a small building where just there is this post office where letters come in that are not delivered that are not advisable because they have a misspelled address or they totally lack an address or you can't trace the recipient .<br>It's a very romantic thing if you think about it, to try to still give importance and prominence to keep somewhere these letters that didn't get through, this communication that didn't happen and that brings me , it makes me remember always on the subject of Japan a movie , I should go and look a little bit to retrieve the title, a wonderful movie where among other things it talks about a phone booth where people would go and call loved ones who were gone, they didn't make real phone calls, they just picked up the receiver and talked, so they vented. And I found out that this phone booth actually exists in a park and that people actually go there to talk to those who are no longer there. I had also tried to put it on the itinerary on my last trip to Japan, however, it was really out of the picture, and that will be perhaps a reason to go back to Japan, to go and see a little bit of this phone booth for people who are no longer there and maybe even go to the post office for letters from people who never got their letters.<br><br><br><br><br><br><br><b>LINK</b>: Il film <a href="https://www.imdb.com/title/tt0118939/" rel="noreferrer noopener">Dead Letter Office</a> <br>La <a href="http://mail01.tinyletterapp.com/stefi_idlab/letterina-n-2130-bisogna-mettere-a-tacere-i-millennial/22977505-mail01.tinyletterapp.com/stefi_idlab/letterina-n-1290-brevi-lettere-di-arbasino/19881542-tinyletter.com/stefi_idlab?c=b4553de6-9ae6-4bee-8483-6d686286ae88" rel="noreferrer noopener">letterina di Stefano Mirti</a><br>L'<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Missing_Post_Office" rel="noreferrer noopener">ufficio postale in Giappone (hyōryū-yūbinkyoku)</a>]]>
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        <![CDATA[Un ufficio postale sperduto su un'isoletta del Giappone dove si raccolgono le lettere mai arrivate a destinazione. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>C'è un vecchio film degli anni '80, della fine degli anni 80 intitolato 'Dead Letter Office', l'Ufficio delle lettere morte. Un film che vidi, un film proprio piccino piccino, che non so se abbia avuto una distribuzione fuori dall'Australia, un film australiano con tra l'altro Miranda Otto che è una bravissima attrice australiana.<br>Comunque, perché ve ne sto parlando? Perché racconta la storia di questa ragazza che lavora in un ufficio postale molto particolare dove arrivavano le lettere che non avevano destinatario, che non riuscivano ad arrivare a destinazione, mi pare di ricordare. Comunque, mi è sempre rimasto impresso questa cosa qua dell'ufficio postale delle lettere morte, anche perché a me piace molto scrivere lettere, quando viaggiavo per il mondo e non avevo una fissa dimora, mi arrivavano le lettere al Poste Restante, insomma, mi piace molto tutta questa situazione di ufficio postale. Ebbene, oggi, grazie alla newsletter giornaliera, le Letterine di Stefano Mirti, ho scoperto che esiste un'isoletta in Giappone, un'isoletta che si chiama Awashima, dove c'è un piccolo ufficio postale dove arrivano le lettere che non sono mai arrivati a destinazione. Non ho capito bene se arrivino da tutto il mondo, solo dal Giappone, penso da tutto il mondo, e sono andata a cercarlo poi su Wikipedia e l'ho trovato, l'ufficio del postale Missing Post Office, l'ufficio postale delle cose scomparse, è un piccolo edificio dove appunto c'è questo ufficio postale dove arrivano le lettere che non vengono consegnate che non sono consigliabili perché hanno un indirizzo scritto male oppure mancano totalmente di indirizzo oppure non è possibile rintracciare il destinatario.<br>È una cosa molto romantica se ci pensate, cercare di dare comunque importanza e rilievo tenere da qualche parte queste lettere che non sono arrivati a destinazione, questa comunicazione che non è avvenuta e questo mi porta, mi fa ricordare sempre in tema di Giappone un film, dovrei andare a cercare un po' a recuperare il titolo, un film meraviglioso dove tra le altre cose si parla di una cabina telefonica dove la gente andava a telefonare alle persone care che non c'erano più, non facevano delle vere telefonate, prendevano il ricevitore e parlavano, quindi si sfogavano. E ho scoperto che questa cabina telefonica esiste realmente in un parco e che la gente effettivamente va lì per parlare con quelli che non ci sono più. Avevo anche cercato di metterla nell'itinerario nell'ultimo mio viaggio in Giappone, però era veramente fuori da tutto il resto e sarà questo forse un motivo per tornare in Giappone, per andare a vedere un po' questa cabina telefonica per le persone che non ci sono più e magari andare anche a fare un giro nell'ufficio postale per le lettere delle persone che non hanno mai ricevuto la lettera.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There is an old movie from the 1980s, from the late 1980s called 'Dead Letter Office'. A movie that I saw, a really teeny weeny movie, which I don't know if it had a distribution outside Australia, an Australian movie with by the way Miranda Otto who is a very good Australian artist.<br>Why am I telling you about this anyway? Because it tells the story of this girl who works in a very particular post office where letters that had no addressee, that failed to reach their destination, I seem to remember. Anyway, I've always been impressed with this thing here of the post office of dead letters, also because I really like writing letters, when I was traveling around the world and didn't have a fixed abode, I would get letters at the Poste Restante, I mean, I really like this whole post office situation. Well, today, thanks to the daily newsletter, Stefano Mirti's Letterine, I found out that there is a small island in Japan, a small island called Awashima, where there is a small post office where letters arrive that never reached their destination. I didn't quite understand if they come from all over the world, only from Japan, I think from all over the world, and I went to look it up then on Wikipedia and I found it, the Missing Post Office, the post office of the missing things , it's a small building where just there is this post office where letters come in that are not delivered that are not advisable because they have a misspelled address or they totally lack an address or you can't trace the recipient .<br>It's a very romantic thing if you think about it, to try to still give importance and prominence to keep somewhere these letters that didn't get through, this communication that didn't happen and that brings me , it makes me remember always on the subject of Japan a movie , I should go and look a little bit to retrieve the title, a wonderful movie where among other things it talks about a phone booth where people would go and call loved ones who were gone, they didn't make real phone calls, they just picked up the receiver and talked, so they vented. And I found out that this phone booth actually exists in a park and that people actually go there to talk to those who are no longer there. I had also tried to put it on the itinerary on my last trip to Japan, however, it was really out of the picture, and that will be perhaps a reason to go back to Japan, to go and see a little bit of this phone booth for people who are no longer there and maybe even go to the post office for letters from people who never got their letters.<br><br><br><br><br><br><br><b>LINK</b>: Il film <a href="https://www.imdb.com/title/tt0118939/" rel="noreferrer noopener">Dead Letter Office</a> <br>La <a href="http://mail01.tinyletterapp.com/stefi_idlab/letterina-n-2130-bisogna-mettere-a-tacere-i-millennial/22977505-mail01.tinyletterapp.com/stefi_idlab/letterina-n-1290-brevi-lettere-di-arbasino/19881542-tinyletter.com/stefi_idlab?c=b4553de6-9ae6-4bee-8483-6d686286ae88" rel="noreferrer noopener">letterina di Stefano Mirti</a><br>L'<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Missing_Post_Office" rel="noreferrer noopener">ufficio postale in Giappone (hyōryū-yūbinkyoku)</a>]]>
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      <pubDate>Mon, 25 Dec 2023 17:19:52 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un ufficio postale sperduto su un'isoletta del Giappone dove si raccolgono le lettere mai arrivate a destinazione. TRASCRIZIONE [ENG translation below]C'è un vecchio film degli anni '80, della fine degli anni 80 intitolato 'Dead Letter Office', l'Ufficio delle lettere morte. Un film che vidi, un film proprio piccino piccino, che non so se abbia avuto una distribuzione fuori dall'Australia, un film australiano con tra l'altro Miranda Otto che è una bravissima attrice australiana.Comunque, perché ve ne sto parlando? Perché racconta la storia di questa ragazza che lavora in un ufficio postale molto particolare dove arrivavano le lettere che non avevano destinatario, che non riuscivano ad arrivare a destinazione, mi pare di ricordare. Comunque, mi è sempre rimasto impresso questa cosa qua dell'ufficio postale delle lettere morte, anche perché a me piace molto scrivere lettere, quando viaggiavo per il mondo e non avevo una fissa dimora, mi arrivavano le lettere al Poste Restante, insomma, mi piace molto tutta questa situazione di ufficio postale. Ebbene, oggi, grazie alla newsletter giornaliera, le Letterine di Stefano Mirti, ho scoperto che esiste un'isoletta in Giappone, un'isoletta che si chiama Awashima, dove c'è un piccolo ufficio postale dove arrivano le lettere che non sono mai arrivati a destinazione. Non ho capito bene se arrivino da tutto il mondo, solo dal Giappone, penso da tutto il mondo, e sono andata a cercarlo poi su Wikipedia e l'ho trovato, l'ufficio del postale Missing Post Office, l'ufficio postale delle cose scomparse, è un piccolo edificio dove appunto c'è questo ufficio postale dove arrivano le lettere che non vengono consegnate che non sono consigliabili perché hanno un indirizzo scritto male oppure mancano totalmente di indirizzo oppure non è possibile rintracciare il destinatario.È una cosa molto romantica se ci pensate, cercare di dare comunque importanza e rilievo tenere da qualche parte queste lettere che non sono arrivati a destinazione, questa comunicazione che non è avvenuta e questo mi porta, mi fa ricordare sempre in tema di Giappone un film, dovrei andare a cercare un po' a recuperare il titolo, un film meraviglioso dove tra le altre cose si parla di una cabina telefonica dove la gente andava a telefonare alle persone care che non c'erano più, non facevano delle vere telefonate, prendevano il ricevitore e parlavano, quindi si sfogavano. E ho scoperto che questa cabina telefonica esiste realmente in un parco e che la gente effettivamente va lì per parlare con quelli che non ci sono più. Avevo anche cercato di metterla nell'itinerario nell'ultimo mio viaggio in Giappone, però era veramente fuori da tutto il resto e sarà questo forse un motivo per tornare in Giappone, per andare a vedere un po' questa cabina telefonica per le persone che non ci sono più e magari andare anche a fare un giro nell'ufficio postale per le lettere delle persone che non hanno mai ricevuto la lettera.TRANSLATIONThere is an old movie from the 1980s, from the late 1980s called 'Dead Letter Office'. A movie that I saw, a really teeny weeny movie, which I don't know if it had a distribution outside Australia, an Australian movie with by the way Miranda Otto who is a very good Australian artist.Why am I telling you about this anyway? Because it tells the story of this girl who works in a very particular post office where letters that had no addressee, that failed to reach their destination, I seem to remember. Anyway, I've always been impressed with this thing here of the post office of dead letters, also because I really like writing letters, when I was traveling around the world and didn't have a fixed abode, I would get letters at the Poste Restante, I mean, I really like this whole post office situation. Well, today, thanks to the daily newsletter, Stefano Mirti's Letterine, I found out that there is a small island in Japan, a small island called...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Un ufficio postale sperduto su un'isoletta del Giappone dove si raccolgono le lettere mai arrivate a destinazione. TRASCRIZIONE [ENG translation below]C'è un vecchio film degli anni '80, della fine degli anni 80 intitolato 'Dead Letter Office', l'Ufficio </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 685 Non se ne accorge nessuno</title>
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        <![CDATA[Nella più squisita tradizione del parlato e della chiacchiera, inizio a parlare di una cosa e poi mi perdo a parlare di tutt'altro. Però il succo è questo: siamo dei piccoli mondi concentrati su noi stessi, e anche se lo sappiamo pensiamo invece che gli altri mondi prestino attenzione a quello che facciamo. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Dopo aver trascorso un bel po' di tempo a chiedermi ma che faccio con questi 3 minuti grezzi? Proseguo il prossimo anno? Smetto, e se proseguo, in che forma? Quanto spesso? Poi un giorno mi sono detta, ma posso anche smettere quando voglio e poi riprendere quando ho qualcosa da dire.<br>Infatti negli ultimi giorni non ho pubblicato nuovi episodi dei 3 minuti grezzi, nessuno si è lamentato e nessuno se n'è nemmeno accorto. E va benissimo così, perché, anche se io sono cosciente di queste cose psicologiche che ci succedono che quando abbiamo una macchia sulla maglia pensiamo che tutti stiano fissando la macchia e invece nessuno nemmeno se n'è accorto, noi siamo così fissati sulle nostre cose che pensiamo che le nostre cose, quindi noi stessi, siano al centro dell'universo del mondo che ci circonda, che giustamente se ne frega di noi e di tutto il resto, perché noi siamo dei piccoli mondi, tutti concentrati su noi stessi e su noi stesse (è un po' una rottura questa cosa della lingua italiana che tutto deve essere al maschile e al femminile quando si vuole essere inclusivi bisogna ripetere il maschile e il femminile. Comunque chiudo qua la parentesi). Sì, ho deciso che farò i 3 minuti quando ho qualcosa da dire.<br>Oggi la cosa che avevo da dire era appunto questa di come, nonostante sia una persona che legge moltissimo, ascolta un sacco di podcast che parlano di cose psicologiche, tra l'altro mio figlio sta facendo un corso di studi molto incentrato sulla psicologia e su come le persone si vedono e sull'utenza eccetera, io a volte sbircio tra i suoi libri o lo ascolto mentre ripete quando è qui a casa per le vacanze, quindi prendo anche cose estremamente tecniche, ad esempio adesso ho sentito che studiava questa cosa sui neuroni, sai di neuroni noi ne abbiamo boh, mi pare 85 milioni o miliardi, comunque tantissimi, e non solo gli scienziati individuano i neuroni ma riescono addirittura a vedere all'interno dei neuroni queste piccole scariche. Ma come cavolo fanno a vedere le scariche elettriche dentro i neuroni? Comunque, chiusa l'altra parentesi, questo per dirvi che sì, prenderò un nuovo ritmo e anziché scappicollarmi come ho fatto durante diverse trasferte in Francia, in Germania e in Giappone quest'anno che mi sono fatta non in quattro in ventimila per riuscire a pubblicare ogni giorno, nonostante tutto, pioggia, nebbia, fango e quant'altro, mancanza di internet, quello era solitamente il problema, sono riuscita comunque a pubblicare ogni giorno, puntuale come un orologio, puntuale come il gallo che vi sveglia la mattina, i miei 3 minuti grezzi.<br>Adesso sospirone di sollievo, li pubblicherò quando avrò qualcosa da dire. Questa era la cosa che avevo da dirvi oggi. Vi amo sempre comunque tantissimo e fatevi sentire, dài.<br><br><br>TRANSLATION<br>After spending quite a bit of time wondering, but what do I do with these 3 raw minutes? Do I continue next year? Do I stop, and if I continue, in what form? How often? Then one day I said to myself, but I can also stop when I want and then resume when I have something to say.<br>In fact, in the last few days I have not posted any new episodes of the raw 3 minutes , no one has complained and no one has even noticed. And that's perfectly fine, because , even though I am aware of these psychological things that happen to us that when we have a stain on our shirt we think everyone is staring at the stain and instead no one even noticed it, we are so fixated on our things that we think that our things, so ourselves, are at the center of the universe of the world around us, which rightly doesn't give a damn about us and everything else, because we are little worlds, all focused on ourselves and ourselves (it's kind of a pain in the ass this Italian language thing that everything has to be masculine and feminine when you want to be inclusive you have to repeat masculine and feminine. However, I will close the parenthesis here). Yes, I have decided that I will do the 3 minutes when I have something to say.<br>Today the thing I had to say was just this about how even though he is a person who reads a lot, he listens to a lot of podcasts that talk about psychological things, by the way my son is doing a course of study very focused on psychology and how people see themselves and user etcetera, I sometimes peek through his books or listen to him repeating when he is here at home for the vacations, so I also take extremely technical things, for example now I heard that he was studying this thing about neurons, you know of neurons we have boh, I think 85 million or billion, anyway so many, and not only scientists detect neurons but they can even see inside the neurons these little discharges. But how on earth can they see the electrical discharges inside the neurons? Anyway, closed the other parenthesis, this is to tell you that yes, I will take a new rhythm and instead of running and jumping as I did during several trips to France, Germany and Japan this year that I really had to go over the top out of breath to be able to publish every day, despite everything, rain, fog, mud and whatnot, lack of internet, that was usually the problem, I still managed to publish every day, punctual as clockwork, punctual as the rooster that wakes you up in the morning, my 3 raw minutes.<br>Now sigh of relief, I will post them when I have something to say. That was the thing I had to say to you today. I always love you anyway so much and let me hear from you, come on.]]>
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        <![CDATA[Nella più squisita tradizione del parlato e della chiacchiera, inizio a parlare di una cosa e poi mi perdo a parlare di tutt'altro. Però il succo è questo: siamo dei piccoli mondi concentrati su noi stessi, e anche se lo sappiamo pensiamo invece che gli altri mondi prestino attenzione a quello che facciamo. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Dopo aver trascorso un bel po' di tempo a chiedermi ma che faccio con questi 3 minuti grezzi? Proseguo il prossimo anno? Smetto, e se proseguo, in che forma? Quanto spesso? Poi un giorno mi sono detta, ma posso anche smettere quando voglio e poi riprendere quando ho qualcosa da dire.<br>Infatti negli ultimi giorni non ho pubblicato nuovi episodi dei 3 minuti grezzi, nessuno si è lamentato e nessuno se n'è nemmeno accorto. E va benissimo così, perché, anche se io sono cosciente di queste cose psicologiche che ci succedono che quando abbiamo una macchia sulla maglia pensiamo che tutti stiano fissando la macchia e invece nessuno nemmeno se n'è accorto, noi siamo così fissati sulle nostre cose che pensiamo che le nostre cose, quindi noi stessi, siano al centro dell'universo del mondo che ci circonda, che giustamente se ne frega di noi e di tutto il resto, perché noi siamo dei piccoli mondi, tutti concentrati su noi stessi e su noi stesse (è un po' una rottura questa cosa della lingua italiana che tutto deve essere al maschile e al femminile quando si vuole essere inclusivi bisogna ripetere il maschile e il femminile. Comunque chiudo qua la parentesi). Sì, ho deciso che farò i 3 minuti quando ho qualcosa da dire.<br>Oggi la cosa che avevo da dire era appunto questa di come, nonostante sia una persona che legge moltissimo, ascolta un sacco di podcast che parlano di cose psicologiche, tra l'altro mio figlio sta facendo un corso di studi molto incentrato sulla psicologia e su come le persone si vedono e sull'utenza eccetera, io a volte sbircio tra i suoi libri o lo ascolto mentre ripete quando è qui a casa per le vacanze, quindi prendo anche cose estremamente tecniche, ad esempio adesso ho sentito che studiava questa cosa sui neuroni, sai di neuroni noi ne abbiamo boh, mi pare 85 milioni o miliardi, comunque tantissimi, e non solo gli scienziati individuano i neuroni ma riescono addirittura a vedere all'interno dei neuroni queste piccole scariche. Ma come cavolo fanno a vedere le scariche elettriche dentro i neuroni? Comunque, chiusa l'altra parentesi, questo per dirvi che sì, prenderò un nuovo ritmo e anziché scappicollarmi come ho fatto durante diverse trasferte in Francia, in Germania e in Giappone quest'anno che mi sono fatta non in quattro in ventimila per riuscire a pubblicare ogni giorno, nonostante tutto, pioggia, nebbia, fango e quant'altro, mancanza di internet, quello era solitamente il problema, sono riuscita comunque a pubblicare ogni giorno, puntuale come un orologio, puntuale come il gallo che vi sveglia la mattina, i miei 3 minuti grezzi.<br>Adesso sospirone di sollievo, li pubblicherò quando avrò qualcosa da dire. Questa era la cosa che avevo da dirvi oggi. Vi amo sempre comunque tantissimo e fatevi sentire, dài.<br><br><br>TRANSLATION<br>After spending quite a bit of time wondering, but what do I do with these 3 raw minutes? Do I continue next year? Do I stop, and if I continue, in what form? How often? Then one day I said to myself, but I can also stop when I want and then resume when I have something to say.<br>In fact, in the last few days I have not posted any new episodes of the raw 3 minutes , no one has complained and no one has even noticed. And that's perfectly fine, because , even though I am aware of these psychological things that happen to us that when we have a stain on our shirt we think everyone is staring at the stain and instead no one even noticed it, we are so fixated on our things that we think that our things, so ourselves, are at the center of the universe of the world around us, which rightly doesn't give a damn about us and everything else, because we are little worlds, all focused on ourselves and ourselves (it's kind of a pain in the ass this Italian language thing that everything has to be masculine and feminine when you want to be inclusive you have to repeat masculine and feminine. However, I will close the parenthesis here). Yes, I have decided that I will do the 3 minutes when I have something to say.<br>Today the thing I had to say was just this about how even though he is a person who reads a lot, he listens to a lot of podcasts that talk about psychological things, by the way my son is doing a course of study very focused on psychology and how people see themselves and user etcetera, I sometimes peek through his books or listen to him repeating when he is here at home for the vacations, so I also take extremely technical things, for example now I heard that he was studying this thing about neurons, you know of neurons we have boh, I think 85 million or billion, anyway so many, and not only scientists detect neurons but they can even see inside the neurons these little discharges. But how on earth can they see the electrical discharges inside the neurons? Anyway, closed the other parenthesis, this is to tell you that yes, I will take a new rhythm and instead of running and jumping as I did during several trips to France, Germany and Japan this year that I really had to go over the top out of breath to be able to publish every day, despite everything, rain, fog, mud and whatnot, lack of internet, that was usually the problem, I still managed to publish every day, punctual as clockwork, punctual as the rooster that wakes you up in the morning, my 3 raw minutes.<br>Now sigh of relief, I will post them when I have something to say. That was the thing I had to say to you today. I always love you anyway so much and let me hear from you, come on.]]>
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      <pubDate>Thu, 21 Dec 2023 08:24:15 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 684 Intromettersi è un dovere civico</title>
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        <![CDATA[Un invito a tutte le persone che si occupano di organizzare incontri, tavole rotonde e convegni: intromettetevi e chiedete che ci sia almeno parità di genere, tra i relatori. E se vi dicono che non hanno relatori di sesso femminile, dite che vi rivolgerete a qualche altra organizzazione fintanto che loro avranno coltivato una cultura di parità.<br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Mi è capitato ieri di ricevere un invito a partecipare a un convegno, un incontro dove si parlava del futuro di certi enti della mia regione. Ho letto il volantino e ho notato che tra i relatori c'erano otto uomini e solo una donna. Di solito cestino immediatamente, però non lo so, mi è venuto da rispondere, per cui ho risposto all'email e ho detto no, guardi, a eventi dove ci sono otto relatori maschi e una donna, non partecipo perché non mi interessano.<br><br>E fin qua niente, niente di strano, purtroppo. La cosa che mi ha stupito è che la persona che ha organizzato, o che mi ha mandato questo invito, m'ha risposto e m'ha spiegato che questo disequilibrio era dovuto al fatto che è un relatore non voleva, una relatrice non voleva partecipare, questo e quest'altro, c'erano delle persone che bisognava invitare e poi ha concluso dicendo, non mi sembrava opportuno fare pressione su queste persone che sono state invitate a mandare dei relatori per chiedere che fossero donne. E io ho risposto invece ho detto, no le pressioni bisogna farle eccome perché finché non si faranno queste pressioni, è nostra responsabilità quando organizziamo qualcosa, qualsiasi cosa, fare le pressioni perché ci sia un equilibrio di rappresentanza di genere, che poi è quello della rappresentanza del genere è solo uno dei tanti equilibri che bisognerebbe avere perché non esistono solo i generi ci sono anche altre categorie a cui bisognerebbe dare la possibilità di manifestare una opinione in prima persona.<br><br>E quindi ho detto no, bisogna intromettersi eccome, perché altrimenti la cultura non cambierà mai. E ho mandato l'email e mi sono stupita nel vedere che questa persona mi ha ancora una volta risposto, evidentemente anche questa persona c'è rimasta molto male, anche questa persona è rimasta, sì non troppo contenta dell'equilibrio, però si è sentita forse non autorizzata a prendere certe decisioni, per cui mi ha mandato gli estremi di un altro evento che ha organizzato tempo fa sulla parità di genere eccetera, quindi questa persona si è voluta mettere un po' l'anima in pace, voleva dire non sono una persona che a queste cose non ci pensa, ci penso eccome.<br><br>Ecco, io invito tutte le persone che si occupano di organizzare incontri, ecco, intromettetevi, chiedete, pretendete che ci sia almeno parità di genere, se non altri tipi di parità, quando organizzate un incontro, e se vi dicono no, noi abbiamo solo un maschio da mandare, dite vabbè, ci rivolgeremo a qualche altra organizzazione fintanto che voi avrete dato la possibilità anche alle donne di dire la loro opinione. Va bene? Facciamo così, dài.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I happened to receive an invitation yesterday to attend a conference, a meeting where they were talking about the future of certain entities in my region. I read the flyer and noticed that among the speakers there were eight men and only one woman. I usually trash it immediately, however, I don't know, it came to me, so I responded to the email and said no, look, when events have eight male speakers and one woman, I don't attend, because I'm not interested in them.<br><br>And so far nothing, nothing unusual, unfortunately. The thing that amazed me was that the person who organised, or who sent me this invitation, responded and explained to me that this imbalance was because one speaker was unavailable, another female speaker did not want to attend, this and that, there were some people who they had to invite, and then concluded by saying, it did not seem appropriate to pressure these people who were invited to send speakers to ask that they be women. And I responded, oh well, no the pressures need to be done because until those pressures are done, it is our responsibility when we organise something, anything, to pressure so that there is a balance of gender representation, and mind you, gender representation is just one of the many balances that should be had because there are not only genders, there are also other categories that should be allowed to express an opinion themselves.<br><br>And so I said no, you do have to interfere because otherwise the culture will never change. And I sent the email and I was surprised to see that this person once again replied this person was also very hurt, this person was also feeling, yes not too happy with the (un)balance, however, they felt maybe not empowered to make certain decisions, so they sent me the details of another event that they organised some time ago about gender equality and so on, so this person wanted to put their mind at rest a little bit, they wanted to say I'm not a person who doesn't think about these things, I think about them very much.<br><br>Here, I invite all the people who are involved in organising meetings, there, do interfere, ask, demand that there be at least gender equality, if not other kinds of equality when you organise a meeting, and if they tell you no, we only have one male to send to attend, you say whatever, we will go to some other organisation until you have given women a chance to have their say as well. All right? Let's do this, come on.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Un invito a tutte le persone che si occupano di organizzare incontri, tavole rotonde e convegni: intromettetevi e chiedete che ci sia almeno parità di genere, tra i relatori. E se vi dicono che non hanno relatori di sesso femminile, dite che vi rivolgerete a qualche altra organizzazione fintanto che loro avranno coltivato una cultura di parità.<br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Mi è capitato ieri di ricevere un invito a partecipare a un convegno, un incontro dove si parlava del futuro di certi enti della mia regione. Ho letto il volantino e ho notato che tra i relatori c'erano otto uomini e solo una donna. Di solito cestino immediatamente, però non lo so, mi è venuto da rispondere, per cui ho risposto all'email e ho detto no, guardi, a eventi dove ci sono otto relatori maschi e una donna, non partecipo perché non mi interessano.<br><br>E fin qua niente, niente di strano, purtroppo. La cosa che mi ha stupito è che la persona che ha organizzato, o che mi ha mandato questo invito, m'ha risposto e m'ha spiegato che questo disequilibrio era dovuto al fatto che è un relatore non voleva, una relatrice non voleva partecipare, questo e quest'altro, c'erano delle persone che bisognava invitare e poi ha concluso dicendo, non mi sembrava opportuno fare pressione su queste persone che sono state invitate a mandare dei relatori per chiedere che fossero donne. E io ho risposto invece ho detto, no le pressioni bisogna farle eccome perché finché non si faranno queste pressioni, è nostra responsabilità quando organizziamo qualcosa, qualsiasi cosa, fare le pressioni perché ci sia un equilibrio di rappresentanza di genere, che poi è quello della rappresentanza del genere è solo uno dei tanti equilibri che bisognerebbe avere perché non esistono solo i generi ci sono anche altre categorie a cui bisognerebbe dare la possibilità di manifestare una opinione in prima persona.<br><br>E quindi ho detto no, bisogna intromettersi eccome, perché altrimenti la cultura non cambierà mai. E ho mandato l'email e mi sono stupita nel vedere che questa persona mi ha ancora una volta risposto, evidentemente anche questa persona c'è rimasta molto male, anche questa persona è rimasta, sì non troppo contenta dell'equilibrio, però si è sentita forse non autorizzata a prendere certe decisioni, per cui mi ha mandato gli estremi di un altro evento che ha organizzato tempo fa sulla parità di genere eccetera, quindi questa persona si è voluta mettere un po' l'anima in pace, voleva dire non sono una persona che a queste cose non ci pensa, ci penso eccome.<br><br>Ecco, io invito tutte le persone che si occupano di organizzare incontri, ecco, intromettetevi, chiedete, pretendete che ci sia almeno parità di genere, se non altri tipi di parità, quando organizzate un incontro, e se vi dicono no, noi abbiamo solo un maschio da mandare, dite vabbè, ci rivolgeremo a qualche altra organizzazione fintanto che voi avrete dato la possibilità anche alle donne di dire la loro opinione. Va bene? Facciamo così, dài.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I happened to receive an invitation yesterday to attend a conference, a meeting where they were talking about the future of certain entities in my region. I read the flyer and noticed that among the speakers there were eight men and only one woman. I usually trash it immediately, however, I don't know, it came to me, so I responded to the email and said no, look, when events have eight male speakers and one woman, I don't attend, because I'm not interested in them.<br><br>And so far nothing, nothing unusual, unfortunately. The thing that amazed me was that the person who organised, or who sent me this invitation, responded and explained to me that this imbalance was because one speaker was unavailable, another female speaker did not want to attend, this and that, there were some people who they had to invite, and then concluded by saying, it did not seem appropriate to pressure these people who were invited to send speakers to ask that they be women. And I responded, oh well, no the pressures need to be done because until those pressures are done, it is our responsibility when we organise something, anything, to pressure so that there is a balance of gender representation, and mind you, gender representation is just one of the many balances that should be had because there are not only genders, there are also other categories that should be allowed to express an opinion themselves.<br><br>And so I said no, you do have to interfere because otherwise the culture will never change. And I sent the email and I was surprised to see that this person once again replied this person was also very hurt, this person was also feeling, yes not too happy with the (un)balance, however, they felt maybe not empowered to make certain decisions, so they sent me the details of another event that they organised some time ago about gender equality and so on, so this person wanted to put their mind at rest a little bit, they wanted to say I'm not a person who doesn't think about these things, I think about them very much.<br><br>Here, I invite all the people who are involved in organising meetings, there, do interfere, ask, demand that there be at least gender equality, if not other kinds of equality when you organise a meeting, and if they tell you no, we only have one male to send to attend, you say whatever, we will go to some other organisation until you have given women a chance to have their say as well. All right? Let's do this, come on.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 15 Dec 2023 09:05:58 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un invito a tutte le persone che si occupano di organizzare incontri, tavole rotonde e convegni: intromettetevi e chiedete che ci sia almeno parità di genere, tra i relatori. E se vi dicono che non hanno relatori di sesso femminile, dite che vi rivolgerete a qualche altra organizzazione fintanto che loro avranno coltivato una cultura di parità.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Mi è capitato ieri di ricevere un invito a partecipare a un convegno, un incontro dove si parlava del futuro di certi enti della mia regione. Ho letto il volantino e ho notato che tra i relatori c'erano otto uomini e solo una donna. Di solito cestino immediatamente, però non lo so, mi è venuto da rispondere, per cui ho risposto all'email e ho detto no, guardi, a eventi dove ci sono otto relatori maschi e una donna, non partecipo perché non mi interessano.E fin qua niente, niente di strano, purtroppo. La cosa che mi ha stupito è che la persona che ha organizzato, o che mi ha mandato questo invito, m'ha risposto e m'ha spiegato che questo disequilibrio era dovuto al fatto che è un relatore non voleva, una relatrice non voleva partecipare, questo e quest'altro, c'erano delle persone che bisognava invitare e poi ha concluso dicendo, non mi sembrava opportuno fare pressione su queste persone che sono state invitate a mandare dei relatori per chiedere che fossero donne. E io ho risposto invece ho detto, no le pressioni bisogna farle eccome perché finché non si faranno queste pressioni, è nostra responsabilità quando organizziamo qualcosa, qualsiasi cosa, fare le pressioni perché ci sia un equilibrio di rappresentanza di genere, che poi è quello della rappresentanza del genere è solo uno dei tanti equilibri che bisognerebbe avere perché non esistono solo i generi ci sono anche altre categorie a cui bisognerebbe dare la possibilità di manifestare una opinione in prima persona.E quindi ho detto no, bisogna intromettersi eccome, perché altrimenti la cultura non cambierà mai. E ho mandato l'email e mi sono stupita nel vedere che questa persona mi ha ancora una volta risposto, evidentemente anche questa persona c'è rimasta molto male, anche questa persona è rimasta, sì non troppo contenta dell'equilibrio, però si è sentita forse non autorizzata a prendere certe decisioni, per cui mi ha mandato gli estremi di un altro evento che ha organizzato tempo fa sulla parità di genere eccetera, quindi questa persona si è voluta mettere un po' l'anima in pace, voleva dire non sono una persona che a queste cose non ci pensa, ci penso eccome.Ecco, io invito tutte le persone che si occupano di organizzare incontri, ecco, intromettetevi, chiedete, pretendete che ci sia almeno parità di genere, se non altri tipi di parità, quando organizzate un incontro, e se vi dicono no, noi abbiamo solo un maschio da mandare, dite vabbè, ci rivolgeremo a qualche altra organizzazione fintanto che voi avrete dato la possibilità anche alle donne di dire la loro opinione. Va bene? Facciamo così, dài.TRANSLATIONI happened to receive an invitation yesterday to attend a conference, a meeting where they were talking about the future of certain entities in my region. I read the flyer and noticed that among the speakers there were eight men and only one woman. I usually trash it immediately, however, I don't know, it came to me, so I responded to the email and said no, look, when events have eight male speakers and one woman, I don't attend, because I'm not interested in them.And so far nothing, nothing unusual, unfortunately. The thing that amazed me was that the person who organised, or who sent me this invitation, responded and explained to me that this imbalance was because one speaker was unavailable, another female speaker did not want to attend, this and that, there were some people who they had to invite, and then concluded by saying, it did not seem appropriate to...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Un invito a tutte le persone che si occupano di organizzare incontri, tavole rotonde e convegni: intromettetevi e chiedete che ci sia almeno parità di genere, tra i relatori. E se vi dicono che non hanno relatori di sesso femminile, dite che vi rivolgeret</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 683 Renato Soru</title>
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        <![CDATA[Finalmente andrò a votare alle elezioni regionali senza tapparmi il naso, senza sentirmi costretta a votare il meno peggio e giusto per togliere voti al peggio-peggio. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Nei 3 minuti grezzi di solito non parlo di attualità se non delle cose che mi succedono giorno dopo giorno, ma non parlo mai di politica o di altri temi grandi.<br><br>Oggi però voglio parlarne in parte perché... Perché no? Il podcast, il mio, ne faccio quello che voglio, non ci sono regole scritte, e poi perché questa cosa di cui voglio parlare ha anche un impatto diciamo più generale più generico e mi viene da dentro da molto lontano, e precisamente da quando ancora ero emigrata, e sì io continuo a fare a parlare di quando io ero emigrata perché sono stati gli anni formativi della mia vita e perché ho trascorso più tempo fuori dall'Italia, fuori dalla Sardegna, sicuramente più fuori che dentro in tutta la mia vita, e voglio parlare di un momento, nel 2004, quando il mio orgoglio di sarda ha avuto una botta incredibile con l'elezione a Presidente della Regione di Renato Soru.<br><br>Io, ripeto, stavo all'estero e stavo all'estero già da un bel po', quindi mi interessavo pochissimo di politica italiana e ancora meno di politica regionale, anche perché mi rattristava molto e non mi occupo delle cose che non posso modificare, all'epoca mi pare che ancora nemmeno si potesse votare all'estero, comunque non mi occupavo di politica regionale, però quando è stato eletto Renato Soru a presidente della Regione sarda, ora la butto lì, mi sono sentita un po' come quando hanno eletto Obama, che eri orgogliosa di essere americana, io non sono americana ma sono sarda, però non lo so, era un personaggio che aveva colpito moltissimo la mia immaginazione, in modo positivo, perché era una persona anzitutto che non era volgare, e in quegli anni stava iniziando proprio la volgarità più assoluta, si stava sdoganando non solo alla televisione ma si era già anche sdoganata nella politica, nella vita di tutti i giorni, e lui invece aveva questo aspetto, ha ancora questo aspetto incredibilmente serio, pacato, non grida, e poi ho cominciato a seguire un po' la politica regionale e avevo visto che aveva fatto delle cose che nessuno prima di lui aveva osato fare, quindi mi ha fatto un'ottima impressione.<br><br>Poi vabbè, ne ho sentito parlare peste e corna, io non lo conosco personalmente, quindi parlo solo per sentito dire, però devo dire che adesso che si è messo in coalizione con l'altro gruppo che dentro il mio cuore Sardegna Chiama Sardegna per presentarsi alle prossime elezioni regionali, il mio voto è assicurato.<br><br>Di solito vado a votare tappandosi il naso, questa volta andrò a votare col cuore gonfio d'orgoglio e voterò per Soru. Vabbè, concedetemi questo piccolo sfogo, questo piccolo teatrino, perché non è spesso che mi capita di andare a votare senza dovermi tappare il naso, anzi, con una persona in cui credo e che veramente mi dà fiducia per il futuro.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>In this 3-minute podcast I usually don't talk about current events except for the things that happen to me day to day, but I never talk about politics or other big issues.<br>Today, however, I want to talk about it in part because... Why not? It's my podcast and I do what I want with it, there are no written rules, and then because this thing I want to talk about also has a more general let's say more general impact and it comes to me from inside from very far away, and precisely from when I was still an expat, and yes I keep talking about when I was an expat because those were the formative years of my life and because I spent more time outside of Italy, outside of Sardinia, certainly more outside than inside in my whole life, and I want to talk about a moment, in 2004, when my pride as a Sardinian had an incredible blow with the election of Renato Soru as President of the Region.<br><br>As I said, I was abroad and I was abroad for quite a while already, so I was very little interested in Italian politics and even less interested in regional politics, also because it made me very sad and I don't deal with the things that I can't change, at that time I think you still couldn't even vote while abroad, anyway I wasn't involved in regional politics, however when Renato Soru was elected as president of the Sardinian region, now I'm just throwing it out there, I felt a little bit like when they elected Obama, that you were proud to be an American, I'm not American but I'm Sardinian, however I don't know, he was a character who had struck my imagination very much, in a positive way, because he was a person first of all who was not vulgar, and in those years the absolute vulgarity was just beginning, it was creeping not only on television but it had already cleared customs in politics, in everyday life, and he instead had this aspect, he still has this incredibly serious, calm aspect, he doesn't shout, and then I started to follow a little bit the regional politics and I had seen that he had done some things that nobody before him had dared to do, so he made a very good impression on me.<br>Then whatever, I've heard all possible things about him, I don't know him personally, so I'm only speaking from hearsay, however, I must say that now that he has put himself in coalition with the other group that inside my heart Sardinia Calls Sardinia to stand in the next regional elections, my vote is assured.<br><br>I usually go to vote holding my nose, this time I will go to vote with a heart swollen with pride and vote for Soru. Whatever, allow me this little outburst, this little theatre, because it is not often that I get to go to the polls without having to hold my nose, indeed, with someone I believe in and who truly gives me confidence for the future.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Finalmente andrò a votare alle elezioni regionali senza tapparmi il naso, senza sentirmi costretta a votare il meno peggio e giusto per togliere voti al peggio-peggio. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Nei 3 minuti grezzi di solito non parlo di attualità se non delle cose che mi succedono giorno dopo giorno, ma non parlo mai di politica o di altri temi grandi.<br><br>Oggi però voglio parlarne in parte perché... Perché no? Il podcast, il mio, ne faccio quello che voglio, non ci sono regole scritte, e poi perché questa cosa di cui voglio parlare ha anche un impatto diciamo più generale più generico e mi viene da dentro da molto lontano, e precisamente da quando ancora ero emigrata, e sì io continuo a fare a parlare di quando io ero emigrata perché sono stati gli anni formativi della mia vita e perché ho trascorso più tempo fuori dall'Italia, fuori dalla Sardegna, sicuramente più fuori che dentro in tutta la mia vita, e voglio parlare di un momento, nel 2004, quando il mio orgoglio di sarda ha avuto una botta incredibile con l'elezione a Presidente della Regione di Renato Soru.<br><br>Io, ripeto, stavo all'estero e stavo all'estero già da un bel po', quindi mi interessavo pochissimo di politica italiana e ancora meno di politica regionale, anche perché mi rattristava molto e non mi occupo delle cose che non posso modificare, all'epoca mi pare che ancora nemmeno si potesse votare all'estero, comunque non mi occupavo di politica regionale, però quando è stato eletto Renato Soru a presidente della Regione sarda, ora la butto lì, mi sono sentita un po' come quando hanno eletto Obama, che eri orgogliosa di essere americana, io non sono americana ma sono sarda, però non lo so, era un personaggio che aveva colpito moltissimo la mia immaginazione, in modo positivo, perché era una persona anzitutto che non era volgare, e in quegli anni stava iniziando proprio la volgarità più assoluta, si stava sdoganando non solo alla televisione ma si era già anche sdoganata nella politica, nella vita di tutti i giorni, e lui invece aveva questo aspetto, ha ancora questo aspetto incredibilmente serio, pacato, non grida, e poi ho cominciato a seguire un po' la politica regionale e avevo visto che aveva fatto delle cose che nessuno prima di lui aveva osato fare, quindi mi ha fatto un'ottima impressione.<br><br>Poi vabbè, ne ho sentito parlare peste e corna, io non lo conosco personalmente, quindi parlo solo per sentito dire, però devo dire che adesso che si è messo in coalizione con l'altro gruppo che dentro il mio cuore Sardegna Chiama Sardegna per presentarsi alle prossime elezioni regionali, il mio voto è assicurato.<br><br>Di solito vado a votare tappandosi il naso, questa volta andrò a votare col cuore gonfio d'orgoglio e voterò per Soru. Vabbè, concedetemi questo piccolo sfogo, questo piccolo teatrino, perché non è spesso che mi capita di andare a votare senza dovermi tappare il naso, anzi, con una persona in cui credo e che veramente mi dà fiducia per il futuro.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>In this 3-minute podcast I usually don't talk about current events except for the things that happen to me day to day, but I never talk about politics or other big issues.<br>Today, however, I want to talk about it in part because... Why not? It's my podcast and I do what I want with it, there are no written rules, and then because this thing I want to talk about also has a more general let's say more general impact and it comes to me from inside from very far away, and precisely from when I was still an expat, and yes I keep talking about when I was an expat because those were the formative years of my life and because I spent more time outside of Italy, outside of Sardinia, certainly more outside than inside in my whole life, and I want to talk about a moment, in 2004, when my pride as a Sardinian had an incredible blow with the election of Renato Soru as President of the Region.<br><br>As I said, I was abroad and I was abroad for quite a while already, so I was very little interested in Italian politics and even less interested in regional politics, also because it made me very sad and I don't deal with the things that I can't change, at that time I think you still couldn't even vote while abroad, anyway I wasn't involved in regional politics, however when Renato Soru was elected as president of the Sardinian region, now I'm just throwing it out there, I felt a little bit like when they elected Obama, that you were proud to be an American, I'm not American but I'm Sardinian, however I don't know, he was a character who had struck my imagination very much, in a positive way, because he was a person first of all who was not vulgar, and in those years the absolute vulgarity was just beginning, it was creeping not only on television but it had already cleared customs in politics, in everyday life, and he instead had this aspect, he still has this incredibly serious, calm aspect, he doesn't shout, and then I started to follow a little bit the regional politics and I had seen that he had done some things that nobody before him had dared to do, so he made a very good impression on me.<br>Then whatever, I've heard all possible things about him, I don't know him personally, so I'm only speaking from hearsay, however, I must say that now that he has put himself in coalition with the other group that inside my heart Sardinia Calls Sardinia to stand in the next regional elections, my vote is assured.<br><br>I usually go to vote holding my nose, this time I will go to vote with a heart swollen with pride and vote for Soru. Whatever, allow me this little outburst, this little theatre, because it is not often that I get to go to the polls without having to hold my nose, indeed, with someone I believe in and who truly gives me confidence for the future.<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 13 Dec 2023 13:17:33 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Finalmente andrò a votare alle elezioni regionali senza tapparmi il naso, senza sentirmi costretta a votare il meno peggio e giusto per togliere voti al peggio-peggio. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Nei 3 minuti grezzi di solito non parlo di attualità se non delle cose che mi succedono giorno dopo giorno, ma non parlo mai di politica o di altri temi grandi.Oggi però voglio parlarne in parte perché... Perché no? Il podcast, il mio, ne faccio quello che voglio, non ci sono regole scritte, e poi perché questa cosa di cui voglio parlare ha anche un impatto diciamo più generale più generico e mi viene da dentro da molto lontano, e precisamente da quando ancora ero emigrata, e sì io continuo a fare a parlare di quando io ero emigrata perché sono stati gli anni formativi della mia vita e perché ho trascorso più tempo fuori dall'Italia, fuori dalla Sardegna, sicuramente più fuori che dentro in tutta la mia vita, e voglio parlare di un momento, nel 2004, quando il mio orgoglio di sarda ha avuto una botta incredibile con l'elezione a Presidente della Regione di Renato Soru.Io, ripeto, stavo all'estero e stavo all'estero già da un bel po', quindi mi interessavo pochissimo di politica italiana e ancora meno di politica regionale, anche perché mi rattristava molto e non mi occupo delle cose che non posso modificare, all'epoca mi pare che ancora nemmeno si potesse votare all'estero, comunque non mi occupavo di politica regionale, però quando è stato eletto Renato Soru a presidente della Regione sarda, ora la butto lì, mi sono sentita un po' come quando hanno eletto Obama, che eri orgogliosa di essere americana, io non sono americana ma sono sarda, però non lo so, era un personaggio che aveva colpito moltissimo la mia immaginazione, in modo positivo, perché era una persona anzitutto che non era volgare, e in quegli anni stava iniziando proprio la volgarità più assoluta, si stava sdoganando non solo alla televisione ma si era già anche sdoganata nella politica, nella vita di tutti i giorni, e lui invece aveva questo aspetto, ha ancora questo aspetto incredibilmente serio, pacato, non grida, e poi ho cominciato a seguire un po' la politica regionale e avevo visto che aveva fatto delle cose che nessuno prima di lui aveva osato fare, quindi mi ha fatto un'ottima impressione.Poi vabbè, ne ho sentito parlare peste e corna, io non lo conosco personalmente, quindi parlo solo per sentito dire, però devo dire che adesso che si è messo in coalizione con l'altro gruppo che dentro il mio cuore Sardegna Chiama Sardegna per presentarsi alle prossime elezioni regionali, il mio voto è assicurato.Di solito vado a votare tappandosi il naso, questa volta andrò a votare col cuore gonfio d'orgoglio e voterò per Soru. Vabbè, concedetemi questo piccolo sfogo, questo piccolo teatrino, perché non è spesso che mi capita di andare a votare senza dovermi tappare il naso, anzi, con una persona in cui credo e che veramente mi dà fiducia per il futuro.TRANSLATIONIn this 3-minute podcast I usually don't talk about current events except for the things that happen to me day to day, but I never talk about politics or other big issues.Today, however, I want to talk about it in part because... Why not? It's my podcast and I do what I want with it, there are no written rules, and then because this thing I want to talk about also has a more general let's say more general impact and it comes to me from inside from very far away, and precisely from when I was still an expat, and yes I keep talking about when I was an expat because those were the formative years of my life and because I spent more time outside of Italy, outside of Sardinia, certainly more outside than inside in my whole life, and I want to talk about a moment, in 2004, when my pride as a Sardinian had an incredible blow with the election of Renato Soru as President of the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Finalmente andrò a votare alle elezioni regionali senza tapparmi il naso, senza sentirmi costretta a votare il meno peggio e giusto per togliere voti al peggio-peggio. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Nei 3 minuti grezzi di solito non parlo di attualit</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 682 Per Angela</title>
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        <![CDATA[L'arrivo di una nuova ascoltatrice (dichiarata!) è motivo di celebrazione.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Questo episodio di 3 minuti grezzi e dedicato ad Angela. Chi è Angela? È una mia nuova ascoltatrice e sono particolarmente contenta perché non capita tutti i giorni di avere dei nuovi ascoltatori, ascoltatrici dichiarati e Angela invece si è dichiarata perché mi ha mandato un messaggio su YouTube dove mi ha detto che ha scoperto i 3 minuti grezzi e che ora si metterà ad ascoltare.<br><br>Grazie Angela, sono molto contenta che mi abbia scoperto, ne ho approfittato perché, non capita tutti i giorni di avere dei messaggi mandati dagli ascoltatori e dagli ascoltatrici, e mi ha spiegato, ho chiesto ma come mi hai trovato? E mi ha spiegato che sono comparsa tra le varie proposte che arrivano su YouTube, perché, per chi non lo sapesse questo podcast viene anche pubblicato su YouTube in versione originale, poi in versione sottotitolata in inglese.<br>Sembrerà tenero e ridicolo questo mio, questa mia grande eccitazione alla scoperta di una ascoltatrice nuova, però pensate che questo è un minuscolo podcast, piccoli sono i 3 minuti che uso per parlare, piccolo e lo spazio che prende, anche se, Angela non è un podcast nuovo, questo è il secondo anno, questa infatti è la puntata seicento non mi ricordo più che cosa, quindi se hai voglia vai a ascoltarti anche un po' di catalogo degli episodi passati e, Angela, devo anche dirti che proprio in questi giorni riflettevo sul fatto, continuo/non continuo appunto perché questo è il secondo anno e non so se questo podcast, se i 3 minuti grezzi continueranno dopo il 31 dicembre.<br><br>Grazie per quello che mi dici. Dici che c'è bisogno di argomenti quotidiani come li racconti io, mi fa molto piacere naturalmente e, ripeto, non ho ancora deciso, ma più no che sì, non credo che continuerò dopo il 31 dicembre.<br><br>Però ripeto, ci sono più di due giorni di seguito che si può ascoltare, più di 48 ore di registrato nei 3 minuti grezzi, quindi volendo ci si possono riempire delle giornate ascoltando il catalogo delle puntate precedenti. Per il resto, ripeto, può sembrare non dico patetico però, diciamo, tenero questo mio grande entusiasmo però non mi capita tutti i giorni, purtroppo, anzi vi invito mandatemi messaggi perché io parlo, butto le mie parole nell'etere del podcast, però non so chi le ascolta, se qualcuno le ascolta.<br><br>Questo è quello che vi volevo comunicare adesso e come dicevo, questa puntata è dedicata a te Angela.<br><br><br>TRANSLATION<br><br>This 3-minute podcast episode is dedicated to Angela. Who is Angela? She is a new listener of mine and I am especially happy because it's not every day that I have new listeners, declared listeners and Angela instead declared herself because she sent me a message on YouTube where she told me that she discovered the 3-minute podcast and now she is going to start listening.<br><br>Thank you Angela, I'm very glad you discovered me, I took advantage of that because, it's not every day that you have messages sent by listeners, and, she explained, I asked but how did you find me? And she explained that I appeared among the various suggestions that come on YouTube, because, for those who don't know this podcast is also posted on YouTube in the original version, then in English subtitled version.<br><br>It's going to sound tender and ridiculous this my, this great excitement of mine at discovering a new listener, however think that this is a tiny podcast, small are the 3 minutes I use to talk, small is the space it takes, although, Angela it's not a new podcast, this is the second year, this in fact is episode six hundred I don't remember what anymore, so if you feel like going to listen also a little bit of the catalog of the past episodes and, Angela, I also have to tell you that just in these days I was reflecting on the fact, shall I continue/shall I not precisely because this is the second year and I don't know if this podcast, if the 3 minutes will continue after December 31.<br><br>Thank you for what you tell me. You say there is a need for daily topics the way I talk about them, I'm very pleased of course, and again, I haven't decided yet, but more no than yes, I don't think I will continue after December 31.<br><br>But I repeat, there are more than two days in a row that you can listen to, more than 48 hours of recorded in the 3-minute podcast, so if you want, you can fill up days listening to the catalog of previous episodes. For the rest, I repeat, it may seem, how shall I say, a bit pathetic however, let's say, sweet this great enthusiasm of mine however it does not happen to me every day, unfortunately, indeed I invite you to send me messages because I speak, I throw my words into the ether of the podcast, however I do not know who listens to them, if anyone listens to them.<br>This is what I wanted to communicate to you now, and as I said, this episode is dedicated to you Angela.<br><br>]]>
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        <![CDATA[L'arrivo di una nuova ascoltatrice (dichiarata!) è motivo di celebrazione.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Questo episodio di 3 minuti grezzi e dedicato ad Angela. Chi è Angela? È una mia nuova ascoltatrice e sono particolarmente contenta perché non capita tutti i giorni di avere dei nuovi ascoltatori, ascoltatrici dichiarati e Angela invece si è dichiarata perché mi ha mandato un messaggio su YouTube dove mi ha detto che ha scoperto i 3 minuti grezzi e che ora si metterà ad ascoltare.<br><br>Grazie Angela, sono molto contenta che mi abbia scoperto, ne ho approfittato perché, non capita tutti i giorni di avere dei messaggi mandati dagli ascoltatori e dagli ascoltatrici, e mi ha spiegato, ho chiesto ma come mi hai trovato? E mi ha spiegato che sono comparsa tra le varie proposte che arrivano su YouTube, perché, per chi non lo sapesse questo podcast viene anche pubblicato su YouTube in versione originale, poi in versione sottotitolata in inglese.<br>Sembrerà tenero e ridicolo questo mio, questa mia grande eccitazione alla scoperta di una ascoltatrice nuova, però pensate che questo è un minuscolo podcast, piccoli sono i 3 minuti che uso per parlare, piccolo e lo spazio che prende, anche se, Angela non è un podcast nuovo, questo è il secondo anno, questa infatti è la puntata seicento non mi ricordo più che cosa, quindi se hai voglia vai a ascoltarti anche un po' di catalogo degli episodi passati e, Angela, devo anche dirti che proprio in questi giorni riflettevo sul fatto, continuo/non continuo appunto perché questo è il secondo anno e non so se questo podcast, se i 3 minuti grezzi continueranno dopo il 31 dicembre.<br><br>Grazie per quello che mi dici. Dici che c'è bisogno di argomenti quotidiani come li racconti io, mi fa molto piacere naturalmente e, ripeto, non ho ancora deciso, ma più no che sì, non credo che continuerò dopo il 31 dicembre.<br><br>Però ripeto, ci sono più di due giorni di seguito che si può ascoltare, più di 48 ore di registrato nei 3 minuti grezzi, quindi volendo ci si possono riempire delle giornate ascoltando il catalogo delle puntate precedenti. Per il resto, ripeto, può sembrare non dico patetico però, diciamo, tenero questo mio grande entusiasmo però non mi capita tutti i giorni, purtroppo, anzi vi invito mandatemi messaggi perché io parlo, butto le mie parole nell'etere del podcast, però non so chi le ascolta, se qualcuno le ascolta.<br><br>Questo è quello che vi volevo comunicare adesso e come dicevo, questa puntata è dedicata a te Angela.<br><br><br>TRANSLATION<br><br>This 3-minute podcast episode is dedicated to Angela. Who is Angela? She is a new listener of mine and I am especially happy because it's not every day that I have new listeners, declared listeners and Angela instead declared herself because she sent me a message on YouTube where she told me that she discovered the 3-minute podcast and now she is going to start listening.<br><br>Thank you Angela, I'm very glad you discovered me, I took advantage of that because, it's not every day that you have messages sent by listeners, and, she explained, I asked but how did you find me? And she explained that I appeared among the various suggestions that come on YouTube, because, for those who don't know this podcast is also posted on YouTube in the original version, then in English subtitled version.<br><br>It's going to sound tender and ridiculous this my, this great excitement of mine at discovering a new listener, however think that this is a tiny podcast, small are the 3 minutes I use to talk, small is the space it takes, although, Angela it's not a new podcast, this is the second year, this in fact is episode six hundred I don't remember what anymore, so if you feel like going to listen also a little bit of the catalog of the past episodes and, Angela, I also have to tell you that just in these days I was reflecting on the fact, shall I continue/shall I not precisely because this is the second year and I don't know if this podcast, if the 3 minutes will continue after December 31.<br><br>Thank you for what you tell me. You say there is a need for daily topics the way I talk about them, I'm very pleased of course, and again, I haven't decided yet, but more no than yes, I don't think I will continue after December 31.<br><br>But I repeat, there are more than two days in a row that you can listen to, more than 48 hours of recorded in the 3-minute podcast, so if you want, you can fill up days listening to the catalog of previous episodes. For the rest, I repeat, it may seem, how shall I say, a bit pathetic however, let's say, sweet this great enthusiasm of mine however it does not happen to me every day, unfortunately, indeed I invite you to send me messages because I speak, I throw my words into the ether of the podcast, however I do not know who listens to them, if anyone listens to them.<br>This is what I wanted to communicate to you now, and as I said, this episode is dedicated to you Angela.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 11 Dec 2023 15:05:06 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>L'arrivo di una nuova ascoltatrice (dichiarata!) è motivo di celebrazione.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Questo episodio di 3 minuti grezzi e dedicato ad Angela. Chi è Angela? È una mia nuova ascoltatrice e sono particolarmente contenta perché non capita tutti i giorni di avere dei nuovi ascoltatori, ascoltatrici dichiarati e Angela invece si è dichiarata perché mi ha mandato un messaggio su YouTube dove mi ha detto che ha scoperto i 3 minuti grezzi e che ora si metterà ad ascoltare.Grazie Angela, sono molto contenta che mi abbia scoperto, ne ho approfittato perché, non capita tutti i giorni di avere dei messaggi mandati dagli ascoltatori e dagli ascoltatrici, e mi ha spiegato, ho chiesto ma come mi hai trovato? E mi ha spiegato che sono comparsa tra le varie proposte che arrivano su YouTube, perché, per chi non lo sapesse questo podcast viene anche pubblicato su YouTube in versione originale, poi in versione sottotitolata in inglese.Sembrerà tenero e ridicolo questo mio, questa mia grande eccitazione alla scoperta di una ascoltatrice nuova, però pensate che questo è un minuscolo podcast, piccoli sono i 3 minuti che uso per parlare, piccolo e lo spazio che prende, anche se, Angela non è un podcast nuovo, questo è il secondo anno, questa infatti è la puntata seicento non mi ricordo più che cosa, quindi se hai voglia vai a ascoltarti anche un po' di catalogo degli episodi passati e, Angela, devo anche dirti che proprio in questi giorni riflettevo sul fatto, continuo/non continuo appunto perché questo è il secondo anno e non so se questo podcast, se i 3 minuti grezzi continueranno dopo il 31 dicembre.Grazie per quello che mi dici. Dici che c'è bisogno di argomenti quotidiani come li racconti io, mi fa molto piacere naturalmente e, ripeto, non ho ancora deciso, ma più no che sì, non credo che continuerò dopo il 31 dicembre.Però ripeto, ci sono più di due giorni di seguito che si può ascoltare, più di 48 ore di registrato nei 3 minuti grezzi, quindi volendo ci si possono riempire delle giornate ascoltando il catalogo delle puntate precedenti. Per il resto, ripeto, può sembrare non dico patetico però, diciamo, tenero questo mio grande entusiasmo però non mi capita tutti i giorni, purtroppo, anzi vi invito mandatemi messaggi perché io parlo, butto le mie parole nell'etere del podcast, però non so chi le ascolta, se qualcuno le ascolta.Questo è quello che vi volevo comunicare adesso e come dicevo, questa puntata è dedicata a te Angela.TRANSLATIONThis 3-minute podcast episode is dedicated to Angela. Who is Angela? She is a new listener of mine and I am especially happy because it's not every day that I have new listeners, declared listeners and Angela instead declared herself because she sent me a message on YouTube where she told me that she discovered the 3-minute podcast and now she is going to start listening.Thank you Angela, I'm very glad you discovered me, I took advantage of that because, it's not every day that you have messages sent by listeners, and, she explained, I asked but how did you find me? And she explained that I appeared among the various suggestions that come on YouTube, because, for those who don't know this podcast is also posted on YouTube in the original version, then in English subtitled version.It's going to sound tender and ridiculous this my, this great excitement of mine at discovering a new listener, however think that this is a tiny podcast, small are the 3 minutes I use to talk, small is the space it takes, although, Angela it's not a new podcast, this is the second year, this in fact is episode six hundred I don't remember what anymore, so if you feel like going to listen also a little bit of the catalog of the past episodes and, Angela, I also have to tell you that just in these days I was reflecting on the fact, shall I continue/shall I not...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>L'arrivo di una nuova ascoltatrice (dichiarata!) è motivo di celebrazione.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Questo episodio di 3 minuti grezzi e dedicato ad Angela. Chi è Angela? È una mia nuova ascoltatrice e sono particolarmente contenta perché non ca</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 681 Love Actually (che orrore)</title>
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        <![CDATA[<br>Il film del 2003 Love Actually lo ricordavo (evidentemente male) come una commedia leggera e romantica. Ho fatto l'errore di riguardarlo e, OMG, se mi sbagliavo! Il film è pieno di battute di pessimo gusto e di body shaming, le storie dei personaggi sono offensive, le figure femminili stereotipate e sottomesse. Ma la cosa più allucinante è che non me ne fossi accorta già 20 anni fa quando lo vidi per la prima volta.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ci sono dei film che invecchiano bene, è possibile riguardarli a distanza di cinque, dieci, venti, 30 anni, e funzionano sempre benissimo. Io, non tantissimo tempo fa ho rivisto per l'ennesima volta Jesus Christ Superstar, che è una delle mie commedie musicali preferite, e per me funziona sempre.<br><br>Ieri ho commesso l'errore di riguardare il film, che è una specie di classicodel periodo natalizio che il titolo inglese penso che sia uguale anche in italiano 'Love Actually'. Avrei preferito non guardarlo perché la prima volta che lo vidi quando uscì, non lo vidi al cinema, non andai a vederlo al cinema, ma probabilmente lo presi in affitto quando ancora c'erano i posti dove si andavano ad affittare i film.<br><br>Comunque, avevo un ricordo abbastanza positivo di Love Actually, non dico che fosse il mio film preferito, però ricordavo di averlo visto e ricordavo che mi aveva lasciato una bella sensazione. Quindi, ieri notte, avevo del tempo davanti a me e ho detto ma sì, dai, guardiamoci questa commedia romantica che ci sta pure col periodo prenatalizio. Mai l'avessi fatto! Diciamo che mi sono costretta a guardarlo fino alla fine per vedere fino a che punto arrivava.<br><br>È pieno di battute di pessimo gusto e di body shaming, quindi, questa qua è grassa, ma visto quanto è grassa questa qua, cose veramente allucinanti. Ma io ero lì che guardavo, e la cosa più allucinante, è che non riuscivo a capire come tutte queste battutacce, che sono solo una parte delle cose negative del film, poi ce ne sono anche altre, come non me ne fossi accorta nel 2003, quando lo vidi per la prima volta, mi sono veramente scioccata.<br><br>Ma veramente eravamo così? Non ci rendevamo conto di quanto fossero inopportune, inappropriate, offensive tutte queste battute!<br><br>Poi vabbè, anche le storie dei diversi personaggi, non mi ricordo quante siano le coppie, tutte eterosessuali, naturalmente, quanto fossero brutte. Il tipo che si innamora della moglie, del migliore amico, si sono appena sposati, va dietro le spalle dell'amico, dopo che si sono sposati dice, Ah, ma sei il mio amore... Ma stiamo scherzando? Cioè, siamo adulti? Oppure, tutte le figure femminili sono degli organi sessuali che camminano perché non hanno nessun tipo di conversazione se non parlando degli uomini e dei loro amori, accettano tutto quello che i mariti, i compagni fanno senza mettere niente in discussione. I maschi ci fanno una pessima figura.<br><br>È un filmaccio, ma è un film terribile. È un film veramente... E ripeto, sono rimasta scioccata come io non me ne fossi accorta nel 2003. Aiuto! Ma ero un mostro, ero un mostro. Vabbè, comunque è un filmaccio, non guardatelo se non per criticarlo.<br><br>TRANSLATION<br><br>Some films age well, you can watch them again five, 10, 20, or 30 years later, and they always work beautifully. I not so long ago rewatched for the umpteenth time Jesus Christ Superstar, one of my favourite musical comedies, and it always works for me.<br><br>Yesterday I made the mistake of re-watching the movie, which is a kind of Christmas classic that the English title I think is also the same in Italian 'Love Actually'. I would have preferred not to watch it because the first time I saw it when it came out, I didn't go to see it in a movie theatre, I didn't go to see it in a movie theatre, but I probably rented it when there were still places where you went to rent movies.<br><br>Anyway, I had a fairly positive memory of Love Actually, I'm not saying it was my favourite movie, however, I remembered seeing it and I remembered that it left me with a good feeling. So, last night, I had some time to spare and I said but yeah, come on, let's watch this romantic comedy that even fits with the pre-Christmas season. Never had I done that! Let's say I forced myself to watch it to the end to see how far it went.<br><br>It's full of bad jokes and body shaming, so, this one is fat, have you seen how fat this one is, really hallucinating stuff. But I was there watching, and the most hallucinating thing is that I couldn't understand how all these bad jokes, which are just a part of the negative things in the movie, then there are others as well, like I didn't notice in 2003, when I first saw it, I was really shocked.<br><br>But were we really like that? We didn't realise how inappropriate, improper, and offensive all these jokes were!<br><br>Then whatever, even the stories of the different characters, I can't remember how many couples, all heterosexual, of course, how bad they were. The guy who falls in love with the wife, the best friend's wife, they just got married, he goes behind the friend's back after they get married he says, Ah, but you are my love... Are you kidding me? That is, are we adults? Or, all female figures are walking sex organs because they do not have any kind of conversation except talking about men and their loves, they accept everything that husbands, and partners do without questioning anything. Males come out very bad It is a bad movie, but it is a terrible movie. It is truly a film... And I repeat, I was shocked as I didn't notice in 2003. Help! But I was a monster, I was a monster. Whatever, it's a bad movie anyway, so don't watch it except to criticise it.<br><br><br><br><br><br><br>]]>
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        <![CDATA[<br>Il film del 2003 Love Actually lo ricordavo (evidentemente male) come una commedia leggera e romantica. Ho fatto l'errore di riguardarlo e, OMG, se mi sbagliavo! Il film è pieno di battute di pessimo gusto e di body shaming, le storie dei personaggi sono offensive, le figure femminili stereotipate e sottomesse. Ma la cosa più allucinante è che non me ne fossi accorta già 20 anni fa quando lo vidi per la prima volta.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ci sono dei film che invecchiano bene, è possibile riguardarli a distanza di cinque, dieci, venti, 30 anni, e funzionano sempre benissimo. Io, non tantissimo tempo fa ho rivisto per l'ennesima volta Jesus Christ Superstar, che è una delle mie commedie musicali preferite, e per me funziona sempre.<br><br>Ieri ho commesso l'errore di riguardare il film, che è una specie di classicodel periodo natalizio che il titolo inglese penso che sia uguale anche in italiano 'Love Actually'. Avrei preferito non guardarlo perché la prima volta che lo vidi quando uscì, non lo vidi al cinema, non andai a vederlo al cinema, ma probabilmente lo presi in affitto quando ancora c'erano i posti dove si andavano ad affittare i film.<br><br>Comunque, avevo un ricordo abbastanza positivo di Love Actually, non dico che fosse il mio film preferito, però ricordavo di averlo visto e ricordavo che mi aveva lasciato una bella sensazione. Quindi, ieri notte, avevo del tempo davanti a me e ho detto ma sì, dai, guardiamoci questa commedia romantica che ci sta pure col periodo prenatalizio. Mai l'avessi fatto! Diciamo che mi sono costretta a guardarlo fino alla fine per vedere fino a che punto arrivava.<br><br>È pieno di battute di pessimo gusto e di body shaming, quindi, questa qua è grassa, ma visto quanto è grassa questa qua, cose veramente allucinanti. Ma io ero lì che guardavo, e la cosa più allucinante, è che non riuscivo a capire come tutte queste battutacce, che sono solo una parte delle cose negative del film, poi ce ne sono anche altre, come non me ne fossi accorta nel 2003, quando lo vidi per la prima volta, mi sono veramente scioccata.<br><br>Ma veramente eravamo così? Non ci rendevamo conto di quanto fossero inopportune, inappropriate, offensive tutte queste battute!<br><br>Poi vabbè, anche le storie dei diversi personaggi, non mi ricordo quante siano le coppie, tutte eterosessuali, naturalmente, quanto fossero brutte. Il tipo che si innamora della moglie, del migliore amico, si sono appena sposati, va dietro le spalle dell'amico, dopo che si sono sposati dice, Ah, ma sei il mio amore... Ma stiamo scherzando? Cioè, siamo adulti? Oppure, tutte le figure femminili sono degli organi sessuali che camminano perché non hanno nessun tipo di conversazione se non parlando degli uomini e dei loro amori, accettano tutto quello che i mariti, i compagni fanno senza mettere niente in discussione. I maschi ci fanno una pessima figura.<br><br>È un filmaccio, ma è un film terribile. È un film veramente... E ripeto, sono rimasta scioccata come io non me ne fossi accorta nel 2003. Aiuto! Ma ero un mostro, ero un mostro. Vabbè, comunque è un filmaccio, non guardatelo se non per criticarlo.<br><br>TRANSLATION<br><br>Some films age well, you can watch them again five, 10, 20, or 30 years later, and they always work beautifully. I not so long ago rewatched for the umpteenth time Jesus Christ Superstar, one of my favourite musical comedies, and it always works for me.<br><br>Yesterday I made the mistake of re-watching the movie, which is a kind of Christmas classic that the English title I think is also the same in Italian 'Love Actually'. I would have preferred not to watch it because the first time I saw it when it came out, I didn't go to see it in a movie theatre, I didn't go to see it in a movie theatre, but I probably rented it when there were still places where you went to rent movies.<br><br>Anyway, I had a fairly positive memory of Love Actually, I'm not saying it was my favourite movie, however, I remembered seeing it and I remembered that it left me with a good feeling. So, last night, I had some time to spare and I said but yeah, come on, let's watch this romantic comedy that even fits with the pre-Christmas season. Never had I done that! Let's say I forced myself to watch it to the end to see how far it went.<br><br>It's full of bad jokes and body shaming, so, this one is fat, have you seen how fat this one is, really hallucinating stuff. But I was there watching, and the most hallucinating thing is that I couldn't understand how all these bad jokes, which are just a part of the negative things in the movie, then there are others as well, like I didn't notice in 2003, when I first saw it, I was really shocked.<br><br>But were we really like that? We didn't realise how inappropriate, improper, and offensive all these jokes were!<br><br>Then whatever, even the stories of the different characters, I can't remember how many couples, all heterosexual, of course, how bad they were. The guy who falls in love with the wife, the best friend's wife, they just got married, he goes behind the friend's back after they get married he says, Ah, but you are my love... Are you kidding me? That is, are we adults? Or, all female figures are walking sex organs because they do not have any kind of conversation except talking about men and their loves, they accept everything that husbands, and partners do without questioning anything. Males come out very bad It is a bad movie, but it is a terrible movie. It is truly a film... And I repeat, I was shocked as I didn't notice in 2003. Help! But I was a monster, I was a monster. Whatever, it's a bad movie anyway, so don't watch it except to criticise it.<br><br><br><br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 10 Dec 2023 13:24:24 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Il film del 2003 Love Actually lo ricordavo (evidentemente male) come una commedia leggera e romantica. Ho fatto l'errore di riguardarlo e, OMG, se mi sbagliavo! Il film è pieno di battute di pessimo gusto e di body shaming, le storie dei personaggi sono </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 680 Quel negozietto strano</title>
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        <![CDATA[C'è questo stranissimo negozietto che mi incuriosisce ma non riesco ad entrarci. Qualcosa me lo impedisce. Letteralmente<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Vi ho già parlato di quello stranissimo negozio che c'è vicino a casa mia? Probabilmente no, però ho pensato molte volte, passandoci davanti, ecco, dovrei parlarne nei miei 3 minuti grezzi, almeno finché ho i 3 minuti grezzi. Va beh. Ora vi racconto di cosa si tratta.<br><br>Abito in una zona abbastanza popolosa, ci sono dei palazzi piuttosto alti rispetto al resto dell'altezza dei palazzi della mia città, è una zona con molti negozi, anche molti supermercati.<br><br>Uno di questi negozi, che c'è proprio all'angolo da casa mia, se mi sporgo dalla finestra della mia stanza vedo la via dove c'è questo negozio, però non mi sporgo perché sto al quarto piano, comunque per farvi capire che è molto vicino, quindi mi capita molto spesso di passarci davanti, ecco uno di questi negozi è una merceria, ma è una merceria molto strana.<br><br>Ha un aspetto abbastanza antico, anni '80. La vetrina è piena di cose buttate veramente alla rinfusa, immaginate, indipendentemente dal fatto che sia estate o inverno, immaginate una vecchia giacca a vento, tipo quelle Colmar degli anni '80 che non si capisce se sia nuova ma impolverata oppure vecchia e sporca, appesa con una gruccia che pende, quindi non esposta ma proprio appesa, poi sul lato sul pavimento, sulla parte in basso, quindi sul pavimento diciamo della vetrina, gomitoli di lana, costumi da bagno anche questi molto strani, non esposti ma ancora attaccati all'attaccapanni, quindi il bikini, la parte di su e la parte di giù insieme, quindi manco si possono vedere bene. Ogni tanto poi ci sono anche delle scatole con oggetti dentro, gli oggetti che si possono vendere in una merceria.<br><br>Passando da fuori si intravede un bancone, una parete con dei gomitoli di lana ed è un posto dove io non sono mai entrata perché raramente è aperto e quando è aperto c'è una ragazza, una sì, una ragazza, seduta su una seggiola e la seggiola chiude l'accesso, cioè proprio messa sulla porta, che è una porta di dimensioni normali quindi non è una porta molto grande, e lei si mette la sedia proprio sulla porta e di fatto impedisce che la gente entri.<br><br>È un posto molto inquietante. Sicuramente non ci vive da quel negozio perché non c'ho mai, mai mai mai mai visto nessuno dentro. Vedo, quando apre, lei ripeto è sempre sulla soglia, spesso fuma, a volte parla al telefono e io vorrei entrare però, non so, penso che lei non voglia che io mi fermi e che chiacchieri e che chieda qualcosa. Ma vediamo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Have I already told you about that very strange store near my house? Probably not, however, I have thought many times, passing by it, here, I should talk about it in my 3 minutes podcast, at least while I still have the 3 minutes podcast. Whatever. I will now tell you what it is all about.<br><br>I live in a fairly populous area, there are quite tall buildings compared to the rest of the height of the buildings in my city, it is an area with many stores, also many supermarkets. One of these stores, which is right on the corner from my house, if I lean out the window of my room I can see the street where this store is, however, I don't get because I'm on the fourth floor, anyway to let you know it's very close, so I pass by it very often, here is one of these stores is a haberdashery, but it's a very strange haberdashery.<br><br>It looks quite old, 1980s. The window is full of things thrown really in bulk, imagine, regardless of whether it's summer or winter, imagine an old windbreaker, like those Colmar ones from the 80s that you can't tell if it's new but dusty or old and dirty, hanging with a hanger hanging down, so not displayed but just hanging, then on the side on the floor, on the bottom part, so on the floor let's say of the window, balls of wool, swimsuits also very strange, not exposed but still hanging on the hanger, so the bikini, the top and the bottom part together, so you can't even see it properly. Occasionally then there are also boxes with items inside, the items that you would sell in a haberdashery.<br><br>As you pass by outside you catch a glimpse of a counter, a wall with balls of wool and it's a place that I've never entered because it's rarely open and when it's open there's a woman, a yes, a woman, sitting on a chair and the chair closes off the access, that is right put on the door, which is a normal sized door so it's not a very big door, and she puts the chair right in the door and actually prevents people from entering.<br><br>It is a very eerie place. they definitely don't live from the store's earnings because I have never, ever seen anyone in it. I see, when she opens, again, she is always on the threshold, often smoking, sometimes talking on the phone and I would like to enter though, I don't know , I think she doesn't want me to stop and chat and ask anything. But let's see.]]>
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        <![CDATA[C'è questo stranissimo negozietto che mi incuriosisce ma non riesco ad entrarci. Qualcosa me lo impedisce. Letteralmente<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Vi ho già parlato di quello stranissimo negozio che c'è vicino a casa mia? Probabilmente no, però ho pensato molte volte, passandoci davanti, ecco, dovrei parlarne nei miei 3 minuti grezzi, almeno finché ho i 3 minuti grezzi. Va beh. Ora vi racconto di cosa si tratta.<br><br>Abito in una zona abbastanza popolosa, ci sono dei palazzi piuttosto alti rispetto al resto dell'altezza dei palazzi della mia città, è una zona con molti negozi, anche molti supermercati.<br><br>Uno di questi negozi, che c'è proprio all'angolo da casa mia, se mi sporgo dalla finestra della mia stanza vedo la via dove c'è questo negozio, però non mi sporgo perché sto al quarto piano, comunque per farvi capire che è molto vicino, quindi mi capita molto spesso di passarci davanti, ecco uno di questi negozi è una merceria, ma è una merceria molto strana.<br><br>Ha un aspetto abbastanza antico, anni '80. La vetrina è piena di cose buttate veramente alla rinfusa, immaginate, indipendentemente dal fatto che sia estate o inverno, immaginate una vecchia giacca a vento, tipo quelle Colmar degli anni '80 che non si capisce se sia nuova ma impolverata oppure vecchia e sporca, appesa con una gruccia che pende, quindi non esposta ma proprio appesa, poi sul lato sul pavimento, sulla parte in basso, quindi sul pavimento diciamo della vetrina, gomitoli di lana, costumi da bagno anche questi molto strani, non esposti ma ancora attaccati all'attaccapanni, quindi il bikini, la parte di su e la parte di giù insieme, quindi manco si possono vedere bene. Ogni tanto poi ci sono anche delle scatole con oggetti dentro, gli oggetti che si possono vendere in una merceria.<br><br>Passando da fuori si intravede un bancone, una parete con dei gomitoli di lana ed è un posto dove io non sono mai entrata perché raramente è aperto e quando è aperto c'è una ragazza, una sì, una ragazza, seduta su una seggiola e la seggiola chiude l'accesso, cioè proprio messa sulla porta, che è una porta di dimensioni normali quindi non è una porta molto grande, e lei si mette la sedia proprio sulla porta e di fatto impedisce che la gente entri.<br><br>È un posto molto inquietante. Sicuramente non ci vive da quel negozio perché non c'ho mai, mai mai mai mai visto nessuno dentro. Vedo, quando apre, lei ripeto è sempre sulla soglia, spesso fuma, a volte parla al telefono e io vorrei entrare però, non so, penso che lei non voglia che io mi fermi e che chiacchieri e che chieda qualcosa. Ma vediamo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Have I already told you about that very strange store near my house? Probably not, however, I have thought many times, passing by it, here, I should talk about it in my 3 minutes podcast, at least while I still have the 3 minutes podcast. Whatever. I will now tell you what it is all about.<br><br>I live in a fairly populous area, there are quite tall buildings compared to the rest of the height of the buildings in my city, it is an area with many stores, also many supermarkets. One of these stores, which is right on the corner from my house, if I lean out the window of my room I can see the street where this store is, however, I don't get because I'm on the fourth floor, anyway to let you know it's very close, so I pass by it very often, here is one of these stores is a haberdashery, but it's a very strange haberdashery.<br><br>It looks quite old, 1980s. The window is full of things thrown really in bulk, imagine, regardless of whether it's summer or winter, imagine an old windbreaker, like those Colmar ones from the 80s that you can't tell if it's new but dusty or old and dirty, hanging with a hanger hanging down, so not displayed but just hanging, then on the side on the floor, on the bottom part, so on the floor let's say of the window, balls of wool, swimsuits also very strange, not exposed but still hanging on the hanger, so the bikini, the top and the bottom part together, so you can't even see it properly. Occasionally then there are also boxes with items inside, the items that you would sell in a haberdashery.<br><br>As you pass by outside you catch a glimpse of a counter, a wall with balls of wool and it's a place that I've never entered because it's rarely open and when it's open there's a woman, a yes, a woman, sitting on a chair and the chair closes off the access, that is right put on the door, which is a normal sized door so it's not a very big door, and she puts the chair right in the door and actually prevents people from entering.<br><br>It is a very eerie place. they definitely don't live from the store's earnings because I have never, ever seen anyone in it. I see, when she opens, again, she is always on the threshold, often smoking, sometimes talking on the phone and I would like to enter though, I don't know , I think she doesn't want me to stop and chat and ask anything. But let's see.]]>
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      <pubDate>Sat, 09 Dec 2023 14:15:03 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>C'è questo stranissimo negozietto che mi incuriosisce ma non riesco ad entrarci. Qualcosa me lo impedisce. LetteralmenteTRASCRIZIONE [ENG translation below]Vi ho già parlato di quello stranissimo negozio che c'è vicino a casa mia? Probabilmente no, però h</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 679 Ancora la voce? Oh no!</title>
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        <![CDATA[Con l'arrivo della brutta stagione arriva anche lo spettro della faringite. Oh no!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ah la voce, la voce, la voce umana, la voce che c'è, la voce che non c'è, Jean Cocteau con la voce.<br><br>Allora, no, non sono impazzita. È che mi è appena tornato in mente il fatto che a gennaio, il primo gennaio, ho ripreso i 3 minuti grezzi dopo una pausa di un anno, quindi ho iniziato la seconda serie, che adesso sta per terminare, e circa una settimana e mezzo dopo l'inizio mi è mancata la voce, mi è andata via la voce a causa di una brutta faringite e sono rimasta circa un mese senza voce, e quei giorni, se tornate indietro nelle puntate dalla puntata, circa 370 e qualcosa in avanti, adesso non mi ricordo, non ho voglia di andare a guardare, avevo prima cominciato a registrare con la voce cavernosa così, poi quando proprio ho perso, perso, perso la voce, me ne è rimasta un filo nemmeno ho usato, per un po' di tempo, una voce artificiale dove io scrivevo il testo e poi con un programma avevo una voce artificiale che leggeva il mio testo.<br><br>Sì, perché ve lo sto dicendo? Perché oggi, anzi ieri, ha cominciato a tornare la faringite, sì, mi brucia la gola, non ho tosse, non ho febbre, non ho nessun altro sintomo, però, siccome è una cosa che mi viene da tempi immemori, è una vita che, cioè riconosco subito i segnali e quindi questi 3 minuti di soliloquio sono più o meno l'unico momento della giornata in cui ho parlato. Infatti ho disdetto anche appuntamenti che avevo, con mio grande dispiacere perché doveva vedere un'amica e mi faceva molto piacere vedere questa amica, però so che a parte le inalazioni, gargarismi vari spruzzamenti di varie cose, l'unica cosa che veramente mi aiuta è stare in assoluto silenzio.<br><br>Sto parlando da 1 minuto, da 2 minuti e già sento la gola che mi si sta restringendo. Oddio, quindi adesso smetto anche se non siamo ancora arrivati a 3 minuti perché devo preservare le mie corde vocali.<br><br>Vado a fare delle inalazioni col vapore che fanno molto molto bene. Perché? Boh, meglio. Meglio che bere acqua, anche se bisogna anche bere acqua. Passo e chiudo che sento la voce che mi va via.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Ah, the voice, the voice, the human voice, the voice that is there, the voice that is not there, Jean Cocteau with the voice.<br><br>So, no, I haven't gone bananas. It's just come back to my mind that in January, on the first of January, I resumed the 3-minute podcast after a one-year break, so I started the second series, which is now coming to an end, and about a week and a half after I started I lost my voice, my voice went away because of a bad pharyngitis and I was about a month without a voice, and those days, if you go back in the episodes from the episode, about 370-something onwards, now I don't remember, I don't feel like going to look, I had first started recording with the cavernous voice like this, then when I lost, lost, lost the voice, I was left with a thread of it even I used, for a while, an artificial voice where I would write the text and then with a program I had an artificial voice reading my text.<br><br>Yes, why am I telling you this? Because today, or rather yesterday, the pharyngitis started to come back, yes, my throat is burning, I don't have a cough, I don't have a fever, I don't have any other symptoms, however, because it's something that I've had since time immemorial, it's a lifetime that, I mean I recognise the signs right away, and so these 3 minutes of soliloquy are more or less the only time of the day that I've been talking. I even cancelled appointments that I had, much to my chagrin because I was going to see a friend and I was very pleased to see my friend, however, I know that aside from inhalations, gargling various sprays of various things, the only thing that helps me is to be in absolute silence.<br><br>I've been talking for 1 minute, 2 minutes, and I can already feel my throat tightening. Oh God, so now I'm going to stop even though we haven't gotten to 3 minutes yet because I have to preserve my vocal cords.<br><br>I go for steam inhalations that are very very good for me. Why? IDK. It's better than drinking water, although you also have to drink water. Over and out I hear the voice going away.<br><br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Con l'arrivo della brutta stagione arriva anche lo spettro della faringite. Oh no!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ah la voce, la voce, la voce umana, la voce che c'è, la voce che non c'è, Jean Cocteau con la voce.<br><br>Allora, no, non sono impazzita. È che mi è appena tornato in mente il fatto che a gennaio, il primo gennaio, ho ripreso i 3 minuti grezzi dopo una pausa di un anno, quindi ho iniziato la seconda serie, che adesso sta per terminare, e circa una settimana e mezzo dopo l'inizio mi è mancata la voce, mi è andata via la voce a causa di una brutta faringite e sono rimasta circa un mese senza voce, e quei giorni, se tornate indietro nelle puntate dalla puntata, circa 370 e qualcosa in avanti, adesso non mi ricordo, non ho voglia di andare a guardare, avevo prima cominciato a registrare con la voce cavernosa così, poi quando proprio ho perso, perso, perso la voce, me ne è rimasta un filo nemmeno ho usato, per un po' di tempo, una voce artificiale dove io scrivevo il testo e poi con un programma avevo una voce artificiale che leggeva il mio testo.<br><br>Sì, perché ve lo sto dicendo? Perché oggi, anzi ieri, ha cominciato a tornare la faringite, sì, mi brucia la gola, non ho tosse, non ho febbre, non ho nessun altro sintomo, però, siccome è una cosa che mi viene da tempi immemori, è una vita che, cioè riconosco subito i segnali e quindi questi 3 minuti di soliloquio sono più o meno l'unico momento della giornata in cui ho parlato. Infatti ho disdetto anche appuntamenti che avevo, con mio grande dispiacere perché doveva vedere un'amica e mi faceva molto piacere vedere questa amica, però so che a parte le inalazioni, gargarismi vari spruzzamenti di varie cose, l'unica cosa che veramente mi aiuta è stare in assoluto silenzio.<br><br>Sto parlando da 1 minuto, da 2 minuti e già sento la gola che mi si sta restringendo. Oddio, quindi adesso smetto anche se non siamo ancora arrivati a 3 minuti perché devo preservare le mie corde vocali.<br><br>Vado a fare delle inalazioni col vapore che fanno molto molto bene. Perché? Boh, meglio. Meglio che bere acqua, anche se bisogna anche bere acqua. Passo e chiudo che sento la voce che mi va via.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Ah, the voice, the voice, the human voice, the voice that is there, the voice that is not there, Jean Cocteau with the voice.<br><br>So, no, I haven't gone bananas. It's just come back to my mind that in January, on the first of January, I resumed the 3-minute podcast after a one-year break, so I started the second series, which is now coming to an end, and about a week and a half after I started I lost my voice, my voice went away because of a bad pharyngitis and I was about a month without a voice, and those days, if you go back in the episodes from the episode, about 370-something onwards, now I don't remember, I don't feel like going to look, I had first started recording with the cavernous voice like this, then when I lost, lost, lost the voice, I was left with a thread of it even I used, for a while, an artificial voice where I would write the text and then with a program I had an artificial voice reading my text.<br><br>Yes, why am I telling you this? Because today, or rather yesterday, the pharyngitis started to come back, yes, my throat is burning, I don't have a cough, I don't have a fever, I don't have any other symptoms, however, because it's something that I've had since time immemorial, it's a lifetime that, I mean I recognise the signs right away, and so these 3 minutes of soliloquy are more or less the only time of the day that I've been talking. I even cancelled appointments that I had, much to my chagrin because I was going to see a friend and I was very pleased to see my friend, however, I know that aside from inhalations, gargling various sprays of various things, the only thing that helps me is to be in absolute silence.<br><br>I've been talking for 1 minute, 2 minutes, and I can already feel my throat tightening. Oh God, so now I'm going to stop even though we haven't gotten to 3 minutes yet because I have to preserve my vocal cords.<br><br>I go for steam inhalations that are very very good for me. Why? IDK. It's better than drinking water, although you also have to drink water. Over and out I hear the voice going away.<br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 08 Dec 2023 14:43:14 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Con l'arrivo della brutta stagione arriva anche lo spettro della faringite. Oh no!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ah la voce, la voce, la voce umana, la voce che c'è, la voce che non c'è, Jean Cocteau con la voce.Allora, no, non sono impazzita. È che </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 678 Due cose</title>
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        <![CDATA[Due eventi con un impatto più o meno importante. Meglio: uno è un evento e l'altro una conferma.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Dall'ultima volta che ci siamo sentiti sono successe due cose che hanno avuto un impatto sulla mia vita quotidiana. La prima cosa è che ho saltato una puntata, un episodio dei 3 minuti grezzi. Ieri, volutamente, non ho registrato niente. Ci ho pensato perché la volta precedente mi ero interrogata in diretta con voi sull'opportunità di proseguire questo lungo, lungo, lungo, lungo esperimento che dura ormai da quasi esattamente due anni, e poi ho pensato di fare la prova, vediamo cosa succede se un giorno non lo faccio ed è successo quello che immaginavo: assolutamente niente.<br><br>La seconda cosa, e questa cosa qua ha avuto un piccolo impatto nella mia vita, cioè ha confermato quello che pensavo.<br><br>La seconda cosa, il secondo avvenimento che ha avuto un impatto nella mia vita è che da ieri non c'è acqua a casa mia, nel mio palazzo, in tutto il quartiere, perché, a causa di un guasto per strada, ieri pomeriggio è mancata l'acqua, ed è mancata in modo, diciamo, se deve mancare l'acqua questo è il modo migliore che manchi perché io ero dentro la vasca da bagno piena d'acqua e stavo giusto aggiungendo ancora un po' d'acqua calda alla vasca, e si è interrotto il flusso. Però ormai l'acqua era già un livello più che accettabile, per cui mi sono fatta il bagno, ho visto che mancava l'acqua e anziché far defluire l'acqua nella vasca l'ho tenuta là per usi domestici, almeno per buttarla dentro il gabinetto.<br><br>Quindi sì, è da diciamo quasi un giorno adesso che siamo senz'acqua. Promettono di riparare presto il guasto, anche se sono leggermente pessimista perché stamattina il vicino di casa mi ha detto che ha visto arrivare le squadre delle persone designate alla riparazione della perdita o del guasto, alle nove del mattino.<br><br>Quindi io ero a letto e immaginavo le squadre al lavoro di notte, al buio coi fari. No, sono arrivate stamattina alle nove, quindi siamo ancora senz'acqua, stamattina mi sono lavata i denti con l'acqua minerale frizzante e poi sono scesa giù al supermercato a fare incetta di bottiglie di acqua naturale, almeno per fare il caffè e il tè se voglio fare la pasta o qualcosa.<br>E sì, adesso aspettiamo fiduciosi che l'acqua torni a scorrere dai nostri rubinetti. E questo ci fa ricordare, se ce ne fosse bisogno, quanto sia preziosa l'acqua. Anche se io questa cosa qua la so perché sono cresciuta in una casa antica, senza serbatoio e ogni estate ci portavano via l'acqua, quindi so esattamente cosa significhi vivere con l'acqua razionata. Per oggi il dispaccio finisce qua.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Since we last spoke, two things have happened that have impacted my daily life. The first thing is that I skipped one episode, one episode of the daily 3 minutes. Yesterday, deliberately, I did not record anything. I thought about it because the previous time I had wondered live with you about whether I should continue this long, long, long, long experiment that has been going on for almost exactly two years now, and then I thought let's give it a try, let's see what happens if one day I don't and what I imagined happened: absolutely nothing.<br>The second thing, and this thing here had a little impact on my life, that is, it confirmed what I thought.<br><br>The second thing, the second event that has had an impact on my life is that since yesterday there is no water in my house, in my building, in the whole neighbourhood, because, due to a breakdown in the piping, yesterday afternoon the water supply was shut down, and it went in a way, let's say, if it has to be a water shut down this is the best way that can happen because I was inside the bathtub full of water and I was just adding some more hot water to the bathtub, and the flow stopped. By then, though, the water was already at a more than acceptable level, so I took a bath, saw that there was no water, and instead of letting the water drain into the tub, I kept it there for domestic use, at least to flush it down the toilet.<br>So yes, we have been without water for say almost a day now. They promise to repair the fault soon, although I am slightly pessimistic because this morning my neighbour told me that he saw the teams of people designated to repair the leak or fault arrive at nine o'clock in the morning.<br><br>So I was in bed and imagined the teams working at night, in the dark with headlights. No, they arrived this morning at nine o'clock, so we are still without water, this morning I brushed my teeth with sparkling mineral water and then went down to the supermarket to hoard bottles of still water, at least to make coffee and tea if I want to make pasta or something.<br>And yes, we are now confidently waiting for water to flow from our taps again. And this reminds us, if we need reminding, how precious water is. Although I know this already because I grew up in an old house with no reservoir and every summer they ration our water supply, so I know exactly what it's like to live with rationed water. That's the end of the dispatch for today.<br><br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Due eventi con un impatto più o meno importante. Meglio: uno è un evento e l'altro una conferma.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Dall'ultima volta che ci siamo sentiti sono successe due cose che hanno avuto un impatto sulla mia vita quotidiana. La prima cosa è che ho saltato una puntata, un episodio dei 3 minuti grezzi. Ieri, volutamente, non ho registrato niente. Ci ho pensato perché la volta precedente mi ero interrogata in diretta con voi sull'opportunità di proseguire questo lungo, lungo, lungo, lungo esperimento che dura ormai da quasi esattamente due anni, e poi ho pensato di fare la prova, vediamo cosa succede se un giorno non lo faccio ed è successo quello che immaginavo: assolutamente niente.<br><br>La seconda cosa, e questa cosa qua ha avuto un piccolo impatto nella mia vita, cioè ha confermato quello che pensavo.<br><br>La seconda cosa, il secondo avvenimento che ha avuto un impatto nella mia vita è che da ieri non c'è acqua a casa mia, nel mio palazzo, in tutto il quartiere, perché, a causa di un guasto per strada, ieri pomeriggio è mancata l'acqua, ed è mancata in modo, diciamo, se deve mancare l'acqua questo è il modo migliore che manchi perché io ero dentro la vasca da bagno piena d'acqua e stavo giusto aggiungendo ancora un po' d'acqua calda alla vasca, e si è interrotto il flusso. Però ormai l'acqua era già un livello più che accettabile, per cui mi sono fatta il bagno, ho visto che mancava l'acqua e anziché far defluire l'acqua nella vasca l'ho tenuta là per usi domestici, almeno per buttarla dentro il gabinetto.<br><br>Quindi sì, è da diciamo quasi un giorno adesso che siamo senz'acqua. Promettono di riparare presto il guasto, anche se sono leggermente pessimista perché stamattina il vicino di casa mi ha detto che ha visto arrivare le squadre delle persone designate alla riparazione della perdita o del guasto, alle nove del mattino.<br><br>Quindi io ero a letto e immaginavo le squadre al lavoro di notte, al buio coi fari. No, sono arrivate stamattina alle nove, quindi siamo ancora senz'acqua, stamattina mi sono lavata i denti con l'acqua minerale frizzante e poi sono scesa giù al supermercato a fare incetta di bottiglie di acqua naturale, almeno per fare il caffè e il tè se voglio fare la pasta o qualcosa.<br>E sì, adesso aspettiamo fiduciosi che l'acqua torni a scorrere dai nostri rubinetti. E questo ci fa ricordare, se ce ne fosse bisogno, quanto sia preziosa l'acqua. Anche se io questa cosa qua la so perché sono cresciuta in una casa antica, senza serbatoio e ogni estate ci portavano via l'acqua, quindi so esattamente cosa significhi vivere con l'acqua razionata. Per oggi il dispaccio finisce qua.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Since we last spoke, two things have happened that have impacted my daily life. The first thing is that I skipped one episode, one episode of the daily 3 minutes. Yesterday, deliberately, I did not record anything. I thought about it because the previous time I had wondered live with you about whether I should continue this long, long, long, long experiment that has been going on for almost exactly two years now, and then I thought let's give it a try, let's see what happens if one day I don't and what I imagined happened: absolutely nothing.<br>The second thing, and this thing here had a little impact on my life, that is, it confirmed what I thought.<br><br>The second thing, the second event that has had an impact on my life is that since yesterday there is no water in my house, in my building, in the whole neighbourhood, because, due to a breakdown in the piping, yesterday afternoon the water supply was shut down, and it went in a way, let's say, if it has to be a water shut down this is the best way that can happen because I was inside the bathtub full of water and I was just adding some more hot water to the bathtub, and the flow stopped. By then, though, the water was already at a more than acceptable level, so I took a bath, saw that there was no water, and instead of letting the water drain into the tub, I kept it there for domestic use, at least to flush it down the toilet.<br>So yes, we have been without water for say almost a day now. They promise to repair the fault soon, although I am slightly pessimistic because this morning my neighbour told me that he saw the teams of people designated to repair the leak or fault arrive at nine o'clock in the morning.<br><br>So I was in bed and imagined the teams working at night, in the dark with headlights. No, they arrived this morning at nine o'clock, so we are still without water, this morning I brushed my teeth with sparkling mineral water and then went down to the supermarket to hoard bottles of still water, at least to make coffee and tea if I want to make pasta or something.<br>And yes, we are now confidently waiting for water to flow from our taps again. And this reminds us, if we need reminding, how precious water is. Although I know this already because I grew up in an old house with no reservoir and every summer they ration our water supply, so I know exactly what it's like to live with rationed water. That's the end of the dispatch for today.<br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 07 Dec 2023 09:48:27 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Due eventi con un impatto più o meno importante. Meglio: uno è un evento e l'altro una conferma.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Dall'ultima volta che ci siamo sentiti sono successe due cose che hanno avuto un impatto sulla mia vita quotidiana. La prima cosa è che ho saltato una puntata, un episodio dei 3 minuti grezzi. Ieri, volutamente, non ho registrato niente. Ci ho pensato perché la volta precedente mi ero interrogata in diretta con voi sull'opportunità di proseguire questo lungo, lungo, lungo, lungo esperimento che dura ormai da quasi esattamente due anni, e poi ho pensato di fare la prova, vediamo cosa succede se un giorno non lo faccio ed è successo quello che immaginavo: assolutamente niente.La seconda cosa, e questa cosa qua ha avuto un piccolo impatto nella mia vita, cioè ha confermato quello che pensavo.La seconda cosa, il secondo avvenimento che ha avuto un impatto nella mia vita è che da ieri non c'è acqua a casa mia, nel mio palazzo, in tutto il quartiere, perché, a causa di un guasto per strada, ieri pomeriggio è mancata l'acqua, ed è mancata in modo, diciamo, se deve mancare l'acqua questo è il modo migliore che manchi perché io ero dentro la vasca da bagno piena d'acqua e stavo giusto aggiungendo ancora un po' d'acqua calda alla vasca, e si è interrotto il flusso. Però ormai l'acqua era già un livello più che accettabile, per cui mi sono fatta il bagno, ho visto che mancava l'acqua e anziché far defluire l'acqua nella vasca l'ho tenuta là per usi domestici, almeno per buttarla dentro il gabinetto.Quindi sì, è da diciamo quasi un giorno adesso che siamo senz'acqua. Promettono di riparare presto il guasto, anche se sono leggermente pessimista perché stamattina il vicino di casa mi ha detto che ha visto arrivare le squadre delle persone designate alla riparazione della perdita o del guasto, alle nove del mattino.Quindi io ero a letto e immaginavo le squadre al lavoro di notte, al buio coi fari. No, sono arrivate stamattina alle nove, quindi siamo ancora senz'acqua, stamattina mi sono lavata i denti con l'acqua minerale frizzante e poi sono scesa giù al supermercato a fare incetta di bottiglie di acqua naturale, almeno per fare il caffè e il tè se voglio fare la pasta o qualcosa.E sì, adesso aspettiamo fiduciosi che l'acqua torni a scorrere dai nostri rubinetti. E questo ci fa ricordare, se ce ne fosse bisogno, quanto sia preziosa l'acqua. Anche se io questa cosa qua la so perché sono cresciuta in una casa antica, senza serbatoio e ogni estate ci portavano via l'acqua, quindi so esattamente cosa significhi vivere con l'acqua razionata. Per oggi il dispaccio finisce qua.TRANSLATIONSince we last spoke, two things have happened that have impacted my daily life. The first thing is that I skipped one episode, one episode of the daily 3 minutes. Yesterday, deliberately, I did not record anything. I thought about it because the previous time I had wondered live with you about whether I should continue this long, long, long, long experiment that has been going on for almost exactly two years now, and then I thought let's give it a try, let's see what happens if one day I don't and what I imagined happened: absolutely nothing.The second thing, and this thing here had a little impact on my life, that is, it confirmed what I thought.The second thing, the second event that has had an impact on my life is that since yesterday there is no water in my house, in my building, in the whole neighbourhood, because, due to a breakdown in the piping, yesterday afternoon the water supply was shut down, and it went in a way, let's say, if it has to be a water shut down this is the best way that can happen because I was inside the bathtub full of water and I was just adding some more hot water to the bathtub, and the flow stopped. By then, though, the water was already at a more than...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Due eventi con un impatto più o meno importante. Meglio: uno è un evento e l'altro una conferma.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Dall'ultima volta che ci siamo sentiti sono successe due cose che hanno avuto un impatto sulla mia vita quotidiana. La prim</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 677 Lascio o raddoppio (i 3 minuti)?</title>
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        <![CDATA[Che faccio, continuo a registrare questi 3 minuti grezzi allo scadere dell'anno? E se sì, in che forma? Oppure lascio perdere e mi dedico a qualche altro pogetto di podcast? Si accettano suggerimenti.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Ep. 677 Lascio o raddoppio (i 3 minuti)?.mp3<br>Quello che sto registrando adesso sarà l'episodio numero 677.<br>677 3 minuti equivalgono a più di 33 ore di parlato ininterrotto 33 ore, quasi due giorni interi. E, come ogni anno, alla fine dell'anno, alla fine dell'anno dei 3 minuti grezzi, mi si presenta il solito quesito: che fare? Continuare questi 3 minuti lanciati così, senza paracadute, parlando di quello che viene, continuare a investire il tempo che mi occorre, perché anche se ormai ho creato un processo lavorativo molto, molto lineare, molto veloce, però occorre sempre un bel po' di tempo a creare questi 3 minuti grezzi.<br>Che fare quindi? Continuare E se continuare? Per quanto tempo? E in che forma?<br>Non lo so, sono le domande che mi pongo al momento, anche guardando un po' quelli che sono gli ascolti. L'ho sempre detto che questo mio programma, se vogliamo chiamarlo così, non lo faccio per gli ascolti, ma lo faccio perché mi diverte. Allora mi chiedo mi diverte ancora? Ne vale ancora la pena? Rispetto al primo anno dei 3 minuti grezzi, sicuramente ho aumentato il numero di ascolti, ma stiamo ancora parlando di cifre minime. E se da un lato dico, ma chi se ne frega chi mi ascolta chi non mi ascolta, però avere anche l'impressione di fare le cose buttate così, per le mie fedelissime persone che mi seguono, e so chi siete, magari ci sono anche delle altre che non conosco perché, ripeto, rispetto al primo anno ho il doppio, più del doppio delle persone che mi seguono, ma perché il primo anno sono partita veramente con dei numeri molto molto bassi.<br>Non lo so, me lo sto chiedendo forse veramente dovrei o modificare il modo in cui faccio i 3 minuti, non fare più 3 minuti, non lo so dedicarmi a un podcast settimanale o mensile più nelle corde delle cose che faccio quando faccio le cose seriamente, non che i 3 minuti non siano seri, li faccio in modo molto serio, però non hanno nessun tipo di editing, nessun tipo di preparazione.<br>Proprio poco fa ho finito un pezzo invece molto elaborato ed è bello quando faccio i pezzi elaborati perché mi ci perdo completamente e mi piace farli, ascoltare, ascoltarli, modificare ogni piccolo microsecondo dell'audio che si sente.<br>Non lo so. Forse il mercato non è maturo, non è adatto alle cose che faccio io. Non lo so. Ci penso ancora e comunque vi accorgerete della decisione perché avrà ripercussioni su quello che produco. Ok, that's it.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The one I am recording now will be episode number 677 .<br><br>677 three minutes is equivalent to more than 33 hours of uninterrupted talking 33 hours, almost two full days. And, like every year, at the end of the year, at the end of the 3-minute podcast year, I am presented with the usual question: what to do? To continue these 3 minutes launched like this, without parachutes, talking about whatever, to continue to invest the time that I need, because even though I have now created a very, very linear, very fast working process, however, it always takes quite a bit of time to create these 3 raw minutes.<br>What to do then? Continue? And if yes, for how long? And in what form?<br><br>I don't know, those are the questions I'm asking myself at the moment, even looking a little bit at what the ratings are. I have always said that this program of mine if you want to call it that, I don't do it for the ratings, but I do it because I enjoy it. So I ask myself, do I still enjoy it? Is it still worth it? Compared to the first year of the raw 3 minutes, I increased the number of listeners, but we are still talking about minimal numbers. And while on the one hand I say, but who cares who listens to me who doesn't, however also having the impression of doing things thrown in like this, for my very loyal people who follow me, and I know who you are, maybe there are others I don't know because, again, compared to the first year I have double, more than double the number of people who follow me, but because the first year I started with very very low numbers.<br><br>I don't know, I'm wondering maybe I should either change the way I do the 3 minutes, don't do 3 minutes anymore, I don't know to dedicate myself to a weekly or monthly podcast more in the style of the things that I do when I do things seriously, not that the 3 minutes are not serious, I do them very seriously, however, they don't have any kind of editing, any kind of preparation.<br><br>Just a little while ago I finished a very elaborate piece and it's nice when I do elaborate pieces because I get completely lost in them and I like to make them, listen, listen to them, edit every little microsecond of the audio that you hear.<br><br>I don't know. Maybe the market is not mature, not suitable for the things I do. I don't know. I am still thinking about it, and anyway, you will notice the decision because it will affect what I produce. Okay, that's it.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Che faccio, continuo a registrare questi 3 minuti grezzi allo scadere dell'anno? E se sì, in che forma? Oppure lascio perdere e mi dedico a qualche altro pogetto di podcast? Si accettano suggerimenti.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Ep. 677 Lascio o raddoppio (i 3 minuti)?.mp3<br>Quello che sto registrando adesso sarà l'episodio numero 677.<br>677 3 minuti equivalgono a più di 33 ore di parlato ininterrotto 33 ore, quasi due giorni interi. E, come ogni anno, alla fine dell'anno, alla fine dell'anno dei 3 minuti grezzi, mi si presenta il solito quesito: che fare? Continuare questi 3 minuti lanciati così, senza paracadute, parlando di quello che viene, continuare a investire il tempo che mi occorre, perché anche se ormai ho creato un processo lavorativo molto, molto lineare, molto veloce, però occorre sempre un bel po' di tempo a creare questi 3 minuti grezzi.<br>Che fare quindi? Continuare E se continuare? Per quanto tempo? E in che forma?<br>Non lo so, sono le domande che mi pongo al momento, anche guardando un po' quelli che sono gli ascolti. L'ho sempre detto che questo mio programma, se vogliamo chiamarlo così, non lo faccio per gli ascolti, ma lo faccio perché mi diverte. Allora mi chiedo mi diverte ancora? Ne vale ancora la pena? Rispetto al primo anno dei 3 minuti grezzi, sicuramente ho aumentato il numero di ascolti, ma stiamo ancora parlando di cifre minime. E se da un lato dico, ma chi se ne frega chi mi ascolta chi non mi ascolta, però avere anche l'impressione di fare le cose buttate così, per le mie fedelissime persone che mi seguono, e so chi siete, magari ci sono anche delle altre che non conosco perché, ripeto, rispetto al primo anno ho il doppio, più del doppio delle persone che mi seguono, ma perché il primo anno sono partita veramente con dei numeri molto molto bassi.<br>Non lo so, me lo sto chiedendo forse veramente dovrei o modificare il modo in cui faccio i 3 minuti, non fare più 3 minuti, non lo so dedicarmi a un podcast settimanale o mensile più nelle corde delle cose che faccio quando faccio le cose seriamente, non che i 3 minuti non siano seri, li faccio in modo molto serio, però non hanno nessun tipo di editing, nessun tipo di preparazione.<br>Proprio poco fa ho finito un pezzo invece molto elaborato ed è bello quando faccio i pezzi elaborati perché mi ci perdo completamente e mi piace farli, ascoltare, ascoltarli, modificare ogni piccolo microsecondo dell'audio che si sente.<br>Non lo so. Forse il mercato non è maturo, non è adatto alle cose che faccio io. Non lo so. Ci penso ancora e comunque vi accorgerete della decisione perché avrà ripercussioni su quello che produco. Ok, that's it.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The one I am recording now will be episode number 677 .<br><br>677 three minutes is equivalent to more than 33 hours of uninterrupted talking 33 hours, almost two full days. And, like every year, at the end of the year, at the end of the 3-minute podcast year, I am presented with the usual question: what to do? To continue these 3 minutes launched like this, without parachutes, talking about whatever, to continue to invest the time that I need, because even though I have now created a very, very linear, very fast working process, however, it always takes quite a bit of time to create these 3 raw minutes.<br>What to do then? Continue? And if yes, for how long? And in what form?<br><br>I don't know, those are the questions I'm asking myself at the moment, even looking a little bit at what the ratings are. I have always said that this program of mine if you want to call it that, I don't do it for the ratings, but I do it because I enjoy it. So I ask myself, do I still enjoy it? Is it still worth it? Compared to the first year of the raw 3 minutes, I increased the number of listeners, but we are still talking about minimal numbers. And while on the one hand I say, but who cares who listens to me who doesn't, however also having the impression of doing things thrown in like this, for my very loyal people who follow me, and I know who you are, maybe there are others I don't know because, again, compared to the first year I have double, more than double the number of people who follow me, but because the first year I started with very very low numbers.<br><br>I don't know, I'm wondering maybe I should either change the way I do the 3 minutes, don't do 3 minutes anymore, I don't know to dedicate myself to a weekly or monthly podcast more in the style of the things that I do when I do things seriously, not that the 3 minutes are not serious, I do them very seriously, however, they don't have any kind of editing, any kind of preparation.<br><br>Just a little while ago I finished a very elaborate piece and it's nice when I do elaborate pieces because I get completely lost in them and I like to make them, listen, listen to them, edit every little microsecond of the audio that you hear.<br><br>I don't know. Maybe the market is not mature, not suitable for the things I do. I don't know. I am still thinking about it, and anyway, you will notice the decision because it will affect what I produce. Okay, that's it.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 05 Dec 2023 16:02:54 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Che faccio, continuo a registrare questi 3 minuti grezzi allo scadere dell'anno? E se sì, in che forma? Oppure lascio perdere e mi dedico a qualche altro pogetto di podcast? Si accettano suggerimenti.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ep. 677 Lascio o raddoppio (i 3 minuti)?.mp3Quello che sto registrando adesso sarà l'episodio numero 677.677 3 minuti equivalgono a più di 33 ore di parlato ininterrotto 33 ore, quasi due giorni interi. E, come ogni anno, alla fine dell'anno, alla fine dell'anno dei 3 minuti grezzi, mi si presenta il solito quesito: che fare? Continuare questi 3 minuti lanciati così, senza paracadute, parlando di quello che viene, continuare a investire il tempo che mi occorre, perché anche se ormai ho creato un processo lavorativo molto, molto lineare, molto veloce, però occorre sempre un bel po' di tempo a creare questi 3 minuti grezzi.Che fare quindi? Continuare E se continuare? Per quanto tempo? E in che forma?Non lo so, sono le domande che mi pongo al momento, anche guardando un po' quelli che sono gli ascolti. L'ho sempre detto che questo mio programma, se vogliamo chiamarlo così, non lo faccio per gli ascolti, ma lo faccio perché mi diverte. Allora mi chiedo mi diverte ancora? Ne vale ancora la pena? Rispetto al primo anno dei 3 minuti grezzi, sicuramente ho aumentato il numero di ascolti, ma stiamo ancora parlando di cifre minime. E se da un lato dico, ma chi se ne frega chi mi ascolta chi non mi ascolta, però avere anche l'impressione di fare le cose buttate così, per le mie fedelissime persone che mi seguono, e so chi siete, magari ci sono anche delle altre che non conosco perché, ripeto, rispetto al primo anno ho il doppio, più del doppio delle persone che mi seguono, ma perché il primo anno sono partita veramente con dei numeri molto molto bassi.Non lo so, me lo sto chiedendo forse veramente dovrei o modificare il modo in cui faccio i 3 minuti, non fare più 3 minuti, non lo so dedicarmi a un podcast settimanale o mensile più nelle corde delle cose che faccio quando faccio le cose seriamente, non che i 3 minuti non siano seri, li faccio in modo molto serio, però non hanno nessun tipo di editing, nessun tipo di preparazione.Proprio poco fa ho finito un pezzo invece molto elaborato ed è bello quando faccio i pezzi elaborati perché mi ci perdo completamente e mi piace farli, ascoltare, ascoltarli, modificare ogni piccolo microsecondo dell'audio che si sente.Non lo so. Forse il mercato non è maturo, non è adatto alle cose che faccio io. Non lo so. Ci penso ancora e comunque vi accorgerete della decisione perché avrà ripercussioni su quello che produco. Ok, that's it.TRANSLATIONThe one I am recording now will be episode number 677 .677 three minutes is equivalent to more than 33 hours of uninterrupted talking 33 hours, almost two full days. And, like every year, at the end of the year, at the end of the 3-minute podcast year, I am presented with the usual question: what to do? To continue these 3 minutes launched like this, without parachutes, talking about whatever, to continue to invest the time that I need, because even though I have now created a very, very linear, very fast working process, however, it always takes quite a bit of time to create these 3 raw minutes.What to do then? Continue? And if yes, for how long? And in what form?I don't know, those are the questions I'm asking myself at the moment, even looking a little bit at what the ratings are. I have always said that this program of mine if you want to call it that, I don't do it for the ratings, but I do it because I enjoy it. So I ask myself, do I still enjoy it? Is it still worth it? Compared to the first year of the raw 3 minutes, I increased the number of listeners, but we are still talking about minimal numbers. And while on the one hand I say, but who cares who listens to me who doesn't, however also...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Che faccio, continuo a registrare questi 3 minuti grezzi allo scadere dell'anno? E se sì, in che forma? Oppure lascio perdere e mi dedico a qualche altro pogetto di podcast? Si accettano suggerimenti.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ep. 677 Lascio o ra</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 676 Strani orologi terrestri</title>
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        <![CDATA[Forse non il metodo più pratico per sapere che ora è, sicuramente però si tratta di un metodo super-ingegnoso che ci farà perdere un po' di tempo ad osservare il tempo che scorre sotto i nostri occhi, sempre con immagini diverse. <br><br><b>LINK</b> <a href="https://cwandt.com/products/earth-clock" rel="noreferrer noopener">https://cwandt.com/products/earth-clock</a><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br><br>Facciamo una scommessa. Se adesso io vi chiedessi di dirmi che ora è, probabilmente la maggior parte di voi andrebbe a prendere il cellulare o se come me, ancora usate l'orologio da polso, fareste il tipico movimento di chi gira il polso per vedere il quadrante dell'orologio. E scommetto anche che nessuno di voi andrebbe a controllare questo sito che sto guardando in questo istante che si chiama Earth Clock, orologio terrestre.<br><br>È divertente perché funziona, immagino, con delle immagini satellitari che sono state pre caricate e funziona così. Immaginate cinque quadrati sul vostro schermo, perché un sito internet, e in ogni quadrato c'è un'immagine tratta da Google Earth, immagine che cambia continuamente ogni secondo, perché tramite la configurazione degli oggetti che vengono mostrati da queste immagini di Google Earth, sapete quella cosa che si vede il globo terrestre da lontano, poi zooma, zooma, zooma, zooma, zooma e finché non si vede un palazzo, una strada, un lampione, un cane, qualsiasi cosa che ci sia per strada, ecco quindi di volta in volta cambia fino a trovare degli oggetti che abbiano la forma di numeri, da 1 a 9, più il numero zero, e man mano che cambia il tempo cambiano le immagini, scegli altre immagini a caso tra quelle che hai in, diciamo, programmate per usare queste cinque immagini come l'ora.<br><br>Adesso sono le 16:44, quindi il primo numero è una specie di diga, il numero uno. Il secondo è un college visto dall'alto che ha la forma del numero sei, poi quello centrale sono sempre due puntini, sapete quelli che dividono l'ora, poi qua non riesco a capire che ora sia, dovrebbe essere quattro, però non si capisce benissimo, è un labirinto di strade, e invece cinque si capisce benissimo, è un posto a Washington visto dall'alto, dei palazzi che formano il numero cinque e così di seguito.<br><br>Quindi voi non dovete fare niente, non dovete ricaricare la pagina perché si ricarica da sola e vi fa vedere tutte queste cose qua.<br><br>Diciamo che non è il modo migliore, il modo più semplice per capire che ora è, perché ve l'ho detto, a volte nemmeno si capisce bene, io c'ho qua l'orologio nel computer quindi riesco a capire, ah questo è un numero due, ok, ho capito adesso che un numero due ma altrimenti non è chiarissimo. Comunque una cosa divertente ed è su questo sito che si chiama 'CW and T' che sono i nomi, Che-Wei Wang e Taylor Levy, queste due persone che hanno dei progetti veramente entusiasmanti, strani, in larghissima scala, piccolissima scala, da scoprire, alcuni si possono anche acquistare. Vi metto il link nelle note del programma e vediamo se riesco a suscitare un po' di curiosità, magari anche qualche regalo per Natale, chi lo sa.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>Let's make a bet. If I were to ask you now to tell me what time it is, most of you would probably go for your cell phone or if like me, you still use your wristwatch, you would make the typical movement of turning your wrist to see the watch face. And I also bet that none of you would go check out this site that I'm looking at right now called Earth Clock.<br><br>It's funny because it works, I guess, with satellite images that have been pre-loaded and it works like this. Imagine five squares on your screen, because it is a website, and in each square there is an image taken from Google Earth, an image that changes continuously every second, because through the configuration of the objects that are shown by these Google Earth images, you know that thing that you see the globe from a distance, then it zooms, zooms, zooms, zooms in and until you see a building, a street, a lamppost, a dog, anything that's in the street, here so it changes from time to time until you find objects that have the shape of numbers, from 1 to 9, plus the number zero, and as the time changes the images change, you pick other images at random from the ones that you have in, let's say, programmed to use these five images as the time.<br><br>It is now 4:44 p.m., so the first number is kind of a dam, number one. The second one is a college seen from above that has the shape of the number six, then the middle one is always two dots, you know the ones that divide the time, then here I can't figure out what time it is, it should be four, however, you can't quite tell, it's a maze of streets, and instead five you can tell very well, it's a place in Washington seen from above, of the buildings that form the number five and so on.<br><br>So you guys don't have to do anything, you don't have to reload the page because it reloads itself and shows you all these things here.<br><br>Let's say it's not the best way, the easiest way to figure out what time it is, because I told you, sometimes you don't even get it right, I have the clock in the computer here so I can figure it out, ah this is a number two, okay, I understand now that a number two but otherwise it's not super clear. Anyway a funny thing and it's on this site called 'CW and T ' which are the names, Che-Wei Wang and Taylor Levy, these two people who have really exciting, strange, very large scale, very small scale projects, to discover, some you can even buy. I'll put the link in the program notes and see if I can arouse some curiosity, maybe even some gifts for Christmas, who knows?<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Forse non il metodo più pratico per sapere che ora è, sicuramente però si tratta di un metodo super-ingegnoso che ci farà perdere un po' di tempo ad osservare il tempo che scorre sotto i nostri occhi, sempre con immagini diverse. <br><br><b>LINK</b> <a href="https://cwandt.com/products/earth-clock" rel="noreferrer noopener">https://cwandt.com/products/earth-clock</a><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br><br>Facciamo una scommessa. Se adesso io vi chiedessi di dirmi che ora è, probabilmente la maggior parte di voi andrebbe a prendere il cellulare o se come me, ancora usate l'orologio da polso, fareste il tipico movimento di chi gira il polso per vedere il quadrante dell'orologio. E scommetto anche che nessuno di voi andrebbe a controllare questo sito che sto guardando in questo istante che si chiama Earth Clock, orologio terrestre.<br><br>È divertente perché funziona, immagino, con delle immagini satellitari che sono state pre caricate e funziona così. Immaginate cinque quadrati sul vostro schermo, perché un sito internet, e in ogni quadrato c'è un'immagine tratta da Google Earth, immagine che cambia continuamente ogni secondo, perché tramite la configurazione degli oggetti che vengono mostrati da queste immagini di Google Earth, sapete quella cosa che si vede il globo terrestre da lontano, poi zooma, zooma, zooma, zooma, zooma e finché non si vede un palazzo, una strada, un lampione, un cane, qualsiasi cosa che ci sia per strada, ecco quindi di volta in volta cambia fino a trovare degli oggetti che abbiano la forma di numeri, da 1 a 9, più il numero zero, e man mano che cambia il tempo cambiano le immagini, scegli altre immagini a caso tra quelle che hai in, diciamo, programmate per usare queste cinque immagini come l'ora.<br><br>Adesso sono le 16:44, quindi il primo numero è una specie di diga, il numero uno. Il secondo è un college visto dall'alto che ha la forma del numero sei, poi quello centrale sono sempre due puntini, sapete quelli che dividono l'ora, poi qua non riesco a capire che ora sia, dovrebbe essere quattro, però non si capisce benissimo, è un labirinto di strade, e invece cinque si capisce benissimo, è un posto a Washington visto dall'alto, dei palazzi che formano il numero cinque e così di seguito.<br><br>Quindi voi non dovete fare niente, non dovete ricaricare la pagina perché si ricarica da sola e vi fa vedere tutte queste cose qua.<br><br>Diciamo che non è il modo migliore, il modo più semplice per capire che ora è, perché ve l'ho detto, a volte nemmeno si capisce bene, io c'ho qua l'orologio nel computer quindi riesco a capire, ah questo è un numero due, ok, ho capito adesso che un numero due ma altrimenti non è chiarissimo. Comunque una cosa divertente ed è su questo sito che si chiama 'CW and T' che sono i nomi, Che-Wei Wang e Taylor Levy, queste due persone che hanno dei progetti veramente entusiasmanti, strani, in larghissima scala, piccolissima scala, da scoprire, alcuni si possono anche acquistare. Vi metto il link nelle note del programma e vediamo se riesco a suscitare un po' di curiosità, magari anche qualche regalo per Natale, chi lo sa.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>Let's make a bet. If I were to ask you now to tell me what time it is, most of you would probably go for your cell phone or if like me, you still use your wristwatch, you would make the typical movement of turning your wrist to see the watch face. And I also bet that none of you would go check out this site that I'm looking at right now called Earth Clock.<br><br>It's funny because it works, I guess, with satellite images that have been pre-loaded and it works like this. Imagine five squares on your screen, because it is a website, and in each square there is an image taken from Google Earth, an image that changes continuously every second, because through the configuration of the objects that are shown by these Google Earth images, you know that thing that you see the globe from a distance, then it zooms, zooms, zooms, zooms in and until you see a building, a street, a lamppost, a dog, anything that's in the street, here so it changes from time to time until you find objects that have the shape of numbers, from 1 to 9, plus the number zero, and as the time changes the images change, you pick other images at random from the ones that you have in, let's say, programmed to use these five images as the time.<br><br>It is now 4:44 p.m., so the first number is kind of a dam, number one. The second one is a college seen from above that has the shape of the number six, then the middle one is always two dots, you know the ones that divide the time, then here I can't figure out what time it is, it should be four, however, you can't quite tell, it's a maze of streets, and instead five you can tell very well, it's a place in Washington seen from above, of the buildings that form the number five and so on.<br><br>So you guys don't have to do anything, you don't have to reload the page because it reloads itself and shows you all these things here.<br><br>Let's say it's not the best way, the easiest way to figure out what time it is, because I told you, sometimes you don't even get it right, I have the clock in the computer here so I can figure it out, ah this is a number two, okay, I understand now that a number two but otherwise it's not super clear. Anyway a funny thing and it's on this site called 'CW and T ' which are the names, Che-Wei Wang and Taylor Levy, these two people who have really exciting, strange, very large scale, very small scale projects, to discover, some you can even buy. I'll put the link in the program notes and see if I can arouse some curiosity, maybe even some gifts for Christmas, who knows?<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 04 Dec 2023 15:11:17 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Forse non il metodo più pratico per sapere che ora è, sicuramente però si tratta di un metodo super-ingegnoso che ci farà perdere un po' di tempo ad osservare il tempo che scorre sotto i nostri occhi, sempre con immagini diverse. LINK https://cwandt.com/p</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 675 Patrigno e matrigna</title>
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        <![CDATA['Patrigno' e 'matrigna' sono due ruoli che sono stati rovinati dalla cattiva pubblicità fatta dalle fiabe.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br><b><i>Cristina</i></b>: Diciamo che se c'è da cercare un responsabile, il responsabile è la persona che ha cominciato a scrivere le fiabe usando le parole per indicare delle persone cattivissime, sto parlando di patrigno e matrigna, perché in italiano, purtroppo, quando ci si riferisce al nuovo compagno o alla nuova compagna della madre o del padre, purtroppo noi non abbiamo delle parole neutre. In inglese c'è stepdad, stepmom, che vuol dire quasi, il padre e la madre che arrivano, che che si aggiungono in aggiunta, che vengono oltre a quelli che naturalmente ci sono. In italiano invece abbiamo queste due bruttissime parole: patrigno, matrigna. Già, il suono e un suono antipatico. Ecco, ora ho qua davanti a me, che non sa che sto per intervistarlo, un patrigno, e chiedo a lui che cosa ne pensi di questa, di quest'uso che si fa in italiano, della parola patrigno? E tu che sei un patrigno, come ti identifichi?<br><br><b><i>Stepdad</i></b>: Un ottimo patrigno, Quindi diciamo più uno stepdad alla britannica che non un patrigno come quelli delle fiabe, che dovevano anche fare di necessità virtù, nel senso che dovevano comunque...<br><br><b><i>Cristina</i></b>: Trattare male i figli?<br><br><b><i>Stepdad</i></b>: No, no c'era un problema di molti figli e di dover dividere l'eredità. Infatti, che so, Il Gatto con gli Stivali in cui a uno non gli do una cippa perché gli dà solo il gatto e agli altri invece gli dà il mulino e anche l'asino, insomma, allora il patrigno evidentemente aveva dei problemi, peggio ancora la matrigna, perché la matrigna, essendo donna di seconde nozze, ovviamente tende a avere un rapporto di competizione con le figlie di primo letto. E questa è una tradizione cattolica italiana che non dimenticheremo mai: l'uomo che si risposa e un fedifrago della defunta.<br><br><b><i>Cristina</i></b>: Quindi uno cattivo e la donna che subentra, che magari si fa un mazzo così a prendersi cura della casa, del marito, delle cose eccetera eccetera, e anche dei figli e delle figlie, poi si deve anche sentire trattata male perché su di lei c'è questo timbro brutto della pronuncia brutta della parola che la descrive 'matrigna'. Prima hai nominato Il Gatto con gli Stivali che devo dire, è la mia fiaba preferita in assoluto, e anche il famoso marchese di...<br><br><b><i>Stepdad</i></b>: Carabas.<br><br><b><i>Cristina</i></b>: Il marchese di Carabas. Sì, però mi pare che non fosse il patrigno. Mi pare che fosse il padre naturale che stava in punto di morte, no?<br><br><b><i>Stepdad</i></b>: Sì, esatto, ma facevo l'esempio giusto per dire che c'erano problemi di eredità difficili. No, io ho avuto altre relazioni nelle quali ho provato a fare lo stepdad, ma ahimè, andò peggio perché si creò una competizione che non ci doveva essere.<br><br><b><i>Cristina</i></b>: E siamo arrivati alla fine dei 3 minuti grezzi, grazie.<br><br>TRANSLATION<br><br><br><i><b>Cristina</b></i>: Let's say that if there is a responsible person to look for, the responsible person is the person who started writing the fairy tales using the words to refer to bad people, I'm talking about '<i>patrigno</i>' and '<i>matrigna</i>', because in Italian, unfortunately, when we refer to the new partner or the new partner of the mother or father, we unfortunately do not have neutral words. In English there is stepdad, stepmom, which means almost, the father and mother coming in, coming in addition to those who are naturally there. In Italian, however, we have these two very ugly words: 'patrigno', '<i>matrigna</i>'. Yeah, the sound and an obnoxious sound. Here, now I have here in front of me, who doesn't know that I'm going to interview him, a stepfather, and I ask him what do you think about this, this use in Italian, of the word 'patrigno'? And you being a 'patrigno', how do you identify yourself?<br><br><i><b>Stepdad</b></i>: A very good 'patrigno', so let's say more of a British-style stepdad than a 'patrigno' like those in fairy tales, who also had to make a virtue of necessity, meaning they still had to...<br><br><i><b>Cristina</b></i>: Treating children badly?<br><br><i><b>Stepdad</b></i>: No, no there was a problem of many children and having to divide the inheritance. In fact, what do I know, Puss in Boots in which to one I don't give him a chit because he only gives him the cat and the others instead he gives the mill and also the donkey, in short, then the '<i>patrigno</i>' obviously had problems, worse still the '<i>matrigna</i>', because the '<i>matrigna</i>', being a woman of second marriage, obviously tends to have a competitive relationship with the daughters of first bed. And this is an Italian Catholic tradition that we will never forget: the man who remarries is a cheater of the deceased .<br><br><i><b>Cristina</b></i>: So a bad one, and the woman who takes over, who maybe works her butt off taking care of the house, her husband, things, etc. etc., and also her sons and daughters, then she also has to feel treated badly because on her there is this ugly stamp of the ugly pronunciation of the word that describes her '<i>matrigna</i>'. Earlier you mentioned Puss in Boots which I must say, is my favorite fairy tale ever, and also the famous Marquis of...<br><br><b><i>Stepdad</i></b>: Carabas.<br><br><i><b>Cristina</b></i>: The Marquis of Carabas. Yes, however, it seems to me that he was not the stepfather. It seems to me that it was the natural father who was at the point of death, right?<br><br><i><b>Stepdad</b></i>: Yes, exactly, but I was giving the example just to say that there were difficult inheritance issues. No, I've had other relationships in which I tried to be a stepdad, but alas, it got worse because it created a competition that shouldn't be there.<br><br><i><b>Cristina</b></i>: And we got to the end of the 3-minute podcast, thank you.<br><br>]]>
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        <![CDATA['Patrigno' e 'matrigna' sono due ruoli che sono stati rovinati dalla cattiva pubblicità fatta dalle fiabe.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br><b><i>Cristina</i></b>: Diciamo che se c'è da cercare un responsabile, il responsabile è la persona che ha cominciato a scrivere le fiabe usando le parole per indicare delle persone cattivissime, sto parlando di patrigno e matrigna, perché in italiano, purtroppo, quando ci si riferisce al nuovo compagno o alla nuova compagna della madre o del padre, purtroppo noi non abbiamo delle parole neutre. In inglese c'è stepdad, stepmom, che vuol dire quasi, il padre e la madre che arrivano, che che si aggiungono in aggiunta, che vengono oltre a quelli che naturalmente ci sono. In italiano invece abbiamo queste due bruttissime parole: patrigno, matrigna. Già, il suono e un suono antipatico. Ecco, ora ho qua davanti a me, che non sa che sto per intervistarlo, un patrigno, e chiedo a lui che cosa ne pensi di questa, di quest'uso che si fa in italiano, della parola patrigno? E tu che sei un patrigno, come ti identifichi?<br><br><b><i>Stepdad</i></b>: Un ottimo patrigno, Quindi diciamo più uno stepdad alla britannica che non un patrigno come quelli delle fiabe, che dovevano anche fare di necessità virtù, nel senso che dovevano comunque...<br><br><b><i>Cristina</i></b>: Trattare male i figli?<br><br><b><i>Stepdad</i></b>: No, no c'era un problema di molti figli e di dover dividere l'eredità. Infatti, che so, Il Gatto con gli Stivali in cui a uno non gli do una cippa perché gli dà solo il gatto e agli altri invece gli dà il mulino e anche l'asino, insomma, allora il patrigno evidentemente aveva dei problemi, peggio ancora la matrigna, perché la matrigna, essendo donna di seconde nozze, ovviamente tende a avere un rapporto di competizione con le figlie di primo letto. E questa è una tradizione cattolica italiana che non dimenticheremo mai: l'uomo che si risposa e un fedifrago della defunta.<br><br><b><i>Cristina</i></b>: Quindi uno cattivo e la donna che subentra, che magari si fa un mazzo così a prendersi cura della casa, del marito, delle cose eccetera eccetera, e anche dei figli e delle figlie, poi si deve anche sentire trattata male perché su di lei c'è questo timbro brutto della pronuncia brutta della parola che la descrive 'matrigna'. Prima hai nominato Il Gatto con gli Stivali che devo dire, è la mia fiaba preferita in assoluto, e anche il famoso marchese di...<br><br><b><i>Stepdad</i></b>: Carabas.<br><br><b><i>Cristina</i></b>: Il marchese di Carabas. Sì, però mi pare che non fosse il patrigno. Mi pare che fosse il padre naturale che stava in punto di morte, no?<br><br><b><i>Stepdad</i></b>: Sì, esatto, ma facevo l'esempio giusto per dire che c'erano problemi di eredità difficili. No, io ho avuto altre relazioni nelle quali ho provato a fare lo stepdad, ma ahimè, andò peggio perché si creò una competizione che non ci doveva essere.<br><br><b><i>Cristina</i></b>: E siamo arrivati alla fine dei 3 minuti grezzi, grazie.<br><br>TRANSLATION<br><br><br><i><b>Cristina</b></i>: Let's say that if there is a responsible person to look for, the responsible person is the person who started writing the fairy tales using the words to refer to bad people, I'm talking about '<i>patrigno</i>' and '<i>matrigna</i>', because in Italian, unfortunately, when we refer to the new partner or the new partner of the mother or father, we unfortunately do not have neutral words. In English there is stepdad, stepmom, which means almost, the father and mother coming in, coming in addition to those who are naturally there. In Italian, however, we have these two very ugly words: 'patrigno', '<i>matrigna</i>'. Yeah, the sound and an obnoxious sound. Here, now I have here in front of me, who doesn't know that I'm going to interview him, a stepfather, and I ask him what do you think about this, this use in Italian, of the word 'patrigno'? And you being a 'patrigno', how do you identify yourself?<br><br><i><b>Stepdad</b></i>: A very good 'patrigno', so let's say more of a British-style stepdad than a 'patrigno' like those in fairy tales, who also had to make a virtue of necessity, meaning they still had to...<br><br><i><b>Cristina</b></i>: Treating children badly?<br><br><i><b>Stepdad</b></i>: No, no there was a problem of many children and having to divide the inheritance. In fact, what do I know, Puss in Boots in which to one I don't give him a chit because he only gives him the cat and the others instead he gives the mill and also the donkey, in short, then the '<i>patrigno</i>' obviously had problems, worse still the '<i>matrigna</i>', because the '<i>matrigna</i>', being a woman of second marriage, obviously tends to have a competitive relationship with the daughters of first bed. And this is an Italian Catholic tradition that we will never forget: the man who remarries is a cheater of the deceased .<br><br><i><b>Cristina</b></i>: So a bad one, and the woman who takes over, who maybe works her butt off taking care of the house, her husband, things, etc. etc., and also her sons and daughters, then she also has to feel treated badly because on her there is this ugly stamp of the ugly pronunciation of the word that describes her '<i>matrigna</i>'. Earlier you mentioned Puss in Boots which I must say, is my favorite fairy tale ever, and also the famous Marquis of...<br><br><b><i>Stepdad</i></b>: Carabas.<br><br><i><b>Cristina</b></i>: The Marquis of Carabas. Yes, however, it seems to me that he was not the stepfather. It seems to me that it was the natural father who was at the point of death, right?<br><br><i><b>Stepdad</b></i>: Yes, exactly, but I was giving the example just to say that there were difficult inheritance issues. No, I've had other relationships in which I tried to be a stepdad, but alas, it got worse because it created a competition that shouldn't be there.<br><br><i><b>Cristina</b></i>: And we got to the end of the 3-minute podcast, thank you.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 03 Dec 2023 17:23:27 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>'Patrigno' e 'matrigna' sono due ruoli che sono stati rovinati dalla cattiva pubblicità fatta dalle fiabe.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Cristina: Diciamo che se c'è da cercare un responsabile, il responsabile è la persona che ha cominciato a scrivere le fiabe usando le parole per indicare delle persone cattivissime, sto parlando di patrigno e matrigna, perché in italiano, purtroppo, quando ci si riferisce al nuovo compagno o alla nuova compagna della madre o del padre, purtroppo noi non abbiamo delle parole neutre. In inglese c'è stepdad, stepmom, che vuol dire quasi, il padre e la madre che arrivano, che che si aggiungono in aggiunta, che vengono oltre a quelli che naturalmente ci sono. In italiano invece abbiamo queste due bruttissime parole: patrigno, matrigna. Già, il suono e un suono antipatico. Ecco, ora ho qua davanti a me, che non sa che sto per intervistarlo, un patrigno, e chiedo a lui che cosa ne pensi di questa, di quest'uso che si fa in italiano, della parola patrigno? E tu che sei un patrigno, come ti identifichi?Stepdad: Un ottimo patrigno, Quindi diciamo più uno stepdad alla britannica che non un patrigno come quelli delle fiabe, che dovevano anche fare di necessità virtù, nel senso che dovevano comunque...Cristina: Trattare male i figli?Stepdad: No, no c'era un problema di molti figli e di dover dividere l'eredità. Infatti, che so, Il Gatto con gli Stivali in cui a uno non gli do una cippa perché gli dà solo il gatto e agli altri invece gli dà il mulino e anche l'asino, insomma, allora il patrigno evidentemente aveva dei problemi, peggio ancora la matrigna, perché la matrigna, essendo donna di seconde nozze, ovviamente tende a avere un rapporto di competizione con le figlie di primo letto. E questa è una tradizione cattolica italiana che non dimenticheremo mai: l'uomo che si risposa e un fedifrago della defunta.Cristina: Quindi uno cattivo e la donna che subentra, che magari si fa un mazzo così a prendersi cura della casa, del marito, delle cose eccetera eccetera, e anche dei figli e delle figlie, poi si deve anche sentire trattata male perché su di lei c'è questo timbro brutto della pronuncia brutta della parola che la descrive 'matrigna'. Prima hai nominato Il Gatto con gli Stivali che devo dire, è la mia fiaba preferita in assoluto, e anche il famoso marchese di...Stepdad: Carabas.Cristina: Il marchese di Carabas. Sì, però mi pare che non fosse il patrigno. Mi pare che fosse il padre naturale che stava in punto di morte, no?Stepdad: Sì, esatto, ma facevo l'esempio giusto per dire che c'erano problemi di eredità difficili. No, io ho avuto altre relazioni nelle quali ho provato a fare lo stepdad, ma ahimè, andò peggio perché si creò una competizione che non ci doveva essere.Cristina: E siamo arrivati alla fine dei 3 minuti grezzi, grazie.TRANSLATIONCristina: Let's say that if there is a responsible person to look for, the responsible person is the person who started writing the fairy tales using the words to refer to bad people, I'm talking about 'patrigno' and 'matrigna', because in Italian, unfortunately, when we refer to the new partner or the new partner of the mother or father, we unfortunately do not have neutral words. In English there is stepdad, stepmom, which means almost, the father and mother coming in, coming in addition to those who are naturally there. In Italian, however, we have these two very ugly words: 'patrigno', 'matrigna'. Yeah, the sound and an obnoxious sound. Here, now I have here in front of me, who doesn't know that I'm going to interview him, a stepfather, and I ask him what do you think about this, this use in Italian, of the word 'patrigno'? And you being a...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>'Patrigno' e 'matrigna' sono due ruoli che sono stati rovinati dalla cattiva pubblicità fatta dalle fiabe.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Cristina: Diciamo che se c'è da cercare un responsabile, il responsabile è la persona che ha cominciato a scriver</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 674 Di lucette e altro</title>
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        <![CDATA[Luci, lucette e spazi per il lavoro.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Mi è successo di nuovo. Questa mattina mentre facevo colazione mi è venuta un'idea brillante, qualcosa di cui parlare nei 3 minuti grezzi, e naturalmente era una cosa così ovvia, così vicina al mio vissuto che non ho nemmeno ritenuto opportuno prendere una nota, e adesso, pomeriggio, mi ritrovo qua e non mi ricordo naturalmente di cosa si trattasse, non ho nemmeno idea di quello che sarà l'argomento di questi 3 minuti grezzi, quindi descrivo la situazione.<br><br>Sono nel mio studio. Il mio studio da quando abbiamo comprato il letto sopraelevato di Ikea, il mio studio si trova al di sotto del mio letto, e per il lavoro che faccio è ottimo perché mi crea una barriera costituita dal materasso sopra la mia testa, quindi assorbe molto bene i rumori, è lontano dalla finestra è chiuso, racchiuso, socchiuso, sto pensando addirittura di prendere, comprare, cercare, ho visto che ci sono in giro delle tende assorbenti, anzi no si dice fonoassorbenti, e creare una specie di teatrino, un'alcova, quindi quando devo registrare, vabbè quando faccio i 3 minuti grezzi lo faccio all'aria aperta, di solito quando faccio cose serie vado nella mia cabina armadio che è già stata rivestita con materiale fonoassorbente, però potrei mettere anche delle tendine qua, anche se poi mi tolgono un po' di luce, per me la luce molto importante.<br><br>Non è certo la luce a mancare in questa casa siamo al quarto piano e siamo molto esposti alla luce, ma anche al vento e alle intemperie e a tutto quello che consegue. Quindi dicevo sì, questo mio angolo studio, con un bel tavolo lungo, lungo, lungo, lungo, il computer grande, ma c'è anche spazio per mettere il computer piccolo, e poi ho acquistato, sapete le lucette che vabbè adesso per Natale le usano tutti, ma io le ho acquistate quest'estate, lucette che si ricaricano con l'energia solare e ho messo il caricatore, che ha un filo lungo lungo, nel vetro, quindi si ricaricano durante la giornata e poi, magia delle magie, di notte automaticamente mi si accendono le lucette in camera da letto sotto il letto, attorno al mio spazio lavoro.<br><br>Ho comprato le stesse lucette anche per il balcone e anche lì si accendono automaticamente, magicamente, ogni notte e mi tengono compagnia. Ripeto, non ho aspettato Natale per farlo, siamo nel periodo pre natalizio e quindi è tutto un susseguirsi di negozi con luci, lucette, cascate, ora usano molto le cascate di luci. Dai, l'abbiamo sfangata anche oggi coi 3 minuti grezzi. Passo e chiudo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>It happened to me again. This morning while I was having breakfast I had a brilliant idea, something to talk about in my 3 daily minutes, and of course, it was something so obvious, so close to my experience that I didn't even see fit to make a note of it, and now, afternoon, I find myself here and I don't remember of course what it was about, I don't even have any idea what the topic of these 3 daily minutes will be, so I describe the situation.<br><br>I am in my working space. My working space since we bought the raised bed from Ikea, my studio is below my bed, and for the work I do it's great because it creates a barrier formed by the mattress above my head, so it absorbs noise very well, it's away from the window it's closed, enclosed, ajar, I'm even thinking of getting, buying, looking for, I saw that there are around absorbent curtains, actually no it's called sound absorbing, and create a kind of little stage, an alcove, so when I have to record, okay when I do the 3 daily minutes I do it in the open, usually when I do serious stuff I go to my walk-in closet which has already been lined with sound absorbing material, however, I could also put some curtains here, although then they take away some light, for me the light very important.<br><br>It is certainly not light that is lacking in this house we are on the fourth floor and we are very exposed to light, but also to wind and weather and all that follows. So I was saying yes, this study corner of mine, with a nice long, long, long table, the big computer, but there's also room to put the small computer, and then I bought, you know the little lights that okay now for Christmas everybody uses them, but I bought them this summer, little lights that recharge with solar power and I put the charger, which has a long long wire, in the window, so they recharge during the day and then, magic of magic, at night automatically my little lights come on in my bedroom under my bed, around my workspace.<br><br>I also bought the same little lights for the balcony and even there they automatically, magically, light up every night and keep me company. Again, I didn't wait until Christmas to do this, we are in the pre-Christmas period and so it's all about stores with lights, little lights, and waterfalls, they use a lot of waterfalls of lights now. There you go, we got through it again today with the daily 3 minutes. Over and out.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Luci, lucette e spazi per il lavoro.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Mi è successo di nuovo. Questa mattina mentre facevo colazione mi è venuta un'idea brillante, qualcosa di cui parlare nei 3 minuti grezzi, e naturalmente era una cosa così ovvia, così vicina al mio vissuto che non ho nemmeno ritenuto opportuno prendere una nota, e adesso, pomeriggio, mi ritrovo qua e non mi ricordo naturalmente di cosa si trattasse, non ho nemmeno idea di quello che sarà l'argomento di questi 3 minuti grezzi, quindi descrivo la situazione.<br><br>Sono nel mio studio. Il mio studio da quando abbiamo comprato il letto sopraelevato di Ikea, il mio studio si trova al di sotto del mio letto, e per il lavoro che faccio è ottimo perché mi crea una barriera costituita dal materasso sopra la mia testa, quindi assorbe molto bene i rumori, è lontano dalla finestra è chiuso, racchiuso, socchiuso, sto pensando addirittura di prendere, comprare, cercare, ho visto che ci sono in giro delle tende assorbenti, anzi no si dice fonoassorbenti, e creare una specie di teatrino, un'alcova, quindi quando devo registrare, vabbè quando faccio i 3 minuti grezzi lo faccio all'aria aperta, di solito quando faccio cose serie vado nella mia cabina armadio che è già stata rivestita con materiale fonoassorbente, però potrei mettere anche delle tendine qua, anche se poi mi tolgono un po' di luce, per me la luce molto importante.<br><br>Non è certo la luce a mancare in questa casa siamo al quarto piano e siamo molto esposti alla luce, ma anche al vento e alle intemperie e a tutto quello che consegue. Quindi dicevo sì, questo mio angolo studio, con un bel tavolo lungo, lungo, lungo, lungo, il computer grande, ma c'è anche spazio per mettere il computer piccolo, e poi ho acquistato, sapete le lucette che vabbè adesso per Natale le usano tutti, ma io le ho acquistate quest'estate, lucette che si ricaricano con l'energia solare e ho messo il caricatore, che ha un filo lungo lungo, nel vetro, quindi si ricaricano durante la giornata e poi, magia delle magie, di notte automaticamente mi si accendono le lucette in camera da letto sotto il letto, attorno al mio spazio lavoro.<br><br>Ho comprato le stesse lucette anche per il balcone e anche lì si accendono automaticamente, magicamente, ogni notte e mi tengono compagnia. Ripeto, non ho aspettato Natale per farlo, siamo nel periodo pre natalizio e quindi è tutto un susseguirsi di negozi con luci, lucette, cascate, ora usano molto le cascate di luci. Dai, l'abbiamo sfangata anche oggi coi 3 minuti grezzi. Passo e chiudo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>It happened to me again. This morning while I was having breakfast I had a brilliant idea, something to talk about in my 3 daily minutes, and of course, it was something so obvious, so close to my experience that I didn't even see fit to make a note of it, and now, afternoon, I find myself here and I don't remember of course what it was about, I don't even have any idea what the topic of these 3 daily minutes will be, so I describe the situation.<br><br>I am in my working space. My working space since we bought the raised bed from Ikea, my studio is below my bed, and for the work I do it's great because it creates a barrier formed by the mattress above my head, so it absorbs noise very well, it's away from the window it's closed, enclosed, ajar, I'm even thinking of getting, buying, looking for, I saw that there are around absorbent curtains, actually no it's called sound absorbing, and create a kind of little stage, an alcove, so when I have to record, okay when I do the 3 daily minutes I do it in the open, usually when I do serious stuff I go to my walk-in closet which has already been lined with sound absorbing material, however, I could also put some curtains here, although then they take away some light, for me the light very important.<br><br>It is certainly not light that is lacking in this house we are on the fourth floor and we are very exposed to light, but also to wind and weather and all that follows. So I was saying yes, this study corner of mine, with a nice long, long, long table, the big computer, but there's also room to put the small computer, and then I bought, you know the little lights that okay now for Christmas everybody uses them, but I bought them this summer, little lights that recharge with solar power and I put the charger, which has a long long wire, in the window, so they recharge during the day and then, magic of magic, at night automatically my little lights come on in my bedroom under my bed, around my workspace.<br><br>I also bought the same little lights for the balcony and even there they automatically, magically, light up every night and keep me company. Again, I didn't wait until Christmas to do this, we are in the pre-Christmas period and so it's all about stores with lights, little lights, and waterfalls, they use a lot of waterfalls of lights now. There you go, we got through it again today with the daily 3 minutes. Over and out.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 02 Dec 2023 14:47:57 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Luci, lucette e spazi per il lavoro.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Mi è successo di nuovo. Questa mattina mentre facevo colazione mi è venuta un'idea brillante, qualcosa di cui parlare nei 3 minuti grezzi, e naturalmente era una cosa così ovvia, così vicina al mio vissuto che non ho nemmeno ritenuto opportuno prendere una nota, e adesso, pomeriggio, mi ritrovo qua e non mi ricordo naturalmente di cosa si trattasse, non ho nemmeno idea di quello che sarà l'argomento di questi 3 minuti grezzi, quindi descrivo la situazione.Sono nel mio studio. Il mio studio da quando abbiamo comprato il letto sopraelevato di Ikea, il mio studio si trova al di sotto del mio letto, e per il lavoro che faccio è ottimo perché mi crea una barriera costituita dal materasso sopra la mia testa, quindi assorbe molto bene i rumori, è lontano dalla finestra è chiuso, racchiuso, socchiuso, sto pensando addirittura di prendere, comprare, cercare, ho visto che ci sono in giro delle tende assorbenti, anzi no si dice fonoassorbenti, e creare una specie di teatrino, un'alcova, quindi quando devo registrare, vabbè quando faccio i 3 minuti grezzi lo faccio all'aria aperta, di solito quando faccio cose serie vado nella mia cabina armadio che è già stata rivestita con materiale fonoassorbente, però potrei mettere anche delle tendine qua, anche se poi mi tolgono un po' di luce, per me la luce molto importante.Non è certo la luce a mancare in questa casa siamo al quarto piano e siamo molto esposti alla luce, ma anche al vento e alle intemperie e a tutto quello che consegue. Quindi dicevo sì, questo mio angolo studio, con un bel tavolo lungo, lungo, lungo, lungo, il computer grande, ma c'è anche spazio per mettere il computer piccolo, e poi ho acquistato, sapete le lucette che vabbè adesso per Natale le usano tutti, ma io le ho acquistate quest'estate, lucette che si ricaricano con l'energia solare e ho messo il caricatore, che ha un filo lungo lungo, nel vetro, quindi si ricaricano durante la giornata e poi, magia delle magie, di notte automaticamente mi si accendono le lucette in camera da letto sotto il letto, attorno al mio spazio lavoro.Ho comprato le stesse lucette anche per il balcone e anche lì si accendono automaticamente, magicamente, ogni notte e mi tengono compagnia. Ripeto, non ho aspettato Natale per farlo, siamo nel periodo pre natalizio e quindi è tutto un susseguirsi di negozi con luci, lucette, cascate, ora usano molto le cascate di luci. Dai, l'abbiamo sfangata anche oggi coi 3 minuti grezzi. Passo e chiudo.TRANSLATIONIt happened to me again. This morning while I was having breakfast I had a brilliant idea, something to talk about in my 3 daily minutes, and of course, it was something so obvious, so close to my experience that I didn't even see fit to make a note of it, and now, afternoon, I find myself here and I don't remember of course what it was about, I don't even have any idea what the topic of these 3 daily minutes will be, so I describe the situation.I am in my working space. My working space since we bought the raised bed from Ikea, my studio is below my bed, and for the work I do it's great because it creates a barrier formed by the mattress above my head, so it absorbs noise very well, it's away from the window it's closed, enclosed, ajar, I'm even thinking of getting, buying, looking for, I saw that there are around absorbent curtains, actually no it's called sound absorbing, and create a kind of little stage, an alcove, so when I have to record, okay when I do the 3 daily minutes I do it in the open, usually when I do serious stuff I go to my walk-in closet which has already been lined with sound absorbing material, however, I could also put some curtains here, although then they take away some light, for me the light very important.It is certainly not light that is lacking in this house we are on the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Luci, lucette e spazi per il lavoro.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Mi è successo di nuovo. Questa mattina mentre facevo colazione mi è venuta un'idea brillante, qualcosa di cui parlare nei 3 minuti grezzi, e naturalmente era una cosa così ovvia, così</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 673 E non dimentichiamo l'ocelot!</title>
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        <![CDATA[Domanda a bruciapelo: che differenza c'è tra ghepardo, leopardo, giaguaro e pantera. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Avete presente il leopardo? Ecco, ora avete presente il ghepardo? No, avete presente il giaguaro? Mm? Avete presente la pantera? Ecco, probabilmente vi state chiedendo ma, di che cosa sta parlando oggi Cristina nei suoi 3 minuti grezzi?<br><br>No, c'è questa cosa qua che mi sono accorta che forse, come tante altre persone, non ho assolutamente idea della differenza che c'è tra il ghepardo, il leopardo, il giaguaro e la pantera. Così sono andata a cercare e adesso sono qua per togliere tutta la nebbia che circonda questi animali e per spiegarvi finalmente che differenza c'è tra di loro.<br><br>Allora, anzitutto sono tutti animali maculati che hanno questa bella pelliccia che purtroppo, purtroppo ha portato un sacco di gente ad ammazzarli, ma per fortuna ormai le pellicce non vanno più di moda.<br><br>Iniziamo dal ghepardo. Il ghepardo è il più veloce, penso che sia l'animale terrestre più veloce al mondo, può raggiungere fino a 120 chilometri all'ora, e poi anche uno scatto da far invidia alle automobili sportive più sportive, infatti va da 0 a 100 km in 3 secondi, questo anche perché è abbastanza piccolo di stazza, piccolo peso corporeo, leggero abbastanza minuto, è bravo molto nelle brevi distanze e gli piace ammazzare piccole prede, appunto perché anche piccolo di stazza non è che possa sollevare chissà che.<br><br>Discorso diverso invece per il leopardo. Il leopardo è più muscoloso, più grosso, abbastanza veloce, anche se non così veloce come il ghepardo, è molto bravo ad arrampicarsi ed è anche molto bravo a saltare, un po' come il gatto domestico. Il leopardo può saltare fino a tre metri d'altezza, cioè visualizzate tre metri: pensate che un piano di un edificio normalmente di quattro metri, ecco il leopardo può saltare quasi un piano di un appartamento, e poi anche visto che ha una stazza non indifferente riesce a sollevare prede anche molto pesanti che pesano anche più di 100 kg. E il leopardo è anche quello che viene chiamato pantera: la pantera altro non è che un leopardo completamente nero.<br><br>Arriviamo adesso al giaguaro. Il giaguaro è il più grande di tutti, può pesare fino a più di 100 kg e può arrivare quasi un metro e mezzo d'altezza, oh! un metro e mezzo, quasi alto quanto me pare che abbiamo visto esemplari di un metro e 40. Ha sempre tutte queste macchie a rosetta nel pelo, e sì, questi diciamo, sono grosso modo le differenze, andate a cercare le foto se volete vedere.<br><br>Rimane il gattopardo! Il gattopardo, il Gattopardo. E il gattopardo oltre che essere un libro, oltre che essere un film, si chiama ocelot ed è più o meno un gatto domestico.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Do you know the leopard? There, now do you know the cheetah? No, you know the jaguar? Mm? Do you know the panther? Here, you are probably wondering but, what is Cristina talking about today in her 3-minute podcast?<br><br>Well, there is this thing here that I realised that, maybe like many other people, I have absolutely no idea what the difference is between the cheetah, the leopard, the jaguar and the panther. So I went looking and now I am here to remove all the fog surrounding these animals and to finally explain to you what the difference is between them.<br><br>So, first of all, they are all spotted animals that have this beautiful fur that unfortunately, unfortunately has led a lot of people to kill them, but fortunately fur is not in fashion any more.<br><br>Let's start with the cheetah. The cheetah is the fastest, I think it is the fastest land animal in the world, it can reach up to 120 km/h, and then also a sprint to make the sportiest sports cars envious, in fact it goes from 0 to 100 km in 3 seconds, this is also because it is quite small in tonnage, small body weight, light quite minute, it is very good at short distances and it likes to kill small prey, precisely because small in body it is not that it can lift much.<br><br>Different situation, however, for the leopard. The leopard is more muscular, bigger, quite fast, though not as fast as the cheetah, is very good at climbing and is also very good at jumping, somewhat like the domestic cat. The leopard can jump up to a height of three meters, that is, visualise three meters: think that a floor of a building is normally four meters, here the leopard can jump almost a floor of an apartment, and then also since it has a considerable bodyweight, it can lift very heavy prey weighing even more than 100 kg. And the leopard is also what is called a panther: the panther is nothing but a completely black leopard.<br><br>We come now to the jaguar. The jaguar is the largest of all, it can weigh up to more than 100 kg and can reach almost a meter and a half in height, oh! a meter and a half, almost as tall as me, I think we have seen specimens of a meter and 40. Is also has all these rosette spots in his fur, and yes, these let's say, are roughly the differences, go look for the pictures if you want to see.<br>The 'Gattopardo', the 'gattopardo', The 'gattoapardo' in addition to being a book, in addition to being a movie, is actually called ocelot and is more or less a domestic cat.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Domanda a bruciapelo: che differenza c'è tra ghepardo, leopardo, giaguaro e pantera. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Avete presente il leopardo? Ecco, ora avete presente il ghepardo? No, avete presente il giaguaro? Mm? Avete presente la pantera? Ecco, probabilmente vi state chiedendo ma, di che cosa sta parlando oggi Cristina nei suoi 3 minuti grezzi?<br><br>No, c'è questa cosa qua che mi sono accorta che forse, come tante altre persone, non ho assolutamente idea della differenza che c'è tra il ghepardo, il leopardo, il giaguaro e la pantera. Così sono andata a cercare e adesso sono qua per togliere tutta la nebbia che circonda questi animali e per spiegarvi finalmente che differenza c'è tra di loro.<br><br>Allora, anzitutto sono tutti animali maculati che hanno questa bella pelliccia che purtroppo, purtroppo ha portato un sacco di gente ad ammazzarli, ma per fortuna ormai le pellicce non vanno più di moda.<br><br>Iniziamo dal ghepardo. Il ghepardo è il più veloce, penso che sia l'animale terrestre più veloce al mondo, può raggiungere fino a 120 chilometri all'ora, e poi anche uno scatto da far invidia alle automobili sportive più sportive, infatti va da 0 a 100 km in 3 secondi, questo anche perché è abbastanza piccolo di stazza, piccolo peso corporeo, leggero abbastanza minuto, è bravo molto nelle brevi distanze e gli piace ammazzare piccole prede, appunto perché anche piccolo di stazza non è che possa sollevare chissà che.<br><br>Discorso diverso invece per il leopardo. Il leopardo è più muscoloso, più grosso, abbastanza veloce, anche se non così veloce come il ghepardo, è molto bravo ad arrampicarsi ed è anche molto bravo a saltare, un po' come il gatto domestico. Il leopardo può saltare fino a tre metri d'altezza, cioè visualizzate tre metri: pensate che un piano di un edificio normalmente di quattro metri, ecco il leopardo può saltare quasi un piano di un appartamento, e poi anche visto che ha una stazza non indifferente riesce a sollevare prede anche molto pesanti che pesano anche più di 100 kg. E il leopardo è anche quello che viene chiamato pantera: la pantera altro non è che un leopardo completamente nero.<br><br>Arriviamo adesso al giaguaro. Il giaguaro è il più grande di tutti, può pesare fino a più di 100 kg e può arrivare quasi un metro e mezzo d'altezza, oh! un metro e mezzo, quasi alto quanto me pare che abbiamo visto esemplari di un metro e 40. Ha sempre tutte queste macchie a rosetta nel pelo, e sì, questi diciamo, sono grosso modo le differenze, andate a cercare le foto se volete vedere.<br><br>Rimane il gattopardo! Il gattopardo, il Gattopardo. E il gattopardo oltre che essere un libro, oltre che essere un film, si chiama ocelot ed è più o meno un gatto domestico.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Do you know the leopard? There, now do you know the cheetah? No, you know the jaguar? Mm? Do you know the panther? Here, you are probably wondering but, what is Cristina talking about today in her 3-minute podcast?<br><br>Well, there is this thing here that I realised that, maybe like many other people, I have absolutely no idea what the difference is between the cheetah, the leopard, the jaguar and the panther. So I went looking and now I am here to remove all the fog surrounding these animals and to finally explain to you what the difference is between them.<br><br>So, first of all, they are all spotted animals that have this beautiful fur that unfortunately, unfortunately has led a lot of people to kill them, but fortunately fur is not in fashion any more.<br><br>Let's start with the cheetah. The cheetah is the fastest, I think it is the fastest land animal in the world, it can reach up to 120 km/h, and then also a sprint to make the sportiest sports cars envious, in fact it goes from 0 to 100 km in 3 seconds, this is also because it is quite small in tonnage, small body weight, light quite minute, it is very good at short distances and it likes to kill small prey, precisely because small in body it is not that it can lift much.<br><br>Different situation, however, for the leopard. The leopard is more muscular, bigger, quite fast, though not as fast as the cheetah, is very good at climbing and is also very good at jumping, somewhat like the domestic cat. The leopard can jump up to a height of three meters, that is, visualise three meters: think that a floor of a building is normally four meters, here the leopard can jump almost a floor of an apartment, and then also since it has a considerable bodyweight, it can lift very heavy prey weighing even more than 100 kg. And the leopard is also what is called a panther: the panther is nothing but a completely black leopard.<br><br>We come now to the jaguar. The jaguar is the largest of all, it can weigh up to more than 100 kg and can reach almost a meter and a half in height, oh! a meter and a half, almost as tall as me, I think we have seen specimens of a meter and 40. Is also has all these rosette spots in his fur, and yes, these let's say, are roughly the differences, go look for the pictures if you want to see.<br>The 'Gattopardo', the 'gattopardo', The 'gattoapardo' in addition to being a book, in addition to being a movie, is actually called ocelot and is more or less a domestic cat.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 01 Dec 2023 12:42:55 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Domanda a bruciapelo: che differenza c'è tra ghepardo, leopardo, giaguaro e pantera. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Avete presente il leopardo? Ecco, ora avete presente il ghepardo? No, avete presente il giaguaro? Mm? Avete presente la pantera? Ecco, probabilmente vi state chiedendo ma, di che cosa sta parlando oggi Cristina nei suoi 3 minuti grezzi?No, c'è questa cosa qua che mi sono accorta che forse, come tante altre persone, non ho assolutamente idea della differenza che c'è tra il ghepardo, il leopardo, il giaguaro e la pantera. Così sono andata a cercare e adesso sono qua per togliere tutta la nebbia che circonda questi animali e per spiegarvi finalmente che differenza c'è tra di loro.Allora, anzitutto sono tutti animali maculati che hanno questa bella pelliccia che purtroppo, purtroppo ha portato un sacco di gente ad ammazzarli, ma per fortuna ormai le pellicce non vanno più di moda.Iniziamo dal ghepardo. Il ghepardo è il più veloce, penso che sia l'animale terrestre più veloce al mondo, può raggiungere fino a 120 chilometri all'ora, e poi anche uno scatto da far invidia alle automobili sportive più sportive, infatti va da 0 a 100 km in 3 secondi, questo anche perché è abbastanza piccolo di stazza, piccolo peso corporeo, leggero abbastanza minuto, è bravo molto nelle brevi distanze e gli piace ammazzare piccole prede, appunto perché anche piccolo di stazza non è che possa sollevare chissà che.Discorso diverso invece per il leopardo. Il leopardo è più muscoloso, più grosso, abbastanza veloce, anche se non così veloce come il ghepardo, è molto bravo ad arrampicarsi ed è anche molto bravo a saltare, un po' come il gatto domestico. Il leopardo può saltare fino a tre metri d'altezza, cioè visualizzate tre metri: pensate che un piano di un edificio normalmente di quattro metri, ecco il leopardo può saltare quasi un piano di un appartamento, e poi anche visto che ha una stazza non indifferente riesce a sollevare prede anche molto pesanti che pesano anche più di 100 kg. E il leopardo è anche quello che viene chiamato pantera: la pantera altro non è che un leopardo completamente nero.Arriviamo adesso al giaguaro. Il giaguaro è il più grande di tutti, può pesare fino a più di 100 kg e può arrivare quasi un metro e mezzo d'altezza, oh! un metro e mezzo, quasi alto quanto me pare che abbiamo visto esemplari di un metro e 40. Ha sempre tutte queste macchie a rosetta nel pelo, e sì, questi diciamo, sono grosso modo le differenze, andate a cercare le foto se volete vedere.Rimane il gattopardo! Il gattopardo, il Gattopardo. E il gattopardo oltre che essere un libro, oltre che essere un film, si chiama ocelot ed è più o meno un gatto domestico.TRANSLATIONDo you know the leopard? There, now do you know the cheetah? No, you know the jaguar? Mm? Do you know the panther? Here, you are probably wondering but, what is Cristina talking about today in her 3-minute podcast?Well, there is this thing here that I realised that, maybe like many other people, I have absolutely no idea what the difference is between the cheetah, the leopard, the jaguar and the panther. So I went looking and now I am here to remove all the fog surrounding these animals and to finally explain to you what the difference is between them.So, first of all, they are all spotted animals that have this beautiful fur that unfortunately, unfortunately has led a lot of people to kill them, but fortunately fur is not in fashion any more.Let's start with the cheetah. The cheetah is the fastest, I think it is the fastest land animal in the world, it can reach up to 120 km/h, and then also a sprint to make the sportiest sports cars envious, in fact it goes from 0 to 100 km in 3 seconds, this is also because it is quite small in tonnage, small body weight, light quite minute, it is very good at...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Domanda a bruciapelo: che differenza c'è tra ghepardo, leopardo, giaguaro e pantera. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Avete presente il leopardo? Ecco, ora avete presente il ghepardo? No, avete presente il giaguaro? Mm? Avete presente la pantera? Ecco,</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 672 L'Italia è un paese lungo</title>
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        <![CDATA[In Italia non tutte le persone stanno sotto lo stesso cielo.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[<i>Eng translation below</i>]<br>L'italia è un paese strano. E no, non mi riferisco al fatto che è un posto pieno di gente che non ha il senso del bene comune, gente egoista che non paga le tasse, a cui non gliene frega niente degli altri. No, no, parlo come posto geograficamente, un posto strano perché è estremamente lungo, si estende in lunghezza e quindi è esposto a diverse zone climatiche.<br><br>Faccio un esempio: questa mattina ho parlato con mio figlio che sta all'estremo nord del paese e nevicava e si preannunciava una giornata con neve, vento, freddo, insomma un tempaccio da lupi. Io sto all'estremo sud della Nazione è la situazione qua è completamente diversa: se lì le temperature stavano tra un grado e otto gradi di massima qui stiamo fra i, boh non lo so dodici/ventidue, comunque una bellissima giornata, questo pomeriggio c'era addirittura caldo, nel senso che c'era questa brezza abbastanza calda da permetterti di toglierti la giacca e di tenerle in mano e stare anche con una camicia leggera, una maglietta.<br><br>Secondo me il fatto che geograficamente il Paese sia così esteso ed esposto a diverse zone climatiche non può che avere un impatto anche su come sta la gente, come si sente la gente, il sentirsi nazione, il sentirsi tutti uniti, il sentirsi parte di qualcosa di più grande.<br><br>E questo è un po' il problema che ha l'Italia non avere il senso della nazione se non quando gioca la nazionale o quando c'è qualcosa di sportivo, oppure per il Papa che gli italiani considerano una cosa loro, perché il Papa? Boh, non lo so, sarà perché siamo immersi, sarà perché il Vaticano è in Italia? Forse per quello sì, sarà perché la religione cattolica è comunque la religione di Stato, probabilmente anche per quello.<br><br>No, però manca questo senso di appartenenza che invece esiste ed è evidente in tante altre nazioni. Ci sono dei motivi storici, lo so, lo so, lo so, l'unificazione d'Italia è stata quella che è stato, ci sono dei continui sussulti di parti della nazione che vogliono staccarsi, vogliono avere più indipendenza, vogliono che si dia meno indipendenza ad altre parti, insomma c'è un panorama molto composito.<br><br>Fatto sta che il tempo meteorologico non ci aiuta a sentirci uniti sotto lo stesso cielo, perché di fatto il cielo sotto il quale ci troviamo è molto diverso. Infatti al nord, pieno di neve, al sud pieno di sole, con una bellissima giornata autunnale.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Italy is a strange country. And no, I'm not referring to the fact that it's a place full of people who have no sense of the common good, selfish people who don't pay taxes, who don't give a damn about others. No, no, I am speaking as a place geographically, a strange place because it is extremely long, stretching in length and therefore exposed to different climatic zones.<br><br>I give an example: this morning I talked to my son who is in the far north of the country, and it was snowing and it was predicting a day with snow, wind, cold, in short, wolfish weather. I'm in the extreme south of the nation and the situation here is completely different: if there the temperatures were between one degree and eight degrees maximum here we are between, well, IDK twelve/twenty-two, anyway a beautiful day, this afternoon it was actually warm, in the sense that there was this breeze warm enough that you could take off your jacket and keep it on your arm, even stay with a light shirt, a t-shirt.<br><br>In my opinion, the fact that geographically the country is so large and exposed to different climatic zones can only have an impact also on how people are, how people feel, the feeling of nationhood, the feeling of being all united, the feeling of being part of something bigger.<br>And that's kind of the problem that Italy has not having a sense of nationhood except when the national soccer team is playing or when there's something sporting, or for the Pope which the Italians consider their own thing, why the Pope? Boh, I don't know, will it be because we are immersed, will it be because the Vatican is in Italy? Maybe because of that yes, it will be because the Catholic religion is the state religion anyway, probably also because of that.<br><br>Anyway, it lacks this sense of belonging that exists and is evident in so many other nations. There are historical reasons, I know, I know, I know, the unification of Italy was what it was, there are constant jolts of parts of the nation wanting to break away, wanting to have more independence, wanting less independence to be given to other parts, in short there is a very composite landscape.<br><br>The fact is that the weather does not help us to feel united under the same sky, because in fact the sky under which we find ourselves is very different. In fact, in the north, full of snow, in the south full of sunshine, with a beautiful autumn day.<br><br>]]>
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        <![CDATA[In Italia non tutte le persone stanno sotto lo stesso cielo.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[<i>Eng translation below</i>]<br>L'italia è un paese strano. E no, non mi riferisco al fatto che è un posto pieno di gente che non ha il senso del bene comune, gente egoista che non paga le tasse, a cui non gliene frega niente degli altri. No, no, parlo come posto geograficamente, un posto strano perché è estremamente lungo, si estende in lunghezza e quindi è esposto a diverse zone climatiche.<br><br>Faccio un esempio: questa mattina ho parlato con mio figlio che sta all'estremo nord del paese e nevicava e si preannunciava una giornata con neve, vento, freddo, insomma un tempaccio da lupi. Io sto all'estremo sud della Nazione è la situazione qua è completamente diversa: se lì le temperature stavano tra un grado e otto gradi di massima qui stiamo fra i, boh non lo so dodici/ventidue, comunque una bellissima giornata, questo pomeriggio c'era addirittura caldo, nel senso che c'era questa brezza abbastanza calda da permetterti di toglierti la giacca e di tenerle in mano e stare anche con una camicia leggera, una maglietta.<br><br>Secondo me il fatto che geograficamente il Paese sia così esteso ed esposto a diverse zone climatiche non può che avere un impatto anche su come sta la gente, come si sente la gente, il sentirsi nazione, il sentirsi tutti uniti, il sentirsi parte di qualcosa di più grande.<br><br>E questo è un po' il problema che ha l'Italia non avere il senso della nazione se non quando gioca la nazionale o quando c'è qualcosa di sportivo, oppure per il Papa che gli italiani considerano una cosa loro, perché il Papa? Boh, non lo so, sarà perché siamo immersi, sarà perché il Vaticano è in Italia? Forse per quello sì, sarà perché la religione cattolica è comunque la religione di Stato, probabilmente anche per quello.<br><br>No, però manca questo senso di appartenenza che invece esiste ed è evidente in tante altre nazioni. Ci sono dei motivi storici, lo so, lo so, lo so, l'unificazione d'Italia è stata quella che è stato, ci sono dei continui sussulti di parti della nazione che vogliono staccarsi, vogliono avere più indipendenza, vogliono che si dia meno indipendenza ad altre parti, insomma c'è un panorama molto composito.<br><br>Fatto sta che il tempo meteorologico non ci aiuta a sentirci uniti sotto lo stesso cielo, perché di fatto il cielo sotto il quale ci troviamo è molto diverso. Infatti al nord, pieno di neve, al sud pieno di sole, con una bellissima giornata autunnale.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Italy is a strange country. And no, I'm not referring to the fact that it's a place full of people who have no sense of the common good, selfish people who don't pay taxes, who don't give a damn about others. No, no, I am speaking as a place geographically, a strange place because it is extremely long, stretching in length and therefore exposed to different climatic zones.<br><br>I give an example: this morning I talked to my son who is in the far north of the country, and it was snowing and it was predicting a day with snow, wind, cold, in short, wolfish weather. I'm in the extreme south of the nation and the situation here is completely different: if there the temperatures were between one degree and eight degrees maximum here we are between, well, IDK twelve/twenty-two, anyway a beautiful day, this afternoon it was actually warm, in the sense that there was this breeze warm enough that you could take off your jacket and keep it on your arm, even stay with a light shirt, a t-shirt.<br><br>In my opinion, the fact that geographically the country is so large and exposed to different climatic zones can only have an impact also on how people are, how people feel, the feeling of nationhood, the feeling of being all united, the feeling of being part of something bigger.<br>And that's kind of the problem that Italy has not having a sense of nationhood except when the national soccer team is playing or when there's something sporting, or for the Pope which the Italians consider their own thing, why the Pope? Boh, I don't know, will it be because we are immersed, will it be because the Vatican is in Italy? Maybe because of that yes, it will be because the Catholic religion is the state religion anyway, probably also because of that.<br><br>Anyway, it lacks this sense of belonging that exists and is evident in so many other nations. There are historical reasons, I know, I know, I know, the unification of Italy was what it was, there are constant jolts of parts of the nation wanting to break away, wanting to have more independence, wanting less independence to be given to other parts, in short there is a very composite landscape.<br><br>The fact is that the weather does not help us to feel united under the same sky, because in fact the sky under which we find ourselves is very different. In fact, in the north, full of snow, in the south full of sunshine, with a beautiful autumn day.<br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 30 Nov 2023 15:34:05 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 671 Cremine giapponesi</title>
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      <description>
        <![CDATA[Sono alla caccia di certune cremine giapponesi.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Mentre mi trovavo in Giappone sono capitata dentro un Love Hotel, Hotel dell'Amore. Forse ve ne anche già parlato, adesso non ho voglia di andare a riguardare le puntate trasmesse durante la mia vacanza in Giappone, però oltre alle meravigliose cose che avevamo a disposizione nel Love Hotel c'era una grandissima quantità di creme, cremine, balsami, maschere, insomma un sacco di roba che ogni giorno veniva poi sostituita, aumentava, portavano delle cose nuove, e visto che c'ero, anche se io le mie cremine, le mie cose eccetera, però lì naturalmente le ho provate, e in quei giorni che sono stata nell'hotel ho addirittura visto un miglioramento sia della mia pelle, del viso che nei capelli. Insomma, volevo comprarmi queste cremine, così ho chiesto nell'hotel queste non hanno saputo, a parte che forse ci siamo capiti male, però non erano dei prodotti in vendita. Io ho fatto le fotografie sia delle della boccetta per la crema, latte per il viso e anche per il balsamo per i capelli, per la maschera per i capelli, che erano i prodotti che mi interessavano di più, e adesso, con calma, mi sono messa a cercare se riesco a comprarli dall'Italia.<br><br>Allora la buona notizia è che ho trovato i prodotti, tutte e tre, sia la maschera per i capelli che il latte per il viso, che il balsamo per i capelli.<br><br>Si tratta però di prodotti giapponesi molto particolari che non vengono venduti nel mercato estero. Ho trovato un sito dove erano anche abbastanza, non dico economici, però non costavano tantissimo, e ho fatto l'ordine, però quando sono arrivata alla pagina della spedizione, spediscono solo a Hong Kong. Allora ho scritto un'email, ma non è che potete fare un'eccezione, dai, vi pago, non c'è problema, la spedizione la pago. Mi hanno subito risposto, gentilissimi, dicendo che non possono perché non dipende da loro, ma sono le norme del commercio e della dogana di Hong Kong, quindi non possono spedire all'estero.<br>Vabbè, ora sto entrando nei negozi, nei canali più o meno oscuri dei siti che vendono online, ma anche tipo ebay, ho trovato qualcosa, prezzi però esorbitanti per la spedizione, soprattutto considerando il fatto che le mie ultime esperienze con le spedizioni da paesi extraeuropei sono che tu paghi la spedizione, paghi tutto, poi arriva il postino e devi pagare altri venti, trenta euro, quindi devo valutare la situazione, però la tentazione di farmi un regalo di natale è forte. Forte la tentazione. Vi terrò informate.<br><br><i>TRANSLATION</i><br><br>While I was in Japan I happened upon a Love Hotel, Hotel of Love. Maybe even told you about it already, now I don't feel like going to go over the episodes that were published during my vacation in Japan, but in addition to the wonderful things that we had available in the Love Hotel there was a huge selection of creams, creams, balms, masks, in short a lot of stuff that every day was then replaced, added upon, they brought new things, and while I was there, even though I my own stuff, my things and so on, however there of course I tried them, and in those days that I was in the hotel I even saw an improvement in both my skin, face and hair. I mean, I wanted to buy these creams, so I asked in the hotel these they didn't know, except maybe we misunderstood each other, anyway, they were not products for sale. I took photographs of both of the bottle for the cream, milk for the face and also for the hair conditioner, for the hair mask, which were the products that I was most interested in, and now, calmly, I set out to look if I can buy them from Italy.<br><br>So the good news is that I found the products, all three of them, both the hair mask and the facial milk, and the hair conditioner.<br><br>However, these are very special Japanese products that are not sold in the foreign market. I found a site where they were also quite, I won't say cheap, however they weren't that expensive, and I placed the order, however when I got to the shipping page, they only ship to Hong Kong. So I emailed them, could you pretty-please make an exception, come on, I'll pay of course, no problem, I'll pay for the shipping. They replied immediately, how kind, saying they can't because it's not up to them, but it's Hong Kong trade and customs regulations, so they can't ship overseas.<br><br>Oh well, now I am entering the stores, in the more or less obscure channels of the sites that sell online, but also like ebay, I found something, prices however exorbitant for shipping, especially considering the fact that my latest experiences with shipping from non-European countries are that you pay shipping, you pay for everything, then the letter carrier comes and you have to pay another twenty, thirty euros, so I have to evaluate the situation, however the temptation to give myself a Christmas present is strong. Strong temptation. I will keep you posted.<br><br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Sono alla caccia di certune cremine giapponesi.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Mentre mi trovavo in Giappone sono capitata dentro un Love Hotel, Hotel dell'Amore. Forse ve ne anche già parlato, adesso non ho voglia di andare a riguardare le puntate trasmesse durante la mia vacanza in Giappone, però oltre alle meravigliose cose che avevamo a disposizione nel Love Hotel c'era una grandissima quantità di creme, cremine, balsami, maschere, insomma un sacco di roba che ogni giorno veniva poi sostituita, aumentava, portavano delle cose nuove, e visto che c'ero, anche se io le mie cremine, le mie cose eccetera, però lì naturalmente le ho provate, e in quei giorni che sono stata nell'hotel ho addirittura visto un miglioramento sia della mia pelle, del viso che nei capelli. Insomma, volevo comprarmi queste cremine, così ho chiesto nell'hotel queste non hanno saputo, a parte che forse ci siamo capiti male, però non erano dei prodotti in vendita. Io ho fatto le fotografie sia delle della boccetta per la crema, latte per il viso e anche per il balsamo per i capelli, per la maschera per i capelli, che erano i prodotti che mi interessavano di più, e adesso, con calma, mi sono messa a cercare se riesco a comprarli dall'Italia.<br><br>Allora la buona notizia è che ho trovato i prodotti, tutte e tre, sia la maschera per i capelli che il latte per il viso, che il balsamo per i capelli.<br><br>Si tratta però di prodotti giapponesi molto particolari che non vengono venduti nel mercato estero. Ho trovato un sito dove erano anche abbastanza, non dico economici, però non costavano tantissimo, e ho fatto l'ordine, però quando sono arrivata alla pagina della spedizione, spediscono solo a Hong Kong. Allora ho scritto un'email, ma non è che potete fare un'eccezione, dai, vi pago, non c'è problema, la spedizione la pago. Mi hanno subito risposto, gentilissimi, dicendo che non possono perché non dipende da loro, ma sono le norme del commercio e della dogana di Hong Kong, quindi non possono spedire all'estero.<br>Vabbè, ora sto entrando nei negozi, nei canali più o meno oscuri dei siti che vendono online, ma anche tipo ebay, ho trovato qualcosa, prezzi però esorbitanti per la spedizione, soprattutto considerando il fatto che le mie ultime esperienze con le spedizioni da paesi extraeuropei sono che tu paghi la spedizione, paghi tutto, poi arriva il postino e devi pagare altri venti, trenta euro, quindi devo valutare la situazione, però la tentazione di farmi un regalo di natale è forte. Forte la tentazione. Vi terrò informate.<br><br><i>TRANSLATION</i><br><br>While I was in Japan I happened upon a Love Hotel, Hotel of Love. Maybe even told you about it already, now I don't feel like going to go over the episodes that were published during my vacation in Japan, but in addition to the wonderful things that we had available in the Love Hotel there was a huge selection of creams, creams, balms, masks, in short a lot of stuff that every day was then replaced, added upon, they brought new things, and while I was there, even though I my own stuff, my things and so on, however there of course I tried them, and in those days that I was in the hotel I even saw an improvement in both my skin, face and hair. I mean, I wanted to buy these creams, so I asked in the hotel these they didn't know, except maybe we misunderstood each other, anyway, they were not products for sale. I took photographs of both of the bottle for the cream, milk for the face and also for the hair conditioner, for the hair mask, which were the products that I was most interested in, and now, calmly, I set out to look if I can buy them from Italy.<br><br>So the good news is that I found the products, all three of them, both the hair mask and the facial milk, and the hair conditioner.<br><br>However, these are very special Japanese products that are not sold in the foreign market. I found a site where they were also quite, I won't say cheap, however they weren't that expensive, and I placed the order, however when I got to the shipping page, they only ship to Hong Kong. So I emailed them, could you pretty-please make an exception, come on, I'll pay of course, no problem, I'll pay for the shipping. They replied immediately, how kind, saying they can't because it's not up to them, but it's Hong Kong trade and customs regulations, so they can't ship overseas.<br><br>Oh well, now I am entering the stores, in the more or less obscure channels of the sites that sell online, but also like ebay, I found something, prices however exorbitant for shipping, especially considering the fact that my latest experiences with shipping from non-European countries are that you pay shipping, you pay for everything, then the letter carrier comes and you have to pay another twenty, thirty euros, so I have to evaluate the situation, however the temptation to give myself a Christmas present is strong. Strong temptation. I will keep you posted.<br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 29 Nov 2023 10:38:33 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 670 Calendari australiani</title>
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        <![CDATA[Ogni anno è una gioia ricevere il mio calendario dell'istituto australiano di metereologia! Una tradizione che si rinnova da più di 20 anni.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Non so se vi ho già parlato del mio calendario, però nel caso ve ne parlo un'altra volta, perché ogni volta che ricevo il calendario è una grandissima gioia e oggi ho ricevuto il mio calendario.<br>Di cosa si tratta? È un calendario che viene dall'Australia e ho cominciato a usarlo, fatemi un po' pensare, mio figlio ancora non era nemmeno nato, quindi parliamo di più di vent'anni fa.<br><br>Cos'ha di speciale il calendario? È il calendario che viene prodotto ogni anno dall'istituto di meteorologia australiano, ed è un calendario molto grande, con delle bellissime fotografie che ritraggono varie parti dell'Australia con vari fenomeni atmosferici, quindi potete ben immaginare questi cieli belli, profondi, pazzeschi, australiani colorati, turbinii di venti, neve, sì, c'è anche la neve in Australia.<br><br>Perché mi piace tanto? Perché nella parte dove ci sono i giorni dei mesi ha dei quadrati abbastanza grandi che mi permettono di scrivere, di usare praticamente come agenda familiare, quando c'è qualcosa, appuntamenti, medici, visite, amici che vengono a cena, noi che andiamo da qualche parte, o compro biglietti per il teatro, lo scrivo nel calendario così ce l'ho sotto gli occhi e anche le altre persone che trafficano la mia casa ce l'hanno sotto gli occhi, poi naturalmente io sul mio tavolo ho il mio calendario dove scrivo le cose, riscrivo anche le cose già scritte nel calendario grande in cucina e anche le riscrivo nel calendario elettronico che contemporaneamente ho sia sul cellulare che sul computer, perché così ce l'ho da più parti e dove butto l'occhio, vedo che ho quell'appuntamento.<br><br>La cosa bella di questo calendario è che è un legame che ho con l'Australia e anche con i miei amici in Australia perché il primissimo calendario dell'istituto di meteorologia me lo regalò la mia amica Kathleen. All'epoca ci vedevamo spesso, ma soprattutto, prima delle vacanze di Natale ci si incontrava tutti e ci si scambiava dei regali, anche piccole cose, anche perché molti di noi erano ancora studenti, quindi non è che avessimo molti soldi, però c'era sempre il gusto di scambiarsi i regali, e ricordo che Kathleen mi regalò, lei, questo bellissimo calendario e da allora io sono andata a cercarmelo e ogni anno lo ordino, lo ordino con molto anticipo, perché anzi, questa volta sono molto sorpresa che sia arrivato dopo qualche settimana che l'ho ordinato perché di solito lo ordino a novembre e mi arriva all'inizio di gennaio, quindi felice e contenta, ora l'ho appeso perché mi arriva nel rotolo, quindi così si srotola, da qua a gennaio sarà bello e pronto per l'uso a scriverci le mie cose sopra.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I don't know if I have already told you about my calendar, but in case I will tell you about it again, because every time I receive the calendar it is a great joy, and today I received my calendar.<br><br>What is it all about? It's a calendar that came from Australia and I started using it, let me think about it a little bit, my son wasn't even born yet, so we're talking about more than 20 years ago.<br><br>What is so special about the calendar? It is the calendar that is produced every year by the Australian Meteorological Institute, and it is a very large calendar, with beautiful photographs depicting various parts of Australia with various weather phenomena, so you can well imagine these beautiful, deep, craamazing, colorful Australian skies, swirls of winds, snow, yes, there is also snow in Australia.<br><br>Why do I like it so much? Because in the part where there are the days of the months it has quite big squares that allow me to write, to use practically as a family agenda, when there is something, appointments, doctors, visits, friends coming for dinner, us going somewhere, or I buy theater tickets, I write it in the calendar so I have it in front of my eyes and also the other people who go around my house have it in front of their eyes, then of course I have on my table my calendar where I write things down, I also rewrite the things already written down in the big calendar in the kitchen, and I also rewrite them in the electronic calendar that at the same time I have both on my phone and on my computer, because that way I have it in several places and where I cast my eye, I see that I have that appointment.<br><br>The nice thing about this calendar is that it's a connection I have with Australia and also with my friends in Australia because the very first Weather Institute calendar was given to me by my friend Kathleen. At that time we used to see each other a lot, but most importantly, before the Christmas vacations we would all meet and exchange gifts, even small things, also because many of us were still students, so it's not like we had a lot of money, however there was always the enjoyment of exchanging gifts, and I remember Kathleen gave me, she, this beautiful calendar and ever since then I went looking for it and every year I order it, I order it well in advance, because indeed, this time I'm very surprised that it came after a few weeks that I ordered it because I usually order it in November and it comes to me at the beginning of January, so happy and glad, now I've hung it up because it comes to me in the roll, so it unrolls, from here to January it will be flat and ready for use to write my things on it.<br><br>]]>
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È il calendario che viene prodotto ogni anno dall'istituto di meteorologia australiano, ed è un calendario molto grande, con delle bellissime fotografie che ritraggono varie parti dell'Australia con vari fenomeni atmosferici, quindi potete ben immaginare questi cieli belli, profondi, pazzeschi, australiani colorati, turbinii di venti, neve, sì, c'è anche la neve in Australia.<br><br>Perché mi piace tanto? Perché nella parte dove ci sono i giorni dei mesi ha dei quadrati abbastanza grandi che mi permettono di scrivere, di usare praticamente come agenda familiare, quando c'è qualcosa, appuntamenti, medici, visite, amici che vengono a cena, noi che andiamo da qualche parte, o compro biglietti per il teatro, lo scrivo nel calendario così ce l'ho sotto gli occhi e anche le altre persone che trafficano la mia casa ce l'hanno sotto gli occhi, poi naturalmente io sul mio tavolo ho il mio calendario dove scrivo le cose, riscrivo anche le cose già scritte nel calendario grande in cucina e anche le riscrivo nel calendario elettronico che contemporaneamente ho sia sul cellulare che sul computer, perché così ce l'ho da più parti e dove butto l'occhio, vedo che ho quell'appuntamento.<br><br>La cosa bella di questo calendario è che è un legame che ho con l'Australia e anche con i miei amici in Australia perché il primissimo calendario dell'istituto di meteorologia me lo regalò la mia amica Kathleen. All'epoca ci vedevamo spesso, ma soprattutto, prima delle vacanze di Natale ci si incontrava tutti e ci si scambiava dei regali, anche piccole cose, anche perché molti di noi erano ancora studenti, quindi non è che avessimo molti soldi, però c'era sempre il gusto di scambiarsi i regali, e ricordo che Kathleen mi regalò, lei, questo bellissimo calendario e da allora io sono andata a cercarmelo e ogni anno lo ordino, lo ordino con molto anticipo, perché anzi, questa volta sono molto sorpresa che sia arrivato dopo qualche settimana che l'ho ordinato perché di solito lo ordino a novembre e mi arriva all'inizio di gennaio, quindi felice e contenta, ora l'ho appeso perché mi arriva nel rotolo, quindi così si srotola, da qua a gennaio sarà bello e pronto per l'uso a scriverci le mie cose sopra.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I don't know if I have already told you about my calendar, but in case I will tell you about it again, because every time I receive the calendar it is a great joy, and today I received my calendar.<br><br>What is it all about? It's a calendar that came from Australia and I started using it, let me think about it a little bit, my son wasn't even born yet, so we're talking about more than 20 years ago.<br><br>What is so special about the calendar? It is the calendar that is produced every year by the Australian Meteorological Institute, and it is a very large calendar, with beautiful photographs depicting various parts of Australia with various weather phenomena, so you can well imagine these beautiful, deep, craamazing, colorful Australian skies, swirls of winds, snow, yes, there is also snow in Australia.<br><br>Why do I like it so much? Because in the part where there are the days of the months it has quite big squares that allow me to write, to use practically as a family agenda, when there is something, appointments, doctors, visits, friends coming for dinner, us going somewhere, or I buy theater tickets, I write it in the calendar so I have it in front of my eyes and also the other people who go around my house have it in front of their eyes, then of course I have on my table my calendar where I write things down, I also rewrite the things already written down in the big calendar in the kitchen, and I also rewrite them in the electronic calendar that at the same time I have both on my phone and on my computer, because that way I have it in several places and where I cast my eye, I see that I have that appointment.<br><br>The nice thing about this calendar is that it's a connection I have with Australia and also with my friends in Australia because the very first Weather Institute calendar was given to me by my friend Kathleen. At that time we used to see each other a lot, but most importantly, before the Christmas vacations we would all meet and exchange gifts, even small things, also because many of us were still students, so it's not like we had a lot of money, however there was always the enjoyment of exchanging gifts, and I remember Kathleen gave me, she, this beautiful calendar and ever since then I went looking for it and every year I order it, I order it well in advance, because indeed, this time I'm very surprised that it came after a few weeks that I ordered it because I usually order it in November and it comes to me at the beginning of January, so happy and glad, now I've hung it up because it comes to me in the roll, so it unrolls, from here to January it will be flat and ready for use to write my things on it.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 28 Nov 2023 13:58:07 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 696 Cos'è il gioco?</title>
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        <![CDATA[Se vi chiedo di descrivere cosa è un gioco, come lo descrivereste? Quali sono gli elementi che caratterizzano quello che noi chiamiamo gioco?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br>Qualche tempo fa mi è stato chiesto di descrivere, di dare una definizione di gioco. Ci ho pensato. Non è una cosa semplice, una cosa che è difficile descrivere in termini oggettivi, che si può descrivere solo raccontando, o per lo meno io mi sono trovato a descriverlo raccontando quello che provo quando gioco.<br><br>Ho cominciato col dire che per me gioco è una cosa che faccio volontariamente, è che non sono obbligata a fare, una cosa che faccio volontariamente e che mi dà piacere nel farlo.<br>Ma questo non non descrive solo il gioco, descrive anche tante altre cose, che ne so una passeggiata, accarezzare il mio gatto.<br><br>Il gioco ha una componente di difficoltà e di sfida perché possiamo definire gioco solo qualcosa che richiede la nostra attenzione e un certo grado di bravura nel farlo. È qualcosa che bisogna saper fare, e che quando si riesce a fare dà un senso di soddisfazione, appunto perché ci si è riusciti.<br><br>Non lo so se questo descrive bene il concetto di gioco. Sto continuando a pensarci mentre parlo e come sempre quando si tratta dei 3 minuti grezzi, non mi preparo, quindi non sono andata a cercarmi definizioni di gioco, veramente sto andando così a braccio e chiedendomi: ma che differenza c'è tra giocare a Monopoli, che è un gioco che non mi piace tra l'altro, perché non mi piace Monopoli? Perché da bambina giocavo ed ero sempre triste, ero triste quando perdevo perché perdevo, ero triste quando vincevo, perché mi dispiaceva che gli altri perdessero, quindi non è un gioco che fa per me, così come non è un gioco che fa per me Risiko non mi è mai piaciuto.<br><br>Quindi dicevo sì, che differenza c'è tra giocare a Monopoli e accarezzare il mio gatto? È che giocare a Monopoli non so come finirà, vabbè, anche accarezzare il mio gatto non so come finirà perché potrebbe alzarsi e potrebbe graffiarmi, quindi forse questa non è una definizione giusta, anche se sento che l'elemento dell'essere sconosciuto, del mistero, diciamo, è una cosa insita nel gioco.<br><br>Non lo so. Sto pensando ad altri elementi che possono caratterizzare il gioco e una possibile definizione. C'è la soddisfazione per averlo fatto, quel certo livello di bravura, e poi il fatto che non me l'ha detto il medico di farlo, anche se i medici dovrebbero prescrivere giochi perché giocare fa bene, ne sono convinta, non ho prove, ma ne sono convinta.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Some time ago I was asked to describe, to give a definition of game. I thought about it. It is not an easy thing, something that is difficult to describe in objective terms, that can only be described by telling, or at least I found myself describing it by telling how I feel when I play.<br>I started by saying that for me a game is something that I do voluntarily, it's something that I don't have to do, it's something that I do voluntarily and it gives me pleasure in doing it.<br>But this does not only describe a game, it also describes many other things, for example going for a walk, petting my cat.<br>The game has an element of difficulty and challenge because we can only define game something that requires our attention and a certain degree of skill in doing it. It is something that you have to be able to do, and when you succeed it gives a sense of satisfaction, for the fact that you have succeeded.<br>I don't know if that describes the concept of the game well. I'm still thinking about it as I'm talking and as always when it comes to this 3 minutes podcast, I don't prepare anything, so I didn't go looking for game definitions, really I'm going so off the cuff and wondering: what's the difference between playing Monopoly, which is a game that I don't like by the way, why I don't like Monopoly? Because as a child I used to play and I was always sad, I was sad when I lost because I lost, I was sad when I won because I was sorry that other people lost, so it's not a game for me, just as it's not a game for me Risk was never my thing.<br>So I was saying yes, what is the difference between playing Monopoly and petting my cat? It's just that playing Monopoly I don't know how it's going to end, oh well, also while petting my cat I don't know how it's going to end because it might get up and it might scratch me, so maybe that's not a fair definition, although I feel that the element of being unknown, of mystery, let's say, is something inherent in a game.<br>I don't know. I am thinking about other elements that can characterise a game and a possible definition. There's the satisfaction of doing it, that certain level of skill, and then the fact that the doctor didn't prescribe me to paly, even though doctors should actually prescribe games because playing is good for you, I'm convinced of it, I don't have proof, but I'm convinced of it.]]>
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        <![CDATA[Se vi chiedo di descrivere cosa è un gioco, come lo descrivereste? Quali sono gli elementi che caratterizzano quello che noi chiamiamo gioco?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br>Qualche tempo fa mi è stato chiesto di descrivere, di dare una definizione di gioco. Ci ho pensato. Non è una cosa semplice, una cosa che è difficile descrivere in termini oggettivi, che si può descrivere solo raccontando, o per lo meno io mi sono trovato a descriverlo raccontando quello che provo quando gioco.<br><br>Ho cominciato col dire che per me gioco è una cosa che faccio volontariamente, è che non sono obbligata a fare, una cosa che faccio volontariamente e che mi dà piacere nel farlo.<br>Ma questo non non descrive solo il gioco, descrive anche tante altre cose, che ne so una passeggiata, accarezzare il mio gatto.<br><br>Il gioco ha una componente di difficoltà e di sfida perché possiamo definire gioco solo qualcosa che richiede la nostra attenzione e un certo grado di bravura nel farlo. È qualcosa che bisogna saper fare, e che quando si riesce a fare dà un senso di soddisfazione, appunto perché ci si è riusciti.<br><br>Non lo so se questo descrive bene il concetto di gioco. Sto continuando a pensarci mentre parlo e come sempre quando si tratta dei 3 minuti grezzi, non mi preparo, quindi non sono andata a cercarmi definizioni di gioco, veramente sto andando così a braccio e chiedendomi: ma che differenza c'è tra giocare a Monopoli, che è un gioco che non mi piace tra l'altro, perché non mi piace Monopoli? Perché da bambina giocavo ed ero sempre triste, ero triste quando perdevo perché perdevo, ero triste quando vincevo, perché mi dispiaceva che gli altri perdessero, quindi non è un gioco che fa per me, così come non è un gioco che fa per me Risiko non mi è mai piaciuto.<br><br>Quindi dicevo sì, che differenza c'è tra giocare a Monopoli e accarezzare il mio gatto? È che giocare a Monopoli non so come finirà, vabbè, anche accarezzare il mio gatto non so come finirà perché potrebbe alzarsi e potrebbe graffiarmi, quindi forse questa non è una definizione giusta, anche se sento che l'elemento dell'essere sconosciuto, del mistero, diciamo, è una cosa insita nel gioco.<br><br>Non lo so. Sto pensando ad altri elementi che possono caratterizzare il gioco e una possibile definizione. C'è la soddisfazione per averlo fatto, quel certo livello di bravura, e poi il fatto che non me l'ha detto il medico di farlo, anche se i medici dovrebbero prescrivere giochi perché giocare fa bene, ne sono convinta, non ho prove, ma ne sono convinta.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Some time ago I was asked to describe, to give a definition of game. I thought about it. It is not an easy thing, something that is difficult to describe in objective terms, that can only be described by telling, or at least I found myself describing it by telling how I feel when I play.<br>I started by saying that for me a game is something that I do voluntarily, it's something that I don't have to do, it's something that I do voluntarily and it gives me pleasure in doing it.<br>But this does not only describe a game, it also describes many other things, for example going for a walk, petting my cat.<br>The game has an element of difficulty and challenge because we can only define game something that requires our attention and a certain degree of skill in doing it. It is something that you have to be able to do, and when you succeed it gives a sense of satisfaction, for the fact that you have succeeded.<br>I don't know if that describes the concept of the game well. I'm still thinking about it as I'm talking and as always when it comes to this 3 minutes podcast, I don't prepare anything, so I didn't go looking for game definitions, really I'm going so off the cuff and wondering: what's the difference between playing Monopoly, which is a game that I don't like by the way, why I don't like Monopoly? Because as a child I used to play and I was always sad, I was sad when I lost because I lost, I was sad when I won because I was sorry that other people lost, so it's not a game for me, just as it's not a game for me Risk was never my thing.<br>So I was saying yes, what is the difference between playing Monopoly and petting my cat? It's just that playing Monopoly I don't know how it's going to end, oh well, also while petting my cat I don't know how it's going to end because it might get up and it might scratch me, so maybe that's not a fair definition, although I feel that the element of being unknown, of mystery, let's say, is something inherent in a game.<br>I don't know. I am thinking about other elements that can characterise a game and a possible definition. There's the satisfaction of doing it, that certain level of skill, and then the fact that the doctor didn't prescribe me to paly, even though doctors should actually prescribe games because playing is good for you, I'm convinced of it, I don't have proof, but I'm convinced of it.]]>
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      <pubDate>Mon, 27 Nov 2023 16:05:36 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Se vi chiedo di descrivere cosa è un gioco, come lo descrivereste? Quali sono gli elementi che caratterizzano quello che noi chiamiamo gioco?TRASCRIZIONE [Eng translation below]Qualche tempo fa mi è stato chiesto di descrivere, di dare una definizione di gioco. Ci ho pensato. Non è una cosa semplice, una cosa che è difficile descrivere in termini oggettivi, che si può descrivere solo raccontando, o per lo meno io mi sono trovato a descriverlo raccontando quello che provo quando gioco.Ho cominciato col dire che per me gioco è una cosa che faccio volontariamente, è che non sono obbligata a fare, una cosa che faccio volontariamente e che mi dà piacere nel farlo.Ma questo non non descrive solo il gioco, descrive anche tante altre cose, che ne so una passeggiata, accarezzare il mio gatto.Il gioco ha una componente di difficoltà e di sfida perché possiamo definire gioco solo qualcosa che richiede la nostra attenzione e un certo grado di bravura nel farlo. È qualcosa che bisogna saper fare, e che quando si riesce a fare dà un senso di soddisfazione, appunto perché ci si è riusciti.Non lo so se questo descrive bene il concetto di gioco. Sto continuando a pensarci mentre parlo e come sempre quando si tratta dei 3 minuti grezzi, non mi preparo, quindi non sono andata a cercarmi definizioni di gioco, veramente sto andando così a braccio e chiedendomi: ma che differenza c'è tra giocare a Monopoli, che è un gioco che non mi piace tra l'altro, perché non mi piace Monopoli? Perché da bambina giocavo ed ero sempre triste, ero triste quando perdevo perché perdevo, ero triste quando vincevo, perché mi dispiaceva che gli altri perdessero, quindi non è un gioco che fa per me, così come non è un gioco che fa per me Risiko non mi è mai piaciuto.Quindi dicevo sì, che differenza c'è tra giocare a Monopoli e accarezzare il mio gatto? È che giocare a Monopoli non so come finirà, vabbè, anche accarezzare il mio gatto non so come finirà perché potrebbe alzarsi e potrebbe graffiarmi, quindi forse questa non è una definizione giusta, anche se sento che l'elemento dell'essere sconosciuto, del mistero, diciamo, è una cosa insita nel gioco.Non lo so. Sto pensando ad altri elementi che possono caratterizzare il gioco e una possibile definizione. C'è la soddisfazione per averlo fatto, quel certo livello di bravura, e poi il fatto che non me l'ha detto il medico di farlo, anche se i medici dovrebbero prescrivere giochi perché giocare fa bene, ne sono convinta, non ho prove, ma ne sono convinta.TRANSLATIONSome time ago I was asked to describe, to give a definition of game. I thought about it. It is not an easy thing, something that is difficult to describe in objective terms, that can only be described by telling, or at least I found myself describing it by telling how I feel when I play.I started by saying that for me a game is something that I do voluntarily, it's something that I don't have to do, it's something that I do voluntarily and it gives me pleasure in doing it.But this does not only describe a game, it also describes many other things, for example going for a walk, petting my cat.The game has an element of difficulty and challenge because we can only define game something that requires our attention and a certain degree of skill in doing it. It is something that you have to be able to do, and when you succeed it gives a sense of satisfaction, for the fact that you have succeeded.I don't know if that describes the concept of the game well. I'm still thinking about it as I'm talking and as always when it comes to this 3 minutes podcast, I don't prepare anything, so I didn't go looking for game definitions, really I'm going so off the cuff and wondering: what's the difference between playing Monopoly, which is a game that I don't like by the way, why I don't like Monopoly? Because as a child I...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Se vi chiedo di descrivere cosa è un gioco, come lo descrivereste? Quali sono gli elementi che caratterizzano quello che noi chiamiamo gioco?TRASCRIZIONE [Eng translation below]Qualche tempo fa mi è stato chiesto di descrivere, di dare una definizione di </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 695 Le streghe son tornate (ma questa volta armate)</title>
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        <![CDATA[Come si fa a perdere i diritti nell'arco di una generazione? Io me ne sono andata da ragazzina, quindi sono anche io colpevole di non averli difesi, adesso però è il momento di riprenderseli. Primo fra tutti il diritto alla pianificazione familiare. Anzi, no, facciamo che questo è il secondo, e che il primo è il diritto ad essere libere di muoverci senza la paura di finire sui titoli del prossimo femminicidio.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando ero ragazzina, agli inizi degli anni '80, si parlava molto di femminismo. Si facevano le manifestazioni e si cantavano gli slogan. Quando ero ragazzina, all'inizio degli anni '80, la mia città, Cagliari, che è una media città di provincia, era provvista di consultori. E i consultori, è un po' anche triste doverlo spiegare, erano quei posti dove noi ragazzine potevamo andare a parlare di pianificazione familiare, su come evitare di rimanere incinta quando si avevano rapporti sessuali, ma anche per parlare di malattie trasmesse sessualmente, e c'erano comunque lì delle persone, delle donne, che ascoltavano e che avevano esperienza e che quindi ci davano dei consigli.<br><br>Il consultorio era anche il posto dove si andava quando si rimaneva incinta e si voleva abortire, perché quando io ero ragazzina, l'aborto era un diritto garantito, libero, gratuito, non si facevano domande anche se si era minorenni, e io ricordo di aver accompagnato più di una mia compagna di scuola al consultorio perché doveva abortire. E, sono le cose della vita, è inutile che facciamo finta di non sapere quello che succedesse perché succedeva quando ero ragazzina io e succede anche adesso, la differenza adesso che è non esistono più i consultori, quindi una ragazzina di 14 15 anni che si trova in questa situazione è costretta andare dal medico di famiglia, magari non ha voglia di andare a raccontarlo al medico di famiglia, e poi in Italia c'è questa situazione di cui forse sarete al corrente che ci sono i medici che dicono, no io l'aborto non lo faccio perché sono contrario sono... Vabbè, sono...<br><br>Non voglio parlare di questo! Voglio parlare delle manifestazioni a cui partecipavo quando ero ragazzina, ed era molto bello partecipare alle manifestazioni, quelle femministe, si gridavano gli slogan, e ce n'era uno che mi è rimasto particolarmente impresso e che mi piaceva particolarmente ed è: "Tremate, tremate, le streghe son tornate", ed è lo stesso slogan che ho sentito gridare ieri alla manifestazione del 25 novembre, alla quale ho partecipato molto, molto, molto volentieri e mi ha fatto un immenso piacere vedere un sacco di ragazzie un sacco di ragazzi prendervi parte. La differenza è che quando io ero ragazzina lo slogan diceva "Tremate, tremate, le streghe sono tornate, ma questa volta armate."<br><br>Eh, eravamo un po' più aggressive. Non ci ha portato niente, perché abbiamo fatto dei grandissimi passi indietro rispetto a quando ero io ragazzina. Io sono colpevole prima di tutte perché me ne sono andata, quindi non ho difeso i nostri diritti. Però questa cosa mi ha fatto riflettere. Magari queste nuove ragazze e ragazzi trovano un modo migliore per far valere i propri diritti. Io ci sto, eh. Io sottoscrivo e appoggio al 100%.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When I was a young woman in the early 1980s, there was a lot of talk about feminism. There were rallies and slogans were chanted. When I was a young woman in the early 1980s, my town, Cagliari, which is a medium-sized provincial town, had counselling centres. And the counselling centres, it's a little bit sad also to have to explain this, were those places where we young women could go to talk about family planning, about how to avoid getting pregnant when having sex, but also to talk about sexually transmitted diseases, and there were people there, women, who listened and who had experience and who therefore gave us advice.<br>The counselling centre was also the place where you went when you got pregnant and wanted an abortion, because when I was a young woman, abortion was a guaranteed right, free, no questions asked even if you were underage, and I remember accompanying more than one of my schoolmates to the counselling centre because she had to have an abortion. And, it's the things of life, it's useless to pretend that we don't know what was happening because it was happening when I was a young woman and it's happening now, the difference now that is there are no more counselling centres, so a girl of 14, 15 years old who is in this situation is forced to go to the family doctor, maybe she doesn't feel like going to tell the family doctor, and then in Italy there is this situation that you may be aware of that there are doctors who say, no I don't do abortion because I'm against it I'm... Whatever, they are...<br>I don't want to talk about that! I want to talk about the rallies that I used to attend when I was a young woman, and it was very nice to attend the rallies, the feminist ones, you would shout the slogans, and there was one that particularly stuck with me and I particularly liked it and it was, "Tremble, tremble, the witches are back," and that's the same slogan that I heard shouted yesterday at the November 25 rally, which I very, very, very gladly attended and I was immensely pleased to see a lot of young women and a lot of young men attending. The difference is that when I was a young woman the slogan said "Tremble, tremble, the witches are back, but this time they are armed."<br>Eh, we were a little more aggressive. It didn't bring us anything, because we took huge steps backwards from when I was a young woman. I am guilty first of all because I left, so I did not defend our rights. This got me thinking, though. Maybe these new women and men will find a better way to assert their rights. I'm all for it, eh. I subscribe and support 100%.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Come si fa a perdere i diritti nell'arco di una generazione? Io me ne sono andata da ragazzina, quindi sono anche io colpevole di non averli difesi, adesso però è il momento di riprenderseli. Primo fra tutti il diritto alla pianificazione familiare. Anzi, no, facciamo che questo è il secondo, e che il primo è il diritto ad essere libere di muoverci senza la paura di finire sui titoli del prossimo femminicidio.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando ero ragazzina, agli inizi degli anni '80, si parlava molto di femminismo. Si facevano le manifestazioni e si cantavano gli slogan. Quando ero ragazzina, all'inizio degli anni '80, la mia città, Cagliari, che è una media città di provincia, era provvista di consultori. E i consultori, è un po' anche triste doverlo spiegare, erano quei posti dove noi ragazzine potevamo andare a parlare di pianificazione familiare, su come evitare di rimanere incinta quando si avevano rapporti sessuali, ma anche per parlare di malattie trasmesse sessualmente, e c'erano comunque lì delle persone, delle donne, che ascoltavano e che avevano esperienza e che quindi ci davano dei consigli.<br><br>Il consultorio era anche il posto dove si andava quando si rimaneva incinta e si voleva abortire, perché quando io ero ragazzina, l'aborto era un diritto garantito, libero, gratuito, non si facevano domande anche se si era minorenni, e io ricordo di aver accompagnato più di una mia compagna di scuola al consultorio perché doveva abortire. E, sono le cose della vita, è inutile che facciamo finta di non sapere quello che succedesse perché succedeva quando ero ragazzina io e succede anche adesso, la differenza adesso che è non esistono più i consultori, quindi una ragazzina di 14 15 anni che si trova in questa situazione è costretta andare dal medico di famiglia, magari non ha voglia di andare a raccontarlo al medico di famiglia, e poi in Italia c'è questa situazione di cui forse sarete al corrente che ci sono i medici che dicono, no io l'aborto non lo faccio perché sono contrario sono... Vabbè, sono...<br><br>Non voglio parlare di questo! Voglio parlare delle manifestazioni a cui partecipavo quando ero ragazzina, ed era molto bello partecipare alle manifestazioni, quelle femministe, si gridavano gli slogan, e ce n'era uno che mi è rimasto particolarmente impresso e che mi piaceva particolarmente ed è: "Tremate, tremate, le streghe son tornate", ed è lo stesso slogan che ho sentito gridare ieri alla manifestazione del 25 novembre, alla quale ho partecipato molto, molto, molto volentieri e mi ha fatto un immenso piacere vedere un sacco di ragazzie un sacco di ragazzi prendervi parte. La differenza è che quando io ero ragazzina lo slogan diceva "Tremate, tremate, le streghe sono tornate, ma questa volta armate."<br><br>Eh, eravamo un po' più aggressive. Non ci ha portato niente, perché abbiamo fatto dei grandissimi passi indietro rispetto a quando ero io ragazzina. Io sono colpevole prima di tutte perché me ne sono andata, quindi non ho difeso i nostri diritti. Però questa cosa mi ha fatto riflettere. Magari queste nuove ragazze e ragazzi trovano un modo migliore per far valere i propri diritti. Io ci sto, eh. Io sottoscrivo e appoggio al 100%.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When I was a young woman in the early 1980s, there was a lot of talk about feminism. There were rallies and slogans were chanted. When I was a young woman in the early 1980s, my town, Cagliari, which is a medium-sized provincial town, had counselling centres. And the counselling centres, it's a little bit sad also to have to explain this, were those places where we young women could go to talk about family planning, about how to avoid getting pregnant when having sex, but also to talk about sexually transmitted diseases, and there were people there, women, who listened and who had experience and who therefore gave us advice.<br>The counselling centre was also the place where you went when you got pregnant and wanted an abortion, because when I was a young woman, abortion was a guaranteed right, free, no questions asked even if you were underage, and I remember accompanying more than one of my schoolmates to the counselling centre because she had to have an abortion. 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I want to talk about the rallies that I used to attend when I was a young woman, and it was very nice to attend the rallies, the feminist ones, you would shout the slogans, and there was one that particularly stuck with me and I particularly liked it and it was, "Tremble, tremble, the witches are back," and that's the same slogan that I heard shouted yesterday at the November 25 rally, which I very, very, very gladly attended and I was immensely pleased to see a lot of young women and a lot of young men attending. The difference is that when I was a young woman the slogan said "Tremble, tremble, the witches are back, but this time they are armed."<br>Eh, we were a little more aggressive. It didn't bring us anything, because we took huge steps backwards from when I was a young woman. I am guilty first of all because I left, so I did not defend our rights. This got me thinking, though. Maybe these new women and men will find a better way to assert their rights. I'm all for it, eh. I subscribe and support 100%.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 26 Nov 2023 15:55:15 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Come si fa a perdere i diritti nell'arco di una generazione? Io me ne sono andata da ragazzina, quindi sono anche io colpevole di non averli difesi, adesso però è il momento di riprenderseli. Primo fra tutti il diritto alla pianificazione familiare. Anzi, no, facciamo che questo è il secondo, e che il primo è il diritto ad essere libere di muoverci senza la paura di finire sui titoli del prossimo femminicidio.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando ero ragazzina, agli inizi degli anni '80, si parlava molto di femminismo. Si facevano le manifestazioni e si cantavano gli slogan. Quando ero ragazzina, all'inizio degli anni '80, la mia città, Cagliari, che è una media città di provincia, era provvista di consultori. E i consultori, è un po' anche triste doverlo spiegare, erano quei posti dove noi ragazzine potevamo andare a parlare di pianificazione familiare, su come evitare di rimanere incinta quando si avevano rapporti sessuali, ma anche per parlare di malattie trasmesse sessualmente, e c'erano comunque lì delle persone, delle donne, che ascoltavano e che avevano esperienza e che quindi ci davano dei consigli.Il consultorio era anche il posto dove si andava quando si rimaneva incinta e si voleva abortire, perché quando io ero ragazzina, l'aborto era un diritto garantito, libero, gratuito, non si facevano domande anche se si era minorenni, e io ricordo di aver accompagnato più di una mia compagna di scuola al consultorio perché doveva abortire. E, sono le cose della vita, è inutile che facciamo finta di non sapere quello che succedesse perché succedeva quando ero ragazzina io e succede anche adesso, la differenza adesso che è non esistono più i consultori, quindi una ragazzina di 14 15 anni che si trova in questa situazione è costretta andare dal medico di famiglia, magari non ha voglia di andare a raccontarlo al medico di famiglia, e poi in Italia c'è questa situazione di cui forse sarete al corrente che ci sono i medici che dicono, no io l'aborto non lo faccio perché sono contrario sono... Vabbè, sono...Non voglio parlare di questo! Voglio parlare delle manifestazioni a cui partecipavo quando ero ragazzina, ed era molto bello partecipare alle manifestazioni, quelle femministe, si gridavano gli slogan, e ce n'era uno che mi è rimasto particolarmente impresso e che mi piaceva particolarmente ed è: "Tremate, tremate, le streghe son tornate", ed è lo stesso slogan che ho sentito gridare ieri alla manifestazione del 25 novembre, alla quale ho partecipato molto, molto, molto volentieri e mi ha fatto un immenso piacere vedere un sacco di ragazzie un sacco di ragazzi prendervi parte. La differenza è che quando io ero ragazzina lo slogan diceva "Tremate, tremate, le streghe sono tornate, ma questa volta armate."Eh, eravamo un po' più aggressive. Non ci ha portato niente, perché abbiamo fatto dei grandissimi passi indietro rispetto a quando ero io ragazzina. Io sono colpevole prima di tutte perché me ne sono andata, quindi non ho difeso i nostri diritti. Però questa cosa mi ha fatto riflettere. Magari queste nuove ragazze e ragazzi trovano un modo migliore per far valere i propri diritti. Io ci sto, eh. Io sottoscrivo e appoggio al 100%.TRANSLATIONWhen I was a young woman in the early 1980s, there was a lot of talk about feminism. There were rallies and slogans were chanted. When I was a young woman in the early 1980s, my town, Cagliari, which is a medium-sized provincial town, had counselling centres. And the counselling centres, it's a little bit sad also to have to explain this, were those places where we young women could go to talk about family planning, about how to avoid getting pregnant when having sex, but also to talk about sexually transmitted diseases, and there were people there, women, who listened and who had experience and who therefore gave us advice.The counselling centre was also the place where you...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Come si fa a perdere i diritti nell'arco di una generazione? Io me ne sono andata da ragazzina, quindi sono anche io colpevole di non averli difesi, adesso però è il momento di riprenderseli. Primo fra tutti il diritto alla pianificazione familiare. Anzi,</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 694 Video nero senza audio</title>
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        <![CDATA[Niente di meglio per rilassarsi che un video di 24 ore, dove lo schermo rimane nero per tutto il tempo, e dove non c'è audio. Il tutto in alta definizione. Le meraviglie di Youtube!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Se state ascoltando i 3 minuti grezzi vuol dire che siete collegati su internet e quindi sapete anche che internet è piena di cose che non servono, di cui non ce ne facciamo niente.<br><br>Bene, sono qui io per aiutarvi, non tanto con i miei miseri 3 minuti grezzi, durante i quali io comunque parlo, ma facendovi conoscere un video dove non succede assolutamente niente, è un video completamente nero, lo trovate su YouTube, è un video nero senza audio dove non succede niente.<br><br>E voi vi chiederete: ma cosa me ne faccio di un video nero senza audio dove non succede niente? Tanto vale tenere il computer spento! E no, è qua che vi sbagliate, perché queste ore, perché questi sono video lunghissimi 24 ore, 48 ore e anche di più, sono dei video che vanno per la maggiore, naturalmente hanno un loro pubblico di nicchia, e hanno milioni di persone che si abbonano a questo canale e che guardano i video, ora l'ultima volta che l'ho guardato, aspettate un po' che lo apro, quello con 24 ore di video completamente nero, ripeto, senza audio, senza niente, addirittura in alta definizione, non ho idea di che differenza ci sia tra l'alta definizione e la non alta definizione in un video di cose completamente nere senza audio, aveva 47 milioni di visioni.<br><br>Sono andato a cercarmi degli articoli un po' a capire cos'è che affascina di questi video, dove c'è solo lo schermo nero e non succede niente, non c'è neanche l'audio. Allora, ci sono alcune persone che lo usano, ed è un modo anche intelligente, per tenere il computer acceso mentre stanno scaricando dei giochi appunto dal computer. Sarà capitato anche voi: fate scaricare qualcosa per cui occorre molto, molto, molto tempo, poi ve ne dimenticate e avete il computer settato che si spegne automaticamente dopo tot numero di minuti, quando non succede niente e così perdete anche quello che state scaricando. Invece, facendo andare questo video dove non succede niente non c'è audio, ripeto, che dura più di un giorno, iniziate a scaricare il programma o il gioco, quello che state scaricando, prima di andare a letto e la mattina il computer è ancora acceso.<br><br>Altre persone ho letto che lo usano perché vogliono magari ascoltare dei podcast, però non vogliono avere luce nella stanza perché vogliono dormire. Ma io dico, c'è anche un setting, almeno nel mio computer c'è un setting che posso togliere la luminosità allo schermo. Comunque chi sono io per dire alla gente cosa fare? Vi metto il link e buona visione.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If you are listening to this 3-minute podcast, it means that you are connected to the Internet and therefore you also know that the Internet is full of things that we don't need, that we don't do anything with.<br><br>Well, I'm here to help you, not so much with my measly 3 minutes, during which I actually talk, but by introducing you to a video where absolutely nothing happens, it's a completely black video, you can find it on YouTube, it's a black video with no sound where nothing happens.<br>And you may ask: but what do I do with a black video with no sound where nothing happens? Might as well keep the computer off! And no, that's where you're wrong, because these hours, because these are very long videos 24 hours, 48 hours and even longer, these are videos that are going mainstream, of course they have their own niche audience, and they have millions of people subscribing to this channel and watching the videos, now the last time I watched it, wait a little while I open it up, the one with 24 hours of completely black video, I repeat, no sound, no nothing, even in high definition, I have no idea what the difference is between high definition and non-high definition in a video of completely black things with no sound, it had 47 million views.<br><br>I went looking for articles a bit to understand what it is about these videos that's fascinating, where there's just the black screen and nothing happens, there's not even audio. So, there are some people who use it, and it is also a clever way, to keep the computer on while they are downloading games from the computer. It must have happened to you too: you have something downloaded for which it takes a long, long, long time, then you forget about it and you have the computer set up that automatically shuts down after a certain number of minutes when nothing happens and so you also lose what you are downloading. Instead, by running this video where nothing happens there is no audio, I repeat, which lasts more than a day, you start downloading the program or the game, what you are downloading, before you go to bed and in the morning the computer is still on.<br><br>Other people I read that they use it because they want to maybe listen to podcasts, however, they don't want to have light in the room because they want to sleep. But I say, there is also a setting, at least in my computer there is a setting that I can take the brightness off the screen. Who am I to tell people what to do anyway? I shall put up the link and enjoy your viewing.<br><br>LINK: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=AjWfY7SnMBI&amp;t=15s" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=AjWfY7SnMBI&amp;t=15s</a>]]>
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        <![CDATA[Niente di meglio per rilassarsi che un video di 24 ore, dove lo schermo rimane nero per tutto il tempo, e dove non c'è audio. Il tutto in alta definizione. Le meraviglie di Youtube!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Se state ascoltando i 3 minuti grezzi vuol dire che siete collegati su internet e quindi sapete anche che internet è piena di cose che non servono, di cui non ce ne facciamo niente.<br><br>Bene, sono qui io per aiutarvi, non tanto con i miei miseri 3 minuti grezzi, durante i quali io comunque parlo, ma facendovi conoscere un video dove non succede assolutamente niente, è un video completamente nero, lo trovate su YouTube, è un video nero senza audio dove non succede niente.<br><br>E voi vi chiederete: ma cosa me ne faccio di un video nero senza audio dove non succede niente? Tanto vale tenere il computer spento! E no, è qua che vi sbagliate, perché queste ore, perché questi sono video lunghissimi 24 ore, 48 ore e anche di più, sono dei video che vanno per la maggiore, naturalmente hanno un loro pubblico di nicchia, e hanno milioni di persone che si abbonano a questo canale e che guardano i video, ora l'ultima volta che l'ho guardato, aspettate un po' che lo apro, quello con 24 ore di video completamente nero, ripeto, senza audio, senza niente, addirittura in alta definizione, non ho idea di che differenza ci sia tra l'alta definizione e la non alta definizione in un video di cose completamente nere senza audio, aveva 47 milioni di visioni.<br><br>Sono andato a cercarmi degli articoli un po' a capire cos'è che affascina di questi video, dove c'è solo lo schermo nero e non succede niente, non c'è neanche l'audio. Allora, ci sono alcune persone che lo usano, ed è un modo anche intelligente, per tenere il computer acceso mentre stanno scaricando dei giochi appunto dal computer. Sarà capitato anche voi: fate scaricare qualcosa per cui occorre molto, molto, molto tempo, poi ve ne dimenticate e avete il computer settato che si spegne automaticamente dopo tot numero di minuti, quando non succede niente e così perdete anche quello che state scaricando. Invece, facendo andare questo video dove non succede niente non c'è audio, ripeto, che dura più di un giorno, iniziate a scaricare il programma o il gioco, quello che state scaricando, prima di andare a letto e la mattina il computer è ancora acceso.<br><br>Altre persone ho letto che lo usano perché vogliono magari ascoltare dei podcast, però non vogliono avere luce nella stanza perché vogliono dormire. Ma io dico, c'è anche un setting, almeno nel mio computer c'è un setting che posso togliere la luminosità allo schermo. Comunque chi sono io per dire alla gente cosa fare? Vi metto il link e buona visione.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If you are listening to this 3-minute podcast, it means that you are connected to the Internet and therefore you also know that the Internet is full of things that we don't need, that we don't do anything with.<br><br>Well, I'm here to help you, not so much with my measly 3 minutes, during which I actually talk, but by introducing you to a video where absolutely nothing happens, it's a completely black video, you can find it on YouTube, it's a black video with no sound where nothing happens.<br>And you may ask: but what do I do with a black video with no sound where nothing happens? Might as well keep the computer off! And no, that's where you're wrong, because these hours, because these are very long videos 24 hours, 48 hours and even longer, these are videos that are going mainstream, of course they have their own niche audience, and they have millions of people subscribing to this channel and watching the videos, now the last time I watched it, wait a little while I open it up, the one with 24 hours of completely black video, I repeat, no sound, no nothing, even in high definition, I have no idea what the difference is between high definition and non-high definition in a video of completely black things with no sound, it had 47 million views.<br><br>I went looking for articles a bit to understand what it is about these videos that's fascinating, where there's just the black screen and nothing happens, there's not even audio. So, there are some people who use it, and it is also a clever way, to keep the computer on while they are downloading games from the computer. It must have happened to you too: you have something downloaded for which it takes a long, long, long time, then you forget about it and you have the computer set up that automatically shuts down after a certain number of minutes when nothing happens and so you also lose what you are downloading. Instead, by running this video where nothing happens there is no audio, I repeat, which lasts more than a day, you start downloading the program or the game, what you are downloading, before you go to bed and in the morning the computer is still on.<br><br>Other people I read that they use it because they want to maybe listen to podcasts, however, they don't want to have light in the room because they want to sleep. But I say, there is also a setting, at least in my computer there is a setting that I can take the brightness off the screen. Who am I to tell people what to do anyway? I shall put up the link and enjoy your viewing.<br><br>LINK: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=AjWfY7SnMBI&amp;t=15s" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=AjWfY7SnMBI&amp;t=15s</a>]]>
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      <pubDate>Sat, 25 Nov 2023 13:30:20 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Niente di meglio per rilassarsi che un video di 24 ore, dove lo schermo rimane nero per tutto il tempo, e dove non c'è audio. Il tutto in alta definizione. Le meraviglie di Youtube!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Se state ascoltando i 3 minuti grezzi vuol dire che siete collegati su internet e quindi sapete anche che internet è piena di cose che non servono, di cui non ce ne facciamo niente.Bene, sono qui io per aiutarvi, non tanto con i miei miseri 3 minuti grezzi, durante i quali io comunque parlo, ma facendovi conoscere un video dove non succede assolutamente niente, è un video completamente nero, lo trovate su YouTube, è un video nero senza audio dove non succede niente.E voi vi chiederete: ma cosa me ne faccio di un video nero senza audio dove non succede niente? Tanto vale tenere il computer spento! E no, è qua che vi sbagliate, perché queste ore, perché questi sono video lunghissimi 24 ore, 48 ore e anche di più, sono dei video che vanno per la maggiore, naturalmente hanno un loro pubblico di nicchia, e hanno milioni di persone che si abbonano a questo canale e che guardano i video, ora l'ultima volta che l'ho guardato, aspettate un po' che lo apro, quello con 24 ore di video completamente nero, ripeto, senza audio, senza niente, addirittura in alta definizione, non ho idea di che differenza ci sia tra l'alta definizione e la non alta definizione in un video di cose completamente nere senza audio, aveva 47 milioni di visioni.Sono andato a cercarmi degli articoli un po' a capire cos'è che affascina di questi video, dove c'è solo lo schermo nero e non succede niente, non c'è neanche l'audio. Allora, ci sono alcune persone che lo usano, ed è un modo anche intelligente, per tenere il computer acceso mentre stanno scaricando dei giochi appunto dal computer. Sarà capitato anche voi: fate scaricare qualcosa per cui occorre molto, molto, molto tempo, poi ve ne dimenticate e avete il computer settato che si spegne automaticamente dopo tot numero di minuti, quando non succede niente e così perdete anche quello che state scaricando. Invece, facendo andare questo video dove non succede niente non c'è audio, ripeto, che dura più di un giorno, iniziate a scaricare il programma o il gioco, quello che state scaricando, prima di andare a letto e la mattina il computer è ancora acceso.Altre persone ho letto che lo usano perché vogliono magari ascoltare dei podcast, però non vogliono avere luce nella stanza perché vogliono dormire. Ma io dico, c'è anche un setting, almeno nel mio computer c'è un setting che posso togliere la luminosità allo schermo. Comunque chi sono io per dire alla gente cosa fare? Vi metto il link e buona visione.TRANSLATIONIf you are listening to this 3-minute podcast, it means that you are connected to the Internet and therefore you also know that the Internet is full of things that we don't need, that we don't do anything with.Well, I'm here to help you, not so much with my measly 3 minutes, during which I actually talk, but by introducing you to a video where absolutely nothing happens, it's a completely black video, you can find it on YouTube, it's a black video with no sound where nothing happens.And you may ask: but what do I do with a black video with no sound where nothing happens? Might as well keep the computer off! And no, that's where you're wrong, because these hours, because these are very long videos 24 hours, 48 hours and even longer, these are videos that are going mainstream, of course they have their own niche audience, and they have millions of people subscribing to this channel and watching the videos, now the last time I watched it, wait a little while I open it up, the one with 24 hours of completely black video, I repeat, no sound, no nothing, even in high definition, I have no idea what the difference is between high definition and non-high definition in a...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Niente di meglio per rilassarsi che un video di 24 ore, dove lo schermo rimane nero per tutto il tempo, e dove non c'è audio. Il tutto in alta definizione. Le meraviglie di Youtube!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Se state ascoltando i 3 minuti grezzi </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 693 Scarica 60 pp in PDF sul cellulare</title>
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        <![CDATA[Ancora oggi c'è chi, creando il sito di una manifestazione, pensa che chiedere all'utente che accede tramite cellulare di scaricare il programma sotto forma di PDF di 60 pagine sia la cosa migliore da fare. Io mi arrendo.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>English translation below</i>]<br><br>Sono sempre molto sensibile ai problemi legati all'accesso, sia che si tratti di una scala che rende impossibile l'accesso a una persona che ha problemi di deambulazione o che si tratti di un sito che presenta le informazioni in modo difficile da raggiungere per le persone che invece vogliono leggere qualcosa.<br><br>Tra l'altro, l'usabilità è anche una materia che io ho insegnato per un periodo, che mi sta veramente molto a cuore, perché creare un sito che ha un'architettura aggrovigliata e che fa sentire l'utente perso significa privare del diritto di accedere alle informazioni.<br><br>Mi capita, purtroppo spesso, di vedere dei siti che appunto hanno o un'architettura impossibile da navigare dove usano magari diversi termini per indicare la stessa cosa o hanno ventimila sottomenù che se tu non sai esattamente quello che stai cercando, e - diciamo la verità - spesso noi non sappiamo quello che cerchiamo, abbiamo una vaga idea di quello che cerchiamo, ma poi aspettiamo di trovarlo per dire ah ecco, questo è quello che cercavo.<br><br>Comunque mi è capitato proprio oggi di accedere a un sito, il sito di un evento che in questi giorni è in città, un evento, una manifestazione che prevede diversi eventi, appunto perché è una manifestazione che mi interessa, volevo vedere cosa proponesse oggi il calendario, quindi mi trovavo fuori casa, sono entrata nel sito di questa manifestazione usando il mio cellulare e poi ho cercato, naturalmente, 'programma'. Ho cliccato su un bottone bello grande che diceva 'programma' (bello! Clicco!) E mi si apre un'altra schermata dove c'è un altro bottone che, altrettanto bello grande, dice 'scarica pdf'.<br><br>E io già sono rimasta così, come pdf? Come faccio nel mio cellulare, che poi tra l'altro è un cellulare molto piccolo perché l'ho scelto apposta piccolo perché doveva stare nella tasca dei miei pantaloni e io poi ho le mani piccole, che me ne faccio di un un telefono gigantesco se poi la mano è piccola? Quindi già, spaventatissima, ho aperto il pdf, che è un documento di 60 pagine.<br><br>Ora non ha senso dire il nome della manifestazione, chi se ne frega, voglio solo dire: quando proponete un programma, veramente il PDF di 60 pagine, quale che sia il problema, quale che siano le altre opzioni, è sicuramente l'opzione peggiore. Usate menù a tendina, usate altri metodi per comunicare il programma alle persone che vogliono invece partecipare.<br><br>Ora vabbè, sono a casa, mi aprirò dal mio computer grande, con lo schermo grande, scaricherò le 60 pagine di pdf e niente, mi guarderò che cosa c'è alla manifestazione oggi che ripeto, è una manifestazione che mi interessa, quindi vabbè, farò questo passo in più.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I am always very sensitive to access issues, whether it is a staircase that makes access impossible for a person who has walking problems or a site that presents information in a way that is difficult for people to reach what they want to read.<br><br>By the way, usability is also a subject that I taught for a while, so, it is really close to my heart, because to create a site that has a tangled architecture and makes the user feel lost is to deprive them of the right to access information.<br><br>I happen, unfortunately often, to see sites that just have either an impossible to navigate architecture where they use i.e. different terms to mean the same thing or they have twenty thousand submenus that if you don't know exactly what you're looking for, and -- let's face it -- we often don't know what we're looking for, we have a vague idea of what we're looking for, but then we wait until we find it to say ah here it is, this is what I was looking for.<br>Anyway, I happened just today to access a site, the site of an event that is in town these days, a festival that has several events, and because it is an event that interests me, I wanted to see what the calendar offered today, so I was out of the house, I entered the site of this festival using my cell phone and then I searched, of course, 'program'. I clicked on a nice big button that reads 'program ' (nice! let's click!) and another screen pops up where there is another button that, just as nice big, reads 'download pdf'.<br><br>And I already kind of frozen, what do you mean pdf? How can I manage on my cell phone, which by the way is a very small cell phone because I chose it on purpose small because it had to fit in the pocket of my pants and I have small hands, what do I do with a gigantic phone if my hand is small? So already, terrified, I opened the pdf, and it is a 60-page document.<br><br>Now there is no point in saying the name of the festival, who cares, I just want to say: when you propose a program, really the 60-page PDF, whatever the problem is, whatever the other options are, it is definitely the worst option. Use drop-down menus, use other methods to communicate the program to people who want to participate.<br><br>Now whatever, I'm at home, I'm going to open it from my big computer, with the big screen, download the 60 pages of pdf and well, I'm going to look at what's at the event today which again, is an event that I'm interested in, so, I'm going to take that extra step.]]>
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        <![CDATA[Ancora oggi c'è chi, creando il sito di una manifestazione, pensa che chiedere all'utente che accede tramite cellulare di scaricare il programma sotto forma di PDF di 60 pagine sia la cosa migliore da fare. Io mi arrendo.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>English translation below</i>]<br><br>Sono sempre molto sensibile ai problemi legati all'accesso, sia che si tratti di una scala che rende impossibile l'accesso a una persona che ha problemi di deambulazione o che si tratti di un sito che presenta le informazioni in modo difficile da raggiungere per le persone che invece vogliono leggere qualcosa.<br><br>Tra l'altro, l'usabilità è anche una materia che io ho insegnato per un periodo, che mi sta veramente molto a cuore, perché creare un sito che ha un'architettura aggrovigliata e che fa sentire l'utente perso significa privare del diritto di accedere alle informazioni.<br><br>Mi capita, purtroppo spesso, di vedere dei siti che appunto hanno o un'architettura impossibile da navigare dove usano magari diversi termini per indicare la stessa cosa o hanno ventimila sottomenù che se tu non sai esattamente quello che stai cercando, e - diciamo la verità - spesso noi non sappiamo quello che cerchiamo, abbiamo una vaga idea di quello che cerchiamo, ma poi aspettiamo di trovarlo per dire ah ecco, questo è quello che cercavo.<br><br>Comunque mi è capitato proprio oggi di accedere a un sito, il sito di un evento che in questi giorni è in città, un evento, una manifestazione che prevede diversi eventi, appunto perché è una manifestazione che mi interessa, volevo vedere cosa proponesse oggi il calendario, quindi mi trovavo fuori casa, sono entrata nel sito di questa manifestazione usando il mio cellulare e poi ho cercato, naturalmente, 'programma'. Ho cliccato su un bottone bello grande che diceva 'programma' (bello! Clicco!) E mi si apre un'altra schermata dove c'è un altro bottone che, altrettanto bello grande, dice 'scarica pdf'.<br><br>E io già sono rimasta così, come pdf? Come faccio nel mio cellulare, che poi tra l'altro è un cellulare molto piccolo perché l'ho scelto apposta piccolo perché doveva stare nella tasca dei miei pantaloni e io poi ho le mani piccole, che me ne faccio di un un telefono gigantesco se poi la mano è piccola? Quindi già, spaventatissima, ho aperto il pdf, che è un documento di 60 pagine.<br><br>Ora non ha senso dire il nome della manifestazione, chi se ne frega, voglio solo dire: quando proponete un programma, veramente il PDF di 60 pagine, quale che sia il problema, quale che siano le altre opzioni, è sicuramente l'opzione peggiore. Usate menù a tendina, usate altri metodi per comunicare il programma alle persone che vogliono invece partecipare.<br><br>Ora vabbè, sono a casa, mi aprirò dal mio computer grande, con lo schermo grande, scaricherò le 60 pagine di pdf e niente, mi guarderò che cosa c'è alla manifestazione oggi che ripeto, è una manifestazione che mi interessa, quindi vabbè, farò questo passo in più.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I am always very sensitive to access issues, whether it is a staircase that makes access impossible for a person who has walking problems or a site that presents information in a way that is difficult for people to reach what they want to read.<br><br>By the way, usability is also a subject that I taught for a while, so, it is really close to my heart, because to create a site that has a tangled architecture and makes the user feel lost is to deprive them of the right to access information.<br><br>I happen, unfortunately often, to see sites that just have either an impossible to navigate architecture where they use i.e. different terms to mean the same thing or they have twenty thousand submenus that if you don't know exactly what you're looking for, and -- let's face it -- we often don't know what we're looking for, we have a vague idea of what we're looking for, but then we wait until we find it to say ah here it is, this is what I was looking for.<br>Anyway, I happened just today to access a site, the site of an event that is in town these days, a festival that has several events, and because it is an event that interests me, I wanted to see what the calendar offered today, so I was out of the house, I entered the site of this festival using my cell phone and then I searched, of course, 'program'. I clicked on a nice big button that reads 'program ' (nice! let's click!) and another screen pops up where there is another button that, just as nice big, reads 'download pdf'.<br><br>And I already kind of frozen, what do you mean pdf? How can I manage on my cell phone, which by the way is a very small cell phone because I chose it on purpose small because it had to fit in the pocket of my pants and I have small hands, what do I do with a gigantic phone if my hand is small? So already, terrified, I opened the pdf, and it is a 60-page document.<br><br>Now there is no point in saying the name of the festival, who cares, I just want to say: when you propose a program, really the 60-page PDF, whatever the problem is, whatever the other options are, it is definitely the worst option. Use drop-down menus, use other methods to communicate the program to people who want to participate.<br><br>Now whatever, I'm at home, I'm going to open it from my big computer, with the big screen, download the 60 pages of pdf and well, I'm going to look at what's at the event today which again, is an event that I'm interested in, so, I'm going to take that extra step.]]>
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      <pubDate>Fri, 24 Nov 2023 14:49:36 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ancora oggi c'è chi, creando il sito di una manifestazione, pensa che chiedere all'utente che accede tramite cellulare di scaricare il programma sotto forma di PDF di 60 pagine sia la cosa migliore da fare. Io mi arrendo.TRASCRIZIONE [English translation below]Sono sempre molto sensibile ai problemi legati all'accesso, sia che si tratti di una scala che rende impossibile l'accesso a una persona che ha problemi di deambulazione o che si tratti di un sito che presenta le informazioni in modo difficile da raggiungere per le persone che invece vogliono leggere qualcosa.Tra l'altro, l'usabilità è anche una materia che io ho insegnato per un periodo, che mi sta veramente molto a cuore, perché creare un sito che ha un'architettura aggrovigliata e che fa sentire l'utente perso significa privare del diritto di accedere alle informazioni.Mi capita, purtroppo spesso, di vedere dei siti che appunto hanno o un'architettura impossibile da navigare dove usano magari diversi termini per indicare la stessa cosa o hanno ventimila sottomenù che se tu non sai esattamente quello che stai cercando, e - diciamo la verità - spesso noi non sappiamo quello che cerchiamo, abbiamo una vaga idea di quello che cerchiamo, ma poi aspettiamo di trovarlo per dire ah ecco, questo è quello che cercavo.Comunque mi è capitato proprio oggi di accedere a un sito, il sito di un evento che in questi giorni è in città, un evento, una manifestazione che prevede diversi eventi, appunto perché è una manifestazione che mi interessa, volevo vedere cosa proponesse oggi il calendario, quindi mi trovavo fuori casa, sono entrata nel sito di questa manifestazione usando il mio cellulare e poi ho cercato, naturalmente, 'programma'. Ho cliccato su un bottone bello grande che diceva 'programma' (bello! Clicco!) E mi si apre un'altra schermata dove c'è un altro bottone che, altrettanto bello grande, dice 'scarica pdf'.E io già sono rimasta così, come pdf? Come faccio nel mio cellulare, che poi tra l'altro è un cellulare molto piccolo perché l'ho scelto apposta piccolo perché doveva stare nella tasca dei miei pantaloni e io poi ho le mani piccole, che me ne faccio di un un telefono gigantesco se poi la mano è piccola? Quindi già, spaventatissima, ho aperto il pdf, che è un documento di 60 pagine.Ora non ha senso dire il nome della manifestazione, chi se ne frega, voglio solo dire: quando proponete un programma, veramente il PDF di 60 pagine, quale che sia il problema, quale che siano le altre opzioni, è sicuramente l'opzione peggiore. Usate menù a tendina, usate altri metodi per comunicare il programma alle persone che vogliono invece partecipare.Ora vabbè, sono a casa, mi aprirò dal mio computer grande, con lo schermo grande, scaricherò le 60 pagine di pdf e niente, mi guarderò che cosa c'è alla manifestazione oggi che ripeto, è una manifestazione che mi interessa, quindi vabbè, farò questo passo in più.TRANSLATIONI am always very sensitive to access issues, whether it is a staircase that makes access impossible for a person who has walking problems or a site that presents information in a way that is difficult for people to reach what they want to read.By the way, usability is also a subject that I taught for a while, so, it is really close to my heart, because to create a site that has a tangled architecture and makes the user feel lost is to deprive them of the right to access information.I happen, unfortunately often, to see sites that just have either an impossible to navigate architecture where they use i.e. different terms to mean the same thing or they have twenty thousand submenus that if you don't know exactly what you're looking for, and -- let's face it -- we often don't know what we're looking for, we have a vague idea of what we're looking for, but then we wait until we find it to say ah...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ancora oggi c'è chi, creando il sito di una manifestazione, pensa che chiedere all'utente che accede tramite cellulare di scaricare il programma sotto forma di PDF di 60 pagine sia la cosa migliore da fare. Io mi arrendo.TRASCRIZIONE [English translation </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 692 Sarà mica un killer?</title>
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        <![CDATA[Traffici internazionali, sicari d'oltremare e misteriosi pagamenti. C'è tutto!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Devo raccontarvi una cosa divertente che è successa. Allora mentre ero in vacanza, come già saprete, a prendersi cura dei miei due gatti Sputnik e Mazinga, è venuta una mia amica da Londra.<br><br>Ora, mentre io ero via Mazinga, ha avuto un problema alle vie urinarie e quindi la mia amica l'ha presa e l'ha portata dal veterinario. Poi, così come sempre capita, le cose capitano tutti insieme, il trasportino era rotto, quindi ha dovuto comprare un nuovo trasportino, poi ha dovuto prendere le medicine e tutto questo a piedi, perché la mia amica non aveva l'auto, poi non parla nemmeno l'italiano, quindi un po' ha dovuto aggiustarsi. Comunque è stata bravissima, Mazinga sta bene, tutto fatto, andata dal veterinario, ho preso le medicine, date le medicine, coccolata eccetera eccetera.<br><br>Ora, io naturalmente l'ho rimborsata per le spese sostenute e niente, ogni tanto le chiedo ma dimmi quando ti arrivano i soldi, e lei mi diceva i soldi non sono arrivati. Ma che strano! Eppure già più di una settimana che li ho spediti. E niente, poi ieri è stato svelato l'arcano. Cosa è successo?<br><br>È successo che quando la sua banca si è vista arrivare questi soldi, ma parliamo di poca roba, 100€, da un conto italiano al suo conto a Londra sia insospettita perché io nella causale del versamento ho scritto, in inglese naturalmente, grazie per esserti presa cura di Sputnik e Mazinga, e a rimborso di quello che hai speso per prenderti cura di Sputnik e Mazinga.<br>E niente, la loro banca, chissà che cosa si è immaginata che ci fosse un traffico internazionale, terrorismo, killer, per cui ha contattato la mia banca chiedendo spiegazioni, la mia banca non se l'è filati di pezza, proprio li ha ignorati e al che la sua banca l'ha contattata al telefono proprio per dire, ma allora ci spieghi che cosa queste? Perché è stato pagata questa somma? Chi sono Sputnik e Mazinga? Pensavano che fosse che ne so, il pagamento per un killer che per 100€ ti ammazza due persone, deve essere il killer più a buon prezzo di questo mondo. Poi, dico io, se veramente avessi voluto fare qualcosa di losco, prima di tutto i soldi non te li spedisco dal mio conto in banca al tuo conto in banca con tanto di nome e cognome tutto quanto, e poi magari userei dei nomi, che ne so, Roberto e Marco, non Sputnik e Mazinga che non danno proprio nell'occhio.<br><br>Niente. Comunque una volta che la mia amica ha spiegato che si trattava del gatto che stava male, il bancario si è fatto delle grasse risate, anzi ha chiesto come stava il gatto, è contento che il gatto stia bene. Comunque bravo a questo zelante bancario e fate attenzione quando fate dei versamenti internazionali a quello che scrivete nella causale.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I have to tell you a funny thing that happened. So, while I was on vacation, as you already know, to take care of my two cats Sputnik and Mazinga, a friend of mine came from London.<br>Now, while I was away Mazinga had a urinary tract problem, so my friend picked her up and took her to the vet. Then, as it always happens, things happen all at once, the carrier was broken, so she had to buy a new one, then she had to get medicine and all this on foot, because my friend didn't have a car, and she doesn't even speak Italian, so a little bit she had to improvise. Anyway, she was great, Mazinga is fine, everything was done, went to the vet, took medicine, administered medicine, cuddled and so on and so forth.<br><br>Now, I of course reimbursed her for the expenses incurred and well, every now and then I ask her, tell me when you get the money, and she said the money has not arrived. But how strange! Yet already more than a week since I sent it. And well, then yesterday the mystery was revealed. What happened?<br><br>It happened that when her bank saw this money coming, but we are talking about little stuff, 100€, from an Italian account to her account in London, they were suspicious because in the reason for the payment I wrote, in English of course, thank you for taking care of Sputnik and Mazinga, and in reimbursement of what you spent to take care of Sputnik and Mazinga.<br>And well, the bank, who knows what they imagined that there was an international traffic, terrorism, killers, so they contacted my bank asking for explanations, my bank didn't spun it off, just ignored them and whereupon her bank contacted her on the phone to ask, can you explain to us what this payment is for? Why was this amount paid? Who are Sputnik and Mazinga? They thought it was, what do I know, payment for a killer who for 100€ kills you two people? Must be the cheapest killer in this world. Then, I mean, if I really wanted to do something shady, first of all I don't send you money from my bank account to your bank account with full name all over it, and then maybe I would use names, what do I know, Roberto and Marco, not Sputnik and Mazinga who don't really stand out.<br><br>Anyway, once my friend explained that it was the cat who was sick, the banker had a big laugh, in fact he asked how the cat was doing, he is glad the cat is fine. So bravo to this zealous banker and be careful when making international deposits what you write in the reason for payment.]]>
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        <![CDATA[Traffici internazionali, sicari d'oltremare e misteriosi pagamenti. C'è tutto!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Devo raccontarvi una cosa divertente che è successa. Allora mentre ero in vacanza, come già saprete, a prendersi cura dei miei due gatti Sputnik e Mazinga, è venuta una mia amica da Londra.<br><br>Ora, mentre io ero via Mazinga, ha avuto un problema alle vie urinarie e quindi la mia amica l'ha presa e l'ha portata dal veterinario. Poi, così come sempre capita, le cose capitano tutti insieme, il trasportino era rotto, quindi ha dovuto comprare un nuovo trasportino, poi ha dovuto prendere le medicine e tutto questo a piedi, perché la mia amica non aveva l'auto, poi non parla nemmeno l'italiano, quindi un po' ha dovuto aggiustarsi. Comunque è stata bravissima, Mazinga sta bene, tutto fatto, andata dal veterinario, ho preso le medicine, date le medicine, coccolata eccetera eccetera.<br><br>Ora, io naturalmente l'ho rimborsata per le spese sostenute e niente, ogni tanto le chiedo ma dimmi quando ti arrivano i soldi, e lei mi diceva i soldi non sono arrivati. Ma che strano! Eppure già più di una settimana che li ho spediti. E niente, poi ieri è stato svelato l'arcano. Cosa è successo?<br><br>È successo che quando la sua banca si è vista arrivare questi soldi, ma parliamo di poca roba, 100€, da un conto italiano al suo conto a Londra sia insospettita perché io nella causale del versamento ho scritto, in inglese naturalmente, grazie per esserti presa cura di Sputnik e Mazinga, e a rimborso di quello che hai speso per prenderti cura di Sputnik e Mazinga.<br>E niente, la loro banca, chissà che cosa si è immaginata che ci fosse un traffico internazionale, terrorismo, killer, per cui ha contattato la mia banca chiedendo spiegazioni, la mia banca non se l'è filati di pezza, proprio li ha ignorati e al che la sua banca l'ha contattata al telefono proprio per dire, ma allora ci spieghi che cosa queste? Perché è stato pagata questa somma? Chi sono Sputnik e Mazinga? Pensavano che fosse che ne so, il pagamento per un killer che per 100€ ti ammazza due persone, deve essere il killer più a buon prezzo di questo mondo. Poi, dico io, se veramente avessi voluto fare qualcosa di losco, prima di tutto i soldi non te li spedisco dal mio conto in banca al tuo conto in banca con tanto di nome e cognome tutto quanto, e poi magari userei dei nomi, che ne so, Roberto e Marco, non Sputnik e Mazinga che non danno proprio nell'occhio.<br><br>Niente. Comunque una volta che la mia amica ha spiegato che si trattava del gatto che stava male, il bancario si è fatto delle grasse risate, anzi ha chiesto come stava il gatto, è contento che il gatto stia bene. Comunque bravo a questo zelante bancario e fate attenzione quando fate dei versamenti internazionali a quello che scrivete nella causale.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I have to tell you a funny thing that happened. So, while I was on vacation, as you already know, to take care of my two cats Sputnik and Mazinga, a friend of mine came from London.<br>Now, while I was away Mazinga had a urinary tract problem, so my friend picked her up and took her to the vet. Then, as it always happens, things happen all at once, the carrier was broken, so she had to buy a new one, then she had to get medicine and all this on foot, because my friend didn't have a car, and she doesn't even speak Italian, so a little bit she had to improvise. Anyway, she was great, Mazinga is fine, everything was done, went to the vet, took medicine, administered medicine, cuddled and so on and so forth.<br><br>Now, I of course reimbursed her for the expenses incurred and well, every now and then I ask her, tell me when you get the money, and she said the money has not arrived. But how strange! Yet already more than a week since I sent it. And well, then yesterday the mystery was revealed. What happened?<br><br>It happened that when her bank saw this money coming, but we are talking about little stuff, 100€, from an Italian account to her account in London, they were suspicious because in the reason for the payment I wrote, in English of course, thank you for taking care of Sputnik and Mazinga, and in reimbursement of what you spent to take care of Sputnik and Mazinga.<br>And well, the bank, who knows what they imagined that there was an international traffic, terrorism, killers, so they contacted my bank asking for explanations, my bank didn't spun it off, just ignored them and whereupon her bank contacted her on the phone to ask, can you explain to us what this payment is for? Why was this amount paid? Who are Sputnik and Mazinga? They thought it was, what do I know, payment for a killer who for 100€ kills you two people? Must be the cheapest killer in this world. Then, I mean, if I really wanted to do something shady, first of all I don't send you money from my bank account to your bank account with full name all over it, and then maybe I would use names, what do I know, Roberto and Marco, not Sputnik and Mazinga who don't really stand out.<br><br>Anyway, once my friend explained that it was the cat who was sick, the banker had a big laugh, in fact he asked how the cat was doing, he is glad the cat is fine. So bravo to this zealous banker and be careful when making international deposits what you write in the reason for payment.]]>
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      <pubDate>Thu, 23 Nov 2023 13:08:05 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Traffici internazionali, sicari d'oltremare e misteriosi pagamenti. C'è tutto!TRASCRIZIONE [Eng translation below]Devo raccontarvi una cosa divertente che è successa. Allora mentre ero in vacanza, come già saprete, a prendersi cura dei miei due gatti Sputnik e Mazinga, è venuta una mia amica da Londra.Ora, mentre io ero via Mazinga, ha avuto un problema alle vie urinarie e quindi la mia amica l'ha presa e l'ha portata dal veterinario. Poi, così come sempre capita, le cose capitano tutti insieme, il trasportino era rotto, quindi ha dovuto comprare un nuovo trasportino, poi ha dovuto prendere le medicine e tutto questo a piedi, perché la mia amica non aveva l'auto, poi non parla nemmeno l'italiano, quindi un po' ha dovuto aggiustarsi. Comunque è stata bravissima, Mazinga sta bene, tutto fatto, andata dal veterinario, ho preso le medicine, date le medicine, coccolata eccetera eccetera.Ora, io naturalmente l'ho rimborsata per le spese sostenute e niente, ogni tanto le chiedo ma dimmi quando ti arrivano i soldi, e lei mi diceva i soldi non sono arrivati. Ma che strano! Eppure già più di una settimana che li ho spediti. E niente, poi ieri è stato svelato l'arcano. Cosa è successo?È successo che quando la sua banca si è vista arrivare questi soldi, ma parliamo di poca roba, 100€, da un conto italiano al suo conto a Londra sia insospettita perché io nella causale del versamento ho scritto, in inglese naturalmente, grazie per esserti presa cura di Sputnik e Mazinga, e a rimborso di quello che hai speso per prenderti cura di Sputnik e Mazinga.E niente, la loro banca, chissà che cosa si è immaginata che ci fosse un traffico internazionale, terrorismo, killer, per cui ha contattato la mia banca chiedendo spiegazioni, la mia banca non se l'è filati di pezza, proprio li ha ignorati e al che la sua banca l'ha contattata al telefono proprio per dire, ma allora ci spieghi che cosa queste? Perché è stato pagata questa somma? Chi sono Sputnik e Mazinga? Pensavano che fosse che ne so, il pagamento per un killer che per 100€ ti ammazza due persone, deve essere il killer più a buon prezzo di questo mondo. Poi, dico io, se veramente avessi voluto fare qualcosa di losco, prima di tutto i soldi non te li spedisco dal mio conto in banca al tuo conto in banca con tanto di nome e cognome tutto quanto, e poi magari userei dei nomi, che ne so, Roberto e Marco, non Sputnik e Mazinga che non danno proprio nell'occhio.Niente. Comunque una volta che la mia amica ha spiegato che si trattava del gatto che stava male, il bancario si è fatto delle grasse risate, anzi ha chiesto come stava il gatto, è contento che il gatto stia bene. Comunque bravo a questo zelante bancario e fate attenzione quando fate dei versamenti internazionali a quello che scrivete nella causale.TRANSLATIONI have to tell you a funny thing that happened. So, while I was on vacation, as you already know, to take care of my two cats Sputnik and Mazinga, a friend of mine came from London.Now, while I was away Mazinga had a urinary tract problem, so my friend picked her up and took her to the vet. Then, as it always happens, things happen all at once, the carrier was broken, so she had to buy a new one, then she had to get medicine and all this on foot, because my friend didn't have a car, and she doesn't even speak Italian, so a little bit she had to improvise. Anyway, she was great, Mazinga is fine, everything was done, went to the vet, took medicine, administered medicine, cuddled and so on and so forth.Now, I of course reimbursed her for the expenses incurred and well, every now and then I ask her, tell me when you get the money, and she said the money has not arrived. But how strange! Yet already more than a week since I sent it. And well, then yesterday the mystery was revealed. What happened?It happened that when her bank...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Traffici internazionali, sicari d'oltremare e misteriosi pagamenti. C'è tutto!TRASCRIZIONE [Eng translation below]Devo raccontarvi una cosa divertente che è successa. Allora mentre ero in vacanza, come già saprete, a prendersi cura dei miei due gatti Sput</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 691 Educazione sessuale? No, c'è la chiesa.</title>
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        <![CDATA[Nei paesi laici e progrediti l'educazione sessuale fa naturalmente parte del programma scolastico, fino dalla primissima classe, perché non c'è niente di cui vergognarsi a conoscere i nomi delle parti del corpo e a sapere a che cosa servono. Questo nei paesi laici. E poi c'è l'Italia.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando mio figlio è tornato a casa un giorno dalla prima elementare, anzi la primina, aveva portato a casa uno dei compiti, era un foglio A4 con dei disegni e degli schemi, e in questi schemi c'erano delle frecce con degli spazi per scrivere le parole, e il suo compito era di dare il nome, mettere le etichette a tutte quelle parti, erano parti del corpo, e rispettivamente erano parti dell'<b>apparato sessuale maschile e femminile</b>. Quindi già dalla primissima, prima ancora della prima elementare, in Australia si comincia a fare educazione sessuale.<br><br>Ora, mio figlio ha fatto i primi dodici anni di scuole in Australia, e ogni anno in qualche modo, veniva riproposta l'<b>insegnamento dell'educazione sessuale</b>, naturalmente quello che hanno fatto fare ai bambini alle bambine di cinque, sei anni era poi molto diverso da quello che hanno fatto più avanti quando erano adolescenti, ma questo per dire che nelle società che non vengono controllate dalla chiesa cattolica, dove l'educazione sessuale è un tabù così incredibile che si ha pure paura a pronunciare la parola <b>educazione sessuale</b> e quando in qualche modo si cerca di farla, si chiama <i>educazione all'intimità</i>, <i>educazione ai sentimenti,</i> <i>educazione all'affettività</i>, quando invece si chiama <b>educazione sessuale</b>.<br><br>La parola 'sessuale' non è una parolaccia, si dovrebbe dire tranquillamente, si dovrebbe normalizzare la sessualità. Forse è proprio questo il problema comunque nella società italiana che non permette nemmeno che ci siano delle macchine automatiche che distribuiscono i profilattici, i preservativi per evitare gravidanze, è proibito metterli dentro le scuole, mentre in altre società questo non succede.<br><br>Ripeto in Italia si vive pesantemente, si vivono pesantemente le <b>pressioni esercitate politicamente dalla chiesa cattolica</b> che <b>gode ancora di molti privilegi </b>che non sono solo economici, nel senso che la chiesa cattolica non paga le tasse sulla proprietà che invece noi comuni mortali dobbiamo pagare e tante altre cose, gode anche ancora di benefici proprio politici che decidono come ci si debba comportare in questo che, almeno per quanto mi ricordo io, è un Paese laico anche se poi a guardare nelle nelle aule scolastiche dove pende il crocifisso una persona potrebbe anche avere dei dubbi.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When my son came home one day from the first grade, actually the preschool, he brought home one of the assignments, it was an A4 sheet of paper with drawings and diagrams, and in these diagrams there were arrows with spaces to write words, and his assignment was to name, put labels to all those parts, they were body parts, and respectively they were parts of the <b>male and female sexual apparatus</b>. So as early as the very first, before even the first grade, sex education is taught in Australia.<br><br>Now, my son went through the first twelve years of schools in Australia, and every year in some way, they were reintroduced to the <b>teaching of sex education</b>, of course, what they had them do to the five, six-year-old kids was then very different from what they did later on when they were teenagers, but this is to say that in societies that are not controlled by the Catholic church, where sex education is such an unbelievable taboo that you are even afraid to say the word <b>sex education</b> and when you somehow try to do it, it is called <i>intimacy education</i>, <i>feelings education</i>, <i>affectivity education</i>, instead of <b>sex education</b>.<br><br>The word 'sex' is not a dirty word, we should say it without problems, and we should normalise sexuality. Perhaps that is the problem anyway in Italian society that does not even allow automatic machines that distribute condoms, to prevent pregnancies, it is forbidden to put them inside schools, while in other societies this does not happen.<br><br>As I said, in Italy we live heavily, we live heavily the <b>pressures exerted politically by the Catholic church </b>that still enjoys many <b>privileges that are not only economic</b> in the sense that the Catholic church does not pay property taxes that instead we ordinary mortals have to pay and many other things, it also still enjoys benefits that are actually political, deciding how we should behave in this which, at least as far as I remember, is a secular country even if then looking in the classrooms where the crucifix hangs a person might also have doubts.]]>
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        <![CDATA[Nei paesi laici e progrediti l'educazione sessuale fa naturalmente parte del programma scolastico, fino dalla primissima classe, perché non c'è niente di cui vergognarsi a conoscere i nomi delle parti del corpo e a sapere a che cosa servono. Questo nei paesi laici. E poi c'è l'Italia.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando mio figlio è tornato a casa un giorno dalla prima elementare, anzi la primina, aveva portato a casa uno dei compiti, era un foglio A4 con dei disegni e degli schemi, e in questi schemi c'erano delle frecce con degli spazi per scrivere le parole, e il suo compito era di dare il nome, mettere le etichette a tutte quelle parti, erano parti del corpo, e rispettivamente erano parti dell'<b>apparato sessuale maschile e femminile</b>. Quindi già dalla primissima, prima ancora della prima elementare, in Australia si comincia a fare educazione sessuale.<br><br>Ora, mio figlio ha fatto i primi dodici anni di scuole in Australia, e ogni anno in qualche modo, veniva riproposta l'<b>insegnamento dell'educazione sessuale</b>, naturalmente quello che hanno fatto fare ai bambini alle bambine di cinque, sei anni era poi molto diverso da quello che hanno fatto più avanti quando erano adolescenti, ma questo per dire che nelle società che non vengono controllate dalla chiesa cattolica, dove l'educazione sessuale è un tabù così incredibile che si ha pure paura a pronunciare la parola <b>educazione sessuale</b> e quando in qualche modo si cerca di farla, si chiama <i>educazione all'intimità</i>, <i>educazione ai sentimenti,</i> <i>educazione all'affettività</i>, quando invece si chiama <b>educazione sessuale</b>.<br><br>La parola 'sessuale' non è una parolaccia, si dovrebbe dire tranquillamente, si dovrebbe normalizzare la sessualità. Forse è proprio questo il problema comunque nella società italiana che non permette nemmeno che ci siano delle macchine automatiche che distribuiscono i profilattici, i preservativi per evitare gravidanze, è proibito metterli dentro le scuole, mentre in altre società questo non succede.<br><br>Ripeto in Italia si vive pesantemente, si vivono pesantemente le <b>pressioni esercitate politicamente dalla chiesa cattolica</b> che <b>gode ancora di molti privilegi </b>che non sono solo economici, nel senso che la chiesa cattolica non paga le tasse sulla proprietà che invece noi comuni mortali dobbiamo pagare e tante altre cose, gode anche ancora di benefici proprio politici che decidono come ci si debba comportare in questo che, almeno per quanto mi ricordo io, è un Paese laico anche se poi a guardare nelle nelle aule scolastiche dove pende il crocifisso una persona potrebbe anche avere dei dubbi.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When my son came home one day from the first grade, actually the preschool, he brought home one of the assignments, it was an A4 sheet of paper with drawings and diagrams, and in these diagrams there were arrows with spaces to write words, and his assignment was to name, put labels to all those parts, they were body parts, and respectively they were parts of the <b>male and female sexual apparatus</b>. So as early as the very first, before even the first grade, sex education is taught in Australia.<br><br>Now, my son went through the first twelve years of schools in Australia, and every year in some way, they were reintroduced to the <b>teaching of sex education</b>, of course, what they had them do to the five, six-year-old kids was then very different from what they did later on when they were teenagers, but this is to say that in societies that are not controlled by the Catholic church, where sex education is such an unbelievable taboo that you are even afraid to say the word <b>sex education</b> and when you somehow try to do it, it is called <i>intimacy education</i>, <i>feelings education</i>, <i>affectivity education</i>, instead of <b>sex education</b>.<br><br>The word 'sex' is not a dirty word, we should say it without problems, and we should normalise sexuality. Perhaps that is the problem anyway in Italian society that does not even allow automatic machines that distribute condoms, to prevent pregnancies, it is forbidden to put them inside schools, while in other societies this does not happen.<br><br>As I said, in Italy we live heavily, we live heavily the <b>pressures exerted politically by the Catholic church </b>that still enjoys many <b>privileges that are not only economic</b> in the sense that the Catholic church does not pay property taxes that instead we ordinary mortals have to pay and many other things, it also still enjoys benefits that are actually political, deciding how we should behave in this which, at least as far as I remember, is a secular country even if then looking in the classrooms where the crucifix hangs a person might also have doubts.]]>
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      <pubDate>Wed, 22 Nov 2023 07:31:46 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Nei paesi laici e progrediti l'educazione sessuale fa naturalmente parte del programma scolastico, fino dalla primissima classe, perché non c'è niente di cui vergognarsi a conoscere i nomi delle parti del corpo e a sapere a che cosa servono. Questo nei pa</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 690 Festa del grazie e momento del noi</title>
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        <![CDATA[Vi ricordate le risate guardando l'episodio della serie tv 'Boris' dove scimmiottavano 'la festa del grazie'? Voi ridete, intanto vedrete come tra un po' cominceranno a celebrarla e festeggiarla anche qui da noi, perchè a noi queste cose piacciono troppo! Io tra il vedere e il non vedere mi porto avanti e aguro una buonissima festa del grazie, perché questo è il momento del noi!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>A noi italiani piace particolarmente scimmiottare tutto quello che si fa negli Stati Uniti, senza nemmeno renderci conto a volte che quello che fanno è una cosa che ha avuto le sue origini in Europa. Pensate un po' alla festa di Halloween ogni anno, apriti cielo e spalancati terra, ah queste usanze americane! Ma che americane e americane! È una festa europea che non si può più. È una festa che viene festeggiata dalla notte dei tempi in tutto il mondo cristiano ed è la festa di Ognissanti che poi è arrivata negli Stati Uniti, ha cambiato nome, ce l'hanno ri-impacchettata e ce l'hanno rimandata a casa.<br><br>Ecco, ora ce la stiamo mettendo tutta per iniziare anche noi a scimmiottare la Festa del Ringraziamento, thanksgiving, che questa sì, è una festa tutta loro, se la sono inventata i padri pellegrini che erano scappati nel nuovo continente per questioni religiose, come sempre, eccetera, ed è un momento a fine novembre quando si ringrazia per il raccolto e quindi, per estensione, anche per tutte le cose positive che si sono ricevute, comunque lo conoscete anche voi perché se avete mai visto un film americano ambientato in quel periodo si vede tutta la famiglia intorno al tavolo, ringrazio per questo ringrazio per quest'altro.<br>Ora, subdolamente, secondo me si sta insinuando anche questa cosa qua da noi. Io ricordo uno spassosissimo episodio di quella fantastica serie, che più che una serie televisiva è un documentario, sì, sto parlando di <b>Boris</b>, dove gli sceneggiatori rubavano a destra e a manca le storie scritte in inglese che in Italia non si conoscevano, e per riadattare un episodio ambientato in America il giorno del ringraziamento, avevano tradotto la '<b>festa del grazie</b>', quindi si erano inventati questa cosa qua. E, secondo me, subdolamente, la 'festa del grazie' durante la quale si mangiano i piccioni, si sta subdolamente infilando anche nelle nostre tradizioni.<br><br>Perché? Sì, perché ci piace scimmiottare tutto quello che fanno da quella parte, ci sembra che sia chissà che, lo vogliamo riproporre noi. Capita anche con molti vocaboli: il famoso 'summit' è scritto 'summit' perché è una parola latina che però a noi faceva schifo quando era solo latina, però ci piace un sacco ora che è diventata una parola inglese, noi l'abbiamo riassorbita nel nostro linguaggio e parliamo di summit riferendoci al latinissimo summit.<br>Non lo so perché ve lo sto raccontando. È un'ispirazione che mi è venuta stamattina, volevo augurarvi una buona festa del grazie, visto che si comincia anche già a parlare del '<b>momento del noi</b>'.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>We Italians like particularly to ape everything that is done in the United States, without even realising sometimes that what they do is something that had its origins in Europe. Think a little bit about Halloween. Every year, hell will break loose, ah these American customs! But what Americans and Americans! It is a holiday that couldn't be more European. It is a holiday that has been celebrated since the dawn of time throughout the Christian world, and it is the feast of All Saints' Day, which then went to the United States, changed its name, got re-packaged for us, and sent it back home.<br><br>There, now we're trying our best to start aping Thanksgiving too, which this yes, is an American holiday, made it up by the Pilgrim fathers who had fled to the new continent for religious matters, as always, and it's a time at the end of November when you give thanks for the harvest and then, by extension, also for all the good things that you have received, anyway you know it too because if you have ever seen an American movie set at that time you see the whole family around the table, thanking for this and thanking for that.<br>Now, sneakily, in my opinion, this is creeping in here to us as well. I remember a very hilarious episode of that fantastic series, which more than a television series is a documentary, yes, I'm talking about Boris, where the scriptwriters were stealing left and right stories written in English that were not known in Italy, and to repurpose an episode set in America on Thanksgiving, they had translated it into the 'feast of thankyou' so they made up this thing, sneaking sneakily, the 'feast of thankyou' during which pigeons are eaten, now I think is sneaking into our traditions as well.<br><br>Why? Well, because we like to ape everything they do over there, we feel like it's who knows what, we want to repurpose it ourselves. It also happens with a lot of words: the famous 'summit' is spelt 'summit' because it is a Latin word that we found awful when it was just Latin, however we like it a lot now that it has become an English word, we have reabsorbed it into our language and we talk about summit referring to the very Latin summit.<br>I don't know why I am telling you this. It's an inspiration that came to me this morning, I wanted to wish you all a happy feast of thankyou, since we are also already starting to talk about the 'we moment'.]]>
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        <![CDATA[Vi ricordate le risate guardando l'episodio della serie tv 'Boris' dove scimmiottavano 'la festa del grazie'? Voi ridete, intanto vedrete come tra un po' cominceranno a celebrarla e festeggiarla anche qui da noi, perchè a noi queste cose piacciono troppo! Io tra il vedere e il non vedere mi porto avanti e aguro una buonissima festa del grazie, perché questo è il momento del noi!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>A noi italiani piace particolarmente scimmiottare tutto quello che si fa negli Stati Uniti, senza nemmeno renderci conto a volte che quello che fanno è una cosa che ha avuto le sue origini in Europa. Pensate un po' alla festa di Halloween ogni anno, apriti cielo e spalancati terra, ah queste usanze americane! Ma che americane e americane! È una festa europea che non si può più. È una festa che viene festeggiata dalla notte dei tempi in tutto il mondo cristiano ed è la festa di Ognissanti che poi è arrivata negli Stati Uniti, ha cambiato nome, ce l'hanno ri-impacchettata e ce l'hanno rimandata a casa.<br><br>Ecco, ora ce la stiamo mettendo tutta per iniziare anche noi a scimmiottare la Festa del Ringraziamento, thanksgiving, che questa sì, è una festa tutta loro, se la sono inventata i padri pellegrini che erano scappati nel nuovo continente per questioni religiose, come sempre, eccetera, ed è un momento a fine novembre quando si ringrazia per il raccolto e quindi, per estensione, anche per tutte le cose positive che si sono ricevute, comunque lo conoscete anche voi perché se avete mai visto un film americano ambientato in quel periodo si vede tutta la famiglia intorno al tavolo, ringrazio per questo ringrazio per quest'altro.<br>Ora, subdolamente, secondo me si sta insinuando anche questa cosa qua da noi. Io ricordo uno spassosissimo episodio di quella fantastica serie, che più che una serie televisiva è un documentario, sì, sto parlando di <b>Boris</b>, dove gli sceneggiatori rubavano a destra e a manca le storie scritte in inglese che in Italia non si conoscevano, e per riadattare un episodio ambientato in America il giorno del ringraziamento, avevano tradotto la '<b>festa del grazie</b>', quindi si erano inventati questa cosa qua. E, secondo me, subdolamente, la 'festa del grazie' durante la quale si mangiano i piccioni, si sta subdolamente infilando anche nelle nostre tradizioni.<br><br>Perché? Sì, perché ci piace scimmiottare tutto quello che fanno da quella parte, ci sembra che sia chissà che, lo vogliamo riproporre noi. Capita anche con molti vocaboli: il famoso 'summit' è scritto 'summit' perché è una parola latina che però a noi faceva schifo quando era solo latina, però ci piace un sacco ora che è diventata una parola inglese, noi l'abbiamo riassorbita nel nostro linguaggio e parliamo di summit riferendoci al latinissimo summit.<br>Non lo so perché ve lo sto raccontando. È un'ispirazione che mi è venuta stamattina, volevo augurarvi una buona festa del grazie, visto che si comincia anche già a parlare del '<b>momento del noi</b>'.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>We Italians like particularly to ape everything that is done in the United States, without even realising sometimes that what they do is something that had its origins in Europe. Think a little bit about Halloween. Every year, hell will break loose, ah these American customs! But what Americans and Americans! It is a holiday that couldn't be more European. It is a holiday that has been celebrated since the dawn of time throughout the Christian world, and it is the feast of All Saints' Day, which then went to the United States, changed its name, got re-packaged for us, and sent it back home.<br><br>There, now we're trying our best to start aping Thanksgiving too, which this yes, is an American holiday, made it up by the Pilgrim fathers who had fled to the new continent for religious matters, as always, and it's a time at the end of November when you give thanks for the harvest and then, by extension, also for all the good things that you have received, anyway you know it too because if you have ever seen an American movie set at that time you see the whole family around the table, thanking for this and thanking for that.<br>Now, sneakily, in my opinion, this is creeping in here to us as well. I remember a very hilarious episode of that fantastic series, which more than a television series is a documentary, yes, I'm talking about Boris, where the scriptwriters were stealing left and right stories written in English that were not known in Italy, and to repurpose an episode set in America on Thanksgiving, they had translated it into the 'feast of thankyou' so they made up this thing, sneaking sneakily, the 'feast of thankyou' during which pigeons are eaten, now I think is sneaking into our traditions as well.<br><br>Why? Well, because we like to ape everything they do over there, we feel like it's who knows what, we want to repurpose it ourselves. It also happens with a lot of words: the famous 'summit' is spelt 'summit' because it is a Latin word that we found awful when it was just Latin, however we like it a lot now that it has become an English word, we have reabsorbed it into our language and we talk about summit referring to the very Latin summit.<br>I don't know why I am telling you this. It's an inspiration that came to me this morning, I wanted to wish you all a happy feast of thankyou, since we are also already starting to talk about the 'we moment'.]]>
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      <pubDate>Tue, 21 Nov 2023 10:52:21 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 689 Bidet o gabinetto giapponese?</title>
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      <itunes:title>3' grezzi Ep. 689 Bidet o gabinetto giapponese?</itunes:title>
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        <![CDATA[State rifacendo il bagno e pensate di metterci dentro uno di quei gabinetti giapponesi pieni di gadget e opzioni ma non sapete cosa aspettarvi? Bene, li ho provati io per voi e qui faccio il confronto con il nostro bidet. .<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>In tutti gli anni che ho abitato all'estero, fuori dall'Italia, una delle cose che mi è mancata di più in assoluto è il bidet.<br><br>Ci sono delle nazioni che non usano il bidet, anzi, a pensarci bene penso che la grande maggioranza delle nazioni non usino il bidet e siano veramente poche quelle che invece ce l'hanno.<br><br>Quando una persona si abitua ad avere il bidet poi è difficile disabituarsi. È chiaro che per tutti gli anni che ho vissuto all'estero mi arrangiava come potevo, quindi docce, bacinelle eccetera, però diciamo che la comodità di avere il bidet, non capisco perché ci siano ancora società che non abbracciano questa tecnologia così antica, però così così utile.<br><br>Ora, durante il mio recente viaggio in Giappone, ho avuto modo di sperimentare, ancora una volta, i gabinetti giapponesi che hanno il bidet incorporato, non solo hanno il bidet ma hanno un sacco di altre cose incorporate. Purtroppo non ho mai visto un gabinetto giapponese con le istruzioni con la traduzione in inglese, per cui diciamo che sono sempre un po' andata a indovinare.<br><br>Tutti i gabinetti giapponesi hanno lo spruzzo per bidet che può essere regolato a fontana oppure a bidet, c'è proprio il disegno del sedere, due mezzi cerchi una a fianco all'altro, poi alcuni hanno quello che si chiama 'privacy' perché si erano accorti in Giappone che si stava sprecando un sacco d'acqua, perché la gente per non far sentire che faceva la pipì o altre cose continuava a far scendere lo sciacquone, quindi si sprecava un sacco di acqua, adesso c'è un pulsante che tu lo schiacci e fa il rumore dell'acqua che scende dallo sciacquone, quindi copre altri rumori corporei, poi c'è anche il volume, puoi aumentare il volume, abbassare il volume. Poi un'altra cosa che tutti i gabinetti giapponesi hanno è una cosa che da principio ti lascia un po così, poi però ci si abitua, è la tavoletta riscaldata che quando ti alzi la notte per andare a fare pipì diciamo che fa piacere trovare la tavoletta riscaldata.<br><br>Anche qua puoi regolare, mi ricordo che in un albergo la tavoletta era troppo calda, cioè non scottava, però era decisamente più calda di quanto non volessi provare, quindi l'ho abbassato.<br><br>Quindi il bidet è incorporato nel gabinetto giapponese, però secondo me non sostituisce, almeno per la fisiologia, per come siamo fatte noi donne, non sostituisce il bidet nostro perché se voi visualizzate noi ci sediamo nel bidet a cavalcioni, quindi l'acqua ci viene davanti, invece nel bidet giapponese c'è questo spruzzo che ti viene da dietro, e per noi donne è difficile pulire la parte davanti, quindi dovendo scegliere scelgo sempre gabinetto e bidet, però se non c'è spazio per mettere il bidet meglio il gabinetto giapponese di niente.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>In all the years that I have lived abroad, outside of Italy, one of the things that I have<br>missed most of all is the bidet.<br><br>There are some nations that don't use bidets, in fact, come to think of it I think the great<br>majority of nations do not use bidets and there are very few that do.<br><br>When a person gets used to having a bidet then it is hard to get unused to it. It is clear that for all the years I lived abroad I was getting by as best I could, so showers, basins, etc., however, let's say the convenience of having the bidet, I don't understand why there are still companies that don't embrace this technology so ancient, yet so-so useful.<br><br>Now, during my recent trip to Japan, I had a chance to experiment, Once again, Japanese toilets that have built-in bidets not only have the bidet but they have a lot of other things built in.<br><br>Unfortunately, I have never seen a Japanese toilet with instructions with the English translation, so let's say I always kind of guessed. All Japanese toilets have bidet spray that can be adjusted to fountain or bidet mode there is just the design of the butt, two half circles one to the side to the other, then some have what is called 'privacy' because they had noticed in Japan that a lot of water was being wasted, because people in order not to make people feel peeing or other things kept flushing down the toilet, so he would wasted a lot of water, now there is a button you push it and it makes the noise of water coming down the toilet flush, so it covers other body noises, then there is even the volume, you can turn up the volume, turn down the volume.<br><br>Then another thing that all Japanese toilets have is something that from the beginning<br>leaves you a little bit like that, but then you get used to it, it's the heated tablet that when you<br>you get up at night to go pee let's say it's good to find the tablet heated. Even here you can adjust, I remember in one hotel the tablet was too hot, that is, it was not hot, however, it was definitely hotter than I wanted it to be try, so I lowered it.<br><br>So the bidet is incorporated into the Japanese toilet, however, in my opinion, it does not replace, at least for physiology, the way we women are, it doesn't replace the bidet our because if you visualize we sit in the bidet straddling, so water comes in front of us, whereas in the Japanese bidet, there is this spray that comes to you from back, and it is difficult for us women to clean the front, so having to choose I always choose to have toilet and bidet, however if there is no space to put the bidet better the Japanese toilet than nothing.]]>
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        <![CDATA[State rifacendo il bagno e pensate di metterci dentro uno di quei gabinetti giapponesi pieni di gadget e opzioni ma non sapete cosa aspettarvi? Bene, li ho provati io per voi e qui faccio il confronto con il nostro bidet. .<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>In tutti gli anni che ho abitato all'estero, fuori dall'Italia, una delle cose che mi è mancata di più in assoluto è il bidet.<br><br>Ci sono delle nazioni che non usano il bidet, anzi, a pensarci bene penso che la grande maggioranza delle nazioni non usino il bidet e siano veramente poche quelle che invece ce l'hanno.<br><br>Quando una persona si abitua ad avere il bidet poi è difficile disabituarsi. È chiaro che per tutti gli anni che ho vissuto all'estero mi arrangiava come potevo, quindi docce, bacinelle eccetera, però diciamo che la comodità di avere il bidet, non capisco perché ci siano ancora società che non abbracciano questa tecnologia così antica, però così così utile.<br><br>Ora, durante il mio recente viaggio in Giappone, ho avuto modo di sperimentare, ancora una volta, i gabinetti giapponesi che hanno il bidet incorporato, non solo hanno il bidet ma hanno un sacco di altre cose incorporate. Purtroppo non ho mai visto un gabinetto giapponese con le istruzioni con la traduzione in inglese, per cui diciamo che sono sempre un po' andata a indovinare.<br><br>Tutti i gabinetti giapponesi hanno lo spruzzo per bidet che può essere regolato a fontana oppure a bidet, c'è proprio il disegno del sedere, due mezzi cerchi una a fianco all'altro, poi alcuni hanno quello che si chiama 'privacy' perché si erano accorti in Giappone che si stava sprecando un sacco d'acqua, perché la gente per non far sentire che faceva la pipì o altre cose continuava a far scendere lo sciacquone, quindi si sprecava un sacco di acqua, adesso c'è un pulsante che tu lo schiacci e fa il rumore dell'acqua che scende dallo sciacquone, quindi copre altri rumori corporei, poi c'è anche il volume, puoi aumentare il volume, abbassare il volume. Poi un'altra cosa che tutti i gabinetti giapponesi hanno è una cosa che da principio ti lascia un po così, poi però ci si abitua, è la tavoletta riscaldata che quando ti alzi la notte per andare a fare pipì diciamo che fa piacere trovare la tavoletta riscaldata.<br><br>Anche qua puoi regolare, mi ricordo che in un albergo la tavoletta era troppo calda, cioè non scottava, però era decisamente più calda di quanto non volessi provare, quindi l'ho abbassato.<br><br>Quindi il bidet è incorporato nel gabinetto giapponese, però secondo me non sostituisce, almeno per la fisiologia, per come siamo fatte noi donne, non sostituisce il bidet nostro perché se voi visualizzate noi ci sediamo nel bidet a cavalcioni, quindi l'acqua ci viene davanti, invece nel bidet giapponese c'è questo spruzzo che ti viene da dietro, e per noi donne è difficile pulire la parte davanti, quindi dovendo scegliere scelgo sempre gabinetto e bidet, però se non c'è spazio per mettere il bidet meglio il gabinetto giapponese di niente.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>In all the years that I have lived abroad, outside of Italy, one of the things that I have<br>missed most of all is the bidet.<br><br>There are some nations that don't use bidets, in fact, come to think of it I think the great<br>majority of nations do not use bidets and there are very few that do.<br><br>When a person gets used to having a bidet then it is hard to get unused to it. It is clear that for all the years I lived abroad I was getting by as best I could, so showers, basins, etc., however, let's say the convenience of having the bidet, I don't understand why there are still companies that don't embrace this technology so ancient, yet so-so useful.<br><br>Now, during my recent trip to Japan, I had a chance to experiment, Once again, Japanese toilets that have built-in bidets not only have the bidet but they have a lot of other things built in.<br><br>Unfortunately, I have never seen a Japanese toilet with instructions with the English translation, so let's say I always kind of guessed. All Japanese toilets have bidet spray that can be adjusted to fountain or bidet mode there is just the design of the butt, two half circles one to the side to the other, then some have what is called 'privacy' because they had noticed in Japan that a lot of water was being wasted, because people in order not to make people feel peeing or other things kept flushing down the toilet, so he would wasted a lot of water, now there is a button you push it and it makes the noise of water coming down the toilet flush, so it covers other body noises, then there is even the volume, you can turn up the volume, turn down the volume.<br><br>Then another thing that all Japanese toilets have is something that from the beginning<br>leaves you a little bit like that, but then you get used to it, it's the heated tablet that when you<br>you get up at night to go pee let's say it's good to find the tablet heated. Even here you can adjust, I remember in one hotel the tablet was too hot, that is, it was not hot, however, it was definitely hotter than I wanted it to be try, so I lowered it.<br><br>So the bidet is incorporated into the Japanese toilet, however, in my opinion, it does not replace, at least for physiology, the way we women are, it doesn't replace the bidet our because if you visualize we sit in the bidet straddling, so water comes in front of us, whereas in the Japanese bidet, there is this spray that comes to you from back, and it is difficult for us women to clean the front, so having to choose I always choose to have toilet and bidet, however if there is no space to put the bidet better the Japanese toilet than nothing.]]>
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      <pubDate>Mon, 20 Nov 2023 09:50:12 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>State rifacendo il bagno e pensate di metterci dentro uno di quei gabinetti giapponesi pieni di gadget e opzioni ma non sapete cosa aspettarvi? Bene, li ho provati io per voi e qui faccio il confronto con il nostro bidet. .TRASCRIZIONE [ENG translation below]In tutti gli anni che ho abitato all'estero, fuori dall'Italia, una delle cose che mi è mancata di più in assoluto è il bidet.Ci sono delle nazioni che non usano il bidet, anzi, a pensarci bene penso che la grande maggioranza delle nazioni non usino il bidet e siano veramente poche quelle che invece ce l'hanno.Quando una persona si abitua ad avere il bidet poi è difficile disabituarsi. È chiaro che per tutti gli anni che ho vissuto all'estero mi arrangiava come potevo, quindi docce, bacinelle eccetera, però diciamo che la comodità di avere il bidet, non capisco perché ci siano ancora società che non abbracciano questa tecnologia così antica, però così così utile.Ora, durante il mio recente viaggio in Giappone, ho avuto modo di sperimentare, ancora una volta, i gabinetti giapponesi che hanno il bidet incorporato, non solo hanno il bidet ma hanno un sacco di altre cose incorporate. Purtroppo non ho mai visto un gabinetto giapponese con le istruzioni con la traduzione in inglese, per cui diciamo che sono sempre un po' andata a indovinare.Tutti i gabinetti giapponesi hanno lo spruzzo per bidet che può essere regolato a fontana oppure a bidet, c'è proprio il disegno del sedere, due mezzi cerchi una a fianco all'altro, poi alcuni hanno quello che si chiama 'privacy' perché si erano accorti in Giappone che si stava sprecando un sacco d'acqua, perché la gente per non far sentire che faceva la pipì o altre cose continuava a far scendere lo sciacquone, quindi si sprecava un sacco di acqua, adesso c'è un pulsante che tu lo schiacci e fa il rumore dell'acqua che scende dallo sciacquone, quindi copre altri rumori corporei, poi c'è anche il volume, puoi aumentare il volume, abbassare il volume. Poi un'altra cosa che tutti i gabinetti giapponesi hanno è una cosa che da principio ti lascia un po così, poi però ci si abitua, è la tavoletta riscaldata che quando ti alzi la notte per andare a fare pipì diciamo che fa piacere trovare la tavoletta riscaldata.Anche qua puoi regolare, mi ricordo che in un albergo la tavoletta era troppo calda, cioè non scottava, però era decisamente più calda di quanto non volessi provare, quindi l'ho abbassato.Quindi il bidet è incorporato nel gabinetto giapponese, però secondo me non sostituisce, almeno per la fisiologia, per come siamo fatte noi donne, non sostituisce il bidet nostro perché se voi visualizzate noi ci sediamo nel bidet a cavalcioni, quindi l'acqua ci viene davanti, invece nel bidet giapponese c'è questo spruzzo che ti viene da dietro, e per noi donne è difficile pulire la parte davanti, quindi dovendo scegliere scelgo sempre gabinetto e bidet, però se non c'è spazio per mettere il bidet meglio il gabinetto giapponese di niente.TRANSLATIONIn all the years that I have lived abroad, outside of Italy, one of the things that I havemissed most of all is the bidet.There are some nations that don't use bidets, in fact, come to think of it I think the greatmajority of nations do not use bidets and there are very few that do.When a person gets used to having a bidet then it is hard to get unused to it. It is clear that for all the years I lived abroad I was getting by as best I could, so showers, basins, etc., however, let's say the convenience of having the bidet, I don't understand why there are still companies that don't embrace this technology so ancient, yet so-so useful.Now, during my recent trip to Japan, I had a chance to experiment, Once again, Japanese toilets that have built-in bidets not only have the bidet but they have a lot of other...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 688 Delle domeniche</title>
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        <![CDATA[Domenica pigra e transitoria.<br><br>TRASCRIZIONE [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Sono sulla finestra del balcone. No, non si può dire 'sono sulla finestra del balcone', sono sul balcone.<br><br>È domenica pomeriggio e sento delle voci, forse le sentite anche voi, però non vedo nessuno per strada, quindi evidentemente qualcuno che, così, festeggia dentro una casa oppure sotto il mio balcone, in un punto che io da qua non vedo, sono al quarto piano quindi non credo nemmeno sia il caso di sporgersi troppo.<br><br>È una domenica, diciamo di passaggio, perché sono appena rientrata da una vacanza e quindi sto riprendendo contatto con la casa. Poi, tra l'altro, nelle settimane che sono stata via è arrivato l'inverno, quindi ho fatto anche il cambio dell'armadio, passaggio fondamentale per potersi mettere qualcosa per uscire o comunque per sentirsi a proprio agio, almeno per me lo è un passaggio fondamentale, e ogni volta che faccio il cambio dell'armadio mi ripropongo di limitare il numero di capi. Però ne ho già parlato, mi sa di averne parlato anche non troppo tempo fa, forse prima di andare in vacanza.<br><br>E no, è una bella giornata perché, nonostante appunto la temperatura si sia abbassata notevolmente, però diciamo che ancora abbiamo le massime di 21, 22, domani mi pare che facciano addirittura 23 gradi. Oggi sono andata tra l'altro a fare una passeggiata in spiaggia ed è sempre una cosa che mi mi rallegra: sei lì seduta che ti bevi un aperitivo e pensi, ma quanto siamo fortunati a vivere in un posto dove anche d'inverno si può tranquillamente stare al sole perché il sole riscalda, non è come certi paesi del nord.<br><br>Quindi sto riprendendo contatto con le mie abitudini e con il mio mondo qua, con tutto quello che ne consegue.<br><br>Stagione di raffreddori, infatti c'è già diversa gente che ha il raffreddore e altri vari altri malanni che però si chiamano mali di stagione per un motivo, perché vengono con la stagione, ma non mi lamento più di tanto.<br><br>Potete forse sentire anche in sottofondo Mazinga che ogni volta che mi vede parlare col telefono in mano, io ora ho il telefono in mano per contare i minuti, non lo so, vuole essere accarezzate e se io poco poco faccio l'errore di accarezzarla, allora mi si appiccica addosso e non si stacca più e le carezze le chiede in modo molto molto violento perché se incomincio a carezzare la testa e poi smetto, con la manina, con la zampetta e con le unghiette, mi fa capire che forse è meglio che continui, perché è una cosa che a lei dà molto piacere.<br><br>E poi, ecco, eccola già che mi arriva con la zampetta e che mi graffia. Mazinga Smettila! Forse è meglio che chiuda e che mi dedichi un po' alla mia gatta che anche lei ha sentito la mia lontananza.<br><br><br><br>TRANSLATION<br><br>I am on the balcony window. No, you can't say 'I'm on the balcony window,' I'm on the balcony.<br><br>It's Sunday afternoon and I hear voices, maybe you hear them too, however, I don't see anyone on the street, so evidently someone who, like that, is celebrating inside a house or under my balcony, in a spot that I can't see from here, I'm on the fourth floor so I don't even think it's appropriate to lean too far out.<br><br>It's a Sunday, let's say a day of passage, because I've just returned from a vacation and so I'm getting back in touch with the house. Then, by the way, in the weeks that I've been away winter has come, so I've also been doing the closet change, which is a fundamental step to be able to put on something to go out or at least to feel comfortable, at least for me it is a fundamental step, and every time I do the closet change I make it a point to limit the number of garments. But I've already talked about it though, I think I even talked about it not too long ago, maybe before I went on vacation.<br><br>And anyway, it's a beautiful day because, although the temperature has dropped significantly, however let's say we still have the highs of 21, and 22, tomorrow I think it's going to be as high as 23 degrees. Today I went among other things to take a walk on the beach and that's always something that cheers me up: if I sit there having an aperitif and thinking, but how lucky we are to live in a place where even in winter you can safely sit in the sun because the sun warms, it's not like some northern countries.<br><br>So I'm getting back in touch with my habits and my world here, with all that goes with it.<br>Cold season, in fact, there are already quite a few people who have colds and various other ailments, but they are called seasonal ills for a reason because they come with the season, so I won't complain too much.<br><br>You can maybe also hear in the background Mazinga the cat that whenever she sees me talking with the phone in my hand, I now have the phone in my hand to count the minutes, I don't know, she wants to be stroked and if I only make the mistake of stroking her, then she sticks on me and she doesn't come off anymore and the stroking she asks for in a very very violent way because if I start stroking her head and then I stop, with her little hand, with her little paw and with her little nails, she makes me understand that maybe I better continue because it's something that gives her a lot of pleasure.<br><br>And then, lo and behold, here she is already coming at me with her little paw and scratching me. Mazinga Stop it! Maybe I'd better close up and devote some time to my cat who also felt my absence.<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Domenica pigra e transitoria.<br><br>TRASCRIZIONE [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Sono sulla finestra del balcone. No, non si può dire 'sono sulla finestra del balcone', sono sul balcone.<br><br>È domenica pomeriggio e sento delle voci, forse le sentite anche voi, però non vedo nessuno per strada, quindi evidentemente qualcuno che, così, festeggia dentro una casa oppure sotto il mio balcone, in un punto che io da qua non vedo, sono al quarto piano quindi non credo nemmeno sia il caso di sporgersi troppo.<br><br>È una domenica, diciamo di passaggio, perché sono appena rientrata da una vacanza e quindi sto riprendendo contatto con la casa. Poi, tra l'altro, nelle settimane che sono stata via è arrivato l'inverno, quindi ho fatto anche il cambio dell'armadio, passaggio fondamentale per potersi mettere qualcosa per uscire o comunque per sentirsi a proprio agio, almeno per me lo è un passaggio fondamentale, e ogni volta che faccio il cambio dell'armadio mi ripropongo di limitare il numero di capi. Però ne ho già parlato, mi sa di averne parlato anche non troppo tempo fa, forse prima di andare in vacanza.<br><br>E no, è una bella giornata perché, nonostante appunto la temperatura si sia abbassata notevolmente, però diciamo che ancora abbiamo le massime di 21, 22, domani mi pare che facciano addirittura 23 gradi. Oggi sono andata tra l'altro a fare una passeggiata in spiaggia ed è sempre una cosa che mi mi rallegra: sei lì seduta che ti bevi un aperitivo e pensi, ma quanto siamo fortunati a vivere in un posto dove anche d'inverno si può tranquillamente stare al sole perché il sole riscalda, non è come certi paesi del nord.<br><br>Quindi sto riprendendo contatto con le mie abitudini e con il mio mondo qua, con tutto quello che ne consegue.<br><br>Stagione di raffreddori, infatti c'è già diversa gente che ha il raffreddore e altri vari altri malanni che però si chiamano mali di stagione per un motivo, perché vengono con la stagione, ma non mi lamento più di tanto.<br><br>Potete forse sentire anche in sottofondo Mazinga che ogni volta che mi vede parlare col telefono in mano, io ora ho il telefono in mano per contare i minuti, non lo so, vuole essere accarezzate e se io poco poco faccio l'errore di accarezzarla, allora mi si appiccica addosso e non si stacca più e le carezze le chiede in modo molto molto violento perché se incomincio a carezzare la testa e poi smetto, con la manina, con la zampetta e con le unghiette, mi fa capire che forse è meglio che continui, perché è una cosa che a lei dà molto piacere.<br><br>E poi, ecco, eccola già che mi arriva con la zampetta e che mi graffia. Mazinga Smettila! Forse è meglio che chiuda e che mi dedichi un po' alla mia gatta che anche lei ha sentito la mia lontananza.<br><br><br><br>TRANSLATION<br><br>I am on the balcony window. No, you can't say 'I'm on the balcony window,' I'm on the balcony.<br><br>It's Sunday afternoon and I hear voices, maybe you hear them too, however, I don't see anyone on the street, so evidently someone who, like that, is celebrating inside a house or under my balcony, in a spot that I can't see from here, I'm on the fourth floor so I don't even think it's appropriate to lean too far out.<br><br>It's a Sunday, let's say a day of passage, because I've just returned from a vacation and so I'm getting back in touch with the house. Then, by the way, in the weeks that I've been away winter has come, so I've also been doing the closet change, which is a fundamental step to be able to put on something to go out or at least to feel comfortable, at least for me it is a fundamental step, and every time I do the closet change I make it a point to limit the number of garments. But I've already talked about it though, I think I even talked about it not too long ago, maybe before I went on vacation.<br><br>And anyway, it's a beautiful day because, although the temperature has dropped significantly, however let's say we still have the highs of 21, and 22, tomorrow I think it's going to be as high as 23 degrees. Today I went among other things to take a walk on the beach and that's always something that cheers me up: if I sit there having an aperitif and thinking, but how lucky we are to live in a place where even in winter you can safely sit in the sun because the sun warms, it's not like some northern countries.<br><br>So I'm getting back in touch with my habits and my world here, with all that goes with it.<br>Cold season, in fact, there are already quite a few people who have colds and various other ailments, but they are called seasonal ills for a reason because they come with the season, so I won't complain too much.<br><br>You can maybe also hear in the background Mazinga the cat that whenever she sees me talking with the phone in my hand, I now have the phone in my hand to count the minutes, I don't know, she wants to be stroked and if I only make the mistake of stroking her, then she sticks on me and she doesn't come off anymore and the stroking she asks for in a very very violent way because if I start stroking her head and then I stop, with her little hand, with her little paw and with her little nails, she makes me understand that maybe I better continue because it's something that gives her a lot of pleasure.<br><br>And then, lo and behold, here she is already coming at me with her little paw and scratching me. Mazinga Stop it! Maybe I'd better close up and devote some time to my cat who also felt my absence.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 19 Nov 2023 14:06:34 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Domenica pigra e transitoria.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Sono sulla finestra del balcone. No, non si può dire 'sono sulla finestra del balcone', sono sul balcone.È domenica pomeriggio e sento delle voci, forse le sentite anche voi, però non vedo nessuno per strada, quindi evidentemente qualcuno che, così, festeggia dentro una casa oppure sotto il mio balcone, in un punto che io da qua non vedo, sono al quarto piano quindi non credo nemmeno sia il caso di sporgersi troppo.È una domenica, diciamo di passaggio, perché sono appena rientrata da una vacanza e quindi sto riprendendo contatto con la casa. Poi, tra l'altro, nelle settimane che sono stata via è arrivato l'inverno, quindi ho fatto anche il cambio dell'armadio, passaggio fondamentale per potersi mettere qualcosa per uscire o comunque per sentirsi a proprio agio, almeno per me lo è un passaggio fondamentale, e ogni volta che faccio il cambio dell'armadio mi ripropongo di limitare il numero di capi. Però ne ho già parlato, mi sa di averne parlato anche non troppo tempo fa, forse prima di andare in vacanza.E no, è una bella giornata perché, nonostante appunto la temperatura si sia abbassata notevolmente, però diciamo che ancora abbiamo le massime di 21, 22, domani mi pare che facciano addirittura 23 gradi. Oggi sono andata tra l'altro a fare una passeggiata in spiaggia ed è sempre una cosa che mi mi rallegra: sei lì seduta che ti bevi un aperitivo e pensi, ma quanto siamo fortunati a vivere in un posto dove anche d'inverno si può tranquillamente stare al sole perché il sole riscalda, non è come certi paesi del nord.Quindi sto riprendendo contatto con le mie abitudini e con il mio mondo qua, con tutto quello che ne consegue.Stagione di raffreddori, infatti c'è già diversa gente che ha il raffreddore e altri vari altri malanni che però si chiamano mali di stagione per un motivo, perché vengono con la stagione, ma non mi lamento più di tanto.Potete forse sentire anche in sottofondo Mazinga che ogni volta che mi vede parlare col telefono in mano, io ora ho il telefono in mano per contare i minuti, non lo so, vuole essere accarezzate e se io poco poco faccio l'errore di accarezzarla, allora mi si appiccica addosso e non si stacca più e le carezze le chiede in modo molto molto violento perché se incomincio a carezzare la testa e poi smetto, con la manina, con la zampetta e con le unghiette, mi fa capire che forse è meglio che continui, perché è una cosa che a lei dà molto piacere.E poi, ecco, eccola già che mi arriva con la zampetta e che mi graffia. Mazinga Smettila! Forse è meglio che chiuda e che mi dedichi un po' alla mia gatta che anche lei ha sentito la mia lontananza.TRANSLATIONI am on the balcony window. No, you can't say 'I'm on the balcony window,' I'm on the balcony.It's Sunday afternoon and I hear voices, maybe you hear them too, however, I don't see anyone on the street, so evidently someone who, like that, is celebrating inside a house or under my balcony, in a spot that I can't see from here, I'm on the fourth floor so I don't even think it's appropriate to lean too far out.It's a Sunday, let's say a day of passage, because I've just returned from a vacation and so I'm getting back in touch with the house. Then, by the way, in the weeks that I've been away winter has come, so I've also been doing the closet change, which is a fundamental step to be able to put on something to go out or at least to feel comfortable, at least for me it is a fundamental step, and every time I do the closet change I make it a point to limit the number of garments. But I've already talked about it though, I think I even talked about it not too long ago, maybe before I went on vacation.And anyway, it's a beautiful day because, although the temperature has dropped significantly, however let's...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Domenica pigra e transitoria.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Sono sulla finestra del balcone. No, non si può dire 'sono sulla finestra del balcone', sono sul balcone.È domenica pomeriggio e sento delle voci, forse le sentite anche voi, però non vedo n</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 687 Per non aspettare a quando si fa la doccia</title>
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        <![CDATA[CONTENUTI SENSIBILI: si parla d'aborto e di tassisti<br><br>È capitato anche a te: sul momento non sai cosa dire rimani lì come un baccalà, e continui a pensare a come sarebbe stato bello rispondere per le rime. Poi, due giorni dopo, mentre fai la doccia, ti viene in mente quello che avresti potuto dire, la risposta perfetta, ma ormai è troppo tardi. Beh, una volta tanto quello da dire, anzi, da fare, mi è venuto in mente subito. E l'ho fatto.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>È capitato a tutte, ci dicono qualcosa e noi non abbiamo le parole per rispondere per le rime. Poi continuiamo a pensarci e magari dopo qualche giorno ci viene in mente, mentre ci facciamo la doccia, la risposta perfetta: ah, se solo avessi detto questa cosa qua, se solo avessi risposto in questo modo. Però ormai sono passati due giorni e non si può tornare indietro.<br><br>A me succede ogni tanto, così come succede a tutti, e mi è successo qualche mese fa, mentre mi trovavo in taxi e andavo all'aeroporto e il tassista ascoltava Radio Maria, che è una radio cattolica emanata dal Vaticano, e io c'ero rimasta abbastanza basita perché non sono cattolica, non sono credente e però sul momento non avevo saputo cosa dire, non mi era venuto in mente niente, anche perché il tipo che parlava, il prete, parlava di cose molto generiche, molto così, generiche.<br><br>Ora questa cosa mi è capitata qualche giorno fa, ancora una volta, mentre tornavo dall'aeroporto a casa, sono salita sul taxi e, immagino fosse lo stesso tassista, aveva ancora una volta Radio Maria. Però questa volta la persona che parlava alla radio stava dicendo che l'aborto è peccato, che non si deve fare, che è una cosa... Tutte queste cose qua.<br><br>La cosa mi ha toccato personalmente perché io sono convinta del fatto che il diritto all'aborto sia intoccabile e che spetti alle donne decidere del proprio corpo, ed ero lì, nel sedile di dietro, che fremevo, non sapevo cosa fare, mi ricordavo ancora, sì, questo è il tassista che... allora ho preso il mio cellulare e ho cercato su YouTube un video di donne che hanno abortito e raccontano la loro esperienza, hanno abortito per motivi più disparati, perché c'erano delle gravi malformazioni, perché c'erano state delle violenze sessuali, e mi sono messa ad ascoltarlo con un volume sufficientemente alto, così che si sentisse anche dal sedile davanti del guidatore, così come io ero costretta ad ascoltare il prete che parlava.<br><br>Mi sono preso una piccola rivincita e la cosa mi ha fatto sentire molto meglio, perché mi sentivo veramente colpita, sentivo che mi si stava facendo una violenza, che mi si stava obbligando ad ascoltare qualcosa che non volevo ascoltare. Poi, tra l'altro, nel sedile di dietro, il tassista aveva anche degli opuscoli che dicevano alle donne non andate ad abortire, tenetevi i figli, per carità, è un crimine, è un peccato, eccetera eccetera. Mi ha fatto sentire meglio. Ecco perché, per una volta, la risposta non mi è venuta in mente due giorni dopo, mentre mi facevo la doccia.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>It has happened to all of us, they tell us something and we don't have the words to respond in kind. Then we keep thinking about it, and maybe after a few days we come up with the perfect response while we are showering: ah, if only I had said this thing here, if only I had responded this way. However, it has now been two days and there is no turning back.<br><br>It happens to me from time to time, just as it happens to everybody, and it happened to me a few months ago when I was in a cab going to the airport and the taxi driver was listening to Radio Maria, which is an ultra Catholic radio station emanating from the Vatican, and I was quite taken aback because I'm not Catholic, I'm not a believer, and yet at the moment I hadn't known what to say, I hadn't thought of anything, also because the guy who was talking, the priest, was talking about very general, very so-so, general things.<br><br>Now this thing happened to me a few days ago, again, on my way home from the airport, I got into the cab and, I guess it was the same taxi driver, he again had Radio Maria. However, this time the person speaking on the radio was saying that abortion is a sin, that it should not be done, that it is a thing... you get the picture.<br><br>It touched me personally because I am a believer in the fact that the right to abortion is untouchable and that it is up to women to decide about their own bodies, and there I was in the back seat shivering, I didn't know what to do, I still remembered, yes, this is the taxi driver who ... so I took my cell phone and I looked on YouTube for a video of women who had abortions and they were telling their experience, they had abortions for all kinds of reasons, because there were severe deformities, because there had been sexual violence, and I started listening to it loud enough so that it could be heard from the front seat of the driver's seat, just as I was forced to listen to the priest talking.<br><br>I got a little payback, and it made me feel a lot better, because I felt really affected, I felt that I was being violated, that I was being forced to listen to something I didn't want to listen to. Then, by the way, in the back seat, the taxi driver also had pamphlets telling women don't go for abortion, keep your children, it's a crime, it's a sin, etc. etc. It made me feel better. That is why, for once, the answer did not come to me two days later while I was taking a shower.]]>
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        <![CDATA[CONTENUTI SENSIBILI: si parla d'aborto e di tassisti<br><br>È capitato anche a te: sul momento non sai cosa dire rimani lì come un baccalà, e continui a pensare a come sarebbe stato bello rispondere per le rime. Poi, due giorni dopo, mentre fai la doccia, ti viene in mente quello che avresti potuto dire, la risposta perfetta, ma ormai è troppo tardi. Beh, una volta tanto quello da dire, anzi, da fare, mi è venuto in mente subito. E l'ho fatto.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>È capitato a tutte, ci dicono qualcosa e noi non abbiamo le parole per rispondere per le rime. Poi continuiamo a pensarci e magari dopo qualche giorno ci viene in mente, mentre ci facciamo la doccia, la risposta perfetta: ah, se solo avessi detto questa cosa qua, se solo avessi risposto in questo modo. Però ormai sono passati due giorni e non si può tornare indietro.<br><br>A me succede ogni tanto, così come succede a tutti, e mi è successo qualche mese fa, mentre mi trovavo in taxi e andavo all'aeroporto e il tassista ascoltava Radio Maria, che è una radio cattolica emanata dal Vaticano, e io c'ero rimasta abbastanza basita perché non sono cattolica, non sono credente e però sul momento non avevo saputo cosa dire, non mi era venuto in mente niente, anche perché il tipo che parlava, il prete, parlava di cose molto generiche, molto così, generiche.<br><br>Ora questa cosa mi è capitata qualche giorno fa, ancora una volta, mentre tornavo dall'aeroporto a casa, sono salita sul taxi e, immagino fosse lo stesso tassista, aveva ancora una volta Radio Maria. Però questa volta la persona che parlava alla radio stava dicendo che l'aborto è peccato, che non si deve fare, che è una cosa... Tutte queste cose qua.<br><br>La cosa mi ha toccato personalmente perché io sono convinta del fatto che il diritto all'aborto sia intoccabile e che spetti alle donne decidere del proprio corpo, ed ero lì, nel sedile di dietro, che fremevo, non sapevo cosa fare, mi ricordavo ancora, sì, questo è il tassista che... allora ho preso il mio cellulare e ho cercato su YouTube un video di donne che hanno abortito e raccontano la loro esperienza, hanno abortito per motivi più disparati, perché c'erano delle gravi malformazioni, perché c'erano state delle violenze sessuali, e mi sono messa ad ascoltarlo con un volume sufficientemente alto, così che si sentisse anche dal sedile davanti del guidatore, così come io ero costretta ad ascoltare il prete che parlava.<br><br>Mi sono preso una piccola rivincita e la cosa mi ha fatto sentire molto meglio, perché mi sentivo veramente colpita, sentivo che mi si stava facendo una violenza, che mi si stava obbligando ad ascoltare qualcosa che non volevo ascoltare. Poi, tra l'altro, nel sedile di dietro, il tassista aveva anche degli opuscoli che dicevano alle donne non andate ad abortire, tenetevi i figli, per carità, è un crimine, è un peccato, eccetera eccetera. Mi ha fatto sentire meglio. Ecco perché, per una volta, la risposta non mi è venuta in mente due giorni dopo, mentre mi facevo la doccia.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>It has happened to all of us, they tell us something and we don't have the words to respond in kind. Then we keep thinking about it, and maybe after a few days we come up with the perfect response while we are showering: ah, if only I had said this thing here, if only I had responded this way. However, it has now been two days and there is no turning back.<br><br>It happens to me from time to time, just as it happens to everybody, and it happened to me a few months ago when I was in a cab going to the airport and the taxi driver was listening to Radio Maria, which is an ultra Catholic radio station emanating from the Vatican, and I was quite taken aback because I'm not Catholic, I'm not a believer, and yet at the moment I hadn't known what to say, I hadn't thought of anything, also because the guy who was talking, the priest, was talking about very general, very so-so, general things.<br><br>Now this thing happened to me a few days ago, again, on my way home from the airport, I got into the cab and, I guess it was the same taxi driver, he again had Radio Maria. However, this time the person speaking on the radio was saying that abortion is a sin, that it should not be done, that it is a thing... you get the picture.<br><br>It touched me personally because I am a believer in the fact that the right to abortion is untouchable and that it is up to women to decide about their own bodies, and there I was in the back seat shivering, I didn't know what to do, I still remembered, yes, this is the taxi driver who ... so I took my cell phone and I looked on YouTube for a video of women who had abortions and they were telling their experience, they had abortions for all kinds of reasons, because there were severe deformities, because there had been sexual violence, and I started listening to it loud enough so that it could be heard from the front seat of the driver's seat, just as I was forced to listen to the priest talking.<br><br>I got a little payback, and it made me feel a lot better, because I felt really affected, I felt that I was being violated, that I was being forced to listen to something I didn't want to listen to. Then, by the way, in the back seat, the taxi driver also had pamphlets telling women don't go for abortion, keep your children, it's a crime, it's a sin, etc. etc. It made me feel better. That is why, for once, the answer did not come to me two days later while I was taking a shower.]]>
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      <pubDate>Sat, 18 Nov 2023 09:05:41 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 686 Ma se entro, disturbo?</title>
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        <![CDATA[Capita solo a me o anche voi, quando entrate in un luogo pubblico (negozio, museo eccetera) qui in Italia, le persone addette ai servizi sembra quasi che si scoccino a dover smettere di chiacchierare tra loro e, nel migliore dei casi, vi ignorano compleatmente? Vabbé lo so che sto generalizzando, ma l'impressione generale, rientrando in Italia dopo un soggiorno in Giappone, è che, ad esempio, le persone addette a un qualche servizio in aeroporto siano lì solo per chiacchierare, e mentre tu passi a malapena ti degnano di uno sguardo.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Dopo un viaggio durato quasi 30 ore, sono tornata alla base e sono di nuovo alla mia scrivania, col mio computer, il microfono, le cuffie e tutto quanto, e anche un mouse che mi sembra essere un lusso sfrenato.<br><br>È stato un viaggio lungo e vabbè, non faticoso, perché non è che mi ci abbiano obbligato a fare questo lungo viaggio, però è stato un viaggio con diverse tappe.<br><br>Ho trascorso un brevissimo periodo in Giappone, più o meno due settimane, quindi non posso assolutamente dire di aver capito qualcosa su questo paese che rimane misterioso e meraviglioso. Però posso dire di essere rimasta molto colpita ancora una volta dal modo in cui si muove e si comporta quella società.<br><br>Lo so che è difficile fare delle generalizzazioni, però viene anche spontaneo quando si è in un posto diverso da quello dove si abita sempre e si notano delle cose che sembrano essere delle caratteristiche comuni a tutte le persone che lì abitano.<br><br>Quindi mi ha colpito tantissimo l'incredibile gentilezza di questo popolo che dove vai, vai, ti si inchinano davanti, ma veramente in qualsiasi posto: entri al supermercato, entri nei grandi magazzini e quando tu passi, anche se non ti fermi a comprare, anche se non ti fermi nemmeno a guardare quello che loro hanno, sono lì però che si inchinano al tuo passaggio. Ma anche quando vai in un museo, quando vai a vedere la mostra dei crisantemi, perché sono capitata lì nel periodo della fioritura dei crisantemi e loro ci tengono moltissimo a questo fiore, tu vai e lì ti si inchinano davanti, anche quando ci sono le persone che fermano il traffico per far uscire i camion o le macchine dai parcheggi privati, tu ti fermi li, aspetti che passi e quando poi ti danno il permesso di poter continuare a camminare ti si inchinano davanti.<br><br>Sembrano dei piccoli gesti, sembrano anche dei gesti esagerati a chi non è abituato, però in effetti poi ci fai l'abitudine, anche tu cominci a inchinarsi e apprezzi il fatto che... È brutto fare i confronti, però i confronti li faccio: ogni volta che entro in un posto qui in Italia sembra che stia disturbando le persone che lì lavorano, ma anche colpisce moltissimo l'arrivo in aeroporto e negli aeroporti italiani le persone addette a qualche servizio, a malapena ti guardano, stanno sempre a chiacchierare tra di loro, come se essere lì, come se fosse semplicemente un passare il tempo e non sembrano avere un compito da svolgere.<br><br>Vabbè, potrei parlarne ancora per ore. Mi fermo qui perché 3 minuti sono finiti. Ecco, vi lascio queste, vi lascio con questi pensieri.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>After a trip that lasted almost 30 hours, I'm back at the base and I'm back at my desk, with my computer, microphone, headphones and all, and even a mouse that I feel is an unbridled luxury.<br><br>It was a long journey, and okay, not tiring, because it's not like they forced me to go on this long journey, however, it was a journey with several stops.<br><br>I spent a very short time in Japan, more or less two weeks, so I cannot by any means say that I understood anything about this country, which remains mysterious and wonderful. However, I can say that I was very impressed once again with the way that society moves and behaves.<br>I know it is difficult to make generalisations, however, it also comes naturally when you are in a place other than where you always live and you notice things that seem to be common characteristics of all the people who live there.<br><br>So I was so struck by the incredible kindness of these people that where you go, you go, they bow to you, but really anywhere: you go into the supermarket , you go into the department stores and when you walk by, even if you don't stop to buy, even if you don't even stop to look at what they have, they are there though bowing as you pass by. But even when you go to a museum, when you go to see the chrysanthemum exhibit, because I happened to be there at the time of the chrysanthemum bloom and they care so much about this flower, you go and there they bow to you, even when there are people stopping traffic to get trucks or cars out of private parking lots, you stop there, you wait for them to pass, and then when they give you permission to be able to continue walking they bow to you.<br><br>They seem like small gestures, they also seem like exaggerated gestures to people who are not used to them, however you actually get used to them, you also start bowing and appreciate the fact that... It's bad to make the comparisons, however I do make the comparisons: every time I enter a place here in Italy it seems like I'm disturbing the people who work there, but also it really affects a lot when you arrive at the airport and in Italian airports the people in charge of some service, they barely look at you, they're always chatting with each other, as if being there, as if it's just passing the time and they don't seem to have a task to perform.<br><br>Anyway, I could talk about it for hours more. I'll stop here because 3 minutes are up. Here, I leave you with these, I leave you with these thoughts.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Capita solo a me o anche voi, quando entrate in un luogo pubblico (negozio, museo eccetera) qui in Italia, le persone addette ai servizi sembra quasi che si scoccino a dover smettere di chiacchierare tra loro e, nel migliore dei casi, vi ignorano compleatmente? Vabbé lo so che sto generalizzando, ma l'impressione generale, rientrando in Italia dopo un soggiorno in Giappone, è che, ad esempio, le persone addette a un qualche servizio in aeroporto siano lì solo per chiacchierare, e mentre tu passi a malapena ti degnano di uno sguardo.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Dopo un viaggio durato quasi 30 ore, sono tornata alla base e sono di nuovo alla mia scrivania, col mio computer, il microfono, le cuffie e tutto quanto, e anche un mouse che mi sembra essere un lusso sfrenato.<br><br>È stato un viaggio lungo e vabbè, non faticoso, perché non è che mi ci abbiano obbligato a fare questo lungo viaggio, però è stato un viaggio con diverse tappe.<br><br>Ho trascorso un brevissimo periodo in Giappone, più o meno due settimane, quindi non posso assolutamente dire di aver capito qualcosa su questo paese che rimane misterioso e meraviglioso. Però posso dire di essere rimasta molto colpita ancora una volta dal modo in cui si muove e si comporta quella società.<br><br>Lo so che è difficile fare delle generalizzazioni, però viene anche spontaneo quando si è in un posto diverso da quello dove si abita sempre e si notano delle cose che sembrano essere delle caratteristiche comuni a tutte le persone che lì abitano.<br><br>Quindi mi ha colpito tantissimo l'incredibile gentilezza di questo popolo che dove vai, vai, ti si inchinano davanti, ma veramente in qualsiasi posto: entri al supermercato, entri nei grandi magazzini e quando tu passi, anche se non ti fermi a comprare, anche se non ti fermi nemmeno a guardare quello che loro hanno, sono lì però che si inchinano al tuo passaggio. Ma anche quando vai in un museo, quando vai a vedere la mostra dei crisantemi, perché sono capitata lì nel periodo della fioritura dei crisantemi e loro ci tengono moltissimo a questo fiore, tu vai e lì ti si inchinano davanti, anche quando ci sono le persone che fermano il traffico per far uscire i camion o le macchine dai parcheggi privati, tu ti fermi li, aspetti che passi e quando poi ti danno il permesso di poter continuare a camminare ti si inchinano davanti.<br><br>Sembrano dei piccoli gesti, sembrano anche dei gesti esagerati a chi non è abituato, però in effetti poi ci fai l'abitudine, anche tu cominci a inchinarsi e apprezzi il fatto che... È brutto fare i confronti, però i confronti li faccio: ogni volta che entro in un posto qui in Italia sembra che stia disturbando le persone che lì lavorano, ma anche colpisce moltissimo l'arrivo in aeroporto e negli aeroporti italiani le persone addette a qualche servizio, a malapena ti guardano, stanno sempre a chiacchierare tra di loro, come se essere lì, come se fosse semplicemente un passare il tempo e non sembrano avere un compito da svolgere.<br><br>Vabbè, potrei parlarne ancora per ore. Mi fermo qui perché 3 minuti sono finiti. Ecco, vi lascio queste, vi lascio con questi pensieri.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>After a trip that lasted almost 30 hours, I'm back at the base and I'm back at my desk, with my computer, microphone, headphones and all, and even a mouse that I feel is an unbridled luxury.<br><br>It was a long journey, and okay, not tiring, because it's not like they forced me to go on this long journey, however, it was a journey with several stops.<br><br>I spent a very short time in Japan, more or less two weeks, so I cannot by any means say that I understood anything about this country, which remains mysterious and wonderful. However, I can say that I was very impressed once again with the way that society moves and behaves.<br>I know it is difficult to make generalisations, however, it also comes naturally when you are in a place other than where you always live and you notice things that seem to be common characteristics of all the people who live there.<br><br>So I was so struck by the incredible kindness of these people that where you go, you go, they bow to you, but really anywhere: you go into the supermarket , you go into the department stores and when you walk by, even if you don't stop to buy, even if you don't even stop to look at what they have, they are there though bowing as you pass by. But even when you go to a museum, when you go to see the chrysanthemum exhibit, because I happened to be there at the time of the chrysanthemum bloom and they care so much about this flower, you go and there they bow to you, even when there are people stopping traffic to get trucks or cars out of private parking lots, you stop there, you wait for them to pass, and then when they give you permission to be able to continue walking they bow to you.<br><br>They seem like small gestures, they also seem like exaggerated gestures to people who are not used to them, however you actually get used to them, you also start bowing and appreciate the fact that... It's bad to make the comparisons, however I do make the comparisons: every time I enter a place here in Italy it seems like I'm disturbing the people who work there, but also it really affects a lot when you arrive at the airport and in Italian airports the people in charge of some service, they barely look at you, they're always chatting with each other, as if being there, as if it's just passing the time and they don't seem to have a task to perform.<br><br>Anyway, I could talk about it for hours more. I'll stop here because 3 minutes are up. Here, I leave you with these, I leave you with these thoughts.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 17 Nov 2023 05:05:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Capita solo a me o anche voi, quando entrate in un luogo pubblico (negozio, museo eccetera) qui in Italia, le persone addette ai servizi sembra quasi che si scoccino a dover smettere di chiacchierare tra loro e, nel migliore dei casi, vi ignorano compleatmente? Vabbé lo so che sto generalizzando, ma l'impressione generale, rientrando in Italia dopo un soggiorno in Giappone, è che, ad esempio, le persone addette a un qualche servizio in aeroporto siano lì solo per chiacchierare, e mentre tu passi a malapena ti degnano di uno sguardo.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Dopo un viaggio durato quasi 30 ore, sono tornata alla base e sono di nuovo alla mia scrivania, col mio computer, il microfono, le cuffie e tutto quanto, e anche un mouse che mi sembra essere un lusso sfrenato.È stato un viaggio lungo e vabbè, non faticoso, perché non è che mi ci abbiano obbligato a fare questo lungo viaggio, però è stato un viaggio con diverse tappe.Ho trascorso un brevissimo periodo in Giappone, più o meno due settimane, quindi non posso assolutamente dire di aver capito qualcosa su questo paese che rimane misterioso e meraviglioso. Però posso dire di essere rimasta molto colpita ancora una volta dal modo in cui si muove e si comporta quella società.Lo so che è difficile fare delle generalizzazioni, però viene anche spontaneo quando si è in un posto diverso da quello dove si abita sempre e si notano delle cose che sembrano essere delle caratteristiche comuni a tutte le persone che lì abitano.Quindi mi ha colpito tantissimo l'incredibile gentilezza di questo popolo che dove vai, vai, ti si inchinano davanti, ma veramente in qualsiasi posto: entri al supermercato, entri nei grandi magazzini e quando tu passi, anche se non ti fermi a comprare, anche se non ti fermi nemmeno a guardare quello che loro hanno, sono lì però che si inchinano al tuo passaggio. Ma anche quando vai in un museo, quando vai a vedere la mostra dei crisantemi, perché sono capitata lì nel periodo della fioritura dei crisantemi e loro ci tengono moltissimo a questo fiore, tu vai e lì ti si inchinano davanti, anche quando ci sono le persone che fermano il traffico per far uscire i camion o le macchine dai parcheggi privati, tu ti fermi li, aspetti che passi e quando poi ti danno il permesso di poter continuare a camminare ti si inchinano davanti.Sembrano dei piccoli gesti, sembrano anche dei gesti esagerati a chi non è abituato, però in effetti poi ci fai l'abitudine, anche tu cominci a inchinarsi e apprezzi il fatto che... È brutto fare i confronti, però i confronti li faccio: ogni volta che entro in un posto qui in Italia sembra che stia disturbando le persone che lì lavorano, ma anche colpisce moltissimo l'arrivo in aeroporto e negli aeroporti italiani le persone addette a qualche servizio, a malapena ti guardano, stanno sempre a chiacchierare tra di loro, come se essere lì, come se fosse semplicemente un passare il tempo e non sembrano avere un compito da svolgere.Vabbè, potrei parlarne ancora per ore. Mi fermo qui perché 3 minuti sono finiti. Ecco, vi lascio queste, vi lascio con questi pensieri.TRANSLATIONAfter a trip that lasted almost 30 hours, I'm back at the base and I'm back at my desk, with my computer, microphone, headphones and all, and even a mouse that I feel is an unbridled luxury.It was a long journey, and okay, not tiring, because it's not like they forced me to go on this long journey, however, it was a journey with several stops.I spent a very short time in Japan, more or less two weeks, so I cannot by any means say that I understood anything about this country, which remains mysterious and wonderful. However, I can say that I was very impressed once again with the way that society moves and behaves.I know it is difficult to make generalisations, however, it also comes naturally when you...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Capita solo a me o anche voi, quando entrate in un luogo pubblico (negozio, museo eccetera) qui in Italia, le persone addette ai servizi sembra quasi che si scoccino a dover smettere di chiacchierare tra loro e, nel migliore dei casi, vi ignorano compleat</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 685 Pulendo i vetri all'aeroporto di Tokyo</title>
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        <![CDATA[Una ragazza appesa a un filo, indossa un'impeccabile tuta blu da lavoro e pulisce le grandi vetrate dell'aeroporto Haneda di Tokyo, a diverse decine di metri d'altezza.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Eccomi qua, ancora una volta a registrare i 3 minuti grezzi seduta in aeroporto. Sono all'aeroporto Haneda di Tokyo e sono arrivata con grande anticipo perché sono venuta usando i mezzi pubblici e non è troppo complicato, ma non è nemmeno semplicissimo, soprattutto se si viaggia a ridosso dell'ora di punta.<br><br>Ho evitato di viaggiare in piena ora di punta perché sarebbe stato non impossibile, ma molto, molto difficile muoversi coi bagagli, anche perché a volte il treno, mentre sei sul vagone, a un certo punto della stazione cambia nome la linea e non fa vedere tutte le fermate. Anche se ho il GPS e le app che mi mostrano esattamente dove sono, però la cosa può diventare un po' snervante, un po', sì ti viene un po' di angoscia, soprattutto se il vagone è pieno, pieno, pieno zeppo e non vedi le indicazioni che sono comunque molto chiare nei vari schermi che ci sono all'interno dei vagoni, però quando sei coperta dalle persone che ti stanno attorno e non riesci a vedere come si chiama la stazione che arriva, insomma ci si sente un po' stressati.<br><br>Comunque, sono in aeroporto, è troppo presto per dare le valigie, quindi sono ancora seduta.<br>Poco fa ho visto una ragazza appesa a dei fili che altezza di venti 30 metri non lo so, stava pulendo i vetri dell'aeroporto. Sapete che spesso gli aeroporti hanno queste grandi grandi vetrate? Lei era appesa ai fili che puliva da dentro e da fuori entrava ogni tanto dentro o fuori. Evidentemente queste finestre si aprono.<br><br>Era molto carina da vedere, era molto giapponese nella sua compostezza. Usano molto le divise, divise sempre estremamente pulite, ma anche tute da lavoro sempre estremamente pulite e sembrano addirittura stirate, insomma non sono stropicciate perché tengono molto a vestirsi in un certo modo, tengono molto ad apparire ordinati, ad apparire puliti e ad apparire sempre presentabili.<br><br>Anche prima, mentre ero in metropolitana, ho visto un ragazzino che aveva una tuta da lavoro, tipo quelle blu da meccanico e giuro, sembrava appena uscita dalla lavanderia, tanto era linda, pulita e ordinata.<br><br>Anche qui in aeroporto, come potete sentire, voci abbastanza soffuse, non c'è quella cacofonia che si sente spesso negli aeroporti. È tutto molto tranquillo. Io ho ancora un paio d'ore di attesa prima di poter dare i bagagli e poi dovrò dire passo e chiudo per il momento, perché non credo che avrò la possibilità di registrare i 3 minuti grezzi mentre sto in volo. Comunque ci sentiamo presto.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Here I am, once again recording my 3 minutes podcast sitting in the airport. I'm at Tokyo's Haneda Airport, and I arrived very early because I came using public transport and it's not too complicated, but it's not super easy either, especially if you're travelling close to rush hour.<br><br>I avoided travelling in the middle of rush hour because it would have been not impossible, but very, very difficult to move with luggage, also because sometimes the train, while you are on the carriage, at a certain point in the station changes the line name and does not show all the stops. Even though I have GPS and apps that show me exactly where I am, however, it can get a little bit nerve-wracking, a little bit, yes you get a little bit of anxiety, especially if the carriage is full, full, full to the brim and you don't see the directions that are otherwise very clear in the various screens inside the carriages, however when you are covered by the people around you and you can't see what the name of the station that is coming, in short you feel a little bit stressed.<br><br>Anyway, I'm at the airport, it's too early to give the bags, so I'm still waiting.<br>A little while ago I saw a girl hanging from wires that height of 20 or 30 meters I don't know, she was cleaning the windows of the airport. You know how airports often have these big windows? She was hanging on the wires cleaning from the inside and from the outside she would occasionally go in or out. Evidently these windows open.<br><br>She was very pretty to look at; she was very Japanese in her composure. They use lots of uniforms, uniforms always extremely clean, but also overalls always extremely clean and they even look like they are ironed, in short they are not wrinkled because they care a lot about dressing a certain way, they care a lot about looking neat, looking clean and looking presentable at all times.<br><br>Even earlier, while I was on the subway, I saw a young man who had on overalls, like the blue mechanic ones, and I swear, it looked like it had just come out of the laundry, so neat and clean and tidy.<br><br>Even here in the airport, as you can hear, quite soft voices, there is not that cacophony that you often hear in airports. Everything is very quiet. I still have a couple of hours to wait before I can give the luggage and then I will have to say over and out for the time being, because I don't think I will have a chance to record my 3 minutes podcast while I am in the air. Anyway, I'll talk to you soon.]]>
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        <![CDATA[Una ragazza appesa a un filo, indossa un'impeccabile tuta blu da lavoro e pulisce le grandi vetrate dell'aeroporto Haneda di Tokyo, a diverse decine di metri d'altezza.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Eccomi qua, ancora una volta a registrare i 3 minuti grezzi seduta in aeroporto. Sono all'aeroporto Haneda di Tokyo e sono arrivata con grande anticipo perché sono venuta usando i mezzi pubblici e non è troppo complicato, ma non è nemmeno semplicissimo, soprattutto se si viaggia a ridosso dell'ora di punta.<br><br>Ho evitato di viaggiare in piena ora di punta perché sarebbe stato non impossibile, ma molto, molto difficile muoversi coi bagagli, anche perché a volte il treno, mentre sei sul vagone, a un certo punto della stazione cambia nome la linea e non fa vedere tutte le fermate. Anche se ho il GPS e le app che mi mostrano esattamente dove sono, però la cosa può diventare un po' snervante, un po', sì ti viene un po' di angoscia, soprattutto se il vagone è pieno, pieno, pieno zeppo e non vedi le indicazioni che sono comunque molto chiare nei vari schermi che ci sono all'interno dei vagoni, però quando sei coperta dalle persone che ti stanno attorno e non riesci a vedere come si chiama la stazione che arriva, insomma ci si sente un po' stressati.<br><br>Comunque, sono in aeroporto, è troppo presto per dare le valigie, quindi sono ancora seduta.<br>Poco fa ho visto una ragazza appesa a dei fili che altezza di venti 30 metri non lo so, stava pulendo i vetri dell'aeroporto. Sapete che spesso gli aeroporti hanno queste grandi grandi vetrate? Lei era appesa ai fili che puliva da dentro e da fuori entrava ogni tanto dentro o fuori. Evidentemente queste finestre si aprono.<br><br>Era molto carina da vedere, era molto giapponese nella sua compostezza. Usano molto le divise, divise sempre estremamente pulite, ma anche tute da lavoro sempre estremamente pulite e sembrano addirittura stirate, insomma non sono stropicciate perché tengono molto a vestirsi in un certo modo, tengono molto ad apparire ordinati, ad apparire puliti e ad apparire sempre presentabili.<br><br>Anche prima, mentre ero in metropolitana, ho visto un ragazzino che aveva una tuta da lavoro, tipo quelle blu da meccanico e giuro, sembrava appena uscita dalla lavanderia, tanto era linda, pulita e ordinata.<br><br>Anche qui in aeroporto, come potete sentire, voci abbastanza soffuse, non c'è quella cacofonia che si sente spesso negli aeroporti. È tutto molto tranquillo. Io ho ancora un paio d'ore di attesa prima di poter dare i bagagli e poi dovrò dire passo e chiudo per il momento, perché non credo che avrò la possibilità di registrare i 3 minuti grezzi mentre sto in volo. Comunque ci sentiamo presto.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Here I am, once again recording my 3 minutes podcast sitting in the airport. I'm at Tokyo's Haneda Airport, and I arrived very early because I came using public transport and it's not too complicated, but it's not super easy either, especially if you're travelling close to rush hour.<br><br>I avoided travelling in the middle of rush hour because it would have been not impossible, but very, very difficult to move with luggage, also because sometimes the train, while you are on the carriage, at a certain point in the station changes the line name and does not show all the stops. Even though I have GPS and apps that show me exactly where I am, however, it can get a little bit nerve-wracking, a little bit, yes you get a little bit of anxiety, especially if the carriage is full, full, full to the brim and you don't see the directions that are otherwise very clear in the various screens inside the carriages, however when you are covered by the people around you and you can't see what the name of the station that is coming, in short you feel a little bit stressed.<br><br>Anyway, I'm at the airport, it's too early to give the bags, so I'm still waiting.<br>A little while ago I saw a girl hanging from wires that height of 20 or 30 meters I don't know, she was cleaning the windows of the airport. You know how airports often have these big windows? She was hanging on the wires cleaning from the inside and from the outside she would occasionally go in or out. Evidently these windows open.<br><br>She was very pretty to look at; she was very Japanese in her composure. They use lots of uniforms, uniforms always extremely clean, but also overalls always extremely clean and they even look like they are ironed, in short they are not wrinkled because they care a lot about dressing a certain way, they care a lot about looking neat, looking clean and looking presentable at all times.<br><br>Even earlier, while I was on the subway, I saw a young man who had on overalls, like the blue mechanic ones, and I swear, it looked like it had just come out of the laundry, so neat and clean and tidy.<br><br>Even here in the airport, as you can hear, quite soft voices, there is not that cacophony that you often hear in airports. Everything is very quiet. I still have a couple of hours to wait before I can give the luggage and then I will have to say over and out for the time being, because I don't think I will have a chance to record my 3 minutes podcast while I am in the air. Anyway, I'll talk to you soon.]]>
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      <pubDate>Thu, 16 Nov 2023 01:28:00 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Una ragazza appesa a un filo, indossa un'impeccabile tuta blu da lavoro e pulisce le grandi vetrate dell'aeroporto Haneda di Tokyo, a diverse decine di metri d'altezza.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Eccomi qua, ancora una volta a registrare i 3 minuti grezzi seduta in aeroporto. Sono all'aeroporto Haneda di Tokyo e sono arrivata con grande anticipo perché sono venuta usando i mezzi pubblici e non è troppo complicato, ma non è nemmeno semplicissimo, soprattutto se si viaggia a ridosso dell'ora di punta.Ho evitato di viaggiare in piena ora di punta perché sarebbe stato non impossibile, ma molto, molto difficile muoversi coi bagagli, anche perché a volte il treno, mentre sei sul vagone, a un certo punto della stazione cambia nome la linea e non fa vedere tutte le fermate. Anche se ho il GPS e le app che mi mostrano esattamente dove sono, però la cosa può diventare un po' snervante, un po', sì ti viene un po' di angoscia, soprattutto se il vagone è pieno, pieno, pieno zeppo e non vedi le indicazioni che sono comunque molto chiare nei vari schermi che ci sono all'interno dei vagoni, però quando sei coperta dalle persone che ti stanno attorno e non riesci a vedere come si chiama la stazione che arriva, insomma ci si sente un po' stressati.Comunque, sono in aeroporto, è troppo presto per dare le valigie, quindi sono ancora seduta.Poco fa ho visto una ragazza appesa a dei fili che altezza di venti 30 metri non lo so, stava pulendo i vetri dell'aeroporto. Sapete che spesso gli aeroporti hanno queste grandi grandi vetrate? Lei era appesa ai fili che puliva da dentro e da fuori entrava ogni tanto dentro o fuori. Evidentemente queste finestre si aprono.Era molto carina da vedere, era molto giapponese nella sua compostezza. Usano molto le divise, divise sempre estremamente pulite, ma anche tute da lavoro sempre estremamente pulite e sembrano addirittura stirate, insomma non sono stropicciate perché tengono molto a vestirsi in un certo modo, tengono molto ad apparire ordinati, ad apparire puliti e ad apparire sempre presentabili.Anche prima, mentre ero in metropolitana, ho visto un ragazzino che aveva una tuta da lavoro, tipo quelle blu da meccanico e giuro, sembrava appena uscita dalla lavanderia, tanto era linda, pulita e ordinata.Anche qui in aeroporto, come potete sentire, voci abbastanza soffuse, non c'è quella cacofonia che si sente spesso negli aeroporti. È tutto molto tranquillo. Io ho ancora un paio d'ore di attesa prima di poter dare i bagagli e poi dovrò dire passo e chiudo per il momento, perché non credo che avrò la possibilità di registrare i 3 minuti grezzi mentre sto in volo. Comunque ci sentiamo presto.TRANSLATIONHere I am, once again recording my 3 minutes podcast sitting in the airport. I'm at Tokyo's Haneda Airport, and I arrived very early because I came using public transport and it's not too complicated, but it's not super easy either, especially if you're travelling close to rush hour.I avoided travelling in the middle of rush hour because it would have been not impossible, but very, very difficult to move with luggage, also because sometimes the train, while you are on the carriage, at a certain point in the station changes the line name and does not show all the stops. Even though I have GPS and apps that show me exactly where I am, however, it can get a little bit nerve-wracking, a little bit, yes you get a little bit of anxiety, especially if the carriage is full, full, full to the brim and you don't see the directions that are otherwise very clear in the various screens inside the carriages, however when you are covered by the people around you and you can't see what the name of the station that is coming, in short you feel a little bit stressed.Anyway, I'm at the airport, it's too early to give the bags, so I'm still waiting.A little...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Una ragazza appesa a un filo, indossa un'impeccabile tuta blu da lavoro e pulisce le grandi vetrate dell'aeroporto Haneda di Tokyo, a diverse decine di metri d'altezza.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Eccomi qua, ancora una volta a registrare i 3 minut</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 684 Al cinema a Tokyo a vedere Godzilla</title>
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        <![CDATA[Andando al cinema in un paese straniero si possono imparare un sacco sulla sua società semplicemente osservando il modo in cui la gente si comporta in sala, prima, durante e dopo la proiezione. Senza contare che guardare un film in giapponese senza sottotitoli, già questa è un'esperienza da fare!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Io credo che guardando come si comporta la gente al cinema si possa capire un po' anche la società in cui ci si trova. Faccio un esempio: in Italia quando si va a vedere un film in uno dei cinema grandi, la gente si comporta male, chiacchiera, fa rumore con la carta di quello che compra per mangiare, poi naturalmente in Italia c'è questa cosa terribile dell'interruzione del film a metà. E poi cosa succede? Non appena il film finisce, si accendono subito le luci e la gente scappa via.<br><br>Ora, io ho moltissimi amici che lavorano nel campo del cinema e che non fanno gli attori ma lavorano proprio dietro le quinte, e a parte questo, a me piace guardare il film fino alla fine, fino all'ultimo fotogramma, e mi dà molto fastidio quando si accendono le luci e la gente si alza e mi cammina davanti e sembra quasi che le maschere si arrabbino perché io sto seduta fino all'ultimo.<br><br>Oggi sono andata a vedere un film a <b>Tokyo</b>. Lo faccio spesso quando vado fuori, soprattutto in paesi dove non capisco la lingua. Mi piace andare al cinema e vedere un film in lingua originale, senza sottotitoli, perché mi piace l'esperienza. Naturalmente scelgo film che si possano seguire facilmente anche senza capire il dialogo, l'ultima volta che venni a Tokyo andai a vedere il film Lupin e questa volta sono andata a vedere l'ultimo film di <b>Godzilla</b>, anzi Godzilla, come si dice in giapponese.<br><br>Ecco la gente al cinema in Giappone, tanto di cappello. Silenzio assoluto, sia prima che durante il film. Non solo, prima dell'inizio del film compaiono le scritte, non solo vietato usare i telefoni, vietato parlare, vietato dare colpi al sedile davanti. Insomma, molto, molto, molto educati. E poi una cosa che avevo già notato la prima volta che andai al cinema e che ho confermato questa volta, la gente sta, le luci rimangono spente, fino alla fine dell'ultimo titolo e la gente sta in silenzio religioso. Nessuno si muove, nessuno si alza, nessuno si sposta. Tutti fermi, zitti, muti fino all'ultimo fotogramma, fino all'ultimo dei titoli di coda e solo allora si riaccendono le luci. Che dire? Tanto di cappello.<br><br>Due parole al volo sul film di Godzilla, che appunto è l'ultimo. È appena uscito, campione di incassi in Giappone, dubito che diventi campione di incassi fuori dal Giappone perché è stato un po' come quando guardo le telenovele con mia mamma: molto, molto tradizionale, molto anni '50, però esperienza molto divertente che consiglio a tutti.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I believe that by watching how people behave at the movies, you can also understand a little bit about the society you are in. I give an example: in Italy when you go to see a movie in one of the big cinemas, people misbehave, chatter, and make noise with the paper of what they buy to eat, then of course in Italy, there is this terrible thing of stopping the movie in the middle. What happens next? As soon as the movie ends, the lights immediately come on and people run away.<br>Now, I have a lot of friends who work in the film business and who are not actors but work right behind the scenes and anyway, I like to watch the movie until the end, until the last frame, and it really bothers me when the lights come up and people get up and walk in front of me and it almost looks like the ushers are getting angry because I'm sitting until the last frame.<br>Today I went to see a movie in Tokyo. I often do this when I go abroad, especially to countries where I don't understand the language. I like to go to the movies and see a movie in the original language, without subtitles, because I like the experience. Of course, I choose movies that can be followed easily even without understanding the dialogue, the last time I came to Tokyo I went to see the movie Lupin III, and this time I went to see the latest Godzilla movie, or rather Godzilla, as it is called in Japanese.<br>You see, the people at the cinema in Japan, hats off to them. Absolute silence, both before and during the film. Not only, before the start of the film the signs appears: not only forbidden to use phones, talking, also forbidden to hit the front seat. In short, very, very polite. And then one thing I had already noticed the first time I went to the cinema and confirmed this time, people stand, the lights stay off, until the end of the last title and people stand in religious silence. No one moves, no one gets up, no one moves. Everyone stands still, silent, mute until the last frame, until the last of the credits, and only then do the lights come back on. What shall I say? My hat is off to you.<br>Two words on the fly about the Godzilla movie, which is the latest one. It just came out, a box-office champion in Japan, I doubt it will become a box-office champion outside Japan because it was kind of like when I watch soap operas with my mom: very, very traditional, very 1950s, however very fun experience that I recommend to everyone.]]>
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      <content:encoded>
        <![CDATA[Andando al cinema in un paese straniero si possono imparare un sacco sulla sua società semplicemente osservando il modo in cui la gente si comporta in sala, prima, durante e dopo la proiezione. Senza contare che guardare un film in giapponese senza sottotitoli, già questa è un'esperienza da fare!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Io credo che guardando come si comporta la gente al cinema si possa capire un po' anche la società in cui ci si trova. Faccio un esempio: in Italia quando si va a vedere un film in uno dei cinema grandi, la gente si comporta male, chiacchiera, fa rumore con la carta di quello che compra per mangiare, poi naturalmente in Italia c'è questa cosa terribile dell'interruzione del film a metà. E poi cosa succede? Non appena il film finisce, si accendono subito le luci e la gente scappa via.<br><br>Ora, io ho moltissimi amici che lavorano nel campo del cinema e che non fanno gli attori ma lavorano proprio dietro le quinte, e a parte questo, a me piace guardare il film fino alla fine, fino all'ultimo fotogramma, e mi dà molto fastidio quando si accendono le luci e la gente si alza e mi cammina davanti e sembra quasi che le maschere si arrabbino perché io sto seduta fino all'ultimo.<br><br>Oggi sono andata a vedere un film a <b>Tokyo</b>. Lo faccio spesso quando vado fuori, soprattutto in paesi dove non capisco la lingua. Mi piace andare al cinema e vedere un film in lingua originale, senza sottotitoli, perché mi piace l'esperienza. Naturalmente scelgo film che si possano seguire facilmente anche senza capire il dialogo, l'ultima volta che venni a Tokyo andai a vedere il film Lupin e questa volta sono andata a vedere l'ultimo film di <b>Godzilla</b>, anzi Godzilla, come si dice in giapponese.<br><br>Ecco la gente al cinema in Giappone, tanto di cappello. Silenzio assoluto, sia prima che durante il film. Non solo, prima dell'inizio del film compaiono le scritte, non solo vietato usare i telefoni, vietato parlare, vietato dare colpi al sedile davanti. Insomma, molto, molto, molto educati. E poi una cosa che avevo già notato la prima volta che andai al cinema e che ho confermato questa volta, la gente sta, le luci rimangono spente, fino alla fine dell'ultimo titolo e la gente sta in silenzio religioso. Nessuno si muove, nessuno si alza, nessuno si sposta. Tutti fermi, zitti, muti fino all'ultimo fotogramma, fino all'ultimo dei titoli di coda e solo allora si riaccendono le luci. Che dire? Tanto di cappello.<br><br>Due parole al volo sul film di Godzilla, che appunto è l'ultimo. È appena uscito, campione di incassi in Giappone, dubito che diventi campione di incassi fuori dal Giappone perché è stato un po' come quando guardo le telenovele con mia mamma: molto, molto tradizionale, molto anni '50, però esperienza molto divertente che consiglio a tutti.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I believe that by watching how people behave at the movies, you can also understand a little bit about the society you are in. I give an example: in Italy when you go to see a movie in one of the big cinemas, people misbehave, chatter, and make noise with the paper of what they buy to eat, then of course in Italy, there is this terrible thing of stopping the movie in the middle. What happens next? As soon as the movie ends, the lights immediately come on and people run away.<br>Now, I have a lot of friends who work in the film business and who are not actors but work right behind the scenes and anyway, I like to watch the movie until the end, until the last frame, and it really bothers me when the lights come up and people get up and walk in front of me and it almost looks like the ushers are getting angry because I'm sitting until the last frame.<br>Today I went to see a movie in Tokyo. I often do this when I go abroad, especially to countries where I don't understand the language. I like to go to the movies and see a movie in the original language, without subtitles, because I like the experience. Of course, I choose movies that can be followed easily even without understanding the dialogue, the last time I came to Tokyo I went to see the movie Lupin III, and this time I went to see the latest Godzilla movie, or rather Godzilla, as it is called in Japanese.<br>You see, the people at the cinema in Japan, hats off to them. Absolute silence, both before and during the film. Not only, before the start of the film the signs appears: not only forbidden to use phones, talking, also forbidden to hit the front seat. In short, very, very polite. And then one thing I had already noticed the first time I went to the cinema and confirmed this time, people stand, the lights stay off, until the end of the last title and people stand in religious silence. No one moves, no one gets up, no one moves. Everyone stands still, silent, mute until the last frame, until the last of the credits, and only then do the lights come back on. What shall I say? My hat is off to you.<br>Two words on the fly about the Godzilla movie, which is the latest one. It just came out, a box-office champion in Japan, I doubt it will become a box-office champion outside Japan because it was kind of like when I watch soap operas with my mom: very, very traditional, very 1950s, however very fun experience that I recommend to everyone.]]>
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      <pubDate>Wed, 15 Nov 2023 00:39:00 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Andando al cinema in un paese straniero si possono imparare un sacco sulla sua società semplicemente osservando il modo in cui la gente si comporta in sala, prima, durante e dopo la proiezione. Senza contare che guardare un film in giapponese senza sottotitoli, già questa è un'esperienza da fare!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Io credo che guardando come si comporta la gente al cinema si possa capire un po' anche la società in cui ci si trova. Faccio un esempio: in Italia quando si va a vedere un film in uno dei cinema grandi, la gente si comporta male, chiacchiera, fa rumore con la carta di quello che compra per mangiare, poi naturalmente in Italia c'è questa cosa terribile dell'interruzione del film a metà. E poi cosa succede? Non appena il film finisce, si accendono subito le luci e la gente scappa via.Ora, io ho moltissimi amici che lavorano nel campo del cinema e che non fanno gli attori ma lavorano proprio dietro le quinte, e a parte questo, a me piace guardare il film fino alla fine, fino all'ultimo fotogramma, e mi dà molto fastidio quando si accendono le luci e la gente si alza e mi cammina davanti e sembra quasi che le maschere si arrabbino perché io sto seduta fino all'ultimo.Oggi sono andata a vedere un film a Tokyo. Lo faccio spesso quando vado fuori, soprattutto in paesi dove non capisco la lingua. Mi piace andare al cinema e vedere un film in lingua originale, senza sottotitoli, perché mi piace l'esperienza. Naturalmente scelgo film che si possano seguire facilmente anche senza capire il dialogo, l'ultima volta che venni a Tokyo andai a vedere il film Lupin e questa volta sono andata a vedere l'ultimo film di Godzilla, anzi Godzilla, come si dice in giapponese.Ecco la gente al cinema in Giappone, tanto di cappello. Silenzio assoluto, sia prima che durante il film. Non solo, prima dell'inizio del film compaiono le scritte, non solo vietato usare i telefoni, vietato parlare, vietato dare colpi al sedile davanti. Insomma, molto, molto, molto educati. E poi una cosa che avevo già notato la prima volta che andai al cinema e che ho confermato questa volta, la gente sta, le luci rimangono spente, fino alla fine dell'ultimo titolo e la gente sta in silenzio religioso. Nessuno si muove, nessuno si alza, nessuno si sposta. Tutti fermi, zitti, muti fino all'ultimo fotogramma, fino all'ultimo dei titoli di coda e solo allora si riaccendono le luci. Che dire? Tanto di cappello.Due parole al volo sul film di Godzilla, che appunto è l'ultimo. È appena uscito, campione di incassi in Giappone, dubito che diventi campione di incassi fuori dal Giappone perché è stato un po' come quando guardo le telenovele con mia mamma: molto, molto tradizionale, molto anni '50, però esperienza molto divertente che consiglio a tutti.TRANSLATIONI believe that by watching how people behave at the movies, you can also understand a little bit about the society you are in. I give an example: in Italy when you go to see a movie in one of the big cinemas, people misbehave, chatter, and make noise with the paper of what they buy to eat, then of course in Italy, there is this terrible thing of stopping the movie in the middle. What happens next? As soon as the movie ends, the lights immediately come on and people run away.Now, I have a lot of friends who work in the film business and who are not actors but work right behind the scenes and anyway, I like to watch the movie until the end, until the last frame, and it really bothers me when the lights come up and people get up and walk in front of me and it almost looks like the ushers are getting angry because I'm sitting until the last frame.Today I went to see a movie in Tokyo. I often do this when I go abroad, especially to countries where I don't understand the language. I like to go to the movies and see a movie in the original language,...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 683 Quando i gatti tornano</title>
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        <![CDATA[Una bella storia che ha fatto sorridere tutte le persone a cui l'ho raccontata, perché è una di quelle storie che bisogna condividere. <br><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>In questi giorni di viaggio in Giappone mi ero riproposta, mi sono riproposta di parlare delle mie avventure in Giappone. Quello che voglio raccontarvi oggi, in qualche modo anche è collegato al Giappone, anche se è una cosa che si svolge in un'altra parte del mondo, che non è nemmeno l'Italia.<br>Allora, per poter venire a fare le vacanze in Giappone ho dovuto cercare qualcuno che stesse a casa con i miei due gatti, Mazinga e Sputnik, e a stare con i miei gatti è venuta una mia amica. Lei viene da Londra, questa mia amica che sta a Londra aveva da poco perso la sua gatta, il suo gatto, mi pare a giugno il gatto. Era scappato durante un brutto temporale.<br>E niente, io all'inizio un po avevo cercato di consolarla dicendo, ma dai vedrai, i gatti tornano, i gatti tornano. E invece poi il gatto non è tornato. Ora la mia amica è a casa che sta facendo da cat sitter, anzi da mamma, ottima mamma ai miei due gatti, si sta veramente prendendo ottima cura di loro. E ieri improvvisamente è arrivata la notizia che hanno ritrovato il suo gatto che mancava da quasi sei mesi, quando ormai nessuno ci sperava veramente più.<br>Perché ve lo sto raccontando? Anzitutto perché la cosa mi ha reso incredibilmente felice, anche se io il gatto non l'ho mai visto, però i gatti sono gatti. Mi ha fatto vedere una fotografia e ha proprio la faccia di un gatto che resiste, che lotta, che le sue sette vite se le vuole giocare molto bene.<br>E poi perché è una bella storia. A me è capitato di perdere non gatti, per fortuna, ma altre cose che sono scomparse per mesi e mesi e mesi quando ormai non speravo proprio più più più più. Cose che mi sono anche ricomprata e poi dopo tanto tanto tempo ho ritrovato, quindi la morale è questa quando si perde qualcosa non bisogna abbandonare la speranza.<br>E poi l'altra morale è che un gatto che viene ritrovato, anche se è magro, magro, impaurito, pelle e ossa, però è sempre il gatto a cui si vuole bene. E c'è questa cosa qua nell'universo che chi ama gli animali viene amato dall'universo. Boh, non lo so, mi è venuto un po così, no?<br>Comunque la notizia del ritorno del gatto mi ha reso incredibilmente felice e tutte le persone a cui l'ho raccontato, i nostri amici giapponesi, le persone in Italia, tutte hanno condiviso un grande, grande, grande sorriso con me. Viva i gatti!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>In these days of travelling to Japan, I wanted to talk about my adventures in Japan. What I want to tell you about today is also somehow related to Japan, although it is something that takes place in another part of the world, which is not even Italy.<br><br>So, in order to come to Japan for vacation, I had to look for someone to stay at home with my two cats, Mazinga and Sputnik, and to stay with my cats came a friend of mine. She is from London, this friend of mine who lives in London had recently lost her cat, her tomcat, I think in June, the cat disappeared during a bad storm.<br><br>And nothing, I at first tried to comfort her by saying, but come on you'll see, cats come back, cats come back. But alas, the cat did not return. Now my friend is at home being a cat sitter, actually a mom, excellent mom to my two cats, she is really taking excellent care of them. And yesterday suddenly came the news that they had found her cat who had been missing for almost six months, when by then no one really had any hope.<br><br>Why am I telling you this? First, because it made me incredibly happy, even though I never saw the cat, but cats are cats. She showed me a picture, and he really has the face of a cat who resists, fights and wants to play his seven lives very well.<br><br>Also, because it is a good story. It happened to me that I lost not cats, fortunately, but other things that disappeared for months and months and months when I really had no hope anymore. Things that I also bought again and then after a long long time I found again, so the moral is this: when you lose something you should not give up hope.<br><br>And then the other moral is that a cat that is found again, even if it is skinny, skinny, scared, skinny, however, it is still the cat that you love. And there is this thing here in the universe those who love animals are loved by the universe. Well, I don't know, it kind of came to me like that, didn't it?<br>Anyway, the news of the cat's return made me incredibly happy, and all the people I told about it, our Japanese friends, and people in Italy, all shared a big, big, big smile with me. Long live cats!]]>
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        <![CDATA[Una bella storia che ha fatto sorridere tutte le persone a cui l'ho raccontata, perché è una di quelle storie che bisogna condividere. <br><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>In questi giorni di viaggio in Giappone mi ero riproposta, mi sono riproposta di parlare delle mie avventure in Giappone. Quello che voglio raccontarvi oggi, in qualche modo anche è collegato al Giappone, anche se è una cosa che si svolge in un'altra parte del mondo, che non è nemmeno l'Italia.<br>Allora, per poter venire a fare le vacanze in Giappone ho dovuto cercare qualcuno che stesse a casa con i miei due gatti, Mazinga e Sputnik, e a stare con i miei gatti è venuta una mia amica. Lei viene da Londra, questa mia amica che sta a Londra aveva da poco perso la sua gatta, il suo gatto, mi pare a giugno il gatto. Era scappato durante un brutto temporale.<br>E niente, io all'inizio un po avevo cercato di consolarla dicendo, ma dai vedrai, i gatti tornano, i gatti tornano. E invece poi il gatto non è tornato. Ora la mia amica è a casa che sta facendo da cat sitter, anzi da mamma, ottima mamma ai miei due gatti, si sta veramente prendendo ottima cura di loro. E ieri improvvisamente è arrivata la notizia che hanno ritrovato il suo gatto che mancava da quasi sei mesi, quando ormai nessuno ci sperava veramente più.<br>Perché ve lo sto raccontando? Anzitutto perché la cosa mi ha reso incredibilmente felice, anche se io il gatto non l'ho mai visto, però i gatti sono gatti. Mi ha fatto vedere una fotografia e ha proprio la faccia di un gatto che resiste, che lotta, che le sue sette vite se le vuole giocare molto bene.<br>E poi perché è una bella storia. A me è capitato di perdere non gatti, per fortuna, ma altre cose che sono scomparse per mesi e mesi e mesi quando ormai non speravo proprio più più più più. Cose che mi sono anche ricomprata e poi dopo tanto tanto tempo ho ritrovato, quindi la morale è questa quando si perde qualcosa non bisogna abbandonare la speranza.<br>E poi l'altra morale è che un gatto che viene ritrovato, anche se è magro, magro, impaurito, pelle e ossa, però è sempre il gatto a cui si vuole bene. E c'è questa cosa qua nell'universo che chi ama gli animali viene amato dall'universo. Boh, non lo so, mi è venuto un po così, no?<br>Comunque la notizia del ritorno del gatto mi ha reso incredibilmente felice e tutte le persone a cui l'ho raccontato, i nostri amici giapponesi, le persone in Italia, tutte hanno condiviso un grande, grande, grande sorriso con me. Viva i gatti!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>In these days of travelling to Japan, I wanted to talk about my adventures in Japan. What I want to tell you about today is also somehow related to Japan, although it is something that takes place in another part of the world, which is not even Italy.<br><br>So, in order to come to Japan for vacation, I had to look for someone to stay at home with my two cats, Mazinga and Sputnik, and to stay with my cats came a friend of mine. She is from London, this friend of mine who lives in London had recently lost her cat, her tomcat, I think in June, the cat disappeared during a bad storm.<br><br>And nothing, I at first tried to comfort her by saying, but come on you'll see, cats come back, cats come back. But alas, the cat did not return. Now my friend is at home being a cat sitter, actually a mom, excellent mom to my two cats, she is really taking excellent care of them. And yesterday suddenly came the news that they had found her cat who had been missing for almost six months, when by then no one really had any hope.<br><br>Why am I telling you this? First, because it made me incredibly happy, even though I never saw the cat, but cats are cats. She showed me a picture, and he really has the face of a cat who resists, fights and wants to play his seven lives very well.<br><br>Also, because it is a good story. It happened to me that I lost not cats, fortunately, but other things that disappeared for months and months and months when I really had no hope anymore. Things that I also bought again and then after a long long time I found again, so the moral is this: when you lose something you should not give up hope.<br><br>And then the other moral is that a cat that is found again, even if it is skinny, skinny, scared, skinny, however, it is still the cat that you love. And there is this thing here in the universe those who love animals are loved by the universe. Well, I don't know, it kind of came to me like that, didn't it?<br>Anyway, the news of the cat's return made me incredibly happy, and all the people I told about it, our Japanese friends, and people in Italy, all shared a big, big, big smile with me. Long live cats!]]>
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      <pubDate>Mon, 13 Nov 2023 23:33:00 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 682 Quando sei in viaggio</title>
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        <![CDATA[Quando pubblichi un podcast giornaliero, e vuoi continuare a pubblicare anche quando sei in vacanza, beh, allora bisogna arrangiarsi un po' come si può, senza avere a disposizione gli strumenti che a casa rendono le cose semplici e veloci.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Mentre registro 3 minuti grezzi sentirete delle voci, probabilmente sentirete anche dei rumori perché sono nella stanza che ci hanno messo a disposizione i nostri amici giapponesi.<br><br>La porta è aperta e nelle altre stanze la famiglia fa le cose che di solito fa una famiglia.<br><br>Ho lasciato apposta la porta aperta perché volevo che entrassero i rumori della casa, perché oggi voglio parlarvi di cosa significa tenere un podcast giornaliero quando si viaggia e non solo non si hanno a disposizione gli strumenti che di solito si usano quando si registra, io a casa ho il mio tavolo, i miei programmi, il mouse che sembrano cose da poco ma rendono il lavoro molto più semplice, però quando si è in viaggio naturalmente non si hanno le cose che ci sono a casa quindi io in questi giorni che sto in Giappone sto registrando i miei 3 minuti grezzi usando semplicemente il portatile e il telefono come microfono, uso un programma sul telefono che ha una buona diciamo dà delle buone performance e quindi uso quello, e poi niente, devo arrangiarmi un po' come posso a fare la copertina, a scaricarlo, a creare i sottotitoli, a tradurlo in inglese e poi a creare quello che di solito pubblico su YouTube, cioè il mio podcast dove si sente la mia voce in italiano e si vedono scorrere i sottotitoli in inglese, che non è difficilissimo da fare, ci sono degli strumenti appositi che uso però quando lo si deve fare in viaggio usando unicamente il portatile, che tra l'altro ha anche uno schermo abbastanza piccolo, non è semplicissimo.<br><br>Poi c'è da contare anche che c'è il fuso orario. Ad esempio ieri ho pubblicato il podcast prima che finisse la giornata perché - scusate un'altra cosa che non si può fare girarsi dall'altra parte per tossire quando non si ha il microfono - sì, quindi bisogna un po tagliare gli angoli, bisogna un po' fare le cose veloci però mi sono preposta l'obiettivo di non rinunciare ai 3 minuti grezzi fino a quando non deciderò di interrompere per un periodo di pausa però fino ad allora li faccio tutti i giorni non importa dove sono, non importa che succede e finora ho continuato a farli.<br>Mancano 30 secondi ai 3 minuti fatidici quindi tra un po' chiudo e mi metto a preparare tutti i file, mi metto a fare tutte le cose così che poi voi possiate trovarvi i miei 3 minuti grezzi, freschi, freschi di giornata, come un bel panino o un corrispettivo giapponese che non so che cosa sia.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>As I record 3 raw minutes you will hear voices, you will probably also hear noises because they are in the room that our Japanese friends have provided for us.<br><br>The door is open and in the other rooms, the family does the things that a family usually does.<br>I purposely left the door open because I wanted the sounds of home to come in because today I want to talk about what it means to keep a daily podcast when you are travelling and not only you don't have the tools that you usually use when you are recording, I have my table at home, my programs, my mouse which seem like little things but they make the job much easier, however when you are travelling of course you don't have the things that you have at home so these days that I am in Japan I am recording my 3 minutes podcast just using my laptop and my phone as a microphone, I use a program on the phone that has a good let's say it gives good performances and so I use that, and then yes, I have to make do a little bit as I can with making the cover, downloading the file, creating the subtitles, translating it into English and then creating what I usually post on YouTube, that is my podcast where you hear my voice in Italian and you see the subtitles scrolling in English, which is not super difficult to do, there are special tools that I use however when you do it on the go using only your laptop, which by the way also has a pretty small screen, it's not super easy.<br><br>Then there is also the time difference. For example yesterday I posted the podcast before the day was over because--excuse me another thing you can't do is turn the other way to cough when you don't have the mic--yes, so you have to kind of cut corners, you have to kind of do things fast however I have set a goal to not give up the 3 minutes podcast until I decide to stop for a break period however until then I do them every day no matter where I am, no matter what's going on and so far I have continued to do them.<br><br>It's 30 seconds to the fateful 3 minutes so I'm going to close in a little while and get all the files ready, get all the things done so that then you can find my 3 minutes raw, fresh, fresh from the day, like a nice sandwich or a Japanese counterpart that I don't know what it is.]]>
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        <![CDATA[Quando pubblichi un podcast giornaliero, e vuoi continuare a pubblicare anche quando sei in vacanza, beh, allora bisogna arrangiarsi un po' come si può, senza avere a disposizione gli strumenti che a casa rendono le cose semplici e veloci.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Mentre registro 3 minuti grezzi sentirete delle voci, probabilmente sentirete anche dei rumori perché sono nella stanza che ci hanno messo a disposizione i nostri amici giapponesi.<br><br>La porta è aperta e nelle altre stanze la famiglia fa le cose che di solito fa una famiglia.<br><br>Ho lasciato apposta la porta aperta perché volevo che entrassero i rumori della casa, perché oggi voglio parlarvi di cosa significa tenere un podcast giornaliero quando si viaggia e non solo non si hanno a disposizione gli strumenti che di solito si usano quando si registra, io a casa ho il mio tavolo, i miei programmi, il mouse che sembrano cose da poco ma rendono il lavoro molto più semplice, però quando si è in viaggio naturalmente non si hanno le cose che ci sono a casa quindi io in questi giorni che sto in Giappone sto registrando i miei 3 minuti grezzi usando semplicemente il portatile e il telefono come microfono, uso un programma sul telefono che ha una buona diciamo dà delle buone performance e quindi uso quello, e poi niente, devo arrangiarmi un po' come posso a fare la copertina, a scaricarlo, a creare i sottotitoli, a tradurlo in inglese e poi a creare quello che di solito pubblico su YouTube, cioè il mio podcast dove si sente la mia voce in italiano e si vedono scorrere i sottotitoli in inglese, che non è difficilissimo da fare, ci sono degli strumenti appositi che uso però quando lo si deve fare in viaggio usando unicamente il portatile, che tra l'altro ha anche uno schermo abbastanza piccolo, non è semplicissimo.<br><br>Poi c'è da contare anche che c'è il fuso orario. Ad esempio ieri ho pubblicato il podcast prima che finisse la giornata perché - scusate un'altra cosa che non si può fare girarsi dall'altra parte per tossire quando non si ha il microfono - sì, quindi bisogna un po tagliare gli angoli, bisogna un po' fare le cose veloci però mi sono preposta l'obiettivo di non rinunciare ai 3 minuti grezzi fino a quando non deciderò di interrompere per un periodo di pausa però fino ad allora li faccio tutti i giorni non importa dove sono, non importa che succede e finora ho continuato a farli.<br>Mancano 30 secondi ai 3 minuti fatidici quindi tra un po' chiudo e mi metto a preparare tutti i file, mi metto a fare tutte le cose così che poi voi possiate trovarvi i miei 3 minuti grezzi, freschi, freschi di giornata, come un bel panino o un corrispettivo giapponese che non so che cosa sia.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>As I record 3 raw minutes you will hear voices, you will probably also hear noises because they are in the room that our Japanese friends have provided for us.<br><br>The door is open and in the other rooms, the family does the things that a family usually does.<br>I purposely left the door open because I wanted the sounds of home to come in because today I want to talk about what it means to keep a daily podcast when you are travelling and not only you don't have the tools that you usually use when you are recording, I have my table at home, my programs, my mouse which seem like little things but they make the job much easier, however when you are travelling of course you don't have the things that you have at home so these days that I am in Japan I am recording my 3 minutes podcast just using my laptop and my phone as a microphone, I use a program on the phone that has a good let's say it gives good performances and so I use that, and then yes, I have to make do a little bit as I can with making the cover, downloading the file, creating the subtitles, translating it into English and then creating what I usually post on YouTube, that is my podcast where you hear my voice in Italian and you see the subtitles scrolling in English, which is not super difficult to do, there are special tools that I use however when you do it on the go using only your laptop, which by the way also has a pretty small screen, it's not super easy.<br><br>Then there is also the time difference. For example yesterday I posted the podcast before the day was over because--excuse me another thing you can't do is turn the other way to cough when you don't have the mic--yes, so you have to kind of cut corners, you have to kind of do things fast however I have set a goal to not give up the 3 minutes podcast until I decide to stop for a break period however until then I do them every day no matter where I am, no matter what's going on and so far I have continued to do them.<br><br>It's 30 seconds to the fateful 3 minutes so I'm going to close in a little while and get all the files ready, get all the things done so that then you can find my 3 minutes raw, fresh, fresh from the day, like a nice sandwich or a Japanese counterpart that I don't know what it is.]]>
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      <pubDate>Sun, 12 Nov 2023 23:21:00 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quando pubblichi un podcast giornaliero, e vuoi continuare a pubblicare anche quando sei in vacanza, beh, allora bisogna arrangiarsi un po' come si può, senza avere a disposizione gli strumenti che a casa rendono le cose semplici e veloci.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Mentre registro 3 minuti grezzi sentirete delle voci, probabilmente sentirete anche dei rumori perché sono nella stanza che ci hanno messo a disposizione i nostri amici giapponesi.La porta è aperta e nelle altre stanze la famiglia fa le cose che di solito fa una famiglia.Ho lasciato apposta la porta aperta perché volevo che entrassero i rumori della casa, perché oggi voglio parlarvi di cosa significa tenere un podcast giornaliero quando si viaggia e non solo non si hanno a disposizione gli strumenti che di solito si usano quando si registra, io a casa ho il mio tavolo, i miei programmi, il mouse che sembrano cose da poco ma rendono il lavoro molto più semplice, però quando si è in viaggio naturalmente non si hanno le cose che ci sono a casa quindi io in questi giorni che sto in Giappone sto registrando i miei 3 minuti grezzi usando semplicemente il portatile e il telefono come microfono, uso un programma sul telefono che ha una buona diciamo dà delle buone performance e quindi uso quello, e poi niente, devo arrangiarmi un po' come posso a fare la copertina, a scaricarlo, a creare i sottotitoli, a tradurlo in inglese e poi a creare quello che di solito pubblico su YouTube, cioè il mio podcast dove si sente la mia voce in italiano e si vedono scorrere i sottotitoli in inglese, che non è difficilissimo da fare, ci sono degli strumenti appositi che uso però quando lo si deve fare in viaggio usando unicamente il portatile, che tra l'altro ha anche uno schermo abbastanza piccolo, non è semplicissimo.Poi c'è da contare anche che c'è il fuso orario. Ad esempio ieri ho pubblicato il podcast prima che finisse la giornata perché - scusate un'altra cosa che non si può fare girarsi dall'altra parte per tossire quando non si ha il microfono - sì, quindi bisogna un po tagliare gli angoli, bisogna un po' fare le cose veloci però mi sono preposta l'obiettivo di non rinunciare ai 3 minuti grezzi fino a quando non deciderò di interrompere per un periodo di pausa però fino ad allora li faccio tutti i giorni non importa dove sono, non importa che succede e finora ho continuato a farli.Mancano 30 secondi ai 3 minuti fatidici quindi tra un po' chiudo e mi metto a preparare tutti i file, mi metto a fare tutte le cose così che poi voi possiate trovarvi i miei 3 minuti grezzi, freschi, freschi di giornata, come un bel panino o un corrispettivo giapponese che non so che cosa sia.TRANSLATIONAs I record 3 raw minutes you will hear voices, you will probably also hear noises because they are in the room that our Japanese friends have provided for us.The door is open and in the other rooms, the family does the things that a family usually does.I purposely left the door open because I wanted the sounds of home to come in because today I want to talk about what it means to keep a daily podcast when you are travelling and not only you don't have the tools that you usually use when you are recording, I have my table at home, my programs, my mouse which seem like little things but they make the job much easier, however when you are travelling of course you don't have the things that you have at home so these days that I am in Japan I am recording my 3 minutes podcast just using my laptop and my phone as a microphone, I use a program on the phone that has a good let's say it gives good performances and so I use that, and then yes, I have to make do a little bit as I can with making the cover, downloading the file, creating the subtitles, translating it into English and then creating what I usually post on YouTube, that is my podcast where you hear my voice...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 681 A casa di amici a Nagoya</title>
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        <![CDATA[Il valore del viaggio accresce quando si ha la fortuna di poterlo condividere con amici del posto. Oggi noi fortunati con i nostri amici a Nagoya.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Siamo alla fine di una giornata impegnativa con i nostri amici giapponesi. Che esperienza fantastica! Quando si viaggia in un paese e non solo si vedono le cose che vedono i turisti, ma poi si entra all'interno di una famiglia giapponese in una casa giapponese ed è bellissimo vedere i piccoli rituali, vedere le stanze.<br><br>È anche faticoso perché si cerca di farsi capire e a volte il problema non è la mancanza di conoscenza della lingua comune, che è sempre la lingua inglese, ma sono proprio le diverse usanze, il diverso background culturale che manca da un lato e dall'altro, però i nostri amici, che ci ospitano sono delle persone deliziose e si sono fatti in quattro per farsi capire, per metterci a nostro agio, hanno chiamato gli amici che parlano italiano, che hanno vissuto in Italia, che hanno fatto le vacanze in Italia e poi hanno preparato questo banchetto incredibile di cose buonissime cucinate da loro, naturalmente, e hanno apparecchiato la tavola in un modo particolare, con tutti i piatti particolari.<br><br>Una bellissima esperienza che conferma che il valore del viaggio è aumenta e viene amplificato quando effettivamente non fai il turista mordi e fuggi, ma prendi il tempo per stare con le persone. E bisogna anche avere la fortuna di conoscere le persone, perché non è che si possa viaggiare, bussi alla prima porta che capita e dici fatemi entrare, fatemi entrare a far parte della vostra famiglia. Però quando succede è molto bello e c'è questo poi questo grande senso dell'ospitalità e di generosità che per certi versi accomuna e la cultura giapponese alla migliore cultura dell'ospitalità italiana dove le cose che ci sono si dividono.<br><br>La casa dove stiamo è una casa molto bella e si vede che è una casa borghese molto grande, a due piani, la nostra stanza, quella che ci hanno dato, è molto grande e c'è naturalmente il tatami e ci hanno dato i futon doppi, ci hanno spiegato che bisogna metterlo orientato verso nord oppure verso est, perché questo è il modo in cui si mette il letto, e ci hanno portato le coperte.<br>È un po faticoso stare seduti per terra tutto il tempo, anche quando si chiacchiera. Abbiamo cenato al tavolo, però poi abbiamo fatto un gioco di società seduti per terra e quello è stato un po' faticoso, non tanto per le ginocchia ma per la schiena. Però vabbè, va bene così.<br><br>Bellissima esperienza e domani si continua a Nagoya con i nostri amici.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>We are at the end of a busy day with our Japanese friends. What a great experience! When you travel to a country and not only see the things that tourists see, but then you go inside a Japanese family in a Japanese home and it's beautiful to see the little rituals, to see the space around.<br><br>It is also a bit tiring because you try to make yourself understood and sometimes the problem is not the lack of knowledge of the common language, which is always English, but it is really the different customs, the different cultural background that is lacking on one side and on the other, but our friends, who are hosting us are delightful people and they went out of their way to make themselves understood, to make us comfortable, they called friends who speak Italian, who have lived in Italy, who have vacationed in Italy and then they prepared this incredible feast of very good things cooked by them, of course, and they set the table in a special way, with all the special dishes .<br><br>A wonderful experience that confirms that the value of travel is increases and is amplified when you actually don't be a hit-and-run tourist, but take the time to be with people. And you also have to be fortunate enough to know people, because it's not like you can travel, knock on the first door that comes along and say let me in, let me be part of your family. But when it happens it's very nice and there is this then this great sense of hospitality and generosity that in some ways unites and Japanese culture with the best culture of Italian hospitality where things that are there are shared.<br><br>The house where we are staying is a very nice house and you can see that it is a very big middle-class house, two-story, our room, the one they gave us, is very big and there is of course the tatami and they gave us the double futons, they explained to us that you have to put it facing north or facing east, because that is the way you put the bed, and they brought us the blankets.<br><br>It is a bit tiring to sit on the floor all the time, even when chatting. We had dinner at the table, however then we played a board game sitting on the floor and that was a little tiring, not so much for the knees but for the back. But whatever, it's okay.<br>Beautiful experience and tomorrow we continue to Nagoya with our friends.]]>
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        <![CDATA[Il valore del viaggio accresce quando si ha la fortuna di poterlo condividere con amici del posto. Oggi noi fortunati con i nostri amici a Nagoya.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Siamo alla fine di una giornata impegnativa con i nostri amici giapponesi. Che esperienza fantastica! Quando si viaggia in un paese e non solo si vedono le cose che vedono i turisti, ma poi si entra all'interno di una famiglia giapponese in una casa giapponese ed è bellissimo vedere i piccoli rituali, vedere le stanze.<br><br>È anche faticoso perché si cerca di farsi capire e a volte il problema non è la mancanza di conoscenza della lingua comune, che è sempre la lingua inglese, ma sono proprio le diverse usanze, il diverso background culturale che manca da un lato e dall'altro, però i nostri amici, che ci ospitano sono delle persone deliziose e si sono fatti in quattro per farsi capire, per metterci a nostro agio, hanno chiamato gli amici che parlano italiano, che hanno vissuto in Italia, che hanno fatto le vacanze in Italia e poi hanno preparato questo banchetto incredibile di cose buonissime cucinate da loro, naturalmente, e hanno apparecchiato la tavola in un modo particolare, con tutti i piatti particolari.<br><br>Una bellissima esperienza che conferma che il valore del viaggio è aumenta e viene amplificato quando effettivamente non fai il turista mordi e fuggi, ma prendi il tempo per stare con le persone. E bisogna anche avere la fortuna di conoscere le persone, perché non è che si possa viaggiare, bussi alla prima porta che capita e dici fatemi entrare, fatemi entrare a far parte della vostra famiglia. Però quando succede è molto bello e c'è questo poi questo grande senso dell'ospitalità e di generosità che per certi versi accomuna e la cultura giapponese alla migliore cultura dell'ospitalità italiana dove le cose che ci sono si dividono.<br><br>La casa dove stiamo è una casa molto bella e si vede che è una casa borghese molto grande, a due piani, la nostra stanza, quella che ci hanno dato, è molto grande e c'è naturalmente il tatami e ci hanno dato i futon doppi, ci hanno spiegato che bisogna metterlo orientato verso nord oppure verso est, perché questo è il modo in cui si mette il letto, e ci hanno portato le coperte.<br>È un po faticoso stare seduti per terra tutto il tempo, anche quando si chiacchiera. Abbiamo cenato al tavolo, però poi abbiamo fatto un gioco di società seduti per terra e quello è stato un po' faticoso, non tanto per le ginocchia ma per la schiena. Però vabbè, va bene così.<br><br>Bellissima esperienza e domani si continua a Nagoya con i nostri amici.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>We are at the end of a busy day with our Japanese friends. What a great experience! When you travel to a country and not only see the things that tourists see, but then you go inside a Japanese family in a Japanese home and it's beautiful to see the little rituals, to see the space around.<br><br>It is also a bit tiring because you try to make yourself understood and sometimes the problem is not the lack of knowledge of the common language, which is always English, but it is really the different customs, the different cultural background that is lacking on one side and on the other, but our friends, who are hosting us are delightful people and they went out of their way to make themselves understood, to make us comfortable, they called friends who speak Italian, who have lived in Italy, who have vacationed in Italy and then they prepared this incredible feast of very good things cooked by them, of course, and they set the table in a special way, with all the special dishes .<br><br>A wonderful experience that confirms that the value of travel is increases and is amplified when you actually don't be a hit-and-run tourist, but take the time to be with people. And you also have to be fortunate enough to know people, because it's not like you can travel, knock on the first door that comes along and say let me in, let me be part of your family. But when it happens it's very nice and there is this then this great sense of hospitality and generosity that in some ways unites and Japanese culture with the best culture of Italian hospitality where things that are there are shared.<br><br>The house where we are staying is a very nice house and you can see that it is a very big middle-class house, two-story, our room, the one they gave us, is very big and there is of course the tatami and they gave us the double futons, they explained to us that you have to put it facing north or facing east, because that is the way you put the bed, and they brought us the blankets.<br><br>It is a bit tiring to sit on the floor all the time, even when chatting. We had dinner at the table, however then we played a board game sitting on the floor and that was a little tiring, not so much for the knees but for the back. But whatever, it's okay.<br>Beautiful experience and tomorrow we continue to Nagoya with our friends.]]>
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      <pubDate>Sun, 12 Nov 2023 01:22:00 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il valore del viaggio accresce quando si ha la fortuna di poterlo condividere con amici del posto. Oggi noi fortunati con i nostri amici a Nagoya.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Siamo alla fine di una giornata impegnativa con i nostri amici giapponesi. Che esperienza fantastica! Quando si viaggia in un paese e non solo si vedono le cose che vedono i turisti, ma poi si entra all'interno di una famiglia giapponese in una casa giapponese ed è bellissimo vedere i piccoli rituali, vedere le stanze.È anche faticoso perché si cerca di farsi capire e a volte il problema non è la mancanza di conoscenza della lingua comune, che è sempre la lingua inglese, ma sono proprio le diverse usanze, il diverso background culturale che manca da un lato e dall'altro, però i nostri amici, che ci ospitano sono delle persone deliziose e si sono fatti in quattro per farsi capire, per metterci a nostro agio, hanno chiamato gli amici che parlano italiano, che hanno vissuto in Italia, che hanno fatto le vacanze in Italia e poi hanno preparato questo banchetto incredibile di cose buonissime cucinate da loro, naturalmente, e hanno apparecchiato la tavola in un modo particolare, con tutti i piatti particolari.Una bellissima esperienza che conferma che il valore del viaggio è aumenta e viene amplificato quando effettivamente non fai il turista mordi e fuggi, ma prendi il tempo per stare con le persone. E bisogna anche avere la fortuna di conoscere le persone, perché non è che si possa viaggiare, bussi alla prima porta che capita e dici fatemi entrare, fatemi entrare a far parte della vostra famiglia. Però quando succede è molto bello e c'è questo poi questo grande senso dell'ospitalità e di generosità che per certi versi accomuna e la cultura giapponese alla migliore cultura dell'ospitalità italiana dove le cose che ci sono si dividono.La casa dove stiamo è una casa molto bella e si vede che è una casa borghese molto grande, a due piani, la nostra stanza, quella che ci hanno dato, è molto grande e c'è naturalmente il tatami e ci hanno dato i futon doppi, ci hanno spiegato che bisogna metterlo orientato verso nord oppure verso est, perché questo è il modo in cui si mette il letto, e ci hanno portato le coperte.È un po faticoso stare seduti per terra tutto il tempo, anche quando si chiacchiera. Abbiamo cenato al tavolo, però poi abbiamo fatto un gioco di società seduti per terra e quello è stato un po' faticoso, non tanto per le ginocchia ma per la schiena. Però vabbè, va bene così.Bellissima esperienza e domani si continua a Nagoya con i nostri amici.TRANSLATIONWe are at the end of a busy day with our Japanese friends. What a great experience! When you travel to a country and not only see the things that tourists see, but then you go inside a Japanese family in a Japanese home and it's beautiful to see the little rituals, to see the space around.It is also a bit tiring because you try to make yourself understood and sometimes the problem is not the lack of knowledge of the common language, which is always English, but it is really the different customs, the different cultural background that is lacking on one side and on the other, but our friends, who are hosting us are delightful people and they went out of their way to make themselves understood, to make us comfortable, they called friends who speak Italian, who have lived in Italy, who have vacationed in Italy and then they prepared this incredible feast of very good things cooked by them, of course, and they set the table in a special way, with all the special dishes .A wonderful experience that confirms that the value of travel is increases and is amplified when you actually don't be a hit-and-run tourist, but take the time to be with people. And you also have to be fortunate enough to know people, because it's not like you can travel, knock on the first...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 680 Ingresso vietato ai turisti</title>
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        <![CDATA[Un locale dove i turisti non sono graditi, non in quanto turisti ma perché è un locale dove si parla solo ed esclusivamente in giapponese. Un locale che non vuole perdere la propria essenza, dove chi entra deve conoscere non solo la lingua ma anche tutte le regole (scritte e non scritte) di come ci si comporta in Giappone. Tanto di cappello per chi non vende anima e tradizioni per due soldi. Quando l'ho visto il mio primo pensiero è stato, che bello se anche nella mia città ci fossero posti così!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Questa è la mia seconda volta in Giappone. La prima volta venni in Giappone una decina d'anni fa. Ho notato che il posto è molto cambiato, non il posto in sé, ma sono cambiati i flussi turistici.<br>Quando venni la prima volta in Giappone non dico che io fossi l'unica turista, però si vedevano veramente pochi, pochi, pochi, pochi turisti, giusto a Tokyo qualcuno, invece adesso in alcuni posti, soprattutto quelli più turistici, sembra di essere quasi a Venezia, avete presente? Centinaia di persone che seguono quello con la bandiera davanti, le guide turistiche e soprattutto, ahimè, un sacco di italiani. Si sentono le parlate e si vede questi qua che sono sempre preoccupati. oddio, dove ci troviamo se ci perdiamo? Ah, ma dove è questa? Ma dove è quest'altra? Ma dove siete finiti? Ah, ma dobbiamo stare insieme, non andate via, non staccatevi dal gruppo. Ecco, questi sono i problemi dei turisti italiani che ho incrociato.<br><br>Pensavo fosse una mia impressione, quindi sono andata un po' a cercarmi le percentuali, effettivamente negli ultimi dieci anni c'è stato un aumento vertiginoso nel numero di turisti arrivati in ingresso in Giappone, tanto che il governo ha deciso di mettere un limite perché il Giappone è un arcipelago, un arcipelago di isole non solo, ma ha un ecosistema molto particolare è soggetto a un sacco di problemi di natura, terremoto maremoto eccetera tant'è che tutti i luoghi pubblici, non so le case private ma tutti tutti tutti tutti tutti i luoghi pubblici, hanno l'allarme, un sistema di allarme: c'è una grande sirena rossa, vicino c'è un altoparlante, immagino che in caso di disastro vengano date indicazioni su quello che si deve fare, e anche un po' sparse in giro per la città, ci sono delle indicazioni per i turisti, cosa fare in caso di disastro.<br><br>Oggi, mentre passeggiavo ho visto un cartello che mi è piaciuto molto, un cartello che diceva, "non sono" (era un ristorante anche molto bello, sembrava da fuori) e c'era scritto: l'ingresso è riservato solo ai giapponesi, non si servono i turisti, si fa eccezione solo per per i turisti che vengono raccomandati da persone giapponesi e qui dentro si parla solo ed esclusivamente giapponese.<br><br>Ecco, tanto di cappello è un cartello che mi ha fatto piacere perché mi ha fatto capire che, a differenza dell'Italia, a differenza di Cagliari, la mia città che conosco molto bene, qui si cerca di mantenere la caratteristica che rende il posto tale. Non ci si vuole asservire ai fantomatici turisti e le persone che abitano qua continuano a fare i fatti loro, i cavoli loro, senza preoccuparsi. Ecco. Tanto di cappello. Bravi, continuate così.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>This is my second time in Japan. I first came to Japan about ten years ago. I noticed that the place has changed a lot, not the place itself, but the tourist flows have changed.<br><br>When I first came to Japan, I'm not saying that I was the only tourist, however, you could see really few, few, few tourists, just in Tokyo a few, instead now in some places, especially the more touristy ones, it almost feels like Venice, you know? Hundreds of people following the one with the flag in front, the tour guides and especially, alas, a lot of Italians. You can hear the talk and you can see these guys who are always worried. Oh dear, where do we meet if we get lost? Ah, but where is this person? But where is this other one? But where did you go? Ah, we have to stay together, don't go away, don't break away from the group. Here, these are the problems of the Italian tourists I crossed paths with.<br><br>I thought it was my impression, so I went a to look up the percentages, actually in the last ten years there has been a dramatic increase in the number of tourists coming into Japan, so much so that the government decided to put a limit because Japan is an archipelago, an archipelago of islands not only, but it has a very particular ecosystem is subject to a lot of problems of nature, earthquake tidal wave and so on so much so that all public places, I don't know private homes but all all all all public places, have alarm, an alarm system: there is a big red siren, nearby there is a loudspeaker, I guess in case of disaster directions are given on what to do, and also a little bit scattered around the city, there are directions for tourists, what to do in case of disaster.<br><br>Today while I was walking around I saw a sign that I really liked, a sign that said, "we aren't" (it was a very nice restaurant, it looked very nice from the outside) and it said: the entrance is only for Japanese people, no tourists are served, exceptions are made only for tourists who are recommended by Japanese people, and only and exclusively Japanese is spoken in here.<br><br>Here, hats off is a sign that made me happy because it made me realise that, unlike Italy, unlike Cagliari, my city that I know very well, here they try to maintain the characteristics that make the place what it is. They do not want to enslave to the phantom tourists, and the people who live here continue to mind their own business, their own business, without caring. Here. My hat is off to you. Well done, keep up the good work.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Un locale dove i turisti non sono graditi, non in quanto turisti ma perché è un locale dove si parla solo ed esclusivamente in giapponese. Un locale che non vuole perdere la propria essenza, dove chi entra deve conoscere non solo la lingua ma anche tutte le regole (scritte e non scritte) di come ci si comporta in Giappone. Tanto di cappello per chi non vende anima e tradizioni per due soldi. Quando l'ho visto il mio primo pensiero è stato, che bello se anche nella mia città ci fossero posti così!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Questa è la mia seconda volta in Giappone. La prima volta venni in Giappone una decina d'anni fa. Ho notato che il posto è molto cambiato, non il posto in sé, ma sono cambiati i flussi turistici.<br>Quando venni la prima volta in Giappone non dico che io fossi l'unica turista, però si vedevano veramente pochi, pochi, pochi, pochi turisti, giusto a Tokyo qualcuno, invece adesso in alcuni posti, soprattutto quelli più turistici, sembra di essere quasi a Venezia, avete presente? Centinaia di persone che seguono quello con la bandiera davanti, le guide turistiche e soprattutto, ahimè, un sacco di italiani. Si sentono le parlate e si vede questi qua che sono sempre preoccupati. oddio, dove ci troviamo se ci perdiamo? Ah, ma dove è questa? Ma dove è quest'altra? Ma dove siete finiti? Ah, ma dobbiamo stare insieme, non andate via, non staccatevi dal gruppo. Ecco, questi sono i problemi dei turisti italiani che ho incrociato.<br><br>Pensavo fosse una mia impressione, quindi sono andata un po' a cercarmi le percentuali, effettivamente negli ultimi dieci anni c'è stato un aumento vertiginoso nel numero di turisti arrivati in ingresso in Giappone, tanto che il governo ha deciso di mettere un limite perché il Giappone è un arcipelago, un arcipelago di isole non solo, ma ha un ecosistema molto particolare è soggetto a un sacco di problemi di natura, terremoto maremoto eccetera tant'è che tutti i luoghi pubblici, non so le case private ma tutti tutti tutti tutti tutti i luoghi pubblici, hanno l'allarme, un sistema di allarme: c'è una grande sirena rossa, vicino c'è un altoparlante, immagino che in caso di disastro vengano date indicazioni su quello che si deve fare, e anche un po' sparse in giro per la città, ci sono delle indicazioni per i turisti, cosa fare in caso di disastro.<br><br>Oggi, mentre passeggiavo ho visto un cartello che mi è piaciuto molto, un cartello che diceva, "non sono" (era un ristorante anche molto bello, sembrava da fuori) e c'era scritto: l'ingresso è riservato solo ai giapponesi, non si servono i turisti, si fa eccezione solo per per i turisti che vengono raccomandati da persone giapponesi e qui dentro si parla solo ed esclusivamente giapponese.<br><br>Ecco, tanto di cappello è un cartello che mi ha fatto piacere perché mi ha fatto capire che, a differenza dell'Italia, a differenza di Cagliari, la mia città che conosco molto bene, qui si cerca di mantenere la caratteristica che rende il posto tale. Non ci si vuole asservire ai fantomatici turisti e le persone che abitano qua continuano a fare i fatti loro, i cavoli loro, senza preoccuparsi. Ecco. Tanto di cappello. Bravi, continuate così.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>This is my second time in Japan. I first came to Japan about ten years ago. I noticed that the place has changed a lot, not the place itself, but the tourist flows have changed.<br><br>When I first came to Japan, I'm not saying that I was the only tourist, however, you could see really few, few, few tourists, just in Tokyo a few, instead now in some places, especially the more touristy ones, it almost feels like Venice, you know? Hundreds of people following the one with the flag in front, the tour guides and especially, alas, a lot of Italians. You can hear the talk and you can see these guys who are always worried. Oh dear, where do we meet if we get lost? Ah, but where is this person? But where is this other one? But where did you go? Ah, we have to stay together, don't go away, don't break away from the group. Here, these are the problems of the Italian tourists I crossed paths with.<br><br>I thought it was my impression, so I went a to look up the percentages, actually in the last ten years there has been a dramatic increase in the number of tourists coming into Japan, so much so that the government decided to put a limit because Japan is an archipelago, an archipelago of islands not only, but it has a very particular ecosystem is subject to a lot of problems of nature, earthquake tidal wave and so on so much so that all public places, I don't know private homes but all all all all public places, have alarm, an alarm system: there is a big red siren, nearby there is a loudspeaker, I guess in case of disaster directions are given on what to do, and also a little bit scattered around the city, there are directions for tourists, what to do in case of disaster.<br><br>Today while I was walking around I saw a sign that I really liked, a sign that said, "we aren't" (it was a very nice restaurant, it looked very nice from the outside) and it said: the entrance is only for Japanese people, no tourists are served, exceptions are made only for tourists who are recommended by Japanese people, and only and exclusively Japanese is spoken in here.<br><br>Here, hats off is a sign that made me happy because it made me realise that, unlike Italy, unlike Cagliari, my city that I know very well, here they try to maintain the characteristics that make the place what it is. They do not want to enslave to the phantom tourists, and the people who live here continue to mind their own business, their own business, without caring. Here. My hat is off to you. Well done, keep up the good work.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 10 Nov 2023 22:05:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un locale dove i turisti non sono graditi, non in quanto turisti ma perché è un locale dove si parla solo ed esclusivamente in giapponese. Un locale che non vuole perdere la propria essenza, dove chi entra deve conoscere non solo la lingua ma anche tutte le regole (scritte e non scritte) di come ci si comporta in Giappone. Tanto di cappello per chi non vende anima e tradizioni per due soldi. Quando l'ho visto il mio primo pensiero è stato, che bello se anche nella mia città ci fossero posti così!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Questa è la mia seconda volta in Giappone. La prima volta venni in Giappone una decina d'anni fa. Ho notato che il posto è molto cambiato, non il posto in sé, ma sono cambiati i flussi turistici.Quando venni la prima volta in Giappone non dico che io fossi l'unica turista, però si vedevano veramente pochi, pochi, pochi, pochi turisti, giusto a Tokyo qualcuno, invece adesso in alcuni posti, soprattutto quelli più turistici, sembra di essere quasi a Venezia, avete presente? Centinaia di persone che seguono quello con la bandiera davanti, le guide turistiche e soprattutto, ahimè, un sacco di italiani. Si sentono le parlate e si vede questi qua che sono sempre preoccupati. oddio, dove ci troviamo se ci perdiamo? Ah, ma dove è questa? Ma dove è quest'altra? Ma dove siete finiti? Ah, ma dobbiamo stare insieme, non andate via, non staccatevi dal gruppo. Ecco, questi sono i problemi dei turisti italiani che ho incrociato.Pensavo fosse una mia impressione, quindi sono andata un po' a cercarmi le percentuali, effettivamente negli ultimi dieci anni c'è stato un aumento vertiginoso nel numero di turisti arrivati in ingresso in Giappone, tanto che il governo ha deciso di mettere un limite perché il Giappone è un arcipelago, un arcipelago di isole non solo, ma ha un ecosistema molto particolare è soggetto a un sacco di problemi di natura, terremoto maremoto eccetera tant'è che tutti i luoghi pubblici, non so le case private ma tutti tutti tutti tutti tutti i luoghi pubblici, hanno l'allarme, un sistema di allarme: c'è una grande sirena rossa, vicino c'è un altoparlante, immagino che in caso di disastro vengano date indicazioni su quello che si deve fare, e anche un po' sparse in giro per la città, ci sono delle indicazioni per i turisti, cosa fare in caso di disastro.Oggi, mentre passeggiavo ho visto un cartello che mi è piaciuto molto, un cartello che diceva, "non sono" (era un ristorante anche molto bello, sembrava da fuori) e c'era scritto: l'ingresso è riservato solo ai giapponesi, non si servono i turisti, si fa eccezione solo per per i turisti che vengono raccomandati da persone giapponesi e qui dentro si parla solo ed esclusivamente giapponese.Ecco, tanto di cappello è un cartello che mi ha fatto piacere perché mi ha fatto capire che, a differenza dell'Italia, a differenza di Cagliari, la mia città che conosco molto bene, qui si cerca di mantenere la caratteristica che rende il posto tale. Non ci si vuole asservire ai fantomatici turisti e le persone che abitano qua continuano a fare i fatti loro, i cavoli loro, senza preoccuparsi. Ecco. Tanto di cappello. Bravi, continuate così.TRANSLATIONThis is my second time in Japan. I first came to Japan about ten years ago. I noticed that the place has changed a lot, not the place itself, but the tourist flows have changed.When I first came to Japan, I'm not saying that I was the only tourist, however, you could see really few, few, few tourists, just in Tokyo a few, instead now in some places, especially the more touristy ones, it almost feels like Venice, you know? Hundreds of people following the one with the flag in front, the tour guides and especially, alas, a lot of Italians. You can hear the talk and you can see these guys who are always worried. Oh dear, where do we meet if we get lost? Ah, but where is this person? But where...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 679 I cerbiatti di Nara</title>
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        <![CDATA[Un parco pieno zeppo di cerbiatti mansueti che nonchiedono altro che di mangiare i tuoi crackers. Nara è un posto magico. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Visto che questi sono i 3 minuti grezzi edizione speciale giapponese continua a parlarvi delle nostre avventure giapponesi.<br><br>Oggi è stato il giorno della visita al Parco di Nara, è diciamo un'oretta da Kyoto ed è conosciuto perché a Nara, oltre a esserci un sacco di templi, il Buddha più grande al mondo, tutte queste cose qua, c'è una una colonia molto grande, molto massiccia di cerbiatti - cerbiatto che ancora non ho capito, avrei dovuto cercare prima di fare i 3 minuti grezzi, io ho questa impressione che i cerbiatti siano i piccoli e le femmine dei cervi, ma non so magari sto sbagliando io, me lo sto inventando - comunque parliamo di cerbiatti, 'deers' in inglese.<br><br>Sono protetti perché sono considerati sacri, perché uno degli dei è apparso mentre cavalcava uno di questi cerbiatti bianchi e da allora sono sacri.<br><br>Il parco di Nara è bello perché tu arrivi, è gratuito tra l'altro entrare, e puoi acquistare per poco prezzo questi biscotti, questi crackers che poi dai da mangiare ai cerbiatti, cerbiatti che sono mansueti, sono abituati alla presenza umana, anzi fanno anche affidamento sulla presenza umana per mangiare, perché altrimenti il parco non sarebbe sufficiente per dare da mangiare a questa grandissima quantità, sono più di 1000 i cerbiatti che abitano lì.<br><br>È molto divertente perché quando si arriva si vede, naturalmente fa un certo effetto vedere questi cerbiatti con le ciglia lunghe lunghe che ti vengono dietro e fanno così col muso perché sanno che c'hai i crackers e li vogliono e a volte non accettano neanche no come risposta, ma li cercano col naso nelle tasche, ti spingono e anche nelle borse, è divertente vedere i diversi modi in cui si comportano le persone.<br><br>Ci sono sempre queste grandi scolaresche giapponesi di ragazzine che fanno i gridolini, sanno benissimo che ci sono i cerbiatti, hanno i biscotti, i crackers in mano per darli cerbiatti, però nel momento in cui il cerbiatto si avvicina e te lo prende dalla mano "Ahhh..." questi gridolini così, è divertente.<br><br>Poi ripeto, ci sono tantissimi templi dentro e fuori al parco di Nara e però ti viene un po la sindrome di Stendhal. Io penso sempre che sia come un asiatico, una persona che viene dall'Asia, dove non ci sono le grandi cattedrali europee, e si trova a passeggio per Roma, che vede la prima cattedrale coi dipinti del Mantegna, poi quest'altra e dopo la centesima chiesa che vede antichissima dice e vabbè ne abbiamo visto abbastanza chiese.<br>No però continuiamo a guardare anche templi.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Since this is the 3-minute podcast Japanese special edition, I continue to tell you about our Japanese adventures.<br><br>Today was the day to visit Nara Park, it's let's say an hour or so from Kyoto and it's known because in Nara, besides there being a lot of temples, the largest Buddha in the world, all these things here, there is a very large, very massive colony of fawns - fawns that I still don't understand, I should have looked it up before I did the raw 3 minutes, I have this impression that fawns are the young and the females of the deer, but I don't know maybe I'm doing it wrong, I'm making it up -- anyway we talk about fawns , 'deers' in English .<br><br>They are protected because they are considered sacred, because one of the gods appeared while riding one of these white deers, and they have been sacred ever since.<br><br>Nara Park is nice because you come, it's free by the way to enter, and you can buy for cheap these cookies, these crackers that you then feed to the deers, deers that are tame, they are used to human presence, in fact they even rely on human presence to eat, because otherwise the park would not be enough to feed this very large number, there are more than 1000 deers living there.<br><br>It's a lot of fun because when you get there you can see, of course it's quite an effect to see these deers with long long eyelashes coming after you and they do this with their snouts because they know you have crackers and they want them and sometimes they don't even take no for an answer, but they look for them with their noses in your pockets, they push you and even in your bags, it's fun to see the different ways people behave.<br><br>There are always these big Japanese school groups of little girls who do the little shrieks, they know very well that there are deers, they have the cookies, crackers in their hands to feed the deers, however the moment the deer comes up and takes it from your hand "Ahhh..." these little shrieks like that, it's funny.<br><br>Then again, there are so many temples in and around Nara Park, and yet you get a little Stendhal syndrome. I always think it's like an Asian, a person who comes from Asia, where there are no big European cathedrals, and they are walking around Rome, and they see the first cathedral with Mantegna paintings, then this other one, and after the hundredth very ancient church that they see they say, oh well, whatever, we've seen enough churches .<br>No, anyway, we keep looking at temples as well.]]>
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        <![CDATA[Un parco pieno zeppo di cerbiatti mansueti che nonchiedono altro che di mangiare i tuoi crackers. Nara è un posto magico. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Visto che questi sono i 3 minuti grezzi edizione speciale giapponese continua a parlarvi delle nostre avventure giapponesi.<br><br>Oggi è stato il giorno della visita al Parco di Nara, è diciamo un'oretta da Kyoto ed è conosciuto perché a Nara, oltre a esserci un sacco di templi, il Buddha più grande al mondo, tutte queste cose qua, c'è una una colonia molto grande, molto massiccia di cerbiatti - cerbiatto che ancora non ho capito, avrei dovuto cercare prima di fare i 3 minuti grezzi, io ho questa impressione che i cerbiatti siano i piccoli e le femmine dei cervi, ma non so magari sto sbagliando io, me lo sto inventando - comunque parliamo di cerbiatti, 'deers' in inglese.<br><br>Sono protetti perché sono considerati sacri, perché uno degli dei è apparso mentre cavalcava uno di questi cerbiatti bianchi e da allora sono sacri.<br><br>Il parco di Nara è bello perché tu arrivi, è gratuito tra l'altro entrare, e puoi acquistare per poco prezzo questi biscotti, questi crackers che poi dai da mangiare ai cerbiatti, cerbiatti che sono mansueti, sono abituati alla presenza umana, anzi fanno anche affidamento sulla presenza umana per mangiare, perché altrimenti il parco non sarebbe sufficiente per dare da mangiare a questa grandissima quantità, sono più di 1000 i cerbiatti che abitano lì.<br><br>È molto divertente perché quando si arriva si vede, naturalmente fa un certo effetto vedere questi cerbiatti con le ciglia lunghe lunghe che ti vengono dietro e fanno così col muso perché sanno che c'hai i crackers e li vogliono e a volte non accettano neanche no come risposta, ma li cercano col naso nelle tasche, ti spingono e anche nelle borse, è divertente vedere i diversi modi in cui si comportano le persone.<br><br>Ci sono sempre queste grandi scolaresche giapponesi di ragazzine che fanno i gridolini, sanno benissimo che ci sono i cerbiatti, hanno i biscotti, i crackers in mano per darli cerbiatti, però nel momento in cui il cerbiatto si avvicina e te lo prende dalla mano "Ahhh..." questi gridolini così, è divertente.<br><br>Poi ripeto, ci sono tantissimi templi dentro e fuori al parco di Nara e però ti viene un po la sindrome di Stendhal. Io penso sempre che sia come un asiatico, una persona che viene dall'Asia, dove non ci sono le grandi cattedrali europee, e si trova a passeggio per Roma, che vede la prima cattedrale coi dipinti del Mantegna, poi quest'altra e dopo la centesima chiesa che vede antichissima dice e vabbè ne abbiamo visto abbastanza chiese.<br>No però continuiamo a guardare anche templi.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Since this is the 3-minute podcast Japanese special edition, I continue to tell you about our Japanese adventures.<br><br>Today was the day to visit Nara Park, it's let's say an hour or so from Kyoto and it's known because in Nara, besides there being a lot of temples, the largest Buddha in the world, all these things here, there is a very large, very massive colony of fawns - fawns that I still don't understand, I should have looked it up before I did the raw 3 minutes, I have this impression that fawns are the young and the females of the deer, but I don't know maybe I'm doing it wrong, I'm making it up -- anyway we talk about fawns , 'deers' in English .<br><br>They are protected because they are considered sacred, because one of the gods appeared while riding one of these white deers, and they have been sacred ever since.<br><br>Nara Park is nice because you come, it's free by the way to enter, and you can buy for cheap these cookies, these crackers that you then feed to the deers, deers that are tame, they are used to human presence, in fact they even rely on human presence to eat, because otherwise the park would not be enough to feed this very large number, there are more than 1000 deers living there.<br><br>It's a lot of fun because when you get there you can see, of course it's quite an effect to see these deers with long long eyelashes coming after you and they do this with their snouts because they know you have crackers and they want them and sometimes they don't even take no for an answer, but they look for them with their noses in your pockets, they push you and even in your bags, it's fun to see the different ways people behave.<br><br>There are always these big Japanese school groups of little girls who do the little shrieks, they know very well that there are deers, they have the cookies, crackers in their hands to feed the deers, however the moment the deer comes up and takes it from your hand "Ahhh..." these little shrieks like that, it's funny.<br><br>Then again, there are so many temples in and around Nara Park, and yet you get a little Stendhal syndrome. I always think it's like an Asian, a person who comes from Asia, where there are no big European cathedrals, and they are walking around Rome, and they see the first cathedral with Mantegna paintings, then this other one, and after the hundredth very ancient church that they see they say, oh well, whatever, we've seen enough churches .<br>No, anyway, we keep looking at temples as well.]]>
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      <pubDate>Thu, 09 Nov 2023 22:05:01 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:author>M. Cristina Marras</itunes:author>
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      <itunes:summary>Un parco pieno zeppo di cerbiatti mansueti che nonchiedono altro che di mangiare i tuoi crackers. Nara è un posto magico. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Visto che questi sono i 3 minuti grezzi edizione speciale giapponese continua a parlarvi delle nostre avventure giapponesi.Oggi è stato il giorno della visita al Parco di Nara, è diciamo un'oretta da Kyoto ed è conosciuto perché a Nara, oltre a esserci un sacco di templi, il Buddha più grande al mondo, tutte queste cose qua, c'è una una colonia molto grande, molto massiccia di cerbiatti - cerbiatto che ancora non ho capito, avrei dovuto cercare prima di fare i 3 minuti grezzi, io ho questa impressione che i cerbiatti siano i piccoli e le femmine dei cervi, ma non so magari sto sbagliando io, me lo sto inventando - comunque parliamo di cerbiatti, 'deers' in inglese.Sono protetti perché sono considerati sacri, perché uno degli dei è apparso mentre cavalcava uno di questi cerbiatti bianchi e da allora sono sacri.Il parco di Nara è bello perché tu arrivi, è gratuito tra l'altro entrare, e puoi acquistare per poco prezzo questi biscotti, questi crackers che poi dai da mangiare ai cerbiatti, cerbiatti che sono mansueti, sono abituati alla presenza umana, anzi fanno anche affidamento sulla presenza umana per mangiare, perché altrimenti il parco non sarebbe sufficiente per dare da mangiare a questa grandissima quantità, sono più di 1000 i cerbiatti che abitano lì.È molto divertente perché quando si arriva si vede, naturalmente fa un certo effetto vedere questi cerbiatti con le ciglia lunghe lunghe che ti vengono dietro e fanno così col muso perché sanno che c'hai i crackers e li vogliono e a volte non accettano neanche no come risposta, ma li cercano col naso nelle tasche, ti spingono e anche nelle borse, è divertente vedere i diversi modi in cui si comportano le persone.Ci sono sempre queste grandi scolaresche giapponesi di ragazzine che fanno i gridolini, sanno benissimo che ci sono i cerbiatti, hanno i biscotti, i crackers in mano per darli cerbiatti, però nel momento in cui il cerbiatto si avvicina e te lo prende dalla mano "Ahhh..." questi gridolini così, è divertente.Poi ripeto, ci sono tantissimi templi dentro e fuori al parco di Nara e però ti viene un po la sindrome di Stendhal. Io penso sempre che sia come un asiatico, una persona che viene dall'Asia, dove non ci sono le grandi cattedrali europee, e si trova a passeggio per Roma, che vede la prima cattedrale coi dipinti del Mantegna, poi quest'altra e dopo la centesima chiesa che vede antichissima dice e vabbè ne abbiamo visto abbastanza chiese.No però continuiamo a guardare anche templi.TRANSLATIONSince this is the 3-minute podcast Japanese special edition, I continue to tell you about our Japanese adventures.Today was the day to visit Nara Park, it's let's say an hour or so from Kyoto and it's known because in Nara, besides there being a lot of temples, the largest Buddha in the world, all these things here, there is a very large, very massive colony of fawns - fawns that I still don't understand, I should have looked it up before I did the raw 3 minutes, I have this impression that fawns are the young and the females of the deer, but I don't know maybe I'm doing it wrong, I'm making it up -- anyway we talk about fawns , 'deers' in English .They are protected because they are considered sacred, because one of the gods appeared while riding one of these white deers, and they have been sacred ever since.Nara Park is nice because you come, it's free by the way to enter, and you can buy for cheap these cookies, these crackers that you then feed to the deers, deers that are tame, they are used to human presence, in fact they even rely on human presence to eat, because otherwise the park would not be enough to feed this very...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Un parco pieno zeppo di cerbiatti mansueti che nonchiedono altro che di mangiare i tuoi crackers. Nara è un posto magico. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Visto che questi sono i 3 minuti grezzi edizione speciale giapponese continua a parlarvi delle no</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 678 Karaoke!</title>
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        <![CDATA[Niente di meglio di un bel karaoke per concludere una giornata faticosa! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Giornata intensa, faticosa ma molto bella. Questa mattina siamo andati a vedere il Palazzo reale che in questa distesa di giardini giapponesi che a dirlo fa un po' ridere, perché è chiaro che sono giardini giapponesi, siamo in Giappone, però è questa iconografia che noi abbiamo dai film, dai dipinti puoi vedertela davanti è veramente qualcosa.<br><br>Comunque, e poi siamo andati a vedere il tempio, la serie di diversi templi di Fukushimi Inari che lo conoscete anche voi, anche se non siete mai stati in Giappone, sono quelle porte rosse, sono una serie di un migliaio non so quanto di porte rosse, una dopo l'altra, così che salgono in cima in cima una salita abbastanza faticosa, resa ancora più faticosa dal fatto che abbiamo preso un paio di metropolitane sbagliate nel senso che prendevamo la metropolitana non ci rendevamo conto che fosse una di quelle che non si ferma tutte le stazioni ma alle stazioni molto più avanti e siccome il nome delle stazioni è solo in giapponese e io non parlo giapponese quindi abbiamo fatto un paio di avanti e indietro avanti e indietro prima di arrivare alla stazione che ci serviva, quindi abbiamo fatto un tragitto che richiedeva circa una decina di minuti, abbiamo impiegato quasi 2 ore, però in compenso abbiamo visto campi di riso, abbiamo visto la pianura, abbiamo visto i sobborghi di Kyoto, e poi lo dico sempre: le cose che si ricordano dei viaggi non sono le cose che vanno belle lisce ma sono le cose che in qualche modo ci sono degli intralci, ci ricordiamo degli incidenti, tra virgolette, e non ci ricordiamo invece delle cose che vanno bene.<br>La serata è si è conclusa con una bellissima sorpresa: siamo capitati in un posto, in un bar, nel quartiere delle geishe che adesso non mi ricordo come si chiama, però un posto bellissimo, e siamo entrati in questo bar, era ancora abbastanza presto però ci ha accolto il proprietario, vestito in una maniera super eccentrica, e ci aveva il karaoke, e io mi sono cimentata nel karaoke, e devo dire che ho fatto la mia bella figura perché ho cantato una canzone che conoscevo molto bene e ci ha riempito di regali. Poi è arrivata la moglie, abbiamo fatto le chiacchiere, grandi risate e non ci capivamo, naturalmente, perché noi non parliamo giapponese, loro non parlavano italiano, però ci siamo capiti con Google Translate che benedetto sia.<br><br>No, bello. Adesso stiamo bevendo un liquore che non so cosa sia, ma sta facendo il suo effetto.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><b></b><br>Busy, tiring but very beautiful day. This morning we went to see the Royal Palace which in this expanse of Japanese gardens which to say it is a bit funny, because clearly they are Japanese gardens, we are in Japan, however it is this iconography that we have from movies, from paintings you can see it in front of you is really something.<br><br>Anyway, and then we went to see the temple, the series of different temples in Fukushimi Inari you know it too, even if you've never been to Japan, it's those red gates, it's a series of a thousand I don't know how many red gates, one after the other, so that you go up to the top at the top quite a strenuous climb, made even more strenuous by the fact that we took a couple of wrong subways in the sense that we were taking the subway we didn't realise that it was one of those subways that doesn't stop all the stations but at the stations far ahead and because the name of the stations is only in Japanese and I don't speak Japanese so we did a couple of back and forth back and forth before we got to the station we needed, so we made a journey that took about ten minutes, it took us almost 2 hours, however in return we saw rice fields, we saw the plains, we saw the suburbs of Kyoto, and then I always say it: the things you remember about travel are not the things that go nice and smooth but are the things that somehow get in our way, we remember the accidents, in inverted commas, and we don't remember the things that go well instead.<br><br>The evening ended with a wonderful surprise: we happened to be in a place, in a bar, in the geisha district which I can't remember what it's called now, however a beautiful place, and we went into this bar, it was still quite early but we were greeted by the owner, dressed in a super eccentric way, and he had karaoke for us, and I tried my hand at karaoke, and I must say I did my best because I sang a song that I knew very well and he showered us with gifts. Then the wife came in, we made small talk, big laughs, and we didn't understand each other, of course, because we don't speak Japanese, they didn't speak Italian, however, we understood each other with Google Translate bless it.<br><br>No, dude. Now we are drinking a liquor that I don't know what it is, but it is having its effect.]]>
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        <![CDATA[Niente di meglio di un bel karaoke per concludere una giornata faticosa! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Giornata intensa, faticosa ma molto bella. Questa mattina siamo andati a vedere il Palazzo reale che in questa distesa di giardini giapponesi che a dirlo fa un po' ridere, perché è chiaro che sono giardini giapponesi, siamo in Giappone, però è questa iconografia che noi abbiamo dai film, dai dipinti puoi vedertela davanti è veramente qualcosa.<br><br>Comunque, e poi siamo andati a vedere il tempio, la serie di diversi templi di Fukushimi Inari che lo conoscete anche voi, anche se non siete mai stati in Giappone, sono quelle porte rosse, sono una serie di un migliaio non so quanto di porte rosse, una dopo l'altra, così che salgono in cima in cima una salita abbastanza faticosa, resa ancora più faticosa dal fatto che abbiamo preso un paio di metropolitane sbagliate nel senso che prendevamo la metropolitana non ci rendevamo conto che fosse una di quelle che non si ferma tutte le stazioni ma alle stazioni molto più avanti e siccome il nome delle stazioni è solo in giapponese e io non parlo giapponese quindi abbiamo fatto un paio di avanti e indietro avanti e indietro prima di arrivare alla stazione che ci serviva, quindi abbiamo fatto un tragitto che richiedeva circa una decina di minuti, abbiamo impiegato quasi 2 ore, però in compenso abbiamo visto campi di riso, abbiamo visto la pianura, abbiamo visto i sobborghi di Kyoto, e poi lo dico sempre: le cose che si ricordano dei viaggi non sono le cose che vanno belle lisce ma sono le cose che in qualche modo ci sono degli intralci, ci ricordiamo degli incidenti, tra virgolette, e non ci ricordiamo invece delle cose che vanno bene.<br>La serata è si è conclusa con una bellissima sorpresa: siamo capitati in un posto, in un bar, nel quartiere delle geishe che adesso non mi ricordo come si chiama, però un posto bellissimo, e siamo entrati in questo bar, era ancora abbastanza presto però ci ha accolto il proprietario, vestito in una maniera super eccentrica, e ci aveva il karaoke, e io mi sono cimentata nel karaoke, e devo dire che ho fatto la mia bella figura perché ho cantato una canzone che conoscevo molto bene e ci ha riempito di regali. Poi è arrivata la moglie, abbiamo fatto le chiacchiere, grandi risate e non ci capivamo, naturalmente, perché noi non parliamo giapponese, loro non parlavano italiano, però ci siamo capiti con Google Translate che benedetto sia.<br><br>No, bello. Adesso stiamo bevendo un liquore che non so cosa sia, ma sta facendo il suo effetto.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><b></b><br>Busy, tiring but very beautiful day. This morning we went to see the Royal Palace which in this expanse of Japanese gardens which to say it is a bit funny, because clearly they are Japanese gardens, we are in Japan, however it is this iconography that we have from movies, from paintings you can see it in front of you is really something.<br><br>Anyway, and then we went to see the temple, the series of different temples in Fukushimi Inari you know it too, even if you've never been to Japan, it's those red gates, it's a series of a thousand I don't know how many red gates, one after the other, so that you go up to the top at the top quite a strenuous climb, made even more strenuous by the fact that we took a couple of wrong subways in the sense that we were taking the subway we didn't realise that it was one of those subways that doesn't stop all the stations but at the stations far ahead and because the name of the stations is only in Japanese and I don't speak Japanese so we did a couple of back and forth back and forth before we got to the station we needed, so we made a journey that took about ten minutes, it took us almost 2 hours, however in return we saw rice fields, we saw the plains, we saw the suburbs of Kyoto, and then I always say it: the things you remember about travel are not the things that go nice and smooth but are the things that somehow get in our way, we remember the accidents, in inverted commas, and we don't remember the things that go well instead.<br><br>The evening ended with a wonderful surprise: we happened to be in a place, in a bar, in the geisha district which I can't remember what it's called now, however a beautiful place, and we went into this bar, it was still quite early but we were greeted by the owner, dressed in a super eccentric way, and he had karaoke for us, and I tried my hand at karaoke, and I must say I did my best because I sang a song that I knew very well and he showered us with gifts. Then the wife came in, we made small talk, big laughs, and we didn't understand each other, of course, because we don't speak Japanese, they didn't speak Italian, however, we understood each other with Google Translate bless it.<br><br>No, dude. Now we are drinking a liquor that I don't know what it is, but it is having its effect.]]>
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      <pubDate>Wed, 08 Nov 2023 22:05:01 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 677 Alberghi per adulti</title>
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        <![CDATA[Se qualche giorno fa dicevo di sentirmi come dentro un episodio della serie TV <i>Midnight Tokyo</i> oggi, arrivando all'albergo di Kyoto, lo scenario era piuttosto quello de <i>L'impero dei sensi </i>:-) <br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Io lo so che sono un po' provinciale, anche se ho viaggiato molto, però sotto sotto sono provinciale. Vabbè, vi dico che cosa è successo. L'albergo di Kyoto in effetti è un boudoir. Siamo passati dalla stanza di Tokyo che era minuscola, tipo dieci metri quadri, ma non sto esagerando, dieci metri quadri.<br><br>Qui a Kyoto la nostra camera d'albergo è un'ambiente con una grandissima stanza, un bagno, un altro, un altro spazio. E poi c'è l'onsen privato, l'onsen è... Sapete queste vasche di pietra qua però c'è anche la jacuzzi e ci si fa la doccia prima di entrare, naturalmente, e c'è non solo la cromoterapia che cambiano tutte le luci eccetera eccetera ma davanti alla Jacuzzi c'è incastrato anche uno schermo di televisore. Ma non finisce qua!<br><br>Poi ventimila asciugamani, ventimila cose, centomila cremine, la maschera, che mi sono già fatta, non solo l'asciugacapelli, ma anche la piastra, che io naturalmente non uso, però vabbè, sono a disposizione se qualcuno le volesse usare.<br><br>E poi naturalmente il gabinetto giapponese riscaldato col coperchio, con la doccia, col bidet, ma quello manco lo dico.<br><br>La cosa divertente è che questo è un albergo per adulti, che noi non lo sapevamo! Qui c'è questo letto gigantesco, ma veramente grande, grande, e poi ai due lati del comodino, da un lato c'è una cosa che sembra un un frullatore e che vibra, ma non è un frullatore, vi giuro è attaccato con elettricità e c'ha tutte le sue copertine che si mettono sopra di gomma, di lattice per questioni igieniche, con tanti lubrificanti eccetera.<br><br>E dall'altra parte del letto, nell'altro comodino. Ora ci sto andando. C'è invece un altro aggeggio che questo penso che la gente se lo possa pure portar via perché dentro una scatolina di plastica con le batterie e anche questo serve agli adulti poi cosa c'è?<br><br>Sì, c'è un armadio che tu lo apri e c'è una specie di distributore di quelli che tu metti le monete, prendi le cose. Però ci sono lubrificanti, mutande, abiti per trasformare, per travestirsi, mutande, non so se siano pulite o sporche, perché so che in Giappone ci sono anche certe, piacciono certe cose. Poi c'è una slot machine! Abbiamo una slot machine in camera che ci puoi mettere le monete, ci puoi giocare, un divano.<br><br>Vabbè, naturalmente poi c'è il minibar, ma quello ce l'hanno tutti, ecco. Incredibile, incredibile, c'è poi uno schermo gigante che lè a televisione e si può anche collegare il tuo telefono, se vuoi.<br><br>Insomma, siamo basiti e domani ci portano la colazione in camera.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>I know that I am a bit provincial, although I have travelled a lot, however, underneath I am provincial. Whatever, I'll tell you what happened. Our hotel in Kyoto is actually a boudoir. We upgraded from the room in Tokyo that was tiny, like ten square meters, but I'm not exaggerating ten square meters.<br><br>Here in Kyoto, our hotel room is one space with a very large room, one bathroom, another, another space. And then there's the private onsen, the onsen is ... You know these stone tubs here though there's also the jacuzzi and you take a shower before you get in there, of course, and there's not only the colour therapy that they change all the lights and so on and so forth but in front of the jacuzzi there's also embedded a television screen. But it doesn't end there!<br>Then twenty thousand towels, twenty thousand things, a hundred thousand creams, the mask, which I have already used, not only the hair dryer, but also the straightener, which I of course do not use, but whatever, they are available if anyone wants to use them.<br><br>And then of course the Japanese heated toilet with the lid, with the shower, with the bidet, but I don't even mention that one.<br><br>The funny thing is that this is a hotel for adults, which we didn't know! Here is this giant bed, but really big, big, and then on the two sides of the bedside table, on one side there is a thing that looks like a blender and it vibrates, but it's not a blender, I swear to you it's attached with electricity and it has all the covers that you put on it made of rubber, latex for hygienic issues, with lots of lubricants and so on.<br><br>And on the other side of the bed, in the other nightstand. I'm going there now. Instead, there is another contraption that this one I think people may as well take home because inside a little plastic box with batteries and this one also serves adults then what is there?<br><br>Yes, there is a cabinet you open it and there is a kind of dispenser where you put coins and you take things. So, there are lubricants, underwear, clothes for transforming, cross-dressing, underwear, I don't know if they are clean or dirty, because I know that in Japan there are also certain, they like certain things. Then there is a slot machine! We have a slot machine in the room that you can put coins in, you can play, and we have a couch.<br><br>Whatever, of course then there's the minibar, but everybody has that, that's it. Unbelievable, unbelievable, there is then a giant screen that lè to television and you can even connect your phone if you want.<br><br>In short, we are bashful, and tomorrow they bring breakfast to our room.]]>
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Sapete queste vasche di pietra qua però c'è anche la jacuzzi e ci si fa la doccia prima di entrare, naturalmente, e c'è non solo la cromoterapia che cambiano tutte le luci eccetera eccetera ma davanti alla Jacuzzi c'è incastrato anche uno schermo di televisore. Ma non finisce qua!<br><br>Poi ventimila asciugamani, ventimila cose, centomila cremine, la maschera, che mi sono già fatta, non solo l'asciugacapelli, ma anche la piastra, che io naturalmente non uso, però vabbè, sono a disposizione se qualcuno le volesse usare.<br><br>E poi naturalmente il gabinetto giapponese riscaldato col coperchio, con la doccia, col bidet, ma quello manco lo dico.<br><br>La cosa divertente è che questo è un albergo per adulti, che noi non lo sapevamo! Qui c'è questo letto gigantesco, ma veramente grande, grande, e poi ai due lati del comodino, da un lato c'è una cosa che sembra un un frullatore e che vibra, ma non è un frullatore, vi giuro è attaccato con elettricità e c'ha tutte le sue copertine che si mettono sopra di gomma, di lattice per questioni igieniche, con tanti lubrificanti eccetera.<br><br>E dall'altra parte del letto, nell'altro comodino. Ora ci sto andando. C'è invece un altro aggeggio che questo penso che la gente se lo possa pure portar via perché dentro una scatolina di plastica con le batterie e anche questo serve agli adulti poi cosa c'è?<br><br>Sì, c'è un armadio che tu lo apri e c'è una specie di distributore di quelli che tu metti le monete, prendi le cose. Però ci sono lubrificanti, mutande, abiti per trasformare, per travestirsi, mutande, non so se siano pulite o sporche, perché so che in Giappone ci sono anche certe, piacciono certe cose. Poi c'è una slot machine! Abbiamo una slot machine in camera che ci puoi mettere le monete, ci puoi giocare, un divano.<br><br>Vabbè, naturalmente poi c'è il minibar, ma quello ce l'hanno tutti, ecco. Incredibile, incredibile, c'è poi uno schermo gigante che lè a televisione e si può anche collegare il tuo telefono, se vuoi.<br><br>Insomma, siamo basiti e domani ci portano la colazione in camera.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>I know that I am a bit provincial, although I have travelled a lot, however, underneath I am provincial. Whatever, I'll tell you what happened. Our hotel in Kyoto is actually a boudoir. We upgraded from the room in Tokyo that was tiny, like ten square meters, but I'm not exaggerating ten square meters.<br><br>Here in Kyoto, our hotel room is one space with a very large room, one bathroom, another, another space. And then there's the private onsen, the onsen is ... You know these stone tubs here though there's also the jacuzzi and you take a shower before you get in there, of course, and there's not only the colour therapy that they change all the lights and so on and so forth but in front of the jacuzzi there's also embedded a television screen. But it doesn't end there!<br>Then twenty thousand towels, twenty thousand things, a hundred thousand creams, the mask, which I have already used, not only the hair dryer, but also the straightener, which I of course do not use, but whatever, they are available if anyone wants to use them.<br><br>And then of course the Japanese heated toilet with the lid, with the shower, with the bidet, but I don't even mention that one.<br><br>The funny thing is that this is a hotel for adults, which we didn't know! Here is this giant bed, but really big, big, and then on the two sides of the bedside table, on one side there is a thing that looks like a blender and it vibrates, but it's not a blender, I swear to you it's attached with electricity and it has all the covers that you put on it made of rubber, latex for hygienic issues, with lots of lubricants and so on.<br><br>And on the other side of the bed, in the other nightstand. I'm going there now. Instead, there is another contraption that this one I think people may as well take home because inside a little plastic box with batteries and this one also serves adults then what is there?<br><br>Yes, there is a cabinet you open it and there is a kind of dispenser where you put coins and you take things. So, there are lubricants, underwear, clothes for transforming, cross-dressing, underwear, I don't know if they are clean or dirty, because I know that in Japan there are also certain, they like certain things. Then there is a slot machine! We have a slot machine in the room that you can put coins in, you can play, and we have a couch.<br><br>Whatever, of course then there's the minibar, but everybody has that, that's it. Unbelievable, unbelievable, there is then a giant screen that lè to television and you can even connect your phone if you want.<br><br>In short, we are bashful, and tomorrow they bring breakfast to our room.]]>
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      <pubDate>Tue, 07 Nov 2023 22:20:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Se qualche giorno fa dicevo di sentirmi come dentro un episodio della serie TV Midnight Tokyo oggi, arrivando all'albergo di Kyoto, lo scenario era piuttosto quello de L'impero dei sensi :-) TRASCRIZIONE [ENG translation below]Io lo so che sono un po' provinciale, anche se ho viaggiato molto, però sotto sotto sono provinciale. Vabbè, vi dico che cosa è successo. L'albergo di Kyoto in effetti è un boudoir. Siamo passati dalla stanza di Tokyo che era minuscola, tipo dieci metri quadri, ma non sto esagerando, dieci metri quadri.Qui a Kyoto la nostra camera d'albergo è un'ambiente con una grandissima stanza, un bagno, un altro, un altro spazio. E poi c'è l'onsen privato, l'onsen è... Sapete queste vasche di pietra qua però c'è anche la jacuzzi e ci si fa la doccia prima di entrare, naturalmente, e c'è non solo la cromoterapia che cambiano tutte le luci eccetera eccetera ma davanti alla Jacuzzi c'è incastrato anche uno schermo di televisore. Ma non finisce qua!Poi ventimila asciugamani, ventimila cose, centomila cremine, la maschera, che mi sono già fatta, non solo l'asciugacapelli, ma anche la piastra, che io naturalmente non uso, però vabbè, sono a disposizione se qualcuno le volesse usare.E poi naturalmente il gabinetto giapponese riscaldato col coperchio, con la doccia, col bidet, ma quello manco lo dico.La cosa divertente è che questo è un albergo per adulti, che noi non lo sapevamo! Qui c'è questo letto gigantesco, ma veramente grande, grande, e poi ai due lati del comodino, da un lato c'è una cosa che sembra un un frullatore e che vibra, ma non è un frullatore, vi giuro è attaccato con elettricità e c'ha tutte le sue copertine che si mettono sopra di gomma, di lattice per questioni igieniche, con tanti lubrificanti eccetera.E dall'altra parte del letto, nell'altro comodino. Ora ci sto andando. C'è invece un altro aggeggio che questo penso che la gente se lo possa pure portar via perché dentro una scatolina di plastica con le batterie e anche questo serve agli adulti poi cosa c'è?Sì, c'è un armadio che tu lo apri e c'è una specie di distributore di quelli che tu metti le monete, prendi le cose. Però ci sono lubrificanti, mutande, abiti per trasformare, per travestirsi, mutande, non so se siano pulite o sporche, perché so che in Giappone ci sono anche certe, piacciono certe cose. Poi c'è una slot machine! Abbiamo una slot machine in camera che ci puoi mettere le monete, ci puoi giocare, un divano.Vabbè, naturalmente poi c'è il minibar, ma quello ce l'hanno tutti, ecco. Incredibile, incredibile, c'è poi uno schermo gigante che lè a televisione e si può anche collegare il tuo telefono, se vuoi.Insomma, siamo basiti e domani ci portano la colazione in camera.TRANSLATIONI know that I am a bit provincial, although I have travelled a lot, however, underneath I am provincial. Whatever, I'll tell you what happened. Our hotel in Kyoto is actually a boudoir. We upgraded from the room in Tokyo that was tiny, like ten square meters, but I'm not exaggerating ten square meters.Here in Kyoto, our hotel room is one space with a very large room, one bathroom, another, another space. And then there's the private onsen, the onsen is ... You know these stone tubs here though there's also the jacuzzi and you take a shower before you get in there, of course, and there's not only the colour therapy that they change all the lights and so on and so forth but in front of the jacuzzi there's also embedded a television screen. But it doesn't end there!Then twenty thousand towels, twenty thousand things, a hundred thousand creams, the mask, which I have already used, not only the hair dryer, but also the straightener, which I of course do not use, but whatever, they are available if anyone wants to use them.And then of course the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Se qualche giorno fa dicevo di sentirmi come dentro un episodio della serie TV Midnight Tokyo oggi, arrivando all'albergo di Kyoto, lo scenario era piuttosto quello de L'impero dei sensi :-) TRASCRIZIONE [ENG translation below]Io lo so che sono un po' pro</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 676 Stile Giapponese</title>
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        <![CDATA[Vestiti sobri, colori poco appariscenti, tagli finto-semplice ma in realtà ricercati. Eppure c'è un dettaglio che non sta per niente bene con tutta la ricercatezza che i giapponesi mettono nel vestire.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Se qualcuno dovesse chiedere cos'è lo stile giapponese? Sicuramente risponderei: è uno stile molto asciutto, molto rigoroso, colori anche molto sobri, quindi molto grigio, molto nero, molto beige, e non avrei tutti i torti.<br><br>Effettivamente camminando per le strade di Tokyo sembra di essere dentro un film giapponese, perché le persone sono esattamente vestite così come uno si immagina che siano.<br>Allora, ho notato una cosa, che le donne usano tantissimo gli scamiciati con sotto camicie a maniche lunghe, ma anche con maglioni, cioè proprio dappertutto, dove ti giri ci sono le donne con questi scamiciati, sempre molto sobri, con le linee molto semplici, molto lunghi anche, che vanno ben oltre il polpaccio.<br><br>E anche quando le persone più giovani sono vestite in modi un po' più strani, in modo più un po' più appariscenti, sembra sempre che siano uscite da un film perché effettivamente c'è questa ricercatezza incredibile anche nelle persone che sono vestite nei modi più semplici.<br><br>Non ho visto gente trasandata, sto un po generalizzando, ma un po' come quando si generalizza dicendo ah! Gli italiani si vestono bene. Che poi vabbè, ci sarebbe anche da capire cosa significa vestirsi bene.<br><br>Sì, ho notato una grandissima attenzione nell'abbigliamento e pochissima gente vestita in modo trasandato. Gli unici che ho visto vestiti in modo trasandato diciamo che sono i turisti che balzano subito agli occhi appunto perché si vede che sono vestiti in modo diverso.<br><br>Ora penso ai nostri giovani, alle nostre ragazze, come si vestono con i colori sgargianti, queste cose molto appariscenti, ecco qua no, a parte il fatto che poi quasi nessuno ha tatuaggi, però una cosa devo dire che mentre c'è tantissima attenzione per l'abbigliamento, che è ricercato, curato, ci sono delle delle ragazze che sembra stiano andando a teatro negli anni '50 e probabilmente stanno semplicemente andando a scuola oppure in ufficio, c'è invece poca attenzione per le scarpe. Spesso si vede gente vestita in modo molto curato, però guardi giù e magari alle scarpe un po' non molto curate, un po' sformate, un po' graffiate oppure non pulitissime, spesso un po' sformate.<br><br>È una cosa che ho notato e visto che sono in Giappone lo faccio entrare nei miei 3 minuti grezzi.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If someone were to ask what is Japanese style? I would certainly answer: it is a very dry style, very strict, very restrained colours as well, so a lot of grey, a lot of black, a lot of beige, and I would have a point.<br><br>Effectively walking through the streets of Tokyo feels like being inside a Japanese movie, because people are dressed exactly as one imagines them to be.<br>So, I've noticed one thing, that women use a lot of pinafores with long-sleeved shirts underneath, but also with sweaters, I mean just everywhere, everywhere you turn there are women with these pinafores, always very sober, with very simple lines, very long also, going well beyond the calf.<br><br>And even when younger people are dressed in ways that are a little bit stranger, in ways that are a little bit more flamboyant, it always looks like they came out of a movie because actually there is this incredible sophistication even in people who are dressed in the simplest ways.<br>I didn't see any scruffy people, I'm kind of generalising, but kind of like when you generalise by saying ah! Italians dress well. Which then whatever, there would also be the question of what it means to dress well.<br><br>Yes, I noticed a great deal of attention in clothing and very few people dressed shabbily. The only ones I have seen dressed scruffily let's say are the tourists who immediately stand out precisely because you can see that they are dressed differently.<br><br>Now I think of our young people, our girls, how they dress in bright colours, these very flashy things, unlike here, apart from the fact that then almost no one has tattoos, however one thing I have to say that while there is so much attention to clothing, which is sought after, neat, there are some girls who look like they are going to the theatre in the 1950s and probably they are just going to school or to the office, there is little attention to shoes instead. Often you see people dressed very neatly, however you look down and maybe at the shoes a little bit not very neat, a little bit scuffed or not very clean, often a little bit misshapen.<br>It's something I've noticed, and since I'm in Japan I'm making it part of my 3-minute daily podcast.]]>
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        <![CDATA[Vestiti sobri, colori poco appariscenti, tagli finto-semplice ma in realtà ricercati. Eppure c'è un dettaglio che non sta per niente bene con tutta la ricercatezza che i giapponesi mettono nel vestire.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Se qualcuno dovesse chiedere cos'è lo stile giapponese? Sicuramente risponderei: è uno stile molto asciutto, molto rigoroso, colori anche molto sobri, quindi molto grigio, molto nero, molto beige, e non avrei tutti i torti.<br><br>Effettivamente camminando per le strade di Tokyo sembra di essere dentro un film giapponese, perché le persone sono esattamente vestite così come uno si immagina che siano.<br>Allora, ho notato una cosa, che le donne usano tantissimo gli scamiciati con sotto camicie a maniche lunghe, ma anche con maglioni, cioè proprio dappertutto, dove ti giri ci sono le donne con questi scamiciati, sempre molto sobri, con le linee molto semplici, molto lunghi anche, che vanno ben oltre il polpaccio.<br><br>E anche quando le persone più giovani sono vestite in modi un po' più strani, in modo più un po' più appariscenti, sembra sempre che siano uscite da un film perché effettivamente c'è questa ricercatezza incredibile anche nelle persone che sono vestite nei modi più semplici.<br><br>Non ho visto gente trasandata, sto un po generalizzando, ma un po' come quando si generalizza dicendo ah! Gli italiani si vestono bene. Che poi vabbè, ci sarebbe anche da capire cosa significa vestirsi bene.<br><br>Sì, ho notato una grandissima attenzione nell'abbigliamento e pochissima gente vestita in modo trasandato. Gli unici che ho visto vestiti in modo trasandato diciamo che sono i turisti che balzano subito agli occhi appunto perché si vede che sono vestiti in modo diverso.<br><br>Ora penso ai nostri giovani, alle nostre ragazze, come si vestono con i colori sgargianti, queste cose molto appariscenti, ecco qua no, a parte il fatto che poi quasi nessuno ha tatuaggi, però una cosa devo dire che mentre c'è tantissima attenzione per l'abbigliamento, che è ricercato, curato, ci sono delle delle ragazze che sembra stiano andando a teatro negli anni '50 e probabilmente stanno semplicemente andando a scuola oppure in ufficio, c'è invece poca attenzione per le scarpe. Spesso si vede gente vestita in modo molto curato, però guardi giù e magari alle scarpe un po' non molto curate, un po' sformate, un po' graffiate oppure non pulitissime, spesso un po' sformate.<br><br>È una cosa che ho notato e visto che sono in Giappone lo faccio entrare nei miei 3 minuti grezzi.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If someone were to ask what is Japanese style? I would certainly answer: it is a very dry style, very strict, very restrained colours as well, so a lot of grey, a lot of black, a lot of beige, and I would have a point.<br><br>Effectively walking through the streets of Tokyo feels like being inside a Japanese movie, because people are dressed exactly as one imagines them to be.<br>So, I've noticed one thing, that women use a lot of pinafores with long-sleeved shirts underneath, but also with sweaters, I mean just everywhere, everywhere you turn there are women with these pinafores, always very sober, with very simple lines, very long also, going well beyond the calf.<br><br>And even when younger people are dressed in ways that are a little bit stranger, in ways that are a little bit more flamboyant, it always looks like they came out of a movie because actually there is this incredible sophistication even in people who are dressed in the simplest ways.<br>I didn't see any scruffy people, I'm kind of generalising, but kind of like when you generalise by saying ah! Italians dress well. Which then whatever, there would also be the question of what it means to dress well.<br><br>Yes, I noticed a great deal of attention in clothing and very few people dressed shabbily. The only ones I have seen dressed scruffily let's say are the tourists who immediately stand out precisely because you can see that they are dressed differently.<br><br>Now I think of our young people, our girls, how they dress in bright colours, these very flashy things, unlike here, apart from the fact that then almost no one has tattoos, however one thing I have to say that while there is so much attention to clothing, which is sought after, neat, there are some girls who look like they are going to the theatre in the 1950s and probably they are just going to school or to the office, there is little attention to shoes instead. Often you see people dressed very neatly, however you look down and maybe at the shoes a little bit not very neat, a little bit scuffed or not very clean, often a little bit misshapen.<br>It's something I've noticed, and since I'm in Japan I'm making it part of my 3-minute daily podcast.]]>
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      <pubDate>Mon, 06 Nov 2023 22:07:49 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Vestiti sobri, colori poco appariscenti, tagli finto-semplice ma in realtà ricercati. Eppure c'è un dettaglio che non sta per niente bene con tutta la ricercatezza che i giapponesi mettono nel vestire.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Se qualcuno dovesse chiedere cos'è lo stile giapponese? Sicuramente risponderei: è uno stile molto asciutto, molto rigoroso, colori anche molto sobri, quindi molto grigio, molto nero, molto beige, e non avrei tutti i torti.Effettivamente camminando per le strade di Tokyo sembra di essere dentro un film giapponese, perché le persone sono esattamente vestite così come uno si immagina che siano.Allora, ho notato una cosa, che le donne usano tantissimo gli scamiciati con sotto camicie a maniche lunghe, ma anche con maglioni, cioè proprio dappertutto, dove ti giri ci sono le donne con questi scamiciati, sempre molto sobri, con le linee molto semplici, molto lunghi anche, che vanno ben oltre il polpaccio.E anche quando le persone più giovani sono vestite in modi un po' più strani, in modo più un po' più appariscenti, sembra sempre che siano uscite da un film perché effettivamente c'è questa ricercatezza incredibile anche nelle persone che sono vestite nei modi più semplici.Non ho visto gente trasandata, sto un po generalizzando, ma un po' come quando si generalizza dicendo ah! Gli italiani si vestono bene. Che poi vabbè, ci sarebbe anche da capire cosa significa vestirsi bene.Sì, ho notato una grandissima attenzione nell'abbigliamento e pochissima gente vestita in modo trasandato. Gli unici che ho visto vestiti in modo trasandato diciamo che sono i turisti che balzano subito agli occhi appunto perché si vede che sono vestiti in modo diverso.Ora penso ai nostri giovani, alle nostre ragazze, come si vestono con i colori sgargianti, queste cose molto appariscenti, ecco qua no, a parte il fatto che poi quasi nessuno ha tatuaggi, però una cosa devo dire che mentre c'è tantissima attenzione per l'abbigliamento, che è ricercato, curato, ci sono delle delle ragazze che sembra stiano andando a teatro negli anni '50 e probabilmente stanno semplicemente andando a scuola oppure in ufficio, c'è invece poca attenzione per le scarpe. Spesso si vede gente vestita in modo molto curato, però guardi giù e magari alle scarpe un po' non molto curate, un po' sformate, un po' graffiate oppure non pulitissime, spesso un po' sformate.È una cosa che ho notato e visto che sono in Giappone lo faccio entrare nei miei 3 minuti grezzi.TRANSLATIONIf someone were to ask what is Japanese style? I would certainly answer: it is a very dry style, very strict, very restrained colours as well, so a lot of grey, a lot of black, a lot of beige, and I would have a point.Effectively walking through the streets of Tokyo feels like being inside a Japanese movie, because people are dressed exactly as one imagines them to be.So, I've noticed one thing, that women use a lot of pinafores with long-sleeved shirts underneath, but also with sweaters, I mean just everywhere, everywhere you turn there are women with these pinafores, always very sober, with very simple lines, very long also, going well beyond the calf.And even when younger people are dressed in ways that are a little bit stranger, in ways that are a little bit more flamboyant, it always looks like they came out of a movie because actually there is this incredible sophistication even in people who are dressed in the simplest ways.I didn't see any scruffy people, I'm kind of generalising, but kind of like when you generalise by saying ah! Italians dress well. Which then whatever, there would also be the question of what it means to dress well.Yes, I noticed a great deal of attention in clothing and very few people dressed shabbily. The only ones I have seen dressed scruffily let's...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Vestiti sobri, colori poco appariscenti, tagli finto-semplice ma in realtà ricercati. Eppure c'è un dettaglio che non sta per niente bene con tutta la ricercatezza che i giapponesi mettono nel vestire.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Se qualcuno dovess</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 675 Senza coperto</title>
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        <![CDATA[Quando sei in vacanza all'estero è più difficile raccontarti che tu non sei come gli altri turisti. Per fortuna c'è sempre l'americano di turno a farti sentire un po' migliore (chiedo naturalmente scusa agli amiricani e alle americane che non incarnano lo stereotipo).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Fintanto che all'estero si vive, è molto facile sentirsi diversi dai turisti che quel posto lo frequentano. Però quando anche tu sei in vacanza, quindi quando anche tu non hai più nessuna scusa sei un turista si fanno degli incontri che a volte, non dico che siano imbarazzanti, però mettono in luce gli aspetti, alcuni aspetti boh.<br><br>Vabbè, taglio corto. Ieri sera eravamo in una parte di Tokyo che si chiama <b>Golden Gai </b>e che è molto turistica, ma molto turistica anche perché molto caratteristica. Ci sono un paio di stradine un paio di vicoletti però fitti, fitti, fitti, fitti di piccoli bar. Solitamente in questi bar ci stanno al massimo sei persone, quindi sono delle piccole, piccole stanzette e lì si va e si beve, si chiacchiera, molte delle persone che gestiscono questi bar parlano l'inglese, per cui si fanno anche le chiacchiere con le persone che questi posti li gestiscono.<br><br>Ieri in uno di questi baretti ho incrociato un americano, e mi dispiace per gli americani però incarnano molto bene lo stereotipo che spesso si ha quando si pensa agli americani che vanno fuori e che, insomma sono sono un po' arroganti.<br><br>Allora immaginatevi questo bar molto molto piccolo, fai le scale strette, strette, strette per salire per arrivare, ci sono pochissime cose che puoi prendere lì, pochi liquori e qualche birra, non si mangia. Il proprietario, un ragazzo molto giovane, molto simpatico, facciamo le chiacchiere e poi c'è questo ragazzotto inglese americano che fa? Si lamenta, dice che i drinks costano troppo rispetto agli altri posti, che evidentemente si è già tutti girati, e il proprietario che fa? Dice, guarda qua è vero costano un po' di più però non ti facciamo pagare il coperto, perché in questi baretti ti fanno pagare altrimenti il coperto, e poi... Niente lì si mette a, cercava di dire qualcosa in giapponese però naturalmente non conosceva il giapponese, quindi era una cosa abbastanza penosa, per carità, un premio per averci provato, però diciamo che questo ragazzo americano occupava un sacco di spazio, non solo fisicamente, ma anche fisicamente, ripeto era un posto minuscolo e lui era grosso, proprio mentalmente.<br><br>Vabbè, sono un turista anch'io.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>As long as you live abroad, it is very easy to feel different from the tourists who frequent that place. But when you too are on vacation, so when you too no longer have any excuse as tourist you have encounters that sometimes, I'm not saying they are embarrassing, however they highlight aspects, some aspects IDK.<br>Whatever, cut it short. Last night we were in a part of Tokyo called Golden Gai that is very touristy, but really touristy also because it is very quaint. There are a couple of small streets a couple of small alleys however dense, dense, dense with small bars. Usually can fit a maximum of six people in these bars, so they are small, small rooms and there you go and drink, you chat, many of the people who run these bars speak English, so you also chat with the people who run these places.<br>Yesterday in one of these little bars I crossed paths with an American, and I feel sorry for Americans however they embody very well the stereotype that we often have when we think of Americans going out and, I mean they are kind of arrogant.<br>So imagine this very very small bar, you make the narrow, narrow, narrow stairs to get up to get there, there are very few things you can get there, very few liquor and a few beers, you can't eat. The owner, a very young guy, very nice, we make small talk, and then there's this American guy who does what? He complains, says the drinks cost too much compared to other places, which evidently everyone has already turned around, and what does the owner do? He says, look here it's true they cost a little bit more however we don't charge you the cover, because in these little bars they charge you otherwise the cover, and then ... Nothing there he starts to, he was trying to say something in Japanese however of course he didn't know Japanese, so it was quite awkward, for goodness sake , a reward for trying, however let's say that this American guy was taking up a lot of space, not only physically, I repeat it was a tiny place and he was big, also mentally. Whatever, I'm a tourist myself.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Quando sei in vacanza all'estero è più difficile raccontarti che tu non sei come gli altri turisti. Per fortuna c'è sempre l'americano di turno a farti sentire un po' migliore (chiedo naturalmente scusa agli amiricani e alle americane che non incarnano lo stereotipo).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Fintanto che all'estero si vive, è molto facile sentirsi diversi dai turisti che quel posto lo frequentano. Però quando anche tu sei in vacanza, quindi quando anche tu non hai più nessuna scusa sei un turista si fanno degli incontri che a volte, non dico che siano imbarazzanti, però mettono in luce gli aspetti, alcuni aspetti boh.<br><br>Vabbè, taglio corto. Ieri sera eravamo in una parte di Tokyo che si chiama <b>Golden Gai </b>e che è molto turistica, ma molto turistica anche perché molto caratteristica. Ci sono un paio di stradine un paio di vicoletti però fitti, fitti, fitti, fitti di piccoli bar. Solitamente in questi bar ci stanno al massimo sei persone, quindi sono delle piccole, piccole stanzette e lì si va e si beve, si chiacchiera, molte delle persone che gestiscono questi bar parlano l'inglese, per cui si fanno anche le chiacchiere con le persone che questi posti li gestiscono.<br><br>Ieri in uno di questi baretti ho incrociato un americano, e mi dispiace per gli americani però incarnano molto bene lo stereotipo che spesso si ha quando si pensa agli americani che vanno fuori e che, insomma sono sono un po' arroganti.<br><br>Allora immaginatevi questo bar molto molto piccolo, fai le scale strette, strette, strette per salire per arrivare, ci sono pochissime cose che puoi prendere lì, pochi liquori e qualche birra, non si mangia. Il proprietario, un ragazzo molto giovane, molto simpatico, facciamo le chiacchiere e poi c'è questo ragazzotto inglese americano che fa? Si lamenta, dice che i drinks costano troppo rispetto agli altri posti, che evidentemente si è già tutti girati, e il proprietario che fa? Dice, guarda qua è vero costano un po' di più però non ti facciamo pagare il coperto, perché in questi baretti ti fanno pagare altrimenti il coperto, e poi... Niente lì si mette a, cercava di dire qualcosa in giapponese però naturalmente non conosceva il giapponese, quindi era una cosa abbastanza penosa, per carità, un premio per averci provato, però diciamo che questo ragazzo americano occupava un sacco di spazio, non solo fisicamente, ma anche fisicamente, ripeto era un posto minuscolo e lui era grosso, proprio mentalmente.<br><br>Vabbè, sono un turista anch'io.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>As long as you live abroad, it is very easy to feel different from the tourists who frequent that place. But when you too are on vacation, so when you too no longer have any excuse as tourist you have encounters that sometimes, I'm not saying they are embarrassing, however they highlight aspects, some aspects IDK.<br>Whatever, cut it short. Last night we were in a part of Tokyo called Golden Gai that is very touristy, but really touristy also because it is very quaint. There are a couple of small streets a couple of small alleys however dense, dense, dense with small bars. Usually can fit a maximum of six people in these bars, so they are small, small rooms and there you go and drink, you chat, many of the people who run these bars speak English, so you also chat with the people who run these places.<br>Yesterday in one of these little bars I crossed paths with an American, and I feel sorry for Americans however they embody very well the stereotype that we often have when we think of Americans going out and, I mean they are kind of arrogant.<br>So imagine this very very small bar, you make the narrow, narrow, narrow stairs to get up to get there, there are very few things you can get there, very few liquor and a few beers, you can't eat. The owner, a very young guy, very nice, we make small talk, and then there's this American guy who does what? He complains, says the drinks cost too much compared to other places, which evidently everyone has already turned around, and what does the owner do? He says, look here it's true they cost a little bit more however we don't charge you the cover, because in these little bars they charge you otherwise the cover, and then ... Nothing there he starts to, he was trying to say something in Japanese however of course he didn't know Japanese, so it was quite awkward, for goodness sake , a reward for trying, however let's say that this American guy was taking up a lot of space, not only physically, I repeat it was a tiny place and he was big, also mentally. Whatever, I'm a tourist myself.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 06 Nov 2023 00:18:44 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 674 Muovere folle</title>
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        <![CDATA[Japan Mobility Show: trenta secondi per smaltire una folla di cinquemila persone. Non riesco a crederci ora che lo scrivo, eppure c'ero e l'ho visto con i miei occhi visto che in mezzo ai cinquemila c'ero anch'io.<br><br>TRASCRIZIONE [Eng. translation below] <br><br>C'è gente che riesce a muovere le masse in modo incredibilmente efficiente. Non tantissimo tempo fa, mentre ero a Venezia per la Biennale, anche lì c'era una minuscola fila, ci saranno state, boh, 50 persone che aspettavano di entrare, queste 50 persone per entrare hanno impiegato quasi un quarto d'ora. Ora sono al... come si chiama? Tokyo, al Mobility Show di Tokyo e abbiamo atteso un po' che aprissero i cancelli, perché l'orario d'apertura era per le 09:30, alle 09:30 precise hanno aperto e abbiamo comprato questo biglietto che ci permetteva di entrare prima, diciamo un po' prima, rispetto agli altri turni di ingresso.<br>Insieme a noi c'erano, boh, quanti saranno state? 5000 persone? Insomma un sacco di gente. Tutti lì, tranquilli, in piedi, che aspettavamo. Poi a un certo punto hanno aperto i cancelli, io non l'ho visto perché ero molto indietro e, ripeto, eravamo circa 5000 e per far entrare 5000 persone, quindi controllare il biglietto e poi ci hanno anche guardato dentro lo zaino, non sto esagerando, hanno impiegato forse 30 secondi.<br>È stata una cosa incredibile, improvvisa. Così come hanno aperto i cancelli la folla si è mossa all'unisono, tutti avevano il biglietto in mano e tutti avanzavano tranquillamente senza intralci, c'erano tantissime postazioni per entrare, pieno di gente col megafono che diceva 'qui destra e sinistra', o almeno io immagino che dicessero 'qui destra e sinistra' perché naturalmente parlavano in giapponese.<br>È pieno di volontari che aiutavano le persone in difficoltà, anche adesso sentite le grida del megafono che invita la gente ad andare a destra e sinistra.<br>Comunque riescono a muovere le folle in modo incredibile. Io sono rimasta, è una cosa che mi ha colpito molto, perché muovere folle di queste dimensioni con tanta leggerezza e con tanta disinvoltura fa anche capire che, niente sono bravi a organizzarsi.<br>Comunque adesso sto entrando al Tokyo Future Show, no Tokyo Mobility Show, che vi spiego un po cos'è, era prima il Motor Show, che però adesso è diventata la fiera della sostenibilità delle nuove cose, delle novità tecnologiche, pare che sia una delle più grandi al mondo e oggi è l'ultimo giorno, noi siamo arrivati ieri abbiamo approfittato a comprare già prima di partire il biglietto perché non volevamo perderla.<br>E niente ora vi abbandono perché siamo dentro e vado ad esplorare. Poi vi farò sapere delle mirabolanti meraviglie che ci sono, che abbiamo visto.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There are people who can move the masses incredibly efficiently.<br>Not so long ago, while I was in Venice for the Biennale, there was a<br>tiny line, there must have been, boh, 50 people waiting to get in, these 50<br>people to enter took almost a quarter of an hour.<br>They are now at the.<br>what is his name? Tokyo, at the Tokyo Mobility Show, and we waited a while for them to open the<br>gates, because the opening time was for 09:30, at exactly 09:30 they opened and<br>we bought this ticket that allowed us to get in earlier, let's say a little bit<br>Earlier, compared to other entry shifts.<br>Along with us there were, boh, how many must have been?<br>5,000 people?<br>In short, a lot of people.<br>All of us standing there quietly, waiting.<br>Then at one point they opened the gates, I didn't see it because I was very<br>back and, again, we were about 5,000 and to get 5,000 people in, so check<br>the ticket and then they also looked inside our backpack, I'm not exaggerating, they<br>took maybe 30 seconds.<br>It was an incredible, sudden thing.<br>Just as they opened the gates the crowd moved in unison, everyone had the<br>ticket in hand and everyone was advancing quietly without hindrance, there were<br>so many stations to enter, full of people with megaphones saying 'here right and<br>left', or at least I imagine they were saying 'left and right here' because<br>Of course, they spoke in Japanese.<br>It is full of volunteers who helped people in need, even now heard the cries<br>Of the megaphone inviting people to go left and right.<br>However, they can move crowds in an incredible way.<br>I stayed, that's something that really struck me, because moving crowds of<br>these dimensions so lightly and so casually also makes it clear that<br>, nothing they are good at organizing.<br>However, I'm now entering the Tokyo Future Show, no Tokyo Mobility Show, which I'll explain.<br>a little what it is, it used to be the Motor Show, which, however, has now become the fair of the<br>sustainability of new things, of technological innovations, it seems to be one of the most<br>great in the world and today is the last day, we arrived yesterday we took advantage<br>to buy the ticket even before we left because we didn't want to miss it.<br>And nothing now I will leave you because we are inside and I am going to explore.<br>Then I will let you know about the wondrous wonders that are there, that we have seen.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Japan Mobility Show: trenta secondi per smaltire una folla di cinquemila persone. Non riesco a crederci ora che lo scrivo, eppure c'ero e l'ho visto con i miei occhi visto che in mezzo ai cinquemila c'ero anch'io.<br><br>TRASCRIZIONE [Eng. translation below] <br><br>C'è gente che riesce a muovere le masse in modo incredibilmente efficiente. Non tantissimo tempo fa, mentre ero a Venezia per la Biennale, anche lì c'era una minuscola fila, ci saranno state, boh, 50 persone che aspettavano di entrare, queste 50 persone per entrare hanno impiegato quasi un quarto d'ora. Ora sono al... come si chiama? Tokyo, al Mobility Show di Tokyo e abbiamo atteso un po' che aprissero i cancelli, perché l'orario d'apertura era per le 09:30, alle 09:30 precise hanno aperto e abbiamo comprato questo biglietto che ci permetteva di entrare prima, diciamo un po' prima, rispetto agli altri turni di ingresso.<br>Insieme a noi c'erano, boh, quanti saranno state? 5000 persone? Insomma un sacco di gente. Tutti lì, tranquilli, in piedi, che aspettavamo. Poi a un certo punto hanno aperto i cancelli, io non l'ho visto perché ero molto indietro e, ripeto, eravamo circa 5000 e per far entrare 5000 persone, quindi controllare il biglietto e poi ci hanno anche guardato dentro lo zaino, non sto esagerando, hanno impiegato forse 30 secondi.<br>È stata una cosa incredibile, improvvisa. Così come hanno aperto i cancelli la folla si è mossa all'unisono, tutti avevano il biglietto in mano e tutti avanzavano tranquillamente senza intralci, c'erano tantissime postazioni per entrare, pieno di gente col megafono che diceva 'qui destra e sinistra', o almeno io immagino che dicessero 'qui destra e sinistra' perché naturalmente parlavano in giapponese.<br>È pieno di volontari che aiutavano le persone in difficoltà, anche adesso sentite le grida del megafono che invita la gente ad andare a destra e sinistra.<br>Comunque riescono a muovere le folle in modo incredibile. Io sono rimasta, è una cosa che mi ha colpito molto, perché muovere folle di queste dimensioni con tanta leggerezza e con tanta disinvoltura fa anche capire che, niente sono bravi a organizzarsi.<br>Comunque adesso sto entrando al Tokyo Future Show, no Tokyo Mobility Show, che vi spiego un po cos'è, era prima il Motor Show, che però adesso è diventata la fiera della sostenibilità delle nuove cose, delle novità tecnologiche, pare che sia una delle più grandi al mondo e oggi è l'ultimo giorno, noi siamo arrivati ieri abbiamo approfittato a comprare già prima di partire il biglietto perché non volevamo perderla.<br>E niente ora vi abbandono perché siamo dentro e vado ad esplorare. Poi vi farò sapere delle mirabolanti meraviglie che ci sono, che abbiamo visto.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There are people who can move the masses incredibly efficiently.<br>Not so long ago, while I was in Venice for the Biennale, there was a<br>tiny line, there must have been, boh, 50 people waiting to get in, these 50<br>people to enter took almost a quarter of an hour.<br>They are now at the.<br>what is his name? Tokyo, at the Tokyo Mobility Show, and we waited a while for them to open the<br>gates, because the opening time was for 09:30, at exactly 09:30 they opened and<br>we bought this ticket that allowed us to get in earlier, let's say a little bit<br>Earlier, compared to other entry shifts.<br>Along with us there were, boh, how many must have been?<br>5,000 people?<br>In short, a lot of people.<br>All of us standing there quietly, waiting.<br>Then at one point they opened the gates, I didn't see it because I was very<br>back and, again, we were about 5,000 and to get 5,000 people in, so check<br>the ticket and then they also looked inside our backpack, I'm not exaggerating, they<br>took maybe 30 seconds.<br>It was an incredible, sudden thing.<br>Just as they opened the gates the crowd moved in unison, everyone had the<br>ticket in hand and everyone was advancing quietly without hindrance, there were<br>so many stations to enter, full of people with megaphones saying 'here right and<br>left', or at least I imagine they were saying 'left and right here' because<br>Of course, they spoke in Japanese.<br>It is full of volunteers who helped people in need, even now heard the cries<br>Of the megaphone inviting people to go left and right.<br>However, they can move crowds in an incredible way.<br>I stayed, that's something that really struck me, because moving crowds of<br>these dimensions so lightly and so casually also makes it clear that<br>, nothing they are good at organizing.<br>However, I'm now entering the Tokyo Future Show, no Tokyo Mobility Show, which I'll explain.<br>a little what it is, it used to be the Motor Show, which, however, has now become the fair of the<br>sustainability of new things, of technological innovations, it seems to be one of the most<br>great in the world and today is the last day, we arrived yesterday we took advantage<br>to buy the ticket even before we left because we didn't want to miss it.<br>And nothing now I will leave you because we are inside and I am going to explore.<br>Then I will let you know about the wondrous wonders that are there, that we have seen.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 05 Nov 2023 08:18:49 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3’ grezzi Ep. 673 Come dentro Midnight Tokyo</title>
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        <![CDATA[Non mi capita spesso di trovarmi dentro il set di una serie tv che mi piace! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Midnight Tokyo è una serie televisiva che c'è su Netflix. Molto semplice, dura una ventina di minuti e ogni puntata è molto simile una all'altra: c'è questo piccolo locale, ma tipo immaginate dieci metri quadri, neanche, dove c'è un signore che apre da mezzanotte fino a all'alba e prepara da mangiare per gli avventori che in quelle ore notturne vanno in giro per Tokyo.<br>Ognuno racconta una storia, e ogni puntata è la storia di uno di questi personaggi. Io l'ho guardato per un bel po' di tempo, anche perché è molto rilassante, non ci sono storie chissà che, eclatanti, è tutto molto, molto tranquillo, molto, molto domestico.<br>Ecco, oggi mi sono trovata dentro una puntata di Midnight Tokyo. Sono in Giappone, sono arrivata boh, qualche ora fa, sono qua in vacanza, e così è chiaro che quando arrivi in Giappone, anche se ci sono già stata, però l'impatto è sempre, vuoi un po il jet lag, questo viaggio lunghissimo, poi era la prima volta che viaggiavo con una compagnia cinese che, per carità, costa poco, però era come viaggiare in corriera. Io ero abituata a fare questi viaggi lunghi, lunghi, lunghi, lunghi su Emirates o al limite su Thai, che già era un gradino più in basso rispetto a Emirates, e letteralmente questa questa compagnia cinese, ripeto, costa poco, però è più o meno come viaggiare in corriera, quindi era molto, molto scomodo, non c'era intrattenimento, per cui il tempo non passava più, comunque sono arrivata con un grande jet lag, poi hanno perso la valigia, ma non è che l'hanno persa, c'è stato un disguido, ce la portano domani in albergo, ci hanno dato un po' di cash così possiamo andare a comprarci lo spazzolino da denti e cose del genere.<br>E quindi un po' stanchi, un po' così, ancora con gli abiti addosso di quando siamo partiti, siamo andati a fare un giro a Shibuya, il quartiere di Tokyo, e lì siamo finiti in questo bugigattolo più piccolo della mia sala da pranzo, e io ho una piccola casa, ci sarà stato neanche dieci metri quadri e c'erano queste persone meravigliose, ste ragazze giovani che cercavano di chiacchierare con noi in italiano, questi signori poi veramente eravamo tutti stretti, stretti, stretti stretti, non ci stavamo dentro ed era super divertente. Tra l'altro si fuma qua dentro i locali, quindi c'era anche quest'aria, un po' di super trasgressione, comunque emozionante, molto emozionante.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Midnight Tokyo is a television series that is on Netflix. Very simple, it lasts about twenty minutes, and each episode is very similar one to the other: there is this small place, but like imagine ten square meters, not even, where there is a gentleman who opens from midnight until dawn and prepares food for the patrons who go around Tokyo in those night hours.<br>Each one tells a story, and each episode is the story of one of these characters. I watched it for quite some time, partly because it is very relaxing, there are no stories who knows what, striking, it is all very, very quiet, very, very domestic.<br>Here, today I found myself inside an episode of Midnight Tokyo. I'm in Japan, I arrived IDK, a few hours ago, I'm here on vacation, and so it's clear that when you arrive in Japan, although I've been there before, however the impact is always , you want a little bit jet lag, this very long trip, then it was the first time I was travelling with a Chinese company that, for goodness sake, it's cheap, however it was like travelling by bus. I was used to taking these long, long, long, long trips on Emirates or at the limit on Thai, which was already a step down from Emirates, and literally this this Chinese company, again, it's cheap, however it's more or less like travelling by bus, so it was very, very uncomfortable, there was no entertainment, so the time was not passing anymore, anyway I arrived with a big jet lag, then they lost the suitcase, but it's not that they lost it, there was a mix-up, they bring it to us tomorrow at the hotel, they gave us some cash so we can go and buy our toothbrush and things like that.<br>And so a little bit tired, a little bit like that, still with the clothes on from when we left, we went for a walk in Shibuya, the neighbourhood of Tokyo, and there we ended up in this little cubbyhole that was smaller than my dining room, and I have a little house, there must have been not even ten square meters and there were these wonderful people, these young girls trying to chat with us in Italian, these gentlemen then really we were all cramped, cramped, cramped, we didn't fit in and it was super fun. By the way, they smoke inside the premises here, so there was also this air, a little bit of super transgression, however exciting, very exciting.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Non mi capita spesso di trovarmi dentro il set di una serie tv che mi piace! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Midnight Tokyo è una serie televisiva che c'è su Netflix. Molto semplice, dura una ventina di minuti e ogni puntata è molto simile una all'altra: c'è questo piccolo locale, ma tipo immaginate dieci metri quadri, neanche, dove c'è un signore che apre da mezzanotte fino a all'alba e prepara da mangiare per gli avventori che in quelle ore notturne vanno in giro per Tokyo.<br>Ognuno racconta una storia, e ogni puntata è la storia di uno di questi personaggi. Io l'ho guardato per un bel po' di tempo, anche perché è molto rilassante, non ci sono storie chissà che, eclatanti, è tutto molto, molto tranquillo, molto, molto domestico.<br>Ecco, oggi mi sono trovata dentro una puntata di Midnight Tokyo. Sono in Giappone, sono arrivata boh, qualche ora fa, sono qua in vacanza, e così è chiaro che quando arrivi in Giappone, anche se ci sono già stata, però l'impatto è sempre, vuoi un po il jet lag, questo viaggio lunghissimo, poi era la prima volta che viaggiavo con una compagnia cinese che, per carità, costa poco, però era come viaggiare in corriera. Io ero abituata a fare questi viaggi lunghi, lunghi, lunghi, lunghi su Emirates o al limite su Thai, che già era un gradino più in basso rispetto a Emirates, e letteralmente questa questa compagnia cinese, ripeto, costa poco, però è più o meno come viaggiare in corriera, quindi era molto, molto scomodo, non c'era intrattenimento, per cui il tempo non passava più, comunque sono arrivata con un grande jet lag, poi hanno perso la valigia, ma non è che l'hanno persa, c'è stato un disguido, ce la portano domani in albergo, ci hanno dato un po' di cash così possiamo andare a comprarci lo spazzolino da denti e cose del genere.<br>E quindi un po' stanchi, un po' così, ancora con gli abiti addosso di quando siamo partiti, siamo andati a fare un giro a Shibuya, il quartiere di Tokyo, e lì siamo finiti in questo bugigattolo più piccolo della mia sala da pranzo, e io ho una piccola casa, ci sarà stato neanche dieci metri quadri e c'erano queste persone meravigliose, ste ragazze giovani che cercavano di chiacchierare con noi in italiano, questi signori poi veramente eravamo tutti stretti, stretti, stretti stretti, non ci stavamo dentro ed era super divertente. Tra l'altro si fuma qua dentro i locali, quindi c'era anche quest'aria, un po' di super trasgressione, comunque emozionante, molto emozionante.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Midnight Tokyo is a television series that is on Netflix. Very simple, it lasts about twenty minutes, and each episode is very similar one to the other: there is this small place, but like imagine ten square meters, not even, where there is a gentleman who opens from midnight until dawn and prepares food for the patrons who go around Tokyo in those night hours.<br>Each one tells a story, and each episode is the story of one of these characters. I watched it for quite some time, partly because it is very relaxing, there are no stories who knows what, striking, it is all very, very quiet, very, very domestic.<br>Here, today I found myself inside an episode of Midnight Tokyo. I'm in Japan, I arrived IDK, a few hours ago, I'm here on vacation, and so it's clear that when you arrive in Japan, although I've been there before, however the impact is always , you want a little bit jet lag, this very long trip, then it was the first time I was travelling with a Chinese company that, for goodness sake, it's cheap, however it was like travelling by bus. I was used to taking these long, long, long, long trips on Emirates or at the limit on Thai, which was already a step down from Emirates, and literally this this Chinese company, again, it's cheap, however it's more or less like travelling by bus, so it was very, very uncomfortable, there was no entertainment, so the time was not passing anymore, anyway I arrived with a big jet lag, then they lost the suitcase, but it's not that they lost it, there was a mix-up, they bring it to us tomorrow at the hotel, they gave us some cash so we can go and buy our toothbrush and things like that.<br>And so a little bit tired, a little bit like that, still with the clothes on from when we left, we went for a walk in Shibuya, the neighbourhood of Tokyo, and there we ended up in this little cubbyhole that was smaller than my dining room, and I have a little house, there must have been not even ten square meters and there were these wonderful people, these young girls trying to chat with us in Italian, these gentlemen then really we were all cramped, cramped, cramped, we didn't fit in and it was super fun. By the way, they smoke inside the premises here, so there was also this air, a little bit of super transgression, however exciting, very exciting.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 04 Nov 2023 12:26:51 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 672 Alla come viene viene</title>
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        <![CDATA[Registrato alla come viene viene in aeroporto. Nonostante avessi lasciato un sacco di tempo dal mio arrivo da Cagliari, ci sono stati ritardi e non mi sono potuta appartare per registrare in tutta tranquillità sul portatile. Uso per la prima volta questa modalità di registrazione e speriamo bene!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>podcast_1699006866.mp3<br>Diciamo che ho calcolato male l'orario, non mi sono resa conto che questi 3 minuti grezzi li avrei dovuti fare in aeroporto, però stiamo per imbarcarci e poi una volta che sarò in aereo non potrò registrare e farò poi uno scalo di diverse ore, ma non so neanche quale sarà il fuso orario, in avanti, sto viaggiando in avanti, quindi probabilmente quando arriverò sarà già un altro giorno nel fuso orario italiano.<br>Quindi sono qui in aeroporto a fare i 3 minuti grezzi 'on the go', in movimento. Devo tenere il telefono vicino alla bocca perché non ho un microfono, quindi non posso nemmeno vedere effettivamente quanti minuti ho già registrato, 3 minuti non sono ancora passati.<br>Dalle voci che sentite attorno a me potete capire forse la destinazione, comunque lo scalo sarà in Cina e poi proseguirò per il Giappone.<br>Dovrei adesso allontanare il microfono per vedere quanto ho registrato, ecco, sto guardando: appena 1 minuto e 8 secondi. Ecco, una cosa di cui mi sto rendendo conto è di avere veramente poca capacità di stimare il tempo.<br>Mi ricordo che c'era un gioco che facevamo un tempo da ragazzini che si ascoltava una canzone, poi si interrompeva la canzone e si doveva continuare, o si abbassava il volume della canzone, poi si doveva continuare e vedere poi dove si arrivava, se si riusciva a riprendere esattamente dove si era interrotto o comunque se si riusciva a riprendere insieme alla canzone, quindi si era tenuto il ritmo.<br>Non sono molto brava a stimare il tempo che ho parlato, ho parlato per 1 minuto e 47. Non mi ero resa conto che 3 minuti fossero così lunghi. In effetti quando sto a casa davanti al computer, che faccio le mie cose, sembra che 3 minuti non siano né troppo lunghi né troppo corti. Adesso mi stanno risultando abbastanza lunghi, non perché non sappia cosa devo dire, ma perché non vorrei sforare troppo, quindi ogni tanto devo guardare, siccome l'interfaccia di questa app non è fatta molto bene, infatti puoi vedere il minutaggio solo se guardi molto da vicino. Io sono pure miope, non sto indossando gli occhiali e lo schermo l'ho anche messo abbastanza scuro, forse avrei dovuto mettere più luminosità allo schermo, però adesso non voglio toccare niente, altrimenti interrompo anche questa registrazione.<br>Due minuti e 38 saranno, un po più brevi questi 3 minuti grezzi, perché adesso vi saluto. La gente è già messa in fila. Io di solito mi metto per ultima in fila, tanto il posto ce l'ho assegnato, eh, non è che succeda niente, però la gente, a certe persone piace mettersi in fila dall'inizio.<br>Bene, passo e chiudo. Ci sentiamo tra breve, Non lo so. Tra un po', domani.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Let's say I miscalculated the time, I didn't realise that these 3 minutes I would have to do from the airport, however, we are about to board and then once I'm on the plane I won't be able to check in and then I'll have a layover of several hours, but I don't even know what the time zone will be, forward, I'm travelling forward, so probably by the time I arrive it will be another day in the Italian time zone.<br>So I'm here at the airport doing the 3 minutes 'in movement,' on the go. I have to hold the phone close to my mouth because I don't have a microphone, so I can't even see actually how many minutes I've already recorded, 3 minutes have not yet passed .<br>From the noise you hear around me you can tell maybe the destination, however the stopover will be in China and then I will go on to Japan.<br>I should now turn the microphone away to see how much I recorded, here, I'm looking at it: just 1 minute and 8 seconds. Here, one thing I am realising is that I really have very little ability to estimate time.<br>I remember there was a game we used to play when we were kids that you would listen to a song, then you would stop the song and you would have to continue, or you would turn down the volume of the song, then you would have to continue and see then where you got to, if you could pick up exactly where you left off or at any rate if you could pick up along with the song, so you had kept the beat.<br>I am not very good at estimating the time I spoke, I spoke for 1 minute 47. I didn't realise that 3 minutes was so long. In fact, when I am at home in front of the computer, doing my thing, it seems that 3 minutes is neither too long nor too short. Now I'm getting quite long, not because I don't know what I have to say, but because I don't want to end up too long, so I have to look now and then, because the interface of this app is not done very well, in fact you can only see how many minutes if you look very closely. I am near-sighted as well, I am not wearing glasses and the screen I also put it quite dark, maybe I should have put more brightness to the screen, however now I don't want to touch anything, otherwise I will stop this recording as well.<br>Two minutes 38 will be, a little shorter these 3 minutes podcast, because now I will say goodbye. People are already lined up. I usually stand last in line, I have my seat assigned anyway, eh, it's not like anything happens, however people, some people like to stand in line from the beginning.<br>Well, over and out. Talk to you shortly, I don't know. In a little while, tomorrow.]]>
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        <![CDATA[Registrato alla come viene viene in aeroporto. Nonostante avessi lasciato un sacco di tempo dal mio arrivo da Cagliari, ci sono stati ritardi e non mi sono potuta appartare per registrare in tutta tranquillità sul portatile. Uso per la prima volta questa modalità di registrazione e speriamo bene!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>podcast_1699006866.mp3<br>Diciamo che ho calcolato male l'orario, non mi sono resa conto che questi 3 minuti grezzi li avrei dovuti fare in aeroporto, però stiamo per imbarcarci e poi una volta che sarò in aereo non potrò registrare e farò poi uno scalo di diverse ore, ma non so neanche quale sarà il fuso orario, in avanti, sto viaggiando in avanti, quindi probabilmente quando arriverò sarà già un altro giorno nel fuso orario italiano.<br>Quindi sono qui in aeroporto a fare i 3 minuti grezzi 'on the go', in movimento. Devo tenere il telefono vicino alla bocca perché non ho un microfono, quindi non posso nemmeno vedere effettivamente quanti minuti ho già registrato, 3 minuti non sono ancora passati.<br>Dalle voci che sentite attorno a me potete capire forse la destinazione, comunque lo scalo sarà in Cina e poi proseguirò per il Giappone.<br>Dovrei adesso allontanare il microfono per vedere quanto ho registrato, ecco, sto guardando: appena 1 minuto e 8 secondi. Ecco, una cosa di cui mi sto rendendo conto è di avere veramente poca capacità di stimare il tempo.<br>Mi ricordo che c'era un gioco che facevamo un tempo da ragazzini che si ascoltava una canzone, poi si interrompeva la canzone e si doveva continuare, o si abbassava il volume della canzone, poi si doveva continuare e vedere poi dove si arrivava, se si riusciva a riprendere esattamente dove si era interrotto o comunque se si riusciva a riprendere insieme alla canzone, quindi si era tenuto il ritmo.<br>Non sono molto brava a stimare il tempo che ho parlato, ho parlato per 1 minuto e 47. Non mi ero resa conto che 3 minuti fossero così lunghi. In effetti quando sto a casa davanti al computer, che faccio le mie cose, sembra che 3 minuti non siano né troppo lunghi né troppo corti. Adesso mi stanno risultando abbastanza lunghi, non perché non sappia cosa devo dire, ma perché non vorrei sforare troppo, quindi ogni tanto devo guardare, siccome l'interfaccia di questa app non è fatta molto bene, infatti puoi vedere il minutaggio solo se guardi molto da vicino. Io sono pure miope, non sto indossando gli occhiali e lo schermo l'ho anche messo abbastanza scuro, forse avrei dovuto mettere più luminosità allo schermo, però adesso non voglio toccare niente, altrimenti interrompo anche questa registrazione.<br>Due minuti e 38 saranno, un po più brevi questi 3 minuti grezzi, perché adesso vi saluto. La gente è già messa in fila. Io di solito mi metto per ultima in fila, tanto il posto ce l'ho assegnato, eh, non è che succeda niente, però la gente, a certe persone piace mettersi in fila dall'inizio.<br>Bene, passo e chiudo. Ci sentiamo tra breve, Non lo so. Tra un po', domani.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Let's say I miscalculated the time, I didn't realise that these 3 minutes I would have to do from the airport, however, we are about to board and then once I'm on the plane I won't be able to check in and then I'll have a layover of several hours, but I don't even know what the time zone will be, forward, I'm travelling forward, so probably by the time I arrive it will be another day in the Italian time zone.<br>So I'm here at the airport doing the 3 minutes 'in movement,' on the go. I have to hold the phone close to my mouth because I don't have a microphone, so I can't even see actually how many minutes I've already recorded, 3 minutes have not yet passed .<br>From the noise you hear around me you can tell maybe the destination, however the stopover will be in China and then I will go on to Japan.<br>I should now turn the microphone away to see how much I recorded, here, I'm looking at it: just 1 minute and 8 seconds. Here, one thing I am realising is that I really have very little ability to estimate time.<br>I remember there was a game we used to play when we were kids that you would listen to a song, then you would stop the song and you would have to continue, or you would turn down the volume of the song, then you would have to continue and see then where you got to, if you could pick up exactly where you left off or at any rate if you could pick up along with the song, so you had kept the beat.<br>I am not very good at estimating the time I spoke, I spoke for 1 minute 47. I didn't realise that 3 minutes was so long. In fact, when I am at home in front of the computer, doing my thing, it seems that 3 minutes is neither too long nor too short. Now I'm getting quite long, not because I don't know what I have to say, but because I don't want to end up too long, so I have to look now and then, because the interface of this app is not done very well, in fact you can only see how many minutes if you look very closely. I am near-sighted as well, I am not wearing glasses and the screen I also put it quite dark, maybe I should have put more brightness to the screen, however now I don't want to touch anything, otherwise I will stop this recording as well.<br>Two minutes 38 will be, a little shorter these 3 minutes podcast, because now I will say goodbye. People are already lined up. I usually stand last in line, I have my seat assigned anyway, eh, it's not like anything happens, however people, some people like to stand in line from the beginning.<br>Well, over and out. Talk to you shortly, I don't know. In a little while, tomorrow.]]>
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      <pubDate>Fri, 03 Nov 2023 09:26:45 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Registrato alla come viene viene in aeroporto. Nonostante avessi lasciato un sacco di tempo dal mio arrivo da Cagliari, ci sono stati ritardi e non mi sono potuta appartare per registrare in tutta tranquillità sul portatile. Uso per la prima volta questa modalità di registrazione e speriamo bene!TRASCRIZIONE [ENG translation below]podcast_1699006866.mp3Diciamo che ho calcolato male l'orario, non mi sono resa conto che questi 3 minuti grezzi li avrei dovuti fare in aeroporto, però stiamo per imbarcarci e poi una volta che sarò in aereo non potrò registrare e farò poi uno scalo di diverse ore, ma non so neanche quale sarà il fuso orario, in avanti, sto viaggiando in avanti, quindi probabilmente quando arriverò sarà già un altro giorno nel fuso orario italiano.Quindi sono qui in aeroporto a fare i 3 minuti grezzi 'on the go', in movimento. Devo tenere il telefono vicino alla bocca perché non ho un microfono, quindi non posso nemmeno vedere effettivamente quanti minuti ho già registrato, 3 minuti non sono ancora passati.Dalle voci che sentite attorno a me potete capire forse la destinazione, comunque lo scalo sarà in Cina e poi proseguirò per il Giappone.Dovrei adesso allontanare il microfono per vedere quanto ho registrato, ecco, sto guardando: appena 1 minuto e 8 secondi. Ecco, una cosa di cui mi sto rendendo conto è di avere veramente poca capacità di stimare il tempo.Mi ricordo che c'era un gioco che facevamo un tempo da ragazzini che si ascoltava una canzone, poi si interrompeva la canzone e si doveva continuare, o si abbassava il volume della canzone, poi si doveva continuare e vedere poi dove si arrivava, se si riusciva a riprendere esattamente dove si era interrotto o comunque se si riusciva a riprendere insieme alla canzone, quindi si era tenuto il ritmo.Non sono molto brava a stimare il tempo che ho parlato, ho parlato per 1 minuto e 47. Non mi ero resa conto che 3 minuti fossero così lunghi. In effetti quando sto a casa davanti al computer, che faccio le mie cose, sembra che 3 minuti non siano né troppo lunghi né troppo corti. Adesso mi stanno risultando abbastanza lunghi, non perché non sappia cosa devo dire, ma perché non vorrei sforare troppo, quindi ogni tanto devo guardare, siccome l'interfaccia di questa app non è fatta molto bene, infatti puoi vedere il minutaggio solo se guardi molto da vicino. Io sono pure miope, non sto indossando gli occhiali e lo schermo l'ho anche messo abbastanza scuro, forse avrei dovuto mettere più luminosità allo schermo, però adesso non voglio toccare niente, altrimenti interrompo anche questa registrazione.Due minuti e 38 saranno, un po più brevi questi 3 minuti grezzi, perché adesso vi saluto. La gente è già messa in fila. Io di solito mi metto per ultima in fila, tanto il posto ce l'ho assegnato, eh, non è che succeda niente, però la gente, a certe persone piace mettersi in fila dall'inizio.Bene, passo e chiudo. Ci sentiamo tra breve, Non lo so. Tra un po', domani.TRANSLATIONLet's say I miscalculated the time, I didn't realise that these 3 minutes I would have to do from the airport, however, we are about to board and then once I'm on the plane I won't be able to check in and then I'll have a layover of several hours, but I don't even know what the time zone will be, forward, I'm travelling forward, so probably by the time I arrive it will be another day in the Italian time zone.So I'm here at the airport doing the 3 minutes 'in movement,' on the go. I have to hold the phone close to my mouth because I don't have a microphone, so I can't even see actually how many minutes I've already recorded, 3 minutes have not yet passed .From the noise you hear around me you can tell maybe the destination, however the stopover will be in China and then I will go on to Japan.I should now turn the microphone away to see how much I recorded, here, I'm looking at it:...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Registrato alla come viene viene in aeroporto. Nonostante avessi lasciato un sacco di tempo dal mio arrivo da Cagliari, ci sono stati ritardi e non mi sono potuta appartare per registrare in tutta tranquillità sul portatile. Uso per la prima volta questa </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 671 Oroscopi</title>
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        <![CDATA[E se il giorno in cui si nasce avesse veramente un impatto sulla nostra vita futura? Quasi quasi ci credo, ma non per il motivo che pensate voi.<br><br><b>TRANSCRIPT</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Oroscopi, oroscopi, oroscopi. Alzi la mano chi dice 'Io non credo agli oroscopi', però si trova poi la rivista con l'oroscopo per il suo segno e si mette a leggerlo. Ecco, io sono così. Non credo agli oroscopi, però se mi capita il mio oroscopo lo leggo.<br><br>Sono acquario, acquario, segno indipendente, eccetera eccetera. Ci sono studi, più che studi, esperimenti che hanno fatto, che hanno dimostrato come, se ti faccio leggere un oroscopo e ti dico questo è del tuo segno, tu lo leggi, dice Sì sì, sono effettivamente così anche se magari ti sto facendo leggere quello che solitamente viene attribuito a un altro segno.<br>Però ultimamente ho iniziato a ricredermi, non tanto perché credo all'astrologia, alla divinazione, alle stelle, queste cose qua, anche perché, se così fosse, se realmente la posizione delle stelle determinasse il mio destino, allora un acquario nato in Australia dovrebbe essere molto diverso da un acquario nato in Italia, perché le costellazioni in quel momento, ti trovi da un'altra parte del globo, non lo so.<br><br>Comunque ultimamente ho cominciato a ricredermi. Perché? Per un altro ragionamento. Perché io so, per certo, che quello che la mamma mangia quando è incinta ha poi un effetto sul feto e anche sullo sviluppo del cervello del nascituro. Quindi, fermo restando questo fatto qua, è chiaro che quello che la mamma mangia quando è incinta determinerà alcune caratteristiche proprio caratteriali del bambino o della bambina, perché, lo sappiamo, tutto quello che noi facciamo altro non è che una reazione chimica, gli aminoacidi nel cervello è una reazione chimica, e non tanto adesso, ma cinquanta, cento anni fa le donne incinta tendevano a mangiare solo le cose che erano presenti sul mercato perché erano di stagione, prima i pomodori si mangiavano solo d'estate, me lo ricordo anch'io quando ero bambina, e le fragole si mangiavano solo quando è? A maggio non mi ricordo.<br><br>Quindi le donne incinte mangiavano solo i frutti di stagione e tutte le donne incinte contemporaneamente mangiavano le stesse cose. Quindi può darsi che effettivamente il cibo della mamma, assunto durante la gravidanza, abbia poi un effetto, un impatto sullo sviluppo del cervello, ma anche sul carattere del nascituro. Non lo so, questa è una teoria che mi è venuta così in mente, non so se l'abbia già avanzata un'altra persona. Dovrei fare delle ricerche, sinceramente non me ne frega abbastanza da farci delle ricette delle ricerche, io ve la butto lì, così poi prendete quello che vi pare.<br><br>E comunque, l'Acquario è un simbolo, è un segno zodiacale indipendente, lo sanno tutti.<br><br>TRANSLATION<br>Ep. 671 Oroscopi.mp3<br>Horoscopes, horoscopes, horoscopes. Raise your hand if you say 'I don't believe in horoscopes,' however, you then find the magazine with the horoscope for your sign and start reading it. Here, I am like that. I don't believe in horoscopes, however, if I get my horoscope I read it.<br>I am Aquarius, Aquarius, independent sign, etc. etc. There are studies, rather than studies, experiments that they have done, that have shown how, if I have you read a horoscope and say this is from your sign, you read it, it says Yes yes, I am indeed like that even though maybe I am having you read what is usually attributed to another sign.<br>But lately I've started to reconsider myself, not so much because I believe in astrology, divination, the stars, these things here, also because, if that were the case, if really the position of the stars determined my destiny, then an Aquarius born in Australia would have to be very different from an Aquarius born in Italy, because the constellations at that time, you're on another part of the globe, I don't know.<br><br>However, lately, I have begun to reconsider. Why? For another reason. Because I know, for certain, that what the mother eats when she is pregnant has an effect on the fetus and also on the brain development of the unborn child. So, without prejudice to this fact here, it is clear that what the mother eats when she is pregnant will determine some of the very character traits of the baby or the child, because, we know, everything we do is nothing but a chemical reaction, amino acids in the brain is a chemical reaction, and not so much now, but fifty, a hundred years ago pregnant women tended to eat only the things that were on the market because they were in season, back then tomatoes were eaten only in the summer, I remember that too when I was a child, and strawberries were eaten only when it is? May I don't remember.<br><br>So pregnant women ate only the seasonal fruits and all pregnant women at the same time ate the same things. So it may be that indeed the mother's food, taken during pregnancy, then has an effect, an impact on brain development, but also on the character of the unborn child. I don't know, this is a theory that came to my mind like this, I don't know if another person has already put it forward. I should do some research, honestly I don't care enough to do research recipes on it, I'll just throw it out there, so then you take whatever you want.<br><br>And by the way, Aquarius is a sign, it is an independent zodiac sign, and everyone knows that.<br><br>]]>
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        <![CDATA[E se il giorno in cui si nasce avesse veramente un impatto sulla nostra vita futura? Quasi quasi ci credo, ma non per il motivo che pensate voi.<br><br><b>TRANSCRIPT</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Oroscopi, oroscopi, oroscopi. Alzi la mano chi dice 'Io non credo agli oroscopi', però si trova poi la rivista con l'oroscopo per il suo segno e si mette a leggerlo. Ecco, io sono così. Non credo agli oroscopi, però se mi capita il mio oroscopo lo leggo.<br><br>Sono acquario, acquario, segno indipendente, eccetera eccetera. Ci sono studi, più che studi, esperimenti che hanno fatto, che hanno dimostrato come, se ti faccio leggere un oroscopo e ti dico questo è del tuo segno, tu lo leggi, dice Sì sì, sono effettivamente così anche se magari ti sto facendo leggere quello che solitamente viene attribuito a un altro segno.<br>Però ultimamente ho iniziato a ricredermi, non tanto perché credo all'astrologia, alla divinazione, alle stelle, queste cose qua, anche perché, se così fosse, se realmente la posizione delle stelle determinasse il mio destino, allora un acquario nato in Australia dovrebbe essere molto diverso da un acquario nato in Italia, perché le costellazioni in quel momento, ti trovi da un'altra parte del globo, non lo so.<br><br>Comunque ultimamente ho cominciato a ricredermi. Perché? Per un altro ragionamento. Perché io so, per certo, che quello che la mamma mangia quando è incinta ha poi un effetto sul feto e anche sullo sviluppo del cervello del nascituro. Quindi, fermo restando questo fatto qua, è chiaro che quello che la mamma mangia quando è incinta determinerà alcune caratteristiche proprio caratteriali del bambino o della bambina, perché, lo sappiamo, tutto quello che noi facciamo altro non è che una reazione chimica, gli aminoacidi nel cervello è una reazione chimica, e non tanto adesso, ma cinquanta, cento anni fa le donne incinta tendevano a mangiare solo le cose che erano presenti sul mercato perché erano di stagione, prima i pomodori si mangiavano solo d'estate, me lo ricordo anch'io quando ero bambina, e le fragole si mangiavano solo quando è? A maggio non mi ricordo.<br><br>Quindi le donne incinte mangiavano solo i frutti di stagione e tutte le donne incinte contemporaneamente mangiavano le stesse cose. Quindi può darsi che effettivamente il cibo della mamma, assunto durante la gravidanza, abbia poi un effetto, un impatto sullo sviluppo del cervello, ma anche sul carattere del nascituro. Non lo so, questa è una teoria che mi è venuta così in mente, non so se l'abbia già avanzata un'altra persona. Dovrei fare delle ricerche, sinceramente non me ne frega abbastanza da farci delle ricette delle ricerche, io ve la butto lì, così poi prendete quello che vi pare.<br><br>E comunque, l'Acquario è un simbolo, è un segno zodiacale indipendente, lo sanno tutti.<br><br>TRANSLATION<br>Ep. 671 Oroscopi.mp3<br>Horoscopes, horoscopes, horoscopes. Raise your hand if you say 'I don't believe in horoscopes,' however, you then find the magazine with the horoscope for your sign and start reading it. Here, I am like that. I don't believe in horoscopes, however, if I get my horoscope I read it.<br>I am Aquarius, Aquarius, independent sign, etc. etc. There are studies, rather than studies, experiments that they have done, that have shown how, if I have you read a horoscope and say this is from your sign, you read it, it says Yes yes, I am indeed like that even though maybe I am having you read what is usually attributed to another sign.<br>But lately I've started to reconsider myself, not so much because I believe in astrology, divination, the stars, these things here, also because, if that were the case, if really the position of the stars determined my destiny, then an Aquarius born in Australia would have to be very different from an Aquarius born in Italy, because the constellations at that time, you're on another part of the globe, I don't know.<br><br>However, lately, I have begun to reconsider. Why? For another reason. Because I know, for certain, that what the mother eats when she is pregnant has an effect on the fetus and also on the brain development of the unborn child. So, without prejudice to this fact here, it is clear that what the mother eats when she is pregnant will determine some of the very character traits of the baby or the child, because, we know, everything we do is nothing but a chemical reaction, amino acids in the brain is a chemical reaction, and not so much now, but fifty, a hundred years ago pregnant women tended to eat only the things that were on the market because they were in season, back then tomatoes were eaten only in the summer, I remember that too when I was a child, and strawberries were eaten only when it is? May I don't remember.<br><br>So pregnant women ate only the seasonal fruits and all pregnant women at the same time ate the same things. So it may be that indeed the mother's food, taken during pregnancy, then has an effect, an impact on brain development, but also on the character of the unborn child. I don't know, this is a theory that came to my mind like this, I don't know if another person has already put it forward. I should do some research, honestly I don't care enough to do research recipes on it, I'll just throw it out there, so then you take whatever you want.<br><br>And by the way, Aquarius is a sign, it is an independent zodiac sign, and everyone knows that.<br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 02 Nov 2023 13:30:13 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 670 La parola del giorno è 'gullible'</title>
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        <![CDATA[Perché dovrei sprecare il mio tempo a guardare un video che spiega 'sette modi per modificare un maglione'?<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br><br>Sto cercando di ribellarmi alla mia fessacchiottagine. È un termine strano, lo so, però c'è un termine inglese 'gullible', che significa appunto credulone, ingenuo, stupidotto, cioè uno che ci casca.<br><br>Io sono una persona, diciamo in linea di massima abbastanza scaltra, però ci sono delle cose per cui io sono molto 'gullible', molto fessacchiotta e ci casco. Mi riferisco alle cose che mi aggrediscono da internet. In che senso mi aggrediscono? Che mi costringono a spostare la mia attenzione dalle cose alle quali dovrei prestare attenzione, a cose che sono assolutamente non indispensabili alla mia vita e delle quali potrei fare tranquillamente a meno.<br><br>A cosa mi riferisco più in particolare? Che ne so, apro il computer, perché io col computer ci lavoro, guardo le email, disbrigo le cose, eccetera e poi nel browser mi compare la pubblicità, che ne so, su YouTube: come modificare un maglione in sette in sette modi per indossarlo in sette modi diversi. Ma chi se ne frega? Oppure come cucinare la torta soffice. <br><br>Insomma, avete capito a cosa mi sto riferendo, cose che distolgono la mia attenzione da quello che dovrei fare e mi portano a seguire il Bianconiglio e la finisco chissà dove, tre ore dopo mi accorgo che, porca miseria, ho perso 3 ore per niente e poi mi viene la frustrazione perché appunto ho sprecato 3 ore.<br><br>Però non dovrei essere così severa nei miei confronti, perché io sono qui da sola, davanti al computer, e le persone che invece creano queste cose che attirano la mia attenzione, usano fior fiore di logaritmi e di tecniche psicologiche per le quali pagano, per metterle in pratica, per scoprire quali sono, per usare questi strumenti, pagano le migliori menti dal punto di vista della persuasione.<br><br>Questo è un po' anche quello che succede coi videogiochi, che i genitori se la prendono coi figli, dicono ma perché non smetti di fare i videogiochi? Non si rendono conto che questi ragazzi e queste ragazze, e anche adulti, stanno combattendo una guerra impari contro queste persone che invece usano le cose molto sofisticate della psicologia, della persuasione, insomma tutte queste cose qua molto tecniche, è chiaro che tu da solo non riesci a contrastarle.<br><br>Comunque ho un sacco di roba da fare perché tra qualche giorno parto, quindi cercherò di mettere la testa sotto e ignorare tutte le cose che internet mi propina, che tanto non mi servono, non mi servono, non mi servono e posso farne a meno.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I am trying to rebel against my gullibility. It is a strange term, I know, but there is an English term 'gullible,' which means precisely gullible, naive, stupid, that is, one who falls for it.<br>I am a person, let's say by and large quite shrewd, however, there are some things for which I am very 'gullible', very gullible and I fall for it. I am referring to the things that attack me from the Internet. In what sense do they attack me? That they force me to shift my attention from things that I should pay attention to, to things that are absolutely non-essential to my life and that I could easily do without.<br><br>What am I referring to more specifically? What do I know, I open the computer, because I work with the computer, look at emails, do my stuff, etc., and then in the browser I get an advertisement, what do I know, on YouTube: how to modify a sweater in seven steps, in seven ways to wear it in seven different ways. Who cares? Or how to bake a fluffy cake. I mean, you get what I'm referring to, things that divert my attention from what I'm supposed to be doing and lead me to follow the White Rabbit and I end up who knows where, three hours later I realise that holy crap, I wasted 3 hours for nothing and then I get frustrated because I wasted 3 hours.<br><br>However, I should not be so harsh on myself, because I am here alone, in front of the computer, and the people who create these things that get my attention, they use the best logarithms and psychological techniques for which they pay, to put them into practice, to find out what they are, to use these tools, they pay the best minds in applying persuasion.<br><br>This is also kind of what happens with video games, that parents pick on their children, they say but why don't you stop playing video games? They don't realise that these boys and girls, and even adults, are fighting an unequal war against these people who use the very sophisticated things of psychology, persuasion, in short, all these things here very technical, it's clear that you alone can't counter them.<br><br>Anyway, I've got a lot of stuff to do because I'm leaving in a few days, so I'm going to try to get my head down and ignore all the things that Internet throws at me, things that I don't need, don't need, don't need and can do without.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Perché dovrei sprecare il mio tempo a guardare un video che spiega 'sette modi per modificare un maglione'?<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br><br>Sto cercando di ribellarmi alla mia fessacchiottagine. È un termine strano, lo so, però c'è un termine inglese 'gullible', che significa appunto credulone, ingenuo, stupidotto, cioè uno che ci casca.<br><br>Io sono una persona, diciamo in linea di massima abbastanza scaltra, però ci sono delle cose per cui io sono molto 'gullible', molto fessacchiotta e ci casco. Mi riferisco alle cose che mi aggrediscono da internet. In che senso mi aggrediscono? Che mi costringono a spostare la mia attenzione dalle cose alle quali dovrei prestare attenzione, a cose che sono assolutamente non indispensabili alla mia vita e delle quali potrei fare tranquillamente a meno.<br><br>A cosa mi riferisco più in particolare? Che ne so, apro il computer, perché io col computer ci lavoro, guardo le email, disbrigo le cose, eccetera e poi nel browser mi compare la pubblicità, che ne so, su YouTube: come modificare un maglione in sette in sette modi per indossarlo in sette modi diversi. Ma chi se ne frega? Oppure come cucinare la torta soffice. <br><br>Insomma, avete capito a cosa mi sto riferendo, cose che distolgono la mia attenzione da quello che dovrei fare e mi portano a seguire il Bianconiglio e la finisco chissà dove, tre ore dopo mi accorgo che, porca miseria, ho perso 3 ore per niente e poi mi viene la frustrazione perché appunto ho sprecato 3 ore.<br><br>Però non dovrei essere così severa nei miei confronti, perché io sono qui da sola, davanti al computer, e le persone che invece creano queste cose che attirano la mia attenzione, usano fior fiore di logaritmi e di tecniche psicologiche per le quali pagano, per metterle in pratica, per scoprire quali sono, per usare questi strumenti, pagano le migliori menti dal punto di vista della persuasione.<br><br>Questo è un po' anche quello che succede coi videogiochi, che i genitori se la prendono coi figli, dicono ma perché non smetti di fare i videogiochi? Non si rendono conto che questi ragazzi e queste ragazze, e anche adulti, stanno combattendo una guerra impari contro queste persone che invece usano le cose molto sofisticate della psicologia, della persuasione, insomma tutte queste cose qua molto tecniche, è chiaro che tu da solo non riesci a contrastarle.<br><br>Comunque ho un sacco di roba da fare perché tra qualche giorno parto, quindi cercherò di mettere la testa sotto e ignorare tutte le cose che internet mi propina, che tanto non mi servono, non mi servono, non mi servono e posso farne a meno.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I am trying to rebel against my gullibility. It is a strange term, I know, but there is an English term 'gullible,' which means precisely gullible, naive, stupid, that is, one who falls for it.<br>I am a person, let's say by and large quite shrewd, however, there are some things for which I am very 'gullible', very gullible and I fall for it. I am referring to the things that attack me from the Internet. In what sense do they attack me? That they force me to shift my attention from things that I should pay attention to, to things that are absolutely non-essential to my life and that I could easily do without.<br><br>What am I referring to more specifically? What do I know, I open the computer, because I work with the computer, look at emails, do my stuff, etc., and then in the browser I get an advertisement, what do I know, on YouTube: how to modify a sweater in seven steps, in seven ways to wear it in seven different ways. Who cares? Or how to bake a fluffy cake. I mean, you get what I'm referring to, things that divert my attention from what I'm supposed to be doing and lead me to follow the White Rabbit and I end up who knows where, three hours later I realise that holy crap, I wasted 3 hours for nothing and then I get frustrated because I wasted 3 hours.<br><br>However, I should not be so harsh on myself, because I am here alone, in front of the computer, and the people who create these things that get my attention, they use the best logarithms and psychological techniques for which they pay, to put them into practice, to find out what they are, to use these tools, they pay the best minds in applying persuasion.<br><br>This is also kind of what happens with video games, that parents pick on their children, they say but why don't you stop playing video games? They don't realise that these boys and girls, and even adults, are fighting an unequal war against these people who use the very sophisticated things of psychology, persuasion, in short, all these things here very technical, it's clear that you alone can't counter them.<br><br>Anyway, I've got a lot of stuff to do because I'm leaving in a few days, so I'm going to try to get my head down and ignore all the things that Internet throws at me, things that I don't need, don't need, don't need and can do without.<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 01 Nov 2023 08:33:49 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 669 Rimanga in linea</title>
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        <![CDATA[Non so per quale pena del contrappasso i servizi telefonici ci obbligano ad ascoltare le peggiori esecuzioni di brani di musica classica, ripetute all'infinito, in un inferno dantesco sonoro. Possibile che a nessuno sia ancora venuto in mente di usare, la butto lì, paesaggi sonori? Audiolibri? Rumore delle onde, canto di balene, lettura dell'oroscopo, poesie, articoli scientifici? Qualsiasi cosa ma non questa tortura!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>È capitato anche a voi: telefonate a un ufficio o qualcosa di ufficiale e vi mettono in attesa con la musichetta.<br>Io non lo so chi scelga le musichette da mettere al telefono quando si è in attesa, so che c'è tutta un'industria vera e propria di gente che ha studiato come suddividere i vari passaggi che spesso altro non sono che un modo per far prendere tempo alla persona, che magari c'è solo una persona addetta a rispondere al telefono, e così, per non far rimanere male chi chiama, si ha l'impressione comunque che siamo entrati all'interno di un sistema e che qualcuno prima o poi si prenderà cura di noi.<br>Vi ricordate quando non c'erano le segreterie telefoniche, quando non c'erano tutti questi servizi? Si faceva il numero di telefono e se la persona stava già parlando con qualcun altro, il suono era occupato: tu, tu, tu, tu, tu, il suono era il telefono occupato. Non eravamo costretti a lasciare messaggi e soprattutto non eravamo costretti a rimanere in attesa.<br>Ripeto, so che c'è tutta un'industria dietro a chi crea queste musichette e questi sistemi, lo so perché mi è capitato di lavorare in un ente e per mesi, mesi, se non anni, ho lavorato a fianco a questa ditta che avrebbe dovuto fare il sistema super moderno che poi invece questa organizzazione non ha mai fatto.<br>Però ricordo queste lunghe chiacchierate con le persone, cercavamo di suddividere i vari passaggi eccetera e addirittura si parlava del tipo di musica, però le musiche che si possono scegliere, diciamo, sono molto limitate, limitate dal copyright e soprattutto gli enti che a me capita di contattare, ma anche gli studi medici, spesso hanno queste musiche pseudo classiche ripetute all'infinito, suonate senza grazia senza disgrazia e spesso quando sono lì, e a volte rimango anche 30, 40, 50 minuti, vabbè, non vi sto dicendo niente di nuovo, niente che non abbiate già provato anche voi, così mi metto a pensare: quale potrebbe essere un approccio che rende anche l'attesa un momento non dico piacevole, ma non così antipatico, ache perché di solito poi io metto lo speaker e mi metto a fare altre cose, non è che sto lì attaccata col telefono all'orecchio, anche perché poi il telefono si riscalda e non penso che sia una cosa molto sana.<br>Ecco, io propongo allora, mi rendo disponibile per creare una serie di podcast, di soundscape, di ambientazioni sonore per rendere l'attesa al telefono sicuramente più piacevole, più gradevole e poi anche creare un po' di sorpresa.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Has it happened to you, too: you phone an office or something official and they put you<br>on hold with music.<br>I don't know who chooses the tunes to use when you are on hold, I know<br>that there is a whole industry of people who have studied how to divide the various<br>steps that are often nothing more than a way for the person to take their time, when<br>For example, there is only one person in charge of answering the phone, and so, in order not to make the<br>callers feel abandoned, you get the impression anyway that you have entered<br>within a system and that someone will take care of us sooner or later.<br>Do you remember when there were no answering machines, when there weren't all these<br>services? You dialled the number, if the person was already talking to someone<br>else, the sound was busy: toot, toot, toot, toot, the sound of a busy phone.<br>We were not forced to leave messages and we were not forced to stay<br>on hold.<br>Again, I know there is a whole industry behind who creates this music and these<br>systems, I know because I happened to work in an institution and for months, months, if not<br>years, I worked alongside this company that was supposed to make this super modern<br>system that then this organization never completed.<br>I remember these long talks with people, though, we were trying to break down the various<br>steps and so on, and even talked about the type of music, however, the music that you<br>could choose, let's say, is very limited, restricted by copyright and<br>especially the entities that I happen to contact, but also medical practices, often<br>have this pseudo-classical music repeated endlessly, played <br>in an unremarkable way and often when I'm there, sometimes I stay even 30, 40, 50<br>minutes, anyway, I'm not telling you anything new, nothing you haven't already <br>experienced first hand, so I'm thinking: what could be an approach that also makes<br>the wait time, I won't say pleasant, but not so obnoxious, because usually<br>then I put the speaker on and get on with other things, it's not like I'm just hanging there with the<br>phone to the ear, also because then the phone heats up and I don't think it's a<br>a very healthy thing. Here, I propose then, I make myself available to create a series of<br>podcasts, soundscapes, sound settings to make waiting on the phone<br>definitely more pleasant, more enjoyable, and then also create some surprise.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Non so per quale pena del contrappasso i servizi telefonici ci obbligano ad ascoltare le peggiori esecuzioni di brani di musica classica, ripetute all'infinito, in un inferno dantesco sonoro. Possibile che a nessuno sia ancora venuto in mente di usare, la butto lì, paesaggi sonori? Audiolibri? Rumore delle onde, canto di balene, lettura dell'oroscopo, poesie, articoli scientifici? Qualsiasi cosa ma non questa tortura!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>È capitato anche a voi: telefonate a un ufficio o qualcosa di ufficiale e vi mettono in attesa con la musichetta.<br>Io non lo so chi scelga le musichette da mettere al telefono quando si è in attesa, so che c'è tutta un'industria vera e propria di gente che ha studiato come suddividere i vari passaggi che spesso altro non sono che un modo per far prendere tempo alla persona, che magari c'è solo una persona addetta a rispondere al telefono, e così, per non far rimanere male chi chiama, si ha l'impressione comunque che siamo entrati all'interno di un sistema e che qualcuno prima o poi si prenderà cura di noi.<br>Vi ricordate quando non c'erano le segreterie telefoniche, quando non c'erano tutti questi servizi? Si faceva il numero di telefono e se la persona stava già parlando con qualcun altro, il suono era occupato: tu, tu, tu, tu, tu, il suono era il telefono occupato. Non eravamo costretti a lasciare messaggi e soprattutto non eravamo costretti a rimanere in attesa.<br>Ripeto, so che c'è tutta un'industria dietro a chi crea queste musichette e questi sistemi, lo so perché mi è capitato di lavorare in un ente e per mesi, mesi, se non anni, ho lavorato a fianco a questa ditta che avrebbe dovuto fare il sistema super moderno che poi invece questa organizzazione non ha mai fatto.<br>Però ricordo queste lunghe chiacchierate con le persone, cercavamo di suddividere i vari passaggi eccetera e addirittura si parlava del tipo di musica, però le musiche che si possono scegliere, diciamo, sono molto limitate, limitate dal copyright e soprattutto gli enti che a me capita di contattare, ma anche gli studi medici, spesso hanno queste musiche pseudo classiche ripetute all'infinito, suonate senza grazia senza disgrazia e spesso quando sono lì, e a volte rimango anche 30, 40, 50 minuti, vabbè, non vi sto dicendo niente di nuovo, niente che non abbiate già provato anche voi, così mi metto a pensare: quale potrebbe essere un approccio che rende anche l'attesa un momento non dico piacevole, ma non così antipatico, ache perché di solito poi io metto lo speaker e mi metto a fare altre cose, non è che sto lì attaccata col telefono all'orecchio, anche perché poi il telefono si riscalda e non penso che sia una cosa molto sana.<br>Ecco, io propongo allora, mi rendo disponibile per creare una serie di podcast, di soundscape, di ambientazioni sonore per rendere l'attesa al telefono sicuramente più piacevole, più gradevole e poi anche creare un po' di sorpresa.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Has it happened to you, too: you phone an office or something official and they put you<br>on hold with music.<br>I don't know who chooses the tunes to use when you are on hold, I know<br>that there is a whole industry of people who have studied how to divide the various<br>steps that are often nothing more than a way for the person to take their time, when<br>For example, there is only one person in charge of answering the phone, and so, in order not to make the<br>callers feel abandoned, you get the impression anyway that you have entered<br>within a system and that someone will take care of us sooner or later.<br>Do you remember when there were no answering machines, when there weren't all these<br>services? You dialled the number, if the person was already talking to someone<br>else, the sound was busy: toot, toot, toot, toot, the sound of a busy phone.<br>We were not forced to leave messages and we were not forced to stay<br>on hold.<br>Again, I know there is a whole industry behind who creates this music and these<br>systems, I know because I happened to work in an institution and for months, months, if not<br>years, I worked alongside this company that was supposed to make this super modern<br>system that then this organization never completed.<br>I remember these long talks with people, though, we were trying to break down the various<br>steps and so on, and even talked about the type of music, however, the music that you<br>could choose, let's say, is very limited, restricted by copyright and<br>especially the entities that I happen to contact, but also medical practices, often<br>have this pseudo-classical music repeated endlessly, played <br>in an unremarkable way and often when I'm there, sometimes I stay even 30, 40, 50<br>minutes, anyway, I'm not telling you anything new, nothing you haven't already <br>experienced first hand, so I'm thinking: what could be an approach that also makes<br>the wait time, I won't say pleasant, but not so obnoxious, because usually<br>then I put the speaker on and get on with other things, it's not like I'm just hanging there with the<br>phone to the ear, also because then the phone heats up and I don't think it's a<br>a very healthy thing. Here, I propose then, I make myself available to create a series of<br>podcasts, soundscapes, sound settings to make waiting on the phone<br>definitely more pleasant, more enjoyable, and then also create some surprise.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 31 Oct 2023 13:47:23 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 668 Perché non agli agrumi?</title>
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        <![CDATA[Con tutti i gusti e gli aromi possibili e immaginabili, com'è che nello scaffale dei biscotti trovo solo sempre i soliti quattro, cinque gusti?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Non lo so cosa provoca il fatto che a me piaccia un gusto piuttosto che un altro, che mi piace il caffè senza zucchero e che mi piacciono i sapori aspri e amari.<br><br>Questo si rispecchia anche quando vado a scegliere al supermercato, che ne so, i biscotti. Non mangio tantissimi dolci, questa è un'altra caratteristica, non mi fanno impazzire i dolci, preferisco le cose salate, le cose piccanti, però ogni tanto anch'io mangio dei dolci.<br><br>Il mio problema è che per qualche motivo, non so se nella notte dei tempi, o più di recente, qualche pubblicitario ispirato ha deciso che tutti i biscotti in vendita nel supermercato abbiano gli stessi gusti che sono 4 o 5.<br><br>Quindi ci sono i biscotti al latte, ci sono i biscotti al cioccolato, ci sono i biscotti alla nocciola, cos'altro c'è poi? Al miele, ogni tanto si trova qualcosa alla mela, ai fichi, alle nocciole e a tutti i frutti a guscio duro e, rarissimamente, rarissimamente si trovano dei biscotti agli agrumi.<br><br>A me piacciono molto gli agrumi, mi piacciono appunto i sapori aspri e c'è una marca di biscotti, biscotti di quelli senza marca, di quelli che è la marca del supermercato, che ogni tanto li trovo, questi biscotti normalissimi, sto parlando di biscotti secchi, quelli proprio che fa il zuppetta nel caffellatte, anche se io non bevo il caffè latte, comunque ci siamo capiti, quindi i biscotti veramente e che costano poco, da 2€ 3€ il pacco, non sto parlando di chissà che.<br><br>Ecco ogni tanto li trovi, allora faccio la scorta, poi c'è anche un'altra marca, sempre di biscotti che costano poco, che hanno questa linea che ogni tanto ci sono alla carota e all'arancia oppure al limone, quando li trovo allora faccio incetta.<br><br>Ecco, non capisco perché ci si intestardisca a fare i biscotti tutti alla nocciola, al cioccolato, al cacao, al miele, al latte, ma sempre gli stessi. Perché non fate i biscotti alle castagne? Ecco, non ho mai visto i biscotti alle castagne, che non mi piacciono nemmeno, le trovo molto così, ti legano la bocca, comunque dico alle fate i biscotti alle castagne, fate i biscotti al mandarino, fate i biscotti, che ne so, alla pesca, ecco perché non ci sono biscotti al gusto di pesca o al gusto di fragola? Non lo so.<br><br>La lancio lì: se c'è qualcuno in ascolto che si occupa della della creazione di nuovi gusti dei biscotti, cerchiamo di uscire dalla nocciola, dal cioccolato e dal miele. Fatemi questo favore.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I don't know what causes me to like one flavor over another, to like coffee without sugar, and to like sour and bitter flavors.<br><br>This is also reflected when I go to the supermarket to choose, say, cookies. I don't eat a lot of sweets, that's another characteristic, I'm not crazy about sweets, I prefer salty things, spicy things, however, I do eat sweets from time to time too.<br><br>My problem is that for some reason, I don't know whether in the mists of time, or more recently, some inspired advertiser decided that all the cookies for sale in the supermarket have the same flavors which are 4 or 5.<br><br>So there are milk cookies, there are chocolate cookies, there are hazelnut cookies, what else is there then? Honey, every now and then you find something apple, fig, hazelnut and all the hard nuts, and very, very rarely you find citrus cookies.<br><br>I like citrus very much, I like the sour flavors and there is a brand of cookies, no-brand cookies, the ones that is the brand of the supermarket, that I occasionally find, these very normal cookies, I'm talking about dry cookies, the very ones that you dip in the latte, even though I don't drink latte, anyway you know what I mean, so cookies that cost very little, from 2€ to 3€ the pack, I'm not talking about top market.<br><br>When sometimes I find them, then I stock up, then there is also another brand, again of cheap cookies, that have this line flavoured carrot and orange or lemon, when I find them, then I hoard.<br><br>That's it, I don't understand why we insist on making cookies all hazelnut, chocolate, cocoa, honey, milk flavoured, but always the same. Why don't you make chestnut cookies? That's it, I've never seen chestnut cookies, which I don't even like, I find them very so, they bind your mouth, anyway I say why not make chestnut cookies, make tangerine cookies, make cookies, what do I know, peach cookies, why there are no peach-flavored or strawberry-flavored cookies ? I don't know.<br><br>I'll throw it out there: if there is anyone listening who is involved in the creation of new cookie flavors, let's try to get out of hazelnut, chocolate and honey. Do me this favor.<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Con tutti i gusti e gli aromi possibili e immaginabili, com'è che nello scaffale dei biscotti trovo solo sempre i soliti quattro, cinque gusti?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Non lo so cosa provoca il fatto che a me piaccia un gusto piuttosto che un altro, che mi piace il caffè senza zucchero e che mi piacciono i sapori aspri e amari.<br><br>Questo si rispecchia anche quando vado a scegliere al supermercato, che ne so, i biscotti. Non mangio tantissimi dolci, questa è un'altra caratteristica, non mi fanno impazzire i dolci, preferisco le cose salate, le cose piccanti, però ogni tanto anch'io mangio dei dolci.<br><br>Il mio problema è che per qualche motivo, non so se nella notte dei tempi, o più di recente, qualche pubblicitario ispirato ha deciso che tutti i biscotti in vendita nel supermercato abbiano gli stessi gusti che sono 4 o 5.<br><br>Quindi ci sono i biscotti al latte, ci sono i biscotti al cioccolato, ci sono i biscotti alla nocciola, cos'altro c'è poi? Al miele, ogni tanto si trova qualcosa alla mela, ai fichi, alle nocciole e a tutti i frutti a guscio duro e, rarissimamente, rarissimamente si trovano dei biscotti agli agrumi.<br><br>A me piacciono molto gli agrumi, mi piacciono appunto i sapori aspri e c'è una marca di biscotti, biscotti di quelli senza marca, di quelli che è la marca del supermercato, che ogni tanto li trovo, questi biscotti normalissimi, sto parlando di biscotti secchi, quelli proprio che fa il zuppetta nel caffellatte, anche se io non bevo il caffè latte, comunque ci siamo capiti, quindi i biscotti veramente e che costano poco, da 2€ 3€ il pacco, non sto parlando di chissà che.<br><br>Ecco ogni tanto li trovi, allora faccio la scorta, poi c'è anche un'altra marca, sempre di biscotti che costano poco, che hanno questa linea che ogni tanto ci sono alla carota e all'arancia oppure al limone, quando li trovo allora faccio incetta.<br><br>Ecco, non capisco perché ci si intestardisca a fare i biscotti tutti alla nocciola, al cioccolato, al cacao, al miele, al latte, ma sempre gli stessi. Perché non fate i biscotti alle castagne? Ecco, non ho mai visto i biscotti alle castagne, che non mi piacciono nemmeno, le trovo molto così, ti legano la bocca, comunque dico alle fate i biscotti alle castagne, fate i biscotti al mandarino, fate i biscotti, che ne so, alla pesca, ecco perché non ci sono biscotti al gusto di pesca o al gusto di fragola? Non lo so.<br><br>La lancio lì: se c'è qualcuno in ascolto che si occupa della della creazione di nuovi gusti dei biscotti, cerchiamo di uscire dalla nocciola, dal cioccolato e dal miele. Fatemi questo favore.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I don't know what causes me to like one flavor over another, to like coffee without sugar, and to like sour and bitter flavors.<br><br>This is also reflected when I go to the supermarket to choose, say, cookies. I don't eat a lot of sweets, that's another characteristic, I'm not crazy about sweets, I prefer salty things, spicy things, however, I do eat sweets from time to time too.<br><br>My problem is that for some reason, I don't know whether in the mists of time, or more recently, some inspired advertiser decided that all the cookies for sale in the supermarket have the same flavors which are 4 or 5.<br><br>So there are milk cookies, there are chocolate cookies, there are hazelnut cookies, what else is there then? Honey, every now and then you find something apple, fig, hazelnut and all the hard nuts, and very, very rarely you find citrus cookies.<br><br>I like citrus very much, I like the sour flavors and there is a brand of cookies, no-brand cookies, the ones that is the brand of the supermarket, that I occasionally find, these very normal cookies, I'm talking about dry cookies, the very ones that you dip in the latte, even though I don't drink latte, anyway you know what I mean, so cookies that cost very little, from 2€ to 3€ the pack, I'm not talking about top market.<br><br>When sometimes I find them, then I stock up, then there is also another brand, again of cheap cookies, that have this line flavoured carrot and orange or lemon, when I find them, then I hoard.<br><br>That's it, I don't understand why we insist on making cookies all hazelnut, chocolate, cocoa, honey, milk flavoured, but always the same. Why don't you make chestnut cookies? That's it, I've never seen chestnut cookies, which I don't even like, I find them very so, they bind your mouth, anyway I say why not make chestnut cookies, make tangerine cookies, make cookies, what do I know, peach cookies, why there are no peach-flavored or strawberry-flavored cookies ? I don't know.<br><br>I'll throw it out there: if there is anyone listening who is involved in the creation of new cookie flavors, let's try to get out of hazelnut, chocolate and honey. Do me this favor.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 30 Oct 2023 07:50:01 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Con tutti i gusti e gli aromi possibili e immaginabili, com'è che nello scaffale dei biscotti trovo solo sempre i soliti quattro, cinque gusti?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non lo so cosa provoca il fatto che a me piaccia un gusto piuttosto che un altro, che mi piace il caffè senza zucchero e che mi piacciono i sapori aspri e amari.Questo si rispecchia anche quando vado a scegliere al supermercato, che ne so, i biscotti. Non mangio tantissimi dolci, questa è un'altra caratteristica, non mi fanno impazzire i dolci, preferisco le cose salate, le cose piccanti, però ogni tanto anch'io mangio dei dolci.Il mio problema è che per qualche motivo, non so se nella notte dei tempi, o più di recente, qualche pubblicitario ispirato ha deciso che tutti i biscotti in vendita nel supermercato abbiano gli stessi gusti che sono 4 o 5.Quindi ci sono i biscotti al latte, ci sono i biscotti al cioccolato, ci sono i biscotti alla nocciola, cos'altro c'è poi? Al miele, ogni tanto si trova qualcosa alla mela, ai fichi, alle nocciole e a tutti i frutti a guscio duro e, rarissimamente, rarissimamente si trovano dei biscotti agli agrumi.A me piacciono molto gli agrumi, mi piacciono appunto i sapori aspri e c'è una marca di biscotti, biscotti di quelli senza marca, di quelli che è la marca del supermercato, che ogni tanto li trovo, questi biscotti normalissimi, sto parlando di biscotti secchi, quelli proprio che fa il zuppetta nel caffellatte, anche se io non bevo il caffè latte, comunque ci siamo capiti, quindi i biscotti veramente e che costano poco, da 2€ 3€ il pacco, non sto parlando di chissà che.Ecco ogni tanto li trovi, allora faccio la scorta, poi c'è anche un'altra marca, sempre di biscotti che costano poco, che hanno questa linea che ogni tanto ci sono alla carota e all'arancia oppure al limone, quando li trovo allora faccio incetta.Ecco, non capisco perché ci si intestardisca a fare i biscotti tutti alla nocciola, al cioccolato, al cacao, al miele, al latte, ma sempre gli stessi. Perché non fate i biscotti alle castagne? Ecco, non ho mai visto i biscotti alle castagne, che non mi piacciono nemmeno, le trovo molto così, ti legano la bocca, comunque dico alle fate i biscotti alle castagne, fate i biscotti al mandarino, fate i biscotti, che ne so, alla pesca, ecco perché non ci sono biscotti al gusto di pesca o al gusto di fragola? Non lo so.La lancio lì: se c'è qualcuno in ascolto che si occupa della della creazione di nuovi gusti dei biscotti, cerchiamo di uscire dalla nocciola, dal cioccolato e dal miele. Fatemi questo favore.TRANSLATIONI don't know what causes me to like one flavor over another, to like coffee without sugar, and to like sour and bitter flavors.This is also reflected when I go to the supermarket to choose, say, cookies. I don't eat a lot of sweets, that's another characteristic, I'm not crazy about sweets, I prefer salty things, spicy things, however, I do eat sweets from time to time too.My problem is that for some reason, I don't know whether in the mists of time, or more recently, some inspired advertiser decided that all the cookies for sale in the supermarket have the same flavors which are 4 or 5.So there are milk cookies, there are chocolate cookies, there are hazelnut cookies, what else is there then? Honey, every now and then you find something apple, fig, hazelnut and all the hard nuts, and very, very rarely you find citrus cookies.I like citrus very much, I like the sour flavors and there is a brand of cookies, no-brand cookies, the ones that is the brand of the supermarket, that I occasionally find, these very normal cookies, I'm talking about dry cookies, the very ones that you dip in the latte, even though I don't drink latte, anyway you know what I mean, so cookies that cost very little, from...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Con tutti i gusti e gli aromi possibili e immaginabili, com'è che nello scaffale dei biscotti trovo solo sempre i soliti quattro, cinque gusti?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non lo so cosa provoca il fatto che a me piaccia un gusto piuttosto che un a</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 667 Blatte nello spazio</title>
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        <![CDATA[Non guardo film dell'orrore di proposito, perché so che poi non dormo la notte, quindi mi rilasso leggendo un articolo scientifico, che man mano che leggo si trasforma nel peggiore degli incubi. Aiuto!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br><br>Dappertutto dove vi girate, trovate storie del mistero, anzi dell'orrore. Siamo alla fine di ottobre e in qualche modo anche l'Italia ha abbracciato le opportunità commerciali offerte da Halloween, questa festività che ci è tornata, a noi nel Mediterraneo, passando, così come spesso accade, prima, per gli Stati Uniti e tornando qua di rimbalzo come qualcosa inventata da loro, mentre in tutte le tradizioni del Mediterraneo ci sono comunque a fine estate, nel mezzo dell'autunno, delle festività, delle ricorrenze che parlano della rinascita dopo la morte, quindi quando i campi riprendono a vivere tramite la semina.<br><br>In mezzo a tutte queste storie dell'orrore, che io naturalmente mi guardo bene dal leggere e dall'ascoltare perché, l'ho detto molte volte, a me i film di paura fanno paura, non quando li guardo, ma dopo che mi tornano in mente, così tutte le cose che fanno paura, però mi sono abbandonata alla lettura di un articolo scientifico e, direte voi, va beh, l'articolo scientifico e tranquillo, non c'è niente che fa paura. E mi sono ritrovata invece a leggere un vero e proprio film dell'orrore.<br><br>Allora, io non ho paura di molte cose, cioè non me frega niente dei topi, dei ragni, dei serpenti, chiaro che non li abbraccio e non li bacio però se vedo un serpente o un ragno o un topo, mi lasciano abbastanza indifferenti, a meno che non mi vengano addosso, però non me frega niente. Questo invece non succede per le blatte.<br><br>Io ho un terrore atavico, nel senso che non riesco nemmeno a stare nella stessa stanza, quindi proprio scappo, scappo veramente una fobia. E mi sono ritrovata a leggere questo articolo che parla di un esperimento della NASA che ha fatto riprodurre, no, non della NASA, penso che sia un esperimento russo, perché il nome russo, hanno fatto riprodurre queste blatte nello spazio e queste hanno dato alla luce 33 altre blatte una volta scese, tornata qua sulla terra, hanno mostrato alcune modifiche genetiche, erano più grandi più veloci, diverse dalle sorelle nate normalmente sulla terra.<br><br>Mi sono immaginata sto film dell'orrore. Immaginate che tutte queste blatte portate nello spazio in qualche modo spariscono e si riproducono per sempre, e veniamo poi travolti dalle blatte che arrivano dallo spazio.<br><br>Ecco, questo per me è il film dell'orrore più terribile che io mi possa immaginare. Ora vado a tranquillizzarmi, perché so già che stanotte non dormirò.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Everywhere you turn, you find stories of mystery, actually horror. We are at the end of October, and somehow Italy has also embraced the commercial opportunities offered by Halloween, this holiday that has come back to us, to us in the Mediterranean, passing, as it often does, first, through the United States and coming back here on the rebound as something invented by them, while in all Mediterranean traditions there are in any case at the end of summer, in the middle of autumn, holidays, festivities that speak of rebirth after death, so when the fields come back to life through planting.<br><br>In the midst of all these horror stories, which I naturally guard against reading and listening to because, I've said it many times, scary movies are scary to me, not when I watch them, but after they come back to my mind, so all the scary things, however, I indulged in reading a scientific article and, you will say, okay well, the scientific article and quiet, there is nothing scary about it. And I found myself reading a real horror movie instead.<br><br>So, I'm not afraid of many things, I mean I don't give a damn about mice, spiders, or snakes, and of course, I don't hug them or kiss them however if I see a snake or a spider or a mouse, they leave me quite indifferent unless they come at me, however I don't give a damn. This is not the case for cockroaches, however.<br><br>I have an atavistic terror, in the sense that I can't even stay in the same room, so I just run away, I really run away, it's a phobia. And I found myself reading this article that talks about a NASA experiment that had reproduced, no, not NASA, I think it's a Russian experiment because the Russian name, they had these cockroaches reproduce in space and these gave birth to 33 other cockroaches once they came down, came back here to earth, they showed some genetic changes, they were bigger faster, different from their sisters born normally on earth.<br>I imagined this horror movie. Imagine that all these cockroaches brought into space somehow disappear and reproduce forever, and we are then overwhelmed by cockroaches coming from space.<br><br>Here, this to me is the most terrible horror movie I can imagine. Now I'm going to go and calm down, because I already know I won't sleep tonight.<br><br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Non guardo film dell'orrore di proposito, perché so che poi non dormo la notte, quindi mi rilasso leggendo un articolo scientifico, che man mano che leggo si trasforma nel peggiore degli incubi. Aiuto!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br><br>Dappertutto dove vi girate, trovate storie del mistero, anzi dell'orrore. Siamo alla fine di ottobre e in qualche modo anche l'Italia ha abbracciato le opportunità commerciali offerte da Halloween, questa festività che ci è tornata, a noi nel Mediterraneo, passando, così come spesso accade, prima, per gli Stati Uniti e tornando qua di rimbalzo come qualcosa inventata da loro, mentre in tutte le tradizioni del Mediterraneo ci sono comunque a fine estate, nel mezzo dell'autunno, delle festività, delle ricorrenze che parlano della rinascita dopo la morte, quindi quando i campi riprendono a vivere tramite la semina.<br><br>In mezzo a tutte queste storie dell'orrore, che io naturalmente mi guardo bene dal leggere e dall'ascoltare perché, l'ho detto molte volte, a me i film di paura fanno paura, non quando li guardo, ma dopo che mi tornano in mente, così tutte le cose che fanno paura, però mi sono abbandonata alla lettura di un articolo scientifico e, direte voi, va beh, l'articolo scientifico e tranquillo, non c'è niente che fa paura. E mi sono ritrovata invece a leggere un vero e proprio film dell'orrore.<br><br>Allora, io non ho paura di molte cose, cioè non me frega niente dei topi, dei ragni, dei serpenti, chiaro che non li abbraccio e non li bacio però se vedo un serpente o un ragno o un topo, mi lasciano abbastanza indifferenti, a meno che non mi vengano addosso, però non me frega niente. Questo invece non succede per le blatte.<br><br>Io ho un terrore atavico, nel senso che non riesco nemmeno a stare nella stessa stanza, quindi proprio scappo, scappo veramente una fobia. E mi sono ritrovata a leggere questo articolo che parla di un esperimento della NASA che ha fatto riprodurre, no, non della NASA, penso che sia un esperimento russo, perché il nome russo, hanno fatto riprodurre queste blatte nello spazio e queste hanno dato alla luce 33 altre blatte una volta scese, tornata qua sulla terra, hanno mostrato alcune modifiche genetiche, erano più grandi più veloci, diverse dalle sorelle nate normalmente sulla terra.<br><br>Mi sono immaginata sto film dell'orrore. Immaginate che tutte queste blatte portate nello spazio in qualche modo spariscono e si riproducono per sempre, e veniamo poi travolti dalle blatte che arrivano dallo spazio.<br><br>Ecco, questo per me è il film dell'orrore più terribile che io mi possa immaginare. Ora vado a tranquillizzarmi, perché so già che stanotte non dormirò.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Everywhere you turn, you find stories of mystery, actually horror. We are at the end of October, and somehow Italy has also embraced the commercial opportunities offered by Halloween, this holiday that has come back to us, to us in the Mediterranean, passing, as it often does, first, through the United States and coming back here on the rebound as something invented by them, while in all Mediterranean traditions there are in any case at the end of summer, in the middle of autumn, holidays, festivities that speak of rebirth after death, so when the fields come back to life through planting.<br><br>In the midst of all these horror stories, which I naturally guard against reading and listening to because, I've said it many times, scary movies are scary to me, not when I watch them, but after they come back to my mind, so all the scary things, however, I indulged in reading a scientific article and, you will say, okay well, the scientific article and quiet, there is nothing scary about it. And I found myself reading a real horror movie instead.<br><br>So, I'm not afraid of many things, I mean I don't give a damn about mice, spiders, or snakes, and of course, I don't hug them or kiss them however if I see a snake or a spider or a mouse, they leave me quite indifferent unless they come at me, however I don't give a damn. This is not the case for cockroaches, however.<br><br>I have an atavistic terror, in the sense that I can't even stay in the same room, so I just run away, I really run away, it's a phobia. And I found myself reading this article that talks about a NASA experiment that had reproduced, no, not NASA, I think it's a Russian experiment because the Russian name, they had these cockroaches reproduce in space and these gave birth to 33 other cockroaches once they came down, came back here to earth, they showed some genetic changes, they were bigger faster, different from their sisters born normally on earth.<br>I imagined this horror movie. Imagine that all these cockroaches brought into space somehow disappear and reproduce forever, and we are then overwhelmed by cockroaches coming from space.<br><br>Here, this to me is the most terrible horror movie I can imagine. Now I'm going to go and calm down, because I already know I won't sleep tonight.<br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 29 Oct 2023 13:11:51 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Non guardo film dell'orrore di proposito, perché so che poi non dormo la notte, quindi mi rilasso leggendo un articolo scientifico, che man mano che leggo si trasforma nel peggiore degli incubi. Aiuto!TRASCRIZIONE [Eng translation below]Dappertutto dove vi girate, trovate storie del mistero, anzi dell'orrore. Siamo alla fine di ottobre e in qualche modo anche l'Italia ha abbracciato le opportunità commerciali offerte da Halloween, questa festività che ci è tornata, a noi nel Mediterraneo, passando, così come spesso accade, prima, per gli Stati Uniti e tornando qua di rimbalzo come qualcosa inventata da loro, mentre in tutte le tradizioni del Mediterraneo ci sono comunque a fine estate, nel mezzo dell'autunno, delle festività, delle ricorrenze che parlano della rinascita dopo la morte, quindi quando i campi riprendono a vivere tramite la semina.In mezzo a tutte queste storie dell'orrore, che io naturalmente mi guardo bene dal leggere e dall'ascoltare perché, l'ho detto molte volte, a me i film di paura fanno paura, non quando li guardo, ma dopo che mi tornano in mente, così tutte le cose che fanno paura, però mi sono abbandonata alla lettura di un articolo scientifico e, direte voi, va beh, l'articolo scientifico e tranquillo, non c'è niente che fa paura. E mi sono ritrovata invece a leggere un vero e proprio film dell'orrore.Allora, io non ho paura di molte cose, cioè non me frega niente dei topi, dei ragni, dei serpenti, chiaro che non li abbraccio e non li bacio però se vedo un serpente o un ragno o un topo, mi lasciano abbastanza indifferenti, a meno che non mi vengano addosso, però non me frega niente. Questo invece non succede per le blatte.Io ho un terrore atavico, nel senso che non riesco nemmeno a stare nella stessa stanza, quindi proprio scappo, scappo veramente una fobia. E mi sono ritrovata a leggere questo articolo che parla di un esperimento della NASA che ha fatto riprodurre, no, non della NASA, penso che sia un esperimento russo, perché il nome russo, hanno fatto riprodurre queste blatte nello spazio e queste hanno dato alla luce 33 altre blatte una volta scese, tornata qua sulla terra, hanno mostrato alcune modifiche genetiche, erano più grandi più veloci, diverse dalle sorelle nate normalmente sulla terra.Mi sono immaginata sto film dell'orrore. Immaginate che tutte queste blatte portate nello spazio in qualche modo spariscono e si riproducono per sempre, e veniamo poi travolti dalle blatte che arrivano dallo spazio.Ecco, questo per me è il film dell'orrore più terribile che io mi possa immaginare. Ora vado a tranquillizzarmi, perché so già che stanotte non dormirò.TRANSLATIONEverywhere you turn, you find stories of mystery, actually horror. We are at the end of October, and somehow Italy has also embraced the commercial opportunities offered by Halloween, this holiday that has come back to us, to us in the Mediterranean, passing, as it often does, first, through the United States and coming back here on the rebound as something invented by them, while in all Mediterranean traditions there are in any case at the end of summer, in the middle of autumn, holidays, festivities that speak of rebirth after death, so when the fields come back to life through planting.In the midst of all these horror stories, which I naturally guard against reading and listening to because, I've said it many times, scary movies are scary to me, not when I watch them, but after they come back to my mind, so all the scary things, however, I indulged in reading a scientific article and, you will say, okay well, the scientific article and quiet, there is nothing scary about it. And I found myself reading a real horror movie instead.So, I'm not afraid of many things, I mean I don't give a damn about mice, spiders, or snakes, and of course, I don't hug them or kiss them however if...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Non guardo film dell'orrore di proposito, perché so che poi non dormo la notte, quindi mi rilasso leggendo un articolo scientifico, che man mano che leggo si trasforma nel peggiore degli incubi. Aiuto!TRASCRIZIONE [Eng translation below]Dappertutto dove v</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 666 Aspettando il recupero</title>
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        <![CDATA[Giuro: questa volta non è stata colpa mia!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>71% e 153.1824 file trovati, mancano 3 ore e 45, anzi 3 ore 31 e 42, anzi 4 ore 7 minuti... Insomma cambia continuamente il tempo che rimane ancora perché è basato sulla velocità del momento del flusso di internet che arriva nel mio computer.<br><br>Di che cosa sto parlando? Vi sto descrivendo la schermata di questo programma che io uso per il computer per recuperare file che ho cancellato.<br><br>Ora, il fatto già che sia in possesso di un programma specifico per il recupero di file cancellati vi dà l'idea di quanto spesso mi capiti. Infatti questo programma ce l'ho da più di una decina d'anni e mi ha salvato più di una volta da crisi terribili. Perché è vero che io faccio sempre delle copie delle cose, però le faccio periodicamente, tipo una volta al mese, ogni tre settimane, per cui c'è questo periodo di tempo che rimane scoperto.<br><br>Ora, tra le tante volte che ho cancellato, dei file dei documenti, per mia colpa perché, lo dico sempre, ne capisco abbastanza del computer da riuscire a mettere le mani là dove non dovrei, che so, a volte cancello file del sistema operativo che servono al computer per funzionare, di solito a quei file per arrivarci non è che te li trovi li, sono nascosti giusto per impedire che la gente li cancelli per caso o non volendo.<br><br>Questa volta invece non è stata colpa mia. Stavo aprendo una serie di cartelle per modificare l'icona, perché a me piace avere delle icone particolari per ogni per ogni progetto che faccio, avere la sua icona precisa, e le avevo aperte e mentre aspettavo che si aprissero contemporaneamente stavo vuotando il cestino del desktop, della scrivania, del mio computer e, giuro, non so cosa sia successo, evidentemente è successo qualcosa, perché non solo ho cancellato quelle cartelle, una decina che volevo aprire per cambiare l'icona, ma mi ha cancellato tutta la cartella dove tenevo tutte le copie dei 3 minuti grezzi della seconda serie, quindi diciamo un paio di centinaio di documenti.<br><br>Oddio, non è niente di grave perché comunque sono sul server dove i 3 minuti grezzi vanno in onda però, insomma, io voglio i miei documenti e ora c'è il programma che gira per recuperarli.<br><br>E aspettiamo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>71% and 153,1824 files found, 3 hours 45 to go, or rather 3 hours 31 and 42 to go, or rather 4 hours 7 minutes to go... I mean it's constantly changing the time that still remains because it's based on the speed of the moment of the internet stream coming into my computer.<br><br>What am I talking about? I am describing the screenshot of this program that I use for the computer to recover files that I deleted.<br><br>Now, the fact already that I have a specific program for recovering deleted files gives you an idea of how often this happens to me. In fact, I have had this program for more than a decade and it has saved me more than once from terrible crises. Because it is true that I always make copies of things, however, I make them periodically, like once a month, every three weeks, so there is this period of time that remains uncovered.<br><br>Now, among the many times that I have deleted files of documents, through my own fault because, I always say this, I understand enough about computers to be able to put my hands where I shouldn't, you know, sometimes I delete operating system files that the computer needs to run, usually to get to those files isn't easy, it's not like you find them there, they're hidden just to prevent people from deleting them by accident or unintentionally.<br><br>This time, however, it was not my fault. I was opening a series of folders to change the icon, because I like to have particular icons for each project that I do, to have its precise icon, and I had them open and while I was waiting for them to open at the same time I was emptying the trash can of the desktop, of my computer and, I swear, I don't know what happened, evidently something happened, because not only did I delete those folders, about ten that I wanted to open to change the icon, but it deleted my whole folder where I kept all the copies of the 3 minutes podcast second season, so let's say a couple of hundred documents.<br><br>Oh gosh, it's not a big deal because anyway they are on the server where the 3 minutes podcast is published however, I mean, I want my documents and now there is the program running to retrieve them.<br>And we wait.]]>
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        <![CDATA[Giuro: questa volta non è stata colpa mia!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>71% e 153.1824 file trovati, mancano 3 ore e 45, anzi 3 ore 31 e 42, anzi 4 ore 7 minuti... Insomma cambia continuamente il tempo che rimane ancora perché è basato sulla velocità del momento del flusso di internet che arriva nel mio computer.<br><br>Di che cosa sto parlando? Vi sto descrivendo la schermata di questo programma che io uso per il computer per recuperare file che ho cancellato.<br><br>Ora, il fatto già che sia in possesso di un programma specifico per il recupero di file cancellati vi dà l'idea di quanto spesso mi capiti. Infatti questo programma ce l'ho da più di una decina d'anni e mi ha salvato più di una volta da crisi terribili. Perché è vero che io faccio sempre delle copie delle cose, però le faccio periodicamente, tipo una volta al mese, ogni tre settimane, per cui c'è questo periodo di tempo che rimane scoperto.<br><br>Ora, tra le tante volte che ho cancellato, dei file dei documenti, per mia colpa perché, lo dico sempre, ne capisco abbastanza del computer da riuscire a mettere le mani là dove non dovrei, che so, a volte cancello file del sistema operativo che servono al computer per funzionare, di solito a quei file per arrivarci non è che te li trovi li, sono nascosti giusto per impedire che la gente li cancelli per caso o non volendo.<br><br>Questa volta invece non è stata colpa mia. Stavo aprendo una serie di cartelle per modificare l'icona, perché a me piace avere delle icone particolari per ogni per ogni progetto che faccio, avere la sua icona precisa, e le avevo aperte e mentre aspettavo che si aprissero contemporaneamente stavo vuotando il cestino del desktop, della scrivania, del mio computer e, giuro, non so cosa sia successo, evidentemente è successo qualcosa, perché non solo ho cancellato quelle cartelle, una decina che volevo aprire per cambiare l'icona, ma mi ha cancellato tutta la cartella dove tenevo tutte le copie dei 3 minuti grezzi della seconda serie, quindi diciamo un paio di centinaio di documenti.<br><br>Oddio, non è niente di grave perché comunque sono sul server dove i 3 minuti grezzi vanno in onda però, insomma, io voglio i miei documenti e ora c'è il programma che gira per recuperarli.<br><br>E aspettiamo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>71% and 153,1824 files found, 3 hours 45 to go, or rather 3 hours 31 and 42 to go, or rather 4 hours 7 minutes to go... I mean it's constantly changing the time that still remains because it's based on the speed of the moment of the internet stream coming into my computer.<br><br>What am I talking about? I am describing the screenshot of this program that I use for the computer to recover files that I deleted.<br><br>Now, the fact already that I have a specific program for recovering deleted files gives you an idea of how often this happens to me. In fact, I have had this program for more than a decade and it has saved me more than once from terrible crises. Because it is true that I always make copies of things, however, I make them periodically, like once a month, every three weeks, so there is this period of time that remains uncovered.<br><br>Now, among the many times that I have deleted files of documents, through my own fault because, I always say this, I understand enough about computers to be able to put my hands where I shouldn't, you know, sometimes I delete operating system files that the computer needs to run, usually to get to those files isn't easy, it's not like you find them there, they're hidden just to prevent people from deleting them by accident or unintentionally.<br><br>This time, however, it was not my fault. I was opening a series of folders to change the icon, because I like to have particular icons for each project that I do, to have its precise icon, and I had them open and while I was waiting for them to open at the same time I was emptying the trash can of the desktop, of my computer and, I swear, I don't know what happened, evidently something happened, because not only did I delete those folders, about ten that I wanted to open to change the icon, but it deleted my whole folder where I kept all the copies of the 3 minutes podcast second season, so let's say a couple of hundred documents.<br><br>Oh gosh, it's not a big deal because anyway they are on the server where the 3 minutes podcast is published however, I mean, I want my documents and now there is the program running to retrieve them.<br>And we wait.]]>
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      <pubDate>Sat, 28 Oct 2023 12:55:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 665 Mani</title>
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        <![CDATA[A volte basta veramente un piccolo gesto, come smettere un secondo di parlare per togliersi gli occhiali nel mezzo di una frase, per far venir fuori sentimenti. Quando mi capita di vedere questi piccoli momenti accadermi davanti, la cosa mi tocca profondamente. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Questa mattina ho fatto una bellissima cosa, sono riuscita a incontrare una mia cara amica che non vedevo da molto tempo, ci siamo rincorse per mesi mandandoci messaggi, cercando di trovare un momento che andasse bene a tutte e due, e poi stamattina finalmente alle 09:30 ci siamo incontrate nel parco vicino a casa.<br>Era una giornata, ancora è una giornata un po' incerta, tant'è che io a un certo momento sono dovuta tornare su a casa a prendermi una giacca perché minacciava di piovere, poi naturalmente non ha piovuto sul momento, caldo infernale, comunque siamo arrivate a questo botteghino che c'è dentro il parco di Monte Claro e ci siamo sedute per fare le chiacchiere, per raccontarci le cose che sono successe nella nostra vita dall'ultima volta che ci siamo viste, che era un po' di tempo fa.<br><br>Questo botteghino è veramente, diciamo, una piccola capannina che c'è lì nel parco con degli ombrelli, delle sedie di plastica e niente, ci siamo prese qualcosa da bere. A servirci c'era questa signora, una signora anche abbastanza giovane, molto svelta, molto dinamica, molto carina, siccome eravamo le uniche due persone sedute lì, e anche perché dopo un po' è venuta giù uno scroscio d'acqua che è durato 5 minuti fortissimo quindi siamo un po' fatte piccole piccole sotto l'ombrello che ci ha che ci ha protetto, comunque ci siamo messe a fare le chiacchiere con questa signora, poi quando è stato il momento, dopo un paio d'ore di bellissime chiacchiere, di andare via ci siamo avvicinate per pagare e questa signora, niente, non lo so, ha condiviso con noi alcuni pensieri, uno di questi è che aveva lo smalto nelle unghie, lo smalto giallo, che da lontano era anche molto bello, poi ci ha detto, ah guardate, è messo tutto male lo smalto, l'ha messo mia figlia, ci ha raccontato di questo bellissimo rapporto che ha con la figlia di dieci anni, che si fanno le coccole a vicenda, si truccano fanno queste cose qua.<br><br>E poi questa signora, ripeto molto giovane, ha detto una cosa che mi ha molto colpito, ha detto, ah sai, a me non piace mettere lo smalto perché non mi piacciono le mie mani, a quel punto si è tolta gli occhiali, aveva gli occhiali da vista, e un po' anche si è commossa dicendo che ha questa cosa alle mani, ha l'artrite - io mi confondo sempre fra artrite e artrosi, una delle due comunque - e le mani erano normalissime, io le ho viste, erano normalissime.<br>Mi ha fatto pensare al fatto che quella cosa ce l'ho anch'io alle mani, infatti devo anche farmi operare perché ormai il dito se si piega, non riesco più a tirarlo su, devo tirarlo su con l'altra mano, però non l'ho mai vissuta in modo così da imbarazzo, che mi imbarazzo delle mani, quello che è, è. <br><br>E mi ha fatto pensare però che anche mia mamma, questa cosa qua è genetica, che ha le mani deformate, le ossa così, che lei le mani le le tiene spesso in tasca, oppure un po' si vergogna delle sue mani, come se ci fosse niente da vergognarsi.<br>La cosa mi ha mi ha colpito, mi ha toccato, mi ha, sì, mi ha toccato.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>This morning I did a beautiful thing, I managed to catch up with a dear friend whom I hadn't seen for a long time, we had been chasing each other for months texting each other, trying to find a time that suited both of us, and then this morning finally at 09:30 we met in the park near home.<br><br>It was a day, still, it's a bit of an uncertain day, so much so that I at one point had to go back home to get a jacket because it was threatening to rain, then, of course, it didn't rain just then, hot as hell, anyway we got to this cafe that's inside the Monte Claro park and we sat down to chat, to tell each other the things that have happened in our lives since we last saw each other, which was a while ago.<br><br>This little cafe is really, let's say, a little shack that's there in the park with some umbrellas, some plastic chairs and that's it, we got ourselves something to drink. Serving us was this lady, a lady also quite young, very quick-witted, very dynamic, very nice, because we were the only two people sitting there, and also because after a while came down a downpour of water that lasted 5 minutes very strong so we kind of made ourselves tiny little under the umbrella that protected us, anyway we started making small talk with this lady, then when it was time, after a couple of hours of beautiful talk, to leave, we approached to pay and this lady, well, I don't know, she shared some thoughts with us, one of them was that she had nail polish, yellow nail polish, which from a distance was also very beautiful, then she told us, ah look, it's not perfectly applied, my daughter put it on, she told us about this beautiful relationship she has with her ten-year-old daughter, that they cuddle with each other, they put makeup on they do these things here.<br><br>And then this lady, again quite young, said something that impressed me a lot, she said, ah you know, I don't like to put nail polish on because I don't like my hands, at which point she took off her glasses, she had her prescription glasses on, and a little bit also she was moved saying that she has this thing on her hands, she has arthritis-I always get confused between arthritis and arthrosis, one of the two anyway-and her hands were very normal, I saw them, they were normal hands.<br><br>It made me think about the fact that I have that thing on my hands as well, in fact, I even have to have surgery because by now the finger if it bends, and I can't pull it up anymore, I have to pull it up with the other hand, however, I have never experienced it in such an embarrassing way, that I am embarrassed by my hands, I mean, it is what it is.<br><br>And it made me think though that even my mom, this thing here is genetic, that she has deformed hands, bones like this, that she often keeps her hands in her pockets, or is a little bit ashamed of her hands as if there is anything to be ashamed of.<br>It affected me, it touched me, yes, it touched me.<br><br>]]>
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        <![CDATA[A volte basta veramente un piccolo gesto, come smettere un secondo di parlare per togliersi gli occhiali nel mezzo di una frase, per far venir fuori sentimenti. 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A servirci c'era questa signora, una signora anche abbastanza giovane, molto svelta, molto dinamica, molto carina, siccome eravamo le uniche due persone sedute lì, e anche perché dopo un po' è venuta giù uno scroscio d'acqua che è durato 5 minuti fortissimo quindi siamo un po' fatte piccole piccole sotto l'ombrello che ci ha che ci ha protetto, comunque ci siamo messe a fare le chiacchiere con questa signora, poi quando è stato il momento, dopo un paio d'ore di bellissime chiacchiere, di andare via ci siamo avvicinate per pagare e questa signora, niente, non lo so, ha condiviso con noi alcuni pensieri, uno di questi è che aveva lo smalto nelle unghie, lo smalto giallo, che da lontano era anche molto bello, poi ci ha detto, ah guardate, è messo tutto male lo smalto, l'ha messo mia figlia, ci ha raccontato di questo bellissimo rapporto che ha con la figlia di dieci anni, che si fanno le coccole a vicenda, si truccano fanno queste cose qua.<br><br>E poi questa signora, ripeto molto giovane, ha detto una cosa che mi ha molto colpito, ha detto, ah sai, a me non piace mettere lo smalto perché non mi piacciono le mie mani, a quel punto si è tolta gli occhiali, aveva gli occhiali da vista, e un po' anche si è commossa dicendo che ha questa cosa alle mani, ha l'artrite - io mi confondo sempre fra artrite e artrosi, una delle due comunque - e le mani erano normalissime, io le ho viste, erano normalissime.<br>Mi ha fatto pensare al fatto che quella cosa ce l'ho anch'io alle mani, infatti devo anche farmi operare perché ormai il dito se si piega, non riesco più a tirarlo su, devo tirarlo su con l'altra mano, però non l'ho mai vissuta in modo così da imbarazzo, che mi imbarazzo delle mani, quello che è, è. <br><br>E mi ha fatto pensare però che anche mia mamma, questa cosa qua è genetica, che ha le mani deformate, le ossa così, che lei le mani le le tiene spesso in tasca, oppure un po' si vergogna delle sue mani, come se ci fosse niente da vergognarsi.<br>La cosa mi ha mi ha colpito, mi ha toccato, mi ha, sì, mi ha toccato.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>This morning I did a beautiful thing, I managed to catch up with a dear friend whom I hadn't seen for a long time, we had been chasing each other for months texting each other, trying to find a time that suited both of us, and then this morning finally at 09:30 we met in the park near home.<br><br>It was a day, still, it's a bit of an uncertain day, so much so that I at one point had to go back home to get a jacket because it was threatening to rain, then, of course, it didn't rain just then, hot as hell, anyway we got to this cafe that's inside the Monte Claro park and we sat down to chat, to tell each other the things that have happened in our lives since we last saw each other, which was a while ago.<br><br>This little cafe is really, let's say, a little shack that's there in the park with some umbrellas, some plastic chairs and that's it, we got ourselves something to drink. Serving us was this lady, a lady also quite young, very quick-witted, very dynamic, very nice, because we were the only two people sitting there, and also because after a while came down a downpour of water that lasted 5 minutes very strong so we kind of made ourselves tiny little under the umbrella that protected us, anyway we started making small talk with this lady, then when it was time, after a couple of hours of beautiful talk, to leave, we approached to pay and this lady, well, I don't know, she shared some thoughts with us, one of them was that she had nail polish, yellow nail polish, which from a distance was also very beautiful, then she told us, ah look, it's not perfectly applied, my daughter put it on, she told us about this beautiful relationship she has with her ten-year-old daughter, that they cuddle with each other, they put makeup on they do these things here.<br><br>And then this lady, again quite young, said something that impressed me a lot, she said, ah you know, I don't like to put nail polish on because I don't like my hands, at which point she took off her glasses, she had her prescription glasses on, and a little bit also she was moved saying that she has this thing on her hands, she has arthritis-I always get confused between arthritis and arthrosis, one of the two anyway-and her hands were very normal, I saw them, they were normal hands.<br><br>It made me think about the fact that I have that thing on my hands as well, in fact, I even have to have surgery because by now the finger if it bends, and I can't pull it up anymore, I have to pull it up with the other hand, however, I have never experienced it in such an embarrassing way, that I am embarrassed by my hands, I mean, it is what it is.<br><br>And it made me think though that even my mom, this thing here is genetic, that she has deformed hands, bones like this, that she often keeps her hands in her pockets, or is a little bit ashamed of her hands as if there is anything to be ashamed of.<br>It affected me, it touched me, yes, it touched me.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 27 Oct 2023 10:52:38 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>A volte basta veramente un piccolo gesto, come smettere un secondo di parlare per togliersi gli occhiali nel mezzo di una frase, per far venir fuori sentimenti. Quando mi capita di vedere questi piccoli momenti accadermi davanti, la cosa mi tocca profondamente. TRASCRIZIONE [Eng translation below]Questa mattina ho fatto una bellissima cosa, sono riuscita a incontrare una mia cara amica che non vedevo da molto tempo, ci siamo rincorse per mesi mandandoci messaggi, cercando di trovare un momento che andasse bene a tutte e due, e poi stamattina finalmente alle 09:30 ci siamo incontrate nel parco vicino a casa.Era una giornata, ancora è una giornata un po' incerta, tant'è che io a un certo momento sono dovuta tornare su a casa a prendermi una giacca perché minacciava di piovere, poi naturalmente non ha piovuto sul momento, caldo infernale, comunque siamo arrivate a questo botteghino che c'è dentro il parco di Monte Claro e ci siamo sedute per fare le chiacchiere, per raccontarci le cose che sono successe nella nostra vita dall'ultima volta che ci siamo viste, che era un po' di tempo fa.Questo botteghino è veramente, diciamo, una piccola capannina che c'è lì nel parco con degli ombrelli, delle sedie di plastica e niente, ci siamo prese qualcosa da bere. A servirci c'era questa signora, una signora anche abbastanza giovane, molto svelta, molto dinamica, molto carina, siccome eravamo le uniche due persone sedute lì, e anche perché dopo un po' è venuta giù uno scroscio d'acqua che è durato 5 minuti fortissimo quindi siamo un po' fatte piccole piccole sotto l'ombrello che ci ha che ci ha protetto, comunque ci siamo messe a fare le chiacchiere con questa signora, poi quando è stato il momento, dopo un paio d'ore di bellissime chiacchiere, di andare via ci siamo avvicinate per pagare e questa signora, niente, non lo so, ha condiviso con noi alcuni pensieri, uno di questi è che aveva lo smalto nelle unghie, lo smalto giallo, che da lontano era anche molto bello, poi ci ha detto, ah guardate, è messo tutto male lo smalto, l'ha messo mia figlia, ci ha raccontato di questo bellissimo rapporto che ha con la figlia di dieci anni, che si fanno le coccole a vicenda, si truccano fanno queste cose qua.E poi questa signora, ripeto molto giovane, ha detto una cosa che mi ha molto colpito, ha detto, ah sai, a me non piace mettere lo smalto perché non mi piacciono le mie mani, a quel punto si è tolta gli occhiali, aveva gli occhiali da vista, e un po' anche si è commossa dicendo che ha questa cosa alle mani, ha l'artrite - io mi confondo sempre fra artrite e artrosi, una delle due comunque - e le mani erano normalissime, io le ho viste, erano normalissime.Mi ha fatto pensare al fatto che quella cosa ce l'ho anch'io alle mani, infatti devo anche farmi operare perché ormai il dito se si piega, non riesco più a tirarlo su, devo tirarlo su con l'altra mano, però non l'ho mai vissuta in modo così da imbarazzo, che mi imbarazzo delle mani, quello che è, è. E mi ha fatto pensare però che anche mia mamma, questa cosa qua è genetica, che ha le mani deformate, le ossa così, che lei le mani le le tiene spesso in tasca, oppure un po' si vergogna delle sue mani, come se ci fosse niente da vergognarsi.La cosa mi ha mi ha colpito, mi ha toccato, mi ha, sì, mi ha toccato.TRANSLATIONThis morning I did a beautiful thing, I managed to catch up with a dear friend whom I hadn't seen for a long time, we had been chasing each other for months texting each other, trying to find a time that suited both of us, and then this morning finally at 09:30 we met in the park near home.It was a day, still, it's a bit of an uncertain day, so much so that I at one point had to go back home to get a jacket because it was threatening to rain, then, of course, it didn't rain just then, hot as hell, anyway we got to this cafe that's inside the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>A volte basta veramente un piccolo gesto, come smettere un secondo di parlare per togliersi gli occhiali nel mezzo di una frase, per far venir fuori sentimenti. Quando mi capita di vedere questi piccoli momenti accadermi davanti, la cosa mi tocca profonda</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 664 I pantaloni di Cicerone</title>
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        <![CDATA["Non è colpa sua! Indossava i pantaloni!" Quando l'avvocato difensore si appiglia a qualsiasi cosa per salvare il suo assistito. Link all'articolo alla fine, dopo la traduzione.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ehi tu, persona che mi stai ascoltando, guardati le gambe e dimmi se non ho ragione: stai indossando i pantaloni.<br><br>Sì, perché la stragrande maggioranza delle persone nel mondo occidentale indossa pantaloni, non importa il genere nel quale si riconosce. E anche se prendete una di quelle foto ufficiali che fanno vedere quando i capi di Stato (99% sono tutti maschi), tutti hanno i pantaloni, pantaloni anche molto simili gli uni agli altri, a meno che appunto non siano capi di Stato che appartengono alle Bermuda, dove l'abbigliamento ufficiale prevede appunto che si indossi il nome dello Stato, i Bermuda.<br><br>Perché vi sto parlando di bermuda, di pantaloni più in generale? Perché ho letto un articolo che mi ha fatto riflettere, che risale addirittura al tempo degli antichi romani.<br><br>Allora se io vi dico immaginatevi gli antichi romani maschi, vi immaginate degli uomini con la toga. Ora, non è che nell'antica Roma tutti andassero in giro con la toga, la toga era l'abbigliamento per le grandi occasioni, però di solito avevano la tunica, che è un vestitino corto sopra il ginocchio, quindi nessuno usava i pantaloni. Non solo, ma i pantaloni venivano visti molto di malocchio perché era l'abbigliamento usato dai barbari e naturalmente i barbari, le tribù germaniche, venivano guardate dall'alto in basso dalla Roma imperiale, veniva considerato un uso selvaggio.<br><br>Tant'è che ci sono dei documenti che mostrano come Cicerone, quell'abile oratore che era, difese un suo cliente, un suo assistito un giorno usando addirittura i pantaloni come prova che il suo cliente era una persona che aveva un carattere irruento e un carattere aggressivo, infatti dice guardate lui non è colpa sua se ha fatto quello che ha fatto, è perché lui così aggressivo, infatti addirittura indossa i pantaloni, quindi la difesa dei pantaloni.<br><br>I romani conoscevano i pantaloni e ripeto, non piacevano perché venivano considerati una cosa da barbari, da selvaggi. Addirittura c'è questo scritto di Tacito che mi ha fatto ridere perché ricorda un po' Rousseau col buon selvaggio, questa volta il buon selvaggio è la tribù germanica e cita i germanici come persone ancora molto vicine alla natura, che infatti avevano questi usi strani come farsi il bagno nel fiume, invece ricorderete che a Roma c'erano i bagni pubblici, che ancora molte città contemporanee se li sognano, quindi questi usi e costumi citati dei germanici così selvatici, così vicino alla natura appunto, c'è fare il bagno nel fiume, farsi la coda di cavallo e addirittura indossare i pantaloni.<br><br>Vabbè, dai romani imperiali acqua sotto il ponte ne è passata eccome, i tempi sono cambiati, adesso la stragrande maggioranza delle persone nel mondo occidentale usa i pantaloni.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Hey you, person who is listening to me, look at your legs and tell me if I am not right: you are wearing pants.<br><br>Yes, because the vast majority of people in the Western world wear pants, no matter what gender they identify with. And even if you take one of those official photos that they show when the heads of state (99 percent are all male), they all have pants on, pants that are also very similar to each other, unless they are heads of state that belong to Bermuda, where the official dress code is precisely to wear the name of the state, Bermuda.<br><br>Why am I telling you about bermudas, about pants more generally ? Because I read a thought-provoking article that goes all the way back to the time of the ancient Romans.<br>So if I tell you imagine ancient Roman males, you imagine men in togas. Now, it's not that in ancient Rome everyone went around in a toga, the toga was the attire for great occasions, however, they usually wore the tunic, which is a short dress above the knee, so no one wore pants. Not only that, pants were looked down upon very much because it was the clothing used by the barbarians and of course, the barbarians, the Germanic tribes, were looked down upon by imperial Rome, it was considered a savage use.<br><br>So much so that there are documents that show how Cicero, that skilled orator that he was, defended one of his clients one day by using his pants as evidence that his client was a person who had an impetuous character and an aggressive character, in fact, he says look at him it's not his fault that he did what he did, it's because he so aggressive, in fact, he even wears pants, thus the defence of pants.<br><br>The Romans knew pants and I repeat, they did not like them because they were considered something for barbarians, for savages. Even there is this writing by Tacitus that made me laugh because it reminds a little bit of Rousseau with the good savage, this time the good savage is the Germanic tribe and he mentions the Germanics as people still very close to nature, who in fact had these strange customs like bathing in the river, instead you will remember that in Rome there were public baths, which still many contemporary cities dream of, so among these mentioned customs and habits of the Germanic people so wild, so close to nature precisely, there is bathing in the river, having a ponytail and even wearing pants.<br>Anyway, since the imperial Romans water under the bridge has come a long way, times have changed, and now the vast majority of people in the Western world use pants.<br><br><br><a href="https://www.atlasobscura.com/articles/trousers-pants-roman-history-banned-trajan?utm_source=Atlas%20Obscura%20Daily%20Newsletter&amp;utm_campaign=258d19021f-EMAIL_CAMPAIGN_2023_08_14&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_-258d19021f-%5BLIST_EMAIL_ID%5D&amp;mc_cid=258d19021f" rel="noreferrer noopener"><b>LINK all'articolo di cui parlo </b></a>]]>
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        <![CDATA["Non è colpa sua! Indossava i pantaloni!" Quando l'avvocato difensore si appiglia a qualsiasi cosa per salvare il suo assistito. Link all'articolo alla fine, dopo la traduzione.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ehi tu, persona che mi stai ascoltando, guardati le gambe e dimmi se non ho ragione: stai indossando i pantaloni.<br><br>Sì, perché la stragrande maggioranza delle persone nel mondo occidentale indossa pantaloni, non importa il genere nel quale si riconosce. E anche se prendete una di quelle foto ufficiali che fanno vedere quando i capi di Stato (99% sono tutti maschi), tutti hanno i pantaloni, pantaloni anche molto simili gli uni agli altri, a meno che appunto non siano capi di Stato che appartengono alle Bermuda, dove l'abbigliamento ufficiale prevede appunto che si indossi il nome dello Stato, i Bermuda.<br><br>Perché vi sto parlando di bermuda, di pantaloni più in generale? Perché ho letto un articolo che mi ha fatto riflettere, che risale addirittura al tempo degli antichi romani.<br><br>Allora se io vi dico immaginatevi gli antichi romani maschi, vi immaginate degli uomini con la toga. Ora, non è che nell'antica Roma tutti andassero in giro con la toga, la toga era l'abbigliamento per le grandi occasioni, però di solito avevano la tunica, che è un vestitino corto sopra il ginocchio, quindi nessuno usava i pantaloni. Non solo, ma i pantaloni venivano visti molto di malocchio perché era l'abbigliamento usato dai barbari e naturalmente i barbari, le tribù germaniche, venivano guardate dall'alto in basso dalla Roma imperiale, veniva considerato un uso selvaggio.<br><br>Tant'è che ci sono dei documenti che mostrano come Cicerone, quell'abile oratore che era, difese un suo cliente, un suo assistito un giorno usando addirittura i pantaloni come prova che il suo cliente era una persona che aveva un carattere irruento e un carattere aggressivo, infatti dice guardate lui non è colpa sua se ha fatto quello che ha fatto, è perché lui così aggressivo, infatti addirittura indossa i pantaloni, quindi la difesa dei pantaloni.<br><br>I romani conoscevano i pantaloni e ripeto, non piacevano perché venivano considerati una cosa da barbari, da selvaggi. Addirittura c'è questo scritto di Tacito che mi ha fatto ridere perché ricorda un po' Rousseau col buon selvaggio, questa volta il buon selvaggio è la tribù germanica e cita i germanici come persone ancora molto vicine alla natura, che infatti avevano questi usi strani come farsi il bagno nel fiume, invece ricorderete che a Roma c'erano i bagni pubblici, che ancora molte città contemporanee se li sognano, quindi questi usi e costumi citati dei germanici così selvatici, così vicino alla natura appunto, c'è fare il bagno nel fiume, farsi la coda di cavallo e addirittura indossare i pantaloni.<br><br>Vabbè, dai romani imperiali acqua sotto il ponte ne è passata eccome, i tempi sono cambiati, adesso la stragrande maggioranza delle persone nel mondo occidentale usa i pantaloni.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Hey you, person who is listening to me, look at your legs and tell me if I am not right: you are wearing pants.<br><br>Yes, because the vast majority of people in the Western world wear pants, no matter what gender they identify with. And even if you take one of those official photos that they show when the heads of state (99 percent are all male), they all have pants on, pants that are also very similar to each other, unless they are heads of state that belong to Bermuda, where the official dress code is precisely to wear the name of the state, Bermuda.<br><br>Why am I telling you about bermudas, about pants more generally ? Because I read a thought-provoking article that goes all the way back to the time of the ancient Romans.<br>So if I tell you imagine ancient Roman males, you imagine men in togas. Now, it's not that in ancient Rome everyone went around in a toga, the toga was the attire for great occasions, however, they usually wore the tunic, which is a short dress above the knee, so no one wore pants. Not only that, pants were looked down upon very much because it was the clothing used by the barbarians and of course, the barbarians, the Germanic tribes, were looked down upon by imperial Rome, it was considered a savage use.<br><br>So much so that there are documents that show how Cicero, that skilled orator that he was, defended one of his clients one day by using his pants as evidence that his client was a person who had an impetuous character and an aggressive character, in fact, he says look at him it's not his fault that he did what he did, it's because he so aggressive, in fact, he even wears pants, thus the defence of pants.<br><br>The Romans knew pants and I repeat, they did not like them because they were considered something for barbarians, for savages. Even there is this writing by Tacitus that made me laugh because it reminds a little bit of Rousseau with the good savage, this time the good savage is the Germanic tribe and he mentions the Germanics as people still very close to nature, who in fact had these strange customs like bathing in the river, instead you will remember that in Rome there were public baths, which still many contemporary cities dream of, so among these mentioned customs and habits of the Germanic people so wild, so close to nature precisely, there is bathing in the river, having a ponytail and even wearing pants.<br>Anyway, since the imperial Romans water under the bridge has come a long way, times have changed, and now the vast majority of people in the Western world use pants.<br><br><br><a href="https://www.atlasobscura.com/articles/trousers-pants-roman-history-banned-trajan?utm_source=Atlas%20Obscura%20Daily%20Newsletter&amp;utm_campaign=258d19021f-EMAIL_CAMPAIGN_2023_08_14&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_-258d19021f-%5BLIST_EMAIL_ID%5D&amp;mc_cid=258d19021f" rel="noreferrer noopener"><b>LINK all'articolo di cui parlo </b></a>]]>
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      <pubDate>Thu, 26 Oct 2023 10:49:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>"Non è colpa sua! Indossava i pantaloni!" Quando l'avvocato difensore si appiglia a qualsiasi cosa per salvare il suo assistito. Link all'articolo alla fine, dopo la traduzione.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ehi tu, persona che mi stai ascoltando, guardati le gambe e dimmi se non ho ragione: stai indossando i pantaloni.Sì, perché la stragrande maggioranza delle persone nel mondo occidentale indossa pantaloni, non importa il genere nel quale si riconosce. E anche se prendete una di quelle foto ufficiali che fanno vedere quando i capi di Stato (99% sono tutti maschi), tutti hanno i pantaloni, pantaloni anche molto simili gli uni agli altri, a meno che appunto non siano capi di Stato che appartengono alle Bermuda, dove l'abbigliamento ufficiale prevede appunto che si indossi il nome dello Stato, i Bermuda.Perché vi sto parlando di bermuda, di pantaloni più in generale? Perché ho letto un articolo che mi ha fatto riflettere, che risale addirittura al tempo degli antichi romani.Allora se io vi dico immaginatevi gli antichi romani maschi, vi immaginate degli uomini con la toga. Ora, non è che nell'antica Roma tutti andassero in giro con la toga, la toga era l'abbigliamento per le grandi occasioni, però di solito avevano la tunica, che è un vestitino corto sopra il ginocchio, quindi nessuno usava i pantaloni. Non solo, ma i pantaloni venivano visti molto di malocchio perché era l'abbigliamento usato dai barbari e naturalmente i barbari, le tribù germaniche, venivano guardate dall'alto in basso dalla Roma imperiale, veniva considerato un uso selvaggio.Tant'è che ci sono dei documenti che mostrano come Cicerone, quell'abile oratore che era, difese un suo cliente, un suo assistito un giorno usando addirittura i pantaloni come prova che il suo cliente era una persona che aveva un carattere irruento e un carattere aggressivo, infatti dice guardate lui non è colpa sua se ha fatto quello che ha fatto, è perché lui così aggressivo, infatti addirittura indossa i pantaloni, quindi la difesa dei pantaloni.I romani conoscevano i pantaloni e ripeto, non piacevano perché venivano considerati una cosa da barbari, da selvaggi. Addirittura c'è questo scritto di Tacito che mi ha fatto ridere perché ricorda un po' Rousseau col buon selvaggio, questa volta il buon selvaggio è la tribù germanica e cita i germanici come persone ancora molto vicine alla natura, che infatti avevano questi usi strani come farsi il bagno nel fiume, invece ricorderete che a Roma c'erano i bagni pubblici, che ancora molte città contemporanee se li sognano, quindi questi usi e costumi citati dei germanici così selvatici, così vicino alla natura appunto, c'è fare il bagno nel fiume, farsi la coda di cavallo e addirittura indossare i pantaloni.Vabbè, dai romani imperiali acqua sotto il ponte ne è passata eccome, i tempi sono cambiati, adesso la stragrande maggioranza delle persone nel mondo occidentale usa i pantaloni.TRANSLATIONHey you, person who is listening to me, look at your legs and tell me if I am not right: you are wearing pants.Yes, because the vast majority of people in the Western world wear pants, no matter what gender they identify with. And even if you take one of those official photos that they show when the heads of state (99 percent are all male), they all have pants on, pants that are also very similar to each other, unless they are heads of state that belong to Bermuda, where the official dress code is precisely to wear the name of the state, Bermuda.Why am I telling you about bermudas, about pants more generally ? Because I read a thought-provoking article that goes all the way back to the time of the ancient Romans.So if I tell you imagine ancient Roman males, you imagine men in togas. Now, it's not that in ancient Rome everyone went around in a toga, the toga was the...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 663 Colpa di Nicolas Cage?</title>
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        <![CDATA[Cosa c'entra Nicolas Cage con il numero delle persone morte annegate dopo essere cadute in piscina? C'entra, c'entra, anche se non nel modo che immaginate!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation &amp; link below</i>]<br>Se prendiamo delle statistiche, statistiche vere, serie, fatte da enti di cui noi ci fidiamo, anche in questo caso però, le statistiche possono dire quello che vogliono, anche se i numeri sono esatti, perché è sempre una questione di come vengono interpretate.<br><br>Questo aspetto viene reso ancora più grave se si pensa che spesso, quando si parla di statistiche, si confonde la correlazione con la causazione. Cosa sono queste due cose? L'esempio che si fa sempre è: d'estate aumenta la vendita dei gelati, d'estate aumenta anche il numero delle persone che si scottano perché stanno troppo al sole, quindi vediamo che c'è d'estate un aumento vertiginoso della vendita, del consumo di gelati e un aumento vertiginoso delle scottature sulla pelle. Ma l'acquisto dei gelati non ha assolutamente niente a che vedere con le scottature sulla pelle, non è che ci scottiamo perché acquistiamo il gelato, è che questi due eventi, per caso, si verificano contemporaneamente o comunque nello stesso periodo.<br><br>Quindi questo è un errore che viene fatto molto spesso. E ora ho scoperto un sito dove questo errore, non solo viene amplificato, ma viene usato per degli effetti secondo me molto divertenti, cioè si mettono a confronto delle percentuali che hanno lo stesso andamento, quindi hanno più o meno gli stessi numeri aumentano contemporaneamente però di cose che non hanno assolutamente a che fare l'una con l'altra.<br><br>Vi faccio qualche esempio allora: il primo è <b>il numero di persone che annegano perché sono cadute in una piscina correlata ai film in cui appare Nicolas Cage</b>, sono delle percentuali che vanno dal 1999 fino al 2009, nel 2007 ci sono stati 4 film di Nicolas Cag<b>e </b>e 123 persone annegate nella piscina, nel 2003 è sceso moltissimo questo rapporto perché solo un film di Nicolas Cage e 85 persone annegate in piscina.<br><br>Un altro dato che mi ha fatto ridere è le <b>percentuali di divorzio nel Maine e l'uso pro capite di margarina</b>, anche questo ha un andamento assolutamente costante, viene tracciato dal 2000 al 2009; poi vi posso proporre l'<b>età di Miss America correlata alle persone che vengono assassinate usando vapore</b>, vapori caldi oppure oggetti caldi: anche qua l'andamento è pressoché identico.<br><br>Insomma, sono degli esempi molto divertenti che però vi ho voluto fare, magari per invogliarvi, la prossima volta che su un giornale leggete delle cose messe insieme, a chiedervi: ma sono veramente delle cose che ci appiccico una con l'altra o sono semplicemente delle cose che, per caso, si sono verificate nello stesso momento?<br>Comunque vi metto il link al sito.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If we take statistics, real, serious statistics, made by entities we trust, you see, despite that, statistics can say whatever they want, even if the numbers are accurate because it is always a question of how they are interpreted.<br><br>This is made even more serious when one considers that correlation is often confused with causation when it comes to statistics. What are these two things? The example that is always given is: in summer the sale of ice cream increases, in summer the number of people who get sunburned from being in the sun too much also increases, so we see that there is in the summer a dramatic increase in the sale, consumption of ice cream and a dramatic increase in skin burns. But buying ice cream has absolutely nothing to do with sunburn, it is not that we sunburn because we buy ice cream, it is that these two events, by chance, occur together, or at the same time.<br><br>So this is a mistake that is made very often. And now I've discovered a site where this error, not only is amplified, but it's used for effects I think very amusing, that is, you compare percentages that have the same trend, so they have more or less the same increase at the same time however of things that have absolutely nothing to do with each other.<br>Let me give you a few examples then: the first is the number of people drowning because they fell into a pool correlated with the movies with Nicolas Cage, these are percentages from 1999 until 2009, in 2007 there were 4 Nicolas Cage movies and 123 people drowned in the pool, in 2003 this ratio dropped a lot because only one Nicolas Cage movie and 85 people drowned in the pool.<br><br>Another figure that made me laugh is the divorce rates in Maine and the per capita use of margarine, this also has an absolutely constant trend, it is tracked from 2000 to 2009; then I can offer you the age of Miss America correlated with people being murdered using steam, hot steam or hot objects: again the trend is almost identical.<br><br>I mean, these are very amusing examples that I wanted to give you though, maybe to entice you, the next time you read things put together in a newspaper, to ask yourself: but are they really things that have something to do with the other or are they simply things that, by chance, occurred at the same time?<br><br>Anyway, I will put the link to the site in the program notes.<br><br><b>LINK </b><a href="https://www.tylervigen.com/spurious-correlations?utm_source=pocket_saves&amp;utm_medium=email" rel="noreferrer noopener">https://www.tylervigen.com/spurious-correlations?utm_source=pocket_saves&amp;utm_medium=email</a>]]>
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        <![CDATA[Cosa c'entra Nicolas Cage con il numero delle persone morte annegate dopo essere cadute in piscina? C'entra, c'entra, anche se non nel modo che immaginate!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation &amp; link below</i>]<br>Se prendiamo delle statistiche, statistiche vere, serie, fatte da enti di cui noi ci fidiamo, anche in questo caso però, le statistiche possono dire quello che vogliono, anche se i numeri sono esatti, perché è sempre una questione di come vengono interpretate.<br><br>Questo aspetto viene reso ancora più grave se si pensa che spesso, quando si parla di statistiche, si confonde la correlazione con la causazione. Cosa sono queste due cose? L'esempio che si fa sempre è: d'estate aumenta la vendita dei gelati, d'estate aumenta anche il numero delle persone che si scottano perché stanno troppo al sole, quindi vediamo che c'è d'estate un aumento vertiginoso della vendita, del consumo di gelati e un aumento vertiginoso delle scottature sulla pelle. Ma l'acquisto dei gelati non ha assolutamente niente a che vedere con le scottature sulla pelle, non è che ci scottiamo perché acquistiamo il gelato, è che questi due eventi, per caso, si verificano contemporaneamente o comunque nello stesso periodo.<br><br>Quindi questo è un errore che viene fatto molto spesso. E ora ho scoperto un sito dove questo errore, non solo viene amplificato, ma viene usato per degli effetti secondo me molto divertenti, cioè si mettono a confronto delle percentuali che hanno lo stesso andamento, quindi hanno più o meno gli stessi numeri aumentano contemporaneamente però di cose che non hanno assolutamente a che fare l'una con l'altra.<br><br>Vi faccio qualche esempio allora: il primo è <b>il numero di persone che annegano perché sono cadute in una piscina correlata ai film in cui appare Nicolas Cage</b>, sono delle percentuali che vanno dal 1999 fino al 2009, nel 2007 ci sono stati 4 film di Nicolas Cag<b>e </b>e 123 persone annegate nella piscina, nel 2003 è sceso moltissimo questo rapporto perché solo un film di Nicolas Cage e 85 persone annegate in piscina.<br><br>Un altro dato che mi ha fatto ridere è le <b>percentuali di divorzio nel Maine e l'uso pro capite di margarina</b>, anche questo ha un andamento assolutamente costante, viene tracciato dal 2000 al 2009; poi vi posso proporre l'<b>età di Miss America correlata alle persone che vengono assassinate usando vapore</b>, vapori caldi oppure oggetti caldi: anche qua l'andamento è pressoché identico.<br><br>Insomma, sono degli esempi molto divertenti che però vi ho voluto fare, magari per invogliarvi, la prossima volta che su un giornale leggete delle cose messe insieme, a chiedervi: ma sono veramente delle cose che ci appiccico una con l'altra o sono semplicemente delle cose che, per caso, si sono verificate nello stesso momento?<br>Comunque vi metto il link al sito.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If we take statistics, real, serious statistics, made by entities we trust, you see, despite that, statistics can say whatever they want, even if the numbers are accurate because it is always a question of how they are interpreted.<br><br>This is made even more serious when one considers that correlation is often confused with causation when it comes to statistics. What are these two things? The example that is always given is: in summer the sale of ice cream increases, in summer the number of people who get sunburned from being in the sun too much also increases, so we see that there is in the summer a dramatic increase in the sale, consumption of ice cream and a dramatic increase in skin burns. But buying ice cream has absolutely nothing to do with sunburn, it is not that we sunburn because we buy ice cream, it is that these two events, by chance, occur together, or at the same time.<br><br>So this is a mistake that is made very often. And now I've discovered a site where this error, not only is amplified, but it's used for effects I think very amusing, that is, you compare percentages that have the same trend, so they have more or less the same increase at the same time however of things that have absolutely nothing to do with each other.<br>Let me give you a few examples then: the first is the number of people drowning because they fell into a pool correlated with the movies with Nicolas Cage, these are percentages from 1999 until 2009, in 2007 there were 4 Nicolas Cage movies and 123 people drowned in the pool, in 2003 this ratio dropped a lot because only one Nicolas Cage movie and 85 people drowned in the pool.<br><br>Another figure that made me laugh is the divorce rates in Maine and the per capita use of margarine, this also has an absolutely constant trend, it is tracked from 2000 to 2009; then I can offer you the age of Miss America correlated with people being murdered using steam, hot steam or hot objects: again the trend is almost identical.<br><br>I mean, these are very amusing examples that I wanted to give you though, maybe to entice you, the next time you read things put together in a newspaper, to ask yourself: but are they really things that have something to do with the other or are they simply things that, by chance, occurred at the same time?<br><br>Anyway, I will put the link to the site in the program notes.<br><br><b>LINK </b><a href="https://www.tylervigen.com/spurious-correlations?utm_source=pocket_saves&amp;utm_medium=email" rel="noreferrer noopener">https://www.tylervigen.com/spurious-correlations?utm_source=pocket_saves&amp;utm_medium=email</a>]]>
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      <pubDate>Wed, 25 Oct 2023 10:44:55 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Cosa c'entra Nicolas Cage con il numero delle persone morte annegate dopo essere cadute in piscina? C'entra, c'entra, anche se non nel modo che immaginate!TRASCRIZIONE [ENG translation &amp;amp; link below]Se prendiamo delle statistiche, statistiche vere, serie, fatte da enti di cui noi ci fidiamo, anche in questo caso però, le statistiche possono dire quello che vogliono, anche se i numeri sono esatti, perché è sempre una questione di come vengono interpretate.Questo aspetto viene reso ancora più grave se si pensa che spesso, quando si parla di statistiche, si confonde la correlazione con la causazione. Cosa sono queste due cose? L'esempio che si fa sempre è: d'estate aumenta la vendita dei gelati, d'estate aumenta anche il numero delle persone che si scottano perché stanno troppo al sole, quindi vediamo che c'è d'estate un aumento vertiginoso della vendita, del consumo di gelati e un aumento vertiginoso delle scottature sulla pelle. Ma l'acquisto dei gelati non ha assolutamente niente a che vedere con le scottature sulla pelle, non è che ci scottiamo perché acquistiamo il gelato, è che questi due eventi, per caso, si verificano contemporaneamente o comunque nello stesso periodo.Quindi questo è un errore che viene fatto molto spesso. E ora ho scoperto un sito dove questo errore, non solo viene amplificato, ma viene usato per degli effetti secondo me molto divertenti, cioè si mettono a confronto delle percentuali che hanno lo stesso andamento, quindi hanno più o meno gli stessi numeri aumentano contemporaneamente però di cose che non hanno assolutamente a che fare l'una con l'altra.Vi faccio qualche esempio allora: il primo è il numero di persone che annegano perché sono cadute in una piscina correlata ai film in cui appare Nicolas Cage, sono delle percentuali che vanno dal 1999 fino al 2009, nel 2007 ci sono stati 4 film di Nicolas Cage e 123 persone annegate nella piscina, nel 2003 è sceso moltissimo questo rapporto perché solo un film di Nicolas Cage e 85 persone annegate in piscina.Un altro dato che mi ha fatto ridere è le percentuali di divorzio nel Maine e l'uso pro capite di margarina, anche questo ha un andamento assolutamente costante, viene tracciato dal 2000 al 2009; poi vi posso proporre l'età di Miss America correlata alle persone che vengono assassinate usando vapore, vapori caldi oppure oggetti caldi: anche qua l'andamento è pressoché identico.Insomma, sono degli esempi molto divertenti che però vi ho voluto fare, magari per invogliarvi, la prossima volta che su un giornale leggete delle cose messe insieme, a chiedervi: ma sono veramente delle cose che ci appiccico una con l'altra o sono semplicemente delle cose che, per caso, si sono verificate nello stesso momento?Comunque vi metto il link al sito.TRANSLATIONIf we take statistics, real, serious statistics, made by entities we trust, you see, despite that, statistics can say whatever they want, even if the numbers are accurate because it is always a question of how they are interpreted.This is made even more serious when one considers that correlation is often confused with causation when it comes to statistics. What are these two things? The example that is always given is: in summer the sale of ice cream increases, in summer the number of people who get sunburned from being in the sun too much also increases, so we see that there is in the summer a dramatic increase in the sale, consumption of ice cream and a dramatic increase in skin burns. But buying ice cream has absolutely nothing to do with sunburn, it is not that we sunburn because we buy ice cream, it is that these two events, by chance, occur together, or at the same time.So this is a mistake that is made very often. And now I've discovered a site where this error, not only is amplified, but it's used for...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Cosa c'entra Nicolas Cage con il numero delle persone morte annegate dopo essere cadute in piscina? C'entra, c'entra, anche se non nel modo che immaginate!TRASCRIZIONE [ENG translation &amp;amp; link below]Se prendiamo delle statistiche, statistiche vere, ser</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 662 Poltergeist tecnologici</title>
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        <![CDATA[Avete presente quei giorni che sembra che tutte le tecnologie di casa siano animate da un demone che vi si rivolta contro? Ecco, oggi così :-) <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Negli anni 90, ricordo comprai un libro in un mercatino dell'usato, il libro era intitolato 'When technology bytes back', che possiamo tradurre con 'quando la tecnologia ti si rivolta contro'.<br><br>Ora, è da un sacco di tempo che lo comprai e lo lessi, ma ricordo che era una cosa abbastanza esoterica perché raccontava dei fatti che noi tutti abbiamo vissuto in prima persona, quando sembra che letteralmente la tecnologia ti si rivolti contro: la televisione non funziona, il computer è un problema e tutto sembra che contemporaneamente abbia deciso di mettersi d'accordo per renderti la vita difficile, tramite la tecnologia, però questo libro ricordo che ne parlava un po' quasi come il poltergeist, come se la tecnologia e gli oggetti avessero una vita propria e fossero posseduti dal demone della tecnologia dispettosa.<br><br>Ora, so che non è così, però ci sono giornate, e questa mattina è stata una di quelle, in cui veramente ho l'impressione che ci sia il demone della tecnologia a girarmi le carte, voltarmi le frittate, staccarmi i cavi senza che io me ne accorga e che tutte le cose tecnologiche che mi circondano vivano di vita propria. Beh, più che cose tecnologiche parlo di programmi del computer, di sistemi di app che non funzionano.<br><br>Dovevo comunicare con un ufficio in Australia questa mattina, e questa mattina perché per via della differenza del fuso orario l'ufficio avrebbe chiuso alle 08:00 ora italiana, quindi dovevo premunirsi e mi sono alzata molto presto, e mi sono accorta che non avevo soldi sul mio conto Skype, che uso per chiamare il numero (perché bisognava chiamare un numero di telefono) per cui è iniziata tutta la trafila per mettere il credito su Skype, e naturalmente ogni volta che aprite una app che non aprite da qualche da qualche mese la prima cosa che vi chiede è di aggiornarla. E poi, vabbè, adesso non vi sto a raccontare tutta la catena, ma ogni passo che facevo ce n'erano altri tre che dovevo intraprendere per poter fare quell'uno passo, e ognuno di questi tre passi aveva a sua volta altri tre passi che dovevo intraprendere per poter procedere.<br><br>Insomma una specie di catena di Sant'Antonio triplicata (che poi perché si chiama catena di Sant'Antonio? Non lo so indagherò). Comunque la tecnologia sono riuscita a domarla, i poltergeist sono rientrati da dove sono venuti e io ne sono uscita vincitrice.<br>Almeno spero.<br><br><b>TRANSLATION </b><br><br>In the 1990s, I remember buying a book at a flea market, the book called 'When technology bytes back,' which we can translate as 'when technology turns against you'. Now, it's been a long time since I bought it and read it, but I remember it was quite esoteric because it told of events that we have all experienced firsthand when it seems that literally technology turns against you: the television doesn't work, the computer is a problem, and everything at the same time seems to have decided to get together to make your life difficult, through technology, however, this book I remember talked about it a little bit almost like the poltergeist, as if technology and objects had a life of their own and were possessed by the demon of mischievous technology.<br><br>Now, I know that's not the case, however, there are days, and this morning was one of them when I really feel like there is the demon of technology turning my cards over, turning my omelettes around, unplugging my wires without me knowing it and all the technological things around me living a life of their own. Well, more than technological things I'm talking about computer programs and app systems that don't work.<br><br>I had to communicate with an office in Australia this morning, and this morning because of the time difference, the office was going to close at 8:00 a.m. Italian time, so I had to be prepared, I got up very early, and I realised that I had no money in my Skype account, which I use to call the number (because you had to call a phone number) so the whole rigmarole of putting credit on Skype started, and of course every time you open an app that you haven't opened in a few months the first thing it asks you is to update it. And then, whatever, now I'm not going to tell you the whole chain, but every step I was taking there were three other steps that I had to take in order to take that one step, and each of those three steps had in turn three other steps that I had to take in order to proceed.<br><br>In short, a kind of triplicate chain letter (which then why is it called a chain letter ? I don't know I will investigate). However, the technology I managed to tame it, the poltergeists went back where they came from and I came out on top.<br><br>At least I hope so.<br><br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Avete presente quei giorni che sembra che tutte le tecnologie di casa siano animate da un demone che vi si rivolta contro? Ecco, oggi così :-) <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Negli anni 90, ricordo comprai un libro in un mercatino dell'usato, il libro era intitolato 'When technology bytes back', che possiamo tradurre con 'quando la tecnologia ti si rivolta contro'.<br><br>Ora, è da un sacco di tempo che lo comprai e lo lessi, ma ricordo che era una cosa abbastanza esoterica perché raccontava dei fatti che noi tutti abbiamo vissuto in prima persona, quando sembra che letteralmente la tecnologia ti si rivolti contro: la televisione non funziona, il computer è un problema e tutto sembra che contemporaneamente abbia deciso di mettersi d'accordo per renderti la vita difficile, tramite la tecnologia, però questo libro ricordo che ne parlava un po' quasi come il poltergeist, come se la tecnologia e gli oggetti avessero una vita propria e fossero posseduti dal demone della tecnologia dispettosa.<br><br>Ora, so che non è così, però ci sono giornate, e questa mattina è stata una di quelle, in cui veramente ho l'impressione che ci sia il demone della tecnologia a girarmi le carte, voltarmi le frittate, staccarmi i cavi senza che io me ne accorga e che tutte le cose tecnologiche che mi circondano vivano di vita propria. Beh, più che cose tecnologiche parlo di programmi del computer, di sistemi di app che non funzionano.<br><br>Dovevo comunicare con un ufficio in Australia questa mattina, e questa mattina perché per via della differenza del fuso orario l'ufficio avrebbe chiuso alle 08:00 ora italiana, quindi dovevo premunirsi e mi sono alzata molto presto, e mi sono accorta che non avevo soldi sul mio conto Skype, che uso per chiamare il numero (perché bisognava chiamare un numero di telefono) per cui è iniziata tutta la trafila per mettere il credito su Skype, e naturalmente ogni volta che aprite una app che non aprite da qualche da qualche mese la prima cosa che vi chiede è di aggiornarla. E poi, vabbè, adesso non vi sto a raccontare tutta la catena, ma ogni passo che facevo ce n'erano altri tre che dovevo intraprendere per poter fare quell'uno passo, e ognuno di questi tre passi aveva a sua volta altri tre passi che dovevo intraprendere per poter procedere.<br><br>Insomma una specie di catena di Sant'Antonio triplicata (che poi perché si chiama catena di Sant'Antonio? Non lo so indagherò). Comunque la tecnologia sono riuscita a domarla, i poltergeist sono rientrati da dove sono venuti e io ne sono uscita vincitrice.<br>Almeno spero.<br><br><b>TRANSLATION </b><br><br>In the 1990s, I remember buying a book at a flea market, the book called 'When technology bytes back,' which we can translate as 'when technology turns against you'. Now, it's been a long time since I bought it and read it, but I remember it was quite esoteric because it told of events that we have all experienced firsthand when it seems that literally technology turns against you: the television doesn't work, the computer is a problem, and everything at the same time seems to have decided to get together to make your life difficult, through technology, however, this book I remember talked about it a little bit almost like the poltergeist, as if technology and objects had a life of their own and were possessed by the demon of mischievous technology.<br><br>Now, I know that's not the case, however, there are days, and this morning was one of them when I really feel like there is the demon of technology turning my cards over, turning my omelettes around, unplugging my wires without me knowing it and all the technological things around me living a life of their own. Well, more than technological things I'm talking about computer programs and app systems that don't work.<br><br>I had to communicate with an office in Australia this morning, and this morning because of the time difference, the office was going to close at 8:00 a.m. Italian time, so I had to be prepared, I got up very early, and I realised that I had no money in my Skype account, which I use to call the number (because you had to call a phone number) so the whole rigmarole of putting credit on Skype started, and of course every time you open an app that you haven't opened in a few months the first thing it asks you is to update it. And then, whatever, now I'm not going to tell you the whole chain, but every step I was taking there were three other steps that I had to take in order to take that one step, and each of those three steps had in turn three other steps that I had to take in order to proceed.<br><br>In short, a kind of triplicate chain letter (which then why is it called a chain letter ? I don't know I will investigate). However, the technology I managed to tame it, the poltergeists went back where they came from and I came out on top.<br><br>At least I hope so.<br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 24 Oct 2023 13:34:21 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Avete presente quei giorni che sembra che tutte le tecnologie di casa siano animate da un demone che vi si rivolta contro? Ecco, oggi così :-) TRASCRIZIONE [ENG translation below]Negli anni 90, ricordo comprai un libro in un mercatino dell'usato, il libro era intitolato 'When technology bytes back', che possiamo tradurre con 'quando la tecnologia ti si rivolta contro'.Ora, è da un sacco di tempo che lo comprai e lo lessi, ma ricordo che era una cosa abbastanza esoterica perché raccontava dei fatti che noi tutti abbiamo vissuto in prima persona, quando sembra che letteralmente la tecnologia ti si rivolti contro: la televisione non funziona, il computer è un problema e tutto sembra che contemporaneamente abbia deciso di mettersi d'accordo per renderti la vita difficile, tramite la tecnologia, però questo libro ricordo che ne parlava un po' quasi come il poltergeist, come se la tecnologia e gli oggetti avessero una vita propria e fossero posseduti dal demone della tecnologia dispettosa.Ora, so che non è così, però ci sono giornate, e questa mattina è stata una di quelle, in cui veramente ho l'impressione che ci sia il demone della tecnologia a girarmi le carte, voltarmi le frittate, staccarmi i cavi senza che io me ne accorga e che tutte le cose tecnologiche che mi circondano vivano di vita propria. Beh, più che cose tecnologiche parlo di programmi del computer, di sistemi di app che non funzionano.Dovevo comunicare con un ufficio in Australia questa mattina, e questa mattina perché per via della differenza del fuso orario l'ufficio avrebbe chiuso alle 08:00 ora italiana, quindi dovevo premunirsi e mi sono alzata molto presto, e mi sono accorta che non avevo soldi sul mio conto Skype, che uso per chiamare il numero (perché bisognava chiamare un numero di telefono) per cui è iniziata tutta la trafila per mettere il credito su Skype, e naturalmente ogni volta che aprite una app che non aprite da qualche da qualche mese la prima cosa che vi chiede è di aggiornarla. E poi, vabbè, adesso non vi sto a raccontare tutta la catena, ma ogni passo che facevo ce n'erano altri tre che dovevo intraprendere per poter fare quell'uno passo, e ognuno di questi tre passi aveva a sua volta altri tre passi che dovevo intraprendere per poter procedere.Insomma una specie di catena di Sant'Antonio triplicata (che poi perché si chiama catena di Sant'Antonio? Non lo so indagherò). Comunque la tecnologia sono riuscita a domarla, i poltergeist sono rientrati da dove sono venuti e io ne sono uscita vincitrice.Almeno spero.TRANSLATION In the 1990s, I remember buying a book at a flea market, the book called 'When technology bytes back,' which we can translate as 'when technology turns against you'. Now, it's been a long time since I bought it and read it, but I remember it was quite esoteric because it told of events that we have all experienced firsthand when it seems that literally technology turns against you: the television doesn't work, the computer is a problem, and everything at the same time seems to have decided to get together to make your life difficult, through technology, however, this book I remember talked about it a little bit almost like the poltergeist, as if technology and objects had a life of their own and were possessed by the demon of mischievous technology.Now, I know that's not the case, however, there are days, and this morning was one of them when I really feel like there is the demon of technology turning my cards over, turning my omelettes around, unplugging my wires without me knowing it and all the technological things around me living a life of their own. Well, more than technological things I'm talking about computer programs and app systems that don't work.I had to communicate with an office in Australia this morning, and this morning because of the time difference, the office...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Avete presente quei giorni che sembra che tutte le tecnologie di casa siano animate da un demone che vi si rivolta contro? Ecco, oggi così :-) TRASCRIZIONE [ENG translation below]Negli anni 90, ricordo comprai un libro in un mercatino dell'usato, il libro</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 661 Due categorie di persone</title>
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        <![CDATA[Eh sì, esistono 2 categorie di persone, quelle che arono venimila finestre nel browser, e quelle che invece aprono e chiudono sola una finestra alla volta. Manco a dirlo, indovinate a quale categoria appartengo io? <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Oggi mi voglio lanciare in un'argomentazione filosofica, senza naturalmente essermi preparata in precedenza così come deve essere nei miei 3 minuti che sono, lo ricordiamo, grezzi.<br><br>La mia pensata filosofica è questa che il mondo è diviso in due categorie: quelli che aprono un sacco di finestre sul computer, nel browser, e che poi quando devono spegnerlo cliccano il tasto spegni tutto senza chiudere le finestre, e quelli che invece meticolosamente aprono solo una finestra alla volta e quando devono spegnere il computer prima disattivano tutti i programmi, uno alla volta, chiudono tutte le finestre e poi schiacciano il pulsante.<br><br>Io, manco a dirlo, appartengo alla prima categoria di persone. Non solo apro 20.000 finestre nel mio browser contemporaneamente, pretendo che tutte funzionino velocissimamente, e poi apro anche altri programmi, non solo il browser, apro anche il programma di posta, quello per registrare, poi mi viene sempre in mente di pulire il computer, con un programma che devo aprire a parte, mentre il computer sta facendo un sacco di altre cose, e naturalmente la prima cosa che mi dice il programma per pulire il computer è 'per pulire il computer dobbiamo chiudere tutti gli altri programmi che hai aperti' e io naturalmente avevo aperto il programma per pulire il computer semplicemente perché ero lì annoiata, in attesa che tutte le finestre, tutti i programmi che avevo aperti, facessero il loro dovere.<br><br>Ecco, io sono una di quelle persone che apre sempre tutto, ogni volta che c'è una cosa da cliccare, la clicca, non rifletto troppo prima di fare le cose al computer e infatti mi trovo spesso poi in situazioni imbarazzanti.<br><br>Non solo, ma ne capisco abbastanza di computer, del sistema operativo e di trucchetti vari, ne capisco abbastanza da essere in grado di mettere le mani lì dove non dovrei, all'interno del sancta sanctorum del sistema operativo più recondito e profondo è sì, e finisce poi che faccio danni.<br><br>È capitato diverse volte che ho cancellato tutto quello che mi serviva, che ho perso delle cose, che ho scaricato dei programmi ed ero troppo pigra poi per vagliare, per vedere se ci fossero dei virus e mi sono ritrovata con, non tanto dei virus, ma delle cose che mi rallentavano tantissimo il computer perché c'erano quelli si chiamano cavalli di Troia che non mi hanno rubato niente, perché per fortuna sono molto accorta con le cose importanti, però vabbè, anche se ti rallentano il computer quello è un grosso problema.<br><br>Quindi voi a che categoria di persone appartenete? Pensateci, riflettete. Non è così male pensarci.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>Today I want to launch into a philosophical argument, without of course having prepared beforehand as it must be in my 3 minutes which are, let us remember, raw.<br>My philosophical thinking is that the world is divided into two categories: those who open a lot of windows on the computer, in the browser, and then when they have to shut it down they click the shut down all button without closing the windows, and those who instead meticulously open only one window at a time and when they have to shut down the computer they first disable all the programs, one at a time, close all the windows and then mash the button.<br><br>I, needless to say, belong to the first category of people. Not only do I open 20,000 windows in my browser at the same time, but I demand that all of them run very fast, and then I also open other programs, not only the browser, I also open the mail program, the one to record, then I always come up with the idea to clean the computer, with a program that I have to open separately, while the computer is doing a lot of other things, and of course the first thing that the program to clean the computer tells me is 'to clean the computer we have to close all the other programs that you have open' and I, of course, had opened the program to clean the computer simply because I was there bored, waiting for all the windows, all the programs that I had open, to do their duty.<br><br>Here, I am one of those people who always opens everything, whenever there is something to click, I click it, I don't think too much before doing things on the computer and in fact, I often find myself in awkward situations.<br><br>Not only that, but I understand enough about computers, the operating system and various tricks, I understand enough to be able to put my hands there where I shouldn't, inside the innermost and deepest inner sanctum of the operating system is yes, and then I end up doing damage.<br><br>It happened several times that I deleted everything that I needed, that I lost things, that I downloaded programs and I was too lazy then to sift, to see if there were viruses and I ended up with, not so many viruses, but things that slowed down my computer so much because there were those are called Trojan horses that didn't steal anything from me, because fortunately I'm very careful with the important things, but whatever, even if they slow down your computer that's a big problem.<br><br>So which category of people do you belong to? Think about it, reflect on it. It is not so bad to think about it.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Eh sì, esistono 2 categorie di persone, quelle che arono venimila finestre nel browser, e quelle che invece aprono e chiudono sola una finestra alla volta. Manco a dirlo, indovinate a quale categoria appartengo io? <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Oggi mi voglio lanciare in un'argomentazione filosofica, senza naturalmente essermi preparata in precedenza così come deve essere nei miei 3 minuti che sono, lo ricordiamo, grezzi.<br><br>La mia pensata filosofica è questa che il mondo è diviso in due categorie: quelli che aprono un sacco di finestre sul computer, nel browser, e che poi quando devono spegnerlo cliccano il tasto spegni tutto senza chiudere le finestre, e quelli che invece meticolosamente aprono solo una finestra alla volta e quando devono spegnere il computer prima disattivano tutti i programmi, uno alla volta, chiudono tutte le finestre e poi schiacciano il pulsante.<br><br>Io, manco a dirlo, appartengo alla prima categoria di persone. Non solo apro 20.000 finestre nel mio browser contemporaneamente, pretendo che tutte funzionino velocissimamente, e poi apro anche altri programmi, non solo il browser, apro anche il programma di posta, quello per registrare, poi mi viene sempre in mente di pulire il computer, con un programma che devo aprire a parte, mentre il computer sta facendo un sacco di altre cose, e naturalmente la prima cosa che mi dice il programma per pulire il computer è 'per pulire il computer dobbiamo chiudere tutti gli altri programmi che hai aperti' e io naturalmente avevo aperto il programma per pulire il computer semplicemente perché ero lì annoiata, in attesa che tutte le finestre, tutti i programmi che avevo aperti, facessero il loro dovere.<br><br>Ecco, io sono una di quelle persone che apre sempre tutto, ogni volta che c'è una cosa da cliccare, la clicca, non rifletto troppo prima di fare le cose al computer e infatti mi trovo spesso poi in situazioni imbarazzanti.<br><br>Non solo, ma ne capisco abbastanza di computer, del sistema operativo e di trucchetti vari, ne capisco abbastanza da essere in grado di mettere le mani lì dove non dovrei, all'interno del sancta sanctorum del sistema operativo più recondito e profondo è sì, e finisce poi che faccio danni.<br><br>È capitato diverse volte che ho cancellato tutto quello che mi serviva, che ho perso delle cose, che ho scaricato dei programmi ed ero troppo pigra poi per vagliare, per vedere se ci fossero dei virus e mi sono ritrovata con, non tanto dei virus, ma delle cose che mi rallentavano tantissimo il computer perché c'erano quelli si chiamano cavalli di Troia che non mi hanno rubato niente, perché per fortuna sono molto accorta con le cose importanti, però vabbè, anche se ti rallentano il computer quello è un grosso problema.<br><br>Quindi voi a che categoria di persone appartenete? Pensateci, riflettete. Non è così male pensarci.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>Today I want to launch into a philosophical argument, without of course having prepared beforehand as it must be in my 3 minutes which are, let us remember, raw.<br>My philosophical thinking is that the world is divided into two categories: those who open a lot of windows on the computer, in the browser, and then when they have to shut it down they click the shut down all button without closing the windows, and those who instead meticulously open only one window at a time and when they have to shut down the computer they first disable all the programs, one at a time, close all the windows and then mash the button.<br><br>I, needless to say, belong to the first category of people. Not only do I open 20,000 windows in my browser at the same time, but I demand that all of them run very fast, and then I also open other programs, not only the browser, I also open the mail program, the one to record, then I always come up with the idea to clean the computer, with a program that I have to open separately, while the computer is doing a lot of other things, and of course the first thing that the program to clean the computer tells me is 'to clean the computer we have to close all the other programs that you have open' and I, of course, had opened the program to clean the computer simply because I was there bored, waiting for all the windows, all the programs that I had open, to do their duty.<br><br>Here, I am one of those people who always opens everything, whenever there is something to click, I click it, I don't think too much before doing things on the computer and in fact, I often find myself in awkward situations.<br><br>Not only that, but I understand enough about computers, the operating system and various tricks, I understand enough to be able to put my hands there where I shouldn't, inside the innermost and deepest inner sanctum of the operating system is yes, and then I end up doing damage.<br><br>It happened several times that I deleted everything that I needed, that I lost things, that I downloaded programs and I was too lazy then to sift, to see if there were viruses and I ended up with, not so many viruses, but things that slowed down my computer so much because there were those are called Trojan horses that didn't steal anything from me, because fortunately I'm very careful with the important things, but whatever, even if they slow down your computer that's a big problem.<br><br>So which category of people do you belong to? Think about it, reflect on it. It is not so bad to think about it.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 23 Oct 2023 14:52:51 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Eh sì, esistono 2 categorie di persone, quelle che arono venimila finestre nel browser, e quelle che invece aprono e chiudono sola una finestra alla volta. Manco a dirlo, indovinate a quale categoria appartengo io? TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi mi voglio lanciare in un'argomentazione filosofica, senza naturalmente essermi preparata in precedenza così come deve essere nei miei 3 minuti che sono, lo ricordiamo, grezzi.La mia pensata filosofica è questa che il mondo è diviso in due categorie: quelli che aprono un sacco di finestre sul computer, nel browser, e che poi quando devono spegnerlo cliccano il tasto spegni tutto senza chiudere le finestre, e quelli che invece meticolosamente aprono solo una finestra alla volta e quando devono spegnere il computer prima disattivano tutti i programmi, uno alla volta, chiudono tutte le finestre e poi schiacciano il pulsante.Io, manco a dirlo, appartengo alla prima categoria di persone. Non solo apro 20.000 finestre nel mio browser contemporaneamente, pretendo che tutte funzionino velocissimamente, e poi apro anche altri programmi, non solo il browser, apro anche il programma di posta, quello per registrare, poi mi viene sempre in mente di pulire il computer, con un programma che devo aprire a parte, mentre il computer sta facendo un sacco di altre cose, e naturalmente la prima cosa che mi dice il programma per pulire il computer è 'per pulire il computer dobbiamo chiudere tutti gli altri programmi che hai aperti' e io naturalmente avevo aperto il programma per pulire il computer semplicemente perché ero lì annoiata, in attesa che tutte le finestre, tutti i programmi che avevo aperti, facessero il loro dovere.Ecco, io sono una di quelle persone che apre sempre tutto, ogni volta che c'è una cosa da cliccare, la clicca, non rifletto troppo prima di fare le cose al computer e infatti mi trovo spesso poi in situazioni imbarazzanti.Non solo, ma ne capisco abbastanza di computer, del sistema operativo e di trucchetti vari, ne capisco abbastanza da essere in grado di mettere le mani lì dove non dovrei, all'interno del sancta sanctorum del sistema operativo più recondito e profondo è sì, e finisce poi che faccio danni.È capitato diverse volte che ho cancellato tutto quello che mi serviva, che ho perso delle cose, che ho scaricato dei programmi ed ero troppo pigra poi per vagliare, per vedere se ci fossero dei virus e mi sono ritrovata con, non tanto dei virus, ma delle cose che mi rallentavano tantissimo il computer perché c'erano quelli si chiamano cavalli di Troia che non mi hanno rubato niente, perché per fortuna sono molto accorta con le cose importanti, però vabbè, anche se ti rallentano il computer quello è un grosso problema.Quindi voi a che categoria di persone appartenete? Pensateci, riflettete. Non è così male pensarci.TRANSLATIONToday I want to launch into a philosophical argument, without of course having prepared beforehand as it must be in my 3 minutes which are, let us remember, raw.My philosophical thinking is that the world is divided into two categories: those who open a lot of windows on the computer, in the browser, and then when they have to shut it down they click the shut down all button without closing the windows, and those who instead meticulously open only one window at a time and when they have to shut down the computer they first disable all the programs, one at a time, close all the windows and then mash the button.I, needless to say, belong to the first category of people. Not only do I open 20,000 windows in my browser at the same time, but I demand that all of them run very fast, and then I also open other programs, not only the browser, I also open the mail program, the one to record, then I always come up with the idea to clean the computer, with a program that I have to open...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Eh sì, esistono 2 categorie di persone, quelle che arono venimila finestre nel browser, e quelle che invece aprono e chiudono sola una finestra alla volta. Manco a dirlo, indovinate a quale categoria appartengo io? TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 660 Cosa fa paura?</title>
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        <![CDATA[A pensarci bene, quali sono gli elementi che provocano la paura in un film?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Cos'è che rende un racconto di paura tale. Si avvicina <b>Halloween</b> e dappertutto un po' si sentono adesso racconti che vogliono far paura, cose alla televisione, anche i vari canali privati come Netflix propongono cose che dovrebbero fare paura.<br><br>Ma se ci pensiamo bene, quali sono gli elementi che provocano quella che noi normalmente chiamiamo paura? Sinceramente non lo so. C'è sicuramente l'elemento della sorpresa, quando esce qualcosa, qualcuno o qualcosa da dietro un angolo, c'è l'elemento un po orrido, quando ci sono scene col sangue, c'è la suspense, quando non sappiamo quello che succederà alla protagonista, poi, cos'altro c'è? Fammi pensare.<br><br>C'è la paura quando sappiamo già quello che succede e vediamo il protagonista andare verso il suo destino ignaro, anche questa è una cosa che... Anzi forse queste sono le situazioni che io trovo più paurose, quando c'è il protagonista che noi lo sappiamo già quello che succederà però lui non lo sa va quasi alla cieca.<br><br>A me i film di paura piacciono, ma non riesco a guardarli perché poi mi tornano in mente, non voglio che mi tornano in mente perché ci ricamo sopra, ci faccio sopra tutte le mie, sì, mi immedesimo. <br><br>Non lo so, in effetti, perché non mi piacciono i film di paura. Ricordo che andai a vedere <i><b>Shining</b></i> quando uscì al cinema, e andai con il mio compagno di banco delle superiori, Sandro, e andammo al cinema del porto, all'epoca c'era ancora il cinema sotto i portici in via Roma a Cagliari, e dopo aver visto <i><b>Shining</b></i> andammo in giro per le vie buie e deserte, era inverno, ad avere paura.<br><br>È una vita che non vado più al cinema a vedere film che fanno paura. Però forse dovrei riprendere. Ad esempio vorrei rivedere <i><b>The Blair Witch Project</b></i>, che è un film dove non si vede niente, proprio il fatto che non, ecco, forse questo è l'ultimo film che fa paura che ho visto al cinema, il fatto che non si vede niente è la cosa più paurosa.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>What is it that makes a scary story such a scary story? Halloween is approaching and everywhere here and there you hear tales that want to scare, stuff on TV, and even the various private channels like Netflix are offering things that are supposed to be scary.<br><br>But if we think about it, what are the elements that cause what we normally call fear? I honestly don't know. There is definitely the element of surprise, when something, someone or something comes out from around a corner, there is the somewhat horrifying element, when there are scenes with blood, and there is suspense, when we don't know what is going to happen to the main character, then, what else is there? Let me think.<br><br>There is fear when we already know what is going to happen and we see the protagonist going towards his fate unaware, that is also something that... In fact, maybe these ones are the situations that I find the scariest, when there is the protagonist we already know what is going to happen however he does not know it he goes almost blindly.<br><br>I like scary movies, but I can't watch them because then they come back to me, I don't want them to come back to me because I embroider on them, I do all my own, yes, I get into them.<br>I don't know, actually, because I don't like scary movies. I remember going to see <i><b>The Shining</b></i> when it came out in theatres, and I went with my high school classmate, Sandro, and we went to the harbour cinema, at that time there was still the cinema under the arcades in Via Roma in Cagliari, and after seeing <i><b>The Shining</b></i> we went around the dark and deserted streets, it was winter, being afraid.<br><br>It's been ages since I went to the movies to see scary movies. Maybe I should resume, though. For example, I'd like to see <i><b>The Blair Witch Project </b></i>again, which is a movie where you can't see anything, just the fact that you don't, here, maybe this is the last scary movie I've seen in the theatre, the fact that you can't see anything is the scariest thing.]]>
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        <![CDATA[A pensarci bene, quali sono gli elementi che provocano la paura in un film?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Cos'è che rende un racconto di paura tale. Si avvicina <b>Halloween</b> e dappertutto un po' si sentono adesso racconti che vogliono far paura, cose alla televisione, anche i vari canali privati come Netflix propongono cose che dovrebbero fare paura.<br><br>Ma se ci pensiamo bene, quali sono gli elementi che provocano quella che noi normalmente chiamiamo paura? Sinceramente non lo so. C'è sicuramente l'elemento della sorpresa, quando esce qualcosa, qualcuno o qualcosa da dietro un angolo, c'è l'elemento un po orrido, quando ci sono scene col sangue, c'è la suspense, quando non sappiamo quello che succederà alla protagonista, poi, cos'altro c'è? Fammi pensare.<br><br>C'è la paura quando sappiamo già quello che succede e vediamo il protagonista andare verso il suo destino ignaro, anche questa è una cosa che... Anzi forse queste sono le situazioni che io trovo più paurose, quando c'è il protagonista che noi lo sappiamo già quello che succederà però lui non lo sa va quasi alla cieca.<br><br>A me i film di paura piacciono, ma non riesco a guardarli perché poi mi tornano in mente, non voglio che mi tornano in mente perché ci ricamo sopra, ci faccio sopra tutte le mie, sì, mi immedesimo. <br><br>Non lo so, in effetti, perché non mi piacciono i film di paura. Ricordo che andai a vedere <i><b>Shining</b></i> quando uscì al cinema, e andai con il mio compagno di banco delle superiori, Sandro, e andammo al cinema del porto, all'epoca c'era ancora il cinema sotto i portici in via Roma a Cagliari, e dopo aver visto <i><b>Shining</b></i> andammo in giro per le vie buie e deserte, era inverno, ad avere paura.<br><br>È una vita che non vado più al cinema a vedere film che fanno paura. Però forse dovrei riprendere. Ad esempio vorrei rivedere <i><b>The Blair Witch Project</b></i>, che è un film dove non si vede niente, proprio il fatto che non, ecco, forse questo è l'ultimo film che fa paura che ho visto al cinema, il fatto che non si vede niente è la cosa più paurosa.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>What is it that makes a scary story such a scary story? Halloween is approaching and everywhere here and there you hear tales that want to scare, stuff on TV, and even the various private channels like Netflix are offering things that are supposed to be scary.<br><br>But if we think about it, what are the elements that cause what we normally call fear? I honestly don't know. There is definitely the element of surprise, when something, someone or something comes out from around a corner, there is the somewhat horrifying element, when there are scenes with blood, and there is suspense, when we don't know what is going to happen to the main character, then, what else is there? Let me think.<br><br>There is fear when we already know what is going to happen and we see the protagonist going towards his fate unaware, that is also something that... In fact, maybe these ones are the situations that I find the scariest, when there is the protagonist we already know what is going to happen however he does not know it he goes almost blindly.<br><br>I like scary movies, but I can't watch them because then they come back to me, I don't want them to come back to me because I embroider on them, I do all my own, yes, I get into them.<br>I don't know, actually, because I don't like scary movies. I remember going to see <i><b>The Shining</b></i> when it came out in theatres, and I went with my high school classmate, Sandro, and we went to the harbour cinema, at that time there was still the cinema under the arcades in Via Roma in Cagliari, and after seeing <i><b>The Shining</b></i> we went around the dark and deserted streets, it was winter, being afraid.<br><br>It's been ages since I went to the movies to see scary movies. Maybe I should resume, though. For example, I'd like to see <i><b>The Blair Witch Project </b></i>again, which is a movie where you can't see anything, just the fact that you don't, here, maybe this is the last scary movie I've seen in the theatre, the fact that you can't see anything is the scariest thing.]]>
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      <pubDate>Sun, 22 Oct 2023 17:36:37 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>A pensarci bene, quali sono gli elementi che provocano la paura in un film?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Cos'è che rende un racconto di paura tale. Si avvicina Halloween e dappertutto un po' si sentono adesso racconti che vogliono far paura, cose al</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 659 Si può ascoltare anche in aereo</title>
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        <![CDATA[Armata di cellulare e dopo aver scaricano una nuova app, registro i tre minuti per valutare se sia un'opzione accettabile quando andrò in vacanza. L'ultima volta che ho fatto i 3 minuti in vacanza è stato abbastanza impegnativo, questa volta cerco di arrivare più preparata e meno stressata. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Io sono quella che dice sempre che non importa avere grandi apparecchiature, grandi strutture, perché se hai un'idea bella, l'idea funziona anche con un minimo di tecnologia. Oggi sto sperimentando la tecnologia minima di registrare i 3 minuti grezzi con una app che ho scaricato sul cellulare perché presto, all'inizio di novembre, andrò in vacanza e quindi sarò in movimento, non avrò il mio computer, non mi porto dietro le cuffie e le altre cose, e ora sto provando a vedere come funziona registrare i 3 minuti grezzi usando semplicemente il cellulare, cercando di fare meglio dell'ultima volta che sono stata fuori, in Francia, a giugno, che è stato abbastanza complicato perché se registravo sul cellulare poi però non riuscivo a trasportare il file dal cellulare al portatile perché non avevo internet, o comunque non avevo internet da poter usare sul portatile.<br><br>Sono tutte cose tecniche delle quali a voi sicuramente non interessa sapere più di tanto, però questa è anche l'anima dei 3 minuti grezzi che... niente fate, percorrete con me la strada che percorro anch'io, a volte vi parlo di cose che ho letto, a volte vi parlo di cose che ho visto, altre volte di cose che ho vissuto, altre invece vi porto dentro la mia quotidianità, come adesso che sto sperimentando, ho il telefono in mano, il telefono cellulare in mano e tengo d'occhio il minutaggio perché sapete che la caratteristica dei 3 minuti grezzi (doh!) lo dice il titolo sono 3 minuti e sono grezzi, grezzi non nel senso che son brutti ma nel senso che non ci metto le mani, non li accorcio, non li allungo, così come vengono li lascio, però devo essere molto brava a interrompermi esattamente a 3 minuti. Vabbè, a volte sono 2 minuti e 58, a volte 2 minuti 59, però raramente, praticamente mai, supero la soglia dei 3 minuti.<br><br>Penso che 3 minuti sia una lunghezza giusta perché è abbastanza lungo per fare un discorso, ma è abbastanza corto, così che se non sai se ti piace ascoltare o meno non perdi troppo tempo. 3 minuti passano in fretta. Però se avete tanto tempo da trascorrere e non sapete cosa fare ho quasi due anni adesso di catalogo di 3 minuti grezzi, passate più di una giornata, sicuramente più di 24 ore. Io la butto lì lunghi viaggi in aereo, non sapete cosa fare? Vai di 3 minuti grezzi che il tempo passa e neanche ve ne accorgete, arriverete prestissimo e riposati e super informati e rilassati a destinazione.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I am the one who always says that it doesn't matter to have big equipment, big infrastructures, because if you have a good idea, the idea works even with a minimum of technology. Today I'm experimenting with the minimal technology of recording my 3 minutes with an app that I downloaded on my mobile because soon, at the beginning of November, I'm going on vacation and so I'll be on the move, I won't have my computer, I won't be carrying my headphones and stuff, and now I'm trying to see how it works to record the 3 minutes just using my mobile, trying to do better than the last time I was abroad, in France, this June, which was quite complicated because if I recorded on the mobile then I couldn't move the file from the mobile to the laptop because I didn't have internet, or anyway I didn't have internet that I could use on the laptop.<br><br>These are all technical things about which you surely don't care to know more than that, however, this is also the soul of this 3 minutes that... it's like that, you are with me, you travel with me the road that I travel, sometimes I talk to you about things I have read, sometimes I talk to you about things I have seen, sometimes about things I have experienced, sometimes I take you inside my everyday life, like now that I am experimenting, I have my phone in my hand, my mobile in my hand and I keep an eye on the minute marker because you know that the characteristic of the 3 minutes (doh !) the title says it: it is 3 minutes and they are raw, raw not in the sense that they are bad but in the sense that I don't edit them, I don't shorten them, I don't lengthen them, I leave them as they come, but I have to be very good at interrupting myself at exactly 3 minutes. Oh well, sometimes it's 2 minutes 58, sometimes it's 2 minutes 59, however I rarely, practically never, go over the 3-minute mark.<br><br>I think 3 minutes is a fair length because it's long enough to talk about something, but it's short enough so that if you don't know whether you like to listen or not you don't waste too much time. 3 minutes go by quickly. But if you have a lot of time to spend and don't know what to do I have almost two years now of 3-minute catalog, you can spend more than a day, certainly more than 24 hours. I'll throw it out there, for long plane rides, don't know what to do? Get into my 3 minutes that time goes by and you don't even notice, you will arrive super early and rested and super informed and relaxed at your destination.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Armata di cellulare e dopo aver scaricano una nuova app, registro i tre minuti per valutare se sia un'opzione accettabile quando andrò in vacanza. L'ultima volta che ho fatto i 3 minuti in vacanza è stato abbastanza impegnativo, questa volta cerco di arrivare più preparata e meno stressata. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Io sono quella che dice sempre che non importa avere grandi apparecchiature, grandi strutture, perché se hai un'idea bella, l'idea funziona anche con un minimo di tecnologia. Oggi sto sperimentando la tecnologia minima di registrare i 3 minuti grezzi con una app che ho scaricato sul cellulare perché presto, all'inizio di novembre, andrò in vacanza e quindi sarò in movimento, non avrò il mio computer, non mi porto dietro le cuffie e le altre cose, e ora sto provando a vedere come funziona registrare i 3 minuti grezzi usando semplicemente il cellulare, cercando di fare meglio dell'ultima volta che sono stata fuori, in Francia, a giugno, che è stato abbastanza complicato perché se registravo sul cellulare poi però non riuscivo a trasportare il file dal cellulare al portatile perché non avevo internet, o comunque non avevo internet da poter usare sul portatile.<br><br>Sono tutte cose tecniche delle quali a voi sicuramente non interessa sapere più di tanto, però questa è anche l'anima dei 3 minuti grezzi che... niente fate, percorrete con me la strada che percorro anch'io, a volte vi parlo di cose che ho letto, a volte vi parlo di cose che ho visto, altre volte di cose che ho vissuto, altre invece vi porto dentro la mia quotidianità, come adesso che sto sperimentando, ho il telefono in mano, il telefono cellulare in mano e tengo d'occhio il minutaggio perché sapete che la caratteristica dei 3 minuti grezzi (doh!) lo dice il titolo sono 3 minuti e sono grezzi, grezzi non nel senso che son brutti ma nel senso che non ci metto le mani, non li accorcio, non li allungo, così come vengono li lascio, però devo essere molto brava a interrompermi esattamente a 3 minuti. Vabbè, a volte sono 2 minuti e 58, a volte 2 minuti 59, però raramente, praticamente mai, supero la soglia dei 3 minuti.<br><br>Penso che 3 minuti sia una lunghezza giusta perché è abbastanza lungo per fare un discorso, ma è abbastanza corto, così che se non sai se ti piace ascoltare o meno non perdi troppo tempo. 3 minuti passano in fretta. Però se avete tanto tempo da trascorrere e non sapete cosa fare ho quasi due anni adesso di catalogo di 3 minuti grezzi, passate più di una giornata, sicuramente più di 24 ore. Io la butto lì lunghi viaggi in aereo, non sapete cosa fare? Vai di 3 minuti grezzi che il tempo passa e neanche ve ne accorgete, arriverete prestissimo e riposati e super informati e rilassati a destinazione.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I am the one who always says that it doesn't matter to have big equipment, big infrastructures, because if you have a good idea, the idea works even with a minimum of technology. Today I'm experimenting with the minimal technology of recording my 3 minutes with an app that I downloaded on my mobile because soon, at the beginning of November, I'm going on vacation and so I'll be on the move, I won't have my computer, I won't be carrying my headphones and stuff, and now I'm trying to see how it works to record the 3 minutes just using my mobile, trying to do better than the last time I was abroad, in France, this June, which was quite complicated because if I recorded on the mobile then I couldn't move the file from the mobile to the laptop because I didn't have internet, or anyway I didn't have internet that I could use on the laptop.<br><br>These are all technical things about which you surely don't care to know more than that, however, this is also the soul of this 3 minutes that... it's like that, you are with me, you travel with me the road that I travel, sometimes I talk to you about things I have read, sometimes I talk to you about things I have seen, sometimes about things I have experienced, sometimes I take you inside my everyday life, like now that I am experimenting, I have my phone in my hand, my mobile in my hand and I keep an eye on the minute marker because you know that the characteristic of the 3 minutes (doh !) the title says it: it is 3 minutes and they are raw, raw not in the sense that they are bad but in the sense that I don't edit them, I don't shorten them, I don't lengthen them, I leave them as they come, but I have to be very good at interrupting myself at exactly 3 minutes. Oh well, sometimes it's 2 minutes 58, sometimes it's 2 minutes 59, however I rarely, practically never, go over the 3-minute mark.<br><br>I think 3 minutes is a fair length because it's long enough to talk about something, but it's short enough so that if you don't know whether you like to listen or not you don't waste too much time. 3 minutes go by quickly. But if you have a lot of time to spend and don't know what to do I have almost two years now of 3-minute catalog, you can spend more than a day, certainly more than 24 hours. I'll throw it out there, for long plane rides, don't know what to do? Get into my 3 minutes that time goes by and you don't even notice, you will arrive super early and rested and super informed and relaxed at your destination.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 21 Oct 2023 13:12:48 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Armata di cellulare e dopo aver scaricano una nuova app, registro i tre minuti per valutare se sia un'opzione accettabile quando andrò in vacanza. L'ultima volta che ho fatto i 3 minuti in vacanza è stato abbastanza impegnativo, questa volta cerco di arrivare più preparata e meno stressata. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Io sono quella che dice sempre che non importa avere grandi apparecchiature, grandi strutture, perché se hai un'idea bella, l'idea funziona anche con un minimo di tecnologia. Oggi sto sperimentando la tecnologia minima di registrare i 3 minuti grezzi con una app che ho scaricato sul cellulare perché presto, all'inizio di novembre, andrò in vacanza e quindi sarò in movimento, non avrò il mio computer, non mi porto dietro le cuffie e le altre cose, e ora sto provando a vedere come funziona registrare i 3 minuti grezzi usando semplicemente il cellulare, cercando di fare meglio dell'ultima volta che sono stata fuori, in Francia, a giugno, che è stato abbastanza complicato perché se registravo sul cellulare poi però non riuscivo a trasportare il file dal cellulare al portatile perché non avevo internet, o comunque non avevo internet da poter usare sul portatile.Sono tutte cose tecniche delle quali a voi sicuramente non interessa sapere più di tanto, però questa è anche l'anima dei 3 minuti grezzi che... niente fate, percorrete con me la strada che percorro anch'io, a volte vi parlo di cose che ho letto, a volte vi parlo di cose che ho visto, altre volte di cose che ho vissuto, altre invece vi porto dentro la mia quotidianità, come adesso che sto sperimentando, ho il telefono in mano, il telefono cellulare in mano e tengo d'occhio il minutaggio perché sapete che la caratteristica dei 3 minuti grezzi (doh!) lo dice il titolo sono 3 minuti e sono grezzi, grezzi non nel senso che son brutti ma nel senso che non ci metto le mani, non li accorcio, non li allungo, così come vengono li lascio, però devo essere molto brava a interrompermi esattamente a 3 minuti. Vabbè, a volte sono 2 minuti e 58, a volte 2 minuti 59, però raramente, praticamente mai, supero la soglia dei 3 minuti.Penso che 3 minuti sia una lunghezza giusta perché è abbastanza lungo per fare un discorso, ma è abbastanza corto, così che se non sai se ti piace ascoltare o meno non perdi troppo tempo. 3 minuti passano in fretta. Però se avete tanto tempo da trascorrere e non sapete cosa fare ho quasi due anni adesso di catalogo di 3 minuti grezzi, passate più di una giornata, sicuramente più di 24 ore. Io la butto lì lunghi viaggi in aereo, non sapete cosa fare? Vai di 3 minuti grezzi che il tempo passa e neanche ve ne accorgete, arriverete prestissimo e riposati e super informati e rilassati a destinazione.TRANSLATIONI am the one who always says that it doesn't matter to have big equipment, big infrastructures, because if you have a good idea, the idea works even with a minimum of technology. Today I'm experimenting with the minimal technology of recording my 3 minutes with an app that I downloaded on my mobile because soon, at the beginning of November, I'm going on vacation and so I'll be on the move, I won't have my computer, I won't be carrying my headphones and stuff, and now I'm trying to see how it works to record the 3 minutes just using my mobile, trying to do better than the last time I was abroad, in France, this June, which was quite complicated because if I recorded on the mobile then I couldn't move the file from the mobile to the laptop because I didn't have internet, or anyway I didn't have internet that I could use on the laptop.These are all technical things about which you surely don't care to know more than that, however, this is also the soul of this 3 minutes that... it's like that, you are with me, you travel with me the road that I travel, sometimes I talk to you about things I have read, sometimes I talk to you...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 658 Dispositiva? Ma quando mai!</title>
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        <![CDATA[Sto diventando bravissima nell'arte di mordermi la lingua per evitare di essere troppo impicciona per quanto riguarda le materie studiate da mio figlio. Ma vi assicuro che la tentazione è forte! Non so se ci riesco sempre, ma ci sto provando.<br><br><b>TRANSLATION</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>La verità è che io vorrei essere una madre permissiva, distaccata e che lascia al proprio figlio la libertà di fare le scelte che vuole, e così mi presento però ci sono delle cose che mi creano dei problemi.<br><br>Allora, mio figlio è iscritto all'Università di Trento, dove studia interfacce e tecnologie della comunicazione, un corso di studi fantastico, ed è questo il problema, perché un corso di studi che contiene moltissime materie che io non solo conosco molto bene, ma che fanno parte del mio lavoro da tantissimi decenni. Per cui, che ne so, quando mio figlio mi chiama tutto contento e mi dice 'Ah, mamma, tu conosci il film Metropolis di Fritz Lang?" E mi viene la fregola perché io non solo Fritz Lang e Metropolis, ma ho dato quando studiavo all'università, un esame di storia del cinema con un corso monografico sul cinema dell'espressionismo tedesco con la bibbia, Sigfried Kracauer, insomma, lo conosco molto bene, anche perché poi, avendo vissuto in Germania, ho fatto una scorpacciata di film di quel periodo ogni volta che potevo, che c'era una retrospettiva.<br><br>Oppure quando lui mi chiede se conosco Newromancer, il libro di William Gibson del 1984 che ha creato diciamo, non dico l'iperspazio, però un certo tipo di immagine del futuro. È un libro che io lessi quando uscì, e ho letto anche molti altri libri di William Gibson.<br><br>Ecco, quindi mi trovo costantemente a dovermi frenare perché non lo voglio investire delle mie cose, non voglio diventare paragone per quello che fa lui, però porca miseria, è terribilmente difficile, anche perché, trattandosi di materie che conosco molto bene, e poi ci vivo giornalmente, sempre cercando nuove cose, nuovi materiali in rete, ho a casa anche tantissimi libri che ne parlano, quindi per me è molto difficile mordermi la lingua e evitare di dirgli, guarda che c'è questo, questo e quest'altro, perché è giusto che le cose le scopra lui, e quando non ce la faccio proprio più gli do dei consigli, poi come oggi, gli dico guarda, se mi vuoi mandare a quel paese, fallo tranquillamente perché ne hai tutto il diritto e sentiti anche sempre libero di non seguire i miei consigli e anche se mi arrabbio è un fatto mio, sono problemi miei, non sono problemi tuoi, segui quello che tu ritieni giusto.<br><br>Insomma, ci sto provando a non essere troppo dispositiva. Non so se ci riesco, però ci sto provando.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The truth is that I would like to be a permissive, detached mother who lets her child have the freedom to make the choices he wants, and so I show up however there are some things that cause me problems.<br><br>So, my son is enrolled at the University of Trent, where he is studying communication interfaces and technologies, which is a fantastic course of study, and that's the problem, because it is a course of study that contains a lot of subjects that I not only know very well, but that have been part of my work for many, many decades. So, what do I know, when my son calls me all excited and says "Ah, Mom, you know the movie Metropolis by Fritz Lang?" And I get the urge because I not only Fritz Lang and Metropolis, but, when I was studying in university, I had a film history exam with a monograph course on the cinema of German expressionism with the bible, Sigfried Kracauer, in short, I know the subject very well, also because then, having lived in Germany, I went on a binge of films from that period whenever I could, that there was a retrospective.<br><br>Or when he asks me if I know Newromancer, William Gibson's 1984 book that created let's say, I don't say hyperspace, however a certain kind of image of the future. It is a book that I read when it came out, and I have also read many other books by William Gibson.<br><br>That's it, so I constantly find myself having to restrain myself because I don't want to overwhelm him with my things, I don't want to become paragons for what he does, but for crying out loud, it's terribly difficult, also because it's subjects that I know very well, and I live with it on a daily basis, always looking for new things, new materials on the web, I also have at home a lot of books that talk about these subjects, so it's very difficult for me to bite my tongue and avoid telling him, look there's this, this and this and this, because it's only fair that he discovers his own things, and when I really can't resist, I give him advice, then like today, I tell him look, if you want to tell me to leave you alone, do it, no problem, because you have every right to do so and also always feel free not to follow my advice and even if I get angry it's my thing, it's my problem, it's not your problem, follow what you think is right.<br><br>I mean, I'm trying not to be too dispositive. I don't know if I can, however, I am trying.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Sto diventando bravissima nell'arte di mordermi la lingua per evitare di essere troppo impicciona per quanto riguarda le materie studiate da mio figlio. Ma vi assicuro che la tentazione è forte! Non so se ci riesco sempre, ma ci sto provando.<br><br><b>TRANSLATION</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>La verità è che io vorrei essere una madre permissiva, distaccata e che lascia al proprio figlio la libertà di fare le scelte che vuole, e così mi presento però ci sono delle cose che mi creano dei problemi.<br><br>Allora, mio figlio è iscritto all'Università di Trento, dove studia interfacce e tecnologie della comunicazione, un corso di studi fantastico, ed è questo il problema, perché un corso di studi che contiene moltissime materie che io non solo conosco molto bene, ma che fanno parte del mio lavoro da tantissimi decenni. Per cui, che ne so, quando mio figlio mi chiama tutto contento e mi dice 'Ah, mamma, tu conosci il film Metropolis di Fritz Lang?" E mi viene la fregola perché io non solo Fritz Lang e Metropolis, ma ho dato quando studiavo all'università, un esame di storia del cinema con un corso monografico sul cinema dell'espressionismo tedesco con la bibbia, Sigfried Kracauer, insomma, lo conosco molto bene, anche perché poi, avendo vissuto in Germania, ho fatto una scorpacciata di film di quel periodo ogni volta che potevo, che c'era una retrospettiva.<br><br>Oppure quando lui mi chiede se conosco Newromancer, il libro di William Gibson del 1984 che ha creato diciamo, non dico l'iperspazio, però un certo tipo di immagine del futuro. È un libro che io lessi quando uscì, e ho letto anche molti altri libri di William Gibson.<br><br>Ecco, quindi mi trovo costantemente a dovermi frenare perché non lo voglio investire delle mie cose, non voglio diventare paragone per quello che fa lui, però porca miseria, è terribilmente difficile, anche perché, trattandosi di materie che conosco molto bene, e poi ci vivo giornalmente, sempre cercando nuove cose, nuovi materiali in rete, ho a casa anche tantissimi libri che ne parlano, quindi per me è molto difficile mordermi la lingua e evitare di dirgli, guarda che c'è questo, questo e quest'altro, perché è giusto che le cose le scopra lui, e quando non ce la faccio proprio più gli do dei consigli, poi come oggi, gli dico guarda, se mi vuoi mandare a quel paese, fallo tranquillamente perché ne hai tutto il diritto e sentiti anche sempre libero di non seguire i miei consigli e anche se mi arrabbio è un fatto mio, sono problemi miei, non sono problemi tuoi, segui quello che tu ritieni giusto.<br><br>Insomma, ci sto provando a non essere troppo dispositiva. Non so se ci riesco, però ci sto provando.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The truth is that I would like to be a permissive, detached mother who lets her child have the freedom to make the choices he wants, and so I show up however there are some things that cause me problems.<br><br>So, my son is enrolled at the University of Trent, where he is studying communication interfaces and technologies, which is a fantastic course of study, and that's the problem, because it is a course of study that contains a lot of subjects that I not only know very well, but that have been part of my work for many, many decades. So, what do I know, when my son calls me all excited and says "Ah, Mom, you know the movie Metropolis by Fritz Lang?" And I get the urge because I not only Fritz Lang and Metropolis, but, when I was studying in university, I had a film history exam with a monograph course on the cinema of German expressionism with the bible, Sigfried Kracauer, in short, I know the subject very well, also because then, having lived in Germany, I went on a binge of films from that period whenever I could, that there was a retrospective.<br><br>Or when he asks me if I know Newromancer, William Gibson's 1984 book that created let's say, I don't say hyperspace, however a certain kind of image of the future. It is a book that I read when it came out, and I have also read many other books by William Gibson.<br><br>That's it, so I constantly find myself having to restrain myself because I don't want to overwhelm him with my things, I don't want to become paragons for what he does, but for crying out loud, it's terribly difficult, also because it's subjects that I know very well, and I live with it on a daily basis, always looking for new things, new materials on the web, I also have at home a lot of books that talk about these subjects, so it's very difficult for me to bite my tongue and avoid telling him, look there's this, this and this and this, because it's only fair that he discovers his own things, and when I really can't resist, I give him advice, then like today, I tell him look, if you want to tell me to leave you alone, do it, no problem, because you have every right to do so and also always feel free not to follow my advice and even if I get angry it's my thing, it's my problem, it's not your problem, follow what you think is right.<br><br>I mean, I'm trying not to be too dispositive. I don't know if I can, however, I am trying.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 20 Oct 2023 12:25:47 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Sto diventando bravissima nell'arte di mordermi la lingua per evitare di essere troppo impicciona per quanto riguarda le materie studiate da mio figlio. Ma vi assicuro che la tentazione è forte! Non so se ci riesco sempre, ma ci sto provando.TRANSLATION [ENG translation below]La verità è che io vorrei essere una madre permissiva, distaccata e che lascia al proprio figlio la libertà di fare le scelte che vuole, e così mi presento però ci sono delle cose che mi creano dei problemi.Allora, mio figlio è iscritto all'Università di Trento, dove studia interfacce e tecnologie della comunicazione, un corso di studi fantastico, ed è questo il problema, perché un corso di studi che contiene moltissime materie che io non solo conosco molto bene, ma che fanno parte del mio lavoro da tantissimi decenni. Per cui, che ne so, quando mio figlio mi chiama tutto contento e mi dice 'Ah, mamma, tu conosci il film Metropolis di Fritz Lang?" E mi viene la fregola perché io non solo Fritz Lang e Metropolis, ma ho dato quando studiavo all'università, un esame di storia del cinema con un corso monografico sul cinema dell'espressionismo tedesco con la bibbia, Sigfried Kracauer, insomma, lo conosco molto bene, anche perché poi, avendo vissuto in Germania, ho fatto una scorpacciata di film di quel periodo ogni volta che potevo, che c'era una retrospettiva.Oppure quando lui mi chiede se conosco Newromancer, il libro di William Gibson del 1984 che ha creato diciamo, non dico l'iperspazio, però un certo tipo di immagine del futuro. È un libro che io lessi quando uscì, e ho letto anche molti altri libri di William Gibson.Ecco, quindi mi trovo costantemente a dovermi frenare perché non lo voglio investire delle mie cose, non voglio diventare paragone per quello che fa lui, però porca miseria, è terribilmente difficile, anche perché, trattandosi di materie che conosco molto bene, e poi ci vivo giornalmente, sempre cercando nuove cose, nuovi materiali in rete, ho a casa anche tantissimi libri che ne parlano, quindi per me è molto difficile mordermi la lingua e evitare di dirgli, guarda che c'è questo, questo e quest'altro, perché è giusto che le cose le scopra lui, e quando non ce la faccio proprio più gli do dei consigli, poi come oggi, gli dico guarda, se mi vuoi mandare a quel paese, fallo tranquillamente perché ne hai tutto il diritto e sentiti anche sempre libero di non seguire i miei consigli e anche se mi arrabbio è un fatto mio, sono problemi miei, non sono problemi tuoi, segui quello che tu ritieni giusto.Insomma, ci sto provando a non essere troppo dispositiva. Non so se ci riesco, però ci sto provando.TRANSLATIONThe truth is that I would like to be a permissive, detached mother who lets her child have the freedom to make the choices he wants, and so I show up however there are some things that cause me problems.So, my son is enrolled at the University of Trent, where he is studying communication interfaces and technologies, which is a fantastic course of study, and that's the problem, because it is a course of study that contains a lot of subjects that I not only know very well, but that have been part of my work for many, many decades. So, what do I know, when my son calls me all excited and says "Ah, Mom, you know the movie Metropolis by Fritz Lang?" And I get the urge because I not only Fritz Lang and Metropolis, but, when I was studying in university, I had a film history exam with a monograph course on the cinema of German expressionism with the bible, Sigfried Kracauer, in short, I know the subject very well, also because then, having lived in Germany, I went on a binge of films from that period whenever I could, that there was a retrospective.Or when he asks me if I know Newromancer, William Gibson's 1984 book that created let's say, I don't say hyperspace, however a certain kind of image...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Sto diventando bravissima nell'arte di mordermi la lingua per evitare di essere troppo impicciona per quanto riguarda le materie studiate da mio figlio. Ma vi assicuro che la tentazione è forte! Non so se ci riesco sempre, ma ci sto provando.TRANSLATION [</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 657 Problemi di pompa</title>
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        <![CDATA[Grande notizia: ho fatto benzina da sola! Se siete di quelli o di quelle che voi bravissimi in macchina, fate tutto, eccetera eccetera, smettete di ascoltare perché non è per voi questa puntata.Questa puntata è per le persone che, come me (e so che esistono), hanno guidato per molto tempo in un paese straniero, dove magari si guidava dalla parte opposta della strada, e poi sono arrivati in Italia e hanno ripreso in mano la macchina. Non è così semplice come si pensi.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Grande notizia: ho fatto benzina da sola. Se siete di quelli o di quelle che voi bravissimi in macchina, fate tutto, eccetera eccetera, smettete di ascoltare perché non è per voi questa puntata.<br><br>Questa puntata è per le persone che, come me (e so che esistono), hanno guidato per molto tempo in un paese straniero, dove magari si guidava dalla parte opposta della strada, e poi sono arrivati in Italia e hanno ripreso in mano la macchina. Non è così semplice come si pensi.<br>Io fino a poco tempo fa ancora dovevo fare uno sforzo di concentrazione pazzesco quando arrivavo nelle rotonde, perché se mi capitava di prendere una rotonda sovrappensiero mi buttavo dalla parte sbagliata della strada. Ma a parte questo, che poi imparare a guidare dalla parte giusta della strada è il minimo, quello che veramente frega noi guidatori di altri posti, è il modo in cui, ad esempio, si fa benzina.<br><br>Io ricordo, giovanissima, ragazzina, mi trovavo in Germania in macchina e io, da cretina, ho fatto benzina e volevo spostarmi per liberare la pompa, non sapendo che in Germania invece si lascia lì la macchina, si va dentro, si paga e poi si prende la macchina, quindi mi sono messi a rincorrerli come se volessi scappare senza pagare.<br><br>Ecco, qui in Italia c'è questa cosa qua che tu metti la carta di credito e ti tolgono 100€ dalla carta, o comunque si prendono la possibilità di usare questi 100 euro. Io ho sempre terrore di fare la cosa sbagliata, che non funziona, che mi mangia la carta, per cui finora, e sono quasi sette anni che sono rientrata, riuscivo sempre a farmi fare benzina da mio marito.<br><br>Diciamo che, in generale, a me fare benzina non mi fa impazzire, non è una cosa che mi piace tantissimo, però ecco, adesso ho preso il coraggio e ho fatto io benzina. E sì, ripeto, sono cose piccole, minuzie, ma io ero abituata, andavo in Australia facevo benzina spostava la macchina, la portavo a lavare eccetera eccetera perché conoscevo il modo in cui funzionava il sistema e lì ad esempio, in Australia tu fai benzina e poi paghi quello che hai consumato, non è che paghi di più e non è che devi dare delle cauzioni che altrimenti scappi.<br><br>Penso che sia una cosa molto italiana questa e a me le cose molto italiane mi mettono un po' di ansia perché non so mai come funzionano, se che magari, sulla carta dovrebbero funzionare, però c'è sempre qualcosina che magari poi non funziona ti trovi lì, o mi trovo io lì da sola, in mezzo a non so dove, con la cartina in mano, con la cartina infilata dentro, magari non mi prende neanche il telefono. Ah, non fatemici pensare.<br><br>Comunque ho fatto quasi il pieno e sono pronta ad andare. Persone come me in ascolto che hanno questo problema, non vi sentite sole perché siamo in tanti, anche se non lo ammettiamo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Great news: I pumped gas myself. If you are one of those people who are very good in the car, do everything themselves, etc. etc., stop listening because this episode is not for you.<br>This episode is for people who, like me (and I know they exist), have driven for a long time in a foreign country, driving maybe on the opposite side of the road, and then came to Italy and went back to driving. It is not as simple as you think.<br><br>Until recently I still had to make an insane effort to concentrate when I came to roundabouts because if I happened to approach the roundabout absentmindedly, I would end up on the wrong side of the road. But aside from that, I mean, learning to drive on the correct side of the road is not a big deal, what really rubs us drivers from other places the wrong way, for example, is the way you pump gas.<br><br>I remember, as a very young girl, I was in Germany in the car and, as a moron, I pumped gas and wanted to move the car to clear the pump, not knowing that in Germany you must leave the car at the pump, go inside, pay and then drive the car, so they started chasing me as if I wanted to run away without paying.<br><br>Here, in Italy, there is this thing here that you insert your credit card and they take 100€ off your card, or at least they take the option of using this 100€. I'm always terrified of doing the wrong thing, that it won't work, that it will eat my card, so up until now, and it's almost seven years that I've been back, I could always get my husband to pump gas.<br><br>Let's say that, in general, I'm not crazy about pumping gas, it's not something that I'm very fond of, but here, now I took the courage and pumped gas myself. And yes, I repeat, they are small things, minutiae, but I used to when I lived in Australia I used to pump gas, move my car, I used to take it to wash and so on and so forth because I knew the way the system worked there, for example, in Australia you get gas and then you pay what you consumed, it's not that you pay more and it's not that you have to give deposits that otherwise you run away.<br><br>I think it's a very Italian thing and to me, the very Italian things make me a little bit anxious because I never know how they work, if that maybe, on paper it should work, however there's always a little something that maybe then it doesn't work you find yourself there, or I find myself there stuck, alone, in the middle of I don't know where, with the credit card in my hand, with the card inserted, maybe I don't even get phone reception. Ah, don't get me started on that.<br><br>Anyway, I've almost filled up the tank and I'm ready to drive. People like me listening who have this problem, don't feel alone because there are so many of us, even if we don't admit it.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Grande notizia: ho fatto benzina da sola! Se siete di quelli o di quelle che voi bravissimi in macchina, fate tutto, eccetera eccetera, smettete di ascoltare perché non è per voi questa puntata.Questa puntata è per le persone che, come me (e so che esistono), hanno guidato per molto tempo in un paese straniero, dove magari si guidava dalla parte opposta della strada, e poi sono arrivati in Italia e hanno ripreso in mano la macchina. Non è così semplice come si pensi.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Grande notizia: ho fatto benzina da sola. Se siete di quelli o di quelle che voi bravissimi in macchina, fate tutto, eccetera eccetera, smettete di ascoltare perché non è per voi questa puntata.<br><br>Questa puntata è per le persone che, come me (e so che esistono), hanno guidato per molto tempo in un paese straniero, dove magari si guidava dalla parte opposta della strada, e poi sono arrivati in Italia e hanno ripreso in mano la macchina. Non è così semplice come si pensi.<br>Io fino a poco tempo fa ancora dovevo fare uno sforzo di concentrazione pazzesco quando arrivavo nelle rotonde, perché se mi capitava di prendere una rotonda sovrappensiero mi buttavo dalla parte sbagliata della strada. Ma a parte questo, che poi imparare a guidare dalla parte giusta della strada è il minimo, quello che veramente frega noi guidatori di altri posti, è il modo in cui, ad esempio, si fa benzina.<br><br>Io ricordo, giovanissima, ragazzina, mi trovavo in Germania in macchina e io, da cretina, ho fatto benzina e volevo spostarmi per liberare la pompa, non sapendo che in Germania invece si lascia lì la macchina, si va dentro, si paga e poi si prende la macchina, quindi mi sono messi a rincorrerli come se volessi scappare senza pagare.<br><br>Ecco, qui in Italia c'è questa cosa qua che tu metti la carta di credito e ti tolgono 100€ dalla carta, o comunque si prendono la possibilità di usare questi 100 euro. Io ho sempre terrore di fare la cosa sbagliata, che non funziona, che mi mangia la carta, per cui finora, e sono quasi sette anni che sono rientrata, riuscivo sempre a farmi fare benzina da mio marito.<br><br>Diciamo che, in generale, a me fare benzina non mi fa impazzire, non è una cosa che mi piace tantissimo, però ecco, adesso ho preso il coraggio e ho fatto io benzina. E sì, ripeto, sono cose piccole, minuzie, ma io ero abituata, andavo in Australia facevo benzina spostava la macchina, la portavo a lavare eccetera eccetera perché conoscevo il modo in cui funzionava il sistema e lì ad esempio, in Australia tu fai benzina e poi paghi quello che hai consumato, non è che paghi di più e non è che devi dare delle cauzioni che altrimenti scappi.<br><br>Penso che sia una cosa molto italiana questa e a me le cose molto italiane mi mettono un po' di ansia perché non so mai come funzionano, se che magari, sulla carta dovrebbero funzionare, però c'è sempre qualcosina che magari poi non funziona ti trovi lì, o mi trovo io lì da sola, in mezzo a non so dove, con la cartina in mano, con la cartina infilata dentro, magari non mi prende neanche il telefono. Ah, non fatemici pensare.<br><br>Comunque ho fatto quasi il pieno e sono pronta ad andare. Persone come me in ascolto che hanno questo problema, non vi sentite sole perché siamo in tanti, anche se non lo ammettiamo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Great news: I pumped gas myself. If you are one of those people who are very good in the car, do everything themselves, etc. etc., stop listening because this episode is not for you.<br>This episode is for people who, like me (and I know they exist), have driven for a long time in a foreign country, driving maybe on the opposite side of the road, and then came to Italy and went back to driving. It is not as simple as you think.<br><br>Until recently I still had to make an insane effort to concentrate when I came to roundabouts because if I happened to approach the roundabout absentmindedly, I would end up on the wrong side of the road. But aside from that, I mean, learning to drive on the correct side of the road is not a big deal, what really rubs us drivers from other places the wrong way, for example, is the way you pump gas.<br><br>I remember, as a very young girl, I was in Germany in the car and, as a moron, I pumped gas and wanted to move the car to clear the pump, not knowing that in Germany you must leave the car at the pump, go inside, pay and then drive the car, so they started chasing me as if I wanted to run away without paying.<br><br>Here, in Italy, there is this thing here that you insert your credit card and they take 100€ off your card, or at least they take the option of using this 100€. I'm always terrified of doing the wrong thing, that it won't work, that it will eat my card, so up until now, and it's almost seven years that I've been back, I could always get my husband to pump gas.<br><br>Let's say that, in general, I'm not crazy about pumping gas, it's not something that I'm very fond of, but here, now I took the courage and pumped gas myself. And yes, I repeat, they are small things, minutiae, but I used to when I lived in Australia I used to pump gas, move my car, I used to take it to wash and so on and so forth because I knew the way the system worked there, for example, in Australia you get gas and then you pay what you consumed, it's not that you pay more and it's not that you have to give deposits that otherwise you run away.<br><br>I think it's a very Italian thing and to me, the very Italian things make me a little bit anxious because I never know how they work, if that maybe, on paper it should work, however there's always a little something that maybe then it doesn't work you find yourself there, or I find myself there stuck, alone, in the middle of I don't know where, with the credit card in my hand, with the card inserted, maybe I don't even get phone reception. Ah, don't get me started on that.<br><br>Anyway, I've almost filled up the tank and I'm ready to drive. People like me listening who have this problem, don't feel alone because there are so many of us, even if we don't admit it.<br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 19 Oct 2023 13:08:10 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 656 Bamboline di pezza?</title>
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        <![CDATA[Perché al cambio di stagione non riesco mai a razionalizzare il contenuto dell'armadio, liberandomi delle cose che so non metterò più? Colpa di Marie Kondo e dei suoi standard irraggiungibili? Quest'anno mi sto facendo venire qualche idea alternativa.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [English translation below]<br><br>Non è ancora arrivato il momento di fare il cambio dell'armadio, perché in Sardegna abbiamo ancora giornate molto calde, però diciamo che fine ottobre è un po' il periodo in cui prima o poi bisogna pensare a fare il cambio dell'armadio.<br>Io ogni volta che faccio il cambio dell'armadio mi ripropongo di razionalizzare tutto e di rendere tutto molto molto più bello, molto più interessante anche utilizzando cose che di solito sono nascoste dietro l'armadio e che mi ricordo di avere solo quando faccio il cambio dell'armadio e le metto via.<br><br>Ora, senza voler andare nel territorio di Marie Kondo che, se non sapete chi sia Marie Kondo, è questa signora giapponese che un po di tempo fa ha dettato le regole per avere un armadio, non solo un armadio, ma una casa senza orpelli e mantenendo solo le cose che assolutamente ci servono. Fermo restando che questa è una cosa molto auspicabile, non voglio però entrare nel territorio di Marie Kondo, però questa volta, quando farò il mio cambio dell'armadio, vorrei provare a eliminare un po' di cose. Qual è il problema?<br><br>Il problema è che l'armadio funge anche da album delle fotografie che ormai non si usano più, perché c'è questa camicia che acquistai quando mi trovavo in una situazione particolare, in una parte del mondo particolare, non mi sta più, non la metto più, eccetera, però mi piace ricordarmene e ogni volta che la vedo ricordo quel periodo, quel particolare momento, però finisce che siccome ho una certa età e siccome ho girato un po' e ho fatto anche degli acquisti a volte assolutamente inutili, e accumulo, continuo ad accumulare però ho molta difficoltà a disfarmi delle cose. Ho delle amiche, delle persone con cui ci scambiamo anche gli abiti, però diciamo che nonostante abbia degli armadi giganteschi, molto profondi anche, sono profondi più di un metro, infatti se non avessi l'armadio avrei una stanza molto più grande, però il vantaggio è che è uno degli armadi (quello di mio marito) funge anche da cabina di registrazione, perché? Perché lui ha meno roba, lui ha meno roba, ha meno esigenze, lui ha un armadio, una parte e mezzo, io diciamo il 70% dell'armadio.<br><br>Comunque sì, questa volta, quando arriverà il momento di fare il cambio dell'armadio, voglio veramente impegnarmi e le cose che non metto, darle via, oppure se ci sono molto molto affezionata a tenerne un pezzettino un quadratino e farne che ne so una coperta, un cuscino, qualcosa, e così potermene ricordare.<br><br>Delle bamboline magari, di pezza. Ecco, magari faccio delle bamboline di pezza. Buona idea.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>It's not yet time to do the closet change, because we still have very hot days in Sardinia, however, let's say that late October is a bit of a time to think about doing the closet change sooner or later.<br>I make it a point every time I do a closet change to streamline everything and make everything much much much more beautiful, much more interesting even using things that are usually hidden behind the closet and that I only remember I have when I do the closet change and put them away.<br>Now, without wanting to go into Marie Kondo territory, which, if you don't know who Marie Kondo is, is this Japanese lady who a while back dictated the rules for having a closet, not just a closet, but a home without frills and keeping only the things we need. Granted that this is a very desirable thing, I do not want to get into Marie Kondo territory, however, this time when I do my closet change, I would like to try to eliminate a few things. What is the problem?<br>The problem is that the closet also serves as an album of photographs that are no longer used, because there is this shirt that I bought when I was in a particular situation, in a particular part of the world, it no longer fits me, I no longer wear it, etc., but I like to remember it. Every time I see it I remember that period, that particular moment, but it ends up that because I am a certain age and because I have moved around a bit. I have also made purchases sometimes absolutely useless, and I accumulate, I continue to accumulate but I have a lot of difficulty in getting rid of things. I have friends, people with whom we also exchange clothes, however, let's say that although I have giant closets, very deep also, they are more than a meter deep, in fact, if I didn't have the closet I would have a much bigger room, however, the advantage is that it is one of the closets (my husbands one) also serves as a recording booth, why? Because he has less stuff, he has less stuff, he has fewer needs, he has a closet, part and a half, I say 70 per cent of the closet.<br>Anyway, yes, this time, when it comes time to do the closet change, I want to commit and the things I don't put away, or if I'm very very fond of it keep a little piece a little square and make what do I know a blanket, a pillow, something, and so I can remember it.<br>Little dolls maybe, made of rag. Here, maybe I make rag dolls. Good idea.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Perché al cambio di stagione non riesco mai a razionalizzare il contenuto dell'armadio, liberandomi delle cose che so non metterò più? Colpa di Marie Kondo e dei suoi standard irraggiungibili? Quest'anno mi sto facendo venire qualche idea alternativa.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [English translation below]<br><br>Non è ancora arrivato il momento di fare il cambio dell'armadio, perché in Sardegna abbiamo ancora giornate molto calde, però diciamo che fine ottobre è un po' il periodo in cui prima o poi bisogna pensare a fare il cambio dell'armadio.<br>Io ogni volta che faccio il cambio dell'armadio mi ripropongo di razionalizzare tutto e di rendere tutto molto molto più bello, molto più interessante anche utilizzando cose che di solito sono nascoste dietro l'armadio e che mi ricordo di avere solo quando faccio il cambio dell'armadio e le metto via.<br><br>Ora, senza voler andare nel territorio di Marie Kondo che, se non sapete chi sia Marie Kondo, è questa signora giapponese che un po di tempo fa ha dettato le regole per avere un armadio, non solo un armadio, ma una casa senza orpelli e mantenendo solo le cose che assolutamente ci servono. Fermo restando che questa è una cosa molto auspicabile, non voglio però entrare nel territorio di Marie Kondo, però questa volta, quando farò il mio cambio dell'armadio, vorrei provare a eliminare un po' di cose. Qual è il problema?<br><br>Il problema è che l'armadio funge anche da album delle fotografie che ormai non si usano più, perché c'è questa camicia che acquistai quando mi trovavo in una situazione particolare, in una parte del mondo particolare, non mi sta più, non la metto più, eccetera, però mi piace ricordarmene e ogni volta che la vedo ricordo quel periodo, quel particolare momento, però finisce che siccome ho una certa età e siccome ho girato un po' e ho fatto anche degli acquisti a volte assolutamente inutili, e accumulo, continuo ad accumulare però ho molta difficoltà a disfarmi delle cose. Ho delle amiche, delle persone con cui ci scambiamo anche gli abiti, però diciamo che nonostante abbia degli armadi giganteschi, molto profondi anche, sono profondi più di un metro, infatti se non avessi l'armadio avrei una stanza molto più grande, però il vantaggio è che è uno degli armadi (quello di mio marito) funge anche da cabina di registrazione, perché? Perché lui ha meno roba, lui ha meno roba, ha meno esigenze, lui ha un armadio, una parte e mezzo, io diciamo il 70% dell'armadio.<br><br>Comunque sì, questa volta, quando arriverà il momento di fare il cambio dell'armadio, voglio veramente impegnarmi e le cose che non metto, darle via, oppure se ci sono molto molto affezionata a tenerne un pezzettino un quadratino e farne che ne so una coperta, un cuscino, qualcosa, e così potermene ricordare.<br><br>Delle bamboline magari, di pezza. Ecco, magari faccio delle bamboline di pezza. Buona idea.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>It's not yet time to do the closet change, because we still have very hot days in Sardinia, however, let's say that late October is a bit of a time to think about doing the closet change sooner or later.<br>I make it a point every time I do a closet change to streamline everything and make everything much much much more beautiful, much more interesting even using things that are usually hidden behind the closet and that I only remember I have when I do the closet change and put them away.<br>Now, without wanting to go into Marie Kondo territory, which, if you don't know who Marie Kondo is, is this Japanese lady who a while back dictated the rules for having a closet, not just a closet, but a home without frills and keeping only the things we need. Granted that this is a very desirable thing, I do not want to get into Marie Kondo territory, however, this time when I do my closet change, I would like to try to eliminate a few things. What is the problem?<br>The problem is that the closet also serves as an album of photographs that are no longer used, because there is this shirt that I bought when I was in a particular situation, in a particular part of the world, it no longer fits me, I no longer wear it, etc., but I like to remember it. Every time I see it I remember that period, that particular moment, but it ends up that because I am a certain age and because I have moved around a bit. I have also made purchases sometimes absolutely useless, and I accumulate, I continue to accumulate but I have a lot of difficulty in getting rid of things. I have friends, people with whom we also exchange clothes, however, let's say that although I have giant closets, very deep also, they are more than a meter deep, in fact, if I didn't have the closet I would have a much bigger room, however, the advantage is that it is one of the closets (my husbands one) also serves as a recording booth, why? Because he has less stuff, he has less stuff, he has fewer needs, he has a closet, part and a half, I say 70 per cent of the closet.<br>Anyway, yes, this time, when it comes time to do the closet change, I want to commit and the things I don't put away, or if I'm very very fond of it keep a little piece a little square and make what do I know a blanket, a pillow, something, and so I can remember it.<br>Little dolls maybe, made of rag. Here, maybe I make rag dolls. Good idea.<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 18 Oct 2023 14:58:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Perché al cambio di stagione non riesco mai a razionalizzare il contenuto dell'armadio, liberandomi delle cose che so non metterò più? Colpa di Marie Kondo e dei suoi standard irraggiungibili? Quest'anno mi sto facendo venire qualche idea alternativa.TRASCRIZIONE [English translation below]Non è ancora arrivato il momento di fare il cambio dell'armadio, perché in Sardegna abbiamo ancora giornate molto calde, però diciamo che fine ottobre è un po' il periodo in cui prima o poi bisogna pensare a fare il cambio dell'armadio.Io ogni volta che faccio il cambio dell'armadio mi ripropongo di razionalizzare tutto e di rendere tutto molto molto più bello, molto più interessante anche utilizzando cose che di solito sono nascoste dietro l'armadio e che mi ricordo di avere solo quando faccio il cambio dell'armadio e le metto via.Ora, senza voler andare nel territorio di Marie Kondo che, se non sapete chi sia Marie Kondo, è questa signora giapponese che un po di tempo fa ha dettato le regole per avere un armadio, non solo un armadio, ma una casa senza orpelli e mantenendo solo le cose che assolutamente ci servono. Fermo restando che questa è una cosa molto auspicabile, non voglio però entrare nel territorio di Marie Kondo, però questa volta, quando farò il mio cambio dell'armadio, vorrei provare a eliminare un po' di cose. Qual è il problema?Il problema è che l'armadio funge anche da album delle fotografie che ormai non si usano più, perché c'è questa camicia che acquistai quando mi trovavo in una situazione particolare, in una parte del mondo particolare, non mi sta più, non la metto più, eccetera, però mi piace ricordarmene e ogni volta che la vedo ricordo quel periodo, quel particolare momento, però finisce che siccome ho una certa età e siccome ho girato un po' e ho fatto anche degli acquisti a volte assolutamente inutili, e accumulo, continuo ad accumulare però ho molta difficoltà a disfarmi delle cose. Ho delle amiche, delle persone con cui ci scambiamo anche gli abiti, però diciamo che nonostante abbia degli armadi giganteschi, molto profondi anche, sono profondi più di un metro, infatti se non avessi l'armadio avrei una stanza molto più grande, però il vantaggio è che è uno degli armadi (quello di mio marito) funge anche da cabina di registrazione, perché? Perché lui ha meno roba, lui ha meno roba, ha meno esigenze, lui ha un armadio, una parte e mezzo, io diciamo il 70% dell'armadio.Comunque sì, questa volta, quando arriverà il momento di fare il cambio dell'armadio, voglio veramente impegnarmi e le cose che non metto, darle via, oppure se ci sono molto molto affezionata a tenerne un pezzettino un quadratino e farne che ne so una coperta, un cuscino, qualcosa, e così potermene ricordare.Delle bamboline magari, di pezza. Ecco, magari faccio delle bamboline di pezza. Buona idea.TRANSLATIONIt's not yet time to do the closet change, because we still have very hot days in Sardinia, however, let's say that late October is a bit of a time to think about doing the closet change sooner or later.I make it a point every time I do a closet change to streamline everything and make everything much much much more beautiful, much more interesting even using things that are usually hidden behind the closet and that I only remember I have when I do the closet change and put them away.Now, without wanting to go into Marie Kondo territory, which, if you don't know who Marie Kondo is, is this Japanese lady who a while back dictated the rules for having a closet, not just a closet, but a home without frills and keeping only the things we need. Granted that this is a very desirable thing, I do not want to get into Marie Kondo territory, however, this time when I do my closet change, I would like to try to eliminate a few things. What is the problem?The problem is that the closet also serves as an album of...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Perché al cambio di stagione non riesco mai a razionalizzare il contenuto dell'armadio, liberandomi delle cose che so non metterò più? Colpa di Marie Kondo e dei suoi standard irraggiungibili? Quest'anno mi sto facendo venire qualche idea alternativa.TRAS</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 655 Poche lucertole sul marciapiede</title>
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        <![CDATA[Strano il modo che abbiamo di ricordare gli eventi del passato: alcuni, molto vicini, li sentiamo invece lontanissimi.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>L'altro giorno non mi ricordo adesso come ci siamo arrivati però con degli amici stavamo parlando del periodo del lockdown, di come abbiamo vissuto quegli anni. Sono anni molto vicini al momento in cui sto parlando, stiamo parlando di 2 o 3 anni fa, eppure tutte le persone che erano lì con me avevano la mia stessa sensazione che si parlasse di un tempo molto lontano, molto remoto, come se fosse accaduto dieci, venti anni fa.<br><br>E mi sono messo adesso a pensare alle cose che sono accadute dieci, venti, 30 anni fa, e a come si viveva quando ero molto giovane, a come ci si relazionava tra le persone senza i cellulari, ad esempio quando si doveva uscire tra amiche, ci si metteva d'accordo, e niente, dovevi andare all'appuntamento perché non potevi avvertire, sto arrivando più tardi, ho cambiato idea, non ho più voglia di venire, perché a una certa ora ci si incontrava e basta, non ci si poteva sentire mentre si era fuori, e se si voleva vedere qualcuno bisognava conoscere questa persona e mettersi d'accordo con questa persona, non è che si potesse vedere, ah vediamo un po' su Facebook dove è stata, se è in vacanza oppure se è tornata, e quando si voleva parlare con qualcuno ci si telefonava.<br><br>È strano, ma questi ricordi mi sembrano più vicini alla mia realtà di oggi, anche se sono molto diversi per modalità di rapporti tra le persone, eppure i ricordi di quando ero ragazzina, di quando trascorrevo le ore al telefono, dell'invenzione della prolunga del telefono che portò il telefono nella mia stanzetta, mi sembrano più vicini degli anni molto, molto, molto più recenti del lockdown, quando non si poteva uscire, non... sì eravamo chiusi nelle case, avevo difficoltà perché non si camminava più, ogni tanto mi torna in mente, da qualche tempo, l'immagine delle tantissime lucertole che si vedevano sul marciapiede. Io ricordo che portavo la spesa a mia mamma e una di queste stradine qua dove abito io, nel mio quartiere, in uno spazio di una decina di metri avrò visto boh, sei, sette lucertole, e di come abbia pensato in quel momento, sono qua perché non c'è nessuno per strada hanno riguadagnato il terreno, torneranno a sparire quando tutto questo finirà.<br><br>E in effetti non ci sono più tante lucertole sul marciapiede.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The other day, I don't remember how, we got there however with some friends we were talking about the lockdown period, and how we lived through those years. Those are years very close to the time I'm now, we are talking about 2 or 3 years ago, and yet all the people who were there with me had the same feeling as me that we were talking about a time very far away, very remote, as if it happened ten, twenty years ago.<br><br>And I got to thinking now about things that happened ten, twenty, thirty years ago, and how people lived when I was very young, how people related to each other without cell phones, for example, when you wanted to go out with friends, you would make arrangements, and well, you had to go on the date because you couldn't warn, I'm coming later, I changed my mind, I don't want to come anymore, because, at a certain time, you would just meet, you couldn't hear each other while you were out, and if you wanted to see someone you had to know this person and make an arrangement with this person, it's not like you could see, ah let's see a little bit on Facebook where she's been, if she's on vacation or if she's back, and when you wanted to talk to someone you would phone each other.<br><br>It's strange, but these memories seem closer to my reality today, even though they are very different in terms of the way people relate to each other, and yet the memories of when I was a little girl, of spending hours on the telephone, of the invention of the telephone extension cord that brought the telephone into my little room, seem closer to me than the much, much, much more recent years of the lockdown, when you couldn't go out, you couldn't ... yes we were locked in houses, I had difficulty because you couldn't walk anymore, every now and then I am reminded, for some time, of the image of the many, many lizards that you could see on the sidewalk. I remember carrying groceries to my mom, and one of these little streets here where I live, in my neighbourhood, in a space of about ten meters I must have seen IDK, six, seven lizards, and how I thought at that moment, they are here because there is no one on the street they have regained the ground, they will come back and disappear when this is over.<br><br>And indeed there are not so many lizards on the sidewalk anymore.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Strano il modo che abbiamo di ricordare gli eventi del passato: alcuni, molto vicini, li sentiamo invece lontanissimi.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>L'altro giorno non mi ricordo adesso come ci siamo arrivati però con degli amici stavamo parlando del periodo del lockdown, di come abbiamo vissuto quegli anni. Sono anni molto vicini al momento in cui sto parlando, stiamo parlando di 2 o 3 anni fa, eppure tutte le persone che erano lì con me avevano la mia stessa sensazione che si parlasse di un tempo molto lontano, molto remoto, come se fosse accaduto dieci, venti anni fa.<br><br>E mi sono messo adesso a pensare alle cose che sono accadute dieci, venti, 30 anni fa, e a come si viveva quando ero molto giovane, a come ci si relazionava tra le persone senza i cellulari, ad esempio quando si doveva uscire tra amiche, ci si metteva d'accordo, e niente, dovevi andare all'appuntamento perché non potevi avvertire, sto arrivando più tardi, ho cambiato idea, non ho più voglia di venire, perché a una certa ora ci si incontrava e basta, non ci si poteva sentire mentre si era fuori, e se si voleva vedere qualcuno bisognava conoscere questa persona e mettersi d'accordo con questa persona, non è che si potesse vedere, ah vediamo un po' su Facebook dove è stata, se è in vacanza oppure se è tornata, e quando si voleva parlare con qualcuno ci si telefonava.<br><br>È strano, ma questi ricordi mi sembrano più vicini alla mia realtà di oggi, anche se sono molto diversi per modalità di rapporti tra le persone, eppure i ricordi di quando ero ragazzina, di quando trascorrevo le ore al telefono, dell'invenzione della prolunga del telefono che portò il telefono nella mia stanzetta, mi sembrano più vicini degli anni molto, molto, molto più recenti del lockdown, quando non si poteva uscire, non... sì eravamo chiusi nelle case, avevo difficoltà perché non si camminava più, ogni tanto mi torna in mente, da qualche tempo, l'immagine delle tantissime lucertole che si vedevano sul marciapiede. Io ricordo che portavo la spesa a mia mamma e una di queste stradine qua dove abito io, nel mio quartiere, in uno spazio di una decina di metri avrò visto boh, sei, sette lucertole, e di come abbia pensato in quel momento, sono qua perché non c'è nessuno per strada hanno riguadagnato il terreno, torneranno a sparire quando tutto questo finirà.<br><br>E in effetti non ci sono più tante lucertole sul marciapiede.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The other day, I don't remember how, we got there however with some friends we were talking about the lockdown period, and how we lived through those years. Those are years very close to the time I'm now, we are talking about 2 or 3 years ago, and yet all the people who were there with me had the same feeling as me that we were talking about a time very far away, very remote, as if it happened ten, twenty years ago.<br><br>And I got to thinking now about things that happened ten, twenty, thirty years ago, and how people lived when I was very young, how people related to each other without cell phones, for example, when you wanted to go out with friends, you would make arrangements, and well, you had to go on the date because you couldn't warn, I'm coming later, I changed my mind, I don't want to come anymore, because, at a certain time, you would just meet, you couldn't hear each other while you were out, and if you wanted to see someone you had to know this person and make an arrangement with this person, it's not like you could see, ah let's see a little bit on Facebook where she's been, if she's on vacation or if she's back, and when you wanted to talk to someone you would phone each other.<br><br>It's strange, but these memories seem closer to my reality today, even though they are very different in terms of the way people relate to each other, and yet the memories of when I was a little girl, of spending hours on the telephone, of the invention of the telephone extension cord that brought the telephone into my little room, seem closer to me than the much, much, much more recent years of the lockdown, when you couldn't go out, you couldn't ... yes we were locked in houses, I had difficulty because you couldn't walk anymore, every now and then I am reminded, for some time, of the image of the many, many lizards that you could see on the sidewalk. I remember carrying groceries to my mom, and one of these little streets here where I live, in my neighbourhood, in a space of about ten meters I must have seen IDK, six, seven lizards, and how I thought at that moment, they are here because there is no one on the street they have regained the ground, they will come back and disappear when this is over.<br><br>And indeed there are not so many lizards on the sidewalk anymore.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 17 Oct 2023 08:00:22 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Strano il modo che abbiamo di ricordare gli eventi del passato: alcuni, molto vicini, li sentiamo invece lontanissimi.TRASCRIZIONE [ENG translation below]L'altro giorno non mi ricordo adesso come ci siamo arrivati però con degli amici stavamo parlando del periodo del lockdown, di come abbiamo vissuto quegli anni. Sono anni molto vicini al momento in cui sto parlando, stiamo parlando di 2 o 3 anni fa, eppure tutte le persone che erano lì con me avevano la mia stessa sensazione che si parlasse di un tempo molto lontano, molto remoto, come se fosse accaduto dieci, venti anni fa.E mi sono messo adesso a pensare alle cose che sono accadute dieci, venti, 30 anni fa, e a come si viveva quando ero molto giovane, a come ci si relazionava tra le persone senza i cellulari, ad esempio quando si doveva uscire tra amiche, ci si metteva d'accordo, e niente, dovevi andare all'appuntamento perché non potevi avvertire, sto arrivando più tardi, ho cambiato idea, non ho più voglia di venire, perché a una certa ora ci si incontrava e basta, non ci si poteva sentire mentre si era fuori, e se si voleva vedere qualcuno bisognava conoscere questa persona e mettersi d'accordo con questa persona, non è che si potesse vedere, ah vediamo un po' su Facebook dove è stata, se è in vacanza oppure se è tornata, e quando si voleva parlare con qualcuno ci si telefonava.È strano, ma questi ricordi mi sembrano più vicini alla mia realtà di oggi, anche se sono molto diversi per modalità di rapporti tra le persone, eppure i ricordi di quando ero ragazzina, di quando trascorrevo le ore al telefono, dell'invenzione della prolunga del telefono che portò il telefono nella mia stanzetta, mi sembrano più vicini degli anni molto, molto, molto più recenti del lockdown, quando non si poteva uscire, non... sì eravamo chiusi nelle case, avevo difficoltà perché non si camminava più, ogni tanto mi torna in mente, da qualche tempo, l'immagine delle tantissime lucertole che si vedevano sul marciapiede. Io ricordo che portavo la spesa a mia mamma e una di queste stradine qua dove abito io, nel mio quartiere, in uno spazio di una decina di metri avrò visto boh, sei, sette lucertole, e di come abbia pensato in quel momento, sono qua perché non c'è nessuno per strada hanno riguadagnato il terreno, torneranno a sparire quando tutto questo finirà.E in effetti non ci sono più tante lucertole sul marciapiede.TRANSLATIONThe other day, I don't remember how, we got there however with some friends we were talking about the lockdown period, and how we lived through those years. Those are years very close to the time I'm now, we are talking about 2 or 3 years ago, and yet all the people who were there with me had the same feeling as me that we were talking about a time very far away, very remote, as if it happened ten, twenty years ago.And I got to thinking now about things that happened ten, twenty, thirty years ago, and how people lived when I was very young, how people related to each other without cell phones, for example, when you wanted to go out with friends, you would make arrangements, and well, you had to go on the date because you couldn't warn, I'm coming later, I changed my mind, I don't want to come anymore, because, at a certain time, you would just meet, you couldn't hear each other while you were out, and if you wanted to see someone you had to know this person and make an arrangement with this person, it's not like you could see, ah let's see a little bit on Facebook where she's been, if she's on vacation or if she's back, and when you wanted to talk to someone you would phone each other.It's strange, but these memories seem closer to my reality today, even though they are very different in terms of the way people relate to each other, and yet the memories of when I was a little girl, of spending hours on the telephone, of the invention of the...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 654 Hanif Kureishi dall'ospedale</title>
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        <![CDATA[Quando vidi My Beautiful Laundrette nel 1985 non avevo idea di chi fosse Hanif Kureishi, ero troppo intenta ad innamorarmi di Daniel Day-Lewis che vedevo lì per la prima volta. Continuai ad ignorare l'esistenza di Hanif Kureishi anche quando uscì Sammy and Rosie Get Laid, qualche anno dopo. Fu solo quando esplose il fenomeno letterario The Buddah of Suburbia che incrontrai il nome di Kureishi e mi appassionai ai suoi romanzi. Ora seguo i suoi dispacci dal suo letto d'ospedale, un'attività meno morbosa di quanto non possa apparire a prima vista.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>La prima volta che incontrai <b>Hanif Kureishi </b>lo feci inconsciamente, nel senso che non sapevo che c'era lui dietro la sceneggiatura di quel film, sto parlando di <b><i>My Beautiful Laundrette</i></b>, un film che esplose letteralmente nel 1985, fece tantissimo scalpore e vinse anche un sacco di premi, tra l'altro il film dove vidi per la prima volta sullo schermo uno strepitoso <b>Daniel Day-Lewis</b>.<br><br>Ecco, Hanif Kureishi era lo sceneggiatore di <i><b>My Beautiful Laundrette</b></i>, penso che in italiano l'abbiano tradotta lavanderia a gettoni o qualcosa del genere. Poi, due anni dopo, fece un altro film, <i><b>Sammy and Rosie Get Laid</b></i>, anche quello ebbe molto successo, anche se non tanto quanto <i><b>My Beautiful Laundrette</b></i>, però con il <i><b>Buddha delle periferie</b></i>, <i><b>The Buddha of Suburbia</b></i> del 1990 che mi sono resa conto che Hanif Kureishi mi piaceva tantissimo.<br><br><i><b>The Buddha of Suburbia</b></i> è il suo primo romanzo e anche questo vinse un sacco di premi e lo mise nel panorama dei giovani scrittori, perché aveva poco più di trent'anni quando uscì <i><b>The Buddha of Suburbia </b></i>credo, quindi lo mise nel panorama degli scrittori molto importanti e da lì poi ho cercato di seguire un po' quello che lui ha scritto.<br><br>Qualche anno dopo scrisse <i><b>Intimacy</b></i>, che mi piacque però vagamente ricordo che venne un po oscurato da uno scandalo, perché <b><i>Intimacy</i></b> è la storia di un uomo che lascia la moglie, e lui aveva appena lasciato sua moglie nella vita reale per mettersi con una donna più giovane, beh, l'abbiamo visto un sacco di volte queste storie.<br><br>Perché vi sto parlando di <b>Hanif Kureishi</b>? Perché lo scrittore a dicembre dello scorso anno era in vacanza con la moglie a Roma, <b>è caduto ed è rimasto paralizzato </b>e da dicembre dello scorso anno, ha trascorso prima molti mesi in un ospedale a Roma, poi è stato trasferito in un ospedale a Londra, dove è adesso, e dall'ospedale ha iniziato a scrivere una newsletter che si chiama <b>Dispatches From My Hospital Bed</b>, quindi messaggi, missive dal mio letto dell'ospedale. E io l'ho scoperto per caso, non sapevo che gli fosse successo questo incidente l'ho scoperto qualche mese fa, e da quando l'ho scoperto sono diventata una assidua lettrice di questa sua newsletter, dove racconta, anche con dettagli molto scabrosi, molto molto intimi, quello che gli succede nel letto d'ospedale e com'è cambiata la sua prospettiva di vita.<br><br>Incredibilmente affascinante, incredibilmente profondo e toccante.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The first time I met Hanif Kureishi I did it unconsciously, in the sense that I didn't know that he was behind the script of that film, I'm talking about My Beautiful Laundrette, a film that literally exploded in 1985, made a lot of buzz and also won a lot of awards, by the way, it was the film where I saw for the first time a stunning Daniel Day-Lewis. That's it, Hanif Kureishi was the screenwriter of My Beautiful Laundrette, I think they translated it into Italian token laundry or something like that. Then, two years later, he made another film, Sammy and Rosie and Get Laid, that was also very successful, although not as much as My Beautiful Laundrette, however, it was with The Buddha of Suburbia in 1990 that I realised that I liked Hanif Kureishi very much.<br><br>The Buddha of Suburbia is his first novel and that also won a lot of awards and put him on the map of young writers, because he was in his early thirties when The Buddha of Suburbia came out, I think, so it put him on the map of important writers and from there then I tried to follow what he wrote.<br><br>A few years later he wrote Intimacy, which I liked, however, I vaguely remember that it was somewhat overshadowed by a scandal, because Intimacy is the story of a man who leaves his wife, and he had just left his wife in real life to get with a younger woman, well, we've seen these stories a lot of times.<br><br>Why am I telling you about Hanif Kureishi? The writer in December last year was on vacation with his wife in Rome, fell and became paralysed, since December last year, he spent at first many months in a hospital in Rome, then he was transferred to a hospital in London, where he is now, and from the hospital he started to write a newsletter called Dispatches From My Hospital Bed, so messages, missives from my hospital bed. And I found out by accident, I didn't know about the accident, I found out a few months ago, and since I found out I have become a regular reader of this newsletter of his, where he tells, even with very rough details, very intimate details, what happens to him in the hospital bed and how his perspective of life has changed.<br><br>Incredibly fascinating, incredibly deep and touching.<br><br><b>LINKS</b><br>La pagina di <b>Hanif Kureishi su Wikipedia</b> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hanif_Kureishi" rel="noreferrer noopener">https://en.wikipedia.org/wiki/Hanif_Kureishi</a><br>La <b>newsletter dal letto dell'ospedale</b> <a href="https://open.substack.com/pub/hanifkureishi/p/the-day-room?r=afs8d&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=email" rel="noreferrer noopener">https://open.substack.com/pub/hanifkureishi/p/the-day-room?r=afs8d&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=email</a>]]>
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        <![CDATA[Quando vidi My Beautiful Laundrette nel 1985 non avevo idea di chi fosse Hanif Kureishi, ero troppo intenta ad innamorarmi di Daniel Day-Lewis che vedevo lì per la prima volta. Continuai ad ignorare l'esistenza di Hanif Kureishi anche quando uscì Sammy and Rosie Get Laid, qualche anno dopo. Fu solo quando esplose il fenomeno letterario The Buddah of Suburbia che incrontrai il nome di Kureishi e mi appassionai ai suoi romanzi. Ora seguo i suoi dispacci dal suo letto d'ospedale, un'attività meno morbosa di quanto non possa apparire a prima vista.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>La prima volta che incontrai <b>Hanif Kureishi </b>lo feci inconsciamente, nel senso che non sapevo che c'era lui dietro la sceneggiatura di quel film, sto parlando di <b><i>My Beautiful Laundrette</i></b>, un film che esplose letteralmente nel 1985, fece tantissimo scalpore e vinse anche un sacco di premi, tra l'altro il film dove vidi per la prima volta sullo schermo uno strepitoso <b>Daniel Day-Lewis</b>.<br><br>Ecco, Hanif Kureishi era lo sceneggiatore di <i><b>My Beautiful Laundrette</b></i>, penso che in italiano l'abbiano tradotta lavanderia a gettoni o qualcosa del genere. Poi, due anni dopo, fece un altro film, <i><b>Sammy and Rosie Get Laid</b></i>, anche quello ebbe molto successo, anche se non tanto quanto <i><b>My Beautiful Laundrette</b></i>, però con il <i><b>Buddha delle periferie</b></i>, <i><b>The Buddha of Suburbia</b></i> del 1990 che mi sono resa conto che Hanif Kureishi mi piaceva tantissimo.<br><br><i><b>The Buddha of Suburbia</b></i> è il suo primo romanzo e anche questo vinse un sacco di premi e lo mise nel panorama dei giovani scrittori, perché aveva poco più di trent'anni quando uscì <i><b>The Buddha of Suburbia </b></i>credo, quindi lo mise nel panorama degli scrittori molto importanti e da lì poi ho cercato di seguire un po' quello che lui ha scritto.<br><br>Qualche anno dopo scrisse <i><b>Intimacy</b></i>, che mi piacque però vagamente ricordo che venne un po oscurato da uno scandalo, perché <b><i>Intimacy</i></b> è la storia di un uomo che lascia la moglie, e lui aveva appena lasciato sua moglie nella vita reale per mettersi con una donna più giovane, beh, l'abbiamo visto un sacco di volte queste storie.<br><br>Perché vi sto parlando di <b>Hanif Kureishi</b>? Perché lo scrittore a dicembre dello scorso anno era in vacanza con la moglie a Roma, <b>è caduto ed è rimasto paralizzato </b>e da dicembre dello scorso anno, ha trascorso prima molti mesi in un ospedale a Roma, poi è stato trasferito in un ospedale a Londra, dove è adesso, e dall'ospedale ha iniziato a scrivere una newsletter che si chiama <b>Dispatches From My Hospital Bed</b>, quindi messaggi, missive dal mio letto dell'ospedale. E io l'ho scoperto per caso, non sapevo che gli fosse successo questo incidente l'ho scoperto qualche mese fa, e da quando l'ho scoperto sono diventata una assidua lettrice di questa sua newsletter, dove racconta, anche con dettagli molto scabrosi, molto molto intimi, quello che gli succede nel letto d'ospedale e com'è cambiata la sua prospettiva di vita.<br><br>Incredibilmente affascinante, incredibilmente profondo e toccante.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The first time I met Hanif Kureishi I did it unconsciously, in the sense that I didn't know that he was behind the script of that film, I'm talking about My Beautiful Laundrette, a film that literally exploded in 1985, made a lot of buzz and also won a lot of awards, by the way, it was the film where I saw for the first time a stunning Daniel Day-Lewis. That's it, Hanif Kureishi was the screenwriter of My Beautiful Laundrette, I think they translated it into Italian token laundry or something like that. Then, two years later, he made another film, Sammy and Rosie and Get Laid, that was also very successful, although not as much as My Beautiful Laundrette, however, it was with The Buddha of Suburbia in 1990 that I realised that I liked Hanif Kureishi very much.<br><br>The Buddha of Suburbia is his first novel and that also won a lot of awards and put him on the map of young writers, because he was in his early thirties when The Buddha of Suburbia came out, I think, so it put him on the map of important writers and from there then I tried to follow what he wrote.<br><br>A few years later he wrote Intimacy, which I liked, however, I vaguely remember that it was somewhat overshadowed by a scandal, because Intimacy is the story of a man who leaves his wife, and he had just left his wife in real life to get with a younger woman, well, we've seen these stories a lot of times.<br><br>Why am I telling you about Hanif Kureishi? The writer in December last year was on vacation with his wife in Rome, fell and became paralysed, since December last year, he spent at first many months in a hospital in Rome, then he was transferred to a hospital in London, where he is now, and from the hospital he started to write a newsletter called Dispatches From My Hospital Bed, so messages, missives from my hospital bed. And I found out by accident, I didn't know about the accident, I found out a few months ago, and since I found out I have become a regular reader of this newsletter of his, where he tells, even with very rough details, very intimate details, what happens to him in the hospital bed and how his perspective of life has changed.<br><br>Incredibly fascinating, incredibly deep and touching.<br><br><b>LINKS</b><br>La pagina di <b>Hanif Kureishi su Wikipedia</b> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hanif_Kureishi" rel="noreferrer noopener">https://en.wikipedia.org/wiki/Hanif_Kureishi</a><br>La <b>newsletter dal letto dell'ospedale</b> <a href="https://open.substack.com/pub/hanifkureishi/p/the-day-room?r=afs8d&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=email" rel="noreferrer noopener">https://open.substack.com/pub/hanifkureishi/p/the-day-room?r=afs8d&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=email</a>]]>
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      <pubDate>Mon, 16 Oct 2023 13:06:37 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quando vidi My Beautiful Laundrette nel 1985 non avevo idea di chi fosse Hanif Kureishi, ero troppo intenta ad innamorarmi di Daniel Day-Lewis che vedevo lì per la prima volta. Continuai ad ignorare l'esistenza di Hanif Kureishi anche quando uscì Sammy and Rosie Get Laid, qualche anno dopo. Fu solo quando esplose il fenomeno letterario The Buddah of Suburbia che incrontrai il nome di Kureishi e mi appassionai ai suoi romanzi. Ora seguo i suoi dispacci dal suo letto d'ospedale, un'attività meno morbosa di quanto non possa apparire a prima vista.TRASCRIZIONE [ENG translation below]La prima volta che incontrai Hanif Kureishi lo feci inconsciamente, nel senso che non sapevo che c'era lui dietro la sceneggiatura di quel film, sto parlando di My Beautiful Laundrette, un film che esplose letteralmente nel 1985, fece tantissimo scalpore e vinse anche un sacco di premi, tra l'altro il film dove vidi per la prima volta sullo schermo uno strepitoso Daniel Day-Lewis.Ecco, Hanif Kureishi era lo sceneggiatore di My Beautiful Laundrette, penso che in italiano l'abbiano tradotta lavanderia a gettoni o qualcosa del genere. Poi, due anni dopo, fece un altro film, Sammy and Rosie Get Laid, anche quello ebbe molto successo, anche se non tanto quanto My Beautiful Laundrette, però con il Buddha delle periferie, The Buddha of Suburbia del 1990 che mi sono resa conto che Hanif Kureishi mi piaceva tantissimo.The Buddha of Suburbia è il suo primo romanzo e anche questo vinse un sacco di premi e lo mise nel panorama dei giovani scrittori, perché aveva poco più di trent'anni quando uscì The Buddha of Suburbia credo, quindi lo mise nel panorama degli scrittori molto importanti e da lì poi ho cercato di seguire un po' quello che lui ha scritto.Qualche anno dopo scrisse Intimacy, che mi piacque però vagamente ricordo che venne un po oscurato da uno scandalo, perché Intimacy è la storia di un uomo che lascia la moglie, e lui aveva appena lasciato sua moglie nella vita reale per mettersi con una donna più giovane, beh, l'abbiamo visto un sacco di volte queste storie.Perché vi sto parlando di Hanif Kureishi? Perché lo scrittore a dicembre dello scorso anno era in vacanza con la moglie a Roma, è caduto ed è rimasto paralizzato e da dicembre dello scorso anno, ha trascorso prima molti mesi in un ospedale a Roma, poi è stato trasferito in un ospedale a Londra, dove è adesso, e dall'ospedale ha iniziato a scrivere una newsletter che si chiama Dispatches From My Hospital Bed, quindi messaggi, missive dal mio letto dell'ospedale. E io l'ho scoperto per caso, non sapevo che gli fosse successo questo incidente l'ho scoperto qualche mese fa, e da quando l'ho scoperto sono diventata una assidua lettrice di questa sua newsletter, dove racconta, anche con dettagli molto scabrosi, molto molto intimi, quello che gli succede nel letto d'ospedale e com'è cambiata la sua prospettiva di vita.Incredibilmente affascinante, incredibilmente profondo e toccante.TRANSLATIONThe first time I met Hanif Kureishi I did it unconsciously, in the sense that I didn't know that he was behind the script of that film, I'm talking about My Beautiful Laundrette, a film that literally exploded in 1985, made a lot of buzz and also won a lot of awards, by the way, it was the film where I saw for the first time a stunning Daniel Day-Lewis. That's it, Hanif Kureishi was the screenwriter of My Beautiful Laundrette, I think they translated it into Italian token laundry or something like that. Then, two years later, he made another film, Sammy and Rosie and Get Laid, that was also very successful, although not as much as My Beautiful Laundrette, however, it was with The Buddha of Suburbia in 1990 that I...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Quando vidi My Beautiful Laundrette nel 1985 non avevo idea di chi fosse Hanif Kureishi, ero troppo intenta ad innamorarmi di Daniel Day-Lewis che vedevo lì per la prima volta. Continuai ad ignorare l'esistenza di Hanif Kureishi anche quando uscì Sammy an</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 653 Gatti e adolescenti</title>
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        <![CDATA[Cani come bambini piccoli e gatti come adolescenti dispettosi. Sarà proprio così?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Sì, lo so che è banale parlare di cani e di gatti, però oggi ho letto una cosa che mi ha fatto riflettere e voglio condividerla con voi. Allora, la cosa che ho letto è che chi ha un cane si allena ad avere dei bambini piccoli, chi ha un gatto, si allena ad avere un adolescente.<br>L'ho letto e mi sono vista assolutamente d'accordo con questa affermazione, anche se devo dire che io non ho mai avuto cani e non mi sono mai presa cura di cani. Mi piacciono tutti gli animali, mi piacciono moltissimo anche i cani, però tutte le volte che mi è capitato di stare attorno ai cani effettivamente li ho visti molto bisognosi, sì che hanno bisogno di tutta l'attenzione tutto il tempo, che stanno sempre lì a spiarti e appena possono, appena si accorgono che hanno la tua attenzione sono tutti lì per te, tutti contenti. In effetti questa è una sensazione che posso dire di aver provato quando mio figlio era neonato, quando era proprio piccolo, piccolo, piccolo, c'è questa creatura che ti guarda con questo, con questo sguardo, nessuno più al mondo ti guarderà con questo sguardo totalmente dipendente, ma anche amore e adorazione totale, perché tu per il neonato sei la fonte di tutto, perchè dai tutto al neonato.<br><br>Ecco, so però cosa significa avere un gatto, e so che cosa significa avere un figlio adolescente. Devo dire che mio figlio adolescente non si è mai comportato da gatto. Perché, boh, non lo so, ha avuto un'adolescenza strana, molto tranquilla, non ha mai fatto quelle cose che sentivo raccontare dalle mie amiche facevano i loro figli e le loro figlie adolescenti, vedevo anche nei film, alla televisione, al cinema o in letteratura.<br><br>So però cosa vuol dire avere dei gatti. E i gatti veramente si comportano come i figli adolescenti, stanno sempre lì a farti dispetti, dispettucci, perché poi ci si vuole bene, anche perché anche i gatti lo sanno che poi alla fine sei tu quella che ha il pollice opposto opponibile, come si dice, sono io quella che apre le scatolette e apre la scatola delle crocchette, quindi c'è un minimo di rispetto, ma forse neanche rispetto, diciamo tolleranza nei miei confronti.<br><br>Però effettivamente i gatti hanno la faccia furbetta dell'adolescente che boh, forse ti vuole pure bene, ma non te lo verrà mai a dire. Ecco, anche in questo i gatti sono diversi dall'esperienza che ho avuto io di avere adolescenti a casa.<br><br><br>TRANSLATION<br>Yes, I know it is trite to talk about cats and dogs, however, today I read something that made me think and I want to share it with you. So the thing I read is that people who have dogs train to have young children, people who have cats, they train to have teenagers.<br>I read it and absolutely agreed with this statement, although I must say that I have never had dogs and have never taken care of dogs. I like all animals, I also like dogs very much, however, all the times I happened to be around dogs actually I saw them very needy, yes they need all the attention all the time, they are always there spying on you and as soon as they can, as soon as they notice they have your attention they are all there for you, all happy. In fact this is a feeling that I can say I experienced when my son was a newborn, when he was just tiny, tiny, tiny, there is this creature who looks at you with this, with this look, no one else in the world will look at you with this totally dependent look, but also total love and adoration, because you for the newborn are the source of everything, because you give everything to the newborn.<br>Here, however, I know what it means to have a cat, and I know what it means to have a teenage son. I must say that my teenage son never acted like a cat. Because, boh, I don't know, she had a strange adolescence, very quiet, she never did those things that I used to hear from my friends were doing their teenage sons and daughters, I used to see even in movies, on television, in movies or in literature.<br>However, I know what it is like to have cats. And cats really behave like teenage children, they're always there to tease you, spite you, because then you love each other, also because even the cats know that then in the end you're the one who has the opposite opposable thumb, as they say, I'm the one who opens the cans and opens the kibble box, so there's a minimum of respect, but maybe not even respect, let's say tolerance towards me.<br>But indeed the cats have the sly face of the teenager who boh, maybe even loves you, but will never tell you. Here, cats are also different in this from my experience of having teenagers at home.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Cani come bambini piccoli e gatti come adolescenti dispettosi. Sarà proprio così?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Sì, lo so che è banale parlare di cani e di gatti, però oggi ho letto una cosa che mi ha fatto riflettere e voglio condividerla con voi. Allora, la cosa che ho letto è che chi ha un cane si allena ad avere dei bambini piccoli, chi ha un gatto, si allena ad avere un adolescente.<br>L'ho letto e mi sono vista assolutamente d'accordo con questa affermazione, anche se devo dire che io non ho mai avuto cani e non mi sono mai presa cura di cani. Mi piacciono tutti gli animali, mi piacciono moltissimo anche i cani, però tutte le volte che mi è capitato di stare attorno ai cani effettivamente li ho visti molto bisognosi, sì che hanno bisogno di tutta l'attenzione tutto il tempo, che stanno sempre lì a spiarti e appena possono, appena si accorgono che hanno la tua attenzione sono tutti lì per te, tutti contenti. In effetti questa è una sensazione che posso dire di aver provato quando mio figlio era neonato, quando era proprio piccolo, piccolo, piccolo, c'è questa creatura che ti guarda con questo, con questo sguardo, nessuno più al mondo ti guarderà con questo sguardo totalmente dipendente, ma anche amore e adorazione totale, perché tu per il neonato sei la fonte di tutto, perchè dai tutto al neonato.<br><br>Ecco, so però cosa significa avere un gatto, e so che cosa significa avere un figlio adolescente. Devo dire che mio figlio adolescente non si è mai comportato da gatto. Perché, boh, non lo so, ha avuto un'adolescenza strana, molto tranquilla, non ha mai fatto quelle cose che sentivo raccontare dalle mie amiche facevano i loro figli e le loro figlie adolescenti, vedevo anche nei film, alla televisione, al cinema o in letteratura.<br><br>So però cosa vuol dire avere dei gatti. E i gatti veramente si comportano come i figli adolescenti, stanno sempre lì a farti dispetti, dispettucci, perché poi ci si vuole bene, anche perché anche i gatti lo sanno che poi alla fine sei tu quella che ha il pollice opposto opponibile, come si dice, sono io quella che apre le scatolette e apre la scatola delle crocchette, quindi c'è un minimo di rispetto, ma forse neanche rispetto, diciamo tolleranza nei miei confronti.<br><br>Però effettivamente i gatti hanno la faccia furbetta dell'adolescente che boh, forse ti vuole pure bene, ma non te lo verrà mai a dire. Ecco, anche in questo i gatti sono diversi dall'esperienza che ho avuto io di avere adolescenti a casa.<br><br><br>TRANSLATION<br>Yes, I know it is trite to talk about cats and dogs, however, today I read something that made me think and I want to share it with you. So the thing I read is that people who have dogs train to have young children, people who have cats, they train to have teenagers.<br>I read it and absolutely agreed with this statement, although I must say that I have never had dogs and have never taken care of dogs. I like all animals, I also like dogs very much, however, all the times I happened to be around dogs actually I saw them very needy, yes they need all the attention all the time, they are always there spying on you and as soon as they can, as soon as they notice they have your attention they are all there for you, all happy. In fact this is a feeling that I can say I experienced when my son was a newborn, when he was just tiny, tiny, tiny, there is this creature who looks at you with this, with this look, no one else in the world will look at you with this totally dependent look, but also total love and adoration, because you for the newborn are the source of everything, because you give everything to the newborn.<br>Here, however, I know what it means to have a cat, and I know what it means to have a teenage son. I must say that my teenage son never acted like a cat. Because, boh, I don't know, she had a strange adolescence, very quiet, she never did those things that I used to hear from my friends were doing their teenage sons and daughters, I used to see even in movies, on television, in movies or in literature.<br>However, I know what it is like to have cats. And cats really behave like teenage children, they're always there to tease you, spite you, because then you love each other, also because even the cats know that then in the end you're the one who has the opposite opposable thumb, as they say, I'm the one who opens the cans and opens the kibble box, so there's a minimum of respect, but maybe not even respect, let's say tolerance towards me.<br>But indeed the cats have the sly face of the teenager who boh, maybe even loves you, but will never tell you. Here, cats are also different in this from my experience of having teenagers at home.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 15 Oct 2023 14:31:56 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Cani come bambini piccoli e gatti come adolescenti dispettosi. Sarà proprio così?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Sì, lo so che è banale parlare di cani e di gatti, però oggi ho letto una cosa che mi ha fatto riflettere e voglio condividerla con voi. Allora, la cosa che ho letto è che chi ha un cane si allena ad avere dei bambini piccoli, chi ha un gatto, si allena ad avere un adolescente.L'ho letto e mi sono vista assolutamente d'accordo con questa affermazione, anche se devo dire che io non ho mai avuto cani e non mi sono mai presa cura di cani. Mi piacciono tutti gli animali, mi piacciono moltissimo anche i cani, però tutte le volte che mi è capitato di stare attorno ai cani effettivamente li ho visti molto bisognosi, sì che hanno bisogno di tutta l'attenzione tutto il tempo, che stanno sempre lì a spiarti e appena possono, appena si accorgono che hanno la tua attenzione sono tutti lì per te, tutti contenti. In effetti questa è una sensazione che posso dire di aver provato quando mio figlio era neonato, quando era proprio piccolo, piccolo, piccolo, c'è questa creatura che ti guarda con questo, con questo sguardo, nessuno più al mondo ti guarderà con questo sguardo totalmente dipendente, ma anche amore e adorazione totale, perché tu per il neonato sei la fonte di tutto, perchè dai tutto al neonato.Ecco, so però cosa significa avere un gatto, e so che cosa significa avere un figlio adolescente. Devo dire che mio figlio adolescente non si è mai comportato da gatto. Perché, boh, non lo so, ha avuto un'adolescenza strana, molto tranquilla, non ha mai fatto quelle cose che sentivo raccontare dalle mie amiche facevano i loro figli e le loro figlie adolescenti, vedevo anche nei film, alla televisione, al cinema o in letteratura.So però cosa vuol dire avere dei gatti. E i gatti veramente si comportano come i figli adolescenti, stanno sempre lì a farti dispetti, dispettucci, perché poi ci si vuole bene, anche perché anche i gatti lo sanno che poi alla fine sei tu quella che ha il pollice opposto opponibile, come si dice, sono io quella che apre le scatolette e apre la scatola delle crocchette, quindi c'è un minimo di rispetto, ma forse neanche rispetto, diciamo tolleranza nei miei confronti.Però effettivamente i gatti hanno la faccia furbetta dell'adolescente che boh, forse ti vuole pure bene, ma non te lo verrà mai a dire. Ecco, anche in questo i gatti sono diversi dall'esperienza che ho avuto io di avere adolescenti a casa.TRANSLATIONYes, I know it is trite to talk about cats and dogs, however, today I read something that made me think and I want to share it with you. So the thing I read is that people who have dogs train to have young children, people who have cats, they train to have teenagers.I read it and absolutely agreed with this statement, although I must say that I have never had dogs and have never taken care of dogs. I like all animals, I also like dogs very much, however, all the times I happened to be around dogs actually I saw them very needy, yes they need all the attention all the time, they are always there spying on you and as soon as they can, as soon as they notice they have your attention they are all there for you, all happy. In fact this is a feeling that I can say I experienced when my son was a newborn, when he was just tiny, tiny, tiny, there is this creature who looks at you with this, with this look, no one else in the world will look at you with this totally dependent look, but also total love and adoration, because you for the newborn are the source of everything, because you give everything to the newborn.Here, however, I know what it means to have a cat, and I know what it means to have a teenage son. I must say that my teenage son never acted like a cat. Because, boh, I don't know, she had a strange adolescence, very quiet, she never did those things that I used to hear from my...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Cani come bambini piccoli e gatti come adolescenti dispettosi. Sarà proprio così?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Sì, lo so che è banale parlare di cani e di gatti, però oggi ho letto una cosa che mi ha fatto riflettere e voglio condividerla con voi. A</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 652 Case 63 - podcast da non perdere</title>
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        <![CDATA[Mi invento le grandi pulizie degli armadietti della cucina per avere la scusa di dedicare tutta la mattina alla nuova stagione di un podcast che mi tiene incatenata all'ascolto. Una storia super avvincente! Ed è una di quelle pochissime volte che il viaggio nel tempo non diventa noioso e mantiene una sua logica. Aiuta anche il fatto che i personaggi sono ridotti al minimo. Una chicca. Fantastico. Full immersion! Non conosco le voci di chi recitava la versione originale, cilena, ma in quella in inglese recitano Julianne Moore e Oscar Isaac. Grandi! SO già che tornerò ad ascoltarmi tutta la prima stagione, per nostalgia e perché coi viaggi nel tempo ad un secondo ascolto si apprezzano gli avvenimenti in modo diverso. [link in fondo all apagina]<br><br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Comincio col dire che non mi piace fare le pulizie, però ogni tanto bisogna farle. Non parlo delle pulizie normali, parlo di quelle che svuoti tutti gli armadietti, metti tutte le cose sul tavolo, pulisci benissimo dentro l'armadietto, poi prendi tutte le cose in mano, le guardi, guardi la scadenza, butti quelle scadute, quelle che non ti ricordi nemmeno più che cosa fossero, ecc.<br><br>Ecco, oggi mi sono immersa in una di queste pulizie per un motivo particolare, perché mi serviva un alibi, una scusa per ascoltare una dopo l'altra tutte le puntate di un podcast che mi ha legato alla sedia quando ho sentito la prima stagione e oggi ho iniziato ad ascoltare la seconda stagione. Non ho iniziato, ho iniziato e anche finito, però mi sembrava brutto, anche perché non non ci riesco a sedermi da una parte e mettermi ad ascoltare il podcast senza fare niente.<br><br>Non sto benissimo, quindi sono un po' debole, non avevo voglia di fare chilometri per ascoltarlo mentre cammino è giorno, quindi non posso andare a dormire, di solito ascolto il podcast a letto, comunque mi sono messa a fare le grandi pulizie degli armadietti della cucina e questo per colpa di Case 63, caso 63, che è la seconda stagione di un podcast fantastico, scritto originariamente da uno scrittore cileno, <b>Julio Rojas</b>, sicuramente avrò pronunciato malissimo il nome, anche nella versione originale in cileno, in spagnolo, si intitola "<b>Caso 63</b>", penso che si pronunci così.<br><br>Comunque è un podcast che mi ha preso tantissimo, che mi è piaciuto tantissimo e che riesce a declinare in modo per niente banale il tema del viaggio nel tempo. L'abbiamo letto 20.000 volte e sentito 20.000 volte, si viaggia nel tempo avanti e indietro, se avete visto "Le 12 scimmie". Ecco, questa è la prima volta che un racconto veramente riesce a catturarmi e a non perdermi nemmeno per un minuto. Tutti gli episodi del podcast durano pochissimo, durano un quarto d'ora, ma veramente c'è tantissimo da raccontare. Per grosse linee è la storia di Peter Roiter che arriva, si trova in questo manicomio e dice di essere un viaggiatore del tempo che viene dal 2062. Non vi dico niente non voglio rovinarvi tutte le sorprese. Nella versione inglese gli attori principali sono <b>Julianne Moore</b> e <b>Oscar Isaac</b>. E una delle cose che fa funzionare molto bene questo podcast è che ci sono pochissimi personaggi, quindi non si perde il filo. Ascoltatelo.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I start by saying that I don't like cleaning, however, it needs to be done every now and then. I'm not talking about the normal cleaning, I'm talking about the ones that you empty all the cabinets, put all the things on the table, clean well inside the cabinet, then you take all the things in your hand, look at them, look at the expiration date, throw away the expired ones, the ones you don't even remember what they were anymore, etc.<br><br>Here, today I plunged into one of these cleanings for a particular reason, because I needed an alibi, an excuse to listen one after another to all the episodes of a podcast that tied me to my chair when I heard the first season and today I started listening to the second season. I didn't start, I started and also finished, however it seemed bad, also because I can't sit on one side and put myself to listen to the podcast without doing anything.<br><br><br>Anyway, it's a podcast that I was so taken with, that I really enjoyed, and that manages to decline the theme of time travel in a way that is not at all trivial. We've read it 20,000 times and heard it 20,000 times, you time travel back and forth, if you've seen "The 12 Monkeys." Here, this is the first time that a story really manages to capture me and not lose me for even a minute. All the podcast episodes are very short, lasting a quarter of an hour, but really there is so much to tell. In broad strokes it is the story of Peter Roiter who arrives, is in this asylum, and says he is a time traveler from 2062. I won't tell you anything I don't want to spoil all the surprises. In the English version, the main actors are Julianne Moore and Oscar Isaac. And one of the things that makes this podcast work very well is that there are very few characters, so you don't lose the thread. Just listen.<br><br>LINK <a href="https://gimletmedia.com/shows/case-63" rel="noreferrer noopener">https://gimletmedia.com/shows/case-63</a>]]>
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        <![CDATA[Mi invento le grandi pulizie degli armadietti della cucina per avere la scusa di dedicare tutta la mattina alla nuova stagione di un podcast che mi tiene incatenata all'ascolto. Una storia super avvincente! Ed è una di quelle pochissime volte che il viaggio nel tempo non diventa noioso e mantiene una sua logica. Aiuta anche il fatto che i personaggi sono ridotti al minimo. Una chicca. Fantastico. Full immersion! Non conosco le voci di chi recitava la versione originale, cilena, ma in quella in inglese recitano Julianne Moore e Oscar Isaac. Grandi! SO già che tornerò ad ascoltarmi tutta la prima stagione, per nostalgia e perché coi viaggi nel tempo ad un secondo ascolto si apprezzano gli avvenimenti in modo diverso. [link in fondo all apagina]<br><br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Comincio col dire che non mi piace fare le pulizie, però ogni tanto bisogna farle. Non parlo delle pulizie normali, parlo di quelle che svuoti tutti gli armadietti, metti tutte le cose sul tavolo, pulisci benissimo dentro l'armadietto, poi prendi tutte le cose in mano, le guardi, guardi la scadenza, butti quelle scadute, quelle che non ti ricordi nemmeno più che cosa fossero, ecc.<br><br>Ecco, oggi mi sono immersa in una di queste pulizie per un motivo particolare, perché mi serviva un alibi, una scusa per ascoltare una dopo l'altra tutte le puntate di un podcast che mi ha legato alla sedia quando ho sentito la prima stagione e oggi ho iniziato ad ascoltare la seconda stagione. Non ho iniziato, ho iniziato e anche finito, però mi sembrava brutto, anche perché non non ci riesco a sedermi da una parte e mettermi ad ascoltare il podcast senza fare niente.<br><br>Non sto benissimo, quindi sono un po' debole, non avevo voglia di fare chilometri per ascoltarlo mentre cammino è giorno, quindi non posso andare a dormire, di solito ascolto il podcast a letto, comunque mi sono messa a fare le grandi pulizie degli armadietti della cucina e questo per colpa di Case 63, caso 63, che è la seconda stagione di un podcast fantastico, scritto originariamente da uno scrittore cileno, <b>Julio Rojas</b>, sicuramente avrò pronunciato malissimo il nome, anche nella versione originale in cileno, in spagnolo, si intitola "<b>Caso 63</b>", penso che si pronunci così.<br><br>Comunque è un podcast che mi ha preso tantissimo, che mi è piaciuto tantissimo e che riesce a declinare in modo per niente banale il tema del viaggio nel tempo. L'abbiamo letto 20.000 volte e sentito 20.000 volte, si viaggia nel tempo avanti e indietro, se avete visto "Le 12 scimmie". Ecco, questa è la prima volta che un racconto veramente riesce a catturarmi e a non perdermi nemmeno per un minuto. Tutti gli episodi del podcast durano pochissimo, durano un quarto d'ora, ma veramente c'è tantissimo da raccontare. Per grosse linee è la storia di Peter Roiter che arriva, si trova in questo manicomio e dice di essere un viaggiatore del tempo che viene dal 2062. Non vi dico niente non voglio rovinarvi tutte le sorprese. Nella versione inglese gli attori principali sono <b>Julianne Moore</b> e <b>Oscar Isaac</b>. E una delle cose che fa funzionare molto bene questo podcast è che ci sono pochissimi personaggi, quindi non si perde il filo. Ascoltatelo.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I start by saying that I don't like cleaning, however, it needs to be done every now and then. I'm not talking about the normal cleaning, I'm talking about the ones that you empty all the cabinets, put all the things on the table, clean well inside the cabinet, then you take all the things in your hand, look at them, look at the expiration date, throw away the expired ones, the ones you don't even remember what they were anymore, etc.<br><br>Here, today I plunged into one of these cleanings for a particular reason, because I needed an alibi, an excuse to listen one after another to all the episodes of a podcast that tied me to my chair when I heard the first season and today I started listening to the second season. I didn't start, I started and also finished, however it seemed bad, also because I can't sit on one side and put myself to listen to the podcast without doing anything.<br><br><br>Anyway, it's a podcast that I was so taken with, that I really enjoyed, and that manages to decline the theme of time travel in a way that is not at all trivial. We've read it 20,000 times and heard it 20,000 times, you time travel back and forth, if you've seen "The 12 Monkeys." Here, this is the first time that a story really manages to capture me and not lose me for even a minute. All the podcast episodes are very short, lasting a quarter of an hour, but really there is so much to tell. In broad strokes it is the story of Peter Roiter who arrives, is in this asylum, and says he is a time traveler from 2062. I won't tell you anything I don't want to spoil all the surprises. In the English version, the main actors are Julianne Moore and Oscar Isaac. And one of the things that makes this podcast work very well is that there are very few characters, so you don't lose the thread. Just listen.<br><br>LINK <a href="https://gimletmedia.com/shows/case-63" rel="noreferrer noopener">https://gimletmedia.com/shows/case-63</a>]]>
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      <pubDate>Sat, 14 Oct 2023 16:07:18 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 651 Centuria di Giorgio Manganelli</title>
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        <![CDATA[Un libro che amo follemente, un capolavoro: Centuria di Giorgio Manganelli. È una raccolta di 100 microstorie, tutte rigorosamente di una pagina e mezza. In queste storie, Manganelli crea atmosfere surreali e inquietanti, utilizzando una scrittura semplice ma efficace. Ogni storia è come un piccolo universo. È un libro che vi farà riflettere sulla natura dell'esistenza, sulla realtà e sull'immaginazione.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[Eng translation below]</i><br><br>Vi ricordate il 'Club degli editori'? Per chi come me, da ragazzina, abitava in un posto un po' remoto, dove non c'erano tante biblioteche e non c'erano nemmeno tanti negozi di libri, era un modo semplice e più o meno economico per avere dei libri spediti a casa, libri che magari non avrei mai conosciuto.<br><br>Spesso i libri li compravo perché mi affascinava la copertina. Uno di questi è uno dei miei libri preferiti, amati, letto e riletto tante volte in assoluto, "<b>Centuria</b>" di <b>Giorgio Manganelli</b>. È un libro che comprai perché mi piacque la breve descrizione che si faceva appunto nel catalogo del 'Club degli editori', poi per la bella copertina. Una volta letto da ragazzina, me ne innamorai follemente e penso che questo modello di scrittura abbia anche influenzato il modo in cui io, non dico che scrivo, ma aspirerei a scrivere.<br><br>'Centuria', il sottotitolo '100 piccoli romanzi fiume' sono delle microstorie, tutte rigorosamente di una pagina e mezzo, dove Giorgio Manganelli costruisce queste atmosfere surreali. È una narrazione incredibilmente semplice, però molto enigmatica, straniante, da realismo magico. Sono delle storie in cui solitamente inizia: "L'uomo che si era appena corto, che gli avevano rubato l'universo..." etc. etc.<br><br>E ogni piccola storia racchiude veramente un universo che Giorgio Manganelli riesce a costruire con una facilità di espressione che non ti sembra che stai leggendo chissà che, perché le parole che usa sono sempre molto semplici, frasi molto brevi, però ti lasciano questo senso di sgomento, questo senso di irrequietezza.<br><br>Immaginate un mazzo di 100 carte che voi le mischiate, ne togliete fuori una e la guardate e vengono fuori queste storie. È bravissimo Giorgio Manganelli ad avere la capacità di una sintesi fulminante, nel senso che lascia chi legge senza parole e ti viene voglia di andare avanti, di rileggerli ancora, di vedere quali altre storie incredibilmente inquietanti, molte sono anche gotiche, ci sono i fantasmi, ci sono le persone morte-non morte, ci sono le cose scomparse. Insomma, se avete voglia di una lettura che potete prendere a piccolissime dosi, perché ripeto, ogni romanzo fiume è di una pagina e mezzo, vi consiglio sicuramente di acquistare 'Centuria' di Giorgio Manganelli e vi assicuro che sarà una lettura che non dimenticherete così facilmente.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Do you remember the 'Publishers' Club'? For people like me who, as a young girl, living in a somewhat remote place, where there weren't as many libraries and there weren't as many bookstores either, it was an easy and more or less inexpensive way to get books sent home, books that I might never have known about otherwise.<br><br>I often bought books because I was fascinated by the cover. One of them is one of my favourite, beloved books, read and reread many times ever, "Centuria" by Giorgio Manganelli. It is a book that I bought because I liked the brief description that was given in the 'Publishers' Club' catalogue, then because of the beautiful cover. Once I read it as a young girl, I fell madly in love with it, and I think this writing model also influenced the way I, I don't say I write, but I aspire to write.<br><br>'Centuria,' the subtitle 'One Hundred Ouroboric Novels,' are micro-stories, all strictly one and a half pages long, where Giorgio Manganelli builds these surreal atmospheres. It is an incredibly simple narrative, yet very enigmatic, alienating, magic realism-like. They are stories in which it usually begins like: "The man who had just come up short, that they had stolen the universe from him..." etc. etc.<br><br>And each little story really encapsulates a universe that Giorgio Manganelli manages to construct with an ease of expression that you don't feel like you're reading who knows what, because the words he uses are always very simple, very short sentences, yet they leave you with this sense of dismay, this sense of restlessness.<br><br>Imagine a deck of 100 cards that you shuffle them, take one out and look at it, and these stories come out. It is very good of Giorgio Manganelli to have the capacity for lightning-fast summarization, in the sense that it leaves the reader speechless and makes you want to go on, to read them again, to see what other incredibly creepy stories, many are even gothic, there are ghosts, there are dead-undead people, there are missing things. In short, if you are in the mood for a read that you can take in very small doses because I repeat, each river novel is one and a half pages, I definitely recommend that you buy Giorgio Manganelli's 'Centuria' and I assure you that it will be a read that you will not forget so easily.]]>
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        <![CDATA[Un libro che amo follemente, un capolavoro: Centuria di Giorgio Manganelli. È una raccolta di 100 microstorie, tutte rigorosamente di una pagina e mezza. In queste storie, Manganelli crea atmosfere surreali e inquietanti, utilizzando una scrittura semplice ma efficace. Ogni storia è come un piccolo universo. È un libro che vi farà riflettere sulla natura dell'esistenza, sulla realtà e sull'immaginazione.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[Eng translation below]</i><br><br>Vi ricordate il 'Club degli editori'? Per chi come me, da ragazzina, abitava in un posto un po' remoto, dove non c'erano tante biblioteche e non c'erano nemmeno tanti negozi di libri, era un modo semplice e più o meno economico per avere dei libri spediti a casa, libri che magari non avrei mai conosciuto.<br><br>Spesso i libri li compravo perché mi affascinava la copertina. Uno di questi è uno dei miei libri preferiti, amati, letto e riletto tante volte in assoluto, "<b>Centuria</b>" di <b>Giorgio Manganelli</b>. È un libro che comprai perché mi piacque la breve descrizione che si faceva appunto nel catalogo del 'Club degli editori', poi per la bella copertina. Una volta letto da ragazzina, me ne innamorai follemente e penso che questo modello di scrittura abbia anche influenzato il modo in cui io, non dico che scrivo, ma aspirerei a scrivere.<br><br>'Centuria', il sottotitolo '100 piccoli romanzi fiume' sono delle microstorie, tutte rigorosamente di una pagina e mezzo, dove Giorgio Manganelli costruisce queste atmosfere surreali. È una narrazione incredibilmente semplice, però molto enigmatica, straniante, da realismo magico. Sono delle storie in cui solitamente inizia: "L'uomo che si era appena corto, che gli avevano rubato l'universo..." etc. etc.<br><br>E ogni piccola storia racchiude veramente un universo che Giorgio Manganelli riesce a costruire con una facilità di espressione che non ti sembra che stai leggendo chissà che, perché le parole che usa sono sempre molto semplici, frasi molto brevi, però ti lasciano questo senso di sgomento, questo senso di irrequietezza.<br><br>Immaginate un mazzo di 100 carte che voi le mischiate, ne togliete fuori una e la guardate e vengono fuori queste storie. È bravissimo Giorgio Manganelli ad avere la capacità di una sintesi fulminante, nel senso che lascia chi legge senza parole e ti viene voglia di andare avanti, di rileggerli ancora, di vedere quali altre storie incredibilmente inquietanti, molte sono anche gotiche, ci sono i fantasmi, ci sono le persone morte-non morte, ci sono le cose scomparse. Insomma, se avete voglia di una lettura che potete prendere a piccolissime dosi, perché ripeto, ogni romanzo fiume è di una pagina e mezzo, vi consiglio sicuramente di acquistare 'Centuria' di Giorgio Manganelli e vi assicuro che sarà una lettura che non dimenticherete così facilmente.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Do you remember the 'Publishers' Club'? For people like me who, as a young girl, living in a somewhat remote place, where there weren't as many libraries and there weren't as many bookstores either, it was an easy and more or less inexpensive way to get books sent home, books that I might never have known about otherwise.<br><br>I often bought books because I was fascinated by the cover. One of them is one of my favourite, beloved books, read and reread many times ever, "Centuria" by Giorgio Manganelli. It is a book that I bought because I liked the brief description that was given in the 'Publishers' Club' catalogue, then because of the beautiful cover. Once I read it as a young girl, I fell madly in love with it, and I think this writing model also influenced the way I, I don't say I write, but I aspire to write.<br><br>'Centuria,' the subtitle 'One Hundred Ouroboric Novels,' are micro-stories, all strictly one and a half pages long, where Giorgio Manganelli builds these surreal atmospheres. It is an incredibly simple narrative, yet very enigmatic, alienating, magic realism-like. They are stories in which it usually begins like: "The man who had just come up short, that they had stolen the universe from him..." etc. etc.<br><br>And each little story really encapsulates a universe that Giorgio Manganelli manages to construct with an ease of expression that you don't feel like you're reading who knows what, because the words he uses are always very simple, very short sentences, yet they leave you with this sense of dismay, this sense of restlessness.<br><br>Imagine a deck of 100 cards that you shuffle them, take one out and look at it, and these stories come out. It is very good of Giorgio Manganelli to have the capacity for lightning-fast summarization, in the sense that it leaves the reader speechless and makes you want to go on, to read them again, to see what other incredibly creepy stories, many are even gothic, there are ghosts, there are dead-undead people, there are missing things. In short, if you are in the mood for a read that you can take in very small doses because I repeat, each river novel is one and a half pages, I definitely recommend that you buy Giorgio Manganelli's 'Centuria' and I assure you that it will be a read that you will not forget so easily.]]>
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      <pubDate>Fri, 13 Oct 2023 12:00:30 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un libro che amo follemente, un capolavoro: Centuria di Giorgio Manganelli. È una raccolta di 100 microstorie, tutte rigorosamente di una pagina e mezza. In queste storie, Manganelli crea atmosfere surreali e inquietanti, utilizzando una scrittura semplice ma efficace. Ogni storia è come un piccolo universo. È un libro che vi farà riflettere sulla natura dell'esistenza, sulla realtà e sull'immaginazione.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Vi ricordate il 'Club degli editori'? Per chi come me, da ragazzina, abitava in un posto un po' remoto, dove non c'erano tante biblioteche e non c'erano nemmeno tanti negozi di libri, era un modo semplice e più o meno economico per avere dei libri spediti a casa, libri che magari non avrei mai conosciuto.Spesso i libri li compravo perché mi affascinava la copertina. Uno di questi è uno dei miei libri preferiti, amati, letto e riletto tante volte in assoluto, "Centuria" di Giorgio Manganelli. È un libro che comprai perché mi piacque la breve descrizione che si faceva appunto nel catalogo del 'Club degli editori', poi per la bella copertina. Una volta letto da ragazzina, me ne innamorai follemente e penso che questo modello di scrittura abbia anche influenzato il modo in cui io, non dico che scrivo, ma aspirerei a scrivere.'Centuria', il sottotitolo '100 piccoli romanzi fiume' sono delle microstorie, tutte rigorosamente di una pagina e mezzo, dove Giorgio Manganelli costruisce queste atmosfere surreali. È una narrazione incredibilmente semplice, però molto enigmatica, straniante, da realismo magico. Sono delle storie in cui solitamente inizia: "L'uomo che si era appena corto, che gli avevano rubato l'universo..." etc. etc.E ogni piccola storia racchiude veramente un universo che Giorgio Manganelli riesce a costruire con una facilità di espressione che non ti sembra che stai leggendo chissà che, perché le parole che usa sono sempre molto semplici, frasi molto brevi, però ti lasciano questo senso di sgomento, questo senso di irrequietezza.Immaginate un mazzo di 100 carte che voi le mischiate, ne togliete fuori una e la guardate e vengono fuori queste storie. È bravissimo Giorgio Manganelli ad avere la capacità di una sintesi fulminante, nel senso che lascia chi legge senza parole e ti viene voglia di andare avanti, di rileggerli ancora, di vedere quali altre storie incredibilmente inquietanti, molte sono anche gotiche, ci sono i fantasmi, ci sono le persone morte-non morte, ci sono le cose scomparse. Insomma, se avete voglia di una lettura che potete prendere a piccolissime dosi, perché ripeto, ogni romanzo fiume è di una pagina e mezzo, vi consiglio sicuramente di acquistare 'Centuria' di Giorgio Manganelli e vi assicuro che sarà una lettura che non dimenticherete così facilmente.TRANSLATIONDo you remember the 'Publishers' Club'? For people like me who, as a young girl, living in a somewhat remote place, where there weren't as many libraries and there weren't as many bookstores either, it was an easy and more or less inexpensive way to get books sent home, books that I might never have known about otherwise.I often bought books because I was fascinated by the cover. One of them is one of my favourite, beloved books, read and reread many times ever, "Centuria" by Giorgio Manganelli. It is a book that I bought because I liked the brief description that was given in the 'Publishers' Club' catalogue, then because of the beautiful cover. Once I read it as a young girl, I fell madly in love with it, and I think this writing model also influenced the way I, I don't say I write, but I aspire to write.'Centuria,' the subtitle 'One Hundred Ouroboric Novels,' are micro-stories, all strictly one and a half pages long, where Giorgio Manganelli builds these surreal atmospheres. It is an incredibly simple narrative, yet very enigmatic, alienating, magic...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Un libro che amo follemente, un capolavoro: Centuria di Giorgio Manganelli. È una raccolta di 100 microstorie, tutte rigorosamente di una pagina e mezza. In queste storie, Manganelli crea atmosfere surreali e inquietanti, utilizzando una scrittura semplic</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 650 Le caramelle di Alessandra</title>
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        <![CDATA[🎙️ Riflessioni sulla Doppia Terminazione e l'Inclusione! 🤔 Ispirata dalla newsletter di Alessandra Arpi "Caramelle da una sconosciuta" (trovate il link in fondo alla pagina). <br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation &amp; link below]<br><br><br>Stamattina ho letto un pensiero che mi ha fatto riflettere e voglio condividerlo con voi. Prima di tutto devo dire che l'ho letto nella newsletter di <b>Alessandra Arpi </b>che si chiama "<i><b>Caramelle da una sconosciuta</b></i>", già il titolo vi fa capire che è una newsletter che amo e ogni volta che arriva nella mia cassetta delle lettere virtuale me la leggo a colazione e spesso ci sono delle cose che condivido e che mi portano a riflettere, così come stamattina.<br><br>Di cosa si tratta? Si tratta dell'uso dei pronomi. Ora, in inglese quei furbetti non hanno questi problemi, basta che usino 'they' che il plurale asessuato e va bene per tutti. Noi come sapete molto bene in Italia invece abbiamo il problema del fatto che tutte le parole hanno un loro genere e che di conseguenza devono essere declinate in un certo modo.<br><br>Cos'era il commento che mi ha fatto riflettere e che condivido? Il fatto che quando si entra in un'assemblea pubblica o in un incontro e la persona che parla inizia dicendo "benvenuti e benvenute" o "tutti e tutte", e un po' si tira un sospiro di sollievo perché quando una persona usa la doppia terminazione maschile e femminile, quindi quando rifiuta di usare il maschile per includere anche i non maschi, sta lanciando un segnale, non è che ci sia la garanzia di venire rispettate e che ci sia pluralità, no. Poi magari una persona dice "tutti e tutte" mette l'asterisco eccetera però poi è una persona che si comporta molto male, magari è un maschilista, però il fatto che si sia fatta attenzione e si faccia, si mostri come, ci ho pensato mi costa più parole, rende il discorso più lungo più farraginoso (farraginoso? com'è che si dice?), lo uso lo stesso perché voglio, come se mettessi fuori una bandiera per dire ecco, mi sono posto il problema, non l'ho risolto, non lo risolverò, magari sono una persona che tratta male gli altri, però mi sono messo il problema di non includere tutte le persone presenti in quel 'tutti-maschile-universale" perché ci sono anche le tutte e ci sono anche delle cose che non sono né tutti né tutte, delle persone che non si identificano né nel genere maschile e quello femminile, ma questo è un altro discorso, troppo difficile per la lingua italiana.<br><br>Però devo dire che brava <b>Alessandra Arpi</b>, "<b><i>Caramelle da una sconosciuta</i></b>", mi sei piaciuta, vi metto il link nelle note del programma così magari vi iscrivete anche voi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I read something this morning that got me thinking and I want to share it with you. First of all, I have to say that I read it in Alessandra Arpi's newsletter which is called "Candy from a lady you don't know" already the title lets you know that it is a newsletter that I love and every time it arrives in my virtual mailbox I read it over breakfast and often there are things in it that I share and that lead me to reflect, as well as this morning.<br><br>What is it all about? It is about the use of pronouns. Now, in English those smart guys don't have these problems, just use 'they' asexual plural and it's fine for everyone. We as you know very well in Italy on the other hand have the problem that all words have their own gender and consequently, they have to be declined in a certain way.<br><br>What was the comment that got me thinking and that I agree with? The fact that when you go into a public assembly or a meeting and the person speaking starts by saying "welcome female and and welcome male" or "all female and all male," then a little bit you breathe a sigh of relief because when a person uses the double masculine and feminine termination, so when they refuse to use the masculine to include non-males, they are sending a signal, it's not that there is a guarantee that they will be respectful and that there will be plurality, no. Then maybe a person puts the asterisk etc. however then they are a person who behaves very badly, maybe they are a macho, however the fact that you have been paying attention and you do, you show that you thought about it, it costs me more words, makes the speech longer more awkward, but still I use it because I want to, as if to put out a flag to say here, I put out the problem, I haven't solved it, I'm not going to solve it, maybe I'm a person who treats others badly, however I put out the problem of not including all the people present in that 'all-masculine-universal' because there are also there people that do not identify with male or female, people who identify neither in the male gender nor the female gender, but that's another matter, too difficult for the Italian language .<br><br>I have to say though, good job Alessandra Arpi, "Candy from a lady you don't know" I liked it, I'll put the link in the program notes so maybe you too can sign up.<br><br><br><br><b>LINK</b>: Iscrivetevi anche voi alla newsletter di <b>Alessandra Arpi: <a href="https://www.alessandraarpi.it/newsletter/" rel="noreferrer noopener"><i>Caramelle da una sconosciuta </i></a></b>]]>
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        <![CDATA[🎙️ Riflessioni sulla Doppia Terminazione e l'Inclusione! 🤔 Ispirata dalla newsletter di Alessandra Arpi "Caramelle da una sconosciuta" (trovate il link in fondo alla pagina). <br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation &amp; link below]<br><br><br>Stamattina ho letto un pensiero che mi ha fatto riflettere e voglio condividerlo con voi. Prima di tutto devo dire che l'ho letto nella newsletter di <b>Alessandra Arpi </b>che si chiama "<i><b>Caramelle da una sconosciuta</b></i>", già il titolo vi fa capire che è una newsletter che amo e ogni volta che arriva nella mia cassetta delle lettere virtuale me la leggo a colazione e spesso ci sono delle cose che condivido e che mi portano a riflettere, così come stamattina.<br><br>Di cosa si tratta? Si tratta dell'uso dei pronomi. Ora, in inglese quei furbetti non hanno questi problemi, basta che usino 'they' che il plurale asessuato e va bene per tutti. Noi come sapete molto bene in Italia invece abbiamo il problema del fatto che tutte le parole hanno un loro genere e che di conseguenza devono essere declinate in un certo modo.<br><br>Cos'era il commento che mi ha fatto riflettere e che condivido? Il fatto che quando si entra in un'assemblea pubblica o in un incontro e la persona che parla inizia dicendo "benvenuti e benvenute" o "tutti e tutte", e un po' si tira un sospiro di sollievo perché quando una persona usa la doppia terminazione maschile e femminile, quindi quando rifiuta di usare il maschile per includere anche i non maschi, sta lanciando un segnale, non è che ci sia la garanzia di venire rispettate e che ci sia pluralità, no. Poi magari una persona dice "tutti e tutte" mette l'asterisco eccetera però poi è una persona che si comporta molto male, magari è un maschilista, però il fatto che si sia fatta attenzione e si faccia, si mostri come, ci ho pensato mi costa più parole, rende il discorso più lungo più farraginoso (farraginoso? com'è che si dice?), lo uso lo stesso perché voglio, come se mettessi fuori una bandiera per dire ecco, mi sono posto il problema, non l'ho risolto, non lo risolverò, magari sono una persona che tratta male gli altri, però mi sono messo il problema di non includere tutte le persone presenti in quel 'tutti-maschile-universale" perché ci sono anche le tutte e ci sono anche delle cose che non sono né tutti né tutte, delle persone che non si identificano né nel genere maschile e quello femminile, ma questo è un altro discorso, troppo difficile per la lingua italiana.<br><br>Però devo dire che brava <b>Alessandra Arpi</b>, "<b><i>Caramelle da una sconosciuta</i></b>", mi sei piaciuta, vi metto il link nelle note del programma così magari vi iscrivete anche voi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I read something this morning that got me thinking and I want to share it with you. First of all, I have to say that I read it in Alessandra Arpi's newsletter which is called "Candy from a lady you don't know" already the title lets you know that it is a newsletter that I love and every time it arrives in my virtual mailbox I read it over breakfast and often there are things in it that I share and that lead me to reflect, as well as this morning.<br><br>What is it all about? It is about the use of pronouns. Now, in English those smart guys don't have these problems, just use 'they' asexual plural and it's fine for everyone. We as you know very well in Italy on the other hand have the problem that all words have their own gender and consequently, they have to be declined in a certain way.<br><br>What was the comment that got me thinking and that I agree with? The fact that when you go into a public assembly or a meeting and the person speaking starts by saying "welcome female and and welcome male" or "all female and all male," then a little bit you breathe a sigh of relief because when a person uses the double masculine and feminine termination, so when they refuse to use the masculine to include non-males, they are sending a signal, it's not that there is a guarantee that they will be respectful and that there will be plurality, no. Then maybe a person puts the asterisk etc. however then they are a person who behaves very badly, maybe they are a macho, however the fact that you have been paying attention and you do, you show that you thought about it, it costs me more words, makes the speech longer more awkward, but still I use it because I want to, as if to put out a flag to say here, I put out the problem, I haven't solved it, I'm not going to solve it, maybe I'm a person who treats others badly, however I put out the problem of not including all the people present in that 'all-masculine-universal' because there are also there people that do not identify with male or female, people who identify neither in the male gender nor the female gender, but that's another matter, too difficult for the Italian language .<br><br>I have to say though, good job Alessandra Arpi, "Candy from a lady you don't know" I liked it, I'll put the link in the program notes so maybe you too can sign up.<br><br><br><br><b>LINK</b>: Iscrivetevi anche voi alla newsletter di <b>Alessandra Arpi: <a href="https://www.alessandraarpi.it/newsletter/" rel="noreferrer noopener"><i>Caramelle da una sconosciuta </i></a></b>]]>
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      <pubDate>Thu, 12 Oct 2023 15:22:06 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>🎙️ Riflessioni sulla Doppia Terminazione e l'Inclusione! 🤔 Ispirata dalla newsletter di Alessandra Arpi "Caramelle da una sconosciuta" (trovate il link in fondo alla pagina). TRASCRIZIONE [ENG translation &amp;amp; link below]Stamattina ho letto un pensiero che mi ha fatto riflettere e voglio condividerlo con voi. Prima di tutto devo dire che l'ho letto nella newsletter di Alessandra Arpi che si chiama "Caramelle da una sconosciuta", già il titolo vi fa capire che è una newsletter che amo e ogni volta che arriva nella mia cassetta delle lettere virtuale me la leggo a colazione e spesso ci sono delle cose che condivido e che mi portano a riflettere, così come stamattina.Di cosa si tratta? Si tratta dell'uso dei pronomi. Ora, in inglese quei furbetti non hanno questi problemi, basta che usino 'they' che il plurale asessuato e va bene per tutti. Noi come sapete molto bene in Italia invece abbiamo il problema del fatto che tutte le parole hanno un loro genere e che di conseguenza devono essere declinate in un certo modo.Cos'era il commento che mi ha fatto riflettere e che condivido? Il fatto che quando si entra in un'assemblea pubblica o in un incontro e la persona che parla inizia dicendo "benvenuti e benvenute" o "tutti e tutte", e un po' si tira un sospiro di sollievo perché quando una persona usa la doppia terminazione maschile e femminile, quindi quando rifiuta di usare il maschile per includere anche i non maschi, sta lanciando un segnale, non è che ci sia la garanzia di venire rispettate e che ci sia pluralità, no. Poi magari una persona dice "tutti e tutte" mette l'asterisco eccetera però poi è una persona che si comporta molto male, magari è un maschilista, però il fatto che si sia fatta attenzione e si faccia, si mostri come, ci ho pensato mi costa più parole, rende il discorso più lungo più farraginoso (farraginoso? com'è che si dice?), lo uso lo stesso perché voglio, come se mettessi fuori una bandiera per dire ecco, mi sono posto il problema, non l'ho risolto, non lo risolverò, magari sono una persona che tratta male gli altri, però mi sono messo il problema di non includere tutte le persone presenti in quel 'tutti-maschile-universale" perché ci sono anche le tutte e ci sono anche delle cose che non sono né tutti né tutte, delle persone che non si identificano né nel genere maschile e quello femminile, ma questo è un altro discorso, troppo difficile per la lingua italiana.Però devo dire che brava Alessandra Arpi, "Caramelle da una sconosciuta", mi sei piaciuta, vi metto il link nelle note del programma così magari vi iscrivete anche voi.TRANSLATIONI read something this morning that got me thinking and I want to share it with you. First of all, I have to say that I read it in Alessandra Arpi's newsletter which is called "Candy from a lady you don't know" already the title lets you know that it is a newsletter that I love and every time it arrives in my virtual mailbox I read it over breakfast and often there are things in it that I share and that lead me to reflect, as well as this morning.What is it all about? It is about the use of pronouns. Now, in English those smart guys don't have these problems, just use 'they' asexual plural and it's fine for everyone. We as you know very well in Italy on the other hand have the problem that all words have their own gender and consequently, they have to be declined in a certain way.What was the comment that got me thinking and that I agree with? The fact that when you go into a public assembly or a meeting and the person speaking starts by saying "welcome female and and welcome male" or "all female and all male," then a little bit you breathe a sigh of relief because when a person uses the double masculine and feminine termination, so when they refuse to use the masculine to include non-males, they are...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>🎙️ Riflessioni sulla Doppia Terminazione e l'Inclusione! 🤔 Ispirata dalla newsletter di Alessandra Arpi "Caramelle da una sconosciuta" (trovate il link in fondo alla pagina). TRASCRIZIONE [ENG translation &amp;amp; link below]Stamattina ho letto un pensiero c</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 649 Manifesto hacker</title>
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        <![CDATA["Manifesto hacker" di McKenzie Wark, un testo che ha continuato a influenzare il modo in cui vediamo il mondo digitale e l'attivismo. Vent'anni dopo la sua pubblicazione, i concetti trattati sono ancora sorprendentemente rilevanti.<br><br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Se cercate nel dizionario inglese-italiano la parola hacker, probabilmente troverete hacker, cioè non lo traducono per niente, oppure troverete qualcosa tipo pirata informatico. Però vabbè, a parte la figura romantica del pirata, gli hacker fanno anche attivismo che si chiama aktivismo, ed è proprio di questo che voglio parlare nei 3 minuti grezzi di oggi perché ricorre il ventesimo anniversario dalla pubblicazione del 'Manifesto hacker' un volume che all'epoca veniva conosciuto da pochi, già internet ce n'era poca in giro e c'erano pochi siti però le persone che studiavano o che comunque bazzicavano il mondo internet conoscevano il manifesto hacker scritto da McKenzie Wark.<br><br>Cos'è questo questo libriccino? Nel suo contenuto abbastanza semplice, le idee fondamentali sono abbastanza alla portata di tutti, cioè dice che oggi nel mondo, parliamo di vent'anni fa ma ancora non fa ancora una piega tutto questi concetti, ci sono due aspetti importanti: quello delle idee astratte e virtuali e quello delle cose invece pratiche. Il fatto è che le cose virtuali, come l'informazione, ma anche la poesia, la matematica, influenzano cose molto concrete che sono i paesi, gli eserciti, le aziende, le comunità. Quindi, come il virtuale ha un impatto molto reale sul mondo che ci circonda.<br>E l'obiettivo del libro è quello di spiegarci chi sono le persone che stanno creando questo nuovo mondo e come vengono trasformati i dati in idee che poi ci portano a stare da un lato o dall'altro.<br><br>Il manifesto degli hacker parla anche di un altro problema, di come alcune aziende, soprattutto quelle farmaceutiche, vogliono proteggere le loro idee e non vogliono invece la condivisione. Si pensi un po' ai brevetti per i vari vaccini, per le medicine che vengono prodotte e vengono vendute a prezzi altissimi. Quindi si parla anche di proprietà intellettuale. Ci sono due due fazioni opposte: le persone che vogliono usare le informazioni o vogliono che le informazioni siano libere, e quelli invece che vogliono tenere tutto per sé e che non vogliono condividere.<br><br>Diciamo che è un libro che ha vent'anni, ma non li dimostra affatto, perché se andiamo a leggere vediamo che gli stessi problemi ce li troviamo ancora davanti. Vi metto un link perché è molto interessante e sicuramente in questi giorni se ne parlerà appunto perché sono vent'anni che McKenzie Wark l'ha pubblicato.<br><br><br><br><i>TRANSLATION</i><br><br>If you look up the word hacker in the English-Italian dictionary, you will probably find hacker, meaning they do not translate it at all, or you will find something like digital pirate. But whatever, apart from the romantic figure of the pirate, hackers also do activism which is called aktivism, and that's exactly what I want to talk about in today's podcast because it's the 20th anniversary of the publication of the 'Hacker Manifesto' a volume that was known to few people at the time, already the internet was little around and there were few sites however people who were studying or otherwise hanging out in the internet world knew about the hacker manifesto written by McKenzie Wark.<br>What is this little booklet? In its quite simple content, the basic ideas are quite within everyone's reach, that is to say it says that in the world today, we are talking about twenty years ago but still, it still does not make a dent in all these concepts, there are two important aspects : that of abstract and virtual ideas and that of things instead practical. The fact is that virtual things, such as information, but also poetry, mathematics, affect very concrete things that are countries, armies, companies, communities. Thus, how the virtual has a very real impact on the world around us.<br>And the goal of the book is to explain to us who the people are who are creating this new world and how data are being turned into ideas that then lead us to be on one side or the other.<br>The hackers' manifesto also talks about another problem, how some companies, especially pharmaceutical companies, want to protect their ideas and do not want sharing instead. Think a little bit about the patents for various vaccines, for medicines that are produced and are sold at very high prices. So we also talk about intellectual property. There are two opposing factions: people who want to use the information or want the information to be free , and those who want to keep everything to themselves and do not want to share.<br>Let's say it's a book that is 20 years old, but it doesn't show it at all, because if we go to read it we see that the same problems are still in front of us. I am putting a link because it is very interesting and certainly these days it will be talked about precisely because it is 20 years since McKenzie Wark published it.<br><br><br><br>LINK:<br><b>A hacker manifest</b> <a href="https://theanarchistlibrary.org/library/mckenzie-wark-a-hacker-s-manifesto" rel="noreferrer noopener">https://theanarchistlibrary.org/library/mckenzie-wark-a-hacker-s-manifesto</a><br><b>Un manifesto hacker</b> <a href="http://www.tecalibri.info/M/MCKENZIE-W_hacker.htm" rel="noreferrer noopener">http://www.tecalibri.info/M/MCKENZIE-W_hacker.htm</a>]]>
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        <![CDATA["Manifesto hacker" di McKenzie Wark, un testo che ha continuato a influenzare il modo in cui vediamo il mondo digitale e l'attivismo. Vent'anni dopo la sua pubblicazione, i concetti trattati sono ancora sorprendentemente rilevanti.<br><br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Se cercate nel dizionario inglese-italiano la parola hacker, probabilmente troverete hacker, cioè non lo traducono per niente, oppure troverete qualcosa tipo pirata informatico. Però vabbè, a parte la figura romantica del pirata, gli hacker fanno anche attivismo che si chiama aktivismo, ed è proprio di questo che voglio parlare nei 3 minuti grezzi di oggi perché ricorre il ventesimo anniversario dalla pubblicazione del 'Manifesto hacker' un volume che all'epoca veniva conosciuto da pochi, già internet ce n'era poca in giro e c'erano pochi siti però le persone che studiavano o che comunque bazzicavano il mondo internet conoscevano il manifesto hacker scritto da McKenzie Wark.<br><br>Cos'è questo questo libriccino? Nel suo contenuto abbastanza semplice, le idee fondamentali sono abbastanza alla portata di tutti, cioè dice che oggi nel mondo, parliamo di vent'anni fa ma ancora non fa ancora una piega tutto questi concetti, ci sono due aspetti importanti: quello delle idee astratte e virtuali e quello delle cose invece pratiche. Il fatto è che le cose virtuali, come l'informazione, ma anche la poesia, la matematica, influenzano cose molto concrete che sono i paesi, gli eserciti, le aziende, le comunità. Quindi, come il virtuale ha un impatto molto reale sul mondo che ci circonda.<br>E l'obiettivo del libro è quello di spiegarci chi sono le persone che stanno creando questo nuovo mondo e come vengono trasformati i dati in idee che poi ci portano a stare da un lato o dall'altro.<br><br>Il manifesto degli hacker parla anche di un altro problema, di come alcune aziende, soprattutto quelle farmaceutiche, vogliono proteggere le loro idee e non vogliono invece la condivisione. Si pensi un po' ai brevetti per i vari vaccini, per le medicine che vengono prodotte e vengono vendute a prezzi altissimi. Quindi si parla anche di proprietà intellettuale. Ci sono due due fazioni opposte: le persone che vogliono usare le informazioni o vogliono che le informazioni siano libere, e quelli invece che vogliono tenere tutto per sé e che non vogliono condividere.<br><br>Diciamo che è un libro che ha vent'anni, ma non li dimostra affatto, perché se andiamo a leggere vediamo che gli stessi problemi ce li troviamo ancora davanti. Vi metto un link perché è molto interessante e sicuramente in questi giorni se ne parlerà appunto perché sono vent'anni che McKenzie Wark l'ha pubblicato.<br><br><br><br><i>TRANSLATION</i><br><br>If you look up the word hacker in the English-Italian dictionary, you will probably find hacker, meaning they do not translate it at all, or you will find something like digital pirate. But whatever, apart from the romantic figure of the pirate, hackers also do activism which is called aktivism, and that's exactly what I want to talk about in today's podcast because it's the 20th anniversary of the publication of the 'Hacker Manifesto' a volume that was known to few people at the time, already the internet was little around and there were few sites however people who were studying or otherwise hanging out in the internet world knew about the hacker manifesto written by McKenzie Wark.<br>What is this little booklet? In its quite simple content, the basic ideas are quite within everyone's reach, that is to say it says that in the world today, we are talking about twenty years ago but still, it still does not make a dent in all these concepts, there are two important aspects : that of abstract and virtual ideas and that of things instead practical. The fact is that virtual things, such as information, but also poetry, mathematics, affect very concrete things that are countries, armies, companies, communities. Thus, how the virtual has a very real impact on the world around us.<br>And the goal of the book is to explain to us who the people are who are creating this new world and how data are being turned into ideas that then lead us to be on one side or the other.<br>The hackers' manifesto also talks about another problem, how some companies, especially pharmaceutical companies, want to protect their ideas and do not want sharing instead. Think a little bit about the patents for various vaccines, for medicines that are produced and are sold at very high prices. So we also talk about intellectual property. There are two opposing factions: people who want to use the information or want the information to be free , and those who want to keep everything to themselves and do not want to share.<br>Let's say it's a book that is 20 years old, but it doesn't show it at all, because if we go to read it we see that the same problems are still in front of us. I am putting a link because it is very interesting and certainly these days it will be talked about precisely because it is 20 years since McKenzie Wark published it.<br><br><br><br>LINK:<br><b>A hacker manifest</b> <a href="https://theanarchistlibrary.org/library/mckenzie-wark-a-hacker-s-manifesto" rel="noreferrer noopener">https://theanarchistlibrary.org/library/mckenzie-wark-a-hacker-s-manifesto</a><br><b>Un manifesto hacker</b> <a href="http://www.tecalibri.info/M/MCKENZIE-W_hacker.htm" rel="noreferrer noopener">http://www.tecalibri.info/M/MCKENZIE-W_hacker.htm</a>]]>
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      <pubDate>Wed, 11 Oct 2023 09:05:45 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>"Manifesto hacker" di McKenzie Wark, un testo che ha continuato a influenzare il modo in cui vediamo il mondo digitale e l'attivismo. Vent'anni dopo la sua pubblicazione, i concetti trattati sono ancora sorprendentemente rilevanti.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Se cercate nel dizionario inglese-italiano la parola hacker, probabilmente troverete hacker, cioè non lo traducono per niente, oppure troverete qualcosa tipo pirata informatico. Però vabbè, a parte la figura romantica del pirata, gli hacker fanno anche attivismo che si chiama aktivismo, ed è proprio di questo che voglio parlare nei 3 minuti grezzi di oggi perché ricorre il ventesimo anniversario dalla pubblicazione del 'Manifesto hacker' un volume che all'epoca veniva conosciuto da pochi, già internet ce n'era poca in giro e c'erano pochi siti però le persone che studiavano o che comunque bazzicavano il mondo internet conoscevano il manifesto hacker scritto da McKenzie Wark.Cos'è questo questo libriccino? Nel suo contenuto abbastanza semplice, le idee fondamentali sono abbastanza alla portata di tutti, cioè dice che oggi nel mondo, parliamo di vent'anni fa ma ancora non fa ancora una piega tutto questi concetti, ci sono due aspetti importanti: quello delle idee astratte e virtuali e quello delle cose invece pratiche. Il fatto è che le cose virtuali, come l'informazione, ma anche la poesia, la matematica, influenzano cose molto concrete che sono i paesi, gli eserciti, le aziende, le comunità. Quindi, come il virtuale ha un impatto molto reale sul mondo che ci circonda.E l'obiettivo del libro è quello di spiegarci chi sono le persone che stanno creando questo nuovo mondo e come vengono trasformati i dati in idee che poi ci portano a stare da un lato o dall'altro.Il manifesto degli hacker parla anche di un altro problema, di come alcune aziende, soprattutto quelle farmaceutiche, vogliono proteggere le loro idee e non vogliono invece la condivisione. Si pensi un po' ai brevetti per i vari vaccini, per le medicine che vengono prodotte e vengono vendute a prezzi altissimi. Quindi si parla anche di proprietà intellettuale. Ci sono due due fazioni opposte: le persone che vogliono usare le informazioni o vogliono che le informazioni siano libere, e quelli invece che vogliono tenere tutto per sé e che non vogliono condividere.Diciamo che è un libro che ha vent'anni, ma non li dimostra affatto, perché se andiamo a leggere vediamo che gli stessi problemi ce li troviamo ancora davanti. Vi metto un link perché è molto interessante e sicuramente in questi giorni se ne parlerà appunto perché sono vent'anni che McKenzie Wark l'ha pubblicato.TRANSLATIONIf you look up the word hacker in the English-Italian dictionary, you will probably find hacker, meaning they do not translate it at all, or you will find something like digital pirate. But whatever, apart from the romantic figure of the pirate, hackers also do activism which is called aktivism, and that's exactly what I want to talk about in today's podcast because it's the 20th anniversary of the publication of the 'Hacker Manifesto' a volume that was known to few people at the time, already the internet was little around and there were few sites however people who were studying or otherwise hanging out in the internet world knew about the hacker manifesto written by McKenzie Wark.What is this little booklet? In its quite simple content, the basic ideas are quite within everyone's reach, that is to say it says that in the world today, we are talking about twenty years ago but still, it still does not make a dent in all these concepts, there are two important aspects : that of abstract and virtual ideas and that of things instead practical. The fact is that virtual things, such as information, but also poetry, mathematics, affect very concrete things that are countries, armies, companies,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>"Manifesto hacker" di McKenzie Wark, un testo che ha continuato a influenzare il modo in cui vediamo il mondo digitale e l'attivismo. Vent'anni dopo la sua pubblicazione, i concetti trattati sono ancora sorprendentemente rilevanti.TRASCRIZIONE [Eng transl</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 648 Quando non mi ricordo...</title>
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        <![CDATA[Ti è mai capitato di vedere una persona che conosci e non ricordare dove l'hai incontrata? Oggi racconto di una cosa che mi è successa questa mattina. Ero in un ufficio medico per fare un'ecografia alle mani, quando ho visto passare davanti a me una signora che io conosco. Anche lei aveva la mascherina, quindi non ho potuto fermarla per chiederle il nome. Da allora, non riesco a togliermi dalla testa questa persona. So che l'ho vista in qualche luogo pubblico, ma non riesco a ricordare dove. So che è una persona simpatica e gentile, ma non riesco a ricordare in che contesto l'ho incontrata. Uff!<br><br><br>TRASCRIZIONE [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Questa mattina mi trovavo in un ufficio medico per fare un'ecografia alle mani perché ho quello che si chiama dito a scatto in tutte e due le mani, vabbè, non sto qui a tediarvi con i miei mali di vecchiaia. Siccome qui dentro gli ospedali, dentro gli studi medici, ancora spesso c'è l'obbligo della mascherina, avevo la mascherina che mi copriva metà della faccia. Mentre ero lì che aspettavo il mio turno, mi è passata davanti una signora che io conosco. Anche lei aveva la mascherina e però quella signora... Sapete, quando vedete una persona che conoscete e riconoscete immediatamente? Lei è passata dritta, quindi non mi ha visto, io ero seduta da una parte, e ho perso il momento, l'attimo per fermarla, ma cosa le avrei detto? Non lo so. Però è da stamattina che mi sto scervellando e non riesco a ricordare dove conosco questa persona perché non so il nome.<br>Non so se vi sia mai capitato di riconoscere qualcuno e di sapere esattamente in che situazione è questa persona. Ecco, mi viene quasi da dire, la mamma di una mia compagna di scuola, ma alla mia età non ho mamme di compagni di scuola, però io vedo questa signora che ha i capelli grigi molto corti, è una persona che io associo a qualcosa di svelto, dinamico, veloce. Quindi non lo so, forse l'ho vista in qualche ufficio, ma e più che un ufficio, una persona che so, con cui ho parlato, una persona con cui abbiamo dialogato e ce l'ho in testa e adesso chissà se mai la incontrerò nella vita e le dirò, ma io lei l'ho vista! Non lo so, ho perso il momento. Non so il nome della persona, questo lo so.<br>È strano come noi abbiamo un sacco di elementi su qualcuno che non conosciamo, tutti gli elementi di contorno, quindi so che non è una persona di cui conosco il nome, so che è una persona che non fa parte del mio giro di amicizie, non è una persona che ho incontrato a casa di amici, ma è una persona che io conosco per un qualche luogo pubblico, quindi o che lavora da qualche parte e che la vedo perché lavora lì, è una persona che associo a qualcosa di dinamico, di simpatico, di gradevole, quindi una persona anche che so che le piace chiaccherare, è molto gentile ed è legata a un qualche servizio. Mi viene in mente mia mamma, forse qualcuno che io conosco perché accompagno mamma a fare delle visite, no non mi viene ambiente medico, mi viene più ambiente tipo da pub, da luogo ufficio, non lo so comunque è da stamattina che ho questo tarlo in testa, è come quando non riuscite a ricordarvi il nome di una persona, il titolo di una canzone. Continuo a pensare.<br><br><br><br>TRANSLATION<br>Ep. 648 Quando non mi ricordo....mp3<br>This morning I was in a medical office to have an ultrasound on my hands because I have what is called a trigger finger in both hands, whatever, I'm not going to bore you here with my old age ills. Here inside hospitals, inside doctors' offices, there is still often a mask requirement, that's why I had the mask covering half of my face. As I stood there waiting my turn, a lady I know walked past me. She also wore a mask, and yet that lady... You know, when you see a person you know and immediately recognise? She went straight through, so she didn't see me, I was sitting on one side, and I missed the moment, the moment to stop her, but what was I going to say to her? I don't know. I've been racking my brain since this morning, though, and I can't remember where I know this person because I don't know the name.<br>I don't know if you have ever recognised someone and known exactly what situation this person is in. Here, I almost feel like saying, my schoolmate's mom, but at my age, I don't have schoolmate's moms, however, I see this lady who has very short grey hair, she is a person I associate with something quick, dynamic, fast. So I don't know, maybe I've seen her in some office, but it's more than an office, a person I know, a person I've talked to, a person we've dialogued with and I have her in my head and now who knows if I'll ever meet her in life and say, but I've seen her! I don't know, I lost the moment. I don't know the person's name, I know that.<br>It's strange how we have a lot of elements about someone we don't know, all the side elements, so I know it's not a person whose name I know, I know it's a person who's not part of my circle of friends, it's not a person I've met at a friend's house, but she is a person that I know from some public place, so either she works somewhere and I see her because she works there, she is a person that I associate with something dynamic, something nice, something pleasant, so a person also that I know that she likes to chat, she is very nice and she is related to some service. I am reminded of my mom, maybe someone I know because I accompany mom for visits, no I don't get medical environment, I get more pub type environment, office place environment, I don't know anyway I have had this woodworm in my head since this morning, it's like when you can't remember the name of a person, the title of a song. I keep thinking.]]>
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        <![CDATA[Ti è mai capitato di vedere una persona che conosci e non ricordare dove l'hai incontrata? Oggi racconto di una cosa che mi è successa questa mattina. Ero in un ufficio medico per fare un'ecografia alle mani, quando ho visto passare davanti a me una signora che io conosco. Anche lei aveva la mascherina, quindi non ho potuto fermarla per chiederle il nome. Da allora, non riesco a togliermi dalla testa questa persona. So che l'ho vista in qualche luogo pubblico, ma non riesco a ricordare dove. So che è una persona simpatica e gentile, ma non riesco a ricordare in che contesto l'ho incontrata. Uff!<br><br><br>TRASCRIZIONE [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Questa mattina mi trovavo in un ufficio medico per fare un'ecografia alle mani perché ho quello che si chiama dito a scatto in tutte e due le mani, vabbè, non sto qui a tediarvi con i miei mali di vecchiaia. Siccome qui dentro gli ospedali, dentro gli studi medici, ancora spesso c'è l'obbligo della mascherina, avevo la mascherina che mi copriva metà della faccia. Mentre ero lì che aspettavo il mio turno, mi è passata davanti una signora che io conosco. Anche lei aveva la mascherina e però quella signora... Sapete, quando vedete una persona che conoscete e riconoscete immediatamente? Lei è passata dritta, quindi non mi ha visto, io ero seduta da una parte, e ho perso il momento, l'attimo per fermarla, ma cosa le avrei detto? Non lo so. Però è da stamattina che mi sto scervellando e non riesco a ricordare dove conosco questa persona perché non so il nome.<br>Non so se vi sia mai capitato di riconoscere qualcuno e di sapere esattamente in che situazione è questa persona. Ecco, mi viene quasi da dire, la mamma di una mia compagna di scuola, ma alla mia età non ho mamme di compagni di scuola, però io vedo questa signora che ha i capelli grigi molto corti, è una persona che io associo a qualcosa di svelto, dinamico, veloce. Quindi non lo so, forse l'ho vista in qualche ufficio, ma e più che un ufficio, una persona che so, con cui ho parlato, una persona con cui abbiamo dialogato e ce l'ho in testa e adesso chissà se mai la incontrerò nella vita e le dirò, ma io lei l'ho vista! Non lo so, ho perso il momento. Non so il nome della persona, questo lo so.<br>È strano come noi abbiamo un sacco di elementi su qualcuno che non conosciamo, tutti gli elementi di contorno, quindi so che non è una persona di cui conosco il nome, so che è una persona che non fa parte del mio giro di amicizie, non è una persona che ho incontrato a casa di amici, ma è una persona che io conosco per un qualche luogo pubblico, quindi o che lavora da qualche parte e che la vedo perché lavora lì, è una persona che associo a qualcosa di dinamico, di simpatico, di gradevole, quindi una persona anche che so che le piace chiaccherare, è molto gentile ed è legata a un qualche servizio. Mi viene in mente mia mamma, forse qualcuno che io conosco perché accompagno mamma a fare delle visite, no non mi viene ambiente medico, mi viene più ambiente tipo da pub, da luogo ufficio, non lo so comunque è da stamattina che ho questo tarlo in testa, è come quando non riuscite a ricordarvi il nome di una persona, il titolo di una canzone. Continuo a pensare.<br><br><br><br>TRANSLATION<br>Ep. 648 Quando non mi ricordo....mp3<br>This morning I was in a medical office to have an ultrasound on my hands because I have what is called a trigger finger in both hands, whatever, I'm not going to bore you here with my old age ills. Here inside hospitals, inside doctors' offices, there is still often a mask requirement, that's why I had the mask covering half of my face. As I stood there waiting my turn, a lady I know walked past me. She also wore a mask, and yet that lady... You know, when you see a person you know and immediately recognise? She went straight through, so she didn't see me, I was sitting on one side, and I missed the moment, the moment to stop her, but what was I going to say to her? I don't know. I've been racking my brain since this morning, though, and I can't remember where I know this person because I don't know the name.<br>I don't know if you have ever recognised someone and known exactly what situation this person is in. Here, I almost feel like saying, my schoolmate's mom, but at my age, I don't have schoolmate's moms, however, I see this lady who has very short grey hair, she is a person I associate with something quick, dynamic, fast. So I don't know, maybe I've seen her in some office, but it's more than an office, a person I know, a person I've talked to, a person we've dialogued with and I have her in my head and now who knows if I'll ever meet her in life and say, but I've seen her! I don't know, I lost the moment. I don't know the person's name, I know that.<br>It's strange how we have a lot of elements about someone we don't know, all the side elements, so I know it's not a person whose name I know, I know it's a person who's not part of my circle of friends, it's not a person I've met at a friend's house, but she is a person that I know from some public place, so either she works somewhere and I see her because she works there, she is a person that I associate with something dynamic, something nice, something pleasant, so a person also that I know that she likes to chat, she is very nice and she is related to some service. I am reminded of my mom, maybe someone I know because I accompany mom for visits, no I don't get medical environment, I get more pub type environment, office place environment, I don't know anyway I have had this woodworm in my head since this morning, it's like when you can't remember the name of a person, the title of a song. I keep thinking.]]>
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      <pubDate>Tue, 10 Oct 2023 12:48:38 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 647 Visitare amiche e amici</title>
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        <![CDATA[Non è che non mi piaccia più viaggiare, ma oggi credo che più del viaggio mi piace stare insieme alle amiche e agli amici.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG transation below]</i><br><br>Mentre scendevo le scalette dell'aereo di rientro a casa dopo un viaggio di qualche giorno, sono stata fulminata da un'illuminazione, e cioè mi è venuto in mente che in questa fase della mia vita quello che mi piace veramente, quello che vorrei fare, non è tanto andare a visitare luoghi remoti, selvaggi, strani, che non ho mai visto, paesi lontani, ma andare a visitare amici, andare a stare con amici e persone care e stare insieme a loro.<br><br>È una, diciamo una rivelazione, perché fino a poco tempo fa, diciamo che tutta la mia infanzia, adolescenza, giovinezza e poi anche età matura, per me il viaggio è sempre stata la massima espressione di gioia, libertà, benessere. Infatti sono una delle poche persone della mia età che non ha mai comprato casa perché io tutti i soldi guadagnati li ho sempre sempre spesi facendo viaggi. Quando abitavo in Australia tornavo in Italia ogni anno, e quello già mi costava un bel po' di soldi, e poi comunque facevo anche dei viaggi per vedere altri paesi, perché in Italia vedevo a vedere la famiglia però avevo dentro questa smania di vedere nuovi posti, di girare, di conoscere culture.<br><br>Mi piace sempre conoscere culture vedere posti, però ho questa sensazione che la cosa più bella è veramente condividere i momenti con gli amici che già si hanno, questo non toglie che poi si incontrino nuove persone, ad esempio nell'ultimo viaggio dal quale sono adesso di rientro, ho incontrato amici e amiche di amiche, persone meravigliose, bellissime, che spero rivedròm e a quel punto il posto in cui si è, è una scenografia importante, certo, perché vabbè, sei a Venezia, ma anche a Verona, è un posto bello, però sarà che ci sono stata un bel po' di volte, non c'è più quella smania di voler vedere cose nuove, nuove città.<br><br>Ecco, nei mesi che vengono mi mi voglio concentrare, mi piacerebbe concentrarmi e riuscire a andare a visitare le molte amiche e molti amici che ho, anche semplicemente in Europa, ma anche in Italia, ma anche in Sardegna, ho delle amiche che mi piacerebbe andare a visitare e che sembra sempre che non si abbia mai il tempo per farlo. Ecco, mi ripropongo invece di trovare il tempo per visitare più amiche e più amici, anche vicini.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>As I was descending the steps of the airplane returning home after a trip of a few days, I was struck by an epiphany, and that is, it occurred to me that at this stage of my life what I really like, what I would like to do, is not so much to go and visit remote, wild, strange places that I have never seen, faraway countries, but to go and visit friends, to go and be with friends and loved ones and to be with them.<br>It is a, let's say a revelation, because until recently, let's say my whole childhood, adolescence, youth and then even mature age, for me travel has always been the ultimate expression of joy, freedom, well-being. In fact, I am one of the few people my age who has never bought a house because I always spent all the money I earned by taking trips. When I lived in Australia I used to come back to Italy every year, and that already cost me a lot of money, and then anyway I also used to make trips to see other countries, because in Italy I came to see my family however I had inside this eagerness to see new places, to travel around, to learn about cultures.<br>I still like to know cultures, see places, however I have this feeling that the most beautiful thing is really sharing moments with the friends you already have, this does not take away from the fact that then you meet new people, for example in the last trip from which I am now returning, I met friends and friends of friends, wonderful, beautiful people, whom I hope I'll see again and at that point the place where you are, it's an important setting, of course, because alright, you're in Venice, but also in Verona, it's a beautiful place, but it will be that I've been there quite a few times, there's not that eagerness to want to see new things, new cities anymore.<br>Here, in the months to come I want to concentrate, I would like to concentrate and be able to go and visit the many friends and many friends that I have, even simply in Europe, but also in Italy, but also in Sardinia, I have friends that I would like to go and visit and it always seems that you never have the time to do it. Here, I resolve instead to make time to visit more friends and more friends, even close ones.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Non è che non mi piaccia più viaggiare, ma oggi credo che più del viaggio mi piace stare insieme alle amiche e agli amici.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG transation below]</i><br><br>Mentre scendevo le scalette dell'aereo di rientro a casa dopo un viaggio di qualche giorno, sono stata fulminata da un'illuminazione, e cioè mi è venuto in mente che in questa fase della mia vita quello che mi piace veramente, quello che vorrei fare, non è tanto andare a visitare luoghi remoti, selvaggi, strani, che non ho mai visto, paesi lontani, ma andare a visitare amici, andare a stare con amici e persone care e stare insieme a loro.<br><br>È una, diciamo una rivelazione, perché fino a poco tempo fa, diciamo che tutta la mia infanzia, adolescenza, giovinezza e poi anche età matura, per me il viaggio è sempre stata la massima espressione di gioia, libertà, benessere. Infatti sono una delle poche persone della mia età che non ha mai comprato casa perché io tutti i soldi guadagnati li ho sempre sempre spesi facendo viaggi. Quando abitavo in Australia tornavo in Italia ogni anno, e quello già mi costava un bel po' di soldi, e poi comunque facevo anche dei viaggi per vedere altri paesi, perché in Italia vedevo a vedere la famiglia però avevo dentro questa smania di vedere nuovi posti, di girare, di conoscere culture.<br><br>Mi piace sempre conoscere culture vedere posti, però ho questa sensazione che la cosa più bella è veramente condividere i momenti con gli amici che già si hanno, questo non toglie che poi si incontrino nuove persone, ad esempio nell'ultimo viaggio dal quale sono adesso di rientro, ho incontrato amici e amiche di amiche, persone meravigliose, bellissime, che spero rivedròm e a quel punto il posto in cui si è, è una scenografia importante, certo, perché vabbè, sei a Venezia, ma anche a Verona, è un posto bello, però sarà che ci sono stata un bel po' di volte, non c'è più quella smania di voler vedere cose nuove, nuove città.<br><br>Ecco, nei mesi che vengono mi mi voglio concentrare, mi piacerebbe concentrarmi e riuscire a andare a visitare le molte amiche e molti amici che ho, anche semplicemente in Europa, ma anche in Italia, ma anche in Sardegna, ho delle amiche che mi piacerebbe andare a visitare e che sembra sempre che non si abbia mai il tempo per farlo. Ecco, mi ripropongo invece di trovare il tempo per visitare più amiche e più amici, anche vicini.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>As I was descending the steps of the airplane returning home after a trip of a few days, I was struck by an epiphany, and that is, it occurred to me that at this stage of my life what I really like, what I would like to do, is not so much to go and visit remote, wild, strange places that I have never seen, faraway countries, but to go and visit friends, to go and be with friends and loved ones and to be with them.<br>It is a, let's say a revelation, because until recently, let's say my whole childhood, adolescence, youth and then even mature age, for me travel has always been the ultimate expression of joy, freedom, well-being. In fact, I am one of the few people my age who has never bought a house because I always spent all the money I earned by taking trips. When I lived in Australia I used to come back to Italy every year, and that already cost me a lot of money, and then anyway I also used to make trips to see other countries, because in Italy I came to see my family however I had inside this eagerness to see new places, to travel around, to learn about cultures.<br>I still like to know cultures, see places, however I have this feeling that the most beautiful thing is really sharing moments with the friends you already have, this does not take away from the fact that then you meet new people, for example in the last trip from which I am now returning, I met friends and friends of friends, wonderful, beautiful people, whom I hope I'll see again and at that point the place where you are, it's an important setting, of course, because alright, you're in Venice, but also in Verona, it's a beautiful place, but it will be that I've been there quite a few times, there's not that eagerness to want to see new things, new cities anymore.<br>Here, in the months to come I want to concentrate, I would like to concentrate and be able to go and visit the many friends and many friends that I have, even simply in Europe, but also in Italy, but also in Sardinia, I have friends that I would like to go and visit and it always seems that you never have the time to do it. Here, I resolve instead to make time to visit more friends and more friends, even close ones.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 09 Oct 2023 09:37:16 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Non è che non mi piaccia più viaggiare, ma oggi credo che più del viaggio mi piace stare insieme alle amiche e agli amici.TRASCRIZIONE [ENG transation below]Mentre scendevo le scalette dell'aereo di rientro a casa dopo un viaggio di qualche giorno, sono stata fulminata da un'illuminazione, e cioè mi è venuto in mente che in questa fase della mia vita quello che mi piace veramente, quello che vorrei fare, non è tanto andare a visitare luoghi remoti, selvaggi, strani, che non ho mai visto, paesi lontani, ma andare a visitare amici, andare a stare con amici e persone care e stare insieme a loro.È una, diciamo una rivelazione, perché fino a poco tempo fa, diciamo che tutta la mia infanzia, adolescenza, giovinezza e poi anche età matura, per me il viaggio è sempre stata la massima espressione di gioia, libertà, benessere. Infatti sono una delle poche persone della mia età che non ha mai comprato casa perché io tutti i soldi guadagnati li ho sempre sempre spesi facendo viaggi. Quando abitavo in Australia tornavo in Italia ogni anno, e quello già mi costava un bel po' di soldi, e poi comunque facevo anche dei viaggi per vedere altri paesi, perché in Italia vedevo a vedere la famiglia però avevo dentro questa smania di vedere nuovi posti, di girare, di conoscere culture.Mi piace sempre conoscere culture vedere posti, però ho questa sensazione che la cosa più bella è veramente condividere i momenti con gli amici che già si hanno, questo non toglie che poi si incontrino nuove persone, ad esempio nell'ultimo viaggio dal quale sono adesso di rientro, ho incontrato amici e amiche di amiche, persone meravigliose, bellissime, che spero rivedròm e a quel punto il posto in cui si è, è una scenografia importante, certo, perché vabbè, sei a Venezia, ma anche a Verona, è un posto bello, però sarà che ci sono stata un bel po' di volte, non c'è più quella smania di voler vedere cose nuove, nuove città.Ecco, nei mesi che vengono mi mi voglio concentrare, mi piacerebbe concentrarmi e riuscire a andare a visitare le molte amiche e molti amici che ho, anche semplicemente in Europa, ma anche in Italia, ma anche in Sardegna, ho delle amiche che mi piacerebbe andare a visitare e che sembra sempre che non si abbia mai il tempo per farlo. Ecco, mi ripropongo invece di trovare il tempo per visitare più amiche e più amici, anche vicini.TRANSLATIONAs I was descending the steps of the airplane returning home after a trip of a few days, I was struck by an epiphany, and that is, it occurred to me that at this stage of my life what I really like, what I would like to do, is not so much to go and visit remote, wild, strange places that I have never seen, faraway countries, but to go and visit friends, to go and be with friends and loved ones and to be with them.It is a, let's say a revelation, because until recently, let's say my whole childhood, adolescence, youth and then even mature age, for me travel has always been the ultimate expression of joy, freedom, well-being. In fact, I am one of the few people my age who has never bought a house because I always spent all the money I earned by taking trips. When I lived in Australia I used to come back to Italy every year, and that already cost me a lot of money, and then anyway I also used to make trips to see other countries, because in Italy I came to see my family however I had inside this eagerness to see new places, to travel around, to learn about cultures.I still like to know cultures, see places, however I have this feeling that the most beautiful thing is really sharing moments with the friends you already have, this does not take away from the fact that then you meet new people, for example in the last trip from which I am now returning, I met friends and friends of friends, wonderful, beautiful people, whom I hope I'll see again and at that point the place where you are, it's...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Non è che non mi piaccia più viaggiare, ma oggi credo che più del viaggio mi piace stare insieme alle amiche e agli amici.TRASCRIZIONE [ENG transation below]Mentre scendevo le scalette dell'aereo di rientro a casa dopo un viaggio di qualche giorno, sono s</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 646 Con la campana</title>
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        <![CDATA[La campana della chiesa che scampanella allegramente. I 65 battiti però, a meno che non si capitata nel mezzo di un film di fantascienza, mi sa che non danno l'orario...<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ospite a casa di amici, questa meravigliosa casa in cima a una collina, in un paesino a fianco alla chiesa. Sentite in sottofondo i battiti della campana che ci ha svegliato stamattina con 65 battiti. Li ho contati perché dapprima pensavo che fosse l'ora, perché suona i battiti ogni ora, poi mi sono resa conto che, a meno che non fossi finita in un film di fantascienza, quei 65 battiti erano quelli che chiamavano i fedeli a raccolta per la messa. E sospetto che anche questi siano i battiti per la chiamata alle armi, perché ne ha fatto ben più di 09:46. Sono le 09:46 adesso, quindi penso che sia la chiamata alle armi per chiamare i fedeli a raccolta. Ho iniziato a registrare questi 3 minuti grezzi e contemporaneamente hanno iniziato a battere anche i rintocchi della campana. Ora non sono a casa, quindi non ho il mio studio di registrazione a disposizione, ogni volta che sto fuori devo un po' arrangiarmi nei vari passaggi di registrazione, pubblicazione eccetera, quindi non ho calcolato che la campana avrebbe continuato a suonare per tutte e tre i minuti che io registro questo audio, speravo che avrebbe smesso dopo che ne so, una decina.<br>Ecco, stanno diventando più deboli o è la mia impressione? Stanno affievolendosi, quindi ci deve essere tutta una una tecnica che permette di fare il suono forte, squillante poi piano piano a sfumare perché dubito che ci sia una cosa elettrica elettronica per far fare il suono più forte, più debole.<br>Allora, prima che la campana mi investisse completamente con i suoi 100.000 rintocchi, volevo parlare della bellezza di vivere in un posto a fianco a una chiesa antica dove effettivamente ci sono i tocchi, allora al quarto, alla mezza e ai tre quarti, qua fanno solo l'ora piena e poi la chiamata alla messa.<br>Quindi mancano quei piccoli rintocchi che ti dico sono è un quarto ah, sono e mezza che invece sento quando sono da mia mamma perché la chiesa di Santa Croce, che è proprio dirimpetto fa i tocchi moderati molto molto riconoscibili moderati che però sono un problema quando registri da casa. Passo e chiudo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>A guest at a friend's house, this wonderful house on top of a hill in a small village next to a church. Hear in the background the beats of the bell that woke us up this morning with 65 beats. I counted them because at first I thought it was the hour, because it plays beats every hour, then I realized that, unless I had ended up in a science fiction movie, those 65 beats were the ones that called the faithful together for Mass. And I suspect that these are also the beats for the call to arms, because he made far more than 09:46. It's 09:46 now, so I think it's the call to arms to call the faithful to arms. I started recording these 3 raw minutes, and at the same time the bell chimes started to beat as well. Now I'm not at home, so I don't have my own recording studio available, whenever I'm out I have to kind of make do in the various steps of recording, publishing, etc., so I didn't calculate that the bell would keep ringing for all three minutes that I record this audio, I was hoping that it would stop after I don't know, about ten.<br>Here, are they getting weaker or is it my impression ? They are fading, so there must be a whole a technique to make the sound loud , ringing then slowly to fade because I doubt there is an electronic electrical thing to make the sound louder , weaker.<br>So, before the bell completely invested me with its 100,000 chimes, I wanted to talk about the beauty of living in a place next to an old church where they actually have tocch, then quarter, half and three-quarter, here they just do the full hour and then the call to mass.<br>So they're missing those little chimes that I tell you are it's a quarter ah, they're and a half that I hear instead when I'm at my mom's because the church of Holy Cross, which is right across the street does the very very recognizable moderate moderate chimes that are a problem when you're recording from home, though. Over and out.<br><br>]]>
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        <![CDATA[La campana della chiesa che scampanella allegramente. I 65 battiti però, a meno che non si capitata nel mezzo di un film di fantascienza, mi sa che non danno l'orario...<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ospite a casa di amici, questa meravigliosa casa in cima a una collina, in un paesino a fianco alla chiesa. Sentite in sottofondo i battiti della campana che ci ha svegliato stamattina con 65 battiti. Li ho contati perché dapprima pensavo che fosse l'ora, perché suona i battiti ogni ora, poi mi sono resa conto che, a meno che non fossi finita in un film di fantascienza, quei 65 battiti erano quelli che chiamavano i fedeli a raccolta per la messa. E sospetto che anche questi siano i battiti per la chiamata alle armi, perché ne ha fatto ben più di 09:46. Sono le 09:46 adesso, quindi penso che sia la chiamata alle armi per chiamare i fedeli a raccolta. Ho iniziato a registrare questi 3 minuti grezzi e contemporaneamente hanno iniziato a battere anche i rintocchi della campana. Ora non sono a casa, quindi non ho il mio studio di registrazione a disposizione, ogni volta che sto fuori devo un po' arrangiarmi nei vari passaggi di registrazione, pubblicazione eccetera, quindi non ho calcolato che la campana avrebbe continuato a suonare per tutte e tre i minuti che io registro questo audio, speravo che avrebbe smesso dopo che ne so, una decina.<br>Ecco, stanno diventando più deboli o è la mia impressione? Stanno affievolendosi, quindi ci deve essere tutta una una tecnica che permette di fare il suono forte, squillante poi piano piano a sfumare perché dubito che ci sia una cosa elettrica elettronica per far fare il suono più forte, più debole.<br>Allora, prima che la campana mi investisse completamente con i suoi 100.000 rintocchi, volevo parlare della bellezza di vivere in un posto a fianco a una chiesa antica dove effettivamente ci sono i tocchi, allora al quarto, alla mezza e ai tre quarti, qua fanno solo l'ora piena e poi la chiamata alla messa.<br>Quindi mancano quei piccoli rintocchi che ti dico sono è un quarto ah, sono e mezza che invece sento quando sono da mia mamma perché la chiesa di Santa Croce, che è proprio dirimpetto fa i tocchi moderati molto molto riconoscibili moderati che però sono un problema quando registri da casa. Passo e chiudo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>A guest at a friend's house, this wonderful house on top of a hill in a small village next to a church. Hear in the background the beats of the bell that woke us up this morning with 65 beats. I counted them because at first I thought it was the hour, because it plays beats every hour, then I realized that, unless I had ended up in a science fiction movie, those 65 beats were the ones that called the faithful together for Mass. And I suspect that these are also the beats for the call to arms, because he made far more than 09:46. It's 09:46 now, so I think it's the call to arms to call the faithful to arms. I started recording these 3 raw minutes, and at the same time the bell chimes started to beat as well. Now I'm not at home, so I don't have my own recording studio available, whenever I'm out I have to kind of make do in the various steps of recording, publishing, etc., so I didn't calculate that the bell would keep ringing for all three minutes that I record this audio, I was hoping that it would stop after I don't know, about ten.<br>Here, are they getting weaker or is it my impression ? They are fading, so there must be a whole a technique to make the sound loud , ringing then slowly to fade because I doubt there is an electronic electrical thing to make the sound louder , weaker.<br>So, before the bell completely invested me with its 100,000 chimes, I wanted to talk about the beauty of living in a place next to an old church where they actually have tocch, then quarter, half and three-quarter, here they just do the full hour and then the call to mass.<br>So they're missing those little chimes that I tell you are it's a quarter ah, they're and a half that I hear instead when I'm at my mom's because the church of Holy Cross, which is right across the street does the very very recognizable moderate moderate chimes that are a problem when you're recording from home, though. Over and out.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 08 Oct 2023 08:19:58 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La campana della chiesa che scampanella allegramente. I 65 battiti però, a meno che non si capitata nel mezzo di un film di fantascienza, mi sa che non danno l'orario...TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ospite a casa di amici, questa meravigliosa casa in cima a una collina, in un paesino a fianco alla chiesa. Sentite in sottofondo i battiti della campana che ci ha svegliato stamattina con 65 battiti. Li ho contati perché dapprima pensavo che fosse l'ora, perché suona i battiti ogni ora, poi mi sono resa conto che, a meno che non fossi finita in un film di fantascienza, quei 65 battiti erano quelli che chiamavano i fedeli a raccolta per la messa. E sospetto che anche questi siano i battiti per la chiamata alle armi, perché ne ha fatto ben più di 09:46. Sono le 09:46 adesso, quindi penso che sia la chiamata alle armi per chiamare i fedeli a raccolta. Ho iniziato a registrare questi 3 minuti grezzi e contemporaneamente hanno iniziato a battere anche i rintocchi della campana. Ora non sono a casa, quindi non ho il mio studio di registrazione a disposizione, ogni volta che sto fuori devo un po' arrangiarmi nei vari passaggi di registrazione, pubblicazione eccetera, quindi non ho calcolato che la campana avrebbe continuato a suonare per tutte e tre i minuti che io registro questo audio, speravo che avrebbe smesso dopo che ne so, una decina.Ecco, stanno diventando più deboli o è la mia impressione? Stanno affievolendosi, quindi ci deve essere tutta una una tecnica che permette di fare il suono forte, squillante poi piano piano a sfumare perché dubito che ci sia una cosa elettrica elettronica per far fare il suono più forte, più debole.Allora, prima che la campana mi investisse completamente con i suoi 100.000 rintocchi, volevo parlare della bellezza di vivere in un posto a fianco a una chiesa antica dove effettivamente ci sono i tocchi, allora al quarto, alla mezza e ai tre quarti, qua fanno solo l'ora piena e poi la chiamata alla messa.Quindi mancano quei piccoli rintocchi che ti dico sono è un quarto ah, sono e mezza che invece sento quando sono da mia mamma perché la chiesa di Santa Croce, che è proprio dirimpetto fa i tocchi moderati molto molto riconoscibili moderati che però sono un problema quando registri da casa. Passo e chiudo.TRANSLATIONA guest at a friend's house, this wonderful house on top of a hill in a small village next to a church. Hear in the background the beats of the bell that woke us up this morning with 65 beats. I counted them because at first I thought it was the hour, because it plays beats every hour, then I realized that, unless I had ended up in a science fiction movie, those 65 beats were the ones that called the faithful together for Mass. And I suspect that these are also the beats for the call to arms, because he made far more than 09:46. It's 09:46 now, so I think it's the call to arms to call the faithful to arms. I started recording these 3 raw minutes, and at the same time the bell chimes started to beat as well. Now I'm not at home, so I don't have my own recording studio available, whenever I'm out I have to kind of make do in the various steps of recording, publishing, etc., so I didn't calculate that the bell would keep ringing for all three minutes that I record this audio, I was hoping that it would stop after I don't know, about ten.Here, are they getting weaker or is it my impression ? They are fading, so there must be a whole a technique to make the sound loud , ringing then slowly to fade because I doubt there is an electronic electrical thing to make the sound louder , weaker.So, before the bell completely invested me with its 100,000 chimes, I wanted to talk about the beauty of living in a place next to an old church where they actually have tocch, then quarter, half and three-quarter, here they just do the full hour and then the call to mass.So they're missing those...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La campana della chiesa che scampanella allegramente. I 65 battiti però, a meno che non si capitata nel mezzo di un film di fantascienza, mi sa che non danno l'orario...TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ospite a casa di amici, questa meravigliosa casa i</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 645 Biennale di Venezia</title>
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        <![CDATA[Biennale di Venezia deludente.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando abitavo fuori dall'Italia la visita alla Biennale di Venezia è sempre stata una tradizione, un passaggio obbligato, obbligato, voluto e anche goduto, e di solito ci si organizzava così: un giorno dedicato interamente ai padiglioni delle nazioni e un giorno invece dedicato all'Arsenale. Queste due giornate erano sempre pienissime. Si cercava di stare a Venezia prima dell'apertura, così da potersi mettere in fila, entrare subito e girare tutti i padiglioni e l'arsenale. <br><br>Raramente si faceva in tempo a vedere qualcuna delle mostre collaterali, se non mentre ci si passava davanti da un posto all'altro e si entrava un attimo così. E la sensazione che avevo sempre avuto visitando la Biennale, sia quella di architettura che quella dell'arte, era sempre quella di non fare in tempo a vedere tutto. Infatti si iniziava pianino, si leggeva tutto, poi alla fine, appunto per riuscire a vedere tutte le cose che c'erano, non dico che si andasse di corsa ma quasi.<br><br>E ripeto, alla fine delle due giornate c'era questo grande senso di spossatezza, come quando si va a Roma per la prima volta e si vedono tutte le chiese, alla decima chiesa col quadro del Mantegna, dici beh sì l'abbiamo già vista, andiamo avanti.<br><br>Ecco questo mio viaggio, questi giorni che sto nel continente, come noi sardi chiamiamo il resto dell'Italia che non ci appartiene, sì, mi ero organizzata per vedere un giorno i padiglioni e un giorno e i giardini l'Arsenale. E invece niente. Per la prima volta son rimasta molto delusa dalla Biennale di Venezia, quest'anno architettura che tra l'altro ho sempre detto, io preferisco quella d'architettura a quella dell'arte, perché c'è più struttura. È vero, è vero, ma quest'anno, sia per le scelte fatte da alcuni padiglioni che erano vuoti, non c'era niente da vedere, anche quelli che esponevano qualcosa erano cose che guardavi, avevi visto anche se ti mettevi a leggere tutto. Non c'era, non ho visto questa profondità. E poi tant'è che dopo mezza giornata che era che eravamo lì ci siamo guardati, ma vabbè, visto che ci siamo, abbiamo già finito qua andiamo a vedere anche andiamo a vedere l'Arsenale.<br><br>L'Arsenale è leggermente meglio però non c'è nemmeno una cosa che ho visto che mi abbia colpito che mi abbia... Di solito c'erano sempre quelle due tre cose che mi rimanevano impressi e mi ricordo ancora cose viste quattro cinque anni fa, bellissime. Invece quest'anno niente. Non so perché, ma addirittura all'Arsenale, lo spazio dell'Arsenale era quasi vuoto. Cioè per andare da un un posto all'altro da un display all'altro facevi chilometri dove non c'era niente quindi non lo so. Mi è piaciuto il padiglione australiano, quello mi è piaciuto molto però per il resto no.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When I lived outside of Italy, a visit to the Venice Biennale was always a tradition, an obligatory, required, wanted and enjoyed passage, and we usually arranged it this way: one day devoted entirely to the pavilions of the nations and one day instead devoted to the Arsenale. These two days were always packed. We tried to be in Venice before the opening, so we could get in line, get in right away and tour all the pavilions and the arsenal.<br>Rarely did we make time to see any of the side exhibits, except as we walked past them from one place to another and walked in for a moment just like that. And the feeling I had always had visiting the Biennale, both the architecture and the art Biennale, was always that I would not make it in time to see everything. In fact you would start off slowly, read everything, then at the end, just to be able to see all the things that were there, I don't say you would rush but almost.<br>And again, at the end of the two days there was this great sense of exhaustion, like when you go to Rome for the first time and you see all the churches, at the tenth church with the Mantegna painting, you say well yeah we've seen it already, let's move on.<br>Here is this trip of mine, these days that I am in the continent, as we Sardinians call the rest of Italy that doesn't belong to us, yes, I had arranged to see one day the pavilions and one day and the gardens the Arsenal. Instead, nothing. For the first time I was very disappointed with the Venice Biennale, this year architecture which by the way I have always said, I prefer the architecture one to the art one, because there is more structure. It's true, it's true, but this year, both because of the choices made by some of the pavilions that were empty, there was nothing to see, even those that exhibited something were things that you looked at, you had seen even if you put yourself to read everything. There wasn't, I didn't see this depth. And then so much so that after half a day that it was that we were there we looked at each other, but whatever, while we're at it, we're already done here let's go see also let's go see the Arsenal.<br>The Arsenal is slightly better however, there is not a single thing that I have seen that has impressed me that has... Usually there were always those two or three things that stuck with me, and I still remember things I saw four five years ago that were beautiful. Instead, nothing this year. I don't know why, but even at the Arsenal, the Arsenal space was almost empty. I mean to go from one place to another from one display to another you were doing kilometers where there was nothing so I don't know . I liked the Australian pavilion, that one I liked a lot however otherwise no.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Biennale di Venezia deludente.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando abitavo fuori dall'Italia la visita alla Biennale di Venezia è sempre stata una tradizione, un passaggio obbligato, obbligato, voluto e anche goduto, e di solito ci si organizzava così: un giorno dedicato interamente ai padiglioni delle nazioni e un giorno invece dedicato all'Arsenale. Queste due giornate erano sempre pienissime. Si cercava di stare a Venezia prima dell'apertura, così da potersi mettere in fila, entrare subito e girare tutti i padiglioni e l'arsenale. <br><br>Raramente si faceva in tempo a vedere qualcuna delle mostre collaterali, se non mentre ci si passava davanti da un posto all'altro e si entrava un attimo così. E la sensazione che avevo sempre avuto visitando la Biennale, sia quella di architettura che quella dell'arte, era sempre quella di non fare in tempo a vedere tutto. Infatti si iniziava pianino, si leggeva tutto, poi alla fine, appunto per riuscire a vedere tutte le cose che c'erano, non dico che si andasse di corsa ma quasi.<br><br>E ripeto, alla fine delle due giornate c'era questo grande senso di spossatezza, come quando si va a Roma per la prima volta e si vedono tutte le chiese, alla decima chiesa col quadro del Mantegna, dici beh sì l'abbiamo già vista, andiamo avanti.<br><br>Ecco questo mio viaggio, questi giorni che sto nel continente, come noi sardi chiamiamo il resto dell'Italia che non ci appartiene, sì, mi ero organizzata per vedere un giorno i padiglioni e un giorno e i giardini l'Arsenale. E invece niente. Per la prima volta son rimasta molto delusa dalla Biennale di Venezia, quest'anno architettura che tra l'altro ho sempre detto, io preferisco quella d'architettura a quella dell'arte, perché c'è più struttura. È vero, è vero, ma quest'anno, sia per le scelte fatte da alcuni padiglioni che erano vuoti, non c'era niente da vedere, anche quelli che esponevano qualcosa erano cose che guardavi, avevi visto anche se ti mettevi a leggere tutto. Non c'era, non ho visto questa profondità. E poi tant'è che dopo mezza giornata che era che eravamo lì ci siamo guardati, ma vabbè, visto che ci siamo, abbiamo già finito qua andiamo a vedere anche andiamo a vedere l'Arsenale.<br><br>L'Arsenale è leggermente meglio però non c'è nemmeno una cosa che ho visto che mi abbia colpito che mi abbia... Di solito c'erano sempre quelle due tre cose che mi rimanevano impressi e mi ricordo ancora cose viste quattro cinque anni fa, bellissime. Invece quest'anno niente. Non so perché, ma addirittura all'Arsenale, lo spazio dell'Arsenale era quasi vuoto. Cioè per andare da un un posto all'altro da un display all'altro facevi chilometri dove non c'era niente quindi non lo so. Mi è piaciuto il padiglione australiano, quello mi è piaciuto molto però per il resto no.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When I lived outside of Italy, a visit to the Venice Biennale was always a tradition, an obligatory, required, wanted and enjoyed passage, and we usually arranged it this way: one day devoted entirely to the pavilions of the nations and one day instead devoted to the Arsenale. These two days were always packed. We tried to be in Venice before the opening, so we could get in line, get in right away and tour all the pavilions and the arsenal.<br>Rarely did we make time to see any of the side exhibits, except as we walked past them from one place to another and walked in for a moment just like that. And the feeling I had always had visiting the Biennale, both the architecture and the art Biennale, was always that I would not make it in time to see everything. In fact you would start off slowly, read everything, then at the end, just to be able to see all the things that were there, I don't say you would rush but almost.<br>And again, at the end of the two days there was this great sense of exhaustion, like when you go to Rome for the first time and you see all the churches, at the tenth church with the Mantegna painting, you say well yeah we've seen it already, let's move on.<br>Here is this trip of mine, these days that I am in the continent, as we Sardinians call the rest of Italy that doesn't belong to us, yes, I had arranged to see one day the pavilions and one day and the gardens the Arsenal. Instead, nothing. For the first time I was very disappointed with the Venice Biennale, this year architecture which by the way I have always said, I prefer the architecture one to the art one, because there is more structure. It's true, it's true, but this year, both because of the choices made by some of the pavilions that were empty, there was nothing to see, even those that exhibited something were things that you looked at, you had seen even if you put yourself to read everything. There wasn't, I didn't see this depth. And then so much so that after half a day that it was that we were there we looked at each other, but whatever, while we're at it, we're already done here let's go see also let's go see the Arsenal.<br>The Arsenal is slightly better however, there is not a single thing that I have seen that has impressed me that has... Usually there were always those two or three things that stuck with me, and I still remember things I saw four five years ago that were beautiful. Instead, nothing this year. I don't know why, but even at the Arsenal, the Arsenal space was almost empty. I mean to go from one place to another from one display to another you were doing kilometers where there was nothing so I don't know . I liked the Australian pavilion, that one I liked a lot however otherwise no.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 07 Oct 2023 08:38:24 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3’ grezzi Ep. 644 Dalla stazione</title>
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      <pubDate>Fri, 06 Oct 2023 06:01:34 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 643 Viaggio per un giorno</title>
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        <![CDATA[Un bambino appassionato di aerei e un viaggiatore seriale, di viaggi molto brevi.<b><br></b><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ieri mentro ero in aeroporto e aspettavo che si sfoltisse un po' la fila per mettermi in fila anch'io e salire sull'aereo, dietro di me ho notato un signore, abbastanza giovane, con un bambino molto piccolo, avrà avuto forse 5 o 6 anni.<br><br>Il bambino era completamente assorto nell'esame di tutto quello che gli stava attorno. Era molto, molto vivace, aveva gli occhi spalancati, si guardava attorno e io così, siccome sono una a cui piace fare le chiacchiere con gli sconosciuti, visto che poi erano immediatamente dopo di me, gli ho chiesto: è il tuo primo viaggio? E il bambino mi ha detto, no no no no no viaggio sempre! E il signore che accompagnava il bambino, che era un signore abbastanza giovane, non lo so se fosse il papà o lo zio, m'ha detto no, sarà già il suo.... avrà già fatto 400, 500 voli, e io eh! Complimenti, grande viaggiatore.<br><br>E così questo signore si è messo a raccontarmi, di sua sponte, senza che io glielo chiedessi, che già si sì, adesso noi arriviamo, tenete presente che sto parlando del primo pomeriggio, quindi l'aereo partiva alle 16, quindi sarebbe arrivato dopo 1 ora alle 17 e qualcosa, e questo signore mi dice: sì sì sì sì adesso noi arriviamo e poi a mezzanotte siamo già di rientro. E io l'ho guardato ma come siete già di rientro tornate stasera? Sì, sì, sì, noi facciamo sempre così, vero? E ammiccava al bambino, il bambino sì, sì, noi andiamo, guardiamo la città per un paio d'ore e poi torniamo.<br><br>Io l'ho trovata incredibilmente affascinante questa cosa qua e, dico la verità, mi sarebbe piaciuto sficcanasare un pochino di più e fare qualche altra domanda e chiedere, indagare.<br>Niente. Questo bambino poi si scopre che è appassionato di aerei e naturalmente da grande vuole fare il pilota e ha la sua specialità quella di conoscere tutti gli incidenti aerei mai successi, tutti i numeri... i tipi di aereo e che tipo di problema possono avere... tant'è che, va beh lo sapete, io non sono religiosa ma sono molto scaramantica, per cui quando ci siamo poi avviati verso l'aeromobile, il bambino era sempre fianco a me e diceva, ah sì questo è l'aereo numero bla bla bla e mi ricordo che allora nel 19 ta-ra-ra ha avuto un problema qua, oh no ti prego! Non dirmi i problemi che può avere l'aereo... Comunque mi è rimasta impressa l'immagine di questo signore questo bambino che vanno in una città per un paio d'ore poi se ne tornano a casa, che bello.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Yesterday while I was at the airport and waiting for the line to thin out a little bit so that I could get in line myself and get on the plane, behind me I noticed a gentleman, quite young, with a very small child, he must have been maybe 5 or 6 years old.<br>The child was completely absorbed in examining everything around him. He was very, very lively, his eyes were wide open, he was looking around, and I so, because I am one who likes to make small talk with strangers, since then they were immediately after me, I asked him, is this your first trip ? And the child said to me, no no no no no I always travel! And the gentleman accompanying the child, who was a fairly young gentleman, I don't know if he was the dad or the uncle, he told me no, it will already be his.... Will have already made 400, 500 flights, and I eh ! Congratulations, great traveller.<br>And so this gentleman started telling me, of his own accord, without my asking him, that already yes yes now we are coming, keep in mind that I am talking about the early afternoon, so the plane was leaving at 4pm, so it would arrive after 1 hour at 5pm and something, and this gentleman says to me: yes yes yes yes now we are coming and then at midnight we are already on our way back. And I looked at him but how are you already back tonight ? Yes, yes, we always do that, don't we? And winked at the child, the child yes, yes, we go, we look at the city for a couple of hours and then we come back.<br>I found it incredibly fascinating this thing here, and, I'll tell you the truth, I would have liked to have poked around a little bit more and asked a few more questions and asked, investigated.<br>Anyway. This child then turns out to be passionate about airplanes and of course when he grows up he wants to be a pilot and he has his specialty to know all the plane crashes that have ever happened, all the numbers ... the types of airplanes and what kind of problems they can have ... so much so that, it goes well you know, I am not religious but I am very superstitious, so when we then set out to the aircraft, the child was always beside me and he was saying, ah yes this is plane number blah blah blah and I remember then in the year 19ta-ra-ra had a problem here, oh no please! Don't tell me the problems the plane may have... Anyway I was reminded of the image of this gentleman this child going to a city for a couple of hours then they go home, how nice.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Un bambino appassionato di aerei e un viaggiatore seriale, di viaggi molto brevi.<b><br></b><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ieri mentro ero in aeroporto e aspettavo che si sfoltisse un po' la fila per mettermi in fila anch'io e salire sull'aereo, dietro di me ho notato un signore, abbastanza giovane, con un bambino molto piccolo, avrà avuto forse 5 o 6 anni.<br><br>Il bambino era completamente assorto nell'esame di tutto quello che gli stava attorno. Era molto, molto vivace, aveva gli occhi spalancati, si guardava attorno e io così, siccome sono una a cui piace fare le chiacchiere con gli sconosciuti, visto che poi erano immediatamente dopo di me, gli ho chiesto: è il tuo primo viaggio? E il bambino mi ha detto, no no no no no viaggio sempre! E il signore che accompagnava il bambino, che era un signore abbastanza giovane, non lo so se fosse il papà o lo zio, m'ha detto no, sarà già il suo.... avrà già fatto 400, 500 voli, e io eh! Complimenti, grande viaggiatore.<br><br>E così questo signore si è messo a raccontarmi, di sua sponte, senza che io glielo chiedessi, che già si sì, adesso noi arriviamo, tenete presente che sto parlando del primo pomeriggio, quindi l'aereo partiva alle 16, quindi sarebbe arrivato dopo 1 ora alle 17 e qualcosa, e questo signore mi dice: sì sì sì sì adesso noi arriviamo e poi a mezzanotte siamo già di rientro. E io l'ho guardato ma come siete già di rientro tornate stasera? Sì, sì, sì, noi facciamo sempre così, vero? E ammiccava al bambino, il bambino sì, sì, noi andiamo, guardiamo la città per un paio d'ore e poi torniamo.<br><br>Io l'ho trovata incredibilmente affascinante questa cosa qua e, dico la verità, mi sarebbe piaciuto sficcanasare un pochino di più e fare qualche altra domanda e chiedere, indagare.<br>Niente. Questo bambino poi si scopre che è appassionato di aerei e naturalmente da grande vuole fare il pilota e ha la sua specialità quella di conoscere tutti gli incidenti aerei mai successi, tutti i numeri... i tipi di aereo e che tipo di problema possono avere... tant'è che, va beh lo sapete, io non sono religiosa ma sono molto scaramantica, per cui quando ci siamo poi avviati verso l'aeromobile, il bambino era sempre fianco a me e diceva, ah sì questo è l'aereo numero bla bla bla e mi ricordo che allora nel 19 ta-ra-ra ha avuto un problema qua, oh no ti prego! Non dirmi i problemi che può avere l'aereo... Comunque mi è rimasta impressa l'immagine di questo signore questo bambino che vanno in una città per un paio d'ore poi se ne tornano a casa, che bello.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Yesterday while I was at the airport and waiting for the line to thin out a little bit so that I could get in line myself and get on the plane, behind me I noticed a gentleman, quite young, with a very small child, he must have been maybe 5 or 6 years old.<br>The child was completely absorbed in examining everything around him. He was very, very lively, his eyes were wide open, he was looking around, and I so, because I am one who likes to make small talk with strangers, since then they were immediately after me, I asked him, is this your first trip ? And the child said to me, no no no no no I always travel! And the gentleman accompanying the child, who was a fairly young gentleman, I don't know if he was the dad or the uncle, he told me no, it will already be his.... Will have already made 400, 500 flights, and I eh ! Congratulations, great traveller.<br>And so this gentleman started telling me, of his own accord, without my asking him, that already yes yes now we are coming, keep in mind that I am talking about the early afternoon, so the plane was leaving at 4pm, so it would arrive after 1 hour at 5pm and something, and this gentleman says to me: yes yes yes yes now we are coming and then at midnight we are already on our way back. And I looked at him but how are you already back tonight ? Yes, yes, we always do that, don't we? And winked at the child, the child yes, yes, we go, we look at the city for a couple of hours and then we come back.<br>I found it incredibly fascinating this thing here, and, I'll tell you the truth, I would have liked to have poked around a little bit more and asked a few more questions and asked, investigated.<br>Anyway. This child then turns out to be passionate about airplanes and of course when he grows up he wants to be a pilot and he has his specialty to know all the plane crashes that have ever happened, all the numbers ... the types of airplanes and what kind of problems they can have ... so much so that, it goes well you know, I am not religious but I am very superstitious, so when we then set out to the aircraft, the child was always beside me and he was saying, ah yes this is plane number blah blah blah and I remember then in the year 19ta-ra-ra had a problem here, oh no please! Don't tell me the problems the plane may have... Anyway I was reminded of the image of this gentleman this child going to a city for a couple of hours then they go home, how nice.<br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 05 Oct 2023 08:22:41 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 642 La password è 12345</title>
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        <![CDATA[Oggi parlo dell'importanza di utilizzare password robuste e del perché non dovresti mai sottostimare la sicurezza dei tuoi account online. Ricordate quel divertente fuorionda dei giornalisti Rai sulle password come "uno, due, tre, ABCDE"? Bene, il problema persiste nel 2023!<br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Delle password ho già parlato, se andate un po a cercare tra le vecchie puntate dei 3 minuti greggi ce n'è una in cui parlavo, raccontavo con orrore di un fuorionda di alcuni giornalisti della Rai, mi pare in occasione di una delle ultime Olimpiadi, dove hanno fatto una figuraccia perché oltre a fare dei commenti sessisti e terribili, irripetibili, sulle atlete, si erano anche scambiati delle battute sulle password perché il giornalista di turno non riusciva ad accedere a non so quale network e si lamentava dicendo eh porca miseria, ma perché non usano una password decente tipo uno, due, tre ABC ecc. che se avete visto "Balle spaziali" o qualsiasi altra ripresa ironica di film alla televisione, quando si vuole prendere in giro qualcuno per dire ma guarda quant'è cretina questa persona, ha la password uno due tre quattro cinque ABCDE. <br><br>Ecco, parlo delle password perché ancora oggi, nel 2023, c'è gente che non capisce l'utilità di una password difficile da capire e difficile da indovinare. Infatti, quando mi capita di parlare con amici e amiche e dico io uso un gestore di password che automaticamente me le genera, password che non possono essere pronunciate, che non sono parole, quindi che non possono essere trovate dagli hackers usando quei programmi che fanno passare tutto il vocabolario delle diverse lingue fino a che non si trova la parola che è stata usata come password, e lo fanno in millesimi di secondo, queste cose qua quando dico io uso un anzi pago addirittura, sono pochi i servizi per cui pago un abbonamento annuale, ma per il gestore di password sono felice di pagare un abbonamento annuale che mi dà tutta una serie di garanzie e di sì e di possibilità di gestire password anche con la famiglia eccetera, e la gente mi dice, ma no ma cosa me ne faccio io ma che entrino pure nelle mie e-mail che hanno voglia di leggere le cose che scrivo, buon per loro.<br><br>E no, è qui che vi sbagliate, perché una volta che hanno le vostre password possono non solo leggere le vostre mail, direte voi, chi se ne frega, ma vi possono rubare l'identità. E poi una caratteristica delle persone che non capiscono l'importanza di password forti, è che tendono a riutilizzare la stessa password per un sacco di servizi, anche per servizi bancari, anche per servizi di identità di SPID eccetera.<br>Quindi fatevi un favore, usate un gestore di password, quindi non scrivete le password da nessuna parte, col gestore di password dovrete ricordarvene solo una di password e tutte le altre verranno incluse nel sistema e potete addirittura usare l'impronta digitale o il riconoscimento facciale, quindi fatelo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I've already talked about passwords, if you go a little bit to search among the old episodes of the 3 minutes crude there is one in which I talked, I told with horror about an off-screen of some national broadcaster RAI journalists, I think on the occasion of one of the last Olympics , where they made a fool of themselves because in addition to making sexist and terrible comments, unrepeatable, about female athletes, they had also exchanged jokes about passwords because the reporter on duty couldn't get access to I don't know which network and complained saying eh holy crap, but why don't they use a decent password like one, two, three ABC etc.? that if you have seen "Spaceballs" or any other ironic film footage on television, when you want to make fun of someone to say but look how dumb this person is, he has the password one two three four five ABCDE.<br>Here, I am talking about passwords because even today, in 2023, there are people who do not understand the usefulness of a password that is hard to understand and hard to guess. In fact , when I happen to talk to friends and girlfriends and I say I use a password manager that automatically generates them for me , passwords that can't be spoken, that are not words, so they can't be found by hackers using those programs that run through all the vocabulary of the different languages until you find the word that was used as the password , and they do it in milliseconds, these things here when I say I use a indeed I even pay, there are very few services that I pay an annual subscription for, but for the password manager I am happy to pay an annual subscription that gives me a whole series of guarantees and yes and ability to manage passwords even with family and so on and so forth , and people say to me, but no but what do I do with it but let them get into my e-mails that they want to read the things I write, good for them.<br>And no, that is where you are wrong, because once they have your passwords they can not only read your e-mails, you will say, who cares, but they can steal your identity. And then one characteristic of people who do not understand the importance of strong passwords , is that they tend to reuse the same password for a lot of services, even for banking services, even for digital identity services and so on.<br>So do yourself a favor, use a password manager, so don't write your passwords down anywhere, with the password manager you only have to remember one password and all the others will be included in the system, and you can even use fingerprint or facial recognition, so do it.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Oggi parlo dell'importanza di utilizzare password robuste e del perché non dovresti mai sottostimare la sicurezza dei tuoi account online. Ricordate quel divertente fuorionda dei giornalisti Rai sulle password come "uno, due, tre, ABCDE"? Bene, il problema persiste nel 2023!<br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Delle password ho già parlato, se andate un po a cercare tra le vecchie puntate dei 3 minuti greggi ce n'è una in cui parlavo, raccontavo con orrore di un fuorionda di alcuni giornalisti della Rai, mi pare in occasione di una delle ultime Olimpiadi, dove hanno fatto una figuraccia perché oltre a fare dei commenti sessisti e terribili, irripetibili, sulle atlete, si erano anche scambiati delle battute sulle password perché il giornalista di turno non riusciva ad accedere a non so quale network e si lamentava dicendo eh porca miseria, ma perché non usano una password decente tipo uno, due, tre ABC ecc. che se avete visto "Balle spaziali" o qualsiasi altra ripresa ironica di film alla televisione, quando si vuole prendere in giro qualcuno per dire ma guarda quant'è cretina questa persona, ha la password uno due tre quattro cinque ABCDE. <br><br>Ecco, parlo delle password perché ancora oggi, nel 2023, c'è gente che non capisce l'utilità di una password difficile da capire e difficile da indovinare. Infatti, quando mi capita di parlare con amici e amiche e dico io uso un gestore di password che automaticamente me le genera, password che non possono essere pronunciate, che non sono parole, quindi che non possono essere trovate dagli hackers usando quei programmi che fanno passare tutto il vocabolario delle diverse lingue fino a che non si trova la parola che è stata usata come password, e lo fanno in millesimi di secondo, queste cose qua quando dico io uso un anzi pago addirittura, sono pochi i servizi per cui pago un abbonamento annuale, ma per il gestore di password sono felice di pagare un abbonamento annuale che mi dà tutta una serie di garanzie e di sì e di possibilità di gestire password anche con la famiglia eccetera, e la gente mi dice, ma no ma cosa me ne faccio io ma che entrino pure nelle mie e-mail che hanno voglia di leggere le cose che scrivo, buon per loro.<br><br>E no, è qui che vi sbagliate, perché una volta che hanno le vostre password possono non solo leggere le vostre mail, direte voi, chi se ne frega, ma vi possono rubare l'identità. E poi una caratteristica delle persone che non capiscono l'importanza di password forti, è che tendono a riutilizzare la stessa password per un sacco di servizi, anche per servizi bancari, anche per servizi di identità di SPID eccetera.<br>Quindi fatevi un favore, usate un gestore di password, quindi non scrivete le password da nessuna parte, col gestore di password dovrete ricordarvene solo una di password e tutte le altre verranno incluse nel sistema e potete addirittura usare l'impronta digitale o il riconoscimento facciale, quindi fatelo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I've already talked about passwords, if you go a little bit to search among the old episodes of the 3 minutes crude there is one in which I talked, I told with horror about an off-screen of some national broadcaster RAI journalists, I think on the occasion of one of the last Olympics , where they made a fool of themselves because in addition to making sexist and terrible comments, unrepeatable, about female athletes, they had also exchanged jokes about passwords because the reporter on duty couldn't get access to I don't know which network and complained saying eh holy crap, but why don't they use a decent password like one, two, three ABC etc.? that if you have seen "Spaceballs" or any other ironic film footage on television, when you want to make fun of someone to say but look how dumb this person is, he has the password one two three four five ABCDE.<br>Here, I am talking about passwords because even today, in 2023, there are people who do not understand the usefulness of a password that is hard to understand and hard to guess. In fact , when I happen to talk to friends and girlfriends and I say I use a password manager that automatically generates them for me , passwords that can't be spoken, that are not words, so they can't be found by hackers using those programs that run through all the vocabulary of the different languages until you find the word that was used as the password , and they do it in milliseconds, these things here when I say I use a indeed I even pay, there are very few services that I pay an annual subscription for, but for the password manager I am happy to pay an annual subscription that gives me a whole series of guarantees and yes and ability to manage passwords even with family and so on and so forth , and people say to me, but no but what do I do with it but let them get into my e-mails that they want to read the things I write, good for them.<br>And no, that is where you are wrong, because once they have your passwords they can not only read your e-mails, you will say, who cares, but they can steal your identity. And then one characteristic of people who do not understand the importance of strong passwords , is that they tend to reuse the same password for a lot of services, even for banking services, even for digital identity services and so on.<br>So do yourself a favor, use a password manager, so don't write your passwords down anywhere, with the password manager you only have to remember one password and all the others will be included in the system, and you can even use fingerprint or facial recognition, so do it.<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 04 Oct 2023 10:53:30 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Oggi parlo dell'importanza di utilizzare password robuste e del perché non dovresti mai sottostimare la sicurezza dei tuoi account online. Ricordate quel divertente fuorionda dei giornalisti Rai sulle password come "uno, due, tre, ABCDE"? Bene, il problema persiste nel 2023!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Delle password ho già parlato, se andate un po a cercare tra le vecchie puntate dei 3 minuti greggi ce n'è una in cui parlavo, raccontavo con orrore di un fuorionda di alcuni giornalisti della Rai, mi pare in occasione di una delle ultime Olimpiadi, dove hanno fatto una figuraccia perché oltre a fare dei commenti sessisti e terribili, irripetibili, sulle atlete, si erano anche scambiati delle battute sulle password perché il giornalista di turno non riusciva ad accedere a non so quale network e si lamentava dicendo eh porca miseria, ma perché non usano una password decente tipo uno, due, tre ABC ecc. che se avete visto "Balle spaziali" o qualsiasi altra ripresa ironica di film alla televisione, quando si vuole prendere in giro qualcuno per dire ma guarda quant'è cretina questa persona, ha la password uno due tre quattro cinque ABCDE. Ecco, parlo delle password perché ancora oggi, nel 2023, c'è gente che non capisce l'utilità di una password difficile da capire e difficile da indovinare. Infatti, quando mi capita di parlare con amici e amiche e dico io uso un gestore di password che automaticamente me le genera, password che non possono essere pronunciate, che non sono parole, quindi che non possono essere trovate dagli hackers usando quei programmi che fanno passare tutto il vocabolario delle diverse lingue fino a che non si trova la parola che è stata usata come password, e lo fanno in millesimi di secondo, queste cose qua quando dico io uso un anzi pago addirittura, sono pochi i servizi per cui pago un abbonamento annuale, ma per il gestore di password sono felice di pagare un abbonamento annuale che mi dà tutta una serie di garanzie e di sì e di possibilità di gestire password anche con la famiglia eccetera, e la gente mi dice, ma no ma cosa me ne faccio io ma che entrino pure nelle mie e-mail che hanno voglia di leggere le cose che scrivo, buon per loro.E no, è qui che vi sbagliate, perché una volta che hanno le vostre password possono non solo leggere le vostre mail, direte voi, chi se ne frega, ma vi possono rubare l'identità. E poi una caratteristica delle persone che non capiscono l'importanza di password forti, è che tendono a riutilizzare la stessa password per un sacco di servizi, anche per servizi bancari, anche per servizi di identità di SPID eccetera.Quindi fatevi un favore, usate un gestore di password, quindi non scrivete le password da nessuna parte, col gestore di password dovrete ricordarvene solo una di password e tutte le altre verranno incluse nel sistema e potete addirittura usare l'impronta digitale o il riconoscimento facciale, quindi fatelo.TRANSLATIONI've already talked about passwords, if you go a little bit to search among the old episodes of the 3 minutes crude there is one in which I talked, I told with horror about an off-screen of some national broadcaster RAI journalists, I think on the occasion of one of the last Olympics , where they made a fool of themselves because in addition to making sexist and terrible comments, unrepeatable, about female athletes, they had also exchanged jokes about passwords because the reporter on duty couldn't get access to I don't know which network and complained saying eh holy crap, but why don't they use a decent password like one, two, three ABC etc.? that if you have seen "Spaceballs" or any other ironic film footage on television, when you want to make fun of someone to say but look how dumb this person is, he has the password one two three four five ABCDE.Here, I am talking about passwords because even today, in 2023, there are people who do not...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Oggi parlo dell'importanza di utilizzare password robuste e del perché non dovresti mai sottostimare la sicurezza dei tuoi account online. Ricordate quel divertente fuorionda dei giornalisti Rai sulle password come "uno, due, tre, ABCDE"? Bene, il problem</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 641 Notte. Buia. Tempestosa.</title>
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        <![CDATA[🎙️ Scopri l'origine della frase famosa! 📚Sai da dove proviene l'incipit "Era una notte buia e tempestosa"? 🌧️ <br><br><br><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE </b>[ENG translation below]<br><br>Se dico "era una notte buia e tempestosa", tutti riconosceranno l'incipit dell'eterno romanzo scritto da Snoopy, il bracchetto di Schulz, dei Peanuts, che infatti sta sempre sul tettuccio della sua cuccia e quando immagina di essere uno scrittore, inizia sempre con la stessa frase: "Era una notte buia e tempestosa".<br><br>Quello che forse non tutt* sanno è che questa frase è veramente l'incipit di un romanzo che esiste realmente, è in inglese "it was a dark and stormy night", ebbene, questo è l'incipit del romanzo 'Paul Clifford' del 1830, sono andate a cercarselo dell'autore Edward Bulwer-Lytton, mai sentito in vita mia, mai sentito parlare di questo romanzo, però tutti conoscono 'era una notte buia e tempestosa', appunto perché il più famoso bracchetto del mondo, Snoopy, la usa sempre come frase dell'inizio del suo romanzo.<br><br>È una frase poi, che è stata parodiata e derisa ed è considerata l'archetipo di un certo tipo di scrittura, un certo tipo di stile romanzesco melodrammatico che a quanto pare, sempre facendo le mie ricerche, si chiama, 'purple prose' prosa viola, non chiedetemi perché, non lo so. È una frase però che rimane impressa perché è molto diretta, però allo stesso tempo è evocativa, crea tutto un'atmosfera, come quel famoso brandy che creava l'atmosfera.<br>Oltre che da Peanuts con Snoopy, la frase 'era una notte buia e tempestosa' la troviamo anche in un altro grandissimo classico 'La guida degli autostoppisti nella galassia', The hitchhiker's guide to the galaxy, di Douglas Adams, che scrive "Era una notte buia e tempestosa. La pioggia batteva contro le finestre, il vento ululava fuori. In breve era la notte perfetta per un omicidio". No, non lo conosco a memoria, me la sono cercata prima e lo stavo semplicemente leggendo.<br><br>Quindi no, questo perché per dirvi che a volte le cose che noi diamo per scontate, pensiamo che siano nate così dal niente, invece hanno dietro una storia e magari chissà, a leggerlo, il romanzo di quel signore, come si chiamava il romanzo di quel signore... Paul Clifford, immagino sia il nome di uno dei personaggi di questo romanzo, magari è pure interessante. Certo che però, se tutto il romanzo va avanti a colpi di notti buie e tempeste tempestose, uso di aggettivi così smodato e avverbi, avverbi più che aggettivi, sono sempre gli avverbi quelli che rovinano tutto, eh, magari è una lettura un po' pesante per la sensibilità moderna di noi lettrici degli avanzati anni 2000.<br><br><br>TRANSLATION<br><br>If I say "it was a dark and stormy night," everyone will recognize the incipit of the eternal novel written by Snoopy, Schulz's Peanuts beagle, who in fact always stands on the roof of its doghouse and when imagines to be a writer, always begins with the same sentence, "It was a dark and stormy night."<br>What perhaps not everybody knows is that this sentence is really the opening line of a novel that really exists, it is in English 'it was a dark and stormy night', well, this is the opening line of the novel 'Paul Clifford' from 1830, I went to look it up, by the author Edward Bulwer-Lytton, never heard in my life, never heard of this novel, however, everyone knows 'it was a dark and stormy night,' precisely because the world's most famous beagle, Snoopy, always uses it as the opening line of its novel.<br>It is a phrase that has been parodied and mocked and is considered the archetype of a certain kind of writing, a certain kind of melodramatic novelistic style that apparently, again doing my research, is called, 'purple prose' don't ask me why, I don't know. It is a phrase, however, that sticks because it is very direct, yet at the same time it is evocative, it creates a whole atmosphere, like that famous brandy that created the atmosphere.<br>In addition to Peanuts with Snoopy, the phrase 'it was a dark and stormy night' is also found in another great classic 'The Hitchhiker's Guide to the Galaxy,' by Douglas Adams, who writes "It was a dark and stormy night. The rain beat against the windows, the wind howled outside. In short, it was the perfect night for a murder." No, I don't know it by heart, I looked it up earlier and was simply reading it.<br>So anyway, this is because to tell you that sometimes the things that we take for granted, we think that they came out of nowhere like that, instead they have a story behind them and maybe who knows, to read it, that gentleman's novel, what was the name of that gentleman's novel ... Paul Clifford, I guess that's the name of one of the characters in this novel, maybe it's interesting as well. Of course, though, if the whole novel goes on and on with dark nights and stormy storms, such inordinate use of adjectives and adverbs, adverbs more than adjectives, it's always the adverbs that ruin everything, eh, maybe it's a little heavy reading for the modern sensibilities of us readers of the advanced 2000s.]]>
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        <![CDATA[🎙️ Scopri l'origine della frase famosa! 📚Sai da dove proviene l'incipit "Era una notte buia e tempestosa"? 🌧️ <br><br><br><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE </b>[ENG translation below]<br><br>Se dico "era una notte buia e tempestosa", tutti riconosceranno l'incipit dell'eterno romanzo scritto da Snoopy, il bracchetto di Schulz, dei Peanuts, che infatti sta sempre sul tettuccio della sua cuccia e quando immagina di essere uno scrittore, inizia sempre con la stessa frase: "Era una notte buia e tempestosa".<br><br>Quello che forse non tutt* sanno è che questa frase è veramente l'incipit di un romanzo che esiste realmente, è in inglese "it was a dark and stormy night", ebbene, questo è l'incipit del romanzo 'Paul Clifford' del 1830, sono andate a cercarselo dell'autore Edward Bulwer-Lytton, mai sentito in vita mia, mai sentito parlare di questo romanzo, però tutti conoscono 'era una notte buia e tempestosa', appunto perché il più famoso bracchetto del mondo, Snoopy, la usa sempre come frase dell'inizio del suo romanzo.<br><br>È una frase poi, che è stata parodiata e derisa ed è considerata l'archetipo di un certo tipo di scrittura, un certo tipo di stile romanzesco melodrammatico che a quanto pare, sempre facendo le mie ricerche, si chiama, 'purple prose' prosa viola, non chiedetemi perché, non lo so. È una frase però che rimane impressa perché è molto diretta, però allo stesso tempo è evocativa, crea tutto un'atmosfera, come quel famoso brandy che creava l'atmosfera.<br>Oltre che da Peanuts con Snoopy, la frase 'era una notte buia e tempestosa' la troviamo anche in un altro grandissimo classico 'La guida degli autostoppisti nella galassia', The hitchhiker's guide to the galaxy, di Douglas Adams, che scrive "Era una notte buia e tempestosa. La pioggia batteva contro le finestre, il vento ululava fuori. In breve era la notte perfetta per un omicidio". No, non lo conosco a memoria, me la sono cercata prima e lo stavo semplicemente leggendo.<br><br>Quindi no, questo perché per dirvi che a volte le cose che noi diamo per scontate, pensiamo che siano nate così dal niente, invece hanno dietro una storia e magari chissà, a leggerlo, il romanzo di quel signore, come si chiamava il romanzo di quel signore... Paul Clifford, immagino sia il nome di uno dei personaggi di questo romanzo, magari è pure interessante. Certo che però, se tutto il romanzo va avanti a colpi di notti buie e tempeste tempestose, uso di aggettivi così smodato e avverbi, avverbi più che aggettivi, sono sempre gli avverbi quelli che rovinano tutto, eh, magari è una lettura un po' pesante per la sensibilità moderna di noi lettrici degli avanzati anni 2000.<br><br><br>TRANSLATION<br><br>If I say "it was a dark and stormy night," everyone will recognize the incipit of the eternal novel written by Snoopy, Schulz's Peanuts beagle, who in fact always stands on the roof of its doghouse and when imagines to be a writer, always begins with the same sentence, "It was a dark and stormy night."<br>What perhaps not everybody knows is that this sentence is really the opening line of a novel that really exists, it is in English 'it was a dark and stormy night', well, this is the opening line of the novel 'Paul Clifford' from 1830, I went to look it up, by the author Edward Bulwer-Lytton, never heard in my life, never heard of this novel, however, everyone knows 'it was a dark and stormy night,' precisely because the world's most famous beagle, Snoopy, always uses it as the opening line of its novel.<br>It is a phrase that has been parodied and mocked and is considered the archetype of a certain kind of writing, a certain kind of melodramatic novelistic style that apparently, again doing my research, is called, 'purple prose' don't ask me why, I don't know. It is a phrase, however, that sticks because it is very direct, yet at the same time it is evocative, it creates a whole atmosphere, like that famous brandy that created the atmosphere.<br>In addition to Peanuts with Snoopy, the phrase 'it was a dark and stormy night' is also found in another great classic 'The Hitchhiker's Guide to the Galaxy,' by Douglas Adams, who writes "It was a dark and stormy night. The rain beat against the windows, the wind howled outside. In short, it was the perfect night for a murder." No, I don't know it by heart, I looked it up earlier and was simply reading it.<br>So anyway, this is because to tell you that sometimes the things that we take for granted, we think that they came out of nowhere like that, instead they have a story behind them and maybe who knows, to read it, that gentleman's novel, what was the name of that gentleman's novel ... Paul Clifford, I guess that's the name of one of the characters in this novel, maybe it's interesting as well. Of course, though, if the whole novel goes on and on with dark nights and stormy storms, such inordinate use of adjectives and adverbs, adverbs more than adjectives, it's always the adverbs that ruin everything, eh, maybe it's a little heavy reading for the modern sensibilities of us readers of the advanced 2000s.]]>
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      <pubDate>Tue, 03 Oct 2023 13:58:03 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>🎙️ Scopri l'origine della frase famosa! 📚Sai da dove proviene l'incipit "Era una notte buia e tempestosa"? 🌧️ TRASCRIZIONE [ENG translation below]Se dico "era una notte buia e tempestosa", tutti riconosceranno l'incipit dell'eterno romanzo scritto da Snoopy, il bracchetto di Schulz, dei Peanuts, che infatti sta sempre sul tettuccio della sua cuccia e quando immagina di essere uno scrittore, inizia sempre con la stessa frase: "Era una notte buia e tempestosa".Quello che forse non tutt* sanno è che questa frase è veramente l'incipit di un romanzo che esiste realmente, è in inglese "it was a dark and stormy night", ebbene, questo è l'incipit del romanzo 'Paul Clifford' del 1830, sono andate a cercarselo dell'autore Edward Bulwer-Lytton, mai sentito in vita mia, mai sentito parlare di questo romanzo, però tutti conoscono 'era una notte buia e tempestosa', appunto perché il più famoso bracchetto del mondo, Snoopy, la usa sempre come frase dell'inizio del suo romanzo.È una frase poi, che è stata parodiata e derisa ed è considerata l'archetipo di un certo tipo di scrittura, un certo tipo di stile romanzesco melodrammatico che a quanto pare, sempre facendo le mie ricerche, si chiama, 'purple prose' prosa viola, non chiedetemi perché, non lo so. È una frase però che rimane impressa perché è molto diretta, però allo stesso tempo è evocativa, crea tutto un'atmosfera, come quel famoso brandy che creava l'atmosfera.Oltre che da Peanuts con Snoopy, la frase 'era una notte buia e tempestosa' la troviamo anche in un altro grandissimo classico 'La guida degli autostoppisti nella galassia', The hitchhiker's guide to the galaxy, di Douglas Adams, che scrive "Era una notte buia e tempestosa. La pioggia batteva contro le finestre, il vento ululava fuori. In breve era la notte perfetta per un omicidio". No, non lo conosco a memoria, me la sono cercata prima e lo stavo semplicemente leggendo.Quindi no, questo perché per dirvi che a volte le cose che noi diamo per scontate, pensiamo che siano nate così dal niente, invece hanno dietro una storia e magari chissà, a leggerlo, il romanzo di quel signore, come si chiamava il romanzo di quel signore... Paul Clifford, immagino sia il nome di uno dei personaggi di questo romanzo, magari è pure interessante. Certo che però, se tutto il romanzo va avanti a colpi di notti buie e tempeste tempestose, uso di aggettivi così smodato e avverbi, avverbi più che aggettivi, sono sempre gli avverbi quelli che rovinano tutto, eh, magari è una lettura un po' pesante per la sensibilità moderna di noi lettrici degli avanzati anni 2000.TRANSLATIONIf I say "it was a dark and stormy night," everyone will recognize the incipit of the eternal novel written by Snoopy, Schulz's Peanuts beagle, who in fact always stands on the roof of its doghouse and when imagines to be a writer, always begins with the same sentence, "It was a dark and stormy night."What perhaps not everybody knows is that this sentence is really the opening line of a novel that really exists, it is in English 'it was a dark and stormy night', well, this is the opening line of the novel 'Paul Clifford' from 1830, I went to look it up, by the author Edward Bulwer-Lytton, never heard in my life, never heard of this novel, however, everyone knows 'it was a dark and stormy night,' precisely because the world's most famous beagle, Snoopy, always uses it as the opening line of its novel.It is a phrase that has been parodied and mocked and is considered the archetype of a certain kind of writing, a certain kind of melodramatic novelistic style that apparently, again doing my research, is called, 'purple prose' don't ask me why, I don't know. It is a phrase, however, that sticks because it is very direct, yet at the same time it is evocative, it creates a whole atmosphere, like that famous brandy that created the atmosphere.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>🎙️ Scopri l'origine della frase famosa! 📚Sai da dove proviene l'incipit "Era una notte buia e tempestosa"? 🌧️ TRASCRIZIONE [ENG translation below]Se dico "era una notte buia e tempestosa", tutti riconosceranno l'incipit dell'eterno romanzo scritto da Snoo</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 640 Aiuto! Il deleddismo!</title>
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        <![CDATA[🎧 🎬🔍 Cos'è il deleddismo? Dopo Grazia Deledda, sembra che tutti abbiano seguito la stessa strada, producendo opere tristi e cupe che non rappresentano la Sardegna moderna. 🏞️🤷‍♀️ Anche se Grazia Deledda è stata una figura importante nel suo tempo, diciamo che ha già dato, infatti esistono scrittori sardi contemporanei straordinari che meritano di essere scoperti. 📚📌 <br><br><br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ieri, mentre me la prendevo con la filmografia sarda, mi sono lasciata un po' prendere la mano e sono arrivata alla fine dei miei 3 minuti grezzi, senza riuscire a parlare di una cosa che invece mi sta molto a cuore ed è l'imperversante <b>deleddismo</b> che appesta e ammorba la produzione cinematografica <i>made in Sardinia</i>.<br><br>Cos'è il deleddismo? <b>Grazia Deledda</b>, grande scrittrice, vincitrice del premio Nobel, però pare che sia stata l'unica, che dopo Grazia Deledda abbiano buttato via lo stampino degli scrittori e che esista sempre lei. E quindi continuano a sopravvivere tutti i luoghi comuni provenienti dai suoi romanzi.<br><br>Ora, devo dire che a me Grazia Deledda non fa impazzire, anzi non mi piace per niente, la trovo molto noiosa, ma così come trovo noioso il teatro da quarta parete non mi dice niente, sarà pure brava, vabbé, ma a me non dice niente. Il fatto è che quando i registi e gli scrittori e gli sceneggiatori che si accingono a fare un film sardo, sull'identità ambientato, in Sardegna, sono impantanati nel deleddismo che è caratterizzato da sempre tutto truce, tutto scuro, tutto terribilmente miserabile, pare che non siamo mai usciti dalla condizione, da libro Cuore dell'Ottocento, è vero che Grazia Deledda è figlia dell'Ottocento perché è nata alla fine dell'Ottocento, però dai, abbiamo superato queste cose qua.<br><br>Contemporaneamente, invece, vengono incredibilmente ignorati dei bravissimi scrittori sardi che scrivono sì della Sardegna, ma potrebbero scrivere di qualsiasi altro posto proprio perché la loro scrittura trascende i localismi e le geografie, e la mentalità da piccolo borgo.<br><br>Sto parlando prima di tutto di <b>Salvatore Satta</b>, che tra l'altro è stato uno dei maggiori giuristi italiani, e del suo "<b>Il giorno del giudizio</b>", un libro fantastico ambientato a Nuoro, dove riesce a tratteggiare una comunità in modo così acuto, così tagliente ma contemporaneamente ironico.<br><br>E l'altro scrittore, grandissimo, morto nel 2020, <b>Salvatore Mannuzzu</b>, un magistrato, anche lui faceva parte del mondo delle leggi, e lui è uno scrittore pazzesco, bravissimo, incredibile, che ha scritto tantissimi romanzi e che riesce a dare, a me ricorda molto quel realismo magico alla Cortazar, alla Marquez, dove non succede niente, però crea quest'atmosfera dove incombe la catastrofe, poi però i fatti che accadono non sono mai chissà che, niente di spettacolare.<br><br>Quindi mollate Grazia Deledda, prendetevi "Il giorno del giudizio" o qualsiasi altro libro di Salvatore Satta e prendetevi un libro di Salvatore Mannuzzu.<br><br>TRANSLATION<br>Ep. 640 Aiuto! Il deleddismo!.mp3<br>Yesterday, while I was picking on the Sardinian filmography, I got a little carried away and got to the end of my 3 minutes, without being able to talk about something that instead is very close to my heart and that is the 'raging deleddism that plagues and fouls the made-in-Sardinia film production.<br>What is deleddism? Grazia Deledda, great writer, Nobel Prize winner, however it seems that she was the only one, that after Grazia Deledda they threw away the mold of writers and she is the only one. And so all the clichés from her novels continue to survive.<br>Now, I have to say that I am not crazy about Grazia Deledda, in fact I don't like her at all, I find her very boring, but just as I find fourth-wall theater boring, she doesn't say anything to me, she may be good, whatever, but she doesn't say anything to me. The fact is that when directors and writers and screenwriters who are going to make a Sardinian film, about identity set in Sardinia, are mired in the Deleddism that has always characterised everything grim, everything dark, everything terribly miserable, it seems that we have never got out of the condition, from the nineteenth century novel Cuore, it is true that Grazia Deledda is a child of the nineteenth century because she was born in the late nineteenth century, however, come on, we have overcome these things here.<br>At the same time, however, some very good Sardinian writers who write yes about Sardinia, but could write about anywhere else precisely because their writing transcends localisms and geographies, and small-town mentality, are incredibly ignored.<br>I am talking first of all about Salvatore Satta, who by the way was one of Italy's foremost jurists, and his "Judgment Day," a fantastic book set in Nuoro, where he manages to sketch a community so sharply, so cutting but at the same time ironic.<br>And the other writer, really great, who died in 2020, Salvatore Mannuzzu, a magistrate, he was also part of the world of law, and he is an amazing writer, very good, really incredible, who wrote a lot of novels and he manages to give, to me he reminds me a lot of that magic realism à la Cortazar, à la Marquez, where nothing happens, however he creates this atmosphere where catastrophe looms, then however the events that happen are never who knows what, nothing spectacular.<br>So ditch Grazia Deledda, get "Judgment Day" or any other book by Salvatore Satta and get a book by Salvatore Mannuzzu.<br><br>]]>
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        <![CDATA[🎧 🎬🔍 Cos'è il deleddismo? Dopo Grazia Deledda, sembra che tutti abbiano seguito la stessa strada, producendo opere tristi e cupe che non rappresentano la Sardegna moderna. 🏞️🤷‍♀️ Anche se Grazia Deledda è stata una figura importante nel suo tempo, diciamo che ha già dato, infatti esistono scrittori sardi contemporanei straordinari che meritano di essere scoperti. 📚📌 <br><br><br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ieri, mentre me la prendevo con la filmografia sarda, mi sono lasciata un po' prendere la mano e sono arrivata alla fine dei miei 3 minuti grezzi, senza riuscire a parlare di una cosa che invece mi sta molto a cuore ed è l'imperversante <b>deleddismo</b> che appesta e ammorba la produzione cinematografica <i>made in Sardinia</i>.<br><br>Cos'è il deleddismo? <b>Grazia Deledda</b>, grande scrittrice, vincitrice del premio Nobel, però pare che sia stata l'unica, che dopo Grazia Deledda abbiano buttato via lo stampino degli scrittori e che esista sempre lei. E quindi continuano a sopravvivere tutti i luoghi comuni provenienti dai suoi romanzi.<br><br>Ora, devo dire che a me Grazia Deledda non fa impazzire, anzi non mi piace per niente, la trovo molto noiosa, ma così come trovo noioso il teatro da quarta parete non mi dice niente, sarà pure brava, vabbé, ma a me non dice niente. Il fatto è che quando i registi e gli scrittori e gli sceneggiatori che si accingono a fare un film sardo, sull'identità ambientato, in Sardegna, sono impantanati nel deleddismo che è caratterizzato da sempre tutto truce, tutto scuro, tutto terribilmente miserabile, pare che non siamo mai usciti dalla condizione, da libro Cuore dell'Ottocento, è vero che Grazia Deledda è figlia dell'Ottocento perché è nata alla fine dell'Ottocento, però dai, abbiamo superato queste cose qua.<br><br>Contemporaneamente, invece, vengono incredibilmente ignorati dei bravissimi scrittori sardi che scrivono sì della Sardegna, ma potrebbero scrivere di qualsiasi altro posto proprio perché la loro scrittura trascende i localismi e le geografie, e la mentalità da piccolo borgo.<br><br>Sto parlando prima di tutto di <b>Salvatore Satta</b>, che tra l'altro è stato uno dei maggiori giuristi italiani, e del suo "<b>Il giorno del giudizio</b>", un libro fantastico ambientato a Nuoro, dove riesce a tratteggiare una comunità in modo così acuto, così tagliente ma contemporaneamente ironico.<br><br>E l'altro scrittore, grandissimo, morto nel 2020, <b>Salvatore Mannuzzu</b>, un magistrato, anche lui faceva parte del mondo delle leggi, e lui è uno scrittore pazzesco, bravissimo, incredibile, che ha scritto tantissimi romanzi e che riesce a dare, a me ricorda molto quel realismo magico alla Cortazar, alla Marquez, dove non succede niente, però crea quest'atmosfera dove incombe la catastrofe, poi però i fatti che accadono non sono mai chissà che, niente di spettacolare.<br><br>Quindi mollate Grazia Deledda, prendetevi "Il giorno del giudizio" o qualsiasi altro libro di Salvatore Satta e prendetevi un libro di Salvatore Mannuzzu.<br><br>TRANSLATION<br>Ep. 640 Aiuto! Il deleddismo!.mp3<br>Yesterday, while I was picking on the Sardinian filmography, I got a little carried away and got to the end of my 3 minutes, without being able to talk about something that instead is very close to my heart and that is the 'raging deleddism that plagues and fouls the made-in-Sardinia film production.<br>What is deleddism? Grazia Deledda, great writer, Nobel Prize winner, however it seems that she was the only one, that after Grazia Deledda they threw away the mold of writers and she is the only one. And so all the clichés from her novels continue to survive.<br>Now, I have to say that I am not crazy about Grazia Deledda, in fact I don't like her at all, I find her very boring, but just as I find fourth-wall theater boring, she doesn't say anything to me, she may be good, whatever, but she doesn't say anything to me. The fact is that when directors and writers and screenwriters who are going to make a Sardinian film, about identity set in Sardinia, are mired in the Deleddism that has always characterised everything grim, everything dark, everything terribly miserable, it seems that we have never got out of the condition, from the nineteenth century novel Cuore, it is true that Grazia Deledda is a child of the nineteenth century because she was born in the late nineteenth century, however, come on, we have overcome these things here.<br>At the same time, however, some very good Sardinian writers who write yes about Sardinia, but could write about anywhere else precisely because their writing transcends localisms and geographies, and small-town mentality, are incredibly ignored.<br>I am talking first of all about Salvatore Satta, who by the way was one of Italy's foremost jurists, and his "Judgment Day," a fantastic book set in Nuoro, where he manages to sketch a community so sharply, so cutting but at the same time ironic.<br>And the other writer, really great, who died in 2020, Salvatore Mannuzzu, a magistrate, he was also part of the world of law, and he is an amazing writer, very good, really incredible, who wrote a lot of novels and he manages to give, to me he reminds me a lot of that magic realism à la Cortazar, à la Marquez, where nothing happens, however he creates this atmosphere where catastrophe looms, then however the events that happen are never who knows what, nothing spectacular.<br>So ditch Grazia Deledda, get "Judgment Day" or any other book by Salvatore Satta and get a book by Salvatore Mannuzzu.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 02 Oct 2023 12:54:24 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 639 Problemi con la filmografia sarda</title>
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        <![CDATA[🎬 Argomento spinoso, uno di quei problemi che sussurrano nell'ombra del cinema sardo. C'è un problema con la filmografia sarda, anzi, ho io ho un problema con la filmografia sarda, cosa succede? La filmografia sarda, spesso finanziata da enti pubblici, ha introdotto elementi tradizionali come i Mamuthones e la lingua sarda nelle produzioni recenti. Tuttavia, la questione critica sta emergendo a causa dell'artificialità di queste inserzioni. La mancanza di autenticità nei dialoghi e nelle performance linguistiche sta diventando un punto di critica sempre più rilevante. 🤔 📽️🤨<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>C'è un problema con la filmografia sarda, anzi, ho io ho un problema con la filmografia sarda, cosa succede?<br>Allora? La Sardegna è un'isola molto particolare, perché non ci sentiamo italiani, siamo stati più spagnoli che italiani, infatti adesso non mi ricordo ma è solo dalla fine del 1800 che noi siamo italiani, ma siamo stati spagnoli per tre secoli, quindi non ci sentiamo italiani come sardi.<br>È un po come la Corsica e la Francia che è la Corsica, appartiene alla Francia geograficamente, anzi no, politicamente però è gente diversa, i corsi sono persone diverse. Ecco, noi sardi siamo persone diverse dagli italiani, se avete mai fatto un giro in Sardegna ve ne rendete conto perché non c'è nessun senso di italianità per noi gli italiani sono continentali, abbiamo la nostra lingua, abbiamo lottato tantissimo per averla, infatti fino agli anni 80 era vietato, e perseguibile, l'uso del sardo negli affari pubblici una legge che è stata ripresa dal fascismo perpetuata eccetera solo fino alla fine agli anni 80 che è stato detto che non era più reato usare il sardo per gli atti pubblici, io lo racconto sempre quando io mi iscrissi al primo anno all'università uno di quelli che si stava laureando, per fare un atto politico fece la tesi in sardo perché sapeva che non era permesso, per cui fece, mi pare, una notte in prigione, comunque lo arrestarono, ma lo fece per spolverare sollevare un polverone perché erano gli anni della militanza.<br>Allora perché ho un problema col cinema sardo? Perché è vero che la Sardegna è un posto bello, ancestrale, magico eccetera eccetera, però ultimamente le persone che fanno film e che riescono a raccattarsi il finanziamento pubblico dei vari enti sardi che danno soldi per fare i film, devono sempre metterci in mezzo i Mamuthones, che sono queste maschere tradizionali, e poi la lingua sarda, che ci sta, il problema è che fanno pronunciare improbabilissime frasi in sardo a persone che il sardo non lo parlano, e si sente che sono attori che recitano in sardo ma che non hanno la naturalità e la dimestichezza con la lingua, e poi con questi dialoghi... Qualche giorno fa ho visto appunto uno di questi film dove c'erano dei ragazzini, boh che avranno avuto dieci dodici anni, e uno diceva all'altro "raggiungiamo la cima del monte". Ecco, ora voi ditemi quand'è che avete sentito un ragazzino di dodici anni dire "raggiungiamo la cima del monte" - Dai, sceneggiatori! Questi dialoghi!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There is a problem with the Sardinian filmography, or rather, I have a problem with the Sardinian filmography, what is going on?<br>Well, Sardinia is a very special island, because we don't feel Italian, we have been more Spanish than Italian, in fact now I don't remember but it's only since the late 1800s that we have been Italian, but we have been Spanish for three centuries, so we don't feel Italian as Sardinians.<br>It's kind of like Corsica and France being Corsica, it belongs to France geographically, actually no, politically however it's different people, the Corsicans are different people. That's it, we Sardinians are different people from Italians, if you have ever taken a tour in Sardinia you realise this because there is no sense of Italianity, for us Italians are 'continental', we have our own language, we have fought so much to have it, in fact until the 80's it was forbidden, and prosecutable, to use Sardinian in public affairs a law that was taken over by fascism perpetuated etc. only until the end of the 80's that it was said that it was no longer a crime to use Sardinian for public acts, I always tell this story: when I enrolled in the first year at the university one of the ones who was graduating, to do a political act he did his thesis in Sardinian because he knew it was not allowed, so he did, I think, a night in jail, anyway they arrested him, but he did it to make a fuss because they were the years of militancy.<br>So why do I have a problem with Sardinian cinema? Because it's true that Sardinia is a beautiful place, ancestral, magical and so on and so forth, but lately the people who make films and who manage to collect public funding from the various Sardinian entities that give money to make films, they always have to put in the Mamuthones, which are these traditional masks, and then the Sardinian language, which is ok, the problem is that they make people who don't speak Sardinian speak Sardinian pronouncing very improbable phrases, and you can hear that they are actors who are acting in Sardinian but they don't have the naturalness and familiarity with the language, and then with these dialogues... A few days ago I saw actually one of these movies where there were some kids, who must have been ten twelve years old or so, and one was saying to the other "let's reach the summit of the mountain." Here, now you tell me when did you hear a twelve-year-old boy say "let's reach the summit of the mountain" - Come on, screenwriters ! These dialogues!]]>
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        <![CDATA[🎬 Argomento spinoso, uno di quei problemi che sussurrano nell'ombra del cinema sardo. C'è un problema con la filmografia sarda, anzi, ho io ho un problema con la filmografia sarda, cosa succede? La filmografia sarda, spesso finanziata da enti pubblici, ha introdotto elementi tradizionali come i Mamuthones e la lingua sarda nelle produzioni recenti. Tuttavia, la questione critica sta emergendo a causa dell'artificialità di queste inserzioni. La mancanza di autenticità nei dialoghi e nelle performance linguistiche sta diventando un punto di critica sempre più rilevante. 🤔 📽️🤨<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>C'è un problema con la filmografia sarda, anzi, ho io ho un problema con la filmografia sarda, cosa succede?<br>Allora? La Sardegna è un'isola molto particolare, perché non ci sentiamo italiani, siamo stati più spagnoli che italiani, infatti adesso non mi ricordo ma è solo dalla fine del 1800 che noi siamo italiani, ma siamo stati spagnoli per tre secoli, quindi non ci sentiamo italiani come sardi.<br>È un po come la Corsica e la Francia che è la Corsica, appartiene alla Francia geograficamente, anzi no, politicamente però è gente diversa, i corsi sono persone diverse. Ecco, noi sardi siamo persone diverse dagli italiani, se avete mai fatto un giro in Sardegna ve ne rendete conto perché non c'è nessun senso di italianità per noi gli italiani sono continentali, abbiamo la nostra lingua, abbiamo lottato tantissimo per averla, infatti fino agli anni 80 era vietato, e perseguibile, l'uso del sardo negli affari pubblici una legge che è stata ripresa dal fascismo perpetuata eccetera solo fino alla fine agli anni 80 che è stato detto che non era più reato usare il sardo per gli atti pubblici, io lo racconto sempre quando io mi iscrissi al primo anno all'università uno di quelli che si stava laureando, per fare un atto politico fece la tesi in sardo perché sapeva che non era permesso, per cui fece, mi pare, una notte in prigione, comunque lo arrestarono, ma lo fece per spolverare sollevare un polverone perché erano gli anni della militanza.<br>Allora perché ho un problema col cinema sardo? Perché è vero che la Sardegna è un posto bello, ancestrale, magico eccetera eccetera, però ultimamente le persone che fanno film e che riescono a raccattarsi il finanziamento pubblico dei vari enti sardi che danno soldi per fare i film, devono sempre metterci in mezzo i Mamuthones, che sono queste maschere tradizionali, e poi la lingua sarda, che ci sta, il problema è che fanno pronunciare improbabilissime frasi in sardo a persone che il sardo non lo parlano, e si sente che sono attori che recitano in sardo ma che non hanno la naturalità e la dimestichezza con la lingua, e poi con questi dialoghi... Qualche giorno fa ho visto appunto uno di questi film dove c'erano dei ragazzini, boh che avranno avuto dieci dodici anni, e uno diceva all'altro "raggiungiamo la cima del monte". Ecco, ora voi ditemi quand'è che avete sentito un ragazzino di dodici anni dire "raggiungiamo la cima del monte" - Dai, sceneggiatori! Questi dialoghi!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There is a problem with the Sardinian filmography, or rather, I have a problem with the Sardinian filmography, what is going on?<br>Well, Sardinia is a very special island, because we don't feel Italian, we have been more Spanish than Italian, in fact now I don't remember but it's only since the late 1800s that we have been Italian, but we have been Spanish for three centuries, so we don't feel Italian as Sardinians.<br>It's kind of like Corsica and France being Corsica, it belongs to France geographically, actually no, politically however it's different people, the Corsicans are different people. That's it, we Sardinians are different people from Italians, if you have ever taken a tour in Sardinia you realise this because there is no sense of Italianity, for us Italians are 'continental', we have our own language, we have fought so much to have it, in fact until the 80's it was forbidden, and prosecutable, to use Sardinian in public affairs a law that was taken over by fascism perpetuated etc. only until the end of the 80's that it was said that it was no longer a crime to use Sardinian for public acts, I always tell this story: when I enrolled in the first year at the university one of the ones who was graduating, to do a political act he did his thesis in Sardinian because he knew it was not allowed, so he did, I think, a night in jail, anyway they arrested him, but he did it to make a fuss because they were the years of militancy.<br>So why do I have a problem with Sardinian cinema? Because it's true that Sardinia is a beautiful place, ancestral, magical and so on and so forth, but lately the people who make films and who manage to collect public funding from the various Sardinian entities that give money to make films, they always have to put in the Mamuthones, which are these traditional masks, and then the Sardinian language, which is ok, the problem is that they make people who don't speak Sardinian speak Sardinian pronouncing very improbable phrases, and you can hear that they are actors who are acting in Sardinian but they don't have the naturalness and familiarity with the language, and then with these dialogues... A few days ago I saw actually one of these movies where there were some kids, who must have been ten twelve years old or so, and one was saying to the other "let's reach the summit of the mountain." Here, now you tell me when did you hear a twelve-year-old boy say "let's reach the summit of the mountain" - Come on, screenwriters ! These dialogues!]]>
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      <pubDate>Sun, 01 Oct 2023 12:38:15 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>🎬 Argomento spinoso, uno di quei problemi che sussurrano nell'ombra del cinema sardo. C'è un problema con la filmografia sarda, anzi, ho io ho un problema con la filmografia sarda, cosa succede? La filmografia sarda, spesso finanziata da enti pubblici, ha introdotto elementi tradizionali come i Mamuthones e la lingua sarda nelle produzioni recenti. Tuttavia, la questione critica sta emergendo a causa dell'artificialità di queste inserzioni. La mancanza di autenticità nei dialoghi e nelle performance linguistiche sta diventando un punto di critica sempre più rilevante. 🤔 📽️🤨TRASCRIZIONE [ENG translation below]C'è un problema con la filmografia sarda, anzi, ho io ho un problema con la filmografia sarda, cosa succede?Allora? La Sardegna è un'isola molto particolare, perché non ci sentiamo italiani, siamo stati più spagnoli che italiani, infatti adesso non mi ricordo ma è solo dalla fine del 1800 che noi siamo italiani, ma siamo stati spagnoli per tre secoli, quindi non ci sentiamo italiani come sardi.È un po come la Corsica e la Francia che è la Corsica, appartiene alla Francia geograficamente, anzi no, politicamente però è gente diversa, i corsi sono persone diverse. Ecco, noi sardi siamo persone diverse dagli italiani, se avete mai fatto un giro in Sardegna ve ne rendete conto perché non c'è nessun senso di italianità per noi gli italiani sono continentali, abbiamo la nostra lingua, abbiamo lottato tantissimo per averla, infatti fino agli anni 80 era vietato, e perseguibile, l'uso del sardo negli affari pubblici una legge che è stata ripresa dal fascismo perpetuata eccetera solo fino alla fine agli anni 80 che è stato detto che non era più reato usare il sardo per gli atti pubblici, io lo racconto sempre quando io mi iscrissi al primo anno all'università uno di quelli che si stava laureando, per fare un atto politico fece la tesi in sardo perché sapeva che non era permesso, per cui fece, mi pare, una notte in prigione, comunque lo arrestarono, ma lo fece per spolverare sollevare un polverone perché erano gli anni della militanza.Allora perché ho un problema col cinema sardo? Perché è vero che la Sardegna è un posto bello, ancestrale, magico eccetera eccetera, però ultimamente le persone che fanno film e che riescono a raccattarsi il finanziamento pubblico dei vari enti sardi che danno soldi per fare i film, devono sempre metterci in mezzo i Mamuthones, che sono queste maschere tradizionali, e poi la lingua sarda, che ci sta, il problema è che fanno pronunciare improbabilissime frasi in sardo a persone che il sardo non lo parlano, e si sente che sono attori che recitano in sardo ma che non hanno la naturalità e la dimestichezza con la lingua, e poi con questi dialoghi... Qualche giorno fa ho visto appunto uno di questi film dove c'erano dei ragazzini, boh che avranno avuto dieci dodici anni, e uno diceva all'altro "raggiungiamo la cima del monte". Ecco, ora voi ditemi quand'è che avete sentito un ragazzino di dodici anni dire "raggiungiamo la cima del monte" - Dai, sceneggiatori! Questi dialoghi!TRANSLATIONThere is a problem with the Sardinian filmography, or rather, I have a problem with the Sardinian filmography, what is going on?Well, Sardinia is a very special island, because we don't feel Italian, we have been more Spanish than Italian, in fact now I don't remember but it's only since the late 1800s that we have been Italian, but we have been Spanish for three centuries, so we don't feel Italian as Sardinians.It's kind of like Corsica and France being Corsica, it belongs to France geographically, actually no, politically however it's different people, the Corsicans are different people. That's it, we Sardinians are different people from Italians, if you have ever taken a tour in Sardinia you realise this because there is no sense of Italianity, for us Italians are 'continental', we have our own language, we have...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>🎬 Argomento spinoso, uno di quei problemi che sussurrano nell'ombra del cinema sardo. C'è un problema con la filmografia sarda, anzi, ho io ho un problema con la filmografia sarda, cosa succede? La filmografia sarda, spesso finanziata da enti pubblici, ha</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 638 Un po' d'attenzione!</title>
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        <![CDATA[🎙️ 🎧Cari amici cinefili e appassionati di curiosità cinematografiche, oggi vi porto nel mondo dei dettagli sfuggenti nei film che forse non avevate mai notato. Io li ho notati, eccome!😄<br><br><br><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [English translation below]<br><br>Ci sono delle cose che io noto nei film che mi danno incredibilmente fastidio e pare che però loro non se ne accorgano e continuano a farle.<br>Allora la prima è quella del caffè. Fateci caso nei film, nei telefilm, soprattutto quelli americani, perché lì c'è la cultura del caffè da asporto, anch'io quando stavo fuori, molto spesso mi prendevo un caffè, un bibitone e me lo bevevo per strada mentre andavo in ufficio e mentre andavo nei posti. Ecco, c'è questa cosa qua che il personaggio ha in mano una tazza di caffè bollente, dentro la tazza di cartone, il bicchiere di cartone, spesso ne ha addirittura due, perché uno lo sta portando a qualcuno, poi glielo dà è si muovono come se il cartone fosse vuoto, cioè muovono le mani, non non si vede che è caldo, non ha un peso sembra che sia vuoto, quindi evidentemente usano un bicchiere di cartone vuoto, però anziché pensare, comportiamoci come se veramente ci fosse dentro qualcosa, invece loro niente lo sventagliano, lo sventolano così a destra e a manca che se veramente fosse pieno fino all'orlo, appena acquistato, rovescierebbero tutto.<br>Quindi, manca la continuity, la continuità, non fanno attenzione ai dettagli. Al contrario, ad esempio, di quanto facevano sul set di Mad Men, quella fantastica serie tv, per me è una delle più belle in assoluto, dove avevo letto che per rendere più veritiere le scene quando bevevano alcolici, e per essere fedeli all'epoca, anni '50 anni '60, avevano sempre la sigaretta in bocca e stavano sempre bevendo alcol, in ufficio, durante tutte le scene che giravano, siccome non potevano bere veramente alcolici, nelle bottiglie c'era succo di cipolla, così che quando lo mettevano in bocca c'era, involontariamente e automaticamente, una smorfia del viso, perché non oso immaginare che sapore abbia il succo di cipolla, però rispondeva bene a quella che è la risposta quando di solito si beve un alcolico, un superalcolico.<br>Ecco, questa attenzione dei dettagli, dei particolari non esiste più o è molto raro a trovarla nei film.<br>Un altro atteggiamento dei film che mi dà molto fastidio è quando la gente parla al telefono. Ecco, la gente normale che parla il telefono, anche se devo dirti una cosa molto urgente, dico "ciao, sono io" e poi dico "va bene, chiudo". Invece fateci caso, nei film magari dicono ciao all'inizio, o pronto all'inizio, poi mettono giù senza salutare, anche persone che sono amiche, familiari, mettono giù il telefono senza salutare, finiscono la frase bum e mettono giù, una cosa che non si farebbe mai.<br>Quindi se fate dei film per piacere, fate un po' più di attenzione a queste cose che mi danno fastidio.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There are things that I notice in movies that bother me incredibly, and yet they don't seem to be noticed, and they continue to do them.<br>Then the first one is coffee. Pay attention to it in movies, in TV shows, especially the American ones, because there is a take-out coffee culture there, I too when I lived abroad, very often I would get a coffee, in a huge cup, and drink it on the street on my way to the office and on my way to places. So, there is this thing here that the character is holding a cup of hot coffee, inside the cardboard container, the cardboard cup, often they even carry two, because they are bringing one to someone, then they give it to them and they move as if the cup is empty, that is they move their hands, doesn't look like it is hot, it doesn't have a weight it looks like it's empty, so evidently they use an empty cardboard cup, however instead of thinking, let's act as if there really is something in it, instead they, nothing, they wave it, they wave it so far and wide that if it really was full to the brim, just bought, they would spill everything.<br>So, they lack continuity, they do not pay attention to details. As opposed to, for example, what they were doing on the set of Mad Men, that fantastic TV series, for me, is one of the best ever, where I read that in order to make the scenes more truthful when they were drinking alcohol, and to be true to the era, 1950s 1960s, they always had a cigarette in their mouth and they were always drinking alcohol, in the office, during all the scenes they were shooting, because they couldn't really drink alcohol, in the bottles there was onion juice, so that when they put it in their mouths there was, involuntarily and automatically, a grimace of the face, because I don't dare to imagine what onion juice tastes like, however, it responded well to what is the response when you usually drink an alcoholic, a super alcoholic.<br>Here, this attention to detail, to particulars, no longer exists or is very rare to find in movies.<br>Another attitude in movies that really bothers me is when people talk on the phone. You see, normal people talking on the phone, even if I have to tell you something very urgent, I say "hello, it's me" and then I say "okay, I'm hanging up." Instead, pay attention to it, in movies maybe they say hello at the beginning, or "Hi" at the beginning, then they put down without saying goodbye, even people who are friends, family members, they put down the phone without saying goodbye, they finish the sentence boom and hang up, something you would never do.<br>So if you make movies please pay a little more attention to these things that bother me.<br><br>]]>
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        <![CDATA[🎙️ 🎧Cari amici cinefili e appassionati di curiosità cinematografiche, oggi vi porto nel mondo dei dettagli sfuggenti nei film che forse non avevate mai notato. Io li ho notati, eccome!😄<br><br><br><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [English translation below]<br><br>Ci sono delle cose che io noto nei film che mi danno incredibilmente fastidio e pare che però loro non se ne accorgano e continuano a farle.<br>Allora la prima è quella del caffè. Fateci caso nei film, nei telefilm, soprattutto quelli americani, perché lì c'è la cultura del caffè da asporto, anch'io quando stavo fuori, molto spesso mi prendevo un caffè, un bibitone e me lo bevevo per strada mentre andavo in ufficio e mentre andavo nei posti. Ecco, c'è questa cosa qua che il personaggio ha in mano una tazza di caffè bollente, dentro la tazza di cartone, il bicchiere di cartone, spesso ne ha addirittura due, perché uno lo sta portando a qualcuno, poi glielo dà è si muovono come se il cartone fosse vuoto, cioè muovono le mani, non non si vede che è caldo, non ha un peso sembra che sia vuoto, quindi evidentemente usano un bicchiere di cartone vuoto, però anziché pensare, comportiamoci come se veramente ci fosse dentro qualcosa, invece loro niente lo sventagliano, lo sventolano così a destra e a manca che se veramente fosse pieno fino all'orlo, appena acquistato, rovescierebbero tutto.<br>Quindi, manca la continuity, la continuità, non fanno attenzione ai dettagli. Al contrario, ad esempio, di quanto facevano sul set di Mad Men, quella fantastica serie tv, per me è una delle più belle in assoluto, dove avevo letto che per rendere più veritiere le scene quando bevevano alcolici, e per essere fedeli all'epoca, anni '50 anni '60, avevano sempre la sigaretta in bocca e stavano sempre bevendo alcol, in ufficio, durante tutte le scene che giravano, siccome non potevano bere veramente alcolici, nelle bottiglie c'era succo di cipolla, così che quando lo mettevano in bocca c'era, involontariamente e automaticamente, una smorfia del viso, perché non oso immaginare che sapore abbia il succo di cipolla, però rispondeva bene a quella che è la risposta quando di solito si beve un alcolico, un superalcolico.<br>Ecco, questa attenzione dei dettagli, dei particolari non esiste più o è molto raro a trovarla nei film.<br>Un altro atteggiamento dei film che mi dà molto fastidio è quando la gente parla al telefono. Ecco, la gente normale che parla il telefono, anche se devo dirti una cosa molto urgente, dico "ciao, sono io" e poi dico "va bene, chiudo". Invece fateci caso, nei film magari dicono ciao all'inizio, o pronto all'inizio, poi mettono giù senza salutare, anche persone che sono amiche, familiari, mettono giù il telefono senza salutare, finiscono la frase bum e mettono giù, una cosa che non si farebbe mai.<br>Quindi se fate dei film per piacere, fate un po' più di attenzione a queste cose che mi danno fastidio.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There are things that I notice in movies that bother me incredibly, and yet they don't seem to be noticed, and they continue to do them.<br>Then the first one is coffee. Pay attention to it in movies, in TV shows, especially the American ones, because there is a take-out coffee culture there, I too when I lived abroad, very often I would get a coffee, in a huge cup, and drink it on the street on my way to the office and on my way to places. So, there is this thing here that the character is holding a cup of hot coffee, inside the cardboard container, the cardboard cup, often they even carry two, because they are bringing one to someone, then they give it to them and they move as if the cup is empty, that is they move their hands, doesn't look like it is hot, it doesn't have a weight it looks like it's empty, so evidently they use an empty cardboard cup, however instead of thinking, let's act as if there really is something in it, instead they, nothing, they wave it, they wave it so far and wide that if it really was full to the brim, just bought, they would spill everything.<br>So, they lack continuity, they do not pay attention to details. As opposed to, for example, what they were doing on the set of Mad Men, that fantastic TV series, for me, is one of the best ever, where I read that in order to make the scenes more truthful when they were drinking alcohol, and to be true to the era, 1950s 1960s, they always had a cigarette in their mouth and they were always drinking alcohol, in the office, during all the scenes they were shooting, because they couldn't really drink alcohol, in the bottles there was onion juice, so that when they put it in their mouths there was, involuntarily and automatically, a grimace of the face, because I don't dare to imagine what onion juice tastes like, however, it responded well to what is the response when you usually drink an alcoholic, a super alcoholic.<br>Here, this attention to detail, to particulars, no longer exists or is very rare to find in movies.<br>Another attitude in movies that really bothers me is when people talk on the phone. You see, normal people talking on the phone, even if I have to tell you something very urgent, I say "hello, it's me" and then I say "okay, I'm hanging up." Instead, pay attention to it, in movies maybe they say hello at the beginning, or "Hi" at the beginning, then they put down without saying goodbye, even people who are friends, family members, they put down the phone without saying goodbye, they finish the sentence boom and hang up, something you would never do.<br>So if you make movies please pay a little more attention to these things that bother me.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 30 Sep 2023 15:38:49 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 637 Specchi e orologi da parete</title>
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        <![CDATA[🪞🕰️ Scopri il mistero di #specchieorologidaparete in un nuovo episodio intrigante! Entra in un mondo magico dove il #tempo si spezza e gli #specchi nascondono segreti. 🌟 Ascolta ora l'Ep. 637 dei #3minutigrezzi<br><br><b>TRASCRIZIONE</b><br><br>Gli specchi e gli orologi sono degli oggetti magici. Non credo alla magia, però sì, anche, ci credo alla magia, perché ci sono degli oggetti che si comportano in modo diverso dagli altri, sembra quasi che abbiano una loro anima, una vita propria.<br><br>Vi chiedo di pensare, non so se vi sia mai capitato, comunque in una stanza dove per molto tempo c'è stato appeso un orologio da parete, oppure ci è stato appeso uno specchio, e poi a un certo punto non c'è più. Io sono sicura che per tantissimo tempo, per anni, forse per sempre, voi entrerete in quella stanza e con gli occhi vi girerei a cercare lo specchio o l'orologio.<br><br>Non lo so perché succede, forse magari succede solo a me, però è una cosa che ho sperimentato. In effetti sia gli specchi che gli orologi, ma soprattutto gli specchi, sono degli oggetti un po' magici. Non so se vi è mai capitato di mettervi davanti allo specchio e guardare dentro in profondità e vi vedete le gambe, anche se lo specchio arriva solo fino alla vita. Da qualche parte ho letto la spiegazione tecnica fisica com'è che riusciamo a vedere anche parti del corpo che non arrivano all'altezza dello specchio, e sinceramente non mi ricordo. Però è una cosa fantastica, soprattutto poi se avete letto, se avete mai letto Alice allo specchio, che secondo me è anche più bello di Alice nel paese delle meraviglie, a me piacque di più.<br><br>Comunque sì, il mondo allo specchio è un mondo magico dove tutto è al contrario. E infatti se avete mai provato a usare una telecamera come uno specchio, vi rendete conto anche di quanto sia difficile, di quanto siamo così abituate ad avere davanti lo specchio che si muove in forma speculare, in forma speculare, chiaro, è uno specchio, che è difficile poi usare una telecamera. E anche gli orologi hanno qualcosa di magico, perché se ci pensate suddividono a pezzettini il tempo. Però l'orologio è un oggetto che abbiamo creato noi, mentre il tempo è qualcosa che sta al di fuori di noi.<br><br>Qui l'argomento diventa, la questione diventa troppo difficile, troppo complicata. Mi mancano gli strumenti matematici, logici e filosofici per affrontare una cosa del genere. Tipo: il tempo l'abbiamo inventato, oppur esiste in natura? È la cosa che mi chiedo sempre per quanto riguarda i numeri, se i numeri e le formule matematiche, che coincidono sempre perfettamente e che spesso rispecchiano le cose che esistono in natura, se esistono in natura appunto, così come esistiamo noi, oppure se sono delle cose artificiali che ci siamo inventati noi. Finisco qua.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b> <br><br>Mirrors and clocks are magical objects. I don't believe in magic, however, yes, even, I do believe in magic, because there are objects that behave differently from others, they almost seem to have their own soul, their own life.<br><br>I'm asking you to think, I don't know if it has ever happened to you, however in a room where for a long time a wall clock has been hanging there, or a mirror has been hanging there , and then at some point it's gone. I am sure that for a very long time, for years, maybe forever, you would walk into that room and with your eyes I would turn around and look for the mirror or the clock.<br><br>I don't know why it happens, maybe it only happens to me, however, it is something I have experienced. Indeed, both mirrors and clocks, but especially mirrors, are somewhat magical objects. I don't know if you've ever stood in front of the mirror and looked deep inside and seen your legs, even though the mirror only reaches up to your waist. Somewhere I read the physical technical explanation how it is that we can see even parts of the body that don't reach the height of the mirror, and I honestly don't remember. It's a great thing though, especially then if you've read, if you've ever read Through the looking glass, which I think is even better than Alice in Wonderland, I liked it better.<br><br><br>However, yes, the world in the mirror is a magical world where everything is backwards. And in fact if you have ever tried to use a camera as a mirror, you also realize how difficult it is, how we are so used to having the mirror in front of us moving in mirror form, in mirror form, clear, it is a mirror , that it is difficult then to use a camera. And there's something magical about clocks, too, because if you think about it, they break down time into little pieces. However, the clock is an object we created, while time is something outside of us.<br><br>Here the topic becomes, the issue becomes too difficult, too complicated. I lack the mathematical, logical and philosophical tools to deal with something like this. Like : did we invent time, or does it exist in nature? This is the thing I always wonder about numbers, whether numbers and mathematical formulas , which always coincide perfectly and often reflect things that exist in nature, whether they exist in nature precisely, as we exist, or whether they are artificial things that we invented. I'll end here.]]>
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        <![CDATA[🪞🕰️ Scopri il mistero di #specchieorologidaparete in un nuovo episodio intrigante! Entra in un mondo magico dove il #tempo si spezza e gli #specchi nascondono segreti. 🌟 Ascolta ora l'Ep. 637 dei #3minutigrezzi<br><br><b>TRASCRIZIONE</b><br><br>Gli specchi e gli orologi sono degli oggetti magici. Non credo alla magia, però sì, anche, ci credo alla magia, perché ci sono degli oggetti che si comportano in modo diverso dagli altri, sembra quasi che abbiano una loro anima, una vita propria.<br><br>Vi chiedo di pensare, non so se vi sia mai capitato, comunque in una stanza dove per molto tempo c'è stato appeso un orologio da parete, oppure ci è stato appeso uno specchio, e poi a un certo punto non c'è più. Io sono sicura che per tantissimo tempo, per anni, forse per sempre, voi entrerete in quella stanza e con gli occhi vi girerei a cercare lo specchio o l'orologio.<br><br>Non lo so perché succede, forse magari succede solo a me, però è una cosa che ho sperimentato. In effetti sia gli specchi che gli orologi, ma soprattutto gli specchi, sono degli oggetti un po' magici. Non so se vi è mai capitato di mettervi davanti allo specchio e guardare dentro in profondità e vi vedete le gambe, anche se lo specchio arriva solo fino alla vita. Da qualche parte ho letto la spiegazione tecnica fisica com'è che riusciamo a vedere anche parti del corpo che non arrivano all'altezza dello specchio, e sinceramente non mi ricordo. Però è una cosa fantastica, soprattutto poi se avete letto, se avete mai letto Alice allo specchio, che secondo me è anche più bello di Alice nel paese delle meraviglie, a me piacque di più.<br><br>Comunque sì, il mondo allo specchio è un mondo magico dove tutto è al contrario. E infatti se avete mai provato a usare una telecamera come uno specchio, vi rendete conto anche di quanto sia difficile, di quanto siamo così abituate ad avere davanti lo specchio che si muove in forma speculare, in forma speculare, chiaro, è uno specchio, che è difficile poi usare una telecamera. E anche gli orologi hanno qualcosa di magico, perché se ci pensate suddividono a pezzettini il tempo. Però l'orologio è un oggetto che abbiamo creato noi, mentre il tempo è qualcosa che sta al di fuori di noi.<br><br>Qui l'argomento diventa, la questione diventa troppo difficile, troppo complicata. Mi mancano gli strumenti matematici, logici e filosofici per affrontare una cosa del genere. Tipo: il tempo l'abbiamo inventato, oppur esiste in natura? È la cosa che mi chiedo sempre per quanto riguarda i numeri, se i numeri e le formule matematiche, che coincidono sempre perfettamente e che spesso rispecchiano le cose che esistono in natura, se esistono in natura appunto, così come esistiamo noi, oppure se sono delle cose artificiali che ci siamo inventati noi. Finisco qua.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b> <br><br>Mirrors and clocks are magical objects. I don't believe in magic, however, yes, even, I do believe in magic, because there are objects that behave differently from others, they almost seem to have their own soul, their own life.<br><br>I'm asking you to think, I don't know if it has ever happened to you, however in a room where for a long time a wall clock has been hanging there, or a mirror has been hanging there , and then at some point it's gone. I am sure that for a very long time, for years, maybe forever, you would walk into that room and with your eyes I would turn around and look for the mirror or the clock.<br><br>I don't know why it happens, maybe it only happens to me, however, it is something I have experienced. Indeed, both mirrors and clocks, but especially mirrors, are somewhat magical objects. I don't know if you've ever stood in front of the mirror and looked deep inside and seen your legs, even though the mirror only reaches up to your waist. Somewhere I read the physical technical explanation how it is that we can see even parts of the body that don't reach the height of the mirror, and I honestly don't remember. It's a great thing though, especially then if you've read, if you've ever read Through the looking glass, which I think is even better than Alice in Wonderland, I liked it better.<br><br><br>However, yes, the world in the mirror is a magical world where everything is backwards. And in fact if you have ever tried to use a camera as a mirror, you also realize how difficult it is, how we are so used to having the mirror in front of us moving in mirror form, in mirror form, clear, it is a mirror , that it is difficult then to use a camera. And there's something magical about clocks, too, because if you think about it, they break down time into little pieces. However, the clock is an object we created, while time is something outside of us.<br><br>Here the topic becomes, the issue becomes too difficult, too complicated. I lack the mathematical, logical and philosophical tools to deal with something like this. Like : did we invent time, or does it exist in nature? This is the thing I always wonder about numbers, whether numbers and mathematical formulas , which always coincide perfectly and often reflect things that exist in nature, whether they exist in nature precisely, as we exist, or whether they are artificial things that we invented. I'll end here.]]>
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      <pubDate>Fri, 29 Sep 2023 13:11:52 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>🪞🕰️ Scopri il mistero di #specchieorologidaparete in un nuovo episodio intrigante! Entra in un mondo magico dove il #tempo si spezza e gli #specchi nascondono segreti. 🌟 Ascolta ora l'Ep. 637 dei #3minutigrezziTRASCRIZIONEGli specchi e gli orologi sono degli oggetti magici. Non credo alla magia, però sì, anche, ci credo alla magia, perché ci sono degli oggetti che si comportano in modo diverso dagli altri, sembra quasi che abbiano una loro anima, una vita propria.Vi chiedo di pensare, non so se vi sia mai capitato, comunque in una stanza dove per molto tempo c'è stato appeso un orologio da parete, oppure ci è stato appeso uno specchio, e poi a un certo punto non c'è più. Io sono sicura che per tantissimo tempo, per anni, forse per sempre, voi entrerete in quella stanza e con gli occhi vi girerei a cercare lo specchio o l'orologio.Non lo so perché succede, forse magari succede solo a me, però è una cosa che ho sperimentato. In effetti sia gli specchi che gli orologi, ma soprattutto gli specchi, sono degli oggetti un po' magici. Non so se vi è mai capitato di mettervi davanti allo specchio e guardare dentro in profondità e vi vedete le gambe, anche se lo specchio arriva solo fino alla vita. Da qualche parte ho letto la spiegazione tecnica fisica com'è che riusciamo a vedere anche parti del corpo che non arrivano all'altezza dello specchio, e sinceramente non mi ricordo. Però è una cosa fantastica, soprattutto poi se avete letto, se avete mai letto Alice allo specchio, che secondo me è anche più bello di Alice nel paese delle meraviglie, a me piacque di più.Comunque sì, il mondo allo specchio è un mondo magico dove tutto è al contrario. E infatti se avete mai provato a usare una telecamera come uno specchio, vi rendete conto anche di quanto sia difficile, di quanto siamo così abituate ad avere davanti lo specchio che si muove in forma speculare, in forma speculare, chiaro, è uno specchio, che è difficile poi usare una telecamera. E anche gli orologi hanno qualcosa di magico, perché se ci pensate suddividono a pezzettini il tempo. Però l'orologio è un oggetto che abbiamo creato noi, mentre il tempo è qualcosa che sta al di fuori di noi.Qui l'argomento diventa, la questione diventa troppo difficile, troppo complicata. Mi mancano gli strumenti matematici, logici e filosofici per affrontare una cosa del genere. Tipo: il tempo l'abbiamo inventato, oppur esiste in natura? È la cosa che mi chiedo sempre per quanto riguarda i numeri, se i numeri e le formule matematiche, che coincidono sempre perfettamente e che spesso rispecchiano le cose che esistono in natura, se esistono in natura appunto, così come esistiamo noi, oppure se sono delle cose artificiali che ci siamo inventati noi. Finisco qua.TRANSLATION Mirrors and clocks are magical objects. I don't believe in magic, however, yes, even, I do believe in magic, because there are objects that behave differently from others, they almost seem to have their own soul, their own life.I'm asking you to think, I don't know if it has ever happened to you, however in a room where for a long time a wall clock has been hanging there, or a mirror has been hanging there , and then at some point it's gone. I am sure that for a very long time, for years, maybe forever, you would walk into that room and with your eyes I would turn around and look for the mirror or the clock.I don't know why it happens, maybe it only happens to me, however, it is something I have experienced. Indeed, both mirrors and clocks, but especially mirrors, are somewhat magical objects. I don't know if you've ever stood in front of the mirror and looked deep inside and seen your legs, even though the mirror only reaches up to your waist. Somewhere I read the physical technical explanation how it is that we can see even parts of the body that don't reach the height of the mirror,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>🪞🕰️ Scopri il mistero di #specchieorologidaparete in un nuovo episodio intrigante! Entra in un mondo magico dove il #tempo si spezza e gli #specchi nascondono segreti. 🌟 Ascolta ora l'Ep. 637 dei #3minutigrezziTRASCRIZIONEGli specchi e gli orologi sono de</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 636 Piccoli piaceri</title>
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        <![CDATA[A volte mi sento frustrata perché Cagliari è provinciale e mancano spazi internazionali, ma poi ci sono giorni come questo, giorni in cui le piccole cose rendono tutto meraviglioso.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>A volte a Cagliari mi fa arrabbiare perché è provinciale, perché mancano gli spazi internazionali, mi manca, mi mancano una serie di cose, di persone, vabbè, a parte gli amici che ho fuori da qua, ma proprio l'avere un giro di persone con orizzonti aperti, internazionali ecc.<br><br>Qui a volte un po' ci penso, uff, un po' troppo provinciale, però poi ci sono giornate come oggi, che dopo una mattina e un pomeriggio passati così un po' a fare la trottolina, a fare le cose eccetera, poi alle quattro e mezza, cinque si prende la macchina e si va al mare, a una decina di minuti da casa c'è il mare, eh... niente, sono i momenti in cui poi torni a fare la pace col mondo, perché non importa quello che è successo, il mare a fine settembre è meraviglioso perché è ancora caldo, l'acqua è pulita, c'è pochissima gente, e poi rimani abbastanza da cominciare a sentire la brezza che viene dal mare verso la spiaggia, quindi ti metti le tue cose, fai o meno il bagno, non importa, però poi torni a casa e c'hai questa sensazione di salsedine addosso, ti prepari un cocktail, vai al balcone.<br><br>Insomma, queste piccole, questi piccoli piaceri della vita di cui si può godere, appunto quando si vive in una piccola città.<br><br>Perché se si abita in una grande città, anche col mare, io quando stavo a Melbourne non andavo spesso al mare, a parte che l'acqua era sempre freddissima perché Melbourne è molto a sud, quindi visto che dall'altra parte dell'emisfero, più si va a sud più c'è freddo, e Melbourne era boh, un migliaio di chilometri dal Polo Sud, quindi l'acqua lì era sempre fredda, ma poi io abitavo in centro e per arrivare al mare devo fare 3/4 d'ora di macchina alla spiaggia cittadina, diciamo, poi niente, arrivavi lì c'era l'acqua freddissima, queste onde gigantesche per cui non andavo spesso in spiaggia.<br><br>Invece a Cagliari che dove tutto è molto più vicino, 20 minuti arrivi dappertutto a piedi, ripeto il mare è una decina di minuti in macchina, quindi si può veramente fare la toccata e fuga anche alla fine della giornata, vai, ti fa il bagnetto, fai una passeggiata, senti la sabbia sotto i piedi e fai le parole crociate, mi sono portato dietro le parole crociate, abbiamo fatto insieme le parole crociate, e niente, adesso sono pronta per prepararmi per la sera, quindi un drink, cosa facciamo cuciniamo? Cosa guardiamo? Dove andiamo? Insomma, piccole abitudini da piccola città di provincia che ci sta, ci sta, ci sta.<br><br><br><br>TRANSLATION<br>Ep. 636 Piccoli piaceri.mp3<br>Sometimes Cagliari makes me angry because it's provincial, because there's a lack of international spaces, I miss it, I miss a number of things, a number of people, whatever, aside from the friends I have outside of here, but just having a circle of people with open horizons, international, etc.<br>Here sometimes a little bit I think about it, phew, a little bit too provincial, but then there are days like today, that after a morning and an afternoon spent like this a little bit trotting around, doing things and so on, then at half past four, five you take the car and go to the sea, about ten minutes from home is the sea, eh... nothing, those are the moments when you then go back to make peace with the world, because no matter what happened, the sea at the end of September is wonderful because it's still warm, the water is clean, there are very few people, and then you stay long enough to start feeling the breeze coming from the sea to the beach, so you put on your things, you go swimming or not, it doesn't matter, however then you go home and there's this feeling of saltiness on you, you make yourself a cocktail, you go to the balcony.<br>In short, these small, these little pleasures of life that you can enjoy, precisely when you live in a small town.<br>Because if you live in a big city, even with the sea, I when I was in Melbourne I didn't go to the sea very often, except the water was always very cold because Melbourne is very far south, so since on the other side of the hemisphere, the further south you go the colder it is, and Melbourne was IDK, a thousand kilometres from the South Pole, so the water there was always cold, but then I lived in the centre and to get to the sea I have to make a 3/4 hour drive to the city beach, let's say, then nothing, you would get there there was very cold water, these giant waves so I didn't go to the beach very often.<br>Whereas in Cagliari where everything is much closer, 20 minutes you get everywhere on foot, I repeat the sea is about ten minutes by car, so you can really do the touch-and-go even at the end of the day, you go, you have a bath, you take a walk, you feel the sand under your feet and you do the crossword puzzle, I brought the crossword puzzle with me, we did the crossword puzzle together, and nothing, now I'm ready to get ready for the evening, so a drink, what do we cook? What are we looking at? Where are we going? In short, small-town provincial habits that fit, fit, fit.<br><br>]]>
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        <![CDATA[A volte mi sento frustrata perché Cagliari è provinciale e mancano spazi internazionali, ma poi ci sono giorni come questo, giorni in cui le piccole cose rendono tutto meraviglioso.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>A volte a Cagliari mi fa arrabbiare perché è provinciale, perché mancano gli spazi internazionali, mi manca, mi mancano una serie di cose, di persone, vabbè, a parte gli amici che ho fuori da qua, ma proprio l'avere un giro di persone con orizzonti aperti, internazionali ecc.<br><br>Qui a volte un po' ci penso, uff, un po' troppo provinciale, però poi ci sono giornate come oggi, che dopo una mattina e un pomeriggio passati così un po' a fare la trottolina, a fare le cose eccetera, poi alle quattro e mezza, cinque si prende la macchina e si va al mare, a una decina di minuti da casa c'è il mare, eh... niente, sono i momenti in cui poi torni a fare la pace col mondo, perché non importa quello che è successo, il mare a fine settembre è meraviglioso perché è ancora caldo, l'acqua è pulita, c'è pochissima gente, e poi rimani abbastanza da cominciare a sentire la brezza che viene dal mare verso la spiaggia, quindi ti metti le tue cose, fai o meno il bagno, non importa, però poi torni a casa e c'hai questa sensazione di salsedine addosso, ti prepari un cocktail, vai al balcone.<br><br>Insomma, queste piccole, questi piccoli piaceri della vita di cui si può godere, appunto quando si vive in una piccola città.<br><br>Perché se si abita in una grande città, anche col mare, io quando stavo a Melbourne non andavo spesso al mare, a parte che l'acqua era sempre freddissima perché Melbourne è molto a sud, quindi visto che dall'altra parte dell'emisfero, più si va a sud più c'è freddo, e Melbourne era boh, un migliaio di chilometri dal Polo Sud, quindi l'acqua lì era sempre fredda, ma poi io abitavo in centro e per arrivare al mare devo fare 3/4 d'ora di macchina alla spiaggia cittadina, diciamo, poi niente, arrivavi lì c'era l'acqua freddissima, queste onde gigantesche per cui non andavo spesso in spiaggia.<br><br>Invece a Cagliari che dove tutto è molto più vicino, 20 minuti arrivi dappertutto a piedi, ripeto il mare è una decina di minuti in macchina, quindi si può veramente fare la toccata e fuga anche alla fine della giornata, vai, ti fa il bagnetto, fai una passeggiata, senti la sabbia sotto i piedi e fai le parole crociate, mi sono portato dietro le parole crociate, abbiamo fatto insieme le parole crociate, e niente, adesso sono pronta per prepararmi per la sera, quindi un drink, cosa facciamo cuciniamo? Cosa guardiamo? Dove andiamo? Insomma, piccole abitudini da piccola città di provincia che ci sta, ci sta, ci sta.<br><br><br><br>TRANSLATION<br>Ep. 636 Piccoli piaceri.mp3<br>Sometimes Cagliari makes me angry because it's provincial, because there's a lack of international spaces, I miss it, I miss a number of things, a number of people, whatever, aside from the friends I have outside of here, but just having a circle of people with open horizons, international, etc.<br>Here sometimes a little bit I think about it, phew, a little bit too provincial, but then there are days like today, that after a morning and an afternoon spent like this a little bit trotting around, doing things and so on, then at half past four, five you take the car and go to the sea, about ten minutes from home is the sea, eh... nothing, those are the moments when you then go back to make peace with the world, because no matter what happened, the sea at the end of September is wonderful because it's still warm, the water is clean, there are very few people, and then you stay long enough to start feeling the breeze coming from the sea to the beach, so you put on your things, you go swimming or not, it doesn't matter, however then you go home and there's this feeling of saltiness on you, you make yourself a cocktail, you go to the balcony.<br>In short, these small, these little pleasures of life that you can enjoy, precisely when you live in a small town.<br>Because if you live in a big city, even with the sea, I when I was in Melbourne I didn't go to the sea very often, except the water was always very cold because Melbourne is very far south, so since on the other side of the hemisphere, the further south you go the colder it is, and Melbourne was IDK, a thousand kilometres from the South Pole, so the water there was always cold, but then I lived in the centre and to get to the sea I have to make a 3/4 hour drive to the city beach, let's say, then nothing, you would get there there was very cold water, these giant waves so I didn't go to the beach very often.<br>Whereas in Cagliari where everything is much closer, 20 minutes you get everywhere on foot, I repeat the sea is about ten minutes by car, so you can really do the touch-and-go even at the end of the day, you go, you have a bath, you take a walk, you feel the sand under your feet and you do the crossword puzzle, I brought the crossword puzzle with me, we did the crossword puzzle together, and nothing, now I'm ready to get ready for the evening, so a drink, what do we cook? What are we looking at? Where are we going? In short, small-town provincial habits that fit, fit, fit.<br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 28 Sep 2023 16:31:51 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 635 Ammiraglio o fotoreporter</title>
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      <itunes:title>3' grezzi Ep. 635 Ammiraglio o fotoreporter</itunes:title>
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        <![CDATA[🌟 Inizia un viaggio dai sogni d'infanzia ai percorsi inaspettati! Quando ero piccola, sognavo di diventare un'ammiraglio, sfidando le aspettative. Ma un mare di mal di mare ha cambiato il mio percorso. Ho scambiato i sogni e ho puntato a diventare una fotoreporter, ispirata da 'Professione Reporter' di Antonioni e l'iconico Jack Nicholson. In seguito, la mia carriera come giornalista si è sviluppata principalmente nell'ambito dell'audio e della radio. La vita ha preso le sue svolte, e alla fine ho abbandonato il frenetico mondo del giornalismo per motivi personali. Perché sto condividendo questo? Perché mi considero fortunata ad aver conosciuto la mia passione fin da piccola. Non tutti lo fanno, ed è perfettamente normale. C'è tempo per esplorare. Quindi, genitori, non mettete pressione a figli e figlie; lasciate che trovino la loro strada. 🚀 #SogniDinfanzia #PercorsoDiVita #ScopertaDellaPassione #SognateInGrande<br><br>TRASCRIZIONE [Eng translation below]<br><br>Quando ero piccola, molto piccola, per un breve periodo dicevo sempre che da grande avrei voluto fare l'ammiraglio. Non ne sapevo niente di mare, se non le cose che mi raccontava mio papà che era stato imbarcato per molti anni, la cosa che sapevo, mi piaceva dell'idea di diventare ammiraglio era che mi avevano detto che una donna non poteva diventare ammiraglio, per cui io mi ero fissata che volevo fare l'ammiraglio, perché fin da piccola mi piaceva prendere posizioni contrarie, scomode.<br><br>Poi, crescendo mi sono resa conto che c'era un grandissimo problema, un grandissimo insormontabile problema che non aveva niente a che fare con le gerarchie militari né con la marina e cioè il fatto che soffro di una forma incredibilmente intensa di mal di mare, mal d'auto, mal di movimento in generale, per cui il pensiero di stare su una nave, non importa quanto grande, quanto piccola, insomma, mi ha fatto presto cambiare idea.<br><br>Una volta abbandonata l'idea di diventare ammiraglio, ho pensato quello che sarebbe stato il mestiere che avrei voluto fare. Questa volta avevo qualche anno in più, quindi ci ho messo proprio del mio, e per tantissimo tempo, quando me lo chiedevan, dicevo che volevo fare la fotoreporter. Più avanti con gli anni, ormai adolescente, questa mia passione che non si mosse per niente, rimase, è rimasta lì per sempre, diciamo venne avvalorata dopo la visione di un bellissimo film di Antonioni intitolato 'Professione Reporter', con uno strepitoso Jack Nicholson.<br><br>E poi più avanti, niente, ho lavorato come giornalista per molti anni. Non ho mai fatto la fotoreporter, non so cos'è che mi attirasse, immaginavo di andare in giro a fare fotografie. No, però sono diventata giornalista e ho fatto la giornalista, sia dalla carta stampata, ma fondamentalmente audio, della radio, per molti anni, per più di un decennio. Poi ho smesso perché... Vabbè, ragioni personali non mi andava più di correre dietro alle ambulanze a parlare di cose di cronaca, non mi interessava più.<br><br>Perché ve lo sto raccontando? Perché io mi considero molto fortunata, perché fin da bambina sapevo quello che volevo fare da grande. Appunto, una cosa che poi ho fatto effettivamente. Ma io sono un'eccezione, non perché io sia particolarmente speciale, ma perché sono poche le persone che da subito sanno quello che vogliono fare e va bene così, perché si ha tutto il tempo per esplorare, quindi non stressate i figli e le figlie, lasciatele un po' di spazio.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When I was little, very little, for a short time I used to say that when I grew up I wanted to be an admiral. I didn't know anything about the sea except the things my dad told me who had been on board for many years, the thing I knew, I liked about the idea of becoming an admiral was that I had been told that a woman could not become an admiral, so I was fixated that I wanted to be an admiral, because from an early age I liked to take contrary, uncomfortable positions.<br><br>Then, as I grew older, I realised that there was a very big problem, a very big insurmountable problem that had nothing to do with military hierarchies or the navy and that is the fact that I suffer from an incredibly intense form of seasickness, car sickness, motion sickness in general, so the thought of being on a ship, no matter how big, how small, in short, soon made me change my mind.<br><br>Once I gave up the idea of becoming an admiral, I thought what would be the profession I wanted to do. This time I had a few more years, so I really put my own spin on it, and for a very long time, when asked, I would say I wanted to be a photo reporter. Later in life, now in my teens, this passion of mine that did not move at all, remained, it stayed there forever, let's say it was corroborated after watching a beautiful film by Antonioni called 'Profession Reporter,' with a resounding Jack Nicholson.<br><br>And then later on, nothing, I worked as a journalist for many years. I've never been a photo reporter, I don't know what it was that attracted me, I imagined going around taking pictures. No, but I became a journalist, though, and I was a journalist, both from the print media, but basically audio, radio, for many years, for more than a decade. Then I stopped because ... Whatever, personal reasons I didn't feel like running after ambulances anymore to talk about news stuff, I didn't care anymore.<br><br>Why am I telling you this? Because I consider myself very lucky because even as a child I knew what I wanted to do when I grew up. Exactly, something I then actually did. But I am an exception, not because I am particularly special, but because very few people know right away what they want to do and that's okay because you have plenty of time to explore, so don't stress your sons and daughters, give them some space.]]>
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        <![CDATA[🌟 Inizia un viaggio dai sogni d'infanzia ai percorsi inaspettati! Quando ero piccola, sognavo di diventare un'ammiraglio, sfidando le aspettative. Ma un mare di mal di mare ha cambiato il mio percorso. Ho scambiato i sogni e ho puntato a diventare una fotoreporter, ispirata da 'Professione Reporter' di Antonioni e l'iconico Jack Nicholson. In seguito, la mia carriera come giornalista si è sviluppata principalmente nell'ambito dell'audio e della radio. La vita ha preso le sue svolte, e alla fine ho abbandonato il frenetico mondo del giornalismo per motivi personali. Perché sto condividendo questo? Perché mi considero fortunata ad aver conosciuto la mia passione fin da piccola. Non tutti lo fanno, ed è perfettamente normale. C'è tempo per esplorare. Quindi, genitori, non mettete pressione a figli e figlie; lasciate che trovino la loro strada. 🚀 #SogniDinfanzia #PercorsoDiVita #ScopertaDellaPassione #SognateInGrande<br><br>TRASCRIZIONE [Eng translation below]<br><br>Quando ero piccola, molto piccola, per un breve periodo dicevo sempre che da grande avrei voluto fare l'ammiraglio. Non ne sapevo niente di mare, se non le cose che mi raccontava mio papà che era stato imbarcato per molti anni, la cosa che sapevo, mi piaceva dell'idea di diventare ammiraglio era che mi avevano detto che una donna non poteva diventare ammiraglio, per cui io mi ero fissata che volevo fare l'ammiraglio, perché fin da piccola mi piaceva prendere posizioni contrarie, scomode.<br><br>Poi, crescendo mi sono resa conto che c'era un grandissimo problema, un grandissimo insormontabile problema che non aveva niente a che fare con le gerarchie militari né con la marina e cioè il fatto che soffro di una forma incredibilmente intensa di mal di mare, mal d'auto, mal di movimento in generale, per cui il pensiero di stare su una nave, non importa quanto grande, quanto piccola, insomma, mi ha fatto presto cambiare idea.<br><br>Una volta abbandonata l'idea di diventare ammiraglio, ho pensato quello che sarebbe stato il mestiere che avrei voluto fare. Questa volta avevo qualche anno in più, quindi ci ho messo proprio del mio, e per tantissimo tempo, quando me lo chiedevan, dicevo che volevo fare la fotoreporter. Più avanti con gli anni, ormai adolescente, questa mia passione che non si mosse per niente, rimase, è rimasta lì per sempre, diciamo venne avvalorata dopo la visione di un bellissimo film di Antonioni intitolato 'Professione Reporter', con uno strepitoso Jack Nicholson.<br><br>E poi più avanti, niente, ho lavorato come giornalista per molti anni. Non ho mai fatto la fotoreporter, non so cos'è che mi attirasse, immaginavo di andare in giro a fare fotografie. No, però sono diventata giornalista e ho fatto la giornalista, sia dalla carta stampata, ma fondamentalmente audio, della radio, per molti anni, per più di un decennio. Poi ho smesso perché... Vabbè, ragioni personali non mi andava più di correre dietro alle ambulanze a parlare di cose di cronaca, non mi interessava più.<br><br>Perché ve lo sto raccontando? Perché io mi considero molto fortunata, perché fin da bambina sapevo quello che volevo fare da grande. Appunto, una cosa che poi ho fatto effettivamente. Ma io sono un'eccezione, non perché io sia particolarmente speciale, ma perché sono poche le persone che da subito sanno quello che vogliono fare e va bene così, perché si ha tutto il tempo per esplorare, quindi non stressate i figli e le figlie, lasciatele un po' di spazio.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When I was little, very little, for a short time I used to say that when I grew up I wanted to be an admiral. I didn't know anything about the sea except the things my dad told me who had been on board for many years, the thing I knew, I liked about the idea of becoming an admiral was that I had been told that a woman could not become an admiral, so I was fixated that I wanted to be an admiral, because from an early age I liked to take contrary, uncomfortable positions.<br><br>Then, as I grew older, I realised that there was a very big problem, a very big insurmountable problem that had nothing to do with military hierarchies or the navy and that is the fact that I suffer from an incredibly intense form of seasickness, car sickness, motion sickness in general, so the thought of being on a ship, no matter how big, how small, in short, soon made me change my mind.<br><br>Once I gave up the idea of becoming an admiral, I thought what would be the profession I wanted to do. This time I had a few more years, so I really put my own spin on it, and for a very long time, when asked, I would say I wanted to be a photo reporter. Later in life, now in my teens, this passion of mine that did not move at all, remained, it stayed there forever, let's say it was corroborated after watching a beautiful film by Antonioni called 'Profession Reporter,' with a resounding Jack Nicholson.<br><br>And then later on, nothing, I worked as a journalist for many years. I've never been a photo reporter, I don't know what it was that attracted me, I imagined going around taking pictures. No, but I became a journalist, though, and I was a journalist, both from the print media, but basically audio, radio, for many years, for more than a decade. Then I stopped because ... Whatever, personal reasons I didn't feel like running after ambulances anymore to talk about news stuff, I didn't care anymore.<br><br>Why am I telling you this? Because I consider myself very lucky because even as a child I knew what I wanted to do when I grew up. Exactly, something I then actually did. But I am an exception, not because I am particularly special, but because very few people know right away what they want to do and that's okay because you have plenty of time to explore, so don't stress your sons and daughters, give them some space.]]>
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      <pubDate>Wed, 27 Sep 2023 13:25:47 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 634 Effetto Gruen</title>
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        <![CDATA[Avete presente quel senso di smarrimento e di vertigine che si prova dentro i grandi centri commerciali? Non è una vostra impressione, dietro c'è una volontà precisa. Scoprite la storia di <b>Victor Gruen</b> che prima inventò i centri commerciali e poi votò la vita a cercare di distruggere la sua invenzione. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Una delle tante belle cose del vivere a Cagliari è che qui in Sardegna non ci sono i grandi centri commerciali a 20.000 piani, con la superficie che è quella di una piccola cittadina di provincia.<br><br>Sì, perché a me questi posti fanno venire l'angoscia, e non lo dico così per dire, mi viene proprio, fisicamente sto male. Prima di tutto perdo l'orientamento, non so più dove andare, non riconosco più i punti di riferimento miei, non trovo l'uscita e più giro a vuoto e più mi innervosisco, e più mi innervosisco e meno riesco a trovare l'uscita.<br><br>Mi è capitato diverse volte, appunto, persa in uno di questi giganteschi (e dico giganteschi) centri commerciali, di dover chiamare a casa per dire aiuto, non riesco a uscire, mi dici dov'è l'uscita del parcheggio tal dei tali, eccetera.<br><br>Perché ve ne sto parlando? Perché mi è tornato in mente il buon vecchio Gruen, <b>Victor Gruen</b>, un architetto austriaco che a metà degli anni '50 ha inventato il centro commerciale, è andato a costruirlo negli Stati Uniti, boh, forse abitava già negli Stati Uniti, comunque, ha costruito il primo centro commerciale e lui si è inventato tutte queste cose che noi vediamo adesso in ogni supermercato: la musica per far trascorrere il tempo più lentamente, mettere le cose che vogliamo che la gente compri più in vista, mettere le gomme americane e le batterie alla cassa e queste cose qua, mettere la musica, mettere le luci in un certo modo, cambiare spesso la disposizione così che il cliente, la cliente abbia sempre questo senso di ma dove sono? Ma cosa faccio?<br><br>Che sono anche le stesse tecniche usate all'interno dei casinò per far perdere la cognizione del tempo, infatti c'è sempre luce innaturale, non ci sono mai finestre, non ci sono mai orologi, così non si avverte il trascorrere del tempo.<br><br>La cosa divertente, ironica più che divertente, è che dopo aver creato tutto questo sistema, il signor Victor Gruen, e aver stabilito come si fa a far rimanere una persona più a lungo nel centro commerciale, si è reso conto che tutti i suoi insegnamenti erano stati stravolti per approfittare della clientela e quindi ha misconosciuto, si è rivoltato contro la sua stessa creazione.<br><br>Oggi si parla di Gruen Transfer, effetto Gruen, cioè quello che noi proviamo dentro il supermercato, dentro il grande magazzino: perdiamo un po il senso dell'orientamento e veniamo presi anche da questa gioia dell'acquisto e compriamo cose che non ci servono.<br>Ecco, a me il Gruen transfer fa venire un gran nervoso, mi fa perdere l'orientamento e non vedo l'ora di uscire, di scappare. Niente grandi magazzini per me, niente super centri commerciali.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>One of the many nice things about living in Cagliari is that here in Sardinia there are no big 20,000-story shopping malls, with the area being that of a small provincial town.<br><br>Yes, because to me these places give me anxiety, and I'm not just saying that, I really get, physically I'm sick. First of all, I lose my orientation, I don't know where to go anymore, I don't recognise my own landmarks, I can't find the exit, and the more I go around in circles, the more nervous I get, and the more nervous I get, the less I can find the exit.<br>It has happened to me several times, actually, lost in one of these giant (and I say giant) shopping malls, that I have to call home to say help, I can't get out, can you tell me where is the exit of such-and-such parking lot, etc.<br><br>Why am I telling you about this? I was reminded of good old Gruen, Victor Gruen, an Austrian architect who in the mid-1950s invented the mall, and went to build it in the United States, IDK, maybe he was already living in the United States, anyway, he built the first mall and he came up with all these things that we see now in every supermarket: music to slow down time, put the things they want people to buy more prominently, put chewing gum and batteries at the checkout and these things here, put music, put the lights a certain way, change the layout often so that the customer always has this sense of but where am I? But what am I doing?<br><br>These are also the same techniques used inside casinos to make people lose track of time, in fact, there is always unnatural light, there are never any windows, there are never any clocks, so you don't feel the passage of time.<br><br>The funny thing, ironic rather than funny, is that after creating this whole system, Mr Victor Gruen, and establishing how to make a person stay longer in the mall, realised that all his teachings had been twisted to take advantage of the clientele and so he repudiated, turned against his own creation.<br><br>Today we talk about Gruen Transfer, the Gruen effect, that is, what we experience inside the supermarket, inside the department store: we lose our sense of direction a bit and we also get caught up in this joy of buying and buying things we don't need.<br><br>You see, to me, Gruen transfer makes me very nervous, makes me lose my bearings, and I can't wait to get out, to run away. No department stores for me, no super malls.<br><br><br><br><br><b>Victor Gruen </b><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Victor_Gruen" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Victor_Gruen</a>]]>
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        <![CDATA[Avete presente quel senso di smarrimento e di vertigine che si prova dentro i grandi centri commerciali? Non è una vostra impressione, dietro c'è una volontà precisa. Scoprite la storia di <b>Victor Gruen</b> che prima inventò i centri commerciali e poi votò la vita a cercare di distruggere la sua invenzione. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Una delle tante belle cose del vivere a Cagliari è che qui in Sardegna non ci sono i grandi centri commerciali a 20.000 piani, con la superficie che è quella di una piccola cittadina di provincia.<br><br>Sì, perché a me questi posti fanno venire l'angoscia, e non lo dico così per dire, mi viene proprio, fisicamente sto male. Prima di tutto perdo l'orientamento, non so più dove andare, non riconosco più i punti di riferimento miei, non trovo l'uscita e più giro a vuoto e più mi innervosisco, e più mi innervosisco e meno riesco a trovare l'uscita.<br><br>Mi è capitato diverse volte, appunto, persa in uno di questi giganteschi (e dico giganteschi) centri commerciali, di dover chiamare a casa per dire aiuto, non riesco a uscire, mi dici dov'è l'uscita del parcheggio tal dei tali, eccetera.<br><br>Perché ve ne sto parlando? Perché mi è tornato in mente il buon vecchio Gruen, <b>Victor Gruen</b>, un architetto austriaco che a metà degli anni '50 ha inventato il centro commerciale, è andato a costruirlo negli Stati Uniti, boh, forse abitava già negli Stati Uniti, comunque, ha costruito il primo centro commerciale e lui si è inventato tutte queste cose che noi vediamo adesso in ogni supermercato: la musica per far trascorrere il tempo più lentamente, mettere le cose che vogliamo che la gente compri più in vista, mettere le gomme americane e le batterie alla cassa e queste cose qua, mettere la musica, mettere le luci in un certo modo, cambiare spesso la disposizione così che il cliente, la cliente abbia sempre questo senso di ma dove sono? Ma cosa faccio?<br><br>Che sono anche le stesse tecniche usate all'interno dei casinò per far perdere la cognizione del tempo, infatti c'è sempre luce innaturale, non ci sono mai finestre, non ci sono mai orologi, così non si avverte il trascorrere del tempo.<br><br>La cosa divertente, ironica più che divertente, è che dopo aver creato tutto questo sistema, il signor Victor Gruen, e aver stabilito come si fa a far rimanere una persona più a lungo nel centro commerciale, si è reso conto che tutti i suoi insegnamenti erano stati stravolti per approfittare della clientela e quindi ha misconosciuto, si è rivoltato contro la sua stessa creazione.<br><br>Oggi si parla di Gruen Transfer, effetto Gruen, cioè quello che noi proviamo dentro il supermercato, dentro il grande magazzino: perdiamo un po il senso dell'orientamento e veniamo presi anche da questa gioia dell'acquisto e compriamo cose che non ci servono.<br>Ecco, a me il Gruen transfer fa venire un gran nervoso, mi fa perdere l'orientamento e non vedo l'ora di uscire, di scappare. Niente grandi magazzini per me, niente super centri commerciali.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>One of the many nice things about living in Cagliari is that here in Sardinia there are no big 20,000-story shopping malls, with the area being that of a small provincial town.<br><br>Yes, because to me these places give me anxiety, and I'm not just saying that, I really get, physically I'm sick. First of all, I lose my orientation, I don't know where to go anymore, I don't recognise my own landmarks, I can't find the exit, and the more I go around in circles, the more nervous I get, and the more nervous I get, the less I can find the exit.<br>It has happened to me several times, actually, lost in one of these giant (and I say giant) shopping malls, that I have to call home to say help, I can't get out, can you tell me where is the exit of such-and-such parking lot, etc.<br><br>Why am I telling you about this? I was reminded of good old Gruen, Victor Gruen, an Austrian architect who in the mid-1950s invented the mall, and went to build it in the United States, IDK, maybe he was already living in the United States, anyway, he built the first mall and he came up with all these things that we see now in every supermarket: music to slow down time, put the things they want people to buy more prominently, put chewing gum and batteries at the checkout and these things here, put music, put the lights a certain way, change the layout often so that the customer always has this sense of but where am I? But what am I doing?<br><br>These are also the same techniques used inside casinos to make people lose track of time, in fact, there is always unnatural light, there are never any windows, there are never any clocks, so you don't feel the passage of time.<br><br>The funny thing, ironic rather than funny, is that after creating this whole system, Mr Victor Gruen, and establishing how to make a person stay longer in the mall, realised that all his teachings had been twisted to take advantage of the clientele and so he repudiated, turned against his own creation.<br><br>Today we talk about Gruen Transfer, the Gruen effect, that is, what we experience inside the supermarket, inside the department store: we lose our sense of direction a bit and we also get caught up in this joy of buying and buying things we don't need.<br><br>You see, to me, Gruen transfer makes me very nervous, makes me lose my bearings, and I can't wait to get out, to run away. No department stores for me, no super malls.<br><br><br><br><br><b>Victor Gruen </b><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Victor_Gruen" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Victor_Gruen</a>]]>
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      <pubDate>Tue, 26 Sep 2023 16:06:32 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Avete presente quel senso di smarrimento e di vertigine che si prova dentro i grandi centri commerciali? Non è una vostra impressione, dietro c'è una volontà precisa. Scoprite la storia di Victor Gruen che prima inventò i centri commerciali e poi votò la vita a cercare di distruggere la sua invenzione. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Una delle tante belle cose del vivere a Cagliari è che qui in Sardegna non ci sono i grandi centri commerciali a 20.000 piani, con la superficie che è quella di una piccola cittadina di provincia.Sì, perché a me questi posti fanno venire l'angoscia, e non lo dico così per dire, mi viene proprio, fisicamente sto male. Prima di tutto perdo l'orientamento, non so più dove andare, non riconosco più i punti di riferimento miei, non trovo l'uscita e più giro a vuoto e più mi innervosisco, e più mi innervosisco e meno riesco a trovare l'uscita.Mi è capitato diverse volte, appunto, persa in uno di questi giganteschi (e dico giganteschi) centri commerciali, di dover chiamare a casa per dire aiuto, non riesco a uscire, mi dici dov'è l'uscita del parcheggio tal dei tali, eccetera.Perché ve ne sto parlando? Perché mi è tornato in mente il buon vecchio Gruen, Victor Gruen, un architetto austriaco che a metà degli anni '50 ha inventato il centro commerciale, è andato a costruirlo negli Stati Uniti, boh, forse abitava già negli Stati Uniti, comunque, ha costruito il primo centro commerciale e lui si è inventato tutte queste cose che noi vediamo adesso in ogni supermercato: la musica per far trascorrere il tempo più lentamente, mettere le cose che vogliamo che la gente compri più in vista, mettere le gomme americane e le batterie alla cassa e queste cose qua, mettere la musica, mettere le luci in un certo modo, cambiare spesso la disposizione così che il cliente, la cliente abbia sempre questo senso di ma dove sono? Ma cosa faccio?Che sono anche le stesse tecniche usate all'interno dei casinò per far perdere la cognizione del tempo, infatti c'è sempre luce innaturale, non ci sono mai finestre, non ci sono mai orologi, così non si avverte il trascorrere del tempo.La cosa divertente, ironica più che divertente, è che dopo aver creato tutto questo sistema, il signor Victor Gruen, e aver stabilito come si fa a far rimanere una persona più a lungo nel centro commerciale, si è reso conto che tutti i suoi insegnamenti erano stati stravolti per approfittare della clientela e quindi ha misconosciuto, si è rivoltato contro la sua stessa creazione.Oggi si parla di Gruen Transfer, effetto Gruen, cioè quello che noi proviamo dentro il supermercato, dentro il grande magazzino: perdiamo un po il senso dell'orientamento e veniamo presi anche da questa gioia dell'acquisto e compriamo cose che non ci servono.Ecco, a me il Gruen transfer fa venire un gran nervoso, mi fa perdere l'orientamento e non vedo l'ora di uscire, di scappare. Niente grandi magazzini per me, niente super centri commerciali.TRANSLATIONOne of the many nice things about living in Cagliari is that here in Sardinia there are no big 20,000-story shopping malls, with the area being that of a small provincial town.Yes, because to me these places give me anxiety, and I'm not just saying that, I really get, physically I'm sick. First of all, I lose my orientation, I don't know where to go anymore, I don't recognise my own landmarks, I can't find the exit, and the more I go around in circles, the more nervous I get, and the more nervous I get, the less I can find the exit.It has happened to me several times, actually, lost in one of these giant (and I say giant) shopping malls, that I have to call home to say help, I can't get out, can you tell me where is the exit of such-and-such parking lot, etc.Why am I telling you about this? I was reminded of good old...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 633 Serie TV cercasi</title>
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        <![CDATA[Ho finito tutte le serie tv interessanti e sono alla ricerca di qualcosa di nuovo. Suggerimenti?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ieri notte ho guardato anche l'ultima puntata serie dell'ultima serie tv che mi interessava. E adesso niente, non ho più niente da guardare.<br><br>Ho iniziato a guardarne diverse, però io sono sempre della filosofia, e faccio così anche coi libri, eh, quando inizio una cosa non è che me l'abbia detto il medico che devo arrivare fino alla fine se non mi interessa più farla, quindi ho un sacco di libri che ho iniziato a leggere poi m'hanno annoiato, li ho lasciati perdere, e la stessa cosa con le serie tv: io inizio a guardarla, diciamo che do una serie tv mmmmh 10 minuti? Ma anche se dopo aver visto tutta la prima puntata, il primo episodio, non mi soddisfa, mollo tutto e lascio perdere perché, come diceva non mi ricordo chi, la vita è troppo breve per... aspè cos'è che diceva... La vita è troppo breve per... Imbottire i funghi? Per riempire i funghi? Mettere il ripieno ai funghi? Comunque, sto divagando.<br><br>Allora sì, ho iniziato a guardare diverse serie tv, adesso non importa il titolo, però diciamo che hanno tutte delle caratteristiche simili, quelle che non mi cpiacciono. Allora, c'è la serie super americana, dove tutti parlano sempre mentre camminano, con le braccia piegate, mai lungo il corpo, sempre piegate, poi stanno sempre camminando mentre mentre parlano e i protagonisti hanno i denti perfetti e sono tutti incredibilmente prestanti.<br><br>Di solito in queste serie americane c'è un eroe, può essere maschio o femmina, o anche intersex, non importa, e questa persona però fa le cose che non si dovrebbero fare, ma le fa a fin di bene, poi salva tutti, perché il vero eroe americano non segue le regole, ma le regole se le inventa.<br><br>Poi ci sono quelli dove si vede troppo sangue, troppe cose brutte, ammazzano troppe donne, c'è troppa violenza, e quelle le scarta a priori, anche se poi, diciamo, quando sono fatte bene le guardo, tipo <i>Squid Games</i> o <i>Alice in Borderland</i>, erano molto violente, però mi sono piaciute.<br><br>Poi ci sono quelle che hanno troppe cose che succedono, troppi universi paralleli, per cui devi metterti a guardarle con un quaderno a fianco, un foglio, carta e penna per prendere nota chi è chi e non si capisce niente, allora mollo.<br><br>Poi ci sono quelle dei supereroi che uuuu! O sono fatte molto bene in senso ironico, tipo <i>The Boys </i>o non mi interessano<i>.</i><br><br>Poi ci sono quelle fantasy, anche quelle hanno sempre che impiegano cinque puntate per spiegarti come funziona il mondo. Vabbè, ripeto, mandatemi titoli di serie da guardare che mi sto annoiando. Grazie.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Last night I watched the last series episode of the last TV series I was interested in. And now nothing, I have nothing to watch.<br><br>I started watching several, however I'm always of the philosophy, and I do the same with books, eh, when I start something it's not like the doctor told me that I have to get to the end if I'm not interested in doing it anymore, so I have a lot of books that I started reading then they bored me, I let them go, and the same thing with TV series: I start watching it, let's say I give a TV series mmmmh 10 minutes? But even if after watching the whole first episode, it doesn't satisfy me, I give up and let it go because, as I don't remember who said, life is too short to ... wait what is it that he said ... Life is too short for ... To fill in mushrooms? To stuff mushrooms? Anyway, I digress.<br><br>So yes, I started to watch several TV series, now never mind the title, however let's say they all have similar characteristics, the ones I don't like. So, there is the super American series, where everyone is always talking while walking, with their arms folded, never along the body, always folded, then they are always walking while talking, and the main characters have perfect teeth and they are all incredibly performant.<br><br>Usually in these American series there is a hero, can be male or female, or even intersex, it doesn't matter, and this person though does the things that should not be done, but they do it for good, then save everybody, because the real American hero does not follow the rules, but they make up the rules.<br><br>Then there are the ones where you see too much blood, too many bad things, they kill too many women, there is too much violence, and those I dismiss out of hand, although then, let's say, when they are done well I watch them, like <i>Squid Games</i> or <i>Alice in Borderland</i>, they were very violent, but I liked them.<br><br>Then there are the ones that have too many things going on, too many parallel universes, so you have to watch them with a notebook on the side, a paper, pen and paper to take note of who's who and you can't follow, so I quit.<br><br>Then there are the superhero ones that uuu! Either they are done very well in an ironic sense, like <i>The Boys,</i> or I am not interested in them.<br><br>Then there are the fantasy ones, those too always have to take five episodes to explain to you how the world works. Anyway, as I said, send me titles of series to watch, I'm getting bored. Thank you.<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Ho finito tutte le serie tv interessanti e sono alla ricerca di qualcosa di nuovo. Suggerimenti?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ieri notte ho guardato anche l'ultima puntata serie dell'ultima serie tv che mi interessava. E adesso niente, non ho più niente da guardare.<br><br>Ho iniziato a guardarne diverse, però io sono sempre della filosofia, e faccio così anche coi libri, eh, quando inizio una cosa non è che me l'abbia detto il medico che devo arrivare fino alla fine se non mi interessa più farla, quindi ho un sacco di libri che ho iniziato a leggere poi m'hanno annoiato, li ho lasciati perdere, e la stessa cosa con le serie tv: io inizio a guardarla, diciamo che do una serie tv mmmmh 10 minuti? Ma anche se dopo aver visto tutta la prima puntata, il primo episodio, non mi soddisfa, mollo tutto e lascio perdere perché, come diceva non mi ricordo chi, la vita è troppo breve per... aspè cos'è che diceva... La vita è troppo breve per... Imbottire i funghi? Per riempire i funghi? Mettere il ripieno ai funghi? Comunque, sto divagando.<br><br>Allora sì, ho iniziato a guardare diverse serie tv, adesso non importa il titolo, però diciamo che hanno tutte delle caratteristiche simili, quelle che non mi cpiacciono. Allora, c'è la serie super americana, dove tutti parlano sempre mentre camminano, con le braccia piegate, mai lungo il corpo, sempre piegate, poi stanno sempre camminando mentre mentre parlano e i protagonisti hanno i denti perfetti e sono tutti incredibilmente prestanti.<br><br>Di solito in queste serie americane c'è un eroe, può essere maschio o femmina, o anche intersex, non importa, e questa persona però fa le cose che non si dovrebbero fare, ma le fa a fin di bene, poi salva tutti, perché il vero eroe americano non segue le regole, ma le regole se le inventa.<br><br>Poi ci sono quelli dove si vede troppo sangue, troppe cose brutte, ammazzano troppe donne, c'è troppa violenza, e quelle le scarta a priori, anche se poi, diciamo, quando sono fatte bene le guardo, tipo <i>Squid Games</i> o <i>Alice in Borderland</i>, erano molto violente, però mi sono piaciute.<br><br>Poi ci sono quelle che hanno troppe cose che succedono, troppi universi paralleli, per cui devi metterti a guardarle con un quaderno a fianco, un foglio, carta e penna per prendere nota chi è chi e non si capisce niente, allora mollo.<br><br>Poi ci sono quelle dei supereroi che uuuu! O sono fatte molto bene in senso ironico, tipo <i>The Boys </i>o non mi interessano<i>.</i><br><br>Poi ci sono quelle fantasy, anche quelle hanno sempre che impiegano cinque puntate per spiegarti come funziona il mondo. Vabbè, ripeto, mandatemi titoli di serie da guardare che mi sto annoiando. Grazie.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Last night I watched the last series episode of the last TV series I was interested in. And now nothing, I have nothing to watch.<br><br>I started watching several, however I'm always of the philosophy, and I do the same with books, eh, when I start something it's not like the doctor told me that I have to get to the end if I'm not interested in doing it anymore, so I have a lot of books that I started reading then they bored me, I let them go, and the same thing with TV series: I start watching it, let's say I give a TV series mmmmh 10 minutes? But even if after watching the whole first episode, it doesn't satisfy me, I give up and let it go because, as I don't remember who said, life is too short to ... wait what is it that he said ... Life is too short for ... To fill in mushrooms? To stuff mushrooms? Anyway, I digress.<br><br>So yes, I started to watch several TV series, now never mind the title, however let's say they all have similar characteristics, the ones I don't like. So, there is the super American series, where everyone is always talking while walking, with their arms folded, never along the body, always folded, then they are always walking while talking, and the main characters have perfect teeth and they are all incredibly performant.<br><br>Usually in these American series there is a hero, can be male or female, or even intersex, it doesn't matter, and this person though does the things that should not be done, but they do it for good, then save everybody, because the real American hero does not follow the rules, but they make up the rules.<br><br>Then there are the ones where you see too much blood, too many bad things, they kill too many women, there is too much violence, and those I dismiss out of hand, although then, let's say, when they are done well I watch them, like <i>Squid Games</i> or <i>Alice in Borderland</i>, they were very violent, but I liked them.<br><br>Then there are the ones that have too many things going on, too many parallel universes, so you have to watch them with a notebook on the side, a paper, pen and paper to take note of who's who and you can't follow, so I quit.<br><br>Then there are the superhero ones that uuu! Either they are done very well in an ironic sense, like <i>The Boys,</i> or I am not interested in them.<br><br>Then there are the fantasy ones, those too always have to take five episodes to explain to you how the world works. Anyway, as I said, send me titles of series to watch, I'm getting bored. Thank you.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 25 Sep 2023 14:09:57 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 632 Quando l'ex dell'amica</title>
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        <![CDATA[Perché l'ex dovrebbe avere voce in capitolo? Boh!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG transation below]<br><br>Ecco, non capisco come si possa pensare di avere dei diritti sul proprio o sulla propria ex.<br>A cosa mi riferisco? Sto guardando una serie tv, non vi dico quale perché non voglio spoilerare nessun aspetto della trama, una serie che mi piace moltissimo, vabbè, comunque in questa serie di cui non vi dico il titolo, a un certo punto una ragazza si innamora dell'ex della sua amica, però sia lui che lei si sentono in colpa perché si sentono in dovere di dover quasi chiedere il permesso alla ex perché altrimenti lei ci rimane male.<br>E io lo guardo ed è uno show che mi piace molto, una serie anche molto intelligente, scritta benissimo, con una sceneggiatura molto bella, e però questa cosa qua io veramente non la capisco. Cioè tu sai con una persona, vi lasciate e finisce lì, non è che se la mia amica si vuol mettere col mio ex deve chiedere il permesso a me o deve sentirsi in colpa nei miei confronti, ma che è sta storia qua?<br>Ed è una cosa che trovo spesso sia nei film che nelle serie che anche nei racconti ed è una cosa che proprio non riesco a spiegare, a capire in base a quale criterio, cioè se a me ancora mi devi chiedere il permesso e perché ancora a me ne frega qualcosa? Non lo so ma tutto questo discorso di chiedere il permesso agli altri per mettersi con qualcuno per poter mostrare i sentimenti a qualcuno, come se le persone fossero degli oggetti che appartengono a qualcuno, è una cosa che da quando l'ho vista ieri sera continuo a rimuginarci sopra, e a riflettere com'è che una serie così intelligente poi, dove anche i personaggi sono ben descritti, ben delineati eccetera, e però poi fa queste cose qua.<br>Vabbè, se poi vi chiedete ma l'amica come ha reagito? Le ha detto sì, mettiti pure col mio ex, non me ne frega niente, no? Le ha detto no, ora, in questo momento ho altre cose per la testa perché avevo altre cose per la testa, non posso gestirmi una situazione del genere, non parliamone adesso, parliamone più avanti. Quindi dando ancora più peso al fatto che lei abbia voce in capitolo perché la sua amica si vuole mettere col suo ex.<br>No, son proprio cose che non riesco a capire non riesco a gestire, gestire? Non riesco a spiegare. Vabbè no volevo condividere con voi questo mio stato di frustrazione perché da quando l'ho visto ieri continuo a pensarci, quando l'ho visto ieri notte, era notte tarda, era il terzo episodio che guardavo di seguito. Ah, devo smetterla di fare certe cose che la mattina non riesco ad alzarmi, poi non mi rimane più niente da guardare. Sono tutte finite le serie belle che vi piacciono, sono alla disperata ricerca di nuove serie. Suggeritemene qualcuna.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Here, I don't understand how you can think you have any rights to your ex.<br>What am I referring to? I'm watching a TV series, I won't tell you which one because I don't want to spoil any aspect of the plot, a series that I like very much, whatever, anyway in this series of which I won't tell you the title, at one point a girl falls in love with her friend's ex, however both he and she feel guilty because they feel they almost have to ask the ex for permission because otherwise she gets hurt.<br>And I watch it and it's a show that I really like, a very intelligent series as well, very well written, with a very good script, and yet this thing here I really don't understand. I mean you are with a person, you break up and that's it, it's not like if my friend wants to get with my ex she has to ask permission from me or she has to feel guilty towards me, but what is this story here?<br>And it's something that I often find both in movies and series and also in novels and it's something that I just can't explain, or understand by what criteria, that is if you still have to ask my permission is it because I do still care? I don't know but all this talk about asking permission from others to get involved with someone in order to be able to show feelings to someone, as if people are objects that belong to someone, is something that since I watched it last night I keep mulling over, and pondering how it is that such an intelligent series then, where the characters are well described, well delineated and so on, and yet then it does these things here.<br>Whatever, if you then ask but how did the friend react? Did she say yes, go ahead and get with my ex, I don't care, right? She told her no, right now I have other things on my mind - because she had other things on her mind - I can't handle such a situation, let's not talk about it now, let's talk about it later. So giving even more weight to the fact that she has a say because her friend wants to get with her ex.<br>No, these are just things that I can't understand I can't handle, handle? I cannot explain. Whatever, I wanted to share with you this state of my frustration because since I saw it yesterday I kept thinking about it, when I saw it last night, it was late at night, it was the third episode I watched in a row. Ah, I have to stop doing certain things that I can't get up in the morning, then I have nothing left to look at. All the good series that I like have ended, I am desperately looking for a new series. Suggest me some, please!<br><br>]]>
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        <![CDATA[Perché l'ex dovrebbe avere voce in capitolo? Boh!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG transation below]<br><br>Ecco, non capisco come si possa pensare di avere dei diritti sul proprio o sulla propria ex.<br>A cosa mi riferisco? Sto guardando una serie tv, non vi dico quale perché non voglio spoilerare nessun aspetto della trama, una serie che mi piace moltissimo, vabbè, comunque in questa serie di cui non vi dico il titolo, a un certo punto una ragazza si innamora dell'ex della sua amica, però sia lui che lei si sentono in colpa perché si sentono in dovere di dover quasi chiedere il permesso alla ex perché altrimenti lei ci rimane male.<br>E io lo guardo ed è uno show che mi piace molto, una serie anche molto intelligente, scritta benissimo, con una sceneggiatura molto bella, e però questa cosa qua io veramente non la capisco. Cioè tu sai con una persona, vi lasciate e finisce lì, non è che se la mia amica si vuol mettere col mio ex deve chiedere il permesso a me o deve sentirsi in colpa nei miei confronti, ma che è sta storia qua?<br>Ed è una cosa che trovo spesso sia nei film che nelle serie che anche nei racconti ed è una cosa che proprio non riesco a spiegare, a capire in base a quale criterio, cioè se a me ancora mi devi chiedere il permesso e perché ancora a me ne frega qualcosa? Non lo so ma tutto questo discorso di chiedere il permesso agli altri per mettersi con qualcuno per poter mostrare i sentimenti a qualcuno, come se le persone fossero degli oggetti che appartengono a qualcuno, è una cosa che da quando l'ho vista ieri sera continuo a rimuginarci sopra, e a riflettere com'è che una serie così intelligente poi, dove anche i personaggi sono ben descritti, ben delineati eccetera, e però poi fa queste cose qua.<br>Vabbè, se poi vi chiedete ma l'amica come ha reagito? Le ha detto sì, mettiti pure col mio ex, non me ne frega niente, no? Le ha detto no, ora, in questo momento ho altre cose per la testa perché avevo altre cose per la testa, non posso gestirmi una situazione del genere, non parliamone adesso, parliamone più avanti. Quindi dando ancora più peso al fatto che lei abbia voce in capitolo perché la sua amica si vuole mettere col suo ex.<br>No, son proprio cose che non riesco a capire non riesco a gestire, gestire? Non riesco a spiegare. Vabbè no volevo condividere con voi questo mio stato di frustrazione perché da quando l'ho visto ieri continuo a pensarci, quando l'ho visto ieri notte, era notte tarda, era il terzo episodio che guardavo di seguito. Ah, devo smetterla di fare certe cose che la mattina non riesco ad alzarmi, poi non mi rimane più niente da guardare. Sono tutte finite le serie belle che vi piacciono, sono alla disperata ricerca di nuove serie. Suggeritemene qualcuna.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Here, I don't understand how you can think you have any rights to your ex.<br>What am I referring to? I'm watching a TV series, I won't tell you which one because I don't want to spoil any aspect of the plot, a series that I like very much, whatever, anyway in this series of which I won't tell you the title, at one point a girl falls in love with her friend's ex, however both he and she feel guilty because they feel they almost have to ask the ex for permission because otherwise she gets hurt.<br>And I watch it and it's a show that I really like, a very intelligent series as well, very well written, with a very good script, and yet this thing here I really don't understand. I mean you are with a person, you break up and that's it, it's not like if my friend wants to get with my ex she has to ask permission from me or she has to feel guilty towards me, but what is this story here?<br>And it's something that I often find both in movies and series and also in novels and it's something that I just can't explain, or understand by what criteria, that is if you still have to ask my permission is it because I do still care? I don't know but all this talk about asking permission from others to get involved with someone in order to be able to show feelings to someone, as if people are objects that belong to someone, is something that since I watched it last night I keep mulling over, and pondering how it is that such an intelligent series then, where the characters are well described, well delineated and so on, and yet then it does these things here.<br>Whatever, if you then ask but how did the friend react? Did she say yes, go ahead and get with my ex, I don't care, right? She told her no, right now I have other things on my mind - because she had other things on her mind - I can't handle such a situation, let's not talk about it now, let's talk about it later. So giving even more weight to the fact that she has a say because her friend wants to get with her ex.<br>No, these are just things that I can't understand I can't handle, handle? I cannot explain. Whatever, I wanted to share with you this state of my frustration because since I saw it yesterday I kept thinking about it, when I saw it last night, it was late at night, it was the third episode I watched in a row. Ah, I have to stop doing certain things that I can't get up in the morning, then I have nothing left to look at. All the good series that I like have ended, I am desperately looking for a new series. Suggest me some, please!<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 24 Sep 2023 14:43:51 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Perché l'ex dovrebbe avere voce in capitolo? Boh!TRASCRIZIONE [ENG transation below]Ecco, non capisco come si possa pensare di avere dei diritti sul proprio o sulla propria ex.A cosa mi riferisco? Sto guardando una serie tv, non vi dico quale perché non voglio spoilerare nessun aspetto della trama, una serie che mi piace moltissimo, vabbè, comunque in questa serie di cui non vi dico il titolo, a un certo punto una ragazza si innamora dell'ex della sua amica, però sia lui che lei si sentono in colpa perché si sentono in dovere di dover quasi chiedere il permesso alla ex perché altrimenti lei ci rimane male.E io lo guardo ed è uno show che mi piace molto, una serie anche molto intelligente, scritta benissimo, con una sceneggiatura molto bella, e però questa cosa qua io veramente non la capisco. Cioè tu sai con una persona, vi lasciate e finisce lì, non è che se la mia amica si vuol mettere col mio ex deve chiedere il permesso a me o deve sentirsi in colpa nei miei confronti, ma che è sta storia qua?Ed è una cosa che trovo spesso sia nei film che nelle serie che anche nei racconti ed è una cosa che proprio non riesco a spiegare, a capire in base a quale criterio, cioè se a me ancora mi devi chiedere il permesso e perché ancora a me ne frega qualcosa? Non lo so ma tutto questo discorso di chiedere il permesso agli altri per mettersi con qualcuno per poter mostrare i sentimenti a qualcuno, come se le persone fossero degli oggetti che appartengono a qualcuno, è una cosa che da quando l'ho vista ieri sera continuo a rimuginarci sopra, e a riflettere com'è che una serie così intelligente poi, dove anche i personaggi sono ben descritti, ben delineati eccetera, e però poi fa queste cose qua.Vabbè, se poi vi chiedete ma l'amica come ha reagito? Le ha detto sì, mettiti pure col mio ex, non me ne frega niente, no? Le ha detto no, ora, in questo momento ho altre cose per la testa perché avevo altre cose per la testa, non posso gestirmi una situazione del genere, non parliamone adesso, parliamone più avanti. Quindi dando ancora più peso al fatto che lei abbia voce in capitolo perché la sua amica si vuole mettere col suo ex.No, son proprio cose che non riesco a capire non riesco a gestire, gestire? Non riesco a spiegare. Vabbè no volevo condividere con voi questo mio stato di frustrazione perché da quando l'ho visto ieri continuo a pensarci, quando l'ho visto ieri notte, era notte tarda, era il terzo episodio che guardavo di seguito. Ah, devo smetterla di fare certe cose che la mattina non riesco ad alzarmi, poi non mi rimane più niente da guardare. Sono tutte finite le serie belle che vi piacciono, sono alla disperata ricerca di nuove serie. Suggeritemene qualcuna.TRANSLATIONHere, I don't understand how you can think you have any rights to your ex.What am I referring to? I'm watching a TV series, I won't tell you which one because I don't want to spoil any aspect of the plot, a series that I like very much, whatever, anyway in this series of which I won't tell you the title, at one point a girl falls in love with her friend's ex, however both he and she feel guilty because they feel they almost have to ask the ex for permission because otherwise she gets hurt.And I watch it and it's a show that I really like, a very intelligent series as well, very well written, with a very good script, and yet this thing here I really don't understand. I mean you are with a person, you break up and that's it, it's not like if my friend wants to get with my ex she has to ask permission from me or she has to feel guilty towards me, but what is this story here?And it's something that I often find both in movies and series and also in novels and it's something that I just can't explain, or understand by what criteria, that is if you still have to ask my permission is it because I do still care? I don't know but all this talk about asking permission...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Perché l'ex dovrebbe avere voce in capitolo? Boh!TRASCRIZIONE [ENG transation below]Ecco, non capisco come si possa pensare di avere dei diritti sul proprio o sulla propria ex.A cosa mi riferisco? Sto guardando una serie tv, non vi dico quale perché non v</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 631 Milanesi al mercato di Cagliari</title>
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        <![CDATA[L'incontro con un milanese al mercato del pesce mi ha fatto storcere il naso.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Oggi sono andata al mercato per vedere se trovavo del pesce. Cagliari ha un bellissimo mercato il mercato di San Benedetto, ha due piani, al primo piano ci sono le verdure, la carne, la frutta, i formaggi, il pane, invece al piano di sotto c'è il pesce.<br><br>A me piace tantissimo andare al mercato del pesce perché mi piace mangiare pesce e poi perché questa parte del mercato ancora ha mantenuto... È un po' come me la ricordo quando ero bambina e alcune delle persone che vendono il pesce, soprattutto nella parte che si chiama 'piccola pesca', dove ci sono i pescatori che vanno loro, cioè non lo comprano al mercato all'ingrosso, ecco, soprattutto lì ci sono delle persone che vendono pesce che hanno più o meno la mia età e io mi ricordo quando ero bambina e accompagnavo mamma al mercato e c'erano i genitori, c'era il papà di quello che adesso vende il pesce nella 'piccola pesca', quindi un po' anche c'è questa specie di passaggio di consegne delle generazioni.<br><br>Oggi sono andata al mercato, di solito non vado il sabato perché c'è troppa gente, soprattutto troppi turisti che si fermano a fare le fotografie, e... sì, e mentre passavo così c'era un sacco di gente, quindi ci si spingeva un po', così come si fa al mercato, ho sfiorato questo gruppo di persone e così ho sentito quello che dicevano, e c'era un signore con un fortissimo accento milanese che diceva "ah! ma visto qua come costa tutto poco, compro tutto ah! ah! ah!".<br><br>Io sono rimasta un po così perché per le persone che abitano a Cagliari vi assicuro che le cose non costano poco. Perché sì... c'è gente che vive di una piccola pensione, soprattutto le persone anziane, anche le persone che lavorano, che guadagnano poco oppure lavorano e non vengono pagate.<br><br>Non lo so, la cosa... Forse è anche questo accento milanese che mi ha un po' irritato. Mi sono girata e ho guardato il signore, lui ha guardato me e ci siamo guardati, però io non ho detto niente, poi ho continuato per la mia strada.<br><br>La cosa mi ha disturbato. Forse sono anche un po' protettiva nei confronti della mia città, del mio mercato, io quando vado fuori cerco di non intralciare la vita dei locals, ad esempio quando sono andata in Giappone, e anche poi ci tornerò, non vado al mercato del pesce la mattina presto perché so che le persone che lavorano lì ne hanno le tasche piene dei turisti in mezzo ai piedi, che fanno le foto. Insomma, no, non vado lì, non mi interessa andare lì. Ci andrei se avessi un progetto, ma semplicemente per guardare, non mi interessa.<br><br>Sì, non so se questa cosa qua ha più a che vedere con me, le mie paranoie o con la mia insofferenza nei confronti dei turisti. Ops!<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Today I went to the market to see if I could find fish. Cagliari has a beautiful market the San Benedetto market, it has two floors, on the second floor there are vegetables, meat, fruits, cheeses, bread, while downstairs there is fish.<br>I really like to go to the fish market because I like to eat fish and then because this part of the market still maintained... It's kind of like I remember it when I was a little girl and some of the people who sell fish, especially in the part that is called 'small fishing,' where there are fishermen who go them, I mean they don't buy it in the wholesale market, you know, especially there are some people there who sell fish who are more or less my age and I remember when I was a little girl and I used to accompany mom to the market and there were the parents, there was the dad of the one who now sells fish in the 'small fishing,' so a little bit also there is this kind of handover of generations.<br>Today I went to the market, I usually don't go on Saturdays because there are too many people, especially too many tourists stopping to take pictures, and... yes, and as I was walking by so there were a lot of people, so we were pushing each other a little bit, just like you do in the market, I brushed past this group of people and so I heard what they were saying, and there was a gentleman with a very strong Milanese accent who said, "ah! but seeing here how cheap everything is, I buy everything ah! ah!"<br>I stayed a little bit like that because for people who live in Cagliari, I assure you that things are not cheap. Because yes--there are people who live on a small pension, especially the elderly, even people who work, who earn little or work and don't get paid.<br>I don't know, the thing... Maybe it's also this Milanese accent that irritated me a little bit. I turned around and looked at the gentleman, he looked at me and we looked at each other, however, I didn't say anything, and then I continued on my way.<br>This disturbed me. Maybe I am also a little protective of my city, and my market, when I go abroad I try not to get in the way of the locals' lives, for example when I went to Japan, and even when I will go back, I don't go to the fish market early in the morning because I know that the people who work there sick of all the tourists in the way, taking pictures. I mean, no, I don't go there, I don't care to go there. I would go there if I had a project, but simply to look, I don't care.<br>Yes, I don't know if this thing here has more to do with me, my paranoia or my intolerance with tourists. Oops!<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[L'incontro con un milanese al mercato del pesce mi ha fatto storcere il naso.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Oggi sono andata al mercato per vedere se trovavo del pesce. Cagliari ha un bellissimo mercato il mercato di San Benedetto, ha due piani, al primo piano ci sono le verdure, la carne, la frutta, i formaggi, il pane, invece al piano di sotto c'è il pesce.<br><br>A me piace tantissimo andare al mercato del pesce perché mi piace mangiare pesce e poi perché questa parte del mercato ancora ha mantenuto... È un po' come me la ricordo quando ero bambina e alcune delle persone che vendono il pesce, soprattutto nella parte che si chiama 'piccola pesca', dove ci sono i pescatori che vanno loro, cioè non lo comprano al mercato all'ingrosso, ecco, soprattutto lì ci sono delle persone che vendono pesce che hanno più o meno la mia età e io mi ricordo quando ero bambina e accompagnavo mamma al mercato e c'erano i genitori, c'era il papà di quello che adesso vende il pesce nella 'piccola pesca', quindi un po' anche c'è questa specie di passaggio di consegne delle generazioni.<br><br>Oggi sono andata al mercato, di solito non vado il sabato perché c'è troppa gente, soprattutto troppi turisti che si fermano a fare le fotografie, e... sì, e mentre passavo così c'era un sacco di gente, quindi ci si spingeva un po', così come si fa al mercato, ho sfiorato questo gruppo di persone e così ho sentito quello che dicevano, e c'era un signore con un fortissimo accento milanese che diceva "ah! ma visto qua come costa tutto poco, compro tutto ah! ah! ah!".<br><br>Io sono rimasta un po così perché per le persone che abitano a Cagliari vi assicuro che le cose non costano poco. Perché sì... c'è gente che vive di una piccola pensione, soprattutto le persone anziane, anche le persone che lavorano, che guadagnano poco oppure lavorano e non vengono pagate.<br><br>Non lo so, la cosa... Forse è anche questo accento milanese che mi ha un po' irritato. Mi sono girata e ho guardato il signore, lui ha guardato me e ci siamo guardati, però io non ho detto niente, poi ho continuato per la mia strada.<br><br>La cosa mi ha disturbato. Forse sono anche un po' protettiva nei confronti della mia città, del mio mercato, io quando vado fuori cerco di non intralciare la vita dei locals, ad esempio quando sono andata in Giappone, e anche poi ci tornerò, non vado al mercato del pesce la mattina presto perché so che le persone che lavorano lì ne hanno le tasche piene dei turisti in mezzo ai piedi, che fanno le foto. Insomma, no, non vado lì, non mi interessa andare lì. Ci andrei se avessi un progetto, ma semplicemente per guardare, non mi interessa.<br><br>Sì, non so se questa cosa qua ha più a che vedere con me, le mie paranoie o con la mia insofferenza nei confronti dei turisti. Ops!<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Today I went to the market to see if I could find fish. Cagliari has a beautiful market the San Benedetto market, it has two floors, on the second floor there are vegetables, meat, fruits, cheeses, bread, while downstairs there is fish.<br>I really like to go to the fish market because I like to eat fish and then because this part of the market still maintained... It's kind of like I remember it when I was a little girl and some of the people who sell fish, especially in the part that is called 'small fishing,' where there are fishermen who go them, I mean they don't buy it in the wholesale market, you know, especially there are some people there who sell fish who are more or less my age and I remember when I was a little girl and I used to accompany mom to the market and there were the parents, there was the dad of the one who now sells fish in the 'small fishing,' so a little bit also there is this kind of handover of generations.<br>Today I went to the market, I usually don't go on Saturdays because there are too many people, especially too many tourists stopping to take pictures, and... yes, and as I was walking by so there were a lot of people, so we were pushing each other a little bit, just like you do in the market, I brushed past this group of people and so I heard what they were saying, and there was a gentleman with a very strong Milanese accent who said, "ah! but seeing here how cheap everything is, I buy everything ah! ah!"<br>I stayed a little bit like that because for people who live in Cagliari, I assure you that things are not cheap. Because yes--there are people who live on a small pension, especially the elderly, even people who work, who earn little or work and don't get paid.<br>I don't know, the thing... Maybe it's also this Milanese accent that irritated me a little bit. I turned around and looked at the gentleman, he looked at me and we looked at each other, however, I didn't say anything, and then I continued on my way.<br>This disturbed me. Maybe I am also a little protective of my city, and my market, when I go abroad I try not to get in the way of the locals' lives, for example when I went to Japan, and even when I will go back, I don't go to the fish market early in the morning because I know that the people who work there sick of all the tourists in the way, taking pictures. I mean, no, I don't go there, I don't care to go there. I would go there if I had a project, but simply to look, I don't care.<br>Yes, I don't know if this thing here has more to do with me, my paranoia or my intolerance with tourists. Oops!<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 23 Sep 2023 13:57:31 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>L'incontro con un milanese al mercato del pesce mi ha fatto storcere il naso.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi sono andata al mercato per vedere se trovavo del pesce. Cagliari ha un bellissimo mercato il mercato di San Benedetto, ha due piani, al primo piano ci sono le verdure, la carne, la frutta, i formaggi, il pane, invece al piano di sotto c'è il pesce.A me piace tantissimo andare al mercato del pesce perché mi piace mangiare pesce e poi perché questa parte del mercato ancora ha mantenuto... È un po' come me la ricordo quando ero bambina e alcune delle persone che vendono il pesce, soprattutto nella parte che si chiama 'piccola pesca', dove ci sono i pescatori che vanno loro, cioè non lo comprano al mercato all'ingrosso, ecco, soprattutto lì ci sono delle persone che vendono pesce che hanno più o meno la mia età e io mi ricordo quando ero bambina e accompagnavo mamma al mercato e c'erano i genitori, c'era il papà di quello che adesso vende il pesce nella 'piccola pesca', quindi un po' anche c'è questa specie di passaggio di consegne delle generazioni.Oggi sono andata al mercato, di solito non vado il sabato perché c'è troppa gente, soprattutto troppi turisti che si fermano a fare le fotografie, e... sì, e mentre passavo così c'era un sacco di gente, quindi ci si spingeva un po', così come si fa al mercato, ho sfiorato questo gruppo di persone e così ho sentito quello che dicevano, e c'era un signore con un fortissimo accento milanese che diceva "ah! ma visto qua come costa tutto poco, compro tutto ah! ah! ah!".Io sono rimasta un po così perché per le persone che abitano a Cagliari vi assicuro che le cose non costano poco. Perché sì... c'è gente che vive di una piccola pensione, soprattutto le persone anziane, anche le persone che lavorano, che guadagnano poco oppure lavorano e non vengono pagate.Non lo so, la cosa... Forse è anche questo accento milanese che mi ha un po' irritato. Mi sono girata e ho guardato il signore, lui ha guardato me e ci siamo guardati, però io non ho detto niente, poi ho continuato per la mia strada.La cosa mi ha disturbato. Forse sono anche un po' protettiva nei confronti della mia città, del mio mercato, io quando vado fuori cerco di non intralciare la vita dei locals, ad esempio quando sono andata in Giappone, e anche poi ci tornerò, non vado al mercato del pesce la mattina presto perché so che le persone che lavorano lì ne hanno le tasche piene dei turisti in mezzo ai piedi, che fanno le foto. Insomma, no, non vado lì, non mi interessa andare lì. Ci andrei se avessi un progetto, ma semplicemente per guardare, non mi interessa.Sì, non so se questa cosa qua ha più a che vedere con me, le mie paranoie o con la mia insofferenza nei confronti dei turisti. Ops!TRANSLATIONToday I went to the market to see if I could find fish. Cagliari has a beautiful market the San Benedetto market, it has two floors, on the second floor there are vegetables, meat, fruits, cheeses, bread, while downstairs there is fish.I really like to go to the fish market because I like to eat fish and then because this part of the market still maintained... It's kind of like I remember it when I was a little girl and some of the people who sell fish, especially in the part that is called 'small fishing,' where there are fishermen who go them, I mean they don't buy it in the wholesale market, you know, especially there are some people there who sell fish who are more or less my age and I remember when I was a little girl and I used to accompany mom to the market and there were the parents, there was the dad of the one who now sells fish in the 'small fishing,' so a little bit also there is this kind of handover of generations.Today I went to the market, I usually don't go on Saturdays because there are too many people, especially too many tourists stopping to take...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>L'incontro con un milanese al mercato del pesce mi ha fatto storcere il naso.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi sono andata al mercato per vedere se trovavo del pesce. Cagliari ha un bellissimo mercato il mercato di San Benedetto, ha due piani, al p</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 630 Filofax!</title>
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        <![CDATA[📅 I mitici anni '80: l'epoca del Filofax! Chi lavorava in ufficio allora sicuramente ricorda questo oggetto rivoluzionario. Il Filofax era più di una semplice agenda, era una vera e propria affermazione di stile e organizzazione. Con le sue taschine, gli anelli di metallo e il calendario da aggiornare anno dopo anno, sembrava davvero che avremmo conquistato il mondo. Chi non ricorda le spalline imbottite e il Filofax in mano? Un'icona di un'epoca passata che ci ha resi un po' più "avanti" nel mondo del lavoro. Ricordi nostalgici degli anni '80! ✨<br><br>TRASCRIZIONE [Eng translation below]<br>Se lavoravate in un ufficio alla fine degli anni '80, probabilmente anche voi avrete avuto, o perlomeno desiderato, quello che era stato presentato a noi persone rampanti nel mondo del lavoro come l'oggetto che avrebbe completamente rivoluzionato il nostro modo di lavorare e ci avrebbe praticamente reso invincibili.<br>Sto parlando del Filofax. Cosa era il Filofax? Era un agenda di vari materiali, in formato A5 probabilmente, e che si apriva, aveva degli anelli di metallo e poi di anno in anno si metteva dentro, si mettevano dentro i fogli del calendario e con altre cose. Ecco, detta così sembra una fesseria, sembra che chissà, cioè una cosa super banale, però quando uscì il Filofax fu una vera e propria rivoluzione, perché fino a quel momento ogni anno si era cambiata l'agenda, e quindi ricopiare gli indirizzi, tutte le cose. Poi il Filofax era bellissimo perché aveva tutti questi piccoli gadget, le piccole taschine dove ci mettevi le cose, i bigliettini da visita, la tasca. Insomma era una vera e propria rivoluzione, e io fui, anco ce l'ho, eh! fui proprietaria di un fantastico Filofax che chiesi come regalo di compleanno e me lo regalarono, costava un sacco di soldi.<br>Incredibile pensarci adesso perché era semplicemente una copertina di pelle blu con questi ganci di metallo, e poi ogni anno dovevo andare in cartoleria a comprarmi il refill per mettere l'anno dentro.<br>Però ripeto, all'epoca quando uscì fu veramente rivoluzionario e andavamo in giro, spalline imbottite, Filofax in mano e sembrava che stessimo conquistando il mondo. Già semplicemente avere in mano il Filofax era... Ti metteva un gradino più su. Addirittura mi ricordo che, probabilmente nel 1990, quindi già quando di Filofax se ne parlava tanto, uscì addirittura un film intitolato 'Filofax' dove grazie a questa agenda, non mi ricordo assolutamente la trama, ma mi ricordo che alla fine c'era questa scena fantastica dove il protagonista, Jim Belushi, il fratello di John Belushi, si salvava perché usava il Filofax per calarsi da un filo usandolo tipo carrucola.<br>Sì, mi è venuto così un un bagliore, un ricordo di questa cosa qua che sembrava avrebbe cambiato la vita di tutti. Ma quanto eravamo ingenui, ma quanto eravamo teneri! Ma quanto eravamo teneri negli anni '80.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If you worked in an office in the late 1980s, you probably also had, or at least desired, what was presented to us upstarts in the working world as the object that would completely revolutionize the way we worked and virtually make us invincible.<br><br>I'm talking about Filofax. What was the Filofax? It was an agenda made of various materials, A5 size probably, and that opened up, had metal rings and then from year to year you would put in, put in calendar sheets and with other things. There, put like that it sounds like a trifle, it sounds like who knows, I mean a super trivial thing, however when Filofax came out it was a real revolution, because until that time every year you had changed the agenda , and then copying addresses, all the things. Then the Filofax was beautiful because it had all these little gadgets, the little pockets where you put things in, the business cards, the pocket. I mean it was a real revolution, and I was, anco I have it, eh ! I was the owner of a fantastic Filofax that I asked for as a birthday present and they gave it to me, it cost a lot of money.<br><br>Unbelievable to think about it now because it was simply a blue leather cover with these metal hooks, and then every year I had to go to the stationery store and buy the refill to put the year in.<br><br>But again, at the time when it came out it was really revolutionary and we were walking around, shoulder pads on, Filofax in hand, and it looked like we were taking over the world. Already simply having the Filofax in your hand was ... It put you one step higher. Even I remember that , probably in 1990, so already when Filofax was being talked about so much, there was even a movie released called 'Filofax' where because of this agenda, I don't remember the plot at all, but I remember at the end there was this fantastic scene where the main character, Jim Belushi, John Belushi's brother, was saved because he used Filofax to lower himself from a wire using it like a pulley.<br><br>Yes, I got so a glow, a memory of this thing here that seemed like it was going to change everybody's life. But how naive we were, but how tender we were! But how tender we were in the 1980s.]]>
      </description>
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        <![CDATA[📅 I mitici anni '80: l'epoca del Filofax! Chi lavorava in ufficio allora sicuramente ricorda questo oggetto rivoluzionario. Il Filofax era più di una semplice agenda, era una vera e propria affermazione di stile e organizzazione. Con le sue taschine, gli anelli di metallo e il calendario da aggiornare anno dopo anno, sembrava davvero che avremmo conquistato il mondo. Chi non ricorda le spalline imbottite e il Filofax in mano? Un'icona di un'epoca passata che ci ha resi un po' più "avanti" nel mondo del lavoro. Ricordi nostalgici degli anni '80! ✨<br><br>TRASCRIZIONE [Eng translation below]<br>Se lavoravate in un ufficio alla fine degli anni '80, probabilmente anche voi avrete avuto, o perlomeno desiderato, quello che era stato presentato a noi persone rampanti nel mondo del lavoro come l'oggetto che avrebbe completamente rivoluzionato il nostro modo di lavorare e ci avrebbe praticamente reso invincibili.<br>Sto parlando del Filofax. Cosa era il Filofax? Era un agenda di vari materiali, in formato A5 probabilmente, e che si apriva, aveva degli anelli di metallo e poi di anno in anno si metteva dentro, si mettevano dentro i fogli del calendario e con altre cose. Ecco, detta così sembra una fesseria, sembra che chissà, cioè una cosa super banale, però quando uscì il Filofax fu una vera e propria rivoluzione, perché fino a quel momento ogni anno si era cambiata l'agenda, e quindi ricopiare gli indirizzi, tutte le cose. Poi il Filofax era bellissimo perché aveva tutti questi piccoli gadget, le piccole taschine dove ci mettevi le cose, i bigliettini da visita, la tasca. Insomma era una vera e propria rivoluzione, e io fui, anco ce l'ho, eh! fui proprietaria di un fantastico Filofax che chiesi come regalo di compleanno e me lo regalarono, costava un sacco di soldi.<br>Incredibile pensarci adesso perché era semplicemente una copertina di pelle blu con questi ganci di metallo, e poi ogni anno dovevo andare in cartoleria a comprarmi il refill per mettere l'anno dentro.<br>Però ripeto, all'epoca quando uscì fu veramente rivoluzionario e andavamo in giro, spalline imbottite, Filofax in mano e sembrava che stessimo conquistando il mondo. Già semplicemente avere in mano il Filofax era... Ti metteva un gradino più su. Addirittura mi ricordo che, probabilmente nel 1990, quindi già quando di Filofax se ne parlava tanto, uscì addirittura un film intitolato 'Filofax' dove grazie a questa agenda, non mi ricordo assolutamente la trama, ma mi ricordo che alla fine c'era questa scena fantastica dove il protagonista, Jim Belushi, il fratello di John Belushi, si salvava perché usava il Filofax per calarsi da un filo usandolo tipo carrucola.<br>Sì, mi è venuto così un un bagliore, un ricordo di questa cosa qua che sembrava avrebbe cambiato la vita di tutti. Ma quanto eravamo ingenui, ma quanto eravamo teneri! Ma quanto eravamo teneri negli anni '80.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If you worked in an office in the late 1980s, you probably also had, or at least desired, what was presented to us upstarts in the working world as the object that would completely revolutionize the way we worked and virtually make us invincible.<br><br>I'm talking about Filofax. What was the Filofax? It was an agenda made of various materials, A5 size probably, and that opened up, had metal rings and then from year to year you would put in, put in calendar sheets and with other things. There, put like that it sounds like a trifle, it sounds like who knows, I mean a super trivial thing, however when Filofax came out it was a real revolution, because until that time every year you had changed the agenda , and then copying addresses, all the things. Then the Filofax was beautiful because it had all these little gadgets, the little pockets where you put things in, the business cards, the pocket. I mean it was a real revolution, and I was, anco I have it, eh ! I was the owner of a fantastic Filofax that I asked for as a birthday present and they gave it to me, it cost a lot of money.<br><br>Unbelievable to think about it now because it was simply a blue leather cover with these metal hooks, and then every year I had to go to the stationery store and buy the refill to put the year in.<br><br>But again, at the time when it came out it was really revolutionary and we were walking around, shoulder pads on, Filofax in hand, and it looked like we were taking over the world. Already simply having the Filofax in your hand was ... It put you one step higher. Even I remember that , probably in 1990, so already when Filofax was being talked about so much, there was even a movie released called 'Filofax' where because of this agenda, I don't remember the plot at all, but I remember at the end there was this fantastic scene where the main character, Jim Belushi, John Belushi's brother, was saved because he used Filofax to lower himself from a wire using it like a pulley.<br><br>Yes, I got so a glow, a memory of this thing here that seemed like it was going to change everybody's life. But how naive we were, but how tender we were! But how tender we were in the 1980s.]]>
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      <pubDate>Fri, 22 Sep 2023 16:41:24 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>📅 I mitici anni '80: l'epoca del Filofax! Chi lavorava in ufficio allora sicuramente ricorda questo oggetto rivoluzionario. Il Filofax era più di una semplice agenda, era una vera e propria affermazione di stile e organizzazione. Con le sue taschine, gli anelli di metallo e il calendario da aggiornare anno dopo anno, sembrava davvero che avremmo conquistato il mondo. Chi non ricorda le spalline imbottite e il Filofax in mano? Un'icona di un'epoca passata che ci ha resi un po' più "avanti" nel mondo del lavoro. Ricordi nostalgici degli anni '80! ✨TRASCRIZIONE [Eng translation below]Se lavoravate in un ufficio alla fine degli anni '80, probabilmente anche voi avrete avuto, o perlomeno desiderato, quello che era stato presentato a noi persone rampanti nel mondo del lavoro come l'oggetto che avrebbe completamente rivoluzionato il nostro modo di lavorare e ci avrebbe praticamente reso invincibili.Sto parlando del Filofax. Cosa era il Filofax? Era un agenda di vari materiali, in formato A5 probabilmente, e che si apriva, aveva degli anelli di metallo e poi di anno in anno si metteva dentro, si mettevano dentro i fogli del calendario e con altre cose. Ecco, detta così sembra una fesseria, sembra che chissà, cioè una cosa super banale, però quando uscì il Filofax fu una vera e propria rivoluzione, perché fino a quel momento ogni anno si era cambiata l'agenda, e quindi ricopiare gli indirizzi, tutte le cose. Poi il Filofax era bellissimo perché aveva tutti questi piccoli gadget, le piccole taschine dove ci mettevi le cose, i bigliettini da visita, la tasca. Insomma era una vera e propria rivoluzione, e io fui, anco ce l'ho, eh! fui proprietaria di un fantastico Filofax che chiesi come regalo di compleanno e me lo regalarono, costava un sacco di soldi.Incredibile pensarci adesso perché era semplicemente una copertina di pelle blu con questi ganci di metallo, e poi ogni anno dovevo andare in cartoleria a comprarmi il refill per mettere l'anno dentro.Però ripeto, all'epoca quando uscì fu veramente rivoluzionario e andavamo in giro, spalline imbottite, Filofax in mano e sembrava che stessimo conquistando il mondo. Già semplicemente avere in mano il Filofax era... Ti metteva un gradino più su. Addirittura mi ricordo che, probabilmente nel 1990, quindi già quando di Filofax se ne parlava tanto, uscì addirittura un film intitolato 'Filofax' dove grazie a questa agenda, non mi ricordo assolutamente la trama, ma mi ricordo che alla fine c'era questa scena fantastica dove il protagonista, Jim Belushi, il fratello di John Belushi, si salvava perché usava il Filofax per calarsi da un filo usandolo tipo carrucola.Sì, mi è venuto così un un bagliore, un ricordo di questa cosa qua che sembrava avrebbe cambiato la vita di tutti. Ma quanto eravamo ingenui, ma quanto eravamo teneri! Ma quanto eravamo teneri negli anni '80.TRANSLATIONIf you worked in an office in the late 1980s, you probably also had, or at least desired, what was presented to us upstarts in the working world as the object that would completely revolutionize the way we worked and virtually make us invincible.I'm talking about Filofax. What was the Filofax? It was an agenda made of various materials, A5 size probably, and that opened up, had metal rings and then from year to year you would put in, put in calendar sheets and with other things. There, put like that it sounds like a trifle, it sounds like who knows, I mean a super trivial thing, however when Filofax came out it was a real revolution, because until that time every year you had changed the agenda , and then copying addresses, all the things. Then the Filofax was beautiful because it had all these little gadgets, the little pockets where you put things in, the business cards, the pocket. I mean it was a real revolution, and I was, anco I have it, eh ! I was the owner of a fantastic Filofax that I asked for as a birthday present and...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 629 Colletti di polo sollevati</title>
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        <![CDATA[Una moda che continua a spopolare tra i signori di una certa età a cui piace il mocassino senza calze.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Perché la gente, soprattutto i maschi, si mette la polo con il colletto sollevato sul collo? È una moda che non sono mai riuscita a capire. È chiaro che inizio col dire che ciascuno si può vestire come gli pare e anch'io sono certa metto cose che fanno inorridire e raccapricciante le persone che mi vedono e naturalmente me non ne frega niente, e sicuramente anche al signor Antonio, al signor Giuseppe, al signor Francesco e al signor Mario non gliene frega niente che a me non piaccia questa moda.<br><br>Però io ogni volta che vedo un signore che ha la polo col colletto sollevato, mi vien voglia di andare lì, di abbassareglielo e dire ma che fai? Ma perché non lo faccio perché la vita è bella, perché varia, però c'è una tipologia di uomo che fa queste cose qua, è un signore di una certa età, non è giovanissimo e spesso mette anche i mocassini senza calze, spesso mette anche i pantaloni stretti, ma anche se non mette i pantaloni stretti, e spesso queste queste polo sono di colore pastello, che è bellissimo eh per carità, a me piacciono le magliette di tutti i colori, di qualsiasi colore.<br><br>Poi c'è questa cosa qua, io capisco se tu sei un contadino che lavora nel campo e hai i capelli corti, non hai un cappello che ti protegge, allora in quel caso tirare sul colletto ti può proteggere dall'ustionarti il collo, però a passeggiare nelle strade cittadine con questo colletto sollevato mi sembra un atto di sfida contro il buon senso.<br><br>Non lo so a quali modelli si ispirino. C'è sempre la solita teoria della moda, anzi, è una teoria delle onde, Wellentheorie, non lo so, mi ricordo, l'ho anche letto non mi ricordo chi l'ha teorizzata, che dice che quando una moda nasce, qualsiasi tipo di moda, una moda linguistica, una moda sartoriale, qualsiasi moda, inizia dal centro e poi si diffonde a cerchi concentrici sempre più lontano dal posto in cui la moda ha avuto inizio. E da qui che la moda arriva alla periferia estrema, nel centro quella non è più moda, è già passata di moda perché c'è una nuova moda e così via.<br><br>Quindi io ho l'impressione che questi signori siano stati raggiunti dalla moda della polo con il colletto sollevato, che sinceramente non lo so quando era di moda, forse negli anni 80? Mi sa di roba di anni 80, di spalline imbottite, ecco, sono stati raggiunti da questa moda e non riescono a staccarsi e vivono nel passato. Va beh, contenti loro.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Why do people, especially males, wear polo shirts with the collar raised on the neck? It is a fashion that I have never been able to understand. It's clear that I start by saying that everyone can dress as they like, and I too am sure I wear things that horrify and creep people who see me and of course I don't give a damn, and certainly Mr. Antonio, Mr. Giuseppe, Mr. Francesco and Mr. Mario also don't give a damn that I don't like this fashion.<br><br>However, I every time I see a gentleman who has his polo shirt with the collar up, I feel like going over there, lowering it to him and saying but what are you doing? But why don't I do it because life is beautiful, because it varies, however there is a type of man who does these things here, he is a gentleman of a certain age, he is not very young and he also often wears loafers without socks, he also often wears tight pants, but even if he doesn't wear tight pants , and often these these polo shirts are pastel color, which is beautiful eh for goodness sake, I like shirts of all colors, any color.<br><br>Then there's this thing here, I understand if you're a farmer working in the field and you have short hair, you don't have a hat to protect you, then in that case pulling on your collar can protect you from burning your neck , however to walk in the city streets with this collar raised seems to me an act of defiance against common sense.<br><br>I don't know what models they are inspired by. There's always the usual fashion theory, or rather, it's a wave theory, Wellentheorie, I don't know, I remember, I also read it I don't remember who theorized it, which says that when a fashion arises , any kind of fashion, a linguistic fashion, a sartorial fashion, any fashion , it starts from the center and then spreads in concentric circles farther and farther away from the place where the fashion began. And from here that fashion comes to the extreme periphery , in the center that is no longer fashion, it has already gone out of fashion because there is a new fashion and so on.<br><br>So I have the impression that these gentlemen have been caught up with the fashion of the polo shirt with the raised collar, which I honestly don't know when it was fashionable, maybe in the 80s? I feel like 80s stuff, padded shoulder pads, that's it, they've been caught up with this fashion and they can't break away and they're living in the past. Whatever, if they are happy.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Una moda che continua a spopolare tra i signori di una certa età a cui piace il mocassino senza calze.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Perché la gente, soprattutto i maschi, si mette la polo con il colletto sollevato sul collo? È una moda che non sono mai riuscita a capire. È chiaro che inizio col dire che ciascuno si può vestire come gli pare e anch'io sono certa metto cose che fanno inorridire e raccapricciante le persone che mi vedono e naturalmente me non ne frega niente, e sicuramente anche al signor Antonio, al signor Giuseppe, al signor Francesco e al signor Mario non gliene frega niente che a me non piaccia questa moda.<br><br>Però io ogni volta che vedo un signore che ha la polo col colletto sollevato, mi vien voglia di andare lì, di abbassareglielo e dire ma che fai? Ma perché non lo faccio perché la vita è bella, perché varia, però c'è una tipologia di uomo che fa queste cose qua, è un signore di una certa età, non è giovanissimo e spesso mette anche i mocassini senza calze, spesso mette anche i pantaloni stretti, ma anche se non mette i pantaloni stretti, e spesso queste queste polo sono di colore pastello, che è bellissimo eh per carità, a me piacciono le magliette di tutti i colori, di qualsiasi colore.<br><br>Poi c'è questa cosa qua, io capisco se tu sei un contadino che lavora nel campo e hai i capelli corti, non hai un cappello che ti protegge, allora in quel caso tirare sul colletto ti può proteggere dall'ustionarti il collo, però a passeggiare nelle strade cittadine con questo colletto sollevato mi sembra un atto di sfida contro il buon senso.<br><br>Non lo so a quali modelli si ispirino. C'è sempre la solita teoria della moda, anzi, è una teoria delle onde, Wellentheorie, non lo so, mi ricordo, l'ho anche letto non mi ricordo chi l'ha teorizzata, che dice che quando una moda nasce, qualsiasi tipo di moda, una moda linguistica, una moda sartoriale, qualsiasi moda, inizia dal centro e poi si diffonde a cerchi concentrici sempre più lontano dal posto in cui la moda ha avuto inizio. E da qui che la moda arriva alla periferia estrema, nel centro quella non è più moda, è già passata di moda perché c'è una nuova moda e così via.<br><br>Quindi io ho l'impressione che questi signori siano stati raggiunti dalla moda della polo con il colletto sollevato, che sinceramente non lo so quando era di moda, forse negli anni 80? Mi sa di roba di anni 80, di spalline imbottite, ecco, sono stati raggiunti da questa moda e non riescono a staccarsi e vivono nel passato. Va beh, contenti loro.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Why do people, especially males, wear polo shirts with the collar raised on the neck? It is a fashion that I have never been able to understand. It's clear that I start by saying that everyone can dress as they like, and I too am sure I wear things that horrify and creep people who see me and of course I don't give a damn, and certainly Mr. Antonio, Mr. Giuseppe, Mr. Francesco and Mr. Mario also don't give a damn that I don't like this fashion.<br><br>However, I every time I see a gentleman who has his polo shirt with the collar up, I feel like going over there, lowering it to him and saying but what are you doing? But why don't I do it because life is beautiful, because it varies, however there is a type of man who does these things here, he is a gentleman of a certain age, he is not very young and he also often wears loafers without socks, he also often wears tight pants, but even if he doesn't wear tight pants , and often these these polo shirts are pastel color, which is beautiful eh for goodness sake, I like shirts of all colors, any color.<br><br>Then there's this thing here, I understand if you're a farmer working in the field and you have short hair, you don't have a hat to protect you, then in that case pulling on your collar can protect you from burning your neck , however to walk in the city streets with this collar raised seems to me an act of defiance against common sense.<br><br>I don't know what models they are inspired by. There's always the usual fashion theory, or rather, it's a wave theory, Wellentheorie, I don't know, I remember, I also read it I don't remember who theorized it, which says that when a fashion arises , any kind of fashion, a linguistic fashion, a sartorial fashion, any fashion , it starts from the center and then spreads in concentric circles farther and farther away from the place where the fashion began. And from here that fashion comes to the extreme periphery , in the center that is no longer fashion, it has already gone out of fashion because there is a new fashion and so on.<br><br>So I have the impression that these gentlemen have been caught up with the fashion of the polo shirt with the raised collar, which I honestly don't know when it was fashionable, maybe in the 80s? I feel like 80s stuff, padded shoulder pads, that's it, they've been caught up with this fashion and they can't break away and they're living in the past. Whatever, if they are happy.<br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 21 Sep 2023 15:40:39 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Una moda che continua a spopolare tra i signori di una certa età a cui piace il mocassino senza calze.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Perché la gente, soprattutto i maschi, si mette la polo con il colletto sollevato sul collo? È una moda che non sono </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 628 Tatuaggi finti come una moneta da 3 euro</title>
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        <![CDATA[Adoro il mio nuovo tatuaggio. Finto. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Oh, non fraintendetemi, a me i tatuaggi piacciono, soprattutto quelli belli fatti bene e che hanno un senso. Anche perché se dieci anni fa, 15 anni fa, era molto minore il numero delle persone con tatuaggi e comunque i tatuaggi si facevano nelle braccia, al massimo sulle gambe, oggi il tatuaggio è stato completamente sdoganato e quindi in faccia sul collo, dappertutto, cosa che se vent'anni fa qualcuno avesse visto una persona con un tatuaggio in faccia avrebbe pensato le peggior cose.<br><br>Comunque, sì, a me i tatuaggi piacciono, però non riesco a farmene uno perché penso sempre che sia una cosa importante, poi ti rimane, lo so che poi te lo puoi far togliere, però a parte il dolore, poi diciamo che è come sposarsi pensando, vabbè tanto poi devo divorziare, se già ti sposi così meglio che non ti sposi, e lo stesso per il tatuaggio, almeno all'inizio, quando te lo fai, deve essere una cosa che tu sei pronta ad avere per sempre.<br><br>E io cose così non riesco a immaginarmele per quanto riguarda i tatuaggi, non saprei proprio che tatuaggio farmi.<br><br>Però mi piacciono i tatuaggi, e allora come ho risolto il problema? Con i trasferelli, i tatuaggi che ti metti addosso e poi te li lavi via, e neanche tanto facilmente, oddio, non ho ancora provato a togliermi questo tatuaggio, che ce l'ho da quasi tre settimane, e ci sono andata al mare, in spiaggia, ho fatto innumerevoli docce, è chiaro che quando mi faccio la doccia non mi frego con la cosa per fare il peeling sopra il braccio dove ho il tatuaggio, però devo dire che ha un aspetto incredibilmente reale e realistico, tant'è che la gente mi dice, ah, che bello, non sapevo avessi il tatuaggio, e io rispondo sì, è finto come una moneta da 3€, il mio tatuaggio.<br><br>Che poi l'ho anche fatto così, di fretta, non ho neanche pensato bene dove mettermelo, perché mi son ritrovata questo trasferello di tatuaggio e ho detto dai, ora lo faccio, l'ho fatto e questo tre settimane fa e ancora fa bella mostra di sé sul mio braccio sinistro, perché PAH! me lo sono piantato con con la mano destra sul braccio sinistro proprio, neanche messo in modo strategico, proprio dove è arrivata la mano sono andata, poi ci ho passato sopra la spugnetta bagnata, ho aspettato un po', sfilato, risciacquato e adesso vi dico veramente anche da vicino sembra un tatuaggio vero, tant'è che mi sono convinta che ci sono un sacco di siti, io ne conosco almeno due che vendono tatuaggi fighissimi, da appiccicarsi e una volta ne avevo un bel po nel carrello, poi non li avevo comprati perché tipo c'erano 15€ di tatuaggi e 25€ di spedizione, e ho detto no, no, non esiste. Però rivedrò le mie priorità e magari mi farò un bel dragone sulla schiena. Che dite?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Oh, don't get me wrong, I like tattoos, especially good ones that are done well and make sense. Also because if ten years ago, 15 years ago, there were far fewer people with tattoos and in any case tattoos were done on the arms, at most on the legs, today the tattoo has been completely cleared through customs and so in the face on the neck, everywhere, well if 20 years ago someone had seen a person with a tattoo on the face would have thought the worst things.<br><br>Anyway, yes, I like tattoos, however I can't get one because I always think it's an important thing, as it stays with you, I know ththat you can get it removed, however apart from the pain, then let's say it's like getting married thinking, whatever then I can get divorced, if you already get married like that, better not get married, and the same for the tattoo, at least in the beginning, when you get it, it has to be something that you are ready to have forever.<br><br>And I can't imagine things like that as far as tattoos are concerned, I really wouldn't know what tattoo to get.<br><br>I like tattoos though, so how did I solve the problem ? With the transfers, the tattoos that you put on you and then you wash them off, and not even that easily, oh my I haven't tried to wash off this tattoo yet, I have had it for almost three weeks now, and I went to the seaside, to the beach, I took countless showers, it's clear that when I shower I don't rub with scrub over the arm where I have the tattoo, however I must say that it looks incredibly real and realistic, so much so that people say to me, ah, that's nice, I didn't know you had the tattoo, and I say yes, it's as fake as a 3€ coin, my tattoo.<br><br>You know, I also did it like this, in a hurry, I didn't even really think about where to place it, because I found myself this transfer-tattoo and I said come on, now I'm going to do it, I did it and this was three weeks ago and it's still showing off on my left arm, because PAH! I planted it with my right hand on my left arm right, not even strategically placed, right where my hand came I went, then I ran the wet sponge over it, waited a while, slipped it off, rinsed it off and now I tell you really even up close it looks like a real tattoo, so much so that I've convinced myself that there are a lot of sites, I know of at least two that sell cool tattoos, to stick on and one time I had quite a few in my cart, then I didn't buy them because like it was 15€ tattoos and 25€ shipping, and I said no, no way. I will review my priorities, though, and maybe get a nice dragon on my back. What do you say?]]>
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        <![CDATA[Adoro il mio nuovo tatuaggio. Finto. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Oh, non fraintendetemi, a me i tatuaggi piacciono, soprattutto quelli belli fatti bene e che hanno un senso. Anche perché se dieci anni fa, 15 anni fa, era molto minore il numero delle persone con tatuaggi e comunque i tatuaggi si facevano nelle braccia, al massimo sulle gambe, oggi il tatuaggio è stato completamente sdoganato e quindi in faccia sul collo, dappertutto, cosa che se vent'anni fa qualcuno avesse visto una persona con un tatuaggio in faccia avrebbe pensato le peggior cose.<br><br>Comunque, sì, a me i tatuaggi piacciono, però non riesco a farmene uno perché penso sempre che sia una cosa importante, poi ti rimane, lo so che poi te lo puoi far togliere, però a parte il dolore, poi diciamo che è come sposarsi pensando, vabbè tanto poi devo divorziare, se già ti sposi così meglio che non ti sposi, e lo stesso per il tatuaggio, almeno all'inizio, quando te lo fai, deve essere una cosa che tu sei pronta ad avere per sempre.<br><br>E io cose così non riesco a immaginarmele per quanto riguarda i tatuaggi, non saprei proprio che tatuaggio farmi.<br><br>Però mi piacciono i tatuaggi, e allora come ho risolto il problema? Con i trasferelli, i tatuaggi che ti metti addosso e poi te li lavi via, e neanche tanto facilmente, oddio, non ho ancora provato a togliermi questo tatuaggio, che ce l'ho da quasi tre settimane, e ci sono andata al mare, in spiaggia, ho fatto innumerevoli docce, è chiaro che quando mi faccio la doccia non mi frego con la cosa per fare il peeling sopra il braccio dove ho il tatuaggio, però devo dire che ha un aspetto incredibilmente reale e realistico, tant'è che la gente mi dice, ah, che bello, non sapevo avessi il tatuaggio, e io rispondo sì, è finto come una moneta da 3€, il mio tatuaggio.<br><br>Che poi l'ho anche fatto così, di fretta, non ho neanche pensato bene dove mettermelo, perché mi son ritrovata questo trasferello di tatuaggio e ho detto dai, ora lo faccio, l'ho fatto e questo tre settimane fa e ancora fa bella mostra di sé sul mio braccio sinistro, perché PAH! me lo sono piantato con con la mano destra sul braccio sinistro proprio, neanche messo in modo strategico, proprio dove è arrivata la mano sono andata, poi ci ho passato sopra la spugnetta bagnata, ho aspettato un po', sfilato, risciacquato e adesso vi dico veramente anche da vicino sembra un tatuaggio vero, tant'è che mi sono convinta che ci sono un sacco di siti, io ne conosco almeno due che vendono tatuaggi fighissimi, da appiccicarsi e una volta ne avevo un bel po nel carrello, poi non li avevo comprati perché tipo c'erano 15€ di tatuaggi e 25€ di spedizione, e ho detto no, no, non esiste. Però rivedrò le mie priorità e magari mi farò un bel dragone sulla schiena. Che dite?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Oh, don't get me wrong, I like tattoos, especially good ones that are done well and make sense. Also because if ten years ago, 15 years ago, there were far fewer people with tattoos and in any case tattoos were done on the arms, at most on the legs, today the tattoo has been completely cleared through customs and so in the face on the neck, everywhere, well if 20 years ago someone had seen a person with a tattoo on the face would have thought the worst things.<br><br>Anyway, yes, I like tattoos, however I can't get one because I always think it's an important thing, as it stays with you, I know ththat you can get it removed, however apart from the pain, then let's say it's like getting married thinking, whatever then I can get divorced, if you already get married like that, better not get married, and the same for the tattoo, at least in the beginning, when you get it, it has to be something that you are ready to have forever.<br><br>And I can't imagine things like that as far as tattoos are concerned, I really wouldn't know what tattoo to get.<br><br>I like tattoos though, so how did I solve the problem ? With the transfers, the tattoos that you put on you and then you wash them off, and not even that easily, oh my I haven't tried to wash off this tattoo yet, I have had it for almost three weeks now, and I went to the seaside, to the beach, I took countless showers, it's clear that when I shower I don't rub with scrub over the arm where I have the tattoo, however I must say that it looks incredibly real and realistic, so much so that people say to me, ah, that's nice, I didn't know you had the tattoo, and I say yes, it's as fake as a 3€ coin, my tattoo.<br><br>You know, I also did it like this, in a hurry, I didn't even really think about where to place it, because I found myself this transfer-tattoo and I said come on, now I'm going to do it, I did it and this was three weeks ago and it's still showing off on my left arm, because PAH! I planted it with my right hand on my left arm right, not even strategically placed, right where my hand came I went, then I ran the wet sponge over it, waited a while, slipped it off, rinsed it off and now I tell you really even up close it looks like a real tattoo, so much so that I've convinced myself that there are a lot of sites, I know of at least two that sell cool tattoos, to stick on and one time I had quite a few in my cart, then I didn't buy them because like it was 15€ tattoos and 25€ shipping, and I said no, no way. I will review my priorities, though, and maybe get a nice dragon on my back. What do you say?]]>
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      <pubDate>Wed, 20 Sep 2023 16:22:27 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Adoro il mio nuovo tatuaggio. Finto. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oh, non fraintendetemi, a me i tatuaggi piacciono, soprattutto quelli belli fatti bene e che hanno un senso. Anche perché se dieci anni fa, 15 anni fa, era molto minore il numero delle persone con tatuaggi e comunque i tatuaggi si facevano nelle braccia, al massimo sulle gambe, oggi il tatuaggio è stato completamente sdoganato e quindi in faccia sul collo, dappertutto, cosa che se vent'anni fa qualcuno avesse visto una persona con un tatuaggio in faccia avrebbe pensato le peggior cose.Comunque, sì, a me i tatuaggi piacciono, però non riesco a farmene uno perché penso sempre che sia una cosa importante, poi ti rimane, lo so che poi te lo puoi far togliere, però a parte il dolore, poi diciamo che è come sposarsi pensando, vabbè tanto poi devo divorziare, se già ti sposi così meglio che non ti sposi, e lo stesso per il tatuaggio, almeno all'inizio, quando te lo fai, deve essere una cosa che tu sei pronta ad avere per sempre.E io cose così non riesco a immaginarmele per quanto riguarda i tatuaggi, non saprei proprio che tatuaggio farmi.Però mi piacciono i tatuaggi, e allora come ho risolto il problema? Con i trasferelli, i tatuaggi che ti metti addosso e poi te li lavi via, e neanche tanto facilmente, oddio, non ho ancora provato a togliermi questo tatuaggio, che ce l'ho da quasi tre settimane, e ci sono andata al mare, in spiaggia, ho fatto innumerevoli docce, è chiaro che quando mi faccio la doccia non mi frego con la cosa per fare il peeling sopra il braccio dove ho il tatuaggio, però devo dire che ha un aspetto incredibilmente reale e realistico, tant'è che la gente mi dice, ah, che bello, non sapevo avessi il tatuaggio, e io rispondo sì, è finto come una moneta da 3€, il mio tatuaggio.Che poi l'ho anche fatto così, di fretta, non ho neanche pensato bene dove mettermelo, perché mi son ritrovata questo trasferello di tatuaggio e ho detto dai, ora lo faccio, l'ho fatto e questo tre settimane fa e ancora fa bella mostra di sé sul mio braccio sinistro, perché PAH! me lo sono piantato con con la mano destra sul braccio sinistro proprio, neanche messo in modo strategico, proprio dove è arrivata la mano sono andata, poi ci ho passato sopra la spugnetta bagnata, ho aspettato un po', sfilato, risciacquato e adesso vi dico veramente anche da vicino sembra un tatuaggio vero, tant'è che mi sono convinta che ci sono un sacco di siti, io ne conosco almeno due che vendono tatuaggi fighissimi, da appiccicarsi e una volta ne avevo un bel po nel carrello, poi non li avevo comprati perché tipo c'erano 15€ di tatuaggi e 25€ di spedizione, e ho detto no, no, non esiste. Però rivedrò le mie priorità e magari mi farò un bel dragone sulla schiena. Che dite?TRANSLATIONOh, don't get me wrong, I like tattoos, especially good ones that are done well and make sense. Also because if ten years ago, 15 years ago, there were far fewer people with tattoos and in any case tattoos were done on the arms, at most on the legs, today the tattoo has been completely cleared through customs and so in the face on the neck, everywhere, well if 20 years ago someone had seen a person with a tattoo on the face would have thought the worst things.Anyway, yes, I like tattoos, however I can't get one because I always think it's an important thing, as it stays with you, I know ththat you can get it removed, however apart from the pain, then let's say it's like getting married thinking, whatever then I can get divorced, if you already get married like that, better not get married, and the same for the tattoo, at least in the beginning, when you get it, it has to be something that you are ready to have forever.And I can't imagine things like that as far as tattoos are concerned, I really wouldn't know what tattoo to get.I like tattoos though, so how did I...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Adoro il mio nuovo tatuaggio. Finto. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oh, non fraintendetemi, a me i tatuaggi piacciono, soprattutto quelli belli fatti bene e che hanno un senso. Anche perché se dieci anni fa, 15 anni fa, era molto minore il numero del</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 627 Cubetti e frutti di bosco</title>
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        <![CDATA[Ma quanto mi piacciono i miei cubetti di design? E mi raccomando, i frutti di bosco surgelati vanno cotti!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Di cosa vi parlo oggi? Sentite che bel rumore che fa il mio bicchiere con il ghiaccio da designers. Ve ne ho parlato qualche giorno fa, una settimana fa. Ho scoperto, ho scoperto? Non si scopre niente, però mi sono messa a fare i cubetti di ghiaccio con un sacco di cose dentro. Prendo queste vaschette, di solito di cibo surgelato, che le lavo e poi le uso, queste vaschette di plastica che spesso hanno la forma bella oblunga, ci sta un sacco di roba dentro, ci metto una buccetta di limone, scorzetta di limone, scorzetta d'arancia, molti frutti di bosco e foglioline di menta.<br>Tra l'altro i frutti di bosco, se voi acquistate i frutti di bosco surgelati, ricordatevi che dovete lavarli e cucinarli prima di usarli. Se leggete le istruzioni, almeno in quelli che ho comprato io, vabbè non costavano tantissimo, erano del discount, quindi magari se comprate quelli che costano di più non è così, ma se comprate quelli che costano meno, o quelli che costano normale, se leggete le istruzioni, lo so che nessuno legge le istruzioni dei frutti di bosco surgelati, però se leggete le istruzioni leggerete che bisogna, prima di consumarli, vanno cotti, vanno consumati solo cotti. Ora io non so perché, la cosa mi ha molto spaventato, devo dire, infatti non li sto più comprando, sto solo comprando frutti di bosco freschi e poi li metto io nel freezer se li voglio surgelare.<br>In questo momento, siccome abbiamo ancora molto caldo a Cagliari, sto bevendo, facendo, mi sto spaccando a bibitoni di acqua coi cubetti di ghiaccio con tutte queste cosucce dentro perché danno un sapore diverso all'acqua, perché altrimenti finisce che bevo troppo caffè e poi se bevo troppo caffè la notte non dormo e mi ritrovo a rigirarmi nel letto, non ho più voglia nemmeno di ascoltare podcast, non ho voglia di leggere, non ho voglia di fare niente, però mi alzo e come saprete, or c'ho il letto loft con la scala, devo scendere, e la cosa è abbastanza fastidiosa e richiede un po' di tempo.<br>Insomma, in questi 3 minuti grezzi non sapevo di cosa parlare ho letteralmente acceso il microfono senza avere la più pallida idea di che cosa, dell'argomento di cui avrei parlato oggi, però avevo in mano il mio bicchiere con la cannuccia, tra l'altro ho comprato queste cannucce di metallo, che le ho comprate in questa confezione da tre con lo scovolino per pulirle e devo dire che funzionano bene perché bere qualcosa col ghiaccio, soprattutto un bicchiere molto alto e poi ti cade il ghiaccio addosso, ti dà fastidio, invece con la cannuccia va benissimo. Chiudo che non ho veramente più niente da dire.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>What am I talking about today? Listen to what a nice noise my glass makes with designer icecubes. I told you about it a few days ago, a week ago. I discovered, did I discover? Nothing is discovered, however, I have been making ice cubes with a lot of things in them. I take these trays, usually of frozen food, that I wash them and then use them, these plastic trays that often have a nice oblong shape, there's a lot of stuff in them, I put a lemon peel, lemon zest, orange zest, lots of berries and mint leaves.<br>By the way, berries, if you buy frozen berries, remember that you have to wash and cook them before using them. If you read the instructions, at least in the ones that I bought, well they didn't cost very much, they were from the discount store, so maybe if you buy the ones that cost more it's not like that, but if you buy the ones that cost less, or the ones that cost normal, if you read the instructions , I know nobody reads the instructions of the frozen berries, however if you read the instructions you will read that you have to , before you consume them, they have to be cooked, they have to be consumed only cooked. Now I don't know why , it really scared me, I must say, in fact I'm not buying them anymore, I'm just buying fresh berries and then I put them in the freezer if I want to freeze them.<br>Right now, because we still have a lot of heat in Cagliari, I'm drinking , making, I'm splitting at water drinks with ice cubes with all these little things in them because they give a different flavor to the water, because otherwise I end up drinking too much coffee and then if I drink too much coffee at night I don't sleep and I end up tossing and turning in bed, I don't even feel like listening to podcasts anymore, I don't feel like reading, I don't feel like doing anything, however, I get up and as you know, or I have the loft bed with the ladder, I have to get down , and it's quite annoying and takes a while.<br>I mean, in these 3 raw minutes I didn't know what to talk about I literally turned on the microphone without having the slightest idea of what , of the topic I was going to talk about today, however I was holding my glass with the straw, by the way I bought these metal straws, which I bought in this pack of three with the pipe cleaner to clean them and I have to say they work well because drinking something with ice, especially a very tall glass and then you drop the ice on it, it bothers you, instead with the straw it's fine. I close that I really have nothing more to say.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Ma quanto mi piacciono i miei cubetti di design? E mi raccomando, i frutti di bosco surgelati vanno cotti!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Di cosa vi parlo oggi? Sentite che bel rumore che fa il mio bicchiere con il ghiaccio da designers. Ve ne ho parlato qualche giorno fa, una settimana fa. Ho scoperto, ho scoperto? Non si scopre niente, però mi sono messa a fare i cubetti di ghiaccio con un sacco di cose dentro. Prendo queste vaschette, di solito di cibo surgelato, che le lavo e poi le uso, queste vaschette di plastica che spesso hanno la forma bella oblunga, ci sta un sacco di roba dentro, ci metto una buccetta di limone, scorzetta di limone, scorzetta d'arancia, molti frutti di bosco e foglioline di menta.<br>Tra l'altro i frutti di bosco, se voi acquistate i frutti di bosco surgelati, ricordatevi che dovete lavarli e cucinarli prima di usarli. Se leggete le istruzioni, almeno in quelli che ho comprato io, vabbè non costavano tantissimo, erano del discount, quindi magari se comprate quelli che costano di più non è così, ma se comprate quelli che costano meno, o quelli che costano normale, se leggete le istruzioni, lo so che nessuno legge le istruzioni dei frutti di bosco surgelati, però se leggete le istruzioni leggerete che bisogna, prima di consumarli, vanno cotti, vanno consumati solo cotti. Ora io non so perché, la cosa mi ha molto spaventato, devo dire, infatti non li sto più comprando, sto solo comprando frutti di bosco freschi e poi li metto io nel freezer se li voglio surgelare.<br>In questo momento, siccome abbiamo ancora molto caldo a Cagliari, sto bevendo, facendo, mi sto spaccando a bibitoni di acqua coi cubetti di ghiaccio con tutte queste cosucce dentro perché danno un sapore diverso all'acqua, perché altrimenti finisce che bevo troppo caffè e poi se bevo troppo caffè la notte non dormo e mi ritrovo a rigirarmi nel letto, non ho più voglia nemmeno di ascoltare podcast, non ho voglia di leggere, non ho voglia di fare niente, però mi alzo e come saprete, or c'ho il letto loft con la scala, devo scendere, e la cosa è abbastanza fastidiosa e richiede un po' di tempo.<br>Insomma, in questi 3 minuti grezzi non sapevo di cosa parlare ho letteralmente acceso il microfono senza avere la più pallida idea di che cosa, dell'argomento di cui avrei parlato oggi, però avevo in mano il mio bicchiere con la cannuccia, tra l'altro ho comprato queste cannucce di metallo, che le ho comprate in questa confezione da tre con lo scovolino per pulirle e devo dire che funzionano bene perché bere qualcosa col ghiaccio, soprattutto un bicchiere molto alto e poi ti cade il ghiaccio addosso, ti dà fastidio, invece con la cannuccia va benissimo. Chiudo che non ho veramente più niente da dire.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>What am I talking about today? Listen to what a nice noise my glass makes with designer icecubes. I told you about it a few days ago, a week ago. I discovered, did I discover? Nothing is discovered, however, I have been making ice cubes with a lot of things in them. I take these trays, usually of frozen food, that I wash them and then use them, these plastic trays that often have a nice oblong shape, there's a lot of stuff in them, I put a lemon peel, lemon zest, orange zest, lots of berries and mint leaves.<br>By the way, berries, if you buy frozen berries, remember that you have to wash and cook them before using them. If you read the instructions, at least in the ones that I bought, well they didn't cost very much, they were from the discount store, so maybe if you buy the ones that cost more it's not like that, but if you buy the ones that cost less, or the ones that cost normal, if you read the instructions , I know nobody reads the instructions of the frozen berries, however if you read the instructions you will read that you have to , before you consume them, they have to be cooked, they have to be consumed only cooked. Now I don't know why , it really scared me, I must say, in fact I'm not buying them anymore, I'm just buying fresh berries and then I put them in the freezer if I want to freeze them.<br>Right now, because we still have a lot of heat in Cagliari, I'm drinking , making, I'm splitting at water drinks with ice cubes with all these little things in them because they give a different flavor to the water, because otherwise I end up drinking too much coffee and then if I drink too much coffee at night I don't sleep and I end up tossing and turning in bed, I don't even feel like listening to podcasts anymore, I don't feel like reading, I don't feel like doing anything, however, I get up and as you know, or I have the loft bed with the ladder, I have to get down , and it's quite annoying and takes a while.<br>I mean, in these 3 raw minutes I didn't know what to talk about I literally turned on the microphone without having the slightest idea of what , of the topic I was going to talk about today, however I was holding my glass with the straw, by the way I bought these metal straws, which I bought in this pack of three with the pipe cleaner to clean them and I have to say they work well because drinking something with ice, especially a very tall glass and then you drop the ice on it, it bothers you, instead with the straw it's fine. I close that I really have nothing more to say.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 19 Sep 2023 14:15:57 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ma quanto mi piacciono i miei cubetti di design? E mi raccomando, i frutti di bosco surgelati vanno cotti!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Di cosa vi parlo oggi? Sentite che bel rumore che fa il mio bicchiere con il ghiaccio da designers. Ve ne ho parlato qualche giorno fa, una settimana fa. Ho scoperto, ho scoperto? Non si scopre niente, però mi sono messa a fare i cubetti di ghiaccio con un sacco di cose dentro. Prendo queste vaschette, di solito di cibo surgelato, che le lavo e poi le uso, queste vaschette di plastica che spesso hanno la forma bella oblunga, ci sta un sacco di roba dentro, ci metto una buccetta di limone, scorzetta di limone, scorzetta d'arancia, molti frutti di bosco e foglioline di menta.Tra l'altro i frutti di bosco, se voi acquistate i frutti di bosco surgelati, ricordatevi che dovete lavarli e cucinarli prima di usarli. Se leggete le istruzioni, almeno in quelli che ho comprato io, vabbè non costavano tantissimo, erano del discount, quindi magari se comprate quelli che costano di più non è così, ma se comprate quelli che costano meno, o quelli che costano normale, se leggete le istruzioni, lo so che nessuno legge le istruzioni dei frutti di bosco surgelati, però se leggete le istruzioni leggerete che bisogna, prima di consumarli, vanno cotti, vanno consumati solo cotti. Ora io non so perché, la cosa mi ha molto spaventato, devo dire, infatti non li sto più comprando, sto solo comprando frutti di bosco freschi e poi li metto io nel freezer se li voglio surgelare.In questo momento, siccome abbiamo ancora molto caldo a Cagliari, sto bevendo, facendo, mi sto spaccando a bibitoni di acqua coi cubetti di ghiaccio con tutte queste cosucce dentro perché danno un sapore diverso all'acqua, perché altrimenti finisce che bevo troppo caffè e poi se bevo troppo caffè la notte non dormo e mi ritrovo a rigirarmi nel letto, non ho più voglia nemmeno di ascoltare podcast, non ho voglia di leggere, non ho voglia di fare niente, però mi alzo e come saprete, or c'ho il letto loft con la scala, devo scendere, e la cosa è abbastanza fastidiosa e richiede un po' di tempo.Insomma, in questi 3 minuti grezzi non sapevo di cosa parlare ho letteralmente acceso il microfono senza avere la più pallida idea di che cosa, dell'argomento di cui avrei parlato oggi, però avevo in mano il mio bicchiere con la cannuccia, tra l'altro ho comprato queste cannucce di metallo, che le ho comprate in questa confezione da tre con lo scovolino per pulirle e devo dire che funzionano bene perché bere qualcosa col ghiaccio, soprattutto un bicchiere molto alto e poi ti cade il ghiaccio addosso, ti dà fastidio, invece con la cannuccia va benissimo. Chiudo che non ho veramente più niente da dire.TRANSLATIONWhat am I talking about today? Listen to what a nice noise my glass makes with designer icecubes. I told you about it a few days ago, a week ago. I discovered, did I discover? Nothing is discovered, however, I have been making ice cubes with a lot of things in them. I take these trays, usually of frozen food, that I wash them and then use them, these plastic trays that often have a nice oblong shape, there's a lot of stuff in them, I put a lemon peel, lemon zest, orange zest, lots of berries and mint leaves.By the way, berries, if you buy frozen berries, remember that you have to wash and cook them before using them. If you read the instructions, at least in the ones that I bought, well they didn't cost very much, they were from the discount store, so maybe if you buy the ones that cost more it's not like that, but if you buy the ones that cost less, or the ones that cost normal, if you read the instructions , I know nobody reads the instructions of the frozen berries, however if you read the instructions you will read that you have to , before you consume them, they have to be cooked, they have to be consumed only cooked. Now I don't know why , it...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ma quanto mi piacciono i miei cubetti di design? E mi raccomando, i frutti di bosco surgelati vanno cotti!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Di cosa vi parlo oggi? Sentite che bel rumore che fa il mio bicchiere con il ghiaccio da designers. Ve ne ho parl</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 626 Zerocalcare leopardiano</title>
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        <![CDATA[Non posso che definire 'leopardiano' il sentimento di vaga malinconia di alcune descrizioni di Zerocalcare. È un poeta.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Visto che è tornato il caldo e che, soprattutto nelle ore pomeridiane, diventa un'avventura riuscire a fare qualcosa, mi sto dando qualche mezz'ora di tregua e in queste mezz'ore di tregua leggo qualcosa, visto che poi la notte anziché leggere ormai non leggo quasi più la notte, ascolto podcast, e tra le cose che ho trovato a casa, ho pescato un libro di Zerocalcare che è di mio figlio, non avevo ancora letto, ma ora che lui è partito all'università sto un po' ripulendo la sua stanza, così come fanno le mamme.<br>E mi è capitato tra le mani questo volume di Zerocalcare che mi sono resa conto io ancora non avevo letto. Si intitola "La scuola di pizze in faccia del professor Calcare". È un bellissimo volume perché dà molta soddisfazione. Ci sono un sacco di storie, diciamo un po' collegate, vabbè, collegate dal filo logico che è Zerocalcare a raccontarle, non non ho visto di che anno sia, però fa riferimento al 2015 boh, comunque, e ci sono delle storie che, se conoscete Zerocalcare, avete un po' idea del tenore e me le sto gustando veramente.<br>Il problema diciamo che ho con questo volume che è un volume molto grosso con la copertina molto rigida per cui prima ero sul divano e, niente mi stava bucando le cosce e mi stava cadendo in testa ogni tanto quando m'appisolavo, comunque, niente non sono problemi.<br>No, perché vi parlo di questo volume? A Parte per, nel caso non l'avete mai letto leggete assolutamente Zerocalcare che ne vale la pena. No perché una delle storie parla dei Cavalieri dello Zodiaco che è un cartone animato che io non guardavo perché ormai ero adulta quando è uscito fuori, però mentre parla dei Cavalieri dello Zodiaco crea una situazione, o meglio racconta di un'atmosfera, quella sì invece che la conosco.<br>Era il momento in cui gli adulti tornavano a casa dal lavoro e tu avevi finito di fare i compiti, fuori c'era già buio, perché magari era inverno, o comunque si avvicinavano le sette, le otto eccetera, e qualcuno in cucina preparava la cena, e tu finalmente, una volta finiti i compiti, potevi metterti davanti alla televisione a guardare i tuoi cartoni animati preferiti.<br>Poi Zerocalcare, che queste cose le sa fare alla grande, dice, ve lo leggo così come c'è scritto: "Di là i grandi erano tornati da lavoro e iniziavano a preparare la cena e noi invece avevamo finito i compiti e correvamo sul divano e iniziavano quelle parole e quelle luci colorate fluorescenti al neon della sigla che ci scorrevano davanti. E ogni singola cosa al mondo era esattamente al suo posto, come non lo sarebbe mai più stata." Che vi devo di', è un poeta!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Since the heat is back and, especially in the afternoon hours, it becomes an adventure to get anything done, I'm giving myself a few half hours of respite and in these half hours of respite I'm reading something, since then at night instead of reading now I hardly read at night, I listen to podcasts, and among the things I found at home, I fished out a book by Zerocalcare that is my son's, I hadn't read yet, but now that he's gone off to college I'm kind of cleaning up his room, just as moms do.<br>And I happened upon this volume by Zerocalcare that I realized I still had not read. It is titled "Professor Calcare's School of Pizza in the face." It is a beautiful volume because it gives a lot of satisfaction. There are a lot of stories, let's say a little bit connected, alright, connected by the logical thread that it's Zerocalcare telling them, I haven't seen what year it is from, however it refers to 2015 boh, anyway, and there are some stories that, if you know Zerocalcare, you have some idea of the tenor and I'm really enjoying them.<br>The problem let's say I have with this volume that it's a very big volume with a very hard cover so before I was on the couch and, nothing was piercing my thighs and it was falling on my head sometimes when I was dozing off, anyway, nothing it's no problem.<br>No, why am I telling you about this volume? That is, in case you have never read it absolutely read Zerocalcare it is worth it. So, because one of the stories is about the Knights of the Zodiac which is a cartoon that I didn't watch because I was an adult by the time it came out, however while it talks about the Knights of the Zodiac it creates a situation, or rather he desribes an atmosphere, that one I do know.<br>It was the time when the adults came home from work and you had finished your homework, it was already dark outside, because maybe it was winter, or anyway it was approaching seven o'clock, eight o'clock, etc. , and someone in the kitchen was preparing dinner, and you could finally, once you finished your homework, get in front of the TV and watch your favorite cartoons.<br>Well Zerocalcare, who knows how to do these things great, says, I'll read it to you as it's written: "Over there the grown-ups had come back from work and started making dinner and we, on the other hand, had finished our homework and ran to the couch and those words started and those fluorescent neon colored lights of the theme song scrolled in front of us. And every single thing in the world was exactly in its place, as it would never be ever again ." What can I say, he is a poet!<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Non posso che definire 'leopardiano' il sentimento di vaga malinconia di alcune descrizioni di Zerocalcare. È un poeta.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Visto che è tornato il caldo e che, soprattutto nelle ore pomeridiane, diventa un'avventura riuscire a fare qualcosa, mi sto dando qualche mezz'ora di tregua e in queste mezz'ore di tregua leggo qualcosa, visto che poi la notte anziché leggere ormai non leggo quasi più la notte, ascolto podcast, e tra le cose che ho trovato a casa, ho pescato un libro di Zerocalcare che è di mio figlio, non avevo ancora letto, ma ora che lui è partito all'università sto un po' ripulendo la sua stanza, così come fanno le mamme.<br>E mi è capitato tra le mani questo volume di Zerocalcare che mi sono resa conto io ancora non avevo letto. Si intitola "La scuola di pizze in faccia del professor Calcare". È un bellissimo volume perché dà molta soddisfazione. Ci sono un sacco di storie, diciamo un po' collegate, vabbè, collegate dal filo logico che è Zerocalcare a raccontarle, non non ho visto di che anno sia, però fa riferimento al 2015 boh, comunque, e ci sono delle storie che, se conoscete Zerocalcare, avete un po' idea del tenore e me le sto gustando veramente.<br>Il problema diciamo che ho con questo volume che è un volume molto grosso con la copertina molto rigida per cui prima ero sul divano e, niente mi stava bucando le cosce e mi stava cadendo in testa ogni tanto quando m'appisolavo, comunque, niente non sono problemi.<br>No, perché vi parlo di questo volume? A Parte per, nel caso non l'avete mai letto leggete assolutamente Zerocalcare che ne vale la pena. No perché una delle storie parla dei Cavalieri dello Zodiaco che è un cartone animato che io non guardavo perché ormai ero adulta quando è uscito fuori, però mentre parla dei Cavalieri dello Zodiaco crea una situazione, o meglio racconta di un'atmosfera, quella sì invece che la conosco.<br>Era il momento in cui gli adulti tornavano a casa dal lavoro e tu avevi finito di fare i compiti, fuori c'era già buio, perché magari era inverno, o comunque si avvicinavano le sette, le otto eccetera, e qualcuno in cucina preparava la cena, e tu finalmente, una volta finiti i compiti, potevi metterti davanti alla televisione a guardare i tuoi cartoni animati preferiti.<br>Poi Zerocalcare, che queste cose le sa fare alla grande, dice, ve lo leggo così come c'è scritto: "Di là i grandi erano tornati da lavoro e iniziavano a preparare la cena e noi invece avevamo finito i compiti e correvamo sul divano e iniziavano quelle parole e quelle luci colorate fluorescenti al neon della sigla che ci scorrevano davanti. E ogni singola cosa al mondo era esattamente al suo posto, come non lo sarebbe mai più stata." Che vi devo di', è un poeta!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Since the heat is back and, especially in the afternoon hours, it becomes an adventure to get anything done, I'm giving myself a few half hours of respite and in these half hours of respite I'm reading something, since then at night instead of reading now I hardly read at night, I listen to podcasts, and among the things I found at home, I fished out a book by Zerocalcare that is my son's, I hadn't read yet, but now that he's gone off to college I'm kind of cleaning up his room, just as moms do.<br>And I happened upon this volume by Zerocalcare that I realized I still had not read. It is titled "Professor Calcare's School of Pizza in the face." It is a beautiful volume because it gives a lot of satisfaction. There are a lot of stories, let's say a little bit connected, alright, connected by the logical thread that it's Zerocalcare telling them, I haven't seen what year it is from, however it refers to 2015 boh, anyway, and there are some stories that, if you know Zerocalcare, you have some idea of the tenor and I'm really enjoying them.<br>The problem let's say I have with this volume that it's a very big volume with a very hard cover so before I was on the couch and, nothing was piercing my thighs and it was falling on my head sometimes when I was dozing off, anyway, nothing it's no problem.<br>No, why am I telling you about this volume? That is, in case you have never read it absolutely read Zerocalcare it is worth it. So, because one of the stories is about the Knights of the Zodiac which is a cartoon that I didn't watch because I was an adult by the time it came out, however while it talks about the Knights of the Zodiac it creates a situation, or rather he desribes an atmosphere, that one I do know.<br>It was the time when the adults came home from work and you had finished your homework, it was already dark outside, because maybe it was winter, or anyway it was approaching seven o'clock, eight o'clock, etc. , and someone in the kitchen was preparing dinner, and you could finally, once you finished your homework, get in front of the TV and watch your favorite cartoons.<br>Well Zerocalcare, who knows how to do these things great, says, I'll read it to you as it's written: "Over there the grown-ups had come back from work and started making dinner and we, on the other hand, had finished our homework and ran to the couch and those words started and those fluorescent neon colored lights of the theme song scrolled in front of us. And every single thing in the world was exactly in its place, as it would never be ever again ." What can I say, he is a poet!<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 18 Sep 2023 15:28:00 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Non posso che definire 'leopardiano' il sentimento di vaga malinconia di alcune descrizioni di Zerocalcare. È un poeta.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Visto che è tornato il caldo e che, soprattutto nelle ore pomeridiane, diventa un'avventura riuscire</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 625 Lasciate in pace i serpenti</title>
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        <![CDATA[Avrei voluto parlare degli incantatori di serpenti (affascinante!) ma poi scopro che la loro pratica è tutt'altro che fascinosa. In fondo alla pagina vi metto il link all'articolo che mi ha illuminato.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Stamattina, mentre facevo colazione, ho letto un articolo che mi ha incuriosito. Era un articolo che parlava della scomparsa degli incantatori di serpenti. - Ah, interessante! Magari ne parlo nei 3 minuti grezzi. - Poi però sono andata a scavare, a vedere un po' di che cosa si trattava e uh! mi è venuto un magone, mi è venuto un malumore terribile, perché non sopporto bene le storie di maltrattamento di animali e peggio, e quella degli incantatori di serpenti è una storia del genere.<br><br>Tra l'altro... allora stanno scomparendo perché è vietato dagli anni '70 perché quelli che si chiamano 'incantatori' in effetti stordiscono i serpenti e fanno delle pratiche terribili che non voglio dirvi, perché mi fa impressione solo semplicemente parlarne, oppure le estraggono le sacche del veleno, che poi vendono ad altissimo prezzo perché vengono utilizzate per fare l'antidoto al veleno.<br>Insomma, una storiaccia, una storiaccia triste e lugubre, anche se in alcune parti, non tanto dell'India ma del Bangladesh e di un altro posto che adesso non mi ricordo i serpenti, questo tipo di serpente, rientra nell'ambito di questi cerimoniali religiosi.<br><br>Ecco, spunta sempre nuovamente la religione che, chi mi conosce lo sa, non sono una persona religiosa, considero le religioni alla stregua di qualsiasi altro storytelling, e quando si fanno le guerre di religione per me è sempre la guerra a chi ha l'amico immaginario più forte, come se si litigassero perché a me piace Superman e a te piace, boh, Batman o Catwoman, nel mio caso, che mi piace di più.<br><br>Sì, quindi questa cosa qua dei serpenti che mi ha affascinato, perché avevo in mente immagini un po' da, da esploratore occidentale che va a distruggere l'habitat altrui e che vede l'indianino di turno che è con questo piffero a due canne e si muove, che poi, si sa che i serpenti sono sordi, più o meno sordi, o comunque non sentono i suoni o al di sopra o al di sotto di una certa frequenza, quindi seguono le vibrazioni e il movimento.<br><br>Sì, io da occidentale che le cose le sa e che si informa, e questa è una cosa molto ironica quella che ho appena detto, quindi prendetela con molta ironia, io dal mio pulpito dico no agli incantatori di serpenti, anche se sono pratiche religiose, soprattutto se sono pratiche religiose. Viva Voltaire e viva l'Encyclopédie, viva Diderot, non me ne vengono altri in mente illuministi, che poi anche loro ci avevano le loro pecche.<br><br>Vabbè, mollo qui sta facendo ancora molto caldo, m'ha dato un po' la testa. Ve ne sarete accorti, eh?<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>This morning, while eating breakfast, I read an article that intrigued me. It was an article about the disappearance of snake charmers. - Ah, interesting! Maybe I talk about it in my daily 3 minutes. - But then I went to dig it out, to see a little bit of what it was about and uh! I got sick, I got a terrible mood, because I can't stand animal abuse stories and worse, and the snake charmers one is such a story.<br>And also... btw they are disappearing because it has been banned since the 1970s because those who are called 'charmers' actually stun the snakes and do terrible practices that I don't want to tell you, because it makes me feel bad just talking about it, or they extract the venom sacs from them, which they then sell at a very high price because they are used to make the antidote to the venom.<br>I mean, a bad story, a sad and grim story, although in some parts, not so much of India but in Bangladesh and some other place that I can't remember now snakes, this kind of snake, falls within the scope of these religious ceremonials.<br><br>There you go, religion always pops up again, which, those who know me know, I'm not a religious person, I consider religions the same as any other storytelling, and when you have religious wars for me it's always the war of who has the strongest imaginary friend, like they're fighting because I like Superman and you like, IDK, Batman or Catwoman, in my case, because I like her better,<br>Yes, so this thing here of snakes that fascinated me, because I had in my mind images a little bit of, of a Western explorer going to destroy other people's habitat and seeing the Indian on duty who is with this two-barreled pipe and moving around, which then, you know snakes are deaf, more or less deaf, or anyway they don't hear sounds either above or below a certain frequency, so they follow the vibrations and the movement.<br><br>Yes, I as a Westerner who knows things and is informed, and this is a very ironic thing I just said, so take it very ironically, I from my pulpit say no to snake charmers, even if they are religious practices, especially if they are religious practices. Long live Voltaire and long live the Encyclopédie, long live Diderot, I can think of no other Enlightenmentists, but then they too had their flaws.<br><br>Whatever, I stop here it's still very hot, it's made me a bit silly. You must have noticed, huh?<br><br><b>LINK</b> all'articolo dove trovate la vera storia degli incantatori <a href="https://www.ilpost.it/2023/09/13/incantatori-serpenti/" rel="noreferrer noopener">https://www.ilpost.it/2023/09/13/incantatori-serpenti/</a><br><br>]]>
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        <![CDATA[Avrei voluto parlare degli incantatori di serpenti (affascinante!) ma poi scopro che la loro pratica è tutt'altro che fascinosa. In fondo alla pagina vi metto il link all'articolo che mi ha illuminato.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Stamattina, mentre facevo colazione, ho letto un articolo che mi ha incuriosito. Era un articolo che parlava della scomparsa degli incantatori di serpenti. - Ah, interessante! Magari ne parlo nei 3 minuti grezzi. - Poi però sono andata a scavare, a vedere un po' di che cosa si trattava e uh! mi è venuto un magone, mi è venuto un malumore terribile, perché non sopporto bene le storie di maltrattamento di animali e peggio, e quella degli incantatori di serpenti è una storia del genere.<br><br>Tra l'altro... allora stanno scomparendo perché è vietato dagli anni '70 perché quelli che si chiamano 'incantatori' in effetti stordiscono i serpenti e fanno delle pratiche terribili che non voglio dirvi, perché mi fa impressione solo semplicemente parlarne, oppure le estraggono le sacche del veleno, che poi vendono ad altissimo prezzo perché vengono utilizzate per fare l'antidoto al veleno.<br>Insomma, una storiaccia, una storiaccia triste e lugubre, anche se in alcune parti, non tanto dell'India ma del Bangladesh e di un altro posto che adesso non mi ricordo i serpenti, questo tipo di serpente, rientra nell'ambito di questi cerimoniali religiosi.<br><br>Ecco, spunta sempre nuovamente la religione che, chi mi conosce lo sa, non sono una persona religiosa, considero le religioni alla stregua di qualsiasi altro storytelling, e quando si fanno le guerre di religione per me è sempre la guerra a chi ha l'amico immaginario più forte, come se si litigassero perché a me piace Superman e a te piace, boh, Batman o Catwoman, nel mio caso, che mi piace di più.<br><br>Sì, quindi questa cosa qua dei serpenti che mi ha affascinato, perché avevo in mente immagini un po' da, da esploratore occidentale che va a distruggere l'habitat altrui e che vede l'indianino di turno che è con questo piffero a due canne e si muove, che poi, si sa che i serpenti sono sordi, più o meno sordi, o comunque non sentono i suoni o al di sopra o al di sotto di una certa frequenza, quindi seguono le vibrazioni e il movimento.<br><br>Sì, io da occidentale che le cose le sa e che si informa, e questa è una cosa molto ironica quella che ho appena detto, quindi prendetela con molta ironia, io dal mio pulpito dico no agli incantatori di serpenti, anche se sono pratiche religiose, soprattutto se sono pratiche religiose. Viva Voltaire e viva l'Encyclopédie, viva Diderot, non me ne vengono altri in mente illuministi, che poi anche loro ci avevano le loro pecche.<br><br>Vabbè, mollo qui sta facendo ancora molto caldo, m'ha dato un po' la testa. Ve ne sarete accorti, eh?<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>This morning, while eating breakfast, I read an article that intrigued me. It was an article about the disappearance of snake charmers. - Ah, interesting! Maybe I talk about it in my daily 3 minutes. - But then I went to dig it out, to see a little bit of what it was about and uh! I got sick, I got a terrible mood, because I can't stand animal abuse stories and worse, and the snake charmers one is such a story.<br>And also... btw they are disappearing because it has been banned since the 1970s because those who are called 'charmers' actually stun the snakes and do terrible practices that I don't want to tell you, because it makes me feel bad just talking about it, or they extract the venom sacs from them, which they then sell at a very high price because they are used to make the antidote to the venom.<br>I mean, a bad story, a sad and grim story, although in some parts, not so much of India but in Bangladesh and some other place that I can't remember now snakes, this kind of snake, falls within the scope of these religious ceremonials.<br><br>There you go, religion always pops up again, which, those who know me know, I'm not a religious person, I consider religions the same as any other storytelling, and when you have religious wars for me it's always the war of who has the strongest imaginary friend, like they're fighting because I like Superman and you like, IDK, Batman or Catwoman, in my case, because I like her better,<br>Yes, so this thing here of snakes that fascinated me, because I had in my mind images a little bit of, of a Western explorer going to destroy other people's habitat and seeing the Indian on duty who is with this two-barreled pipe and moving around, which then, you know snakes are deaf, more or less deaf, or anyway they don't hear sounds either above or below a certain frequency, so they follow the vibrations and the movement.<br><br>Yes, I as a Westerner who knows things and is informed, and this is a very ironic thing I just said, so take it very ironically, I from my pulpit say no to snake charmers, even if they are religious practices, especially if they are religious practices. Long live Voltaire and long live the Encyclopédie, long live Diderot, I can think of no other Enlightenmentists, but then they too had their flaws.<br><br>Whatever, I stop here it's still very hot, it's made me a bit silly. You must have noticed, huh?<br><br><b>LINK</b> all'articolo dove trovate la vera storia degli incantatori <a href="https://www.ilpost.it/2023/09/13/incantatori-serpenti/" rel="noreferrer noopener">https://www.ilpost.it/2023/09/13/incantatori-serpenti/</a><br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 17 Sep 2023 14:57:58 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Avrei voluto parlare degli incantatori di serpenti (affascinante!) ma poi scopro che la loro pratica è tutt'altro che fascinosa. In fondo alla pagina vi metto il link all'articolo che mi ha illuminato.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Stamattina, mentre facevo colazione, ho letto un articolo che mi ha incuriosito. Era un articolo che parlava della scomparsa degli incantatori di serpenti. - Ah, interessante! Magari ne parlo nei 3 minuti grezzi. - Poi però sono andata a scavare, a vedere un po' di che cosa si trattava e uh! mi è venuto un magone, mi è venuto un malumore terribile, perché non sopporto bene le storie di maltrattamento di animali e peggio, e quella degli incantatori di serpenti è una storia del genere.Tra l'altro... allora stanno scomparendo perché è vietato dagli anni '70 perché quelli che si chiamano 'incantatori' in effetti stordiscono i serpenti e fanno delle pratiche terribili che non voglio dirvi, perché mi fa impressione solo semplicemente parlarne, oppure le estraggono le sacche del veleno, che poi vendono ad altissimo prezzo perché vengono utilizzate per fare l'antidoto al veleno.Insomma, una storiaccia, una storiaccia triste e lugubre, anche se in alcune parti, non tanto dell'India ma del Bangladesh e di un altro posto che adesso non mi ricordo i serpenti, questo tipo di serpente, rientra nell'ambito di questi cerimoniali religiosi.Ecco, spunta sempre nuovamente la religione che, chi mi conosce lo sa, non sono una persona religiosa, considero le religioni alla stregua di qualsiasi altro storytelling, e quando si fanno le guerre di religione per me è sempre la guerra a chi ha l'amico immaginario più forte, come se si litigassero perché a me piace Superman e a te piace, boh, Batman o Catwoman, nel mio caso, che mi piace di più.Sì, quindi questa cosa qua dei serpenti che mi ha affascinato, perché avevo in mente immagini un po' da, da esploratore occidentale che va a distruggere l'habitat altrui e che vede l'indianino di turno che è con questo piffero a due canne e si muove, che poi, si sa che i serpenti sono sordi, più o meno sordi, o comunque non sentono i suoni o al di sopra o al di sotto di una certa frequenza, quindi seguono le vibrazioni e il movimento.Sì, io da occidentale che le cose le sa e che si informa, e questa è una cosa molto ironica quella che ho appena detto, quindi prendetela con molta ironia, io dal mio pulpito dico no agli incantatori di serpenti, anche se sono pratiche religiose, soprattutto se sono pratiche religiose. Viva Voltaire e viva l'Encyclopédie, viva Diderot, non me ne vengono altri in mente illuministi, che poi anche loro ci avevano le loro pecche.Vabbè, mollo qui sta facendo ancora molto caldo, m'ha dato un po' la testa. Ve ne sarete accorti, eh?TRANSLATIONThis morning, while eating breakfast, I read an article that intrigued me. It was an article about the disappearance of snake charmers. - Ah, interesting! Maybe I talk about it in my daily 3 minutes. - But then I went to dig it out, to see a little bit of what it was about and uh! I got sick, I got a terrible mood, because I can't stand animal abuse stories and worse, and the snake charmers one is such a story.And also... btw they are disappearing because it has been banned since the 1970s because those who are called 'charmers' actually stun the snakes and do terrible practices that I don't want to tell you, because it makes me feel bad just talking about it, or they extract the venom sacs from them, which they then sell at a very high price because they are used to make the antidote to the venom.I mean, a bad story, a sad and grim story, although in some parts, not so much of India but in Bangladesh and some other place that I can't remember now snakes, this kind of snake, falls within the scope of these religious ceremonials.There you go, religion always...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Avrei voluto parlare degli incantatori di serpenti (affascinante!) ma poi scopro che la loro pratica è tutt'altro che fascinosa. In fondo alla pagina vi metto il link all'articolo che mi ha illuminato.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Stamattina, mentre</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 624 Un po' di empatia</title>
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        <![CDATA[Empatia significa anche evitare domande scontate che non fanno altro che provocare tristezza e malinconia, oltre a non aiutare nessuno.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Dopo aver passato tutta la mia vita a lasciarmi gli altri alle spalle, ad essere accompagnata all'aeroporto per andare via, ora mi trovo dalla parte opposta.<br><br>Ne ho già parlato anche nei miei 3 minuti grezzi, ora che mio figlio studia nella città più lontana geograficamente da Cagliari, cioè altri cinque chilometri e sarebbe in Svizzera o in Austria, vabbè, comunque l'università l'ha scelta perché aveva un corso molto bello ed era l'unica in Italia a offrirlo, sì, ora mi trovo dalla parte opposta, sono io quella che accompagna all'aeroporto, sono quella che saluta e soprattutto sono io quella che poi, dopo averlo accompagnato in aeroporto, me ne torno io a casa, sola soletta, a guardarmi la stanza vuota.<br><br>Detto così sembra che sia la mamma che si lamenta perché è il figlio... no, volevo parlare di un'altra cosa, e cioè di come cambia la nostra percezione se viviamo una sensazione che riguarda due persone e però abbiamo vissuto anche l'altra parte, quindi io riesco veramente a visualizzare, poi naturalmente tutte le persone sono diverse, però riesco a visualizzare quei momenti quando si lascia casa, quando si va in aereo, quando si arriva, quando si torna in un posto dove si abita che però non è la propria casa e quindi si riprendono piano piano tutte le abitudini.<br><br>E io ricordo che quando abitavo fuori dall'Italia ogni volta che tornavo in Italia, poi al mio rientro seguiva un periodo di grande tristezza perché... I miei amici mi chiedevano ma tu non hai nostalgia di casa? Ma che domanda cretina! E certo che nostalgia di casa! Però vabbè, non è che potessi dire ai miei amici domanda cretina, però rispondevo sì, ho nostalgia, soprattutto appena tornata, poi però vivo la mia vita e non è che stia sempre ininterrottamente a pensare oddio, ho nostalgia di casa. E infatti è così: poi riprendi la vita e la routine e vieni distratto da altre cose.<br><br>Ecco, questo delle delle domande diciamo poco intelligenti è un tratto comune, la gente che chiede ah, ma ti trovi meglio qui o a casa? Ah, ma non ti manca? È certo che mi manca! E certo che mi trovo meglio a casa! Ma che razza di domande sono?<br><br>Però vabbè, la gente si sente obbligata a farle, come quando vediamo una persona e ci sentiamo obbligati a dirle ah questi pantaloni ma quanto ti stanno male! Ma chi se ne frega? Ma tienitelo per te! Però c'è gente che non riesce a trattenersi, e che tutto quello che gli passa per la mente deve dirlo ancora prima di pensare quello che potrebbe essere, quella che potrebbe essere la reazione provocata o le sensazioni che gli altri, ecco, gente senza empatia.<br><br>Vabbè, non volevo arrivare a parlare di questo, però adesso finiamola qua. Mh? Va bene un po' di empatia, un po' di empatia.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>After spending my whole life leaving others behind, being escorted to the airport to leave, I now find myself on the opposite side.<br><br>I have already talked about it inmy daily 3 minutes, now that my son is studying in the city furthest away geographically from Cagliari, that is another five kilometers and he would be in Switzerland or Austria, whatever, anyway he chose the university because it had a very nice course and it was the only one in Italy to offer it, yes, now I am on the opposite side, I am the one who drives him to the airport, I am the one who says goodbye and most of all I am the one who then, after I drive him to the airport, I am the one who goes home, alone, looking at my empty room.<br><br>Said like that it sounds like it's the mother complaining because her son... no, I wanted to talk about something else, and that is how our perception changes if we experience a feeling that affects two people and yet we have also experienced the other side, so I can really visualise, of course all people are different, but I can visualise those moments when you leave home, when you go on the plane, when you arrive, when you return to a place where you live that however is not your home and then you slowly resume all your habits.<br><br>And I remember when I lived outside Italy every time I went back to Italy, then upon my return there would follow a period of great sadness because... My friends would ask me but aren't you homesick? But what a dumb question! And of course I am homesick! But whatever, it's not like I could tell my friends 'dumb question!', however I was answering yes, I'm homesick, especially as soon as I come back, but then I live my life and it's not like I'm always constantly thinking oh god, I'm homesick. And indeed it is so: then you resume life and routine and get distracted by other things.<br><br>Here, this of the let's say unintelligent questions is a common trait, people asking ah, but are you better off here or at home? Ah, but don't you miss it? It is certain that I miss it! And of course I am better off at home! But what kind of questions are these?<br><br>Whatever, people feel obligated to ask them, like when we see a person and feel obligated to say 'ah these pants, but how bad they look on you!' Hey who cares? Keep it to yourself! But there are some people who can't hold back, and that everything that goes through their mind they have to say it even before they think what it could be, what the reaction caused or the feelings that others might have, that's it, people without empathy.<br>Whatever, I didn't want to get into this, but let's end it now. Hmm ? All right a little empathy, a little empathy.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Empatia significa anche evitare domande scontate che non fanno altro che provocare tristezza e malinconia, oltre a non aiutare nessuno.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Dopo aver passato tutta la mia vita a lasciarmi gli altri alle spalle, ad essere accompagnata all'aeroporto per andare via, ora mi trovo dalla parte opposta.<br><br>Ne ho già parlato anche nei miei 3 minuti grezzi, ora che mio figlio studia nella città più lontana geograficamente da Cagliari, cioè altri cinque chilometri e sarebbe in Svizzera o in Austria, vabbè, comunque l'università l'ha scelta perché aveva un corso molto bello ed era l'unica in Italia a offrirlo, sì, ora mi trovo dalla parte opposta, sono io quella che accompagna all'aeroporto, sono quella che saluta e soprattutto sono io quella che poi, dopo averlo accompagnato in aeroporto, me ne torno io a casa, sola soletta, a guardarmi la stanza vuota.<br><br>Detto così sembra che sia la mamma che si lamenta perché è il figlio... no, volevo parlare di un'altra cosa, e cioè di come cambia la nostra percezione se viviamo una sensazione che riguarda due persone e però abbiamo vissuto anche l'altra parte, quindi io riesco veramente a visualizzare, poi naturalmente tutte le persone sono diverse, però riesco a visualizzare quei momenti quando si lascia casa, quando si va in aereo, quando si arriva, quando si torna in un posto dove si abita che però non è la propria casa e quindi si riprendono piano piano tutte le abitudini.<br><br>E io ricordo che quando abitavo fuori dall'Italia ogni volta che tornavo in Italia, poi al mio rientro seguiva un periodo di grande tristezza perché... I miei amici mi chiedevano ma tu non hai nostalgia di casa? Ma che domanda cretina! E certo che nostalgia di casa! Però vabbè, non è che potessi dire ai miei amici domanda cretina, però rispondevo sì, ho nostalgia, soprattutto appena tornata, poi però vivo la mia vita e non è che stia sempre ininterrottamente a pensare oddio, ho nostalgia di casa. E infatti è così: poi riprendi la vita e la routine e vieni distratto da altre cose.<br><br>Ecco, questo delle delle domande diciamo poco intelligenti è un tratto comune, la gente che chiede ah, ma ti trovi meglio qui o a casa? Ah, ma non ti manca? È certo che mi manca! E certo che mi trovo meglio a casa! Ma che razza di domande sono?<br><br>Però vabbè, la gente si sente obbligata a farle, come quando vediamo una persona e ci sentiamo obbligati a dirle ah questi pantaloni ma quanto ti stanno male! Ma chi se ne frega? Ma tienitelo per te! Però c'è gente che non riesce a trattenersi, e che tutto quello che gli passa per la mente deve dirlo ancora prima di pensare quello che potrebbe essere, quella che potrebbe essere la reazione provocata o le sensazioni che gli altri, ecco, gente senza empatia.<br><br>Vabbè, non volevo arrivare a parlare di questo, però adesso finiamola qua. Mh? Va bene un po' di empatia, un po' di empatia.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>After spending my whole life leaving others behind, being escorted to the airport to leave, I now find myself on the opposite side.<br><br>I have already talked about it inmy daily 3 minutes, now that my son is studying in the city furthest away geographically from Cagliari, that is another five kilometers and he would be in Switzerland or Austria, whatever, anyway he chose the university because it had a very nice course and it was the only one in Italy to offer it, yes, now I am on the opposite side, I am the one who drives him to the airport, I am the one who says goodbye and most of all I am the one who then, after I drive him to the airport, I am the one who goes home, alone, looking at my empty room.<br><br>Said like that it sounds like it's the mother complaining because her son... no, I wanted to talk about something else, and that is how our perception changes if we experience a feeling that affects two people and yet we have also experienced the other side, so I can really visualise, of course all people are different, but I can visualise those moments when you leave home, when you go on the plane, when you arrive, when you return to a place where you live that however is not your home and then you slowly resume all your habits.<br><br>And I remember when I lived outside Italy every time I went back to Italy, then upon my return there would follow a period of great sadness because... My friends would ask me but aren't you homesick? But what a dumb question! And of course I am homesick! But whatever, it's not like I could tell my friends 'dumb question!', however I was answering yes, I'm homesick, especially as soon as I come back, but then I live my life and it's not like I'm always constantly thinking oh god, I'm homesick. And indeed it is so: then you resume life and routine and get distracted by other things.<br><br>Here, this of the let's say unintelligent questions is a common trait, people asking ah, but are you better off here or at home? Ah, but don't you miss it? It is certain that I miss it! And of course I am better off at home! But what kind of questions are these?<br><br>Whatever, people feel obligated to ask them, like when we see a person and feel obligated to say 'ah these pants, but how bad they look on you!' Hey who cares? Keep it to yourself! But there are some people who can't hold back, and that everything that goes through their mind they have to say it even before they think what it could be, what the reaction caused or the feelings that others might have, that's it, people without empathy.<br>Whatever, I didn't want to get into this, but let's end it now. Hmm ? All right a little empathy, a little empathy.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 16 Sep 2023 08:51:56 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Empatia significa anche evitare domande scontate che non fanno altro che provocare tristezza e malinconia, oltre a non aiutare nessuno.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Dopo aver passato tutta la mia vita a lasciarmi gli altri alle spalle, ad essere acc</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 623 La formula proposta contiene gli elementi per esserlo</title>
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        <![CDATA[Perchè rispondere semplicemente con un '<i>sì, va bene</i>' quando puoi dire che <i>la formula proposta contiene gli elementi per esserlo</i>? E poi si parla ancora di semplificazione del linguaggio burocratico. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Io ci ho questa cosa qua che sono refrattaria alla burocrazia e certe cose proprio non riesco a capirle. Allora, oggi ho fatto, ho finito un audio, non lo chiamo podcast, comunque una creazione audio che ho mandato a una specie di concorso, una specie di cosa in Italia. È importante dire in Italia perché io partecipo spesso a queste cose qua di solito tu fai la tua cosa audio, poi c'è un portale, una pagina web, qualsiasi cosa, tu carichi il tuo prodotto, metti nome cognome, il nome del file, poche altre cose, boom, spedisci e vai.<br>Ecco, questa cosa qua in Italia, per spiegare la procedura c'è un libretto in pdf di 12 pagine, ed è una cosa complicatissima dove bisogna spedire email pec, da un'email pec devi spedire un email pec all'indirizzo che poi ti dà un codice, questo codice si usa per aprire una cosa in un sito e il sito poi ti fa entrare in un portale. Una cosa super complicata, eppure io che sono una persona avvezza alla tecnologia e che ci bazzico da un sacco di tempo, insomma, non è la prima volta che mi interfaccio con un portale per caricare qualcosa, beh, vi assicuro che ho dovuto mandare tre email per chiedere di volta in volta spiegazione perché in quell'opuscolo di 12 pagine c'erano le spiegazioni, ma le spiegazioni erano altrettanto difficili da capire. Bisognava specificare che il copyright come era per renderle in un certo modo e c'era l'esempio ma l'esempio non ti diceva cosa dovevi scrivere, per cui va bene se... ecco adesso vi dico, adesso vi leggo un pezzettino di un email, una delle tre, quattro email che ho scritto che appunto... la cerco, eccola qua, dicevo "scusate non sono sicura cosa scrivere per l'attribuzione, va bene Copyright Maria Cristina Marras 2023? Grazie" e questa è la risposta ve la leggo tutta quanta, quindi io chiedevo posso fare l'attribuzione così? E mi rispondono - preparatevi alla risposta - allora la risposta è: "È bene che l'attribuzione sia identificativa. La formula proposta contiene gli elementi per esserlo."<br>Ma porca miseria, ma voi siete dei poeti? Ma veramente quando mi puoi semplicemente dire sì, va bene, "La formula proposta contiene gli elementi per esserlo". <br>Io sono... niente 5 a 0, vincete voi, non c'è niente da fare. Poi non si capisce perché la burocrazia impedisce alla gente di vivere o almeno di sopravvivere. Ah, la poesia della burocrazia.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I have this thing here that I am refractory to bureaucracy and some things I just can't understand. So today I made, I finished an audio, I won't call it a podcast, anyway an audio creation that I sent to a sort of contest, some kind of thing in Italy. It's important to say in Italy because I often participate in these things here, usually you finalise your audio, then there's a portal, a web page, whatever, you upload your work, you put first name last name, file name, few other things, boom, up you send it.<br>Here, this thing here in Italy, to explain the procedure there's a 12-page pdf booklet, and it's a very complicated thing in which you have to send certified emails, from a certified email address you have to send a certified email to the address that then gives you a code, this code you use to open a thing in a website and the website then gets you into a portal. A super complicated thing, and yet I who am a person who is accustomed to technology and who has been using it for a long time, I mean, it's not the first time I've interfaced with a portal to upload something, well, I assure you I had to send three emails to ask for explanation from time to time because in that 12-page booklet there were the explanations but the explanations were just as difficult to understand.<br>So, you had to specify what kind of copyright and you had to put it in a certain way and there was an example but the example didn't tell you what you had to write, so it's okay if ... here I tell you now, now I'm going to read you a passage from an email, one of the three, four emails that I wrote that just... I look it up, here it is, I wrote "sorry I'm not sure what to write for attribution, is it okay if I say Copyright Maria Cristina Marras 2023? Thank you" and this is the answer, I'll read it to you as it is, so I was asking can I write the attribution like this? And they answer me - get ready for the answer - then the answer is, "It is desiderable that the attribution be identifying. The proposed formula contains the elements to be so."<br>For crying out loud, are you people poets? But really? You could have just tell me yes, that's fine, "The proposed formula contains the elements to be."<br>I am ... no 5-0, you win, there is nothing I can do. This in case it weren't clear why bureaucracy prevents people from living or at least surviving. Ah, the poetry of bureaucracy!<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Perchè rispondere semplicemente con un '<i>sì, va bene</i>' quando puoi dire che <i>la formula proposta contiene gli elementi per esserlo</i>? E poi si parla ancora di semplificazione del linguaggio burocratico. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Io ci ho questa cosa qua che sono refrattaria alla burocrazia e certe cose proprio non riesco a capirle. Allora, oggi ho fatto, ho finito un audio, non lo chiamo podcast, comunque una creazione audio che ho mandato a una specie di concorso, una specie di cosa in Italia. È importante dire in Italia perché io partecipo spesso a queste cose qua di solito tu fai la tua cosa audio, poi c'è un portale, una pagina web, qualsiasi cosa, tu carichi il tuo prodotto, metti nome cognome, il nome del file, poche altre cose, boom, spedisci e vai.<br>Ecco, questa cosa qua in Italia, per spiegare la procedura c'è un libretto in pdf di 12 pagine, ed è una cosa complicatissima dove bisogna spedire email pec, da un'email pec devi spedire un email pec all'indirizzo che poi ti dà un codice, questo codice si usa per aprire una cosa in un sito e il sito poi ti fa entrare in un portale. Una cosa super complicata, eppure io che sono una persona avvezza alla tecnologia e che ci bazzico da un sacco di tempo, insomma, non è la prima volta che mi interfaccio con un portale per caricare qualcosa, beh, vi assicuro che ho dovuto mandare tre email per chiedere di volta in volta spiegazione perché in quell'opuscolo di 12 pagine c'erano le spiegazioni, ma le spiegazioni erano altrettanto difficili da capire. Bisognava specificare che il copyright come era per renderle in un certo modo e c'era l'esempio ma l'esempio non ti diceva cosa dovevi scrivere, per cui va bene se... ecco adesso vi dico, adesso vi leggo un pezzettino di un email, una delle tre, quattro email che ho scritto che appunto... la cerco, eccola qua, dicevo "scusate non sono sicura cosa scrivere per l'attribuzione, va bene Copyright Maria Cristina Marras 2023? Grazie" e questa è la risposta ve la leggo tutta quanta, quindi io chiedevo posso fare l'attribuzione così? E mi rispondono - preparatevi alla risposta - allora la risposta è: "È bene che l'attribuzione sia identificativa. La formula proposta contiene gli elementi per esserlo."<br>Ma porca miseria, ma voi siete dei poeti? Ma veramente quando mi puoi semplicemente dire sì, va bene, "La formula proposta contiene gli elementi per esserlo". <br>Io sono... niente 5 a 0, vincete voi, non c'è niente da fare. Poi non si capisce perché la burocrazia impedisce alla gente di vivere o almeno di sopravvivere. Ah, la poesia della burocrazia.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I have this thing here that I am refractory to bureaucracy and some things I just can't understand. So today I made, I finished an audio, I won't call it a podcast, anyway an audio creation that I sent to a sort of contest, some kind of thing in Italy. It's important to say in Italy because I often participate in these things here, usually you finalise your audio, then there's a portal, a web page, whatever, you upload your work, you put first name last name, file name, few other things, boom, up you send it.<br>Here, this thing here in Italy, to explain the procedure there's a 12-page pdf booklet, and it's a very complicated thing in which you have to send certified emails, from a certified email address you have to send a certified email to the address that then gives you a code, this code you use to open a thing in a website and the website then gets you into a portal. A super complicated thing, and yet I who am a person who is accustomed to technology and who has been using it for a long time, I mean, it's not the first time I've interfaced with a portal to upload something, well, I assure you I had to send three emails to ask for explanation from time to time because in that 12-page booklet there were the explanations but the explanations were just as difficult to understand.<br>So, you had to specify what kind of copyright and you had to put it in a certain way and there was an example but the example didn't tell you what you had to write, so it's okay if ... here I tell you now, now I'm going to read you a passage from an email, one of the three, four emails that I wrote that just... I look it up, here it is, I wrote "sorry I'm not sure what to write for attribution, is it okay if I say Copyright Maria Cristina Marras 2023? Thank you" and this is the answer, I'll read it to you as it is, so I was asking can I write the attribution like this? And they answer me - get ready for the answer - then the answer is, "It is desiderable that the attribution be identifying. The proposed formula contains the elements to be so."<br>For crying out loud, are you people poets? But really? You could have just tell me yes, that's fine, "The proposed formula contains the elements to be."<br>I am ... no 5-0, you win, there is nothing I can do. This in case it weren't clear why bureaucracy prevents people from living or at least surviving. Ah, the poetry of bureaucracy!<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 15 Sep 2023 16:51:43 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Perchè rispondere semplicemente con un 'sì, va bene' quando puoi dire che la formula proposta contiene gli elementi per esserlo? E poi si parla ancora di semplificazione del linguaggio burocratico. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Io ci ho questa cosa qua che sono refrattaria alla burocrazia e certe cose proprio non riesco a capirle. Allora, oggi ho fatto, ho finito un audio, non lo chiamo podcast, comunque una creazione audio che ho mandato a una specie di concorso, una specie di cosa in Italia. È importante dire in Italia perché io partecipo spesso a queste cose qua di solito tu fai la tua cosa audio, poi c'è un portale, una pagina web, qualsiasi cosa, tu carichi il tuo prodotto, metti nome cognome, il nome del file, poche altre cose, boom, spedisci e vai.Ecco, questa cosa qua in Italia, per spiegare la procedura c'è un libretto in pdf di 12 pagine, ed è una cosa complicatissima dove bisogna spedire email pec, da un'email pec devi spedire un email pec all'indirizzo che poi ti dà un codice, questo codice si usa per aprire una cosa in un sito e il sito poi ti fa entrare in un portale. Una cosa super complicata, eppure io che sono una persona avvezza alla tecnologia e che ci bazzico da un sacco di tempo, insomma, non è la prima volta che mi interfaccio con un portale per caricare qualcosa, beh, vi assicuro che ho dovuto mandare tre email per chiedere di volta in volta spiegazione perché in quell'opuscolo di 12 pagine c'erano le spiegazioni, ma le spiegazioni erano altrettanto difficili da capire. Bisognava specificare che il copyright come era per renderle in un certo modo e c'era l'esempio ma l'esempio non ti diceva cosa dovevi scrivere, per cui va bene se... ecco adesso vi dico, adesso vi leggo un pezzettino di un email, una delle tre, quattro email che ho scritto che appunto... la cerco, eccola qua, dicevo "scusate non sono sicura cosa scrivere per l'attribuzione, va bene Copyright Maria Cristina Marras 2023? Grazie" e questa è la risposta ve la leggo tutta quanta, quindi io chiedevo posso fare l'attribuzione così? E mi rispondono - preparatevi alla risposta - allora la risposta è: "È bene che l'attribuzione sia identificativa. La formula proposta contiene gli elementi per esserlo."Ma porca miseria, ma voi siete dei poeti? Ma veramente quando mi puoi semplicemente dire sì, va bene, "La formula proposta contiene gli elementi per esserlo". Io sono... niente 5 a 0, vincete voi, non c'è niente da fare. Poi non si capisce perché la burocrazia impedisce alla gente di vivere o almeno di sopravvivere. Ah, la poesia della burocrazia.TRANSLATIONI have this thing here that I am refractory to bureaucracy and some things I just can't understand. So today I made, I finished an audio, I won't call it a podcast, anyway an audio creation that I sent to a sort of contest, some kind of thing in Italy. It's important to say in Italy because I often participate in these things here, usually you finalise your audio, then there's a portal, a web page, whatever, you upload your work, you put first name last name, file name, few other things, boom, up you send it.Here, this thing here in Italy, to explain the procedure there's a 12-page pdf booklet, and it's a very complicated thing in which you have to send certified emails, from a certified email address you have to send a certified email to the address that then gives you a code, this code you use to open a thing in a website and the website then gets you into a portal. A super complicated thing, and yet I who am a person who is accustomed to technology and who has been using it for a long time, I mean, it's not the first time I've interfaced with a portal to upload something, well, I assure you I had to send three emails to ask for explanation from time to time because in that 12-page booklet there were the explanations but the explanations were just as difficult to...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Perchè rispondere semplicemente con un 'sì, va bene' quando puoi dire che la formula proposta contiene gli elementi per esserlo? E poi si parla ancora di semplificazione del linguaggio burocratico. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Io ci ho questa cosa </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi - Ep. 622 Giochi violenti (siamo i gamemaster)</title>
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        <![CDATA[Ho appena finito di guardare la serie tv 'Alice in Borderland' e mi sono resa conto cha noi, europei, siamo come i game master che impongono sempre nuove regole costringendo i giocatori a superare sempre nuove prove, sempre più arbitrarie e sempre più violente, dove vince chi sopravvive. I giocatori sono i migranti che cercano di raggiungere l'Europa. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ho appena finito di guardare su Netflix la serie 'Alice in Borderland' molto violenta. È la storia di questo gruppo di ragazzi che sono appassionati di videogiochi e improvvisamente si risvegliano in una Tokyo parallela che è praticamente un posto dove devono fare continuamente delle lotte per sopravvivere, devono partecipare a questi giochi, molto sadici.<br>Ricorda un po' Squid Game, se avete presente, quello è un po' il livello di violenza, se non di più. Ecco, sono due serie, io le ho viste tutte e due, la maggior parte delle volte con le mani sopra gli occhi perché le scene erano molto violente. Però durante tutte le due serie, durante tutte le puntate, io continuavo a chiedermi ma poi alla fine chi è che cdecide i giochi che devono fare? Chi è la persona così sadica? Perché chi è il game master?<br>Vabbè, non vi voglio raccontare la storia nel finale, se volete andare, se volete, guardarvelo non, non ve lo voglio rovinare però oggi mi è venuta un'illuminazione, che non chiamerei neanche illuminazione però mi è venuta in mente un'altra cosa e ho pensato a tutte le persone, molte di loro sono giovani, e molti di loro sono maschi, che fanno di tutto per scappare da posti dove c'è la guerra, dove è appena successo un terremoto, dove ci sono le inondazioni, e cercano disperatamente di raggiungere l'Europa in qualsiasi modo e, dipendentemente da come lo guardiamo, potrebbe quasi essere esserci, anzi, ci sono sicuramente dei paralleli con questi giochi di morte dove tu provi, provi, tutti contro tutti, muoiono molti bambini, molte donne, le persone più fragili e il premio finale è quello di sopravvivere.<br>Mi sono venute in mente le barche dei migranti che si affidano agli scafisti e ci provano una, due, tre, 100 volte, vengono sempre rimandati indietro e anche lì c'è la mano del game master che siamo noi, quelli che abitiamo in Europa, che mettiamo sempre nuove prove, ci inventiamo sempre nuovi giochi sadici per farli soffrire, per non farli arrivare, per farli rincominciare da capo.<br>Eh, mi sono venute queste idee che lo so, non sono molto allegre, però raga', questa è la verità eh. Noi siamo i game master di questo gioco terribile dove gli altri perdono la vita così che noi non dobbiamo dividere niente, dopo che spesso siamo noi che abbiamo provocato i disastri che spingono le persone a lasciare casa, perché, credetemi, nessuno lascia volentieri casa, tutti se ne starebbero molto più volentieri a casa loro.<br>Vabbè, queste sono le cose che mi sono venute in mente guardando è 'Alice in Borderland'. Se vi ho incuriosito buttateci un occhio. Ripeto, è molto violento.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I just finished watching the very violent series 'Alice in Borderland' on Netflix. It is the story of this group of guys who are into video games and suddenly wake up in a parallel Tokyo that is basically a place where they have to constantly fight to survive, they have to participate in these games, very sadistic.<br>It reminds a little bit of Squid Game, if you know what I mean, that's kind of the level of violence, if not more. Here are two seasons, I watched both of them, most of the time with my hands over my eyes because the scenes were very violent. However, during all the two seasons, during all the episodes, I kept asking myself but then in the end who is there to decide the games they have to play? Who is the person who is so sadistic? Who is the game master?<br>Anyway, I don't want to tell you how the story ends, if you want to, if you want to watch it, I don't want to spoil it for you however today I had an epiphany, which I wouldn't even call an epiphany but something came to my mind and I thought of all the people, many of them are young, and many of them are male, who are doing what they can to escape from places where there is war, where an earthquake has just happened, where there are floods, and they are desperately trying to get to Europe any way they can and, depending on how we look at it, it could almost be there, in fact, there are definitely parallels with these games of death where you try, you try, everyone against everyone, a lot of children die, a lot of women, the most fragile people and the ultimate prize is to survive.<br>I was reminded of the migrant boats that rely on the smugglers and they try once, twice, three, 100 times, they always get sent back, and even there, there is the hand of the game master who is us, those living in Europe, who always put in new trials, always come up with new sadistic games to make them suffer, to keep them from arriving, to make them start over again.<br>Eh, I got these ideas that I know, they are not very cheerful, but guys, this is the truth eh. We are the game masters of this terrible game where others lose their lives so that we don't have to share anything, and BTW we are often the ones who have caused the disasters that push people to leave home, because, believe me, no one leaves home willingly, everyone would stay much more willingly in their home.<br>Anyway, these are the things that came to my mind when looking at is 'Alice in Borderland'. If I have intrigued you, have a look. As I said, it is very violent.]]>
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        <![CDATA[Ho appena finito di guardare la serie tv 'Alice in Borderland' e mi sono resa conto cha noi, europei, siamo come i game master che impongono sempre nuove regole costringendo i giocatori a superare sempre nuove prove, sempre più arbitrarie e sempre più violente, dove vince chi sopravvive. I giocatori sono i migranti che cercano di raggiungere l'Europa. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ho appena finito di guardare su Netflix la serie 'Alice in Borderland' molto violenta. È la storia di questo gruppo di ragazzi che sono appassionati di videogiochi e improvvisamente si risvegliano in una Tokyo parallela che è praticamente un posto dove devono fare continuamente delle lotte per sopravvivere, devono partecipare a questi giochi, molto sadici.<br>Ricorda un po' Squid Game, se avete presente, quello è un po' il livello di violenza, se non di più. Ecco, sono due serie, io le ho viste tutte e due, la maggior parte delle volte con le mani sopra gli occhi perché le scene erano molto violente. Però durante tutte le due serie, durante tutte le puntate, io continuavo a chiedermi ma poi alla fine chi è che cdecide i giochi che devono fare? Chi è la persona così sadica? Perché chi è il game master?<br>Vabbè, non vi voglio raccontare la storia nel finale, se volete andare, se volete, guardarvelo non, non ve lo voglio rovinare però oggi mi è venuta un'illuminazione, che non chiamerei neanche illuminazione però mi è venuta in mente un'altra cosa e ho pensato a tutte le persone, molte di loro sono giovani, e molti di loro sono maschi, che fanno di tutto per scappare da posti dove c'è la guerra, dove è appena successo un terremoto, dove ci sono le inondazioni, e cercano disperatamente di raggiungere l'Europa in qualsiasi modo e, dipendentemente da come lo guardiamo, potrebbe quasi essere esserci, anzi, ci sono sicuramente dei paralleli con questi giochi di morte dove tu provi, provi, tutti contro tutti, muoiono molti bambini, molte donne, le persone più fragili e il premio finale è quello di sopravvivere.<br>Mi sono venute in mente le barche dei migranti che si affidano agli scafisti e ci provano una, due, tre, 100 volte, vengono sempre rimandati indietro e anche lì c'è la mano del game master che siamo noi, quelli che abitiamo in Europa, che mettiamo sempre nuove prove, ci inventiamo sempre nuovi giochi sadici per farli soffrire, per non farli arrivare, per farli rincominciare da capo.<br>Eh, mi sono venute queste idee che lo so, non sono molto allegre, però raga', questa è la verità eh. Noi siamo i game master di questo gioco terribile dove gli altri perdono la vita così che noi non dobbiamo dividere niente, dopo che spesso siamo noi che abbiamo provocato i disastri che spingono le persone a lasciare casa, perché, credetemi, nessuno lascia volentieri casa, tutti se ne starebbero molto più volentieri a casa loro.<br>Vabbè, queste sono le cose che mi sono venute in mente guardando è 'Alice in Borderland'. Se vi ho incuriosito buttateci un occhio. Ripeto, è molto violento.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I just finished watching the very violent series 'Alice in Borderland' on Netflix. It is the story of this group of guys who are into video games and suddenly wake up in a parallel Tokyo that is basically a place where they have to constantly fight to survive, they have to participate in these games, very sadistic.<br>It reminds a little bit of Squid Game, if you know what I mean, that's kind of the level of violence, if not more. Here are two seasons, I watched both of them, most of the time with my hands over my eyes because the scenes were very violent. However, during all the two seasons, during all the episodes, I kept asking myself but then in the end who is there to decide the games they have to play? Who is the person who is so sadistic? Who is the game master?<br>Anyway, I don't want to tell you how the story ends, if you want to, if you want to watch it, I don't want to spoil it for you however today I had an epiphany, which I wouldn't even call an epiphany but something came to my mind and I thought of all the people, many of them are young, and many of them are male, who are doing what they can to escape from places where there is war, where an earthquake has just happened, where there are floods, and they are desperately trying to get to Europe any way they can and, depending on how we look at it, it could almost be there, in fact, there are definitely parallels with these games of death where you try, you try, everyone against everyone, a lot of children die, a lot of women, the most fragile people and the ultimate prize is to survive.<br>I was reminded of the migrant boats that rely on the smugglers and they try once, twice, three, 100 times, they always get sent back, and even there, there is the hand of the game master who is us, those living in Europe, who always put in new trials, always come up with new sadistic games to make them suffer, to keep them from arriving, to make them start over again.<br>Eh, I got these ideas that I know, they are not very cheerful, but guys, this is the truth eh. We are the game masters of this terrible game where others lose their lives so that we don't have to share anything, and BTW we are often the ones who have caused the disasters that push people to leave home, because, believe me, no one leaves home willingly, everyone would stay much more willingly in their home.<br>Anyway, these are the things that came to my mind when looking at is 'Alice in Borderland'. If I have intrigued you, have a look. As I said, it is very violent.]]>
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      <pubDate>Thu, 14 Sep 2023 10:34:17 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ho appena finito di guardare la serie tv 'Alice in Borderland' e mi sono resa conto cha noi, europei, siamo come i game master che impongono sempre nuove regole costringendo i giocatori a superare sempre nuove prove, sempre più arbitrarie e sempre più violente, dove vince chi sopravvive. I giocatori sono i migranti che cercano di raggiungere l'Europa. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ho appena finito di guardare su Netflix la serie 'Alice in Borderland' molto violenta. È la storia di questo gruppo di ragazzi che sono appassionati di videogiochi e improvvisamente si risvegliano in una Tokyo parallela che è praticamente un posto dove devono fare continuamente delle lotte per sopravvivere, devono partecipare a questi giochi, molto sadici.Ricorda un po' Squid Game, se avete presente, quello è un po' il livello di violenza, se non di più. Ecco, sono due serie, io le ho viste tutte e due, la maggior parte delle volte con le mani sopra gli occhi perché le scene erano molto violente. Però durante tutte le due serie, durante tutte le puntate, io continuavo a chiedermi ma poi alla fine chi è che cdecide i giochi che devono fare? Chi è la persona così sadica? Perché chi è il game master?Vabbè, non vi voglio raccontare la storia nel finale, se volete andare, se volete, guardarvelo non, non ve lo voglio rovinare però oggi mi è venuta un'illuminazione, che non chiamerei neanche illuminazione però mi è venuta in mente un'altra cosa e ho pensato a tutte le persone, molte di loro sono giovani, e molti di loro sono maschi, che fanno di tutto per scappare da posti dove c'è la guerra, dove è appena successo un terremoto, dove ci sono le inondazioni, e cercano disperatamente di raggiungere l'Europa in qualsiasi modo e, dipendentemente da come lo guardiamo, potrebbe quasi essere esserci, anzi, ci sono sicuramente dei paralleli con questi giochi di morte dove tu provi, provi, tutti contro tutti, muoiono molti bambini, molte donne, le persone più fragili e il premio finale è quello di sopravvivere.Mi sono venute in mente le barche dei migranti che si affidano agli scafisti e ci provano una, due, tre, 100 volte, vengono sempre rimandati indietro e anche lì c'è la mano del game master che siamo noi, quelli che abitiamo in Europa, che mettiamo sempre nuove prove, ci inventiamo sempre nuovi giochi sadici per farli soffrire, per non farli arrivare, per farli rincominciare da capo.Eh, mi sono venute queste idee che lo so, non sono molto allegre, però raga', questa è la verità eh. Noi siamo i game master di questo gioco terribile dove gli altri perdono la vita così che noi non dobbiamo dividere niente, dopo che spesso siamo noi che abbiamo provocato i disastri che spingono le persone a lasciare casa, perché, credetemi, nessuno lascia volentieri casa, tutti se ne starebbero molto più volentieri a casa loro.Vabbè, queste sono le cose che mi sono venute in mente guardando è 'Alice in Borderland'. Se vi ho incuriosito buttateci un occhio. Ripeto, è molto violento.TRANSLATIONI just finished watching the very violent series 'Alice in Borderland' on Netflix. It is the story of this group of guys who are into video games and suddenly wake up in a parallel Tokyo that is basically a place where they have to constantly fight to survive, they have to participate in these games, very sadistic.It reminds a little bit of Squid Game, if you know what I mean, that's kind of the level of violence, if not more. Here are two seasons, I watched both of them, most of the time with my hands over my eyes because the scenes were very violent. However, during all the two seasons, during all the episodes, I kept asking myself but then in the end who is there to decide the games they have to play? Who is the person who is so sadistic? Who is the game master?Anyway, I don't want to tell you how the story ends, if you want to, if you want to watch it, I don't...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ho appena finito di guardare la serie tv 'Alice in Borderland' e mi sono resa conto cha noi, europei, siamo come i game master che impongono sempre nuove regole costringendo i giocatori a superare sempre nuove prove, sempre più arbitrarie e sempre più vio</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 621 Musica!</title>
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        <![CDATA[La musica in un podcast crea l'atmosfera. Chi, come me, non è musicista deve affidarsi a servizi esterni.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Ep. 621 Musica!.mp3<br>Come si scelgo la musica quando creo qualcosa di audio, quello che per mancanza di un termine più appropriato, chiamo podcast? Non è semplice.<br>È una domanda che mi è stata fatta all'ultimo workshop che ho presentato sulla creazione di audio sperimentali. Mi ha fatto sorridere il fatto che abbiano chiesto a me di presentare questo workshop sui podcast sperimentali, perché io non mi considero particolarmente sperimentale, anzi, vorrei esserlo di più, comunque, una delle domande che mi hanno fatto è stata ma come facciamo a scegliere la musica?<br>Bella domanda, ho detto io, perché la scelta della musica è, diciamo, una delle cose che richiede più tempo in assoluto (sentite la sirena nel background? Vi ricordate quando si sentivano un sacco di sirene? Meno male che quel periodo è passato). Allora sì, la scelta della musica soprattutto se, come me, non si è musicisti, e io non solo non sono musicista ma non so nemmeno leggere la musica, è una cosa abbastanza complessa che può richiedere anche più tempo di quanto non impieghi io a scrivere il testo per la mia creazione audio.<br>Quello che suggerisco sempre è di abbonarsi a uno dei servizi che mettono a disposizione la musica e che garantiscono poi alla persona che ne ha il copyright, soprattutto quando si fanno dei lavori in conto terzi, perché è l'ultima cosa al mondo che vuoi fare e ti affidano un podcast, tu lo fai, lo crei e poi le persone a cui l'hai venduto si vedono arrivare un'ingiunzione di infrangimento di copyright.<br>Sì, quindi io ho provato diversi e uno che era anche, diciamo, aveva delle musiche molto belle però poi alla fine non ho rinnovato l'abbonamento per il secondo anno, era anche abbastanza caro ma lo avrei comunque rinnovato, ma non l'ho fatto perché avevano un metodo di fornire le licenze per ogni singolo brano che era un un film di guerra. Praticamente dovevi mettere il link del posto dove era stato pubblicato, ma figuriamoci, se tu lavori per conto terzi e non non hai queste tutte cose. Poi io mi ricordo che avevo chiesto, ma io faccio questa cosa qua e poi lo fanno sentire in un museo... No non si può allora deve fare... allucinante, ora ho fatto abbonamento a questo servizio che mi garantisce l'utilizzo a tappeto, cioè dove mi pare, non solo ma posso anche scaricare il pdf di un piccolo certificato che dice questa canzone, Cristina Marras ha il diritto di usarla. Io queste cose qua poi le scarico, le do ai committenti.<br>Però l'uso della musica è molto importante. Mi dispiace non saper creare la musica così, anche in modo digitale. Sarebbe bello, sarebbe utile.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>How do I choose the music when I create something audio, what for lack of a better term, I call a podcast? It is not simple. And this is a question I was asked at the last workshop I presented on creating experimental audio. It made me smile that they asked me to present this workshop on experimental podcasts, because I don't consider myself particularly experimental; in fact, I wish I were more experimental.<br>Anyway, one of the questions they asked me was but how do we choose the music? Good question, I said. Because choosing music is, let's say, one of the most time-consuming things ever (hear the siren in the background? Do you remember when you could hear a lot of sirens? Good thing that period has passed). Then yes, the choice of music, especially if like me, you are not a musician, and I am not only not a musician, but I cannot even read music, is a fairly complex thing that can take even longer than it takes me to write the script for my audio creation.<br>What I always suggest is to subscribe to one of the services that make the music available is that they then guarantee the person who has the copyright to it, especially when you are doing contract work, because it is the last thing in the world you want to do and they entrust you with a podcast, you make it, you create it, and then the people you sold it to get a copyright infringement injunction.<br>Yes, so I tried several is one that was also let's say had very nice music however then in the end I didn't renew the subscription for the second year it was also quite expensive but I would have renewed it anyway but I didn't because they had a method of providing licenses for every single song that was a war movie. Basically you had to put the link to the place where it was published, but let's imagine if you work for third parties and you don't have all these things, then I remember I had asked, I do this thing here then they play it in a museum... No you can't, then it must... hallucinating. Now I have subscribed to this service that guarantees me blanket use i.e. where I want, not only but I can also download the pdf of a little certificate that says this song, Cristina Marras has the right to use it, I then unload these things here, give them to the client. Anyway, the use of music is very important. I regret not knowing how to create music like that, even digitally. It would be nice, it would be useful.<br><br>]]>
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        <![CDATA[La musica in un podcast crea l'atmosfera. Chi, come me, non è musicista deve affidarsi a servizi esterni.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Ep. 621 Musica!.mp3<br>Come si scelgo la musica quando creo qualcosa di audio, quello che per mancanza di un termine più appropriato, chiamo podcast? Non è semplice.<br>È una domanda che mi è stata fatta all'ultimo workshop che ho presentato sulla creazione di audio sperimentali. Mi ha fatto sorridere il fatto che abbiano chiesto a me di presentare questo workshop sui podcast sperimentali, perché io non mi considero particolarmente sperimentale, anzi, vorrei esserlo di più, comunque, una delle domande che mi hanno fatto è stata ma come facciamo a scegliere la musica?<br>Bella domanda, ho detto io, perché la scelta della musica è, diciamo, una delle cose che richiede più tempo in assoluto (sentite la sirena nel background? Vi ricordate quando si sentivano un sacco di sirene? Meno male che quel periodo è passato). Allora sì, la scelta della musica soprattutto se, come me, non si è musicisti, e io non solo non sono musicista ma non so nemmeno leggere la musica, è una cosa abbastanza complessa che può richiedere anche più tempo di quanto non impieghi io a scrivere il testo per la mia creazione audio.<br>Quello che suggerisco sempre è di abbonarsi a uno dei servizi che mettono a disposizione la musica e che garantiscono poi alla persona che ne ha il copyright, soprattutto quando si fanno dei lavori in conto terzi, perché è l'ultima cosa al mondo che vuoi fare e ti affidano un podcast, tu lo fai, lo crei e poi le persone a cui l'hai venduto si vedono arrivare un'ingiunzione di infrangimento di copyright.<br>Sì, quindi io ho provato diversi e uno che era anche, diciamo, aveva delle musiche molto belle però poi alla fine non ho rinnovato l'abbonamento per il secondo anno, era anche abbastanza caro ma lo avrei comunque rinnovato, ma non l'ho fatto perché avevano un metodo di fornire le licenze per ogni singolo brano che era un un film di guerra. Praticamente dovevi mettere il link del posto dove era stato pubblicato, ma figuriamoci, se tu lavori per conto terzi e non non hai queste tutte cose. Poi io mi ricordo che avevo chiesto, ma io faccio questa cosa qua e poi lo fanno sentire in un museo... No non si può allora deve fare... allucinante, ora ho fatto abbonamento a questo servizio che mi garantisce l'utilizzo a tappeto, cioè dove mi pare, non solo ma posso anche scaricare il pdf di un piccolo certificato che dice questa canzone, Cristina Marras ha il diritto di usarla. Io queste cose qua poi le scarico, le do ai committenti.<br>Però l'uso della musica è molto importante. Mi dispiace non saper creare la musica così, anche in modo digitale. Sarebbe bello, sarebbe utile.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>How do I choose the music when I create something audio, what for lack of a better term, I call a podcast? It is not simple. And this is a question I was asked at the last workshop I presented on creating experimental audio. It made me smile that they asked me to present this workshop on experimental podcasts, because I don't consider myself particularly experimental; in fact, I wish I were more experimental.<br>Anyway, one of the questions they asked me was but how do we choose the music? Good question, I said. Because choosing music is, let's say, one of the most time-consuming things ever (hear the siren in the background? Do you remember when you could hear a lot of sirens? Good thing that period has passed). Then yes, the choice of music, especially if like me, you are not a musician, and I am not only not a musician, but I cannot even read music, is a fairly complex thing that can take even longer than it takes me to write the script for my audio creation.<br>What I always suggest is to subscribe to one of the services that make the music available is that they then guarantee the person who has the copyright to it, especially when you are doing contract work, because it is the last thing in the world you want to do and they entrust you with a podcast, you make it, you create it, and then the people you sold it to get a copyright infringement injunction.<br>Yes, so I tried several is one that was also let's say had very nice music however then in the end I didn't renew the subscription for the second year it was also quite expensive but I would have renewed it anyway but I didn't because they had a method of providing licenses for every single song that was a war movie. Basically you had to put the link to the place where it was published, but let's imagine if you work for third parties and you don't have all these things, then I remember I had asked, I do this thing here then they play it in a museum... No you can't, then it must... hallucinating. Now I have subscribed to this service that guarantees me blanket use i.e. where I want, not only but I can also download the pdf of a little certificate that says this song, Cristina Marras has the right to use it, I then unload these things here, give them to the client. Anyway, the use of music is very important. I regret not knowing how to create music like that, even digitally. It would be nice, it would be useful.<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 13 Sep 2023 16:26:24 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La musica in un podcast crea l'atmosfera. Chi, come me, non è musicista deve affidarsi a servizi esterni.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ep. 621 Musica!.mp3Come si scelgo la musica quando creo qualcosa di audio, quello che per mancanza di un termine più appropriato, chiamo podcast? Non è semplice.È una domanda che mi è stata fatta all'ultimo workshop che ho presentato sulla creazione di audio sperimentali. Mi ha fatto sorridere il fatto che abbiano chiesto a me di presentare questo workshop sui podcast sperimentali, perché io non mi considero particolarmente sperimentale, anzi, vorrei esserlo di più, comunque, una delle domande che mi hanno fatto è stata ma come facciamo a scegliere la musica?Bella domanda, ho detto io, perché la scelta della musica è, diciamo, una delle cose che richiede più tempo in assoluto (sentite la sirena nel background? Vi ricordate quando si sentivano un sacco di sirene? Meno male che quel periodo è passato). Allora sì, la scelta della musica soprattutto se, come me, non si è musicisti, e io non solo non sono musicista ma non so nemmeno leggere la musica, è una cosa abbastanza complessa che può richiedere anche più tempo di quanto non impieghi io a scrivere il testo per la mia creazione audio.Quello che suggerisco sempre è di abbonarsi a uno dei servizi che mettono a disposizione la musica e che garantiscono poi alla persona che ne ha il copyright, soprattutto quando si fanno dei lavori in conto terzi, perché è l'ultima cosa al mondo che vuoi fare e ti affidano un podcast, tu lo fai, lo crei e poi le persone a cui l'hai venduto si vedono arrivare un'ingiunzione di infrangimento di copyright.Sì, quindi io ho provato diversi e uno che era anche, diciamo, aveva delle musiche molto belle però poi alla fine non ho rinnovato l'abbonamento per il secondo anno, era anche abbastanza caro ma lo avrei comunque rinnovato, ma non l'ho fatto perché avevano un metodo di fornire le licenze per ogni singolo brano che era un un film di guerra. Praticamente dovevi mettere il link del posto dove era stato pubblicato, ma figuriamoci, se tu lavori per conto terzi e non non hai queste tutte cose. Poi io mi ricordo che avevo chiesto, ma io faccio questa cosa qua e poi lo fanno sentire in un museo... No non si può allora deve fare... allucinante, ora ho fatto abbonamento a questo servizio che mi garantisce l'utilizzo a tappeto, cioè dove mi pare, non solo ma posso anche scaricare il pdf di un piccolo certificato che dice questa canzone, Cristina Marras ha il diritto di usarla. Io queste cose qua poi le scarico, le do ai committenti.Però l'uso della musica è molto importante. Mi dispiace non saper creare la musica così, anche in modo digitale. Sarebbe bello, sarebbe utile.TRANSLATIONHow do I choose the music when I create something audio, what for lack of a better term, I call a podcast? It is not simple. And this is a question I was asked at the last workshop I presented on creating experimental audio. It made me smile that they asked me to present this workshop on experimental podcasts, because I don't consider myself particularly experimental; in fact, I wish I were more experimental.Anyway, one of the questions they asked me was but how do we choose the music? Good question, I said. Because choosing music is, let's say, one of the most time-consuming things ever (hear the siren in the background? Do you remember when you could hear a lot of sirens? Good thing that period has passed). Then yes, the choice of music, especially if like me, you are not a musician, and I am not only not a musician, but I cannot even read music, is a fairly complex thing that can take even longer than it takes me to write the script for my audio creation.What I always suggest is to subscribe to one of the services that make the music available is that they then guarantee the person who has the copyright to it, especially when you are...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 620 Cubetti di ghiaccio</title>
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        <![CDATA[Ricette per fare cubetti di ghiaccio che sono delle mini installazioni.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Non sono una grande bevitrice di alcolici, soprattutto non di superalcolici, però mi piace l'idea del cocktail e dell'aperitivo. Ecco, da un po' di tempo mi sono messa a fare dei fantastici cubetti di ghiaccio pieni di ogni cosa. Prima di tutto bisogna avere la vaschetta da utilizzare per fare i cubetti di ghiaccio. Quelle che vengono vendute solitamente come vaschette per il ghiaccio non vanno bene perché sono di solito quadrate, hanno dei quadrati abbastanza piccoli. Allora, ho cominciato a usare le vaschette del mochi, che è questo dolce giapponese che mi piace molto, un po' molliccio, spesso, è una specie di gelatina molto molto molto morbida, ma non è neanche una gelatina perché non è trasparente, è riempita con pasta di fagiolo rosso oppure con altre paste. Comunque, il contenitore nel quale viene venduta ricorda un po' quelle cose di plastica dove si mettono i cioccolatini, però è molto più grande, quindi io l'ho usata, l'ho lavata e adesso ci metto dentro il ghiaccio [l'acqua] e poi cosa ci metto? In questi qua che sono quadrati ci metto dentro bacche di mirtillo fresco, fragoline piccole, foglioline di menta e buccette di limoni o d'arancia. Poi lo metto nel freezer e viene fuori questa scultura fantastica.<br>Poi ho trovato anche dei contenitori, sempre di questi qua di plastica che non mi ricordo nemmeno cosa ci fosse, forse una volta che ho comprato il merluzzo in vaschette, una cosa orribile, però ho lavato la vaschetta e c'è questo contenitore che è un parallelepipedo molto grande, quindi là vengono veramente bene queste mini-installazioni. Allora, ci metto dentro la punta del rametto della menta che prendo dal balcone, lo taglio con le forbici, quindi un mini rametto con tre, quattro foglie, poi di volta in volta ci aggiungo le cose che ho: un pezzo di pesca fresca, che poi viene congelata diventa gelato, cranch, cranch, buona, buona, una fettina sottile di limone, oppure una fettina sottile di arancia, rigorosamente lavata, poi con la buccia, poi cos'altro ci metto? A volte anche delle foglie di basilico, delle foglie di salvia, ora che ho trovato poi il posto dove comprare il coriandolo fresco, rarissimo, ci metto anche qualche fogliolina di coriandolo che in alcuni cocktail secondo me male non ci sta.<br>E comunque, a prescindere dai cocktail è una cosa fantastica anche da mettere dentro un bel bicchierone d'acqua, te lo metti dentro, poi il ghiaccio tiene l'acqua fresca e poi man mano che si scioglie c'è l'attesa per addentare la bacca, per mangiare la fetta d'arancia e per gustare la buccetta di limone.<br>Insomma, un modo per dare una mano all'economia circolare, dove le cose non si buttano ma si riutilizzano e si fanno cose artistiche.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I am not a big alcohol drinker, especially not hard liquor, however, I like the idea of cocktails and aperitifs. Here, for some time now I've been making fantastic ice cubes filled with everything. First you must have the tray to use for making ice cubes. The ones that are usually sold as ice cube trays are not good because they are usually square, they have quite small squares. So , I started to use the tubs of mochi, which is this Japanese dessert that I like very much, a little mushy, thick, it's a kind of very very very soft jelly, but it's not even a jelly because it's not transparent, it's filled with red bean paste or with other pastes. Anyway, the container in which it is sold is a little bit reminiscent of those plastic things where you put chocolates, however it is much bigger, so I used it, washed it and now I put ice [water] in it and then what do I put in it ? In these ones here that are square I put in fresh blueberry berries, small strawberries, mint leaves and lemon or orange peels. Then I put it in the freezer and out comes this amazing sculpture.<br>Then I also found containers , again of these plastic ones here that I don't even remember what was in them, maybe once I bought cod in trays, a horrible thing, but I washed the tray and there is this container that is a very big parallelepiped, so there they come really well these mini-installations. So , I put in it the tip of the sprig of mint that I take from the balcony, I cut it with scissors, so a mini sprig with three , four leaves, then from time to time I add the things I have: a piece of fresh peach, which is then frozen becomes ice cream, cranch, cranch, good, good , a thin slice of lemon, or a thin slice of orange , strictly washed, then with the peel, then what else I put in it ? Sometimes even some basil leaves, some sage leaves, now that I found then the place to buy fresh cilantro, very rare, I also put some cilantro leaves that in some cocktails in my opinion does not look bad.<br>And by the way, regardless of cocktails it's also a great thing to put inside a nice big glass of water , you put it in, then the ice keeps the water cool and then as it melts there's the anticipation to bite into the berry, to eat the orange slice and to enjoy the lemon peel.<br>In short, a way to lend a hand to the circular economy, where things are not thrown away but reused and artistic things are made.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Ricette per fare cubetti di ghiaccio che sono delle mini installazioni.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Non sono una grande bevitrice di alcolici, soprattutto non di superalcolici, però mi piace l'idea del cocktail e dell'aperitivo. Ecco, da un po' di tempo mi sono messa a fare dei fantastici cubetti di ghiaccio pieni di ogni cosa. Prima di tutto bisogna avere la vaschetta da utilizzare per fare i cubetti di ghiaccio. Quelle che vengono vendute solitamente come vaschette per il ghiaccio non vanno bene perché sono di solito quadrate, hanno dei quadrati abbastanza piccoli. Allora, ho cominciato a usare le vaschette del mochi, che è questo dolce giapponese che mi piace molto, un po' molliccio, spesso, è una specie di gelatina molto molto molto morbida, ma non è neanche una gelatina perché non è trasparente, è riempita con pasta di fagiolo rosso oppure con altre paste. Comunque, il contenitore nel quale viene venduta ricorda un po' quelle cose di plastica dove si mettono i cioccolatini, però è molto più grande, quindi io l'ho usata, l'ho lavata e adesso ci metto dentro il ghiaccio [l'acqua] e poi cosa ci metto? In questi qua che sono quadrati ci metto dentro bacche di mirtillo fresco, fragoline piccole, foglioline di menta e buccette di limoni o d'arancia. Poi lo metto nel freezer e viene fuori questa scultura fantastica.<br>Poi ho trovato anche dei contenitori, sempre di questi qua di plastica che non mi ricordo nemmeno cosa ci fosse, forse una volta che ho comprato il merluzzo in vaschette, una cosa orribile, però ho lavato la vaschetta e c'è questo contenitore che è un parallelepipedo molto grande, quindi là vengono veramente bene queste mini-installazioni. Allora, ci metto dentro la punta del rametto della menta che prendo dal balcone, lo taglio con le forbici, quindi un mini rametto con tre, quattro foglie, poi di volta in volta ci aggiungo le cose che ho: un pezzo di pesca fresca, che poi viene congelata diventa gelato, cranch, cranch, buona, buona, una fettina sottile di limone, oppure una fettina sottile di arancia, rigorosamente lavata, poi con la buccia, poi cos'altro ci metto? A volte anche delle foglie di basilico, delle foglie di salvia, ora che ho trovato poi il posto dove comprare il coriandolo fresco, rarissimo, ci metto anche qualche fogliolina di coriandolo che in alcuni cocktail secondo me male non ci sta.<br>E comunque, a prescindere dai cocktail è una cosa fantastica anche da mettere dentro un bel bicchierone d'acqua, te lo metti dentro, poi il ghiaccio tiene l'acqua fresca e poi man mano che si scioglie c'è l'attesa per addentare la bacca, per mangiare la fetta d'arancia e per gustare la buccetta di limone.<br>Insomma, un modo per dare una mano all'economia circolare, dove le cose non si buttano ma si riutilizzano e si fanno cose artistiche.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I am not a big alcohol drinker, especially not hard liquor, however, I like the idea of cocktails and aperitifs. Here, for some time now I've been making fantastic ice cubes filled with everything. First you must have the tray to use for making ice cubes. The ones that are usually sold as ice cube trays are not good because they are usually square, they have quite small squares. So , I started to use the tubs of mochi, which is this Japanese dessert that I like very much, a little mushy, thick, it's a kind of very very very soft jelly, but it's not even a jelly because it's not transparent, it's filled with red bean paste or with other pastes. Anyway, the container in which it is sold is a little bit reminiscent of those plastic things where you put chocolates, however it is much bigger, so I used it, washed it and now I put ice [water] in it and then what do I put in it ? In these ones here that are square I put in fresh blueberry berries, small strawberries, mint leaves and lemon or orange peels. Then I put it in the freezer and out comes this amazing sculpture.<br>Then I also found containers , again of these plastic ones here that I don't even remember what was in them, maybe once I bought cod in trays, a horrible thing, but I washed the tray and there is this container that is a very big parallelepiped, so there they come really well these mini-installations. So , I put in it the tip of the sprig of mint that I take from the balcony, I cut it with scissors, so a mini sprig with three , four leaves, then from time to time I add the things I have: a piece of fresh peach, which is then frozen becomes ice cream, cranch, cranch, good, good , a thin slice of lemon, or a thin slice of orange , strictly washed, then with the peel, then what else I put in it ? Sometimes even some basil leaves, some sage leaves, now that I found then the place to buy fresh cilantro, very rare, I also put some cilantro leaves that in some cocktails in my opinion does not look bad.<br>And by the way, regardless of cocktails it's also a great thing to put inside a nice big glass of water , you put it in, then the ice keeps the water cool and then as it melts there's the anticipation to bite into the berry, to eat the orange slice and to enjoy the lemon peel.<br>In short, a way to lend a hand to the circular economy, where things are not thrown away but reused and artistic things are made.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 12 Sep 2023 17:10:20 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ricette per fare cubetti di ghiaccio che sono delle mini installazioni.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non sono una grande bevitrice di alcolici, soprattutto non di superalcolici, però mi piace l'idea del cocktail e dell'aperitivo. Ecco, da un po' di tempo mi sono messa a fare dei fantastici cubetti di ghiaccio pieni di ogni cosa. Prima di tutto bisogna avere la vaschetta da utilizzare per fare i cubetti di ghiaccio. Quelle che vengono vendute solitamente come vaschette per il ghiaccio non vanno bene perché sono di solito quadrate, hanno dei quadrati abbastanza piccoli. Allora, ho cominciato a usare le vaschette del mochi, che è questo dolce giapponese che mi piace molto, un po' molliccio, spesso, è una specie di gelatina molto molto molto morbida, ma non è neanche una gelatina perché non è trasparente, è riempita con pasta di fagiolo rosso oppure con altre paste. Comunque, il contenitore nel quale viene venduta ricorda un po' quelle cose di plastica dove si mettono i cioccolatini, però è molto più grande, quindi io l'ho usata, l'ho lavata e adesso ci metto dentro il ghiaccio [l'acqua] e poi cosa ci metto? In questi qua che sono quadrati ci metto dentro bacche di mirtillo fresco, fragoline piccole, foglioline di menta e buccette di limoni o d'arancia. Poi lo metto nel freezer e viene fuori questa scultura fantastica.Poi ho trovato anche dei contenitori, sempre di questi qua di plastica che non mi ricordo nemmeno cosa ci fosse, forse una volta che ho comprato il merluzzo in vaschette, una cosa orribile, però ho lavato la vaschetta e c'è questo contenitore che è un parallelepipedo molto grande, quindi là vengono veramente bene queste mini-installazioni. Allora, ci metto dentro la punta del rametto della menta che prendo dal balcone, lo taglio con le forbici, quindi un mini rametto con tre, quattro foglie, poi di volta in volta ci aggiungo le cose che ho: un pezzo di pesca fresca, che poi viene congelata diventa gelato, cranch, cranch, buona, buona, una fettina sottile di limone, oppure una fettina sottile di arancia, rigorosamente lavata, poi con la buccia, poi cos'altro ci metto? A volte anche delle foglie di basilico, delle foglie di salvia, ora che ho trovato poi il posto dove comprare il coriandolo fresco, rarissimo, ci metto anche qualche fogliolina di coriandolo che in alcuni cocktail secondo me male non ci sta.E comunque, a prescindere dai cocktail è una cosa fantastica anche da mettere dentro un bel bicchierone d'acqua, te lo metti dentro, poi il ghiaccio tiene l'acqua fresca e poi man mano che si scioglie c'è l'attesa per addentare la bacca, per mangiare la fetta d'arancia e per gustare la buccetta di limone.Insomma, un modo per dare una mano all'economia circolare, dove le cose non si buttano ma si riutilizzano e si fanno cose artistiche.TRANSLATIONI am not a big alcohol drinker, especially not hard liquor, however, I like the idea of cocktails and aperitifs. Here, for some time now I've been making fantastic ice cubes filled with everything. First you must have the tray to use for making ice cubes. The ones that are usually sold as ice cube trays are not good because they are usually square, they have quite small squares. So , I started to use the tubs of mochi, which is this Japanese dessert that I like very much, a little mushy, thick, it's a kind of very very very soft jelly, but it's not even a jelly because it's not transparent, it's filled with red bean paste or with other pastes. Anyway, the container in which it is sold is a little bit reminiscent of those plastic things where you put chocolates, however it is much bigger, so I used it, washed it and now I put ice [water] in it and then what do I put in it ? In these ones here that are square I put in fresh blueberry berries, small strawberries, mint leaves and lemon or orange peels. Then I put it in the freezer and out comes this amazing sculpture.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ricette per fare cubetti di ghiaccio che sono delle mini installazioni.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non sono una grande bevitrice di alcolici, soprattutto non di superalcolici, però mi piace l'idea del cocktail e dell'aperitivo. Ecco, da un po' di </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 619 Mare a settembre</title>
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        <![CDATA[Il mare a settembre è un'altra cosa. È semplicemente fantastico.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Scusate se mi ripeto, ma il mare a settembre ha bisogno di un po d'attenzione. Anzi no, meglio di no. Non vorrei che arrivassero le orde barbariche a rovinarmi il mare a settembre. Settembre è sempre stato il mio mese preferito per andare al mare. In parte perché, diciamocelo, ero costretta quando abitavo fuori. Settembre era il mese in cui c'erano le vacanze scolastiche, o comunque c'erano dei momenti di pausa e mi davano la possibilità di spostarmi senza far perdere a mio figlio troppa scuola, anche se poi boh, un po' di giorni alla fine li perdeva sempre, ma non è che perdesse granché.<br>A parte quello però, anche quando ancora abitavo in Italia e adesso soprattutto che sono tornata a abitare in Italia a settembre è il mio mese preferito perché fa ancora caldo, purtroppo sempre più caldo, ma questo è un altro discorso, il clima è dolce, i tramonti sono spettacolari, il grosso della marmaglia si è tolta di mezzo e nella spiaggia ci sono poche persone, quindi si può fare anche un salto veloce il pomeriggio, anche giusto per un tuffo per poi tornare a casa, che è la cosa che ho fatto oggi.<br>Ho avuto una giornata molto impegnativa oggi per una serie di motivi miei personali che non ho assolutamente voglia di condividere con voi, perché non è questo il luogo, però ho avuto una giornata intensa e pesante, per cui avevo bisogno un po' di, diciamo... in cagliaritano si dice 'sbentiai' vuol dire un po' prender vento, ma significa rilassarsi, fare qualcosa di diverso, cambiare un po', cambiare il posto in cui si è. E quindi questo pomeriggio sono andata a fare un tuffo alla spiaggia del Poetto che mi ha accolto veramente con un mare fantastico, azzurro trasparente, con giusto quel tantino di onde che se ti metti lì, io uso quel noodle, quel serpentone di gommapiuma che ti tiene a galla, mi ci appoggio e quindi mi lascio trasportare.<br>E poi, una volta fatto il bagno in riva sulla sabbia, c'era abbastanza sole da da asciugare il costume e sentire il sole sulla pelle, un po' di vitamina D, ma non era troppo forte, e poi c'era questo venticello, questa brezza che veniva appunto dal mare che era fantastica.<br>E la cosa più bella è che c'era pochissima gente, c'era ampio spazio per ombrellone e asciugamano, nessuno che gridava, nessun bambino. I bambini sono terribili in spiaggia, sono veramente terribili e sono ancora più terribili le mamme che gridano sempre, i papà se ne fregano. Insomma, i bambini bisogna guardarli in spiaggia, per carità, però c'è modo e modo e soprattutto quando le mamme dicono 'non sporcarti di sabbia!', ma stattene a casa comunque, giornata meravigliosa, finita molto bene.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Sorry to repeat myself, but the sea in September needs some attention. In fact, no, better not. I wouldn't want the barbarian hordes to come and ruin my beach in September. September has always been my favorite month to go to the beach. Partly because, let's face it, I was constrained when I lived outside. September was the month when there were school holidays, or at any rate there were breaks and they gave me a chance to move around without my son missing too much school, although then well, he always missed a few days in the end, but it's not like he missed much.<br>Apart from that though, even when I was still living in Italy and now especially that I'm back living in Italy September is my favorite month because it's still hot, unfortunately getting hotter and hotter, but that's another matter, the weather is mild, the sunsets are spectacular, the bulk of the riffraff has gotten out of the way, and there are few people on the beach, so you can even take a quick hop in the afternoon, even just for a dip and then go home, which is what I did today.<br>I had a very busy day today for a number of reasons of my own that I don't want to share with you at all, because this is not the place, however I had a busy and intense day, so I needed a little bit of, let's say... in Cagliari they say 'sbentiai' means a to catch wind, but it means to relax, to do something different, to change a little bit, to change the scenery. And so this afternoon I went for a dip at Poetto beach, which really welcomed me with a fantastic sea, clear blue, with just that tad bit of waves that if you put yourself there , I use that noodle, that foam snake that keeps you afloat, I lean into it and so I just let it wash over me.<br>And then, once you bathed at the shore on the sand, there was enough sun to dry your swimsuit and feel the sun on your skin, a little bit of vitamin D, but it wasn't too strong, and then there was this breeze, this breeze that came precisely from the sea that was fantastic.<br>And the best thing was that there were very few people, there was ample space for umbrella and towel, no one shouting, no children. Children are terrible at the beach, they are really terrible, and even more terrible are the moms who are always screaming , the dads don't care. I mean, children need to be watched at the beach, for goodness sake, however, there is a way and a way and especially when moms say 'don't get sandy!' but stay home anyway, wonderful day, ended very well.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Il mare a settembre è un'altra cosa. È semplicemente fantastico.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Scusate se mi ripeto, ma il mare a settembre ha bisogno di un po d'attenzione. Anzi no, meglio di no. Non vorrei che arrivassero le orde barbariche a rovinarmi il mare a settembre. Settembre è sempre stato il mio mese preferito per andare al mare. In parte perché, diciamocelo, ero costretta quando abitavo fuori. Settembre era il mese in cui c'erano le vacanze scolastiche, o comunque c'erano dei momenti di pausa e mi davano la possibilità di spostarmi senza far perdere a mio figlio troppa scuola, anche se poi boh, un po' di giorni alla fine li perdeva sempre, ma non è che perdesse granché.<br>A parte quello però, anche quando ancora abitavo in Italia e adesso soprattutto che sono tornata a abitare in Italia a settembre è il mio mese preferito perché fa ancora caldo, purtroppo sempre più caldo, ma questo è un altro discorso, il clima è dolce, i tramonti sono spettacolari, il grosso della marmaglia si è tolta di mezzo e nella spiaggia ci sono poche persone, quindi si può fare anche un salto veloce il pomeriggio, anche giusto per un tuffo per poi tornare a casa, che è la cosa che ho fatto oggi.<br>Ho avuto una giornata molto impegnativa oggi per una serie di motivi miei personali che non ho assolutamente voglia di condividere con voi, perché non è questo il luogo, però ho avuto una giornata intensa e pesante, per cui avevo bisogno un po' di, diciamo... in cagliaritano si dice 'sbentiai' vuol dire un po' prender vento, ma significa rilassarsi, fare qualcosa di diverso, cambiare un po', cambiare il posto in cui si è. E quindi questo pomeriggio sono andata a fare un tuffo alla spiaggia del Poetto che mi ha accolto veramente con un mare fantastico, azzurro trasparente, con giusto quel tantino di onde che se ti metti lì, io uso quel noodle, quel serpentone di gommapiuma che ti tiene a galla, mi ci appoggio e quindi mi lascio trasportare.<br>E poi, una volta fatto il bagno in riva sulla sabbia, c'era abbastanza sole da da asciugare il costume e sentire il sole sulla pelle, un po' di vitamina D, ma non era troppo forte, e poi c'era questo venticello, questa brezza che veniva appunto dal mare che era fantastica.<br>E la cosa più bella è che c'era pochissima gente, c'era ampio spazio per ombrellone e asciugamano, nessuno che gridava, nessun bambino. I bambini sono terribili in spiaggia, sono veramente terribili e sono ancora più terribili le mamme che gridano sempre, i papà se ne fregano. Insomma, i bambini bisogna guardarli in spiaggia, per carità, però c'è modo e modo e soprattutto quando le mamme dicono 'non sporcarti di sabbia!', ma stattene a casa comunque, giornata meravigliosa, finita molto bene.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Sorry to repeat myself, but the sea in September needs some attention. In fact, no, better not. I wouldn't want the barbarian hordes to come and ruin my beach in September. September has always been my favorite month to go to the beach. Partly because, let's face it, I was constrained when I lived outside. September was the month when there were school holidays, or at any rate there were breaks and they gave me a chance to move around without my son missing too much school, although then well, he always missed a few days in the end, but it's not like he missed much.<br>Apart from that though, even when I was still living in Italy and now especially that I'm back living in Italy September is my favorite month because it's still hot, unfortunately getting hotter and hotter, but that's another matter, the weather is mild, the sunsets are spectacular, the bulk of the riffraff has gotten out of the way, and there are few people on the beach, so you can even take a quick hop in the afternoon, even just for a dip and then go home, which is what I did today.<br>I had a very busy day today for a number of reasons of my own that I don't want to share with you at all, because this is not the place, however I had a busy and intense day, so I needed a little bit of, let's say... in Cagliari they say 'sbentiai' means a to catch wind, but it means to relax, to do something different, to change a little bit, to change the scenery. And so this afternoon I went for a dip at Poetto beach, which really welcomed me with a fantastic sea, clear blue, with just that tad bit of waves that if you put yourself there , I use that noodle, that foam snake that keeps you afloat, I lean into it and so I just let it wash over me.<br>And then, once you bathed at the shore on the sand, there was enough sun to dry your swimsuit and feel the sun on your skin, a little bit of vitamin D, but it wasn't too strong, and then there was this breeze, this breeze that came precisely from the sea that was fantastic.<br>And the best thing was that there were very few people, there was ample space for umbrella and towel, no one shouting, no children. Children are terrible at the beach, they are really terrible, and even more terrible are the moms who are always screaming , the dads don't care. I mean, children need to be watched at the beach, for goodness sake, however, there is a way and a way and especially when moms say 'don't get sandy!' but stay home anyway, wonderful day, ended very well.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 11 Sep 2023 16:26:32 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il mare a settembre è un'altra cosa. È semplicemente fantastico.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Scusate se mi ripeto, ma il mare a settembre ha bisogno di un po d'attenzione. Anzi no, meglio di no. Non vorrei che arrivassero le orde barbariche a rovinarmi il mare a settembre. Settembre è sempre stato il mio mese preferito per andare al mare. In parte perché, diciamocelo, ero costretta quando abitavo fuori. Settembre era il mese in cui c'erano le vacanze scolastiche, o comunque c'erano dei momenti di pausa e mi davano la possibilità di spostarmi senza far perdere a mio figlio troppa scuola, anche se poi boh, un po' di giorni alla fine li perdeva sempre, ma non è che perdesse granché.A parte quello però, anche quando ancora abitavo in Italia e adesso soprattutto che sono tornata a abitare in Italia a settembre è il mio mese preferito perché fa ancora caldo, purtroppo sempre più caldo, ma questo è un altro discorso, il clima è dolce, i tramonti sono spettacolari, il grosso della marmaglia si è tolta di mezzo e nella spiaggia ci sono poche persone, quindi si può fare anche un salto veloce il pomeriggio, anche giusto per un tuffo per poi tornare a casa, che è la cosa che ho fatto oggi.Ho avuto una giornata molto impegnativa oggi per una serie di motivi miei personali che non ho assolutamente voglia di condividere con voi, perché non è questo il luogo, però ho avuto una giornata intensa e pesante, per cui avevo bisogno un po' di, diciamo... in cagliaritano si dice 'sbentiai' vuol dire un po' prender vento, ma significa rilassarsi, fare qualcosa di diverso, cambiare un po', cambiare il posto in cui si è. E quindi questo pomeriggio sono andata a fare un tuffo alla spiaggia del Poetto che mi ha accolto veramente con un mare fantastico, azzurro trasparente, con giusto quel tantino di onde che se ti metti lì, io uso quel noodle, quel serpentone di gommapiuma che ti tiene a galla, mi ci appoggio e quindi mi lascio trasportare.E poi, una volta fatto il bagno in riva sulla sabbia, c'era abbastanza sole da da asciugare il costume e sentire il sole sulla pelle, un po' di vitamina D, ma non era troppo forte, e poi c'era questo venticello, questa brezza che veniva appunto dal mare che era fantastica.E la cosa più bella è che c'era pochissima gente, c'era ampio spazio per ombrellone e asciugamano, nessuno che gridava, nessun bambino. I bambini sono terribili in spiaggia, sono veramente terribili e sono ancora più terribili le mamme che gridano sempre, i papà se ne fregano. Insomma, i bambini bisogna guardarli in spiaggia, per carità, però c'è modo e modo e soprattutto quando le mamme dicono 'non sporcarti di sabbia!', ma stattene a casa comunque, giornata meravigliosa, finita molto bene.TRANSLATIONSorry to repeat myself, but the sea in September needs some attention. In fact, no, better not. I wouldn't want the barbarian hordes to come and ruin my beach in September. September has always been my favorite month to go to the beach. Partly because, let's face it, I was constrained when I lived outside. September was the month when there were school holidays, or at any rate there were breaks and they gave me a chance to move around without my son missing too much school, although then well, he always missed a few days in the end, but it's not like he missed much.Apart from that though, even when I was still living in Italy and now especially that I'm back living in Italy September is my favorite month because it's still hot, unfortunately getting hotter and hotter, but that's another matter, the weather is mild, the sunsets are spectacular, the bulk of the riffraff has gotten out of the way, and there are few people on the beach, so you can even take a quick hop in the afternoon, even just for a dip and then go home, which is what I did today.I had a very busy day today for a number of reasons of my own that I don't want to share...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il mare a settembre è un'altra cosa. È semplicemente fantastico.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Scusate se mi ripeto, ma il mare a settembre ha bisogno di un po d'attenzione. Anzi no, meglio di no. Non vorrei che arrivassero le orde barbariche a rovin</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 618 Letto a soppalco</title>
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        <![CDATA[Riuscirà Sputnik ad imparare a salire e scendere da sola dal nuovo letto a soppalco? Intanto miagola e vuole che l'aiuiti a scendere.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br>Aggiornamento sul letto a soppalco. Come le persone che mi seguono con più attenzione sapranno, qualche settimana fa abbiamo acquistato un letto a soppalco. Devo dire che la stanza, la camera da letto è cambiata tantissimo perché ora ho un sacco di spazio sotto il soppalco, dove ho messo il mio tavolo che prima era un lato e c'è anche spazio per librerie, cose varie, un tappeto. Insomma, la stanza è non dico che ha raddoppiato la superficie disponibile, però quasi.<br>Cosa succede adesso con questo letto a soppalco? Che i gatti, Sputnik e Mazinga, che erano abituate a sostare, e salire, scendere dal letto, adesso un po' così. Mazinga si è subito abituata al letto a soppalco che è abbastanza alto, c'è una scala abbastanza ripida, di questo poi vi parlo tra un attimo, mentre Sputnik ancora tituba. Ora mi giro, alle mie spalle c'è la scala, ho poggiato Sputnik su uno dei gradini alti, e Sputnik è lì ferma che non sa bene cosa fare. Intanto gratta la parte ruvida che c'è sul gradino per non farci scivolare. Sì, Mazinga ha imparato a salire e scendere, viene la mattina a svegliarci, a chiederci da mangiare. Sputnik invece non ancora,<br>Dicevo, c'è una scala piuttosto ripida, che a noi non piace particolarmente, perché, sì, la mattina quando devi scendere, o se devi scendere durante la notte, diciamo che non è il massimo della comodità, quindi abbiamo deciso di fare una scala a latere che sia una scala formata da... ecco avete sentito Sputnik ti chiede di scendere - un attimo, sto registrando i 3 minuti Sputnik - quindi usare delle librerie come una scala, però non è semplicissimo perché le librerie non sono fatte per saltarci sopra, non che noi vogliamo saltarci, però comunque devono sorreggere il peso di noi esseri umani, quindi bisognerà rinforzarle e fare un po' di ricerche per vedere se c'è qualcun altro che l'ha fatto e si è schiantato al suolo, insomma questo è lo stato delle cose al momento, quindi sì, vi terrò aggiornati su quello che stiamo facendo, però devo dire che dormire sul letto a soppalco è molto comodo e soprattutto sto godendo tantissimo del nuovo spazio ricavato sotto lo spazio a soppalco. Poi, visto che io non sono particolarmente alta, ci posso stare tranquillamente sotto in piedi, posso addirittura fare dei piccoli salti senza pestare la testa, sbattere la testa sulle travi che sono poi le travi, le doghe su cui poggia il materasso.<br>Vabbè, vi devo lasciare adesso perché c'è Sputnik che mi reclama, le serve aiuto per scendere dalla scala. Noi ci sentiamo domani.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Update on the loft bed. As people who follow me more closely will know, a few weeks ago we purchased a loft bed. I must say that the room, the bedroom has changed so much because now I have a lot of space under the loft, where I put my table that used to be one side and there is also space for bookshelves, various things, a carpet. In short, the room is I won't say it has doubled the available area, however almost.<br>What happens now with this loft bed? That cats, Sputnik and Mazinga, who used to lay down, and get on, get out of our bed, now it's a bit like that. Mazinga quickly got used to the loft bed which is quite high, there is quite a steep staircase, about which I will tell you in a moment, while Sputnik still titters. Now I turn around, behind me is the staircase, I have placed Sputnik on one of the high steps, and Sputnik is standing there not quite sure what to do. In the meantime, she scratches the rough part that is on the step so that we don't slip. Yes, Mazinga has learned to go up and down, she comes in the morning to wake us up, to ask us for food. Sputnik, on the other hand, not yet,<br>I was saying, there's a rather steep staircase, which we don't particularly like, because, well, in the morning when you have to go down, or if you have to go down during the night, let's say it's not the most comfortable, so we decided to make a side staircase that is a staircase formed by... here you've heard Sputnik asking to go down -- wait a minute, I'm recording the 3 minutes Sputnik -- so using bookcases as a ladder, however it's not super simple because bookcases are not made to jump on, not that we want to jump on them, however they have to support the weight of us human beings, so we will have to reinforce them and do some research to see if there is anyone else who has done it and crashed to the ground, in short this is the state of things at the moment, so yes, I will keep you updated on what we are doing, however I have to say that sleeping on the loft bed is very comfortable and above all I am enjoying so much the new space made under the loft space. Then, since I am not particularly tall, I can easily stand under it, I can even make small jumps without hurting on my head, bumping my head on the beams which are then the beams, the slats on which the mattress rests.<br>Anyway, I have to leave you now because there is Sputnik claiming me, she needs help getting down the ladder. We will talk again tomorrow.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Riuscirà Sputnik ad imparare a salire e scendere da sola dal nuovo letto a soppalco? Intanto miagola e vuole che l'aiuiti a scendere.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br>Aggiornamento sul letto a soppalco. Come le persone che mi seguono con più attenzione sapranno, qualche settimana fa abbiamo acquistato un letto a soppalco. Devo dire che la stanza, la camera da letto è cambiata tantissimo perché ora ho un sacco di spazio sotto il soppalco, dove ho messo il mio tavolo che prima era un lato e c'è anche spazio per librerie, cose varie, un tappeto. Insomma, la stanza è non dico che ha raddoppiato la superficie disponibile, però quasi.<br>Cosa succede adesso con questo letto a soppalco? Che i gatti, Sputnik e Mazinga, che erano abituate a sostare, e salire, scendere dal letto, adesso un po' così. Mazinga si è subito abituata al letto a soppalco che è abbastanza alto, c'è una scala abbastanza ripida, di questo poi vi parlo tra un attimo, mentre Sputnik ancora tituba. Ora mi giro, alle mie spalle c'è la scala, ho poggiato Sputnik su uno dei gradini alti, e Sputnik è lì ferma che non sa bene cosa fare. Intanto gratta la parte ruvida che c'è sul gradino per non farci scivolare. Sì, Mazinga ha imparato a salire e scendere, viene la mattina a svegliarci, a chiederci da mangiare. Sputnik invece non ancora,<br>Dicevo, c'è una scala piuttosto ripida, che a noi non piace particolarmente, perché, sì, la mattina quando devi scendere, o se devi scendere durante la notte, diciamo che non è il massimo della comodità, quindi abbiamo deciso di fare una scala a latere che sia una scala formata da... ecco avete sentito Sputnik ti chiede di scendere - un attimo, sto registrando i 3 minuti Sputnik - quindi usare delle librerie come una scala, però non è semplicissimo perché le librerie non sono fatte per saltarci sopra, non che noi vogliamo saltarci, però comunque devono sorreggere il peso di noi esseri umani, quindi bisognerà rinforzarle e fare un po' di ricerche per vedere se c'è qualcun altro che l'ha fatto e si è schiantato al suolo, insomma questo è lo stato delle cose al momento, quindi sì, vi terrò aggiornati su quello che stiamo facendo, però devo dire che dormire sul letto a soppalco è molto comodo e soprattutto sto godendo tantissimo del nuovo spazio ricavato sotto lo spazio a soppalco. Poi, visto che io non sono particolarmente alta, ci posso stare tranquillamente sotto in piedi, posso addirittura fare dei piccoli salti senza pestare la testa, sbattere la testa sulle travi che sono poi le travi, le doghe su cui poggia il materasso.<br>Vabbè, vi devo lasciare adesso perché c'è Sputnik che mi reclama, le serve aiuto per scendere dalla scala. Noi ci sentiamo domani.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Update on the loft bed. As people who follow me more closely will know, a few weeks ago we purchased a loft bed. I must say that the room, the bedroom has changed so much because now I have a lot of space under the loft, where I put my table that used to be one side and there is also space for bookshelves, various things, a carpet. In short, the room is I won't say it has doubled the available area, however almost.<br>What happens now with this loft bed? That cats, Sputnik and Mazinga, who used to lay down, and get on, get out of our bed, now it's a bit like that. Mazinga quickly got used to the loft bed which is quite high, there is quite a steep staircase, about which I will tell you in a moment, while Sputnik still titters. Now I turn around, behind me is the staircase, I have placed Sputnik on one of the high steps, and Sputnik is standing there not quite sure what to do. In the meantime, she scratches the rough part that is on the step so that we don't slip. Yes, Mazinga has learned to go up and down, she comes in the morning to wake us up, to ask us for food. Sputnik, on the other hand, not yet,<br>I was saying, there's a rather steep staircase, which we don't particularly like, because, well, in the morning when you have to go down, or if you have to go down during the night, let's say it's not the most comfortable, so we decided to make a side staircase that is a staircase formed by... here you've heard Sputnik asking to go down -- wait a minute, I'm recording the 3 minutes Sputnik -- so using bookcases as a ladder, however it's not super simple because bookcases are not made to jump on, not that we want to jump on them, however they have to support the weight of us human beings, so we will have to reinforce them and do some research to see if there is anyone else who has done it and crashed to the ground, in short this is the state of things at the moment, so yes, I will keep you updated on what we are doing, however I have to say that sleeping on the loft bed is very comfortable and above all I am enjoying so much the new space made under the loft space. Then, since I am not particularly tall, I can easily stand under it, I can even make small jumps without hurting on my head, bumping my head on the beams which are then the beams, the slats on which the mattress rests.<br>Anyway, I have to leave you now because there is Sputnik claiming me, she needs help getting down the ladder. We will talk again tomorrow.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 10 Sep 2023 13:29:46 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Riuscirà Sputnik ad imparare a salire e scendere da sola dal nuovo letto a soppalco? Intanto miagola e vuole che l'aiuiti a scendere.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Aggiornamento sul letto a soppalco. Come le persone che mi seguono con più attenzione sapranno, qualche settimana fa abbiamo acquistato un letto a soppalco. Devo dire che la stanza, la camera da letto è cambiata tantissimo perché ora ho un sacco di spazio sotto il soppalco, dove ho messo il mio tavolo che prima era un lato e c'è anche spazio per librerie, cose varie, un tappeto. Insomma, la stanza è non dico che ha raddoppiato la superficie disponibile, però quasi.Cosa succede adesso con questo letto a soppalco? Che i gatti, Sputnik e Mazinga, che erano abituate a sostare, e salire, scendere dal letto, adesso un po' così. Mazinga si è subito abituata al letto a soppalco che è abbastanza alto, c'è una scala abbastanza ripida, di questo poi vi parlo tra un attimo, mentre Sputnik ancora tituba. Ora mi giro, alle mie spalle c'è la scala, ho poggiato Sputnik su uno dei gradini alti, e Sputnik è lì ferma che non sa bene cosa fare. Intanto gratta la parte ruvida che c'è sul gradino per non farci scivolare. Sì, Mazinga ha imparato a salire e scendere, viene la mattina a svegliarci, a chiederci da mangiare. Sputnik invece non ancora,Dicevo, c'è una scala piuttosto ripida, che a noi non piace particolarmente, perché, sì, la mattina quando devi scendere, o se devi scendere durante la notte, diciamo che non è il massimo della comodità, quindi abbiamo deciso di fare una scala a latere che sia una scala formata da... ecco avete sentito Sputnik ti chiede di scendere - un attimo, sto registrando i 3 minuti Sputnik - quindi usare delle librerie come una scala, però non è semplicissimo perché le librerie non sono fatte per saltarci sopra, non che noi vogliamo saltarci, però comunque devono sorreggere il peso di noi esseri umani, quindi bisognerà rinforzarle e fare un po' di ricerche per vedere se c'è qualcun altro che l'ha fatto e si è schiantato al suolo, insomma questo è lo stato delle cose al momento, quindi sì, vi terrò aggiornati su quello che stiamo facendo, però devo dire che dormire sul letto a soppalco è molto comodo e soprattutto sto godendo tantissimo del nuovo spazio ricavato sotto lo spazio a soppalco. Poi, visto che io non sono particolarmente alta, ci posso stare tranquillamente sotto in piedi, posso addirittura fare dei piccoli salti senza pestare la testa, sbattere la testa sulle travi che sono poi le travi, le doghe su cui poggia il materasso.Vabbè, vi devo lasciare adesso perché c'è Sputnik che mi reclama, le serve aiuto per scendere dalla scala. Noi ci sentiamo domani.TRANSLATIONUpdate on the loft bed. As people who follow me more closely will know, a few weeks ago we purchased a loft bed. I must say that the room, the bedroom has changed so much because now I have a lot of space under the loft, where I put my table that used to be one side and there is also space for bookshelves, various things, a carpet. In short, the room is I won't say it has doubled the available area, however almost.What happens now with this loft bed? That cats, Sputnik and Mazinga, who used to lay down, and get on, get out of our bed, now it's a bit like that. Mazinga quickly got used to the loft bed which is quite high, there is quite a steep staircase, about which I will tell you in a moment, while Sputnik still titters. Now I turn around, behind me is the staircase, I have placed Sputnik on one of the high steps, and Sputnik is standing there not quite sure what to do. In the meantime, she scratches the rough part that is on the step so that we don't slip. Yes, Mazinga has learned to go up and down, she comes in the morning to wake us up, to ask us for food. Sputnik, on the other hand, not yet,I was saying, there's a rather steep staircase, which we don't particularly like, because,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Riuscirà Sputnik ad imparare a salire e scendere da sola dal nuovo letto a soppalco? Intanto miagola e vuole che l'aiuiti a scendere.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Aggiornamento sul letto a soppalco. Come le persone che mi seguono con più attenzione </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 617 Quando lavori a contatto col pubblico</title>
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      <description>
        <![CDATA[Quando lavori a contatto col pubblico quello che ha un grande ipatto (positivo e negativo) sul modo in cui viene percepito il tuo posto di lavoro. Una medica distratta (o con i suoi cavoli per la testa) e la clinica mi diventa antipatica. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>La gente che lavora a contatto col pubblico non si rende conto dell'importanza che ha la gentilezza. Allora, ieri sono andata in una clinica fuori città e poi vi spiego perché. Sono andata fuori città, perché ho un problema alle mani, ai due diti medi che si bloccano, è una cosa che viene, boh, pare che sia abbastanza comune, si chiama in inglese 'trigger finger' e in italiano boh, mi ricordo 'dito che si blocca'. Comunque, è una cosa che mi porto dietro da un sacco di tempo che si può fare qualcosa con una piccola operazione che dura 10 minuti un quarto d'ora, abbastanza di routine, che però quando la farò mi bloccherà la mano. Siccome ce l'ho su tutte e due le mani, boh, dovrò vedere se farlo prima prima una poi l'altra, comunque rimarrò per un po' di tempo con la mano fasciata, quindi mi creerà problemi.<br>Allora sono andata, ho fatto tutte le analisi, ho fatto le radiografie eccetera e poi sono andata in questa clinica che è fuori città. Perché? Perché è una clinica convenzionata con la mia assicurazione medica privata, che ho tramite il lavoro di mio marito. Non l'ho scelta io, non l'ha scelta lui, fa schifo, costa un sacco di soldi che noi paghiamo perché vengono detratti dallo stipendio di mio marito, e con lui tutte le altre migliaia di persone che lavorano dove lavora lui, un ente. E vabbè, questa assicurazione, che fa sempre di tutto per non pagare, per fare problemi, comunque io la uso perché mi permette di fare visite specialistiche in tempo molto breve, senza dover aspettare tantissimo, e poi non pago.<br>Ero già stata in questa clinica e ho già visto questa dottoressa che mi aveva prescritto le radiografie, ora mi ha rivisto e mi ha detto, no, devi fare anche l'ecografia.<br>La cosa che mi ha però colpito molto sfavorevolmente è il fatto che questa dottoressa aveva, probabilmente aveva le cose sue per la testa perché era assolutamente sgarbata, assente, ha ricevuto una telefonata mentre ero lì, ha risposto e ha detto "ah sì sì poi vengo, no si è già qui è dentro, sì è già entrata" riferendosi a me che ero davanti a lei. Ma poi vabbè, a parte questo, succede che si ricevano telefonate private sul lavoro, e niente, capita. Però quello che mi ha lasciato interdetta il fatto che fosse molto, molto, neanche sgarbata, però brusca. A un certo punto io ho chiesto "ma questa è una cosa che si fa un'operazione ambulatoriale?" - "non ambulatoriale" - "ma che mi dovete ricoverare?" - "no ma si fa e si va via subito"- "ah ok day hospital, mi scusi ho sbagliato non era ambulatoriale", e lei mi ha proprio corretto come se fosse stata la maestrina.<br>Va beh, ci son rimasta così tanto male che ho deciso di andare in un'altra clinica che è specializzata nella chirurgia della mano.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>People who work with the public do not realise the importance of kindness. So I went to an out-of-town clinic yesterday, and then I'll explain why. I went out of town, because I have a problem with my hands, with the two middle fingers getting stuck, it's something that comes, IDK, apparently it's quite common, it's called in English 'trigger finger' and in Italian IDK, I remember 'finger that gets stuck'. Anyway, it's something that I've been carrying around for a long time that you can do something with a small operation that takes 10 minutes a quarter of an hour, quite routine, which, however, when I do it, it's going to freeze my hand. Since I have it on both hands, IDK, I'll have to see whether to do it first one then the other, anyway I'm going to be with a bandaged hand for a while, so it's going to be a problem for me.<br>So I went, did all the tests, took x-rays and so on, and then went to this clinic that is out of town. Why? Because it is a clinic affiliated with my private medical insurance, which I have through my husband's work. I didn't choose it, he didn't choose it, it sucks, it costs a lot of money that we pay because it is deducted from my husband's salary, and with him all the other thousands of people who work where he works, a public body. And whatever, this insurance, which always does everything not to pay, to make trouble, but I use it because it allows me to make specialist visits in a very short time, without having to wait too long, and then I do not pay .<br>I had already been to this clinic and I had already seen this doctor who had prescribed the x-rays, now she saw me again and said, no, you have to do the ultrasound as well.<br>Anyway, the thing that struck me very unfavorably is the fact that this doctor had, she probably had her own things on her mind because she was absoluquite rude, absent, she got a phone call while I was there, she answered and said "ah yes yes I'll come later, no she is already here, she is in, she has already entered" referring to me who was in front of her. But then whatever, other than that, it happens that you get private phone calls at work, and nothing, it happens. However, what left me baffled was the fact that she was very, very, not even rude, however abrupt. At one point I asked "is this something that you do as outpatient operation?" - "not outpatient" - "but do I need to get hospitalized?" - "no but it is done and you leave right away"-"ah ok day hospital, sorry I was wrong it was not outpatient", and she just corrected me like she was the schoolmarm.<br>Anyway, I was so upset that I decided to go to another clinic that specialises in hand surgery.]]>
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        <![CDATA[Quando lavori a contatto col pubblico quello che ha un grande ipatto (positivo e negativo) sul modo in cui viene percepito il tuo posto di lavoro. Una medica distratta (o con i suoi cavoli per la testa) e la clinica mi diventa antipatica. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>La gente che lavora a contatto col pubblico non si rende conto dell'importanza che ha la gentilezza. Allora, ieri sono andata in una clinica fuori città e poi vi spiego perché. Sono andata fuori città, perché ho un problema alle mani, ai due diti medi che si bloccano, è una cosa che viene, boh, pare che sia abbastanza comune, si chiama in inglese 'trigger finger' e in italiano boh, mi ricordo 'dito che si blocca'. Comunque, è una cosa che mi porto dietro da un sacco di tempo che si può fare qualcosa con una piccola operazione che dura 10 minuti un quarto d'ora, abbastanza di routine, che però quando la farò mi bloccherà la mano. Siccome ce l'ho su tutte e due le mani, boh, dovrò vedere se farlo prima prima una poi l'altra, comunque rimarrò per un po' di tempo con la mano fasciata, quindi mi creerà problemi.<br>Allora sono andata, ho fatto tutte le analisi, ho fatto le radiografie eccetera e poi sono andata in questa clinica che è fuori città. Perché? Perché è una clinica convenzionata con la mia assicurazione medica privata, che ho tramite il lavoro di mio marito. Non l'ho scelta io, non l'ha scelta lui, fa schifo, costa un sacco di soldi che noi paghiamo perché vengono detratti dallo stipendio di mio marito, e con lui tutte le altre migliaia di persone che lavorano dove lavora lui, un ente. E vabbè, questa assicurazione, che fa sempre di tutto per non pagare, per fare problemi, comunque io la uso perché mi permette di fare visite specialistiche in tempo molto breve, senza dover aspettare tantissimo, e poi non pago.<br>Ero già stata in questa clinica e ho già visto questa dottoressa che mi aveva prescritto le radiografie, ora mi ha rivisto e mi ha detto, no, devi fare anche l'ecografia.<br>La cosa che mi ha però colpito molto sfavorevolmente è il fatto che questa dottoressa aveva, probabilmente aveva le cose sue per la testa perché era assolutamente sgarbata, assente, ha ricevuto una telefonata mentre ero lì, ha risposto e ha detto "ah sì sì poi vengo, no si è già qui è dentro, sì è già entrata" riferendosi a me che ero davanti a lei. Ma poi vabbè, a parte questo, succede che si ricevano telefonate private sul lavoro, e niente, capita. Però quello che mi ha lasciato interdetta il fatto che fosse molto, molto, neanche sgarbata, però brusca. A un certo punto io ho chiesto "ma questa è una cosa che si fa un'operazione ambulatoriale?" - "non ambulatoriale" - "ma che mi dovete ricoverare?" - "no ma si fa e si va via subito"- "ah ok day hospital, mi scusi ho sbagliato non era ambulatoriale", e lei mi ha proprio corretto come se fosse stata la maestrina.<br>Va beh, ci son rimasta così tanto male che ho deciso di andare in un'altra clinica che è specializzata nella chirurgia della mano.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>People who work with the public do not realise the importance of kindness. So I went to an out-of-town clinic yesterday, and then I'll explain why. I went out of town, because I have a problem with my hands, with the two middle fingers getting stuck, it's something that comes, IDK, apparently it's quite common, it's called in English 'trigger finger' and in Italian IDK, I remember 'finger that gets stuck'. Anyway, it's something that I've been carrying around for a long time that you can do something with a small operation that takes 10 minutes a quarter of an hour, quite routine, which, however, when I do it, it's going to freeze my hand. Since I have it on both hands, IDK, I'll have to see whether to do it first one then the other, anyway I'm going to be with a bandaged hand for a while, so it's going to be a problem for me.<br>So I went, did all the tests, took x-rays and so on, and then went to this clinic that is out of town. Why? Because it is a clinic affiliated with my private medical insurance, which I have through my husband's work. I didn't choose it, he didn't choose it, it sucks, it costs a lot of money that we pay because it is deducted from my husband's salary, and with him all the other thousands of people who work where he works, a public body. And whatever, this insurance, which always does everything not to pay, to make trouble, but I use it because it allows me to make specialist visits in a very short time, without having to wait too long, and then I do not pay .<br>I had already been to this clinic and I had already seen this doctor who had prescribed the x-rays, now she saw me again and said, no, you have to do the ultrasound as well.<br>Anyway, the thing that struck me very unfavorably is the fact that this doctor had, she probably had her own things on her mind because she was absoluquite rude, absent, she got a phone call while I was there, she answered and said "ah yes yes I'll come later, no she is already here, she is in, she has already entered" referring to me who was in front of her. But then whatever, other than that, it happens that you get private phone calls at work, and nothing, it happens. However, what left me baffled was the fact that she was very, very, not even rude, however abrupt. At one point I asked "is this something that you do as outpatient operation?" - "not outpatient" - "but do I need to get hospitalized?" - "no but it is done and you leave right away"-"ah ok day hospital, sorry I was wrong it was not outpatient", and she just corrected me like she was the schoolmarm.<br>Anyway, I was so upset that I decided to go to another clinic that specialises in hand surgery.]]>
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      <pubDate>Sat, 09 Sep 2023 12:06:38 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Quando lavori a contatto col pubblico quello che ha un grande ipatto (positivo e negativo) sul modo in cui viene percepito il tuo posto di lavoro. Una medica distratta (o con i suoi cavoli per la testa) e la clinica mi diventa antipatica. TRASCRIZIONE [En</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 616 Ma chi mi ascolta?</title>
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        <![CDATA[Parlo di questo podcast e dei misteriosi ascolti. Se la cosa vi annoia saltate questo episodio e rifatevi le orecchie con altri tre minuti dalle oltre 30 ore a vostra disposizione!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Episodio super autoreferenziale, quindi se siete di quelle persone a cui non piace sentire i podcaster che parlano di loro stessi, loro stesse, e dei loro podcast, vi consiglio di sintonizzarvi su un altro dei miei episodi dei 3 minuti grezzi che avete più di 615 puntate a disposizione, per un totale di 1845 minuti che fanno più di 30 ore d'ascolto. Quindi, se non volete sentirmi parlare di me e di questo mio podcast, andate nel catalogo dove ci sono tutte le altre puntate.<br>Sì, più di 30 ore ho già registrato, pensate un po' che bello sarebbe fare una full immersion di ascoltare uno dopo l'altro tutti i miei 3 minuti grezzi.<br>No, no, ma volevo parlarvi di un'altra cosa, e cioè dei miei ascolti che mi presentano dei quesiti che non riesco a risolvere perché so che ci sono sei, sette persone che mi ascoltano religiosamente sempre, e però i numeri vacillano tantissimo.<br>Ad esempio il 15 agosto, il giorno di Ferragosto, ho avuto 607 ascolti, uno su Spreaker, che è la piattaforma dove pubblico i 3 minuti grezzi, e 607 in altre piattaforme. Chi siano questi ascolti? Forse una persona che ha cominciato ad ascoltarlo poi nel pomeriggio pigro caldo della giornata di Ferragosto, ha dimenticato di spegnere il cellulare quindi andavano uno dopo l'altro, uno dopo l'altro, questa è la mia, quello che penso che sia successo.<br>Però anche il 19 agosto 85 ascolti, il 25 agosto 57 ascolti, poi scendiamo di nuovo i soliti, ma anche ultimamente 25, 26 alla giornata, poi il 6 settembre 74, avantieri 31 e ieri 27. No questo è oggi 27, 27 ascolti e ancora nemmeno pubblicato. Sì non lo so cosa succede.<br>Devo confessare che non faccio i 3 minuti grezzi per raccogliere ascolti, naturalmente son contenta se la gente mi ascolta ma questo non è l'unico motivo per cui lo faccio, altrimenti parlerei di cose più attuali, parlerei di temi più sconvolgenti che attirano le ire, le passioni degli ascoltatori. No, lo faccio più che altro perché mi piace accendere il microfono ogni mattina e buttarmi senza paracadute, boh, parlare della prima cosa che mi viene in mente, così come ho fatto oggi.<br>Sì, puntata super autoreferenziale, ripeto se non avete.. vabbè, se siete arrivati fino a qua vuol dire che voglia ne avevate. Stanno finendo i miei 3 minuti, mancano solo 8 minuti [secondi!] più di 30 ore già registrate insieme ma ve ne rendete conto? Un'intera giornata trascorsa con me. Bello, eh?<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Super self-referential episode, so if you are one of those people who don't like to hear podcasters talking about themselves, and their podcasts, I suggest you tune in to another one of my 3-raw minute episodes, as you have more than 615 episodes available to you, for a total of 1845 minutes making more than 30 hours of listening time. So if you don't want to hear about me and this podcast, go to the back catalog where all the other episodes are.<br>Yes, more than 30 hours I've already recorded, just think how nice it would be to have a full immersion of listening to all my raw 3 minutes one after another.<br>No, no, but I wanted to talk to you about something else, and that is my listening that presents me with questions that I can't solve because I know that there are six, seven people who listen to me religiously all the time, and yet the numbers waver so much.<br>For example, on August 15th, the day of Ferragosto, I had 607 listens, one on Spreaker, which is the platform where I publish this podcast, and 607 in other platforms. What are these listenings? Maybe one person who started listening and then in the lazy hot afternoon of the August holiday, forgot to turn off the cell phone so they were going one after another, one after another, this is my opinion, what I think happened.<br>But also on August 19th, 85 listens, on August 25th, 57 listens, then we go down again the usual, but also lately 25, 26 every day, then September 6th, 74, the day before yesterday 31 and yesterday 27. No this is today 27, 27 listens and still not even published. Yes I don't know what's going on.<br>I must confess that I don't do this 3 minute podcast to garner ratings, of course I'm happy if people listen to me but that's not the only reason why I do it, otherwise I would talk about more current topics, I would talk about more upsetting topics that attract the ire, the passions of the listeners. No, I do it more because I like to turn on the microphone every morning and jump in without a parachute, IDK, talk about the first thing that comes to my mind, as I did today.<br>Yes, super self-referential episode, I repeat if you have not... whatever, if you have come this far it means you felt like listening. I am running out of my 3 minutes, only 8 minutes left [seconds!] more than 30 hours already recorded together but do you realize that? A whole day spent with me. Nice, huh?]]>
      </description>
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        <![CDATA[Parlo di questo podcast e dei misteriosi ascolti. Se la cosa vi annoia saltate questo episodio e rifatevi le orecchie con altri tre minuti dalle oltre 30 ore a vostra disposizione!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Episodio super autoreferenziale, quindi se siete di quelle persone a cui non piace sentire i podcaster che parlano di loro stessi, loro stesse, e dei loro podcast, vi consiglio di sintonizzarvi su un altro dei miei episodi dei 3 minuti grezzi che avete più di 615 puntate a disposizione, per un totale di 1845 minuti che fanno più di 30 ore d'ascolto. Quindi, se non volete sentirmi parlare di me e di questo mio podcast, andate nel catalogo dove ci sono tutte le altre puntate.<br>Sì, più di 30 ore ho già registrato, pensate un po' che bello sarebbe fare una full immersion di ascoltare uno dopo l'altro tutti i miei 3 minuti grezzi.<br>No, no, ma volevo parlarvi di un'altra cosa, e cioè dei miei ascolti che mi presentano dei quesiti che non riesco a risolvere perché so che ci sono sei, sette persone che mi ascoltano religiosamente sempre, e però i numeri vacillano tantissimo.<br>Ad esempio il 15 agosto, il giorno di Ferragosto, ho avuto 607 ascolti, uno su Spreaker, che è la piattaforma dove pubblico i 3 minuti grezzi, e 607 in altre piattaforme. Chi siano questi ascolti? Forse una persona che ha cominciato ad ascoltarlo poi nel pomeriggio pigro caldo della giornata di Ferragosto, ha dimenticato di spegnere il cellulare quindi andavano uno dopo l'altro, uno dopo l'altro, questa è la mia, quello che penso che sia successo.<br>Però anche il 19 agosto 85 ascolti, il 25 agosto 57 ascolti, poi scendiamo di nuovo i soliti, ma anche ultimamente 25, 26 alla giornata, poi il 6 settembre 74, avantieri 31 e ieri 27. No questo è oggi 27, 27 ascolti e ancora nemmeno pubblicato. Sì non lo so cosa succede.<br>Devo confessare che non faccio i 3 minuti grezzi per raccogliere ascolti, naturalmente son contenta se la gente mi ascolta ma questo non è l'unico motivo per cui lo faccio, altrimenti parlerei di cose più attuali, parlerei di temi più sconvolgenti che attirano le ire, le passioni degli ascoltatori. No, lo faccio più che altro perché mi piace accendere il microfono ogni mattina e buttarmi senza paracadute, boh, parlare della prima cosa che mi viene in mente, così come ho fatto oggi.<br>Sì, puntata super autoreferenziale, ripeto se non avete.. vabbè, se siete arrivati fino a qua vuol dire che voglia ne avevate. Stanno finendo i miei 3 minuti, mancano solo 8 minuti [secondi!] più di 30 ore già registrate insieme ma ve ne rendete conto? Un'intera giornata trascorsa con me. Bello, eh?<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Super self-referential episode, so if you are one of those people who don't like to hear podcasters talking about themselves, and their podcasts, I suggest you tune in to another one of my 3-raw minute episodes, as you have more than 615 episodes available to you, for a total of 1845 minutes making more than 30 hours of listening time. So if you don't want to hear about me and this podcast, go to the back catalog where all the other episodes are.<br>Yes, more than 30 hours I've already recorded, just think how nice it would be to have a full immersion of listening to all my raw 3 minutes one after another.<br>No, no, but I wanted to talk to you about something else, and that is my listening that presents me with questions that I can't solve because I know that there are six, seven people who listen to me religiously all the time, and yet the numbers waver so much.<br>For example, on August 15th, the day of Ferragosto, I had 607 listens, one on Spreaker, which is the platform where I publish this podcast, and 607 in other platforms. What are these listenings? Maybe one person who started listening and then in the lazy hot afternoon of the August holiday, forgot to turn off the cell phone so they were going one after another, one after another, this is my opinion, what I think happened.<br>But also on August 19th, 85 listens, on August 25th, 57 listens, then we go down again the usual, but also lately 25, 26 every day, then September 6th, 74, the day before yesterday 31 and yesterday 27. No this is today 27, 27 listens and still not even published. Yes I don't know what's going on.<br>I must confess that I don't do this 3 minute podcast to garner ratings, of course I'm happy if people listen to me but that's not the only reason why I do it, otherwise I would talk about more current topics, I would talk about more upsetting topics that attract the ire, the passions of the listeners. No, I do it more because I like to turn on the microphone every morning and jump in without a parachute, IDK, talk about the first thing that comes to my mind, as I did today.<br>Yes, super self-referential episode, I repeat if you have not... whatever, if you have come this far it means you felt like listening. I am running out of my 3 minutes, only 8 minutes left [seconds!] more than 30 hours already recorded together but do you realize that? A whole day spent with me. Nice, huh?]]>
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      <pubDate>Fri, 08 Sep 2023 14:40:51 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Parlo di questo podcast e dei misteriosi ascolti. Se la cosa vi annoia saltate questo episodio e rifatevi le orecchie con altri tre minuti dalle oltre 30 ore a vostra disposizione!TRASCRIZIONE [Eng translation below]Episodio super autoreferenziale, quindi se siete di quelle persone a cui non piace sentire i podcaster che parlano di loro stessi, loro stesse, e dei loro podcast, vi consiglio di sintonizzarvi su un altro dei miei episodi dei 3 minuti grezzi che avete più di 615 puntate a disposizione, per un totale di 1845 minuti che fanno più di 30 ore d'ascolto. Quindi, se non volete sentirmi parlare di me e di questo mio podcast, andate nel catalogo dove ci sono tutte le altre puntate.Sì, più di 30 ore ho già registrato, pensate un po' che bello sarebbe fare una full immersion di ascoltare uno dopo l'altro tutti i miei 3 minuti grezzi.No, no, ma volevo parlarvi di un'altra cosa, e cioè dei miei ascolti che mi presentano dei quesiti che non riesco a risolvere perché so che ci sono sei, sette persone che mi ascoltano religiosamente sempre, e però i numeri vacillano tantissimo.Ad esempio il 15 agosto, il giorno di Ferragosto, ho avuto 607 ascolti, uno su Spreaker, che è la piattaforma dove pubblico i 3 minuti grezzi, e 607 in altre piattaforme. Chi siano questi ascolti? Forse una persona che ha cominciato ad ascoltarlo poi nel pomeriggio pigro caldo della giornata di Ferragosto, ha dimenticato di spegnere il cellulare quindi andavano uno dopo l'altro, uno dopo l'altro, questa è la mia, quello che penso che sia successo.Però anche il 19 agosto 85 ascolti, il 25 agosto 57 ascolti, poi scendiamo di nuovo i soliti, ma anche ultimamente 25, 26 alla giornata, poi il 6 settembre 74, avantieri 31 e ieri 27. No questo è oggi 27, 27 ascolti e ancora nemmeno pubblicato. Sì non lo so cosa succede.Devo confessare che non faccio i 3 minuti grezzi per raccogliere ascolti, naturalmente son contenta se la gente mi ascolta ma questo non è l'unico motivo per cui lo faccio, altrimenti parlerei di cose più attuali, parlerei di temi più sconvolgenti che attirano le ire, le passioni degli ascoltatori. No, lo faccio più che altro perché mi piace accendere il microfono ogni mattina e buttarmi senza paracadute, boh, parlare della prima cosa che mi viene in mente, così come ho fatto oggi.Sì, puntata super autoreferenziale, ripeto se non avete.. vabbè, se siete arrivati fino a qua vuol dire che voglia ne avevate. Stanno finendo i miei 3 minuti, mancano solo 8 minuti [secondi!] più di 30 ore già registrate insieme ma ve ne rendete conto? Un'intera giornata trascorsa con me. Bello, eh?TRANSLATIONSuper self-referential episode, so if you are one of those people who don't like to hear podcasters talking about themselves, and their podcasts, I suggest you tune in to another one of my 3-raw minute episodes, as you have more than 615 episodes available to you, for a total of 1845 minutes making more than 30 hours of listening time. So if you don't want to hear about me and this podcast, go to the back catalog where all the other episodes are.Yes, more than 30 hours I've already recorded, just think how nice it would be to have a full immersion of listening to all my raw 3 minutes one after another.No, no, but I wanted to talk to you about something else, and that is my listening that presents me with questions that I can't solve because I know that there are six, seven people who listen to me religiously all the time, and yet the numbers waver so much.For example, on August 15th, the day of Ferragosto, I had 607 listens, one on Spreaker, which is the platform where I publish this podcast, and 607 in other platforms. What are these listenings? Maybe one person who started listening and then in the lazy hot afternoon of the August holiday, forgot to turn off the cell phone so they were going one after another, one after another,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Parlo di questo podcast e dei misteriosi ascolti. Se la cosa vi annoia saltate questo episodio e rifatevi le orecchie con altri tre minuti dalle oltre 30 ore a vostra disposizione!TRASCRIZIONE [Eng translation below]Episodio super autoreferenziale, quindi</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 615 Lamentele sulla Settimana Enigmistica</title>
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        <![CDATA[Un orribile pestilenza si aggira tra i compilatori de La Settimana Enigmistica: usare parole inglesi come definizione, e la soluzione è semplicemente la traduzione in italiano. Ma come si può?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below]</i><br><br>Se mi seguite regolarmente sapete che qualche giorno fa ho comprato la Settimana Enigmistica, che io adoro. Ecco, oggi mi lamento della Settimana Enigmistica perché sempre più spesso i compilatori dei cruciverba, anziché mettere delle definizioni, che tu o la sai oppure ci devi arrivare, qualcosa del genere, usano come definizioni parole in lingua inglese, cioè loro ti dicono la parola in inglese e tu devi praticamente tradurla in italiano. Quella è la definizione e la soluzione. Non funziona così! I cruciverba non sono un dizionario! Uff, che rottura! Non mi piace per niente.<br>Un'altra cosa che ho notato è che a volte i compilatori usano delle brutte parole. Ecco vi, leggo il 25 orizzontale delle parole crociate a schema libero di G. Di Muro la definizione dice: "Deformi, sciancati" e la soluzione è "storpi". Ma veramente? Cioè usiamo queste parole così come se niente fosse? Un'altra cosa che mi disturba delle parole crociate de La Settimana Enigmistica, che tra l'altro è una rivista avvolta nel mistero, comunque è quando pubblicano le barzellette, le battute misogine dove le donne stanno sempre lamentandosi, dove le mogli stanno sempre torturando i mariti, i mariti sono sempre delle vittime. Si portano avanti i peggiori stereotipi maschili, femminili, neutri, singolari e plurali.<br>Eh. Quindi oggi me la sto prendendo su La Settimana Enigmistica, che pure mi piace tanto, infatti continua a farla. Questo schema di parole crociate schema libero e l'ultimo che mi rimane da fare, gli altri due li ho già fatti e poi pian piano, io inizio sempre dalle più difficili perché sono abbastanza brava, poi quando sono disperata non so più che fare faccio anche quelle semplici. Tra l'altro ce n'era uno un po' all'inizio che lo lo spacciavano per schema libero e invece, con mio grande sconforto era non solo facile, super facile, veramente l'ho finito in un attimo e non perché fossi particolarmente concentrata, ma veramente perché boh, tipo vi leggo le definizioni: Uno di cui ci si può fidare - amico. Si puliscono con gli scovolini - pipe. Cittadina lombarda rinomata per i suoi amaretti - Saronno. Ecco, vedete? Erano tutti così, infatti l'ho fatto in un batter d'occhio, velocissima, ce n'è un'altra nella pagina e quella non so nemmeno se mi metterò a farla.<br>Comunque finiscono così i miei 3 minuti. Comunque continuerò a comprare religiosamente La Settimana Enigmistica perché mi diverte.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If you follow me regularly you know that a few days ago I bought La Settimana Enigmistica (Puzzle Week), which I love. Here, today I'm complaining about Settimana Enigmistica because more and more often the crossword puzzle compilers, instead of putting definitions, which you either know or you have to guess it, something like that, they use English words as definitions, that is, they tell you the word in English and you have to basically translate it into Italian. That is the definition and the solution. It doesn't work that way! Crossword puzzles are not a dictionary ! Phew, what a bummer! I don't like it at all.<br>Another thing I've noticed is that sometimes compilers use bad words. Here, I read the 25 horizontal from G. di Muro's free 'expert' crossword puzzle. Di Muro's definition reads : "Deformed, gimp " and the solution is "cripple". Are you for real? That is, do we use these words just like that? Another thing that bothers me about the crossword puzzle of La Settimana Enigmistica, which by the way is a magazine shrouded in mystery, anyway is when they publish the jokes, the misogynistic jokes where women are always complaining, where wives are always torturing their husbands, husbands are always victims. The worst male, female, neuter, singular and plural stereotypes are carried forward.<br>Eh. So today I'm taking it on La Settimana Enigmistica, which also I like so much, in fact I keep doing it. This crossword puzzle for expert people is the last one I have left to do, the other two I have already done and then slowly, I always start with the hardest ones because I am pretty good at it, then when I am desperate I don't know what to do anymore I do the easy ones too. By the way there was one at the beginning that they were passing it off as for expert people and instead, to my dismay it was not only easy, super easy, really I finished it in no time and not because I was particularly focused, but really because IDK, like I'll read you the definitions: One you can trust - friend . You clean with pipecleaners - pipe. Lombard town renowned for its amaretti - Saronno. There, you see. They were all like that, in fact I did it in the blink of an eye, very fast, there is another one on the page and that one I don't even know if I can be bother to do it.<br>Anyway, this is how my three minutes end. However, I will continue to buy La Settimana Enigmistica religiously because it's fun.<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Un orribile pestilenza si aggira tra i compilatori de La Settimana Enigmistica: usare parole inglesi come definizione, e la soluzione è semplicemente la traduzione in italiano. Ma come si può?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below]</i><br><br>Se mi seguite regolarmente sapete che qualche giorno fa ho comprato la Settimana Enigmistica, che io adoro. Ecco, oggi mi lamento della Settimana Enigmistica perché sempre più spesso i compilatori dei cruciverba, anziché mettere delle definizioni, che tu o la sai oppure ci devi arrivare, qualcosa del genere, usano come definizioni parole in lingua inglese, cioè loro ti dicono la parola in inglese e tu devi praticamente tradurla in italiano. Quella è la definizione e la soluzione. Non funziona così! I cruciverba non sono un dizionario! Uff, che rottura! Non mi piace per niente.<br>Un'altra cosa che ho notato è che a volte i compilatori usano delle brutte parole. Ecco vi, leggo il 25 orizzontale delle parole crociate a schema libero di G. Di Muro la definizione dice: "Deformi, sciancati" e la soluzione è "storpi". Ma veramente? Cioè usiamo queste parole così come se niente fosse? Un'altra cosa che mi disturba delle parole crociate de La Settimana Enigmistica, che tra l'altro è una rivista avvolta nel mistero, comunque è quando pubblicano le barzellette, le battute misogine dove le donne stanno sempre lamentandosi, dove le mogli stanno sempre torturando i mariti, i mariti sono sempre delle vittime. Si portano avanti i peggiori stereotipi maschili, femminili, neutri, singolari e plurali.<br>Eh. Quindi oggi me la sto prendendo su La Settimana Enigmistica, che pure mi piace tanto, infatti continua a farla. Questo schema di parole crociate schema libero e l'ultimo che mi rimane da fare, gli altri due li ho già fatti e poi pian piano, io inizio sempre dalle più difficili perché sono abbastanza brava, poi quando sono disperata non so più che fare faccio anche quelle semplici. Tra l'altro ce n'era uno un po' all'inizio che lo lo spacciavano per schema libero e invece, con mio grande sconforto era non solo facile, super facile, veramente l'ho finito in un attimo e non perché fossi particolarmente concentrata, ma veramente perché boh, tipo vi leggo le definizioni: Uno di cui ci si può fidare - amico. Si puliscono con gli scovolini - pipe. Cittadina lombarda rinomata per i suoi amaretti - Saronno. Ecco, vedete? Erano tutti così, infatti l'ho fatto in un batter d'occhio, velocissima, ce n'è un'altra nella pagina e quella non so nemmeno se mi metterò a farla.<br>Comunque finiscono così i miei 3 minuti. Comunque continuerò a comprare religiosamente La Settimana Enigmistica perché mi diverte.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If you follow me regularly you know that a few days ago I bought La Settimana Enigmistica (Puzzle Week), which I love. Here, today I'm complaining about Settimana Enigmistica because more and more often the crossword puzzle compilers, instead of putting definitions, which you either know or you have to guess it, something like that, they use English words as definitions, that is, they tell you the word in English and you have to basically translate it into Italian. That is the definition and the solution. It doesn't work that way! Crossword puzzles are not a dictionary ! Phew, what a bummer! I don't like it at all.<br>Another thing I've noticed is that sometimes compilers use bad words. Here, I read the 25 horizontal from G. di Muro's free 'expert' crossword puzzle. Di Muro's definition reads : "Deformed, gimp " and the solution is "cripple". Are you for real? That is, do we use these words just like that? Another thing that bothers me about the crossword puzzle of La Settimana Enigmistica, which by the way is a magazine shrouded in mystery, anyway is when they publish the jokes, the misogynistic jokes where women are always complaining, where wives are always torturing their husbands, husbands are always victims. The worst male, female, neuter, singular and plural stereotypes are carried forward.<br>Eh. So today I'm taking it on La Settimana Enigmistica, which also I like so much, in fact I keep doing it. This crossword puzzle for expert people is the last one I have left to do, the other two I have already done and then slowly, I always start with the hardest ones because I am pretty good at it, then when I am desperate I don't know what to do anymore I do the easy ones too. By the way there was one at the beginning that they were passing it off as for expert people and instead, to my dismay it was not only easy, super easy, really I finished it in no time and not because I was particularly focused, but really because IDK, like I'll read you the definitions: One you can trust - friend . You clean with pipecleaners - pipe. Lombard town renowned for its amaretti - Saronno. There, you see. They were all like that, in fact I did it in the blink of an eye, very fast, there is another one on the page and that one I don't even know if I can be bother to do it.<br>Anyway, this is how my three minutes end. However, I will continue to buy La Settimana Enigmistica religiously because it's fun.<br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 07 Sep 2023 12:22:18 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un orribile pestilenza si aggira tra i compilatori de La Settimana Enigmistica: usare parole inglesi come definizione, e la soluzione è semplicemente la traduzione in italiano. Ma come si può?TRASCRIZIONE [Eng translation below]Se mi seguite regolarmente sapete che qualche giorno fa ho comprato la Settimana Enigmistica, che io adoro. Ecco, oggi mi lamento della Settimana Enigmistica perché sempre più spesso i compilatori dei cruciverba, anziché mettere delle definizioni, che tu o la sai oppure ci devi arrivare, qualcosa del genere, usano come definizioni parole in lingua inglese, cioè loro ti dicono la parola in inglese e tu devi praticamente tradurla in italiano. Quella è la definizione e la soluzione. Non funziona così! I cruciverba non sono un dizionario! Uff, che rottura! Non mi piace per niente.Un'altra cosa che ho notato è che a volte i compilatori usano delle brutte parole. Ecco vi, leggo il 25 orizzontale delle parole crociate a schema libero di G. Di Muro la definizione dice: "Deformi, sciancati" e la soluzione è "storpi". Ma veramente? Cioè usiamo queste parole così come se niente fosse? Un'altra cosa che mi disturba delle parole crociate de La Settimana Enigmistica, che tra l'altro è una rivista avvolta nel mistero, comunque è quando pubblicano le barzellette, le battute misogine dove le donne stanno sempre lamentandosi, dove le mogli stanno sempre torturando i mariti, i mariti sono sempre delle vittime. Si portano avanti i peggiori stereotipi maschili, femminili, neutri, singolari e plurali.Eh. Quindi oggi me la sto prendendo su La Settimana Enigmistica, che pure mi piace tanto, infatti continua a farla. Questo schema di parole crociate schema libero e l'ultimo che mi rimane da fare, gli altri due li ho già fatti e poi pian piano, io inizio sempre dalle più difficili perché sono abbastanza brava, poi quando sono disperata non so più che fare faccio anche quelle semplici. Tra l'altro ce n'era uno un po' all'inizio che lo lo spacciavano per schema libero e invece, con mio grande sconforto era non solo facile, super facile, veramente l'ho finito in un attimo e non perché fossi particolarmente concentrata, ma veramente perché boh, tipo vi leggo le definizioni: Uno di cui ci si può fidare - amico. Si puliscono con gli scovolini - pipe. Cittadina lombarda rinomata per i suoi amaretti - Saronno. Ecco, vedete? Erano tutti così, infatti l'ho fatto in un batter d'occhio, velocissima, ce n'è un'altra nella pagina e quella non so nemmeno se mi metterò a farla.Comunque finiscono così i miei 3 minuti. Comunque continuerò a comprare religiosamente La Settimana Enigmistica perché mi diverte.TRANSLATIONIf you follow me regularly you know that a few days ago I bought La Settimana Enigmistica (Puzzle Week), which I love. Here, today I'm complaining about Settimana Enigmistica because more and more often the crossword puzzle compilers, instead of putting definitions, which you either know or you have to guess it, something like that, they use English words as definitions, that is, they tell you the word in English and you have to basically translate it into Italian. That is the definition and the solution. It doesn't work that way! Crossword puzzles are not a dictionary ! Phew, what a bummer! I don't like it at all.Another thing I've noticed is that sometimes compilers use bad words. Here, I read the 25 horizontal from G. di Muro's free 'expert' crossword puzzle. Di Muro's definition reads : "Deformed, gimp " and the solution is "cripple". Are you for real? That is, do we use these words just like that? Another thing that bothers me about the crossword puzzle of La Settimana Enigmistica, which by the way is a magazine shrouded in mystery, anyway is when they publish the jokes, the misogynistic jokes where women are always complaining, where wives are always torturing their husbands, husbands are always victims. The worst male,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Un orribile pestilenza si aggira tra i compilatori de La Settimana Enigmistica: usare parole inglesi come definizione, e la soluzione è semplicemente la traduzione in italiano. Ma come si può?TRASCRIZIONE [Eng translation below]Se mi seguite regolarmente </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 614 Tante scuse (programma TV)</title>
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        <![CDATA[Bello guardarsi in pace un vecchio varietà degli anni '70, che si rivela nonsolo rilassante ma anche parecchio meta e sperimentale.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[<i>ENG translation below</i> <b>e sigla iniziale a fine pagina</b>]<br>Registrazione a porte aperte oggi, quindi se sentite rumori strani vengono dalle altre stanze della casa o vengono da fuori perché ho le finestre aperte perché fa ancora caldo.<br>Oggi vi voglio parlare di 'Tante scuse', non le mie scuse nei vostri confronti, ma una trasmissione televisiva in bianco e nero che sto guardando, mi sto riguardando, sulla app della Rai che adesso finalmente si vede anche alla televisione, finalmente la Rai ha fatto RaiPlay anche come app da guardare insieme a Netflix e le altre, anche se devo dire che funziona malissimo se non fai, se non schiacci bene, se non aspetti abbastanza che il comando venga recepito, ti fa fare delle cose strane.<br>Comunque, grazie a questa app adesso posso riguardarmi vecchi programmi e sto riguardando un vecchio programma intitolato 'Tante scuse' che guardavo quando ero bambina. Un varietà di quelli che si facevano un tempo con Sandra Mondaini e Raimondo Vianello che, devo dire, che è abbastanza diciamo all'avanguardia. Infatti la trasmissione fa vedere Raimondo Vianello e Sandra Mondaini che fanno finta di registrare dal vivo uno spettacolo, quindi è un meta spettacolo, e fanno vedere quelle, che nella finzione dello show, dovrebbero essere le cose che di solito non si vedono quando si fa uno spettacolo, cioè tra un take e l'altro, tra una registrazione e l'altra, le conversazioni con il capo clap che fa applaudire il pubblico in sala.<br>Ripeto, è molto divertente, molto leggero, molto molto rilassante. Lo trovo molto rilassante perché non è violento, non è particolarmente schierato a destra o a sinistra politicamente, quindi è una visione, vaniglia si chiamerebbe in inglese, proprio molto semplice.<br>La cosa divertente è che guardandolo dall'inizio alla fine, mi sono resa conto di conoscere a memoria le sigle, sia quella iniziale sia quella finale, e, soprattutto, da quando ho iniziato a guardarlo, ieri mi sono vista la seconda puntata, ho in testa la sigla, soprattutto iniziale, che è una tiritera velocissima, cantata, velocissima, velocissima e che immagino da bambina mi piaceva tantissimo. Poi anche riconosciuto tutti gli animaletti, c'è una sigla animata, interamente animata, all'inizio e semi animata, alla fine, anche qui ci sono degli elementi abbastanza all'avanguardia. Eh, rimpiango un po questi spettacoli di puro intrattenimento che non fanno né l'occhiolino, né che fingono di essere più intelligenti di quanto non siano. Sì, mi sto divertendo a guardarlo, quindi se succedono delle altre cose, poi vi terrò informate sulle future visioni mie di quando ero piccola.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Open-door recording today, so if you hear strange noises they are coming from the other rooms in the house or they are coming from outside because I have the windows open because it is still hot.<br>Today I want to talk to you about 'Tante scuse' [Many Apologies], not my apology to you, but a black and white TV show that I'm watching, I'm re-watching, on the Rai app that now finally can be seen on TV, finally Rai has made RaiPlay also as an app to watch along with Netflix and the others, although I have to say that it works very badly if you don't do, if you don't press well, if you don't wait long enough for the command to be received, it does strange things.<br>Anyway, thanks to this app now I can rewatch old programs and I am rewatching an old program called 'Tante scuse' that I used to watch when I was a child. A variety show of the kind that used to be done in the old days with Sandra Mondaini and Raimondo Vianello, which, I must say, is quite let's say avant-garde. In fact, the show shows Raimondo Vianello and Sandra Mondaini pretending to record a show live, so it's a meta show, and they show that, which in the fiction of the show, should be the things that you don't usually see when you do a show, that is, between takes, between recordings, conversations with the head clap that gets the audience in the room clapping.<br>Again, it is very entertaining, very light, very very relaxing. I find it very relaxing because it's not violent, it's not particularly aligned to the left or right politically, so it's a vision, vanilla we would say in English, just very simple.<br>The funny thing is that watching it from beginning to end, I realised that I know the theme songs by heart, both the opening and the ending theme songs, and, especially, since I started watching it, yesterday I watched the second episode, I have the theme song in my head, especially the opening theme song, which is a very fast, sung, very fast, very fast spiel that I imagine I must have loved as a child. Then I also recognised all the little animals, there is an animated theme song, fully animated, at the beginning and semi-animated, at the end, again there are quite avant-garde elements. Eh, I kind of miss these pure entertainment shows that neither wink, nor pretend to be smarter than they are. Yes, I'm enjoying watching it, so if some other things happen, then I'll keep you informed about future TV visions of mine from when I was little.<br><br><b>LINK </b>La sigla iniziale di Tante scuse <a href="https://www.youtube.com/watch?v=AAEAglyLp7I" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=AAEAglyLp7I</a><br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Bello guardarsi in pace un vecchio varietà degli anni '70, che si rivela nonsolo rilassante ma anche parecchio meta e sperimentale.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[<i>ENG translation below</i> <b>e sigla iniziale a fine pagina</b>]<br>Registrazione a porte aperte oggi, quindi se sentite rumori strani vengono dalle altre stanze della casa o vengono da fuori perché ho le finestre aperte perché fa ancora caldo.<br>Oggi vi voglio parlare di 'Tante scuse', non le mie scuse nei vostri confronti, ma una trasmissione televisiva in bianco e nero che sto guardando, mi sto riguardando, sulla app della Rai che adesso finalmente si vede anche alla televisione, finalmente la Rai ha fatto RaiPlay anche come app da guardare insieme a Netflix e le altre, anche se devo dire che funziona malissimo se non fai, se non schiacci bene, se non aspetti abbastanza che il comando venga recepito, ti fa fare delle cose strane.<br>Comunque, grazie a questa app adesso posso riguardarmi vecchi programmi e sto riguardando un vecchio programma intitolato 'Tante scuse' che guardavo quando ero bambina. Un varietà di quelli che si facevano un tempo con Sandra Mondaini e Raimondo Vianello che, devo dire, che è abbastanza diciamo all'avanguardia. Infatti la trasmissione fa vedere Raimondo Vianello e Sandra Mondaini che fanno finta di registrare dal vivo uno spettacolo, quindi è un meta spettacolo, e fanno vedere quelle, che nella finzione dello show, dovrebbero essere le cose che di solito non si vedono quando si fa uno spettacolo, cioè tra un take e l'altro, tra una registrazione e l'altra, le conversazioni con il capo clap che fa applaudire il pubblico in sala.<br>Ripeto, è molto divertente, molto leggero, molto molto rilassante. Lo trovo molto rilassante perché non è violento, non è particolarmente schierato a destra o a sinistra politicamente, quindi è una visione, vaniglia si chiamerebbe in inglese, proprio molto semplice.<br>La cosa divertente è che guardandolo dall'inizio alla fine, mi sono resa conto di conoscere a memoria le sigle, sia quella iniziale sia quella finale, e, soprattutto, da quando ho iniziato a guardarlo, ieri mi sono vista la seconda puntata, ho in testa la sigla, soprattutto iniziale, che è una tiritera velocissima, cantata, velocissima, velocissima e che immagino da bambina mi piaceva tantissimo. Poi anche riconosciuto tutti gli animaletti, c'è una sigla animata, interamente animata, all'inizio e semi animata, alla fine, anche qui ci sono degli elementi abbastanza all'avanguardia. Eh, rimpiango un po questi spettacoli di puro intrattenimento che non fanno né l'occhiolino, né che fingono di essere più intelligenti di quanto non siano. Sì, mi sto divertendo a guardarlo, quindi se succedono delle altre cose, poi vi terrò informate sulle future visioni mie di quando ero piccola.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Open-door recording today, so if you hear strange noises they are coming from the other rooms in the house or they are coming from outside because I have the windows open because it is still hot.<br>Today I want to talk to you about 'Tante scuse' [Many Apologies], not my apology to you, but a black and white TV show that I'm watching, I'm re-watching, on the Rai app that now finally can be seen on TV, finally Rai has made RaiPlay also as an app to watch along with Netflix and the others, although I have to say that it works very badly if you don't do, if you don't press well, if you don't wait long enough for the command to be received, it does strange things.<br>Anyway, thanks to this app now I can rewatch old programs and I am rewatching an old program called 'Tante scuse' that I used to watch when I was a child. A variety show of the kind that used to be done in the old days with Sandra Mondaini and Raimondo Vianello, which, I must say, is quite let's say avant-garde. In fact, the show shows Raimondo Vianello and Sandra Mondaini pretending to record a show live, so it's a meta show, and they show that, which in the fiction of the show, should be the things that you don't usually see when you do a show, that is, between takes, between recordings, conversations with the head clap that gets the audience in the room clapping.<br>Again, it is very entertaining, very light, very very relaxing. I find it very relaxing because it's not violent, it's not particularly aligned to the left or right politically, so it's a vision, vanilla we would say in English, just very simple.<br>The funny thing is that watching it from beginning to end, I realised that I know the theme songs by heart, both the opening and the ending theme songs, and, especially, since I started watching it, yesterday I watched the second episode, I have the theme song in my head, especially the opening theme song, which is a very fast, sung, very fast, very fast spiel that I imagine I must have loved as a child. Then I also recognised all the little animals, there is an animated theme song, fully animated, at the beginning and semi-animated, at the end, again there are quite avant-garde elements. Eh, I kind of miss these pure entertainment shows that neither wink, nor pretend to be smarter than they are. Yes, I'm enjoying watching it, so if some other things happen, then I'll keep you informed about future TV visions of mine from when I was little.<br><br><b>LINK </b>La sigla iniziale di Tante scuse <a href="https://www.youtube.com/watch?v=AAEAglyLp7I" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=AAEAglyLp7I</a><br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 06 Sep 2023 10:36:31 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:author>M. Cristina Marras</itunes:author>
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      <title>3' grezzi Ep. 613 Acquafaba</title>
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        <![CDATA[Grazie a te, tenore francese che hai scoperto l'acquafaba! Corro a sperimentare, e fatemi sapere se sperimentate anche voi!<br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Amiche e amici ho fatto una scoperta fantastica. Allora, cominciamo col dire che a me piacciono molto i legumi, soprattutto i ceci, anche perché per più di vent'anni sono stata vegetariana, per cui non mangiavo carne e i legumi facevano parte integrante della mia dieta. Però fino a ieri, quando mi capitava di acquistare ceci, o più in generale legumi in scatola, aprivo la scatola e la prima cosa che facevo era lavare i legumi perché pensavo che l'acqua dentro il barattolo fosse una cosa negativa, piena di conservanti e di boh, schifezze varie. E invece ieri ho scoperto l'acquafaba. Cos'è l'acquafaba? È il liquido che viene messo dentro i ceci e dentro i fagioli cannellini per conservarli, oppure se comprate ceci e fagioli secchi e li mettete a bagno, io cerco di farlo, vorrei farlo più spesso, ma richiede una preparazione e una programmazione, soprattutto devi pensarci la notte, poi mettere a bollire per per secoli, quindi compro in scatola. Però se siete brave e bravi e mettete le cose a bagno, anche quell'acqua va bene.<br>Quest'acqua si chiama acquafaba, i due nomi, di acqua di fagioli vengono dal latino, ed è una cosa abbastanza recente. È stata individuata negli anni 2000, nel 2015, quando a quanto pare un tenore francese si è reso conto che quest'acquetta dentro il barattolo poteva essere montata a neve proprio come l'albume dell'uovo.<br>Ora, io mi chiedo: com'è che a una persona viene in mente di provare per vedere se l'acqua del barattolo dei ceci può essere montata a neve? Non lo so, però son contenta che l'abbia fatto perché a quanto pare si può usare per fare le meringhe e per fare i dolci e ieri l'ho usata in sostituzione dell'olio d'oliva, che pure mi piace tantissimo ma è iper iper calorico e, sì, e questa cosa è una caratteristica di questa acquafaba è che è ipocalorica, ha pochissime calorie, quindi anche però, pensandoci, l'elemento fondamentale delle meringhe sono sì gli albumi dell'uovo, ma il secondo elemento fondamentale lo zucchero, che comunque, no è bello perché ho scoperto una cosa che prima buttavo, anzi pensavo fosse negativa, e invece ho scoperto che è una cosa buona che si può utilizzare per cucinare, per fare i dolci più soffici e insomma, adesso praticamente sto comprando barattoli di fagioli e di ceci, che non mangio o che non posso mangiare continuamente, per avere l'acqua. Forse dovrei comprare, metterli a bagno, così ho un sacco di acqua e posso sperimentare.<br>Comunque super felice la mia nuova scoperta l'acquafaba. Vi metto il link alle ricette, provatela e fatemi sapere!<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Friends, I made a fantastic discovery. So, let's start by saying that I really like legumes, especially chickpeas, partly because for more than 20 years I was a vegetarian, so I didn't eat meat and legumes were an integral part of my diet. But until yesterday, when I happened to buy chickpeas, or more generally canned legumes, I would open the can and the first thing I would do was wash the legumes because I thought the water inside the can was a bad thing, full of preservatives and boh, various junk. Instead, I discovered aquafaba yesterday. What is aquafaba? It's the liquid that is put inside the chickpeas and inside the cannellini beans to preserve them, or if you buy dried chickpeas and beans and soak them, I try to do that, I would like to do it more often, but it requires preparation and planning, especially you have to think about it at night, later put to boil for ages, so I buy canned. However, if you are good and you soak things, that water is good too.<br>This water is called aquafaba, the two names, bean and water come from Latin, and it is a fairly recent thing. It was identified in the 2000s , in 2015, when apparently a French tenor realised that this water inside the jar could be whipped to stiff peaks just like egg whites.<br>Now, I womder: how is it that a person comes up with the idea of trying to see if the water in the chickpea jar can be whipped to stiff peaks? I don't know, but I'm glad he did because apparently you can use it to make meringues and to make cakes and yesterday I used it as a substitute for olive oil, which I actually like very much but it's hyper hyper caloric and, yes, and this thing is a characteristic of this aqua faba is that it's low-calorie, it has very few calories, so also though, thinking about it, the basic element of meringues is yes the egg whites, but the second basic element is sugar, which by the way, anyway it's nice because I discovered something that I used to throw away, in fact I thought it was bad, and instead I discovered that it's a good thing that you can use for cooking, to make the fluffiest cakes and in short, now I'm basically buying cans of beans and chickpeas, which I don't eat or can't eat all the time, to have the water. Maybe I should buy, soak them, so I have plenty of water and can experiment.<br>Anyway super happy my new discovery the aquafaba. I will put the link to the recipes, try it and let me know!<br><br><br><br><br><b>LINK</b> Qualche ricetta con l'acquafaba <a href="https://www.lacucinaitaliana.it/tutorial/i-consigli/come-utilizzare-aquafaba-ceci-ricette/" rel="noreferrer noopener">https://www.lacucinaitaliana.it/tutorial/i-consigli/come-utilizzare-aquafaba-ceci-ricette/</a>]]>
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        <![CDATA[Grazie a te, tenore francese che hai scoperto l'acquafaba! Corro a sperimentare, e fatemi sapere se sperimentate anche voi!<br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Amiche e amici ho fatto una scoperta fantastica. Allora, cominciamo col dire che a me piacciono molto i legumi, soprattutto i ceci, anche perché per più di vent'anni sono stata vegetariana, per cui non mangiavo carne e i legumi facevano parte integrante della mia dieta. Però fino a ieri, quando mi capitava di acquistare ceci, o più in generale legumi in scatola, aprivo la scatola e la prima cosa che facevo era lavare i legumi perché pensavo che l'acqua dentro il barattolo fosse una cosa negativa, piena di conservanti e di boh, schifezze varie. E invece ieri ho scoperto l'acquafaba. Cos'è l'acquafaba? È il liquido che viene messo dentro i ceci e dentro i fagioli cannellini per conservarli, oppure se comprate ceci e fagioli secchi e li mettete a bagno, io cerco di farlo, vorrei farlo più spesso, ma richiede una preparazione e una programmazione, soprattutto devi pensarci la notte, poi mettere a bollire per per secoli, quindi compro in scatola. Però se siete brave e bravi e mettete le cose a bagno, anche quell'acqua va bene.<br>Quest'acqua si chiama acquafaba, i due nomi, di acqua di fagioli vengono dal latino, ed è una cosa abbastanza recente. È stata individuata negli anni 2000, nel 2015, quando a quanto pare un tenore francese si è reso conto che quest'acquetta dentro il barattolo poteva essere montata a neve proprio come l'albume dell'uovo.<br>Ora, io mi chiedo: com'è che a una persona viene in mente di provare per vedere se l'acqua del barattolo dei ceci può essere montata a neve? Non lo so, però son contenta che l'abbia fatto perché a quanto pare si può usare per fare le meringhe e per fare i dolci e ieri l'ho usata in sostituzione dell'olio d'oliva, che pure mi piace tantissimo ma è iper iper calorico e, sì, e questa cosa è una caratteristica di questa acquafaba è che è ipocalorica, ha pochissime calorie, quindi anche però, pensandoci, l'elemento fondamentale delle meringhe sono sì gli albumi dell'uovo, ma il secondo elemento fondamentale lo zucchero, che comunque, no è bello perché ho scoperto una cosa che prima buttavo, anzi pensavo fosse negativa, e invece ho scoperto che è una cosa buona che si può utilizzare per cucinare, per fare i dolci più soffici e insomma, adesso praticamente sto comprando barattoli di fagioli e di ceci, che non mangio o che non posso mangiare continuamente, per avere l'acqua. Forse dovrei comprare, metterli a bagno, così ho un sacco di acqua e posso sperimentare.<br>Comunque super felice la mia nuova scoperta l'acquafaba. Vi metto il link alle ricette, provatela e fatemi sapere!<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Friends, I made a fantastic discovery. So, let's start by saying that I really like legumes, especially chickpeas, partly because for more than 20 years I was a vegetarian, so I didn't eat meat and legumes were an integral part of my diet. But until yesterday, when I happened to buy chickpeas, or more generally canned legumes, I would open the can and the first thing I would do was wash the legumes because I thought the water inside the can was a bad thing, full of preservatives and boh, various junk. Instead, I discovered aquafaba yesterday. What is aquafaba? It's the liquid that is put inside the chickpeas and inside the cannellini beans to preserve them, or if you buy dried chickpeas and beans and soak them, I try to do that, I would like to do it more often, but it requires preparation and planning, especially you have to think about it at night, later put to boil for ages, so I buy canned. However, if you are good and you soak things, that water is good too.<br>This water is called aquafaba, the two names, bean and water come from Latin, and it is a fairly recent thing. It was identified in the 2000s , in 2015, when apparently a French tenor realised that this water inside the jar could be whipped to stiff peaks just like egg whites.<br>Now, I womder: how is it that a person comes up with the idea of trying to see if the water in the chickpea jar can be whipped to stiff peaks? I don't know, but I'm glad he did because apparently you can use it to make meringues and to make cakes and yesterday I used it as a substitute for olive oil, which I actually like very much but it's hyper hyper caloric and, yes, and this thing is a characteristic of this aqua faba is that it's low-calorie, it has very few calories, so also though, thinking about it, the basic element of meringues is yes the egg whites, but the second basic element is sugar, which by the way, anyway it's nice because I discovered something that I used to throw away, in fact I thought it was bad, and instead I discovered that it's a good thing that you can use for cooking, to make the fluffiest cakes and in short, now I'm basically buying cans of beans and chickpeas, which I don't eat or can't eat all the time, to have the water. Maybe I should buy, soak them, so I have plenty of water and can experiment.<br>Anyway super happy my new discovery the aquafaba. I will put the link to the recipes, try it and let me know!<br><br><br><br><br><b>LINK</b> Qualche ricetta con l'acquafaba <a href="https://www.lacucinaitaliana.it/tutorial/i-consigli/come-utilizzare-aquafaba-ceci-ricette/" rel="noreferrer noopener">https://www.lacucinaitaliana.it/tutorial/i-consigli/come-utilizzare-aquafaba-ceci-ricette/</a>]]>
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      <pubDate>Tue, 05 Sep 2023 10:37:22 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Grazie a te, tenore francese che hai scoperto l'acquafaba! Corro a sperimentare, e fatemi sapere se sperimentate anche voi!TRASCRIZIONE [Eng translation below]Amiche e amici ho fatto una scoperta fantastica. Allora, cominciamo col dire che a me piacciono molto i legumi, soprattutto i ceci, anche perché per più di vent'anni sono stata vegetariana, per cui non mangiavo carne e i legumi facevano parte integrante della mia dieta. Però fino a ieri, quando mi capitava di acquistare ceci, o più in generale legumi in scatola, aprivo la scatola e la prima cosa che facevo era lavare i legumi perché pensavo che l'acqua dentro il barattolo fosse una cosa negativa, piena di conservanti e di boh, schifezze varie. E invece ieri ho scoperto l'acquafaba. Cos'è l'acquafaba? È il liquido che viene messo dentro i ceci e dentro i fagioli cannellini per conservarli, oppure se comprate ceci e fagioli secchi e li mettete a bagno, io cerco di farlo, vorrei farlo più spesso, ma richiede una preparazione e una programmazione, soprattutto devi pensarci la notte, poi mettere a bollire per per secoli, quindi compro in scatola. Però se siete brave e bravi e mettete le cose a bagno, anche quell'acqua va bene.Quest'acqua si chiama acquafaba, i due nomi, di acqua di fagioli vengono dal latino, ed è una cosa abbastanza recente. È stata individuata negli anni 2000, nel 2015, quando a quanto pare un tenore francese si è reso conto che quest'acquetta dentro il barattolo poteva essere montata a neve proprio come l'albume dell'uovo.Ora, io mi chiedo: com'è che a una persona viene in mente di provare per vedere se l'acqua del barattolo dei ceci può essere montata a neve? Non lo so, però son contenta che l'abbia fatto perché a quanto pare si può usare per fare le meringhe e per fare i dolci e ieri l'ho usata in sostituzione dell'olio d'oliva, che pure mi piace tantissimo ma è iper iper calorico e, sì, e questa cosa è una caratteristica di questa acquafaba è che è ipocalorica, ha pochissime calorie, quindi anche però, pensandoci, l'elemento fondamentale delle meringhe sono sì gli albumi dell'uovo, ma il secondo elemento fondamentale lo zucchero, che comunque, no è bello perché ho scoperto una cosa che prima buttavo, anzi pensavo fosse negativa, e invece ho scoperto che è una cosa buona che si può utilizzare per cucinare, per fare i dolci più soffici e insomma, adesso praticamente sto comprando barattoli di fagioli e di ceci, che non mangio o che non posso mangiare continuamente, per avere l'acqua. Forse dovrei comprare, metterli a bagno, così ho un sacco di acqua e posso sperimentare.Comunque super felice la mia nuova scoperta l'acquafaba. Vi metto il link alle ricette, provatela e fatemi sapere!TRANSLATIONFriends, I made a fantastic discovery. So, let's start by saying that I really like legumes, especially chickpeas, partly because for more than 20 years I was a vegetarian, so I didn't eat meat and legumes were an integral part of my diet. But until yesterday, when I happened to buy chickpeas, or more generally canned legumes, I would open the can and the first thing I would do was wash the legumes because I thought the water inside the can was a bad thing, full of preservatives and boh, various junk. Instead, I discovered aquafaba yesterday. What is aquafaba? It's the liquid that is put inside the chickpeas and inside the cannellini beans to preserve them, or if you buy dried chickpeas and beans and soak them, I try to do that, I would like to do it more often, but it requires preparation and planning, especially you have to think about it at night, later put to boil for ages, so I buy canned. However, if you are good and you soak things, that water is good too.This water is called aquafaba, the two names, bean and water come from Latin, and it is a fairly recent thing. It was identified in the 2000s , in 2015, when apparently a French tenor realised that...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Grazie a te, tenore francese che hai scoperto l'acquafaba! Corro a sperimentare, e fatemi sapere se sperimentate anche voi!TRASCRIZIONE [Eng translation below]Amiche e amici ho fatto una scoperta fantastica. Allora, cominciamo col dire che a me piacciono </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 612 Zappate sui piedi</title>
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      <description>
        <![CDATA[Mi sono messa in una situazione paradossale, senza che me lo chiedesse nessuno.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<b>Eng translation below</b>]<br><br>Qualche giorno fa, mentre perdevo tempo sui social, stavo scrollando LinkedIn che è questa piattaforma di gente che cerca lavoro. No, veramente dovrebbe essere una piattaforma così per i professionisti, dove si presenta il lavoro fatto da professionisti, però alla fine è sempre piena di gente che si mette a disposizione perché vuole lavorare.<br>Allora mi trovavano la piattaforma, non necessariamente perché stessi cercando lavoro, ma perché curioso lavoro e anche perché ho degli amici e delle amiche in giro per il mondo che ho conosciuto nella piattaforma e con loro chiacchiero appunto su quella piattaforma che io confesso, uso più o meno come un normale social media, ci pubblico le mie cose, poi chi se le vuole leggere, se le legge, se le ascolta più che altro, oppure le ignora.<br>Ogni tanto però mi capita anche di ricevere dei suggerimenti da parte della piattaforma che, viste le mie caratteristiche professionali, mi suggerisce lavori, e io di solito ignoro perché non me ne frega niente di andare a fare la social media per qualcuno, è alla fine dei miei interessi, proprio, a preferenza vado a fare la cameriera da McDonald's. Però ogni tanto ci sono delle cose che attirano la mia attenzione, più che altro perché mi incuriosiscono.<br>Così qualche tempo fa ho visto un annuncio di una ditta italiana, o in Italia, che cercava qualcuno per fare un podcast. Non mi interessava presentare la mia candidatura, perché so cosa intendono questi qua quando dicono podcast, cioè non è il tipo di cosa che faccio io, però mi interessava vedere che ci fosse una ditta nel nord Italia che chiedeva la conoscenza perfetta dell'inglese e che aveva intenzione di mettere su, o di rafforzare la sua squadra di gente che faceva il podcast. E così incuriosita da questo, ho mandato un' email dicendo: hey, io faccio podcast. Non mi interessa il vostro lavoro, non mi sto presentando per il vostro lavoro, però mi piacerebbe sapere cosa fate, incontrarvi.<br>Vabbè, ho fatto anche un po' di ricerche, ho visto chi erano, in che settore lavoravano, eccetera, e mi hanno dato un appuntamento su Zoom. Questo appuntamento, che era surreale perché la tipa con cui ho parlato, la CEO, una persona molto competente, per carità, americana, sì americana, e ho fatto delle chiacchiere e lei non riusciva a inquadrami e diceva, ma tu che vuoi da noi? E io che mi rendevo conto di aver fatto un errore nel contattarli, però vabbè, ora ero in ballo e ballavo, e dicevo, ma io faccio delle cose un po' particolari, ma sicuramente non vi interessano... Così. Boh, alla fine ho detto tu guardi, si tenga il mio nome, se ha qualche progetto particolare ma non credo che ci incontreremo. Vabbè, mi son data la zappa sopra i piedi, che vi devo dire? Zappa sopra i piedi.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>A few days ago, while wasting time on social, I was scrolling through LinkedIn which is this platform of people looking for jobs. No, really it's supposed to be a platform like that for professionals, where you present the work done by professionals, however, in the end it's always full of people who make themselves available because they want to work.<br>So, I was on the platform, not necessarily because I was looking for work, but because I was looking around and also because I have friends around the world that I met in the platform and with them I chat on that platform which I confess, I use more or less like a normal social media, I post my stuff there, then whoever wants to read it, or rather listen to it, or they can ignore it.<br>Every now and then, however, I also get suggestions from the platform that, given my professional characteristics, suggests jobs, and I usually ignore that because I really don't care about going to be a social media person for someone, it's at the end of my interests, actually I'd rather go to be a waitress at McDonald's. But every once in a while there are things that catch my attention, more because they intrigue me than anything else.<br>So some time ago I saw an ad by an Italian company, or a company based in Italy, looking for someone to do a podcast. I was not interested in submitting my application, because I know what these people here mean when they say podcast, I mean it's not the kind of thing I do, however, I was interested to see that there was a company in northern Italy that was asking for perfect English skills and that was planning to put up, or strengthen its team of people doing the podcast. And so intrigued by that, I sent an email saying, hey, I do podcasts, I am not interested in your work, I am not showing up for your work, however, I would like to know what you do, to meet you.<br>Well, actually, I also did some research, saw who they were, what industry they worked in, etc., and they gave me an appointment on Zoom. This appointment, which was surreal because the lady I talked to, the CEO, a very competent person, for goodness sake, American, yes American, and I made small talk and she couldn't frame me and said, but what do you want from us? And I was realising that I had made a mistake in contacting them, but whatever, now I was there, I might as well, and I was saying, you see I do some things a little bit particular, but surely you are not interested in... So. IDK, in the end I said, look, keep my name if you have any particular project but I don't think we will meet. Whatever, shoot yourself in the foot, what shall I say? shoot yourself in the foot.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Mi sono messa in una situazione paradossale, senza che me lo chiedesse nessuno.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<b>Eng translation below</b>]<br><br>Qualche giorno fa, mentre perdevo tempo sui social, stavo scrollando LinkedIn che è questa piattaforma di gente che cerca lavoro. No, veramente dovrebbe essere una piattaforma così per i professionisti, dove si presenta il lavoro fatto da professionisti, però alla fine è sempre piena di gente che si mette a disposizione perché vuole lavorare.<br>Allora mi trovavano la piattaforma, non necessariamente perché stessi cercando lavoro, ma perché curioso lavoro e anche perché ho degli amici e delle amiche in giro per il mondo che ho conosciuto nella piattaforma e con loro chiacchiero appunto su quella piattaforma che io confesso, uso più o meno come un normale social media, ci pubblico le mie cose, poi chi se le vuole leggere, se le legge, se le ascolta più che altro, oppure le ignora.<br>Ogni tanto però mi capita anche di ricevere dei suggerimenti da parte della piattaforma che, viste le mie caratteristiche professionali, mi suggerisce lavori, e io di solito ignoro perché non me ne frega niente di andare a fare la social media per qualcuno, è alla fine dei miei interessi, proprio, a preferenza vado a fare la cameriera da McDonald's. Però ogni tanto ci sono delle cose che attirano la mia attenzione, più che altro perché mi incuriosiscono.<br>Così qualche tempo fa ho visto un annuncio di una ditta italiana, o in Italia, che cercava qualcuno per fare un podcast. Non mi interessava presentare la mia candidatura, perché so cosa intendono questi qua quando dicono podcast, cioè non è il tipo di cosa che faccio io, però mi interessava vedere che ci fosse una ditta nel nord Italia che chiedeva la conoscenza perfetta dell'inglese e che aveva intenzione di mettere su, o di rafforzare la sua squadra di gente che faceva il podcast. E così incuriosita da questo, ho mandato un' email dicendo: hey, io faccio podcast. Non mi interessa il vostro lavoro, non mi sto presentando per il vostro lavoro, però mi piacerebbe sapere cosa fate, incontrarvi.<br>Vabbè, ho fatto anche un po' di ricerche, ho visto chi erano, in che settore lavoravano, eccetera, e mi hanno dato un appuntamento su Zoom. Questo appuntamento, che era surreale perché la tipa con cui ho parlato, la CEO, una persona molto competente, per carità, americana, sì americana, e ho fatto delle chiacchiere e lei non riusciva a inquadrami e diceva, ma tu che vuoi da noi? E io che mi rendevo conto di aver fatto un errore nel contattarli, però vabbè, ora ero in ballo e ballavo, e dicevo, ma io faccio delle cose un po' particolari, ma sicuramente non vi interessano... Così. Boh, alla fine ho detto tu guardi, si tenga il mio nome, se ha qualche progetto particolare ma non credo che ci incontreremo. Vabbè, mi son data la zappa sopra i piedi, che vi devo dire? Zappa sopra i piedi.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>A few days ago, while wasting time on social, I was scrolling through LinkedIn which is this platform of people looking for jobs. No, really it's supposed to be a platform like that for professionals, where you present the work done by professionals, however, in the end it's always full of people who make themselves available because they want to work.<br>So, I was on the platform, not necessarily because I was looking for work, but because I was looking around and also because I have friends around the world that I met in the platform and with them I chat on that platform which I confess, I use more or less like a normal social media, I post my stuff there, then whoever wants to read it, or rather listen to it, or they can ignore it.<br>Every now and then, however, I also get suggestions from the platform that, given my professional characteristics, suggests jobs, and I usually ignore that because I really don't care about going to be a social media person for someone, it's at the end of my interests, actually I'd rather go to be a waitress at McDonald's. But every once in a while there are things that catch my attention, more because they intrigue me than anything else.<br>So some time ago I saw an ad by an Italian company, or a company based in Italy, looking for someone to do a podcast. I was not interested in submitting my application, because I know what these people here mean when they say podcast, I mean it's not the kind of thing I do, however, I was interested to see that there was a company in northern Italy that was asking for perfect English skills and that was planning to put up, or strengthen its team of people doing the podcast. And so intrigued by that, I sent an email saying, hey, I do podcasts, I am not interested in your work, I am not showing up for your work, however, I would like to know what you do, to meet you.<br>Well, actually, I also did some research, saw who they were, what industry they worked in, etc., and they gave me an appointment on Zoom. This appointment, which was surreal because the lady I talked to, the CEO, a very competent person, for goodness sake, American, yes American, and I made small talk and she couldn't frame me and said, but what do you want from us? And I was realising that I had made a mistake in contacting them, but whatever, now I was there, I might as well, and I was saying, you see I do some things a little bit particular, but surely you are not interested in... So. IDK, in the end I said, look, keep my name if you have any particular project but I don't think we will meet. Whatever, shoot yourself in the foot, what shall I say? shoot yourself in the foot.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 04 Sep 2023 13:01:27 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 611 Filmino di famiglia</title>
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        <![CDATA[L'ultimo film di Adam Sandler lo vede produttore e interprete principale, insieme a lui la moglie e le due figlie che interpretano sua moglie e le sue due figlie nel film. Il film? Una ciofeca.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Qualche giorno fa, cioè ieri, Jonathan Zenti, uno dei miei podcast preferiti, parlava nel suo podcast Estadeli delle power couple. Chi sono le power couple? Sono le persone che stanno insieme nella vita e lavorano anche insieme. Il fatto di stare insieme nella vita reale dà più potere contrattuale quando sono sul posto di lavoro. Perché vi parlo di power couple? Perché questo pomeriggio, pigra non avevo voglia di fare niente, allora mi sono presa il cavo di alimentazione del laptop l'ho portato su al piano di sopra, nel mio letto a soppalco, e mi sono messa a guardare il primo film che mi è capitato su Netflix. Volevo vedere una cosa che durasse meno di 1 ora e mezzo e che fosse veramente facile da vedere anche così se dormivo non avrei perso niente e ho preso il primo che è capitato, eh. Adesso, in questo momento Netflix sta promuovendo molto il film intitolato 'You Are So Not Invited to My Bat Mitzvah', lo sto pronunciando male, ma non so come si pronunci in italiano, 'Non sei invitata al mio bat mitzvah'. Di che cosa? Perché ve ne parlo? Perché se due persone che stanno insieme fanno una powere couple nel film c'è una power family. Allora il film è interpretato e prodotto da Adam Sandler, che è un nome grosso nei botteghini. Nel film compaiono la moglie, che si chiama Jackie Sandler, ha preso il suo cognome e interpreta la parte della moglie di lui e poi anche le loro due figlie, Sadie e Sunny Sandler, che interpretano rispettivamente le due figlie della coppia, che è anche una coppia nella vita reale, quindi una famiglia che interpreta in un film una famiglia.<br>E questo film è prodotto dal papà, che è anche uno dei nomi più conosciuti nel botteghino ed è anche prodotto da lui. Immaginatevi che cosa dev'essere lavorare in quel film.<br>Ma perché ve ne parlo? Perché è un film orribile, è una ciofeca pazzesca. Basta che voi guardiate il trailer e sapete già di che cosa parla. Spoiler alert: la ragazzina farà pace con l'amica del cuore, ci sarà il trionfo della sorellanza e tutti vivranno felici e contenti. È un film dove sono tutti ricchi, dove nessuno lavora, dove nessuno ha problemi seri, dove ste ragazzine fanno i cavoli che vogliono, viziate da morire. Non mi è piaciuto, Non ve lo consiglio assolutamente. Una grande perdita di tempo. Ma poi (devo confessare che l'ultima mezz'ora me la sono vista a doppia velocità perché proprio non ne potevo più), ma poi mi sono detta ma vuoi vedere che veramente negli ambienti ebrei americani veramente vivono tutti così? Non lo so. Io conosco a malapena gli ambientacci cattolici italiani e vi assicuro che lì non si fanno queste cose qua. Comunque boh se vi va di sprecare 1 ora qualcosa della vostra vita, guardatelo, ve lo sconsiglio.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>A few days ago, that is, yesterday, Jonathan Zenti, one of my favorite podcasts, was talking in his podcast Estadeli about power couples. Who are power couples? They are the people who are together in life and also work together. Being together in real life gives more bargaining power when they are in the workplace. Why am I telling you about P power couple? Because this afternoon, lazy I didn't feel like doing anything, so I grabbed the laptop power cord I took it upstairs to my loft bed and started watching the first movie I came across on Netflix. I wanted to see something that lasted less than 1 1/2 hours and was really easy to see even so if I slept I wouldn't miss anything and I got the first one that happened, eh. Now, right now Netflix is promoting a lot the movie called 'You Are So Not Invited to My Bat Mitzvah', I'm mispronouncing it, but I don't know how to pronounce it in Italian, 'You are not invited to my bat mitzvah'. About what? Why am I telling you about it? Because if two people who are together make a powere couple in the movie there is a power family. Then the movie is starring and produced by Adam Sandler, who is a big name in the box office. His wife, whose name is Jack ie Sandler, has taken his last name and plays the part of his wife, appears in the film, and then also their two daughters, Sadie and Sunny Sandler, who play, respectively, the couple's two daughters, who are also a couple in real life, so a family playing a family in a film.<br>And this film is produced by the father, who is also one of the best known names in the box office and is also produced by him. Imagine what it must be like to work in that film.<br>But why am I telling you about it? Because it's a horrible movie, it's a sensless piece of crap. Just watch the trailer and you already know what it is about. Spoiler alert: the  girl will make peace with her best friend, there will be a triumph of sisterhood, and everyone will live happily ever after. It's a movie where everybody is rich, where nobody works, where nobody has any serious problems, where these girls do whatever they want, spoiled rotten. I did not like it, I absolutely do not recommend it. A great waste of time. But then (I have to confess that the last half hour I watched it at double speed because I just couldn't take it anymore), but then I said to myself but do you want to see that really in American Jewish circles they all really live like that? I don't know. I am barely familiar with Italian Catholic settings and I assure you that there they do not do these things here. Anyway IDK if you feel like wasting 1 something hour of your life, watch it, I do not recommend it.<br><br><br><br><b>LINK</b><br>Il film che vi sconsiglio <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/You_Are_So_Not_Invited_to_My_Bat_Mitzvah" rel="noreferrer noopener">https://en.wikipedia.org/wiki/You_Are_So_Not_Invited_to_My_Bat_Mitzvah</a><br>Questo invece il podcast <b>Estadeli </b>di <b>Jonathan Zenti</b>, che vi consiglio caldamente <a href="https://open.spotify.com/episode/14gRyvjzm031SCvNSW84Y7" rel="noreferrer noopener">https://open.spotify.com/episode/14gRyvjzm031SCvNSW84Y7</a>]]>
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        <![CDATA[L'ultimo film di Adam Sandler lo vede produttore e interprete principale, insieme a lui la moglie e le due figlie che interpretano sua moglie e le sue due figlie nel film. Il film? Una ciofeca.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Qualche giorno fa, cioè ieri, Jonathan Zenti, uno dei miei podcast preferiti, parlava nel suo podcast Estadeli delle power couple. Chi sono le power couple? Sono le persone che stanno insieme nella vita e lavorano anche insieme. Il fatto di stare insieme nella vita reale dà più potere contrattuale quando sono sul posto di lavoro. Perché vi parlo di power couple? Perché questo pomeriggio, pigra non avevo voglia di fare niente, allora mi sono presa il cavo di alimentazione del laptop l'ho portato su al piano di sopra, nel mio letto a soppalco, e mi sono messa a guardare il primo film che mi è capitato su Netflix. Volevo vedere una cosa che durasse meno di 1 ora e mezzo e che fosse veramente facile da vedere anche così se dormivo non avrei perso niente e ho preso il primo che è capitato, eh. Adesso, in questo momento Netflix sta promuovendo molto il film intitolato 'You Are So Not Invited to My Bat Mitzvah', lo sto pronunciando male, ma non so come si pronunci in italiano, 'Non sei invitata al mio bat mitzvah'. Di che cosa? Perché ve ne parlo? Perché se due persone che stanno insieme fanno una powere couple nel film c'è una power family. Allora il film è interpretato e prodotto da Adam Sandler, che è un nome grosso nei botteghini. Nel film compaiono la moglie, che si chiama Jackie Sandler, ha preso il suo cognome e interpreta la parte della moglie di lui e poi anche le loro due figlie, Sadie e Sunny Sandler, che interpretano rispettivamente le due figlie della coppia, che è anche una coppia nella vita reale, quindi una famiglia che interpreta in un film una famiglia.<br>E questo film è prodotto dal papà, che è anche uno dei nomi più conosciuti nel botteghino ed è anche prodotto da lui. Immaginatevi che cosa dev'essere lavorare in quel film.<br>Ma perché ve ne parlo? Perché è un film orribile, è una ciofeca pazzesca. Basta che voi guardiate il trailer e sapete già di che cosa parla. Spoiler alert: la ragazzina farà pace con l'amica del cuore, ci sarà il trionfo della sorellanza e tutti vivranno felici e contenti. È un film dove sono tutti ricchi, dove nessuno lavora, dove nessuno ha problemi seri, dove ste ragazzine fanno i cavoli che vogliono, viziate da morire. Non mi è piaciuto, Non ve lo consiglio assolutamente. Una grande perdita di tempo. Ma poi (devo confessare che l'ultima mezz'ora me la sono vista a doppia velocità perché proprio non ne potevo più), ma poi mi sono detta ma vuoi vedere che veramente negli ambienti ebrei americani veramente vivono tutti così? Non lo so. Io conosco a malapena gli ambientacci cattolici italiani e vi assicuro che lì non si fanno queste cose qua. Comunque boh se vi va di sprecare 1 ora qualcosa della vostra vita, guardatelo, ve lo sconsiglio.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>A few days ago, that is, yesterday, Jonathan Zenti, one of my favorite podcasts, was talking in his podcast Estadeli about power couples. Who are power couples? They are the people who are together in life and also work together. Being together in real life gives more bargaining power when they are in the workplace. Why am I telling you about P power couple? Because this afternoon, lazy I didn't feel like doing anything, so I grabbed the laptop power cord I took it upstairs to my loft bed and started watching the first movie I came across on Netflix. I wanted to see something that lasted less than 1 1/2 hours and was really easy to see even so if I slept I wouldn't miss anything and I got the first one that happened, eh. Now, right now Netflix is promoting a lot the movie called 'You Are So Not Invited to My Bat Mitzvah', I'm mispronouncing it, but I don't know how to pronounce it in Italian, 'You are not invited to my bat mitzvah'. About what? Why am I telling you about it? Because if two people who are together make a powere couple in the movie there is a power family. Then the movie is starring and produced by Adam Sandler, who is a big name in the box office. His wife, whose name is Jack ie Sandler, has taken his last name and plays the part of his wife, appears in the film, and then also their two daughters, Sadie and Sunny Sandler, who play, respectively, the couple's two daughters, who are also a couple in real life, so a family playing a family in a film.<br>And this film is produced by the father, who is also one of the best known names in the box office and is also produced by him. Imagine what it must be like to work in that film.<br>But why am I telling you about it? Because it's a horrible movie, it's a sensless piece of crap. Just watch the trailer and you already know what it is about. Spoiler alert: the  girl will make peace with her best friend, there will be a triumph of sisterhood, and everyone will live happily ever after. It's a movie where everybody is rich, where nobody works, where nobody has any serious problems, where these girls do whatever they want, spoiled rotten. I did not like it, I absolutely do not recommend it. A great waste of time. But then (I have to confess that the last half hour I watched it at double speed because I just couldn't take it anymore), but then I said to myself but do you want to see that really in American Jewish circles they all really live like that? I don't know. I am barely familiar with Italian Catholic settings and I assure you that there they do not do these things here. Anyway IDK if you feel like wasting 1 something hour of your life, watch it, I do not recommend it.<br><br><br><br><b>LINK</b><br>Il film che vi sconsiglio <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/You_Are_So_Not_Invited_to_My_Bat_Mitzvah" rel="noreferrer noopener">https://en.wikipedia.org/wiki/You_Are_So_Not_Invited_to_My_Bat_Mitzvah</a><br>Questo invece il podcast <b>Estadeli </b>di <b>Jonathan Zenti</b>, che vi consiglio caldamente <a href="https://open.spotify.com/episode/14gRyvjzm031SCvNSW84Y7" rel="noreferrer noopener">https://open.spotify.com/episode/14gRyvjzm031SCvNSW84Y7</a>]]>
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      <pubDate>Sun, 03 Sep 2023 14:28:06 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>L'ultimo film di Adam Sandler lo vede produttore e interprete principale, insieme a lui la moglie e le due figlie che interpretano sua moglie e le sue due figlie nel film. Il film? Una ciofeca.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Qualche giorno fa, cioè ieri, Jonathan Zenti, uno dei miei podcast preferiti, parlava nel suo podcast Estadeli delle power couple. Chi sono le power couple? Sono le persone che stanno insieme nella vita e lavorano anche insieme. Il fatto di stare insieme nella vita reale dà più potere contrattuale quando sono sul posto di lavoro. Perché vi parlo di power couple? Perché questo pomeriggio, pigra non avevo voglia di fare niente, allora mi sono presa il cavo di alimentazione del laptop l'ho portato su al piano di sopra, nel mio letto a soppalco, e mi sono messa a guardare il primo film che mi è capitato su Netflix. Volevo vedere una cosa che durasse meno di 1 ora e mezzo e che fosse veramente facile da vedere anche così se dormivo non avrei perso niente e ho preso il primo che è capitato, eh. Adesso, in questo momento Netflix sta promuovendo molto il film intitolato 'You Are So Not Invited to My Bat Mitzvah', lo sto pronunciando male, ma non so come si pronunci in italiano, 'Non sei invitata al mio bat mitzvah'. Di che cosa? Perché ve ne parlo? Perché se due persone che stanno insieme fanno una powere couple nel film c'è una power family. Allora il film è interpretato e prodotto da Adam Sandler, che è un nome grosso nei botteghini. Nel film compaiono la moglie, che si chiama Jackie Sandler, ha preso il suo cognome e interpreta la parte della moglie di lui e poi anche le loro due figlie, Sadie e Sunny Sandler, che interpretano rispettivamente le due figlie della coppia, che è anche una coppia nella vita reale, quindi una famiglia che interpreta in un film una famiglia.E questo film è prodotto dal papà, che è anche uno dei nomi più conosciuti nel botteghino ed è anche prodotto da lui. Immaginatevi che cosa dev'essere lavorare in quel film.Ma perché ve ne parlo? Perché è un film orribile, è una ciofeca pazzesca. Basta che voi guardiate il trailer e sapete già di che cosa parla. Spoiler alert: la ragazzina farà pace con l'amica del cuore, ci sarà il trionfo della sorellanza e tutti vivranno felici e contenti. È un film dove sono tutti ricchi, dove nessuno lavora, dove nessuno ha problemi seri, dove ste ragazzine fanno i cavoli che vogliono, viziate da morire. Non mi è piaciuto, Non ve lo consiglio assolutamente. Una grande perdita di tempo. Ma poi (devo confessare che l'ultima mezz'ora me la sono vista a doppia velocità perché proprio non ne potevo più), ma poi mi sono detta ma vuoi vedere che veramente negli ambienti ebrei americani veramente vivono tutti così? Non lo so. Io conosco a malapena gli ambientacci cattolici italiani e vi assicuro che lì non si fanno queste cose qua. Comunque boh se vi va di sprecare 1 ora qualcosa della vostra vita, guardatelo, ve lo sconsiglio.TRANSLATIONA few days ago, that is, yesterday, Jonathan Zenti, one of my favorite podcasts, was talking in his podcast Estadeli about power couples. Who are power couples? They are the people who are together in life and also work together. Being together in real life gives more bargaining power when they are in the workplace. Why am I telling you about P power couple? Because this afternoon, lazy I didn't feel like doing anything, so I grabbed the laptop power cord I took it upstairs to my loft bed and started watching the first movie I came across on Netflix. I wanted to see something that lasted less than 1 1/2 hours and was really easy to see even so if I slept I wouldn't miss anything and I got the first one that happened, eh. Now, right now Netflix is promoting a lot the movie called 'You Are So Not Invited to My Bat Mitzvah', I'm mispronouncing it, but I don't know how to pronounce it in Italian, 'You are not invited to my bat mitzvah'. About what?...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>L'ultimo film di Adam Sandler lo vede produttore e interprete principale, insieme a lui la moglie e le due figlie che interpretano sua moglie e le sue due figlie nel film. Il film? Una ciofeca.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Qualche giorno fa, cioè ie</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 610 Spiaggia enigmistica</title>
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        <![CDATA[Giornata fantastica in spiaggia, ma non sulla sabbia, bensì al baretto a bere prosecco ghiacciato e fare le parole crociate a schema libero!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Stamattina mi sono svegliata con una voglia pazzesca di Settimana Enigmistica, è da tantissimo tempo che non la compravo più. Prima la compravo, diciamo abbastanza regolarmente, nel senso che ogni volta che tornavo in Italia me la compravo, o quando trovavo un'edicola che vendeva giornali italiani me ne compravo un numero. Poi da quando mi sono trasferita qua diciamo che vado a periodi, a volte la compro ogni settimana per mesi e mesi, poi me ne dimentico, non la compro più.<br>Ecco, è da un po' che non compravo la settimana enigmistica. Oggi mi è venuta una voglia pazza di comprarla. Non solo, ma mi sono svegliata con questa immagine: io al mare sdraiata sull'asciugamano, sotto il sole che faccio la settimana enigmistica. Allora ho coinvolto mio marito in questa cosa qua, ho finito di fare le cose che stavo facendo, tra l'altro un lavoro molto bello che oggi finisce ma che mi ha divertito tantissimo, messa il costumino da bagno, preparata la borsa, evvai! E poi ci siamo dovuti arrabattare per cercare un'edicola in spiaggia, trovare la settimana enigmistica, che abbiamo trovato, io mi ero portata dietro la penna, allora abbiamo trovato parcheggio, siamo scesi in spiaggia però ahimè vento, ventaccio di scirocco ci stava veramente scomodi, nel senso che, non tanto che volasse la sabbia, perché lo scirocco al Poetto la spiaggia dove vado vicino a casa è il mare da fuori verso dentro, quindi non c'era sabbia, in movimento però dicevo che non era molto invitante.<br>Allora cosa abbiamo fatto? Abbiamo preso la mia bella Settimana Enigmistica e ci siamo piazzati in un baretto, uno di quei baretti che ci sono al Poetto, io mi sono messa tranquillamente in costume da bagno perché questi baretti sono dei chioschi sulla spiaggia e abbiamo ordinato un bell'aperitivo, erano ormai quasi le undici, e ci siamo messi così a tavolino a fare le parole crociate, quelle a schema libero di quelle delle ultime pagine a schema libro, Bartezzaghi mi pare, molto divertente, molto bello. Abbiamo completato tutto il cruciverba senza nemmeno commettere un errore.<br>Niente, è stata una cosa molto soddisfacente, anche perché poi, tornando a casa in macchina, mi sono messa a fare i rebus e ne ho fatto diversi. E anche quelle altre cose della sfinge. Sono abbastanza brava a fare i rebus e anche quelle cose cambio di vocale, cambio di iniziale, zeppa, bla bla. Non faccio mai le crittografie e non sono molto brava a fare gli anagrammi, però per gli altri diciamo che sono nella media-alta e anche nelle parole crociate sono abbastanza brava. Ho imparato da piccola a fare le parole crociate perché mio papà era un appassionato di enigmistica e comprava religiosamente la Settimana Enigmistica e a casa di mia mamma, conservo ancora gelosamente una delle ultime settimane enigmistiche che ha comprato mio papà.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I woke up this morning with a craving for Settimana Enigmistica (Puzzle Week), it's been a very long time since I bought it. I used to buy it, let's say fairly regularly, in the sense that every time I went back to Italy I would buy it, or when I found a newsstand that sold Italian newspapers I would buy an issue. Then since I moved here let's say I go in periods, sometimes I buy it every week for months and months, then I forget about it, I don't buy it anymore.<br>Here, it's been a while since I bought the Puzzle Week. Today I had a crazy desire to buy it. Not only that, but I woke up with this image: me at the beach lying on the towel, under the sun doing the Puzzle Week. So I got my husband involved in this thing here, finished the things I was doing, by the way a very nice job that ends today but that I enjoyed so much, put on the swimsuit, prepared the bag, yay! And then we had to scramble to find a newsstand on the beach, find the puzzle week, which we found, I had brought my pen with me, then we found parking, we went down to the beach however alas wind, sirocco wind was really uncomfortable for us, in the sense that, not so much that sand was flying, because the sirocco at Poetto the beach where I go near home is the sea from outside to inside, so there was no sand moving, though it was not very inviting.<br>So what did we do? We took my beautiful Puzzle Week and we stood in a little bar, one of those little bars that are at Poetto, I quietly sat there in my bathing suit because these little bars are kiosks on the beach and we ordered a nice aperitif, it was now almost eleven o'clock, and we stood like that at the table doing crossword puzzles, the difficult ones of the last pages, by Bartezzaghi I think, very funny, very nice. We completed the whole crossword puzzle without even making a mistake.<br>Anyway, it was very satisfying, also because then, on the way home in the car, I got into rebuses and did several. And also those other puzzle things. I'm pretty good at doing rebuses and also those things vowel change, initial change, wedge, blah blah. I never do cryptographs and I'm not very good at anagrams, however for the others let's say I'm average-high and even in crossword puzzles I'm pretty good. I learned crossword puzzles as a child because my dad was a puzzle enthusiast and religiously bought Puzzle Week, and at my mom's house, I still jealously preserve one of the last issues that my dad bought.]]>
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        <![CDATA[Giornata fantastica in spiaggia, ma non sulla sabbia, bensì al baretto a bere prosecco ghiacciato e fare le parole crociate a schema libero!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Stamattina mi sono svegliata con una voglia pazzesca di Settimana Enigmistica, è da tantissimo tempo che non la compravo più. Prima la compravo, diciamo abbastanza regolarmente, nel senso che ogni volta che tornavo in Italia me la compravo, o quando trovavo un'edicola che vendeva giornali italiani me ne compravo un numero. Poi da quando mi sono trasferita qua diciamo che vado a periodi, a volte la compro ogni settimana per mesi e mesi, poi me ne dimentico, non la compro più.<br>Ecco, è da un po' che non compravo la settimana enigmistica. Oggi mi è venuta una voglia pazza di comprarla. Non solo, ma mi sono svegliata con questa immagine: io al mare sdraiata sull'asciugamano, sotto il sole che faccio la settimana enigmistica. Allora ho coinvolto mio marito in questa cosa qua, ho finito di fare le cose che stavo facendo, tra l'altro un lavoro molto bello che oggi finisce ma che mi ha divertito tantissimo, messa il costumino da bagno, preparata la borsa, evvai! E poi ci siamo dovuti arrabattare per cercare un'edicola in spiaggia, trovare la settimana enigmistica, che abbiamo trovato, io mi ero portata dietro la penna, allora abbiamo trovato parcheggio, siamo scesi in spiaggia però ahimè vento, ventaccio di scirocco ci stava veramente scomodi, nel senso che, non tanto che volasse la sabbia, perché lo scirocco al Poetto la spiaggia dove vado vicino a casa è il mare da fuori verso dentro, quindi non c'era sabbia, in movimento però dicevo che non era molto invitante.<br>Allora cosa abbiamo fatto? Abbiamo preso la mia bella Settimana Enigmistica e ci siamo piazzati in un baretto, uno di quei baretti che ci sono al Poetto, io mi sono messa tranquillamente in costume da bagno perché questi baretti sono dei chioschi sulla spiaggia e abbiamo ordinato un bell'aperitivo, erano ormai quasi le undici, e ci siamo messi così a tavolino a fare le parole crociate, quelle a schema libero di quelle delle ultime pagine a schema libro, Bartezzaghi mi pare, molto divertente, molto bello. Abbiamo completato tutto il cruciverba senza nemmeno commettere un errore.<br>Niente, è stata una cosa molto soddisfacente, anche perché poi, tornando a casa in macchina, mi sono messa a fare i rebus e ne ho fatto diversi. E anche quelle altre cose della sfinge. Sono abbastanza brava a fare i rebus e anche quelle cose cambio di vocale, cambio di iniziale, zeppa, bla bla. Non faccio mai le crittografie e non sono molto brava a fare gli anagrammi, però per gli altri diciamo che sono nella media-alta e anche nelle parole crociate sono abbastanza brava. Ho imparato da piccola a fare le parole crociate perché mio papà era un appassionato di enigmistica e comprava religiosamente la Settimana Enigmistica e a casa di mia mamma, conservo ancora gelosamente una delle ultime settimane enigmistiche che ha comprato mio papà.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I woke up this morning with a craving for Settimana Enigmistica (Puzzle Week), it's been a very long time since I bought it. I used to buy it, let's say fairly regularly, in the sense that every time I went back to Italy I would buy it, or when I found a newsstand that sold Italian newspapers I would buy an issue. Then since I moved here let's say I go in periods, sometimes I buy it every week for months and months, then I forget about it, I don't buy it anymore.<br>Here, it's been a while since I bought the Puzzle Week. Today I had a crazy desire to buy it. Not only that, but I woke up with this image: me at the beach lying on the towel, under the sun doing the Puzzle Week. So I got my husband involved in this thing here, finished the things I was doing, by the way a very nice job that ends today but that I enjoyed so much, put on the swimsuit, prepared the bag, yay! And then we had to scramble to find a newsstand on the beach, find the puzzle week, which we found, I had brought my pen with me, then we found parking, we went down to the beach however alas wind, sirocco wind was really uncomfortable for us, in the sense that, not so much that sand was flying, because the sirocco at Poetto the beach where I go near home is the sea from outside to inside, so there was no sand moving, though it was not very inviting.<br>So what did we do? We took my beautiful Puzzle Week and we stood in a little bar, one of those little bars that are at Poetto, I quietly sat there in my bathing suit because these little bars are kiosks on the beach and we ordered a nice aperitif, it was now almost eleven o'clock, and we stood like that at the table doing crossword puzzles, the difficult ones of the last pages, by Bartezzaghi I think, very funny, very nice. We completed the whole crossword puzzle without even making a mistake.<br>Anyway, it was very satisfying, also because then, on the way home in the car, I got into rebuses and did several. And also those other puzzle things. I'm pretty good at doing rebuses and also those things vowel change, initial change, wedge, blah blah. I never do cryptographs and I'm not very good at anagrams, however for the others let's say I'm average-high and even in crossword puzzles I'm pretty good. I learned crossword puzzles as a child because my dad was a puzzle enthusiast and religiously bought Puzzle Week, and at my mom's house, I still jealously preserve one of the last issues that my dad bought.]]>
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      <pubDate>Sat, 02 Sep 2023 13:05:57 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 609 Pessima acustica</title>
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        <![CDATA[Avete notato come l'acustica di bar e ristoranti impedisce la comunicazione se non a grida?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG Translation below]<br><br>Perché nei bar e nei ristoranti c'è sempre così tanto rumore? Perché quando una persona decide di acquisire un locale pubblico non pensa al modo in cui la gente comunicherà una volta che va a visitare quel posto, sia un bar, appunto, o un ristorante. I bar, soprattutto, hanno un'acustica pessima. Spesso, soprattutto nelle città d'arte, ma diciamo più in generale in Italia, un po' dappertutto i bar vengono ospitati in luoghi che hanno i soffitti molto alti, a volte anche con i soffitti a volta, e questo non fa altro che, cioè se nelle chiese va bene perché così si sente il riverbero, il rimbombo, tutto quanto, nel bar diventa una cacofonia insopportabile.<br>Io ricordo che un tempo aveva aperto una un'ottima pizzeria a Melbourne. Dopo esserci andata la prima volta non ci tornai più perché tornai a casa senza voce. Perché anche per parlare con la persona che era a fianco a me dovevo alzare il tono di voce, nonostante nessuno stesse gridando all'interno della pizzeria, però l'acustica era tale che non lo so, si faceva, è come se il suono che si emetteva venisse assorbito dalle pareti e quindi si dovesse gridare per mantenere un volume di voce normale.<br>Ora so che ci sono degli ottimi architetti che pensano anche alla acustica degli spazi che che creano o che ristrutturano, però diciamo che l'educazione all'acustica che fa venir voglia anche di chiacchierare a bassa voce di sussurrare ancora non è molto diffusa.<br>Poi, io capisco anche che una persona che lavora in un bar non è che possa mettersi a fare le cose così pianino pianino appoggio il piattino la tazzina anche perché tazzina e piattino del bar son fatti apposta per essere resistenti, per poter essere non dico sbattuti, però poggiati con meno attenzione di quanto non si farebbe appoggiando il servizio buono di porcellana. Sì, quindi mi rivolgo a tutte le persone che si occupano della creazione degli spazi interni, dei bar e dei ristoranti. Riflettete un po su come si può fare a ridurre l'impatto dell'acustica, o meglio a sfruttare l'acustica, così che la gente possa anche sussurrare e non torni invece a casa, come se avesse trascorso un paio d'ore a guardare la sua squadra di serie C, perdere l'ultima partita di campionato e quindi che non passa poi in serie B con qualcosa del genere. Avete capito? Riflettiamoci e godiamoci anche una buona acustica che aiuta la conversazione.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Why is there always so much noise in bars and restaurants? Why when a person decides to acquire a public place, they do not think about how people will communicate once they go to visit that place, be it a bar, indeed, or a restaurant. The bars, especially, have very bad acoustics. Often, especially in art cities, but let's say more generally in Italy, a little bit everywhere bars are housed in places that have very high ceilings, sometimes even with vaulted ceilings, and this does nothing but, that is, if in churches it's okay because then you can hear the reverberation, the rumbling, everything, in the bar it becomes an unbearable cacophony.<br>I remember that at one time he had opened a very good pizzeria in Melbourne. After I went there the first time, I never went back because I went home without a voice. Because even to talk to the person who was next to me I had to raise my tone of voice, despite the fact that no one was shouting inside the pizzeria, however, the acoustics were such that I don't know, it was done, it's as if the sound that was being emitted was being absorbed by the walls and therefore you had to shout to maintain a normal volume of voice.<br>Now I know that there are some very good architects who also think about the acoustics of the spaces they create or renovate, perhaps let's say that education in acoustics that makes people even want to whisper quietly still is not very widespread.<br>Then, I also understand that a person who works in a bar is not going to be able to do things so slowly I support the saucer the cup also because the cup and saucer of the bar are made specifically to be resistant, to be able to be not say slammed, but laid down with less care than one would do by supporting the good china service. Yes, so I am addressing all the people who are involved in creating interior spaces, bars and restaurants. Think a little bit about how you can do to reduce the impact of acoustics, or rather take advantage of acoustics, so that people can even whisper and not go home instead, as if they had spent a couple of hours watching their C-team lose their last championship game and then that they don't go on to the B-league with something like that. Do you understand? Let's think about it and also enjoy good acoustics that help conversation.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Avete notato come l'acustica di bar e ristoranti impedisce la comunicazione se non a grida?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG Translation below]<br><br>Perché nei bar e nei ristoranti c'è sempre così tanto rumore? Perché quando una persona decide di acquisire un locale pubblico non pensa al modo in cui la gente comunicherà una volta che va a visitare quel posto, sia un bar, appunto, o un ristorante. I bar, soprattutto, hanno un'acustica pessima. Spesso, soprattutto nelle città d'arte, ma diciamo più in generale in Italia, un po' dappertutto i bar vengono ospitati in luoghi che hanno i soffitti molto alti, a volte anche con i soffitti a volta, e questo non fa altro che, cioè se nelle chiese va bene perché così si sente il riverbero, il rimbombo, tutto quanto, nel bar diventa una cacofonia insopportabile.<br>Io ricordo che un tempo aveva aperto una un'ottima pizzeria a Melbourne. Dopo esserci andata la prima volta non ci tornai più perché tornai a casa senza voce. Perché anche per parlare con la persona che era a fianco a me dovevo alzare il tono di voce, nonostante nessuno stesse gridando all'interno della pizzeria, però l'acustica era tale che non lo so, si faceva, è come se il suono che si emetteva venisse assorbito dalle pareti e quindi si dovesse gridare per mantenere un volume di voce normale.<br>Ora so che ci sono degli ottimi architetti che pensano anche alla acustica degli spazi che che creano o che ristrutturano, però diciamo che l'educazione all'acustica che fa venir voglia anche di chiacchierare a bassa voce di sussurrare ancora non è molto diffusa.<br>Poi, io capisco anche che una persona che lavora in un bar non è che possa mettersi a fare le cose così pianino pianino appoggio il piattino la tazzina anche perché tazzina e piattino del bar son fatti apposta per essere resistenti, per poter essere non dico sbattuti, però poggiati con meno attenzione di quanto non si farebbe appoggiando il servizio buono di porcellana. Sì, quindi mi rivolgo a tutte le persone che si occupano della creazione degli spazi interni, dei bar e dei ristoranti. Riflettete un po su come si può fare a ridurre l'impatto dell'acustica, o meglio a sfruttare l'acustica, così che la gente possa anche sussurrare e non torni invece a casa, come se avesse trascorso un paio d'ore a guardare la sua squadra di serie C, perdere l'ultima partita di campionato e quindi che non passa poi in serie B con qualcosa del genere. Avete capito? Riflettiamoci e godiamoci anche una buona acustica che aiuta la conversazione.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Why is there always so much noise in bars and restaurants? Why when a person decides to acquire a public place, they do not think about how people will communicate once they go to visit that place, be it a bar, indeed, or a restaurant. The bars, especially, have very bad acoustics. Often, especially in art cities, but let's say more generally in Italy, a little bit everywhere bars are housed in places that have very high ceilings, sometimes even with vaulted ceilings, and this does nothing but, that is, if in churches it's okay because then you can hear the reverberation, the rumbling, everything, in the bar it becomes an unbearable cacophony.<br>I remember that at one time he had opened a very good pizzeria in Melbourne. After I went there the first time, I never went back because I went home without a voice. Because even to talk to the person who was next to me I had to raise my tone of voice, despite the fact that no one was shouting inside the pizzeria, however, the acoustics were such that I don't know, it was done, it's as if the sound that was being emitted was being absorbed by the walls and therefore you had to shout to maintain a normal volume of voice.<br>Now I know that there are some very good architects who also think about the acoustics of the spaces they create or renovate, perhaps let's say that education in acoustics that makes people even want to whisper quietly still is not very widespread.<br>Then, I also understand that a person who works in a bar is not going to be able to do things so slowly I support the saucer the cup also because the cup and saucer of the bar are made specifically to be resistant, to be able to be not say slammed, but laid down with less care than one would do by supporting the good china service. Yes, so I am addressing all the people who are involved in creating interior spaces, bars and restaurants. Think a little bit about how you can do to reduce the impact of acoustics, or rather take advantage of acoustics, so that people can even whisper and not go home instead, as if they had spent a couple of hours watching their C-team lose their last championship game and then that they don't go on to the B-league with something like that. Do you understand? Let's think about it and also enjoy good acoustics that help conversation.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 01 Sep 2023 16:21:06 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 608 Gratta e (NON) vinci (MAI)</title>
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        <![CDATA[Pubblicare sui quotidiani titoloni di gente che vince milioni coni gratta e vinci è come congratularsi con un eroinomane perché è stato bene dopo essersi fatto di eroina. Non c'è niente da festeggiare: la ludopatia è una cosa serissima che rovina centinaia di migliaia di vite. Per ogni 'vincita' c'è un mare di miseria e disperazione.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>C'è una cosa che mi fa arrabbiare del giornale locale sardo l'Unione Sarda. Sì, oggi sparerò sulla Croce Rossa, come si dice. Quello che mi fa arrabbiare è il fatto che da un lato il governo regionale della Sardegna, ma immagino anche il Governo nazionale, non seguo molto la stampa nazionale né la televisione nazionale, però immagino che anche loro si siano resi conto che la ludopatia, il gioco d'azzardo, è un problema molto grosso e ogni anno quando vengono pubblicate le classifiche, le percentuali di quanto viene giocato nelle varie città italiane, la Sardegna fa la parte da leone perché è una regione abbastanza povera e la gente crede realmente di poter svoltare la giornata, svoltare la loro vita giocando col gratta e vinci.<br><br>Io vedo spessissimo la gente che esce dai tabacchini con un mazzo di gratta e vinci, e spesso pure li butta per terra, va beh, sì. Qual è il problema? Il problema che da un lato si fanno i programmi e si cerca di sensibilizzare contro la ludopatia, si spiega che le probabilità di vincere sono veramente infinitesimali, quindi ecc. Dall'altro però, ogni volta che qualcuno vince qualsiasi somma lo mettono in prima pagina con grandi festeggiamenti: ha vinto qua, ha vinto là, dando la falsa impressione alla gente che legge che sia facile vincere, che potresti vincere anche tu.<br><br>No, non è assolutamente così. Non è vero che può vincere, vero che una persona vincerà, ma non è detto che sia tu, e sicuramente per vincere, che ne so, 10.000€ magari ne hai sprecato 40.000, prendendo i soldi dall'affitto, dal mutuo fino ad arrivare alla roba da mangiare.<br><br>Quindi io proibirei questi articoli perché, come quando un tempo quando una persona si suicidava si buttava dai ponti dove la gente va ad ammazzarsi, si scriveva ah! La decima vittima! Ah! L'undicesima vittima! Poi hanno smesso di farlo perché c'erano quelli che emulavano e dicevano ah, voglio andare io, essere io quello, ecco oppure si facevano venire idee.<br><br>Allo stesso modo la gente debole che legge questi articoli, magari viene tentata e continua a spendere i soldi così. Comunque così come non si fa la pubblicità all'eroina non si dovrebbe nemmeno fare la pubblicità al gratta e vinci. Non è che dicono eh! Questo drogato s'è fatto una pera e ha avuto una bella esperienza. No, non si fa punto e basta. Quindi, anche se tra i tanti, tra i tanti momenti terribili, tra i tanti incubi di chi ha la ludopatia, c'è un momento di una persona che non è un incubo, non bisogna sicuramente celebrarlo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There is one thing that makes me angry about the local Sardinian newspaper L'Unione Sarda. Yes, I'm shooting on the Red Cross today, as they say. What angers me is the fact that on the one hand the regional government of Sardinia, but I guess the national government as well, I don't follow the national press or national television very much, but I guess they too have realised that ludopathy, gambling, is a very big problem and every year when the rankings are published, the percentages of how much is gambled in the various Italian cities, Sardinia takes the lion's share because it is a fairly poor region and people really believe that they can turn the day around, turn their lives around by playing scratch cards.<br><br>I very often see people coming out of tobacconists with a bunch of scratch-offs, and often even throwing them on the floor, okay, yeah. What is the problem? The problem is that on the one hand you make the programs and try to raise awareness against gambling, you explain that the chances of winning are really infinitesimal, so etc. On the other hand, however, every time someone wins any amount they put it on the front page with great celebration: someone won here, someone won there, giving the false impression to people reading that it is easy to win, that you could win too.<br>No, that is not the case at all. It's not true that you can win, it is true that one person will win, but it doesn't have to be you, and certainly to win, what do I know, 10,000€ maybe you wasted 40,000€, taking money from rent, mortgage up to you get the money for food.<br><br>So I would ban these news articles because, like in the old days when a person committed suicide they would jump off bridges where people go to kill themselves, they would write ah! The tenth victim! Ah! The eleventh victim! Then they stopped doing it because there were those who would emulate and say ah, I want to go, I want to be that, that's it or they would get ideas.<br><br>Similarly, weak people who read these articles maybe tempted and continue to spend the money this way. However just as you don't advertise heroin you shouldn't advertise scratch cards either. It's not that they say eh! This junkie got a hit and had a good experience. No, it is not done period. So even if among the many, among the many terrible moments, among the many nightmares of those with gambling addiction, there is a moment of a person that is not a nightmare, it should definitely not be celebrated.]]>
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        <![CDATA[Pubblicare sui quotidiani titoloni di gente che vince milioni coni gratta e vinci è come congratularsi con un eroinomane perché è stato bene dopo essersi fatto di eroina. Non c'è niente da festeggiare: la ludopatia è una cosa serissima che rovina centinaia di migliaia di vite. Per ogni 'vincita' c'è un mare di miseria e disperazione.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>C'è una cosa che mi fa arrabbiare del giornale locale sardo l'Unione Sarda. Sì, oggi sparerò sulla Croce Rossa, come si dice. Quello che mi fa arrabbiare è il fatto che da un lato il governo regionale della Sardegna, ma immagino anche il Governo nazionale, non seguo molto la stampa nazionale né la televisione nazionale, però immagino che anche loro si siano resi conto che la ludopatia, il gioco d'azzardo, è un problema molto grosso e ogni anno quando vengono pubblicate le classifiche, le percentuali di quanto viene giocato nelle varie città italiane, la Sardegna fa la parte da leone perché è una regione abbastanza povera e la gente crede realmente di poter svoltare la giornata, svoltare la loro vita giocando col gratta e vinci.<br><br>Io vedo spessissimo la gente che esce dai tabacchini con un mazzo di gratta e vinci, e spesso pure li butta per terra, va beh, sì. Qual è il problema? Il problema che da un lato si fanno i programmi e si cerca di sensibilizzare contro la ludopatia, si spiega che le probabilità di vincere sono veramente infinitesimali, quindi ecc. Dall'altro però, ogni volta che qualcuno vince qualsiasi somma lo mettono in prima pagina con grandi festeggiamenti: ha vinto qua, ha vinto là, dando la falsa impressione alla gente che legge che sia facile vincere, che potresti vincere anche tu.<br><br>No, non è assolutamente così. Non è vero che può vincere, vero che una persona vincerà, ma non è detto che sia tu, e sicuramente per vincere, che ne so, 10.000€ magari ne hai sprecato 40.000, prendendo i soldi dall'affitto, dal mutuo fino ad arrivare alla roba da mangiare.<br><br>Quindi io proibirei questi articoli perché, come quando un tempo quando una persona si suicidava si buttava dai ponti dove la gente va ad ammazzarsi, si scriveva ah! La decima vittima! Ah! L'undicesima vittima! Poi hanno smesso di farlo perché c'erano quelli che emulavano e dicevano ah, voglio andare io, essere io quello, ecco oppure si facevano venire idee.<br><br>Allo stesso modo la gente debole che legge questi articoli, magari viene tentata e continua a spendere i soldi così. Comunque così come non si fa la pubblicità all'eroina non si dovrebbe nemmeno fare la pubblicità al gratta e vinci. Non è che dicono eh! Questo drogato s'è fatto una pera e ha avuto una bella esperienza. No, non si fa punto e basta. Quindi, anche se tra i tanti, tra i tanti momenti terribili, tra i tanti incubi di chi ha la ludopatia, c'è un momento di una persona che non è un incubo, non bisogna sicuramente celebrarlo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There is one thing that makes me angry about the local Sardinian newspaper L'Unione Sarda. Yes, I'm shooting on the Red Cross today, as they say. What angers me is the fact that on the one hand the regional government of Sardinia, but I guess the national government as well, I don't follow the national press or national television very much, but I guess they too have realised that ludopathy, gambling, is a very big problem and every year when the rankings are published, the percentages of how much is gambled in the various Italian cities, Sardinia takes the lion's share because it is a fairly poor region and people really believe that they can turn the day around, turn their lives around by playing scratch cards.<br><br>I very often see people coming out of tobacconists with a bunch of scratch-offs, and often even throwing them on the floor, okay, yeah. What is the problem? The problem is that on the one hand you make the programs and try to raise awareness against gambling, you explain that the chances of winning are really infinitesimal, so etc. On the other hand, however, every time someone wins any amount they put it on the front page with great celebration: someone won here, someone won there, giving the false impression to people reading that it is easy to win, that you could win too.<br>No, that is not the case at all. It's not true that you can win, it is true that one person will win, but it doesn't have to be you, and certainly to win, what do I know, 10,000€ maybe you wasted 40,000€, taking money from rent, mortgage up to you get the money for food.<br><br>So I would ban these news articles because, like in the old days when a person committed suicide they would jump off bridges where people go to kill themselves, they would write ah! The tenth victim! Ah! The eleventh victim! Then they stopped doing it because there were those who would emulate and say ah, I want to go, I want to be that, that's it or they would get ideas.<br><br>Similarly, weak people who read these articles maybe tempted and continue to spend the money this way. However just as you don't advertise heroin you shouldn't advertise scratch cards either. It's not that they say eh! This junkie got a hit and had a good experience. No, it is not done period. So even if among the many, among the many terrible moments, among the many nightmares of those with gambling addiction, there is a moment of a person that is not a nightmare, it should definitely not be celebrated.]]>
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      <pubDate>Thu, 31 Aug 2023 14:55:55 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 607 Dalla città</title>
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        <![CDATA[Poco tempo a disposizione ma non rinuncio ai nostri 3 minuti grezzi.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>3 minuti grezzi oggi in giro per le vie di Cagliari, e non perché mi sia dimenticata di fare i miei 3 minuti grezzi, ma perché allora, ieri sera, fino a le 10:30 di notte a montare il letto soppalco di IKEA e poi questa mattina sono uscita presto per andare a fare un po' di interviste perché qui a Cagliari c'è una un evento molto interessante una specie di borsa della danza contemporanea internazionale con un sacco di compagnie, da tutto il mondo e con panel di esperti e io sono lì a fare dei lavori di intervista, molto belli tra l'altro, e ora è ora di tornare a casa perché, gente, sì devo fare anche i miei 3 minuti grezzi che non posso dimenticare.<br>Quindi sì, vi porto in giro un pezzetto per le strade di Cagliari. Sto attraversando adesso piazza Garibaldi, che è una piazza dove la gente viene la sera a prendere il fresco, ci sono le panchine con i vecchi cagliaritani, vecchi in tutti i sensi, sia dal punto di vista anagrafico che dal punto di vista delle persone che a Cagliari ci abitano. Infatti qua ci sono pochi turisti. Ehm, è un posto pieno di alberi, non so se siano secolari, però sono molto molto molto molto vecchi. Infatti qualche tempo fa, perché le radici degli alberi avevano un po' rotto tutto il manto della piazza, hanno smantellato tutto, lasciato gli alberi e poi hanno fatto questo bellissimo progetto dove al posto delle pietre, al posto del selciato hanno messo una specie di parcheggio che a quanto pare permette al terreno di respirare e alle piante di muoversi più o meno liberamente.<br>E quello delle radici degli alberi, un po' un problema, soprattutto in tutti i viali dove sono stati piantati i famosi pini marittimi, che hanno la caratteristica di rompere l'asfalto e di creare delle crepe non indifferenti.<br>Adesso sono, ho attraversato la piazza e sto andando, sto camminando per una delle vie del centro. Ho sentito il rumore delle auto, ma avrei potuto prendere l'autobus. Però la sera mi piace fare due passi, anche perché ho visto che sarebbe passato dopo un bel po' di tempo, quindi mi sa che non abito lontanissimo, tanto vale fare un po' di attività fisica che ne sto facendo poco da quando ho interrotto la canoa per la pausa estiva, cio loro hanno continuato, sono io che ho interrotto perché tra una cosa e l'altra, amici, cose, gite, praticamente... Poi il gran caldo, non avevo la possibilità di farlo. Ok, adesso appena arrivo a casa caricherò i 3 minuti così come sono. Prendeteli così come sono, sempre, senza nessun tipo di editing. Però questa volta non farò in tempo a fare le trascrizioni, le traduzioni, le cose che faccio di solito. Però vi voglio sempre bene.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>3 raw minutes podcast today around the streets of Cagliari, and not because I forgot to do my 3 raw minutes, but because then last night until 10:30 at night assembling the loft bed from IKEA and then this morning I left early to go and do some interviewing because here in Cagliari there is a very interesting event a kind of international contemporary dance exchange with a lot of companies, from all over the world and with panels of experts and I am there doing some interview work, very nice by the way, and now it's time to go home because, folks, yes I have to do my 3 raw minutes too that I can't forget.<br>So yes, I am taking you around a little piece of the streets of Cagliari. I'm walking through Garibaldi Square now, which is a square where people come in the evening to take the cooler, there are benches with old Cagliari people, old in every sense of the word, both from the point of view of age and from the point of view of the people who live in Cagliari. In fact, there are few tourists here. Um, it's a place full of trees, I don't know if they are centuries old, however they are very very very old. In fact some time ago, because the roots of the trees had kind of broken up the whole surface of the square, they dismantled everything, left the trees and then did this beautiful project where instead of stones, instead of pavement they put a kind of parking lot that apparently allows the soil to breathe and the plants to move more or less freely.<br>And that of tree roots, a bit of a problem, especially in all the avenues where the famous maritime pines have been planted, which have the characteristic of breaking the asphalt and creating not inconsiderable cracks.<br>Now I'm, I've crossed the square and I'm going, I'm walking down one of the downtown streets. I heard the sound of cars, but I could have taken the bus. But in the evening I like to take a walk, also because I saw that it would pass after quite a while, so I guess I don't live very far away, I might as well do some physical activity I've been doing little of it since I stopped canoeing for the summer break, I mean they continued, I'm the one who stopped because between one thing and another, friends, stuff, outings, basically... Then the big heat, I didn't have a chance to do it. Okay, now as soon as I get home I will upload the 3 minutes as is. Take them as they are, always, without any kind of editing. But this time I won't be in time to do the transcriptions, the translations, the things I usually do. I always love you, though.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Poco tempo a disposizione ma non rinuncio ai nostri 3 minuti grezzi.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>3 minuti grezzi oggi in giro per le vie di Cagliari, e non perché mi sia dimenticata di fare i miei 3 minuti grezzi, ma perché allora, ieri sera, fino a le 10:30 di notte a montare il letto soppalco di IKEA e poi questa mattina sono uscita presto per andare a fare un po' di interviste perché qui a Cagliari c'è una un evento molto interessante una specie di borsa della danza contemporanea internazionale con un sacco di compagnie, da tutto il mondo e con panel di esperti e io sono lì a fare dei lavori di intervista, molto belli tra l'altro, e ora è ora di tornare a casa perché, gente, sì devo fare anche i miei 3 minuti grezzi che non posso dimenticare.<br>Quindi sì, vi porto in giro un pezzetto per le strade di Cagliari. Sto attraversando adesso piazza Garibaldi, che è una piazza dove la gente viene la sera a prendere il fresco, ci sono le panchine con i vecchi cagliaritani, vecchi in tutti i sensi, sia dal punto di vista anagrafico che dal punto di vista delle persone che a Cagliari ci abitano. Infatti qua ci sono pochi turisti. Ehm, è un posto pieno di alberi, non so se siano secolari, però sono molto molto molto molto vecchi. Infatti qualche tempo fa, perché le radici degli alberi avevano un po' rotto tutto il manto della piazza, hanno smantellato tutto, lasciato gli alberi e poi hanno fatto questo bellissimo progetto dove al posto delle pietre, al posto del selciato hanno messo una specie di parcheggio che a quanto pare permette al terreno di respirare e alle piante di muoversi più o meno liberamente.<br>E quello delle radici degli alberi, un po' un problema, soprattutto in tutti i viali dove sono stati piantati i famosi pini marittimi, che hanno la caratteristica di rompere l'asfalto e di creare delle crepe non indifferenti.<br>Adesso sono, ho attraversato la piazza e sto andando, sto camminando per una delle vie del centro. Ho sentito il rumore delle auto, ma avrei potuto prendere l'autobus. Però la sera mi piace fare due passi, anche perché ho visto che sarebbe passato dopo un bel po' di tempo, quindi mi sa che non abito lontanissimo, tanto vale fare un po' di attività fisica che ne sto facendo poco da quando ho interrotto la canoa per la pausa estiva, cio loro hanno continuato, sono io che ho interrotto perché tra una cosa e l'altra, amici, cose, gite, praticamente... Poi il gran caldo, non avevo la possibilità di farlo. Ok, adesso appena arrivo a casa caricherò i 3 minuti così come sono. Prendeteli così come sono, sempre, senza nessun tipo di editing. Però questa volta non farò in tempo a fare le trascrizioni, le traduzioni, le cose che faccio di solito. Però vi voglio sempre bene.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>3 raw minutes podcast today around the streets of Cagliari, and not because I forgot to do my 3 raw minutes, but because then last night until 10:30 at night assembling the loft bed from IKEA and then this morning I left early to go and do some interviewing because here in Cagliari there is a very interesting event a kind of international contemporary dance exchange with a lot of companies, from all over the world and with panels of experts and I am there doing some interview work, very nice by the way, and now it's time to go home because, folks, yes I have to do my 3 raw minutes too that I can't forget.<br>So yes, I am taking you around a little piece of the streets of Cagliari. I'm walking through Garibaldi Square now, which is a square where people come in the evening to take the cooler, there are benches with old Cagliari people, old in every sense of the word, both from the point of view of age and from the point of view of the people who live in Cagliari. In fact, there are few tourists here. Um, it's a place full of trees, I don't know if they are centuries old, however they are very very very old. In fact some time ago, because the roots of the trees had kind of broken up the whole surface of the square, they dismantled everything, left the trees and then did this beautiful project where instead of stones, instead of pavement they put a kind of parking lot that apparently allows the soil to breathe and the plants to move more or less freely.<br>And that of tree roots, a bit of a problem, especially in all the avenues where the famous maritime pines have been planted, which have the characteristic of breaking the asphalt and creating not inconsiderable cracks.<br>Now I'm, I've crossed the square and I'm going, I'm walking down one of the downtown streets. I heard the sound of cars, but I could have taken the bus. But in the evening I like to take a walk, also because I saw that it would pass after quite a while, so I guess I don't live very far away, I might as well do some physical activity I've been doing little of it since I stopped canoeing for the summer break, I mean they continued, I'm the one who stopped because between one thing and another, friends, stuff, outings, basically... Then the big heat, I didn't have a chance to do it. Okay, now as soon as I get home I will upload the 3 minutes as is. Take them as they are, always, without any kind of editing. But this time I won't be in time to do the transcriptions, the translations, the things I usually do. I always love you, though.<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 30 Aug 2023 18:02:51 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 606 Il problema con l'intelligenza artificiale</title>
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        <![CDATA[Il vero problema dell'intelligenza artificiale siamo noi, perché il suo modello linguistico si allena basandosi su tutta la spazzatura che noi scriviamo in rete, con tutti i pregiudizi, gli errori, i luoghi comuni e le discriminazioni.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Il problema con l'intelligenza artificiale è numero uno che è artificiale, e poi che è basata sull'intelligenza che è presente fuori, di noi esseri umani, che spesso non siamo nemmeno tanto intelligenti.<br>No, il vero problema dell'intelligenza artificiale è che quando usa i grandi modelli linguistici come, Chat-GPT, si basa sul materiale scritto che trova in rete. Il materiale scritto chi è che lo mette in rete? Lo mettiamo noi, quindi con tutti i nostri pregiudizi, con le nostre idee estranee e con tutti i luoghi comuni eccetera.<br>Quindi l'intelligenza artificiale, come Chat-GPT, usa questi scritti, presenti in rete, per allenarsi e per predire qual è la parola che viene in un determinato contesto in una determinata frase. Però questa intelligenza artificiale che è disponibile adesso alla portata di tutti, alla portata di tutte le persone che hanno il computer, internet, elettricità eccetera, quindi non proprio a tutti tutti tutti, comunque noi del primo mondo, ricchi, del mondo ricco, abbiamo accesso a Chat-GPT.<br>Questa intelligenza artificiale però per predire quella che sarà la parola che viene dopo, quindi formare delle frasi di senso compiuto all'interno dell'argomento di cui si parla, può far riferimento solo a circa 8000 parole, mi pare che siano, comunque non tantissimo. Quindi cosa succede? Se noi chiediamo a Chat-GPT di scrivere un romanzo per noi, si ricorda solo quello che ha scritto le 8000 parole prima, ma non può fare un romanzo dove nel primo capitolo succede qualcosa che al momento della lettura del primo capitolo sembra priva di importanza, però, arrivata al ventesimo capitolo, si scopre che era una cosa fondamentale e che risolve tutta la trama del libro, quindi queste cose qua non le può fare.<br>Il problema più grande però, è che questi modelli di intelligenza artificiale, che altro non fanno che riprodurre modelli di scrittura, si basano su tutti i pregiudizi e su tutti i modelli sbagliati che, non c'è bisogno che ve lo dica io, ma esistono in rete. Quindi se voi fate una ricerca su Google e chiedete fammi vedere l'immagine di un medico, 90% delle probabilità che vi faccia vedere un maschio bianco come medico. Stessa cosa se chiedo fammi vedere un infermiere, probabilmente vi farà vedere una donna vestita da infermiera. Se poi specifico ad esempio, vigile del fuoco femmina, sicuramente vi fa vedere una donna in abiti discinti vestita da Halloween da vigile del fuoco. Quindi i modelli che, c'è un modo di dire 's#it-in, s#it-out' se mettiamo spazzatura dentro, uscirà solo spazzatura.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The problem with artificial intelligence is number one that it is artificial, and then that it is based on the intelligence that is present outside, of us humans, who are often not even that smart.<br>No, the real problem with artificial intelligence is that when it uses large language models such as, Chat-GPT, it relies on the written material it finds on the net. But who does put the written material on the net? It's us, so with all our prejudices, with our strange ideas and with all the clichés and so on.<br>So artificial intelligence, such as Chat-GPT, uses these writings, found on the network, to train itself and to predict what word comes in a given context in a given sentence. However, this artificial intelligence that is available now within the reach of everyone, that is within the reach of all people who have computers, internet, electricity and so on, so not really to everyone everyone everyone, to us in the first world, of the rich world, have access to Chat-GPT.<br>This artificial intelligence, however, in order to predict what the next word will be, then to form complete sentences within the topic being discussed, can only refer to about 8000 words, If I remember correctly, anyway, not very many. So what happens ? If we ask Chat-GPT to write a novel for us, it only remembers what it wrote the 8000 words before, but can't write a novel where something happens in the first chapter that at the time of reading the first chapter seems unimportant, however, when you get to the 20th chapter, it turns out that it was a fundamental thing and it solves the whole plot of the book, so these things here can't be done.<br>The biggest problem, however, is that these artificial intelligence models, which do nothing more than reproduce writing patterns, are based on all the biases and all the wrong patterns that, I don't need to tell you, but exist on the Web. So if you do a Google search and ask show me a picture of a doctor, 90% chance that it will show you a white male as a doctor. Same thing if I ask show me a nurse, it will probably show you a woman dressed as a nurse. If I then specify e.g., female firefighter, it surely makes you see a woman in skimpy clothes dressed as a firefighter Halloween. So the models that, there is a way of saying 's#it-in, s#it-out' if we put garbage in, only garbage will come out.<br><br><br><br>]]>
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Lo mettiamo noi, quindi con tutti i nostri pregiudizi, con le nostre idee estranee e con tutti i luoghi comuni eccetera.<br>Quindi l'intelligenza artificiale, come Chat-GPT, usa questi scritti, presenti in rete, per allenarsi e per predire qual è la parola che viene in un determinato contesto in una determinata frase. Però questa intelligenza artificiale che è disponibile adesso alla portata di tutti, alla portata di tutte le persone che hanno il computer, internet, elettricità eccetera, quindi non proprio a tutti tutti tutti, comunque noi del primo mondo, ricchi, del mondo ricco, abbiamo accesso a Chat-GPT.<br>Questa intelligenza artificiale però per predire quella che sarà la parola che viene dopo, quindi formare delle frasi di senso compiuto all'interno dell'argomento di cui si parla, può far riferimento solo a circa 8000 parole, mi pare che siano, comunque non tantissimo. Quindi cosa succede? Se noi chiediamo a Chat-GPT di scrivere un romanzo per noi, si ricorda solo quello che ha scritto le 8000 parole prima, ma non può fare un romanzo dove nel primo capitolo succede qualcosa che al momento della lettura del primo capitolo sembra priva di importanza, però, arrivata al ventesimo capitolo, si scopre che era una cosa fondamentale e che risolve tutta la trama del libro, quindi queste cose qua non le può fare.<br>Il problema più grande però, è che questi modelli di intelligenza artificiale, che altro non fanno che riprodurre modelli di scrittura, si basano su tutti i pregiudizi e su tutti i modelli sbagliati che, non c'è bisogno che ve lo dica io, ma esistono in rete. Quindi se voi fate una ricerca su Google e chiedete fammi vedere l'immagine di un medico, 90% delle probabilità che vi faccia vedere un maschio bianco come medico. Stessa cosa se chiedo fammi vedere un infermiere, probabilmente vi farà vedere una donna vestita da infermiera. Se poi specifico ad esempio, vigile del fuoco femmina, sicuramente vi fa vedere una donna in abiti discinti vestita da Halloween da vigile del fuoco. Quindi i modelli che, c'è un modo di dire 's#it-in, s#it-out' se mettiamo spazzatura dentro, uscirà solo spazzatura.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The problem with artificial intelligence is number one that it is artificial, and then that it is based on the intelligence that is present outside, of us humans, who are often not even that smart.<br>No, the real problem with artificial intelligence is that when it uses large language models such as, Chat-GPT, it relies on the written material it finds on the net. But who does put the written material on the net? It's us, so with all our prejudices, with our strange ideas and with all the clichés and so on.<br>So artificial intelligence, such as Chat-GPT, uses these writings, found on the network, to train itself and to predict what word comes in a given context in a given sentence. However, this artificial intelligence that is available now within the reach of everyone, that is within the reach of all people who have computers, internet, electricity and so on, so not really to everyone everyone everyone, to us in the first world, of the rich world, have access to Chat-GPT.<br>This artificial intelligence, however, in order to predict what the next word will be, then to form complete sentences within the topic being discussed, can only refer to about 8000 words, If I remember correctly, anyway, not very many. So what happens ? If we ask Chat-GPT to write a novel for us, it only remembers what it wrote the 8000 words before, but can't write a novel where something happens in the first chapter that at the time of reading the first chapter seems unimportant, however, when you get to the 20th chapter, it turns out that it was a fundamental thing and it solves the whole plot of the book, so these things here can't be done.<br>The biggest problem, however, is that these artificial intelligence models, which do nothing more than reproduce writing patterns, are based on all the biases and all the wrong patterns that, I don't need to tell you, but exist on the Web. So if you do a Google search and ask show me a picture of a doctor, 90% chance that it will show you a white male as a doctor. Same thing if I ask show me a nurse, it will probably show you a woman dressed as a nurse. If I then specify e.g., female firefighter, it surely makes you see a woman in skimpy clothes dressed as a firefighter Halloween. 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      <pubDate>Tue, 29 Aug 2023 14:16:04 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il vero problema dell'intelligenza artificiale siamo noi, perché il suo modello linguistico si allena basandosi su tutta la spazzatura che noi scriviamo in rete, con tutti i pregiudizi, gli errori, i luoghi comuni e le discriminazioni.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Il problema con l'intelligenza artificiale è numero uno che è artificiale, e poi che è basata sull'intelligenza che è presente fuori, di noi esseri umani, che spesso non siamo nemmeno tanto intelligenti.No, il vero problema dell'intelligenza artificiale è che quando usa i grandi modelli linguistici come, Chat-GPT, si basa sul materiale scritto che trova in rete. Il materiale scritto chi è che lo mette in rete? Lo mettiamo noi, quindi con tutti i nostri pregiudizi, con le nostre idee estranee e con tutti i luoghi comuni eccetera.Quindi l'intelligenza artificiale, come Chat-GPT, usa questi scritti, presenti in rete, per allenarsi e per predire qual è la parola che viene in un determinato contesto in una determinata frase. Però questa intelligenza artificiale che è disponibile adesso alla portata di tutti, alla portata di tutte le persone che hanno il computer, internet, elettricità eccetera, quindi non proprio a tutti tutti tutti, comunque noi del primo mondo, ricchi, del mondo ricco, abbiamo accesso a Chat-GPT.Questa intelligenza artificiale però per predire quella che sarà la parola che viene dopo, quindi formare delle frasi di senso compiuto all'interno dell'argomento di cui si parla, può far riferimento solo a circa 8000 parole, mi pare che siano, comunque non tantissimo. Quindi cosa succede? Se noi chiediamo a Chat-GPT di scrivere un romanzo per noi, si ricorda solo quello che ha scritto le 8000 parole prima, ma non può fare un romanzo dove nel primo capitolo succede qualcosa che al momento della lettura del primo capitolo sembra priva di importanza, però, arrivata al ventesimo capitolo, si scopre che era una cosa fondamentale e che risolve tutta la trama del libro, quindi queste cose qua non le può fare.Il problema più grande però, è che questi modelli di intelligenza artificiale, che altro non fanno che riprodurre modelli di scrittura, si basano su tutti i pregiudizi e su tutti i modelli sbagliati che, non c'è bisogno che ve lo dica io, ma esistono in rete. Quindi se voi fate una ricerca su Google e chiedete fammi vedere l'immagine di un medico, 90% delle probabilità che vi faccia vedere un maschio bianco come medico. Stessa cosa se chiedo fammi vedere un infermiere, probabilmente vi farà vedere una donna vestita da infermiera. Se poi specifico ad esempio, vigile del fuoco femmina, sicuramente vi fa vedere una donna in abiti discinti vestita da Halloween da vigile del fuoco. Quindi i modelli che, c'è un modo di dire 's#it-in, s#it-out' se mettiamo spazzatura dentro, uscirà solo spazzatura.TRANSLATIONThe problem with artificial intelligence is number one that it is artificial, and then that it is based on the intelligence that is present outside, of us humans, who are often not even that smart.No, the real problem with artificial intelligence is that when it uses large language models such as, Chat-GPT, it relies on the written material it finds on the net. But who does put the written material on the net? It's us, so with all our prejudices, with our strange ideas and with all the clichés and so on.So artificial intelligence, such as Chat-GPT, uses these writings, found on the network, to train itself and to predict what word comes in a given context in a given sentence. However, this artificial intelligence that is available now within the reach of everyone, that is within the reach of all people who have computers, internet, electricity and so on, so not really to everyone everyone everyone, to us in the first world, of the rich world, have access to Chat-GPT.This artificial intelligence, however, in order to predict what the next word will be, then...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il vero problema dell'intelligenza artificiale siamo noi, perché il suo modello linguistico si allena basandosi su tutta la spazzatura che noi scriviamo in rete, con tutti i pregiudizi, gli errori, i luoghi comuni e le discriminazioni.TRASCRIZIONE [ENG tr</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 605 Butto o non butto?</title>
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        <![CDATA[Circondata (e ricoperta) da carte, biglietti, memorandum, cartoline, locandine e scatole di iPhone vuote aspetto che arrivi il nuovo letto a soppalco che mi farà guadagnare un sacco di spazio! (spera lei...)<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation</i>]<br><br>Ennesima puntata campale questa. I miei amici, le mie amiche e chi mi segue, ascoltatori ascoltatrici sanno che (ecco, il rumore che avete appena sentito è quello di Sputnik che stava inseguendo Mazinga), dicevo sì, quelli che mi conoscono sanno che oggi sarebbe dovuta essere la fatidica giornata dell'arrivo del letto. Quindi ho trascorso tutto il fine settimana a ripulire la stanza, portar via il letto grande che c'era, che aveva questi grandi grandi cassetti sotto, pieni di roba, quindi immaginatevi adesso, dove mi metterò queste cose? Vabbè, è un altro discorso.<br><br>Allora la prima notizia è che ho guardato sul sito di Ikea e il letto non arriverà oggi, ma dovremo andare a prendercelo domani. Quindi ho un altro giorno da dormire sul materasso gonfiabile, vabbè, si può fare. Poi, appunto, pensando di approfittare dell'opportunità, dell'occasione per fare un po' di pulizia, mi sono messa a spulciare tra le carte e le cose che io conservo, cose che mi servono anche per lavoro, ad esempio ogni volta che faccio una lezione preparo dei materiali, e anche se i materiali ce li ho già, li preparo nuovamente perché li aggiorno e poi magari li mantengo perché dico '<i>Ah, li posso riutilizzare</i>!' Poi non li riutilizzo mai, ma li creo nuovamente sempre. Quindi ho fatto un po' di pulizia da quel punto di vista.<br><br>Però ci sono delle cose che io avevo e che continuo a portarmi dietro e che non so se tenere o buttare.<br><br>Allora, a cominciare dalle scatole degli iPhone, ho avuto tre, quattro, cinque ora non ricordo. Ho tutte le scatole, i telefoni non ce l'ho più, ma le scatole le ho ancora. Cosa me ne faccio di queste scatole? Perché sono belle, penso, ecco, le posso usare per metterci qualcosa dentro, poi quando ho qualcosa da metterci dentro, non ci sta mai, oppure lo metto e mi dimentico di averlo messo lì perché non ho messo un'etichetta.<br><br>Quindi ho buttato via un sacco di scatole, fatte piatte e messe nella carta. Poi ci sono, che ne so, cartoline prese a mostre che mi sono piaciute, e che ora mi rendo conto, ce le ho da vent'anni, 25 anni non le ho mai più guardate, le tengo? Le butto? <br>Mi piacerebbe tanto avere una casa grandissima, con tantissime stanze, con tantissimi scaffali, con tantissimi cassetti ed archiviare tutte le cose. Però non è quello che ho. Mi devo accontentare di quello che ho, e sono felice, felicissima di quello che ho, si tratta semplicemente di imparare a lasciar andare, imparare a buttare, regalare le cose che si possono utilizzare, che qualcun altro può utilizzare altrimenti, vabbè, teniamoci i ricordi, ce le abbiamo dentro, Non c'è bisogno di avere lo scontrino della cosa... ma veramente non ce n'è bisogno. Teniamoci solo quello che è necessario. Va bene, vado, continuo a buttare.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Yet another campy episode this one. My friends, and those who follow me, listeners, know that (lo and behold, the noise you just heard is that of Sputnik that was chasing Mazinga), what was I saying, yes, those who know me know that today was supposed to be the decisive day of the arrival of the bed. So I spent the whole weekend cleaning out the room, taking away the big bed that was there, which had these great big drawers underneath, full of stuff, so imagine now, where am I going to put these things? Anyway, that's another matter.<br><br>So the first news is that I looked on the Ikea website and the bed will not arrive today, but we will have to pick it up tomorrow. So I have another day to sleep on the air mattress, whatever, it can be done. Then, Actually, thinking of taking advantage of the opportunity, of the chance to do some cleaning, I went through the papers and things that I keep, things that I also need for work, for example, every time I present a lesson I prepare materials, and even if I already have the materials, I prepare them again because I update them and then maybe I keep them because I say 'Ah, I can reuse them !' Then I never reuse them, but I always create them again. So I did some cleanup from that point of view.<br>But there are some things that I had and continue to carry around that I don't know whether to keep or throw away.<br><br>So, starting with the iPhone boxes, I had three, four, five now I don't remember. I have all the boxes, the phones are gone, but I still have the boxes. What am I going to do with these boxes? Because they are nice, I think, here, I can use them to put something in, then when I have something to put in, it never fits, or I put it in and forget I put it there because I didn't put a label on it.<br><br>So I threw away a lot of boxes, made flat and put them in the paper bin. Then there are, what do I know, postcards taken at exhibitions that I liked, and now I realize, I've had them for 20 years, 25 years I've never looked at them again, do I keep them? Do I throw them away?<br><br>I would love to have a very big house, with lots of rooms, with lots of shelves, with lots of drawers and store all the things. That's not what I have, though. I have to make do with what I have, and I'm happy, overjoyed with what I have, it's simply a matter of learning to let go, learning to throw away, give away the things that you can use, that somebody else can use otherwise, whatever, let's keep the memories, we have them in there, You don't need to have the receipt of the thing... But really there is no need. Let us keep only what is necessary. All right, I'm going, I'm going to keep on throwing away.]]>
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        <![CDATA[Circondata (e ricoperta) da carte, biglietti, memorandum, cartoline, locandine e scatole di iPhone vuote aspetto che arrivi il nuovo letto a soppalco che mi farà guadagnare un sacco di spazio! (spera lei...)<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation</i>]<br><br>Ennesima puntata campale questa. I miei amici, le mie amiche e chi mi segue, ascoltatori ascoltatrici sanno che (ecco, il rumore che avete appena sentito è quello di Sputnik che stava inseguendo Mazinga), dicevo sì, quelli che mi conoscono sanno che oggi sarebbe dovuta essere la fatidica giornata dell'arrivo del letto. Quindi ho trascorso tutto il fine settimana a ripulire la stanza, portar via il letto grande che c'era, che aveva questi grandi grandi cassetti sotto, pieni di roba, quindi immaginatevi adesso, dove mi metterò queste cose? Vabbè, è un altro discorso.<br><br>Allora la prima notizia è che ho guardato sul sito di Ikea e il letto non arriverà oggi, ma dovremo andare a prendercelo domani. Quindi ho un altro giorno da dormire sul materasso gonfiabile, vabbè, si può fare. Poi, appunto, pensando di approfittare dell'opportunità, dell'occasione per fare un po' di pulizia, mi sono messa a spulciare tra le carte e le cose che io conservo, cose che mi servono anche per lavoro, ad esempio ogni volta che faccio una lezione preparo dei materiali, e anche se i materiali ce li ho già, li preparo nuovamente perché li aggiorno e poi magari li mantengo perché dico '<i>Ah, li posso riutilizzare</i>!' Poi non li riutilizzo mai, ma li creo nuovamente sempre. Quindi ho fatto un po' di pulizia da quel punto di vista.<br><br>Però ci sono delle cose che io avevo e che continuo a portarmi dietro e che non so se tenere o buttare.<br><br>Allora, a cominciare dalle scatole degli iPhone, ho avuto tre, quattro, cinque ora non ricordo. Ho tutte le scatole, i telefoni non ce l'ho più, ma le scatole le ho ancora. Cosa me ne faccio di queste scatole? Perché sono belle, penso, ecco, le posso usare per metterci qualcosa dentro, poi quando ho qualcosa da metterci dentro, non ci sta mai, oppure lo metto e mi dimentico di averlo messo lì perché non ho messo un'etichetta.<br><br>Quindi ho buttato via un sacco di scatole, fatte piatte e messe nella carta. Poi ci sono, che ne so, cartoline prese a mostre che mi sono piaciute, e che ora mi rendo conto, ce le ho da vent'anni, 25 anni non le ho mai più guardate, le tengo? Le butto? <br>Mi piacerebbe tanto avere una casa grandissima, con tantissime stanze, con tantissimi scaffali, con tantissimi cassetti ed archiviare tutte le cose. Però non è quello che ho. Mi devo accontentare di quello che ho, e sono felice, felicissima di quello che ho, si tratta semplicemente di imparare a lasciar andare, imparare a buttare, regalare le cose che si possono utilizzare, che qualcun altro può utilizzare altrimenti, vabbè, teniamoci i ricordi, ce le abbiamo dentro, Non c'è bisogno di avere lo scontrino della cosa... ma veramente non ce n'è bisogno. Teniamoci solo quello che è necessario. Va bene, vado, continuo a buttare.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Yet another campy episode this one. My friends, and those who follow me, listeners, know that (lo and behold, the noise you just heard is that of Sputnik that was chasing Mazinga), what was I saying, yes, those who know me know that today was supposed to be the decisive day of the arrival of the bed. So I spent the whole weekend cleaning out the room, taking away the big bed that was there, which had these great big drawers underneath, full of stuff, so imagine now, where am I going to put these things? Anyway, that's another matter.<br><br>So the first news is that I looked on the Ikea website and the bed will not arrive today, but we will have to pick it up tomorrow. So I have another day to sleep on the air mattress, whatever, it can be done. Then, Actually, thinking of taking advantage of the opportunity, of the chance to do some cleaning, I went through the papers and things that I keep, things that I also need for work, for example, every time I present a lesson I prepare materials, and even if I already have the materials, I prepare them again because I update them and then maybe I keep them because I say 'Ah, I can reuse them !' Then I never reuse them, but I always create them again. So I did some cleanup from that point of view.<br>But there are some things that I had and continue to carry around that I don't know whether to keep or throw away.<br><br>So, starting with the iPhone boxes, I had three, four, five now I don't remember. I have all the boxes, the phones are gone, but I still have the boxes. What am I going to do with these boxes? Because they are nice, I think, here, I can use them to put something in, then when I have something to put in, it never fits, or I put it in and forget I put it there because I didn't put a label on it.<br><br>So I threw away a lot of boxes, made flat and put them in the paper bin. Then there are, what do I know, postcards taken at exhibitions that I liked, and now I realize, I've had them for 20 years, 25 years I've never looked at them again, do I keep them? Do I throw them away?<br><br>I would love to have a very big house, with lots of rooms, with lots of shelves, with lots of drawers and store all the things. That's not what I have, though. I have to make do with what I have, and I'm happy, overjoyed with what I have, it's simply a matter of learning to let go, learning to throw away, give away the things that you can use, that somebody else can use otherwise, whatever, let's keep the memories, we have them in there, You don't need to have the receipt of the thing... But really there is no need. Let us keep only what is necessary. All right, I'm going, I'm going to keep on throwing away.]]>
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      <pubDate>Mon, 28 Aug 2023 11:23:18 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 604 Aspettando il letto</title>
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        <![CDATA[Puntata veloce che mi riprometto di completare con trascrizione e traduzione più tardi.<br><br>[più tardi]<br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>3 minuti oggi non grezzi ma grandissimi perché il mio computer non può essere utilizzato perché la stanza, la camera da letto, dove c'è il mio tavolo il mio computer e quindi anche il microfono e le altre cose sono in alto mare, stiamo, abbiamo appena finito di smontare il letto, letto che aveva una testiera, sopra la testiera c'erano delle librerie piene di libri, perché lunedì dovrebbe arrivare il nuovo letto, anzi, dovremmo andare a ritirare il nuovo letto che abbiamo ordinato da Ikea.<br>Ed è un letto particolare perché è un letto alto, di quelli tipo a soppalco, non è semplicissimo trovare i letti a soppalco misura matrimoniale, infatti inizialmente avevamo pensato di farcelo fare da un falegname, però poi era veramente troppo costoso, troppo, troppo, troppo costoso, per cui abbiamo optato per una cosa più semplice: prendere uno già fatto da Ikea.<br>Cambierà la stanza completamente e mi darà lo spazio sotto che potrà diventare tutto un lungo tavolo da lavoro, quello di cui ho bisogno.<br>Probabilmente non la serata, non la giornata migliore per fare questi grandi lavori, queste grandi manovre, perché fuori fa un caldo boia, oggi di nuovo avremo boh, mi pare 35 gradi, anche se poi la temperatura percepita, diciamo arriva abbondantemente ai 40. Infatti io sono indecisa se farmi o meno la doccia, sono completamente bagnata di sudore, ma so che appena uscita dalla doccia continuerò a sudare. E poi c'è anche il fatto che ancora non abbiamo caricato tutto sulla macchina perché portiamo il vecchio letto in campagna. Eh sì. Bel problema. No, è un problema, dai, ci sono altre cose che sono molto più problematiche.<br>Quindi 3 minuti grezzi di oggi saranno in versione super ridotta, non dal punto di vista della neutralità, perché dureranno sempre 3 minuti. Però non avrò la possibilità di fare tutti i ghirigori e le cose che di solito faccio: trascrizione, traduzione e pubblicazione a destra e a manca. Insomma, lo farò più avanti, magari domani con calma mi allestirà uno spazietto dove poter lavorare, magari con il portatile.<br>Quindi per il momento, da questa assolata città dei fenicotteri tutto. Rimando a domani. E poi ho anche delle idee fantastiche su come modificare la stanza ora che abbiamo tabula rasa, più o meno. Cambiare un po' la disposizione, mettere un po' di colore, insomma, ci sarebbe da divertirsi. E come sempre vi terrò aggiornati. Va bene. E tutto a domani. Ciao.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>3 minutes today not rough but very rough because my computer can't be used because the room, the bedroom, with my table, my computer and then also the microphone and other things, are up in the air, we are, we just finished dismantling the bed, bed that had a headboard, above the headboard there were bookcases full of books, because on Monday the new bed should arrive, or rather, we should go to pick up the new bed that we ordered from Ikea.<br>And it's a particular bed because it's a high bed, a loft type bed, it's not so easy to find loft beds double size, in fact initially we had thought of having a carpenter make it for us, but then it was really too expensive, too, too, too expensive, so we opted for something simpler: to get one already made from Ikea .<br>It will change the room completely and give me the space underneath that can become a whole long working table, what I need .<br>Probably not the best day to do these big jobs, these big maneuvers, because it's hot as hell outside, today again we're going to have IDK, I think 35 degrees, although then the perceived temperature, let's say it gets well into the 40s. In fact I am undecided whether or not to take a shower, I am completely soaked in sweat, but I know that as soon as I get out of the shower I will continue to sweat. And then there is also the fact that we still haven't loaded everything onto the car because we are taking the old bed to the country. Yes. Good problem. No, it's not a problem, come on, there are other things that are much more problematic.<br>So 3 raw minutes today in super short version, not from the point of view of lenght, because it will always last 3 minutes. I won't have a chance to do all the doodling and things I usually do, though: transcription, translation, and publishing left and right. I mean, I'll do it later, maybe tomorrow quietly set up a little space for me to work, maybe with the laptop.<br>So for the time being, from this sunny flamingo city everything. I defer to tomorrow. And then I also have some great ideas about how to modify the room now that we have a clean slate, more or less. Change the layout a bit, put some color, in short, there would be fun to be had. And as always I will keep you updated. All right. IThat's it, till tomorrow. Bye.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Puntata veloce che mi riprometto di completare con trascrizione e traduzione più tardi.<br><br>[più tardi]<br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>3 minuti oggi non grezzi ma grandissimi perché il mio computer non può essere utilizzato perché la stanza, la camera da letto, dove c'è il mio tavolo il mio computer e quindi anche il microfono e le altre cose sono in alto mare, stiamo, abbiamo appena finito di smontare il letto, letto che aveva una testiera, sopra la testiera c'erano delle librerie piene di libri, perché lunedì dovrebbe arrivare il nuovo letto, anzi, dovremmo andare a ritirare il nuovo letto che abbiamo ordinato da Ikea.<br>Ed è un letto particolare perché è un letto alto, di quelli tipo a soppalco, non è semplicissimo trovare i letti a soppalco misura matrimoniale, infatti inizialmente avevamo pensato di farcelo fare da un falegname, però poi era veramente troppo costoso, troppo, troppo, troppo costoso, per cui abbiamo optato per una cosa più semplice: prendere uno già fatto da Ikea.<br>Cambierà la stanza completamente e mi darà lo spazio sotto che potrà diventare tutto un lungo tavolo da lavoro, quello di cui ho bisogno.<br>Probabilmente non la serata, non la giornata migliore per fare questi grandi lavori, queste grandi manovre, perché fuori fa un caldo boia, oggi di nuovo avremo boh, mi pare 35 gradi, anche se poi la temperatura percepita, diciamo arriva abbondantemente ai 40. Infatti io sono indecisa se farmi o meno la doccia, sono completamente bagnata di sudore, ma so che appena uscita dalla doccia continuerò a sudare. E poi c'è anche il fatto che ancora non abbiamo caricato tutto sulla macchina perché portiamo il vecchio letto in campagna. Eh sì. Bel problema. No, è un problema, dai, ci sono altre cose che sono molto più problematiche.<br>Quindi 3 minuti grezzi di oggi saranno in versione super ridotta, non dal punto di vista della neutralità, perché dureranno sempre 3 minuti. Però non avrò la possibilità di fare tutti i ghirigori e le cose che di solito faccio: trascrizione, traduzione e pubblicazione a destra e a manca. Insomma, lo farò più avanti, magari domani con calma mi allestirà uno spazietto dove poter lavorare, magari con il portatile.<br>Quindi per il momento, da questa assolata città dei fenicotteri tutto. Rimando a domani. E poi ho anche delle idee fantastiche su come modificare la stanza ora che abbiamo tabula rasa, più o meno. Cambiare un po' la disposizione, mettere un po' di colore, insomma, ci sarebbe da divertirsi. E come sempre vi terrò aggiornati. Va bene. E tutto a domani. Ciao.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>3 minutes today not rough but very rough because my computer can't be used because the room, the bedroom, with my table, my computer and then also the microphone and other things, are up in the air, we are, we just finished dismantling the bed, bed that had a headboard, above the headboard there were bookcases full of books, because on Monday the new bed should arrive, or rather, we should go to pick up the new bed that we ordered from Ikea.<br>And it's a particular bed because it's a high bed, a loft type bed, it's not so easy to find loft beds double size, in fact initially we had thought of having a carpenter make it for us, but then it was really too expensive, too, too, too expensive, so we opted for something simpler: to get one already made from Ikea .<br>It will change the room completely and give me the space underneath that can become a whole long working table, what I need .<br>Probably not the best day to do these big jobs, these big maneuvers, because it's hot as hell outside, today again we're going to have IDK, I think 35 degrees, although then the perceived temperature, let's say it gets well into the 40s. In fact I am undecided whether or not to take a shower, I am completely soaked in sweat, but I know that as soon as I get out of the shower I will continue to sweat. And then there is also the fact that we still haven't loaded everything onto the car because we are taking the old bed to the country. Yes. Good problem. No, it's not a problem, come on, there are other things that are much more problematic.<br>So 3 raw minutes today in super short version, not from the point of view of lenght, because it will always last 3 minutes. I won't have a chance to do all the doodling and things I usually do, though: transcription, translation, and publishing left and right. I mean, I'll do it later, maybe tomorrow quietly set up a little space for me to work, maybe with the laptop.<br>So for the time being, from this sunny flamingo city everything. I defer to tomorrow. And then I also have some great ideas about how to modify the room now that we have a clean slate, more or less. Change the layout a bit, put some color, in short, there would be fun to be had. And as always I will keep you updated. All right. IThat's it, till tomorrow. Bye.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 27 Aug 2023 09:24:08 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Puntata veloce che mi riprometto di completare con trascrizione e traduzione più tardi.[più tardi]TRASCRIZIONE [Eng translation below]3 minuti oggi non grezzi ma grandissimi perché il mio computer non può essere utilizzato perché la stanza, la camera da letto, dove c'è il mio tavolo il mio computer e quindi anche il microfono e le altre cose sono in alto mare, stiamo, abbiamo appena finito di smontare il letto, letto che aveva una testiera, sopra la testiera c'erano delle librerie piene di libri, perché lunedì dovrebbe arrivare il nuovo letto, anzi, dovremmo andare a ritirare il nuovo letto che abbiamo ordinato da Ikea.Ed è un letto particolare perché è un letto alto, di quelli tipo a soppalco, non è semplicissimo trovare i letti a soppalco misura matrimoniale, infatti inizialmente avevamo pensato di farcelo fare da un falegname, però poi era veramente troppo costoso, troppo, troppo, troppo costoso, per cui abbiamo optato per una cosa più semplice: prendere uno già fatto da Ikea.Cambierà la stanza completamente e mi darà lo spazio sotto che potrà diventare tutto un lungo tavolo da lavoro, quello di cui ho bisogno.Probabilmente non la serata, non la giornata migliore per fare questi grandi lavori, queste grandi manovre, perché fuori fa un caldo boia, oggi di nuovo avremo boh, mi pare 35 gradi, anche se poi la temperatura percepita, diciamo arriva abbondantemente ai 40. Infatti io sono indecisa se farmi o meno la doccia, sono completamente bagnata di sudore, ma so che appena uscita dalla doccia continuerò a sudare. E poi c'è anche il fatto che ancora non abbiamo caricato tutto sulla macchina perché portiamo il vecchio letto in campagna. Eh sì. Bel problema. No, è un problema, dai, ci sono altre cose che sono molto più problematiche.Quindi 3 minuti grezzi di oggi saranno in versione super ridotta, non dal punto di vista della neutralità, perché dureranno sempre 3 minuti. Però non avrò la possibilità di fare tutti i ghirigori e le cose che di solito faccio: trascrizione, traduzione e pubblicazione a destra e a manca. Insomma, lo farò più avanti, magari domani con calma mi allestirà uno spazietto dove poter lavorare, magari con il portatile.Quindi per il momento, da questa assolata città dei fenicotteri tutto. Rimando a domani. E poi ho anche delle idee fantastiche su come modificare la stanza ora che abbiamo tabula rasa, più o meno. Cambiare un po' la disposizione, mettere un po' di colore, insomma, ci sarebbe da divertirsi. E come sempre vi terrò aggiornati. Va bene. E tutto a domani. Ciao.TRANSLATION3 minutes today not rough but very rough because my computer can't be used because the room, the bedroom, with my table, my computer and then also the microphone and other things, are up in the air, we are, we just finished dismantling the bed, bed that had a headboard, above the headboard there were bookcases full of books, because on Monday the new bed should arrive, or rather, we should go to pick up the new bed that we ordered from Ikea.And it's a particular bed because it's a high bed, a loft type bed, it's not so easy to find loft beds double size, in fact initially we had thought of having a carpenter make it for us, but then it was really too expensive, too, too, too expensive, so we opted for something simpler: to get one already made from Ikea .It will change the room completely and give me the space underneath that can become a whole long working table, what I need .Probably not the best day to do these big jobs, these big maneuvers, because it's hot as hell outside, today again we're going to have IDK, I think 35 degrees, although then the perceived temperature, let's say it gets well into the 40s. In fact I am undecided whether or not to take a shower, I am completely soaked in sweat, but I know that as soon as I get out of the shower I will continue to sweat. And then there is also the...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 603 Ricetta</title>
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        <![CDATA[Ho scoperto un modo per preparare il baba ghanoush senza trasformare la cucina in un film di guerra.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Oggi voglio fare una cosa che non ho mai fatto nei miei 3 minuti grezzi: vi do una ricetta per la cucina. Allora cominciamo col dire che adoro la cucina mediterranea, al di là anche dei confini nazionali dell'Italia, quindi parlo di cucina libanese, e uno dei piatti che io trovavo sempre a casa delle mie amiche libanesi quando si mangiava insieme era il 'baba ghanoush', scusate la pronuncia, non so come si pronuncia baba ghanoush, nessuno mi ha mai corretto e io continuo a dire baba ghanoush.<br>Cos'è il baba ghanoush? Il baba ghanoush è una melanzana arrosto, poi presa la polpa e mischiata con aglio, yogurt, un po' di sale, un po di pasta di sesamo, tahini. Ecco allora, quando ho iniziato a fare il baba ghanoush mi ha spiegato la mia amica libanese come faceva lei: quindi prendi una bella melanzana di quelle tonde belle dure, poi con la forchetta fai tantissimi buchi, poi la metti sul fornello a fiamma viva, naturalmente ci vuole la cucina a gas, e piano piano la giri, fai abbrustolire tutto.<br>Le prime volte che la facevo la cucina, a parte che sembrava che la gente stesse fumando 20.000 canne, che c'era odore di marijuana perché si brucia anche la parte erbosa, il gambo della melanzana, e poi la cucina, vi lascio immaginare perché man mano che si riscaldava usciva dai buchini il liquido, infatti i buchi si fanno per quello, per far uscire i liquidi, per drenare la polpa.<br>Poi c'è stato un miglioramento, nel senso che quando lo facevo ricoprivo il piano della cucina con carta stagnola, così che non si sporcasse completamente. Però comunque bisogna sempre girare con attenzione la melanzana, ci si brucia e poi comunque si sporca sempre.<br>E poi niente, è arrivata la genialata: allora adesso ho la friggitrice ad aria che ha anche la funzione di fornetto che riscalda velocissimamente, quindi metto la melanzana ancora intera, niente buchi, dentro il fornetto per 10 minuti, un quarto d'ora quando è bella morbida, la tolgo, faccio dei buchi con la punta del coltello e poi prendo la fiamma, la mini fiamma ossidrica da cucina, che si usa per fare boh dei dolci particolari, il gateau, non lo so, e con la fiamma ossidrica brucio la parte esterna della melanzana, quindi la cucina rimane pulita, faccio tutto sopra un tagliere sul lavandino, quindi non sporco niente, poi apro la melanzana con un cucchiaio tolgo la polpa, la metto in un colino, schiaccio un po' per far uscire tutto il liquido e poi proseguo con yogurt, yogurt greco, aglio schiacciato, un po' di tahini, sale. Poi man mano assaggi, assaggi, aggiungi gli ingredienti finché non ha la consistenza giusta. L'ho appena preparato. Sta per arrivare a pranzo la mia amica Nadia con la famiglia, in visita dall'Australia, e mangeremo il nostro buonissimo baba ghanoush.<br><br><br><br><i>TRANSLATION</i><br><br>Today I want to do something I have never done in my 3 raw minutes: I give you a cooking recipe. So let's start by saying that I love Mediterranean cuisine, beyond even the national borders of Italy, so I'm talking about Lebanese cuisine, and one of the dishes that I used to find at my Lebanese friends' house when we ate together was 'baba ghanoush ', sorry for the pronunciation, I don't know how to pronounce baba ghanoush, no one ever corrected me and I still say baba ghanoush.<br>What is baba ghanoush? The baba ghanoush is a roasted eggplant, then taken the pulp and mixed with garlic, yogurt, some salt, some sesame paste, tahini. So here it is, when I started making baba ghanoush my Lebanese friend explained to me how she used to do it: so you take a nice eggplant of those nice hard round ones, then with a fork you make a lot of holes, then you put it on the stove on a high flame, of course you need the gas stove, and slowly you turn it, you toast everything.<br>The first few times I did the cooking, aside from the fact that smelled like people were smoking 20,000 joints, that it smelled like marijuana because you also burn the grassy part, the stem of the eggplant, and then the cooking, I'll let you imagine because as it heated up liquid came out of the little holes, in fact the holes are made for that, to let the liquids out, to drain the pulp.<br>Then there was an improvement in the sense that when I was doing it I would cover the kitchen top with tinfoil so that it wouldn't get completely dirty. But still you always have to carefully turn the eggplant, you get burned and then it always gets dirty anyway.<br>And then nothing, the genius came: so now I have the air fryer which also has the function of an oven that heats very fast, so I put the eggplant still whole, no holes, inside the oven for 10, fifteen minutes when it's nice and soft, I take it out, I make holes with the tip of the knife and then I take the flame, the mini kitchen blowtorch, which is used to make IDK some particular cakes, gateau, I don't know, and with the blowtorch I burn the outside of the eggplant, so the kitchen stays clean, I do everything on top of a cutting board on the sink, so I don't dirty anything, then I open the eggplant with a spoon take out the pulp, put it in a strainer, crush a little bit to get all the liquid out and then I continue with yogurt, Greek yogurt, crushed garlic, a little tahini, salt. Then as you taste, add ingredients until it has the right consistency.<br>I just preapared it. My friend Nadia is coming for lunch with her family, visiting from Australia, and we will have a very good baba ghanoush.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Ho scoperto un modo per preparare il baba ghanoush senza trasformare la cucina in un film di guerra.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Oggi voglio fare una cosa che non ho mai fatto nei miei 3 minuti grezzi: vi do una ricetta per la cucina. Allora cominciamo col dire che adoro la cucina mediterranea, al di là anche dei confini nazionali dell'Italia, quindi parlo di cucina libanese, e uno dei piatti che io trovavo sempre a casa delle mie amiche libanesi quando si mangiava insieme era il 'baba ghanoush', scusate la pronuncia, non so come si pronuncia baba ghanoush, nessuno mi ha mai corretto e io continuo a dire baba ghanoush.<br>Cos'è il baba ghanoush? Il baba ghanoush è una melanzana arrosto, poi presa la polpa e mischiata con aglio, yogurt, un po' di sale, un po di pasta di sesamo, tahini. Ecco allora, quando ho iniziato a fare il baba ghanoush mi ha spiegato la mia amica libanese come faceva lei: quindi prendi una bella melanzana di quelle tonde belle dure, poi con la forchetta fai tantissimi buchi, poi la metti sul fornello a fiamma viva, naturalmente ci vuole la cucina a gas, e piano piano la giri, fai abbrustolire tutto.<br>Le prime volte che la facevo la cucina, a parte che sembrava che la gente stesse fumando 20.000 canne, che c'era odore di marijuana perché si brucia anche la parte erbosa, il gambo della melanzana, e poi la cucina, vi lascio immaginare perché man mano che si riscaldava usciva dai buchini il liquido, infatti i buchi si fanno per quello, per far uscire i liquidi, per drenare la polpa.<br>Poi c'è stato un miglioramento, nel senso che quando lo facevo ricoprivo il piano della cucina con carta stagnola, così che non si sporcasse completamente. Però comunque bisogna sempre girare con attenzione la melanzana, ci si brucia e poi comunque si sporca sempre.<br>E poi niente, è arrivata la genialata: allora adesso ho la friggitrice ad aria che ha anche la funzione di fornetto che riscalda velocissimamente, quindi metto la melanzana ancora intera, niente buchi, dentro il fornetto per 10 minuti, un quarto d'ora quando è bella morbida, la tolgo, faccio dei buchi con la punta del coltello e poi prendo la fiamma, la mini fiamma ossidrica da cucina, che si usa per fare boh dei dolci particolari, il gateau, non lo so, e con la fiamma ossidrica brucio la parte esterna della melanzana, quindi la cucina rimane pulita, faccio tutto sopra un tagliere sul lavandino, quindi non sporco niente, poi apro la melanzana con un cucchiaio tolgo la polpa, la metto in un colino, schiaccio un po' per far uscire tutto il liquido e poi proseguo con yogurt, yogurt greco, aglio schiacciato, un po' di tahini, sale. Poi man mano assaggi, assaggi, aggiungi gli ingredienti finché non ha la consistenza giusta. L'ho appena preparato. Sta per arrivare a pranzo la mia amica Nadia con la famiglia, in visita dall'Australia, e mangeremo il nostro buonissimo baba ghanoush.<br><br><br><br><i>TRANSLATION</i><br><br>Today I want to do something I have never done in my 3 raw minutes: I give you a cooking recipe. So let's start by saying that I love Mediterranean cuisine, beyond even the national borders of Italy, so I'm talking about Lebanese cuisine, and one of the dishes that I used to find at my Lebanese friends' house when we ate together was 'baba ghanoush ', sorry for the pronunciation, I don't know how to pronounce baba ghanoush, no one ever corrected me and I still say baba ghanoush.<br>What is baba ghanoush? The baba ghanoush is a roasted eggplant, then taken the pulp and mixed with garlic, yogurt, some salt, some sesame paste, tahini. So here it is, when I started making baba ghanoush my Lebanese friend explained to me how she used to do it: so you take a nice eggplant of those nice hard round ones, then with a fork you make a lot of holes, then you put it on the stove on a high flame, of course you need the gas stove, and slowly you turn it, you toast everything.<br>The first few times I did the cooking, aside from the fact that smelled like people were smoking 20,000 joints, that it smelled like marijuana because you also burn the grassy part, the stem of the eggplant, and then the cooking, I'll let you imagine because as it heated up liquid came out of the little holes, in fact the holes are made for that, to let the liquids out, to drain the pulp.<br>Then there was an improvement in the sense that when I was doing it I would cover the kitchen top with tinfoil so that it wouldn't get completely dirty. But still you always have to carefully turn the eggplant, you get burned and then it always gets dirty anyway.<br>And then nothing, the genius came: so now I have the air fryer which also has the function of an oven that heats very fast, so I put the eggplant still whole, no holes, inside the oven for 10, fifteen minutes when it's nice and soft, I take it out, I make holes with the tip of the knife and then I take the flame, the mini kitchen blowtorch, which is used to make IDK some particular cakes, gateau, I don't know, and with the blowtorch I burn the outside of the eggplant, so the kitchen stays clean, I do everything on top of a cutting board on the sink, so I don't dirty anything, then I open the eggplant with a spoon take out the pulp, put it in a strainer, crush a little bit to get all the liquid out and then I continue with yogurt, Greek yogurt, crushed garlic, a little tahini, salt. Then as you taste, add ingredients until it has the right consistency.<br>I just preapared it. My friend Nadia is coming for lunch with her family, visiting from Australia, and we will have a very good baba ghanoush.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 26 Aug 2023 10:40:26 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 602 Valigie</title>
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        <![CDATA[Ma voi lo sapevate che la valigia con le 4 ruote è stata inventata solo nel 2004?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando ho iniziato a viaggiare negli anni '80, mi spostavo usando una valigia, o al più una borsa, un borsone. La valigia che usavo non aveva rotelle e il borsone non era di quelli che si trasformano in zaino, ma avevano maniglie piccole, poi una più una tracolla lunga che potevo mettermi appunto sulle spalle.<br>Poi a un certo punto nella mia vita è comparso il carrellino. Questa cosa qua che ho visto negli aeroporti internazionali e che mi ero affrettata a comprare, era un carrellino che si apriva sopra con dei lacci, con degli elastici coi ganci, ci fissavo la borsa, la valigia, quello che avevo, così potevo portarmelo dietro. Aveva le ruote.<br>Ricordo poi che solo molto, molto più avanti, molto dopo, ho acquistato la mia prima valigia con le ruote perché mi spostavo sempre con gli zaini borsa. Poi però più avanti ho comprato queste valigie, mi pare fosse di marca Roncato con le ruote, due ruote.<br>Ora ho fatto un po' di ricerche e ho scoperto che nonostante siamo riusciti a mandare le persone sulla Luna negli anni '60, l'invenzione della valigia con le due ruote risale al 1987. Infatti un pilota aveva pensato che per spostare la sua valigia, perché non metterci delle ruote? 1987 avete presente? Incredibile! E solo nel 2004 poi è arrivata la valigia con le quattro ruote, dove ogni ruota si gira su se stessa.<br>Ora, le valigie che ho io ho ancora le vecchie valigie della Roncato, funzionano abbastanza bene, anche se due ruote diciamo che sono difficili da portare a volte, perché, soprattutto quando la valigia è pesante, si deve inclinare e quindi è vero che ci sono le ruote, ma porti anche il peso con le braccia.<br>Le valigie con le quattro ruote sono sicuramente più facili da portare, ma da portare se ti stai muovendo all'interno dell'aeroporto, perché nel momento in cui esci per strada, soprattutto le strade che frequento io, che sono piene di buchi, ma anche senza buchi, sampietrini, pietre varie eccetera, eh sono più problematiche.<br>Ora io sono in attesa dell'invenzione di una valigia con le ruote che risolva questi problemi, sempre problemi da primo mondo, e che sia facile da portare, che non pesi sul braccio e che però riesca anche a superare i terreni un po più impervi.<br>Ora non dico l'over craft, quello che non tocca per terra, però non lo so, diamoci da fare, visto che siamo così bravi a inventare tutte le cose più incredibili, tecnologiche. Dico, viaggiare. Si viaggia, adesso stiamo imparando a viaggiare molto molto, molto più leggeri. Però dai, datemi una bella valigia che non mi faccia sudare quando me la porti in giro.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When I started traveling in the 1980s, I used to move around using a suitcase, or at most a bag, a duffel bag. The suitcase I used had no wheels and the duffle bag was not the kind that turns into a backpack, but they had small handles, then one plus a long shoulder strap that I could put on my shoulders.<br>Then at some point in my life the cart appeared. This thing here that I saw in the international airports and that I bought immediately, it was a little cart that opened up, with strings, with rubber bands with hooks, I would fasten my bag, my suitcase, whatever I had, on it, so I could take it with me. It had wheels.<br>Then I remember that it was only much, much later, much later, that I bought my first suitcase with wheels because I was always moving around with bag backpacks. But then later on I bought these suitcases, I think it was Roncato brand with wheels, two wheels.<br>Now I did some research and found that although we managed to send people to the moon in the 1960s, the invention of the suitcase with two wheels dates back to 1987. In fact, one pilot thought that to move his suitcase, why not put wheels on it? 1987 you know? Unbelievable! And only in 2004 then came the suitcase with the four wheels, where each wheel turns on itself.<br>Now, the suitcases that I have I still have the old Roncato suitcases, they work quite well, although two wheels let's say they are difficult to carry sometimes, because, especially when the suitcase is heavy, you have to tilt and so it is true that there are wheels, but you also carry the weight with your arms.<br>Suitcases with four wheels are definitely easier to carry, but to carry if you're moving inside the airport, because the moment you go out on the street, especially the streets that I use, which are full of holes, but also without holes, cobblestones, various stones and so on, eh are more problematic.<br>Now I am waiting for the invention of a suitcase with wheels that solves these problems, always first-world problems, and that is easy to carry, does not weigh down on the arm, and yet can also overcome the somewhat rougher terrain.<br>Now I'm not saying the over craft, the one that doesn't touch the ground, though, I don't know, let's get busy, since we're so good at inventing all the most amazing, technological things. I mean, travel. People travel, now we are learning to travel much, much lighter. But come on, give me a nice suitcase that doesn't make me sweat when I carry it around.<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Ma voi lo sapevate che la valigia con le 4 ruote è stata inventata solo nel 2004?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando ho iniziato a viaggiare negli anni '80, mi spostavo usando una valigia, o al più una borsa, un borsone. La valigia che usavo non aveva rotelle e il borsone non era di quelli che si trasformano in zaino, ma avevano maniglie piccole, poi una più una tracolla lunga che potevo mettermi appunto sulle spalle.<br>Poi a un certo punto nella mia vita è comparso il carrellino. Questa cosa qua che ho visto negli aeroporti internazionali e che mi ero affrettata a comprare, era un carrellino che si apriva sopra con dei lacci, con degli elastici coi ganci, ci fissavo la borsa, la valigia, quello che avevo, così potevo portarmelo dietro. Aveva le ruote.<br>Ricordo poi che solo molto, molto più avanti, molto dopo, ho acquistato la mia prima valigia con le ruote perché mi spostavo sempre con gli zaini borsa. Poi però più avanti ho comprato queste valigie, mi pare fosse di marca Roncato con le ruote, due ruote.<br>Ora ho fatto un po' di ricerche e ho scoperto che nonostante siamo riusciti a mandare le persone sulla Luna negli anni '60, l'invenzione della valigia con le due ruote risale al 1987. Infatti un pilota aveva pensato che per spostare la sua valigia, perché non metterci delle ruote? 1987 avete presente? Incredibile! E solo nel 2004 poi è arrivata la valigia con le quattro ruote, dove ogni ruota si gira su se stessa.<br>Ora, le valigie che ho io ho ancora le vecchie valigie della Roncato, funzionano abbastanza bene, anche se due ruote diciamo che sono difficili da portare a volte, perché, soprattutto quando la valigia è pesante, si deve inclinare e quindi è vero che ci sono le ruote, ma porti anche il peso con le braccia.<br>Le valigie con le quattro ruote sono sicuramente più facili da portare, ma da portare se ti stai muovendo all'interno dell'aeroporto, perché nel momento in cui esci per strada, soprattutto le strade che frequento io, che sono piene di buchi, ma anche senza buchi, sampietrini, pietre varie eccetera, eh sono più problematiche.<br>Ora io sono in attesa dell'invenzione di una valigia con le ruote che risolva questi problemi, sempre problemi da primo mondo, e che sia facile da portare, che non pesi sul braccio e che però riesca anche a superare i terreni un po più impervi.<br>Ora non dico l'over craft, quello che non tocca per terra, però non lo so, diamoci da fare, visto che siamo così bravi a inventare tutte le cose più incredibili, tecnologiche. Dico, viaggiare. Si viaggia, adesso stiamo imparando a viaggiare molto molto, molto più leggeri. Però dai, datemi una bella valigia che non mi faccia sudare quando me la porti in giro.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When I started traveling in the 1980s, I used to move around using a suitcase, or at most a bag, a duffel bag. The suitcase I used had no wheels and the duffle bag was not the kind that turns into a backpack, but they had small handles, then one plus a long shoulder strap that I could put on my shoulders.<br>Then at some point in my life the cart appeared. This thing here that I saw in the international airports and that I bought immediately, it was a little cart that opened up, with strings, with rubber bands with hooks, I would fasten my bag, my suitcase, whatever I had, on it, so I could take it with me. It had wheels.<br>Then I remember that it was only much, much later, much later, that I bought my first suitcase with wheels because I was always moving around with bag backpacks. But then later on I bought these suitcases, I think it was Roncato brand with wheels, two wheels.<br>Now I did some research and found that although we managed to send people to the moon in the 1960s, the invention of the suitcase with two wheels dates back to 1987. In fact, one pilot thought that to move his suitcase, why not put wheels on it? 1987 you know? Unbelievable! And only in 2004 then came the suitcase with the four wheels, where each wheel turns on itself.<br>Now, the suitcases that I have I still have the old Roncato suitcases, they work quite well, although two wheels let's say they are difficult to carry sometimes, because, especially when the suitcase is heavy, you have to tilt and so it is true that there are wheels, but you also carry the weight with your arms.<br>Suitcases with four wheels are definitely easier to carry, but to carry if you're moving inside the airport, because the moment you go out on the street, especially the streets that I use, which are full of holes, but also without holes, cobblestones, various stones and so on, eh are more problematic.<br>Now I am waiting for the invention of a suitcase with wheels that solves these problems, always first-world problems, and that is easy to carry, does not weigh down on the arm, and yet can also overcome the somewhat rougher terrain.<br>Now I'm not saying the over craft, the one that doesn't touch the ground, though, I don't know, let's get busy, since we're so good at inventing all the most amazing, technological things. I mean, travel. People travel, now we are learning to travel much, much lighter. But come on, give me a nice suitcase that doesn't make me sweat when I carry it around.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 25 Aug 2023 09:12:59 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ma voi lo sapevate che la valigia con le 4 ruote è stata inventata solo nel 2004?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando ho iniziato a viaggiare negli anni '80, mi spostavo usando una valigia, o al più una borsa, un borsone. La valigia che usavo non aveva rotelle e il borsone non era di quelli che si trasformano in zaino, ma avevano maniglie piccole, poi una più una tracolla lunga che potevo mettermi appunto sulle spalle.Poi a un certo punto nella mia vita è comparso il carrellino. Questa cosa qua che ho visto negli aeroporti internazionali e che mi ero affrettata a comprare, era un carrellino che si apriva sopra con dei lacci, con degli elastici coi ganci, ci fissavo la borsa, la valigia, quello che avevo, così potevo portarmelo dietro. Aveva le ruote.Ricordo poi che solo molto, molto più avanti, molto dopo, ho acquistato la mia prima valigia con le ruote perché mi spostavo sempre con gli zaini borsa. Poi però più avanti ho comprato queste valigie, mi pare fosse di marca Roncato con le ruote, due ruote.Ora ho fatto un po' di ricerche e ho scoperto che nonostante siamo riusciti a mandare le persone sulla Luna negli anni '60, l'invenzione della valigia con le due ruote risale al 1987. Infatti un pilota aveva pensato che per spostare la sua valigia, perché non metterci delle ruote? 1987 avete presente? Incredibile! E solo nel 2004 poi è arrivata la valigia con le quattro ruote, dove ogni ruota si gira su se stessa.Ora, le valigie che ho io ho ancora le vecchie valigie della Roncato, funzionano abbastanza bene, anche se due ruote diciamo che sono difficili da portare a volte, perché, soprattutto quando la valigia è pesante, si deve inclinare e quindi è vero che ci sono le ruote, ma porti anche il peso con le braccia.Le valigie con le quattro ruote sono sicuramente più facili da portare, ma da portare se ti stai muovendo all'interno dell'aeroporto, perché nel momento in cui esci per strada, soprattutto le strade che frequento io, che sono piene di buchi, ma anche senza buchi, sampietrini, pietre varie eccetera, eh sono più problematiche.Ora io sono in attesa dell'invenzione di una valigia con le ruote che risolva questi problemi, sempre problemi da primo mondo, e che sia facile da portare, che non pesi sul braccio e che però riesca anche a superare i terreni un po più impervi.Ora non dico l'over craft, quello che non tocca per terra, però non lo so, diamoci da fare, visto che siamo così bravi a inventare tutte le cose più incredibili, tecnologiche. Dico, viaggiare. Si viaggia, adesso stiamo imparando a viaggiare molto molto, molto più leggeri. Però dai, datemi una bella valigia che non mi faccia sudare quando me la porti in giro.TRANSLATIONWhen I started traveling in the 1980s, I used to move around using a suitcase, or at most a bag, a duffel bag. The suitcase I used had no wheels and the duffle bag was not the kind that turns into a backpack, but they had small handles, then one plus a long shoulder strap that I could put on my shoulders.Then at some point in my life the cart appeared. This thing here that I saw in the international airports and that I bought immediately, it was a little cart that opened up, with strings, with rubber bands with hooks, I would fasten my bag, my suitcase, whatever I had, on it, so I could take it with me. It had wheels.Then I remember that it was only much, much later, much later, that I bought my first suitcase with wheels because I was always moving around with bag backpacks. But then later on I bought these suitcases, I think it was Roncato brand with wheels, two wheels.Now I did some research and found that although we managed to send people to the moon in the 1960s, the invention of the suitcase with two wheels dates back to 1987. In fact, one pilot thought that to move his suitcase, why not put wheels on it? 1987 you know? Unbelievable! And only...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ma voi lo sapevate che la valigia con le 4 ruote è stata inventata solo nel 2004?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando ho iniziato a viaggiare negli anni '80, mi spostavo usando una valigia, o al più una borsa, un borsone. La valigia che usavo non av</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 601 Sperimentazione</title>
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        <![CDATA[Cosa significa essere sperimentali? E come cambia nel tempo la percezione di quello che viene visto come sperimentale? E come può l'uso di una lingua straniera essere percepito come sperimentale? Queste e altre domande mi sono posta quando ho preparato un workshop sulla sperimentazione.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation &amp; link to <b>All The Best Radio</b> below] <br><br>Quando 'All the Best Radio' che è un'emittente australiana, mi ha chiesto di presentare un workshop sulla sperimentazione nell'audio, la prima cosa che mi sono chiesta è: ma io mica sono sperimentale! E invece poi le persone di 'All the Best Radio' con cui collaboro da diverso tempo, mi ha detto no Cristina, tu sei una delle nostre podcaster più sperimentali, quindi mi hanno proprio costretto a riflettere su quello che viene percepito, su cosa sia la sperimentazione e di questo poi ho parlato.<br>La prima cosa che mi è venuta in mente è che la sperimentazione dipende, perché quello che era sperimentale dieci anni fa, oggi non lo è più. Ricordo la prima volta che ho visto la serie televisiva della BBC Sherlock, era la prima volta che vedevo l'uso dei messaggi mandati sul cellulare fatti in un certo modo, cioè che Sherlock mandava un messaggio e si vedeva il testo sovrapposto all'immagine della persona, ed era la prima volta che lo vedevo e avevo pensato Wow, oh che bello! Che cosa diversa! Ecco, oggi lo fanno tutti, per cui non è più sperimentale.<br>Anche certi modi di presentare - per parlare di audio - anche certi modi di presentare, sicuramente negli anni '90, quando Ira Glass di 'This American Life' ha cominciato a fare il suo monologo, primo atto, secondo atto, terzo atto era molto sperimentale, oggi non lo è più. E se non conoscete 'This American Life' o Ira Glass non importa. Solo per dirvi che un modo di presentare, un certo atteggiamento, quando lo fa per la prima volta una persona, quando ancora non l'ha fatto nessuno, sembra una cosa sperimentale, però poi dopo, più avanti, quando lo fanno tutti, non è più sperimentale.<br>Quindi se si vuole essere sperimentali bisogna sempre continuare a cercare di fare cose nuove.<br>Poi un'altra cosa che ho notato riflettendo su quella che viene percepita come sperimentazione in quello che faccio, è perché io spesso, le mie produzioni serie le faccio in inglese e spesso, a parte il fatto che ho un accento italiano quando parlo l'inglese, naturalmente, ma anche uso parole italiane, a volte tradotte e a volte no, e questo lo faccio più o meno inconsciamente, ma è anche non tanto inconscio ma perché, diciamo è un atto di protesta, un atto politico perché la stragrande maggioranza delle cose viene fatta in lingua inglese nei podcast, però il mondo non è di lingua inglese, è di seconda lingua inglese, ma non di prima lingua, ed è importante ricordare che esistono anche altre realtà che parlano diverse lingue e alle quali si dovrebbe dare la giusta importanza.<br>Insomma, volevo condividere con voi questi pensieri sulla sperimentazione.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When 'All the Best Radio' which is an Australian broadcast, asked me to present a workshop on experimentation in audio, the first thing I thought was: but I am not experimental! But instead, the people at 'All the Best Radio', with whom I've been working with for quite some time, said no Cristina, you are one of our most experimental podcaster, so they really forced me to think about what is perceived, what is experimentation, and this is what I talked about.<br>The first thing that came to my mind is that experimentation depends, because what was experimental ten years ago, is no longer experimental today. I remember the first time I saw the BBC television series Sherlock, it was the first time I saw the use of texting on mobile done in a certain way, that is, Sherlock would send a message and you would see the text superimposed on the person's image, and it was the first time I saw it and I had thought Wow, oh that's nice! How different! Here, everyone is doing it today, so it is no longer experimental .<br>Even certain ways of presenting, to talk about audio, even certain ways of presenting, certainly in the 1990s, when Ira Glass of 'This American Life' started doing his monologue, first act, second act, third act was very experimental, today it is not. And if you don't know 'This American Life ' or Ira Glass, it doesn't matter. Just to tell you that a way of presenting, a certain attitude, when a person does it for the first time, when no one has done it yet, it seems like an experimental thing, however later on, when everyone does it, it is no longer experimental.<br>So if you want to be experimental you must always keep trying to do new things.<br>Then another thing I noticed in reflecting on what is perceived as experimentation in what I do, is because I often, my serious productions I do in English and often, apart from the fact that I have an Italian accent when I speak English, obviously, but also I use Italian words, sometimes translated and sometimes not, and this I do more or less unconsciously, but it's also not so much unconsciously but because, let's say it's an act of protest, a political act because the vast majority of things are done in English in podcasts, however, the world is not English-speaking, it's second-language English, but not first-language, and it's important to remember that there are also other realities that speak different languages and to which one should give due importance.<br>In short, I wanted to share with you these thoughts on experimentation.<br><br><br><b>LINK</b> All The Best <a href="https://allthebestradio.com/" rel="noreferrer noopener">Radio https://allthebestradio.com/</a><br><br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Cosa significa essere sperimentali? E come cambia nel tempo la percezione di quello che viene visto come sperimentale? E come può l'uso di una lingua straniera essere percepito come sperimentale? Queste e altre domande mi sono posta quando ho preparato un workshop sulla sperimentazione.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation &amp; link to <b>All The Best Radio</b> below] <br><br>Quando 'All the Best Radio' che è un'emittente australiana, mi ha chiesto di presentare un workshop sulla sperimentazione nell'audio, la prima cosa che mi sono chiesta è: ma io mica sono sperimentale! E invece poi le persone di 'All the Best Radio' con cui collaboro da diverso tempo, mi ha detto no Cristina, tu sei una delle nostre podcaster più sperimentali, quindi mi hanno proprio costretto a riflettere su quello che viene percepito, su cosa sia la sperimentazione e di questo poi ho parlato.<br>La prima cosa che mi è venuta in mente è che la sperimentazione dipende, perché quello che era sperimentale dieci anni fa, oggi non lo è più. Ricordo la prima volta che ho visto la serie televisiva della BBC Sherlock, era la prima volta che vedevo l'uso dei messaggi mandati sul cellulare fatti in un certo modo, cioè che Sherlock mandava un messaggio e si vedeva il testo sovrapposto all'immagine della persona, ed era la prima volta che lo vedevo e avevo pensato Wow, oh che bello! Che cosa diversa! Ecco, oggi lo fanno tutti, per cui non è più sperimentale.<br>Anche certi modi di presentare - per parlare di audio - anche certi modi di presentare, sicuramente negli anni '90, quando Ira Glass di 'This American Life' ha cominciato a fare il suo monologo, primo atto, secondo atto, terzo atto era molto sperimentale, oggi non lo è più. E se non conoscete 'This American Life' o Ira Glass non importa. Solo per dirvi che un modo di presentare, un certo atteggiamento, quando lo fa per la prima volta una persona, quando ancora non l'ha fatto nessuno, sembra una cosa sperimentale, però poi dopo, più avanti, quando lo fanno tutti, non è più sperimentale.<br>Quindi se si vuole essere sperimentali bisogna sempre continuare a cercare di fare cose nuove.<br>Poi un'altra cosa che ho notato riflettendo su quella che viene percepita come sperimentazione in quello che faccio, è perché io spesso, le mie produzioni serie le faccio in inglese e spesso, a parte il fatto che ho un accento italiano quando parlo l'inglese, naturalmente, ma anche uso parole italiane, a volte tradotte e a volte no, e questo lo faccio più o meno inconsciamente, ma è anche non tanto inconscio ma perché, diciamo è un atto di protesta, un atto politico perché la stragrande maggioranza delle cose viene fatta in lingua inglese nei podcast, però il mondo non è di lingua inglese, è di seconda lingua inglese, ma non di prima lingua, ed è importante ricordare che esistono anche altre realtà che parlano diverse lingue e alle quali si dovrebbe dare la giusta importanza.<br>Insomma, volevo condividere con voi questi pensieri sulla sperimentazione.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When 'All the Best Radio' which is an Australian broadcast, asked me to present a workshop on experimentation in audio, the first thing I thought was: but I am not experimental! But instead, the people at 'All the Best Radio', with whom I've been working with for quite some time, said no Cristina, you are one of our most experimental podcaster, so they really forced me to think about what is perceived, what is experimentation, and this is what I talked about.<br>The first thing that came to my mind is that experimentation depends, because what was experimental ten years ago, is no longer experimental today. I remember the first time I saw the BBC television series Sherlock, it was the first time I saw the use of texting on mobile done in a certain way, that is, Sherlock would send a message and you would see the text superimposed on the person's image, and it was the first time I saw it and I had thought Wow, oh that's nice! How different! Here, everyone is doing it today, so it is no longer experimental .<br>Even certain ways of presenting, to talk about audio, even certain ways of presenting, certainly in the 1990s, when Ira Glass of 'This American Life' started doing his monologue, first act, second act, third act was very experimental, today it is not. And if you don't know 'This American Life ' or Ira Glass, it doesn't matter. Just to tell you that a way of presenting, a certain attitude, when a person does it for the first time, when no one has done it yet, it seems like an experimental thing, however later on, when everyone does it, it is no longer experimental.<br>So if you want to be experimental you must always keep trying to do new things.<br>Then another thing I noticed in reflecting on what is perceived as experimentation in what I do, is because I often, my serious productions I do in English and often, apart from the fact that I have an Italian accent when I speak English, obviously, but also I use Italian words, sometimes translated and sometimes not, and this I do more or less unconsciously, but it's also not so much unconsciously but because, let's say it's an act of protest, a political act because the vast majority of things are done in English in podcasts, however, the world is not English-speaking, it's second-language English, but not first-language, and it's important to remember that there are also other realities that speak different languages and to which one should give due importance.<br>In short, I wanted to share with you these thoughts on experimentation.<br><br><br><b>LINK</b> All The Best <a href="https://allthebestradio.com/" rel="noreferrer noopener">Radio https://allthebestradio.com/</a><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 24 Aug 2023 07:58:31 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Cosa significa essere sperimentali? E come cambia nel tempo la percezione di quello che viene visto come sperimentale? E come può l'uso di una lingua straniera essere percepito come sperimentale? Queste e altre domande mi sono posta quando ho preparato un workshop sulla sperimentazione.TRASCRIZIONE [Eng translation &amp;amp; link to All The Best Radio below] Quando 'All the Best Radio' che è un'emittente australiana, mi ha chiesto di presentare un workshop sulla sperimentazione nell'audio, la prima cosa che mi sono chiesta è: ma io mica sono sperimentale! E invece poi le persone di 'All the Best Radio' con cui collaboro da diverso tempo, mi ha detto no Cristina, tu sei una delle nostre podcaster più sperimentali, quindi mi hanno proprio costretto a riflettere su quello che viene percepito, su cosa sia la sperimentazione e di questo poi ho parlato.La prima cosa che mi è venuta in mente è che la sperimentazione dipende, perché quello che era sperimentale dieci anni fa, oggi non lo è più. Ricordo la prima volta che ho visto la serie televisiva della BBC Sherlock, era la prima volta che vedevo l'uso dei messaggi mandati sul cellulare fatti in un certo modo, cioè che Sherlock mandava un messaggio e si vedeva il testo sovrapposto all'immagine della persona, ed era la prima volta che lo vedevo e avevo pensato Wow, oh che bello! Che cosa diversa! Ecco, oggi lo fanno tutti, per cui non è più sperimentale.Anche certi modi di presentare - per parlare di audio - anche certi modi di presentare, sicuramente negli anni '90, quando Ira Glass di 'This American Life' ha cominciato a fare il suo monologo, primo atto, secondo atto, terzo atto era molto sperimentale, oggi non lo è più. E se non conoscete 'This American Life' o Ira Glass non importa. Solo per dirvi che un modo di presentare, un certo atteggiamento, quando lo fa per la prima volta una persona, quando ancora non l'ha fatto nessuno, sembra una cosa sperimentale, però poi dopo, più avanti, quando lo fanno tutti, non è più sperimentale.Quindi se si vuole essere sperimentali bisogna sempre continuare a cercare di fare cose nuove.Poi un'altra cosa che ho notato riflettendo su quella che viene percepita come sperimentazione in quello che faccio, è perché io spesso, le mie produzioni serie le faccio in inglese e spesso, a parte il fatto che ho un accento italiano quando parlo l'inglese, naturalmente, ma anche uso parole italiane, a volte tradotte e a volte no, e questo lo faccio più o meno inconsciamente, ma è anche non tanto inconscio ma perché, diciamo è un atto di protesta, un atto politico perché la stragrande maggioranza delle cose viene fatta in lingua inglese nei podcast, però il mondo non è di lingua inglese, è di seconda lingua inglese, ma non di prima lingua, ed è importante ricordare che esistono anche altre realtà che parlano diverse lingue e alle quali si dovrebbe dare la giusta importanza.Insomma, volevo condividere con voi questi pensieri sulla sperimentazione.TRANSLATIONWhen 'All the Best Radio' which is an Australian broadcast, asked me to present a workshop on experimentation in audio, the first thing I thought was: but I am not experimental! But instead, the people at 'All the Best Radio', with whom I've been working with for quite some time, said no Cristina, you are one of our most experimental podcaster, so they really forced me to think about what is perceived, what is experimentation, and this is what I talked about.The first thing that came to my mind is that experimentation depends, because what was experimental ten years ago, is no longer experimental today. I remember the first time I saw the BBC television series Sherlock, it was the first time I saw the use of texting on mobile done in a certain way, that is, Sherlock would send a message and you would see the text superimposed on the person's image, and it was the first time I saw it and I had thought Wow,...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 600 Tardi e sudata</title>
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        <![CDATA[Invece di celebrare la seicentesima puntata, mi lamento.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Stanca e sudata. Sto registrando questi 3 minuti grezzi tardi sul balcone con una cuffia trovata a casa tra lusco e il brusco infatti sentirete un sacco di sibilanti pA pa, pa, pa implosive, ma vi assicuro che c'è molto caldo. Sto dormendo male l'avrò detto un sacco di volte. Sto dormendo male per il caldo perché abbiamo l'aria condizionata però prima di tutto non mi piace usare aria condizionata, poi il problema dell'aria condizionata in camera da letto è che se tu la accendi devi naturalmente chiudere la porta alla finestra, solo che poi non puoi, non voglio dormire tutta la notte con l'aria condizionata, quindi che succede? Se riesco finalmente ad addormentarmi poi mi sveglio e voglio spegnere l'aria condizionata, mi devo alzare e aprire la finestra, perché altrimenti dopo 5 minuti, una volta spenta l'aria condizionata, non si respira più.<br>Quindi problemi da primo mondo, ricco con l'aria condizionata a casa lo so, però problemi ugualmente.<br>Faccio molta fatica addormentarmi e anche se non dovrei rimango fino all'una all'una e mezza alle due a guardare le cose alla televisione, ho trovato una serie che mi piace quindi vedo quattro cinque puntate da 20, 30 minuti ciascuna e va male, va male perché così mi brucio le puntate e poi non ho più niente da guardare, va male perché più vado a letto tardi e più difficoltà puoi alzarmi la mattina, va male perché sto davanti allo schermo, insomma, va male per tutta una serie di ragioni però fa così caldo che mi dovreste vedere, sono veramente buttata sul divano con un bicchierone da un litro di quelli che hanno la cannuccia dentro, pieno di ghiaccio e pieno di acqua e lo succhio finché non finisce, poi torno in cucina dal freezer e prendo il ghiaccio dal frigo prendo l'acqua e ci metto dentro le foglie di menta, la buccia di limone, qualcosa per dargli un po' di sapore e continuo a bere questa cosa qua, e più bevo e più sudo, e più bevo, più devo andare a fare la pipì.<br>Insomma, questa puntata che avrebbe dovuto essere una puntata di celebrazione perché siamo arrivati... rullo di tamburi alla seicentesima puntata, sei per 3 diciotto, 1800 minuti, diviso 60, è facilissimo da fare a mente, ma non chiedetemi di farlo in questo momento perché sono veramente oltre.<br>Sì, avrei potuto fare una bella puntata dove celebro questo traguardo e invece sono qua che mi piango addosso e dico che non riesco a dormire e che fa troppo caldo, tanto so che poi farà freddo e rimpiangerò questo caldo. Però intanto dai, siamo a metà pomeriggio, stasera incontro una mia amica che è in visita dall'Australia con la famiglia. Che bello! Sì, non mi lamento più, ve lo prometto.<br><br><br>TRANSLATION<br>Tired and sweaty. I am recording these 3 minutes late on the balcony with a headphone found at home not here nor there, in fact you will hear a lot of sibilant, pa pa, pa, pa implosive, but I assure you there is a lot of heat. I'm sleeping badly I must have said it a lot of times. I'm sleeping badly because of the heat because we have air conditioning however first of all I don't like to use air conditioning, then the problem with air conditioning in the bedroom is that if you turn it on you naturally have to close the door to the window, only then you can't, I don't want to sleep all night with air conditioning, so what happens ? If I can finally fall asleep then I wake up and I want to turn off the air conditioning, I have to get up and open the window, because otherwise after 5 minutes, once I turn off the air conditioning, you can't breathe.<br>So first world problems, entitled people with air conditioning at home I know, but problems all the same.<br>I have a hard time falling asleep and even though I shouldn't I stay until 1:00 to 1:30 to 2:00 watching things on TV, I found a series that I like so I watch four, five episodes of 20, 30 minutes each and it's bad, it's bad because then I burn through the episodes and then I have nothing more to watch, it's bad because the later I go to bed the harder you can get up in the morning, it's bad because I'm in front of the screen, in short, it's bad for a whole host of reasons though it's so hot you should see me, I'm really thrown on the couch with a big litre glass of the kind that has a straw in it, full of ice and full of water and I suck it until it runs out, and then I go back to the kitchen from the freezer and I take the ice from the fridge and I take the water and I put mint leaves in it , lemon peel, something to give it a little flavour and I keep drinking this thing here , and the more I drink the more I sweat, and the more I drink, the more I have to go pee.<br>In short, this installment which should have been a celebration installment because we have arrived... drum roll to the six hundredth installment, six times 3 eighteen, 1800 minutes, divided by 60, is so easy to calculate in my mind, but don't ask me to do it right now because I'm really beyond that.<br>Yes, I could have made a nice installment where I celebrate this milestone, and instead I'm here crying myself to sleep and saying I can't sleep and it's too hot, because I know it's going to be cold later and I'm going to regret this heat. But in the meantime come on, it's mid-afternoon, tonight I'm meeting a friend of mine who is visiting from Australia with her family. How beautiful! Yes, I won't complain anymore, I promise.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Invece di celebrare la seicentesima puntata, mi lamento.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Stanca e sudata. Sto registrando questi 3 minuti grezzi tardi sul balcone con una cuffia trovata a casa tra lusco e il brusco infatti sentirete un sacco di sibilanti pA pa, pa, pa implosive, ma vi assicuro che c'è molto caldo. Sto dormendo male l'avrò detto un sacco di volte. Sto dormendo male per il caldo perché abbiamo l'aria condizionata però prima di tutto non mi piace usare aria condizionata, poi il problema dell'aria condizionata in camera da letto è che se tu la accendi devi naturalmente chiudere la porta alla finestra, solo che poi non puoi, non voglio dormire tutta la notte con l'aria condizionata, quindi che succede? Se riesco finalmente ad addormentarmi poi mi sveglio e voglio spegnere l'aria condizionata, mi devo alzare e aprire la finestra, perché altrimenti dopo 5 minuti, una volta spenta l'aria condizionata, non si respira più.<br>Quindi problemi da primo mondo, ricco con l'aria condizionata a casa lo so, però problemi ugualmente.<br>Faccio molta fatica addormentarmi e anche se non dovrei rimango fino all'una all'una e mezza alle due a guardare le cose alla televisione, ho trovato una serie che mi piace quindi vedo quattro cinque puntate da 20, 30 minuti ciascuna e va male, va male perché così mi brucio le puntate e poi non ho più niente da guardare, va male perché più vado a letto tardi e più difficoltà puoi alzarmi la mattina, va male perché sto davanti allo schermo, insomma, va male per tutta una serie di ragioni però fa così caldo che mi dovreste vedere, sono veramente buttata sul divano con un bicchierone da un litro di quelli che hanno la cannuccia dentro, pieno di ghiaccio e pieno di acqua e lo succhio finché non finisce, poi torno in cucina dal freezer e prendo il ghiaccio dal frigo prendo l'acqua e ci metto dentro le foglie di menta, la buccia di limone, qualcosa per dargli un po' di sapore e continuo a bere questa cosa qua, e più bevo e più sudo, e più bevo, più devo andare a fare la pipì.<br>Insomma, questa puntata che avrebbe dovuto essere una puntata di celebrazione perché siamo arrivati... rullo di tamburi alla seicentesima puntata, sei per 3 diciotto, 1800 minuti, diviso 60, è facilissimo da fare a mente, ma non chiedetemi di farlo in questo momento perché sono veramente oltre.<br>Sì, avrei potuto fare una bella puntata dove celebro questo traguardo e invece sono qua che mi piango addosso e dico che non riesco a dormire e che fa troppo caldo, tanto so che poi farà freddo e rimpiangerò questo caldo. Però intanto dai, siamo a metà pomeriggio, stasera incontro una mia amica che è in visita dall'Australia con la famiglia. Che bello! Sì, non mi lamento più, ve lo prometto.<br><br><br>TRANSLATION<br>Tired and sweaty. I am recording these 3 minutes late on the balcony with a headphone found at home not here nor there, in fact you will hear a lot of sibilant, pa pa, pa, pa implosive, but I assure you there is a lot of heat. I'm sleeping badly I must have said it a lot of times. I'm sleeping badly because of the heat because we have air conditioning however first of all I don't like to use air conditioning, then the problem with air conditioning in the bedroom is that if you turn it on you naturally have to close the door to the window, only then you can't, I don't want to sleep all night with air conditioning, so what happens ? If I can finally fall asleep then I wake up and I want to turn off the air conditioning, I have to get up and open the window, because otherwise after 5 minutes, once I turn off the air conditioning, you can't breathe.<br>So first world problems, entitled people with air conditioning at home I know, but problems all the same.<br>I have a hard time falling asleep and even though I shouldn't I stay until 1:00 to 1:30 to 2:00 watching things on TV, I found a series that I like so I watch four, five episodes of 20, 30 minutes each and it's bad, it's bad because then I burn through the episodes and then I have nothing more to watch, it's bad because the later I go to bed the harder you can get up in the morning, it's bad because I'm in front of the screen, in short, it's bad for a whole host of reasons though it's so hot you should see me, I'm really thrown on the couch with a big litre glass of the kind that has a straw in it, full of ice and full of water and I suck it until it runs out, and then I go back to the kitchen from the freezer and I take the ice from the fridge and I take the water and I put mint leaves in it , lemon peel, something to give it a little flavour and I keep drinking this thing here , and the more I drink the more I sweat, and the more I drink, the more I have to go pee.<br>In short, this installment which should have been a celebration installment because we have arrived... drum roll to the six hundredth installment, six times 3 eighteen, 1800 minutes, divided by 60, is so easy to calculate in my mind, but don't ask me to do it right now because I'm really beyond that.<br>Yes, I could have made a nice installment where I celebrate this milestone, and instead I'm here crying myself to sleep and saying I can't sleep and it's too hot, because I know it's going to be cold later and I'm going to regret this heat. But in the meantime come on, it's mid-afternoon, tonight I'm meeting a friend of mine who is visiting from Australia with her family. How beautiful! Yes, I won't complain anymore, I promise.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 23 Aug 2023 13:43:49 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 599 La resilienza dell'orticaria</title>
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        <![CDATA[<b>Resilienza è una parola che a pronunciarla e a scriverla mi fa venire l'orticaria: in questo momento mi sto guardando il braccio destro (col sinistro sto mantenendo il microfono), e nel braccio destro c'è l'orticaria.</b><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Nel mio lavoro di traduttrice una delle cose più difficili è tradurre in italiano quei termini che vengono usati in inglese nella lingua italiana: manager, feedback, spesso con significati molto diversi. Chi mi conosce lo sa che la mia è una vera e propria crociata per l'uso delle parole italiane quando si parla in italiano ed esiste il termine italiano per indicare quella cosa. Poi mentre parlo, quando parlo, a volte mi scappa di dire una parola in inglese, perché nella foga del momento la parola inglese mi viene più semplice, ma non per posa, ma perché effettivamente la maggior parte della mia vita lavorativa e professionale è stata vissuta in lingua inglese, però quando scrivo mi sforzo veramente di cercare i termini italiani, anche quando un po' è difficile.<br><br>Prendete la parola 'manager', tutti in Italia usano la parola manager a sproposito, perché nel suo significato originale essere manager significa gestire un gruppo di persone, io qui in Italia, secoli fa, ho lavorato come manager didattico all'università e non dico che facessi un lavoro di segreteria, ma poco ci manca, sicuramente non gestivo nessuno, però il titolo era manager. In Italia ci sono un sacco di manager, titoli di manager qua, manager là (perché maneggia? Non lo so), comunque se non siano delle persone sottoposte non si può usare il titolo, non si dovrebbe usare in titolo di manager.<br><br>Comunque ci sono poi, c'è un'altra categoria di parole che arrivano all'italiano, partono dall'italiano, arrivano nella lingua inglese, acquisiscono significati legati al contesto statunitense e poi arrivano in Italia così, di rimbalzo e cercano di portarsi dietro il significato del contesto, però non sempre è possibile. Poi questo tipo di operazioni porta anche un problema per me culturale, chi mi conosce lo sa che parlo sempre dell'egemonia culturale che si portano dietro le parole straniere usate nella nostra lingua.<br><br>Quando io uso in italiano una parola come resilienza, ecco resilienza è una parola che, lo dico sempre, a pronunciarla e a scriverla mi fa venire l'orticaria: mi sto guardando il braccio destro col sinistro, sto mantenendo il microfono, braccio destro, c'è l'orticaria nel braccio destro. La resilienza detta qua in Italia è una cosa, mi fa pensare ai progetti europei che si fa la domanda e non si ha proprio, o comunque l'idea che sia non si può presentare perché non corrisponde ai criteri richiesti, allora ci si inventa tutta una cosa per dimostrare come si va nel paesino presepe, toccata e fuga e poi boh, il vuoto, il deserto, dopo dieci anni nessuno si ricorda di niente. Vabbè, ne parlo un altro giorno, Per il momento mi fermo qua.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>In my job as a translator, one of the most difficult things is to translate into Italian those terms that are used in English in the Italian language: manager, feedback, often with very different meanings. Those who know me know that mine is a real crusade for the use of Italian words when speaking in Italian and there is an Italian word for that thing. Then when I'm speaking, sometimes I slip out to say a word in English, because in the heat of the moment the English word comes easier to me, but not because of posing, but because actually most of my working and professional life has been lived in English, but when I'm writing I really make an effort to look up Italian terms, even when it's a little bit difficult.<br><br>Take the word 'manager', everyone in Italy uses the word manager inappropriately, because in its original meaning to be a manager means to manage a group of people, here in Italy, centuries ago, I worked as a teaching manager at the university and I'm not saying I was doing a secretarial job, but close to it, I certainly didn't manage anyone, however the title was manager. In Italy there are a lot of managers, manager titles here, manager titles there (is it because they manage? IDK), however if they are not managing people you can't use the title, you shouldn't use manage.<br><br>Then there is another category of words that come to Italian, start from Italian, arrive in the English language, acquire meanings related to the U.S. context and then arrive in Italy like that, bounce back and try to carry the meaning of the context with them, however, it is not always possible. Then this kind of operation also brings a cultural problem for me, those who know me know that I always talk about the cultural hegemony that foreign words used in our language carry.<br><br>When I use in Italian a word like resilience, you see, resilience is a word that, I always say it, to pronounce it and to write it gives me hives: I am looking at my right arm, with my left I am holding the microphone, right arm, there is hives in my right arm. Resilience, used here in Italy is one thing, it makes me think of the European projects that you apply for and you don't really have, or at any rate the idea that you have, you can't present it because it doesn't meet the required criteria, then you come up with a whole thing to demonstrate how you go to the little crib village, touch and go and then who knows, emptiness, desert, after ten years nobody remembers anything. Anyway, I'll talk about it another day, for now I'll stop here.<br><br>]]>
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Poi mentre parlo, quando parlo, a volte mi scappa di dire una parola in inglese, perché nella foga del momento la parola inglese mi viene più semplice, ma non per posa, ma perché effettivamente la maggior parte della mia vita lavorativa e professionale è stata vissuta in lingua inglese, però quando scrivo mi sforzo veramente di cercare i termini italiani, anche quando un po' è difficile.<br><br>Prendete la parola 'manager', tutti in Italia usano la parola manager a sproposito, perché nel suo significato originale essere manager significa gestire un gruppo di persone, io qui in Italia, secoli fa, ho lavorato come manager didattico all'università e non dico che facessi un lavoro di segreteria, ma poco ci manca, sicuramente non gestivo nessuno, però il titolo era manager. In Italia ci sono un sacco di manager, titoli di manager qua, manager là (perché maneggia? Non lo so), comunque se non siano delle persone sottoposte non si può usare il titolo, non si dovrebbe usare in titolo di manager.<br><br>Comunque ci sono poi, c'è un'altra categoria di parole che arrivano all'italiano, partono dall'italiano, arrivano nella lingua inglese, acquisiscono significati legati al contesto statunitense e poi arrivano in Italia così, di rimbalzo e cercano di portarsi dietro il significato del contesto, però non sempre è possibile. Poi questo tipo di operazioni porta anche un problema per me culturale, chi mi conosce lo sa che parlo sempre dell'egemonia culturale che si portano dietro le parole straniere usate nella nostra lingua.<br><br>Quando io uso in italiano una parola come resilienza, ecco resilienza è una parola che, lo dico sempre, a pronunciarla e a scriverla mi fa venire l'orticaria: mi sto guardando il braccio destro col sinistro, sto mantenendo il microfono, braccio destro, c'è l'orticaria nel braccio destro. La resilienza detta qua in Italia è una cosa, mi fa pensare ai progetti europei che si fa la domanda e non si ha proprio, o comunque l'idea che sia non si può presentare perché non corrisponde ai criteri richiesti, allora ci si inventa tutta una cosa per dimostrare come si va nel paesino presepe, toccata e fuga e poi boh, il vuoto, il deserto, dopo dieci anni nessuno si ricorda di niente. Vabbè, ne parlo un altro giorno, Per il momento mi fermo qua.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>In my job as a translator, one of the most difficult things is to translate into Italian those terms that are used in English in the Italian language: manager, feedback, often with very different meanings. Those who know me know that mine is a real crusade for the use of Italian words when speaking in Italian and there is an Italian word for that thing. Then when I'm speaking, sometimes I slip out to say a word in English, because in the heat of the moment the English word comes easier to me, but not because of posing, but because actually most of my working and professional life has been lived in English, but when I'm writing I really make an effort to look up Italian terms, even when it's a little bit difficult.<br><br>Take the word 'manager', everyone in Italy uses the word manager inappropriately, because in its original meaning to be a manager means to manage a group of people, here in Italy, centuries ago, I worked as a teaching manager at the university and I'm not saying I was doing a secretarial job, but close to it, I certainly didn't manage anyone, however the title was manager. In Italy there are a lot of managers, manager titles here, manager titles there (is it because they manage? IDK), however if they are not managing people you can't use the title, you shouldn't use manage.<br><br>Then there is another category of words that come to Italian, start from Italian, arrive in the English language, acquire meanings related to the U.S. context and then arrive in Italy like that, bounce back and try to carry the meaning of the context with them, however, it is not always possible. Then this kind of operation also brings a cultural problem for me, those who know me know that I always talk about the cultural hegemony that foreign words used in our language carry.<br><br>When I use in Italian a word like resilience, you see, resilience is a word that, I always say it, to pronounce it and to write it gives me hives: I am looking at my right arm, with my left I am holding the microphone, right arm, there is hives in my right arm. Resilience, used here in Italy is one thing, it makes me think of the European projects that you apply for and you don't really have, or at any rate the idea that you have, you can't present it because it doesn't meet the required criteria, then you come up with a whole thing to demonstrate how you go to the little crib village, touch and go and then who knows, emptiness, desert, after ten years nobody remembers anything. Anyway, I'll talk about it another day, for now I'll stop here.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 22 Aug 2023 07:13:01 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Resilienza è una parola che a pronunciarla e a scriverla mi fa venire l'orticaria: in questo momento mi sto guardando il braccio destro (col sinistro sto mantenendo il microfono), e nel braccio destro c'è l'orticaria.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Nel mio lavoro di traduttrice una delle cose più difficili è tradurre in italiano quei termini che vengono usati in inglese nella lingua italiana: manager, feedback, spesso con significati molto diversi. Chi mi conosce lo sa che la mia è una vera e propria crociata per l'uso delle parole italiane quando si parla in italiano ed esiste il termine italiano per indicare quella cosa. Poi mentre parlo, quando parlo, a volte mi scappa di dire una parola in inglese, perché nella foga del momento la parola inglese mi viene più semplice, ma non per posa, ma perché effettivamente la maggior parte della mia vita lavorativa e professionale è stata vissuta in lingua inglese, però quando scrivo mi sforzo veramente di cercare i termini italiani, anche quando un po' è difficile.Prendete la parola 'manager', tutti in Italia usano la parola manager a sproposito, perché nel suo significato originale essere manager significa gestire un gruppo di persone, io qui in Italia, secoli fa, ho lavorato come manager didattico all'università e non dico che facessi un lavoro di segreteria, ma poco ci manca, sicuramente non gestivo nessuno, però il titolo era manager. In Italia ci sono un sacco di manager, titoli di manager qua, manager là (perché maneggia? Non lo so), comunque se non siano delle persone sottoposte non si può usare il titolo, non si dovrebbe usare in titolo di manager.Comunque ci sono poi, c'è un'altra categoria di parole che arrivano all'italiano, partono dall'italiano, arrivano nella lingua inglese, acquisiscono significati legati al contesto statunitense e poi arrivano in Italia così, di rimbalzo e cercano di portarsi dietro il significato del contesto, però non sempre è possibile. Poi questo tipo di operazioni porta anche un problema per me culturale, chi mi conosce lo sa che parlo sempre dell'egemonia culturale che si portano dietro le parole straniere usate nella nostra lingua.Quando io uso in italiano una parola come resilienza, ecco resilienza è una parola che, lo dico sempre, a pronunciarla e a scriverla mi fa venire l'orticaria: mi sto guardando il braccio destro col sinistro, sto mantenendo il microfono, braccio destro, c'è l'orticaria nel braccio destro. La resilienza detta qua in Italia è una cosa, mi fa pensare ai progetti europei che si fa la domanda e non si ha proprio, o comunque l'idea che sia non si può presentare perché non corrisponde ai criteri richiesti, allora ci si inventa tutta una cosa per dimostrare come si va nel paesino presepe, toccata e fuga e poi boh, il vuoto, il deserto, dopo dieci anni nessuno si ricorda di niente. Vabbè, ne parlo un altro giorno, Per il momento mi fermo qua.TRANSLATIONIn my job as a translator, one of the most difficult things is to translate into Italian those terms that are used in English in the Italian language: manager, feedback, often with very different meanings. Those who know me know that mine is a real crusade for the use of Italian words when speaking in Italian and there is an Italian word for that thing. Then when I'm speaking, sometimes I slip out to say a word in English, because in the heat of the moment the English word comes easier to me, but not because of posing, but because actually most of my working and professional life has been lived in English, but when I'm writing I really make an effort to look up Italian terms, even when it's a little bit difficult.Take the word 'manager', everyone in Italy uses the word manager inappropriately, because in its original meaning to be a manager means to manage a group of people, here in Italy, centuries ago, I worked as a teaching manager at the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Resilienza è una parola che a pronunciarla e a scriverla mi fa venire l'orticaria: in questo momento mi sto guardando il braccio destro (col sinistro sto mantenendo il microfono), e nel braccio destro c'è l'orticaria.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ne</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 598 In auto, al buio</title>
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        <![CDATA[Impossibile distrarsi la notte in macchina quando c'è qualcun altro alla guida. Irrazionale ma vero.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Non so voi, ma quando io mi trovo in macchina nel sedile del passeggero, soprattutto se stiamo percorrendo una strada extraurbana, ancora di più se è di notte, mi vedo costretta a rimanere sveglia, con gli occhi puntati verso la strada per assicurarmi che non succeda niente.<br><br>È una cosa incredibilmente irrazionale, che non ha niente a che vedere con la capacità di guida della persona che sta guidando. La notte scorsa, ad esempio, tornavamo a Cagliari dopo una gita nel nord della Sardegna, quindi quasi 300 km, e mio marito è un provetto guidatore. Ha fatto un sacco di rally sia come driver che come navigatore, adesso non corre più nei rally, dico io per fortuna però fa il training alle persone che guidano i mezzi di emergenza, quindi non c'è nessun motivo al mondo perché io debba rimanere con gli occhi puntati sulla strada per assicurarmi che non succeda niente. È però una cosa che faccio sempre, anche quando mi si chiudono gli occhi dal sonno, mi si piega la testa, c'è questa cosa irrazionale che vuole far sì che nel momento in cui io chiudo gli occhi bum, succede un incidente.<br><br>Non so se succede mai anche anche a voi, non so se è una cosa che riguarda solo me oppure se anche a voi succede di non riuscire a rilassarvi in questi tragitti notturni in macchina. Devo dire poi che, per quanto riguarda l'andare in auto di notte, questo è un altro grosso problema che io perché da astigmatica vedo malissimo la notte anche quando gli occhiali, che comunque correggono questo difetto alla vista, però ho veramente grosse difficoltà a orientarmi a guardare avanti, o forse è anche una cosa un po' psicologica, perché in generale, non mi piace tantissimo andare nelle strade extraurbane la notte.<br><br>Comunque ieri notte abbiamo fatto questo lungo viaggio, molto bello perché c'era poco traffico, perché a nessuno fa piacere guidare la notte di domenica alle dieci tardi, quando c'è buio, quindi le strade erano completamente sgombre, si vedeva ogni tanto qualche auto che o ci superavo si lasciava superare oppure veniva nella corsia opposta, e c'era una bellissima luna che, stranamente, quando abbiamo iniziato il viaggio cominciato a far buio era molto in alto e poi quando siamo praticamente arrivati a casa era molto in basso. Quindi questa cosa qua ancora non l'ho capita perché pensavo che la luna la notte sorgesse, però vabbè, mi informo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I don't know about you, but when I am in the car in the passenger seat, especially if we are driving on a suburban road, even more so if it is at night, I see myself being forced to stay awake, with my eyes pointed toward the road to make sure nothing happens.<br>It is an incredibly irrational thing that has nothing to do with the driving ability of the person who is driving. Last night, for example, we were returning to Cagliari after a trip to northern Sardinia, so almost 300 km, and my husband is an experienced driver. He has done a lot of rallies both as a driver and as a navigator, now he doesn't run rallies anymore, I say fortunately, but he trains people who drive emergency vehicles, so there is no reason in the world why I should have to stay with my eyes on the road to make sure nothing happens. It is, however, something that I always do, even when my eyes close from sleep, my head bends, there is this irrational thing that wants to make it so that the moment I close my eyes boom, an accident will happen.<br><br>I don't know if it ever happens to you too, I don't know if it's just me or if it happens to you too that you can't relax on these late-night car rides. I have to say then, as far as going in the car at night, this is another big problem that I because as an astigmatic I see very poorly at night even when glasses, which do correct this vision defect, however I really have great difficulty in orienting myself looking ahead, or maybe even a bit of a psychological thing, because in general, I don't like very much to go in suburban roads at night.<br><br>Anyway last night we made this long trip, very nice because there was very little traffic, because nobody likes to drive on a Sunday night at ten o'clock, when it's dark, so the roads were completely clear, you could see every now and then a few cars that either overtook us, let us pass, or came in the opposite lane, and there was a beautiful moon that, strangely enough, when we started the trip started to get dark it was very high up and then when we practically got home it was very low. So this thing here I still don't understand because I thought the moon rose at night, but whatever, I'll look into it.]]>
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      <pubDate>Mon, 21 Aug 2023 14:15:59 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Impossibile distrarsi la notte in macchina quando c'è qualcun altro alla guida. Irrazionale ma vero.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Non so voi, ma quando io mi trovo in macchina nel sedile del passeggero, soprattutto se stiamo percorrendo una strada e</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 597 Ma lo sai che anche questo è sessismo?</title>
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        <![CDATA[<br>Quando una donna viene a lavorare in Italia dall'estero, la prima cosa che colpisce è lo strisciante sessismo di tutta la società e in particolare sul posto del lavoro.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando una donna viene a lavorare in Italia dall'estero, la prima cosa che colpisce è lo strisciante sessismo di tutta la società e in particolare sul posto del lavoro. Perché ve ne sto parlando? In parte per uno scambio che ho avuto di recente sui social, in parte perché ho appena finito di ascoltare l'ottimo podcast di <b>Jonathan Zenti Estadeli</b>, che vi consiglio caldamente di seguire vi metto anche il link poi nelle note del programma.<br><br>Cosa succede in Italia? In Italia succede che c'è questa percezione che certi commenti sia lecito farli. Anche all'estero si fanno questi commenti, ma la differenza è che se tu fai un commento del genere in Australia sul posto di lavoro te ne vai, o comunque vieni sottoposto a un processo, nel senso una procedura disciplinare. Ecco, in Italia invece no, perché c'è la percezione che certi commenti non solo non siano offensivi ma siano 'neutri'? Quindi che so io dico guarda quella là che brutta come le sta male quell'abito, guarda quella è grassa eccetera o faccio commenti sulla sua presunta disponibilità sessuale, perché io li metto sullo stesso livello i commenti sull'abbigliamento, sulle forme di una donna o sulla sua disponibilità per passare fino alle molestie, ecco, penso che sia il grado neutro di espressione, cioè non sto offendendo nessuno, mi sto semplicemente limitando a dire quello che è, a descrivere la realtà.<br><br>Io penso che la gente sia convinta di questo perché altrimenti non farebbe certe affermazioni che ne so, sulla televisione pubblica, penso a certi commenti di commentatori sportivi, appunto, che facevano degli orribili commenti sull'aspetto fisico delle atlete e lo facevano pubblicamente, non facevano nemmeno finta di nascondersi perché pensavano, non sto facendo niente di male, sto semplicemente commentando quello che vedo.<br><br>Ecco, questa è la cultura tossica che c'è in generale nella società italiana e che poi naturalmente, perché c'è dappertutto, si trova anche sul posto di lavoro.<br><br>Che fare? Quello che possiamo fare è non tollerare e quando vediamo che vengono fatti questi commenti, soprattutto quando non sono rivolti a noi, dovremmo intervenire, dovremmo dire qualcosa dovremmo farlo notare. Perché soprattutto quando non sono rivolti a noi? Perché spesso la persona che si trova al centro di questi commenti ci rimane malissimo, non sa come rispondere sul momento, una cosa umiliante, è una cosa che fa male, non sempre sia la prontezza di riflessi, quindi invece noi che ce ne rendiamo conto dovremmo intervenire e non dovremmo farne passare una, perché solo così si cambia la cultura tossica sessista che dilaga in Italia. E credetemi, è veramente così. Se si raschia sotto sotto anche le persone insospettabili fanno il commentino del cavolo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When a woman comes to work in Italy from abroad, the first thing that strikes her is the creeping sexism throughout society and particularly in the workplace. Why am I telling you about this? Partly because of an exchange I had recently on social, partly because I just finished listening to <b>Jonathan Zenti Estadeli</b>'s excellent podcast, which I highly recommend you follow I will also put the link then in the program notes.<br><br>What is happening in Italy? What happens in Italy is that there is this perception that certain comments are permissible to make. You make these comments abroad as well, but the difference is that if you make such a comment in Australia in the workplace you leave, or at any rate you are subjected to a process, in the sense of a disciplinary procedure. Here, in Italy it is not, because there is a perception that certain comments are not only not offensive but are 'neutral'? So, e.g., one says look at that one there how ugly that dress looks on her, look at that one she's fat and so on or one makes comments about her alleged sexual availability, because I put them on the same level comments about clothing, about a woman's shape or her availability to go all the way to harassment, that's it, they think that's the neutral degree of expression, they think they are not offending anybody, that they are simply stating what it is, describing the reality .<br><br>I think people are convinced of this because otherwise they would not make certain statements, I don't know, on public television, I think of certain comments of sports commentators, who were making horrible comments about the physical appearance of female athletes and they were doing it publicly, they were not even pretending to hide because they thought, I'm not doing anything wrong, I'm simply commenting on what I see.<br><br>Here, this is the toxic culture that there is in general in Italian society and then of course, because it is everywhere, it is also found in the workplace.<br><br>What to do? What we can do is not to tolerate and when we see these comments being made, especially when they are not directed at us, we should intervene, we should say something we should point it out. Why especially when they are not directed at us? Because often the person who is at the center of these comments is left feeling terrible about it, they don't know how to respond in the moment, a humiliating thing, it's a hurtful thing, you don't always have the quick thinking, so instead we, who are aware of it, should intervene and we shouldn't let one pass, because that's the only way to change the toxic sexist culture that is rampant in Italy. And believe me, it really is. If you scrape underneath even unsuspected people make the offensive comment.<br><br><br><br><br>LINK<br><b>Estadeli </b>di Jonathan Zenti (e vi consiglio di ascoltarvi anche tutti gli altri suoi podcast) <br><a href="https://open.spotify.com/episode/7lfmc1uMhCzEI346mQ3lk7" rel="noreferrer noopener">https://open.spotify.com/episode/7lfmc1uMhCzEI346mQ3lk7</a>]]>
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        <![CDATA[<br>Quando una donna viene a lavorare in Italia dall'estero, la prima cosa che colpisce è lo strisciante sessismo di tutta la società e in particolare sul posto del lavoro.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando una donna viene a lavorare in Italia dall'estero, la prima cosa che colpisce è lo strisciante sessismo di tutta la società e in particolare sul posto del lavoro. Perché ve ne sto parlando? In parte per uno scambio che ho avuto di recente sui social, in parte perché ho appena finito di ascoltare l'ottimo podcast di <b>Jonathan Zenti Estadeli</b>, che vi consiglio caldamente di seguire vi metto anche il link poi nelle note del programma.<br><br>Cosa succede in Italia? In Italia succede che c'è questa percezione che certi commenti sia lecito farli. Anche all'estero si fanno questi commenti, ma la differenza è che se tu fai un commento del genere in Australia sul posto di lavoro te ne vai, o comunque vieni sottoposto a un processo, nel senso una procedura disciplinare. Ecco, in Italia invece no, perché c'è la percezione che certi commenti non solo non siano offensivi ma siano 'neutri'? Quindi che so io dico guarda quella là che brutta come le sta male quell'abito, guarda quella è grassa eccetera o faccio commenti sulla sua presunta disponibilità sessuale, perché io li metto sullo stesso livello i commenti sull'abbigliamento, sulle forme di una donna o sulla sua disponibilità per passare fino alle molestie, ecco, penso che sia il grado neutro di espressione, cioè non sto offendendo nessuno, mi sto semplicemente limitando a dire quello che è, a descrivere la realtà.<br><br>Io penso che la gente sia convinta di questo perché altrimenti non farebbe certe affermazioni che ne so, sulla televisione pubblica, penso a certi commenti di commentatori sportivi, appunto, che facevano degli orribili commenti sull'aspetto fisico delle atlete e lo facevano pubblicamente, non facevano nemmeno finta di nascondersi perché pensavano, non sto facendo niente di male, sto semplicemente commentando quello che vedo.<br><br>Ecco, questa è la cultura tossica che c'è in generale nella società italiana e che poi naturalmente, perché c'è dappertutto, si trova anche sul posto di lavoro.<br><br>Che fare? Quello che possiamo fare è non tollerare e quando vediamo che vengono fatti questi commenti, soprattutto quando non sono rivolti a noi, dovremmo intervenire, dovremmo dire qualcosa dovremmo farlo notare. Perché soprattutto quando non sono rivolti a noi? Perché spesso la persona che si trova al centro di questi commenti ci rimane malissimo, non sa come rispondere sul momento, una cosa umiliante, è una cosa che fa male, non sempre sia la prontezza di riflessi, quindi invece noi che ce ne rendiamo conto dovremmo intervenire e non dovremmo farne passare una, perché solo così si cambia la cultura tossica sessista che dilaga in Italia. E credetemi, è veramente così. Se si raschia sotto sotto anche le persone insospettabili fanno il commentino del cavolo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When a woman comes to work in Italy from abroad, the first thing that strikes her is the creeping sexism throughout society and particularly in the workplace. Why am I telling you about this? Partly because of an exchange I had recently on social, partly because I just finished listening to <b>Jonathan Zenti Estadeli</b>'s excellent podcast, which I highly recommend you follow I will also put the link then in the program notes.<br><br>What is happening in Italy? What happens in Italy is that there is this perception that certain comments are permissible to make. You make these comments abroad as well, but the difference is that if you make such a comment in Australia in the workplace you leave, or at any rate you are subjected to a process, in the sense of a disciplinary procedure. Here, in Italy it is not, because there is a perception that certain comments are not only not offensive but are 'neutral'? So, e.g., one says look at that one there how ugly that dress looks on her, look at that one she's fat and so on or one makes comments about her alleged sexual availability, because I put them on the same level comments about clothing, about a woman's shape or her availability to go all the way to harassment, that's it, they think that's the neutral degree of expression, they think they are not offending anybody, that they are simply stating what it is, describing the reality .<br><br>I think people are convinced of this because otherwise they would not make certain statements, I don't know, on public television, I think of certain comments of sports commentators, who were making horrible comments about the physical appearance of female athletes and they were doing it publicly, they were not even pretending to hide because they thought, I'm not doing anything wrong, I'm simply commenting on what I see.<br><br>Here, this is the toxic culture that there is in general in Italian society and then of course, because it is everywhere, it is also found in the workplace.<br><br>What to do? What we can do is not to tolerate and when we see these comments being made, especially when they are not directed at us, we should intervene, we should say something we should point it out. Why especially when they are not directed at us? Because often the person who is at the center of these comments is left feeling terrible about it, they don't know how to respond in the moment, a humiliating thing, it's a hurtful thing, you don't always have the quick thinking, so instead we, who are aware of it, should intervene and we shouldn't let one pass, because that's the only way to change the toxic sexist culture that is rampant in Italy. And believe me, it really is. If you scrape underneath even unsuspected people make the offensive comment.<br><br><br><br><br>LINK<br><b>Estadeli </b>di Jonathan Zenti (e vi consiglio di ascoltarvi anche tutti gli altri suoi podcast) <br><a href="https://open.spotify.com/episode/7lfmc1uMhCzEI346mQ3lk7" rel="noreferrer noopener">https://open.spotify.com/episode/7lfmc1uMhCzEI346mQ3lk7</a>]]>
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      <pubDate>Sun, 20 Aug 2023 07:34:05 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 596 Cadaveri, killer e investigazioni</title>
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        <![CDATA[Interessanti riflessioni (sentite nel podcast Book Review del NY Times) su come è cambiato il ruolo del cadavere e come è cambiato il modo di investigare un delitto nei racconti gialli. Vi metto il link in fondo alla pagina. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Translation below</i>]<br><br>Ho sentito una interessantissima analisi su come è cambiato il ruolo del corpo del morto nei racconti gialli, nei racconti di detective. Una cosa che mi ha molto interessato, anche perché un genere di lettura e anche di visione che mi piace molto e una cosa su cui non avevo mai riflettuto, comunque vi dico di cosa si tratta.<br><br>Anzitutto è una riflessione fatta da Amor Towles che è uno scrittore, poi vi metto anche il link e l'ho sentita nel podcast del Book Review dal New York Times, e anche di questo vi metterò il link. Allora, questa è la considerazione che nel Novecento, il secolo scorso, fa un po' di impressione dire il secolo scorso, però nel secolo scorso i racconti gialli e polizieschi si dipanano partendo dal cadavere e dal ritrovamento del cadavere. Pensate al tipico racconto di Agatha Christie con Poirot, con Miss Marple che si scopre cadavere e da lì poi parte l'indagine, e le indagini sono tutte volte a stabilire come fosse la persona quando era in vita e chi potesse avere un motivo per odiarla. Quindi la persona morta era sempre al centro delle analisi e il detective usava l'intuito per scoprire poi quelle che erano le ramificazioni.<br>Ora, nella seconda metà del Novecento, ma poi soprattutto all'inizio degli anni 2000, è cambiata radicalmente la figura del detective, che non è più questa persona con l'intuito che va e scopre, ma diventa semplicemente un esecutore o un esecutrice di compiti, viene assunta per trovare la moglie scomparsa, il gioiello scomparso, eccetera, poi fa le indagini, va a interrogare qualcuno a China Town e dopo qualche giorno quella persona bum, viene trovata morta, perché? Perché aveva visto o sentito qualcosa, era stata testimone, e lì il detective si rende conto che si trova in mezzo a qualcosa di molto più grosso, non si tratta semplicemente di una donna scomparsa, un gioiello scomparso eccetera, ma di qualcosa di più grosso, quindi cambia fondamentalmente anche il modo in cui si procede per fare le indagini.<br><br>E poi ultimamente soprattutto negli anni 2000, è esploso il fenomeno del serial killer, quindi se prima l'investigatore doveva scoprire tutte le cose che poteva sulla persona morta, e il corpo effettivamente era al centro di tutto, adesso l'investigatore deve invece cercare di scoprire cosa muove il serial killer, e il corpo non è più uno attorno a cui si sviluppa tutto, ma sono tanti, il serial killer uccide sei, sette, otto persone, non solo, ma mentre prima le persone morte nei libri di Agatha Christie erano persone con cui non ci potevamo immedesimare, il serial killer uccide in modo apparentemente casuale, quindi c'è anche un'immedesimazione maggiore.<br><br>Insomma, riflessioni molto interessanti che se vi piace il genere vi consiglio sicuramente di ascoltare il podcast, che è in inglese però vabbè che vi devo dire?<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I heard a very interesting analysis of how the role of the dead body has changed in mystery stories, in detective stories. Something that I am very interested in, also because it's a genre of reading and also viewing that I really like and something I had never thought about, anyway I will tell you what it is about.<br><br>First of all, it's a reflection made by Amor Towles who is a writer, and I'll also put the link to it, and I heard it on the Book Review podcast from the New York Times, and I'll put the link to that as well. So this is the consideration, that in the twentieth century, the last century, it feels a bit weird to say the last century, anyway in the last century crime and detective stories unfold starting from the dead body and the finding of the dead body. Think of the typical Agatha Christie story with Poirot, with Miss Marple discovering a corpse and then the investigation goes from there, and the investigations are all about what the person was like when they were alive and who might have had a reason to hate them. So the dead person was always the focus of analysis, and the detective used intuition to then discover what the ramifications were.<br><br>Now, in the second half of the twentieth century, but then especially in the early 2000s, the figure of the detective has changed dramatically, and s/he is no longer this person with intuition who goes and discovers, but simply becomes a doer or executor of tasks, is hired to find the missing wife, the missing jewel, etc., then investigates, goes to question someone in China Town and after a few days that person boom, is found dead, why? Because that person had seen or heard something, had been a witness, and there the detective realises to be in the midst of something much bigger, it's not simply a missing woman, a missing jewel, etc., but something bigger, so it also fundamentally changes the way you go about doing the investigation.<br><br>And then lately especially in the 2000s, the phenomenon of the serial killer has exploded, so if before the investigator had to find out all the things they could about the dead person, and the body actually was at the center of everything, now the investigator has instead to try to find out what moves the serial killer, and the body is no longer one around which everything is developed, but there are many, the serial killer kills six, seven, eight people, not only that, but whereas before the people who died in Agatha Christie's books were people with whom we could not identify, the serial killer kills in a seemingly random way, so there is also more identification.<br><br>In short, very interesting reflections that if you like the genre I definitely recommend you listen to the podcast, which is in English but anyway, what can I say?<br><br><br><br><br><br><br><b>The Book Review del NY Times</b> <a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/amor-towles-sees-dead-people/id120315179?i=1000624910242" rel="noreferrer noopener"></a><br><a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/amor-towles-sees-dead-people/id120315179?i=1000624910242" rel="noreferrer noopener">https://podcasts.apple.com/us/podcast/amor-towles-sees-dead-people/id120315179?i=1000624910242</a>]]>
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Allora, questa è la considerazione che nel Novecento, il secolo scorso, fa un po' di impressione dire il secolo scorso, però nel secolo scorso i racconti gialli e polizieschi si dipanano partendo dal cadavere e dal ritrovamento del cadavere. Pensate al tipico racconto di Agatha Christie con Poirot, con Miss Marple che si scopre cadavere e da lì poi parte l'indagine, e le indagini sono tutte volte a stabilire come fosse la persona quando era in vita e chi potesse avere un motivo per odiarla. Quindi la persona morta era sempre al centro delle analisi e il detective usava l'intuito per scoprire poi quelle che erano le ramificazioni.<br>Ora, nella seconda metà del Novecento, ma poi soprattutto all'inizio degli anni 2000, è cambiata radicalmente la figura del detective, che non è più questa persona con l'intuito che va e scopre, ma diventa semplicemente un esecutore o un esecutrice di compiti, viene assunta per trovare la moglie scomparsa, il gioiello scomparso, eccetera, poi fa le indagini, va a interrogare qualcuno a China Town e dopo qualche giorno quella persona bum, viene trovata morta, perché? Perché aveva visto o sentito qualcosa, era stata testimone, e lì il detective si rende conto che si trova in mezzo a qualcosa di molto più grosso, non si tratta semplicemente di una donna scomparsa, un gioiello scomparso eccetera, ma di qualcosa di più grosso, quindi cambia fondamentalmente anche il modo in cui si procede per fare le indagini.<br><br>E poi ultimamente soprattutto negli anni 2000, è esploso il fenomeno del serial killer, quindi se prima l'investigatore doveva scoprire tutte le cose che poteva sulla persona morta, e il corpo effettivamente era al centro di tutto, adesso l'investigatore deve invece cercare di scoprire cosa muove il serial killer, e il corpo non è più uno attorno a cui si sviluppa tutto, ma sono tanti, il serial killer uccide sei, sette, otto persone, non solo, ma mentre prima le persone morte nei libri di Agatha Christie erano persone con cui non ci potevamo immedesimare, il serial killer uccide in modo apparentemente casuale, quindi c'è anche un'immedesimazione maggiore.<br><br>Insomma, riflessioni molto interessanti che se vi piace il genere vi consiglio sicuramente di ascoltare il podcast, che è in inglese però vabbè che vi devo dire?<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I heard a very interesting analysis of how the role of the dead body has changed in mystery stories, in detective stories. Something that I am very interested in, also because it's a genre of reading and also viewing that I really like and something I had never thought about, anyway I will tell you what it is about.<br><br>First of all, it's a reflection made by Amor Towles who is a writer, and I'll also put the link to it, and I heard it on the Book Review podcast from the New York Times, and I'll put the link to that as well. So this is the consideration, that in the twentieth century, the last century, it feels a bit weird to say the last century, anyway in the last century crime and detective stories unfold starting from the dead body and the finding of the dead body. Think of the typical Agatha Christie story with Poirot, with Miss Marple discovering a corpse and then the investigation goes from there, and the investigations are all about what the person was like when they were alive and who might have had a reason to hate them. So the dead person was always the focus of analysis, and the detective used intuition to then discover what the ramifications were.<br><br>Now, in the second half of the twentieth century, but then especially in the early 2000s, the figure of the detective has changed dramatically, and s/he is no longer this person with intuition who goes and discovers, but simply becomes a doer or executor of tasks, is hired to find the missing wife, the missing jewel, etc., then investigates, goes to question someone in China Town and after a few days that person boom, is found dead, why? Because that person had seen or heard something, had been a witness, and there the detective realises to be in the midst of something much bigger, it's not simply a missing woman, a missing jewel, etc., but something bigger, so it also fundamentally changes the way you go about doing the investigation.<br><br>And then lately especially in the 2000s, the phenomenon of the serial killer has exploded, so if before the investigator had to find out all the things they could about the dead person, and the body actually was at the center of everything, now the investigator has instead to try to find out what moves the serial killer, and the body is no longer one around which everything is developed, but there are many, the serial killer kills six, seven, eight people, not only that, but whereas before the people who died in Agatha Christie's books were people with whom we could not identify, the serial killer kills in a seemingly random way, so there is also more identification.<br><br>In short, very interesting reflections that if you like the genre I definitely recommend you listen to the podcast, which is in English but anyway, what can I say?<br><br><br><br><br><br><br><b>The Book Review del NY Times</b> <a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/amor-towles-sees-dead-people/id120315179?i=1000624910242" rel="noreferrer noopener"></a><br><a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/amor-towles-sees-dead-people/id120315179?i=1000624910242" rel="noreferrer noopener">https://podcasts.apple.com/us/podcast/amor-towles-sees-dead-people/id120315179?i=1000624910242</a>]]>
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      <pubDate>Sat, 19 Aug 2023 09:55:26 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 595 In posti inaspettati</title>
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      <description>
        <![CDATA[Da oggi quando non riesco a trovare qualcosa non mi metterò problemi a cercarla nel freezer o dentro la scatola dove tengo il frullatore. Non si sa mai dove le cose vanno a nascondersi!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG Translation below</i>]<br><br>Oggi definitivamente smetterò di sentirmi in colpa quando nel cercare qualcosa che non riesco a trovare, vado a guardare dentro il freezer oppure dentro la scatola dove tengo il frullatore con i suoi vari componenti, perché oggi, per la terza volta, ho trovato una cosa che credevo ormai irrimediabilmente persa, tra l'altro anche una cosa di un certo valore, e invece l'ho ritrovata in un posto che mai nella vita mi sarei sognata di trovare. Ma procediamo con ordine.<br><br>La prima volta che ho perso, va bene non la prima volta, ma che mi ricordi ultimamente una cosa di un certo valore e poi l'ho ritrovata in un posto impensabile, stato lo scorso anno, però la perdita risale a due anni fa, un paio di cuffie, cuffie che trasmettono il suono attraverso le ossa del cranio, intercraniali, pagate quasi 200€, quindi ci tenevo, e improvvisamente, queste cuffie ogni tanto sparivano, poi comunque vi comparivano perché quelli erano i posti dove li lasciavo, e poi improvvisamente sono scomparse e non le ho più trovate, tanto che ne ho dovuto comprare un altro paio, con grandi maledizioni o che palle, che palle, che palle! E poi le ho trovate, appunto dopo più di un anno, facendo il cambio dell'armadio, togliendo fuori il piumino che era dentro di quelle buste, sapete, quelle di plastica da cui si toglie l'aria con l'aspirapolvere, e come ho aperto la busta, aperto il piumino e in mezzo c'erano le mie cuffie. Avevo voglia di cercarle.<br><br>Un altro episodio è la tessera sanitaria di mio figlio, che anche quella l'abbiamo cercata in lungo e in largo, chiesto il duplicato e poi, dopo molto tempo che aveva il duplicato, abbiamo trovato la tesserina che era finita dentro la scatola della griglia elettrica. Che nessuno mi chieda perché percome.<br><br>Bene oggi, mai due senza tre, ho ritrovato la mia Montblanc. Sono molto affezionata alla mia Montblanc, ho una collezione di penne, un paio sono anche Montblanc, questa però particolarmente, siccome è una penna a sfera, perché quella stilografica è un po' problematico portarsela dietro, però io normalmente la uso e qualche mese fa non riuscivo più a trovarla. Ci avevo messo una croce sopra e oggi, mentre scendevo dalla macchina, l'occhio mi è andato nello spazio vuoto che c'è sotto il binario dove scorre il sedile e ho visto la mia stellina della Montblanc. Ho cercato di prenderla e non ci sono riuscita andata ancora più in fondo. Adesso dovrò aspettare che arrivi mio marito per smontare, letteralmente dovrà credo, smontare il sedile perché è irraggiungibile però, e lì è al sicuro.<br><br>Quindi d'ora in poi quando perdo qualcosa guarderò nei posti, appunto dentro il freezer, nella scatola dove tengo le cose dell'aspirapolvere, nella scatola del frullatore, boh, dove ho gli attrezzi il martello, cose del genere. Perché, chi lo sa, ci sono i folletti che vanno a nascondermi le cose. Eh?<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Today I will definitely stop feeling guilty when, looking for something that I cannot find, I go and look inside the freezer or inside the box where I keep the blender with its various components, because today, for the third time, I found something that I thought was now irretrievably lost, actually something of some value, and instead I found it in a place I never in my life would have dreamed of finding it. But let's proceed in order.<br><br>The first time I lost, okay not the first time, but that I remember lately, something of some value and then I found it in an unthinkable place, it was last year, however the loss was two years ago, a pair of headphones, headphones that transmit sound through the bones of the skull, intercranial, paid almost 200€, so I cared about it, and suddenly, these headphones would sometimes disappear, then anyway they would appear again because those were the places where I left them, and then suddenly they disappeared and I couldn't find them anymore, so much so that I had to buy another pair, with great curses or what the heck, what the heck, what the heck! And then I found them, just after more than a year, doing the closet change, taking out the comforter that was inside of those bags, you know, the plastic ones that you vacuum the air out of, and as I opened the bag, opened the comforter and in the middle were my headphones. I could have searched forever.<br><br>Another incident is my son's health card, which we also searched far and wide for, asked for the duplicate and then, after a long time he had the duplicate, we found the card had ended up inside the electric grid box. Please no one ask why or how.<br><br>Well today, as all good things come in threes, I found my Montblanc again. I'm very fond of my Montblanc, I have a collection of pens, a couple of them are also Montblanc, this one particularly though, because it's a ballpoint pen, because the fountain pen one is a bit problematic to carry around, so I normally use it and a few months ago I couldn't find it anymore. I had kissed it goodbye, and today, as I was getting out of the car, my eye went to the empty space under the rail where the seat slides and I saw my Montblanc starlet. I tried to catch it and couldn't and it went even deeper. Now I will have to wait for my husband to come and disassemble, literally he will have to I guess, disassemble the seat because it is unreachable, but it is safe there.<br><br>So from now on when I lose something I will look in the places, just inside the freezer, in the box where I keep the vacuum cleaner things, in the blender box, IDK, where I have the tools the hammer, things like that. Because, who knows, there are leprechauns who go and hide things from me. Huh?]]>
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        <![CDATA[Da oggi quando non riesco a trovare qualcosa non mi metterò problemi a cercarla nel freezer o dentro la scatola dove tengo il frullatore. Non si sa mai dove le cose vanno a nascondersi!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG Translation below</i>]<br><br>Oggi definitivamente smetterò di sentirmi in colpa quando nel cercare qualcosa che non riesco a trovare, vado a guardare dentro il freezer oppure dentro la scatola dove tengo il frullatore con i suoi vari componenti, perché oggi, per la terza volta, ho trovato una cosa che credevo ormai irrimediabilmente persa, tra l'altro anche una cosa di un certo valore, e invece l'ho ritrovata in un posto che mai nella vita mi sarei sognata di trovare. Ma procediamo con ordine.<br><br>La prima volta che ho perso, va bene non la prima volta, ma che mi ricordi ultimamente una cosa di un certo valore e poi l'ho ritrovata in un posto impensabile, stato lo scorso anno, però la perdita risale a due anni fa, un paio di cuffie, cuffie che trasmettono il suono attraverso le ossa del cranio, intercraniali, pagate quasi 200€, quindi ci tenevo, e improvvisamente, queste cuffie ogni tanto sparivano, poi comunque vi comparivano perché quelli erano i posti dove li lasciavo, e poi improvvisamente sono scomparse e non le ho più trovate, tanto che ne ho dovuto comprare un altro paio, con grandi maledizioni o che palle, che palle, che palle! E poi le ho trovate, appunto dopo più di un anno, facendo il cambio dell'armadio, togliendo fuori il piumino che era dentro di quelle buste, sapete, quelle di plastica da cui si toglie l'aria con l'aspirapolvere, e come ho aperto la busta, aperto il piumino e in mezzo c'erano le mie cuffie. Avevo voglia di cercarle.<br><br>Un altro episodio è la tessera sanitaria di mio figlio, che anche quella l'abbiamo cercata in lungo e in largo, chiesto il duplicato e poi, dopo molto tempo che aveva il duplicato, abbiamo trovato la tesserina che era finita dentro la scatola della griglia elettrica. Che nessuno mi chieda perché percome.<br><br>Bene oggi, mai due senza tre, ho ritrovato la mia Montblanc. Sono molto affezionata alla mia Montblanc, ho una collezione di penne, un paio sono anche Montblanc, questa però particolarmente, siccome è una penna a sfera, perché quella stilografica è un po' problematico portarsela dietro, però io normalmente la uso e qualche mese fa non riuscivo più a trovarla. Ci avevo messo una croce sopra e oggi, mentre scendevo dalla macchina, l'occhio mi è andato nello spazio vuoto che c'è sotto il binario dove scorre il sedile e ho visto la mia stellina della Montblanc. Ho cercato di prenderla e non ci sono riuscita andata ancora più in fondo. Adesso dovrò aspettare che arrivi mio marito per smontare, letteralmente dovrà credo, smontare il sedile perché è irraggiungibile però, e lì è al sicuro.<br><br>Quindi d'ora in poi quando perdo qualcosa guarderò nei posti, appunto dentro il freezer, nella scatola dove tengo le cose dell'aspirapolvere, nella scatola del frullatore, boh, dove ho gli attrezzi il martello, cose del genere. Perché, chi lo sa, ci sono i folletti che vanno a nascondermi le cose. Eh?<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Today I will definitely stop feeling guilty when, looking for something that I cannot find, I go and look inside the freezer or inside the box where I keep the blender with its various components, because today, for the third time, I found something that I thought was now irretrievably lost, actually something of some value, and instead I found it in a place I never in my life would have dreamed of finding it. But let's proceed in order.<br><br>The first time I lost, okay not the first time, but that I remember lately, something of some value and then I found it in an unthinkable place, it was last year, however the loss was two years ago, a pair of headphones, headphones that transmit sound through the bones of the skull, intercranial, paid almost 200€, so I cared about it, and suddenly, these headphones would sometimes disappear, then anyway they would appear again because those were the places where I left them, and then suddenly they disappeared and I couldn't find them anymore, so much so that I had to buy another pair, with great curses or what the heck, what the heck, what the heck! And then I found them, just after more than a year, doing the closet change, taking out the comforter that was inside of those bags, you know, the plastic ones that you vacuum the air out of, and as I opened the bag, opened the comforter and in the middle were my headphones. I could have searched forever.<br><br>Another incident is my son's health card, which we also searched far and wide for, asked for the duplicate and then, after a long time he had the duplicate, we found the card had ended up inside the electric grid box. Please no one ask why or how.<br><br>Well today, as all good things come in threes, I found my Montblanc again. I'm very fond of my Montblanc, I have a collection of pens, a couple of them are also Montblanc, this one particularly though, because it's a ballpoint pen, because the fountain pen one is a bit problematic to carry around, so I normally use it and a few months ago I couldn't find it anymore. I had kissed it goodbye, and today, as I was getting out of the car, my eye went to the empty space under the rail where the seat slides and I saw my Montblanc starlet. I tried to catch it and couldn't and it went even deeper. Now I will have to wait for my husband to come and disassemble, literally he will have to I guess, disassemble the seat because it is unreachable, but it is safe there.<br><br>So from now on when I lose something I will look in the places, just inside the freezer, in the box where I keep the vacuum cleaner things, in the blender box, IDK, where I have the tools the hammer, things like that. Because, who knows, there are leprechauns who go and hide things from me. Huh?]]>
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      <pubDate>Fri, 18 Aug 2023 12:00:40 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Da oggi quando non riesco a trovare qualcosa non mi metterò problemi a cercarla nel freezer o dentro la scatola dove tengo il frullatore. Non si sa mai dove le cose vanno a nascondersi!TRASCRIZIONE [ENG Translation below]Oggi definitivamente smetterò di sentirmi in colpa quando nel cercare qualcosa che non riesco a trovare, vado a guardare dentro il freezer oppure dentro la scatola dove tengo il frullatore con i suoi vari componenti, perché oggi, per la terza volta, ho trovato una cosa che credevo ormai irrimediabilmente persa, tra l'altro anche una cosa di un certo valore, e invece l'ho ritrovata in un posto che mai nella vita mi sarei sognata di trovare. Ma procediamo con ordine.La prima volta che ho perso, va bene non la prima volta, ma che mi ricordi ultimamente una cosa di un certo valore e poi l'ho ritrovata in un posto impensabile, stato lo scorso anno, però la perdita risale a due anni fa, un paio di cuffie, cuffie che trasmettono il suono attraverso le ossa del cranio, intercraniali, pagate quasi 200€, quindi ci tenevo, e improvvisamente, queste cuffie ogni tanto sparivano, poi comunque vi comparivano perché quelli erano i posti dove li lasciavo, e poi improvvisamente sono scomparse e non le ho più trovate, tanto che ne ho dovuto comprare un altro paio, con grandi maledizioni o che palle, che palle, che palle! E poi le ho trovate, appunto dopo più di un anno, facendo il cambio dell'armadio, togliendo fuori il piumino che era dentro di quelle buste, sapete, quelle di plastica da cui si toglie l'aria con l'aspirapolvere, e come ho aperto la busta, aperto il piumino e in mezzo c'erano le mie cuffie. Avevo voglia di cercarle.Un altro episodio è la tessera sanitaria di mio figlio, che anche quella l'abbiamo cercata in lungo e in largo, chiesto il duplicato e poi, dopo molto tempo che aveva il duplicato, abbiamo trovato la tesserina che era finita dentro la scatola della griglia elettrica. Che nessuno mi chieda perché percome.Bene oggi, mai due senza tre, ho ritrovato la mia Montblanc. Sono molto affezionata alla mia Montblanc, ho una collezione di penne, un paio sono anche Montblanc, questa però particolarmente, siccome è una penna a sfera, perché quella stilografica è un po' problematico portarsela dietro, però io normalmente la uso e qualche mese fa non riuscivo più a trovarla. Ci avevo messo una croce sopra e oggi, mentre scendevo dalla macchina, l'occhio mi è andato nello spazio vuoto che c'è sotto il binario dove scorre il sedile e ho visto la mia stellina della Montblanc. Ho cercato di prenderla e non ci sono riuscita andata ancora più in fondo. Adesso dovrò aspettare che arrivi mio marito per smontare, letteralmente dovrà credo, smontare il sedile perché è irraggiungibile però, e lì è al sicuro.Quindi d'ora in poi quando perdo qualcosa guarderò nei posti, appunto dentro il freezer, nella scatola dove tengo le cose dell'aspirapolvere, nella scatola del frullatore, boh, dove ho gli attrezzi il martello, cose del genere. Perché, chi lo sa, ci sono i folletti che vanno a nascondermi le cose. Eh?TRANSLATIONToday I will definitely stop feeling guilty when, looking for something that I cannot find, I go and look inside the freezer or inside the box where I keep the blender with its various components, because today, for the third time, I found something that I thought was now irretrievably lost, actually something of some value, and instead I found it in a place I never in my life would have dreamed of finding it. But let's proceed in order.The first time I lost, okay not the first time, but that I remember lately, something of some value and then I found it in an unthinkable place, it was last year, however the loss was two years ago, a pair of headphones, headphones that transmit sound through the bones of the skull, intercranial, paid almost 200€, so I cared about it, and...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 594 Sharknado - il ritorno</title>
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        <![CDATA[Per celebrare i 10 anni dall'uscita del primo Sharknado, torna nelle sale il primo film della serie. Esilarante, da gustare in compagnia. L'unica volta che è concesso commentare a voce alta il film al cinema.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Cos'è <b>Sharknado</b>? È un film che parla di squali. No, non è vero. Sharknado è una serie di film, il primo uscito nel 2013 esattamente dieci anni fa, tenetelo a mente, e ne hanno fatto poi mi pare sei, dovrei saperlo perché li ho visti tutti, sì, mi pare che siano sei.<br><br>Cos'hanno di particolare questa serie di film? È che quando è uscito il primo Sharknado, nel 2013, appunto, io me lo immagino il meeting che hanno fatto per discutere se fare o meno questo film: queste persone hanno presentato l'idea, ah s abbiamo l'idea di questo, di fare un film dove gli squali vengono presi dal mare e portati da un tornado a piovere sulla gente e gli squali sì, finiscono dentro le piscine e finiscono dove c'è l'acqua, e l mangiano e ammazzano tutti. <br><br>Non sto spoilerando molto, anche perché di racconto non è che ce ne sia tanto nel primo, né negli altri poi seguenti ancora meno. Io non so come abbiano reagito i produttori, se abbiano pensato che fosse un'idea geniale oppure una di quelle idee così brutte da risultare belle, sta di fatto che il primo Sharknado ha una qualche velleità di... non dico che vuole sembrare reale, che vuole verosimiglianza, ecco non mi veniva la parola, ha qualche, così, sentore di verosimiglianza che una persona, se proprio proprio proprio la tira, cioè dice ah beh, sì, una cosa del genere potrebbe succedere.<br><br>Già, però verso il finale del primo film Sharknado, quello originale del 2013, si capisce che è una cosa del genere non potrebbe mai, mai, mai, mai succedere nel mondo. Poi man mano che si va avanti nel Sharknado 2, 3 eccetera fino all'ultimo, che appunto mi pare sia il sesto, le cose diventano così inverosimili, così palesemente esagerate che c'è, mi pare che nell'ultimo film ci sia un bambino, un neonato che con una sega elettrica apre la pancia - mangiato dallo squalo scusate - mangiato dallo squalo e con una sega elettrica il neonato, forse ancora non è nemmeno nato, sta nascendo, apre la pancia dello squalo ed esce fuori, cioè cose veramente che non stanno né in cielo né in terra.<br><br>Ma perché vi sto parlando di Sharknado oggi? Perché appunto, ora che ricorrono i dieci anni dall'uscita del primo Sharknado, ci sarà una riproposta del primo originale nei cinema, completamente rimasterizzato con nuovi effetti sonori mai visti, effetti visivi mai visti prima. Niente, quindi sarà di nuovo al cinema e sicuramente sarà una bella esperienza andare lì tutti insieme, yeah! E gridare e ridere. Per una volta tanto. parlare e ridere a voce alta al cinema sarà concesso non solo, ma anche auspicabile.<br><br><br><br>TRANSLATION<br><br>What is Sharknado? It is a film about sharks. No, it's not. Sharknado is a series of movies, the first one released in 2013 exactly ten years ago, keep that in mind, and they made then I think six, I should know because I've seen them all, yes, I think there are six.<br><br>What is special about this series of films? It's that when the first Sharknado came out, in 2013, precisely, I can imagine the meeting they had to discuss whether or not to make this movie: these people presented the idea, ah yes we have the idea of this, to make a movie where sharks are taken from the sea and brought by a tornado to rain down on people and the sharks yes, they end up inside the pools and they end up where the is water, and they eat and kill everybody.<br><br>I am not spoiling much, partly because there is not that much storytelling in the first one, and in the others that follow even less. I don't know how the producers reacted to it, whether they thought it was a brilliant idea or one of those ideas that was so bad to be good, the fact is that the first Sharknado has some vague ... I'm not saying that it wants to seem real, that it wants verisimilitude, here I couldn't think of the word, it has some, so, whiff of verisimilitude that a person, if they really really pull it, I mean they say ah well, yeah, something like that could happen.<br><br>Yeah, however, already toward the end of the first Sharknado movie, the original one from 2013, it becomes clear that something like this could never, ever, ever happen in ral life. Then as you go on in Sharknado 2, 3 etc. until the last one, which I think is the sixth one, things become so far-fetched, so blatantly exaggerated that there is, I think in the last film there is a baby, an infant who with a chainsaw opens the belly -- eaten by the shark excuse me -- eaten by the shark and with a chainsaw the infant, maybe not even born yet, is being born, opens the belly of the shark and comes out, I mean things really that are neither in heaven nor on earth.<br><br>But why am I telling you about Sharknado today? Because you see, now that it marks ten years since the release of the first Sharknado, there will be a re-release of the first original in theaters, completely remastered with new never-before-seen sound effects, never-before-seen visual effects. There you go, so it's going to be at the cinema again and it's definitely going to be a good experience to go there all together, yeah! And shout and laugh. For once talking and laughing out loud at the cinema will be allowed not only, but also desirable.<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Per celebrare i 10 anni dall'uscita del primo Sharknado, torna nelle sale il primo film della serie. Esilarante, da gustare in compagnia. L'unica volta che è concesso commentare a voce alta il film al cinema.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Cos'è <b>Sharknado</b>? È un film che parla di squali. No, non è vero. Sharknado è una serie di film, il primo uscito nel 2013 esattamente dieci anni fa, tenetelo a mente, e ne hanno fatto poi mi pare sei, dovrei saperlo perché li ho visti tutti, sì, mi pare che siano sei.<br><br>Cos'hanno di particolare questa serie di film? È che quando è uscito il primo Sharknado, nel 2013, appunto, io me lo immagino il meeting che hanno fatto per discutere se fare o meno questo film: queste persone hanno presentato l'idea, ah s abbiamo l'idea di questo, di fare un film dove gli squali vengono presi dal mare e portati da un tornado a piovere sulla gente e gli squali sì, finiscono dentro le piscine e finiscono dove c'è l'acqua, e l mangiano e ammazzano tutti. <br><br>Non sto spoilerando molto, anche perché di racconto non è che ce ne sia tanto nel primo, né negli altri poi seguenti ancora meno. Io non so come abbiano reagito i produttori, se abbiano pensato che fosse un'idea geniale oppure una di quelle idee così brutte da risultare belle, sta di fatto che il primo Sharknado ha una qualche velleità di... non dico che vuole sembrare reale, che vuole verosimiglianza, ecco non mi veniva la parola, ha qualche, così, sentore di verosimiglianza che una persona, se proprio proprio proprio la tira, cioè dice ah beh, sì, una cosa del genere potrebbe succedere.<br><br>Già, però verso il finale del primo film Sharknado, quello originale del 2013, si capisce che è una cosa del genere non potrebbe mai, mai, mai, mai succedere nel mondo. Poi man mano che si va avanti nel Sharknado 2, 3 eccetera fino all'ultimo, che appunto mi pare sia il sesto, le cose diventano così inverosimili, così palesemente esagerate che c'è, mi pare che nell'ultimo film ci sia un bambino, un neonato che con una sega elettrica apre la pancia - mangiato dallo squalo scusate - mangiato dallo squalo e con una sega elettrica il neonato, forse ancora non è nemmeno nato, sta nascendo, apre la pancia dello squalo ed esce fuori, cioè cose veramente che non stanno né in cielo né in terra.<br><br>Ma perché vi sto parlando di Sharknado oggi? Perché appunto, ora che ricorrono i dieci anni dall'uscita del primo Sharknado, ci sarà una riproposta del primo originale nei cinema, completamente rimasterizzato con nuovi effetti sonori mai visti, effetti visivi mai visti prima. Niente, quindi sarà di nuovo al cinema e sicuramente sarà una bella esperienza andare lì tutti insieme, yeah! E gridare e ridere. Per una volta tanto. parlare e ridere a voce alta al cinema sarà concesso non solo, ma anche auspicabile.<br><br><br><br>TRANSLATION<br><br>What is Sharknado? It is a film about sharks. No, it's not. Sharknado is a series of movies, the first one released in 2013 exactly ten years ago, keep that in mind, and they made then I think six, I should know because I've seen them all, yes, I think there are six.<br><br>What is special about this series of films? It's that when the first Sharknado came out, in 2013, precisely, I can imagine the meeting they had to discuss whether or not to make this movie: these people presented the idea, ah yes we have the idea of this, to make a movie where sharks are taken from the sea and brought by a tornado to rain down on people and the sharks yes, they end up inside the pools and they end up where the is water, and they eat and kill everybody.<br><br>I am not spoiling much, partly because there is not that much storytelling in the first one, and in the others that follow even less. I don't know how the producers reacted to it, whether they thought it was a brilliant idea or one of those ideas that was so bad to be good, the fact is that the first Sharknado has some vague ... I'm not saying that it wants to seem real, that it wants verisimilitude, here I couldn't think of the word, it has some, so, whiff of verisimilitude that a person, if they really really pull it, I mean they say ah well, yeah, something like that could happen.<br><br>Yeah, however, already toward the end of the first Sharknado movie, the original one from 2013, it becomes clear that something like this could never, ever, ever happen in ral life. Then as you go on in Sharknado 2, 3 etc. until the last one, which I think is the sixth one, things become so far-fetched, so blatantly exaggerated that there is, I think in the last film there is a baby, an infant who with a chainsaw opens the belly -- eaten by the shark excuse me -- eaten by the shark and with a chainsaw the infant, maybe not even born yet, is being born, opens the belly of the shark and comes out, I mean things really that are neither in heaven nor on earth.<br><br>But why am I telling you about Sharknado today? Because you see, now that it marks ten years since the release of the first Sharknado, there will be a re-release of the first original in theaters, completely remastered with new never-before-seen sound effects, never-before-seen visual effects. There you go, so it's going to be at the cinema again and it's definitely going to be a good experience to go there all together, yeah! And shout and laugh. For once talking and laughing out loud at the cinema will be allowed not only, but also desirable.<br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 17 Aug 2023 07:59:19 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Per celebrare i 10 anni dall'uscita del primo Sharknado, torna nelle sale il primo film della serie. Esilarante, da gustare in compagnia. L'unica volta che è concesso commentare a voce alta il film al cinema.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Cos'è Sharknado? È un film che parla di squali. No, non è vero. Sharknado è una serie di film, il primo uscito nel 2013 esattamente dieci anni fa, tenetelo a mente, e ne hanno fatto poi mi pare sei, dovrei saperlo perché li ho visti tutti, sì, mi pare che siano sei.Cos'hanno di particolare questa serie di film? È che quando è uscito il primo Sharknado, nel 2013, appunto, io me lo immagino il meeting che hanno fatto per discutere se fare o meno questo film: queste persone hanno presentato l'idea, ah s abbiamo l'idea di questo, di fare un film dove gli squali vengono presi dal mare e portati da un tornado a piovere sulla gente e gli squali sì, finiscono dentro le piscine e finiscono dove c'è l'acqua, e l mangiano e ammazzano tutti. Non sto spoilerando molto, anche perché di racconto non è che ce ne sia tanto nel primo, né negli altri poi seguenti ancora meno. Io non so come abbiano reagito i produttori, se abbiano pensato che fosse un'idea geniale oppure una di quelle idee così brutte da risultare belle, sta di fatto che il primo Sharknado ha una qualche velleità di... non dico che vuole sembrare reale, che vuole verosimiglianza, ecco non mi veniva la parola, ha qualche, così, sentore di verosimiglianza che una persona, se proprio proprio proprio la tira, cioè dice ah beh, sì, una cosa del genere potrebbe succedere.Già, però verso il finale del primo film Sharknado, quello originale del 2013, si capisce che è una cosa del genere non potrebbe mai, mai, mai, mai succedere nel mondo. Poi man mano che si va avanti nel Sharknado 2, 3 eccetera fino all'ultimo, che appunto mi pare sia il sesto, le cose diventano così inverosimili, così palesemente esagerate che c'è, mi pare che nell'ultimo film ci sia un bambino, un neonato che con una sega elettrica apre la pancia - mangiato dallo squalo scusate - mangiato dallo squalo e con una sega elettrica il neonato, forse ancora non è nemmeno nato, sta nascendo, apre la pancia dello squalo ed esce fuori, cioè cose veramente che non stanno né in cielo né in terra.Ma perché vi sto parlando di Sharknado oggi? Perché appunto, ora che ricorrono i dieci anni dall'uscita del primo Sharknado, ci sarà una riproposta del primo originale nei cinema, completamente rimasterizzato con nuovi effetti sonori mai visti, effetti visivi mai visti prima. Niente, quindi sarà di nuovo al cinema e sicuramente sarà una bella esperienza andare lì tutti insieme, yeah! E gridare e ridere. Per una volta tanto. parlare e ridere a voce alta al cinema sarà concesso non solo, ma anche auspicabile.TRANSLATIONWhat is Sharknado? It is a film about sharks. No, it's not. Sharknado is a series of movies, the first one released in 2013 exactly ten years ago, keep that in mind, and they made then I think six, I should know because I've seen them all, yes, I think there are six.What is special about this series of films? It's that when the first Sharknado came out, in 2013, precisely, I can imagine the meeting they had to discuss whether or not to make this movie: these people presented the idea, ah yes we have the idea of this, to make a movie where sharks are taken from the sea and brought by a tornado to rain down on people and the sharks yes, they end up inside the pools and they end up where the is water, and they eat and kill everybody.I am not spoiling much, partly because there is not that much storytelling in the first one, and in the others that follow even less. I don't know how the producers reacted to it, whether they thought it was a brilliant idea or one of those ideas that was so bad to be good, the fact is that the first...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Per celebrare i 10 anni dall'uscita del primo Sharknado, torna nelle sale il primo film della serie. Esilarante, da gustare in compagnia. L'unica volta che è concesso commentare a voce alta il film al cinema.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Cos'è Shark</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 593 Una (fantastica!) idea di business</title>
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        <![CDATA[Vi regalo l'idea per un bar che a me piacerebbe molto (e andrei sicuramente a visitarlo) se ci fosse!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Quando abitavo a Melbourne, per circa un mese, un mese e mezzo, nel mio quartiere, Thornbury, aveva aperto un bar che praticamente era stato allestito in fretta e furia all'interno di un garage ed era molto semplice, c'era il bancone dove si poteva ordinare da bere, e poi lungo tutte le pareti c'erano dei tavoli, attaccati al muro con gli sgabelli alti, o meglio non sgabelli erano un'altra cosa che adesso vi dirò cos'era, poi in ogni postazione c'era uno schermo, come lo schermo di un televisore, e questo posto era un posto dedicato ai ciclisti.<br><br>Infatti, profittando della controtendenza sia stagionale che temporale, infatti a giugno a Melbourne è inverno, è pieno inverno, aveva messo anzichè degli sgabelli, delle biciclette, cyclette, quelle che ci sono in palestra con cui si può pedalare senza andare da nessuna parte, e questo posto faceva vedere unicamente nei televisori le fasi del Giro di Francia, quando era in diretta lo faceva vedere in diretta, quando corrispondeva al all'ora in cui era aperto, altrimenti faceva vedere delle registrazioni.<br>Io ci sono andata una volta e devo dire che era un'esperienza molto bella, soprattutto quando ci si andava di notte, perché rimaneva aperto fino a tardi, a vedere anche il tipo di persone che ci vanno.<br><br>Mi è venuto in mente questo bar, che poi penso abbia chiuso subito dopo la fine del Giro, anzi del Tour, se mi sentono gli appassionati di ciclismo mi bacchettano sulla testa, mi è venuto in mente un altro tipo di locale che si potrebbe aprire, quindi vi do l'idea poi se qualcuno lo fa ve lo faccia sapere, cioè usare quei video che, ce ne sono diversi su youtube, virtual walks. Praticamente una persona si mette una GoPro camera in testa e poi cammina per ore, 1 ora o 2 ore quello che vuoi, attraverso le strade di diverse città, diversi paesaggi.<br><br>Io al momento ne sto seguendo uno che si chiama <b><a href="https://www.youtube.com/@VIRTUALJAPAN" rel="noreferrer noopener">Virtual Japan</a></b> e ci sono queste passeggiate, sia di giorno che di notte, attraverso le strade di Tokyo. Niente di che, semplicemente una persona che cammina e quindi noi seguiamo allo stesso passo questa persona che cammina.<br><br>Ecco, prendete un garage, metteteci delle postazioni anziché le biciclette, mettete dei tapirulan, e poi mettete dei piccoli schermi dove farete vedere, ognuno si può cercare poi in un menù se vuole passeggiare a Tokyo, a New York, a Milano o nel deserto.<br><br>Secondo me è una cosa che funzionerebbe perché unirebbe la curiosità di vedere posti che non si conoscono al dilettevole, magari ispira anche qualche scrittrice che vuole ambientare lì una sua avventura o un suo romanzo. Eh, che ne dite?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I lived in Melbourne, for about a month, a month and a half, in my neighborhood, Thornbury, someone opened a bar that was basically hastily set up inside a garage and it was very simple, there was the counter where you could order drinks, and then all along the walls there were benches, attached to the wall, with high stools, or rather not stools, they were another thing that I will now tell you what it was, then at each station there was a screen, like a television screen, and this place was a place dedicated to cyclists.<br><br>In fact, taking advantage of the countertrend both seasonally and temporally, in fact in June in Melbourne it's winter, it's the middle of winter, they put instead of stools, bicycles, exercise bikes, the kind that are in the gym with which you can pedal without going anywhere, and this place was only showing on the televisions the stages of the Tour de France, when it was live it was showing it live, when it corresponded to the time it was open, otherwise it was showing recordings.<br><br>I went there once and I must say that it was a very nice experience, especially when you went there at night, because it stayed open late, to also see the kind of people who go there.<br><br>I thought about that bar, which then I think closed down right after the end of the Giro, or rather the Tour, if cycling fans hear me [saying Giro] they'll whack me over the head, I came up with another kind of bar that you could open, so I'll give you the idea then if anyone does open it, let you know, that is to use those videos that, there are several on youtube, show virtual walks. Basically someone puts a GoPro camera on their head and then walks for hours, 1 hour or 2 hours what you want, through the streets of different cities, different landscapes.<br><br>I am currently following one called <b><a href="https://www.youtube.com/@VIRTUALJAPAN" rel="noreferrer noopener">Virtual Japan</a></b> and there are these walks, both during the day and at night, through the streets of Tokyo. Nothing much, simply a person walking, and so you follow at the same pace this person is walking.<br><br>Here, take a garage, put stations there, instead of bicycles, put tapirulans, and then put small screens where you will show, everyone can look up then in a menu if they want to walk in Tokyo, New York, Milan or the desert.<br><br>In my opinion, this is something that would work because it would combine the curiosity of seeing places you don't know with the enjoyment, maybe even inspire some writers who want to set one of their adventures or novels there. Eh, how about that?<br><br>]]>
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        <![CDATA[Vi regalo l'idea per un bar che a me piacerebbe molto (e andrei sicuramente a visitarlo) se ci fosse!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Quando abitavo a Melbourne, per circa un mese, un mese e mezzo, nel mio quartiere, Thornbury, aveva aperto un bar che praticamente era stato allestito in fretta e furia all'interno di un garage ed era molto semplice, c'era il bancone dove si poteva ordinare da bere, e poi lungo tutte le pareti c'erano dei tavoli, attaccati al muro con gli sgabelli alti, o meglio non sgabelli erano un'altra cosa che adesso vi dirò cos'era, poi in ogni postazione c'era uno schermo, come lo schermo di un televisore, e questo posto era un posto dedicato ai ciclisti.<br><br>Infatti, profittando della controtendenza sia stagionale che temporale, infatti a giugno a Melbourne è inverno, è pieno inverno, aveva messo anzichè degli sgabelli, delle biciclette, cyclette, quelle che ci sono in palestra con cui si può pedalare senza andare da nessuna parte, e questo posto faceva vedere unicamente nei televisori le fasi del Giro di Francia, quando era in diretta lo faceva vedere in diretta, quando corrispondeva al all'ora in cui era aperto, altrimenti faceva vedere delle registrazioni.<br>Io ci sono andata una volta e devo dire che era un'esperienza molto bella, soprattutto quando ci si andava di notte, perché rimaneva aperto fino a tardi, a vedere anche il tipo di persone che ci vanno.<br><br>Mi è venuto in mente questo bar, che poi penso abbia chiuso subito dopo la fine del Giro, anzi del Tour, se mi sentono gli appassionati di ciclismo mi bacchettano sulla testa, mi è venuto in mente un altro tipo di locale che si potrebbe aprire, quindi vi do l'idea poi se qualcuno lo fa ve lo faccia sapere, cioè usare quei video che, ce ne sono diversi su youtube, virtual walks. Praticamente una persona si mette una GoPro camera in testa e poi cammina per ore, 1 ora o 2 ore quello che vuoi, attraverso le strade di diverse città, diversi paesaggi.<br><br>Io al momento ne sto seguendo uno che si chiama <b><a href="https://www.youtube.com/@VIRTUALJAPAN" rel="noreferrer noopener">Virtual Japan</a></b> e ci sono queste passeggiate, sia di giorno che di notte, attraverso le strade di Tokyo. Niente di che, semplicemente una persona che cammina e quindi noi seguiamo allo stesso passo questa persona che cammina.<br><br>Ecco, prendete un garage, metteteci delle postazioni anziché le biciclette, mettete dei tapirulan, e poi mettete dei piccoli schermi dove farete vedere, ognuno si può cercare poi in un menù se vuole passeggiare a Tokyo, a New York, a Milano o nel deserto.<br><br>Secondo me è una cosa che funzionerebbe perché unirebbe la curiosità di vedere posti che non si conoscono al dilettevole, magari ispira anche qualche scrittrice che vuole ambientare lì una sua avventura o un suo romanzo. Eh, che ne dite?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I lived in Melbourne, for about a month, a month and a half, in my neighborhood, Thornbury, someone opened a bar that was basically hastily set up inside a garage and it was very simple, there was the counter where you could order drinks, and then all along the walls there were benches, attached to the wall, with high stools, or rather not stools, they were another thing that I will now tell you what it was, then at each station there was a screen, like a television screen, and this place was a place dedicated to cyclists.<br><br>In fact, taking advantage of the countertrend both seasonally and temporally, in fact in June in Melbourne it's winter, it's the middle of winter, they put instead of stools, bicycles, exercise bikes, the kind that are in the gym with which you can pedal without going anywhere, and this place was only showing on the televisions the stages of the Tour de France, when it was live it was showing it live, when it corresponded to the time it was open, otherwise it was showing recordings.<br><br>I went there once and I must say that it was a very nice experience, especially when you went there at night, because it stayed open late, to also see the kind of people who go there.<br><br>I thought about that bar, which then I think closed down right after the end of the Giro, or rather the Tour, if cycling fans hear me [saying Giro] they'll whack me over the head, I came up with another kind of bar that you could open, so I'll give you the idea then if anyone does open it, let you know, that is to use those videos that, there are several on youtube, show virtual walks. Basically someone puts a GoPro camera on their head and then walks for hours, 1 hour or 2 hours what you want, through the streets of different cities, different landscapes.<br><br>I am currently following one called <b><a href="https://www.youtube.com/@VIRTUALJAPAN" rel="noreferrer noopener">Virtual Japan</a></b> and there are these walks, both during the day and at night, through the streets of Tokyo. Nothing much, simply a person walking, and so you follow at the same pace this person is walking.<br><br>Here, take a garage, put stations there, instead of bicycles, put tapirulans, and then put small screens where you will show, everyone can look up then in a menu if they want to walk in Tokyo, New York, Milan or the desert.<br><br>In my opinion, this is something that would work because it would combine the curiosity of seeing places you don't know with the enjoyment, maybe even inspire some writers who want to set one of their adventures or novels there. 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      <pubDate>Wed, 16 Aug 2023 13:09:31 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 592 L'odore del didietro degli animali</title>
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        <![CDATA[Uno strano acquario che vuole risvegliare tutti e 5 i sensi di chi lo visita. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Non sono particolarmente un amante degli zoo e degli acquari, anche se capisco che spesso gli animali che vengono rinchiusi nello zoo non sono animali che vengono ormai non più catturati per essere messi nello zoo, ma animali che vengono salvati e che per una serie di circostanze non possono più essere reintrodotti nel loro ambiente naturale.<br>Probabilmente boh, non lo so se succede la stessa cosa con gli acquari e con i pesci che ci sono dentro, però devo purtroppo ammettere che la visita in certi acquari è molto suggestiva.<br>Molto bello l'acquario di Melbourne, molto bello l'acquario che ho visto in Spagna, a Valencia, mi risulta che anche quello che c'è a Genova sia molto bello.<br>Oggi vi voglio parlare di un acquario che non ho visitato e che, sinceramente, non so se andrò a visitare, e che si trova in Giappone, e precisamente nella città di Kobe. L'acquario si chiama <b><a href="https://atoa-kobe.jp/english/floor/" rel="noreferrer noopener">Atoa</a></b>, ho visto il sito e, così come tutti gli acquari, ha diverse sezioni, c'è anche una parte dove si possono acquistare degli oggetti, quindi c'è anche lo shop per ricordare questa bella visita, ma la cosa che caratterizza l'acquario di Kobe è che vuole veramente far vivere al visitatore un'esperienza che abbracci tutti e cinque i sensi e tra i vari sensi che vogliono abbracciare c'è anche quello dell'olfatto.<br>Ora, quando si visita uno zoo, dipendentemente dalle aree che si visitano, ci sono odori più o meno forti. Ecco, l'acquario di Kobe ha voluto esagerare e ha una sezione dove ci sono delle immagini digitali di vari animali e queste immagini digitali hanno un vetro e nel vetro c'è un, c'è ritagliato un cerchio dove chi sta visitando l'acquario può avvicinare il naso e le immagini che ci sono degli animali fanno corrispondere al cerchio di vetro tagliato con l'ano degli animali.<br>Quindi all'acquario Atoa di Kobe si può avvicinare il naso e sentire che odore ha l'ano di diversi animali. E a quanto pare, dai video che sono stati pubblicati, almeno su YouTube, quello del pinguino non è troppo, non è troppo maleodorante, però pare che sia molto maleodorante l'ano della tigre.<br>Quindi se vi capita di incontrare una tigre, non avvicinatevi all'ano perché è maleodorante.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I am not particularly a fan of zoos and aquariums, although I understand that often the animals that are locked up in the zoo are animals that are now no longer captured to be put in the zoo, but animals that are rescued and that for a variety of circumstances can no longer be reintroduced to their natural environment.<br>Probably IDK, who knows if the same thing happens with aquariums and the fish in them, but I must sadly admit that visiting certain aquariums is very impressive.<br>Very nice the aquarium in Melbourne, a very nice aquarium I saw in Spain, in Valencia, I understand that the one in Genoa is also very nice.<br>Today I want to tell you about an aquarium that I haven't visited and that, honestly, I don't know if I'm going to visit, and it is located in Japan, specifically in the city of Kobe. The aquarium is called <b><a href="https://atoa-kobe.jp/english/floor/" rel="noreferrer noopener">Atoa</a></b>, I have seen the website and, just like all aquariums, it has different sections, there is also a part where you can buy items, so there is also the shop to remind you of this beautiful visit, but the thing that characterises the Kobe aquarium is that it really wants to make the visitor have an experience that embraces all five senses and among the various senses that they want to embrace there is also the sense of smell.<br>Now, when you visit a zoo, depending on the areas you visit, there are stronger or weaker smells. Here, the aquarium in Kobe wanted to go overboard and has a section where there are digital images of various animals and these digital images have a glass and in the glass there is a, there is cut out a circle where the person who is visiting the aquarium can bring the nose and the images that there are of the animals match the glass circle cut out with the anus of the animals.<br>So at the Atoa Aquarium in Kobe, you can get your nose close and smell what the anus of different animals smells like. And apparently, from the videos that have seen posted, at least on YouTube, the penguin's is not too, not too stinky, however, it appears that the tiger's anus is very smelly.<br>So if you happen to encounter a tiger, do not go near its anus because it is very stinky.<br><br>L'<a href="https://atoa-kobe.jp/english/floor/" rel="noreferrer noopener">acquario Atoa</a> a Kobe, in Giappone.<br><br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Uno strano acquario che vuole risvegliare tutti e 5 i sensi di chi lo visita. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Non sono particolarmente un amante degli zoo e degli acquari, anche se capisco che spesso gli animali che vengono rinchiusi nello zoo non sono animali che vengono ormai non più catturati per essere messi nello zoo, ma animali che vengono salvati e che per una serie di circostanze non possono più essere reintrodotti nel loro ambiente naturale.<br>Probabilmente boh, non lo so se succede la stessa cosa con gli acquari e con i pesci che ci sono dentro, però devo purtroppo ammettere che la visita in certi acquari è molto suggestiva.<br>Molto bello l'acquario di Melbourne, molto bello l'acquario che ho visto in Spagna, a Valencia, mi risulta che anche quello che c'è a Genova sia molto bello.<br>Oggi vi voglio parlare di un acquario che non ho visitato e che, sinceramente, non so se andrò a visitare, e che si trova in Giappone, e precisamente nella città di Kobe. L'acquario si chiama <b><a href="https://atoa-kobe.jp/english/floor/" rel="noreferrer noopener">Atoa</a></b>, ho visto il sito e, così come tutti gli acquari, ha diverse sezioni, c'è anche una parte dove si possono acquistare degli oggetti, quindi c'è anche lo shop per ricordare questa bella visita, ma la cosa che caratterizza l'acquario di Kobe è che vuole veramente far vivere al visitatore un'esperienza che abbracci tutti e cinque i sensi e tra i vari sensi che vogliono abbracciare c'è anche quello dell'olfatto.<br>Ora, quando si visita uno zoo, dipendentemente dalle aree che si visitano, ci sono odori più o meno forti. Ecco, l'acquario di Kobe ha voluto esagerare e ha una sezione dove ci sono delle immagini digitali di vari animali e queste immagini digitali hanno un vetro e nel vetro c'è un, c'è ritagliato un cerchio dove chi sta visitando l'acquario può avvicinare il naso e le immagini che ci sono degli animali fanno corrispondere al cerchio di vetro tagliato con l'ano degli animali.<br>Quindi all'acquario Atoa di Kobe si può avvicinare il naso e sentire che odore ha l'ano di diversi animali. E a quanto pare, dai video che sono stati pubblicati, almeno su YouTube, quello del pinguino non è troppo, non è troppo maleodorante, però pare che sia molto maleodorante l'ano della tigre.<br>Quindi se vi capita di incontrare una tigre, non avvicinatevi all'ano perché è maleodorante.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I am not particularly a fan of zoos and aquariums, although I understand that often the animals that are locked up in the zoo are animals that are now no longer captured to be put in the zoo, but animals that are rescued and that for a variety of circumstances can no longer be reintroduced to their natural environment.<br>Probably IDK, who knows if the same thing happens with aquariums and the fish in them, but I must sadly admit that visiting certain aquariums is very impressive.<br>Very nice the aquarium in Melbourne, a very nice aquarium I saw in Spain, in Valencia, I understand that the one in Genoa is also very nice.<br>Today I want to tell you about an aquarium that I haven't visited and that, honestly, I don't know if I'm going to visit, and it is located in Japan, specifically in the city of Kobe. The aquarium is called <b><a href="https://atoa-kobe.jp/english/floor/" rel="noreferrer noopener">Atoa</a></b>, I have seen the website and, just like all aquariums, it has different sections, there is also a part where you can buy items, so there is also the shop to remind you of this beautiful visit, but the thing that characterises the Kobe aquarium is that it really wants to make the visitor have an experience that embraces all five senses and among the various senses that they want to embrace there is also the sense of smell.<br>Now, when you visit a zoo, depending on the areas you visit, there are stronger or weaker smells. Here, the aquarium in Kobe wanted to go overboard and has a section where there are digital images of various animals and these digital images have a glass and in the glass there is a, there is cut out a circle where the person who is visiting the aquarium can bring the nose and the images that there are of the animals match the glass circle cut out with the anus of the animals.<br>So at the Atoa Aquarium in Kobe, you can get your nose close and smell what the anus of different animals smells like. And apparently, from the videos that have seen posted, at least on YouTube, the penguin's is not too, not too stinky, however, it appears that the tiger's anus is very smelly.<br>So if you happen to encounter a tiger, do not go near its anus because it is very stinky.<br><br>L'<a href="https://atoa-kobe.jp/english/floor/" rel="noreferrer noopener">acquario Atoa</a> a Kobe, in Giappone.<br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 15 Aug 2023 15:25:38 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Uno strano acquario che vuole risvegliare tutti e 5 i sensi di chi lo visita. TRASCRIZIONE [Eng translation below]Non sono particolarmente un amante degli zoo e degli acquari, anche se capisco che spesso gli animali che vengono rinchiusi nello zoo non son</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 591 A Sputnik piace il melone</title>
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        <![CDATA[Torno aparlare dei miei due gatti che questa mattino mi hanno tormentata.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Perché parlare degli abitudini alimentari dei miei gatti? Perché i miei gatti occupano la mia mente da questa mattina alle 05:30, quando mio marito si è alzato e è andato a fare la corsa mattutina, io non l'ho seguito perché ultimamente dormo male, dormo poco, non mi addormento prima delle 2 del mattino quindi alle 5 sono uno straccio, e prima di uscire ho avuto la malaugurata idea di dare da mangiare ai gatti <b>Sputnik e Mazinga</b>. Io poi appunto sono rimasta a letto a godermi anche, tra l'altro, quel po' di fresco di brezza che entrava dalla finestra spalancata durante la notte, però non me la sono potuta godere più di tanto, perché non so se in quello che mio marito ha dato da mangiare ai gatti ci fosse anfetamina, cocaina? Non lo so, ma i gatti sono impazziti: mi stavano correndo sopra, cioè si rincorrevano per la casa e il letto, o meglio la mia persona sotto il lenzuolino, veniva usata come trampolino di lancio per poi fiondarsi sul tavolo, sul computer, su tutto quello che c'era attorno.<br><br>Vabbè, quindi i gatti occupano la mia mente da questa mattina presto, poi naturalmente quando mi sono alzata alle 6 meno un quarto, alle 6 erano tranquilli che dormivano, fanno sempre così, perché? Cosa voglio raccontare? Ah, ecco, sì che c'è il mio gatto, soprattutto Sputnik, che ha dei gusti alimentari abbastanza poco gatteschi. Io questa cosa la sapevo già, ma d'estate la confermo ulteriormente, va ghiottissima di melone e soprattutto del melone le piace quella parte che noi solitamente togliamo, quella che ha sicuramente un nome scientifico, ma che io ignoro, a cui sono attaccati i semi, ecco i semi non glieli faccio mai nemmeno mettere in bocca perché immagino che facciano male? Non lo so, comunque non glieli faccio mangiare, però le faccio mangiare quella cosa lì che noi buttiamo, perché non si mangia, a volte le do anche dei pezzi di melone per vedere se è solo quella cosa lì o il melone che mangia. Le piace tutto, e lei proprio impazzisce, quando prendo il melone dal frigo comincia a girarmi intorno, a miagolare, e poi quando glielo do se lo mangiucchia, ha difficoltà a mangiare perché i gatti non hanno molari, hanno solo incisivi e canini - canini dovrebbero essere chiamati gattini - comunque e quindi ha difficoltà a farselo entrare in bocca, comunque lo mangia, si aiuta anche con la lingua rasposa, ed è al settimo cielo quando le do il melone da mangiare.<br><br>Sì, ho provato a dare melone anche a Mazinga, perché Mazinga ci guarda in cagnesco - in gattesco - però gira la faccia dall'altra parte, come se volesse dire ma tu sei scema, devo mangiare questa porcheria? Quindi a Sputnik piace il melone.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><b></b><br>Why talk about my cats' eating habits? Because my cats have been occupying my mind since this morning at 05:30 a.m. when my husband got up and went for his morning run, I didn't follow him because I've been sleeping badly lately, I sleep poorly, I don't fall asleep until 2 a.m. so by 5 a.m. I'm a wreck, and before I went out I had the unfortunate idea to feed the cats Sputnik and Mazinga. I then precisely stayed in bed enjoying also, by the way, that little bit of cool breeze that came in through the wide-open window during the night, however, I could not enjoy it more, because I don't know whether in what my husband fed the cats there was amphetamine, cocaine? I don't know, but the cats went crazy: they were running over me, that is, they were chasing each other around the house, and the bed, or rather my person under the bed sheet, was used as a springboard and then they would slingshot onto the table, onto the computer, onto everything around it.<br>ANyway, so the cats have been occupying my mind since early this morning, then of course when I got up at a quarter to 6, they were quietly sleeping at 6, they always do this, why? What do I want to racocnect? Ah, there it is, yes there is my cat, especially Sputnik, who has quite un-cat-like food tastes. I already knew this, but in the summertime I further confirm it, she goes very fond of melon and especially of melon she likes that part that we usually remove, the part that definitely has a scientific name, but which I ignore, to which the seeds are attached, here are the seeds I never even let her put them in her mouth because I guess they hurt? I don't know, anyway I don't make her eat them, however I make her eat that thing there that we throw away, because you don't eat it, sometimes I also give her pieces of melon to see if it's just that thing there or the melon that she eats. She likes everything, and she just goes crazy, when I take the melon from the refrigerator she starts circling around me, meowing, and then when I give it to her she eats it, she has a hard time eating because cats don't have molars, they only have incisors and canines - canines should be called kittens - anyway and so she has a hard time getting it into her mouth, however she eats it, she even helps herself with her raspy tongue, and she is over the moon when I give her melon to eat.<br>Yes, I tried to give melon to Mazinga as well, because Mazinga looks at us doggishly -- catlike -- however, he turns his face the other way, as if to say but you are dumb, do I have to eat this junk? So Sputnik likes melon.<br>]]>
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        <![CDATA[Torno aparlare dei miei due gatti che questa mattino mi hanno tormentata.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Perché parlare degli abitudini alimentari dei miei gatti? Perché i miei gatti occupano la mia mente da questa mattina alle 05:30, quando mio marito si è alzato e è andato a fare la corsa mattutina, io non l'ho seguito perché ultimamente dormo male, dormo poco, non mi addormento prima delle 2 del mattino quindi alle 5 sono uno straccio, e prima di uscire ho avuto la malaugurata idea di dare da mangiare ai gatti <b>Sputnik e Mazinga</b>. Io poi appunto sono rimasta a letto a godermi anche, tra l'altro, quel po' di fresco di brezza che entrava dalla finestra spalancata durante la notte, però non me la sono potuta godere più di tanto, perché non so se in quello che mio marito ha dato da mangiare ai gatti ci fosse anfetamina, cocaina? Non lo so, ma i gatti sono impazziti: mi stavano correndo sopra, cioè si rincorrevano per la casa e il letto, o meglio la mia persona sotto il lenzuolino, veniva usata come trampolino di lancio per poi fiondarsi sul tavolo, sul computer, su tutto quello che c'era attorno.<br><br>Vabbè, quindi i gatti occupano la mia mente da questa mattina presto, poi naturalmente quando mi sono alzata alle 6 meno un quarto, alle 6 erano tranquilli che dormivano, fanno sempre così, perché? Cosa voglio raccontare? Ah, ecco, sì che c'è il mio gatto, soprattutto Sputnik, che ha dei gusti alimentari abbastanza poco gatteschi. Io questa cosa la sapevo già, ma d'estate la confermo ulteriormente, va ghiottissima di melone e soprattutto del melone le piace quella parte che noi solitamente togliamo, quella che ha sicuramente un nome scientifico, ma che io ignoro, a cui sono attaccati i semi, ecco i semi non glieli faccio mai nemmeno mettere in bocca perché immagino che facciano male? Non lo so, comunque non glieli faccio mangiare, però le faccio mangiare quella cosa lì che noi buttiamo, perché non si mangia, a volte le do anche dei pezzi di melone per vedere se è solo quella cosa lì o il melone che mangia. Le piace tutto, e lei proprio impazzisce, quando prendo il melone dal frigo comincia a girarmi intorno, a miagolare, e poi quando glielo do se lo mangiucchia, ha difficoltà a mangiare perché i gatti non hanno molari, hanno solo incisivi e canini - canini dovrebbero essere chiamati gattini - comunque e quindi ha difficoltà a farselo entrare in bocca, comunque lo mangia, si aiuta anche con la lingua rasposa, ed è al settimo cielo quando le do il melone da mangiare.<br><br>Sì, ho provato a dare melone anche a Mazinga, perché Mazinga ci guarda in cagnesco - in gattesco - però gira la faccia dall'altra parte, come se volesse dire ma tu sei scema, devo mangiare questa porcheria? Quindi a Sputnik piace il melone.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><b></b><br>Why talk about my cats' eating habits? Because my cats have been occupying my mind since this morning at 05:30 a.m. when my husband got up and went for his morning run, I didn't follow him because I've been sleeping badly lately, I sleep poorly, I don't fall asleep until 2 a.m. so by 5 a.m. I'm a wreck, and before I went out I had the unfortunate idea to feed the cats Sputnik and Mazinga. I then precisely stayed in bed enjoying also, by the way, that little bit of cool breeze that came in through the wide-open window during the night, however, I could not enjoy it more, because I don't know whether in what my husband fed the cats there was amphetamine, cocaine? I don't know, but the cats went crazy: they were running over me, that is, they were chasing each other around the house, and the bed, or rather my person under the bed sheet, was used as a springboard and then they would slingshot onto the table, onto the computer, onto everything around it.<br>ANyway, so the cats have been occupying my mind since early this morning, then of course when I got up at a quarter to 6, they were quietly sleeping at 6, they always do this, why? What do I want to racocnect? Ah, there it is, yes there is my cat, especially Sputnik, who has quite un-cat-like food tastes. I already knew this, but in the summertime I further confirm it, she goes very fond of melon and especially of melon she likes that part that we usually remove, the part that definitely has a scientific name, but which I ignore, to which the seeds are attached, here are the seeds I never even let her put them in her mouth because I guess they hurt? I don't know, anyway I don't make her eat them, however I make her eat that thing there that we throw away, because you don't eat it, sometimes I also give her pieces of melon to see if it's just that thing there or the melon that she eats. She likes everything, and she just goes crazy, when I take the melon from the refrigerator she starts circling around me, meowing, and then when I give it to her she eats it, she has a hard time eating because cats don't have molars, they only have incisors and canines - canines should be called kittens - anyway and so she has a hard time getting it into her mouth, however she eats it, she even helps herself with her raspy tongue, and she is over the moon when I give her melon to eat.<br>Yes, I tried to give melon to Mazinga as well, because Mazinga looks at us doggishly -- catlike -- however, he turns his face the other way, as if to say but you are dumb, do I have to eat this junk? So Sputnik likes melon.<br>]]>
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      <pubDate>Mon, 14 Aug 2023 10:04:01 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Torno aparlare dei miei due gatti che questa mattino mi hanno tormentata.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Perché parlare degli abitudini alimentari dei miei gatti? Perché i miei gatti occupano la mia mente da questa mattina alle 05:30, quando mio marit</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 590 Sui mancini, anzi, no</title>
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        <![CDATA[vevo pensato di parlare dei mancini, poi invece ho cambiato idea.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Stamattina, quando mi sono alzata molto presto perché ho difficoltà a dormire, mi sveglio presto, non riesco a riaddormentarmi ecc. comunque, avevo pensato di fare questi 3 minuti grezzi di oggi parlando della giornata internazionale dei mancini, perché sapete che ogni giornata del calendario è dedicata a qualcosa o qualcuno alla giornata di oggi dedicata ai mancini, visto che io di mancini ne ho uno a casa, pensavo di parlare e anche di sfatare qualche mito quando sento dire, ah! i mancini sono più intelligenti, sono più bravi nello sport. Non è che siano più intelligenti o più bravi a fare sport, è che se tu giochi a tennis e sei mancino ti alleni sempre con destri e quindi sei abituato al gioco del destro. Se invece tu sei destro con i mancini ci giochi poco, non sei abituato al gioco dei maqncini e così via eccetera.<br><br>Però poi ho cambiato idea. Perché? Perché ho rimandato la compilazione dei 3 minuti grezzi, la registrazione, sono giornate calde un po' così pre-ferragostiane, quindi vabbè, poi mi sono messo a guardare una cosa su Netflix, una cosa giapponese un po' deprimente, quindi non mi va adesso di parlare dei mancini, non mi va, mi va di lamentarmi e quindi mi lamenterò, e di cosa mi lamento? Mi lamento di quelli che predicano bene e razzolano male.<br><br>Nessuno in particolare. Però mi capita di buttare l'occhio su articoli, o anche sui social, di gente, ah, ecco, si dovrebbe fare così, le aziende dovrebbero fare così, gli esseri umani dovrebbero fare così. Poi vai a vedere, vai a grattare le stesse persone che predicano, comportatevi così, così invece non lo fanno perché se ne escono, s adesso però non fa, eh sì, però non si può. Vabbè, forse qualcuno potrebbe anche accusare me di predicare, di predicare, punto. Perché poi io le cose che dico le faccio anche, anche perché, cioè diciamo che il mio spazio di predicamento di predicazione è molto limitato visto che abito in un'isola semi-remota del sud dell'Europa e quindi non è che il mio raggio d'azione sia più influente di tanto, però quello che dico io lo faccio anche, altrimenti non lo dico, non me ne frega niente perché sono arrivata a un momento della mia vita, a un'età in cui non devo rendere conto a nessuno. Quindi se una cosa la faccio, buon per me, non frega niente a nessuno.<br><br>Sì, anche dal tono della mia voce sentite che un po cantilenante, un po' un po strascicante non ho molta voglia oggi. Chissà per quanto, continuano ancora a fare i 3 minuti grezzi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>This morning, when I got up very early because I have difficulty sleeping, I wake up early, I can't get back to sleep, etc., anyway, I thought I would do these 3 minutes today talking about international left handers day, because you know every day on the calendar is dedicated to something or someone today's day is dedicated to lefties, since I have one of them at home, I thought I would talk and also dispel some myths when I hear, ah! lefties are smarter, they are better at sports. It's not that they're smarter or better at sports, it's that if you play tennis and you're left-handed you're always training with right-handed people and so you're used to right-handed play. If, on the other hand, you are right-handed with lefties, you play little with them, you are not used to the maqncini game and so on and so forth.<br><br>But then I changed my mind. Why? Because I've been putting off compiling the raw 3 minutes, the recording, it's kind of so pre-ferragostian hot days, so whatever, then I got into watching something on Netflix, a Japanese thing that's kind of depressing, so I don't feel like talking about lefties right now, I don't feel like it, I feel like complaining and so I'm going to complain, and what am I complaining about? I'm going to complain about those who preach well and practice badly.<br><br>None in particular. But I do happen to cast my eye on articles, or even on social media, by people, ah, that's it, you should do that, companies should do that, human beings should do that. Then you go and see, go and scratch and the same people who preach, behave like this, but they don't, because they argue, well, now I actually cannot, eh yes, but it's not possible. Whatever, maybe someone might even accuse me of preaching, preaching, period. Because then I also do the things that I say, also because, I mean let's face it, my preaching space is very limited since I live in a semi-remote island in southern Europe and so it's not like my range is more influential than that, however what I say I also do, otherwise I don't say it, I don't care because I have arrived at a time in my life, at an age where I don't have to be accountable to anybody. So if I do something, good for me, nobody gives a damn.<br><br>Yes, even by the tone of my voice you hear that a little bit sing-songy, a little bit drawling I don't have much energy today. Who knows for how long, I'll still keep recording the 3 daily minutes.<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[vevo pensato di parlare dei mancini, poi invece ho cambiato idea.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Stamattina, quando mi sono alzata molto presto perché ho difficoltà a dormire, mi sveglio presto, non riesco a riaddormentarmi ecc. comunque, avevo pensato di fare questi 3 minuti grezzi di oggi parlando della giornata internazionale dei mancini, perché sapete che ogni giornata del calendario è dedicata a qualcosa o qualcuno alla giornata di oggi dedicata ai mancini, visto che io di mancini ne ho uno a casa, pensavo di parlare e anche di sfatare qualche mito quando sento dire, ah! i mancini sono più intelligenti, sono più bravi nello sport. Non è che siano più intelligenti o più bravi a fare sport, è che se tu giochi a tennis e sei mancino ti alleni sempre con destri e quindi sei abituato al gioco del destro. Se invece tu sei destro con i mancini ci giochi poco, non sei abituato al gioco dei maqncini e così via eccetera.<br><br>Però poi ho cambiato idea. Perché? Perché ho rimandato la compilazione dei 3 minuti grezzi, la registrazione, sono giornate calde un po' così pre-ferragostiane, quindi vabbè, poi mi sono messo a guardare una cosa su Netflix, una cosa giapponese un po' deprimente, quindi non mi va adesso di parlare dei mancini, non mi va, mi va di lamentarmi e quindi mi lamenterò, e di cosa mi lamento? Mi lamento di quelli che predicano bene e razzolano male.<br><br>Nessuno in particolare. Però mi capita di buttare l'occhio su articoli, o anche sui social, di gente, ah, ecco, si dovrebbe fare così, le aziende dovrebbero fare così, gli esseri umani dovrebbero fare così. Poi vai a vedere, vai a grattare le stesse persone che predicano, comportatevi così, così invece non lo fanno perché se ne escono, s adesso però non fa, eh sì, però non si può. Vabbè, forse qualcuno potrebbe anche accusare me di predicare, di predicare, punto. Perché poi io le cose che dico le faccio anche, anche perché, cioè diciamo che il mio spazio di predicamento di predicazione è molto limitato visto che abito in un'isola semi-remota del sud dell'Europa e quindi non è che il mio raggio d'azione sia più influente di tanto, però quello che dico io lo faccio anche, altrimenti non lo dico, non me ne frega niente perché sono arrivata a un momento della mia vita, a un'età in cui non devo rendere conto a nessuno. Quindi se una cosa la faccio, buon per me, non frega niente a nessuno.<br><br>Sì, anche dal tono della mia voce sentite che un po cantilenante, un po' un po strascicante non ho molta voglia oggi. Chissà per quanto, continuano ancora a fare i 3 minuti grezzi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>This morning, when I got up very early because I have difficulty sleeping, I wake up early, I can't get back to sleep, etc., anyway, I thought I would do these 3 minutes today talking about international left handers day, because you know every day on the calendar is dedicated to something or someone today's day is dedicated to lefties, since I have one of them at home, I thought I would talk and also dispel some myths when I hear, ah! lefties are smarter, they are better at sports. It's not that they're smarter or better at sports, it's that if you play tennis and you're left-handed you're always training with right-handed people and so you're used to right-handed play. If, on the other hand, you are right-handed with lefties, you play little with them, you are not used to the maqncini game and so on and so forth.<br><br>But then I changed my mind. Why? Because I've been putting off compiling the raw 3 minutes, the recording, it's kind of so pre-ferragostian hot days, so whatever, then I got into watching something on Netflix, a Japanese thing that's kind of depressing, so I don't feel like talking about lefties right now, I don't feel like it, I feel like complaining and so I'm going to complain, and what am I complaining about? I'm going to complain about those who preach well and practice badly.<br><br>None in particular. But I do happen to cast my eye on articles, or even on social media, by people, ah, that's it, you should do that, companies should do that, human beings should do that. Then you go and see, go and scratch and the same people who preach, behave like this, but they don't, because they argue, well, now I actually cannot, eh yes, but it's not possible. Whatever, maybe someone might even accuse me of preaching, preaching, period. Because then I also do the things that I say, also because, I mean let's face it, my preaching space is very limited since I live in a semi-remote island in southern Europe and so it's not like my range is more influential than that, however what I say I also do, otherwise I don't say it, I don't care because I have arrived at a time in my life, at an age where I don't have to be accountable to anybody. So if I do something, good for me, nobody gives a damn.<br><br>Yes, even by the tone of my voice you hear that a little bit sing-songy, a little bit drawling I don't have much energy today. Who knows for how long, I'll still keep recording the 3 daily minutes.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 13 Aug 2023 13:21:57 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>vevo pensato di parlare dei mancini, poi invece ho cambiato idea.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Stamattina, quando mi sono alzata molto presto perché ho difficoltà a dormire, mi sveglio presto, non riesco a riaddormentarmi ecc. comunque, avevo pensat</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 589 Vecchi libri a Byron Bay</title>
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        <![CDATA[Un libro comprato secoli fa in un negozietto di seconda mano a Byron Bay.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Nelle calde ore agostane o agostiniane, non lo so, comunque nelle calde ore del pomeriggio d'agosto, quando non sapevo che leggere, mi sono rifatta ai vecchi libri. Ogni tanto io prendo vecchi libri letti molti, molti anni fa, di cui non mi ricordo molto bene la trama, ma mi ricordo se mi erano piaciuti o meno.<br><br>Ecco il libro che ho preso e un libro che mi ricordo, mi era piaciuto molto, per più di un motivo. Anzitutto è un libro comprato di seconda mano e infatti c'è ancora l'adesivo giallo fosforescente del negozio dove l'ho comprato 'Icon Books, 2$ <b>Byron Bay</b>'. E già questo me lo rende simpatico perché è un libro che comprai quando andai per la prima volta in vacanza a Byron Bay.<br><br>Baron Bay era negli anni, boh '60, '70, il paradiso degli hippy in Australia. Quando io l'ho visitato negli anni '90 era ancora abbastanza paradiso, ora mi risulta sia molto meno paradiso, comunque è sempre un posto fantastico.<br><br>La cosa divertente è che quando io comprai questo libro che è intitolato '<b>Inside Mr Enderby</b>', non m'ero resa conto o non avevo collegato immediatamente che l'autore è un autore che in effetti è molto famoso, vedi quel nome, <b>Anthony Burgess</b>, forse non vi dice molto il nome, ma è l'autore di <b>Arancia Meccanica</b>, altro libro che ho letto, si capisce pochissimo dal libro perché una delle caratteristiche di Anthony Burgess era questo amore incredibile per la lingua e per la linguistica, infatti era anche un abile linguista, insegnava linguistica, ha insegnato per diverso tempo linguistica e parlava diverse lingue, oltre a scrivere tantissimi libri, appunto, il più famoso è Arancia Meccanica ma ne ha scritto tanti altri, io solo a casa ne ho, boh, 5 o 6 suoi perché a me prende così: una volta che compro un libro mi piace, allora cerco di comprarne diversi, molti dello stesso autore. Ha scritto anche libretti di musica, ha tradotto addirittura l'opera Carmen, oltre che aver tradotto anche, mi pare, l'Odissea o uno di questi libroni così.<br><br>Comunque, perché mi misi a comprare tanti libri di Anthony Burgess? Perché ha una scrittura incredibilmente divertente, satirica, e s fa una satira molto sottile, a volte si riferisce a cose che io non conosco, allora vado un po', me le cerco. Comunque è stato bello riscoprire in questa tranquillità post-meridiana di un pomeriggio d'agosto, il mio vecchio libro comprato a Byron Bay.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>In the hot August or Augustinian hours, I don't know, anyway in the hot August afternoon hours, when I didn't know what to read, I went back to the old books. Occasionally I pick up old books that I read many, many years ago, whose plot I don't remember very well, but I remember whether I liked them or not.<br><br>Here is the book that I took and a book that I remember, I had liked very much, for more than one reason. First, it is a book bought second-hand and in fact it still has the glow-in-the-dark yellow sticker from the store where I bought it 'Icon Books, $2 <b>Byron Bay</b>'. And already that makes me like it because it's a book I bought when I first went on vacation to Byron Bay.<br><br>Baron Bay was in the '60s, '70s, IDK a hippy paradise in <b>Australia</b>. When I visited in the 1990s it was still quite a paradise, now I understand it is much less paradise, however it is still a great place.<br>The funny thing is that when I bought this book which is titled '<b>Inside Mr Enderby</b>', I didn't realise or didn't connect immediately that the author is an author who is actually very famous, you see that name, <b>Anthony Burgess</b>, maybe the name doesn't ring a bell, but he is the author of '<b>A Clockwork Orange</b>', another book I read, you can tell very little from the book because one of the characteristics of Anthony Burgess was this incredible love of language and linguistics, in fact he was also a skilled linguist, he taught linguistics, he taught linguistics for a long time and spoke several languages, as well as wrote a lot of books, actually, the most famous one is 'A Clockwork Orange' but he wrote many others, only at home I have, IDK, 5 or 6 of his because it gets me so: once I buy a book that I like, then I try to buy several, many by the same author. He also wrote music librettos, he even translated the opera Carmen, as well as having translated also, I think, the Odyssey or one of these big books like that.<br><br>Anyway, why did I set out to buy so many books by Anthony Burgess? Because he has an incredibly funny writing, satirical, and he does a very subtle satire, sometimes he refers to things that I don't know, then I go and I look it up. Anyway, it was nice to rediscover in this post-dawn quiet of an August afternoon, my old book bought in Byron Bay.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Un libro comprato secoli fa in un negozietto di seconda mano a Byron Bay.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Nelle calde ore agostane o agostiniane, non lo so, comunque nelle calde ore del pomeriggio d'agosto, quando non sapevo che leggere, mi sono rifatta ai vecchi libri. Ogni tanto io prendo vecchi libri letti molti, molti anni fa, di cui non mi ricordo molto bene la trama, ma mi ricordo se mi erano piaciuti o meno.<br><br>Ecco il libro che ho preso e un libro che mi ricordo, mi era piaciuto molto, per più di un motivo. Anzitutto è un libro comprato di seconda mano e infatti c'è ancora l'adesivo giallo fosforescente del negozio dove l'ho comprato 'Icon Books, 2$ <b>Byron Bay</b>'. E già questo me lo rende simpatico perché è un libro che comprai quando andai per la prima volta in vacanza a Byron Bay.<br><br>Baron Bay era negli anni, boh '60, '70, il paradiso degli hippy in Australia. Quando io l'ho visitato negli anni '90 era ancora abbastanza paradiso, ora mi risulta sia molto meno paradiso, comunque è sempre un posto fantastico.<br><br>La cosa divertente è che quando io comprai questo libro che è intitolato '<b>Inside Mr Enderby</b>', non m'ero resa conto o non avevo collegato immediatamente che l'autore è un autore che in effetti è molto famoso, vedi quel nome, <b>Anthony Burgess</b>, forse non vi dice molto il nome, ma è l'autore di <b>Arancia Meccanica</b>, altro libro che ho letto, si capisce pochissimo dal libro perché una delle caratteristiche di Anthony Burgess era questo amore incredibile per la lingua e per la linguistica, infatti era anche un abile linguista, insegnava linguistica, ha insegnato per diverso tempo linguistica e parlava diverse lingue, oltre a scrivere tantissimi libri, appunto, il più famoso è Arancia Meccanica ma ne ha scritto tanti altri, io solo a casa ne ho, boh, 5 o 6 suoi perché a me prende così: una volta che compro un libro mi piace, allora cerco di comprarne diversi, molti dello stesso autore. Ha scritto anche libretti di musica, ha tradotto addirittura l'opera Carmen, oltre che aver tradotto anche, mi pare, l'Odissea o uno di questi libroni così.<br><br>Comunque, perché mi misi a comprare tanti libri di Anthony Burgess? Perché ha una scrittura incredibilmente divertente, satirica, e s fa una satira molto sottile, a volte si riferisce a cose che io non conosco, allora vado un po', me le cerco. Comunque è stato bello riscoprire in questa tranquillità post-meridiana di un pomeriggio d'agosto, il mio vecchio libro comprato a Byron Bay.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>In the hot August or Augustinian hours, I don't know, anyway in the hot August afternoon hours, when I didn't know what to read, I went back to the old books. Occasionally I pick up old books that I read many, many years ago, whose plot I don't remember very well, but I remember whether I liked them or not.<br><br>Here is the book that I took and a book that I remember, I had liked very much, for more than one reason. First, it is a book bought second-hand and in fact it still has the glow-in-the-dark yellow sticker from the store where I bought it 'Icon Books, $2 <b>Byron Bay</b>'. And already that makes me like it because it's a book I bought when I first went on vacation to Byron Bay.<br><br>Baron Bay was in the '60s, '70s, IDK a hippy paradise in <b>Australia</b>. When I visited in the 1990s it was still quite a paradise, now I understand it is much less paradise, however it is still a great place.<br>The funny thing is that when I bought this book which is titled '<b>Inside Mr Enderby</b>', I didn't realise or didn't connect immediately that the author is an author who is actually very famous, you see that name, <b>Anthony Burgess</b>, maybe the name doesn't ring a bell, but he is the author of '<b>A Clockwork Orange</b>', another book I read, you can tell very little from the book because one of the characteristics of Anthony Burgess was this incredible love of language and linguistics, in fact he was also a skilled linguist, he taught linguistics, he taught linguistics for a long time and spoke several languages, as well as wrote a lot of books, actually, the most famous one is 'A Clockwork Orange' but he wrote many others, only at home I have, IDK, 5 or 6 of his because it gets me so: once I buy a book that I like, then I try to buy several, many by the same author. He also wrote music librettos, he even translated the opera Carmen, as well as having translated also, I think, the Odyssey or one of these big books like that.<br><br>Anyway, why did I set out to buy so many books by Anthony Burgess? Because he has an incredibly funny writing, satirical, and he does a very subtle satire, sometimes he refers to things that I don't know, then I go and I look it up. Anyway, it was nice to rediscover in this post-dawn quiet of an August afternoon, my old book bought in Byron Bay.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 12 Aug 2023 13:56:21 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 588 Schermi malvagi</title>
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        <![CDATA[Non è colpa dei ragazzi, delle ragazze, ma dovremmo forse limitare il modo in cui questi strumenti vengono resi così altamente addictive, che danno dipendenza.<br><br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br><br>Questi ragazzi d'oggi sempre attaccati ai cellulari e sempre attaccati al computer!<br><br>No, non mi sto lamentando dei ragazzi d'oggi, sto ripetendo quello che sento dire e che leggo da parte di boh, i ben pensanti di turno che se la prendono con questi poveri ragazzi che, come se non avessero già una vita abbastanza difficile, con tutto quello che gli abbiamo combinato noi adulti, si vedono anche incolpare di qualcosa di cui, diciamocelo, loro non sono responsabili, perché il fatto che i ragazzi e le ragazze stiano così tanto tempo attaccati ai cellulari e agli schermi non è colpa loro, ma è perché quello che loro utilizzano negli schermi di computer e di cellulare è qualcosa di incredibilmente sofisticato, per la creazione della quale le organizzazioni, le ditte che producono i giochi, producono i siti, producono le app, producono tutto quanto, pagano fior fiore di menti, di ingegneri e di designer e di gente esperta in psicologia e in marketing, per far sì che queste cose siano incredibilmente addictive, cioè che danno dipendenza, che quando inizi a usarle non riesci più a fermarti.<br><br>E questo viene fatto appunto con degli studi fatti a tavolino dove si pensa, com'è che possiamo fare per far rimanere sempre più a lungo gli utenti all'interno delle nostre app, all'interno dei nostri programmi?<br><br>Quindi come possiamo prendercela con un unico individuo, che sicuramente non ha tutte queste lauree in psicologia, in marketing, in persuasione occulta? Come possiamo noi ribellarci o comunque difenderci da quello che invece è una caratteristica insita proprio in quei siti?<br><br>Diciamo che prendersela con i computer e coi cellulari e voler mettere dei limiti all'utilizzo di questi e di questi strumenti è come se per combattere l'eroina si dicesse vabbè, basta siringhe, mettiamo un limite alle siringhe, anziché pensare che l'eroina è la sostanza che crea dipendenza, quindi non è il computer, non è il cellulare a creare dipendenza, ma sono i programmi che qui vengono utilizzati, e lo sappiamo noi tutti anche adulti perché anche noi abbiamo grandi difficoltà a staccarci dai social media e a staccarci da quello che stiamo facendo.<br><br>E infatti il modo migliore per far passare 1 ora è mettersi davanti al computer, fare quello che ci piace fare, e l'ora passerà senza che ce ne rendiamo conto e così avremo sprecato un'altra ora della nostra vita.<br><br>Quindi riflettiamo: non è colpa dei ragazzi, delle ragazze, ma dovremmo forse limitare il modo in cui questi strumenti vengono resi così altamente addictive, che danno dipendenza.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>These kids today always attached to cell phones and always attached to computers!<br><br>No, I'm not complaining about today's kids, I'm repeating what I hear and read from IDK, the well-thinking people on duty who are picking on these poor kids who, as if they don't have a hard enough life as it is, with all that we adults have done to them, are also being blamed for something that, let's face it, they are not responsible for, because the fact that boys and girls are so much time attached to cell phones and screens is not their fault, but it's because what they use in their computer and cell phone screens is something incredibly sophisticated, for the creation of which the organisations, the firms that produce the games, produce the sites, produce the apps, produce everything, pay the cream of engineers and designers and people skilled in psychology and marketing, to make these things incredibly addictive, that is, that when you start using them you can't stop.<br><br>And this is done actually with studies done deliberately where they ask, how is it that we can do to make users stay longer and longer within our apps, within our programs?<br><br>So how can we pick on one individual, who certainly doesn't have all these degrees in psychology, in marketing, in occult persuasion? How can we rebel or otherwise defend against what is instead an inherent feature of those very sites?<br><br>Let's say lashing out at computers and cell phones and wanting to put limits on the use of these tools is like if to fight heroin you say whatever, no more syringes, let's put a limit on syringes, instead of thinking that heroin is the addictive substance, so it's not the computer, it's not the cell phone that's addictive, it's the programs that are used here, and we all know this even us adults because we too have great difficulty in detaching ourselves from social media and detaching ourselves from what we are doing.<br><br>And in fact the best way to make 1 hour go by is to get in front of the computer, do what we like doing, and the hour will go by without us realising it, and then we will have wasted another hour of our life.<br><br>So let's reflect: it is not the fault of the boys, the girls, but we should perhaps limit the way these tools are made so highly addictive.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Non è colpa dei ragazzi, delle ragazze, ma dovremmo forse limitare il modo in cui questi strumenti vengono resi così altamente addictive, che danno dipendenza.<br><br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br><br>Questi ragazzi d'oggi sempre attaccati ai cellulari e sempre attaccati al computer!<br><br>No, non mi sto lamentando dei ragazzi d'oggi, sto ripetendo quello che sento dire e che leggo da parte di boh, i ben pensanti di turno che se la prendono con questi poveri ragazzi che, come se non avessero già una vita abbastanza difficile, con tutto quello che gli abbiamo combinato noi adulti, si vedono anche incolpare di qualcosa di cui, diciamocelo, loro non sono responsabili, perché il fatto che i ragazzi e le ragazze stiano così tanto tempo attaccati ai cellulari e agli schermi non è colpa loro, ma è perché quello che loro utilizzano negli schermi di computer e di cellulare è qualcosa di incredibilmente sofisticato, per la creazione della quale le organizzazioni, le ditte che producono i giochi, producono i siti, producono le app, producono tutto quanto, pagano fior fiore di menti, di ingegneri e di designer e di gente esperta in psicologia e in marketing, per far sì che queste cose siano incredibilmente addictive, cioè che danno dipendenza, che quando inizi a usarle non riesci più a fermarti.<br><br>E questo viene fatto appunto con degli studi fatti a tavolino dove si pensa, com'è che possiamo fare per far rimanere sempre più a lungo gli utenti all'interno delle nostre app, all'interno dei nostri programmi?<br><br>Quindi come possiamo prendercela con un unico individuo, che sicuramente non ha tutte queste lauree in psicologia, in marketing, in persuasione occulta? Come possiamo noi ribellarci o comunque difenderci da quello che invece è una caratteristica insita proprio in quei siti?<br><br>Diciamo che prendersela con i computer e coi cellulari e voler mettere dei limiti all'utilizzo di questi e di questi strumenti è come se per combattere l'eroina si dicesse vabbè, basta siringhe, mettiamo un limite alle siringhe, anziché pensare che l'eroina è la sostanza che crea dipendenza, quindi non è il computer, non è il cellulare a creare dipendenza, ma sono i programmi che qui vengono utilizzati, e lo sappiamo noi tutti anche adulti perché anche noi abbiamo grandi difficoltà a staccarci dai social media e a staccarci da quello che stiamo facendo.<br><br>E infatti il modo migliore per far passare 1 ora è mettersi davanti al computer, fare quello che ci piace fare, e l'ora passerà senza che ce ne rendiamo conto e così avremo sprecato un'altra ora della nostra vita.<br><br>Quindi riflettiamo: non è colpa dei ragazzi, delle ragazze, ma dovremmo forse limitare il modo in cui questi strumenti vengono resi così altamente addictive, che danno dipendenza.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>These kids today always attached to cell phones and always attached to computers!<br><br>No, I'm not complaining about today's kids, I'm repeating what I hear and read from IDK, the well-thinking people on duty who are picking on these poor kids who, as if they don't have a hard enough life as it is, with all that we adults have done to them, are also being blamed for something that, let's face it, they are not responsible for, because the fact that boys and girls are so much time attached to cell phones and screens is not their fault, but it's because what they use in their computer and cell phone screens is something incredibly sophisticated, for the creation of which the organisations, the firms that produce the games, produce the sites, produce the apps, produce everything, pay the cream of engineers and designers and people skilled in psychology and marketing, to make these things incredibly addictive, that is, that when you start using them you can't stop.<br><br>And this is done actually with studies done deliberately where they ask, how is it that we can do to make users stay longer and longer within our apps, within our programs?<br><br>So how can we pick on one individual, who certainly doesn't have all these degrees in psychology, in marketing, in occult persuasion? How can we rebel or otherwise defend against what is instead an inherent feature of those very sites?<br><br>Let's say lashing out at computers and cell phones and wanting to put limits on the use of these tools is like if to fight heroin you say whatever, no more syringes, let's put a limit on syringes, instead of thinking that heroin is the addictive substance, so it's not the computer, it's not the cell phone that's addictive, it's the programs that are used here, and we all know this even us adults because we too have great difficulty in detaching ourselves from social media and detaching ourselves from what we are doing.<br><br>And in fact the best way to make 1 hour go by is to get in front of the computer, do what we like doing, and the hour will go by without us realising it, and then we will have wasted another hour of our life.<br><br>So let's reflect: it is not the fault of the boys, the girls, but we should perhaps limit the way these tools are made so highly addictive.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 11 Aug 2023 11:35:39 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 587 Scaramanzie</title>
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        <![CDATA[Le superstizioni hanno un loro perché. E a dirlo non sono io ma la scienza. <br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando qualcuno mi chiede se sono religiosa, io rispondo no, e di solito, aggiungo non sono religiosa ma sono superstiziosa. In effetti questo non è nemmeno troppo corretto, perché dovrei più giustamente dire: non sono religiosa, sono scaramantica, nel senso che ho le mie idiosincrasie, ho le mie cose scaramantiche, appunto, che mi accompagnano, mi tengono compagnia e non è che siano per me una religione, però diciamo che ci faccio attenzione, a quello che dico, a quello che faccio.<br><br>Sì, allora voi vi direte ma come Cristina, tu sei una persona che di solito appare piuttosto razionale, come mai sei scaramantica e credi queste cose? Mi sono informata. Allora, in effetti le superstizioni e le scaramanterie, si dice così? In effetti hanno un loro perché, infatti funzionano, come funzionano? Naturalmente la superstizione, la scaramanteria non funziona se dico, ah ecco, gioco sempre gli stessi numeri al lotto, perché altrimenti se gioco numeri diversi poi escono. Quando dipendono dal caso le cose scaramantiche non funzionano. Fate quello che vi pare, mettete i calzini rossi, viola, mettete il cappello al contrario, mettetevi la maglietta portafortuna: non funziona per vincere al Totocalcio, né per indovinare i numeri al lotto.<br><br>Quand'è però che funziona, effettivamente hanno fatto degli studi, non me lo sto inventando, credetemi. Funziona effettivamente quando dobbiamo noi performare, quando dobbiamo fare qualcosa, quando dobbiamo compiere uno sforzo, quando dobbiamo impegnarci, chessò, durante una gara sportiva o durante un esame scritto, orale, di qualsiasi tipo.<br><br>Perché funzionano? Perché se io sono convinta che il ciondolino sia il mio portafortuna, cosa succede? Che se me lo metto sul tavolo mentre sto facendo l'esame, il semplice fatto di averlo lì mi rassicura. E voi sapete bene che quando una persona è tranquilla, quando i livelli di ansia scendono, di solito la performance migliora, quindi reagiamo in modo più disinvolto e in modo più tranquillo e contemporaneamente se io sono convinta che il ciondolino mi porti fortuna, l'averlo dimenticato a casa mi predisporrà in modo così negativo, diventerò così ansiosa, diventerò così nervosa che sicuramente i miei neuroni ne risentiranno, quindi non mi sentirò a mio agio, sarà nervosa e automaticamente andr peggio all'esame.<br><br>Ergo, avere il ciondolino portafortuna mi aiuta indirettamente a andare meglio all'esame e il non averlo mi costringe indirettamente a credere che sia il ciondolino e non la mia mente a portare fortuna o sfortuna. Capito?<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When someone asks me if I am religious, I say no, and usually, I add I am not religious but I am superstitious. In fact, this is not even too correct, because I should more rightly say: I am not religious, I believe in the propitiatory, in the sense that I have my idiosyncrasies, I have my propitiatorythings, precisely, that accompany me, keep me company and it is not that they are a religion for me, however, let's say that I pay attention to it, to what I say, to what I do.<br><br>Yes, so you will say to yourselves but how come Cristina, you are a person who usually appears quite rational, how come you are superstitious and believe these things? I looked into it. So, actually superstitions and scaramanteries, is that what they say? In fact they have their own reason to exist, in fact they work, how do they work? Of course superstition, superstition doesn't work if I say, ah here, I always play the same numbers in the lottery, because otherwise if I play different numbers then they come out. When it depends on chance, superstitious do not work. Do whatever you like, put on red, purple socks, put your hat on backwards, put on your lucky shirt: it doesn't work for winning the Football Pool, nor for guessing numbers in the lottery.<br><br>However, when it works, actually they have done studies, I am not making it up, believe me. It actually works when we have to perform, when we have to do something, when we have to make an effort, when we have to engage, say, during a sports competition or during a written, oral test of any kind.<br><br>Why do they work? Because if I am convinced that the pendant is my good luck charm, what happens? That if I put it on the table while I'm taking the test, just having it there reassures me. And you know very well that when a person is calm, when anxiety levels go down, usually performance improves, so we react more casually and in a calmer way, and at the same time if I am convinced that the pendant brings me good luck, having forgotten it at home will predispose me in such a negative way, I will become so anxious, I will become so nervous that certainly my neurons will be affected, so I will not feel comfortable, I will be nervous and automatically I will do worse in the exam.<br><br>Ergo, having the good-luck charm indirectly helps me do better on the test, and not having it indirectly forces me to believe that it is the charm and not my mind that brings good luck or bad luck. Got it?<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Le superstizioni hanno un loro perché. E a dirlo non sono io ma la scienza. <br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando qualcuno mi chiede se sono religiosa, io rispondo no, e di solito, aggiungo non sono religiosa ma sono superstiziosa. In effetti questo non è nemmeno troppo corretto, perché dovrei più giustamente dire: non sono religiosa, sono scaramantica, nel senso che ho le mie idiosincrasie, ho le mie cose scaramantiche, appunto, che mi accompagnano, mi tengono compagnia e non è che siano per me una religione, però diciamo che ci faccio attenzione, a quello che dico, a quello che faccio.<br><br>Sì, allora voi vi direte ma come Cristina, tu sei una persona che di solito appare piuttosto razionale, come mai sei scaramantica e credi queste cose? Mi sono informata. Allora, in effetti le superstizioni e le scaramanterie, si dice così? In effetti hanno un loro perché, infatti funzionano, come funzionano? Naturalmente la superstizione, la scaramanteria non funziona se dico, ah ecco, gioco sempre gli stessi numeri al lotto, perché altrimenti se gioco numeri diversi poi escono. Quando dipendono dal caso le cose scaramantiche non funzionano. Fate quello che vi pare, mettete i calzini rossi, viola, mettete il cappello al contrario, mettetevi la maglietta portafortuna: non funziona per vincere al Totocalcio, né per indovinare i numeri al lotto.<br><br>Quand'è però che funziona, effettivamente hanno fatto degli studi, non me lo sto inventando, credetemi. Funziona effettivamente quando dobbiamo noi performare, quando dobbiamo fare qualcosa, quando dobbiamo compiere uno sforzo, quando dobbiamo impegnarci, chessò, durante una gara sportiva o durante un esame scritto, orale, di qualsiasi tipo.<br><br>Perché funzionano? Perché se io sono convinta che il ciondolino sia il mio portafortuna, cosa succede? Che se me lo metto sul tavolo mentre sto facendo l'esame, il semplice fatto di averlo lì mi rassicura. E voi sapete bene che quando una persona è tranquilla, quando i livelli di ansia scendono, di solito la performance migliora, quindi reagiamo in modo più disinvolto e in modo più tranquillo e contemporaneamente se io sono convinta che il ciondolino mi porti fortuna, l'averlo dimenticato a casa mi predisporrà in modo così negativo, diventerò così ansiosa, diventerò così nervosa che sicuramente i miei neuroni ne risentiranno, quindi non mi sentirò a mio agio, sarà nervosa e automaticamente andr peggio all'esame.<br><br>Ergo, avere il ciondolino portafortuna mi aiuta indirettamente a andare meglio all'esame e il non averlo mi costringe indirettamente a credere che sia il ciondolino e non la mia mente a portare fortuna o sfortuna. Capito?<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When someone asks me if I am religious, I say no, and usually, I add I am not religious but I am superstitious. In fact, this is not even too correct, because I should more rightly say: I am not religious, I believe in the propitiatory, in the sense that I have my idiosyncrasies, I have my propitiatorythings, precisely, that accompany me, keep me company and it is not that they are a religion for me, however, let's say that I pay attention to it, to what I say, to what I do.<br><br>Yes, so you will say to yourselves but how come Cristina, you are a person who usually appears quite rational, how come you are superstitious and believe these things? I looked into it. So, actually superstitions and scaramanteries, is that what they say? In fact they have their own reason to exist, in fact they work, how do they work? Of course superstition, superstition doesn't work if I say, ah here, I always play the same numbers in the lottery, because otherwise if I play different numbers then they come out. When it depends on chance, superstitious do not work. Do whatever you like, put on red, purple socks, put your hat on backwards, put on your lucky shirt: it doesn't work for winning the Football Pool, nor for guessing numbers in the lottery.<br><br>However, when it works, actually they have done studies, I am not making it up, believe me. It actually works when we have to perform, when we have to do something, when we have to make an effort, when we have to engage, say, during a sports competition or during a written, oral test of any kind.<br><br>Why do they work? Because if I am convinced that the pendant is my good luck charm, what happens? That if I put it on the table while I'm taking the test, just having it there reassures me. And you know very well that when a person is calm, when anxiety levels go down, usually performance improves, so we react more casually and in a calmer way, and at the same time if I am convinced that the pendant brings me good luck, having forgotten it at home will predispose me in such a negative way, I will become so anxious, I will become so nervous that certainly my neurons will be affected, so I will not feel comfortable, I will be nervous and automatically I will do worse in the exam.<br><br>Ergo, having the good-luck charm indirectly helps me do better on the test, and not having it indirectly forces me to believe that it is the charm and not my mind that brings good luck or bad luck. Got it?<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 10 Aug 2023 10:36:12 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 586 Con le terga sulla tastiera</title>
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        <![CDATA[A intervalli regolari Mazinga arriva e insiste col mettersi tra me e la tastiera del computer. Vuole essere accarezzata.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Situazione scomoda e problemi di coscienza perché c'ho Mazinga qua e il gatto grande che insiste nel voler essere accarezzata e mi si mette davanti. Vi faccio sentire un po' come fa le fusa, aspettate, eh? [PRRRR] Questo è il rumore di Mazinga che si insinua tra me, la tastiera e lo schermo dove sto registrando i 3 minuti grezzi.<br><br>Lei a intervalli regolari viene qua e si piazza davanti e io non so mai che fare, cerco di respingerla, di mandarla via, ma lei non vuole andare via e poi, dopo che l'ho mandata via dieci volte, sono riuscita a farla stare lontana, mi vengono i sensi di colpa. Perché? Perché ricevere le attenzioni di un gatto è sempre qualcosa di speciale, perché non lo fanno spesso, vero Mazinga? [PRR] E quando il gatto ti dedica un po di tempo è una cosa un po particolare, è una cosa magica.<br><br>Il problema è che Mazinga è molto grossa, per cui continua, con la coda o con le zampe, a calcare i tasti della tastiera e a volte provoca dei danni tipo una volta, non so come, camminando sulla tastiera io sono tornata al mio computer, c'era lo schermo che non era più in orizzontale ma era in verticale. È stato problematico trovare la soluzione per rimettermelo in orizzontale perché lo facevo con lo schermo e la testa girata e sembra una cosa semplice, ma non è così semplice, anche perché poi non sapevo nemmeno bene come formulare la domanda per trovare la risposta su Google. Provavo a scrivere 'come fare a rimettere lo schermo dritto quando si è rovesciato' e questo non era il modo giusto di di chiederlo.<br><br>Ora, mentre parlo sto cercando di spostare il posteriore di Mazinga che ha deciso che vuole stare sopra la tastiera, ma se si mette sulla tastiera interrompe la registrazione e voi, se mi conoscete, sapete che queste registrazioni non si interrompono, ma va così tutto in diretta, tutto senza editing, senza niente.<br><br>Mazinga vuoi salutare chi ci sta ascoltando? [PRR] Eh no, non vuole essere, non vuole parlare al microfono, non le piace il microfono si tira indietro quando glielo metto davanti.<br>Sì, convivo coi gatti a cui dedico tutto il mio amore, perché non sono una gattara, però mi piacciono gli animali e credo che il gatto sia l'animale che più si confà alla mia personalità. MIAO!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Uncomfortable situation and conscience problems because I have Mazinga here, the big cat, who insists on being petted and gets in front of me. I'll let you hear a little how she purrs, wait, huh? [PURRR] That's the sound of Mazinga creeping between me, the keyboard, and the screen where I'm recording the raw 3 minutes.<br><br>At regular intervals she comes here and stands in front, and I never know what to do, I try to push her away, to send her away, but she doesn't want to go away, and then, after I have sent her away ten times, I've managed to get her to stay away, I get guilt. Why? Because getting a cat's attention is always something special, because don't they do it often, right Mazinga? [PURR] And when the cat devotes some time to you, it's kind of a special thing, it's a magical thing.<br><br>The problem is that Mazinga is very big, so she keeps, with her tail or paws, treading on the keys of the keyboard and sometimes it causes damage like once, I don't know how, walking on the keyboard I went back to my computer, there was the screen that was no longer horizontal but was vertical. It was problematic to find the solution to put it back to horizontal because I was doing it with the screen and my head turned and it seems like a simple thing, but it's not that simple, also because then I didn't even really know how to formulate the question to find the answer on Google. I was trying to write 'how to put the screen back straight when it's tipped over' and that was not the right way of asking.<br><br>Now as I'm talking I'm trying to move the back of Mazinga who has decided that she wants to be on top of the keyboard, but if she gets on the keyboard she stops the recording, and you, if you know me, know that these recordings don't stop, but it goes so all live, all without editing, without anything.<br><br>Mazinga do you want to say hello to those who are listening to us? [PURR] Eh no, she doesn't want to be, she doesn't want to speak into the microphone, she doesn't like the microphone she pulls back when I put it in front of her.<br><br>Yes, I live with cats to whom I devote all my love, because I am not a cat person, however, I like animals and I think the cat is the animal that best suits my personality. MEW!<br><br>]]>
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        <![CDATA[A intervalli regolari Mazinga arriva e insiste col mettersi tra me e la tastiera del computer. Vuole essere accarezzata.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Situazione scomoda e problemi di coscienza perché c'ho Mazinga qua e il gatto grande che insiste nel voler essere accarezzata e mi si mette davanti. Vi faccio sentire un po' come fa le fusa, aspettate, eh? [PRRRR] Questo è il rumore di Mazinga che si insinua tra me, la tastiera e lo schermo dove sto registrando i 3 minuti grezzi.<br><br>Lei a intervalli regolari viene qua e si piazza davanti e io non so mai che fare, cerco di respingerla, di mandarla via, ma lei non vuole andare via e poi, dopo che l'ho mandata via dieci volte, sono riuscita a farla stare lontana, mi vengono i sensi di colpa. Perché? Perché ricevere le attenzioni di un gatto è sempre qualcosa di speciale, perché non lo fanno spesso, vero Mazinga? [PRR] E quando il gatto ti dedica un po di tempo è una cosa un po particolare, è una cosa magica.<br><br>Il problema è che Mazinga è molto grossa, per cui continua, con la coda o con le zampe, a calcare i tasti della tastiera e a volte provoca dei danni tipo una volta, non so come, camminando sulla tastiera io sono tornata al mio computer, c'era lo schermo che non era più in orizzontale ma era in verticale. È stato problematico trovare la soluzione per rimettermelo in orizzontale perché lo facevo con lo schermo e la testa girata e sembra una cosa semplice, ma non è così semplice, anche perché poi non sapevo nemmeno bene come formulare la domanda per trovare la risposta su Google. Provavo a scrivere 'come fare a rimettere lo schermo dritto quando si è rovesciato' e questo non era il modo giusto di di chiederlo.<br><br>Ora, mentre parlo sto cercando di spostare il posteriore di Mazinga che ha deciso che vuole stare sopra la tastiera, ma se si mette sulla tastiera interrompe la registrazione e voi, se mi conoscete, sapete che queste registrazioni non si interrompono, ma va così tutto in diretta, tutto senza editing, senza niente.<br><br>Mazinga vuoi salutare chi ci sta ascoltando? [PRR] Eh no, non vuole essere, non vuole parlare al microfono, non le piace il microfono si tira indietro quando glielo metto davanti.<br>Sì, convivo coi gatti a cui dedico tutto il mio amore, perché non sono una gattara, però mi piacciono gli animali e credo che il gatto sia l'animale che più si confà alla mia personalità. MIAO!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Uncomfortable situation and conscience problems because I have Mazinga here, the big cat, who insists on being petted and gets in front of me. I'll let you hear a little how she purrs, wait, huh? [PURRR] That's the sound of Mazinga creeping between me, the keyboard, and the screen where I'm recording the raw 3 minutes.<br><br>At regular intervals she comes here and stands in front, and I never know what to do, I try to push her away, to send her away, but she doesn't want to go away, and then, after I have sent her away ten times, I've managed to get her to stay away, I get guilt. Why? Because getting a cat's attention is always something special, because don't they do it often, right Mazinga? [PURR] And when the cat devotes some time to you, it's kind of a special thing, it's a magical thing.<br><br>The problem is that Mazinga is very big, so she keeps, with her tail or paws, treading on the keys of the keyboard and sometimes it causes damage like once, I don't know how, walking on the keyboard I went back to my computer, there was the screen that was no longer horizontal but was vertical. It was problematic to find the solution to put it back to horizontal because I was doing it with the screen and my head turned and it seems like a simple thing, but it's not that simple, also because then I didn't even really know how to formulate the question to find the answer on Google. I was trying to write 'how to put the screen back straight when it's tipped over' and that was not the right way of asking.<br><br>Now as I'm talking I'm trying to move the back of Mazinga who has decided that she wants to be on top of the keyboard, but if she gets on the keyboard she stops the recording, and you, if you know me, know that these recordings don't stop, but it goes so all live, all without editing, without anything.<br><br>Mazinga do you want to say hello to those who are listening to us? [PURR] Eh no, she doesn't want to be, she doesn't want to speak into the microphone, she doesn't like the microphone she pulls back when I put it in front of her.<br><br>Yes, I live with cats to whom I devote all my love, because I am not a cat person, however, I like animals and I think the cat is the animal that best suits my personality. MEW!<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 09 Aug 2023 11:38:05 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 585 La lettera X</title>
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        <![CDATA[Con tutti i simboli a disposizione, perché usare X per indicare due cose opposte?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Perché usare lo stesso simbolo per rappresentare due cose all'opposto? Eh, me lo sono chiesta e sono andato un po' a cercare, come faccio di solito e ho trovato delle informazioni molto interessanti su questo simbolo che viene usato per rappresentare cose opposte.<br><br>Sto parlando della lettera X. Si, proprio la lettera X, una tra le meno usate nelle parole dell'alfabeto, nelle parole della lingua italiana, ma anche quella inglese, però, che è una lettera che ha assunto un sacco di significati, ma dalla notte dei tempi.<br><br>Infatti se pensate a come si rappresenta l'incognita nelle operazioni matematiche di algebra, l'incognita è la lettera X, quindi X rappresenta l'ignoto, infatti pensate alla serie televisiva di X Files, erano i files, erano i casi dove c'era qualcosa di ignoto, qualcosa di strano, qualcosa di magico e ci si metteva sopra la X.<br><br>Però la X, se pensate alla vostra tipica mappa del tesoro, quella dei pirati, ecco com'è che si fa il segno sul posto dove c'è il tesoro? Ancora una volta la X, quindi la X significa ignoto ma anche qui, proprio in questo punto preciso. La X è anche un segno che viene usato nella pirateria, pensate alla bandiera dei pirati: c'è il teschio e sotto ci sono le ossa a forma di croce.<br><br>In certe culture poi, la X significa risposta sbagliata. Io mi ricordo i primi anni che stavo in Australia quando dovevo compilare un formulario, io per scegliere la casella, o per dire questo è giusto, mettevo la X, e poi invece mi hanno fatto notare, no guarda qua X vuol dire no, vuol dire sbagliato qui quando vuoi dire sì devi mettere una V, devi mettere quello che in inglese si chiama il tick, quindi una V per dire questo è giusto e una X per dire questo è sbagliato, e questo è una cosa che è un problema che incontrano molte persone straniere quando devono riempire un formulario qui in Italia, oppure italiani che devono riempire formulari all'estero.<br><br>X vuol dire anche bacio, quando si scrivono messaggi, X vuol dire anche dieci, X vuol dire anche Twitter, dopo che quel simpaticone di Elon Musk ha distrutto Twitter cambiando il logo, cambiando il nome e cambiando tutto.<br><br>X è anche il cognome che era stato scelto da Malcom X perché, erano le sue parole, non voleva usare il cognome della schiavitù e quindi X rappresentava i suoi antenati ignoti dell'Africa, e X è anche quella lettera che pronunciata in sardo fa capire se una persona è sarda o meno, perché ad il cognome scritto Maxia in sardo si pronuncia 'masgia'.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Why use the same symbol to represent two opposite things? Eh, I wondered about that and went a little bit to look it up, as I usually do, and I found some very interesting information about this symbol that is used to represent opposite things.<br><br>I'm talking about the letter X. Yes, just the letter X, one of the least used in the words of the alphabet, in the words of the Italian language, but also the English one, though, which is a letter that has taken on a lot of meanings, but from the mists of time.<br><br>In fact if you think about how the unknown is represented in the mathematical operations of algebra, the unknown is the letter X, so X represents the unknown, in fact think about the TV series of X Files, it was the files, it was the cases where there was something unknown, something strange, something magical and you put the X on it.<br><br>But the X, if you think of your typical treasure map, the pirate map, that's how you make the mark on the place where the treasure is? Again the X, so the X means unknown but also here at this exact spot. The X is also a sign that is used in piracy, think of the pirate flag: there is a skull and underneath there are bones in the shape of a cross.<br><br>In some cultures then, X means wrong answer. I remember the first years that I was in Australia when I had to fill out a form, to pick the box, or to say this is right, I would put the X, and people pointed out, no look here X means no, it means wrong, here when you want to say yes you have to put a V, you have to put what in English is called the tick, so a V to say this is right and an X to say this is wrong, and this is something that is a problem that many foreign people encounter when they have to fill out a form here in Italy, or Italians who have to fill out forms abroad.<br><br>X also means kiss, when writing messages, X also means ten, X also means Twitter, after that nice guy Elon Musk destroyed Twitter by changing the logo, changing the name and changing everything.<br><br>X is also the surname that had been chosen by Malcolm X because, in his words, he did not want to use the surname of slavery and therefore X represented his unknown ancestors from Africa, and X is also that letter that pronounced in Sardinian makes it clear whether a person is Sardinian or not, because the surname spelled Maxia in Sardinian is pronounced 'masgia'.]]>
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        <![CDATA[Con tutti i simboli a disposizione, perché usare X per indicare due cose opposte?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Perché usare lo stesso simbolo per rappresentare due cose all'opposto? Eh, me lo sono chiesta e sono andato un po' a cercare, come faccio di solito e ho trovato delle informazioni molto interessanti su questo simbolo che viene usato per rappresentare cose opposte.<br><br>Sto parlando della lettera X. Si, proprio la lettera X, una tra le meno usate nelle parole dell'alfabeto, nelle parole della lingua italiana, ma anche quella inglese, però, che è una lettera che ha assunto un sacco di significati, ma dalla notte dei tempi.<br><br>Infatti se pensate a come si rappresenta l'incognita nelle operazioni matematiche di algebra, l'incognita è la lettera X, quindi X rappresenta l'ignoto, infatti pensate alla serie televisiva di X Files, erano i files, erano i casi dove c'era qualcosa di ignoto, qualcosa di strano, qualcosa di magico e ci si metteva sopra la X.<br><br>Però la X, se pensate alla vostra tipica mappa del tesoro, quella dei pirati, ecco com'è che si fa il segno sul posto dove c'è il tesoro? Ancora una volta la X, quindi la X significa ignoto ma anche qui, proprio in questo punto preciso. La X è anche un segno che viene usato nella pirateria, pensate alla bandiera dei pirati: c'è il teschio e sotto ci sono le ossa a forma di croce.<br><br>In certe culture poi, la X significa risposta sbagliata. Io mi ricordo i primi anni che stavo in Australia quando dovevo compilare un formulario, io per scegliere la casella, o per dire questo è giusto, mettevo la X, e poi invece mi hanno fatto notare, no guarda qua X vuol dire no, vuol dire sbagliato qui quando vuoi dire sì devi mettere una V, devi mettere quello che in inglese si chiama il tick, quindi una V per dire questo è giusto e una X per dire questo è sbagliato, e questo è una cosa che è un problema che incontrano molte persone straniere quando devono riempire un formulario qui in Italia, oppure italiani che devono riempire formulari all'estero.<br><br>X vuol dire anche bacio, quando si scrivono messaggi, X vuol dire anche dieci, X vuol dire anche Twitter, dopo che quel simpaticone di Elon Musk ha distrutto Twitter cambiando il logo, cambiando il nome e cambiando tutto.<br><br>X è anche il cognome che era stato scelto da Malcom X perché, erano le sue parole, non voleva usare il cognome della schiavitù e quindi X rappresentava i suoi antenati ignoti dell'Africa, e X è anche quella lettera che pronunciata in sardo fa capire se una persona è sarda o meno, perché ad il cognome scritto Maxia in sardo si pronuncia 'masgia'.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Why use the same symbol to represent two opposite things? Eh, I wondered about that and went a little bit to look it up, as I usually do, and I found some very interesting information about this symbol that is used to represent opposite things.<br><br>I'm talking about the letter X. Yes, just the letter X, one of the least used in the words of the alphabet, in the words of the Italian language, but also the English one, though, which is a letter that has taken on a lot of meanings, but from the mists of time.<br><br>In fact if you think about how the unknown is represented in the mathematical operations of algebra, the unknown is the letter X, so X represents the unknown, in fact think about the TV series of X Files, it was the files, it was the cases where there was something unknown, something strange, something magical and you put the X on it.<br><br>But the X, if you think of your typical treasure map, the pirate map, that's how you make the mark on the place where the treasure is? Again the X, so the X means unknown but also here at this exact spot. The X is also a sign that is used in piracy, think of the pirate flag: there is a skull and underneath there are bones in the shape of a cross.<br><br>In some cultures then, X means wrong answer. I remember the first years that I was in Australia when I had to fill out a form, to pick the box, or to say this is right, I would put the X, and people pointed out, no look here X means no, it means wrong, here when you want to say yes you have to put a V, you have to put what in English is called the tick, so a V to say this is right and an X to say this is wrong, and this is something that is a problem that many foreign people encounter when they have to fill out a form here in Italy, or Italians who have to fill out forms abroad.<br><br>X also means kiss, when writing messages, X also means ten, X also means Twitter, after that nice guy Elon Musk destroyed Twitter by changing the logo, changing the name and changing everything.<br><br>X is also the surname that had been chosen by Malcolm X because, in his words, he did not want to use the surname of slavery and therefore X represented his unknown ancestors from Africa, and X is also that letter that pronounced in Sardinian makes it clear whether a person is Sardinian or not, because the surname spelled Maxia in Sardinian is pronounced 'masgia'.]]>
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      <pubDate>Tue, 08 Aug 2023 07:57:48 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Con tutti i simboli a disposizione, perché usare X per indicare due cose opposte?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Perché usare lo stesso simbolo per rappresentare due cose all'opposto? Eh, me lo sono chiesta e sono andato un po' a cercare, come faccio di solito e ho trovato delle informazioni molto interessanti su questo simbolo che viene usato per rappresentare cose opposte.Sto parlando della lettera X. Si, proprio la lettera X, una tra le meno usate nelle parole dell'alfabeto, nelle parole della lingua italiana, ma anche quella inglese, però, che è una lettera che ha assunto un sacco di significati, ma dalla notte dei tempi.Infatti se pensate a come si rappresenta l'incognita nelle operazioni matematiche di algebra, l'incognita è la lettera X, quindi X rappresenta l'ignoto, infatti pensate alla serie televisiva di X Files, erano i files, erano i casi dove c'era qualcosa di ignoto, qualcosa di strano, qualcosa di magico e ci si metteva sopra la X.Però la X, se pensate alla vostra tipica mappa del tesoro, quella dei pirati, ecco com'è che si fa il segno sul posto dove c'è il tesoro? Ancora una volta la X, quindi la X significa ignoto ma anche qui, proprio in questo punto preciso. La X è anche un segno che viene usato nella pirateria, pensate alla bandiera dei pirati: c'è il teschio e sotto ci sono le ossa a forma di croce.In certe culture poi, la X significa risposta sbagliata. Io mi ricordo i primi anni che stavo in Australia quando dovevo compilare un formulario, io per scegliere la casella, o per dire questo è giusto, mettevo la X, e poi invece mi hanno fatto notare, no guarda qua X vuol dire no, vuol dire sbagliato qui quando vuoi dire sì devi mettere una V, devi mettere quello che in inglese si chiama il tick, quindi una V per dire questo è giusto e una X per dire questo è sbagliato, e questo è una cosa che è un problema che incontrano molte persone straniere quando devono riempire un formulario qui in Italia, oppure italiani che devono riempire formulari all'estero.X vuol dire anche bacio, quando si scrivono messaggi, X vuol dire anche dieci, X vuol dire anche Twitter, dopo che quel simpaticone di Elon Musk ha distrutto Twitter cambiando il logo, cambiando il nome e cambiando tutto.X è anche il cognome che era stato scelto da Malcom X perché, erano le sue parole, non voleva usare il cognome della schiavitù e quindi X rappresentava i suoi antenati ignoti dell'Africa, e X è anche quella lettera che pronunciata in sardo fa capire se una persona è sarda o meno, perché ad il cognome scritto Maxia in sardo si pronuncia 'masgia'.TRANSLATIONWhy use the same symbol to represent two opposite things? Eh, I wondered about that and went a little bit to look it up, as I usually do, and I found some very interesting information about this symbol that is used to represent opposite things.I'm talking about the letter X. Yes, just the letter X, one of the least used in the words of the alphabet, in the words of the Italian language, but also the English one, though, which is a letter that has taken on a lot of meanings, but from the mists of time.In fact if you think about how the unknown is represented in the mathematical operations of algebra, the unknown is the letter X, so X represents the unknown, in fact think about the TV series of X Files, it was the files, it was the cases where there was something unknown, something strange, something magical and you put the X on it.But the X, if you think of your typical treasure map, the pirate map, that's how you make the mark on the place where the treasure is? Again the X, so the X means unknown but also here at this exact spot. The X is also a sign that is used in piracy, think of the pirate flag: there is a skull and underneath there are bones in the shape of a cross.In some cultures then,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Con tutti i simboli a disposizione, perché usare X per indicare due cose opposte?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Perché usare lo stesso simbolo per rappresentare due cose all'opposto? Eh, me lo sono chiesta e sono andato un po' a cercare, come faccio </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 584 Stagione degli incendi? Ma fatemi il favore!</title>
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        <![CDATA[I piromani sono criminali, e i loro crimini vengono agevolati dall'incuria del territorio, abbandonato dalle amministrazioni (locali, provinciali, regionali) che lo dovrebbero curare e tutelare. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Mi ritrovo ancora una volta a parlare di cose di cui non so assolutamente niente, ma che di qui trovo un impellente bisogno di parlare, perché è tornata la stagione degli incendi. E mentre dico questa parola stagione degli incendi, mi sto dando delle grandi martellate alle ginocchia, perché gli incendi non sono una stagione, sono degli atti criminali messi in atto da criminali e facilitati dalla mancanza di sorveglianza sul territorio e dalla presenza di amministrazioni comunali e regionali poi a tutti i livelli di governo che non curano il territorio e che fanno di tutto perché il territorio venga abbandonato è lasciato a se stesso.<br><br>Cominciamo coi criminali, i criminali, i piromani chi sono questi qua? Sono delle persone che bisogna mettere nella situazione di non nuocere più, e questo succede di solito mettendoli in prigione, ma io mi domando sempre: ma questi criminali avranno una famiglia, delle persone a cui vogliono bene, dei figli delle figlie. Possibile che la famiglia non si renda conto di avere dentro casa un criminale? Questa è la prima considerazione.<br><br>La seconda considerazione è che il motivo per cui in Sardegna, questo mi preme particolarmente perché in questi giorni si sta distruggendo, si continua a distruggere la Sardegna, il motivo per cui basta la scintilla provocata da un criminale per provocare dei danni veramente ingenti, è perché il territorio viene abbandonato a se stesso, perché non si obbligano i proprietari dei terreni a tenerli puliti, perché le amministrazioni comunali non tagliano le sterpaglie che crescono ai bordi delle strade, perché le strade vengono abbandonate, anche le campagne, sempre di più sono state abbandonate perché non ci sono più i pastori, non ci sono più agricoltori, sono andati via perché i piccoli centri, i piccoli paesini non offrono nessun tipo di servizio, a cominciare dal medico, al pediatra, alle strade, alle stazioni ferroviarie, vogliamo anche fare le persone sofisticate? Mettiamoci pure internet, mettiamoci pure la copertura telefonica.<br><br>Non so se siete mai passati dalle parti di Burcei, ecco, io ci sono passata durante un trekking e alle cinque di pomeriggio ho ricevuto un messaggio che mi era stato spedito alle 9 del mattino perché non c'è copertura in quella zona.<br>Sì, allora chiedo aiuto, mettiamo in galera i piromani criminali, sorvegliamo il territorio e soprattutto teniamolo pulito il territorio, perché un territorio pulito è più facile da gestire, e anche quando scoppia un incendio (gli incendi non scoppiano, vengono appiccati), ecco, se nel territorio non ci sono troppe sterpaglie magari si fa anche prima a spegnere l'incendio.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I find myself once again talking about things that I know absolutely nothing about, but that I find a compelling need to talk about here, because fire season is back. And as I say this word fire season, I am hammering myself on the knees, because bushfires are not a season, they are criminal acts enacted by criminals and facilitated by the lack of surveillance on the territory and the presence of municipal and regional administrations then at all levels of government that do not care for the territory and do everything so that the territory is abandoned, left to itself.<br>Let's start with the criminals, the criminals, the arsonists who are these guys? They are people that you have to put in the situation not to harm anymore, and this usually happens by putting them in prison, but I always wonder: won't these criminals have a family, people they love, sons and daughters. Is it possible that the family does not realise that they have a criminal inside their home? This is the first consideration.<br><br>The second consideration is that the reason why in Sardinia, this is particularly pressing to me because in these days Sardinia is being destroyed, is continuing to be destroyed, the reason why all it takes is the spark caused by a criminal to cause some really big damage, is because the land is being abandoned to itself, because the owners of the land are not being forced to keep it clean, because municipalities don't cut down the brushwood that grows by the roadsides, because the roads are being abandoned, even the countryside, more and more of it is being abandoned because there are no more shepherds, there are no more farmers, they are gone because the small towns, the small villages don't offer any kind of service, starting with a doctor, a pediatrician, roads, train stations, do we also want to be sophisticated people? Let's add internet in the mix, let's add telephone coverage. I don't know if you've ever passed through the Burcei area, well, I passed through there on a trekking and at five in the afternoon I got a message that I had been sent at 9 in the morning because there is no coverage in that area.<br><br>Yes, then I ask for help, let's put the criminal arsonists in jail, let's guard the territory and above all let's keep the territory clean, because a clean territory is easier to manage, and even if a fire breaks out (fires don't break out, they are started by someone), you see, if there are not too many brushwood in the territory maybe it is even quicker to put out the fire.<br><br>]]>
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        <![CDATA[I piromani sono criminali, e i loro crimini vengono agevolati dall'incuria del territorio, abbandonato dalle amministrazioni (locali, provinciali, regionali) che lo dovrebbero curare e tutelare. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Mi ritrovo ancora una volta a parlare di cose di cui non so assolutamente niente, ma che di qui trovo un impellente bisogno di parlare, perché è tornata la stagione degli incendi. E mentre dico questa parola stagione degli incendi, mi sto dando delle grandi martellate alle ginocchia, perché gli incendi non sono una stagione, sono degli atti criminali messi in atto da criminali e facilitati dalla mancanza di sorveglianza sul territorio e dalla presenza di amministrazioni comunali e regionali poi a tutti i livelli di governo che non curano il territorio e che fanno di tutto perché il territorio venga abbandonato è lasciato a se stesso.<br><br>Cominciamo coi criminali, i criminali, i piromani chi sono questi qua? Sono delle persone che bisogna mettere nella situazione di non nuocere più, e questo succede di solito mettendoli in prigione, ma io mi domando sempre: ma questi criminali avranno una famiglia, delle persone a cui vogliono bene, dei figli delle figlie. Possibile che la famiglia non si renda conto di avere dentro casa un criminale? Questa è la prima considerazione.<br><br>La seconda considerazione è che il motivo per cui in Sardegna, questo mi preme particolarmente perché in questi giorni si sta distruggendo, si continua a distruggere la Sardegna, il motivo per cui basta la scintilla provocata da un criminale per provocare dei danni veramente ingenti, è perché il territorio viene abbandonato a se stesso, perché non si obbligano i proprietari dei terreni a tenerli puliti, perché le amministrazioni comunali non tagliano le sterpaglie che crescono ai bordi delle strade, perché le strade vengono abbandonate, anche le campagne, sempre di più sono state abbandonate perché non ci sono più i pastori, non ci sono più agricoltori, sono andati via perché i piccoli centri, i piccoli paesini non offrono nessun tipo di servizio, a cominciare dal medico, al pediatra, alle strade, alle stazioni ferroviarie, vogliamo anche fare le persone sofisticate? Mettiamoci pure internet, mettiamoci pure la copertura telefonica.<br><br>Non so se siete mai passati dalle parti di Burcei, ecco, io ci sono passata durante un trekking e alle cinque di pomeriggio ho ricevuto un messaggio che mi era stato spedito alle 9 del mattino perché non c'è copertura in quella zona.<br>Sì, allora chiedo aiuto, mettiamo in galera i piromani criminali, sorvegliamo il territorio e soprattutto teniamolo pulito il territorio, perché un territorio pulito è più facile da gestire, e anche quando scoppia un incendio (gli incendi non scoppiano, vengono appiccati), ecco, se nel territorio non ci sono troppe sterpaglie magari si fa anche prima a spegnere l'incendio.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I find myself once again talking about things that I know absolutely nothing about, but that I find a compelling need to talk about here, because fire season is back. And as I say this word fire season, I am hammering myself on the knees, because bushfires are not a season, they are criminal acts enacted by criminals and facilitated by the lack of surveillance on the territory and the presence of municipal and regional administrations then at all levels of government that do not care for the territory and do everything so that the territory is abandoned, left to itself.<br>Let's start with the criminals, the criminals, the arsonists who are these guys? They are people that you have to put in the situation not to harm anymore, and this usually happens by putting them in prison, but I always wonder: won't these criminals have a family, people they love, sons and daughters. Is it possible that the family does not realise that they have a criminal inside their home? This is the first consideration.<br><br>The second consideration is that the reason why in Sardinia, this is particularly pressing to me because in these days Sardinia is being destroyed, is continuing to be destroyed, the reason why all it takes is the spark caused by a criminal to cause some really big damage, is because the land is being abandoned to itself, because the owners of the land are not being forced to keep it clean, because municipalities don't cut down the brushwood that grows by the roadsides, because the roads are being abandoned, even the countryside, more and more of it is being abandoned because there are no more shepherds, there are no more farmers, they are gone because the small towns, the small villages don't offer any kind of service, starting with a doctor, a pediatrician, roads, train stations, do we also want to be sophisticated people? Let's add internet in the mix, let's add telephone coverage. I don't know if you've ever passed through the Burcei area, well, I passed through there on a trekking and at five in the afternoon I got a message that I had been sent at 9 in the morning because there is no coverage in that area.<br><br>Yes, then I ask for help, let's put the criminal arsonists in jail, let's guard the territory and above all let's keep the territory clean, because a clean territory is easier to manage, and even if a fire breaks out (fires don't break out, they are started by someone), you see, if there are not too many brushwood in the territory maybe it is even quicker to put out the fire.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 07 Aug 2023 10:27:11 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 583 Prova a descrivere un buco</title>
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        <![CDATA[A volte le cose più semplici sono quelle più difficili da descrivere: prendete il buco, provate un po' a descriverlo per ciò che è e non per quello che non è, vi accorgerete di quanto sia difficile descrivere un buco. Ci stanno lavorando in filosofia e in ontologia, in fondo alla pagina vi metto il link ad un interessantissimo articolo che parla proprio di questo, è in in glese ma lo potete facilmente tradurre usando uno dei numerosi traduttori che trovate gratuitamente online. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Oggi vi parlo dei buchi. Complice un articolo di filosofia interessantissimo, spassosissimo, che ho letto questa mattina, vi metterò un poi il link nelle note del programma, mi sono ritrovata a pormi una domanda che non mi ero mai posta in vita mia e cioè: che cosa è un buco?<br>Dal punto di vista filosofico, ma anche dal punto di vista della descrizione, se voi doveste descrivere un buco avreste difficoltà a descriverlo, perché i filosofi e gli onltologi ancora non ci sono riusciti, ci stanno lavorando. È però una cosa che tutti riescono a individuare, anche i neonati individuano il buco, così come individuano invece gli oggetti presenti nella vita reale.<br>Allora ci sono diverse scuole di pensiero sulla definizione del buco, alcune dicono: il buco è un'illusione perché non esiste, non è formato da nessun materiale e si può descrivere unicamente descrivendo quello che non è, cioè quello che lo circonda. Anche perché dal punto di vista linguistico si può cambiare la frase "c'è un buco nel foglio" dicendo "il foglio è perforato", quindi si cancella completamente la presenza del buco.<br>Ci sono quindi diverse teorie che cercano di spiegare come si possa definire il buco e io me ne sono lette e sono molto interessanti. Ripeto, non avevo mai riflettuto su una cosa che fa parte della nostra vita, i buchi sono dappertutto, a cominciare dalle asole degli occhielli ai buchi dove infiliamo le prese quando attacchiamo il nostro computer.<br>Quindi, alcuni dicono che i buchi sono delle porzioni descritte, qualificate di spaziotempo, quindi il mondo è pieno, l'Universo è pieno di spaziotempo, solo quando c'è il buco noi stiamo prendendo una sezione di questo spaziotempo e la stiamo definendo.<br>Altre teorie parlano del buco come la materia negativa del materiale che le ospita.<br>Ci sono delle caratteristiche, comunque che accomunano i buchi. Anzitutto i buchi, tenetevi forte, sono sempre parassiti perché non esistono isolati, hanno sempre bisogno di una materia che li ospiti.<br>Poi i buchi sono sempre riempibili e non necessariamente scompaiono, a meno che non si riempiano con lo stesso materiale di cui sono formati, quindi il buco di sabbia se ci metto la sabbia dentro il buco sparisce, ma un buco in un pezzo di legno, se ci metto dentro della carta il buco continua a esistere, e poi il buco coesiste sempre con il materiale che lo forma, infatti non è che se riempio un buco il buco si sposti per lasciare lo spazio al materiale con cui lo sto riempendo, insomma, è un discorso lungo, vi metto il link, leggetelo perché è veramente così affascinante. Viva i buchi!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Today I talk about holes. Thanks to a very interesting, hilarious philosophy article that I read this morning, I will put a later link to it in the program notes, I found myself asking a question that I had never asked myself in my life and that is: what is a hole ?<br>From the philosophical point of view, but also from the point of view of description, if you were to describe a hole you would have a hard time trying, because philosophers and onltologists still haven't succeeded, they are working on it. However, it is something that everyone can detect, even infants detect a hole, just as they detect objects present physically in real life.<br>Then there are different schools of thought on the definition of a hole, some say: a hole is an illusion because it does not exist, it is not formed by any material and can only be described by describing what it is not, that is, what surrounds it. Also because linguistically you can change the phrase "there is a hole in the paper " by saying "the paper is perforated," so you completely erase the presence of the hole.<br>So there are several theories that try to explain how a hole can be defined, and I have read about them and they are very interesting. Again, I had never thought about something that is part of our life, holes are everywhere, starting from the eyelet loops to the holes where we plug in the sockets when we plug in our computer.<br>So, some say that holes are described, qualified portions of spacetime, so the world is full, the Universe is full of spacetime, only when there is the hole we are taking a section of this spacetime and defining it.<br>Other theories speak of a hole as the negative matter of its host material.<br>There are characteristics, however, that holes share. First of all, holes, brace yourself, are always parasites because they do not exist in isolation; they always need a host matter.<br>Then holes are always fillable and they don't necessarily disappear unless you fill them with the same material they are formed of, so a sand hole, if I put sand in it, the hole disappears, but a hole in a piece of wood, if I put paper in it, the hole continues to exist, and then a hole always coexists with the material that forms it, in fact it's not that if I fill a hole, the hole moves to make room for the material I'm filling it with, in short, it's a long talk, I'll put the link, read it because it's really so fascinating. Long live the holes!<br><br><br><br><b>LINK all'articolo</b> <a href="https://plato.stanford.edu/entries/holes/?ref=thebrowser.com" rel="noreferrer noopener">https://plato.stanford.edu/entries/holes/?ref=thebrowser.com</a>]]>
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        <![CDATA[A volte le cose più semplici sono quelle più difficili da descrivere: prendete il buco, provate un po' a descriverlo per ciò che è e non per quello che non è, vi accorgerete di quanto sia difficile descrivere un buco. Ci stanno lavorando in filosofia e in ontologia, in fondo alla pagina vi metto il link ad un interessantissimo articolo che parla proprio di questo, è in in glese ma lo potete facilmente tradurre usando uno dei numerosi traduttori che trovate gratuitamente online. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Oggi vi parlo dei buchi. Complice un articolo di filosofia interessantissimo, spassosissimo, che ho letto questa mattina, vi metterò un poi il link nelle note del programma, mi sono ritrovata a pormi una domanda che non mi ero mai posta in vita mia e cioè: che cosa è un buco?<br>Dal punto di vista filosofico, ma anche dal punto di vista della descrizione, se voi doveste descrivere un buco avreste difficoltà a descriverlo, perché i filosofi e gli onltologi ancora non ci sono riusciti, ci stanno lavorando. È però una cosa che tutti riescono a individuare, anche i neonati individuano il buco, così come individuano invece gli oggetti presenti nella vita reale.<br>Allora ci sono diverse scuole di pensiero sulla definizione del buco, alcune dicono: il buco è un'illusione perché non esiste, non è formato da nessun materiale e si può descrivere unicamente descrivendo quello che non è, cioè quello che lo circonda. Anche perché dal punto di vista linguistico si può cambiare la frase "c'è un buco nel foglio" dicendo "il foglio è perforato", quindi si cancella completamente la presenza del buco.<br>Ci sono quindi diverse teorie che cercano di spiegare come si possa definire il buco e io me ne sono lette e sono molto interessanti. Ripeto, non avevo mai riflettuto su una cosa che fa parte della nostra vita, i buchi sono dappertutto, a cominciare dalle asole degli occhielli ai buchi dove infiliamo le prese quando attacchiamo il nostro computer.<br>Quindi, alcuni dicono che i buchi sono delle porzioni descritte, qualificate di spaziotempo, quindi il mondo è pieno, l'Universo è pieno di spaziotempo, solo quando c'è il buco noi stiamo prendendo una sezione di questo spaziotempo e la stiamo definendo.<br>Altre teorie parlano del buco come la materia negativa del materiale che le ospita.<br>Ci sono delle caratteristiche, comunque che accomunano i buchi. Anzitutto i buchi, tenetevi forte, sono sempre parassiti perché non esistono isolati, hanno sempre bisogno di una materia che li ospiti.<br>Poi i buchi sono sempre riempibili e non necessariamente scompaiono, a meno che non si riempiano con lo stesso materiale di cui sono formati, quindi il buco di sabbia se ci metto la sabbia dentro il buco sparisce, ma un buco in un pezzo di legno, se ci metto dentro della carta il buco continua a esistere, e poi il buco coesiste sempre con il materiale che lo forma, infatti non è che se riempio un buco il buco si sposti per lasciare lo spazio al materiale con cui lo sto riempendo, insomma, è un discorso lungo, vi metto il link, leggetelo perché è veramente così affascinante. Viva i buchi!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Today I talk about holes. Thanks to a very interesting, hilarious philosophy article that I read this morning, I will put a later link to it in the program notes, I found myself asking a question that I had never asked myself in my life and that is: what is a hole ?<br>From the philosophical point of view, but also from the point of view of description, if you were to describe a hole you would have a hard time trying, because philosophers and onltologists still haven't succeeded, they are working on it. However, it is something that everyone can detect, even infants detect a hole, just as they detect objects present physically in real life.<br>Then there are different schools of thought on the definition of a hole, some say: a hole is an illusion because it does not exist, it is not formed by any material and can only be described by describing what it is not, that is, what surrounds it. Also because linguistically you can change the phrase "there is a hole in the paper " by saying "the paper is perforated," so you completely erase the presence of the hole.<br>So there are several theories that try to explain how a hole can be defined, and I have read about them and they are very interesting. Again, I had never thought about something that is part of our life, holes are everywhere, starting from the eyelet loops to the holes where we plug in the sockets when we plug in our computer.<br>So, some say that holes are described, qualified portions of spacetime, so the world is full, the Universe is full of spacetime, only when there is the hole we are taking a section of this spacetime and defining it.<br>Other theories speak of a hole as the negative matter of its host material.<br>There are characteristics, however, that holes share. First of all, holes, brace yourself, are always parasites because they do not exist in isolation; they always need a host matter.<br>Then holes are always fillable and they don't necessarily disappear unless you fill them with the same material they are formed of, so a sand hole, if I put sand in it, the hole disappears, but a hole in a piece of wood, if I put paper in it, the hole continues to exist, and then a hole always coexists with the material that forms it, in fact it's not that if I fill a hole, the hole moves to make room for the material I'm filling it with, in short, it's a long talk, I'll put the link, read it because it's really so fascinating. Long live the holes!<br><br><br><br><b>LINK all'articolo</b> <a href="https://plato.stanford.edu/entries/holes/?ref=thebrowser.com" rel="noreferrer noopener">https://plato.stanford.edu/entries/holes/?ref=thebrowser.com</a>]]>
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      <pubDate>Sun, 06 Aug 2023 09:35:00 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>A volte le cose più semplici sono quelle più difficili da descrivere: prendete il buco, provate un po' a descriverlo per ciò che è e non per quello che non è, vi accorgerete di quanto sia difficile descrivere un buco. Ci stanno lavorando in filosofia e in ontologia, in fondo alla pagina vi metto il link ad un interessantissimo articolo che parla proprio di questo, è in in glese ma lo potete facilmente tradurre usando uno dei numerosi traduttori che trovate gratuitamente online. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi vi parlo dei buchi. Complice un articolo di filosofia interessantissimo, spassosissimo, che ho letto questa mattina, vi metterò un poi il link nelle note del programma, mi sono ritrovata a pormi una domanda che non mi ero mai posta in vita mia e cioè: che cosa è un buco?Dal punto di vista filosofico, ma anche dal punto di vista della descrizione, se voi doveste descrivere un buco avreste difficoltà a descriverlo, perché i filosofi e gli onltologi ancora non ci sono riusciti, ci stanno lavorando. È però una cosa che tutti riescono a individuare, anche i neonati individuano il buco, così come individuano invece gli oggetti presenti nella vita reale.Allora ci sono diverse scuole di pensiero sulla definizione del buco, alcune dicono: il buco è un'illusione perché non esiste, non è formato da nessun materiale e si può descrivere unicamente descrivendo quello che non è, cioè quello che lo circonda. Anche perché dal punto di vista linguistico si può cambiare la frase "c'è un buco nel foglio" dicendo "il foglio è perforato", quindi si cancella completamente la presenza del buco.Ci sono quindi diverse teorie che cercano di spiegare come si possa definire il buco e io me ne sono lette e sono molto interessanti. Ripeto, non avevo mai riflettuto su una cosa che fa parte della nostra vita, i buchi sono dappertutto, a cominciare dalle asole degli occhielli ai buchi dove infiliamo le prese quando attacchiamo il nostro computer.Quindi, alcuni dicono che i buchi sono delle porzioni descritte, qualificate di spaziotempo, quindi il mondo è pieno, l'Universo è pieno di spaziotempo, solo quando c'è il buco noi stiamo prendendo una sezione di questo spaziotempo e la stiamo definendo.Altre teorie parlano del buco come la materia negativa del materiale che le ospita.Ci sono delle caratteristiche, comunque che accomunano i buchi. Anzitutto i buchi, tenetevi forte, sono sempre parassiti perché non esistono isolati, hanno sempre bisogno di una materia che li ospiti.Poi i buchi sono sempre riempibili e non necessariamente scompaiono, a meno che non si riempiano con lo stesso materiale di cui sono formati, quindi il buco di sabbia se ci metto la sabbia dentro il buco sparisce, ma un buco in un pezzo di legno, se ci metto dentro della carta il buco continua a esistere, e poi il buco coesiste sempre con il materiale che lo forma, infatti non è che se riempio un buco il buco si sposti per lasciare lo spazio al materiale con cui lo sto riempendo, insomma, è un discorso lungo, vi metto il link, leggetelo perché è veramente così affascinante. Viva i buchi!TRANSLATIONToday I talk about holes. Thanks to a very interesting, hilarious philosophy article that I read this morning, I will put a later link to it in the program notes, I found myself asking a question that I had never asked myself in my life and that is: what is a hole ?From the philosophical point of view, but also from the point of view of description, if you were to describe a hole you would have a hard time trying, because philosophers and onltologists still haven't succeeded, they are working on it. However, it is something that everyone can detect, even infants detect a hole, just as they detect objects present physically in real life.Then there are different schools of thought on the definition of a hole, some say: a hole is an illusion because it does not exist, it is...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>A volte le cose più semplici sono quelle più difficili da descrivere: prendete il buco, provate un po' a descriverlo per ciò che è e non per quello che non è, vi accorgerete di quanto sia difficile descrivere un buco. Ci stanno lavorando in filosofia e in</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 582 La lebbra! L'armadillo!</title>
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        <![CDATA[Da bambina ero terrorizzata dai lebbrosi, esseri impuri e contagiosissimi che popolavano i racconti di preti, vangeli, letture, parabole e film biblici, annunciati dallo scampanellio dei sonagli fissati alle loro putride bende. Oggi scopro che le cose non stanno proprio così, e che il Morbo di Hansen è una malattia non mortale, se curata, e anche nemmeno così contagiosa. Sì, ma l'armadillo? C'entra, c'entra!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br><br>Quando ero piccola una delle cose che mi faceva più paura in assoluto era la lebbra e i lebbrosi. Vi chiederete, ma cosa c'entra la lebbra con una bambina cresciuta in una cittadina di provincia nel Mediterraneo? Perché da bambina andavo in chiesa, e in chiesa ci riempivano la testa di questi racconti dei fantomatici lebbrosi che andavano in giro con gli abiti a brandelli, che contagiano tutti anche solo con lo sguardo, infatti erano pieni di campanelle attaccate alle bende. Vabbè, li avete visti anche voi nei film, soprattutto i film biblici. Ma cos'è la lebbra?<br><br>La lebbra è una malattia, si chiama Morbo di Hansen, il nome latino me lo sono cercato, no, anzi, quello che provoca la lebbra è il mycobacterium leprae. È una malattia curabilissima oggi. È una malattia però un po' particolare, anzitutto perché ha un incubazione lunghissima che va dai 5 ai 7 anni, quindi impiega tutto questo tempo il bacillo a manifestarsi, poi ha delle varie manifestazioni che prima di arrivare al lebbroso della bibbia tempo ce ne passa, e poi non deve essere nemmeno curato, perché ripeto, se viene curata la malattia non si possono riparare i danni fatti ma si può prevenire appunto la comparsa dei danni.<br><br>Quello che rende la lebbra così terrificante è il fatto che in tutti i racconti della bibbia, soprattutto nel vecchio testamento, le persone malate di lebbra, i lebbrosi, sono anche delle persone cattive, delle persone impure, delle persone indegne, quindi c'è, come spesso accade nella religione cattolica, questo connubio: malattia uguale cattiveria, sei lebbroso perché dio ti ha punito perché chissà che cosa hai fatto. Quindi come si dice cornuto e bastonato.<br><br>Però andando a scartabellare, a cercare fatti sulla lebbra, ho scoperto anche delle cose interessanti, e cioè che è una malattia molto antica, che probabilmente nata nella zona dell'Europa e viene anche trasmessa da alcuni animali, infatti hanno trovato uno dei ceppi più antichi del genoma della lebbra nello scoiattolo rosso, quindi si pensa che con il commercio delle pelli dello scoiattolo si sia diffusa la malattia, ma un altro animale che trasmette la malattia, ahimè, è il simpaticissimo armadillo, e ho trovato poi notizie contrastanti da alcune fonti dice basta accarezzare l'armadillo pa! e se c'ha la lebbra te la becchi, altri dicono no, devi mangiare l'armadillo, (porello, non mangiate l'armadillo!) e ti prendi la lebbra.<br><br>Comunque, non abbiate paura, perché la lebbra si può curare e soprattutto smettiamola con questo connubio che la malattia è una punizione divina. Dai, le abbiamo superate queste cose? No?<br><br>TRANSLATION<br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 05 Aug 2023 08:19:36 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Da bambina ero terrorizzata dai lebbrosi, esseri impuri e contagiosissimi che popolavano i racconti di preti, vangeli, letture, parabole e film biblici, annunciati dallo scampanellio dei sonagli fissati alle loro putride bende. Oggi scopro che le cose non stanno proprio così, e che il Morbo di Hansen è una malattia non mortale, se curata, e anche nemmeno così contagiosa. Sì, ma l'armadillo? C'entra, c'entra!TRASCRIZIONE [Eng translation below]Quando ero piccola una delle cose che mi faceva più paura in assoluto era la lebbra e i lebbrosi. Vi chiederete, ma cosa c'entra la lebbra con una bambina cresciuta in una cittadina di provincia nel Mediterraneo? Perché da bambina andavo in chiesa, e in chiesa ci riempivano la testa di questi racconti dei fantomatici lebbrosi che andavano in giro con gli abiti a brandelli, che contagiano tutti anche solo con lo sguardo, infatti erano pieni di campanelle attaccate alle bende. Vabbè, li avete visti anche voi nei film, soprattutto i film biblici. Ma cos'è la lebbra?La lebbra è una malattia, si chiama Morbo di Hansen, il nome latino me lo sono cercato, no, anzi, quello che provoca la lebbra è il mycobacterium leprae. È una malattia curabilissima oggi. È una malattia però un po' particolare, anzitutto perché ha un incubazione lunghissima che va dai 5 ai 7 anni, quindi impiega tutto questo tempo il bacillo a manifestarsi, poi ha delle varie manifestazioni che prima di arrivare al lebbroso della bibbia tempo ce ne passa, e poi non deve essere nemmeno curato, perché ripeto, se viene curata la malattia non si possono riparare i danni fatti ma si può prevenire appunto la comparsa dei danni.Quello che rende la lebbra così terrificante è il fatto che in tutti i racconti della bibbia, soprattutto nel vecchio testamento, le persone malate di lebbra, i lebbrosi, sono anche delle persone cattive, delle persone impure, delle persone indegne, quindi c'è, come spesso accade nella religione cattolica, questo connubio: malattia uguale cattiveria, sei lebbroso perché dio ti ha punito perché chissà che cosa hai fatto. Quindi come si dice cornuto e bastonato.Però andando a scartabellare, a cercare fatti sulla lebbra, ho scoperto anche delle cose interessanti, e cioè che è una malattia molto antica, che probabilmente nata nella zona dell'Europa e viene anche trasmessa da alcuni animali, infatti hanno trovato uno dei ceppi più antichi del genoma della lebbra nello scoiattolo rosso, quindi si pensa che con il commercio delle pelli dello scoiattolo si sia diffusa la malattia, ma un altro animale che trasmette la malattia, ahimè, è il simpaticissimo armadillo, e ho trovato poi notizie contrastanti da alcune fonti dice basta accarezzare l'armadillo pa! e se c'ha la lebbra te la becchi, altri dicono no, devi mangiare l'armadillo, (porello, non mangiate l'armadillo!) e ti prendi la lebbra.Comunque, non abbiate paura, perché la lebbra si può curare e soprattutto smettiamola con questo connubio che la malattia è una punizione divina. Dai, le abbiamo superate queste cose? No?TRANSLATION</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Da bambina ero terrorizzata dai lebbrosi, esseri impuri e contagiosissimi che popolavano i racconti di preti, vangeli, letture, parabole e film biblici, annunciati dallo scampanellio dei sonagli fissati alle loro putride bende. Oggi scopro che le cose non</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 581 Maleducate che filmano a teatro</title>
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        <![CDATA[Immaginate la scena: io che mi godo uno spettacolo teatrale all'aperto, nella suggestiva cornice della miniera dismessa di Montevecchio, e una maleducata, due file davanti a me, filma impunemente tenendo il cellulare a braccia tese in alto. Ma si può? Ma perché certe persone non rimangono a casa a guardarsi Amici e L'isola dei famosi?<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[<i>ENG translation below</i>] <br><br>Se io fossi dittatore vieterei l'uso dei cellulari e delle macchine fotografiche durante le rappresentazioni teatrali. Anzitutto perché comunque le foto che la gente fa dalle sedie dove è seduta per vedere lo spettacolo fanno comunque schifo, perché bene che ti vada, riprendi la scena e la testa delle persone che ti sono davanti, ma poi soprattutto perché è un atto vandalico nei confronti delle persone che vanno a teatro per vedere lo spettacolo.<br><br>La cosa mi fa molto arrabbiare perché ormai ho l'impressione che si sia un po' persa anche la vergogna di tirare fuori il cellulare, e non solo di mettersi a fare fotografie non avendo nemmeno l'accortezza di togliere il 'clic - click', sapete, si può settare il telefono così che i tasti non fanno rumore, ma anche proprio sfacciatamente, tenendo il telefono con due mani a braccia tese in alto, così che io da dietro vedo lo schermo del cellulare di questa persona che fa le foto davanti a me anziché potermi godere lo spettacolo.<br><br>Ripeto, la cosa mi fa molto arrabbiare. Infatti ieri ero a teatro, un teatro meraviglioso perché era all'aperto, in una miniera abbandonata, <b>Montevecchio</b>, vicino a <b>Guspini</b>, un paese della <b>Sardegna</b>, è un posto incredibilmente suggestivo: di giorno sembra di essere in un paese fantasma del Far West, di notte sembra di essere in un <b>film di zombie</b> perché ci sono tutte queste strutture bellissime di <b>archeologia industriale</b>, illuminate con dei fari messi in modo strategico, poi ieri c'era anche quasi luna piena, quindi c'era questa atmosfera fantastica, magica e c'era anche un bellissimo spettacolo teatrale.<br><br>Io ero lì seduta, all'aperto, che mi godevo questa brezza perché, non so se avete notato, ma da diverse settimane in Sardegna le temperature sono altissime, quindi era un po' in alto rispetto a Cagliari dove io abito e c'era un po' di brezza e questa tipa qua che fa? Appena inizia lo spettacolo si mette a filmare a braccia in alto, a fare foto, e io dico vabbè no, starà facendo all'inizio, poi questa qua smetterà. No, questa è qua continua. Lei era nella prima fila, ero nella terza fila. Alla fine non ho resistito, mi sono alzata e le ho toccato le spalle e le ho detto, Ma la vuole smettere che sta disturbando le persone che ci sono dietro? E la tipa ha smesso, e se non avesse smesso non so cosa avrei fatto, veramente.<br><br>Boh, gente che non lo so perché vada a teatro, dovrebbe starsene a casa a guardarsi Amici e L'isola dei famosi e queste cose qua perché evidentemente del teatro dal vivo non ha colto l'aspetto coinvolgente, partecipativo. E goditi lo spettacolo e fallo godere anche agli altri!<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If I were a dictator I would ban the use of cell phones and cameras during theater performances.<br>First of all because in any case the photos that people take from the chairs where they are sitting to watch the show are horrible anyway, because best case scenario, you film the scene and the heads of the people in front of you, but then above all because it is an act of vandalism towards the people who go to the theater to see the show.<br><br>This makes me very angry because I have the impression that even the shame of taking out the cell phone has been somewhat lost, and not just taking pictures without even having the foresight to remove the 'click - click' , you know, you can set the phone so that the keys don't make any noise, but also really brazenly, holding the phone with two hands with arms stretched high, so that from behind I see the phone screen of this person taking pictures in front of me instead of being able to enjoy the show.<br><br>As I said, this makes me very angry.<br><br>In fact yesterday I was at the theater, a wonderful theater because it was outdoors, in an <b>abandoned mine</b>, <b>Montevecchio</b>, near <b>Guspini</b>, a town in <b>Sardinia</b>, is an incredibly suggestive place: during the day it seems to be in a ghost town of the Far West, at night it seems to be in a <b>zombie movie</b> because there are all these beautiful <b>industrial archeology </b>structures, illuminated with strategically placed spotlights, then yesterday there was also almost a full moon, so there was this fantastic, magical atmosphere, and there was also a beautiful theater show.<br><br>I was sitting there, outdoors, enjoying this breeze because, I don't know if you've noticed, but for several weeks in Sardinia the temperatures have been very high, so it was a bit higher than in Cagliari where I live and there was a little breeze and what is this woman doing here? As soon as the show starts she starts filming with her arms up, taking pictures, and I say oh well, she'll be doing it at the beginning, then she'll stop.<br><br>No, she keeps on doing it. She was in the front row, I was in the third row.<br>Finally I couldn't resist, I got up and touched her shoulders and said, can you please stop disturbing the people behind you? And she stopped, and if she hadn't stopped I don't know what I would have done, really.<br><br>Dunno, people who don't know why they go to the theatre, they should stay at home and watch trash TV realities and similar stuff because evidently they haven't grasped the engaging, participatory aspect of live theater. Come on! Enjoy the show and let others enjoy it too!]]>
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        <![CDATA[Immaginate la scena: io che mi godo uno spettacolo teatrale all'aperto, nella suggestiva cornice della miniera dismessa di Montevecchio, e una maleducata, due file davanti a me, filma impunemente tenendo il cellulare a braccia tese in alto. Ma si può? Ma perché certe persone non rimangono a casa a guardarsi Amici e L'isola dei famosi?<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[<i>ENG translation below</i>] <br><br>Se io fossi dittatore vieterei l'uso dei cellulari e delle macchine fotografiche durante le rappresentazioni teatrali. Anzitutto perché comunque le foto che la gente fa dalle sedie dove è seduta per vedere lo spettacolo fanno comunque schifo, perché bene che ti vada, riprendi la scena e la testa delle persone che ti sono davanti, ma poi soprattutto perché è un atto vandalico nei confronti delle persone che vanno a teatro per vedere lo spettacolo.<br><br>La cosa mi fa molto arrabbiare perché ormai ho l'impressione che si sia un po' persa anche la vergogna di tirare fuori il cellulare, e non solo di mettersi a fare fotografie non avendo nemmeno l'accortezza di togliere il 'clic - click', sapete, si può settare il telefono così che i tasti non fanno rumore, ma anche proprio sfacciatamente, tenendo il telefono con due mani a braccia tese in alto, così che io da dietro vedo lo schermo del cellulare di questa persona che fa le foto davanti a me anziché potermi godere lo spettacolo.<br><br>Ripeto, la cosa mi fa molto arrabbiare. Infatti ieri ero a teatro, un teatro meraviglioso perché era all'aperto, in una miniera abbandonata, <b>Montevecchio</b>, vicino a <b>Guspini</b>, un paese della <b>Sardegna</b>, è un posto incredibilmente suggestivo: di giorno sembra di essere in un paese fantasma del Far West, di notte sembra di essere in un <b>film di zombie</b> perché ci sono tutte queste strutture bellissime di <b>archeologia industriale</b>, illuminate con dei fari messi in modo strategico, poi ieri c'era anche quasi luna piena, quindi c'era questa atmosfera fantastica, magica e c'era anche un bellissimo spettacolo teatrale.<br><br>Io ero lì seduta, all'aperto, che mi godevo questa brezza perché, non so se avete notato, ma da diverse settimane in Sardegna le temperature sono altissime, quindi era un po' in alto rispetto a Cagliari dove io abito e c'era un po' di brezza e questa tipa qua che fa? Appena inizia lo spettacolo si mette a filmare a braccia in alto, a fare foto, e io dico vabbè no, starà facendo all'inizio, poi questa qua smetterà. No, questa è qua continua. Lei era nella prima fila, ero nella terza fila. Alla fine non ho resistito, mi sono alzata e le ho toccato le spalle e le ho detto, Ma la vuole smettere che sta disturbando le persone che ci sono dietro? E la tipa ha smesso, e se non avesse smesso non so cosa avrei fatto, veramente.<br><br>Boh, gente che non lo so perché vada a teatro, dovrebbe starsene a casa a guardarsi Amici e L'isola dei famosi e queste cose qua perché evidentemente del teatro dal vivo non ha colto l'aspetto coinvolgente, partecipativo. E goditi lo spettacolo e fallo godere anche agli altri!<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If I were a dictator I would ban the use of cell phones and cameras during theater performances.<br>First of all because in any case the photos that people take from the chairs where they are sitting to watch the show are horrible anyway, because best case scenario, you film the scene and the heads of the people in front of you, but then above all because it is an act of vandalism towards the people who go to the theater to see the show.<br><br>This makes me very angry because I have the impression that even the shame of taking out the cell phone has been somewhat lost, and not just taking pictures without even having the foresight to remove the 'click - click' , you know, you can set the phone so that the keys don't make any noise, but also really brazenly, holding the phone with two hands with arms stretched high, so that from behind I see the phone screen of this person taking pictures in front of me instead of being able to enjoy the show.<br><br>As I said, this makes me very angry.<br><br>In fact yesterday I was at the theater, a wonderful theater because it was outdoors, in an <b>abandoned mine</b>, <b>Montevecchio</b>, near <b>Guspini</b>, a town in <b>Sardinia</b>, is an incredibly suggestive place: during the day it seems to be in a ghost town of the Far West, at night it seems to be in a <b>zombie movie</b> because there are all these beautiful <b>industrial archeology </b>structures, illuminated with strategically placed spotlights, then yesterday there was also almost a full moon, so there was this fantastic, magical atmosphere, and there was also a beautiful theater show.<br><br>I was sitting there, outdoors, enjoying this breeze because, I don't know if you've noticed, but for several weeks in Sardinia the temperatures have been very high, so it was a bit higher than in Cagliari where I live and there was a little breeze and what is this woman doing here? As soon as the show starts she starts filming with her arms up, taking pictures, and I say oh well, she'll be doing it at the beginning, then she'll stop.<br><br>No, she keeps on doing it. She was in the front row, I was in the third row.<br>Finally I couldn't resist, I got up and touched her shoulders and said, can you please stop disturbing the people behind you? And she stopped, and if she hadn't stopped I don't know what I would have done, really.<br><br>Dunno, people who don't know why they go to the theatre, they should stay at home and watch trash TV realities and similar stuff because evidently they haven't grasped the engaging, participatory aspect of live theater. Come on! Enjoy the show and let others enjoy it too!]]>
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      <pubDate>Fri, 04 Aug 2023 09:30:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Immaginate la scena: io che mi godo uno spettacolo teatrale all'aperto, nella suggestiva cornice della miniera dismessa di Montevecchio, e una maleducata, due file davanti a me, filma impunemente tenendo il cellulare a braccia tese in alto. Ma si può? Ma perché certe persone non rimangono a casa a guardarsi Amici e L'isola dei famosi?TRASCRIZIONE [ENG translation below] Se io fossi dittatore vieterei l'uso dei cellulari e delle macchine fotografiche durante le rappresentazioni teatrali. Anzitutto perché comunque le foto che la gente fa dalle sedie dove è seduta per vedere lo spettacolo fanno comunque schifo, perché bene che ti vada, riprendi la scena e la testa delle persone che ti sono davanti, ma poi soprattutto perché è un atto vandalico nei confronti delle persone che vanno a teatro per vedere lo spettacolo.La cosa mi fa molto arrabbiare perché ormai ho l'impressione che si sia un po' persa anche la vergogna di tirare fuori il cellulare, e non solo di mettersi a fare fotografie non avendo nemmeno l'accortezza di togliere il 'clic - click', sapete, si può settare il telefono così che i tasti non fanno rumore, ma anche proprio sfacciatamente, tenendo il telefono con due mani a braccia tese in alto, così che io da dietro vedo lo schermo del cellulare di questa persona che fa le foto davanti a me anziché potermi godere lo spettacolo.Ripeto, la cosa mi fa molto arrabbiare. Infatti ieri ero a teatro, un teatro meraviglioso perché era all'aperto, in una miniera abbandonata, Montevecchio, vicino a Guspini, un paese della Sardegna, è un posto incredibilmente suggestivo: di giorno sembra di essere in un paese fantasma del Far West, di notte sembra di essere in un film di zombie perché ci sono tutte queste strutture bellissime di archeologia industriale, illuminate con dei fari messi in modo strategico, poi ieri c'era anche quasi luna piena, quindi c'era questa atmosfera fantastica, magica e c'era anche un bellissimo spettacolo teatrale.Io ero lì seduta, all'aperto, che mi godevo questa brezza perché, non so se avete notato, ma da diverse settimane in Sardegna le temperature sono altissime, quindi era un po' in alto rispetto a Cagliari dove io abito e c'era un po' di brezza e questa tipa qua che fa? Appena inizia lo spettacolo si mette a filmare a braccia in alto, a fare foto, e io dico vabbè no, starà facendo all'inizio, poi questa qua smetterà. No, questa è qua continua. Lei era nella prima fila, ero nella terza fila. Alla fine non ho resistito, mi sono alzata e le ho toccato le spalle e le ho detto, Ma la vuole smettere che sta disturbando le persone che ci sono dietro? E la tipa ha smesso, e se non avesse smesso non so cosa avrei fatto, veramente.Boh, gente che non lo so perché vada a teatro, dovrebbe starsene a casa a guardarsi Amici e L'isola dei famosi e queste cose qua perché evidentemente del teatro dal vivo non ha colto l'aspetto coinvolgente, partecipativo. E goditi lo spettacolo e fallo godere anche agli altri!TRANSLATIONIf I were a dictator I would ban the use of cell phones and cameras during theater performances.First of all because in any case the photos that people take from the chairs where they are sitting to watch the show are horrible anyway, because best case scenario, you film the scene and the heads of the people in front of you, but then above all because it is an act of vandalism towards the people who go to the theater to see the show.This makes me very angry because I have the impression that even the shame of taking out the cell phone has been somewhat lost, and not just taking pictures without even having the foresight to remove the 'click - click' , you know, you can set the phone so that the keys don't make any noise, but also really brazenly, holding the phone with two hands with arms stretched high, so that from behind I see the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Immaginate la scena: io che mi godo uno spettacolo teatrale all'aperto, nella suggestiva cornice della miniera dismessa di Montevecchio, e una maleducata, due file davanti a me, filma impunemente tenendo il cellulare a braccia tese in alto. Ma si può? Ma </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 580 Storie d'orrore con cicale</title>
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        <![CDATA[Puntata non adatta alle persone troopo delicate: parlerò di zombie, castrazioni, allucinogeni e altre cose poco rassicuranti. Non dite che non vi ho avvertito!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Oggi vi voglio parlare di una cosa un po' schifosa: la vita di queste povere cicale, questi bellissimi insetti che hanno una vita molto lunga, e a volte si mettono sotto terra per tanti anni, 13 anni, 17 anni, e poi risalgono in superficie per accoppiarsi.<br>Ma andiamo direttamente ai dettagli più schifosi di questa cosa qua. Che succede alle povere cicale? Allora le cicale hanno un nemico: un fungo che infetta la cicala dal suo interno, un fungo parassita, la castra e sostituisce gli organi genitali della cicala con un tappo di spore, allora la cicala non si rende nemmeno conto di avere questo fungo dentro, quindi va in giro e continua ad accoppiarsi e mentre si accoppia continua a spargere questo fungo.<br>Perché la cicala non si accorge che ha dentro il fungo che la sta mangiando dall'interno gli organi interni? Perché il fungo le inietta un potentissimo allucinogeno, un'anfetamina, psilocibina, che è la stessa sostanza che è contenuta nei funghi magici. Quindi questa cicala è possibile che vada in giro, anche con metà del corpo mancante, e cerca disperatamente di accoppiarsi.<br>Un altro nemico dalla povera cicala è la vespa assassina. Già dal nome ci fa capire che è un personaggio niente male. Cosa fa la vespa assassina? Cattura la cicala in volo, la immobilizza con una cosa, non un sonnifero, qualcosa che la paralizza, porta il corpo della cicala ancora vivo, la mantiene in vita, e dentro la cicala, ci mette le larve. Le larve escono e cominciano a mangiare la cicala dal suo interno, lasciando per ultimo gli organi nervosi, così la cicala rimane viva più a lungo possibile, poi, quando non ne possono proprio più, le larve mangiano anche l'ultimo organo vitale e mamma vespa killer porta un'altra cicala, sempre paralizzata, e le larve ci entrano dentro e continuano a mangiare la loro, la loro via verso l'uscita fin quando saranno pronte a uscire sotto forma di vespa.<br>Sì, queste povere cicale hanno una vita molto difficile, come potete vedere sono degli animali bellissimi, affascinanti e rumorosissimi, vengono fuori d'estate, per darvi un'idea del rumore che fanno le cicale, se non le avete mai sentite, possono raggiungere anche 100 decibel che il rumore di una sega elettrica a pochi centimetri dal vostro orecchio, attenzione a non farvi male stando così vicino alla sega elettrica.<br>Sono degli insetti incredibilmente affascinanti, anche molto longevi, anche se la maggior parte della vita la vivono sottoterra, aspettando il momento giusto per uscire fuori, infatti hanno questi cicli stranissimi di due, cinque, ma anche 13, 17 anni, 13 e 17 sono due numeri primi. Perché? Per non entrare in sincronia con i loro nemici, insomma, insetti super affascinanti.<br><br>TRANSLATION<br><br>Today I want to tell you about something a little gross: the life of these poor cicadas, these beautiful insects that have a very long life, and sometimes they go underground for many years, 13 years, 17 years, and then they come up to the surface to mate.<br>But let's go straight to the grosser details of this thing here. What happens to the poor cicadas? Then the cicadas have an enemy: a fungus that infects the cicada from within, a parasitic fungus, castrates it and replaces the cicada's genital organs with a spore plug, then the cicada doesn't even realise it has this fungus inside, so it goes around and keeps mating and while it mates it keeps spreading this fungus.<br>Why doesn't the cicada notice that it has inside the fungus that is eating its internal organs from the inside? Because the fungus injects it with a very powerful hallucinogen, an amphetamine, psilocybin, which is the same substance that is contained in magic mushrooms. So this cicada is possibly walking around, even with half of its body missing, and desperately trying to mate.<br>Another enemy from the poor cicada is the killer wasp. The name alone lets us know that it is quite a character. What does the killer wasp do? It catches the cicada in flight, immobilises it with something, not a sleeping fluid, something that paralyses it, brings the body of the cicada still alive, keeps it alive, and inside the cicada, it puts the larvae. The larvae come out and begin to eat the cicada from the inside, leaving the nerve organs for last, so the cicada stays alive as long as possible, then, when they just can't take it anymore, the larvae also eat the last vital organ and mama killer wasp brings another cicada, again paralysed , and the larvae get into it and continue to eat their, their way out until they are ready to come out in wasp form.<br>Yes, these poor cicadas have a very difficult life, as you can see they are beautiful, fascinating and very noisy animals, they come out in the summer, to give you an idea of the noise cicadas make, if you have never heard them, they can reach as high as 100 decibels that the noise of a power saw a few inches from your ear, be careful not to hurt yourself by being so close to the power saw.<br>They are incredibly fascinating insects, also very long-lived, although most of their life they live underground, waiting for the right time to come out, in fact they have these very strange cycles of two, five, but also 13, 17 years, 13 and 17 are two prime numbers. Why? In order not to get in sync with their enemies, in short, super fascinating insects.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Puntata non adatta alle persone troopo delicate: parlerò di zombie, castrazioni, allucinogeni e altre cose poco rassicuranti. Non dite che non vi ho avvertito!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Oggi vi voglio parlare di una cosa un po' schifosa: la vita di queste povere cicale, questi bellissimi insetti che hanno una vita molto lunga, e a volte si mettono sotto terra per tanti anni, 13 anni, 17 anni, e poi risalgono in superficie per accoppiarsi.<br>Ma andiamo direttamente ai dettagli più schifosi di questa cosa qua. Che succede alle povere cicale? Allora le cicale hanno un nemico: un fungo che infetta la cicala dal suo interno, un fungo parassita, la castra e sostituisce gli organi genitali della cicala con un tappo di spore, allora la cicala non si rende nemmeno conto di avere questo fungo dentro, quindi va in giro e continua ad accoppiarsi e mentre si accoppia continua a spargere questo fungo.<br>Perché la cicala non si accorge che ha dentro il fungo che la sta mangiando dall'interno gli organi interni? Perché il fungo le inietta un potentissimo allucinogeno, un'anfetamina, psilocibina, che è la stessa sostanza che è contenuta nei funghi magici. Quindi questa cicala è possibile che vada in giro, anche con metà del corpo mancante, e cerca disperatamente di accoppiarsi.<br>Un altro nemico dalla povera cicala è la vespa assassina. Già dal nome ci fa capire che è un personaggio niente male. Cosa fa la vespa assassina? Cattura la cicala in volo, la immobilizza con una cosa, non un sonnifero, qualcosa che la paralizza, porta il corpo della cicala ancora vivo, la mantiene in vita, e dentro la cicala, ci mette le larve. Le larve escono e cominciano a mangiare la cicala dal suo interno, lasciando per ultimo gli organi nervosi, così la cicala rimane viva più a lungo possibile, poi, quando non ne possono proprio più, le larve mangiano anche l'ultimo organo vitale e mamma vespa killer porta un'altra cicala, sempre paralizzata, e le larve ci entrano dentro e continuano a mangiare la loro, la loro via verso l'uscita fin quando saranno pronte a uscire sotto forma di vespa.<br>Sì, queste povere cicale hanno una vita molto difficile, come potete vedere sono degli animali bellissimi, affascinanti e rumorosissimi, vengono fuori d'estate, per darvi un'idea del rumore che fanno le cicale, se non le avete mai sentite, possono raggiungere anche 100 decibel che il rumore di una sega elettrica a pochi centimetri dal vostro orecchio, attenzione a non farvi male stando così vicino alla sega elettrica.<br>Sono degli insetti incredibilmente affascinanti, anche molto longevi, anche se la maggior parte della vita la vivono sottoterra, aspettando il momento giusto per uscire fuori, infatti hanno questi cicli stranissimi di due, cinque, ma anche 13, 17 anni, 13 e 17 sono due numeri primi. Perché? Per non entrare in sincronia con i loro nemici, insomma, insetti super affascinanti.<br><br>TRANSLATION<br><br>Today I want to tell you about something a little gross: the life of these poor cicadas, these beautiful insects that have a very long life, and sometimes they go underground for many years, 13 years, 17 years, and then they come up to the surface to mate.<br>But let's go straight to the grosser details of this thing here. What happens to the poor cicadas? Then the cicadas have an enemy: a fungus that infects the cicada from within, a parasitic fungus, castrates it and replaces the cicada's genital organs with a spore plug, then the cicada doesn't even realise it has this fungus inside, so it goes around and keeps mating and while it mates it keeps spreading this fungus.<br>Why doesn't the cicada notice that it has inside the fungus that is eating its internal organs from the inside? Because the fungus injects it with a very powerful hallucinogen, an amphetamine, psilocybin, which is the same substance that is contained in magic mushrooms. So this cicada is possibly walking around, even with half of its body missing, and desperately trying to mate.<br>Another enemy from the poor cicada is the killer wasp. The name alone lets us know that it is quite a character. What does the killer wasp do? It catches the cicada in flight, immobilises it with something, not a sleeping fluid, something that paralyses it, brings the body of the cicada still alive, keeps it alive, and inside the cicada, it puts the larvae. The larvae come out and begin to eat the cicada from the inside, leaving the nerve organs for last, so the cicada stays alive as long as possible, then, when they just can't take it anymore, the larvae also eat the last vital organ and mama killer wasp brings another cicada, again paralysed , and the larvae get into it and continue to eat their, their way out until they are ready to come out in wasp form.<br>Yes, these poor cicadas have a very difficult life, as you can see they are beautiful, fascinating and very noisy animals, they come out in the summer, to give you an idea of the noise cicadas make, if you have never heard them, they can reach as high as 100 decibels that the noise of a power saw a few inches from your ear, be careful not to hurt yourself by being so close to the power saw.<br>They are incredibly fascinating insects, also very long-lived, although most of their life they live underground, waiting for the right time to come out, in fact they have these very strange cycles of two, five, but also 13, 17 years, 13 and 17 are two prime numbers. Why? In order not to get in sync with their enemies, in short, super fascinating insects.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 03 Aug 2023 11:13:07 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Puntata non adatta alle persone troopo delicate: parlerò di zombie, castrazioni, allucinogeni e altre cose poco rassicuranti. Non dite che non vi ho avvertito!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi vi voglio parlare di una cosa un po' schifosa: la vita </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 579 Leggendo Castaneda a Goa</title>
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        <![CDATA[Nelle lunghe ore d'ozio trascorse a Goa, nella spiaggia di Calangute, sperimentavo coi <b>sogni lucidi </b>leggendo <b><i>Gli Insegnamenti di Don Juan</i></b> di <b>Carlos Castaneda</b>. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Oggi parliamo di Carlos Castaneda e dei sogni lucidi, e voglio raccontarvi come io ho incontrato molti anni fa Carlos Castaneda mentre mi trovavo a Goa, in India.<br>Era una situazione molto particolare, nel senso che avevo un sacco di tempo libero perché appunto stavo trascorrendo un lungo, lungo, lungo periodo, diversi mesi, a Goa, siamo all'inizio degli anni 90, forse proprio 1990, fine del 1990, e sto trascorrendo appunto una lunghissima vacanza in Asia e all'interno di questa vacanza ho trascorso circa sei mesi a Goa.<br>All'epoca Goa era un posto frequentato da fricchettoni, c'erano moltissimi tedeschi. Io all'epoca abitavo a Berlino, quindi ero sulla scia dei party techno dei dj di Berlino che sono arrivato a Goa e lì, appunto, avevo un sacco di tempo a disposizione, visto che Goa, all'epoca nella spiaggetta di Calangute dove ho abitato diversi mesi, non c'era nessuna struttura turistica ma c'erano solo le case dei pescatori, e infatti abitavo in una delle case dei pescatori che avevo affittato, tra l'altro bellissima, con fuori la doccia fatta con foglie di banana intrecciate, poi ogni sera la signora mi portava il secchio d'acqua calda da mischiare con l'acqua fresca per farmi la doccia. E come dicevo, lì era pieno di gente che non faceva niente e pieno di fancazzisti, me inclusa, oltre che giocare a racchettoni sulla lunghissima spiaggia di Calangute non c'era molto altro da fare, poi ogni tanto si prendeva la bici, si andava all'ufficio postale a vedere se erano arrivate lettere alla posta restante.<br>Ecco, qui c'era anche un posto dove si potevano prendere in prestito dei libri, lasciati dai viaggiatori, e così incontrai Carlos Castaneda e Gli Insegnamenti di Don Juan, e visto che non avevo appunto molto altro da fare, mi misi a sperimentare coi sogni lucidi.<br>Cos'è il sogno lucido? È un sogno nel quale tu, mentre sogni, sei cosciente del fatto che stai sognando. Quindi c'è tutta una preparazione che devi fare, poi sei all'interno del sogno e fai cose tipo: alza la mano destra, e nel sogno alzi la mano destra, nel senso che te lo dici, fai le prove e poi piano piano c'è l'escalation, puoi metterti a camminare, andare in giro ecc.<br>Io ho fatto, sì, diversi esperimenti e devo dire che mi ricordo di essere riuscita a sollevare una mano, non mi ricordo se a destra e sinistra nel sogno, poi, come succede, come succedeva spesso in quel periodo, molto nebuloso, ho perso la pazienza e mi sono messa a fare altro, a adesso non mi ricordo manco cosa mi fossi messa a fare, comunque gli Insegnamenti di Don Juan di Carlos Castaneda mi sono accorta un libro che all'epoca leggevano tutti e che adesso sta tornando di moda perché mi pare che sia stata fatta un'altra edizione. Comunque, se avete voglia di sperimentare coi sogni lucidi, gli Insegnamenti di Don Juan di Carlos Castaneda.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>Today we are talking about Carlos Castaneda and lucid dreams, and I want to tell you how I met Carlos Castaneda many years ago while I was in Goa, India.<br>It was a very special situation, in the sense that I had a lot of free time because I was actually spending a long, long, long period, several months, in Goa, we are in the early 1990s, maybe just 1990, late 1990, and I am spending a very long vacation in Asia and within this vacation I spent about six months in Goa.<br>At that time Goa was a place frequented by beatniks, there were a lot of Germans. I was living in Berlin at the time, so it was in the wake of the techno parties of the Berlin DJs that I came to Goa and there, well, I had a lot of time on my hands, since Goa, at that time, in the little beach of Calangute where I lived for several months, there was no tourist facility but there were only fishermen's houses, and in fact I lived in one of the fishermen's houses that I rented, which was beautiful by the way, with a shower outside that was made out of woven banana leaves, then every night the lady of the house would bring me the bucket of hot water to mix with the fresh water to take a shower. And as I said, there it was full of slackers and SFA, including me, people doing nothing other than playing matkot on the very long beach of Calangute there wasn't much else to do, then every once in a while taking your bike to go to the post office to see if any letters had arrived at poste restante.<br>So, there was also a place here where you could borrow books, left by travellers, and so I met Carlos Castaneda and The Teachings of Don Juan, and since I didn't have much else to do, I started experimenting with lucid dreams.<br>What is lucid dreaming? It is a dream in which you, while dreaming, are aware that you are dreaming. So there's a whole preparation that you have to do, then you're inside the dream and you do things like: raise your right hand, and in the dream you raise your right hand, in the sense that you tell yourself, you rehearse and then slowly there's escalation, you can start moving, walking around etc.<br>I did, yes, several experiments and I have to say that I remember being able to lift a hand, I don't remember if the left or the right, in the dream, then, as it happens, as it often happened in that period, all very hazy, I lost my patience and I started doing something else, now I don't even remember what I had put myself to do, anyway the Teachings of Don Juan by Carlos Castaneda, I realised is a book that at that time everybody was reading and now it is coming back in fashion because I think they issued a new edition. Anyway, if you feel like experimenting with lucid dreams, Carlos Castaneda's Teachings of Don Juan.]]>
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        <![CDATA[Nelle lunghe ore d'ozio trascorse a Goa, nella spiaggia di Calangute, sperimentavo coi <b>sogni lucidi </b>leggendo <b><i>Gli Insegnamenti di Don Juan</i></b> di <b>Carlos Castaneda</b>. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Oggi parliamo di Carlos Castaneda e dei sogni lucidi, e voglio raccontarvi come io ho incontrato molti anni fa Carlos Castaneda mentre mi trovavo a Goa, in India.<br>Era una situazione molto particolare, nel senso che avevo un sacco di tempo libero perché appunto stavo trascorrendo un lungo, lungo, lungo periodo, diversi mesi, a Goa, siamo all'inizio degli anni 90, forse proprio 1990, fine del 1990, e sto trascorrendo appunto una lunghissima vacanza in Asia e all'interno di questa vacanza ho trascorso circa sei mesi a Goa.<br>All'epoca Goa era un posto frequentato da fricchettoni, c'erano moltissimi tedeschi. Io all'epoca abitavo a Berlino, quindi ero sulla scia dei party techno dei dj di Berlino che sono arrivato a Goa e lì, appunto, avevo un sacco di tempo a disposizione, visto che Goa, all'epoca nella spiaggetta di Calangute dove ho abitato diversi mesi, non c'era nessuna struttura turistica ma c'erano solo le case dei pescatori, e infatti abitavo in una delle case dei pescatori che avevo affittato, tra l'altro bellissima, con fuori la doccia fatta con foglie di banana intrecciate, poi ogni sera la signora mi portava il secchio d'acqua calda da mischiare con l'acqua fresca per farmi la doccia. E come dicevo, lì era pieno di gente che non faceva niente e pieno di fancazzisti, me inclusa, oltre che giocare a racchettoni sulla lunghissima spiaggia di Calangute non c'era molto altro da fare, poi ogni tanto si prendeva la bici, si andava all'ufficio postale a vedere se erano arrivate lettere alla posta restante.<br>Ecco, qui c'era anche un posto dove si potevano prendere in prestito dei libri, lasciati dai viaggiatori, e così incontrai Carlos Castaneda e Gli Insegnamenti di Don Juan, e visto che non avevo appunto molto altro da fare, mi misi a sperimentare coi sogni lucidi.<br>Cos'è il sogno lucido? È un sogno nel quale tu, mentre sogni, sei cosciente del fatto che stai sognando. Quindi c'è tutta una preparazione che devi fare, poi sei all'interno del sogno e fai cose tipo: alza la mano destra, e nel sogno alzi la mano destra, nel senso che te lo dici, fai le prove e poi piano piano c'è l'escalation, puoi metterti a camminare, andare in giro ecc.<br>Io ho fatto, sì, diversi esperimenti e devo dire che mi ricordo di essere riuscita a sollevare una mano, non mi ricordo se a destra e sinistra nel sogno, poi, come succede, come succedeva spesso in quel periodo, molto nebuloso, ho perso la pazienza e mi sono messa a fare altro, a adesso non mi ricordo manco cosa mi fossi messa a fare, comunque gli Insegnamenti di Don Juan di Carlos Castaneda mi sono accorta un libro che all'epoca leggevano tutti e che adesso sta tornando di moda perché mi pare che sia stata fatta un'altra edizione. Comunque, se avete voglia di sperimentare coi sogni lucidi, gli Insegnamenti di Don Juan di Carlos Castaneda.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>Today we are talking about Carlos Castaneda and lucid dreams, and I want to tell you how I met Carlos Castaneda many years ago while I was in Goa, India.<br>It was a very special situation, in the sense that I had a lot of free time because I was actually spending a long, long, long period, several months, in Goa, we are in the early 1990s, maybe just 1990, late 1990, and I am spending a very long vacation in Asia and within this vacation I spent about six months in Goa.<br>At that time Goa was a place frequented by beatniks, there were a lot of Germans. I was living in Berlin at the time, so it was in the wake of the techno parties of the Berlin DJs that I came to Goa and there, well, I had a lot of time on my hands, since Goa, at that time, in the little beach of Calangute where I lived for several months, there was no tourist facility but there were only fishermen's houses, and in fact I lived in one of the fishermen's houses that I rented, which was beautiful by the way, with a shower outside that was made out of woven banana leaves, then every night the lady of the house would bring me the bucket of hot water to mix with the fresh water to take a shower. And as I said, there it was full of slackers and SFA, including me, people doing nothing other than playing matkot on the very long beach of Calangute there wasn't much else to do, then every once in a while taking your bike to go to the post office to see if any letters had arrived at poste restante.<br>So, there was also a place here where you could borrow books, left by travellers, and so I met Carlos Castaneda and The Teachings of Don Juan, and since I didn't have much else to do, I started experimenting with lucid dreams.<br>What is lucid dreaming? It is a dream in which you, while dreaming, are aware that you are dreaming. So there's a whole preparation that you have to do, then you're inside the dream and you do things like: raise your right hand, and in the dream you raise your right hand, in the sense that you tell yourself, you rehearse and then slowly there's escalation, you can start moving, walking around etc.<br>I did, yes, several experiments and I have to say that I remember being able to lift a hand, I don't remember if the left or the right, in the dream, then, as it happens, as it often happened in that period, all very hazy, I lost my patience and I started doing something else, now I don't even remember what I had put myself to do, anyway the Teachings of Don Juan by Carlos Castaneda, I realised is a book that at that time everybody was reading and now it is coming back in fashion because I think they issued a new edition. Anyway, if you feel like experimenting with lucid dreams, Carlos Castaneda's Teachings of Don Juan.]]>
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      <pubDate>Wed, 02 Aug 2023 08:36:24 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Nelle lunghe ore d'ozio trascorse a Goa, nella spiaggia di Calangute, sperimentavo coi sogni lucidi leggendo Gli Insegnamenti di Don Juan di Carlos Castaneda. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi parliamo di Carlos Castaneda e dei sogni lucidi, e voglio raccontarvi come io ho incontrato molti anni fa Carlos Castaneda mentre mi trovavo a Goa, in India.Era una situazione molto particolare, nel senso che avevo un sacco di tempo libero perché appunto stavo trascorrendo un lungo, lungo, lungo periodo, diversi mesi, a Goa, siamo all'inizio degli anni 90, forse proprio 1990, fine del 1990, e sto trascorrendo appunto una lunghissima vacanza in Asia e all'interno di questa vacanza ho trascorso circa sei mesi a Goa.All'epoca Goa era un posto frequentato da fricchettoni, c'erano moltissimi tedeschi. Io all'epoca abitavo a Berlino, quindi ero sulla scia dei party techno dei dj di Berlino che sono arrivato a Goa e lì, appunto, avevo un sacco di tempo a disposizione, visto che Goa, all'epoca nella spiaggetta di Calangute dove ho abitato diversi mesi, non c'era nessuna struttura turistica ma c'erano solo le case dei pescatori, e infatti abitavo in una delle case dei pescatori che avevo affittato, tra l'altro bellissima, con fuori la doccia fatta con foglie di banana intrecciate, poi ogni sera la signora mi portava il secchio d'acqua calda da mischiare con l'acqua fresca per farmi la doccia. E come dicevo, lì era pieno di gente che non faceva niente e pieno di fancazzisti, me inclusa, oltre che giocare a racchettoni sulla lunghissima spiaggia di Calangute non c'era molto altro da fare, poi ogni tanto si prendeva la bici, si andava all'ufficio postale a vedere se erano arrivate lettere alla posta restante.Ecco, qui c'era anche un posto dove si potevano prendere in prestito dei libri, lasciati dai viaggiatori, e così incontrai Carlos Castaneda e Gli Insegnamenti di Don Juan, e visto che non avevo appunto molto altro da fare, mi misi a sperimentare coi sogni lucidi.Cos'è il sogno lucido? È un sogno nel quale tu, mentre sogni, sei cosciente del fatto che stai sognando. Quindi c'è tutta una preparazione che devi fare, poi sei all'interno del sogno e fai cose tipo: alza la mano destra, e nel sogno alzi la mano destra, nel senso che te lo dici, fai le prove e poi piano piano c'è l'escalation, puoi metterti a camminare, andare in giro ecc.Io ho fatto, sì, diversi esperimenti e devo dire che mi ricordo di essere riuscita a sollevare una mano, non mi ricordo se a destra e sinistra nel sogno, poi, come succede, come succedeva spesso in quel periodo, molto nebuloso, ho perso la pazienza e mi sono messa a fare altro, a adesso non mi ricordo manco cosa mi fossi messa a fare, comunque gli Insegnamenti di Don Juan di Carlos Castaneda mi sono accorta un libro che all'epoca leggevano tutti e che adesso sta tornando di moda perché mi pare che sia stata fatta un'altra edizione. Comunque, se avete voglia di sperimentare coi sogni lucidi, gli Insegnamenti di Don Juan di Carlos Castaneda.TRANSLATIONToday we are talking about Carlos Castaneda and lucid dreams, and I want to tell you how I met Carlos Castaneda many years ago while I was in Goa, India.It was a very special situation, in the sense that I had a lot of free time because I was actually spending a long, long, long period, several months, in Goa, we are in the early 1990s, maybe just 1990, late 1990, and I am spending a very long vacation in Asia and within this vacation I spent about six months in Goa.At that time Goa was a place frequented by beatniks, there were a lot of Germans. I was living in Berlin at the time, so it was in the wake of the techno parties of the Berlin DJs that I came to Goa and there, well, I had a lot of time on my hands, since Goa, at that time, in the little beach of Calangute where I lived for several months, there was no tourist...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Nelle lunghe ore d'ozio trascorse a Goa, nella spiaggia di Calangute, sperimentavo coi sogni lucidi leggendo Gli Insegnamenti di Don Juan di Carlos Castaneda. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi parliamo di Carlos Castaneda e dei sogni lucidi, e vogl</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 578 La parabola della seminatrice</title>
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        <![CDATA[Era da tanto che non mi capitava di trovare un libro così, di quelli che non riesci a mettere giù. <i><b>Parable of the Sower </b></i>di <b>Octavia Butler </b>è uno di quelli.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><b><br></b><br><br>ra da molto tempo che non mi capitava di trovare un libro che mi appassionasse così tanto che me lo porto dietro e appena ho un momento di tempo, che ne so, quando aspetto che l'acqua si metta a bollire, mi metto subito a sfogliarlo e a riprendere esattamente dove avevo terminato di leggere. un libro un po' difficile da leggere per la tematica, però è scritto benissimo e mi ha fatto conoscere una scrittrice di cui avevo sentito parlare molto, e avevo letto anche dei piccoli stralci, dei piccoli estratti, però non avevo mai letto un libro suo dall'inizio alla fine.<br>Sto parlando di Octavia Butler, una una scrittrice americana, afroamericana. Il libro di cui mi sono innamorata è, il titolo inglese Parabole of the Sower, che ho visto in italiano, con mia grande tristezza, è stato tradotto con 'la parabola del seminatore' al maschile, mentre dovrebbe essere la parabola della seminatrice, poi devo guardare un po chi l'ha tradotto questo libro per dare un po' di scappellotti virtuali.<br>È un libro difficile da leggere perché parla di un futuro molto, molto vicino, in cui la società si sta disgregando per mancanza di materie prime, di cibo, di acqua. La gente cerca di aggiustarsi un po' come come può, di difendersi dagli sciacalli che vanno in giro a rubare e a uccidere e a distruggere chi ha ancora un tetto sulla casa.<br>Però è un libro scritto molto bene, raccontato dal punto di vista, la narratrice è appunto questa questa ragazzina che all'inizio del libro ha 14 o 15 anni, io sono arrivata adesso alle ultime pagine e ne ha 18, ed è scritto molto bene perché anche se parla di cose a volte filosofiche a volte religiose, però non è lì col dito puntato a fare la predica e la voce narrante molto fresca molto bella, molto... ci si immedesima molto, infatti, appunto, questa è una caratteristica dei libri che piacciono quando, perché ci stiamo immedesimandosi con i personaggi che ci sembrano veri, vogliamo sapere come va avanti, vogliamo sapere cosa succede, vogliamo che ai personaggi le cose vadano bene.<br>Ripeto, mancano poche pagine alla fine, infatti anche per questo motivo oggi ho fatto i 3 minuti così tardi perché ero incollata letteralmente alla pagina, ogni volta che dicevo, adesso metto da parte e faccio qualcos'altro, poi trovavo sempre il pretesto per riprenderlo in mano e rimettermi a leggere. Sto per finirlo, dovrò subito comprarmene un altro paio di suoi, perché Octavia Butler è veramente una bravissima scrittrice.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>It's been a long time since I've been able to find a book that I'm so passionate about that I carry it around with me and as soon as I have a moment of time, I don't know, when I'm waiting for the water to boil, I immediately start flipping through it and picking up exactly where I finished reading. It is a somewhat difficult book to read because of the subject matter, however it is beautifully written and introduced me to a writer I had heard a lot about, and I had also read small excerpts, passages, however I had never read a book of hers from beginning to end.<br>I am talking about Octavia Butler, an American writer, African American. The book that I fell in love with is, the English title is 'Parabole of the Sower', which I have seen in Italian, to my great sadness, has been translated as 'the parable of the (male) sower', whereas it should be the parable of the (female) sower, I'll have to look a little at who translated this book to give some virtual slaps.<br>It is a difficult book to read because it talks about a very, very near future in which society is disintegrating due to lack of raw materials, lack of food, lack of water. People are trying to fix themselves a little as they can, to defend themselves from the looters who go around stealing and killing and destroying those who still have a roof over their houses.<br>But it's a very well written book, told from the point of view, the narrator is this girl who at the beginning of the book is 14 or 15 years old, I've come now to the last pages and she's 18, and it's very well written because even though she talks about sometimes philosophical sometimes religious things, however she's not there with her finger pointing and preaching and the narrator's voice is very fresh, very beautiful , very ... I got very much involved, in fact, as I said, this is a characteristic of books that we like, as we are get involved with the characters who seem real to us, we want to know how it goes on, we want to know what happens, we want things to go well for the characters.<br>I repeat, there are only a few more pages to go, in fact that's also why I was so late today for the 3 minutes podcast because I was literally glued to the page, every time I would say, now I'm going to put it aside and do something else, then I would always find an excuse to pick it up again and start reading again. I'm about to finish it, I'll have to buy a couple more of hers right away, because Octavia Butler is really a very good writer.<br><br><br><br><br><b>LINKS</b><br><b>Parable of the Sower di Octavia Butler </b>in inglese <a href="https://www.octaviabutler.com/parableseries" rel="noreferrer noopener">https://www.octaviabutler.com/parableseries</a><br>Il libro tradotto in italiano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_parabola_del_seminatore" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/La_parabola_del_seminatore</a>]]>
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        <![CDATA[Era da tanto che non mi capitava di trovare un libro così, di quelli che non riesci a mettere giù. <i><b>Parable of the Sower </b></i>di <b>Octavia Butler </b>è uno di quelli.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><b><br></b><br><br>ra da molto tempo che non mi capitava di trovare un libro che mi appassionasse così tanto che me lo porto dietro e appena ho un momento di tempo, che ne so, quando aspetto che l'acqua si metta a bollire, mi metto subito a sfogliarlo e a riprendere esattamente dove avevo terminato di leggere. un libro un po' difficile da leggere per la tematica, però è scritto benissimo e mi ha fatto conoscere una scrittrice di cui avevo sentito parlare molto, e avevo letto anche dei piccoli stralci, dei piccoli estratti, però non avevo mai letto un libro suo dall'inizio alla fine.<br>Sto parlando di Octavia Butler, una una scrittrice americana, afroamericana. Il libro di cui mi sono innamorata è, il titolo inglese Parabole of the Sower, che ho visto in italiano, con mia grande tristezza, è stato tradotto con 'la parabola del seminatore' al maschile, mentre dovrebbe essere la parabola della seminatrice, poi devo guardare un po chi l'ha tradotto questo libro per dare un po' di scappellotti virtuali.<br>È un libro difficile da leggere perché parla di un futuro molto, molto vicino, in cui la società si sta disgregando per mancanza di materie prime, di cibo, di acqua. La gente cerca di aggiustarsi un po' come come può, di difendersi dagli sciacalli che vanno in giro a rubare e a uccidere e a distruggere chi ha ancora un tetto sulla casa.<br>Però è un libro scritto molto bene, raccontato dal punto di vista, la narratrice è appunto questa questa ragazzina che all'inizio del libro ha 14 o 15 anni, io sono arrivata adesso alle ultime pagine e ne ha 18, ed è scritto molto bene perché anche se parla di cose a volte filosofiche a volte religiose, però non è lì col dito puntato a fare la predica e la voce narrante molto fresca molto bella, molto... ci si immedesima molto, infatti, appunto, questa è una caratteristica dei libri che piacciono quando, perché ci stiamo immedesimandosi con i personaggi che ci sembrano veri, vogliamo sapere come va avanti, vogliamo sapere cosa succede, vogliamo che ai personaggi le cose vadano bene.<br>Ripeto, mancano poche pagine alla fine, infatti anche per questo motivo oggi ho fatto i 3 minuti così tardi perché ero incollata letteralmente alla pagina, ogni volta che dicevo, adesso metto da parte e faccio qualcos'altro, poi trovavo sempre il pretesto per riprenderlo in mano e rimettermi a leggere. Sto per finirlo, dovrò subito comprarmene un altro paio di suoi, perché Octavia Butler è veramente una bravissima scrittrice.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>It's been a long time since I've been able to find a book that I'm so passionate about that I carry it around with me and as soon as I have a moment of time, I don't know, when I'm waiting for the water to boil, I immediately start flipping through it and picking up exactly where I finished reading. It is a somewhat difficult book to read because of the subject matter, however it is beautifully written and introduced me to a writer I had heard a lot about, and I had also read small excerpts, passages, however I had never read a book of hers from beginning to end.<br>I am talking about Octavia Butler, an American writer, African American. The book that I fell in love with is, the English title is 'Parabole of the Sower', which I have seen in Italian, to my great sadness, has been translated as 'the parable of the (male) sower', whereas it should be the parable of the (female) sower, I'll have to look a little at who translated this book to give some virtual slaps.<br>It is a difficult book to read because it talks about a very, very near future in which society is disintegrating due to lack of raw materials, lack of food, lack of water. People are trying to fix themselves a little as they can, to defend themselves from the looters who go around stealing and killing and destroying those who still have a roof over their houses.<br>But it's a very well written book, told from the point of view, the narrator is this girl who at the beginning of the book is 14 or 15 years old, I've come now to the last pages and she's 18, and it's very well written because even though she talks about sometimes philosophical sometimes religious things, however she's not there with her finger pointing and preaching and the narrator's voice is very fresh, very beautiful , very ... I got very much involved, in fact, as I said, this is a characteristic of books that we like, as we are get involved with the characters who seem real to us, we want to know how it goes on, we want to know what happens, we want things to go well for the characters.<br>I repeat, there are only a few more pages to go, in fact that's also why I was so late today for the 3 minutes podcast because I was literally glued to the page, every time I would say, now I'm going to put it aside and do something else, then I would always find an excuse to pick it up again and start reading again. I'm about to finish it, I'll have to buy a couple more of hers right away, because Octavia Butler is really a very good writer.<br><br><br><br><br><b>LINKS</b><br><b>Parable of the Sower di Octavia Butler </b>in inglese <a href="https://www.octaviabutler.com/parableseries" rel="noreferrer noopener">https://www.octaviabutler.com/parableseries</a><br>Il libro tradotto in italiano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_parabola_del_seminatore" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/La_parabola_del_seminatore</a>]]>
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      <pubDate>Tue, 01 Aug 2023 15:38:08 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Era da tanto che non mi capitava di trovare un libro così, di quelli che non riesci a mettere giù. Parable of the Sower di Octavia Butler è uno di quelli.TRASCRIZIONE [ENG translation below]ra da molto tempo che non mi capitava di trovare un libro che mi appassionasse così tanto che me lo porto dietro e appena ho un momento di tempo, che ne so, quando aspetto che l'acqua si metta a bollire, mi metto subito a sfogliarlo e a riprendere esattamente dove avevo terminato di leggere. un libro un po' difficile da leggere per la tematica, però è scritto benissimo e mi ha fatto conoscere una scrittrice di cui avevo sentito parlare molto, e avevo letto anche dei piccoli stralci, dei piccoli estratti, però non avevo mai letto un libro suo dall'inizio alla fine.Sto parlando di Octavia Butler, una una scrittrice americana, afroamericana. Il libro di cui mi sono innamorata è, il titolo inglese Parabole of the Sower, che ho visto in italiano, con mia grande tristezza, è stato tradotto con 'la parabola del seminatore' al maschile, mentre dovrebbe essere la parabola della seminatrice, poi devo guardare un po chi l'ha tradotto questo libro per dare un po' di scappellotti virtuali.È un libro difficile da leggere perché parla di un futuro molto, molto vicino, in cui la società si sta disgregando per mancanza di materie prime, di cibo, di acqua. La gente cerca di aggiustarsi un po' come come può, di difendersi dagli sciacalli che vanno in giro a rubare e a uccidere e a distruggere chi ha ancora un tetto sulla casa.Però è un libro scritto molto bene, raccontato dal punto di vista, la narratrice è appunto questa questa ragazzina che all'inizio del libro ha 14 o 15 anni, io sono arrivata adesso alle ultime pagine e ne ha 18, ed è scritto molto bene perché anche se parla di cose a volte filosofiche a volte religiose, però non è lì col dito puntato a fare la predica e la voce narrante molto fresca molto bella, molto... ci si immedesima molto, infatti, appunto, questa è una caratteristica dei libri che piacciono quando, perché ci stiamo immedesimandosi con i personaggi che ci sembrano veri, vogliamo sapere come va avanti, vogliamo sapere cosa succede, vogliamo che ai personaggi le cose vadano bene.Ripeto, mancano poche pagine alla fine, infatti anche per questo motivo oggi ho fatto i 3 minuti così tardi perché ero incollata letteralmente alla pagina, ogni volta che dicevo, adesso metto da parte e faccio qualcos'altro, poi trovavo sempre il pretesto per riprenderlo in mano e rimettermi a leggere. Sto per finirlo, dovrò subito comprarmene un altro paio di suoi, perché Octavia Butler è veramente una bravissima scrittrice.TRANSLATIONIt's been a long time since I've been able to find a book that I'm so passionate about that I carry it around with me and as soon as I have a moment of time, I don't know, when I'm waiting for the water to boil, I immediately start flipping through it and picking up exactly where I finished reading. It is a somewhat difficult book to read because of the subject matter, however it is beautifully written and introduced me to a writer I had heard a lot about, and I had also read small excerpts, passages, however I had never read a book of hers from beginning to end.I am talking about Octavia Butler, an American writer, African American. The book that I fell in love with is, the English title is 'Parabole of the Sower', which I have seen in Italian, to my great sadness, has been translated as 'the parable of the (male) sower', whereas it should be the parable of the (female) sower, I'll have to look a little at who translated this book to give some virtual slaps.It is a difficult book to read because it talks about a very, very near future in which society is disintegrating due to lack of raw materials, lack of food, lack of water. People are trying to fix themselves a little as they can, to...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 577 Podcast delle coppie</title>
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      <description>
        <![CDATA[Trovare l'anima gemella basandosi unicamente su una serie di conversazioni telefoniche. Un gioco delle coppie diverso da tutti gli altri, per niente banale e sicuramente intrigante da ascoltare. Vabbé aggiungo che si tratta di un podcast di <b><a href="https://www.radiotopia.fm/podcasts/hang-up" rel="noreferrer noopener">Radiotopia</a></b> e che ci collaborano podcaster e autori/trici super-ascoltabili qualsiasi cosa facciano. Il link a '<b><a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/hang-up/id1691153203" rel="noreferrer noopener">Hang Up</a></b>' lo trovate in fondo alla pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<b>ENG translatio</b>n]<br>La prima difficoltà quando questa mattina ho decis, l'argomento di cui avrei parlato è stato trovare la traduzione italiana di 'reality dating show'. Cos'è un dating show? Gioco delle coppie? È quel programma, solitamente televisivo, dove vanno dei maschi e delle femmine e il fine del gioco è di trovare, di accoppiare queste persone.<br><br>Di solito c'è una donna e diversi uomini, oppure un uomo e diverse donne. Non sono particolarmente attratta da questo tipo di programmi televisivi, perché in generale la televisione generalista un po' non mi attrae, non mi interessa, e poi questi spettacoli televisivi sono in giro da decenni, per cui qualsiasi cosa l'abbiamo già vista è tutto trito e ritrito.<br><br>E poi stamattina sono incappata in uno di questi programmi che non solo mi è sembrato diverso dagli altri, ma mi ha così interessato che non vedo l'ora di ascoltare la prossima uscita, e mi ha trovato questo programma, in un modo insolito, perché anzitutto non è alla televisione, ma è un podcast, quindi è solo audio, e poi anche le modalità con cui si svolge sono interessanti. Come funziona?<br><br>C'è una una donna che sentirà telefonicamente sei persone che sono possibili partner, di sessi diversi, e solo in base alle conversazioni telefoniche dovrà decidere poi quale di queste sei persone potrebbe diventare il potenziale partner. Poi c'è il twist che una volta che la ragazza, Maxine, (non è il suo vero nome), una volta che Maxine ha scelto uno di questi sei personaggi, al personaggio prescelto viene data la possibilità di scegliere: vuoi una vacanza pagata, tutto pagato con Maxine, oppure voi mille dollari?<br><br>Ecco, questi sono dei dettagli interessanti, perché anzitutto è un programma dove non c'è una donna che cerca uomini, ma diciamo che si basa tutto sulle affinità elettive, indipendentemente dal sesso, e questo già me l'ha reso molto simpatico, le persone non usano i loro veri nomi, quindi non possono andare a cercarsi online e non possono nemmeno descriversi fisicamente, quindi è effettivamente una cosa esclusivamente basata sull'affinità... audio, quasi potrei dire. E poi anche il premio finale, mille dollari che sicuramente non cambiano la vita a nessuno, quindi diciamo che è veramente basato sulla simpatia e sulle conversazioni che vengono fatte al telefono tra queste persone.<br><br>Mi ha subito preso, ho ascoltato le due prime puntate che sono on line, vi metto il link, è in inglese, se capite l'inglese vi consiglio di dare un ascolto perché vale veramente la pena.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The first difficulty, when this morning I decided the topic I would talk about, was finding the Italian translation of 'reality dating show.' What is a dating show? Couples game? It's that program, usually television, where males and females go and the purpose of the game is to find, to pair up these people.<br><br>Usually there is one woman and several men, or one man and several women. I'm not particularly attracted to these kinds of TV shows, because in general, generalist television doesn't attract me, doesn't interest me, and then these TV shows have been around for decades, so whatever they show, we've seen it all before.<br><br>And then this morning I stumbled upon one of these programs that not only seemed different from the others, but I was so interested that I can't wait to listen to the next release, and this program found in an unusual way, because first of all it's not on television, but it's a podcast, so it's audio only, and then also the way it's conducted is interesting. How does it work?<br><br>There is a woman who will hear by telephone from six people who are possible partners, they are of different sexes, and only on the basis of the telephone conversations will she then decide which of these six people might become the potential partner. Then there is the twist that once the woman, Maxine, (not her real name), once Maxine has chosen one of these six characters, the chosen character is given a choice: do you want a paid vacation, all paid up with Maxine, or do you want thousand dollars?<br><br>Here, these are some interesting details, because first of all, it's a program where there's not a woman looking for men, but let's say it's all based on elective affinities, regardless of gender, and that already made me like it, people don't use their real names, so they can't go and look each other up online and they can't even describe themselves physically, so it's actually a purely affinity-based thing... audio, almost I could say. And then also the final prize, a thousand dollars that certainly doesn't change anybody's life, so let's say it's really based on the sympathy and the conversations that are had on the phone between these people.<br><br>It immediately grabbed me, I listened to the first two episodes which are online, I will put the link, it is in English, if you understand English I recommend you give it a listen because it is really worth it.<br><br><b>LINK</b><br>Il gioco delle coppie telefonico Hang Up <a href="https://www.radiotopia.fm/podcasts/hang-up" rel="noreferrer noopener">https://www.radiotopia.fm/podcasts/hang-up</a><br><br>]]>
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        <![CDATA[Trovare l'anima gemella basandosi unicamente su una serie di conversazioni telefoniche. Un gioco delle coppie diverso da tutti gli altri, per niente banale e sicuramente intrigante da ascoltare. Vabbé aggiungo che si tratta di un podcast di <b><a href="https://www.radiotopia.fm/podcasts/hang-up" rel="noreferrer noopener">Radiotopia</a></b> e che ci collaborano podcaster e autori/trici super-ascoltabili qualsiasi cosa facciano. Il link a '<b><a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/hang-up/id1691153203" rel="noreferrer noopener">Hang Up</a></b>' lo trovate in fondo alla pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<b>ENG translatio</b>n]<br>La prima difficoltà quando questa mattina ho decis, l'argomento di cui avrei parlato è stato trovare la traduzione italiana di 'reality dating show'. Cos'è un dating show? Gioco delle coppie? È quel programma, solitamente televisivo, dove vanno dei maschi e delle femmine e il fine del gioco è di trovare, di accoppiare queste persone.<br><br>Di solito c'è una donna e diversi uomini, oppure un uomo e diverse donne. Non sono particolarmente attratta da questo tipo di programmi televisivi, perché in generale la televisione generalista un po' non mi attrae, non mi interessa, e poi questi spettacoli televisivi sono in giro da decenni, per cui qualsiasi cosa l'abbiamo già vista è tutto trito e ritrito.<br><br>E poi stamattina sono incappata in uno di questi programmi che non solo mi è sembrato diverso dagli altri, ma mi ha così interessato che non vedo l'ora di ascoltare la prossima uscita, e mi ha trovato questo programma, in un modo insolito, perché anzitutto non è alla televisione, ma è un podcast, quindi è solo audio, e poi anche le modalità con cui si svolge sono interessanti. Come funziona?<br><br>C'è una una donna che sentirà telefonicamente sei persone che sono possibili partner, di sessi diversi, e solo in base alle conversazioni telefoniche dovrà decidere poi quale di queste sei persone potrebbe diventare il potenziale partner. Poi c'è il twist che una volta che la ragazza, Maxine, (non è il suo vero nome), una volta che Maxine ha scelto uno di questi sei personaggi, al personaggio prescelto viene data la possibilità di scegliere: vuoi una vacanza pagata, tutto pagato con Maxine, oppure voi mille dollari?<br><br>Ecco, questi sono dei dettagli interessanti, perché anzitutto è un programma dove non c'è una donna che cerca uomini, ma diciamo che si basa tutto sulle affinità elettive, indipendentemente dal sesso, e questo già me l'ha reso molto simpatico, le persone non usano i loro veri nomi, quindi non possono andare a cercarsi online e non possono nemmeno descriversi fisicamente, quindi è effettivamente una cosa esclusivamente basata sull'affinità... audio, quasi potrei dire. E poi anche il premio finale, mille dollari che sicuramente non cambiano la vita a nessuno, quindi diciamo che è veramente basato sulla simpatia e sulle conversazioni che vengono fatte al telefono tra queste persone.<br><br>Mi ha subito preso, ho ascoltato le due prime puntate che sono on line, vi metto il link, è in inglese, se capite l'inglese vi consiglio di dare un ascolto perché vale veramente la pena.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The first difficulty, when this morning I decided the topic I would talk about, was finding the Italian translation of 'reality dating show.' What is a dating show? Couples game? It's that program, usually television, where males and females go and the purpose of the game is to find, to pair up these people.<br><br>Usually there is one woman and several men, or one man and several women. I'm not particularly attracted to these kinds of TV shows, because in general, generalist television doesn't attract me, doesn't interest me, and then these TV shows have been around for decades, so whatever they show, we've seen it all before.<br><br>And then this morning I stumbled upon one of these programs that not only seemed different from the others, but I was so interested that I can't wait to listen to the next release, and this program found in an unusual way, because first of all it's not on television, but it's a podcast, so it's audio only, and then also the way it's conducted is interesting. How does it work?<br><br>There is a woman who will hear by telephone from six people who are possible partners, they are of different sexes, and only on the basis of the telephone conversations will she then decide which of these six people might become the potential partner. Then there is the twist that once the woman, Maxine, (not her real name), once Maxine has chosen one of these six characters, the chosen character is given a choice: do you want a paid vacation, all paid up with Maxine, or do you want thousand dollars?<br><br>Here, these are some interesting details, because first of all, it's a program where there's not a woman looking for men, but let's say it's all based on elective affinities, regardless of gender, and that already made me like it, people don't use their real names, so they can't go and look each other up online and they can't even describe themselves physically, so it's actually a purely affinity-based thing... audio, almost I could say. And then also the final prize, a thousand dollars that certainly doesn't change anybody's life, so let's say it's really based on the sympathy and the conversations that are had on the phone between these people.<br><br>It immediately grabbed me, I listened to the first two episodes which are online, I will put the link, it is in English, if you understand English I recommend you give it a listen because it is really worth it.<br><br><b>LINK</b><br>Il gioco delle coppie telefonico Hang Up <a href="https://www.radiotopia.fm/podcasts/hang-up" rel="noreferrer noopener">https://www.radiotopia.fm/podcasts/hang-up</a><br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 31 Jul 2023 10:21:47 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 576 Il mare in Sardegna</title>
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        <![CDATA[Detesto i provincialotti che, non avendo mai messo piede fuori dalla Sardegna, dicono che il nostro mare sia il più bello in assoluto. Però dentro di me so che è vero.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Il mare in Sardegna è una cosa un po' complicata, almeno per me, perché io in Sardegna ci sono nata e da sempre sono abituata, fin da bambina, ad andare al mare in posti fantastici dove l'acqua è trasparente, azzurra, le spiagge hanno la sabbia sottile, diverse spiagge con sabbia di diversi colori e, almeno gran parte dell'anno, posti dove ci va anche poca gente, quindi si può godere della solitudine sulla spiaggia, che è la cosa più bella.<br><br>Dicevo, è una cosa un po particolare il mare in Sardegna, perché se in Sardegna ci sei nata, poi diventa un po' complicato andare a fare il bagno da altre parti. Io ricordo le prime volte che ho cominciato a vedere le spiagge fuori dalla Sardegna, forse una delle prime spiagge che ho visto non sarda era il <b>Lido a Venezia</b>, che non riuscivo nemmeno a riconciliare il fatto che fosse una spiaggia perché era così diversa, così... sì, diversa, adesso non voglio usare aggettivi, però era molto diversa dalle cose alle quali ero abituata.<br><br>Poi più avanti ho visto anche spiagge molto belle in <b>Asia</b>, in <b>Africa</b> e in <b>Australia</b>, naturalmente ci sono delle spiagge fantastiche, però c'è sempre questa cosa qua che io ricordo ventimila anni fa quando sono andata in un'isola della <b>Thailandia</b> che all'epoca era conosciuta pochissimo, e adesso invece ho scoperto è diventata una cosa molto turistica, parlo degli anni '90 l'isola di <b>Ko Samui</b>, e ricordo questa spiaggia bellissima, l'acqua trasparente, e le persone che erano con me che dicevano, me guarda questa cosa bellissima, bellissima, e io dicevo, sì, sì, molto bella, molto bella, però non era niente di diverso da quello a cui io ero abituata. Ma stessa cosa per le <b>Fiji</b>, stessa cosa per un sacco di posti dove sono stata, dove c'era l'acqua bella trasparente, però quando si è abituata a vedere il fondo, la sabbia stando su una barca con quattro metri d'acqua tra te e il fondo, diciamo che è un po difficile che si rimanga colpiti dalla bellezza delle spiagge, appunto perché si nasce un po' penalizzati e ci si fa anche un po la figura della persona un po' spocchiosa che non si accontenta mai.<br><br>E in effetti ci sono molti sardi che dicono eh, il mare della Sardegna, il mare più bello del mondo. A me dà molto fastidio perché è gente che non è mai uscita di casa. Però purtroppo hanno pure ragione che il mare in Sardegna è una cosa pazzesca, sono stata in posti che mi dava l'impressione di essere in chiesa con gli organi che suonavano e la pelle d'oca perché sono dei posti veramente magici. E che vi devo dire? Son nata in Sardegna!?<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The sea in Sardinia is a bit of a complicated thing, at least for me, because I was born in Sardinia and have always been accustomed, since I was a child, to going to the beach in fantastic places where the water is clear, blue, the beaches have fine sand, different beaches with different colored sand and, at least most of the year, places where there are few people, so you can enjoy the solitude on the beach, which is the most beautiful thing.<br><br>I was saying, it's a bit of a special thing the sea in Sardinia, because if you were born in Sardinia, then it becomes a bit complicated to go swimming elsewhere. I remember the first times I started seeing beaches outside Sardinia, maybe one of the first beaches I saw that was not Sardinian was the Lido in Venice, which I couldn't even reconcile the fact that it was a beach because it was so different, so-yes, different, now I don't want to use adjectives, however it was very different from the things I was used to.<br><br>Then later on I also saw very beautiful beaches in Asia, in Africa and in Australia, of course there are fantastic beaches, however there is always this thing here that I remember twenty thousand years ago when I went to an island in Thailand that at that time was very little known, and now I found out it has become a very touristy thing, I'm talking about the 1990s the island of Ko Samui, and I remember this beautiful beach, the transparent water, and the people who were with me saying, look at this beautiful, beautiful thing, and I said, yes, yes, very beautiful, very beautiful, however it was nothing different from what I was used to. And same thing for Fiji, same thing for a lot of places I've been to, where there was beautiful clear water, however when you're used to seeing the bottom, the sand being on a boat with four meters of water between you and the bottom, let's say it's a little difficult for you to be impressed by the beauty of the beaches, precisely because you're born a little penalised and you also come across as a little bit of a snooty person who's never satisfied.<br><br>And in fact there are many Sardinians who say eh, the sea of Sardinia, the most beautiful sea in the world. It bothers me a lot because these are people who have never left home. But unfortunately they are also right that the sea in Sardinia is a magnificent thing, I have been to places that gave me the impression of being in church with organs playing and goosebumps because they are really magical places. And what can I tell you? I was born in Sardinia!]]>
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        <![CDATA[Detesto i provincialotti che, non avendo mai messo piede fuori dalla Sardegna, dicono che il nostro mare sia il più bello in assoluto. Però dentro di me so che è vero.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Il mare in Sardegna è una cosa un po' complicata, almeno per me, perché io in Sardegna ci sono nata e da sempre sono abituata, fin da bambina, ad andare al mare in posti fantastici dove l'acqua è trasparente, azzurra, le spiagge hanno la sabbia sottile, diverse spiagge con sabbia di diversi colori e, almeno gran parte dell'anno, posti dove ci va anche poca gente, quindi si può godere della solitudine sulla spiaggia, che è la cosa più bella.<br><br>Dicevo, è una cosa un po particolare il mare in Sardegna, perché se in Sardegna ci sei nata, poi diventa un po' complicato andare a fare il bagno da altre parti. Io ricordo le prime volte che ho cominciato a vedere le spiagge fuori dalla Sardegna, forse una delle prime spiagge che ho visto non sarda era il <b>Lido a Venezia</b>, che non riuscivo nemmeno a riconciliare il fatto che fosse una spiaggia perché era così diversa, così... sì, diversa, adesso non voglio usare aggettivi, però era molto diversa dalle cose alle quali ero abituata.<br><br>Poi più avanti ho visto anche spiagge molto belle in <b>Asia</b>, in <b>Africa</b> e in <b>Australia</b>, naturalmente ci sono delle spiagge fantastiche, però c'è sempre questa cosa qua che io ricordo ventimila anni fa quando sono andata in un'isola della <b>Thailandia</b> che all'epoca era conosciuta pochissimo, e adesso invece ho scoperto è diventata una cosa molto turistica, parlo degli anni '90 l'isola di <b>Ko Samui</b>, e ricordo questa spiaggia bellissima, l'acqua trasparente, e le persone che erano con me che dicevano, me guarda questa cosa bellissima, bellissima, e io dicevo, sì, sì, molto bella, molto bella, però non era niente di diverso da quello a cui io ero abituata. Ma stessa cosa per le <b>Fiji</b>, stessa cosa per un sacco di posti dove sono stata, dove c'era l'acqua bella trasparente, però quando si è abituata a vedere il fondo, la sabbia stando su una barca con quattro metri d'acqua tra te e il fondo, diciamo che è un po difficile che si rimanga colpiti dalla bellezza delle spiagge, appunto perché si nasce un po' penalizzati e ci si fa anche un po la figura della persona un po' spocchiosa che non si accontenta mai.<br><br>E in effetti ci sono molti sardi che dicono eh, il mare della Sardegna, il mare più bello del mondo. A me dà molto fastidio perché è gente che non è mai uscita di casa. Però purtroppo hanno pure ragione che il mare in Sardegna è una cosa pazzesca, sono stata in posti che mi dava l'impressione di essere in chiesa con gli organi che suonavano e la pelle d'oca perché sono dei posti veramente magici. E che vi devo dire? Son nata in Sardegna!?<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The sea in Sardinia is a bit of a complicated thing, at least for me, because I was born in Sardinia and have always been accustomed, since I was a child, to going to the beach in fantastic places where the water is clear, blue, the beaches have fine sand, different beaches with different colored sand and, at least most of the year, places where there are few people, so you can enjoy the solitude on the beach, which is the most beautiful thing.<br><br>I was saying, it's a bit of a special thing the sea in Sardinia, because if you were born in Sardinia, then it becomes a bit complicated to go swimming elsewhere. I remember the first times I started seeing beaches outside Sardinia, maybe one of the first beaches I saw that was not Sardinian was the Lido in Venice, which I couldn't even reconcile the fact that it was a beach because it was so different, so-yes, different, now I don't want to use adjectives, however it was very different from the things I was used to.<br><br>Then later on I also saw very beautiful beaches in Asia, in Africa and in Australia, of course there are fantastic beaches, however there is always this thing here that I remember twenty thousand years ago when I went to an island in Thailand that at that time was very little known, and now I found out it has become a very touristy thing, I'm talking about the 1990s the island of Ko Samui, and I remember this beautiful beach, the transparent water, and the people who were with me saying, look at this beautiful, beautiful thing, and I said, yes, yes, very beautiful, very beautiful, however it was nothing different from what I was used to. And same thing for Fiji, same thing for a lot of places I've been to, where there was beautiful clear water, however when you're used to seeing the bottom, the sand being on a boat with four meters of water between you and the bottom, let's say it's a little difficult for you to be impressed by the beauty of the beaches, precisely because you're born a little penalised and you also come across as a little bit of a snooty person who's never satisfied.<br><br>And in fact there are many Sardinians who say eh, the sea of Sardinia, the most beautiful sea in the world. It bothers me a lot because these are people who have never left home. But unfortunately they are also right that the sea in Sardinia is a magnificent thing, I have been to places that gave me the impression of being in church with organs playing and goosebumps because they are really magical places. And what can I tell you? I was born in Sardinia!]]>
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      <pubDate>Sun, 30 Jul 2023 09:01:28 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Detesto i provincialotti che, non avendo mai messo piede fuori dalla Sardegna, dicono che il nostro mare sia il più bello in assoluto. Però dentro di me so che è vero.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Il mare in Sardegna è una cosa un po' complicata, almeno per me, perché io in Sardegna ci sono nata e da sempre sono abituata, fin da bambina, ad andare al mare in posti fantastici dove l'acqua è trasparente, azzurra, le spiagge hanno la sabbia sottile, diverse spiagge con sabbia di diversi colori e, almeno gran parte dell'anno, posti dove ci va anche poca gente, quindi si può godere della solitudine sulla spiaggia, che è la cosa più bella.Dicevo, è una cosa un po particolare il mare in Sardegna, perché se in Sardegna ci sei nata, poi diventa un po' complicato andare a fare il bagno da altre parti. Io ricordo le prime volte che ho cominciato a vedere le spiagge fuori dalla Sardegna, forse una delle prime spiagge che ho visto non sarda era il Lido a Venezia, che non riuscivo nemmeno a riconciliare il fatto che fosse una spiaggia perché era così diversa, così... sì, diversa, adesso non voglio usare aggettivi, però era molto diversa dalle cose alle quali ero abituata.Poi più avanti ho visto anche spiagge molto belle in Asia, in Africa e in Australia, naturalmente ci sono delle spiagge fantastiche, però c'è sempre questa cosa qua che io ricordo ventimila anni fa quando sono andata in un'isola della Thailandia che all'epoca era conosciuta pochissimo, e adesso invece ho scoperto è diventata una cosa molto turistica, parlo degli anni '90 l'isola di Ko Samui, e ricordo questa spiaggia bellissima, l'acqua trasparente, e le persone che erano con me che dicevano, me guarda questa cosa bellissima, bellissima, e io dicevo, sì, sì, molto bella, molto bella, però non era niente di diverso da quello a cui io ero abituata. Ma stessa cosa per le Fiji, stessa cosa per un sacco di posti dove sono stata, dove c'era l'acqua bella trasparente, però quando si è abituata a vedere il fondo, la sabbia stando su una barca con quattro metri d'acqua tra te e il fondo, diciamo che è un po difficile che si rimanga colpiti dalla bellezza delle spiagge, appunto perché si nasce un po' penalizzati e ci si fa anche un po la figura della persona un po' spocchiosa che non si accontenta mai.E in effetti ci sono molti sardi che dicono eh, il mare della Sardegna, il mare più bello del mondo. A me dà molto fastidio perché è gente che non è mai uscita di casa. Però purtroppo hanno pure ragione che il mare in Sardegna è una cosa pazzesca, sono stata in posti che mi dava l'impressione di essere in chiesa con gli organi che suonavano e la pelle d'oca perché sono dei posti veramente magici. E che vi devo dire? Son nata in Sardegna!?TRANSLATIONThe sea in Sardinia is a bit of a complicated thing, at least for me, because I was born in Sardinia and have always been accustomed, since I was a child, to going to the beach in fantastic places where the water is clear, blue, the beaches have fine sand, different beaches with different colored sand and, at least most of the year, places where there are few people, so you can enjoy the solitude on the beach, which is the most beautiful thing.I was saying, it's a bit of a special thing the sea in Sardinia, because if you were born in Sardinia, then it becomes a bit complicated to go swimming elsewhere. I remember the first times I started seeing beaches outside Sardinia, maybe one of the first beaches I saw that was not Sardinian was the Lido in Venice, which I couldn't even reconcile the fact that it was a beach because it was so different, so-yes, different, now I don't want to use adjectives, however it was very different from the things I was used to.Then later on I also saw very beautiful beaches in Asia, in Africa and in Australia, of course...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 575 E se esistesse una Sindrome di Cagliari?</title>
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        <![CDATA[Le più conosciute sono la sindrome di Stendhal, (anche sindrome di Firenze) e la sindrome di Stoccolma, ma in tutto sono più di una decina le sindromi che hanno il nome di una città. E io mi chiedo, e vi chiedo, se ci fosse una sindrome di Cagliari, quali sarebbero i sintomi? Alla fine della pagina c'è il link all'articolo a cui faccio riferimento.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Scommetto che è capitato anche a voi, volete andare in una città, avete letto un sacco di cose su questa città, avete visto i film, poi finalmente riuscite ad andarci e... delusione, non è così come vi aspettavate?<br><br>A me è successo diverse volte. Diciamo che l'unica città al mondo dove sono stata, dove aspettavo con ansia di andare, poi la prima volta che ci sono andata molti anni fa e non mi ha deluso è stata Venezia, che appunto non solo non m'ha deluso, ma ha superato tutte le aspettative, perché se una persona non è mai stata a Venezia non può veramente immaginarsi cosa significhi trovarsi in mezzo a tanta bellezza, tanto splendore, tanta decadenza.<br><br>E non è un caso che Venezia sia una delle città che ha una sindrome a lei intitolata. Cosa sono le sindromi delle città? E vi racconto adesso tra un po' anche in cosa consiste la sindrome di Venezia, che è tutt'altro che bella.<br><br>Forse è la sindrome che conoscete di più legata a una città è la sindrome di Stoccolma che si riferisce al fatto che delle persone vengono rapite e le persone rapite poi cominciano a simpatizzare coi rapitori. E si riferisce a un caso di cronaca che si verificò negli anni, negli anni '70, mi pare di ricordare.<br><br>Poi c'è la sindrome di Gerusalemme, la gente va a Gerusalemme, che è il tempio di un sacco di religioni, e lì comincio ad avere allucinazioni a carattere religioso, quindi va in giro per le strade di Gerusalemme recitando versetti della bibbia, convinta di essere Mosè e Gesù, altre figure mitologiche.<br><br>Poi c'è la sindrome di Parigi. È una sindrome particolare perché si manifesta solo su turisti giapponesi che vanno a Parigi e cosa fa? Ci sono episodi di ansia, manie di persecuzione, pensano che la stanza dell'hotel abbia dei microfoni che registra tutto, oppure credono di essere Re Sole?, Luigi 14esimo.<br><br>Un'altra molto famosa tra queste sindromi è la sindrome di Stendhal, che viene anche conosciuta col nome di sindrome di Firenze. I turisti vanno a Firenze e vengono sopraffatti da tanta bellezza, da tante cose incredibili e... niente: tachicardia, giramenti di testa, svenimenti, allucinazioni e paranoia.<br><br>Poi c'è la sindrome di Venezia di cui vi parlavo prima, gente che va apposta a Venezia per suicidarsi. Questa è una cosa un po' brutta.<br><br>Ci sono, ripeto, più di dieci di queste sindromi che hanno il nome di una città e sono cose vere, nel senso che sono studiate dal punto di vista medico, infatti le informazioni che vi sto dando sono in un articolo pubblicato sul Journal of the American Name Society, cita tutti questi esempi, dice quando si sono verificati per la prima volta e qual è la cura, la maggior parte delle volte la cura e tornarsene a casa e starsene tranquilli.<br><br>TRANSLATION<br>I bet it has happened to you too, you want to go to a city, you've read a lot about this city, you've seen the movies, then you finally get to go there and... disappointment, it's not as nice as you expected?<br>This has happened to me several times. Let's say that the only city in the world that I've been to, where I was looking forward to going, then the first time I went there many years ago and it didn't disappoint me was Venice, which precisely not only didn't disappoint me, but exceeded all expectations, because if a person has never been to Venice, they can't really imagine what it's like to be in the midst of so much beauty, so much splendor, so much decadence.<br>And it is no coincidence that Venice is one of the cities that has a syndrome named after her. What are city syndromes? And I'll also tell you now in a bit what the Venice syndrome consists of, which is anything but beautiful.<br>Perhaps the syndrome you know most related to a city is the Stockholm syndrome, which refers to the fact that people are kidnapped and the kidnapped people then begin to sympathise with the kidnappers. And it refers to a news case that occurred over the years, in the 1970s, I think to remember.<br>Then there is the Jerusalem syndrome, people go to Jerusalem, which is the temple of a lot of religions, and there I start to hallucinate religiously, so they go around the streets of Jerusalem reciting bible verses, convinced they are Moses and Jesus, or other mythological figures.<br>Then there is the Paris syndrome. Is it a particular syndrome because it only occurs on Japanese tourists who go to Paris and what does it do? There are anxiety episodes, persecution mania, they think the hotel room is bugged to record everything, or they think they are Sun King, Louis the 14th.<br>Another very famous among these syndromes is Stendhal syndrome, which is also known by the name Florence syndrome. Tourists go to Florence and are overwhelmed by so much beauty, so many incredible things and... there you go: tachycardia, dizziness, fainting, hallucinations and paranoia.<br>Then there is the Venice syndrome I mentioned earlier, people who go to Venice on purpose to commit suicide. This is kind pretty awful.<br>There are, I repeat, more than ten of these syndromes that have the name of a city and they are real things in the sense that they are medically studied, in fact the information I am giving you is in an article published in the Journal of the American Name Society, it cites all these examples, it says when they first occurred and what is the cure, most of the time the cure is to go back home and to rest.<br><br><br>LINK<br>L'articolo da cui ho tratto le informazioni: <b>A Note on Psychological Disorders Named After Cities</b><br><a href="https://ans-names.pitt.edu/ans/article/view/2019/2018" rel="noreferrer noopener">https://ans-names.pitt.edu/ans/article/view/2019/2018</a><br>]]>
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        <![CDATA[Le più conosciute sono la sindrome di Stendhal, (anche sindrome di Firenze) e la sindrome di Stoccolma, ma in tutto sono più di una decina le sindromi che hanno il nome di una città. E io mi chiedo, e vi chiedo, se ci fosse una sindrome di Cagliari, quali sarebbero i sintomi? Alla fine della pagina c'è il link all'articolo a cui faccio riferimento.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Scommetto che è capitato anche a voi, volete andare in una città, avete letto un sacco di cose su questa città, avete visto i film, poi finalmente riuscite ad andarci e... delusione, non è così come vi aspettavate?<br><br>A me è successo diverse volte. Diciamo che l'unica città al mondo dove sono stata, dove aspettavo con ansia di andare, poi la prima volta che ci sono andata molti anni fa e non mi ha deluso è stata Venezia, che appunto non solo non m'ha deluso, ma ha superato tutte le aspettative, perché se una persona non è mai stata a Venezia non può veramente immaginarsi cosa significhi trovarsi in mezzo a tanta bellezza, tanto splendore, tanta decadenza.<br><br>E non è un caso che Venezia sia una delle città che ha una sindrome a lei intitolata. Cosa sono le sindromi delle città? E vi racconto adesso tra un po' anche in cosa consiste la sindrome di Venezia, che è tutt'altro che bella.<br><br>Forse è la sindrome che conoscete di più legata a una città è la sindrome di Stoccolma che si riferisce al fatto che delle persone vengono rapite e le persone rapite poi cominciano a simpatizzare coi rapitori. E si riferisce a un caso di cronaca che si verificò negli anni, negli anni '70, mi pare di ricordare.<br><br>Poi c'è la sindrome di Gerusalemme, la gente va a Gerusalemme, che è il tempio di un sacco di religioni, e lì comincio ad avere allucinazioni a carattere religioso, quindi va in giro per le strade di Gerusalemme recitando versetti della bibbia, convinta di essere Mosè e Gesù, altre figure mitologiche.<br><br>Poi c'è la sindrome di Parigi. È una sindrome particolare perché si manifesta solo su turisti giapponesi che vanno a Parigi e cosa fa? Ci sono episodi di ansia, manie di persecuzione, pensano che la stanza dell'hotel abbia dei microfoni che registra tutto, oppure credono di essere Re Sole?, Luigi 14esimo.<br><br>Un'altra molto famosa tra queste sindromi è la sindrome di Stendhal, che viene anche conosciuta col nome di sindrome di Firenze. I turisti vanno a Firenze e vengono sopraffatti da tanta bellezza, da tante cose incredibili e... niente: tachicardia, giramenti di testa, svenimenti, allucinazioni e paranoia.<br><br>Poi c'è la sindrome di Venezia di cui vi parlavo prima, gente che va apposta a Venezia per suicidarsi. Questa è una cosa un po' brutta.<br><br>Ci sono, ripeto, più di dieci di queste sindromi che hanno il nome di una città e sono cose vere, nel senso che sono studiate dal punto di vista medico, infatti le informazioni che vi sto dando sono in un articolo pubblicato sul Journal of the American Name Society, cita tutti questi esempi, dice quando si sono verificati per la prima volta e qual è la cura, la maggior parte delle volte la cura e tornarsene a casa e starsene tranquilli.<br><br>TRANSLATION<br>I bet it has happened to you too, you want to go to a city, you've read a lot about this city, you've seen the movies, then you finally get to go there and... disappointment, it's not as nice as you expected?<br>This has happened to me several times. Let's say that the only city in the world that I've been to, where I was looking forward to going, then the first time I went there many years ago and it didn't disappoint me was Venice, which precisely not only didn't disappoint me, but exceeded all expectations, because if a person has never been to Venice, they can't really imagine what it's like to be in the midst of so much beauty, so much splendor, so much decadence.<br>And it is no coincidence that Venice is one of the cities that has a syndrome named after her. What are city syndromes? And I'll also tell you now in a bit what the Venice syndrome consists of, which is anything but beautiful.<br>Perhaps the syndrome you know most related to a city is the Stockholm syndrome, which refers to the fact that people are kidnapped and the kidnapped people then begin to sympathise with the kidnappers. And it refers to a news case that occurred over the years, in the 1970s, I think to remember.<br>Then there is the Jerusalem syndrome, people go to Jerusalem, which is the temple of a lot of religions, and there I start to hallucinate religiously, so they go around the streets of Jerusalem reciting bible verses, convinced they are Moses and Jesus, or other mythological figures.<br>Then there is the Paris syndrome. Is it a particular syndrome because it only occurs on Japanese tourists who go to Paris and what does it do? There are anxiety episodes, persecution mania, they think the hotel room is bugged to record everything, or they think they are Sun King, Louis the 14th.<br>Another very famous among these syndromes is Stendhal syndrome, which is also known by the name Florence syndrome. Tourists go to Florence and are overwhelmed by so much beauty, so many incredible things and... there you go: tachycardia, dizziness, fainting, hallucinations and paranoia.<br>Then there is the Venice syndrome I mentioned earlier, people who go to Venice on purpose to commit suicide. This is kind pretty awful.<br>There are, I repeat, more than ten of these syndromes that have the name of a city and they are real things in the sense that they are medically studied, in fact the information I am giving you is in an article published in the Journal of the American Name Society, it cites all these examples, it says when they first occurred and what is the cure, most of the time the cure is to go back home and to rest.<br><br><br>LINK<br>L'articolo da cui ho tratto le informazioni: <b>A Note on Psychological Disorders Named After Cities</b><br><a href="https://ans-names.pitt.edu/ans/article/view/2019/2018" rel="noreferrer noopener">https://ans-names.pitt.edu/ans/article/view/2019/2018</a><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 29 Jul 2023 11:13:39 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 574 Mettete il casco che arriva l'ingegnere</title>
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        <![CDATA[I muratorini davanti al mio palazzo smartellano e smadonnano.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br><br>Vi ho già accennato diverse volte ai muratori che lavorano alle facciate dei palazzi attorno alla mia finestra, forse mentre registro i 3 minuti grezzi di oggi li sentite anche alle mie spalle, perché ho la finestra spalancata e loro martellano allegramente attorno a me, davanti a me, col vento in favore, quindi probabilmente li sentirete.<br>E se non li sentite martellare, potreste sentirli, smadonnare. Perché? Ah, anche questo, l'ho già accennato nei giorni scorsi, ho l'impressione che il cantiere che ha aperto poche settimane fa davanti alla mia finestra sia popolato un po' da gente che pratica il bullismo sul posto di lavoro.<br>Non vedo se usino i caschi queste cose qua perché, beh, diciamo che in Italia, si sa, è una opzione da mettetevi il casco, mettetevi il giubbino che arriva... Cos'è che era, l'ingegnere? Sì, questa frase l'ho sentita pronunciare quando stavano rifacendo la facciata del mio palazzo ed erano proprio davanti alla finestra della stanza dove ho il mio studio di registrazione.<br>Qua invece gridano proprio proiettano la voce e si prendono a urla. Cioè probabilmente il capomastro, la persona più anziana che ha l'abitudine di trattare malissimo, prendere a urla le persone che condividono con lui la palizzata e i tubi innocenti. Ripeto, non li vedo perché hanno messo delle cose di plastica davanti ai tubi innocenti, quindi sono nascosti, e non voglio nemmeno immaginare il caldo che ci sarà, e soprattutto il caldo che ci sarà stato nei giorni appena trascorsi, quando le temperature stavano superando allegramente i 40 gradi, uso una frase che ho appena letto da qualche parte: l'Apocalisse stava facendo le prove microfono e ci è riuscita benissimo.<br>Boh, io sto qua, li sento ogni tanto queste urla, ma non è che posso fare, mica posso andare lì e dire o smettetela di trattarvi così, trattate voi bene ecc. Però una riflessione che voglio fare, anche questa l'ho sentita da qualche parte, quindi niente di originale, non aspettatevi pensieri originali perché non ne ho la capacità in questo momento, appunto, quando c'era questa grande ondata di caldo, le televisioni locali, ma anche i giornali nazionali, facevano vedere i turisti poverini con le fontanelle nelle città. Ma chi se ne frega dei turisti! Lo dico sempre, ma chi se ne frega dei turisti! Pensate a chi invece lavora, a chi sta rifacendo il cemento nelle strade, e poi si sa, qui in Italia non è manco obbligatorio coprirsi, mettersi cappelli eccetera. Ecco, pensiamo a chi sotto il sole ci lavora e non chi va a farsi le vacanze, che chi va a farsi le vacanze è andato a cercarselo. Avrebbe anche potuto starsene a casa. Vabbè, andiamo a vedere cosa fanno i miei muratori.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I have already mentioned several times the masons working on the facades of the buildings around my window, perhaps as I record today's 3-minute podcast you can hear them behind my back as well, because I have the window wide open and they are happily hammering around me, in front of me, with the wind in their favor, so you will probably hear them.<br>And if you don't hear them hammering, you might hear them, blaspheming. Why? Ah, that too, I've mentioned this in the past few days, I have the impression that the construction site that opened a few weeks ago in front of my window is populated a bit by people bullying in the workplace.<br>I don't see if they use helmets and these things here because, well, let's say in Italy, you know, it's like: put your helmet on, put your jacket as it's arriving... How was it again? the engineer? Yes, I heard this phrase when they were redoing the facade of my building and they were right in front of the window of the room where I have my recording studio.<br>Here, on the other hand, they shout allright, they project the voice shouting at each other. That is, probably the foreman, the older person who has the habit of treating people who share the palisade and scaffolding with him very badly, shouting. I repeat, I don't see them because they put a plastic things in front of the scaffolding, so they are hidden, and I don't even want to imagine the heat that will be there, and especially the heat that will have been there in the days just gone by, when temperatures were merrily exceeding 40 degrees, I use a phrase I just read somewhere: the Apocalypse was doing a mike check and succeeding in doing so.<br>IDK, I stay here, I hear them now and then these screams, but it's not like I can do anything, it's not like I can go there and say stop treating each other like this, treat each other well etc. But one reflection I want to make, though, I heard this somewhere too, so nothing original, don't expect original thoughts because I don't have the capacity righ now, so, when there was this big heat wave, the local TV stations, but also the national newspapers, were showing the poor tourists with drinking fountains in the cities. But who cares about tourists! I always say so, but who cares about tourists! Think of those who are working instead, those who are resurfacing the concrete in the streets, and then you know, here in Italy it is not even mandatory to cover up, to put on hats and so on. Here, let's think of those under the sun who work there and not those who go on vacation, that those who go on vacation have gone looking for it. They might as well have stayed home. Whatever, let's go see what my masons are doing.<br><br>]]>
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        <![CDATA[I muratorini davanti al mio palazzo smartellano e smadonnano.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br><br>Vi ho già accennato diverse volte ai muratori che lavorano alle facciate dei palazzi attorno alla mia finestra, forse mentre registro i 3 minuti grezzi di oggi li sentite anche alle mie spalle, perché ho la finestra spalancata e loro martellano allegramente attorno a me, davanti a me, col vento in favore, quindi probabilmente li sentirete.<br>E se non li sentite martellare, potreste sentirli, smadonnare. Perché? Ah, anche questo, l'ho già accennato nei giorni scorsi, ho l'impressione che il cantiere che ha aperto poche settimane fa davanti alla mia finestra sia popolato un po' da gente che pratica il bullismo sul posto di lavoro.<br>Non vedo se usino i caschi queste cose qua perché, beh, diciamo che in Italia, si sa, è una opzione da mettetevi il casco, mettetevi il giubbino che arriva... Cos'è che era, l'ingegnere? Sì, questa frase l'ho sentita pronunciare quando stavano rifacendo la facciata del mio palazzo ed erano proprio davanti alla finestra della stanza dove ho il mio studio di registrazione.<br>Qua invece gridano proprio proiettano la voce e si prendono a urla. Cioè probabilmente il capomastro, la persona più anziana che ha l'abitudine di trattare malissimo, prendere a urla le persone che condividono con lui la palizzata e i tubi innocenti. Ripeto, non li vedo perché hanno messo delle cose di plastica davanti ai tubi innocenti, quindi sono nascosti, e non voglio nemmeno immaginare il caldo che ci sarà, e soprattutto il caldo che ci sarà stato nei giorni appena trascorsi, quando le temperature stavano superando allegramente i 40 gradi, uso una frase che ho appena letto da qualche parte: l'Apocalisse stava facendo le prove microfono e ci è riuscita benissimo.<br>Boh, io sto qua, li sento ogni tanto queste urla, ma non è che posso fare, mica posso andare lì e dire o smettetela di trattarvi così, trattate voi bene ecc. Però una riflessione che voglio fare, anche questa l'ho sentita da qualche parte, quindi niente di originale, non aspettatevi pensieri originali perché non ne ho la capacità in questo momento, appunto, quando c'era questa grande ondata di caldo, le televisioni locali, ma anche i giornali nazionali, facevano vedere i turisti poverini con le fontanelle nelle città. Ma chi se ne frega dei turisti! Lo dico sempre, ma chi se ne frega dei turisti! Pensate a chi invece lavora, a chi sta rifacendo il cemento nelle strade, e poi si sa, qui in Italia non è manco obbligatorio coprirsi, mettersi cappelli eccetera. Ecco, pensiamo a chi sotto il sole ci lavora e non chi va a farsi le vacanze, che chi va a farsi le vacanze è andato a cercarselo. Avrebbe anche potuto starsene a casa. Vabbè, andiamo a vedere cosa fanno i miei muratori.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I have already mentioned several times the masons working on the facades of the buildings around my window, perhaps as I record today's 3-minute podcast you can hear them behind my back as well, because I have the window wide open and they are happily hammering around me, in front of me, with the wind in their favor, so you will probably hear them.<br>And if you don't hear them hammering, you might hear them, blaspheming. Why? Ah, that too, I've mentioned this in the past few days, I have the impression that the construction site that opened a few weeks ago in front of my window is populated a bit by people bullying in the workplace.<br>I don't see if they use helmets and these things here because, well, let's say in Italy, you know, it's like: put your helmet on, put your jacket as it's arriving... How was it again? the engineer? Yes, I heard this phrase when they were redoing the facade of my building and they were right in front of the window of the room where I have my recording studio.<br>Here, on the other hand, they shout allright, they project the voice shouting at each other. That is, probably the foreman, the older person who has the habit of treating people who share the palisade and scaffolding with him very badly, shouting. I repeat, I don't see them because they put a plastic things in front of the scaffolding, so they are hidden, and I don't even want to imagine the heat that will be there, and especially the heat that will have been there in the days just gone by, when temperatures were merrily exceeding 40 degrees, I use a phrase I just read somewhere: the Apocalypse was doing a mike check and succeeding in doing so.<br>IDK, I stay here, I hear them now and then these screams, but it's not like I can do anything, it's not like I can go there and say stop treating each other like this, treat each other well etc. But one reflection I want to make, though, I heard this somewhere too, so nothing original, don't expect original thoughts because I don't have the capacity righ now, so, when there was this big heat wave, the local TV stations, but also the national newspapers, were showing the poor tourists with drinking fountains in the cities. But who cares about tourists! I always say so, but who cares about tourists! Think of those who are working instead, those who are resurfacing the concrete in the streets, and then you know, here in Italy it is not even mandatory to cover up, to put on hats and so on. Here, let's think of those under the sun who work there and not those who go on vacation, that those who go on vacation have gone looking for it. They might as well have stayed home. Whatever, let's go see what my masons are doing.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 28 Jul 2023 08:40:21 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 573 Quando c'erano gli internet cafè</title>
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        <![CDATA[L'internet café ha segnato un'era epica di connessione e comunicazione nel passato, ma era molto più che il posto dove si usava internet: era il ritrovo degli expat, le persone che non avevano altri posti dove andare.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Alla fine degli anni '90 e all'inizio degli anni 2000, quando ancora su internet si andava collegandosi con il modem 52, 54 non ricordo, e si usava la linea telefonica, quindi se si usava internet non si poteva usare il telefono e usare internet costava tantissimo, beh, allora non tutte le case avevano internet, anzi diciamo che era una cosa un po' rara avere internet, e chi voleva connettersi doveva andare in un internet cafè.<br>Gli internet cafè erano questi posti magici dove tu andavi, in capo al mondo, io ricordo un viaggio a Coober Pedy, nel centro dell'Australia, una città praticamente sotterranea perché le temperature sono così alte, centro di minatori eccetera, e lì mi ricordo arrivare, senza naturalmente conoscere nessuno, e trovare sulla via principale tutta una serie di internet cafè, e lì eri in collegamento col mondo.<br>Era la prima volta che veramente c'era questa sensazione di far parte di, passatemi il termine adesso un po' demodè, far parte del 'villaggio globale', ed era molto più che un posto dove si andava per controllare le email, vedere chi ci aveva scritto, o per magari controllare il giornale, era un posto dove si trovavano gli espatriati.<br>Io ricordo visite fatte a casa, quando tornavo dall'Australia venivo a visitare la mia famiglia a Cagliari, e naturalmente la mia famiglia non aveva internet e i cellulari con internet ancora non esistevano, e io ricordo questo pellegrinaggio che facevo in uno dei numerosi internet cafè che c'erano a Cagliari, e lì mi specchiavo anche in tutta la popolazione che lo frequentava, che come me era gente di passaggio, che aveva necessità di comunicare con qualcun altro, infatti si facevano le conversazioni, si guardavano le email ed erano diventati gli internet cafè anche un ritrovo, appunto di quelli che non avevano altri posti dove andare.<br>Poi nel secondo decennio degli anni 2000, tutti ormai, e soprattutto con l'avvento dell'iPhone, tutti hanno ormai internet a portata di tasca, superveloce, quindi piano piano gli internet cafè hanno perso la loro funzione e infatti, se vi guardate intorno, sono rarissimi quelli che si vedono.<br>Però io ci penso a volte con nostalgia, perché anziché andare a guardare internet nella mia tasca, era un'esperienza un po più comune, forse un po la stessa differenza che c'è tra guardare un film in una sala con tante altre persone al cinema oppure da soli a casa, su Netflix.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>In the late 1990s and early 2000s, when you still you online by connecting with modem 52, 54 I don't remember, and you used the phone line, so if you used Internet you couldn't use the phone and using Internet cost a lot of money, well, back then not every house had Internet, in fact let's say it was a little bit rare to have Internet, and those who wanted to connect had to go to an Internet cafe.<br>Internet cafes were these magical places where you would go, to the end of the world, I remember a trip to Coober Pedy, in the center of Australia, a city that is practically underground because the temperatures are so high, center of miners and so on, and there I remember arriving, without of course knowing anyone, and finding on the main street a whole series of Internet cafes, and there you were connected to the world.<br>It was the first time that really there was this feeling of being part of, pass me the term now a little bit demodé, being part of the 'global village,' and it was much more than a place where you went to check email, see who had written to you, or to maybe check the newspaper, it was a place where expatriates hang out.<br>I remember visits made at home, when I came back from Australia I used to come and visit my family in Cagliari, and of course my family didn't have internet and cell phones with internet didn't exist yet, and I remember this pilgrimage I used to make to one of the many internet cafes that were in Cagliari, and there I also mirrored myself in all the people who frequented it, who like me were people passing through, who needed to communicate with someone else, in fact they would have conversations, they would look at emails, and the internet cafes also became a hangout, precisely of those who had no other place to go.<br>Then in the second decade of the 2000s, everyone now, and especially with the advent of the iPhone, everyone now has the internet in their pocket, superfast, so slowly internet cafes lost their function and in fact, if you look around, there are very few that you can see.<br>I think about it sometimes with nostalgia, though, because instead of going and watching internet in my pocket, it was a little more common experience, maybe a little bit the same difference as watching a movie in a cinema with lots of other people in the theater or alone at home on Netflix.<br><br>]]>
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        <![CDATA[L'internet café ha segnato un'era epica di connessione e comunicazione nel passato, ma era molto più che il posto dove si usava internet: era il ritrovo degli expat, le persone che non avevano altri posti dove andare.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Alla fine degli anni '90 e all'inizio degli anni 2000, quando ancora su internet si andava collegandosi con il modem 52, 54 non ricordo, e si usava la linea telefonica, quindi se si usava internet non si poteva usare il telefono e usare internet costava tantissimo, beh, allora non tutte le case avevano internet, anzi diciamo che era una cosa un po' rara avere internet, e chi voleva connettersi doveva andare in un internet cafè.<br>Gli internet cafè erano questi posti magici dove tu andavi, in capo al mondo, io ricordo un viaggio a Coober Pedy, nel centro dell'Australia, una città praticamente sotterranea perché le temperature sono così alte, centro di minatori eccetera, e lì mi ricordo arrivare, senza naturalmente conoscere nessuno, e trovare sulla via principale tutta una serie di internet cafè, e lì eri in collegamento col mondo.<br>Era la prima volta che veramente c'era questa sensazione di far parte di, passatemi il termine adesso un po' demodè, far parte del 'villaggio globale', ed era molto più che un posto dove si andava per controllare le email, vedere chi ci aveva scritto, o per magari controllare il giornale, era un posto dove si trovavano gli espatriati.<br>Io ricordo visite fatte a casa, quando tornavo dall'Australia venivo a visitare la mia famiglia a Cagliari, e naturalmente la mia famiglia non aveva internet e i cellulari con internet ancora non esistevano, e io ricordo questo pellegrinaggio che facevo in uno dei numerosi internet cafè che c'erano a Cagliari, e lì mi specchiavo anche in tutta la popolazione che lo frequentava, che come me era gente di passaggio, che aveva necessità di comunicare con qualcun altro, infatti si facevano le conversazioni, si guardavano le email ed erano diventati gli internet cafè anche un ritrovo, appunto di quelli che non avevano altri posti dove andare.<br>Poi nel secondo decennio degli anni 2000, tutti ormai, e soprattutto con l'avvento dell'iPhone, tutti hanno ormai internet a portata di tasca, superveloce, quindi piano piano gli internet cafè hanno perso la loro funzione e infatti, se vi guardate intorno, sono rarissimi quelli che si vedono.<br>Però io ci penso a volte con nostalgia, perché anziché andare a guardare internet nella mia tasca, era un'esperienza un po più comune, forse un po la stessa differenza che c'è tra guardare un film in una sala con tante altre persone al cinema oppure da soli a casa, su Netflix.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>In the late 1990s and early 2000s, when you still you online by connecting with modem 52, 54 I don't remember, and you used the phone line, so if you used Internet you couldn't use the phone and using Internet cost a lot of money, well, back then not every house had Internet, in fact let's say it was a little bit rare to have Internet, and those who wanted to connect had to go to an Internet cafe.<br>Internet cafes were these magical places where you would go, to the end of the world, I remember a trip to Coober Pedy, in the center of Australia, a city that is practically underground because the temperatures are so high, center of miners and so on, and there I remember arriving, without of course knowing anyone, and finding on the main street a whole series of Internet cafes, and there you were connected to the world.<br>It was the first time that really there was this feeling of being part of, pass me the term now a little bit demodé, being part of the 'global village,' and it was much more than a place where you went to check email, see who had written to you, or to maybe check the newspaper, it was a place where expatriates hang out.<br>I remember visits made at home, when I came back from Australia I used to come and visit my family in Cagliari, and of course my family didn't have internet and cell phones with internet didn't exist yet, and I remember this pilgrimage I used to make to one of the many internet cafes that were in Cagliari, and there I also mirrored myself in all the people who frequented it, who like me were people passing through, who needed to communicate with someone else, in fact they would have conversations, they would look at emails, and the internet cafes also became a hangout, precisely of those who had no other place to go.<br>Then in the second decade of the 2000s, everyone now, and especially with the advent of the iPhone, everyone now has the internet in their pocket, superfast, so slowly internet cafes lost their function and in fact, if you look around, there are very few that you can see.<br>I think about it sometimes with nostalgia, though, because instead of going and watching internet in my pocket, it was a little more common experience, maybe a little bit the same 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      <pubDate>Thu, 27 Jul 2023 06:24:58 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 572 Quando arriva il maestrale</title>
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        <![CDATA[La magia del maestrale dopo settimane caldissime e giornate con temperature sopra i 40 gradi.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Ep. 572 Quando arriva il maestrale.mp3<br>È arrivato il maestrale. È arrivato e piano piano, a partire dal tardo pomeriggio, poi è esploso durante la notte.<br>Quando arriva il maestrale d'estate, dopo diverse settimane di temperature molto alte, diversi giorni di temperature costantemente sopra i 40 gradi, eh il maestrale una cosa, è una cosa speciale ed è un evento. La gente scende per strada, spalanca le finestre.<br>Io il maestrale l'ho sentito arrivare definitivamente questa notte, la finestra spalancata, ho anche dovuto chiudere la finestra perché quando arriva il maestrale, soffia, poi la finestra della camera da letto è ad angolo, in un corridoio d'aria, dove il vento prende molta velocità.<br>È bello perché, s, è come se si riprendesse la vita normale, si tirasse un sospiro di sollievo. È un po come quando nei paesi tropicali la temperatura sale, sale, sale e sale tantissimo l'umidità e poi bum, viene lo scroscione di pioggia torrenziale che dura pochissimo e che pulisce l'aria.<br>Il maestrale si dice che duri i giorni dispari, quindi tre, cinque, speriamo che non duri solo un giorno. E letteralmente si spazza via tutta quella la pesantezza che è stata portata appunto dai giorni di calura eccessiva, dove è una fatica anche attraversare la strada per entrare nella bottega che c'è davanti a casa, che più in là non si può andare.<br>Poi questa mania dell'aria condizionata che quando si entra nei negozi nei posti, al chiuso c'è l'aria condizionata, poi il corpo si abitua e una volta che si esce bum! sembra che ti diano una bastonata in testa ogni volta, e ogni volta il corpo deve riabituarsi alle temperature.<br>No, comunque è arrivato il maestrale. Una bellissima notizia. Oddio, ci sono anche degli aspetti negativi del maestrale, soprattutto d'estate, perché c'è il problema degli incendi, che poi è un problema tra virgolette, diciamo una questione... sono dei reati che vengono commessi, perché molto spesso gli incendi sono dolosi, e io ancora dopo tutti questi anni, ancora non riesco a capire come si tutto possa venire a una persona l'idea di distruggere il territorio poi come con tutti i mezzi che abbiamo adesso a disposizione ancora ci sia più o meno l'impunità per i piromani.<br>Va bene, concludo con una nota di colore: ho cambiato bevanda della colazione, adesso sto bevendo iced coffee, quindi caffè col ghiaccio, e devo dire che la cosa mi piace.<br><br><br><br>TRANSLATION<br>Ep. 572 Quando arriva il maestrale.mp3<br>The mistral has arrived. It came and slowly, starting late in the afternoon, then exploded overnight.<br>When the mistral comes in summer, after several weeks of very high temperatures, several days of temperatures consistently above 40 degrees, eh the mistral is something, it is a special thing and it is an event. People take to the streets, throwing their windows wide open.<br>I definitely felt the mistral coming tonight, the window wide open, I even had to close the window because when the mistral comes, it blows, then the bedroom window is at an angle, in a corridor of air, where the wind takes a lot of speed.<br>It is good because, yes, it is like resuming normal life, breathing a sigh of relief. It's kind of like when in tropical countries the temperature goes up and up and up and up and up a lot of humidity and then boom, comes the downpour ne of torrential rain that lasts very little and cleans the air.<br>The mistral is said to last an odd numbered days, so three, five, let's hope it doesn't last just one day. And literally it sweeps away all that heaviness that has been brought precisely by the days of excessive heat, where it is a struggle even to cross the street to enter the store that is in front of the house, that further you cannot go.<br>Then this air conditioning craze that when you go into stores in places, indoors there is air conditioning, then the body gets used to it and once you go out boom! it feels like they give you a thrashing in the head each time, and each time the body has to get used to the temperatures again.<br>No, anyway, the mistral has arrived. Wonderful news. Oh well, there are also negative aspects of the mistral, especially in summer, because there is the problem of fires, which then is a problem in quotes, let's say an issue ... they are crimes that are committed, because very often fires are arson, and I still after all these years, I still can't understand how you all can come to a person the idea of destroying the territory then how with all the means that we have now available still there is more or less impunity for arsonists.<br>All right, I will end on a colorful note : I have changed my breakfast drink, now I am drinking iced coffee, so coffee with ice, and I must say I like it.<br><br>]]>
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        <![CDATA[La magia del maestrale dopo settimane caldissime e giornate con temperature sopra i 40 gradi.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Ep. 572 Quando arriva il maestrale.mp3<br>È arrivato il maestrale. È arrivato e piano piano, a partire dal tardo pomeriggio, poi è esploso durante la notte.<br>Quando arriva il maestrale d'estate, dopo diverse settimane di temperature molto alte, diversi giorni di temperature costantemente sopra i 40 gradi, eh il maestrale una cosa, è una cosa speciale ed è un evento. La gente scende per strada, spalanca le finestre.<br>Io il maestrale l'ho sentito arrivare definitivamente questa notte, la finestra spalancata, ho anche dovuto chiudere la finestra perché quando arriva il maestrale, soffia, poi la finestra della camera da letto è ad angolo, in un corridoio d'aria, dove il vento prende molta velocità.<br>È bello perché, s, è come se si riprendesse la vita normale, si tirasse un sospiro di sollievo. È un po come quando nei paesi tropicali la temperatura sale, sale, sale e sale tantissimo l'umidità e poi bum, viene lo scroscione di pioggia torrenziale che dura pochissimo e che pulisce l'aria.<br>Il maestrale si dice che duri i giorni dispari, quindi tre, cinque, speriamo che non duri solo un giorno. E letteralmente si spazza via tutta quella la pesantezza che è stata portata appunto dai giorni di calura eccessiva, dove è una fatica anche attraversare la strada per entrare nella bottega che c'è davanti a casa, che più in là non si può andare.<br>Poi questa mania dell'aria condizionata che quando si entra nei negozi nei posti, al chiuso c'è l'aria condizionata, poi il corpo si abitua e una volta che si esce bum! sembra che ti diano una bastonata in testa ogni volta, e ogni volta il corpo deve riabituarsi alle temperature.<br>No, comunque è arrivato il maestrale. Una bellissima notizia. Oddio, ci sono anche degli aspetti negativi del maestrale, soprattutto d'estate, perché c'è il problema degli incendi, che poi è un problema tra virgolette, diciamo una questione... sono dei reati che vengono commessi, perché molto spesso gli incendi sono dolosi, e io ancora dopo tutti questi anni, ancora non riesco a capire come si tutto possa venire a una persona l'idea di distruggere il territorio poi come con tutti i mezzi che abbiamo adesso a disposizione ancora ci sia più o meno l'impunità per i piromani.<br>Va bene, concludo con una nota di colore: ho cambiato bevanda della colazione, adesso sto bevendo iced coffee, quindi caffè col ghiaccio, e devo dire che la cosa mi piace.<br><br><br><br>TRANSLATION<br>Ep. 572 Quando arriva il maestrale.mp3<br>The mistral has arrived. It came and slowly, starting late in the afternoon, then exploded overnight.<br>When the mistral comes in summer, after several weeks of very high temperatures, several days of temperatures consistently above 40 degrees, eh the mistral is something, it is a special thing and it is an event. People take to the streets, throwing their windows wide open.<br>I definitely felt the mistral coming tonight, the window wide open, I even had to close the window because when the mistral comes, it blows, then the bedroom window is at an angle, in a corridor of air, where the wind takes a lot of speed.<br>It is good because, yes, it is like resuming normal life, breathing a sigh of relief. It's kind of like when in tropical countries the temperature goes up and up and up and up and up a lot of humidity and then boom, comes the downpour ne of torrential rain that lasts very little and cleans the air.<br>The mistral is said to last an odd numbered days, so three, five, let's hope it doesn't last just one day. And literally it sweeps away all that heaviness that has been brought precisely by the days of excessive heat, where it is a struggle even to cross the street to enter the store that is in front of the house, that further you cannot go.<br>Then this air conditioning craze that when you go into stores in places, indoors there is air conditioning, then the body gets used to it and once you go out boom! it feels like they give you a thrashing in the head each time, and each time the body has to get used to the temperatures again.<br>No, anyway, the mistral has arrived. Wonderful news. Oh well, there are also negative aspects of the mistral, especially in summer, because there is the problem of fires, which then is a problem in quotes, let's say an issue ... they are crimes that are committed, because very often fires are arson, and I still after all these years, I still can't understand how you all can come to a person the idea of destroying the territory then how with all the means that we have now available still there is more or less impunity for arsonists.<br>All right, I will end on a colorful note : I have changed my breakfast drink, now I am drinking iced coffee, so coffee with ice, and I must say I like it.<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 26 Jul 2023 06:36:07 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 571 Canzone in ordine alfabetico inverso</title>
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        <![CDATA[Ci sono delle giornate in cui non si può proprio parlare di niente. Mi succedeva un po' anche quando c'era il COVID, che si era immersi in questa bolla di colore non meglio definito, e qualsiasi argomento si volesse affrontare sempbrava sempre troppo serio, troppo banale, troppo lontano dalla realtà. <br><br>Ecco, questa per una serie di motivi, è una di quelle giornate, sicocme proprio non voglio parlare di niente in questi tre minuti grezzi, ricorrerò ad uno stratagemma che usavo anche quando c'era il COVID: leggerò a voce alta, di seguito, in ordine alfabetico inverso le parole di una canzone che conoscete anche voi, non vi dico nemmeno il titolo, la riconoscerete.<br><br>Va bene, rilassatevi e ascoltate.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>There are days when you just can't talk about anything. It happened sometimes during COVID, which immersed me and the world in this bubble of undefined color, and any topic I wanted to address always seemed too serious, too trivial, too far from reality.<br><br>Now, for a number of reasons, this is one of those days, and since I really don't want to talk about anything in these daily thre minutes, I'm going to resort to a ploy that I used sometimes during COVID: I'm going to read aloud, back to back, in reverse alphabetical order, the words of a song that you too know, I won't even tell you the title, you'll recognize it.<br><br>All right, relax and listen.]]>
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      <pubDate>Tue, 25 Jul 2023 08:22:41 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Ci sono delle giornate in cui non si può proprio parlare di niente. Mi succedeva un po' anche quando c'era il COVID, che si era immersi in questa bolla di colore non meglio definito, e qualsiasi argomento si volesse affrontare sempbrava sempre troppo seri</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 570 Quando le cose vanno così</title>
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        <![CDATA[Ci sono giornate che non c'è niente da aggungere e non occorrono siegazioni.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Certe volte accendo il microfono dei 3 minuti grezzi e non ho idea di quale sarà l'argomento di cui parlerò. Non perché gli argomenti mi manchino, infatti ogni volta che vedo qualcosa di strano, divertente, interessante, inusuale, faccio una piccola nota mentale. Però ci sono delle giornate in cui, non per mancanza di voglia, ma così, ci sono delle giornate così, senza bisogno di ulteriori spiegazioni.<br><br>E oggi è una di quelle giornate che sono qui con il microfono in mano e ancora sono passati 40 secondi dall'inizio di questi 3 minuti e non riesco a decidermi di quale argomento parlare perché gli argomenti sarebbero tanti, gli argomenti sono pochi poi alla fine solo uno, non lo so.<br><br>Vabbè, allora facciamo trascorrere così questi 2 minuti che mancano alla fine dei 3 minuti grezzi. Fuori dalla mia finestra ci sono ancora i muratori che lavorano all'ennesima facciata e ogni tanto li sento che gridano tra di loro. Secondo me ci sono anche dei brutti casi di bullismo, perché c'è soprattutto uno che penso che sia il più anziano che prende sempre a urla quelli che sono più giovani e quindi non solo lavorano sotto il sole cocente ma si prendono pure a urla.<br><br>La gente che fa? Parla del caldo. Secondo me anche questo eccessivo parlare del caldo fa aumentare la temperatura percepita, non solo l'umidità. E poi c'è anche questa mania che da qualche anno si dice ah, non è il caldo e l'umidità. Io questa cosa qua non l'ho capita. Non so, forse le nostre città stanno diventando più umide o prima non si avevano tutti questi dati? Quando ero bambina c'era il colonnello Bernacca che diceva la temperatura una volta al giorno e quella era. Adesso abbiamo a disposizione nel nostro cellulare una stazione meteorologica super sofisticata quindi siamo tutti esperti, sappiamo non solo la temperatura ma anche quella percepita, quella futura, prossima, ora per ora e ci fissiamo un po'. Sì quindi tutto questo parlare del gran caldo che usando le loro parole 'la morsa del caldo che ci attanaglia' e continuare a parlarne non fa altro che aumentare il senso di disagio.<br><br>Di certe cose però bisognerebbe parlarne, perché finché noi ne parliamo rimangono presenti con noi e le ricordiamo così. Ultimi secondi dei 3 minuti grezzi che oggi, oggi vanno così, vanno così.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Sometimes I turn on mic for my 3 daily podcast and have no idea what topic I am going to talk about. Not because I lack topics, in fact every time I see something strange, funny, interesting, unusual, I make a little mental note. However, there are days when, not because of lack of desire, but just like that, there are days like that, without needing further explanation.<br><br>And today is one of those days that I'm here with the mic in my hand and it's already 40 seconds from the beginning of these 3 minutes and I can't decide what topic to talk about because the topics would be many, the topics are few then in the end only one, I don't know.<br><br>Whatever, so let's make these 2 minutes to the end of the 3 raw minutes pass like this. Outside my window there are still masons working on yet another facade, and every now and then I hear them shouting at each other. In my opinion, there are also some bad cases of bullying, because there is especially one who I think is the oldest who is always yelling at those who are younger, so they not only work under the hot sun but also yell at each other.<br><br>What do people do? They talk about the heat. In my opinion, this excessive talk of heat also raises the perceived temperature, not just the humidity. And then there is also this craze that for the last few years people have been saying ah, it's not the heat, it's the humidity. I don't understand this thing. I don't know, maybe our cities are becoming more humid, or before you didn't have all this data? When I was a child there was Colonel Bernacca who said the temperature once a day [on TV] and that was it. Now we have a super-sophisticated weather station in our cell phone so we are all experts, we know not only the temperature but also the perceived temperature, the future temperature, the next temperature, hour by hour, and we fixate a little bit. Yes so all this talk about the great heat that, using their words, 'the grip of the heat gripping us' and continuing to talk about it only adds to the sense of discomfort.<br><br>Some things, however, should be talked about, because as long as we talk about them they remain present with us and we remember them that way. Last seconds of the 3 daily minutes that today, today go like this, go like this.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Ci sono giornate che non c'è niente da aggungere e non occorrono siegazioni.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Certe volte accendo il microfono dei 3 minuti grezzi e non ho idea di quale sarà l'argomento di cui parlerò. Non perché gli argomenti mi manchino, infatti ogni volta che vedo qualcosa di strano, divertente, interessante, inusuale, faccio una piccola nota mentale. Però ci sono delle giornate in cui, non per mancanza di voglia, ma così, ci sono delle giornate così, senza bisogno di ulteriori spiegazioni.<br><br>E oggi è una di quelle giornate che sono qui con il microfono in mano e ancora sono passati 40 secondi dall'inizio di questi 3 minuti e non riesco a decidermi di quale argomento parlare perché gli argomenti sarebbero tanti, gli argomenti sono pochi poi alla fine solo uno, non lo so.<br><br>Vabbè, allora facciamo trascorrere così questi 2 minuti che mancano alla fine dei 3 minuti grezzi. Fuori dalla mia finestra ci sono ancora i muratori che lavorano all'ennesima facciata e ogni tanto li sento che gridano tra di loro. Secondo me ci sono anche dei brutti casi di bullismo, perché c'è soprattutto uno che penso che sia il più anziano che prende sempre a urla quelli che sono più giovani e quindi non solo lavorano sotto il sole cocente ma si prendono pure a urla.<br><br>La gente che fa? Parla del caldo. Secondo me anche questo eccessivo parlare del caldo fa aumentare la temperatura percepita, non solo l'umidità. E poi c'è anche questa mania che da qualche anno si dice ah, non è il caldo e l'umidità. Io questa cosa qua non l'ho capita. Non so, forse le nostre città stanno diventando più umide o prima non si avevano tutti questi dati? Quando ero bambina c'era il colonnello Bernacca che diceva la temperatura una volta al giorno e quella era. Adesso abbiamo a disposizione nel nostro cellulare una stazione meteorologica super sofisticata quindi siamo tutti esperti, sappiamo non solo la temperatura ma anche quella percepita, quella futura, prossima, ora per ora e ci fissiamo un po'. Sì quindi tutto questo parlare del gran caldo che usando le loro parole 'la morsa del caldo che ci attanaglia' e continuare a parlarne non fa altro che aumentare il senso di disagio.<br><br>Di certe cose però bisognerebbe parlarne, perché finché noi ne parliamo rimangono presenti con noi e le ricordiamo così. Ultimi secondi dei 3 minuti grezzi che oggi, oggi vanno così, vanno così.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Sometimes I turn on mic for my 3 daily podcast and have no idea what topic I am going to talk about. Not because I lack topics, in fact every time I see something strange, funny, interesting, unusual, I make a little mental note. However, there are days when, not because of lack of desire, but just like that, there are days like that, without needing further explanation.<br><br>And today is one of those days that I'm here with the mic in my hand and it's already 40 seconds from the beginning of these 3 minutes and I can't decide what topic to talk about because the topics would be many, the topics are few then in the end only one, I don't know.<br><br>Whatever, so let's make these 2 minutes to the end of the 3 raw minutes pass like this. Outside my window there are still masons working on yet another facade, and every now and then I hear them shouting at each other. In my opinion, there are also some bad cases of bullying, because there is especially one who I think is the oldest who is always yelling at those who are younger, so they not only work under the hot sun but also yell at each other.<br><br>What do people do? They talk about the heat. In my opinion, this excessive talk of heat also raises the perceived temperature, not just the humidity. And then there is also this craze that for the last few years people have been saying ah, it's not the heat, it's the humidity. I don't understand this thing. I don't know, maybe our cities are becoming more humid, or before you didn't have all this data? When I was a child there was Colonel Bernacca who said the temperature once a day [on TV] and that was it. Now we have a super-sophisticated weather station in our cell phone so we are all experts, we know not only the temperature but also the perceived temperature, the future temperature, the next temperature, hour by hour, and we fixate a little bit. Yes so all this talk about the great heat that, using their words, 'the grip of the heat gripping us' and continuing to talk about it only adds to the sense of discomfort.<br><br>Some things, however, should be talked about, because as long as we talk about them they remain present with us and we remember them that way. Last seconds of the 3 daily minutes that today, today go like this, go like this.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 24 Jul 2023 07:27:36 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ci sono giornate che non c'è niente da aggungere e non occorrono siegazioni.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Certe volte accendo il microfono dei 3 minuti grezzi e non ho idea di quale sarà l'argomento di cui parlerò. Non perché gli argomenti mi manchino, infatti ogni volta che vedo qualcosa di strano, divertente, interessante, inusuale, faccio una piccola nota mentale. Però ci sono delle giornate in cui, non per mancanza di voglia, ma così, ci sono delle giornate così, senza bisogno di ulteriori spiegazioni.E oggi è una di quelle giornate che sono qui con il microfono in mano e ancora sono passati 40 secondi dall'inizio di questi 3 minuti e non riesco a decidermi di quale argomento parlare perché gli argomenti sarebbero tanti, gli argomenti sono pochi poi alla fine solo uno, non lo so.Vabbè, allora facciamo trascorrere così questi 2 minuti che mancano alla fine dei 3 minuti grezzi. Fuori dalla mia finestra ci sono ancora i muratori che lavorano all'ennesima facciata e ogni tanto li sento che gridano tra di loro. Secondo me ci sono anche dei brutti casi di bullismo, perché c'è soprattutto uno che penso che sia il più anziano che prende sempre a urla quelli che sono più giovani e quindi non solo lavorano sotto il sole cocente ma si prendono pure a urla.La gente che fa? Parla del caldo. Secondo me anche questo eccessivo parlare del caldo fa aumentare la temperatura percepita, non solo l'umidità. E poi c'è anche questa mania che da qualche anno si dice ah, non è il caldo e l'umidità. Io questa cosa qua non l'ho capita. Non so, forse le nostre città stanno diventando più umide o prima non si avevano tutti questi dati? Quando ero bambina c'era il colonnello Bernacca che diceva la temperatura una volta al giorno e quella era. Adesso abbiamo a disposizione nel nostro cellulare una stazione meteorologica super sofisticata quindi siamo tutti esperti, sappiamo non solo la temperatura ma anche quella percepita, quella futura, prossima, ora per ora e ci fissiamo un po'. Sì quindi tutto questo parlare del gran caldo che usando le loro parole 'la morsa del caldo che ci attanaglia' e continuare a parlarne non fa altro che aumentare il senso di disagio.Di certe cose però bisognerebbe parlarne, perché finché noi ne parliamo rimangono presenti con noi e le ricordiamo così. Ultimi secondi dei 3 minuti grezzi che oggi, oggi vanno così, vanno così.TRANSLATIONSometimes I turn on mic for my 3 daily podcast and have no idea what topic I am going to talk about. Not because I lack topics, in fact every time I see something strange, funny, interesting, unusual, I make a little mental note. However, there are days when, not because of lack of desire, but just like that, there are days like that, without needing further explanation.And today is one of those days that I'm here with the mic in my hand and it's already 40 seconds from the beginning of these 3 minutes and I can't decide what topic to talk about because the topics would be many, the topics are few then in the end only one, I don't know.Whatever, so let's make these 2 minutes to the end of the 3 raw minutes pass like this. Outside my window there are still masons working on yet another facade, and every now and then I hear them shouting at each other. In my opinion, there are also some bad cases of bullying, because there is especially one who I think is the oldest who is always yelling at those who are younger, so they not only work under the hot sun but also yell at each other.What do people do? They talk about the heat. In my opinion, this excessive talk of heat also raises the perceived temperature, not just the humidity. And then there is also this craze that for the last few years people have been saying ah, it's not the heat, it's the humidity. I don't understand this thing. I don't know, maybe our cities are becoming more humid,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ci sono giornate che non c'è niente da aggungere e non occorrono siegazioni.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Certe volte accendo il microfono dei 3 minuti grezzi e non ho idea di quale sarà l'argomento di cui parlerò. Non perché gli argomenti mi manchi</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 569 Campionato finlandese di cavalluccio di legno</title>
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        <![CDATA[In Finlandia ogni anno si svolge il campionato dei cavallucci di legno e arriva gente da tutto il mondo per cavalcare il bastone ed esibirsi nelle stesse specialità praticate nell'equitazione con cavallo in carne e ossa.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><b><br></b><br><br>Scommetto che anche voi da bambine avete preso la scopa e vi ci siete messe sopra a cavalcioni e vi siete messe a fare il giro della cucina, della sala, facendo finta che la scopa fosse la criniera del cavallo e il bastone il corpo del cavallo.<br><br>Ecco, c'è chi invece queste cose le prende molto sul serio di quanto non facessimo noi da bambine, e si è inventato il campionato di cavalluccio di legno e precisamente il <b><a href="https://hummahorses.com/blogs/news/finnish-hobby-horse-championship-17-6-2023" rel="noreferrer noopener">Finnish Hobbyhorse Championship</a>,</b> che dal nome, avrete capito, si svolge ogni anno in Finlandia e si è appena conclusa la 10ª edizione dove cavallerizza, penso sia aperto anche agli uomini, ma quelle che ho visto nei video erano più che altro bambine e giovani donne e ragazze, da tutto il mondo si affollano in Finlandia per partecipare a questo evento, che è una cosa serissima, con tanto di regole, tanto di premi e di drammi che si svolgono, come è giusto che sia, durante una manifestazione sportiva.<br><br>Come funziona? Allora funziona che queste ragazze arrivano con il loro cavalluccio di legno, proprio come ve lo immaginate, col bastone di legno, e poi la testa che è di materiale morbido, e naturalmente anche i cavalli vengono vestiti, quindi con le trecce, i colori diversi, le briglie, quindi poi si mettono il bastone in mezzo alle gambe e camminano con le loro gambe, però fanno tutta una serie di attività così come si fa quando si va a cavallo.<br><br>Ci sono... Allora c'è il dressage, il salto a ostacoli, il salto ostacoli di 80 centimetri, addirittura c'è la monta americana, che si fa con una sella un po' diversa che non so cosa significhi poi in questo caso, visto che sella non c'è, perché come vi ho detto hanno il bastone, come si fa, in mezzo alle gambe e poi corrono.<br><br>Ho visto dei video, è molto divertente anche perché c'è effettivamente uno sforzo atletico, pensate un po' dover saltare un ostacolo e farlo con un bastone in mezzo, mentre si tiene un bastone in mezzo alle gambe. Molto divertente anche vedere il dressage, che è una cosa terribile quando la vedo fare ai cavalli perché mi sembra una cosa incredibilmente contronatura per un cavallo andare lì con le zampette, però vista fare dalle ragazze è abbastanza divertente.<br><br>Comunque quest'anno più di 1500 persone hanno partecipato a questo grande galà. Se vi interessa, metterò i link nelle note del programma, così potete anche voi iscrivervi. Si tiene ogni anno all'inizio dell'estate, quindi avete quasi un anno di tempo per prepararvi e mi raccomando, se partecipate fatemelo sapere che farò il tifo per voi e vi intervister per sapere cosa si prova a partecipare al campionato finlandese di cavalluccio di legno.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I bet when you were little girls you too took the broom and straddled it and went around the kitchen, the hall, pretending that the broom was the horse's mane and the stick the horse's body.<br><br>Here, there are those who take these things more seriously than we did as little girls, and they came up with the hobbyhorse championship, and specifically the Finnish Hobbyhorse Championship, which from the name, you might have guessed, is held every year in Finland, and they just had their 10th edition where they horserace, I think it's also open to men, but the ones that I saw in the videos were more like children and young women and girls, from all over the world flock to Finland to participate in this event, which is a very serious thing, with lots of rules, lots of prizes and lots of drama that takes place, as it should, during a sporting event.<br><br>How does it work ? So it works that these girls come with their wooden horse, just as you imagine, with the wooden stick, and then the head which is made of soft material, and of course the horses also come dressed, so with braids, different colors, bridles, so then they put the stick between their legs and they walk with their legs, however they do a whole series of activities just as you do when you ride a horse.<br><br>There are... Then there is dressage, show jumping, 80 centimeter show jumping, there is even American riding, that is done with a different saddle and I don't know what it means then in this case, since there is no saddle, because as I told you they have the sticks, just as you do, between the legs and then they run.<br><br>I've seen videos, it's a lot of fun also because there is actually an athletic effort, think about having to jump over an obstacle and doing it while holding a stick between your legs. Also very funny to see dressage, which is a terrible thing when I see horses do it because it seems to me something incredibly against nature for a horse to go there with its little steps, however seen done by the girls is quite funny.<br><br>Anyway, this year more than 1,500 people attended this grand gala. If you are interested, I will put the links in the program notes, so you can sign up as well. It is held every year at the beginning of the summer, so you have almost a year to prepare, and be sure to let me know if you participate that I will be rooting for you and interviewing you to find out what it is like to participate in the Finnish Hobbyhorse Championship.<br><br><b>LINK</b><br>Il sito del campionato finlandese del cavalluccio di legno <a href="https://hummahorses.com/blogs/news/finnish-hobby-horse-championship-17-6-2023" rel="noreferrer noopener">https://hummahorses.com/blogs/news/finnish-hobby-horse-championship-17-6-2023</a>]]>
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Allora funziona che queste ragazze arrivano con il loro cavalluccio di legno, proprio come ve lo immaginate, col bastone di legno, e poi la testa che è di materiale morbido, e naturalmente anche i cavalli vengono vestiti, quindi con le trecce, i colori diversi, le briglie, quindi poi si mettono il bastone in mezzo alle gambe e camminano con le loro gambe, però fanno tutta una serie di attività così come si fa quando si va a cavallo.<br><br>Ci sono... Allora c'è il dressage, il salto a ostacoli, il salto ostacoli di 80 centimetri, addirittura c'è la monta americana, che si fa con una sella un po' diversa che non so cosa significhi poi in questo caso, visto che sella non c'è, perché come vi ho detto hanno il bastone, come si fa, in mezzo alle gambe e poi corrono.<br><br>Ho visto dei video, è molto divertente anche perché c'è effettivamente uno sforzo atletico, pensate un po' dover saltare un ostacolo e farlo con un bastone in mezzo, mentre si tiene un bastone in mezzo alle gambe. Molto divertente anche vedere il dressage, che è una cosa terribile quando la vedo fare ai cavalli perché mi sembra una cosa incredibilmente contronatura per un cavallo andare lì con le zampette, però vista fare dalle ragazze è abbastanza divertente.<br><br>Comunque quest'anno più di 1500 persone hanno partecipato a questo grande galà. Se vi interessa, metterò i link nelle note del programma, così potete anche voi iscrivervi. Si tiene ogni anno all'inizio dell'estate, quindi avete quasi un anno di tempo per prepararvi e mi raccomando, se partecipate fatemelo sapere che farò il tifo per voi e vi intervister per sapere cosa si prova a partecipare al campionato finlandese di cavalluccio di legno.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I bet when you were little girls you too took the broom and straddled it and went around the kitchen, the hall, pretending that the broom was the horse's mane and the stick the horse's body.<br><br>Here, there are those who take these things more seriously than we did as little girls, and they came up with the hobbyhorse championship, and specifically the Finnish Hobbyhorse Championship, which from the name, you might have guessed, is held every year in Finland, and they just had their 10th edition where they horserace, I think it's also open to men, but the ones that I saw in the videos were more like children and young women and girls, from all over the world flock to Finland to participate in this event, which is a very serious thing, with lots of rules, lots of prizes and lots of drama that takes place, as it should, during a sporting event.<br><br>How does it work ? So it works that these girls come with their wooden horse, just as you imagine, with the wooden stick, and then the head which is made of soft material, and of course the horses also come dressed, so with braids, different colors, bridles, so then they put the stick between their legs and they walk with their legs, however they do a whole series of activities just as you do when you ride a horse.<br><br>There are... Then there is dressage, show jumping, 80 centimeter show jumping, there is even American riding, that is done with a different saddle and I don't know what it means then in this case, since there is no saddle, because as I told you they have the sticks, just as you do, between the legs and then they run.<br><br>I've seen videos, it's a lot of fun also because there is actually an athletic effort, think about having to jump over an obstacle and doing it while holding a stick between your legs. Also very funny to see dressage, which is a terrible thing when I see horses do it because it seems to me something incredibly against nature for a horse to go there with its little steps, however seen done by the girls is quite funny.<br><br>Anyway, this year more than 1,500 people attended this grand gala. If you are interested, I will put the links in the program notes, so you can sign up as well. It is held every year at the beginning of the summer, so you have almost a year to prepare, and be sure to let me know if you participate that I will be rooting for you and interviewing you to find out what it is like to participate in the Finnish Hobbyhorse Championship.<br><br><b>LINK</b><br>Il sito del campionato finlandese del cavalluccio di legno <a href="https://hummahorses.com/blogs/news/finnish-hobby-horse-championship-17-6-2023" rel="noreferrer noopener">https://hummahorses.com/blogs/news/finnish-hobby-horse-championship-17-6-2023</a>]]>
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      <pubDate>Sun, 23 Jul 2023 07:41:04 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 568 Walter Rolfo mago motivazionale</title>
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        <![CDATA[Non un mago nel motivare ma un mago che fa le magie da abracadabra, e intanto mette a disposizione di tutti strumenti per essere felici. Naturalmente sta a ciascuno di noi scegliere se e come usarli. Tutti indistintamente però partecipano con un "Oh!" di meraviglia davanti a tanta magia. <br><br>Vi metto i link in fondo alla pagina, date un'occhiata per conoscere l'ingegneria della felicità. Dovrebbe essere una materia obbligatoria in ogni scuola!<br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Sono felicissima di essere andata a vedere <b>Walter Rolfo</b>, mago della motivazione. E quando dico mago della motivazione non intendo dire che sia un mago a motivare gli altri, no, è uno che fa il mago, e che dà anche delle cose a cui pensare al pubblico in sala, che poi ognuno ne fa quello che vuole.<br><br>È stata un'esperienza molto divertente sin dall'inizio. Io aspettavo di vedere Walter Rolfo, non l'avevo mai visto, però volevo vedere lo spettacolo dietro suggerimento della mia amica Alessandra, che ancora una volta ringrazio. Mentre aspettavo che iniziasse lo spettacolo c'era qualcos'altro prima, ho infilato la testa in sala, dove c'era l'aria condizionata (alleluia!) e ho chiesto alla prima persona che era seduta lì a fianco alla porta, ma scusate, è qui che c'è Walter Rolfo? E questa persona m'ha detto, sì, sì dopo di questo, e poi dopo un secondo, la persona m'ha guardate e ha detto, e consiglio di tornare perché mi dicono che è molto bravo, e io e anche un po così piccata, eh, lo so che è molto bravo, sono venuto apposta per vederlo! Certo che torno! Dico, ma questo va, ma perché? Certo che vengo! Niente. Poi finisce lo spettacolo precedente e inizia il suo spettacolo, mi siedo in prima fila e naturalmente la persona che mi aveva consigliato di tornare a vedere lo spettacolo era proprio lui, Walter Rolfo.<br><br>No, questo è solo un piccolo episodio, lo spettacolo è stato veramente coinvolgente, emozionante... vabbè, queste cose qua non si possono raccontare, si devono vivere in prima persona, vi metterò tutti i link del caso nelle note del programma.<br><br>Se vi fidate del mio gusto e vi capita che Walter Rolfo faccia uno spettacolo vicino a dove state, vi assicuro, andate a vederlo perché ne vale, ne vale assolutamente la pena.<br><br>Lui pratica la dottrina della felicità, insegna <b>Ingegneria della felicità </b>e si pone domande molto lecite. A scuola ci insegnano come fare di calcolo, le capitali, come fare le reazioni chimiche, però nessuno ci insegna a affrontare le cose della vita. Cosa fare quando una persona che tu vuoi avere come partner non ti vuole, quando c'è un lutto, come fare ad affrontare le grandi sfide della vita che poi, se siamo fortunati, ci aiutano i nostri genitori, la nostra famiglia, i nostri amici, ma c'è anche chi queste persone non ce le ha affianco e comunque nessuno è infallibile, si dovrebbe, sarebbe bello avere un po' di guida questo.<br><br>E poi nel suo spettacolo c'è tanta magia. Magia proprio alla Silvan, magia alla sim-sala-bim, quelle cose che tu le guardi e in sala si sente "Oh!!!", appunto di meraviglia.<br><br>Quindi spot pubblicitario per Walter, che ringrazio tantissimo per averci fatto vivere quei momenti magici, sì, se non è dalle vostre parti, andatevelo a cercare. Viva la felicità!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I'm so glad I went to see <b>Walter Rolfo</b>, motivational wizard. And when I say motivational wizard, I don't mean he's a wizard at motivating others, no, he's a wizard, and he also gives things for the audience in the room to think about, which then everyone does what they want with it.<br><br>It was a very enjoyable experience from the very beginning. I was waiting to see Walter Rolfo, I had never seen him, however I wanted to see the show at the suggestion of my friend Alessandra, whom once again I thank. While I was waiting for the show to start, there was something else before, I stuck my head in the hall, where there was air conditioning (hallelujah !) and I asked the first person who was sitting there next to the door, excuse me, is this where Walter Rolfo will perform? And this person replies, yes, yes after this, and then after a second, the person looks at me and continues, and I recommend to come back because they tell me he is very good, and I am a little bit so piqued, eh, I know he is very good, I came especially to see him! Of course I come back! I say to myself, but what's with this guy, of course I'm coming! Anyway. Then the previous show ends and his show begins, I sit in the front row, and of course the person who had recommended that I come back to see the show was him, Walter Rolfo.<br><br>No, this is just a small episode, the show was really engaging, exciting... well, these things here can't be told, you have to experience them firsthand, I'll put all the relevant links in the program notes.<br><br>If you trust my taste and you happen to have Walter Rolfo doing a show near where you are, I assure you, go see it because it is worth it, absolutely worth it.<br><br>He practices the doctrine of happiness, teaches <b>Happiness Engineering</b> and asks very legitimate questions. In school they teach us how to do calculus, capitals, how to do chemical reactions, however, no one teaches us how to deal with the things of life. What to do when a person you want to have as a partner doesn't want you, when there's a bereavement, how to cope with the big challenges of life that then, if we're lucky, we're helped by our parents, our family, our friends, but there are also those who don't have these people by our side and still no one is infallible, one should, it would be nice to have some guidance on this.<br><br>And then in his show there is a lot of magic. Proper magic, like Silvan the magician, abracadabra magic, those things that you look at them and in the room you hear a "Oh!!!", of wonder.<br><br>So spot for Walter, whom I thank so much for letting us experience those magical moments, yes, if he is not in your neck of the woods, go find him. And long live happiness!<br><br><b>LINKS</b>: <a href="https://www.instagram.com/walterrolfo/" rel="noreferrer noopener">https://www.instagram.com/walterrolfo/</a><br><a href="https://mastersofmagic.tv/en/walter-rolfo" rel="noreferrer noopener">https://mastersofmagic.tv/en/walter-rolfo</a>]]>
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        <![CDATA[Non un mago nel motivare ma un mago che fa le magie da abracadabra, e intanto mette a disposizione di tutti strumenti per essere felici. Naturalmente sta a ciascuno di noi scegliere se e come usarli. Tutti indistintamente però partecipano con un "Oh!" di meraviglia davanti a tanta magia. <br><br>Vi metto i link in fondo alla pagina, date un'occhiata per conoscere l'ingegneria della felicità. Dovrebbe essere una materia obbligatoria in ogni scuola!<br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Sono felicissima di essere andata a vedere <b>Walter Rolfo</b>, mago della motivazione. E quando dico mago della motivazione non intendo dire che sia un mago a motivare gli altri, no, è uno che fa il mago, e che dà anche delle cose a cui pensare al pubblico in sala, che poi ognuno ne fa quello che vuole.<br><br>È stata un'esperienza molto divertente sin dall'inizio. Io aspettavo di vedere Walter Rolfo, non l'avevo mai visto, però volevo vedere lo spettacolo dietro suggerimento della mia amica Alessandra, che ancora una volta ringrazio. Mentre aspettavo che iniziasse lo spettacolo c'era qualcos'altro prima, ho infilato la testa in sala, dove c'era l'aria condizionata (alleluia!) e ho chiesto alla prima persona che era seduta lì a fianco alla porta, ma scusate, è qui che c'è Walter Rolfo? E questa persona m'ha detto, sì, sì dopo di questo, e poi dopo un secondo, la persona m'ha guardate e ha detto, e consiglio di tornare perché mi dicono che è molto bravo, e io e anche un po così piccata, eh, lo so che è molto bravo, sono venuto apposta per vederlo! Certo che torno! Dico, ma questo va, ma perché? Certo che vengo! Niente. Poi finisce lo spettacolo precedente e inizia il suo spettacolo, mi siedo in prima fila e naturalmente la persona che mi aveva consigliato di tornare a vedere lo spettacolo era proprio lui, Walter Rolfo.<br><br>No, questo è solo un piccolo episodio, lo spettacolo è stato veramente coinvolgente, emozionante... vabbè, queste cose qua non si possono raccontare, si devono vivere in prima persona, vi metterò tutti i link del caso nelle note del programma.<br><br>Se vi fidate del mio gusto e vi capita che Walter Rolfo faccia uno spettacolo vicino a dove state, vi assicuro, andate a vederlo perché ne vale, ne vale assolutamente la pena.<br><br>Lui pratica la dottrina della felicità, insegna <b>Ingegneria della felicità </b>e si pone domande molto lecite. A scuola ci insegnano come fare di calcolo, le capitali, come fare le reazioni chimiche, però nessuno ci insegna a affrontare le cose della vita. Cosa fare quando una persona che tu vuoi avere come partner non ti vuole, quando c'è un lutto, come fare ad affrontare le grandi sfide della vita che poi, se siamo fortunati, ci aiutano i nostri genitori, la nostra famiglia, i nostri amici, ma c'è anche chi queste persone non ce le ha affianco e comunque nessuno è infallibile, si dovrebbe, sarebbe bello avere un po' di guida questo.<br><br>E poi nel suo spettacolo c'è tanta magia. Magia proprio alla Silvan, magia alla sim-sala-bim, quelle cose che tu le guardi e in sala si sente "Oh!!!", appunto di meraviglia.<br><br>Quindi spot pubblicitario per Walter, che ringrazio tantissimo per averci fatto vivere quei momenti magici, sì, se non è dalle vostre parti, andatevelo a cercare. Viva la felicità!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I'm so glad I went to see <b>Walter Rolfo</b>, motivational wizard. And when I say motivational wizard, I don't mean he's a wizard at motivating others, no, he's a wizard, and he also gives things for the audience in the room to think about, which then everyone does what they want with it.<br><br>It was a very enjoyable experience from the very beginning. I was waiting to see Walter Rolfo, I had never seen him, however I wanted to see the show at the suggestion of my friend Alessandra, whom once again I thank. While I was waiting for the show to start, there was something else before, I stuck my head in the hall, where there was air conditioning (hallelujah !) and I asked the first person who was sitting there next to the door, excuse me, is this where Walter Rolfo will perform? And this person replies, yes, yes after this, and then after a second, the person looks at me and continues, and I recommend to come back because they tell me he is very good, and I am a little bit so piqued, eh, I know he is very good, I came especially to see him! Of course I come back! I say to myself, but what's with this guy, of course I'm coming! Anyway. Then the previous show ends and his show begins, I sit in the front row, and of course the person who had recommended that I come back to see the show was him, Walter Rolfo.<br><br>No, this is just a small episode, the show was really engaging, exciting... well, these things here can't be told, you have to experience them firsthand, I'll put all the relevant links in the program notes.<br><br>If you trust my taste and you happen to have Walter Rolfo doing a show near where you are, I assure you, go see it because it is worth it, absolutely worth it.<br><br>He practices the doctrine of happiness, teaches <b>Happiness Engineering</b> and asks very legitimate questions. In school they teach us how to do calculus, capitals, how to do chemical reactions, however, no one teaches us how to deal with the things of life. What to do when a person you want to have as a partner doesn't want you, when there's a bereavement, how to cope with the big challenges of life that then, if we're lucky, we're helped by our parents, our family, our friends, but there are also those who don't have these people by our side and still no one is infallible, one should, it would be nice to have some guidance on this.<br><br>And then in his show there is a lot of magic. Proper magic, like Silvan the magician, abracadabra magic, those things that you look at them and in the room you hear a "Oh!!!", of wonder.<br><br>So spot for Walter, whom I thank so much for letting us experience those magical moments, yes, if he is not in your neck of the woods, go find him. And long live happiness!<br><br><b>LINKS</b>: <a href="https://www.instagram.com/walterrolfo/" rel="noreferrer noopener">https://www.instagram.com/walterrolfo/</a><br><a href="https://mastersofmagic.tv/en/walter-rolfo" rel="noreferrer noopener">https://mastersofmagic.tv/en/walter-rolfo</a>]]>
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      <pubDate>Sat, 22 Jul 2023 08:55:24 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 567 Maestrale (dalla spiaggia)</title>
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        <![CDATA[Cagliari vive all'ombra del maestrale: d'inverno temuto perché fa crollare i tetti con una forza che supera allegramente i 100 chilometri orari, d'estate agognato quando, come in questi giorni, le temperature superano i 40 gradi. E stanotte un po' di maestrale c'è stato.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Non è prestissimo oggi, però sono molto stanca, e come potete sentire dal rumore di sottofondo, sono in spiaggia, e come potete sentire dalla mia voce ho dormito poco perchè stanotte verso le tre è arrivato finalmente il maestrale, quindi ha rinfrescato tutto.<br><br>Devo iniziare col dire che nei giorni scorsi in tutto il sud Europa, ma soprattutto in Spagna e in Italia, e io nell'Italia sono in una parte abbastanza a sud, in Sardegna, abbiamo vissuto un'ondata di caldo che... parlo al passato prossimo ma ancora l'ondata di caldo non è che sia finita, si sono superati abbondantemente i 40 gradi, quindi quando c'è questa situazione qua si sta un po' male, si dorme anche male perché a me non piace sinceramente dormire col condizionatore acceso.<br><br>Comunque stanotte alle tre del mattino poi sapevamo che sarebbe entrato un po di maestrale, che a Cagliari il maestrale è il vento che porta il fresco, quindi mi sono svegliata verso le tre, con questo vento bellissimo che entrava dalla finestra spalancata.<br><br>Però cosa succede quando ci sono le finestre spalancate? Che cominciano anche a sbattere, quindi ci siamo dovuti alzare a cercare le porte, le cose che sbattevano, a controllare che tutto fosse in sicurezza sul balcone ecc.<br><br>Poi, come succede spesso, io quando mi sveglio ho sempre avuto questo problema, non riesco ad addormentarmi una volta che mi sveglio. Allora stamattina ci siamo alzati, non alle cinque ma diciamo un po'... sei meno un quarto, ce la siamo presa un po' più calma e siamo venuti in spiaggia, però non alla spiaggia solita vicino a casa, ma una spiaggia leggermente più lontana, molto più bella.<br><br>E adesso siamo qui da soli praticamente, sono le sette e 53. Io sto camminando in riva al mare e questo secondo me è uno dei rumori più belli del mondo, quello delle onde che si infrangono sulla spiaggia. Non ho ancora fatto il bagno perché come siamo arrivati ho dormito sull'asciugamano, non c'era ancora neanche il sole alto, stava praticamente quasi sorgendo, era molto basso all'orizzonte. Quindi situazione ideale, temperatura ideale perché ancora non c'è troppo caldo. Tra un po' il caldo arriverà, ma abbiamo l'ombrellone. Ok, passo e chiudo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>It is not very early today, but I am very tired, and as you can hear from the noise in the background, I am at the beach, and as you can hear from my voice I slept very little because last night around three o'clock the mistral finally arrived, so it cooled everything down.<br><br>I have to start by saying that in the past few days all over southern Europe, but especially in Spain and Italy, and in Italy I am in a fairly southern part, in Sardinia, we experienced a heat wave that ... I'm speaking in the near past but still the heat wave it's not over, it's been well over 40 degrees, [104F] so when there's this situation here you feel a little bit bad, you also sleep bad because I honestly don't like to sleep with the air conditioner on.<br><br>Anyway last night at three in the morning, we knew a little mistral would come in, and in Cagliari the mistral is the wind that brings a cool change, so I woke up around three o'clock, with this beautiful wind coming in through the wide open window.<br><br>However, what happens when there are windows wide open? That they also start slamming, so we had to get up and look for doors, things slamming, check that everything was safe on the balcony, etc.<br><br>Then, as it often happens, I always have this problem when I wake up, I can't fall asleep once I wake up. So this morning we got up, not at five o'clock but let's say a little ... a quarter to six, we took it a little slower and came to the beach, but not to the usual beach near our home, but a beach slightly further away, much nicer.<br><br>And now we are here practically alone, it's 7:53. I am walking along the seashore, and this in my opinion is one of the most beautiful sounds in the world, that of the waves crashing on the beach. I haven't gone in the water yet because as we arrived I slept on the towel, the sun wasn't even high yet, it was practically almost rising, it was very low on the horizon. So ideal situation, ideal temperature because it is not too hot yet. In a while the heat will come, but we have the umbrella. Okay, over and out.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Cagliari vive all'ombra del maestrale: d'inverno temuto perché fa crollare i tetti con una forza che supera allegramente i 100 chilometri orari, d'estate agognato quando, come in questi giorni, le temperature superano i 40 gradi. E stanotte un po' di maestrale c'è stato.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Non è prestissimo oggi, però sono molto stanca, e come potete sentire dal rumore di sottofondo, sono in spiaggia, e come potete sentire dalla mia voce ho dormito poco perchè stanotte verso le tre è arrivato finalmente il maestrale, quindi ha rinfrescato tutto.<br><br>Devo iniziare col dire che nei giorni scorsi in tutto il sud Europa, ma soprattutto in Spagna e in Italia, e io nell'Italia sono in una parte abbastanza a sud, in Sardegna, abbiamo vissuto un'ondata di caldo che... parlo al passato prossimo ma ancora l'ondata di caldo non è che sia finita, si sono superati abbondantemente i 40 gradi, quindi quando c'è questa situazione qua si sta un po' male, si dorme anche male perché a me non piace sinceramente dormire col condizionatore acceso.<br><br>Comunque stanotte alle tre del mattino poi sapevamo che sarebbe entrato un po di maestrale, che a Cagliari il maestrale è il vento che porta il fresco, quindi mi sono svegliata verso le tre, con questo vento bellissimo che entrava dalla finestra spalancata.<br><br>Però cosa succede quando ci sono le finestre spalancate? Che cominciano anche a sbattere, quindi ci siamo dovuti alzare a cercare le porte, le cose che sbattevano, a controllare che tutto fosse in sicurezza sul balcone ecc.<br><br>Poi, come succede spesso, io quando mi sveglio ho sempre avuto questo problema, non riesco ad addormentarmi una volta che mi sveglio. Allora stamattina ci siamo alzati, non alle cinque ma diciamo un po'... sei meno un quarto, ce la siamo presa un po' più calma e siamo venuti in spiaggia, però non alla spiaggia solita vicino a casa, ma una spiaggia leggermente più lontana, molto più bella.<br><br>E adesso siamo qui da soli praticamente, sono le sette e 53. Io sto camminando in riva al mare e questo secondo me è uno dei rumori più belli del mondo, quello delle onde che si infrangono sulla spiaggia. Non ho ancora fatto il bagno perché come siamo arrivati ho dormito sull'asciugamano, non c'era ancora neanche il sole alto, stava praticamente quasi sorgendo, era molto basso all'orizzonte. Quindi situazione ideale, temperatura ideale perché ancora non c'è troppo caldo. Tra un po' il caldo arriverà, ma abbiamo l'ombrellone. Ok, passo e chiudo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>It is not very early today, but I am very tired, and as you can hear from the noise in the background, I am at the beach, and as you can hear from my voice I slept very little because last night around three o'clock the mistral finally arrived, so it cooled everything down.<br><br>I have to start by saying that in the past few days all over southern Europe, but especially in Spain and Italy, and in Italy I am in a fairly southern part, in Sardinia, we experienced a heat wave that ... I'm speaking in the near past but still the heat wave it's not over, it's been well over 40 degrees, [104F] so when there's this situation here you feel a little bit bad, you also sleep bad because I honestly don't like to sleep with the air conditioner on.<br><br>Anyway last night at three in the morning, we knew a little mistral would come in, and in Cagliari the mistral is the wind that brings a cool change, so I woke up around three o'clock, with this beautiful wind coming in through the wide open window.<br><br>However, what happens when there are windows wide open? That they also start slamming, so we had to get up and look for doors, things slamming, check that everything was safe on the balcony, etc.<br><br>Then, as it often happens, I always have this problem when I wake up, I can't fall asleep once I wake up. So this morning we got up, not at five o'clock but let's say a little ... a quarter to six, we took it a little slower and came to the beach, but not to the usual beach near our home, but a beach slightly further away, much nicer.<br><br>And now we are here practically alone, it's 7:53. I am walking along the seashore, and this in my opinion is one of the most beautiful sounds in the world, that of the waves crashing on the beach. I haven't gone in the water yet because as we arrived I slept on the towel, the sun wasn't even high yet, it was practically almost rising, it was very low on the horizon. So ideal situation, ideal temperature because it is not too hot yet. In a while the heat will come, but we have the umbrella. Okay, over and out.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 21 Jul 2023 14:34:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Cagliari vive all'ombra del maestrale: d'inverno temuto perché fa crollare i tetti con una forza che supera allegramente i 100 chilometri orari, d'estate agognato quando, come in questi giorni, le temperature superano i 40 gradi. E stanotte un po' di maestrale c'è stato.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non è prestissimo oggi, però sono molto stanca, e come potete sentire dal rumore di sottofondo, sono in spiaggia, e come potete sentire dalla mia voce ho dormito poco perchè stanotte verso le tre è arrivato finalmente il maestrale, quindi ha rinfrescato tutto.Devo iniziare col dire che nei giorni scorsi in tutto il sud Europa, ma soprattutto in Spagna e in Italia, e io nell'Italia sono in una parte abbastanza a sud, in Sardegna, abbiamo vissuto un'ondata di caldo che... parlo al passato prossimo ma ancora l'ondata di caldo non è che sia finita, si sono superati abbondantemente i 40 gradi, quindi quando c'è questa situazione qua si sta un po' male, si dorme anche male perché a me non piace sinceramente dormire col condizionatore acceso.Comunque stanotte alle tre del mattino poi sapevamo che sarebbe entrato un po di maestrale, che a Cagliari il maestrale è il vento che porta il fresco, quindi mi sono svegliata verso le tre, con questo vento bellissimo che entrava dalla finestra spalancata.Però cosa succede quando ci sono le finestre spalancate? Che cominciano anche a sbattere, quindi ci siamo dovuti alzare a cercare le porte, le cose che sbattevano, a controllare che tutto fosse in sicurezza sul balcone ecc.Poi, come succede spesso, io quando mi sveglio ho sempre avuto questo problema, non riesco ad addormentarmi una volta che mi sveglio. Allora stamattina ci siamo alzati, non alle cinque ma diciamo un po'... sei meno un quarto, ce la siamo presa un po' più calma e siamo venuti in spiaggia, però non alla spiaggia solita vicino a casa, ma una spiaggia leggermente più lontana, molto più bella.E adesso siamo qui da soli praticamente, sono le sette e 53. Io sto camminando in riva al mare e questo secondo me è uno dei rumori più belli del mondo, quello delle onde che si infrangono sulla spiaggia. Non ho ancora fatto il bagno perché come siamo arrivati ho dormito sull'asciugamano, non c'era ancora neanche il sole alto, stava praticamente quasi sorgendo, era molto basso all'orizzonte. Quindi situazione ideale, temperatura ideale perché ancora non c'è troppo caldo. Tra un po' il caldo arriverà, ma abbiamo l'ombrellone. Ok, passo e chiudo.TRANSLATIONIt is not very early today, but I am very tired, and as you can hear from the noise in the background, I am at the beach, and as you can hear from my voice I slept very little because last night around three o'clock the mistral finally arrived, so it cooled everything down.I have to start by saying that in the past few days all over southern Europe, but especially in Spain and Italy, and in Italy I am in a fairly southern part, in Sardinia, we experienced a heat wave that ... I'm speaking in the near past but still the heat wave it's not over, it's been well over 40 degrees, [104F] so when there's this situation here you feel a little bit bad, you also sleep bad because I honestly don't like to sleep with the air conditioner on.Anyway last night at three in the morning, we knew a little mistral would come in, and in Cagliari the mistral is the wind that brings a cool change, so I woke up around three o'clock, with this beautiful wind coming in through the wide open window.However, what happens when there are windows wide open? That they also start slamming, so we had to get up and look for doors, things slamming, check that everything was safe on the balcony, etc.Then, as it often happens, I always have this problem when I wake up, I can't fall asleep once I wake up. So this morning we got up, not at five o'clock...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Cagliari vive all'ombra del maestrale: d'inverno temuto perché fa crollare i tetti con una forza che supera allegramente i 100 chilometri orari, d'estate agognato quando, come in questi giorni, le temperature superano i 40 gradi. E stanotte un po' di maes</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 566 Tempi sospesi</title>
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        <![CDATA[Oggi i miei 3 minuti grezzi li dedico a tutte le persone sospese, sperando che tornino presto a non essere sospese. Noi sappiamo che torneranno.<br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Tempo fa mi interrogavo sulla natura del tempo sospeso e così descrivevo delle immagini, delle vignette che mi venivano in mente, di episodi passati della mia vita. Che ne so, quando sei lì che aspetti che arrivino le valigie dopo un viaggio in aereo e guardi il carosello delle valigie finché non arriva la tua, un tempo che non sei n qui n l, oppure quando sei dentro l'aereo o quando stai viaggiando, anche in treno, un po' se vogliamo, che hai lasciato la destinazione, ma non sei ancora arrivata e sei nel mezzo di quel tempo dove sono molto limitate le scelte che puoi fare, anche le attività che puoi fare.<br><br>Così io mi interrogavo su queste cose qua e facevo quello che faccio di solito, quello che faccio anche adesso, lo raccontavo via audio. Ora mi viene in mente però che ci sono anche altri momenti di tempo sospeso che sono molto diversi.<br><br>Pensate quando una persona è in ospedale e diciamo che, per usare un modo di dire ormai molto banale, lì tra la vita e la morte, mi viene in mente appunto lo stato di sedazione in cui si può trovare una persona, che magari viene mantenuta sedata artificialmente perché i medici devono fare le cose che devono fare finché questa persona non si riprende e sta meglio.<br><br>È un tempo quello, veramente un tempo sospeso dove nessuno sa quello che succederà, e le persone che stanno fuori dal circolo dei medici e dei familiari possono possono solo stare lì a girarsi i pollici e a mandare un sacco di bei pensieri a queste persone, a sperare poi che avvenga la svolta, il colpo di coda e che tutti vissero felici e contenti.<br><br>Ci sono delle cose alle quali bisogna pensare, perché mentre noi ci divertiamo, più o meno, resistendo, più o meno, alla situazione meteorologica che in questo momento in effetti è abbastanza provante, però ci sono appunto delle persone che, insomma sono lì sospese, letteralmente sospese. Un po' come il famoso gatto di Schrödinger che è dentro la scatola, che la vulgata vuole che ci sia e che non ci sia, si apre non si apre la scatola, anche se poi in realtà, se andate a cercarvi la storia del gatto di Schrödinger, è un po più complessa perché ci va di mezzo anche una fiala con un liquido radioattivo, ma una cosa un po' più complessa.<br><br>Comunque oggi i miei 3 minuti grezzi li dedico a tutte le persone sospese, sperando che tornino presto a non essere sospese. Noi sappiamo che torneranno.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Some time ago I was wondering about the nature of suspended time and so I described images, vignettes that came to mind, of past episodes in my life. What shall I say, when you're there waiting for your suitcases to arrive after an airplane trip and you're watching the carousel of suitcases until yours arrives, a time that you're not here nor there, or when you're inside the airplane or when you're travelling, also by train, just like, you know, you've left the destination, but you haven't arrived yet and you're in the middle of that time where it's very limited the choices you can make, or the activities you can do.<br><br>So, I was pondering these things here, and I was doing what I usually do, what I am doing just now, I was telling it via audio. Now it occurs to me, however, that there are also other moments of suspended time that are very different.<br><br>Think about when a person is in the hospital and let's say, to use a now very commonplace saying, they are there suspended between life and death, I am thinking of the state of sedation in which a person may find themselves, perhaps kept artificially sedated because the doctors have to do the things they have to do until this person recovers and is better.<br><br>That is a time that is really a suspended time, where no one knows what is going to happen, and the people who are outside the circle of doctors and family members can only stand there twiddling their thumbs and sending a lot of loving thoughts to these people, hoping then that the breakthrough, the whisk of the tail will happen and everyone will live happily ever after.<br><br>Things we should actually think about, because while we are having, more or less, fun, enduring, more or less, the weather situation which is actually quite probing right now, anyway there are in this moment people who, in short, are there suspended, literally suspended. A little bit like the famous Schrödinger's cat that is inside the box, which the vulgate wants to be there and not there, you open or not open the box, although actually, if you go and look up the story of Schrödinger's cat, it is a little bit more complex because there is also a vial with a radioactive liquid involved, so a little bit more complex thing.<br><br>Anyway, today my 3 unedited minutes are dedicate to all the suspended people, hoping they will soon return to not being suspended. We know they will come back.]]>
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        <![CDATA[Oggi i miei 3 minuti grezzi li dedico a tutte le persone sospese, sperando che tornino presto a non essere sospese. Noi sappiamo che torneranno.<br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Tempo fa mi interrogavo sulla natura del tempo sospeso e così descrivevo delle immagini, delle vignette che mi venivano in mente, di episodi passati della mia vita. Che ne so, quando sei lì che aspetti che arrivino le valigie dopo un viaggio in aereo e guardi il carosello delle valigie finché non arriva la tua, un tempo che non sei n qui n l, oppure quando sei dentro l'aereo o quando stai viaggiando, anche in treno, un po' se vogliamo, che hai lasciato la destinazione, ma non sei ancora arrivata e sei nel mezzo di quel tempo dove sono molto limitate le scelte che puoi fare, anche le attività che puoi fare.<br><br>Così io mi interrogavo su queste cose qua e facevo quello che faccio di solito, quello che faccio anche adesso, lo raccontavo via audio. Ora mi viene in mente però che ci sono anche altri momenti di tempo sospeso che sono molto diversi.<br><br>Pensate quando una persona è in ospedale e diciamo che, per usare un modo di dire ormai molto banale, lì tra la vita e la morte, mi viene in mente appunto lo stato di sedazione in cui si può trovare una persona, che magari viene mantenuta sedata artificialmente perché i medici devono fare le cose che devono fare finché questa persona non si riprende e sta meglio.<br><br>È un tempo quello, veramente un tempo sospeso dove nessuno sa quello che succederà, e le persone che stanno fuori dal circolo dei medici e dei familiari possono possono solo stare lì a girarsi i pollici e a mandare un sacco di bei pensieri a queste persone, a sperare poi che avvenga la svolta, il colpo di coda e che tutti vissero felici e contenti.<br><br>Ci sono delle cose alle quali bisogna pensare, perché mentre noi ci divertiamo, più o meno, resistendo, più o meno, alla situazione meteorologica che in questo momento in effetti è abbastanza provante, però ci sono appunto delle persone che, insomma sono lì sospese, letteralmente sospese. Un po' come il famoso gatto di Schrödinger che è dentro la scatola, che la vulgata vuole che ci sia e che non ci sia, si apre non si apre la scatola, anche se poi in realtà, se andate a cercarvi la storia del gatto di Schrödinger, è un po più complessa perché ci va di mezzo anche una fiala con un liquido radioattivo, ma una cosa un po' più complessa.<br><br>Comunque oggi i miei 3 minuti grezzi li dedico a tutte le persone sospese, sperando che tornino presto a non essere sospese. Noi sappiamo che torneranno.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Some time ago I was wondering about the nature of suspended time and so I described images, vignettes that came to mind, of past episodes in my life. What shall I say, when you're there waiting for your suitcases to arrive after an airplane trip and you're watching the carousel of suitcases until yours arrives, a time that you're not here nor there, or when you're inside the airplane or when you're travelling, also by train, just like, you know, you've left the destination, but you haven't arrived yet and you're in the middle of that time where it's very limited the choices you can make, or the activities you can do.<br><br>So, I was pondering these things here, and I was doing what I usually do, what I am doing just now, I was telling it via audio. Now it occurs to me, however, that there are also other moments of suspended time that are very different.<br><br>Think about when a person is in the hospital and let's say, to use a now very commonplace saying, they are there suspended between life and death, I am thinking of the state of sedation in which a person may find themselves, perhaps kept artificially sedated because the doctors have to do the things they have to do until this person recovers and is better.<br><br>That is a time that is really a suspended time, where no one knows what is going to happen, and the people who are outside the circle of doctors and family members can only stand there twiddling their thumbs and sending a lot of loving thoughts to these people, hoping then that the breakthrough, the whisk of the tail will happen and everyone will live happily ever after.<br><br>Things we should actually think about, because while we are having, more or less, fun, enduring, more or less, the weather situation which is actually quite probing right now, anyway there are in this moment people who, in short, are there suspended, literally suspended. A little bit like the famous Schrödinger's cat that is inside the box, which the vulgate wants to be there and not there, you open or not open the box, although actually, if you go and look up the story of Schrödinger's cat, it is a little bit more complex because there is also a vial with a radioactive liquid involved, so a little bit more complex thing.<br><br>Anyway, today my 3 unedited minutes are dedicate to all the suspended people, hoping they will soon return to not being suspended. We know they will come back.]]>
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      <pubDate>Thu, 20 Jul 2023 08:33:49 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 565 Distruggere comunità a colpi di Airbnb</title>
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        <![CDATA[Gente che apre Airbnb nei centri storici e descrive il carattere speciale di quei luoghi: il vero vicinato, la forte presenza della comunità. Peccato che siano proprio loro, l'esercito della gentrificazione, a spingere via i vecchi abitanti, schiacciati dalle pressioni esercitate da chi nei quartieri non ci abita ma li usa esclusivamente come macchina per fare i soldi. E sono le stesse persone che mettono sul comodino delle stanze in affitto i volumi patinati che raccontano la storia di quanto erano belli e pieni di comunità quei quartieri che stanno aiutando a distruggere.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Chi mi conosce anche pochissimo, sa del grande amore che io ho per il quartiere dove sono nata, Castello. Quando ero bambina era un quartiere povero e malfamato, tant'è che poi, quando ero alle medie, alle superiori i miei compagni di scuola non venivano mai a studiare da me, andavo sempre io a studiare da loro. E poi cosa è successo? È successo quello che succede un po' dappertutto, che si sono resi conto che il quartiere medioevale magari è una cosa caruccia da mettere a posto, e hanno cominciato a rimettere a posto le facciate, a ricostruire le case e hanno cominciato anche a mandare fuori i vecchi abitanti.<br><br>Ripeto, è un fenomeno che ho visto succedere ventimila volte in ventimila posti, in ventimila salse diverse, fosse i quartieri storici di Melbourne dove gli italiani vivevano e poi sono stati mandati a vivere in case più grandi, però fuori, in periferia, e lì sono morti perché non avevano nessun tipo di tessuto sociale intorno a loro.<br><br>Ma un po' anche le battaglie per proteggere i territori delle popolazioni indigene, che si vedevano sottrarre il terreno pezzo a pezzo per gli interessi delle grandi compagnie petrolifere oppure minerarie che volevano andare lì a fare l'estrazione.<br><br>Ecco il problema qual è? Il problema è che tutte queste persone che si trovano coinvolte in questo carosello di spinte virtuali, più o meno virtuali, spesso non hanno gli strumenti per rendersi conto che fanno parte di un fenomeno generale, che non è un loro problema, non è il singolo individuo ad avere il problema del proprietario terriero, del padrone di casa che vuole fare le ristrutturazioni, che vuole trasformare il palazzo in un bed and breakfast eccetera, ma è che fanno parte di un approccio più generico che tende a spingere le persone che abitano in un posto appetibile, dal punto di vista turistico, spingerle fuori e poi a trasformare questi quartieri in quartieri dormitorio pieni di bed and breakfast o pieni di negozietti che vendono oggetti, oppure con ristoranti eccetera.<br><br>Questo è un po' il quadro del quartiere Castello, dove io sono nata e dove ancora vado a trovare mia mamma: non c'è più una bottega, non c'è più il macellaio, non c'è più niente. Le stesse persone poi che aprono il bed and breakfast e comprano anche i libroni, com'era il quartiere con tutti i suoi abitanti, dicono e certo che era bello Castello, allora sì che c'era comunità, sono le stesse persone che prendono a calci nel didietro gli anziani che ancora l abitano e cercano di farli andare via dalle loro case per trasformarle, indovinate un po', in altri bed and breakfast.<br><br>Male, molto male! Coscienza sociale! Riprendiamoci la coscienza sociale!<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Those who know me even very little, know of the great love I have for the neighborhood where I was born, Castello. When I was a child, it was a poor and bad neighborhood, so much so that later, when I was in middle school, in high school my classmates never came to study at my place, I always went to study at their place. And then what happened? What happened is what happens a little bit everywhere, that they realized that the medieval neighborhood maybe is a nice thing to keep tidy, and they started to restructure the facades, rebuild the houses, and they also started to kick out the old inhabitants.<br><br>Again, it's a phenomenon that I've seen happen twenty thousand times in twenty thousand places, in twenty thousand different salsas, be it the historic neighborhoods of Melbourne where Italians lived and then they were sent to live in bigger houses, however outside, in the suburbs, and there they died because they didn't have any kind of social fabric around them.<br><br>But somewhat also the battles to protect the territories of indigenous peoples, who were having their land taken away piece by piece for the interests of big oil or mining companies that wanted to go there to do the mining.<br><br>So, what is it really about? The problem is that all these people who find themselves involved in this carousel of pushes, more or less virtual, often do not have the tools to realize that they are part of a general phenomenon, that it is not their problem, it is not the individual who has the problem of the landowner, the landlord who wants to do the renovations, who wants to turn the building into a bed and breakfast and so on, but it is that they are part of a more general approach that tends to push people who live in a desirable place, from a tourist point of view, push them out and then to turn these neighborhoods into dormitory neighborhoods full of bed and breakfasts or full of little stores that sell souvenirs, or with restaurants and so on.<br><br>That's kind of the picture of the Castello neighborhood, where I was born and where I still visit my mom: there are no more small food shops, there's no butcher, there's nothing any more. The same people then who open the bed and breakfast, they also buy the big books, about what was the neighborhood like with all its inhabitants, and they say, oh how nice was Castello back then, then there was a community, those are the same people who kick the backside of the elderly who still inhabit it and try to get them out of their homes and turn them into, guess what, more bed and breakfasts.<br>Bad, very bad! Social consciousness! Let's take back a bit of social consciousness!<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Gente che apre Airbnb nei centri storici e descrive il carattere speciale di quei luoghi: il vero vicinato, la forte presenza della comunità. Peccato che siano proprio loro, l'esercito della gentrificazione, a spingere via i vecchi abitanti, schiacciati dalle pressioni esercitate da chi nei quartieri non ci abita ma li usa esclusivamente come macchina per fare i soldi. E sono le stesse persone che mettono sul comodino delle stanze in affitto i volumi patinati che raccontano la storia di quanto erano belli e pieni di comunità quei quartieri che stanno aiutando a distruggere.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Chi mi conosce anche pochissimo, sa del grande amore che io ho per il quartiere dove sono nata, Castello. Quando ero bambina era un quartiere povero e malfamato, tant'è che poi, quando ero alle medie, alle superiori i miei compagni di scuola non venivano mai a studiare da me, andavo sempre io a studiare da loro. E poi cosa è successo? È successo quello che succede un po' dappertutto, che si sono resi conto che il quartiere medioevale magari è una cosa caruccia da mettere a posto, e hanno cominciato a rimettere a posto le facciate, a ricostruire le case e hanno cominciato anche a mandare fuori i vecchi abitanti.<br><br>Ripeto, è un fenomeno che ho visto succedere ventimila volte in ventimila posti, in ventimila salse diverse, fosse i quartieri storici di Melbourne dove gli italiani vivevano e poi sono stati mandati a vivere in case più grandi, però fuori, in periferia, e lì sono morti perché non avevano nessun tipo di tessuto sociale intorno a loro.<br><br>Ma un po' anche le battaglie per proteggere i territori delle popolazioni indigene, che si vedevano sottrarre il terreno pezzo a pezzo per gli interessi delle grandi compagnie petrolifere oppure minerarie che volevano andare lì a fare l'estrazione.<br><br>Ecco il problema qual è? Il problema è che tutte queste persone che si trovano coinvolte in questo carosello di spinte virtuali, più o meno virtuali, spesso non hanno gli strumenti per rendersi conto che fanno parte di un fenomeno generale, che non è un loro problema, non è il singolo individuo ad avere il problema del proprietario terriero, del padrone di casa che vuole fare le ristrutturazioni, che vuole trasformare il palazzo in un bed and breakfast eccetera, ma è che fanno parte di un approccio più generico che tende a spingere le persone che abitano in un posto appetibile, dal punto di vista turistico, spingerle fuori e poi a trasformare questi quartieri in quartieri dormitorio pieni di bed and breakfast o pieni di negozietti che vendono oggetti, oppure con ristoranti eccetera.<br><br>Questo è un po' il quadro del quartiere Castello, dove io sono nata e dove ancora vado a trovare mia mamma: non c'è più una bottega, non c'è più il macellaio, non c'è più niente. Le stesse persone poi che aprono il bed and breakfast e comprano anche i libroni, com'era il quartiere con tutti i suoi abitanti, dicono e certo che era bello Castello, allora sì che c'era comunità, sono le stesse persone che prendono a calci nel didietro gli anziani che ancora l abitano e cercano di farli andare via dalle loro case per trasformarle, indovinate un po', in altri bed and breakfast.<br><br>Male, molto male! Coscienza sociale! Riprendiamoci la coscienza sociale!<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Those who know me even very little, know of the great love I have for the neighborhood where I was born, Castello. When I was a child, it was a poor and bad neighborhood, so much so that later, when I was in middle school, in high school my classmates never came to study at my place, I always went to study at their place. And then what happened? What happened is what happens a little bit everywhere, that they realized that the medieval neighborhood maybe is a nice thing to keep tidy, and they started to restructure the facades, rebuild the houses, and they also started to kick out the old inhabitants.<br><br>Again, it's a phenomenon that I've seen happen twenty thousand times in twenty thousand places, in twenty thousand different salsas, be it the historic neighborhoods of Melbourne where Italians lived and then they were sent to live in bigger houses, however outside, in the suburbs, and there they died because they didn't have any kind of social fabric around them.<br><br>But somewhat also the battles to protect the territories of indigenous peoples, who were having their land taken away piece by piece for the interests of big oil or mining companies that wanted to go there to do the mining.<br><br>So, what is it really about? The problem is that all these people who find themselves involved in this carousel of pushes, more or less virtual, often do not have the tools to realize that they are part of a general phenomenon, that it is not their problem, it is not the individual who has the problem of the landowner, the landlord who wants to do the renovations, who wants to turn the building into a bed and breakfast and so on, but it is that they are part of a more general approach that tends to push people who live in a desirable place, from a tourist point of view, push them out and then to turn these neighborhoods into dormitory neighborhoods full of bed and breakfasts or full of little stores that sell souvenirs, or with restaurants and so on.<br><br>That's kind of the picture of the Castello neighborhood, where I was born and where I still visit my mom: there are no more small food shops, there's no butcher, there's nothing any more. The same people then who open the bed and breakfast, they also buy the big books, about what was the neighborhood like with all its inhabitants, and they say, oh how nice was Castello back then, then there was a community, those are the same people who kick the backside of the elderly who still inhabit it and try to get them out of their homes and turn them into, guess what, more bed and breakfasts.<br>Bad, very bad! Social consciousness! Let's take back a bit of social consciousness!<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 19 Jul 2023 10:16:44 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Gente che apre Airbnb nei centri storici e descrive il carattere speciale di quei luoghi: il vero vicinato, la forte presenza della comunità. Peccato che siano proprio loro, l'esercito della gentrificazione, a spingere via i vecchi abitanti, schiacciati dalle pressioni esercitate da chi nei quartieri non ci abita ma li usa esclusivamente come macchina per fare i soldi. E sono le stesse persone che mettono sul comodino delle stanze in affitto i volumi patinati che raccontano la storia di quanto erano belli e pieni di comunità quei quartieri che stanno aiutando a distruggere.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Chi mi conosce anche pochissimo, sa del grande amore che io ho per il quartiere dove sono nata, Castello. Quando ero bambina era un quartiere povero e malfamato, tant'è che poi, quando ero alle medie, alle superiori i miei compagni di scuola non venivano mai a studiare da me, andavo sempre io a studiare da loro. E poi cosa è successo? È successo quello che succede un po' dappertutto, che si sono resi conto che il quartiere medioevale magari è una cosa caruccia da mettere a posto, e hanno cominciato a rimettere a posto le facciate, a ricostruire le case e hanno cominciato anche a mandare fuori i vecchi abitanti.Ripeto, è un fenomeno che ho visto succedere ventimila volte in ventimila posti, in ventimila salse diverse, fosse i quartieri storici di Melbourne dove gli italiani vivevano e poi sono stati mandati a vivere in case più grandi, però fuori, in periferia, e lì sono morti perché non avevano nessun tipo di tessuto sociale intorno a loro.Ma un po' anche le battaglie per proteggere i territori delle popolazioni indigene, che si vedevano sottrarre il terreno pezzo a pezzo per gli interessi delle grandi compagnie petrolifere oppure minerarie che volevano andare lì a fare l'estrazione.Ecco il problema qual è? Il problema è che tutte queste persone che si trovano coinvolte in questo carosello di spinte virtuali, più o meno virtuali, spesso non hanno gli strumenti per rendersi conto che fanno parte di un fenomeno generale, che non è un loro problema, non è il singolo individuo ad avere il problema del proprietario terriero, del padrone di casa che vuole fare le ristrutturazioni, che vuole trasformare il palazzo in un bed and breakfast eccetera, ma è che fanno parte di un approccio più generico che tende a spingere le persone che abitano in un posto appetibile, dal punto di vista turistico, spingerle fuori e poi a trasformare questi quartieri in quartieri dormitorio pieni di bed and breakfast o pieni di negozietti che vendono oggetti, oppure con ristoranti eccetera.Questo è un po' il quadro del quartiere Castello, dove io sono nata e dove ancora vado a trovare mia mamma: non c'è più una bottega, non c'è più il macellaio, non c'è più niente. Le stesse persone poi che aprono il bed and breakfast e comprano anche i libroni, com'era il quartiere con tutti i suoi abitanti, dicono e certo che era bello Castello, allora sì che c'era comunità, sono le stesse persone che prendono a calci nel didietro gli anziani che ancora l abitano e cercano di farli andare via dalle loro case per trasformarle, indovinate un po', in altri bed and breakfast.Male, molto male! Coscienza sociale! Riprendiamoci la coscienza sociale!TRANSLATIONThose who know me even very little, know of the great love I have for the neighborhood where I was born, Castello. When I was a child, it was a poor and bad neighborhood, so much so that later, when I was in middle school, in high school my classmates never came to study at my place, I always went to study at their place. And then what happened? What happened is what happens a little bit everywhere, that they realized that the medieval neighborhood maybe is a nice thing to keep tidy, and they started to restructure the facades, rebuild the houses, and they also started to kick out the old...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Gente che apre Airbnb nei centri storici e descrive il carattere speciale di quei luoghi: il vero vicinato, la forte presenza della comunità. Peccato che siano proprio loro, l'esercito della gentrificazione, a spingere via i vecchi abitanti, schiacciati d</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 564 Palpeggiata all'aeroporto di Lipsia</title>
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        <![CDATA[Esperienza mistica all'aeroporto di Lipsia dove la sicurezza la prendono non sul serio, di più! Mi hanno addirittura infilato le mani dentro i pantaloni! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Se volete fare un'esperienza mistica andate all'aeroporto di Lipsia.<br><br>Lipsia è una città deliziosa. Io non c'ero mai stata e l'ho scoperta, una vera e propria perla, per me deliziosa, anche perché ho avuto la fortuna di essere lì con degli amici che mi hanno fatto vedere anche gli aspetti più, diciamo più trendy, meno conosciuti della città.<br><br>Però la cosa divertente è stata alla mia partenza da Lipsia, quando sono andata all'aeroporto. L'aeroporto di Lipsia è molto piccolo ed evidentemente chi l'ha costruito si aspettava grandissimi traffici perché l'aeroporto è costituito da un lunghissimo corridoio dove poi si arriva alle sale d'imbarco.<br><br>Comunque, la cosa divertente è alle sale d'imbarco. Ho fatto la fila, come sempre, bagaglio a mano, e quando sono arrivata ai controlli, dove si mettono le valigie ai raggi X per vedere quello che c'è dentro, è iniziata la cosa divertente.<br><br>Davanti a me c'era una ragazza che aveva un cagnolino e la coda di cavallo, due dettagli importanti. Allora, le hanno preso il cagnolino e l'hanno fatta mettere, sapete, in quel coso dove ti devi mettere gambe aperte, braccia aperte ti fanno tutte le cose, e poi come si è avvicinata col cane, le hanno chiesto, e il cane morde? No, era un cagnetto piccolo, hanno palpeggiare la ragazza, hanno proprio così come si fa la perquisizione e hanno addirittura palpato il cane, hanno proprio toccato tutto il pelo del cane e hanno fatto sciogliere la coda di cavallo alla ragazza per toccarle i capelli.<br><br>Quando è stato il mio momento, io come sempre ho tolto orologio, monetine, messe nella borsa che poi faccio passare sotto i raggi X, ho tenuto in tasca il mio piccolo portamonete che è un elastico con della pelle cucita e dentro ci sono solo le carte di credito e boh, qualche biglietto in contanti, quindi non c'era metallo, non c'era niente, come sono passata, anche io mani in croce eccetera, e poi mi hanno perquisito, mi hanno addirittura infilato le mani dentro i pantaloni, non era mai successo in vita mia, un signorone mi ha detto, questa signora, devo metterle le mani sotto l'elastico, m'ha passato la mano sotto l'elastico dei pantaloni a contatto con la pelle, poi tra l'altro ero anche sudata perché faceva un caldo boia, e niente, poi mi hanno fatto tornare indietro e per mettere anche ai raggi X il mio portamonete con le carte di credito.<br><br>Insomma io ero lì che ridevo, non sapevo se ridere una cosa, non lo so, era una cosa estremamente divertente. Mi era già capitato di tutto, che mi avessero fatto togliere le scarpe, andare scalza, eccetera. Ma la mano dentro i pantaloni all'aeroporto non me l'aveva ancora messa nessuno.<br><br>Evidentemente all'aeroporto di Lipsia ci tengono moltissimo a quello che si chiama il teatrino della sicurezza. Eh vabbè, dai, un'altra esperienza.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>If you want to have a mystical experience go to Leipzig Airport.<br><br>Leipzig is a delightful city. I had never been there and discovered it, a real gem, delightful for me, partly because I was lucky enough to be there with friends who also showed me the more, let's say trendier, lesser-known aspects of the city.<br><br>However, the funny thing was at my departure from Leipzig, when I went to the airport. Leipzig Airport is very small, and evidently those who built it expected very large traffic because the airport consists of a very long corridor where you then get to the boarding lounges.<br><br>Anyway, the funny thing is at the boarding halls. I stood in line, as always, carry-on luggage, and when I got to the checkpoints, where they put the suitcases through X-ray to see what's inside, the funny thing started.<br><br>In front of me was a girl who had a small dog and a ponytail, two important details. So, they took her little dog and made her put, you know, in that thing where you have to put open legs, open arms they do all the things, and then as she approached with the dog, they asked her, does the dog bite? No, it was a small dog, they groped the girl, they just like this how to do the search and they even groped the dog, they touched all the dog hair and made the girl loosen the ponytail to touch her hair too.<br><br>When it was my turn, I as always took out watch, change, put in the bag which I then pass under X-ray, I kept in my pocket my little purse which is a rubber band with some leather sewn in it and inside there are only credit cards and IDK, some cash notes, so there was no metal, there was nothing, as I passed, I too cross hands and so on, and then they frisked me, they even slipped the hands inside my trouses, that had never happened in my life, a massive woman told me, this lady, I have to put my hands under the elastic band, she passed her hand under the elastic band of my trouses in contact with my skin, and by the way I was also sweating because it was hot as hell, and nothing, then they made me go back and put my coin purse with credit cards in X-ray as well.<br><br>I mean I was there laughing, I didn't know whether to laugh what a thing, I don't know, it was an extremely surreal situation. I had already had everything happen to me, having my shoes taken off, going barefoot, etc. but the hand inside my trouses at the airport hadn't happened to me yet.<br>Evidently Leipzig Airport cares a great deal about what is called the security theater. Eh whatever, come on, another experience.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Esperienza mistica all'aeroporto di Lipsia dove la sicurezza la prendono non sul serio, di più! Mi hanno addirittura infilato le mani dentro i pantaloni! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Se volete fare un'esperienza mistica andate all'aeroporto di Lipsia.<br><br>Lipsia è una città deliziosa. Io non c'ero mai stata e l'ho scoperta, una vera e propria perla, per me deliziosa, anche perché ho avuto la fortuna di essere lì con degli amici che mi hanno fatto vedere anche gli aspetti più, diciamo più trendy, meno conosciuti della città.<br><br>Però la cosa divertente è stata alla mia partenza da Lipsia, quando sono andata all'aeroporto. L'aeroporto di Lipsia è molto piccolo ed evidentemente chi l'ha costruito si aspettava grandissimi traffici perché l'aeroporto è costituito da un lunghissimo corridoio dove poi si arriva alle sale d'imbarco.<br><br>Comunque, la cosa divertente è alle sale d'imbarco. Ho fatto la fila, come sempre, bagaglio a mano, e quando sono arrivata ai controlli, dove si mettono le valigie ai raggi X per vedere quello che c'è dentro, è iniziata la cosa divertente.<br><br>Davanti a me c'era una ragazza che aveva un cagnolino e la coda di cavallo, due dettagli importanti. Allora, le hanno preso il cagnolino e l'hanno fatta mettere, sapete, in quel coso dove ti devi mettere gambe aperte, braccia aperte ti fanno tutte le cose, e poi come si è avvicinata col cane, le hanno chiesto, e il cane morde? No, era un cagnetto piccolo, hanno palpeggiare la ragazza, hanno proprio così come si fa la perquisizione e hanno addirittura palpato il cane, hanno proprio toccato tutto il pelo del cane e hanno fatto sciogliere la coda di cavallo alla ragazza per toccarle i capelli.<br><br>Quando è stato il mio momento, io come sempre ho tolto orologio, monetine, messe nella borsa che poi faccio passare sotto i raggi X, ho tenuto in tasca il mio piccolo portamonete che è un elastico con della pelle cucita e dentro ci sono solo le carte di credito e boh, qualche biglietto in contanti, quindi non c'era metallo, non c'era niente, come sono passata, anche io mani in croce eccetera, e poi mi hanno perquisito, mi hanno addirittura infilato le mani dentro i pantaloni, non era mai successo in vita mia, un signorone mi ha detto, questa signora, devo metterle le mani sotto l'elastico, m'ha passato la mano sotto l'elastico dei pantaloni a contatto con la pelle, poi tra l'altro ero anche sudata perché faceva un caldo boia, e niente, poi mi hanno fatto tornare indietro e per mettere anche ai raggi X il mio portamonete con le carte di credito.<br><br>Insomma io ero lì che ridevo, non sapevo se ridere una cosa, non lo so, era una cosa estremamente divertente. Mi era già capitato di tutto, che mi avessero fatto togliere le scarpe, andare scalza, eccetera. Ma la mano dentro i pantaloni all'aeroporto non me l'aveva ancora messa nessuno.<br><br>Evidentemente all'aeroporto di Lipsia ci tengono moltissimo a quello che si chiama il teatrino della sicurezza. Eh vabbè, dai, un'altra esperienza.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>If you want to have a mystical experience go to Leipzig Airport.<br><br>Leipzig is a delightful city. I had never been there and discovered it, a real gem, delightful for me, partly because I was lucky enough to be there with friends who also showed me the more, let's say trendier, lesser-known aspects of the city.<br><br>However, the funny thing was at my departure from Leipzig, when I went to the airport. Leipzig Airport is very small, and evidently those who built it expected very large traffic because the airport consists of a very long corridor where you then get to the boarding lounges.<br><br>Anyway, the funny thing is at the boarding halls. I stood in line, as always, carry-on luggage, and when I got to the checkpoints, where they put the suitcases through X-ray to see what's inside, the funny thing started.<br><br>In front of me was a girl who had a small dog and a ponytail, two important details. So, they took her little dog and made her put, you know, in that thing where you have to put open legs, open arms they do all the things, and then as she approached with the dog, they asked her, does the dog bite? No, it was a small dog, they groped the girl, they just like this how to do the search and they even groped the dog, they touched all the dog hair and made the girl loosen the ponytail to touch her hair too.<br><br>When it was my turn, I as always took out watch, change, put in the bag which I then pass under X-ray, I kept in my pocket my little purse which is a rubber band with some leather sewn in it and inside there are only credit cards and IDK, some cash notes, so there was no metal, there was nothing, as I passed, I too cross hands and so on, and then they frisked me, they even slipped the hands inside my trouses, that had never happened in my life, a massive woman told me, this lady, I have to put my hands under the elastic band, she passed her hand under the elastic band of my trouses in contact with my skin, and by the way I was also sweating because it was hot as hell, and nothing, then they made me go back and put my coin purse with credit cards in X-ray as well.<br><br>I mean I was there laughing, I didn't know whether to laugh what a thing, I don't know, it was an extremely surreal situation. I had already had everything happen to me, having my shoes taken off, going barefoot, etc. but the hand inside my trouses at the airport hadn't happened to me yet.<br>Evidently Leipzig Airport cares a great deal about what is called the security theater. Eh whatever, come on, another experience.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 18 Jul 2023 09:10:07 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Esperienza mistica all'aeroporto di Lipsia dove la sicurezza la prendono non sul serio, di più! Mi hanno addirittura infilato le mani dentro i pantaloni! TRASCRIZIONE [ENG translation below]Se volete fare un'esperienza mistica andate all'aeroporto di Lipsia.Lipsia è una città deliziosa. Io non c'ero mai stata e l'ho scoperta, una vera e propria perla, per me deliziosa, anche perché ho avuto la fortuna di essere lì con degli amici che mi hanno fatto vedere anche gli aspetti più, diciamo più trendy, meno conosciuti della città.Però la cosa divertente è stata alla mia partenza da Lipsia, quando sono andata all'aeroporto. L'aeroporto di Lipsia è molto piccolo ed evidentemente chi l'ha costruito si aspettava grandissimi traffici perché l'aeroporto è costituito da un lunghissimo corridoio dove poi si arriva alle sale d'imbarco.Comunque, la cosa divertente è alle sale d'imbarco. Ho fatto la fila, come sempre, bagaglio a mano, e quando sono arrivata ai controlli, dove si mettono le valigie ai raggi X per vedere quello che c'è dentro, è iniziata la cosa divertente.Davanti a me c'era una ragazza che aveva un cagnolino e la coda di cavallo, due dettagli importanti. Allora, le hanno preso il cagnolino e l'hanno fatta mettere, sapete, in quel coso dove ti devi mettere gambe aperte, braccia aperte ti fanno tutte le cose, e poi come si è avvicinata col cane, le hanno chiesto, e il cane morde? No, era un cagnetto piccolo, hanno palpeggiare la ragazza, hanno proprio così come si fa la perquisizione e hanno addirittura palpato il cane, hanno proprio toccato tutto il pelo del cane e hanno fatto sciogliere la coda di cavallo alla ragazza per toccarle i capelli.Quando è stato il mio momento, io come sempre ho tolto orologio, monetine, messe nella borsa che poi faccio passare sotto i raggi X, ho tenuto in tasca il mio piccolo portamonete che è un elastico con della pelle cucita e dentro ci sono solo le carte di credito e boh, qualche biglietto in contanti, quindi non c'era metallo, non c'era niente, come sono passata, anche io mani in croce eccetera, e poi mi hanno perquisito, mi hanno addirittura infilato le mani dentro i pantaloni, non era mai successo in vita mia, un signorone mi ha detto, questa signora, devo metterle le mani sotto l'elastico, m'ha passato la mano sotto l'elastico dei pantaloni a contatto con la pelle, poi tra l'altro ero anche sudata perché faceva un caldo boia, e niente, poi mi hanno fatto tornare indietro e per mettere anche ai raggi X il mio portamonete con le carte di credito.Insomma io ero lì che ridevo, non sapevo se ridere una cosa, non lo so, era una cosa estremamente divertente. Mi era già capitato di tutto, che mi avessero fatto togliere le scarpe, andare scalza, eccetera. Ma la mano dentro i pantaloni all'aeroporto non me l'aveva ancora messa nessuno.Evidentemente all'aeroporto di Lipsia ci tengono moltissimo a quello che si chiama il teatrino della sicurezza. Eh vabbè, dai, un'altra esperienza.TRANSLATIONIf you want to have a mystical experience go to Leipzig Airport.Leipzig is a delightful city. I had never been there and discovered it, a real gem, delightful for me, partly because I was lucky enough to be there with friends who also showed me the more, let's say trendier, lesser-known aspects of the city.However, the funny thing was at my departure from Leipzig, when I went to the airport. Leipzig Airport is very small, and evidently those who built it expected very large traffic because the airport consists of a very long corridor where you then get to the boarding lounges.Anyway, the funny thing is at the boarding halls. I stood in line, as always, carry-on luggage, and when I got to the checkpoints, where they put the suitcases through X-ray to see what's inside, the funny thing started.In front of me...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 563 Chiese cattoliche e chiese protestanti</title>
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        <![CDATA[Ci avete mai fatto caso? Le chiese cattoliche all'esterno a volte sono molto semplici ed essenziali, ma all'interno trasudano di cristi morenti, madonne dolorant, statue, affreschi ori eccetera, mentre le chiese protestanti fuori sono spesso piene di ghirigori e sculture e torrette ma dentro sono vuote, nemmeno un singolo quadro, modello iconoclasta. Avrà a che fare con le diverse filosifie di vita? Mi ricorda quella divertentissima Bustina di Minerva di Umberto Eco dove paragonava IBM e MAC alle due religioni.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG Translation below</i>]<br>Mi ricordo ancora che la prima volta che mi è successo, successo a Monaco di Baviera, che è stata la prima città tedesca che ho visitato. Allora, io stavo a Monaco da un bel po' di tempo, ci ho trascorso circa un anno, un anno e mezzo, ero molto giovane, ero iscritta al primo anno dell'università, e fino a quel momento avevo visto molte chiese nella mia vita, però non avevo mai visto una chiesa protestante e ricordo perfettamente come rimasi davanti alla facciata della chiesa bellissima, piena di ghirigori, minareti, cose appiccicate a destra e sinistra e dissi, ah, che bello, andiamo a vedere com'è questa chiesa da dentro. Entrai e lì rimasi senza parole, perché in tutta la mia vita non avevo mai visto una chiesa così spoglia, così vuota, senza quadri, affreschi, senza statue, senza madonne piangenti e cristi morenti.<br><br>Quella fu la prima volta che mi resi conto che le chiese protestanti, luterane, sono diverse dalle chiese cattoliche. Ora, col tempo, ho visitato molte chiese, e mi sono chiesta ma come mai questa differenza? Come mai certe chiese nei paesi del nord hanno tutta questa opulenza, ghirigori, destra e sinistra e tutte le figure che si arrampicano eccetera, i vetri colorati, bello, però poi entri dentro non c'è neanche un quadro appeso, sembrano quasi dei posti da iconoclasti. E invece le chiese cattoliche spesso fuori, penso le chiese romaniche, io non è che ne capisca molto di architettura però ho presente le chiese romaniche che sono molto squadrate, molto diciamo essenziali dal di fuori, poi entri dentro BANG! e ti si spalanca un mondo appunto, pieno di ventimila madonne, di cristi morenti, e poi gli affreschi, soprattutto gli affreschi, tu tiri su lo sguardo e vieni travolto da questi angeli, i putti, tutte le cose, poi tutto così plastico, così cinematografico.<br><br>E io non lo so perché questa cosa qua, perché questo mostrare l'opulenza invece viene vissuto male nei paesi del nord, cioè un po lo so dal punto di vista filosofico però è una cosa che ogni volta che poi capito in una chiesa così mi... io lo so che entro non trovo niente dentro, vabbè trovo lo spirito divino che cos'è, però non trovo né quadri, né statue, né madonne.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I still remember the first time it happened to me, it happened in Munich, which was the first German city I visited. So, I was staying in Munich for quite some time, I spent about a year, a year and a half there, I was very young, I was enrolled in the first year of the university, and until that time I had seen many churches in my life, however, I had never seen a Protestant church, and I remember perfectly how I stood in front of the facade of the beautiful church, full of squiggles, minarets, things stuck on left and right, and I said, ah, that's nice, let's go and see what this church looks like from inside. I went in and there I was speechless, because in all my life I had never seen a church so bare, so empty, with no paintings, no frescoes, no statues, no weeping Madonnas and dying Christs.<br><br>That was the first time I realised that Protestant, Lutheran churches are different from Catholic churches. Now, over time, I visited many churches, and I wondered but how comes this difference? How comes that certain churches in northern countries have all this opulence, squiggles, left and right and all the figures climbing etc., the stained glass, nice, but then you go inside there's not even a picture hanging, they almost look like iconoclastic places. And on the other hand the Catholic churches often outside, I think the Romanesque churches, I don't really understand much about architecture but I am aware of the Romanesque churches that are very square, very let's say essential from the outside, then you go inside BANG! and a world just opens up to you, full of twenty thousand Madonnas, dying Christs, and then the frescoes, especially the frescoes, you look up and you are overwhelmed by these angels, the cherubs, all the things, then everything so plastic, so cinematic .<br><br>And I don't know why this thing here, why this showing opulence instead is lived badly in the northern countries, I mean a little bit I know it from the philosophical point of view however it is something that every time then I understand in a church so I... I know I go in I don't find anything inside , alright I find the divine spirit what is it, however I don't find paintings, statues or Madonnas.]]>
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        <![CDATA[Ci avete mai fatto caso? Le chiese cattoliche all'esterno a volte sono molto semplici ed essenziali, ma all'interno trasudano di cristi morenti, madonne dolorant, statue, affreschi ori eccetera, mentre le chiese protestanti fuori sono spesso piene di ghirigori e sculture e torrette ma dentro sono vuote, nemmeno un singolo quadro, modello iconoclasta. Avrà a che fare con le diverse filosifie di vita? Mi ricorda quella divertentissima Bustina di Minerva di Umberto Eco dove paragonava IBM e MAC alle due religioni.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG Translation below</i>]<br>Mi ricordo ancora che la prima volta che mi è successo, successo a Monaco di Baviera, che è stata la prima città tedesca che ho visitato. Allora, io stavo a Monaco da un bel po' di tempo, ci ho trascorso circa un anno, un anno e mezzo, ero molto giovane, ero iscritta al primo anno dell'università, e fino a quel momento avevo visto molte chiese nella mia vita, però non avevo mai visto una chiesa protestante e ricordo perfettamente come rimasi davanti alla facciata della chiesa bellissima, piena di ghirigori, minareti, cose appiccicate a destra e sinistra e dissi, ah, che bello, andiamo a vedere com'è questa chiesa da dentro. Entrai e lì rimasi senza parole, perché in tutta la mia vita non avevo mai visto una chiesa così spoglia, così vuota, senza quadri, affreschi, senza statue, senza madonne piangenti e cristi morenti.<br><br>Quella fu la prima volta che mi resi conto che le chiese protestanti, luterane, sono diverse dalle chiese cattoliche. Ora, col tempo, ho visitato molte chiese, e mi sono chiesta ma come mai questa differenza? Come mai certe chiese nei paesi del nord hanno tutta questa opulenza, ghirigori, destra e sinistra e tutte le figure che si arrampicano eccetera, i vetri colorati, bello, però poi entri dentro non c'è neanche un quadro appeso, sembrano quasi dei posti da iconoclasti. E invece le chiese cattoliche spesso fuori, penso le chiese romaniche, io non è che ne capisca molto di architettura però ho presente le chiese romaniche che sono molto squadrate, molto diciamo essenziali dal di fuori, poi entri dentro BANG! e ti si spalanca un mondo appunto, pieno di ventimila madonne, di cristi morenti, e poi gli affreschi, soprattutto gli affreschi, tu tiri su lo sguardo e vieni travolto da questi angeli, i putti, tutte le cose, poi tutto così plastico, così cinematografico.<br><br>E io non lo so perché questa cosa qua, perché questo mostrare l'opulenza invece viene vissuto male nei paesi del nord, cioè un po lo so dal punto di vista filosofico però è una cosa che ogni volta che poi capito in una chiesa così mi... io lo so che entro non trovo niente dentro, vabbè trovo lo spirito divino che cos'è, però non trovo né quadri, né statue, né madonne.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I still remember the first time it happened to me, it happened in Munich, which was the first German city I visited. So, I was staying in Munich for quite some time, I spent about a year, a year and a half there, I was very young, I was enrolled in the first year of the university, and until that time I had seen many churches in my life, however, I had never seen a Protestant church, and I remember perfectly how I stood in front of the facade of the beautiful church, full of squiggles, minarets, things stuck on left and right, and I said, ah, that's nice, let's go and see what this church looks like from inside. I went in and there I was speechless, because in all my life I had never seen a church so bare, so empty, with no paintings, no frescoes, no statues, no weeping Madonnas and dying Christs.<br><br>That was the first time I realised that Protestant, Lutheran churches are different from Catholic churches. Now, over time, I visited many churches, and I wondered but how comes this difference? How comes that certain churches in northern countries have all this opulence, squiggles, left and right and all the figures climbing etc., the stained glass, nice, but then you go inside there's not even a picture hanging, they almost look like iconoclastic places. And on the other hand the Catholic churches often outside, I think the Romanesque churches, I don't really understand much about architecture but I am aware of the Romanesque churches that are very square, very let's say essential from the outside, then you go inside BANG! and a world just opens up to you, full of twenty thousand Madonnas, dying Christs, and then the frescoes, especially the frescoes, you look up and you are overwhelmed by these angels, the cherubs, all the things, then everything so plastic, so cinematic .<br><br>And I don't know why this thing here, why this showing opulence instead is lived badly in the northern countries, I mean a little bit I know it from the philosophical point of view however it is something that every time then I understand in a church so I... I know I go in I don't find anything inside , alright I find the divine spirit what is it, however I don't find paintings, statues or Madonnas.]]>
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      <pubDate>Sun, 16 Jul 2023 22:15:34 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ci avete mai fatto caso? Le chiese cattoliche all'esterno a volte sono molto semplici ed essenziali, ma all'interno trasudano di cristi morenti, madonne dolorant, statue, affreschi ori eccetera, mentre le chiese protestanti fuori sono spesso piene di ghirigori e sculture e torrette ma dentro sono vuote, nemmeno un singolo quadro, modello iconoclasta. Avrà a che fare con le diverse filosifie di vita? Mi ricorda quella divertentissima Bustina di Minerva di Umberto Eco dove paragonava IBM e MAC alle due religioni.TRASCRIZIONE [ENG Translation below]Mi ricordo ancora che la prima volta che mi è successo, successo a Monaco di Baviera, che è stata la prima città tedesca che ho visitato. Allora, io stavo a Monaco da un bel po' di tempo, ci ho trascorso circa un anno, un anno e mezzo, ero molto giovane, ero iscritta al primo anno dell'università, e fino a quel momento avevo visto molte chiese nella mia vita, però non avevo mai visto una chiesa protestante e ricordo perfettamente come rimasi davanti alla facciata della chiesa bellissima, piena di ghirigori, minareti, cose appiccicate a destra e sinistra e dissi, ah, che bello, andiamo a vedere com'è questa chiesa da dentro. Entrai e lì rimasi senza parole, perché in tutta la mia vita non avevo mai visto una chiesa così spoglia, così vuota, senza quadri, affreschi, senza statue, senza madonne piangenti e cristi morenti.Quella fu la prima volta che mi resi conto che le chiese protestanti, luterane, sono diverse dalle chiese cattoliche. Ora, col tempo, ho visitato molte chiese, e mi sono chiesta ma come mai questa differenza? Come mai certe chiese nei paesi del nord hanno tutta questa opulenza, ghirigori, destra e sinistra e tutte le figure che si arrampicano eccetera, i vetri colorati, bello, però poi entri dentro non c'è neanche un quadro appeso, sembrano quasi dei posti da iconoclasti. E invece le chiese cattoliche spesso fuori, penso le chiese romaniche, io non è che ne capisca molto di architettura però ho presente le chiese romaniche che sono molto squadrate, molto diciamo essenziali dal di fuori, poi entri dentro BANG! e ti si spalanca un mondo appunto, pieno di ventimila madonne, di cristi morenti, e poi gli affreschi, soprattutto gli affreschi, tu tiri su lo sguardo e vieni travolto da questi angeli, i putti, tutte le cose, poi tutto così plastico, così cinematografico.E io non lo so perché questa cosa qua, perché questo mostrare l'opulenza invece viene vissuto male nei paesi del nord, cioè un po lo so dal punto di vista filosofico però è una cosa che ogni volta che poi capito in una chiesa così mi... io lo so che entro non trovo niente dentro, vabbè trovo lo spirito divino che cos'è, però non trovo né quadri, né statue, né madonne.TRANSLATIONI still remember the first time it happened to me, it happened in Munich, which was the first German city I visited. So, I was staying in Munich for quite some time, I spent about a year, a year and a half there, I was very young, I was enrolled in the first year of the university, and until that time I had seen many churches in my life, however, I had never seen a Protestant church, and I remember perfectly how I stood in front of the facade of the beautiful church, full of squiggles, minarets, things stuck on left and right, and I said, ah, that's nice, let's go and see what this church looks like from inside. I went in and there I was speechless, because in all my life I had never seen a church so bare, so empty, with no paintings, no frescoes, no statues, no weeping Madonnas and dying Christs.That was the first time I realised that Protestant, Lutheran churches are different from Catholic churches. Now, over time, I visited many churches, and I wondered but how comes this difference? How comes that certain churches in northern countries have all this opulence, squiggles, left and right and all the figures climbing etc., the...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 562 I piedi!</title>
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        <![CDATA[Perché la nostra società dedica così poche attenzioni ai piedi? Eppure da loro dipende tutto il nostro equilibrio, e spesso anche il benessere. Propongo una giornata internazionale del piede!<br><br>TRASCRIZIONE [Eng translation below]<br>3' grezzi Ep. 562 I piedi!.mp3<br>I piedi: questa cosa strana che ci portiamo dietro, anzi questa cosa strana che ci porta, a noi, dietro, a cui non prestiamo troppa attenzione. Troppo poca. Anche perché la nostra società, la nostra civiltà, ci ha insegnato che i piedi sono una cosa da non toccare con le mani. Diciamo che nella graduatoria delle cose in ordine di importanza, si inizia con la testa, che è la cosa più importante, la parte più importante del nostro corpo, e poi a scendere mano a mano si perde importanza e quindi i piedi sono il contrario della testa, letteralmente, e se tutta l'importanza che si dà alla testa, alla mente, al cervello, al pensiero, ai piedi, invece non si pensa mai.<br>E si fa male, perché facciamo male a non pensare ai piedi, perché i piedi sono molto importanti e ci accorgiamo dell'importanza dei piedi ogni volta che magari ci capita di aver messo un paio di scarpe nuove per la prima volta o di aver camminato tanto e magari ci viene una vescica nel piede e ci fa star male.<br>La nostra cultura, perlomeno quella da cui vengo io, ha un rapporto un po contraddittorio coi piedi, appunto perché si curano poco anche dal punto di vista filosofico, e poi si vogliono sempre tenere coperti. Io l'ho detto già diverse volte nei 3 minuti grezzi, negli anni che faccio i 3 minuti grezzi, la prima cosa che faccio appena arriva a casa è togliermi le scarpe, le calze e stare a piedi nudi, perché mi piace tantissimo, estate inverno, anche se poi abbiamo le mattonelle a casa, mi piace stare coi piedi scoperti,<br>È un senso di appartenenza alla stanza, alla casa. Se fosse per me andrei sempre scalza. Non lo faccio per ovvi motivi. Poi anche questi ovvi motivi bisognerebbe riconsiderarli, riprenderli in considerazione perché c'è gente che invece cammina tranquillamente senza scarpe per tutto il tempo, senza nessun problema.<br>Però ecco, almeno a casa a me piace avere i piedi scalzi e spesso, soprattutto prima, quando abitavo in famiglia, nella mia famiglia di origine, la cosa non veniva vista bene perché c'era questa idea strana, che non so da dove sia venuta, che se si va scalzi poi ci si raffredda si prende il raffreddore. Non ho capito quale sia il rapporto tra l'andare scalzi, il non avere scarpe e calze, e poi l'ammalarsi, comunque questo è un altro discorso.<br>Sì prendiamoci più cura dei nostri piedi, tocchiamoli con le mani guardiamoli, coccoliamoli, massaggiano lì perché ci farà sentire meglio in tutto il corpo, perché il nostro equilibrio inizia dai nostri piedi.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The feet: this strange thing that we carry around, or rather this strange thing that carries us, behind, that we don't pay too much attention to. Too little. Also because our society, our civilization, has taught us that feet are one thing not to touch with hands. Let's say that in the ranking of things in order of importance, you start with the head, which is the most important thing, the most important part of our body, and then going down gradually you lose importance and the feet are the opposite of the head, literally, and all the importance is given to the head, to the mind, to the brain, to the thought, to the feet, instead you never think .<br>And it's wrong, because it's a mistake not to think about our feet, because our feet are very important, and we realize the importance of our feet every time we put on a new pair of shoes for the first time or we walk a lot and we get a blister in the foot and it hurts.<br>Our culture, at least the one I come from, has a somewhat contradictory relationship with feet, because we care little about them, also philosophically, and then we always want to keep them covered. I've said it several times already in the 3-minute podcast, over the years that I've been doing these 3-minutes, the first thing I do as soon as I get home is to take off my shoes, my socks and be barefoot, because I like it so much, summer and winter, even if we then tiles at home, I like to be barefoot,<br>It is a sense of belonging to the room, to the house. If it were up to me I would always go barefoot. I don't for obvious reasons. Aber also these obvious reasons should be reconsidered, reconsidered because there are people who actually walk quietly without shoes all the time, without any problem.<br>But here, you see, at least at home I like to have bare feet and often, especially before, when I lived in my family, in my family of origin, it was not seen well because there was this strange idea, which I don't know where it came from, that if you go barefoot then you get cold, you get a cold. I did not understand what the relationship is between going barefoot, not having shoes and socks, and then getting sick, anyway, that is another matter.<br>Yes let's take better care of our feet, let's touch them with our hands let's look at them, let's pamper them, let's massage them because it will make us feel better in the whole body, because our balance starts from our feet.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Perché la nostra società dedica così poche attenzioni ai piedi? Eppure da loro dipende tutto il nostro equilibrio, e spesso anche il benessere. Propongo una giornata internazionale del piede!<br><br>TRASCRIZIONE [Eng translation below]<br>3' grezzi Ep. 562 I piedi!.mp3<br>I piedi: questa cosa strana che ci portiamo dietro, anzi questa cosa strana che ci porta, a noi, dietro, a cui non prestiamo troppa attenzione. Troppo poca. Anche perché la nostra società, la nostra civiltà, ci ha insegnato che i piedi sono una cosa da non toccare con le mani. Diciamo che nella graduatoria delle cose in ordine di importanza, si inizia con la testa, che è la cosa più importante, la parte più importante del nostro corpo, e poi a scendere mano a mano si perde importanza e quindi i piedi sono il contrario della testa, letteralmente, e se tutta l'importanza che si dà alla testa, alla mente, al cervello, al pensiero, ai piedi, invece non si pensa mai.<br>E si fa male, perché facciamo male a non pensare ai piedi, perché i piedi sono molto importanti e ci accorgiamo dell'importanza dei piedi ogni volta che magari ci capita di aver messo un paio di scarpe nuove per la prima volta o di aver camminato tanto e magari ci viene una vescica nel piede e ci fa star male.<br>La nostra cultura, perlomeno quella da cui vengo io, ha un rapporto un po contraddittorio coi piedi, appunto perché si curano poco anche dal punto di vista filosofico, e poi si vogliono sempre tenere coperti. Io l'ho detto già diverse volte nei 3 minuti grezzi, negli anni che faccio i 3 minuti grezzi, la prima cosa che faccio appena arriva a casa è togliermi le scarpe, le calze e stare a piedi nudi, perché mi piace tantissimo, estate inverno, anche se poi abbiamo le mattonelle a casa, mi piace stare coi piedi scoperti,<br>È un senso di appartenenza alla stanza, alla casa. Se fosse per me andrei sempre scalza. Non lo faccio per ovvi motivi. Poi anche questi ovvi motivi bisognerebbe riconsiderarli, riprenderli in considerazione perché c'è gente che invece cammina tranquillamente senza scarpe per tutto il tempo, senza nessun problema.<br>Però ecco, almeno a casa a me piace avere i piedi scalzi e spesso, soprattutto prima, quando abitavo in famiglia, nella mia famiglia di origine, la cosa non veniva vista bene perché c'era questa idea strana, che non so da dove sia venuta, che se si va scalzi poi ci si raffredda si prende il raffreddore. Non ho capito quale sia il rapporto tra l'andare scalzi, il non avere scarpe e calze, e poi l'ammalarsi, comunque questo è un altro discorso.<br>Sì prendiamoci più cura dei nostri piedi, tocchiamoli con le mani guardiamoli, coccoliamoli, massaggiano lì perché ci farà sentire meglio in tutto il corpo, perché il nostro equilibrio inizia dai nostri piedi.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The feet: this strange thing that we carry around, or rather this strange thing that carries us, behind, that we don't pay too much attention to. Too little. Also because our society, our civilization, has taught us that feet are one thing not to touch with hands. Let's say that in the ranking of things in order of importance, you start with the head, which is the most important thing, the most important part of our body, and then going down gradually you lose importance and the feet are the opposite of the head, literally, and all the importance is given to the head, to the mind, to the brain, to the thought, to the feet, instead you never think .<br>And it's wrong, because it's a mistake not to think about our feet, because our feet are very important, and we realize the importance of our feet every time we put on a new pair of shoes for the first time or we walk a lot and we get a blister in the foot and it hurts.<br>Our culture, at least the one I come from, has a somewhat contradictory relationship with feet, because we care little about them, also philosophically, and then we always want to keep them covered. I've said it several times already in the 3-minute podcast, over the years that I've been doing these 3-minutes, the first thing I do as soon as I get home is to take off my shoes, my socks and be barefoot, because I like it so much, summer and winter, even if we then tiles at home, I like to be barefoot,<br>It is a sense of belonging to the room, to the house. If it were up to me I would always go barefoot. I don't for obvious reasons. Aber also these obvious reasons should be reconsidered, reconsidered because there are people who actually walk quietly without shoes all the time, without any problem.<br>But here, you see, at least at home I like to have bare feet and often, especially before, when I lived in my family, in my family of origin, it was not seen well because there was this strange idea, which I don't know where it came from, that if you go barefoot then you get cold, you get a cold. I did not understand what the relationship is between going barefoot, not having shoes and socks, and then getting sick, anyway, that is another matter.<br>Yes let's take better care of our feet, let's touch them with our hands let's look at them, let's pamper them, let's massage them because it will make us feel better in the whole body, because our balance starts from our feet.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 15 Jul 2023 22:51:58 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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        <![CDATA[Mentre parlo del più e del meno mi viene in mente un'idea geniale! Ascoltare per credere!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Ep. 561 Alla fine una genialata in diretta.mp3<br>L'ho detto diverse volte che la tecnologia ha cambiato fondamentalmente il modo in cui noi viaggiamo. Ricordo gli arrivi nelle città che non conoscevo, soprattutto se capitava di arrivare di notte, quindi era molto difficile usare i trasporti pubblici e si doveva prendere un taxi per arrivare all'albergo, alla casa degli amici o comunque dove si doveva poi dormire. E ricordo anche il senso di angoscia che si aveva, perché, soprattutto quando si viaggiava in un paese straniero, non si sapeva mai bene quanto sarebbe costato la corsa col taxi.<br>Ora le cose sono completamente diverse, perché quando si arriva in una città che non si conosce, e io sono arrivata a Lipsia, una città che non conoscevo, anche se sono arrivata molto tardi, la notte dopo mezzanotte, con la app, la cartina sul cellulare, vedevo esattamente la strada che doveva percorrere il tassista e sapevo esattamente dove doveva girare e sapevo quanto sarebbe durato il viaggio.<br>Stamattina la mia amica che mi ospita, aveva da fare, naturalmente dovevo andare a lavoro, però mi ha detto, puoi fare questi questi giri perché le ho detto che mi piace camminare. E allora cosa ha fatto? Mi ha creato una mappa con Google Maps segnalandomi una strada bella da fare per arrivare dove volevo andare, in centro, e io quindi ho usato questa mappa di Google Map con tutte le sue indicazioni, col percorso indicato centimetro per centimetro, con tutti i posti che poi ha messo, "Ah! qua puoi guardare questo, poi puoi guardare quest'altro".<br>Questo cambia completamente il modo che noi abbiamo di viaggiare e di conoscere le città. Pensate un po' alla possibilità di mandare una mappa su Google Maps a un amico o un'amica che sta lontano e che magari visita una città che noi conosciamo, anziché dire ah guarda, vai in questo negozio che e' molto bello, in questo ristorante, pensate che bel regalo, ecco, vi sto dando anche un'idea per un regalo da fare a qualcuno a cui volete bene, creare una mappa Con Google Maps, si possono personalizzare, si può proprio indicare il percorso da fare e potete anche metterci probabilmente dei file audio dove raccontate il vostro punto di vista o i vostri ricordi e accompagnate così la persona di questa passeggiata anche senza di voi, eh? Poi ditemi che non vi voglio bene, che non vi penso.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I have said it several times that technology has fundamentally changed the way we travel. I remember arrivals in cities I didn't know, especially if you happened to arrive at night, so it was very difficult to use public transportation and you had to take a cab to get to your hotel, your friend's house, or wherever you then had to sleep. And I also remember the sense of anxiety because, especially when traveling in a foreign country, you never really knew how much the cab ride would cost.<br>Now things are completely different, because when you arrive in a city that you don't know, and I arrived in Leipzig, a city that I didn't know, even though I arrived very late, the night after midnight, with the app, the map on my phone, I could see exactly the route that the taxi driver had to take and I knew exactly where he had to turn and I knew how long the trip was going to take.<br>This morning my friend who is my host, she was busy, of course I had to go to work, however she said, you can do these tours because I told her I like to walk. Then what did she do? She created a map for me with Google Maps pointing out a nice road to take to get where I wanted to go, downtown , and I then used this Google Map with all her directions, with the route shown inch by inch, with all the places he then put, "Ah ! here you can look at this, then you can look at this other."<br>This completely changes the way we travel and learn about cities. Think a little bit about the possibility of sending a map on Google Maps to a friend or a friend who is away and maybe visiting a city that we know, instead of saying ah look, go to this store that's very nice , to this restaurant, think what a nice gift, here, I'm also giving you an idea for a gift to give to someone you love, create a map With Google Maps, you can customize it, you can just point out the route to take and you can also put probably audio files in it where you tell your point of view or your memories and so accompany the person of this walk even without you, huh? Then tell me that I don't love you, that I don't think of you.]]>
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        <![CDATA[Mentre parlo del più e del meno mi viene in mente un'idea geniale! Ascoltare per credere!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Ep. 561 Alla fine una genialata in diretta.mp3<br>L'ho detto diverse volte che la tecnologia ha cambiato fondamentalmente il modo in cui noi viaggiamo. Ricordo gli arrivi nelle città che non conoscevo, soprattutto se capitava di arrivare di notte, quindi era molto difficile usare i trasporti pubblici e si doveva prendere un taxi per arrivare all'albergo, alla casa degli amici o comunque dove si doveva poi dormire. E ricordo anche il senso di angoscia che si aveva, perché, soprattutto quando si viaggiava in un paese straniero, non si sapeva mai bene quanto sarebbe costato la corsa col taxi.<br>Ora le cose sono completamente diverse, perché quando si arriva in una città che non si conosce, e io sono arrivata a Lipsia, una città che non conoscevo, anche se sono arrivata molto tardi, la notte dopo mezzanotte, con la app, la cartina sul cellulare, vedevo esattamente la strada che doveva percorrere il tassista e sapevo esattamente dove doveva girare e sapevo quanto sarebbe durato il viaggio.<br>Stamattina la mia amica che mi ospita, aveva da fare, naturalmente dovevo andare a lavoro, però mi ha detto, puoi fare questi questi giri perché le ho detto che mi piace camminare. E allora cosa ha fatto? Mi ha creato una mappa con Google Maps segnalandomi una strada bella da fare per arrivare dove volevo andare, in centro, e io quindi ho usato questa mappa di Google Map con tutte le sue indicazioni, col percorso indicato centimetro per centimetro, con tutti i posti che poi ha messo, "Ah! qua puoi guardare questo, poi puoi guardare quest'altro".<br>Questo cambia completamente il modo che noi abbiamo di viaggiare e di conoscere le città. Pensate un po' alla possibilità di mandare una mappa su Google Maps a un amico o un'amica che sta lontano e che magari visita una città che noi conosciamo, anziché dire ah guarda, vai in questo negozio che e' molto bello, in questo ristorante, pensate che bel regalo, ecco, vi sto dando anche un'idea per un regalo da fare a qualcuno a cui volete bene, creare una mappa Con Google Maps, si possono personalizzare, si può proprio indicare il percorso da fare e potete anche metterci probabilmente dei file audio dove raccontate il vostro punto di vista o i vostri ricordi e accompagnate così la persona di questa passeggiata anche senza di voi, eh? Poi ditemi che non vi voglio bene, che non vi penso.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I have said it several times that technology has fundamentally changed the way we travel. I remember arrivals in cities I didn't know, especially if you happened to arrive at night, so it was very difficult to use public transportation and you had to take a cab to get to your hotel, your friend's house, or wherever you then had to sleep. And I also remember the sense of anxiety because, especially when traveling in a foreign country, you never really knew how much the cab ride would cost.<br>Now things are completely different, because when you arrive in a city that you don't know, and I arrived in Leipzig, a city that I didn't know, even though I arrived very late, the night after midnight, with the app, the map on my phone, I could see exactly the route that the taxi driver had to take and I knew exactly where he had to turn and I knew how long the trip was going to take.<br>This morning my friend who is my host, she was busy, of course I had to go to work, however she said, you can do these tours because I told her I like to walk. Then what did she do? She created a map for me with Google Maps pointing out a nice road to take to get where I wanted to go, downtown , and I then used this Google Map with all her directions, with the route shown inch by inch, with all the places he then put, "Ah ! here you can look at this, then you can look at this other."<br>This completely changes the way we travel and learn about cities. Think a little bit about the possibility of sending a map on Google Maps to a friend or a friend who is away and maybe visiting a city that we know, instead of saying ah look, go to this store that's very nice , to this restaurant, think what a nice gift, here, I'm also giving you an idea for a gift to give to someone you love, create a map With Google Maps, you can customize it, you can just point out the route to take and you can also put probably audio files in it where you tell your point of view or your memories and so accompany the person of this walk even without you, huh? Then tell me that I don't love you, that I don't think of you.]]>
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      <pubDate>Sat, 15 Jul 2023 00:15:14 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Mentre parlo del più e del meno mi viene in mente un'idea geniale! Ascoltare per credere!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ep. 561 Alla fine una genialata in diretta.mp3L'ho detto diverse volte che la tecnologia ha cambiato fondamentalmente il modo in c</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 560 Teniamoci i contanti</title>
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        <![CDATA[Una società senza contanti sembra una buona idea, giusto? Non proprio.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Se io adesso vi dico di prendere il vostro portafogli, portamonete, borsellino, come volete chiamarlo, e di dirmi quanti soldi in contanti avete, se lo faccio col mio probabilmente ho 5€, 15 al massimo, ma proprio volendo esagerare, il più delle volte non ho assolutamente nemmeno 1€ dentro il mio portafogli.<br><br>Perché? Perché ormai mi sono così tanto abituata alla comodità di pagare con la carta di credito, che mi sembra una cosa molto più... appunto, molto più comoda e mi ha permesso di ridurre le dimensioni del mio portafogli, ora ne ho uno veramente minuscolo, poco più grande della mia carta di credito e dentro c'ho la carta di credito, la patente, la tessera sanitaria e basta, e sta dentro la tasca dei miei pantaloni o dentro la tasca della giacca.<br><br>Quindi andare verso una società senza più soldi, in carta o in moneta, sembrerebbe una cosa auspicabile.<br><br>Questo è quello che io pensavo.<br><br>Però qualche tempo fa ho letto un articolo che mi ha fatto riflettere e mi ha fatto addirittura cambiare idea.<br><br>Ora vi dico perché. Immaginate la situazione di una persona che vive in una situazione dove viene controllata da un partner possessivo, violento, insomma una persona, diciamo una donna, che sta in una brutta situazione.<br><br>Ecco, spesso capita che le donne in queste situazioni siano costrette a nascondere dei soldi dal proprio partner e lo fanno coi soldi in contanti. Quindi eliminare completamente i soldi in contanti dalla società metterebbe a rischio queste persone. Ci sono poi delle altre categorie di persone che avrebbero grosse difficoltà se non ci fossero più le monete e le banconote. Pensate alle persone che non hanno un conto in banca o un conto alle poste o che ancora preferiscono usare le monete perché sono persone di una certa età e sono abituate a un certo tipo di contrattazione. Ci sono delle persone che hanno la necessità, anche quando hanno la cartina, di andare a prendere i soldi dal bancomat perché gli dà la possibilità di uscire di casa e di incontrare delle persone di salutarle, e questo non accadrebbe se ad esempio usassero la carta di credito per acquistare le cose online e magari farsele portare direttamente a casa.<br><br>Quindi, così come tutte le cose tecnologiche che sembrano sempre belle, sembra sempre che risolvano tutti i problemi, bisogna sempre un po' andarci coi piedi di piombo. E poi non dimentichiamoci che basta che ci sia un black out, basta che non ci sia elettricità e allora le carte di credito dove ce le mettiamo in tasca? Non ne facciamo più niente, perché quando arriverà il momento del black out totale allora ci vorranno i soldi in contanti, biglietti e monete.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Ep. 560 Teniamoci i contanti.mp3<br>If I now tell you to take your wallet, coin purse, small bag, whatever you want to call it, and tell me how much cash money you have, if I do it with mine I probably have 5€, 15 at the most, but just wanting to exaggerate, most of the time I have absolutely not even 1€ inside my wallet. Why?<br>Because by now I've gotten so used to the convenience of paying with a credit card, which seems to me a much more... yes, much more convenient and it has allowed me to reduce the size of my wallet, now I have a really tiny one, a little bit bigger than my credit card and inside I have my credit card, driver's license, health card and that's it, and it fits inside my pants pocket or inside my jacket pocket.<br>So moving toward a society with no more money, whether in paper or coins, would seem to be a desirable thing. This is what I thought. However, some time ago I read an article that made me think and even changed my mind. Now I'll tell you why.<br>Imagine the situation of a person living in a situation where they are being controlled by a possessive, abusive partner, in short, a person, let's say a woman, who is in a bad situation. Here, it often happens that women in these situations are forced to hide money from their partners and do so with cash money.<br>So completely eliminating cash from society would put these people at risk.<br>Then there are other categories of people who would have great difficulty if there were no more coins and bills. Think of people who do not have bank accounts or post office accounts or who still prefer to use coins because they are people of a certain age and are used to a certain kind of bargaining.<br>There are some people who have the need, even when they have the credit card, to go and get money from the ATM because it gives them a chance to get out of the house and meet people to say hello to them, and this would not happen if, for example, they used the credit card to buy things online and maybe have it brought directly to their home.<br>So, just like all technological things that always look good, always seem to solve all problems, you always have to tread a little lightly.<br>And then let's not forget that all it takes is a power outage, all it takes is no electricity, and then where do we put our credit cards in our pockets? We wouldn't have any use for it, because when the time comes for total blackout then we'll need cash, bills and coins.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Una società senza contanti sembra una buona idea, giusto? Non proprio.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Se io adesso vi dico di prendere il vostro portafogli, portamonete, borsellino, come volete chiamarlo, e di dirmi quanti soldi in contanti avete, se lo faccio col mio probabilmente ho 5€, 15 al massimo, ma proprio volendo esagerare, il più delle volte non ho assolutamente nemmeno 1€ dentro il mio portafogli.<br><br>Perché? Perché ormai mi sono così tanto abituata alla comodità di pagare con la carta di credito, che mi sembra una cosa molto più... appunto, molto più comoda e mi ha permesso di ridurre le dimensioni del mio portafogli, ora ne ho uno veramente minuscolo, poco più grande della mia carta di credito e dentro c'ho la carta di credito, la patente, la tessera sanitaria e basta, e sta dentro la tasca dei miei pantaloni o dentro la tasca della giacca.<br><br>Quindi andare verso una società senza più soldi, in carta o in moneta, sembrerebbe una cosa auspicabile.<br><br>Questo è quello che io pensavo.<br><br>Però qualche tempo fa ho letto un articolo che mi ha fatto riflettere e mi ha fatto addirittura cambiare idea.<br><br>Ora vi dico perché. Immaginate la situazione di una persona che vive in una situazione dove viene controllata da un partner possessivo, violento, insomma una persona, diciamo una donna, che sta in una brutta situazione.<br><br>Ecco, spesso capita che le donne in queste situazioni siano costrette a nascondere dei soldi dal proprio partner e lo fanno coi soldi in contanti. Quindi eliminare completamente i soldi in contanti dalla società metterebbe a rischio queste persone. Ci sono poi delle altre categorie di persone che avrebbero grosse difficoltà se non ci fossero più le monete e le banconote. Pensate alle persone che non hanno un conto in banca o un conto alle poste o che ancora preferiscono usare le monete perché sono persone di una certa età e sono abituate a un certo tipo di contrattazione. Ci sono delle persone che hanno la necessità, anche quando hanno la cartina, di andare a prendere i soldi dal bancomat perché gli dà la possibilità di uscire di casa e di incontrare delle persone di salutarle, e questo non accadrebbe se ad esempio usassero la carta di credito per acquistare le cose online e magari farsele portare direttamente a casa.<br><br>Quindi, così come tutte le cose tecnologiche che sembrano sempre belle, sembra sempre che risolvano tutti i problemi, bisogna sempre un po' andarci coi piedi di piombo. E poi non dimentichiamoci che basta che ci sia un black out, basta che non ci sia elettricità e allora le carte di credito dove ce le mettiamo in tasca? Non ne facciamo più niente, perché quando arriverà il momento del black out totale allora ci vorranno i soldi in contanti, biglietti e monete.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Ep. 560 Teniamoci i contanti.mp3<br>If I now tell you to take your wallet, coin purse, small bag, whatever you want to call it, and tell me how much cash money you have, if I do it with mine I probably have 5€, 15 at the most, but just wanting to exaggerate, most of the time I have absolutely not even 1€ inside my wallet. Why?<br>Because by now I've gotten so used to the convenience of paying with a credit card, which seems to me a much more... yes, much more convenient and it has allowed me to reduce the size of my wallet, now I have a really tiny one, a little bit bigger than my credit card and inside I have my credit card, driver's license, health card and that's it, and it fits inside my pants pocket or inside my jacket pocket.<br>So moving toward a society with no more money, whether in paper or coins, would seem to be a desirable thing. This is what I thought. However, some time ago I read an article that made me think and even changed my mind. Now I'll tell you why.<br>Imagine the situation of a person living in a situation where they are being controlled by a possessive, abusive partner, in short, a person, let's say a woman, who is in a bad situation. Here, it often happens that women in these situations are forced to hide money from their partners and do so with cash money.<br>So completely eliminating cash from society would put these people at risk.<br>Then there are other categories of people who would have great difficulty if there were no more coins and bills. Think of people who do not have bank accounts or post office accounts or who still prefer to use coins because they are people of a certain age and are used to a certain kind of bargaining.<br>There are some people who have the need, even when they have the credit card, to go and get money from the ATM because it gives them a chance to get out of the house and meet people to say hello to them, and this would not happen if, for example, they used the credit card to buy things online and maybe have it brought directly to their home.<br>So, just like all technological things that always look good, always seem to solve all problems, you always have to tread a little lightly.<br>And then let's not forget that all it takes is a power outage, all it takes is no electricity, and then where do we put our credit cards in our pockets? We wouldn't have any use for it, because when the time comes for total blackout then we'll need cash, bills and coins.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 14 Jul 2023 08:06:28 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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        <![CDATA[<br>Pensate a quanto sono cambiati i computer, gli orologi e i telefoni cellulari negli ultimi 20 anni. L'unico oggetto tecnologico che è rimasto uguale a 20 anni fa è la stampante. <br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Se pensate ai progressi che hanno fatto i computer, non dico negli ultimi vent'anni, ma anche negli ultimi dieci, cinque anni, non c'è assolutamente paragone. Pensate quello che c'è adesso dentro il vostro telefono cellulare rispetto a cinque, dieci anni fa. Ecco, questi grandi progressi tecnologici sono invece del tutto assenti quando parliamo di stampanti.<br>Infatti la stampante che usate oggi probabilmente ce l'avete da diversi anni, ha le stesse funzioni che aveva quella che usavate dieci, quindici, venti anni fa. Non solo, ma mentre i computer e i cellulari sono diventati sempre più sottili, sempre più adatti a essere tenuti in mano e a essere messi in posti piccoli, a caricarsi velocemente, le stampanti no. Le stampanti sono ancora degli oggetti grandi, ingombranti e soprattutto degli oggetti che funzionano male e non si adattano alla nostra vita.<br>Pensate a quante volte vi è capitato che dovete stampare qualcosa in bianco e nero e la stampante dice 'mi è finito il magenta' e voi dite vabbè, che me frega, io devo stampare in bianco e nero, stampamelo lo stesso no? Finché non comprate il magenta, che costa 25€, la stampante non vi fa fare quella stampa di un foglio in bianco e nero.<br>Anche io mi trovavo nella stessa situazione, come voi tutti, anch'io maledivo ogni volta che mi serviva una stampa veloce, dovevo andare a farmela in cartoleria perché altrimenti sarei dovuta andare a cercarmi la cartuccia di magenta o del colore di turno che mancava e non mi faceva stampare niente. Questo fino a quando non ho cambiato completamente rotta.<br>Adesso ho una piccolissima stampante inkjet che funziona benissimo, costa pochissimo, anche la stampante l'ho pagata poco, ma soprattutto costa poco poi la ricarica. C'è questo toner molto grande che dura secoli e poi c'è questo servizio, me lo mandano direttamente a casa, non devono nemmeno preoccuparmi e poi pago le stampe che ho fatto. È in bianco e nero, ma chi se ne frega, tanto quando mi serve a qualcosa di colori è perché mi serve fatto con una stampa professionale, a quel punto pago quei centesimi che mi chiede la cartoleria e me lo faccio fare bene sul cartoncino, sulla carta bella in cartoleria, altrimenti a casa mi servono di solito stampe in bianco e nero, chi se ne frega. E questa è velocissima, funziona benissimo, insomma, sono rinata.<br>In attesa della micro stampante. Io sono super felice con la mia stampante inkjet, costa poco e soprattutto non mi dice mai che le manca il magenta.<br><br>TRANSLATION<br>If you think about the progress that computers have made, not just in the last twenty years, but even in the last ten, five years, there is absolutely no comparison.<br>Think about what is inside your mobile phone now compared to five years ago. Well, these great technological advances are completely absent when we talk about printers.<br>In fact, the printer you use today is probably several years old and has the same functions as the one you used ten, fifteen, twenty years ago.<br>Not only that, but while computers and cell phones have become thinner, more suitable for being held and placed in small spaces, and charge quickly, printers haven't.<br>Printers are still large, bulky objects and, above all, objects that work poorly and do not adapt to our lives.<br>Think about how many times you've had to print something in black and white and the printer says, 'I'm out of magenta,' and you say, well, who cares, I need to print in black and white, just print it anyway, right?<br>Until you buy the magenta, which costs €25, the printer won't let you print that black and white sheet.<br>I found myself in the same situation, just like all of you, I cursed that every time I needed a quick print, I had to go to the stationery store because otherwise, I would have to go look for the magenta or the missing color that wouldn't let me print anything.<br>Now I have a tiny inkjet printer that works great, it's very cheap, it's also very cheap to refill the printer.<br>There is this very large toner that lasts forever and then there is this service, they send it to me directly to my house, I don't even have to worry, and then I pay for the prints I've made. It's black and white, but who cares, whenever I need colors, it's because I need it professionally printed, at that point, I pay those cents that the stationery store asks for and I have it done nicely on cardstock, on nice paper at the stationery store, otherwise at home I usually need black and white prints, who cares. And this printer is very fast, it works great, in short, I've been reborn.<br>Waiting for the micro printer.<br>I am super happy with my inkjet printer, it's inexpensive, and above all, it never tells me that it's out of magenta.]]>
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        <![CDATA[<br>Pensate a quanto sono cambiati i computer, gli orologi e i telefoni cellulari negli ultimi 20 anni. L'unico oggetto tecnologico che è rimasto uguale a 20 anni fa è la stampante. <br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Se pensate ai progressi che hanno fatto i computer, non dico negli ultimi vent'anni, ma anche negli ultimi dieci, cinque anni, non c'è assolutamente paragone. Pensate quello che c'è adesso dentro il vostro telefono cellulare rispetto a cinque, dieci anni fa. Ecco, questi grandi progressi tecnologici sono invece del tutto assenti quando parliamo di stampanti.<br>Infatti la stampante che usate oggi probabilmente ce l'avete da diversi anni, ha le stesse funzioni che aveva quella che usavate dieci, quindici, venti anni fa. Non solo, ma mentre i computer e i cellulari sono diventati sempre più sottili, sempre più adatti a essere tenuti in mano e a essere messi in posti piccoli, a caricarsi velocemente, le stampanti no. Le stampanti sono ancora degli oggetti grandi, ingombranti e soprattutto degli oggetti che funzionano male e non si adattano alla nostra vita.<br>Pensate a quante volte vi è capitato che dovete stampare qualcosa in bianco e nero e la stampante dice 'mi è finito il magenta' e voi dite vabbè, che me frega, io devo stampare in bianco e nero, stampamelo lo stesso no? Finché non comprate il magenta, che costa 25€, la stampante non vi fa fare quella stampa di un foglio in bianco e nero.<br>Anche io mi trovavo nella stessa situazione, come voi tutti, anch'io maledivo ogni volta che mi serviva una stampa veloce, dovevo andare a farmela in cartoleria perché altrimenti sarei dovuta andare a cercarmi la cartuccia di magenta o del colore di turno che mancava e non mi faceva stampare niente. Questo fino a quando non ho cambiato completamente rotta.<br>Adesso ho una piccolissima stampante inkjet che funziona benissimo, costa pochissimo, anche la stampante l'ho pagata poco, ma soprattutto costa poco poi la ricarica. C'è questo toner molto grande che dura secoli e poi c'è questo servizio, me lo mandano direttamente a casa, non devono nemmeno preoccuparmi e poi pago le stampe che ho fatto. È in bianco e nero, ma chi se ne frega, tanto quando mi serve a qualcosa di colori è perché mi serve fatto con una stampa professionale, a quel punto pago quei centesimi che mi chiede la cartoleria e me lo faccio fare bene sul cartoncino, sulla carta bella in cartoleria, altrimenti a casa mi servono di solito stampe in bianco e nero, chi se ne frega. E questa è velocissima, funziona benissimo, insomma, sono rinata.<br>In attesa della micro stampante. Io sono super felice con la mia stampante inkjet, costa poco e soprattutto non mi dice mai che le manca il magenta.<br><br>TRANSLATION<br>If you think about the progress that computers have made, not just in the last twenty years, but even in the last ten, five years, there is absolutely no comparison.<br>Think about what is inside your mobile phone now compared to five years ago. Well, these great technological advances are completely absent when we talk about printers.<br>In fact, the printer you use today is probably several years old and has the same functions as the one you used ten, fifteen, twenty years ago.<br>Not only that, but while computers and cell phones have become thinner, more suitable for being held and placed in small spaces, and charge quickly, printers haven't.<br>Printers are still large, bulky objects and, above all, objects that work poorly and do not adapt to our lives.<br>Think about how many times you've had to print something in black and white and the printer says, 'I'm out of magenta,' and you say, well, who cares, I need to print in black and white, just print it anyway, right?<br>Until you buy the magenta, which costs €25, the printer won't let you print that black and white sheet.<br>I found myself in the same situation, just like all of you, I cursed that every time I needed a quick print, I had to go to the stationery store because otherwise, I would have to go look for the magenta or the missing color that wouldn't let me print anything.<br>Now I have a tiny inkjet printer that works great, it's very cheap, it's also very cheap to refill the printer.<br>There is this very large toner that lasts forever and then there is this service, they send it to me directly to my house, I don't even have to worry, and then I pay for the prints I've made. It's black and white, but who cares, whenever I need colors, it's because I need it professionally printed, at that point, I pay those cents that the stationery store asks for and I have it done nicely on cardstock, on nice paper at the stationery store, otherwise at home I usually need black and white prints, who cares. And this printer is very fast, it works great, in short, I've been reborn.<br>Waiting for the micro printer.<br>I am super happy with my inkjet printer, it's inexpensive, and above all, it never tells me that it's out of magenta.]]>
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      <pubDate>Thu, 13 Jul 2023 06:43:11 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 558 Giuro, non facevo avances!</title>
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        <![CDATA[Da persona a cui piace chiacchierare con tutti e tutte a volte non mi rendo conto immediatamente che le mie pomande potrebbero venir fraintese. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br>Oddio! Oggi credo di aver inavvertitamente fatto delle avances a una persona. Vi racconto cosa è successo. Sono andata nell'ufficio dove si va quando la patente scade e ti fanno tutte le pratiche, compresa la visita medica.<br><br>Allora, sono entrata in questo posto molto piccolo, un mini ufficio con una scrivania. Dietro la scrivania c'era un ragazzo abbastanza giovane che era seduto.<br><br>Essendo io in piedi dietro il banco, lo vedevo un po' dall'alto in basso e notavo che le sue braccia e il torso erano incredibilmente muscolosi, al punto che i muscoli spingevano la maglia.<br>Non era vestito in modo particolarmente elegante, indossava una maglietta un po' sfrangiata. Sembrava una persona tranquilla.<br><br>Ora, chi mi conosce sa che sono curiosa e mi piace parlare, specialmente con gli sconosciuti. A volte sono anche un po' impertinente e faccio domande che forse dovrei evitare.<br><br>Quindi, senza pensarci, mentre lui compilava i documenti per la visita medica che avrei fatto nel pomeriggio per il rinnovo della patente, ho chiesto: "Ma quante volte alla settimana fai allenamento?"<br><br>E così abbiamo iniziato a chiacchierare.<br>Ripeto, questo ragazzo era molto, molto, molto muscoloso.<br>Una volta che ho fatto la domanda e ci hanno fatto la foto (mi hanno fatto anche la fotografia), sono andata via. Mentre tornavo a casa, ho ripensato a quell'interazione.<br>Siccome il ragazzo era notevolmente più giovane di me, ho pensato: "Oddio, ma non avrà pensato che stavo facendo dei complimenti sui suoi muscoli perché volevo fare delle avances?"<br><br>Ma in realtà, niente affatto, non mi interessa minimamente. Spero che non abbia avuto quel tipo di pensieri. Vedrò come si comporta questo pomeriggio durante la visita medica. Anche se dubito fortemente che sia una persona che ascolta le mie scialbe monologhi di tre minuti.<br><br>In ogni caso, non avevo assolutamente intenzione di fare alcun tipo di avance. Per carità, con il caldo che fa, fare avances non è proprio nei miei pensieri.<br><br>Dovrò fare un po' più di... ora che comincio ad avere una certa età, dovrò fare un po più di attenzione alle cose che dico ai ragazzi più giovani, che potrebbero essere mio figlio, tra l'altro. Quindi niente avances, niente avances, solo le pratiche per la patente.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Oh no! Today, I think I accidentally made advances towards someone.Let me tell you what happened. I went to the office where you go when your driver's license expires, and they handle all the paperwork for you, including the medical examination.<br><br>So, I entered this very small place, a tiny office where there was a kind of desk, and behind the desk, there was a fairly young guy sitting there.He was sitting lower than me because I was standing behind the counter, so I saw him from a slightly higher angle, and I noticed that his arms and torso were incredibly muscular.<br><br>But you know, the kind of muscular where the biceps stretch the shirt, an exaggerated kind. He wasn't dressed particularly fancy, just a slightly frayed t-shirt. So, he seemed like a pretty laid-back person, and well... those who know me know that I'm a nosy person and I like to talk, especially to strangers, and sometimes I can be a bit impertinent and ask questions that I probably should keep to myself.<br><br>So, without thinking, while he was filling out the documents for the medical examination that I'll have this afternoon for the license renewal, I asked him, "How often do you work out during the week?" And we started chatting. Again, I want to emphasize that this guy was very, very, very muscular.<br><br>Now, once I asked the question and had my picture taken, they also took my photo, and then I left. While I was heading home, I thought about the exchange that took place. Since this guy was considerably younger than me, I thought, "Oh no, did he think I was complimenting his muscles because I was interested in him?" That's not even remotely true, and I really don't care. <br><br>I hope not, I don't know, I'll see how he behaves this afternoon when I go for the medical examination. But if the guy were listening, I doubt it, strongly doubt it, strongly doubt it he is someone who listens to my rough three-minute monologues, in any case, my intention was not to make any kind of advances. Oh dear... with the heat these days, and then making advances, it's not even a thought that crosses my mind.<br><br>So, no advances, no advances, just the paperwork for the driver's license.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Da persona a cui piace chiacchierare con tutti e tutte a volte non mi rendo conto immediatamente che le mie pomande potrebbero venir fraintese. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br>Oddio! Oggi credo di aver inavvertitamente fatto delle avances a una persona. Vi racconto cosa è successo. Sono andata nell'ufficio dove si va quando la patente scade e ti fanno tutte le pratiche, compresa la visita medica.<br><br>Allora, sono entrata in questo posto molto piccolo, un mini ufficio con una scrivania. Dietro la scrivania c'era un ragazzo abbastanza giovane che era seduto.<br><br>Essendo io in piedi dietro il banco, lo vedevo un po' dall'alto in basso e notavo che le sue braccia e il torso erano incredibilmente muscolosi, al punto che i muscoli spingevano la maglia.<br>Non era vestito in modo particolarmente elegante, indossava una maglietta un po' sfrangiata. Sembrava una persona tranquilla.<br><br>Ora, chi mi conosce sa che sono curiosa e mi piace parlare, specialmente con gli sconosciuti. A volte sono anche un po' impertinente e faccio domande che forse dovrei evitare.<br><br>Quindi, senza pensarci, mentre lui compilava i documenti per la visita medica che avrei fatto nel pomeriggio per il rinnovo della patente, ho chiesto: "Ma quante volte alla settimana fai allenamento?"<br><br>E così abbiamo iniziato a chiacchierare.<br>Ripeto, questo ragazzo era molto, molto, molto muscoloso.<br>Una volta che ho fatto la domanda e ci hanno fatto la foto (mi hanno fatto anche la fotografia), sono andata via. Mentre tornavo a casa, ho ripensato a quell'interazione.<br>Siccome il ragazzo era notevolmente più giovane di me, ho pensato: "Oddio, ma non avrà pensato che stavo facendo dei complimenti sui suoi muscoli perché volevo fare delle avances?"<br><br>Ma in realtà, niente affatto, non mi interessa minimamente. Spero che non abbia avuto quel tipo di pensieri. Vedrò come si comporta questo pomeriggio durante la visita medica. Anche se dubito fortemente che sia una persona che ascolta le mie scialbe monologhi di tre minuti.<br><br>In ogni caso, non avevo assolutamente intenzione di fare alcun tipo di avance. Per carità, con il caldo che fa, fare avances non è proprio nei miei pensieri.<br><br>Dovrò fare un po' più di... ora che comincio ad avere una certa età, dovrò fare un po più di attenzione alle cose che dico ai ragazzi più giovani, che potrebbero essere mio figlio, tra l'altro. Quindi niente avances, niente avances, solo le pratiche per la patente.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Oh no! Today, I think I accidentally made advances towards someone.Let me tell you what happened. I went to the office where you go when your driver's license expires, and they handle all the paperwork for you, including the medical examination.<br><br>So, I entered this very small place, a tiny office where there was a kind of desk, and behind the desk, there was a fairly young guy sitting there.He was sitting lower than me because I was standing behind the counter, so I saw him from a slightly higher angle, and I noticed that his arms and torso were incredibly muscular.<br><br>But you know, the kind of muscular where the biceps stretch the shirt, an exaggerated kind. He wasn't dressed particularly fancy, just a slightly frayed t-shirt. So, he seemed like a pretty laid-back person, and well... those who know me know that I'm a nosy person and I like to talk, especially to strangers, and sometimes I can be a bit impertinent and ask questions that I probably should keep to myself.<br><br>So, without thinking, while he was filling out the documents for the medical examination that I'll have this afternoon for the license renewal, I asked him, "How often do you work out during the week?" And we started chatting. Again, I want to emphasize that this guy was very, very, very muscular.<br><br>Now, once I asked the question and had my picture taken, they also took my photo, and then I left. While I was heading home, I thought about the exchange that took place. Since this guy was considerably younger than me, I thought, "Oh no, did he think I was complimenting his muscles because I was interested in him?" That's not even remotely true, and I really don't care. <br><br>I hope not, I don't know, I'll see how he behaves this afternoon when I go for the medical examination. But if the guy were listening, I doubt it, strongly doubt it, strongly doubt it he is someone who listens to my rough three-minute monologues, in any case, my intention was not to make any kind of advances. Oh dear... with the heat these days, and then making advances, it's not even a thought that crosses my mind.<br><br>So, no advances, no advances, just the paperwork for the driver's license.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 12 Jul 2023 10:13:44 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 557 Baciare gli insetti (ora potete!)</title>
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        <![CDATA[Chissà quante volte sarà capitato anche a voi: volete baciare un insetto ma non sapete bene come fare. Niente paura! Le vostre preghiere sono state accolte, della serie: il gadget che non sapevate di volere! La bocca artificiale bacia-insetti! Sì, lo so cosa state pensando. Intanto vi metto il link per l'acquisto e con le immagini in fondo alla pagina, poi fate voi.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b><i> [Eng translation below]</i><b><br></b><br>Chissà quante volte sarà capitato anche a voi di voler baciare un insetto e però di non farlo per paura di ferire, se non ammazzare, se non ingoiare l'insetto in questione. <br><br>Bene, ora non dovrete avere più paura, perché qualcuno ha inventato una bocca artificiale che vi permetterà di baciare gli insetti.<br><br>Allora, cominciamo. C'è questo ragazzo, un giovane ragazzo che aveva questo desiderio di baciare gli insetti, però si è reso conto che con le nostre labbra carnose da essere umano sarebbe stato un po' complicato. Allora cosa si è inventato? <br><br>Immaginatevi una specie di cucciolotto, di quelli che si mettono in bocca ai bambini, dove dalla parte dell'essere umano c'è appunto il ciucciotto di gomma o di silicone, non lo so, che si mette in bocca, dalla parte esterna c'è una molla, e alla molla c'è attaccato, ci sono attaccate delle minuscole labbra. <br><br>Quindi cosa fate? Vi mettete in bocca questo cicciotto, vi avvicinate all'insetto e poi poggiate delicatamente la mini bocca sopra l'insetto in questione.<br><br>Non sto scherzando, non me lo sono inventata. Questa cosa qua esiste davvero e si chiama Bugkiss e il ragazzo in questione l'ha messo su quelle piattaforme che raccolgono i soldi, chiedendo alla gente di investire in un progetto che ancora non è stato fatto, quindi un kickstarter, e lui inizialmente aveva chiesto 5.000$ e al momento sto guardando il sito, ci sono 1420 persone che hanno aderito alla sua richiesta e dei 5.000$ che erano il suo obiettivo e che lui voleva raggiungere, è arrivato a quota, tenetevi forte 43.350$ americani. <br><br>Adesso il suo prossimo obiettivo penso che sia 50.000$ e vuole fare una piccola lingua che così si può leccare direttamente l'insetto. <br><br>Insomma, è un mondo tutto da scoprire. Si possono fare, si può acquistare, quindi chi vuole può acquistare questa novità, il Bugkiss, c'è il link, vi metto il link nelle note del programma, per la modica somma di 10€ si riceve questa specie di ciucciotto per baciare gli insetti, insieme poi a un libricino che lui ha fatto coi disegni fatti a mano, molto male, ma volutamente fatti male, dei vari insetti che lui ha già baciato, con poi le note che spiega un po' com'è stata l'esperienza di baciare questi questi insetti. <br><br>Quindi quest'estate andate in giro, cercate gli insetti e fate amicizia con un insetto. <br><br><b>TRANSLATION</b><br>Who knows how many times it may have happened to you to want to kiss an insect but not to do it out of fear of hurting, even killing, or swallowing the insect in question.Well, now you don't have to be afraid anymore because someone has invented an artificial mouth that will allow you to kiss insects.<br><br>So, let's begin.There's this boy, a young man who had this desire to kiss insects, but he realized that with our fleshy human lips it would be a bit complicated. So what did he invent? Imagine a kind of pacifier, like the ones babies put in their mouths, where on the human side there's a rubber or silicone teat that goes into the mouth, and on the other side there's a spring, and attached to the spring, there are tiny lips.So what do you do? You put this little thing in your mouth, you approach the insect, and then gently place the mini mouth on the insect in question.I'm not joking, I didn't make it up.<br><br>This thing actually exists and it's called <b>Bugkiss</b>, and the boy in question put it on those crowdfunding platforms, asking people to invest in a project that hasn't been made yet, so a Kickstarter, and he initially asked for $5,000, and at the moment I'm looking at the website, there are 1,420 people who have supported his request, and out of the $5,000 that were his goal and that he wanted to reach, he has reached a whopping $43,350. Now his next goal, I think, is $50,000, and he wants to make a little tongue so that you can lick the insect directly.<br><br>In short, it's a whole new world to discover. You can do it, you can buy it, so whoever wants can buy this novelty, the Bugkiss. There's a link, I'll put the link in the program notes, and for the modest sum of €10, you receive this kind of pacifier for kissing insects, along with a little book he made with hand-drawn, very poorly drawn, but intentionally poorly drawn, pictures of the various insects he has already kissed, along with notes explaining a little bit about the experience of kissing these insects.<br><br>So this summer, go around, look for insects, and make friends with an insect.<br><br><br><br><br><b>LINK </b>La pagina kickstarter con immagini, video, spiegazioni e link per l'acquisto<br><a href="https://www.kickstarter.com/projects/legbootlegit/bugkiss-little-lips-for-bug-lovins?utm_campaign=mb&amp;utm_medium=newsletter&amp;utm_source=morning_brew" rel="noreferrer noopener">https://www.kickstarter.com/projects/legbootlegit/bugkiss-little-lips-for-bug-lovins?utm_campaign=mb&amp;utm_medium=newsletter&amp;utm_source=morning_brew</a><br><br>]]>
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        <![CDATA[Chissà quante volte sarà capitato anche a voi: volete baciare un insetto ma non sapete bene come fare. Niente paura! Le vostre preghiere sono state accolte, della serie: il gadget che non sapevate di volere! La bocca artificiale bacia-insetti! Sì, lo so cosa state pensando. Intanto vi metto il link per l'acquisto e con le immagini in fondo alla pagina, poi fate voi.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b><i> [Eng translation below]</i><b><br></b><br>Chissà quante volte sarà capitato anche a voi di voler baciare un insetto e però di non farlo per paura di ferire, se non ammazzare, se non ingoiare l'insetto in questione. <br><br>Bene, ora non dovrete avere più paura, perché qualcuno ha inventato una bocca artificiale che vi permetterà di baciare gli insetti.<br><br>Allora, cominciamo. C'è questo ragazzo, un giovane ragazzo che aveva questo desiderio di baciare gli insetti, però si è reso conto che con le nostre labbra carnose da essere umano sarebbe stato un po' complicato. Allora cosa si è inventato? <br><br>Immaginatevi una specie di cucciolotto, di quelli che si mettono in bocca ai bambini, dove dalla parte dell'essere umano c'è appunto il ciucciotto di gomma o di silicone, non lo so, che si mette in bocca, dalla parte esterna c'è una molla, e alla molla c'è attaccato, ci sono attaccate delle minuscole labbra. <br><br>Quindi cosa fate? Vi mettete in bocca questo cicciotto, vi avvicinate all'insetto e poi poggiate delicatamente la mini bocca sopra l'insetto in questione.<br><br>Non sto scherzando, non me lo sono inventata. Questa cosa qua esiste davvero e si chiama Bugkiss e il ragazzo in questione l'ha messo su quelle piattaforme che raccolgono i soldi, chiedendo alla gente di investire in un progetto che ancora non è stato fatto, quindi un kickstarter, e lui inizialmente aveva chiesto 5.000$ e al momento sto guardando il sito, ci sono 1420 persone che hanno aderito alla sua richiesta e dei 5.000$ che erano il suo obiettivo e che lui voleva raggiungere, è arrivato a quota, tenetevi forte 43.350$ americani. <br><br>Adesso il suo prossimo obiettivo penso che sia 50.000$ e vuole fare una piccola lingua che così si può leccare direttamente l'insetto. <br><br>Insomma, è un mondo tutto da scoprire. Si possono fare, si può acquistare, quindi chi vuole può acquistare questa novità, il Bugkiss, c'è il link, vi metto il link nelle note del programma, per la modica somma di 10€ si riceve questa specie di ciucciotto per baciare gli insetti, insieme poi a un libricino che lui ha fatto coi disegni fatti a mano, molto male, ma volutamente fatti male, dei vari insetti che lui ha già baciato, con poi le note che spiega un po' com'è stata l'esperienza di baciare questi questi insetti. <br><br>Quindi quest'estate andate in giro, cercate gli insetti e fate amicizia con un insetto. <br><br><b>TRANSLATION</b><br>Who knows how many times it may have happened to you to want to kiss an insect but not to do it out of fear of hurting, even killing, or swallowing the insect in question.Well, now you don't have to be afraid anymore because someone has invented an artificial mouth that will allow you to kiss insects.<br><br>So, let's begin.There's this boy, a young man who had this desire to kiss insects, but he realized that with our fleshy human lips it would be a bit complicated. So what did he invent? Imagine a kind of pacifier, like the ones babies put in their mouths, where on the human side there's a rubber or silicone teat that goes into the mouth, and on the other side there's a spring, and attached to the spring, there are tiny lips.So what do you do? You put this little thing in your mouth, you approach the insect, and then gently place the mini mouth on the insect in question.I'm not joking, I didn't make it up.<br><br>This thing actually exists and it's called <b>Bugkiss</b>, and the boy in question put it on those crowdfunding platforms, asking people to invest in a project that hasn't been made yet, so a Kickstarter, and he initially asked for $5,000, and at the moment I'm looking at the website, there are 1,420 people who have supported his request, and out of the $5,000 that were his goal and that he wanted to reach, he has reached a whopping $43,350. Now his next goal, I think, is $50,000, and he wants to make a little tongue so that you can lick the insect directly.<br><br>In short, it's a whole new world to discover. You can do it, you can buy it, so whoever wants can buy this novelty, the Bugkiss. There's a link, I'll put the link in the program notes, and for the modest sum of €10, you receive this kind of pacifier for kissing insects, along with a little book he made with hand-drawn, very poorly drawn, but intentionally poorly drawn, pictures of the various insects he has already kissed, along with notes explaining a little bit about the experience of kissing these insects.<br><br>So this summer, go around, look for insects, and make friends with an insect.<br><br><br><br><br><b>LINK </b>La pagina kickstarter con immagini, video, spiegazioni e link per l'acquisto<br><a href="https://www.kickstarter.com/projects/legbootlegit/bugkiss-little-lips-for-bug-lovins?utm_campaign=mb&amp;utm_medium=newsletter&amp;utm_source=morning_brew" rel="noreferrer noopener">https://www.kickstarter.com/projects/legbootlegit/bugkiss-little-lips-for-bug-lovins?utm_campaign=mb&amp;utm_medium=newsletter&amp;utm_source=morning_brew</a><br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 11 Jul 2023 11:05:41 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 556 Sì, ma poi dentro i camerini?</title>
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        <![CDATA[La gente si preoccupa tanto dell'uso dei guanti di plastica per mettere le banane dentro il sacchetto al supermenrcato (perché evidentemente a casa poi mangiano le banane con la buccia, senza lavarle) però nessuno parla degli indumenti toccati, ritoccati e indossati che si provano (anche a contatto di pelle) dentro i camerini. Me l'ha fatto notare l'infaticabile amico Alessio che si è appena fatto un'altra maratona di ascolti.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Qualche giorno fa, nei 3 minuti grezzi, mi lamentavo dell'assurdità dell'essere costretti a usare i guanti di plastica quando si mettono le banane dentro il sacchetto al supermercato, perché la gente e` paranoica, ma anche le mele, anche le pere, la gente che ha problemi è quella che arrivata a casa morde la mela, morde la pera o mangia la buccia della banana senza prima avere lavato la frutta. <br><br>Il mio amico Alessio, che ascolta con attenzione il mio podcast giornaliero però lo fa mensilmente, quindi si spara una ventina, una trentina di episodi uno dopo l'altro, ieri ha fatto uno dei suoi ascolti continuati e poi mi ha mandato dei messaggi con i commenti e uno di questi mi ha fatto pensare, perché sono assolutamente d'accordo con lui. <br><br>Il suo commento era questo: la gente se la prende tanto, è tanto paranoica coi guanti di plastica al supermercato che poi a casa la frutta, comunque una persona ragionevole dovrebbe lavarla, però non ha nessun problema a entrare nei camerini e a misurare l'abbigliamento, anche intimo, toccato e misurato da chissà quanti altre persone. <br><br>Ecco, quello del misurarsi gli abiti è un problema che io non mi ero posta. Io sono una assidua frequentatrice dei negozi di seconda mano, dove è ovvio che gli abiti non solo sono stati toccati, ma anche indossati da altre persone. <br><br>E devo dire anche la verità che non sempre ho la pazienza di sciacquare tutto prima di indossarlo. Questo è un problema, cioè io sono stata educata da mia mamma che lei lava sempre tutto, anche le cose appena prese dal negozio ancora incartate, lei se non si lava non si indossa. Io diciamo che non ho seguito gli insegnamenti materni. <br><br>Ahimè, non lavo mai le cose comprate nel negozio e a volte quando ho molta fretta di indossare qualcosa, neanche se lo compro, lo so, non si dovrebbe... e mi viene in mente, ma quali sono le malattie che si trasferiscono attraverso la stoffa delle maglie dei pantaloni? No, non sono sicura. <br><br>La lebbra! Sicuramente la lebbra si trasmette con... la peste! Ecco la peste, ricordo che bruciavano gli abiti delle persone appestate, però non mi risulta che dopo il covid ci siano state grandi ondate di malattie tipo, appunto, la peste.<br><br>Però pensiamoci: a volte ci concentriamo su certe cose, diventiamo veramente paranoici e ignoriamo completamente le altre. <br><br>Vabbè, cercherò di lavare sempre tutto prima di indossarlo, una volta acquistato anche nel negozio, anche se non ho in mente di comprare molte cose. <br><br><b>TRANSLATION</b><br>A few days ago, in my 3 raw minutes, I was complaining about the absurdity of being forced to use plastic gloves when putting bananas in the bag at the supermarket, because people are paranoid, but also apples, also pears, people who have issues are the ones who, once at home, bite the apple, bite the pear, or eat the peel of the banana without first washing the fruit.<br><br>My friend Alessio, who listens carefully to my daily podcast, but he does it monthly, so he listens to about 20-30 episodes back to back. Yesterday, he did one of his continuous listens and then sent me messages with comments, and one of these made me think because I absolutely agree with him.His comment was this: people get so worked up, they are so paranoid about plastic gloves at the supermarket, but then at home any reasonable person should wash the fruit, but they have no problem entering fitting rooms and trying on clothing, even intimate clothing, touched and tried on by who knows how many other people.<br><br>That's it, trying on clothes is a problem I hadn't considered. I am a frequent visitor to second-hand stores, where it's obvious that clothes have not only been touched but also worn by other people. And I have to tell the truth, I don't always have the patience to rinse everything before wearing it. This is a problem, I mean, my mom raised me to wash everything, even things just taken out of the store, still in their packaging. If she doesn't wash it, she won't wear it.<br><br>Let's say I didn't follow my mother's teachings. Alas, I never wash the things I buy in the store, and sometimes when I'm in a hurry to wear something, even if I buy it, I know you shouldn't... and it comes to mind, what are the diseases that are transmitted through fabric of shirts or pants? No, I'm not sure. Leprosy! Surely leprosy is transmitted through... the plague! Yes, the plague. I remember they used to burn the clothes of plague-stricken people, but I don't think there have been major waves of diseases like the plague after COVID.<br><br>But let's think about it: sometimes we focus on certain things, we become really paranoid and completely ignore others.Well, I'll try to always wash everything before wearing it, even once purchased in the store, even though I don't plan on buying many things.<br><br><br>]]>
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Me l'ha fatto notare l'infaticabile amico Alessio che si è appena fatto un'altra maratona di ascolti.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Qualche giorno fa, nei 3 minuti grezzi, mi lamentavo dell'assurdità dell'essere costretti a usare i guanti di plastica quando si mettono le banane dentro il sacchetto al supermercato, perché la gente e` paranoica, ma anche le mele, anche le pere, la gente che ha problemi è quella che arrivata a casa morde la mela, morde la pera o mangia la buccia della banana senza prima avere lavato la frutta. <br><br>Il mio amico Alessio, che ascolta con attenzione il mio podcast giornaliero però lo fa mensilmente, quindi si spara una ventina, una trentina di episodi uno dopo l'altro, ieri ha fatto uno dei suoi ascolti continuati e poi mi ha mandato dei messaggi con i commenti e uno di questi mi ha fatto pensare, perché sono assolutamente d'accordo con lui. <br><br>Il suo commento era questo: la gente se la prende tanto, è tanto paranoica coi guanti di plastica al supermercato che poi a casa la frutta, comunque una persona ragionevole dovrebbe lavarla, però non ha nessun problema a entrare nei camerini e a misurare l'abbigliamento, anche intimo, toccato e misurato da chissà quanti altre persone. <br><br>Ecco, quello del misurarsi gli abiti è un problema che io non mi ero posta. Io sono una assidua frequentatrice dei negozi di seconda mano, dove è ovvio che gli abiti non solo sono stati toccati, ma anche indossati da altre persone. <br><br>E devo dire anche la verità che non sempre ho la pazienza di sciacquare tutto prima di indossarlo. Questo è un problema, cioè io sono stata educata da mia mamma che lei lava sempre tutto, anche le cose appena prese dal negozio ancora incartate, lei se non si lava non si indossa. Io diciamo che non ho seguito gli insegnamenti materni. <br><br>Ahimè, non lavo mai le cose comprate nel negozio e a volte quando ho molta fretta di indossare qualcosa, neanche se lo compro, lo so, non si dovrebbe... e mi viene in mente, ma quali sono le malattie che si trasferiscono attraverso la stoffa delle maglie dei pantaloni? No, non sono sicura. <br><br>La lebbra! Sicuramente la lebbra si trasmette con... la peste! Ecco la peste, ricordo che bruciavano gli abiti delle persone appestate, però non mi risulta che dopo il covid ci siano state grandi ondate di malattie tipo, appunto, la peste.<br><br>Però pensiamoci: a volte ci concentriamo su certe cose, diventiamo veramente paranoici e ignoriamo completamente le altre. <br><br>Vabbè, cercherò di lavare sempre tutto prima di indossarlo, una volta acquistato anche nel negozio, anche se non ho in mente di comprare molte cose. <br><br><b>TRANSLATION</b><br>A few days ago, in my 3 raw minutes, I was complaining about the absurdity of being forced to use plastic gloves when putting bananas in the bag at the supermarket, because people are paranoid, but also apples, also pears, people who have issues are the ones who, once at home, bite the apple, bite the pear, or eat the peel of the banana without first washing the fruit.<br><br>My friend Alessio, who listens carefully to my daily podcast, but he does it monthly, so he listens to about 20-30 episodes back to back. Yesterday, he did one of his continuous listens and then sent me messages with comments, and one of these made me think because I absolutely agree with him.His comment was this: people get so worked up, they are so paranoid about plastic gloves at the supermarket, but then at home any reasonable person should wash the fruit, but they have no problem entering fitting rooms and trying on clothing, even intimate clothing, touched and tried on by who knows how many other people.<br><br>That's it, trying on clothes is a problem I hadn't considered. I am a frequent visitor to second-hand stores, where it's obvious that clothes have not only been touched but also worn by other people. And I have to tell the truth, I don't always have the patience to rinse everything before wearing it. This is a problem, I mean, my mom raised me to wash everything, even things just taken out of the store, still in their packaging. If she doesn't wash it, she won't wear it.<br><br>Let's say I didn't follow my mother's teachings. Alas, I never wash the things I buy in the store, and sometimes when I'm in a hurry to wear something, even if I buy it, I know you shouldn't... and it comes to mind, what are the diseases that are transmitted through fabric of shirts or pants? No, I'm not sure. Leprosy! Surely leprosy is transmitted through... the plague! Yes, the plague. I remember they used to burn the clothes of plague-stricken people, but I don't think there have been major waves of diseases like the plague after COVID.<br><br>But let's think about it: sometimes we focus on certain things, we become really paranoid and completely ignore others.Well, I'll try to always wash everything before wearing it, even once purchased in the store, even though I don't plan on buying many things.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 10 Jul 2023 09:08:11 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La gente si preoccupa tanto dell'uso dei guanti di plastica per mettere le banane dentro il sacchetto al supermenrcato (perché evidentemente a casa poi mangiano le banane con la buccia, senza lavarle) però nessuno parla degli indumenti toccati, ritoccati e indossati che si provano (anche a contatto di pelle) dentro i camerini. Me l'ha fatto notare l'infaticabile amico Alessio che si è appena fatto un'altra maratona di ascolti.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Qualche giorno fa, nei 3 minuti grezzi, mi lamentavo dell'assurdità dell'essere costretti a usare i guanti di plastica quando si mettono le banane dentro il sacchetto al supermercato, perché la gente e` paranoica, ma anche le mele, anche le pere, la gente che ha problemi è quella che arrivata a casa morde la mela, morde la pera o mangia la buccia della banana senza prima avere lavato la frutta. Il mio amico Alessio, che ascolta con attenzione il mio podcast giornaliero però lo fa mensilmente, quindi si spara una ventina, una trentina di episodi uno dopo l'altro, ieri ha fatto uno dei suoi ascolti continuati e poi mi ha mandato dei messaggi con i commenti e uno di questi mi ha fatto pensare, perché sono assolutamente d'accordo con lui. Il suo commento era questo: la gente se la prende tanto, è tanto paranoica coi guanti di plastica al supermercato che poi a casa la frutta, comunque una persona ragionevole dovrebbe lavarla, però non ha nessun problema a entrare nei camerini e a misurare l'abbigliamento, anche intimo, toccato e misurato da chissà quanti altre persone. Ecco, quello del misurarsi gli abiti è un problema che io non mi ero posta. Io sono una assidua frequentatrice dei negozi di seconda mano, dove è ovvio che gli abiti non solo sono stati toccati, ma anche indossati da altre persone. E devo dire anche la verità che non sempre ho la pazienza di sciacquare tutto prima di indossarlo. Questo è un problema, cioè io sono stata educata da mia mamma che lei lava sempre tutto, anche le cose appena prese dal negozio ancora incartate, lei se non si lava non si indossa. Io diciamo che non ho seguito gli insegnamenti materni. Ahimè, non lavo mai le cose comprate nel negozio e a volte quando ho molta fretta di indossare qualcosa, neanche se lo compro, lo so, non si dovrebbe... e mi viene in mente, ma quali sono le malattie che si trasferiscono attraverso la stoffa delle maglie dei pantaloni? No, non sono sicura. La lebbra! Sicuramente la lebbra si trasmette con... la peste! Ecco la peste, ricordo che bruciavano gli abiti delle persone appestate, però non mi risulta che dopo il covid ci siano state grandi ondate di malattie tipo, appunto, la peste.Però pensiamoci: a volte ci concentriamo su certe cose, diventiamo veramente paranoici e ignoriamo completamente le altre. Vabbè, cercherò di lavare sempre tutto prima di indossarlo, una volta acquistato anche nel negozio, anche se non ho in mente di comprare molte cose. TRANSLATIONA few days ago, in my 3 raw minutes, I was complaining about the absurdity of being forced to use plastic gloves when putting bananas in the bag at the supermarket, because people are paranoid, but also apples, also pears, people who have issues are the ones who, once at home, bite the apple, bite the pear, or eat the peel of the banana without first washing the fruit.My friend Alessio, who listens carefully to my daily podcast, but he does it monthly, so he listens to about 20-30 episodes back to back. Yesterday, he did one of his continuous listens and then sent me messages with comments, and one of these made me think because I absolutely agree with him.His comment was this: people get so worked up, they are so paranoid about plastic gloves at the supermarket, but then at home any reasonable person should wash the fruit, but they have no problem entering fitting rooms and trying...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 555 Suggerire città per le vacanze</title>
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        <![CDATA[Un sito dove l'intelligenza artificiale suggerisce mete per le vacanze. A colpi di 10 dollari al mese (dopo i primi 4 tentativi gratuiti). Non sapete dove andare in vacanza? Ve lo dico io gratis! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br>Sarà il caldo, saranno le notti bollenti che si suda nonostante le finestre spalancate, mi sono fatta prendere dal ghiribizzo delle vacanze, così, quando sono incappata in un sito che promette di usare l'intelligenza artificiale generativa per suggerirti la vacanza ideale, ho aperto il sito e ho cominciato a chiedere. <br><br>Ho cominciato con domande, la prima che mi è venuta in mente e suggerisci unicità artistiche, e non sorprende nessuno che mi abbia proposto Parigi, Berlino, Firenze, New York. <br><br>Ho pensato poi di chiedere qualcosa di un po più specifico e allora ho chiesto, suggeriscimi una città da visitare descritta in un romanzo. E mi ha suggerito, allora: Londra, con il Racconto di due città di Dickens, Parigi, sempre Parigi con I miserabili di Victor Hugo, poi San Pietroburgo, Delitto e castigo, un libro che ho letto e che mi è piaciuto, anche se mi ha fatto arrabbiare, e poi Dublino con Ulisse. <br><br>Allora ho rincarato la dose e ho chiesto vabbè, suggeriscimi una città, delle città dove andare in vacanza, città descritte in libri gialli. Allora, al primo posto Stoccolma con La ragazza con il drago tatuato, poi Los Angeles, Il grande sonno, Edimburgo, dove sono ambientate le serie dell'ispettore Rebus e poi Tokyo, che è nel romanzo Out che non mi ricordo di avere letto. <br><br>Allora, volevo chiedere a questo punto, suggeriscimi città dove andare in vacanza, città che siano state descritte in film, e non sono potuta andare avanti perché la app, o meglio questo sito m'ha detto ah, hai raggiunto il limite permesso per l'utilizzo gratuito di questo servizio! Se vuoi continuare devi darci solo 9,99$ al mese. Col cavolo! <br><br>Allora lasciamo perdere questo sito, si vabbè vi metto il link però potete fare solo quattro tre quattro richieste, vado a prendermi i miei libri, vado a rivedermi i titoli dei film, vado a farmi sorprendere da Netflix e vado a scegliermela io la vacanza, anche se la vacanza per quest'anno ho già scelto la destinazione. Non lo dico perché sono superstiziosa e le cose si dicono quando si fanno, però già deciso e lasciamo perdere queste cose qua.<br><br>Ma cioè chi è che spende 10$ al mese per farsi dire da un robot dove andare in vacanza? Ma la gente veramente ha perso il lume della ragione? Cioè se non sapete dove andare in vacanza mandatemi un messaggio e ve lo suggerisco io, eh. <br><br><b>TRANSLATION</b><br>It may be the heat, it may be the scorching nights where you sweat despite open windows. I got carried away by the whim of vacations, so when I came across a website that promises to use generative artificial intelligence to suggest the ideal vacation, I opened the site and started asking.<br><br>I started with questions, the first one that came to my mind: suggest uniqueness of artistic cities, and it's no surprise that it proposed Paris, Berlin, Florence, New York. Then I thought of asking something a bit more specific, so I asked, suggest a city to visit described in a novel.And it suggested, then: London, with "A Tale of Two Cities" by Dickens, Paris, always Paris, with "Les Misérables" by Victor Hugo, then St. Petersburg, "Crime and Punishment," a book I've read and liked, even though it made me angry, and then Dublin with "Ulysses."<br><br>Then I raised the stakes and asked, well, suggest me a city, from cities to go on vacation, cities described in mystery novels.So, in first place, Stockholm with "The Girl with the Dragon Tattoo," then Los Angeles, "The Big Sleep," Edinburgh, where Inspector Rebus series are set, and then Tokyo, which is in the novel "Out" that I don't remember reading.<br><br>So, at this point, I wanted to ask suggest me cities to go on vacation, cities that have been described in movies, and I couldn't go on because the app, or rather this website told me oh, you have reached the allowed limit for using this service for free! No way!<br><br>Well then, let's forget about this site, alright, I'll give you the link, but you can only make like three or four requests, I'm going to get my books, I'm going to review the movie titles, I'm going to be surprised by Netflix, and I'm going to choose my vacation myself, even though I've already chosen the destination for this year's vacation.I won't say it because I'm superstitious and you say things when you do them, but I've already decided, and let's forget about these things here.<br><br>Seriously, who spends $10 a month to be told by a robot where to go on vacation? Has the world really lost its sanity? I mean, if you don't know where to go on vacation, send me a message and I'll suggest it to you, uh.<br><br><br><br><br><br><b>LINK</b> Se proprio ci tenete, ecco il link <a href="https://www.usevacay.com/chatbot?utm_campaign=mb&amp;utm_medium=newsletter&amp;utm_source=morning_brew" rel="noreferrer noopener">https://www.usevacay.com/chatbot?utm_campaign=mb&amp;utm_medium=newsletter&amp;utm_source=morning_brew</a>]]>
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        <![CDATA[Un sito dove l'intelligenza artificiale suggerisce mete per le vacanze. A colpi di 10 dollari al mese (dopo i primi 4 tentativi gratuiti). Non sapete dove andare in vacanza? Ve lo dico io gratis! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br>Sarà il caldo, saranno le notti bollenti che si suda nonostante le finestre spalancate, mi sono fatta prendere dal ghiribizzo delle vacanze, così, quando sono incappata in un sito che promette di usare l'intelligenza artificiale generativa per suggerirti la vacanza ideale, ho aperto il sito e ho cominciato a chiedere. <br><br>Ho cominciato con domande, la prima che mi è venuta in mente e suggerisci unicità artistiche, e non sorprende nessuno che mi abbia proposto Parigi, Berlino, Firenze, New York. <br><br>Ho pensato poi di chiedere qualcosa di un po più specifico e allora ho chiesto, suggeriscimi una città da visitare descritta in un romanzo. E mi ha suggerito, allora: Londra, con il Racconto di due città di Dickens, Parigi, sempre Parigi con I miserabili di Victor Hugo, poi San Pietroburgo, Delitto e castigo, un libro che ho letto e che mi è piaciuto, anche se mi ha fatto arrabbiare, e poi Dublino con Ulisse. <br><br>Allora ho rincarato la dose e ho chiesto vabbè, suggeriscimi una città, delle città dove andare in vacanza, città descritte in libri gialli. Allora, al primo posto Stoccolma con La ragazza con il drago tatuato, poi Los Angeles, Il grande sonno, Edimburgo, dove sono ambientate le serie dell'ispettore Rebus e poi Tokyo, che è nel romanzo Out che non mi ricordo di avere letto. <br><br>Allora, volevo chiedere a questo punto, suggeriscimi città dove andare in vacanza, città che siano state descritte in film, e non sono potuta andare avanti perché la app, o meglio questo sito m'ha detto ah, hai raggiunto il limite permesso per l'utilizzo gratuito di questo servizio! Se vuoi continuare devi darci solo 9,99$ al mese. Col cavolo! <br><br>Allora lasciamo perdere questo sito, si vabbè vi metto il link però potete fare solo quattro tre quattro richieste, vado a prendermi i miei libri, vado a rivedermi i titoli dei film, vado a farmi sorprendere da Netflix e vado a scegliermela io la vacanza, anche se la vacanza per quest'anno ho già scelto la destinazione. Non lo dico perché sono superstiziosa e le cose si dicono quando si fanno, però già deciso e lasciamo perdere queste cose qua.<br><br>Ma cioè chi è che spende 10$ al mese per farsi dire da un robot dove andare in vacanza? Ma la gente veramente ha perso il lume della ragione? Cioè se non sapete dove andare in vacanza mandatemi un messaggio e ve lo suggerisco io, eh. <br><br><b>TRANSLATION</b><br>It may be the heat, it may be the scorching nights where you sweat despite open windows. I got carried away by the whim of vacations, so when I came across a website that promises to use generative artificial intelligence to suggest the ideal vacation, I opened the site and started asking.<br><br>I started with questions, the first one that came to my mind: suggest uniqueness of artistic cities, and it's no surprise that it proposed Paris, Berlin, Florence, New York. Then I thought of asking something a bit more specific, so I asked, suggest a city to visit described in a novel.And it suggested, then: London, with "A Tale of Two Cities" by Dickens, Paris, always Paris, with "Les Misérables" by Victor Hugo, then St. Petersburg, "Crime and Punishment," a book I've read and liked, even though it made me angry, and then Dublin with "Ulysses."<br><br>Then I raised the stakes and asked, well, suggest me a city, from cities to go on vacation, cities described in mystery novels.So, in first place, Stockholm with "The Girl with the Dragon Tattoo," then Los Angeles, "The Big Sleep," Edinburgh, where Inspector Rebus series are set, and then Tokyo, which is in the novel "Out" that I don't remember reading.<br><br>So, at this point, I wanted to ask suggest me cities to go on vacation, cities that have been described in movies, and I couldn't go on because the app, or rather this website told me oh, you have reached the allowed limit for using this service for free! No way!<br><br>Well then, let's forget about this site, alright, I'll give you the link, but you can only make like three or four requests, I'm going to get my books, I'm going to review the movie titles, I'm going to be surprised by Netflix, and I'm going to choose my vacation myself, even though I've already chosen the destination for this year's vacation.I won't say it because I'm superstitious and you say things when you do them, but I've already decided, and let's forget about these things here.<br><br>Seriously, who spends $10 a month to be told by a robot where to go on vacation? Has the world really lost its sanity? I mean, if you don't know where to go on vacation, send me a message and I'll suggest it to you, uh.<br><br><br><br><br><br><b>LINK</b> Se proprio ci tenete, ecco il link <a href="https://www.usevacay.com/chatbot?utm_campaign=mb&amp;utm_medium=newsletter&amp;utm_source=morning_brew" rel="noreferrer noopener">https://www.usevacay.com/chatbot?utm_campaign=mb&amp;utm_medium=newsletter&amp;utm_source=morning_brew</a>]]>
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      <pubDate>Sun, 09 Jul 2023 09:39:23 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 554 Camminando la mattina in spiaggia</title>
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        <![CDATA[Avrei potuto registrare tutto di nuovo una volta tornata a casa visto che c'era vento questa mattina alle 6 quando ho registrato questi 3 minuti mentre camminavo in spiaggia. Ma poi mi sono detta che proprio il vento e i rumori che disturbano l'ascolto fanno parte della parte 'grezza' dei miei tre minuti che quando li registro a casa, nonostante non ci aggiunga niente (niente editing niente ripuliture) risultano sempre troppo puliti. Ecco allora tre minuti sporchi e grezzi, mentre cammino la mattina presto in spiaggia. E c'è sempre la trascrizione, nel caso fosse difficile capire le parole.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Stamattina per la prima volta, dopo un bel po' di tempo, sono tornata a camminare la mattina molto presto al Poetto. Non è prestissimo però, per essere qui alle 6 significa uscire di casa e svegliarsi così, presto. <br><br>Siamo in piena estate, quindi le notti sono molto calde e si dorme in modo un po' disordinato.<br><br>Quando veniamo a camminare la mattina presto, la mia routine è quella di buttarmi un po' d'acqua sul viso e lavarmi i denti, non faccio mai colazione e praticamente mi vesto con gli occhi chiusi perché non sono una persona molto loquace la mattina, non mi piace parlare appena alzata.<br><br>La mia giornata inizia di solito dopo la prima tazzona di caffè e come già detto, quando cammino la mattina preferisco venire senza bere il caffè perché altrimenti poi il tazzone mi si sciaborda nello stomaco mentre cammino.<br><br>Si sta facendo molto caldo, per cui diventa problematico fare attività fisica dopo una certa ora, perch´ sirischia il collasso. <br><br>La popolazione della mattina è meravigliosa. La spiaggia la mattina è fantastica. Quando poi si viene giorno dopo giorno ci sono tutti i personaggi che si incontrano, adesso ho appena incrociato la gattara coi suoi piattini che dà da mangiare le crocchette ai gattini, adesso mi sta venendo incontro un gruppo di tre signori panciuti e anziani che chiacchierano e disquisisce sulle cose della vita, probabilmente lavoro, tasse e quelle signore che incontravo un tempo quando venivamo qui "Buon giorno!" Ecco, mi hanno riconosciuto nonostante tutto il tempo passato.<br><br>A volte si incrociano anche dei ragazzi e delle ragazze che sono ancora qua dopo aver fatto le ore piccole la notte precedente. E' bello, come sentite c'è vento, quindi è una giornata ventosa. Ho appena incrociato delle ragazze che evidentemente hanno trascorso la notte sulla spiaggia perché avevano la faccia di persone che hanno fatto la notte e venivano dalla spiaggia. <br><br><b>TRANSLATION</b><br>This morning, for the first time in a while, I went back to walking along the Poetto beach early in the morning. It's not super early, but being here at 6 means leaving the house and waking up so early. We're in the middle of summer, so the nights are very hot and sleeping is a bit disordered.<br><br>When we come to walk in the morning early, my routine is to splash some water on my face and brush my teeth. I never have breakfast and basically, I get dressed with my eyes closed because I'm not a very talkative person in the morning. I don't like to talk right after waking up. My day usually starts after my first big cup of coffee and as I mentioned before, when I walk in the morning I prefer to come without drinking coffee because otherwise, I'll be too jittery in my stomach while walking. It's getting very hot, so it becomes problematic to do physical activity after a certain hour because you risk collapsing.<br><br>The morning crowd is wonderful. The beach in the morning is fantastic. Then, as days go by, all the characters start to show up. Just now, I crossed paths with the lady who feeds the kittens with her little bowls of kibble. Now she's coming toward me. There's a group of three elderly bellied gentlemen chatting and discussing life matters, probably work, taxes, and those ladies I used to meet when we came here. "Good morning!" There you go, they recognized me despite all this time that has passed. Sometimes, you also come across boys and girls who are still here after staying up late the previous night. It's nice, as you can feel, it's windy, so it's a windy day. I just crossed paths with some girls who clearly spent the night on the beach because they had the look of people who stayed up all night and came from the beach.<br>]]>
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        <![CDATA[Avrei potuto registrare tutto di nuovo una volta tornata a casa visto che c'era vento questa mattina alle 6 quando ho registrato questi 3 minuti mentre camminavo in spiaggia. Ma poi mi sono detta che proprio il vento e i rumori che disturbano l'ascolto fanno parte della parte 'grezza' dei miei tre minuti che quando li registro a casa, nonostante non ci aggiunga niente (niente editing niente ripuliture) risultano sempre troppo puliti. Ecco allora tre minuti sporchi e grezzi, mentre cammino la mattina presto in spiaggia. E c'è sempre la trascrizione, nel caso fosse difficile capire le parole.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Stamattina per la prima volta, dopo un bel po' di tempo, sono tornata a camminare la mattina molto presto al Poetto. Non è prestissimo però, per essere qui alle 6 significa uscire di casa e svegliarsi così, presto. <br><br>Siamo in piena estate, quindi le notti sono molto calde e si dorme in modo un po' disordinato.<br><br>Quando veniamo a camminare la mattina presto, la mia routine è quella di buttarmi un po' d'acqua sul viso e lavarmi i denti, non faccio mai colazione e praticamente mi vesto con gli occhi chiusi perché non sono una persona molto loquace la mattina, non mi piace parlare appena alzata.<br><br>La mia giornata inizia di solito dopo la prima tazzona di caffè e come già detto, quando cammino la mattina preferisco venire senza bere il caffè perché altrimenti poi il tazzone mi si sciaborda nello stomaco mentre cammino.<br><br>Si sta facendo molto caldo, per cui diventa problematico fare attività fisica dopo una certa ora, perch´ sirischia il collasso. <br><br>La popolazione della mattina è meravigliosa. La spiaggia la mattina è fantastica. Quando poi si viene giorno dopo giorno ci sono tutti i personaggi che si incontrano, adesso ho appena incrociato la gattara coi suoi piattini che dà da mangiare le crocchette ai gattini, adesso mi sta venendo incontro un gruppo di tre signori panciuti e anziani che chiacchierano e disquisisce sulle cose della vita, probabilmente lavoro, tasse e quelle signore che incontravo un tempo quando venivamo qui "Buon giorno!" Ecco, mi hanno riconosciuto nonostante tutto il tempo passato.<br><br>A volte si incrociano anche dei ragazzi e delle ragazze che sono ancora qua dopo aver fatto le ore piccole la notte precedente. E' bello, come sentite c'è vento, quindi è una giornata ventosa. Ho appena incrociato delle ragazze che evidentemente hanno trascorso la notte sulla spiaggia perché avevano la faccia di persone che hanno fatto la notte e venivano dalla spiaggia. <br><br><b>TRANSLATION</b><br>This morning, for the first time in a while, I went back to walking along the Poetto beach early in the morning. It's not super early, but being here at 6 means leaving the house and waking up so early. We're in the middle of summer, so the nights are very hot and sleeping is a bit disordered.<br><br>When we come to walk in the morning early, my routine is to splash some water on my face and brush my teeth. I never have breakfast and basically, I get dressed with my eyes closed because I'm not a very talkative person in the morning. I don't like to talk right after waking up. My day usually starts after my first big cup of coffee and as I mentioned before, when I walk in the morning I prefer to come without drinking coffee because otherwise, I'll be too jittery in my stomach while walking. It's getting very hot, so it becomes problematic to do physical activity after a certain hour because you risk collapsing.<br><br>The morning crowd is wonderful. The beach in the morning is fantastic. Then, as days go by, all the characters start to show up. Just now, I crossed paths with the lady who feeds the kittens with her little bowls of kibble. Now she's coming toward me. There's a group of three elderly bellied gentlemen chatting and discussing life matters, probably work, taxes, and those ladies I used to meet when we came here. "Good morning!" There you go, they recognized me despite all this time that has passed. Sometimes, you also come across boys and girls who are still here after staying up late the previous night. It's nice, as you can feel, it's windy, so it's a windy day. I just crossed paths with some girls who clearly spent the night on the beach because they had the look of people who stayed up all night and came from the beach.<br>]]>
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      <pubDate>Sat, 08 Jul 2023 07:18:14 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Avrei potuto registrare tutto di nuovo una volta tornata a casa visto che c'era vento questa mattina alle 6 quando ho registrato questi 3 minuti mentre camminavo in spiaggia. Ma poi mi sono detta che proprio il vento e i rumori che disturbano l'ascolto fanno parte della parte 'grezza' dei miei tre minuti che quando li registro a casa, nonostante non ci aggiunga niente (niente editing niente ripuliture) risultano sempre troppo puliti. Ecco allora tre minuti sporchi e grezzi, mentre cammino la mattina presto in spiaggia. E c'è sempre la trascrizione, nel caso fosse difficile capire le parole.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Stamattina per la prima volta, dopo un bel po' di tempo, sono tornata a camminare la mattina molto presto al Poetto. Non è prestissimo però, per essere qui alle 6 significa uscire di casa e svegliarsi così, presto. Siamo in piena estate, quindi le notti sono molto calde e si dorme in modo un po' disordinato.Quando veniamo a camminare la mattina presto, la mia routine è quella di buttarmi un po' d'acqua sul viso e lavarmi i denti, non faccio mai colazione e praticamente mi vesto con gli occhi chiusi perché non sono una persona molto loquace la mattina, non mi piace parlare appena alzata.La mia giornata inizia di solito dopo la prima tazzona di caffè e come già detto, quando cammino la mattina preferisco venire senza bere il caffè perché altrimenti poi il tazzone mi si sciaborda nello stomaco mentre cammino.Si sta facendo molto caldo, per cui diventa problematico fare attività fisica dopo una certa ora, perch´ sirischia il collasso. La popolazione della mattina è meravigliosa. La spiaggia la mattina è fantastica. Quando poi si viene giorno dopo giorno ci sono tutti i personaggi che si incontrano, adesso ho appena incrociato la gattara coi suoi piattini che dà da mangiare le crocchette ai gattini, adesso mi sta venendo incontro un gruppo di tre signori panciuti e anziani che chiacchierano e disquisisce sulle cose della vita, probabilmente lavoro, tasse e quelle signore che incontravo un tempo quando venivamo qui "Buon giorno!" Ecco, mi hanno riconosciuto nonostante tutto il tempo passato.A volte si incrociano anche dei ragazzi e delle ragazze che sono ancora qua dopo aver fatto le ore piccole la notte precedente. E' bello, come sentite c'è vento, quindi è una giornata ventosa. Ho appena incrociato delle ragazze che evidentemente hanno trascorso la notte sulla spiaggia perché avevano la faccia di persone che hanno fatto la notte e venivano dalla spiaggia. TRANSLATIONThis morning, for the first time in a while, I went back to walking along the Poetto beach early in the morning. It's not super early, but being here at 6 means leaving the house and waking up so early. We're in the middle of summer, so the nights are very hot and sleeping is a bit disordered.When we come to walk in the morning early, my routine is to splash some water on my face and brush my teeth. I never have breakfast and basically, I get dressed with my eyes closed because I'm not a very talkative person in the morning. I don't like to talk right after waking up. My day usually starts after my first big cup of coffee and as I mentioned before, when I walk in the morning I prefer to come without drinking coffee because otherwise, I'll be too jittery in my stomach while walking. It's getting very hot, so it becomes problematic to do physical activity after a certain hour because you risk collapsing.The morning crowd is wonderful. The beach in the morning is fantastic. Then, as days go by, all the characters start to show up. Just now, I crossed paths with the lady who feeds the kittens with her little bowls of kibble. Now she's coming toward me. There's a group of three elderly bellied gentlemen chatting and discussing life matters, probably work, taxes, and those ladies I used to meet when...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 553 Fotografie inventate</title>
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        <![CDATA[Ormai le fotografie non servono più a fissare un momento nel passato, sono diventate un modo per presentare la migliore versione di noi nel presente. Teniamolo presente.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Oggi, grazie a tutti gli strumenti che abbiamo a portata di dito per modificare le fotografie, quando facciamo una fotografia sempre meno rappresentiamo la realtà che ci circonda, ma sempre di più stiamo manipolando la realtà per farla stare nell'idea che noi abbiamo del momento. <br><br>Quindi se facciamo una fotografia in un momento che siamo molto felici, allora sicuramente vogliamo rendere il cielo più soleggiato, l'azzurro più drammatico, vogliamo l'acqua ancora più trasparente e, con strumenti che sono alla portata di tutti, molti sono gratuiti, possiamo anche eliminare le persone che non ci piacciono dalla spiaggia, possiamo eliminarle tutte, così che diamo l'impressione di essere su una spiaggia, le uniche persone quindi, anziché essere sulla spiaggia affollata con tutti gli altri bagnanti.<br><br>Perché sto parlando di manipolazione della fotografia? Le fotografie da sempre sono state una manipolazione della realtà, anche prima dell'esistenza degli strumenti digitali, perché il fatto stesso che si puntasse l'obiettivo della macchina fotografica su una determinata porzione escludeva automaticamente tutto quello che c'era intorno. Quindi l'inquadratura, dall'alto, dal basso, dava comunque una nostra interpretazione. <br><br>Però era un'interpretazione limitata, oggi possiamo fare molto di più con gli strumenti che abbiamo a disposizione in tutti i cellulari praticamente, come ho detto, molti sono anche gratuiti. <br><br>La cosa che stiamo facendo, di cui non ci rendiamo conto, però, è che stiamo manipolando anche quello che noi lasceremo alle generazioni future. Perché se io vado a casa di mia mamma e prendo la scatola di latta dove ci sono le fotografie, quelle danno, a parte il fatto che sono fotografie cartacee e quindi sono ingiallite, sono invecchiate, si vede che sono fotografie vecchie, hanno un colore diverso, quindi si portano dietro tutto un loro vissuto. E sono le stesse fotografie che prendevo in mano quando ero bambina, anche se allora mi sembravano meno vecchie. <br><br>Ora, con le immagini digitali questo non è più possibile. Prima di tutto perché non abbiamo in mano un bel niente, ma sono sempre come se le avessimo appena appena scattate, appena create. E poi stiamo trasferendo a quelli che vengono dopo di noi una realtà che ci siamo immaginati perché sempre di più le fotografie vengono usate non tanto per rappresentare il passato, rappresentare qualcosa che è successo, ma sempre di più per presentare la migliore versione di noi stessi e di noi stesse, così come vogliamo che gli altri ci vedano. <br><br>Quindi una realtà sempre più mediata, una realtà sempre più vicina ai ricordi. E si sa, i ricordi sono sempre molto soggettivi, non sono mai una cosa oggettiva. Basta che ci riflettiamo. <br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Today, thanks to all the tools we have at our fingertips to edit photographs, when we take a photo, we represent reality less and less surrounding us, but we manipulate reality more and more to fit our idea of the moment. So, if we take a photo when we're very happy, then we definitely want to make the sky sunnier, the blue more dramatic, and we want the water even more transparent with tools that are available to everyone, many of which are free, we can even remove people we don't like from the beach, we can remove them all, so that we give the impression of being on a beach, the only people there, instead of being on a crowded beach with all the other swimmers. Why am I talking about manipulating photographs?<br><br>Photographs have always been a manipulation of reality, even before the existence of digital tools because the mere fact of focusing the camera lens on a specific portion excluded automatically everything that was around. So framing, from above, from below, still gave our interpretation.<br>But it was a limited interpretation, today we can do much more with the tools available on practically every mobile phone, as I said, many are also free. What we are doing, though, without realizing it, is manipulating what we will leave to future generations. Because if I go to my mom's house and take the tin box where the photographs are, those, apart from the fact that they are paper photos and therefore they are yellowed, aged, you can tell they are old photos, they have a different color, so they carry their own history.<br><br>And they are the same photos I used to hold as a child, even though they seemed less old to me back then. Now, with digital images, this is no longer possible. First of all, because we don't have anything in our hands, but they always seem as if we just took them, just created them.<br>And we are transferring to those who come after us a reality that we have imagined because increasingly photographs are used not so much to represent the past, to represent something that happened, but more and more to present the best version of ourselves, as we want others to see us. So a reality that is increasingly mediated, a reality that is increasingly close to memories.<br><br>And as we know, memories are always very subjective, they are never objective. Just think about it.<br><br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Ormai le fotografie non servono più a fissare un momento nel passato, sono diventate un modo per presentare la migliore versione di noi nel presente. Teniamolo presente.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Oggi, grazie a tutti gli strumenti che abbiamo a portata di dito per modificare le fotografie, quando facciamo una fotografia sempre meno rappresentiamo la realtà che ci circonda, ma sempre di più stiamo manipolando la realtà per farla stare nell'idea che noi abbiamo del momento. <br><br>Quindi se facciamo una fotografia in un momento che siamo molto felici, allora sicuramente vogliamo rendere il cielo più soleggiato, l'azzurro più drammatico, vogliamo l'acqua ancora più trasparente e, con strumenti che sono alla portata di tutti, molti sono gratuiti, possiamo anche eliminare le persone che non ci piacciono dalla spiaggia, possiamo eliminarle tutte, così che diamo l'impressione di essere su una spiaggia, le uniche persone quindi, anziché essere sulla spiaggia affollata con tutti gli altri bagnanti.<br><br>Perché sto parlando di manipolazione della fotografia? Le fotografie da sempre sono state una manipolazione della realtà, anche prima dell'esistenza degli strumenti digitali, perché il fatto stesso che si puntasse l'obiettivo della macchina fotografica su una determinata porzione escludeva automaticamente tutto quello che c'era intorno. Quindi l'inquadratura, dall'alto, dal basso, dava comunque una nostra interpretazione. <br><br>Però era un'interpretazione limitata, oggi possiamo fare molto di più con gli strumenti che abbiamo a disposizione in tutti i cellulari praticamente, come ho detto, molti sono anche gratuiti. <br><br>La cosa che stiamo facendo, di cui non ci rendiamo conto, però, è che stiamo manipolando anche quello che noi lasceremo alle generazioni future. Perché se io vado a casa di mia mamma e prendo la scatola di latta dove ci sono le fotografie, quelle danno, a parte il fatto che sono fotografie cartacee e quindi sono ingiallite, sono invecchiate, si vede che sono fotografie vecchie, hanno un colore diverso, quindi si portano dietro tutto un loro vissuto. E sono le stesse fotografie che prendevo in mano quando ero bambina, anche se allora mi sembravano meno vecchie. <br><br>Ora, con le immagini digitali questo non è più possibile. Prima di tutto perché non abbiamo in mano un bel niente, ma sono sempre come se le avessimo appena appena scattate, appena create. E poi stiamo trasferendo a quelli che vengono dopo di noi una realtà che ci siamo immaginati perché sempre di più le fotografie vengono usate non tanto per rappresentare il passato, rappresentare qualcosa che è successo, ma sempre di più per presentare la migliore versione di noi stessi e di noi stesse, così come vogliamo che gli altri ci vedano. <br><br>Quindi una realtà sempre più mediata, una realtà sempre più vicina ai ricordi. E si sa, i ricordi sono sempre molto soggettivi, non sono mai una cosa oggettiva. Basta che ci riflettiamo. <br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Today, thanks to all the tools we have at our fingertips to edit photographs, when we take a photo, we represent reality less and less surrounding us, but we manipulate reality more and more to fit our idea of the moment. So, if we take a photo when we're very happy, then we definitely want to make the sky sunnier, the blue more dramatic, and we want the water even more transparent with tools that are available to everyone, many of which are free, we can even remove people we don't like from the beach, we can remove them all, so that we give the impression of being on a beach, the only people there, instead of being on a crowded beach with all the other swimmers. Why am I talking about manipulating photographs?<br><br>Photographs have always been a manipulation of reality, even before the existence of digital tools because the mere fact of focusing the camera lens on a specific portion excluded automatically everything that was around. So framing, from above, from below, still gave our interpretation.<br>But it was a limited interpretation, today we can do much more with the tools available on practically every mobile phone, as I said, many are also free. What we are doing, though, without realizing it, is manipulating what we will leave to future generations. Because if I go to my mom's house and take the tin box where the photographs are, those, apart from the fact that they are paper photos and therefore they are yellowed, aged, you can tell they are old photos, they have a different color, so they carry their own history.<br><br>And they are the same photos I used to hold as a child, even though they seemed less old to me back then. Now, with digital images, this is no longer possible. First of all, because we don't have anything in our hands, but they always seem as if we just took them, just created them.<br>And we are transferring to those who come after us a reality that we have imagined because increasingly photographs are used not so much to represent the past, to represent something that happened, but more and more to present the best version of ourselves, as we want others to see us. So a reality that is increasingly mediated, a reality that is increasingly close to memories.<br><br>And as we know, memories are always very subjective, they are never objective. Just think about it.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 07 Jul 2023 07:13:35 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 552 Col figlio di Walter Matthau</title>
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        <![CDATA[Mi capita a volte di chiamare un ufficio per sistemare cose burocratiche e di trovare dall'altra parte una persona che ha la mia stessa passione per la chiacchiera. E non si parla del tempo o di banalità, ma di cose serissime. E mi capita anche di scoprire cose inaspettate. Bello!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation further down]<br><br>Sono una grande chiacchierona. Mi piace parlare, soprattutto con le persone che non conosco, e a volte mi capita che mi trovo a fare delle lunghe conversazioni con le persone che io contatto per motivi assolutamente fuori dalla amicizia e fuori dalla chiacchiera. <br><br>Mi ricordo una volta che avevo contattato il call center di una.. non mi ricordo se era elettricità o telefono, comunque dovevo discutere o di una bolletta che non era arrivata, oppure di un pagamento che non era arrivato a loro, così, tra una chiacchiera e l'altra, la persona addetta al call center, che era un giovane ragazzo, mi aveva chiesto ma che fa? Che non fa? E io mi ero messa a raccontare che stavo preparando la domanda per, boh, non mi ricordo, forse un finanziamento per una cosa artistica, un podcast, e lui mi aveva chiesto ma cosa sono i podcast, io mi ero messa a spiegare, poi lui, di sua spontanea volontà, mi aveva detto che anche a lui sarebbe piaciuto seguire i suoi sogni e così aveva buttato lì senza, nessun preavviso il fatto, sai, io sono appena uscito di prigione.<br><br>Boom! E io ero rimasta abbastanza colpita perché l'aveva detto nel modo più naturale possibile, e io sono una gran chiacchierona, però mi sembrava brutto chiedere, che è la prima cosa che viene in mente con una persona dice 'sono stato in prigione' e (non è che mi sia capitato tantissime volte, il più delle volte so perché le persone che conosco, soprattutto del mio quartiere, quando ero ragazzina, finivano in prigione), però se capita che una persona appena conosciuta dice 'sono appena uscito di prigione', la prima domanda che verrebbe da fare, quella che abbiamo imparato non si dovrebbe mai fare, è 'perché sei finito in prigione?'.<br><br>Ecco, io all'epoca mi ricordo, trattenni la mia curiosità per cui ancora oggi non so perché questo giovane e simpatico ragazzo fosse finito in prigione. Spero per qualcosa di boh, che aveva rubato soldi o che avesse cercato di imbrogliare qualcuno e non per crimini violenti. .<br><br>Questa mania di fare le chiacchiere con le persone con le quali interloquisco per tutt'altro motivo che per amicizia, mi rimane, e infatti non tantissimi giorni fa mi è capitato di chiacchierare via email con una persona per una cosa che non c'entra niente con l'amicizia, per una cosa burocratica, e questa con questa persona abbiamo cominciato a scambiarci dettagli, anche privati, della nostra vita. <br><br>La cosa è assolutamente divertente, anche perché questa persona ha avuto evidentemente una vita super interessante e da bambina vi dico solo che giocava col figlio di Walter Matthau. Sì, me l'ha buttata così. Così. Fulmine a ciel sereno, è una persona simpaticissima e secondo me stiamo pure diventando amiche perché le email diventano sempre più lunghe e sempre più personali. <br><br><b>TRANSLATION</b><br>I'm a big chatterbox. I like to talk, especially with people I don't know, and sometimes I find myself having long conversations with people I contact for reasons completely unrelated to friendship or small talk.<br><br>I remember one time when I contacted the call center of... I can't remember if it was electricity or telephone, but anyway, I had to discuss either a bill that hadn't arrived or a payment that hadn't reached them. So, amidst the small talk, the person at the call center, who was a young boy, asked me what I do. And I started telling him that I was preparing an application for, well, I can't remember, maybe financing for an artistic project, a podcast. And he asked me what podcasts are, so I started explaining. Then, on his own accord, he told me that he would also like to pursue his dreams and casually mentioned, out of the blue, "I've just been released from prison."<br><br>Boom! I was quite taken aback because he said it in the most natural way possible, and I'm quite the talkative type. But it felt wrong to ask, which is the first thing that comes to mind when someone says, "I've been to prison" (it hasn't happened to me many times, but most of the time I know why people I know, especially from my neighborhood when I was a girl, end up in prison). But when someone you've just met says, "I've just been released from prison," the first question that comes to mind, the one we've learned we should never ask, is "Why did you end up in prison?"<br><br>So, at the time, I remember holding back my curiosity, which is why I still don't know why this young and nice boy ended up in prison. I hope it was for something like stealing money or trying to deceive someone and not for violent crimes.<br><br>This habit of chatting with people I interact with for completely different reasons than friendship remains with me. In fact, just a few days ago, I found myself chatting via email with someone for a matter unrelated to friendship, a bureaucratic thing, and with this person, we started exchanging details, even private ones, about our lives.<br><br>It's absolutely amusing because this person has clearly had a super interesting life, and as a child, I'll just tell you that they used to play with Walter Matthau's son. Yes, they just dropped that bombshell. Just like that, out of the blue. They're a very likable person, and I think we're even becoming friends because the emails are getting longer and more personal.]]>
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        <![CDATA[Mi capita a volte di chiamare un ufficio per sistemare cose burocratiche e di trovare dall'altra parte una persona che ha la mia stessa passione per la chiacchiera. E non si parla del tempo o di banalità, ma di cose serissime. E mi capita anche di scoprire cose inaspettate. Bello!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation further down]<br><br>Sono una grande chiacchierona. Mi piace parlare, soprattutto con le persone che non conosco, e a volte mi capita che mi trovo a fare delle lunghe conversazioni con le persone che io contatto per motivi assolutamente fuori dalla amicizia e fuori dalla chiacchiera. <br><br>Mi ricordo una volta che avevo contattato il call center di una.. non mi ricordo se era elettricità o telefono, comunque dovevo discutere o di una bolletta che non era arrivata, oppure di un pagamento che non era arrivato a loro, così, tra una chiacchiera e l'altra, la persona addetta al call center, che era un giovane ragazzo, mi aveva chiesto ma che fa? Che non fa? E io mi ero messa a raccontare che stavo preparando la domanda per, boh, non mi ricordo, forse un finanziamento per una cosa artistica, un podcast, e lui mi aveva chiesto ma cosa sono i podcast, io mi ero messa a spiegare, poi lui, di sua spontanea volontà, mi aveva detto che anche a lui sarebbe piaciuto seguire i suoi sogni e così aveva buttato lì senza, nessun preavviso il fatto, sai, io sono appena uscito di prigione.<br><br>Boom! E io ero rimasta abbastanza colpita perché l'aveva detto nel modo più naturale possibile, e io sono una gran chiacchierona, però mi sembrava brutto chiedere, che è la prima cosa che viene in mente con una persona dice 'sono stato in prigione' e (non è che mi sia capitato tantissime volte, il più delle volte so perché le persone che conosco, soprattutto del mio quartiere, quando ero ragazzina, finivano in prigione), però se capita che una persona appena conosciuta dice 'sono appena uscito di prigione', la prima domanda che verrebbe da fare, quella che abbiamo imparato non si dovrebbe mai fare, è 'perché sei finito in prigione?'.<br><br>Ecco, io all'epoca mi ricordo, trattenni la mia curiosità per cui ancora oggi non so perché questo giovane e simpatico ragazzo fosse finito in prigione. Spero per qualcosa di boh, che aveva rubato soldi o che avesse cercato di imbrogliare qualcuno e non per crimini violenti. .<br><br>Questa mania di fare le chiacchiere con le persone con le quali interloquisco per tutt'altro motivo che per amicizia, mi rimane, e infatti non tantissimi giorni fa mi è capitato di chiacchierare via email con una persona per una cosa che non c'entra niente con l'amicizia, per una cosa burocratica, e questa con questa persona abbiamo cominciato a scambiarci dettagli, anche privati, della nostra vita. <br><br>La cosa è assolutamente divertente, anche perché questa persona ha avuto evidentemente una vita super interessante e da bambina vi dico solo che giocava col figlio di Walter Matthau. Sì, me l'ha buttata così. Così. Fulmine a ciel sereno, è una persona simpaticissima e secondo me stiamo pure diventando amiche perché le email diventano sempre più lunghe e sempre più personali. <br><br><b>TRANSLATION</b><br>I'm a big chatterbox. I like to talk, especially with people I don't know, and sometimes I find myself having long conversations with people I contact for reasons completely unrelated to friendship or small talk.<br><br>I remember one time when I contacted the call center of... I can't remember if it was electricity or telephone, but anyway, I had to discuss either a bill that hadn't arrived or a payment that hadn't reached them. So, amidst the small talk, the person at the call center, who was a young boy, asked me what I do. And I started telling him that I was preparing an application for, well, I can't remember, maybe financing for an artistic project, a podcast. And he asked me what podcasts are, so I started explaining. Then, on his own accord, he told me that he would also like to pursue his dreams and casually mentioned, out of the blue, "I've just been released from prison."<br><br>Boom! I was quite taken aback because he said it in the most natural way possible, and I'm quite the talkative type. But it felt wrong to ask, which is the first thing that comes to mind when someone says, "I've been to prison" (it hasn't happened to me many times, but most of the time I know why people I know, especially from my neighborhood when I was a girl, end up in prison). But when someone you've just met says, "I've just been released from prison," the first question that comes to mind, the one we've learned we should never ask, is "Why did you end up in prison?"<br><br>So, at the time, I remember holding back my curiosity, which is why I still don't know why this young and nice boy ended up in prison. I hope it was for something like stealing money or trying to deceive someone and not for violent crimes.<br><br>This habit of chatting with people I interact with for completely different reasons than friendship remains with me. In fact, just a few days ago, I found myself chatting via email with someone for a matter unrelated to friendship, a bureaucratic thing, and with this person, we started exchanging details, even private ones, about our lives.<br><br>It's absolutely amusing because this person has clearly had a super interesting life, and as a child, I'll just tell you that they used to play with Walter Matthau's son. Yes, they just dropped that bombshell. Just like that, out of the blue. They're a very likable person, and I think we're even becoming friends because the emails are getting longer and more personal.]]>
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      <pubDate>Thu, 06 Jul 2023 06:59:53 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Mi capita a volte di chiamare un ufficio per sistemare cose burocratiche e di trovare dall'altra parte una persona che ha la mia stessa passione per la chiacchiera. E non si parla del tempo o di banalità, ma di cose serissime. E mi capita anche di scoprire cose inaspettate. Bello!TRASCRIZIONE [Eng translation further down]Sono una grande chiacchierona. Mi piace parlare, soprattutto con le persone che non conosco, e a volte mi capita che mi trovo a fare delle lunghe conversazioni con le persone che io contatto per motivi assolutamente fuori dalla amicizia e fuori dalla chiacchiera. Mi ricordo una volta che avevo contattato il call center di una.. non mi ricordo se era elettricità o telefono, comunque dovevo discutere o di una bolletta che non era arrivata, oppure di un pagamento che non era arrivato a loro, così, tra una chiacchiera e l'altra, la persona addetta al call center, che era un giovane ragazzo, mi aveva chiesto ma che fa? Che non fa? E io mi ero messa a raccontare che stavo preparando la domanda per, boh, non mi ricordo, forse un finanziamento per una cosa artistica, un podcast, e lui mi aveva chiesto ma cosa sono i podcast, io mi ero messa a spiegare, poi lui, di sua spontanea volontà, mi aveva detto che anche a lui sarebbe piaciuto seguire i suoi sogni e così aveva buttato lì senza, nessun preavviso il fatto, sai, io sono appena uscito di prigione.Boom! E io ero rimasta abbastanza colpita perché l'aveva detto nel modo più naturale possibile, e io sono una gran chiacchierona, però mi sembrava brutto chiedere, che è la prima cosa che viene in mente con una persona dice 'sono stato in prigione' e (non è che mi sia capitato tantissime volte, il più delle volte so perché le persone che conosco, soprattutto del mio quartiere, quando ero ragazzina, finivano in prigione), però se capita che una persona appena conosciuta dice 'sono appena uscito di prigione', la prima domanda che verrebbe da fare, quella che abbiamo imparato non si dovrebbe mai fare, è 'perché sei finito in prigione?'.Ecco, io all'epoca mi ricordo, trattenni la mia curiosità per cui ancora oggi non so perché questo giovane e simpatico ragazzo fosse finito in prigione. Spero per qualcosa di boh, che aveva rubato soldi o che avesse cercato di imbrogliare qualcuno e non per crimini violenti. .Questa mania di fare le chiacchiere con le persone con le quali interloquisco per tutt'altro motivo che per amicizia, mi rimane, e infatti non tantissimi giorni fa mi è capitato di chiacchierare via email con una persona per una cosa che non c'entra niente con l'amicizia, per una cosa burocratica, e questa con questa persona abbiamo cominciato a scambiarci dettagli, anche privati, della nostra vita. La cosa è assolutamente divertente, anche perché questa persona ha avuto evidentemente una vita super interessante e da bambina vi dico solo che giocava col figlio di Walter Matthau. Sì, me l'ha buttata così. Così. Fulmine a ciel sereno, è una persona simpaticissima e secondo me stiamo pure diventando amiche perché le email diventano sempre più lunghe e sempre più personali. TRANSLATIONI'm a big chatterbox. I like to talk, especially with people I don't know, and sometimes I find myself having long conversations with people I contact for reasons completely unrelated to friendship or small talk.I remember one time when I contacted the call center of... I can't remember if it was electricity or telephone, but anyway, I had to discuss either a bill that hadn't arrived or a payment that hadn't reached them. So, amidst the small talk, the person at the call center, who was a young boy, asked me what I do. And I started telling him that I was preparing an application for, well, I can't remember, maybe financing for an artistic project, a podcast. And he asked me what podcasts are, so I started explaining. Then, on his own accord, he told me that he...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Mi capita a volte di chiamare un ufficio per sistemare cose burocratiche e di trovare dall'altra parte una persona che ha la mia stessa passione per la chiacchiera. E non si parla del tempo o di banalità, ma di cose serissime. E mi capita anche di scoprir</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 551 Millepiedi giganti. Decapitati.</title>
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        <![CDATA[Qualcuno sta facendo stragi di millepiedi giganti decapitandoli! Mistero ancora irrisolto!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Immaginate un po' la scena: voi ve ne state andando a passeggio per i fatti vostri nella campagna del Massachusetts, e precisamente nella Tuckernuck Island, e a un certo punto cominciate a trovare per terra i cadaveri di questi millepiedi giganti senza testa. Decapitati. Un film dell'orrore.<br><br>No, non è un film dell'orrore. È quello che succede da diversi decenni. E la cosa divertente, vabbè sicuramente non divertente per il millepiedi, ma per chi sta attorno, per gli scienziati che si stanno scervellando, è che nessuno sa cosa abbia provocato, cosa stia provocando questa moria, questo assassinamento di millepiedi giganti. <br><br>Allora, il millepiedi giganti è, il millepiedi ce l'avete presente no? È quella specie di verme un po' schifoso. Quelli giganti sono, arrivano fino a - ho controllato - 33 centimetri che sono belli lunghi. La cosa particolare è che questi millepiedi morti vengono trovati decapitati, senza le prime cinque falangi. Sapete che sono fatti con degli anellini, ogni anellino è una falange e le prime cinque falangi sono quelle che mancano.<br><br>Ora gli scienziati, ripeto, è da decenni che cercano di scoprire chi sia l'animale, perché può essere solo un animale colpevole di questa cosa qua, e un paio di fatti li hanno messi insieme. <br><br>Allora, i millepiedi giganti sono velenosi, però la parte velenosa è quella della testa e delle prime vertebre. Quindi gli scienziati pensano che ci sia un animale che abbia imparato il fatto, cioè a furia di mangiarlo e di morire, abbia poi imparato a individuare la parte velenosa del millepiedi, che quindi vada a fare razzie, poi alcuni se li mangia, alcuni no. <br><br>Però quando ho letto questo articolo - poi metto anche il link nelle note del programma - la cosa mi ha veramente scaraventato in un in una fiaba dei fratelli Grimm e torno al punto dell'inizio di questi 3 minuti grezzi. Immaginatevi proprio che voi andate a fare una passeggiata, una scampagnata, ignari di tutto quello che c'è attorno e poi cominciate a trovare, disseminati per terra questi millepiedi giganti. <br><br>Io non lo so che cosa, io non so come reagirei. Ho visto tanti film dell'orrore, ho letto anche i libri che parlano di fatti soprannaturali, però immaginate voi che poi tornate nel paese, proprio come nei migliori film dell'orrore, dite ah, ho trovato tutti questi millepiedi decapitati, e la gente dice sì, va beh, ma sarà stato qualcuno che voleva farti uno scherzo, e voi che cominciate a mettere insieme tutte le congetture più possibili e immaginabili per trovare una spiegazione a questa cosa qua.<br><br>Comunque, caso mai foste interessati, il mistero ancora non è stato risolto, quindi avete ancora la possibilità di buttarvi sui libri, fare una gita in Massachusetts e cercare di scoprire quest'animale, questo uccello, questo mammifero che fa razzie di millepiedi giganti.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Imagine the scene: you're taking a stroll in the countryside of Massachusetts, specifically on Tuckernuck Island, and suddenly you start finding the headless corpses of these giant millipedes on the ground. Decapitated. It's like a horror movie.<br><br>No, it's not a horror movie. It's been happening for several decades. And the funny thing, well, not funny for the millipedes but for those around, for the scientists racking their brains, is that no one knows what has caused, what is causing this mass mortality, this decapitation of giant millipedes.<br>So, the giant millipede is, you know what a millipede is, right? It's that kind of creepy worm. The giant ones, well, they can reach - I checked - 33 centimeters long. The peculiar thing is that these dead millipedes are found decapitated, missing the first five segments. You know, they're made up of little rings, each ring is a segment, and the first five segments are the ones missing.<br><br>Now the scientists, I repeat, for decades, have been trying to find out which animal is to blame for this. It can only be an animal responsible for this. And a couple of facts have been put together.<br>So, giant millipedes are venomous, but the venomous part is in the head and the first few segments. So, scientists think there is an animal that has learned through trial and error, by eating them and dying, to identify the venomous part of the millipede, so it goes on raids, some it eats, some it doesn't.<br><br>But when I read this article - I'll also put the link in the program notes - it really threw me into a Grimm brothers' fairy tale, and I'm back to the point I started these raw 3 minutes. Just imagine going for a walk, a countryside outing, completely unaware of what's around you, and then you start finding these decapitated giant millipedes scattered on the ground.<br><br>I don't know what, I don't know how I would react. I've seen many horror movies, I've read books about supernatural events, but imagine going back to town, just like in the best horror movies, saying, "Oh, I found all these decapitated millipedes," and people saying, "Well, someone must have played a prank on you," and you start putting together all possible and imaginable conjectures to find an explanation for this.<br><br>Anyway, if you're interested, the mystery has not yet been solved, so you still have the chance to delve into books, take a trip to Massachusetts, and try to discover this animal, this bird, this mammal that raids giant millipedes.<br><br><br><b>LINK</b><br><a href="https://www.atlasobscura.com/articles/headless-millipedes-tuckernuck-island?utm_source=Atlas%20Obscura%20Daily%20Newsletter&amp;utm_campaign=36fc92804e-EMAIL_CAMPAIGN_2023_05_31&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_-36fc92804e-%5BLIST_EMAIL_ID%5D&amp;mc_cid=36fc92804e" rel="noreferrer noopener">Atlas Obscura e il mistero dei millepiedi decapitati </a>]]>
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        <![CDATA[Qualcuno sta facendo stragi di millepiedi giganti decapitandoli! Mistero ancora irrisolto!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Immaginate un po' la scena: voi ve ne state andando a passeggio per i fatti vostri nella campagna del Massachusetts, e precisamente nella Tuckernuck Island, e a un certo punto cominciate a trovare per terra i cadaveri di questi millepiedi giganti senza testa. Decapitati. Un film dell'orrore.<br><br>No, non è un film dell'orrore. È quello che succede da diversi decenni. E la cosa divertente, vabbè sicuramente non divertente per il millepiedi, ma per chi sta attorno, per gli scienziati che si stanno scervellando, è che nessuno sa cosa abbia provocato, cosa stia provocando questa moria, questo assassinamento di millepiedi giganti. <br><br>Allora, il millepiedi giganti è, il millepiedi ce l'avete presente no? È quella specie di verme un po' schifoso. Quelli giganti sono, arrivano fino a - ho controllato - 33 centimetri che sono belli lunghi. La cosa particolare è che questi millepiedi morti vengono trovati decapitati, senza le prime cinque falangi. Sapete che sono fatti con degli anellini, ogni anellino è una falange e le prime cinque falangi sono quelle che mancano.<br><br>Ora gli scienziati, ripeto, è da decenni che cercano di scoprire chi sia l'animale, perché può essere solo un animale colpevole di questa cosa qua, e un paio di fatti li hanno messi insieme. <br><br>Allora, i millepiedi giganti sono velenosi, però la parte velenosa è quella della testa e delle prime vertebre. Quindi gli scienziati pensano che ci sia un animale che abbia imparato il fatto, cioè a furia di mangiarlo e di morire, abbia poi imparato a individuare la parte velenosa del millepiedi, che quindi vada a fare razzie, poi alcuni se li mangia, alcuni no. <br><br>Però quando ho letto questo articolo - poi metto anche il link nelle note del programma - la cosa mi ha veramente scaraventato in un in una fiaba dei fratelli Grimm e torno al punto dell'inizio di questi 3 minuti grezzi. Immaginatevi proprio che voi andate a fare una passeggiata, una scampagnata, ignari di tutto quello che c'è attorno e poi cominciate a trovare, disseminati per terra questi millepiedi giganti. <br><br>Io non lo so che cosa, io non so come reagirei. Ho visto tanti film dell'orrore, ho letto anche i libri che parlano di fatti soprannaturali, però immaginate voi che poi tornate nel paese, proprio come nei migliori film dell'orrore, dite ah, ho trovato tutti questi millepiedi decapitati, e la gente dice sì, va beh, ma sarà stato qualcuno che voleva farti uno scherzo, e voi che cominciate a mettere insieme tutte le congetture più possibili e immaginabili per trovare una spiegazione a questa cosa qua.<br><br>Comunque, caso mai foste interessati, il mistero ancora non è stato risolto, quindi avete ancora la possibilità di buttarvi sui libri, fare una gita in Massachusetts e cercare di scoprire quest'animale, questo uccello, questo mammifero che fa razzie di millepiedi giganti.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Imagine the scene: you're taking a stroll in the countryside of Massachusetts, specifically on Tuckernuck Island, and suddenly you start finding the headless corpses of these giant millipedes on the ground. Decapitated. It's like a horror movie.<br><br>No, it's not a horror movie. It's been happening for several decades. And the funny thing, well, not funny for the millipedes but for those around, for the scientists racking their brains, is that no one knows what has caused, what is causing this mass mortality, this decapitation of giant millipedes.<br>So, the giant millipede is, you know what a millipede is, right? It's that kind of creepy worm. The giant ones, well, they can reach - I checked - 33 centimeters long. The peculiar thing is that these dead millipedes are found decapitated, missing the first five segments. You know, they're made up of little rings, each ring is a segment, and the first five segments are the ones missing.<br><br>Now the scientists, I repeat, for decades, have been trying to find out which animal is to blame for this. It can only be an animal responsible for this. And a couple of facts have been put together.<br>So, giant millipedes are venomous, but the venomous part is in the head and the first few segments. So, scientists think there is an animal that has learned through trial and error, by eating them and dying, to identify the venomous part of the millipede, so it goes on raids, some it eats, some it doesn't.<br><br>But when I read this article - I'll also put the link in the program notes - it really threw me into a Grimm brothers' fairy tale, and I'm back to the point I started these raw 3 minutes. Just imagine going for a walk, a countryside outing, completely unaware of what's around you, and then you start finding these decapitated giant millipedes scattered on the ground.<br><br>I don't know what, I don't know how I would react. I've seen many horror movies, I've read books about supernatural events, but imagine going back to town, just like in the best horror movies, saying, "Oh, I found all these decapitated millipedes," and people saying, "Well, someone must have played a prank on you," and you start putting together all possible and imaginable conjectures to find an explanation for this.<br><br>Anyway, if you're interested, the mystery has not yet been solved, so you still have the chance to delve into books, take a trip to Massachusetts, and try to discover this animal, this bird, this mammal that raids giant millipedes.<br><br><br><b>LINK</b><br><a href="https://www.atlasobscura.com/articles/headless-millipedes-tuckernuck-island?utm_source=Atlas%20Obscura%20Daily%20Newsletter&amp;utm_campaign=36fc92804e-EMAIL_CAMPAIGN_2023_05_31&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_-36fc92804e-%5BLIST_EMAIL_ID%5D&amp;mc_cid=36fc92804e" rel="noreferrer noopener">Atlas Obscura e il mistero dei millepiedi decapitati </a>]]>
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      <pubDate>Wed, 05 Jul 2023 06:33:13 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Qualcuno sta facendo stragi di millepiedi giganti decapitandoli! Mistero ancora irrisolto!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Immaginate un po' la scena: voi ve ne state andando a passeggio per i fatti vostri nella campagna del Massachusetts, e precisamente nella Tuckernuck Island, e a un certo punto cominciate a trovare per terra i cadaveri di questi millepiedi giganti senza testa. Decapitati. Un film dell'orrore.No, non è un film dell'orrore. È quello che succede da diversi decenni. E la cosa divertente, vabbè sicuramente non divertente per il millepiedi, ma per chi sta attorno, per gli scienziati che si stanno scervellando, è che nessuno sa cosa abbia provocato, cosa stia provocando questa moria, questo assassinamento di millepiedi giganti. Allora, il millepiedi giganti è, il millepiedi ce l'avete presente no? È quella specie di verme un po' schifoso. Quelli giganti sono, arrivano fino a - ho controllato - 33 centimetri che sono belli lunghi. La cosa particolare è che questi millepiedi morti vengono trovati decapitati, senza le prime cinque falangi. Sapete che sono fatti con degli anellini, ogni anellino è una falange e le prime cinque falangi sono quelle che mancano.Ora gli scienziati, ripeto, è da decenni che cercano di scoprire chi sia l'animale, perché può essere solo un animale colpevole di questa cosa qua, e un paio di fatti li hanno messi insieme. Allora, i millepiedi giganti sono velenosi, però la parte velenosa è quella della testa e delle prime vertebre. Quindi gli scienziati pensano che ci sia un animale che abbia imparato il fatto, cioè a furia di mangiarlo e di morire, abbia poi imparato a individuare la parte velenosa del millepiedi, che quindi vada a fare razzie, poi alcuni se li mangia, alcuni no. Però quando ho letto questo articolo - poi metto anche il link nelle note del programma - la cosa mi ha veramente scaraventato in un in una fiaba dei fratelli Grimm e torno al punto dell'inizio di questi 3 minuti grezzi. Immaginatevi proprio che voi andate a fare una passeggiata, una scampagnata, ignari di tutto quello che c'è attorno e poi cominciate a trovare, disseminati per terra questi millepiedi giganti. Io non lo so che cosa, io non so come reagirei. Ho visto tanti film dell'orrore, ho letto anche i libri che parlano di fatti soprannaturali, però immaginate voi che poi tornate nel paese, proprio come nei migliori film dell'orrore, dite ah, ho trovato tutti questi millepiedi decapitati, e la gente dice sì, va beh, ma sarà stato qualcuno che voleva farti uno scherzo, e voi che cominciate a mettere insieme tutte le congetture più possibili e immaginabili per trovare una spiegazione a questa cosa qua.Comunque, caso mai foste interessati, il mistero ancora non è stato risolto, quindi avete ancora la possibilità di buttarvi sui libri, fare una gita in Massachusetts e cercare di scoprire quest'animale, questo uccello, questo mammifero che fa razzie di millepiedi giganti.TRANSLATIONImagine the scene: you're taking a stroll in the countryside of Massachusetts, specifically on Tuckernuck Island, and suddenly you start finding the headless corpses of these giant millipedes on the ground. Decapitated. It's like a horror movie.No, it's not a horror movie. It's been happening for several decades. And the funny thing, well, not funny for the millipedes but for those around, for the scientists racking their brains, is that no one knows what has caused, what is causing this mass mortality, this decapitation of giant millipedes.So, the giant millipede is, you know what a millipede is, right? It's that kind of creepy worm. The giant ones, well, they can reach - I checked - 33 centimeters long. The peculiar thing is that these dead millipedes are found decapitated, missing the first five segments. You know, they're made up of little rings, each ring is a segment, and...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 550 Mentre mi fanno le unghie</title>
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        <![CDATA[Una non parla col padre da più di un anno, l'altra non andrebbe mai al ristorante col suo compagno. Ascoltare i discorsi delle ragazze che fanno (e si fanno fare) le unghie è veramente divertente, e si imparano un sacco di cose sui fatti altrui!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Ogni tanto mi ricordo di concedermi il lusso di andare a farmi le unghie. .<br><br>Dico 'mi ricordo' perché non sono una persona che solitamente si trucca, si fa le cose, anche farmi mettere lo smalto sulle unghie per me è un lusso, perché veramente non rientra nella mia concezione delle cose. .<br><br>Poi quando lo faccio mi piace un sacco, ah, dovrei farlo più spesso! Per´o poi letteralmente me le dimentico. .<br><br>Ecco, ieri l'ho fatto, avevo circa 40 minuti di tempo da usare, libero, e l'ho fatto. E come sempre quando faccio queste cose qui è un'esperienza per me molto interessante dal punto di vista dell'ascolto. .<br><br>Allora, immaginate, entro in questo posto, un posto asiatico perché costa meno naturalmente, mi siedo e aspetto il mio turno.<br><br>Allora, le due ragazze che fanno le unghie sono due ragazze cinesi, parlano tra di loro in cinese fitto fitto, e poi un'altra cliente a fianco a me è una ragazza molto giovane, filippina.<br><br>E allora ci sono questi scambi, evidentemente la ragazza filippina conosce le due ragazze cinesi perché si chiamano per nome, e poi si chiedono come sta tuo padre, come sta tua madre, ed è qua che inizia la parte interessante. <br><br>Allora, la ragazza cinese chiede alla cliente filippina come sta tuo padre? E la ragazza dice, non lo so, è più di un anno che non ci sentiamo. E lì cominciano a parlare delle loro dinamiche familiari. .<br><br>Pare che tutte e due abbiano questa cosa qua che per anni non si parlano tra sorelle, fratelli, madre, figlia. Poi ho scoperto che i genitori della ragazza filippina sono divorziati e che mentre prima, quando la mamma stava insieme al padre ed era sempre arrabbiata, ha detto letteralmente 'mia madre, era una strega, era sempre arrabbiata, sempre col muso. Adesso, da quando sta da sola, è sempre sorridente'. <br><br>E poi ho scoperto che la ragazza cinese non esce mai col marito, col compagno, non so se siano sposati, e non vanno mai a cena fuori, che è una cosa mai sentita che si vada a cena al ristorante col proprio compagno o col proprio marito, si sta a casa. .<br><br>A ragazza filippina era abbastanza scioccata, ma scusa, allora tuo marito non non lo chiami per chiedere come sta? È la ragazza cinese, no, io lo so come sta, sta bene, no, ci vediamo a casa! Eh, ma non andate, non vi fate le coccole? No, no, noi queste cose non le facciamo. Nella nostra cultura queste cose non si fanno. Tu stai bene, lo vedo e non c'è bisogno che te lo chieda. <br><br>Io ero lì che mi sono dovuta controllare per non tirare fuori il registratore, però era una cosa spassosissima. Vabbè, mi piace ascoltare quando la gente parla di cose che sono completamente estranee al mio mondo. <br><br><b>TRANSLATION</b><br>Every now and then, I remember to treat myself to the luxury of getting my nails done. I say 'remember' because I'm not someone who usually wears makeup or does these things. Even getting nail polish on for me is a luxury because it truly doesn't belong to my way of thinking.<br><br>But when I do it, I really enjoy it. Oh, I should do it more often! But then literally, I forget about it.So, yesterday I did it. I had about 40 minutes of free time to spare, and I did it. And as always, when I do these things, it's a very interesting listening experience.<br><br>So, imagine, I walk into this place, a place run by Asians because it's cheaper, of course. I sit down and wait for my turn.The two girls doing the nails are Chinese. They talk to each other in rapid-fire Chinese, and then another customer next to me is a very young Filipino girl.<br><br>And that's when these exchanges begin. Apparently, the Filipino girl knows the two Chinese girls because they call each other by name, and then they ask each other how their fathers are, how their mothers are, and that's where the interesting part begins. So, the Chinese girl asks the Filipino customer how her father is doing, and the girl says, "I don't know, it's been over a year since we last spoke." And then they start talking about their family dynamics. It seems that both of them have this thing where they don't talk to their siblings, brothers, mother, daughter for years. Then I found out that the Filipino girl's parents are divorced, and while before, when her mother was with her father, she literally said, "My mother was a witch. She was always angry, always in a bad mood. Now, since she's alone, she's always smiling."<br><br>And then I found out that the Chinese girl never goes out with her husband or partner, I don't know if they're married, and they never go out for dinner, which is something unheard of, going out to dinner with your partner or husband, they just stay at home. The Filipino girl was quite shocked, but she asked, "Don't you ever call your husband to ask how he's doing?" And the Chinese girl replied, "No, I know how he's doing, he's fine. No, we see each other at home! Well, don't you go out, don't you pamper each other?" To which the Chinese girl responded, "No, no, we don't do these things. In our culture, we don't do these things. He is fine, I can see it, there's no need for me to ask."<br><br>I was there trying not to pull out my recorder, but it was really entertaining. Well, I enjoy listening to people talk about things that are completely foreign to my world.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Una non parla col padre da più di un anno, l'altra non andrebbe mai al ristorante col suo compagno. Ascoltare i discorsi delle ragazze che fanno (e si fanno fare) le unghie è veramente divertente, e si imparano un sacco di cose sui fatti altrui!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Ogni tanto mi ricordo di concedermi il lusso di andare a farmi le unghie. .<br><br>Dico 'mi ricordo' perché non sono una persona che solitamente si trucca, si fa le cose, anche farmi mettere lo smalto sulle unghie per me è un lusso, perché veramente non rientra nella mia concezione delle cose. .<br><br>Poi quando lo faccio mi piace un sacco, ah, dovrei farlo più spesso! Per´o poi letteralmente me le dimentico. .<br><br>Ecco, ieri l'ho fatto, avevo circa 40 minuti di tempo da usare, libero, e l'ho fatto. E come sempre quando faccio queste cose qui è un'esperienza per me molto interessante dal punto di vista dell'ascolto. .<br><br>Allora, immaginate, entro in questo posto, un posto asiatico perché costa meno naturalmente, mi siedo e aspetto il mio turno.<br><br>Allora, le due ragazze che fanno le unghie sono due ragazze cinesi, parlano tra di loro in cinese fitto fitto, e poi un'altra cliente a fianco a me è una ragazza molto giovane, filippina.<br><br>E allora ci sono questi scambi, evidentemente la ragazza filippina conosce le due ragazze cinesi perché si chiamano per nome, e poi si chiedono come sta tuo padre, come sta tua madre, ed è qua che inizia la parte interessante. <br><br>Allora, la ragazza cinese chiede alla cliente filippina come sta tuo padre? E la ragazza dice, non lo so, è più di un anno che non ci sentiamo. E lì cominciano a parlare delle loro dinamiche familiari. .<br><br>Pare che tutte e due abbiano questa cosa qua che per anni non si parlano tra sorelle, fratelli, madre, figlia. Poi ho scoperto che i genitori della ragazza filippina sono divorziati e che mentre prima, quando la mamma stava insieme al padre ed era sempre arrabbiata, ha detto letteralmente 'mia madre, era una strega, era sempre arrabbiata, sempre col muso. Adesso, da quando sta da sola, è sempre sorridente'. <br><br>E poi ho scoperto che la ragazza cinese non esce mai col marito, col compagno, non so se siano sposati, e non vanno mai a cena fuori, che è una cosa mai sentita che si vada a cena al ristorante col proprio compagno o col proprio marito, si sta a casa. .<br><br>A ragazza filippina era abbastanza scioccata, ma scusa, allora tuo marito non non lo chiami per chiedere come sta? È la ragazza cinese, no, io lo so come sta, sta bene, no, ci vediamo a casa! Eh, ma non andate, non vi fate le coccole? No, no, noi queste cose non le facciamo. Nella nostra cultura queste cose non si fanno. Tu stai bene, lo vedo e non c'è bisogno che te lo chieda. <br><br>Io ero lì che mi sono dovuta controllare per non tirare fuori il registratore, però era una cosa spassosissima. Vabbè, mi piace ascoltare quando la gente parla di cose che sono completamente estranee al mio mondo. <br><br><b>TRANSLATION</b><br>Every now and then, I remember to treat myself to the luxury of getting my nails done. I say 'remember' because I'm not someone who usually wears makeup or does these things. Even getting nail polish on for me is a luxury because it truly doesn't belong to my way of thinking.<br><br>But when I do it, I really enjoy it. Oh, I should do it more often! But then literally, I forget about it.So, yesterday I did it. I had about 40 minutes of free time to spare, and I did it. And as always, when I do these things, it's a very interesting listening experience.<br><br>So, imagine, I walk into this place, a place run by Asians because it's cheaper, of course. I sit down and wait for my turn.The two girls doing the nails are Chinese. They talk to each other in rapid-fire Chinese, and then another customer next to me is a very young Filipino girl.<br><br>And that's when these exchanges begin. Apparently, the Filipino girl knows the two Chinese girls because they call each other by name, and then they ask each other how their fathers are, how their mothers are, and that's where the interesting part begins. So, the Chinese girl asks the Filipino customer how her father is doing, and the girl says, "I don't know, it's been over a year since we last spoke." And then they start talking about their family dynamics. It seems that both of them have this thing where they don't talk to their siblings, brothers, mother, daughter for years. Then I found out that the Filipino girl's parents are divorced, and while before, when her mother was with her father, she literally said, "My mother was a witch. She was always angry, always in a bad mood. Now, since she's alone, she's always smiling."<br><br>And then I found out that the Chinese girl never goes out with her husband or partner, I don't know if they're married, and they never go out for dinner, which is something unheard of, going out to dinner with your partner or husband, they just stay at home. The Filipino girl was quite shocked, but she asked, "Don't you ever call your husband to ask how he's doing?" And the Chinese girl replied, "No, I know how he's doing, he's fine. No, we see each other at home! Well, don't you go out, don't you pamper each other?" To which the Chinese girl responded, "No, no, we don't do these things. In our culture, we don't do these things. He is fine, I can see it, there's no need for me to ask."<br><br>I was there trying not to pull out my recorder, but it was really entertaining. Well, I enjoy listening to people talk about things that are completely foreign to my world.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 04 Jul 2023 06:55:34 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Una non parla col padre da più di un anno, l'altra non andrebbe mai al ristorante col suo compagno. Ascoltare i discorsi delle ragazze che fanno (e si fanno fare) le unghie è veramente divertente, e si imparano un sacco di cose sui fatti altrui!TRASCRIZIO</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 549 Cappello di salmone (morto)</title>
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        <![CDATA[Anche le orche hanno le loro mode, l'ultima è quella di attccare le piccole imbarcazioni. Ma negli anni '80 l'ultima moda era quella di andare in giro con un salmone morto in testa, tipo cappello. Che simpaticone!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Non siamo solo noi esseri umani ad avere le mode dei colori, degli abiti che cambiano stagione dopo stagione, c'è anche nel regno animale qualcuno che usa le mode.<br><br>Sto parlando delle orche, orche chiamate anche orche assassine non capisco perché 'porelle sono degli animali, fanno il loro mestiere di animale.Le orche sono dei grandi cetacei molto grandi, tra l'altro una una specie protetta, e trascorrono gran parte della loro giornata muovendosi in giro alla ricerca del cibo. Durante questi spostamenti, per non annoiarsi giocano, e questi giochi a volte prendono anche l'aspetto delle mode. Così alla fine degli anni ottanta un branco di orche che veniva esaminato, veniva osservato, naturalmente per motivi scientifici, qualcuno si è accorto che una di queste orche si era <b>messa in testa un salmone morto </b>e andava in giro nuotando con la testa fuori dall'acqua con questo salmone in testa, tipo cappello, e molto presto, anche molte altre orche, non solo dello stesso branco, ma anche di altri branchi, hanno cominciato ad andare in giro con un <b>cappello di salmone morto</b>. Quindi si è diffusa la moda. Poi, così come è nata questa moda, boom! È scomparsa.<br><br>Ora, da qualche anno c'è un'altra moda, quella dell'attaccare le piccole imbarcazioni, a volte anche distruggerle. Si è osservato sulla costa, sulle coste della Francia, della Spagna e del Portogallo, tanto che in queste zone, in alcune zone, è stato proibito il passaggio delle piccole imbarcazioni. Non si sa perché queste mode nascano, vadano e vengano.<br><br>Una delle ipotesi è che alle orche piaccia sentire le bolle create dall'elica delle imbarcazioni sul viso, tipo idromassaggio, e che quando le imbarcazioni non stanno producendo queste bolle, boom, vanno addosso, boh, per provocare le bolle. Non lo so.<br><br>Un'altra spiegazione che hanno dato è che una di queste orche abbia avuto un incontro antipatico con un'imbarcazione che forse la stava disturbando e quindi gliel'ha giurata, e poi questo comportamento è stato seguito dalle altre orche. È interessante vedere come questi comportamenti, queste mode che vengono e vanno, boom, improvvisamente, poi si diffondano anche da un branco all'altro delle orche.<br><br>Ora c'è da dire che le orche sono degli animali fantastici, molto belli, molto grandi, molto, molto maestosi. Sono, ripeto, una specie protetta. E poi io, quando leggo queste notizie, alla fine mi ripeto: sentite, noi siamo esseri umani, siamo fatti per stare sulla Terra.<br><br>È vero che ci siamo allargati, siamo andati in cielo, nelle profondità degli oceani e ci siamo pure rimasti. Ma le orche sono fatte per stare nel mare, quindi quella è casa loro. E qualsiasi cosa facciano a casa loro, siamo noi che ci dobbiamo spostare.<br><br>Se loro poi hanno queste mode, eh, buon per loro. Che cosa vi devo dire? Viva l'orca!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>We humans are not the only ones who have fashion trends for colors and clothes that change with seasons. Even in the animal kingdom, there are some who follow fashion. I'm talking about orcas, also known as killer whales, although I don't understand why they are called "killer" when they are just doing what animals do.<br><br>Orcas are large cetaceans, protected species, and they spend a significant part of their day moving around in search of food. During these travels, they engage in play to avoid boredom, and sometimes these games take on the form of fashion.<br><br>In the late 1980s, a group of orcas that was being studied and observed for scientific purposes caught attention. Someone noticed that one of the orcas had placed a dead salmon on its head and was swimming around with its head above the water, wearing the salmon like a hat. Soon enough, many other orcas, not only from the same pod but also from different pods, started imitating this behavior, wearing dead salmon hats.<br><br>Thus, a trend emerged. But just as it started, it vanished abruptly.In recent years, there has been another trend among orcas: attacking small boats, sometimes even destroying them. This behavior has been observed along the coasts of France, Spain, and Portugal, to the extent that in some areas, the passage of small boats has been prohibited.The reasons behind these trends, their emergence and disappearance, remain unknown.<br><br>One hypothesis suggests that orcas enjoy the sensation of bubbles created by boat propellers on their faces, similar to a massage. When boats are not producing these bubbles, the orcas may intentionally engage with them to provoke the bubbles. However, the exact motivation is uncertain. Another explanation is that one orca may have had a negative encounter with a boat that was potentially disturbing it, leading to a grudge, and other orcas subsequently adopted the behavior.<br><br>It is fascinating to observe how these behaviors and trends emerge and spread among different pods of orcas.It is important to note that orcas are magnificent creatures, beautiful and majestic. They are a protected species. When I read such news, I am reminded that we, as humans, are meant to inhabit the land. We have expanded our presence to the sky and the depths of the oceans, but the sea is the orcas' home. Whatever they do in their home, it is us who should make the adjustments. If they have these trends, well, good for them. What can I say? Long live the orca!<br><br><br><br>xrsa1RuIQj1xh9LRKgFo<br>]]>
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        <![CDATA[Anche le orche hanno le loro mode, l'ultima è quella di attccare le piccole imbarcazioni. Ma negli anni '80 l'ultima moda era quella di andare in giro con un salmone morto in testa, tipo cappello. Che simpaticone!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Non siamo solo noi esseri umani ad avere le mode dei colori, degli abiti che cambiano stagione dopo stagione, c'è anche nel regno animale qualcuno che usa le mode.<br><br>Sto parlando delle orche, orche chiamate anche orche assassine non capisco perché 'porelle sono degli animali, fanno il loro mestiere di animale.Le orche sono dei grandi cetacei molto grandi, tra l'altro una una specie protetta, e trascorrono gran parte della loro giornata muovendosi in giro alla ricerca del cibo. Durante questi spostamenti, per non annoiarsi giocano, e questi giochi a volte prendono anche l'aspetto delle mode. Così alla fine degli anni ottanta un branco di orche che veniva esaminato, veniva osservato, naturalmente per motivi scientifici, qualcuno si è accorto che una di queste orche si era <b>messa in testa un salmone morto </b>e andava in giro nuotando con la testa fuori dall'acqua con questo salmone in testa, tipo cappello, e molto presto, anche molte altre orche, non solo dello stesso branco, ma anche di altri branchi, hanno cominciato ad andare in giro con un <b>cappello di salmone morto</b>. Quindi si è diffusa la moda. Poi, così come è nata questa moda, boom! È scomparsa.<br><br>Ora, da qualche anno c'è un'altra moda, quella dell'attaccare le piccole imbarcazioni, a volte anche distruggerle. Si è osservato sulla costa, sulle coste della Francia, della Spagna e del Portogallo, tanto che in queste zone, in alcune zone, è stato proibito il passaggio delle piccole imbarcazioni. Non si sa perché queste mode nascano, vadano e vengano.<br><br>Una delle ipotesi è che alle orche piaccia sentire le bolle create dall'elica delle imbarcazioni sul viso, tipo idromassaggio, e che quando le imbarcazioni non stanno producendo queste bolle, boom, vanno addosso, boh, per provocare le bolle. Non lo so.<br><br>Un'altra spiegazione che hanno dato è che una di queste orche abbia avuto un incontro antipatico con un'imbarcazione che forse la stava disturbando e quindi gliel'ha giurata, e poi questo comportamento è stato seguito dalle altre orche. È interessante vedere come questi comportamenti, queste mode che vengono e vanno, boom, improvvisamente, poi si diffondano anche da un branco all'altro delle orche.<br><br>Ora c'è da dire che le orche sono degli animali fantastici, molto belli, molto grandi, molto, molto maestosi. Sono, ripeto, una specie protetta. E poi io, quando leggo queste notizie, alla fine mi ripeto: sentite, noi siamo esseri umani, siamo fatti per stare sulla Terra.<br><br>È vero che ci siamo allargati, siamo andati in cielo, nelle profondità degli oceani e ci siamo pure rimasti. Ma le orche sono fatte per stare nel mare, quindi quella è casa loro. E qualsiasi cosa facciano a casa loro, siamo noi che ci dobbiamo spostare.<br><br>Se loro poi hanno queste mode, eh, buon per loro. Che cosa vi devo dire? Viva l'orca!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>We humans are not the only ones who have fashion trends for colors and clothes that change with seasons. Even in the animal kingdom, there are some who follow fashion. I'm talking about orcas, also known as killer whales, although I don't understand why they are called "killer" when they are just doing what animals do.<br><br>Orcas are large cetaceans, protected species, and they spend a significant part of their day moving around in search of food. During these travels, they engage in play to avoid boredom, and sometimes these games take on the form of fashion.<br><br>In the late 1980s, a group of orcas that was being studied and observed for scientific purposes caught attention. Someone noticed that one of the orcas had placed a dead salmon on its head and was swimming around with its head above the water, wearing the salmon like a hat. Soon enough, many other orcas, not only from the same pod but also from different pods, started imitating this behavior, wearing dead salmon hats.<br><br>Thus, a trend emerged. But just as it started, it vanished abruptly.In recent years, there has been another trend among orcas: attacking small boats, sometimes even destroying them. This behavior has been observed along the coasts of France, Spain, and Portugal, to the extent that in some areas, the passage of small boats has been prohibited.The reasons behind these trends, their emergence and disappearance, remain unknown.<br><br>One hypothesis suggests that orcas enjoy the sensation of bubbles created by boat propellers on their faces, similar to a massage. When boats are not producing these bubbles, the orcas may intentionally engage with them to provoke the bubbles. However, the exact motivation is uncertain. Another explanation is that one orca may have had a negative encounter with a boat that was potentially disturbing it, leading to a grudge, and other orcas subsequently adopted the behavior.<br><br>It is fascinating to observe how these behaviors and trends emerge and spread among different pods of orcas.It is important to note that orcas are magnificent creatures, beautiful and majestic. They are a protected species. When I read such news, I am reminded that we, as humans, are meant to inhabit the land. We have expanded our presence to the sky and the depths of the oceans, but the sea is the orcas' home. Whatever they do in their home, it is us who should make the adjustments. If they have these trends, well, good for them. What can I say? Long live the orca!<br><br><br><br>xrsa1RuIQj1xh9LRKgFo<br>]]>
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      <pubDate>Mon, 03 Jul 2023 07:36:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Anche le orche hanno le loro mode, l'ultima è quella di attccare le piccole imbarcazioni. Ma negli anni '80 l'ultima moda era quella di andare in giro con un salmone morto in testa, tipo cappello. Che simpaticone!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non siamo solo noi esseri umani ad avere le mode dei colori, degli abiti che cambiano stagione dopo stagione, c'è anche nel regno animale qualcuno che usa le mode.Sto parlando delle orche, orche chiamate anche orche assassine non capisco perché 'porelle sono degli animali, fanno il loro mestiere di animale.Le orche sono dei grandi cetacei molto grandi, tra l'altro una una specie protetta, e trascorrono gran parte della loro giornata muovendosi in giro alla ricerca del cibo. Durante questi spostamenti, per non annoiarsi giocano, e questi giochi a volte prendono anche l'aspetto delle mode. Così alla fine degli anni ottanta un branco di orche che veniva esaminato, veniva osservato, naturalmente per motivi scientifici, qualcuno si è accorto che una di queste orche si era messa in testa un salmone morto e andava in giro nuotando con la testa fuori dall'acqua con questo salmone in testa, tipo cappello, e molto presto, anche molte altre orche, non solo dello stesso branco, ma anche di altri branchi, hanno cominciato ad andare in giro con un cappello di salmone morto. Quindi si è diffusa la moda. Poi, così come è nata questa moda, boom! È scomparsa.Ora, da qualche anno c'è un'altra moda, quella dell'attaccare le piccole imbarcazioni, a volte anche distruggerle. Si è osservato sulla costa, sulle coste della Francia, della Spagna e del Portogallo, tanto che in queste zone, in alcune zone, è stato proibito il passaggio delle piccole imbarcazioni. Non si sa perché queste mode nascano, vadano e vengano.Una delle ipotesi è che alle orche piaccia sentire le bolle create dall'elica delle imbarcazioni sul viso, tipo idromassaggio, e che quando le imbarcazioni non stanno producendo queste bolle, boom, vanno addosso, boh, per provocare le bolle. Non lo so.Un'altra spiegazione che hanno dato è che una di queste orche abbia avuto un incontro antipatico con un'imbarcazione che forse la stava disturbando e quindi gliel'ha giurata, e poi questo comportamento è stato seguito dalle altre orche. È interessante vedere come questi comportamenti, queste mode che vengono e vanno, boom, improvvisamente, poi si diffondano anche da un branco all'altro delle orche.Ora c'è da dire che le orche sono degli animali fantastici, molto belli, molto grandi, molto, molto maestosi. Sono, ripeto, una specie protetta. E poi io, quando leggo queste notizie, alla fine mi ripeto: sentite, noi siamo esseri umani, siamo fatti per stare sulla Terra.È vero che ci siamo allargati, siamo andati in cielo, nelle profondità degli oceani e ci siamo pure rimasti. Ma le orche sono fatte per stare nel mare, quindi quella è casa loro. E qualsiasi cosa facciano a casa loro, siamo noi che ci dobbiamo spostare.Se loro poi hanno queste mode, eh, buon per loro. Che cosa vi devo dire? Viva l'orca!TRANSLATIONWe humans are not the only ones who have fashion trends for colors and clothes that change with seasons. Even in the animal kingdom, there are some who follow fashion. I'm talking about orcas, also known as killer whales, although I don't understand why they are called "killer" when they are just doing what animals do.Orcas are large cetaceans, protected species, and they spend a significant part of their day moving around in search of food. During these travels, they engage in play to avoid boredom, and sometimes these games take on the form of fashion.In the late 1980s, a group of orcas that was being studied and observed for scientific purposes caught attention. Someone noticed that one of the orcas had placed a dead salmon on its head and was swimming around with its head above...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Anche le orche hanno le loro mode, l'ultima è quella di attccare le piccole imbarcazioni. Ma negli anni '80 l'ultima moda era quella di andare in giro con un salmone morto in testa, tipo cappello. Che simpaticone!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non si</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 548 Aggredita dall'oca assassina</title>
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        <![CDATA[Adoro gli animali e all'oca assassina di Pula giuro che io non le ho mai fatto niente. Eppure...<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng. translation below</i>]<br>C' è un'oca che mi odia. Quest'oca si trova a Pula, a casa di mia suocera che abita in campagna, ha da bel terreno vicino al mare, gli animali, le galline. E l'oca assassina.<br><br>È un'oca che ogni volta che io arrivo mi senti arrivare da lontano e comincia a starnazzare in modo molto aggressivo. Fino a poco tempo fa io mi avvicinavo anche a lei perché quando arrivo oppure mi piace sempre andare a vedere gli animali, io non ho galline a casa non ho oche, quindi piace andare un po' a vedere. poi ci sono gli alberi di fico, gli alberi di ulivo, quindi ho l'impressione di stare in mezzo alla aperta campagna.<br><br>Fino a poco tempo fa l'oca assassina si limitava a... no, starnazzare non è il verbo giusto, dovrei dire abbaiare, quindi mi starnazzava contro in modo più o meno aggressivo, portando avanti il collo, mettendo indietro le ali, facendosi grande. Io, aggiungo, non le ho mai fatto niente. A me piacciono gli animali, anzi li rispetto, ogni tanto le cambio l'acqua della bacinella dove le piace tanto tuffarsi e fare i bagni, quindi sono anche una brava persona dal suo punto di vista.<br><br>Eh, l'oca assassina mi ha aggredito, mi ha aggredito beccandomi il braccio, tagliandomi la pelle, facendomi uscire sangue, facendomi pure un livido, ma niente di gravissimo perché mi son disinfettata, però la cosa mi ha scioccato. Non ero mai stata aggredita da un animale in modo così violento e tanto meno da un'oca. A me piacciono gli animali. .<br><br>Io ero li' che passeggiavo, facevo la bucoliche e questa qua mi si è scagliata contro, io ho cercato di spostare questo collo che proprio mi facevo pure impressione, avevo paura, non volevo farle del male. E questo collo flessuoso che si piegava come se non stesse succedendo niente, poi toglieva la lingua fuori dal becco e soffiava, mi soffiava contro finché poi m'ha beccato l'avambraccio destro, e me lo sto guardando, mi fa pure ancora male, è un po' gonfio, eh... niente. <br><br>A casa a Pula mi dicono che sono stata troppo buona, che un modo per farla smettere è tirarle il collo. Io non ce la faccio a tirare il collo all'oca, non ce la faccio. .<br><br>Poi dopo essere stata aggredita sono tornata fuori dal recinto a guardarla e mi ha guardato malissimo, si stava preparando di nuovo ad attaccarmi. .<br><br>Io non lo so che cosa gli ho fatto a quest'oca. Dovrò portarle dei doni per farmi perdonare per qualcosa che, vi giuro, non le ho mai fatto del male.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>There's a goose that hates me. This goose is located in Pula, at my mother-in-law's house in the countryside. She has a nice piece of land near the sea, with animals, chickens. And the killer goose. It's a goose that every time I arrive, it can hear me coming from afar and starts honking very aggressively.<br><br>Until recently, I used to approach it too because when I arrive, I like to always go and see the animals. I don't have chickens or geese at home, so I enjoy going to see them. There are also fig trees, olive trees, so I have the impression of being in the middle of the countryside.<br><br>Until recently, the killer goose limited itself to... no, "honking" is not the right verb, I should say "barking," so it would honk at me more or less aggressively, extending its neck, tucking its wings back, trying to appear bigger. I should add, I have never hurt it. I like animals, in fact, I respect them. Sometimes I change its water in the basin where it likes to dive and bathe. So, from its perspective, I'm actually a kind person.<br><br>Well, the killer goose attacked me, it attacked me by pecking my arm, cutting my skin, making me bleed, and even causing a bruise, but it's not too serious because I disinfected it, but it shocked me. I had never been attacked by an animal so violently, let alone by a goose. I like animals. I was just walking around, enjoying the bucolic scenery, and this one came charging at me. I tried to move its neck, which really startled me.<br><br>I was scared, I didn't want to hurt it. And this flexible neck that bent as if nothing was happening, then it stuck its tongue out of its beak and blew, blowing at me until it pecked me on my right forearm, and I'm looking at it now, it still hurts, it's a bit swollen, well... nothing serious.<br><br>People in Pula tell me I've been too kind, that one way to make it stop is to pull its neck. I can't bring myself to pull the goose's neck, I just can't. Then, after being attacked, I went back outside the enclosure to look at it, and it looked at me very badly, getting ready to attack me again. I really don't know what I did to this goose. <br><br>I don't know what I did to hurt it. I will have to bring it gifts to make amends for something that, I swear, I've never done any harm to it.]]>
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        <![CDATA[Adoro gli animali e all'oca assassina di Pula giuro che io non le ho mai fatto niente. Eppure...<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng. translation below</i>]<br>C' è un'oca che mi odia. Quest'oca si trova a Pula, a casa di mia suocera che abita in campagna, ha da bel terreno vicino al mare, gli animali, le galline. E l'oca assassina.<br><br>È un'oca che ogni volta che io arrivo mi senti arrivare da lontano e comincia a starnazzare in modo molto aggressivo. Fino a poco tempo fa io mi avvicinavo anche a lei perché quando arrivo oppure mi piace sempre andare a vedere gli animali, io non ho galline a casa non ho oche, quindi piace andare un po' a vedere. poi ci sono gli alberi di fico, gli alberi di ulivo, quindi ho l'impressione di stare in mezzo alla aperta campagna.<br><br>Fino a poco tempo fa l'oca assassina si limitava a... no, starnazzare non è il verbo giusto, dovrei dire abbaiare, quindi mi starnazzava contro in modo più o meno aggressivo, portando avanti il collo, mettendo indietro le ali, facendosi grande. Io, aggiungo, non le ho mai fatto niente. A me piacciono gli animali, anzi li rispetto, ogni tanto le cambio l'acqua della bacinella dove le piace tanto tuffarsi e fare i bagni, quindi sono anche una brava persona dal suo punto di vista.<br><br>Eh, l'oca assassina mi ha aggredito, mi ha aggredito beccandomi il braccio, tagliandomi la pelle, facendomi uscire sangue, facendomi pure un livido, ma niente di gravissimo perché mi son disinfettata, però la cosa mi ha scioccato. Non ero mai stata aggredita da un animale in modo così violento e tanto meno da un'oca. A me piacciono gli animali. .<br><br>Io ero li' che passeggiavo, facevo la bucoliche e questa qua mi si è scagliata contro, io ho cercato di spostare questo collo che proprio mi facevo pure impressione, avevo paura, non volevo farle del male. E questo collo flessuoso che si piegava come se non stesse succedendo niente, poi toglieva la lingua fuori dal becco e soffiava, mi soffiava contro finché poi m'ha beccato l'avambraccio destro, e me lo sto guardando, mi fa pure ancora male, è un po' gonfio, eh... niente. <br><br>A casa a Pula mi dicono che sono stata troppo buona, che un modo per farla smettere è tirarle il collo. Io non ce la faccio a tirare il collo all'oca, non ce la faccio. .<br><br>Poi dopo essere stata aggredita sono tornata fuori dal recinto a guardarla e mi ha guardato malissimo, si stava preparando di nuovo ad attaccarmi. .<br><br>Io non lo so che cosa gli ho fatto a quest'oca. Dovrò portarle dei doni per farmi perdonare per qualcosa che, vi giuro, non le ho mai fatto del male.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>There's a goose that hates me. This goose is located in Pula, at my mother-in-law's house in the countryside. She has a nice piece of land near the sea, with animals, chickens. And the killer goose. It's a goose that every time I arrive, it can hear me coming from afar and starts honking very aggressively.<br><br>Until recently, I used to approach it too because when I arrive, I like to always go and see the animals. I don't have chickens or geese at home, so I enjoy going to see them. There are also fig trees, olive trees, so I have the impression of being in the middle of the countryside.<br><br>Until recently, the killer goose limited itself to... no, "honking" is not the right verb, I should say "barking," so it would honk at me more or less aggressively, extending its neck, tucking its wings back, trying to appear bigger. I should add, I have never hurt it. I like animals, in fact, I respect them. Sometimes I change its water in the basin where it likes to dive and bathe. So, from its perspective, I'm actually a kind person.<br><br>Well, the killer goose attacked me, it attacked me by pecking my arm, cutting my skin, making me bleed, and even causing a bruise, but it's not too serious because I disinfected it, but it shocked me. I had never been attacked by an animal so violently, let alone by a goose. I like animals. I was just walking around, enjoying the bucolic scenery, and this one came charging at me. I tried to move its neck, which really startled me.<br><br>I was scared, I didn't want to hurt it. And this flexible neck that bent as if nothing was happening, then it stuck its tongue out of its beak and blew, blowing at me until it pecked me on my right forearm, and I'm looking at it now, it still hurts, it's a bit swollen, well... nothing serious.<br><br>People in Pula tell me I've been too kind, that one way to make it stop is to pull its neck. I can't bring myself to pull the goose's neck, I just can't. Then, after being attacked, I went back outside the enclosure to look at it, and it looked at me very badly, getting ready to attack me again. I really don't know what I did to this goose. <br><br>I don't know what I did to hurt it. I will have to bring it gifts to make amends for something that, I swear, I've never done any harm to it.]]>
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      <pubDate>Sun, 02 Jul 2023 04:30:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 547 Lo squalo sbagliato</title>
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        <![CDATA[A volte le costrizioni e quello che viene percepito come un errore finisce per diventare la molla creativa più interessante. Quindi non arrabbiatevi più di tanto davanti errori, vostri e altrui.<b><br></b><br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Non so se vi sia mai capitato di sbagliare strada e proprio per il fatto che avete sbagliato strada, scoprire qualcosa di bello, di diverso che non avevate mai visto, che non avevate mai notato. .<br><br>A me capita spesso di sbagliare strada e a volte mi capita anche di scoprire delle cose che altrimenti non avrei mai visto. Questo perché? Perché quelli che alcuni chiamano errori, in effetti sono delle costrizioni che ci portano a fare le cose in modo diverso, ma anche a vedere il mondo in modo diverso. <br><br>Un po' questo è quello che è capitato al regista Steven Spielberg quando ha fatto il film Lo squalo nel 1974. Che è successo? Che Spielberg voleva fare, aveva in mente questa questa idea di uno squalo assassino che terrorizza le spiagge. Insomma, la storia la conosciamo tutti, penso che tutti più o meno abbiamo visto, se non al cinema, almeno alla televisione qualche qualche passaggio del film Lo squalo.<br><br>L'idea originale di Spielberg era di usare un enorme pupazzo animato, mosso meccanicamente che avrebbe dovuto essere onnipresente in tutte le scene del film, quindi a mettere in evidenza ancora di più l'ossessione la paura, il modo in cui questo squalo veramente terrorizzava tutte le persone che stavano attorno. <br><br>E cosa succede? Succede però che una volta preparato questo pupazzone, immagino che ci avranno lavorato un sacco di tempo seguendo le indicazioni di Spielberg, così, cosà, grande, gigantesco, sicuramente non realistico, e che è successo? Hanno messo questo pupazzone nell'acqua del mare e, se voi avete mai messo qualcosa nell'acqua del mare sapete cosa fa la salsedine, rovina tutto. Quindi il pupazzone non è stato più utilizzabile, perché non funzionava praticamente, perché l'acqua del mare corrodeva a tutti i meccanismi, per cui Spielberg ha dovuto rinunciare in gran parte all'utilizzo del pupazzo, che infatti nel film si vede pochissimo.<br><br>Però cos'è successo? Per dare agli spettatori il senso di incombenza, di terrore, di paura è dovuto ricorrere ad altri metodi. Quindi la musica, la musica dello squalo molto bella, molto incombente, ma soprattutto poi le riprese fatte dal punto di vista dello squalo in soggettiva che sono molto inquietanti e mettono paura. <br><br>Questo per dire che non bisogna scoraggiarsi quando qualcosa non funziona, ma bisogna aggirare quello che gli altri chiamano problema e vederlo proprio come una possibilità di sviluppare ancora di più la nostra creatività.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>I don't know if you've ever happened to take the wrong road and precisely because you took the wrong road, discover something beautiful, something different that you had never seen before, that you had never noticed.<br><br>It often happens to me to take the wrong road and sometimes I also happen to discover things that otherwise I would have never seen.Why is that? Because what some call mistakes are actually constraints that lead us to do things differently, but also to see the world in a different way. A bit. This is what happened to the director Steven Spielberg when he made the film Jaws in 1974. What happened?<br><br>Spielberg wanted to make, he had in mind this idea of a killer shark that terrorizes the beaches. Well, we all know the story, I think most of us have seen it, if not at the cinema, at least on television, some scenes of the film Jaws. The original idea of Spielberg was to use a huge animated puppet, mechanically moved, which was supposed to be present in all the scenes of the film, to emphasize even more the obsession, the fear, the way this shark truly terrified everyone around. And what happened?<br><br>However, what happened is that once this big puppet was prepared, I imagine they must have worked on it for a long time following Spielberg's instructions, so, like this, big, gigantic, definitely unrealistic, and what happened? They put this big puppet in the seawater, and if you have ever put something in seawater, you know what the saltwater does, it ruins everything. So the big puppet was no longer usable because it practically didn't work, because the seawater corroded all the mechanisms, so Spielberg had to largely give up using the puppet, which is actually seen very little in the film.<br><br>But what happened? In order to give the viewers a sense of impending danger, terror, fear, he had to resort to other methods. So the music, the music of Jaws, very beautiful, very ominous, but above all the shots taken from the shark's point of view, which are very unsettling and scary.<br><br>This is to say that we should not be discouraged when something doesn't work, but we should find a way around what others call a problem and see it as an opportunity to further develop our creativity.<br><br><br>]]>
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Che Spielberg voleva fare, aveva in mente questa questa idea di uno squalo assassino che terrorizza le spiagge. Insomma, la storia la conosciamo tutti, penso che tutti più o meno abbiamo visto, se non al cinema, almeno alla televisione qualche qualche passaggio del film Lo squalo.<br><br>L'idea originale di Spielberg era di usare un enorme pupazzo animato, mosso meccanicamente che avrebbe dovuto essere onnipresente in tutte le scene del film, quindi a mettere in evidenza ancora di più l'ossessione la paura, il modo in cui questo squalo veramente terrorizzava tutte le persone che stavano attorno. <br><br>E cosa succede? Succede però che una volta preparato questo pupazzone, immagino che ci avranno lavorato un sacco di tempo seguendo le indicazioni di Spielberg, così, cosà, grande, gigantesco, sicuramente non realistico, e che è successo? Hanno messo questo pupazzone nell'acqua del mare e, se voi avete mai messo qualcosa nell'acqua del mare sapete cosa fa la salsedine, rovina tutto. 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Quindi la musica, la musica dello squalo molto bella, molto incombente, ma soprattutto poi le riprese fatte dal punto di vista dello squalo in soggettiva che sono molto inquietanti e mettono paura. <br><br>Questo per dire che non bisogna scoraggiarsi quando qualcosa non funziona, ma bisogna aggirare quello che gli altri chiamano problema e vederlo proprio come una possibilità di sviluppare ancora di più la nostra creatività.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>I don't know if you've ever happened to take the wrong road and precisely because you took the wrong road, discover something beautiful, something different that you had never seen before, that you had never noticed.<br><br>It often happens to me to take the wrong road and sometimes I also happen to discover things that otherwise I would have never seen.Why is that? Because what some call mistakes are actually constraints that lead us to do things differently, but also to see the world in a different way. A bit. This is what happened to the director Steven Spielberg when he made the film Jaws in 1974. What happened?<br><br>Spielberg wanted to make, he had in mind this idea of a killer shark that terrorizes the beaches. Well, we all know the story, I think most of us have seen it, if not at the cinema, at least on television, some scenes of the film Jaws. The original idea of Spielberg was to use a huge animated puppet, mechanically moved, which was supposed to be present in all the scenes of the film, to emphasize even more the obsession, the fear, the way this shark truly terrified everyone around. And what happened?<br><br>However, what happened is that once this big puppet was prepared, I imagine they must have worked on it for a long time following Spielberg's instructions, so, like this, big, gigantic, definitely unrealistic, and what happened? They put this big puppet in the seawater, and if you have ever put something in seawater, you know what the saltwater does, it ruins everything. So the big puppet was no longer usable because it practically didn't work, because the seawater corroded all the mechanisms, so Spielberg had to largely give up using the puppet, which is actually seen very little in the film.<br><br>But what happened? In order to give the viewers a sense of impending danger, terror, fear, he had to resort to other methods. So the music, the music of Jaws, very beautiful, very ominous, but above all the shots taken from the shark's point of view, which are very unsettling and scary.<br><br>This is to say that we should not be discouraged when something doesn't work, but we should find a way around what others call a problem and see it as an opportunity to further develop our creativity.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 01 Jul 2023 07:46:35 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>A volte le costrizioni e quello che viene percepito come un errore finisce per diventare la molla creativa più interessante. Quindi non arrabbiatevi più di tanto davanti errori, vostri e altrui.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non so se vi sia mai capitato di sbagliare strada e proprio per il fatto che avete sbagliato strada, scoprire qualcosa di bello, di diverso che non avevate mai visto, che non avevate mai notato. .A me capita spesso di sbagliare strada e a volte mi capita anche di scoprire delle cose che altrimenti non avrei mai visto. Questo perché? Perché quelli che alcuni chiamano errori, in effetti sono delle costrizioni che ci portano a fare le cose in modo diverso, ma anche a vedere il mondo in modo diverso. Un po' questo è quello che è capitato al regista Steven Spielberg quando ha fatto il film Lo squalo nel 1974. Che è successo? Che Spielberg voleva fare, aveva in mente questa questa idea di uno squalo assassino che terrorizza le spiagge. Insomma, la storia la conosciamo tutti, penso che tutti più o meno abbiamo visto, se non al cinema, almeno alla televisione qualche qualche passaggio del film Lo squalo.L'idea originale di Spielberg era di usare un enorme pupazzo animato, mosso meccanicamente che avrebbe dovuto essere onnipresente in tutte le scene del film, quindi a mettere in evidenza ancora di più l'ossessione la paura, il modo in cui questo squalo veramente terrorizzava tutte le persone che stavano attorno. E cosa succede? Succede però che una volta preparato questo pupazzone, immagino che ci avranno lavorato un sacco di tempo seguendo le indicazioni di Spielberg, così, cosà, grande, gigantesco, sicuramente non realistico, e che è successo? Hanno messo questo pupazzone nell'acqua del mare e, se voi avete mai messo qualcosa nell'acqua del mare sapete cosa fa la salsedine, rovina tutto. Quindi il pupazzone non è stato più utilizzabile, perché non funzionava praticamente, perché l'acqua del mare corrodeva a tutti i meccanismi, per cui Spielberg ha dovuto rinunciare in gran parte all'utilizzo del pupazzo, che infatti nel film si vede pochissimo.Però cos'è successo? Per dare agli spettatori il senso di incombenza, di terrore, di paura è dovuto ricorrere ad altri metodi. Quindi la musica, la musica dello squalo molto bella, molto incombente, ma soprattutto poi le riprese fatte dal punto di vista dello squalo in soggettiva che sono molto inquietanti e mettono paura. Questo per dire che non bisogna scoraggiarsi quando qualcosa non funziona, ma bisogna aggirare quello che gli altri chiamano problema e vederlo proprio come una possibilità di sviluppare ancora di più la nostra creatività.TRANSLATIONI don't know if you've ever happened to take the wrong road and precisely because you took the wrong road, discover something beautiful, something different that you had never seen before, that you had never noticed.It often happens to me to take the wrong road and sometimes I also happen to discover things that otherwise I would have never seen.Why is that? Because what some call mistakes are actually constraints that lead us to do things differently, but also to see the world in a different way. A bit. This is what happened to the director Steven Spielberg when he made the film Jaws in 1974. What happened?Spielberg wanted to make, he had in mind this idea of a killer shark that terrorizes the beaches. Well, we all know the story, I think most of us have seen it, if not at the cinema, at least on television, some scenes of the film Jaws. The original idea of Spielberg was to use a huge animated puppet, mechanically moved, which was supposed to be present in all the scenes of the film, to emphasize even more the obsession, the fear, the way this shark truly terrified everyone around. And what happened?However, what happened is that once...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>A volte le costrizioni e quello che viene percepito come un errore finisce per diventare la molla creativa più interessante. Quindi non arrabbiatevi più di tanto davanti errori, vostri e altrui.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non so se vi sia mai capi</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 546 Toccare la frutta (senza guanti)</title>
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        <![CDATA[La donna venne incenerita all'istante da un raggio laser proveniente dal soffitto. Aveva osato mettere le banane nel sacchetto senza usare gli appositi guanti ma toccando la buccia delle banane a mani nude. Orrore!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Quando da bambina accompagnavo mia mamma a fare la spesa al mercato oppure alla bottega, mamma, come tutte le altre donne che facevano la spesa, perché era praticamente impossibile avvistare un uomo fare la spesa, quindi tutte le donne cosa facevano? Prendevano la busta e ci mettevano dentro i pomodori, la frutta e le arance l'uva a mani nude. Orrore! Qualche tempo fa, qualche decennio fa, è venuta fuori la moda di usare i guanti per prendere la roba al supermercato per metterla dentro la busta. E poi, qualche anno fa, in Italia è diventato obbligo assoluto. Infatti, se qualche uno si azzarda a toccare la frutta senza il guanto di plastica anatema, squillano le sirene, viene incenerito sul momento da un raggio laser che parte dal soffitto del supermercato.<br><br>Ora immaginate voi la mia sorpresa, sono rimasta basita, quando qualche tempo fa ero in Francia, a Parigi, in un grande supermercato e, udite, udite: in Francia la gente si mette la frutta nel sacchetto senza usare i guanti. Io mi sentivo una ladra, mi sentivo un'assassina quando con gusto ho toccato le banane e le ho messe dentro la mia busta.<br><br>Ora riflettiamo un attimo: qual è il motivo per cui io dovrei mettere i guanti di plastica per toccare la banana o la patata o l'arancia che poi a casa consumero', o anche il pomodoro. Allora, la banana poi la sbuccio, quindi qualsiasi cosa tocchi me frega niente perché tanto la buccia non me la bevo mica mangiare. Il pomodoro, è vero che poi me lo devo mettere in bocca con la buccia, ma figli miei, si spera che una volta portato a casa la frutta e la verdura qualcuno la lavi sotto l'acqua corrente e magari la sfreghi pure.<br><br>Non lo so, io dico, se avete paura dei germi che possono contagiarvi le mie mani, perché mangiate la frutta senza lavare, e allora mi sa che altro che guanti c' è bisogno per voi. Perché, fateci caso la prossima volta che andate al supermercato e guardate la montagna di plastica che si accumula e si spreca, anche perché, sarà capitato anche voi, mi metto questi cavolo di guanti, prendo la frutta, poi li butto e poi a metà strada, quando sono già nel corridoio dove ci sono uova e zucchero, mi ricordo che dovevo prendere anche un'altra cosa nella frutta e devo prendere un altro paio di guanti, è uno spreco incredibile. Poi ripeto, io i pomodori me li lavo benino prima di mangiarli e mi lavo pure le mani prima di mettermi a tavola.<br><br>E se poi proprio volete esagerare, lavate pure la buccia delle banane. Cosa volete che vi dica? Rifletteteci, rifletteteci.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><b></b><br>When as a child I accompanied my mother to do the shopping at the market or at the local shop, Mum, like all the other women who did the shopping, because it was practically impossible to spot a man doing the shopping, so what did all the women do? They took the bag and put the tomatoes, the fruit and the oranges and the grapes into it with their bare hands. The horror!<br><br>Some time ago, a few decades ago, the fashion of using gloves to take the stuff in the supermarket to put it inside the bag came out. And then, a few years ago, in Italy it became an absolute obligation. In fact, if anyone dares to touch the fruit without the plastic glove, anathema!  The sirens blare, they are incinerated on the spot by a laser beam that starts from the ceiling of the supermarket.<br><br>Now imagine my surprise, I was stunned, when some time ago I was in France, in Paris, in a large supermarket and, listen, listen: in France people put fruit in the bag without using gloves. I felt like a thief, I felt like a murderer when I tastefully touched the bananas and put them inside my bag.<br><br>Now let's reflect for a moment: what is the reason why I should put on plastic gloves to touch the banana or potato or orange which I will then consume at home, or even the tomato. You see, I peel the banana, so whatever it touches I don't care because I don't ingest the peel anyway, I don't eat it.<br><br>With tomato, it is true that I then have to put it in my mouth with the skin on, but my dearest, hopefully once I have brought the fruit and vegetables home I will wash them under running water and maybe even rub them.<br><br>I don't know, I say, if you're afraid of germs that can infect you through my hands because you eat fruit without washing, then I guess what you need goes well beyond a pair of gloves.<br><br>Because, pay attention to it the next time you go to the supermarket and look at the mountain of plastic that accumulates and is wasted, also because, it must have happened to you too, I put on these bloody gloves, I take the fruit, then I throw them away and then half way, when I'm already in the aisle where there are eggs and sugar, I remember that I also had to get another thing in the fruit corner and I have to get another pair of gloves, it's an incredible waste.<br><br>Then I repeat, I wash my tomatoes well before eating them and I also wash my hands before sitting at the table. And if you really want to go overboard, wash the peel of the bananas. What shall I say? Think about it, think about it.<br>]]>
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        <![CDATA[La donna venne incenerita all'istante da un raggio laser proveniente dal soffitto. Aveva osato mettere le banane nel sacchetto senza usare gli appositi guanti ma toccando la buccia delle banane a mani nude. Orrore!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Quando da bambina accompagnavo mia mamma a fare la spesa al mercato oppure alla bottega, mamma, come tutte le altre donne che facevano la spesa, perché era praticamente impossibile avvistare un uomo fare la spesa, quindi tutte le donne cosa facevano? Prendevano la busta e ci mettevano dentro i pomodori, la frutta e le arance l'uva a mani nude. Orrore! Qualche tempo fa, qualche decennio fa, è venuta fuori la moda di usare i guanti per prendere la roba al supermercato per metterla dentro la busta. E poi, qualche anno fa, in Italia è diventato obbligo assoluto. Infatti, se qualche uno si azzarda a toccare la frutta senza il guanto di plastica anatema, squillano le sirene, viene incenerito sul momento da un raggio laser che parte dal soffitto del supermercato.<br><br>Ora immaginate voi la mia sorpresa, sono rimasta basita, quando qualche tempo fa ero in Francia, a Parigi, in un grande supermercato e, udite, udite: in Francia la gente si mette la frutta nel sacchetto senza usare i guanti. Io mi sentivo una ladra, mi sentivo un'assassina quando con gusto ho toccato le banane e le ho messe dentro la mia busta.<br><br>Ora riflettiamo un attimo: qual è il motivo per cui io dovrei mettere i guanti di plastica per toccare la banana o la patata o l'arancia che poi a casa consumero', o anche il pomodoro. Allora, la banana poi la sbuccio, quindi qualsiasi cosa tocchi me frega niente perché tanto la buccia non me la bevo mica mangiare. Il pomodoro, è vero che poi me lo devo mettere in bocca con la buccia, ma figli miei, si spera che una volta portato a casa la frutta e la verdura qualcuno la lavi sotto l'acqua corrente e magari la sfreghi pure.<br><br>Non lo so, io dico, se avete paura dei germi che possono contagiarvi le mie mani, perché mangiate la frutta senza lavare, e allora mi sa che altro che guanti c' è bisogno per voi. Perché, fateci caso la prossima volta che andate al supermercato e guardate la montagna di plastica che si accumula e si spreca, anche perché, sarà capitato anche voi, mi metto questi cavolo di guanti, prendo la frutta, poi li butto e poi a metà strada, quando sono già nel corridoio dove ci sono uova e zucchero, mi ricordo che dovevo prendere anche un'altra cosa nella frutta e devo prendere un altro paio di guanti, è uno spreco incredibile. Poi ripeto, io i pomodori me li lavo benino prima di mangiarli e mi lavo pure le mani prima di mettermi a tavola.<br><br>E se poi proprio volete esagerare, lavate pure la buccia delle banane. Cosa volete che vi dica? Rifletteteci, rifletteteci.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><b></b><br>When as a child I accompanied my mother to do the shopping at the market or at the local shop, Mum, like all the other women who did the shopping, because it was practically impossible to spot a man doing the shopping, so what did all the women do? They took the bag and put the tomatoes, the fruit and the oranges and the grapes into it with their bare hands. The horror!<br><br>Some time ago, a few decades ago, the fashion of using gloves to take the stuff in the supermarket to put it inside the bag came out. And then, a few years ago, in Italy it became an absolute obligation. In fact, if anyone dares to touch the fruit without the plastic glove, anathema!  The sirens blare, they are incinerated on the spot by a laser beam that starts from the ceiling of the supermarket.<br><br>Now imagine my surprise, I was stunned, when some time ago I was in France, in Paris, in a large supermarket and, listen, listen: in France people put fruit in the bag without using gloves. I felt like a thief, I felt like a murderer when I tastefully touched the bananas and put them inside my bag.<br><br>Now let's reflect for a moment: what is the reason why I should put on plastic gloves to touch the banana or potato or orange which I will then consume at home, or even the tomato. You see, I peel the banana, so whatever it touches I don't care because I don't ingest the peel anyway, I don't eat it.<br><br>With tomato, it is true that I then have to put it in my mouth with the skin on, but my dearest, hopefully once I have brought the fruit and vegetables home I will wash them under running water and maybe even rub them.<br><br>I don't know, I say, if you're afraid of germs that can infect you through my hands because you eat fruit without washing, then I guess what you need goes well beyond a pair of gloves.<br><br>Because, pay attention to it the next time you go to the supermarket and look at the mountain of plastic that accumulates and is wasted, also because, it must have happened to you too, I put on these bloody gloves, I take the fruit, then I throw them away and then half way, when I'm already in the aisle where there are eggs and sugar, I remember that I also had to get another thing in the fruit corner and I have to get another pair of gloves, it's an incredible waste.<br><br>Then I repeat, I wash my tomatoes well before eating them and I also wash my hands before sitting at the table. And if you really want to go overboard, wash the peel of the bananas. What shall I say? Think about it, think about it.<br>]]>
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      <pubDate>Fri, 30 Jun 2023 13:33:22 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La donna venne incenerita all'istante da un raggio laser proveniente dal soffitto. Aveva osato mettere le banane nel sacchetto senza usare gli appositi guanti ma toccando la buccia delle banane a mani nude. Orrore!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando da bambina accompagnavo mia mamma a fare la spesa al mercato oppure alla bottega, mamma, come tutte le altre donne che facevano la spesa, perché era praticamente impossibile avvistare un uomo fare la spesa, quindi tutte le donne cosa facevano? Prendevano la busta e ci mettevano dentro i pomodori, la frutta e le arance l'uva a mani nude. Orrore! Qualche tempo fa, qualche decennio fa, è venuta fuori la moda di usare i guanti per prendere la roba al supermercato per metterla dentro la busta. E poi, qualche anno fa, in Italia è diventato obbligo assoluto. Infatti, se qualche uno si azzarda a toccare la frutta senza il guanto di plastica anatema, squillano le sirene, viene incenerito sul momento da un raggio laser che parte dal soffitto del supermercato.Ora immaginate voi la mia sorpresa, sono rimasta basita, quando qualche tempo fa ero in Francia, a Parigi, in un grande supermercato e, udite, udite: in Francia la gente si mette la frutta nel sacchetto senza usare i guanti. Io mi sentivo una ladra, mi sentivo un'assassina quando con gusto ho toccato le banane e le ho messe dentro la mia busta.Ora riflettiamo un attimo: qual è il motivo per cui io dovrei mettere i guanti di plastica per toccare la banana o la patata o l'arancia che poi a casa consumero', o anche il pomodoro. Allora, la banana poi la sbuccio, quindi qualsiasi cosa tocchi me frega niente perché tanto la buccia non me la bevo mica mangiare. Il pomodoro, è vero che poi me lo devo mettere in bocca con la buccia, ma figli miei, si spera che una volta portato a casa la frutta e la verdura qualcuno la lavi sotto l'acqua corrente e magari la sfreghi pure.Non lo so, io dico, se avete paura dei germi che possono contagiarvi le mie mani, perché mangiate la frutta senza lavare, e allora mi sa che altro che guanti c' è bisogno per voi. Perché, fateci caso la prossima volta che andate al supermercato e guardate la montagna di plastica che si accumula e si spreca, anche perché, sarà capitato anche voi, mi metto questi cavolo di guanti, prendo la frutta, poi li butto e poi a metà strada, quando sono già nel corridoio dove ci sono uova e zucchero, mi ricordo che dovevo prendere anche un'altra cosa nella frutta e devo prendere un altro paio di guanti, è uno spreco incredibile. Poi ripeto, io i pomodori me li lavo benino prima di mangiarli e mi lavo pure le mani prima di mettermi a tavola.E se poi proprio volete esagerare, lavate pure la buccia delle banane. Cosa volete che vi dica? Rifletteteci, rifletteteci.TRANSLATIONWhen as a child I accompanied my mother to do the shopping at the market or at the local shop, Mum, like all the other women who did the shopping, because it was practically impossible to spot a man doing the shopping, so what did all the women do? They took the bag and put the tomatoes, the fruit and the oranges and the grapes into it with their bare hands. The horror!Some time ago, a few decades ago, the fashion of using gloves to take the stuff in the supermarket to put it inside the bag came out. And then, a few years ago, in Italy it became an absolute obligation. In fact, if anyone dares to touch the fruit without the plastic glove, anathema!  The sirens blare, they are incinerated on the spot by a laser beam that starts from the ceiling of the supermarket.Now imagine my surprise, I was stunned, when some time ago I was in France, in Paris, in a large supermarket and, listen, listen: in France people put fruit in the bag without using gloves. I felt like a thief, I felt like a murderer when I tastefully touched the bananas and put them inside my bag.Now...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La donna venne incenerita all'istante da un raggio laser proveniente dal soffitto. Aveva osato mettere le banane nel sacchetto senza usare gli appositi guanti ma toccando la buccia delle banane a mani nude. Orrore!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quand</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 545 Rumore della Terra (fa paura)</title>
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        <![CDATA[L'European Space Agency, l'azienda spaziale europea, tramite una serie di satelliti 'Swarm' (che significa 'sciame' giusto per capirci), ha catturato i dati relativi al magnetismo terrestre, una cosa che da quello che ho capito avvolge la Terra e ci protegge dai raggi solari. Qualcuno si è preso la briga di trasformare le onde magnetiche in onde sonore e il risultato è un rumore terrificante che fa pensare alle torture medievali. Il link per l'ascolto del suono è in fondo alla pagina. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Translation below</i>]<br><br>Immaginate di camminare in una piazza, magari a Copenhagen, di passeggiare e mentre passeggiate dalla terra, dai tombini che ci sono per terra, escono dei rumori che fanno paura, rumori che sembrano catene trascinate per terra, che sembrano il brontolare della pancia di un vulcano gigantesco che sta per esplodere e altri rumori che fanno pensare alle torture medioevali.<br>Questo è un po il quadro che si è presentato a chi lo scorso ottobre, quindi ottobre 2022, si è messo a passeggiare nella piazza che adesso non mi ricordo come si chiama, l'ho letto, comunque è una piazza importante di Copenhagen, dove un artista aveva preso insieme, un artista che ha lavorato insieme a un'università, ha preso i dati relativi al campo magnetico terrestre e li ha trasformati in suono.<br><br>Non sono stata molto attenta durante le lezioni di geografia per capire, per sapere esattamente cosa sia il campo magnetico terrestre. Immagino che sia anche quella cosa che fa spostare le calamite. So che, perché l'ho letto in un articolo, è una cosa che ci protegge anche dal finire arrostiti dai raggi solari e questo campo magnetico è una cosa invisibile. Se voi prendete due calamite una fianco all'altra, non è che vedete i razzetti che escono dalla calamita col segno positivo per attaccarsi a quella col segno negativo. Però sono delle forze che indubbiamente esistono. Pensate anche all'elettricità, non la vediamo, però esiste.<br><br>Non so come, però sono riusciti a trasformare i dati che misurano il magnetismo terrestre per renderli visibili e per renderli ascoltabili. Quello che ne è venuto fuori è un documento sonoro, appunto, incredibilmente inquietante e interessante. Poi ho scoperto che è stato presentato al pubblico danese in questa piazza di Copenhagen con un'installazione che è durata una settimana, dove letteralmente si faceva uscire da sottoterra il rumore, questo WOWOWOWOW, vi metto il link così lo ascoltate perché è veramente molto bello, e a quanto pare il rumore ha tracciato il modo in cui il magnetismo terrestre è cambiato nel corso degli ultimi 100.000 anni.<br><br>Ripeto, io non sono una scienziata, quello che mi ha affascinato e che sono sicuro affascinerà anche voi è il rumore incredibilmente medioevale che fa il magnetismo terrestre quando si trasforma in suono.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Imagine that you are crossing a square, perhaps in Copenhagen, you are walking and as you are walking, from the ground, from the manholes on the ground, there are noises coming out of the ground that are frightening, noises that sound like chains being dragged along the ground, that sound like the rumbling of the belly of a giant volcano about to explode, and other noises that make you think of medieval torture.<br><br>That's kind of the picture that presented itself to those who last October, so October 2022, took a walk in the square that now I can't remember what it's called, I read it, anyway it's a major square in Copenhagen, where an artist had taken together, an artist who worked together with a university, took data about the earth's magnetic field and turned it into sound.<br><br>I didn't pay much attention in geography class to understand, to know exactly what the earth's magnetic field is. I guess it's also that thing that makes the magnets move. I know, because I read it in an article, it is something that also protects us from getting roasted by the sun's rays, and this magnetic field is an invisible thing. If you take two magnets side by side, it's not like you see the flares coming out of the magnet with the positive sign to stick to the one with the negative sign.<br>However, they are forces that undoubtedly exist. Think also of electricity, we do not see it, however it exists.<br><br>I do not know how, anyway, they were able to transform the data measuring Earth's magnetism to make it visible and to make it listenable. What came out of it is an aural document, indeed, incredibly disturbing and interesting. Then I found out that it was presented to the Danish public in this square in Copenhagen with an installation that lasted for a week, where they literally had noise coming out of the ground, this WOWOWOWOW, I'll put the link to it so you can listen to it because it's really very nice, and apparently the noise tracked the way the earth's magnetism has changed over the last 100,000 years.<br><br>Again, I am not a scientist, what has fascinated me and I am sure will fascinate you as well is the incredibly medieval noise that Earth's magnetism makes when it is transformed into sound.<br><br>LINK<br>Il rumore del magnetismo terrestre <br><a href="https://soundcloud.com/esa/the-scary-sound-of-earths-magnetic-field" rel="noreferrer noopener">https://soundcloud.com/esa/the-scary-sound-of-earths-magnetic-field</a><br><br>Le immagini (e i suoni) dell'installazione nella Solbjerg Square di Copenhagen <a href="https://www.esa.int/ESA_Multimedia/Videos/2022/10/Bringing_Earth_s_magnetic_rumble_to_Copenhagen" rel="noreferrer noopener">https://www.esa.int/ESA_Multimedia/Videos/2022/10/Bringing_Earth_s_magnetic_rumble_to_Copenhagen</a>]]>
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        <![CDATA[L'European Space Agency, l'azienda spaziale europea, tramite una serie di satelliti 'Swarm' (che significa 'sciame' giusto per capirci), ha catturato i dati relativi al magnetismo terrestre, una cosa che da quello che ho capito avvolge la Terra e ci protegge dai raggi solari. Qualcuno si è preso la briga di trasformare le onde magnetiche in onde sonore e il risultato è un rumore terrificante che fa pensare alle torture medievali. Il link per l'ascolto del suono è in fondo alla pagina. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Translation below</i>]<br><br>Immaginate di camminare in una piazza, magari a Copenhagen, di passeggiare e mentre passeggiate dalla terra, dai tombini che ci sono per terra, escono dei rumori che fanno paura, rumori che sembrano catene trascinate per terra, che sembrano il brontolare della pancia di un vulcano gigantesco che sta per esplodere e altri rumori che fanno pensare alle torture medioevali.<br>Questo è un po il quadro che si è presentato a chi lo scorso ottobre, quindi ottobre 2022, si è messo a passeggiare nella piazza che adesso non mi ricordo come si chiama, l'ho letto, comunque è una piazza importante di Copenhagen, dove un artista aveva preso insieme, un artista che ha lavorato insieme a un'università, ha preso i dati relativi al campo magnetico terrestre e li ha trasformati in suono.<br><br>Non sono stata molto attenta durante le lezioni di geografia per capire, per sapere esattamente cosa sia il campo magnetico terrestre. Immagino che sia anche quella cosa che fa spostare le calamite. So che, perché l'ho letto in un articolo, è una cosa che ci protegge anche dal finire arrostiti dai raggi solari e questo campo magnetico è una cosa invisibile. Se voi prendete due calamite una fianco all'altra, non è che vedete i razzetti che escono dalla calamita col segno positivo per attaccarsi a quella col segno negativo. Però sono delle forze che indubbiamente esistono. Pensate anche all'elettricità, non la vediamo, però esiste.<br><br>Non so come, però sono riusciti a trasformare i dati che misurano il magnetismo terrestre per renderli visibili e per renderli ascoltabili. Quello che ne è venuto fuori è un documento sonoro, appunto, incredibilmente inquietante e interessante. Poi ho scoperto che è stato presentato al pubblico danese in questa piazza di Copenhagen con un'installazione che è durata una settimana, dove letteralmente si faceva uscire da sottoterra il rumore, questo WOWOWOWOW, vi metto il link così lo ascoltate perché è veramente molto bello, e a quanto pare il rumore ha tracciato il modo in cui il magnetismo terrestre è cambiato nel corso degli ultimi 100.000 anni.<br><br>Ripeto, io non sono una scienziata, quello che mi ha affascinato e che sono sicuro affascinerà anche voi è il rumore incredibilmente medioevale che fa il magnetismo terrestre quando si trasforma in suono.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Imagine that you are crossing a square, perhaps in Copenhagen, you are walking and as you are walking, from the ground, from the manholes on the ground, there are noises coming out of the ground that are frightening, noises that sound like chains being dragged along the ground, that sound like the rumbling of the belly of a giant volcano about to explode, and other noises that make you think of medieval torture.<br><br>That's kind of the picture that presented itself to those who last October, so October 2022, took a walk in the square that now I can't remember what it's called, I read it, anyway it's a major square in Copenhagen, where an artist had taken together, an artist who worked together with a university, took data about the earth's magnetic field and turned it into sound.<br><br>I didn't pay much attention in geography class to understand, to know exactly what the earth's magnetic field is. I guess it's also that thing that makes the magnets move. I know, because I read it in an article, it is something that also protects us from getting roasted by the sun's rays, and this magnetic field is an invisible thing. If you take two magnets side by side, it's not like you see the flares coming out of the magnet with the positive sign to stick to the one with the negative sign.<br>However, they are forces that undoubtedly exist. Think also of electricity, we do not see it, however it exists.<br><br>I do not know how, anyway, they were able to transform the data measuring Earth's magnetism to make it visible and to make it listenable. What came out of it is an aural document, indeed, incredibly disturbing and interesting. Then I found out that it was presented to the Danish public in this square in Copenhagen with an installation that lasted for a week, where they literally had noise coming out of the ground, this WOWOWOWOW, I'll put the link to it so you can listen to it because it's really very nice, and apparently the noise tracked the way the earth's magnetism has changed over the last 100,000 years.<br><br>Again, I am not a scientist, what has fascinated me and I am sure will fascinate you as well is the incredibly medieval noise that Earth's magnetism makes when it is transformed into sound.<br><br>LINK<br>Il rumore del magnetismo terrestre <br><a href="https://soundcloud.com/esa/the-scary-sound-of-earths-magnetic-field" rel="noreferrer noopener">https://soundcloud.com/esa/the-scary-sound-of-earths-magnetic-field</a><br><br>Le immagini (e i suoni) dell'installazione nella Solbjerg Square di Copenhagen <a href="https://www.esa.int/ESA_Multimedia/Videos/2022/10/Bringing_Earth_s_magnetic_rumble_to_Copenhagen" rel="noreferrer noopener">https://www.esa.int/ESA_Multimedia/Videos/2022/10/Bringing_Earth_s_magnetic_rumble_to_Copenhagen</a>]]>
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      <pubDate>Thu, 29 Jun 2023 09:23:32 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>L'European Space Agency, l'azienda spaziale europea, tramite una serie di satelliti 'Swarm' (che significa 'sciame' giusto per capirci), ha catturato i dati relativi al magnetismo terrestre, una cosa che da quello che ho capito avvolge la Terra e ci prote</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 544 Auto colorate (mai più grigie)</title>
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        <![CDATA[Vi ricordate quando le città erano piene di auto coloratissime e noi ci 'passavamo' le Prinz 'senza ritorno'?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b><br>Guardando le vecchie fotografie della mia città, Cagliari, una delle cose che colpisce, oltre vedere le macchine parcheggiate e che stazionano in luoghi adesso (per fortuna) impensabili, è la varietà di colori delle autovetture.<br><br>Io ricordo quando ero piccola, era pieno di macchine di tutti i colori possibili immaginabili: rosso, verde, giallo, arancione, verde pisello, no verde pisello no, verde pistacchio e l'immancabile verde delle Prinz, che era una macchina che si diceva portasse sfortuna, infatti quando si vedeva una Prinz, soprattutto verde, bum, si toccava la persona che c'era a fianco e si diceva "tua, la Prinz, senza ritorno", nel senso che la persona non poteva restituirti la malasorte.<br><br>Poi è successo non so cosa e improvvisamente tutte le macchine a Cagliari, ma diciamo un po' dappertutto, si sono uniformate e sono diventate di tre colori: bianche, nere e grigie, con il grigio, soprattutto quello metallizzato, a rappresentare la stragrande maggioranza dei colori delle auto.<br>Infatti conoscerete tutti la sensazione: non vi ricordate dove avete parcheggiato la macchina e cercate inutilmente con lo sguardo la vostra, che sicuramente è grigio metallizzata, in un mare di altre automobili grigio metallizzate.<br><br>Però adesso la situazione cambia, almeno per le persone che acquisteranno una Fiat. Perché? Perché la Fiat ha deciso di bandire il colore grigio dalle sue autovetture che d'ora in avanti saranno solo super colorate, perché? Perché l'Italia è la nazione del colore e della felicità e questo si dovrà rispecchiare anche nelle macchine, che saranno tutte belle, colorate e mai più grigie.<br>Non sto scherzando, vi metto il link così potrete constatare voi con noi, con i vostri occhi. Viva l'arancione!<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Looking at old photographs of my city, Cagliari, one of the things that is striking, besides seeing cars parked and stationed in places now (thankfully) unthinkable, is the variety of colors of the cars.<br><br>I remember when I was growing up, it was full of cars of every possible color imaginable: red, green, yellow, orange, pea green, no pea green no, pistachio green and the ever-present green Prinz, which was a car that was said to bring bad luck, in fact when you saw a Prinz, especially green, boom, you would touch the person next to it and say "yours, the Prinz, no return," meaning the person could not return you the bad luck.<br><br>Then it happened I don't know what and suddenly all the cars in Cagliari, but let's say a little bit everywhere, became uniform and became of three colors: white, black and gray, with gray, especially metallic gray, representing the vast majority of car colors.<br><br>In fact you will all know the feeling: you can't remember where you parked your car and search futilely with your eyes for yours, which is surely metallic gray, in a sea of other metallic gray cars.<br>However, now the situation changes, at least for people who will buy a Fiat. Why? Because Fiat has decided to banish the color gray from its cars, which from now on will only be super-colored, why? Because Italy is the nation of the color and of happiness, and this should also be reflected in the cars, which will all be beautiful, colorful and never gray again.<br><br>I'm not kidding, I'll put the link so you can see for yourself with us, with your own eyes. Hurray for the colour orange!<br><br>LINK<br>Guardate con i vostri occhi il video dove immergono la macchina grigia in un enorme recipient epieno di vernice arancione<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=uWLX94pzYVk" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=uWLX94pzYVk</a>]]>
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        <![CDATA[Vi ricordate quando le città erano piene di auto coloratissime e noi ci 'passavamo' le Prinz 'senza ritorno'?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b><br>Guardando le vecchie fotografie della mia città, Cagliari, una delle cose che colpisce, oltre vedere le macchine parcheggiate e che stazionano in luoghi adesso (per fortuna) impensabili, è la varietà di colori delle autovetture.<br><br>Io ricordo quando ero piccola, era pieno di macchine di tutti i colori possibili immaginabili: rosso, verde, giallo, arancione, verde pisello, no verde pisello no, verde pistacchio e l'immancabile verde delle Prinz, che era una macchina che si diceva portasse sfortuna, infatti quando si vedeva una Prinz, soprattutto verde, bum, si toccava la persona che c'era a fianco e si diceva "tua, la Prinz, senza ritorno", nel senso che la persona non poteva restituirti la malasorte.<br><br>Poi è successo non so cosa e improvvisamente tutte le macchine a Cagliari, ma diciamo un po' dappertutto, si sono uniformate e sono diventate di tre colori: bianche, nere e grigie, con il grigio, soprattutto quello metallizzato, a rappresentare la stragrande maggioranza dei colori delle auto.<br>Infatti conoscerete tutti la sensazione: non vi ricordate dove avete parcheggiato la macchina e cercate inutilmente con lo sguardo la vostra, che sicuramente è grigio metallizzata, in un mare di altre automobili grigio metallizzate.<br><br>Però adesso la situazione cambia, almeno per le persone che acquisteranno una Fiat. Perché? Perché la Fiat ha deciso di bandire il colore grigio dalle sue autovetture che d'ora in avanti saranno solo super colorate, perché? Perché l'Italia è la nazione del colore e della felicità e questo si dovrà rispecchiare anche nelle macchine, che saranno tutte belle, colorate e mai più grigie.<br>Non sto scherzando, vi metto il link così potrete constatare voi con noi, con i vostri occhi. Viva l'arancione!<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Looking at old photographs of my city, Cagliari, one of the things that is striking, besides seeing cars parked and stationed in places now (thankfully) unthinkable, is the variety of colors of the cars.<br><br>I remember when I was growing up, it was full of cars of every possible color imaginable: red, green, yellow, orange, pea green, no pea green no, pistachio green and the ever-present green Prinz, which was a car that was said to bring bad luck, in fact when you saw a Prinz, especially green, boom, you would touch the person next to it and say "yours, the Prinz, no return," meaning the person could not return you the bad luck.<br><br>Then it happened I don't know what and suddenly all the cars in Cagliari, but let's say a little bit everywhere, became uniform and became of three colors: white, black and gray, with gray, especially metallic gray, representing the vast majority of car colors.<br><br>In fact you will all know the feeling: you can't remember where you parked your car and search futilely with your eyes for yours, which is surely metallic gray, in a sea of other metallic gray cars.<br>However, now the situation changes, at least for people who will buy a Fiat. Why? Because Fiat has decided to banish the color gray from its cars, which from now on will only be super-colored, why? Because Italy is the nation of the color and of happiness, and this should also be reflected in the cars, which will all be beautiful, colorful and never gray again.<br><br>I'm not kidding, I'll put the link so you can see for yourself with us, with your own eyes. Hurray for the colour orange!<br><br>LINK<br>Guardate con i vostri occhi il video dove immergono la macchina grigia in un enorme recipient epieno di vernice arancione<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=uWLX94pzYVk" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=uWLX94pzYVk</a>]]>
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      <pubDate>Wed, 28 Jun 2023 10:22:07 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 543 "L'iniquità..." (citando Manzoni)</title>
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        <![CDATA[Quando stiamo in silenzio davanti ad un'ingiustizia, piccola o grande che sia, stiamo diventando complici. Senza 'se' e senza 'ma'.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Alessandro Manzoni, lo scrittore, una delle colonne portanti della letteratura italiana, non mi ha mai fatto impazzire. Sarà perché ce l'hanno ficcato in gola a scuola, come quando si ingrassano le oche per fare il patè, però, mi ripeto, non mi ha mai fatto impazzire.<br><br>Però c'è una frase di Manzoni che io ho incontr,ato alle superiori perché era la traccia di un tema che ci diedero da svolgere in classe, e sapete quando incontrate una frase e vi rendete conto, fulminata, che quella era veramente una cosa in cui io credevo e Manzoni l'ha espressa in modo così aulico, se non bello.<br><br>La frase è "l'iniquità si regge sul silenzio degli oppressi".<br><br>Io ho sempre avuto un grande senso della giustizia, facendomi anche molto spesso i fatti degli altri, quando vedevo delle cose che non mi sembravano giuste. Questo per dire che il mio senso di giustizia non era una cosa egoista, faccio i miei comodi, mi stanno facendo un torto e allora mi difendo, no, io quando vedevo qualcosa che secondo me non era giusta intervenivo anche a favore degli altri. L'ho sempre fatto e mi sono sempre infatti presa tantissimi, non rimproveri, però tantissime fregature perché tu interviene a favore degli altri, poi gli altri, no, ma chi te l'ha chiesto? Vabbè, peggio per me.<br><br>No, ma torno alla frase di Manzoni. È una frase che è diventata un po' la mia bandiera, non mi piacciono le bandiere, però avete capito quello che che intendo dire. Perché quando subiamo un torto, il fatto che noi non ci lamentiamo e non diciamo niente e accettiamo passivamente la situazione perché, faccio spallucce, tanto non si può fare niente, ci rende colpevoli, ci rende anche noi partecipi di questa ingiustizia che subiamo.<br><br>Per questo quando c'è qualcosa che non va, io sono sempre quella che va a rompere, che va a dire sì, ma perché si fa così? Anche quando gli altri mi dicono ma sta zitta mamma, ma lascia perdere, io non lascio mai perdere, perché mi, e capitato spesso, a volte la gente non sa nemmeno che sta commettendo questo errore e siccome tutti si guardano in faccia e dicono, ma vabbè, lasciamo perdere, la cosa va male, ma chi se ne frega, e la cosa poi non viene mai modificata.<br><br>Ehm vabbè adesso non mi vengono in mente esempi particolari, non non avrei nemmeno il tempo di farli nei 20 secondi che mi sono rimasti più o meno di questi 3 minuti grezzi, però concludo con un invito: se vedete qualcosa che non va bene, ecco, parlate, dite qualcosa, non girate la faccia dall'altra parte, intervenite, e dite cos'è che non va, e fatevi sentire.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Alessandro Manzoni, the writer, one of the pillars of Italian literature, has never over excited me. Maybe it's because they shoved it down our throats in school, like when you fatten up geese to make patè, anyway, as I said, never over excited me.<br><br>But there is a sentence by Manzoni that I encountered in high school as it was the outline of a paper that they gave us to do in class, and you know when you encounter a sentence and you realise, struck by lightning, that it was really something that I believed in and Manzoni expressed it in such a courtly, if not beautiful way.<br><br>The phrase is "iniquity stands on the silence of the oppressed."<br><br>I have always had a great sense of justice, even mixing in other people's business very often when I saw things that did not seem right. This is to say that my sense of justice was not a selfish thing, I'm doing my own thing, I'm being wronged and so I'm defending myself, no, when I saw something that I thought was not right I would also intervene on behalf of others. I've always done that and I've always in fact taken so many, not reprimands, but so many rip-offs because you intervene in favor of others, then the others, hey, but who asked you? Whatever, my fault.<br><br>No, but I go back to Manzoni's phrase. It is a phrase that has become a little bit my flag, I don't like flags, however you know what I mean. Because when we are wronged, the fact that we don't complain and say anything and passively accept the situation because, I'm shrugging my shoulders, nothing can be done anyway, this makes us guilty, also makes us participants in this injustice we suffer.<br><br>That's why when there's something wrong, I'm always the one who goes to annoy people, who goes to say yes, but why do you do that? Even when other people tell me but shut up, but let it go, I never let it go, because I, and it happened to me a lot, sometimes people don't even know that they are making this mistake and because everybody looks at each other and says, whatever, let it go, the thing goes wrong, but who cares, and the thing then is never changed.<br><br>Um well now I can't think of any particular examples, I wouldn't even have time to give them in the 20 seconds I have left more or less of these 3 minutes podcast, anyway I will end with an invitation: if you see something that is not right, there, speak up, say something, don't turn your face away, take action, and say what is wrong, and be heard.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Quando stiamo in silenzio davanti ad un'ingiustizia, piccola o grande che sia, stiamo diventando complici. Senza 'se' e senza 'ma'.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Alessandro Manzoni, lo scrittore, una delle colonne portanti della letteratura italiana, non mi ha mai fatto impazzire. Sarà perché ce l'hanno ficcato in gola a scuola, come quando si ingrassano le oche per fare il patè, però, mi ripeto, non mi ha mai fatto impazzire.<br><br>Però c'è una frase di Manzoni che io ho incontr,ato alle superiori perché era la traccia di un tema che ci diedero da svolgere in classe, e sapete quando incontrate una frase e vi rendete conto, fulminata, che quella era veramente una cosa in cui io credevo e Manzoni l'ha espressa in modo così aulico, se non bello.<br><br>La frase è "l'iniquità si regge sul silenzio degli oppressi".<br><br>Io ho sempre avuto un grande senso della giustizia, facendomi anche molto spesso i fatti degli altri, quando vedevo delle cose che non mi sembravano giuste. Questo per dire che il mio senso di giustizia non era una cosa egoista, faccio i miei comodi, mi stanno facendo un torto e allora mi difendo, no, io quando vedevo qualcosa che secondo me non era giusta intervenivo anche a favore degli altri. L'ho sempre fatto e mi sono sempre infatti presa tantissimi, non rimproveri, però tantissime fregature perché tu interviene a favore degli altri, poi gli altri, no, ma chi te l'ha chiesto? Vabbè, peggio per me.<br><br>No, ma torno alla frase di Manzoni. È una frase che è diventata un po' la mia bandiera, non mi piacciono le bandiere, però avete capito quello che che intendo dire. Perché quando subiamo un torto, il fatto che noi non ci lamentiamo e non diciamo niente e accettiamo passivamente la situazione perché, faccio spallucce, tanto non si può fare niente, ci rende colpevoli, ci rende anche noi partecipi di questa ingiustizia che subiamo.<br><br>Per questo quando c'è qualcosa che non va, io sono sempre quella che va a rompere, che va a dire sì, ma perché si fa così? Anche quando gli altri mi dicono ma sta zitta mamma, ma lascia perdere, io non lascio mai perdere, perché mi, e capitato spesso, a volte la gente non sa nemmeno che sta commettendo questo errore e siccome tutti si guardano in faccia e dicono, ma vabbè, lasciamo perdere, la cosa va male, ma chi se ne frega, e la cosa poi non viene mai modificata.<br><br>Ehm vabbè adesso non mi vengono in mente esempi particolari, non non avrei nemmeno il tempo di farli nei 20 secondi che mi sono rimasti più o meno di questi 3 minuti grezzi, però concludo con un invito: se vedete qualcosa che non va bene, ecco, parlate, dite qualcosa, non girate la faccia dall'altra parte, intervenite, e dite cos'è che non va, e fatevi sentire.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Alessandro Manzoni, the writer, one of the pillars of Italian literature, has never over excited me. Maybe it's because they shoved it down our throats in school, like when you fatten up geese to make patè, anyway, as I said, never over excited me.<br><br>But there is a sentence by Manzoni that I encountered in high school as it was the outline of a paper that they gave us to do in class, and you know when you encounter a sentence and you realise, struck by lightning, that it was really something that I believed in and Manzoni expressed it in such a courtly, if not beautiful way.<br><br>The phrase is "iniquity stands on the silence of the oppressed."<br><br>I have always had a great sense of justice, even mixing in other people's business very often when I saw things that did not seem right. This is to say that my sense of justice was not a selfish thing, I'm doing my own thing, I'm being wronged and so I'm defending myself, no, when I saw something that I thought was not right I would also intervene on behalf of others. I've always done that and I've always in fact taken so many, not reprimands, but so many rip-offs because you intervene in favor of others, then the others, hey, but who asked you? Whatever, my fault.<br><br>No, but I go back to Manzoni's phrase. It is a phrase that has become a little bit my flag, I don't like flags, however you know what I mean. Because when we are wronged, the fact that we don't complain and say anything and passively accept the situation because, I'm shrugging my shoulders, nothing can be done anyway, this makes us guilty, also makes us participants in this injustice we suffer.<br><br>That's why when there's something wrong, I'm always the one who goes to annoy people, who goes to say yes, but why do you do that? Even when other people tell me but shut up, but let it go, I never let it go, because I, and it happened to me a lot, sometimes people don't even know that they are making this mistake and because everybody looks at each other and says, whatever, let it go, the thing goes wrong, but who cares, and the thing then is never changed.<br><br>Um well now I can't think of any particular examples, I wouldn't even have time to give them in the 20 seconds I have left more or less of these 3 minutes podcast, anyway I will end with an invitation: if you see something that is not right, there, speak up, say something, don't turn your face away, take action, and say what is wrong, and be heard.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 27 Jun 2023 06:26:55 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quando stiamo in silenzio davanti ad un'ingiustizia, piccola o grande che sia, stiamo diventando complici. Senza 'se' e senza 'ma'.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Alessandro Manzoni, lo scrittore, una delle colonne portanti della letteratura italiana, non mi ha mai fatto impazzire. Sarà perché ce l'hanno ficcato in gola a scuola, come quando si ingrassano le oche per fare il patè, però, mi ripeto, non mi ha mai fatto impazzire.Però c'è una frase di Manzoni che io ho incontr,ato alle superiori perché era la traccia di un tema che ci diedero da svolgere in classe, e sapete quando incontrate una frase e vi rendete conto, fulminata, che quella era veramente una cosa in cui io credevo e Manzoni l'ha espressa in modo così aulico, se non bello.La frase è "l'iniquità si regge sul silenzio degli oppressi".Io ho sempre avuto un grande senso della giustizia, facendomi anche molto spesso i fatti degli altri, quando vedevo delle cose che non mi sembravano giuste. Questo per dire che il mio senso di giustizia non era una cosa egoista, faccio i miei comodi, mi stanno facendo un torto e allora mi difendo, no, io quando vedevo qualcosa che secondo me non era giusta intervenivo anche a favore degli altri. L'ho sempre fatto e mi sono sempre infatti presa tantissimi, non rimproveri, però tantissime fregature perché tu interviene a favore degli altri, poi gli altri, no, ma chi te l'ha chiesto? Vabbè, peggio per me.No, ma torno alla frase di Manzoni. È una frase che è diventata un po' la mia bandiera, non mi piacciono le bandiere, però avete capito quello che che intendo dire. Perché quando subiamo un torto, il fatto che noi non ci lamentiamo e non diciamo niente e accettiamo passivamente la situazione perché, faccio spallucce, tanto non si può fare niente, ci rende colpevoli, ci rende anche noi partecipi di questa ingiustizia che subiamo.Per questo quando c'è qualcosa che non va, io sono sempre quella che va a rompere, che va a dire sì, ma perché si fa così? Anche quando gli altri mi dicono ma sta zitta mamma, ma lascia perdere, io non lascio mai perdere, perché mi, e capitato spesso, a volte la gente non sa nemmeno che sta commettendo questo errore e siccome tutti si guardano in faccia e dicono, ma vabbè, lasciamo perdere, la cosa va male, ma chi se ne frega, e la cosa poi non viene mai modificata.Ehm vabbè adesso non mi vengono in mente esempi particolari, non non avrei nemmeno il tempo di farli nei 20 secondi che mi sono rimasti più o meno di questi 3 minuti grezzi, però concludo con un invito: se vedete qualcosa che non va bene, ecco, parlate, dite qualcosa, non girate la faccia dall'altra parte, intervenite, e dite cos'è che non va, e fatevi sentire.TRANSLATIONAlessandro Manzoni, the writer, one of the pillars of Italian literature, has never over excited me. Maybe it's because they shoved it down our throats in school, like when you fatten up geese to make patè, anyway, as I said, never over excited me.But there is a sentence by Manzoni that I encountered in high school as it was the outline of a paper that they gave us to do in class, and you know when you encounter a sentence and you realise, struck by lightning, that it was really something that I believed in and Manzoni expressed it in such a courtly, if not beautiful way.The phrase is "iniquity stands on the silence of the oppressed."I have always had a great sense of justice, even mixing in other people's business very often when I saw things that did not seem right. This is to say that my sense of justice was not a selfish thing, I'm doing my own thing, I'm being wronged and so I'm defending myself, no, when I saw something that I thought was not right I would also intervene on behalf of others. I've always done that and I've always in fact taken so many, not reprimands, but so many rip-offs because you...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Quando stiamo in silenzio davanti ad un'ingiustizia, piccola o grande che sia, stiamo diventando complici. Senza 'se' e senza 'ma'.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Alessandro Manzoni, lo scrittore, una delle colonne portanti della letteratura italiana,</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 542 Macellai! Meccanici! Piastrellisti!</title>
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        <![CDATA[Mi trovate basita e stupita perché ho letto un articolo che ha messo in discussione tutte le cose che avevo letto negli ultimi dieci anni, e cioè che tutti i mestieri pratici, manuali, umili, meno pagati sarebbero scomparsi perché sarebbero stati fagocitati prima dai computer e poi, dallo scorso anno, dall'intelligenza artificiale. Il link all'articolo originale è in fondo alla pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Sono basita e sono stupita perché oggi ho letto un articolo che ha messo in discussione tutte le cose che avevo letto negli ultimi dieci anni, e cioè che tutti i mestieri pratici, manuali, umili, meno pagati sarebbero scomparsi perché sarebbero stati fagocitati prima dai computer e poi, dallo scorso anno, dall'intelligenza artificiale.<br><br>Eh, ho letto un articolo che dice esattamente il contrario e cioè che ci sono una trentina di professioni che hai voglia tu di avere intelligenza artificiale, però non scompariranno mai.<br>Al primo posto il macellaio, il muratore, il piastrellista, il pittore, l'idraulico, lo sportivo, il gommista. Ecco, sono mestieri che non spariranno mai.<br><br>Non lo so. Per quanto riguarda gommista e piastrellista, secondo me inventeranno una macchina che riesce a fare più velocemente e con maggiore precisione quel lavoraccio molto difficile di mettere le piastrelle.<br><br>Sono d'accordo col macellaio, magari ci saranno pure le macchine che ti tagliano gli animali a pezzi, però poi una volta che arrivi lì davanti al banco io c'ho il mio macellaio di fiducia, vado lì, mi consiglia, faccio pure le chiacchiere.<br><br>La cosa sorprendente è che i mestieri che invece sono più a rischio di venir fagocitati dall'intelligenza artificiale sono proprio le professioni legate alla tecnologia che prima o poi spariranno.<br><br>Chi è che ci racconta queste cose qua? Non è il primo sprovveduto, ma lo racconta proprio il creatore di chat GTP che appunto ha parlato dell'intelligenza artificiale e di quelli che sono i mestieri che scompariranno.<br><br>Ripeto, la cosa mi ha lasciato molto stupita perché in controtendenza rispetto a tutte le altre cose che avevo letto fino ad ora, il mio consiglio rimane sempre lo stesso.<br><br>Per le studentesse e gli studenti che stanno per finire le superiori e che magari devono scegliere scegliere l'università, l'unico consiglio che posso dare è fate qualcosa che vi piace, perché se fate qualcosa che vi piace ci metterete tutta la vostra passione, sarete ancora più bravi degli altri e comunque vi divertirete a farlo.<br><br>Perché se oltre a fare un lavoro che rischia di scomparire, per cui siete lì con la paranoia, oddio, il mio lavoro non ci sarà più tra cinque anni, se ci aggiungete anche il fatto che magari il lavoro vi fa un po' schifo, non vi piace proprio proprio, allora le cose si mettono molto male perché vi state condannando ad un'esistenza di miseria mentale, diciamo, e degli affetti, perché poi ci starete tanto male.<br><br>Quindi muratori, macellai, tubisti, piastrellisti, il futuro è vostro, in barba all'intelligenza artificiale, che sarà pure intelligente ma poca applicazione pratica.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I am dumbfounded and amazed because today I read an article that challenged all the things I had been reading for the last ten years, namely that all the practical, manual, menial, lower-paid trades would disappear because they would be swallowed up first by computers and then, since last year, by artificial intelligence.<br><br>Eh, I read an article that says exactly the opposite and that is that there are about 30 professions that you feel like you have artificial intelligence, however, they will never disappear.<br><br>In first place the butcher, the bricklayer, the tiler, the painter, the plumber, the sportsperson, and the tire dealer. Here, these are trades that will never disappear.<br><br>I don't know. As for the tire and tile maker, my guess is they will invent a machine that can do that very difficult chore of putting tiles on faster and more accurately.<br><br>I agree with the butcher, maybe there may be machines that cut your animals into pieces, but then once you get there in front of the counter I have my trusted butcher, I go there, he advises me, and we make small talk.<br><br>The surprising thing is that the professions that are instead most at risk of being engulfed by artificial intelligence are precisely the technology-related professions that will sooner or later disappear.<br><br>Who is telling us these things here? He is not the first clueless, but he is the very creator of GTP chat who as a matter of fact talked about artificial intelligence and what are the trades that will disappear.<br><br>Again, this left me very surprised because contrary to all the other things I had read so far, my advice remains the same.<br><br>For students who are about to finish high school and perhaps have to make a college choice, the only advice I can give is do something you enjoy, because if you do something you enjoy you will put all your passion into it, you will be even better at it than others, and you will still have fun doing it.<br><br>Because if in addition to doing a job that is in danger of disappearing, so you are there with the paranoia, oh my goodness, my job will be gone in five years, if you also add to that the fact that maybe the job kind of sucks for you, you don't really like it, then things get very bad because you are condemning yourself to an existence of mental misery, let's say, and of disaffection, because then you will be so sick about it.<br><br>So masons, butchers, pipefitters, tilers, the future is yours, in defiance of artificial intelligence, which may be smart but of little practical application.<br><br>LINK<br><br>Il link all'articolo originale, in inglese <a href="https://www.gamingdeputy.com/if-you-do-one-of-these-34-jobs-you-will-never-be-replaced-by-an-ai/" rel="noreferrer noopener">https://www.gamingdeputy.com/if-you-do-one-of-these-34-jobs-you-will-never-be-replaced-by-an-ai/<b></b></a><br><b></b><br>Un articolo in italiano che riprende l'argomento <a href="https://www.ilovetrading.it/2023/06/23/il-creatore-di-chatgpt-ha-indicato-le-34-professioni-che-lia-non-sostituira-mai/" rel="noreferrer noopener">https://www.ilovetrading.it/2023/06/23/il-creatore-di-chatgpt-ha-indicato-le-34-professioni-che-lia-non-sostituira-mai/</a>]]>
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        <![CDATA[Mi trovate basita e stupita perché ho letto un articolo che ha messo in discussione tutte le cose che avevo letto negli ultimi dieci anni, e cioè che tutti i mestieri pratici, manuali, umili, meno pagati sarebbero scomparsi perché sarebbero stati fagocitati prima dai computer e poi, dallo scorso anno, dall'intelligenza artificiale. Il link all'articolo originale è in fondo alla pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Sono basita e sono stupita perché oggi ho letto un articolo che ha messo in discussione tutte le cose che avevo letto negli ultimi dieci anni, e cioè che tutti i mestieri pratici, manuali, umili, meno pagati sarebbero scomparsi perché sarebbero stati fagocitati prima dai computer e poi, dallo scorso anno, dall'intelligenza artificiale.<br><br>Eh, ho letto un articolo che dice esattamente il contrario e cioè che ci sono una trentina di professioni che hai voglia tu di avere intelligenza artificiale, però non scompariranno mai.<br>Al primo posto il macellaio, il muratore, il piastrellista, il pittore, l'idraulico, lo sportivo, il gommista. Ecco, sono mestieri che non spariranno mai.<br><br>Non lo so. Per quanto riguarda gommista e piastrellista, secondo me inventeranno una macchina che riesce a fare più velocemente e con maggiore precisione quel lavoraccio molto difficile di mettere le piastrelle.<br><br>Sono d'accordo col macellaio, magari ci saranno pure le macchine che ti tagliano gli animali a pezzi, però poi una volta che arrivi lì davanti al banco io c'ho il mio macellaio di fiducia, vado lì, mi consiglia, faccio pure le chiacchiere.<br><br>La cosa sorprendente è che i mestieri che invece sono più a rischio di venir fagocitati dall'intelligenza artificiale sono proprio le professioni legate alla tecnologia che prima o poi spariranno.<br><br>Chi è che ci racconta queste cose qua? Non è il primo sprovveduto, ma lo racconta proprio il creatore di chat GTP che appunto ha parlato dell'intelligenza artificiale e di quelli che sono i mestieri che scompariranno.<br><br>Ripeto, la cosa mi ha lasciato molto stupita perché in controtendenza rispetto a tutte le altre cose che avevo letto fino ad ora, il mio consiglio rimane sempre lo stesso.<br><br>Per le studentesse e gli studenti che stanno per finire le superiori e che magari devono scegliere scegliere l'università, l'unico consiglio che posso dare è fate qualcosa che vi piace, perché se fate qualcosa che vi piace ci metterete tutta la vostra passione, sarete ancora più bravi degli altri e comunque vi divertirete a farlo.<br><br>Perché se oltre a fare un lavoro che rischia di scomparire, per cui siete lì con la paranoia, oddio, il mio lavoro non ci sarà più tra cinque anni, se ci aggiungete anche il fatto che magari il lavoro vi fa un po' schifo, non vi piace proprio proprio, allora le cose si mettono molto male perché vi state condannando ad un'esistenza di miseria mentale, diciamo, e degli affetti, perché poi ci starete tanto male.<br><br>Quindi muratori, macellai, tubisti, piastrellisti, il futuro è vostro, in barba all'intelligenza artificiale, che sarà pure intelligente ma poca applicazione pratica.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I am dumbfounded and amazed because today I read an article that challenged all the things I had been reading for the last ten years, namely that all the practical, manual, menial, lower-paid trades would disappear because they would be swallowed up first by computers and then, since last year, by artificial intelligence.<br><br>Eh, I read an article that says exactly the opposite and that is that there are about 30 professions that you feel like you have artificial intelligence, however, they will never disappear.<br><br>In first place the butcher, the bricklayer, the tiler, the painter, the plumber, the sportsperson, and the tire dealer. Here, these are trades that will never disappear.<br><br>I don't know. As for the tire and tile maker, my guess is they will invent a machine that can do that very difficult chore of putting tiles on faster and more accurately.<br><br>I agree with the butcher, maybe there may be machines that cut your animals into pieces, but then once you get there in front of the counter I have my trusted butcher, I go there, he advises me, and we make small talk.<br><br>The surprising thing is that the professions that are instead most at risk of being engulfed by artificial intelligence are precisely the technology-related professions that will sooner or later disappear.<br><br>Who is telling us these things here? He is not the first clueless, but he is the very creator of GTP chat who as a matter of fact talked about artificial intelligence and what are the trades that will disappear.<br><br>Again, this left me very surprised because contrary to all the other things I had read so far, my advice remains the same.<br><br>For students who are about to finish high school and perhaps have to make a college choice, the only advice I can give is do something you enjoy, because if you do something you enjoy you will put all your passion into it, you will be even better at it than others, and you will still have fun doing it.<br><br>Because if in addition to doing a job that is in danger of disappearing, so you are there with the paranoia, oh my goodness, my job will be gone in five years, if you also add to that the fact that maybe the job kind of sucks for you, you don't really like it, then things get very bad because you are condemning yourself to an existence of mental misery, let's say, and of disaffection, because then you will be so sick about it.<br><br>So masons, butchers, pipefitters, tilers, the future is yours, in defiance of artificial intelligence, which may be smart but of little practical application.<br><br>LINK<br><br>Il link all'articolo originale, in inglese <a href="https://www.gamingdeputy.com/if-you-do-one-of-these-34-jobs-you-will-never-be-replaced-by-an-ai/" rel="noreferrer noopener">https://www.gamingdeputy.com/if-you-do-one-of-these-34-jobs-you-will-never-be-replaced-by-an-ai/<b></b></a><br><b></b><br>Un articolo in italiano che riprende l'argomento <a href="https://www.ilovetrading.it/2023/06/23/il-creatore-di-chatgpt-ha-indicato-le-34-professioni-che-lia-non-sostituira-mai/" rel="noreferrer noopener">https://www.ilovetrading.it/2023/06/23/il-creatore-di-chatgpt-ha-indicato-le-34-professioni-che-lia-non-sostituira-mai/</a>]]>
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      <pubDate>Mon, 26 Jun 2023 11:40:09 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 541 Mi sono fatta fregare dal bot</title>
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      <description>
        <![CDATA[La domanda non è se gli androidi sognino pecore elettriche ma se 2 minuti siano sufficienti per capire se a rispondere è un programma del computer o un essere umano. Provate anche voi a giocare a <b>Human or not</b>, e se giocate fatemi sapere come ce la cavate, mandatemi un messaggio! Il link è in fondo alla pagina. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Translation below] <br>Ma l'intelligenza artificiale sogna? E soprattutto, cosa sogna? Sogna forse pecore elettriche? Si sta parafrasando il libro scritto nel 1968 da <b>Philip Dick</b>, <i><b>Do Androids Dream of Electric Sheep</b></i>, il titolo forse non vi dice niente, è stato tradotto in italiano come <i><b>Il cacciatore di androidi</b></i> una traduzione letterale sarebbe, appunto, <i>ma gli androidi sognano pecore elettriche?</i> e sono sicura che, ripeto, questo titolo non vi dice molto, però è il libro da cui è stato tratto <i><b>Blade Runner</b></i>, uno dei più bei film di fantascienza e di filosofia e di rapporti umani e di cose anni '80, mai fatto, mai visto.<br><br>Perché vi parlo di Blade Runner, o meglio della storia che c'è dietro Blade Runner? Quella dello scambiare i computer, anzi gli androidi per esseri umani. Perché sono stata battuta da un chat box, sapete quelle cose, quei programmi di computer che rispondono alle domande fingendo di essere esseri umani. Cioè, di solito c'è specificato 'sono un chatbot, chiedimi quello che vuoi quando', dovete fare delle domande, che ne so, per il vostro biglietto dell'aereo, c'è qualcosa che non funziona in qualche servizio, spesso il primo passo, se non volete mettervi in attesa telefonica per ore, spesso si può ricorrere a una chiaccherata con un chat box, che, di solito, diciamo che i problemi più più semplici riesce anche a risolverli, altrimenti vi chiede di solito 'volete parlare con un operatore, con un'operatrice?'. <br><br>Ecco, io sono stata battuta da <b>un gioco che si può fare online</b>, <b>vi metto il link</b>, dove in 2 minuti dovete capire se l'interlocutore è un essere umano oppure un chat box, un programma scritto per il computer.<br><br>Il fatto che ci siano solo 2 minuti di tempo è una cosa un po' stressante perché voi entrate nel sito, c'è una finestra vi dice "vuoi scegliere tu un argomento oppure do io una domanda?" se scegliete voi l'argomento fate la prima domanda, altrimenti ve la d lui o lei (che è il computer? Non lo so, è un 'it', in italiano non c'è il genere neutro).<br><br>E io ho scelto vabbè, dammela tu, e ha detto "Qual è il tuo animale spirituale?" E gliel'ho chiesto. E mi ha detto "Una volpe". Poi non mi ricordo più nemmeno cosa gli ho chiesto. Ho fatto un paio di domande, ma è difficile perché avete solo 2 minuti e vedete il tempo che scorre e c'è l'angoscia di non sapere cosa chiedere.<br><br>Però le domande, le risposte che m'ha dato erano argute, io pensavo fosse un essere umano e invece no, era un bot. Quindi bot uno Cristina zero. Palla al centro. Farò adesso, chiederò la rivincita.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>But does artificial intelligence dream? More importantly, what do they dream about? Do they dream of electric sheep? Yes, I'm paraphrasing the book written in 1968 by <b>Philip Dick</b>, <b><i>Do Androids Dream of Electric Sheep</i></b>, the title may not mean much to you, it was translated into Italian as <i>The Android Hunter</i>, a literal translation would be, precisely, 'but do androids dream of electric sheep?' and I'm sure, again, this title might not mean much to you, but it is the book on which Blade Runner was based, one of the most beautiful science fiction and philosophy and human relations and 80s stuff ever made, ever seen.<br><br>Why am I telling you about Blade Runner, or rather the story behind Blade Runner? That of mistaking computers, indeed androids for human beings. Because I was beaten by a chat box, you know those things, those computer programs that answer questions by pretending to be human beings. That is, it usually specifies 'I'm a chatbot, ask me what you want' when you have to ask questions, what do I know, about your plane ticket, if there issomething wrong with some service, often the first step, if you don't want to put yourself on phone hold for hours, you can often resort to having a chat with a chat box, which, usually, let's say the simplest problems can also solve them, otherwise it usually asks you 'do you want to talk to an operator?'<br><br>Here, I was beaten by <b>a game that you can play online</b>, I will put the<b> link</b>, where in 2 minutes you have to figure out whether the interlocutor is a human being or a chat box, a program written for the computer.<br><br>The fact that there's only 2 minutes is a little stressful because you enter the site, there's a window tells you "do you want to choose a topic or do I give a question?" if you choose the topic you ask the first question, otherwise he or she gives it to you (which is the computer? I don't know, it's an 'it', in Italian there is no neuter gender).<br><br>And I chose whatever, you give me th etopic, and he said, "What is your spirit animal?" And I asked it. And it said, "A fox." Then I don't even remember what I asked anymore. I've asked a couple of questions, but it's difficult because you only have 2 minutes and you see the clock ticking and there's the angst of not knowing what to ask.<br><br>But the questions, the answers it gave me were witty, I thought it was a human being and no, it was a bot. So bot one Cristina zero. Let's start again. Now I will, I will ask for a rematch.<br><br>LINK<br>Il gioco online, due minuti di conversazione per scoprire se è umano o no <b>Human or Not </b><a href="https://www.humanornot.ai/" rel="noreferrer noopener">https://www.humanornot.ai/</a><br><br>]]>
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        <![CDATA[La domanda non è se gli androidi sognino pecore elettriche ma se 2 minuti siano sufficienti per capire se a rispondere è un programma del computer o un essere umano. Provate anche voi a giocare a <b>Human or not</b>, e se giocate fatemi sapere come ce la cavate, mandatemi un messaggio! Il link è in fondo alla pagina. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Translation below] <br>Ma l'intelligenza artificiale sogna? E soprattutto, cosa sogna? Sogna forse pecore elettriche? Si sta parafrasando il libro scritto nel 1968 da <b>Philip Dick</b>, <i><b>Do Androids Dream of Electric Sheep</b></i>, il titolo forse non vi dice niente, è stato tradotto in italiano come <i><b>Il cacciatore di androidi</b></i> una traduzione letterale sarebbe, appunto, <i>ma gli androidi sognano pecore elettriche?</i> e sono sicura che, ripeto, questo titolo non vi dice molto, però è il libro da cui è stato tratto <i><b>Blade Runner</b></i>, uno dei più bei film di fantascienza e di filosofia e di rapporti umani e di cose anni '80, mai fatto, mai visto.<br><br>Perché vi parlo di Blade Runner, o meglio della storia che c'è dietro Blade Runner? Quella dello scambiare i computer, anzi gli androidi per esseri umani. Perché sono stata battuta da un chat box, sapete quelle cose, quei programmi di computer che rispondono alle domande fingendo di essere esseri umani. Cioè, di solito c'è specificato 'sono un chatbot, chiedimi quello che vuoi quando', dovete fare delle domande, che ne so, per il vostro biglietto dell'aereo, c'è qualcosa che non funziona in qualche servizio, spesso il primo passo, se non volete mettervi in attesa telefonica per ore, spesso si può ricorrere a una chiaccherata con un chat box, che, di solito, diciamo che i problemi più più semplici riesce anche a risolverli, altrimenti vi chiede di solito 'volete parlare con un operatore, con un'operatrice?'. <br><br>Ecco, io sono stata battuta da <b>un gioco che si può fare online</b>, <b>vi metto il link</b>, dove in 2 minuti dovete capire se l'interlocutore è un essere umano oppure un chat box, un programma scritto per il computer.<br><br>Il fatto che ci siano solo 2 minuti di tempo è una cosa un po' stressante perché voi entrate nel sito, c'è una finestra vi dice "vuoi scegliere tu un argomento oppure do io una domanda?" se scegliete voi l'argomento fate la prima domanda, altrimenti ve la d lui o lei (che è il computer? Non lo so, è un 'it', in italiano non c'è il genere neutro).<br><br>E io ho scelto vabbè, dammela tu, e ha detto "Qual è il tuo animale spirituale?" E gliel'ho chiesto. E mi ha detto "Una volpe". Poi non mi ricordo più nemmeno cosa gli ho chiesto. Ho fatto un paio di domande, ma è difficile perché avete solo 2 minuti e vedete il tempo che scorre e c'è l'angoscia di non sapere cosa chiedere.<br><br>Però le domande, le risposte che m'ha dato erano argute, io pensavo fosse un essere umano e invece no, era un bot. Quindi bot uno Cristina zero. Palla al centro. Farò adesso, chiederò la rivincita.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>But does artificial intelligence dream? More importantly, what do they dream about? Do they dream of electric sheep? Yes, I'm paraphrasing the book written in 1968 by <b>Philip Dick</b>, <b><i>Do Androids Dream of Electric Sheep</i></b>, the title may not mean much to you, it was translated into Italian as <i>The Android Hunter</i>, a literal translation would be, precisely, 'but do androids dream of electric sheep?' and I'm sure, again, this title might not mean much to you, but it is the book on which Blade Runner was based, one of the most beautiful science fiction and philosophy and human relations and 80s stuff ever made, ever seen.<br><br>Why am I telling you about Blade Runner, or rather the story behind Blade Runner? That of mistaking computers, indeed androids for human beings. Because I was beaten by a chat box, you know those things, those computer programs that answer questions by pretending to be human beings. That is, it usually specifies 'I'm a chatbot, ask me what you want' when you have to ask questions, what do I know, about your plane ticket, if there issomething wrong with some service, often the first step, if you don't want to put yourself on phone hold for hours, you can often resort to having a chat with a chat box, which, usually, let's say the simplest problems can also solve them, otherwise it usually asks you 'do you want to talk to an operator?'<br><br>Here, I was beaten by <b>a game that you can play online</b>, I will put the<b> link</b>, where in 2 minutes you have to figure out whether the interlocutor is a human being or a chat box, a program written for the computer.<br><br>The fact that there's only 2 minutes is a little stressful because you enter the site, there's a window tells you "do you want to choose a topic or do I give a question?" if you choose the topic you ask the first question, otherwise he or she gives it to you (which is the computer? I don't know, it's an 'it', in Italian there is no neuter gender).<br><br>And I chose whatever, you give me th etopic, and he said, "What is your spirit animal?" And I asked it. And it said, "A fox." Then I don't even remember what I asked anymore. I've asked a couple of questions, but it's difficult because you only have 2 minutes and you see the clock ticking and there's the angst of not knowing what to ask.<br><br>But the questions, the answers it gave me were witty, I thought it was a human being and no, it was a bot. So bot one Cristina zero. Let's start again. Now I will, I will ask for a rematch.<br><br>LINK<br>Il gioco online, due minuti di conversazione per scoprire se è umano o no <b>Human or Not </b><a href="https://www.humanornot.ai/" rel="noreferrer noopener">https://www.humanornot.ai/</a><br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 25 Jun 2023 07:38:59 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>La domanda non è se gli androidi sognino pecore elettriche ma se 2 minuti siano sufficienti per capire se a rispondere è un programma del computer o un essere umano. Provate anche voi a giocare a Human or not, e se giocate fatemi sapere come ce la cavate,</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 540 Puntata con campanello</title>
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        <![CDATA[Oggi mi sono messa a fare grandi spostamenti. Alla fine mi ha interrotto il campanello: un signore sterminatore alla mia porta!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Giornata faticosa. Mi sono alzata molto presto per andare al mare, infatti alle 07:30 eravamo già al mare, così poi da poter andar via molto presto. Perché detesto la gente attorno a me, al mare, soprattutto quelli che si appiccicano e che gridano anziché sussurrare come si deve fare quando si solleva lo sguardo dal libro che si porta al mare per leggere.<br><br>Quindi sono tornata a casa abbastanza presto, puntatina veloce dal verduraio a comprare della frutta e poi mi sono imbarcata in uno spostamento di mobili, cambiamento di posto di tavolo, computer, microfono, infatti non so ancora nemmeno come sarà il suono se ho attaccato bene tutti i fili, lo spettro dell'audio che vedo sul computer mi sembra più piccolo del solito, quindi non ho idea di come verrà fuori la voce. Ma fa niente. Prendete quello che viene.<br><br>Eh sì, evidentemente questa mia smania di cambiare non lo so da dove viene, però sapete come quando cominciate a spostare una cosa allora? Eh vabbè, visto che ci sono faccio anche questo, aprite un cassetto, cominciate a vuotare il contenuto del cassetto dove c'è la roba che non sapete dove mettere ( per quello che l'avete nascosta nel cassetto) e quindi vi costringete a prendere delle decisioni che continuate a rimandare: questa cosa qua la tengo, forse mi serve? boh, potrebbe servirmi, no? La butto, e poi so assolutamente che se la butto il giorno dopo mi servirà e sarà l'unica cosa che mi serve.<br><br>Quindi sì, ho perso gran parte della mattinata, cioè non perso, anzi ho un nuovo assetto nella stanza, però ancora non sono riuscita a rimediare al fatto che mi servirebbe una stanza in più. Io, quando abitavo fuori dall'Italia, ero abituata a case molto grandi, per cui negli anni ho accumulato un sacco di roba, roba alla quale anche tengo perché tutte le cose accumulate hanno anche un loro perché, insomma ci sta, e quindi mi ritrovo a nasconderle da qualche parte, aspettando il momento giusto in cui quella cosa lì - che è assolutamente inutile - possa fare la sua bella figura nella mia casa, nel mio appartamento, molto più piccolo ora che abito a Cagliari.<br><br>Però vabbè, mi sono fatta una bella sudata, mi son poi sciacquata il viso usando l'acqua di San Giovanni, che ieri ho avuto l'accortezza di lasciare sul balcone perché venisse illuminata dai raggi della luna, mi sento molto più purificata. Mò m'hanno pure suonato al campanello, ora vado a vedere chi è. Sono tornata. Boh, era uno che voleva che aprissi il portone perché deve mettere il cartello per la disinfestazione di lunedì. Ma dico, sempre al nostro campanello devono suonare? Comunque vi prendete la puntata così com'è, campanello incluso.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Tiring day. I got up very early to go to the beach, in fact by 07:30 we were already at the beach, so then we could leave very early. Because I detest people around me at the seaside, especially those who cling and shout instead of whispering as one should do when lifting one's eyes from the book one takes to the seaside to read.<br><br>So I got home fairly early, quick poke at the vegetable shop to buy some fruit and then embarked on a furniture move, change of place of table, computer, microphone, in fact I still don't even know what the sound will be like if I've attached all the wires right, the spectrum of the audio I see on the computer seems smaller than usual, so I have no idea how the voice will come out. But that's okay. Take what comes.<br><br>Eh yes, evidently this eagerness of mine to change I don't know where it comes from, however do you know how when you start moving something then? Eh whatever, while I'm at it I also do this, you open a drawer, you start emptying the contents of the drawer where the stuff is that you don't know where to put (that's why you hid it in the drawer) and then you force yourself to make decisions that you keep putting off: this thing here do I keep it, maybe I need it? IDK, I might need it, right? I throw it out, and then I absolutely know that if I throw it out the next day I will need it and it will be the only thing I need.<br><br>So yes, I lost most of the morning, I mean not lost, in fact I have a new setup in the room, however, I still couldn't make up for the fact that I would need an extra room. I, when I lived outside of Italy, was used to very big houses, so over the years I have accumulated a lot of stuff, stuff that I also care about because all the things that I accumulate also have their own reason to be, in short it's ok, and so I find myself hiding them somewhere, waiting for the right moment when that one thing there - which is absolutely useless - can make its nice figure in my house, in my apartment, which is much smaller now that I live in Cagliari.<br><br>But whatever, I worked up a good sweat, then rinsed my face using St. John's water, which I had the foresight to leave on the balcony yesterday so that it would be illuminated by the moonbeams, I feel much more purified. They even rang my doorbell, now I'm going to see who it is. I'm back. IDK, it was someone who wanted me to open the door of the building because he has to put up the sign for Monday's pest control. But I say, always at our doorbell must they ring? Anyway you take the episode as it is, bell included.<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Oggi mi sono messa a fare grandi spostamenti. Alla fine mi ha interrotto il campanello: un signore sterminatore alla mia porta!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Giornata faticosa. Mi sono alzata molto presto per andare al mare, infatti alle 07:30 eravamo già al mare, così poi da poter andar via molto presto. Perché detesto la gente attorno a me, al mare, soprattutto quelli che si appiccicano e che gridano anziché sussurrare come si deve fare quando si solleva lo sguardo dal libro che si porta al mare per leggere.<br><br>Quindi sono tornata a casa abbastanza presto, puntatina veloce dal verduraio a comprare della frutta e poi mi sono imbarcata in uno spostamento di mobili, cambiamento di posto di tavolo, computer, microfono, infatti non so ancora nemmeno come sarà il suono se ho attaccato bene tutti i fili, lo spettro dell'audio che vedo sul computer mi sembra più piccolo del solito, quindi non ho idea di come verrà fuori la voce. Ma fa niente. Prendete quello che viene.<br><br>Eh sì, evidentemente questa mia smania di cambiare non lo so da dove viene, però sapete come quando cominciate a spostare una cosa allora? Eh vabbè, visto che ci sono faccio anche questo, aprite un cassetto, cominciate a vuotare il contenuto del cassetto dove c'è la roba che non sapete dove mettere ( per quello che l'avete nascosta nel cassetto) e quindi vi costringete a prendere delle decisioni che continuate a rimandare: questa cosa qua la tengo, forse mi serve? boh, potrebbe servirmi, no? La butto, e poi so assolutamente che se la butto il giorno dopo mi servirà e sarà l'unica cosa che mi serve.<br><br>Quindi sì, ho perso gran parte della mattinata, cioè non perso, anzi ho un nuovo assetto nella stanza, però ancora non sono riuscita a rimediare al fatto che mi servirebbe una stanza in più. Io, quando abitavo fuori dall'Italia, ero abituata a case molto grandi, per cui negli anni ho accumulato un sacco di roba, roba alla quale anche tengo perché tutte le cose accumulate hanno anche un loro perché, insomma ci sta, e quindi mi ritrovo a nasconderle da qualche parte, aspettando il momento giusto in cui quella cosa lì - che è assolutamente inutile - possa fare la sua bella figura nella mia casa, nel mio appartamento, molto più piccolo ora che abito a Cagliari.<br><br>Però vabbè, mi sono fatta una bella sudata, mi son poi sciacquata il viso usando l'acqua di San Giovanni, che ieri ho avuto l'accortezza di lasciare sul balcone perché venisse illuminata dai raggi della luna, mi sento molto più purificata. Mò m'hanno pure suonato al campanello, ora vado a vedere chi è. Sono tornata. Boh, era uno che voleva che aprissi il portone perché deve mettere il cartello per la disinfestazione di lunedì. Ma dico, sempre al nostro campanello devono suonare? Comunque vi prendete la puntata così com'è, campanello incluso.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Tiring day. I got up very early to go to the beach, in fact by 07:30 we were already at the beach, so then we could leave very early. Because I detest people around me at the seaside, especially those who cling and shout instead of whispering as one should do when lifting one's eyes from the book one takes to the seaside to read.<br><br>So I got home fairly early, quick poke at the vegetable shop to buy some fruit and then embarked on a furniture move, change of place of table, computer, microphone, in fact I still don't even know what the sound will be like if I've attached all the wires right, the spectrum of the audio I see on the computer seems smaller than usual, so I have no idea how the voice will come out. But that's okay. Take what comes.<br><br>Eh yes, evidently this eagerness of mine to change I don't know where it comes from, however do you know how when you start moving something then? Eh whatever, while I'm at it I also do this, you open a drawer, you start emptying the contents of the drawer where the stuff is that you don't know where to put (that's why you hid it in the drawer) and then you force yourself to make decisions that you keep putting off: this thing here do I keep it, maybe I need it? IDK, I might need it, right? I throw it out, and then I absolutely know that if I throw it out the next day I will need it and it will be the only thing I need.<br><br>So yes, I lost most of the morning, I mean not lost, in fact I have a new setup in the room, however, I still couldn't make up for the fact that I would need an extra room. I, when I lived outside of Italy, was used to very big houses, so over the years I have accumulated a lot of stuff, stuff that I also care about because all the things that I accumulate also have their own reason to be, in short it's ok, and so I find myself hiding them somewhere, waiting for the right moment when that one thing there - which is absolutely useless - can make its nice figure in my house, in my apartment, which is much smaller now that I live in Cagliari.<br><br>But whatever, I worked up a good sweat, then rinsed my face using St. John's water, which I had the foresight to leave on the balcony yesterday so that it would be illuminated by the moonbeams, I feel much more purified. They even rang my doorbell, now I'm going to see who it is. I'm back. IDK, it was someone who wanted me to open the door of the building because he has to put up the sign for Monday's pest control. But I say, always at our doorbell must they ring? 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      <pubDate>Sat, 24 Jun 2023 11:30:16 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Oggi mi sono messa a fare grandi spostamenti. Alla fine mi ha interrotto il campanello: un signore sterminatore alla mia porta!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Giornata faticosa. Mi sono alzata molto presto per andare al mare, infatti alle 07:30 eravamo già al mare, così poi da poter andar via molto presto. Perché detesto la gente attorno a me, al mare, soprattutto quelli che si appiccicano e che gridano anziché sussurrare come si deve fare quando si solleva lo sguardo dal libro che si porta al mare per leggere.Quindi sono tornata a casa abbastanza presto, puntatina veloce dal verduraio a comprare della frutta e poi mi sono imbarcata in uno spostamento di mobili, cambiamento di posto di tavolo, computer, microfono, infatti non so ancora nemmeno come sarà il suono se ho attaccato bene tutti i fili, lo spettro dell'audio che vedo sul computer mi sembra più piccolo del solito, quindi non ho idea di come verrà fuori la voce. Ma fa niente. Prendete quello che viene.Eh sì, evidentemente questa mia smania di cambiare non lo so da dove viene, però sapete come quando cominciate a spostare una cosa allora? Eh vabbè, visto che ci sono faccio anche questo, aprite un cassetto, cominciate a vuotare il contenuto del cassetto dove c'è la roba che non sapete dove mettere ( per quello che l'avete nascosta nel cassetto) e quindi vi costringete a prendere delle decisioni che continuate a rimandare: questa cosa qua la tengo, forse mi serve? boh, potrebbe servirmi, no? La butto, e poi so assolutamente che se la butto il giorno dopo mi servirà e sarà l'unica cosa che mi serve.Quindi sì, ho perso gran parte della mattinata, cioè non perso, anzi ho un nuovo assetto nella stanza, però ancora non sono riuscita a rimediare al fatto che mi servirebbe una stanza in più. Io, quando abitavo fuori dall'Italia, ero abituata a case molto grandi, per cui negli anni ho accumulato un sacco di roba, roba alla quale anche tengo perché tutte le cose accumulate hanno anche un loro perché, insomma ci sta, e quindi mi ritrovo a nasconderle da qualche parte, aspettando il momento giusto in cui quella cosa lì - che è assolutamente inutile - possa fare la sua bella figura nella mia casa, nel mio appartamento, molto più piccolo ora che abito a Cagliari.Però vabbè, mi sono fatta una bella sudata, mi son poi sciacquata il viso usando l'acqua di San Giovanni, che ieri ho avuto l'accortezza di lasciare sul balcone perché venisse illuminata dai raggi della luna, mi sento molto più purificata. Mò m'hanno pure suonato al campanello, ora vado a vedere chi è. Sono tornata. Boh, era uno che voleva che aprissi il portone perché deve mettere il cartello per la disinfestazione di lunedì. Ma dico, sempre al nostro campanello devono suonare? Comunque vi prendete la puntata così com'è, campanello incluso.TRANSLATIONTiring day. I got up very early to go to the beach, in fact by 07:30 we were already at the beach, so then we could leave very early. Because I detest people around me at the seaside, especially those who cling and shout instead of whispering as one should do when lifting one's eyes from the book one takes to the seaside to read.So I got home fairly early, quick poke at the vegetable shop to buy some fruit and then embarked on a furniture move, change of place of table, computer, microphone, in fact I still don't even know what the sound will be like if I've attached all the wires right, the spectrum of the audio I see on the computer seems smaller than usual, so I have no idea how the voice will come out. But that's okay. Take what comes.Eh yes, evidently this eagerness of mine to change I don't know where it comes from, however do you know how when you start moving something then? Eh whatever, while I'm at it I also do this, you open a drawer, you start emptying the contents of the drawer where the stuff is that you...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Oggi mi sono messa a fare grandi spostamenti. Alla fine mi ha interrotto il campanello: un signore sterminatore alla mia porta!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Giornata faticosa. Mi sono alzata molto presto per andare al mare, infatti alle 07:30 eravam</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 539 Ti faccio un'animazione dal sogno</title>
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        <![CDATA[Finalmente un altro motivo per perdere tempo su internet: descrivete il vostro sogno e l'intelligenza artificiale lo trasforma in un video animato. Il link ve lo scrivo in fondo alla pagina. (hey! visto che ci siete perché non lasciate un messaggio?)<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>I sogni sono una cosa stranissima. Quando li stai sognando sono vividi, è come se fossi lì in mezzo, anche appena ti svegli poi sono così impressi nella nostra mente che sì, si pensa che non si dimenticheranno mai. Però passano 10 minuti e già non ti ricordi più cos'hai sognato, magari c'è ancora la sensazione del sogno, però non ti ricordi più i dettagli.<br><br>Buone notizie per voi, perché adesso c'è un sito che ricostruisce per noi i sogni che gli descriviamo. Naturalmente è basato sull'intelligenza artificiale, non si può parlare di niente oggi senza metterci in mezzo l'intelligenza artificiale, però questa è una cosa carina, ci ho provato.<br><br>Il sito si chiama <b>The Dreamkeeper</b> e vi metto il link nelle note del programma. È molto semplice: voi entrate nel sito e c'è uno spazio dove potete descrivere il sogno, iniziate a scrivere, se scrivete solo qualche frase, poi vi chiede il sito stesso, ma ti ricordi più particolari? Ti ricordi i colori? Ti ricordi l'ambientazione? Poi mandate, c'è un momento di elaborazione dove si crea il video del vostro sogno, l'animazione, perché quelli che ho provato io non erano mai con persone reali, ma erano animati, e mentre aspettate, poi un'altra cosa carina, il sito vi racconta piccole cose che hanno a che fare con i sogni.<br><br>Non so dove prenda questi fatti, però alcuni corrispondevano alle cose che io già sapevo dei sogni. Ve ne dico giusto un paio che ho preso nota mentre aspettavo che creasse il mio sogno.<br><br>Allora, anche quando dormiamo il nostro cervello sta sempre in ascolto. È questo ha senso, perché è capitato anche a me, è capitato a tutti, state sognando e a un certo punto nel sogno entra un rumore che è il rumore che viene dalla finestra, solo che il nostro cervello, per proteggerci, per farci continuare a dormire, lo mette dentro nella trama del nostro sogno.<br><br>Un'altra cosa che ho letto è che se mangiamo piccante avremo dei sogni più vividi. Poi vabbeh, sogniamo quando il nostro cervello è nella fase REM, che significa movimenti rapidi degli occhi, e questo avviene ogni 90 minuti.<br><br>Poi un'altra cosa che non sapevo è che delfini e balene sono gli unici mammiferi che non sognano. Mi dispiace per loro.<br><br>Comunque andate a dare un'occhiata a questo sito perché divertente, tra l'altro potete vedere anche i sogni che fanno gli altri. Se avete mezz'ora di tempo da perdere, non sapete come sprecare mezz'ora della vostra vita su internet, ecco, vi ho dato un ulteriore motivo per procrastinare e non fare le cose che invece dovreste fare.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Dreams are the strangest thing. When you are dreaming them they are vivid, it is as if you are there in the middle, even as soon as you wake up they are so imprinted in our mind that yes, you think they will never be forgotten. However, 10 minutes pass and you already don't remember what you dreamed, maybe there is still the feeling of the dream, however, you don't remember the details anymore.<br><br>Good news for you, because now there is a website that reconstructs for us the dreams we describe to it. Of course it's based on artificial intelligence, you can't talk about anything today without putting artificial intelligence in the middle, but this is a nice thing, I tried.<br><br>The site is called <b>The Dreamkeeper</b> and I will put the link in the program notes. It is very simple: you enter the site and there is a space where you can describe the dream, you start writing, if you only write a few sentences, the site itself asks you, but do you remember more details? Do you remember the colors? Do you remember the setting? Then you send, there is a processing time where you create the video of your dream, the animation, because the ones I tried were never with real people, but they were animated, and while you wait, then another nice thing, the site tells you little things that have to do with dreams.<br><br>I don't know where it gets these facts, however, some of them corresponded to the things I already knew about dreams. I'll tell you just a couple that I took note of while waiting for it to create my dream.<br><br>So, even when we sleep, our brain is always listening. That's what makes sense, because it happened to me too, it happened to everybody, you're dreaming and at some point in the dream a noise comes into the dream, which is the noise coming from the window, only our brain, to protect us, to keep us asleep, puts it in in the plot of our dream.<br><br>Another thing I read is that if we eat spicy we will have more vivid dreams. Then, going on, we dream when our brain is in REM phase, which means rapid eye movements, and this happens every 90 minutes.<br><br>Then another thing I didn't know is that dolphins and whales are the only mammals that don't dream. I feel sorry for them.<br><br>Anyway, go take a look at this site because it's fun, among other things you can also see the dreams that others have. If you have half an hour to waste, don't know how to waste half an hour of your life on the internet, here, I have given you yet another reason to procrastinate and not do the things you should be doing instead.<br><br><b>LINK</b><br><b>The Dreamkeeper</b> dove l'intelligenza artificiale crea un video basandosi sulla descrizione dei vostri sogni. <a href="https://thedreamkeeper.co/" rel="noreferrer noopener">https://thedreamkeeper.co/</a>]]>
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        <![CDATA[Finalmente un altro motivo per perdere tempo su internet: descrivete il vostro sogno e l'intelligenza artificiale lo trasforma in un video animato. Il link ve lo scrivo in fondo alla pagina. (hey! visto che ci siete perché non lasciate un messaggio?)<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>I sogni sono una cosa stranissima. Quando li stai sognando sono vividi, è come se fossi lì in mezzo, anche appena ti svegli poi sono così impressi nella nostra mente che sì, si pensa che non si dimenticheranno mai. Però passano 10 minuti e già non ti ricordi più cos'hai sognato, magari c'è ancora la sensazione del sogno, però non ti ricordi più i dettagli.<br><br>Buone notizie per voi, perché adesso c'è un sito che ricostruisce per noi i sogni che gli descriviamo. Naturalmente è basato sull'intelligenza artificiale, non si può parlare di niente oggi senza metterci in mezzo l'intelligenza artificiale, però questa è una cosa carina, ci ho provato.<br><br>Il sito si chiama <b>The Dreamkeeper</b> e vi metto il link nelle note del programma. È molto semplice: voi entrate nel sito e c'è uno spazio dove potete descrivere il sogno, iniziate a scrivere, se scrivete solo qualche frase, poi vi chiede il sito stesso, ma ti ricordi più particolari? Ti ricordi i colori? Ti ricordi l'ambientazione? Poi mandate, c'è un momento di elaborazione dove si crea il video del vostro sogno, l'animazione, perché quelli che ho provato io non erano mai con persone reali, ma erano animati, e mentre aspettate, poi un'altra cosa carina, il sito vi racconta piccole cose che hanno a che fare con i sogni.<br><br>Non so dove prenda questi fatti, però alcuni corrispondevano alle cose che io già sapevo dei sogni. Ve ne dico giusto un paio che ho preso nota mentre aspettavo che creasse il mio sogno.<br><br>Allora, anche quando dormiamo il nostro cervello sta sempre in ascolto. È questo ha senso, perché è capitato anche a me, è capitato a tutti, state sognando e a un certo punto nel sogno entra un rumore che è il rumore che viene dalla finestra, solo che il nostro cervello, per proteggerci, per farci continuare a dormire, lo mette dentro nella trama del nostro sogno.<br><br>Un'altra cosa che ho letto è che se mangiamo piccante avremo dei sogni più vividi. Poi vabbeh, sogniamo quando il nostro cervello è nella fase REM, che significa movimenti rapidi degli occhi, e questo avviene ogni 90 minuti.<br><br>Poi un'altra cosa che non sapevo è che delfini e balene sono gli unici mammiferi che non sognano. Mi dispiace per loro.<br><br>Comunque andate a dare un'occhiata a questo sito perché divertente, tra l'altro potete vedere anche i sogni che fanno gli altri. Se avete mezz'ora di tempo da perdere, non sapete come sprecare mezz'ora della vostra vita su internet, ecco, vi ho dato un ulteriore motivo per procrastinare e non fare le cose che invece dovreste fare.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Dreams are the strangest thing. When you are dreaming them they are vivid, it is as if you are there in the middle, even as soon as you wake up they are so imprinted in our mind that yes, you think they will never be forgotten. However, 10 minutes pass and you already don't remember what you dreamed, maybe there is still the feeling of the dream, however, you don't remember the details anymore.<br><br>Good news for you, because now there is a website that reconstructs for us the dreams we describe to it. Of course it's based on artificial intelligence, you can't talk about anything today without putting artificial intelligence in the middle, but this is a nice thing, I tried.<br><br>The site is called <b>The Dreamkeeper</b> and I will put the link in the program notes. It is very simple: you enter the site and there is a space where you can describe the dream, you start writing, if you only write a few sentences, the site itself asks you, but do you remember more details? Do you remember the colors? Do you remember the setting? Then you send, there is a processing time where you create the video of your dream, the animation, because the ones I tried were never with real people, but they were animated, and while you wait, then another nice thing, the site tells you little things that have to do with dreams.<br><br>I don't know where it gets these facts, however, some of them corresponded to the things I already knew about dreams. I'll tell you just a couple that I took note of while waiting for it to create my dream.<br><br>So, even when we sleep, our brain is always listening. That's what makes sense, because it happened to me too, it happened to everybody, you're dreaming and at some point in the dream a noise comes into the dream, which is the noise coming from the window, only our brain, to protect us, to keep us asleep, puts it in in the plot of our dream.<br><br>Another thing I read is that if we eat spicy we will have more vivid dreams. Then, going on, we dream when our brain is in REM phase, which means rapid eye movements, and this happens every 90 minutes.<br><br>Then another thing I didn't know is that dolphins and whales are the only mammals that don't dream. I feel sorry for them.<br><br>Anyway, go take a look at this site because it's fun, among other things you can also see the dreams that others have. If you have half an hour to waste, don't know how to waste half an hour of your life on the internet, here, I have given you yet another reason to procrastinate and not do the things you should be doing instead.<br><br><b>LINK</b><br><b>The Dreamkeeper</b> dove l'intelligenza artificiale crea un video basandosi sulla descrizione dei vostri sogni. <a href="https://thedreamkeeper.co/" rel="noreferrer noopener">https://thedreamkeeper.co/</a>]]>
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      <pubDate>Fri, 23 Jun 2023 07:27:20 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 538 Egemonia inglese su internet</title>
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        <![CDATA[I paesi di lingua inglese sono appena il 5% della popolazione mondiale, ma i siti in lingua inglese sono più della metà di quelli pubblicati in tutto il mondo. Se non ci diamo una mossa, tra pochissimi anni su internet si parlerà solo in inglese.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Cominciamo sparando qualche cifra. Il 63% della popolazione mondiale ha accesso a internet. Parliamo di più o meno 5 miliardi di persone. E quindi quasi 5 miliardi di persone abitano in un sacco di posti diversi e parlano lingue diverse, e conseguentemente anche su internet dovrebbero esserci un sacco di lingue diverse. Giusto?<br><br>No, Sbagliato. Infatti, più della metà di tutti i siti pubblicati su internet, quelli che si possono accedere pubblicamente senza password, sono scritti in lingua inglese, e l'inglese è la lingua che stradomina tutte le conversazioni, anche tra persone che non parlano l'inglese a casa, quelle nazioni dove l'inglese non è la lingua parlata.<br><br>Infatti appena il 5% della popolazione mondiale ha l'inglese come come madrelingua, come prima lingua, però ripeto, più della metà di tutte le cose che vengono dette su internet vengono dette su siti che funzionano in lingua inglese.<br><br>Questo è un problema, non solo perché è una ulteriore dimostrazione dell'egemonia culturale, commerciale, tutto dei paesi di lingua inglese, ricordiamoci noi in Italia - e lo si dimentica troppo spesso - che avendo perso la seconda guerra mondiale noi siamo ancora una nazione più o meno occupata dagli alleati americani che impongono un sacco di cose: dalla politica nazionale alla disseminazione delle basi per fare i giochi di guerra e i vari esperimenti.<br><br>Ma non è di questo che voglio parlare oggi, volevo parlare delle conseguenze del fatto di essere costretti, essere costrette a usare una lingua diversa da quella che si conosce bene, quindi la propria lingua madre, per comunicare, soprattutto per fare commercio. E io me ne accorgo ogni volta che devo tradurre qualcosa di intrinsecamente italiano in inglese, è un problema. In questi giorni sto comunicando con gli Stati Uniti per un pagamento che mi devono fare e chiedetemi quanto è complesso mettere d'accordo il sistema fiscale italiano con quello degli Stati Uniti, anche la semplice traduzione di termini come partita IVA o codice fiscale, andate a spiegare la differenza tra partita IVA e codice fiscale, no?<br><br>Il problema è che nel futuro sempre di più si limiterà il numero di lingue usate su internet e questo porterà gravi conseguenze per le persone che non sono di madrelingua inglese. Quindi, pensiamoci.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Let's start by throwing some figures. 63% of the world's population has access to the Internet. We are talking about more or less 5 billion people. And so almost 5 billion people live in a lot of different places and speak different languages, and consequently there should be a lot of different languages on the Internet as well. Right?<br><br>No, Wrong. In fact, more than half of all sites posted on the Internet, those that can be accessed publicly without a password, are written in English, and English is the language that overrides all conversations, even among people who do not speak English at home, those nations where English is not the language spoken.<br><br>In fact just 5 percent of the world's population has English as their native, first language, however, I repeat, more than half of all things said on the Internet are said on sites that function in English.<br><br>This is a problem, not only because it is a further demonstration of the cultural, commercial, everything hegemony of the English-speaking countries, let me remind you that Italy -and we forget it too often - that having lost World War II we are still a nation more or less occupied by the American allies who impose a lot of things: from national policy to the scattering of bases to do war games and various experiments.<br><br>But that's not what I want to talk about today, I wanted to talk about the consequences of being forced, being forced to use a language other than the one you know well, so your native language, to communicate, especially to do business. And I notice that every time I have to translate something inherently Italian into English, it's a problem. These days I am communicating with the U.S. about a payment they have to make to me, and ask me how complex it is to get the Italian tax system to agree with the U.S. tax system, even the simple translation of terms like 'partita IVA' or 'codice fiscale', go and explain the difference between 'partita IVA' and 'codice fiscale', right?<br><br>The problem is that in the future more and more the number of languages used on the Internet will be limited, and this will bring serious consequences for people who are not native English speakers. So, let's think about it.<br><br>]]>
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        <![CDATA[I paesi di lingua inglese sono appena il 5% della popolazione mondiale, ma i siti in lingua inglese sono più della metà di quelli pubblicati in tutto il mondo. Se non ci diamo una mossa, tra pochissimi anni su internet si parlerà solo in inglese.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Cominciamo sparando qualche cifra. Il 63% della popolazione mondiale ha accesso a internet. Parliamo di più o meno 5 miliardi di persone. E quindi quasi 5 miliardi di persone abitano in un sacco di posti diversi e parlano lingue diverse, e conseguentemente anche su internet dovrebbero esserci un sacco di lingue diverse. Giusto?<br><br>No, Sbagliato. Infatti, più della metà di tutti i siti pubblicati su internet, quelli che si possono accedere pubblicamente senza password, sono scritti in lingua inglese, e l'inglese è la lingua che stradomina tutte le conversazioni, anche tra persone che non parlano l'inglese a casa, quelle nazioni dove l'inglese non è la lingua parlata.<br><br>Infatti appena il 5% della popolazione mondiale ha l'inglese come come madrelingua, come prima lingua, però ripeto, più della metà di tutte le cose che vengono dette su internet vengono dette su siti che funzionano in lingua inglese.<br><br>Questo è un problema, non solo perché è una ulteriore dimostrazione dell'egemonia culturale, commerciale, tutto dei paesi di lingua inglese, ricordiamoci noi in Italia - e lo si dimentica troppo spesso - che avendo perso la seconda guerra mondiale noi siamo ancora una nazione più o meno occupata dagli alleati americani che impongono un sacco di cose: dalla politica nazionale alla disseminazione delle basi per fare i giochi di guerra e i vari esperimenti.<br><br>Ma non è di questo che voglio parlare oggi, volevo parlare delle conseguenze del fatto di essere costretti, essere costrette a usare una lingua diversa da quella che si conosce bene, quindi la propria lingua madre, per comunicare, soprattutto per fare commercio. E io me ne accorgo ogni volta che devo tradurre qualcosa di intrinsecamente italiano in inglese, è un problema. In questi giorni sto comunicando con gli Stati Uniti per un pagamento che mi devono fare e chiedetemi quanto è complesso mettere d'accordo il sistema fiscale italiano con quello degli Stati Uniti, anche la semplice traduzione di termini come partita IVA o codice fiscale, andate a spiegare la differenza tra partita IVA e codice fiscale, no?<br><br>Il problema è che nel futuro sempre di più si limiterà il numero di lingue usate su internet e questo porterà gravi conseguenze per le persone che non sono di madrelingua inglese. Quindi, pensiamoci.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Let's start by throwing some figures. 63% of the world's population has access to the Internet. We are talking about more or less 5 billion people. And so almost 5 billion people live in a lot of different places and speak different languages, and consequently there should be a lot of different languages on the Internet as well. Right?<br><br>No, Wrong. In fact, more than half of all sites posted on the Internet, those that can be accessed publicly without a password, are written in English, and English is the language that overrides all conversations, even among people who do not speak English at home, those nations where English is not the language spoken.<br><br>In fact just 5 percent of the world's population has English as their native, first language, however, I repeat, more than half of all things said on the Internet are said on sites that function in English.<br><br>This is a problem, not only because it is a further demonstration of the cultural, commercial, everything hegemony of the English-speaking countries, let me remind you that Italy -and we forget it too often - that having lost World War II we are still a nation more or less occupied by the American allies who impose a lot of things: from national policy to the scattering of bases to do war games and various experiments.<br><br>But that's not what I want to talk about today, I wanted to talk about the consequences of being forced, being forced to use a language other than the one you know well, so your native language, to communicate, especially to do business. And I notice that every time I have to translate something inherently Italian into English, it's a problem. These days I am communicating with the U.S. about a payment they have to make to me, and ask me how complex it is to get the Italian tax system to agree with the U.S. tax system, even the simple translation of terms like 'partita IVA' or 'codice fiscale', go and explain the difference between 'partita IVA' and 'codice fiscale', right?<br><br>The problem is that in the future more and more the number of languages used on the Internet will be limited, and this will bring serious consequences for people who are not native English speakers. So, let's think about it.<br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 22 Jun 2023 07:05:35 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>I paesi di lingua inglese sono appena il 5% della popolazione mondiale, ma i siti in lingua inglese sono più della metà di quelli pubblicati in tutto il mondo. Se non ci diamo una mossa, tra pochissimi anni su internet si parlerà solo in inglese.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Cominciamo sparando qualche cifra. Il 63% della popolazione mondiale ha accesso a internet. Parliamo di più o meno 5 miliardi di persone. E quindi quasi 5 miliardi di persone abitano in un sacco di posti diversi e parlano lingue diverse, e conseguentemente anche su internet dovrebbero esserci un sacco di lingue diverse. Giusto?No, Sbagliato. Infatti, più della metà di tutti i siti pubblicati su internet, quelli che si possono accedere pubblicamente senza password, sono scritti in lingua inglese, e l'inglese è la lingua che stradomina tutte le conversazioni, anche tra persone che non parlano l'inglese a casa, quelle nazioni dove l'inglese non è la lingua parlata.Infatti appena il 5% della popolazione mondiale ha l'inglese come come madrelingua, come prima lingua, però ripeto, più della metà di tutte le cose che vengono dette su internet vengono dette su siti che funzionano in lingua inglese.Questo è un problema, non solo perché è una ulteriore dimostrazione dell'egemonia culturale, commerciale, tutto dei paesi di lingua inglese, ricordiamoci noi in Italia - e lo si dimentica troppo spesso - che avendo perso la seconda guerra mondiale noi siamo ancora una nazione più o meno occupata dagli alleati americani che impongono un sacco di cose: dalla politica nazionale alla disseminazione delle basi per fare i giochi di guerra e i vari esperimenti.Ma non è di questo che voglio parlare oggi, volevo parlare delle conseguenze del fatto di essere costretti, essere costrette a usare una lingua diversa da quella che si conosce bene, quindi la propria lingua madre, per comunicare, soprattutto per fare commercio. E io me ne accorgo ogni volta che devo tradurre qualcosa di intrinsecamente italiano in inglese, è un problema. In questi giorni sto comunicando con gli Stati Uniti per un pagamento che mi devono fare e chiedetemi quanto è complesso mettere d'accordo il sistema fiscale italiano con quello degli Stati Uniti, anche la semplice traduzione di termini come partita IVA o codice fiscale, andate a spiegare la differenza tra partita IVA e codice fiscale, no?Il problema è che nel futuro sempre di più si limiterà il numero di lingue usate su internet e questo porterà gravi conseguenze per le persone che non sono di madrelingua inglese. Quindi, pensiamoci.TRANSLATIONLet's start by throwing some figures. 63% of the world's population has access to the Internet. We are talking about more or less 5 billion people. And so almost 5 billion people live in a lot of different places and speak different languages, and consequently there should be a lot of different languages on the Internet as well. Right?No, Wrong. In fact, more than half of all sites posted on the Internet, those that can be accessed publicly without a password, are written in English, and English is the language that overrides all conversations, even among people who do not speak English at home, those nations where English is not the language spoken.In fact just 5 percent of the world's population has English as their native, first language, however, I repeat, more than half of all things said on the Internet are said on sites that function in English.This is a problem, not only because it is a further demonstration of the cultural, commercial, everything hegemony of the English-speaking countries, let me remind you that Italy -and we forget it too often - that having lost World War II we are still a nation more or less occupied by the American allies who impose a lot of things: from national policy to the scattering of bases to do war games and various...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>I paesi di lingua inglese sono appena il 5% della popolazione mondiale, ma i siti in lingua inglese sono più della metà di quelli pubblicati in tutto il mondo. Se non ci diamo una mossa, tra pochissimi anni su internet si parlerà solo in inglese.TRASCRIZI</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 537 Il pompelmo di Yoko Ono</title>
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        <![CDATA[Un libriccino pieno di piccoli esperimenti artistici da portarsi dietro e da usare come passatempo al posto dell'onnipresente cellulare. Vi metto un link in fondo alla pagina (da quello che ho visto online mi sa che in italiano è stato pubblicato con un'orribile copertina viola e nel formato tradizionale dei libri... spero di abagliarmi, ma al link in fondo alla pagina trovate anche estratti dalle pagine in originale).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Per molte persone Yoko Ono è solo quella che ha fatto sciogliere i Beatles. Invece Yoko Ono già molto prima di incontrare John Lennon era un'artista multiforme, già affermata e anche conosciuta.<br><br>Non solo, anche un fatto che poche persone sanno è che John Lennon è stato probabilmente il terzo marito di Yoko Ono e che aveva sposato giovanissima un compositore di musica sperimentale, contro il volere dei suoi genitori, e poi aveva sposato un produttore cinematografico.<br><br>Ma non voglio parlarvi della vita privata di Yoko Ono, che saranno pure fatti suoi, voglio parlarvi di Grapefruit, pompelmo, un libriccino che lei ha pubblicato nel 1964 e che forse è quello più conosciuto tra le sue pubblicazioni nel mondo delle persone che si interessano di arte.<br><br>È un libriccino minuscolo, piccolo piccolo, sta in una mano, di formato quadrato, carinissimo, con una copertina gialla, appunto, tipo pompelmo. È un libro che nel titolo dice, libro di istruzioni e i disegni di Yoko Ono. Fu pubblicato per la prima volta in edizione limitata con 500 copie, appunto nel 1964, poi da allora è stato ripubblicato diverse volte e io qualche giorno fa sono riuscito a trovarne una copia senza ordinarlo tramite internet.<br><br>È un libro carinissimo, con piccole, piccole in ogni pagina una piccola storia, no, non è una storia, delle piccole istruzioni, dei piccoli suggerimenti divisi per tematiche. Quindi c'è una parte dedicata alla musica, alla pittura, gli eventi, alla poesia, agli oggetti, ai film e alla danza.<br><br>Vi faccio qualche esempio. Prendo uno che è nel capitolo dedicato alla musica: 'John Lennon, visto come una giovane nuvola.' Questo è il titolo 'pezzo teatrale - Scena prima: apre e chiude dentro la testa di John. Scena seconda: apre e chiude dentro la testa di altre persone. Scena terza: apre e chiude dentro il cielo.' Finito. Ecco, tutto qua.<br><br>Vi faccio un altro esempio, sempre quello nel capitolo della musica. 'Brano per voce di soprano. Grida. 1 contro il vento, 2 contro il muro, 3 contro il cielo'.<br><br>Come vedete sono piccoli esercizi di che ne so, di scioltezza del cervello e del corpo e della voce e dell'anima e tutto quanto da queste traspare il fatto che Yoko Ono ha iniziato la sua carriera da artista nei movimenti di avanguardia neo dadaisti, quindi anche perdita di significato, altri significati, e poi comunque è stata molto impegnata nelle lotte sociali anche insieme a John Lennon.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>For many people Yoko Ono is just the one who broke up the Beatles. But Yoko Ono already long before she met John Lennon was a multifaceted artist, already established and also well-known. Not only that, another fact that few people know is that John Lennon was probably Yoko Ono's third husband and that she had married an experimental music composer at a very young age, against her parents' wishes, and then married a film producer.<br><br>But I don't want to tell you about Yoko Ono's private life, which may be her own business, I want to tell you about Grapefruit, a little book she published in 1964 and which is perhaps the best known of her publications in the world of people who are interested in art.<br><br>It's a tiny little book, tiny little, fits in one hand, square in size, super cute, with a yellow, indeed, grapefruit-like cover. It is a book that in the title says, instruction book and drawings by Yoko Ono. It was first published in a limited edition with 500 copies, in 1964, then since then it has been republished several times and I a few days ago managed to find a copy without having to order it through the internet.<br><br>It's a very cute book, with little, little on each page a little story, no, it's not a story, little instructions, little hints divided by themes. So there is a part devoted to music, painting, events, poetry, objects, films and dance.<br><br>Let me give you some examples. I'll take one that is in the chapter on music: 'John Lennon, as a young cloud.' This is the title 'Theatre piece - Scene 1: opens and closes inside John's head. Scene 2: opens and closes inside other people's heads. Scene 3 : opens and close sky. ' Finished. That's it, that's all.<br><br>Let me give you another example, again the one in the music chapter. 'Voice piece for soprano. Scream. 1 against the wind, 2 against the wall, 3 against the sky'.<br><br>As you see they are little exercises of.. how to describe them, of looseness of brain and body and voice and soul and everything, from these shines through the fact that Yoko Ono began her career as an artist in the neo Dadaist avant-garde movements, so also loss of meaning, other meanings, and then anyway she was very involved in social struggles also together with John Lennon.<br><br><b>LINK</b><br><b>Un articolo sul libro Grapefruit </b>(che da quello che ho visto online mi sa che in italiano è stato pubblicato con un'orribile copertina viola e nel formato tradizionale dei libri... spero di sbagliarmi, ma su questo link trovare anche estratti dalle pagine in originale) <a href="https://www.rapso.org/post/grapefruit-yokoono" rel="noreferrer noopener">https://www.rapso.org/post/grapefruit-yokoono</a>]]>
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        <![CDATA[Un libriccino pieno di piccoli esperimenti artistici da portarsi dietro e da usare come passatempo al posto dell'onnipresente cellulare. Vi metto un link in fondo alla pagina (da quello che ho visto online mi sa che in italiano è stato pubblicato con un'orribile copertina viola e nel formato tradizionale dei libri... spero di abagliarmi, ma al link in fondo alla pagina trovate anche estratti dalle pagine in originale).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Per molte persone Yoko Ono è solo quella che ha fatto sciogliere i Beatles. Invece Yoko Ono già molto prima di incontrare John Lennon era un'artista multiforme, già affermata e anche conosciuta.<br><br>Non solo, anche un fatto che poche persone sanno è che John Lennon è stato probabilmente il terzo marito di Yoko Ono e che aveva sposato giovanissima un compositore di musica sperimentale, contro il volere dei suoi genitori, e poi aveva sposato un produttore cinematografico.<br><br>Ma non voglio parlarvi della vita privata di Yoko Ono, che saranno pure fatti suoi, voglio parlarvi di Grapefruit, pompelmo, un libriccino che lei ha pubblicato nel 1964 e che forse è quello più conosciuto tra le sue pubblicazioni nel mondo delle persone che si interessano di arte.<br><br>È un libriccino minuscolo, piccolo piccolo, sta in una mano, di formato quadrato, carinissimo, con una copertina gialla, appunto, tipo pompelmo. È un libro che nel titolo dice, libro di istruzioni e i disegni di Yoko Ono. Fu pubblicato per la prima volta in edizione limitata con 500 copie, appunto nel 1964, poi da allora è stato ripubblicato diverse volte e io qualche giorno fa sono riuscito a trovarne una copia senza ordinarlo tramite internet.<br><br>È un libro carinissimo, con piccole, piccole in ogni pagina una piccola storia, no, non è una storia, delle piccole istruzioni, dei piccoli suggerimenti divisi per tematiche. Quindi c'è una parte dedicata alla musica, alla pittura, gli eventi, alla poesia, agli oggetti, ai film e alla danza.<br><br>Vi faccio qualche esempio. Prendo uno che è nel capitolo dedicato alla musica: 'John Lennon, visto come una giovane nuvola.' Questo è il titolo 'pezzo teatrale - Scena prima: apre e chiude dentro la testa di John. Scena seconda: apre e chiude dentro la testa di altre persone. Scena terza: apre e chiude dentro il cielo.' Finito. Ecco, tutto qua.<br><br>Vi faccio un altro esempio, sempre quello nel capitolo della musica. 'Brano per voce di soprano. Grida. 1 contro il vento, 2 contro il muro, 3 contro il cielo'.<br><br>Come vedete sono piccoli esercizi di che ne so, di scioltezza del cervello e del corpo e della voce e dell'anima e tutto quanto da queste traspare il fatto che Yoko Ono ha iniziato la sua carriera da artista nei movimenti di avanguardia neo dadaisti, quindi anche perdita di significato, altri significati, e poi comunque è stata molto impegnata nelle lotte sociali anche insieme a John Lennon.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>For many people Yoko Ono is just the one who broke up the Beatles. But Yoko Ono already long before she met John Lennon was a multifaceted artist, already established and also well-known. Not only that, another fact that few people know is that John Lennon was probably Yoko Ono's third husband and that she had married an experimental music composer at a very young age, against her parents' wishes, and then married a film producer.<br><br>But I don't want to tell you about Yoko Ono's private life, which may be her own business, I want to tell you about Grapefruit, a little book she published in 1964 and which is perhaps the best known of her publications in the world of people who are interested in art.<br><br>It's a tiny little book, tiny little, fits in one hand, square in size, super cute, with a yellow, indeed, grapefruit-like cover. It is a book that in the title says, instruction book and drawings by Yoko Ono. It was first published in a limited edition with 500 copies, in 1964, then since then it has been republished several times and I a few days ago managed to find a copy without having to order it through the internet.<br><br>It's a very cute book, with little, little on each page a little story, no, it's not a story, little instructions, little hints divided by themes. So there is a part devoted to music, painting, events, poetry, objects, films and dance.<br><br>Let me give you some examples. I'll take one that is in the chapter on music: 'John Lennon, as a young cloud.' This is the title 'Theatre piece - Scene 1: opens and closes inside John's head. Scene 2: opens and closes inside other people's heads. Scene 3 : opens and close sky. ' Finished. That's it, that's all.<br><br>Let me give you another example, again the one in the music chapter. 'Voice piece for soprano. Scream. 1 against the wind, 2 against the wall, 3 against the sky'.<br><br>As you see they are little exercises of.. how to describe them, of looseness of brain and body and voice and soul and everything, from these shines through the fact that Yoko Ono began her career as an artist in the neo Dadaist avant-garde movements, so also loss of meaning, other meanings, and then anyway she was very involved in social struggles also together with John Lennon.<br><br><b>LINK</b><br><b>Un articolo sul libro Grapefruit </b>(che da quello che ho visto online mi sa che in italiano è stato pubblicato con un'orribile copertina viola e nel formato tradizionale dei libri... spero di sbagliarmi, ma su questo link trovare anche estratti dalle pagine in originale) <a href="https://www.rapso.org/post/grapefruit-yokoono" rel="noreferrer noopener">https://www.rapso.org/post/grapefruit-yokoono</a>]]>
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      <pubDate>Wed, 21 Jun 2023 08:21:55 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 536 Esami</title>
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        <![CDATA[Il mio mantra prima degli esami era sempre: quello che non ho imparato finora non lo imparo certo in 10 minuti prima che mi chiamino all'appello.<br><br><b>TRASCRIZIONE [English translation below]</b><br><br>Gli esami sono una cosa un po' strana, perché quando ci si prepara per un esame il risultato finale dimostra solo che siamo stati bravi a prepararci all'esame, ma non dice necessariamente che siamo bravi a fare quella cosa per cui ci stiamo preparando. Faccio un esempio pratico: se si supera brillantemente un esame di filosofia o di psicologia non significa che si è in grado poi di applicare le cose che si sono imparate alla vita reale, magari sul posto di lavoro, significa solo che si è studiato in modo da rispondere correttamente alle domande fatte dall'esaminatore.<br><br>Quando andavo all'università mi ricordo che molte delle persone con cui aspettavo che mi chiamassero all'appello dell'esame erano lì ancora che ripassavano, si stressava. Io avevo sempre un atteggiamento abbastanza rilassato no, perché si è sempre comunque nervosi prima dell'esame, però io mi ripetevo questo mantra: quello che non ho imparato fino adesso non lo imparo certamente in questi 10 minuti prima che mi chiamino.<br><br>Diciamo che, per quanto mi riguarda, la cosa ha funzionato brillantemente. Vabbè, devo anche dire che ero una secchiona, che studiavo molto, ma non perché fossi secchiona, ma perché ho avuto la fortuna di studiare materie che mi piacevano, eh, c'è poco da fare, quando si studia una cosa che piace, è chiaro che c'è sempre, anche un po' la fatica dello studio, e rinunciare a fare altre cose, rinunciare a uscire, stare sui libri, però c'è anche la gioia e l'amore e la passione per la cosa che si sta studiando.<br><br>Per questo è così importante che i genitori lascino in pace i figli e le figlie e gli lascino scegliere le materie che loro desiderano studiare, perché la vita è già difficile così com'è per i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Il mondo del lavoro, ma chi lo sa come sarà? I ragazzi e le ragazze faranno lavori che ancora nemmeno esistono, lo dico sempre, quindi perché costringerli a trascorrere tre anni di università a studiare materie che non piacciono? Che almeno scelgano materie che piacciono a loro così possono metrici tutta la passione che poi mette in luce anche doti nascoste, e si studia meglio, si studia con più attenzione e si prendono anche voti più alti agli esami, anche se poi, lo sappiamo, sia il voto dell'esame che la stessa laurea sono più o meno dei pezzi di carta, che però sono fondamentali perché se non si hanno si rimane ancora più indietro rispetto a quanto non si rimanga.<br>Voglio finire con una nota positiva: gli esami possono essere anche un momento importante di crescita e sono anche importanti per capire quello che non ci piace e smettere di farlo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Exams are a bit of a strange thing, because when preparing for an exam the final result only shows that we were good at preparing for the exam, but not necessarily says we are good at that thing we are preparing for.<br><br>I give a practical example: if you brilliantly pass an exam in philosophy or psychology does not mean that you are then able to apply the things you have learned to real life, perhaps in the workplace, it just means that you have studied so as to answer correctly the questions asked by the examiner.<br><br>When I was at uni, I remember that many of the people with whom I was waiting to be called to do the [always oral] exam they were still there reviewing, stressing. I always had an attitude, actually not relaxed, because you are always anyway nervous before the exam, however, I used to repeat this mantra to myself: if I haven't learned something so far, I will certainly not learn it in these 10 minutes before they call me to do the [oral] exam.<br><br>Let's say that, as far as I'm concerned, it worked out brilliantly. Well, I also have to say that I was a nerd, that I studied a lot, but I didn't because I was geeky, but because I was lucky enough to study subjects that I liked, eh, there is little to do, when you study something that you like, of course that there is still a little bit of study fatigue, giving up doing other things, giving up going out, being in books, however, there is also the joy and love and passion for the thing that is being studied.<br><br>This is why it is so important for parents to leave their sons and daughters alone, let them choose the subjects they wish to study, because life is already difficult as it is for our boys and girls. The world of work, but who knows what it will be like? Boys and girls will do jobs that don't even exist yet, I always say so, so why force them to spend three years of uni studying subjects that they <br>don't like? Let them at least choose subjects they like so they can put all passion that then also brings out hidden talents, and you study better, you study with more attention and you also get higher grades on exams, although then, we know, both the exam grade and the degree itself are more or less pieces of paper, which however are crucial because if you don't have them you fall even further behind what you would otherwise be. I want to end on a positive note: exams can also be a important time of growth and are also important to understand what we don't like<br>and stop doing that.<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Il mio mantra prima degli esami era sempre: quello che non ho imparato finora non lo imparo certo in 10 minuti prima che mi chiamino all'appello.<br><br><b>TRASCRIZIONE [English translation below]</b><br><br>Gli esami sono una cosa un po' strana, perché quando ci si prepara per un esame il risultato finale dimostra solo che siamo stati bravi a prepararci all'esame, ma non dice necessariamente che siamo bravi a fare quella cosa per cui ci stiamo preparando. Faccio un esempio pratico: se si supera brillantemente un esame di filosofia o di psicologia non significa che si è in grado poi di applicare le cose che si sono imparate alla vita reale, magari sul posto di lavoro, significa solo che si è studiato in modo da rispondere correttamente alle domande fatte dall'esaminatore.<br><br>Quando andavo all'università mi ricordo che molte delle persone con cui aspettavo che mi chiamassero all'appello dell'esame erano lì ancora che ripassavano, si stressava. Io avevo sempre un atteggiamento abbastanza rilassato no, perché si è sempre comunque nervosi prima dell'esame, però io mi ripetevo questo mantra: quello che non ho imparato fino adesso non lo imparo certamente in questi 10 minuti prima che mi chiamino.<br><br>Diciamo che, per quanto mi riguarda, la cosa ha funzionato brillantemente. Vabbè, devo anche dire che ero una secchiona, che studiavo molto, ma non perché fossi secchiona, ma perché ho avuto la fortuna di studiare materie che mi piacevano, eh, c'è poco da fare, quando si studia una cosa che piace, è chiaro che c'è sempre, anche un po' la fatica dello studio, e rinunciare a fare altre cose, rinunciare a uscire, stare sui libri, però c'è anche la gioia e l'amore e la passione per la cosa che si sta studiando.<br><br>Per questo è così importante che i genitori lascino in pace i figli e le figlie e gli lascino scegliere le materie che loro desiderano studiare, perché la vita è già difficile così com'è per i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Il mondo del lavoro, ma chi lo sa come sarà? I ragazzi e le ragazze faranno lavori che ancora nemmeno esistono, lo dico sempre, quindi perché costringerli a trascorrere tre anni di università a studiare materie che non piacciono? Che almeno scelgano materie che piacciono a loro così possono metrici tutta la passione che poi mette in luce anche doti nascoste, e si studia meglio, si studia con più attenzione e si prendono anche voti più alti agli esami, anche se poi, lo sappiamo, sia il voto dell'esame che la stessa laurea sono più o meno dei pezzi di carta, che però sono fondamentali perché se non si hanno si rimane ancora più indietro rispetto a quanto non si rimanga.<br>Voglio finire con una nota positiva: gli esami possono essere anche un momento importante di crescita e sono anche importanti per capire quello che non ci piace e smettere di farlo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Exams are a bit of a strange thing, because when preparing for an exam the final result only shows that we were good at preparing for the exam, but not necessarily says we are good at that thing we are preparing for.<br><br>I give a practical example: if you brilliantly pass an exam in philosophy or psychology does not mean that you are then able to apply the things you have learned to real life, perhaps in the workplace, it just means that you have studied so as to answer correctly the questions asked by the examiner.<br><br>When I was at uni, I remember that many of the people with whom I was waiting to be called to do the [always oral] exam they were still there reviewing, stressing. I always had an attitude, actually not relaxed, because you are always anyway nervous before the exam, however, I used to repeat this mantra to myself: if I haven't learned something so far, I will certainly not learn it in these 10 minutes before they call me to do the [oral] exam.<br><br>Let's say that, as far as I'm concerned, it worked out brilliantly. Well, I also have to say that I was a nerd, that I studied a lot, but I didn't because I was geeky, but because I was lucky enough to study subjects that I liked, eh, there is little to do, when you study something that you like, of course that there is still a little bit of study fatigue, giving up doing other things, giving up going out, being in books, however, there is also the joy and love and passion for the thing that is being studied.<br><br>This is why it is so important for parents to leave their sons and daughters alone, let them choose the subjects they wish to study, because life is already difficult as it is for our boys and girls. The world of work, but who knows what it will be like? Boys and girls will do jobs that don't even exist yet, I always say so, so why force them to spend three years of uni studying subjects that they <br>don't like? Let them at least choose subjects they like so they can put all passion that then also brings out hidden talents, and you study better, you study with more attention and you also get higher grades on exams, although then, we know, both the exam grade and the degree itself are more or less pieces of paper, which however are crucial because if you don't have them you fall even further behind what you would otherwise be. I want to end on a positive note: exams can also be a important time of growth and are also important to understand what we don't like<br>and stop doing that.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 20 Jun 2023 09:24:43 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il mio mantra prima degli esami era sempre: quello che non ho imparato finora non lo imparo certo in 10 minuti prima che mi chiamino all'appello.TRASCRIZIONE [English translation below]Gli esami sono una cosa un po' strana, perché quando ci si prepara per un esame il risultato finale dimostra solo che siamo stati bravi a prepararci all'esame, ma non dice necessariamente che siamo bravi a fare quella cosa per cui ci stiamo preparando. Faccio un esempio pratico: se si supera brillantemente un esame di filosofia o di psicologia non significa che si è in grado poi di applicare le cose che si sono imparate alla vita reale, magari sul posto di lavoro, significa solo che si è studiato in modo da rispondere correttamente alle domande fatte dall'esaminatore.Quando andavo all'università mi ricordo che molte delle persone con cui aspettavo che mi chiamassero all'appello dell'esame erano lì ancora che ripassavano, si stressava. Io avevo sempre un atteggiamento abbastanza rilassato no, perché si è sempre comunque nervosi prima dell'esame, però io mi ripetevo questo mantra: quello che non ho imparato fino adesso non lo imparo certamente in questi 10 minuti prima che mi chiamino.Diciamo che, per quanto mi riguarda, la cosa ha funzionato brillantemente. Vabbè, devo anche dire che ero una secchiona, che studiavo molto, ma non perché fossi secchiona, ma perché ho avuto la fortuna di studiare materie che mi piacevano, eh, c'è poco da fare, quando si studia una cosa che piace, è chiaro che c'è sempre, anche un po' la fatica dello studio, e rinunciare a fare altre cose, rinunciare a uscire, stare sui libri, però c'è anche la gioia e l'amore e la passione per la cosa che si sta studiando.Per questo è così importante che i genitori lascino in pace i figli e le figlie e gli lascino scegliere le materie che loro desiderano studiare, perché la vita è già difficile così com'è per i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Il mondo del lavoro, ma chi lo sa come sarà? I ragazzi e le ragazze faranno lavori che ancora nemmeno esistono, lo dico sempre, quindi perché costringerli a trascorrere tre anni di università a studiare materie che non piacciono? Che almeno scelgano materie che piacciono a loro così possono metrici tutta la passione che poi mette in luce anche doti nascoste, e si studia meglio, si studia con più attenzione e si prendono anche voti più alti agli esami, anche se poi, lo sappiamo, sia il voto dell'esame che la stessa laurea sono più o meno dei pezzi di carta, che però sono fondamentali perché se non si hanno si rimane ancora più indietro rispetto a quanto non si rimanga.Voglio finire con una nota positiva: gli esami possono essere anche un momento importante di crescita e sono anche importanti per capire quello che non ci piace e smettere di farlo.TRANSLATIONExams are a bit of a strange thing, because when preparing for an exam the final result only shows that we were good at preparing for the exam, but not necessarily says we are good at that thing we are preparing for.I give a practical example: if you brilliantly pass an exam in philosophy or psychology does not mean that you are then able to apply the things you have learned to real life, perhaps in the workplace, it just means that you have studied so as to answer correctly the questions asked by the examiner.When I was at uni, I remember that many of the people with whom I was waiting to be called to do the [always oral] exam they were still there reviewing, stressing. I always had an attitude, actually not relaxed, because you are always anyway nervous before the exam, however, I used to repeat this mantra to myself: if I haven't learned something so far, I will certainly not learn it in these 10 minutes before they call me to do the [oral] exam.Let's say that, as far as I'm concerned, it worked out brilliantly. Well, I also have to...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 535 È brutto se parlo di soldi?</title>
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        <![CDATA[Non capisco su cosa si possa reggere un sistema economico dove il lavoro svolto viene pagato con lunghissimi ritardi. Non è una domanda retorica, me lo chiedo proprio dal punto di vista economico.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[ENG translation below] <br><br>Si dice che non si dovrebbe mai parlare in pubblico di soldi e di religione. Io voglio provare a parlare di soldi, perché... non lo so, c'è questa situazione in Italia che viene accettata da tutti, da me inclusa, perché ci vivo e ci lavoro, però è abbastanza paradossale.<br><br>Tutti gli anni che io ho vissuto all'estero, ho lavorato naturalmente e mi pagavano per il lavoro che facevo. Il ritmo di pagamento varia da paese a paese, però nei paesi di stampo anglosassone di solito si paga ogni due settimane, ogni quindicina, quindi io alla fine di ogni quindicina ricevevo il mio stipendio. Oppure quando lavoravo come freelancer a volte mi davano una parte in anticipo, comunque mi davano la somma totale dopo che io presentavo la fattura entro i termini indicati dalla fattura e in tutti tutti gli anni che ho lavorato all'estero non mi è mai capitato che qualcuno non pagasse oppure pagasse in ritardo. Questa è la prassi.<br><br>Sapevo che i metodi di pagamento in Italia sono meno ordinati, meno rigorosi, però mai avrei immaginato di trovare questa situazione che, e ci rido sopra, però è una situazione, vabb io per fortuna non sono nelle condizioni che devo aspettare i soldi che mi danno per pagare l'affitto o i mutui o cose del genere però è una situazione veramente drammatica.<br><br>Ho fatto i calcoli, tra tutti i lavori che ho fatto, molti anche per enti pubblici, ho circa un un credito di circa 7.000€ che sono tantissimi soldi, soldi che boh, non si sa quando verranno pagati fatture mandate, mi sono persino fatta la partita IVA ,che anche è una cosa... per fortuna ho un bravissimo commercialista, che è un amico e mi aiuta, anche perché io non capisco il linguaggio burocratico, non capisco che cosa significhino tutte le sigle, le cose.<br><br>Però c'è questa situazione veramente, strana che mi, cioè mi farebbe ridere se non fosse così così complessa, così arzigogolata così, non lo so. Non so nemmeno quale sia la soluzione, forse la soluzione è smettere di lavorare per chi non paga, non dico entro i termini indicati, ma entro l'anno, perché qua si parla di ritardi che durano anni.<br><br>Boh, non lo so, mi faccio venire qualcosa in mente. Intanto però mi godo il fatto che vabbè, sono nella situazione, nella posizione di poter scegliere con chi lavorare, quindi sarò più oculata nelle mie scelte in futuro.<br><br>E in bocca al lupo a tutti gli altri freelancer in ascolto.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>They say that one should never talk in public about money and religion. I want to try to talk about money, because ... I don't know, there is this situation in Italy that is accepted by everybody, including me, because I live and work there, however, it is quite paradoxical.<br><br>All the years that I lived abroad, I worked, of course, and I was paid for the work I performed. The pace of payment varies from country to country, but in English speaking countries they usually pay every two weeks, every fortnight, so I was getting my salary at the end of every fortnight. Or, when I was working as a freelancer, sometimes they would give me a part up front, and then they would pay the total amount after I submitted the invoice within the time limit specified by the invoice, and in all the years that I worked abroad I never had anyone fail to pay or pay late. This is the practice.<br><br>I knew that the payment methods in Italy are less orderly, less strict, however I never would have imagined that I would find this situation that, and I am laughing about this, but it is a situation that... well fortunately am not in the condition that I have to wait for the money they give me to pay the rent or the mortgages or things like, that however it is a really dramatic situation.<br><br>I've done some calculations, between all the work I've done, many also for public entities, I have about a credit of about 7,000€ which is a lot of money, money that IDK, you don't know when they will pay it, invoices have been sent, I even got myself a VAT number, which also is one of those thing, luckily I have a very good accountant, who is a friend and helps me, also because I don't understand the bureaucratic language, I don't understand what all the acronyms mean.<br><br>But there's this really strange situation that I, I mean it would make me laugh if it wasn't so complex, so convoluted so... IDK. I don't even know what the solution is, maybe the solution is to stop working for those who don't pay, I'm not saying within the time frame given, but within the year, because here we're talking about delays that last for years.<br><br>Again, I don't know, I'll come up with something. In the meantime, however, I am enjoying the fact that whatever, I am in the situation, in the position of being able to choose whom to work with, so I will be more judicious in my choices in the future.<br><br>And good luck to all the other freelancers listening.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Non capisco su cosa si possa reggere un sistema economico dove il lavoro svolto viene pagato con lunghissimi ritardi. Non è una domanda retorica, me lo chiedo proprio dal punto di vista economico.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[ENG translation below] <br><br>Si dice che non si dovrebbe mai parlare in pubblico di soldi e di religione. Io voglio provare a parlare di soldi, perché... non lo so, c'è questa situazione in Italia che viene accettata da tutti, da me inclusa, perché ci vivo e ci lavoro, però è abbastanza paradossale.<br><br>Tutti gli anni che io ho vissuto all'estero, ho lavorato naturalmente e mi pagavano per il lavoro che facevo. Il ritmo di pagamento varia da paese a paese, però nei paesi di stampo anglosassone di solito si paga ogni due settimane, ogni quindicina, quindi io alla fine di ogni quindicina ricevevo il mio stipendio. Oppure quando lavoravo come freelancer a volte mi davano una parte in anticipo, comunque mi davano la somma totale dopo che io presentavo la fattura entro i termini indicati dalla fattura e in tutti tutti gli anni che ho lavorato all'estero non mi è mai capitato che qualcuno non pagasse oppure pagasse in ritardo. Questa è la prassi.<br><br>Sapevo che i metodi di pagamento in Italia sono meno ordinati, meno rigorosi, però mai avrei immaginato di trovare questa situazione che, e ci rido sopra, però è una situazione, vabb io per fortuna non sono nelle condizioni che devo aspettare i soldi che mi danno per pagare l'affitto o i mutui o cose del genere però è una situazione veramente drammatica.<br><br>Ho fatto i calcoli, tra tutti i lavori che ho fatto, molti anche per enti pubblici, ho circa un un credito di circa 7.000€ che sono tantissimi soldi, soldi che boh, non si sa quando verranno pagati fatture mandate, mi sono persino fatta la partita IVA ,che anche è una cosa... per fortuna ho un bravissimo commercialista, che è un amico e mi aiuta, anche perché io non capisco il linguaggio burocratico, non capisco che cosa significhino tutte le sigle, le cose.<br><br>Però c'è questa situazione veramente, strana che mi, cioè mi farebbe ridere se non fosse così così complessa, così arzigogolata così, non lo so. Non so nemmeno quale sia la soluzione, forse la soluzione è smettere di lavorare per chi non paga, non dico entro i termini indicati, ma entro l'anno, perché qua si parla di ritardi che durano anni.<br><br>Boh, non lo so, mi faccio venire qualcosa in mente. Intanto però mi godo il fatto che vabbè, sono nella situazione, nella posizione di poter scegliere con chi lavorare, quindi sarò più oculata nelle mie scelte in futuro.<br><br>E in bocca al lupo a tutti gli altri freelancer in ascolto.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>They say that one should never talk in public about money and religion. I want to try to talk about money, because ... I don't know, there is this situation in Italy that is accepted by everybody, including me, because I live and work there, however, it is quite paradoxical.<br><br>All the years that I lived abroad, I worked, of course, and I was paid for the work I performed. The pace of payment varies from country to country, but in English speaking countries they usually pay every two weeks, every fortnight, so I was getting my salary at the end of every fortnight. Or, when I was working as a freelancer, sometimes they would give me a part up front, and then they would pay the total amount after I submitted the invoice within the time limit specified by the invoice, and in all the years that I worked abroad I never had anyone fail to pay or pay late. This is the practice.<br><br>I knew that the payment methods in Italy are less orderly, less strict, however I never would have imagined that I would find this situation that, and I am laughing about this, but it is a situation that... well fortunately am not in the condition that I have to wait for the money they give me to pay the rent or the mortgages or things like, that however it is a really dramatic situation.<br><br>I've done some calculations, between all the work I've done, many also for public entities, I have about a credit of about 7,000€ which is a lot of money, money that IDK, you don't know when they will pay it, invoices have been sent, I even got myself a VAT number, which also is one of those thing, luckily I have a very good accountant, who is a friend and helps me, also because I don't understand the bureaucratic language, I don't understand what all the acronyms mean.<br><br>But there's this really strange situation that I, I mean it would make me laugh if it wasn't so complex, so convoluted so... IDK. I don't even know what the solution is, maybe the solution is to stop working for those who don't pay, I'm not saying within the time frame given, but within the year, because here we're talking about delays that last for years.<br><br>Again, I don't know, I'll come up with something. In the meantime, however, I am enjoying the fact that whatever, I am in the situation, in the position of being able to choose whom to work with, so I will be more judicious in my choices in the future.<br><br>And good luck to all the other freelancers listening.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 19 Jun 2023 08:08:32 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 534 Viva Rovereto!</title>
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      <description>
        <![CDATA[E chi avrebbe mai immaginato di andare lassù a Rovereto? Invece ci sono andata e ho trovato delle cose belle e interessanti. E non vedo l'ora di tornarci! Vi metto tutti i link in fondo alla pagina, e se andate dalla Signora Luisa, salutatela da parte mia! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>A me a volte capita di immaginare di fare una piccola fuga, una piccola vacanza, mini vacanza di qualche giorno, lontano da tutto e da tutti e me lo immagino sempre in questa cornice di pace e tranquillità, a volte in riva al mare, a volte però mi piacerebbe andare anche in montagna.<br><br>Non sono una grande amante della montagna, anche perché sono una donna di mare, mi piace molto la spiaggia, però ogni tanto mi vengono in mente questi quadretti idilliaci.<br><br>Adesso finalmente ho trovato un posto, una piccola perla nascosta, dove fare una di queste piccole fughe in montagna, e l'occasione mi è stata data dalla visita che ho fatto a mio figlio, che ora studia all'università a Rovereto, all'Università di Trento, però dalla sede staccata di Rovereto.<br><br>Mai sarei andata in vita mia a Rovereto anche perché conoscevo il nome del paese, un piccolo paese, però niente mi aveva attirato ad andare là. E invece poi ci sono andata, ci ho trascorso qualche giorno ed è stata una vera e propria rivelazione.<br><br>Anzitutto perché c'è il <b>Museo MART</b>, che è molto bello, d'arte moderna, tra l'altro c'era una bellissima mostra su <b>Klimt </b>quando sono andata a vederlo, ma diciamo tutto, dall'inizio, da quando ho prenotato il mio soggiorno, ho trovato questa piccola perla, questo posto arrampicato su una montagna appena appena appena fuori dal centro abitato, sono 10 minuti a piedi perché Rovereto è molto piccola, si sale su per questa collina e si vede tutta la valle, tutte le montagne, per me, ripeto donna di mare, una vista mozzafiato, mi sentivo come Heidi che rincorre le sue caprette, e poi ho avuto la fortuna di trovare questa gentilissima signora, la signora Luisa che gestisce una una piccola piccola pensione che si chiama <b><i>Dolce dormire </i></b>e che è situata lì in una situazione pazzesca, con questa stanza che mi dava questo piccolo giardino indipendente, mio privato. <br><br>No, insomma, è stata un'esperienza molto, molto positiva, anche dal punto di vista organizzativo, perché non appena ho fatto la prenotazione per questa stanza, la signora Luisa mi ha mandato, m'ha detto che esiste questa app, <b>Trentino guest card,</b> riservata evidentemente alle persone che vanno in visita nel Trentino e questa app dà un sacco di agevolazioni, incluso l'ingresso gratuito a tutti i musei che ci sono a Rovereto, e ce ne sono tanti, è una piccola città però ci sono tantissimi musei, e soprattutto mi ha affascinato la <b>Casa d'arte futurista Depero</b> che è un bagno di futurismo incredibile. Insomma, viva Rovereto.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>It happens to me sometimes to imagine taking a little getaway, a little vacation, mini vacation of a few days, away from everything and everyone, and I always imagine it in this peaceful and tranquil setting, sometimes by the sea, but sometimes I would also like to go to the mountains.<br><br>I am not a great lover of the mountains, also because I am a woman of the sea, I really like the beach, however, every now and then I am reminded of these idyllic pictures.<br><br>Now I have finally found a place, a little hidden gem, where I can make one of these little escapes to the mountains, and the opportunity was given to me by a visit I made to my son, who is now studying at the university in Rovereto, at the University of Trento, however from the Rovereto branch.<br><br>Never in my life would I have gone to Rovereto also because I knew the name of the town, a small town, however, nothing had attracted me to go there. But instead I then went there, spent a few days there, and it was a real revelation.<br><br>First of all because there is the <b>MART Museum</b>, which is very nice, of modern art, by the way there was a very nice exhibition on Klimt when I went to see it, but let's say everything, from the beginning, from when I booked my stay, I found this little gem, this place climbed on a mountain just just barely out of the town, it's 10 minutes walk because Rovereto is very small, you go up this hill and you can see the whole valley, all the mountains, for me, I repeat woman of the sea, a breathtaking view, I felt like Heidi chasing her little goats, and then I was lucky enough to find this very kind lady, Mrs. Luisa who runs a small little guesthouse called <b>Dolce dormire</b>, and it's situated there in a spectacular location, with this room that gave me this little independent garden, my own private.<br>No, I mean, it was a very, very positive experience, also from the organizational point of view, because as soon as I made the reservation for this room, Mrs. Luisa sent me, told me that there is this app, Trentino guest card, dedicated obviously to people who are visiting Trentino, and this app gives a lot of concessions, including free admission to all the museums that there are in Rovereto, and there are a lot of them, it's a small town however there are a lot of museums, and especially I was fascinated by the <b>Depero House of Futurist Art</b> which is an incredible bath of futurism. In short, hurray for Rovereto!<br><br><br><br>LINKS<br><b>La pensione Dolce Dormire </b>la signora Luisa ogni mattina per colazione mette in tavole un sacco di torte e biscotti fatti da lei, gnamm! Mi raccomando, salutatela da parte mia!<br><a href="https://www.visittrentino.info/it/dove-dormire/cerca-prenota/DOLCE-DORMIRE-Bed-Breakfast-Rovereto_ad-37209814?activeTab=%23details" rel="noreferrer noopener">https://www.visittrentino.info/it/dove-dormire/cerca-prenota/DOLCE-DORMIRE-Bed-Breakfast-Rovereto_ad-37209814?activeTab=%23details</a><br><br><b>La Trentino Guest Card</b> che dà molti vantaggi, incluso l'ingresso gratuito nei musei di Rovereto (e immagino in un sacco di altri musei della regione) <a href="https://www.visittrentino.info/it/articoli/info-pratiche/app-trentino-guest-card" rel="noreferrer noopener">https://www.visittrentino.info/it/articoli/info-pratiche/app-trentino-guest-card</a><br><br><b>Il Museo MART</b> <a href="https://www.mart.tn.it/" rel="noreferrer noopener">https://www.mart.tn.it/</a><br><br><b>La Casa d'Arte Futurista Depero</b> in un interessante documentario della RAI <a href="https://www.raicultura.it/arte/articoli/2020/05/Casa-dArte-Futurista-Depero-59c5873c-59e2-47c4-babb-2bab1daf3415.html" rel="noreferrer noopener">https://www.raicultura.it/arte/articoli/2020/05/Casa-dArte-Futurista-Depero-59c5873c-59e2-47c4-babb-2bab1daf3415.html</a>]]>
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        <![CDATA[E chi avrebbe mai immaginato di andare lassù a Rovereto? Invece ci sono andata e ho trovato delle cose belle e interessanti. E non vedo l'ora di tornarci! Vi metto tutti i link in fondo alla pagina, e se andate dalla Signora Luisa, salutatela da parte mia! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>A me a volte capita di immaginare di fare una piccola fuga, una piccola vacanza, mini vacanza di qualche giorno, lontano da tutto e da tutti e me lo immagino sempre in questa cornice di pace e tranquillità, a volte in riva al mare, a volte però mi piacerebbe andare anche in montagna.<br><br>Non sono una grande amante della montagna, anche perché sono una donna di mare, mi piace molto la spiaggia, però ogni tanto mi vengono in mente questi quadretti idilliaci.<br><br>Adesso finalmente ho trovato un posto, una piccola perla nascosta, dove fare una di queste piccole fughe in montagna, e l'occasione mi è stata data dalla visita che ho fatto a mio figlio, che ora studia all'università a Rovereto, all'Università di Trento, però dalla sede staccata di Rovereto.<br><br>Mai sarei andata in vita mia a Rovereto anche perché conoscevo il nome del paese, un piccolo paese, però niente mi aveva attirato ad andare là. E invece poi ci sono andata, ci ho trascorso qualche giorno ed è stata una vera e propria rivelazione.<br><br>Anzitutto perché c'è il <b>Museo MART</b>, che è molto bello, d'arte moderna, tra l'altro c'era una bellissima mostra su <b>Klimt </b>quando sono andata a vederlo, ma diciamo tutto, dall'inizio, da quando ho prenotato il mio soggiorno, ho trovato questa piccola perla, questo posto arrampicato su una montagna appena appena appena fuori dal centro abitato, sono 10 minuti a piedi perché Rovereto è molto piccola, si sale su per questa collina e si vede tutta la valle, tutte le montagne, per me, ripeto donna di mare, una vista mozzafiato, mi sentivo come Heidi che rincorre le sue caprette, e poi ho avuto la fortuna di trovare questa gentilissima signora, la signora Luisa che gestisce una una piccola piccola pensione che si chiama <b><i>Dolce dormire </i></b>e che è situata lì in una situazione pazzesca, con questa stanza che mi dava questo piccolo giardino indipendente, mio privato. <br><br>No, insomma, è stata un'esperienza molto, molto positiva, anche dal punto di vista organizzativo, perché non appena ho fatto la prenotazione per questa stanza, la signora Luisa mi ha mandato, m'ha detto che esiste questa app, <b>Trentino guest card,</b> riservata evidentemente alle persone che vanno in visita nel Trentino e questa app dà un sacco di agevolazioni, incluso l'ingresso gratuito a tutti i musei che ci sono a Rovereto, e ce ne sono tanti, è una piccola città però ci sono tantissimi musei, e soprattutto mi ha affascinato la <b>Casa d'arte futurista Depero</b> che è un bagno di futurismo incredibile. Insomma, viva Rovereto.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>It happens to me sometimes to imagine taking a little getaway, a little vacation, mini vacation of a few days, away from everything and everyone, and I always imagine it in this peaceful and tranquil setting, sometimes by the sea, but sometimes I would also like to go to the mountains.<br><br>I am not a great lover of the mountains, also because I am a woman of the sea, I really like the beach, however, every now and then I am reminded of these idyllic pictures.<br><br>Now I have finally found a place, a little hidden gem, where I can make one of these little escapes to the mountains, and the opportunity was given to me by a visit I made to my son, who is now studying at the university in Rovereto, at the University of Trento, however from the Rovereto branch.<br><br>Never in my life would I have gone to Rovereto also because I knew the name of the town, a small town, however, nothing had attracted me to go there. But instead I then went there, spent a few days there, and it was a real revelation.<br><br>First of all because there is the <b>MART Museum</b>, which is very nice, of modern art, by the way there was a very nice exhibition on Klimt when I went to see it, but let's say everything, from the beginning, from when I booked my stay, I found this little gem, this place climbed on a mountain just just barely out of the town, it's 10 minutes walk because Rovereto is very small, you go up this hill and you can see the whole valley, all the mountains, for me, I repeat woman of the sea, a breathtaking view, I felt like Heidi chasing her little goats, and then I was lucky enough to find this very kind lady, Mrs. Luisa who runs a small little guesthouse called <b>Dolce dormire</b>, and it's situated there in a spectacular location, with this room that gave me this little independent garden, my own private.<br>No, I mean, it was a very, very positive experience, also from the organizational point of view, because as soon as I made the reservation for this room, Mrs. Luisa sent me, told me that there is this app, Trentino guest card, dedicated obviously to people who are visiting Trentino, and this app gives a lot of concessions, including free admission to all the museums that there are in Rovereto, and there are a lot of them, it's a small town however there are a lot of museums, and especially I was fascinated by the <b>Depero House of Futurist Art</b> which is an incredible bath of futurism. In short, hurray for Rovereto!<br><br><br><br>LINKS<br><b>La pensione Dolce Dormire </b>la signora Luisa ogni mattina per colazione mette in tavole un sacco di torte e biscotti fatti da lei, gnamm! Mi raccomando, salutatela da parte mia!<br><a href="https://www.visittrentino.info/it/dove-dormire/cerca-prenota/DOLCE-DORMIRE-Bed-Breakfast-Rovereto_ad-37209814?activeTab=%23details" rel="noreferrer noopener">https://www.visittrentino.info/it/dove-dormire/cerca-prenota/DOLCE-DORMIRE-Bed-Breakfast-Rovereto_ad-37209814?activeTab=%23details</a><br><br><b>La Trentino Guest Card</b> che dà molti vantaggi, incluso l'ingresso gratuito nei musei di Rovereto (e immagino in un sacco di altri musei della regione) <a href="https://www.visittrentino.info/it/articoli/info-pratiche/app-trentino-guest-card" rel="noreferrer noopener">https://www.visittrentino.info/it/articoli/info-pratiche/app-trentino-guest-card</a><br><br><b>Il Museo MART</b> <a href="https://www.mart.tn.it/" rel="noreferrer noopener">https://www.mart.tn.it/</a><br><br><b>La Casa d'Arte Futurista Depero</b> in un interessante documentario della RAI <a href="https://www.raicultura.it/arte/articoli/2020/05/Casa-dArte-Futurista-Depero-59c5873c-59e2-47c4-babb-2bab1daf3415.html" rel="noreferrer noopener">https://www.raicultura.it/arte/articoli/2020/05/Casa-dArte-Futurista-Depero-59c5873c-59e2-47c4-babb-2bab1daf3415.html</a>]]>
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      <pubDate>Sun, 18 Jun 2023 06:51:52 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>E chi avrebbe mai immaginato di andare lassù a Rovereto? Invece ci sono andata e ho trovato delle cose belle e interessanti. E non vedo l'ora di tornarci! Vi metto tutti i link in fondo alla pagina, e se andate dalla Signora Luisa, salutatela da parte mia! TRASCRIZIONE [ENG translation below]A me a volte capita di immaginare di fare una piccola fuga, una piccola vacanza, mini vacanza di qualche giorno, lontano da tutto e da tutti e me lo immagino sempre in questa cornice di pace e tranquillità, a volte in riva al mare, a volte però mi piacerebbe andare anche in montagna.Non sono una grande amante della montagna, anche perché sono una donna di mare, mi piace molto la spiaggia, però ogni tanto mi vengono in mente questi quadretti idilliaci.Adesso finalmente ho trovato un posto, una piccola perla nascosta, dove fare una di queste piccole fughe in montagna, e l'occasione mi è stata data dalla visita che ho fatto a mio figlio, che ora studia all'università a Rovereto, all'Università di Trento, però dalla sede staccata di Rovereto.Mai sarei andata in vita mia a Rovereto anche perché conoscevo il nome del paese, un piccolo paese, però niente mi aveva attirato ad andare là. E invece poi ci sono andata, ci ho trascorso qualche giorno ed è stata una vera e propria rivelazione.Anzitutto perché c'è il Museo MART, che è molto bello, d'arte moderna, tra l'altro c'era una bellissima mostra su Klimt quando sono andata a vederlo, ma diciamo tutto, dall'inizio, da quando ho prenotato il mio soggiorno, ho trovato questa piccola perla, questo posto arrampicato su una montagna appena appena appena fuori dal centro abitato, sono 10 minuti a piedi perché Rovereto è molto piccola, si sale su per questa collina e si vede tutta la valle, tutte le montagne, per me, ripeto donna di mare, una vista mozzafiato, mi sentivo come Heidi che rincorre le sue caprette, e poi ho avuto la fortuna di trovare questa gentilissima signora, la signora Luisa che gestisce una una piccola piccola pensione che si chiama Dolce dormire e che è situata lì in una situazione pazzesca, con questa stanza che mi dava questo piccolo giardino indipendente, mio privato. No, insomma, è stata un'esperienza molto, molto positiva, anche dal punto di vista organizzativo, perché non appena ho fatto la prenotazione per questa stanza, la signora Luisa mi ha mandato, m'ha detto che esiste questa app, Trentino guest card, riservata evidentemente alle persone che vanno in visita nel Trentino e questa app dà un sacco di agevolazioni, incluso l'ingresso gratuito a tutti i musei che ci sono a Rovereto, e ce ne sono tanti, è una piccola città però ci sono tantissimi musei, e soprattutto mi ha affascinato la Casa d'arte futurista Depero che è un bagno di futurismo incredibile. Insomma, viva Rovereto.TRANSLATIONIt happens to me sometimes to imagine taking a little getaway, a little vacation, mini vacation of a few days, away from everything and everyone, and I always imagine it in this peaceful and tranquil setting, sometimes by the sea, but sometimes I would also like to go to the mountains.I am not a great lover of the mountains, also because I am a woman of the sea, I really like the beach, however, every now and then I am reminded of these idyllic pictures.Now I have finally found a place, a little hidden gem, where I can make one of these little escapes to the mountains, and the opportunity was given to me by a visit I made to my son, who is now studying at the university in Rovereto, at the University of Trento, however from the Rovereto branch.Never in my life would I have gone to Rovereto also because I knew the name of the town, a small town, however, nothing had attracted me to go there. But instead I then went there, spent a few days there, and it was a real revelation.First of...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>E chi avrebbe mai immaginato di andare lassù a Rovereto? Invece ci sono andata e ho trovato delle cose belle e interessanti. E non vedo l'ora di tornarci! Vi metto tutti i link in fondo alla pagina, e se andate dalla Signora Luisa, salutatela da parte mia</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 533 Ho hackerato la TV in Francia</title>
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        <![CDATA[Piccole soddisfazioni, riuscire a guardare un (bellissimo!) film in lingua originale (inglese) in barba ai francesi che sono peggio degli italiani perché doppiano tutto in francese. In fondo alla pagina il link al trailer del film (bellissimo!).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Qualche giorno fa mi sono presa una bella soddisfazione in un albergo francese. Sì, stavo appunto in Francia, in diversi alberghi, e in tutti questi alberghi nella stanza c'era una televisione e tutti i programmi erano in lingua francese, lingua che io non parlo, e non c'era modo di mettere i sottotitoli nessun in nessun modo.<br><br>Poi in uno di questi alberghi sono riuscita a hackerare la televisione, sono riuscita a cambiare il setting e ad avere tutti i programmi in lingua originale. La maggior parte erano comunque in francese, però ho avuto la fortuna di capitare sopra un film, il film è Westworld, un bellissimo film degli anni '70 con Yul Brynner, che vabbè, ho rivisto anche da adulta, ma che avevo visto per la prima volta da bambina, e non me lo ricordavo molto bene quindi ho approfittato dell'aver hackerato la televisione dell'albergo francese, e mi sono rivista tutto Westworld, che era praticamente appena iniziato, e io ricordo ancora come mi aveva terrorizzato da bambina. Mi ricordavo queste queste scene di Yul Brynner, tutto vestito di nero che rifiutava di morire, oddio, sto spoilerando, ma spero che l'abbiate già visto tutti questo film, rifiutava di morire, gli sparavano contro, gli sparavano contro.<br><br>Avevo completamente rimosso invece le altre scene, negli altri mondi, nel mondo romano, nel mondo medioevale, le avevo assolutamente rimosse e mi aveva veramente scioccato l'immagine quando tolgono, tra virgolette, la maschera al robot che dovrebbe essere Yul Brynner e si vedono tutti i tutti gli ingranaggi, tutti i processori microprocessori e da bambina quella cosa mi aveva veramente molto spaventato, e poi lo ricordavo molto più incombente, molto più lunghe anche le scene in cui i robot si ribellano, comunque funzionano male, e io avevo in mente questo lunghissimo inseguimento tra Yul Brynner e il protagonista.<br><br>Comunque mi ha fatto molto piacere rivederlo e ancora una volta ho potuto constatare come, due cose: uno è che quando ero bambina la televisione italiana faceva dei film pazzeschi e che mi hanno aiutato a farmi una cultura cinematografica, e due è che rivedere i film dopo tanti anni poi vabb, non sto dicendo niente di niente di nuovo, sto dicendo delle cose scontatissime, che è come rileggere un libro dopo molti anni, soprattutto se il libro era letto quando si era molto, molto giovani, rivedere un film che ci ha fatto molto impressione da bambini, poi magari si scopre che non è più il caso.<br><br>Invece in questo caso era ancora il caso, perché rimane un film spettacolare.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>A few days ago I got a nice revenge in a French hotel. Yes, I was just staying in France, in different hotels, and in all these hotels in the room there was a television and all the programs were in French, a language that I don't speak, and there was no way to put subtitles in any way.<br><br>Then in one of these hotels I was able to hack the television, I was able to change the setting and have all the programs in the original language. Most of them were in French anyway, however, I was lucky enough to happen upon a movie, the movie being Westworld, a beautiful movie from the 1970s with Yul Brynner, which, alright, I had seen again as an adult, but which I had seen for the first time as a child, and I didn't remember it very well so I took advantage of having hacked the French hotel television, and I rewatched the whole Westworld, which had practically just started, and I still remember how it terrified me as a child. I remembered these scenes with Yul Brynner all dressed in black, refusing to die, oh my God, I'm spoilering, but I hope you've all seen this movie before, refusing to die, being shot at, being shot at.<br><br>I had completely removed instead the other scenes, in the other worlds, in the Roman world, in the medieval world, I had absolutely removed them and I was really shocked by the image when they take off, so to speak, the mask to the robot who is supposed to be Yul Brynner and you see all the, all the gears, all the microprocessors and as a child that thing had really scared me very much, and then I remembered it much more looming, much longer also the scenes where the robots rebel, anyway mulfuncion, and I had in my mind this very long chase between Yul Brynner and the protagonist.<br><br>Anyway I was very pleased to see it again and once again I realised two things: one is that when I was a child Italian television showed some amazing movies that helped me to get a movie culture, and two is that seeing movies again after so many years then oh well, I'm not saying anything new, I'm saying some very obvious things, that it's like rereading a book after many years, especially if the book was read when you were very, very young, seeing a movie again that made a big impression on you as a child, then maybe you find that it's no longer the case.<br>Instead in this case it was still the case, because it remains a spectacular movie.<br><br><br><br>LINK<br>Il trailer di Westworld <a href="https://www.youtube.com/watch?v=EjyOfTEeNHA" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=EjyOfTEeNHA</a>]]>
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        <![CDATA[Piccole soddisfazioni, riuscire a guardare un (bellissimo!) film in lingua originale (inglese) in barba ai francesi che sono peggio degli italiani perché doppiano tutto in francese. In fondo alla pagina il link al trailer del film (bellissimo!).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Qualche giorno fa mi sono presa una bella soddisfazione in un albergo francese. Sì, stavo appunto in Francia, in diversi alberghi, e in tutti questi alberghi nella stanza c'era una televisione e tutti i programmi erano in lingua francese, lingua che io non parlo, e non c'era modo di mettere i sottotitoli nessun in nessun modo.<br><br>Poi in uno di questi alberghi sono riuscita a hackerare la televisione, sono riuscita a cambiare il setting e ad avere tutti i programmi in lingua originale. La maggior parte erano comunque in francese, però ho avuto la fortuna di capitare sopra un film, il film è Westworld, un bellissimo film degli anni '70 con Yul Brynner, che vabbè, ho rivisto anche da adulta, ma che avevo visto per la prima volta da bambina, e non me lo ricordavo molto bene quindi ho approfittato dell'aver hackerato la televisione dell'albergo francese, e mi sono rivista tutto Westworld, che era praticamente appena iniziato, e io ricordo ancora come mi aveva terrorizzato da bambina. Mi ricordavo queste queste scene di Yul Brynner, tutto vestito di nero che rifiutava di morire, oddio, sto spoilerando, ma spero che l'abbiate già visto tutti questo film, rifiutava di morire, gli sparavano contro, gli sparavano contro.<br><br>Avevo completamente rimosso invece le altre scene, negli altri mondi, nel mondo romano, nel mondo medioevale, le avevo assolutamente rimosse e mi aveva veramente scioccato l'immagine quando tolgono, tra virgolette, la maschera al robot che dovrebbe essere Yul Brynner e si vedono tutti i tutti gli ingranaggi, tutti i processori microprocessori e da bambina quella cosa mi aveva veramente molto spaventato, e poi lo ricordavo molto più incombente, molto più lunghe anche le scene in cui i robot si ribellano, comunque funzionano male, e io avevo in mente questo lunghissimo inseguimento tra Yul Brynner e il protagonista.<br><br>Comunque mi ha fatto molto piacere rivederlo e ancora una volta ho potuto constatare come, due cose: uno è che quando ero bambina la televisione italiana faceva dei film pazzeschi e che mi hanno aiutato a farmi una cultura cinematografica, e due è che rivedere i film dopo tanti anni poi vabb, non sto dicendo niente di niente di nuovo, sto dicendo delle cose scontatissime, che è come rileggere un libro dopo molti anni, soprattutto se il libro era letto quando si era molto, molto giovani, rivedere un film che ci ha fatto molto impressione da bambini, poi magari si scopre che non è più il caso.<br><br>Invece in questo caso era ancora il caso, perché rimane un film spettacolare.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>A few days ago I got a nice revenge in a French hotel. Yes, I was just staying in France, in different hotels, and in all these hotels in the room there was a television and all the programs were in French, a language that I don't speak, and there was no way to put subtitles in any way.<br><br>Then in one of these hotels I was able to hack the television, I was able to change the setting and have all the programs in the original language. Most of them were in French anyway, however, I was lucky enough to happen upon a movie, the movie being Westworld, a beautiful movie from the 1970s with Yul Brynner, which, alright, I had seen again as an adult, but which I had seen for the first time as a child, and I didn't remember it very well so I took advantage of having hacked the French hotel television, and I rewatched the whole Westworld, which had practically just started, and I still remember how it terrified me as a child. I remembered these scenes with Yul Brynner all dressed in black, refusing to die, oh my God, I'm spoilering, but I hope you've all seen this movie before, refusing to die, being shot at, being shot at.<br><br>I had completely removed instead the other scenes, in the other worlds, in the Roman world, in the medieval world, I had absolutely removed them and I was really shocked by the image when they take off, so to speak, the mask to the robot who is supposed to be Yul Brynner and you see all the, all the gears, all the microprocessors and as a child that thing had really scared me very much, and then I remembered it much more looming, much longer also the scenes where the robots rebel, anyway mulfuncion, and I had in my mind this very long chase between Yul Brynner and the protagonist.<br><br>Anyway I was very pleased to see it again and once again I realised two things: one is that when I was a child Italian television showed some amazing movies that helped me to get a movie culture, and two is that seeing movies again after so many years then oh well, I'm not saying anything new, I'm saying some very obvious things, that it's like rereading a book after many years, especially if the book was read when you were very, very young, seeing a movie again that made a big impression on you as a child, then maybe you find that it's no longer the case.<br>Instead in this case it was still the case, because it remains a spectacular movie.<br><br><br><br>LINK<br>Il trailer di Westworld <a href="https://www.youtube.com/watch?v=EjyOfTEeNHA" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=EjyOfTEeNHA</a>]]>
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      <pubDate>Sat, 17 Jun 2023 04:30:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Piccole soddisfazioni, riuscire a guardare un (bellissimo!) film in lingua originale (inglese) in barba ai francesi che sono peggio degli italiani perché doppiano tutto in francese. In fondo alla pagina il link al trailer del film (bellissimo!).TRASCRIZIONE [ENG translation below]Qualche giorno fa mi sono presa una bella soddisfazione in un albergo francese. Sì, stavo appunto in Francia, in diversi alberghi, e in tutti questi alberghi nella stanza c'era una televisione e tutti i programmi erano in lingua francese, lingua che io non parlo, e non c'era modo di mettere i sottotitoli nessun in nessun modo.Poi in uno di questi alberghi sono riuscita a hackerare la televisione, sono riuscita a cambiare il setting e ad avere tutti i programmi in lingua originale. La maggior parte erano comunque in francese, però ho avuto la fortuna di capitare sopra un film, il film è Westworld, un bellissimo film degli anni '70 con Yul Brynner, che vabbè, ho rivisto anche da adulta, ma che avevo visto per la prima volta da bambina, e non me lo ricordavo molto bene quindi ho approfittato dell'aver hackerato la televisione dell'albergo francese, e mi sono rivista tutto Westworld, che era praticamente appena iniziato, e io ricordo ancora come mi aveva terrorizzato da bambina. Mi ricordavo queste queste scene di Yul Brynner, tutto vestito di nero che rifiutava di morire, oddio, sto spoilerando, ma spero che l'abbiate già visto tutti questo film, rifiutava di morire, gli sparavano contro, gli sparavano contro.Avevo completamente rimosso invece le altre scene, negli altri mondi, nel mondo romano, nel mondo medioevale, le avevo assolutamente rimosse e mi aveva veramente scioccato l'immagine quando tolgono, tra virgolette, la maschera al robot che dovrebbe essere Yul Brynner e si vedono tutti i tutti gli ingranaggi, tutti i processori microprocessori e da bambina quella cosa mi aveva veramente molto spaventato, e poi lo ricordavo molto più incombente, molto più lunghe anche le scene in cui i robot si ribellano, comunque funzionano male, e io avevo in mente questo lunghissimo inseguimento tra Yul Brynner e il protagonista.Comunque mi ha fatto molto piacere rivederlo e ancora una volta ho potuto constatare come, due cose: uno è che quando ero bambina la televisione italiana faceva dei film pazzeschi e che mi hanno aiutato a farmi una cultura cinematografica, e due è che rivedere i film dopo tanti anni poi vabb, non sto dicendo niente di niente di nuovo, sto dicendo delle cose scontatissime, che è come rileggere un libro dopo molti anni, soprattutto se il libro era letto quando si era molto, molto giovani, rivedere un film che ci ha fatto molto impressione da bambini, poi magari si scopre che non è più il caso.Invece in questo caso era ancora il caso, perché rimane un film spettacolare.TRANSLATIONA few days ago I got a nice revenge in a French hotel. Yes, I was just staying in France, in different hotels, and in all these hotels in the room there was a television and all the programs were in French, a language that I don't speak, and there was no way to put subtitles in any way.Then in one of these hotels I was able to hack the television, I was able to change the setting and have all the programs in the original language. Most of them were in French anyway, however, I was lucky enough to happen upon a movie, the movie being Westworld, a beautiful movie from the 1970s with Yul Brynner, which, alright, I had seen again as an adult, but which I had seen for the first time as a child, and I didn't remember it very well so I took advantage of having hacked the French hotel television, and I rewatched the whole Westworld, which had practically just started, and I still remember how it terrified me as a child. I remembered these scenes with Yul Brynner all dressed in black, refusing to die, oh my God, I'm spoilering, but I hope...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Piccole soddisfazioni, riuscire a guardare un (bellissimo!) film in lingua originale (inglese) in barba ai francesi che sono peggio degli italiani perché doppiano tutto in francese. In fondo alla pagina il link al trailer del film (bellissimo!).TRASCRIZIO</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 532 Pareidolia (facce negli oggetti)</title>
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        <![CDATA[Scommetto quello che vuoi, se ti guardi intorno c'è un oggetto inanimato che sembra una faccia.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Ci scommetto quello che volete, se adesso vi guardate intorno, non importa dove siete, se siete nella vostra stanza, per strada, alla stazione o al supermercato, sono sicura al 100%, se vi guardate intorno, noterete un oggetto che vi sembra una faccia.<br><br>Adesso sto guardando la lampada che è nel muro, appesa al muro dietro lo schermo del mio computer, e le due viti che la tengono ferma sembrano gli occhi e il braccio che esce fuori sembra il naso e la bocca.<br><br>Perché succede questo? Perché il nostro cervello, che è così furbo, così addestrato a riconoscere le cose, si fa prendere in giro dalle forme inanimate che ci sembrano delle facce? Non è un errore, è una cosa che viene dall'evoluzione, perché per noi il riconoscere i visi è importantissimo.<br><br>Infatti, mentre per riconoscere un oggetto impieghiamo un po' di tempo, non mi ricordo se un centesimo o mezzo centesimo di secondo, per riconoscere un viso impieghiamo un decimo di quel tempo. Questo è anche il motivo per cui nelle banconote spesso ci sono dei visi, perché mentre per noi è molto difficile riconoscere le differenze tra due palazzi simili, è invece facilissimo riconoscere le differenze tra due visi quando si conosce il viso.<br><br>Pensate quando incontrate una persona che magari non vedete da tempo, o anche una persona che conoscete bene, prima che la persona apra bocca voi sapete già se è contenta, se sta bene, se sta male, se è arrabbiata, anche prima di parlare, perché il nostro cervello è abituato a decifrare un sacco di piccoli segnali che è anche difficile poi descrivere, proprio per una storia dell'evoluzione, perché per noi i visi sono importanti.<br><br>Ora questa capacità, capacità non lo so, questo trucco che ci gioca il cervello, che ci fa vedere facce nelle nuvole, nel muro, nelle borse aperte, nel coperchio del water sollevato, ha un nome e si chiama, pareidolia ed è appunto una cosa che ci succede, che ci fa pensare subito... il nostro cervello che si chiede immediatamente ma questa cosa qua è una faccia oppure no? Perché ci comportiamo diversamente in base al fatto che sia o no una faccia, perché se è una faccia vuol dire che è un essere umano.<br><br>Questa cosa che è nata come una cosa dell'evoluzione però ha anche altri altri aspetti, ha ramificazioni e cioè aiuta la poesia, perché non c'è niente di più bello che starsene sdraiate su un prato, con un bel sole primaverile o di inizio estate, a guardare le nuvole che ci passano sopra la testa e a vederci lì disegnate le facce delle persone.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I'll bet you whatever you want, if you look around now, no matter where you are, whether you're in your room, on the street, at the station or at the supermarket, I'm 100% sure, if you look around, you will notice an object that looks like a face.<br><br>Now I am looking at the lamp that is in the wall, hanging on the wall behind my computer screen, and the two screws holding it down look like eyes and the arm coming out looks like the nose and mouth.<br><br>Why does this happen? Why does our brain, which is so smart, so trained to recognize things, get fooled by inanimate shapes that look like faces to us? It's not a mistake, it's something that comes from evolution, because face recognition is so important to us.<br>In fact, while to recognise an object takes us a little while, I don't remember whether a hundredth or half a hundredth of a second, to recognise a face takes a tenth of that time. This is also why there are often faces in the banknotes, because while it is very difficult for us to recognise the differences between two similar buildings, it is very easy for us to recognise the differences between two faces when we know the face.<br><br>Think about when you meet a person you may not have seen for a long time, or even a person you know well, before the person opens the mouth you already know if they are happy, if they are okay, if they are hurting, if they are angry, even before they speak, because our brains are used to deciphering a lot of little signals that are also difficult then to describe, just because of a history of evolution, because faces are important to us.<br><br>Now this ability, ability... I don't know, this trick that the brain plays on us, that makes us see faces in clouds, in the wall, in open bags, in the lifted toilet lid, has a name and it's called pareidolia and it's actually something that happens to us, that makes us think immediately... our brain immediately wondering, but is this thing here a face or not? Becausey do we behave differently based on whether it is a face or not, because if it is a face it means it is a human being.<br><br>This thing that started as a thing of evolution however also has other aspects, it has ramifications and that is it helps poetry, because there is nothing more beautiful than lying on a meadow, with a beautiful spring or early summer sun, watching the clouds pass overhead and seeing people's faces drawn there.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Scommetto quello che vuoi, se ti guardi intorno c'è un oggetto inanimato che sembra una faccia.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Ci scommetto quello che volete, se adesso vi guardate intorno, non importa dove siete, se siete nella vostra stanza, per strada, alla stazione o al supermercato, sono sicura al 100%, se vi guardate intorno, noterete un oggetto che vi sembra una faccia.<br><br>Adesso sto guardando la lampada che è nel muro, appesa al muro dietro lo schermo del mio computer, e le due viti che la tengono ferma sembrano gli occhi e il braccio che esce fuori sembra il naso e la bocca.<br><br>Perché succede questo? Perché il nostro cervello, che è così furbo, così addestrato a riconoscere le cose, si fa prendere in giro dalle forme inanimate che ci sembrano delle facce? Non è un errore, è una cosa che viene dall'evoluzione, perché per noi il riconoscere i visi è importantissimo.<br><br>Infatti, mentre per riconoscere un oggetto impieghiamo un po' di tempo, non mi ricordo se un centesimo o mezzo centesimo di secondo, per riconoscere un viso impieghiamo un decimo di quel tempo. Questo è anche il motivo per cui nelle banconote spesso ci sono dei visi, perché mentre per noi è molto difficile riconoscere le differenze tra due palazzi simili, è invece facilissimo riconoscere le differenze tra due visi quando si conosce il viso.<br><br>Pensate quando incontrate una persona che magari non vedete da tempo, o anche una persona che conoscete bene, prima che la persona apra bocca voi sapete già se è contenta, se sta bene, se sta male, se è arrabbiata, anche prima di parlare, perché il nostro cervello è abituato a decifrare un sacco di piccoli segnali che è anche difficile poi descrivere, proprio per una storia dell'evoluzione, perché per noi i visi sono importanti.<br><br>Ora questa capacità, capacità non lo so, questo trucco che ci gioca il cervello, che ci fa vedere facce nelle nuvole, nel muro, nelle borse aperte, nel coperchio del water sollevato, ha un nome e si chiama, pareidolia ed è appunto una cosa che ci succede, che ci fa pensare subito... il nostro cervello che si chiede immediatamente ma questa cosa qua è una faccia oppure no? Perché ci comportiamo diversamente in base al fatto che sia o no una faccia, perché se è una faccia vuol dire che è un essere umano.<br><br>Questa cosa che è nata come una cosa dell'evoluzione però ha anche altri altri aspetti, ha ramificazioni e cioè aiuta la poesia, perché non c'è niente di più bello che starsene sdraiate su un prato, con un bel sole primaverile o di inizio estate, a guardare le nuvole che ci passano sopra la testa e a vederci lì disegnate le facce delle persone.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I'll bet you whatever you want, if you look around now, no matter where you are, whether you're in your room, on the street, at the station or at the supermarket, I'm 100% sure, if you look around, you will notice an object that looks like a face.<br><br>Now I am looking at the lamp that is in the wall, hanging on the wall behind my computer screen, and the two screws holding it down look like eyes and the arm coming out looks like the nose and mouth.<br><br>Why does this happen? Why does our brain, which is so smart, so trained to recognize things, get fooled by inanimate shapes that look like faces to us? It's not a mistake, it's something that comes from evolution, because face recognition is so important to us.<br>In fact, while to recognise an object takes us a little while, I don't remember whether a hundredth or half a hundredth of a second, to recognise a face takes a tenth of that time. This is also why there are often faces in the banknotes, because while it is very difficult for us to recognise the differences between two similar buildings, it is very easy for us to recognise the differences between two faces when we know the face.<br><br>Think about when you meet a person you may not have seen for a long time, or even a person you know well, before the person opens the mouth you already know if they are happy, if they are okay, if they are hurting, if they are angry, even before they speak, because our brains are used to deciphering a lot of little signals that are also difficult then to describe, just because of a history of evolution, because faces are important to us.<br><br>Now this ability, ability... I don't know, this trick that the brain plays on us, that makes us see faces in clouds, in the wall, in open bags, in the lifted toilet lid, has a name and it's called pareidolia and it's actually something that happens to us, that makes us think immediately... our brain immediately wondering, but is this thing here a face or not? Becausey do we behave differently based on whether it is a face or not, because if it is a face it means it is a human being.<br><br>This thing that started as a thing of evolution however also has other aspects, it has ramifications and that is it helps poetry, because there is nothing more beautiful than lying on a meadow, with a beautiful spring or early summer sun, watching the clouds pass overhead and seeing people's faces drawn there.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 16 Jun 2023 05:10:01 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Scommetto quello che vuoi, se ti guardi intorno c'è un oggetto inanimato che sembra una faccia.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ci scommetto quello che volete, se adesso vi guardate intorno, non importa dove siete, se siete nella vostra stanza, per str</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 531 Centenaria e cortesie nel palazzo</title>
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        <![CDATA[Il mio palazzo è un microcosmo. Mi piace osservare le cose che succedono, niente di che, piccole cose che fanno parte del mio villaggio.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Il mio palazzo è molto grande per essere a Cagliari, che è una città medio piccola, ha otto piani, ci sono, mi pare, 47 famiglie, un microcosmo, ne ho già parlato in un mio episodio precedente dei 3 minuti grezzi.<br><br>Però ieri mi sono successe due cose nel palazzo, niente di che, sono le piccole cose che mi piace guardare, la vita che mi piace osservare.<br><br>La prima è che mentre uscivo sul portone c'era la signora, non mi ricordo che fosse il secondo del primo piano, che una signora anziana che ultimamente viene portata in giro su una carrozzina dalla badante rumena, un signorone bello, solido, che prende la sedia a rotelle, la porta su e giù per le scale che portano in ascensore, e la signora sulla sedia a rotelle era lì che aspettava che la badante finisse di parlare con un'altra inquilina del palazzo che diceva "Ah, ma allora - non mi ricordo se è giovedì o venerdì - compie 100 anni. Ah, che bello!" Quindi avremo presto una, prestissimo, una centenaria nel palazzo. Questa signora, che io la vedo spesso anche nel parco, è bella arzilla, se la cava bene per essere una centenaria, se la cava benissimo.<br><br>L'altra cosa è mentre compravo una cosa al volo al supermercato che c'è proprio davanti a casa, davanti a me, alla cassa ho visto una signora che anche lei abita nel palazzo, una signora molto distinta, molto caruccia, sempre ben tenuta, molto curata.<br><br>Mentre la signora pagava il sentito che il cassiere le diceva che l'importo era 10€ esatte. La signora ha guardato dentro la borsa e si è resa conto di non avere il portamonete con sé. È capitato anche a me diverse volte, in quel caso, uff, che rottura lasci lì la spesa, attraversi la strada, vai, sali a casa, prendi i soldi, torni gi eccetera. Allora io, visto che sapevo, non ho quasi mai soldi in contanti nel portamonete, ma oggi sapevo di avere 10€ ,perché li avevo visti, e visto che ero subito dopo la signora le ho offerto, Signora, se vuole glielo pago io, non c'è problema, poi tanto abitiamo nello stesso palazzo, saliamo insieme e me, li restituisce.<br><br>La signora è rimasta un po così, però poi ha accettato e mi ha ringraziato, molto carina. E allora, visto che facevamo la strada insieme, perché abitiamo nello stesso palazzo, mi sono anche offerta di portare su la spesa e poi le ho detto guardi l'aspetto fuori dalla casa, fuori dalla porta, perché non volevo essere invadente, perché so che una signora di una certa età, poi mi ha fatto entrare in casa che e c'è questa casa, che è bellissima casa, piena di bei mobili. Insomma è stata una cosa, una cosa divertente, una cosa bella. Sono stata contenta di aver potuto fare un piacere a questa signora e di aver scoperto di avere una centenaria nel palazzo.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>My building is very large for being in Cagliari, which is a medium-small city, has eight floors, there are, I think, 47 families, a microcosm, I've already talked about it in one of my previous episode of the raw 3 minutes.<br><br>But yesterday two things happened to me in the building, no big deal, it's the little things<br>I like to watch, the life I like to observe. The first is that as I was going out on the doorstep there was the lady, I don't remember it was the second of the second floor, that an elderly lady who has been being carried around lately in a wheelchair by the Romanian caregiver, a handsome, solid lady who takes the chair wheeled her up and down the stairs leading to the elevator, and the lady on the wheelchair was there waiting for the caregiver to finish talking to another tenant in the building who said, "Ah, but then - I can't remember if it's Thursday or Friday - turns 100 years old.<br>Ah, how nice!" So we will soon have one, very soon, a centenarian in the building.<br><br>This lady, who I often see in the park as well, she's pretty spry, she's doing well for a centenarian, she is doing very well.<br><br>The other thing is while I was buying something on the fly at the supermarket that's right in front of it, at home, in front of me at the checkout, I saw a lady who also lives in the building, a very distinguished lady, very nice, always well kept, very well groomed.<br><br>As the lady paid the heard the cashier tell her that the amount was 10€ exact. The lady looks inside the bag and realises that she doesn't her purse. It happened to me several times as well, in that case, phew, what a bore having to leave the groceries there, cross the street, go up to the house, get the money, come back down, etc.<br><br>So I knew, while I almost never have cash in my purse, but today I knew I had 10€ ,because I had seen them, and since I was right after the lady, I offered her, Ma'am, if you want I'll pay for it, no problem, then we live in the same building, we go up together and you can pay me back.<br><br>The lady was a little bit like that, however, then she accepted and thanked me, very nice.<br>And so, since we were doing the road together, because we live in the same building, I offered to bring up the groceries and then I told her, look I'll wait outside the door, because I didn't want to be intrusive, because I know that a lady of a certain age, but she asked me into the house, and there is this house, which is a beautiful house, full of beautiful furniture.<br><br>I mean it was a thing, a fun thing, a good thing. I was glad to have been able to do this lady a favor and to have discovered of having a centenarian in the building.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Il mio palazzo è un microcosmo. 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Ah, che bello!" Quindi avremo presto una, prestissimo, una centenaria nel palazzo. Questa signora, che io la vedo spesso anche nel parco, è bella arzilla, se la cava bene per essere una centenaria, se la cava benissimo.<br><br>L'altra cosa è mentre compravo una cosa al volo al supermercato che c'è proprio davanti a casa, davanti a me, alla cassa ho visto una signora che anche lei abita nel palazzo, una signora molto distinta, molto caruccia, sempre ben tenuta, molto curata.<br><br>Mentre la signora pagava il sentito che il cassiere le diceva che l'importo era 10€ esatte. La signora ha guardato dentro la borsa e si è resa conto di non avere il portamonete con sé. È capitato anche a me diverse volte, in quel caso, uff, che rottura lasci lì la spesa, attraversi la strada, vai, sali a casa, prendi i soldi, torni gi eccetera. Allora io, visto che sapevo, non ho quasi mai soldi in contanti nel portamonete, ma oggi sapevo di avere 10€ ,perché li avevo visti, e visto che ero subito dopo la signora le ho offerto, Signora, se vuole glielo pago io, non c'è problema, poi tanto abitiamo nello stesso palazzo, saliamo insieme e me, li restituisce.<br><br>La signora è rimasta un po così, però poi ha accettato e mi ha ringraziato, molto carina. E allora, visto che facevamo la strada insieme, perché abitiamo nello stesso palazzo, mi sono anche offerta di portare su la spesa e poi le ho detto guardi l'aspetto fuori dalla casa, fuori dalla porta, perché non volevo essere invadente, perché so che una signora di una certa età, poi mi ha fatto entrare in casa che e c'è questa casa, che è bellissima casa, piena di bei mobili. Insomma è stata una cosa, una cosa divertente, una cosa bella. Sono stata contenta di aver potuto fare un piacere a questa signora e di aver scoperto di avere una centenaria nel palazzo.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>My building is very large for being in Cagliari, which is a medium-small city, has eight floors, there are, I think, 47 families, a microcosm, I've already talked about it in one of my previous episode of the raw 3 minutes.<br><br>But yesterday two things happened to me in the building, no big deal, it's the little things<br>I like to watch, the life I like to observe. The first is that as I was going out on the doorstep there was the lady, I don't remember it was the second of the second floor, that an elderly lady who has been being carried around lately in a wheelchair by the Romanian caregiver, a handsome, solid lady who takes the chair wheeled her up and down the stairs leading to the elevator, and the lady on the wheelchair was there waiting for the caregiver to finish talking to another tenant in the building who said, "Ah, but then - I can't remember if it's Thursday or Friday - turns 100 years old.<br>Ah, how nice!" So we will soon have one, very soon, a centenarian in the building.<br><br>This lady, who I often see in the park as well, she's pretty spry, she's doing well for a centenarian, she is doing very well.<br><br>The other thing is while I was buying something on the fly at the supermarket that's right in front of it, at home, in front of me at the checkout, I saw a lady who also lives in the building, a very distinguished lady, very nice, always well kept, very well groomed.<br><br>As the lady paid the heard the cashier tell her that the amount was 10€ exact. The lady looks inside the bag and realises that she doesn't her purse. It happened to me several times as well, in that case, phew, what a bore having to leave the groceries there, cross the street, go up to the house, get the money, come back down, etc.<br><br>So I knew, while I almost never have cash in my purse, but today I knew I had 10€ ,because I had seen them, and since I was right after the lady, I offered her, Ma'am, if you want I'll pay for it, no problem, then we live in the same building, we go up together and you can pay me back.<br><br>The lady was a little bit like that, however, then she accepted and thanked me, very nice.<br>And so, since we were doing the road together, because we live in the same building, I offered to bring up the groceries and then I told her, look I'll wait outside the door, because I didn't want to be intrusive, because I know that a lady of a certain age, but she asked me into the house, and there is this house, which is a beautiful house, full of beautiful furniture.<br><br>I mean it was a thing, a fun thing, a good thing. I was glad to have been able to do this lady a favor and to have discovered of having a centenarian in the building.<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 14 Jun 2023 22:05:01 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il mio palazzo è un microcosmo. Mi piace osservare le cose che succedono, niente di che, piccole cose che fanno parte del mio villaggio.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Il mio palazzo è molto grande per essere a Cagliari, che è una città medio piccola, ha otto piani, ci sono, mi pare, 47 famiglie, un microcosmo, ne ho già parlato in un mio episodio precedente dei 3 minuti grezzi.Però ieri mi sono successe due cose nel palazzo, niente di che, sono le piccole cose che mi piace guardare, la vita che mi piace osservare.La prima è che mentre uscivo sul portone c'era la signora, non mi ricordo che fosse il secondo del primo piano, che una signora anziana che ultimamente viene portata in giro su una carrozzina dalla badante rumena, un signorone bello, solido, che prende la sedia a rotelle, la porta su e giù per le scale che portano in ascensore, e la signora sulla sedia a rotelle era lì che aspettava che la badante finisse di parlare con un'altra inquilina del palazzo che diceva "Ah, ma allora - non mi ricordo se è giovedì o venerdì - compie 100 anni. Ah, che bello!" Quindi avremo presto una, prestissimo, una centenaria nel palazzo. Questa signora, che io la vedo spesso anche nel parco, è bella arzilla, se la cava bene per essere una centenaria, se la cava benissimo.L'altra cosa è mentre compravo una cosa al volo al supermercato che c'è proprio davanti a casa, davanti a me, alla cassa ho visto una signora che anche lei abita nel palazzo, una signora molto distinta, molto caruccia, sempre ben tenuta, molto curata.Mentre la signora pagava il sentito che il cassiere le diceva che l'importo era 10€ esatte. La signora ha guardato dentro la borsa e si è resa conto di non avere il portamonete con sé. È capitato anche a me diverse volte, in quel caso, uff, che rottura lasci lì la spesa, attraversi la strada, vai, sali a casa, prendi i soldi, torni gi eccetera. Allora io, visto che sapevo, non ho quasi mai soldi in contanti nel portamonete, ma oggi sapevo di avere 10€ ,perché li avevo visti, e visto che ero subito dopo la signora le ho offerto, Signora, se vuole glielo pago io, non c'è problema, poi tanto abitiamo nello stesso palazzo, saliamo insieme e me, li restituisce.La signora è rimasta un po così, però poi ha accettato e mi ha ringraziato, molto carina. E allora, visto che facevamo la strada insieme, perché abitiamo nello stesso palazzo, mi sono anche offerta di portare su la spesa e poi le ho detto guardi l'aspetto fuori dalla casa, fuori dalla porta, perché non volevo essere invadente, perché so che una signora di una certa età, poi mi ha fatto entrare in casa che e c'è questa casa, che è bellissima casa, piena di bei mobili. Insomma è stata una cosa, una cosa divertente, una cosa bella. Sono stata contenta di aver potuto fare un piacere a questa signora e di aver scoperto di avere una centenaria nel palazzo.TRANSLATIONMy building is very large for being in Cagliari, which is a medium-small city, has eight floors, there are, I think, 47 families, a microcosm, I've already talked about it in one of my previous episode of the raw 3 minutes.But yesterday two things happened to me in the building, no big deal, it's the little thingsI like to watch, the life I like to observe. The first is that as I was going out on the doorstep there was the lady, I don't remember it was the second of the second floor, that an elderly lady who has been being carried around lately in a wheelchair by the Romanian caregiver, a handsome, solid lady who takes the chair wheeled her up and down the stairs leading to the elevator, and the lady on the wheelchair was there waiting for the caregiver to finish talking to another tenant in the building who said, "Ah, but then - I can't remember if it's Thursday or Friday - turns 100 years old.Ah, how nice!" So we will soon have one, very soon, a centenarian in...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il mio palazzo è un microcosmo. Mi piace osservare le cose che succedono, niente di che, piccole cose che fanno parte del mio villaggio.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Il mio palazzo è molto grande per essere a Cagliari, che è una città medio piccola,</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 530 I consigli di Arnold</title>
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      <description>
        <![CDATA[Mi fa sempre sorridere ogni giorno vedere le email di Arnold Schwarzenegger  nella mia casella di posta. E i suoi consigli e suggerimenti, quando mi capita di leggerli, non sono per niente scontati, anzi a volte sono proprio utili. Nei 3 minuti di oggi esoedisco dicendo che ve ne racconterò tre di questi consigli, poi mi sono resa conto di avervene detto solo due. Sono cerca che sopravviverete.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br><br>Il mio amico Arnold Schwarzenegger oggi mi ha dato tre interessanti consigli. Sì, proprio Schwarzenegger, l'ex mister muscolo,no, era Mister Universo, sì, Mister Universo, governatore, che poi si è rivelato, si è rivelato un uomo intelligente e dalle idee per niente scontate.<br><br>Le persone che mi seguono giornalmente, se ce ne sono, sapranno che qualche tempo fa mi sono abbonata alla newsletter di Arnold Schwarzenegger. Un po' così per scherzo, perché immaginavo che mandasse informazioni su come fare le flessioni, su come fare gli addominali, invece naturalmente è una cosa completamente diversa, anche interessante.<br><br>E diciamo che adesso, ogni giorno, quando mi compare nella lista di email ricevute, quella di Arnold Schwarzenegger, mi fa sempre sorridere, perché mi piace che Arnold mi scriva.<br><br>In una delle ultime newsletter, quella di ieri, ci sono delle informazioni che mi sono presa la briga di leggere, perché di solito la apro, vado su, scorro molto molto velocemente, poi la cestino, invece oggi mi sono presa la briga di leggere.<br><br>Dà delle informazioni diciamo interessanti, alcune abbastanza scontato, e cioè cose che già sapevo però voglio condividere con voi queste perle di saggezza di Arnold che prende molto a cuore la mia salute e il mio stato fisico, mens sana in corpore sano, e insomma, ora ve le dico.<br><br>Allora, prima di tutto mi ha raccontato che la dopamina è molto importante per il benessere fisico e psicologico e che si può avere una scarica di dopamina facendo delle attività artistiche, che non bisogna essere dei geni, non bisogna essere dei grandi artisti, ma anche semplicemente dipingere e fare delle cose con le mani, e oggi non mancano certo le ispirazioni, basta andare su qualsiasi canale di YouTube o di Instagram e lì c'è gente che ci spiega come fare tutto e di più.<br><br>Un'altra cosa, per me ancora molto più interessante, è quella del 'debito del sonno'. Sapete, quando dormiamo poco diciamo, vabbè, recupero il fine settimana. A quanto pare ci sono delle ricerche che hanno fatto che mostrano come per recuperare anche una sola ora di 'debito di sonno' ci vogliono almeno quattro giorni di seguito che si dormono dalle sette alle 9 ore.<br><br>Non ricordo quando è l'ultima volta che ho dormito 9 ore, comunque debito di sonno è una notte quando si dorme meno di 6 ore, e questo invece ne ho avuto parecchie, e quindi a quanto pare sono in super debito di sonno. Peccato che quando sono lì sotto le coperte, o sopra le coperte ora che fa caldo, non riesca a dormire perché mi vengono tutti i pensieri nella mente.<br>Ora proverò a seguire il consiglio del mio amico Arnold.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>My friend Arnold Schwarzenegger today gave me three interesting pieces of advice. Yes, that's right Schwarzenegger, the former Mr. Muscle, no, he was Mr. Universe, yes, Mr. Universe, governor, who later turned out, turned out to be an intelligent man with ideas that were not at all obvious.<br>People who follow me daily, if there are any, will know that some time ago I subscribed to Arnold Schwarzenegger's newsletter. A little bit so as a joke, because I imagined he was sending information on how to do push-ups, how to do abs, instead of course it's a completely different thing, even interesting.<br><br>And let's say that now, every day, when it appears in my list of emails received, the one from Arnold Schwarzenegger, it always makes me smile, because I like Arnold to write to me.<br>In one of the last newsletters, the one from yesterday, there is some information that I took the trouble to read, because usually I open it, go up, scroll very very quickly, then trash it, but today I took the trouble to read.<br><br>It gives some information let's say interesting, some quite obvious, and that is things I already knew however I want to share with you these pearls of wisdom from Arnold who takes very much to heart my health and my physical state, mens sana in corpore sano, and in short, now I tell you.<br><br>So, first of all, he told me that dopamine is very important for physical and psychological well-being and that you can have a rush of dopamine by doing artistic activities, that you don't have to be a genius, you don't have to be a great artist, but also simply paint and do things with your hands, and today there is no shortage of inspiration, just go to any YouTube or Instagram channel and there are people there explaining how to do everything and more.<br><br>Another thing, to me actually much more interesting, is that of 'sleep debt.' You know, when we sleep little and we say, whatever, I catch up on the weekend. Apparently research shows that to recover even one hour of 'sleep debt' it takes at least four days in a row that you must sleep 7 to 9 hours.<br><br>I can't remember when is the last time I slept 9 hours, anyway sleep debt is a night when you sleep less than 6 hours, and of this one instead I had several, so apparently I am in super sleep debt. It's too bad that when I'm there under the blankets, or on top of the blankets now that it's hot, I can't sleep because all the thoughts that come to my mind.<br>I will now try to follow my friend Arnold's advice.<br><br><b>LINK</b><br>Nel caso vi fosse venuta voglia di iscrivervi alla newsletter di Arnold, vi potete iscrivere a questo link <a href="https://schwarzenegger.ck.page/0943ca5e13" rel="noreferrer noopener">https://schwarzenegger.ck.page/0943ca5e13</a><br>]]>
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        <![CDATA[Mi fa sempre sorridere ogni giorno vedere le email di Arnold Schwarzenegger  nella mia casella di posta. E i suoi consigli e suggerimenti, quando mi capita di leggerli, non sono per niente scontati, anzi a volte sono proprio utili. Nei 3 minuti di oggi esoedisco dicendo che ve ne racconterò tre di questi consigli, poi mi sono resa conto di avervene detto solo due. Sono cerca che sopravviverete.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br><br>Il mio amico Arnold Schwarzenegger oggi mi ha dato tre interessanti consigli. Sì, proprio Schwarzenegger, l'ex mister muscolo,no, era Mister Universo, sì, Mister Universo, governatore, che poi si è rivelato, si è rivelato un uomo intelligente e dalle idee per niente scontate.<br><br>Le persone che mi seguono giornalmente, se ce ne sono, sapranno che qualche tempo fa mi sono abbonata alla newsletter di Arnold Schwarzenegger. Un po' così per scherzo, perché immaginavo che mandasse informazioni su come fare le flessioni, su come fare gli addominali, invece naturalmente è una cosa completamente diversa, anche interessante.<br><br>E diciamo che adesso, ogni giorno, quando mi compare nella lista di email ricevute, quella di Arnold Schwarzenegger, mi fa sempre sorridere, perché mi piace che Arnold mi scriva.<br><br>In una delle ultime newsletter, quella di ieri, ci sono delle informazioni che mi sono presa la briga di leggere, perché di solito la apro, vado su, scorro molto molto velocemente, poi la cestino, invece oggi mi sono presa la briga di leggere.<br><br>Dà delle informazioni diciamo interessanti, alcune abbastanza scontato, e cioè cose che già sapevo però voglio condividere con voi queste perle di saggezza di Arnold che prende molto a cuore la mia salute e il mio stato fisico, mens sana in corpore sano, e insomma, ora ve le dico.<br><br>Allora, prima di tutto mi ha raccontato che la dopamina è molto importante per il benessere fisico e psicologico e che si può avere una scarica di dopamina facendo delle attività artistiche, che non bisogna essere dei geni, non bisogna essere dei grandi artisti, ma anche semplicemente dipingere e fare delle cose con le mani, e oggi non mancano certo le ispirazioni, basta andare su qualsiasi canale di YouTube o di Instagram e lì c'è gente che ci spiega come fare tutto e di più.<br><br>Un'altra cosa, per me ancora molto più interessante, è quella del 'debito del sonno'. Sapete, quando dormiamo poco diciamo, vabbè, recupero il fine settimana. A quanto pare ci sono delle ricerche che hanno fatto che mostrano come per recuperare anche una sola ora di 'debito di sonno' ci vogliono almeno quattro giorni di seguito che si dormono dalle sette alle 9 ore.<br><br>Non ricordo quando è l'ultima volta che ho dormito 9 ore, comunque debito di sonno è una notte quando si dorme meno di 6 ore, e questo invece ne ho avuto parecchie, e quindi a quanto pare sono in super debito di sonno. Peccato che quando sono lì sotto le coperte, o sopra le coperte ora che fa caldo, non riesca a dormire perché mi vengono tutti i pensieri nella mente.<br>Ora proverò a seguire il consiglio del mio amico Arnold.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>My friend Arnold Schwarzenegger today gave me three interesting pieces of advice. Yes, that's right Schwarzenegger, the former Mr. Muscle, no, he was Mr. Universe, yes, Mr. Universe, governor, who later turned out, turned out to be an intelligent man with ideas that were not at all obvious.<br>People who follow me daily, if there are any, will know that some time ago I subscribed to Arnold Schwarzenegger's newsletter. A little bit so as a joke, because I imagined he was sending information on how to do push-ups, how to do abs, instead of course it's a completely different thing, even interesting.<br><br>And let's say that now, every day, when it appears in my list of emails received, the one from Arnold Schwarzenegger, it always makes me smile, because I like Arnold to write to me.<br>In one of the last newsletters, the one from yesterday, there is some information that I took the trouble to read, because usually I open it, go up, scroll very very quickly, then trash it, but today I took the trouble to read.<br><br>It gives some information let's say interesting, some quite obvious, and that is things I already knew however I want to share with you these pearls of wisdom from Arnold who takes very much to heart my health and my physical state, mens sana in corpore sano, and in short, now I tell you.<br><br>So, first of all, he told me that dopamine is very important for physical and psychological well-being and that you can have a rush of dopamine by doing artistic activities, that you don't have to be a genius, you don't have to be a great artist, but also simply paint and do things with your hands, and today there is no shortage of inspiration, just go to any YouTube or Instagram channel and there are people there explaining how to do everything and more.<br><br>Another thing, to me actually much more interesting, is that of 'sleep debt.' You know, when we sleep little and we say, whatever, I catch up on the weekend. Apparently research shows that to recover even one hour of 'sleep debt' it takes at least four days in a row that you must sleep 7 to 9 hours.<br><br>I can't remember when is the last time I slept 9 hours, anyway sleep debt is a night when you sleep less than 6 hours, and of this one instead I had several, so apparently I am in super sleep debt. It's too bad that when I'm there under the blankets, or on top of the blankets now that it's hot, I can't sleep because all the thoughts that come to my mind.<br>I will now try to follow my friend Arnold's advice.<br><br><b>LINK</b><br>Nel caso vi fosse venuta voglia di iscrivervi alla newsletter di Arnold, vi potete iscrivere a questo link <a href="https://schwarzenegger.ck.page/0943ca5e13" rel="noreferrer noopener">https://schwarzenegger.ck.page/0943ca5e13</a><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 14 Jun 2023 11:17:09 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Mi fa sempre sorridere ogni giorno vedere le email di Arnold Schwarzenegger  nella mia casella di posta. E i suoi consigli e suggerimenti, quando mi capita di leggerli, non sono per niente scontati, anzi a volte sono proprio utili. Nei 3 minuti di oggi esoedisco dicendo che ve ne racconterò tre di questi consigli, poi mi sono resa conto di avervene detto solo due. Sono cerca che sopravviverete.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Il mio amico Arnold Schwarzenegger oggi mi ha dato tre interessanti consigli. Sì, proprio Schwarzenegger, l'ex mister muscolo,no, era Mister Universo, sì, Mister Universo, governatore, che poi si è rivelato, si è rivelato un uomo intelligente e dalle idee per niente scontate.Le persone che mi seguono giornalmente, se ce ne sono, sapranno che qualche tempo fa mi sono abbonata alla newsletter di Arnold Schwarzenegger. Un po' così per scherzo, perché immaginavo che mandasse informazioni su come fare le flessioni, su come fare gli addominali, invece naturalmente è una cosa completamente diversa, anche interessante.E diciamo che adesso, ogni giorno, quando mi compare nella lista di email ricevute, quella di Arnold Schwarzenegger, mi fa sempre sorridere, perché mi piace che Arnold mi scriva.In una delle ultime newsletter, quella di ieri, ci sono delle informazioni che mi sono presa la briga di leggere, perché di solito la apro, vado su, scorro molto molto velocemente, poi la cestino, invece oggi mi sono presa la briga di leggere.Dà delle informazioni diciamo interessanti, alcune abbastanza scontato, e cioè cose che già sapevo però voglio condividere con voi queste perle di saggezza di Arnold che prende molto a cuore la mia salute e il mio stato fisico, mens sana in corpore sano, e insomma, ora ve le dico.Allora, prima di tutto mi ha raccontato che la dopamina è molto importante per il benessere fisico e psicologico e che si può avere una scarica di dopamina facendo delle attività artistiche, che non bisogna essere dei geni, non bisogna essere dei grandi artisti, ma anche semplicemente dipingere e fare delle cose con le mani, e oggi non mancano certo le ispirazioni, basta andare su qualsiasi canale di YouTube o di Instagram e lì c'è gente che ci spiega come fare tutto e di più.Un'altra cosa, per me ancora molto più interessante, è quella del 'debito del sonno'. Sapete, quando dormiamo poco diciamo, vabbè, recupero il fine settimana. A quanto pare ci sono delle ricerche che hanno fatto che mostrano come per recuperare anche una sola ora di 'debito di sonno' ci vogliono almeno quattro giorni di seguito che si dormono dalle sette alle 9 ore.Non ricordo quando è l'ultima volta che ho dormito 9 ore, comunque debito di sonno è una notte quando si dorme meno di 6 ore, e questo invece ne ho avuto parecchie, e quindi a quanto pare sono in super debito di sonno. Peccato che quando sono lì sotto le coperte, o sopra le coperte ora che fa caldo, non riesca a dormire perché mi vengono tutti i pensieri nella mente.Ora proverò a seguire il consiglio del mio amico Arnold.TRANSLATIONMy friend Arnold Schwarzenegger today gave me three interesting pieces of advice. Yes, that's right Schwarzenegger, the former Mr. Muscle, no, he was Mr. Universe, yes, Mr. Universe, governor, who later turned out, turned out to be an intelligent man with ideas that were not at all obvious.People who follow me daily, if there are any, will know that some time ago I subscribed to Arnold Schwarzenegger's newsletter. A little bit so as a joke, because I imagined he was sending information on how to do push-ups, how to do abs, instead of course it's a completely different thing, even interesting.And let's say that now, every day, when it appears in my list of emails received, the one from Arnold Schwarzenegger, it always makes me smile, because I like Arnold to write to me.</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 529 Aria di casa</title>
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        <![CDATA[Quel momento che stai scendendo dalla scaletta dell'aereo all'aeroporto di Cagliari e vieni avvolta da un'ondata di aria calda piena di salsedine e di profuno di macchia mediterranea. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>C'è un momento particolare che per me significa, ha sempre significato arrivare a casa, e mi riferisco soprattutto al periodo, lungo lungo periodo in cui ho abitato all'estero, però durante tutto questo periodo, soprattutto dopo la nascita di mio figlio, ho fatto di tutto per riuscire a tornare a casa, in Italia, a Cagliari, almeno una volta all'anno, e spesso, nei molti anni che ho abitato in Australia, capitava che tornassi quando qui a Cagliari era estate, a luglio o anche a settembre, e lì in Australia, a Melbourne è pieno inverno.<br><br>E c'è questo momento che mi faceva sempre sentire, ecco, ora sono a casa. Non è quando arrivavo all'aeroporto di Roma o di Milano, ma quando si apriva la porta dell'aereo appena atterrato all'aeroporto di Cagliari, e entrava dentro questa... scendendo le scalette per uscire dall'aereo, venivo avvolta da questa ondata di aria calda piena di salsedine, perché l'aeroporto di Cagliari è praticamente attaccato a uno dei molti stagni che circonda la città, infatti, per una persona che non è mai atterrata a Cagliari c'è un momento di panico perché sembra che l'aereo voglia atterrare sull'acqua.<br><br>Allora si apre il portellone e tu sei lì, sulle scale, in cima alle scale. esci e vieni avvolta da questa ondata di aria calda, bella, piena di odore di salsedine, piena di tutte le cose, e poi c'è attorno un sacco di vegetazione mediterranea, quindi il mirto, il lentischio, non lo so che cosa tutto c'è di piantato attorno alla pista d'atterraggio dell'aeroporto di Cagliari, però per me quello è sempre stato il momento in cui, ah! ecco, ora sono arrivata a casa, e questa cosa, questa bellissima sensazione continua anche se adesso da un bel po' abito di nuovo in pianta stabile qua.<br><br>Però ogni volta che mi capita di prendere l'aereo e di tornare, soprattutto in questa bellissima stagione, adesso non siamo ancora in piena estate, siamo all'inizio di giugno, però c'è sempre quel momento bello che si apre la porta, tu sei lì, stanca dopo il viaggio, non importa quanto sia durato il volo, perché comunque negli spostamenti il volo non è mai lungo quanto... il viaggio, non è mai lungo quanto il volo, ma inizia sempre prima fai i bagagli, ti muovi, eccetera. E c'è questo momento bellissimo che mi piace e che per me rimarrà per sempre questa sensazione di accoglienza, di essere tornata a casa e di stare in un posto dove si vuol stare, dove si sta bene e dove c'è quest'aria bella, dolce e meravigliosa. Oh, la Sardegna è bellissima.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There is a particular time that for me it means, it has always meant to arrive home, and I refer especially to the period, long long period when I lived abroad, however during all this period, especially after the birth of my son, I did everything to be able to return home, to Italy, to Cagliari, at least once a year, and often, in the many years that I lived in Australia, it happened that I came back when here in Cagliari it was summer, in July or even in September, and there in Australia, in Melbourne it is the middle of winter.<br><br>And there's this moment that always made me feel, here, now I'm home. It's not when I arrived at the airport in Rome or Milan, but when the door of the plane just landed at the airport in Cagliari, and inside entered this... going down the steps to exit the plane, I was enveloped by this wave of warm air full of saltiness, because Cagliari airport is practically attached to one of the many ponds surrounding the city, in fact, for a person who has never landed in Cagliari there is a moment of panic because it seems like the plane wants to land on water.<br><br>So the hatch opens and there you are, on the stairs, at the top of the stairs, you get out and you're enveloped by this wave of warm, beautiful air, full of the smell of saltiness, full of all the things, and then there's all around a lot of Mediterranean vegetation, so the myrtle, the mastic tree, I don't know what all is planted around the runway of Cagliari airport, however for me that was always the moment when, ah! that's it, now I've arrived home, and this thing, this beautiful feeling continues even though I've been living here permanently again for quite a while now.<br><br>But every time I happen to take the plane and come back, especially in this beautiful season, now we're not in the middle of summer yet, we're at the beginning of June, however there's always that beautiful moment that the door opens, you're there, tired after the trip, no matter how long the flight was, because anyway in travel the flight is never as long as ... the trip, it's never as long as the flight, but it always starts first with packing, moving around etc. And there is this beautiful moment that I like and for me it will forever remain this feeling of welcome, of being back home and being in a place where you want to be, where you feel good and where there is this beautiful, sweet and wonderful air. Oh, Sardinia is beautiful.]]>
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        <![CDATA[Quel momento che stai scendendo dalla scaletta dell'aereo all'aeroporto di Cagliari e vieni avvolta da un'ondata di aria calda piena di salsedine e di profuno di macchia mediterranea. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>C'è un momento particolare che per me significa, ha sempre significato arrivare a casa, e mi riferisco soprattutto al periodo, lungo lungo periodo in cui ho abitato all'estero, però durante tutto questo periodo, soprattutto dopo la nascita di mio figlio, ho fatto di tutto per riuscire a tornare a casa, in Italia, a Cagliari, almeno una volta all'anno, e spesso, nei molti anni che ho abitato in Australia, capitava che tornassi quando qui a Cagliari era estate, a luglio o anche a settembre, e lì in Australia, a Melbourne è pieno inverno.<br><br>E c'è questo momento che mi faceva sempre sentire, ecco, ora sono a casa. Non è quando arrivavo all'aeroporto di Roma o di Milano, ma quando si apriva la porta dell'aereo appena atterrato all'aeroporto di Cagliari, e entrava dentro questa... scendendo le scalette per uscire dall'aereo, venivo avvolta da questa ondata di aria calda piena di salsedine, perché l'aeroporto di Cagliari è praticamente attaccato a uno dei molti stagni che circonda la città, infatti, per una persona che non è mai atterrata a Cagliari c'è un momento di panico perché sembra che l'aereo voglia atterrare sull'acqua.<br><br>Allora si apre il portellone e tu sei lì, sulle scale, in cima alle scale. esci e vieni avvolta da questa ondata di aria calda, bella, piena di odore di salsedine, piena di tutte le cose, e poi c'è attorno un sacco di vegetazione mediterranea, quindi il mirto, il lentischio, non lo so che cosa tutto c'è di piantato attorno alla pista d'atterraggio dell'aeroporto di Cagliari, però per me quello è sempre stato il momento in cui, ah! ecco, ora sono arrivata a casa, e questa cosa, questa bellissima sensazione continua anche se adesso da un bel po' abito di nuovo in pianta stabile qua.<br><br>Però ogni volta che mi capita di prendere l'aereo e di tornare, soprattutto in questa bellissima stagione, adesso non siamo ancora in piena estate, siamo all'inizio di giugno, però c'è sempre quel momento bello che si apre la porta, tu sei lì, stanca dopo il viaggio, non importa quanto sia durato il volo, perché comunque negli spostamenti il volo non è mai lungo quanto... il viaggio, non è mai lungo quanto il volo, ma inizia sempre prima fai i bagagli, ti muovi, eccetera. E c'è questo momento bellissimo che mi piace e che per me rimarrà per sempre questa sensazione di accoglienza, di essere tornata a casa e di stare in un posto dove si vuol stare, dove si sta bene e dove c'è quest'aria bella, dolce e meravigliosa. Oh, la Sardegna è bellissima.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There is a particular time that for me it means, it has always meant to arrive home, and I refer especially to the period, long long period when I lived abroad, however during all this period, especially after the birth of my son, I did everything to be able to return home, to Italy, to Cagliari, at least once a year, and often, in the many years that I lived in Australia, it happened that I came back when here in Cagliari it was summer, in July or even in September, and there in Australia, in Melbourne it is the middle of winter.<br><br>And there's this moment that always made me feel, here, now I'm home. It's not when I arrived at the airport in Rome or Milan, but when the door of the plane just landed at the airport in Cagliari, and inside entered this... going down the steps to exit the plane, I was enveloped by this wave of warm air full of saltiness, because Cagliari airport is practically attached to one of the many ponds surrounding the city, in fact, for a person who has never landed in Cagliari there is a moment of panic because it seems like the plane wants to land on water.<br><br>So the hatch opens and there you are, on the stairs, at the top of the stairs, you get out and you're enveloped by this wave of warm, beautiful air, full of the smell of saltiness, full of all the things, and then there's all around a lot of Mediterranean vegetation, so the myrtle, the mastic tree, I don't know what all is planted around the runway of Cagliari airport, however for me that was always the moment when, ah! that's it, now I've arrived home, and this thing, this beautiful feeling continues even though I've been living here permanently again for quite a while now.<br><br>But every time I happen to take the plane and come back, especially in this beautiful season, now we're not in the middle of summer yet, we're at the beginning of June, however there's always that beautiful moment that the door opens, you're there, tired after the trip, no matter how long the flight was, because anyway in travel the flight is never as long as ... the trip, it's never as long as the flight, but it always starts first with packing, moving around etc. And there is this beautiful moment that I like and for me it will forever remain this feeling of welcome, of being back home and being in a place where you want to be, where you feel good and where there is this beautiful, sweet and wonderful air. 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      <pubDate>Tue, 13 Jun 2023 07:56:45 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quel momento che stai scendendo dalla scaletta dell'aereo all'aeroporto di Cagliari e vieni avvolta da un'ondata di aria calda piena di salsedine e di profuno di macchia mediterranea. TRASCRIZIONE [ENG translation below]C'è un momento particolare che per me significa, ha sempre significato arrivare a casa, e mi riferisco soprattutto al periodo, lungo lungo periodo in cui ho abitato all'estero, però durante tutto questo periodo, soprattutto dopo la nascita di mio figlio, ho fatto di tutto per riuscire a tornare a casa, in Italia, a Cagliari, almeno una volta all'anno, e spesso, nei molti anni che ho abitato in Australia, capitava che tornassi quando qui a Cagliari era estate, a luglio o anche a settembre, e lì in Australia, a Melbourne è pieno inverno.E c'è questo momento che mi faceva sempre sentire, ecco, ora sono a casa. Non è quando arrivavo all'aeroporto di Roma o di Milano, ma quando si apriva la porta dell'aereo appena atterrato all'aeroporto di Cagliari, e entrava dentro questa... scendendo le scalette per uscire dall'aereo, venivo avvolta da questa ondata di aria calda piena di salsedine, perché l'aeroporto di Cagliari è praticamente attaccato a uno dei molti stagni che circonda la città, infatti, per una persona che non è mai atterrata a Cagliari c'è un momento di panico perché sembra che l'aereo voglia atterrare sull'acqua.Allora si apre il portellone e tu sei lì, sulle scale, in cima alle scale. esci e vieni avvolta da questa ondata di aria calda, bella, piena di odore di salsedine, piena di tutte le cose, e poi c'è attorno un sacco di vegetazione mediterranea, quindi il mirto, il lentischio, non lo so che cosa tutto c'è di piantato attorno alla pista d'atterraggio dell'aeroporto di Cagliari, però per me quello è sempre stato il momento in cui, ah! ecco, ora sono arrivata a casa, e questa cosa, questa bellissima sensazione continua anche se adesso da un bel po' abito di nuovo in pianta stabile qua.Però ogni volta che mi capita di prendere l'aereo e di tornare, soprattutto in questa bellissima stagione, adesso non siamo ancora in piena estate, siamo all'inizio di giugno, però c'è sempre quel momento bello che si apre la porta, tu sei lì, stanca dopo il viaggio, non importa quanto sia durato il volo, perché comunque negli spostamenti il volo non è mai lungo quanto... il viaggio, non è mai lungo quanto il volo, ma inizia sempre prima fai i bagagli, ti muovi, eccetera. E c'è questo momento bellissimo che mi piace e che per me rimarrà per sempre questa sensazione di accoglienza, di essere tornata a casa e di stare in un posto dove si vuol stare, dove si sta bene e dove c'è quest'aria bella, dolce e meravigliosa. Oh, la Sardegna è bellissima.TRANSLATIONThere is a particular time that for me it means, it has always meant to arrive home, and I refer especially to the period, long long period when I lived abroad, however during all this period, especially after the birth of my son, I did everything to be able to return home, to Italy, to Cagliari, at least once a year, and often, in the many years that I lived in Australia, it happened that I came back when here in Cagliari it was summer, in July or even in September, and there in Australia, in Melbourne it is the middle of winter.And there's this moment that always made me feel, here, now I'm home. It's not when I arrived at the airport in Rome or Milan, but when the door of the plane just landed at the airport in Cagliari, and inside entered this... going down the steps to exit the plane, I was enveloped by this wave of warm air full of saltiness, because Cagliari airport is practically attached to one of the many ponds surrounding the city, in fact, for a person who has never landed in Cagliari there is a moment of panic because it seems like the plane wants to land on water.So the hatch opens and there you are, on the stairs, at the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Quel momento che stai scendendo dalla scaletta dell'aereo all'aeroporto di Cagliari e vieni avvolta da un'ondata di aria calda piena di salsedine e di profuno di macchia mediterranea. TRASCRIZIONE [ENG translation below]C'è un momento particolare che per </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 528 Chiavi di auto</title>
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        <![CDATA[Ma come gli è potuto venire in mente di eabolire le chiavi della macchina per sostituirle con una app sul cellulare? Cosa potrebbe mai andare storto?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando ero ragazzina e andavo in giro la sera uno dei consigli che ci davamo tra di noi, anche i consigli che si leggevano nei giornali, quando sei una donna sei da sola, sei per strada di notte, era quello di prendere la chiave in mano e impugnarla con la parte appuntita verso l'esterno e di tenerla in mano mentre ti avvicinavi a casa prima di aprire la porta, perché nel caso questa l'avresti potuto usare come arma se qualcuno ti avesse aggredito.<br><br>Ecco tempi duri per le donne che tornano sole oggi, con le macchine che stanno producendo, perché le chiavi non esistono più, è una delle cose più antipatiche delle macchine moderne che ho avuto la possibilità di vedere, questa cosa che si sono inventati che apri la macchina attraverso una app del cellulare.<br><br>Non so nemmeno da dove iniziare per dire perché questa sia una cosa negativa, perché anzitutto ti costringe sempre a uscire col cellulare, poi deve avere batteria, quindi ti devi portare dietro cavi, cavetti vari, poi ancora non ho scoperto se questa cosa qua di aprire la macchina con la con l'app del cellulare funziona anche quando non hai internet, non hai campo.<br><br>Poi possono succedere tante cose. Anzitutto puoi perdere il cellulare. Capita. Poi, come ho già detto, ti si può scaricare la batteria, ma anche ti si può rompere il vetro e tu non riesci più a gestire la app o può succedere qualsiasi cosa.<br><br>Mi sembra una cosa assolutamente cretina, chi se l'è inventata. È una di queste cose poi che sono obsolete ancora prima di essere state create, perché la chiave è anche un oggetto che puoi tenere in mano, che puoi tenere in tasca che funziona meccanicamente a prescindere dalle dalle situazioni, dalle condizioni atmosferiche.<br><br>Questo però è un po' l'andazzo che sta prendendo, cioè quelli che fanno le auto si stanno facendo prendere un po' la mano dalle cose che sono possibili e semplicemente per il fatto che sono possibili, le fanno pure.<br><br>Lo so che nessuno, nessun produttore di auto si mette ascoltare i miei 3 minuti grezzi, però veramente, io spero che consumatori e consumatrici mostrino le loro preferenze, magari quando vanno a prendersi un'auto dicano sì, vabbe, io però voglio la macchina che mi dà la possibilità di avere la chiave, di avere la chiave, fisica, che posso tenere in mano. Io voglio la chiave, datemi la chiave.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When I was a young girl and I was walking around at night, one of the pieces of advice that we used to give each other, also the advice that you used to read in the newspapers, when you are a woman alone, on the street at night, was to take the key in your hand and hold it with the pointed end outward and to hold it in your hand as you approached the house before you opened the door, because in case this you could use it as a weapon if someone attacked you.<br><br>Here's tough times for women coming back alone today, with the cars they're producing, because the keys don't exist anymore, it's one of the most obnoxious things about modern cars that I've had a chance to see, this thing they've come up with that you open the car through a cell phone app.<br>I don't even know where to begin to say why this is a bad thing, because first of all it always forces you to go out with your cell phone, then it has to have battery, so you have to carry around cables, various cords, then I still haven't found out if this thing here of opening the car with tthe cell phone app works even when you don't have internet, you don't have cell service.<br><br>Then many things can happen. First, you can lose your cell phone. It happens. Then, as I said, your battery can run out, but also your glass can break and you can't manage the app anymore or anything can happen.<br><br>It seems to me to be an absolutely moronic thing, who came up with it. It's one of these things then that are obsolete before they were even created, because the key is also an object that you can hold in your hand, that you can keep in your pocket that works mechanically regardless of situations, regardless of weather conditions.<br><br>This, however, is kind of the trend that it is taking, that is, those who make cars are getting a bit carried away with the things that are possible and simply by the fact that they are possible, they make them as well.<br><br>I know that no one, no car manufacturer is going to listen to my 3 minutes raw, but really , I hope that consumers and consumers show their preferences, maybe when they go to get a car they say yes, whatever, I want the car though that gives me the ability to have the key, to have the key , physical, that I can hold in my hand. I want the key, give me the key.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Ma come gli è potuto venire in mente di eabolire le chiavi della macchina per sostituirle con una app sul cellulare? Cosa potrebbe mai andare storto?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Quando ero ragazzina e andavo in giro la sera uno dei consigli che ci davamo tra di noi, anche i consigli che si leggevano nei giornali, quando sei una donna sei da sola, sei per strada di notte, era quello di prendere la chiave in mano e impugnarla con la parte appuntita verso l'esterno e di tenerla in mano mentre ti avvicinavi a casa prima di aprire la porta, perché nel caso questa l'avresti potuto usare come arma se qualcuno ti avesse aggredito.<br><br>Ecco tempi duri per le donne che tornano sole oggi, con le macchine che stanno producendo, perché le chiavi non esistono più, è una delle cose più antipatiche delle macchine moderne che ho avuto la possibilità di vedere, questa cosa che si sono inventati che apri la macchina attraverso una app del cellulare.<br><br>Non so nemmeno da dove iniziare per dire perché questa sia una cosa negativa, perché anzitutto ti costringe sempre a uscire col cellulare, poi deve avere batteria, quindi ti devi portare dietro cavi, cavetti vari, poi ancora non ho scoperto se questa cosa qua di aprire la macchina con la con l'app del cellulare funziona anche quando non hai internet, non hai campo.<br><br>Poi possono succedere tante cose. Anzitutto puoi perdere il cellulare. Capita. Poi, come ho già detto, ti si può scaricare la batteria, ma anche ti si può rompere il vetro e tu non riesci più a gestire la app o può succedere qualsiasi cosa.<br><br>Mi sembra una cosa assolutamente cretina, chi se l'è inventata. È una di queste cose poi che sono obsolete ancora prima di essere state create, perché la chiave è anche un oggetto che puoi tenere in mano, che puoi tenere in tasca che funziona meccanicamente a prescindere dalle dalle situazioni, dalle condizioni atmosferiche.<br><br>Questo però è un po' l'andazzo che sta prendendo, cioè quelli che fanno le auto si stanno facendo prendere un po' la mano dalle cose che sono possibili e semplicemente per il fatto che sono possibili, le fanno pure.<br><br>Lo so che nessuno, nessun produttore di auto si mette ascoltare i miei 3 minuti grezzi, però veramente, io spero che consumatori e consumatrici mostrino le loro preferenze, magari quando vanno a prendersi un'auto dicano sì, vabbe, io però voglio la macchina che mi dà la possibilità di avere la chiave, di avere la chiave, fisica, che posso tenere in mano. Io voglio la chiave, datemi la chiave.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When I was a young girl and I was walking around at night, one of the pieces of advice that we used to give each other, also the advice that you used to read in the newspapers, when you are a woman alone, on the street at night, was to take the key in your hand and hold it with the pointed end outward and to hold it in your hand as you approached the house before you opened the door, because in case this you could use it as a weapon if someone attacked you.<br><br>Here's tough times for women coming back alone today, with the cars they're producing, because the keys don't exist anymore, it's one of the most obnoxious things about modern cars that I've had a chance to see, this thing they've come up with that you open the car through a cell phone app.<br>I don't even know where to begin to say why this is a bad thing, because first of all it always forces you to go out with your cell phone, then it has to have battery, so you have to carry around cables, various cords, then I still haven't found out if this thing here of opening the car with tthe cell phone app works even when you don't have internet, you don't have cell service.<br><br>Then many things can happen. First, you can lose your cell phone. It happens. Then, as I said, your battery can run out, but also your glass can break and you can't manage the app anymore or anything can happen.<br><br>It seems to me to be an absolutely moronic thing, who came up with it. It's one of these things then that are obsolete before they were even created, because the key is also an object that you can hold in your hand, that you can keep in your pocket that works mechanically regardless of situations, regardless of weather conditions.<br><br>This, however, is kind of the trend that it is taking, that is, those who make cars are getting a bit carried away with the things that are possible and simply by the fact that they are possible, they make them as well.<br><br>I know that no one, no car manufacturer is going to listen to my 3 minutes raw, but really , I hope that consumers and consumers show their preferences, maybe when they go to get a car they say yes, whatever, I want the car though that gives me the ability to have the key, to have the key , physical, that I can hold in my hand. I want the key, give me the key.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 12 Jun 2023 20:01:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ma come gli è potuto venire in mente di eabolire le chiavi della macchina per sostituirle con una app sul cellulare? Cosa potrebbe mai andare storto?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando ero ragazzina e andavo in giro la sera uno dei consigli che ci davamo tra di noi, anche i consigli che si leggevano nei giornali, quando sei una donna sei da sola, sei per strada di notte, era quello di prendere la chiave in mano e impugnarla con la parte appuntita verso l'esterno e di tenerla in mano mentre ti avvicinavi a casa prima di aprire la porta, perché nel caso questa l'avresti potuto usare come arma se qualcuno ti avesse aggredito.Ecco tempi duri per le donne che tornano sole oggi, con le macchine che stanno producendo, perché le chiavi non esistono più, è una delle cose più antipatiche delle macchine moderne che ho avuto la possibilità di vedere, questa cosa che si sono inventati che apri la macchina attraverso una app del cellulare.Non so nemmeno da dove iniziare per dire perché questa sia una cosa negativa, perché anzitutto ti costringe sempre a uscire col cellulare, poi deve avere batteria, quindi ti devi portare dietro cavi, cavetti vari, poi ancora non ho scoperto se questa cosa qua di aprire la macchina con la con l'app del cellulare funziona anche quando non hai internet, non hai campo.Poi possono succedere tante cose. Anzitutto puoi perdere il cellulare. Capita. Poi, come ho già detto, ti si può scaricare la batteria, ma anche ti si può rompere il vetro e tu non riesci più a gestire la app o può succedere qualsiasi cosa.Mi sembra una cosa assolutamente cretina, chi se l'è inventata. È una di queste cose poi che sono obsolete ancora prima di essere state create, perché la chiave è anche un oggetto che puoi tenere in mano, che puoi tenere in tasca che funziona meccanicamente a prescindere dalle dalle situazioni, dalle condizioni atmosferiche.Questo però è un po' l'andazzo che sta prendendo, cioè quelli che fanno le auto si stanno facendo prendere un po' la mano dalle cose che sono possibili e semplicemente per il fatto che sono possibili, le fanno pure.Lo so che nessuno, nessun produttore di auto si mette ascoltare i miei 3 minuti grezzi, però veramente, io spero che consumatori e consumatrici mostrino le loro preferenze, magari quando vanno a prendersi un'auto dicano sì, vabbe, io però voglio la macchina che mi dà la possibilità di avere la chiave, di avere la chiave, fisica, che posso tenere in mano. Io voglio la chiave, datemi la chiave.TRANSLATIONWhen I was a young girl and I was walking around at night, one of the pieces of advice that we used to give each other, also the advice that you used to read in the newspapers, when you are a woman alone, on the street at night, was to take the key in your hand and hold it with the pointed end outward and to hold it in your hand as you approached the house before you opened the door, because in case this you could use it as a weapon if someone attacked you.Here's tough times for women coming back alone today, with the cars they're producing, because the keys don't exist anymore, it's one of the most obnoxious things about modern cars that I've had a chance to see, this thing they've come up with that you open the car through a cell phone app.I don't even know where to begin to say why this is a bad thing, because first of all it always forces you to go out with your cell phone, then it has to have battery, so you have to carry around cables, various cords, then I still haven't found out if this thing here of opening the car with tthe cell phone app works even when you don't have internet, you don't have cell service.Then many things can happen. First, you can lose your cell phone. It happens. Then, as I said, your battery can run out, but also your glass can break and you can't manage the app...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 527 Code</title>
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        <![CDATA[Cosa fare quando si sta molto tmepo in coda? Qual è il modo miglior eper far passare in fretta il tempo dell'attesa?<br><br><br>TRASCRIZIONE [TRANSLATION below]<br><br>La filosofia di stare in fila. Qual è la filosofia che si deve avere o che approccio si può avere quando si è in coda? Ad esempio quando si è preso parte a un evento importante dove hanno partecipato un sacco di persone, ne dico una così a caso la 24 ore di Le Mans e poi ci sono 300.000 persone, 300.000 persone che devono uscire tutte contemporaneamente e si è in fila in auto e si aspetta centimetro dopo centimetro di avanzare per poter prendere la strada e proseguire.<br><br>Le filosofie sono tante. Anzitutto non bisogna arrabbiarsi perché altrimenti si corre il rischio di stare in coda, arrabbiati, non avanzare e farsi pure venire il malumore.<br><br>Si può prendere la cosa con filosofia, appunto, e dire va beh, quando va va. Solo che quando una persona è già in coda da 40 minuti in coda, semplicemente per uscire dal posto, tipo dal campeggio, diventa... diventa un po' antipatico.<br><br>Però noi siamo in coda e la prendiamo con filosofia. Stare in coda, stare in fila può essere anche un momento di riflessione, un momento per pensare alle cose alle quali si pensa di non avere tempo per pensarci durante i giorni della settimana, quando si va al lavoro, però, è una cosa strana, le cose a cui vorremmo pensare che diciamo non c'è tempo per pensarci, ci vengono in mente sempre quando non abbiamo tempo, però quando abbiamo un sacco di tempo a disposizione, appunto come quando siamo in coda, non ci viene in mente niente, non ci vengono in mente queste, queste cose, questi pensieri che potrebbero nobilitare l'attesa e far passare il tempo più velocemente.<br><br>Un un modo per far passare il tempo velocemente è fare qualcosa che si fa con piacere. Perché, si sa, l'aveva intuito anche Einstein che il tempo passa a una diversa velocità se si fanno cose piacevoli oppure cose spiacevoli.<br><br>Ecco, se si percepisce, se si vive lo stare in coda come una cosa spiacevole, allora il tempo sembra non passare mai. Se invece si vive come un momento importante, immaginiamoci che ci rimangono pochi minuti per salutare una persona a cui vogliamo molto bene, che poi prenderà l'aereo e andrà lontano e non rivedremo per tanto tempo, situazione in cui mi son trovata diverse volte nella vita, ecco allora mezz'ora, 40 minuti, 1 ora passano che è una meraviglia, manco ce ne accorgiamo, sempre troppo velocemente.<br><br>Mancano ancora 5 secondi alla fine di questi 3 minuti grezzi fatti on the road e spero pubblicati presto.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The philosophy of standing in line. What is the philosophy you must have or what approach you can have when you are in the queue? For example, when you took part in a major event where a lot of people participated, I'll say one so at random the 24 hours of Le Mans and then there are 300,000 people, 300,000 people who all have to leave at the same time and you're lined up in a car and you're waiting inch by inch to move forward so that you can take the road and move on.<br><br>The philosophies are many. First of all, one should not get angry because otherwise one runs the risk of standing in line, angry, not advancing and even getting in a bad mood.<br><br>One can take it philosophically, precisely, and say well, when it goes. It's just that when a person is already standing in line for 40 minutes simply to get out of the place, like from the campsite, it becomes ... it becomes a little bit obnoxious.<br><br>We are in the queue, though, and we take it philosophically. Standing in line, standing in line can also be a time for reflection, a time to think about the things that we think we don't have time to think about during the days of the week, when we go to work, however, it's a strange thing, the things that we would like to think about that we say there is no time to think about, they always come to mind when we don't have time, however, when we have a lot of time on our hands, precisely like when we are in the queue, nothing comes to mind, we don't think of these, these things, these thoughts that could ennoble the wait and make the time go by faster.<br><br>One way to make time pass quickly is to do something you enjoy doing. Because, you know, even Einstein guessed that time passes at a different speed if you do pleasant things or unpleasant things.<br>Here, if you perceive, if you experience standing in line as unpleasant, then time never seems to pass. If, on the other hand, it is experienced as an important moment, let's imagine that we only have a few minutes left to say goodbye to someone we love very much, who will then take the plane and go far away and we won't see again for a long time , a situation in which I have been in several times in my life, that's when half an hour, 40 minutes, 1 hour go by like clockwork, we hardly notice, always too fast.<br><br>There are still 5 seconds to go in these 3 raw minutes made on the road and hopefully published soon.]]>
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        <![CDATA[Cosa fare quando si sta molto tmepo in coda? Qual è il modo miglior eper far passare in fretta il tempo dell'attesa?<br><br><br>TRASCRIZIONE [TRANSLATION below]<br><br>La filosofia di stare in fila. Qual è la filosofia che si deve avere o che approccio si può avere quando si è in coda? Ad esempio quando si è preso parte a un evento importante dove hanno partecipato un sacco di persone, ne dico una così a caso la 24 ore di Le Mans e poi ci sono 300.000 persone, 300.000 persone che devono uscire tutte contemporaneamente e si è in fila in auto e si aspetta centimetro dopo centimetro di avanzare per poter prendere la strada e proseguire.<br><br>Le filosofie sono tante. Anzitutto non bisogna arrabbiarsi perché altrimenti si corre il rischio di stare in coda, arrabbiati, non avanzare e farsi pure venire il malumore.<br><br>Si può prendere la cosa con filosofia, appunto, e dire va beh, quando va va. Solo che quando una persona è già in coda da 40 minuti in coda, semplicemente per uscire dal posto, tipo dal campeggio, diventa... diventa un po' antipatico.<br><br>Però noi siamo in coda e la prendiamo con filosofia. Stare in coda, stare in fila può essere anche un momento di riflessione, un momento per pensare alle cose alle quali si pensa di non avere tempo per pensarci durante i giorni della settimana, quando si va al lavoro, però, è una cosa strana, le cose a cui vorremmo pensare che diciamo non c'è tempo per pensarci, ci vengono in mente sempre quando non abbiamo tempo, però quando abbiamo un sacco di tempo a disposizione, appunto come quando siamo in coda, non ci viene in mente niente, non ci vengono in mente queste, queste cose, questi pensieri che potrebbero nobilitare l'attesa e far passare il tempo più velocemente.<br><br>Un un modo per far passare il tempo velocemente è fare qualcosa che si fa con piacere. Perché, si sa, l'aveva intuito anche Einstein che il tempo passa a una diversa velocità se si fanno cose piacevoli oppure cose spiacevoli.<br><br>Ecco, se si percepisce, se si vive lo stare in coda come una cosa spiacevole, allora il tempo sembra non passare mai. Se invece si vive come un momento importante, immaginiamoci che ci rimangono pochi minuti per salutare una persona a cui vogliamo molto bene, che poi prenderà l'aereo e andrà lontano e non rivedremo per tanto tempo, situazione in cui mi son trovata diverse volte nella vita, ecco allora mezz'ora, 40 minuti, 1 ora passano che è una meraviglia, manco ce ne accorgiamo, sempre troppo velocemente.<br><br>Mancano ancora 5 secondi alla fine di questi 3 minuti grezzi fatti on the road e spero pubblicati presto.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The philosophy of standing in line. What is the philosophy you must have or what approach you can have when you are in the queue? For example, when you took part in a major event where a lot of people participated, I'll say one so at random the 24 hours of Le Mans and then there are 300,000 people, 300,000 people who all have to leave at the same time and you're lined up in a car and you're waiting inch by inch to move forward so that you can take the road and move on.<br><br>The philosophies are many. First of all, one should not get angry because otherwise one runs the risk of standing in line, angry, not advancing and even getting in a bad mood.<br><br>One can take it philosophically, precisely, and say well, when it goes. It's just that when a person is already standing in line for 40 minutes simply to get out of the place, like from the campsite, it becomes ... it becomes a little bit obnoxious.<br><br>We are in the queue, though, and we take it philosophically. Standing in line, standing in line can also be a time for reflection, a time to think about the things that we think we don't have time to think about during the days of the week, when we go to work, however, it's a strange thing, the things that we would like to think about that we say there is no time to think about, they always come to mind when we don't have time, however, when we have a lot of time on our hands, precisely like when we are in the queue, nothing comes to mind, we don't think of these, these things, these thoughts that could ennoble the wait and make the time go by faster.<br><br>One way to make time pass quickly is to do something you enjoy doing. Because, you know, even Einstein guessed that time passes at a different speed if you do pleasant things or unpleasant things.<br>Here, if you perceive, if you experience standing in line as unpleasant, then time never seems to pass. If, on the other hand, it is experienced as an important moment, let's imagine that we only have a few minutes left to say goodbye to someone we love very much, who will then take the plane and go far away and we won't see again for a long time , a situation in which I have been in several times in my life, that's when half an hour, 40 minutes, 1 hour go by like clockwork, we hardly notice, always too fast.<br><br>There are still 5 seconds to go in these 3 raw minutes made on the road and hopefully published soon.]]>
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      <pubDate>Sun, 11 Jun 2023 13:46:39 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Cosa fare quando si sta molto tmepo in coda? Qual è il modo miglior eper far passare in fretta il tempo dell'attesa?TRASCRIZIONE [TRANSLATION below]La filosofia di stare in fila. Qual è la filosofia che si deve avere o che approccio si può avere quando si è in coda? Ad esempio quando si è preso parte a un evento importante dove hanno partecipato un sacco di persone, ne dico una così a caso la 24 ore di Le Mans e poi ci sono 300.000 persone, 300.000 persone che devono uscire tutte contemporaneamente e si è in fila in auto e si aspetta centimetro dopo centimetro di avanzare per poter prendere la strada e proseguire.Le filosofie sono tante. Anzitutto non bisogna arrabbiarsi perché altrimenti si corre il rischio di stare in coda, arrabbiati, non avanzare e farsi pure venire il malumore.Si può prendere la cosa con filosofia, appunto, e dire va beh, quando va va. Solo che quando una persona è già in coda da 40 minuti in coda, semplicemente per uscire dal posto, tipo dal campeggio, diventa... diventa un po' antipatico.Però noi siamo in coda e la prendiamo con filosofia. Stare in coda, stare in fila può essere anche un momento di riflessione, un momento per pensare alle cose alle quali si pensa di non avere tempo per pensarci durante i giorni della settimana, quando si va al lavoro, però, è una cosa strana, le cose a cui vorremmo pensare che diciamo non c'è tempo per pensarci, ci vengono in mente sempre quando non abbiamo tempo, però quando abbiamo un sacco di tempo a disposizione, appunto come quando siamo in coda, non ci viene in mente niente, non ci vengono in mente queste, queste cose, questi pensieri che potrebbero nobilitare l'attesa e far passare il tempo più velocemente.Un un modo per far passare il tempo velocemente è fare qualcosa che si fa con piacere. Perché, si sa, l'aveva intuito anche Einstein che il tempo passa a una diversa velocità se si fanno cose piacevoli oppure cose spiacevoli.Ecco, se si percepisce, se si vive lo stare in coda come una cosa spiacevole, allora il tempo sembra non passare mai. Se invece si vive come un momento importante, immaginiamoci che ci rimangono pochi minuti per salutare una persona a cui vogliamo molto bene, che poi prenderà l'aereo e andrà lontano e non rivedremo per tanto tempo, situazione in cui mi son trovata diverse volte nella vita, ecco allora mezz'ora, 40 minuti, 1 ora passano che è una meraviglia, manco ce ne accorgiamo, sempre troppo velocemente.Mancano ancora 5 secondi alla fine di questi 3 minuti grezzi fatti on the road e spero pubblicati presto.TRANSLATIONThe philosophy of standing in line. What is the philosophy you must have or what approach you can have when you are in the queue? For example, when you took part in a major event where a lot of people participated, I'll say one so at random the 24 hours of Le Mans and then there are 300,000 people, 300,000 people who all have to leave at the same time and you're lined up in a car and you're waiting inch by inch to move forward so that you can take the road and move on.The philosophies are many. First of all, one should not get angry because otherwise one runs the risk of standing in line, angry, not advancing and even getting in a bad mood.One can take it philosophically, precisely, and say well, when it goes. It's just that when a person is already standing in line for 40 minutes simply to get out of the place, like from the campsite, it becomes ... it becomes a little bit obnoxious.We are in the queue, though, and we take it philosophically. Standing in line, standing in line can also be a time for reflection, a time to think about the things that we think we don't have time to think about during the days of the week, when we go to work, however, it's a strange thing, the things that we would like to think about that we say there is no time...</itunes:summary>
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      <title>3’ grezzi Ep. 526 Fuochi d’artificio</title>
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        <![CDATA[È in qualche modo confortante pensare che la prima persona che ha capito che era possibile provocare delle esplosioni abbia pensato di creare i fuochi d'artificio e non una bomba.<br><br>[trascrizione e traduzione le aggiungo appena trovò un posto dove ricaricare il laptop]]]>
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        <![CDATA[È in qualche modo confortante pensare che la prima persona che ha capito che era possibile provocare delle esplosioni abbia pensato di creare i fuochi d'artificio e non una bomba.<br><br>[trascrizione e traduzione le aggiungo appena trovò un posto dove ricaricare il laptop]]]>
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      <pubDate>Sat, 10 Jun 2023 10:50:00 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 525 Le Mans</title>
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        <![CDATA[Cosa ci fa alla 24h di Le Mans una a cui non piaccino le macchine?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Quando una persona è appassionata di sport è facile farsi prendere dall'entusiasmo quando ci si trova in una folla di gente ugualmente appassionata.<br><br>Pensate un po' alla gente che va allo stadio e grida gli slogan, fa i cori, lancia in aria il cappello e quant'altro quando la squadra segna. È bello, insomma, far parte di un gruppo di persone che ama ugualmente, allo stesso modo uno sport.<br><br>È un po' più difficile quando una persona di uno sport non gliene frega niente, assolutamente niente. Questa è un po' la mia situazione con le auto.<br><br>A me non piace particolarmente guidare, lo faccio per necessità. Ho preso la patente appena compiuto i 18 anni perché volevo essere indipendente. Poi non ho mai guidato in vita mia e infatti ho ripreso la patente quando stavo in Australia, mi pare avessi 30 anni, 32 anni, sono abbastanza grande e ripeto, le macchine che uso non mi sono nemmeno particolarmente simpatiche perché inquinano, sono uno sfacelo per l'ambiente e tutte le cose che sappiamo.<br><br>Però quando ci si trova nel tempio delle macchine, in una delle gare più importanti al mondo, la situazione cambia.<br><br>Sto parlando della 24h di Le Mans, una gara che mi appassiona sì o no? No, non mi appassiona, però la cosa bella di Le Mans è la gente che ci va. Perché per un fine settimana, o una settimana, questa piccola cittadina francese, tra l'altro molto bella, con un fantastico centro storico medievale, viene invasa da gente di tutto il mondo, gente appassionata che poi per 24 ore sta incollata alla pista a vedere queste macchine che girano, girano, girano ininterrottamente con un equipaggio fatto di tre persone e la cosa particolare è che le persone che vengono a vedere le gare stanno all'interno di un circuito, si campeggia, tutti campeggiano dentro il circuito e niente, c'è quest'aria molto di cameratismo, gente fantastica, con queste macchine incredibili degli anni venti che costano un sacco di soldi, Lamborghini di tutto e di più, tutta gente che campeggia e che poi di volta in volta, è una specie di pellegrinaggio laico, va nei vari punti della pista a vedere queste macchine che sfrecciano velocissime. E vuoi che sia il rumore, non so, però è molto emozionante.<br><br>TRANSLATION<br><br>When a person is passionate about sports, it is easy to get caught up in the excitement when you are in a crowd of equally passionate people.<br><br>Think a little about the people who go to the stadium and shout slogans, make choruses, throw their hats in the air and whatnot when the team scores. It is nice, in short, to be part of a group of people who equally, equally love a sport.<br><br>It is a little more difficult when a person about a sport doesn't give a damn, absolutely nothing. This is kind of my situation with cars.<br><br>I don't particularly like driving; I do it out of necessity. I got my driver's license as soon as I turned 18 because I wanted to be independent. Then I've never driven in my life and in fact I got my license back when I was in Australia, I think I was 30, 32 years old, quite old and I repeat, I use cars but I don't even particularly like them because they pollute, they're a blight on the environment and all the things we know.<br>However, when you find yourself in the temple of machines, in one of the most important races in the world, the situation changes.<br>I am talking about the 24h of Le Mans, a race that I am passionate about yes or no? No, I'm not passionate about it, however, the great thing about Le Mans is the people who go there. Because for a weekend, or a week, this small French town, which by the way is very beautiful, with a fantastic medieval old town, is invaded by people from all over the world, passionate people who then for 24 hours are glued to the track watching these cars going round, round, round non-stop with a crew made up of three people and the peculiar thing is that the people who come to watch the races stay inside a circuit, you camp, everybody camps inside the circuit and nothing, there's this very air of camaraderie, great people, with these incredible cars from the 1920s that cost a lot of money, Lamborghinis of everything and more, all people camping and then from time to time , it's kind of a secular pilgrimage, they go to the various points on the track to see these cars whizzing by really fast. And you want it to be the noise, I don't know, but it's very exciting, though.<br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 09 Jun 2023 13:07:40 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Cosa ci fa alla 24h di Le Mans una a cui non piaccino le macchine?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando una persona è appassionata di sport è facile farsi prendere dall'entusiasmo quando ci si trova in una folla di gente ugualmente appassionata.Pensate un po' alla gente che va allo stadio e grida gli slogan, fa i cori, lancia in aria il cappello e quant'altro quando la squadra segna. È bello, insomma, far parte di un gruppo di persone che ama ugualmente, allo stesso modo uno sport.È un po' più difficile quando una persona di uno sport non gliene frega niente, assolutamente niente. Questa è un po' la mia situazione con le auto.A me non piace particolarmente guidare, lo faccio per necessità. Ho preso la patente appena compiuto i 18 anni perché volevo essere indipendente. Poi non ho mai guidato in vita mia e infatti ho ripreso la patente quando stavo in Australia, mi pare avessi 30 anni, 32 anni, sono abbastanza grande e ripeto, le macchine che uso non mi sono nemmeno particolarmente simpatiche perché inquinano, sono uno sfacelo per l'ambiente e tutte le cose che sappiamo.Però quando ci si trova nel tempio delle macchine, in una delle gare più importanti al mondo, la situazione cambia.Sto parlando della 24h di Le Mans, una gara che mi appassiona sì o no? No, non mi appassiona, però la cosa bella di Le Mans è la gente che ci va. Perché per un fine settimana, o una settimana, questa piccola cittadina francese, tra l'altro molto bella, con un fantastico centro storico medievale, viene invasa da gente di tutto il mondo, gente appassionata che poi per 24 ore sta incollata alla pista a vedere queste macchine che girano, girano, girano ininterrottamente con un equipaggio fatto di tre persone e la cosa particolare è che le persone che vengono a vedere le gare stanno all'interno di un circuito, si campeggia, tutti campeggiano dentro il circuito e niente, c'è quest'aria molto di cameratismo, gente fantastica, con queste macchine incredibili degli anni venti che costano un sacco di soldi, Lamborghini di tutto e di più, tutta gente che campeggia e che poi di volta in volta, è una specie di pellegrinaggio laico, va nei vari punti della pista a vedere queste macchine che sfrecciano velocissime. E vuoi che sia il rumore, non so, però è molto emozionante.TRANSLATIONWhen a person is passionate about sports, it is easy to get caught up in the excitement when you are in a crowd of equally passionate people.Think a little about the people who go to the stadium and shout slogans, make choruses, throw their hats in the air and whatnot when the team scores. It is nice, in short, to be part of a group of people who equally, equally love a sport.It is a little more difficult when a person about a sport doesn't give a damn, absolutely nothing. This is kind of my situation with cars.I don't particularly like driving; I do it out of necessity. I got my driver's license as soon as I turned 18 because I wanted to be independent. Then I've never driven in my life and in fact I got my license back when I was in Australia, I think I was 30, 32 years old, quite old and I repeat, I use cars but I don't even particularly like them because they pollute, they're a blight on the environment and all the things we know.However, when you find yourself in the temple of machines, in one of the most important races in the world, the situation changes.I am talking about the 24h of Le Mans, a race that I am passionate about yes or no? No, I'm not passionate about it, however, the great thing about Le Mans is the people who go there. Because for a weekend, or a week, this small French town, which by the way is very beautiful, with a fantastic medieval old town, is invaded by people from all over the world, passionate people who then for 24 hours are glued to the track watching these cars going round, round,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Cosa ci fa alla 24h di Le Mans una a cui non piaccino le macchine?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando una persona è appassionata di sport è facile farsi prendere dall'entusiasmo quando ci si trova in una folla di gente ugualmente appassionata.Pensa</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 524 Viaggi, paesaggi</title>
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        <![CDATA[Quando si attraversa un paesaggio sconosciuto sinota ogni minimo particolare.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Quando si viaggia non in aereo, cioè quando si viaggia in un modo che attraversa il paesaggio, quindi in macchina o in treno si percepiscono tutti i piccoli cambiamenti del paesaggio e a volte si entra anche nelle case altrui.<br><br>Quando, ad esempio si passa in macchina davanti a una casa, c'è una persona fuori che sta sfaccendando, oppure una persona affacciata alla finestra in un casolare in lontananza. E io mi chiedo sempre, sono entrata per una frazione di secondo nella vita di questa persona che non sa nemmeno che io sia mai nata, non sa della mia esistenza, eppure questa persona è in qualche modo entrata anche nella mia vita, non lo so.<br><br>Questa è anche la bellezza dei viaggi lenti, che poi lenti non sono, perchè se avete mai fatto trekking, avete mai attraversato uno spazio un po' lungo a piedi, sapete la fatica che si fa ad arrivare da un km all'altro e come anche un solo km che in macchina è un respiro che passa, quando si fanno a piedi, magari anche con dei bagagli sulle spalle perché si sta facendo una spedizione, un'avventura, anche 100 metri sembrano lontanissimi.<br><br>Però c'è questa magia innegabile nell'attraversare il territorio e il paesaggio in modo più lento rispetto all'aereo, che ormai è diventato quasi la norma degli spostamenti, soprattutto quando il paesaggio è un paesaggio non conosciuto.<br><br>Paesaggio che è diverso sia per latitudine, quindi anche per tipo di vegetazione, anche per il modo in cui vengono costruite le case, il modo in cui i contadini mettono insieme le balle di fieno da dare poi ai loro animali.<br><br>Ricordo ancora quando ero bambina, anzi no, ragazzina ormai adolescente, la prima volta che viaggia nel continente dalla Sardegna e per la prima volta vedi le balle di fieno conservate come una specie di cilindro, non le avevo mai viste e la cosa mi colpì moltissimo.<br><br>Sì, queste sono le cose che, i piccoli piaceri dei viaggi, soprattutto quando ci si può permettere, quando si ha il lusso di non dover guidare, quindi si ha tutto il tempo per guardare il paesaggio e vedere il modo in cui cambia il paesaggio.<br><br>Non lo so, anche le spighe di grano, per dire le spighe di grano sono anche nel posto dove io abito, però quando si è in un altro paese anche le spighe di grano sembrano diverse, hanno un giallo di colore diverso. Ecco, questo è... parlando parlando si sbaglia l'uscita.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When you travel not by plane, that is, when you travel in a way that crosses the landscape, then by car or train you feel all the little changes in the landscape and sometimes you even enter other people's homes.<br>When, for example, you drive past a house, there is a person outside who is idling, or a person looking out the window at a cottage in the distance. And I always wonder, I entered for a split second into the life of this person who doesn't even know that I was ever born, doesn't know of my existence, and yet this person somehow entered my life as well, I don't know.<br>That's also the beauty of slow journeys, which then are not slow, because if you've ever trekked, you've ever crossed a somewhat long space on foot, you know the effort it takes to get from one kilometre to the next and how even a single kilometre that in a car is a breath that passes, when you do it on foot, maybe even with luggage on your back because you're doing an expedition, an adventure, even 100 meters seems very far away.<br>But there is this undeniable magic in traversing the land and landscape in a slower way than by plane, which has now become almost the norm of travel, especially when the landscape is an unfamiliar one.<br>Landscape that is different both by latitude, so also by type of vegetation, also by the way houses are built, the way farmers put together bales of hay to give later to their animals.<br>I still remember when I was a little girl, no, little girl now in my teens, the first time travelling to the mainland from Sardinia and for the first time you see the hay bales stored as a kind of cylinder, I had never seen them and it struck me very much.<br>Yes, these are the things that, the little pleasures of travel, especially when you can afford, when you have the luxury of not having to drive, so you have plenty of time to look at the landscape and see the way the landscape changes.<br>I don't know, even the ears of corn, to say the ears of corn are also in the place where I live, however when you are in another country even the ears of corn look different, they have a different colour yellow. Here, this is ... talking talking you get the wrong exit.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Quando si attraversa un paesaggio sconosciuto sinota ogni minimo particolare.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Quando si viaggia non in aereo, cioè quando si viaggia in un modo che attraversa il paesaggio, quindi in macchina o in treno si percepiscono tutti i piccoli cambiamenti del paesaggio e a volte si entra anche nelle case altrui.<br><br>Quando, ad esempio si passa in macchina davanti a una casa, c'è una persona fuori che sta sfaccendando, oppure una persona affacciata alla finestra in un casolare in lontananza. E io mi chiedo sempre, sono entrata per una frazione di secondo nella vita di questa persona che non sa nemmeno che io sia mai nata, non sa della mia esistenza, eppure questa persona è in qualche modo entrata anche nella mia vita, non lo so.<br><br>Questa è anche la bellezza dei viaggi lenti, che poi lenti non sono, perchè se avete mai fatto trekking, avete mai attraversato uno spazio un po' lungo a piedi, sapete la fatica che si fa ad arrivare da un km all'altro e come anche un solo km che in macchina è un respiro che passa, quando si fanno a piedi, magari anche con dei bagagli sulle spalle perché si sta facendo una spedizione, un'avventura, anche 100 metri sembrano lontanissimi.<br><br>Però c'è questa magia innegabile nell'attraversare il territorio e il paesaggio in modo più lento rispetto all'aereo, che ormai è diventato quasi la norma degli spostamenti, soprattutto quando il paesaggio è un paesaggio non conosciuto.<br><br>Paesaggio che è diverso sia per latitudine, quindi anche per tipo di vegetazione, anche per il modo in cui vengono costruite le case, il modo in cui i contadini mettono insieme le balle di fieno da dare poi ai loro animali.<br><br>Ricordo ancora quando ero bambina, anzi no, ragazzina ormai adolescente, la prima volta che viaggia nel continente dalla Sardegna e per la prima volta vedi le balle di fieno conservate come una specie di cilindro, non le avevo mai viste e la cosa mi colpì moltissimo.<br><br>Sì, queste sono le cose che, i piccoli piaceri dei viaggi, soprattutto quando ci si può permettere, quando si ha il lusso di non dover guidare, quindi si ha tutto il tempo per guardare il paesaggio e vedere il modo in cui cambia il paesaggio.<br><br>Non lo so, anche le spighe di grano, per dire le spighe di grano sono anche nel posto dove io abito, però quando si è in un altro paese anche le spighe di grano sembrano diverse, hanno un giallo di colore diverso. Ecco, questo è... parlando parlando si sbaglia l'uscita.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When you travel not by plane, that is, when you travel in a way that crosses the landscape, then by car or train you feel all the little changes in the landscape and sometimes you even enter other people's homes.<br>When, for example, you drive past a house, there is a person outside who is idling, or a person looking out the window at a cottage in the distance. And I always wonder, I entered for a split second into the life of this person who doesn't even know that I was ever born, doesn't know of my existence, and yet this person somehow entered my life as well, I don't know.<br>That's also the beauty of slow journeys, which then are not slow, because if you've ever trekked, you've ever crossed a somewhat long space on foot, you know the effort it takes to get from one kilometre to the next and how even a single kilometre that in a car is a breath that passes, when you do it on foot, maybe even with luggage on your back because you're doing an expedition, an adventure, even 100 meters seems very far away.<br>But there is this undeniable magic in traversing the land and landscape in a slower way than by plane, which has now become almost the norm of travel, especially when the landscape is an unfamiliar one.<br>Landscape that is different both by latitude, so also by type of vegetation, also by the way houses are built, the way farmers put together bales of hay to give later to their animals.<br>I still remember when I was a little girl, no, little girl now in my teens, the first time travelling to the mainland from Sardinia and for the first time you see the hay bales stored as a kind of cylinder, I had never seen them and it struck me very much.<br>Yes, these are the things that, the little pleasures of travel, especially when you can afford, when you have the luxury of not having to drive, so you have plenty of time to look at the landscape and see the way the landscape changes.<br>I don't know, even the ears of corn, to say the ears of corn are also in the place where I live, however when you are in another country even the ears of corn look different, they have a different colour yellow. Here, this is ... talking talking you get the wrong exit.<br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 08 Jun 2023 08:36:13 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quando si attraversa un paesaggio sconosciuto sinota ogni minimo particolare.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando si viaggia non in aereo, cioè quando si viaggia in un modo che attraversa il paesaggio, quindi in macchina o in treno si percepiscono tutti i piccoli cambiamenti del paesaggio e a volte si entra anche nelle case altrui.Quando, ad esempio si passa in macchina davanti a una casa, c'è una persona fuori che sta sfaccendando, oppure una persona affacciata alla finestra in un casolare in lontananza. E io mi chiedo sempre, sono entrata per una frazione di secondo nella vita di questa persona che non sa nemmeno che io sia mai nata, non sa della mia esistenza, eppure questa persona è in qualche modo entrata anche nella mia vita, non lo so.Questa è anche la bellezza dei viaggi lenti, che poi lenti non sono, perchè se avete mai fatto trekking, avete mai attraversato uno spazio un po' lungo a piedi, sapete la fatica che si fa ad arrivare da un km all'altro e come anche un solo km che in macchina è un respiro che passa, quando si fanno a piedi, magari anche con dei bagagli sulle spalle perché si sta facendo una spedizione, un'avventura, anche 100 metri sembrano lontanissimi.Però c'è questa magia innegabile nell'attraversare il territorio e il paesaggio in modo più lento rispetto all'aereo, che ormai è diventato quasi la norma degli spostamenti, soprattutto quando il paesaggio è un paesaggio non conosciuto.Paesaggio che è diverso sia per latitudine, quindi anche per tipo di vegetazione, anche per il modo in cui vengono costruite le case, il modo in cui i contadini mettono insieme le balle di fieno da dare poi ai loro animali.Ricordo ancora quando ero bambina, anzi no, ragazzina ormai adolescente, la prima volta che viaggia nel continente dalla Sardegna e per la prima volta vedi le balle di fieno conservate come una specie di cilindro, non le avevo mai viste e la cosa mi colpì moltissimo.Sì, queste sono le cose che, i piccoli piaceri dei viaggi, soprattutto quando ci si può permettere, quando si ha il lusso di non dover guidare, quindi si ha tutto il tempo per guardare il paesaggio e vedere il modo in cui cambia il paesaggio.Non lo so, anche le spighe di grano, per dire le spighe di grano sono anche nel posto dove io abito, però quando si è in un altro paese anche le spighe di grano sembrano diverse, hanno un giallo di colore diverso. Ecco, questo è... parlando parlando si sbaglia l'uscita.TRANSLATIONWhen you travel not by plane, that is, when you travel in a way that crosses the landscape, then by car or train you feel all the little changes in the landscape and sometimes you even enter other people's homes.When, for example, you drive past a house, there is a person outside who is idling, or a person looking out the window at a cottage in the distance. And I always wonder, I entered for a split second into the life of this person who doesn't even know that I was ever born, doesn't know of my existence, and yet this person somehow entered my life as well, I don't know.That's also the beauty of slow journeys, which then are not slow, because if you've ever trekked, you've ever crossed a somewhat long space on foot, you know the effort it takes to get from one kilometre to the next and how even a single kilometre that in a car is a breath that passes, when you do it on foot, maybe even with luggage on your back because you're doing an expedition, an adventure, even 100 meters seems very far away.But there is this undeniable magic in traversing the land and landscape in a slower way than by plane, which has now become almost the norm of travel, especially when the landscape is an unfamiliar one.Landscape that is different both by latitude, so also by type of vegetation, also by the way houses are built, the way farmers put together bales of hay to give...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Quando si attraversa un paesaggio sconosciuto sinota ogni minimo particolare.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando si viaggia non in aereo, cioè quando si viaggia in un modo che attraversa il paesaggio, quindi in macchina o in treno si percepiscono t</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 523 L'hotel peggiore (e se ne vanta)</title>
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        <![CDATA[C'è chi fa di tutto per ricevere recensioni positive. E poi c'è l'Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam che si vanta di essere il peggior hotel al mondo. Il link in fondo alla pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Quando si va in vacanza, di solito si cercano le occasioni migliori, sia per quanto riguarda i voli sia, naturalmente, per una delle parti più importanti della vacanza, cioè il posto dove si dorme.<br><br>Quando si cerca un hotel, non importa quale sia il budget a disposizione di chi viaggia, però di solito si cerca il posto migliore nel rapporto prezzo convenienza, prezzo offerta. Quindi anche quando si hanno pochi soldi a disposizione si cerca un un hotel o un ostello o un bed and breakfast che, diciamo, sia il migliore nella categoria di prezzo che ci si può permettere.<br><br>Questo normalmente. E poi c'è anche l'<b>Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam</b> che dopo aver ricevuto tantissime recensioni da parte delle persone che ci andavano a stare, che erano molto molto molto molto negative, così tanto negative che il proprietario ha pensato che fosse impossibile modificare diciamo l'immagine che l'hotel aveva tra i viaggiatori, allora questo signore ha avuto un'idea geniale, si è rivolto a un'agenzia pubblicitaria, un'agenzia di marketing di creativi, e gli ha detto aiutatemi a fare qualcosa per migliorare la mia situazione economica perché mi stanno lasciando sempre queste recensioni terribili.<br><br>Questi creativi hanno veramente avuto un'idea geniale: hanno cominciato a presentare l'Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam come il peggior hotel al mondo, quindi hanno fatto di necessità virtù: tutte le cose che i viaggiatori solitamente lasciavano, tipo che c'erano cimici nel letto, che non c'erano gli asciugamani, che era sporco, che sembrava di essere, di dormire con un sacco a pelo al margine di una strada frequentata da camionisti, ecc. hanno trasformato tutto in pubblicità, e ci sono, se cercate (vi metter il link nelle note del programma), ci sono delle pubblicità molto divertenti che dicono, e adesso all'Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam quando pagate incluso nel prezzo anche acqua corrente, oppure incluso anche... che ne so, che non vi disturbiamo la mattina per rifare le stanze.<br><br>E poi hanno fatto anche una campagna pubblicitaria, diciamo un po' cringe perché ci sono le foto prima e dopo. Non so se avete mai visto le foto che fanno vedere gli effetti delle droghe prima e sei mesi dopo aver assunto questa droga, ecco, loro hanno fatto le stesse, una campagna pubblicitaria dove c'è prima di dormire nel loro hotel e dopo che hanno dormito nel loro hotel e le facce sono veramente sconvolte, hanno lividi, punture dappertutto, eccetera. Quindi se vi interessa dormire nel peggior hotel al mondo, seguite la nota del programma e vi metterò tutti i link, tutte le informazioni.<br><br>Vi assicuro, è alla portata di tutti. Non so se poi tutti vogliano fare questa esperienza, sicuramente qualcosa da raccontare ai propri nipoti.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When people go on vacation, they usually look for the best bargains, both in terms of flights and, of course, for one of the most important parts of the vacation, which is where you sleep.<br><br>When looking for a hotel, no matter what budget the traveller has, however, they usually look for the best place in the price-affordability, price-offer ratio. So even when you have little money available you look for a hotel or hostel or bed and breakfast that, say, is the best in the price category you can afford.<br><br>This normally. And then there's also the <b>Hans Brinker Budget Hotel in Amsterdam</b> that after receiving so many reviews from people who were staying there, which were very very very very negative, so much negative that the owner thought it was impossible to change let's say the image that the hotel had among travellers, then this gentleman had a brilliant idea, he went to an advertising agency, a marketing agency of creative people, and told them, help me do something to improve my economic situation because they're always leaving me these terrible reviews.<br><br>These creative people really had a brilliant idea: they started presenting the Hans Brinker Budget Hotel in Amsterdam as the worst hotel in the world, so they made a virtue out of necessity: all the things that travellers usually wrote, like that there were bedbugs in the bed, that there were no towels, that it was dirty, that it felt like being, sleeping with a sleeping bag on the side of a road frequented by truck drivers, etc. they've turned everything into advertisements, and there are, if you search (I'll put the link in the program notes), there are some very funny advertisements that say, and now at the Hans Brinker Budget Hotel in Amsterdam when you pay included in the price also running water, or included also... I don't know, that we don't bother you in the morning to do the rooms again.<br><br>And then they also did an advertising campaign, let's say a little cringe because there are before and after pictures. I don't know if you've ever seen the pictures that show the effects of the drugs before and six months after taking this drug, here, they did the same, an ad campaign where there is before they sleep in their hotel and after they sleep in their hotel and the faces are really upset, they have bruises, stings all over, etc. So if you are interested in sleeping in the worst hotel in the world, follow the program note and I will put all the links, all the information.<br><br>I assure you, it is affordable for everyone. I don't know if everyone then wants to have this experience, certainly something to tell their grandchildren about.<br><br>LINK <b>Hans Brinker Budget Hotel in Amsterdam </b><a href="https://www.hansbrinker.com/" rel="noreferrer noopener">https://www.hansbrinker.com/</a>]]>
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        <![CDATA[C'è chi fa di tutto per ricevere recensioni positive. E poi c'è l'Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam che si vanta di essere il peggior hotel al mondo. Il link in fondo alla pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Quando si va in vacanza, di solito si cercano le occasioni migliori, sia per quanto riguarda i voli sia, naturalmente, per una delle parti più importanti della vacanza, cioè il posto dove si dorme.<br><br>Quando si cerca un hotel, non importa quale sia il budget a disposizione di chi viaggia, però di solito si cerca il posto migliore nel rapporto prezzo convenienza, prezzo offerta. Quindi anche quando si hanno pochi soldi a disposizione si cerca un un hotel o un ostello o un bed and breakfast che, diciamo, sia il migliore nella categoria di prezzo che ci si può permettere.<br><br>Questo normalmente. E poi c'è anche l'<b>Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam</b> che dopo aver ricevuto tantissime recensioni da parte delle persone che ci andavano a stare, che erano molto molto molto molto negative, così tanto negative che il proprietario ha pensato che fosse impossibile modificare diciamo l'immagine che l'hotel aveva tra i viaggiatori, allora questo signore ha avuto un'idea geniale, si è rivolto a un'agenzia pubblicitaria, un'agenzia di marketing di creativi, e gli ha detto aiutatemi a fare qualcosa per migliorare la mia situazione economica perché mi stanno lasciando sempre queste recensioni terribili.<br><br>Questi creativi hanno veramente avuto un'idea geniale: hanno cominciato a presentare l'Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam come il peggior hotel al mondo, quindi hanno fatto di necessità virtù: tutte le cose che i viaggiatori solitamente lasciavano, tipo che c'erano cimici nel letto, che non c'erano gli asciugamani, che era sporco, che sembrava di essere, di dormire con un sacco a pelo al margine di una strada frequentata da camionisti, ecc. hanno trasformato tutto in pubblicità, e ci sono, se cercate (vi metter il link nelle note del programma), ci sono delle pubblicità molto divertenti che dicono, e adesso all'Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam quando pagate incluso nel prezzo anche acqua corrente, oppure incluso anche... che ne so, che non vi disturbiamo la mattina per rifare le stanze.<br><br>E poi hanno fatto anche una campagna pubblicitaria, diciamo un po' cringe perché ci sono le foto prima e dopo. Non so se avete mai visto le foto che fanno vedere gli effetti delle droghe prima e sei mesi dopo aver assunto questa droga, ecco, loro hanno fatto le stesse, una campagna pubblicitaria dove c'è prima di dormire nel loro hotel e dopo che hanno dormito nel loro hotel e le facce sono veramente sconvolte, hanno lividi, punture dappertutto, eccetera. Quindi se vi interessa dormire nel peggior hotel al mondo, seguite la nota del programma e vi metterò tutti i link, tutte le informazioni.<br><br>Vi assicuro, è alla portata di tutti. Non so se poi tutti vogliano fare questa esperienza, sicuramente qualcosa da raccontare ai propri nipoti.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When people go on vacation, they usually look for the best bargains, both in terms of flights and, of course, for one of the most important parts of the vacation, which is where you sleep.<br><br>When looking for a hotel, no matter what budget the traveller has, however, they usually look for the best place in the price-affordability, price-offer ratio. So even when you have little money available you look for a hotel or hostel or bed and breakfast that, say, is the best in the price category you can afford.<br><br>This normally. And then there's also the <b>Hans Brinker Budget Hotel in Amsterdam</b> that after receiving so many reviews from people who were staying there, which were very very very very negative, so much negative that the owner thought it was impossible to change let's say the image that the hotel had among travellers, then this gentleman had a brilliant idea, he went to an advertising agency, a marketing agency of creative people, and told them, help me do something to improve my economic situation because they're always leaving me these terrible reviews.<br><br>These creative people really had a brilliant idea: they started presenting the Hans Brinker Budget Hotel in Amsterdam as the worst hotel in the world, so they made a virtue out of necessity: all the things that travellers usually wrote, like that there were bedbugs in the bed, that there were no towels, that it was dirty, that it felt like being, sleeping with a sleeping bag on the side of a road frequented by truck drivers, etc. they've turned everything into advertisements, and there are, if you search (I'll put the link in the program notes), there are some very funny advertisements that say, and now at the Hans Brinker Budget Hotel in Amsterdam when you pay included in the price also running water, or included also... I don't know, that we don't bother you in the morning to do the rooms again.<br><br>And then they also did an advertising campaign, let's say a little cringe because there are before and after pictures. I don't know if you've ever seen the pictures that show the effects of the drugs before and six months after taking this drug, here, they did the same, an ad campaign where there is before they sleep in their hotel and after they sleep in their hotel and the faces are really upset, they have bruises, stings all over, etc. So if you are interested in sleeping in the worst hotel in the world, follow the program note and I will put all the links, all the information.<br><br>I assure you, it is affordable for everyone. I don't know if everyone then wants to have this experience, certainly something to tell their grandchildren about.<br><br>LINK <b>Hans Brinker Budget Hotel in Amsterdam </b><a href="https://www.hansbrinker.com/" rel="noreferrer noopener">https://www.hansbrinker.com/</a>]]>
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      <pubDate>Wed, 07 Jun 2023 07:02:41 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>C'è chi fa di tutto per ricevere recensioni positive. E poi c'è l'Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam che si vanta di essere il peggior hotel al mondo. Il link in fondo alla pagina.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando si va in vacanza, di solito si cercano le occasioni migliori, sia per quanto riguarda i voli sia, naturalmente, per una delle parti più importanti della vacanza, cioè il posto dove si dorme.Quando si cerca un hotel, non importa quale sia il budget a disposizione di chi viaggia, però di solito si cerca il posto migliore nel rapporto prezzo convenienza, prezzo offerta. Quindi anche quando si hanno pochi soldi a disposizione si cerca un un hotel o un ostello o un bed and breakfast che, diciamo, sia il migliore nella categoria di prezzo che ci si può permettere.Questo normalmente. E poi c'è anche l'Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam che dopo aver ricevuto tantissime recensioni da parte delle persone che ci andavano a stare, che erano molto molto molto molto negative, così tanto negative che il proprietario ha pensato che fosse impossibile modificare diciamo l'immagine che l'hotel aveva tra i viaggiatori, allora questo signore ha avuto un'idea geniale, si è rivolto a un'agenzia pubblicitaria, un'agenzia di marketing di creativi, e gli ha detto aiutatemi a fare qualcosa per migliorare la mia situazione economica perché mi stanno lasciando sempre queste recensioni terribili.Questi creativi hanno veramente avuto un'idea geniale: hanno cominciato a presentare l'Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam come il peggior hotel al mondo, quindi hanno fatto di necessità virtù: tutte le cose che i viaggiatori solitamente lasciavano, tipo che c'erano cimici nel letto, che non c'erano gli asciugamani, che era sporco, che sembrava di essere, di dormire con un sacco a pelo al margine di una strada frequentata da camionisti, ecc. hanno trasformato tutto in pubblicità, e ci sono, se cercate (vi metter il link nelle note del programma), ci sono delle pubblicità molto divertenti che dicono, e adesso all'Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam quando pagate incluso nel prezzo anche acqua corrente, oppure incluso anche... che ne so, che non vi disturbiamo la mattina per rifare le stanze.E poi hanno fatto anche una campagna pubblicitaria, diciamo un po' cringe perché ci sono le foto prima e dopo. Non so se avete mai visto le foto che fanno vedere gli effetti delle droghe prima e sei mesi dopo aver assunto questa droga, ecco, loro hanno fatto le stesse, una campagna pubblicitaria dove c'è prima di dormire nel loro hotel e dopo che hanno dormito nel loro hotel e le facce sono veramente sconvolte, hanno lividi, punture dappertutto, eccetera. Quindi se vi interessa dormire nel peggior hotel al mondo, seguite la nota del programma e vi metterò tutti i link, tutte le informazioni.Vi assicuro, è alla portata di tutti. Non so se poi tutti vogliano fare questa esperienza, sicuramente qualcosa da raccontare ai propri nipoti.TRANSLATIONWhen people go on vacation, they usually look for the best bargains, both in terms of flights and, of course, for one of the most important parts of the vacation, which is where you sleep.When looking for a hotel, no matter what budget the traveller has, however, they usually look for the best place in the price-affordability, price-offer ratio. So even when you have little money available you look for a hotel or hostel or bed and breakfast that, say, is the best in the price category you can afford.This normally. And then there's also the Hans Brinker Budget Hotel in Amsterdam that after receiving so many reviews from people who were staying there, which were very very very very negative, so much negative that the owner thought it was impossible to change let's say the image that the hotel had among travellers, then this gentleman had a...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>C'è chi fa di tutto per ricevere recensioni positive. E poi c'è l'Hans Brinker Budget Hotel di Amsterdam che si vanta di essere il peggior hotel al mondo. Il link in fondo alla pagina.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando si va in vacanza, di solito </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 522 Francesi</title>
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        <![CDATA[In aereo chi faceva gli annunci parlava così male l'inglese che io capivo meglio gli annunci fatti in francese, lingua che non capisco. Sul serio!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Io cerco sempre di non credere agli stereotipi, però poi quando ci pensi, se gratti a fondo sotto ogni stereotipo c'è qualcosa di vero. Così come lo stereotipo che i francesi parlino solo francese e non capiscano le altre lingue.<br><br>Mi stupisce sempre quando capito in luoghi internazionali dove si pensa, dove io sempre mi immagino che tutti parlino come minimo l'inglese, che è la lingua internazionale. Però in Francia è diverso e rispecchia perfettamente lo stereotipo.<br><br>Quindi in aereo gli annunci vengono fatti solo in lingua francese. Una volta arrivati in aeroporto, poi anche lì si sentono solo annunci in lingua francese, anche quando sono annunci che riguardano cose importanti come i ritardi o cose che riguardano voli che vengono da paesi stranieri e quindi si pensa che magari a bordo di quei voli c'è qualcuno che non parla il francese.<br><br>Ehm sì, diciamo che questo stereotipo dei francesi è molto, molto azzeccato. E poi rifletto, ma chissà perché i francesi non parlano le altre lingue o rifiutano di usare l'inglese che è la lingua internazionale.<br><br>Da un lato è una cosa che crea un po' di problemi ai viaggiatori, soprattutto quando, come me, il francese non rientra tra le lingue che capisco. Devo correggermi un attimo, in aereo all'inizio, in questo volo che ho appena fatto, hanno fatto degli annunci anche in lingua inglese e io capivo meglio quelli in francese, lingua che non parlo assolutamente perché quelli in inglese erano letti così male che non si capiva proprio niente, niente, niente, niente, niente. È proprio una questione di tono, di voce, di divisione dei toni, non lo so, per non si capiva assolutamente niente.<br><br>Sì, quindi questo è un po' il mio pensiero dei 3 minuti di oggi, registrato nella stanza di un hotel dove avrete anche sentito dei rumori di sottofondo che non... come sapete questo è vita in diretta, quindi quello che succede succede, vi prendete quello che succede e così è.<br><br>La buona notizia, non che quelle finora fossero negative, però una cosa molto exciting, molto eccitante, molto bella, è che tra un po' uscirò e avrò ai miei piedi una città che conosco pochissimo, praticamente niente, e andrò a esplor are. Buona giornata anche a voi.<br><br><br><br>TRANSLATION<br><br>I always try not to believe in stereotypes, however, then when you think about it, if you scratch deep under every stereotype there is something true. So is the stereotype that the French speak only French and do not understand other languages.<br>It always amazes me when I understand in international places where people think, where I always imagine that everyone speaks at least English, which is the international language. It is different in France, though, and perfectly reflects the stereotype.<br>So on the plane, announcements are made only in French. Once you get to the airport, then even there you only hear announcements in French, even when they are announcements about important things like delays or things about flights coming from foreign countries, and so you think that maybe there is someone on board those flights who does not speak French.<br>Um yes, let's say that this stereotype of the French is very, very apt. And then I reflect, but who knows why the French do not speak the other languages or refuse to use English which is the international language.<br>On the one hand it is something that creates a bit of a problem for travellers, especially when, like me, French is not among the languages I understand. I have to correct myself for a moment, on the plane at the beginning, on this flight I just took, they made announcements in English as well, and I understood better the ones in French, a language I absolutely don't speak because the ones in English were read so poorly that you couldn't understand anything at all, nothing, nothing, nothing. just a matter of tone, voice, tone division, I don't know, for you couldn't understand anything at all.<br>Yes, so this is kind of my thought from today's 3 minutes, recorded in a hotel room where you may have also heard some background noises that didn't. .. as you know this is live life, so what happens happens, you get what happens and so it is. The good news, not that those so far were bad , however a very exciting, very exciting, very nice thing, is that in a little while I'm going to go out and have at my feet a city that I know very little, practically nothing, and I'm going to explore are. Have a good day, too.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[In aereo chi faceva gli annunci parlava così male l'inglese che io capivo meglio gli annunci fatti in francese, lingua che non capisco. Sul serio!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Io cerco sempre di non credere agli stereotipi, però poi quando ci pensi, se gratti a fondo sotto ogni stereotipo c'è qualcosa di vero. Così come lo stereotipo che i francesi parlino solo francese e non capiscano le altre lingue.<br><br>Mi stupisce sempre quando capito in luoghi internazionali dove si pensa, dove io sempre mi immagino che tutti parlino come minimo l'inglese, che è la lingua internazionale. Però in Francia è diverso e rispecchia perfettamente lo stereotipo.<br><br>Quindi in aereo gli annunci vengono fatti solo in lingua francese. Una volta arrivati in aeroporto, poi anche lì si sentono solo annunci in lingua francese, anche quando sono annunci che riguardano cose importanti come i ritardi o cose che riguardano voli che vengono da paesi stranieri e quindi si pensa che magari a bordo di quei voli c'è qualcuno che non parla il francese.<br><br>Ehm sì, diciamo che questo stereotipo dei francesi è molto, molto azzeccato. E poi rifletto, ma chissà perché i francesi non parlano le altre lingue o rifiutano di usare l'inglese che è la lingua internazionale.<br><br>Da un lato è una cosa che crea un po' di problemi ai viaggiatori, soprattutto quando, come me, il francese non rientra tra le lingue che capisco. Devo correggermi un attimo, in aereo all'inizio, in questo volo che ho appena fatto, hanno fatto degli annunci anche in lingua inglese e io capivo meglio quelli in francese, lingua che non parlo assolutamente perché quelli in inglese erano letti così male che non si capiva proprio niente, niente, niente, niente, niente. È proprio una questione di tono, di voce, di divisione dei toni, non lo so, per non si capiva assolutamente niente.<br><br>Sì, quindi questo è un po' il mio pensiero dei 3 minuti di oggi, registrato nella stanza di un hotel dove avrete anche sentito dei rumori di sottofondo che non... come sapete questo è vita in diretta, quindi quello che succede succede, vi prendete quello che succede e così è.<br><br>La buona notizia, non che quelle finora fossero negative, però una cosa molto exciting, molto eccitante, molto bella, è che tra un po' uscirò e avrò ai miei piedi una città che conosco pochissimo, praticamente niente, e andrò a esplor are. Buona giornata anche a voi.<br><br><br><br>TRANSLATION<br><br>I always try not to believe in stereotypes, however, then when you think about it, if you scratch deep under every stereotype there is something true. So is the stereotype that the French speak only French and do not understand other languages.<br>It always amazes me when I understand in international places where people think, where I always imagine that everyone speaks at least English, which is the international language. It is different in France, though, and perfectly reflects the stereotype.<br>So on the plane, announcements are made only in French. Once you get to the airport, then even there you only hear announcements in French, even when they are announcements about important things like delays or things about flights coming from foreign countries, and so you think that maybe there is someone on board those flights who does not speak French.<br>Um yes, let's say that this stereotype of the French is very, very apt. And then I reflect, but who knows why the French do not speak the other languages or refuse to use English which is the international language.<br>On the one hand it is something that creates a bit of a problem for travellers, especially when, like me, French is not among the languages I understand. I have to correct myself for a moment, on the plane at the beginning, on this flight I just took, they made announcements in English as well, and I understood better the ones in French, a language I absolutely don't speak because the ones in English were read so poorly that you couldn't understand anything at all, nothing, nothing, nothing. just a matter of tone, voice, tone division, I don't know, for you couldn't understand anything at all.<br>Yes, so this is kind of my thought from today's 3 minutes, recorded in a hotel room where you may have also heard some background noises that didn't. .. as you know this is live life, so what happens happens, you get what happens and so it is. The good news, not that those so far were bad , however a very exciting, very exciting, very nice thing, is that in a little while I'm going to go out and have at my feet a city that I know very little, practically nothing, and I'm going to explore are. Have a good day, too.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 06 Jun 2023 06:59:15 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>In aereo chi faceva gli annunci parlava così male l'inglese che io capivo meglio gli annunci fatti in francese, lingua che non capisco. Sul serio!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Io cerco sempre di non credere agli stereotipi, però poi quando ci pensi, se gratti a fondo sotto ogni stereotipo c'è qualcosa di vero. Così come lo stereotipo che i francesi parlino solo francese e non capiscano le altre lingue.Mi stupisce sempre quando capito in luoghi internazionali dove si pensa, dove io sempre mi immagino che tutti parlino come minimo l'inglese, che è la lingua internazionale. Però in Francia è diverso e rispecchia perfettamente lo stereotipo.Quindi in aereo gli annunci vengono fatti solo in lingua francese. Una volta arrivati in aeroporto, poi anche lì si sentono solo annunci in lingua francese, anche quando sono annunci che riguardano cose importanti come i ritardi o cose che riguardano voli che vengono da paesi stranieri e quindi si pensa che magari a bordo di quei voli c'è qualcuno che non parla il francese.Ehm sì, diciamo che questo stereotipo dei francesi è molto, molto azzeccato. E poi rifletto, ma chissà perché i francesi non parlano le altre lingue o rifiutano di usare l'inglese che è la lingua internazionale.Da un lato è una cosa che crea un po' di problemi ai viaggiatori, soprattutto quando, come me, il francese non rientra tra le lingue che capisco. Devo correggermi un attimo, in aereo all'inizio, in questo volo che ho appena fatto, hanno fatto degli annunci anche in lingua inglese e io capivo meglio quelli in francese, lingua che non parlo assolutamente perché quelli in inglese erano letti così male che non si capiva proprio niente, niente, niente, niente, niente. È proprio una questione di tono, di voce, di divisione dei toni, non lo so, per non si capiva assolutamente niente.Sì, quindi questo è un po' il mio pensiero dei 3 minuti di oggi, registrato nella stanza di un hotel dove avrete anche sentito dei rumori di sottofondo che non... come sapete questo è vita in diretta, quindi quello che succede succede, vi prendete quello che succede e così è.La buona notizia, non che quelle finora fossero negative, però una cosa molto exciting, molto eccitante, molto bella, è che tra un po' uscirò e avrò ai miei piedi una città che conosco pochissimo, praticamente niente, e andrò a esplor are. Buona giornata anche a voi.TRANSLATIONI always try not to believe in stereotypes, however, then when you think about it, if you scratch deep under every stereotype there is something true. So is the stereotype that the French speak only French and do not understand other languages.It always amazes me when I understand in international places where people think, where I always imagine that everyone speaks at least English, which is the international language. It is different in France, though, and perfectly reflects the stereotype.So on the plane, announcements are made only in French. Once you get to the airport, then even there you only hear announcements in French, even when they are announcements about important things like delays or things about flights coming from foreign countries, and so you think that maybe there is someone on board those flights who does not speak French.Um yes, let's say that this stereotype of the French is very, very apt. And then I reflect, but who knows why the French do not speak the other languages or refuse to use English which is the international language.On the one hand it is something that creates a bit of a problem for travellers, especially when, like me, French is not among the languages I understand. I have to correct myself for a moment, on the plane at the beginning, on this flight I just took, they made announcements in English as well, and I understood better the ones in French, a language I absolutely don't speak because the...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 521 Un signore davanti alla gelateria</title>
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        <![CDATA[Incontri casuali con sconosciuti, davanti alla mia gelateria preferita, insieme ai miei amici in visita da Melbourne. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Quando vengono a trovarmi amici dall'Australia qui a Cagliari, per me è sempre una festa, un'occasione bellissima. Perché sì, perché ho molti amici lì, molti carissimi amici. Ci sentiamo tramite internet, ma non è la stessa cosa.<br><br>Poi vederli è soprattutto la felicità che mi dà poter far vedere a loro il posto dove io vivo, portarli in giro. Ecco, questo è successo ieri quando Gaetano e Susanna sono passati da Cagliari. Ci siamo visti, siamo stati insieme, abbiamo fatto le passeggiate, poi, così come faccio spesso con gli amici, ma che faccio molto spesso anche da sola, ho portato Susanna e Gaetano a mangiare il più buon gelato che c'è a Cagliari, che è quello dei Fenu, secondo me è il più buono in assoluto, e di solito funziona così: compriamo il gelato, poi ci sediamo nella piazzetta che c'è proprio davanti alla gelateria, e lì si gusta il gelato, chiacchierando, però, non appena ci siamo seduti nella panchina, nella panchina a fianco, che era libera, si è avvicinato un signore di una certa età, vestito con un abito di velluto rigato, scarpe lucide, tutto, tutto molto curato e ci ha chiesto se potesse sedersi nella panchina a fianco, che era libera, e naturalmente noi abbiamo detto di sì.<br><br>Questo signore poi ha cominciato a chiacchierare, a chiederci ma da dove venite? Ma come vi chiamate? Ma cosa fate? Ma cosa non fate? Ed è un signore simpaticissimo che ci ha praticamente raccontato la sua vita, quando ha capito che i miei due amici parlavano sì italiano ma non benissimo e che venivano dall'Australia, ha cominciato a dire ah che bello, voglio parlare in inglese, e ha cominciato a parlare in inglese.<br><br>Allora abbiamo chiesto, ma dove ha imparato l'inglese? Ah, no, perché sono stato fuori due anni, sono stato, dov'è che era stato non mi ricordo, da qualche parte in Germania. Ecco, due anni ha fatto il cameriere a Düsseldorf, poi continuava a parlare e continuava a parlare altre lingue e poi ci ha detto che ha fatto altri due anni da cameriere in Svizzera, poi è stato in Francia, poi era stato non mi ricordo dove, e poi ci ha raccontato che qui a Cagliari per molti anni ha avuto un negozio di scarpe dove si è scoperto che mio marito andava regolarmente a acquistare le scarpe perché era uno dei pochi posti dove vendevano una marca particolare di scarpe, le Berry credo che si chiamassero, sì, non mi intendo di scarpe da uomo particolari made in Italy.<br><br>E così siamo rimasti un bel po' di tempo a chiacchierare. Io, assolutamente, voi sapete a me piace parlare con tutti, ma soprattutto con gli estranei e i miei due amici felicissimi di fare questo scambio con questo signore così così distinto, così simpatico, così chiacchierone. E anche il signore era molto contento di chiacchierare con noi.<br>Ecco, questa vi ho regalato una piccola perla delle cose che succedono quando si vive in una piccola città. Succede anche questo. Niente, volevo condividerlo con voi. Tutto qua.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When friends from Australia come to visit me here in Cagliari, it is always a celebration for me, a beautiful occasion. Because yes, because I have many friends there, many dear friends. We talk through the Internet, but it is not the same.<br><br>Then seeing them is especially the happiness it gives me to be able to show them the place where I live, to show them around. Here, this happened yesterday when Gaetano and Susanna passed through Cagliari. We saw each other, we were together, we went for walks, then, just as I often do with friends, but which I also do very often on my own, I took Susanna and Gaetano to eat the best ice cream there is in Cagliari, which is the Fenu's, in my opinion it is the best ice cream ever, and it usually works like this: we buy the ice cream, then we sit in the little square that is right in front of the ice cream shop, and there we enjoy the ice cream, chatting, however, as soon as we sat in the bench, in the bench next to it, which was free, a gentleman of a certain age approached, dressed in a corduroy suit, shiny shoes, everything, everything very neat and asked us if he could sit in the bench next to it, which was free, and of course we said yes.<br><br>This gentleman then started chatting, asking us where are you from? And what are your names? And what do you do? And this and that, and he is a very nice gentleman who basically told us his life, when he realised that my two friends spoke yes Italian but not very well and that they were from Australia, he started saying ah that's nice, I want to speak in English, and he started speaking in English.<br><br>So we asked, but where did he learn English? Ah, well, because I've been away two years, I've been, where was it that had been I don't remember, somewhere in Germany. Here, two years he was a waiter in Düsseldorf, then he kept talking and he kept speaking other languages and then he told us that he did two more years as a waiter in Switzerland, then he was in France, then he had been I don't remember where, and then he told us that here in Cagliari for many years he had a shoe store where it turned out that my husband went regularly to buy shoes because it was one of the few places where they sold a particular brand of shoes, the Berry I think they were called, yes, I don't know about particular men's shoes made in Italy.<br><br>And so we stayed quite a while chatting. I, absolutely, you know I like to talk to everybody, but especially to strangers and my two very happy friends to have this exchange with this gentleman who was so distinguished, so nice, so talkative. And the gentleman was also very happy to chat with us.<br><br>Here, that's it, I gave you a little gem of the things that happen when you live in a small town. This also happens. Anyway, I wanted to share it with you. That's all.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Incontri casuali con sconosciuti, davanti alla mia gelateria preferita, insieme ai miei amici in visita da Melbourne. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Quando vengono a trovarmi amici dall'Australia qui a Cagliari, per me è sempre una festa, un'occasione bellissima. Perché sì, perché ho molti amici lì, molti carissimi amici. Ci sentiamo tramite internet, ma non è la stessa cosa.<br><br>Poi vederli è soprattutto la felicità che mi dà poter far vedere a loro il posto dove io vivo, portarli in giro. Ecco, questo è successo ieri quando Gaetano e Susanna sono passati da Cagliari. Ci siamo visti, siamo stati insieme, abbiamo fatto le passeggiate, poi, così come faccio spesso con gli amici, ma che faccio molto spesso anche da sola, ho portato Susanna e Gaetano a mangiare il più buon gelato che c'è a Cagliari, che è quello dei Fenu, secondo me è il più buono in assoluto, e di solito funziona così: compriamo il gelato, poi ci sediamo nella piazzetta che c'è proprio davanti alla gelateria, e lì si gusta il gelato, chiacchierando, però, non appena ci siamo seduti nella panchina, nella panchina a fianco, che era libera, si è avvicinato un signore di una certa età, vestito con un abito di velluto rigato, scarpe lucide, tutto, tutto molto curato e ci ha chiesto se potesse sedersi nella panchina a fianco, che era libera, e naturalmente noi abbiamo detto di sì.<br><br>Questo signore poi ha cominciato a chiacchierare, a chiederci ma da dove venite? Ma come vi chiamate? Ma cosa fate? Ma cosa non fate? Ed è un signore simpaticissimo che ci ha praticamente raccontato la sua vita, quando ha capito che i miei due amici parlavano sì italiano ma non benissimo e che venivano dall'Australia, ha cominciato a dire ah che bello, voglio parlare in inglese, e ha cominciato a parlare in inglese.<br><br>Allora abbiamo chiesto, ma dove ha imparato l'inglese? Ah, no, perché sono stato fuori due anni, sono stato, dov'è che era stato non mi ricordo, da qualche parte in Germania. Ecco, due anni ha fatto il cameriere a Düsseldorf, poi continuava a parlare e continuava a parlare altre lingue e poi ci ha detto che ha fatto altri due anni da cameriere in Svizzera, poi è stato in Francia, poi era stato non mi ricordo dove, e poi ci ha raccontato che qui a Cagliari per molti anni ha avuto un negozio di scarpe dove si è scoperto che mio marito andava regolarmente a acquistare le scarpe perché era uno dei pochi posti dove vendevano una marca particolare di scarpe, le Berry credo che si chiamassero, sì, non mi intendo di scarpe da uomo particolari made in Italy.<br><br>E così siamo rimasti un bel po' di tempo a chiacchierare. Io, assolutamente, voi sapete a me piace parlare con tutti, ma soprattutto con gli estranei e i miei due amici felicissimi di fare questo scambio con questo signore così così distinto, così simpatico, così chiacchierone. E anche il signore era molto contento di chiacchierare con noi.<br>Ecco, questa vi ho regalato una piccola perla delle cose che succedono quando si vive in una piccola città. Succede anche questo. Niente, volevo condividerlo con voi. Tutto qua.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When friends from Australia come to visit me here in Cagliari, it is always a celebration for me, a beautiful occasion. Because yes, because I have many friends there, many dear friends. We talk through the Internet, but it is not the same.<br><br>Then seeing them is especially the happiness it gives me to be able to show them the place where I live, to show them around. Here, this happened yesterday when Gaetano and Susanna passed through Cagliari. We saw each other, we were together, we went for walks, then, just as I often do with friends, but which I also do very often on my own, I took Susanna and Gaetano to eat the best ice cream there is in Cagliari, which is the Fenu's, in my opinion it is the best ice cream ever, and it usually works like this: we buy the ice cream, then we sit in the little square that is right in front of the ice cream shop, and there we enjoy the ice cream, chatting, however, as soon as we sat in the bench, in the bench next to it, which was free, a gentleman of a certain age approached, dressed in a corduroy suit, shiny shoes, everything, everything very neat and asked us if he could sit in the bench next to it, which was free, and of course we said yes.<br><br>This gentleman then started chatting, asking us where are you from? And what are your names? And what do you do? And this and that, and he is a very nice gentleman who basically told us his life, when he realised that my two friends spoke yes Italian but not very well and that they were from Australia, he started saying ah that's nice, I want to speak in English, and he started speaking in English.<br><br>So we asked, but where did he learn English? Ah, well, because I've been away two years, I've been, where was it that had been I don't remember, somewhere in Germany. Here, two years he was a waiter in Düsseldorf, then he kept talking and he kept speaking other languages and then he told us that he did two more years as a waiter in Switzerland, then he was in France, then he had been I don't remember where, and then he told us that here in Cagliari for many years he had a shoe store where it turned out that my husband went regularly to buy shoes because it was one of the few places where they sold a particular brand of shoes, the Berry I think they were called, yes, I don't know about particular men's shoes made in Italy.<br><br>And so we stayed quite a while chatting. I, absolutely, you know I like to talk to everybody, but especially to strangers and my two very happy friends to have this exchange with this gentleman who was so distinguished, so nice, so talkative. And the gentleman was also very happy to chat with us.<br><br>Here, that's it, I gave you a little gem of the things that happen when you live in a small town. This also happens. Anyway, I wanted to share it with you. That's all.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 05 Jun 2023 08:20:59 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Incontri casuali con sconosciuti, davanti alla mia gelateria preferita, insieme ai miei amici in visita da Melbourne. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando vengono a trovarmi amici dall'Australia qui a Cagliari, per me è sempre una festa, un'occasione bellissima. Perché sì, perché ho molti amici lì, molti carissimi amici. Ci sentiamo tramite internet, ma non è la stessa cosa.Poi vederli è soprattutto la felicità che mi dà poter far vedere a loro il posto dove io vivo, portarli in giro. Ecco, questo è successo ieri quando Gaetano e Susanna sono passati da Cagliari. Ci siamo visti, siamo stati insieme, abbiamo fatto le passeggiate, poi, così come faccio spesso con gli amici, ma che faccio molto spesso anche da sola, ho portato Susanna e Gaetano a mangiare il più buon gelato che c'è a Cagliari, che è quello dei Fenu, secondo me è il più buono in assoluto, e di solito funziona così: compriamo il gelato, poi ci sediamo nella piazzetta che c'è proprio davanti alla gelateria, e lì si gusta il gelato, chiacchierando, però, non appena ci siamo seduti nella panchina, nella panchina a fianco, che era libera, si è avvicinato un signore di una certa età, vestito con un abito di velluto rigato, scarpe lucide, tutto, tutto molto curato e ci ha chiesto se potesse sedersi nella panchina a fianco, che era libera, e naturalmente noi abbiamo detto di sì.Questo signore poi ha cominciato a chiacchierare, a chiederci ma da dove venite? Ma come vi chiamate? Ma cosa fate? Ma cosa non fate? Ed è un signore simpaticissimo che ci ha praticamente raccontato la sua vita, quando ha capito che i miei due amici parlavano sì italiano ma non benissimo e che venivano dall'Australia, ha cominciato a dire ah che bello, voglio parlare in inglese, e ha cominciato a parlare in inglese.Allora abbiamo chiesto, ma dove ha imparato l'inglese? Ah, no, perché sono stato fuori due anni, sono stato, dov'è che era stato non mi ricordo, da qualche parte in Germania. Ecco, due anni ha fatto il cameriere a Düsseldorf, poi continuava a parlare e continuava a parlare altre lingue e poi ci ha detto che ha fatto altri due anni da cameriere in Svizzera, poi è stato in Francia, poi era stato non mi ricordo dove, e poi ci ha raccontato che qui a Cagliari per molti anni ha avuto un negozio di scarpe dove si è scoperto che mio marito andava regolarmente a acquistare le scarpe perché era uno dei pochi posti dove vendevano una marca particolare di scarpe, le Berry credo che si chiamassero, sì, non mi intendo di scarpe da uomo particolari made in Italy.E così siamo rimasti un bel po' di tempo a chiacchierare. Io, assolutamente, voi sapete a me piace parlare con tutti, ma soprattutto con gli estranei e i miei due amici felicissimi di fare questo scambio con questo signore così così distinto, così simpatico, così chiacchierone. E anche il signore era molto contento di chiacchierare con noi.Ecco, questa vi ho regalato una piccola perla delle cose che succedono quando si vive in una piccola città. Succede anche questo. Niente, volevo condividerlo con voi. Tutto qua.TRANSLATIONWhen friends from Australia come to visit me here in Cagliari, it is always a celebration for me, a beautiful occasion. Because yes, because I have many friends there, many dear friends. We talk through the Internet, but it is not the same.Then seeing them is especially the happiness it gives me to be able to show them the place where I live, to show them around. Here, this happened yesterday when Gaetano and Susanna passed through Cagliari. We saw each other, we were together, we went for walks, then, just as I often do with friends, but which I also do very often on my own, I took Susanna and Gaetano to eat the best ice cream there is in Cagliari, which is the Fenu's, in my opinion it is the best ice cream ever, and it usually works like this: we buy the ice cream, then we...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Incontri casuali con sconosciuti, davanti alla mia gelateria preferita, insieme ai miei amici in visita da Melbourne. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando vengono a trovarmi amici dall'Australia qui a Cagliari, per me è sempre una festa, un'occasion</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 520 Pioggia</title>
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        <![CDATA[La pioggia non è sempre uguale, a volte fa piacere sentirla cadere.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>La pioggia non è tutto uguale, dipende dal momento della giornata e anche dalla stagione in cui cade.<br><br>Mi ricordo certe giornate estive, agosto e inizio settembre, quando ormai ero ragazzina e ci eravamo stancate di andare tutti i giorni al mare, così come si faceva, si andava tutti i giorni al mare d'estate e a volte capitava che piovesse. Allora si andava comunque al mare, con le mie amiche, soprattutto con mia cugina, cercavamo di interpretare quelle immagini che vedevamo alla televisione, solitamente dei telefilm americani dove si andava in spiaggia anche quando pioveva, magari coi pantaloncini corti ed una maglia a maniche lunghe, però noi non eravamo molto attrezzate per questo tipo di attività, però ci piaceva tanto, andare al mare e c'erano delle casupole di legno, i casotti, ci mettevamo lì sotto a guardare la pioggia che cadeva, però poi ci stancavamo e niente, tornavamo in città.<br><br>La pioggia quando cade d'inverno invece è noiosa, soprattutto quando poi dura giorni, giorni, giorni. Ricordo quando abitavo a Berlino, una volta mi pare che la pioggia cadde ininterrottamente tipo per due settimane, tra l'altro c'era mia mamma in visita e eravamo molto limitate nelle cose che potevamo fare perché pioveva, mi pare, fosse pure estate tra l'altro, perché sì, a Berlino piove d'estate anche, o perlomeno pioveva.<br><br>Poi invece c'è la pioggia che, me lo dice sempre mio figlio quando parliamo delle cose belle che ci ricordiamo di tanto tempo fa, di quando lui era piccolo, una delle cose che lui ricorda con più amore, affetto e nostalgia è il rumore della pioggia che cade sul tetto. Lui a Melbourne aveva, in una delle case dove abbiamo abitato, aveva un tetto, era una casa a due piani, la sua stanza da letto era al secondo piano e c'era il tetto fatto di lamiera, una specie di lamierino, e quando pioveva c'era il ticchettio della pioggia che cadeva e si sentiva tic, tic, tic, tic, tic, tic, quello era il rumore, mi dice, più bello sentire la pioggia mentre tu sei al caldo nella tua stanza che giochi o sotto le coperte e guardi, più che guardare, senti il rumore della pioggia che cade fuori.<br><br>Tra l'altro quella casa era proprio davanti a una stazione dei treni, per cui passavano anche i treni ed era anche un rumore molto bello che io ricordo con nostalgia.<br><br>Poi ci sono le piogge torrenziali che scendono e portano via tutto e che non importa se ci sia caldo o freddo, però portano via tutto, ti bagni le scarpe, ti fanno volare le cose dal balcone. Per fortuna non è la pioggia che sta cadendo adesso. Adesso è una pioggerellina di inizio giugno e speriamo che tra un po' esca il sole.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Rain is not all the same, depending on the time of the day and also the season in which it falls.<br><br>I remember certain summer days, August and early September, when I was a young girl by then and we got tired of going to the beach every day, so as we used to, we went to the beach every day in the summer and sometimes it happened to rain. Back then we would still go to the beach, with my friends, especially my cousin, we would try to interpret those images that we saw on TV, usually American TV shows where they would go to the beach even when it was raining, maybe in shorts and long-sleeved shirt, however we were not very equipped for this kind of activity, but we loved it, going to the beach and there were wooden huts, the little houses, we would stand under there and watch the rain falling, however then we would get tired and whatever, we would go back to the city.<br><br>Rain when it falls in winter, on the other hand, is boring, especially when it lasts for days, days, days. I remember when I lived in Berlin, one time I think the rain fell continuously for like two weeks, by the way my mom was visiting and we were very limited in the things we could do because it was raining, I think, it was also summer by the way, because yes, in Berlin it rains in the summer also, or at least it rained.<br><br>Then there is the rain, which, my son always tells me when we talk about the good things we remember from long ago, from when he was little, one of the things he remembers with most love, affection and nostalgia is the sound of rain falling on the roof. He in Melbourne had, in one of the houses where we lived, it had a roof, it was a two-story house, his bedroom was on the second floor and there was the roof made of metal, sort of sheet metal, and when it rained there was the ticking of the rain falling and you could hear ticking, tick, tick, tick, tick, that was the noise, he tells me, nicer to hear the rain while you're warm in your room playing or under the covers and you're watching, more than watching, you hear the sound of the rain falling outside.<br><br>By the way, that house was right in front of a train station, so trains also passed by and it was also a very nice noise that I remember with nostalgia.<br><br>Then there are the torrential rains that come down and take everything away, and it doesn't matter if it's hot or cold, because they take everything away, get your shoes wet, make things fly off the balcony. Fortunately, it is not the rain that is falling now. Right now it is a drizzle in early June and we hope the sun will come out soon.]]>
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        <![CDATA[La pioggia non è sempre uguale, a volte fa piacere sentirla cadere.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>La pioggia non è tutto uguale, dipende dal momento della giornata e anche dalla stagione in cui cade.<br><br>Mi ricordo certe giornate estive, agosto e inizio settembre, quando ormai ero ragazzina e ci eravamo stancate di andare tutti i giorni al mare, così come si faceva, si andava tutti i giorni al mare d'estate e a volte capitava che piovesse. Allora si andava comunque al mare, con le mie amiche, soprattutto con mia cugina, cercavamo di interpretare quelle immagini che vedevamo alla televisione, solitamente dei telefilm americani dove si andava in spiaggia anche quando pioveva, magari coi pantaloncini corti ed una maglia a maniche lunghe, però noi non eravamo molto attrezzate per questo tipo di attività, però ci piaceva tanto, andare al mare e c'erano delle casupole di legno, i casotti, ci mettevamo lì sotto a guardare la pioggia che cadeva, però poi ci stancavamo e niente, tornavamo in città.<br><br>La pioggia quando cade d'inverno invece è noiosa, soprattutto quando poi dura giorni, giorni, giorni. Ricordo quando abitavo a Berlino, una volta mi pare che la pioggia cadde ininterrottamente tipo per due settimane, tra l'altro c'era mia mamma in visita e eravamo molto limitate nelle cose che potevamo fare perché pioveva, mi pare, fosse pure estate tra l'altro, perché sì, a Berlino piove d'estate anche, o perlomeno pioveva.<br><br>Poi invece c'è la pioggia che, me lo dice sempre mio figlio quando parliamo delle cose belle che ci ricordiamo di tanto tempo fa, di quando lui era piccolo, una delle cose che lui ricorda con più amore, affetto e nostalgia è il rumore della pioggia che cade sul tetto. Lui a Melbourne aveva, in una delle case dove abbiamo abitato, aveva un tetto, era una casa a due piani, la sua stanza da letto era al secondo piano e c'era il tetto fatto di lamiera, una specie di lamierino, e quando pioveva c'era il ticchettio della pioggia che cadeva e si sentiva tic, tic, tic, tic, tic, tic, quello era il rumore, mi dice, più bello sentire la pioggia mentre tu sei al caldo nella tua stanza che giochi o sotto le coperte e guardi, più che guardare, senti il rumore della pioggia che cade fuori.<br><br>Tra l'altro quella casa era proprio davanti a una stazione dei treni, per cui passavano anche i treni ed era anche un rumore molto bello che io ricordo con nostalgia.<br><br>Poi ci sono le piogge torrenziali che scendono e portano via tutto e che non importa se ci sia caldo o freddo, però portano via tutto, ti bagni le scarpe, ti fanno volare le cose dal balcone. Per fortuna non è la pioggia che sta cadendo adesso. Adesso è una pioggerellina di inizio giugno e speriamo che tra un po' esca il sole.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Rain is not all the same, depending on the time of the day and also the season in which it falls.<br><br>I remember certain summer days, August and early September, when I was a young girl by then and we got tired of going to the beach every day, so as we used to, we went to the beach every day in the summer and sometimes it happened to rain. Back then we would still go to the beach, with my friends, especially my cousin, we would try to interpret those images that we saw on TV, usually American TV shows where they would go to the beach even when it was raining, maybe in shorts and long-sleeved shirt, however we were not very equipped for this kind of activity, but we loved it, going to the beach and there were wooden huts, the little houses, we would stand under there and watch the rain falling, however then we would get tired and whatever, we would go back to the city.<br><br>Rain when it falls in winter, on the other hand, is boring, especially when it lasts for days, days, days. I remember when I lived in Berlin, one time I think the rain fell continuously for like two weeks, by the way my mom was visiting and we were very limited in the things we could do because it was raining, I think, it was also summer by the way, because yes, in Berlin it rains in the summer also, or at least it rained.<br><br>Then there is the rain, which, my son always tells me when we talk about the good things we remember from long ago, from when he was little, one of the things he remembers with most love, affection and nostalgia is the sound of rain falling on the roof. He in Melbourne had, in one of the houses where we lived, it had a roof, it was a two-story house, his bedroom was on the second floor and there was the roof made of metal, sort of sheet metal, and when it rained there was the ticking of the rain falling and you could hear ticking, tick, tick, tick, tick, that was the noise, he tells me, nicer to hear the rain while you're warm in your room playing or under the covers and you're watching, more than watching, you hear the sound of the rain falling outside.<br><br>By the way, that house was right in front of a train station, so trains also passed by and it was also a very nice noise that I remember with nostalgia.<br><br>Then there are the torrential rains that come down and take everything away, and it doesn't matter if it's hot or cold, because they take everything away, get your shoes wet, make things fly off the balcony. Fortunately, it is not the rain that is falling now. Right now it is a drizzle in early June and we hope the sun will come out soon.]]>
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      <pubDate>Sun, 04 Jun 2023 09:20:40 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La pioggia non è sempre uguale, a volte fa piacere sentirla cadere.TRASCRIZIONE [ENG translation below]La pioggia non è tutto uguale, dipende dal momento della giornata e anche dalla stagione in cui cade.Mi ricordo certe giornate estive, agosto e inizio settembre, quando ormai ero ragazzina e ci eravamo stancate di andare tutti i giorni al mare, così come si faceva, si andava tutti i giorni al mare d'estate e a volte capitava che piovesse. Allora si andava comunque al mare, con le mie amiche, soprattutto con mia cugina, cercavamo di interpretare quelle immagini che vedevamo alla televisione, solitamente dei telefilm americani dove si andava in spiaggia anche quando pioveva, magari coi pantaloncini corti ed una maglia a maniche lunghe, però noi non eravamo molto attrezzate per questo tipo di attività, però ci piaceva tanto, andare al mare e c'erano delle casupole di legno, i casotti, ci mettevamo lì sotto a guardare la pioggia che cadeva, però poi ci stancavamo e niente, tornavamo in città.La pioggia quando cade d'inverno invece è noiosa, soprattutto quando poi dura giorni, giorni, giorni. Ricordo quando abitavo a Berlino, una volta mi pare che la pioggia cadde ininterrottamente tipo per due settimane, tra l'altro c'era mia mamma in visita e eravamo molto limitate nelle cose che potevamo fare perché pioveva, mi pare, fosse pure estate tra l'altro, perché sì, a Berlino piove d'estate anche, o perlomeno pioveva.Poi invece c'è la pioggia che, me lo dice sempre mio figlio quando parliamo delle cose belle che ci ricordiamo di tanto tempo fa, di quando lui era piccolo, una delle cose che lui ricorda con più amore, affetto e nostalgia è il rumore della pioggia che cade sul tetto. Lui a Melbourne aveva, in una delle case dove abbiamo abitato, aveva un tetto, era una casa a due piani, la sua stanza da letto era al secondo piano e c'era il tetto fatto di lamiera, una specie di lamierino, e quando pioveva c'era il ticchettio della pioggia che cadeva e si sentiva tic, tic, tic, tic, tic, tic, quello era il rumore, mi dice, più bello sentire la pioggia mentre tu sei al caldo nella tua stanza che giochi o sotto le coperte e guardi, più che guardare, senti il rumore della pioggia che cade fuori.Tra l'altro quella casa era proprio davanti a una stazione dei treni, per cui passavano anche i treni ed era anche un rumore molto bello che io ricordo con nostalgia.Poi ci sono le piogge torrenziali che scendono e portano via tutto e che non importa se ci sia caldo o freddo, però portano via tutto, ti bagni le scarpe, ti fanno volare le cose dal balcone. Per fortuna non è la pioggia che sta cadendo adesso. Adesso è una pioggerellina di inizio giugno e speriamo che tra un po' esca il sole.TRANSLATIONRain is not all the same, depending on the time of the day and also the season in which it falls.I remember certain summer days, August and early September, when I was a young girl by then and we got tired of going to the beach every day, so as we used to, we went to the beach every day in the summer and sometimes it happened to rain. Back then we would still go to the beach, with my friends, especially my cousin, we would try to interpret those images that we saw on TV, usually American TV shows where they would go to the beach even when it was raining, maybe in shorts and long-sleeved shirt, however we were not very equipped for this kind of activity, but we loved it, going to the beach and there were wooden huts, the little houses, we would stand under there and watch the rain falling, however then we would get tired and whatever, we would go back to the city.Rain when it falls in winter, on the other hand, is boring, especially when it lasts for days, days, days. I remember when I lived in Berlin, one time I think the rain fell continuously for like two weeks, by the way my mom was...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La pioggia non è sempre uguale, a volte fa piacere sentirla cadere.TRASCRIZIONE [ENG translation below]La pioggia non è tutto uguale, dipende dal momento della giornata e anche dalla stagione in cui cade.Mi ricordo certe giornate estive, agosto e inizio s</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 519 Numero nel titolo</title>
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        <![CDATA[Se fate caso una grandissima quantità di articoli pubblicati su internet ha nel titolo un numero e la promessa di darvi quel numero di cose per aiutarvi a fare qualcosa.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Qualche tempo fa qualcuno tra i creativi si era svegliato e si era reso conto che la gente apriva gli articoli pubblicati su internet con molta più facilità se nel titolo c'era un numero e che la cosa era ancora più accattivante e aveva ancora più successo se insieme al numero c'era anche la promessa di riuscire a fare qualcosa, ad esempio 'le 5 cose che non vi dovete perdere se volete' eccetera eccetera oppure 'i 5 modi più...' e dico 5 tanto per dire ma potrebbero essere 10 potrebbero essere 3 potrebbero essere 2.<br><br>Se fate caso una grandissima quantità di articoli pubblicati su internet ha nel titolo un numero e la promessa di darvi quel numero di cose per aiutarvi a fare qualcosa. La cosa un po' ha degenerato, tanto che ormai è diventato quasi la parodia di se stesso, quello che sembrava un modo per attrarre le persone, lettori e lettrici, è diventato ormai, diciamo, una barzelletta.<br><br>Non molto tempo fa ho letto un articolo, qualcuno che commentava appunto su questa mania di mettere il numero e di promettere qualcosa col numero nel titolo, dicendo tra un po' l'intelligenza artificiale generativa distruggerà l'umanità e noi staremo qui a pubblicare articoli sui nostri blog, intitolandololi '5 modi con cui la L'intelligenza artificiale generativa riuscirà a distruggere l'umanità'.<br><br>Sì, perché se non ve ne siete accorti, se non ve ne siete accorte, da diciamo sei mesi, da gennaio e da dicembre dell'anno scorso che non si fa altro che parlare dell'intelligenza artificiale, piano piano la gente ci si sta avvicinando, seguendo un po' quella che è la teoria delle onde, che dice che la novità parte dal centro e poi piano piano si diffonde come una pietra in uno stagno a cerchi concentrici.<br><br>Quindi diciamo che se a gennaio, febbraio si parlava di intelligenza artificiale generativa solo in circoli ristretti, ora se ne parla anche su Famiglia Cristiana e su Gente, Oggi queste riviste diciamo meno tecniche, sì meno tecnologiche.<br><br>Si offrono a man bassa corsi per imparare a dire all'intelligenza artificiale generativa come fare questo e come fare quest'altro, si cerca di discutere, decidere se permettere che l'intelligenza artificiale sia o meno dentro le scuole. Io che vi dico? Cinque modi? No vabbè, io ve ne do 3 di motivi, 3 minuti grezzi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Some time ago someone among the creative people has woken up and realised that people opened articles posted on the Internet much more easily if there was a number in the title and that it was even more appealing and was even more successful if along with the number there was also a promise of being able to do something, for example 'the 5 things you must not miss if you want to' etc. etc. or 'the 5 most ...' and I say 5 just to say but it could be 10 it could be 3 it could be 2.<br><br>If you notice, a very large amount of articles posted on the Internet have a number in the title and a promise to give you that number of things to help you do something. The thing somewhat degenerated, so much so that it has now become almost a parody of itself, what seemed like a way to attract people, readers, has now become, let's say, a joke.<br><br>Not too long ago I read an article, someone commenting precisely on this craze of putting the number and promising something with the number in the title, saying in a little while generative artificial intelligence will destroy humanity and we'll be standing here posting articles on our blogs, titling them '5 ways in which Generative Artificial Intelligence will succeed in destroying humanity.'<br>Yes, because if you haven't noticed, for let's say six months now, since January, since December of last year there has been nothing but talk about artificial intelligence, slowly people are getting into it, following a little bit what is the wave theory, which says that the novelty starts from the center and then slowly spreads like a stone in a pond in concentric circles.<br><br>So let's say that if in January, February they were talking about generative artificial intelligence only in small circles, now they are talking about it also in Famiglia Cristiana and in Gente and in Today, that are magazines let's say less technical, yes less technological.<br><br>Courses are offered hand over fist to learn how to tell generative artificial intelligence how to do this and how to do that, trying to discuss, to decide whether or not to allow artificial intelligence inside schools. And what do I tell you? Five ways? No, whatever, I give you 3 reasons, 3 raw minutes.]]>
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        <![CDATA[Se fate caso una grandissima quantità di articoli pubblicati su internet ha nel titolo un numero e la promessa di darvi quel numero di cose per aiutarvi a fare qualcosa.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Qualche tempo fa qualcuno tra i creativi si era svegliato e si era reso conto che la gente apriva gli articoli pubblicati su internet con molta più facilità se nel titolo c'era un numero e che la cosa era ancora più accattivante e aveva ancora più successo se insieme al numero c'era anche la promessa di riuscire a fare qualcosa, ad esempio 'le 5 cose che non vi dovete perdere se volete' eccetera eccetera oppure 'i 5 modi più...' e dico 5 tanto per dire ma potrebbero essere 10 potrebbero essere 3 potrebbero essere 2.<br><br>Se fate caso una grandissima quantità di articoli pubblicati su internet ha nel titolo un numero e la promessa di darvi quel numero di cose per aiutarvi a fare qualcosa. La cosa un po' ha degenerato, tanto che ormai è diventato quasi la parodia di se stesso, quello che sembrava un modo per attrarre le persone, lettori e lettrici, è diventato ormai, diciamo, una barzelletta.<br><br>Non molto tempo fa ho letto un articolo, qualcuno che commentava appunto su questa mania di mettere il numero e di promettere qualcosa col numero nel titolo, dicendo tra un po' l'intelligenza artificiale generativa distruggerà l'umanità e noi staremo qui a pubblicare articoli sui nostri blog, intitolandololi '5 modi con cui la L'intelligenza artificiale generativa riuscirà a distruggere l'umanità'.<br><br>Sì, perché se non ve ne siete accorti, se non ve ne siete accorte, da diciamo sei mesi, da gennaio e da dicembre dell'anno scorso che non si fa altro che parlare dell'intelligenza artificiale, piano piano la gente ci si sta avvicinando, seguendo un po' quella che è la teoria delle onde, che dice che la novità parte dal centro e poi piano piano si diffonde come una pietra in uno stagno a cerchi concentrici.<br><br>Quindi diciamo che se a gennaio, febbraio si parlava di intelligenza artificiale generativa solo in circoli ristretti, ora se ne parla anche su Famiglia Cristiana e su Gente, Oggi queste riviste diciamo meno tecniche, sì meno tecnologiche.<br><br>Si offrono a man bassa corsi per imparare a dire all'intelligenza artificiale generativa come fare questo e come fare quest'altro, si cerca di discutere, decidere se permettere che l'intelligenza artificiale sia o meno dentro le scuole. Io che vi dico? Cinque modi? No vabbè, io ve ne do 3 di motivi, 3 minuti grezzi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Some time ago someone among the creative people has woken up and realised that people opened articles posted on the Internet much more easily if there was a number in the title and that it was even more appealing and was even more successful if along with the number there was also a promise of being able to do something, for example 'the 5 things you must not miss if you want to' etc. etc. or 'the 5 most ...' and I say 5 just to say but it could be 10 it could be 3 it could be 2.<br><br>If you notice, a very large amount of articles posted on the Internet have a number in the title and a promise to give you that number of things to help you do something. The thing somewhat degenerated, so much so that it has now become almost a parody of itself, what seemed like a way to attract people, readers, has now become, let's say, a joke.<br><br>Not too long ago I read an article, someone commenting precisely on this craze of putting the number and promising something with the number in the title, saying in a little while generative artificial intelligence will destroy humanity and we'll be standing here posting articles on our blogs, titling them '5 ways in which Generative Artificial Intelligence will succeed in destroying humanity.'<br>Yes, because if you haven't noticed, for let's say six months now, since January, since December of last year there has been nothing but talk about artificial intelligence, slowly people are getting into it, following a little bit what is the wave theory, which says that the novelty starts from the center and then slowly spreads like a stone in a pond in concentric circles.<br><br>So let's say that if in January, February they were talking about generative artificial intelligence only in small circles, now they are talking about it also in Famiglia Cristiana and in Gente and in Today, that are magazines let's say less technical, yes less technological.<br><br>Courses are offered hand over fist to learn how to tell generative artificial intelligence how to do this and how to do that, trying to discuss, to decide whether or not to allow artificial intelligence inside schools. And what do I tell you? Five ways? No, whatever, I give you 3 reasons, 3 raw minutes.]]>
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      <pubDate>Sat, 03 Jun 2023 06:42:15 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Se fate caso una grandissima quantità di articoli pubblicati su internet ha nel titolo un numero e la promessa di darvi quel numero di cose per aiutarvi a fare qualcosa.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Qualche tempo fa qualcuno tra i creativi si era svegliato e si era reso conto che la gente apriva gli articoli pubblicati su internet con molta più facilità se nel titolo c'era un numero e che la cosa era ancora più accattivante e aveva ancora più successo se insieme al numero c'era anche la promessa di riuscire a fare qualcosa, ad esempio 'le 5 cose che non vi dovete perdere se volete' eccetera eccetera oppure 'i 5 modi più...' e dico 5 tanto per dire ma potrebbero essere 10 potrebbero essere 3 potrebbero essere 2.Se fate caso una grandissima quantità di articoli pubblicati su internet ha nel titolo un numero e la promessa di darvi quel numero di cose per aiutarvi a fare qualcosa. La cosa un po' ha degenerato, tanto che ormai è diventato quasi la parodia di se stesso, quello che sembrava un modo per attrarre le persone, lettori e lettrici, è diventato ormai, diciamo, una barzelletta.Non molto tempo fa ho letto un articolo, qualcuno che commentava appunto su questa mania di mettere il numero e di promettere qualcosa col numero nel titolo, dicendo tra un po' l'intelligenza artificiale generativa distruggerà l'umanità e noi staremo qui a pubblicare articoli sui nostri blog, intitolandololi '5 modi con cui la L'intelligenza artificiale generativa riuscirà a distruggere l'umanità'.Sì, perché se non ve ne siete accorti, se non ve ne siete accorte, da diciamo sei mesi, da gennaio e da dicembre dell'anno scorso che non si fa altro che parlare dell'intelligenza artificiale, piano piano la gente ci si sta avvicinando, seguendo un po' quella che è la teoria delle onde, che dice che la novità parte dal centro e poi piano piano si diffonde come una pietra in uno stagno a cerchi concentrici.Quindi diciamo che se a gennaio, febbraio si parlava di intelligenza artificiale generativa solo in circoli ristretti, ora se ne parla anche su Famiglia Cristiana e su Gente, Oggi queste riviste diciamo meno tecniche, sì meno tecnologiche.Si offrono a man bassa corsi per imparare a dire all'intelligenza artificiale generativa come fare questo e come fare quest'altro, si cerca di discutere, decidere se permettere che l'intelligenza artificiale sia o meno dentro le scuole. Io che vi dico? Cinque modi? No vabbè, io ve ne do 3 di motivi, 3 minuti grezzi.TRANSLATIONSome time ago someone among the creative people has woken up and realised that people opened articles posted on the Internet much more easily if there was a number in the title and that it was even more appealing and was even more successful if along with the number there was also a promise of being able to do something, for example 'the 5 things you must not miss if you want to' etc. etc. or 'the 5 most ...' and I say 5 just to say but it could be 10 it could be 3 it could be 2.If you notice, a very large amount of articles posted on the Internet have a number in the title and a promise to give you that number of things to help you do something. The thing somewhat degenerated, so much so that it has now become almost a parody of itself, what seemed like a way to attract people, readers, has now become, let's say, a joke.Not too long ago I read an article, someone commenting precisely on this craze of putting the number and promising something with the number in the title, saying in a little while generative artificial intelligence will destroy humanity and we'll be standing here posting articles on our blogs, titling them '5 ways in which Generative Artificial Intelligence will succeed in destroying humanity.'Yes, because if you haven't noticed, for let's say six months now, since January, since December of last year there has been nothing...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 518 Mangiare sotto la doccia</title>
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        <![CDATA[Un signore che si guadagna da vivere facendo recensioni di cibo che mangia sotto la doccia. Con l'acqua aperta. Mentre si fa la doccia con shampoo, bagnoschiuma eccetera. Credo non ci sia da aggiungere altro. Il link ve lo metto a fondo pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br><br>Naturalmente ciascuno è libero di fare quello che vuole ed è libero di mangiare dove gli pare. Poi ci sono dei momenti in cui incontri qualcosa che ti fa strabuzzare gli occhi e stamattina mi è successo.<br>Ho scoperto che c'è un signore, che si fa chiamare Gazpacho Machine, che ha creato... Praticamente si è inventato un mestiere facendo review [<i>recensioni</i>] di cibo di quello che mangia, e fin qua niente di particolare, la cosa particolare è che lui mangia tutto sotto la doccia, con la doccia aperta, mentre l'acqua scende e lui è lì che fa le review di tutte le cose possibili e immaginabili.<br><br>Non son riuscito a trovare dei video, però lui pubblica delle foto su Twitter ed è una cosa un po', non lo so se tra il raccapricciante e il morboso, mi sono messa un po' a sfogliare le foto e a leggere i commenti.<br><br>A un certo punto dice "La mia ex fidanzata mi diceva che le cose che facevo fanno schifo, che non si mangia sotto la doccia."<br><br>Il signore spiega come è nata questa idea e dice che un giorno aveva bevuto troppo, la mattina si è alzato e doveva fare la doccia, voleva fare colazione, che sono due cose che lo aiutano a superare il mal di testa e i postumi della sbornia. Allora, per tagliare i tempi e riprendersi più velocemente, ha deciso di fare tutte le due cose contemporaneamente e si è messo a mangiare sotto la doccia.<br><br>Non è che mangi cose diciamo da poco, mangia bistecche, mangia curry indiano, e a proposito di curry, mi pare che gli sia pure caduto il piatto nella doccia e ha rotto tutto, mangia noccioline americane che però ha aggiunto che le bucce hanno intasato lo scarico della doccia e poi ha dovuto chiamare un idraulico.<br><br>Dicevo che è un'attività come un'altra, ora lui ci sta pure guadagnando dei soldi perché la gente da casa gli manda dei soldi con suggerimenti per mangiare qualcosa di particolare sotto la doccia, e lui si fa queste foto. Ripeto, ancora non sono riuscita a trovare dei video, non so se poi alla fine pubblichi solo le foto o anche i video, però è sicuramente una cosa che personalmente mi fa un po' schifo da molti punti di vista, sia dal punto di vista del farsi la doccia, immaginate portare roba da mangiare sul piatto della doccia, sia dal mangiare, come fa una persona a gustarsi le cose con l'acqua che scende.<br><br>Comunque ripeto, il mondo è bello perché vario, perché la gente è varia, finché non si fa del male agli altri si può fare quello che si vuole e sicuramente questo signore si è trovato un lavoro molto di nicchia. Dubito che ci siano molti concorrenti che vogliono soffiargli il lavoro.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Of course, everyone is free to do as he or she pleases and is free to eat where he or she pleases. Then there are times when you encounter something that makes you squint, and that happened to me this morning.<br><br>I found out that there is a gentleman, who calls himself Gazpacho Machine, who has created... He basically made up a profession doing food reviews of what he eats, and so far nothing special, the special thing is that he eats everything in the shower, with the shower open, while the water is running down and he is there doing reviews of all things possible and imaginable.<br><br>I couldn't find any videos, however he posts pictures on Twitter and it's something a little, I don't know between creepy and morbid, I got a little bit into flipping through the pictures and reading the comments.<br><br>At one point he says, "My ex-girlfriend used to tell me that what I do is gross, that I shouldn't eat in the shower."<br><br>The gentleman explains how this idea came about and says he had drunk too much one day, got up in the morning and had to take a shower, wanted to eat breakfast, which are two things that help him get over the headache and hangover. Then, in order to cut the time and recover faster, he decided to do both at the same time and set out to eat in the shower.<br><br>It's not that he eats small things, he eats steak, he eats Indian curry, and speaking of curry, I think he even dropped his plate in the shower and broke everything, he eats peanuts but added that the peels clogged the shower drain and then he had to call a plumber.<br><br>As I said, it's just a job like any other, now he's even making money from it because people from home send him money with suggestions to eat something particular in the shower, and he takes these pictures. I repeat, I still haven't been able to find any videos, I don't know if he posts only the photos or also the videos, however it is definitely something that I personally find pretty gross from many points of view, both from the point of view of taking a shower, imagine bringing stuff to eat inside the shower, and from eating, how does a person enjoy things with the water coming down.<br><br>Anyway, I repeat, the world is beautiful because people are varied, as long as you don't hurt others you can do whatever you want and certainly this gentleman has found himself a very niche job. I doubt that there are many competitors who want to steal his job.<br><br><br><b>LINK</b><br>Gazpacho machine, l'uomo che mangia sotto la doccia https://twitter.com/gazpachomachine<br><br>]]>
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        <![CDATA[Un signore che si guadagna da vivere facendo recensioni di cibo che mangia sotto la doccia. Con l'acqua aperta. Mentre si fa la doccia con shampoo, bagnoschiuma eccetera. Credo non ci sia da aggiungere altro. Il link ve lo metto a fondo pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br><br>Naturalmente ciascuno è libero di fare quello che vuole ed è libero di mangiare dove gli pare. Poi ci sono dei momenti in cui incontri qualcosa che ti fa strabuzzare gli occhi e stamattina mi è successo.<br>Ho scoperto che c'è un signore, che si fa chiamare Gazpacho Machine, che ha creato... Praticamente si è inventato un mestiere facendo review [<i>recensioni</i>] di cibo di quello che mangia, e fin qua niente di particolare, la cosa particolare è che lui mangia tutto sotto la doccia, con la doccia aperta, mentre l'acqua scende e lui è lì che fa le review di tutte le cose possibili e immaginabili.<br><br>Non son riuscito a trovare dei video, però lui pubblica delle foto su Twitter ed è una cosa un po', non lo so se tra il raccapricciante e il morboso, mi sono messa un po' a sfogliare le foto e a leggere i commenti.<br><br>A un certo punto dice "La mia ex fidanzata mi diceva che le cose che facevo fanno schifo, che non si mangia sotto la doccia."<br><br>Il signore spiega come è nata questa idea e dice che un giorno aveva bevuto troppo, la mattina si è alzato e doveva fare la doccia, voleva fare colazione, che sono due cose che lo aiutano a superare il mal di testa e i postumi della sbornia. Allora, per tagliare i tempi e riprendersi più velocemente, ha deciso di fare tutte le due cose contemporaneamente e si è messo a mangiare sotto la doccia.<br><br>Non è che mangi cose diciamo da poco, mangia bistecche, mangia curry indiano, e a proposito di curry, mi pare che gli sia pure caduto il piatto nella doccia e ha rotto tutto, mangia noccioline americane che però ha aggiunto che le bucce hanno intasato lo scarico della doccia e poi ha dovuto chiamare un idraulico.<br><br>Dicevo che è un'attività come un'altra, ora lui ci sta pure guadagnando dei soldi perché la gente da casa gli manda dei soldi con suggerimenti per mangiare qualcosa di particolare sotto la doccia, e lui si fa queste foto. Ripeto, ancora non sono riuscita a trovare dei video, non so se poi alla fine pubblichi solo le foto o anche i video, però è sicuramente una cosa che personalmente mi fa un po' schifo da molti punti di vista, sia dal punto di vista del farsi la doccia, immaginate portare roba da mangiare sul piatto della doccia, sia dal mangiare, come fa una persona a gustarsi le cose con l'acqua che scende.<br><br>Comunque ripeto, il mondo è bello perché vario, perché la gente è varia, finché non si fa del male agli altri si può fare quello che si vuole e sicuramente questo signore si è trovato un lavoro molto di nicchia. Dubito che ci siano molti concorrenti che vogliono soffiargli il lavoro.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Of course, everyone is free to do as he or she pleases and is free to eat where he or she pleases. Then there are times when you encounter something that makes you squint, and that happened to me this morning.<br><br>I found out that there is a gentleman, who calls himself Gazpacho Machine, who has created... He basically made up a profession doing food reviews of what he eats, and so far nothing special, the special thing is that he eats everything in the shower, with the shower open, while the water is running down and he is there doing reviews of all things possible and imaginable.<br><br>I couldn't find any videos, however he posts pictures on Twitter and it's something a little, I don't know between creepy and morbid, I got a little bit into flipping through the pictures and reading the comments.<br><br>At one point he says, "My ex-girlfriend used to tell me that what I do is gross, that I shouldn't eat in the shower."<br><br>The gentleman explains how this idea came about and says he had drunk too much one day, got up in the morning and had to take a shower, wanted to eat breakfast, which are two things that help him get over the headache and hangover. Then, in order to cut the time and recover faster, he decided to do both at the same time and set out to eat in the shower.<br><br>It's not that he eats small things, he eats steak, he eats Indian curry, and speaking of curry, I think he even dropped his plate in the shower and broke everything, he eats peanuts but added that the peels clogged the shower drain and then he had to call a plumber.<br><br>As I said, it's just a job like any other, now he's even making money from it because people from home send him money with suggestions to eat something particular in the shower, and he takes these pictures. I repeat, I still haven't been able to find any videos, I don't know if he posts only the photos or also the videos, however it is definitely something that I personally find pretty gross from many points of view, both from the point of view of taking a shower, imagine bringing stuff to eat inside the shower, and from eating, how does a person enjoy things with the water coming down.<br><br>Anyway, I repeat, the world is beautiful because people are varied, as long as you don't hurt others you can do whatever you want and certainly this gentleman has found himself a very niche job. I doubt that there are many competitors who want to steal his job.<br><br><br><b>LINK</b><br>Gazpacho machine, l'uomo che mangia sotto la doccia https://twitter.com/gazpachomachine<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 02 Jun 2023 06:27:30 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Un signore che si guadagna da vivere facendo recensioni di cibo che mangia sotto la doccia. Con l'acqua aperta. Mentre si fa la doccia con shampoo, bagnoschiuma eccetera. Credo non ci sia da aggiungere altro. Il link ve lo metto a fondo pagina.TRASCRIZION</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 517 La parentesi di Gutenberg</title>
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        <![CDATA[Una scoperta affascinante grazie a uno dei miei podcast preferiti, Digital Folklore, vi metto il link a fondo pagina. La parentesi di Gutenbert si è chiusa con l'invenzione di internet, quando siamo tornati a tramandarci le cose usando il linguaggio orale, da molti a molti, mettendo in secondo piano la supremazia dell'autore unico che, grazie alla stampa, era in grado di cristallizzare la storia e rivendicarne l'originalità.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Oggi voglio parlarvi di un concetto affascinante che ho scoperto grazie a uno dei miei podcast che al momento è tra i miei preferiti <b>Digital Folklore</b>, folklore digitale. Cos'è il folklore digitale? Ma prima di tutto, cos'è il folklore?<br><br>Per folklore non si intende costumi e tradizioni di gente vestita con gli abiti di 100 200 anni fa. Il folklore è inteso come storia orale che viene tramandata da persona in persona, oralmente.<br><br>Ed è proprio qua che si allaccia, che nasce il concetto di <b>'parentesi di Gutenberg'</b>, di cui non avevo mai sentito parlare. Allora, prima dell'invenzione della stampa, le cose venivano tramandate in modo orale, perché solo i ricconi e le persone del clero, che spesso erano le stesse, sapevano leggere, sapevano scrivere, poi avevano i soldi per avere i libri che venivano scritti a mano dagli amanuensi.<br><br>Una volta che è stata creata la stampa da Gutenberg, si è anche democratizzato il concetto di scrittura e di lettura. Non dico che tutti avessero i libri, però sicuramente sono stati più alla portata della popolazione in generale. Non solo, ma mentre prima dell'invenzione della stampa le storie venivano tramandate oralmente, con l'avvento della stampa c'è proprio la supremazia della scrittura, che quindi la storia veniva cristallizzata, così era e nessuno poteva metterlo in discussione, perché era nero su bianco, e poi anche ha molta più importanza, la figura dell'autore unico, che era quello da cui la storia emanava.<br><br>Bene, questo è durato tutto il periodo, dall'invenzione della stampa fino all'invenzione di internet, perché con internet è questa una cosa veramente geniale, vista da questo punto di vista, si è tornati a quella che era la situazione orale prima dell'invenzione della stampa. Adesso chiunque può scrivere su internet, quindi c'è una comunicazione da molti a molti, e infatti così nascono le storie, nascono le leggende urbane, nasce il folklore che viene ancora una volta, come prima dell'invenzione della stampa, passato da persona in persona con una grande differenza, che mentre prima per fare il giro non dico del mondo, ma anche di una nazione, una storia impiegava settimane, mesi se non anni, adesso è tutto molto più semplice.<br><br>Una storia, un meme fa il giro del mondo in pochi secondi, esce la mattina e la sera è già cambiato. E un'altra differenza è che se prima, con la storia orale, non si sapeva mai l'origine delle storie, adesso con internet invece non solo si hanno le storie orali tramandate, ma si può anche risalire esattamente alla prima volta che è stata, si è parlato di una determinata storia. Affascinante!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Today I want to talk to you about a fascinating concept that I discovered through one of my podcasts that is currently among my favorites <b>Digital Folklore</b>. What is digital folklore? But first of all, what is folklore?<br><br>Folklore does not mean costumes and traditions of people dressed in the clothes of 100 200 years ago. Folklore is understood as oral history that is passed down from person to person, orally.<br>And that's where it ties in, that the concept of the<b> 'Gutenberg parenthesis'</b> was born, which I had never heard of. Back then, before the invention of printing, things were passed down orally, because only rich people and clergy people, who were often the same, knew how to read, knew how to write, then had the money to have the books that were handwritten by amanuenses.<br><br>Once printing was created by Gutenberg, it also democratised the concept of writing and reading. I am not saying that everyone owned books, however, they were certainly more within the reach of the general population. Not only that, but whereas before the invention of printing, stories were passed down orally, with the advent of printing there is really the supremacy of writing, that therefore the story was crystallised, it was as it was and no one could question it, because it was black on white, and then also gains much more importance, the figure of the sole author, who was the one from whom the story emanated.<br><br>Well, this lasted the whole period, from the invention of printing to the invention of the internet, because with the internet is this a really genius thing, seen from this point of view, you are back to what the oral situation was before the invention of printing. Now anyone can write on the internet, so there is a communication from many to many, and in fact this is how stories are born, urban legends are born, folklore is born, which is again, as before the invention of printing, passed from person to person with one big difference, that whereas before to make the rounds of not world, but not even a nation, a story took weeks, months if not years, now it is all much easier.<br><br>A story, a meme goes around the world in seconds, it comes out in the morning and by evening it has changed. And another difference is that if before, with oral history, you never knew the origin of the stories, now with the Internet, on the other hand, not only do you have the oral stories handed down, but you can also trace back exactly to the first time it was, a particular story was talked about. Fascinating!<br><br><br><br>LINK<br>Il podcast <b>Digital Folklore </b>dedicato interamente al folklore digitale. https://digitalfolklore.fm/]]>
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        <![CDATA[Una scoperta affascinante grazie a uno dei miei podcast preferiti, Digital Folklore, vi metto il link a fondo pagina. La parentesi di Gutenbert si è chiusa con l'invenzione di internet, quando siamo tornati a tramandarci le cose usando il linguaggio orale, da molti a molti, mettendo in secondo piano la supremazia dell'autore unico che, grazie alla stampa, era in grado di cristallizzare la storia e rivendicarne l'originalità.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Oggi voglio parlarvi di un concetto affascinante che ho scoperto grazie a uno dei miei podcast che al momento è tra i miei preferiti <b>Digital Folklore</b>, folklore digitale. Cos'è il folklore digitale? Ma prima di tutto, cos'è il folklore?<br><br>Per folklore non si intende costumi e tradizioni di gente vestita con gli abiti di 100 200 anni fa. Il folklore è inteso come storia orale che viene tramandata da persona in persona, oralmente.<br><br>Ed è proprio qua che si allaccia, che nasce il concetto di <b>'parentesi di Gutenberg'</b>, di cui non avevo mai sentito parlare. Allora, prima dell'invenzione della stampa, le cose venivano tramandate in modo orale, perché solo i ricconi e le persone del clero, che spesso erano le stesse, sapevano leggere, sapevano scrivere, poi avevano i soldi per avere i libri che venivano scritti a mano dagli amanuensi.<br><br>Una volta che è stata creata la stampa da Gutenberg, si è anche democratizzato il concetto di scrittura e di lettura. Non dico che tutti avessero i libri, però sicuramente sono stati più alla portata della popolazione in generale. Non solo, ma mentre prima dell'invenzione della stampa le storie venivano tramandate oralmente, con l'avvento della stampa c'è proprio la supremazia della scrittura, che quindi la storia veniva cristallizzata, così era e nessuno poteva metterlo in discussione, perché era nero su bianco, e poi anche ha molta più importanza, la figura dell'autore unico, che era quello da cui la storia emanava.<br><br>Bene, questo è durato tutto il periodo, dall'invenzione della stampa fino all'invenzione di internet, perché con internet è questa una cosa veramente geniale, vista da questo punto di vista, si è tornati a quella che era la situazione orale prima dell'invenzione della stampa. Adesso chiunque può scrivere su internet, quindi c'è una comunicazione da molti a molti, e infatti così nascono le storie, nascono le leggende urbane, nasce il folklore che viene ancora una volta, come prima dell'invenzione della stampa, passato da persona in persona con una grande differenza, che mentre prima per fare il giro non dico del mondo, ma anche di una nazione, una storia impiegava settimane, mesi se non anni, adesso è tutto molto più semplice.<br><br>Una storia, un meme fa il giro del mondo in pochi secondi, esce la mattina e la sera è già cambiato. E un'altra differenza è che se prima, con la storia orale, non si sapeva mai l'origine delle storie, adesso con internet invece non solo si hanno le storie orali tramandate, ma si può anche risalire esattamente alla prima volta che è stata, si è parlato di una determinata storia. Affascinante!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Today I want to talk to you about a fascinating concept that I discovered through one of my podcasts that is currently among my favorites <b>Digital Folklore</b>. What is digital folklore? But first of all, what is folklore?<br><br>Folklore does not mean costumes and traditions of people dressed in the clothes of 100 200 years ago. Folklore is understood as oral history that is passed down from person to person, orally.<br>And that's where it ties in, that the concept of the<b> 'Gutenberg parenthesis'</b> was born, which I had never heard of. Back then, before the invention of printing, things were passed down orally, because only rich people and clergy people, who were often the same, knew how to read, knew how to write, then had the money to have the books that were handwritten by amanuenses.<br><br>Once printing was created by Gutenberg, it also democratised the concept of writing and reading. I am not saying that everyone owned books, however, they were certainly more within the reach of the general population. Not only that, but whereas before the invention of printing, stories were passed down orally, with the advent of printing there is really the supremacy of writing, that therefore the story was crystallised, it was as it was and no one could question it, because it was black on white, and then also gains much more importance, the figure of the sole author, who was the one from whom the story emanated.<br><br>Well, this lasted the whole period, from the invention of printing to the invention of the internet, because with the internet is this a really genius thing, seen from this point of view, you are back to what the oral situation was before the invention of printing. Now anyone can write on the internet, so there is a communication from many to many, and in fact this is how stories are born, urban legends are born, folklore is born, which is again, as before the invention of printing, passed from person to person with one big difference, that whereas before to make the rounds of not world, but not even a nation, a story took weeks, months if not years, now it is all much easier.<br><br>A story, a meme goes around the world in seconds, it comes out in the morning and by evening it has changed. And another difference is that if before, with oral history, you never knew the origin of the stories, now with the Internet, on the other hand, not only do you have the oral stories handed down, but you can also trace back exactly to the first time it was, a particular story was talked about. Fascinating!<br><br><br><br>LINK<br>Il podcast <b>Digital Folklore </b>dedicato interamente al folklore digitale. https://digitalfolklore.fm/]]>
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      <pubDate>Thu, 01 Jun 2023 04:42:28 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Una scoperta affascinante grazie a uno dei miei podcast preferiti, Digital Folklore, vi metto il link a fondo pagina. La parentesi di Gutenbert si è chiusa con l'invenzione di internet, quando siamo tornati a tramandarci le cose usando il linguaggio orale, da molti a molti, mettendo in secondo piano la supremazia dell'autore unico che, grazie alla stampa, era in grado di cristallizzare la storia e rivendicarne l'originalità.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi voglio parlarvi di un concetto affascinante che ho scoperto grazie a uno dei miei podcast che al momento è tra i miei preferiti Digital Folklore, folklore digitale. Cos'è il folklore digitale? Ma prima di tutto, cos'è il folklore?Per folklore non si intende costumi e tradizioni di gente vestita con gli abiti di 100 200 anni fa. Il folklore è inteso come storia orale che viene tramandata da persona in persona, oralmente.Ed è proprio qua che si allaccia, che nasce il concetto di 'parentesi di Gutenberg', di cui non avevo mai sentito parlare. Allora, prima dell'invenzione della stampa, le cose venivano tramandate in modo orale, perché solo i ricconi e le persone del clero, che spesso erano le stesse, sapevano leggere, sapevano scrivere, poi avevano i soldi per avere i libri che venivano scritti a mano dagli amanuensi.Una volta che è stata creata la stampa da Gutenberg, si è anche democratizzato il concetto di scrittura e di lettura. Non dico che tutti avessero i libri, però sicuramente sono stati più alla portata della popolazione in generale. Non solo, ma mentre prima dell'invenzione della stampa le storie venivano tramandate oralmente, con l'avvento della stampa c'è proprio la supremazia della scrittura, che quindi la storia veniva cristallizzata, così era e nessuno poteva metterlo in discussione, perché era nero su bianco, e poi anche ha molta più importanza, la figura dell'autore unico, che era quello da cui la storia emanava.Bene, questo è durato tutto il periodo, dall'invenzione della stampa fino all'invenzione di internet, perché con internet è questa una cosa veramente geniale, vista da questo punto di vista, si è tornati a quella che era la situazione orale prima dell'invenzione della stampa. Adesso chiunque può scrivere su internet, quindi c'è una comunicazione da molti a molti, e infatti così nascono le storie, nascono le leggende urbane, nasce il folklore che viene ancora una volta, come prima dell'invenzione della stampa, passato da persona in persona con una grande differenza, che mentre prima per fare il giro non dico del mondo, ma anche di una nazione, una storia impiegava settimane, mesi se non anni, adesso è tutto molto più semplice.Una storia, un meme fa il giro del mondo in pochi secondi, esce la mattina e la sera è già cambiato. E un'altra differenza è che se prima, con la storia orale, non si sapeva mai l'origine delle storie, adesso con internet invece non solo si hanno le storie orali tramandate, ma si può anche risalire esattamente alla prima volta che è stata, si è parlato di una determinata storia. Affascinante!TRANSLATIONToday I want to talk to you about a fascinating concept that I discovered through one of my podcasts that is currently among my favorites Digital Folklore. What is digital folklore? But first of all, what is folklore?Folklore does not mean costumes and traditions of people dressed in the clothes of 100 200 years ago. Folklore is understood as oral history that is passed down from person to person, orally.And that's where it ties in, that the concept of the 'Gutenberg parenthesis' was born, which I had never heard of. Back then, before the invention of printing, things were passed down orally, because only rich people and clergy people, who were often the same, knew how to read, knew how to write, then had the money to have the books that were...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Una scoperta affascinante grazie a uno dei miei podcast preferiti, Digital Folklore, vi metto il link a fondo pagina. La parentesi di Gutenbert si è chiusa con l'invenzione di internet, quando siamo tornati a tramandarci le cose usando il linguaggio orale</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 516 Dal balcone</title>
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        <![CDATA[Niente di meglio che un balcone, piccolo ma attrezzato e comodo, per spostare le attività all'esterno anche se non si ha un giardino. La mia piccola oasi urbana.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Troppo bello il setting che mi sono messa sul balcone per rinunciare a registrare i miei 3 minuti grezzi oggi dal balcone di casa con tutti i rumori di sottofondo. Vabbè, non è che sia nuovo il balcone nuovo l'allestimento che abbiamo fatto, perché fino ad ora era semplicemente uno spazio dove tenevamo i mastelli per la spazzatura e lo stendino per stendere la biancheria. Invece adesso abbiamo fatto un vero e proprio styling.<br>Abbiamo fatto ricerche su internet per trovare idee per piccoli balconi, perché naturalmente il balcone è abbastanza piccolo, è circa un metro e qualcosa per sei metri di lunghezza, un po' più di sei metri, e abbiamo trovato idee, poi con fotografie delle idee siamo andati in giro per negozi a trovare le cose che ci piacevano da mettere sul balcone.<br>E adesso finalmente abbiamo un bel balcone attrezzato con un angolo dove io mi posso sedere comodamente coi cuscini, comprati ieri, piccolo tavolino dove posso appoggiare il computer, prese un po' dappertutto, l'angolo da dove sto registrando è un po', diciamo ha un vibe giapponese, nel senso che ho attaccato dei teli, ci sono delle canne che coprono la ringhiera del balcone, che è di metallo, quindi c'è questo aspetto molto... Col bambù che fa molto Giappone, poi ho appeso anche delle cose giapponesi che avevo acquistato in Giappone un bel po' di tempo fa.<br>Per ora un sacco di erba e foglie finte, che però oggi la tecnologia delle foglie finte, dell'erba finta ha fatto veramente miracoli perché fanno veramente una fantastica figura, e non solo nemmeno economici, devo dire, ecco non sono nemmeno economici.<br>Tra breve allestiremo anche con le piante vere. Mio marito insiste con il mettere i gerani al balcone. A me i gerani non fanno impazzire perché o sono quei gerani proprio belli da villetta tedesca che sono sempre rigogliosi eccetera, oppure sono sempre un po' spelacchiati, mi sembrano sempre un po' fiori vecchi.<br>Però è lui che si occupa delle piante, perché tra le mie tante doti e le mie tante virtù sicuramente non rientra il pollice verde. Diciamo che c'ho il pollice nero, il pollice marrone, il pollice grigio. Tutto quello che io tocco. bung! Muore. Non sono mai riuscita a far crescere, cioè nella mia mente quest'idea di queste bellissime piante un po' dappertutto, però poi nella realtà non riesco a farle vivere abbastanza a lungo.<br>Invece mio marito è molto bravo, cura le piante, sa quale concime mettere, addirittura il concime, capito il concetto di concime! Sì, quindi lascio fare a lui questa cosa qua.<br>Intanto io sono qua che mi bevo la mia tazza di caffè, Mazinga è lì sdraiata e io sto cominciando la giornata con voi. Quale modo migliore per cominciare una bella giornata?<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Too nice of a setting that I put myself on the balcony to not recording my 3 minutes podcast today from the balcony of the house with all the noise in the background. Anyway, it's not that it's new the balcony is new the setup we did, because until now it was simply a space where we kept the rubbish bins and the clothesline for hanging laundry. Now, we have now done real styling.<br><br>We did research on the internet to find ideas for small balconies, because of course the balcony is quite small, it's about a meter and something by six meters long, a little more than six meters, and we found ideas, then with photographs of the ideas we went around to stores to find things we liked to put on the balcony.<br><br>And now we finally have a nice balcony equipped with a corner where I can sit comfortably with pillows, bought yesterday, small table where I can put my computer, sockets all over the place, the corner from where I'm recording is a little bit, let's say it has a Japanese vibe, in the sense that I've attached some clothes, there is some bamboo that cover the balcony railing, which is metal, so there's this very ... With bamboo which is very Japanese, then I also hung some Japanese things that I had bought in Japan quite a while ago.<br><br>For now a lot of artificial grass and artificial leaves, which however today the technology of artificial greens has really done wonders because they really look amazing, and not only, they are not even cheap, I must say, here they are not even cheap.<br><br>We will also set up with real plants shortly. My husband insists on putting geraniums on the balcony. I'm not crazy about geraniums because either they're those really nice German cottage geraniums that are always lush and so on, or they're always a little peeling, they always look like old flowers to me.<br><br>He is in charge of the plants, though, because among my many gifts and virtues certainly does not include a green thumb. Let's say I have a black thumb, a brown thumb, a gray thumb. Everything I touch. bung ! It dies. I've never been able to grow, I mean in my mind this idea of these beautiful plants all over the place, however, then in reality I can't get them to live long enough.<br><br>Instead, my husband is very good, he takes care of the plants, he knows what fertilizer to put, even the compost, you know, just the concept of compost! Yes, so I let him do this thing here.<br><br>Meanwhile I am here drinking my cup of coffee, Mazinga (the cat) is lying there, and I am starting the day with you. What better way to start a good day?<br><br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Niente di meglio che un balcone, piccolo ma attrezzato e comodo, per spostare le attività all'esterno anche se non si ha un giardino. La mia piccola oasi urbana.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Troppo bello il setting che mi sono messa sul balcone per rinunciare a registrare i miei 3 minuti grezzi oggi dal balcone di casa con tutti i rumori di sottofondo. Vabbè, non è che sia nuovo il balcone nuovo l'allestimento che abbiamo fatto, perché fino ad ora era semplicemente uno spazio dove tenevamo i mastelli per la spazzatura e lo stendino per stendere la biancheria. Invece adesso abbiamo fatto un vero e proprio styling.<br>Abbiamo fatto ricerche su internet per trovare idee per piccoli balconi, perché naturalmente il balcone è abbastanza piccolo, è circa un metro e qualcosa per sei metri di lunghezza, un po' più di sei metri, e abbiamo trovato idee, poi con fotografie delle idee siamo andati in giro per negozi a trovare le cose che ci piacevano da mettere sul balcone.<br>E adesso finalmente abbiamo un bel balcone attrezzato con un angolo dove io mi posso sedere comodamente coi cuscini, comprati ieri, piccolo tavolino dove posso appoggiare il computer, prese un po' dappertutto, l'angolo da dove sto registrando è un po', diciamo ha un vibe giapponese, nel senso che ho attaccato dei teli, ci sono delle canne che coprono la ringhiera del balcone, che è di metallo, quindi c'è questo aspetto molto... Col bambù che fa molto Giappone, poi ho appeso anche delle cose giapponesi che avevo acquistato in Giappone un bel po' di tempo fa.<br>Per ora un sacco di erba e foglie finte, che però oggi la tecnologia delle foglie finte, dell'erba finta ha fatto veramente miracoli perché fanno veramente una fantastica figura, e non solo nemmeno economici, devo dire, ecco non sono nemmeno economici.<br>Tra breve allestiremo anche con le piante vere. Mio marito insiste con il mettere i gerani al balcone. A me i gerani non fanno impazzire perché o sono quei gerani proprio belli da villetta tedesca che sono sempre rigogliosi eccetera, oppure sono sempre un po' spelacchiati, mi sembrano sempre un po' fiori vecchi.<br>Però è lui che si occupa delle piante, perché tra le mie tante doti e le mie tante virtù sicuramente non rientra il pollice verde. Diciamo che c'ho il pollice nero, il pollice marrone, il pollice grigio. Tutto quello che io tocco. bung! Muore. Non sono mai riuscita a far crescere, cioè nella mia mente quest'idea di queste bellissime piante un po' dappertutto, però poi nella realtà non riesco a farle vivere abbastanza a lungo.<br>Invece mio marito è molto bravo, cura le piante, sa quale concime mettere, addirittura il concime, capito il concetto di concime! Sì, quindi lascio fare a lui questa cosa qua.<br>Intanto io sono qua che mi bevo la mia tazza di caffè, Mazinga è lì sdraiata e io sto cominciando la giornata con voi. Quale modo migliore per cominciare una bella giornata?<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Too nice of a setting that I put myself on the balcony to not recording my 3 minutes podcast today from the balcony of the house with all the noise in the background. Anyway, it's not that it's new the balcony is new the setup we did, because until now it was simply a space where we kept the rubbish bins and the clothesline for hanging laundry. Now, we have now done real styling.<br><br>We did research on the internet to find ideas for small balconies, because of course the balcony is quite small, it's about a meter and something by six meters long, a little more than six meters, and we found ideas, then with photographs of the ideas we went around to stores to find things we liked to put on the balcony.<br><br>And now we finally have a nice balcony equipped with a corner where I can sit comfortably with pillows, bought yesterday, small table where I can put my computer, sockets all over the place, the corner from where I'm recording is a little bit, let's say it has a Japanese vibe, in the sense that I've attached some clothes, there is some bamboo that cover the balcony railing, which is metal, so there's this very ... With bamboo which is very Japanese, then I also hung some Japanese things that I had bought in Japan quite a while ago.<br><br>For now a lot of artificial grass and artificial leaves, which however today the technology of artificial greens has really done wonders because they really look amazing, and not only, they are not even cheap, I must say, here they are not even cheap.<br><br>We will also set up with real plants shortly. My husband insists on putting geraniums on the balcony. I'm not crazy about geraniums because either they're those really nice German cottage geraniums that are always lush and so on, or they're always a little peeling, they always look like old flowers to me.<br><br>He is in charge of the plants, though, because among my many gifts and virtues certainly does not include a green thumb. Let's say I have a black thumb, a brown thumb, a gray thumb. Everything I touch. bung ! It dies. I've never been able to grow, I mean in my mind this idea of these beautiful plants all over the place, however, then in reality I can't get them to live long enough.<br><br>Instead, my husband is very good, he takes care of the plants, he knows what fertilizer to put, even the compost, you know, just the concept of compost! Yes, so I let him do this thing here.<br><br>Meanwhile I am here drinking my cup of coffee, Mazinga (the cat) is lying there, and I am starting the day with you. What better way to start a good day?<br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 31 May 2023 07:27:11 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Niente di meglio che un balcone, piccolo ma attrezzato e comodo, per spostare le attività all'esterno anche se non si ha un giardino. La mia piccola oasi urbana.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Troppo bello il setting che mi sono messa sul balcone per </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 515 Soldi falsi</title>
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      <description>
        <![CDATA[Siamo incredibilmente distratti e non ci accorgiamo di niente, nemmeno delle cose che abbiamo sotto il naso.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br><br>Siamo dei grandi distrattoni. A dirlo non sono io, ma è la neuroscienza. Stavo leggendo un articolo molto interessante sulle banconote false. Le banconote false sono un grosso problema per tutti gli stati in tutto il mondo, perché noi esseri umani siamo molto disattenti. Non importa quante funzioni di controllo, quanti fili di filigrana, quante cose nascoste e ologrammi, tutte le cose di sicurezza che mettono dentro le banconote, però noi siamo molto distratti e siccome nessuno va in giro con la macchinetta che controlla le banconote vere e quelle false, ci sono in circolo un sacco di queste, di queste banconote false.<br><br>Ma perché noi siamo così distratti? Perchè il nostro cervello è abituato a scorrere velocemente le cose di cui ha bisogno e a ignorare tutto il resto. Se avete mai fatto quel gioco dove vi fanno vedere due fotografie leggermente diverse l'una dall'altra, saprete quanto è difficile trovare le cose che sono diverse, trovare i particolari. A volte questi particolari sono anche esageratamente grandi, però solo dopo una visione molto, molto, molto, molto accurata noi ci rendiamo conto di dov'è la differenza.<br><br>Ci sono un sacco di esperimenti che se ve li racconto sembrano incredibili. Mi piace moltissimo quello del gorilla. C'è questo video dove ci sono delle persone che giocano a pallacanestro e si chiede alla persona che guarda il video, ecco, conta quante volte va in canestro la persona con la maglietta rossa, gialla, ora non mi ricordo, e chi guarda si concentra e conta i numeri di canestri.<br><br>Poi alla fine della visione del video che dura pochissimo, 1 minuto, 30 secondi non ricordo, si chiede hai visto il gorilla? E le persone cadono dal pero, che gorilla? Poi si riguarda il video e ci si accorge che è a un certo punto del video entra una persona travestita da gorilla e attraversa tutto lo spazio visibile del video.<br><br>L'ho fatto anche io questo esperimento e anch'io sono caduta dal pero perché non lo sapevo, naturalmente, non me l'hanno detto perché se sapete che dovete aspettare l'ingresso del gorilla lo vedete, ma se nessuno vi dice niente, boom! Incredibile, Perché quando il nostro cervello è impegnato a fare una cosa, ignora tutto il resto.<br><br>Ci sono tantissimi altri di questi esperimenti. Ce n'è uno dove qualcuno si ferma per chiedere un'informazione a un passante, poi viene interrotto da due operai che portano una lastra di qualcosa che oscura la visione, e nel mentre la persona che chiede le informazioni viene scambiata con un'altra persona completamente diversa e chi stava dando le informazioni non si rende conto che c'è stato uno scambio di persona.<br><br>Insomma, siamo degli esserini un po', un po' distratti e a meno che non ce lo diciamo con tutta la forza di volontà, cervello fa attenzione, cervello fa attenzione, non ci accorgiamo praticamente di niente.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>We are distracted big time. Saying this is not me, but it is neuroscience. I was reading a very interesting article on counterfeit banknotes. Counterfeit banknotes are a big problem for all states around the world because we human beings are very careless. It doesn't matter how many checking functions, how many watermark threads, how many hidden things and holograms, all the security measures they put inside the banknotes, anyway, we are very distracted, and because no one goes around with the machine checking real and fake banknotes, there are a lot of these, these fake banknotes, in circulation.<br><br>But why are we so distracted? Because our brains are used to quickly scrolling through the things they need and ignoring everything else. If you have ever played that game where they show you two photographs that are slightly different from each other, you will know how difficult it is to find the things that are different, to find the details. Sometimes these details are also exaggeratedly large, however, only after very, very, very careful viewing do we realize where the difference is.<br><br>There are a lot of experiments that sound unbelievable if I tell you about them. I like the gorilla one very much. There is this video where there are people playing basketball and you ask the person watching the video, here, count how many times the person with the red shirt, yellow shirt, now I can't remember, goes to the basket and the person watching concentrates and counts the numbers of times. Then at the end of watching the video which is very short, 1 minute, 30 seconds I don't remember, you are asked did you see the gorilla? And people are flabbergasted, what gorilla? Then you watch the video and realize that at a certain point in the video a person disguised as a gorilla enters and crosses the entire visible space of the video.<br><br>I did this experiment myslef and I too was flabbergasted because I didn't know, of course , they didn't tell me because if you know you have to wait for the gorilla to come in you see it, but if no one tells you, boom! Incredible, Because when our brain is busy doing one thing, it ignores everything else.<br><br>There are so many more of these experiments. There is one where someone stops to ask a passerby for information, then is interrupted by two workers carrying a slab of something that obscures vision, and in the process the person asking for the information is exchanged for another person completely different, and the person who was giving the information does not realize that there has been an exchange of person.<br><br>In short, we are little beings a little bit, a little bit distracted and unless we tell ourselves with all the willpower, brain pay attention, brain pay attention, we hardly notice anything.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Siamo incredibilmente distratti e non ci accorgiamo di niente, nemmeno delle cose che abbiamo sotto il naso.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br><br>Siamo dei grandi distrattoni. A dirlo non sono io, ma è la neuroscienza. Stavo leggendo un articolo molto interessante sulle banconote false. Le banconote false sono un grosso problema per tutti gli stati in tutto il mondo, perché noi esseri umani siamo molto disattenti. Non importa quante funzioni di controllo, quanti fili di filigrana, quante cose nascoste e ologrammi, tutte le cose di sicurezza che mettono dentro le banconote, però noi siamo molto distratti e siccome nessuno va in giro con la macchinetta che controlla le banconote vere e quelle false, ci sono in circolo un sacco di queste, di queste banconote false.<br><br>Ma perché noi siamo così distratti? Perchè il nostro cervello è abituato a scorrere velocemente le cose di cui ha bisogno e a ignorare tutto il resto. Se avete mai fatto quel gioco dove vi fanno vedere due fotografie leggermente diverse l'una dall'altra, saprete quanto è difficile trovare le cose che sono diverse, trovare i particolari. A volte questi particolari sono anche esageratamente grandi, però solo dopo una visione molto, molto, molto, molto accurata noi ci rendiamo conto di dov'è la differenza.<br><br>Ci sono un sacco di esperimenti che se ve li racconto sembrano incredibili. Mi piace moltissimo quello del gorilla. C'è questo video dove ci sono delle persone che giocano a pallacanestro e si chiede alla persona che guarda il video, ecco, conta quante volte va in canestro la persona con la maglietta rossa, gialla, ora non mi ricordo, e chi guarda si concentra e conta i numeri di canestri.<br><br>Poi alla fine della visione del video che dura pochissimo, 1 minuto, 30 secondi non ricordo, si chiede hai visto il gorilla? E le persone cadono dal pero, che gorilla? Poi si riguarda il video e ci si accorge che è a un certo punto del video entra una persona travestita da gorilla e attraversa tutto lo spazio visibile del video.<br><br>L'ho fatto anche io questo esperimento e anch'io sono caduta dal pero perché non lo sapevo, naturalmente, non me l'hanno detto perché se sapete che dovete aspettare l'ingresso del gorilla lo vedete, ma se nessuno vi dice niente, boom! Incredibile, Perché quando il nostro cervello è impegnato a fare una cosa, ignora tutto il resto.<br><br>Ci sono tantissimi altri di questi esperimenti. Ce n'è uno dove qualcuno si ferma per chiedere un'informazione a un passante, poi viene interrotto da due operai che portano una lastra di qualcosa che oscura la visione, e nel mentre la persona che chiede le informazioni viene scambiata con un'altra persona completamente diversa e chi stava dando le informazioni non si rende conto che c'è stato uno scambio di persona.<br><br>Insomma, siamo degli esserini un po', un po' distratti e a meno che non ce lo diciamo con tutta la forza di volontà, cervello fa attenzione, cervello fa attenzione, non ci accorgiamo praticamente di niente.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>We are distracted big time. Saying this is not me, but it is neuroscience. I was reading a very interesting article on counterfeit banknotes. Counterfeit banknotes are a big problem for all states around the world because we human beings are very careless. It doesn't matter how many checking functions, how many watermark threads, how many hidden things and holograms, all the security measures they put inside the banknotes, anyway, we are very distracted, and because no one goes around with the machine checking real and fake banknotes, there are a lot of these, these fake banknotes, in circulation.<br><br>But why are we so distracted? Because our brains are used to quickly scrolling through the things they need and ignoring everything else. If you have ever played that game where they show you two photographs that are slightly different from each other, you will know how difficult it is to find the things that are different, to find the details. Sometimes these details are also exaggeratedly large, however, only after very, very, very careful viewing do we realize where the difference is.<br><br>There are a lot of experiments that sound unbelievable if I tell you about them. I like the gorilla one very much. There is this video where there are people playing basketball and you ask the person watching the video, here, count how many times the person with the red shirt, yellow shirt, now I can't remember, goes to the basket and the person watching concentrates and counts the numbers of times. Then at the end of watching the video which is very short, 1 minute, 30 seconds I don't remember, you are asked did you see the gorilla? And people are flabbergasted, what gorilla? Then you watch the video and realize that at a certain point in the video a person disguised as a gorilla enters and crosses the entire visible space of the video.<br><br>I did this experiment myslef and I too was flabbergasted because I didn't know, of course , they didn't tell me because if you know you have to wait for the gorilla to come in you see it, but if no one tells you, boom! Incredible, Because when our brain is busy doing one thing, it ignores everything else.<br><br>There are so many more of these experiments. There is one where someone stops to ask a passerby for information, then is interrupted by two workers carrying a slab of something that obscures vision, and in the process the person asking for the information is exchanged for another person completely different, and the person who was giving the information does not realize that there has been an exchange of person.<br><br>In short, we are little beings a little bit, a little bit distracted and unless we tell ourselves with all the willpower, brain pay attention, brain pay attention, we hardly notice anything.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 30 May 2023 09:00:36 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Siamo incredibilmente distratti e non ci accorgiamo di niente, nemmeno delle cose che abbiamo sotto il naso.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Siamo dei grandi distrattoni. A dirlo non sono io, ma è la neuroscienza. Stavo leggendo un articolo molto interessante sulle banconote false. Le banconote false sono un grosso problema per tutti gli stati in tutto il mondo, perché noi esseri umani siamo molto disattenti. Non importa quante funzioni di controllo, quanti fili di filigrana, quante cose nascoste e ologrammi, tutte le cose di sicurezza che mettono dentro le banconote, però noi siamo molto distratti e siccome nessuno va in giro con la macchinetta che controlla le banconote vere e quelle false, ci sono in circolo un sacco di queste, di queste banconote false.Ma perché noi siamo così distratti? Perchè il nostro cervello è abituato a scorrere velocemente le cose di cui ha bisogno e a ignorare tutto il resto. Se avete mai fatto quel gioco dove vi fanno vedere due fotografie leggermente diverse l'una dall'altra, saprete quanto è difficile trovare le cose che sono diverse, trovare i particolari. A volte questi particolari sono anche esageratamente grandi, però solo dopo una visione molto, molto, molto, molto accurata noi ci rendiamo conto di dov'è la differenza.Ci sono un sacco di esperimenti che se ve li racconto sembrano incredibili. Mi piace moltissimo quello del gorilla. C'è questo video dove ci sono delle persone che giocano a pallacanestro e si chiede alla persona che guarda il video, ecco, conta quante volte va in canestro la persona con la maglietta rossa, gialla, ora non mi ricordo, e chi guarda si concentra e conta i numeri di canestri.Poi alla fine della visione del video che dura pochissimo, 1 minuto, 30 secondi non ricordo, si chiede hai visto il gorilla? E le persone cadono dal pero, che gorilla? Poi si riguarda il video e ci si accorge che è a un certo punto del video entra una persona travestita da gorilla e attraversa tutto lo spazio visibile del video.L'ho fatto anche io questo esperimento e anch'io sono caduta dal pero perché non lo sapevo, naturalmente, non me l'hanno detto perché se sapete che dovete aspettare l'ingresso del gorilla lo vedete, ma se nessuno vi dice niente, boom! Incredibile, Perché quando il nostro cervello è impegnato a fare una cosa, ignora tutto il resto.Ci sono tantissimi altri di questi esperimenti. Ce n'è uno dove qualcuno si ferma per chiedere un'informazione a un passante, poi viene interrotto da due operai che portano una lastra di qualcosa che oscura la visione, e nel mentre la persona che chiede le informazioni viene scambiata con un'altra persona completamente diversa e chi stava dando le informazioni non si rende conto che c'è stato uno scambio di persona.Insomma, siamo degli esserini un po', un po' distratti e a meno che non ce lo diciamo con tutta la forza di volontà, cervello fa attenzione, cervello fa attenzione, non ci accorgiamo praticamente di niente.TRANSLATIONWe are distracted big time. Saying this is not me, but it is neuroscience. I was reading a very interesting article on counterfeit banknotes. Counterfeit banknotes are a big problem for all states around the world because we human beings are very careless. It doesn't matter how many checking functions, how many watermark threads, how many hidden things and holograms, all the security measures they put inside the banknotes, anyway, we are very distracted, and because no one goes around with the machine checking real and fake banknotes, there are a lot of these, these fake banknotes, in circulation.But why are we so distracted? Because our brains are used to quickly scrolling through the things they need and ignoring everything else. If you have ever played that game where they show you two photographs that are slightly different from each other, you will know how...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Siamo incredibilmente distratti e non ci accorgiamo di niente, nemmeno delle cose che abbiamo sotto il naso.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Siamo dei grandi distrattoni. A dirlo non sono io, ma è la neuroscienza. Stavo leggendo un articolo molto inter</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 514 Prossimamente più strutturata</title>
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        <![CDATA[Oggi episodio de-strutturato. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng Tranalstion below]<br><br>Una di quelle giornate che accendo il microfono e letteralmente, non so di che cosa parlerò oggi.<br>Giornata un po' strana perchè mi sono svegliata all'alba per vedere l'ultima puntata di una serie che sto seguendo, che stavo seguendo, con grande interesse. Stamattina, ora degli Stati Uniti, 3 del mattino in Italia, ma non mi sono alzata alle 3, mi sono alzata un po' più tardi, hanno mandato in onda l'ultima puntata e io non volevo che qualcuno me la rovinasse sui social media dicendo come sarebbe finita.<br><br>Quindi mi sono assolutamente isolata, mi sono svegliata abbastanza presto e anziché mettermi a fare le cose che faccio solitamente la mattina, quindi iniziare con i miei 3 minuti grezzi, colazione, email eccetera, mi sono messa a guardare l'ultima puntata di questa serie tv.<br><br>Grande soddisfazione. La puntata anziché durare 50 minuti 1 ora è durata 1 ora e mezza, quindi diciamo che ho rallentato notevolmente tutte le altre cose che sono venute dopo. Però poi vabbè, mi sono messa a fare il mio lavoro, tra un po' devo andare a insegnare comunicazione, anzi no, team building, comunicazione all'interno dei gruppi, a una classe di giovani donne, giovani ragazze che stanno seguendo un loro percorso non sempre semplicissimo. Quindi è una classe abbastanza, diciamo esigente, dove devo sempre farmi venire idee nuove per tenere alta la partecipazione.<br>Quindi i 3 minuti grezzi li sto registrando adesso in quasi tarda mattinata, però non riuscirò a mandarli in onda prima, probabilmente di questo pomeriggio. Vabbè comunque a voi non frega niente perché chissà quando lo ascolterete. La cosa bella del podcast è che ve lo ascoltate quando vi pare.<br><br>Quindi anche questo è un episodio super autoreferenziale, ma questo è quello che succede quando si apre il microfono e non si ha idea di cosa si parlerà. Una volta che il microfono è acceso vedo la lancetta, la lineetta della registrazione che procede e non posso iniziare un nuovo argomento perché mancano 30 secondi alla fine di questo episodio di 3 minuti grezzi e in 30 secondi veramente non si può, non si ha il tempo per iniziare e concludere un discorso, quindi lo lascerò sgocciolare via, così come quando si lava una bottiglia e poi si vuol far uscire tutta l'acqua che si lascia sgocciolare goccia a goccia.<br><br>E questi ultimi 10 secondi vabbè, ve li dedico mio amatissimo pubblico. Vi voglio bene eh dai, ci sentiamo domani in modo più strutturato.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>One of those days that I turn on the microphone and literally, I don't know what I'm going to talk about today.<br><br>Kind of strange day because I woke up at dawn to watch the last episode of a series that I am following, that I was following, with great interest. This morning, U.S. time, 3 a.m. In Italy, but I didn't get up at 3 a.m., I got up a little bit later, they aired the last episode and I didn't want someone to spoil it for me on social media saying how it was going to end.<br><br>So I absolutely isolated myself, woke up quite early and instead of getting into the things I usually do in the morning, so starting with my 3 minutes podcast, breakfast, email and so on, I got into watching the latest episode of this TV series.<br><br>Great satisfaction. The episode instead of lasting 50 minutes - 1 hour, lasted 1 1/2 hours, so let's say I slowed down considerably all the other things that came later. But then whatever, I got down to business, in a while I have to go and teach communication, no, team building, communication within groups, to a class of young women, young girls who are following their own path that is not always easy. So it's a pretty, shall we say, demanding class where I always have to come up with new ideas to keep participation up.<br><br>So the raw 3 minutes podcast I am recording them now in almost late morning, however, I won't be able to air them before, probably this afternoon. Whatever, you people don't care anyway because who knows when you will listen it. The great thing about the podcast is that you listen to it whenever you want.<br><br>So this is also a super self-referential episode, but this is what happens when you open the microphone and you have no idea what you are going to talk about. Once the microphone is on I see the hand, the line of the recording going on and I can't start a new topic because it's 30 seconds to the end of this 3-minute episode and in 30 seconds you really can't, you don't have time to start and finish a speech, so I'm going to let it drip out, just like when you wash a bottle and then you want to get all the water out you let it drip out drop by drop.<br><br>And these last 10 seconds whatever, I dedicate them to you my beloved audience. Love you people eh come on, talk to you tomorrow in a more structured way.<br>]]>
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        <![CDATA[Oggi episodio de-strutturato. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng Tranalstion below]<br><br>Una di quelle giornate che accendo il microfono e letteralmente, non so di che cosa parlerò oggi.<br>Giornata un po' strana perchè mi sono svegliata all'alba per vedere l'ultima puntata di una serie che sto seguendo, che stavo seguendo, con grande interesse. Stamattina, ora degli Stati Uniti, 3 del mattino in Italia, ma non mi sono alzata alle 3, mi sono alzata un po' più tardi, hanno mandato in onda l'ultima puntata e io non volevo che qualcuno me la rovinasse sui social media dicendo come sarebbe finita.<br><br>Quindi mi sono assolutamente isolata, mi sono svegliata abbastanza presto e anziché mettermi a fare le cose che faccio solitamente la mattina, quindi iniziare con i miei 3 minuti grezzi, colazione, email eccetera, mi sono messa a guardare l'ultima puntata di questa serie tv.<br><br>Grande soddisfazione. La puntata anziché durare 50 minuti 1 ora è durata 1 ora e mezza, quindi diciamo che ho rallentato notevolmente tutte le altre cose che sono venute dopo. Però poi vabbè, mi sono messa a fare il mio lavoro, tra un po' devo andare a insegnare comunicazione, anzi no, team building, comunicazione all'interno dei gruppi, a una classe di giovani donne, giovani ragazze che stanno seguendo un loro percorso non sempre semplicissimo. Quindi è una classe abbastanza, diciamo esigente, dove devo sempre farmi venire idee nuove per tenere alta la partecipazione.<br>Quindi i 3 minuti grezzi li sto registrando adesso in quasi tarda mattinata, però non riuscirò a mandarli in onda prima, probabilmente di questo pomeriggio. Vabbè comunque a voi non frega niente perché chissà quando lo ascolterete. La cosa bella del podcast è che ve lo ascoltate quando vi pare.<br><br>Quindi anche questo è un episodio super autoreferenziale, ma questo è quello che succede quando si apre il microfono e non si ha idea di cosa si parlerà. Una volta che il microfono è acceso vedo la lancetta, la lineetta della registrazione che procede e non posso iniziare un nuovo argomento perché mancano 30 secondi alla fine di questo episodio di 3 minuti grezzi e in 30 secondi veramente non si può, non si ha il tempo per iniziare e concludere un discorso, quindi lo lascerò sgocciolare via, così come quando si lava una bottiglia e poi si vuol far uscire tutta l'acqua che si lascia sgocciolare goccia a goccia.<br><br>E questi ultimi 10 secondi vabbè, ve li dedico mio amatissimo pubblico. Vi voglio bene eh dai, ci sentiamo domani in modo più strutturato.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>One of those days that I turn on the microphone and literally, I don't know what I'm going to talk about today.<br><br>Kind of strange day because I woke up at dawn to watch the last episode of a series that I am following, that I was following, with great interest. This morning, U.S. time, 3 a.m. In Italy, but I didn't get up at 3 a.m., I got up a little bit later, they aired the last episode and I didn't want someone to spoil it for me on social media saying how it was going to end.<br><br>So I absolutely isolated myself, woke up quite early and instead of getting into the things I usually do in the morning, so starting with my 3 minutes podcast, breakfast, email and so on, I got into watching the latest episode of this TV series.<br><br>Great satisfaction. The episode instead of lasting 50 minutes - 1 hour, lasted 1 1/2 hours, so let's say I slowed down considerably all the other things that came later. But then whatever, I got down to business, in a while I have to go and teach communication, no, team building, communication within groups, to a class of young women, young girls who are following their own path that is not always easy. So it's a pretty, shall we say, demanding class where I always have to come up with new ideas to keep participation up.<br><br>So the raw 3 minutes podcast I am recording them now in almost late morning, however, I won't be able to air them before, probably this afternoon. Whatever, you people don't care anyway because who knows when you will listen it. The great thing about the podcast is that you listen to it whenever you want.<br><br>So this is also a super self-referential episode, but this is what happens when you open the microphone and you have no idea what you are going to talk about. Once the microphone is on I see the hand, the line of the recording going on and I can't start a new topic because it's 30 seconds to the end of this 3-minute episode and in 30 seconds you really can't, you don't have time to start and finish a speech, so I'm going to let it drip out, just like when you wash a bottle and then you want to get all the water out you let it drip out drop by drop.<br><br>And these last 10 seconds whatever, I dedicate them to you my beloved audience. Love you people eh come on, talk to you tomorrow in a more structured way.<br>]]>
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      <pubDate>Mon, 29 May 2023 13:05:28 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Oggi episodio de-strutturato. TRASCRIZIONE [Eng Tranalstion below]Una di quelle giornate che accendo il microfono e letteralmente, non so di che cosa parlerò oggi.Giornata un po' strana perchè mi sono svegliata all'alba per vedere l'ultima puntata di una serie che sto seguendo, che stavo seguendo, con grande interesse. Stamattina, ora degli Stati Uniti, 3 del mattino in Italia, ma non mi sono alzata alle 3, mi sono alzata un po' più tardi, hanno mandato in onda l'ultima puntata e io non volevo che qualcuno me la rovinasse sui social media dicendo come sarebbe finita.Quindi mi sono assolutamente isolata, mi sono svegliata abbastanza presto e anziché mettermi a fare le cose che faccio solitamente la mattina, quindi iniziare con i miei 3 minuti grezzi, colazione, email eccetera, mi sono messa a guardare l'ultima puntata di questa serie tv.Grande soddisfazione. La puntata anziché durare 50 minuti 1 ora è durata 1 ora e mezza, quindi diciamo che ho rallentato notevolmente tutte le altre cose che sono venute dopo. Però poi vabbè, mi sono messa a fare il mio lavoro, tra un po' devo andare a insegnare comunicazione, anzi no, team building, comunicazione all'interno dei gruppi, a una classe di giovani donne, giovani ragazze che stanno seguendo un loro percorso non sempre semplicissimo. Quindi è una classe abbastanza, diciamo esigente, dove devo sempre farmi venire idee nuove per tenere alta la partecipazione.Quindi i 3 minuti grezzi li sto registrando adesso in quasi tarda mattinata, però non riuscirò a mandarli in onda prima, probabilmente di questo pomeriggio. Vabbè comunque a voi non frega niente perché chissà quando lo ascolterete. La cosa bella del podcast è che ve lo ascoltate quando vi pare.Quindi anche questo è un episodio super autoreferenziale, ma questo è quello che succede quando si apre il microfono e non si ha idea di cosa si parlerà. Una volta che il microfono è acceso vedo la lancetta, la lineetta della registrazione che procede e non posso iniziare un nuovo argomento perché mancano 30 secondi alla fine di questo episodio di 3 minuti grezzi e in 30 secondi veramente non si può, non si ha il tempo per iniziare e concludere un discorso, quindi lo lascerò sgocciolare via, così come quando si lava una bottiglia e poi si vuol far uscire tutta l'acqua che si lascia sgocciolare goccia a goccia.E questi ultimi 10 secondi vabbè, ve li dedico mio amatissimo pubblico. Vi voglio bene eh dai, ci sentiamo domani in modo più strutturato.TRANSLATIONOne of those days that I turn on the microphone and literally, I don't know what I'm going to talk about today.Kind of strange day because I woke up at dawn to watch the last episode of a series that I am following, that I was following, with great interest. This morning, U.S. time, 3 a.m. In Italy, but I didn't get up at 3 a.m., I got up a little bit later, they aired the last episode and I didn't want someone to spoil it for me on social media saying how it was going to end.So I absolutely isolated myself, woke up quite early and instead of getting into the things I usually do in the morning, so starting with my 3 minutes podcast, breakfast, email and so on, I got into watching the latest episode of this TV series.Great satisfaction. The episode instead of lasting 50 minutes - 1 hour, lasted 1 1/2 hours, so let's say I slowed down considerably all the other things that came later. But then whatever, I got down to business, in a while I have to go and teach communication, no, team building, communication within groups, to a class of young women, young girls who are following their own path that is not always easy. So it's a pretty, shall we say, demanding class where I always have to come up with new ideas to keep participation up.So the raw 3 minutes podcast I am recording them now in almost late morning, however, I...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 513 Spritz allo zafferano</title>
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        <![CDATA[Non è facile ricostruire lo spritz allo zafferano, però mi sa che ci sono riuscita! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation, further down</i>]<br>Mi piace molto, moltissimo lo zafferano e ho impiegato un po' di tempo a trovare un liquore, un alcolico al gusto di zafferano perchè volevo farmi lo spritz allo zafferano, una bevanda che ho assaggiato qualche tempo fa a Venezia, tra l'altro in questa situazione bellissima dove c'era un po' fuori dai circuiti dei turisti, c'era questo spiazzo che naturalmente dava su un canale, avevano allestito una specie di chiatta di legno e lì c'erano questi ragazzi che servivano dei cocktail molto basic, nel senso che i bicchieri non erano di quelli fighi, insomma era molto bella la situazione, poi si poteva stare seduti sugli sdrai, e lì avevo provato questo spritz allo zafferano che era buonissimo.<br><br>Ripeto, lo zafferano è uno dei sapori che preferisco. E da allora è iniziata la mia, la mia ricerca del liquore allo zafferano. Ce ne sono diversi in giro che dicono di avere lo zafferano come ingrediente, però poi vai a vedere e effettivamente c'è lo zafferano, però c'è anche l'anice. L'anice è uno dei gusti che a me non piacciono, non solo, ma quando esiste insieme allo zafferano copre completamente il gusto dello zafferano.<br><br>Ci sono un paio di liquori antichi, di quelli di quando io ero bambina che ricordo erano allo zafferano. Ne abbiamo provato diversi, però sempre con risultati deludenti e anche un po'... Insomma, una volta che compro una bottiglia di liquore poi non è che lo assaggi, dici non mi piace, lo butti, poi te lo devi pure in qualche modo assorbire. Non sono una persona che beve alcolici, quindi durano anni.<br><br>Ecco, qualche giorno fa al supermercato ci siamo di nuovo fatti prendere dall'entusiasmo delle mie passioni e abbiamo provato un nuovo liquore, che nuovo non è, ma è vecchissimo. È il <b>Liquore Strega</b> che mi ricordo benissimo la pubblicità dove c'era <b>Sylva Koscina</b>, affascinante, conturbante e ricordo lo slogan "Il primo sorso affascina. Il secondo Strega." Bellissima trovata pubblicitaria, bellissimo slogan, complimenti ai creativi, e abbiamo trovato, mi sa, la pozione magica perché il Liquore Strega, un po' di liquore, un po' di vino frizzante o prosecco, e poi soda ed è buonissimo.<br><br>Cubetti di ghiaccio, tra l'altro ci stiamo anche allestendo il balconcino con poltroncine e cose così spettacolari, e vi assicuro che sembra di essere sul canale di Venezia a sorseggiare lo spritz allo zafferano. Devo aggiungere adesso non so se un rametto di menta oppure una un po' di limone o una scorza di limone, non lo so, qualche ciliegina sulla torta manca, però diciamo che al 95% o il mio cocktail dell'estate.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I like saffron very, very much and it took me a while to find a liqueur, a saffron-flavored alcohol because I wanted to make my own saffron spritz, a drink that I tasted some time ago in Venice, by the way in this beautiful situation where there was a little bit off the tourist track, there was this clearing that of course overlooked a canal, they had set up a kind of wooden barge and there were these guys there serving very basic cocktails, in the sense that the glasses were not the cool ones, in short it was very nice situation, then you could sit on the deckchairs , and there I had tried this saffron spritz which was very good.<br><br>Again, saffron is one of my favorite flavors. And that's when my, my search for saffron liqueur began. There are several around that say they have saffron as an ingredient, however then you go and look and actually there is saffron, however there is also anise. Anise is one of the flavors that I dislike, not only that, but when it exists together with saffron it completely covers the taste of saffron.<br>There are a couple of old liquors from when I was a child that I remember were saffron. We have tried several, however, always with disappointing results and even a little... I mean, once I buy a bottle of liquor then it's not like you taste it, you say I don't like it, you throw it away, then you have to absorb it somehow. I am not a person who drinks alcohol, so they last for years.<br><br>Here, a few days ago at the supermarket we again got caught up in the enthusiasm of my passions and tried a new liquor , which is not new, but it is very old. It is the Strega Liquor that I remember very well the advertisement where there was Sylva Koscina, charming , disturbing and I remember the slogan "The first sip fascinates . The second Strega." Beautiful advertising gimmick, beautiful slogan, kudos to the creatives , and we found, I think, the magic potion because the Strega Liquor, a little bit of liquor, a little bit of sparkling wine or prosecco , and then soda and it's delicious.<br><br>Ice cubes, by the way we are also setting up our little balcony with armchairs and such spectacular things , and I assure you it feels like being on the canal in Venice sipping saffron spritz. I have to add now I don't know if a sprig of mint or a little bit of lemon or lemon zest, I don't know, some icing on the cake is missing, however let's say 95 percent or my cocktail of the summer.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Non è facile ricostruire lo spritz allo zafferano, però mi sa che ci sono riuscita! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation, further down</i>]<br>Mi piace molto, moltissimo lo zafferano e ho impiegato un po' di tempo a trovare un liquore, un alcolico al gusto di zafferano perchè volevo farmi lo spritz allo zafferano, una bevanda che ho assaggiato qualche tempo fa a Venezia, tra l'altro in questa situazione bellissima dove c'era un po' fuori dai circuiti dei turisti, c'era questo spiazzo che naturalmente dava su un canale, avevano allestito una specie di chiatta di legno e lì c'erano questi ragazzi che servivano dei cocktail molto basic, nel senso che i bicchieri non erano di quelli fighi, insomma era molto bella la situazione, poi si poteva stare seduti sugli sdrai, e lì avevo provato questo spritz allo zafferano che era buonissimo.<br><br>Ripeto, lo zafferano è uno dei sapori che preferisco. E da allora è iniziata la mia, la mia ricerca del liquore allo zafferano. Ce ne sono diversi in giro che dicono di avere lo zafferano come ingrediente, però poi vai a vedere e effettivamente c'è lo zafferano, però c'è anche l'anice. L'anice è uno dei gusti che a me non piacciono, non solo, ma quando esiste insieme allo zafferano copre completamente il gusto dello zafferano.<br><br>Ci sono un paio di liquori antichi, di quelli di quando io ero bambina che ricordo erano allo zafferano. Ne abbiamo provato diversi, però sempre con risultati deludenti e anche un po'... Insomma, una volta che compro una bottiglia di liquore poi non è che lo assaggi, dici non mi piace, lo butti, poi te lo devi pure in qualche modo assorbire. Non sono una persona che beve alcolici, quindi durano anni.<br><br>Ecco, qualche giorno fa al supermercato ci siamo di nuovo fatti prendere dall'entusiasmo delle mie passioni e abbiamo provato un nuovo liquore, che nuovo non è, ma è vecchissimo. È il <b>Liquore Strega</b> che mi ricordo benissimo la pubblicità dove c'era <b>Sylva Koscina</b>, affascinante, conturbante e ricordo lo slogan "Il primo sorso affascina. Il secondo Strega." Bellissima trovata pubblicitaria, bellissimo slogan, complimenti ai creativi, e abbiamo trovato, mi sa, la pozione magica perché il Liquore Strega, un po' di liquore, un po' di vino frizzante o prosecco, e poi soda ed è buonissimo.<br><br>Cubetti di ghiaccio, tra l'altro ci stiamo anche allestendo il balconcino con poltroncine e cose così spettacolari, e vi assicuro che sembra di essere sul canale di Venezia a sorseggiare lo spritz allo zafferano. Devo aggiungere adesso non so se un rametto di menta oppure una un po' di limone o una scorza di limone, non lo so, qualche ciliegina sulla torta manca, però diciamo che al 95% o il mio cocktail dell'estate.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I like saffron very, very much and it took me a while to find a liqueur, a saffron-flavored alcohol because I wanted to make my own saffron spritz, a drink that I tasted some time ago in Venice, by the way in this beautiful situation where there was a little bit off the tourist track, there was this clearing that of course overlooked a canal, they had set up a kind of wooden barge and there were these guys there serving very basic cocktails, in the sense that the glasses were not the cool ones, in short it was very nice situation, then you could sit on the deckchairs , and there I had tried this saffron spritz which was very good.<br><br>Again, saffron is one of my favorite flavors. And that's when my, my search for saffron liqueur began. There are several around that say they have saffron as an ingredient, however then you go and look and actually there is saffron, however there is also anise. Anise is one of the flavors that I dislike, not only that, but when it exists together with saffron it completely covers the taste of saffron.<br>There are a couple of old liquors from when I was a child that I remember were saffron. We have tried several, however, always with disappointing results and even a little... I mean, once I buy a bottle of liquor then it's not like you taste it, you say I don't like it, you throw it away, then you have to absorb it somehow. I am not a person who drinks alcohol, so they last for years.<br><br>Here, a few days ago at the supermarket we again got caught up in the enthusiasm of my passions and tried a new liquor , which is not new, but it is very old. It is the Strega Liquor that I remember very well the advertisement where there was Sylva Koscina, charming , disturbing and I remember the slogan "The first sip fascinates . The second Strega." Beautiful advertising gimmick, beautiful slogan, kudos to the creatives , and we found, I think, the magic potion because the Strega Liquor, a little bit of liquor, a little bit of sparkling wine or prosecco , and then soda and it's delicious.<br><br>Ice cubes, by the way we are also setting up our little balcony with armchairs and such spectacular things , and I assure you it feels like being on the canal in Venice sipping saffron spritz. I have to add now I don't know if a sprig of mint or a little bit of lemon or lemon zest, I don't know, some icing on the cake is missing, however let's say 95 percent or my cocktail of the summer.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 28 May 2023 09:42:21 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 512 Canottaggio a due</title>
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        <![CDATA[Il modo migliore per far scorrere il tempo più lentamente? Fare qualcosa che non sai fare e che ti terrorizza fare. Vedrete, il tempo non passerà mai!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br><br>Credo di avervelo già raccontato che da qualche tempo sto facendo canoa, che è uno sport bellissimo perché proprio come la corsa e la bicicletta, mi fa fare le cose che mi piacciono da sola, in mezzo alla natura. Ah, dimenticavo, anche lo sci di fondo.<br><br>Bene, ieri ho voluto provare il brivido della novità, ancora una volta. Vabbè, non è che io in canoa ci sappia andare benissimo, so reggermi, so fare i movimenti, so fare le manovre, so fare marcia indietro, avanti, insomma, me la cavo. Non cado in acqua.<br><br>Ieri ho voluto provare il canottaggio. Prima di iniziare a fare canoa. Io pensavo che canoa e canottaggio fossero la stessa cosa, fossero un modo diverso per dire, uno più lungo e uno più corto. Invece sono due cose molto diverse.<br><br>La canoa è quella tipo indiani che ti metti dentro, hai un'unica pagaia e tu vai a pagaiare. Il canottaggio è quello delle gare tra Oxford e Cambridge, che tu hai due remi che si muovono indipendentemente l'uno dall'altro, sei dentro questa barchetta molto affusolata, lunga molto molto molto molto sottile, e tenete a mente che più è sottile la barca e più è difficile stare in equilibrio senza cadere. E poi, la cosa fondamentale è che si rema all'indietro, quindi tu dai spalle alla direzione dove stai andando, mentre con la canoa fai, chennesò appunto, come gli indiani, vai lì e te la pagai per conto tuo.<br><br>Bene, ieri ho voluto provare, li avevo sempre visti lì dove vado a fare canoa, e mi sono incuriosita, dai, voglio provare a vedere un po' com'è, ormai mi so reggere bene sulla canoa non sarà poi così tanto più difficile. Disse lei.<br><br>È tutta un'altra cosa. E ieri ho provato veramente il brivido di fare una cosa che non sai fare assolutamente, che fa paura perché hai costantemente paura di cadere. Che poi, diciamocelo, la cosa peggiore che possa succedere e' che cadi in acqua, va bene, ne esci, non è che sia chissà che, non è che stai cadendo dentro la lava, non è che ci siano i piranha nel canale dove faccio canoa, ci sono le nutrie, questi... e ieri ce n'erano veramente tante, ci sono i muggini, qualche gabbiano, insomma non è cosa gravissima, però c'è sempre questa paura primordiale di cadere.<br><br>E per rendere le cose anche più interessanti, l'istruttore Eric, ha detto ma perché non fai con Gianfranco? Anche lui, mio marito, fa canoa e ci ha messo dentro questa... questa cosa questa cosa da canottaggio a due, io davanti e lui dietro, ed è stata un'esperienza veramente... abbiamo trascorso quasi 1 ora e mezza 2 ore da brivido, da brivido! Se volete allungare il tempo, il tempo vi passa troppo velocemente, fate una cosa che non sapete fare, che avete paura di fare, e allungherete il tempo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>I think I've already told you that for some time now I've been doing canoeing, which is a beautiful sport because just like running and biking, it makes me do the things I like by myself, in the midst of nature. Oh, I forgot, also cross-country skiing.<br><br>Well, yesterday I wanted to experience the thrill of novelty once again. Oh well, it's not that I can go very well in a canoe, I can hold on, I can do the movements, I can do the maneuvers, I can back up, forward, in short, I can manage. I don't fall into the water.<br><br>Yesterday I wanted to try rowing [<i>in Italian canottaggio / canoa are similar words</i>]. Before I started canoeing, I thought canoeing and rowing were the same thing, they were a different way of saying the same, one a longer and one shorter word. Instead, they are two very different things.<br><br>Canoe is the Indian-type one that you get in, have one paddle, and you go paddling. Rowing is the one as in the races between Oxford and Cambridge, that you have two oars that move independently of each other, you're inside this very tapered little boat, very very very long very very thin, and keep in mind that the thinner the boat, the harder it is to balance without falling off. And then, the basic thing is that you row backwards, so you give your back to the direction where you are going, whereas with the canoe you do, you know, like the Indians, you go inside and you paddle along by yourself.<br><br>Well, yesterday I wanted to try, I had always seen them there where I go canoeing, and I got curious, come on, I want to try and see a little bit what it's like, by now I can hold myself well on the canoe it won't be that much harder. She said.<br><br>It's a whole different thing. And yesterday I really felt the thrill of doing something that you absolutely don't know how to do, which is scary because you are constantly afraid of falling. Which then, let's face it, the worst thing that can happen is that you fall into the water, okay, you come out, it's not like it's who knows what, it's not like you're falling into the lava, it's not like there are piranhas in the channel where I canoe, there are nutrias, these ... and yesterday there were really a lot of them, there are mullets, a few seagulls, I mean it's not the worst thing, but there's always this primal fear of falling.<br><br>And to make things even more interesting, the instructor Eric, said but why don't you do with Gianfranco? My husband, also does canoeing. And Eric put us in this... this thing this rowing thing for two, me in the front and Gianfranco in the back, and it was really an experience ... we spent almost 1 and a half, 2 hours thrilling, thrilling! If you want to stretch time, time goes by too fast for you, do something you don't know how to do, that you are afraid to do, and you will stretch time .]]>
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E ieri ho provato veramente il brivido di fare una cosa che non sai fare assolutamente, che fa paura perché hai costantemente paura di cadere. Che poi, diciamocelo, la cosa peggiore che possa succedere e' che cadi in acqua, va bene, ne esci, non è che sia chissà che, non è che stai cadendo dentro la lava, non è che ci siano i piranha nel canale dove faccio canoa, ci sono le nutrie, questi... e ieri ce n'erano veramente tante, ci sono i muggini, qualche gabbiano, insomma non è cosa gravissima, però c'è sempre questa paura primordiale di cadere.<br><br>E per rendere le cose anche più interessanti, l'istruttore Eric, ha detto ma perché non fai con Gianfranco? Anche lui, mio marito, fa canoa e ci ha messo dentro questa... questa cosa questa cosa da canottaggio a due, io davanti e lui dietro, ed è stata un'esperienza veramente... abbiamo trascorso quasi 1 ora e mezza 2 ore da brivido, da brivido! Se volete allungare il tempo, il tempo vi passa troppo velocemente, fate una cosa che non sapete fare, che avete paura di fare, e allungherete il tempo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>I think I've already told you that for some time now I've been doing canoeing, which is a beautiful sport because just like running and biking, it makes me do the things I like by myself, in the midst of nature. Oh, I forgot, also cross-country skiing.<br><br>Well, yesterday I wanted to experience the thrill of novelty once again. Oh well, it's not that I can go very well in a canoe, I can hold on, I can do the movements, I can do the maneuvers, I can back up, forward, in short, I can manage. I don't fall into the water.<br><br>Yesterday I wanted to try rowing [<i>in Italian canottaggio / canoa are similar words</i>]. Before I started canoeing, I thought canoeing and rowing were the same thing, they were a different way of saying the same, one a longer and one shorter word. Instead, they are two very different things.<br><br>Canoe is the Indian-type one that you get in, have one paddle, and you go paddling. Rowing is the one as in the races between Oxford and Cambridge, that you have two oars that move independently of each other, you're inside this very tapered little boat, very very very long very very thin, and keep in mind that the thinner the boat, the harder it is to balance without falling off. And then, the basic thing is that you row backwards, so you give your back to the direction where you are going, whereas with the canoe you do, you know, like the Indians, you go inside and you paddle along by yourself.<br><br>Well, yesterday I wanted to try, I had always seen them there where I go canoeing, and I got curious, come on, I want to try and see a little bit what it's like, by now I can hold myself well on the canoe it won't be that much harder. She said.<br><br>It's a whole different thing. And yesterday I really felt the thrill of doing something that you absolutely don't know how to do, which is scary because you are constantly afraid of falling. Which then, let's face it, the worst thing that can happen is that you fall into the water, okay, you come out, it's not like it's who knows what, it's not like you're falling into the lava, it's not like there are piranhas in the channel where I canoe, there are nutrias, these ... and yesterday there were really a lot of them, there are mullets, a few seagulls, I mean it's not the worst thing, but there's always this primal fear of falling.<br><br>And to make things even more interesting, the instructor Eric, said but why don't you do with Gianfranco? My husband, also does canoeing. And Eric put us in this... this thing this rowing thing for two, me in the front and Gianfranco in the back, and it was really an experience ... we spent almost 1 and a half, 2 hours thrilling, thrilling! If you want to stretch time, time goes by too fast for you, do something you don't know how to do, that you are afraid to do, and you will stretch time .]]>
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      <pubDate>Sat, 27 May 2023 07:31:12 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il modo migliore per far scorrere il tempo più lentamente? Fare qualcosa che non sai fare e che ti terrorizza fare. Vedrete, il tempo non passerà mai!TRASCRIZIONE [Eng translation below]Credo di avervelo già raccontato che da qualche tempo sto facendo canoa, che è uno sport bellissimo perché proprio come la corsa e la bicicletta, mi fa fare le cose che mi piacciono da sola, in mezzo alla natura. Ah, dimenticavo, anche lo sci di fondo.Bene, ieri ho voluto provare il brivido della novità, ancora una volta. Vabbè, non è che io in canoa ci sappia andare benissimo, so reggermi, so fare i movimenti, so fare le manovre, so fare marcia indietro, avanti, insomma, me la cavo. Non cado in acqua.Ieri ho voluto provare il canottaggio. Prima di iniziare a fare canoa. Io pensavo che canoa e canottaggio fossero la stessa cosa, fossero un modo diverso per dire, uno più lungo e uno più corto. Invece sono due cose molto diverse.La canoa è quella tipo indiani che ti metti dentro, hai un'unica pagaia e tu vai a pagaiare. Il canottaggio è quello delle gare tra Oxford e Cambridge, che tu hai due remi che si muovono indipendentemente l'uno dall'altro, sei dentro questa barchetta molto affusolata, lunga molto molto molto molto sottile, e tenete a mente che più è sottile la barca e più è difficile stare in equilibrio senza cadere. E poi, la cosa fondamentale è che si rema all'indietro, quindi tu dai spalle alla direzione dove stai andando, mentre con la canoa fai, chennesò appunto, come gli indiani, vai lì e te la pagai per conto tuo.Bene, ieri ho voluto provare, li avevo sempre visti lì dove vado a fare canoa, e mi sono incuriosita, dai, voglio provare a vedere un po' com'è, ormai mi so reggere bene sulla canoa non sarà poi così tanto più difficile. Disse lei.È tutta un'altra cosa. E ieri ho provato veramente il brivido di fare una cosa che non sai fare assolutamente, che fa paura perché hai costantemente paura di cadere. Che poi, diciamocelo, la cosa peggiore che possa succedere e' che cadi in acqua, va bene, ne esci, non è che sia chissà che, non è che stai cadendo dentro la lava, non è che ci siano i piranha nel canale dove faccio canoa, ci sono le nutrie, questi... e ieri ce n'erano veramente tante, ci sono i muggini, qualche gabbiano, insomma non è cosa gravissima, però c'è sempre questa paura primordiale di cadere.E per rendere le cose anche più interessanti, l'istruttore Eric, ha detto ma perché non fai con Gianfranco? Anche lui, mio marito, fa canoa e ci ha messo dentro questa... questa cosa questa cosa da canottaggio a due, io davanti e lui dietro, ed è stata un'esperienza veramente... abbiamo trascorso quasi 1 ora e mezza 2 ore da brivido, da brivido! Se volete allungare il tempo, il tempo vi passa troppo velocemente, fate una cosa che non sapete fare, che avete paura di fare, e allungherete il tempo.TRANSLATIONI think I've already told you that for some time now I've been doing canoeing, which is a beautiful sport because just like running and biking, it makes me do the things I like by myself, in the midst of nature. Oh, I forgot, also cross-country skiing.Well, yesterday I wanted to experience the thrill of novelty once again. Oh well, it's not that I can go very well in a canoe, I can hold on, I can do the movements, I can do the maneuvers, I can back up, forward, in short, I can manage. I don't fall into the water.Yesterday I wanted to try rowing [in Italian canottaggio / canoa are similar words]. Before I started canoeing, I thought canoeing and rowing were the same thing, they were a different way of saying the same, one a longer and one shorter word. Instead, they are two very different things.Canoe is the Indian-type one that you get in, have one paddle, and you go paddling. Rowing is the one as in the races between Oxford and Cambridge, that you...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il modo migliore per far scorrere il tempo più lentamente? Fare qualcosa che non sai fare e che ti terrorizza fare. Vedrete, il tempo non passerà mai!TRASCRIZIONE [Eng translation below]Credo di avervelo già raccontato che da qualche tempo sto facendo can</itunes:subtitle>
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      <title>3' gezzi Ep. 511 Come preparare una nuova caffettiera</title>
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        <![CDATA[Una caffettiera nuova di zecca. Niente di peggio per chi ama il buon caffè. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Stamattina abbiamo fatto il caffè con una nuova caffettiera. Eh, non è cosa da poco. Chi usa sempre il caffè ed è affezionato ad una caffettiera che usa da tantissimo tempo, sa cosa significhi comprare una nuova caffettiera, quelle nuove di zecca, tutte luccicanti, che non danno l'impressione di essere caffettiere, che sono già state dentro una casa, dentro una famiglia per anni e anni.<br><br>Noi abbiamo questa caffettiera da tre, e poi una caffettiera da uno, facevamo sempre la caffettiera da tre, che però durante la giornata poi ero costretta a rifare diverse volte perché bevo un bel po' di caffè.<br><br>So che forse dovrei ridurre il consumo di caffè, però fino ad allora mi è venuta questa genialata perché non compriamo una caffettiera più grande così la facciamo la mattina e poi man mano durante la giornata io che faccio? Prendo il caffè rimasto, io non bevo espresso quasi mai o lo mischio con acqua mi faccio un caffè, quello che si chiama americano in un tazzone e quindi poi lo sorseggio durante la giornata.<br><br>Però il problema delle caffettiere nuove è che non sono vissute. Una caffettiera per essere, per fare il caffè buono deve essere usata tantissimo, non bisogna poi lavarla con detersivi. Quindi il modo in cui io solitamente preparo le nuove caffettiere, non mi succede molto spesso, ma quando mi succede faccio così.<br><br>Anzitutto lascio la caffettiera nuova a macerare un po' di tempo mettendoci la polvere del caffè usata, di un caffè che ho fatto, dentro il filtro e poi nella parte dove di solito c'è il caffè che si beve metto anche del caffè vecchio che non ho bevuto.<br><br>Lo lascio così per un paio di giorni senza toccarlo, no, non viene la muffa, però così che si impregni bene bene bene. Poi faccio un paio di volte il caffè, ma non usano il caffè buono, che costa un casino di soldi, usando caffè usato, quindi polvere di caffè già usata giusto per oleari gli ingranaggi della caffettiera, quindi faccio un paio di volte, due tre volte un caffè finto che poi naturalmente non viene utilizzato.<br><br>E stamattina, dopo tutti questi passaggi, è già diverse settimane che abbiamo comprato la nuova caffettiera, per la prima volta abbiamo fatto il caffè 'da bere' in questa caffettiera più grande e devo dire che non è, non è malaccio, insomma non abbiamo avuto un moto di disgusto, ma che schifo è questo? No, abbiamo bevuto il caffè e non era niente male.<br><br>Quindi oggi ufficialmente si inaugura la stagione della nuova caffettiera che sono sicura ci farà tanti caffè buoni e allieterà soprattutto le mie giornate che potranno adesso risparmiare il tempo di fare una nuova caffettiera.<br><br><br><br><b>TRANSLATE</b><br><br>This morning we made coffee with a new espresso machine. Eh, that's no small thing. Those who always use coffee and are fond of an espresso machine that they have been using for a very long time know what it means to buy a new espresso machine, the brand new ones, all shiny, not giving the impression of being espresso machine that have already been inside a house, inside a family for years and years.<br><br>We have this espresso machine for three cups, and then an espresso machine for one, we used to always use the espresso machine for three, but during the day then I was forced to prepare it again several times because I drink quite a bit of coffee.<br><br>I know that maybe I should cut down on coffee consumption, however until then I had this genius idea why don't we buy a bigger espresso machine so we make it in the morning and then as we go throughout the day I do, I take the leftover coffee, I don't drink espresso hardly ever, I mix it with water I make myself a coffee, what is called American coffee in a big cup and then I sip it throughout the day.<br><br>Anywaay, the problem with new espresso machine is that they are not lived in. An espresso machine to be, to make good coffee has to be used a lot, and then you should not wash it with detergents. So the way I usually prepare new espresso machines, it doesn't happen to me very often, but when it happens, this is what I do.<br><br>First, I leave the new espresso machine to steep for a while by putting the used coffee powder, from a coffee I made before, inside the filter and then in the part where the coffee is usually that you drink, I also put some old coffee that is left over.<br><br>I leave it like this for a couple of days without touching it, no, it does not get mouldy, so that it soaks in well well well. Then I make coffee a couple of times, but I don't use good coffee, which costs a shitload of money, I used old coffee instead, so already used coffee powder, just to oil the gears of the espresso machine, so I make a couple of times, two three times a fake coffee which then of course is not used.<br><br>And this morning, after all these steps, it's already several weeks that we bought the new espresso machine, for the first time we made coffee 'to drink' in this bigger espresso machine and I have to say that it's not, it's not bad, in short we didn't have a motion of disgust, but what kind of crap is this? No, we drank the coffee and it was not bad at all.<br><br>So today officially ushers in the season of the new coffee maker that I am sure will make us many good coffees and especially brighten my days that can now save the time of making a new coffee maker.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Una caffettiera nuova di zecca. Niente di peggio per chi ama il buon caffè. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Stamattina abbiamo fatto il caffè con una nuova caffettiera. Eh, non è cosa da poco. Chi usa sempre il caffè ed è affezionato ad una caffettiera che usa da tantissimo tempo, sa cosa significhi comprare una nuova caffettiera, quelle nuove di zecca, tutte luccicanti, che non danno l'impressione di essere caffettiere, che sono già state dentro una casa, dentro una famiglia per anni e anni.<br><br>Noi abbiamo questa caffettiera da tre, e poi una caffettiera da uno, facevamo sempre la caffettiera da tre, che però durante la giornata poi ero costretta a rifare diverse volte perché bevo un bel po' di caffè.<br><br>So che forse dovrei ridurre il consumo di caffè, però fino ad allora mi è venuta questa genialata perché non compriamo una caffettiera più grande così la facciamo la mattina e poi man mano durante la giornata io che faccio? Prendo il caffè rimasto, io non bevo espresso quasi mai o lo mischio con acqua mi faccio un caffè, quello che si chiama americano in un tazzone e quindi poi lo sorseggio durante la giornata.<br><br>Però il problema delle caffettiere nuove è che non sono vissute. Una caffettiera per essere, per fare il caffè buono deve essere usata tantissimo, non bisogna poi lavarla con detersivi. Quindi il modo in cui io solitamente preparo le nuove caffettiere, non mi succede molto spesso, ma quando mi succede faccio così.<br><br>Anzitutto lascio la caffettiera nuova a macerare un po' di tempo mettendoci la polvere del caffè usata, di un caffè che ho fatto, dentro il filtro e poi nella parte dove di solito c'è il caffè che si beve metto anche del caffè vecchio che non ho bevuto.<br><br>Lo lascio così per un paio di giorni senza toccarlo, no, non viene la muffa, però così che si impregni bene bene bene. Poi faccio un paio di volte il caffè, ma non usano il caffè buono, che costa un casino di soldi, usando caffè usato, quindi polvere di caffè già usata giusto per oleari gli ingranaggi della caffettiera, quindi faccio un paio di volte, due tre volte un caffè finto che poi naturalmente non viene utilizzato.<br><br>E stamattina, dopo tutti questi passaggi, è già diverse settimane che abbiamo comprato la nuova caffettiera, per la prima volta abbiamo fatto il caffè 'da bere' in questa caffettiera più grande e devo dire che non è, non è malaccio, insomma non abbiamo avuto un moto di disgusto, ma che schifo è questo? No, abbiamo bevuto il caffè e non era niente male.<br><br>Quindi oggi ufficialmente si inaugura la stagione della nuova caffettiera che sono sicura ci farà tanti caffè buoni e allieterà soprattutto le mie giornate che potranno adesso risparmiare il tempo di fare una nuova caffettiera.<br><br><br><br><b>TRANSLATE</b><br><br>This morning we made coffee with a new espresso machine. Eh, that's no small thing. Those who always use coffee and are fond of an espresso machine that they have been using for a very long time know what it means to buy a new espresso machine, the brand new ones, all shiny, not giving the impression of being espresso machine that have already been inside a house, inside a family for years and years.<br><br>We have this espresso machine for three cups, and then an espresso machine for one, we used to always use the espresso machine for three, but during the day then I was forced to prepare it again several times because I drink quite a bit of coffee.<br><br>I know that maybe I should cut down on coffee consumption, however until then I had this genius idea why don't we buy a bigger espresso machine so we make it in the morning and then as we go throughout the day I do, I take the leftover coffee, I don't drink espresso hardly ever, I mix it with water I make myself a coffee, what is called American coffee in a big cup and then I sip it throughout the day.<br><br>Anywaay, the problem with new espresso machine is that they are not lived in. An espresso machine to be, to make good coffee has to be used a lot, and then you should not wash it with detergents. So the way I usually prepare new espresso machines, it doesn't happen to me very often, but when it happens, this is what I do.<br><br>First, I leave the new espresso machine to steep for a while by putting the used coffee powder, from a coffee I made before, inside the filter and then in the part where the coffee is usually that you drink, I also put some old coffee that is left over.<br><br>I leave it like this for a couple of days without touching it, no, it does not get mouldy, so that it soaks in well well well. Then I make coffee a couple of times, but I don't use good coffee, which costs a shitload of money, I used old coffee instead, so already used coffee powder, just to oil the gears of the espresso machine, so I make a couple of times, two three times a fake coffee which then of course is not used.<br><br>And this morning, after all these steps, it's already several weeks that we bought the new espresso machine, for the first time we made coffee 'to drink' in this bigger espresso machine and I have to say that it's not, it's not bad, in short we didn't have a motion of disgust, but what kind of crap is this? No, we drank the coffee and it was not bad at all.<br><br>So today officially ushers in the season of the new coffee maker that I am sure will make us many good coffees and especially brighten my days that can now save the time of making a new coffee maker.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 26 May 2023 05:30:49 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Una caffettiera nuova di zecca. Niente di peggio per chi ama il buon caffè. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Stamattina abbiamo fatto il caffè con una nuova caffettiera. Eh, non è cosa da poco. Chi usa sempre il caffè ed è affezionato ad una caffettiera che usa da tantissimo tempo, sa cosa significhi comprare una nuova caffettiera, quelle nuove di zecca, tutte luccicanti, che non danno l'impressione di essere caffettiere, che sono già state dentro una casa, dentro una famiglia per anni e anni.Noi abbiamo questa caffettiera da tre, e poi una caffettiera da uno, facevamo sempre la caffettiera da tre, che però durante la giornata poi ero costretta a rifare diverse volte perché bevo un bel po' di caffè.So che forse dovrei ridurre il consumo di caffè, però fino ad allora mi è venuta questa genialata perché non compriamo una caffettiera più grande così la facciamo la mattina e poi man mano durante la giornata io che faccio? Prendo il caffè rimasto, io non bevo espresso quasi mai o lo mischio con acqua mi faccio un caffè, quello che si chiama americano in un tazzone e quindi poi lo sorseggio durante la giornata.Però il problema delle caffettiere nuove è che non sono vissute. Una caffettiera per essere, per fare il caffè buono deve essere usata tantissimo, non bisogna poi lavarla con detersivi. Quindi il modo in cui io solitamente preparo le nuove caffettiere, non mi succede molto spesso, ma quando mi succede faccio così.Anzitutto lascio la caffettiera nuova a macerare un po' di tempo mettendoci la polvere del caffè usata, di un caffè che ho fatto, dentro il filtro e poi nella parte dove di solito c'è il caffè che si beve metto anche del caffè vecchio che non ho bevuto.Lo lascio così per un paio di giorni senza toccarlo, no, non viene la muffa, però così che si impregni bene bene bene. Poi faccio un paio di volte il caffè, ma non usano il caffè buono, che costa un casino di soldi, usando caffè usato, quindi polvere di caffè già usata giusto per oleari gli ingranaggi della caffettiera, quindi faccio un paio di volte, due tre volte un caffè finto che poi naturalmente non viene utilizzato.E stamattina, dopo tutti questi passaggi, è già diverse settimane che abbiamo comprato la nuova caffettiera, per la prima volta abbiamo fatto il caffè 'da bere' in questa caffettiera più grande e devo dire che non è, non è malaccio, insomma non abbiamo avuto un moto di disgusto, ma che schifo è questo? No, abbiamo bevuto il caffè e non era niente male.Quindi oggi ufficialmente si inaugura la stagione della nuova caffettiera che sono sicura ci farà tanti caffè buoni e allieterà soprattutto le mie giornate che potranno adesso risparmiare il tempo di fare una nuova caffettiera.TRANSLATEThis morning we made coffee with a new espresso machine. Eh, that's no small thing. Those who always use coffee and are fond of an espresso machine that they have been using for a very long time know what it means to buy a new espresso machine, the brand new ones, all shiny, not giving the impression of being espresso machine that have already been inside a house, inside a family for years and years.We have this espresso machine for three cups, and then an espresso machine for one, we used to always use the espresso machine for three, but during the day then I was forced to prepare it again several times because I drink quite a bit of coffee.I know that maybe I should cut down on coffee consumption, however until then I had this genius idea why don't we buy a bigger espresso machine so we make it in the morning and then as we go throughout the day I do, I take the leftover coffee, I don't drink espresso hardly ever, I mix it with water I make myself a coffee, what is called American coffee in a big cup and then I sip it throughout the day.Anywaay, the problem with new espresso...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 510 Un toro nella cristalleria</title>
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        <![CDATA[Secondo il modo di dire inglese, un toro dentro un negozio di porcellana (o una cristalleria) rompe tutto. E se non fosse così? Un insegnante ha voluto fare l'esperimento, con la sua classe. <b>Il link al video ve lo metto in fondo alla pagina</b>.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>In inglese c'è un modo di dire 'essere come un toro dentro un negozio di porcellana' che in italiano il corrispettivo potrebbe essere, essere come un elefante dentro una cristalleria. Sono immagini che fanno pensare a una cosa grossa, voluminosa e impacciata e incapace di muoversi senza far cadere tutto quanto per terra, senza rovinare tutto, senza rompere tutto.<br><br>Per quanto riguarda l'elefante non lo so, perché non ho mai visto un elefante dentro una cristalleria. Eh, vabb, non ho neanche visto un toro dentro un negozio di porcellana, però ho visto un'altra cosa che è interessante e la voglio condividere con voi, vi metto anche poi il link di quello che vi sto per raccontare nelle note del programma.<br><br>Ho visto un toro che correva in mezzo a boh, una ventina di persone che stavano ferme immobili e questo toro non solo non caricava le persone, ma addirittura le schivava.<br><br>Questo è un esperimento che ha voluto mettere in atto un insegnante in Messico che voleva spiegare ai suoi studenti che i tori non sono aggressivi così naturalmente, ma che diventano aggressivi, soprattutto in un setting come quello della corrida, perché li pungono, gli fanno del male, ed è per questo che i tori reagiscono in questo modo.<br><br>Quindi c'è questo video molto... fa un po' un di impressione la fa, dove si vedono appunto queste decine di persone sparpagliate in questo campo grande, non so se un campo da calcio, qualcosa comunque un posto all'aperto, e poi si vede questo toro che corre in mezzo a loro e addirittura si piega da un lato per schivarli e per non toccarli.<br><br>Questi studenti veramente encomiabili, io studenti così non ne ho mai avuto e non so nemmeno se riuscirei a chiedere una cosa del genere agli studenti. Io avevo paura per loro, mi sono anche un po' immedesimata, ho pensato mamma mia, io cosa avrei fatto? Ferma lì, immobile.<br><br>Poi c'è anche un testo che accompagna il video e, l'insegnante diceva 'Non vi muovete, state fermi.' Va beh, fai bene tu a dire stai fermo quando c'è un toro che ti balla attorno.<br><br>Comunque, esperimento riuscito. Non vi consiglio di ripetere l'esperimento perché non so quali fossero le condizioni con cui l'ha proposto questo insegnante, però sicuramente è un modo per far stare gli studenti zitti e fermi in classe, basta sguinzagliare un toro e dire state fermi che non vi fa niente, vedete come tutti si zittiscono improvvisamente e diventano delle statue di sale. No, scherzi a parte, è un video interessante, vi metto il link, dategli un'occhiata e pensateci alla prossima volta che pensate alla corrida.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>In English there is a way of saying 'to be like a bull inside a china store' which in Italian the counterpart might be, to be like an elephant inside a glass house. These are images that bring to mind a big, bulky, clumsy thing unable to move without dropping everything on the ground, without ruining everything, without breaking everything.<br><br>As for the elephant, I don't know, because I have never seen an elephant inside a glass house. Eh, whatever, I didn't even see a bull inside a porcelain store, however, I saw another thing that is interesting and I want to share it with you, I will also then put the link of what I am going to tell you in the program notes.<br><br>I saw a bull running through boh, about 20 people standing still, and this bull not only did not charge people but even dodged them.<br><br>This is an experiment that a teacher in Mexico wanted to put in place who wanted to explain to his students that bulls are not aggressive so naturally, but that they become aggressive, especially in a setting like bullfighting, because they sting them, they hurt them, and that's why bulls react this way.<br>So there is this video very... makes a little bit of, it's a bit scary, in it you see these dozens of people spread out in this big field, I don't know if a soccer field, something anyway a little bit and outdoors, and then you see this bull running through them and even bending to one side to dodge them and not to touch them.<br><br>These really commendable students, I never had such students and I don't even know if I could ask such a thing from students. I was afraid for them, I even empathized a little bit, I thought mamma mia, what would I have done? Standing there, motionless.<br><br>And there is also a text accompanying the video and the teacher said 'Don't move, stay still.' All right, you do well to say stand still when there is a bull dancing around you.<br><br>However, successful experiment. I don't recommend repeating the experiment because I don't know what the conditions were under which this teacher proposed it, however, it is certainly a way to get students to be quiet and still in the classroom, just unleash a bull and say be still it won't do anything to you, see how everyone suddenly shuts up and becomes salt statues. No, joking aside, it's an interesting video, I'll put the link, take a look at it and think about it the next time you think about bullfighting.<br><br><br><br>LINK <br><b>Il video dell'insegnante che ha fatto correre il toro in mezzo agli studenti </b><a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-3577288/Would-STAND-bull-ring-Teacher-Mexico-lines-pupils-beast-run-unprovoked.html" rel="noreferrer noopener">https://www.dailymail.co.uk/news/article-3577288/Would-STAND-bull-ring-Teacher-Mexico-lines-pupils-beast-run-unprovoked.html</a>]]>
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        <![CDATA[Secondo il modo di dire inglese, un toro dentro un negozio di porcellana (o una cristalleria) rompe tutto. E se non fosse così? Un insegnante ha voluto fare l'esperimento, con la sua classe. <b>Il link al video ve lo metto in fondo alla pagina</b>.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>In inglese c'è un modo di dire 'essere come un toro dentro un negozio di porcellana' che in italiano il corrispettivo potrebbe essere, essere come un elefante dentro una cristalleria. Sono immagini che fanno pensare a una cosa grossa, voluminosa e impacciata e incapace di muoversi senza far cadere tutto quanto per terra, senza rovinare tutto, senza rompere tutto.<br><br>Per quanto riguarda l'elefante non lo so, perché non ho mai visto un elefante dentro una cristalleria. Eh, vabb, non ho neanche visto un toro dentro un negozio di porcellana, però ho visto un'altra cosa che è interessante e la voglio condividere con voi, vi metto anche poi il link di quello che vi sto per raccontare nelle note del programma.<br><br>Ho visto un toro che correva in mezzo a boh, una ventina di persone che stavano ferme immobili e questo toro non solo non caricava le persone, ma addirittura le schivava.<br><br>Questo è un esperimento che ha voluto mettere in atto un insegnante in Messico che voleva spiegare ai suoi studenti che i tori non sono aggressivi così naturalmente, ma che diventano aggressivi, soprattutto in un setting come quello della corrida, perché li pungono, gli fanno del male, ed è per questo che i tori reagiscono in questo modo.<br><br>Quindi c'è questo video molto... fa un po' un di impressione la fa, dove si vedono appunto queste decine di persone sparpagliate in questo campo grande, non so se un campo da calcio, qualcosa comunque un posto all'aperto, e poi si vede questo toro che corre in mezzo a loro e addirittura si piega da un lato per schivarli e per non toccarli.<br><br>Questi studenti veramente encomiabili, io studenti così non ne ho mai avuto e non so nemmeno se riuscirei a chiedere una cosa del genere agli studenti. Io avevo paura per loro, mi sono anche un po' immedesimata, ho pensato mamma mia, io cosa avrei fatto? Ferma lì, immobile.<br><br>Poi c'è anche un testo che accompagna il video e, l'insegnante diceva 'Non vi muovete, state fermi.' Va beh, fai bene tu a dire stai fermo quando c'è un toro che ti balla attorno.<br><br>Comunque, esperimento riuscito. Non vi consiglio di ripetere l'esperimento perché non so quali fossero le condizioni con cui l'ha proposto questo insegnante, però sicuramente è un modo per far stare gli studenti zitti e fermi in classe, basta sguinzagliare un toro e dire state fermi che non vi fa niente, vedete come tutti si zittiscono improvvisamente e diventano delle statue di sale. No, scherzi a parte, è un video interessante, vi metto il link, dategli un'occhiata e pensateci alla prossima volta che pensate alla corrida.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>In English there is a way of saying 'to be like a bull inside a china store' which in Italian the counterpart might be, to be like an elephant inside a glass house. These are images that bring to mind a big, bulky, clumsy thing unable to move without dropping everything on the ground, without ruining everything, without breaking everything.<br><br>As for the elephant, I don't know, because I have never seen an elephant inside a glass house. Eh, whatever, I didn't even see a bull inside a porcelain store, however, I saw another thing that is interesting and I want to share it with you, I will also then put the link of what I am going to tell you in the program notes.<br><br>I saw a bull running through boh, about 20 people standing still, and this bull not only did not charge people but even dodged them.<br><br>This is an experiment that a teacher in Mexico wanted to put in place who wanted to explain to his students that bulls are not aggressive so naturally, but that they become aggressive, especially in a setting like bullfighting, because they sting them, they hurt them, and that's why bulls react this way.<br>So there is this video very... makes a little bit of, it's a bit scary, in it you see these dozens of people spread out in this big field, I don't know if a soccer field, something anyway a little bit and outdoors, and then you see this bull running through them and even bending to one side to dodge them and not to touch them.<br><br>These really commendable students, I never had such students and I don't even know if I could ask such a thing from students. I was afraid for them, I even empathized a little bit, I thought mamma mia, what would I have done? Standing there, motionless.<br><br>And there is also a text accompanying the video and the teacher said 'Don't move, stay still.' All right, you do well to say stand still when there is a bull dancing around you.<br><br>However, successful experiment. I don't recommend repeating the experiment because I don't know what the conditions were under which this teacher proposed it, however, it is certainly a way to get students to be quiet and still in the classroom, just unleash a bull and say be still it won't do anything to you, see how everyone suddenly shuts up and becomes salt statues. No, joking aside, it's an interesting video, I'll put the link, take a look at it and think about it the next time you think about bullfighting.<br><br><br><br>LINK <br><b>Il video dell'insegnante che ha fatto correre il toro in mezzo agli studenti </b><a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-3577288/Would-STAND-bull-ring-Teacher-Mexico-lines-pupils-beast-run-unprovoked.html" rel="noreferrer noopener">https://www.dailymail.co.uk/news/article-3577288/Would-STAND-bull-ring-Teacher-Mexico-lines-pupils-beast-run-unprovoked.html</a>]]>
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      <pubDate>Thu, 25 May 2023 05:55:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Secondo il modo di dire inglese, un toro dentro un negozio di porcellana (o una cristalleria) rompe tutto. E se non fosse così? Un insegnante ha voluto fare l'esperimento, con la sua classe. Il link al video ve lo metto in fondo alla pagina.TRASCRIZIONE [ENG translation below]In inglese c'è un modo di dire 'essere come un toro dentro un negozio di porcellana' che in italiano il corrispettivo potrebbe essere, essere come un elefante dentro una cristalleria. Sono immagini che fanno pensare a una cosa grossa, voluminosa e impacciata e incapace di muoversi senza far cadere tutto quanto per terra, senza rovinare tutto, senza rompere tutto.Per quanto riguarda l'elefante non lo so, perché non ho mai visto un elefante dentro una cristalleria. Eh, vabb, non ho neanche visto un toro dentro un negozio di porcellana, però ho visto un'altra cosa che è interessante e la voglio condividere con voi, vi metto anche poi il link di quello che vi sto per raccontare nelle note del programma.Ho visto un toro che correva in mezzo a boh, una ventina di persone che stavano ferme immobili e questo toro non solo non caricava le persone, ma addirittura le schivava.Questo è un esperimento che ha voluto mettere in atto un insegnante in Messico che voleva spiegare ai suoi studenti che i tori non sono aggressivi così naturalmente, ma che diventano aggressivi, soprattutto in un setting come quello della corrida, perché li pungono, gli fanno del male, ed è per questo che i tori reagiscono in questo modo.Quindi c'è questo video molto... fa un po' un di impressione la fa, dove si vedono appunto queste decine di persone sparpagliate in questo campo grande, non so se un campo da calcio, qualcosa comunque un posto all'aperto, e poi si vede questo toro che corre in mezzo a loro e addirittura si piega da un lato per schivarli e per non toccarli.Questi studenti veramente encomiabili, io studenti così non ne ho mai avuto e non so nemmeno se riuscirei a chiedere una cosa del genere agli studenti. Io avevo paura per loro, mi sono anche un po' immedesimata, ho pensato mamma mia, io cosa avrei fatto? Ferma lì, immobile.Poi c'è anche un testo che accompagna il video e, l'insegnante diceva 'Non vi muovete, state fermi.' Va beh, fai bene tu a dire stai fermo quando c'è un toro che ti balla attorno.Comunque, esperimento riuscito. Non vi consiglio di ripetere l'esperimento perché non so quali fossero le condizioni con cui l'ha proposto questo insegnante, però sicuramente è un modo per far stare gli studenti zitti e fermi in classe, basta sguinzagliare un toro e dire state fermi che non vi fa niente, vedete come tutti si zittiscono improvvisamente e diventano delle statue di sale. No, scherzi a parte, è un video interessante, vi metto il link, dategli un'occhiata e pensateci alla prossima volta che pensate alla corrida.TRANSLATIONIn English there is a way of saying 'to be like a bull inside a china store' which in Italian the counterpart might be, to be like an elephant inside a glass house. These are images that bring to mind a big, bulky, clumsy thing unable to move without dropping everything on the ground, without ruining everything, without breaking everything.As for the elephant, I don't know, because I have never seen an elephant inside a glass house. Eh, whatever, I didn't even see a bull inside a porcelain store, however, I saw another thing that is interesting and I want to share it with you, I will also then put the link of what I am going to tell you in the program notes.I saw a bull running through boh, about 20 people standing still, and this bull not only did not charge people but even dodged them.This is an experiment that a teacher in Mexico wanted to put in place who wanted to explain to his students that bulls are not aggressive so naturally, but that they become...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Secondo il modo di dire inglese, un toro dentro un negozio di porcellana (o una cristalleria) rompe tutto. E se non fosse così? Un insegnante ha voluto fare l'esperimento, con la sua classe. Il link al video ve lo metto in fondo alla pagina.TRASCRIZIONE [</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 509 Gatti orologio</title>
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        <![CDATA[I movimenti dei miei gatti nell'appartamento durante la giornata potrebbero tranquillamente sostituire le lancette dell'orologio per farmi capire che ora è.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Una volta ho visto un video di un gatto che si muoveva in una stanza, cioè non si muoveva in una stanza, era un video che era stato ripreso nell'arco di una giornata, dall'alto, davanti a una finestra e si vedeva come man mano che il sole che filtrava dalla finestra si spostava sul pavimento della stanza, anche il gatto si spostava. Praticamente il gatto stava fungendo da meridiana, guardando il gatto si poteva vedere che ora della giornata fosse.<br><br>Questo mi è venuto in mente osservando i miei due gatti come si muovono nell'arco della giornata. Stamattina mi sono svegliata e avevo Mazinga appiccicata al fianco sinistro e Sputnik al fianco destro. Era prima delle sette del mattino, quindi avevano già mangiato, perché mio marito si alza all'alba per vari motivi, anche d da mangiare ai gatti, quindi erano sazie e stavano sonnecchiando appiccicate a me perché così non perdono nessun mio movimento e appena io mi alzo, comincio la mia giornata, vado in cucina, faccio colazione, loro si alzano, senza sempre degnare di uno sguardo, e mi seguono in cucina.<br><br>E lì in cucina di solito, sì, io piazzo il computer sul tavolo e faccio colazione leggendo le e-mail, guardando quello che è successo durante la notte, e loro si mettono dietro lo schermo del mio computer, quindi non le vedo, ogni tanto si stiracchia, però non appena faccio un minimo movimento, tipo mi alzo per prendermi un'altra tazza di caffè, loro subito spuntano con la testa per assicurarsi che io non mi stia spostando dalla stanza.<br><br>Quando poi mi sposto, vado in bagno, loro naturalmente mi seguono, sono molto attente alla mia igiene personale e a tutte le cose che io faccio dentro il bagno, non vogliono mai perdersi niente, e poi quando vado a farmi la doccia anche, e soprattutto Sputnik che pare non avere per niente paura dell'acqua e degli spruzzi, mi si mette proprio davanti alla doccia e aspetta che io finisca, assicurandosi che mi faccia bene la doccia.<br><br>Sapete, i gatti sono fanatici della pulizia e mai vorrebbero avere una padroncina che non fosse altrettanto attenta all'igiene personale.<br><br>Poi spesso spariscono, nel senso che non so letteralmente dove vadano a finire e chi ha gatti avrà sperimentato il chiamarli, chiamarli disperatamente pensare ma dove saranno finiti? Abito in un appartamento, quindi l'unico modo che possono uscire dalla casa è buttarsi di sotto dal quarto piano e poi tranquille e tranquille, loro escono quando fa comodo a loro. Insomma, io ho due gatte meridiane.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I once saw a video of a cat moving around in a room, that is, it wasn't moving around in a room, it was a video that had been taken over the course of a day, from above, in front of a window and you could see how as the sunshine coming through the window moved across the floor of the room, the cat moved as well. Basically the cat was acting as a sundial, looking at the cat you could see what time of day it was.<br><br>This occurred to me while observing my two cats as they move throughout the day. I woke up this morning and had Mazinga stuck to my left side and Sputnik to my right side. It was before seven o'clock in the morning, so they had already eaten, because my husband gets up at dawn for various reasons, including feeding the cats, so they were full and they were snoozing clinging to me because that way they don't miss any of my movements and as soon as I get up, start my day, go to the kitchen, have breakfast, they get up, without ever giving me a look, and follow me into the kitchen.<br><br>And there in the kitchen usually, yes, I place the computer on the table and have breakfast reading emails, looking at what happened during the night, and they get behind my computer screen, so I don't see them, every now and then they stretch, however as soon as I make the slightest movement, like I get up to get another cup of coffee, they immediately poke their heads up to make sure I'm not moving from the room.<br><br>When I then move, I go to the bathroom, they naturally follow me, they are very attentive to my personal hygiene and all the things I do inside the bathroom, they never want to miss anything, and then when I go to take a shower also, and especially Sputnik who seems not to be afraid of water and splashing at all, she stands right in front of the shower and waits for me to finish, making sure I shower well.<br><br>You know, cats are fanatical about cleanliness and would never want to have a mistress who was not equally attentive to personal hygiene.<br><br>Then they often disappear, in the sense that I literally don't know where they go, and those who have cats will have experienced calling them, calling them desperately thinking but where will they be? I live in an apartment, so the only way they can get out of the house is by jumping downstairs from the fourth floor, and then quiet and peaceful, they come out when it suits them. I mean, I have two sundial cats.<br><br>]]>
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        <![CDATA[I movimenti dei miei gatti nell'appartamento durante la giornata potrebbero tranquillamente sostituire le lancette dell'orologio per farmi capire che ora è.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Una volta ho visto un video di un gatto che si muoveva in una stanza, cioè non si muoveva in una stanza, era un video che era stato ripreso nell'arco di una giornata, dall'alto, davanti a una finestra e si vedeva come man mano che il sole che filtrava dalla finestra si spostava sul pavimento della stanza, anche il gatto si spostava. Praticamente il gatto stava fungendo da meridiana, guardando il gatto si poteva vedere che ora della giornata fosse.<br><br>Questo mi è venuto in mente osservando i miei due gatti come si muovono nell'arco della giornata. Stamattina mi sono svegliata e avevo Mazinga appiccicata al fianco sinistro e Sputnik al fianco destro. Era prima delle sette del mattino, quindi avevano già mangiato, perché mio marito si alza all'alba per vari motivi, anche d da mangiare ai gatti, quindi erano sazie e stavano sonnecchiando appiccicate a me perché così non perdono nessun mio movimento e appena io mi alzo, comincio la mia giornata, vado in cucina, faccio colazione, loro si alzano, senza sempre degnare di uno sguardo, e mi seguono in cucina.<br><br>E lì in cucina di solito, sì, io piazzo il computer sul tavolo e faccio colazione leggendo le e-mail, guardando quello che è successo durante la notte, e loro si mettono dietro lo schermo del mio computer, quindi non le vedo, ogni tanto si stiracchia, però non appena faccio un minimo movimento, tipo mi alzo per prendermi un'altra tazza di caffè, loro subito spuntano con la testa per assicurarsi che io non mi stia spostando dalla stanza.<br><br>Quando poi mi sposto, vado in bagno, loro naturalmente mi seguono, sono molto attente alla mia igiene personale e a tutte le cose che io faccio dentro il bagno, non vogliono mai perdersi niente, e poi quando vado a farmi la doccia anche, e soprattutto Sputnik che pare non avere per niente paura dell'acqua e degli spruzzi, mi si mette proprio davanti alla doccia e aspetta che io finisca, assicurandosi che mi faccia bene la doccia.<br><br>Sapete, i gatti sono fanatici della pulizia e mai vorrebbero avere una padroncina che non fosse altrettanto attenta all'igiene personale.<br><br>Poi spesso spariscono, nel senso che non so letteralmente dove vadano a finire e chi ha gatti avrà sperimentato il chiamarli, chiamarli disperatamente pensare ma dove saranno finiti? Abito in un appartamento, quindi l'unico modo che possono uscire dalla casa è buttarsi di sotto dal quarto piano e poi tranquille e tranquille, loro escono quando fa comodo a loro. Insomma, io ho due gatte meridiane.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I once saw a video of a cat moving around in a room, that is, it wasn't moving around in a room, it was a video that had been taken over the course of a day, from above, in front of a window and you could see how as the sunshine coming through the window moved across the floor of the room, the cat moved as well. Basically the cat was acting as a sundial, looking at the cat you could see what time of day it was.<br><br>This occurred to me while observing my two cats as they move throughout the day. I woke up this morning and had Mazinga stuck to my left side and Sputnik to my right side. It was before seven o'clock in the morning, so they had already eaten, because my husband gets up at dawn for various reasons, including feeding the cats, so they were full and they were snoozing clinging to me because that way they don't miss any of my movements and as soon as I get up, start my day, go to the kitchen, have breakfast, they get up, without ever giving me a look, and follow me into the kitchen.<br><br>And there in the kitchen usually, yes, I place the computer on the table and have breakfast reading emails, looking at what happened during the night, and they get behind my computer screen, so I don't see them, every now and then they stretch, however as soon as I make the slightest movement, like I get up to get another cup of coffee, they immediately poke their heads up to make sure I'm not moving from the room.<br><br>When I then move, I go to the bathroom, they naturally follow me, they are very attentive to my personal hygiene and all the things I do inside the bathroom, they never want to miss anything, and then when I go to take a shower also, and especially Sputnik who seems not to be afraid of water and splashing at all, she stands right in front of the shower and waits for me to finish, making sure I shower well.<br><br>You know, cats are fanatical about cleanliness and would never want to have a mistress who was not equally attentive to personal hygiene.<br><br>Then they often disappear, in the sense that I literally don't know where they go, and those who have cats will have experienced calling them, calling them desperately thinking but where will they be? I live in an apartment, so the only way they can get out of the house is by jumping downstairs from the fourth floor, and then quiet and peaceful, they come out when it suits them. I mean, I have two sundial cats.<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 24 May 2023 06:25:24 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 508 Scuola di fotografatura</title>
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      <description>
        <![CDATA[Imparare a fotografare non dico che sia facile, però esistono migliaia di corsi (anche gratuiti) che ti insegnano a farlo. Molto più difficile invece è imparare a farsi fotografare e venire sempre bene in foto. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>A imparare a fare le fotografie, non dico che sia facile, però ci sono un sacco di corsi online gratuiti, un sacco di consigli, poi oggi non c'è nemmeno più bisogno di comprare una macchina fotografica, perché tutti i cellulari hanno una macchina fotografica che permette di fare fotografie molto migliori di quelle che facevo io con le mie vecchie macchine fotografiche, o comunque si possono fare un sacco di trucchi, un sacco di cose.<br><br>Quindi se una persona volesse mettersi a fare fotografie, diciamo che non sarebbe difficilissimo fare qualcosa di decoroso, non dico poi di fare subito mostre di fotografia, però qualcosa di cui una persona non si debba necessariamente vergognare.<br><br>Il discorso invece è diverso per quanto riguarda l'essere fotografate, perché se è relativamente semplice fare fotografie agli altri, non è altrettanto semplice farsi fotografare. E anche da questo punto di vista si trova qualcosa su internet, che ti spiegano metti il mento così, fai così, così cosà. Però diciamo che, a parte che quando ti fanno le fotografie non è che ti ricordi di metterti in posa in quel modo, non ti viene spontaneo, e poi comunque i risultati sono sempre incredibilmente deludenti.<br><br>Mi è venuta in mente questa riflessione mentre guardavo un piccolo video su Facebook dove c'è questa attrice, non mi ricordo nemmeno come si chiami questa attrice, però una bellissima giovane donna con un vestito meraviglioso, rosso, drammatico, lunghissimo, con uno spacco pazzesco, e si vede lei che arriva sul tappeto rosso, il red carpet, e probabilmente a Cannes, non lo so, comunque una cosa recente, ma la cosa interessante è come lei si muove.<br><br>Lei arriva e immediatamente, come si dice, 'spara le pose', si mette in posa e come se si muovesse a scatti. Mossa dopo mossa, si gira, fa così, apre il vestito per far vedere la coscia, tutta la gamba lunghissima, la scarpa.<br><br>Ma i movimenti non sono fluidi, ma sono appunto a scatti, e assume anche determinati atteggiamenti con col viso, fa tutte le smorfie, non smorfie, però si mette in posa. E però il suo mettersi in posa non è un passare fluido, un movimento, un girarsi, ma effettivamente una cosa quasi sincopata.<br><br>Immagino questa sia la modalità per venire bene in foto, a prescindere dall'angolo in cui viene scattata la foto. Non lo so, è affascinante, cioè vedere questa donna che si muove così sincopata, sicuramente affascinante. E poi le foto vengono bene, dai.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>To learn how to take pictures, I'm not saying it's easy, however there are a lot of free online courses, a lot of tips, then today you don't even need to buy a camera anymore, because all cell phones have a camera that allows you to take much better pictures than I did with my old cameras, or anyway you can do a lot of tricks, a lot of things.<br><br>So if a person wanted to get into photography, let's say it wouldn't be terribly difficult to do something decent, I'm not saying then to do photography exhibitions right away, however, something that a person doesn't necessarily have to be ashamed of.<br><br>The issue, however, is different with regard to being photographed, because while it is relatively easy to take pictures of others, it is not so easy to be photographed. And also on this regard you can find something on the Internet, where they explain put your chin like this, do like this, do like that. But let's say that, aside from the fact that when someone takes your picture it's not like you remember to pose like that, it doesn't come naturally to you, and then anyway the results are always incredibly disappointing.<br><br>This thought occurred to me while I was watching a little video on Facebook where there is this actress, I don't even remember what this actress's name is, however a beautiful young woman with a wonderful dress, red, dramatic, very long, with a crazy slit, and you can see her coming on the red carpet, the red carpet, probably in Cannes, I don't know, anyway a recent thing, but the interesting thing is how she moves.<br><br>She arrives and immediately, as they say, 'throws shapes' she poses and as if she is jerking around. Move after move, she turns, goes like this, opens the dress to show the thigh, the whole very long leg, the shoe.<br><br>But the movements are not smooth, are precisely jerky, and she also takes certain attitudes with her face, she makes all the grimaces, not grimaces, however she poses. And yet her posing is not a fluid passing, a moving, turning, but actually an almost syncopated thing.<br><br>I guess this is the way to come good in photos, regardless of the angle at which the photo is taken. I don't know, it's fascinating, I mean seeing this woman moving so syncopated, certainly fascinating. And then the pictures come out well, come on.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Imparare a fotografare non dico che sia facile, però esistono migliaia di corsi (anche gratuiti) che ti insegnano a farlo. Molto più difficile invece è imparare a farsi fotografare e venire sempre bene in foto. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>A imparare a fare le fotografie, non dico che sia facile, però ci sono un sacco di corsi online gratuiti, un sacco di consigli, poi oggi non c'è nemmeno più bisogno di comprare una macchina fotografica, perché tutti i cellulari hanno una macchina fotografica che permette di fare fotografie molto migliori di quelle che facevo io con le mie vecchie macchine fotografiche, o comunque si possono fare un sacco di trucchi, un sacco di cose.<br><br>Quindi se una persona volesse mettersi a fare fotografie, diciamo che non sarebbe difficilissimo fare qualcosa di decoroso, non dico poi di fare subito mostre di fotografia, però qualcosa di cui una persona non si debba necessariamente vergognare.<br><br>Il discorso invece è diverso per quanto riguarda l'essere fotografate, perché se è relativamente semplice fare fotografie agli altri, non è altrettanto semplice farsi fotografare. E anche da questo punto di vista si trova qualcosa su internet, che ti spiegano metti il mento così, fai così, così cosà. Però diciamo che, a parte che quando ti fanno le fotografie non è che ti ricordi di metterti in posa in quel modo, non ti viene spontaneo, e poi comunque i risultati sono sempre incredibilmente deludenti.<br><br>Mi è venuta in mente questa riflessione mentre guardavo un piccolo video su Facebook dove c'è questa attrice, non mi ricordo nemmeno come si chiami questa attrice, però una bellissima giovane donna con un vestito meraviglioso, rosso, drammatico, lunghissimo, con uno spacco pazzesco, e si vede lei che arriva sul tappeto rosso, il red carpet, e probabilmente a Cannes, non lo so, comunque una cosa recente, ma la cosa interessante è come lei si muove.<br><br>Lei arriva e immediatamente, come si dice, 'spara le pose', si mette in posa e come se si muovesse a scatti. Mossa dopo mossa, si gira, fa così, apre il vestito per far vedere la coscia, tutta la gamba lunghissima, la scarpa.<br><br>Ma i movimenti non sono fluidi, ma sono appunto a scatti, e assume anche determinati atteggiamenti con col viso, fa tutte le smorfie, non smorfie, però si mette in posa. E però il suo mettersi in posa non è un passare fluido, un movimento, un girarsi, ma effettivamente una cosa quasi sincopata.<br><br>Immagino questa sia la modalità per venire bene in foto, a prescindere dall'angolo in cui viene scattata la foto. Non lo so, è affascinante, cioè vedere questa donna che si muove così sincopata, sicuramente affascinante. E poi le foto vengono bene, dai.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>To learn how to take pictures, I'm not saying it's easy, however there are a lot of free online courses, a lot of tips, then today you don't even need to buy a camera anymore, because all cell phones have a camera that allows you to take much better pictures than I did with my old cameras, or anyway you can do a lot of tricks, a lot of things.<br><br>So if a person wanted to get into photography, let's say it wouldn't be terribly difficult to do something decent, I'm not saying then to do photography exhibitions right away, however, something that a person doesn't necessarily have to be ashamed of.<br><br>The issue, however, is different with regard to being photographed, because while it is relatively easy to take pictures of others, it is not so easy to be photographed. And also on this regard you can find something on the Internet, where they explain put your chin like this, do like this, do like that. But let's say that, aside from the fact that when someone takes your picture it's not like you remember to pose like that, it doesn't come naturally to you, and then anyway the results are always incredibly disappointing.<br><br>This thought occurred to me while I was watching a little video on Facebook where there is this actress, I don't even remember what this actress's name is, however a beautiful young woman with a wonderful dress, red, dramatic, very long, with a crazy slit, and you can see her coming on the red carpet, the red carpet, probably in Cannes, I don't know, anyway a recent thing, but the interesting thing is how she moves.<br><br>She arrives and immediately, as they say, 'throws shapes' she poses and as if she is jerking around. Move after move, she turns, goes like this, opens the dress to show the thigh, the whole very long leg, the shoe.<br><br>But the movements are not smooth, are precisely jerky, and she also takes certain attitudes with her face, she makes all the grimaces, not grimaces, however she poses. And yet her posing is not a fluid passing, a moving, turning, but actually an almost syncopated thing.<br><br>I guess this is the way to come good in photos, regardless of the angle at which the photo is taken. I don't know, it's fascinating, I mean seeing this woman moving so syncopated, certainly fascinating. And then the pictures come out well, come on.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 23 May 2023 06:15:18 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Imparare a fotografare non dico che sia facile, però esistono migliaia di corsi (anche gratuiti) che ti insegnano a farlo. Molto più difficile invece è imparare a farsi fotografare e venire sempre bene in foto. TRASCRIZIONE [ENG translation below]A imparare a fare le fotografie, non dico che sia facile, però ci sono un sacco di corsi online gratuiti, un sacco di consigli, poi oggi non c'è nemmeno più bisogno di comprare una macchina fotografica, perché tutti i cellulari hanno una macchina fotografica che permette di fare fotografie molto migliori di quelle che facevo io con le mie vecchie macchine fotografiche, o comunque si possono fare un sacco di trucchi, un sacco di cose.Quindi se una persona volesse mettersi a fare fotografie, diciamo che non sarebbe difficilissimo fare qualcosa di decoroso, non dico poi di fare subito mostre di fotografia, però qualcosa di cui una persona non si debba necessariamente vergognare.Il discorso invece è diverso per quanto riguarda l'essere fotografate, perché se è relativamente semplice fare fotografie agli altri, non è altrettanto semplice farsi fotografare. E anche da questo punto di vista si trova qualcosa su internet, che ti spiegano metti il mento così, fai così, così cosà. Però diciamo che, a parte che quando ti fanno le fotografie non è che ti ricordi di metterti in posa in quel modo, non ti viene spontaneo, e poi comunque i risultati sono sempre incredibilmente deludenti.Mi è venuta in mente questa riflessione mentre guardavo un piccolo video su Facebook dove c'è questa attrice, non mi ricordo nemmeno come si chiami questa attrice, però una bellissima giovane donna con un vestito meraviglioso, rosso, drammatico, lunghissimo, con uno spacco pazzesco, e si vede lei che arriva sul tappeto rosso, il red carpet, e probabilmente a Cannes, non lo so, comunque una cosa recente, ma la cosa interessante è come lei si muove.Lei arriva e immediatamente, come si dice, 'spara le pose', si mette in posa e come se si muovesse a scatti. Mossa dopo mossa, si gira, fa così, apre il vestito per far vedere la coscia, tutta la gamba lunghissima, la scarpa.Ma i movimenti non sono fluidi, ma sono appunto a scatti, e assume anche determinati atteggiamenti con col viso, fa tutte le smorfie, non smorfie, però si mette in posa. E però il suo mettersi in posa non è un passare fluido, un movimento, un girarsi, ma effettivamente una cosa quasi sincopata.Immagino questa sia la modalità per venire bene in foto, a prescindere dall'angolo in cui viene scattata la foto. Non lo so, è affascinante, cioè vedere questa donna che si muove così sincopata, sicuramente affascinante. E poi le foto vengono bene, dai.TRANSLATIONTo learn how to take pictures, I'm not saying it's easy, however there are a lot of free online courses, a lot of tips, then today you don't even need to buy a camera anymore, because all cell phones have a camera that allows you to take much better pictures than I did with my old cameras, or anyway you can do a lot of tricks, a lot of things.So if a person wanted to get into photography, let's say it wouldn't be terribly difficult to do something decent, I'm not saying then to do photography exhibitions right away, however, something that a person doesn't necessarily have to be ashamed of.The issue, however, is different with regard to being photographed, because while it is relatively easy to take pictures of others, it is not so easy to be photographed. And also on this regard you can find something on the Internet, where they explain put your chin like this, do like this, do like that. But let's say that, aside from the fact that when someone takes your picture it's not like you remember to pose like that, it doesn't come naturally to you, and then anyway the results are always incredibly disappointing.This thought occurred to me while I...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Imparare a fotografare non dico che sia facile, però esistono migliaia di corsi (anche gratuiti) che ti insegnano a farlo. Molto più difficile invece è imparare a farsi fotografare e venire sempre bene in foto. TRASCRIZIONE [ENG translation below]A impara</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 507 Trovare le cose perse</title>
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      <itunes:episode>507</itunes:episode>
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        <![CDATA[Se in questo momento avete perso qualcosa e non riuscite più a trovarla, non disperate, perché vi dico io dove si nasconde la cosa che cercate. Sul serio! (e se per caso vedete la mia Montblanc da qualche parte...)<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Servizio alla cittadinanza oggi tramite 3 minuti grezzi perché, udite! Udite! Vi dirò dove potete trovare quella cosa che avete perso. Non importa di che cosa si tratti, non importa dove l'avete persa, io vi diro' esattamente dove potete trovarla. La troverete nell'ultimo posto in cui guarderete mentre cercate.<br><br>Sì, questa genialata l'ho letta da qualche parte, non so più quando, ricordo il titolo dell'articolo <i>ecco come fare a trovare le cose che avete perso</i>. C'era una lista dove si spiegava come fare per trovare una cosa persa.<br><br>Al primo posto mi pare ci fosse <i>ricordatevi dove eravate quando l'avete usata l'ultima volta</i>. Grazie. Ci ero arrivata anch'io! No, veramente c'erano dei piccoli consigli, più che altro di fare mente locale, di non pensarci. E poi c'era appunto la rivelazione che <b><i>l'ultimo posto in cui guardiamo è il posto in cui è la cosa</i></b>.<br><br>Ma questo non significa che possiamo saltare i passaggi intermedi e andare direttamente all'ultimo posto per guardare direttamente là, certo che dopo che l'abbiamo trovata la cosa smettiamo di cercarla!<br><br>E quando io perdo qualcosa cerco prima di tutto nelle tasche, perché uso raramente la borsa, poi nello zaino che uso quando mi porto dietro il computer, poi quando non lo trovo n nelle tasche di tutte le varie giacche, cappotti eccetera, pantaloni e nelle borse, allora comincia la ricerca frenetica nei posti dove sicuramente la cosa non è.<br><br>Non dico che guardo dentro il forno e dentro il frigo, però guardo nei posti dove so che sicuramente la cosa non è mai passata, nemmeno lontanamente.<br><br>E devo dire che anche quando poi non trovo subito le cose, non mi dispero perché ho avuto esperienze di oggetti cercati disperatamente, ricomprati perché non li trovavo e poi invece trovati.<br>Mi è capitato così con un paio di cuffie, anche abbastanza costose, di quelle che non trasmettono il suono tramite il padiglione auricolare, ma lo trasmettono direttamente all'osso che c'è nella testa, insomma, una cosa un po' particolare, cuffie che ho pagato più di 100€ e che non riuscivo a trovare da nessuna parte, le ho cercate per tanto, tanto, tanto, tanto tanto tanto tempo.<br><br>Poi, siccome mi servivano, le ho ho riacquistate e dopo un po che l'avevo riacquistate, mentre facevo il cambio dell'armadio, ho messo il piumone del letto dentro uno di quei sacchi di plastica dove poi si si toglie il coso con l'aspirapolvere, mentre prendevo questo sacchettino di plastica mi sono accorta che per qualche motivo la cuffia era finita lì dentro. E avevo voglia io di cercarla.<br><br>Quindi ho speranza anche di trovare la mia penna che ho perso e non riesco a trovare.<br><br><b>TRANSLATION </b><br>Service to the citizenry today through my 3 raw minutes, hear ! Hear ! I will tell you where you can find that thing you lost. No matter what it is, no matter where you have lost it, I will tell you exactly where you can find it. You will find it in the last place you look while searching.<br><br>Yes, I read this bright idea somewhere, I don't know when anymore, I remember the title of the article 'here's how to find the things you lost'. There was a list where they explained how to find a lost thing.<br><br>In the first place I think there was 'remember where you were when you last used it.' Oh, really? I had gotten there too! No, actually there was a little bit of advice, more about taking your mind off it, not to think about it. And then there was precisely the revelation that the last place we look is the place where the thing is.<br><br>But that doesn't mean we can skip intermediate steps and go straight to the last place to look directly there, of course that after we find the thing we stop looking for it!<br><br>When I lose something I search first in the pockets, because I rarely use bags, then in the backpack that I use when I carry my computer, then when I can't find it in the pockets of all the various jackets, coats, etc., pants and in the bags, then the frantic search begins in the places where the thing is definitely not.<br><br>I am not saying that I look inside the oven and inside the refrigerator, however, I look in the places where I know surely the thing has never passed, not even close.<br><br>And I have to say that even when I don't find things right away, I don't despair because I have had experiences of items desperately searched for, bought again because I couldn't find them and then found them instead.<br><br>It happened to me like that with a pair of headphones, actually quite expensive, the kind that don't transmit sound through the ear, but transmit it directly to the bone that's in the head, in short, a little bit of a peculiar thing, headphones that I paid more than 100€ and that I couldn't find anywhere, I was looking for them for a long, long, long, long, long time. Then, because I needed them, I repurchased them, and after I had repurchased them for a while, while I was changing the closet, I put the comforter of the bed inside one of those plastic bags where you then take the thing off with the vacuum cleaner, while I was taking this little plastic bag I realised that for some reason the headphones had gone in there. I could have searched them for ever.<br><br>So I also have hope to find my pen that I misplaced and cannot find.]]>
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        <![CDATA[Se in questo momento avete perso qualcosa e non riuscite più a trovarla, non disperate, perché vi dico io dove si nasconde la cosa che cercate. Sul serio! (e se per caso vedete la mia Montblanc da qualche parte...)<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Servizio alla cittadinanza oggi tramite 3 minuti grezzi perché, udite! Udite! Vi dirò dove potete trovare quella cosa che avete perso. Non importa di che cosa si tratti, non importa dove l'avete persa, io vi diro' esattamente dove potete trovarla. La troverete nell'ultimo posto in cui guarderete mentre cercate.<br><br>Sì, questa genialata l'ho letta da qualche parte, non so più quando, ricordo il titolo dell'articolo <i>ecco come fare a trovare le cose che avete perso</i>. C'era una lista dove si spiegava come fare per trovare una cosa persa.<br><br>Al primo posto mi pare ci fosse <i>ricordatevi dove eravate quando l'avete usata l'ultima volta</i>. Grazie. Ci ero arrivata anch'io! No, veramente c'erano dei piccoli consigli, più che altro di fare mente locale, di non pensarci. E poi c'era appunto la rivelazione che <b><i>l'ultimo posto in cui guardiamo è il posto in cui è la cosa</i></b>.<br><br>Ma questo non significa che possiamo saltare i passaggi intermedi e andare direttamente all'ultimo posto per guardare direttamente là, certo che dopo che l'abbiamo trovata la cosa smettiamo di cercarla!<br><br>E quando io perdo qualcosa cerco prima di tutto nelle tasche, perché uso raramente la borsa, poi nello zaino che uso quando mi porto dietro il computer, poi quando non lo trovo n nelle tasche di tutte le varie giacche, cappotti eccetera, pantaloni e nelle borse, allora comincia la ricerca frenetica nei posti dove sicuramente la cosa non è.<br><br>Non dico che guardo dentro il forno e dentro il frigo, però guardo nei posti dove so che sicuramente la cosa non è mai passata, nemmeno lontanamente.<br><br>E devo dire che anche quando poi non trovo subito le cose, non mi dispero perché ho avuto esperienze di oggetti cercati disperatamente, ricomprati perché non li trovavo e poi invece trovati.<br>Mi è capitato così con un paio di cuffie, anche abbastanza costose, di quelle che non trasmettono il suono tramite il padiglione auricolare, ma lo trasmettono direttamente all'osso che c'è nella testa, insomma, una cosa un po' particolare, cuffie che ho pagato più di 100€ e che non riuscivo a trovare da nessuna parte, le ho cercate per tanto, tanto, tanto, tanto tanto tanto tempo.<br><br>Poi, siccome mi servivano, le ho ho riacquistate e dopo un po che l'avevo riacquistate, mentre facevo il cambio dell'armadio, ho messo il piumone del letto dentro uno di quei sacchi di plastica dove poi si si toglie il coso con l'aspirapolvere, mentre prendevo questo sacchettino di plastica mi sono accorta che per qualche motivo la cuffia era finita lì dentro. E avevo voglia io di cercarla.<br><br>Quindi ho speranza anche di trovare la mia penna che ho perso e non riesco a trovare.<br><br><b>TRANSLATION </b><br>Service to the citizenry today through my 3 raw minutes, hear ! Hear ! I will tell you where you can find that thing you lost. No matter what it is, no matter where you have lost it, I will tell you exactly where you can find it. You will find it in the last place you look while searching.<br><br>Yes, I read this bright idea somewhere, I don't know when anymore, I remember the title of the article 'here's how to find the things you lost'. There was a list where they explained how to find a lost thing.<br><br>In the first place I think there was 'remember where you were when you last used it.' Oh, really? I had gotten there too! No, actually there was a little bit of advice, more about taking your mind off it, not to think about it. And then there was precisely the revelation that the last place we look is the place where the thing is.<br><br>But that doesn't mean we can skip intermediate steps and go straight to the last place to look directly there, of course that after we find the thing we stop looking for it!<br><br>When I lose something I search first in the pockets, because I rarely use bags, then in the backpack that I use when I carry my computer, then when I can't find it in the pockets of all the various jackets, coats, etc., pants and in the bags, then the frantic search begins in the places where the thing is definitely not.<br><br>I am not saying that I look inside the oven and inside the refrigerator, however, I look in the places where I know surely the thing has never passed, not even close.<br><br>And I have to say that even when I don't find things right away, I don't despair because I have had experiences of items desperately searched for, bought again because I couldn't find them and then found them instead.<br><br>It happened to me like that with a pair of headphones, actually quite expensive, the kind that don't transmit sound through the ear, but transmit it directly to the bone that's in the head, in short, a little bit of a peculiar thing, headphones that I paid more than 100€ and that I couldn't find anywhere, I was looking for them for a long, long, long, long, long time. Then, because I needed them, I repurchased them, and after I had repurchased them for a while, while I was changing the closet, I put the comforter of the bed inside one of those plastic bags where you then take the thing off with the vacuum cleaner, while I was taking this little plastic bag I realised that for some reason the headphones had gone in there. I could have searched them for ever.<br><br>So I also have hope to find my pen that I misplaced and cannot find.]]>
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      <pubDate>Mon, 22 May 2023 06:19:21 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Se in questo momento avete perso qualcosa e non riuscite più a trovarla, non disperate, perché vi dico io dove si nasconde la cosa che cercate. Sul serio! (e se per caso vedete la mia Montblanc da qualche parte...)TRASCRIZIONE [ENG translation below]Servizio alla cittadinanza oggi tramite 3 minuti grezzi perché, udite! Udite! Vi dirò dove potete trovare quella cosa che avete perso. Non importa di che cosa si tratti, non importa dove l'avete persa, io vi diro' esattamente dove potete trovarla. La troverete nell'ultimo posto in cui guarderete mentre cercate.Sì, questa genialata l'ho letta da qualche parte, non so più quando, ricordo il titolo dell'articolo ecco come fare a trovare le cose che avete perso. C'era una lista dove si spiegava come fare per trovare una cosa persa.Al primo posto mi pare ci fosse ricordatevi dove eravate quando l'avete usata l'ultima volta. Grazie. Ci ero arrivata anch'io! No, veramente c'erano dei piccoli consigli, più che altro di fare mente locale, di non pensarci. E poi c'era appunto la rivelazione che l'ultimo posto in cui guardiamo è il posto in cui è la cosa.Ma questo non significa che possiamo saltare i passaggi intermedi e andare direttamente all'ultimo posto per guardare direttamente là, certo che dopo che l'abbiamo trovata la cosa smettiamo di cercarla!E quando io perdo qualcosa cerco prima di tutto nelle tasche, perché uso raramente la borsa, poi nello zaino che uso quando mi porto dietro il computer, poi quando non lo trovo n nelle tasche di tutte le varie giacche, cappotti eccetera, pantaloni e nelle borse, allora comincia la ricerca frenetica nei posti dove sicuramente la cosa non è.Non dico che guardo dentro il forno e dentro il frigo, però guardo nei posti dove so che sicuramente la cosa non è mai passata, nemmeno lontanamente.E devo dire che anche quando poi non trovo subito le cose, non mi dispero perché ho avuto esperienze di oggetti cercati disperatamente, ricomprati perché non li trovavo e poi invece trovati.Mi è capitato così con un paio di cuffie, anche abbastanza costose, di quelle che non trasmettono il suono tramite il padiglione auricolare, ma lo trasmettono direttamente all'osso che c'è nella testa, insomma, una cosa un po' particolare, cuffie che ho pagato più di 100€ e che non riuscivo a trovare da nessuna parte, le ho cercate per tanto, tanto, tanto, tanto tanto tanto tempo.Poi, siccome mi servivano, le ho ho riacquistate e dopo un po che l'avevo riacquistate, mentre facevo il cambio dell'armadio, ho messo il piumone del letto dentro uno di quei sacchi di plastica dove poi si si toglie il coso con l'aspirapolvere, mentre prendevo questo sacchettino di plastica mi sono accorta che per qualche motivo la cuffia era finita lì dentro. E avevo voglia io di cercarla.Quindi ho speranza anche di trovare la mia penna che ho perso e non riesco a trovare.TRANSLATION Service to the citizenry today through my 3 raw minutes, hear ! Hear ! I will tell you where you can find that thing you lost. No matter what it is, no matter where you have lost it, I will tell you exactly where you can find it. You will find it in the last place you look while searching.Yes, I read this bright idea somewhere, I don't know when anymore, I remember the title of the article 'here's how to find the things you lost'. There was a list where they explained how to find a lost thing.In the first place I think there was 'remember where you were when you last used it.' Oh, really? I had gotten there too! No, actually there was a little bit of advice, more about taking your mind off it, not to think about it. And then there was precisely the revelation that the last place we look is the place where the thing is.But that doesn't mean we can skip intermediate steps and go straight to the last...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Se in questo momento avete perso qualcosa e non riuscite più a trovarla, non disperate, perché vi dico io dove si nasconde la cosa che cercate. Sul serio! (e se per caso vedete la mia Montblanc da qualche parte...)TRASCRIZIONE [ENG translation below]Servi</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 506 Cantare a bracciate</title>
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        <![CDATA[È come se chi canta non si fidasse della capacità del pubblico in sala di capire il significato (profondissimo!) dei testi delle loro canzoni a meno che il canto non venga accompagnato da una vera e propria pantomima. Buffissimo!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Quando dico 'ho visto questo alla televisione', anche se non lo specifico solitamente, quasi sempre, mi riferisco non alla televisione generalista, ma ai canali a pagamento, quindi Netflix, Prime, Disney e Apple, al momento ce li abbiamo tutte e quattro, poi di volta in volta ne cancelliamo uno o l'altro, quando finisce una serie che stiamo seguendo e non vale più la pena continuare a pagare.<br><br>Però a volte mi capita anche di finire sulla televisione vera e propria, quella generalista, soprattutto quando ho esaurito tutte le cose da vedere però ancora non voglio andare a letto, allora faccio un giro nelle televisioni normali, sui canali in chiaro, e finisco sempre su questo canale che, non so da dove venga, non so nemmeno chi trasmette, però a quell'ora tarda della notte, quando ci capito io, ci sono sempre queste persone che sembrano in uno studio televisivo e cantano canzoni... melodiche? Boh, non mi intendo di musica, soprattutto non di questa musica, è sicuramente musica che a me non piace, con un sacco di fisarmoniche.<br><br>Sì, la cosa che mi affascina è che sono tutti tirati a lucido, sia il pubblico, molto anziano, che le persone che cantano. E la tipologia delle persone che cantano è interessante, ci sono delle donne, spesso c'è una donna che è presente, una signora di una certa età, probabilmente 60 anni, però tirata molto a lucido, che mi ricorda moltissimo le signore dei club italiani che vedevo quando abitavo in Australia.<br><br>Mi capitava di incrociare le signore dei club che si tiravano tutte a lucido, queste matrone con questi vestiti, coi veli con le mani ingioiellate, insomma che facevano la loro bella figura.<br><br>E ci sono anche dei signori, pochi signori di una certa età. E ci sono invece molti giovani uomini che spesso suonano, sì, sono sempre addetti alla strumentazione e alcuni di questi anche cantano.<br><br>La cosa divertente è che in questo programma, dove ci sono queste persone che cantano, i cantanti si sbracciano per dimostrare con gesti il significato delle loro canzoni. Quindi ogni volta che dicono 'ti mando un bacio', fanno il gesto con la mano di mandare il bacio. Quando parlano di un bel panorama, fanno un ampio gesto col braccio, come a vedere, a mostrare il panorama. Quando dicono 'ti do qualsiasi cosa' danno proprio con la mano. Sembra che facciano delle pantomime, e io non lo so perché lo facciano, perché è buffo, quasi sembra che non credano che il pubblico sia in grado di capire il testo, profondissimo, della loro canzone, a meno che non facciano questi ampi gesti recitativi.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When I say 'I've seen this on television,' although I don't usually specify it, almost always, I'm referring not to generalist television, but to the pay channels, so Netflix, Prime, Disney, and Apple, at the moment we have all four, then from time to time we cancel one or the other when a series we're following ends and it's no longer worth continuing to pay.<br><br>But sometimes I also end up on the real television, the generalist television, especially when I've exhausted all the things I want to watch but I still don't want to go to bed, so I take a ride on the normal televisions, on the free-to-air channels, and I always end up on this channel that, I don't know where it comes from, I don't even know who broadcasts, but at that late hour of the night, when I get it, there are always these people who look like they're in a television studio and they're singing songs... melodic? I don't know about music, especially not about this music, it's definitely music that I don't like, with a lot of accordions.<br><br>Yes, the thing that fascinates me is that they are all pulled together, both the audience, quite old, and the people singing. And the type of people singing is interesting, there are women, there is often a woman who is hosting, a lady of a certain age, probably 60 years old, all dolled up, which reminds me very much of the ladies in the Italian clubs that I used to see when I lived in Australia.<br>I used to run into the ladies of the clubs who were all dolled up, these matrons in these dresses, in veils with their hands bejeweled, in short making a great impression.<br><br>And there are also gentlemen, a few gentlemen of a certain age. And instead, there are many young men who often play, yes, they are always instrumentalists, and some of them even sing.<br><br>The funny thing is that in this program, where there are these people singing, the singers go out of their way to demonstrate with gestures the meaning of their songs. So whenever they say 'I send you a kiss,' they make the hand gesture of sending the kiss. When they talk about a beautiful view, they make a wide gesture with their arm, as if to see, to show the view. When they say 'I give you anything' they really give with the hands. They seem to do pantomimes, and I don't know why they do it, because it's funny, it almost seems like they don't believe that the audience is able to understand the lyrics, very profound, of their song, unless they make these broad acting gestures.<br><br>]]>
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        <![CDATA[È come se chi canta non si fidasse della capacità del pubblico in sala di capire il significato (profondissimo!) dei testi delle loro canzoni a meno che il canto non venga accompagnato da una vera e propria pantomima. Buffissimo!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Quando dico 'ho visto questo alla televisione', anche se non lo specifico solitamente, quasi sempre, mi riferisco non alla televisione generalista, ma ai canali a pagamento, quindi Netflix, Prime, Disney e Apple, al momento ce li abbiamo tutte e quattro, poi di volta in volta ne cancelliamo uno o l'altro, quando finisce una serie che stiamo seguendo e non vale più la pena continuare a pagare.<br><br>Però a volte mi capita anche di finire sulla televisione vera e propria, quella generalista, soprattutto quando ho esaurito tutte le cose da vedere però ancora non voglio andare a letto, allora faccio un giro nelle televisioni normali, sui canali in chiaro, e finisco sempre su questo canale che, non so da dove venga, non so nemmeno chi trasmette, però a quell'ora tarda della notte, quando ci capito io, ci sono sempre queste persone che sembrano in uno studio televisivo e cantano canzoni... melodiche? Boh, non mi intendo di musica, soprattutto non di questa musica, è sicuramente musica che a me non piace, con un sacco di fisarmoniche.<br><br>Sì, la cosa che mi affascina è che sono tutti tirati a lucido, sia il pubblico, molto anziano, che le persone che cantano. E la tipologia delle persone che cantano è interessante, ci sono delle donne, spesso c'è una donna che è presente, una signora di una certa età, probabilmente 60 anni, però tirata molto a lucido, che mi ricorda moltissimo le signore dei club italiani che vedevo quando abitavo in Australia.<br><br>Mi capitava di incrociare le signore dei club che si tiravano tutte a lucido, queste matrone con questi vestiti, coi veli con le mani ingioiellate, insomma che facevano la loro bella figura.<br><br>E ci sono anche dei signori, pochi signori di una certa età. E ci sono invece molti giovani uomini che spesso suonano, sì, sono sempre addetti alla strumentazione e alcuni di questi anche cantano.<br><br>La cosa divertente è che in questo programma, dove ci sono queste persone che cantano, i cantanti si sbracciano per dimostrare con gesti il significato delle loro canzoni. Quindi ogni volta che dicono 'ti mando un bacio', fanno il gesto con la mano di mandare il bacio. Quando parlano di un bel panorama, fanno un ampio gesto col braccio, come a vedere, a mostrare il panorama. Quando dicono 'ti do qualsiasi cosa' danno proprio con la mano. Sembra che facciano delle pantomime, e io non lo so perché lo facciano, perché è buffo, quasi sembra che non credano che il pubblico sia in grado di capire il testo, profondissimo, della loro canzone, a meno che non facciano questi ampi gesti recitativi.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When I say 'I've seen this on television,' although I don't usually specify it, almost always, I'm referring not to generalist television, but to the pay channels, so Netflix, Prime, Disney, and Apple, at the moment we have all four, then from time to time we cancel one or the other when a series we're following ends and it's no longer worth continuing to pay.<br><br>But sometimes I also end up on the real television, the generalist television, especially when I've exhausted all the things I want to watch but I still don't want to go to bed, so I take a ride on the normal televisions, on the free-to-air channels, and I always end up on this channel that, I don't know where it comes from, I don't even know who broadcasts, but at that late hour of the night, when I get it, there are always these people who look like they're in a television studio and they're singing songs... melodic? I don't know about music, especially not about this music, it's definitely music that I don't like, with a lot of accordions.<br><br>Yes, the thing that fascinates me is that they are all pulled together, both the audience, quite old, and the people singing. And the type of people singing is interesting, there are women, there is often a woman who is hosting, a lady of a certain age, probably 60 years old, all dolled up, which reminds me very much of the ladies in the Italian clubs that I used to see when I lived in Australia.<br>I used to run into the ladies of the clubs who were all dolled up, these matrons in these dresses, in veils with their hands bejeweled, in short making a great impression.<br><br>And there are also gentlemen, a few gentlemen of a certain age. And instead, there are many young men who often play, yes, they are always instrumentalists, and some of them even sing.<br><br>The funny thing is that in this program, where there are these people singing, the singers go out of their way to demonstrate with gestures the meaning of their songs. So whenever they say 'I send you a kiss,' they make the hand gesture of sending the kiss. When they talk about a beautiful view, they make a wide gesture with their arm, as if to see, to show the view. When they say 'I give you anything' they really give with the hands. They seem to do pantomimes, and I don't know why they do it, because it's funny, it almost seems like they don't believe that the audience is able to understand the lyrics, very profound, of their song, unless they make these broad acting gestures.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 21 May 2023 09:09:54 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 505 E brava Nike!</title>
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        <![CDATA[Mi hanno sorpreso l'aspetto fisico e le parole di incoraggiamento usate dall'istruttrice del mini video di allenamento della Nike. Favorevolmente. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>L'altro giorno volevo può fare un po di attività fisica a casa, ma per qualche motivo il Wii Balance Board non sono riuscito a farlo funzionare, non so se fosse un problema di batteria di collegamenti, comunque mi sono ricordata che avevo visto su Netflix una serie di programmi, con la durata diversa, 10 minuti, 20 minuti, 30 minuti eccetera, dove la Nike proponeva dei piccoli percorsi di attività fisica, dei piccoli training.<br><br>Allora ho acceso Netflix e ho cominciato a cercare, ne ho cercato uno di 30 minuti, perché più o meno quello era il tipo di attività fisica di cui avevo bisogno, ho spostato il divano, ho messo su un tappetino per terra e ho cominciato a fare attività fisica.<br><br>Ehm, è stata una cosa interessante perché ci sono stati degli elementi che mi hanno colpito. Allora, la prima cosa che mi ha colpito è l'istruttrice.<br><br>C'è l'istruttrice che ti parla, che ti spiega esattamente come fare gli esercizi e dietro di lei poi c'era un altro ragazzo che esegue gli esercizi, anche con le variazioni. Quello che aveva di particolare questa istruttrice è che non era una donna che al posto degli addominali ha una tavola da surf dove ci puoi rimbalzare sopra, tanto è tesa che sembra un tamburo, ma era una donna che sembrava, udite udite, una persona normale.<br><br>Aveva uno di quei top che lasciano vedere qualche centimetro di pancia, e ci aveva anche qualcosa che sembrava effettivamente la pancia di un essere umano. Quindi questa è stata la prima cosa che mi ha che mi ha colpito favorevolmente, che non fosse una di queste... Poi va anche delle belle braccia belle forti, insomma sembra una persona normale che io avrei potuto incontrare per strada.<br><br>Un'altra cosa che mi ha colpito favorevolmente è il linguaggio positivo usato da dall'istruttrice mentre spiegava gli esercizi da fare, usava delle parole che di solito non vengono usate, diceva ecco tenete adesso il petto alto orgogliosi, oorgogliose, sapete in inglese non c'è la distinzione tra maschile e femminile, beati loro, quindi usava tutti questi termini siate orgogliose, su con orgoglio, siete forti, ma non era neanche forti la parola che usava comunque, non mi ricordo adesso effettivamente, non ho preso nota perché ero lì a sudare, ma mi ricordo che mi ha colpito il tipo di incitamento che dava, non diceva siete belle, siete magre, siete... No, dava cose che erano molto più, non dico spirituali però più concettuali e più veramente cose che la gente vorrebbe essere. Quindi brava Nike continui a dimostrare di fare le cose fatte in un certo modo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>The other day I wanted can do some physical activity at home, but for some reason the Wii Balance Board, I couldn't get it to work, I don't know if it was a problem with the battery, anyway I remembered that I had seen on Netflix a series of programs, with the different duration, 10 minutes, 20 minutes, 30 minutes and so on, where Nike was offering small physical activity routines, small trainings.<br><br>So I turned on Netflix and started looking, I looked for a 30-minute one, because that was more or less the kind of physical activity I needed, I moved the couch, put on a mat on the floor and started exercising.<br><br>Um, it was an interesting thing because there were some elements that struck me. So, the first thing that struck me was the instructor.<br><br>There is the instructor talking to you, explaining exactly how to do the exercises, and behind her then there was another guy performing the exercises, also with variations. What was special about this instructor was that she was not a woman who, instead of abs, has a surfboard where you can bounce on it, so tight that it looks like a drum, but she was a woman who looked like, hear hear, a normal person.<br><br>She had one of those tops that let you see a few inches of belly, and she also had something in it that actually looked like the belly of a human being. So that was the first thing that struck me favorably, that she was not one of these ... Then she also had nice strong arms, in short she looked like a normal person that I might have met on the street.<br><br>Another thing that struck me favorably is the positive language used by the instructor while she was explaining the exercises to be done, she was using words that are not usually used, she was saying, here hold your chest up now proud, (you know in English there is no distinction between masculine and feminine, lucky you) so she was using all these terms be proud, up with pride, you are strong, but it wasn't even strong the word she was using, anyway, I don't remember now exactly, I didn't take note because I was there sweating, but I remember it struck me the kind of incitement she was giving, she wasn't saying you are beautiful, you are thin, you are ... No, she was saying things that were much more, I won't say spiritual however more conceptual and more, really things that people would like to be. So bravo Nike, keep proving things done a certain way.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Mi hanno sorpreso l'aspetto fisico e le parole di incoraggiamento usate dall'istruttrice del mini video di allenamento della Nike. Favorevolmente. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>L'altro giorno volevo può fare un po di attività fisica a casa, ma per qualche motivo il Wii Balance Board non sono riuscito a farlo funzionare, non so se fosse un problema di batteria di collegamenti, comunque mi sono ricordata che avevo visto su Netflix una serie di programmi, con la durata diversa, 10 minuti, 20 minuti, 30 minuti eccetera, dove la Nike proponeva dei piccoli percorsi di attività fisica, dei piccoli training.<br><br>Allora ho acceso Netflix e ho cominciato a cercare, ne ho cercato uno di 30 minuti, perché più o meno quello era il tipo di attività fisica di cui avevo bisogno, ho spostato il divano, ho messo su un tappetino per terra e ho cominciato a fare attività fisica.<br><br>Ehm, è stata una cosa interessante perché ci sono stati degli elementi che mi hanno colpito. Allora, la prima cosa che mi ha colpito è l'istruttrice.<br><br>C'è l'istruttrice che ti parla, che ti spiega esattamente come fare gli esercizi e dietro di lei poi c'era un altro ragazzo che esegue gli esercizi, anche con le variazioni. Quello che aveva di particolare questa istruttrice è che non era una donna che al posto degli addominali ha una tavola da surf dove ci puoi rimbalzare sopra, tanto è tesa che sembra un tamburo, ma era una donna che sembrava, udite udite, una persona normale.<br><br>Aveva uno di quei top che lasciano vedere qualche centimetro di pancia, e ci aveva anche qualcosa che sembrava effettivamente la pancia di un essere umano. Quindi questa è stata la prima cosa che mi ha che mi ha colpito favorevolmente, che non fosse una di queste... Poi va anche delle belle braccia belle forti, insomma sembra una persona normale che io avrei potuto incontrare per strada.<br><br>Un'altra cosa che mi ha colpito favorevolmente è il linguaggio positivo usato da dall'istruttrice mentre spiegava gli esercizi da fare, usava delle parole che di solito non vengono usate, diceva ecco tenete adesso il petto alto orgogliosi, oorgogliose, sapete in inglese non c'è la distinzione tra maschile e femminile, beati loro, quindi usava tutti questi termini siate orgogliose, su con orgoglio, siete forti, ma non era neanche forti la parola che usava comunque, non mi ricordo adesso effettivamente, non ho preso nota perché ero lì a sudare, ma mi ricordo che mi ha colpito il tipo di incitamento che dava, non diceva siete belle, siete magre, siete... No, dava cose che erano molto più, non dico spirituali però più concettuali e più veramente cose che la gente vorrebbe essere. Quindi brava Nike continui a dimostrare di fare le cose fatte in un certo modo.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>The other day I wanted can do some physical activity at home, but for some reason the Wii Balance Board, I couldn't get it to work, I don't know if it was a problem with the battery, anyway I remembered that I had seen on Netflix a series of programs, with the different duration, 10 minutes, 20 minutes, 30 minutes and so on, where Nike was offering small physical activity routines, small trainings.<br><br>So I turned on Netflix and started looking, I looked for a 30-minute one, because that was more or less the kind of physical activity I needed, I moved the couch, put on a mat on the floor and started exercising.<br><br>Um, it was an interesting thing because there were some elements that struck me. So, the first thing that struck me was the instructor.<br><br>There is the instructor talking to you, explaining exactly how to do the exercises, and behind her then there was another guy performing the exercises, also with variations. What was special about this instructor was that she was not a woman who, instead of abs, has a surfboard where you can bounce on it, so tight that it looks like a drum, but she was a woman who looked like, hear hear, a normal person.<br><br>She had one of those tops that let you see a few inches of belly, and she also had something in it that actually looked like the belly of a human being. So that was the first thing that struck me favorably, that she was not one of these ... Then she also had nice strong arms, in short she looked like a normal person that I might have met on the street.<br><br>Another thing that struck me favorably is the positive language used by the instructor while she was explaining the exercises to be done, she was using words that are not usually used, she was saying, here hold your chest up now proud, (you know in English there is no distinction between masculine and feminine, lucky you) so she was using all these terms be proud, up with pride, you are strong, but it wasn't even strong the word she was using, anyway, I don't remember now exactly, I didn't take note because I was there sweating, but I remember it struck me the kind of incitement she was giving, she wasn't saying you are beautiful, you are thin, you are ... No, she was saying things that were much more, I won't say spiritual however more conceptual and more, really things that people would like to be. So bravo Nike, keep proving things done a certain way.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 20 May 2023 06:08:42 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Mi hanno sorpreso l'aspetto fisico e le parole di incoraggiamento usate dall'istruttrice del mini video di allenamento della Nike. Favorevolmente. TRASCRIZIONE [ENG translation below]L'altro giorno volevo può fare un po di attività fisica a casa, ma per qualche motivo il Wii Balance Board non sono riuscito a farlo funzionare, non so se fosse un problema di batteria di collegamenti, comunque mi sono ricordata che avevo visto su Netflix una serie di programmi, con la durata diversa, 10 minuti, 20 minuti, 30 minuti eccetera, dove la Nike proponeva dei piccoli percorsi di attività fisica, dei piccoli training.Allora ho acceso Netflix e ho cominciato a cercare, ne ho cercato uno di 30 minuti, perché più o meno quello era il tipo di attività fisica di cui avevo bisogno, ho spostato il divano, ho messo su un tappetino per terra e ho cominciato a fare attività fisica.Ehm, è stata una cosa interessante perché ci sono stati degli elementi che mi hanno colpito. Allora, la prima cosa che mi ha colpito è l'istruttrice.C'è l'istruttrice che ti parla, che ti spiega esattamente come fare gli esercizi e dietro di lei poi c'era un altro ragazzo che esegue gli esercizi, anche con le variazioni. Quello che aveva di particolare questa istruttrice è che non era una donna che al posto degli addominali ha una tavola da surf dove ci puoi rimbalzare sopra, tanto è tesa che sembra un tamburo, ma era una donna che sembrava, udite udite, una persona normale.Aveva uno di quei top che lasciano vedere qualche centimetro di pancia, e ci aveva anche qualcosa che sembrava effettivamente la pancia di un essere umano. Quindi questa è stata la prima cosa che mi ha che mi ha colpito favorevolmente, che non fosse una di queste... Poi va anche delle belle braccia belle forti, insomma sembra una persona normale che io avrei potuto incontrare per strada.Un'altra cosa che mi ha colpito favorevolmente è il linguaggio positivo usato da dall'istruttrice mentre spiegava gli esercizi da fare, usava delle parole che di solito non vengono usate, diceva ecco tenete adesso il petto alto orgogliosi, oorgogliose, sapete in inglese non c'è la distinzione tra maschile e femminile, beati loro, quindi usava tutti questi termini siate orgogliose, su con orgoglio, siete forti, ma non era neanche forti la parola che usava comunque, non mi ricordo adesso effettivamente, non ho preso nota perché ero lì a sudare, ma mi ricordo che mi ha colpito il tipo di incitamento che dava, non diceva siete belle, siete magre, siete... No, dava cose che erano molto più, non dico spirituali però più concettuali e più veramente cose che la gente vorrebbe essere. Quindi brava Nike continui a dimostrare di fare le cose fatte in un certo modo.TRANSLATIONThe other day I wanted can do some physical activity at home, but for some reason the Wii Balance Board, I couldn't get it to work, I don't know if it was a problem with the battery, anyway I remembered that I had seen on Netflix a series of programs, with the different duration, 10 minutes, 20 minutes, 30 minutes and so on, where Nike was offering small physical activity routines, small trainings.So I turned on Netflix and started looking, I looked for a 30-minute one, because that was more or less the kind of physical activity I needed, I moved the couch, put on a mat on the floor and started exercising.Um, it was an interesting thing because there were some elements that struck me. So, the first thing that struck me was the instructor.There is the instructor talking to you, explaining exactly how to do the exercises, and behind her then there was another guy performing the exercises, also with variations. What was special about this instructor was that she was not a woman who, instead of abs, has a surfboard where you can bounce on it, so tight that it looks like a drum, but she was a woman...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Mi hanno sorpreso l'aspetto fisico e le parole di incoraggiamento usate dall'istruttrice del mini video di allenamento della Nike. Favorevolmente. TRASCRIZIONE [ENG translation below]L'altro giorno volevo può fare un po di attività fisica a casa, ma per q</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 504 Routine</title>
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        <![CDATA[Sono una persona abitudinaria, anzi routinaria, perché mi piacciono le routine e quando non le seguo alla perfezione è come se perdessi l'equilibrio e tutto diventa più faticoso. Anche se so benissimo che la soluzione a tutto sarebbe quella di andare a letto ad un'ora decente la notte.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Mi sa che mi faccio condizionare troppo dalle routine, nel senso che mi creo le routine nella giornata, se poi sgarro di qualche minuto ho difficoltà a recuperare il ritmo.<br><br>Quindi stamattina anziché alzarmi all'alba, no, non all'alba, però diciamo poco prima delle sette del mattino, siccome ieri notte son rimasta a guardare cose alla televisione, qualche settimana fa ho fatto una puntata dei 3 minuti grezzi, come si chiamava? <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/53694347" rel="noreferrer noopener">La vendetta di stare alzati la notte</a></b> anziché andare a dormire quando sai che comunque dovresti andare a dormire perché domani lo paghi, e stamattina l'ho pagata e quindi anziché alzarmi son rimasta lì a sonnecchiare, sapete quello che succede poi quando dovreste alzarvi, quindi non è più notte, e vi viene questa botta di sonno che sprofondate, sogni molto vividi, poi aprite di nuovo gli occhi e pensate siano passati 5 minuti e invece son passati tre quarti d'ora.<br><br>E così la mattina è andata un po' a rotoli e mi ritrovo quasi a, non dico mezza mattina, però adesso sono le nove e mezza passate, di solito a quest'ora, da mò che ho fatto i 3 minuti grezzi, ho montato tutto, montato, ho caricato tutto perché sapete che montaggio non ce n'è. Invece sono ancora qua a girarmi i pollici e a pensare, di cosa parlo?<br><br>Ecco, volevo parlare appunto delle routine, cioè questa schiavitù che se le cose non iniziano nel momento giusto, così come mi dice, mi chiede di fare la mia routine, poi rimango un po' indietro, e più rimango indietro è anziché un bel colpo di reni e recuperare, dire vabbè adesso tabula rasa, adesso cominciamo la giornata piena di energia, e invece tutta la giornata poi avviene al ritmo di questo trascinamento.<br><br>Mi faccio la doccia più tardi, mi vesto più tardi, faccio le cose più tardi, tutto diventa più tardi e più faccio le cose più tardi e più mi dispiace di fare le cose tardi, perché invece mi piace fare le cose belle, veloci, pimpanti e dinamiche.<br><br>Sì, mancano circa 30 secondi alla fine dei 3 minuti grezzi e anche nella esecuzione di questi 3 minuti grezzi noterete che l'energia è un po' bassa. Però prometto che appena finito, chiudo tutto, carico tutto e poi vado a farmi una bella passeggiata, a respirare un po' d'aria fresca e speriamo di recuperare le energie che mi servono per affrontare la giornata e fare tante cose belle. Ok?<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I guess I get too conditioned by routines, in the sense that I create routines in the day, then if I deviate by a few minutes I have a hard time catching up.<br><br>So this morning instead of getting up at the crack of dawn, no, not at the crack of dawn, however let's say just before seven in the morning, because last night I stayed up watching things on tv, a few weeks ago I did an episode of this podcast, what was it called ? <a href="https://www.spreaker.com/episode/53694347" rel="noreferrer noopener"><b>The revenge of staying up at night </b></a>instead of going to sleep when you know that anyway you should go to sleep because tomorrow you pay for it, and this morning I paid for it and so instead of getting up I stayed there snoozing, you know what happens then when you should get up, so it's not night anymore, and you get this sleepy bump that you sink, very vivid dreams, then you open your eyes again and you think it's been five minutes and instead it's been three quarters of an hour.<br><br>And so the morning went a little bit down and I find myself almost at, I won't say mid-morning, however it's now past 9:30, usually by this time, since I've done the 3 minutes podcast, I've assembled everything, I've uploaded everything because you know assembly there is none. Instead I'm still here twiddling my thumbs and thinking, what am I talking about?<br><br>Here, I wanted to talk about routines, that is, this slavery that if things don't start at the right time, just as it demands, it asks me to do my routine, then I fall a little bit behind, and the more I fall behind, instead of a nice little thrust of the back to catch up, saying whatever, now tabula rasa, now let's start the day full of energy, and instead the whole day then happens at the pace of this dragging.<br><br>I shower later, get dressed later, do things later, everything becomes later and the more I do things later, the more I regret doing things late, because instead I like to do things nice, fast, peppy and dynamic.<br><br>Yes, there are about 30 seconds left until the end of the 3 unedited minutes, and even in the execution of these 3 minutes you will notice that the energy is a bit low. But I promise that as soon as I'm done, I'll close everything up, upload everything and then go for a nice walk, breathe some fresh air and hopefully get back the energy I need to get through the day and do a lot of good things. Okay?]]>
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        <![CDATA[Sono una persona abitudinaria, anzi routinaria, perché mi piacciono le routine e quando non le seguo alla perfezione è come se perdessi l'equilibrio e tutto diventa più faticoso. Anche se so benissimo che la soluzione a tutto sarebbe quella di andare a letto ad un'ora decente la notte.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Mi sa che mi faccio condizionare troppo dalle routine, nel senso che mi creo le routine nella giornata, se poi sgarro di qualche minuto ho difficoltà a recuperare il ritmo.<br><br>Quindi stamattina anziché alzarmi all'alba, no, non all'alba, però diciamo poco prima delle sette del mattino, siccome ieri notte son rimasta a guardare cose alla televisione, qualche settimana fa ho fatto una puntata dei 3 minuti grezzi, come si chiamava? <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/53694347" rel="noreferrer noopener">La vendetta di stare alzati la notte</a></b> anziché andare a dormire quando sai che comunque dovresti andare a dormire perché domani lo paghi, e stamattina l'ho pagata e quindi anziché alzarmi son rimasta lì a sonnecchiare, sapete quello che succede poi quando dovreste alzarvi, quindi non è più notte, e vi viene questa botta di sonno che sprofondate, sogni molto vividi, poi aprite di nuovo gli occhi e pensate siano passati 5 minuti e invece son passati tre quarti d'ora.<br><br>E così la mattina è andata un po' a rotoli e mi ritrovo quasi a, non dico mezza mattina, però adesso sono le nove e mezza passate, di solito a quest'ora, da mò che ho fatto i 3 minuti grezzi, ho montato tutto, montato, ho caricato tutto perché sapete che montaggio non ce n'è. Invece sono ancora qua a girarmi i pollici e a pensare, di cosa parlo?<br><br>Ecco, volevo parlare appunto delle routine, cioè questa schiavitù che se le cose non iniziano nel momento giusto, così come mi dice, mi chiede di fare la mia routine, poi rimango un po' indietro, e più rimango indietro è anziché un bel colpo di reni e recuperare, dire vabbè adesso tabula rasa, adesso cominciamo la giornata piena di energia, e invece tutta la giornata poi avviene al ritmo di questo trascinamento.<br><br>Mi faccio la doccia più tardi, mi vesto più tardi, faccio le cose più tardi, tutto diventa più tardi e più faccio le cose più tardi e più mi dispiace di fare le cose tardi, perché invece mi piace fare le cose belle, veloci, pimpanti e dinamiche.<br><br>Sì, mancano circa 30 secondi alla fine dei 3 minuti grezzi e anche nella esecuzione di questi 3 minuti grezzi noterete che l'energia è un po' bassa. Però prometto che appena finito, chiudo tutto, carico tutto e poi vado a farmi una bella passeggiata, a respirare un po' d'aria fresca e speriamo di recuperare le energie che mi servono per affrontare la giornata e fare tante cose belle. Ok?<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I guess I get too conditioned by routines, in the sense that I create routines in the day, then if I deviate by a few minutes I have a hard time catching up.<br><br>So this morning instead of getting up at the crack of dawn, no, not at the crack of dawn, however let's say just before seven in the morning, because last night I stayed up watching things on tv, a few weeks ago I did an episode of this podcast, what was it called ? <a href="https://www.spreaker.com/episode/53694347" rel="noreferrer noopener"><b>The revenge of staying up at night </b></a>instead of going to sleep when you know that anyway you should go to sleep because tomorrow you pay for it, and this morning I paid for it and so instead of getting up I stayed there snoozing, you know what happens then when you should get up, so it's not night anymore, and you get this sleepy bump that you sink, very vivid dreams, then you open your eyes again and you think it's been five minutes and instead it's been three quarters of an hour.<br><br>And so the morning went a little bit down and I find myself almost at, I won't say mid-morning, however it's now past 9:30, usually by this time, since I've done the 3 minutes podcast, I've assembled everything, I've uploaded everything because you know assembly there is none. Instead I'm still here twiddling my thumbs and thinking, what am I talking about?<br><br>Here, I wanted to talk about routines, that is, this slavery that if things don't start at the right time, just as it demands, it asks me to do my routine, then I fall a little bit behind, and the more I fall behind, instead of a nice little thrust of the back to catch up, saying whatever, now tabula rasa, now let's start the day full of energy, and instead the whole day then happens at the pace of this dragging.<br><br>I shower later, get dressed later, do things later, everything becomes later and the more I do things later, the more I regret doing things late, because instead I like to do things nice, fast, peppy and dynamic.<br><br>Yes, there are about 30 seconds left until the end of the 3 unedited minutes, and even in the execution of these 3 minutes you will notice that the energy is a bit low. But I promise that as soon as I'm done, I'll close everything up, upload everything and then go for a nice walk, breathe some fresh air and hopefully get back the energy I need to get through the day and do a lot of good things. Okay?]]>
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      <pubDate>Fri, 19 May 2023 08:05:36 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Sono una persona abitudinaria, anzi routinaria, perché mi piacciono le routine e quando non le seguo alla perfezione è come se perdessi l'equilibrio e tutto diventa più faticoso. Anche se so benissimo che la soluzione a tutto sarebbe quella di andare a letto ad un'ora decente la notte.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Mi sa che mi faccio condizionare troppo dalle routine, nel senso che mi creo le routine nella giornata, se poi sgarro di qualche minuto ho difficoltà a recuperare il ritmo.Quindi stamattina anziché alzarmi all'alba, no, non all'alba, però diciamo poco prima delle sette del mattino, siccome ieri notte son rimasta a guardare cose alla televisione, qualche settimana fa ho fatto una puntata dei 3 minuti grezzi, come si chiamava? La vendetta di stare alzati la notte anziché andare a dormire quando sai che comunque dovresti andare a dormire perché domani lo paghi, e stamattina l'ho pagata e quindi anziché alzarmi son rimasta lì a sonnecchiare, sapete quello che succede poi quando dovreste alzarvi, quindi non è più notte, e vi viene questa botta di sonno che sprofondate, sogni molto vividi, poi aprite di nuovo gli occhi e pensate siano passati 5 minuti e invece son passati tre quarti d'ora.E così la mattina è andata un po' a rotoli e mi ritrovo quasi a, non dico mezza mattina, però adesso sono le nove e mezza passate, di solito a quest'ora, da mò che ho fatto i 3 minuti grezzi, ho montato tutto, montato, ho caricato tutto perché sapete che montaggio non ce n'è. Invece sono ancora qua a girarmi i pollici e a pensare, di cosa parlo?Ecco, volevo parlare appunto delle routine, cioè questa schiavitù che se le cose non iniziano nel momento giusto, così come mi dice, mi chiede di fare la mia routine, poi rimango un po' indietro, e più rimango indietro è anziché un bel colpo di reni e recuperare, dire vabbè adesso tabula rasa, adesso cominciamo la giornata piena di energia, e invece tutta la giornata poi avviene al ritmo di questo trascinamento.Mi faccio la doccia più tardi, mi vesto più tardi, faccio le cose più tardi, tutto diventa più tardi e più faccio le cose più tardi e più mi dispiace di fare le cose tardi, perché invece mi piace fare le cose belle, veloci, pimpanti e dinamiche.Sì, mancano circa 30 secondi alla fine dei 3 minuti grezzi e anche nella esecuzione di questi 3 minuti grezzi noterete che l'energia è un po' bassa. Però prometto che appena finito, chiudo tutto, carico tutto e poi vado a farmi una bella passeggiata, a respirare un po' d'aria fresca e speriamo di recuperare le energie che mi servono per affrontare la giornata e fare tante cose belle. Ok?TRANSLATIONI guess I get too conditioned by routines, in the sense that I create routines in the day, then if I deviate by a few minutes I have a hard time catching up.So this morning instead of getting up at the crack of dawn, no, not at the crack of dawn, however let's say just before seven in the morning, because last night I stayed up watching things on tv, a few weeks ago I did an episode of this podcast, what was it called ? The revenge of staying up at night instead of going to sleep when you know that anyway you should go to sleep because tomorrow you pay for it, and this morning I paid for it and so instead of getting up I stayed there snoozing, you know what happens then when you should get up, so it's not night anymore, and you get this sleepy bump that you sink, very vivid dreams, then you open your eyes again and you think it's been five minutes and instead it's been three quarters of an hour.And so the morning went a little bit down and I find myself almost at, I won't say mid-morning,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Sono una persona abitudinaria, anzi routinaria, perché mi piacciono le routine e quando non le seguo alla perfezione è come se perdessi l'equilibrio e tutto diventa più faticoso. Anche se so benissimo che la soluzione a tutto sarebbe quella di andare a le</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 503 Quando il bambino piange</title>
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        <![CDATA[Se dovessimo giudicare le americanate tipo il 'pianto controllato' dal livello di equilibrio della società americana, direi che la risposta sia molto semplice. Eppure da neomamma priva della rete naturale di donne attorno, a me il dubbio venne. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Ascoltando un podcast sulla vita dei gorilla, mi sono ricordata di un episodio di quando mio figlio era molto piccolo. Il fatto dei gorilla è questo: i gorilla hanno una gestazione di otto mesi e mezzo, quindi molto, molto vicino alla gestazione delle donne e degli esseri umani e stanno, dormono insieme al bambino, il gorillino, se lo tengono attaccato, ora non so se lo allattino, comunque fino ai tre anni se lo tengono sempre attaccato addosso.<br><br>Questo mi ha ricordato un episodio appunto che è successo quando mio figlio era molto piccolo, quando io... mio figlio nati in Australia, io ero sola con mio marito, non c'era una mamma, una nonna, una zia, neanche amiche che avessero figli piccoli, quindi ero un po' abbandonata a me stessa per quanto riguarda le rassicurazioni e le diverse teorie su come, cosa fare quando c'è un neonato a casa, e mio figlio piangeva, quindi la notte che facevo, lo prendevo in braccio.<br><br>Ora in Australia c' questa scuola di pensiero, che è una scuola di pensiero americana, quella del controlled crying, cioè il il pianto controllato che dice: quando il bambino piange e tu vai lo e prendi in braccio, lo stai abituando al fatto che piangere è un modo per chiamarti e per farti arrivare, quindi se vuoi che smetta di piangere, soprattutto la notte quando si sveglia, tu non andare e il bambino imparerà a riaddormentarsi da solo e risolvere tutti i problemi tuoi.<br><br>La cosa a me non mi aveva convinto molto, infatti non avevo neanche provato a farlo perché non mi sembrava una cosa naturale, anche perché, provate voi ad addormentarvi quando c'è il bambino che piange.<br><br>E quindi, visto che sono una persona un po' precisina, mi misi a fare le mie ricerche e, come vuole il caso, proprio in quei giorni a Melbourne c'era una conferenza, non mi ricordo su che cosa fosse, sull'infanzia, sulla psico, forse era sulla psicologia, comunque c'era l'intervento di un luminare che avrebbe parlato anche del controlled crying, quindi io mi precipito a questa conferenza e praticamente questo signore aveva detto, ma ma voi siete matti, ma lo sapete che i gorilla, le scimmie si tengono i bambini e vanno a tranquillizzarli quando piangono? Ma ma voi siete matti? Ma lasciate stare queste cose che sono delle americanate!<br><br>La cosa mi piacque tantissimo, tanto che alla fine della conferenza andai a parlare con il luminare, gli raccontai che io sono una neomamma, ero in forse se adottare o meno questo approccio, e lui ha detto, una mamma italiana? Ma lei è matta? Ma vada si prende il figlio e se la abbracci e lo consoli che l'unica cosa che sta insegnando al bambino, quando non va e lui piange, è che piangi quanto ti pare non c'è nessuno che viene a salvarti, non c'è nessuno che è qua con te, sei solo al mondo. Faccia quello che le dice il suo cuore di mamma che va bene così. <br>Ed è andata bene così.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Listening to a podcast about the lives of gorillas, I remembered an incident from when my son was very young. The thing about the gorillas is this: gorillas have a gestation of eight and a half months, so very, very close to the gestation of women and humans and they stay, they sleep together with the baby, the baby gorilla, they keep it attached, now I don't know if they breastfeed it, however until they are three years old they always keep it attached on them.<br><br>This reminded me of an episode that happened when my son was very young, when I... my son was born in Australia, I was alone with my husband, there was no mother, grandmother, aunt, not even friends who had young children, so I was kind of left to myself as far as reassurances and different theories about how, what to do when there is a newborn at home, and my son did cry, so the night I did, I was picking him up.<br><br>Now, in Australia there is this school of thought, which is an American school of thought, that of controlled crying, that is the controlled crying which says: when the baby cries and you go and pick them up, you are getting them used to the fact that crying is a way of calling you and getting you there, so if you want them to stop crying, especially at night when they wakes up, you don't go and the baby will learn to go back to sleep on their own and solve all your problems.<br><br>The thing hadn't convinced me much, in fact I had not even tried to do it because it did not feel natural, also because, you try to fall asleep when there is the baby crying.<br><br>And so, because I'm a bit of a precise person, I set out to do my research and, as the case may be, right in those days in Melbourne there was a conference, I can't remember what it was about, on childhood, on psych, maybe it was on psychology, anyway there was a talk by a luminary who was also going to talk about controlled crying, so I rushed to this conference and basically this gentleman said, but are you guys bananas? Do you know that gorillas, apes hold babies and go and calm them down when they cry? Are you bananas? Forget these American extravagance!<br>I liked it so much that at the end of the lecture I went to talk to the luminary, told him that I was a new mother, I was in doubt whether to take this approach or not, and he said, an Italian mom? Are you for real? Oh please, go and take your son and you hug and console him, that the only thing you are teaching the child, when you don't go when he cries, is that you can cry all you want there is no one coming to save you, there is no one who is here with you, you are alone in the world. Do what your mother's heart tells you, that's the right thing.<br>And it did work out ok.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Se dovessimo giudicare le americanate tipo il 'pianto controllato' dal livello di equilibrio della società americana, direi che la risposta sia molto semplice. Eppure da neomamma priva della rete naturale di donne attorno, a me il dubbio venne. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Ascoltando un podcast sulla vita dei gorilla, mi sono ricordata di un episodio di quando mio figlio era molto piccolo. Il fatto dei gorilla è questo: i gorilla hanno una gestazione di otto mesi e mezzo, quindi molto, molto vicino alla gestazione delle donne e degli esseri umani e stanno, dormono insieme al bambino, il gorillino, se lo tengono attaccato, ora non so se lo allattino, comunque fino ai tre anni se lo tengono sempre attaccato addosso.<br><br>Questo mi ha ricordato un episodio appunto che è successo quando mio figlio era molto piccolo, quando io... mio figlio nati in Australia, io ero sola con mio marito, non c'era una mamma, una nonna, una zia, neanche amiche che avessero figli piccoli, quindi ero un po' abbandonata a me stessa per quanto riguarda le rassicurazioni e le diverse teorie su come, cosa fare quando c'è un neonato a casa, e mio figlio piangeva, quindi la notte che facevo, lo prendevo in braccio.<br><br>Ora in Australia c' questa scuola di pensiero, che è una scuola di pensiero americana, quella del controlled crying, cioè il il pianto controllato che dice: quando il bambino piange e tu vai lo e prendi in braccio, lo stai abituando al fatto che piangere è un modo per chiamarti e per farti arrivare, quindi se vuoi che smetta di piangere, soprattutto la notte quando si sveglia, tu non andare e il bambino imparerà a riaddormentarsi da solo e risolvere tutti i problemi tuoi.<br><br>La cosa a me non mi aveva convinto molto, infatti non avevo neanche provato a farlo perché non mi sembrava una cosa naturale, anche perché, provate voi ad addormentarvi quando c'è il bambino che piange.<br><br>E quindi, visto che sono una persona un po' precisina, mi misi a fare le mie ricerche e, come vuole il caso, proprio in quei giorni a Melbourne c'era una conferenza, non mi ricordo su che cosa fosse, sull'infanzia, sulla psico, forse era sulla psicologia, comunque c'era l'intervento di un luminare che avrebbe parlato anche del controlled crying, quindi io mi precipito a questa conferenza e praticamente questo signore aveva detto, ma ma voi siete matti, ma lo sapete che i gorilla, le scimmie si tengono i bambini e vanno a tranquillizzarli quando piangono? Ma ma voi siete matti? Ma lasciate stare queste cose che sono delle americanate!<br><br>La cosa mi piacque tantissimo, tanto che alla fine della conferenza andai a parlare con il luminare, gli raccontai che io sono una neomamma, ero in forse se adottare o meno questo approccio, e lui ha detto, una mamma italiana? Ma lei è matta? Ma vada si prende il figlio e se la abbracci e lo consoli che l'unica cosa che sta insegnando al bambino, quando non va e lui piange, è che piangi quanto ti pare non c'è nessuno che viene a salvarti, non c'è nessuno che è qua con te, sei solo al mondo. Faccia quello che le dice il suo cuore di mamma che va bene così. <br>Ed è andata bene così.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Listening to a podcast about the lives of gorillas, I remembered an incident from when my son was very young. The thing about the gorillas is this: gorillas have a gestation of eight and a half months, so very, very close to the gestation of women and humans and they stay, they sleep together with the baby, the baby gorilla, they keep it attached, now I don't know if they breastfeed it, however until they are three years old they always keep it attached on them.<br><br>This reminded me of an episode that happened when my son was very young, when I... my son was born in Australia, I was alone with my husband, there was no mother, grandmother, aunt, not even friends who had young children, so I was kind of left to myself as far as reassurances and different theories about how, what to do when there is a newborn at home, and my son did cry, so the night I did, I was picking him up.<br><br>Now, in Australia there is this school of thought, which is an American school of thought, that of controlled crying, that is the controlled crying which says: when the baby cries and you go and pick them up, you are getting them used to the fact that crying is a way of calling you and getting you there, so if you want them to stop crying, especially at night when they wakes up, you don't go and the baby will learn to go back to sleep on their own and solve all your problems.<br><br>The thing hadn't convinced me much, in fact I had not even tried to do it because it did not feel natural, also because, you try to fall asleep when there is the baby crying.<br><br>And so, because I'm a bit of a precise person, I set out to do my research and, as the case may be, right in those days in Melbourne there was a conference, I can't remember what it was about, on childhood, on psych, maybe it was on psychology, anyway there was a talk by a luminary who was also going to talk about controlled crying, so I rushed to this conference and basically this gentleman said, but are you guys bananas? Do you know that gorillas, apes hold babies and go and calm them down when they cry? Are you bananas? Forget these American extravagance!<br>I liked it so much that at the end of the lecture I went to talk to the luminary, told him that I was a new mother, I was in doubt whether to take this approach or not, and he said, an Italian mom? Are you for real? Oh please, go and take your son and you hug and console him, that the only thing you are teaching the child, when you don't go when he cries, is that you can cry all you want there is no one coming to save you, there is no one who is here with you, you are alone in the world. Do what your mother's heart tells you, that's the right thing.<br>And it did work out ok.<br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 18 May 2023 08:30:41 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Se dovessimo giudicare le americanate tipo il 'pianto controllato' dal livello di equilibrio della società americana, direi che la risposta sia molto semplice. Eppure da neomamma priva della rete naturale di donne attorno, a me il dubbio venne. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ascoltando un podcast sulla vita dei gorilla, mi sono ricordata di un episodio di quando mio figlio era molto piccolo. Il fatto dei gorilla è questo: i gorilla hanno una gestazione di otto mesi e mezzo, quindi molto, molto vicino alla gestazione delle donne e degli esseri umani e stanno, dormono insieme al bambino, il gorillino, se lo tengono attaccato, ora non so se lo allattino, comunque fino ai tre anni se lo tengono sempre attaccato addosso.Questo mi ha ricordato un episodio appunto che è successo quando mio figlio era molto piccolo, quando io... mio figlio nati in Australia, io ero sola con mio marito, non c'era una mamma, una nonna, una zia, neanche amiche che avessero figli piccoli, quindi ero un po' abbandonata a me stessa per quanto riguarda le rassicurazioni e le diverse teorie su come, cosa fare quando c'è un neonato a casa, e mio figlio piangeva, quindi la notte che facevo, lo prendevo in braccio.Ora in Australia c' questa scuola di pensiero, che è una scuola di pensiero americana, quella del controlled crying, cioè il il pianto controllato che dice: quando il bambino piange e tu vai lo e prendi in braccio, lo stai abituando al fatto che piangere è un modo per chiamarti e per farti arrivare, quindi se vuoi che smetta di piangere, soprattutto la notte quando si sveglia, tu non andare e il bambino imparerà a riaddormentarsi da solo e risolvere tutti i problemi tuoi.La cosa a me non mi aveva convinto molto, infatti non avevo neanche provato a farlo perché non mi sembrava una cosa naturale, anche perché, provate voi ad addormentarvi quando c'è il bambino che piange.E quindi, visto che sono una persona un po' precisina, mi misi a fare le mie ricerche e, come vuole il caso, proprio in quei giorni a Melbourne c'era una conferenza, non mi ricordo su che cosa fosse, sull'infanzia, sulla psico, forse era sulla psicologia, comunque c'era l'intervento di un luminare che avrebbe parlato anche del controlled crying, quindi io mi precipito a questa conferenza e praticamente questo signore aveva detto, ma ma voi siete matti, ma lo sapete che i gorilla, le scimmie si tengono i bambini e vanno a tranquillizzarli quando piangono? Ma ma voi siete matti? Ma lasciate stare queste cose che sono delle americanate!La cosa mi piacque tantissimo, tanto che alla fine della conferenza andai a parlare con il luminare, gli raccontai che io sono una neomamma, ero in forse se adottare o meno questo approccio, e lui ha detto, una mamma italiana? Ma lei è matta? Ma vada si prende il figlio e se la abbracci e lo consoli che l'unica cosa che sta insegnando al bambino, quando non va e lui piange, è che piangi quanto ti pare non c'è nessuno che viene a salvarti, non c'è nessuno che è qua con te, sei solo al mondo. Faccia quello che le dice il suo cuore di mamma che va bene così. Ed è andata bene così.TRANSLATIONListening to a podcast about the lives of gorillas, I remembered an incident from when my son was very young. The thing about the gorillas is this: gorillas have a gestation of eight and a half months, so very, very close to the gestation of women and humans and they stay, they sleep together with the baby, the baby gorilla, they keep it attached, now I don't know if they breastfeed it, however until they are three years old they always keep it attached on them.This reminded me of an episode that happened when my son was very young, when I... my son was born in Australia, I was alone with my husband, there was no mother, grandmother, aunt, not even friends who had young children, so I was kind of left to myself as far as reassurances...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Se dovessimo giudicare le americanate tipo il 'pianto controllato' dal livello di equilibrio della società americana, direi che la risposta sia molto semplice. Eppure da neomamma priva della rete naturale di donne attorno, a me il dubbio venne. TRASCRIZIO</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 502 Film per amicizie</title>
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        <![CDATA[Chiedere se è piaciuto un determinato film per capire se quella amicizia fa per noi. Le amicizie si scelgono anche così.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Avevo un amico che mi aveva raccontato, sai quando incontro una persona nuova per capire se questa persona mi piace o che tipo di persona è, gli chiedo se ha visto il film <b>Gatto nero gatto bianco </b>di Kusturica e secondo come mi risponde poi capisco che persona è. Questo era il modo che lui aveva di giudicare le nuove amicizie, un modo un po strano.<br><br>Mi ha fatto tornare in mente anche una mia amica, da un'altra parte del mondo, che invece mi aveva raccontato che dopo aver visto il film <b>Un cuento chino</b>, non so come si pronunci in spagnolo, che in italiano un film tradotto, <b>Piovono cose dal cielo</b>, mi pare una cosa del genere, lo faceva vedere sempre a tutti i suoi amici, perché secondo lei era un film così bello che bisognava sempre vederlo insieme e lei se l'era già visto, non so decine di volte, tra l'altro l'avevamo visto anche insieme.<br><br>È un atteggiamento strano questo nei confronti dei film, quindi prendere un film come espressione di quello che ci piace o di quello in cui crediamo e addirittura come termine di paragone, come setaccio per capire quali sono le persone che ci piacciono e cioè dalla reazione. E' anche una cosa un po' pericolosa, credo, perché personalmente io vado a periodi, ci sono dei periodi in cui... È come coi libri: qual è il tuo libro preferito? Boh, che ne so? Dipende da quello che ho appena letto e da quello che mi è piaciuto.<br><br>E anche quei film. Ci sono dei film che mi lasciano, mi fanno un grande impatto appena li vedo, poi però non è che mi rimangano per anni e anni, per decenni. E invece poi ci sono degli altri film che mi rimangono, anche se magari sul momento quando li ho visti non hanno avuto questo impatto emotivo.<br><br>Poi cosa vuol dire impatto emotivo di un film? Un film che fa piangere? Un film che fa ridere? Film che che provocano la risata, proprio la risata bella di pancia, da tantissimo tempo che non ne vedo, anzi veramente non ricordo neanche quale sia l'ultimo film che ho visto che mi ha fatto ridere ahahahahahahah. come si dice a crepapelle. Piangere, di solito non piango al cinema non mi commuovo. Quindi no, di solito i film che mi colpiscono sono quelli che mi inquietano, quelli che mi fanno pensare, quelli che poi mi tornano in mente, magari la notte quando non riesco a dormire, magari mi tornano in mente con immagini che non ho capito bene.<br><br>Ecco i film che mi piacciono sono quelli che non capisco bene e che continuo a elaborare mese dopo mese, anno dopo anno. Ma non credo che userei mai un film per vedere le reazioni degli amici e delle amiche e decidere sulla nostra amicizia.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I had a friend who told me once, you know when I meet a new person to figure out if I like this person or what kind of person they are, I ask if they have seen the movie <b>Black Cat White Cat</b> by Kusturica and according to the answer I figure out what kind of person they are. This was his way of judging new friendships, a somewhat strange way.<br><br>It also reminded me of a friend of mine, from another part of the world, who instead had told me that after seeing the movie <b>Un cuento chino</b>, I don't know how to pronounce it in Spanish, that in Italian it's translated, Piovono cose dal cielo, I think something like that, [in English 'Chinese takeway'] she always made all her friends watch it, because according to her it was such a good movie that you always have to see it together and she had already seen it, I don't know dozens of times, by the way we had also seen it together.<br><br>It is a strange attitude this towards movies, so to take a movie as an expression of what we like or what we believe in and even as a term of comparison, as a sieve to see which people we like and that is from the reaction. It's also kind of a dangerous thing, I think, because personally I go by periods, there are periods when ... It's like with books: what's your favorite book? IDK, what do I know? It depends on what I just read and what I liked.<br><br>And also with movies. There are some movies that leave me, make a big impact on me as soon as I see them, but then it's not like they stay with me for years and years, for decades. And instead then instead there are some other movies that stay with me, even though maybe in the moment when I saw them they didn't have that emotional impact.<br><br>Then what is the emotional impact of a movie? A movie that makes you cry? A movie that makes you laugh? Movies that provoke laughter, just good belly laughter, it's been a very long time since I've seen any, in fact really I can't even remember what was the last movie I saw that made me laugh ahahahahahahah as they say, to tears. Crying, I don't usually cry at the movies I'm not moved. So no, usually the movies that strike me are the ones that disturb me, the ones that make me think, the ones that then come back to me, maybe at night when I can't sleep, maybe they come back to me with images that I didn't quite understand.<br><br>Here, are the movies that I like are the ones that I don't really understand and I keep processing month after month, year after year. But I don't think I would ever use a movie to see the reactions of friends and decide on our friendship.<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Chiedere se è piaciuto un determinato film per capire se quella amicizia fa per noi. Le amicizie si scelgono anche così.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Avevo un amico che mi aveva raccontato, sai quando incontro una persona nuova per capire se questa persona mi piace o che tipo di persona è, gli chiedo se ha visto il film <b>Gatto nero gatto bianco </b>di Kusturica e secondo come mi risponde poi capisco che persona è. Questo era il modo che lui aveva di giudicare le nuove amicizie, un modo un po strano.<br><br>Mi ha fatto tornare in mente anche una mia amica, da un'altra parte del mondo, che invece mi aveva raccontato che dopo aver visto il film <b>Un cuento chino</b>, non so come si pronunci in spagnolo, che in italiano un film tradotto, <b>Piovono cose dal cielo</b>, mi pare una cosa del genere, lo faceva vedere sempre a tutti i suoi amici, perché secondo lei era un film così bello che bisognava sempre vederlo insieme e lei se l'era già visto, non so decine di volte, tra l'altro l'avevamo visto anche insieme.<br><br>È un atteggiamento strano questo nei confronti dei film, quindi prendere un film come espressione di quello che ci piace o di quello in cui crediamo e addirittura come termine di paragone, come setaccio per capire quali sono le persone che ci piacciono e cioè dalla reazione. E' anche una cosa un po' pericolosa, credo, perché personalmente io vado a periodi, ci sono dei periodi in cui... È come coi libri: qual è il tuo libro preferito? Boh, che ne so? Dipende da quello che ho appena letto e da quello che mi è piaciuto.<br><br>E anche quei film. Ci sono dei film che mi lasciano, mi fanno un grande impatto appena li vedo, poi però non è che mi rimangano per anni e anni, per decenni. E invece poi ci sono degli altri film che mi rimangono, anche se magari sul momento quando li ho visti non hanno avuto questo impatto emotivo.<br><br>Poi cosa vuol dire impatto emotivo di un film? Un film che fa piangere? Un film che fa ridere? Film che che provocano la risata, proprio la risata bella di pancia, da tantissimo tempo che non ne vedo, anzi veramente non ricordo neanche quale sia l'ultimo film che ho visto che mi ha fatto ridere ahahahahahahah. come si dice a crepapelle. Piangere, di solito non piango al cinema non mi commuovo. Quindi no, di solito i film che mi colpiscono sono quelli che mi inquietano, quelli che mi fanno pensare, quelli che poi mi tornano in mente, magari la notte quando non riesco a dormire, magari mi tornano in mente con immagini che non ho capito bene.<br><br>Ecco i film che mi piacciono sono quelli che non capisco bene e che continuo a elaborare mese dopo mese, anno dopo anno. Ma non credo che userei mai un film per vedere le reazioni degli amici e delle amiche e decidere sulla nostra amicizia.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I had a friend who told me once, you know when I meet a new person to figure out if I like this person or what kind of person they are, I ask if they have seen the movie <b>Black Cat White Cat</b> by Kusturica and according to the answer I figure out what kind of person they are. This was his way of judging new friendships, a somewhat strange way.<br><br>It also reminded me of a friend of mine, from another part of the world, who instead had told me that after seeing the movie <b>Un cuento chino</b>, I don't know how to pronounce it in Spanish, that in Italian it's translated, Piovono cose dal cielo, I think something like that, [in English 'Chinese takeway'] she always made all her friends watch it, because according to her it was such a good movie that you always have to see it together and she had already seen it, I don't know dozens of times, by the way we had also seen it together.<br><br>It is a strange attitude this towards movies, so to take a movie as an expression of what we like or what we believe in and even as a term of comparison, as a sieve to see which people we like and that is from the reaction. It's also kind of a dangerous thing, I think, because personally I go by periods, there are periods when ... It's like with books: what's your favorite book? IDK, what do I know? It depends on what I just read and what I liked.<br><br>And also with movies. There are some movies that leave me, make a big impact on me as soon as I see them, but then it's not like they stay with me for years and years, for decades. And instead then instead there are some other movies that stay with me, even though maybe in the moment when I saw them they didn't have that emotional impact.<br><br>Then what is the emotional impact of a movie? A movie that makes you cry? A movie that makes you laugh? Movies that provoke laughter, just good belly laughter, it's been a very long time since I've seen any, in fact really I can't even remember what was the last movie I saw that made me laugh ahahahahahahah as they say, to tears. Crying, I don't usually cry at the movies I'm not moved. So no, usually the movies that strike me are the ones that disturb me, the ones that make me think, the ones that then come back to me, maybe at night when I can't sleep, maybe they come back to me with images that I didn't quite understand.<br><br>Here, are the movies that I like are the ones that I don't really understand and I keep processing month after month, year after year. But I don't think I would ever use a movie to see the reactions of friends and decide on our friendship.<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 17 May 2023 07:09:19 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Chiedere se è piaciuto un determinato film per capire se quella amicizia fa per noi. Le amicizie si scelgono anche così.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Avevo un amico che mi aveva raccontato, sai quando incontro una persona nuova per capire se questa persona mi piace o che tipo di persona è, gli chiedo se ha visto il film Gatto nero gatto bianco di Kusturica e secondo come mi risponde poi capisco che persona è. Questo era il modo che lui aveva di giudicare le nuove amicizie, un modo un po strano.Mi ha fatto tornare in mente anche una mia amica, da un'altra parte del mondo, che invece mi aveva raccontato che dopo aver visto il film Un cuento chino, non so come si pronunci in spagnolo, che in italiano un film tradotto, Piovono cose dal cielo, mi pare una cosa del genere, lo faceva vedere sempre a tutti i suoi amici, perché secondo lei era un film così bello che bisognava sempre vederlo insieme e lei se l'era già visto, non so decine di volte, tra l'altro l'avevamo visto anche insieme.È un atteggiamento strano questo nei confronti dei film, quindi prendere un film come espressione di quello che ci piace o di quello in cui crediamo e addirittura come termine di paragone, come setaccio per capire quali sono le persone che ci piacciono e cioè dalla reazione. E' anche una cosa un po' pericolosa, credo, perché personalmente io vado a periodi, ci sono dei periodi in cui... È come coi libri: qual è il tuo libro preferito? Boh, che ne so? Dipende da quello che ho appena letto e da quello che mi è piaciuto.E anche quei film. Ci sono dei film che mi lasciano, mi fanno un grande impatto appena li vedo, poi però non è che mi rimangano per anni e anni, per decenni. E invece poi ci sono degli altri film che mi rimangono, anche se magari sul momento quando li ho visti non hanno avuto questo impatto emotivo.Poi cosa vuol dire impatto emotivo di un film? Un film che fa piangere? Un film che fa ridere? Film che che provocano la risata, proprio la risata bella di pancia, da tantissimo tempo che non ne vedo, anzi veramente non ricordo neanche quale sia l'ultimo film che ho visto che mi ha fatto ridere ahahahahahahah. come si dice a crepapelle. Piangere, di solito non piango al cinema non mi commuovo. Quindi no, di solito i film che mi colpiscono sono quelli che mi inquietano, quelli che mi fanno pensare, quelli che poi mi tornano in mente, magari la notte quando non riesco a dormire, magari mi tornano in mente con immagini che non ho capito bene.Ecco i film che mi piacciono sono quelli che non capisco bene e che continuo a elaborare mese dopo mese, anno dopo anno. Ma non credo che userei mai un film per vedere le reazioni degli amici e delle amiche e decidere sulla nostra amicizia.TRANSLATIONI had a friend who told me once, you know when I meet a new person to figure out if I like this person or what kind of person they are, I ask if they have seen the movie Black Cat White Cat by Kusturica and according to the answer I figure out what kind of person they are. This was his way of judging new friendships, a somewhat strange way.It also reminded me of a friend of mine, from another part of the world, who instead had told me that after seeing the movie Un cuento chino, I don't know how to pronounce it in Spanish, that in Italian it's translated, Piovono cose dal cielo, I think something like that, [in English 'Chinese takeway'] she always made all her friends watch it, because according to her it was such a good movie that you always have to see it together and she had already seen it, I don't know dozens of times, by the way we had also seen it together.It is a strange attitude this towards movies, so to take a movie as an expression of what we like or what we believe in and even as a term of comparison, as a sieve to see which people we like and that is from...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Chiedere se è piaciuto un determinato film per capire se quella amicizia fa per noi. Le amicizie si scelgono anche così.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Avevo un amico che mi aveva raccontato, sai quando incontro una persona nuova per capire se questa </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 501 Palazzi poco invitanti</title>
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        <![CDATA[Ci sono dei palazzi che quando ci passi davanti sembra ti dicano di non avvicinarti, certamente non hanno un aspetto che invita ad entrare. Questa mi pare che sia l'archittetura preferita dai palazzi del potere politico. SIcuramente è la filosofia architettonica che anima il palazzo della Regione Sardegna dove mancano solo i cartelli con su scritto 'sciò' come davanti al deposito di Paperon de Paperoni.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Non so se avete notato, ma ci sono certi edifici che quando ci passate davanti invogliano la gente a fermarsi e magari anche ad entrare, mentre ce ne sono degli altri che non solo non invogliano la gente ad entrare, ma proprio sembra che vogliano dire passa avanti, non cercare nemmeno di guardare dal vetro e non vogliamo che tu entri.<br><br>Questo lo penso ogni volta che passo davanti al Palazzo della Regione Sarda. Il Palazzo della Regione situato in via Roma, una delle vie principali, ed è una costruzione molto moderna, insomma molto moderna, no mi correggo, è una costruzione degli anni '70, forse degli anni '80, però non è antica, ed è brutta è brutta.<br><br>La porta è costituita da questi vetri neri, quindi non si vede quello che c'è dentro e tutt'attorno, a livello della strada, al pianterreno, tutto un susseguirsi di grandi vetri e tu non riesci a vedere quello che c'è dentro. Ecco, ogni volta che passo davanti al palazzo della Regione Sarda penso, ma guarda un po te come l'hanno costruita, certo che non ti invoglia a sentirti parte della cittadinanza attiva, non ti invoglia a entrare, a parlare con gli assessori, con le persone che lavorano qua. E poi mi dico, anzi mi faccio la domanda e mi rispondo che probabilmente l'architettura è solo la ciliegina sulla torta, perché alle persone che lavorano all'interno della Regione non gliene frega niente di invitare il pubblico ad entrare.<br><br>Ora, non me la voglio prendere particolarmente con i politici sardi, anche se mi piacerebbe molto prendermela particolarmente con i politici sardi, però diciamo, il termine di paragone che ho è quello dei politici australiani e lì ogni consiglio comunale non solo è aperto al pubblico, e tu puoi andare agli orari di ricevimento come in qualsiasi ufficio, dalle nove alle alle cinque, al rappresentante politico del tuo quartiere, della tua municipalità, puoi andare e parlarci ed esporre quelle che sono le tue preoccupazioni, i tuoi problemi, ma anche le sedute sono pubbliche, sono sicura che anche quelle del Palazzo della Giunta regionale sarda siano pubbliche, anche se io non me ne sono mai interessata, però non sono sicuramente vissute, la cittadinanza non viene, non veniamo invitati, non ci dicono venite che così ne parliamo.<br><br>Non so se le cose sarebbero diverse se noi potessimo effettivamente esercitare la cittadinanza attiva. Per ora passo davanti al palazzo del Consiglio regionale per constatare che non vedo quello che succede dentro.<br><br><br><br>TRANSLATION<br><br>I don't know if you've noticed, but there are certain buildings that when you pass by, they entice people to stop and maybe even go inside, while there are others that not only don't entice people to go inside, but really seem to want to say go ahead, don't even try to look through the glass, we don't want you to go inside.<br><br>This is what I think every time I pass in front of the Sardinian Regional Palace. The Palace of the Region located on Rome Street, one of the main streets, it is a very modern building, in short very modern, no let me correct myself, it is a building from the 1970s, maybe 1980s, however it is not old, and it is ugly it is ugly.<br><br>The door is made up of these black panes, so you can't see what's inside and all around, at street level, on the ground floor, it's all a succession of big panes of glass and you can't see what's inside. You see, every time I pass in front of the building of the Sardinian Region I think, but look at this, how they built it, of course it doesn't entice you to feel part of active citizenship, it doesn't entice you to go inside, to talk to the councillors, to the people who work here. And then I say to myself, or rather I ask myself the question and give myself the answer, that probably architecture is just the icing on the cake, because the people who work at the regional government don't give a damn about inviting the public in.<br><br>Now, I don't want to pick specifically on Sardinian politicians, although I would love to pick specifically on Sardinian politicians, but let's say, the term of comparison I have is with Australian politicians and there every city council is not only open to the public, and you can visit at office hours like in any office, from nine to five, to the political representative of your neighborhood, of your municipality, you can go and talk to them and expose what are your concerns, your problems, but also the sessions are public, I'm sure that also in the Sardinian regional council sittings are public, although I've never been interested in them, but they are definitely not experienced, the citizenry doesn't come, we're not invited, they don't tell us come so we can talk about it.<br><br>I don't know if things would be different if we could actually exercise active citizenship. For now I walk past the regional council building to find that I do not see what is going on inside.]]>
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        <![CDATA[Ci sono dei palazzi che quando ci passi davanti sembra ti dicano di non avvicinarti, certamente non hanno un aspetto che invita ad entrare. Questa mi pare che sia l'archittetura preferita dai palazzi del potere politico. SIcuramente è la filosofia architettonica che anima il palazzo della Regione Sardegna dove mancano solo i cartelli con su scritto 'sciò' come davanti al deposito di Paperon de Paperoni.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Non so se avete notato, ma ci sono certi edifici che quando ci passate davanti invogliano la gente a fermarsi e magari anche ad entrare, mentre ce ne sono degli altri che non solo non invogliano la gente ad entrare, ma proprio sembra che vogliano dire passa avanti, non cercare nemmeno di guardare dal vetro e non vogliamo che tu entri.<br><br>Questo lo penso ogni volta che passo davanti al Palazzo della Regione Sarda. Il Palazzo della Regione situato in via Roma, una delle vie principali, ed è una costruzione molto moderna, insomma molto moderna, no mi correggo, è una costruzione degli anni '70, forse degli anni '80, però non è antica, ed è brutta è brutta.<br><br>La porta è costituita da questi vetri neri, quindi non si vede quello che c'è dentro e tutt'attorno, a livello della strada, al pianterreno, tutto un susseguirsi di grandi vetri e tu non riesci a vedere quello che c'è dentro. Ecco, ogni volta che passo davanti al palazzo della Regione Sarda penso, ma guarda un po te come l'hanno costruita, certo che non ti invoglia a sentirti parte della cittadinanza attiva, non ti invoglia a entrare, a parlare con gli assessori, con le persone che lavorano qua. E poi mi dico, anzi mi faccio la domanda e mi rispondo che probabilmente l'architettura è solo la ciliegina sulla torta, perché alle persone che lavorano all'interno della Regione non gliene frega niente di invitare il pubblico ad entrare.<br><br>Ora, non me la voglio prendere particolarmente con i politici sardi, anche se mi piacerebbe molto prendermela particolarmente con i politici sardi, però diciamo, il termine di paragone che ho è quello dei politici australiani e lì ogni consiglio comunale non solo è aperto al pubblico, e tu puoi andare agli orari di ricevimento come in qualsiasi ufficio, dalle nove alle alle cinque, al rappresentante politico del tuo quartiere, della tua municipalità, puoi andare e parlarci ed esporre quelle che sono le tue preoccupazioni, i tuoi problemi, ma anche le sedute sono pubbliche, sono sicura che anche quelle del Palazzo della Giunta regionale sarda siano pubbliche, anche se io non me ne sono mai interessata, però non sono sicuramente vissute, la cittadinanza non viene, non veniamo invitati, non ci dicono venite che così ne parliamo.<br><br>Non so se le cose sarebbero diverse se noi potessimo effettivamente esercitare la cittadinanza attiva. Per ora passo davanti al palazzo del Consiglio regionale per constatare che non vedo quello che succede dentro.<br><br><br><br>TRANSLATION<br><br>I don't know if you've noticed, but there are certain buildings that when you pass by, they entice people to stop and maybe even go inside, while there are others that not only don't entice people to go inside, but really seem to want to say go ahead, don't even try to look through the glass, we don't want you to go inside.<br><br>This is what I think every time I pass in front of the Sardinian Regional Palace. The Palace of the Region located on Rome Street, one of the main streets, it is a very modern building, in short very modern, no let me correct myself, it is a building from the 1970s, maybe 1980s, however it is not old, and it is ugly it is ugly.<br><br>The door is made up of these black panes, so you can't see what's inside and all around, at street level, on the ground floor, it's all a succession of big panes of glass and you can't see what's inside. You see, every time I pass in front of the building of the Sardinian Region I think, but look at this, how they built it, of course it doesn't entice you to feel part of active citizenship, it doesn't entice you to go inside, to talk to the councillors, to the people who work here. And then I say to myself, or rather I ask myself the question and give myself the answer, that probably architecture is just the icing on the cake, because the people who work at the regional government don't give a damn about inviting the public in.<br><br>Now, I don't want to pick specifically on Sardinian politicians, although I would love to pick specifically on Sardinian politicians, but let's say, the term of comparison I have is with Australian politicians and there every city council is not only open to the public, and you can visit at office hours like in any office, from nine to five, to the political representative of your neighborhood, of your municipality, you can go and talk to them and expose what are your concerns, your problems, but also the sessions are public, I'm sure that also in the Sardinian regional council sittings are public, although I've never been interested in them, but they are definitely not experienced, the citizenry doesn't come, we're not invited, they don't tell us come so we can talk about it.<br><br>I don't know if things would be different if we could actually exercise active citizenship. For now I walk past the regional council building to find that I do not see what is going on inside.]]>
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      <pubDate>Tue, 16 May 2023 05:00:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 500 Per i turisti? Ma quando mai!</title>
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        <![CDATA[La città dovrebbe essere prima di tutto per le persone che ci abitano. Ecco perché mi fa arrabbiare sentire le persone che chiedono strade più pulite 'perché altrimenti cosa pensano i turisti?' Sinceramente a me dei turisti importa abbastanza poco, preferisco che le strade siano pulite perché ci abitiamo noi che qui (e vale per ogni città) ci viviamo.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation]<br><br>Non ce l'ho con i turisti. In linea di massima non ce l'ho mai con una categoria per partito preso. Però mi d molto fastidio un atteggiamento che vedo spesso dalle persone della mia città, dai cagliaritani, e cioè ogni volta che ci sono delle strade piene di spazzatura, e a volte succede, o quando c'è qualche bruttura o quando l'amministrazione comunale non ripara le strade, non fa quello che dovrebbe fare, purtroppo succede abbastanza spesso, allora sui giornali, sia i giornalisti che le persone che commentano, iniziano col dire ah, e che cosa pensano allora quando arrivano i turisti?<br><br>E questo mi fa molto arrabbiare perché io penso che principalmente, fondamentalmente la città è prima di tutto per le persone che nella città ci abitano, per le persone che hanno investito qualcosa per abitare in quella città. E non parlo di investimenti in denaro, acquisto di appartamenti o quant'altro. Parlo proprio del fatto che nella città ci vivono e contribuiscono alla società che c'è in quella città, al fatto che i servizi vengano utilizzati, che ci sia un certo tipo di ambiente, hanno la loro famiglia, i loro amici, le loro amiche.<br><br>Ecco allora smettiamola di pensare concepire la città a misura di turista, perché i turisti vanno e vengono, e spesso si lasciano dietro spazzatura, infatti a me non piacciono nemmeno le grandi navi da crociera che si dice, boh portino chissà quale ricchezza. Io quando li vedo passare nel centro storico, mi ricordano gli sciami delle cavallette, che purtroppo sono un altro grande problema che abbiamo qua in Sardegna.<br><br>Sì, non mi piace questo accomunare, queste masse di persone che si muovono, con queste gigantesche imbarcazioni, vanno di porto in porto. Mi ricordo vidi questa cosa terribile a Venezia, dove io ero andate a vedere la Biennale, non in gruppo, da sola, con mio marito, e ricordo questa nave gigantesca, prima che proibisse alle navi gigantesche di entrare a Venezia, che approdò la mattina presto, e la vidi perché noi eravamo già lì alle 6 del mattino, e la stessa nave poi ripartì, boh non lo so, alle cinque di pomeriggio. Ecco, quelle persone erano rimaste a Venezia una manciata di ore e potevano tornarsene a casa dicendo, ah, sono stato a Venezia! Ma dove sei stato? Ma dove sei stato?<br><br>Ecco, mi dà fastidio questo atteggiamento delle persone che vogliono la città fatta bella e pulita per i turisti. No, fatevi una bella città per voi che ci abitate, un vostro diritto e cheppalle 'sti turisti e basta.<br><br>Cioè vabbè, scusate, mi sono fatto un po' prendere la mano. Anch'io a volte vado in altre nazioni, ma cerco di rimanere praticamente invisibile, di non essere così visibile come le masse dei turisti.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I don't resent tourists. As a general rule, I never resent a category out of partisanship. But it bothers me very much an attitude that I often see from the people in my city, from the people in Cagliari, and that is whenever there are streets full of garbage, and sometimes it happens, or when there is some ugliness or when the city administration doesn't repair the streets, doesn't do what it should do, unfortunately it happens quite often, then in the newspapers, both journalists and people commenting, they start by saying ah, and what will tourist think of it?<br><br>And that makes me very angry because I think that primarily, fundamentally the city is first of all for the people who live in the city, for the people who have invested something to live in that city. And I'm not talking about investing money, buying apartments or whatever. I am really talking about the fact that those people live there and contribute to the society there, to the fact that services are used, that there is a certain kind of environment, that they have their family, their friends.<br><br>Well, let's stop thinking conceiving of the city as just tourist-friendly, because tourists come and go, and they often leave behind garbage, in fact I don't like the people on big cruise ships that are said, IDK, to bring who knows what wealth. When I see them passing through the historic center, they remind me of the swarms of locusts, which unfortunately are another big problem we have here in Sardinia.<br><br>Yes, I don't like this lumping together, these masses of people moving, with these giant boats, going from port to port. I remember I saw this terrible thing in Venice, where I had gone to see the Biennale, not in a group, alone, with my husband, and I remember this giant ship, before they banned giant ships from entering Venice, that arrived early in the morning, and I saw it because we were already there at 6 o'clock in the morning, and the same ship then departed, I don't know, at five o'clock in the afternoon. There, those people had been in Venice a handful of hours and could go home and say, ah, I've been to Venice! But where have you been? But where have you been?<br><br>Here, I am bothered by this attitude of people who want the city made nice and clean for tourists. No, make a nice city for you who live there, it's your right and it sucks, these tourists, and that's it.<br>I mean whatever, sorry, I got a little carried away. I too sometimes go to other countries, but I try to remain practically invisible, not to be as visible as the masses of tourists.]]>
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        <![CDATA[La città dovrebbe essere prima di tutto per le persone che ci abitano. Ecco perché mi fa arrabbiare sentire le persone che chiedono strade più pulite 'perché altrimenti cosa pensano i turisti?' Sinceramente a me dei turisti importa abbastanza poco, preferisco che le strade siano pulite perché ci abitiamo noi che qui (e vale per ogni città) ci viviamo.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation]<br><br>Non ce l'ho con i turisti. In linea di massima non ce l'ho mai con una categoria per partito preso. Però mi d molto fastidio un atteggiamento che vedo spesso dalle persone della mia città, dai cagliaritani, e cioè ogni volta che ci sono delle strade piene di spazzatura, e a volte succede, o quando c'è qualche bruttura o quando l'amministrazione comunale non ripara le strade, non fa quello che dovrebbe fare, purtroppo succede abbastanza spesso, allora sui giornali, sia i giornalisti che le persone che commentano, iniziano col dire ah, e che cosa pensano allora quando arrivano i turisti?<br><br>E questo mi fa molto arrabbiare perché io penso che principalmente, fondamentalmente la città è prima di tutto per le persone che nella città ci abitano, per le persone che hanno investito qualcosa per abitare in quella città. E non parlo di investimenti in denaro, acquisto di appartamenti o quant'altro. Parlo proprio del fatto che nella città ci vivono e contribuiscono alla società che c'è in quella città, al fatto che i servizi vengano utilizzati, che ci sia un certo tipo di ambiente, hanno la loro famiglia, i loro amici, le loro amiche.<br><br>Ecco allora smettiamola di pensare concepire la città a misura di turista, perché i turisti vanno e vengono, e spesso si lasciano dietro spazzatura, infatti a me non piacciono nemmeno le grandi navi da crociera che si dice, boh portino chissà quale ricchezza. Io quando li vedo passare nel centro storico, mi ricordano gli sciami delle cavallette, che purtroppo sono un altro grande problema che abbiamo qua in Sardegna.<br><br>Sì, non mi piace questo accomunare, queste masse di persone che si muovono, con queste gigantesche imbarcazioni, vanno di porto in porto. Mi ricordo vidi questa cosa terribile a Venezia, dove io ero andate a vedere la Biennale, non in gruppo, da sola, con mio marito, e ricordo questa nave gigantesca, prima che proibisse alle navi gigantesche di entrare a Venezia, che approdò la mattina presto, e la vidi perché noi eravamo già lì alle 6 del mattino, e la stessa nave poi ripartì, boh non lo so, alle cinque di pomeriggio. Ecco, quelle persone erano rimaste a Venezia una manciata di ore e potevano tornarsene a casa dicendo, ah, sono stato a Venezia! Ma dove sei stato? Ma dove sei stato?<br><br>Ecco, mi dà fastidio questo atteggiamento delle persone che vogliono la città fatta bella e pulita per i turisti. No, fatevi una bella città per voi che ci abitate, un vostro diritto e cheppalle 'sti turisti e basta.<br><br>Cioè vabbè, scusate, mi sono fatto un po' prendere la mano. Anch'io a volte vado in altre nazioni, ma cerco di rimanere praticamente invisibile, di non essere così visibile come le masse dei turisti.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I don't resent tourists. As a general rule, I never resent a category out of partisanship. But it bothers me very much an attitude that I often see from the people in my city, from the people in Cagliari, and that is whenever there are streets full of garbage, and sometimes it happens, or when there is some ugliness or when the city administration doesn't repair the streets, doesn't do what it should do, unfortunately it happens quite often, then in the newspapers, both journalists and people commenting, they start by saying ah, and what will tourist think of it?<br><br>And that makes me very angry because I think that primarily, fundamentally the city is first of all for the people who live in the city, for the people who have invested something to live in that city. And I'm not talking about investing money, buying apartments or whatever. I am really talking about the fact that those people live there and contribute to the society there, to the fact that services are used, that there is a certain kind of environment, that they have their family, their friends.<br><br>Well, let's stop thinking conceiving of the city as just tourist-friendly, because tourists come and go, and they often leave behind garbage, in fact I don't like the people on big cruise ships that are said, IDK, to bring who knows what wealth. When I see them passing through the historic center, they remind me of the swarms of locusts, which unfortunately are another big problem we have here in Sardinia.<br><br>Yes, I don't like this lumping together, these masses of people moving, with these giant boats, going from port to port. I remember I saw this terrible thing in Venice, where I had gone to see the Biennale, not in a group, alone, with my husband, and I remember this giant ship, before they banned giant ships from entering Venice, that arrived early in the morning, and I saw it because we were already there at 6 o'clock in the morning, and the same ship then departed, I don't know, at five o'clock in the afternoon. There, those people had been in Venice a handful of hours and could go home and say, ah, I've been to Venice! But where have you been? But where have you been?<br><br>Here, I am bothered by this attitude of people who want the city made nice and clean for tourists. No, make a nice city for you who live there, it's your right and it sucks, these tourists, and that's it.<br>I mean whatever, sorry, I got a little carried away. I too sometimes go to other countries, but I try to remain practically invisible, not to be as visible as the masses of tourists.]]>
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      <pubDate>Mon, 15 May 2023 06:32:38 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La città dovrebbe essere prima di tutto per le persone che ci abitano. Ecco perché mi fa arrabbiare sentire le persone che chiedono strade più pulite 'perché altrimenti cosa pensano i turisti?' Sinceramente a me dei turisti importa abbastanza poco, preferisco che le strade siano pulite perché ci abitiamo noi che qui (e vale per ogni città) ci viviamo.TRASCRIZIONE [ENG translation]Non ce l'ho con i turisti. In linea di massima non ce l'ho mai con una categoria per partito preso. Però mi d molto fastidio un atteggiamento che vedo spesso dalle persone della mia città, dai cagliaritani, e cioè ogni volta che ci sono delle strade piene di spazzatura, e a volte succede, o quando c'è qualche bruttura o quando l'amministrazione comunale non ripara le strade, non fa quello che dovrebbe fare, purtroppo succede abbastanza spesso, allora sui giornali, sia i giornalisti che le persone che commentano, iniziano col dire ah, e che cosa pensano allora quando arrivano i turisti?E questo mi fa molto arrabbiare perché io penso che principalmente, fondamentalmente la città è prima di tutto per le persone che nella città ci abitano, per le persone che hanno investito qualcosa per abitare in quella città. E non parlo di investimenti in denaro, acquisto di appartamenti o quant'altro. Parlo proprio del fatto che nella città ci vivono e contribuiscono alla società che c'è in quella città, al fatto che i servizi vengano utilizzati, che ci sia un certo tipo di ambiente, hanno la loro famiglia, i loro amici, le loro amiche.Ecco allora smettiamola di pensare concepire la città a misura di turista, perché i turisti vanno e vengono, e spesso si lasciano dietro spazzatura, infatti a me non piacciono nemmeno le grandi navi da crociera che si dice, boh portino chissà quale ricchezza. Io quando li vedo passare nel centro storico, mi ricordano gli sciami delle cavallette, che purtroppo sono un altro grande problema che abbiamo qua in Sardegna.Sì, non mi piace questo accomunare, queste masse di persone che si muovono, con queste gigantesche imbarcazioni, vanno di porto in porto. Mi ricordo vidi questa cosa terribile a Venezia, dove io ero andate a vedere la Biennale, non in gruppo, da sola, con mio marito, e ricordo questa nave gigantesca, prima che proibisse alle navi gigantesche di entrare a Venezia, che approdò la mattina presto, e la vidi perché noi eravamo già lì alle 6 del mattino, e la stessa nave poi ripartì, boh non lo so, alle cinque di pomeriggio. Ecco, quelle persone erano rimaste a Venezia una manciata di ore e potevano tornarsene a casa dicendo, ah, sono stato a Venezia! Ma dove sei stato? Ma dove sei stato?Ecco, mi dà fastidio questo atteggiamento delle persone che vogliono la città fatta bella e pulita per i turisti. No, fatevi una bella città per voi che ci abitate, un vostro diritto e cheppalle 'sti turisti e basta.Cioè vabbè, scusate, mi sono fatto un po' prendere la mano. Anch'io a volte vado in altre nazioni, ma cerco di rimanere praticamente invisibile, di non essere così visibile come le masse dei turisti.TRANSLATIONI don't resent tourists. As a general rule, I never resent a category out of partisanship. But it bothers me very much an attitude that I often see from the people in my city, from the people in Cagliari, and that is whenever there are streets full of garbage, and sometimes it happens, or when there is some ugliness or when the city administration doesn't repair the streets, doesn't do what it should do, unfortunately it happens quite often, then in the newspapers, both journalists and people commenting, they start by saying ah, and what will tourist think of it?And that makes me very angry because I think that primarily, fundamentally the city is first of all for the people who live in the city, for the people who have invested something to live in that city. And I'm not talking about...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La città dovrebbe essere prima di tutto per le persone che ci abitano. Ecco perché mi fa arrabbiare sentire le persone che chiedono strade più pulite 'perché altrimenti cosa pensano i turisti?' Sinceramente a me dei turisti importa abbastanza poco, prefer</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 499 Feste strane</title>
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        <![CDATA[La celebrazione di certe feste (strane) dà la possibilità di ignorare la persona celebrata per il resto dell'anno. Vogliamo poi parlare del mercato delle cartoline d'auguri?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Non lo so perché, ma certi paesi celebrano le festività in modo diverso, nel senso che hanno tutta una serie di azioni e di tradizioni che non si trovano da altre parti. Sto pensando alla festa della mamma, la festa del papà, la festa di San Valentino, ma anche a tutto il rituale che c'è dietro, il fidanzarsi ufficialmente, il chiedere la mano della sposa, perché solitamente queste festività vengono osservate seguendo dei ruoli molto, molto tradizionali.<br><br>Ad esempio, quando abitavo in Australia, nel periodo della festa della mamma, della festa del papà, il periodo di San Valentino, eccetera, non solo tutti i negozi e tutte le attività erano addobbate per ricordare alla gente che stava per arrivare la festività, però si potevano acquistare un sacco di cose, come le cartoline degli auguri particolari.<br><br>In Australia tu entri in qualsiasi negozio che vende cartoline, in qualsiasi cartoleria, ci sono file e file e file, pareti intere piene di cartoline per tutte le occasioni, per tutte le cose possibili e immaginabili, adesso non pensate a quelle cartoline di buon compleanno, buona pasqua, buon natale, quelle, naturalmente non c'è neanche bisogno di dirlo, ma tutta una serie di cartoline per occasioni che boh, non ho trovato da altre parti, ad esempio cartoline per fare gli auguri di compleanno quando ti sei dimenticato di fare gli auguri di compleanno, il giorno del compleanno, oppure cartoline per augurare non lo so, che ritrovi il cane che hai perso. Insomma, voi pensate il motivo per comprare una cartolina, per celebrare qualcosa e si può acquistare. <br><br>Soprattutto nella celebrazione di quelle feste che non sono feste, ma sono invenzioni di marketing per far spendere soldi alla gente, e fra tutte in cima c'è San Valentino e la festa della mamma, sono un mercato, sono un trionfo incredibile dell'inutile, e soprattutto danno la possibilità a chi per il resto dell'anno ignora la mamma, non dà neanche un colpo di telefono, o tratta malissimo il fidanzato o la fidanzata, dà la possibilità di riparare comprando un pacchetto preconfezionato con tutti i cuoricini, con tutti i fiorellini, così per un altro anno se lo sono tolti di mezzo.<br><br>Io ricordo che guardavo esterrefatta soprattutto il brunch, che è una specie di colazione fatta tardi, oppure un pranzo fatto un po' prima, quando tutti andavano nelle case di riposo a prelevare le loro mamme, rinchiuse lì, per portarle a fare il pranzo dalla festa della mamma, per poi andare a rinchiuderle dentro le case di riposo e dimenticarsene per il resto dell'anno.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I don't know why, but certain countries celebrate holidays differently in the sense that they have a whole series of actions and traditions that are not found elsewhere. I'm thinking of Mother's Day, Father's Day, Valentine's Day, but also the whole ritual behind it, getting officially engaged, asking for the hand of the bride, because usually these holidays are observed by following very, very traditional roles.<br><br>For example, when I lived in Australia, around the time of Mother's Day, Father's Day, Valentine's Day, etc., not only were all the stores and all the businesses decorated to remind people that the holiday was coming, you could also buy a lot of things, especially greeting cards.<br><br>In Australia you go into any store that sells postcards, any stationery store, there are rows and rows and rows, whole walls full of postcards for all occasions, for all things possible and imaginable, now don't think of those happy birthday cards, happy easter, happy Christmas, those, of course it doesn't even need to be said, but a whole series of postcards for occasions that IDK, I couldn't find anywhere else, for example postcards for wishing you a happy birthday when I forgot to wish your birthday, on your birth-day, or postcards for wishing I don't know, that you find the dog you lost. In short, you think the reason to buy a postcard, to celebrate something and you can buy it.<br><br>Especially in the celebration of those holidays that are not holidays but marketing inventions to make people spend money, and among all of them at the top is Valentine's Day and Mother's Day, they are a market, they are an incredible triumph of the useless, and above all they give a chance to those who for the rest of the year ignore Mom, doesn't even give a call, or treats the boyfriend or girlfriend very badly, gives a chance to make up for it by buying a prepackaged package with all the little hearts, with all the little flowers, so for another year they got it out of the way.<br><br>I remember watching in amazement especially the brunch, which is a kind of breakfast made late, or a lunch made a little bit earlier, when everyone would go to the nursing homes to pick up their moms, locked up there, to take them to have lunch from Mother's Day, and then go and lock them up inside the nursing homes and forget about them for the rest of the year.<br><br>]]>
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        <![CDATA[La celebrazione di certe feste (strane) dà la possibilità di ignorare la persona celebrata per il resto dell'anno. Vogliamo poi parlare del mercato delle cartoline d'auguri?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Non lo so perché, ma certi paesi celebrano le festività in modo diverso, nel senso che hanno tutta una serie di azioni e di tradizioni che non si trovano da altre parti. Sto pensando alla festa della mamma, la festa del papà, la festa di San Valentino, ma anche a tutto il rituale che c'è dietro, il fidanzarsi ufficialmente, il chiedere la mano della sposa, perché solitamente queste festività vengono osservate seguendo dei ruoli molto, molto tradizionali.<br><br>Ad esempio, quando abitavo in Australia, nel periodo della festa della mamma, della festa del papà, il periodo di San Valentino, eccetera, non solo tutti i negozi e tutte le attività erano addobbate per ricordare alla gente che stava per arrivare la festività, però si potevano acquistare un sacco di cose, come le cartoline degli auguri particolari.<br><br>In Australia tu entri in qualsiasi negozio che vende cartoline, in qualsiasi cartoleria, ci sono file e file e file, pareti intere piene di cartoline per tutte le occasioni, per tutte le cose possibili e immaginabili, adesso non pensate a quelle cartoline di buon compleanno, buona pasqua, buon natale, quelle, naturalmente non c'è neanche bisogno di dirlo, ma tutta una serie di cartoline per occasioni che boh, non ho trovato da altre parti, ad esempio cartoline per fare gli auguri di compleanno quando ti sei dimenticato di fare gli auguri di compleanno, il giorno del compleanno, oppure cartoline per augurare non lo so, che ritrovi il cane che hai perso. Insomma, voi pensate il motivo per comprare una cartolina, per celebrare qualcosa e si può acquistare. <br><br>Soprattutto nella celebrazione di quelle feste che non sono feste, ma sono invenzioni di marketing per far spendere soldi alla gente, e fra tutte in cima c'è San Valentino e la festa della mamma, sono un mercato, sono un trionfo incredibile dell'inutile, e soprattutto danno la possibilità a chi per il resto dell'anno ignora la mamma, non dà neanche un colpo di telefono, o tratta malissimo il fidanzato o la fidanzata, dà la possibilità di riparare comprando un pacchetto preconfezionato con tutti i cuoricini, con tutti i fiorellini, così per un altro anno se lo sono tolti di mezzo.<br><br>Io ricordo che guardavo esterrefatta soprattutto il brunch, che è una specie di colazione fatta tardi, oppure un pranzo fatto un po' prima, quando tutti andavano nelle case di riposo a prelevare le loro mamme, rinchiuse lì, per portarle a fare il pranzo dalla festa della mamma, per poi andare a rinchiuderle dentro le case di riposo e dimenticarsene per il resto dell'anno.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I don't know why, but certain countries celebrate holidays differently in the sense that they have a whole series of actions and traditions that are not found elsewhere. I'm thinking of Mother's Day, Father's Day, Valentine's Day, but also the whole ritual behind it, getting officially engaged, asking for the hand of the bride, because usually these holidays are observed by following very, very traditional roles.<br><br>For example, when I lived in Australia, around the time of Mother's Day, Father's Day, Valentine's Day, etc., not only were all the stores and all the businesses decorated to remind people that the holiday was coming, you could also buy a lot of things, especially greeting cards.<br><br>In Australia you go into any store that sells postcards, any stationery store, there are rows and rows and rows, whole walls full of postcards for all occasions, for all things possible and imaginable, now don't think of those happy birthday cards, happy easter, happy Christmas, those, of course it doesn't even need to be said, but a whole series of postcards for occasions that IDK, I couldn't find anywhere else, for example postcards for wishing you a happy birthday when I forgot to wish your birthday, on your birth-day, or postcards for wishing I don't know, that you find the dog you lost. In short, you think the reason to buy a postcard, to celebrate something and you can buy it.<br><br>Especially in the celebration of those holidays that are not holidays but marketing inventions to make people spend money, and among all of them at the top is Valentine's Day and Mother's Day, they are a market, they are an incredible triumph of the useless, and above all they give a chance to those who for the rest of the year ignore Mom, doesn't even give a call, or treats the boyfriend or girlfriend very badly, gives a chance to make up for it by buying a prepackaged package with all the little hearts, with all the little flowers, so for another year they got it out of the way.<br><br>I remember watching in amazement especially the brunch, which is a kind of breakfast made late, or a lunch made a little bit earlier, when everyone would go to the nursing homes to pick up their moms, locked up there, to take them to have lunch from Mother's Day, and then go and lock them up inside the nursing homes and forget about them for the rest of the year.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 14 May 2023 06:44:00 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La celebrazione di certe feste (strane) dà la possibilità di ignorare la persona celebrata per il resto dell'anno. Vogliamo poi parlare del mercato delle cartoline d'auguri?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non lo so perché, ma certi paesi celebrano le festività in modo diverso, nel senso che hanno tutta una serie di azioni e di tradizioni che non si trovano da altre parti. Sto pensando alla festa della mamma, la festa del papà, la festa di San Valentino, ma anche a tutto il rituale che c'è dietro, il fidanzarsi ufficialmente, il chiedere la mano della sposa, perché solitamente queste festività vengono osservate seguendo dei ruoli molto, molto tradizionali.Ad esempio, quando abitavo in Australia, nel periodo della festa della mamma, della festa del papà, il periodo di San Valentino, eccetera, non solo tutti i negozi e tutte le attività erano addobbate per ricordare alla gente che stava per arrivare la festività, però si potevano acquistare un sacco di cose, come le cartoline degli auguri particolari.In Australia tu entri in qualsiasi negozio che vende cartoline, in qualsiasi cartoleria, ci sono file e file e file, pareti intere piene di cartoline per tutte le occasioni, per tutte le cose possibili e immaginabili, adesso non pensate a quelle cartoline di buon compleanno, buona pasqua, buon natale, quelle, naturalmente non c'è neanche bisogno di dirlo, ma tutta una serie di cartoline per occasioni che boh, non ho trovato da altre parti, ad esempio cartoline per fare gli auguri di compleanno quando ti sei dimenticato di fare gli auguri di compleanno, il giorno del compleanno, oppure cartoline per augurare non lo so, che ritrovi il cane che hai perso. Insomma, voi pensate il motivo per comprare una cartolina, per celebrare qualcosa e si può acquistare. Soprattutto nella celebrazione di quelle feste che non sono feste, ma sono invenzioni di marketing per far spendere soldi alla gente, e fra tutte in cima c'è San Valentino e la festa della mamma, sono un mercato, sono un trionfo incredibile dell'inutile, e soprattutto danno la possibilità a chi per il resto dell'anno ignora la mamma, non dà neanche un colpo di telefono, o tratta malissimo il fidanzato o la fidanzata, dà la possibilità di riparare comprando un pacchetto preconfezionato con tutti i cuoricini, con tutti i fiorellini, così per un altro anno se lo sono tolti di mezzo.Io ricordo che guardavo esterrefatta soprattutto il brunch, che è una specie di colazione fatta tardi, oppure un pranzo fatto un po' prima, quando tutti andavano nelle case di riposo a prelevare le loro mamme, rinchiuse lì, per portarle a fare il pranzo dalla festa della mamma, per poi andare a rinchiuderle dentro le case di riposo e dimenticarsene per il resto dell'anno.TRANSLATIONI don't know why, but certain countries celebrate holidays differently in the sense that they have a whole series of actions and traditions that are not found elsewhere. I'm thinking of Mother's Day, Father's Day, Valentine's Day, but also the whole ritual behind it, getting officially engaged, asking for the hand of the bride, because usually these holidays are observed by following very, very traditional roles.For example, when I lived in Australia, around the time of Mother's Day, Father's Day, Valentine's Day, etc., not only were all the stores and all the businesses decorated to remind people that the holiday was coming, you could also buy a lot of things, especially greeting cards.In Australia you go into any store that sells postcards, any stationery store, there are rows and rows and rows, whole walls full of postcards for all occasions, for all things possible and imaginable, now don't think of those happy birthday cards, happy easter, happy Christmas, those, of course it doesn't even need to be said, but a whole series of postcards for occasions that IDK, I couldn't find anywhere else, for...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 498 Io e i videogiochi</title>
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        <![CDATA[Il mio rapporto (strano) con i videogiochi: mi piace tantissimo leggere dei videogiochi, scaricarli, però poi quelli a cui mi piace veramente giocare sono pochissimi, e di solito hanno un elemento meta che li rende strani. <b>I <i>link</i> alla fine.</b><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br><br>Il mio rapporto con i videogiochi è un po' particolare, nel senso che mi piacciono tantissimo i videogiochi, mi piace leggere dei videogiochi, mi piace a volte anche comprarli e scaricarli, però non mi piace tantissimo giocarci.<br><br>Non sono particolarmente brava, non mi piacciono i videogiochi sparatutto, non mi piacciono quelli troppo complicati, dove ci sono storie che durano troppo. Mi piacciono quelli, diciamo, più essenziali.<br><br>Il mio gioco videogioco preferito in assoluto è <b>The Stanley Parable</b>, dove un tipo si trova in ufficio, una mattina, e scopre che non c'è nessuno in ufficio, lui e l'unica persona, quindi comincia a vagare nelle stanze, nelle varie stanze dell'ufficio, cercando di scoprire quello che è successo. La cosa incredibile di The Stanley Parable, finora secondo me ancora nessuno è riuscito a fare una cosa così pazzesca, che mentre tu giochi, senti la voce del narratore che ti parla proprio a te personalmente, e commenta sulle scelte che fai. Il narratore ti guida, ti dice vai a destra, vai a sinistra, ti dà dei consigli, e poi, dipendentemente dal modo in cui tu ti comporti, se segui o meno i suoi consigli, ti strapazz, ti maltratta, ti fa i complimenti, ti prende in giro. Diciamo che molto spesso ti prende in giro, è terribilmente ironico.<br><br>Ed è bellissimo questo gioco perché ha un numero, boh, non mi ricordo quanti 30, 40 possibili finali diversi, quindi mentre tu giochi hai l'impressione che sia un gioco infinito, perché infinite pensi che siano le possibilità tue di scegliere questa o quella porta a questo o quel corridoio, saltare, non saltare, scoprire, non scoprire, eccetera. Quindi mi piace moltissimo The Stanley Parable perché è un meta gioco, non è un gioco diciamo, tradizionale.<br><br>Un altro gioco che mi piace molto è <b>Papers, Please</b> e anche qua ci ho giocato abbastanza. Però è un gioco molto deprimente perché tu interpreti la parte di una guardia di frontiera in un paese che sembra l'ex Germania democratica, o comunque un paese del blocco dell'East Block, e devi decidere se far passare o meno le persone che ti raccontano le loro storie piangono, a volte ti raccontano bugie, devi controllare che i documenti siano a posto, eccetera. E se fai passare qualcuno che poi invece non aveva il diritto ad accedere, tolgono a te i soldi dallo stipendio, quindi fai tu la fame, quindi è bellissimo anche perché ha una risoluzione, un aspetto molto vintage molto antico.<br>Sì ci sono quindi i giochi che mi piacciono, che però sono dei giochi molto particolari, a volte molto letterari, ce n'è uno ispirato da un racconto di Italo Calvino, però mi stanno finendo i 3 minuti grezzi. Devo finire qua. <b>Metto tutti i link</b>.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>My relationship with video games is a bit peculiar in the sense that I like video games a lot, I like to read about video games, I also like to sometimes buy and download video games, however, I don't like to play them that much.<br><br>I'm not particularly good at it, I don't like shooter video games, I don't like the ones that are too complicated, where there are stories that last too long. I like the ones that are, shall we say, more basic.<br><br>My all-time favorite video game is <b>The Stanley Parable</b>, where a guy is in the office one morning and discovers that there's nobody in the office, he's the only person, so he starts wandering around the rooms, the various rooms in the office, trying to find out what happened. The amazing thing about The Stanley Parable, so far in my opinion still no one has been able to do something soamazing, is that as you play the game, you hear the voice of the narrator speaking right to you, personally, and commenting on the choices you make. The narrator guides you, tells you turn right, turn left, gives you advice, and then, depending on how you behave, whether or not you follow his advice, he scrambles you, bullies you, compliments you, makes fun of you. Let's say that very often he makes fun of you, he is terribly ironic.<br><br>And it's beautiful this game because it has a number, IDK, I can't remember how many 30, 40 different possible endings, so as you play you have the impression that it's an infinite game, because infinite you think are your possibilities to choose this or that door, this or that corridor, to jump or not to jump, to discover or not to discover, and so on. So I like The Stanley Parable very much because it's a meta game, it's not a, let's say, traditional game.<br><br>Another game I really like is <b>Papers, Please</b>, and I've played it quite a bit here as well. It's a very depressing game, though, because you play the part of a border guard in a country that looks like the former Democratic Germany, or at any rate an East Block country, and you have to decide whether or not to let people through who tell you their stories, cry, sometimes tell you lies, you have to check that their papers are okay, and so on. And if you let someone pass who then instead didn't have the right to access, they take money from your paycheck, so you starve, so it's also beautiful because it has a resolution, a very vintage very old look.<br><br>Yes, there are games that I like, which however are very particular games, sometimes very literary, there is one inspired by a short story by Italo Calvino, however I am running out of my 3 daily minutes. I have to finish here. I write you all the links.<br><br><br>LINK<br>The Stanley parable https://store.steampowered.com/app/221910/The_Stanley_Parable/<br>Papers, Please https://store.steampowered.com/app/239030/Papers_Please/]]>
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        <![CDATA[Il mio rapporto (strano) con i videogiochi: mi piace tantissimo leggere dei videogiochi, scaricarli, però poi quelli a cui mi piace veramente giocare sono pochissimi, e di solito hanno un elemento meta che li rende strani. <b>I <i>link</i> alla fine.</b><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br><br>Il mio rapporto con i videogiochi è un po' particolare, nel senso che mi piacciono tantissimo i videogiochi, mi piace leggere dei videogiochi, mi piace a volte anche comprarli e scaricarli, però non mi piace tantissimo giocarci.<br><br>Non sono particolarmente brava, non mi piacciono i videogiochi sparatutto, non mi piacciono quelli troppo complicati, dove ci sono storie che durano troppo. 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Diciamo che molto spesso ti prende in giro, è terribilmente ironico.<br><br>Ed è bellissimo questo gioco perché ha un numero, boh, non mi ricordo quanti 30, 40 possibili finali diversi, quindi mentre tu giochi hai l'impressione che sia un gioco infinito, perché infinite pensi che siano le possibilità tue di scegliere questa o quella porta a questo o quel corridoio, saltare, non saltare, scoprire, non scoprire, eccetera. Quindi mi piace moltissimo The Stanley Parable perché è un meta gioco, non è un gioco diciamo, tradizionale.<br><br>Un altro gioco che mi piace molto è <b>Papers, Please</b> e anche qua ci ho giocato abbastanza. Però è un gioco molto deprimente perché tu interpreti la parte di una guardia di frontiera in un paese che sembra l'ex Germania democratica, o comunque un paese del blocco dell'East Block, e devi decidere se far passare o meno le persone che ti raccontano le loro storie piangono, a volte ti raccontano bugie, devi controllare che i documenti siano a posto, eccetera. E se fai passare qualcuno che poi invece non aveva il diritto ad accedere, tolgono a te i soldi dallo stipendio, quindi fai tu la fame, quindi è bellissimo anche perché ha una risoluzione, un aspetto molto vintage molto antico.<br>Sì ci sono quindi i giochi che mi piacciono, che però sono dei giochi molto particolari, a volte molto letterari, ce n'è uno ispirato da un racconto di Italo Calvino, però mi stanno finendo i 3 minuti grezzi. Devo finire qua. <b>Metto tutti i link</b>.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>My relationship with video games is a bit peculiar in the sense that I like video games a lot, I like to read about video games, I also like to sometimes buy and download video games, however, I don't like to play them that much.<br><br>I'm not particularly good at it, I don't like shooter video games, I don't like the ones that are too complicated, where there are stories that last too long. I like the ones that are, shall we say, more basic.<br><br>My all-time favorite video game is <b>The Stanley Parable</b>, where a guy is in the office one morning and discovers that there's nobody in the office, he's the only person, so he starts wandering around the rooms, the various rooms in the office, trying to find out what happened. The amazing thing about The Stanley Parable, so far in my opinion still no one has been able to do something soamazing, is that as you play the game, you hear the voice of the narrator speaking right to you, personally, and commenting on the choices you make. The narrator guides you, tells you turn right, turn left, gives you advice, and then, depending on how you behave, whether or not you follow his advice, he scrambles you, bullies you, compliments you, makes fun of you. Let's say that very often he makes fun of you, he is terribly ironic.<br><br>And it's beautiful this game because it has a number, IDK, I can't remember how many 30, 40 different possible endings, so as you play you have the impression that it's an infinite game, because infinite you think are your possibilities to choose this or that door, this or that corridor, to jump or not to jump, to discover or not to discover, and so on. So I like The Stanley Parable very much because it's a meta game, it's not a, let's say, traditional game.<br><br>Another game I really like is <b>Papers, Please</b>, and I've played it quite a bit here as well. It's a very depressing game, though, because you play the part of a border guard in a country that looks like the former Democratic Germany, or at any rate an East Block country, and you have to decide whether or not to let people through who tell you their stories, cry, sometimes tell you lies, you have to check that their papers are okay, and so on. And if you let someone pass who then instead didn't have the right to access, they take money from your paycheck, so you starve, so it's also beautiful because it has a resolution, a very vintage very old look.<br><br>Yes, there are games that I like, which however are very particular games, sometimes very literary, there is one inspired by a short story by Italo Calvino, however I am running out of my 3 daily minutes. I have to finish here. I write you all the links.<br><br><br>LINK<br>The Stanley parable https://store.steampowered.com/app/221910/The_Stanley_Parable/<br>Papers, Please https://store.steampowered.com/app/239030/Papers_Please/]]>
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      <pubDate>Sat, 13 May 2023 07:04:16 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il mio rapporto (strano) con i videogiochi: mi piace tantissimo leggere dei videogiochi, scaricarli, però poi quelli a cui mi piace veramente giocare sono pochissimi, e di solito hanno un elemento meta che li rende strani. I link alla fine.TRASCRIZIONE [Eng translation below]Il mio rapporto con i videogiochi è un po' particolare, nel senso che mi piacciono tantissimo i videogiochi, mi piace leggere dei videogiochi, mi piace a volte anche comprarli e scaricarli, però non mi piace tantissimo giocarci.Non sono particolarmente brava, non mi piacciono i videogiochi sparatutto, non mi piacciono quelli troppo complicati, dove ci sono storie che durano troppo. Mi piacciono quelli, diciamo, più essenziali.Il mio gioco videogioco preferito in assoluto è The Stanley Parable, dove un tipo si trova in ufficio, una mattina, e scopre che non c'è nessuno in ufficio, lui e l'unica persona, quindi comincia a vagare nelle stanze, nelle varie stanze dell'ufficio, cercando di scoprire quello che è successo. La cosa incredibile di The Stanley Parable, finora secondo me ancora nessuno è riuscito a fare una cosa così pazzesca, che mentre tu giochi, senti la voce del narratore che ti parla proprio a te personalmente, e commenta sulle scelte che fai. Il narratore ti guida, ti dice vai a destra, vai a sinistra, ti dà dei consigli, e poi, dipendentemente dal modo in cui tu ti comporti, se segui o meno i suoi consigli, ti strapazz, ti maltratta, ti fa i complimenti, ti prende in giro. Diciamo che molto spesso ti prende in giro, è terribilmente ironico.Ed è bellissimo questo gioco perché ha un numero, boh, non mi ricordo quanti 30, 40 possibili finali diversi, quindi mentre tu giochi hai l'impressione che sia un gioco infinito, perché infinite pensi che siano le possibilità tue di scegliere questa o quella porta a questo o quel corridoio, saltare, non saltare, scoprire, non scoprire, eccetera. Quindi mi piace moltissimo The Stanley Parable perché è un meta gioco, non è un gioco diciamo, tradizionale.Un altro gioco che mi piace molto è Papers, Please e anche qua ci ho giocato abbastanza. Però è un gioco molto deprimente perché tu interpreti la parte di una guardia di frontiera in un paese che sembra l'ex Germania democratica, o comunque un paese del blocco dell'East Block, e devi decidere se far passare o meno le persone che ti raccontano le loro storie piangono, a volte ti raccontano bugie, devi controllare che i documenti siano a posto, eccetera. E se fai passare qualcuno che poi invece non aveva il diritto ad accedere, tolgono a te i soldi dallo stipendio, quindi fai tu la fame, quindi è bellissimo anche perché ha una risoluzione, un aspetto molto vintage molto antico.Sì ci sono quindi i giochi che mi piacciono, che però sono dei giochi molto particolari, a volte molto letterari, ce n'è uno ispirato da un racconto di Italo Calvino, però mi stanno finendo i 3 minuti grezzi. Devo finire qua. Metto tutti i link.TRANSLATIONMy relationship with video games is a bit peculiar in the sense that I like video games a lot, I like to read about video games, I also like to sometimes buy and download video games, however, I don't like to play them that much.I'm not particularly good at it, I don't like shooter video games, I don't like the ones that are too complicated, where there are stories that last too long. I like the ones that are, shall we say, more basic.My all-time favorite video game is The Stanley Parable, where a guy is in the office one morning and discovers that there's nobody in the office, he's the only person, so he starts wandering around the rooms, the various rooms in the office, trying to find out what happened. The amazing thing about The Stanley Parable, so far in my opinion still no one has been able to do something soamazing, is that as you play the game, you...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il mio rapporto (strano) con i videogiochi: mi piace tantissimo leggere dei videogiochi, scaricarli, però poi quelli a cui mi piace veramente giocare sono pochissimi, e di solito hanno un elemento meta che li rende strani. I link alla fine.TRASCRIZIONE [E</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 497 Malvarosa</title>
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        <![CDATA[Una lezione di vita, anzi due: la prima è che le cose scomode spesso portano delle belle sorprese, la seconda è che se dopo che hai spostato una pianta, quella improvvisamente diventa rigogliosa, forse questo vuole dire qualcosa. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng. translation below]<br><br>Quando hanno cominciato a fare i lavori per il rifacimento della facciata del palazzo dove abito, abbiamo liberato il nostro balcone e abbiamo portato tutto dentro, sia le cose che c'erano appoggiate, sia i vasi di fiori.<br><br>Tra i vasi di fiori che c'erano fuori ce n'era uno di malvarosa, che io avevo lì da un bel po' di tempo, che non cresceva e non moriva, quindi era abbastanza neutro. Però siccome la malvarosa ha queste belle foglie che hanno un bellissimo profumo, l'abbiamo ottenuto naturalmente, l'abbiamo portato dentro e non sapevamo bene dove piazzarlo fino al completamento dei lavori, che sono durati più di un anno, e l'abbiamo messo in bagno, a fianco la finestra del bagno, finestra che però è quasi sempre chiusa, quindi è una situazione molto diversa da quella che il vaso aveva fuori. Fuori era super esposto a sole, vento, tutto quanto, e infatti pensavo sicuramente morirà. Però vabbè, vediamo un po' come va avanti.<br><br>Allora passa il tempo, e immaginatevi questa pianta all'interno di una stanza chiusa, con la luce che arriva però molto soffusa perché, ripeto, di solito la finestra del bagno la teniamo chiusa, e questa pianta non solo non muore, ma esplode letteralmente. Passa da essere una piantina alta boh, che ne so, dieci centimetri, 15 centimetri a proprio crescere a dismisura, tanto che tutti i rami piovono a cascata.<br><br>Ecco, questa è stata una bella esperienza di una cosa che io ho fatto di malavoglia, perché immaginatevi come ero scocciata, dover liberare tutto, i lavori nel palazzo, uff, che palle! E invece poi l'effetto collaterale, assolutamente imprevisto, è stato che mi ha fatto rinascere questa bellissima pianta.<br><br>Ora, un po' di tempo fa sono finalmente terminati i lavori, allora abbiamo ripreso a attrezzare il balcone, che non è gigantesco, però abbastanza grande da poterci sedere, bere qualcosa, e abbiamo cominciato anche a riportare fuori le piante.<br><br>Ho preso questa pianta, difficilissima tra l'altro ora da trasportare perché veramente era una specie di foresta, e l'abbiamo rimpiazzata nel balcone, e dopo pochissimi giorni la pianta è praticamente morta.<br><br>Sono avanzati, diciamo uno, due rami ancora belli verdi e rigogliosi, però si è tutta seccata con nostro grande... meraviglia perché ripeto, ha sempre vissuto lì e non è mai morta. Ora l'abbiamo messa fuori, abbiamo dato l'acqua, tutto quanto e quasi tutti i rami si sono seccati.<br><br>Ora l'abbiamo riportata dentro, l'abbiamo ripiazzata dove era lì nel nel bagno, con le condizioni che aveva prima. Ora dovrò tagliare tutte le foglie secche e lasciare solo i rami buoni e sperare che la bellissima malvarosa si riprenda.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When they started working on the facade of the building where I live, we cleared our balcony and brought everything inside, both the things that were leaning on it and the flower pots.<br><br>Among the pots of flowers that were outside was one of mallow, which I had had there for quite some time, that didn't grow and didn't die, so it was quite neutral. However, because the mallow has these beautiful leaves that have a beautiful scent, we ketp it obviously, we brought it inside and we didn't really know where to place it until the completion of the work, which took more than a year, and we put it in the bathroom, next to the bathroom window, a window that is almost always closed though, so it's a very different situation from what the pot had outside. Outside it was super exposed to sun, wind, everything, and in fact I thought surely it will die, but let's see how it goes.<br><br>Then time passes, and imagine this plant inside a closed room, with the light coming in but very soft because, again, we usually keep the bathroom window closed, and this plant not only does not die but literally explodes. It goes from being a seedling that is I don't know, ten centimeters, 15 centimeters tall to just growing out of proportion, so much so that all the branches are raining down.<br>Here, this was a good experience of something that I reluctantly did, because imagine how annoyed I was, having to clear everything, the works in the building, phew, that sucks! And instead then the side effect, which was absolutely unforeseen, was that it revived this beautiful plant for me.<br><br>Now, some time ago works have finally finished, so we resumed equipping the balcony, which is not gigantic, however big enough to sit there, have a drink, and we also started to bring the plants back out.<br><br>I took this plant, very difficult by the way now to transport because really it was a kind of forest, and we replaced it in the balcony, and after very few days the plant practically died.<br><br>There are left over, let's say one, two branches still nice and lush green, however it has all dried up to our great... wonder because I repeat, it has always lived there and never died. Now we put it outside, gave water, everything, and almost all the branches have dried up.<br><br>Now we have brought her back in, repositioned it where it was, there in the bathroom, with the condition it had before. Now I will have to cut off all the dry leaves and leave only the good branches and hope the beautiful mallow will recover.]]>
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        <![CDATA[Una lezione di vita, anzi due: la prima è che le cose scomode spesso portano delle belle sorprese, la seconda è che se dopo che hai spostato una pianta, quella improvvisamente diventa rigogliosa, forse questo vuole dire qualcosa. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng. translation below]<br><br>Quando hanno cominciato a fare i lavori per il rifacimento della facciata del palazzo dove abito, abbiamo liberato il nostro balcone e abbiamo portato tutto dentro, sia le cose che c'erano appoggiate, sia i vasi di fiori.<br><br>Tra i vasi di fiori che c'erano fuori ce n'era uno di malvarosa, che io avevo lì da un bel po' di tempo, che non cresceva e non moriva, quindi era abbastanza neutro. Però siccome la malvarosa ha queste belle foglie che hanno un bellissimo profumo, l'abbiamo ottenuto naturalmente, l'abbiamo portato dentro e non sapevamo bene dove piazzarlo fino al completamento dei lavori, che sono durati più di un anno, e l'abbiamo messo in bagno, a fianco la finestra del bagno, finestra che però è quasi sempre chiusa, quindi è una situazione molto diversa da quella che il vaso aveva fuori. Fuori era super esposto a sole, vento, tutto quanto, e infatti pensavo sicuramente morirà. Però vabbè, vediamo un po' come va avanti.<br><br>Allora passa il tempo, e immaginatevi questa pianta all'interno di una stanza chiusa, con la luce che arriva però molto soffusa perché, ripeto, di solito la finestra del bagno la teniamo chiusa, e questa pianta non solo non muore, ma esplode letteralmente. Passa da essere una piantina alta boh, che ne so, dieci centimetri, 15 centimetri a proprio crescere a dismisura, tanto che tutti i rami piovono a cascata.<br><br>Ecco, questa è stata una bella esperienza di una cosa che io ho fatto di malavoglia, perché immaginatevi come ero scocciata, dover liberare tutto, i lavori nel palazzo, uff, che palle! E invece poi l'effetto collaterale, assolutamente imprevisto, è stato che mi ha fatto rinascere questa bellissima pianta.<br><br>Ora, un po' di tempo fa sono finalmente terminati i lavori, allora abbiamo ripreso a attrezzare il balcone, che non è gigantesco, però abbastanza grande da poterci sedere, bere qualcosa, e abbiamo cominciato anche a riportare fuori le piante.<br><br>Ho preso questa pianta, difficilissima tra l'altro ora da trasportare perché veramente era una specie di foresta, e l'abbiamo rimpiazzata nel balcone, e dopo pochissimi giorni la pianta è praticamente morta.<br><br>Sono avanzati, diciamo uno, due rami ancora belli verdi e rigogliosi, però si è tutta seccata con nostro grande... meraviglia perché ripeto, ha sempre vissuto lì e non è mai morta. Ora l'abbiamo messa fuori, abbiamo dato l'acqua, tutto quanto e quasi tutti i rami si sono seccati.<br><br>Ora l'abbiamo riportata dentro, l'abbiamo ripiazzata dove era lì nel nel bagno, con le condizioni che aveva prima. Ora dovrò tagliare tutte le foglie secche e lasciare solo i rami buoni e sperare che la bellissima malvarosa si riprenda.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When they started working on the facade of the building where I live, we cleared our balcony and brought everything inside, both the things that were leaning on it and the flower pots.<br><br>Among the pots of flowers that were outside was one of mallow, which I had had there for quite some time, that didn't grow and didn't die, so it was quite neutral. However, because the mallow has these beautiful leaves that have a beautiful scent, we ketp it obviously, we brought it inside and we didn't really know where to place it until the completion of the work, which took more than a year, and we put it in the bathroom, next to the bathroom window, a window that is almost always closed though, so it's a very different situation from what the pot had outside. Outside it was super exposed to sun, wind, everything, and in fact I thought surely it will die, but let's see how it goes.<br><br>Then time passes, and imagine this plant inside a closed room, with the light coming in but very soft because, again, we usually keep the bathroom window closed, and this plant not only does not die but literally explodes. It goes from being a seedling that is I don't know, ten centimeters, 15 centimeters tall to just growing out of proportion, so much so that all the branches are raining down.<br>Here, this was a good experience of something that I reluctantly did, because imagine how annoyed I was, having to clear everything, the works in the building, phew, that sucks! And instead then the side effect, which was absolutely unforeseen, was that it revived this beautiful plant for me.<br><br>Now, some time ago works have finally finished, so we resumed equipping the balcony, which is not gigantic, however big enough to sit there, have a drink, and we also started to bring the plants back out.<br><br>I took this plant, very difficult by the way now to transport because really it was a kind of forest, and we replaced it in the balcony, and after very few days the plant practically died.<br><br>There are left over, let's say one, two branches still nice and lush green, however it has all dried up to our great... wonder because I repeat, it has always lived there and never died. Now we put it outside, gave water, everything, and almost all the branches have dried up.<br><br>Now we have brought her back in, repositioned it where it was, there in the bathroom, with the condition it had before. Now I will have to cut off all the dry leaves and leave only the good branches and hope the beautiful mallow will recover.]]>
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      <pubDate>Fri, 12 May 2023 07:59:13 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 496 Che colore è il tuo film?</title>
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        <![CDATA[C'è un sito che usa la visualizzazione dei dati per farvi vedere a colpo d'occhio i colori dominanti dei film (vi metto il link in fondo alla pagina), e se vi piace l'effetto visivo, potete anche comprarvi l'immagine. Peccato che la stragrande maggioranza dei registi siamo maschi e di lingua inglese. Avanzerò le mie richieste!<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]</b><br><br>Che colore è il vostro film preferito? Io l'ho cercato e non son riuscita a trovarlo. L'ho cercato in un sito che si chiama The Colors of Motion, il colore dei film. E' un sito inventato, creato da Charlie Clark che è un visualizzatore di dati, una persona che crea dei disegni usando i dati. E lui cosa ha fatto? Ha preso il colore medio di ogni singolo fotogramma di un sacco di film e ha creato una striscia con questo colore medio e poi partendo dall'alto verso il basso, li ha messi una dopo l'altro, così che ogni film viene rappresentato con una serie di (boh, non lo so, un centinaio 150 righe) e quindi a colpo d'occhio si può vedere i colori dominanti in molti film.<br><br>Sono rimasta molto delusa perché prima di tutto nell'elenco dei registi, si può cercare per titolo, per regista o per genere, o anche per anno, io sono andato a vedere i nomi dei registi e diciamo che il 99,9% sono registi di lingua inglese. Pochissimi gli stranieri. Io ho subito cercato Fellini per vedere se c'era Otto e mezzo, uno dei miei film preferiti, e quello non c'era. Però vabbè, qualcuno l'ho trovato.<br><br>C'è Miyazaki con Totoro e Spirited Away e potete immaginare che i colori sono fantastici, sono veramente racchiudono tutti i colori dell'arcobaleno. C'è anche Jean Pierre Jeunet, non so se l'ho pronunciato bene, comunque, il regista di Amélie, e anche lì i colori sono molto sgargianti e molto vivi.<br><br>C'è Sergio Leone con Il Brutto, il Buono e il Cattivo, mi pare che si intitoli così. La cosa mi ha colpito, Sergio Leone, perché i colori sono tutti sul marrone ma non marrone forte nocciola, un bel po' di celeste. Immagino questo sia dovuto al fatto che un sacco di scene nei film di Sergio Leone, in tutti i film di Sergio Leone, sono ambientate in questa specie di deserti con un sacco di polvere questi cieli azzurri, grandi grandi, che prendono tutto lo schermo.<br><br>Un altro film che ho trovato è La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, e i colori che dominano sono il marrone scuro e il verde verde bosco.<br><br>È divertente andare a spulciare, a vedere i film che ci sono piaciuti e ripeto, moltissimi di quelli che a me piacciono non ci sono, ci sono pochissimi registi, poche anche le registe femmine. Tra l'altro, visto che l'autore del sito, dice ah, se ci sono dei film che cercate e qua non ci sono, ditemelo che li cerco.<br><br>Ah, un'altra cosa è che queste manifestazioni grafiche dei vari film lui le vende anche, quindi se trovate il film che vi piace vi potete comprare la stampa e ve la potete appendere a casa da qualche parte.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>What color is your favorite movie? I looked for it and could not find it. I looked it up on a site called The Colors of Motion, the color of movies. It is a website invented, created by Charlie Clark who is a data visualizer, a person who creates designs using data. What did he do? He took the average color of every single frame of a lot of movies and created a strip with this average color and then starting from top to bottom, he put them one after the other, so that each movie is represented with a series of (not sure, I don't know, a hundred 150 lines?) and then at a glance you can see the dominant colors in many movies.<br><br>I was very disappointed because first of all in the list of directors, you can search by title, by director or by genre, or even by year, I went to see the names of the directors and let's say 99.9% are English-speaking directors. Very few foreigners. I immediately looked up Fellini to see if there was Eight and a Half, one of my favorite films, and that was not there. But whatever, I found some.<br>There is Miyazaki with Totoro and Spirited Away and you can imagine that the colors are fantastic, they really encapsulate all the colors of the rainbow. There is also Jean Pierre Jeunet, I don't know if I pronounced it right, anyway, the director of Amélie, and there too the colors are very bright and very vivid.<br><br>There's Sergio Leone with The Good, the Bad and the Ugly, I think that's the title. The thing struck me, Sergio Leone, because the colors are all about brown but not strong, rather hazel brown, quite a bit of light blue. I guess that's because a lot of scenes in Sergio Leone's films, in all of Sergio Leone's films, are set in these kind of deserts with a lot of dust, these great big blue skies that take up the whole screen.<br><br>Another film I found is Paolo Sorrentino's The Great Beauty, and the colors that dominate are dark brown and forest green.<br><br>It's fun to go poking around, to see the films we liked, and I repeat, a lot of the ones I like are not there, there are very few directors, very few female directors as well. By the way, the author of the site, he says ah, if there are movies you are looking for and they are not here, tell me, I will look for them.<br><br>Ah, another thing is that these graphic manifestations of the various movies, they are for sale, so if you find the movie you like you can buy the print and you can hang it at home somewhere.<br><br><b>LINK</b><br>Il sito The Color of Motion https://thecolorsofmotion.com/]]>
      </description>
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        <![CDATA[C'è un sito che usa la visualizzazione dei dati per farvi vedere a colpo d'occhio i colori dominanti dei film (vi metto il link in fondo alla pagina), e se vi piace l'effetto visivo, potete anche comprarvi l'immagine. Peccato che la stragrande maggioranza dei registi siamo maschi e di lingua inglese. Avanzerò le mie richieste!<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]</b><br><br>Che colore è il vostro film preferito? Io l'ho cercato e non son riuscita a trovarlo. L'ho cercato in un sito che si chiama The Colors of Motion, il colore dei film. E' un sito inventato, creato da Charlie Clark che è un visualizzatore di dati, una persona che crea dei disegni usando i dati. E lui cosa ha fatto? Ha preso il colore medio di ogni singolo fotogramma di un sacco di film e ha creato una striscia con questo colore medio e poi partendo dall'alto verso il basso, li ha messi una dopo l'altro, così che ogni film viene rappresentato con una serie di (boh, non lo so, un centinaio 150 righe) e quindi a colpo d'occhio si può vedere i colori dominanti in molti film.<br><br>Sono rimasta molto delusa perché prima di tutto nell'elenco dei registi, si può cercare per titolo, per regista o per genere, o anche per anno, io sono andato a vedere i nomi dei registi e diciamo che il 99,9% sono registi di lingua inglese. Pochissimi gli stranieri. Io ho subito cercato Fellini per vedere se c'era Otto e mezzo, uno dei miei film preferiti, e quello non c'era. Però vabbè, qualcuno l'ho trovato.<br><br>C'è Miyazaki con Totoro e Spirited Away e potete immaginare che i colori sono fantastici, sono veramente racchiudono tutti i colori dell'arcobaleno. C'è anche Jean Pierre Jeunet, non so se l'ho pronunciato bene, comunque, il regista di Amélie, e anche lì i colori sono molto sgargianti e molto vivi.<br><br>C'è Sergio Leone con Il Brutto, il Buono e il Cattivo, mi pare che si intitoli così. La cosa mi ha colpito, Sergio Leone, perché i colori sono tutti sul marrone ma non marrone forte nocciola, un bel po' di celeste. Immagino questo sia dovuto al fatto che un sacco di scene nei film di Sergio Leone, in tutti i film di Sergio Leone, sono ambientate in questa specie di deserti con un sacco di polvere questi cieli azzurri, grandi grandi, che prendono tutto lo schermo.<br><br>Un altro film che ho trovato è La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, e i colori che dominano sono il marrone scuro e il verde verde bosco.<br><br>È divertente andare a spulciare, a vedere i film che ci sono piaciuti e ripeto, moltissimi di quelli che a me piacciono non ci sono, ci sono pochissimi registi, poche anche le registe femmine. Tra l'altro, visto che l'autore del sito, dice ah, se ci sono dei film che cercate e qua non ci sono, ditemelo che li cerco.<br><br>Ah, un'altra cosa è che queste manifestazioni grafiche dei vari film lui le vende anche, quindi se trovate il film che vi piace vi potete comprare la stampa e ve la potete appendere a casa da qualche parte.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><br>What color is your favorite movie? I looked for it and could not find it. I looked it up on a site called The Colors of Motion, the color of movies. It is a website invented, created by Charlie Clark who is a data visualizer, a person who creates designs using data. What did he do? He took the average color of every single frame of a lot of movies and created a strip with this average color and then starting from top to bottom, he put them one after the other, so that each movie is represented with a series of (not sure, I don't know, a hundred 150 lines?) and then at a glance you can see the dominant colors in many movies.<br><br>I was very disappointed because first of all in the list of directors, you can search by title, by director or by genre, or even by year, I went to see the names of the directors and let's say 99.9% are English-speaking directors. Very few foreigners. I immediately looked up Fellini to see if there was Eight and a Half, one of my favorite films, and that was not there. But whatever, I found some.<br>There is Miyazaki with Totoro and Spirited Away and you can imagine that the colors are fantastic, they really encapsulate all the colors of the rainbow. There is also Jean Pierre Jeunet, I don't know if I pronounced it right, anyway, the director of Amélie, and there too the colors are very bright and very vivid.<br><br>There's Sergio Leone with The Good, the Bad and the Ugly, I think that's the title. The thing struck me, Sergio Leone, because the colors are all about brown but not strong, rather hazel brown, quite a bit of light blue. I guess that's because a lot of scenes in Sergio Leone's films, in all of Sergio Leone's films, are set in these kind of deserts with a lot of dust, these great big blue skies that take up the whole screen.<br><br>Another film I found is Paolo Sorrentino's The Great Beauty, and the colors that dominate are dark brown and forest green.<br><br>It's fun to go poking around, to see the films we liked, and I repeat, a lot of the ones I like are not there, there are very few directors, very few female directors as well. By the way, the author of the site, he says ah, if there are movies you are looking for and they are not here, tell me, I will look for them.<br><br>Ah, another thing is that these graphic manifestations of the various movies, they are for sale, so if you find the movie you like you can buy the print and you can hang it at home somewhere.<br><br><b>LINK</b><br>Il sito The Color of Motion https://thecolorsofmotion.com/]]>
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      <pubDate>Thu, 11 May 2023 05:00:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>C'è un sito che usa la visualizzazione dei dati per farvi vedere a colpo d'occhio i colori dominanti dei film (vi metto il link in fondo alla pagina), e se vi piace l'effetto visivo, potete anche comprarvi l'immagine. Peccato che la stragrande maggioranza dei registi siamo maschi e di lingua inglese. Avanzerò le mie richieste!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Che colore è il vostro film preferito? Io l'ho cercato e non son riuscita a trovarlo. L'ho cercato in un sito che si chiama The Colors of Motion, il colore dei film. E' un sito inventato, creato da Charlie Clark che è un visualizzatore di dati, una persona che crea dei disegni usando i dati. E lui cosa ha fatto? Ha preso il colore medio di ogni singolo fotogramma di un sacco di film e ha creato una striscia con questo colore medio e poi partendo dall'alto verso il basso, li ha messi una dopo l'altro, così che ogni film viene rappresentato con una serie di (boh, non lo so, un centinaio 150 righe) e quindi a colpo d'occhio si può vedere i colori dominanti in molti film.Sono rimasta molto delusa perché prima di tutto nell'elenco dei registi, si può cercare per titolo, per regista o per genere, o anche per anno, io sono andato a vedere i nomi dei registi e diciamo che il 99,9% sono registi di lingua inglese. Pochissimi gli stranieri. Io ho subito cercato Fellini per vedere se c'era Otto e mezzo, uno dei miei film preferiti, e quello non c'era. Però vabbè, qualcuno l'ho trovato.C'è Miyazaki con Totoro e Spirited Away e potete immaginare che i colori sono fantastici, sono veramente racchiudono tutti i colori dell'arcobaleno. C'è anche Jean Pierre Jeunet, non so se l'ho pronunciato bene, comunque, il regista di Amélie, e anche lì i colori sono molto sgargianti e molto vivi.C'è Sergio Leone con Il Brutto, il Buono e il Cattivo, mi pare che si intitoli così. La cosa mi ha colpito, Sergio Leone, perché i colori sono tutti sul marrone ma non marrone forte nocciola, un bel po' di celeste. Immagino questo sia dovuto al fatto che un sacco di scene nei film di Sergio Leone, in tutti i film di Sergio Leone, sono ambientate in questa specie di deserti con un sacco di polvere questi cieli azzurri, grandi grandi, che prendono tutto lo schermo.Un altro film che ho trovato è La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, e i colori che dominano sono il marrone scuro e il verde verde bosco.È divertente andare a spulciare, a vedere i film che ci sono piaciuti e ripeto, moltissimi di quelli che a me piacciono non ci sono, ci sono pochissimi registi, poche anche le registe femmine. Tra l'altro, visto che l'autore del sito, dice ah, se ci sono dei film che cercate e qua non ci sono, ditemelo che li cerco.Ah, un'altra cosa è che queste manifestazioni grafiche dei vari film lui le vende anche, quindi se trovate il film che vi piace vi potete comprare la stampa e ve la potete appendere a casa da qualche parte.TRANSLATIONWhat color is your favorite movie? I looked for it and could not find it. I looked it up on a site called The Colors of Motion, the color of movies. It is a website invented, created by Charlie Clark who is a data visualizer, a person who creates designs using data. What did he do? He took the average color of every single frame of a lot of movies and created a strip with this average color and then starting from top to bottom, he put them one after the other, so that each movie is represented with a series of (not sure, I don't know, a hundred 150 lines?) and then at a glance you can see the dominant colors in many movies.I was very disappointed because first of all in the list of directors, you can search by title, by director or by genre, or even by year, I went to see the names of the directors and let's say 99.9% are English-speaking directors. Very few foreigners. I immediately looked up Fellini to see if there was Eight and a...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>C'è un sito che usa la visualizzazione dei dati per farvi vedere a colpo d'occhio i colori dominanti dei film (vi metto il link in fondo alla pagina), e se vi piace l'effetto visivo, potete anche comprarvi l'immagine. Peccato che la stragrande maggioranza</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 495 Podcast, piloti e gatto</title>
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        <![CDATA[Non riuscivo a decidermi di cosa parlare nei trem inuti grezzi di stamattina: parlo del podcast che mi sta facendo arrabbiare? Oppure del bell'articolo che ho letto sul linguaggio (poetico!) usato dai piloti in cielo? E poi è arrivato il gatto Sputnik a decidere per me. Naturalmente vi metto i link in fondo alla pagina. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br><br>Poco fa ero seduta al tavolo della cucina, stavo facendo colazione finendo di fare colazione e leggendo le email che sono arrivate durante la notte, e stavo riflettendo su cosa fare i 3 minuti grezzi di oggi.<br><br>Come vi ho detto, lo decido sempre all'ultimo momento, a volte lo decido, come oggi, quando apro il microfono. E stavo così riflettendo. Dapprima ho pensato di farlo su <b>Vishal</b>, che è un podcast che ho cominciato ad ascoltare qualche settimana fa, esce una puntata ogni settimana, un podcast che mi crea dei problemi perché... Ho iniziato a ascoltarlo perché mi interessava l'argomento, parla di un bambino che, un bambino di otto anni, che è scomparso nel 1981, il giorno del matrimonio di Charles e Diana a Londra. <br><br>Nella pubblicità che la BBC fa di questo podcast, dice che il bambino è scomparso, fa capire che è scomparso durante il matrimonio, quando tutta la gente era in pieno centro a Londra per salutare la carrozza che passava, invece poi all'inizio si ascolta proprio nella prima puntata e si scopre che non è proprio così, la famiglia era già tornata a casa.<br><br>Questa cosa mi ha fatto un po arrabbiare perché mi ha dato l'impressione che l'autore di questo podcast, che è il fratello, fratellastro del bambino scomparso nel 1981, abbia voluto un po' cavalcare l'onda di celebrità del fatto dell'incoronazione del nuovo re e questa cosa... ma non è questa l'unica cosa che mi fa arrabbiare di questo podcast, però continuo ad ascoltarlo, è quello che si chiama in inglese, un <b><i>guilty pleasure</i></b> che è il <i>guilty pleasure</i>? È una cosa che noi facciamo e che però non ci piace che la stiamo facendo, ma la facciamo lo stesso. È come quando... Sì, non mi vengono altri esempi comunque è una cosa che faccio, però ho deciso no, ma me frega niente di parlare di questo podcast perché ogni volta che l'ascolto mi fa arrabbiare.<br><br>Ehm. E stavo riflettendo, forse potrei parlare nei 3 minuti inglesi di oggi del linguaggio dei piloti, perché ho letto un interessantissimo articolo, su una delle newsletter che ricevo, dove un pilota parla di come lui è diventato pilota e del linguaggio che usano i piloti quando parlano con la torre di controllo.<br><br>Quindi ero seduta al tavolo che pensavo, hmm su cosa farò i 3 minuti di oggi? E a un certo punto ho sentito una mini esplosione alle mie spalle. Che è successo? Il gatto Sputnik, che avrete ormai imparato a conoscere, quello furbetto, quello più piccolo, è salito su un mobile e non si sa come, un mobile abbastanza alto, ha fatto cadere la bilancia di precisione, quella di vetro che uso, che usavo per pesare gli alimenti, e me l'ha frantumata al suolo. Ecco qua.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Just now I was sitting at the kitchen table, finishing breakfast and reading the emails that came in during the night, and I was pondering about what to do the 3 raw minutes podcast today.<br>As I told you, I always decide at the last moment, sometimes I decide it, like today, only when I open the mic. And I was so reflecting. At first I thought of doing it on Vishal, which is a podcast that I started listening to a few weeks ago, it comes out one episode a week, a podcast that I have problems with because ... I started listening to it because I was interested in the topic, it's about a child who, an eight-year-old boy, who disappeared in 1981, on the day of Charles and Diana's wedding in London.<br><br>In the publicity that the BBC does for this podcast, it says that the child disappeared, it makes it clear that he disappeared during the wedding, when all the people were in the middle of downtown London to greet the passing carriage, instead then at the beginning you listen to it right in the first episode and it turns out that this is not really the case, the family had already gone home.<br><br>This thing made me a little angry because it gave me the impression that the author of this podcast, who is the brother, half-brother of the child who disappeared in 1981, wanted a little bit to ride the wave of celebrity of the fact of the coronation of the new king and this thing... but that's not the only thing that makes me angry about this podcast, however I keep listening to it, it's what is called in English, a guilty pleasure - what is a guilty pleasure? It is something that we do and yet you don't like that you are doing it, but you do it anyway. It's like when we... Yes, I cannot think of other examples, anyway it's something I do, however I decided no, but I don't give a damn about talking about this podcast because every time I listen to it, it makes me angry.<br><br>Hmm, and I was thinking, maybe I could talk in today's podcast about the language of pilots, because I read a very interesting article, on one of the newsletters I get, where a pilot talks about how he became a pilot and the language that pilots use when they talk to the control tower.<br>So I was sitting at the table thinking, hmm about what am I going to do the 3 minutes today? And at one point I heard a mini explosion behind me. What happened? The cat Sputnik, whom you may have gotten to know by now, the sly one, the smaller one, climbed up on a piece of furniture, and no one knows how, a fairly tall piece of furniture, dropped the precision scale, the glass one I use, that I used to weigh food, and smashed it to the ground for me. There you go.<br><br><br><b>LINK</b><br><b>Vishal - Il podcast che mi sta facendo arrabbiare</b> https://www.bbc.co.uk/programmes/p0ff2v77<br><b>L'articolo sul linguaggio dei piloti </b>https://aeon.co/essays/the-language-of-the-cockpit-is-technical-obscure-and-irresistibly-romantic]]>
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        <![CDATA[Non riuscivo a decidermi di cosa parlare nei trem inuti grezzi di stamattina: parlo del podcast che mi sta facendo arrabbiare? Oppure del bell'articolo che ho letto sul linguaggio (poetico!) usato dai piloti in cielo? E poi è arrivato il gatto Sputnik a decidere per me. Naturalmente vi metto i link in fondo alla pagina. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br><br>Poco fa ero seduta al tavolo della cucina, stavo facendo colazione finendo di fare colazione e leggendo le email che sono arrivate durante la notte, e stavo riflettendo su cosa fare i 3 minuti grezzi di oggi.<br><br>Come vi ho detto, lo decido sempre all'ultimo momento, a volte lo decido, come oggi, quando apro il microfono. E stavo così riflettendo. Dapprima ho pensato di farlo su <b>Vishal</b>, che è un podcast che ho cominciato ad ascoltare qualche settimana fa, esce una puntata ogni settimana, un podcast che mi crea dei problemi perché... Ho iniziato a ascoltarlo perché mi interessava l'argomento, parla di un bambino che, un bambino di otto anni, che è scomparso nel 1981, il giorno del matrimonio di Charles e Diana a Londra. <br><br>Nella pubblicità che la BBC fa di questo podcast, dice che il bambino è scomparso, fa capire che è scomparso durante il matrimonio, quando tutta la gente era in pieno centro a Londra per salutare la carrozza che passava, invece poi all'inizio si ascolta proprio nella prima puntata e si scopre che non è proprio così, la famiglia era già tornata a casa.<br><br>Questa cosa mi ha fatto un po arrabbiare perché mi ha dato l'impressione che l'autore di questo podcast, che è il fratello, fratellastro del bambino scomparso nel 1981, abbia voluto un po' cavalcare l'onda di celebrità del fatto dell'incoronazione del nuovo re e questa cosa... ma non è questa l'unica cosa che mi fa arrabbiare di questo podcast, però continuo ad ascoltarlo, è quello che si chiama in inglese, un <b><i>guilty pleasure</i></b> che è il <i>guilty pleasure</i>? È una cosa che noi facciamo e che però non ci piace che la stiamo facendo, ma la facciamo lo stesso. È come quando... Sì, non mi vengono altri esempi comunque è una cosa che faccio, però ho deciso no, ma me frega niente di parlare di questo podcast perché ogni volta che l'ascolto mi fa arrabbiare.<br><br>Ehm. E stavo riflettendo, forse potrei parlare nei 3 minuti inglesi di oggi del linguaggio dei piloti, perché ho letto un interessantissimo articolo, su una delle newsletter che ricevo, dove un pilota parla di come lui è diventato pilota e del linguaggio che usano i piloti quando parlano con la torre di controllo.<br><br>Quindi ero seduta al tavolo che pensavo, hmm su cosa farò i 3 minuti di oggi? E a un certo punto ho sentito una mini esplosione alle mie spalle. Che è successo? Il gatto Sputnik, che avrete ormai imparato a conoscere, quello furbetto, quello più piccolo, è salito su un mobile e non si sa come, un mobile abbastanza alto, ha fatto cadere la bilancia di precisione, quella di vetro che uso, che usavo per pesare gli alimenti, e me l'ha frantumata al suolo. Ecco qua.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Just now I was sitting at the kitchen table, finishing breakfast and reading the emails that came in during the night, and I was pondering about what to do the 3 raw minutes podcast today.<br>As I told you, I always decide at the last moment, sometimes I decide it, like today, only when I open the mic. And I was so reflecting. At first I thought of doing it on Vishal, which is a podcast that I started listening to a few weeks ago, it comes out one episode a week, a podcast that I have problems with because ... I started listening to it because I was interested in the topic, it's about a child who, an eight-year-old boy, who disappeared in 1981, on the day of Charles and Diana's wedding in London.<br><br>In the publicity that the BBC does for this podcast, it says that the child disappeared, it makes it clear that he disappeared during the wedding, when all the people were in the middle of downtown London to greet the passing carriage, instead then at the beginning you listen to it right in the first episode and it turns out that this is not really the case, the family had already gone home.<br><br>This thing made me a little angry because it gave me the impression that the author of this podcast, who is the brother, half-brother of the child who disappeared in 1981, wanted a little bit to ride the wave of celebrity of the fact of the coronation of the new king and this thing... but that's not the only thing that makes me angry about this podcast, however I keep listening to it, it's what is called in English, a guilty pleasure - what is a guilty pleasure? It is something that we do and yet you don't like that you are doing it, but you do it anyway. It's like when we... Yes, I cannot think of other examples, anyway it's something I do, however I decided no, but I don't give a damn about talking about this podcast because every time I listen to it, it makes me angry.<br><br>Hmm, and I was thinking, maybe I could talk in today's podcast about the language of pilots, because I read a very interesting article, on one of the newsletters I get, where a pilot talks about how he became a pilot and the language that pilots use when they talk to the control tower.<br>So I was sitting at the table thinking, hmm about what am I going to do the 3 minutes today? And at one point I heard a mini explosion behind me. What happened? The cat Sputnik, whom you may have gotten to know by now, the sly one, the smaller one, climbed up on a piece of furniture, and no one knows how, a fairly tall piece of furniture, dropped the precision scale, the glass one I use, that I used to weigh food, and smashed it to the ground for me. There you go.<br><br><br><b>LINK</b><br><b>Vishal - Il podcast che mi sta facendo arrabbiare</b> https://www.bbc.co.uk/programmes/p0ff2v77<br><b>L'articolo sul linguaggio dei piloti </b>https://aeon.co/essays/the-language-of-the-cockpit-is-technical-obscure-and-irresistibly-romantic]]>
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      <pubDate>Wed, 10 May 2023 06:27:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Non riuscivo a decidermi di cosa parlare nei trem inuti grezzi di stamattina: parlo del podcast che mi sta facendo arrabbiare? Oppure del bell'articolo che ho letto sul linguaggio (poetico!) usato dai piloti in cielo? E poi è arrivato il gatto Sputnik a decidere per me. Naturalmente vi metto i link in fondo alla pagina. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Poco fa ero seduta al tavolo della cucina, stavo facendo colazione finendo di fare colazione e leggendo le email che sono arrivate durante la notte, e stavo riflettendo su cosa fare i 3 minuti grezzi di oggi.Come vi ho detto, lo decido sempre all'ultimo momento, a volte lo decido, come oggi, quando apro il microfono. E stavo così riflettendo. Dapprima ho pensato di farlo su Vishal, che è un podcast che ho cominciato ad ascoltare qualche settimana fa, esce una puntata ogni settimana, un podcast che mi crea dei problemi perché... Ho iniziato a ascoltarlo perché mi interessava l'argomento, parla di un bambino che, un bambino di otto anni, che è scomparso nel 1981, il giorno del matrimonio di Charles e Diana a Londra. Nella pubblicità che la BBC fa di questo podcast, dice che il bambino è scomparso, fa capire che è scomparso durante il matrimonio, quando tutta la gente era in pieno centro a Londra per salutare la carrozza che passava, invece poi all'inizio si ascolta proprio nella prima puntata e si scopre che non è proprio così, la famiglia era già tornata a casa.Questa cosa mi ha fatto un po arrabbiare perché mi ha dato l'impressione che l'autore di questo podcast, che è il fratello, fratellastro del bambino scomparso nel 1981, abbia voluto un po' cavalcare l'onda di celebrità del fatto dell'incoronazione del nuovo re e questa cosa... ma non è questa l'unica cosa che mi fa arrabbiare di questo podcast, però continuo ad ascoltarlo, è quello che si chiama in inglese, un guilty pleasure che è il guilty pleasure? È una cosa che noi facciamo e che però non ci piace che la stiamo facendo, ma la facciamo lo stesso. È come quando... Sì, non mi vengono altri esempi comunque è una cosa che faccio, però ho deciso no, ma me frega niente di parlare di questo podcast perché ogni volta che l'ascolto mi fa arrabbiare.Ehm. E stavo riflettendo, forse potrei parlare nei 3 minuti inglesi di oggi del linguaggio dei piloti, perché ho letto un interessantissimo articolo, su una delle newsletter che ricevo, dove un pilota parla di come lui è diventato pilota e del linguaggio che usano i piloti quando parlano con la torre di controllo.Quindi ero seduta al tavolo che pensavo, hmm su cosa farò i 3 minuti di oggi? E a un certo punto ho sentito una mini esplosione alle mie spalle. Che è successo? Il gatto Sputnik, che avrete ormai imparato a conoscere, quello furbetto, quello più piccolo, è salito su un mobile e non si sa come, un mobile abbastanza alto, ha fatto cadere la bilancia di precisione, quella di vetro che uso, che usavo per pesare gli alimenti, e me l'ha frantumata al suolo. Ecco qua.TRANSLATIONJust now I was sitting at the kitchen table, finishing breakfast and reading the emails that came in during the night, and I was pondering about what to do the 3 raw minutes podcast today.As I told you, I always decide at the last moment, sometimes I decide it, like today, only when I open the mic. And I was so reflecting. At first I thought of doing it on Vishal, which is a podcast that I started listening to a few weeks ago, it comes out one episode a week, a podcast that I have problems with because ... I started listening to it because I was interested in the topic, it's about a child who, an eight-year-old boy, who disappeared in 1981, on the day of Charles and Diana's wedding in London.In the publicity that the BBC does for this podcast, it says that the child disappeared, it makes it clear that he...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Non riuscivo a decidermi di cosa parlare nei trem inuti grezzi di stamattina: parlo del podcast che mi sta facendo arrabbiare? Oppure del bell'articolo che ho letto sul linguaggio (poetico!) usato dai piloti in cielo? E poi è arrivato il gatto Sputnik a d</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 494 Sogni collettivi</title>
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        <![CDATA[Esiste un inconscio collettivo dei sogni? Questa la domanda che anima una mostra molto interessante che parla dei nostri sogni. Tutte le info in fondo alla pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Vi ricordate durante il covid, quando eravamo in piena pandemia, che sogni incredibili facevamo? Ecco, avete visto? Non vi ho nemmeno chiesto, ma voi facevate sogni strani durante la pandemia? Perché sono sicura al 100% che anche voi, come me e come il resto del mondo, durante quei mesi, quegli anni, la notte afacevate questi sogni strani.<br><br>Io facevo sogni stranissimi, molto vividi, me li ricordavo molto bene poi... Ehm, ed erano molto, molto diversi dai sogni che facevo normalmente. Non erano particolarmente incubi, erano però dei sogni diversi.<br><br>Io lo sapevo che i sogni erano diversi. Hanno fatto degli studi su questo, hanno cominciato a fare degli studi per capire come mai il mondo improvvisamente avesse cominciato a fare sogni strani. Eh vabbè, l'avessero chiesto me gliel'avrei detto senza fare le ricerche, è perché eravamo immersi per la prima volta veramente in una cosa collettiva, una coscienza collettiva, una esperienza che era molto simile da tutte le parti del mondo, anche se poi veniva declinata naturalmente in base alle proprie alla propria situazione alle proprie circostanze però la paura di fondo era quella di non sapere quello che stava succedendo e questo naturalmente si ripercuoteva nei sogni, anche perché una cosa che ha provocato la pandemia è stato lo stravolgimento delle nostre abitudini, quindi improvvisamente siamo stati costretti a trascorrere tantissimo tempo a casa.<br><br>Ma io ricordo anche che la stessa sensazione del passare del tempo era diversa, non sapevo più che giorno fosse, martedì, mercoledì, ma anche perché non era più importante che giorno della settimana... Le ore si susseguivano, i giorni, le settimane. Ricordo che facevo le croci nel calendario, quanto mancava fino alla fine del lockdown, che qui in Italia è stato abbastanza bello, bello, lungo e anche bello estremo.<br><br>Ora, perché vi sto parlando di queste cose che ormai risalgono alla nostra memoria remota, anche se sono successe veramente poco tempo fa? Perché ho visto che ha aperto una mostra che si chiama <b>Dreamscape</b>, che possiamo tradurre come 'paesaggio dei sogni', vi metto naturalmente tutte le note alla fine della pagina nelle note di programma, questa artista <b>Eva Frapiccini</b> che per undici anni, quindi molto prima del covid, ha raccolto i sogni che faceva la gente per vedere se esistono dei temi ricorrenti, per vedere se esiste un inconscio collettivo, e ha raccolto questi sogni in giro per il mondo: Colombia, Svezia, Italia naturalmente, Germania, Regno Unito eccetera.<br>Ora questi sogni si possono ascoltare in un'installazione sonora che sembra molto bella, dove vengono appunto raccontati questi sogni della coscienza collettiva. Che bell'esperimento, che bell'intervento artistico!<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Do you remember during covid, when we were in the midst of the pandemic, what incredible dreams we had? Here, did you see? I didn't even ask whether you had strange dreams during the pandemic, because I am 100% sure that you, like me and like the rest of the world, during those months, those years, at night had strange dreams.<br><br>I used to have very strange dreams, very vivid, I remembered them very well then... Um, and they were very, very different from the dreams I normally had. They were not particularly nightmares, they were different dreams, however.<br><br>I knew that the dreams were different. They did studies on this, they started to do studies to understand why the world suddenly started to have strange dreams. Eh whatever, had they asked me I would have told them without doing the research, it's because we were immersed for the first time really in a collective thing, a collective consciousness, an experience that was very similar from all parts of the world, even though it was then declined of course according to one's own to one's own situation to one's own circumstances, however the underlying fear was that of not knowing what was going on and this of course was reflected in the dreams, because one thing that the pandemic caused was the disruption of our habits, so suddenly we were forced to spend so much time at home.<br><br>But I also remember that the same feeling of the passage of time was different, I no longer knew what day it was, Tuesday, Wednesday, also because it was no longer important what day of the week... The hours ticked by, the days, the weeks. I remember making crosses in the calendar, how long until the end of the lockdown, which here in Italy was pretty... pretty heavy, long and also pretty extreme.<br><br>Now, why am I telling you about these things that now go back to our distant memory, even though they really happened a short time ago? Because I saw that an exhibition opened called Dreamscape, which we can translate as 'landscape of dreams', I will of course put all the notes at the end of the page in the program notes, this artist Eva Frapiccini who for eleven years, so long before covid, collected the dreams that people were having to see if there are recurring themes, to see if there is a collective unconscious, and she collected these dreams around the world: Colombia, Sweden , Italy of course, Germany, UK and so on.<br><br>Now these dreams can be experienced in a sound installation that sounds very beautiful, where these dreams of the collective consciousness are told. What a beautiful experiment, what a beautiful artistic intervention!<br><br>LINKS<br><b>La mostra Dreamscape</b> https://www.arte.go.it/event/eva-frapiccini-dreamscape/]]>
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        <![CDATA[Esiste un inconscio collettivo dei sogni? Questa la domanda che anima una mostra molto interessante che parla dei nostri sogni. Tutte le info in fondo alla pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Vi ricordate durante il covid, quando eravamo in piena pandemia, che sogni incredibili facevamo? Ecco, avete visto? Non vi ho nemmeno chiesto, ma voi facevate sogni strani durante la pandemia? Perché sono sicura al 100% che anche voi, come me e come il resto del mondo, durante quei mesi, quegli anni, la notte afacevate questi sogni strani.<br><br>Io facevo sogni stranissimi, molto vividi, me li ricordavo molto bene poi... Ehm, ed erano molto, molto diversi dai sogni che facevo normalmente. Non erano particolarmente incubi, erano però dei sogni diversi.<br><br>Io lo sapevo che i sogni erano diversi. Hanno fatto degli studi su questo, hanno cominciato a fare degli studi per capire come mai il mondo improvvisamente avesse cominciato a fare sogni strani. Eh vabbè, l'avessero chiesto me gliel'avrei detto senza fare le ricerche, è perché eravamo immersi per la prima volta veramente in una cosa collettiva, una coscienza collettiva, una esperienza che era molto simile da tutte le parti del mondo, anche se poi veniva declinata naturalmente in base alle proprie alla propria situazione alle proprie circostanze però la paura di fondo era quella di non sapere quello che stava succedendo e questo naturalmente si ripercuoteva nei sogni, anche perché una cosa che ha provocato la pandemia è stato lo stravolgimento delle nostre abitudini, quindi improvvisamente siamo stati costretti a trascorrere tantissimo tempo a casa.<br><br>Ma io ricordo anche che la stessa sensazione del passare del tempo era diversa, non sapevo più che giorno fosse, martedì, mercoledì, ma anche perché non era più importante che giorno della settimana... Le ore si susseguivano, i giorni, le settimane. Ricordo che facevo le croci nel calendario, quanto mancava fino alla fine del lockdown, che qui in Italia è stato abbastanza bello, bello, lungo e anche bello estremo.<br><br>Ora, perché vi sto parlando di queste cose che ormai risalgono alla nostra memoria remota, anche se sono successe veramente poco tempo fa? Perché ho visto che ha aperto una mostra che si chiama <b>Dreamscape</b>, che possiamo tradurre come 'paesaggio dei sogni', vi metto naturalmente tutte le note alla fine della pagina nelle note di programma, questa artista <b>Eva Frapiccini</b> che per undici anni, quindi molto prima del covid, ha raccolto i sogni che faceva la gente per vedere se esistono dei temi ricorrenti, per vedere se esiste un inconscio collettivo, e ha raccolto questi sogni in giro per il mondo: Colombia, Svezia, Italia naturalmente, Germania, Regno Unito eccetera.<br>Ora questi sogni si possono ascoltare in un'installazione sonora che sembra molto bella, dove vengono appunto raccontati questi sogni della coscienza collettiva. Che bell'esperimento, che bell'intervento artistico!<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Do you remember during covid, when we were in the midst of the pandemic, what incredible dreams we had? Here, did you see? I didn't even ask whether you had strange dreams during the pandemic, because I am 100% sure that you, like me and like the rest of the world, during those months, those years, at night had strange dreams.<br><br>I used to have very strange dreams, very vivid, I remembered them very well then... Um, and they were very, very different from the dreams I normally had. They were not particularly nightmares, they were different dreams, however.<br><br>I knew that the dreams were different. They did studies on this, they started to do studies to understand why the world suddenly started to have strange dreams. Eh whatever, had they asked me I would have told them without doing the research, it's because we were immersed for the first time really in a collective thing, a collective consciousness, an experience that was very similar from all parts of the world, even though it was then declined of course according to one's own to one's own situation to one's own circumstances, however the underlying fear was that of not knowing what was going on and this of course was reflected in the dreams, because one thing that the pandemic caused was the disruption of our habits, so suddenly we were forced to spend so much time at home.<br><br>But I also remember that the same feeling of the passage of time was different, I no longer knew what day it was, Tuesday, Wednesday, also because it was no longer important what day of the week... The hours ticked by, the days, the weeks. I remember making crosses in the calendar, how long until the end of the lockdown, which here in Italy was pretty... pretty heavy, long and also pretty extreme.<br><br>Now, why am I telling you about these things that now go back to our distant memory, even though they really happened a short time ago? Because I saw that an exhibition opened called Dreamscape, which we can translate as 'landscape of dreams', I will of course put all the notes at the end of the page in the program notes, this artist Eva Frapiccini who for eleven years, so long before covid, collected the dreams that people were having to see if there are recurring themes, to see if there is a collective unconscious, and she collected these dreams around the world: Colombia, Sweden , Italy of course, Germany, UK and so on.<br><br>Now these dreams can be experienced in a sound installation that sounds very beautiful, where these dreams of the collective consciousness are told. 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      <pubDate>Tue, 09 May 2023 07:01:21 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 493 Dei gatti</title>
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        <![CDATA[Un mistero felino di spazzole, balconi, lanugini e una sfera di pelo di gatto. Piccolo mistero risolto. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Se avete gatti a casa, sapete che questa è la stagione in cui i gatti perdono un sacco di pelo, diciamo più del solito. Io a casa, in ogni stanza ho uno di quei rulli che appiccicosi che una persona si passa addosso e cerca di catturare quanti più peli di gatto possibile.<br><br>E' però in questo periodo dell'anno quasi diciamo una battaglia persa, perché i peli che perdono sono veramente tanti.<br><br>Io ho una spazzola particolare, pagata un sacco di soldi, cioè un sacco di soldi, pagata molto più di quanto una persona si aspetterebbe di pagare una spazzola per pettinare i gatti, però è una spazzola che riesce a catturare i peli del gatto che sono non in superficie ma sotto, sono non proprio peli, ma sono una specie di lanetta.<br><br>Ai miei due gatti, Sputnik e Mazinga piace tantissimo quando io le spazzolo, si stendono nel balcone pancia all'aria, si girano a destra e sinistra così che non salto nemmeno un centimetro del loro folto pelo. E in questo periodo, che si avvicina l'estate, la stagione calda, lo faccio praticamente tutti i giorni.<br><br>Questa spazzola è particolare, appunto, perché riesce a raccogliere, non lo so se si chiama sottopelo, comunque il pelo non quei peli lunghi ma quelli più più più corti, e una volta che io ho spazzolato anche solo per qualche minuto il gatto, mi rimane in mano questa pallottola di lanugine, non sembrano nemmeno peli, sembra proprio una lanugine.<br><br>E così, siccome non ho altro da fare nella vita, ho cominciato a arrotolarla nelle mani, a farmela girare tra i palmi delle mani per fare delle palline.<br><br>Ehm, diciamo che un po' il principio, lo stesso principio che si segue quando si fanno le palline di lana grezza, di lana cotta, l'olio che c'è naturalmente sulla nostra pelle si mischia alla lanolina che c'è nel pelo degli animali e vengono fuori queste sfere abbastanza precise di un colore sempre grigiastro, Mazinga bianca a macchie nere, Sputnik invece grigia, tigrata però le palline hanno sempre lo stesso colore, hanno questo color grigio, un bel grigio morbido.<br><br>Allora ho cominciato a fare queste palline e siccome poi una volta che le faccio non so dove metterle, mi dispiace buttarle perché sono veramente perfette, allora ho cominciato a poggiarle in un vaso che abbiamo sul balcone, e ne avevo boh, 5 o 6, e poi improvvisamente ieri non ce n'era più neanche una. Ho chiesto a mio marito, ma che hai fatto, hai tolto le palline del gatto? Ma neanche le ho viste, manco ho visto ci fossero.<br><br>E poi svelato l'arcano perché stamattina quando mi sono alzata ho visto che le palline le aveva tolte dal vaso Sputnik e ci stava giocando e le aveva sparse per tutta la casa.<br><br>TRANSLATION<br><br>If you have cats at home, you know that this is the season when cats lose a lot of fur, say more than usual. I at home, in every room I have one of those sticky rollers that you rub over and try to catch as much cat hair as possible.<br><br>It is, however, at this time of year almost let's say a losing battle, because the hairs they lose are really a lot.<br><br>I have a particular brush, paid a lot of money, I mean a lot of money, paid a lot more than a person would expect to pay for a brush for combing cats, however, it is a brush that manages to catch the cat hairs that are not on the surface but underneath, they are not really hairs, but they are a kind of fluff.<br><br>My two cats, Sputnik and Mazinga like it so much when I brush them, they lie in the balcony belly up in the air, turn right and left so that I don't skip an inch of their thick fur. And in this period, which is approaching summer, the hot season, I do it practically every day.<br><br>This brush is particular, as I said, because it can pick up, I don't know if it's called undercoat, anyway the hair, not those long hairs but the shorter ones, and once I brush even for a few minutes the cat, I'm left with this ball of fluff, it doesn't even look like hairs, it looks like fluff.<br><br>And so, since I don't have anything else to do in life, I started to roll it in my hands, to twirl it between my palms to make balls.<br><br>Um, let's say a little bit the principle, the same principle that you follow when you make balls from raw wool, from boiled wool, the oil that's naturally on our skin mixes with the lanolin that's in the hair of the animals and you come up with these fairly precise balls of a color that's always grayish, Mazinga is white with black spots, Sputnik instead ia gray, tigerish, however the balls always have the same color, they have this gray color, a nice soft gray.<br><br>So I started to make these little balls and because then once I make them I don't know where to put them, I hate to throw them away because they are really perfect, so I started to lay them in a pot that we have on the balcony, and I had IDK, 5 or 6 of them, and then suddenly yesterday there wasn't a single one. I asked my husband, but what did you do, remove the cat balls? Hell no, I never saw them, I didn't even know they were there.<br><br>And then unraveled the mystery because this morning when I got up I saw that the balls had been taken them out by Sputnik and she was playing with them and had scattered them all over the house.<br><br>]]>
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Io a casa, in ogni stanza ho uno di quei rulli che appiccicosi che una persona si passa addosso e cerca di catturare quanti più peli di gatto possibile.<br><br>E' però in questo periodo dell'anno quasi diciamo una battaglia persa, perché i peli che perdono sono veramente tanti.<br><br>Io ho una spazzola particolare, pagata un sacco di soldi, cioè un sacco di soldi, pagata molto più di quanto una persona si aspetterebbe di pagare una spazzola per pettinare i gatti, però è una spazzola che riesce a catturare i peli del gatto che sono non in superficie ma sotto, sono non proprio peli, ma sono una specie di lanetta.<br><br>Ai miei due gatti, Sputnik e Mazinga piace tantissimo quando io le spazzolo, si stendono nel balcone pancia all'aria, si girano a destra e sinistra così che non salto nemmeno un centimetro del loro folto pelo. E in questo periodo, che si avvicina l'estate, la stagione calda, lo faccio praticamente tutti i giorni.<br><br>Questa spazzola è particolare, appunto, perché riesce a raccogliere, non lo so se si chiama sottopelo, comunque il pelo non quei peli lunghi ma quelli più più più corti, e una volta che io ho spazzolato anche solo per qualche minuto il gatto, mi rimane in mano questa pallottola di lanugine, non sembrano nemmeno peli, sembra proprio una lanugine.<br><br>E così, siccome non ho altro da fare nella vita, ho cominciato a arrotolarla nelle mani, a farmela girare tra i palmi delle mani per fare delle palline.<br><br>Ehm, diciamo che un po' il principio, lo stesso principio che si segue quando si fanno le palline di lana grezza, di lana cotta, l'olio che c'è naturalmente sulla nostra pelle si mischia alla lanolina che c'è nel pelo degli animali e vengono fuori queste sfere abbastanza precise di un colore sempre grigiastro, Mazinga bianca a macchie nere, Sputnik invece grigia, tigrata però le palline hanno sempre lo stesso colore, hanno questo color grigio, un bel grigio morbido.<br><br>Allora ho cominciato a fare queste palline e siccome poi una volta che le faccio non so dove metterle, mi dispiace buttarle perché sono veramente perfette, allora ho cominciato a poggiarle in un vaso che abbiamo sul balcone, e ne avevo boh, 5 o 6, e poi improvvisamente ieri non ce n'era più neanche una. Ho chiesto a mio marito, ma che hai fatto, hai tolto le palline del gatto? Ma neanche le ho viste, manco ho visto ci fossero.<br><br>E poi svelato l'arcano perché stamattina quando mi sono alzata ho visto che le palline le aveva tolte dal vaso Sputnik e ci stava giocando e le aveva sparse per tutta la casa.<br><br>TRANSLATION<br><br>If you have cats at home, you know that this is the season when cats lose a lot of fur, say more than usual. I at home, in every room I have one of those sticky rollers that you rub over and try to catch as much cat hair as possible.<br><br>It is, however, at this time of year almost let's say a losing battle, because the hairs they lose are really a lot.<br><br>I have a particular brush, paid a lot of money, I mean a lot of money, paid a lot more than a person would expect to pay for a brush for combing cats, however, it is a brush that manages to catch the cat hairs that are not on the surface but underneath, they are not really hairs, but they are a kind of fluff.<br><br>My two cats, Sputnik and Mazinga like it so much when I brush them, they lie in the balcony belly up in the air, turn right and left so that I don't skip an inch of their thick fur. And in this period, which is approaching summer, the hot season, I do it practically every day.<br><br>This brush is particular, as I said, because it can pick up, I don't know if it's called undercoat, anyway the hair, not those long hairs but the shorter ones, and once I brush even for a few minutes the cat, I'm left with this ball of fluff, it doesn't even look like hairs, it looks like fluff.<br><br>And so, since I don't have anything else to do in life, I started to roll it in my hands, to twirl it between my palms to make balls.<br><br>Um, let's say a little bit the principle, the same principle that you follow when you make balls from raw wool, from boiled wool, the oil that's naturally on our skin mixes with the lanolin that's in the hair of the animals and you come up with these fairly precise balls of a color that's always grayish, Mazinga is white with black spots, Sputnik instead ia gray, tigerish, however the balls always have the same color, they have this gray color, a nice soft gray.<br><br>So I started to make these little balls and because then once I make them I don't know where to put them, I hate to throw them away because they are really perfect, so I started to lay them in a pot that we have on the balcony, and I had IDK, 5 or 6 of them, and then suddenly yesterday there wasn't a single one. I asked my husband, but what did you do, remove the cat balls? Hell no, I never saw them, I didn't even know they were there.<br><br>And then unraveled the mystery because this morning when I got up I saw that the balls had been taken them out by Sputnik and she was playing with them and had scattered them all over the house.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 08 May 2023 06:41:03 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un mistero felino di spazzole, balconi, lanugini e una sfera di pelo di gatto. Piccolo mistero risolto. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Se avete gatti a casa, sapete che questa è la stagione in cui i gatti perdono un sacco di pelo, diciamo più del solito. Io a casa, in ogni stanza ho uno di quei rulli che appiccicosi che una persona si passa addosso e cerca di catturare quanti più peli di gatto possibile.E' però in questo periodo dell'anno quasi diciamo una battaglia persa, perché i peli che perdono sono veramente tanti.Io ho una spazzola particolare, pagata un sacco di soldi, cioè un sacco di soldi, pagata molto più di quanto una persona si aspetterebbe di pagare una spazzola per pettinare i gatti, però è una spazzola che riesce a catturare i peli del gatto che sono non in superficie ma sotto, sono non proprio peli, ma sono una specie di lanetta.Ai miei due gatti, Sputnik e Mazinga piace tantissimo quando io le spazzolo, si stendono nel balcone pancia all'aria, si girano a destra e sinistra così che non salto nemmeno un centimetro del loro folto pelo. E in questo periodo, che si avvicina l'estate, la stagione calda, lo faccio praticamente tutti i giorni.Questa spazzola è particolare, appunto, perché riesce a raccogliere, non lo so se si chiama sottopelo, comunque il pelo non quei peli lunghi ma quelli più più più corti, e una volta che io ho spazzolato anche solo per qualche minuto il gatto, mi rimane in mano questa pallottola di lanugine, non sembrano nemmeno peli, sembra proprio una lanugine.E così, siccome non ho altro da fare nella vita, ho cominciato a arrotolarla nelle mani, a farmela girare tra i palmi delle mani per fare delle palline.Ehm, diciamo che un po' il principio, lo stesso principio che si segue quando si fanno le palline di lana grezza, di lana cotta, l'olio che c'è naturalmente sulla nostra pelle si mischia alla lanolina che c'è nel pelo degli animali e vengono fuori queste sfere abbastanza precise di un colore sempre grigiastro, Mazinga bianca a macchie nere, Sputnik invece grigia, tigrata però le palline hanno sempre lo stesso colore, hanno questo color grigio, un bel grigio morbido.Allora ho cominciato a fare queste palline e siccome poi una volta che le faccio non so dove metterle, mi dispiace buttarle perché sono veramente perfette, allora ho cominciato a poggiarle in un vaso che abbiamo sul balcone, e ne avevo boh, 5 o 6, e poi improvvisamente ieri non ce n'era più neanche una. Ho chiesto a mio marito, ma che hai fatto, hai tolto le palline del gatto? Ma neanche le ho viste, manco ho visto ci fossero.E poi svelato l'arcano perché stamattina quando mi sono alzata ho visto che le palline le aveva tolte dal vaso Sputnik e ci stava giocando e le aveva sparse per tutta la casa.TRANSLATIONIf you have cats at home, you know that this is the season when cats lose a lot of fur, say more than usual. I at home, in every room I have one of those sticky rollers that you rub over and try to catch as much cat hair as possible.It is, however, at this time of year almost let's say a losing battle, because the hairs they lose are really a lot.I have a particular brush, paid a lot of money, I mean a lot of money, paid a lot more than a person would expect to pay for a brush for combing cats, however, it is a brush that manages to catch the cat hairs that are not on the surface but underneath, they are not really hairs, but they are a kind of fluff.My two cats, Sputnik and Mazinga like it so much when I brush them, they lie in the balcony belly up in the air, turn right and left so that I don't skip an inch of their thick fur. And in this period, which is approaching summer, the hot season, I do it practically every day.This brush is particular, as I said, because it can pick up, I don't know if it's called...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Un mistero felino di spazzole, balconi, lanugini e una sfera di pelo di gatto. Piccolo mistero risolto. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Se avete gatti a casa, sapete che questa è la stagione in cui i gatti perdono un sacco di pelo, diciamo più del sol</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 492 Libri per bambini (cattivi)</title>
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      <description>
        <![CDATA[Quando mio figlio era bambino non riuscivo mai a trovare libri per la sua fascia d'età in italiano che non fossero noiosi e pieni di insegnamenti morali. Improponibili, non solo perché io stessa li trovavo terribili, ma soprattutto perché mio figlio era abituato a quei fantastici libri della letteratura in lingua inglese, pieni di assurdità e di un sano divertimento per il nonsense, scritti in modo semplice e immediato. Spero che in questi 15 anni le cose siano cambiate e che anche i bambini e le bambine che leggono i libri in italiano possano leggere libri per l'infanzia pieni di puro divertimento. In fondo alla pagina vi metto il link del libro di cui parlo.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Engl translation below]<br><br>Quando abitavo in Australia e mio figlio era molto piccolo, ogni volta che tornavamo in Italia io cercavo disperatamente dei libri da comprargli, così che lui potesse imparare bene la lingua italiana, perché anche se parlavamo italiano in casa, però lui parlava in inglese.<br><br>E questo era un grande problema trovare i libri per l'infanzia adatti a un bambino di quattro, cinque anni in italiano, perché, magari adesso le cose sono cambiate parlo di 15 anni fa, però all'epoca tutti i libri in italiano per quella fascia di età erano non solo incredibilmente noiosi e poi avevano sempre la morale, e quindi non erano per niente divertenti.<br><br>Per me era un grosso problema, anche perché mio figlio era abituato invece ad avere i libri in inglese, e la letteratura per l'infanzia in lingua inglese ha una bellissima tradizione di nonsense e di non rispetto delle regole.<br><br>Infatti uno dei libri preferiti di mio figlio a quell'età era un libro che s'intitola 'That's mean', che in italiano possiamo tradurre come 'Che è cattiveria'. È un libriccino dove in ogni pagina c'è rappresentata una cosa cattivissima fatta da questo bambino, ma quando dico cattivissima veramente, si inizia con il ragazzino che tira le pietre agli uccelli e dice no, questa è una cattiveria, non farlo; fare pipì sui vasino, no è una cattiveria. Poi c'è un'escalation: sputare dalla finestra in testa alla gente che passa, strappare i disegni della sorellina, strappare le ali delle farfalle, torturare i pesciolini, dare calci al gatto, ammazzare le lumache a colpi di martello, ecc.<br><br>Insomma, in ogni pagina c'era descritto un comportamento incredibilmente violento contro gli animali, contro la natura, contro gli altri bambini. Ma era fatto in un modo molto divertente e naturalmente faceva venire anche magari idee, se un bambino fosse stato incline a commettere cattiverie, questo libro sicuramente gli avrebbe dato altre idee.<br><br>Però vi posso assicurare che mio figlio non solo non ha mai seguito gli esempi, non ha mai torturato i pesciolini rossi, o strappato le ali alle farfalle, ma quando leggevamo questo libro insieme ridevamo proprio per l'assurdità, l'enormità delle cose che venivano proposte.<br><br>Ecco, ogni volta che invece io mi ritrovavo a cercare un libro in italiano scritto da autori, autrici italiani/e per quella fascia di età c'erano sempre le solite storie scritte poi in un italiano che anche se voleva essere per bambini, era sempre troppo forbito, sempre troppo curato, sempre troppo noioso. E poi alla fine c'era sempre il dito sollevato per dire sì, sì, vi abbiamo detto queste cose, però queste cose sono cose che i bambini cattivi fanno. Voi siete dei bambini bravi a non farlo. Insomma, terribilmente noioso. Spero che in questi 15 anni l'editoria per l'infanzia in lingua italiana abbia fatto dei progressi verso la follia.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I lived in Australia and my son was very young, whenever we came back to Italy I would desperately look for books to buy for him so that he could learn Italian, because even though we spoke Italian at home, however he spoke in English.<br><br>And that was a big problem finding children's books suitable for a four, five year old child in Italian, because, probably things have changed now as I'm talking about 15 years ago, but at that time all the books in Italian for that age group were not only incredibly boring but they always had morals, and so they were not fun at all.<br><br>This was a big problem for me, because my son was used to having the books in English instead, and English-language children's literature has a beautiful tradition of nonsense and noncompliance.<br>In fact, one of my son's favorite books at that age was a book called 'That's mean,' which in Italian we can translate as 'That's naughtiness.' It's a little book where on every page there's depicted a naughty thing done by this child, but when I say naughty really, it starts with the little boy throwing stones at birds and saying no, that's naughty, don't do that; pee on the flowers, no that's naughty. Then there is an escalation: spitting out the window at the heads of people passing by, tearing up little sister's drawings, ripping off butterfly wings, torturing little fish, kicking the cat, hammering slugs to death, etc.<br><br>In short, on every page there was a description of incredibly violent behavior against animals, against nature, against other children. But it was done in a very funny way, and of course it also gave maybe ideas-if a child was inclined to commit naughtiness, this book would surely give him more ideas.<br><br>But I can assure you, though, that my son not only never followed the examples, never tortured goldfish, or tore the wings off butterflies, but when we read this book together we laughed precisely because of the absurdity, the enormity of the things that were proposed.<br><br>Well, every time I found myself looking for a book in Italian written by Italian authors, for that age group there were always the usual stories written in an Italian that, even if it was meant to be for children, was always too polished, always too precise, always too boring. And then at the end there was always the finger raised to say yes, yes, we told you these things, however, these things are things that bad children do. You are good children not to do that. In short, terribly boring. I hope that in the past 15 years, Italian-language children's publishing has made progress toward absurdity.<br><br><br><b>LINK</b><br>Il libro <i>That's Mean </i><a href="https://books.unilibro.it/book/gervais-bernadette-pittau-francesco-ross-laura/that-s-mean/9781579123529" rel="noreferrer noopener">https://books.unilibro.it/book/gervais-bernadette-pittau-francesco-ross-laura/that-s-mean/9781579123529</a><i><a href="https://books.unilibro.it/book/gervais-bernadette-pittau-francesco-ross-laura/that-s-mean/9781579123529" rel="noreferrer noopener"></a></i><br>Un'immagine dal libro]]>
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        <![CDATA[Quando mio figlio era bambino non riuscivo mai a trovare libri per la sua fascia d'età in italiano che non fossero noiosi e pieni di insegnamenti morali. Improponibili, non solo perché io stessa li trovavo terribili, ma soprattutto perché mio figlio era abituato a quei fantastici libri della letteratura in lingua inglese, pieni di assurdità e di un sano divertimento per il nonsense, scritti in modo semplice e immediato. Spero che in questi 15 anni le cose siano cambiate e che anche i bambini e le bambine che leggono i libri in italiano possano leggere libri per l'infanzia pieni di puro divertimento. In fondo alla pagina vi metto il link del libro di cui parlo.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Engl translation below]<br><br>Quando abitavo in Australia e mio figlio era molto piccolo, ogni volta che tornavamo in Italia io cercavo disperatamente dei libri da comprargli, così che lui potesse imparare bene la lingua italiana, perché anche se parlavamo italiano in casa, però lui parlava in inglese.<br><br>E questo era un grande problema trovare i libri per l'infanzia adatti a un bambino di quattro, cinque anni in italiano, perché, magari adesso le cose sono cambiate parlo di 15 anni fa, però all'epoca tutti i libri in italiano per quella fascia di età erano non solo incredibilmente noiosi e poi avevano sempre la morale, e quindi non erano per niente divertenti.<br><br>Per me era un grosso problema, anche perché mio figlio era abituato invece ad avere i libri in inglese, e la letteratura per l'infanzia in lingua inglese ha una bellissima tradizione di nonsense e di non rispetto delle regole.<br><br>Infatti uno dei libri preferiti di mio figlio a quell'età era un libro che s'intitola 'That's mean', che in italiano possiamo tradurre come 'Che è cattiveria'. È un libriccino dove in ogni pagina c'è rappresentata una cosa cattivissima fatta da questo bambino, ma quando dico cattivissima veramente, si inizia con il ragazzino che tira le pietre agli uccelli e dice no, questa è una cattiveria, non farlo; fare pipì sui vasino, no è una cattiveria. Poi c'è un'escalation: sputare dalla finestra in testa alla gente che passa, strappare i disegni della sorellina, strappare le ali delle farfalle, torturare i pesciolini, dare calci al gatto, ammazzare le lumache a colpi di martello, ecc.<br><br>Insomma, in ogni pagina c'era descritto un comportamento incredibilmente violento contro gli animali, contro la natura, contro gli altri bambini. Ma era fatto in un modo molto divertente e naturalmente faceva venire anche magari idee, se un bambino fosse stato incline a commettere cattiverie, questo libro sicuramente gli avrebbe dato altre idee.<br><br>Però vi posso assicurare che mio figlio non solo non ha mai seguito gli esempi, non ha mai torturato i pesciolini rossi, o strappato le ali alle farfalle, ma quando leggevamo questo libro insieme ridevamo proprio per l'assurdità, l'enormità delle cose che venivano proposte.<br><br>Ecco, ogni volta che invece io mi ritrovavo a cercare un libro in italiano scritto da autori, autrici italiani/e per quella fascia di età c'erano sempre le solite storie scritte poi in un italiano che anche se voleva essere per bambini, era sempre troppo forbito, sempre troppo curato, sempre troppo noioso. E poi alla fine c'era sempre il dito sollevato per dire sì, sì, vi abbiamo detto queste cose, però queste cose sono cose che i bambini cattivi fanno. Voi siete dei bambini bravi a non farlo. Insomma, terribilmente noioso. Spero che in questi 15 anni l'editoria per l'infanzia in lingua italiana abbia fatto dei progressi verso la follia.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I lived in Australia and my son was very young, whenever we came back to Italy I would desperately look for books to buy for him so that he could learn Italian, because even though we spoke Italian at home, however he spoke in English.<br><br>And that was a big problem finding children's books suitable for a four, five year old child in Italian, because, probably things have changed now as I'm talking about 15 years ago, but at that time all the books in Italian for that age group were not only incredibly boring but they always had morals, and so they were not fun at all.<br><br>This was a big problem for me, because my son was used to having the books in English instead, and English-language children's literature has a beautiful tradition of nonsense and noncompliance.<br>In fact, one of my son's favorite books at that age was a book called 'That's mean,' which in Italian we can translate as 'That's naughtiness.' It's a little book where on every page there's depicted a naughty thing done by this child, but when I say naughty really, it starts with the little boy throwing stones at birds and saying no, that's naughty, don't do that; pee on the flowers, no that's naughty. Then there is an escalation: spitting out the window at the heads of people passing by, tearing up little sister's drawings, ripping off butterfly wings, torturing little fish, kicking the cat, hammering slugs to death, etc.<br><br>In short, on every page there was a description of incredibly violent behavior against animals, against nature, against other children. But it was done in a very funny way, and of course it also gave maybe ideas-if a child was inclined to commit naughtiness, this book would surely give him more ideas.<br><br>But I can assure you, though, that my son not only never followed the examples, never tortured goldfish, or tore the wings off butterflies, but when we read this book together we laughed precisely because of the absurdity, the enormity of the things that were proposed.<br><br>Well, every time I found myself looking for a book in Italian written by Italian authors, for that age group there were always the usual stories written in an Italian that, even if it was meant to be for children, was always too polished, always too precise, always too boring. And then at the end there was always the finger raised to say yes, yes, we told you these things, however, these things are things that bad children do. You are good children not to do that. In short, terribly boring. I hope that in the past 15 years, Italian-language children's publishing has made progress toward absurdity.<br><br><br><b>LINK</b><br>Il libro <i>That's Mean </i><a href="https://books.unilibro.it/book/gervais-bernadette-pittau-francesco-ross-laura/that-s-mean/9781579123529" rel="noreferrer noopener">https://books.unilibro.it/book/gervais-bernadette-pittau-francesco-ross-laura/that-s-mean/9781579123529</a><i><a href="https://books.unilibro.it/book/gervais-bernadette-pittau-francesco-ross-laura/that-s-mean/9781579123529" rel="noreferrer noopener"></a></i><br>Un'immagine dal libro]]>
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      <pubDate>Sun, 07 May 2023 07:25:14 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Quando mio figlio era bambino non riuscivo mai a trovare libri per la sua fascia d'età in italiano che non fossero noiosi e pieni di insegnamenti morali. Improponibili, non solo perché io stessa li trovavo terribili, ma soprattutto perché mio figlio era a</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 491 Perché sono tornata</title>
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        <![CDATA[Quando qualche giorno fa ho raccontato i motivi che mi hanno portato ad andare via dall'Italia, un amico expat che attualmente sta in Australia mi ha chiesto, perché ora non racconti i motivi che ti hanno spinto a tornare. Ecco qua, richiesta accettata. E un consiglio, se vi hanno appena presentato una persona che è da poco rientrata dall'estero, non chiedete a bruciapelo il motivo del rientro. Alla fine della pagina vi metto il link per i motivi della mia partenza.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br><br>Qualche tempo fa ho raccontato i motivi per cui io ho lasciato l'Italia. Un mio amico che al momento non si trova in Italia e che anche lui è migrato in Australia, ha commentato dicendo sì, mi riconosco qua, tutto bello, tutto vero, ma perché non racconti i motivi per cui sei tornata, Cristina?<br><br>E io accolgo la sfida: perché sono tornata? Me l'hanno chiesto un sacco di volte le persone, a volte anche in modo scortese e maleducato. Perché quando hai appena conosciuto una persona non è che chiedi perché sei tornata, cioè, potrei avere i motivi miei che non voglio raccontarti.<br><br>Spesso mi indispettivo e quando le persone mi dicevano soprattutto all'inizio ah, ma perché sei tornata? Io non sarei mai tornata! Io dicevo, vabbè, tu hai mai vissuto all'estero? No? E allora prova cosa significa vivere all'estero e poi me lo racconti.<br><br>Oppure un'altra delle mie risposte da persona stizzita era, tu perché sei tornata? E io rispondevo, e tu perché non sei mai partita?<br><br>I motivi che portano alla partenza sono molti, e molti sono anche quelli che portano al rientro e sono sempre diversi. Le persone hanno vite diverse, vite indipendenti e ogni vite è una storia, che è la banalità più grande che abbia mai detto in vita mia.<br><br>Nel mio caso sono tornata perché? Anzitutto perché mi mancava la mia famiglia e ogni volta che partivo non sapevo se avrei ritrovato i miei genitori in vita, praticamente, perché quando i tuoi genitori invecchiano e tu abiti dall'altra parte del globo, anche se prendi il primo aereo, come si dice, prendo il primo aereo e vengo se succede qualcosa, però il primo aereo non è mai il primo aereo, perché non è che i voli da Melbourne a Roma ci siano tutti i giorni, e poi comunque, anche se dovessi prendere il primo aereo ci sono 24 ore di viaggio e comunque sei arrivata a Roma, non sei arrivata ancora a Cagliari.<br><br>E poi c'è anche il fatto che io abitavo a Melbourne, Melbourne ma in generale l'Australia è un luogo incredibilmente fluido e dinamico. Io ogni anno venivo in Italia per quattro settimane in vacanza e al mio rientro, dopo quattro settimane, era sempre cambiato il paesaggio attorno a me, ma letteralmente, non solo cambiavano di proprietà i negozi dove io andavo abitualmente, ma le case ve le buttavano giù e ne costruivano altre e poi gli amici miei... non scappavano, si spostavano appunto perché c'è tantissima mobilità, la gente cambia città come noi cambiamo camicia, cambia nazione, io stessa sono poi alla fine andata via e quindi mi mancava un po il terreno sotto i piedi, avevo i miei carissimi amici che mi mancano tanto, però avevo bisogno di più stabilità, volevo tornare alle mie origini e per questo sono tornata.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Some time ago I told the reasons why I left Italy, and a friend of mine who is currently not in Italy and who also emigrated to Australia, commented saying yes, I recognize myself here, all good, all true. But why don't you tell the reasons why you came back, Cristina?<br><br>And I accept the challenge: why did I come back? People have asked me very often, sometimes rudely and impolitely. Because when you've just met someone, it's not like you ask why did you came back. I mean, I may have my own reasons that I don't want to share. I often got annoyed when people would say, especially in the beginning, but why did you come back? I would have never come back! I would say anyway, have you ever lived abroad? No? Then experience what it means to live abroad. And then we can talk.<br><br>Or another of my stymied person responses was, why did you come back? And I used to answer, and why haven't you ever left?<br><br>The reasons that lead to departure are many, and many are also the reasons that lead to return, and they are always different. People have different lives, independent lives, and every life is a story, which is the biggest banality I have ever said in my life.<br><br>In my case I came back, why? First of all, because I missed my family, and every time I left I didn't know if I would find my parents living, because when your parents get old and you live on the other side of the globe, even if you take the first plane, as they say, I'll take the first plane and come if something happens, however, the first plane is never the first plane, because it's not like flights from Melbourne to Rome are there every day, and then anyway, even if you were to take the first plane there's a 24-hour journey, and still you have just arrived in Rome, you haven't arrived in Cagliari yet.<br><br>And then there is also the fact that I used to live in Melbourne and Melbourne, Australia in general, is an incredibly fluid and dynamic place. I used to come to Italy every year for four weeks on vacation and when I came back after four weeks the landscape around me had always changed, but literally not only had changed the ownership of the stores where I used to go, but the houses there were being thrown down and they were building new homes and then my friends, they were... not running away, but they were moving precisely because there is so much mobility, people change cities like we change shirts, change countries. I myself then eventually left, and so I kind of missed the ground under my feet. I had my dear friends who I miss so much, however, I needed more stability, I wanted to go back to my origins. That's way I came back.<br><br><br><b>LINK</b><br><b>3' grezzi Ep. 484 Perché si emigra?</b> <a href="https://www.spreaker.com/episode/53677536" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/episode/53677536</a>]]>
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        <![CDATA[Quando qualche giorno fa ho raccontato i motivi che mi hanno portato ad andare via dall'Italia, un amico expat che attualmente sta in Australia mi ha chiesto, perché ora non racconti i motivi che ti hanno spinto a tornare. Ecco qua, richiesta accettata. E un consiglio, se vi hanno appena presentato una persona che è da poco rientrata dall'estero, non chiedete a bruciapelo il motivo del rientro. Alla fine della pagina vi metto il link per i motivi della mia partenza.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br><br>Qualche tempo fa ho raccontato i motivi per cui io ho lasciato l'Italia. Un mio amico che al momento non si trova in Italia e che anche lui è migrato in Australia, ha commentato dicendo sì, mi riconosco qua, tutto bello, tutto vero, ma perché non racconti i motivi per cui sei tornata, Cristina?<br><br>E io accolgo la sfida: perché sono tornata? Me l'hanno chiesto un sacco di volte le persone, a volte anche in modo scortese e maleducato. Perché quando hai appena conosciuto una persona non è che chiedi perché sei tornata, cioè, potrei avere i motivi miei che non voglio raccontarti.<br><br>Spesso mi indispettivo e quando le persone mi dicevano soprattutto all'inizio ah, ma perché sei tornata? Io non sarei mai tornata! Io dicevo, vabbè, tu hai mai vissuto all'estero? No? E allora prova cosa significa vivere all'estero e poi me lo racconti.<br><br>Oppure un'altra delle mie risposte da persona stizzita era, tu perché sei tornata? E io rispondevo, e tu perché non sei mai partita?<br><br>I motivi che portano alla partenza sono molti, e molti sono anche quelli che portano al rientro e sono sempre diversi. Le persone hanno vite diverse, vite indipendenti e ogni vite è una storia, che è la banalità più grande che abbia mai detto in vita mia.<br><br>Nel mio caso sono tornata perché? Anzitutto perché mi mancava la mia famiglia e ogni volta che partivo non sapevo se avrei ritrovato i miei genitori in vita, praticamente, perché quando i tuoi genitori invecchiano e tu abiti dall'altra parte del globo, anche se prendi il primo aereo, come si dice, prendo il primo aereo e vengo se succede qualcosa, però il primo aereo non è mai il primo aereo, perché non è che i voli da Melbourne a Roma ci siano tutti i giorni, e poi comunque, anche se dovessi prendere il primo aereo ci sono 24 ore di viaggio e comunque sei arrivata a Roma, non sei arrivata ancora a Cagliari.<br><br>E poi c'è anche il fatto che io abitavo a Melbourne, Melbourne ma in generale l'Australia è un luogo incredibilmente fluido e dinamico. Io ogni anno venivo in Italia per quattro settimane in vacanza e al mio rientro, dopo quattro settimane, era sempre cambiato il paesaggio attorno a me, ma letteralmente, non solo cambiavano di proprietà i negozi dove io andavo abitualmente, ma le case ve le buttavano giù e ne costruivano altre e poi gli amici miei... non scappavano, si spostavano appunto perché c'è tantissima mobilità, la gente cambia città come noi cambiamo camicia, cambia nazione, io stessa sono poi alla fine andata via e quindi mi mancava un po il terreno sotto i piedi, avevo i miei carissimi amici che mi mancano tanto, però avevo bisogno di più stabilità, volevo tornare alle mie origini e per questo sono tornata.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Some time ago I told the reasons why I left Italy, and a friend of mine who is currently not in Italy and who also emigrated to Australia, commented saying yes, I recognize myself here, all good, all true. But why don't you tell the reasons why you came back, Cristina?<br><br>And I accept the challenge: why did I come back? People have asked me very often, sometimes rudely and impolitely. Because when you've just met someone, it's not like you ask why did you came back. I mean, I may have my own reasons that I don't want to share. I often got annoyed when people would say, especially in the beginning, but why did you come back? I would have never come back! I would say anyway, have you ever lived abroad? No? Then experience what it means to live abroad. And then we can talk.<br><br>Or another of my stymied person responses was, why did you come back? And I used to answer, and why haven't you ever left?<br><br>The reasons that lead to departure are many, and many are also the reasons that lead to return, and they are always different. People have different lives, independent lives, and every life is a story, which is the biggest banality I have ever said in my life.<br><br>In my case I came back, why? First of all, because I missed my family, and every time I left I didn't know if I would find my parents living, because when your parents get old and you live on the other side of the globe, even if you take the first plane, as they say, I'll take the first plane and come if something happens, however, the first plane is never the first plane, because it's not like flights from Melbourne to Rome are there every day, and then anyway, even if you were to take the first plane there's a 24-hour journey, and still you have just arrived in Rome, you haven't arrived in Cagliari yet.<br><br>And then there is also the fact that I used to live in Melbourne and Melbourne, Australia in general, is an incredibly fluid and dynamic place. I used to come to Italy every year for four weeks on vacation and when I came back after four weeks the landscape around me had always changed, but literally not only had changed the ownership of the stores where I used to go, but the houses there were being thrown down and they were building new homes and then my friends, they were... not running away, but they were moving precisely because there is so much mobility, people change cities like we change shirts, change countries. I myself then eventually left, and so I kind of missed the ground under my feet. I had my dear friends who I miss so much, however, I needed more stability, I wanted to go back to my origins. That's way I came back.<br><br><br><b>LINK</b><br><b>3' grezzi Ep. 484 Perché si emigra?</b> <a href="https://www.spreaker.com/episode/53677536" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/episode/53677536</a>]]>
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      <pubDate>Sat, 06 May 2023 07:45:29 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quando qualche giorno fa ho raccontato i motivi che mi hanno portato ad andare via dall'Italia, un amico expat che attualmente sta in Australia mi ha chiesto, perché ora non racconti i motivi che ti hanno spinto a tornare. Ecco qua, richiesta accettata. E un consiglio, se vi hanno appena presentato una persona che è da poco rientrata dall'estero, non chiedete a bruciapelo il motivo del rientro. Alla fine della pagina vi metto il link per i motivi della mia partenza.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Qualche tempo fa ho raccontato i motivi per cui io ho lasciato l'Italia. Un mio amico che al momento non si trova in Italia e che anche lui è migrato in Australia, ha commentato dicendo sì, mi riconosco qua, tutto bello, tutto vero, ma perché non racconti i motivi per cui sei tornata, Cristina?E io accolgo la sfida: perché sono tornata? Me l'hanno chiesto un sacco di volte le persone, a volte anche in modo scortese e maleducato. Perché quando hai appena conosciuto una persona non è che chiedi perché sei tornata, cioè, potrei avere i motivi miei che non voglio raccontarti.Spesso mi indispettivo e quando le persone mi dicevano soprattutto all'inizio ah, ma perché sei tornata? Io non sarei mai tornata! Io dicevo, vabbè, tu hai mai vissuto all'estero? No? E allora prova cosa significa vivere all'estero e poi me lo racconti.Oppure un'altra delle mie risposte da persona stizzita era, tu perché sei tornata? E io rispondevo, e tu perché non sei mai partita?I motivi che portano alla partenza sono molti, e molti sono anche quelli che portano al rientro e sono sempre diversi. Le persone hanno vite diverse, vite indipendenti e ogni vite è una storia, che è la banalità più grande che abbia mai detto in vita mia.Nel mio caso sono tornata perché? Anzitutto perché mi mancava la mia famiglia e ogni volta che partivo non sapevo se avrei ritrovato i miei genitori in vita, praticamente, perché quando i tuoi genitori invecchiano e tu abiti dall'altra parte del globo, anche se prendi il primo aereo, come si dice, prendo il primo aereo e vengo se succede qualcosa, però il primo aereo non è mai il primo aereo, perché non è che i voli da Melbourne a Roma ci siano tutti i giorni, e poi comunque, anche se dovessi prendere il primo aereo ci sono 24 ore di viaggio e comunque sei arrivata a Roma, non sei arrivata ancora a Cagliari.E poi c'è anche il fatto che io abitavo a Melbourne, Melbourne ma in generale l'Australia è un luogo incredibilmente fluido e dinamico. Io ogni anno venivo in Italia per quattro settimane in vacanza e al mio rientro, dopo quattro settimane, era sempre cambiato il paesaggio attorno a me, ma letteralmente, non solo cambiavano di proprietà i negozi dove io andavo abitualmente, ma le case ve le buttavano giù e ne costruivano altre e poi gli amici miei... non scappavano, si spostavano appunto perché c'è tantissima mobilità, la gente cambia città come noi cambiamo camicia, cambia nazione, io stessa sono poi alla fine andata via e quindi mi mancava un po il terreno sotto i piedi, avevo i miei carissimi amici che mi mancano tanto, però avevo bisogno di più stabilità, volevo tornare alle mie origini e per questo sono tornata.TRANSLATIONSome time ago I told the reasons why I left Italy, and a friend of mine who is currently not in Italy and who also emigrated to Australia, commented saying yes, I recognize myself here, all good, all true. But why don't you tell the reasons why you came back, Cristina?And I accept the challenge: why did I come back? People have asked me very often, sometimes rudely and impolitely. Because when you've just met someone, it's not like you ask why did you came back. I mean, I may have my own reasons that I don't want to share. I often got annoyed when people would say, especially in the beginning, but why did you come back? I would have never...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Quando qualche giorno fa ho raccontato i motivi che mi hanno portato ad andare via dall'Italia, un amico expat che attualmente sta in Australia mi ha chiesto, perché ora non racconti i motivi che ti hanno spinto a tornare. Ecco qua, richiesta accettata. E</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 490 Il mio coprilavatrice</title>
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        <![CDATA[Mi piacciono le cose così brutte da sembrare belle. Altrimenti non si potrebbe mai spiegare il motivo del mio ultimo (orribile) acquisto: un bruttissimo coprilavatrice di plasticaccia con immagini di pane e spighe su un cielo azzurro più finto di una moneta da tre euro. Veramente raccapricciante. Eppure non ho saputo resistere: amo il kitsch.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[ENG translation below]<br><br>Ieri mi sono comprata un coprilavatrice di plastica. Sì avete capito bene, mi sono comprata un coprilavatrice, e già questo dovrebbe essere una cosa squalificante nei miei confronti. Se vedeste però il disegno che c'è nel tessuto, che non è tessuto, è plastica, plasticaccia, di questo, di questo aggeggio vi mettereste le mani nei capelli perché è quanto di più orribile una persona si possa immaginare.<br><br>Voi vi chiederete ma scusa, perché sei così cretina? Ti compri una cosa brutta e poi lo dici pure a tutti nel tuo podcast? Il fatto è che io sono un'amante del kitsch. Cosa è il kitsch?<br>Il kitsch è quella cosa che, quelle cose che vogliono essere artistiche e invece sono terribili, bruttissime, banali, non hanno assolutamente alcun valore. Pensate un po' gli strofinacci con sopra disegnata la Gioconda, ecco, cose di questo tipo.<br><br>Allora il mio coprilavatrice di plastica, che tra l'altro ho fatto una fatica pazzesca a me a infilarlo alla mia lavatrice, è di plastica, brutta plastica di quella grossa e anche difficile da far entrare, da indossare se tu sei una lavatrice, ma la cosa più divertente, e quello anche che mi ha spinto a fare questo acquisto folle per l'incredibile somma di 4,99€, sono i disegni che ci sono in questo coprilavatrice.<br><br>È diviso in tanti quadretti, tanti quadrati e in ogni quadrato c'è una fotografia molto realistica di panetti di pane, panini, spighe di grano sopra un improbabile tavolo modello tirolese e alle spalle ci sono questi cieli azzurri e questi panorami pazzeschi.<br><br>Sembra una cosa uscita da un film dell'orrore e copre completamente la lavatrice bianca che abbiamo nel doppio servizio, all'interno di una specie di scaffale, quindi non è che si veda tanto.<br>Però quando l'ho vista m'ha colpito nella sua bruttezza, perché con me il kitch funziona così, ci sono certe cose che trovo orribili, ma così orribili che cominciano a essere belle e interessanti per la loro bruttezza.<br><br>E io questa cosa qua l'ho sempre avuta. Già da ragazzina mettevo orecchini strani, orpelli, faccio accostamenti strani, strisce con fiori, perché evidentemente ho questa bussola interna mia che vede le cose a modo suo e che di solito, quasi mai, combacia con quello che la gente considera bello e considera giusto da farsi.<br><br>Quindi ora mi sto godendo la mia lavatrice con coprilavatrice, non l'ho ancora usato, nel senso che non non ho ancora dovuto aprire le cerniere per riempire la lavatrice. Vi racconterò se funziona.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Yesterday I bought myself a plastic washing machine cover. Yes, you got it right, I bought myself a washing machine cover, and that alone should be a disqualifying thing against me. If you saw, however, the pattern that is in the fabric, which is not fabric it is plastic, bad plastic, of this, of this contraption you would put your hands in your hair because it is as horrible as a person can imagine.<br>You will ask excuse me, why are you so dumb? You buy something bad and then tell everyone in your podcast about it? The fact is that I am a lover of kitsch. What is kitsch?<br><br>Kitsch is that thing, those things that want to be artistic and instead are terrible, very ugly, trivial, have absolutely no value. Think about the tea towels with the Mona Lisa on them, that's it, things like that.<br><br>So my plastic washer cover, which by the way I had a hell of a time getting it on my washing machine, is plastic, ugly plastic of the thick kind and also hard to get in, to wear if you are a washing machine, but the funniest thing, and the one also that prompted me to make this crazy purchase for the incredible sum of 4.99€, is the designs that are in this washer cover.<br><br>It's divided into many squares, many squares, and in each square there is a very realistic photograph of bread buns, rolls, ears of corn above an improbable Tyrolean wooden table, and behind it are these blue skies and these crazy views.<br><br>It looks like something out of a horror movie, and it completely covers the white washing machine that we have in the second bathroom, inside some kind of shelf, so it's not like you can see that much.<br><br>But when I saw it, though, it struck me in its ugliness, because that's how kitsch works with me, there are certain things that I find horrible, but so horrible that they begin to be beautiful and interesting because of their ugliness.<br><br>And I've always had this thing here. Even as a young girl I used to put on strange earrings, tinsel, I do strange combinations, stripes with flowers, because evidently I have this internal compass of mine that sees things in its own way and that usually, almost never, matches what people consider beautiful and consider right to do.<br><br>So now I'm enjoying my washing machine with washer cover, I haven't used it yet, meaning I haven't had to open the zips to fill the washer yet. I will tell you if it works.]]>
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        <![CDATA[Mi piacciono le cose così brutte da sembrare belle. Altrimenti non si potrebbe mai spiegare il motivo del mio ultimo (orribile) acquisto: un bruttissimo coprilavatrice di plasticaccia con immagini di pane e spighe su un cielo azzurro più finto di una moneta da tre euro. Veramente raccapricciante. Eppure non ho saputo resistere: amo il kitsch.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[ENG translation below]<br><br>Ieri mi sono comprata un coprilavatrice di plastica. Sì avete capito bene, mi sono comprata un coprilavatrice, e già questo dovrebbe essere una cosa squalificante nei miei confronti. Se vedeste però il disegno che c'è nel tessuto, che non è tessuto, è plastica, plasticaccia, di questo, di questo aggeggio vi mettereste le mani nei capelli perché è quanto di più orribile una persona si possa immaginare.<br><br>Voi vi chiederete ma scusa, perché sei così cretina? Ti compri una cosa brutta e poi lo dici pure a tutti nel tuo podcast? Il fatto è che io sono un'amante del kitsch. Cosa è il kitsch?<br>Il kitsch è quella cosa che, quelle cose che vogliono essere artistiche e invece sono terribili, bruttissime, banali, non hanno assolutamente alcun valore. Pensate un po' gli strofinacci con sopra disegnata la Gioconda, ecco, cose di questo tipo.<br><br>Allora il mio coprilavatrice di plastica, che tra l'altro ho fatto una fatica pazzesca a me a infilarlo alla mia lavatrice, è di plastica, brutta plastica di quella grossa e anche difficile da far entrare, da indossare se tu sei una lavatrice, ma la cosa più divertente, e quello anche che mi ha spinto a fare questo acquisto folle per l'incredibile somma di 4,99€, sono i disegni che ci sono in questo coprilavatrice.<br><br>È diviso in tanti quadretti, tanti quadrati e in ogni quadrato c'è una fotografia molto realistica di panetti di pane, panini, spighe di grano sopra un improbabile tavolo modello tirolese e alle spalle ci sono questi cieli azzurri e questi panorami pazzeschi.<br><br>Sembra una cosa uscita da un film dell'orrore e copre completamente la lavatrice bianca che abbiamo nel doppio servizio, all'interno di una specie di scaffale, quindi non è che si veda tanto.<br>Però quando l'ho vista m'ha colpito nella sua bruttezza, perché con me il kitch funziona così, ci sono certe cose che trovo orribili, ma così orribili che cominciano a essere belle e interessanti per la loro bruttezza.<br><br>E io questa cosa qua l'ho sempre avuta. Già da ragazzina mettevo orecchini strani, orpelli, faccio accostamenti strani, strisce con fiori, perché evidentemente ho questa bussola interna mia che vede le cose a modo suo e che di solito, quasi mai, combacia con quello che la gente considera bello e considera giusto da farsi.<br><br>Quindi ora mi sto godendo la mia lavatrice con coprilavatrice, non l'ho ancora usato, nel senso che non non ho ancora dovuto aprire le cerniere per riempire la lavatrice. Vi racconterò se funziona.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Yesterday I bought myself a plastic washing machine cover. Yes, you got it right, I bought myself a washing machine cover, and that alone should be a disqualifying thing against me. If you saw, however, the pattern that is in the fabric, which is not fabric it is plastic, bad plastic, of this, of this contraption you would put your hands in your hair because it is as horrible as a person can imagine.<br>You will ask excuse me, why are you so dumb? You buy something bad and then tell everyone in your podcast about it? The fact is that I am a lover of kitsch. What is kitsch?<br><br>Kitsch is that thing, those things that want to be artistic and instead are terrible, very ugly, trivial, have absolutely no value. Think about the tea towels with the Mona Lisa on them, that's it, things like that.<br><br>So my plastic washer cover, which by the way I had a hell of a time getting it on my washing machine, is plastic, ugly plastic of the thick kind and also hard to get in, to wear if you are a washing machine, but the funniest thing, and the one also that prompted me to make this crazy purchase for the incredible sum of 4.99€, is the designs that are in this washer cover.<br><br>It's divided into many squares, many squares, and in each square there is a very realistic photograph of bread buns, rolls, ears of corn above an improbable Tyrolean wooden table, and behind it are these blue skies and these crazy views.<br><br>It looks like something out of a horror movie, and it completely covers the white washing machine that we have in the second bathroom, inside some kind of shelf, so it's not like you can see that much.<br><br>But when I saw it, though, it struck me in its ugliness, because that's how kitsch works with me, there are certain things that I find horrible, but so horrible that they begin to be beautiful and interesting because of their ugliness.<br><br>And I've always had this thing here. Even as a young girl I used to put on strange earrings, tinsel, I do strange combinations, stripes with flowers, because evidently I have this internal compass of mine that sees things in its own way and that usually, almost never, matches what people consider beautiful and consider right to do.<br><br>So now I'm enjoying my washing machine with washer cover, I haven't used it yet, meaning I haven't had to open the zips to fill the washer yet. I will tell you if it works.]]>
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      <pubDate>Fri, 05 May 2023 08:15:59 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Mi piacciono le cose così brutte da sembrare belle. Altrimenti non si potrebbe mai spiegare il motivo del mio ultimo (orribile) acquisto: un bruttissimo coprilavatrice di plasticaccia con immagini di pane e spighe su un cielo azzurro più finto di una moneta da tre euro. Veramente raccapricciante. Eppure non ho saputo resistere: amo il kitsch.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ieri mi sono comprata un coprilavatrice di plastica. Sì avete capito bene, mi sono comprata un coprilavatrice, e già questo dovrebbe essere una cosa squalificante nei miei confronti. Se vedeste però il disegno che c'è nel tessuto, che non è tessuto, è plastica, plasticaccia, di questo, di questo aggeggio vi mettereste le mani nei capelli perché è quanto di più orribile una persona si possa immaginare.Voi vi chiederete ma scusa, perché sei così cretina? Ti compri una cosa brutta e poi lo dici pure a tutti nel tuo podcast? Il fatto è che io sono un'amante del kitsch. Cosa è il kitsch?Il kitsch è quella cosa che, quelle cose che vogliono essere artistiche e invece sono terribili, bruttissime, banali, non hanno assolutamente alcun valore. Pensate un po' gli strofinacci con sopra disegnata la Gioconda, ecco, cose di questo tipo.Allora il mio coprilavatrice di plastica, che tra l'altro ho fatto una fatica pazzesca a me a infilarlo alla mia lavatrice, è di plastica, brutta plastica di quella grossa e anche difficile da far entrare, da indossare se tu sei una lavatrice, ma la cosa più divertente, e quello anche che mi ha spinto a fare questo acquisto folle per l'incredibile somma di 4,99€, sono i disegni che ci sono in questo coprilavatrice.È diviso in tanti quadretti, tanti quadrati e in ogni quadrato c'è una fotografia molto realistica di panetti di pane, panini, spighe di grano sopra un improbabile tavolo modello tirolese e alle spalle ci sono questi cieli azzurri e questi panorami pazzeschi.Sembra una cosa uscita da un film dell'orrore e copre completamente la lavatrice bianca che abbiamo nel doppio servizio, all'interno di una specie di scaffale, quindi non è che si veda tanto.Però quando l'ho vista m'ha colpito nella sua bruttezza, perché con me il kitch funziona così, ci sono certe cose che trovo orribili, ma così orribili che cominciano a essere belle e interessanti per la loro bruttezza.E io questa cosa qua l'ho sempre avuta. Già da ragazzina mettevo orecchini strani, orpelli, faccio accostamenti strani, strisce con fiori, perché evidentemente ho questa bussola interna mia che vede le cose a modo suo e che di solito, quasi mai, combacia con quello che la gente considera bello e considera giusto da farsi.Quindi ora mi sto godendo la mia lavatrice con coprilavatrice, non l'ho ancora usato, nel senso che non non ho ancora dovuto aprire le cerniere per riempire la lavatrice. Vi racconterò se funziona.TRANSLATIONYesterday I bought myself a plastic washing machine cover. Yes, you got it right, I bought myself a washing machine cover, and that alone should be a disqualifying thing against me. If you saw, however, the pattern that is in the fabric, which is not fabric it is plastic, bad plastic, of this, of this contraption you would put your hands in your hair because it is as horrible as a person can imagine.You will ask excuse me, why are you so dumb? You buy something bad and then tell everyone in your podcast about it? The fact is that I am a lover of kitsch. What is kitsch?Kitsch is that thing, those things that want to be artistic and instead are terrible, very ugly, trivial, have absolutely no value. Think about the tea towels with the Mona Lisa on them, that's it, things like that.So my plastic washer cover, which by the way I had a hell of a time getting it on my washing machine, is plastic, ugly plastic of the thick kind and also hard to get in, to wear if you are a washing...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Mi piacciono le cose così brutte da sembrare belle. Altrimenti non si potrebbe mai spiegare il motivo del mio ultimo (orribile) acquisto: un bruttissimo coprilavatrice di plasticaccia con immagini di pane e spighe su un cielo azzurro più finto di una mone</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 489 Diritto di parcheggio</title>
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        <![CDATA[I parcheggi delle auto hanno un costo altissimo sulla comunità e un impatto ancor apiù grande sulla vivibilità delle città. Eppure noi automobilisti lo consideriamo un diritto. Mentre cercavo pracheggio (per 32 minuti!) ho riflettuto sul diritto acquisito che diritto non è. Ripensiamo il parcheggio in modo creativo e sostenibile! Vi metto un link alla fine della pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[ENG Translation below]<br>Ieri ho impiegato esattamente 32 minuti a trovare parcheggio. So che erano esattamente 32 minuti perché è iniziato un podcast nel momento in cui è iniziata la mia ricerca e quando finalmente ho spento la macchina erano passati 32 minuti di ascolto.<br><br>Da un lato è molto frustrante cercare parcheggio. L'ho già detto diverse volte, abito in una zona molto popolosa, piena di negozi e quindi piena di gente che parcheggia in doppia fila che io non sopporto, non ho mai parcheggiato in doppia fila, mai parcheggerò in doppia fila, mai parcheggerò la macchina in posti non deputati al parcheggio, e la zona in cui abito anche una zona dove abitano moltissime persone anziane, che usano la macchina non molto spesso, e io sono una di quelle: anziana e la uso molto... la macchina lo uso solo quando è indispensabile, altrimenti la lascio lì, parcheggiata dov'è, anche per giorni.<br><br>Mentre facevo le mie vasche, isolato dopo isolato, e mi allontanavo sempre di più da casa, da un lato ero frustrata, dicevo, uff devo ancora cercare parcheggio. Uff! 10 minuti, 20 minuti. Dall'altro però sono cosciente, ero cosciente del fatto che la mia frustrazione fosse ingiustificata. Perché? Perché dovrei avere io diritto ad usare la strada così come mi pare, gratuitamente, quando ad esempio, le persone che hanno un bar devono pagare il suolo pubblico per poterci mettere sopra i loro tavolini?<br><br>Sì, perché quello che da molti automobilisti viene visto come un diritto divino e no, non lo è affatto, perché quando io parcheggio la mia macchina, soprattutto io, che poi la uso poco, quindi occupo il suolo pubblico per tantissimo tempo, è più il tempo che la mia macchina è ferma e quella che va in giro, io sto chiedendo gratuitamente un grandissimo sacrificio da parte della collettività che condivide la mia città.<br><br>Sì, perché quando sono nati i parcheggi, quando le macchine si sono diffuse, si è diffusa anche questa questa mentalità che il parcheggio sia un diritto.<br><br>Io sono un'automobilista ma sono cosciente del fatto che non è assolutamente un diritto il mio parcheggio, è una cosa che finora c'è ma che più avanti, con l'aumentare del numero delle macchine, sarà sempre più difficile da avere e sarà anche sempre più ambito.<br><br>Quindi probabilmente prima o poi spariranno anche i parcheggi pubblici e se ci pensiamo non è una cosa così così astrusa, non è una cosa così scandalosa, perché altrimenti il suolo pubblico si paga per qualsiasi altra attività, perché non si dovrebbe pagare per parcheggiare la macchina? Pensate poi alle famiglie dove ci sono due tre auto. Eh, il peso per la collettività è decisamente grande. Comunque, detto ciò sto per uscire, spero poi di trovare parcheggio.<br><br><br><br>TRANSLATION<br><br>Yesterday it took me exactly 32 minutes to find parking. I know it was exactly 32 minutes because a podcast started at the time my research began, and when I finally turned off the car, 32 minutes of listening had passed.<br><br>On the one hand, it is very frustrating to search for parking. I've already said it several times, I live in a very populous area, full of shops and therefore full of people parking, double-parking which I can't stand, I never double-park, will never double-park, will never park my car in places not designated for parking, and the area where I live is also an area where a lot of elderly people live, who use the car not very often, and I'm one of those: elderly and I use... the car I use it only when it is essential, otherwise I leave it there, parked where it is, even for days.<br><br>As I did my laps, block after block, and got further and further away from home, on the one hand I was frustrated, I was saying, phew I still have to look for parking. Phew! 10 minutes, 20 minutes. On the other hand, however, I am aware, I was aware that my frustration was unwarranted. Why? Why should I have the right to use the street as I see fit, for free, when, for example, people who have bars have to pay for public land in order to put their tables on it?<br><br>Yes, because what is seen by many motorists as a divine right and no, it is not at all, because when I park my car, especially me, as then I use it seldom, so I occupy public land for a very long time, it's more the time that my car is stationary than the one that I drive it, I am asking, for free, a very great sacrifice from the community that shares my city.<br><br>Yes, because when parking lots came into existence, when cars became widespread , this mentality that parking is a right also spread.<br><br>I am a motorist but I am aware of the fact that it is absolutely not a right having a parking space, it is something that is there, so far, but that later on, as the number of cars increases, it will be more and more difficult to have and will also be more and more coveted.<br><br>So probably sooner or later the public parking lots will disappear completely, and if we think about it, it's not such a so-so abstruse thing, it's not such a scandalous thing, because otherwise public land is paid for any other activity, why shouldn't you pay to park your car? Then think of households where there are two three cars. And the burden on the community is definitely great. Anyway, having said that I am about to leave, I hope then to find parking.<br><br><br>LINK<br>Un link interessante per riflettere sui parcheggi <a href="https://www.wired.it/article/parcheggi-problema-citta/" rel="noreferrer noopener">https://www.wired.it/article/parcheggi-problema-citta/</a><br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[I parcheggi delle auto hanno un costo altissimo sulla comunità e un impatto ancor apiù grande sulla vivibilità delle città. Eppure noi automobilisti lo consideriamo un diritto. Mentre cercavo pracheggio (per 32 minuti!) ho riflettuto sul diritto acquisito che diritto non è. Ripensiamo il parcheggio in modo creativo e sostenibile! Vi metto un link alla fine della pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[ENG Translation below]<br>Ieri ho impiegato esattamente 32 minuti a trovare parcheggio. So che erano esattamente 32 minuti perché è iniziato un podcast nel momento in cui è iniziata la mia ricerca e quando finalmente ho spento la macchina erano passati 32 minuti di ascolto.<br><br>Da un lato è molto frustrante cercare parcheggio. L'ho già detto diverse volte, abito in una zona molto popolosa, piena di negozi e quindi piena di gente che parcheggia in doppia fila che io non sopporto, non ho mai parcheggiato in doppia fila, mai parcheggerò in doppia fila, mai parcheggerò la macchina in posti non deputati al parcheggio, e la zona in cui abito anche una zona dove abitano moltissime persone anziane, che usano la macchina non molto spesso, e io sono una di quelle: anziana e la uso molto... la macchina lo uso solo quando è indispensabile, altrimenti la lascio lì, parcheggiata dov'è, anche per giorni.<br><br>Mentre facevo le mie vasche, isolato dopo isolato, e mi allontanavo sempre di più da casa, da un lato ero frustrata, dicevo, uff devo ancora cercare parcheggio. Uff! 10 minuti, 20 minuti. Dall'altro però sono cosciente, ero cosciente del fatto che la mia frustrazione fosse ingiustificata. Perché? Perché dovrei avere io diritto ad usare la strada così come mi pare, gratuitamente, quando ad esempio, le persone che hanno un bar devono pagare il suolo pubblico per poterci mettere sopra i loro tavolini?<br><br>Sì, perché quello che da molti automobilisti viene visto come un diritto divino e no, non lo è affatto, perché quando io parcheggio la mia macchina, soprattutto io, che poi la uso poco, quindi occupo il suolo pubblico per tantissimo tempo, è più il tempo che la mia macchina è ferma e quella che va in giro, io sto chiedendo gratuitamente un grandissimo sacrificio da parte della collettività che condivide la mia città.<br><br>Sì, perché quando sono nati i parcheggi, quando le macchine si sono diffuse, si è diffusa anche questa questa mentalità che il parcheggio sia un diritto.<br><br>Io sono un'automobilista ma sono cosciente del fatto che non è assolutamente un diritto il mio parcheggio, è una cosa che finora c'è ma che più avanti, con l'aumentare del numero delle macchine, sarà sempre più difficile da avere e sarà anche sempre più ambito.<br><br>Quindi probabilmente prima o poi spariranno anche i parcheggi pubblici e se ci pensiamo non è una cosa così così astrusa, non è una cosa così scandalosa, perché altrimenti il suolo pubblico si paga per qualsiasi altra attività, perché non si dovrebbe pagare per parcheggiare la macchina? Pensate poi alle famiglie dove ci sono due tre auto. Eh, il peso per la collettività è decisamente grande. Comunque, detto ciò sto per uscire, spero poi di trovare parcheggio.<br><br><br><br>TRANSLATION<br><br>Yesterday it took me exactly 32 minutes to find parking. I know it was exactly 32 minutes because a podcast started at the time my research began, and when I finally turned off the car, 32 minutes of listening had passed.<br><br>On the one hand, it is very frustrating to search for parking. I've already said it several times, I live in a very populous area, full of shops and therefore full of people parking, double-parking which I can't stand, I never double-park, will never double-park, will never park my car in places not designated for parking, and the area where I live is also an area where a lot of elderly people live, who use the car not very often, and I'm one of those: elderly and I use... the car I use it only when it is essential, otherwise I leave it there, parked where it is, even for days.<br><br>As I did my laps, block after block, and got further and further away from home, on the one hand I was frustrated, I was saying, phew I still have to look for parking. Phew! 10 minutes, 20 minutes. On the other hand, however, I am aware, I was aware that my frustration was unwarranted. Why? Why should I have the right to use the street as I see fit, for free, when, for example, people who have bars have to pay for public land in order to put their tables on it?<br><br>Yes, because what is seen by many motorists as a divine right and no, it is not at all, because when I park my car, especially me, as then I use it seldom, so I occupy public land for a very long time, it's more the time that my car is stationary than the one that I drive it, I am asking, for free, a very great sacrifice from the community that shares my city.<br><br>Yes, because when parking lots came into existence, when cars became widespread , this mentality that parking is a right also spread.<br><br>I am a motorist but I am aware of the fact that it is absolutely not a right having a parking space, it is something that is there, so far, but that later on, as the number of cars increases, it will be more and more difficult to have and will also be more and more coveted.<br><br>So probably sooner or later the public parking lots will disappear completely, and if we think about it, it's not such a so-so abstruse thing, it's not such a scandalous thing, because otherwise public land is paid for any other activity, why shouldn't you pay to park your car? Then think of households where there are two three cars. And the burden on the community is definitely great. Anyway, having said that I am about to leave, I hope then to find parking.<br><br><br>LINK<br>Un link interessante per riflettere sui parcheggi <a href="https://www.wired.it/article/parcheggi-problema-citta/" rel="noreferrer noopener">https://www.wired.it/article/parcheggi-problema-citta/</a><br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 04 May 2023 06:54:29 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 488 Città da 15 minuti</title>
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        <![CDATA[Non un problema di mobilità ma di accesso, perché non dovrei essere obbligata a prendere la macchina (ma nemmeno i mezzi pubblici!) per accedere ai servizi di cui ho bisogno. Questo il concetto della città da 15 minuti. Vi metto qualche link in fondo alla pagina. <br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[ENG translation below]<br><br>Il concetto della città da 15 minuti è molto semplice: dovrei essere in grado di raggiungere tutti i negozi, tutti i servizi di cui ho bisogno nell'arco di 15 minuti, a piedi o in bicicletta.<br><br>Devo dire che a Cagliari, dove abito, sono in una città da 15 minuti perché effettivamente posso andare a piedi all'ufficio postale, al tabacchino a comprare i francobolli che non hanno, al supermercato, il calzolaio anche a 15 minuti, il mercato, pescivendolo, parrucchiere, il medico.<br><br>Insomma, sono molto fortunata, ma semplicemente perché abito in una parte della città piena di servizi, con un'altissima densità di popolazione.<br><br>Mia madre abita nella parte vecchia della città, in un quartiere storico che quando io ero bambina era un quartiere malfamato, e poi negli anni '90 ha cominciato a essere... gli appartamenti sono stati acquistati da professionisti, architetti che l'hanno rimesso a posto e adesso il quartiere dove abita mia mamma, lei è una delle pochissime persone che ci abita da più di trent'anni, lei abita da da 50, 60 e più anni lì, per il resto sono negozi che vendono souvenir e bed and breakfast.<br><br>Quindi, paradossalmente, io che abito in una parte nuova della città ho a mia disposizione di tutti i servizi di cui ho bisogno, mia madre invece no, perché nel suo quartiere non c'è, non ci sono botteghe, non c'è una banca, non c'è nemmeno uno sportello, non c'è nemmeno un ufficio postale e lei deve fare ben più di 15 minuti per raggiungere tutti questi servizi.<br><br>Il problema della città da 15 minuti è tornato in auge o comunque è stato presentato negli ultimi decenni e parte dal presupposto che se non dobbiamo fare i chilometri per arrivare ai servizi di cui abbiamo bisogno, stanno tutti meglio.<br><br>Quindi un problema non di mobilità, non di avere trasporti migliori, bensì un problema di accesso, avere accesso a quello che ci serve dove abitiamo.<br><br>Ci sono molte parti della regione dove abito, della Sardegna, che non hanno né accesso e né mobilità, che non ci sono né mezzi di trasporto né servizi di cui la gente ha bisogno, e ancora penso al quartiere dove abita mia mamma, dove non ci sono, dove non passano nemmeno mezzi di trasporto al suo interno. Quindi chi vuole accedere ai servizi deve farsela a piedi, in bicicletta non è molto consigliato perché è un quartiere che si chiama Castello, è messo in cima a una montagna.<br>Sforziamoci, sforziamoci di portare i servizi là dove abita la gente e non di fare il contrario.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The concept of the 15-minute city is very simple: I should be able to reach all the stores, all the services I need within 15 minutes, on foot or by bicycle.<br><br>I have to say that in Cagliari, where I live, I am in a 15-minute town because I can actually walk to the post office, to the tobacconist to buy stamps they never have, to the supermarket, the shoemaker also 15 minutes away, the market, fishmonger, hairdresser, doctor.<br><br>In short, I am very lucky, but simply because I live in a part of the city full of services, with a very high population density.<br><br>My mother lives in the old part of town, in a historic neighborhood that when I was a child was a bad neighborhood, and then in the 90s began to be... the apartments were bought by professionals, architects who remodelled it and now the neighborhood where my mom lives, she is one of the very few people who has lived there for more than 30 years, she has lived there for 50, 60 and more years, otherwise it's stores selling souvenirs and bed and breakfasts.<br><br>So, paradoxically, I, living in a new part of the city, have at my disposal all the services I need, my mother does not, because in her neighborhood there is no, no stores, no bank, not even a bank counter, not even a post office, and she has to walk well over 15 minutes to reach all these services.<br><br>The problem of the 15-minute city is back in vogue or at any rate has been presented in recent decades and assumes that if we don't have to drive the miles to get to the services we need, everyone is better off.<br><br>So a problem not of mobility, not of having better transportation, but a problem of access, having access to what we need where we live.<br><br>There are many parts of the region where I live, of Sardinia, that have no access and no mobility, that there is no transportation and no services that people need, and still I think of the neighborhood where my mom lives, where there are no, where no transportation even passes within it. So those who want to access services have to do it on foot, by bicycle it is not very recommended because it is a neighborhood called Castle, it is put on top of a hill.<br><br>Let's strive, let's strive to take services to where people live and not the other way around.<br><br>LINK <br><b>La città da 15 minuti su Wikipedia</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_di_15_minuti" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_di_15_minuti</a><br><b>15minutecity.com</b> <a href="https://www.15minutecity.com/about" rel="noreferrer noopener">https://www.15minutecity.com/about</a>]]>
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        <![CDATA[Non un problema di mobilità ma di accesso, perché non dovrei essere obbligata a prendere la macchina (ma nemmeno i mezzi pubblici!) per accedere ai servizi di cui ho bisogno. Questo il concetto della città da 15 minuti. Vi metto qualche link in fondo alla pagina. <br><br><b>TRASCRIZIONE </b>[ENG translation below]<br><br>Il concetto della città da 15 minuti è molto semplice: dovrei essere in grado di raggiungere tutti i negozi, tutti i servizi di cui ho bisogno nell'arco di 15 minuti, a piedi o in bicicletta.<br><br>Devo dire che a Cagliari, dove abito, sono in una città da 15 minuti perché effettivamente posso andare a piedi all'ufficio postale, al tabacchino a comprare i francobolli che non hanno, al supermercato, il calzolaio anche a 15 minuti, il mercato, pescivendolo, parrucchiere, il medico.<br><br>Insomma, sono molto fortunata, ma semplicemente perché abito in una parte della città piena di servizi, con un'altissima densità di popolazione.<br><br>Mia madre abita nella parte vecchia della città, in un quartiere storico che quando io ero bambina era un quartiere malfamato, e poi negli anni '90 ha cominciato a essere... gli appartamenti sono stati acquistati da professionisti, architetti che l'hanno rimesso a posto e adesso il quartiere dove abita mia mamma, lei è una delle pochissime persone che ci abita da più di trent'anni, lei abita da da 50, 60 e più anni lì, per il resto sono negozi che vendono souvenir e bed and breakfast.<br><br>Quindi, paradossalmente, io che abito in una parte nuova della città ho a mia disposizione di tutti i servizi di cui ho bisogno, mia madre invece no, perché nel suo quartiere non c'è, non ci sono botteghe, non c'è una banca, non c'è nemmeno uno sportello, non c'è nemmeno un ufficio postale e lei deve fare ben più di 15 minuti per raggiungere tutti questi servizi.<br><br>Il problema della città da 15 minuti è tornato in auge o comunque è stato presentato negli ultimi decenni e parte dal presupposto che se non dobbiamo fare i chilometri per arrivare ai servizi di cui abbiamo bisogno, stanno tutti meglio.<br><br>Quindi un problema non di mobilità, non di avere trasporti migliori, bensì un problema di accesso, avere accesso a quello che ci serve dove abitiamo.<br><br>Ci sono molte parti della regione dove abito, della Sardegna, che non hanno né accesso e né mobilità, che non ci sono né mezzi di trasporto né servizi di cui la gente ha bisogno, e ancora penso al quartiere dove abita mia mamma, dove non ci sono, dove non passano nemmeno mezzi di trasporto al suo interno. Quindi chi vuole accedere ai servizi deve farsela a piedi, in bicicletta non è molto consigliato perché è un quartiere che si chiama Castello, è messo in cima a una montagna.<br>Sforziamoci, sforziamoci di portare i servizi là dove abita la gente e non di fare il contrario.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The concept of the 15-minute city is very simple: I should be able to reach all the stores, all the services I need within 15 minutes, on foot or by bicycle.<br><br>I have to say that in Cagliari, where I live, I am in a 15-minute town because I can actually walk to the post office, to the tobacconist to buy stamps they never have, to the supermarket, the shoemaker also 15 minutes away, the market, fishmonger, hairdresser, doctor.<br><br>In short, I am very lucky, but simply because I live in a part of the city full of services, with a very high population density.<br><br>My mother lives in the old part of town, in a historic neighborhood that when I was a child was a bad neighborhood, and then in the 90s began to be... the apartments were bought by professionals, architects who remodelled it and now the neighborhood where my mom lives, she is one of the very few people who has lived there for more than 30 years, she has lived there for 50, 60 and more years, otherwise it's stores selling souvenirs and bed and breakfasts.<br><br>So, paradoxically, I, living in a new part of the city, have at my disposal all the services I need, my mother does not, because in her neighborhood there is no, no stores, no bank, not even a bank counter, not even a post office, and she has to walk well over 15 minutes to reach all these services.<br><br>The problem of the 15-minute city is back in vogue or at any rate has been presented in recent decades and assumes that if we don't have to drive the miles to get to the services we need, everyone is better off.<br><br>So a problem not of mobility, not of having better transportation, but a problem of access, having access to what we need where we live.<br><br>There are many parts of the region where I live, of Sardinia, that have no access and no mobility, that there is no transportation and no services that people need, and still I think of the neighborhood where my mom lives, where there are no, where no transportation even passes within it. So those who want to access services have to do it on foot, by bicycle it is not very recommended because it is a neighborhood called Castle, it is put on top of a hill.<br><br>Let's strive, let's strive to take services to where people live and not the other way around.<br><br>LINK <br><b>La città da 15 minuti su Wikipedia</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_di_15_minuti" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_di_15_minuti</a><br><b>15minutecity.com</b> <a href="https://www.15minutecity.com/about" rel="noreferrer noopener">https://www.15minutecity.com/about</a>]]>
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      <pubDate>Wed, 03 May 2023 07:08:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Non un problema di mobilità ma di accesso, perché non dovrei essere obbligata a prendere la macchina (ma nemmeno i mezzi pubblici!) per accedere ai servizi di cui ho bisogno. Questo il concetto della città da 15 minuti. Vi metto qualche link in fondo alla pagina. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Il concetto della città da 15 minuti è molto semplice: dovrei essere in grado di raggiungere tutti i negozi, tutti i servizi di cui ho bisogno nell'arco di 15 minuti, a piedi o in bicicletta.Devo dire che a Cagliari, dove abito, sono in una città da 15 minuti perché effettivamente posso andare a piedi all'ufficio postale, al tabacchino a comprare i francobolli che non hanno, al supermercato, il calzolaio anche a 15 minuti, il mercato, pescivendolo, parrucchiere, il medico.Insomma, sono molto fortunata, ma semplicemente perché abito in una parte della città piena di servizi, con un'altissima densità di popolazione.Mia madre abita nella parte vecchia della città, in un quartiere storico che quando io ero bambina era un quartiere malfamato, e poi negli anni '90 ha cominciato a essere... gli appartamenti sono stati acquistati da professionisti, architetti che l'hanno rimesso a posto e adesso il quartiere dove abita mia mamma, lei è una delle pochissime persone che ci abita da più di trent'anni, lei abita da da 50, 60 e più anni lì, per il resto sono negozi che vendono souvenir e bed and breakfast.Quindi, paradossalmente, io che abito in una parte nuova della città ho a mia disposizione di tutti i servizi di cui ho bisogno, mia madre invece no, perché nel suo quartiere non c'è, non ci sono botteghe, non c'è una banca, non c'è nemmeno uno sportello, non c'è nemmeno un ufficio postale e lei deve fare ben più di 15 minuti per raggiungere tutti questi servizi.Il problema della città da 15 minuti è tornato in auge o comunque è stato presentato negli ultimi decenni e parte dal presupposto che se non dobbiamo fare i chilometri per arrivare ai servizi di cui abbiamo bisogno, stanno tutti meglio.Quindi un problema non di mobilità, non di avere trasporti migliori, bensì un problema di accesso, avere accesso a quello che ci serve dove abitiamo.Ci sono molte parti della regione dove abito, della Sardegna, che non hanno né accesso e né mobilità, che non ci sono né mezzi di trasporto né servizi di cui la gente ha bisogno, e ancora penso al quartiere dove abita mia mamma, dove non ci sono, dove non passano nemmeno mezzi di trasporto al suo interno. Quindi chi vuole accedere ai servizi deve farsela a piedi, in bicicletta non è molto consigliato perché è un quartiere che si chiama Castello, è messo in cima a una montagna.Sforziamoci, sforziamoci di portare i servizi là dove abita la gente e non di fare il contrario.TRANSLATIONThe concept of the 15-minute city is very simple: I should be able to reach all the stores, all the services I need within 15 minutes, on foot or by bicycle.I have to say that in Cagliari, where I live, I am in a 15-minute town because I can actually walk to the post office, to the tobacconist to buy stamps they never have, to the supermarket, the shoemaker also 15 minutes away, the market, fishmonger, hairdresser, doctor.In short, I am very lucky, but simply because I live in a part of the city full of services, with a very high population density.My mother lives in the old part of town, in a historic neighborhood that when I was a child was a bad neighborhood, and then in the 90s began to be... the apartments were bought by professionals, architects who remodelled it and now the neighborhood where my mom lives, she is one of the very few people who has lived there for more than 30 years, she has lived there for 50, 60 and more years, otherwise it's stores selling souvenirs and bed and breakfasts.So, paradoxically, I,...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 487 Mattina autoreferenziale</title>
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        <![CDATA[La caratteristica dei tre minuti grezzi è che spesso non ho idea di cosa parlerò una volta acceso il microfono, l'importante è farlo ogni giorno per esattamente tre minuti. Oggi i miei pensieri sono autoreferenziali e parlano di me che faccio colazione in una mattina che potrebbe quasi essere uggiosa. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Forse riuscite anche a sentire il rumore del lavastoviglie alle mie spalle, oltre che il suono molto poco protetto della mia voce oggi che sembra che sia dentro un barattolo e che stia parlando al di fuori.<br>No, non sono in un barattolo. È molto presto, sono seduta al tavolo della cucina e sto facendo colazione. <br><br>Siamo all'inizio di maggio, di solito sta iniziando quasi l'estate nella parte di globo in cui mi trovo io. Invece oggi piove. Dalla finestra vedo una striscia di strada che ha la tipica connotazione di strada quando ci piove sopra, cioè bella luccicante.<br><br>Il gatto Mazinga, quello grande, è sul tavolo, dietro lo schermo del computer, mi dà la schiena, mi d le spalle. Ho letto da qualche parte che i gatti ci seguono per casa per vedere se ci stanno ignorando abbastanza. E in effetti un po' questa è la situazione. Ce l'ho messa davanti pero mi d le spalle, non si è girata nemmeno quando ha sentito nominare il suo nome, Mazinga.<br><br>È una giornata un po' così, nel senso che sembra quasi un po' malinconica, appunto. Il rumore in sottofondo del lavastoviglie, che questo ronzio sembra quasi di essere a bordo di un treno.<br>Non ho acceso la luce. Mi piace usare la luce naturale quando posso, e si vede benissimo anche senza la luce accesa, senza che il neon, o quello che è, inondi completamente la stanza dandogli un aspetto artificiale.<br><br>È bello godersi questi momenti la mattina, quando ancora tutto si deve svegliare prima delle 7 del mattino, ancora tutto è possibile e ancora non si è sprecata la mattina a fare cose che se ne sarebbe anche potuto fare a meno.<br><br>Sto bevendo una tazza di caffè. È da anni ormai che la mattina a colazione non bevo più il caffelatte, ma bevo quello che io chiamo caffè americano, che altro non è se non un normalissimo espresso servito in una tazza grande a cui poi aggiungo acqua fino ad arrivare al bordo della tazza e poi lo faccio riscaldare esattamente 1 minuto e mezzo nel microonde, così diventa bollente e non si sfredda subito perché il caffè mi piace bollente e ho tempo di sorseggiare fintanto che faccio le mie cose.<br>Mamma mia che 3 minuti grezzi, autoreferenziali oggi eh? Vabbè, mi scuserete.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Perhaps you can also hear the noise of the dishwasher behind me, as well as the very unprotected sound of my voice today that sounds like I am inside a can and talking outside.<br><br>No, I am not inside a can. It is very early, I'm sitting at the kitchen table having breakfast.<br>It's early May, usually almost summer is starting in the part of the globe where I am. Instead, it is raining today. Through the window I can see a strip of road that has the typical connotation of a road when it rains on it, that is, nice and shiny.<br><br>Mazinga the cat, the big one, is on the table, behind the computer screen, has her back to me. I read somewhere that cats follow us around the house to see if they are ignoring us enough. And indeed a little bit this is the situation. I have her in front of me but she has her back to me, she didn't even turn around when she heard her name mentioned, Mazinga.<br><br>It's a bit of a day, in the sense that it seems almost a bit melancholy, almost. The noise in the background of the dishwasher, and this humming sounds almost like being aboard a train.<br>I did not turn on the light. I like to use natural light when I can, and it looks great even without the light on, without the neon, or whatever it is, flooding the room giving it an artificial look.<br><br>It's nice to enjoy these moments in the morning, when still everything has to wake up before 7 a.m., still everything is possible, and still you haven't wasted the morning doing things that you might as well have done without.<br><br>I am drinking a cup of coffee. It's been years now that I no longer drink lattes for breakfast in the morning, but I drink what I call American coffee, which is nothing but a very normal espresso served in a large cup to which I then add water until it reaches the rim of the cup and then I heat it up exactly 1 1/2 minutes in the microwave, so it gets hot and doesn't go cold right away because I like my coffee hot and I have time to sip as long as I'm doing my thing.<br><br>Mamma mia what a raw, self-referential 3 minutes today eh? Anyway, you'll excuse me.]]>
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        <![CDATA[La caratteristica dei tre minuti grezzi è che spesso non ho idea di cosa parlerò una volta acceso il microfono, l'importante è farlo ogni giorno per esattamente tre minuti. Oggi i miei pensieri sono autoreferenziali e parlano di me che faccio colazione in una mattina che potrebbe quasi essere uggiosa. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Forse riuscite anche a sentire il rumore del lavastoviglie alle mie spalle, oltre che il suono molto poco protetto della mia voce oggi che sembra che sia dentro un barattolo e che stia parlando al di fuori.<br>No, non sono in un barattolo. È molto presto, sono seduta al tavolo della cucina e sto facendo colazione. <br><br>Siamo all'inizio di maggio, di solito sta iniziando quasi l'estate nella parte di globo in cui mi trovo io. Invece oggi piove. Dalla finestra vedo una striscia di strada che ha la tipica connotazione di strada quando ci piove sopra, cioè bella luccicante.<br><br>Il gatto Mazinga, quello grande, è sul tavolo, dietro lo schermo del computer, mi dà la schiena, mi d le spalle. Ho letto da qualche parte che i gatti ci seguono per casa per vedere se ci stanno ignorando abbastanza. E in effetti un po' questa è la situazione. Ce l'ho messa davanti pero mi d le spalle, non si è girata nemmeno quando ha sentito nominare il suo nome, Mazinga.<br><br>È una giornata un po' così, nel senso che sembra quasi un po' malinconica, appunto. Il rumore in sottofondo del lavastoviglie, che questo ronzio sembra quasi di essere a bordo di un treno.<br>Non ho acceso la luce. Mi piace usare la luce naturale quando posso, e si vede benissimo anche senza la luce accesa, senza che il neon, o quello che è, inondi completamente la stanza dandogli un aspetto artificiale.<br><br>È bello godersi questi momenti la mattina, quando ancora tutto si deve svegliare prima delle 7 del mattino, ancora tutto è possibile e ancora non si è sprecata la mattina a fare cose che se ne sarebbe anche potuto fare a meno.<br><br>Sto bevendo una tazza di caffè. È da anni ormai che la mattina a colazione non bevo più il caffelatte, ma bevo quello che io chiamo caffè americano, che altro non è se non un normalissimo espresso servito in una tazza grande a cui poi aggiungo acqua fino ad arrivare al bordo della tazza e poi lo faccio riscaldare esattamente 1 minuto e mezzo nel microonde, così diventa bollente e non si sfredda subito perché il caffè mi piace bollente e ho tempo di sorseggiare fintanto che faccio le mie cose.<br>Mamma mia che 3 minuti grezzi, autoreferenziali oggi eh? Vabbè, mi scuserete.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Perhaps you can also hear the noise of the dishwasher behind me, as well as the very unprotected sound of my voice today that sounds like I am inside a can and talking outside.<br><br>No, I am not inside a can. It is very early, I'm sitting at the kitchen table having breakfast.<br>It's early May, usually almost summer is starting in the part of the globe where I am. Instead, it is raining today. Through the window I can see a strip of road that has the typical connotation of a road when it rains on it, that is, nice and shiny.<br><br>Mazinga the cat, the big one, is on the table, behind the computer screen, has her back to me. I read somewhere that cats follow us around the house to see if they are ignoring us enough. And indeed a little bit this is the situation. I have her in front of me but she has her back to me, she didn't even turn around when she heard her name mentioned, Mazinga.<br><br>It's a bit of a day, in the sense that it seems almost a bit melancholy, almost. The noise in the background of the dishwasher, and this humming sounds almost like being aboard a train.<br>I did not turn on the light. I like to use natural light when I can, and it looks great even without the light on, without the neon, or whatever it is, flooding the room giving it an artificial look.<br><br>It's nice to enjoy these moments in the morning, when still everything has to wake up before 7 a.m., still everything is possible, and still you haven't wasted the morning doing things that you might as well have done without.<br><br>I am drinking a cup of coffee. It's been years now that I no longer drink lattes for breakfast in the morning, but I drink what I call American coffee, which is nothing but a very normal espresso served in a large cup to which I then add water until it reaches the rim of the cup and then I heat it up exactly 1 1/2 minutes in the microwave, so it gets hot and doesn't go cold right away because I like my coffee hot and I have time to sip as long as I'm doing my thing.<br><br>Mamma mia what a raw, self-referential 3 minutes today eh? Anyway, you'll excuse me.]]>
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      <pubDate>Tue, 02 May 2023 05:25:11 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 486 La sconferenza</title>
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        <![CDATA[Ho tradotto <i>unconference</i> con <b>sconferenza</b> (avrei potuto usare non-conferenza ma volevo qualcosa di originale). Cosa è una <b>sconferenza</b>? È un evento ideato per essere completamente interattivo e partecipativo, dove non c'è distinzione tra chi presenta e chi ascolta. E siccome questo non è un non-podcast, a voi chiedo invece di ascoltare me, <b>vi metto comunque dei link alla fine della pagina,</b> nel caso vi interessasse organizzare una <i>unconference</i>!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>L'altro giorno mi sono affacciata in una sala dove si stava tenendo una conferenza. Cercavo qualcuno, ho aperto la porta, ho guardato dentro e ho visto quello che mi aspettavo: delle persone su un palco che chiacchieravano tra loro e facevano vedere dei power point e il pubblico, il vasto pubblico che alcuni seguivano, altri sonnecchiavano, la maggior parte di loro stava guardando e il proprio cellulare.<br><br>Ora, quando una persona decide di andare a una conferenza è potenzialmente interessata all'argomento, altrimenti ci sono tantissime altre cose che potrebbe fare, prima di tutto starsene a casa. Quindi, se già decide di uscire di casa e andare fisicamente alla conferenza, potenzialmente ha un po' di interesse.<br><br>Poi però questo interesse doveva finire, perché la gente si distrae? Secondo me non è tanto colpa degli oratori, anche se c'è gente che veramente farebbe addormentare chiunque, però è proprio il formato della conferenza che induce questo tipo di addormentamento della platea, perché poche persone sul palco, tante persone che devono seguire passivamente.<br><br>E così mi è tornato in mente un modello di di conferenza a cui non avevo pensato da tanto tempo e che però esiste da decenni ormai, e cioè la unconference. Non so se qua in Italia sia molto diffusa, non ho nemmeno cercato su internet quindi ve la traduco così al volo è la 'sconferenza' e in che cosa si contraddistingue? Che non c'è una divisione tra pubblico e persone che presentano, i presentatori quindi non c'è nemmeno una preselezione degli argomenti e si fa tutto insieme, è diciamo un grande lavoro di gruppo in uno spazio aperto dove l'unica cosa che bisogna sapere è dove si vuole arrivare o quali sono le cose che si vogliono portare a casa in termini di contenuti.<br><br>E poi si decide tutto insieme. Si prediligono gli spazi aperti, si prediligono le sessioni di gruppo. Ci sono poi tutto, c'è una casistica, diversi nomi fishbowl, una persona in mezzo agli altri, attorno gli open bar, insomma c'è tutta una anche terminologia per aiutare a organizzare queste conferenze.<br>La cosa fondamentale è che sono degli incontri informali, dove non c'è una persona sul pulpito che predica e gli altri passivamente che ascoltano ma dove si contribuisce tutti insieme. Naturalmente alla base di questo c'è il fatto che bisogna avere il coraggio di abbandonare il potere e quindi bisogna avere fiducia nella propria comunità di riferimento e veramente credere che si possa arrivare a fare qualcosa insieme perché nelle sconferenze non è tanto importante il punto d'arrivo la destinazione, quanto piuttosto il percorso che si fa insieme.<br><br>E naturalmente non tutti gli argomenti si prestano a questo tipo di approccio. Però perché non provare qualche volta a fare delle conferenze, ma non noiose?<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The other day I peeped into a room where a conference was being held. I was looking for someone, opened the door, looked inside and saw what I expected: people on a stage chatting with each other and showing power points to the audience, the vast audience, some were following, some were snoozing, most of them were watching and their cell phones.<br><br>Now, when a person decides to go to a conference is potentially interested in the topic, otherwise there are so many other things they could be doing, first of all staying home. So if they already decide to leave home and physically go to the conference, they potentially have some interest.<br>But then where does this interest end up, why do people get distracted? In my opinion, it's not so much the speakers' fault, although there are people who really would put anyone to sleep, however, it's the format of the conference that induces this kind of falling asleep in the audience, because so few people on stage, so many people who have to passively follow along.<br><br>And so I was reminded of a model of conferencing that I hadn't thought about for a long time and yet has existed for decades now, and that is the unconference. I don't know if it's widespread here in Italy, I haven't even looked it up on the internet so I'll translate it for you so on the fly it's the 'sconferenza' and what is so special about it? That there is no division between audience and presenters, so there is not even a pre-selection of topics and you do everything together, it's let's say a big group work in an open space where the only thing you need to know is where you want to get to or what are the things you want to bring home in terms of content.<br><br>And then everything is decided together. Open spaces are preferred, group sessions are preferred. There are entire, there is a case system, different names: fishbowl, one person surrounded by others, open bars etc. in short there is a whole terminology to help organize these conferences.<br>The key thing is that they are informal meetings, where there is not one person in the pulpit preaching and others passively listening but where you all contribute together. Of course underlying this is the fact that you have to have the courage to relinquish power and then you have to trust your community of reference and really believe that you can get to do something together because in the unconference, it is not so much the end point, the destination that is important, but rather the path you take together.<br><br>And of course not all topics lend themselves to this kind of approach. However, why not try sometimes to give lectures, but not boring ones?<br><br><b>LINKS</b><br>Le sconferenze spiegate su Wikipedia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Non_conferenza" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Non_conferenza</a><br>Un articolo su Forbes (del 2014!) sulle sconferenze <a href="https://www.forbes.com/sites/rebeccabagley/2014/08/18/how-unconferences-unleash-innovative-ideas/?sh=3b1fe988645b" rel="noreferrer noopener">https://www.forbes.com/sites/rebeccabagley/2014/08/18/how-unconferences-unleash-innovative-ideas/?sh=3b1fe988645b</a>]]>
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        <![CDATA[Ho tradotto <i>unconference</i> con <b>sconferenza</b> (avrei potuto usare non-conferenza ma volevo qualcosa di originale). Cosa è una <b>sconferenza</b>? È un evento ideato per essere completamente interattivo e partecipativo, dove non c'è distinzione tra chi presenta e chi ascolta. E siccome questo non è un non-podcast, a voi chiedo invece di ascoltare me, <b>vi metto comunque dei link alla fine della pagina,</b> nel caso vi interessasse organizzare una <i>unconference</i>!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>L'altro giorno mi sono affacciata in una sala dove si stava tenendo una conferenza. Cercavo qualcuno, ho aperto la porta, ho guardato dentro e ho visto quello che mi aspettavo: delle persone su un palco che chiacchieravano tra loro e facevano vedere dei power point e il pubblico, il vasto pubblico che alcuni seguivano, altri sonnecchiavano, la maggior parte di loro stava guardando e il proprio cellulare.<br><br>Ora, quando una persona decide di andare a una conferenza è potenzialmente interessata all'argomento, altrimenti ci sono tantissime altre cose che potrebbe fare, prima di tutto starsene a casa. Quindi, se già decide di uscire di casa e andare fisicamente alla conferenza, potenzialmente ha un po' di interesse.<br><br>Poi però questo interesse doveva finire, perché la gente si distrae? Secondo me non è tanto colpa degli oratori, anche se c'è gente che veramente farebbe addormentare chiunque, però è proprio il formato della conferenza che induce questo tipo di addormentamento della platea, perché poche persone sul palco, tante persone che devono seguire passivamente.<br><br>E così mi è tornato in mente un modello di di conferenza a cui non avevo pensato da tanto tempo e che però esiste da decenni ormai, e cioè la unconference. Non so se qua in Italia sia molto diffusa, non ho nemmeno cercato su internet quindi ve la traduco così al volo è la 'sconferenza' e in che cosa si contraddistingue? Che non c'è una divisione tra pubblico e persone che presentano, i presentatori quindi non c'è nemmeno una preselezione degli argomenti e si fa tutto insieme, è diciamo un grande lavoro di gruppo in uno spazio aperto dove l'unica cosa che bisogna sapere è dove si vuole arrivare o quali sono le cose che si vogliono portare a casa in termini di contenuti.<br><br>E poi si decide tutto insieme. Si prediligono gli spazi aperti, si prediligono le sessioni di gruppo. Ci sono poi tutto, c'è una casistica, diversi nomi fishbowl, una persona in mezzo agli altri, attorno gli open bar, insomma c'è tutta una anche terminologia per aiutare a organizzare queste conferenze.<br>La cosa fondamentale è che sono degli incontri informali, dove non c'è una persona sul pulpito che predica e gli altri passivamente che ascoltano ma dove si contribuisce tutti insieme. Naturalmente alla base di questo c'è il fatto che bisogna avere il coraggio di abbandonare il potere e quindi bisogna avere fiducia nella propria comunità di riferimento e veramente credere che si possa arrivare a fare qualcosa insieme perché nelle sconferenze non è tanto importante il punto d'arrivo la destinazione, quanto piuttosto il percorso che si fa insieme.<br><br>E naturalmente non tutti gli argomenti si prestano a questo tipo di approccio. Però perché non provare qualche volta a fare delle conferenze, ma non noiose?<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>The other day I peeped into a room where a conference was being held. I was looking for someone, opened the door, looked inside and saw what I expected: people on a stage chatting with each other and showing power points to the audience, the vast audience, some were following, some were snoozing, most of them were watching and their cell phones.<br><br>Now, when a person decides to go to a conference is potentially interested in the topic, otherwise there are so many other things they could be doing, first of all staying home. So if they already decide to leave home and physically go to the conference, they potentially have some interest.<br>But then where does this interest end up, why do people get distracted? In my opinion, it's not so much the speakers' fault, although there are people who really would put anyone to sleep, however, it's the format of the conference that induces this kind of falling asleep in the audience, because so few people on stage, so many people who have to passively follow along.<br><br>And so I was reminded of a model of conferencing that I hadn't thought about for a long time and yet has existed for decades now, and that is the unconference. I don't know if it's widespread here in Italy, I haven't even looked it up on the internet so I'll translate it for you so on the fly it's the 'sconferenza' and what is so special about it? That there is no division between audience and presenters, so there is not even a pre-selection of topics and you do everything together, it's let's say a big group work in an open space where the only thing you need to know is where you want to get to or what are the things you want to bring home in terms of content.<br><br>And then everything is decided together. Open spaces are preferred, group sessions are preferred. There are entire, there is a case system, different names: fishbowl, one person surrounded by others, open bars etc. in short there is a whole terminology to help organize these conferences.<br>The key thing is that they are informal meetings, where there is not one person in the pulpit preaching and others passively listening but where you all contribute together. Of course underlying this is the fact that you have to have the courage to relinquish power and then you have to trust your community of reference and really believe that you can get to do something together because in the unconference, it is not so much the end point, the destination that is important, but rather the path you take together.<br><br>And of course not all topics lend themselves to this kind of approach. However, why not try sometimes to give lectures, but not boring ones?<br><br><b>LINKS</b><br>Le sconferenze spiegate su Wikipedia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Non_conferenza" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Non_conferenza</a><br>Un articolo su Forbes (del 2014!) sulle sconferenze <a href="https://www.forbes.com/sites/rebeccabagley/2014/08/18/how-unconferences-unleash-innovative-ideas/?sh=3b1fe988645b" rel="noreferrer noopener">https://www.forbes.com/sites/rebeccabagley/2014/08/18/how-unconferences-unleash-innovative-ideas/?sh=3b1fe988645b</a>]]>
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      <pubDate>Mon, 01 May 2023 07:04:41 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ho tradotto unconference con sconferenza (avrei potuto usare non-conferenza ma volevo qualcosa di originale). Cosa è una sconferenza? È un evento ideato per essere completamente interattivo e partecipativo, dove non c'è distinzione tra chi presenta e chi ascolta. E siccome questo non è un non-podcast, a voi chiedo invece di ascoltare me, vi metto comunque dei link alla fine della pagina, nel caso vi interessasse organizzare una unconference!TRASCRIZIONE [ENG translation below]L'altro giorno mi sono affacciata in una sala dove si stava tenendo una conferenza. Cercavo qualcuno, ho aperto la porta, ho guardato dentro e ho visto quello che mi aspettavo: delle persone su un palco che chiacchieravano tra loro e facevano vedere dei power point e il pubblico, il vasto pubblico che alcuni seguivano, altri sonnecchiavano, la maggior parte di loro stava guardando e il proprio cellulare.Ora, quando una persona decide di andare a una conferenza è potenzialmente interessata all'argomento, altrimenti ci sono tantissime altre cose che potrebbe fare, prima di tutto starsene a casa. Quindi, se già decide di uscire di casa e andare fisicamente alla conferenza, potenzialmente ha un po' di interesse.Poi però questo interesse doveva finire, perché la gente si distrae? Secondo me non è tanto colpa degli oratori, anche se c'è gente che veramente farebbe addormentare chiunque, però è proprio il formato della conferenza che induce questo tipo di addormentamento della platea, perché poche persone sul palco, tante persone che devono seguire passivamente.E così mi è tornato in mente un modello di di conferenza a cui non avevo pensato da tanto tempo e che però esiste da decenni ormai, e cioè la unconference. Non so se qua in Italia sia molto diffusa, non ho nemmeno cercato su internet quindi ve la traduco così al volo è la 'sconferenza' e in che cosa si contraddistingue? Che non c'è una divisione tra pubblico e persone che presentano, i presentatori quindi non c'è nemmeno una preselezione degli argomenti e si fa tutto insieme, è diciamo un grande lavoro di gruppo in uno spazio aperto dove l'unica cosa che bisogna sapere è dove si vuole arrivare o quali sono le cose che si vogliono portare a casa in termini di contenuti.E poi si decide tutto insieme. Si prediligono gli spazi aperti, si prediligono le sessioni di gruppo. Ci sono poi tutto, c'è una casistica, diversi nomi fishbowl, una persona in mezzo agli altri, attorno gli open bar, insomma c'è tutta una anche terminologia per aiutare a organizzare queste conferenze.La cosa fondamentale è che sono degli incontri informali, dove non c'è una persona sul pulpito che predica e gli altri passivamente che ascoltano ma dove si contribuisce tutti insieme. Naturalmente alla base di questo c'è il fatto che bisogna avere il coraggio di abbandonare il potere e quindi bisogna avere fiducia nella propria comunità di riferimento e veramente credere che si possa arrivare a fare qualcosa insieme perché nelle sconferenze non è tanto importante il punto d'arrivo la destinazione, quanto piuttosto il percorso che si fa insieme.E naturalmente non tutti gli argomenti si prestano a questo tipo di approccio. Però perché non provare qualche volta a fare delle conferenze, ma non noiose?TRANSLATIONThe other day I peeped into a room where a conference was being held. I was looking for someone, opened the door, looked inside and saw what I expected: people on a stage chatting with each other and showing power points to the audience, the vast audience, some were following, some were snoozing, most of them were watching and their cell phones.Now, when a person decides to go to a conference is potentially interested in the topic, otherwise there are so many other things they could be doing, first of all staying home. So if they already decide to leave home...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ho tradotto unconference con sconferenza (avrei potuto usare non-conferenza ma volevo qualcosa di originale). Cosa è una sconferenza? È un evento ideato per essere completamente interattivo e partecipativo, dove non c'è distinzione tra chi presenta e chi </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 485 A letto? Mai!</title>
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        <![CDATA[Rimanere incollata agli schermi fino a tardissimo quando so che dovrei invece andare a dormire: mi rassicura sapere che non sono la sola e che si tratta di un fenomeno studiato nelle università, sto parlando della 'procrastinazione della vendetta del riposo' ah! ah! ah! (vi metto un link in fondo alla pagina)<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br>Ho scoperto che una cosa che io faccio, purtroppo spesso, non è solo una mia mania ma è una cosa seria che viene studiata a livello universitario e c'è gente che ci scrive pure sopra gli articoli.<br>Sto parlando di quella cosa che la notte, anziché andare a letto all'una alle due quando dovrei andare a dormire, mi fa rimanere a guardare Netflix anche se so che mi sto facendo del male però è come se avessi i piombi legati ai piedi e non riesco ad alzarmi, ma per mia scelta, per mia volontà, senza avere niente di fisico che me lo impedisca.<br><br>Questo fenomeno si chiama 'revenge bedtime procrastination' che letteralmente significa procrastinazione della vendetta, del riposo, dell'andare a letto, ed è proprio quello che vi ho descritto quando non c'è nessuno che ci obbliga a rimanere alzati, però noi invece decidiamo di farlo e quindi di rinunciare al sonno.<br><br>Appunto, questi studi hanno hanno cercato di capire perché la gente lo fa, e i motivi sono a quanto pare per cercare di riguadagnare un senso di libertà, un senso di poter decidere quello che si fa nella propria vita e lo si fa nel modo più sbagliato.<br><br>Pare che questo studio sia stato ispirato dal modello, dal sistema cinese del 996, un'altra cosa di cui non avevo mai sentito parlare, ed è il metodo di lavorare che si lavora dalle 9 del mattino alle 9 di sera per sei giorni alla settimana, aiuto, per un totale di settimane lavorative di 72 ore.<br><br>Quali sono le caratteristiche di questo di questo fenomeno? Devono esserci tre elementi: uno è che si ritarda l'ora in cui si va a letto, due è non c'è nessun motivo per rimandare l'andare a letto, non è che si debba fare qualcosa di particolare, e poi c'è la consapevolezza che si sta facendo, ecco solo quando ci sono questi tre elementi possiamo parlare di 'revenge bedtime procrastination'.<br><br>È una cosa che fa male, che non si dovrebbe fare, perché non è vero che il nostro corpo si abitua a dormire meno ore, diciamo che ce lo fa pagare in altro modo, quindi la mattina siamo scostanti, abbiamo malumore, non siamo al top della nostra forma.<br><br>Come fare per evitare questa cosa? Vabbè, oltre che alzarsi e spegnere la televisione e andare a dormire, sì, bisogna cercare di trovare un giusto equilibrio, darsi una routine, evitare gli schermi prima di andare a letto, evitare quella tazza di caffè, quella tazzina di caffè a una certa ora e sicuramente non bere caffè dopo cena e cercare quindi di ristabilire l'equilibrio, perché dormire è fondamentale, è il momento in cui il nostro corpo si ricarica e se non lo facciamo poi vabbè, affrontiamo la giornata scarichi. Ecco, ricarichiamoci, via, proviamo a mettercela tutta e ad andare a dormire quando dobbiamo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>found that something I do, unfortunately often, is not just a quirk of mine but is a serious thing that is studied in universities and there are people who even write articles about it.<br><br>I'm talking about that thing that at night, instead of going to bed at one o'clock at two o'clock when I'm supposed to go to sleep, makes me stay up and watch Netflix even though I know I'm hurting myself, but it's like I have lead tied to my feet and I can't get up, but by my own choice, by my own will, without having anything physical to prevent me from doing so.<br><br>This phenomenon is called 'revenge bedtime procrastination' which literally means procrastination of revenge, of rest, of going to bed, and it is exactly what I have described, when there is no one to force us to stay up, however we instead decide to do so and thus give up sleep.<br><br>Yes, these studies have tried to understand why people do this, and the reasons are apparently to try to regain a sense of freedom, a sense of being able to decide what you do with your life and you do it in the wrong way.<br><br>Apparently this study was inspired by the model, the Chinese 996 system, another thing I had never heard of, and that is the method of working that you work from 9 a.m. to 9 p.m. for six days a week, help!, for a total of 72-hour work weeks.<br><br>What are the characteristics of this of this phenomenon? There must be three elements: one is that you delay the time to go to bed, two is there is no reason to delay going to bed, it is not that you have to do anything in particular, and then there is the awareness that you are doing so, it's is only when there are these three elements that we can talk of 'revenge bedtime procrastination'.<br>It is something that hurts, that you should not do, because it is not true that our body gets used to sleeping less hours, because our body makes us pay for it in other ways, so in the morning we are discontented, we have bad moods, we are not at the top of our form.<br><br>How can this be avoided? Oh well, besides getting up and turning off the television and going to sleep, yes, you have to try to find the right balance, give yourself a routine, avoid screens before going to bed, avoid that cup of coffee, that cup of coffee at a certain time and definitely don't drink coffee after dinner and then try to restore the balance, because sleep is crucial, it's the time when our body recharges and if we don't do that then oh well, we face the day drained.<br>Here, let's recharge, come on, let's try for real and let's go to sleep when we should.<br><br><b>LINK</b><br>Un articolo sul tema della Revenge Bedtime Procrastination<a href="https://nesslabs.com/revenge-bedtime-procrastination" rel="noreferrer noopener"> https://nesslabs.com/revenge-bedtime-procrastination</a><br><br>]]>
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        <![CDATA[Rimanere incollata agli schermi fino a tardissimo quando so che dovrei invece andare a dormire: mi rassicura sapere che non sono la sola e che si tratta di un fenomeno studiato nelle università, sto parlando della 'procrastinazione della vendetta del riposo' ah! ah! ah! (vi metto un link in fondo alla pagina)<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br>Ho scoperto che una cosa che io faccio, purtroppo spesso, non è solo una mia mania ma è una cosa seria che viene studiata a livello universitario e c'è gente che ci scrive pure sopra gli articoli.<br>Sto parlando di quella cosa che la notte, anziché andare a letto all'una alle due quando dovrei andare a dormire, mi fa rimanere a guardare Netflix anche se so che mi sto facendo del male però è come se avessi i piombi legati ai piedi e non riesco ad alzarmi, ma per mia scelta, per mia volontà, senza avere niente di fisico che me lo impedisca.<br><br>Questo fenomeno si chiama 'revenge bedtime procrastination' che letteralmente significa procrastinazione della vendetta, del riposo, dell'andare a letto, ed è proprio quello che vi ho descritto quando non c'è nessuno che ci obbliga a rimanere alzati, però noi invece decidiamo di farlo e quindi di rinunciare al sonno.<br><br>Appunto, questi studi hanno hanno cercato di capire perché la gente lo fa, e i motivi sono a quanto pare per cercare di riguadagnare un senso di libertà, un senso di poter decidere quello che si fa nella propria vita e lo si fa nel modo più sbagliato.<br><br>Pare che questo studio sia stato ispirato dal modello, dal sistema cinese del 996, un'altra cosa di cui non avevo mai sentito parlare, ed è il metodo di lavorare che si lavora dalle 9 del mattino alle 9 di sera per sei giorni alla settimana, aiuto, per un totale di settimane lavorative di 72 ore.<br><br>Quali sono le caratteristiche di questo di questo fenomeno? Devono esserci tre elementi: uno è che si ritarda l'ora in cui si va a letto, due è non c'è nessun motivo per rimandare l'andare a letto, non è che si debba fare qualcosa di particolare, e poi c'è la consapevolezza che si sta facendo, ecco solo quando ci sono questi tre elementi possiamo parlare di 'revenge bedtime procrastination'.<br><br>È una cosa che fa male, che non si dovrebbe fare, perché non è vero che il nostro corpo si abitua a dormire meno ore, diciamo che ce lo fa pagare in altro modo, quindi la mattina siamo scostanti, abbiamo malumore, non siamo al top della nostra forma.<br><br>Come fare per evitare questa cosa? Vabbè, oltre che alzarsi e spegnere la televisione e andare a dormire, sì, bisogna cercare di trovare un giusto equilibrio, darsi una routine, evitare gli schermi prima di andare a letto, evitare quella tazza di caffè, quella tazzina di caffè a una certa ora e sicuramente non bere caffè dopo cena e cercare quindi di ristabilire l'equilibrio, perché dormire è fondamentale, è il momento in cui il nostro corpo si ricarica e se non lo facciamo poi vabbè, affrontiamo la giornata scarichi. Ecco, ricarichiamoci, via, proviamo a mettercela tutta e ad andare a dormire quando dobbiamo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>found that something I do, unfortunately often, is not just a quirk of mine but is a serious thing that is studied in universities and there are people who even write articles about it.<br><br>I'm talking about that thing that at night, instead of going to bed at one o'clock at two o'clock when I'm supposed to go to sleep, makes me stay up and watch Netflix even though I know I'm hurting myself, but it's like I have lead tied to my feet and I can't get up, but by my own choice, by my own will, without having anything physical to prevent me from doing so.<br><br>This phenomenon is called 'revenge bedtime procrastination' which literally means procrastination of revenge, of rest, of going to bed, and it is exactly what I have described, when there is no one to force us to stay up, however we instead decide to do so and thus give up sleep.<br><br>Yes, these studies have tried to understand why people do this, and the reasons are apparently to try to regain a sense of freedom, a sense of being able to decide what you do with your life and you do it in the wrong way.<br><br>Apparently this study was inspired by the model, the Chinese 996 system, another thing I had never heard of, and that is the method of working that you work from 9 a.m. to 9 p.m. for six days a week, help!, for a total of 72-hour work weeks.<br><br>What are the characteristics of this of this phenomenon? There must be three elements: one is that you delay the time to go to bed, two is there is no reason to delay going to bed, it is not that you have to do anything in particular, and then there is the awareness that you are doing so, it's is only when there are these three elements that we can talk of 'revenge bedtime procrastination'.<br>It is something that hurts, that you should not do, because it is not true that our body gets used to sleeping less hours, because our body makes us pay for it in other ways, so in the morning we are discontented, we have bad moods, we are not at the top of our form.<br><br>How can this be avoided? Oh well, besides getting up and turning off the television and going to sleep, yes, you have to try to find the right balance, give yourself a routine, avoid screens before going to bed, avoid that cup of coffee, that cup of coffee at a certain time and definitely don't drink coffee after dinner and then try to restore the balance, because sleep is crucial, it's the time when our body recharges and if we don't do that then oh well, we face the day drained.<br>Here, let's recharge, come on, let's try for real and let's go to sleep when we should.<br><br><b>LINK</b><br>Un articolo sul tema della Revenge Bedtime Procrastination<a href="https://nesslabs.com/revenge-bedtime-procrastination" rel="noreferrer noopener"> https://nesslabs.com/revenge-bedtime-procrastination</a><br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 30 Apr 2023 08:59:14 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Rimanere incollata agli schermi fino a tardissimo quando so che dovrei invece andare a dormire: mi rassicura sapere che non sono la sola e che si tratta di un fenomeno studiato nelle università, sto parlando della 'procrastinazione della vendetta del riposo' ah! ah! ah! (vi metto un link in fondo alla pagina)TRASCRIZIONE [Eng translation below]Ho scoperto che una cosa che io faccio, purtroppo spesso, non è solo una mia mania ma è una cosa seria che viene studiata a livello universitario e c'è gente che ci scrive pure sopra gli articoli.Sto parlando di quella cosa che la notte, anziché andare a letto all'una alle due quando dovrei andare a dormire, mi fa rimanere a guardare Netflix anche se so che mi sto facendo del male però è come se avessi i piombi legati ai piedi e non riesco ad alzarmi, ma per mia scelta, per mia volontà, senza avere niente di fisico che me lo impedisca.Questo fenomeno si chiama 'revenge bedtime procrastination' che letteralmente significa procrastinazione della vendetta, del riposo, dell'andare a letto, ed è proprio quello che vi ho descritto quando non c'è nessuno che ci obbliga a rimanere alzati, però noi invece decidiamo di farlo e quindi di rinunciare al sonno.Appunto, questi studi hanno hanno cercato di capire perché la gente lo fa, e i motivi sono a quanto pare per cercare di riguadagnare un senso di libertà, un senso di poter decidere quello che si fa nella propria vita e lo si fa nel modo più sbagliato.Pare che questo studio sia stato ispirato dal modello, dal sistema cinese del 996, un'altra cosa di cui non avevo mai sentito parlare, ed è il metodo di lavorare che si lavora dalle 9 del mattino alle 9 di sera per sei giorni alla settimana, aiuto, per un totale di settimane lavorative di 72 ore.Quali sono le caratteristiche di questo di questo fenomeno? Devono esserci tre elementi: uno è che si ritarda l'ora in cui si va a letto, due è non c'è nessun motivo per rimandare l'andare a letto, non è che si debba fare qualcosa di particolare, e poi c'è la consapevolezza che si sta facendo, ecco solo quando ci sono questi tre elementi possiamo parlare di 'revenge bedtime procrastination'.È una cosa che fa male, che non si dovrebbe fare, perché non è vero che il nostro corpo si abitua a dormire meno ore, diciamo che ce lo fa pagare in altro modo, quindi la mattina siamo scostanti, abbiamo malumore, non siamo al top della nostra forma.Come fare per evitare questa cosa? Vabbè, oltre che alzarsi e spegnere la televisione e andare a dormire, sì, bisogna cercare di trovare un giusto equilibrio, darsi una routine, evitare gli schermi prima di andare a letto, evitare quella tazza di caffè, quella tazzina di caffè a una certa ora e sicuramente non bere caffè dopo cena e cercare quindi di ristabilire l'equilibrio, perché dormire è fondamentale, è il momento in cui il nostro corpo si ricarica e se non lo facciamo poi vabbè, affrontiamo la giornata scarichi. Ecco, ricarichiamoci, via, proviamo a mettercela tutta e ad andare a dormire quando dobbiamo.TRANSLATIONfound that something I do, unfortunately often, is not just a quirk of mine but is a serious thing that is studied in universities and there are people who even write articles about it.I'm talking about that thing that at night, instead of going to bed at one o'clock at two o'clock when I'm supposed to go to sleep, makes me stay up and watch Netflix even though I know I'm hurting myself, but it's like I have lead tied to my feet and I can't get up, but by my own choice, by my own will, without having anything physical to prevent me from doing so.This phenomenon is called 'revenge bedtime procrastination' which literally means procrastination of revenge, of rest, of going to bed, and it is exactly what I have described, when there is no one to force us to stay up, however we instead decide to do so and...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Rimanere incollata agli schermi fino a tardissimo quando so che dovrei invece andare a dormire: mi rassicura sapere che non sono la sola e che si tratta di un fenomeno studiato nelle università, sto parlando della 'procrastinazione della vendetta del ripo</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 484 Perché si emigra?</title>
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        <![CDATA[Per me non è stata certo la mancanza di lavoro a spingermi a lasciare l'Italia. Sono andata via perché la mia città - capoluogo della Sardegna - mi stava strettissima ed ero stanca di sentirmi dire che quello che mi sarebbe piaciuto fare non potevo farlo.<br><br><br><b>TRASCRIZIONE [<i>Eng translation below</i>]</b><br><br>Perché si decide di andare via? Perché si decide di emigrare in un altro Paese? Si parla molto negli ultimi tempi della fuga dei cervelli e se ne parla da molti anni. Io non lo so, non ero sicuramente un 'cervello' quando ho deciso di andare via dalla Sardegna e dall'Italia. Il cervello ce l'avevo eccome, però non ero nemmeno laureata, ero anzi iscritta ai primi anni dell'università, però avevo dentro una smania che mi faceva desiderare follemente di andare via.<br>E da quando ero ragazzina tutte le cose che mi sarebbe piaciuto fare, o non le potevo fare perché stavo a Cagliari, e Cagliari non me lo permetteva perché non c'erano le strutture, oppure mi si diceva no, ma queste cose non le puoi fare perché sei femmina.<br>Erano gli anni '80 e spero che le cose adesso siano cambiate. Però io ho questi questi lampi di memoria, ricordo quando facevano il programma Domenica In, io ero ragazzina, lo guardavo e ascoltavo, guardavo con una grande nostalgia e con una grande invidia il cartellone degli spettacoli teatrali, dove sulla tv nazionale parlavano degli spettacoli a Roma, Torino, Milano, Bologna, Napoli e non c'era mai Cagliari. E io desideravo ardentemente, dicevo, oddìo, se ci fosse qualcosa anche qui a Cagliari! Proprio avevo un'invidia pazzesca, ma anche quando ascoltavo la viabilità e il traffico alla radio, sulla radio nazionale, parlavano sempre di autostrada e autostrada là ed erano sempre posti dai nomi esotici.<br>E naturalmente non c'era mai la Sardegna. Perché? Non perché non ci fossero ingorghi e non ci fossero problemi di traffico, solo che in Sardegna non ci sono autostrade a pagamento, e evidentemente allora negli anni '80 parlavano solo di autostrade a pagamento.<br>Perché si va via? Perché sono andata via? Sicuramente non per mancanza di lavoro, perché alla fine, quando mi sono diplomata, subito dopo mi offrirono un lavoro, addirittura in banca! Penso che si chiamasse, non mi ricordo il Credito Italiano, mi ricordo, comunque mi offrirono il posto in banca che io rifiutai.<br>Quindi no, non è per mancanza di lavoro che, io almeno, sono andata via, è proprio per scappare alla mentalità chiusa e alla mancanza poi di strutture di quello che mi piaceva e le cose che mi piacevano fare.<br>E, paradossalmente per me fu più facile lasciare l'Italia piuttosto che lasciare la Sardegna, anche perché dubito che avrei avuto i soldi per mantenermi a Roma, a Milano, a Torino, però andando all'estero era molto più facile per me, è stato molto più facile trovare un lavoro e quindi potermi mantenere da sola. Sì, è per questo che sono andata via.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Why does one decide to leave? Why do people decide to emigrate to another country? There is a lot of talk in recent times about the brain drain, and it has been talked about for many years. I don't know, I was definitely not a 'brain' when I decided to leave Sardinia and Italy. I had brains all right, however, I wasn't even a college graduate, in fact I was enrolled in the first few years of college, but I had an eagerness inside that made me madly want to leave.<br><br>Ever since I was a little girl, all the things that I would have liked to do, either I couldn't do them because I was in Cagliari, and Cagliari wouldn't allow me because there were no facilities, or I was told no, you can't do these things because you are a girl.<br><br>It was the 1980s, and I hope things have changed now. But I have these flashes of memory, though, I remember when they used to do the Sunday TV program 'Domenica In', I was a little girl, I used to watch and listen, I used to watch with a great nostalgia and with a great envy the playbill of the theater shows, where on national TV they would talk about the shows in Rome, Turin, Milan, Bologna, Naples and there was never Cagliari. And I longed, I used to say, oh my, if there was something here in Cagliari too! Just I had crazy envy, also when I listened to the road and traffic on the radio, on national radio, they always talked about highway here and highway there and they were always places with exotic names.<br><br>And of course there was never Sardinia. Why? Not because there were no traffic jams and no traffic problems, just that there are no toll highways in Sardinia, and evidently back then in the 1980s they only talked about toll highways.<br><br>Why do people go away? Why did I leave? Definitely not because of lack of work, because actually, when I graduated from highschool, they offered me a job immediately afterwards, imagine, in a bank! I think it was called, I don't remember 'Credito Italiano', I remember, anyway they offered me the position in the bank which I refused.<br><br>So no, it's not for lack of work that, at least as far as I am concerned, left, it's really to get away from the closed mindset and the lack of facilities to do what I liked and the things I liked to do.<br>And, paradoxically, it was easier for me to leave Italy than to leave Sardinia, also because I doubt I would have had the money to support myself in Rome, in Milan, in Turin, however going abroad was much easier for me, it was much easier to find a job and then to be able to support myself. Yes, that's why I left.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Per me non è stata certo la mancanza di lavoro a spingermi a lasciare l'Italia. Sono andata via perché la mia città - capoluogo della Sardegna - mi stava strettissima ed ero stanca di sentirmi dire che quello che mi sarebbe piaciuto fare non potevo farlo.<br><br><br><b>TRASCRIZIONE [<i>Eng translation below</i>]</b><br><br>Perché si decide di andare via? Perché si decide di emigrare in un altro Paese? Si parla molto negli ultimi tempi della fuga dei cervelli e se ne parla da molti anni. Io non lo so, non ero sicuramente un 'cervello' quando ho deciso di andare via dalla Sardegna e dall'Italia. Il cervello ce l'avevo eccome, però non ero nemmeno laureata, ero anzi iscritta ai primi anni dell'università, però avevo dentro una smania che mi faceva desiderare follemente di andare via.<br>E da quando ero ragazzina tutte le cose che mi sarebbe piaciuto fare, o non le potevo fare perché stavo a Cagliari, e Cagliari non me lo permetteva perché non c'erano le strutture, oppure mi si diceva no, ma queste cose non le puoi fare perché sei femmina.<br>Erano gli anni '80 e spero che le cose adesso siano cambiate. Però io ho questi questi lampi di memoria, ricordo quando facevano il programma Domenica In, io ero ragazzina, lo guardavo e ascoltavo, guardavo con una grande nostalgia e con una grande invidia il cartellone degli spettacoli teatrali, dove sulla tv nazionale parlavano degli spettacoli a Roma, Torino, Milano, Bologna, Napoli e non c'era mai Cagliari. E io desideravo ardentemente, dicevo, oddìo, se ci fosse qualcosa anche qui a Cagliari! Proprio avevo un'invidia pazzesca, ma anche quando ascoltavo la viabilità e il traffico alla radio, sulla radio nazionale, parlavano sempre di autostrada e autostrada là ed erano sempre posti dai nomi esotici.<br>E naturalmente non c'era mai la Sardegna. Perché? Non perché non ci fossero ingorghi e non ci fossero problemi di traffico, solo che in Sardegna non ci sono autostrade a pagamento, e evidentemente allora negli anni '80 parlavano solo di autostrade a pagamento.<br>Perché si va via? Perché sono andata via? Sicuramente non per mancanza di lavoro, perché alla fine, quando mi sono diplomata, subito dopo mi offrirono un lavoro, addirittura in banca! Penso che si chiamasse, non mi ricordo il Credito Italiano, mi ricordo, comunque mi offrirono il posto in banca che io rifiutai.<br>Quindi no, non è per mancanza di lavoro che, io almeno, sono andata via, è proprio per scappare alla mentalità chiusa e alla mancanza poi di strutture di quello che mi piaceva e le cose che mi piacevano fare.<br>E, paradossalmente per me fu più facile lasciare l'Italia piuttosto che lasciare la Sardegna, anche perché dubito che avrei avuto i soldi per mantenermi a Roma, a Milano, a Torino, però andando all'estero era molto più facile per me, è stato molto più facile trovare un lavoro e quindi potermi mantenere da sola. Sì, è per questo che sono andata via.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Why does one decide to leave? Why do people decide to emigrate to another country? There is a lot of talk in recent times about the brain drain, and it has been talked about for many years. I don't know, I was definitely not a 'brain' when I decided to leave Sardinia and Italy. I had brains all right, however, I wasn't even a college graduate, in fact I was enrolled in the first few years of college, but I had an eagerness inside that made me madly want to leave.<br><br>Ever since I was a little girl, all the things that I would have liked to do, either I couldn't do them because I was in Cagliari, and Cagliari wouldn't allow me because there were no facilities, or I was told no, you can't do these things because you are a girl.<br><br>It was the 1980s, and I hope things have changed now. But I have these flashes of memory, though, I remember when they used to do the Sunday TV program 'Domenica In', I was a little girl, I used to watch and listen, I used to watch with a great nostalgia and with a great envy the playbill of the theater shows, where on national TV they would talk about the shows in Rome, Turin, Milan, Bologna, Naples and there was never Cagliari. And I longed, I used to say, oh my, if there was something here in Cagliari too! Just I had crazy envy, also when I listened to the road and traffic on the radio, on national radio, they always talked about highway here and highway there and they were always places with exotic names.<br><br>And of course there was never Sardinia. Why? Not because there were no traffic jams and no traffic problems, just that there are no toll highways in Sardinia, and evidently back then in the 1980s they only talked about toll highways.<br><br>Why do people go away? Why did I leave? Definitely not because of lack of work, because actually, when I graduated from highschool, they offered me a job immediately afterwards, imagine, in a bank! I think it was called, I don't remember 'Credito Italiano', I remember, anyway they offered me the position in the bank which I refused.<br><br>So no, it's not for lack of work that, at least as far as I am concerned, left, it's really to get away from the closed mindset and the lack of facilities to do what I liked and the things I liked to do.<br>And, paradoxically, it was easier for me to leave Italy than to leave Sardinia, also because I doubt I would have had the money to support myself in Rome, in Milan, in Turin, however going abroad was much easier for me, it was much easier to find a job and then to be able to support myself. Yes, that's why I left.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 29 Apr 2023 05:00:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 483 Scambio di persona</title>
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        <![CDATA[Alla fine sono i piccoli gesti inconsapevoli quelli che ci caratterizzano e che ci farebbero riconoscere come 'originali' se qualcuno sospettasse uno scambio di persona. Prendi la mia abitudine notturna con le pantofole, ad esempio.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>In un film che ho visto da bambina un importante uomo politico era oggetto di un attentato in un ristorante e quando hanno cominciato a sparare lui bum! si butta sotto il tavolo e la guardia del corpo interviene e lo salva.<br><br>A distanza di moltissimi decenni, 30 anni, 40 anni, comunque tantissimo tempo, questa potenza straniera, non mi ricordo adesso se fossero russi, americani, cinesi non lo so, comunque dovevano appurare se questo importante uomo politico fosse effettivamente lui o se fosse stato sostituito, e allora decidono di farlo incontrare con questa sua guardia del corpo per vedere se a distanza di 30 anni, 40 anni, quello che è la guardia del corpo lo riconosceva.<br><br>Cosa fanno li rimettono esattamente nella stessa situazione dell'attentato, e poi effettivamente entra uno e comincia a sparare, e l'uomo politico anziché nascondersi sotto il tavolo, come aveva fatto 40 anni prima, estrae la pistola e risponde al fuoco, e a quel punto la potenza straniera capisce, ecco, non è effettivamente l'uomo politico di 40 anni fa, è cambiato ma non perché è cambiato di carattere, l'hanno proprio sostituito.<br><br>Quindi questa è un po' la trama del film. Perché? Perché partiva dal presupposto che la nostra vera essenza, quello che noi siamo dentro, non cambia: a distanza di tanto tempo rimane sempre uguale. E questo mi è venuto in mente perché? Perché pensavo ai piccoli gesti che caratterizzano chi siamo.<br><br>Ho pensato ai miei piccoli gesti, spero di non trovarmi mai davanti alla situazione dell'attentato, però ci sono i piccoli gesti che mi caratterizzano e stamattina ci stavo riflettendo. Ad esempio: la notte guardo la tv e di solito ho le scarpe da casa, quando vado a letto, sempre, ma non me ne accorgo sul momento, lascio le scarpe lì davanti alla tv e vado al bagno e poi a letto scalza. E quindi ogni mattina io mi sveglio, mi alzo e la prima cosa che faccio è andare alla tv a recuperare le scarpe, le ciabatte da casa.<br><br>Io non lo so perché questo succede. Non so perché la notte proprio non mi viene per niente in mente di portarmi dietro le scarpe, anche se è inverno, anche se il pavimento è freddo, anche se non ho le calze. Non mi accorgo, consciamente, la sera che sto camminando scalza e vado al bagno e poi vado a letto, e ogni mattina invece so, ah, le scarpe, non ci sono, uff! pavimento freddo, vado a recuperarmi le scarpe.<br><br>Sì, ci sono molti di questi gesti che faccio inconsciamente, più o meno, e che mi caratterizzano. Quindi secondo me, se doveste mai decidere che io potrei essere stata scambiata con qualcun altro, se volete sapere se sono veramente io, mettetemi in questa situazione: se lascio le scarpe e vado scalza al bagno e poi a letto, sapete al 100% che sono effettivamente io.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>In a movie I saw as a child, an important politician was the subject of an assassination attempt in a restaurant, and when they started shooting he boom! throws himself under the table and the bodyguard intervenes and saves him.<br><br>Many, many decades later, 30 years, 40 years, anyway a very long time, this foreign power, I don't remember now whether they were Russians, Americans, Chinese I don't know, anyway they had to ascertain whether this important politician was actually him or whether he had been replaced, and so they decide to have him meet with this bodyguard of his to see if 30 years later, 40 years later, if the bodyguard recognised him .<br><br>What do they do? They put them back in exactly the same situation as the assassination attempt, and then actually one comes in and starts shooting, and the politician instead of hiding under the table, as he had done 40 years before, he pulls out his gun and returns fire, and at that point the foreign power realises, lo and behold, he is not actually the politician of 40 years before, he has changed but not because he has changed in character, they have really replaced him.<br><br>So this is kind of the plot of the film. Whyam I telling you? Because it started from the assumption that our true essence, what we are inside, does not change: after a long time it remains the same. And this came to my mind why? Because I was thinking about the small gestures that characterise who we are.<br><br>I've been thinking about my small gestures, I hope I'm never faced with the situation of the attack, however, there are the small gestures that characterise me and I was reflecting on them this morning. For example: at night I watch TV and I usually have my home shoes on, when I go to bed, always, without noticing it at the moment, I leave my shoes there in front of the TV and go to the bathroom and then to bed barefoot. And so every morning I wake up, I get up and the first thing I do is I go to the TV to retrieve my shoes, my slippers.<br><br>I don't know why this happens. I don't know why at night it just doesn't occur to me at all to take my shoes with me, even if it's winter, even if the floor is cold, even if I don't have socks on. I don't notice, consciously, at night that I'm walking barefoot and going to the bathroom and then going to bed, and every morning instead I know, ah, the shoes, they're not there, phew! cold floor, I'm going to retrieve my shoes.<br><br>Yes, there are many of these gestures that I do, more or less unconsciously, that characterise me. So in my opinion, if you ever decide that I might have been switched with someone else, if you want to know if it's really me, put me in this situation: if I leave my shoes on and go barefoot to the bathroom and then to bed, you know 100 percent that it's actually me.]]>
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        <![CDATA[Alla fine sono i piccoli gesti inconsapevoli quelli che ci caratterizzano e che ci farebbero riconoscere come 'originali' se qualcuno sospettasse uno scambio di persona. Prendi la mia abitudine notturna con le pantofole, ad esempio.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>In un film che ho visto da bambina un importante uomo politico era oggetto di un attentato in un ristorante e quando hanno cominciato a sparare lui bum! si butta sotto il tavolo e la guardia del corpo interviene e lo salva.<br><br>A distanza di moltissimi decenni, 30 anni, 40 anni, comunque tantissimo tempo, questa potenza straniera, non mi ricordo adesso se fossero russi, americani, cinesi non lo so, comunque dovevano appurare se questo importante uomo politico fosse effettivamente lui o se fosse stato sostituito, e allora decidono di farlo incontrare con questa sua guardia del corpo per vedere se a distanza di 30 anni, 40 anni, quello che è la guardia del corpo lo riconosceva.<br><br>Cosa fanno li rimettono esattamente nella stessa situazione dell'attentato, e poi effettivamente entra uno e comincia a sparare, e l'uomo politico anziché nascondersi sotto il tavolo, come aveva fatto 40 anni prima, estrae la pistola e risponde al fuoco, e a quel punto la potenza straniera capisce, ecco, non è effettivamente l'uomo politico di 40 anni fa, è cambiato ma non perché è cambiato di carattere, l'hanno proprio sostituito.<br><br>Quindi questa è un po' la trama del film. Perché? Perché partiva dal presupposto che la nostra vera essenza, quello che noi siamo dentro, non cambia: a distanza di tanto tempo rimane sempre uguale. E questo mi è venuto in mente perché? Perché pensavo ai piccoli gesti che caratterizzano chi siamo.<br><br>Ho pensato ai miei piccoli gesti, spero di non trovarmi mai davanti alla situazione dell'attentato, però ci sono i piccoli gesti che mi caratterizzano e stamattina ci stavo riflettendo. Ad esempio: la notte guardo la tv e di solito ho le scarpe da casa, quando vado a letto, sempre, ma non me ne accorgo sul momento, lascio le scarpe lì davanti alla tv e vado al bagno e poi a letto scalza. E quindi ogni mattina io mi sveglio, mi alzo e la prima cosa che faccio è andare alla tv a recuperare le scarpe, le ciabatte da casa.<br><br>Io non lo so perché questo succede. Non so perché la notte proprio non mi viene per niente in mente di portarmi dietro le scarpe, anche se è inverno, anche se il pavimento è freddo, anche se non ho le calze. Non mi accorgo, consciamente, la sera che sto camminando scalza e vado al bagno e poi vado a letto, e ogni mattina invece so, ah, le scarpe, non ci sono, uff! pavimento freddo, vado a recuperarmi le scarpe.<br><br>Sì, ci sono molti di questi gesti che faccio inconsciamente, più o meno, e che mi caratterizzano. Quindi secondo me, se doveste mai decidere che io potrei essere stata scambiata con qualcun altro, se volete sapere se sono veramente io, mettetemi in questa situazione: se lascio le scarpe e vado scalza al bagno e poi a letto, sapete al 100% che sono effettivamente io.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>In a movie I saw as a child, an important politician was the subject of an assassination attempt in a restaurant, and when they started shooting he boom! throws himself under the table and the bodyguard intervenes and saves him.<br><br>Many, many decades later, 30 years, 40 years, anyway a very long time, this foreign power, I don't remember now whether they were Russians, Americans, Chinese I don't know, anyway they had to ascertain whether this important politician was actually him or whether he had been replaced, and so they decide to have him meet with this bodyguard of his to see if 30 years later, 40 years later, if the bodyguard recognised him .<br><br>What do they do? They put them back in exactly the same situation as the assassination attempt, and then actually one comes in and starts shooting, and the politician instead of hiding under the table, as he had done 40 years before, he pulls out his gun and returns fire, and at that point the foreign power realises, lo and behold, he is not actually the politician of 40 years before, he has changed but not because he has changed in character, they have really replaced him.<br><br>So this is kind of the plot of the film. Whyam I telling you? Because it started from the assumption that our true essence, what we are inside, does not change: after a long time it remains the same. And this came to my mind why? Because I was thinking about the small gestures that characterise who we are.<br><br>I've been thinking about my small gestures, I hope I'm never faced with the situation of the attack, however, there are the small gestures that characterise me and I was reflecting on them this morning. For example: at night I watch TV and I usually have my home shoes on, when I go to bed, always, without noticing it at the moment, I leave my shoes there in front of the TV and go to the bathroom and then to bed barefoot. And so every morning I wake up, I get up and the first thing I do is I go to the TV to retrieve my shoes, my slippers.<br><br>I don't know why this happens. I don't know why at night it just doesn't occur to me at all to take my shoes with me, even if it's winter, even if the floor is cold, even if I don't have socks on. I don't notice, consciously, at night that I'm walking barefoot and going to the bathroom and then going to bed, and every morning instead I know, ah, the shoes, they're not there, phew! cold floor, I'm going to retrieve my shoes.<br><br>Yes, there are many of these gestures that I do, more or less unconsciously, that characterise me. So in my opinion, if you ever decide that I might have been switched with someone else, if you want to know if it's really me, put me in this situation: if I leave my shoes on and go barefoot to the bathroom and then to bed, you know 100 percent that it's actually me.]]>
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      <pubDate>Fri, 28 Apr 2023 07:10:35 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Alla fine sono i piccoli gesti inconsapevoli quelli che ci caratterizzano e che ci farebbero riconoscere come 'originali' se qualcuno sospettasse uno scambio di persona. Prendi la mia abitudine notturna con le pantofole, ad esempio.TRASCRIZIONE [ENG translation below]In un film che ho visto da bambina un importante uomo politico era oggetto di un attentato in un ristorante e quando hanno cominciato a sparare lui bum! si butta sotto il tavolo e la guardia del corpo interviene e lo salva.A distanza di moltissimi decenni, 30 anni, 40 anni, comunque tantissimo tempo, questa potenza straniera, non mi ricordo adesso se fossero russi, americani, cinesi non lo so, comunque dovevano appurare se questo importante uomo politico fosse effettivamente lui o se fosse stato sostituito, e allora decidono di farlo incontrare con questa sua guardia del corpo per vedere se a distanza di 30 anni, 40 anni, quello che è la guardia del corpo lo riconosceva.Cosa fanno li rimettono esattamente nella stessa situazione dell'attentato, e poi effettivamente entra uno e comincia a sparare, e l'uomo politico anziché nascondersi sotto il tavolo, come aveva fatto 40 anni prima, estrae la pistola e risponde al fuoco, e a quel punto la potenza straniera capisce, ecco, non è effettivamente l'uomo politico di 40 anni fa, è cambiato ma non perché è cambiato di carattere, l'hanno proprio sostituito.Quindi questa è un po' la trama del film. Perché? Perché partiva dal presupposto che la nostra vera essenza, quello che noi siamo dentro, non cambia: a distanza di tanto tempo rimane sempre uguale. E questo mi è venuto in mente perché? Perché pensavo ai piccoli gesti che caratterizzano chi siamo.Ho pensato ai miei piccoli gesti, spero di non trovarmi mai davanti alla situazione dell'attentato, però ci sono i piccoli gesti che mi caratterizzano e stamattina ci stavo riflettendo. Ad esempio: la notte guardo la tv e di solito ho le scarpe da casa, quando vado a letto, sempre, ma non me ne accorgo sul momento, lascio le scarpe lì davanti alla tv e vado al bagno e poi a letto scalza. E quindi ogni mattina io mi sveglio, mi alzo e la prima cosa che faccio è andare alla tv a recuperare le scarpe, le ciabatte da casa.Io non lo so perché questo succede. Non so perché la notte proprio non mi viene per niente in mente di portarmi dietro le scarpe, anche se è inverno, anche se il pavimento è freddo, anche se non ho le calze. Non mi accorgo, consciamente, la sera che sto camminando scalza e vado al bagno e poi vado a letto, e ogni mattina invece so, ah, le scarpe, non ci sono, uff! pavimento freddo, vado a recuperarmi le scarpe.Sì, ci sono molti di questi gesti che faccio inconsciamente, più o meno, e che mi caratterizzano. Quindi secondo me, se doveste mai decidere che io potrei essere stata scambiata con qualcun altro, se volete sapere se sono veramente io, mettetemi in questa situazione: se lascio le scarpe e vado scalza al bagno e poi a letto, sapete al 100% che sono effettivamente io.TRANSLATIONIn a movie I saw as a child, an important politician was the subject of an assassination attempt in a restaurant, and when they started shooting he boom! throws himself under the table and the bodyguard intervenes and saves him.Many, many decades later, 30 years, 40 years, anyway a very long time, this foreign power, I don't remember now whether they were Russians, Americans, Chinese I don't know, anyway they had to ascertain whether this important politician was actually him or whether he had been replaced, and so they decide to have him meet with this bodyguard of his to see if 30 years later, 40 years later, if the bodyguard recognised him .What do they do? They put them back in exactly the same situation as the assassination attempt, and then actually one comes in and starts shooting, and the politician...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 482 I sordi nei film</title>
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        <![CDATA[Pare che negli ultimi tempi i film di cassetta abbiano cominciato a presentare trame dove anche i sordi possono raccontare le loro storie senza pietismi. Grazie anche a quel bel film francese, <i>La famiglia Bélier</i>, copiato pari pari dagli statunitensi che l'hanno chiamato <i>CODA</i> (acronimo che significa 'figli di adulti sordi') e ci hanno anche vinto 3 premi oscar. Ben venga se aiuta a destigmatizzare.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b><br><br>Buone notizie per la comunità dei sordi. Se avete mai ascoltato uno dei miei 3 minuti grezzi, saprete che non si dice 'non udenti', così come non si dice 'non vedenti' perché sono persone in positivo che non si devono definire usando il negativo.<br><br>Quindi, dicevo, ottime notizie per la comunità dei sordi perché pare che la rappresentazione dei sordi, almeno nei film hollywoodiani, stia migliorando. È dai tempi di <b><i>Figli di un dio minore</i></b>, un film del 1986, che non si vedeva la rappresentazione dei sordi in modo così positivo. E mi sto riferendo al film che ha vinto tre premi Oscar, il titolo originale era <b><i>CODA</i></b>, che significa 'Child of Deaf Adult', quindi, figlio di un adulto sordo, tra l'altro è un film che gli americani hanno scopiazzato da un divertentissimo film francese, <b><i>La famiglia Bélier</i></b>, del 2014 che aveva esattamente la stessa trama.<br><br>Sì, è stata condotta un'indagine, un sondaggio, sempre tra la comunità dei sordi degli Stati Uniti, e questi hanno detto che effettivamente si sentono maggiormente rappresentati e non sempre in negativo.<br><br>Diciamo che siamo lontano dal momento in cui le persone con una disabilità verranno incluse in modo naturale, senza bisogno che siano lì per parlare della loro disabilità. Già si vede qualche volta nelle serie, sempre statunitensi, non mi ricordo quale serie, ma c'è un'analista che lavora al computer, o che fa le analisi nel laboratorio, questi qua di gente che muore ammazzata e che bisogna scoprire chi è il colpevole, e in una di queste serie ho notato con piacere che la persona addetta a fare le analisi è su una sedia a rotelle, e mai durante il film, il telefilm si è parlato del fatto che sia sulla sedia a rotelle, così come di solito non si parla che una persona ha i capelli rossi o che usa le scarpe a punta.<br><br>Per quanto riguarda invece i film e le serie tv italiane, che confesso vedo molto, molto di rado, però qui in Italia ancora noto una certa reticenza, anzitutto a utilizzare un linguaggio positivo, e tutti continuano a dire 'i non vedenti' perché si vergognano di dire 'ciechi' e poi a far recitare le persone in tutte le loro varietà, così come in tutte le possibili e immaginabili varietà le persone esistono nel mondo reale. Però dai, piano piano ci arriveremo anche noi, noi siamo circa 15 anni in ritardo, però ci arriveremo anche noi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Good news for the deaf community. If you have ever listened to any of my 3-raw-minute podcast, you will know that you shouldn't say 'unable to listen' just as you shouldn't say 'unable to see' as they are people in the positive who should not be defined using the negative.<br><br>So, as I was saying, very good news for the deaf community because it seems that the representation of the deaf, at least in Hollywood movies, is improving. It has been since <i><b>Children of a Lesser God</b></i>, a 1986 film, that we have not seen the portrayal of the deaf in such a positive way. And I'm referring to the movie that won three Oscars, the original title was <b><i>CODA</i></b> which means 'Child of Deaf Adult,' by the way it's a movie that the Americans copied from a very entertaining French movie, <b><i>The Bélier Family</i></b> from 2014 that had exactly the same plot.<br><br>Yes, a survey was conducted, this too among the deaf community in the United States, and they said that they actually feel more represented and not always in a negative way.<br><br>Let's say we are far from the time when people with a disability will be included naturally, without needing them to be there to talk about their disability. Already you see it a few times in TV series, always U.S., I can't remember which series, but there is an analyst working on computers, or in the laboratory, you know, the shows where people are murdered and they find out the murderer, and in one of these series I noticed with pleasure that the person in charge of doing the analysis is in a wheelchair, and never during the movie, the TV show was there any mention of the fact that she is in a wheelchair, just as usually there is no mention that a person has red hair or uses pointy shoes.<br><br>On the other hand, as far as Italian movies and TV series are concerned, which I confess I see very, very seldom, anyway, here in Italy I still notice a certain reticence, first of all to use positive language, and everyone keeps saying 'unable to see' because they are ashamed to say 'blind' and then to allow people to act in all their varieties, just as in all possible and imaginable varieties of people exist in the real world. You'll see, slowly slowly we will get there too, we are just about 15 years late, but we'll get there eventually.<br><br><b>LINK</b><br><b>3' grezzi Ep. 161 Ciechi </b>dove spiego perché 'cieco' e non 'non vedente' <a href="https://www.spreaker.com/episode/45281453" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/episode/45281453</a><br><b> CODA</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/CODA_-_I_segni_del_cuore" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/CODA_-_I_segni_del_cuore</a><br><b>La famiglia Bélier</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_famiglia_B%C3%A9lier" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/La_famiglia_B%C3%A9lier</a><br><b>Figli di un dio minore </b><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Figli_di_un_dio_minore" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Figli_di_un_dio_minore</a><br><b>Lo studio sulla rappresentazione dei sordi nei film </b><a href="https://downloads.ctfassets.net/4ivt4uy3jinr/6TDIhMpZdL9iILN2CcNnbn/3e601d88e31a0c00c7c3487d2e72497c/Deaf_Representation_Report.pdf" rel="noreferrer noopener">https://downloads.ctfassets.net/4ivt4uy3jinr/6TDIhMpZdL9iILN2CcNnbn/3e601d88e31a0c00c7c3487d2e72497c/Deaf_Representation_Report.pdf</a><br><b>Un articolo su Variety dedicato all'argomento </b><a href="https://variety.com/2023/film/news/deaf-representation-hollywood-animation-video-games-kids-tv-1235582543/" rel="noreferrer noopener">https://variety.com/2023/film/news/deaf-representation-hollywood-animation-video-games-kids-tv-1235582543/</a>]]>
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È dai tempi di <b><i>Figli di un dio minore</i></b>, un film del 1986, che non si vedeva la rappresentazione dei sordi in modo così positivo. E mi sto riferendo al film che ha vinto tre premi Oscar, il titolo originale era <b><i>CODA</i></b>, che significa 'Child of Deaf Adult', quindi, figlio di un adulto sordo, tra l'altro è un film che gli americani hanno scopiazzato da un divertentissimo film francese, <b><i>La famiglia Bélier</i></b>, del 2014 che aveva esattamente la stessa trama.<br><br>Sì, è stata condotta un'indagine, un sondaggio, sempre tra la comunità dei sordi degli Stati Uniti, e questi hanno detto che effettivamente si sentono maggiormente rappresentati e non sempre in negativo.<br><br>Diciamo che siamo lontano dal momento in cui le persone con una disabilità verranno incluse in modo naturale, senza bisogno che siano lì per parlare della loro disabilità. Già si vede qualche volta nelle serie, sempre statunitensi, non mi ricordo quale serie, ma c'è un'analista che lavora al computer, o che fa le analisi nel laboratorio, questi qua di gente che muore ammazzata e che bisogna scoprire chi è il colpevole, e in una di queste serie ho notato con piacere che la persona addetta a fare le analisi è su una sedia a rotelle, e mai durante il film, il telefilm si è parlato del fatto che sia sulla sedia a rotelle, così come di solito non si parla che una persona ha i capelli rossi o che usa le scarpe a punta.<br><br>Per quanto riguarda invece i film e le serie tv italiane, che confesso vedo molto, molto di rado, però qui in Italia ancora noto una certa reticenza, anzitutto a utilizzare un linguaggio positivo, e tutti continuano a dire 'i non vedenti' perché si vergognano di dire 'ciechi' e poi a far recitare le persone in tutte le loro varietà, così come in tutte le possibili e immaginabili varietà le persone esistono nel mondo reale. Però dai, piano piano ci arriveremo anche noi, noi siamo circa 15 anni in ritardo, però ci arriveremo anche noi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Good news for the deaf community. If you have ever listened to any of my 3-raw-minute podcast, you will know that you shouldn't say 'unable to listen' just as you shouldn't say 'unable to see' as they are people in the positive who should not be defined using the negative.<br><br>So, as I was saying, very good news for the deaf community because it seems that the representation of the deaf, at least in Hollywood movies, is improving. It has been since <i><b>Children of a Lesser God</b></i>, a 1986 film, that we have not seen the portrayal of the deaf in such a positive way. And I'm referring to the movie that won three Oscars, the original title was <b><i>CODA</i></b> which means 'Child of Deaf Adult,' by the way it's a movie that the Americans copied from a very entertaining French movie, <b><i>The Bélier Family</i></b> from 2014 that had exactly the same plot.<br><br>Yes, a survey was conducted, this too among the deaf community in the United States, and they said that they actually feel more represented and not always in a negative way.<br><br>Let's say we are far from the time when people with a disability will be included naturally, without needing them to be there to talk about their disability. 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      <pubDate>Thu, 27 Apr 2023 05:15:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 481 Quando ti scappa al cinema</title>
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        <![CDATA[Siete al cinema che vi godete il film e improvvisamente vi viene voglia di andare a fare la pipì. Che fare? Resistere stoicamente oppure incrociare le dita e sperare di non perdersi la scena clou? Niente paura, perché ho trovato per voi un sito che vi dice esattamente quando andare a fare pipì senza perdere i colpi di scena. Tutti i link in fondo alla pagina.<br><br><b>TRADUZIONE [ENG translation below]</b><br><br>Vi ho già parlato diverse volte di funzioni corporee nel corso dei miei 3 minuti grezzi. Qualche giorno fa ho parlato anche dell'andare al cinema e di come il popcorn sia diventato il cibo preferito quando si va al cinema. Oggi rimango in tema di funzioni corporee e di cinema perché ho scoperto un sito interamente dedicato a raccomandare alle persone che vanno al cinema quando è il momento migliore per andare a fare pipì durante un film.<br>Non ci sono spoilers, quindi non racconta passaggi importanti della trama, non rivela niente di che, però fa presente alle persone che vanno al cinema, ecco, se andate a vedere questo film potete andare a fare pipì in questo moment e in quest'altro momento, perché succede poco.<br>Capita spesso, soprattutto quando si va al cinema coi bambini, che i bambini abbiano voglia di fare pipì, e capita anche che con un film che dura 2 ore e mezzo, 3 ore, anche gli adulti, nonostante siano andati al gabinetto prima di uscire per andare al cinema, abbiano la necessità di recarsi al gabinetto anche durante il film.<br>Ma è sempre un momento imbarazzante, perché, soprattutto se il film è coinvolgente, non si vuole perdere niente. Però quando natura chiama bisogna rispondere.<br>Per curiosità sono andata a vedere un po' i film di cui dove ci sono le raccomandazioni per gli orari per andare in bagno, e non sono solo film per bambini, anzi. Incuriosita sono andata a vedere quando si può andare a fare la pipì durante il film Bullet Train, che è un film di cui ho parlato, ho letto, vi ho parlato anche del libro, che è divertentissimo, spassosissimo. Un film lungo più di 2 ore.<br>Sono andata a controllare perché è un film con un ritmo serratissimo, proprio così come il libro, succedono un sacco di cose a tutti i momenti. Infatti mi chiedo, ma come si fa ad andare a fare pipì durante Bullet Train? Quando vai vai, anche se vai durante la sigla ti perdi qualcosa.<br>E infatti nel sito indica due, tre momenti quando si può andare a fare pipì, però ripete diverse volte, guardate che Bullet Train è un film pieno pieno piano d'azione, quindi quando andate andate, qualcosa la perdete.<br>E poi mi piace anche il fatto che nel sito si ricordi, mi raccomando, ricordatevi di lavarvi le mani perché non è perché fai le cose di corsa, perché devi tornare in sala, poi non ti lavi le mani. Per carità, lavatevi le mani sempre dopo che andate al gabinetto.<br>No, è un sito interessante, dubito che lo userò. Però mi piace. Mi ha fatto piacere trovarlo, una curiosità vi metto naturalmente tutti i link sia dei miei vecchi 3 minuti dove ho parlato dei vari argomenti che vi ho detto e naturalmente anche il link al sito che vi dirà quando potete andare a fare pipì in tutta tranquillità.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>I have already told you several times about bodily functions in the course of my 3-raw minute podcast. A few days ago I also talked about going to the movies and how popcorn has become the food of choice when going to the movies. Today I'm staying on the topic of bodily functions and movies because I discovered a site entirely devoted to recommending to people who go to the movies when is the best time to go pee during a movie.<br>There are no spoilers, so it doesn't tell important plot passages, it doesn't reveal anything much, however, it does point out movie goers, here, if you go to see this movie you can go pee at this moment and at this other moment, because very little happens.<br>It often happens, especially when going to the movies with children, that children want to pee, and it also happens that with a movie that lasts 2.5 or 3 hours, even adults, despite having gone to the toilet before leaving to go to the movies, have the need to go to the toilet during the movie as well.<br>But it is always an awkward moment, because, especially if the movie is engaging, you don't want to miss anything. However, when nature calls one must answer.<br>Out of curiosity, I went to check some of the movies mentioned where there are recommendations for times to go to the bathroom, and they are not just children's movies, quite the contrary. Intrigued, I went to see when you can go pee during the movie Bullet Train, which is a movie I've talked about, I've read about, I've also told you about the book, which is really funny, hilarious. A film more than 2 hours long.<br>I went to check it out because it's a fast paced movie, just like the book, a lot of things happen at all times. In fact, I wonder, how can you go pee during Bullet Train? Nomatter when you go, even if you go during the theme song, you'll miss something.<br>And in fact in the website they give two, three moments when you can go pee, however they warn several times, look, Bullet Train is an action packed movie, so no matter when you go, you are going to miss something.<br>And then I also like the fact that in the site they remind you, be sure to remember to wash your hands because it's not that because you do things in a hurry, because you have to go back to the room, then you don't wash your hands. For goodness sake, always wash your hands after you go to the toilet.<br>Well, it is an interesting site, I doubt I will use it. I like it, though. I was glad to find it, a curiosity. I will of course put you all the links both of my old 3 minutes where I talked about the various topics I mentioned and of course also the link to the site that will tell you when you can go pee quietly.<br><br><br><br><b>LINK</b><br><b>Il sito che vi dice quando potete andare a fare pipì durante il film</b> <a href="https://noguiltfangirl.com/when-can-you-pee-during-the-movies/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email" rel="noreferrer noopener">https://noguiltfangirl.com/when-can-you-pee-during-the-movies/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email</a><br><br><b>Ep. 375 Libri giapponesi con numeri </b>dove parlo di Bullet Train <a href="https://www.spreaker.com/episode/52398909" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/episode/52398909</a><br><br><b>Ep. 461 Defecare è tabù (ma perché?)</b> dove parlo di funzioni corporee <a href="https://www.spreaker.com/episode/53459207" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/episode/53459207</a><br><br><b>Ep. 479 Perché i popcorn al cinema? </b>dove parlo di cinema e popcorn <a href="https://www.spreaker.com/episode/53622404" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/episode/53622404</a><br><br>]]>
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        <![CDATA[Siete al cinema che vi godete il film e improvvisamente vi viene voglia di andare a fare la pipì. Che fare? Resistere stoicamente oppure incrociare le dita e sperare di non perdersi la scena clou? Niente paura, perché ho trovato per voi un sito che vi dice esattamente quando andare a fare pipì senza perdere i colpi di scena. Tutti i link in fondo alla pagina.<br><br><b>TRADUZIONE [ENG translation below]</b><br><br>Vi ho già parlato diverse volte di funzioni corporee nel corso dei miei 3 minuti grezzi. Qualche giorno fa ho parlato anche dell'andare al cinema e di come il popcorn sia diventato il cibo preferito quando si va al cinema. Oggi rimango in tema di funzioni corporee e di cinema perché ho scoperto un sito interamente dedicato a raccomandare alle persone che vanno al cinema quando è il momento migliore per andare a fare pipì durante un film.<br>Non ci sono spoilers, quindi non racconta passaggi importanti della trama, non rivela niente di che, però fa presente alle persone che vanno al cinema, ecco, se andate a vedere questo film potete andare a fare pipì in questo moment e in quest'altro momento, perché succede poco.<br>Capita spesso, soprattutto quando si va al cinema coi bambini, che i bambini abbiano voglia di fare pipì, e capita anche che con un film che dura 2 ore e mezzo, 3 ore, anche gli adulti, nonostante siano andati al gabinetto prima di uscire per andare al cinema, abbiano la necessità di recarsi al gabinetto anche durante il film.<br>Ma è sempre un momento imbarazzante, perché, soprattutto se il film è coinvolgente, non si vuole perdere niente. Però quando natura chiama bisogna rispondere.<br>Per curiosità sono andata a vedere un po' i film di cui dove ci sono le raccomandazioni per gli orari per andare in bagno, e non sono solo film per bambini, anzi. Incuriosita sono andata a vedere quando si può andare a fare la pipì durante il film Bullet Train, che è un film di cui ho parlato, ho letto, vi ho parlato anche del libro, che è divertentissimo, spassosissimo. Un film lungo più di 2 ore.<br>Sono andata a controllare perché è un film con un ritmo serratissimo, proprio così come il libro, succedono un sacco di cose a tutti i momenti. Infatti mi chiedo, ma come si fa ad andare a fare pipì durante Bullet Train? Quando vai vai, anche se vai durante la sigla ti perdi qualcosa.<br>E infatti nel sito indica due, tre momenti quando si può andare a fare pipì, però ripete diverse volte, guardate che Bullet Train è un film pieno pieno piano d'azione, quindi quando andate andate, qualcosa la perdete.<br>E poi mi piace anche il fatto che nel sito si ricordi, mi raccomando, ricordatevi di lavarvi le mani perché non è perché fai le cose di corsa, perché devi tornare in sala, poi non ti lavi le mani. Per carità, lavatevi le mani sempre dopo che andate al gabinetto.<br>No, è un sito interessante, dubito che lo userò. Però mi piace. Mi ha fatto piacere trovarlo, una curiosità vi metto naturalmente tutti i link sia dei miei vecchi 3 minuti dove ho parlato dei vari argomenti che vi ho detto e naturalmente anche il link al sito che vi dirà quando potete andare a fare pipì in tutta tranquillità.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>I have already told you several times about bodily functions in the course of my 3-raw minute podcast. A few days ago I also talked about going to the movies and how popcorn has become the food of choice when going to the movies. Today I'm staying on the topic of bodily functions and movies because I discovered a site entirely devoted to recommending to people who go to the movies when is the best time to go pee during a movie.<br>There are no spoilers, so it doesn't tell important plot passages, it doesn't reveal anything much, however, it does point out movie goers, here, if you go to see this movie you can go pee at this moment and at this other moment, because very little happens.<br>It often happens, especially when going to the movies with children, that children want to pee, and it also happens that with a movie that lasts 2.5 or 3 hours, even adults, despite having gone to the toilet before leaving to go to the movies, have the need to go to the toilet during the movie as well.<br>But it is always an awkward moment, because, especially if the movie is engaging, you don't want to miss anything. However, when nature calls one must answer.<br>Out of curiosity, I went to check some of the movies mentioned where there are recommendations for times to go to the bathroom, and they are not just children's movies, quite the contrary. Intrigued, I went to see when you can go pee during the movie Bullet Train, which is a movie I've talked about, I've read about, I've also told you about the book, which is really funny, hilarious. A film more than 2 hours long.<br>I went to check it out because it's a fast paced movie, just like the book, a lot of things happen at all times. In fact, I wonder, how can you go pee during Bullet Train? Nomatter when you go, even if you go during the theme song, you'll miss something.<br>And in fact in the website they give two, three moments when you can go pee, however they warn several times, look, Bullet Train is an action packed movie, so no matter when you go, you are going to miss something.<br>And then I also like the fact that in the site they remind you, be sure to remember to wash your hands because it's not that because you do things in a hurry, because you have to go back to the room, then you don't wash your hands. For goodness sake, always wash your hands after you go to the toilet.<br>Well, it is an interesting site, I doubt I will use it. I like it, though. I was glad to find it, a curiosity. I will of course put you all the links both of my old 3 minutes where I talked about the various topics I mentioned and of course also the link to the site that will tell you when you can go pee quietly.<br><br><br><br><b>LINK</b><br><b>Il sito che vi dice quando potete andare a fare pipì durante il film</b> <a href="https://noguiltfangirl.com/when-can-you-pee-during-the-movies/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email" rel="noreferrer noopener">https://noguiltfangirl.com/when-can-you-pee-during-the-movies/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email</a><br><br><b>Ep. 375 Libri giapponesi con numeri </b>dove parlo di Bullet Train <a href="https://www.spreaker.com/episode/52398909" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/episode/52398909</a><br><br><b>Ep. 461 Defecare è tabù (ma perché?)</b> dove parlo di funzioni corporee <a href="https://www.spreaker.com/episode/53459207" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/episode/53459207</a><br><br><b>Ep. 479 Perché i popcorn al cinema? </b>dove parlo di cinema e popcorn <a href="https://www.spreaker.com/episode/53622404" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/episode/53622404</a><br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 26 Apr 2023 05:14:16 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 480 Dr Drer CRC Posse</title>
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        <![CDATA[Una mattina iniziata in modo anomalo, dopo aver fatto le ore piccole ballando e cantando le canzoni del Dr. Drer CRC Posse al Roxy Bar, dove tra l'altro ho incontrato amiche e amici che non vedevo da secoli e ne ho conosciuto altri da tutt ele parti del mondo. Insomma, una tipica notte cagliaritana. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>Le mie mattine di solito sono organizzate come un orologio svizzero. Mi alzo sempre molto presto e diciamo che per le nove del mattino ho già fatto colazione ho letto le mie email, ho registrato i 3 minuti grezzi, ho tradotto i 3 minuti grezzi e ho anche preparato la traduzione con i sottotitoli che scorrono in inglese, così che venga pubblicata automaticamente alle undici sul canale YouTube.<br><br>Quindi a quest'ora di solito, adesso che sto registrando sono le 11:08, a quest'ora è da mò che ho fatto tutte le cose, mi sto dedicando al lavoro, le altre attività che devo fare durante la giornata.<br>Oggi invece mi ritrovo a registrare così tardi, è anche festa, è il 25 aprile, quindi non ho impegni lavorativi, perché? Perché ieri notte sono tornata a casa abbastanza tardi. Dopo essere tornata a casa abbastanza tardi mi sono messa a leggere un libro avvincente e sono rimasta a leggere fino alle due e mezza del mattino e quindi stamattina mi sono svegliata decisamente tardi.<br><br>Ieri sono uscita inaspettatamente dopo cena, tra l'altro da sola, dopo che la mia amica Manu mi ha mandato un messaggio dicendo, sto andando al <b>Roxy Bar</b>, vieni? E io sono andata, e lì c'era il concerto di <b>dr.drer</b>, che vi metto il link alla fine della pagina.<br><br>Io le sue canzoni sì, le conosco, ma non benissimo, fa una specie di raggamuffin, usando la lingua sarda e parlando di temi importanti per noi che in Sardegna ci viviamo.<br><br>Quello che mi ha sorpreso è... Anzitutto sono arrivata lì ed era strapieno di gente. Ieri era una serata molto calda, non dico estiva, perché siamo ancora ad aprile, però si poteva stare tranquillamente fuori a bere.<br><br>Quando sono arrivata al Roxy Bar era strapieno di gente, tant'è che ho dovuto mandare un messaggio alla mia amica Manu, ma dove sei? Non ti vedo? E dentro c'era il concerto di dr.drer ed era pieno zeppo di giovani che non solo ballavano, ma anche cantavano e conoscevano a memoria tutte le canzoni del dr.drer. Anche io mi sono buttata nella mischia perché a me piace moltissimo ballare.<br><br>Eh sì. E stamattina mi sono svegliata canticchiando le canzoni del dr.drer, che ora dovrò andare a comprarmi qualche album, anche per supportare gli artisti locali che lo meritano.<br>Quindi sì, giornata assolutamente fuori dal comune per me. Avevo anche degli appuntamenti telefonici con un'amica che ho rimandato perché adesso appena finisco di registrare monto tutto, metto online e poi vado a fare una bella passeggiata perché fuori c'è un sole fantastico e devo sgranchirmi le gambe perché sono ancora un po' tutta tutta incriccata della notte. Comunque viva il 25 aprile e viva il dr.drer.<br><br><br><br>TRANSLATION<br><br>My mornings are usually organized like a Swiss watch. I always get up very early, and let's say that by nine o'clock in the morning I have already had my breakfast, I have read my emails, I have recorded the 3 raw minutes podcast, I have translated the 3 raw minutes, and I have also prepared the translation with the subtitles scrolling in English so that it is automatically posted at eleven o'clock on my YouTube channel.<br><br>So at this time usually, now that I'm recording it's 11:08, by this time I've done these things long ago, I'm getting into work, into the other activities that I have to do during the day.<br><br>But today I find myself recording so late, it's also holiday, it's April 25, so I have no work commitments, why? Because I got home quite late last night. After coming home quite late, I started reading a compelling book and stayed reading until 2:30 in the morning, so I woke up definitely late this morning.<br><br>Yesterday I unexpectedly went out after dinner, by the way alone, after my friend Manu texted me saying, I'm going to the <b>Roxy Bar</b>, are you coming? And I went, and there was <b>dr.drer</b> concert there, and I will put the link at the end of the page.<br><br>I do know his songs, yes, but not very well, he does a kind of raggamuffin, using the Sardinian language and talking about issues that are important to us living in Sardinia.<br><br>What surprised me was ... First of all, I got there and it was packed. Yesterday was a very warm evening, I won't say summer, because we are still in April, however, one could leisurely stay out drinking.<br><br>When I arrived at the Roxy Bar it was packed, so much so that I had to text my friend Manu, but where are you? Can't see you? And inside was dr.drer's concert and it was packed with young people who not only danced but also sang and knew all dr.drer's songs by heart. I also jumped into the fray because I like dancing very much.<br><br>Yes. And this morning I woke up humming dr.drer's songs, I will now go and buy some albums, also to support local artists who deserve it.<br><br>So yes, absolutely out of the ordinary day for me. I also had some phone appointments with a friend that I postponed because now as soon as I finish recording I'm going to edit everything, put it online and then go for a nice walk because it's great sunshine outside and I need to stretch my legs because I'm still a little bit all cracked up from the night. Anyway, long live April 25 and long live dr.drer.<br><br>LINK<br><b>Il canale di Dr Drer CRC Posse</b> <a href="https://www.youtube.com/@crcposselive" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/@crcposselive</a><br><b>Il Roxy Bar di Cagliari </b><a href="https://www.facebook.com/people/Roxy-Bar-Cagliari/100057297796332/" rel="noreferrer noopener">https://www.facebook.com/people/Roxy-Bar-Cagliari/100057297796332/</a>]]>
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Mi alzo sempre molto presto e diciamo che per le nove del mattino ho già fatto colazione ho letto le mie email, ho registrato i 3 minuti grezzi, ho tradotto i 3 minuti grezzi e ho anche preparato la traduzione con i sottotitoli che scorrono in inglese, così che venga pubblicata automaticamente alle undici sul canale YouTube.<br><br>Quindi a quest'ora di solito, adesso che sto registrando sono le 11:08, a quest'ora è da mò che ho fatto tutte le cose, mi sto dedicando al lavoro, le altre attività che devo fare durante la giornata.<br>Oggi invece mi ritrovo a registrare così tardi, è anche festa, è il 25 aprile, quindi non ho impegni lavorativi, perché? Perché ieri notte sono tornata a casa abbastanza tardi. Dopo essere tornata a casa abbastanza tardi mi sono messa a leggere un libro avvincente e sono rimasta a leggere fino alle due e mezza del mattino e quindi stamattina mi sono svegliata decisamente tardi.<br><br>Ieri sono uscita inaspettatamente dopo cena, tra l'altro da sola, dopo che la mia amica Manu mi ha mandato un messaggio dicendo, sto andando al <b>Roxy Bar</b>, vieni? E io sono andata, e lì c'era il concerto di <b>dr.drer</b>, che vi metto il link alla fine della pagina.<br><br>Io le sue canzoni sì, le conosco, ma non benissimo, fa una specie di raggamuffin, usando la lingua sarda e parlando di temi importanti per noi che in Sardegna ci viviamo.<br><br>Quello che mi ha sorpreso è... Anzitutto sono arrivata lì ed era strapieno di gente. Ieri era una serata molto calda, non dico estiva, perché siamo ancora ad aprile, però si poteva stare tranquillamente fuori a bere.<br><br>Quando sono arrivata al Roxy Bar era strapieno di gente, tant'è che ho dovuto mandare un messaggio alla mia amica Manu, ma dove sei? Non ti vedo? E dentro c'era il concerto di dr.drer ed era pieno zeppo di giovani che non solo ballavano, ma anche cantavano e conoscevano a memoria tutte le canzoni del dr.drer. Anche io mi sono buttata nella mischia perché a me piace moltissimo ballare.<br><br>Eh sì. E stamattina mi sono svegliata canticchiando le canzoni del dr.drer, che ora dovrò andare a comprarmi qualche album, anche per supportare gli artisti locali che lo meritano.<br>Quindi sì, giornata assolutamente fuori dal comune per me. Avevo anche degli appuntamenti telefonici con un'amica che ho rimandato perché adesso appena finisco di registrare monto tutto, metto online e poi vado a fare una bella passeggiata perché fuori c'è un sole fantastico e devo sgranchirmi le gambe perché sono ancora un po' tutta tutta incriccata della notte. Comunque viva il 25 aprile e viva il dr.drer.<br><br><br><br>TRANSLATION<br><br>My mornings are usually organized like a Swiss watch. I always get up very early, and let's say that by nine o'clock in the morning I have already had my breakfast, I have read my emails, I have recorded the 3 raw minutes podcast, I have translated the 3 raw minutes, and I have also prepared the translation with the subtitles scrolling in English so that it is automatically posted at eleven o'clock on my YouTube channel.<br><br>So at this time usually, now that I'm recording it's 11:08, by this time I've done these things long ago, I'm getting into work, into the other activities that I have to do during the day.<br><br>But today I find myself recording so late, it's also holiday, it's April 25, so I have no work commitments, why? Because I got home quite late last night. After coming home quite late, I started reading a compelling book and stayed reading until 2:30 in the morning, so I woke up definitely late this morning.<br><br>Yesterday I unexpectedly went out after dinner, by the way alone, after my friend Manu texted me saying, I'm going to the <b>Roxy Bar</b>, are you coming? And I went, and there was <b>dr.drer</b> concert there, and I will put the link at the end of the page.<br><br>I do know his songs, yes, but not very well, he does a kind of raggamuffin, using the Sardinian language and talking about issues that are important to us living in Sardinia.<br><br>What surprised me was ... First of all, I got there and it was packed. Yesterday was a very warm evening, I won't say summer, because we are still in April, however, one could leisurely stay out drinking.<br><br>When I arrived at the Roxy Bar it was packed, so much so that I had to text my friend Manu, but where are you? Can't see you? And inside was dr.drer's concert and it was packed with young people who not only danced but also sang and knew all dr.drer's songs by heart. I also jumped into the fray because I like dancing very much.<br><br>Yes. And this morning I woke up humming dr.drer's songs, I will now go and buy some albums, also to support local artists who deserve it.<br><br>So yes, absolutely out of the ordinary day for me. I also had some phone appointments with a friend that I postponed because now as soon as I finish recording I'm going to edit everything, put it online and then go for a nice walk because it's great sunshine outside and I need to stretch my legs because I'm still a little bit all cracked up from the night. Anyway, long live April 25 and long live dr.drer.<br><br>LINK<br><b>Il canale di Dr Drer CRC Posse</b> <a href="https://www.youtube.com/@crcposselive" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/@crcposselive</a><br><b>Il Roxy Bar di Cagliari </b><a href="https://www.facebook.com/people/Roxy-Bar-Cagliari/100057297796332/" rel="noreferrer noopener">https://www.facebook.com/people/Roxy-Bar-Cagliari/100057297796332/</a>]]>
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      <pubDate>Tue, 25 Apr 2023 09:40:56 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Una mattina iniziata in modo anomalo, dopo aver fatto le ore piccole ballando e cantando le canzoni del Dr. Drer CRC Posse al Roxy Bar, dove tra l'altro ho incontrato amiche e amici che non vedevo da secoli e ne ho conosciuto altri da tutt ele parti del mondo. Insomma, una tipica notte cagliaritana. TRASCRIZIONE [Eng translation below]Le mie mattine di solito sono organizzate come un orologio svizzero. Mi alzo sempre molto presto e diciamo che per le nove del mattino ho già fatto colazione ho letto le mie email, ho registrato i 3 minuti grezzi, ho tradotto i 3 minuti grezzi e ho anche preparato la traduzione con i sottotitoli che scorrono in inglese, così che venga pubblicata automaticamente alle undici sul canale YouTube.Quindi a quest'ora di solito, adesso che sto registrando sono le 11:08, a quest'ora è da mò che ho fatto tutte le cose, mi sto dedicando al lavoro, le altre attività che devo fare durante la giornata.Oggi invece mi ritrovo a registrare così tardi, è anche festa, è il 25 aprile, quindi non ho impegni lavorativi, perché? Perché ieri notte sono tornata a casa abbastanza tardi. Dopo essere tornata a casa abbastanza tardi mi sono messa a leggere un libro avvincente e sono rimasta a leggere fino alle due e mezza del mattino e quindi stamattina mi sono svegliata decisamente tardi.Ieri sono uscita inaspettatamente dopo cena, tra l'altro da sola, dopo che la mia amica Manu mi ha mandato un messaggio dicendo, sto andando al Roxy Bar, vieni? E io sono andata, e lì c'era il concerto di dr.drer, che vi metto il link alla fine della pagina.Io le sue canzoni sì, le conosco, ma non benissimo, fa una specie di raggamuffin, usando la lingua sarda e parlando di temi importanti per noi che in Sardegna ci viviamo.Quello che mi ha sorpreso è... Anzitutto sono arrivata lì ed era strapieno di gente. Ieri era una serata molto calda, non dico estiva, perché siamo ancora ad aprile, però si poteva stare tranquillamente fuori a bere.Quando sono arrivata al Roxy Bar era strapieno di gente, tant'è che ho dovuto mandare un messaggio alla mia amica Manu, ma dove sei? Non ti vedo? E dentro c'era il concerto di dr.drer ed era pieno zeppo di giovani che non solo ballavano, ma anche cantavano e conoscevano a memoria tutte le canzoni del dr.drer. Anche io mi sono buttata nella mischia perché a me piace moltissimo ballare.Eh sì. E stamattina mi sono svegliata canticchiando le canzoni del dr.drer, che ora dovrò andare a comprarmi qualche album, anche per supportare gli artisti locali che lo meritano.Quindi sì, giornata assolutamente fuori dal comune per me. Avevo anche degli appuntamenti telefonici con un'amica che ho rimandato perché adesso appena finisco di registrare monto tutto, metto online e poi vado a fare una bella passeggiata perché fuori c'è un sole fantastico e devo sgranchirmi le gambe perché sono ancora un po' tutta tutta incriccata della notte. Comunque viva il 25 aprile e viva il dr.drer.TRANSLATIONMy mornings are usually organized like a Swiss watch. I always get up very early, and let's say that by nine o'clock in the morning I have already had my breakfast, I have read my emails, I have recorded the 3 raw minutes podcast, I have translated the 3 raw minutes, and I have also prepared the translation with the subtitles scrolling in English so that it is automatically posted at eleven o'clock on my YouTube channel.So at this time usually, now that I'm recording it's 11:08, by this time I've done these things long ago, I'm getting into work, into the other activities that I have to do during the day.But today I find myself recording so late, it's also holiday, it's April 25, so I have no work commitments, why? Because I got home quite late last night. After coming home quite late, I started reading a compelling book and stayed reading...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Una mattina iniziata in modo anomalo, dopo aver fatto le ore piccole ballando e cantando le canzoni del Dr. Drer CRC Posse al Roxy Bar, dove tra l'altro ho incontrato amiche e amici che non vedevo da secoli e ne ho conosciuto altri da tutt ele parti del m</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 479 Perché i popcorn al cinema?</title>
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        <![CDATA[Con tutte le cose che si potrebbero sgranocchiare al cinema (ma non vicino a me, per favore, detesto chi fa rumore al cinema), perché i popcorn sono così onnipresenti da essere diventati il simbolo dell'andare al cinema? <br><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Mi ricordo ancora la prima volta che ho incontrato il popcorn dolce. Io avevo sempre e solo visto il popcorn come una cosa salata, anche quando li facevamo a casa in una padella, poi mia mamma ci metteva il sale e li mangiavamo così, salati. Invece poi uscendo fuori dall'Italia ho incontrato il popcorn dolce, con varie salsette, anche molto buone tra l'altro al caramello, all'arachide, peanut butter, alla cioccolata, la vaniglia e anche di diversi colori perché mettono anche dei coloranti.<br><br>Complice anche un video che ho visto su Ted Talk, mi sono incuriosita sulle origini del popcorn e com'è che sia finito dentro i cinema, com'è che dentro il cinema si mangia popcorn e non si mangiano ad esempio patatine, o meglio, se si mangiano però non nelle quantità con cui si mangiano i popcorn,<br>Tant'è che il popcorn è diventato esso stesso un simbolo di andare al cinema, spesso il simbolo del cinema è un cartoccio di popcorn con le strisce bianche e rosse, li avrete visti sicuramente anche voi.<br>Una cosa interessante è che agli inizi dei tempi, i cinema rifiutavano di vendere il popcorn, almeno negli Stati Uniti, perché immaginavano che il cinema fosse una continuazione del teatro, quindi una cosa per gente ricca, per gente importante, e il popcorn invece veniva visto come un cibo dei poveracci, anche complice il fatto che all'epoca il cinema era muto, quindi se non sapevi leggere non ci capivi niente.<br><br>Si dovette aspettare fino alla crisi del 29, quando la Grande Depressione, che coincise anche con l'introduzione dell'audio nel cinema, del cinema parlato, quindi più gente potè andare al cinema.<br>E allora, appunto, i proprietari delle sale cinematografiche negli Stati Uniti si resero conto che potevano dar da mangiare alla gente il pop corn, che fino ad allora veniva venduto solo nei nelle fiere paesane, al circo e in questi posti che non erano non erano sicuramente al pari del teatro, e allora cominciarono a vendere il popcorn.<br><br>Il popcorn che tutt'oggi viene venduto in tutti i cinema, non credo che venga venduto nei teatri, però viene venduto nel cinema. E una cosa incredibile è che se cucinare, preparare un cartoccio di popcorn costa pochi centesimi, probabilmente meno di 1€, sicuramente meno di 1€, quando vai a comprare il popcorn te lo fanno pagare sei, sette 8€ a cartoccio, quindi ci fanno un guadagno pazzesco.<br><br>Ho letto che nei cinema, sono sempre i numeri che si<br>riferiscono agli Stati Uniti, il 40% del profitto del cinema viene fatto con la vendita di popcorn, a cui viene aumentato il prezzo del 1.000%. Si fa un ricavo del 1.000% sui popcorn. Parlandone mi è venuta voglia di mangiare popcorn.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I still remember the first time I encountered sweet popcorn. I had only ever seen popcorn in the salty version, when we made it at home in a pan, then my mom would put salt on it and we would eat it that way, salted. But then, coming out of Italy I encountered the sweet popcorn, with various sauces, also very good among others caramel, peanut butter, chocolate, vanilla and also different colors, because they also put dyes.<br><br>Due also to a video I saw on Ted Talk, I became curious about the origins of popcorn and how is it that it ended up inside movie theaters, how is it that inside movie theaters you eat popcorn and you don't eat e.g. chips, or rather, if you eat them however not in the quantities with which you eat popcorn,<br>So much so that popcorn has itself become a symbol of going to the movies, often the symbol of going to the movies is a bag of popcorn with red and white stripes, you have surely seen them too.<br><br>One interesting thing is that in the early days, movie theaters refused to sell popcorn, at least in the United States, because they imagined that cinema was a continuation of theater, so something for rich people, for important people, and popcorn instead was seen as a poor man's food, also complicit in the fact that at that time cinema was silent, so if you couldn't read you couldn't understand anything.<br>It had to wait until the crisis of '29, the Great Depression, which also coincided with the introduction of audio in cinema, of spoken cinema, so more people could go to the movies.<br><br>And then, you see, the owners of movie theaters in the United States realized that they could feed people popcorn, which until then had been sold only at country fairs, at the circus, and at these places that were definitely not on par with the theater, and so they began to sell popcorn.<br>The popcorn that to this day is sold in all cinemas, I don't think it is sold in theaters, however, it is sold in cinemas. And one amazing thing is that if cooking, making a popcorn portion costs a few cents, probably less than 1€, definitely less than 1€, when you go to buy popcorn they charge you six, seven 8€ a carton, so they make a crazy profit on it.<br><br>I have read that in cinemas, it is always the numbers that refer to the United States, 40 percent of the cinema's profit is made from the sale of popcorn, to which the price is increased by 1,000 percent. They make 1,000% revenue on popcorn. Talking about it made me want to eat popcorn.<br><br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Con tutte le cose che si potrebbero sgranocchiare al cinema (ma non vicino a me, per favore, detesto chi fa rumore al cinema), perché i popcorn sono così onnipresenti da essere diventati il simbolo dell'andare al cinema? <br><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Mi ricordo ancora la prima volta che ho incontrato il popcorn dolce. Io avevo sempre e solo visto il popcorn come una cosa salata, anche quando li facevamo a casa in una padella, poi mia mamma ci metteva il sale e li mangiavamo così, salati. Invece poi uscendo fuori dall'Italia ho incontrato il popcorn dolce, con varie salsette, anche molto buone tra l'altro al caramello, all'arachide, peanut butter, alla cioccolata, la vaniglia e anche di diversi colori perché mettono anche dei coloranti.<br><br>Complice anche un video che ho visto su Ted Talk, mi sono incuriosita sulle origini del popcorn e com'è che sia finito dentro i cinema, com'è che dentro il cinema si mangia popcorn e non si mangiano ad esempio patatine, o meglio, se si mangiano però non nelle quantità con cui si mangiano i popcorn,<br>Tant'è che il popcorn è diventato esso stesso un simbolo di andare al cinema, spesso il simbolo del cinema è un cartoccio di popcorn con le strisce bianche e rosse, li avrete visti sicuramente anche voi.<br>Una cosa interessante è che agli inizi dei tempi, i cinema rifiutavano di vendere il popcorn, almeno negli Stati Uniti, perché immaginavano che il cinema fosse una continuazione del teatro, quindi una cosa per gente ricca, per gente importante, e il popcorn invece veniva visto come un cibo dei poveracci, anche complice il fatto che all'epoca il cinema era muto, quindi se non sapevi leggere non ci capivi niente.<br><br>Si dovette aspettare fino alla crisi del 29, quando la Grande Depressione, che coincise anche con l'introduzione dell'audio nel cinema, del cinema parlato, quindi più gente potè andare al cinema.<br>E allora, appunto, i proprietari delle sale cinematografiche negli Stati Uniti si resero conto che potevano dar da mangiare alla gente il pop corn, che fino ad allora veniva venduto solo nei nelle fiere paesane, al circo e in questi posti che non erano non erano sicuramente al pari del teatro, e allora cominciarono a vendere il popcorn.<br><br>Il popcorn che tutt'oggi viene venduto in tutti i cinema, non credo che venga venduto nei teatri, però viene venduto nel cinema. E una cosa incredibile è che se cucinare, preparare un cartoccio di popcorn costa pochi centesimi, probabilmente meno di 1€, sicuramente meno di 1€, quando vai a comprare il popcorn te lo fanno pagare sei, sette 8€ a cartoccio, quindi ci fanno un guadagno pazzesco.<br><br>Ho letto che nei cinema, sono sempre i numeri che si<br>riferiscono agli Stati Uniti, il 40% del profitto del cinema viene fatto con la vendita di popcorn, a cui viene aumentato il prezzo del 1.000%. Si fa un ricavo del 1.000% sui popcorn. Parlandone mi è venuta voglia di mangiare popcorn.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I still remember the first time I encountered sweet popcorn. I had only ever seen popcorn in the salty version, when we made it at home in a pan, then my mom would put salt on it and we would eat it that way, salted. But then, coming out of Italy I encountered the sweet popcorn, with various sauces, also very good among others caramel, peanut butter, chocolate, vanilla and also different colors, because they also put dyes.<br><br>Due also to a video I saw on Ted Talk, I became curious about the origins of popcorn and how is it that it ended up inside movie theaters, how is it that inside movie theaters you eat popcorn and you don't eat e.g. chips, or rather, if you eat them however not in the quantities with which you eat popcorn,<br>So much so that popcorn has itself become a symbol of going to the movies, often the symbol of going to the movies is a bag of popcorn with red and white stripes, you have surely seen them too.<br><br>One interesting thing is that in the early days, movie theaters refused to sell popcorn, at least in the United States, because they imagined that cinema was a continuation of theater, so something for rich people, for important people, and popcorn instead was seen as a poor man's food, also complicit in the fact that at that time cinema was silent, so if you couldn't read you couldn't understand anything.<br>It had to wait until the crisis of '29, the Great Depression, which also coincided with the introduction of audio in cinema, of spoken cinema, so more people could go to the movies.<br><br>And then, you see, the owners of movie theaters in the United States realized that they could feed people popcorn, which until then had been sold only at country fairs, at the circus, and at these places that were definitely not on par with the theater, and so they began to sell popcorn.<br>The popcorn that to this day is sold in all cinemas, I don't think it is sold in theaters, however, it is sold in cinemas. And one amazing thing is that if cooking, making a popcorn portion costs a few cents, probably less than 1€, definitely less than 1€, when you go to buy popcorn they charge you six, seven 8€ a carton, so they make a crazy profit on it.<br><br>I have read that in cinemas, it is always the numbers that refer to the United States, 40 percent of the cinema's profit is made from the sale of popcorn, to which the price is increased by 1,000 percent. They make 1,000% revenue on popcorn. Talking about it made me want to eat popcorn.<br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 24 Apr 2023 06:27:37 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 478 Un festival piccolissimo</title>
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        <![CDATA[Riuscire a distillare in una forma minuscola quello che di solito viene presentato in forme più estese è un'operazione che mi ha sempre affascinato,l o stesso podcast che ascoltate adesso è in realtà un micropodcast di appena tre minuti, e nel passato ho creto una serie di micro-racconti di appena 60 secondi. Non poteva quindi non affascinarmi e incuriosirmi l'esperimento che propone un vero e proprio festival in dimensioni microscopiche, intime e personali, infatti il festival mi è arrivato a casa e lo sto visitando proprio adesso. Benvenuti a Micros, il festival piccolissimo ideato e diretto da Rocco Rossitto che, nella sua seconda edizione, espone un'opera di Martino Pietropoli. In fondo alla pagina trovate tutti i link.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>C'è qualcosa di magico che succede quando prendiamo qualcosa che solitamente viene fatto su larga scala e cominciamo a farlo invece su una scala minuscola, microscopica.<br><br>Io ci gioco molto con le dimensioni delle cose che faccio, infatti spesso faccio dei podcast che durano pochissimo, 1 minuto, questo stesso podcast che state ascoltando adesso dura 3 minuti e ce l'ho pure nel titolo.<br><br>È bello quando mi imbatto in qualcun altro che fa più o meno lo stesso discorso, però in altri modi. E questo è quello che è successo quando sono incappata nel festival più piccolo al mondo, credo. Loro non si chiamano così, ma li chiamo io così. Loro si definiscono festival piccolissimo e si chiama <b>Micros</b>. È un'idea di <b>Rocco Rossitto</b>, che ha ideato e creato questo festival itinerante multimediale, personalissimo e che si manifesta sempre in modi diversi e non a cadenza regolare.<br>Io l'ho scoperto da poco e quindi sono riuscita a entrare nella sua seconda edizione che ha visto la distribuzione di una serie di opere artistiche che arrivano direttamente a casa.<br><br>E ieri ho avuto la felicità di trovare nella mia cassetta delle lettere questa bellissima busta rossa con il mio nome scritto sopra, con un font che sembra scritto a macchina, e quando ho aperto la busta ho trovato la mia opera d'arte personalissima: una cartolina illustrata con una fotografia di un artista che io tra l'altro conosco <b>Martino Pietropoli</b>.<br><br>È un'opera intima e personale, quindi solo le persone che ricevono questa cartolina possono vedere la mostra, fanno parte di questa mostra. Immagine che è stata prodotta in numero limitato, la mia immagine è la decima di 100, quindi solo 100 immagini esistono di questa di questa cartolina e io me la sto godendo a casa guardandola.<br><br>È una bellissima fotografia, molto, molto suggestiva, sembra un dipinto, più che una fotografia, e il concetto di questo festival è veramente eccezionale, cioè veramente scappare dalle grandi folle e portare tutto all'intimità, portare tutto dentro casa, dentro le persone e ognuno poi si interpreta la mostra come vuole e si diventa parte attiva di questo circuito.<br><br>E mi piace anche l'idea di collegare le persone tra di loro e di avere un rapporto diretto, uno a uno, tra artista, ideatore e fruitore.<br><br>Mi piace molto e sono molto, molto, molto felice di essere riuscita a entrare a far parte di questo di questo circuito. Vi metto naturalmente tutti i link e tutte le descrizioni nelle note del programma e invito anche voi a immergervi nel micro, anzi nel <b>Micros</b>.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There is something magical that happens when we take something that is usually done on a large scale and start doing it instead on a tiny, microscopic scale.<br><br>I play a lot with the size of the things I do, in fact I often do podcasts that are very short, 1 minute long, this same podcast you are listening to now is 3 minutes long and I even have it in its title.<br>It's nice when I run into someone else who makes the same point, but in other ways. And that's what happened when I stumbled upon the smallest festival in the world, I think. They are not called that, but that's what I call them. They call themselves tiny festival and the name is <b>Micros</b>. It is the brainchild of <b>Rocco Rossitto</b>, who conceived and created this multimedia, highly personal travelling festival that always manifests itself in different ways and not on a regular basis.<br><br>I just recently discovered it, so I was able to enter its second edition, which saw the distribution of a number of artistic works that come directly to your home. And yesterday I had the pleasure of finding in my mailbox this beautiful red envelope with my name written on it, in a font that looks like it was typed, and when I opened the envelope I found my very personal work of art: a postcard illustrated with a photograph of an artist that I, by the way, know: <b>Martino Pietropoli</b>.<br><br>It is an intimate and personal work, so only the people who receive this postcard can see the exhibition, are part of this exhibition. Image that was produced in limited numbers, my image is the tenth of 100, so only 100 images exist of this one, of this postcard and I am enjoying it at home looking at it.<br><br>It is a beautiful photograph, very, very striking, it looks like a painting, more than a photograph, and the concept of this festival is really outstanding, which is, you see, to get away from the big crowds and to bring everything to intimacy, to bring everything inside the house, inside the people, and everyone then interprets the exhibition as they want and you become an active part of this circuit.<br>And I also like the idea of connecting people together and having a direct, one-to-one relationship between artist, creator and user.<br><br>I like it very much and I am very, very, very happy that I was able to join this, this circuit. I will, of course, put all the links and all the descriptions in the program notes and invite you, too, to immerse yourself in the micro, or rather in the <b>Micros</b>.<br><br>LINKS<br><b>Micros, il Festival Piccolissimo</b> https://micros.substack.com/p/1-100-una-mostra-personale<br><b>Rocco Rossitto, ideatore e direttore del Festival</b> https://www.roccorossitto.it/<br><b>L'artista Martino Pietropoli </b>https://studio.martinopietropoli.com/it<br><b>Il mio Micro podcast con racconti da 60 secondi </b>https://www.spreaker.com/show/micro-narrations]]>
      </description>
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        <![CDATA[Riuscire a distillare in una forma minuscola quello che di solito viene presentato in forme più estese è un'operazione che mi ha sempre affascinato,l o stesso podcast che ascoltate adesso è in realtà un micropodcast di appena tre minuti, e nel passato ho creto una serie di micro-racconti di appena 60 secondi. Non poteva quindi non affascinarmi e incuriosirmi l'esperimento che propone un vero e proprio festival in dimensioni microscopiche, intime e personali, infatti il festival mi è arrivato a casa e lo sto visitando proprio adesso. Benvenuti a Micros, il festival piccolissimo ideato e diretto da Rocco Rossitto che, nella sua seconda edizione, espone un'opera di Martino Pietropoli. In fondo alla pagina trovate tutti i link.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br><br>C'è qualcosa di magico che succede quando prendiamo qualcosa che solitamente viene fatto su larga scala e cominciamo a farlo invece su una scala minuscola, microscopica.<br><br>Io ci gioco molto con le dimensioni delle cose che faccio, infatti spesso faccio dei podcast che durano pochissimo, 1 minuto, questo stesso podcast che state ascoltando adesso dura 3 minuti e ce l'ho pure nel titolo.<br><br>È bello quando mi imbatto in qualcun altro che fa più o meno lo stesso discorso, però in altri modi. E questo è quello che è successo quando sono incappata nel festival più piccolo al mondo, credo. Loro non si chiamano così, ma li chiamo io così. Loro si definiscono festival piccolissimo e si chiama <b>Micros</b>. È un'idea di <b>Rocco Rossitto</b>, che ha ideato e creato questo festival itinerante multimediale, personalissimo e che si manifesta sempre in modi diversi e non a cadenza regolare.<br>Io l'ho scoperto da poco e quindi sono riuscita a entrare nella sua seconda edizione che ha visto la distribuzione di una serie di opere artistiche che arrivano direttamente a casa.<br><br>E ieri ho avuto la felicità di trovare nella mia cassetta delle lettere questa bellissima busta rossa con il mio nome scritto sopra, con un font che sembra scritto a macchina, e quando ho aperto la busta ho trovato la mia opera d'arte personalissima: una cartolina illustrata con una fotografia di un artista che io tra l'altro conosco <b>Martino Pietropoli</b>.<br><br>È un'opera intima e personale, quindi solo le persone che ricevono questa cartolina possono vedere la mostra, fanno parte di questa mostra. Immagine che è stata prodotta in numero limitato, la mia immagine è la decima di 100, quindi solo 100 immagini esistono di questa di questa cartolina e io me la sto godendo a casa guardandola.<br><br>È una bellissima fotografia, molto, molto suggestiva, sembra un dipinto, più che una fotografia, e il concetto di questo festival è veramente eccezionale, cioè veramente scappare dalle grandi folle e portare tutto all'intimità, portare tutto dentro casa, dentro le persone e ognuno poi si interpreta la mostra come vuole e si diventa parte attiva di questo circuito.<br><br>E mi piace anche l'idea di collegare le persone tra di loro e di avere un rapporto diretto, uno a uno, tra artista, ideatore e fruitore.<br><br>Mi piace molto e sono molto, molto, molto felice di essere riuscita a entrare a far parte di questo di questo circuito. Vi metto naturalmente tutti i link e tutte le descrizioni nelle note del programma e invito anche voi a immergervi nel micro, anzi nel <b>Micros</b>.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>There is something magical that happens when we take something that is usually done on a large scale and start doing it instead on a tiny, microscopic scale.<br><br>I play a lot with the size of the things I do, in fact I often do podcasts that are very short, 1 minute long, this same podcast you are listening to now is 3 minutes long and I even have it in its title.<br>It's nice when I run into someone else who makes the same point, but in other ways. And that's what happened when I stumbled upon the smallest festival in the world, I think. They are not called that, but that's what I call them. They call themselves tiny festival and the name is <b>Micros</b>. It is the brainchild of <b>Rocco Rossitto</b>, who conceived and created this multimedia, highly personal travelling festival that always manifests itself in different ways and not on a regular basis.<br><br>I just recently discovered it, so I was able to enter its second edition, which saw the distribution of a number of artistic works that come directly to your home. And yesterday I had the pleasure of finding in my mailbox this beautiful red envelope with my name written on it, in a font that looks like it was typed, and when I opened the envelope I found my very personal work of art: a postcard illustrated with a photograph of an artist that I, by the way, know: <b>Martino Pietropoli</b>.<br><br>It is an intimate and personal work, so only the people who receive this postcard can see the exhibition, are part of this exhibition. Image that was produced in limited numbers, my image is the tenth of 100, so only 100 images exist of this one, of this postcard and I am enjoying it at home looking at it.<br><br>It is a beautiful photograph, very, very striking, it looks like a painting, more than a photograph, and the concept of this festival is really outstanding, which is, you see, to get away from the big crowds and to bring everything to intimacy, to bring everything inside the house, inside the people, and everyone then interprets the exhibition as they want and you become an active part of this circuit.<br>And I also like the idea of connecting people together and having a direct, one-to-one relationship between artist, creator and user.<br><br>I like it very much and I am very, very, very happy that I was able to join this, this circuit. I will, of course, put all the links and all the descriptions in the program notes and invite you, too, to immerse yourself in the micro, or rather in the <b>Micros</b>.<br><br>LINKS<br><b>Micros, il Festival Piccolissimo</b> https://micros.substack.com/p/1-100-una-mostra-personale<br><b>Rocco Rossitto, ideatore e direttore del Festival</b> https://www.roccorossitto.it/<br><b>L'artista Martino Pietropoli </b>https://studio.martinopietropoli.com/it<br><b>Il mio Micro podcast con racconti da 60 secondi </b>https://www.spreaker.com/show/micro-narrations]]>
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      <pubDate>Sun, 23 Apr 2023 07:51:03 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Riuscire a distillare in una forma minuscola quello che di solito viene presentato in forme più estese è un'operazione che mi ha sempre affascinato,l o stesso podcast che ascoltate adesso è in realtà un micropodcast di appena tre minuti, e nel passato ho </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 477 Schwarzenegger</title>
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        <![CDATA[Mi sono (scetticamente) iscritta alla newsletter di Arnold Schwarzenegger incuriosita perché cosa mai potrà esserci in una newsletter di Schwarzenegger se non consigli su come fare le flessioni? E invece mi sono ritrovata a leggerla, con interesse, fino alla fine! (vi metto il link in fondo alla pagina).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ho iniziato la mattina leggendo una email che mi ha mandato <b>Arnold Schwarzenegger</b>. Vabbè, sì, non è che l'abbia mandata solo a me, probabilmente l'ha mandata a qualche altro migliaia di persone, perché mi sono iscritta alla newsletter di Schwarzenegger.<br><br>L'ho fatto per curiosità, perché, io diciamo non lo conosco benissimo, vagamente so che quello che tutti sanno di lui e mi chiedevo, ma che <b>cosa mai ci metterà Schwarzenegger in una newsletter</b>? E così mi sono iscritta, e devo dire che mi ha favorevolmente sorpreso, perché io pensavo che mettesse consigli su come fare le flessioni o su come farsi i muscoli eccetera eccetera, e invece no, non è così e l'ho letta fino alla fine perché era effettivamente interessante.<br><br>Allora, anzitutto all'inizio parla di <b>Google</b>, sì, proprio di Google, dice ormai tutti usano Google per cercare le cose, però fate attenzione perché le cose che si trovano non sono sempre quelle giuste, anzi concorrono a fare, ci mettono il carico da dodici a fare le cose ancora più complesse, ancora più più confuse, e ha fatto l'esempio dei <b>carboidrati</b>. Dice, se voi andate in giro a chiedere la gente convinta che i carboidrati siano la morte, che assolutamente fanno malissimo e invece no, i carboidrati fanno bene, quello che fa molto male sono i cibi trattati e gli zuccheri, quindi questo era un argomento, non è vero che i carboidrati fanno male, naturalmente sempre tutto con moderazione, però i carboidrati non fanno male.<br><br>Poi se la prende anche con le <b>diete estreme</b>. Dice, guardate che le diete estreme che escludono completamente un alimento non fanno sicuramente bene, e dice non è che io voglia dire non usate più internet, anche perché sarebbe un po' ipocrita visto che queste cose qua me le sta dicendo attraverso internet, però fate attenzione a quello che leggete. E fin qua va benissimo. <br><br>Poi c'è una sezione molto carina '<b>domande ad Arnold</b>' dove, non so come, evidentemente alla fine poi c'è un link fate domande, non ho ancora scoperto, e gli fanno delle domande, e sono domande anche interessanti, parla della <b>salute mentale degli uomini</b>, ma anche di cose tecniche. Un'altra domanda era quella: ma che mi consigli Arnold? Ho fatto attività due giorni fa e sono un po' dolorante. Faccio anche se ho i dolori oppure lascio perdere? Anche qui una risposta molto equilibrata, dice se è solo un fastidio fai pure attività fisica, non ti fa male. Se però hai dei dolori veri e propri lascia perdere, non sforzare. Quindi buon Arnold con i suoi consigli. E alla fine poi concluda la newsletter dicendo, insomma una cosa che vi voglio dire e provate delle cose nuove perché provare cose nuove fa bene al corpo e fa bene anche allo spirito.<br><br>Una cosa che mi è molto piaciuta è che alla fine della newsletter firma col suo nome e mette anche il nome di altre due persone che evidentemente l'hanno aiutato a scrivere la newsletter. Dai Arnold!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I started the morning by reading an email that <b>Arnold Schwarzenegger</b> sent me. Oh well, it's not like he only sent it to me, he probably sent it to a few thousand other people, because I signed up for Schwarzenegger's newsletter.<br><br>I did it out of curiosity, because, I kind of don't know him very well, vaguely I know what everybody knows about him and I was wondering, what on earth is Schwarzenegger going to put in a newsletter? And so I signed up, and I have to say that I was favorably surprised, because I thought he was going to give tips on how to do push-ups or how to get muscles etc. etc., and no, he doesn't and I read it to the end because it was actually interesting .<br><br>So, first of all at the beginning he talks about Google, yes, Google, he says by now everybody uses Google to search for things, however be careful because the things that you find are not always the right things, in fact they contribute to make, they turn up the heat to make things even more complex, even more confusing, and he gave the example of carbohydrates. He says, if you go around asking, people are convinced that carbohydrates are the worst thing, that they are very bad for you and no, carbohydrates are good for you, what is very bad for you are processed foods and sugars, so this was an argument, it is not true that carbohydrates are bad for you, of course always everything in moderation, however carbohydrates are not bad for you.<br><br>Then he also takes it out on extreme diets. He says, look extreme diets that completely exclude one food are definitely not good for you, and he says it's not that I want to say don't use the internet anymore, also because that would be a bit hypocritical since he is telling these things through the internet, however be careful what you read. And so far so good.<br><br>Then there's a very nice section 'questions to Arnold' where, I don't know how, evidently at the end there's a link ask questions, I haven't found out yet, and they ask him questions, and they're also interesting questions, he talks about men's mental health, but also technical things. Another question was: what do you recommend Arnold? I did activity two days ago and I am a little sore. Do I excercise even if I have pain or do I leave it for now? Again a very balanced answer, he says if it's just a discomfort go ahead and exercise, it doesn't hurt you. However, if you have real pain, leave it alone, don't strain. So, well done Arnold with your advice. And finally then concludes the newsletter by saying, in short one thing I want to say is try new things because trying new things is good for the body and good for the spirit as well.<br><br>One thing I really liked is that he signs his name at the end of the newsletter and also puts the names of two other people who evidently helped him write the newsletter. Good on you Arnold!<br><br>LINK<br><a href="https://click.convertkit-mail4.com/p9url385get9h39p0detp/48hvhehr5nnvk3tx/aHR0cHM6Ly9zcGFya2xwLmNvL2MzZjc1ZWQ5Lw==" rel="noreferrer noopener"><b>La newsletter di Arnold Schwarzenegger</b></a>]]>
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        <![CDATA[Mi sono (scetticamente) iscritta alla newsletter di Arnold Schwarzenegger incuriosita perché cosa mai potrà esserci in una newsletter di Schwarzenegger se non consigli su come fare le flessioni? E invece mi sono ritrovata a leggerla, con interesse, fino alla fine! (vi metto il link in fondo alla pagina).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br><br>Ho iniziato la mattina leggendo una email che mi ha mandato <b>Arnold Schwarzenegger</b>. Vabbè, sì, non è che l'abbia mandata solo a me, probabilmente l'ha mandata a qualche altro migliaia di persone, perché mi sono iscritta alla newsletter di Schwarzenegger.<br><br>L'ho fatto per curiosità, perché, io diciamo non lo conosco benissimo, vagamente so che quello che tutti sanno di lui e mi chiedevo, ma che <b>cosa mai ci metterà Schwarzenegger in una newsletter</b>? E così mi sono iscritta, e devo dire che mi ha favorevolmente sorpreso, perché io pensavo che mettesse consigli su come fare le flessioni o su come farsi i muscoli eccetera eccetera, e invece no, non è così e l'ho letta fino alla fine perché era effettivamente interessante.<br><br>Allora, anzitutto all'inizio parla di <b>Google</b>, sì, proprio di Google, dice ormai tutti usano Google per cercare le cose, però fate attenzione perché le cose che si trovano non sono sempre quelle giuste, anzi concorrono a fare, ci mettono il carico da dodici a fare le cose ancora più complesse, ancora più più confuse, e ha fatto l'esempio dei <b>carboidrati</b>. Dice, se voi andate in giro a chiedere la gente convinta che i carboidrati siano la morte, che assolutamente fanno malissimo e invece no, i carboidrati fanno bene, quello che fa molto male sono i cibi trattati e gli zuccheri, quindi questo era un argomento, non è vero che i carboidrati fanno male, naturalmente sempre tutto con moderazione, però i carboidrati non fanno male.<br><br>Poi se la prende anche con le <b>diete estreme</b>. Dice, guardate che le diete estreme che escludono completamente un alimento non fanno sicuramente bene, e dice non è che io voglia dire non usate più internet, anche perché sarebbe un po' ipocrita visto che queste cose qua me le sta dicendo attraverso internet, però fate attenzione a quello che leggete. E fin qua va benissimo. <br><br>Poi c'è una sezione molto carina '<b>domande ad Arnold</b>' dove, non so come, evidentemente alla fine poi c'è un link fate domande, non ho ancora scoperto, e gli fanno delle domande, e sono domande anche interessanti, parla della <b>salute mentale degli uomini</b>, ma anche di cose tecniche. Un'altra domanda era quella: ma che mi consigli Arnold? Ho fatto attività due giorni fa e sono un po' dolorante. Faccio anche se ho i dolori oppure lascio perdere? Anche qui una risposta molto equilibrata, dice se è solo un fastidio fai pure attività fisica, non ti fa male. Se però hai dei dolori veri e propri lascia perdere, non sforzare. Quindi buon Arnold con i suoi consigli. E alla fine poi concluda la newsletter dicendo, insomma una cosa che vi voglio dire e provate delle cose nuove perché provare cose nuove fa bene al corpo e fa bene anche allo spirito.<br><br>Una cosa che mi è molto piaciuta è che alla fine della newsletter firma col suo nome e mette anche il nome di altre due persone che evidentemente l'hanno aiutato a scrivere la newsletter. Dai Arnold!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I started the morning by reading an email that <b>Arnold Schwarzenegger</b> sent me. Oh well, it's not like he only sent it to me, he probably sent it to a few thousand other people, because I signed up for Schwarzenegger's newsletter.<br><br>I did it out of curiosity, because, I kind of don't know him very well, vaguely I know what everybody knows about him and I was wondering, what on earth is Schwarzenegger going to put in a newsletter? And so I signed up, and I have to say that I was favorably surprised, because I thought he was going to give tips on how to do push-ups or how to get muscles etc. etc., and no, he doesn't and I read it to the end because it was actually interesting .<br><br>So, first of all at the beginning he talks about Google, yes, Google, he says by now everybody uses Google to search for things, however be careful because the things that you find are not always the right things, in fact they contribute to make, they turn up the heat to make things even more complex, even more confusing, and he gave the example of carbohydrates. He says, if you go around asking, people are convinced that carbohydrates are the worst thing, that they are very bad for you and no, carbohydrates are good for you, what is very bad for you are processed foods and sugars, so this was an argument, it is not true that carbohydrates are bad for you, of course always everything in moderation, however carbohydrates are not bad for you.<br><br>Then he also takes it out on extreme diets. He says, look extreme diets that completely exclude one food are definitely not good for you, and he says it's not that I want to say don't use the internet anymore, also because that would be a bit hypocritical since he is telling these things through the internet, however be careful what you read. And so far so good.<br><br>Then there's a very nice section 'questions to Arnold' where, I don't know how, evidently at the end there's a link ask questions, I haven't found out yet, and they ask him questions, and they're also interesting questions, he talks about men's mental health, but also technical things. Another question was: what do you recommend Arnold? I did activity two days ago and I am a little sore. Do I excercise even if I have pain or do I leave it for now? Again a very balanced answer, he says if it's just a discomfort go ahead and exercise, it doesn't hurt you. However, if you have real pain, leave it alone, don't strain. So, well done Arnold with your advice. And finally then concludes the newsletter by saying, in short one thing I want to say is try new things because trying new things is good for the body and good for the spirit as well.<br><br>One thing I really liked is that he signs his name at the end of the newsletter and also puts the names of two other people who evidently helped him write the newsletter. Good on you Arnold!<br><br>LINK<br><a href="https://click.convertkit-mail4.com/p9url385get9h39p0detp/48hvhehr5nnvk3tx/aHR0cHM6Ly9zcGFya2xwLmNvL2MzZjc1ZWQ5Lw==" rel="noreferrer noopener"><b>La newsletter di Arnold Schwarzenegger</b></a>]]>
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      <pubDate>Sat, 22 Apr 2023 07:46:32 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Mi sono (scetticamente) iscritta alla newsletter di Arnold Schwarzenegger incuriosita perché cosa mai potrà esserci in una newsletter di Schwarzenegger se non consigli su come fare le flessioni? E invece mi sono ritrovata a leggerla, con interesse, fino alla fine! (vi metto il link in fondo alla pagina).TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ho iniziato la mattina leggendo una email che mi ha mandato Arnold Schwarzenegger. Vabbè, sì, non è che l'abbia mandata solo a me, probabilmente l'ha mandata a qualche altro migliaia di persone, perché mi sono iscritta alla newsletter di Schwarzenegger.L'ho fatto per curiosità, perché, io diciamo non lo conosco benissimo, vagamente so che quello che tutti sanno di lui e mi chiedevo, ma che cosa mai ci metterà Schwarzenegger in una newsletter? E così mi sono iscritta, e devo dire che mi ha favorevolmente sorpreso, perché io pensavo che mettesse consigli su come fare le flessioni o su come farsi i muscoli eccetera eccetera, e invece no, non è così e l'ho letta fino alla fine perché era effettivamente interessante.Allora, anzitutto all'inizio parla di Google, sì, proprio di Google, dice ormai tutti usano Google per cercare le cose, però fate attenzione perché le cose che si trovano non sono sempre quelle giuste, anzi concorrono a fare, ci mettono il carico da dodici a fare le cose ancora più complesse, ancora più più confuse, e ha fatto l'esempio dei carboidrati. Dice, se voi andate in giro a chiedere la gente convinta che i carboidrati siano la morte, che assolutamente fanno malissimo e invece no, i carboidrati fanno bene, quello che fa molto male sono i cibi trattati e gli zuccheri, quindi questo era un argomento, non è vero che i carboidrati fanno male, naturalmente sempre tutto con moderazione, però i carboidrati non fanno male.Poi se la prende anche con le diete estreme. Dice, guardate che le diete estreme che escludono completamente un alimento non fanno sicuramente bene, e dice non è che io voglia dire non usate più internet, anche perché sarebbe un po' ipocrita visto che queste cose qua me le sta dicendo attraverso internet, però fate attenzione a quello che leggete. E fin qua va benissimo. Poi c'è una sezione molto carina 'domande ad Arnold' dove, non so come, evidentemente alla fine poi c'è un link fate domande, non ho ancora scoperto, e gli fanno delle domande, e sono domande anche interessanti, parla della salute mentale degli uomini, ma anche di cose tecniche. Un'altra domanda era quella: ma che mi consigli Arnold? Ho fatto attività due giorni fa e sono un po' dolorante. Faccio anche se ho i dolori oppure lascio perdere? Anche qui una risposta molto equilibrata, dice se è solo un fastidio fai pure attività fisica, non ti fa male. Se però hai dei dolori veri e propri lascia perdere, non sforzare. Quindi buon Arnold con i suoi consigli. E alla fine poi concluda la newsletter dicendo, insomma una cosa che vi voglio dire e provate delle cose nuove perché provare cose nuove fa bene al corpo e fa bene anche allo spirito.Una cosa che mi è molto piaciuta è che alla fine della newsletter firma col suo nome e mette anche il nome di altre due persone che evidentemente l'hanno aiutato a scrivere la newsletter. Dai Arnold!TRANSLATIONI started the morning by reading an email that Arnold Schwarzenegger sent me. Oh well, it's not like he only sent it to me, he probably sent it to a few thousand other people, because I signed up for Schwarzenegger's newsletter.I did it out of curiosity, because, I kind of don't know him very well, vaguely I know what everybody knows about him and I was wondering, what on earth is Schwarzenegger going to put in a newsletter? And so I signed up, and I have to say that I was favorably surprised, because I thought he was going to give tips on how to do push-ups or how to get...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Mi sono (scetticamente) iscritta alla newsletter di Arnold Schwarzenegger incuriosita perché cosa mai potrà esserci in una newsletter di Schwarzenegger se non consigli su come fare le flessioni? E invece mi sono ritrovata a leggerla, con interesse, fino a</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 476 Non capisco, ma capisco</title>
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        <![CDATA[A una mia amica piace ascoltare i miei podcast. La cosa fantastica è che ascolta i miei podcast in italiano pur non conoscendo la lingua. E in un messaggio mi ha spiegato perché le piace. Io, qua dall'altra parte dell'emisfero, gongolo e ringrazio Jacqueline! In questo episodio parlo di un paio di altre cose, se vi interessa vi metto tutti i link alla fine della pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng. translation below]<br>Oggi vi chiedo e mi chiedo quanto bisogna conoscere e capire una lingua per poter apprezzare un podcast raccontato in quella lingua. Ma di solito si pensa che ascoltare podcast in una lingua straniera, che non si conosce, sia uno spreco di tempo, perché se non capisco quello che dicono, come posso sapere cosa sta succedendo? Soprattutto considerando il fatto che col podcast sento solo il suono e non ho le immagini ad aiutarmi.<br><br>Ho già parlato diverse volte di questo aspetto, di quello che può succedere. Un bel po' di tempo fa ho fatto uno dei miei 3 minuti grezzi raccontando di un podcast in giapponese, anche abbastanza lungo, che venne proposto negli anni '50 alla popolazione tedesca da una radio tedesca, e il risultato è pazzesco perché, anche se non si capisce bene quello che dicono, però è recitato in modo così sublime che alla fine si finisce per sentirsi parte della parte del racconto.<br><br>Ecco, ieri poi è successa una cosa che mi ha lasciato un po' favorevolmente colpita. Una mia amica e, ascoltatrice a questo punto, Jacqueline, Jacqueline che sta a Melbourne, ciao Jacqueline, mi ha scritto un messaggio dicendo, ho ascoltato questo tuo podcast, io non parlo l'italiano, non capisco la tua lingua, però mi è piaciuto tantissimo perché ascoltavo e sorridevo tra me e me, era bello non capire la lingua, perché non capire la lingua mi costringeva ad ascoltare e interpretare i suoni, la voce, il tono, e - ha continuato Jacquilene in questo messaggio che mi ha mandato, naturalmente mi costringeva ad immaginare, e ne ho ascoltato un paio stata un'esperienza bellissima, voglio ascoltarne degli altri. E io super felice. Cosa devo dire?<br><br>È incredibile che si riesca a trasmettere delle sensazioni, delle emozioni, addirittura delle immagini a persone che non capiscono il significato delle parole, ma il significato diciamo immediato, la traduzione delle parole, ma che si creano il loro significato nella mente.<br><br>A questo punto ora devo consigliare a Jacqueline di ascoltare il podcast che ho registrato con Ross Sutherland, che è un folle di cui penso vi ho già parlato diverse volte, ha scritto una storia, un giallo, un crimine, io l'ho tradotto e l'ho aiutato ad adattarlo e poi l'ho recitato a completamente in italiano per il suo pubblico esclusivamente di lingua inglese, poi lui è un mago degli effetti sonori, ha fatto fare delle musiche apposta per questo radiodramma, che è anche abbastanza lungo, e niente è venuta fuori una cosa pazzesca che si capisce anche se non si capisce. Che dire? Grazie Jacqueline!<br><br>TRANSLATION<br>Today I ask and wonder how much do you have to know and understand a language to be able to appreciate a podcast told in that language? People usually think that listening to podcasts in a foreign language, that you don't know, is a waste of time, because if I don't understand what they are saying, how can I know what is going on? Especially considering the fact that with the podcast I only hear the sound and don't have the pictures to help me.<br>I have already talked about this several times, about what can happen, quite a while ago I did one of my episodes recounting of a podcast in Japanese, also quite long, that was offered in the 1950s to the German population by a German radio station, and the result is amazing becaus , even if you don't quite understand what they are saying, however, it is played so sublimely that you end up feeling part of the story.<br>Well, then yesterday something happened that left me somewhat favorably impressed. A friend of mine and, listener at this point, Jacqueline, Jacqueline who is in Melbourne (hello Jacqueline!), wrote me a message saying, I listened to this podcast of yours, I don't speak Italian, I don't understand your language, however I loved it because I was listening and smiling to myself, it was nice not understanding the language, because not understanding the language forced me to listen and interpret the sounds, the voice, the tone, and, Jacquilene continued in this message she sent me, of course it forced me to imagine, and I listened to a couple of them it was a beautiful experience, I want to listen to more. And I super happy. What should I say?<br>It is amazing that you can convey feelings, emotions, even images to people who do not understand the meaning of the words, let's say the immediate meaning, the translation of the words, but who create their own meaning in the mind.<br>At this point now I'll have to suggest to Jacqueline to listen to the podcast that I recorded with Ross Sutherland, who is a visioanry, I I think I've told you about him already a few times in the past, he wrote a story, a murder mystery, a crime, I translated it into Italian and helped him to adapt it and then I recited it strictly in Italian for his exclusively English-speaking audience, then he is a wizard of sound effects, he had music made especially for this radio drama, which is also quite long, and anyway came out a crazy thing that you understand even if you don't understand. What shall I say ? Thank you Jacqueline !<br><br><br><b>LINK</b><br><b>The True Crime of Your Frozen Death </b>- Il podacast in italiano di Ross Sutherland per il pubblico di lingua inglese / Ross Sutherland's Italian podcast for his English-speaking audience <a href="https://soundcloud.com/ross-sutherland/95-the-true-crime-of-your-frozen-death" rel="noreferrer noopener">https://soundcloud.com/ross-sutherland/95-the-true-crime-of-your-frozen-death</a><br><b></b><br><b></b><br><b>Lo stesso podcast ma con i sottotitoli in lingua inglese</b> / The same podcast but with English subtitles <a href="https://www.radioatlas.org/the-true-crime-of-your-frozen-death/" rel="noreferrer noopener">https://www.radioatlas.org/the-true-crime-of-your-frozen-death/ </a><br><br><b>Un post sul mio sito dove racconto nel dettaglio il modo in cui è nato The True Crime of Your Frozen Death</b> / A post on my website where I tell in detail how The True Crime of Your Frozen Death came aboout <a href="https://www.cristinamarras.com/article/143-true-crime-il-killer-dei-podcaster" rel="noreferrer noopener">https://www.cristinamarras.com/article/143-true-crime-il-killer-dei-podcaster</a><br><b></b><br><b>Un episodio dei 3 minuti grezzi (prima stagione) in cui racconto nel dettaglio del podcast giapponese che si capisce anche se non si parla la lingua (e spiego come funziona)</b> / An episode of my 3 raw minutes (first season) in which I tell in detail about the Japanese podcast that you understand even if you don't speak the language (and I explain how it works)<br><a href="https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-226-radiodramma-giapponese" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-226-radiodramma-giapponese</a><br><a href="https://hoerspiele.dra.de/vollinfo.php?dukey=4914110&amp;SID" rel="noreferrer noopener"></a>]]>
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        <![CDATA[A una mia amica piace ascoltare i miei podcast. La cosa fantastica è che ascolta i miei podcast in italiano pur non conoscendo la lingua. E in un messaggio mi ha spiegato perché le piace. Io, qua dall'altra parte dell'emisfero, gongolo e ringrazio Jacqueline! In questo episodio parlo di un paio di altre cose, se vi interessa vi metto tutti i link alla fine della pagina.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng. translation below]<br>Oggi vi chiedo e mi chiedo quanto bisogna conoscere e capire una lingua per poter apprezzare un podcast raccontato in quella lingua. Ma di solito si pensa che ascoltare podcast in una lingua straniera, che non si conosce, sia uno spreco di tempo, perché se non capisco quello che dicono, come posso sapere cosa sta succedendo? Soprattutto considerando il fatto che col podcast sento solo il suono e non ho le immagini ad aiutarmi.<br><br>Ho già parlato diverse volte di questo aspetto, di quello che può succedere. Un bel po' di tempo fa ho fatto uno dei miei 3 minuti grezzi raccontando di un podcast in giapponese, anche abbastanza lungo, che venne proposto negli anni '50 alla popolazione tedesca da una radio tedesca, e il risultato è pazzesco perché, anche se non si capisce bene quello che dicono, però è recitato in modo così sublime che alla fine si finisce per sentirsi parte della parte del racconto.<br><br>Ecco, ieri poi è successa una cosa che mi ha lasciato un po' favorevolmente colpita. Una mia amica e, ascoltatrice a questo punto, Jacqueline, Jacqueline che sta a Melbourne, ciao Jacqueline, mi ha scritto un messaggio dicendo, ho ascoltato questo tuo podcast, io non parlo l'italiano, non capisco la tua lingua, però mi è piaciuto tantissimo perché ascoltavo e sorridevo tra me e me, era bello non capire la lingua, perché non capire la lingua mi costringeva ad ascoltare e interpretare i suoni, la voce, il tono, e - ha continuato Jacquilene in questo messaggio che mi ha mandato, naturalmente mi costringeva ad immaginare, e ne ho ascoltato un paio stata un'esperienza bellissima, voglio ascoltarne degli altri. E io super felice. Cosa devo dire?<br><br>È incredibile che si riesca a trasmettere delle sensazioni, delle emozioni, addirittura delle immagini a persone che non capiscono il significato delle parole, ma il significato diciamo immediato, la traduzione delle parole, ma che si creano il loro significato nella mente.<br><br>A questo punto ora devo consigliare a Jacqueline di ascoltare il podcast che ho registrato con Ross Sutherland, che è un folle di cui penso vi ho già parlato diverse volte, ha scritto una storia, un giallo, un crimine, io l'ho tradotto e l'ho aiutato ad adattarlo e poi l'ho recitato a completamente in italiano per il suo pubblico esclusivamente di lingua inglese, poi lui è un mago degli effetti sonori, ha fatto fare delle musiche apposta per questo radiodramma, che è anche abbastanza lungo, e niente è venuta fuori una cosa pazzesca che si capisce anche se non si capisce. Che dire? Grazie Jacqueline!<br><br>TRANSLATION<br>Today I ask and wonder how much do you have to know and understand a language to be able to appreciate a podcast told in that language? People usually think that listening to podcasts in a foreign language, that you don't know, is a waste of time, because if I don't understand what they are saying, how can I know what is going on? Especially considering the fact that with the podcast I only hear the sound and don't have the pictures to help me.<br>I have already talked about this several times, about what can happen, quite a while ago I did one of my episodes recounting of a podcast in Japanese, also quite long, that was offered in the 1950s to the German population by a German radio station, and the result is amazing becaus , even if you don't quite understand what they are saying, however, it is played so sublimely that you end up feeling part of the story.<br>Well, then yesterday something happened that left me somewhat favorably impressed. A friend of mine and, listener at this point, Jacqueline, Jacqueline who is in Melbourne (hello Jacqueline!), wrote me a message saying, I listened to this podcast of yours, I don't speak Italian, I don't understand your language, however I loved it because I was listening and smiling to myself, it was nice not understanding the language, because not understanding the language forced me to listen and interpret the sounds, the voice, the tone, and, Jacquilene continued in this message she sent me, of course it forced me to imagine, and I listened to a couple of them it was a beautiful experience, I want to listen to more. And I super happy. What should I say?<br>It is amazing that you can convey feelings, emotions, even images to people who do not understand the meaning of the words, let's say the immediate meaning, the translation of the words, but who create their own meaning in the mind.<br>At this point now I'll have to suggest to Jacqueline to listen to the podcast that I recorded with Ross Sutherland, who is a visioanry, I I think I've told you about him already a few times in the past, he wrote a story, a murder mystery, a crime, I translated it into Italian and helped him to adapt it and then I recited it strictly in Italian for his exclusively English-speaking audience, then he is a wizard of sound effects, he had music made especially for this radio drama, which is also quite long, and anyway came out a crazy thing that you understand even if you don't understand. What shall I say ? Thank you Jacqueline !<br><br><br><b>LINK</b><br><b>The True Crime of Your Frozen Death </b>- Il podacast in italiano di Ross Sutherland per il pubblico di lingua inglese / Ross Sutherland's Italian podcast for his English-speaking audience <a href="https://soundcloud.com/ross-sutherland/95-the-true-crime-of-your-frozen-death" rel="noreferrer noopener">https://soundcloud.com/ross-sutherland/95-the-true-crime-of-your-frozen-death</a><br><b></b><br><b></b><br><b>Lo stesso podcast ma con i sottotitoli in lingua inglese</b> / The same podcast but with English subtitles <a href="https://www.radioatlas.org/the-true-crime-of-your-frozen-death/" rel="noreferrer noopener">https://www.radioatlas.org/the-true-crime-of-your-frozen-death/ </a><br><br><b>Un post sul mio sito dove racconto nel dettaglio il modo in cui è nato The True Crime of Your Frozen Death</b> / A post on my website where I tell in detail how The True Crime of Your Frozen Death came aboout <a href="https://www.cristinamarras.com/article/143-true-crime-il-killer-dei-podcaster" rel="noreferrer noopener">https://www.cristinamarras.com/article/143-true-crime-il-killer-dei-podcaster</a><br><b></b><br><b>Un episodio dei 3 minuti grezzi (prima stagione) in cui racconto nel dettaglio del podcast giapponese che si capisce anche se non si parla la lingua (e spiego come funziona)</b> / An episode of my 3 raw minutes (first season) in which I tell in detail about the Japanese podcast that you understand even if you don't speak the language (and I explain how it works)<br><a href="https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-226-radiodramma-giapponese" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-226-radiodramma-giapponese</a><br><a href="https://hoerspiele.dra.de/vollinfo.php?dukey=4914110&amp;SID" rel="noreferrer noopener"></a>]]>
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      <pubDate>Fri, 21 Apr 2023 08:04:25 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>A una mia amica piace ascoltare i miei podcast. La cosa fantastica è che ascolta i miei podcast in italiano pur non conoscendo la lingua. E in un messaggio mi ha spiegato perché le piace. Io, qua dall'altra parte dell'emisfero, gongolo e ringrazio Jacquel</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 475 Passeggiata sonora</title>
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        <![CDATA[In un paesino a 40 Km da Cagliari, un gruppo di liceali in un giardinetto inondato dal sole, in attento ascolto della vita che succede attorno, carta e penna alla mano, annotano i rumori.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Proseguono i miei esperimenti dalla cucina mentre faccio colazione e oggi registro usando delle cuffie binaurali, penso che siano della Sony, no Sennheiser. Sto usando il cellulare e sto registrando contemporaneamente con queste cuffie che dovrebbero far sentire il rumore davanti e dietro, vediamo un po', battiamo le mani alla mia destra [CLAP], se avete le cuffie avreste dovuto sentire il rumore viene da destra.<br><br>Comunque, non è di questo che volevo parlare, ma volevo parlarvi del corso di podcast che sto insegnando a un gruppo di liceali in questo liceo che è in un paesino della Sardegna, a una quarantina di chilometri dal posto dove sto io, questo significa che devo spostarmi, è per me un po' un dramma, insomma, mi occupa molta energia mentale fare questi circa 40 chilometri per andare e 40 chilometri per tornare, arrivo a casa poi che sono abbastanza, abbastanza distrutta.<br><br>L'ultima lezione che ho fatto, abbiamo fatto una cosa molto carina, cioè ho fatto fare alle ragazze - sono quasi tutte ragazze - alcuni esercizi di ascolto concentrato: ho fatto sentire prima di tutto in classe dei rumori e ho dato poi delle chiavi, dei piccoli disegni ho fatto vedere degli esempi su come possono annotare sulla carta i rumori, quindi, che ne so un cane che abbaia, una linea spezzata, il rumore delle onde, una linea ondulata, un'esplosione, una cosa che sembra appunto una cosa che esplode, un asterisco.<br><br>Comunque, ho dato alle ragazze alcuni suggerimenti, una decina di questi simboli che così potessero cominciare a prendere dimestichezza con la notazione dei suoni, e poi le ho portate in un minuscolo, in una mini camminata sonora, una decina di minuti, un quarto d'ora, che è cominciata quando siamo uscite dalla classe. Infatti io ho raccomandato non parlate tra di voi e segnate tutti i rumori così come li sentite, man mano che abbandoniamo l'ambiente interno e andiamo in quello esterno.<br><br>E una volta fuori poi ci siamo seduti nel giardinetto della scuola e insieme abbiamo ascoltato i rumori. Ed è stato molto bello, a parte che era una bellissima, una splendida giornata di sole, a parte quello, uccellini eccetera, ma è stato poi molto bello quello che ci siamo raccontate, quello che mi hanno raccontato una volta rientrate dentro. Lì, in quel paese loro ci sono nate, in quella scuola ci vanno da anni ormai e però mi hanno detto che è stata una bellissima esperienza e che effettivamente hanno sentito lo spazio in modo diverso. Eh, niente. Sono soddisfazioni.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I continue my experiments from the kitchen while having breakfast, and today I record using binaural headphones, I think they are from Sony, no Sennheiser. I'm using my cell phone and I'm recording at the same time with these headphones that are supposed to make the noise in the front and the back, let's see, let's clap my hands to my right [CLAP], if you have headphones you should have heard the noise is coming from the right.<br><br>Anyway , that's not what I wanted to talk about, but I wanted to talk about the podcast course that I'm teaching to a group of high schoolers in this high school which is in a small town in Sardinia, about forty kilometers from where I'm staying, that means I have to drive, it's a bit of a drama for me, I mean, it takes up a lot of mental energy to drive these about 40Km to go and 40Km to come back, I get home then that I'm pretty, pretty exausted.<br><br>In our last lesson, we did a very nice thing, that is, I had the girls -- they are almost all girls -- do some concentrated listening exercises: I had the class first hear some noises and then I gave them keys, small drawings I showed them examples on how they can note down on paper the sounds, so, eg a dog barking, a broken line, the sound of waves, a wavy line, an explosion, something that looks just like an exploding thing, an asterisk.<br><br>Anyway, I gave the girls some hints, about ten of these symbols that so they could start to become familiar with the notation of sounds, and then I took them on a mini, on a mini sound walk, about ten minutes, a quarter of an hour, which started when we left the classroom. In fact I recommended don't talk to each other and mark all the noises as you hear them, as we leave the indoor environment and go to the outdoor environment.<br><br>And once outside then we sat in the little school garden and together we listened to the noises. And it was very nice, apart from the fact that it was a beautiful, a beautiful sunny day, apart from that, birds and so on, but it was then very nice what we told each other, what they told me once we got back inside. There, in that village they were born there, they have been going to that school for years now and yet they told me that it was a beautiful experience and that they actually felt the space in a different way. Eh, nothing. These are satisfactions.<br>]]>
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        <![CDATA[In un paesino a 40 Km da Cagliari, un gruppo di liceali in un giardinetto inondato dal sole, in attento ascolto della vita che succede attorno, carta e penna alla mano, annotano i rumori.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Proseguono i miei esperimenti dalla cucina mentre faccio colazione e oggi registro usando delle cuffie binaurali, penso che siano della Sony, no Sennheiser. Sto usando il cellulare e sto registrando contemporaneamente con queste cuffie che dovrebbero far sentire il rumore davanti e dietro, vediamo un po', battiamo le mani alla mia destra [CLAP], se avete le cuffie avreste dovuto sentire il rumore viene da destra.<br><br>Comunque, non è di questo che volevo parlare, ma volevo parlarvi del corso di podcast che sto insegnando a un gruppo di liceali in questo liceo che è in un paesino della Sardegna, a una quarantina di chilometri dal posto dove sto io, questo significa che devo spostarmi, è per me un po' un dramma, insomma, mi occupa molta energia mentale fare questi circa 40 chilometri per andare e 40 chilometri per tornare, arrivo a casa poi che sono abbastanza, abbastanza distrutta.<br><br>L'ultima lezione che ho fatto, abbiamo fatto una cosa molto carina, cioè ho fatto fare alle ragazze - sono quasi tutte ragazze - alcuni esercizi di ascolto concentrato: ho fatto sentire prima di tutto in classe dei rumori e ho dato poi delle chiavi, dei piccoli disegni ho fatto vedere degli esempi su come possono annotare sulla carta i rumori, quindi, che ne so un cane che abbaia, una linea spezzata, il rumore delle onde, una linea ondulata, un'esplosione, una cosa che sembra appunto una cosa che esplode, un asterisco.<br><br>Comunque, ho dato alle ragazze alcuni suggerimenti, una decina di questi simboli che così potessero cominciare a prendere dimestichezza con la notazione dei suoni, e poi le ho portate in un minuscolo, in una mini camminata sonora, una decina di minuti, un quarto d'ora, che è cominciata quando siamo uscite dalla classe. Infatti io ho raccomandato non parlate tra di voi e segnate tutti i rumori così come li sentite, man mano che abbandoniamo l'ambiente interno e andiamo in quello esterno.<br><br>E una volta fuori poi ci siamo seduti nel giardinetto della scuola e insieme abbiamo ascoltato i rumori. Ed è stato molto bello, a parte che era una bellissima, una splendida giornata di sole, a parte quello, uccellini eccetera, ma è stato poi molto bello quello che ci siamo raccontate, quello che mi hanno raccontato una volta rientrate dentro. Lì, in quel paese loro ci sono nate, in quella scuola ci vanno da anni ormai e però mi hanno detto che è stata una bellissima esperienza e che effettivamente hanno sentito lo spazio in modo diverso. Eh, niente. Sono soddisfazioni.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I continue my experiments from the kitchen while having breakfast, and today I record using binaural headphones, I think they are from Sony, no Sennheiser. I'm using my cell phone and I'm recording at the same time with these headphones that are supposed to make the noise in the front and the back, let's see, let's clap my hands to my right [CLAP], if you have headphones you should have heard the noise is coming from the right.<br><br>Anyway , that's not what I wanted to talk about, but I wanted to talk about the podcast course that I'm teaching to a group of high schoolers in this high school which is in a small town in Sardinia, about forty kilometers from where I'm staying, that means I have to drive, it's a bit of a drama for me, I mean, it takes up a lot of mental energy to drive these about 40Km to go and 40Km to come back, I get home then that I'm pretty, pretty exausted.<br><br>In our last lesson, we did a very nice thing, that is, I had the girls -- they are almost all girls -- do some concentrated listening exercises: I had the class first hear some noises and then I gave them keys, small drawings I showed them examples on how they can note down on paper the sounds, so, eg a dog barking, a broken line, the sound of waves, a wavy line, an explosion, something that looks just like an exploding thing, an asterisk.<br><br>Anyway, I gave the girls some hints, about ten of these symbols that so they could start to become familiar with the notation of sounds, and then I took them on a mini, on a mini sound walk, about ten minutes, a quarter of an hour, which started when we left the classroom. In fact I recommended don't talk to each other and mark all the noises as you hear them, as we leave the indoor environment and go to the outdoor environment.<br><br>And once outside then we sat in the little school garden and together we listened to the noises. And it was very nice, apart from the fact that it was a beautiful, a beautiful sunny day, apart from that, birds and so on, but it was then very nice what we told each other, what they told me once we got back inside. There, in that village they were born there, they have been going to that school for years now and yet they told me that it was a beautiful experience and that they actually felt the space in a different way. Eh, nothing. These are satisfactions.<br>]]>
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      <pubDate>Thu, 20 Apr 2023 06:31:49 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>In un paesino a 40 Km da Cagliari, un gruppo di liceali in un giardinetto inondato dal sole, in attento ascolto della vita che succede attorno, carta e penna alla mano, annotano i rumori.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Proseguono i miei esperimenti dalla cucina mentre faccio colazione e oggi registro usando delle cuffie binaurali, penso che siano della Sony, no Sennheiser. Sto usando il cellulare e sto registrando contemporaneamente con queste cuffie che dovrebbero far sentire il rumore davanti e dietro, vediamo un po', battiamo le mani alla mia destra [CLAP], se avete le cuffie avreste dovuto sentire il rumore viene da destra.Comunque, non è di questo che volevo parlare, ma volevo parlarvi del corso di podcast che sto insegnando a un gruppo di liceali in questo liceo che è in un paesino della Sardegna, a una quarantina di chilometri dal posto dove sto io, questo significa che devo spostarmi, è per me un po' un dramma, insomma, mi occupa molta energia mentale fare questi circa 40 chilometri per andare e 40 chilometri per tornare, arrivo a casa poi che sono abbastanza, abbastanza distrutta.L'ultima lezione che ho fatto, abbiamo fatto una cosa molto carina, cioè ho fatto fare alle ragazze - sono quasi tutte ragazze - alcuni esercizi di ascolto concentrato: ho fatto sentire prima di tutto in classe dei rumori e ho dato poi delle chiavi, dei piccoli disegni ho fatto vedere degli esempi su come possono annotare sulla carta i rumori, quindi, che ne so un cane che abbaia, una linea spezzata, il rumore delle onde, una linea ondulata, un'esplosione, una cosa che sembra appunto una cosa che esplode, un asterisco.Comunque, ho dato alle ragazze alcuni suggerimenti, una decina di questi simboli che così potessero cominciare a prendere dimestichezza con la notazione dei suoni, e poi le ho portate in un minuscolo, in una mini camminata sonora, una decina di minuti, un quarto d'ora, che è cominciata quando siamo uscite dalla classe. Infatti io ho raccomandato non parlate tra di voi e segnate tutti i rumori così come li sentite, man mano che abbandoniamo l'ambiente interno e andiamo in quello esterno.E una volta fuori poi ci siamo seduti nel giardinetto della scuola e insieme abbiamo ascoltato i rumori. Ed è stato molto bello, a parte che era una bellissima, una splendida giornata di sole, a parte quello, uccellini eccetera, ma è stato poi molto bello quello che ci siamo raccontate, quello che mi hanno raccontato una volta rientrate dentro. Lì, in quel paese loro ci sono nate, in quella scuola ci vanno da anni ormai e però mi hanno detto che è stata una bellissima esperienza e che effettivamente hanno sentito lo spazio in modo diverso. Eh, niente. Sono soddisfazioni.TRANSLATIONI continue my experiments from the kitchen while having breakfast, and today I record using binaural headphones, I think they are from Sony, no Sennheiser. I'm using my cell phone and I'm recording at the same time with these headphones that are supposed to make the noise in the front and the back, let's see, let's clap my hands to my right [CLAP], if you have headphones you should have heard the noise is coming from the right.Anyway , that's not what I wanted to talk about, but I wanted to talk about the podcast course that I'm teaching to a group of high schoolers in this high school which is in a small town in Sardinia, about forty kilometers from where I'm staying, that means I have to drive, it's a bit of a drama for me, I mean, it takes up a lot of mental energy to drive these about 40Km to go and 40Km to come back, I get home then that I'm pretty, pretty exausted.In our last lesson, we did a very nice thing, that is, I had the girls -- they are almost all girls -- do some concentrated listening exercises: I had the class first hear some noises and then I gave them keys, small drawings I showed them examples on how they can note...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>In un paesino a 40 Km da Cagliari, un gruppo di liceali in un giardinetto inondato dal sole, in attento ascolto della vita che succede attorno, carta e penna alla mano, annotano i rumori.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Proseguono i miei esperimenti da</itunes:subtitle>
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      <title>3’ grezzi Ep. 474 Bambini persi nella folla</title>
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        <![CDATA[Un bambino che va con la famiglia a vedere il matrimonio di Charles e Lady Diana e si perde nella folla, questo l'argomento di un nuovo podcast che ha attirato la mia attenzione e mi ha fatto tornare in mente un libro letto molti anni fa che trattava di un tema simile. Naturalmente trovate tutti i link in fondo alla pagina, dopo trascrizioni e traduzioni.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Hey, (dopo) l'esperimento ieri di registrazione, stando al tavolo della cucina, mentre vengo inondata dal sole che entra dalla finestra e bevo la mia tazza di caffè lungo, all'americana, sotto lo sguardo vigile di Mazinga, il gatto grande o Sputnik, il gatto più piccolo, ho deciso di ripetere l'esperimento perché non ho voglia di andare nella stanza dove ho messo su il mio studio di registrazione perché è dall'altra parte della casa e lì il sole arriva di pomeriggio, quindi adesso non c'è il sole e sinceramente sto così bene al sole che, s ho deciso di rimanere qua. <br>Di cosa vi voglio parlare oggi? Voglio parlare di una cosa che mi ha colpito e mi ha fatto ricordare di una cosa letta molto tempo fa. La cosa che mi ha colpito è un nuovo podcast della BBC che si chiama Vishal, vi metterò il link nelle note del programma, e racconta la storia, io non conoscevo questa storia, di questo bambino che il giorno del matrimonio di Prince Charles e Lady Diana, quindi parliamo di una quarantina d'anni fa, è andato con la sua famiglia, lui era un bambino, andato con la sua famiglia come tutti gli altri a vedere il passaggio della carrozza, a salutare eccetera eccetera, e questo bambino si è perduto nella folla.<br>Ora, non ho ancora iniziato ad ascoltare il podcast, quindi non so se sia stato ritrovato, cosa sia successo, di cosa parla il podcast, però mi ha portato alla mente un'altra storia, questa volta fittizia, che avevo letto un bel po' di tempo fa, in un libro di Alex Garland.<br>Alex Garland è l'autore che io ho conosciuto con il libro bellissimo The Beach, l'ultima spiaggia in italiano, e che poi il suo secondo libro era The Tesseract, che in italiano è stato pubblicato col titolo Black Dog, e che parla di questo ragazzino che viene da un paesino dell'entroterra, penso fosse del Sud America, e va col papà nella città principale, al mercato, e lì, mentre col papà, alla città principale, il papà, muore, gli viene un infarto, non mi ricordo, e questo bambino si trova da solo in questa città e naturalmente è molto piccolo, ha tre quattro anni quindi non non sa neanche il suo nome, non riesce a esprimersi, e racconta il libro la storia di questo uomo, ormai adulto, che vive in questa città e l'unica cosa che si ricorda è che è stato lì col padre il padre è morto e lui non ha più nessun legame con la sua famiglia.<br>È una situazione che mentre leggevo il libro mi aveva veramente incuriosito e anche inquietato, perché, se ci pensiamo, sono molte le occasioni in cui noi, anche quando siamo in vacanza, magari siamo piccoli, non abbiamo i documenti e potrebbe succedere qualsiasi cosa e potremmo veramente ritrovarci abbandonati in una città dove nessuno ci conosce.<br>È una cosa molto inquietante. Vi metto il link e i libri sono molto belli, e l'autore, ho scoperto, poi è diventato super famoso.<br><b></b><br><b>TRANSLATION</b><br>Hey, (after) yesterday's recording experiment, sitting at the kitchen table, as I get bathed in the sun coming in through the window and drink my cup of long, American-style coffee, under the watchful eye of Mazinga, the big cat o Sputnik, the smaller one, I decided to repeat the experiment because I don't feel like going to the room where I set up my recording studio because it's on the other side of the house and the sun comes in the afternoon there, so now there is no sun and honestly I feel so good in the sun that I decided to stay here.<br><br>What do I want to talk to you about today? I want to talk about something that struck me and reminded me of something I read a long time ago. The thing that struck me is a <b>new BBC podcast called Vishal</b>, I'll put the link in the program notes, and it tells the story, I didn't know this story, of this child who on the wedding day of Prince Charles and Lady Daiana, so let's talk about forty years ago, he went with his family, he was a child, he went with his family like everyone else to see the carriage go by, to say hello, etc., etc., and this child lost in the crowd.<br><br>Now, I haven't started listening to the podcast yet, so I don't know if it's been found again, what happened, what the podcast is about, but it reminded me of another story, this time fictitious, that I had read quite a bit time ago, in a book by <b>Alex Garland</b>.<br><br>Alex Garland is the author whom I met with the beautiful book <b>The Beach</b>, the last beach in Italian, and who then had his second book <b>The Tesseract</b>, which in Italian was published under the title Black Dog, and which talks about this little boy who comes from an inland village, I think he was from South America, and goes with his father to the main city, to the market, and there, while with his father, in the main city, his father dies, he has a heart attack, he doesn't I remember, and this boy is alone in this city and of course he's very young, he's three or four years old so he doesn't even know his name, he can't express himself, and the book tells the story of this man, now an adult, who lives in this city and the only thing he remembers is that he was there with his father, his father died and he no longer has any connection with his family.<br><br>It's a situation that while I was reading the book had really intrigued and even disturbed me, because, if we think about it, there are many occasions when we, even when we're on vacation, maybe we're small, we don't have papers and anything could happen and we could truly find ourselves marooned in a city where no one knows us. It's a very disturbing thing. I'll put the link to you and the books are very good, and the author, I discovered, then became super famous.<br><br><br><b>LINK</b><br><b>L'autore e regista Alex Garland</b> (vale la pena una lettura) <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alex_Garland#Biografia" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Alex_Garland#Biografia</a><br><b>Il nuovo podcast della BBC</b> <a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/vishal/id1681787156" rel="noreferrer noopener">https://podcasts.apple.com/us/podcast/vishal/id1681787156</a>]]>
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        <![CDATA[Un bambino che va con la famiglia a vedere il matrimonio di Charles e Lady Diana e si perde nella folla, questo l'argomento di un nuovo podcast che ha attirato la mia attenzione e mi ha fatto tornare in mente un libro letto molti anni fa che trattava di un tema simile. Naturalmente trovate tutti i link in fondo alla pagina, dopo trascrizioni e traduzioni.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Hey, (dopo) l'esperimento ieri di registrazione, stando al tavolo della cucina, mentre vengo inondata dal sole che entra dalla finestra e bevo la mia tazza di caffè lungo, all'americana, sotto lo sguardo vigile di Mazinga, il gatto grande o Sputnik, il gatto più piccolo, ho deciso di ripetere l'esperimento perché non ho voglia di andare nella stanza dove ho messo su il mio studio di registrazione perché è dall'altra parte della casa e lì il sole arriva di pomeriggio, quindi adesso non c'è il sole e sinceramente sto così bene al sole che, s ho deciso di rimanere qua. <br>Di cosa vi voglio parlare oggi? Voglio parlare di una cosa che mi ha colpito e mi ha fatto ricordare di una cosa letta molto tempo fa. La cosa che mi ha colpito è un nuovo podcast della BBC che si chiama Vishal, vi metterò il link nelle note del programma, e racconta la storia, io non conoscevo questa storia, di questo bambino che il giorno del matrimonio di Prince Charles e Lady Diana, quindi parliamo di una quarantina d'anni fa, è andato con la sua famiglia, lui era un bambino, andato con la sua famiglia come tutti gli altri a vedere il passaggio della carrozza, a salutare eccetera eccetera, e questo bambino si è perduto nella folla.<br>Ora, non ho ancora iniziato ad ascoltare il podcast, quindi non so se sia stato ritrovato, cosa sia successo, di cosa parla il podcast, però mi ha portato alla mente un'altra storia, questa volta fittizia, che avevo letto un bel po' di tempo fa, in un libro di Alex Garland.<br>Alex Garland è l'autore che io ho conosciuto con il libro bellissimo The Beach, l'ultima spiaggia in italiano, e che poi il suo secondo libro era The Tesseract, che in italiano è stato pubblicato col titolo Black Dog, e che parla di questo ragazzino che viene da un paesino dell'entroterra, penso fosse del Sud America, e va col papà nella città principale, al mercato, e lì, mentre col papà, alla città principale, il papà, muore, gli viene un infarto, non mi ricordo, e questo bambino si trova da solo in questa città e naturalmente è molto piccolo, ha tre quattro anni quindi non non sa neanche il suo nome, non riesce a esprimersi, e racconta il libro la storia di questo uomo, ormai adulto, che vive in questa città e l'unica cosa che si ricorda è che è stato lì col padre il padre è morto e lui non ha più nessun legame con la sua famiglia.<br>È una situazione che mentre leggevo il libro mi aveva veramente incuriosito e anche inquietato, perché, se ci pensiamo, sono molte le occasioni in cui noi, anche quando siamo in vacanza, magari siamo piccoli, non abbiamo i documenti e potrebbe succedere qualsiasi cosa e potremmo veramente ritrovarci abbandonati in una città dove nessuno ci conosce.<br>È una cosa molto inquietante. Vi metto il link e i libri sono molto belli, e l'autore, ho scoperto, poi è diventato super famoso.<br><b></b><br><b>TRANSLATION</b><br>Hey, (after) yesterday's recording experiment, sitting at the kitchen table, as I get bathed in the sun coming in through the window and drink my cup of long, American-style coffee, under the watchful eye of Mazinga, the big cat o Sputnik, the smaller one, I decided to repeat the experiment because I don't feel like going to the room where I set up my recording studio because it's on the other side of the house and the sun comes in the afternoon there, so now there is no sun and honestly I feel so good in the sun that I decided to stay here.<br><br>What do I want to talk to you about today? I want to talk about something that struck me and reminded me of something I read a long time ago. The thing that struck me is a <b>new BBC podcast called Vishal</b>, I'll put the link in the program notes, and it tells the story, I didn't know this story, of this child who on the wedding day of Prince Charles and Lady Daiana, so let's talk about forty years ago, he went with his family, he was a child, he went with his family like everyone else to see the carriage go by, to say hello, etc., etc., and this child lost in the crowd.<br><br>Now, I haven't started listening to the podcast yet, so I don't know if it's been found again, what happened, what the podcast is about, but it reminded me of another story, this time fictitious, that I had read quite a bit time ago, in a book by <b>Alex Garland</b>.<br><br>Alex Garland is the author whom I met with the beautiful book <b>The Beach</b>, the last beach in Italian, and who then had his second book <b>The Tesseract</b>, which in Italian was published under the title Black Dog, and which talks about this little boy who comes from an inland village, I think he was from South America, and goes with his father to the main city, to the market, and there, while with his father, in the main city, his father dies, he has a heart attack, he doesn't I remember, and this boy is alone in this city and of course he's very young, he's three or four years old so he doesn't even know his name, he can't express himself, and the book tells the story of this man, now an adult, who lives in this city and the only thing he remembers is that he was there with his father, his father died and he no longer has any connection with his family.<br><br>It's a situation that while I was reading the book had really intrigued and even disturbed me, because, if we think about it, there are many occasions when we, even when we're on vacation, maybe we're small, we don't have papers and anything could happen and we could truly find ourselves marooned in a city where no one knows us. It's a very disturbing thing. I'll put the link to you and the books are very good, and the author, I discovered, then became super famous.<br><br><br><b>LINK</b><br><b>L'autore e regista Alex Garland</b> (vale la pena una lettura) <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alex_Garland#Biografia" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Alex_Garland#Biografia</a><br><b>Il nuovo podcast della BBC</b> <a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/vishal/id1681787156" rel="noreferrer noopener">https://podcasts.apple.com/us/podcast/vishal/id1681787156</a>]]>
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      <pubDate>Wed, 19 Apr 2023 06:04:57 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 473 - Dalla cucina, direttamente dal cellulare</title>
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        <![CDATA[Esperimento di messa in onda: direttamente dall app usando il cellulare, dal tavolo della cucina, uscendo sul balcone e inserendo effetti sonori. <br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br></b><br>Ok allora sto provando una nuova, un nuovo setting del programma che uso per mettere in onda i miei podcast. Sto registrando direttamente dalla app, quindi non dal mio computer col microfono, con il programma che registra bene, le cuffie ecc. Ma sono letteralmente in cucina, forse riuscite a sentire l'orologio, col ticchettio in sottofondo, ho il mio laptop aperto, ma solo per vedere le email, mattina presto, mi sono appena alzata, o alzata da poco, sto facendo colazione a fianco a me sul tavolo, indifferente alle mie richieste di scendere dal tavolo, c'è la Grande Mazinga, il mio gatto gigantesco, che a lei piace starmi vicino in ogni modo possibile e immaginabile, anche in modi un po' sconvenienti, quando ad esempio io sono immersa nel lavoro, sto scrivendo sulla mia tastiera al tavolo e lei si mette letteralmente tra le mie mani e la tastiera, perché considera importante in quel momento che io lasci qualsiasi cosa che sto facendo per occuparmi invece di lei. Quindi mi mi dà colpi di testa alla mano, e se poi io commetto il terribile errore di darle una carezza sulla testa, quello per lei è il segnale che si può andare avanti e tormentarmi, torturarmi per avere altre carezze.<br><br>Adesso mi alzo e mi sposto sul balcone e appena aprirò la finestra sulla porta finestra sentirete come cambia l'audio. Perché come ho detto diverse volte, il mio appartamento è in una zona molto trafficata di negozi, ma soprattutto c'è un supermercato qua davanti a casa che la mattina presto riceve le consegne della roba che poi espone e le riceve dentro questo grande camion frigo che sta fermo lì per mezz'ora e quindi fa un sacco di rumore.<br><br>Devo anche tenere d'occhio il tempo che sta trascorrendo, scritto in minuscolo e in grigio sullo sfondo nero, il tempo che trascorre, perché sapete che io non faccio editing, quindi deve limitarsi tutto ai 3 minuti.<br><br>Non so nemmeno come farò poi a trasportare questo file che sto registrando dal cellulare, a trasportarlo dentro il nuovo dentro casa, a trasportarlo nel computer per mettere poi il logo, far le trascrizioni le traduzioni varie eccetera.<br><br>Voglio vedere come... Abbiamo anche degli effetti sonori qui, metto un effetto sonoro da questo programma, non so se si sente o se non si sente comunque, vabbè basta effetto sonoro, se ce l'avete sentito e finisco qua. Ok, a domani.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Okay so I'm trying a new one, a new setting of the program that I use to put my podcasts on the air. I am recording directly from the app, so not from my computer with the microphone, with the program recording well, headphones, etc. But I am literally in the kitchen, maybe you can hear the clock, with the ticking in the background, I have my laptop open, but only to see emails, early morning, I got up not long ago, or just got up, I'm having breakfast next to me on the table, indifferent to my requests to get off the table, there's Big Mazinga, my giant cat, she likes to be near me in every possible and imaginable way, even in somewhat inconvenient ways, when for example I am immersed in work, I am typing on my keyboard at the desk and she literally gets between my hands and the keyboard, because she considers it important at that moment that I leave whatever I am doing to take care of her instead. So she headbutts my hand, and if I then make the terrible mistake of patting her head, that for her is the signal that you can go ahead and torment me, torture me for more caresses.<br><br>Now I'm going to get up and move to the balcony, and as soon as I open the window on the balcony door you'll hear how the audio changes. Because as I've said several times, my apartment is in a very busy shopping area, but mostly there's a supermarket here in front of the house that early in the morning gets deliveries of the stuff that it then displays and gets them inside this big refrigerated truck that sits there for half an hour and so it makes a lot of noise.<br><br>I also have to keep an eye on the time I'm recording, written in lower case and gray on the black background, the time I have been recording, because you know I don't do editing, so it all has to be limited to the 3 minutes.<br><br>I don't even know how I'm going to then transport this file that I'm recording from the cell phone, transport it inside the computer, here, I get back inside, to transport it into the computer to then put the logo, do the transcriptions the various translations and so on.<br><br>I want to see how ... We also have sound effects here, I'm going to put a sound effect from this program, I don't know if you can hear it or not, I can't hear it anyway, whatever, enough sound effect, if you've heard then ok, I'll end here. Okay, see you tomorrow.]]>
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        <![CDATA[Esperimento di messa in onda: direttamente dall app usando il cellulare, dal tavolo della cucina, uscendo sul balcone e inserendo effetti sonori. <br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br></b><br>Ok allora sto provando una nuova, un nuovo setting del programma che uso per mettere in onda i miei podcast. Sto registrando direttamente dalla app, quindi non dal mio computer col microfono, con il programma che registra bene, le cuffie ecc. Ma sono letteralmente in cucina, forse riuscite a sentire l'orologio, col ticchettio in sottofondo, ho il mio laptop aperto, ma solo per vedere le email, mattina presto, mi sono appena alzata, o alzata da poco, sto facendo colazione a fianco a me sul tavolo, indifferente alle mie richieste di scendere dal tavolo, c'è la Grande Mazinga, il mio gatto gigantesco, che a lei piace starmi vicino in ogni modo possibile e immaginabile, anche in modi un po' sconvenienti, quando ad esempio io sono immersa nel lavoro, sto scrivendo sulla mia tastiera al tavolo e lei si mette letteralmente tra le mie mani e la tastiera, perché considera importante in quel momento che io lasci qualsiasi cosa che sto facendo per occuparmi invece di lei. Quindi mi mi dà colpi di testa alla mano, e se poi io commetto il terribile errore di darle una carezza sulla testa, quello per lei è il segnale che si può andare avanti e tormentarmi, torturarmi per avere altre carezze.<br><br>Adesso mi alzo e mi sposto sul balcone e appena aprirò la finestra sulla porta finestra sentirete come cambia l'audio. Perché come ho detto diverse volte, il mio appartamento è in una zona molto trafficata di negozi, ma soprattutto c'è un supermercato qua davanti a casa che la mattina presto riceve le consegne della roba che poi espone e le riceve dentro questo grande camion frigo che sta fermo lì per mezz'ora e quindi fa un sacco di rumore.<br><br>Devo anche tenere d'occhio il tempo che sta trascorrendo, scritto in minuscolo e in grigio sullo sfondo nero, il tempo che trascorre, perché sapete che io non faccio editing, quindi deve limitarsi tutto ai 3 minuti.<br><br>Non so nemmeno come farò poi a trasportare questo file che sto registrando dal cellulare, a trasportarlo dentro il nuovo dentro casa, a trasportarlo nel computer per mettere poi il logo, far le trascrizioni le traduzioni varie eccetera.<br><br>Voglio vedere come... Abbiamo anche degli effetti sonori qui, metto un effetto sonoro da questo programma, non so se si sente o se non si sente comunque, vabbè basta effetto sonoro, se ce l'avete sentito e finisco qua. Ok, a domani.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Okay so I'm trying a new one, a new setting of the program that I use to put my podcasts on the air. I am recording directly from the app, so not from my computer with the microphone, with the program recording well, headphones, etc. But I am literally in the kitchen, maybe you can hear the clock, with the ticking in the background, I have my laptop open, but only to see emails, early morning, I got up not long ago, or just got up, I'm having breakfast next to me on the table, indifferent to my requests to get off the table, there's Big Mazinga, my giant cat, she likes to be near me in every possible and imaginable way, even in somewhat inconvenient ways, when for example I am immersed in work, I am typing on my keyboard at the desk and she literally gets between my hands and the keyboard, because she considers it important at that moment that I leave whatever I am doing to take care of her instead. So she headbutts my hand, and if I then make the terrible mistake of patting her head, that for her is the signal that you can go ahead and torment me, torture me for more caresses.<br><br>Now I'm going to get up and move to the balcony, and as soon as I open the window on the balcony door you'll hear how the audio changes. Because as I've said several times, my apartment is in a very busy shopping area, but mostly there's a supermarket here in front of the house that early in the morning gets deliveries of the stuff that it then displays and gets them inside this big refrigerated truck that sits there for half an hour and so it makes a lot of noise.<br><br>I also have to keep an eye on the time I'm recording, written in lower case and gray on the black background, the time I have been recording, because you know I don't do editing, so it all has to be limited to the 3 minutes.<br><br>I don't even know how I'm going to then transport this file that I'm recording from the cell phone, transport it inside the computer, here, I get back inside, to transport it into the computer to then put the logo, do the transcriptions the various translations and so on.<br><br>I want to see how ... We also have sound effects here, I'm going to put a sound effect from this program, I don't know if you can hear it or not, I can't hear it anyway, whatever, enough sound effect, if you've heard then ok, I'll end here. Okay, see you tomorrow.]]>
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      <pubDate>Tue, 18 Apr 2023 06:22:28 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 472 Niente borse!</title>
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        <![CDATA[La mia èuna vera e propria crociata, contro l'uso delle borse, che cerco di evitare come la peste ogni volta che posso. Vuoi mettere, la sensazione di passeggiare con le mani in tasca, fischiettante, senza pesi sulle spalle?<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Vi ho già detto che non uso bors? Non mi ricordo. Cioè, cerco di non usare borse. Perché mi impicciano, perché mi occupano le mani, perché ho notato che il 99% delle donne che incontro o incrocio per strada ha con sé una borsa, mentre gli uomini no. E questa cosa mi fa arrabbiare perché c'è dietro un discorso culturale.<br><br>Non sono sempre stata così, ho infatti tantissime borse a casa, molte più di quanto non ne usi, appunto perché cerco di evitare sempre di usarle. Un tempo, quando dovevo andare in giro con il mio computer portatile, avevo borse di diversi tipi, di diverse dimensioni, quasi tutte molto grandi, alcune anche molto belle, che però non uso più perché ormai il computer non ti serve più dietro come un tempo, quando devo accedere alle email e altre cose posso farlo tranquillamente dal cellulare, e questo mi ha aiutato a disfarmi dalle borse.<br><br>Portare la borsa soprattutto a tracolla, fa male alla schiena perché ci sbilancia da una parte, me ne accorgo quando devo, sono costretta a uscire con la borsa che mi fa male la spalla. Si può supplire con lo zaino, infatti io quando devo portarmi dietro il mio laptop adesso uso uno zaino, apposta acquistato per trasportare il computer, quindi si apre anche completamente, così che quando devo andare ai controlli in aeroporto è molto più facile accedere.<br><br>Uso poi, quando non posso farne a meno, delle borse che mi metto in vita, specie di marsupi, anche se sono un po' più carini, un po' più diciamo alla moda, non come quelli vecchi di plastica con la cerniera.<br><br>Sì, c'è una vera e propria lotta che sto portando avanti, una vera e propria crociata che porto avanti contro le borse. Mi direte voi vabbe' ma, quando esci, poi dove ti metti le cose?<br>Allora ho le tasche dei pantaloni, ho le tasche delle giacche, poi i miei piccoli marsupi, e, effettivamente oggi abbiamo il vantaggio di... le cose che mi servono sono il telefono, un mini portamonete dove ci sono veramente solo le carte, le chiavi di casa e poi le cuffie per ascoltare i podcast. E queste cose qua, credetemi, stanno letteralmente nelle vostre tasche.<br><br>Anche perché quando mi guardo attorno e vedo le donne con queste borse gigantesche, io lo so cosa succede, che poi più la borsa è grande, più ci metti le cose dentro e quando la borsa è piena di cose, come se non avessi niente, perché stai sempre lì a frugare, a cercare.<br><br>E poi il contenuto delle borse grandi, quelle piene zeppe, la gente manco le usa, perché il rossetto te lo metti prima di uscire. Ripeto, sono veramente due, tre le cose che servono, le altre si portano dietro così, casomai tipo coperta di Linus, però invece non vengono mai utilizzate.<br><br>Provate anche voi donne che mi state ascoltando, provate a uscire un giorno senza la borsa e a ficcarvi tutte le cose che vi servono nelle tasche, e fatemi sapere se funziona, fatemi sapere come va.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Did I mention I don't use bags? I do not remember. I mean, I try not to use bags. Because they get in my way, because they occupy my hands, because I've noticed that 99% of the women I meet or cross on the street have a bag with them, while men don't. And this thing makes me angry because there is a cultural discourse behind it.<br><br>I haven't always been like this, in fact I have lots of bags at home, many more than I use, precisely because I always try to avoid using them. Once upon a time, when I had to go around with my laptop, I had bags of different types, of different sizes, almost all very large, some even very beautiful, which I no longer use, however, because now you no longer need the computer behind you as a time, when I have to access emails and other things I can easily do it from my mobile, and this has helped me to get rid of the bags.<br><br>Carrying the bag especially over the shoulder, it hurts the back because it throws us off balance, I notice it when I have to, I'm forced to go out with the bag because my shoulder hurts. You can make up for it with a backpack, in fact when I have to carry my laptop around I now use a backpack, bought specifically to carry the computer, so it also opens completely, so that when I have to go to the airport checkpoints it is much easier to access. Then, when I can't do without them, I use bags that I wear around my waist, sort of fanny packs, even if they're a little prettier, a little more let's say fashionable, not like the old plastic ones with a zipper.<br><br>Yes, there's a real fight I'm carrying on, a real crusade I'm carrying on against the bags. You'll tell me ok but, when you go out, where do you put your things? So I have trouser pockets, I have jacket pockets, then my little fanny packs, and actually today we have the advantage of... the things I need are the telephone, a mini purse where there really are only cards, the house keys and then headphones to listen to podcasts. And these things here, believe me, are literally in your pocket.<br><br>Also because when I look around and see women with these gigantic bags, I know what happens, that the bigger the bag, the more things you put inside and when the bag is full of things, it is as if you don't have them, because you're always there rummaging, searching. And then the contents of the big bags, the ones full to the brim, people don't even use them, because you put on lipstick before going out.<br><br>I repeat, there are really two, three things that are needed, the others are carried around like this, if anything, like a Linus blanket, but instead they are never used.<br><br>Have a go, women listening to this podcast, try going out one day without a purse and stuffing all the things you need into your pockets, and let me know if it works, let me know how it goes.]]>
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        <![CDATA[La mia èuna vera e propria crociata, contro l'uso delle borse, che cerco di evitare come la peste ogni volta che posso. Vuoi mettere, la sensazione di passeggiare con le mani in tasca, fischiettante, senza pesi sulle spalle?<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Vi ho già detto che non uso bors? Non mi ricordo. Cioè, cerco di non usare borse. Perché mi impicciano, perché mi occupano le mani, perché ho notato che il 99% delle donne che incontro o incrocio per strada ha con sé una borsa, mentre gli uomini no. E questa cosa mi fa arrabbiare perché c'è dietro un discorso culturale.<br><br>Non sono sempre stata così, ho infatti tantissime borse a casa, molte più di quanto non ne usi, appunto perché cerco di evitare sempre di usarle. Un tempo, quando dovevo andare in giro con il mio computer portatile, avevo borse di diversi tipi, di diverse dimensioni, quasi tutte molto grandi, alcune anche molto belle, che però non uso più perché ormai il computer non ti serve più dietro come un tempo, quando devo accedere alle email e altre cose posso farlo tranquillamente dal cellulare, e questo mi ha aiutato a disfarmi dalle borse.<br><br>Portare la borsa soprattutto a tracolla, fa male alla schiena perché ci sbilancia da una parte, me ne accorgo quando devo, sono costretta a uscire con la borsa che mi fa male la spalla. Si può supplire con lo zaino, infatti io quando devo portarmi dietro il mio laptop adesso uso uno zaino, apposta acquistato per trasportare il computer, quindi si apre anche completamente, così che quando devo andare ai controlli in aeroporto è molto più facile accedere.<br><br>Uso poi, quando non posso farne a meno, delle borse che mi metto in vita, specie di marsupi, anche se sono un po' più carini, un po' più diciamo alla moda, non come quelli vecchi di plastica con la cerniera.<br><br>Sì, c'è una vera e propria lotta che sto portando avanti, una vera e propria crociata che porto avanti contro le borse. Mi direte voi vabbe' ma, quando esci, poi dove ti metti le cose?<br>Allora ho le tasche dei pantaloni, ho le tasche delle giacche, poi i miei piccoli marsupi, e, effettivamente oggi abbiamo il vantaggio di... le cose che mi servono sono il telefono, un mini portamonete dove ci sono veramente solo le carte, le chiavi di casa e poi le cuffie per ascoltare i podcast. E queste cose qua, credetemi, stanno letteralmente nelle vostre tasche.<br><br>Anche perché quando mi guardo attorno e vedo le donne con queste borse gigantesche, io lo so cosa succede, che poi più la borsa è grande, più ci metti le cose dentro e quando la borsa è piena di cose, come se non avessi niente, perché stai sempre lì a frugare, a cercare.<br><br>E poi il contenuto delle borse grandi, quelle piene zeppe, la gente manco le usa, perché il rossetto te lo metti prima di uscire. Ripeto, sono veramente due, tre le cose che servono, le altre si portano dietro così, casomai tipo coperta di Linus, però invece non vengono mai utilizzate.<br><br>Provate anche voi donne che mi state ascoltando, provate a uscire un giorno senza la borsa e a ficcarvi tutte le cose che vi servono nelle tasche, e fatemi sapere se funziona, fatemi sapere come va.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Did I mention I don't use bags? I do not remember. I mean, I try not to use bags. Because they get in my way, because they occupy my hands, because I've noticed that 99% of the women I meet or cross on the street have a bag with them, while men don't. And this thing makes me angry because there is a cultural discourse behind it.<br><br>I haven't always been like this, in fact I have lots of bags at home, many more than I use, precisely because I always try to avoid using them. Once upon a time, when I had to go around with my laptop, I had bags of different types, of different sizes, almost all very large, some even very beautiful, which I no longer use, however, because now you no longer need the computer behind you as a time, when I have to access emails and other things I can easily do it from my mobile, and this has helped me to get rid of the bags.<br><br>Carrying the bag especially over the shoulder, it hurts the back because it throws us off balance, I notice it when I have to, I'm forced to go out with the bag because my shoulder hurts. You can make up for it with a backpack, in fact when I have to carry my laptop around I now use a backpack, bought specifically to carry the computer, so it also opens completely, so that when I have to go to the airport checkpoints it is much easier to access. Then, when I can't do without them, I use bags that I wear around my waist, sort of fanny packs, even if they're a little prettier, a little more let's say fashionable, not like the old plastic ones with a zipper.<br><br>Yes, there's a real fight I'm carrying on, a real crusade I'm carrying on against the bags. You'll tell me ok but, when you go out, where do you put your things? So I have trouser pockets, I have jacket pockets, then my little fanny packs, and actually today we have the advantage of... the things I need are the telephone, a mini purse where there really are only cards, the house keys and then headphones to listen to podcasts. And these things here, believe me, are literally in your pocket.<br><br>Also because when I look around and see women with these gigantic bags, I know what happens, that the bigger the bag, the more things you put inside and when the bag is full of things, it is as if you don't have them, because you're always there rummaging, searching. And then the contents of the big bags, the ones full to the brim, people don't even use them, because you put on lipstick before going out.<br><br>I repeat, there are really two, three things that are needed, the others are carried around like this, if anything, like a Linus blanket, but instead they are never used.<br><br>Have a go, women listening to this podcast, try going out one day without a purse and stuffing all the things you need into your pockets, and let me know if it works, let me know how it goes.]]>
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      <pubDate>Mon, 17 Apr 2023 07:12:14 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La mia èuna vera e propria crociata, contro l'uso delle borse, che cerco di evitare come la peste ogni volta che posso. Vuoi mettere, la sensazione di passeggiare con le mani in tasca, fischiettante, senza pesi sulle spalle?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Vi ho già detto che non uso bors? Non mi ricordo. Cioè, cerco di non usare borse. Perché mi impicciano, perché mi occupano le mani, perché ho notato che il 99% delle donne che incontro o incrocio per strada ha con sé una borsa, mentre gli uomini no. E questa cosa mi fa arrabbiare perché c'è dietro un discorso culturale.Non sono sempre stata così, ho infatti tantissime borse a casa, molte più di quanto non ne usi, appunto perché cerco di evitare sempre di usarle. Un tempo, quando dovevo andare in giro con il mio computer portatile, avevo borse di diversi tipi, di diverse dimensioni, quasi tutte molto grandi, alcune anche molto belle, che però non uso più perché ormai il computer non ti serve più dietro come un tempo, quando devo accedere alle email e altre cose posso farlo tranquillamente dal cellulare, e questo mi ha aiutato a disfarmi dalle borse.Portare la borsa soprattutto a tracolla, fa male alla schiena perché ci sbilancia da una parte, me ne accorgo quando devo, sono costretta a uscire con la borsa che mi fa male la spalla. Si può supplire con lo zaino, infatti io quando devo portarmi dietro il mio laptop adesso uso uno zaino, apposta acquistato per trasportare il computer, quindi si apre anche completamente, così che quando devo andare ai controlli in aeroporto è molto più facile accedere.Uso poi, quando non posso farne a meno, delle borse che mi metto in vita, specie di marsupi, anche se sono un po' più carini, un po' più diciamo alla moda, non come quelli vecchi di plastica con la cerniera.Sì, c'è una vera e propria lotta che sto portando avanti, una vera e propria crociata che porto avanti contro le borse. Mi direte voi vabbe' ma, quando esci, poi dove ti metti le cose?Allora ho le tasche dei pantaloni, ho le tasche delle giacche, poi i miei piccoli marsupi, e, effettivamente oggi abbiamo il vantaggio di... le cose che mi servono sono il telefono, un mini portamonete dove ci sono veramente solo le carte, le chiavi di casa e poi le cuffie per ascoltare i podcast. E queste cose qua, credetemi, stanno letteralmente nelle vostre tasche.Anche perché quando mi guardo attorno e vedo le donne con queste borse gigantesche, io lo so cosa succede, che poi più la borsa è grande, più ci metti le cose dentro e quando la borsa è piena di cose, come se non avessi niente, perché stai sempre lì a frugare, a cercare.E poi il contenuto delle borse grandi, quelle piene zeppe, la gente manco le usa, perché il rossetto te lo metti prima di uscire. Ripeto, sono veramente due, tre le cose che servono, le altre si portano dietro così, casomai tipo coperta di Linus, però invece non vengono mai utilizzate.Provate anche voi donne che mi state ascoltando, provate a uscire un giorno senza la borsa e a ficcarvi tutte le cose che vi servono nelle tasche, e fatemi sapere se funziona, fatemi sapere come va.TRANSLATIONDid I mention I don't use bags? I do not remember. I mean, I try not to use bags. Because they get in my way, because they occupy my hands, because I've noticed that 99% of the women I meet or cross on the street have a bag with them, while men don't. And this thing makes me angry because there is a cultural discourse behind it.I haven't always been like this, in fact I have lots of bags at home, many more than I use, precisely because I always try to avoid using them. Once upon a time, when I had to go around with my laptop, I had bags of different types, of different sizes, almost all very large, some even very beautiful, which I no longer use, however, because now you no longer need the computer behind you as a time,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La mia èuna vera e propria crociata, contro l'uso delle borse, che cerco di evitare come la peste ogni volta che posso. Vuoi mettere, la sensazione di passeggiare con le mani in tasca, fischiettante, senza pesi sulle spalle?TRASCRIZIONE [ENG translation b</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 471 Rumori vecchi</title>
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        <![CDATA[Fermatevi un attimo a riflettere quanto è cambiato il paesaggio sonoro rispetto al passato: oggi la mattina il rumore che sento è quello delle serrande dei negozi che si aprono, prima le mie giornate venivano scandite dalle campane della chiesa dietro casa: i quarti, la mezza, meno un quarto e ora piena.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Oggi che è domenica c'è meno rumore del solito per strada, nel senso che c'è meno traffico, quindi meno rumore di auto, le serrande non vengono sollevate con quel terribile rumore alle sei, alle sette del mattino, c'è anche meno gente per strada.<br><br>Io abito al quarto piano, però dalla mia finestra, anche se ho i doppi vetri isolanti che cercano di tenere fuori il rumore, il rumore della città entra comunque.<br><br>Poco fa sentivo suonare le campane, era un suono molto distante. Mi ricordo quando invece abitavo a casa della mia famiglia, nel quartiere medioevale, quindi con meno macchine, palazzi più bassi, molte chiese molto vicino a casa della mia famiglia, sentivo il rumore della campana molto più forte, il rumore della campana della chiesa, la chiesa di Santa Croce era veramente presente nella mia giornata.<br><br>Mi ricordo quando ero nella mia stanza, non c'era nemmeno bisogno che guardassi l'orologio perché suonava il quarto d'ora, la mezza, meno un quarto e poi l'ora piena.<br><br>Oggi nelle città tutti questi suoni si sono un po', si sono completamente persi. Esistono ancora, però non li percepiamo più perché vengono coperti da un rumore bianco continuo che è l'inquinamento acustico di cui non ci rendiamo conto, perchè appunto è un rumore continuo, come quando c'è l'aria condizionata il vuuuu, e ci rendiamo conto che c'è solo quando smette di essere crea il vuoto.<br>E stavo riflettendo su come dovevano essere diverse un tempo le strade, un tempo i rumori che si sentivano nelle strade. Pensate un po', che ne so, tre, 400 anni fa o anche 500 anni fa, quando le strade non erano asfaltate, non c'erano le automobili, per cui si sentivano il rumore delle ruote delle carrozze che sbattevano contro il selciato e contro le pietre che sporgevano da terra, la polvere che si sollevava.<br><br>O pensate anche le scene di un mercato, quando bisognava fare attenzione all'urlo del ciabattino che passava, oppure del maniscalco, oppure dell'arrotino perché erano informazioni che dicevano alle persone che stavano dentro le loro case, esci perché adesso c'è questo artigiano che può offrirti il servizio di cui hai bisogno. Quindi le grida, anche delle persone che vendevano, erano grida, erano tipo pubblicità, erano delle cose che la gente ascoltava per capirne il contenuto perché le urla, e le grida eccetera trasmettevano informazioni, mentre oggi se ci pensiamo, i rumori che sentiamo trasmettono solo rumore, perché altrimenti abbiamo la nostra internet e i nostri cellulari che ci dicono esattamente quello che vogliamo sapere.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>I live on the fourth floor, however, from my window, even though I have double-glazed insulation that tries to keep the noise out, city noise still gets in.<br><br>Just now I could hear the bells ringing; it was a very distant sound. I remember when I lived in my family's house instead, in the medieval neighborhood, so with fewer cars, lower buildings, many churches very close to my family's house, I could hear the sound of the bell much louder, the sound of the church bell, the church of Santa Croce was really present in my day.<br><br>I remember when I was in my room, I didn't even need to look at the clock because it was ringing the quarter hour, the half hour, minus a quarter to and then the full hour.<br><br>Today in the cities all these sounds are somewhat, they are completely lost. They still exist, however, we no longer perceive them because they are covered by a continuous white noise that is noise pollution that we are not aware of, because precisely it is a continuous noise, like when there is air conditioning the vuuu, and we only realize it is there when it stops being creates a vacuum.<br>And I was reflecting on how different the streets must have once been, how different the noises on the streets must have once been. Think about, what do I know, three, 400 years ago or even 500 years ago, when the roads were not paved, there were no automobiles, so you could hear the sound of carriage wheels slamming against the pavement and against the stones protruding from the ground, the dust kicking up.<br><br>Or also think of the scenes in a market, when you had to pay attention to the shouting of the cobbler who was passing by, or the farrier, or the knife grinder because it was information that was telling the people who were inside their houses, get out because now there is this craftsman who can offer you the service you need. So the shouts, those of the people who were selling, they were shouts, they were like advertisements, they were things that people listened to in order to understand the content because the shouts, and the cries etc. conveyed information, whereas today if we think about it, the noises that we hear only convey noise, because otherwise we have our internet and our cell phones that tell us exactly what we want to know .]]>
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        <![CDATA[Fermatevi un attimo a riflettere quanto è cambiato il paesaggio sonoro rispetto al passato: oggi la mattina il rumore che sento è quello delle serrande dei negozi che si aprono, prima le mie giornate venivano scandite dalle campane della chiesa dietro casa: i quarti, la mezza, meno un quarto e ora piena.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Oggi che è domenica c'è meno rumore del solito per strada, nel senso che c'è meno traffico, quindi meno rumore di auto, le serrande non vengono sollevate con quel terribile rumore alle sei, alle sette del mattino, c'è anche meno gente per strada.<br><br>Io abito al quarto piano, però dalla mia finestra, anche se ho i doppi vetri isolanti che cercano di tenere fuori il rumore, il rumore della città entra comunque.<br><br>Poco fa sentivo suonare le campane, era un suono molto distante. Mi ricordo quando invece abitavo a casa della mia famiglia, nel quartiere medioevale, quindi con meno macchine, palazzi più bassi, molte chiese molto vicino a casa della mia famiglia, sentivo il rumore della campana molto più forte, il rumore della campana della chiesa, la chiesa di Santa Croce era veramente presente nella mia giornata.<br><br>Mi ricordo quando ero nella mia stanza, non c'era nemmeno bisogno che guardassi l'orologio perché suonava il quarto d'ora, la mezza, meno un quarto e poi l'ora piena.<br><br>Oggi nelle città tutti questi suoni si sono un po', si sono completamente persi. Esistono ancora, però non li percepiamo più perché vengono coperti da un rumore bianco continuo che è l'inquinamento acustico di cui non ci rendiamo conto, perchè appunto è un rumore continuo, come quando c'è l'aria condizionata il vuuuu, e ci rendiamo conto che c'è solo quando smette di essere crea il vuoto.<br>E stavo riflettendo su come dovevano essere diverse un tempo le strade, un tempo i rumori che si sentivano nelle strade. Pensate un po', che ne so, tre, 400 anni fa o anche 500 anni fa, quando le strade non erano asfaltate, non c'erano le automobili, per cui si sentivano il rumore delle ruote delle carrozze che sbattevano contro il selciato e contro le pietre che sporgevano da terra, la polvere che si sollevava.<br><br>O pensate anche le scene di un mercato, quando bisognava fare attenzione all'urlo del ciabattino che passava, oppure del maniscalco, oppure dell'arrotino perché erano informazioni che dicevano alle persone che stavano dentro le loro case, esci perché adesso c'è questo artigiano che può offrirti il servizio di cui hai bisogno. Quindi le grida, anche delle persone che vendevano, erano grida, erano tipo pubblicità, erano delle cose che la gente ascoltava per capirne il contenuto perché le urla, e le grida eccetera trasmettevano informazioni, mentre oggi se ci pensiamo, i rumori che sentiamo trasmettono solo rumore, perché altrimenti abbiamo la nostra internet e i nostri cellulari che ci dicono esattamente quello che vogliamo sapere.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>I live on the fourth floor, however, from my window, even though I have double-glazed insulation that tries to keep the noise out, city noise still gets in.<br><br>Just now I could hear the bells ringing; it was a very distant sound. I remember when I lived in my family's house instead, in the medieval neighborhood, so with fewer cars, lower buildings, many churches very close to my family's house, I could hear the sound of the bell much louder, the sound of the church bell, the church of Santa Croce was really present in my day.<br><br>I remember when I was in my room, I didn't even need to look at the clock because it was ringing the quarter hour, the half hour, minus a quarter to and then the full hour.<br><br>Today in the cities all these sounds are somewhat, they are completely lost. They still exist, however, we no longer perceive them because they are covered by a continuous white noise that is noise pollution that we are not aware of, because precisely it is a continuous noise, like when there is air conditioning the vuuu, and we only realize it is there when it stops being creates a vacuum.<br>And I was reflecting on how different the streets must have once been, how different the noises on the streets must have once been. Think about, what do I know, three, 400 years ago or even 500 years ago, when the roads were not paved, there were no automobiles, so you could hear the sound of carriage wheels slamming against the pavement and against the stones protruding from the ground, the dust kicking up.<br><br>Or also think of the scenes in a market, when you had to pay attention to the shouting of the cobbler who was passing by, or the farrier, or the knife grinder because it was information that was telling the people who were inside their houses, get out because now there is this craftsman who can offer you the service you need. So the shouts, those of the people who were selling, they were shouts, they were like advertisements, they were things that people listened to in order to understand the content because the shouts, and the cries etc. conveyed information, whereas today if we think about it, the noises that we hear only convey noise, because otherwise we have our internet and our cell phones that tell us exactly what we want to know .]]>
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      <pubDate>Sun, 16 Apr 2023 08:20:31 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 470 Flipper!</title>
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        <![CDATA[Il flipper occupa un posto particolare nell'immaginario di unsacco di gente. E questo vale anche per me, anche se io il mio primo flipper l'ho incontrato tra le pagine di una demenziale commedia di <b>Dario Fo</b>. Comunque mi segno da qualche parte una nota: andare a visitare il <b>Museo del Flipper</b> (vi metto il link al sito del museo in fondo alla pagina).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b><br>Il mio primo incontro con un flipper avvenne quando ero bambina, avevo circa dieci anni e una ragazza, una studentessa fuorisede che abitava vicino a casa mia aveva una grande biblioteca piena di libri e me ne prest uno intitolato <b><i>Gli arcangeli non giocano a flipper.</i></b><br><br>È un una commedia di <b>Dario Fo</b>, all'epoca non avevo idea di chi fosse Dario Fo, naturalmente, però lo lessi con grande interesse. Non ricordo quasi niente perché era una cosa molto strampalata, molto divertente, molto molto dadaista. Però ricordo che c'era il flipper nel titolo. Io ero una bambina, non non andavo nel bar a giocare a flipper, figuriamoci, poi all'epoca le ragazzine non andavano a giocare a flipper.<br><br>Più avanti nella vita invece i flipper li ho incontrati e ci ho giocato anche con con molto piacere, anche se non con troppo successo, non sono mai stata particolarmente brava, però continuo a trovare i flipper e degli oggetti incredibilmente affascinanti e mi dispiace molto che ormai non si trovino più quelli completamente meccanici, ormai sono quelli, i pochi che si trovano sono elettronici, sembrano più da videogioco che da flipper meccanico, e la maggior parte delle persone che prima giocava a flipper nei bar ora se lo vuole continuare a fare lo fa online.<br><br>La storia del flipper è molto, è stata molto combattuta perché c'è stato anche un periodo della storia dove, almeno negli Stati Uniti, non mi risulta che questo fosse accaduto in Italia, però negli Stati Uniti dagli anni '40 fino alla metà degli anni '70 era illegale giocare a flipper e le stesse macchine, i flipper erano illegali, per cui c'era la polizia che andava in giro, arrestava o molestava i proprietari dei flipper, e i flipper venivano raccolti, portati tutti insieme in un... da qualche parte, e venivano rotti a colpi di martello davanti al pubblico che, immagino, sarà stato lì ad applaudire.<br><br>Immaginate che scempio, che spreco pazzesco di queste macchine meravigliose e bellissime. Sì, perché era proibito, perché veniva considerato un gioco d'azzardo, poi a un certo punto qualcuno ha dimostrato, guardate, non è un gioco d'azzardo, un gioco di bravura se si impara a fare così così cosa si vince, e allora a metà degli anni '70 nel 1976, che negli Stati Uniti non fu più illegale giocare e possedere un flipper.<br><br>Perché oggi vi sto parlando del flipper? Perché ho letto che a Terni hanno aperto da pochissimo il museo del flipper, un museo dove non solo si può andare e ripercorrere la storia di questo affascinante oggetto, ma dove i visitatori possono anche metterci le mani sopra e giocare. Vi metto naturalmente i dati del Museo di Terni nelle note del programma e vi invito a fare un viaggio al Museo del Flipper. Buon gioco!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>My first encounter with a pinball machine took place when I was a child, I was about ten years old and a girl, an out-of-town student who lived near my house had a large library full of books and she lent me one entitled <b><i>Archangels Don't Play Pinball </i></b>.<br><br>It is a play by <b>Dario Fo</b>, at the time I had no idea who Dario Fo was, of course, but I read it with great interest. I remember almost nothing because it was very wacky, very funny, very very Dadaist. I remember there was pinball in the title, though. I was a little girl, I didn't go to the bar to play pinball, let alone, then at that time little girls didn't go to play pinball.<br><br>Later in life, on the other hand, I encountered and even played pinball machines with lot of pleasure, although not too successfully, I was never particularly good at it, however I still find pinball machines and objects incredibly fascinating and I am very sorry that you can't find completely mechanical ones anymore, now the few that you can find are electronic, they look more like video games than mechanical pinball machines, and most people who used to play pinball in bars now if they want to continue to do it they do it online.<br><br>The history of pinball is very, has been very much fought over because there was also a period in history where, at least in the United States, I don't know if this had happened in Italy, but in the United States from the '40s <b>until the mid-1970s it was illegal to play pinball and the machines themselves, the pinball machines were illegal</b>, so there were police going around, arresting or harassing the owners of the pinball machines, and the pinball machines were collected, brought all together to a... somewhere, and smashed with hammers in front of the audience who, I imagine, must have been there cheering.<br><br>Imagine what a waste, what a crazy waste of these wonderful and beautiful machines. Yes, why was it banned, because it was considered a game of chance, then at some point someone proved, look, it's not a game of chance, it's a game of skill, if you learn to do so and so, you win, and in the mid '70s in 1976, in the United States it was no longer illegal to play and own a pinball machine.<br>Why am I telling you about pinballs today? Because I read that in Terni they have very recently opened the <b>pinball machine museum,</b> a museum where you can not only go and trace the history of this fascinating object, but where visitors can also get their hands on it and play. I will, of course, put the details of the Terni Museum in the program notes and invite you to take a trip to the Pinball Museum. Have a good game!<br><br><br><b>LINK</b>:<br><b>Il Museo del Flipper di Terni</b> <a href="https://www.museoflipper.it/" rel="noreferrer noopener">https://www.museoflipper.it/</a><br>La commedia di Dario Fo <i><b>Gli arcangeli non giocano a flipper </b><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gli_arcangeli_non_giocano_a_flipper" rel="noreferrer noopener">https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gli_arcangeli_non_giocano_a_flipper</a></i>]]>
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        <![CDATA[Il flipper occupa un posto particolare nell'immaginario di unsacco di gente. E questo vale anche per me, anche se io il mio primo flipper l'ho incontrato tra le pagine di una demenziale commedia di <b>Dario Fo</b>. Comunque mi segno da qualche parte una nota: andare a visitare il <b>Museo del Flipper</b> (vi metto il link al sito del museo in fondo alla pagina).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b><br>Il mio primo incontro con un flipper avvenne quando ero bambina, avevo circa dieci anni e una ragazza, una studentessa fuorisede che abitava vicino a casa mia aveva una grande biblioteca piena di libri e me ne prest uno intitolato <b><i>Gli arcangeli non giocano a flipper.</i></b><br><br>È un una commedia di <b>Dario Fo</b>, all'epoca non avevo idea di chi fosse Dario Fo, naturalmente, però lo lessi con grande interesse. Non ricordo quasi niente perché era una cosa molto strampalata, molto divertente, molto molto dadaista. Però ricordo che c'era il flipper nel titolo. Io ero una bambina, non non andavo nel bar a giocare a flipper, figuriamoci, poi all'epoca le ragazzine non andavano a giocare a flipper.<br><br>Più avanti nella vita invece i flipper li ho incontrati e ci ho giocato anche con con molto piacere, anche se non con troppo successo, non sono mai stata particolarmente brava, però continuo a trovare i flipper e degli oggetti incredibilmente affascinanti e mi dispiace molto che ormai non si trovino più quelli completamente meccanici, ormai sono quelli, i pochi che si trovano sono elettronici, sembrano più da videogioco che da flipper meccanico, e la maggior parte delle persone che prima giocava a flipper nei bar ora se lo vuole continuare a fare lo fa online.<br><br>La storia del flipper è molto, è stata molto combattuta perché c'è stato anche un periodo della storia dove, almeno negli Stati Uniti, non mi risulta che questo fosse accaduto in Italia, però negli Stati Uniti dagli anni '40 fino alla metà degli anni '70 era illegale giocare a flipper e le stesse macchine, i flipper erano illegali, per cui c'era la polizia che andava in giro, arrestava o molestava i proprietari dei flipper, e i flipper venivano raccolti, portati tutti insieme in un... da qualche parte, e venivano rotti a colpi di martello davanti al pubblico che, immagino, sarà stato lì ad applaudire.<br><br>Immaginate che scempio, che spreco pazzesco di queste macchine meravigliose e bellissime. Sì, perché era proibito, perché veniva considerato un gioco d'azzardo, poi a un certo punto qualcuno ha dimostrato, guardate, non è un gioco d'azzardo, un gioco di bravura se si impara a fare così così cosa si vince, e allora a metà degli anni '70 nel 1976, che negli Stati Uniti non fu più illegale giocare e possedere un flipper.<br><br>Perché oggi vi sto parlando del flipper? Perché ho letto che a Terni hanno aperto da pochissimo il museo del flipper, un museo dove non solo si può andare e ripercorrere la storia di questo affascinante oggetto, ma dove i visitatori possono anche metterci le mani sopra e giocare. Vi metto naturalmente i dati del Museo di Terni nelle note del programma e vi invito a fare un viaggio al Museo del Flipper. Buon gioco!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>My first encounter with a pinball machine took place when I was a child, I was about ten years old and a girl, an out-of-town student who lived near my house had a large library full of books and she lent me one entitled <b><i>Archangels Don't Play Pinball </i></b>.<br><br>It is a play by <b>Dario Fo</b>, at the time I had no idea who Dario Fo was, of course, but I read it with great interest. I remember almost nothing because it was very wacky, very funny, very very Dadaist. I remember there was pinball in the title, though. I was a little girl, I didn't go to the bar to play pinball, let alone, then at that time little girls didn't go to play pinball.<br><br>Later in life, on the other hand, I encountered and even played pinball machines with lot of pleasure, although not too successfully, I was never particularly good at it, however I still find pinball machines and objects incredibly fascinating and I am very sorry that you can't find completely mechanical ones anymore, now the few that you can find are electronic, they look more like video games than mechanical pinball machines, and most people who used to play pinball in bars now if they want to continue to do it they do it online.<br><br>The history of pinball is very, has been very much fought over because there was also a period in history where, at least in the United States, I don't know if this had happened in Italy, but in the United States from the '40s <b>until the mid-1970s it was illegal to play pinball and the machines themselves, the pinball machines were illegal</b>, so there were police going around, arresting or harassing the owners of the pinball machines, and the pinball machines were collected, brought all together to a... somewhere, and smashed with hammers in front of the audience who, I imagine, must have been there cheering.<br><br>Imagine what a waste, what a crazy waste of these wonderful and beautiful machines. Yes, why was it banned, because it was considered a game of chance, then at some point someone proved, look, it's not a game of chance, it's a game of skill, if you learn to do so and so, you win, and in the mid '70s in 1976, in the United States it was no longer illegal to play and own a pinball machine.<br>Why am I telling you about pinballs today? Because I read that in Terni they have very recently opened the <b>pinball machine museum,</b> a museum where you can not only go and trace the history of this fascinating object, but where visitors can also get their hands on it and play. I will, of course, put the details of the Terni Museum in the program notes and invite you to take a trip to the Pinball Museum. Have a good game!<br><br><br><b>LINK</b>:<br><b>Il Museo del Flipper di Terni</b> <a href="https://www.museoflipper.it/" rel="noreferrer noopener">https://www.museoflipper.it/</a><br>La commedia di Dario Fo <i><b>Gli arcangeli non giocano a flipper </b><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gli_arcangeli_non_giocano_a_flipper" rel="noreferrer noopener">https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gli_arcangeli_non_giocano_a_flipper</a></i>]]>
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      <pubDate>Sat, 15 Apr 2023 07:03:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il flipper occupa un posto particolare nell'immaginario di unsacco di gente. E questo vale anche per me, anche se io il mio primo flipper l'ho incontrato tra le pagine di una demenziale commedia di Dario Fo. Comunque mi segno da qualche parte una nota: andare a visitare il Museo del Flipper (vi metto il link al sito del museo in fondo alla pagina).TRASCRIZIONEIl mio primo incontro con un flipper avvenne quando ero bambina, avevo circa dieci anni e una ragazza, una studentessa fuorisede che abitava vicino a casa mia aveva una grande biblioteca piena di libri e me ne prest uno intitolato Gli arcangeli non giocano a flipper.È un una commedia di Dario Fo, all'epoca non avevo idea di chi fosse Dario Fo, naturalmente, però lo lessi con grande interesse. Non ricordo quasi niente perché era una cosa molto strampalata, molto divertente, molto molto dadaista. Però ricordo che c'era il flipper nel titolo. Io ero una bambina, non non andavo nel bar a giocare a flipper, figuriamoci, poi all'epoca le ragazzine non andavano a giocare a flipper.Più avanti nella vita invece i flipper li ho incontrati e ci ho giocato anche con con molto piacere, anche se non con troppo successo, non sono mai stata particolarmente brava, però continuo a trovare i flipper e degli oggetti incredibilmente affascinanti e mi dispiace molto che ormai non si trovino più quelli completamente meccanici, ormai sono quelli, i pochi che si trovano sono elettronici, sembrano più da videogioco che da flipper meccanico, e la maggior parte delle persone che prima giocava a flipper nei bar ora se lo vuole continuare a fare lo fa online.La storia del flipper è molto, è stata molto combattuta perché c'è stato anche un periodo della storia dove, almeno negli Stati Uniti, non mi risulta che questo fosse accaduto in Italia, però negli Stati Uniti dagli anni '40 fino alla metà degli anni '70 era illegale giocare a flipper e le stesse macchine, i flipper erano illegali, per cui c'era la polizia che andava in giro, arrestava o molestava i proprietari dei flipper, e i flipper venivano raccolti, portati tutti insieme in un... da qualche parte, e venivano rotti a colpi di martello davanti al pubblico che, immagino, sarà stato lì ad applaudire.Immaginate che scempio, che spreco pazzesco di queste macchine meravigliose e bellissime. Sì, perché era proibito, perché veniva considerato un gioco d'azzardo, poi a un certo punto qualcuno ha dimostrato, guardate, non è un gioco d'azzardo, un gioco di bravura se si impara a fare così così cosa si vince, e allora a metà degli anni '70 nel 1976, che negli Stati Uniti non fu più illegale giocare e possedere un flipper.Perché oggi vi sto parlando del flipper? Perché ho letto che a Terni hanno aperto da pochissimo il museo del flipper, un museo dove non solo si può andare e ripercorrere la storia di questo affascinante oggetto, ma dove i visitatori possono anche metterci le mani sopra e giocare. Vi metto naturalmente i dati del Museo di Terni nelle note del programma e vi invito a fare un viaggio al Museo del Flipper. Buon gioco!TRANSLATIONMy first encounter with a pinball machine took place when I was a child, I was about ten years old and a girl, an out-of-town student who lived near my house had a large library full of books and she lent me one entitled Archangels Don't Play Pinball .It is a play by Dario Fo, at the time I had no idea who Dario Fo was, of course, but I read it with great interest. I remember almost nothing because it was very wacky, very funny, very very Dadaist. I remember there was pinball in the title, though. I was a little girl, I didn't go to the bar to play pinball, let alone, then at that time little girls didn't go to play pinball.Later in life, on the other hand, I encountered and even played pinball machines with lot of pleasure,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il flipper occupa un posto particolare nell'immaginario di unsacco di gente. E questo vale anche per me, anche se io il mio primo flipper l'ho incontrato tra le pagine di una demenziale commedia di Dario Fo. Comunque mi segno da qualche parte una nota: an</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 469 Starnuti (molti)</title>
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        <![CDATA[Prosegue il viaggio tra le funzioni corporee, dopo singhiozzo e defecazione, oggi parlo degli starnuti. ma di un tipo particolare, quelli che arrivano a decine la mattina. E ho scoperto anche il perché.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Scommetto che qualche volta è capitato anche a voi: vi alzate la mattina, state benissimo, andate in cucina, magari c'è la finestra aperta o comunque dalla finestra entra il sole, e improvvisamente venite assaliti da una serie di starnuti, uno dopo l'altro anche una decina, e vi cola il naso in modo indiscriminato che dovete correre a prendere un pezzo di scottex dal rotolo della cucina o andare a cercare un fazzolettino da qualche parte.<br><br>Niente. Dopo questa esplosione vera e propria di energia mattutina, poi tutto passa, non se ne parla più, magari fino alla mattina successiva. A me capita a volte, non tutti i giorni, però a volte capita di avere serie infinite di starnuti, per cui mi sono incuriosita e sono andata a cercare come mai, anche perché non sono raffreddata, non soffro di allergie, o non che io sappia, o comunque non allergie che mi vengono solo qualche minuto la mattina e poi non se ne parla più per il resto della giornata.<br>Ho scoperto che questi starnuti sono provocati dal passaggio di consegne tra il sistema parasimpatico e quello simpatico, spero di non sbagliarmi e di non confonderli.<br><br>Cosa succede? Che il nostro corpo durante la notte, quando dormiamo, continua però a svolgere le sue funzioni e queste vengono controllate dal sistema parasimpatico che funziona in modo specularmente opposto a quello simpatico, cioè si dividono, sono yin e yang, positivo e negativo, si dividono le mansioni, quindi se uno rallenta i battiti cardiaci, l'altro li accelera.<br><br>E questa cosa qua funziona anche a livello nasale: uno decongestione il naso, quello, il sistema simpatico, e il sistema parasimpatico invece crea il muco e crea, diciamo liquidità dentro il naso.<br>Poi cosa succede? La mattina quando ci svegliamo, e uno dei segnali che noi diamo al corpo del fatto che ci siamo svegliati la luce blu, i raggi ultravioletti che vengono (ultravioletti?) comunque, la luce blu che viene dal cielo dice al nostro corpo 'svegliati che è mattina' e in quel momento la luce innesca una serie di reazioni nel nostro corpo che portano anche al passaggio di consegne.<br><br>Però quando il passaggio di consegne non è immediato, allora c'è questa sovrapposizione che sia il sistema simpatico che quello parasimpatico, uno vuole rendere il naso meno acquoso, l'altro lo vuole rendere più acquoso quindi non sanno bene mettersi d'accordo e esplode con una serie di starnuti.<br><br>Tra l'altro questo è anche il motivo per cui non si dovrebbe usare il computer prima di andare a letto perché il computer usa le luci blu come quelle della giornata e quindi diciamo al nostro corpo 'stai sveglio' invece dovrebbe dormire comunque, fazzoletto alla mano, buon starnuto a tutti.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I bet it has happened to you a few times too : you get up in the morning, you are fine, you go to the kitchen, maybe the window is open or at any rate the sun comes in through the window, and suddenly you are assailed by a series of sneezes, one after another even a dozen, and your nose runs indiscriminately that you have to run to get a piece of paper towel from the kitchen roll or go find a tissue somewhere.<br><br>Oh well, after this real burst of morning energy, then everything passes, no more talk about it, maybe until the next morning. It happens to me sometimes, not every day, however sometimes I get endless series of sneezes, so I got curious and went to look up why that is, also because I don't have a cold, I don't have allergies, or not that I know of, or at any rate not allergies that I only get a few minutes in the morning and then it's not mentioned again for the rest of the day.<br><br>I have found that these sneezes are caused by the handoff between the parasympathetic and sympathetic systems; I hope I am not mistaken and confuse them.<br><br>What happens? Our body during the night, when we sleep, continues to perform its functions, and these are controlled by the parasympathetic system, which works in a mirror-image manner to the sympathetic system, that is, they divide, they are yin and yang, positive and negative, they share tasks, so if one slows down the heartbeats, the other speeds them up.<br><br>And this thing here also works at the nasal level: one decongests the nose, the sympathetic system, and the parasympathetic system creates mucus and creates, let's say liquidity inside the nose.<br><br>Then what happens? In the morning when we wake up, and one of the signals we give to the body of the fact that we have woken up is the blue light, the ultraviolet rays coming (ultraviolet?) anyway, the blue light coming from the sky tells our body 'wake up it's morning' and at that moment the light triggers a series of reactions in our body that also lead to the handover.<br><br>However, when the handover is not immediate, then there is this overlap of both the sympathetic and parasympathetic systems, one wants to make the nose less watery, the other wants to make it more watery so they don't know how to agree, well, and it explodes with a series of sneezes.<br><br>By the way, this is also why one should not use the computer before going to bed because the computer uses blue lights as those of the day and so we tell our body 'stay awake ' instead it should sleep anyway, handkerchief in hand, happy sneezing everybody.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Prosegue il viaggio tra le funzioni corporee, dopo singhiozzo e defecazione, oggi parlo degli starnuti. ma di un tipo particolare, quelli che arrivano a decine la mattina. E ho scoperto anche il perché.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Scommetto che qualche volta è capitato anche a voi: vi alzate la mattina, state benissimo, andate in cucina, magari c'è la finestra aperta o comunque dalla finestra entra il sole, e improvvisamente venite assaliti da una serie di starnuti, uno dopo l'altro anche una decina, e vi cola il naso in modo indiscriminato che dovete correre a prendere un pezzo di scottex dal rotolo della cucina o andare a cercare un fazzolettino da qualche parte.<br><br>Niente. Dopo questa esplosione vera e propria di energia mattutina, poi tutto passa, non se ne parla più, magari fino alla mattina successiva. A me capita a volte, non tutti i giorni, però a volte capita di avere serie infinite di starnuti, per cui mi sono incuriosita e sono andata a cercare come mai, anche perché non sono raffreddata, non soffro di allergie, o non che io sappia, o comunque non allergie che mi vengono solo qualche minuto la mattina e poi non se ne parla più per il resto della giornata.<br>Ho scoperto che questi starnuti sono provocati dal passaggio di consegne tra il sistema parasimpatico e quello simpatico, spero di non sbagliarmi e di non confonderli.<br><br>Cosa succede? Che il nostro corpo durante la notte, quando dormiamo, continua però a svolgere le sue funzioni e queste vengono controllate dal sistema parasimpatico che funziona in modo specularmente opposto a quello simpatico, cioè si dividono, sono yin e yang, positivo e negativo, si dividono le mansioni, quindi se uno rallenta i battiti cardiaci, l'altro li accelera.<br><br>E questa cosa qua funziona anche a livello nasale: uno decongestione il naso, quello, il sistema simpatico, e il sistema parasimpatico invece crea il muco e crea, diciamo liquidità dentro il naso.<br>Poi cosa succede? La mattina quando ci svegliamo, e uno dei segnali che noi diamo al corpo del fatto che ci siamo svegliati la luce blu, i raggi ultravioletti che vengono (ultravioletti?) comunque, la luce blu che viene dal cielo dice al nostro corpo 'svegliati che è mattina' e in quel momento la luce innesca una serie di reazioni nel nostro corpo che portano anche al passaggio di consegne.<br><br>Però quando il passaggio di consegne non è immediato, allora c'è questa sovrapposizione che sia il sistema simpatico che quello parasimpatico, uno vuole rendere il naso meno acquoso, l'altro lo vuole rendere più acquoso quindi non sanno bene mettersi d'accordo e esplode con una serie di starnuti.<br><br>Tra l'altro questo è anche il motivo per cui non si dovrebbe usare il computer prima di andare a letto perché il computer usa le luci blu come quelle della giornata e quindi diciamo al nostro corpo 'stai sveglio' invece dovrebbe dormire comunque, fazzoletto alla mano, buon starnuto a tutti.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I bet it has happened to you a few times too : you get up in the morning, you are fine, you go to the kitchen, maybe the window is open or at any rate the sun comes in through the window, and suddenly you are assailed by a series of sneezes, one after another even a dozen, and your nose runs indiscriminately that you have to run to get a piece of paper towel from the kitchen roll or go find a tissue somewhere.<br><br>Oh well, after this real burst of morning energy, then everything passes, no more talk about it, maybe until the next morning. It happens to me sometimes, not every day, however sometimes I get endless series of sneezes, so I got curious and went to look up why that is, also because I don't have a cold, I don't have allergies, or not that I know of, or at any rate not allergies that I only get a few minutes in the morning and then it's not mentioned again for the rest of the day.<br><br>I have found that these sneezes are caused by the handoff between the parasympathetic and sympathetic systems; I hope I am not mistaken and confuse them.<br><br>What happens? Our body during the night, when we sleep, continues to perform its functions, and these are controlled by the parasympathetic system, which works in a mirror-image manner to the sympathetic system, that is, they divide, they are yin and yang, positive and negative, they share tasks, so if one slows down the heartbeats, the other speeds them up.<br><br>And this thing here also works at the nasal level: one decongests the nose, the sympathetic system, and the parasympathetic system creates mucus and creates, let's say liquidity inside the nose.<br><br>Then what happens? In the morning when we wake up, and one of the signals we give to the body of the fact that we have woken up is the blue light, the ultraviolet rays coming (ultraviolet?) anyway, the blue light coming from the sky tells our body 'wake up it's morning' and at that moment the light triggers a series of reactions in our body that also lead to the handover.<br><br>However, when the handover is not immediate, then there is this overlap of both the sympathetic and parasympathetic systems, one wants to make the nose less watery, the other wants to make it more watery so they don't know how to agree, well, and it explodes with a series of sneezes.<br><br>By the way, this is also why one should not use the computer before going to bed because the computer uses blue lights as those of the day and so we tell our body 'stay awake ' instead it should sleep anyway, handkerchief in hand, happy sneezing everybody.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 14 Apr 2023 08:28:37 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 468 Si consiglia un riposino</title>
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        <![CDATA[Il governo degli Stati Uniti ce l'ha così tanto contro il riposino pomeridiano che nel 2019 ha emesso una legge che proibisce di dormire sul posto di lavoro (vi metto il link in fondo alla pagina). Da noi, paesi del Mediterraneo, non si arriva a tanto, eppure il riposino non viene più promosso (e il suo rituale osservato) come un tempo. E se bambini/e e adolescenti vengono incoraggiati/e a fare il riposino, una volta arrivati/e all'età adulta, chi riposa viene visto/a come una persona pigra. E invece chi riposa fa bene a farlo perché, scoprirete, fare un riposino aiuta!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Devo impegnarmi e non pronunciare la parola sbadiglio, altrimenti mi viene da sbadigliare. Ma non è di sbadigli che vi voglio parlare oggi, voglio parlarvi del sonnellino, del pisolino, che in italiano ha sempre questa connotazione da bambini, invece in inglese usano la parola 'nap', che vuol dire proprio il sonnellino, quello fatto fuori dal normale orario notturno quando si dovrebbe dormire, beato, beata chi riesce a dormire 8 ore.<br><br>Sì, perché se per bambini, e anche adolescenti, fare il sonnellino è non solo auspicabile ma addirittura necessario, quando poi si entra nell'età adulta le persone che fanno il pisolino vengono viste un po' male, vengono un po' giudicate delle persone pigre.<br><br>Invece il riposino, soprattutto il riposino dopo pranzo, era normale nei paesi del Mediterraneo, io mi ricordo da bambina era normale fare il sonnellino dopo pranzo, proprio per aiutare la digestione, poi ci si svegliava belli freschi, rinfrancati.<br><br>Questa cosa del sonnellino dopo pranzo poi man mano è andata perdendosi, anche perché all'ora di pranzo, subito dopo pranzo, di solito si al lavoro, quindi non si dorme sul lavoro, anzi, ho scoperto che recentemente, molto di recente, nel 2019, gli Stati Uniti hanno ufficialmente proibito ai dipendenti federali di dormire sul lavoro, quindi hanno proprio promulgato una legge che dice 'se lavori per il governo federale, non puoi dormire sul lavoro'.<br><br>Però invece, al contrario degli Stati Uniti, che sono un po' sempre l'ultima ruota del carro per quanto riguarda implementare delle misure che aiutano le persone che lavorano, in molti altri posti di lavoro, invece si sta proprio studiando, si stanno studiando i vantaggi del riposino, tant'è che si stanno allestendo degli spazi per permettere alle persone che lavorano di fare un riposino, perché un riposino, anche breve, anche di 10 minuti, aiuta a riprendere le forze, aiuta la memoria e aiuta anche a essere più allerta, essere più attenti su quello che si fa, quindi anche solo 10 minuti.<br><br>Non preoccupatevi se non riuscite a dormire e a fare il riposino, perché a quanto pare riuscire a fare il riposino è una cosa genetica. Ma ripeto, se non ci riuscite, non vi preoccupate perché, a quanto pare, gli scienziati hanno dimostrato che anche solo rilassarsi e chiudere gli occhi per 10 minuti ha, diciamo, quasi gli stessi effetti del riposino.<br><br>Quindi non vergogniamoci più. Quando ci viene l'abbiocco, chiudiamo gli occhi, riposino o comunque riposiamo, ce ne usciremmo rinfrancati e ancora con più energie, per ascoltare i podcast, naturalmente.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I have to commit myself and not say the word yawn, otherwise I get yawns. But it's not about yawns that I want to talk today, I want to talk about napping, taking a nap, which in Italian always has this childish connotation, instead in English they use the word 'nap,' which really means napping, the one taken outside the normal night time when you should be sleeping, blessed are those who can sleep 8 hours.<br><br>Yes, because if for children, and even teenagers, taking naps is not only desirable but even necessary, when we then enter adulthood people who take naps are viewed a little poorly, they are somewhat judged lazy people.<br><br>But the napping, especially the after lunch, was normal in Mediterranean countries, I remember as a child it was normal to take a nap after lunch, just to help digestion, then you would wake up nice and fresh, refreshed.<br><br>This thing of napping after lunch then gradually got lost, also because at lunchtime, right after lunch, you usually are at work, so you don't sleep on the job, in fact, I found out that recently, very recently, in 2019, the United States has officially banned federal employees from sleeping on the job, so they actually enacted a law that says 'if you work for the federal government , you can't sleep on the job'.<br>But, as opposed to the United States, which is kind of always the last wheel in terms of implementing measures that help working people, in many other workplaces, on the contrary, they are really studying, they are studying the benefits of napping, so much so that spaces are being set up to allow working people to take a nap, because a nap, even a short one, even a 10-minute one, helps to regain strength, helps memory, and also helps to be more alert, to be more attentive about what you're doing, even just 10 minutes.<br><br>Don't worry if you can't sleep and take naps, because apparently being able to take naps is a genetic thing. But again, if you can't, don't worry because, apparently, scientists have shown that even just relaxing and closing your eyes for 10 minutes has, let's say, almost the same effects as napping.<br>So let's not be ashamed anymore. When you get drowsy, close you eyes and rest, you will come out refreshed and you'll have more energy, to listen to podcasts, of course.<br><br><br>LINK<br><b>L'ordinanza che vieta il riposino sul lavoro per i dipendenti federali negli Stati Uniti </b>https://s3.amazonaws.com/public-inspection.federalregister.gov/2019-24102.pdf]]>
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        <![CDATA[Il governo degli Stati Uniti ce l'ha così tanto contro il riposino pomeridiano che nel 2019 ha emesso una legge che proibisce di dormire sul posto di lavoro (vi metto il link in fondo alla pagina). Da noi, paesi del Mediterraneo, non si arriva a tanto, eppure il riposino non viene più promosso (e il suo rituale osservato) come un tempo. E se bambini/e e adolescenti vengono incoraggiati/e a fare il riposino, una volta arrivati/e all'età adulta, chi riposa viene visto/a come una persona pigra. E invece chi riposa fa bene a farlo perché, scoprirete, fare un riposino aiuta!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Devo impegnarmi e non pronunciare la parola sbadiglio, altrimenti mi viene da sbadigliare. Ma non è di sbadigli che vi voglio parlare oggi, voglio parlarvi del sonnellino, del pisolino, che in italiano ha sempre questa connotazione da bambini, invece in inglese usano la parola 'nap', che vuol dire proprio il sonnellino, quello fatto fuori dal normale orario notturno quando si dovrebbe dormire, beato, beata chi riesce a dormire 8 ore.<br><br>Sì, perché se per bambini, e anche adolescenti, fare il sonnellino è non solo auspicabile ma addirittura necessario, quando poi si entra nell'età adulta le persone che fanno il pisolino vengono viste un po' male, vengono un po' giudicate delle persone pigre.<br><br>Invece il riposino, soprattutto il riposino dopo pranzo, era normale nei paesi del Mediterraneo, io mi ricordo da bambina era normale fare il sonnellino dopo pranzo, proprio per aiutare la digestione, poi ci si svegliava belli freschi, rinfrancati.<br><br>Questa cosa del sonnellino dopo pranzo poi man mano è andata perdendosi, anche perché all'ora di pranzo, subito dopo pranzo, di solito si al lavoro, quindi non si dorme sul lavoro, anzi, ho scoperto che recentemente, molto di recente, nel 2019, gli Stati Uniti hanno ufficialmente proibito ai dipendenti federali di dormire sul lavoro, quindi hanno proprio promulgato una legge che dice 'se lavori per il governo federale, non puoi dormire sul lavoro'.<br><br>Però invece, al contrario degli Stati Uniti, che sono un po' sempre l'ultima ruota del carro per quanto riguarda implementare delle misure che aiutano le persone che lavorano, in molti altri posti di lavoro, invece si sta proprio studiando, si stanno studiando i vantaggi del riposino, tant'è che si stanno allestendo degli spazi per permettere alle persone che lavorano di fare un riposino, perché un riposino, anche breve, anche di 10 minuti, aiuta a riprendere le forze, aiuta la memoria e aiuta anche a essere più allerta, essere più attenti su quello che si fa, quindi anche solo 10 minuti.<br><br>Non preoccupatevi se non riuscite a dormire e a fare il riposino, perché a quanto pare riuscire a fare il riposino è una cosa genetica. Ma ripeto, se non ci riuscite, non vi preoccupate perché, a quanto pare, gli scienziati hanno dimostrato che anche solo rilassarsi e chiudere gli occhi per 10 minuti ha, diciamo, quasi gli stessi effetti del riposino.<br><br>Quindi non vergogniamoci più. Quando ci viene l'abbiocco, chiudiamo gli occhi, riposino o comunque riposiamo, ce ne usciremmo rinfrancati e ancora con più energie, per ascoltare i podcast, naturalmente.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I have to commit myself and not say the word yawn, otherwise I get yawns. But it's not about yawns that I want to talk today, I want to talk about napping, taking a nap, which in Italian always has this childish connotation, instead in English they use the word 'nap,' which really means napping, the one taken outside the normal night time when you should be sleeping, blessed are those who can sleep 8 hours.<br><br>Yes, because if for children, and even teenagers, taking naps is not only desirable but even necessary, when we then enter adulthood people who take naps are viewed a little poorly, they are somewhat judged lazy people.<br><br>But the napping, especially the after lunch, was normal in Mediterranean countries, I remember as a child it was normal to take a nap after lunch, just to help digestion, then you would wake up nice and fresh, refreshed.<br><br>This thing of napping after lunch then gradually got lost, also because at lunchtime, right after lunch, you usually are at work, so you don't sleep on the job, in fact, I found out that recently, very recently, in 2019, the United States has officially banned federal employees from sleeping on the job, so they actually enacted a law that says 'if you work for the federal government , you can't sleep on the job'.<br>But, as opposed to the United States, which is kind of always the last wheel in terms of implementing measures that help working people, in many other workplaces, on the contrary, they are really studying, they are studying the benefits of napping, so much so that spaces are being set up to allow working people to take a nap, because a nap, even a short one, even a 10-minute one, helps to regain strength, helps memory, and also helps to be more alert, to be more attentive about what you're doing, even just 10 minutes.<br><br>Don't worry if you can't sleep and take naps, because apparently being able to take naps is a genetic thing. But again, if you can't, don't worry because, apparently, scientists have shown that even just relaxing and closing your eyes for 10 minutes has, let's say, almost the same effects as napping.<br>So let's not be ashamed anymore. When you get drowsy, close you eyes and rest, you will come out refreshed and you'll have more energy, to listen to podcasts, of course.<br><br><br>LINK<br><b>L'ordinanza che vieta il riposino sul lavoro per i dipendenti federali negli Stati Uniti </b>https://s3.amazonaws.com/public-inspection.federalregister.gov/2019-24102.pdf]]>
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      <pubDate>Thu, 13 Apr 2023 06:40:45 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il governo degli Stati Uniti ce l'ha così tanto contro il riposino pomeridiano che nel 2019 ha emesso una legge che proibisce di dormire sul posto di lavoro (vi metto il link in fondo alla pagina). Da noi, paesi del Mediterraneo, non si arriva a tanto, eppure il riposino non viene più promosso (e il suo rituale osservato) come un tempo. E se bambini/e e adolescenti vengono incoraggiati/e a fare il riposino, una volta arrivati/e all'età adulta, chi riposa viene visto/a come una persona pigra. E invece chi riposa fa bene a farlo perché, scoprirete, fare un riposino aiuta!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Devo impegnarmi e non pronunciare la parola sbadiglio, altrimenti mi viene da sbadigliare. Ma non è di sbadigli che vi voglio parlare oggi, voglio parlarvi del sonnellino, del pisolino, che in italiano ha sempre questa connotazione da bambini, invece in inglese usano la parola 'nap', che vuol dire proprio il sonnellino, quello fatto fuori dal normale orario notturno quando si dovrebbe dormire, beato, beata chi riesce a dormire 8 ore.Sì, perché se per bambini, e anche adolescenti, fare il sonnellino è non solo auspicabile ma addirittura necessario, quando poi si entra nell'età adulta le persone che fanno il pisolino vengono viste un po' male, vengono un po' giudicate delle persone pigre.Invece il riposino, soprattutto il riposino dopo pranzo, era normale nei paesi del Mediterraneo, io mi ricordo da bambina era normale fare il sonnellino dopo pranzo, proprio per aiutare la digestione, poi ci si svegliava belli freschi, rinfrancati.Questa cosa del sonnellino dopo pranzo poi man mano è andata perdendosi, anche perché all'ora di pranzo, subito dopo pranzo, di solito si al lavoro, quindi non si dorme sul lavoro, anzi, ho scoperto che recentemente, molto di recente, nel 2019, gli Stati Uniti hanno ufficialmente proibito ai dipendenti federali di dormire sul lavoro, quindi hanno proprio promulgato una legge che dice 'se lavori per il governo federale, non puoi dormire sul lavoro'.Però invece, al contrario degli Stati Uniti, che sono un po' sempre l'ultima ruota del carro per quanto riguarda implementare delle misure che aiutano le persone che lavorano, in molti altri posti di lavoro, invece si sta proprio studiando, si stanno studiando i vantaggi del riposino, tant'è che si stanno allestendo degli spazi per permettere alle persone che lavorano di fare un riposino, perché un riposino, anche breve, anche di 10 minuti, aiuta a riprendere le forze, aiuta la memoria e aiuta anche a essere più allerta, essere più attenti su quello che si fa, quindi anche solo 10 minuti.Non preoccupatevi se non riuscite a dormire e a fare il riposino, perché a quanto pare riuscire a fare il riposino è una cosa genetica. Ma ripeto, se non ci riuscite, non vi preoccupate perché, a quanto pare, gli scienziati hanno dimostrato che anche solo rilassarsi e chiudere gli occhi per 10 minuti ha, diciamo, quasi gli stessi effetti del riposino.Quindi non vergogniamoci più. Quando ci viene l'abbiocco, chiudiamo gli occhi, riposino o comunque riposiamo, ce ne usciremmo rinfrancati e ancora con più energie, per ascoltare i podcast, naturalmente.TRANSLATIONI have to commit myself and not say the word yawn, otherwise I get yawns. But it's not about yawns that I want to talk today, I want to talk about napping, taking a nap, which in Italian always has this childish connotation, instead in English they use the word 'nap,' which really means napping, the one taken outside the normal night time when you should be sleeping, blessed are those who can sleep 8 hours.Yes, because if for children, and even teenagers, taking naps is not only desirable but even necessary, when we then enter adulthood people who take naps are viewed a little poorly, they are somewhat judged lazy people.But the napping, especially the after lunch, was normal in...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il governo degli Stati Uniti ce l'ha così tanto contro il riposino pomeridiano che nel 2019 ha emesso una legge che proibisce di dormire sul posto di lavoro (vi metto il link in fondo alla pagina). Da noi, paesi del Mediterraneo, non si arriva a tanto, ep</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep.467 Comodini invisibili</title>
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        <![CDATA[Già vado continuamente a sbattere (a piedi nudi) nell'angolo del letto, figuariamoci cosa sarebbe la mia vita se avessi in casa un comodino invisibile! Alla fine della pagina vi metto il link così potete vedere con i vostri occhi di cosa parlo. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Mi piacerebbe saper disegnare bene. Mi è sempre piaciuto disegnare. Diciamo che sono abbastanza brava, che se mi date 3 ore di tempo e una fotografia riesco anche a copiare in modo che la persona che guarda riconosca sì, questo il disegno fatto da questa fotografia.<br><br>Non sono scarsissima, però sicuramente non sono un genio del disegno e sicuramente non sono brava a fare quei bellissimi disegni realistici, super realistici, iper realistici che a me piacciono tanto. Disegni iperrealisti ci come quelli che fa questo signore che si chiama Howard Lee che ha una pagina, una pagina web, ha un profilo su Instagram e l pubblica questi suoi disegni che fa che sono pazzeschi.<br><br>Fa cose del tipo prende un kiwi un pezzettino di cartone, mette l'angolo del cartone sopra il kiwi e poi dal vivo disegna la parte mancante del kiwi sul cartone, così come se fosse identico al kiwi. E ha questo risultato pazzesco che nonostante si veda, passo dopo passo, naturalmente il video è a velocità aumentata, più veloce, però si vedono tutti i passaggi che fa, fino ad arrivare a un risultato pazzesco di super realismo che quasi non si distingue la parte disegnata da quella da quella reale.<br>Ora, una persona che è così brava a disegnare, così brava a mischiare i colori e a copiare i colori delle cose nella vita reale su carta, immagino che abbia, cioè questa dote ha molte applicazioni nel mondo del lavoro, immagino che sarà un illustratore.<br><br>Però è divertente vedere quelli che sono alcuni dei progetti che pubblica sulla sua pagina, e uno particolarmente che mi ha fatto morir dal ridere, questo progetto, per carità fatto benissimo, poi sempre filmato e poi fatto vedere a velocità aumentata, per cui si vedono tutte le fasi dall'inizio alla fine, e lui cosa fa? Prende un mobile che sembra immaginatevi un comodino, lo mette in un angolo, in una stanza e poi dipinge questo comodino così che diventi invisibile, cioè mette il nastro di carta per suddividerlo, fa una parte come il muro, una parte come il pavimento, angolazione particolare, l'ombreggiatura. Tant'è che alla fine, quando è tutto finito, sembra effettivamente che non ci sia nessun comodino.<br><br>Ora io mi dico, non so se sia mai capitato di sbattere il piede senza scarpa sull'angolo del letto, sull'angolo del mobile. Immaginatevi cosa deve essere avere in un angolo un mobile che è quasi invisibile, per cui non si vede e voi andate a sbatterci sopra, oppure vi serve qualcosa, non trovate la maniglia per aprire. Insomma, non mi sembra la cosa più utile se non all'interno di un film di Harry Potter.<br><br>Comunque bravo questo signore, bravo Howard Lee, beato lui che sa disegnare così bene.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>I would like to be able to draw well. I've always enjoyed drawing. Let's say I'm good enough, that if you give me 3 hours and a photograph I can even copy so that the person looking at it recognizes yes, this the drawing made from this photograph.<br><br>I'm not bad, however I'm definitely not a drawing genius and I'm definitely not good at making those beautiful realistic, super realistic, hyper realistic drawings that I like so much. Hyperrealist drawings like the ones that this gentleman does, he is called Howard Lee, he has a page, a web page, has a profile on Instagram and there he posts these drawings of his that are crazy.<br><br>He does things like he takes a kiwi, a small piece of cardboard, puts the corner of the cardboard on top of the kiwi, and then live-draws the missing part of the kiwi on the cardboard, just as if it were identical to the kiwi. And he has this amazing result that although you can see, step by step, of course the video is at increased speed, faster, however you can see all the steps he takes, until you get to an amazing result of super realism that you almost can't tell the drawn part from the real part.<br>Now, a person who is so good at drawing, so good at mixing colors and copying the colors of things in real life on paper, I imagine he has, I mean this gift has many applications in the working world, I imagine he will be an illustrator.<br><br>But it's funny to see what are some of the projects that he posts on his page, and one particularly that made me die laughing, this project, beautifully done, nothing to say, then he filmes and then shown at increased speed, so you see all the steps from start to finish, and what does he do? He takes a piece of furniture that looks like imagine a nightstand, puts it in a corner, in a room and then paints this nightstand so that it becomes invisible, that is, he puts paper tape to divide it, makes one part like the wall, one part like the floor, particular angle, shading, so much so that at the end, when it is all over, there actually seems to be no furniture at all.<br><br>Now, I reflect aloud, I don't know if it has ever happened to slam your foot without a shoe on the corner of the bed, on the corner of the furniture. Imagine what it must be like to have a piece of furniture in a corner that is almost invisible, so you can't see it and you go to bump into it, or you need something, you can't find the handle to open it. I mean, it doesn't seem like the most useful thing except within a Harry Potter movie.<br><br>Anyway, bravo to this gentleman, bravo to Howard Lee, I envy people who can draw so well.<br><br><b>LINK</b><br><a href="https://www.instagram.com/reel/CpYfpBRKnO9/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" rel="noreferrer noopener">Il comodino invisibile</a>]]>
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        <![CDATA[Già vado continuamente a sbattere (a piedi nudi) nell'angolo del letto, figuariamoci cosa sarebbe la mia vita se avessi in casa un comodino invisibile! Alla fine della pagina vi metto il link così potete vedere con i vostri occhi di cosa parlo. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Mi piacerebbe saper disegnare bene. Mi è sempre piaciuto disegnare. Diciamo che sono abbastanza brava, che se mi date 3 ore di tempo e una fotografia riesco anche a copiare in modo che la persona che guarda riconosca sì, questo il disegno fatto da questa fotografia.<br><br>Non sono scarsissima, però sicuramente non sono un genio del disegno e sicuramente non sono brava a fare quei bellissimi disegni realistici, super realistici, iper realistici che a me piacciono tanto. Disegni iperrealisti ci come quelli che fa questo signore che si chiama Howard Lee che ha una pagina, una pagina web, ha un profilo su Instagram e l pubblica questi suoi disegni che fa che sono pazzeschi.<br><br>Fa cose del tipo prende un kiwi un pezzettino di cartone, mette l'angolo del cartone sopra il kiwi e poi dal vivo disegna la parte mancante del kiwi sul cartone, così come se fosse identico al kiwi. E ha questo risultato pazzesco che nonostante si veda, passo dopo passo, naturalmente il video è a velocità aumentata, più veloce, però si vedono tutti i passaggi che fa, fino ad arrivare a un risultato pazzesco di super realismo che quasi non si distingue la parte disegnata da quella da quella reale.<br>Ora, una persona che è così brava a disegnare, così brava a mischiare i colori e a copiare i colori delle cose nella vita reale su carta, immagino che abbia, cioè questa dote ha molte applicazioni nel mondo del lavoro, immagino che sarà un illustratore.<br><br>Però è divertente vedere quelli che sono alcuni dei progetti che pubblica sulla sua pagina, e uno particolarmente che mi ha fatto morir dal ridere, questo progetto, per carità fatto benissimo, poi sempre filmato e poi fatto vedere a velocità aumentata, per cui si vedono tutte le fasi dall'inizio alla fine, e lui cosa fa? Prende un mobile che sembra immaginatevi un comodino, lo mette in un angolo, in una stanza e poi dipinge questo comodino così che diventi invisibile, cioè mette il nastro di carta per suddividerlo, fa una parte come il muro, una parte come il pavimento, angolazione particolare, l'ombreggiatura. Tant'è che alla fine, quando è tutto finito, sembra effettivamente che non ci sia nessun comodino.<br><br>Ora io mi dico, non so se sia mai capitato di sbattere il piede senza scarpa sull'angolo del letto, sull'angolo del mobile. Immaginatevi cosa deve essere avere in un angolo un mobile che è quasi invisibile, per cui non si vede e voi andate a sbatterci sopra, oppure vi serve qualcosa, non trovate la maniglia per aprire. Insomma, non mi sembra la cosa più utile se non all'interno di un film di Harry Potter.<br><br>Comunque bravo questo signore, bravo Howard Lee, beato lui che sa disegnare così bene.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>I would like to be able to draw well. I've always enjoyed drawing. Let's say I'm good enough, that if you give me 3 hours and a photograph I can even copy so that the person looking at it recognizes yes, this the drawing made from this photograph.<br><br>I'm not bad, however I'm definitely not a drawing genius and I'm definitely not good at making those beautiful realistic, super realistic, hyper realistic drawings that I like so much. Hyperrealist drawings like the ones that this gentleman does, he is called Howard Lee, he has a page, a web page, has a profile on Instagram and there he posts these drawings of his that are crazy.<br><br>He does things like he takes a kiwi, a small piece of cardboard, puts the corner of the cardboard on top of the kiwi, and then live-draws the missing part of the kiwi on the cardboard, just as if it were identical to the kiwi. And he has this amazing result that although you can see, step by step, of course the video is at increased speed, faster, however you can see all the steps he takes, until you get to an amazing result of super realism that you almost can't tell the drawn part from the real part.<br>Now, a person who is so good at drawing, so good at mixing colors and copying the colors of things in real life on paper, I imagine he has, I mean this gift has many applications in the working world, I imagine he will be an illustrator.<br><br>But it's funny to see what are some of the projects that he posts on his page, and one particularly that made me die laughing, this project, beautifully done, nothing to say, then he filmes and then shown at increased speed, so you see all the steps from start to finish, and what does he do? He takes a piece of furniture that looks like imagine a nightstand, puts it in a corner, in a room and then paints this nightstand so that it becomes invisible, that is, he puts paper tape to divide it, makes one part like the wall, one part like the floor, particular angle, shading, so much so that at the end, when it is all over, there actually seems to be no furniture at all.<br><br>Now, I reflect aloud, I don't know if it has ever happened to slam your foot without a shoe on the corner of the bed, on the corner of the furniture. Imagine what it must be like to have a piece of furniture in a corner that is almost invisible, so you can't see it and you go to bump into it, or you need something, you can't find the handle to open it. I mean, it doesn't seem like the most useful thing except within a Harry Potter movie.<br><br>Anyway, bravo to this gentleman, bravo to Howard Lee, I envy people who can draw so well.<br><br><b>LINK</b><br><a href="https://www.instagram.com/reel/CpYfpBRKnO9/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" rel="noreferrer noopener">Il comodino invisibile</a>]]>
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      <pubDate>Wed, 12 Apr 2023 05:00:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Già vado continuamente a sbattere (a piedi nudi) nell'angolo del letto, figuariamoci cosa sarebbe la mia vita se avessi in casa un comodino invisibile! Alla fine della pagina vi metto il link così potete vedere con i vostri occhi di cosa parlo. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Mi piacerebbe saper disegnare bene. Mi è sempre piaciuto disegnare. Diciamo che sono abbastanza brava, che se mi date 3 ore di tempo e una fotografia riesco anche a copiare in modo che la persona che guarda riconosca sì, questo il disegno fatto da questa fotografia.Non sono scarsissima, però sicuramente non sono un genio del disegno e sicuramente non sono brava a fare quei bellissimi disegni realistici, super realistici, iper realistici che a me piacciono tanto. Disegni iperrealisti ci come quelli che fa questo signore che si chiama Howard Lee che ha una pagina, una pagina web, ha un profilo su Instagram e l pubblica questi suoi disegni che fa che sono pazzeschi.Fa cose del tipo prende un kiwi un pezzettino di cartone, mette l'angolo del cartone sopra il kiwi e poi dal vivo disegna la parte mancante del kiwi sul cartone, così come se fosse identico al kiwi. E ha questo risultato pazzesco che nonostante si veda, passo dopo passo, naturalmente il video è a velocità aumentata, più veloce, però si vedono tutti i passaggi che fa, fino ad arrivare a un risultato pazzesco di super realismo che quasi non si distingue la parte disegnata da quella da quella reale.Ora, una persona che è così brava a disegnare, così brava a mischiare i colori e a copiare i colori delle cose nella vita reale su carta, immagino che abbia, cioè questa dote ha molte applicazioni nel mondo del lavoro, immagino che sarà un illustratore.Però è divertente vedere quelli che sono alcuni dei progetti che pubblica sulla sua pagina, e uno particolarmente che mi ha fatto morir dal ridere, questo progetto, per carità fatto benissimo, poi sempre filmato e poi fatto vedere a velocità aumentata, per cui si vedono tutte le fasi dall'inizio alla fine, e lui cosa fa? Prende un mobile che sembra immaginatevi un comodino, lo mette in un angolo, in una stanza e poi dipinge questo comodino così che diventi invisibile, cioè mette il nastro di carta per suddividerlo, fa una parte come il muro, una parte come il pavimento, angolazione particolare, l'ombreggiatura. Tant'è che alla fine, quando è tutto finito, sembra effettivamente che non ci sia nessun comodino.Ora io mi dico, non so se sia mai capitato di sbattere il piede senza scarpa sull'angolo del letto, sull'angolo del mobile. Immaginatevi cosa deve essere avere in un angolo un mobile che è quasi invisibile, per cui non si vede e voi andate a sbatterci sopra, oppure vi serve qualcosa, non trovate la maniglia per aprire. Insomma, non mi sembra la cosa più utile se non all'interno di un film di Harry Potter.Comunque bravo questo signore, bravo Howard Lee, beato lui che sa disegnare così bene.TRANSLATIONI would like to be able to draw well. I've always enjoyed drawing. Let's say I'm good enough, that if you give me 3 hours and a photograph I can even copy so that the person looking at it recognizes yes, this the drawing made from this photograph.I'm not bad, however I'm definitely not a drawing genius and I'm definitely not good at making those beautiful realistic, super realistic, hyper realistic drawings that I like so much. Hyperrealist drawings like the ones that this gentleman does, he is called Howard Lee, he has a page, a web page, has a profile on Instagram and there he posts these drawings of his that are crazy.He does things like he takes a kiwi, a small piece of cardboard, puts the corner of the cardboard on top of the kiwi, and then live-draws the missing part of the kiwi on the cardboard, just as if it were identical to the kiwi. And he has this amazing result that although you can...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Già vado continuamente a sbattere (a piedi nudi) nell'angolo del letto, figuariamoci cosa sarebbe la mia vita se avessi in casa un comodino invisibile! Alla fine della pagina vi metto il link così potete vedere con i vostri occhi di cosa parlo. TRASCRIZIO</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 466 Fantasmi digitali</title>
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        <![CDATA[Vecchie videocassette, musicassette con l'etichetta scritta a mano ritrovate nel fondo di un armadio, telefisioni dalle dimensioni mostruose che trasmettono l'effetto neve, spezzoni di cose viste decenni fa che continuano a popolare i nostri sogni. Tutto questo è 'folclore digitale'. Buon divertimento.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Uhhhhh! Paura, eh? Oggi parlo di fantasmi, anzi di un tipo particolare di fantasmi, quelli che popolano il genere conosciuto come folclore digitale, il <b><i>digital folklor</i></b>, che ha questa caratteristica particolare, che nel nome ha la parola digitale, però è ambientato in luoghi che digitali non lo sono affatto, infatti il folclore digitale è caratterizzato da oggetti come vecchie videocassette ritrovate in soffitta, musicassette, grandi apparecchi televisivi dove non ci sono trasmissioni ma le televisioni sono accese e c'è quello che si chiama effetto neve, sapete, quando non si vede niente fa ccchhhhh, che mi chiedo se questo sia possibile con le nuove televisioni, non l'ho mai visto.<br><br>Comunque, ho trovato un'interessante riflessione sul perché il folclore digitale sia basato su questi vecchi strumenti e non su strumenti più moderni.<br><br>Quando io ero bambina, se mi capitava di vedere una cosa inquietante alla televisione, e vi assicuro che alla tv dei ragazzi cose inquietanti se ne vedevano tantissime, anche perché negli anni '70 si era in piena sperimentazione artistica, quindi c'erano persone, artisti importanti che facevano i programmi per i bambini e questi programmi però si potevano vedere solo alla televisione.<br><br>E quando si vedeva qualcosa di strano, di inquietante, qualcosa che accendeva la nostra fantasia, non si poteva correre su YouTube a riguardarlo, esaminarlo o a elaborarlo. E non si poteva neanche correre su Wikipedia o su altri siti su internet perché qualcuno spiegasse cosa c'era dietro quelle invenzioni artistiche.<br><br>Quindi si vedevano cose inquietanti alla televisione che poi rimanevano dentro di noi, e tutti gli spazi, le lacune di cose che da bambini, da ragazzi ma anche da adulti, non si riusciva a spiegare, venivano riempite con le nostre fantasie, le nostre paure più recondite e quindi diventavano il nostro incubo ideale diciamo cucito su misura.<br><br>E il folclore digitale riprende proprio questo tipo di atteggiamento, questo tipo di inquietudine, e fa vedere cose che ci sono e non ci sono, si capiscono e non si capiscono, cose anche un po' difficili da spiegare concettualmente.<br><br>È una cosa affascinante questa nuova interpretazione del folclore digitale che ho avuto modo di leggere e di ascoltare nel fine settimana, mi ha incuriosito.<br><br>Voglio scavare a fondo e mi sono tornati in mente anche alcuni programmi di quando ero bambina che erano abbastanza terrificanti.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Uhhhh! Afraid, eh? Today I am talking about ghosts, or rather a particular kind of ghosts, those that populate the genre known as folclore digitale, digital folklor, which has this particular characteristic, that is, it has the word digital in its name, however it is set in places that are not digital at all, in fact digital folklore is characterized by objects like old videotapes found in the attic, cassette tapes, large television sets where there are no broadcasts but the televisions are on and there is what is called the snow effect, you know, when you can't see anything it goes sshhhh, which I wonder if this is even possible with the new televisions, I've never seen it.<br><br>Anyway, I found an interesting reflection on why digital folklore is based on these old tools and not on more modern tools.<br><br>When I was a child, if I happened to see a disturbing thing on television, and I can assure you that on children's TV, disturbing things were seen a lot, also because in the 1970s we were in the midst of artistic experimentation, so there were people, important artists who were making programs for children, and these programs, however, could only be seen on TV.<br><br>And when you saw something strange, something disturbing, something that ignited your imagination, you couldn't run to YouTube and watch it again, examine it or process it. Nor could you run to Wikipedia or other sites on the Internet for someone to explain what was behind those artistic inventions.<br><br>So we used to see disturbing things on television that then stayed within us, and all the spaces, the gaps of things that as children, as teenagers but also as adults, we could not explain, were filled with our fantasies, our innermost fears and thus became our ideal nightmare, let's say tailor-made.<br>And digital folklore picks up just this kind of attitude, this kind of restlessness, and it shows things that are there and are not there, you understand and you don't understand, things that are also a little bit difficult to explain conceptually.<br><br>It's a fascinating thing, this new interpretation of digital folklore that I read and listened to over the weekend, it intrigued me.<br><br>I want to dig deep, and I was also reminded of some programs from when I was a child that were quite terrifying.]]>
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Oggi parlo di fantasmi, anzi di un tipo particolare di fantasmi, quelli che popolano il genere conosciuto come folclore digitale, il <b><i>digital folklor</i></b>, che ha questa caratteristica particolare, che nel nome ha la parola digitale, però è ambientato in luoghi che digitali non lo sono affatto, infatti il folclore digitale è caratterizzato da oggetti come vecchie videocassette ritrovate in soffitta, musicassette, grandi apparecchi televisivi dove non ci sono trasmissioni ma le televisioni sono accese e c'è quello che si chiama effetto neve, sapete, quando non si vede niente fa ccchhhhh, che mi chiedo se questo sia possibile con le nuove televisioni, non l'ho mai visto.<br><br>Comunque, ho trovato un'interessante riflessione sul perché il folclore digitale sia basato su questi vecchi strumenti e non su strumenti più moderni.<br><br>Quando io ero bambina, se mi capitava di vedere una cosa inquietante alla televisione, e vi assicuro che alla tv dei ragazzi cose inquietanti se ne vedevano tantissime, anche perché negli anni '70 si era in piena sperimentazione artistica, quindi c'erano persone, artisti importanti che facevano i programmi per i bambini e questi programmi però si potevano vedere solo alla televisione.<br><br>E quando si vedeva qualcosa di strano, di inquietante, qualcosa che accendeva la nostra fantasia, non si poteva correre su YouTube a riguardarlo, esaminarlo o a elaborarlo. E non si poteva neanche correre su Wikipedia o su altri siti su internet perché qualcuno spiegasse cosa c'era dietro quelle invenzioni artistiche.<br><br>Quindi si vedevano cose inquietanti alla televisione che poi rimanevano dentro di noi, e tutti gli spazi, le lacune di cose che da bambini, da ragazzi ma anche da adulti, non si riusciva a spiegare, venivano riempite con le nostre fantasie, le nostre paure più recondite e quindi diventavano il nostro incubo ideale diciamo cucito su misura.<br><br>E il folclore digitale riprende proprio questo tipo di atteggiamento, questo tipo di inquietudine, e fa vedere cose che ci sono e non ci sono, si capiscono e non si capiscono, cose anche un po' difficili da spiegare concettualmente.<br><br>È una cosa affascinante questa nuova interpretazione del folclore digitale che ho avuto modo di leggere e di ascoltare nel fine settimana, mi ha incuriosito.<br><br>Voglio scavare a fondo e mi sono tornati in mente anche alcuni programmi di quando ero bambina che erano abbastanza terrificanti.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Uhhhh! Afraid, eh? Today I am talking about ghosts, or rather a particular kind of ghosts, those that populate the genre known as folclore digitale, digital folklor, which has this particular characteristic, that is, it has the word digital in its name, however it is set in places that are not digital at all, in fact digital folklore is characterized by objects like old videotapes found in the attic, cassette tapes, large television sets where there are no broadcasts but the televisions are on and there is what is called the snow effect, you know, when you can't see anything it goes sshhhh, which I wonder if this is even possible with the new televisions, I've never seen it.<br><br>Anyway, I found an interesting reflection on why digital folklore is based on these old tools and not on more modern tools.<br><br>When I was a child, if I happened to see a disturbing thing on television, and I can assure you that on children's TV, disturbing things were seen a lot, also because in the 1970s we were in the midst of artistic experimentation, so there were people, important artists who were making programs for children, and these programs, however, could only be seen on TV.<br><br>And when you saw something strange, something disturbing, something that ignited your imagination, you couldn't run to YouTube and watch it again, examine it or process it. Nor could you run to Wikipedia or other sites on the Internet for someone to explain what was behind those artistic inventions.<br><br>So we used to see disturbing things on television that then stayed within us, and all the spaces, the gaps of things that as children, as teenagers but also as adults, we could not explain, were filled with our fantasies, our innermost fears and thus became our ideal nightmare, let's say tailor-made.<br>And digital folklore picks up just this kind of attitude, this kind of restlessness, and it shows things that are there and are not there, you understand and you don't understand, things that are also a little bit difficult to explain conceptually.<br><br>It's a fascinating thing, this new interpretation of digital folklore that I read and listened to over the weekend, it intrigued me.<br><br>I want to dig deep, and I was also reminded of some programs from when I was a child that were quite terrifying.]]>
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      <pubDate>Tue, 11 Apr 2023 07:34:40 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 465 Oh no! Sono buonista!</title>
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        <![CDATA[Accusata di buonismo me la prendo con la cassiera che insiste col difendere un sistema indifendibile. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Uno dei miei quattro ascoltatori, e non è un'iperbole sono veramente uno-due-tre-quattro i miei ascoltatori, mi ha accusato di essere ultimamente troppo buonista. E allora io rispondo con un episodio dove cercherò di non esserlo, e me la prendo con la cassiera del supermercato.<br><br>Questo supermercato, Iperpan, ha, come tutti gli altri supermercati, introdotto alcune casse dove il cliente fa aggratis il lavoro che prima veniva fatto dalle persone designate a farlo, cioè cassiere e cassiere. Vabbè, fin qua non mi metto a discutere le scelte di mercato, comunque non in questo episodio. Il fatto è che il sistema adottato da Superpan, dai supermercati Pan, non è uguale a quello adottato da altri supermercati, altre grandi catene, penso ad esempio a Decathlon, penso a Ikea, ma anche supermercati come Conad dove tu vai lì, scannerizzi le tue merci, paghi e te ne vai.<br><br>No da Superpan c' è questo sistema per cui tu fai la spesa, metti tutto dentro il carrello, arrivi alla cassa automatica, scannerizzi e poi se non acquisti una delle loro buste, io non le acquisto perché mi porto sempre i bustoni da casa, quelli grandi, belli, resistenti, non puoi mettere le cose dentro la tua busta man mano che le acquisti, ma devi metterle su quel poggia oggetti, poggia merce e dopo che tutta lì accumulata devi poi trasferirla nella tua busta. Insomma un sistema arcano che non so perché non funziona, poi continua sempre a bloccarsi perché se metti cose molto leggere, se scannerizzati cose molto leggere tipo buste di insalata, non legge il peso perché è troppo poco e quindi deve sempre chiamare la cassiera, e ogni volta che la cassiera viene si arrabbia con me perché dice, no ma lei signora che non sa fare, come sono io che non lo so fare?<br><br>Allora, ci sta che Pan abbia introdotto questo sistema cercano di reinventare la ruota facendone uno che evidentemente non funziona, perché non sono io l'unica, vedo tutti gli altri nella mia stessa situazione. Va bene anche che tu cassiera non possa parlar male del posto dove lavori perché ci sono le telecamere, che ne so, perché ti spiano. Però almeno non difenderlo, non dirmi che sono io che non riesco a usare il sistema, cioè sta zitta e aiutami e basta, fai buon viso a cattivo gioco perché non è colpa mia veramente, perché la cassa è lì per servire il cliente, e quindi dovrebbero averla pensata così da rispondere alle mie esigenze.<br><br>E se la cassa che avete, la bilancia automatica, non riesce a riconoscere il codice a barra dell'insalata, perché poi l'insalata pesa troppo [poco] e non fa cambiare il peso del poggia oggetti, non è colpa mia è colpa di chi l'ha fatta, cioè non fare così, non essere così dalla parte del padrone. Mollali, non funziona, è una cosa che non funziona. Sono stata abbastanza acida, ascoltatore?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>One of my four listeners, and it's not hyperbole my listeners are areally one-two-three-four, accused me of being too much of a do-gooder lately. So I respond with an episode where I try not to be, and I take it out on the supermarket cashier.<br><br>This supermarket, Iperpan, has, like all other supermarkets, introduced some checkouts where the customer does for free the work that used to be done by the people designated to do it, that is, cashiers. Whatever, right now I'm not going to argue the market choices, anyway not in this episode. The fact is that the system adopted by Superpan, by Pan supermarkets, is not the same as the system adopted by other supermarkets, other big chains, I'm thinking for example of Decathlon, I'm thinking of Ikea, but also supermarkets like Conad where you go there, scan your goods, pay and leave.<br><br>No, at Superpan there's this system whereby you do the shopping, you put everything inside the trolley, you get to the automatic checkout, you scan and then if you don't buy one of their bags, I don't buy them because I always bring the big bags from home, the big, beautiful, durable ones, you can't put things inside your bag as you go, but you have to put them on that tray for items, for the goods, and after that all have piled up there, you have to then transfer them into your bag. I mean an arcane system that I don't know why it doesn't work, then it always keeps getting stuck because if you put very light things, if you scan very light things like bags of salad, it doesn't read the weight because it's too little and so it always has to call the cashier, and every time the cashier comes, gets mad at me because, he/she says, no but you lady it's you who can't do it, how am I the one who can't do it?<br><br>So, ok that Pan introduced this system and try to reinvent the wheel by making one that obviously does not work, because I am not the only one, I see everyone else in the same situation. It's also okay that you cashier can't talk bad about the place where you work because there are cameras, what do I know, because they spy on you. But at least don't defend it, don't tell me that I'm the one who can't use the system, I mean don't, just help me, just put on a good face because it's not my fault really, because the cash register is there to serve the customer, and so they should have designed it to meet my needs. And if the scale, the automatic scale, can't recognize the bar code of the salad, because then the salad weighs too much [little] and it doesn't make the weight of the object holder change, it's not my fault it's the fault of the people who designed it, that is don't do that, don't be so on the side of the boss. Drop it, it doesn't work, it's a thing that doesn't work. Have I been sour enough, listener?<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>]]>
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Però almeno non difenderlo, non dirmi che sono io che non riesco a usare il sistema, cioè sta zitta e aiutami e basta, fai buon viso a cattivo gioco perché non è colpa mia veramente, perché la cassa è lì per servire il cliente, e quindi dovrebbero averla pensata così da rispondere alle mie esigenze.<br><br>E se la cassa che avete, la bilancia automatica, non riesce a riconoscere il codice a barra dell'insalata, perché poi l'insalata pesa troppo [poco] e non fa cambiare il peso del poggia oggetti, non è colpa mia è colpa di chi l'ha fatta, cioè non fare così, non essere così dalla parte del padrone. Mollali, non funziona, è una cosa che non funziona. Sono stata abbastanza acida, ascoltatore?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>One of my four listeners, and it's not hyperbole my listeners are areally one-two-three-four, accused me of being too much of a do-gooder lately. So I respond with an episode where I try not to be, and I take it out on the supermarket cashier.<br><br>This supermarket, Iperpan, has, like all other supermarkets, introduced some checkouts where the customer does for free the work that used to be done by the people designated to do it, that is, cashiers. Whatever, right now I'm not going to argue the market choices, anyway not in this episode. The fact is that the system adopted by Superpan, by Pan supermarkets, is not the same as the system adopted by other supermarkets, other big chains, I'm thinking for example of Decathlon, I'm thinking of Ikea, but also supermarkets like Conad where you go there, scan your goods, pay and leave.<br><br>No, at Superpan there's this system whereby you do the shopping, you put everything inside the trolley, you get to the automatic checkout, you scan and then if you don't buy one of their bags, I don't buy them because I always bring the big bags from home, the big, beautiful, durable ones, you can't put things inside your bag as you go, but you have to put them on that tray for items, for the goods, and after that all have piled up there, you have to then transfer them into your bag. I mean an arcane system that I don't know why it doesn't work, then it always keeps getting stuck because if you put very light things, if you scan very light things like bags of salad, it doesn't read the weight because it's too little and so it always has to call the cashier, and every time the cashier comes, gets mad at me because, he/she says, no but you lady it's you who can't do it, how am I the one who can't do it?<br><br>So, ok that Pan introduced this system and try to reinvent the wheel by making one that obviously does not work, because I am not the only one, I see everyone else in the same situation. It's also okay that you cashier can't talk bad about the place where you work because there are cameras, what do I know, because they spy on you. But at least don't defend it, don't tell me that I'm the one who can't use the system, I mean don't, just help me, just put on a good face because it's not my fault really, because the cash register is there to serve the customer, and so they should have designed it to meet my needs. And if the scale, the automatic scale, can't recognize the bar code of the salad, because then the salad weighs too much [little] and it doesn't make the weight of the object holder change, it's not my fault it's the fault of the people who designed it, that is don't do that, don't be so on the side of the boss. Drop it, it doesn't work, it's a thing that doesn't work. Have I been sour enough, listener?<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 10 Apr 2023 08:20:21 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Accusata di buonismo me la prendo con la cassiera che insiste col difendere un sistema indifendibile. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Uno dei miei quattro ascoltatori, e non è un'iperbole sono veramente uno-due-tre-quattro i miei ascoltatori, mi ha accusato di essere ultimamente troppo buonista. E allora io rispondo con un episodio dove cercherò di non esserlo, e me la prendo con la cassiera del supermercato.Questo supermercato, Iperpan, ha, come tutti gli altri supermercati, introdotto alcune casse dove il cliente fa aggratis il lavoro che prima veniva fatto dalle persone designate a farlo, cioè cassiere e cassiere. Vabbè, fin qua non mi metto a discutere le scelte di mercato, comunque non in questo episodio. Il fatto è che il sistema adottato da Superpan, dai supermercati Pan, non è uguale a quello adottato da altri supermercati, altre grandi catene, penso ad esempio a Decathlon, penso a Ikea, ma anche supermercati come Conad dove tu vai lì, scannerizzi le tue merci, paghi e te ne vai.No da Superpan c' è questo sistema per cui tu fai la spesa, metti tutto dentro il carrello, arrivi alla cassa automatica, scannerizzi e poi se non acquisti una delle loro buste, io non le acquisto perché mi porto sempre i bustoni da casa, quelli grandi, belli, resistenti, non puoi mettere le cose dentro la tua busta man mano che le acquisti, ma devi metterle su quel poggia oggetti, poggia merce e dopo che tutta lì accumulata devi poi trasferirla nella tua busta. Insomma un sistema arcano che non so perché non funziona, poi continua sempre a bloccarsi perché se metti cose molto leggere, se scannerizzati cose molto leggere tipo buste di insalata, non legge il peso perché è troppo poco e quindi deve sempre chiamare la cassiera, e ogni volta che la cassiera viene si arrabbia con me perché dice, no ma lei signora che non sa fare, come sono io che non lo so fare?Allora, ci sta che Pan abbia introdotto questo sistema cercano di reinventare la ruota facendone uno che evidentemente non funziona, perché non sono io l'unica, vedo tutti gli altri nella mia stessa situazione. Va bene anche che tu cassiera non possa parlar male del posto dove lavori perché ci sono le telecamere, che ne so, perché ti spiano. Però almeno non difenderlo, non dirmi che sono io che non riesco a usare il sistema, cioè sta zitta e aiutami e basta, fai buon viso a cattivo gioco perché non è colpa mia veramente, perché la cassa è lì per servire il cliente, e quindi dovrebbero averla pensata così da rispondere alle mie esigenze.E se la cassa che avete, la bilancia automatica, non riesce a riconoscere il codice a barra dell'insalata, perché poi l'insalata pesa troppo [poco] e non fa cambiare il peso del poggia oggetti, non è colpa mia è colpa di chi l'ha fatta, cioè non fare così, non essere così dalla parte del padrone. Mollali, non funziona, è una cosa che non funziona. Sono stata abbastanza acida, ascoltatore?TRANSLATIONOne of my four listeners, and it's not hyperbole my listeners are areally one-two-three-four, accused me of being too much of a do-gooder lately. So I respond with an episode where I try not to be, and I take it out on the supermarket cashier.This supermarket, Iperpan, has, like all other supermarkets, introduced some checkouts where the customer does for free the work that used to be done by the people designated to do it, that is, cashiers. Whatever, right now I'm not going to argue the market choices, anyway not in this episode. The fact is that the system adopted by Superpan, by Pan supermarkets, is not the same as the system adopted by other supermarkets, other big chains, I'm thinking for example of Decathlon, I'm thinking of Ikea, but also supermarkets like Conad where you go there, scan your goods, pay and leave.No, at Superpan there's this system whereby you do the shopping, you put everything inside the trolley, you get to...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Accusata di buonismo me la prendo con la cassiera che insiste col difendere un sistema indifendibile. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Uno dei miei quattro ascoltatori, e non è un'iperbole sono veramente uno-due-tre-quattro i miei ascoltatori, mi ha ac</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 464 Da tubo a tubo</title>
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        <![CDATA[Piante che non solo parlano ma gridano per farsi sentire. Cosa avranno mai da dirsi? Dalle pagine di un racconto allo sceneggiato TV in bianco e nero di quando ero bambina fino all'articolo pubblicato in questi giorni dal The Guardian. Tutti i link e i riferiimenti del caso li trovate in fondo alla pagina (vi metto anche il link alla sigla dello sceneggiato con una fantastica musica psichedelica).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><a href="https://my.sonix.ai/account/subscription/select_plan" rel="noreferrer noopener"></a><br>Ogni tanto mi tornano in mente immagini della mia infanzia, penso che questo succeda a tutti. Spesso mi capita di ricordare pezzetti di sceneggiati che guardavo alla televisione in bianco e nero, sceneggiati che venivano trasmessi in prima serata, all'epoca, quando c'erano pochissime opportunità di vedere qualcosa alla televisione, e mia mamma mi permetteva di stare alzata fino a tardi a guardarli con lei, soprattutto quando mio papà faceva il turno di notte.<br><br>Uno di questi sceneggiati che mi è tornato in mente oggi è <i><b>La Traccia Verde</b></i>, mandato in onda, credo boh verso gli anni '70, io comunque ero bambina, e me lo ricordo ancora perché, mi ricordo questo bianco e nero molto, molto bello, raccontava la storia di uno scienziato che stava facendo delle ricerche sulle piante e che aveva trovato un modo per far parlare le piante, più o meno, collegava degli elettrodi alle foglie delle piante e dipendentemente da quello che succedeva nella stanza, le piante reagivano, e in questo modo era riuscito a individuare un assassino che aveva ammazzato qualcuno nel laboratorio dove c'erano le piante.<br><br>Ora, all'epoca questo sceneggiato della RAI, che credo fosse tratto da un racconto ma adesso non so non ho controllato, però veniva presentato come fantascienza, perchè si parlava di un futuro pazzesco, lontano, incredibile, in cui gli esseri umani avrebbero potuto comunicare direttamente con le piante.<br><br>Stamattina nel mio inbox ho trovato un articolo pubblicato dal <i>The Guardian</i> dove raccontano esattamente questo, come in un laboratorio da qualche parte, dopo molti studi, si sia stabilito come le piante emettono dei suoni molto, molto forti, paragonabili a quelli della voce umana, solo che noi non riusciamo a sentirli perché hanno una frequenza molto diversa da quella percepita dal nostro orecchio, sono degli ultrasuoni. Questi ultrasuoni vengono solitamente una volta più o meno ogni ora, però, quando le piante stanno male, perché manca l'acqua, perché c'è troppo sole, perché ci sono problemi coi fertilizzanti, che ne so, li emettono molto più di frequente. Allora si ipotizza che questi suoni emessi dalle piante servano per comunicare tra di loro, non si sa bene come e perché.<br><br>La cosa che mi ha fatto ridere, però, è che alla fine di questo articolo sul <i>The Guardian</i>, poi vi metto il link, chiunque scriva dice, eh vabbè, sì, è vero che emettono suoni, anche i tubi che trasportano l'acqua emettono suoni quando ci passa l'acqua, ma non è detto che questi suoni vengano utilizzati per comunicare da tubo a tubo.<br><br>Mi sembrava una cosa, un modo divertente per terminare l'articolo. Non lo so, comunque occhio alle piante e innaffiatele.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Every now and then images from my childhood come back to me, I think this happens to everyone. I often recall bits and pieces of TV series that I used to watch on black-and-white television, TV series that were broadcast in prime time, back in the day, when there were very few opportunities to watch anything on television, and my mom would let me stay up late watching them with her, especially when my dad was working the night shift.<br><br>One of these scripts that came back to my mind today is <b><i>La traccia verde</i></b> [the green track], aired, I think IDK in the '70s, I was a child anyway, and I still remember it because, I remember this very, very beautiful black and white, it told the story of a scientist who was doing research on plants and he had found a way to make plants talk, more or less, he would connect electrodes to the leaves of the plants and depending on what was going on in the room, the plants would react, and in this way he had managed to locate a murderer who had killed somebody in the lab where there were the plants.<br><br>Now, at the time this TV series, which I think was based on a short story but now I don't know I haven't checked, anyway it was presented as science fiction, because it talked about a crazy, distant, unbelievable future where humans would be able to communicate directly with plants.<br><br>This morning in my inbox I found an article published by <i>The Guardian </i>where they tell exactly this, how in a laboratory somewhere, after many studies, it was determined how plants produce very, very loud sounds, comparable to the human voice, only we can't hear them because they have a very different frequency from what our ear perceives, they are ultrasound. These ultrasounds usually come once about every hour, however, when the plants are sick, because there is a lack of water, because there is too much sun, because there are problems with the fertilisers, they emit them much more frequently. Then it is hypothesised that these sounds made by the plants are used to communicate with each other, although no one is sure how or why.<br><br>The thing that made me laugh, though, is that at the end of this article in <i>The Guardian</i>, I'll write the link in the notes, whoever writes it says: anyway, yes, it's true that plants make sounds, but also the pipes that carry water make sounds when water passes through them, but it's not necessarily that these sounds are used to communicate from pipe to pipe.<br>It seemed like a thing, a fun way to end the article. Who knows, anyway, look after your plants and water them.<br><br><br>LINKS<br>Il mitico sceneggiato in bianco e nero <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_traccia_verde" rel="noreferrer noopener"><i><b>La traccia verde</b></i></a><br>I <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=2ps68ljJdGw" rel="noreferrer noopener">titoli di testa dello sceneggiato</a></b> con una fantastica musica psichedelica <br><a href="https://www.theguardian.com/environment/2023/mar/30/plants-emit-ultrasonic-sounds-in-rapid-bursts-when-stressed-scientists-say?utm_source=pocket_reader" rel="noreferrer noopener">L'articolo sul <b><i>The Guardian</i></b></a><br><b></b>]]>
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        <![CDATA[Piante che non solo parlano ma gridano per farsi sentire. Cosa avranno mai da dirsi? Dalle pagine di un racconto allo sceneggiato TV in bianco e nero di quando ero bambina fino all'articolo pubblicato in questi giorni dal The Guardian. Tutti i link e i riferiimenti del caso li trovate in fondo alla pagina (vi metto anche il link alla sigla dello sceneggiato con una fantastica musica psichedelica).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><a href="https://my.sonix.ai/account/subscription/select_plan" rel="noreferrer noopener"></a><br>Ogni tanto mi tornano in mente immagini della mia infanzia, penso che questo succeda a tutti. Spesso mi capita di ricordare pezzetti di sceneggiati che guardavo alla televisione in bianco e nero, sceneggiati che venivano trasmessi in prima serata, all'epoca, quando c'erano pochissime opportunità di vedere qualcosa alla televisione, e mia mamma mi permetteva di stare alzata fino a tardi a guardarli con lei, soprattutto quando mio papà faceva il turno di notte.<br><br>Uno di questi sceneggiati che mi è tornato in mente oggi è <i><b>La Traccia Verde</b></i>, mandato in onda, credo boh verso gli anni '70, io comunque ero bambina, e me lo ricordo ancora perché, mi ricordo questo bianco e nero molto, molto bello, raccontava la storia di uno scienziato che stava facendo delle ricerche sulle piante e che aveva trovato un modo per far parlare le piante, più o meno, collegava degli elettrodi alle foglie delle piante e dipendentemente da quello che succedeva nella stanza, le piante reagivano, e in questo modo era riuscito a individuare un assassino che aveva ammazzato qualcuno nel laboratorio dove c'erano le piante.<br><br>Ora, all'epoca questo sceneggiato della RAI, che credo fosse tratto da un racconto ma adesso non so non ho controllato, però veniva presentato come fantascienza, perchè si parlava di un futuro pazzesco, lontano, incredibile, in cui gli esseri umani avrebbero potuto comunicare direttamente con le piante.<br><br>Stamattina nel mio inbox ho trovato un articolo pubblicato dal <i>The Guardian</i> dove raccontano esattamente questo, come in un laboratorio da qualche parte, dopo molti studi, si sia stabilito come le piante emettono dei suoni molto, molto forti, paragonabili a quelli della voce umana, solo che noi non riusciamo a sentirli perché hanno una frequenza molto diversa da quella percepita dal nostro orecchio, sono degli ultrasuoni. Questi ultrasuoni vengono solitamente una volta più o meno ogni ora, però, quando le piante stanno male, perché manca l'acqua, perché c'è troppo sole, perché ci sono problemi coi fertilizzanti, che ne so, li emettono molto più di frequente. Allora si ipotizza che questi suoni emessi dalle piante servano per comunicare tra di loro, non si sa bene come e perché.<br><br>La cosa che mi ha fatto ridere, però, è che alla fine di questo articolo sul <i>The Guardian</i>, poi vi metto il link, chiunque scriva dice, eh vabbè, sì, è vero che emettono suoni, anche i tubi che trasportano l'acqua emettono suoni quando ci passa l'acqua, ma non è detto che questi suoni vengano utilizzati per comunicare da tubo a tubo.<br><br>Mi sembrava una cosa, un modo divertente per terminare l'articolo. Non lo so, comunque occhio alle piante e innaffiatele.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Every now and then images from my childhood come back to me, I think this happens to everyone. I often recall bits and pieces of TV series that I used to watch on black-and-white television, TV series that were broadcast in prime time, back in the day, when there were very few opportunities to watch anything on television, and my mom would let me stay up late watching them with her, especially when my dad was working the night shift.<br><br>One of these scripts that came back to my mind today is <b><i>La traccia verde</i></b> [the green track], aired, I think IDK in the '70s, I was a child anyway, and I still remember it because, I remember this very, very beautiful black and white, it told the story of a scientist who was doing research on plants and he had found a way to make plants talk, more or less, he would connect electrodes to the leaves of the plants and depending on what was going on in the room, the plants would react, and in this way he had managed to locate a murderer who had killed somebody in the lab where there were the plants.<br><br>Now, at the time this TV series, which I think was based on a short story but now I don't know I haven't checked, anyway it was presented as science fiction, because it talked about a crazy, distant, unbelievable future where humans would be able to communicate directly with plants.<br><br>This morning in my inbox I found an article published by <i>The Guardian </i>where they tell exactly this, how in a laboratory somewhere, after many studies, it was determined how plants produce very, very loud sounds, comparable to the human voice, only we can't hear them because they have a very different frequency from what our ear perceives, they are ultrasound. These ultrasounds usually come once about every hour, however, when the plants are sick, because there is a lack of water, because there is too much sun, because there are problems with the fertilisers, they emit them much more frequently. Then it is hypothesised that these sounds made by the plants are used to communicate with each other, although no one is sure how or why.<br><br>The thing that made me laugh, though, is that at the end of this article in <i>The Guardian</i>, I'll write the link in the notes, whoever writes it says: anyway, yes, it's true that plants make sounds, but also the pipes that carry water make sounds when water passes through them, but it's not necessarily that these sounds are used to communicate from pipe to pipe.<br>It seemed like a thing, a fun way to end the article. Who knows, anyway, look after your plants and water them.<br><br><br>LINKS<br>Il mitico sceneggiato in bianco e nero <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_traccia_verde" rel="noreferrer noopener"><i><b>La traccia verde</b></i></a><br>I <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=2ps68ljJdGw" rel="noreferrer noopener">titoli di testa dello sceneggiato</a></b> con una fantastica musica psichedelica <br><a href="https://www.theguardian.com/environment/2023/mar/30/plants-emit-ultrasonic-sounds-in-rapid-bursts-when-stressed-scientists-say?utm_source=pocket_reader" rel="noreferrer noopener">L'articolo sul <b><i>The Guardian</i></b></a><br><b></b>]]>
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      <pubDate>Sun, 09 Apr 2023 08:01:10 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 463 I codici segreti di Netflix</title>
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        <![CDATA[Lo scenario è quello solito: cosa guardiamo stanotte? E da qui che abbiamo trovato qualcosa che mette d'accordo tutti, è ormai ora di andare a dormire. Ma da oggi ho in mano una nuova arma: i codici segreti di netflix che mi permettono di andare a stanare le cose che mi piacciono usando i loro codici segreti! Il link ai codici lo trovate in fondo alla pagina, intanto ascoltate come funziona e quali categorie ho trovato. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Allora lo scenario credo che sia presente a tutti: dopocena, televisione, cosa guardiamo? Oggi non si va più nemmeno nei canali della televisione in chiaro, si va direttamente, almeno noi andiamo direttamente immediatamente nei canali a pagamento e lì comincia. Se c'è qualche serie in sospeso che stiamo guardando, allora va beh, si va direttamente lì, adesso ogni venerdì so che esce la nuova puntata di <i>Ted Lasso</i> e di <i>Hello Tomorrow! </i>e so che comunque ho due puntate nuove da guardare, però quando non c'è niente in sospeso è sempre la solita storia: impieghiamo le ore a cercare qualcosa che ci piaccia guardare e che accontenti tutti. Magari si comincia, per non andare sempre su Netflix, che poi si finisce sempre su Netflix, vediamo se c'è qualcosa su Apple TV, oppure su Prime, però poi, come ho detto, si finisce sempre su Netflix, ma anche lì ci vengono proposte sempre le stesse cose.<br><br>Fino ad oggi. Perché oggi ho trovato nella mia inbox delle e-mail una newsletter di Wired, Wired Italia, che parla dei<b> codici segreti di Netflix</b>. Allora, siccome in questo articolo citava solo pochissimi codici, allora ho fatto le mie ricerche e ho trovato un altro articolo in lingua inglese, dove invece ce ne sono qualche centinaio. Di che cosa si tratta? A quanto pare, e questo io non lo sapevo, già all'epoca quando Netflix è nata, penso una, boh una ventina di anni fa, quando non era un servizio via cavo, ma dava in prestito, in affitto dei dvd coi film, aveva tutta una serie di codici per catalogare i suoi film. Questi codici sono rimasti anche adesso che Netflix è quella che tutti conosciamo e amiamo, o odiamo, oppure odio, amore? Boh, vedete un po voi. Sono dei <b>codici che descrivono delle categorie di film</b> che non trovate da nessun'altra parte.<br><br>Ripeto, ho trovato questo articolo in inglese dove c'è un po più di un centinaio e mi hanno fatto venire l'acquolina in bocca. Pensate un po' potete cercare i film in base alla nazionalità, quindi africani, inglesi, cinesi, olandesi, francesi, eccetera. Musical, commedie cult, commedie satiriche, commedie dell'orrore, film basati su libri. Vi metto comunque il link nelle note del programma.<br>Ma la chicca che mi ha veramente fatto strabuzzare gli occhi trovare una <b>categoria di film muti</b>, dove ci sono perle come La vedova del pastore; Nanà, Tabarin di lusso; Lo scozzese volante; La moglie del fattore; La piccola fiammiferaia, e sono film degli anni venti, una cosa incredibile. Ora non vedo l'ora di andare a farmi una scorpacciata di film muti e mi raccomando, guardate le note del programma perché vi metto il link e auguro anche a voi buona scorpacciata di cose che non sapevate di voler vedere.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>OK the scenario I think is clear to everyone: after dinner, television, what do we watch? Nowadays you don't even go to the free-to-air television channels anymore, you go directly, at least we go directly, immediately to the pay channels and there it starts. If there is some outstanding series that we are watching, then it goes well, we go directly there, now every Friday I know that comes out the new episode of <i>Ted Lasso</i> and <i>Hello Tomorrow! </i>and I know that anyway I have two new episodes to watch, but when there is nothing pending it is always the same story: we spend hours looking for something that we like to watch and that will please everyone. Maybe at the beginning, to avoid always watching Netflix, but then you always end up on Netflix, you see if there is anything on Apple TV, or on Prime, anyway, then, as I said, you always end up on Netflix, but even there we always get the same old things.<br><br>Up until today. Because today I found in my inbox a newsletter from Wired, Wired Italia, that talks about <b>Netflix's secret codes</b>. So, since in this article it mentioned only a very few codes, then I did my research and found another English-language article where there are a few hundred instead. What is it all about? Apparently, and I didn't know this, back when Netflix was born, I think boh about twenty years ago, when it was not a cable service, but it was lending, renting dvds with movies, it had a whole set of codes to catalog its movies. And these codes remained even now that Netflix is the one we all know and love, or hate, or love-hate. IDK, see for yourself. They are codes that describe <b>categories of films that you won't find anywhere else</b>.<br><br>As I said, I found this article in English where there is a little over a hundred and they made my mouth water. Think of it, you can search for movies by nationality, like African, English, Chinese, Dutch, French, and so on. Musicals, cult comedies, satirical comedies, horror comedies, movies based on books. As I said, I will put the link in the program notes.<br><br>But the treat that really made me squint my eyes was to find a category of <b>silent movies</b>, where there are such gems as The Shepherd's Widow; Nanà; Lux Tabarin; The Flying Scotsman; The Farmer's Wife; The Little Match Girl, and they are movies from the 1920s, just incredible. Now I can't wait to go to binge on silent movies, and be sure to watch the program notes because I'll put the link and I wish you, too, good binging on things you didn't know you wanted to see.<br><br>LINK<br><a href="https://www.wired.it/article/codici-netflix-categorie-nascoste-segrete/?uID=31a58992baf01181a7f2eb07879d3ee46dbfdfed9780002d2e6a1280d12023b6&amp;uID=555265807147984a9f0e1ea76363a98b363bef55e0684287e50b8ebf7f6dd592&amp;utm_brand=wi&amp;utm_campaign=daily&amp;utm_mailing=WI_NEWS_Daily%202023-04-08&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=news&amp;utm_term=WI_NEWS_Daily" rel="noreferrer noopener"><b>L'articolo su Wired </b></a>[con le istruzioni su come usare i codici]<br><br><b><a href="https://www.radiotimes.com/technology/netflix-secret-codes-uk/" rel="noreferrer noopener">L'articolo in lingua inglese con un centinaio di codici</a> </b>]]>
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        <![CDATA[Lo scenario è quello solito: cosa guardiamo stanotte? E da qui che abbiamo trovato qualcosa che mette d'accordo tutti, è ormai ora di andare a dormire. Ma da oggi ho in mano una nuova arma: i codici segreti di netflix che mi permettono di andare a stanare le cose che mi piacciono usando i loro codici segreti! Il link ai codici lo trovate in fondo alla pagina, intanto ascoltate come funziona e quali categorie ho trovato. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Allora lo scenario credo che sia presente a tutti: dopocena, televisione, cosa guardiamo? Oggi non si va più nemmeno nei canali della televisione in chiaro, si va direttamente, almeno noi andiamo direttamente immediatamente nei canali a pagamento e lì comincia. Se c'è qualche serie in sospeso che stiamo guardando, allora va beh, si va direttamente lì, adesso ogni venerdì so che esce la nuova puntata di <i>Ted Lasso</i> e di <i>Hello Tomorrow! </i>e so che comunque ho due puntate nuove da guardare, però quando non c'è niente in sospeso è sempre la solita storia: impieghiamo le ore a cercare qualcosa che ci piaccia guardare e che accontenti tutti. Magari si comincia, per non andare sempre su Netflix, che poi si finisce sempre su Netflix, vediamo se c'è qualcosa su Apple TV, oppure su Prime, però poi, come ho detto, si finisce sempre su Netflix, ma anche lì ci vengono proposte sempre le stesse cose.<br><br>Fino ad oggi. Perché oggi ho trovato nella mia inbox delle e-mail una newsletter di Wired, Wired Italia, che parla dei<b> codici segreti di Netflix</b>. Allora, siccome in questo articolo citava solo pochissimi codici, allora ho fatto le mie ricerche e ho trovato un altro articolo in lingua inglese, dove invece ce ne sono qualche centinaio. Di che cosa si tratta? A quanto pare, e questo io non lo sapevo, già all'epoca quando Netflix è nata, penso una, boh una ventina di anni fa, quando non era un servizio via cavo, ma dava in prestito, in affitto dei dvd coi film, aveva tutta una serie di codici per catalogare i suoi film. Questi codici sono rimasti anche adesso che Netflix è quella che tutti conosciamo e amiamo, o odiamo, oppure odio, amore? Boh, vedete un po voi. Sono dei <b>codici che descrivono delle categorie di film</b> che non trovate da nessun'altra parte.<br><br>Ripeto, ho trovato questo articolo in inglese dove c'è un po più di un centinaio e mi hanno fatto venire l'acquolina in bocca. Pensate un po' potete cercare i film in base alla nazionalità, quindi africani, inglesi, cinesi, olandesi, francesi, eccetera. Musical, commedie cult, commedie satiriche, commedie dell'orrore, film basati su libri. Vi metto comunque il link nelle note del programma.<br>Ma la chicca che mi ha veramente fatto strabuzzare gli occhi trovare una <b>categoria di film muti</b>, dove ci sono perle come La vedova del pastore; Nanà, Tabarin di lusso; Lo scozzese volante; La moglie del fattore; La piccola fiammiferaia, e sono film degli anni venti, una cosa incredibile. Ora non vedo l'ora di andare a farmi una scorpacciata di film muti e mi raccomando, guardate le note del programma perché vi metto il link e auguro anche a voi buona scorpacciata di cose che non sapevate di voler vedere.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>OK the scenario I think is clear to everyone: after dinner, television, what do we watch? Nowadays you don't even go to the free-to-air television channels anymore, you go directly, at least we go directly, immediately to the pay channels and there it starts. If there is some outstanding series that we are watching, then it goes well, we go directly there, now every Friday I know that comes out the new episode of <i>Ted Lasso</i> and <i>Hello Tomorrow! </i>and I know that anyway I have two new episodes to watch, but when there is nothing pending it is always the same story: we spend hours looking for something that we like to watch and that will please everyone. Maybe at the beginning, to avoid always watching Netflix, but then you always end up on Netflix, you see if there is anything on Apple TV, or on Prime, anyway, then, as I said, you always end up on Netflix, but even there we always get the same old things.<br><br>Up until today. Because today I found in my inbox a newsletter from Wired, Wired Italia, that talks about <b>Netflix's secret codes</b>. So, since in this article it mentioned only a very few codes, then I did my research and found another English-language article where there are a few hundred instead. What is it all about? Apparently, and I didn't know this, back when Netflix was born, I think boh about twenty years ago, when it was not a cable service, but it was lending, renting dvds with movies, it had a whole set of codes to catalog its movies. And these codes remained even now that Netflix is the one we all know and love, or hate, or love-hate. IDK, see for yourself. They are codes that describe <b>categories of films that you won't find anywhere else</b>.<br><br>As I said, I found this article in English where there is a little over a hundred and they made my mouth water. Think of it, you can search for movies by nationality, like African, English, Chinese, Dutch, French, and so on. Musicals, cult comedies, satirical comedies, horror comedies, movies based on books. As I said, I will put the link in the program notes.<br><br>But the treat that really made me squint my eyes was to find a category of <b>silent movies</b>, where there are such gems as The Shepherd's Widow; Nanà; Lux Tabarin; The Flying Scotsman; The Farmer's Wife; The Little Match Girl, and they are movies from the 1920s, just incredible. Now I can't wait to go to binge on silent movies, and be sure to watch the program notes because I'll put the link and I wish you, too, good binging on things you didn't know you wanted to see.<br><br>LINK<br><a href="https://www.wired.it/article/codici-netflix-categorie-nascoste-segrete/?uID=31a58992baf01181a7f2eb07879d3ee46dbfdfed9780002d2e6a1280d12023b6&amp;uID=555265807147984a9f0e1ea76363a98b363bef55e0684287e50b8ebf7f6dd592&amp;utm_brand=wi&amp;utm_campaign=daily&amp;utm_mailing=WI_NEWS_Daily%202023-04-08&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=news&amp;utm_term=WI_NEWS_Daily" rel="noreferrer noopener"><b>L'articolo su Wired </b></a>[con le istruzioni su come usare i codici]<br><br><b><a href="https://www.radiotimes.com/technology/netflix-secret-codes-uk/" rel="noreferrer noopener">L'articolo in lingua inglese con un centinaio di codici</a> </b>]]>
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      <pubDate>Sat, 08 Apr 2023 09:00:15 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Lo scenario è quello solito: cosa guardiamo stanotte? E da qui che abbiamo trovato qualcosa che mette d'accordo tutti, è ormai ora di andare a dormire. Ma da oggi ho in mano una nuova arma: i codici segreti di netflix che mi permettono di andare a stanare le cose che mi piacciono usando i loro codici segreti! Il link ai codici lo trovate in fondo alla pagina, intanto ascoltate come funziona e quali categorie ho trovato. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Allora lo scenario credo che sia presente a tutti: dopocena, televisione, cosa guardiamo? Oggi non si va più nemmeno nei canali della televisione in chiaro, si va direttamente, almeno noi andiamo direttamente immediatamente nei canali a pagamento e lì comincia. Se c'è qualche serie in sospeso che stiamo guardando, allora va beh, si va direttamente lì, adesso ogni venerdì so che esce la nuova puntata di Ted Lasso e di Hello Tomorrow! e so che comunque ho due puntate nuove da guardare, però quando non c'è niente in sospeso è sempre la solita storia: impieghiamo le ore a cercare qualcosa che ci piaccia guardare e che accontenti tutti. Magari si comincia, per non andare sempre su Netflix, che poi si finisce sempre su Netflix, vediamo se c'è qualcosa su Apple TV, oppure su Prime, però poi, come ho detto, si finisce sempre su Netflix, ma anche lì ci vengono proposte sempre le stesse cose.Fino ad oggi. Perché oggi ho trovato nella mia inbox delle e-mail una newsletter di Wired, Wired Italia, che parla dei codici segreti di Netflix. Allora, siccome in questo articolo citava solo pochissimi codici, allora ho fatto le mie ricerche e ho trovato un altro articolo in lingua inglese, dove invece ce ne sono qualche centinaio. Di che cosa si tratta? A quanto pare, e questo io non lo sapevo, già all'epoca quando Netflix è nata, penso una, boh una ventina di anni fa, quando non era un servizio via cavo, ma dava in prestito, in affitto dei dvd coi film, aveva tutta una serie di codici per catalogare i suoi film. Questi codici sono rimasti anche adesso che Netflix è quella che tutti conosciamo e amiamo, o odiamo, oppure odio, amore? Boh, vedete un po voi. Sono dei codici che descrivono delle categorie di film che non trovate da nessun'altra parte.Ripeto, ho trovato questo articolo in inglese dove c'è un po più di un centinaio e mi hanno fatto venire l'acquolina in bocca. Pensate un po' potete cercare i film in base alla nazionalità, quindi africani, inglesi, cinesi, olandesi, francesi, eccetera. Musical, commedie cult, commedie satiriche, commedie dell'orrore, film basati su libri. Vi metto comunque il link nelle note del programma.Ma la chicca che mi ha veramente fatto strabuzzare gli occhi trovare una categoria di film muti, dove ci sono perle come La vedova del pastore; Nanà, Tabarin di lusso; Lo scozzese volante; La moglie del fattore; La piccola fiammiferaia, e sono film degli anni venti, una cosa incredibile. Ora non vedo l'ora di andare a farmi una scorpacciata di film muti e mi raccomando, guardate le note del programma perché vi metto il link e auguro anche a voi buona scorpacciata di cose che non sapevate di voler vedere.TRANSLATIONOK the scenario I think is clear to everyone: after dinner, television, what do we watch? Nowadays you don't even go to the free-to-air television channels anymore, you go directly, at least we go directly, immediately to the pay channels and there it starts. If there is some outstanding series that we are watching, then it goes well, we go directly there, now every Friday I know that comes out the new episode of Ted Lasso and Hello Tomorrow! and I know that anyway I have two new episodes to watch, but when there is nothing pending it is always the same story: we spend hours looking for something that we like to watch and that will please everyone. Maybe at the beginning, to avoid always watching Netflix, but then you...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Lo scenario è quello solito: cosa guardiamo stanotte? E da qui che abbiamo trovato qualcosa che mette d'accordo tutti, è ormai ora di andare a dormire. Ma da oggi ho in mano una nuova arma: i codici segreti di netflix che mi permettono di andare a stanare</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 462 Chi prende il caffè senza zucchero?</title>
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        <![CDATA[Riesco a gustare il mio caffè solo se è senza zucchero. Probabilmente se fossi vissuta 4 milioni di anni fa sarei subito morta avvelenata dalle bacche amare di qualche pianta acquatica, visto che all'epoca credo che fossimo ancora esseri acquatici. In ogni caso, se avete delle curiosità sul modo in cui noi umani percepiamo il sapore amaro, procuratevi una tazzina di caffè (preferibilmetne amaro) e buttatevi all'ascolto della puntata di oggi. E visto che ci siete, perché non lasciate anche un commento da qualche parte? <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><i></i><br>Non lo so se il gusto per il dolce e per l'amaro sia una cosa ereditaria, ma nel caso io credo di avere ereditato da mia mamma che prende il caffè senza zucchero, mentre mio papà ci metteva tre cucchiaini in una tazzina piccola di caffè. Io ho da che ricordo il caffè l'ho sempre preso senza zucchero e non mi piacciono le bevande dolci e mi piacciono invece le bevande e anche i cibi amari.<br><br>È una cosa strana perché geneticamente noi nasciamo con una repulsione nei confronti dell'amaro. Ci sono dei video che fanno vedere gli ultrasuoni, quelli a 3D, quando il feto entra in contatto, nella pancia della mamma, con una sostanza amara, fa una brutta faccia e significa che al feto quella cosa amara non piace. E i bambini, neonati appena nati, sono comunque attratti dalle cose, dalle cose dolci.<br><br>Il sapore amaro è una cosa strana, perché è una cosa che ci viene molto, molto, molto indietro dai nostri antenati di milioni di anni fa. Addirittura pare che il senso, il sentire, l'amaro, si sia sviluppato quando eravamo ancora dei pesci, 4 milioni di anni fa, i nostri antenati acquatici e lo abbiamo sviluppato e poi si è mantenuto, e tra tutti i sensi del gusto che ci aiutano a individuare i vari sapori dolce, amaro, salato, umami e gli altri che non mi ricordo, quelli che ci aiutano a sentire l'amaro sono molto, molto, molto, molto, molto più numerosi degli altri. Non solo, ma basta pochissima presenza di amaro, molto, molto meno rispetto al dolce, al salato eccetera perché noi ce ne accorgiamo subito, perché?<br><br>Perché i nostri antenati, quando ancora stavamo nelle giungle e nelle foreste, era importante sapere se una pianta era amara o meno perché spesso le cose amare erano cattive, erano velenose, erano rancide e comunque ci facevano male al pancino, quindi ci avvertiva questo senso: attenta questa cosa amara, non mangiarla.<br><br>Oggi le cose non stanno più così. Oggi un sacco di gente, e mi includo tra questa gente, ama le cose amare. Perché? Come succede? Diciamo che rispetto a quando i nostri antenati abitavano nella foresta, oggi non dobbiamo più prendere delle decisioni di vita o di morte per sapere se una cosa ci ammazzerà se la mangiamo perché, si spera, le cose che mangiamo le compriamo in negozio o comunque non sono cose velenose che ci fanno morire.<br><br>E poi c'è proprio una cosa genetica che alcune persone sono più propense di altre ad amare i cibi amari. Ecco, io mi catalogo tra queste persone, a me piacciono le cose amare, non metto zucchero nel caffè, non metto zucchero nel tè, non metto zucchero nelle bevande, non mi piacciono le bevande dolci. Aggiungo però che vado matta per le meringhe e per la torta australiana che si chiama Pavlova.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I don't know if the taste for sweet and bitter is an inherited thing, but in the case I think I inherited it from my mom who takes coffee without sugar, while my dad used to put three teaspoons in a small cup of coffee. <br>For as long as I can remember, I have always taken coffee without sugar and I don't like sweet drinks, and I like drinks food that are bitter instead.<br>This is a strange thing because genetically we are born with a revulsion toward bitterness. There are videos that show ultrasounds, the 3D ones, when the fetus comes in contact, in the mother's belly, with a bitter substance, it makes a bad face and it means that the fetus does not like that bitter thing. And babies, newborn babies, are attracted to sweet things.<br>Bitter taste is a strange thing, because it is something that comes to us very, very, very far back from our ancestors millions of years ago. Even it seems that the sense, the taste for bitterness, developed when we were still fish, 4 million years ago, with our aquatic ancestors, and we developed it and then it has been maintained, and among all the taste senses that help us to detect the various flavors sweet, bitter, salty, umami and the others that I can't remember, the ones that help us to feel bitterness are much, much, much, much more numerous than the others. Not only that, but it only takes very little presence of bitterness, much, much less than sweet, salty and so on for us to notice it immediately , why?<br>Because for our ancestors, when we were still in jungles and forests, it was important to know whether a plant was bitter or not because often bitter things were bad, they were poisonous, they were rancid and anyway they hurt our tummies, so it warned us this sense: watch out for this bitter thing, don't eat it.<br>Today this is no longer the case. Today a lot of people, and I include myself among these people, like bitter things. Why? How did it happen? Let's say that compared to when our ancestors lived in the forest, today we no longer have to make life-or-death decisions about whether something will kill us if we eat it because, hopefully, the things we eat we buy in the store or at least are not poisonous things that will cause us to die.<br>And then there is just a genetic thing that some people are more likely than others to like bitter foods. Here, I catalog myself among these people, I like bitter things, I don't put sugar in coffee, I don't put sugar in tea, I don't put sugar in drinks, I don't like sweet drinks. I will add, however, that I am crazy for meringues and for the Australian cake called Pavlova.]]>
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        <![CDATA[Riesco a gustare il mio caffè solo se è senza zucchero. Probabilmente se fossi vissuta 4 milioni di anni fa sarei subito morta avvelenata dalle bacche amare di qualche pianta acquatica, visto che all'epoca credo che fossimo ancora esseri acquatici. In ogni caso, se avete delle curiosità sul modo in cui noi umani percepiamo il sapore amaro, procuratevi una tazzina di caffè (preferibilmetne amaro) e buttatevi all'ascolto della puntata di oggi. E visto che ci siete, perché non lasciate anche un commento da qualche parte? <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><i></i><br>Non lo so se il gusto per il dolce e per l'amaro sia una cosa ereditaria, ma nel caso io credo di avere ereditato da mia mamma che prende il caffè senza zucchero, mentre mio papà ci metteva tre cucchiaini in una tazzina piccola di caffè. Io ho da che ricordo il caffè l'ho sempre preso senza zucchero e non mi piacciono le bevande dolci e mi piacciono invece le bevande e anche i cibi amari.<br><br>È una cosa strana perché geneticamente noi nasciamo con una repulsione nei confronti dell'amaro. Ci sono dei video che fanno vedere gli ultrasuoni, quelli a 3D, quando il feto entra in contatto, nella pancia della mamma, con una sostanza amara, fa una brutta faccia e significa che al feto quella cosa amara non piace. E i bambini, neonati appena nati, sono comunque attratti dalle cose, dalle cose dolci.<br><br>Il sapore amaro è una cosa strana, perché è una cosa che ci viene molto, molto, molto indietro dai nostri antenati di milioni di anni fa. Addirittura pare che il senso, il sentire, l'amaro, si sia sviluppato quando eravamo ancora dei pesci, 4 milioni di anni fa, i nostri antenati acquatici e lo abbiamo sviluppato e poi si è mantenuto, e tra tutti i sensi del gusto che ci aiutano a individuare i vari sapori dolce, amaro, salato, umami e gli altri che non mi ricordo, quelli che ci aiutano a sentire l'amaro sono molto, molto, molto, molto, molto più numerosi degli altri. Non solo, ma basta pochissima presenza di amaro, molto, molto meno rispetto al dolce, al salato eccetera perché noi ce ne accorgiamo subito, perché?<br><br>Perché i nostri antenati, quando ancora stavamo nelle giungle e nelle foreste, era importante sapere se una pianta era amara o meno perché spesso le cose amare erano cattive, erano velenose, erano rancide e comunque ci facevano male al pancino, quindi ci avvertiva questo senso: attenta questa cosa amara, non mangiarla.<br><br>Oggi le cose non stanno più così. Oggi un sacco di gente, e mi includo tra questa gente, ama le cose amare. Perché? Come succede? Diciamo che rispetto a quando i nostri antenati abitavano nella foresta, oggi non dobbiamo più prendere delle decisioni di vita o di morte per sapere se una cosa ci ammazzerà se la mangiamo perché, si spera, le cose che mangiamo le compriamo in negozio o comunque non sono cose velenose che ci fanno morire.<br><br>E poi c'è proprio una cosa genetica che alcune persone sono più propense di altre ad amare i cibi amari. Ecco, io mi catalogo tra queste persone, a me piacciono le cose amare, non metto zucchero nel caffè, non metto zucchero nel tè, non metto zucchero nelle bevande, non mi piacciono le bevande dolci. Aggiungo però che vado matta per le meringhe e per la torta australiana che si chiama Pavlova.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I don't know if the taste for sweet and bitter is an inherited thing, but in the case I think I inherited it from my mom who takes coffee without sugar, while my dad used to put three teaspoons in a small cup of coffee. <br>For as long as I can remember, I have always taken coffee without sugar and I don't like sweet drinks, and I like drinks food that are bitter instead.<br>This is a strange thing because genetically we are born with a revulsion toward bitterness. There are videos that show ultrasounds, the 3D ones, when the fetus comes in contact, in the mother's belly, with a bitter substance, it makes a bad face and it means that the fetus does not like that bitter thing. And babies, newborn babies, are attracted to sweet things.<br>Bitter taste is a strange thing, because it is something that comes to us very, very, very far back from our ancestors millions of years ago. Even it seems that the sense, the taste for bitterness, developed when we were still fish, 4 million years ago, with our aquatic ancestors, and we developed it and then it has been maintained, and among all the taste senses that help us to detect the various flavors sweet, bitter, salty, umami and the others that I can't remember, the ones that help us to feel bitterness are much, much, much, much more numerous than the others. Not only that, but it only takes very little presence of bitterness, much, much less than sweet, salty and so on for us to notice it immediately , why?<br>Because for our ancestors, when we were still in jungles and forests, it was important to know whether a plant was bitter or not because often bitter things were bad, they were poisonous, they were rancid and anyway they hurt our tummies, so it warned us this sense: watch out for this bitter thing, don't eat it.<br>Today this is no longer the case. Today a lot of people, and I include myself among these people, like bitter things. Why? How did it happen? Let's say that compared to when our ancestors lived in the forest, today we no longer have to make life-or-death decisions about whether something will kill us if we eat it because, hopefully, the things we eat we buy in the store or at least are not poisonous things that will cause us to die.<br>And then there is just a genetic thing that some people are more likely than others to like bitter foods. Here, I catalog myself among these people, I like bitter things, I don't put sugar in coffee, I don't put sugar in tea, I don't put sugar in drinks, I don't like sweet drinks. I will add, however, that I am crazy for meringues and for the Australian cake called Pavlova.]]>
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      <pubDate>Fri, 07 Apr 2023 05:00:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Riesco a gustare il mio caffè solo se è senza zucchero. Probabilmente se fossi vissuta 4 milioni di anni fa sarei subito morta avvelenata dalle bacche amare di qualche pianta acquatica, visto che all'epoca credo che fossimo ancora esseri acquatici. In ogni caso, se avete delle curiosità sul modo in cui noi umani percepiamo il sapore amaro, procuratevi una tazzina di caffè (preferibilmetne amaro) e buttatevi all'ascolto della puntata di oggi. E visto che ci siete, perché non lasciate anche un commento da qualche parte? TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non lo so se il gusto per il dolce e per l'amaro sia una cosa ereditaria, ma nel caso io credo di avere ereditato da mia mamma che prende il caffè senza zucchero, mentre mio papà ci metteva tre cucchiaini in una tazzina piccola di caffè. Io ho da che ricordo il caffè l'ho sempre preso senza zucchero e non mi piacciono le bevande dolci e mi piacciono invece le bevande e anche i cibi amari.È una cosa strana perché geneticamente noi nasciamo con una repulsione nei confronti dell'amaro. Ci sono dei video che fanno vedere gli ultrasuoni, quelli a 3D, quando il feto entra in contatto, nella pancia della mamma, con una sostanza amara, fa una brutta faccia e significa che al feto quella cosa amara non piace. E i bambini, neonati appena nati, sono comunque attratti dalle cose, dalle cose dolci.Il sapore amaro è una cosa strana, perché è una cosa che ci viene molto, molto, molto indietro dai nostri antenati di milioni di anni fa. Addirittura pare che il senso, il sentire, l'amaro, si sia sviluppato quando eravamo ancora dei pesci, 4 milioni di anni fa, i nostri antenati acquatici e lo abbiamo sviluppato e poi si è mantenuto, e tra tutti i sensi del gusto che ci aiutano a individuare i vari sapori dolce, amaro, salato, umami e gli altri che non mi ricordo, quelli che ci aiutano a sentire l'amaro sono molto, molto, molto, molto, molto più numerosi degli altri. Non solo, ma basta pochissima presenza di amaro, molto, molto meno rispetto al dolce, al salato eccetera perché noi ce ne accorgiamo subito, perché?Perché i nostri antenati, quando ancora stavamo nelle giungle e nelle foreste, era importante sapere se una pianta era amara o meno perché spesso le cose amare erano cattive, erano velenose, erano rancide e comunque ci facevano male al pancino, quindi ci avvertiva questo senso: attenta questa cosa amara, non mangiarla.Oggi le cose non stanno più così. Oggi un sacco di gente, e mi includo tra questa gente, ama le cose amare. Perché? Come succede? Diciamo che rispetto a quando i nostri antenati abitavano nella foresta, oggi non dobbiamo più prendere delle decisioni di vita o di morte per sapere se una cosa ci ammazzerà se la mangiamo perché, si spera, le cose che mangiamo le compriamo in negozio o comunque non sono cose velenose che ci fanno morire.E poi c'è proprio una cosa genetica che alcune persone sono più propense di altre ad amare i cibi amari. Ecco, io mi catalogo tra queste persone, a me piacciono le cose amare, non metto zucchero nel caffè, non metto zucchero nel tè, non metto zucchero nelle bevande, non mi piacciono le bevande dolci. Aggiungo però che vado matta per le meringhe e per la torta australiana che si chiama Pavlova.TRANSLATIONI don't know if the taste for sweet and bitter is an inherited thing, but in the case I think I inherited it from my mom who takes coffee without sugar, while my dad used to put three teaspoons in a small cup of coffee. For as long as I can remember, I have always taken coffee without sugar and I don't like sweet drinks, and I like drinks food that are bitter instead.This is a strange thing because genetically we are born with a revulsion toward bitterness. There are videos that show ultrasounds, the 3D ones, when the fetus comes in contact, in the mother's belly, with a bitter substance, it makes a bad...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Riesco a gustare il mio caffè solo se è senza zucchero. Probabilmente se fossi vissuta 4 milioni di anni fa sarei subito morta avvelenata dalle bacche amare di qualche pianta acquatica, visto che all'epoca credo che fossimo ancora esseri acquatici. In ogn</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 461 Defecare è tabù (ma perché?)</title>
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        <![CDATA[Tutti defechiamo, però è un tabù parlarne. Ora però c'è una app che aiuta, se non a parlarne, almeno a 'posizionare' la conversazione. Il link per scaricare la app lo trovate in fondo alla pagina, dopo la trascrizine e dopo la traduzione in inglese. E grazie al mio amico Alessio, fonte inesauribile di ispirazione!<br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[Eng. translation below]</i><br>Puntata difficile quella di oggi perché parlo di un tabù e sebbene faccia questa puntata per sfatare un tabù, rimane comunque un tabù, ed è difficile parlare di questo argomento senza scendere nel volgare nè nello scientifico.<br>Stiamo parlando, così come avete visto dal titolo, della defecazione, e mi sono chiesta perché mai è un tabù? una funzione normale del nostro organismo, anzi una funzione necessaria. Però è una cosa di cui si parla poco, se non per niente, questo è un problema perché, secondo i dati che sono andato a cercarmi nei giornali scientifici, <b>circa il 40% della popolazione mondiale soffre di disturbi intestinali</b>, che non si chiamano nemmeno più disturbi dell'apparato gastro intestinale, adesso si parla invece di interazione molecolare tra sistema nervoso e apparato digerente, perché l'atto della defecazione, è un'operazione molto complessa che richiede l'intervento di diversi sistemi del nostro corpo: il sistema neuro muscolare, quello ormonale e quello cognitivo, ed è una procedura che inizia anche 1 ora prima del suo compimento.<br><br>Però, a parte queste queste nozioni diciamo tecniche, il defecare rimane un tabù nonostante sia una cosa che noi tutti dobbiamo fare, e lo sappiamo bene, basti pensare all'imbarazzo che si prova quando si deve<b> defecare e ci si trova a scuola oppure al lavoro</b>, si cerca almeno di farlo a casa propria tra le quattro pareti del proprio bagno, e l'avrete provata tutti questa sensazione quando si torna da un lungo viaggio, il grande senso di sollievo che si ha <b>quando finalmente si può usare di nuovo il gabinetto di casa</b>.<br><br>Anche l'uso dei gabinetti è un problema, perché ci sono tantissime persone che non hanno accesso a un gabinetto, con tutto quello che ne consegue, quindi la tranquillità di poter compiere l'operazione senza nessuno che disturbi. Pensiamo ai senzatetto, pensiamo alle persone che non hanno accesso a un gabinetto.<br><br>Perché vi sto parlando della defecazione? Perché il mio amico Alessio, mentre mi dava la soluzione del problema del sacchetto <i>[ved. episodio 460]</i>, mi ha anche segnalato una app che si chiama <b>Poop Map</b>, che possiamo tradurre come mappa della cacca. È una mappa dove ogni volta che voi andate al gabinetto a farla mettete un segno e nella mappa a comparite voi, e Alessio mi ha detto Cristina nessuno la usa in Sardegna, scaricala così sarai tu la prima a usarla. E io così ho fatto, l'ho scaricata e se andate poi a vederla, vi metto il link nelle note del programma, vedete che ce lì un un segnaposto? Ebbene, quello è il mio segnaposto, vi invito a scaricarla e a usarla anche voi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Difficult episode today because I am talking about a taboo, and although I am doing this episode to dispel a taboo, it is still a taboo, and it is difficult to talk about this topic without descending into the vulgar or the scientific.<br><br>We are talking, so as you have seen from the title, about defecation, and I wondered why on earth is it a taboo? A normal function of our body, indeed a necessary function. But it is something that is talked about very little, if at all, this is a problem because, according to the data that I went looking for in the scientific journals, about <b>40% of the world's population suffers from intestinal disorders</b>, which are not even called gastrointestinal disorders anymore, now we talk instead about molecular interaction between the nervous system and the digestive system, because the act of defecation, is a very complex operation that requires the intervention of several systems of our body: the neuro-muscular system, the hormonal system, and the cognitive system, and it is a procedure that begins even 1 hour before its completion.<br><br>However, apart from these these let's say technical notions, defecating remains a taboo despite the fact that it is something we all have to do, and we know it well, just think of the embarrassment you feel when you have to <b>defecate and you are at school or at work</b>, you at least try to do it at home within the four walls of your own bathroom, and you will have experienced this feeling when you come back from a long trip, the great sense of relief you have <b>when you can finally use the toilet at home again.</b><br><b></b><br>The use of toilets is also an issue, because there are so many people who do not have access to a toilet, with all that goes with it, so the peace of mind of being able to perform the operation without anyone disturbing. Think of the homeless, think of people who do not have access to a toilet.<br><br>Why am I telling you about defecation? Because my friend Alessio, while giving me the solution to the bag problem <i>[see episode 460]</i>, also pointed me to an app called <b>Poop Map</b>, which we can translate as poop map. It is a map where every time you go to the toilet to do it, you put a mark and in the map it appears, and Alessio told me, Cristina nobody uses it in Sardinia, download it so you will be the first one to use it. And so I did, I downloaded it and if you go then to see it, I'll put the link in the program notes, you see there a placeholder? Well, that is my placeholder, I invite you to download it and use it as well.<br><br><b>LINKS</b><br><b>Poop Map </b>la app per localizzare i vostri movimenti intestinali <a href="https://www.poopmap.net/" rel="noreferrer noopener">https://www.poopmap.net/</a><br><b>Break the taboo with poo</b> un articolo (in inglese) pubblicato sulla rivista scientifica <i>Nature Reviews Gastroenterology &amp; Hepatology</i> <a href="https://www.nature.com/articles/s41575-021-00528-z" rel="noreferrer noopener">https://www.nature.com/articles/s41575-021-00528-z</a>]]>
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        <![CDATA[Tutti defechiamo, però è un tabù parlarne. Ora però c'è una app che aiuta, se non a parlarne, almeno a 'posizionare' la conversazione. Il link per scaricare la app lo trovate in fondo alla pagina, dopo la trascrizine e dopo la traduzione in inglese. E grazie al mio amico Alessio, fonte inesauribile di ispirazione!<br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[Eng. translation below]</i><br>Puntata difficile quella di oggi perché parlo di un tabù e sebbene faccia questa puntata per sfatare un tabù, rimane comunque un tabù, ed è difficile parlare di questo argomento senza scendere nel volgare nè nello scientifico.<br>Stiamo parlando, così come avete visto dal titolo, della defecazione, e mi sono chiesta perché mai è un tabù? una funzione normale del nostro organismo, anzi una funzione necessaria. Però è una cosa di cui si parla poco, se non per niente, questo è un problema perché, secondo i dati che sono andato a cercarmi nei giornali scientifici, <b>circa il 40% della popolazione mondiale soffre di disturbi intestinali</b>, che non si chiamano nemmeno più disturbi dell'apparato gastro intestinale, adesso si parla invece di interazione molecolare tra sistema nervoso e apparato digerente, perché l'atto della defecazione, è un'operazione molto complessa che richiede l'intervento di diversi sistemi del nostro corpo: il sistema neuro muscolare, quello ormonale e quello cognitivo, ed è una procedura che inizia anche 1 ora prima del suo compimento.<br><br>Però, a parte queste queste nozioni diciamo tecniche, il defecare rimane un tabù nonostante sia una cosa che noi tutti dobbiamo fare, e lo sappiamo bene, basti pensare all'imbarazzo che si prova quando si deve<b> defecare e ci si trova a scuola oppure al lavoro</b>, si cerca almeno di farlo a casa propria tra le quattro pareti del proprio bagno, e l'avrete provata tutti questa sensazione quando si torna da un lungo viaggio, il grande senso di sollievo che si ha <b>quando finalmente si può usare di nuovo il gabinetto di casa</b>.<br><br>Anche l'uso dei gabinetti è un problema, perché ci sono tantissime persone che non hanno accesso a un gabinetto, con tutto quello che ne consegue, quindi la tranquillità di poter compiere l'operazione senza nessuno che disturbi. Pensiamo ai senzatetto, pensiamo alle persone che non hanno accesso a un gabinetto.<br><br>Perché vi sto parlando della defecazione? Perché il mio amico Alessio, mentre mi dava la soluzione del problema del sacchetto <i>[ved. episodio 460]</i>, mi ha anche segnalato una app che si chiama <b>Poop Map</b>, che possiamo tradurre come mappa della cacca. È una mappa dove ogni volta che voi andate al gabinetto a farla mettete un segno e nella mappa a comparite voi, e Alessio mi ha detto Cristina nessuno la usa in Sardegna, scaricala così sarai tu la prima a usarla. E io così ho fatto, l'ho scaricata e se andate poi a vederla, vi metto il link nelle note del programma, vedete che ce lì un un segnaposto? Ebbene, quello è il mio segnaposto, vi invito a scaricarla e a usarla anche voi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Difficult episode today because I am talking about a taboo, and although I am doing this episode to dispel a taboo, it is still a taboo, and it is difficult to talk about this topic without descending into the vulgar or the scientific.<br><br>We are talking, so as you have seen from the title, about defecation, and I wondered why on earth is it a taboo? A normal function of our body, indeed a necessary function. But it is something that is talked about very little, if at all, this is a problem because, according to the data that I went looking for in the scientific journals, about <b>40% of the world's population suffers from intestinal disorders</b>, which are not even called gastrointestinal disorders anymore, now we talk instead about molecular interaction between the nervous system and the digestive system, because the act of defecation, is a very complex operation that requires the intervention of several systems of our body: the neuro-muscular system, the hormonal system, and the cognitive system, and it is a procedure that begins even 1 hour before its completion.<br><br>However, apart from these these let's say technical notions, defecating remains a taboo despite the fact that it is something we all have to do, and we know it well, just think of the embarrassment you feel when you have to <b>defecate and you are at school or at work</b>, you at least try to do it at home within the four walls of your own bathroom, and you will have experienced this feeling when you come back from a long trip, the great sense of relief you have <b>when you can finally use the toilet at home again.</b><br><b></b><br>The use of toilets is also an issue, because there are so many people who do not have access to a toilet, with all that goes with it, so the peace of mind of being able to perform the operation without anyone disturbing. Think of the homeless, think of people who do not have access to a toilet.<br><br>Why am I telling you about defecation? Because my friend Alessio, while giving me the solution to the bag problem <i>[see episode 460]</i>, also pointed me to an app called <b>Poop Map</b>, which we can translate as poop map. It is a map where every time you go to the toilet to do it, you put a mark and in the map it appears, and Alessio told me, Cristina nobody uses it in Sardinia, download it so you will be the first one to use it. And so I did, I downloaded it and if you go then to see it, I'll put the link in the program notes, you see there a placeholder? Well, that is my placeholder, I invite you to download it and use it as well.<br><br><b>LINKS</b><br><b>Poop Map </b>la app per localizzare i vostri movimenti intestinali <a href="https://www.poopmap.net/" rel="noreferrer noopener">https://www.poopmap.net/</a><br><b>Break the taboo with poo</b> un articolo (in inglese) pubblicato sulla rivista scientifica <i>Nature Reviews Gastroenterology &amp; Hepatology</i> <a href="https://www.nature.com/articles/s41575-021-00528-z" rel="noreferrer noopener">https://www.nature.com/articles/s41575-021-00528-z</a>]]>
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      <pubDate>Thu, 06 Apr 2023 07:50:13 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Tutti defechiamo, però è un tabù parlarne. Ora però c'è una app che aiuta, se non a parlarne, almeno a 'posizionare' la conversazione. Il link per scaricare la app lo trovate in fondo alla pagina, dopo la trascrizine e dopo la traduzione in inglese. E gra</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 460 Un ascoltatore risolve il mistero!</title>
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        <![CDATA[Un fedele ascoltatore ha condotto le indagini per risolvere l'arcano del filamento di plastica che penzola dal fondo dei sacchetti di plastica. Detto così sembra che abbia uno stuolo di fedelissimi pronti ad esaudire tutti i miei desideri. (Ah! Ah! Ah! permettetemi una risata, perché di fedelissimi ne avrò una mezza dozzina). Insomma, ascoltate l'episodio per sapere a cosa serve il filo di plastica. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Come annunciato dal titolo, abbiamo risolto il mistero del sacchetto di plastica, anzi del filamento posizionato al di sotto del sacchetto di plastica. Se non sapete di cosa sto parlando, andate ad ascoltarvi l'episodio di due giorni fa, quello del mi pare fosse il 3 aprile <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/53424564" rel="noreferrer noopener">'A cosa serve il lungo filo di plastica?'</a></b> È stato risolto il mistero da un ascoltatore che, detto così sembra che io abbia centinaia di ascoltatori che mi seguono e che rispondono ai miei appelli. In effetti io di ascoltatori ne ho pochissimi. Ascoltatori e ascoltatrici fedeli li conto sulle mie mani, ne avrò forse 6 o 7 quelli che so che mi ascoltano sempre costantemente, anche se alcuni mi ascoltano tipo una volta ogni due tre settimane, si fanno la scorpacciata e allora c'è il picco di ascolti, 90 ascolti in una giornata, perché i miei pochi ascoltatori concentrano gli ascolti.<br><br>Ma andiamo a svelare il mistero. Anzitutto il mistero è stato svelato dal mio fedelissimo amico Alessio. Alessio, che insieme a mio figlio è una delle pochissime, anzi l'unica altra persona di cui avete sentito la voce nel passato, infatti ha parlato al microfono dei 3 minuti grezzi, ha avuto questo grande onore (capirai che onore!).<br><br>Allora Alessio si è subito sguinzagliato, perché lui ha una mente scientifica, molto indagatore, da Vienna, dove sta facendo un dottorato di ricerca, si è preso il tempo, ha usato il tempo che gli viene pagato ben retribuito dall'Università di Vienna per fare questa piccola ricerca per me e ha veramente risolto l'arcano, e mi ha mandato il link a una pagina di Amazon, tra l'altro Amazon punto it, quindi Amazon italiana, dove vendono i sacchetti, i famosi sacchetti di plastica per la raccolta della spazzatura, per la plastica, per la differenziata, e nella spiegazione dicono che questi sacchetti oltre ad avere tutte queste caratteristiche, chiusura a pomodoro eccetera eccetera, hanno anche il lungo filo che serve per la chiusura: 'dotato di laccetto per la chiusura e il trasporto dello stesso', quindi significa che quel laccettino (ecco dovevo usare la parola laccio forse, io ho usato filamento e ho avuto problemi) che quel laccio serve effettivamente alla chiusura, quindi io ho avuto sempre paura a tirarlo, perché avevo paura se mo lo tiro mi si rompe la busta, invece, allora la prossima raccolta della plastica che mi pare sia di domenica, staccherò il laccetto e lo userò per chiudere la busta. Grazie Alessio!<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 05 Apr 2023 07:14:44 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un fedele ascoltatore ha condotto le indagini per risolvere l'arcano del filamento di plastica che penzola dal fondo dei sacchetti di plastica. Detto così sembra che abbia uno stuolo di fedelissimi pronti ad esaudire tutti i miei desideri. (Ah! Ah! Ah! permettetemi una risata, perché di fedelissimi ne avrò una mezza dozzina). Insomma, ascoltate l'episodio per sapere a cosa serve il filo di plastica. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Come annunciato dal titolo, abbiamo risolto il mistero del sacchetto di plastica, anzi del filamento posizionato al di sotto del sacchetto di plastica. Se non sapete di cosa sto parlando, andate ad ascoltarvi l'episodio di due giorni fa, quello del mi pare fosse il 3 aprile 'A cosa serve il lungo filo di plastica?' È stato risolto il mistero da un ascoltatore che, detto così sembra che io abbia centinaia di ascoltatori che mi seguono e che rispondono ai miei appelli. In effetti io di ascoltatori ne ho pochissimi. Ascoltatori e ascoltatrici fedeli li conto sulle mie mani, ne avrò forse 6 o 7 quelli che so che mi ascoltano sempre costantemente, anche se alcuni mi ascoltano tipo una volta ogni due tre settimane, si fanno la scorpacciata e allora c'è il picco di ascolti, 90 ascolti in una giornata, perché i miei pochi ascoltatori concentrano gli ascolti.Ma andiamo a svelare il mistero. Anzitutto il mistero è stato svelato dal mio fedelissimo amico Alessio. Alessio, che insieme a mio figlio è una delle pochissime, anzi l'unica altra persona di cui avete sentito la voce nel passato, infatti ha parlato al microfono dei 3 minuti grezzi, ha avuto questo grande onore (capirai che onore!).Allora Alessio si è subito sguinzagliato, perché lui ha una mente scientifica, molto indagatore, da Vienna, dove sta facendo un dottorato di ricerca, si è preso il tempo, ha usato il tempo che gli viene pagato ben retribuito dall'Università di Vienna per fare questa piccola ricerca per me e ha veramente risolto l'arcano, e mi ha mandato il link a una pagina di Amazon, tra l'altro Amazon punto it, quindi Amazon italiana, dove vendono i sacchetti, i famosi sacchetti di plastica per la raccolta della spazzatura, per la plastica, per la differenziata, e nella spiegazione dicono che questi sacchetti oltre ad avere tutte queste caratteristiche, chiusura a pomodoro eccetera eccetera, hanno anche il lungo filo che serve per la chiusura: 'dotato di laccetto per la chiusura e il trasporto dello stesso', quindi significa che quel laccettino (ecco dovevo usare la parola laccio forse, io ho usato filamento e ho avuto problemi) che quel laccio serve effettivamente alla chiusura, quindi io ho avuto sempre paura a tirarlo, perché avevo paura se mo lo tiro mi si rompe la busta, invece, allora la prossima raccolta della plastica che mi pare sia di domenica, staccherò il laccetto e lo userò per chiudere la busta. Grazie Alessio!</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Un fedele ascoltatore ha condotto le indagini per risolvere l'arcano del filamento di plastica che penzola dal fondo dei sacchetti di plastica. Detto così sembra che abbia uno stuolo di fedelissimi pronti ad esaudire tutti i miei desideri. (Ah! Ah! Ah! pe</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 459 Sì al fallimento! Anche al museo.</title>
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        <![CDATA[Mentre in Italia a scuola ci insegnano ad aver paura di sbagliare, inculcandoci così una paura degli errori che ci bloccherà per il resto della vita, da altre parti l'errore viene (giustamente) visto come un passaggio indispensabile nel processo creativo. Vabbè, intanto vi invito a farvi un giro virtuale nel Museo del Fallimento (il link lo trovate in fondo alla pagina, dopo la trascrizione e dopo la traduzione in inglese). Buon divertimento!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Mentre in Italia si ha terrore di sbagliare, in altre parti del mondo gli sbagli, e quindi anche i fallimenti, vengono celebrati addirittura con un museo. A New York esiste il 'Museo del fallimento' - Museum of Failure. Se vi interessa andare, se siete a New York e vi interessa fare una visita, il biglietto parte da 22,55$, metto il link del museo delle note del programma, così se volete potete comprare il biglietto, tra l'altro dal sito è possibile anche vedere gli oggetti che sono esposti e anche fare un tour virtuale del museo.<br><br>Vi sto parlando del Museo del fallimento, non perché voglia fargli particolarmente pubblicità, ma perché è proprio l'idea del fallimento che è interessante. Già la parola 'fallimento' ha una connotazione molto negativa, non si usa mai la parola fallimento per indicare qualcosa di positivo. E invece il fallimento è un passaggio fondamentale, perché non si può mai riuscire a fare una cosa nuova al primo colpo, ma è importante sperimentare, importante modificare. Quindi è importante lasciarsi alle spalle molti piccoli fallimenti per poter poi arrivare a qualcosa di di buono di utile.<br>Questa è anche la filosofia che c'è dietro al 'design thinking', il pensiero progettuale dove l'idea non è: io chiedo al pubblico 'cosa volete?', faccio quello che pubblico vuole, glielo do e poi gli chiedo 'dimmi se va bene'. No, l'idea del design thinking è: ci mettiamo insieme e studiamo insieme anzitutto quello di cui il pubblico ha bisogno, perché non sempre il pubblico sa quello di cui ha bisogno.<br><br>Ricordo sempre, cito sempre Steve Jobs che disse "La gente non sapeva di avere bisogno dell'iPhone prima che io lo inventassi." E questa è la caratteristica delle grandi innovazioni che nessuno sapeva prima di averne bisogno.<br><br>Ma il concetto di fallimento, inteso in senso terribilmente negativo, secondo me è particolarmente negativo quando riguarda, quando si pensa all'ambito scolastico. In Italia, qua, si insegna instillando nelle studentesse e negli studenti il terrore dello sbaglio. E io lo verifico, lo vedo sempre di più quando sento la gente che parla, che non parla le lingue imparate a scuola, quindi soprattutto la lingua inglese: gente che ha fatto dieci anni di studi, se si contano le elementari, le medie e le superiori, eccetera, fino a arrivare all'università, che sa tantissima grammatica e che però è incapace di ascoltare, incapace di capire, non riesce a parlare in inglese perché ha paura di sbagliare. Infatti quando mi chiedono 'come faccio a parlare bene l'inglese?', il mio consiglio è sempre: butta la grammatica perché della grammatica non frega niente a nessuno. Una lingua serve solo per comunicare. Parla!<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>While in Italy people are terrified of making mistakes, in other parts of the world mistakes, and therefore also failures, are celebrated with a museum. In New York there is the 'Museum of Failure '. If you're interested in going, if you're in New York and you're interested in visiting, the ticket starts at $22.55, I'm putting the museum link in the program notes, so if you want you can buy the ticket, by the way from the website you can also see the objects that are on display and also take a virtual tour of the museum.<br><br>I am telling you about the Museum of Failure not because I particularly want to advertise it, but because it is really the idea of failure that is interesting. Already the word 'failure' has a very negative connotation, you never use the word failure to mean something positive. But failure is a key step, because you can never succeed in doing something new the first time, but it is important to experiment, to modify. So it is important to leave behind many small failures so that we can then arrive at something good that is useful.<br><br>This is also the philosophy behind 'design thinking', where the idea is not: I ask the audience 'what do you want ?', I make what the audience wants, I give it to them and then I ask them 'tell me if it's okay'. No, the idea of design thinking is: we get together and study together first of all what the audience needs, because the audience doesn't always know what they need.<br><br>I always remember, I always quote Steve Jobs saying, "People didn't know they needed the iPhone before I invented it." And this is the characteristic of great innovations that no one knew before they were needed.<br><br>But the concept of failure, understood in a terribly negative sense, in my opinion is particularly negative when it concerns, when thinking about the school environment. Here in Italy, we teach by instilling in students the terror of being wrong. And I verify it, I see it more and more when I hear people speaking, who do not speak the languages they learned in school, so especially the English language: people who have gone through ten years of study, if you count primary school, middle school and high school, etc., all the way up to college, who know a lot of grammar and yet are unable to listen, unable to understand, unable to speak in English because they are afraid of making mistakes. In fact, when people ask me "how can I speak English well?" my advice is always: throw out the grammar because no one gives a damn about grammar. A language is only for communication. Just speak!<br><b>LINK</b><br><b></b><br><b>The Museum of Failure </b><a href="https://blog.museumoffailure.com/category/exhibitions/" rel="noreferrer noopener">https://blog.museumoffailure.com/category/exhibitions/</a>]]>
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        <![CDATA[Mentre in Italia a scuola ci insegnano ad aver paura di sbagliare, inculcandoci così una paura degli errori che ci bloccherà per il resto della vita, da altre parti l'errore viene (giustamente) visto come un passaggio indispensabile nel processo creativo. Vabbè, intanto vi invito a farvi un giro virtuale nel Museo del Fallimento (il link lo trovate in fondo alla pagina, dopo la trascrizione e dopo la traduzione in inglese). Buon divertimento!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Mentre in Italia si ha terrore di sbagliare, in altre parti del mondo gli sbagli, e quindi anche i fallimenti, vengono celebrati addirittura con un museo. A New York esiste il 'Museo del fallimento' - Museum of Failure. Se vi interessa andare, se siete a New York e vi interessa fare una visita, il biglietto parte da 22,55$, metto il link del museo delle note del programma, così se volete potete comprare il biglietto, tra l'altro dal sito è possibile anche vedere gli oggetti che sono esposti e anche fare un tour virtuale del museo.<br><br>Vi sto parlando del Museo del fallimento, non perché voglia fargli particolarmente pubblicità, ma perché è proprio l'idea del fallimento che è interessante. Già la parola 'fallimento' ha una connotazione molto negativa, non si usa mai la parola fallimento per indicare qualcosa di positivo. E invece il fallimento è un passaggio fondamentale, perché non si può mai riuscire a fare una cosa nuova al primo colpo, ma è importante sperimentare, importante modificare. Quindi è importante lasciarsi alle spalle molti piccoli fallimenti per poter poi arrivare a qualcosa di di buono di utile.<br>Questa è anche la filosofia che c'è dietro al 'design thinking', il pensiero progettuale dove l'idea non è: io chiedo al pubblico 'cosa volete?', faccio quello che pubblico vuole, glielo do e poi gli chiedo 'dimmi se va bene'. No, l'idea del design thinking è: ci mettiamo insieme e studiamo insieme anzitutto quello di cui il pubblico ha bisogno, perché non sempre il pubblico sa quello di cui ha bisogno.<br><br>Ricordo sempre, cito sempre Steve Jobs che disse "La gente non sapeva di avere bisogno dell'iPhone prima che io lo inventassi." E questa è la caratteristica delle grandi innovazioni che nessuno sapeva prima di averne bisogno.<br><br>Ma il concetto di fallimento, inteso in senso terribilmente negativo, secondo me è particolarmente negativo quando riguarda, quando si pensa all'ambito scolastico. In Italia, qua, si insegna instillando nelle studentesse e negli studenti il terrore dello sbaglio. E io lo verifico, lo vedo sempre di più quando sento la gente che parla, che non parla le lingue imparate a scuola, quindi soprattutto la lingua inglese: gente che ha fatto dieci anni di studi, se si contano le elementari, le medie e le superiori, eccetera, fino a arrivare all'università, che sa tantissima grammatica e che però è incapace di ascoltare, incapace di capire, non riesce a parlare in inglese perché ha paura di sbagliare. Infatti quando mi chiedono 'come faccio a parlare bene l'inglese?', il mio consiglio è sempre: butta la grammatica perché della grammatica non frega niente a nessuno. Una lingua serve solo per comunicare. Parla!<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>While in Italy people are terrified of making mistakes, in other parts of the world mistakes, and therefore also failures, are celebrated with a museum. In New York there is the 'Museum of Failure '. If you're interested in going, if you're in New York and you're interested in visiting, the ticket starts at $22.55, I'm putting the museum link in the program notes, so if you want you can buy the ticket, by the way from the website you can also see the objects that are on display and also take a virtual tour of the museum.<br><br>I am telling you about the Museum of Failure not because I particularly want to advertise it, but because it is really the idea of failure that is interesting. Already the word 'failure' has a very negative connotation, you never use the word failure to mean something positive. But failure is a key step, because you can never succeed in doing something new the first time, but it is important to experiment, to modify. So it is important to leave behind many small failures so that we can then arrive at something good that is useful.<br><br>This is also the philosophy behind 'design thinking', where the idea is not: I ask the audience 'what do you want ?', I make what the audience wants, I give it to them and then I ask them 'tell me if it's okay'. No, the idea of design thinking is: we get together and study together first of all what the audience needs, because the audience doesn't always know what they need.<br><br>I always remember, I always quote Steve Jobs saying, "People didn't know they needed the iPhone before I invented it." And this is the characteristic of great innovations that no one knew before they were needed.<br><br>But the concept of failure, understood in a terribly negative sense, in my opinion is particularly negative when it concerns, when thinking about the school environment. Here in Italy, we teach by instilling in students the terror of being wrong. And I verify it, I see it more and more when I hear people speaking, who do not speak the languages they learned in school, so especially the English language: people who have gone through ten years of study, if you count primary school, middle school and high school, etc., all the way up to college, who know a lot of grammar and yet are unable to listen, unable to understand, unable to speak in English because they are afraid of making mistakes. In fact, when people ask me "how can I speak English well?" my advice is always: throw out the grammar because no one gives a damn about grammar. A language is only for communication. Just speak!<br><b>LINK</b><br><b></b><br><b>The Museum of Failure </b><a href="https://blog.museumoffailure.com/category/exhibitions/" rel="noreferrer noopener">https://blog.museumoffailure.com/category/exhibitions/</a>]]>
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      <pubDate>Tue, 04 Apr 2023 07:16:23 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 458 A cosa serve il lungo filo di plastica?</title>
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        <![CDATA[Qualcuno mi aiuti a risolvere il mistero! O almeno a trovare le parole per poter formulare la domanda ai motori di ricerca. Please!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Nella mia città, Cagliari, si pratica la raccolta differenziata dei rifiuti. Da quando è iniziata la raccolta differenziata dei rifiuti sono obbligata ad acquistare buste di plastica, busta molto grandi che vengono utilizzate nel bidone della plastica. Quindi io acquisto buste di plastica, ci metto dentro la plastica, poi faccio un nodo e una volta alla settimana vengono a ritirarlo. Io prima non acquistavo, non ho mai acquistato buste di plastica, mi sono limitata a utilizzare quelle che venivano date nel negozio, oppure cercavo di non utilizzare buste di plastica andando a fare la spesa con borse multiuso, cioè che potevo usare diverse volte, borse di stoffa oppure di plastica resistente.<br><br>Perché vi sto parlando della plastica? Perché ogni volta che srotolo il rotolo di plastica per prendere una bustona da mettere dentro il bidone della plastica, e ogni volta che estraggo il bidone della busta di plastica dal bidone, vengo... mi devo confrontare con un enigma che ancora non sono riuscita a risolvere. Non so se avete presente le buste di plastica, soprattutto quelle grandi, molto spesso hanno nella parte inferiore, nella parte di giù, un lunghissimo filamento di plastica, ma proprio lungo. Sarà lungo? Non lo so, quello delle buste grandi per la plastica del bidone grande sarà lungo almeno un metro. E io ogni volta mi chiedo: ma a che cavolo serve questo filo di plastica appiccicato sotto le buste di plastica? Non serve a legarlo, perché è appiccicato sul fondo e ovviamente la busta si chiude dalla parte superiore, non dalla parte inferiore.<br><br>Non sono riuscita a spiegarmelo, e ancora ci provo. Ho provato stamattina a fare una ricerca su internet. Ecco, voi provate a cercare questa cosa qua. Anzitutto come definire la domanda? Ho provato sia in italiano che in inglese. Ho provato "a cosa serve il lungo filamento di plastica", apriti cielo e spalancati terra perché tutti i risultati prendono in considerazione la parola 'filamento-plastica' e mi raccontano come si fa la plastica, i vari filamenti eccetera ecc. Ho provato anche in inglese, però non sono riuscita nemmeno ad avvicinarmi lontanamente a trovare una definizione per poter porre la domanda, non dico per trovare la soluzione, ma per porre la domanda, a che cavolo serve quella cosa lunga lunga di plastica che penzola fuori dai sacchetti?<br>Ecco, se qualcuno, qualcuna in ascolto, avesse la risposta o avesse dei suggerimenti su come porre la domanda, io son qua e aspetto.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>In my city, Cagliari, separate waste collection is practiced. Since garbage collection began, I have been forced to buy plastic bags, very large bags that are used in the plastic bin. So I buy plastic bags, put plastic in them, then tie a knot and once a week they come and pick it up. I used to not buy, I never bought plastic bags, I just used the ones that were given in the store, or I tried not to use plastic bags by going grocery shopping with multipurpose bags, that is, that I could use several times, cloth bags or durable plastic bags.<br><br>Why am I telling you about plastic? Because every time I unroll the plastic roll to get a big bag to put inside the plastic bin, and every time I take the plastic bag bin out of the bin, I come... I am confronted with a conundrum that I still have not been able to solve. I don't know if you can picture plastic bags, especially the big ones, very often they have at the bottom, at the down side, a very long strand of plastic, but really long. How long might it be? I don't know, the one in the large plastic bags will be at least a meter long. And every time I wonder: what the heck is this plastic thread stuck under the plastic bags for? It is not to tie it, because it is stuck to the bottom and obviously the bag closes from the top, not the bottom.<br><br>I cannot explain it, and I'm still trying. I tried this morning to do an internet search. Here, you try to look for this thing here. First of all, how to define the question? I have tried both Italian and English. I tried "what the long plastic filament is for," goodness me! Because all the results concentrate on the word 'filament-plastic' and tell me how plastic is made, the various filaments, etc., etc. I also tried in English, however, I couldn't even come close to finding a definition to be able to ask the question, I'm not demanding to find the solution, but at least to ask the question, what the heck is that long long plastic thing hanging out of the bags for?<br>Here, if anyone, anyone listening has the answer or has any suggestions on how to ask the question, I am here and waiting.<br>]]>
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        <![CDATA[Qualcuno mi aiuti a risolvere il mistero! O almeno a trovare le parole per poter formulare la domanda ai motori di ricerca. Please!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Nella mia città, Cagliari, si pratica la raccolta differenziata dei rifiuti. Da quando è iniziata la raccolta differenziata dei rifiuti sono obbligata ad acquistare buste di plastica, busta molto grandi che vengono utilizzate nel bidone della plastica. Quindi io acquisto buste di plastica, ci metto dentro la plastica, poi faccio un nodo e una volta alla settimana vengono a ritirarlo. Io prima non acquistavo, non ho mai acquistato buste di plastica, mi sono limitata a utilizzare quelle che venivano date nel negozio, oppure cercavo di non utilizzare buste di plastica andando a fare la spesa con borse multiuso, cioè che potevo usare diverse volte, borse di stoffa oppure di plastica resistente.<br><br>Perché vi sto parlando della plastica? Perché ogni volta che srotolo il rotolo di plastica per prendere una bustona da mettere dentro il bidone della plastica, e ogni volta che estraggo il bidone della busta di plastica dal bidone, vengo... mi devo confrontare con un enigma che ancora non sono riuscita a risolvere. Non so se avete presente le buste di plastica, soprattutto quelle grandi, molto spesso hanno nella parte inferiore, nella parte di giù, un lunghissimo filamento di plastica, ma proprio lungo. Sarà lungo? Non lo so, quello delle buste grandi per la plastica del bidone grande sarà lungo almeno un metro. E io ogni volta mi chiedo: ma a che cavolo serve questo filo di plastica appiccicato sotto le buste di plastica? Non serve a legarlo, perché è appiccicato sul fondo e ovviamente la busta si chiude dalla parte superiore, non dalla parte inferiore.<br><br>Non sono riuscita a spiegarmelo, e ancora ci provo. Ho provato stamattina a fare una ricerca su internet. Ecco, voi provate a cercare questa cosa qua. Anzitutto come definire la domanda? Ho provato sia in italiano che in inglese. Ho provato "a cosa serve il lungo filamento di plastica", apriti cielo e spalancati terra perché tutti i risultati prendono in considerazione la parola 'filamento-plastica' e mi raccontano come si fa la plastica, i vari filamenti eccetera ecc. Ho provato anche in inglese, però non sono riuscita nemmeno ad avvicinarmi lontanamente a trovare una definizione per poter porre la domanda, non dico per trovare la soluzione, ma per porre la domanda, a che cavolo serve quella cosa lunga lunga di plastica che penzola fuori dai sacchetti?<br>Ecco, se qualcuno, qualcuna in ascolto, avesse la risposta o avesse dei suggerimenti su come porre la domanda, io son qua e aspetto.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>In my city, Cagliari, separate waste collection is practiced. Since garbage collection began, I have been forced to buy plastic bags, very large bags that are used in the plastic bin. So I buy plastic bags, put plastic in them, then tie a knot and once a week they come and pick it up. I used to not buy, I never bought plastic bags, I just used the ones that were given in the store, or I tried not to use plastic bags by going grocery shopping with multipurpose bags, that is, that I could use several times, cloth bags or durable plastic bags.<br><br>Why am I telling you about plastic? Because every time I unroll the plastic roll to get a big bag to put inside the plastic bin, and every time I take the plastic bag bin out of the bin, I come... I am confronted with a conundrum that I still have not been able to solve. I don't know if you can picture plastic bags, especially the big ones, very often they have at the bottom, at the down side, a very long strand of plastic, but really long. How long might it be? I don't know, the one in the large plastic bags will be at least a meter long. And every time I wonder: what the heck is this plastic thread stuck under the plastic bags for? It is not to tie it, because it is stuck to the bottom and obviously the bag closes from the top, not the bottom.<br><br>I cannot explain it, and I'm still trying. I tried this morning to do an internet search. Here, you try to look for this thing here. First of all, how to define the question? I have tried both Italian and English. I tried "what the long plastic filament is for," goodness me! Because all the results concentrate on the word 'filament-plastic' and tell me how plastic is made, the various filaments, etc., etc. I also tried in English, however, I couldn't even come close to finding a definition to be able to ask the question, I'm not demanding to find the solution, but at least to ask the question, what the heck is that long long plastic thing hanging out of the bags for?<br>Here, if anyone, anyone listening has the answer or has any suggestions on how to ask the question, I am here and waiting.<br>]]>
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      <pubDate>Mon, 03 Apr 2023 06:55:41 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Qualcuno mi aiuti a risolvere il mistero! O almeno a trovare le parole per poter formulare la domanda ai motori di ricerca. Please!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Nella mia città, Cagliari, si pratica la raccolta differenziata dei rifiuti. Da quando è iniziata la raccolta differenziata dei rifiuti sono obbligata ad acquistare buste di plastica, busta molto grandi che vengono utilizzate nel bidone della plastica. Quindi io acquisto buste di plastica, ci metto dentro la plastica, poi faccio un nodo e una volta alla settimana vengono a ritirarlo. Io prima non acquistavo, non ho mai acquistato buste di plastica, mi sono limitata a utilizzare quelle che venivano date nel negozio, oppure cercavo di non utilizzare buste di plastica andando a fare la spesa con borse multiuso, cioè che potevo usare diverse volte, borse di stoffa oppure di plastica resistente.Perché vi sto parlando della plastica? Perché ogni volta che srotolo il rotolo di plastica per prendere una bustona da mettere dentro il bidone della plastica, e ogni volta che estraggo il bidone della busta di plastica dal bidone, vengo... mi devo confrontare con un enigma che ancora non sono riuscita a risolvere. Non so se avete presente le buste di plastica, soprattutto quelle grandi, molto spesso hanno nella parte inferiore, nella parte di giù, un lunghissimo filamento di plastica, ma proprio lungo. Sarà lungo? Non lo so, quello delle buste grandi per la plastica del bidone grande sarà lungo almeno un metro. E io ogni volta mi chiedo: ma a che cavolo serve questo filo di plastica appiccicato sotto le buste di plastica? Non serve a legarlo, perché è appiccicato sul fondo e ovviamente la busta si chiude dalla parte superiore, non dalla parte inferiore.Non sono riuscita a spiegarmelo, e ancora ci provo. Ho provato stamattina a fare una ricerca su internet. Ecco, voi provate a cercare questa cosa qua. Anzitutto come definire la domanda? Ho provato sia in italiano che in inglese. Ho provato "a cosa serve il lungo filamento di plastica", apriti cielo e spalancati terra perché tutti i risultati prendono in considerazione la parola 'filamento-plastica' e mi raccontano come si fa la plastica, i vari filamenti eccetera ecc. Ho provato anche in inglese, però non sono riuscita nemmeno ad avvicinarmi lontanamente a trovare una definizione per poter porre la domanda, non dico per trovare la soluzione, ma per porre la domanda, a che cavolo serve quella cosa lunga lunga di plastica che penzola fuori dai sacchetti?Ecco, se qualcuno, qualcuna in ascolto, avesse la risposta o avesse dei suggerimenti su come porre la domanda, io son qua e aspetto.TRANSLATIONIn my city, Cagliari, separate waste collection is practiced. Since garbage collection began, I have been forced to buy plastic bags, very large bags that are used in the plastic bin. So I buy plastic bags, put plastic in them, then tie a knot and once a week they come and pick it up. I used to not buy, I never bought plastic bags, I just used the ones that were given in the store, or I tried not to use plastic bags by going grocery shopping with multipurpose bags, that is, that I could use several times, cloth bags or durable plastic bags.Why am I telling you about plastic? Because every time I unroll the plastic roll to get a big bag to put inside the plastic bin, and every time I take the plastic bag bin out of the bin, I come... I am confronted with a conundrum that I still have not been able to solve. I don't know if you can picture plastic bags, especially the big ones, very often they have at the bottom, at the down side, a very long strand of plastic, but really long. How long might it be? I don't know, the one in the large plastic bags will be at least a meter long. And every time I wonder: what the heck is this plastic thread stuck under the plastic bags for? It is not to tie it, because it is stuck to the bottom and obviously...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 457 La solitudine della podcaster</title>
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        <![CDATA[Vi avverto che questo è un episodio super-autoreferenziale, saltatelo pure.<br><br>Il pubblico di lingua italiana mi conosce solo per questo anti-podcast che sono i tre minuti grezzi. Lo chiamo anit-podcast perché è da tutti i punti di vista l'esatto opposto di quello che produco normalmente in lingua inglese, dove non solo non inprovviso mai (lavoro tantissimo sulla sceneggiatura dei miei podcast), ma racconto storie complesse, usando intricatissime costruzioni sonore e trame non-lineari. Forse dovrei smettere di lamentarmi per la mia solitudine da podcaster in Italia e dovrei invece mettermi a creare in italiano le cose che creo in lingua inglese, no? <br>[In fondo alla pagina, dopo la trascrizione e la traduzione in inglese, metto una delle cose che faccio in inglese].<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Puntata completamente autoreferenziale questa dei 3 minuti grezzi o forse anche no. Puntata che forse non metterò in onda o forse la registrerò nuovamente, naturalmente sempre senza fare nessun tipo di editing.<br>Perché vi sto dicendo questo? Perché mi è venuto da parlare di un argomento che mi riguarda da vicino, perché? Vi spiego. Mi è stato detto, mi è stato comunicato tramite email che sono arrivata finalista in un importante, come si può chiamare? Premio per la produzione di un podcast. È un importante premio internazionale, e essere arrivata finalista per me è già un grandissimo traguardo. Lo dico senza falsa modestia, perché sono cose che si dicono in queste circostanze, per me, è chiaro che se dovessi vincere sarei super felice, però già essere arrivata finalista per me è una vittoria. Perché?<br>Perché mi sento molto sola qua in Italia nel mondo del podcast italiano. Non solo perché abito in Sardegna, e quindi ho limitatissime opportunità di incontrare altri podcaster che fanno cose simili a quelle che faccio io, e infatti ogni volta che partecipo a qualche incontro, a parte il tempo che occorre per muoversi dalla Sardegna, ma poi costa tantissimo, proprio a giugno [fine maggio] rinuncerò a un incontro con amici podcaster perché non posso permettermi questo viaggio che per il luogo in cui si trova la Sardegna e per il luogo in cui si tiene quest'incontro avrei dovuto spendere una cifra spropositata che adesso non posso investire.<br>Mi manca la comunità dei podcaster in Italia. A parte poche eccezioni, che poi più che essere podcaster sono amici e amiche che veramente li posso contare nella mano destra, o nella mano sinistra, perché sono veramente pochi questi amici podcaster parecchio in Italia che fanno cose simili a quelle che faccio io, non lo so, c'è una sensibilità diversa, per cui soffro di solitudine da podcasting, nel senso che non mi sento... Non mi sento vista, fondamentalmente, non sento che le cose che faccio vengono ascoltate.<br>Non è una lamentela questa, perché le cose che faccio mi piacciono tantissimo, è colpa mia pure che le faccio in inglese, quindi forse dovrei cominciare a fare le cose che faccio in inglese, dovrei cominciare a farle in italiano, che sono molto diverse dai miei 3 minuti grezzi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Completely self-referential episode this 3 unedited minutes or maybe not. An episode that maybe I will not put on air or maybe I will re-record it, of course always without doing any kind of editing.<br>Why am I telling you this? Because it come to me to talk about a topic that concerns me closely. Why? I will explain. I was told, I was informed by email that I am finalist in an important, what can I call it? An award for the production of a podcast. It is an important international competition, and to be a finalist for me is already a great achievement. I say this without false modesty, because people say so in these circumstances, for me... of course if I were to win I would be super happy, but already being a finalist for me is a victory. Why?<br>Because I feel very lonely here in Italy in the Italian podcast world. Not only because I live in Sardinia and have very limited opportunities to meet other podcasters who do similar things to what I do, in fact every time I attend a meeting, apart from the time it takes to move from Sardinia, but then it is so expensive, just in June [end of May] I will miss a meeting with podcaster-friends because I cannot afford this trip that for the location of Sardinia and for the location of this meeting I would have to spend an inordinate amount of money that I cannot invest just now.<br>I miss the podcaster community in Italy. Apart from a few exceptions, which then more than being podcasters are friends, friends who really I can count in my right hand, or in my left hand, because there are really few of these podcaster friends in Italy who do similar things to what I do, I don't know, there is a different sensibility, so I suffer from podcasting loneliness, in the sense that I don't feel ... I don't feel seen, basically, I don't feel that the things I do are being heard.<br>It is not a complaint this, because I like the things that I do a lot, it is just my fault as I create them in English, so maybe I should start doing the things that I do in English, I should start doing them in Italian (things that are very different from these 3 raw minutes.<br><br>LINK<br><b>A FISH TALE </b><a href="https://www.cristinamarras.com/article/57-a-fish-tale" rel="noreferrer noopener">https://www.cristinamarras.com/article/57-a-fish-tale</a>]]>
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        <![CDATA[Vi avverto che questo è un episodio super-autoreferenziale, saltatelo pure.<br><br>Il pubblico di lingua italiana mi conosce solo per questo anti-podcast che sono i tre minuti grezzi. Lo chiamo anit-podcast perché è da tutti i punti di vista l'esatto opposto di quello che produco normalmente in lingua inglese, dove non solo non inprovviso mai (lavoro tantissimo sulla sceneggiatura dei miei podcast), ma racconto storie complesse, usando intricatissime costruzioni sonore e trame non-lineari. Forse dovrei smettere di lamentarmi per la mia solitudine da podcaster in Italia e dovrei invece mettermi a creare in italiano le cose che creo in lingua inglese, no? <br>[In fondo alla pagina, dopo la trascrizione e la traduzione in inglese, metto una delle cose che faccio in inglese].<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Puntata completamente autoreferenziale questa dei 3 minuti grezzi o forse anche no. Puntata che forse non metterò in onda o forse la registrerò nuovamente, naturalmente sempre senza fare nessun tipo di editing.<br>Perché vi sto dicendo questo? Perché mi è venuto da parlare di un argomento che mi riguarda da vicino, perché? Vi spiego. Mi è stato detto, mi è stato comunicato tramite email che sono arrivata finalista in un importante, come si può chiamare? Premio per la produzione di un podcast. È un importante premio internazionale, e essere arrivata finalista per me è già un grandissimo traguardo. Lo dico senza falsa modestia, perché sono cose che si dicono in queste circostanze, per me, è chiaro che se dovessi vincere sarei super felice, però già essere arrivata finalista per me è una vittoria. Perché?<br>Perché mi sento molto sola qua in Italia nel mondo del podcast italiano. Non solo perché abito in Sardegna, e quindi ho limitatissime opportunità di incontrare altri podcaster che fanno cose simili a quelle che faccio io, e infatti ogni volta che partecipo a qualche incontro, a parte il tempo che occorre per muoversi dalla Sardegna, ma poi costa tantissimo, proprio a giugno [fine maggio] rinuncerò a un incontro con amici podcaster perché non posso permettermi questo viaggio che per il luogo in cui si trova la Sardegna e per il luogo in cui si tiene quest'incontro avrei dovuto spendere una cifra spropositata che adesso non posso investire.<br>Mi manca la comunità dei podcaster in Italia. A parte poche eccezioni, che poi più che essere podcaster sono amici e amiche che veramente li posso contare nella mano destra, o nella mano sinistra, perché sono veramente pochi questi amici podcaster parecchio in Italia che fanno cose simili a quelle che faccio io, non lo so, c'è una sensibilità diversa, per cui soffro di solitudine da podcasting, nel senso che non mi sento... Non mi sento vista, fondamentalmente, non sento che le cose che faccio vengono ascoltate.<br>Non è una lamentela questa, perché le cose che faccio mi piacciono tantissimo, è colpa mia pure che le faccio in inglese, quindi forse dovrei cominciare a fare le cose che faccio in inglese, dovrei cominciare a farle in italiano, che sono molto diverse dai miei 3 minuti grezzi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Completely self-referential episode this 3 unedited minutes or maybe not. An episode that maybe I will not put on air or maybe I will re-record it, of course always without doing any kind of editing.<br>Why am I telling you this? Because it come to me to talk about a topic that concerns me closely. Why? I will explain. I was told, I was informed by email that I am finalist in an important, what can I call it? An award for the production of a podcast. It is an important international competition, and to be a finalist for me is already a great achievement. I say this without false modesty, because people say so in these circumstances, for me... of course if I were to win I would be super happy, but already being a finalist for me is a victory. Why?<br>Because I feel very lonely here in Italy in the Italian podcast world. Not only because I live in Sardinia and have very limited opportunities to meet other podcasters who do similar things to what I do, in fact every time I attend a meeting, apart from the time it takes to move from Sardinia, but then it is so expensive, just in June [end of May] I will miss a meeting with podcaster-friends because I cannot afford this trip that for the location of Sardinia and for the location of this meeting I would have to spend an inordinate amount of money that I cannot invest just now.<br>I miss the podcaster community in Italy. Apart from a few exceptions, which then more than being podcasters are friends, friends who really I can count in my right hand, or in my left hand, because there are really few of these podcaster friends in Italy who do similar things to what I do, I don't know, there is a different sensibility, so I suffer from podcasting loneliness, in the sense that I don't feel ... I don't feel seen, basically, I don't feel that the things I do are being heard.<br>It is not a complaint this, because I like the things that I do a lot, it is just my fault as I create them in English, so maybe I should start doing the things that I do in English, I should start doing them in Italian (things that are very different from these 3 raw minutes.<br><br>LINK<br><b>A FISH TALE </b><a href="https://www.cristinamarras.com/article/57-a-fish-tale" rel="noreferrer noopener">https://www.cristinamarras.com/article/57-a-fish-tale</a>]]>
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      <pubDate>Sun, 02 Apr 2023 07:52:17 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Vi avverto che questo è un episodio super-autoreferenziale, saltatelo pure.Il pubblico di lingua italiana mi conosce solo per questo anti-podcast che sono i tre minuti grezzi. Lo chiamo anit-podcast perché è da tutti i punti di vista l'esatto opposto di q</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 456 Pesche sciroppate</title>
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        <![CDATA[Puntata registrata dal tavolo della cucina [da qui la mia voce un po' strana] per parlare di una mia nuova piccola mania alimentare: apro il barattolo delle pesche sciroppate ed è subito estate!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Episodio diverso dei 3 minuti grezzi oggi perché non sono al mio tavolo, isolata con il mio microfono e le mie cose, ma sono in cucina dove di solito faccio colazione. Infatti diciamo che sto facendo una colazione super prolungata perché dopo aver fatto colazione mi sto trattenendo con il mio portatile per leggere le email, comunicare con gli amici, eccetera.<br>Sono qui in cucina perché mi è venuta questa idea di parlarvi di una delle mie ultime, è una passione o è una ossessione? Non lo so. Diciamo che è una via di mezzo. Una cosa che ho scoperto, anzi riscoperto, che riscopro ciclicamente e che in questo momento mi sta un po' facendo andare nel pallone.<br>Ce l'ho qua in mano, non la vedete, ma ce l'ho stretta nelle mie due mani. Sto parlando di questo vaso panciuto, meraviglioso, di frutta sciroppata. Ho riscoperto la frutta sciroppata, e in modo particolare le pesche sciroppate.<br>Io sono sempre alla ricerca di qualcosa da mangiare a colazione che non abbia troppi zuccheri, perché altrimenti poi alle undici mi viene il calo degli zuccheri, mi mangio l'appartamento, che mi sostenga mentalmente eccetera. Però diciamo che faccio anche attenzione alle calorie che introduco nel mio corpo perché una pizzata mi fa ingrassare di due chili, poi a perdere 500 grammi impiego un mese, quindi ho un metabolismo da sherpa, come disse un giorno un endocrinologo che andai a visitare in preda alla disperazione perché non riesco a dimagrire. Comunque le pesche sciroppate, ho scoperto, forse in generale tutta la frutta sciroppata, ma adesso, in particolare le pesche sciroppate hanno un contenuto calorico abbastanza contenuto, molto meno del muesli.<br>E niente, adesso sto facendo il giro dei supermercati a scegliere e assaggiare le varie pesche sciroppate. Poi le pesche sciroppate hanno anche la caratteristica che te le vendono già porzionate perché a te viene voglia di uno spuntino, infili la forchetta, il cucchiaio nel barattolo, nel vaso delle pesche sciroppate e te ne peschi una, te la metti nella ciotolina, almeno io me le mangio così, e poi te la sgranocchi.<br>La pesca sciroppata ha questa caratteristica, siccome è molto dolce, molto bella, è molto matura, non solo ti dà questa sensazione che stai mangiando un dolce buonissimo, però personalmente a me riporta anche all'estate. Perché cosa c'è di più bello d'estate che, dopo pranzo, mangiarsi una bella pesca? Lo so, la frutta non si dovrebbe mangiare dopo pranzo, ma diciamo che questa cosa qua non mi interessa. Per me estate, dopo pranzo, fetta di anguria, pesca buona, altrimenti non è estate.<br>Quindi mi sono comprata questo vaso che ho pagato un occhio della testa, non mi ero accorta che costasse così tanto, però vi assicuro ne è valsa la pena e adesso mi sto godendo le mie pesche sciroppate.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Different episode of the raw 3 minutes today because I am not at my table, isolated with my microphone and my things, but I am in the kitchen where I usually have breakfast. In fact, let's say I'm having a super prolonged breakfast because after breakfast I'm lingering with my laptop to read emails, communicate with friends, etc.<br>I'm here in the kitchen because I got this idea to tell you about one of my latest, is it a passion or is it an obsession? I don't know. Let's say it's somewhere in between. Something that I have discovered, or rather rediscovered, that I rediscover cyclically and that right now is kind of throwing me for a loop.<br>I have it here in my hand, you can't see it, but I have it clutched in my two hands. I'm talking about this bellied, wonderful jar of fruit in syrup. I rediscovered fruit in syrup, and especially peaches in syrup.<br>I'm always looking for something to eat for breakfast that doesn't have too much sugar, because otherwise at eleven o'clock I get low sugar, I eat the apartment, that supports me mentally and so on. But let's say that I also pay attention to the calories I introduce into my body because a pizza makes me gain two kilos, then to lose 500 grams it takes me a month, as I have a sherpa metabolism, as an endocrinologist said one day that I went visiting in desperation because I can't lose weight. Anyway peaches in syrup, I found, maybe in general all fruits in syrup, but now, especially peaches in syrup are quite low in calories, much less than muesli.<br>Anyway, now I'm making the rounds of supermarkets picking out and tasting the various peaches in syrup. Then peaches in syrup also have the feature that they sell them to you already portioned because you get a craving for a snack, you stick your fork, spoon into the jar, into the glass of peaches in syrup and you pick one, put it in the little bowl, at least that's how I eat them, and then you munch on it.<br>Peach in syrup has this characteristic, because it is very sweet, very nice, it is very ripe, it not only gives you this feeling that you are eating a very good dessert, however personally to me it also brings back the summer. Because what could be nicer in summer than, after lunch, eating a nice peach? I know, fruit shouldn't be eaten after lunch, but let's say this thing here doesn't interest me. For me summer, after lunch, slice of watermelon, good peach, otherwise it is not summer.<br>So I bought this jar that I paid an arm and a leg for, I didn't realise it cost so much, however, I assure you it was worth it and now I am enjoying my peaches in syrup.]]>
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        <![CDATA[Puntata registrata dal tavolo della cucina [da qui la mia voce un po' strana] per parlare di una mia nuova piccola mania alimentare: apro il barattolo delle pesche sciroppate ed è subito estate!<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>Episodio diverso dei 3 minuti grezzi oggi perché non sono al mio tavolo, isolata con il mio microfono e le mie cose, ma sono in cucina dove di solito faccio colazione. Infatti diciamo che sto facendo una colazione super prolungata perché dopo aver fatto colazione mi sto trattenendo con il mio portatile per leggere le email, comunicare con gli amici, eccetera.<br>Sono qui in cucina perché mi è venuta questa idea di parlarvi di una delle mie ultime, è una passione o è una ossessione? Non lo so. Diciamo che è una via di mezzo. Una cosa che ho scoperto, anzi riscoperto, che riscopro ciclicamente e che in questo momento mi sta un po' facendo andare nel pallone.<br>Ce l'ho qua in mano, non la vedete, ma ce l'ho stretta nelle mie due mani. Sto parlando di questo vaso panciuto, meraviglioso, di frutta sciroppata. Ho riscoperto la frutta sciroppata, e in modo particolare le pesche sciroppate.<br>Io sono sempre alla ricerca di qualcosa da mangiare a colazione che non abbia troppi zuccheri, perché altrimenti poi alle undici mi viene il calo degli zuccheri, mi mangio l'appartamento, che mi sostenga mentalmente eccetera. Però diciamo che faccio anche attenzione alle calorie che introduco nel mio corpo perché una pizzata mi fa ingrassare di due chili, poi a perdere 500 grammi impiego un mese, quindi ho un metabolismo da sherpa, come disse un giorno un endocrinologo che andai a visitare in preda alla disperazione perché non riesco a dimagrire. Comunque le pesche sciroppate, ho scoperto, forse in generale tutta la frutta sciroppata, ma adesso, in particolare le pesche sciroppate hanno un contenuto calorico abbastanza contenuto, molto meno del muesli.<br>E niente, adesso sto facendo il giro dei supermercati a scegliere e assaggiare le varie pesche sciroppate. Poi le pesche sciroppate hanno anche la caratteristica che te le vendono già porzionate perché a te viene voglia di uno spuntino, infili la forchetta, il cucchiaio nel barattolo, nel vaso delle pesche sciroppate e te ne peschi una, te la metti nella ciotolina, almeno io me le mangio così, e poi te la sgranocchi.<br>La pesca sciroppata ha questa caratteristica, siccome è molto dolce, molto bella, è molto matura, non solo ti dà questa sensazione che stai mangiando un dolce buonissimo, però personalmente a me riporta anche all'estate. Perché cosa c'è di più bello d'estate che, dopo pranzo, mangiarsi una bella pesca? Lo so, la frutta non si dovrebbe mangiare dopo pranzo, ma diciamo che questa cosa qua non mi interessa. Per me estate, dopo pranzo, fetta di anguria, pesca buona, altrimenti non è estate.<br>Quindi mi sono comprata questo vaso che ho pagato un occhio della testa, non mi ero accorta che costasse così tanto, però vi assicuro ne è valsa la pena e adesso mi sto godendo le mie pesche sciroppate.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Different episode of the raw 3 minutes today because I am not at my table, isolated with my microphone and my things, but I am in the kitchen where I usually have breakfast. In fact, let's say I'm having a super prolonged breakfast because after breakfast I'm lingering with my laptop to read emails, communicate with friends, etc.<br>I'm here in the kitchen because I got this idea to tell you about one of my latest, is it a passion or is it an obsession? I don't know. Let's say it's somewhere in between. Something that I have discovered, or rather rediscovered, that I rediscover cyclically and that right now is kind of throwing me for a loop.<br>I have it here in my hand, you can't see it, but I have it clutched in my two hands. I'm talking about this bellied, wonderful jar of fruit in syrup. I rediscovered fruit in syrup, and especially peaches in syrup.<br>I'm always looking for something to eat for breakfast that doesn't have too much sugar, because otherwise at eleven o'clock I get low sugar, I eat the apartment, that supports me mentally and so on. But let's say that I also pay attention to the calories I introduce into my body because a pizza makes me gain two kilos, then to lose 500 grams it takes me a month, as I have a sherpa metabolism, as an endocrinologist said one day that I went visiting in desperation because I can't lose weight. Anyway peaches in syrup, I found, maybe in general all fruits in syrup, but now, especially peaches in syrup are quite low in calories, much less than muesli.<br>Anyway, now I'm making the rounds of supermarkets picking out and tasting the various peaches in syrup. Then peaches in syrup also have the feature that they sell them to you already portioned because you get a craving for a snack, you stick your fork, spoon into the jar, into the glass of peaches in syrup and you pick one, put it in the little bowl, at least that's how I eat them, and then you munch on it.<br>Peach in syrup has this characteristic, because it is very sweet, very nice, it is very ripe, it not only gives you this feeling that you are eating a very good dessert, however personally to me it also brings back the summer. Because what could be nicer in summer than, after lunch, eating a nice peach? I know, fruit shouldn't be eaten after lunch, but let's say this thing here doesn't interest me. For me summer, after lunch, slice of watermelon, good peach, otherwise it is not summer.<br>So I bought this jar that I paid an arm and a leg for, I didn't realise it cost so much, however, I assure you it was worth it and now I am enjoying my peaches in syrup.]]>
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      <pubDate>Sat, 01 Apr 2023 07:52:06 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Puntata registrata dal tavolo della cucina [da qui la mia voce un po' strana] per parlare di una mia nuova piccola mania alimentare: apro il barattolo delle pesche sciroppate ed è subito estate!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Episodio diverso dei 3 minuti grezzi oggi perché non sono al mio tavolo, isolata con il mio microfono e le mie cose, ma sono in cucina dove di solito faccio colazione. Infatti diciamo che sto facendo una colazione super prolungata perché dopo aver fatto colazione mi sto trattenendo con il mio portatile per leggere le email, comunicare con gli amici, eccetera.Sono qui in cucina perché mi è venuta questa idea di parlarvi di una delle mie ultime, è una passione o è una ossessione? Non lo so. Diciamo che è una via di mezzo. Una cosa che ho scoperto, anzi riscoperto, che riscopro ciclicamente e che in questo momento mi sta un po' facendo andare nel pallone.Ce l'ho qua in mano, non la vedete, ma ce l'ho stretta nelle mie due mani. Sto parlando di questo vaso panciuto, meraviglioso, di frutta sciroppata. Ho riscoperto la frutta sciroppata, e in modo particolare le pesche sciroppate.Io sono sempre alla ricerca di qualcosa da mangiare a colazione che non abbia troppi zuccheri, perché altrimenti poi alle undici mi viene il calo degli zuccheri, mi mangio l'appartamento, che mi sostenga mentalmente eccetera. Però diciamo che faccio anche attenzione alle calorie che introduco nel mio corpo perché una pizzata mi fa ingrassare di due chili, poi a perdere 500 grammi impiego un mese, quindi ho un metabolismo da sherpa, come disse un giorno un endocrinologo che andai a visitare in preda alla disperazione perché non riesco a dimagrire. Comunque le pesche sciroppate, ho scoperto, forse in generale tutta la frutta sciroppata, ma adesso, in particolare le pesche sciroppate hanno un contenuto calorico abbastanza contenuto, molto meno del muesli.E niente, adesso sto facendo il giro dei supermercati a scegliere e assaggiare le varie pesche sciroppate. Poi le pesche sciroppate hanno anche la caratteristica che te le vendono già porzionate perché a te viene voglia di uno spuntino, infili la forchetta, il cucchiaio nel barattolo, nel vaso delle pesche sciroppate e te ne peschi una, te la metti nella ciotolina, almeno io me le mangio così, e poi te la sgranocchi.La pesca sciroppata ha questa caratteristica, siccome è molto dolce, molto bella, è molto matura, non solo ti dà questa sensazione che stai mangiando un dolce buonissimo, però personalmente a me riporta anche all'estate. Perché cosa c'è di più bello d'estate che, dopo pranzo, mangiarsi una bella pesca? Lo so, la frutta non si dovrebbe mangiare dopo pranzo, ma diciamo che questa cosa qua non mi interessa. Per me estate, dopo pranzo, fetta di anguria, pesca buona, altrimenti non è estate.Quindi mi sono comprata questo vaso che ho pagato un occhio della testa, non mi ero accorta che costasse così tanto, però vi assicuro ne è valsa la pena e adesso mi sto godendo le mie pesche sciroppate.TRANSLATIONDifferent episode of the raw 3 minutes today because I am not at my table, isolated with my microphone and my things, but I am in the kitchen where I usually have breakfast. In fact, let's say I'm having a super prolonged breakfast because after breakfast I'm lingering with my laptop to read emails, communicate with friends, etc.I'm here in the kitchen because I got this idea to tell you about one of my latest, is it a passion or is it an obsession? I don't know. Let's say it's somewhere in between. Something that I have discovered, or rather rediscovered, that I rediscover cyclically and that right now is kind of throwing me for a loop.I have it here in my hand, you can't see it, but I have it clutched in my two hands. I'm talking about this bellied, wonderful jar of fruit in syrup. I rediscovered fruit in syrup, and especially peaches in syrup.I'm always looking for...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Puntata registrata dal tavolo della cucina [da qui la mia voce un po' strana] per parlare di una mia nuova piccola mania alimentare: apro il barattolo delle pesche sciroppate ed è subito estate!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Episodio diverso dei 3 mi</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 455 Bruchi</title>
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        <![CDATA[Trasformazioni magiche che sembrano uscite da una di quelle spaventosissime favole dei Fratelli Grimm. L'umile bruco nasconde un mondo meravigliosamente terrificante. E sapete come si chiama un gruppo di bruchi in inglese? Si chiama 'army', esercito. Ah!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below] <br>Vi avevo anticipato qualche giorno fa che avevo un bruco che mi girava per la testa e adesso bruco, vi do. Parliamo infatti dei lepidoptera, questo è il nome scientifico dei bruchi, i bruchi che da sempre sono stati usati per rappresentare la trasformazione, il passaggio da uno stato all'altro. Anzi no, non i bruchi. I bruchi non piacciono a nessuno, a quanto pare. Diciamo che è la farfalla che viene usata come simbolo di trasformazione, anche se non tutti i bruchi diventano farfalla, infatti alcuni diventano farfalla e altri diventano falene, però hanno in comune delle caratteristiche che, se una persona va a spulciare, sono incredibilmente interessanti e anche poco conosciute e cose che io non sapevo.<br><br>Ho scoperto solo quando mi sono addentrata nel mondo dei lepidopteri che, essendo una latina, forse il plurale sarà lepidopterae, non lo so, non ho studiato latino, anzitutto i bruchi sono più o meno ciechi, vedono solo la luce, ma non riescono né a distinguere le immagini né a distinguere i colori. E fin qua vabbè, ci sta. Hanno sei paia di occhi, non hanno denti, ma ci sono un sacco di animali che non hanno denti, nemmeno le tartarughe hanno denti ma hanno delle mandibole potentissime. Sono degli insetti pieni di muscoli, hanno 4000 muscoli, e se pensate che non siano tanti, pensate che gli esseri umani ne hanno 650 invece i bruchi ne hanno quasi dieci volte più di quanto non ne abbiamo noi.<br><br>Ma la cosa interessante del bruco, che io non sapevo, è che come avviene la trasformazione? Si sa, i bruchi nascono, sono delle larve, nascono, mangiano un sacco, mangiano più di 1000, crescono più di 1000 volte le loro dimensioni quando diventano bruchi adulti e poi si formano un bozzolo, il bozzolo che poi, porelli, vengono ammazzati per usare quel bozzolo, alcuni di loro, quelli che sono i bachi da seta, però quando il bruco si rinchiude dentro il bozzolo, cosa succede? E lì avviene la trasformazione. La cosa terribile è il modo in cui avviene la trasformazione. Praticamente il bruco si auto digerisce, si mangia completamente. Se voi doveste aprire un bozzolo, quando è in fase di trasformazione, ci sarebbe dentro una sostanza gommosa, che è quello che rimane del bruco che si è digerito. La cosa geniale però è che il bruco non si digerisce completamente, rimangono solo alcune cellule che si chiamano cellule immaginative, un nome fantastico. Sono specie di cellule staminali di noi esseri umani, quindi a partire da queste cellule immaginative, si crea la farfalla. Non è fantastico?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I anticipated to you a few days ago that I had a caterpillar running around in my head, and now caterpillar you get. Indeed, we are talking about lepidoptera, this is the scientific name for caterpillars, the caterpillars that have always been used to represent transformation, the transition from one state to another. Actually, no, not the caterpillars. No one likes caterpillars, apparently. Let's say that it is the butterfly that is used as a symbol of transformation, although not all caterpillars become butterflies, in fact some become butterflies and some become moths, however, they have in common characteristics that, if a person goes to poke around, are incredibly interesting and also little known and things that I didn't know.<br><br>I found out only when I got into the world of lepidoptera that, being a Latin word maybe the plural will be lepidopterae, I don't know, I didn't study Latin. First of all, caterpillars are more or less blind, they only see light, but they can neither distinguish images nor colors. And so far whatever, it fits. They have six pairs of eyes, they don't have teeth, but there are a lot of animals that don't have teeth, even turtles don't have teeth but they have very powerful jaws. They are insects full of muscles, they have 4,000 muscles, and if you think that's not a lot, think that humans have 650 while caterpillars have almost ten times as many as we do.<br><br>But the interesting thing about the caterpillar, which I did not know, is that how does the transformation takes place. You know, caterpillars are born, they are larvae, they are born, they eat a lot, they eat more than 1000, they grow more than 1000 times their size when they become adult caterpillars and then they form a cocoon, the cocoon that then, poore them, they are killed to use that cocoon, some of them, those who are the silkworms, however when the caterpillar locks itself inside the cocoon, what happens? And there the transformation takes place. The terrible thing is the way the transformation takes place. Basically, the caterpillar is self-digesting, eating itself completely. If you were to open a cocoon, when it is being transformed, there would be a gooey substance inside, which is what is left of the caterpillar that has been digested. The ingenious thing, however, is that the caterpillar does not digest itself completely, only some cells remain, which are called imaginal cells, a fantastic name. They are kind of the stem cells in us humans, so from these imaginal cells, the butterfly is created. Isn't that fantastic?]]>
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        <![CDATA[Trasformazioni magiche che sembrano uscite da una di quelle spaventosissime favole dei Fratelli Grimm. L'umile bruco nasconde un mondo meravigliosamente terrificante. E sapete come si chiama un gruppo di bruchi in inglese? Si chiama 'army', esercito. Ah!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below] <br>Vi avevo anticipato qualche giorno fa che avevo un bruco che mi girava per la testa e adesso bruco, vi do. Parliamo infatti dei lepidoptera, questo è il nome scientifico dei bruchi, i bruchi che da sempre sono stati usati per rappresentare la trasformazione, il passaggio da uno stato all'altro. Anzi no, non i bruchi. I bruchi non piacciono a nessuno, a quanto pare. Diciamo che è la farfalla che viene usata come simbolo di trasformazione, anche se non tutti i bruchi diventano farfalla, infatti alcuni diventano farfalla e altri diventano falene, però hanno in comune delle caratteristiche che, se una persona va a spulciare, sono incredibilmente interessanti e anche poco conosciute e cose che io non sapevo.<br><br>Ho scoperto solo quando mi sono addentrata nel mondo dei lepidopteri che, essendo una latina, forse il plurale sarà lepidopterae, non lo so, non ho studiato latino, anzitutto i bruchi sono più o meno ciechi, vedono solo la luce, ma non riescono né a distinguere le immagini né a distinguere i colori. E fin qua vabbè, ci sta. Hanno sei paia di occhi, non hanno denti, ma ci sono un sacco di animali che non hanno denti, nemmeno le tartarughe hanno denti ma hanno delle mandibole potentissime. Sono degli insetti pieni di muscoli, hanno 4000 muscoli, e se pensate che non siano tanti, pensate che gli esseri umani ne hanno 650 invece i bruchi ne hanno quasi dieci volte più di quanto non ne abbiamo noi.<br><br>Ma la cosa interessante del bruco, che io non sapevo, è che come avviene la trasformazione? Si sa, i bruchi nascono, sono delle larve, nascono, mangiano un sacco, mangiano più di 1000, crescono più di 1000 volte le loro dimensioni quando diventano bruchi adulti e poi si formano un bozzolo, il bozzolo che poi, porelli, vengono ammazzati per usare quel bozzolo, alcuni di loro, quelli che sono i bachi da seta, però quando il bruco si rinchiude dentro il bozzolo, cosa succede? E lì avviene la trasformazione. La cosa terribile è il modo in cui avviene la trasformazione. Praticamente il bruco si auto digerisce, si mangia completamente. Se voi doveste aprire un bozzolo, quando è in fase di trasformazione, ci sarebbe dentro una sostanza gommosa, che è quello che rimane del bruco che si è digerito. La cosa geniale però è che il bruco non si digerisce completamente, rimangono solo alcune cellule che si chiamano cellule immaginative, un nome fantastico. Sono specie di cellule staminali di noi esseri umani, quindi a partire da queste cellule immaginative, si crea la farfalla. Non è fantastico?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I anticipated to you a few days ago that I had a caterpillar running around in my head, and now caterpillar you get. Indeed, we are talking about lepidoptera, this is the scientific name for caterpillars, the caterpillars that have always been used to represent transformation, the transition from one state to another. Actually, no, not the caterpillars. No one likes caterpillars, apparently. Let's say that it is the butterfly that is used as a symbol of transformation, although not all caterpillars become butterflies, in fact some become butterflies and some become moths, however, they have in common characteristics that, if a person goes to poke around, are incredibly interesting and also little known and things that I didn't know.<br><br>I found out only when I got into the world of lepidoptera that, being a Latin word maybe the plural will be lepidopterae, I don't know, I didn't study Latin. First of all, caterpillars are more or less blind, they only see light, but they can neither distinguish images nor colors. And so far whatever, it fits. They have six pairs of eyes, they don't have teeth, but there are a lot of animals that don't have teeth, even turtles don't have teeth but they have very powerful jaws. They are insects full of muscles, they have 4,000 muscles, and if you think that's not a lot, think that humans have 650 while caterpillars have almost ten times as many as we do.<br><br>But the interesting thing about the caterpillar, which I did not know, is that how does the transformation takes place. You know, caterpillars are born, they are larvae, they are born, they eat a lot, they eat more than 1000, they grow more than 1000 times their size when they become adult caterpillars and then they form a cocoon, the cocoon that then, poore them, they are killed to use that cocoon, some of them, those who are the silkworms, however when the caterpillar locks itself inside the cocoon, what happens? And there the transformation takes place. The terrible thing is the way the transformation takes place. Basically, the caterpillar is self-digesting, eating itself completely. If you were to open a cocoon, when it is being transformed, there would be a gooey substance inside, which is what is left of the caterpillar that has been digested. The ingenious thing, however, is that the caterpillar does not digest itself completely, only some cells remain, which are called imaginal cells, a fantastic name. They are kind of the stem cells in us humans, so from these imaginal cells, the butterfly is created. Isn't that fantastic?]]>
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      <pubDate>Fri, 31 Mar 2023 07:40:57 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Trasformazioni magiche che sembrano uscite da una di quelle spaventosissime favole dei Fratelli Grimm. L'umile bruco nasconde un mondo meravigliosamente terrificante. E sapete come si chiama un gruppo di bruchi in inglese? Si chiama 'army', esercito. Ah!TRASCRIZIONE [ENG translation below] Vi avevo anticipato qualche giorno fa che avevo un bruco che mi girava per la testa e adesso bruco, vi do. Parliamo infatti dei lepidoptera, questo è il nome scientifico dei bruchi, i bruchi che da sempre sono stati usati per rappresentare la trasformazione, il passaggio da uno stato all'altro. Anzi no, non i bruchi. I bruchi non piacciono a nessuno, a quanto pare. Diciamo che è la farfalla che viene usata come simbolo di trasformazione, anche se non tutti i bruchi diventano farfalla, infatti alcuni diventano farfalla e altri diventano falene, però hanno in comune delle caratteristiche che, se una persona va a spulciare, sono incredibilmente interessanti e anche poco conosciute e cose che io non sapevo.Ho scoperto solo quando mi sono addentrata nel mondo dei lepidopteri che, essendo una latina, forse il plurale sarà lepidopterae, non lo so, non ho studiato latino, anzitutto i bruchi sono più o meno ciechi, vedono solo la luce, ma non riescono né a distinguere le immagini né a distinguere i colori. E fin qua vabbè, ci sta. Hanno sei paia di occhi, non hanno denti, ma ci sono un sacco di animali che non hanno denti, nemmeno le tartarughe hanno denti ma hanno delle mandibole potentissime. Sono degli insetti pieni di muscoli, hanno 4000 muscoli, e se pensate che non siano tanti, pensate che gli esseri umani ne hanno 650 invece i bruchi ne hanno quasi dieci volte più di quanto non ne abbiamo noi.Ma la cosa interessante del bruco, che io non sapevo, è che come avviene la trasformazione? Si sa, i bruchi nascono, sono delle larve, nascono, mangiano un sacco, mangiano più di 1000, crescono più di 1000 volte le loro dimensioni quando diventano bruchi adulti e poi si formano un bozzolo, il bozzolo che poi, porelli, vengono ammazzati per usare quel bozzolo, alcuni di loro, quelli che sono i bachi da seta, però quando il bruco si rinchiude dentro il bozzolo, cosa succede? E lì avviene la trasformazione. La cosa terribile è il modo in cui avviene la trasformazione. Praticamente il bruco si auto digerisce, si mangia completamente. Se voi doveste aprire un bozzolo, quando è in fase di trasformazione, ci sarebbe dentro una sostanza gommosa, che è quello che rimane del bruco che si è digerito. La cosa geniale però è che il bruco non si digerisce completamente, rimangono solo alcune cellule che si chiamano cellule immaginative, un nome fantastico. Sono specie di cellule staminali di noi esseri umani, quindi a partire da queste cellule immaginative, si crea la farfalla. Non è fantastico?TRANSLATIONI anticipated to you a few days ago that I had a caterpillar running around in my head, and now caterpillar you get. Indeed, we are talking about lepidoptera, this is the scientific name for caterpillars, the caterpillars that have always been used to represent transformation, the transition from one state to another. Actually, no, not the caterpillars. No one likes caterpillars, apparently. Let's say that it is the butterfly that is used as a symbol of transformation, although not all caterpillars become butterflies, in fact some become butterflies and some become moths, however, they have in common characteristics that, if a person goes to poke around, are incredibly interesting and also little known and things that I didn't know.I found out only when I got into the world of lepidoptera that, being a Latin word maybe the plural will be lepidopterae, I don't know, I didn't study Latin. First of all, caterpillars are more or less blind, they only see light, but they can neither distinguish images nor colors. And so far whatever, it fits. They have six pairs of eyes, they don't...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Trasformazioni magiche che sembrano uscite da una di quelle spaventosissime favole dei Fratelli Grimm. L'umile bruco nasconde un mondo meravigliosamente terrificante. E sapete come si chiama un gruppo di bruchi in inglese? Si chiama 'army', esercito. Ah!T</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 454 La lingua dei podcast</title>
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        <![CDATA[Il mondo dei podcast è vario e variegato, ma la stragrande maggioranza dei podcast viene prodotto in lingua inglese, anche da podcaster non di lingua inglese (me inclusa). L'egemonia linguistica riflette quella politica ed economica. Ecco perché produrre podcast in lingue diverese dall'inglese è prima di tutto un atto politico. Il link a tutti gli interessantissimi dati citati (presi da un post di <b>Jean-Louis Queguiner</b>) lo trovate alla fine della pagina, e vi consiglio di darci un'occhiata.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b><i> [ENG translation below]</i><i></i><i></i><i></i><br>Il 60% dei podcast prodotti nel mondo sono prodotti in lingua inglese, e questo non dovrebbe sorprendere nessuno che si sia mai addentrato nel mondo del podcast, perché quasi tutto viene prodotto in inglese.<br><br>La cosa diventa un po più sorprendente, o comunque interessante,vale la pena rifletterci, quando poi si vanno a cercare le percentuali delle lingue parlate nel mondo, perché se i podcast in inglese sono il 60% di tutta la produzione di podcast, poi andiamo a vedere le persone che parlano inglese come lingua madre sono circa 360 milioni, se a queste aggiungiamo quell'altro miliardo, più o meno, di persone che parlano inglese non come lingua madre, arriviamo a circa un miliardo e 300 milioni di persone che rappresentano il 20% della popolazione mondiale.<br><br>Quindi il 20% della popolazione capisce parla l'inglese, però il 60% dei podcast sono fatti in lingua inglese. E io sono anche colpevole perché anch'io spesso, anzi la stragrande maggioranza delle mie cose, a parte questi 3 minuti grezzi - che comunque anch'io traduco in inglese - vengono fatti in inglese perché? Appunto perché le altre lingue hanno una fetta di audience così ristretta, e va be l'italiano ci sta perché l'italiano si parla in Italia e poi gli italiani di seconda generazione gli italiani sparsi per il mondo, e non stiamo sicuramente parlando di miliardi, però una popolazione come quella indiana, che ha superato per numero anche di abitanti anche la popolazione cinese, ha dei numeri minuscoli 1,8% di tutti i podcast vengono fatti usano le lingue indiane, ora non so quale lingua abbiano usato per fare questo calcolo, però le lingue che vengono parlate in India.<br><br>Questi dati sono un po'... scoraggiano un minimo perché le lingue... C'è una diversità di lingue incredibili, nel mondo esistono più di 7000 lingue parlate e queste lingue però rappresentano appena il 10% di tutta la produzione di podcast, mentre il 90% di tutti i podcast nel mondo vengono fatti in 8 lingue, e avete già visto qual è la lingua principale che si usa per fare i podcast?<br><br>Io sono per la diversità, infatti mi fregio del mio forte accento italiano o accento comunque straniero quando parlo l'inglese, perché anche quando la gente parla l'inglese, anche loro hanno i loro accenti, solo che sono abituati a sentirli, per cui non li percepiscono come accento. E comunque il mondo è fatto di diversità e di accenti, ed è giusto rappresentare la realtà con tutte le sue sfaccettature.<br><br>Quindi vabbè, anch'io cercherò di fare più cose in italiano e cercherò di spingermi più in là, oltre le barriere. Vi metto tutti i link nelle note del programma.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>60% of the podcasts produced in the world are produced in English, and this should come as no surprise to anyone who has ever delved into the podcast world, because almost everything is produced in English.<br><br>It becomes a little more surprising, or at any rate interesting, worth thinking about, when you then look up the percentages of languages spoken in the world, because if podcasts in English are 60% of all podcast production, the people who speak English as their native language are about 360 million, if we add to those that other billion, more or less, of people who speak English not as their native language, we come to about 1.3 billion people representing 20% of the world's population.<br><br>So 20% of the population understands, speaks English, but 60% of podcasts are done in English. And I'm also guilty because I also often, indeed the vast majority of my stuff, apart from this 3 minute podcast-which I translate into English anyway-are done in English why? Precisely because the other languages have such a narrow slice of audience, and it's understandable with Italian, because Italian is spoken in Italy and by second generation Italians and Italians scattered around the world, and we are certainly not talking about billions, but a population like India, which has surpassed in number even the Chinese population, has tiny numbers, 1.8% of all podcasts are made use Indian languages, now, I don't know what language they used to make this calculation, however they are languages that are spoken in India.<br><br>These data are a bit discouraging because the languages... There is an unbelievable diversity of languages, there are more than 7,000 languages spoken in the world and yet these languages account for just 10% of all podcast production, whereas 90% of all podcasts in the world are done in 8 languages, and you have seen already what is the main language that is used to make podcasts.<br>I am for diversity, in fact I boast of my strong Italian accent, or foreign accent anyway, when I speak English, because even when people speak English, they too have their accents, only that they are used to hearing them, so they don't perceive them as accents. And anyway, the world is made up of diversity and accents, and it is right to represent reality with all its facets.<br><br>So anyway, I too will try to do more things in Italian and try to push myself further, beyond the barriers. I will put all the links in the program notes.<br><br><b>LINKS</b><br><b>Jean-Louis Queguiner</b> pubblica i dati su Twitter https://twitter.com/JiliJeanlouis/status/1640290314043772929<br><b>Statistiche sui podcast su Podcastindex</b> https://podcastindex.org/stats]]>
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        <![CDATA[Il mondo dei podcast è vario e variegato, ma la stragrande maggioranza dei podcast viene prodotto in lingua inglese, anche da podcaster non di lingua inglese (me inclusa). L'egemonia linguistica riflette quella politica ed economica. Ecco perché produrre podcast in lingue diverese dall'inglese è prima di tutto un atto politico. Il link a tutti gli interessantissimi dati citati (presi da un post di <b>Jean-Louis Queguiner</b>) lo trovate alla fine della pagina, e vi consiglio di darci un'occhiata.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b><i> [ENG translation below]</i><i></i><i></i><i></i><br>Il 60% dei podcast prodotti nel mondo sono prodotti in lingua inglese, e questo non dovrebbe sorprendere nessuno che si sia mai addentrato nel mondo del podcast, perché quasi tutto viene prodotto in inglese.<br><br>La cosa diventa un po più sorprendente, o comunque interessante,vale la pena rifletterci, quando poi si vanno a cercare le percentuali delle lingue parlate nel mondo, perché se i podcast in inglese sono il 60% di tutta la produzione di podcast, poi andiamo a vedere le persone che parlano inglese come lingua madre sono circa 360 milioni, se a queste aggiungiamo quell'altro miliardo, più o meno, di persone che parlano inglese non come lingua madre, arriviamo a circa un miliardo e 300 milioni di persone che rappresentano il 20% della popolazione mondiale.<br><br>Quindi il 20% della popolazione capisce parla l'inglese, però il 60% dei podcast sono fatti in lingua inglese. E io sono anche colpevole perché anch'io spesso, anzi la stragrande maggioranza delle mie cose, a parte questi 3 minuti grezzi - che comunque anch'io traduco in inglese - vengono fatti in inglese perché? Appunto perché le altre lingue hanno una fetta di audience così ristretta, e va be l'italiano ci sta perché l'italiano si parla in Italia e poi gli italiani di seconda generazione gli italiani sparsi per il mondo, e non stiamo sicuramente parlando di miliardi, però una popolazione come quella indiana, che ha superato per numero anche di abitanti anche la popolazione cinese, ha dei numeri minuscoli 1,8% di tutti i podcast vengono fatti usano le lingue indiane, ora non so quale lingua abbiano usato per fare questo calcolo, però le lingue che vengono parlate in India.<br><br>Questi dati sono un po'... scoraggiano un minimo perché le lingue... C'è una diversità di lingue incredibili, nel mondo esistono più di 7000 lingue parlate e queste lingue però rappresentano appena il 10% di tutta la produzione di podcast, mentre il 90% di tutti i podcast nel mondo vengono fatti in 8 lingue, e avete già visto qual è la lingua principale che si usa per fare i podcast?<br><br>Io sono per la diversità, infatti mi fregio del mio forte accento italiano o accento comunque straniero quando parlo l'inglese, perché anche quando la gente parla l'inglese, anche loro hanno i loro accenti, solo che sono abituati a sentirli, per cui non li percepiscono come accento. E comunque il mondo è fatto di diversità e di accenti, ed è giusto rappresentare la realtà con tutte le sue sfaccettature.<br><br>Quindi vabbè, anch'io cercherò di fare più cose in italiano e cercherò di spingermi più in là, oltre le barriere. Vi metto tutti i link nelle note del programma.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>60% of the podcasts produced in the world are produced in English, and this should come as no surprise to anyone who has ever delved into the podcast world, because almost everything is produced in English.<br><br>It becomes a little more surprising, or at any rate interesting, worth thinking about, when you then look up the percentages of languages spoken in the world, because if podcasts in English are 60% of all podcast production, the people who speak English as their native language are about 360 million, if we add to those that other billion, more or less, of people who speak English not as their native language, we come to about 1.3 billion people representing 20% of the world's population.<br><br>So 20% of the population understands, speaks English, but 60% of podcasts are done in English. And I'm also guilty because I also often, indeed the vast majority of my stuff, apart from this 3 minute podcast-which I translate into English anyway-are done in English why? Precisely because the other languages have such a narrow slice of audience, and it's understandable with Italian, because Italian is spoken in Italy and by second generation Italians and Italians scattered around the world, and we are certainly not talking about billions, but a population like India, which has surpassed in number even the Chinese population, has tiny numbers, 1.8% of all podcasts are made use Indian languages, now, I don't know what language they used to make this calculation, however they are languages that are spoken in India.<br><br>These data are a bit discouraging because the languages... There is an unbelievable diversity of languages, there are more than 7,000 languages spoken in the world and yet these languages account for just 10% of all podcast production, whereas 90% of all podcasts in the world are done in 8 languages, and you have seen already what is the main language that is used to make podcasts.<br>I am for diversity, in fact I boast of my strong Italian accent, or foreign accent anyway, when I speak English, because even when people speak English, they too have their accents, only that they are used to hearing them, so they don't perceive them as accents. And anyway, the world is made up of diversity and accents, and it is right to represent reality with all its facets.<br><br>So anyway, I too will try to do more things in Italian and try to push myself further, beyond the barriers. I will put all the links in the program notes.<br><br><b>LINKS</b><br><b>Jean-Louis Queguiner</b> pubblica i dati su Twitter https://twitter.com/JiliJeanlouis/status/1640290314043772929<br><b>Statistiche sui podcast su Podcastindex</b> https://podcastindex.org/stats]]>
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      <pubDate>Thu, 30 Mar 2023 06:34:13 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il mondo dei podcast è vario e variegato, ma la stragrande maggioranza dei podcast viene prodotto in lingua inglese, anche da podcaster non di lingua inglese (me inclusa). L'egemonia linguistica riflette quella politica ed economica. Ecco perché produrre podcast in lingue diverese dall'inglese è prima di tutto un atto politico. Il link a tutti gli interessantissimi dati citati (presi da un post di Jean-Louis Queguiner) lo trovate alla fine della pagina, e vi consiglio di darci un'occhiata.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Il 60% dei podcast prodotti nel mondo sono prodotti in lingua inglese, e questo non dovrebbe sorprendere nessuno che si sia mai addentrato nel mondo del podcast, perché quasi tutto viene prodotto in inglese.La cosa diventa un po più sorprendente, o comunque interessante,vale la pena rifletterci, quando poi si vanno a cercare le percentuali delle lingue parlate nel mondo, perché se i podcast in inglese sono il 60% di tutta la produzione di podcast, poi andiamo a vedere le persone che parlano inglese come lingua madre sono circa 360 milioni, se a queste aggiungiamo quell'altro miliardo, più o meno, di persone che parlano inglese non come lingua madre, arriviamo a circa un miliardo e 300 milioni di persone che rappresentano il 20% della popolazione mondiale.Quindi il 20% della popolazione capisce parla l'inglese, però il 60% dei podcast sono fatti in lingua inglese. E io sono anche colpevole perché anch'io spesso, anzi la stragrande maggioranza delle mie cose, a parte questi 3 minuti grezzi - che comunque anch'io traduco in inglese - vengono fatti in inglese perché? Appunto perché le altre lingue hanno una fetta di audience così ristretta, e va be l'italiano ci sta perché l'italiano si parla in Italia e poi gli italiani di seconda generazione gli italiani sparsi per il mondo, e non stiamo sicuramente parlando di miliardi, però una popolazione come quella indiana, che ha superato per numero anche di abitanti anche la popolazione cinese, ha dei numeri minuscoli 1,8% di tutti i podcast vengono fatti usano le lingue indiane, ora non so quale lingua abbiano usato per fare questo calcolo, però le lingue che vengono parlate in India.Questi dati sono un po'... scoraggiano un minimo perché le lingue... C'è una diversità di lingue incredibili, nel mondo esistono più di 7000 lingue parlate e queste lingue però rappresentano appena il 10% di tutta la produzione di podcast, mentre il 90% di tutti i podcast nel mondo vengono fatti in 8 lingue, e avete già visto qual è la lingua principale che si usa per fare i podcast?Io sono per la diversità, infatti mi fregio del mio forte accento italiano o accento comunque straniero quando parlo l'inglese, perché anche quando la gente parla l'inglese, anche loro hanno i loro accenti, solo che sono abituati a sentirli, per cui non li percepiscono come accento. E comunque il mondo è fatto di diversità e di accenti, ed è giusto rappresentare la realtà con tutte le sue sfaccettature.Quindi vabbè, anch'io cercherò di fare più cose in italiano e cercherò di spingermi più in là, oltre le barriere. Vi metto tutti i link nelle note del programma.TRANSLATION60% of the podcasts produced in the world are produced in English, and this should come as no surprise to anyone who has ever delved into the podcast world, because almost everything is produced in English.It becomes a little more surprising, or at any rate interesting, worth thinking about, when you then look up the percentages of languages spoken in the world, because if podcasts in English are 60% of all podcast production, the people who speak English as their native language are about 360 million, if we add to those that other billion, more or less, of people who speak English not as their native language, we come to about 1.3 billion people representing 20% of the world's...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 453 Oggi come vengono</title>
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        <![CDATA[Un granello di sabbia nell'ingranaggio che organizza le mie mattine. Cosa succede se mi sveglio tardi, o comunque più tardi del solito. E noto solo adesso che in italiano non esiste una parola per 'oversleep', svegliarsi più tardi di quanto non si volesse. Interessante!<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><b><br></b><br>Certe mattine, la maggior parte delle mattine, mi alzo e tutte le cose che succedono nella prima parte della mattina si susseguono come in un orologio svizzero, quelli super precisi, senza che nemmeno io ci pensi.<br>Mi alzo a una certa ora la mattina, solitamente molto presto, e faccio tutte le mie cose, registro i 3 minuti grezzi, li metto poi on line, faccio le varie traduzioni dei 3 minuti grezzi e mi ritrovo ad aver fatto i miei compiti giornalieri a un'ora decente della mattina, così che poi posso iniziare a fare le altre cose, gli altri lavori, andare agli appuntamenti. <br>Ecco, non oggi. Oggi è successo che ho aperto gli occhi la mattina e poi, più o meno inspiegabilmente, mi sono riaddormentata e quando mi sono svegliata ero un coniglio davanti ai fari accesi di una macchina in una notte di tempesta in un bosco. Non perché avessi paura, ma perché mi sono resa conto di aver dormito troppo, evidentemente il mio corpo ne aveva bisogno, se mi sono addormentata, evidentemente era così. Però mi ha un po', senza un po', mi ha molto scombussolato il ritmo della giornata e ancora sto facendo fatica a recuperare perché mi vengono in mente 20.000 cose da fare e cerco di creare una priorità mentalmente però inizio una cosa, la lascio a metà, poi torno indietro a farla, mentre mi sposto da una stanza all'altra vedo qualcos'altro che avrei dovuto fare. E tutto questo mentre in mente - in the back of my mind - quindi sempre come una un tarlo che mi frulla nella mente, c'è il pensiero che devo buttar fuori, in senso buono, nel senso simpatico con tanto affetto, buttar fuori i miei 3 minuti grezzi che mi piace pubblicare sempre e comunque la mattina, prima li pubblico meglio mi sento, anche perché così li ho fatti e sono li.<br>Anche il processo di creazione di questo mini podcast giornaliero, di solito non provo nessuna fatica a saltare fuori con nuovi argomenti che... Non ci penso mai durante la notte perché, ne ho gi parlato, se penso a qualcosa durante la notte, qualcosa che voglio scrivere, poi mi vengono in mente cose fantastiche che dimentico inspiegabilmente la mattina, anche se sono cose che dico, ma questa manco la scrivo, una cosa così ovvia non la dimenticherò mai in vita mia, invece poi la dimentico sempre, quindi mi butto veramente senza paracadute ogni mattina a parlare delle cose che mi vengono in mente.<br>Questa mattina ho procrastinato anche perché non avevo assolutamente idea di cosa parlare. Volevo parlare dei bruchi, non so perché poi ho cambiato idea. Meno male, mancano 2 secondi alla fine di questi 3 minuti grezzi. Oggi ve li prendete come vengono, eh?<br><br>TRANSLATION<br>Some mornings, most mornings, I get up and all the things that happen in the first part of the morning go by like a Swiss watch, the super precise ones, without me even thinking about it.<br>I get up at a certain time in the morning, usually very early, and I do all my stuff, record the 3-minute roughs, then put them online, do the various translations of the 3-minute roughs, and I end up having done my daily homework at a decent time in the morning, so that then I can start doing the other things, the other jobs, going to appointments.<br>Well, not today. What happened today was that I opened my eyes in the morning and then, more or less inexplicably, went back to sleep and when I woke up I was a rabbit in front of the bright headlights of a car on a stormy night in a forest. Not because I was afraid, but because I realised that I had overslept, evidently my body needed it, if I fell asleep, evidently I did. It has kind of, without a little bit, messed up my rhythm of the day a lot though, and I'm still having a hard time catching up because I can think of 20,000 things to do and I try to create a priority mentally however I start one thing, leave it halfway, then go back and do it, as I move from one room to another I see something else that I should have done. And all this while in the back of my mind -- in the back of my mind -- so always like a woodworm whirling in my mind, there is the thought that I have to throw out , in the good sense , in the sympathetic sense with much affection, throw out my 3 raw minutes that I like to publish always and anyway in the morning, the sooner I publish them the better I feel, also because that's how I made them and they are there.<br>Even the process of creating this daily mini podcast, I usually don't experience any struggle to jump out with new topics that... I never think about it during the night because, I've already talked about it, if I think about something during the night, something that I want to write about, then I come up with great things that I inexplicably forget in the morning, even if they are things that I say, but this one I don't even write down, something so obvious I will never forget in my life, instead then I always forget it, so I really jump in without a parachute every morning to talk about the things that come to mind.<br>This morning I also procrastinated because I had absolutely no idea what to talk about. I was going to talk about the caterpillars, I don't know why then I changed my mind. Thank goodness, there are 2 seconds left to the end of these 3 raw minutes. Today you take them as they come, eh?<br><br>]]>
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        <![CDATA[Un granello di sabbia nell'ingranaggio che organizza le mie mattine. Cosa succede se mi sveglio tardi, o comunque più tardi del solito. E noto solo adesso che in italiano non esiste una parola per 'oversleep', svegliarsi più tardi di quanto non si volesse. Interessante!<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><b><br></b><br>Certe mattine, la maggior parte delle mattine, mi alzo e tutte le cose che succedono nella prima parte della mattina si susseguono come in un orologio svizzero, quelli super precisi, senza che nemmeno io ci pensi.<br>Mi alzo a una certa ora la mattina, solitamente molto presto, e faccio tutte le mie cose, registro i 3 minuti grezzi, li metto poi on line, faccio le varie traduzioni dei 3 minuti grezzi e mi ritrovo ad aver fatto i miei compiti giornalieri a un'ora decente della mattina, così che poi posso iniziare a fare le altre cose, gli altri lavori, andare agli appuntamenti. <br>Ecco, non oggi. Oggi è successo che ho aperto gli occhi la mattina e poi, più o meno inspiegabilmente, mi sono riaddormentata e quando mi sono svegliata ero un coniglio davanti ai fari accesi di una macchina in una notte di tempesta in un bosco. Non perché avessi paura, ma perché mi sono resa conto di aver dormito troppo, evidentemente il mio corpo ne aveva bisogno, se mi sono addormentata, evidentemente era così. Però mi ha un po', senza un po', mi ha molto scombussolato il ritmo della giornata e ancora sto facendo fatica a recuperare perché mi vengono in mente 20.000 cose da fare e cerco di creare una priorità mentalmente però inizio una cosa, la lascio a metà, poi torno indietro a farla, mentre mi sposto da una stanza all'altra vedo qualcos'altro che avrei dovuto fare. E tutto questo mentre in mente - in the back of my mind - quindi sempre come una un tarlo che mi frulla nella mente, c'è il pensiero che devo buttar fuori, in senso buono, nel senso simpatico con tanto affetto, buttar fuori i miei 3 minuti grezzi che mi piace pubblicare sempre e comunque la mattina, prima li pubblico meglio mi sento, anche perché così li ho fatti e sono li.<br>Anche il processo di creazione di questo mini podcast giornaliero, di solito non provo nessuna fatica a saltare fuori con nuovi argomenti che... Non ci penso mai durante la notte perché, ne ho gi parlato, se penso a qualcosa durante la notte, qualcosa che voglio scrivere, poi mi vengono in mente cose fantastiche che dimentico inspiegabilmente la mattina, anche se sono cose che dico, ma questa manco la scrivo, una cosa così ovvia non la dimenticherò mai in vita mia, invece poi la dimentico sempre, quindi mi butto veramente senza paracadute ogni mattina a parlare delle cose che mi vengono in mente.<br>Questa mattina ho procrastinato anche perché non avevo assolutamente idea di cosa parlare. Volevo parlare dei bruchi, non so perché poi ho cambiato idea. Meno male, mancano 2 secondi alla fine di questi 3 minuti grezzi. Oggi ve li prendete come vengono, eh?<br><br>TRANSLATION<br>Some mornings, most mornings, I get up and all the things that happen in the first part of the morning go by like a Swiss watch, the super precise ones, without me even thinking about it.<br>I get up at a certain time in the morning, usually very early, and I do all my stuff, record the 3-minute roughs, then put them online, do the various translations of the 3-minute roughs, and I end up having done my daily homework at a decent time in the morning, so that then I can start doing the other things, the other jobs, going to appointments.<br>Well, not today. What happened today was that I opened my eyes in the morning and then, more or less inexplicably, went back to sleep and when I woke up I was a rabbit in front of the bright headlights of a car on a stormy night in a forest. Not because I was afraid, but because I realised that I had overslept, evidently my body needed it, if I fell asleep, evidently I did. It has kind of, without a little bit, messed up my rhythm of the day a lot though, and I'm still having a hard time catching up because I can think of 20,000 things to do and I try to create a priority mentally however I start one thing, leave it halfway, then go back and do it, as I move from one room to another I see something else that I should have done. And all this while in the back of my mind -- in the back of my mind -- so always like a woodworm whirling in my mind, there is the thought that I have to throw out , in the good sense , in the sympathetic sense with much affection, throw out my 3 raw minutes that I like to publish always and anyway in the morning, the sooner I publish them the better I feel, also because that's how I made them and they are there.<br>Even the process of creating this daily mini podcast, I usually don't experience any struggle to jump out with new topics that... I never think about it during the night because, I've already talked about it, if I think about something during the night, something that I want to write about, then I come up with great things that I inexplicably forget in the morning, even if they are things that I say, but this one I don't even write down, something so obvious I will never forget in my life, instead then I always forget it, so I really jump in without a parachute every morning to talk about the things that come to mind.<br>This morning I also procrastinated because I had absolutely no idea what to talk about. I was going to talk about the caterpillars, I don't know why then I changed my mind. Thank goodness, there are 2 seconds left to the end of these 3 raw minutes. Today you take them as they come, eh?<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 29 Mar 2023 08:00:31 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un granello di sabbia nell'ingranaggio che organizza le mie mattine. Cosa succede se mi sveglio tardi, o comunque più tardi del solito. E noto solo adesso che in italiano non esiste una parola per 'oversleep', svegliarsi più tardi di quanto non si volesse. Interessante!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Certe mattine, la maggior parte delle mattine, mi alzo e tutte le cose che succedono nella prima parte della mattina si susseguono come in un orologio svizzero, quelli super precisi, senza che nemmeno io ci pensi.Mi alzo a una certa ora la mattina, solitamente molto presto, e faccio tutte le mie cose, registro i 3 minuti grezzi, li metto poi on line, faccio le varie traduzioni dei 3 minuti grezzi e mi ritrovo ad aver fatto i miei compiti giornalieri a un'ora decente della mattina, così che poi posso iniziare a fare le altre cose, gli altri lavori, andare agli appuntamenti. Ecco, non oggi. Oggi è successo che ho aperto gli occhi la mattina e poi, più o meno inspiegabilmente, mi sono riaddormentata e quando mi sono svegliata ero un coniglio davanti ai fari accesi di una macchina in una notte di tempesta in un bosco. Non perché avessi paura, ma perché mi sono resa conto di aver dormito troppo, evidentemente il mio corpo ne aveva bisogno, se mi sono addormentata, evidentemente era così. Però mi ha un po', senza un po', mi ha molto scombussolato il ritmo della giornata e ancora sto facendo fatica a recuperare perché mi vengono in mente 20.000 cose da fare e cerco di creare una priorità mentalmente però inizio una cosa, la lascio a metà, poi torno indietro a farla, mentre mi sposto da una stanza all'altra vedo qualcos'altro che avrei dovuto fare. E tutto questo mentre in mente - in the back of my mind - quindi sempre come una un tarlo che mi frulla nella mente, c'è il pensiero che devo buttar fuori, in senso buono, nel senso simpatico con tanto affetto, buttar fuori i miei 3 minuti grezzi che mi piace pubblicare sempre e comunque la mattina, prima li pubblico meglio mi sento, anche perché così li ho fatti e sono li.Anche il processo di creazione di questo mini podcast giornaliero, di solito non provo nessuna fatica a saltare fuori con nuovi argomenti che... Non ci penso mai durante la notte perché, ne ho gi parlato, se penso a qualcosa durante la notte, qualcosa che voglio scrivere, poi mi vengono in mente cose fantastiche che dimentico inspiegabilmente la mattina, anche se sono cose che dico, ma questa manco la scrivo, una cosa così ovvia non la dimenticherò mai in vita mia, invece poi la dimentico sempre, quindi mi butto veramente senza paracadute ogni mattina a parlare delle cose che mi vengono in mente.Questa mattina ho procrastinato anche perché non avevo assolutamente idea di cosa parlare. Volevo parlare dei bruchi, non so perché poi ho cambiato idea. Meno male, mancano 2 secondi alla fine di questi 3 minuti grezzi. Oggi ve li prendete come vengono, eh?TRANSLATIONSome mornings, most mornings, I get up and all the things that happen in the first part of the morning go by like a Swiss watch, the super precise ones, without me even thinking about it.I get up at a certain time in the morning, usually very early, and I do all my stuff, record the 3-minute roughs, then put them online, do the various translations of the 3-minute roughs, and I end up having done my daily homework at a decent time in the morning, so that then I can start doing the other things, the other jobs, going to appointments.Well, not today. What happened today was that I opened my eyes in the morning and then, more or less inexplicably, went back to sleep and when I woke up I was a rabbit in front of the bright headlights of a car on a stormy night in a forest. Not because I was afraid, but because I realised that I had overslept, evidently my body needed it, if I fell asleep, evidently I did. It has kind of, without a little bit, messed up my rhythm of the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Un granello di sabbia nell'ingranaggio che organizza le mie mattine. Cosa succede se mi sveglio tardi, o comunque più tardi del solito. E noto solo adesso che in italiano non esiste una parola per 'oversleep', svegliarsi più tardi di quanto non si volesse</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 452 Momenti da vialetto</title>
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        <![CDATA[I momenti da vialetto vengono all'improvviso, quando meno te lo aspetti, si intromettono fra te e la tua giornata, ti bloccano, letteralmente. E sono sempre una gioia per le orecchie. Alla fine della pagina trovate un link. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b><i> [ENG translation below]</i><br>Per capire cos'è il momento da vialetto bisogna partire dall'architettura della tipica casa statunitense. Immaginate le case indipendenti, le piccole villette, quelle che ho scoperto, non tantissimo tempo fa, che in italiano, in linguaggio da venditore di case si chiama 'terratetto' cioè che c'è tutto dalla terra fino a dove arriva il tetto, comunque immaginate immaginatevi questa casetta.<br><br>Di solito queste casette hanno uno spazio di terra intorno dove c'è il giardino e il prato e ai lati della strada, soprattutto da un lato della strada, c'è un vialetto che porta di solito al garage. Ecco, questo è il vialetto a cui faccio riferimento. Questo in inglese si chiama 'driveway', e il momento da vialetto, è il 'driveway moment'. Cosa significa?<br><br>Significa che voi state ascoltando alla radio, ma forse più di recente state ascoltando un podcast, ve ne andate per i fatti vostri e siete arrivati a casa, e arrivati a casa che fate? Entrate nel vialetto di casa e solitamente spegnete la macchina, scendete e entrate a casa. Però immaginate che mentre facevate questo percorso, mentre entrate nel vialetto, stavate ascoltando qualcosa di incredibilmente interessante alla radio o al podcast. Ecco quindi, anziché spegnere, scendere e entrare in casa, cosa fate? Rimanete dentro la macchina per continuare ad ascoltare. Siete arrivati a casa, siete nel vialetto di casa, siete davanti al garage però non riuscite a scendere dalla macchina perché quello che state ascoltando è così interessante che non ve ne frega niente di tornare a casa. Volete semplicemente stare ad ascoltare quello che c'è alla radio o al podcast. <br><br>Questo viene definito 'driveway moment'. Ascoltare qualcosa di così incredibilmente interessante da voler continuare ad ascoltare anziché tornare a casa.<br><br>Ecco, io un momento da vialetto l'ho avuto. Inizio col dire che non abito in una casa indipendente a modello statunitense, ma abito al 4º piano di un palazzo di otto piani e abito in centro. Quindi quando esco in macchina di solito mi faccio quei dieci 15 minuti di vasche in giro per trovare parcheggio perché abito in una zona della città molto densamente popolata e quindi è molto difficile trovare parcheggio, anche perché ci sono un sacco di negozi, supermercati, sempre macchine parcheggiate in doppia fila, ma non è di questo che voglio parlare, è di questo 'driveway moment' che ho avuto qualche giorno fa mentre tornavo a casa, ho trovato miracolosamente parcheggio e alla radio, stavo ascoltando la radio, Rai tre, un programma che si chiama "Ad alta voce", dove leggono romanzi dall'inizio alla fine, e stavano leggendo un romanzo di uno scrittore che io non conoscevo, <b>Saverio Fattori</b>, e il libro si intitolava, si intitola, <i><b>Acido Lattico</b></i>. Leggetevelo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>To understand what the driveway moment is, we need to start with the architecture of the typical home in the States. Imagine the detached houses, the small cottages, the ones that I discovered , not so long ago, that in Italian, in house salesperson language is called 'terratetto' (ground-roof) meaning that there is everything from the ground up to where the roof reaches, anyway imagine this little house.<br>Usually these cottages have a land space around where with a garden and lawn and on the sides of the road, especially on one side of the road, there is a driveway that usually leads to the garage. Here, this is the driveway I refer to. This in English is called 'driveway', and the driveway moment, is the 'driveway moment'. What does it mean?<br>It means that you are listening to the radio, but maybe more recently you are listening to a podcast, you go off on your own business, and you get home, and when you get home what do you do? You pull into the driveway and usually turn off the car, get out and enter the house. But imagine that as you were doing this route, as you were pulling into the driveway, you were listening to something incredibly interesting on the radio or podcast. So here it is, instead of turning off, getting out and going into the house, what do you do? Stay inside the car to continue listening. You've arrived home, you're in the driveway, you're in front of the garage however you can't get out of the car because what you're listening to is so interesting that you don't give a damn about going home. You simply want to stay and listen to what is on the radio or podcast .<br>This is called a 'driveway moment. To listen to something so incredibly interesting that you want to keep listening instead of going home.<br>Here, I had a driveway moment. I start by saying that I do not live in a U.S.-modeled detached house, but I live on the 4th floor of an eight-story building and I live downtown. So when I go out in my car I usually do those ten 15 minute laps around to find parking because I live in a very densely populated area of the city and so it's very difficult to find parking, also because there are a lot of stores, supermarkets, always cars double parked, but that's not what I want to talk about, it's about this 'driveway moment' that I had a few days ago on my way home, I miraculously found parking and on the radio, I was listening to the radio, Rai tre, a program called "Ad Alta Voce" [aloud] where they read novels from beginning to end, and they were reading a novel by a writer that I didn't know, <b>Saverio Fattori</b>, and the book was titled , it's titled , <b><i>Acido Lattico</i></b> [Lactic Acid]. Read it.<br><br><br><b>LINK</b><br><b><i>Acido Lattico</i></b> di <b>Saverio Fattori</b> letto Ad Alta V<a href="https://www.raiplaysound.it/audio/2023/02/Ad-alta-voce-del-06022023-08b42f44-a70a-437c-ab23-e459e9c6d7ce.html" rel="noreferrer noopener">oce https://www.raiplaysound.it/audio/2023/02/Ad-alta-voce-del-06022023-08b42f44-a70a-437c-ab23-e459e9c6d7ce.html</a>]]>
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        <![CDATA[I momenti da vialetto vengono all'improvviso, quando meno te lo aspetti, si intromettono fra te e la tua giornata, ti bloccano, letteralmente. E sono sempre una gioia per le orecchie. Alla fine della pagina trovate un link. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b><i> [ENG translation below]</i><br>Per capire cos'è il momento da vialetto bisogna partire dall'architettura della tipica casa statunitense. Immaginate le case indipendenti, le piccole villette, quelle che ho scoperto, non tantissimo tempo fa, che in italiano, in linguaggio da venditore di case si chiama 'terratetto' cioè che c'è tutto dalla terra fino a dove arriva il tetto, comunque immaginate immaginatevi questa casetta.<br><br>Di solito queste casette hanno uno spazio di terra intorno dove c'è il giardino e il prato e ai lati della strada, soprattutto da un lato della strada, c'è un vialetto che porta di solito al garage. Ecco, questo è il vialetto a cui faccio riferimento. Questo in inglese si chiama 'driveway', e il momento da vialetto, è il 'driveway moment'. Cosa significa?<br><br>Significa che voi state ascoltando alla radio, ma forse più di recente state ascoltando un podcast, ve ne andate per i fatti vostri e siete arrivati a casa, e arrivati a casa che fate? Entrate nel vialetto di casa e solitamente spegnete la macchina, scendete e entrate a casa. Però immaginate che mentre facevate questo percorso, mentre entrate nel vialetto, stavate ascoltando qualcosa di incredibilmente interessante alla radio o al podcast. Ecco quindi, anziché spegnere, scendere e entrare in casa, cosa fate? Rimanete dentro la macchina per continuare ad ascoltare. Siete arrivati a casa, siete nel vialetto di casa, siete davanti al garage però non riuscite a scendere dalla macchina perché quello che state ascoltando è così interessante che non ve ne frega niente di tornare a casa. Volete semplicemente stare ad ascoltare quello che c'è alla radio o al podcast. <br><br>Questo viene definito 'driveway moment'. Ascoltare qualcosa di così incredibilmente interessante da voler continuare ad ascoltare anziché tornare a casa.<br><br>Ecco, io un momento da vialetto l'ho avuto. Inizio col dire che non abito in una casa indipendente a modello statunitense, ma abito al 4º piano di un palazzo di otto piani e abito in centro. Quindi quando esco in macchina di solito mi faccio quei dieci 15 minuti di vasche in giro per trovare parcheggio perché abito in una zona della città molto densamente popolata e quindi è molto difficile trovare parcheggio, anche perché ci sono un sacco di negozi, supermercati, sempre macchine parcheggiate in doppia fila, ma non è di questo che voglio parlare, è di questo 'driveway moment' che ho avuto qualche giorno fa mentre tornavo a casa, ho trovato miracolosamente parcheggio e alla radio, stavo ascoltando la radio, Rai tre, un programma che si chiama "Ad alta voce", dove leggono romanzi dall'inizio alla fine, e stavano leggendo un romanzo di uno scrittore che io non conoscevo, <b>Saverio Fattori</b>, e il libro si intitolava, si intitola, <i><b>Acido Lattico</b></i>. Leggetevelo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>To understand what the driveway moment is, we need to start with the architecture of the typical home in the States. Imagine the detached houses, the small cottages, the ones that I discovered , not so long ago, that in Italian, in house salesperson language is called 'terratetto' (ground-roof) meaning that there is everything from the ground up to where the roof reaches, anyway imagine this little house.<br>Usually these cottages have a land space around where with a garden and lawn and on the sides of the road, especially on one side of the road, there is a driveway that usually leads to the garage. Here, this is the driveway I refer to. This in English is called 'driveway', and the driveway moment, is the 'driveway moment'. What does it mean?<br>It means that you are listening to the radio, but maybe more recently you are listening to a podcast, you go off on your own business, and you get home, and when you get home what do you do? You pull into the driveway and usually turn off the car, get out and enter the house. But imagine that as you were doing this route, as you were pulling into the driveway, you were listening to something incredibly interesting on the radio or podcast. So here it is, instead of turning off, getting out and going into the house, what do you do? Stay inside the car to continue listening. You've arrived home, you're in the driveway, you're in front of the garage however you can't get out of the car because what you're listening to is so interesting that you don't give a damn about going home. You simply want to stay and listen to what is on the radio or podcast .<br>This is called a 'driveway moment. To listen to something so incredibly interesting that you want to keep listening instead of going home.<br>Here, I had a driveway moment. I start by saying that I do not live in a U.S.-modeled detached house, but I live on the 4th floor of an eight-story building and I live downtown. So when I go out in my car I usually do those ten 15 minute laps around to find parking because I live in a very densely populated area of the city and so it's very difficult to find parking, also because there are a lot of stores, supermarkets, always cars double parked, but that's not what I want to talk about, it's about this 'driveway moment' that I had a few days ago on my way home, I miraculously found parking and on the radio, I was listening to the radio, Rai tre, a program called "Ad Alta Voce" [aloud] where they read novels from beginning to end, and they were reading a novel by a writer that I didn't know, <b>Saverio Fattori</b>, and the book was titled , it's titled , <b><i>Acido Lattico</i></b> [Lactic Acid]. Read it.<br><br><br><b>LINK</b><br><b><i>Acido Lattico</i></b> di <b>Saverio Fattori</b> letto Ad Alta V<a href="https://www.raiplaysound.it/audio/2023/02/Ad-alta-voce-del-06022023-08b42f44-a70a-437c-ab23-e459e9c6d7ce.html" rel="noreferrer noopener">oce https://www.raiplaysound.it/audio/2023/02/Ad-alta-voce-del-06022023-08b42f44-a70a-437c-ab23-e459e9c6d7ce.html</a>]]>
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      <pubDate>Tue, 28 Mar 2023 05:59:14 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 451 Spiagge (non calpestate)</title>
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        <![CDATA[Le alghe formano palle di paglia, alcune sono delle sfere praticamente perfette. Camminarci sopra è come muoversi sopra la gommapiuma. Poi ci sono i banchi di gusci di conchiglie (calpestandoli mi viene in mente 'crisp', il termine inglese che bene descrive la sensazione che in italiano significa 'croccante'). E poi i banchi di fiori selvatici. Un angolo di paradiso è la spiaggia della mia infanzia che i blocchi di cemento del porto canale hanno cercato inutilmente di cancellare.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Ho fatto una lunga passeggiata sulla spiaggia, ma non la spiaggia cittadina dove vado sempre, quella dove ci sono i baretti, le famiglie che portano in giro i cagnolini, dove ci sono i surfisti estate e inverno. No, sono andata nella spiaggia che non so nemmeno più come si chiami, una spiaggia dove io andavo da bambina, dove tutta la città andava un secolo fa. Una spiaggia che è scomparsa quando sono diventata adolescente. Perché allora hanno cominciato a costruire il porto canale, una cattedrale nel deserto della quale ricordo gli immensi blocchi di cemento che hanno deturpato questa spiaggia che, io ci ho passato la mia infanzia in quella spiaggia.<br><br>Aveva le dune di sabbia sottile, sabbia bianca, quasi rosa. C'erano i casotti dove la gente andava a trascorrere la domenica. Sono tornata in quella spiaggia per una lunga passeggiata ed è stato molto bello perchè era come essere in un luogo completamente diverso, anche se davanti c'era il mare che conosco molto bene e grazie al vento di maestrale il mare era piatto, c'era l'acqua trasparente, faceva quasi venire voglia di entrare a fare un bagno, non fosse che le temperature sono ancora un po' proibitive.<br><br>La sabbia c'è ancora, si vede in alcuni tratti, però è quasi completamente coperta da, non so quale sia il termine tecnico, quelle alghe che vengono arrotolate dalla corrente che poi vengono sputate a riva sotto forma di palle di mare, patate di mare.<br><br>Sono delle palle di paglia. Alcune di queste sono perfettamente rotonde e siccome su questa spiaggia ci passa pochissima gente, giusto qualche persona che ci porta il cane, oppure qualche pescatore che comunque non va a passeggio, ci piazza la seggiolina e si mette lì a pescare, alcune di queste sono perfettamente rotonde e per alcuni tratti la spiaggia è completamente coperta da queste palle di alghe, e come ci cammini sopra sembra quasi di rimbalzare, viene voglia, viene voglia di dare dei calci come se fossero delle palle e rimbalzano e vanno lontano.<br><br>E poi ci sono dei lunghi tratti coperti completamente da conchiglie quando ci cammini sopra fanno quel rumore tipico delle conchiglie crash crash.<br><br>E poi ci sono banchi incredibili di fiori, di vegetazione che, appunto perché non ci va mai nessuno, cresce indisturbata. In questo periodo dell'anno c'è un fortissimo odore di fiori, di erbe, erbe del Mediterraneo.<br><br>È stata una bella passeggiata, è stata una passeggiata che mi ha fatto ricordare come è la terra quando non viene calpestata.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I went for a long walk on the beach, but not the city beach where I always go, the one where there are the little bars, the families walking the little dogs, where there are the surfers summer and winter. No, I went to the beach I don't even know what it's called anymore, a beach where I used to go as a child, where the whole town used to go a century ago. A beach that disappeared when I became a teenager. Because then they started to build the canal port, a cathedral in the desert of which I remember the immense concrete blocks that defaced this beach, I spent my childhood there on that beach.<br><br>It had fine sand dunes, white sand, almost pink. There were the little houses where people went to spend Sunday. I went back to that beach for a long walk and it was very nice because it was like being in a completely different place, although in front was the sea that I know very well and thanks to the mistral wind the sea was flat, there was transparent water, it almost made you want to go in for a swim, except that the temperatures are still a bit prohibitive.<br><br>The sand is still there, you can see it in some sections, however it is almost completely covered by, I don't know what the technical term is, those seaweeds that are rolled up by the current that are then spit ashore in the form of sea balls, sea potatoes.<br><br>They are straw balls. Some of them are perfectly round and because very few people pass by on this beach, just a few people who take their dogs there, or a few fishers who don't go for a walk anyway, they place their little chair there and they stand there and fish, some of them are perfectly round and for some stretches the beach is completely covered by these seaweed balls, and as you walk on them it almost feels like bouncing, it feels like, it feels like kicking them as if they were balls and they bounce and they go far.<br><br>And then there are long stretches covered completely by shells when you walk on them they make that typical crashing shell noise.<br><br>And then there are incredible banks of flowers, of vegetation that, precisely because no one ever goes there, grows undisturbed. At this time of year there is a very strong smell of flowers, herbs, Mediterranean herbs.<br><br>It was a nice walk, it was a walk that made me remember what the earth is like when it is not trodden on.<br><br><br><br><br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Le alghe formano palle di paglia, alcune sono delle sfere praticamente perfette. Camminarci sopra è come muoversi sopra la gommapiuma. Poi ci sono i banchi di gusci di conchiglie (calpestandoli mi viene in mente 'crisp', il termine inglese che bene descrive la sensazione che in italiano significa 'croccante'). E poi i banchi di fiori selvatici. Un angolo di paradiso è la spiaggia della mia infanzia che i blocchi di cemento del porto canale hanno cercato inutilmente di cancellare.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Ho fatto una lunga passeggiata sulla spiaggia, ma non la spiaggia cittadina dove vado sempre, quella dove ci sono i baretti, le famiglie che portano in giro i cagnolini, dove ci sono i surfisti estate e inverno. No, sono andata nella spiaggia che non so nemmeno più come si chiami, una spiaggia dove io andavo da bambina, dove tutta la città andava un secolo fa. Una spiaggia che è scomparsa quando sono diventata adolescente. Perché allora hanno cominciato a costruire il porto canale, una cattedrale nel deserto della quale ricordo gli immensi blocchi di cemento che hanno deturpato questa spiaggia che, io ci ho passato la mia infanzia in quella spiaggia.<br><br>Aveva le dune di sabbia sottile, sabbia bianca, quasi rosa. C'erano i casotti dove la gente andava a trascorrere la domenica. Sono tornata in quella spiaggia per una lunga passeggiata ed è stato molto bello perchè era come essere in un luogo completamente diverso, anche se davanti c'era il mare che conosco molto bene e grazie al vento di maestrale il mare era piatto, c'era l'acqua trasparente, faceva quasi venire voglia di entrare a fare un bagno, non fosse che le temperature sono ancora un po' proibitive.<br><br>La sabbia c'è ancora, si vede in alcuni tratti, però è quasi completamente coperta da, non so quale sia il termine tecnico, quelle alghe che vengono arrotolate dalla corrente che poi vengono sputate a riva sotto forma di palle di mare, patate di mare.<br><br>Sono delle palle di paglia. Alcune di queste sono perfettamente rotonde e siccome su questa spiaggia ci passa pochissima gente, giusto qualche persona che ci porta il cane, oppure qualche pescatore che comunque non va a passeggio, ci piazza la seggiolina e si mette lì a pescare, alcune di queste sono perfettamente rotonde e per alcuni tratti la spiaggia è completamente coperta da queste palle di alghe, e come ci cammini sopra sembra quasi di rimbalzare, viene voglia, viene voglia di dare dei calci come se fossero delle palle e rimbalzano e vanno lontano.<br><br>E poi ci sono dei lunghi tratti coperti completamente da conchiglie quando ci cammini sopra fanno quel rumore tipico delle conchiglie crash crash.<br><br>E poi ci sono banchi incredibili di fiori, di vegetazione che, appunto perché non ci va mai nessuno, cresce indisturbata. In questo periodo dell'anno c'è un fortissimo odore di fiori, di erbe, erbe del Mediterraneo.<br><br>È stata una bella passeggiata, è stata una passeggiata che mi ha fatto ricordare come è la terra quando non viene calpestata.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>I went for a long walk on the beach, but not the city beach where I always go, the one where there are the little bars, the families walking the little dogs, where there are the surfers summer and winter. No, I went to the beach I don't even know what it's called anymore, a beach where I used to go as a child, where the whole town used to go a century ago. A beach that disappeared when I became a teenager. Because then they started to build the canal port, a cathedral in the desert of which I remember the immense concrete blocks that defaced this beach, I spent my childhood there on that beach.<br><br>It had fine sand dunes, white sand, almost pink. There were the little houses where people went to spend Sunday. I went back to that beach for a long walk and it was very nice because it was like being in a completely different place, although in front was the sea that I know very well and thanks to the mistral wind the sea was flat, there was transparent water, it almost made you want to go in for a swim, except that the temperatures are still a bit prohibitive.<br><br>The sand is still there, you can see it in some sections, however it is almost completely covered by, I don't know what the technical term is, those seaweeds that are rolled up by the current that are then spit ashore in the form of sea balls, sea potatoes.<br><br>They are straw balls. Some of them are perfectly round and because very few people pass by on this beach, just a few people who take their dogs there, or a few fishers who don't go for a walk anyway, they place their little chair there and they stand there and fish, some of them are perfectly round and for some stretches the beach is completely covered by these seaweed balls, and as you walk on them it almost feels like bouncing, it feels like, it feels like kicking them as if they were balls and they bounce and they go far.<br><br>And then there are long stretches covered completely by shells when you walk on them they make that typical crashing shell noise.<br><br>And then there are incredible banks of flowers, of vegetation that, precisely because no one ever goes there, grows undisturbed. At this time of year there is a very strong smell of flowers, herbs, Mediterranean herbs.<br><br>It was a nice walk, it was a walk that made me remember what the earth is like when it is not trodden on.<br><br><br><br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 27 Mar 2023 04:55:01 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Le alghe formano palle di paglia, alcune sono delle sfere praticamente perfette. Camminarci sopra è come muoversi sopra la gommapiuma. Poi ci sono i banchi di gusci di conchiglie (calpestandoli mi viene in mente 'crisp', il termine inglese che bene descrive la sensazione che in italiano significa 'croccante'). E poi i banchi di fiori selvatici. Un angolo di paradiso è la spiaggia della mia infanzia che i blocchi di cemento del porto canale hanno cercato inutilmente di cancellare.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ho fatto una lunga passeggiata sulla spiaggia, ma non la spiaggia cittadina dove vado sempre, quella dove ci sono i baretti, le famiglie che portano in giro i cagnolini, dove ci sono i surfisti estate e inverno. No, sono andata nella spiaggia che non so nemmeno più come si chiami, una spiaggia dove io andavo da bambina, dove tutta la città andava un secolo fa. Una spiaggia che è scomparsa quando sono diventata adolescente. Perché allora hanno cominciato a costruire il porto canale, una cattedrale nel deserto della quale ricordo gli immensi blocchi di cemento che hanno deturpato questa spiaggia che, io ci ho passato la mia infanzia in quella spiaggia.Aveva le dune di sabbia sottile, sabbia bianca, quasi rosa. C'erano i casotti dove la gente andava a trascorrere la domenica. Sono tornata in quella spiaggia per una lunga passeggiata ed è stato molto bello perchè era come essere in un luogo completamente diverso, anche se davanti c'era il mare che conosco molto bene e grazie al vento di maestrale il mare era piatto, c'era l'acqua trasparente, faceva quasi venire voglia di entrare a fare un bagno, non fosse che le temperature sono ancora un po' proibitive.La sabbia c'è ancora, si vede in alcuni tratti, però è quasi completamente coperta da, non so quale sia il termine tecnico, quelle alghe che vengono arrotolate dalla corrente che poi vengono sputate a riva sotto forma di palle di mare, patate di mare.Sono delle palle di paglia. Alcune di queste sono perfettamente rotonde e siccome su questa spiaggia ci passa pochissima gente, giusto qualche persona che ci porta il cane, oppure qualche pescatore che comunque non va a passeggio, ci piazza la seggiolina e si mette lì a pescare, alcune di queste sono perfettamente rotonde e per alcuni tratti la spiaggia è completamente coperta da queste palle di alghe, e come ci cammini sopra sembra quasi di rimbalzare, viene voglia, viene voglia di dare dei calci come se fossero delle palle e rimbalzano e vanno lontano.E poi ci sono dei lunghi tratti coperti completamente da conchiglie quando ci cammini sopra fanno quel rumore tipico delle conchiglie crash crash.E poi ci sono banchi incredibili di fiori, di vegetazione che, appunto perché non ci va mai nessuno, cresce indisturbata. In questo periodo dell'anno c'è un fortissimo odore di fiori, di erbe, erbe del Mediterraneo.È stata una bella passeggiata, è stata una passeggiata che mi ha fatto ricordare come è la terra quando non viene calpestata.TRANSLATIONI went for a long walk on the beach, but not the city beach where I always go, the one where there are the little bars, the families walking the little dogs, where there are the surfers summer and winter. No, I went to the beach I don't even know what it's called anymore, a beach where I used to go as a child, where the whole town used to go a century ago. A beach that disappeared when I became a teenager. Because then they started to build the canal port, a cathedral in the desert of which I remember the immense concrete blocks that defaced this beach, I spent my childhood there on that beach.It had fine sand dunes, white sand, almost pink. There were the little houses where people went to spend Sunday. I went back to that beach for a long walk and it was very nice because it was like being in a completely different place,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Le alghe formano palle di paglia, alcune sono delle sfere praticamente perfette. Camminarci sopra è come muoversi sopra la gommapiuma. Poi ci sono i banchi di gusci di conchiglie (calpestandoli mi viene in mente 'crisp', il termine inglese che bene descri</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 450 Abbandonare libri</title>
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        <![CDATA[Tutti i libri iniziati di recente e abbandonati per un motivo o per l'altro. E un libro che non vedo l'ora di finire. E a quanto pare esiste una parola giapponese per tutto questo.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Ho iniziato a leggere un nuovo libro. Ebbene sì, nonostante ce ne siano un bel paio che ho iniziato e che non ho finito, io sono fatta così.<br><br>Allora mi sono portata qua i libri che ho iniziato e voglio condividere con voi i titoli. Allora c'è <b><i>Sabato</i> </b>di <b>Ian McEwan</b>, sono arrivata... a che pagina sono arrivata a pagina 56 boh, sì, lo stavo leggendo prima di addormentarmi, però mi stava facendo addormentare, quindi evidentemente non era abbastanza interessante. È un libro di 300 e rotte pagine, quindi diciamo che sono a un sesto, forse avrei dovuto continuare, forse lo riprenderò in mano.<br><br>Non credo invece che riprenderò più in mano il libro di <b>Kazuo Ishiguro <i>Non lasciarmi</i></b>. Questo libro, sono arrivata a pagina 35, e mi ricordo anche molto bene perché l'ho lasciato, perché non riuscivo a entrare nei personaggi. I personaggi erano preoccupati da cose che erano lontanissime dal mio mondo, ma anziché attirarmi, anziché rendermi curiosa, mi lasciavano, mi hanno lasciato assolutamente indifferente, anzi, mi hanno anche un po fatto arrabbiare.<br><br>Poi ho iniziato e ho messo da parte, ma non abbandonato, <i><b>The chosen and the beautiful</b> </i>di questa scrittrice molto brava, di cui tutti cantano le lodi, che si chiama <b>Nghi Vo</b>. Questo è interessante, ho letto un suo racconto che mi è piaciuto tantissimo e ho interrotto a pagina 41, ma semplicemente perché, non lo so, questo sicuramente lo riprendo in mano.<br><br>Mi sto costringendo a leggere <b><i>Check out 19</i></b>, non so se l'abbiano tradotto in italiano, di questa autrice super osannata dappertutto, <b>Claire-Louise Bennett</b>. Tour de force pazzesco, dicono. Mah non lo so, io non riesco a entrarci in questo libro, non riesco proprio a capire che vuol dire, sono a pagina 64 su 225. Non lo so, non m'ha preso. Continuerò, mi sto sforzando perché se tutti ne parlano così bene può essere che sia io l'unica a non capirlo?<br><br>Invece sto letteralmente divorando <b><i>L'errore più geniale </i></b>di <b>Saverio Fattori,</b> uno scrittore che ho scoperto da poco e di cui ho comprato tutti i libri che sono in circolazione perché mi è piaciuto tantissimo. Questo l'ho iniziato poche ore fa e sono arrivata a pagina 41 e come potete vedere quando il libro ti prende, ti prende, avevo voglia di un libro che mi prendesse e l'ho trovato. Questo lo finirò sicuramente oggi.<br><br>Ho anche scoperto che la mania di prendere i libri e iniziarli e metterli da parte in giapponese ha un nome, si chiama <b>tsundoku</b>, è dal giapponese antico e significa 'tsunde' accumulare cose, 'doku', leggere, 'oku' lasciar perdere per un po'. Ecco, io lascerò per un po' perdere questi libri, mi concentrerò su quello di Saverio Fattori che mi piace molto.]]>
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        <![CDATA[Tutti i libri iniziati di recente e abbandonati per un motivo o per l'altro. E un libro che non vedo l'ora di finire. E a quanto pare esiste una parola giapponese per tutto questo.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Ho iniziato a leggere un nuovo libro. Ebbene sì, nonostante ce ne siano un bel paio che ho iniziato e che non ho finito, io sono fatta così.<br><br>Allora mi sono portata qua i libri che ho iniziato e voglio condividere con voi i titoli. Allora c'è <b><i>Sabato</i> </b>di <b>Ian McEwan</b>, sono arrivata... a che pagina sono arrivata a pagina 56 boh, sì, lo stavo leggendo prima di addormentarmi, però mi stava facendo addormentare, quindi evidentemente non era abbastanza interessante. È un libro di 300 e rotte pagine, quindi diciamo che sono a un sesto, forse avrei dovuto continuare, forse lo riprenderò in mano.<br><br>Non credo invece che riprenderò più in mano il libro di <b>Kazuo Ishiguro <i>Non lasciarmi</i></b>. Questo libro, sono arrivata a pagina 35, e mi ricordo anche molto bene perché l'ho lasciato, perché non riuscivo a entrare nei personaggi. I personaggi erano preoccupati da cose che erano lontanissime dal mio mondo, ma anziché attirarmi, anziché rendermi curiosa, mi lasciavano, mi hanno lasciato assolutamente indifferente, anzi, mi hanno anche un po fatto arrabbiare.<br><br>Poi ho iniziato e ho messo da parte, ma non abbandonato, <i><b>The chosen and the beautiful</b> </i>di questa scrittrice molto brava, di cui tutti cantano le lodi, che si chiama <b>Nghi Vo</b>. Questo è interessante, ho letto un suo racconto che mi è piaciuto tantissimo e ho interrotto a pagina 41, ma semplicemente perché, non lo so, questo sicuramente lo riprendo in mano.<br><br>Mi sto costringendo a leggere <b><i>Check out 19</i></b>, non so se l'abbiano tradotto in italiano, di questa autrice super osannata dappertutto, <b>Claire-Louise Bennett</b>. Tour de force pazzesco, dicono. Mah non lo so, io non riesco a entrarci in questo libro, non riesco proprio a capire che vuol dire, sono a pagina 64 su 225. Non lo so, non m'ha preso. Continuerò, mi sto sforzando perché se tutti ne parlano così bene può essere che sia io l'unica a non capirlo?<br><br>Invece sto letteralmente divorando <b><i>L'errore più geniale </i></b>di <b>Saverio Fattori,</b> uno scrittore che ho scoperto da poco e di cui ho comprato tutti i libri che sono in circolazione perché mi è piaciuto tantissimo. Questo l'ho iniziato poche ore fa e sono arrivata a pagina 41 e come potete vedere quando il libro ti prende, ti prende, avevo voglia di un libro che mi prendesse e l'ho trovato. Questo lo finirò sicuramente oggi.<br><br>Ho anche scoperto che la mania di prendere i libri e iniziarli e metterli da parte in giapponese ha un nome, si chiama <b>tsundoku</b>, è dal giapponese antico e significa 'tsunde' accumulare cose, 'doku', leggere, 'oku' lasciar perdere per un po'. Ecco, io lascerò per un po' perdere questi libri, mi concentrerò su quello di Saverio Fattori che mi piace molto.]]>
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      <pubDate>Sun, 26 Mar 2023 05:00:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Tutti i libri iniziati di recente e abbandonati per un motivo o per l'altro. E un libro che non vedo l'ora di finire. E a quanto pare esiste una parola giapponese per tutto questo.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ho iniziato a leggere un nuovo libro. Ebbene sì, nonostante ce ne siano un bel paio che ho iniziato e che non ho finito, io sono fatta così.Allora mi sono portata qua i libri che ho iniziato e voglio condividere con voi i titoli. Allora c'è Sabato di Ian McEwan, sono arrivata... a che pagina sono arrivata a pagina 56 boh, sì, lo stavo leggendo prima di addormentarmi, però mi stava facendo addormentare, quindi evidentemente non era abbastanza interessante. È un libro di 300 e rotte pagine, quindi diciamo che sono a un sesto, forse avrei dovuto continuare, forse lo riprenderò in mano.Non credo invece che riprenderò più in mano il libro di Kazuo Ishiguro Non lasciarmi. Questo libro, sono arrivata a pagina 35, e mi ricordo anche molto bene perché l'ho lasciato, perché non riuscivo a entrare nei personaggi. I personaggi erano preoccupati da cose che erano lontanissime dal mio mondo, ma anziché attirarmi, anziché rendermi curiosa, mi lasciavano, mi hanno lasciato assolutamente indifferente, anzi, mi hanno anche un po fatto arrabbiare.Poi ho iniziato e ho messo da parte, ma non abbandonato, The chosen and the beautiful di questa scrittrice molto brava, di cui tutti cantano le lodi, che si chiama Nghi Vo. Questo è interessante, ho letto un suo racconto che mi è piaciuto tantissimo e ho interrotto a pagina 41, ma semplicemente perché, non lo so, questo sicuramente lo riprendo in mano.Mi sto costringendo a leggere Check out 19, non so se l'abbiano tradotto in italiano, di questa autrice super osannata dappertutto, Claire-Louise Bennett. Tour de force pazzesco, dicono. Mah non lo so, io non riesco a entrarci in questo libro, non riesco proprio a capire che vuol dire, sono a pagina 64 su 225. Non lo so, non m'ha preso. Continuerò, mi sto sforzando perché se tutti ne parlano così bene può essere che sia io l'unica a non capirlo?Invece sto letteralmente divorando L'errore più geniale di Saverio Fattori, uno scrittore che ho scoperto da poco e di cui ho comprato tutti i libri che sono in circolazione perché mi è piaciuto tantissimo. Questo l'ho iniziato poche ore fa e sono arrivata a pagina 41 e come potete vedere quando il libro ti prende, ti prende, avevo voglia di un libro che mi prendesse e l'ho trovato. Questo lo finirò sicuramente oggi.Ho anche scoperto che la mania di prendere i libri e iniziarli e metterli da parte in giapponese ha un nome, si chiama tsundoku, è dal giapponese antico e significa 'tsunde' accumulare cose, 'doku', leggere, 'oku' lasciar perdere per un po'. Ecco, io lascerò per un po' perdere questi libri, mi concentrerò su quello di Saverio Fattori che mi piace molto.</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 449 Nostalgia dei pinguini</title>
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        <![CDATA[Come due anziani turisti che viaggiano presi per mano, macchina fotografica appesa al collo, sguardo un po' stanco e un po' incredulo. Una grande nostalgia. A trasmetterla sono due pinguini. I link li trovate in fondo alla pagina, dopo la trascrizione e dopo la traduzione in inglese.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>C'è qualcosa di incredibilmente buffo, ma anche tenero a guardare i pinguini che si muovono, soprattutto i pinguini imperiali con il loro bel pancione che avanzano coccolati in queste distese di ghiaccio.<br><br>Forse è proprio per questa caratteristica che Willy Puchner ha scelto proprio i pinguini per il suo libro "Die Sehnsucht der Pinguine", la nostalgia dei pinguini, un libro a cui sono molto legata e che mi porto dietro da molti anni.<br><br>Il libro è un libro illustrato, di un autore tedesco, come avrete capito dal titolo e dal nome, però non c'è bisogno di capire il tedesco per capire tutta la nostalgia che traspare da queste, da queste fotografie. Cosa ha fatto Willy Puchner? Si è costruito due pinguini in grandezza naturale, quindi due pinguini imperiali, Joe e Sally. Jo è alto, più o meno un metro e mezzo e pesa cinque chili e mezzo e Sally è un po più piccola, un po più bassa, alta un metro e dieci e pesa cinque kg. E questi pinguini, appunto, che sono in grandezza naturale, se li è portati in giro per il mondo, attraversato un sacco di paesi New York, Sydney, Pechino, Tokyo, Parigi.<br><br>E cosa fa? Mette in posa questi due pinguini come se fossero due due turisti. Uno di loro, Joe, ha una macchina, una vecchia macchina fotografica appesa al collo e l'impressione che dà è veramente incredibilmente toccante. Vedere le fotografie di questi pinguini che a volte si mettono in posa proprio come fanno le persone davanti, che ne so, alla Torre Eiffel, oppure a volte sono seduti su un autobus, o a volte non si vedono direttamente, ma si intravede il loro riflesso in un vetro, in una vetrina, in uno specchio o in uno specchio d'acqua.<br><br>Danno un senso di incredibile nostalgia, infatti il titolo è azzeccatissimo, e anche un po di tristezza, perché veramente fanno venire in mente quelle coppie che sicuramente avremo incontrato un sacco di volte in giro, signori anziani che fanno questi viaggi, che ormai si sono già raccontati tutto perché i pinguini non parlano, sono dei pupazzi, sono delle delle statue di un materiale plastico. Infatti Willy Puchner racconta anche come se li portati dietro, a volte li dovevoa anche spedire per farli arrivare alle diverse destinazioni.<br><br>È un libro molto delicato, uno di quei libri che ti porta a fermarti e a riflettere e anche, perché no, a sognare. Io, ispirata da questo libro, per un periodo, mentre viaggiavo, mi portavo dietro un piccolo dinosauro di plastica e mi divertivo tantissimo a fotografare il dinosauro di plastica appoggiato sul finestrino dell'aereo e l'effetto era veramente molto straniante.<br><br>Vi metto i link di questo libro nelle note del programma, che vale la pena dargli un'occhiata.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>There is something incredibly funny, but also tender about watching the penguins go about their business, especially the emperor penguins with their cute little bellies that cuddle forward in these expanses of ice.<br><br>Perhaps it is precisely because of this characteristic that Willy Puchner chose penguins for his book "Die Sehnsucht der Pinguine," the nostalgia of penguins, a book to which I am very attached and which I have carried with me for many years.<br><br>The book is a picture book, by a German author, as you may have guessed from the title and the name, however, you don't need to understand German to understand all the nostalgia that shines through these, these photographs. What did Willy Puchner do? He built himself two life-size penguins, so two imperial penguins, Joe and Sally . Jo is tall, about five feet tall and weighs five and a half pounds, and Sally is a little smaller, a little shorter, five feet tall and ten pounds. And these penguins, precisely, which are life-size, he took them around the world, crossed a lot of countries New York, Sydney, Beijing, Tokyo, Paris.<br><br>And what did he do? He placed these two penguins as if they were two tourists. One of them, Joe, has a camera, an old camera hanging around his neck, and the impression it gives is really incredibly touching. To see photographs of these penguins sometimes posing just as people do in front of, I don't know, the Eiffel Tower, or sometimes they are sitting on a bus, or sometimes you can't see them directly, but you catch a glimpse of their reflection in a glass, in a shop window, in a mirror or in a body of water .<br><br>They give a sense of incredible nostalgia, in fact the title is very apt, and also a little bit of sadness, because they really bring to mind those couples that we've surely met a lot of times around, older people who go on these trips, who by now have already told each other everything because the penguins don't talk, they're puppets, they're statues of a plastic material. In fact, Willy Puchner also tells how he carried them around with him, sometimes even having to ship them to get them to different destinations.<br><br>It is a very gentle book, one of those books that makes you stop and think and also, why not, dream. I, inspired by this book, for a time, while travelling, carried a small plastic dinosaur with me and had a lot of fun taking pictures of the plastic dinosaur resting on the airplane window, and the effect was really very alienating.<br><br>I will put links to this book in the program notes, which is worth a look.<br><br><b>LINK</b><br><b>Die Sehnsucht der Pinguine </b><a href="http://www.willypuchner.com/de/sdp1_index.htm" rel="noreferrer noopener">http://www.willypuchner.com/de/sdp1_index.htm</a><br><b>Pinguini in posa nella nebbia</b> <a href="http://www.willypuchner.com/de/sdp/1/2.htm" rel="noreferrer noopener">http://www.willypuchner.com/de/sdp/1/2.htm</a><br><br>]]>
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        <![CDATA[Come due anziani turisti che viaggiano presi per mano, macchina fotografica appesa al collo, sguardo un po' stanco e un po' incredulo. Una grande nostalgia. A trasmetterla sono due pinguini. I link li trovate in fondo alla pagina, dopo la trascrizione e dopo la traduzione in inglese.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>C'è qualcosa di incredibilmente buffo, ma anche tenero a guardare i pinguini che si muovono, soprattutto i pinguini imperiali con il loro bel pancione che avanzano coccolati in queste distese di ghiaccio.<br><br>Forse è proprio per questa caratteristica che Willy Puchner ha scelto proprio i pinguini per il suo libro "Die Sehnsucht der Pinguine", la nostalgia dei pinguini, un libro a cui sono molto legata e che mi porto dietro da molti anni.<br><br>Il libro è un libro illustrato, di un autore tedesco, come avrete capito dal titolo e dal nome, però non c'è bisogno di capire il tedesco per capire tutta la nostalgia che traspare da queste, da queste fotografie. Cosa ha fatto Willy Puchner? Si è costruito due pinguini in grandezza naturale, quindi due pinguini imperiali, Joe e Sally. Jo è alto, più o meno un metro e mezzo e pesa cinque chili e mezzo e Sally è un po più piccola, un po più bassa, alta un metro e dieci e pesa cinque kg. E questi pinguini, appunto, che sono in grandezza naturale, se li è portati in giro per il mondo, attraversato un sacco di paesi New York, Sydney, Pechino, Tokyo, Parigi.<br><br>E cosa fa? Mette in posa questi due pinguini come se fossero due due turisti. Uno di loro, Joe, ha una macchina, una vecchia macchina fotografica appesa al collo e l'impressione che dà è veramente incredibilmente toccante. Vedere le fotografie di questi pinguini che a volte si mettono in posa proprio come fanno le persone davanti, che ne so, alla Torre Eiffel, oppure a volte sono seduti su un autobus, o a volte non si vedono direttamente, ma si intravede il loro riflesso in un vetro, in una vetrina, in uno specchio o in uno specchio d'acqua.<br><br>Danno un senso di incredibile nostalgia, infatti il titolo è azzeccatissimo, e anche un po di tristezza, perché veramente fanno venire in mente quelle coppie che sicuramente avremo incontrato un sacco di volte in giro, signori anziani che fanno questi viaggi, che ormai si sono già raccontati tutto perché i pinguini non parlano, sono dei pupazzi, sono delle delle statue di un materiale plastico. Infatti Willy Puchner racconta anche come se li portati dietro, a volte li dovevoa anche spedire per farli arrivare alle diverse destinazioni.<br><br>È un libro molto delicato, uno di quei libri che ti porta a fermarti e a riflettere e anche, perché no, a sognare. Io, ispirata da questo libro, per un periodo, mentre viaggiavo, mi portavo dietro un piccolo dinosauro di plastica e mi divertivo tantissimo a fotografare il dinosauro di plastica appoggiato sul finestrino dell'aereo e l'effetto era veramente molto straniante.<br><br>Vi metto i link di questo libro nelle note del programma, che vale la pena dargli un'occhiata.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>There is something incredibly funny, but also tender about watching the penguins go about their business, especially the emperor penguins with their cute little bellies that cuddle forward in these expanses of ice.<br><br>Perhaps it is precisely because of this characteristic that Willy Puchner chose penguins for his book "Die Sehnsucht der Pinguine," the nostalgia of penguins, a book to which I am very attached and which I have carried with me for many years.<br><br>The book is a picture book, by a German author, as you may have guessed from the title and the name, however, you don't need to understand German to understand all the nostalgia that shines through these, these photographs. What did Willy Puchner do? He built himself two life-size penguins, so two imperial penguins, Joe and Sally . Jo is tall, about five feet tall and weighs five and a half pounds, and Sally is a little smaller, a little shorter, five feet tall and ten pounds. And these penguins, precisely, which are life-size, he took them around the world, crossed a lot of countries New York, Sydney, Beijing, Tokyo, Paris.<br><br>And what did he do? He placed these two penguins as if they were two tourists. One of them, Joe, has a camera, an old camera hanging around his neck, and the impression it gives is really incredibly touching. To see photographs of these penguins sometimes posing just as people do in front of, I don't know, the Eiffel Tower, or sometimes they are sitting on a bus, or sometimes you can't see them directly, but you catch a glimpse of their reflection in a glass, in a shop window, in a mirror or in a body of water .<br><br>They give a sense of incredible nostalgia, in fact the title is very apt, and also a little bit of sadness, because they really bring to mind those couples that we've surely met a lot of times around, older people who go on these trips, who by now have already told each other everything because the penguins don't talk, they're puppets, they're statues of a plastic material. In fact, Willy Puchner also tells how he carried them around with him, sometimes even having to ship them to get them to different destinations.<br><br>It is a very gentle book, one of those books that makes you stop and think and also, why not, dream. I, inspired by this book, for a time, while travelling, carried a small plastic dinosaur with me and had a lot of fun taking pictures of the plastic dinosaur resting on the airplane window, and the effect was really very alienating.<br><br>I will put links to this book in the program notes, which is worth a look.<br><br><b>LINK</b><br><b>Die Sehnsucht der Pinguine </b><a href="http://www.willypuchner.com/de/sdp1_index.htm" rel="noreferrer noopener">http://www.willypuchner.com/de/sdp1_index.htm</a><br><b>Pinguini in posa nella nebbia</b> <a href="http://www.willypuchner.com/de/sdp/1/2.htm" rel="noreferrer noopener">http://www.willypuchner.com/de/sdp/1/2.htm</a><br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 25 Mar 2023 07:41:06 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Come due anziani turisti che viaggiano presi per mano, macchina fotografica appesa al collo, sguardo un po' stanco e un po' incredulo. Una grande nostalgia. A trasmetterla sono due pinguini. I link li trovate in fondo alla pagina, dopo la trascrizione e dopo la traduzione in inglese.TRASCRIZIONE [ENG translation below]C'è qualcosa di incredibilmente buffo, ma anche tenero a guardare i pinguini che si muovono, soprattutto i pinguini imperiali con il loro bel pancione che avanzano coccolati in queste distese di ghiaccio.Forse è proprio per questa caratteristica che Willy Puchner ha scelto proprio i pinguini per il suo libro "Die Sehnsucht der Pinguine", la nostalgia dei pinguini, un libro a cui sono molto legata e che mi porto dietro da molti anni.Il libro è un libro illustrato, di un autore tedesco, come avrete capito dal titolo e dal nome, però non c'è bisogno di capire il tedesco per capire tutta la nostalgia che traspare da queste, da queste fotografie. Cosa ha fatto Willy Puchner? Si è costruito due pinguini in grandezza naturale, quindi due pinguini imperiali, Joe e Sally. Jo è alto, più o meno un metro e mezzo e pesa cinque chili e mezzo e Sally è un po più piccola, un po più bassa, alta un metro e dieci e pesa cinque kg. E questi pinguini, appunto, che sono in grandezza naturale, se li è portati in giro per il mondo, attraversato un sacco di paesi New York, Sydney, Pechino, Tokyo, Parigi.E cosa fa? Mette in posa questi due pinguini come se fossero due due turisti. Uno di loro, Joe, ha una macchina, una vecchia macchina fotografica appesa al collo e l'impressione che dà è veramente incredibilmente toccante. Vedere le fotografie di questi pinguini che a volte si mettono in posa proprio come fanno le persone davanti, che ne so, alla Torre Eiffel, oppure a volte sono seduti su un autobus, o a volte non si vedono direttamente, ma si intravede il loro riflesso in un vetro, in una vetrina, in uno specchio o in uno specchio d'acqua.Danno un senso di incredibile nostalgia, infatti il titolo è azzeccatissimo, e anche un po di tristezza, perché veramente fanno venire in mente quelle coppie che sicuramente avremo incontrato un sacco di volte in giro, signori anziani che fanno questi viaggi, che ormai si sono già raccontati tutto perché i pinguini non parlano, sono dei pupazzi, sono delle delle statue di un materiale plastico. Infatti Willy Puchner racconta anche come se li portati dietro, a volte li dovevoa anche spedire per farli arrivare alle diverse destinazioni.È un libro molto delicato, uno di quei libri che ti porta a fermarti e a riflettere e anche, perché no, a sognare. Io, ispirata da questo libro, per un periodo, mentre viaggiavo, mi portavo dietro un piccolo dinosauro di plastica e mi divertivo tantissimo a fotografare il dinosauro di plastica appoggiato sul finestrino dell'aereo e l'effetto era veramente molto straniante.Vi metto i link di questo libro nelle note del programma, che vale la pena dargli un'occhiata.TRANSLATIONThere is something incredibly funny, but also tender about watching the penguins go about their business, especially the emperor penguins with their cute little bellies that cuddle forward in these expanses of ice.Perhaps it is precisely because of this characteristic that Willy Puchner chose penguins for his book "Die Sehnsucht der Pinguine," the nostalgia of penguins, a book to which I am very attached and which I have carried with me for many years.The book is a picture book, by a German author, as you may have guessed from the title and the name, however, you don't need to understand German to understand all the nostalgia that shines through these, these photographs. What did Willy Puchner do? He built himself two life-size penguins, so two imperial penguins, Joe and Sally . Jo is tall, about five feet tall and weighs five and a...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Come due anziani turisti che viaggiano presi per mano, macchina fotografica appesa al collo, sguardo un po' stanco e un po' incredulo. Una grande nostalgia. A trasmetterla sono due pinguini. I link li trovate in fondo alla pagina, dopo la trascrizione e d</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 448 Cartoline (riceverle)</title>
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        <![CDATA[Il piacere tutto analogico di avere tra le mani un cartoncino su cui un'altra persona si è presa la briga di scrivere un messaggio e attaccare un francobollo. Che bello ricevere una cartolina! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Ho ricevuto una cartolina. È una bellissima cartolina con un disegno vittoriano, credo. È scritta in francese "Les Poissons d'Avril" terribile pronuncia francese, ma si capisce che significa 'il pesce d'aprile' e si vedono dei pesci, su una cascata, che stanno pescando, e ad essere pescati non sono i pesci che pescano, ma le persone. Ha un po l'aspetto di una cartolina, un po sì, appunto, vittoriano, un po' un po' truce, perché i pesci sono cattivi e le persone vengono pescate, sono lì a mollo che gridano, dall'espressione della faccia. Un po' mi ricorda un sogno mio ricorrente, del pesce, <b><a href="https://www.cristinamarras.com/article/57-a-fish-tale" rel="noreferrer noopener">ci ho fatto anche un podcast sopra</a></b>. Ma è una cartolina felice, non è una cartolina inquietante. Perché? Anzitutto perché una cartolina, oggid non sono tantissime le cartoline che ricevo, quindi trovarla nella mia cassetta delle lettere è stata una grande felicità. E poi è una cartolina che mi viene da un amico sconosciuto, sconosciuto tra virgolette, sono quegli amici che si conoscono tramite i social media e Dennis, Dennis Funk, l'ho conosciuto perché lui è un podcaster, è un esperto di suono, creazioni sonore eccetera. Ci siamo incontrati appunto in quegli spazi dove le persone che amano lo storytelling audio e in generale il podcast si incrociano.<br>Denis così l'aveva buttata là, chi vuole ricevere una cartolina? E naturalmente io ho sollevato la mano, "Me, me, me!, spediscila a me!". E Dennis effettivamente mi ha spedito questa cartolina che tra l'altro, non avevo mai visto niente del genere, ha un bellissimo francobollo rotondo che sembra una moneta, sembra un bollo, appunto si chiama francobollo, forse tutti i francobolli dovrebbero essere rotondi. E all'interno del francobollo c'è il disegno di un fiore, non so se sia un crisantemo. Il fiore comunque occupa quasi completamente tutto lo spazio del francobollo, c'è solo un pochino di spazio nella cornice esterna dove ci sono scritte poi le cose che solitamente si scrivono nei francobolli.<br>Un tempo ricevevo e spedivo tantissime cartoline, con il mio compagno di banco delle superiori, Sandro, avevamo questa cosa qua che ci scrivevamo non solo lettere, ma anche cartoline. All'epoca però era molto più semplice acquistare francobolli. Adesso i francobolli sono una merce rarissima, bisogna acquistarla all'ufficio postale dopo lunghe file. Ho l'impressione che mi guardino male quando gli chiedo i francobolli, come se dicesse eh? devi spedire qualcosa? che te ne fai del francobollo?<br>Però ricevere questa cartolina mi ha fatto venire nuovamente voglia di spedire cartoline.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I received a postcard. It is a beautiful postcard with a Victorian design, I think. It is written in French, "Les Poissons d'Avril". Terrible French pronunciation, but you can tell it means April Fool's Day, and you see fish on a waterfall that are fishing. And it is not fish that are being caught, but people. It has a bit of a postcard look to it, a bit yes, indeed, Victorian, a bit menacing, because the fish are bad and the people are being fished out. They are soaking there screaming, from the expression on their faces. It kind of reminds me of a recurring fish dream of mine, <b><a href="https://www.cristinamarras.com/article/57-a-fish-tale" rel="noreferrer noopener">I also made a podcast about it,</a></b> but it's a happy postcard. It is not a menacing postcard. Why? Firstly, because it is a postcard, today are not so many the postcards that I receive, so finding it in my mailbox gave me great happiness. And then it's a postcard from an unknown friend, unknown in inverted commas. It's one of those friends that you get to know through social media, and Dennis, Dennis Funk, I met him because he's a podcaster, he's an expert on sound, sound creations and so on. We met in those spaces where people who like audio storytelling and podcasting in general, yes cross paths.<br>So, Dennis so had it thrown out there "Who wants to receive a postcard?". And of course I raised my hand, "Send it to me, me, me, me, me!" And he actually sent me this postcard, which, by the way I had never seen anything like it, has a beautiful round stamp that looks like a coin, looks like a 'stamp' well, it is called 'stamp' after all, maybe all letter stamps should be round, and inside the stamp is a drawing of a flower. I don't know if it is a chrysanthemum, anyway the flower occupies almost the entire space of the stamp, there is just a little bit of space in the outer frame where are written the things that are usually written on stamps.<br>I used to receive and send a lot of postcards with my high school desk mate, Sandro. We had this thing that we used to write not only letters to each other, but also postcards. At that time, however, it was much easier to buy stamps. Now stamps are a very rare commodity. They must be purchased at the post office after long queues. I feel like they give me dirty looks when I ask to buy stamps, as to say "you have to mail something? what do you need the stamp for?" Anyway, receiving this postcard made me want to send postcards again.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Il piacere tutto analogico di avere tra le mani un cartoncino su cui un'altra persona si è presa la briga di scrivere un messaggio e attaccare un francobollo. Che bello ricevere una cartolina! <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Ho ricevuto una cartolina. È una bellissima cartolina con un disegno vittoriano, credo. È scritta in francese "Les Poissons d'Avril" terribile pronuncia francese, ma si capisce che significa 'il pesce d'aprile' e si vedono dei pesci, su una cascata, che stanno pescando, e ad essere pescati non sono i pesci che pescano, ma le persone. Ha un po l'aspetto di una cartolina, un po sì, appunto, vittoriano, un po' un po' truce, perché i pesci sono cattivi e le persone vengono pescate, sono lì a mollo che gridano, dall'espressione della faccia. Un po' mi ricorda un sogno mio ricorrente, del pesce, <b><a href="https://www.cristinamarras.com/article/57-a-fish-tale" rel="noreferrer noopener">ci ho fatto anche un podcast sopra</a></b>. Ma è una cartolina felice, non è una cartolina inquietante. Perché? Anzitutto perché una cartolina, oggid non sono tantissime le cartoline che ricevo, quindi trovarla nella mia cassetta delle lettere è stata una grande felicità. E poi è una cartolina che mi viene da un amico sconosciuto, sconosciuto tra virgolette, sono quegli amici che si conoscono tramite i social media e Dennis, Dennis Funk, l'ho conosciuto perché lui è un podcaster, è un esperto di suono, creazioni sonore eccetera. Ci siamo incontrati appunto in quegli spazi dove le persone che amano lo storytelling audio e in generale il podcast si incrociano.<br>Denis così l'aveva buttata là, chi vuole ricevere una cartolina? E naturalmente io ho sollevato la mano, "Me, me, me!, spediscila a me!". E Dennis effettivamente mi ha spedito questa cartolina che tra l'altro, non avevo mai visto niente del genere, ha un bellissimo francobollo rotondo che sembra una moneta, sembra un bollo, appunto si chiama francobollo, forse tutti i francobolli dovrebbero essere rotondi. E all'interno del francobollo c'è il disegno di un fiore, non so se sia un crisantemo. Il fiore comunque occupa quasi completamente tutto lo spazio del francobollo, c'è solo un pochino di spazio nella cornice esterna dove ci sono scritte poi le cose che solitamente si scrivono nei francobolli.<br>Un tempo ricevevo e spedivo tantissime cartoline, con il mio compagno di banco delle superiori, Sandro, avevamo questa cosa qua che ci scrivevamo non solo lettere, ma anche cartoline. All'epoca però era molto più semplice acquistare francobolli. Adesso i francobolli sono una merce rarissima, bisogna acquistarla all'ufficio postale dopo lunghe file. Ho l'impressione che mi guardino male quando gli chiedo i francobolli, come se dicesse eh? devi spedire qualcosa? che te ne fai del francobollo?<br>Però ricevere questa cartolina mi ha fatto venire nuovamente voglia di spedire cartoline.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I received a postcard. It is a beautiful postcard with a Victorian design, I think. It is written in French, "Les Poissons d'Avril". Terrible French pronunciation, but you can tell it means April Fool's Day, and you see fish on a waterfall that are fishing. And it is not fish that are being caught, but people. It has a bit of a postcard look to it, a bit yes, indeed, Victorian, a bit menacing, because the fish are bad and the people are being fished out. They are soaking there screaming, from the expression on their faces. It kind of reminds me of a recurring fish dream of mine, <b><a href="https://www.cristinamarras.com/article/57-a-fish-tale" rel="noreferrer noopener">I also made a podcast about it,</a></b> but it's a happy postcard. It is not a menacing postcard. Why? Firstly, because it is a postcard, today are not so many the postcards that I receive, so finding it in my mailbox gave me great happiness. And then it's a postcard from an unknown friend, unknown in inverted commas. It's one of those friends that you get to know through social media, and Dennis, Dennis Funk, I met him because he's a podcaster, he's an expert on sound, sound creations and so on. We met in those spaces where people who like audio storytelling and podcasting in general, yes cross paths.<br>So, Dennis so had it thrown out there "Who wants to receive a postcard?". And of course I raised my hand, "Send it to me, me, me, me, me!" And he actually sent me this postcard, which, by the way I had never seen anything like it, has a beautiful round stamp that looks like a coin, looks like a 'stamp' well, it is called 'stamp' after all, maybe all letter stamps should be round, and inside the stamp is a drawing of a flower. I don't know if it is a chrysanthemum, anyway the flower occupies almost the entire space of the stamp, there is just a little bit of space in the outer frame where are written the things that are usually written on stamps.<br>I used to receive and send a lot of postcards with my high school desk mate, Sandro. We had this thing that we used to write not only letters to each other, but also postcards. At that time, however, it was much easier to buy stamps. Now stamps are a very rare commodity. They must be purchased at the post office after long queues. I feel like they give me dirty looks when I ask to buy stamps, as to say "you have to mail something? what do you need the stamp for?" Anyway, receiving this postcard made me want to send postcards again.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 24 Mar 2023 07:01:08 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il piacere tutto analogico di avere tra le mani un cartoncino su cui un'altra persona si è presa la briga di scrivere un messaggio e attaccare un francobollo. Che bello ricevere una cartolina! TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ho ricevuto una cartolina. È una bellissima cartolina con un disegno vittoriano, credo. È scritta in francese "Les Poissons d'Avril" terribile pronuncia francese, ma si capisce che significa 'il pesce d'aprile' e si vedono dei pesci, su una cascata, che stanno pescando, e ad essere pescati non sono i pesci che pescano, ma le persone. Ha un po l'aspetto di una cartolina, un po sì, appunto, vittoriano, un po' un po' truce, perché i pesci sono cattivi e le persone vengono pescate, sono lì a mollo che gridano, dall'espressione della faccia. Un po' mi ricorda un sogno mio ricorrente, del pesce, ci ho fatto anche un podcast sopra. Ma è una cartolina felice, non è una cartolina inquietante. Perché? Anzitutto perché una cartolina, oggid non sono tantissime le cartoline che ricevo, quindi trovarla nella mia cassetta delle lettere è stata una grande felicità. E poi è una cartolina che mi viene da un amico sconosciuto, sconosciuto tra virgolette, sono quegli amici che si conoscono tramite i social media e Dennis, Dennis Funk, l'ho conosciuto perché lui è un podcaster, è un esperto di suono, creazioni sonore eccetera. Ci siamo incontrati appunto in quegli spazi dove le persone che amano lo storytelling audio e in generale il podcast si incrociano.Denis così l'aveva buttata là, chi vuole ricevere una cartolina? E naturalmente io ho sollevato la mano, "Me, me, me!, spediscila a me!". E Dennis effettivamente mi ha spedito questa cartolina che tra l'altro, non avevo mai visto niente del genere, ha un bellissimo francobollo rotondo che sembra una moneta, sembra un bollo, appunto si chiama francobollo, forse tutti i francobolli dovrebbero essere rotondi. E all'interno del francobollo c'è il disegno di un fiore, non so se sia un crisantemo. Il fiore comunque occupa quasi completamente tutto lo spazio del francobollo, c'è solo un pochino di spazio nella cornice esterna dove ci sono scritte poi le cose che solitamente si scrivono nei francobolli.Un tempo ricevevo e spedivo tantissime cartoline, con il mio compagno di banco delle superiori, Sandro, avevamo questa cosa qua che ci scrivevamo non solo lettere, ma anche cartoline. All'epoca però era molto più semplice acquistare francobolli. Adesso i francobolli sono una merce rarissima, bisogna acquistarla all'ufficio postale dopo lunghe file. Ho l'impressione che mi guardino male quando gli chiedo i francobolli, come se dicesse eh? devi spedire qualcosa? che te ne fai del francobollo?Però ricevere questa cartolina mi ha fatto venire nuovamente voglia di spedire cartoline.TRANSLATIONI received a postcard. It is a beautiful postcard with a Victorian design, I think. It is written in French, "Les Poissons d'Avril". Terrible French pronunciation, but you can tell it means April Fool's Day, and you see fish on a waterfall that are fishing. And it is not fish that are being caught, but people. It has a bit of a postcard look to it, a bit yes, indeed, Victorian, a bit menacing, because the fish are bad and the people are being fished out. They are soaking there screaming, from the expression on their faces. It kind of reminds me of a recurring fish dream of mine, I also made a podcast about it, but it's a happy postcard. It is not a menacing postcard. Why? Firstly, because it is a postcard, today are not so many the postcards that I receive, so finding it in my mailbox gave me great happiness. And then it's a postcard from an unknown friend, unknown in inverted commas. It's...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il piacere tutto analogico di avere tra le mani un cartoncino su cui un'altra persona si è presa la briga di scrivere un messaggio e attaccare un francobollo. Che bello ricevere una cartolina! TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ho ricevuto una cartolina.</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 447 Cervello sazio</title>
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        <![CDATA[Esperimento scientifico nei tre minuti grezzi di oggi: prendete una parola e ripetetela un sacco di volte per vedere cosa succede. Intanto io vi spiego perché succede questa cosa strana.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Allora funziona così: prendete una parola, qualsiasi parola, e ripetetelo tantissime volte, venti, 30, 40 volte. Man mano che andate avanti ripetendo questa parola, vi accorgerete che la parola perde significato, cioè il nostro cervello non riconosce più il significato, non solo, ma la parola comincia a sembrarci strana e abbiamo anche l'impressione di avere difficoltà a pronunciarla, non sappiamo più bene dove mettere l'accento, comunque la parola perde qualsiasi connotazione originale.<br><br>È uno scherzo che ci fa il cervello e questa cosa qua si chiama <b>sazietà semantica</b>, cioè il nostro cervello fa un'abbuffata di questa parola e non la riconosce più per il suo significato.<br><br>È una sensazione molto strana, è studiata in psicologia, è stata rilevata la prima volta, evidentemente esiste da quando esiste la lingua, però la prima volta che si è studiata in modo scientifico è le si è dato un nome è all'inizio del secolo scorso, all'inizio del Novecento.<br><br>Questa strana sensazione di perdita di significato quando si ripete tante, tante, tante, tante volte una parola avviene perché il nostro cervello ha difficoltà a riconoscere la parola. Perché? La prima volta che il cervello incontra la parola, quando la leggiamo, quando la pronunciamo, il cervello pensa Ah, ok, 'porta' significa questa cosa qua, il concetto di 'porta'.<br><br>A quanto pare, e questa cosa qua io non la sapevo, la seconda volta che il cervello deve riconoscere immediatamente dopo la stessa parola, fa più fatica e man mano, le volte, sempre andando più avanti che deve riconoscere la stessa parola, fa sempre più fatica finché arriva un momento in cui il cervello solleva le braccia e dice basta, io questa parola non la riconosco più, quindi la parola diventa semplicemente un insieme di suoni. <br><br>Questo il cervello lo fa perchè il nostro cervello, non solo quando si tratta di compiere delle azioni mentali, ma anche quando si tratta di fare delle azioni fisiche, cerca sempre il modo per risparmiare fatica, pi che per risparmiare fatica, per risparmiare energia, per conservare energia.<br>Credo, non sono sicura, ma credo che questo sia lo stesso principio per cui quando siamo immersi in un odore, alla fine non lo sentiamo più. Sapete quando tornate dalle vacanze, aprite la porta di casa e sentite l'odore di casa vostra? Ecco, non è che quando siamo a casa sentiamo sempre continuamente l'odore di casa nostra, però quando siamo rimasti un bel po' di tempo fuori, torniamo e sentiamo subito questo odore che riconosciamo come l'odore di casa.<br>Anche per la sazietà semantica: se si fa una pausa un po', non lo so, un paio di minuti, un paio d'ore, poi si ripeterà parola, la parola torna a essere normale con il suo significato. Provate, fate l'esperimento. Oggi esperimenti ai 3 minuti grezzi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>So it works like this: take a word, any word, and repeat it many times, twenty, 30, 40 times. As you go on repeating this word, you will notice that the word loses meaning, that is, our brain no longer recognises the meaning, not only that, but the word begins to seem strange to us and we also have the impression of having difficulty pronouncing it, we are not sure where to put the accent, the word loses any original connotation.<br><br>It's a trick that our brain plays and this thing here is called <b>semantic satiety</b>, that is, our brain has a binge of this word and no longer recognises it for its meaning.<br><br>It's a very strange feeling, it's studied in psychology, it was discovered for the first time, evidently it has existed since the existence of language, but the first time it was studied scientifically and it was given a name, it was at the beginning of the century last, at the beginning of the twentieth century.<br><br>This strange feeling of loss of meaning when repeating a word many, many, many times happens because our brain has difficulty recognizing the word.<br><br>Why? The first time the brain encounters the word, when we read it, when we pronounce it, the brain thinks Ah, ok, 'door' means this thing right here, the concept of 'door'. Apparently, and I didn't know this, the second time that the brain has to recognise the same word immediately after, it has more difficulty and little by little, time after time, when it has to recognise the same word, it always takes more effort until there comes a moment when the brain lifts its arms and says enough, I don't recognise this word anymore, so the word simply becomes a set of sounds.<br><br>Our brain does so because, not only when it comes to performing mental actions, but also when it comes to doing physical actions, our brain always looks for a way to save effort, or rather than to save effort, to save energy, to conserve energy.<br><br>I think, I'm not sure, but I think this is the same principle that when we are immersed in a smell, in the end we don't smell it anymore. Do you know when you come back from vacation, you open the front door and you smell your home? Well, it's not that when we're at home we always smell our home all the time, but when we've been out for a long time, we come back and immediately smell this smell that we recognise as the smell of home. Same thing for semantic satiety: if you pause for a while, I don't know, a couple of minutes, a couple of hours, then you repeat the word, the word returns to being normal with its meaning. Try it, do the experiment. Experimenting at our 3 raw minutes podcast today.<br><br><a href="https://translate.google.com/contribute" rel="noreferrer noopener"><br></a>]]>
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        <![CDATA[Esperimento scientifico nei tre minuti grezzi di oggi: prendete una parola e ripetetela un sacco di volte per vedere cosa succede. Intanto io vi spiego perché succede questa cosa strana.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Allora funziona così: prendete una parola, qualsiasi parola, e ripetetelo tantissime volte, venti, 30, 40 volte. Man mano che andate avanti ripetendo questa parola, vi accorgerete che la parola perde significato, cioè il nostro cervello non riconosce più il significato, non solo, ma la parola comincia a sembrarci strana e abbiamo anche l'impressione di avere difficoltà a pronunciarla, non sappiamo più bene dove mettere l'accento, comunque la parola perde qualsiasi connotazione originale.<br><br>È uno scherzo che ci fa il cervello e questa cosa qua si chiama <b>sazietà semantica</b>, cioè il nostro cervello fa un'abbuffata di questa parola e non la riconosce più per il suo significato.<br><br>È una sensazione molto strana, è studiata in psicologia, è stata rilevata la prima volta, evidentemente esiste da quando esiste la lingua, però la prima volta che si è studiata in modo scientifico è le si è dato un nome è all'inizio del secolo scorso, all'inizio del Novecento.<br><br>Questa strana sensazione di perdita di significato quando si ripete tante, tante, tante, tante volte una parola avviene perché il nostro cervello ha difficoltà a riconoscere la parola. Perché? La prima volta che il cervello incontra la parola, quando la leggiamo, quando la pronunciamo, il cervello pensa Ah, ok, 'porta' significa questa cosa qua, il concetto di 'porta'.<br><br>A quanto pare, e questa cosa qua io non la sapevo, la seconda volta che il cervello deve riconoscere immediatamente dopo la stessa parola, fa più fatica e man mano, le volte, sempre andando più avanti che deve riconoscere la stessa parola, fa sempre più fatica finché arriva un momento in cui il cervello solleva le braccia e dice basta, io questa parola non la riconosco più, quindi la parola diventa semplicemente un insieme di suoni. <br><br>Questo il cervello lo fa perchè il nostro cervello, non solo quando si tratta di compiere delle azioni mentali, ma anche quando si tratta di fare delle azioni fisiche, cerca sempre il modo per risparmiare fatica, pi che per risparmiare fatica, per risparmiare energia, per conservare energia.<br>Credo, non sono sicura, ma credo che questo sia lo stesso principio per cui quando siamo immersi in un odore, alla fine non lo sentiamo più. Sapete quando tornate dalle vacanze, aprite la porta di casa e sentite l'odore di casa vostra? Ecco, non è che quando siamo a casa sentiamo sempre continuamente l'odore di casa nostra, però quando siamo rimasti un bel po' di tempo fuori, torniamo e sentiamo subito questo odore che riconosciamo come l'odore di casa.<br>Anche per la sazietà semantica: se si fa una pausa un po', non lo so, un paio di minuti, un paio d'ore, poi si ripeterà parola, la parola torna a essere normale con il suo significato. Provate, fate l'esperimento. Oggi esperimenti ai 3 minuti grezzi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>So it works like this: take a word, any word, and repeat it many times, twenty, 30, 40 times. As you go on repeating this word, you will notice that the word loses meaning, that is, our brain no longer recognises the meaning, not only that, but the word begins to seem strange to us and we also have the impression of having difficulty pronouncing it, we are not sure where to put the accent, the word loses any original connotation.<br><br>It's a trick that our brain plays and this thing here is called <b>semantic satiety</b>, that is, our brain has a binge of this word and no longer recognises it for its meaning.<br><br>It's a very strange feeling, it's studied in psychology, it was discovered for the first time, evidently it has existed since the existence of language, but the first time it was studied scientifically and it was given a name, it was at the beginning of the century last, at the beginning of the twentieth century.<br><br>This strange feeling of loss of meaning when repeating a word many, many, many times happens because our brain has difficulty recognizing the word.<br><br>Why? The first time the brain encounters the word, when we read it, when we pronounce it, the brain thinks Ah, ok, 'door' means this thing right here, the concept of 'door'. Apparently, and I didn't know this, the second time that the brain has to recognise the same word immediately after, it has more difficulty and little by little, time after time, when it has to recognise the same word, it always takes more effort until there comes a moment when the brain lifts its arms and says enough, I don't recognise this word anymore, so the word simply becomes a set of sounds.<br><br>Our brain does so because, not only when it comes to performing mental actions, but also when it comes to doing physical actions, our brain always looks for a way to save effort, or rather than to save effort, to save energy, to conserve energy.<br><br>I think, I'm not sure, but I think this is the same principle that when we are immersed in a smell, in the end we don't smell it anymore. Do you know when you come back from vacation, you open the front door and you smell your home? Well, it's not that when we're at home we always smell our home all the time, but when we've been out for a long time, we come back and immediately smell this smell that we recognise as the smell of home. Same thing for semantic satiety: if you pause for a while, I don't know, a couple of minutes, a couple of hours, then you repeat the word, the word returns to being normal with its meaning. Try it, do the experiment. Experimenting at our 3 raw minutes podcast today.<br><br><a href="https://translate.google.com/contribute" rel="noreferrer noopener"><br></a>]]>
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      <pubDate>Thu, 23 Mar 2023 06:29:59 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Esperimento scientifico nei tre minuti grezzi di oggi: prendete una parola e ripetetela un sacco di volte per vedere cosa succede. Intanto io vi spiego perché succede questa cosa strana.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Allora funziona così: prendete una parola, qualsiasi parola, e ripetetelo tantissime volte, venti, 30, 40 volte. Man mano che andate avanti ripetendo questa parola, vi accorgerete che la parola perde significato, cioè il nostro cervello non riconosce più il significato, non solo, ma la parola comincia a sembrarci strana e abbiamo anche l'impressione di avere difficoltà a pronunciarla, non sappiamo più bene dove mettere l'accento, comunque la parola perde qualsiasi connotazione originale.È uno scherzo che ci fa il cervello e questa cosa qua si chiama sazietà semantica, cioè il nostro cervello fa un'abbuffata di questa parola e non la riconosce più per il suo significato.È una sensazione molto strana, è studiata in psicologia, è stata rilevata la prima volta, evidentemente esiste da quando esiste la lingua, però la prima volta che si è studiata in modo scientifico è le si è dato un nome è all'inizio del secolo scorso, all'inizio del Novecento.Questa strana sensazione di perdita di significato quando si ripete tante, tante, tante, tante volte una parola avviene perché il nostro cervello ha difficoltà a riconoscere la parola. Perché? La prima volta che il cervello incontra la parola, quando la leggiamo, quando la pronunciamo, il cervello pensa Ah, ok, 'porta' significa questa cosa qua, il concetto di 'porta'.A quanto pare, e questa cosa qua io non la sapevo, la seconda volta che il cervello deve riconoscere immediatamente dopo la stessa parola, fa più fatica e man mano, le volte, sempre andando più avanti che deve riconoscere la stessa parola, fa sempre più fatica finché arriva un momento in cui il cervello solleva le braccia e dice basta, io questa parola non la riconosco più, quindi la parola diventa semplicemente un insieme di suoni. Questo il cervello lo fa perchè il nostro cervello, non solo quando si tratta di compiere delle azioni mentali, ma anche quando si tratta di fare delle azioni fisiche, cerca sempre il modo per risparmiare fatica, pi che per risparmiare fatica, per risparmiare energia, per conservare energia.Credo, non sono sicura, ma credo che questo sia lo stesso principio per cui quando siamo immersi in un odore, alla fine non lo sentiamo più. Sapete quando tornate dalle vacanze, aprite la porta di casa e sentite l'odore di casa vostra? Ecco, non è che quando siamo a casa sentiamo sempre continuamente l'odore di casa nostra, però quando siamo rimasti un bel po' di tempo fuori, torniamo e sentiamo subito questo odore che riconosciamo come l'odore di casa.Anche per la sazietà semantica: se si fa una pausa un po', non lo so, un paio di minuti, un paio d'ore, poi si ripeterà parola, la parola torna a essere normale con il suo significato. Provate, fate l'esperimento. Oggi esperimenti ai 3 minuti grezzi.TRANSLATIONSo it works like this: take a word, any word, and repeat it many times, twenty, 30, 40 times. As you go on repeating this word, you will notice that the word loses meaning, that is, our brain no longer recognises the meaning, not only that, but the word begins to seem strange to us and we also have the impression of having difficulty pronouncing it, we are not sure where to put the accent, the word loses any original connotation.It's a trick that our brain plays and this thing here is called semantic satiety, that is, our brain has a binge of this word and no longer recognises it for its meaning.It's a very strange feeling, it's studied in psychology, it was discovered for the first time, evidently it has existed since the existence of language, but the first time it was studied scientifically and it was given a name, it...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 446 Parcheggio infantile</title>
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        <![CDATA[Quando traduco dall'inglese all'italiano a volte mi scontro con neologismi finto-inglesi che rendono tutto più complicato. Avete presente il 'baby parking'?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Non mi piace fare la spocchiosa, a meno che non mi si chieda espressamente non correggo mai la pronuncia inglese delle persone. Però è inevitabile che essendo laureata in lingue ed avendo vissuto 23 anni in Australia, e avendo lavorato soprattutto in Australia sempre in professioni che richiedevano l'uso della lingua inglese, non posso fare a meno di notare alcune anomalie che diventano un problema quando devo tradurre qualcosa, soprattutto quando devo tradurre un concetto che in italiano viene descritto usando a sproposito un termine inglese.<br><br>Ora non parlo di quei termini che noi ci siamo inventati e che nella lingua inglese non vengono usati, tipo pullover che noi usiamo per dire maglione, ma che in inglese significa tirare su, oppure il modo in cui noi usiamo la parola mister che in inglese significa semplicemente signore che noi invece usiamo come l'allenatore del calcio, o lo smoking, che in inglese significa semplicemente l'atto di fumare.<br><br>No, parlo di espressioni che noi abbiamo in qualche modo boh, che ci siamo inventati di sana pianta e che in inglese proprio non vengono usate per niente. Pensate un po' come si usa il body, body in inglese significa corpo, per noi invece è la tutina che si usa per fare attività, attività di ginnastica.<br><br>Oppure quando noi ci riferiamo a uno spot, se io dico spot tutti pensano lo spot pubblicitario, in inglese spot vuol dire macchia, o addirittura il water, il gabinetto. Water immagino che sia la parola inglese che significa acqua, che viene pronunciata water, però vabbè, ripeto questi sono casi che sono entrati ormai a far parte della lingua italiana, nel bene e nel male, e la lingua è un essere vivente, quindi si evolve.<br><br>No, oggi mi sono confrontata con la traduzione di childcare, un childcare particolare, sono quei posti dove chi va in piscina a fare ginnastica ecc. lascia il bambino, la bambina per il tempo necessario, qualcuno glielo guarda.<br><br>Ecco, in italiano questa cosa qua si chiama baby parking, che il parcheggio dei bambini. Io come faccio a tradurre childcare con baby parking? Io non ce la faccio. Io lo so che in Italia si usa, ma è una cosa orribile un parcheggio infantile e i bambini non sono dei pacchi che si parcheggiano, anche perché chi offre questo servizio mette a disposizione personale qualificato. Non va bene, bisogna che ci inventiamo qualcos'altro. Non mi piace il baby parking. Io non lo traduco baby parking, mi rifiuto.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I don't like to be snooty, and unless I'm specifically asked, I never correct people's English pronunciation. However, it is inevitable that having a degree in languages ​​and having lived 23 years in Australia, and having worked in Australia always in professions that required the use of the English language, I cannot help but notice some anomalies that become a problem when I have to translate something, especially when I have to translate a concept that in Italian is described using an English term inappropriately.<br><br>Now, I'm not talking about those terms that we have made up and that are not used in English, such as <i>pullover</i> that we use to say sweater, but in English means to pull over, or the way in which we use the word <i>mister</i> which in English simply means sir but we instead use is for football coach, or <i>smoking</i>, [tuxedo] which in English simply means the act of smoking.<br><br>No, I'm talking about expressions that we somehow have IDK, made up from scratch and that in English are not used at all. Think about how to use <i>body </i>[leotard] in English means body, for us instead it is the onesie that is used to do activities, gymnastic activities. Or when we refer to a <i>spot</i>, if I say <i>spot</i> everyone thinks of the commercial, in English spot means (among other things) stain, or even the toilet bowl, the <i>water</i>, <i>water</i> I guess is the English word that means water, which is pronounced /ˈwoːtə/, but oh well, I repeat these are cases that have now become part of the Italian language, for better or for worse, and the language is a living being, so yes it evolves.<br><br>No, today I dealt with the translation of <i>childcare</i>, a particular childcare, those places where people going to the pool to do gymnastics etc. leave the child for the necessary time, and someone is taking care of them. Here, in Italian this thing here is called <i>baby parking</i>, which is a parking lot for children. How do I translate childcare with <i>baby parking</i>? I can't do it. I know that it is used in Italy, but it is a horrible thing to <i>park</i> children, children are not packages to be parked, also because those who offer this service make qualified personnel available. It's not good, we need to come up with something else. I don't like <i>baby parking</i>. I won't use <i>baby parking</i>, I refuse.]]>
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        <![CDATA[Quando traduco dall'inglese all'italiano a volte mi scontro con neologismi finto-inglesi che rendono tutto più complicato. Avete presente il 'baby parking'?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Non mi piace fare la spocchiosa, a meno che non mi si chieda espressamente non correggo mai la pronuncia inglese delle persone. Però è inevitabile che essendo laureata in lingue ed avendo vissuto 23 anni in Australia, e avendo lavorato soprattutto in Australia sempre in professioni che richiedevano l'uso della lingua inglese, non posso fare a meno di notare alcune anomalie che diventano un problema quando devo tradurre qualcosa, soprattutto quando devo tradurre un concetto che in italiano viene descritto usando a sproposito un termine inglese.<br><br>Ora non parlo di quei termini che noi ci siamo inventati e che nella lingua inglese non vengono usati, tipo pullover che noi usiamo per dire maglione, ma che in inglese significa tirare su, oppure il modo in cui noi usiamo la parola mister che in inglese significa semplicemente signore che noi invece usiamo come l'allenatore del calcio, o lo smoking, che in inglese significa semplicemente l'atto di fumare.<br><br>No, parlo di espressioni che noi abbiamo in qualche modo boh, che ci siamo inventati di sana pianta e che in inglese proprio non vengono usate per niente. Pensate un po' come si usa il body, body in inglese significa corpo, per noi invece è la tutina che si usa per fare attività, attività di ginnastica.<br><br>Oppure quando noi ci riferiamo a uno spot, se io dico spot tutti pensano lo spot pubblicitario, in inglese spot vuol dire macchia, o addirittura il water, il gabinetto. Water immagino che sia la parola inglese che significa acqua, che viene pronunciata water, però vabbè, ripeto questi sono casi che sono entrati ormai a far parte della lingua italiana, nel bene e nel male, e la lingua è un essere vivente, quindi si evolve.<br><br>No, oggi mi sono confrontata con la traduzione di childcare, un childcare particolare, sono quei posti dove chi va in piscina a fare ginnastica ecc. lascia il bambino, la bambina per il tempo necessario, qualcuno glielo guarda.<br><br>Ecco, in italiano questa cosa qua si chiama baby parking, che il parcheggio dei bambini. Io come faccio a tradurre childcare con baby parking? Io non ce la faccio. Io lo so che in Italia si usa, ma è una cosa orribile un parcheggio infantile e i bambini non sono dei pacchi che si parcheggiano, anche perché chi offre questo servizio mette a disposizione personale qualificato. Non va bene, bisogna che ci inventiamo qualcos'altro. Non mi piace il baby parking. Io non lo traduco baby parking, mi rifiuto.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I don't like to be snooty, and unless I'm specifically asked, I never correct people's English pronunciation. However, it is inevitable that having a degree in languages ​​and having lived 23 years in Australia, and having worked in Australia always in professions that required the use of the English language, I cannot help but notice some anomalies that become a problem when I have to translate something, especially when I have to translate a concept that in Italian is described using an English term inappropriately.<br><br>Now, I'm not talking about those terms that we have made up and that are not used in English, such as <i>pullover</i> that we use to say sweater, but in English means to pull over, or the way in which we use the word <i>mister</i> which in English simply means sir but we instead use is for football coach, or <i>smoking</i>, [tuxedo] which in English simply means the act of smoking.<br><br>No, I'm talking about expressions that we somehow have IDK, made up from scratch and that in English are not used at all. Think about how to use <i>body </i>[leotard] in English means body, for us instead it is the onesie that is used to do activities, gymnastic activities. Or when we refer to a <i>spot</i>, if I say <i>spot</i> everyone thinks of the commercial, in English spot means (among other things) stain, or even the toilet bowl, the <i>water</i>, <i>water</i> I guess is the English word that means water, which is pronounced /ˈwoːtə/, but oh well, I repeat these are cases that have now become part of the Italian language, for better or for worse, and the language is a living being, so yes it evolves.<br><br>No, today I dealt with the translation of <i>childcare</i>, a particular childcare, those places where people going to the pool to do gymnastics etc. leave the child for the necessary time, and someone is taking care of them. Here, in Italian this thing here is called <i>baby parking</i>, which is a parking lot for children. How do I translate childcare with <i>baby parking</i>? I can't do it. I know that it is used in Italy, but it is a horrible thing to <i>park</i> children, children are not packages to be parked, also because those who offer this service make qualified personnel available. It's not good, we need to come up with something else. I don't like <i>baby parking</i>. I won't use <i>baby parking</i>, I refuse.]]>
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      <pubDate>Wed, 22 Mar 2023 04:45:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quando traduco dall'inglese all'italiano a volte mi scontro con neologismi finto-inglesi che rendono tutto più complicato. Avete presente il 'baby parking'?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non mi piace fare la spocchiosa, a meno che non mi si chieda espressamente non correggo mai la pronuncia inglese delle persone. Però è inevitabile che essendo laureata in lingue ed avendo vissuto 23 anni in Australia, e avendo lavorato soprattutto in Australia sempre in professioni che richiedevano l'uso della lingua inglese, non posso fare a meno di notare alcune anomalie che diventano un problema quando devo tradurre qualcosa, soprattutto quando devo tradurre un concetto che in italiano viene descritto usando a sproposito un termine inglese.Ora non parlo di quei termini che noi ci siamo inventati e che nella lingua inglese non vengono usati, tipo pullover che noi usiamo per dire maglione, ma che in inglese significa tirare su, oppure il modo in cui noi usiamo la parola mister che in inglese significa semplicemente signore che noi invece usiamo come l'allenatore del calcio, o lo smoking, che in inglese significa semplicemente l'atto di fumare.No, parlo di espressioni che noi abbiamo in qualche modo boh, che ci siamo inventati di sana pianta e che in inglese proprio non vengono usate per niente. Pensate un po' come si usa il body, body in inglese significa corpo, per noi invece è la tutina che si usa per fare attività, attività di ginnastica.Oppure quando noi ci riferiamo a uno spot, se io dico spot tutti pensano lo spot pubblicitario, in inglese spot vuol dire macchia, o addirittura il water, il gabinetto. Water immagino che sia la parola inglese che significa acqua, che viene pronunciata water, però vabbè, ripeto questi sono casi che sono entrati ormai a far parte della lingua italiana, nel bene e nel male, e la lingua è un essere vivente, quindi si evolve.No, oggi mi sono confrontata con la traduzione di childcare, un childcare particolare, sono quei posti dove chi va in piscina a fare ginnastica ecc. lascia il bambino, la bambina per il tempo necessario, qualcuno glielo guarda.Ecco, in italiano questa cosa qua si chiama baby parking, che il parcheggio dei bambini. Io come faccio a tradurre childcare con baby parking? Io non ce la faccio. Io lo so che in Italia si usa, ma è una cosa orribile un parcheggio infantile e i bambini non sono dei pacchi che si parcheggiano, anche perché chi offre questo servizio mette a disposizione personale qualificato. Non va bene, bisogna che ci inventiamo qualcos'altro. Non mi piace il baby parking. Io non lo traduco baby parking, mi rifiuto.TRANSLATIONI don't like to be snooty, and unless I'm specifically asked, I never correct people's English pronunciation. However, it is inevitable that having a degree in languages ​​and having lived 23 years in Australia, and having worked in Australia always in professions that required the use of the English language, I cannot help but notice some anomalies that become a problem when I have to translate something, especially when I have to translate a concept that in Italian is described using an English term inappropriately.Now, I'm not talking about those terms that we have made up and that are not used in English, such as pullover that we use to say sweater, but in English means to pull over, or the way in which we use the word mister which in English simply means sir but we instead use is for football coach, or smoking, [tuxedo] which in English simply means the act of smoking.No, I'm talking about expressions that we somehow have IDK, made up from scratch and that in English are not used at all. Think about how to use body [leotard] in English means body, for us instead it is the onesie that is used to do activities, gymnastic activities. Or when we refer to a spot, if I say...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Quando traduco dall'inglese all'italiano a volte mi scontro con neologismi finto-inglesi che rendono tutto più complicato. Avete presente il 'baby parking'?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non mi piace fare la spocchiosa, a meno che non mi si chieda es</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 445 (re)Distribuzione del silenzio</title>
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        <![CDATA[A Milano nel 1977 John Cage con il suo concerto provocò un vero e proprio sollevamento di popolo, un tumulto, con tanto di pubblico sul palco che cercava di strappargli il microfono. E tutto a causa del modo in cui aveva redistribuito i silenzi. Tutti i link alla fine della pagina, dopo latrascrizionei n italiano e la traduzione in inglese.<br><br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Oggi voglio parlarvi di silenzio, ma non del silenzio a cui sono stata costretta per quasi un mese perché ho perso la voce, no. Voglio parlarvi del silenzio nella sua dimensione politica, perché sono capitata su un filmato che mi ha profondamente colpito.<br><br>È un filmato di <b>John Cage</b>, risale al 1977 ed è un suo concerto che ha tenuto al <b>Teatro Lirico di Milano</b>. Perché mi ha colpito? Perché dura diverse ore, anche se il video dura un paio di minuti, però il concerto durò moltissime ore e vide una <b>folla inferocita </b>scagliarsi contro John Cage, addirittura andarono sul palco, gli portarono via la luce e la lampada che gli illuminava il luogo di lavoro, gli portarono via il microfono ecc.<br><br>Perché suscitò così tanto scalpore questo suo concerto, che era anche una presa di posizione politica? Allora, il concerto, l'opera si chiamava <b>Empty Words</b>, parole vuote, cosa fece John Cage, che da sempre è un grande innovatore? Allora prese un brano e non fece altro che suddividere le parole dai silenzi e poi ridistribuire i silenzi in modo arbitrario. L'effetto era abbastanza strano, infatti all'inizio i primi minuti il pubblico era lì, era un pubblico di professionisti, intenditori, maestri d'orchestra, musicisti, studenti del conservatorio.<br><br>All'inizio l'effetto è un po' così, la gente non sa bene cosa pensare, si sente un fruscio in sala, però man mano che va avanti si rendono conto che questa cosa continua. Ed è un effetto molto straniante, perché non si capiscono le parole, non si capisce bene di che cosa si tratti, poi, ripeto, siamo nel 1977, quindi ancora molti metodi di <b>sperimentazione</b> si stavano, stavano appunto nascendo, l'orecchio non era, non era pronto, non era abituato a certi tipi di rappresentazione e alla fine veramente si sente come man mano dal pubblico prima fischi, poi buu, poi vattene. Alla fine, ripeto, si vedono le persone che letteralmente scendono dalle loro posizioni vanno sul palco quasi un assalto al povero John Cage, che però aveva già programmato tutto, sapeva che questo era quello che doveva succedere e sapeva che questo era quello che, il pubblico doveva reagire così. Tant'è che tra il pubblico - un sacco di gente con l'eskimo tra l'altro, e con la barba - si sente qualcuno che dice no, non reagite, perché se reagite lo state facendo vincere quello che lui vuole che noi reagiamo. È l'unica persona che aveva capito esattamente di cosa si trattava questa, quest'opera d'arte che voleva smuovere gli animi con la redistribuzione del silenzio.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Today I want to talk to you about silence, but not about the silence I was forced into for almost a month because I lost my voice, no. I want to talk to you about silence in its political dimension, because I happened upon a video that struck me deeply.<br><br>It's a clip about <b>John Cage,</b> it dates back to 1977 and it's a concert that he gave at the Teatro Lirico in Milan. Why did it hit me? Because it lasts several hours, even if the video lasts a couple of minutes, but the concert lasted many hours and saw an <b>angry crowd </b>throwing themselves against John Cage, they even went on stage, took away the light and the lamp that lit up his working space, they took away his microphone etc.<br><br>Why did this concert, which was also a political statement, cause such a stir? So, the concert, the work was called <b>Empty Words</b>, what did John Cage do, he who has always been a great innovator? Well, he took a work and did nothing but divide the words from the silences and then redistribute the silences arbitrarily.<br><b></b><br><b>The effect was quite strange</b>, in fact at the beginning the first few minutes the audience assisting, it was an audience of professionals, connoisseurs, orchestra masters, musicians, conservatory students, at first the effect is a bit like this, people don't quite know what to think, you hear a rustling in the room, but as it goes on they realize that this thing continues. And it is a very alienating effect, because you don't understand the words, you don't quite understand what it is about, then, I repeat, we are in 1977, so many methods of experimentation were still being developed, they were just being born, the ear was not, wasn't ready, they weren't used to certain types of representation and in the end you really feel like little by little the audience boos, then boo, then go away. In the end, I repeat, you see the people who literally get off their positions go on stage almost an assault on poor John Cage, but he had already planned everything, he knew this was what had to happen and he knew this was what, the public had to react like this. So much so that in the audience - a lot of people with '60s style parkas among other things, and with beards - you can hear someone saying no, don't react, because if you react he wins, he wants us to react. He is the only person who understood exactly what this was all about, this work of art that wanted to move souls with the redistribution of silence.<br><br><br><br><b>LINKS</b><br><b>Un articolo che racconta l'avventura di John Cage a Milano</b> https://soundart.zone/john-cage-in-italia-empty-words-al-teatro-lirico-milano-1977/<br><b>Un estratto dal concerto </b>https://www.youtube.com/watch?v=KGerrvq-UlI]]>
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        <![CDATA[A Milano nel 1977 John Cage con il suo concerto provocò un vero e proprio sollevamento di popolo, un tumulto, con tanto di pubblico sul palco che cercava di strappargli il microfono. E tutto a causa del modo in cui aveva redistribuito i silenzi. Tutti i link alla fine della pagina, dopo latrascrizionei n italiano e la traduzione in inglese.<br><br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Oggi voglio parlarvi di silenzio, ma non del silenzio a cui sono stata costretta per quasi un mese perché ho perso la voce, no. Voglio parlarvi del silenzio nella sua dimensione politica, perché sono capitata su un filmato che mi ha profondamente colpito.<br><br>È un filmato di <b>John Cage</b>, risale al 1977 ed è un suo concerto che ha tenuto al <b>Teatro Lirico di Milano</b>. Perché mi ha colpito? Perché dura diverse ore, anche se il video dura un paio di minuti, però il concerto durò moltissime ore e vide una <b>folla inferocita </b>scagliarsi contro John Cage, addirittura andarono sul palco, gli portarono via la luce e la lampada che gli illuminava il luogo di lavoro, gli portarono via il microfono ecc.<br><br>Perché suscitò così tanto scalpore questo suo concerto, che era anche una presa di posizione politica? Allora, il concerto, l'opera si chiamava <b>Empty Words</b>, parole vuote, cosa fece John Cage, che da sempre è un grande innovatore? Allora prese un brano e non fece altro che suddividere le parole dai silenzi e poi ridistribuire i silenzi in modo arbitrario. L'effetto era abbastanza strano, infatti all'inizio i primi minuti il pubblico era lì, era un pubblico di professionisti, intenditori, maestri d'orchestra, musicisti, studenti del conservatorio.<br><br>All'inizio l'effetto è un po' così, la gente non sa bene cosa pensare, si sente un fruscio in sala, però man mano che va avanti si rendono conto che questa cosa continua. Ed è un effetto molto straniante, perché non si capiscono le parole, non si capisce bene di che cosa si tratti, poi, ripeto, siamo nel 1977, quindi ancora molti metodi di <b>sperimentazione</b> si stavano, stavano appunto nascendo, l'orecchio non era, non era pronto, non era abituato a certi tipi di rappresentazione e alla fine veramente si sente come man mano dal pubblico prima fischi, poi buu, poi vattene. Alla fine, ripeto, si vedono le persone che letteralmente scendono dalle loro posizioni vanno sul palco quasi un assalto al povero John Cage, che però aveva già programmato tutto, sapeva che questo era quello che doveva succedere e sapeva che questo era quello che, il pubblico doveva reagire così. Tant'è che tra il pubblico - un sacco di gente con l'eskimo tra l'altro, e con la barba - si sente qualcuno che dice no, non reagite, perché se reagite lo state facendo vincere quello che lui vuole che noi reagiamo. È l'unica persona che aveva capito esattamente di cosa si trattava questa, quest'opera d'arte che voleva smuovere gli animi con la redistribuzione del silenzio.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Today I want to talk to you about silence, but not about the silence I was forced into for almost a month because I lost my voice, no. I want to talk to you about silence in its political dimension, because I happened upon a video that struck me deeply.<br><br>It's a clip about <b>John Cage,</b> it dates back to 1977 and it's a concert that he gave at the Teatro Lirico in Milan. Why did it hit me? Because it lasts several hours, even if the video lasts a couple of minutes, but the concert lasted many hours and saw an <b>angry crowd </b>throwing themselves against John Cage, they even went on stage, took away the light and the lamp that lit up his working space, they took away his microphone etc.<br><br>Why did this concert, which was also a political statement, cause such a stir? So, the concert, the work was called <b>Empty Words</b>, what did John Cage do, he who has always been a great innovator? Well, he took a work and did nothing but divide the words from the silences and then redistribute the silences arbitrarily.<br><b></b><br><b>The effect was quite strange</b>, in fact at the beginning the first few minutes the audience assisting, it was an audience of professionals, connoisseurs, orchestra masters, musicians, conservatory students, at first the effect is a bit like this, people don't quite know what to think, you hear a rustling in the room, but as it goes on they realize that this thing continues. And it is a very alienating effect, because you don't understand the words, you don't quite understand what it is about, then, I repeat, we are in 1977, so many methods of experimentation were still being developed, they were just being born, the ear was not, wasn't ready, they weren't used to certain types of representation and in the end you really feel like little by little the audience boos, then boo, then go away. In the end, I repeat, you see the people who literally get off their positions go on stage almost an assault on poor John Cage, but he had already planned everything, he knew this was what had to happen and he knew this was what, the public had to react like this. So much so that in the audience - a lot of people with '60s style parkas among other things, and with beards - you can hear someone saying no, don't react, because if you react he wins, he wants us to react. He is the only person who understood exactly what this was all about, this work of art that wanted to move souls with the redistribution of silence.<br><br><br><br><b>LINKS</b><br><b>Un articolo che racconta l'avventura di John Cage a Milano</b> https://soundart.zone/john-cage-in-italia-empty-words-al-teatro-lirico-milano-1977/<br><b>Un estratto dal concerto </b>https://www.youtube.com/watch?v=KGerrvq-UlI]]>
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      <pubDate>Tue, 21 Mar 2023 07:32:45 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>A Milano nel 1977 John Cage con il suo concerto provocò un vero e proprio sollevamento di popolo, un tumulto, con tanto di pubblico sul palco che cercava di strappargli il microfono. E tutto a causa del modo in cui aveva redistribuito i silenzi. Tutti i link alla fine della pagina, dopo latrascrizionei n italiano e la traduzione in inglese.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi voglio parlarvi di silenzio, ma non del silenzio a cui sono stata costretta per quasi un mese perché ho perso la voce, no. Voglio parlarvi del silenzio nella sua dimensione politica, perché sono capitata su un filmato che mi ha profondamente colpito.È un filmato di John Cage, risale al 1977 ed è un suo concerto che ha tenuto al Teatro Lirico di Milano. Perché mi ha colpito? Perché dura diverse ore, anche se il video dura un paio di minuti, però il concerto durò moltissime ore e vide una folla inferocita scagliarsi contro John Cage, addirittura andarono sul palco, gli portarono via la luce e la lampada che gli illuminava il luogo di lavoro, gli portarono via il microfono ecc.Perché suscitò così tanto scalpore questo suo concerto, che era anche una presa di posizione politica? Allora, il concerto, l'opera si chiamava Empty Words, parole vuote, cosa fece John Cage, che da sempre è un grande innovatore? Allora prese un brano e non fece altro che suddividere le parole dai silenzi e poi ridistribuire i silenzi in modo arbitrario. L'effetto era abbastanza strano, infatti all'inizio i primi minuti il pubblico era lì, era un pubblico di professionisti, intenditori, maestri d'orchestra, musicisti, studenti del conservatorio.All'inizio l'effetto è un po' così, la gente non sa bene cosa pensare, si sente un fruscio in sala, però man mano che va avanti si rendono conto che questa cosa continua. Ed è un effetto molto straniante, perché non si capiscono le parole, non si capisce bene di che cosa si tratti, poi, ripeto, siamo nel 1977, quindi ancora molti metodi di sperimentazione si stavano, stavano appunto nascendo, l'orecchio non era, non era pronto, non era abituato a certi tipi di rappresentazione e alla fine veramente si sente come man mano dal pubblico prima fischi, poi buu, poi vattene. Alla fine, ripeto, si vedono le persone che letteralmente scendono dalle loro posizioni vanno sul palco quasi un assalto al povero John Cage, che però aveva già programmato tutto, sapeva che questo era quello che doveva succedere e sapeva che questo era quello che, il pubblico doveva reagire così. Tant'è che tra il pubblico - un sacco di gente con l'eskimo tra l'altro, e con la barba - si sente qualcuno che dice no, non reagite, perché se reagite lo state facendo vincere quello che lui vuole che noi reagiamo. È l'unica persona che aveva capito esattamente di cosa si trattava questa, quest'opera d'arte che voleva smuovere gli animi con la redistribuzione del silenzio.TRANSLATIONToday I want to talk to you about silence, but not about the silence I was forced into for almost a month because I lost my voice, no. I want to talk to you about silence in its political dimension, because I happened upon a video that struck me deeply.It's a clip about John Cage, it dates back to 1977 and it's a concert that he gave at the Teatro Lirico in Milan. Why did it hit me? Because it lasts several hours, even if the video lasts a couple of minutes, but the concert lasted many hours and saw an angry crowd throwing themselves against John Cage, they even went on stage, took away the light and the lamp that lit up his working space, they took away his microphone etc.Why did this concert, which was also a political statement, cause such a stir? So, the concert, the work was called Empty Words, what did John Cage do, he who has always been a great innovator? Well, he took a work and did nothing but divide the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>A Milano nel 1977 John Cage con il suo concerto provocò un vero e proprio sollevamento di popolo, un tumulto, con tanto di pubblico sul palco che cercava di strappargli il microfono. E tutto a causa del modo in cui aveva redistribuito i silenzi. Tutti i l</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 444 Quando parlo con sconosciuti</title>
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        <![CDATA[Immagina di vedere un conto alla rovescia e di sapere che arrivata allo zero parlerai con una persona sconosciuta. Super scarica di adrenalina! Una app che sembra fatta apposta per me. Provatela! Vi metto tutti i link alla fine della pagina, dopo la trascrizione del testo e la traduzione in inglese. Apropò, lasciatemi un commento o mettete un 'like' (quasi tutte le piataforme per l'ascolto dei podcast danno la possibilità), questo aiuta le altre persone a scoprire il vostro micro-podcast preferito! Tenchiu!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[TRANSLATION below]</i><br>Vi ho già raccontato qualche giorno fa della app che ho scaricato e che mi permette di parlare con gli sconosciuti, si chiama <b>Anyone</b>, che possiamo tradurre con 'chiunque'. Oggi vi voglio raccontare di cosa sta succedendo quando ho queste conversazioni con gli sconosciuti.<br><br>Anzitutto come funziona? Funziona che voi date la vostra disponibilità, il vostro nome, e la app vi dice ok, fra 3 ore c'è qualcuno disponibile, ti chiameremo così e ti faremo parlare con uno sconosciuto. E la cosa divertente è che io prendo la app, do la mia disponibilità, poi poggio il telefono sul tavolo e niente, aspetto che che trascorra il tempo e c'è un vero e proprio count down, quindi un conto alla rovescia che crea un po' di agitazione, perché ogni volta che poi il telefono squilla, perché c'è un vero proprio squillo del telefono, tu parli con una persona che non vedi, e c'è quell'adrenalina che non sai mai che ci sarà dall'altra parte del telefono, ed è incredibilmente interessante scoprire queste persone, anche perché entri un po' nella loro vita.<br><br>Finora ho fatto una decina di conversazioni. Allora, ho anzitutto ho stabilito che la maggior parte delle persone che usano questa app sono persone che hanno a che fare con la tecnologia, molta gente che lavora coi computer, programmatrici, quasi sempre donne, forse non lo so, automaticamente fa parlare donne con donne? Non lo so. però ho parlato con pochi uomini.<br>Ieri ho parlato con una ragazza che anche lei aveva un'azienda di non ho capito bene di software di controlli, boh non so di che cosa, stava in Canada ed era molto molto occupata, si vedeva che parlava in fretta ed era distratta mentre parlava, infatti mi sono chiesta, ma scusa... vabb non gliel'ho detto, però ho pensato ma se non hai tempo di chiacchierare, va beh non dare la disponibilità, perché la cosa bella di questa di questa app, appunto, è che aiuta a trascorrere del tempo. Avete presente quando avete dei tempi morti e prendete il cellulare, vi mettete a guardare i social? Ecco anziché fare questo io mi faccio arrivare delle telefonate.<br><br>Allora devo dire che, siccome questa app rispecchia effettivamente quello che è il mio atteggiamento da sempre, cioè parlare con le persone che non conosco mi piace tantissimo, ho anche cominciato a pensare, lo devo confessare, a come poter utilizzare questa app per fare poi le cose che mi piace fare, cioè i podcast, le creazioni audio. Al momento non posso farlo perché ci sono, naturalmente è vietato registrare le conversazioni telefoniche senza avvertire l'altra persona, bisognerebbe chiedere l'autorizzazione, comunque ci sto pensando a come utilizzare questa app che dà veramente molte, ha molte potenzialità infatti ne sto anche chiacchierando con l'ideatore della app e vediamo se qualcosa ne verrà fuori. Comunque vi metto il link, nuovamente, e vi invito a usarla, fate una prova, c'è la possibilità di dire la lingua che si vuole parlare, voi mettete l'italiano, provatela ditemi cosa ne pensate.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I already told you a few days ago about the app I downloaded that allows me to talk to strangers, it's called <b>Anyone</b>, which we can translate as 'chiunque'. Today I want to tell you about what is happening when I have these conversations with strangers.<br><br>First of all how does it work? It works if you give your availability, your name, and the app tells you ok, there's someone available in 3 hours, we'll call you and let you talk to a stranger. And the funny thing is that I take the app, I give my availability, then I put the phone on the tadesk and, well, I wait for the time to pass and there is a real count down, and the countdown creates a bit of agitation, because every time the phone rings, because there's a real ring on the phone, you're talking to a person you don't see, and there's that adrenaline that you never know who will be there from on the other side of the phone, and it's incredibly interesting to discover these people, also because you get a little bit into their lives.<br><br>I've had about ten conversations so far. Well, I first established that most of the people who use this app are people who deal with technology, a lot of people who work with computers, programmers, almost always women, maybe I don't know, it automatically makes women talk with women? I do not know, but I've talked to a few men.<br><br>Yesterday I spoke to a woman who also had a control software company, I didn't quite understand, dunno, I don't know what, she was in Canada and she was very very busy, you could tell, she spoke fast and seemed distracted while speaking, in fact I asked myself, but sorry... oh well I didn't tell her, but I thought, if you don't have time to chat, well, don't give availability, because the nice thing about this app, in fact, is that helps pass the time. You know when you have downtime and take your cell phone, you start looking at social media? Here, instead of doing this, I get phone calls.<br><br>So I have to say that, since this app effectively reflects my attitude that has always been, i.e. I really like talking to people I don't know, I also started thinking, I must confess, how to use this app to do the things I like to do, i.e. podcasts, audio creations. At the moment I can't do it because, of course it's forbidden to record telephone conversations without notifying the other person, you would have to ask for authorisation, however I'm thinking about how to use this app which really gives a lot, it has a lot of potential, in fact I'm also chatting with the creator of the app to see if anything will come of it.<br><br>Anyway, I'll put the link again, and I invite you to use it, give it a try, there's the possibility of saying the language you want to speak, you put Italian, try it, tell me what you think.<br><br><b>LINKS</b><br><b>Il sito della app con tutte le spiegazioni e il link per scaricarla</b> https://www.callinganyone.com/<br><b>L'episodio dei 3 minuti grezzi in cui ho parlato della app e spiego come funziona</b> https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/ep-437-chiunque-anyone]]>
      </description>
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        <![CDATA[Immagina di vedere un conto alla rovescia e di sapere che arrivata allo zero parlerai con una persona sconosciuta. Super scarica di adrenalina! Una app che sembra fatta apposta per me. Provatela! Vi metto tutti i link alla fine della pagina, dopo la trascrizione del testo e la traduzione in inglese. Apropò, lasciatemi un commento o mettete un 'like' (quasi tutte le piataforme per l'ascolto dei podcast danno la possibilità), questo aiuta le altre persone a scoprire il vostro micro-podcast preferito! Tenchiu!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[TRANSLATION below]</i><br>Vi ho già raccontato qualche giorno fa della app che ho scaricato e che mi permette di parlare con gli sconosciuti, si chiama <b>Anyone</b>, che possiamo tradurre con 'chiunque'. Oggi vi voglio raccontare di cosa sta succedendo quando ho queste conversazioni con gli sconosciuti.<br><br>Anzitutto come funziona? Funziona che voi date la vostra disponibilità, il vostro nome, e la app vi dice ok, fra 3 ore c'è qualcuno disponibile, ti chiameremo così e ti faremo parlare con uno sconosciuto. E la cosa divertente è che io prendo la app, do la mia disponibilità, poi poggio il telefono sul tavolo e niente, aspetto che che trascorra il tempo e c'è un vero e proprio count down, quindi un conto alla rovescia che crea un po' di agitazione, perché ogni volta che poi il telefono squilla, perché c'è un vero proprio squillo del telefono, tu parli con una persona che non vedi, e c'è quell'adrenalina che non sai mai che ci sarà dall'altra parte del telefono, ed è incredibilmente interessante scoprire queste persone, anche perché entri un po' nella loro vita.<br><br>Finora ho fatto una decina di conversazioni. Allora, ho anzitutto ho stabilito che la maggior parte delle persone che usano questa app sono persone che hanno a che fare con la tecnologia, molta gente che lavora coi computer, programmatrici, quasi sempre donne, forse non lo so, automaticamente fa parlare donne con donne? Non lo so. però ho parlato con pochi uomini.<br>Ieri ho parlato con una ragazza che anche lei aveva un'azienda di non ho capito bene di software di controlli, boh non so di che cosa, stava in Canada ed era molto molto occupata, si vedeva che parlava in fretta ed era distratta mentre parlava, infatti mi sono chiesta, ma scusa... vabb non gliel'ho detto, però ho pensato ma se non hai tempo di chiacchierare, va beh non dare la disponibilità, perché la cosa bella di questa di questa app, appunto, è che aiuta a trascorrere del tempo. Avete presente quando avete dei tempi morti e prendete il cellulare, vi mettete a guardare i social? Ecco anziché fare questo io mi faccio arrivare delle telefonate.<br><br>Allora devo dire che, siccome questa app rispecchia effettivamente quello che è il mio atteggiamento da sempre, cioè parlare con le persone che non conosco mi piace tantissimo, ho anche cominciato a pensare, lo devo confessare, a come poter utilizzare questa app per fare poi le cose che mi piace fare, cioè i podcast, le creazioni audio. Al momento non posso farlo perché ci sono, naturalmente è vietato registrare le conversazioni telefoniche senza avvertire l'altra persona, bisognerebbe chiedere l'autorizzazione, comunque ci sto pensando a come utilizzare questa app che dà veramente molte, ha molte potenzialità infatti ne sto anche chiacchierando con l'ideatore della app e vediamo se qualcosa ne verrà fuori. Comunque vi metto il link, nuovamente, e vi invito a usarla, fate una prova, c'è la possibilità di dire la lingua che si vuole parlare, voi mettete l'italiano, provatela ditemi cosa ne pensate.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I already told you a few days ago about the app I downloaded that allows me to talk to strangers, it's called <b>Anyone</b>, which we can translate as 'chiunque'. Today I want to tell you about what is happening when I have these conversations with strangers.<br><br>First of all how does it work? It works if you give your availability, your name, and the app tells you ok, there's someone available in 3 hours, we'll call you and let you talk to a stranger. And the funny thing is that I take the app, I give my availability, then I put the phone on the tadesk and, well, I wait for the time to pass and there is a real count down, and the countdown creates a bit of agitation, because every time the phone rings, because there's a real ring on the phone, you're talking to a person you don't see, and there's that adrenaline that you never know who will be there from on the other side of the phone, and it's incredibly interesting to discover these people, also because you get a little bit into their lives.<br><br>I've had about ten conversations so far. Well, I first established that most of the people who use this app are people who deal with technology, a lot of people who work with computers, programmers, almost always women, maybe I don't know, it automatically makes women talk with women? I do not know, but I've talked to a few men.<br><br>Yesterday I spoke to a woman who also had a control software company, I didn't quite understand, dunno, I don't know what, she was in Canada and she was very very busy, you could tell, she spoke fast and seemed distracted while speaking, in fact I asked myself, but sorry... oh well I didn't tell her, but I thought, if you don't have time to chat, well, don't give availability, because the nice thing about this app, in fact, is that helps pass the time. You know when you have downtime and take your cell phone, you start looking at social media? Here, instead of doing this, I get phone calls.<br><br>So I have to say that, since this app effectively reflects my attitude that has always been, i.e. I really like talking to people I don't know, I also started thinking, I must confess, how to use this app to do the things I like to do, i.e. podcasts, audio creations. At the moment I can't do it because, of course it's forbidden to record telephone conversations without notifying the other person, you would have to ask for authorisation, however I'm thinking about how to use this app which really gives a lot, it has a lot of potential, in fact I'm also chatting with the creator of the app to see if anything will come of it.<br><br>Anyway, I'll put the link again, and I invite you to use it, give it a try, there's the possibility of saying the language you want to speak, you put Italian, try it, tell me what you think.<br><br><b>LINKS</b><br><b>Il sito della app con tutte le spiegazioni e il link per scaricarla</b> https://www.callinganyone.com/<br><b>L'episodio dei 3 minuti grezzi in cui ho parlato della app e spiego come funziona</b> https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/ep-437-chiunque-anyone]]>
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      <pubDate>Mon, 20 Mar 2023 07:45:49 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Immagina di vedere un conto alla rovescia e di sapere che arrivata allo zero parlerai con una persona sconosciuta. Super scarica di adrenalina! Una app che sembra fatta apposta per me. Provatela! Vi metto tutti i link alla fine della pagina, dopo la trascrizione del testo e la traduzione in inglese. Apropò, lasciatemi un commento o mettete un 'like' (quasi tutte le piataforme per l'ascolto dei podcast danno la possibilità), questo aiuta le altre persone a scoprire il vostro micro-podcast preferito! Tenchiu!TRASCRIZIONE [TRANSLATION below]Vi ho già raccontato qualche giorno fa della app che ho scaricato e che mi permette di parlare con gli sconosciuti, si chiama Anyone, che possiamo tradurre con 'chiunque'. Oggi vi voglio raccontare di cosa sta succedendo quando ho queste conversazioni con gli sconosciuti.Anzitutto come funziona? Funziona che voi date la vostra disponibilità, il vostro nome, e la app vi dice ok, fra 3 ore c'è qualcuno disponibile, ti chiameremo così e ti faremo parlare con uno sconosciuto. E la cosa divertente è che io prendo la app, do la mia disponibilità, poi poggio il telefono sul tavolo e niente, aspetto che che trascorra il tempo e c'è un vero e proprio count down, quindi un conto alla rovescia che crea un po' di agitazione, perché ogni volta che poi il telefono squilla, perché c'è un vero proprio squillo del telefono, tu parli con una persona che non vedi, e c'è quell'adrenalina che non sai mai che ci sarà dall'altra parte del telefono, ed è incredibilmente interessante scoprire queste persone, anche perché entri un po' nella loro vita.Finora ho fatto una decina di conversazioni. Allora, ho anzitutto ho stabilito che la maggior parte delle persone che usano questa app sono persone che hanno a che fare con la tecnologia, molta gente che lavora coi computer, programmatrici, quasi sempre donne, forse non lo so, automaticamente fa parlare donne con donne? Non lo so. però ho parlato con pochi uomini.Ieri ho parlato con una ragazza che anche lei aveva un'azienda di non ho capito bene di software di controlli, boh non so di che cosa, stava in Canada ed era molto molto occupata, si vedeva che parlava in fretta ed era distratta mentre parlava, infatti mi sono chiesta, ma scusa... vabb non gliel'ho detto, però ho pensato ma se non hai tempo di chiacchierare, va beh non dare la disponibilità, perché la cosa bella di questa di questa app, appunto, è che aiuta a trascorrere del tempo. Avete presente quando avete dei tempi morti e prendete il cellulare, vi mettete a guardare i social? Ecco anziché fare questo io mi faccio arrivare delle telefonate.Allora devo dire che, siccome questa app rispecchia effettivamente quello che è il mio atteggiamento da sempre, cioè parlare con le persone che non conosco mi piace tantissimo, ho anche cominciato a pensare, lo devo confessare, a come poter utilizzare questa app per fare poi le cose che mi piace fare, cioè i podcast, le creazioni audio. Al momento non posso farlo perché ci sono, naturalmente è vietato registrare le conversazioni telefoniche senza avvertire l'altra persona, bisognerebbe chiedere l'autorizzazione, comunque ci sto pensando a come utilizzare questa app che dà veramente molte, ha molte potenzialità infatti ne sto anche chiacchierando con l'ideatore della app e vediamo se qualcosa ne verrà fuori. Comunque vi metto il link, nuovamente, e vi invito a usarla, fate una prova, c'è la possibilità di dire la lingua che si vuole parlare, voi mettete l'italiano, provatela ditemi cosa ne pensate.TRANSLATIONI already told you a few days ago about the app I downloaded that allows me to talk to strangers, it's called Anyone, which we can translate as 'chiunque'. Today I want to tell you about what is happening when I have these conversations with strangers.First of all how does it work? It works if you give your availability, your name, and the app...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Immagina di vedere un conto alla rovescia e di sapere che arrivata allo zero parlerai con una persona sconosciuta. Super scarica di adrenalina! Una app che sembra fatta apposta per me. Provatela! Vi metto tutti i link alla fine della pagina, dopo la trasc</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 443 Delitti veri</title>
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        <![CDATA[Cosa c'è di più divertente e stimolante del sedersi comodamente e ascoltare un narratore descrivere dettagliatamente un delitto realment accaduto? <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br>Allora, qualcuno mi deve spiegare cos'è questa storia con i podcast di true crime, quelli dei delitti veri. Com'è che hanno così tanto successo che è in cima a tutte le classifiche, quando si guarda quali sono i podcast più ascoltati, non importa in quale lingua, se in italiano, inglese, francese o che altra lingua, ai primi posti ci sono sempre i podcast di gente ammazzata.<br>La stragrande maggioranza delle volte, tra l'altro, una donna che viene ammazzata. Io capisco che questi siano crimini irrisolti, però ci sono un paio di aspetti che mi mi lasciano basita.<br>Il primo è, appunto, che alla fine poi si somigliano tutti. L'altro giorno stavo scorrendo i podcast più ascoltati in Italia e uno dopo l'altro ascoltavo i trailers, le anteprime, dei primi podcast in classifica e molti di questi erano di true crime, di delitti reali. Erano così simili uno all'altro che a un certo punto sembrava quasi di ascoltare la parodia, che fosse una presa in giro, che fosse qualcosa di comico, invece erano delle cose serissime. Lo stesso tipo di voce, le stesse le stesse parole vengono usate, spesso anche i crimini sono molto simili.<br>Ecco, la seconda cosa è che poi spesso le persone che vengono ammazzate sono delle donne. Quindi si continua a parlare di crimini contro le donne, e vabbè, direte voi, se questa è la realtà, parliamo della realtà. Non lo so.<br>C'è anche un altro elemento poi, il modo in cui spesso il presentatore del podcast si pone davanti al problema. Non lo so, a volte mi sembra che sia un po' sensazionalista, un po'... Io la chiamo la pornografia del dolore, cioè approfittare un po' della situazione e dei sentimenti altrui, come quando succede qualcosa e il giornalista di turno ti sbatte il microfono in faccia e ti chiede, ma cosa ci si, come ci si sente ad aver perso figlio, marito, moglie quando succede qualcosa di molto grave?<br>Cosa vuoi che si provi? Si prova dolore, si prova tristezza. Ci vuole molta fantasia? Però, naturalmente, se si continuano a fare questi podcast, se questi podcast continuano ad avere così tanto successo, evidentemente è perché c' la richiesto.<br>Un po' come quando i giornali pubblicano immagini molto forti, sempre di incidenti o di delitti. Io sono... a me non piace guardare quelle cose lì. Io sono quella che anche quando guardo il film, se ci sono scene di sangue, quelle so che sono finte, mi metto le mani sugli occhi, non voglio vederle, figuriamoci se voglio vedere le scene di sangue reali.<br>Non lo so. Questi pensieri mi vengono e questi pensieri con voi condivido.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>So, someone has to explain to me what this story is with true crime podcasts. How is it that they are so successful that they top all the charts, when you look at which podcasts are the most listened to, it doesn't matter in which language, whether in Italian, English, French or what other language, in the first places there are always the podcasts of people killed.<br><br>The vast majority of the time, by the way, is a woman who gets killed. I understand that these are unsolved crimes, but there are a couple of aspects that leave me flabbergasted. <br><br>The first is, aactually, that in the end they all sound alike. The other day I was scrolling through the most listened podcasts in Italy and one after another I was listening to the trailers, the previews, of the first podcasts in the charts and many of these were of true crimes, real crimes. They were so similar to each other that at one point it almost seemed like listening to a parody, it felt like a joke, there was something comical, instead they were very serious things. Same kind of voice, same words used, often even the crimes are very similar.<br><br>Here, the second thing is that often the people who are killed are women. So we keep talking about crimes against women, and oh well, you can say, if this is reality, let's talk about reality. I do not know. There is also another element then, the way in which the podcast presenter often approaches the problem. I don't know, sometimes it seems to me that it's a bit sensationalist, a bit... I call it the pornography of pain, that is, taking advantage of the situation and the feelings of others a little, like when something happens and the journalist on duty slams the microphone in your face and asks you, what does it feel like, how does it feel to have lost a child, husband, wife when something very serious happens. What do you want to feel? You feel pain, you feel sadness. Does it take a lot of imagination?<br><br>But, of course, if these podcasts continue to be made, if these podcasts continue to be so successful, it is obviously because there is a demand for it. A bit like when newspapers publish very strong images, also of accidents or crimes. I'm... I don't like looking at those images. I'm the one who even when watching a movie, if there are bloody scenes, despite knowing those are fake, I put my hands over my eyes, I don't want to see them, let alone wanting to see real blood scenes. I do not know. These thoughts come to me and these thoughts I share with you.<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Cosa c'è di più divertente e stimolante del sedersi comodamente e ascoltare un narratore descrivere dettagliatamente un delitto realment accaduto? <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Eng translation below]<br>Allora, qualcuno mi deve spiegare cos'è questa storia con i podcast di true crime, quelli dei delitti veri. Com'è che hanno così tanto successo che è in cima a tutte le classifiche, quando si guarda quali sono i podcast più ascoltati, non importa in quale lingua, se in italiano, inglese, francese o che altra lingua, ai primi posti ci sono sempre i podcast di gente ammazzata.<br>La stragrande maggioranza delle volte, tra l'altro, una donna che viene ammazzata. Io capisco che questi siano crimini irrisolti, però ci sono un paio di aspetti che mi mi lasciano basita.<br>Il primo è, appunto, che alla fine poi si somigliano tutti. L'altro giorno stavo scorrendo i podcast più ascoltati in Italia e uno dopo l'altro ascoltavo i trailers, le anteprime, dei primi podcast in classifica e molti di questi erano di true crime, di delitti reali. Erano così simili uno all'altro che a un certo punto sembrava quasi di ascoltare la parodia, che fosse una presa in giro, che fosse qualcosa di comico, invece erano delle cose serissime. Lo stesso tipo di voce, le stesse le stesse parole vengono usate, spesso anche i crimini sono molto simili.<br>Ecco, la seconda cosa è che poi spesso le persone che vengono ammazzate sono delle donne. Quindi si continua a parlare di crimini contro le donne, e vabbè, direte voi, se questa è la realtà, parliamo della realtà. Non lo so.<br>C'è anche un altro elemento poi, il modo in cui spesso il presentatore del podcast si pone davanti al problema. Non lo so, a volte mi sembra che sia un po' sensazionalista, un po'... Io la chiamo la pornografia del dolore, cioè approfittare un po' della situazione e dei sentimenti altrui, come quando succede qualcosa e il giornalista di turno ti sbatte il microfono in faccia e ti chiede, ma cosa ci si, come ci si sente ad aver perso figlio, marito, moglie quando succede qualcosa di molto grave?<br>Cosa vuoi che si provi? Si prova dolore, si prova tristezza. Ci vuole molta fantasia? Però, naturalmente, se si continuano a fare questi podcast, se questi podcast continuano ad avere così tanto successo, evidentemente è perché c' la richiesto.<br>Un po' come quando i giornali pubblicano immagini molto forti, sempre di incidenti o di delitti. Io sono... a me non piace guardare quelle cose lì. Io sono quella che anche quando guardo il film, se ci sono scene di sangue, quelle so che sono finte, mi metto le mani sugli occhi, non voglio vederle, figuriamoci se voglio vedere le scene di sangue reali.<br>Non lo so. Questi pensieri mi vengono e questi pensieri con voi condivido.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>So, someone has to explain to me what this story is with true crime podcasts. How is it that they are so successful that they top all the charts, when you look at which podcasts are the most listened to, it doesn't matter in which language, whether in Italian, English, French or what other language, in the first places there are always the podcasts of people killed.<br><br>The vast majority of the time, by the way, is a woman who gets killed. I understand that these are unsolved crimes, but there are a couple of aspects that leave me flabbergasted. <br><br>The first is, aactually, that in the end they all sound alike. The other day I was scrolling through the most listened podcasts in Italy and one after another I was listening to the trailers, the previews, of the first podcasts in the charts and many of these were of true crimes, real crimes. They were so similar to each other that at one point it almost seemed like listening to a parody, it felt like a joke, there was something comical, instead they were very serious things. Same kind of voice, same words used, often even the crimes are very similar.<br><br>Here, the second thing is that often the people who are killed are women. So we keep talking about crimes against women, and oh well, you can say, if this is reality, let's talk about reality. I do not know. There is also another element then, the way in which the podcast presenter often approaches the problem. I don't know, sometimes it seems to me that it's a bit sensationalist, a bit... I call it the pornography of pain, that is, taking advantage of the situation and the feelings of others a little, like when something happens and the journalist on duty slams the microphone in your face and asks you, what does it feel like, how does it feel to have lost a child, husband, wife when something very serious happens. What do you want to feel? You feel pain, you feel sadness. Does it take a lot of imagination?<br><br>But, of course, if these podcasts continue to be made, if these podcasts continue to be so successful, it is obviously because there is a demand for it. A bit like when newspapers publish very strong images, also of accidents or crimes. I'm... I don't like looking at those images. I'm the one who even when watching a movie, if there are bloody scenes, despite knowing those are fake, I put my hands over my eyes, I don't want to see them, let alone wanting to see real blood scenes. I do not know. These thoughts come to me and these thoughts I share with you.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 19 Mar 2023 06:16:49 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 442 Scheumorfismo</title>
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        <![CDATA[Ogni volta che acquistate un oggetto di plastica che riproduce le venature del legno state acquistando scheumorfismo. Tutti i link li trovate a fondo pagina, dopo la trascrizione e dopo la traduzione in inglese.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><i></i>Scommetto che non avete mai sentito parlare dello 'scheumorfismo'. E scommetto che proprio come me, invece, lo scheumorfismo lo usate nella vita di tutti i giorni. Cosa è lo scheumorfismo? Si, lo ripeto tante volte perché mi piace pronunciare questa parola.<br><br>Potremmo definire lo scheumorfismo come l'arte o l'atteggiamento di mettere degli ornamenti che non hanno nessuna funzione se non quella di farci riconoscere un oggetto che conosciamo bene. Vi faccio un esempio: immaginate una una lampada a forma di candela, quindi il fatto che la lampada sia a forma di candela non toglie né aggiunge alla funzionalità della lampada, però noi vediamo la lampada e ci ricorda la candela, una cosa antica.<br><br>Faccio un esempio ancora più vicino al nostro mondo. Visualizzate il modo in cui voi eliminate i file che non vi servono dal computer, eh, li mettete in un posto che si chiama in inglese trash, spazzatura, e che è a forma di bidone della spazzatura. Ora noi potremmo eliminare i file che non ci servono dal computer anche se li trascinasse in un posto a forma di palla, però il fatto che sia a forma di bidone della spazzatura ci ricorda quella che è la funzione di buttare via la spazzatura, anche se c'è una bella differenza tra la spazzatura reale che noi mettiamo via nel bidone del riciclo,quella che possiamo toccare, quella analogica, e la spazzatura virtuale, che non è una vera e propria spazzatura.<br><br>Diciamo che è un tipo di falso realismo, è un'estetica che viene usata moltissimo nel mondo digitale, in quello del computer, dove si dà una forma familiare alle app e alle cose che di materiale non hanno niente. Pensate un po' alle icone che rappresentano le app per fare fotografie più s che no sono hanno una forma che ricorda una macchina fotografica. O pensate alla app che permette di prendere note sul computer o sul cellulare, a forma di bloc notes, anche se avrebbero potuto farla in una forma completamente diversa.<br><br>È un modo per farci rendere meno estranee le cose nuove che troviamo nella nostra vita. E questo viene fatto anche fuori dal computer. Pensate quando acquistate un oggetto di plastica, un giocattolo di plastica di pochissimo valore, che però viene presentato come finto legno o anche i piani delle scrivanie che sono formati da materiale boh, plastico che mette insieme diverse cose ecc. però gli viene data la venatura come se fosse del legno massiccio vero e proprio.<br>Perché vi sto parlando dello scheumorfismo? Non lo so perché mi è capitata nella nell'inbox delle mie email una newsletter che parlava di scheomorfismo ci ho perso tutta la mattina a leggerla e volevo condividere questo concetto con voi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I bet you've never heard of 'skeuomorphism'. And I bet that just like me, however, you use skeuomorphism in everyday life. What is skeuomorphism? Yes, I repeat it many times because I like to pronounce this word.<br><br>We could define skeuomorphism as the art or attitude of placing ornaments that have no function other than to make us recognise an object we know well. Let me give you an example: imagine a candle-shaped lamp, so the fact that the lamp is candle-shaped does not detract from or add to the functionality of the lamp, but we see the lamp and it reminds us of the candle, an ancient thing. Let me give an example even closer to our world. Visualise the way you delete files you don't need from your computer, eh, you put them in a place that is called in English trash, garbage, and which is shaped like a trash can. Now, we could delete the files we don't need from the computer even if we dragged them to a ball-shaped place, but the fact that it is shaped like a trash can reminds us of the function of throwing the garbage away, even if there is a big difference between the real rubbish that we put away in the recycling bin, the one we can touch, the analog one, and the virtual rubbish, which is not a real rubbish.<br><br>Let's say it's a type of false realism, it's an aesthetic that is used a lot in the digital world, in the computer world, where apps and things that have nothing material are given a familiar shape. Think a little about the icons that represent apps for taking photographs, more so than not, they are shaped like a camera. Or think of the app that allows you to take notes on your computer or mobile phone, in the shape of a notepad, even though they could have done it in an entirely different form.<br><br>It's a way to make the new things we find in our lives less foreign to us. And this is also done off the computer. Think when you buy a plastic object, a plastic toy of very little value, which however is presented as fake wood or even the tops of the desks which are made up of IDK, material, plastic that brings together different things, etc. however, it is given the grain as if it were real solid wood.<br><br>Why am I telling you about skeomorphism? I don't know, because I happened upon a newsletter in my email inbox that talked about skeomorphism, I wasted all morning reading it and I wanted to share this concept with you.<br><br><b>Cosa è lo scheumorfismo</b> https://it.wikipedia.org/wiki/Scheumorfismo#cite_note-3<br><b>DIRT - la newsletter che stamattina mi ha fatto impallare sullo scheumorfismo </b>https://daily-dirt.beehiiv.com/p/skeuomorphia<br><i></i>]]>
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        <![CDATA[Ogni volta che acquistate un oggetto di plastica che riproduce le venature del legno state acquistando scheumorfismo. Tutti i link li trovate a fondo pagina, dopo la trascrizione e dopo la traduzione in inglese.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><i></i>Scommetto che non avete mai sentito parlare dello 'scheumorfismo'. E scommetto che proprio come me, invece, lo scheumorfismo lo usate nella vita di tutti i giorni. Cosa è lo scheumorfismo? Si, lo ripeto tante volte perché mi piace pronunciare questa parola.<br><br>Potremmo definire lo scheumorfismo come l'arte o l'atteggiamento di mettere degli ornamenti che non hanno nessuna funzione se non quella di farci riconoscere un oggetto che conosciamo bene. Vi faccio un esempio: immaginate una una lampada a forma di candela, quindi il fatto che la lampada sia a forma di candela non toglie né aggiunge alla funzionalità della lampada, però noi vediamo la lampada e ci ricorda la candela, una cosa antica.<br><br>Faccio un esempio ancora più vicino al nostro mondo. Visualizzate il modo in cui voi eliminate i file che non vi servono dal computer, eh, li mettete in un posto che si chiama in inglese trash, spazzatura, e che è a forma di bidone della spazzatura. Ora noi potremmo eliminare i file che non ci servono dal computer anche se li trascinasse in un posto a forma di palla, però il fatto che sia a forma di bidone della spazzatura ci ricorda quella che è la funzione di buttare via la spazzatura, anche se c'è una bella differenza tra la spazzatura reale che noi mettiamo via nel bidone del riciclo,quella che possiamo toccare, quella analogica, e la spazzatura virtuale, che non è una vera e propria spazzatura.<br><br>Diciamo che è un tipo di falso realismo, è un'estetica che viene usata moltissimo nel mondo digitale, in quello del computer, dove si dà una forma familiare alle app e alle cose che di materiale non hanno niente. Pensate un po' alle icone che rappresentano le app per fare fotografie più s che no sono hanno una forma che ricorda una macchina fotografica. O pensate alla app che permette di prendere note sul computer o sul cellulare, a forma di bloc notes, anche se avrebbero potuto farla in una forma completamente diversa.<br><br>È un modo per farci rendere meno estranee le cose nuove che troviamo nella nostra vita. E questo viene fatto anche fuori dal computer. Pensate quando acquistate un oggetto di plastica, un giocattolo di plastica di pochissimo valore, che però viene presentato come finto legno o anche i piani delle scrivanie che sono formati da materiale boh, plastico che mette insieme diverse cose ecc. però gli viene data la venatura come se fosse del legno massiccio vero e proprio.<br>Perché vi sto parlando dello scheumorfismo? Non lo so perché mi è capitata nella nell'inbox delle mie email una newsletter che parlava di scheomorfismo ci ho perso tutta la mattina a leggerla e volevo condividere questo concetto con voi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I bet you've never heard of 'skeuomorphism'. And I bet that just like me, however, you use skeuomorphism in everyday life. What is skeuomorphism? Yes, I repeat it many times because I like to pronounce this word.<br><br>We could define skeuomorphism as the art or attitude of placing ornaments that have no function other than to make us recognise an object we know well. Let me give you an example: imagine a candle-shaped lamp, so the fact that the lamp is candle-shaped does not detract from or add to the functionality of the lamp, but we see the lamp and it reminds us of the candle, an ancient thing. Let me give an example even closer to our world. Visualise the way you delete files you don't need from your computer, eh, you put them in a place that is called in English trash, garbage, and which is shaped like a trash can. Now, we could delete the files we don't need from the computer even if we dragged them to a ball-shaped place, but the fact that it is shaped like a trash can reminds us of the function of throwing the garbage away, even if there is a big difference between the real rubbish that we put away in the recycling bin, the one we can touch, the analog one, and the virtual rubbish, which is not a real rubbish.<br><br>Let's say it's a type of false realism, it's an aesthetic that is used a lot in the digital world, in the computer world, where apps and things that have nothing material are given a familiar shape. Think a little about the icons that represent apps for taking photographs, more so than not, they are shaped like a camera. Or think of the app that allows you to take notes on your computer or mobile phone, in the shape of a notepad, even though they could have done it in an entirely different form.<br><br>It's a way to make the new things we find in our lives less foreign to us. And this is also done off the computer. Think when you buy a plastic object, a plastic toy of very little value, which however is presented as fake wood or even the tops of the desks which are made up of IDK, material, plastic that brings together different things, etc. however, it is given the grain as if it were real solid wood.<br><br>Why am I telling you about skeomorphism? I don't know, because I happened upon a newsletter in my email inbox that talked about skeomorphism, I wasted all morning reading it and I wanted to share this concept with you.<br><br><b>Cosa è lo scheumorfismo</b> https://it.wikipedia.org/wiki/Scheumorfismo#cite_note-3<br><b>DIRT - la newsletter che stamattina mi ha fatto impallare sullo scheumorfismo </b>https://daily-dirt.beehiiv.com/p/skeuomorphia<br><i></i>]]>
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      <pubDate>Sat, 18 Mar 2023 09:42:38 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ogni volta che acquistate un oggetto di plastica che riproduce le venature del legno state acquistando scheumorfismo. Tutti i link li trovate a fondo pagina, dopo la trascrizione e dopo la traduzione in inglese.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Scommetto che non avete mai sentito parlare dello 'scheumorfismo'. E scommetto che proprio come me, invece, lo scheumorfismo lo usate nella vita di tutti i giorni. Cosa è lo scheumorfismo? Si, lo ripeto tante volte perché mi piace pronunciare questa parola.Potremmo definire lo scheumorfismo come l'arte o l'atteggiamento di mettere degli ornamenti che non hanno nessuna funzione se non quella di farci riconoscere un oggetto che conosciamo bene. Vi faccio un esempio: immaginate una una lampada a forma di candela, quindi il fatto che la lampada sia a forma di candela non toglie né aggiunge alla funzionalità della lampada, però noi vediamo la lampada e ci ricorda la candela, una cosa antica.Faccio un esempio ancora più vicino al nostro mondo. Visualizzate il modo in cui voi eliminate i file che non vi servono dal computer, eh, li mettete in un posto che si chiama in inglese trash, spazzatura, e che è a forma di bidone della spazzatura. Ora noi potremmo eliminare i file che non ci servono dal computer anche se li trascinasse in un posto a forma di palla, però il fatto che sia a forma di bidone della spazzatura ci ricorda quella che è la funzione di buttare via la spazzatura, anche se c'è una bella differenza tra la spazzatura reale che noi mettiamo via nel bidone del riciclo,quella che possiamo toccare, quella analogica, e la spazzatura virtuale, che non è una vera e propria spazzatura.Diciamo che è un tipo di falso realismo, è un'estetica che viene usata moltissimo nel mondo digitale, in quello del computer, dove si dà una forma familiare alle app e alle cose che di materiale non hanno niente. Pensate un po' alle icone che rappresentano le app per fare fotografie più s che no sono hanno una forma che ricorda una macchina fotografica. O pensate alla app che permette di prendere note sul computer o sul cellulare, a forma di bloc notes, anche se avrebbero potuto farla in una forma completamente diversa.È un modo per farci rendere meno estranee le cose nuove che troviamo nella nostra vita. E questo viene fatto anche fuori dal computer. Pensate quando acquistate un oggetto di plastica, un giocattolo di plastica di pochissimo valore, che però viene presentato come finto legno o anche i piani delle scrivanie che sono formati da materiale boh, plastico che mette insieme diverse cose ecc. però gli viene data la venatura come se fosse del legno massiccio vero e proprio.Perché vi sto parlando dello scheumorfismo? Non lo so perché mi è capitata nella nell'inbox delle mie email una newsletter che parlava di scheomorfismo ci ho perso tutta la mattina a leggerla e volevo condividere questo concetto con voi.TRANSLATIONI bet you've never heard of 'skeuomorphism'. And I bet that just like me, however, you use skeuomorphism in everyday life. What is skeuomorphism? Yes, I repeat it many times because I like to pronounce this word.We could define skeuomorphism as the art or attitude of placing ornaments that have no function other than to make us recognise an object we know well. Let me give you an example: imagine a candle-shaped lamp, so the fact that the lamp is candle-shaped does not detract from or add to the functionality of the lamp, but we see the lamp and it reminds us of the candle, an ancient thing. Let me give an example even closer to our world. Visualise the way you delete files you don't need from your computer, eh, you put them in a place that is called in English trash, garbage, and which is shaped like a trash can. Now, we could delete the files we don't need from the computer even if we dragged them to a ball-shaped place, but the fact that it is shaped like a...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ogni volta che acquistate un oggetto di plastica che riproduce le venature del legno state acquistando scheumorfismo. Tutti i link li trovate a fondo pagina, dopo la trascrizione e dopo la traduzione in inglese.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Scommett</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 441 Paternoster</title>
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      <description>
        <![CDATA[Un ascensore senza porte che viaggia di continuo 'a catena' (come un rosario, da qui il nome), pericolosissimo e ormai proibito quasi in tutti i Paesi. Se non avete mai visto un <i>paternoster</i> dal vivo vi consiglio di dare un'occhiata al link [in fondo alla pagina, dopo la traduzione in inglese] perché è veramente difficile immaginare come funziona.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>La prima volta che sentii parlare del <i>paternoster</i> fu mentre leggevo uno dei miei libri preferiti in assoluto, uno di quei libri che ho letto tantissime volte, ho regalato innumerevoli volte e anche dopo averlo letto diverse volte non mi ha mai stancato. Il libro è <i>Opinioni di un Clown</i> di Heinrich Böll. Nel libro, appunto, si parlava, si descriveva il <i>paternoster</i>. Cosa è?<br><br>È un ascensore molto particolare, che anzitutto non ha porte, e poi, proprio come un padrenostro, si ripete ciclicamente. Immaginatevi una catena, un anello che viaggia in orizzontale, formato da tante piccole cabine senza porta, per cui la caratteristica è che viaggia molto lentamente, per cui in qualsiasi momento una persona può entrare oppure uscire, proprio fa un saltino, ci entra dentro una di queste scatole che poi va su, oppure salta fuori.<br><br>Era molto in uso nel secolo scorso, soprattutto tra gli anni '30 e gli anni '60 e veniva utilizzato soprattutto negli edifici pubblici perché effettivamente permetteva di muovere un grande numero di persone molto più velocemente degli ascensori normali. Vi metto comunque un link nelle note del programma perché difficile immaginarlo se non l'avete mai visto.<br><br>Non avendo porte, questo ascensore era però anche molto incline agli incidenti. Infatti adesso in quasi tutti i paesi è vietata l'installazione di nuovi ascensori di modello <i>paternoster</i>. Molte, molte nazioni li hanno, gli hanno banditi già da tantissimo tempo fa, perché effettivamente, nonostante viaggino molto lentamente, ho controllato, viaggiano alla velocità di 30 centimetri al secondo, mi pare sì 30 centimetri al secondo, però non avendo le porte, veramente molto molto facile cadere, è molto facile rimanere anche ammazzati.<br><br>La Germania era disseminata, c'erano tantissimi di questi ascensori di modello <i>paternoster</i>, infatti non per niente il mio primo incontro è avvenuto in un libro di un grande scrittore tedesco. <br><br>Hanno cercato diverse volte di vietarli. Nel 1974 hanno vietato l'installazione di nuovi <i>paternoster</i> nella Germania federale e nel 1994 hanno cercato di chiudere quelli esistenti. Ma c'è stato un sollevamento di popolo e non ci sono riusciti. Hanno riprovato ancora nel 2015, però ancora ci sono diversi ascensori <i>paternoster</i> in Germania, e addirittura la ditta che produce energia solare, Solon, nel 2009 ha avuto il permesso per farsene costruire uno nella sua sede di Berlino. Quindi se passate per Berlino cercatevi il <i>paternoster</i>.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The first time I heard of the <i>paternoster</i> was while I was reading one of my favorite books ever, one of those books that I have read countless times, given away countless times and even after reading it several times I have never tired of it. The book is Opinions of a Clown by Heinrich Böll. In the book, in fact, there is the description of the <i>paternoster</i>.<br><br>What is it? It is a very particular lift, which first of all has no doors, and then, just like an Our Father in the rosary, it goes cyclically. Imagine a chain, a ring that travels horizontally, made up of many small cabins without a door, the characteristic is that it travels very slowly, so that a person can enter or exit at any moment, just taking a tiny jump, entering one of these boxes which then goes up, or down.<br><br>It was widely used in the last century, especially between the 1930s and 1960s and was mainly used in public buildings because it actually allowed a large number of people to move much faster than normal elevators. I'll put a link in the program notes anyway because it's hard to imagine if you've never seen it.<br><br>Anyway, having no doors, this elevator was also very accident-prone. In fact, the installation of new <i>paternoster</i> is now prohibited in almost all countries. Many, many nations have already banned them a long time ago, because actually, although they travel very slowly, I checked, they travel at a speed of 30 centimeters per second, I think so, yes 30 centimeters per second, but not having doors, it's really very easy to fall out, it's very easy to get killed too.<br><br>Germany was scattered, there were so many of these <i>paternoster</i> model elevators, in fact, it was not for nothing that I first met them in a book by a great German writer. They have tried several times to ban them. In 1974 they banned the installation of new <i>paternosters</i> in West Germany and in 1994 they tried to close the existing ones. But there was a popular uprising and they didn't succeed. They tried again in 2015, but there are still several <i>paternoster</i> in Germany, and actually the solar energy company, Solon, in 2009 was given permission to have one built at its headquarters in Berlin. So if you pass through Berlin look for the <i>paternoster</i>.<br><br><b>LINK</b><br><b>Ecco come funziona un <i>paternoster</i></b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paternoster" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Paternoster</a><br><b>Un articolo intitolato <i>L'ascensore più pericoloso al mondo</i></b> <a href="https://www.milanocittastato.it/featured/paternoster-lascensore-piu-pericoloso-al-mondo-dove-chi-lo-prende-deve-pregare-il-signore/" rel="noreferrer noopener">https://www.milanocittastato.it/featured/paternoster-lascensore-piu-pericoloso-al-mondo-dove-chi-lo-prende-deve-pregare-il-signore/</a><br><b>Opinioni di un Clown di Heinrich Böll</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Opinioni_di_un_clown" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Opinioni_di_un_clown</a>]]>
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        <![CDATA[Un ascensore senza porte che viaggia di continuo 'a catena' (come un rosario, da qui il nome), pericolosissimo e ormai proibito quasi in tutti i Paesi. Se non avete mai visto un <i>paternoster</i> dal vivo vi consiglio di dare un'occhiata al link [in fondo alla pagina, dopo la traduzione in inglese] perché è veramente difficile immaginare come funziona.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>La prima volta che sentii parlare del <i>paternoster</i> fu mentre leggevo uno dei miei libri preferiti in assoluto, uno di quei libri che ho letto tantissime volte, ho regalato innumerevoli volte e anche dopo averlo letto diverse volte non mi ha mai stancato. Il libro è <i>Opinioni di un Clown</i> di Heinrich Böll. Nel libro, appunto, si parlava, si descriveva il <i>paternoster</i>. Cosa è?<br><br>È un ascensore molto particolare, che anzitutto non ha porte, e poi, proprio come un padrenostro, si ripete ciclicamente. Immaginatevi una catena, un anello che viaggia in orizzontale, formato da tante piccole cabine senza porta, per cui la caratteristica è che viaggia molto lentamente, per cui in qualsiasi momento una persona può entrare oppure uscire, proprio fa un saltino, ci entra dentro una di queste scatole che poi va su, oppure salta fuori.<br><br>Era molto in uso nel secolo scorso, soprattutto tra gli anni '30 e gli anni '60 e veniva utilizzato soprattutto negli edifici pubblici perché effettivamente permetteva di muovere un grande numero di persone molto più velocemente degli ascensori normali. Vi metto comunque un link nelle note del programma perché difficile immaginarlo se non l'avete mai visto.<br><br>Non avendo porte, questo ascensore era però anche molto incline agli incidenti. Infatti adesso in quasi tutti i paesi è vietata l'installazione di nuovi ascensori di modello <i>paternoster</i>. Molte, molte nazioni li hanno, gli hanno banditi già da tantissimo tempo fa, perché effettivamente, nonostante viaggino molto lentamente, ho controllato, viaggiano alla velocità di 30 centimetri al secondo, mi pare sì 30 centimetri al secondo, però non avendo le porte, veramente molto molto facile cadere, è molto facile rimanere anche ammazzati.<br><br>La Germania era disseminata, c'erano tantissimi di questi ascensori di modello <i>paternoster</i>, infatti non per niente il mio primo incontro è avvenuto in un libro di un grande scrittore tedesco. <br><br>Hanno cercato diverse volte di vietarli. Nel 1974 hanno vietato l'installazione di nuovi <i>paternoster</i> nella Germania federale e nel 1994 hanno cercato di chiudere quelli esistenti. Ma c'è stato un sollevamento di popolo e non ci sono riusciti. Hanno riprovato ancora nel 2015, però ancora ci sono diversi ascensori <i>paternoster</i> in Germania, e addirittura la ditta che produce energia solare, Solon, nel 2009 ha avuto il permesso per farsene costruire uno nella sua sede di Berlino. Quindi se passate per Berlino cercatevi il <i>paternoster</i>.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The first time I heard of the <i>paternoster</i> was while I was reading one of my favorite books ever, one of those books that I have read countless times, given away countless times and even after reading it several times I have never tired of it. The book is Opinions of a Clown by Heinrich Böll. In the book, in fact, there is the description of the <i>paternoster</i>.<br><br>What is it? It is a very particular lift, which first of all has no doors, and then, just like an Our Father in the rosary, it goes cyclically. Imagine a chain, a ring that travels horizontally, made up of many small cabins without a door, the characteristic is that it travels very slowly, so that a person can enter or exit at any moment, just taking a tiny jump, entering one of these boxes which then goes up, or down.<br><br>It was widely used in the last century, especially between the 1930s and 1960s and was mainly used in public buildings because it actually allowed a large number of people to move much faster than normal elevators. I'll put a link in the program notes anyway because it's hard to imagine if you've never seen it.<br><br>Anyway, having no doors, this elevator was also very accident-prone. In fact, the installation of new <i>paternoster</i> is now prohibited in almost all countries. Many, many nations have already banned them a long time ago, because actually, although they travel very slowly, I checked, they travel at a speed of 30 centimeters per second, I think so, yes 30 centimeters per second, but not having doors, it's really very easy to fall out, it's very easy to get killed too.<br><br>Germany was scattered, there were so many of these <i>paternoster</i> model elevators, in fact, it was not for nothing that I first met them in a book by a great German writer. They have tried several times to ban them. In 1974 they banned the installation of new <i>paternosters</i> in West Germany and in 1994 they tried to close the existing ones. But there was a popular uprising and they didn't succeed. They tried again in 2015, but there are still several <i>paternoster</i> in Germany, and actually the solar energy company, Solon, in 2009 was given permission to have one built at its headquarters in Berlin. So if you pass through Berlin look for the <i>paternoster</i>.<br><br><b>LINK</b><br><b>Ecco come funziona un <i>paternoster</i></b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paternoster" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Paternoster</a><br><b>Un articolo intitolato <i>L'ascensore più pericoloso al mondo</i></b> <a href="https://www.milanocittastato.it/featured/paternoster-lascensore-piu-pericoloso-al-mondo-dove-chi-lo-prende-deve-pregare-il-signore/" rel="noreferrer noopener">https://www.milanocittastato.it/featured/paternoster-lascensore-piu-pericoloso-al-mondo-dove-chi-lo-prende-deve-pregare-il-signore/</a><br><b>Opinioni di un Clown di Heinrich Böll</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Opinioni_di_un_clown" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Opinioni_di_un_clown</a>]]>
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      <pubDate>Fri, 17 Mar 2023 05:25:33 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un ascensore senza porte che viaggia di continuo 'a catena' (come un rosario, da qui il nome), pericolosissimo e ormai proibito quasi in tutti i Paesi. Se non avete mai visto un paternoster dal vivo vi consiglio di dare un'occhiata al link [in fondo alla pagina, dopo la traduzione in inglese] perché è veramente difficile immaginare come funziona.TRASCRIZIONE [ENG translation below]La prima volta che sentii parlare del paternoster fu mentre leggevo uno dei miei libri preferiti in assoluto, uno di quei libri che ho letto tantissime volte, ho regalato innumerevoli volte e anche dopo averlo letto diverse volte non mi ha mai stancato. Il libro è Opinioni di un Clown di Heinrich Böll. Nel libro, appunto, si parlava, si descriveva il paternoster. Cosa è?È un ascensore molto particolare, che anzitutto non ha porte, e poi, proprio come un padrenostro, si ripete ciclicamente. Immaginatevi una catena, un anello che viaggia in orizzontale, formato da tante piccole cabine senza porta, per cui la caratteristica è che viaggia molto lentamente, per cui in qualsiasi momento una persona può entrare oppure uscire, proprio fa un saltino, ci entra dentro una di queste scatole che poi va su, oppure salta fuori.Era molto in uso nel secolo scorso, soprattutto tra gli anni '30 e gli anni '60 e veniva utilizzato soprattutto negli edifici pubblici perché effettivamente permetteva di muovere un grande numero di persone molto più velocemente degli ascensori normali. Vi metto comunque un link nelle note del programma perché difficile immaginarlo se non l'avete mai visto.Non avendo porte, questo ascensore era però anche molto incline agli incidenti. Infatti adesso in quasi tutti i paesi è vietata l'installazione di nuovi ascensori di modello paternoster. Molte, molte nazioni li hanno, gli hanno banditi già da tantissimo tempo fa, perché effettivamente, nonostante viaggino molto lentamente, ho controllato, viaggiano alla velocità di 30 centimetri al secondo, mi pare sì 30 centimetri al secondo, però non avendo le porte, veramente molto molto facile cadere, è molto facile rimanere anche ammazzati.La Germania era disseminata, c'erano tantissimi di questi ascensori di modello paternoster, infatti non per niente il mio primo incontro è avvenuto in un libro di un grande scrittore tedesco. Hanno cercato diverse volte di vietarli. Nel 1974 hanno vietato l'installazione di nuovi paternoster nella Germania federale e nel 1994 hanno cercato di chiudere quelli esistenti. Ma c'è stato un sollevamento di popolo e non ci sono riusciti. Hanno riprovato ancora nel 2015, però ancora ci sono diversi ascensori paternoster in Germania, e addirittura la ditta che produce energia solare, Solon, nel 2009 ha avuto il permesso per farsene costruire uno nella sua sede di Berlino. Quindi se passate per Berlino cercatevi il paternoster.TRANSLATIONThe first time I heard of the paternoster was while I was reading one of my favorite books ever, one of those books that I have read countless times, given away countless times and even after reading it several times I have never tired of it. The book is Opinions of a Clown by Heinrich Böll. In the book, in fact, there is the description of the paternoster.What is it? It is a very particular lift, which first of all has no doors, and then, just like an Our Father in the rosary, it goes cyclically. Imagine a chain, a ring that travels horizontally, made up of many small cabins without a door, the characteristic is that it travels very slowly, so that a person can enter or exit at any moment, just taking a tiny jump, entering one of these boxes which then goes up, or down.It was widely used in the last century, especially between the 1930s and 1960s and was mainly used in public buildings because it actually allowed a large...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Un ascensore senza porte che viaggia di continuo 'a catena' (come un rosario, da qui il nome), pericolosissimo e ormai proibito quasi in tutti i Paesi. Se non avete mai visto un paternoster dal vivo vi consiglio di dare un'occhiata al link [in fondo alla </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 440 Inventrici</title>
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        <![CDATA[Troppo spesso le invenzioni fatte dalle donne vengono brevettate da un uomo e le inventrici riconosciute ufficialmente sono ancora troppo poche. Persino l'edizione speciale del gioco Monopoli, dedicato alle inventrici, dimentica di riconoscere la vera maternità del gioco, inventato da una donna.<br>Tutti i link alla fine della pagina, dopo la traduzione in inglese.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[English translation below]</i><br>Donne in ascolto, se avete mai inventato qualcosa, correte subito all'ufficio brevetti per brevettarla e fate attenzione che non arrivi un maschio a rubarvi l'invenzione.<br><br>Questo è quello che succede molto spesso quando una donna inventa qualcosa, dai tempi dei tempi. Ho scoperto qualche giorno fa che il dispositivo per segnalare nelle auto, <b>le frecce</b>, quelle che si mettono quando si deve girare, si deve fare una curva, <b>sono state inventate da una donna</b>, un'attrice, Florence Lawrens, nel 1915, un'attrice che doveva essere anche molto di successo perché all'epoca si acquistò una macchina con i suoi soldi, quindi grande libertà, grande indipendenza, e poi era una a cui piaceva anche mettere le mani nel motore, ripararsi la macchina eccetera, e inventò un dispositivo per segnalare quando doveva girare a destra o a sinistra. Purtroppo però Florence dimenticò di brevettare questo dispositivo, per cui poi arrivò il solito maschio che nel 1929 brevettò la segnalazione delle auto. Il nome del tipo non ve lo dico, peggio per lui che ha rubato l'idea alla nostra Florence.<br><br>Florence tra l'altro veniva da una famiglia molto interessante, anche la madre era un inventrice, aveva inventato, qualche anno dopo che la figlia inventò e le frecce, <b>inventò il tergicristallo</b> per tenere il vetro della macchina pulito, quindi una famiglia fantastica di inventrice.<br><br>Un'altra inventrice che è stata dimenticata è <b>Lizzie Magie che inventò i Monopoli</b>. Lo inventò all'inizio del Novecento, nel 1904, come un gioco che avrebbe dovuto dimostrare come con il capitalismo non vinceva nessuno, ma tutti perdevano. Lo brevettò anche, and all'ufficio brevetti, solo che poi lo vendette per una miseria, e qualcun altro, diversi anni più tardi, lo brevetto a suo nome, un altro maschio di cui non vi dico il nome.<br><br>Una cosa interessante è che qualche anno fa Monopoli ha pubblicato un'edizione speciale dedicata alle donne inventrice, dove in ogni casella, anziché il nome della strada, c'è il nome di una inventrice. Manca però Lizzie Magie che inventò appunto il gioco dei Monopoli.<br><br>Come siamo messi a invenzioni oggi? In Italia siamo messi maluccio solo il 14% delle donne va all'ufficio brevetti a brevettare l'invenzione, anche se devo dire che in Sardegna le cose vanno piuttosto bene perché <b>la Sardegna è la prima regione in Italia per inventrici</b>: il 27,9% delle invenzioni viene registrato da una donna, e la Sardegna è 5ª in Europa, quindi donne sarde inventrici continuate a inventare ma soprattutto continuate ad andare all'ufficio brevetti e mettere il vostro nome. Fate attenzione che qualche maschio non vi freghi l'invenzione.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Women listening, if you have ever invented something, run immediately to the patent office to patent it and be careful that a male does not come and steal your invention.<br><br>This is what happens very often when a woman invents something, since time immemorial. I discovered a few days ago that the device for signaling cars, the indicators, the ones you put on when you have to turn, you take a curve, were invented by a woman, an actress, Florence Lawrens, in 1915, an actress who must have also been very successful because at the time she bought a car with her own money, therefore great freedom, great independence, and then she was someone who also liked to put her hands in the engine, repair her car, etc., and she invented a device to signal when turning right or left.<br><br>Unfortunately, however, Florence forgot to patent this device, so then the usual male arrived who in 1929 patented the car indicators. I won't tell you the name of the guy, too bad for him who stole the idea from our Florence. Among other things, Florence came from a very interesting family, her mother was also an inventor, she invented, a few years after her daughter invented the indicators, she invented the windshield wiper to keep the glass of the car clean, therefore a fantastic family of inventor.<br><br>Another inventor who has been forgotten is Lizzie Magie who invented Monopoly. She invented it at the beginning of the twentieth century, in 1904, as a game that was supposed to demonstrate how with capitalism no one wins, but everyone loses. She patented it too, went to the patent office, but then she sold it for a pittance, and somebody else, several years later, patented it in his name, another male whose name I won't tell you.<br><br>An interesting thing is that a few years ago Monopoly published a special edition dedicated to female inventors, where in each spot, instead of the street name, there is the name of a female inventor. Too bad that Lizzie Magie, who invented the Monopoly game, is missing.<br><br>How are we at female inventors today? In Italy we are in a bad shape only 14% of women go to the patent office to patent the invention, even if I must say that in Sardinia things are going quite well because Sardinia is the first region in Italy for female inventors: 27.9 % of inventions are registered by a woman, and Sardinia is 5th in Europe, so Sardinian women inventors keep inventing but above all keep going to the patent office and putting your name. Be careful that some male does not steal the invention.<br><br>LINKS: <br><b>La donna che inventò Monopoli </b>https://it.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_Magie<br><b>L'edizione speciale di Monopoli (senza il nome dell'inventrice del gioco) </b>https://www.washingtonpost.com/nation/2019/09/11/ms-monopoly-female-inventor-lizzie-magie/<br><b>La spettacolare Florence Lawrence, femminista, inventrice e attrice</b> (ma ancora non ci avete fatto un film?) https://it.wikipedia.org/wiki/Florence_Lawrence<br><b>Qualche numero sulle inventrici in Italia e in Sardegna</b> https://www.lastampa.it/esteri/2022/11/08/news/quante_sono_le_inventrici_in_italia_tutti_i_numeri_dei_brevetti_nel_mondo-12226363/]]>
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        <![CDATA[Troppo spesso le invenzioni fatte dalle donne vengono brevettate da un uomo e le inventrici riconosciute ufficialmente sono ancora troppo poche. Persino l'edizione speciale del gioco Monopoli, dedicato alle inventrici, dimentica di riconoscere la vera maternità del gioco, inventato da una donna.<br>Tutti i link alla fine della pagina, dopo la traduzione in inglese.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[English translation below]</i><br>Donne in ascolto, se avete mai inventato qualcosa, correte subito all'ufficio brevetti per brevettarla e fate attenzione che non arrivi un maschio a rubarvi l'invenzione.<br><br>Questo è quello che succede molto spesso quando una donna inventa qualcosa, dai tempi dei tempi. Ho scoperto qualche giorno fa che il dispositivo per segnalare nelle auto, <b>le frecce</b>, quelle che si mettono quando si deve girare, si deve fare una curva, <b>sono state inventate da una donna</b>, un'attrice, Florence Lawrens, nel 1915, un'attrice che doveva essere anche molto di successo perché all'epoca si acquistò una macchina con i suoi soldi, quindi grande libertà, grande indipendenza, e poi era una a cui piaceva anche mettere le mani nel motore, ripararsi la macchina eccetera, e inventò un dispositivo per segnalare quando doveva girare a destra o a sinistra. Purtroppo però Florence dimenticò di brevettare questo dispositivo, per cui poi arrivò il solito maschio che nel 1929 brevettò la segnalazione delle auto. Il nome del tipo non ve lo dico, peggio per lui che ha rubato l'idea alla nostra Florence.<br><br>Florence tra l'altro veniva da una famiglia molto interessante, anche la madre era un inventrice, aveva inventato, qualche anno dopo che la figlia inventò e le frecce, <b>inventò il tergicristallo</b> per tenere il vetro della macchina pulito, quindi una famiglia fantastica di inventrice.<br><br>Un'altra inventrice che è stata dimenticata è <b>Lizzie Magie che inventò i Monopoli</b>. Lo inventò all'inizio del Novecento, nel 1904, come un gioco che avrebbe dovuto dimostrare come con il capitalismo non vinceva nessuno, ma tutti perdevano. Lo brevettò anche, and all'ufficio brevetti, solo che poi lo vendette per una miseria, e qualcun altro, diversi anni più tardi, lo brevetto a suo nome, un altro maschio di cui non vi dico il nome.<br><br>Una cosa interessante è che qualche anno fa Monopoli ha pubblicato un'edizione speciale dedicata alle donne inventrice, dove in ogni casella, anziché il nome della strada, c'è il nome di una inventrice. Manca però Lizzie Magie che inventò appunto il gioco dei Monopoli.<br><br>Come siamo messi a invenzioni oggi? In Italia siamo messi maluccio solo il 14% delle donne va all'ufficio brevetti a brevettare l'invenzione, anche se devo dire che in Sardegna le cose vanno piuttosto bene perché <b>la Sardegna è la prima regione in Italia per inventrici</b>: il 27,9% delle invenzioni viene registrato da una donna, e la Sardegna è 5ª in Europa, quindi donne sarde inventrici continuate a inventare ma soprattutto continuate ad andare all'ufficio brevetti e mettere il vostro nome. Fate attenzione che qualche maschio non vi freghi l'invenzione.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Women listening, if you have ever invented something, run immediately to the patent office to patent it and be careful that a male does not come and steal your invention.<br><br>This is what happens very often when a woman invents something, since time immemorial. I discovered a few days ago that the device for signaling cars, the indicators, the ones you put on when you have to turn, you take a curve, were invented by a woman, an actress, Florence Lawrens, in 1915, an actress who must have also been very successful because at the time she bought a car with her own money, therefore great freedom, great independence, and then she was someone who also liked to put her hands in the engine, repair her car, etc., and she invented a device to signal when turning right or left.<br><br>Unfortunately, however, Florence forgot to patent this device, so then the usual male arrived who in 1929 patented the car indicators. I won't tell you the name of the guy, too bad for him who stole the idea from our Florence. Among other things, Florence came from a very interesting family, her mother was also an inventor, she invented, a few years after her daughter invented the indicators, she invented the windshield wiper to keep the glass of the car clean, therefore a fantastic family of inventor.<br><br>Another inventor who has been forgotten is Lizzie Magie who invented Monopoly. She invented it at the beginning of the twentieth century, in 1904, as a game that was supposed to demonstrate how with capitalism no one wins, but everyone loses. She patented it too, went to the patent office, but then she sold it for a pittance, and somebody else, several years later, patented it in his name, another male whose name I won't tell you.<br><br>An interesting thing is that a few years ago Monopoly published a special edition dedicated to female inventors, where in each spot, instead of the street name, there is the name of a female inventor. Too bad that Lizzie Magie, who invented the Monopoly game, is missing.<br><br>How are we at female inventors today? In Italy we are in a bad shape only 14% of women go to the patent office to patent the invention, even if I must say that in Sardinia things are going quite well because Sardinia is the first region in Italy for female inventors: 27.9 % of inventions are registered by a woman, and Sardinia is 5th in Europe, so Sardinian women inventors keep inventing but above all keep going to the patent office and putting your name. Be careful that some male does not steal the invention.<br><br>LINKS: <br><b>La donna che inventò Monopoli </b>https://it.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_Magie<br><b>L'edizione speciale di Monopoli (senza il nome dell'inventrice del gioco) </b>https://www.washingtonpost.com/nation/2019/09/11/ms-monopoly-female-inventor-lizzie-magie/<br><b>La spettacolare Florence Lawrence, femminista, inventrice e attrice</b> (ma ancora non ci avete fatto un film?) https://it.wikipedia.org/wiki/Florence_Lawrence<br><b>Qualche numero sulle inventrici in Italia e in Sardegna</b> https://www.lastampa.it/esteri/2022/11/08/news/quante_sono_le_inventrici_in_italia_tutti_i_numeri_dei_brevetti_nel_mondo-12226363/]]>
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      <pubDate>Thu, 16 Mar 2023 07:31:13 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>Trailer 3' grezzi di Cristina Marras</title>
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        <![CDATA[30 secondi per raccontare di cosa parlano i miei 3 minuti grezzi giornalieri.<br>Da ascoltare su tutte le vostre piattaforme perferite.]]>
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      <pubDate>Thu, 16 Mar 2023 06:41:18 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 439 Dilemma Morale</title>
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        <![CDATA[A quanto pare la lingua che parliamo influenza le decisioni morali che prendiamo. Provate anche voi e fatemi sapere. I LINK agli studi citati li trovate a fondo pagina, dopo la traduzione in inglese.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>A quanto pare, quando parliamo un'altra lingua, non solo cambiamo il tono di voce, la cadenza con cui parliamo, ma abbiamo anche un diverso approccio quando dobbiamo prendere delle decisioni morali.<br><br>Il fatto che la mia voce cambi dipendentemente dalla lingua che parlo lo so già, perché ascoltando le registrazioni la mia voce è molto diversa se parlo in italiano o in inglese o in tedesco. Però questa cosa delle decisioni morali interessante, l'ho trovata in diversi studi, ormai è da decenni che questa questione viene studiata e come, come funzionano gli esperimenti? Si prendono delle persone che hanno una madrelingua e che però parlano una lingua diversa, molto bene naturalmente, e poi si fanno dei quesiti morali tipo: sei sopra un ponte, vedi che il treno arriva a tutta velocità, tu puoi salvare dieci [erano 5] persone che sono dentro al treno, però devi buttare questa persona BUM! sopra i binari, quindi mi ammazzi una per salvarne cinque. E a quanto pare se il quesito viene posto nella lingua madre c'è più, come dire c'è più difficoltà a buttare sotto il treno una persona per salvarne cinque. E invece quando si fa il ragionamento in una lingua che si è acquisita da adulti, c'è più propensione verso una decisione più utilitaristica.<br><br>Ora io non so veramente come vengono fatti questi esperimenti perché secondo me entrano in campo tanti altri fattori, non solo il fatto che la lingua si sia imparata da adulti piuttosto che alla nascita, ma anche in che ambiente si imparata la lingua, da che ambiente si proviene eccetera. <br>È una cosa reale però, e me ne rendo conto anch'io, me ne sono sempre resa conto, che quando si è più o meno bilingui, anche se non dalla nascita, io sono più o meno bilingue ma non dalla nascita, però mi rendo conto che uso ad esempio l'inglese in alcune situazioni. Me l'aveva fatto notare mio figlio quando era bambino, dice mamma, quando ti arrabbi parli sempre in inglese. E in effetti è ancora così quando mi arrabbio con mio figlio, vabb non succede spesso, però quando sono un po' agitata, un po' arrabbiata, automaticamente BUM mi vengono fuori le frasi in inglese. E quando mi sforzo di parlare in italiano traduco le frasi che ho in mente in inglese, in italiano, naturalmente non funziona così, perché le frasi tradotte, soprattutto quando sono frasi che esprimono forti emozioni, come quando siamo molto contenti o molto arrabbiati, non vengono mai tradotte letteralmente.<br><br>Quindi fateci caso, anche perché chi mi ascolta sicuramente bilingue perché parla il sardo, l'italiano e altre lingue regionali, fateci caso al vostro processo decisionale parlando in una o nell'altra lingua.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Apparently, when we speak another language, we not only change the tone of voice, the cadence with which we speak, but we also have a different approach when it comes to making moral decisions.<br><br>I already know that my voice changes depending on the language I speak, because listening to the recordings, my voice is very different if I speak Italian or English or German. But this thing about moral decisions is interesting, I found it in several studies, this question has been studied for decades now and let's see, how do experiments work?<br><br>You take people who are native speaker and also speak a different language, fluently of course, and then you ask moral questions such as: you are on a bridge, you see that the train is coming at full speed, you can save ten [actually 5 ] people who are inside the train, but you have to throw this person BOOM! over the tracks, so you kill me one to save five. And apparently if the question is asked in the mother tongue there is more, how can I say, there is more difficulty in throwing one person under the train to save five. On the other hand, when reasoning is done in a language that one acquired as an adult, there is more propensity towards a more utilitarian decision.<br><br>Now, I don't really know how these experiments are done because in my opinion many other factors come into play, not only the fact that the language is learned as adults rather than at birth, but also in which environment the language was learned, from which environment you come etc.<br><br>It's a real thing though, and I realise it on myself, I've always realised it, that when you're more or less bilingual, even if not from birth, I'm more or less bilingual but not from birth, I realise that I use for example English in some situations. My son had pointed this out to me when he was a child, he said mum, when you get angry you always speak in English. And in fact it's still like this, when I get angry with my son, oh well, it doesn't happen often, but when I'm a little upset, a little angry, automatically BOOM, I switch into English. And when I try to speak in Italian, I do so but I translate the sentences that I have in mind in English, into Italian, of course it doesn't work like this, because the translated sentences, especially when they are sentences that express strong emotions, such as when we are very happy or very angry, never translate literally.<br><br>So pay attention to it, also because you listeners are certainly bilingual because you speak Sardinian, Italian and other regional languages, pay attention to your decision-making process when speaking in one or the other language.<br><br><br><br>LINK<br>Alcuni studi che parlano delle decisioni morali prese in lingue diverse dalla madrelingua https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0094842<br>https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpsyg.2020.549083/full]]>
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      <content:encoded>
        <![CDATA[A quanto pare la lingua che parliamo influenza le decisioni morali che prendiamo. Provate anche voi e fatemi sapere. I LINK agli studi citati li trovate a fondo pagina, dopo la traduzione in inglese.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>A quanto pare, quando parliamo un'altra lingua, non solo cambiamo il tono di voce, la cadenza con cui parliamo, ma abbiamo anche un diverso approccio quando dobbiamo prendere delle decisioni morali.<br><br>Il fatto che la mia voce cambi dipendentemente dalla lingua che parlo lo so già, perché ascoltando le registrazioni la mia voce è molto diversa se parlo in italiano o in inglese o in tedesco. Però questa cosa delle decisioni morali interessante, l'ho trovata in diversi studi, ormai è da decenni che questa questione viene studiata e come, come funzionano gli esperimenti? Si prendono delle persone che hanno una madrelingua e che però parlano una lingua diversa, molto bene naturalmente, e poi si fanno dei quesiti morali tipo: sei sopra un ponte, vedi che il treno arriva a tutta velocità, tu puoi salvare dieci [erano 5] persone che sono dentro al treno, però devi buttare questa persona BUM! sopra i binari, quindi mi ammazzi una per salvarne cinque. E a quanto pare se il quesito viene posto nella lingua madre c'è più, come dire c'è più difficoltà a buttare sotto il treno una persona per salvarne cinque. E invece quando si fa il ragionamento in una lingua che si è acquisita da adulti, c'è più propensione verso una decisione più utilitaristica.<br><br>Ora io non so veramente come vengono fatti questi esperimenti perché secondo me entrano in campo tanti altri fattori, non solo il fatto che la lingua si sia imparata da adulti piuttosto che alla nascita, ma anche in che ambiente si imparata la lingua, da che ambiente si proviene eccetera. <br>È una cosa reale però, e me ne rendo conto anch'io, me ne sono sempre resa conto, che quando si è più o meno bilingui, anche se non dalla nascita, io sono più o meno bilingue ma non dalla nascita, però mi rendo conto che uso ad esempio l'inglese in alcune situazioni. Me l'aveva fatto notare mio figlio quando era bambino, dice mamma, quando ti arrabbi parli sempre in inglese. E in effetti è ancora così quando mi arrabbio con mio figlio, vabb non succede spesso, però quando sono un po' agitata, un po' arrabbiata, automaticamente BUM mi vengono fuori le frasi in inglese. E quando mi sforzo di parlare in italiano traduco le frasi che ho in mente in inglese, in italiano, naturalmente non funziona così, perché le frasi tradotte, soprattutto quando sono frasi che esprimono forti emozioni, come quando siamo molto contenti o molto arrabbiati, non vengono mai tradotte letteralmente.<br><br>Quindi fateci caso, anche perché chi mi ascolta sicuramente bilingue perché parla il sardo, l'italiano e altre lingue regionali, fateci caso al vostro processo decisionale parlando in una o nell'altra lingua.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Apparently, when we speak another language, we not only change the tone of voice, the cadence with which we speak, but we also have a different approach when it comes to making moral decisions.<br><br>I already know that my voice changes depending on the language I speak, because listening to the recordings, my voice is very different if I speak Italian or English or German. But this thing about moral decisions is interesting, I found it in several studies, this question has been studied for decades now and let's see, how do experiments work?<br><br>You take people who are native speaker and also speak a different language, fluently of course, and then you ask moral questions such as: you are on a bridge, you see that the train is coming at full speed, you can save ten [actually 5 ] people who are inside the train, but you have to throw this person BOOM! over the tracks, so you kill me one to save five. And apparently if the question is asked in the mother tongue there is more, how can I say, there is more difficulty in throwing one person under the train to save five. On the other hand, when reasoning is done in a language that one acquired as an adult, there is more propensity towards a more utilitarian decision.<br><br>Now, I don't really know how these experiments are done because in my opinion many other factors come into play, not only the fact that the language is learned as adults rather than at birth, but also in which environment the language was learned, from which environment you come etc.<br><br>It's a real thing though, and I realise it on myself, I've always realised it, that when you're more or less bilingual, even if not from birth, I'm more or less bilingual but not from birth, I realise that I use for example English in some situations. My son had pointed this out to me when he was a child, he said mum, when you get angry you always speak in English. And in fact it's still like this, when I get angry with my son, oh well, it doesn't happen often, but when I'm a little upset, a little angry, automatically BOOM, I switch into English. And when I try to speak in Italian, I do so but I translate the sentences that I have in mind in English, into Italian, of course it doesn't work like this, because the translated sentences, especially when they are sentences that express strong emotions, such as when we are very happy or very angry, never translate literally.<br><br>So pay attention to it, also because you listeners are certainly bilingual because you speak Sardinian, Italian and other regional languages, pay attention to your decision-making process when speaking in one or the other language.<br><br><br><br>LINK<br>Alcuni studi che parlano delle decisioni morali prese in lingue diverse dalla madrelingua https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0094842<br>https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpsyg.2020.549083/full]]>
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      <pubDate>Wed, 15 Mar 2023 05:04:30 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>A quanto pare la lingua che parliamo influenza le decisioni morali che prendiamo. Provate anche voi e fatemi sapere. I LINK agli studi citati li trovate a fondo pagina, dopo la traduzione in inglese.TRASCRIZIONE [ENG translation below]A quanto pare, quando parliamo un'altra lingua, non solo cambiamo il tono di voce, la cadenza con cui parliamo, ma abbiamo anche un diverso approccio quando dobbiamo prendere delle decisioni morali.Il fatto che la mia voce cambi dipendentemente dalla lingua che parlo lo so già, perché ascoltando le registrazioni la mia voce è molto diversa se parlo in italiano o in inglese o in tedesco. Però questa cosa delle decisioni morali interessante, l'ho trovata in diversi studi, ormai è da decenni che questa questione viene studiata e come, come funzionano gli esperimenti? Si prendono delle persone che hanno una madrelingua e che però parlano una lingua diversa, molto bene naturalmente, e poi si fanno dei quesiti morali tipo: sei sopra un ponte, vedi che il treno arriva a tutta velocità, tu puoi salvare dieci [erano 5] persone che sono dentro al treno, però devi buttare questa persona BUM! sopra i binari, quindi mi ammazzi una per salvarne cinque. E a quanto pare se il quesito viene posto nella lingua madre c'è più, come dire c'è più difficoltà a buttare sotto il treno una persona per salvarne cinque. E invece quando si fa il ragionamento in una lingua che si è acquisita da adulti, c'è più propensione verso una decisione più utilitaristica.Ora io non so veramente come vengono fatti questi esperimenti perché secondo me entrano in campo tanti altri fattori, non solo il fatto che la lingua si sia imparata da adulti piuttosto che alla nascita, ma anche in che ambiente si imparata la lingua, da che ambiente si proviene eccetera. È una cosa reale però, e me ne rendo conto anch'io, me ne sono sempre resa conto, che quando si è più o meno bilingui, anche se non dalla nascita, io sono più o meno bilingue ma non dalla nascita, però mi rendo conto che uso ad esempio l'inglese in alcune situazioni. Me l'aveva fatto notare mio figlio quando era bambino, dice mamma, quando ti arrabbi parli sempre in inglese. E in effetti è ancora così quando mi arrabbio con mio figlio, vabb non succede spesso, però quando sono un po' agitata, un po' arrabbiata, automaticamente BUM mi vengono fuori le frasi in inglese. E quando mi sforzo di parlare in italiano traduco le frasi che ho in mente in inglese, in italiano, naturalmente non funziona così, perché le frasi tradotte, soprattutto quando sono frasi che esprimono forti emozioni, come quando siamo molto contenti o molto arrabbiati, non vengono mai tradotte letteralmente.Quindi fateci caso, anche perché chi mi ascolta sicuramente bilingue perché parla il sardo, l'italiano e altre lingue regionali, fateci caso al vostro processo decisionale parlando in una o nell'altra lingua.TRANSLATIONApparently, when we speak another language, we not only change the tone of voice, the cadence with which we speak, but we also have a different approach when it comes to making moral decisions.I already know that my voice changes depending on the language I speak, because listening to the recordings, my voice is very different if I speak Italian or English or German. But this thing about moral decisions is interesting, I found it in several studies, this question has been studied for decades now and let's see, how do experiments work?You take people who are native speaker and also speak a different language, fluently of course, and then you ask moral questions such as: you are on a bridge, you see that the train is coming at full speed, you can save ten [actually 5 ] people who are inside the train, but you have to throw this person BOOM! over the tracks, so you kill me one to save five. And apparently if the question is asked in the mother tongue there is more, how can I say,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>A quanto pare la lingua che parliamo influenza le decisioni morali che prendiamo. Provate anche voi e fatemi sapere. I LINK agli studi citati li trovate a fondo pagina, dopo la traduzione in inglese.TRASCRIZIONE [ENG translation below]A quanto pare, quand</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 438 La luna (piena)</title>
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        <![CDATA[La luna piena non mi fa dormire. E non sono la sola. ma voi lo sapete cos'è l'illusione della luna? Ve lo spiego oggi. <b>Tutti i link a fondo pagina.</b><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Io che la luna piena ha un effetto su di me, me ne sono accorta a circa trent'anni. Avevo il letto appoggiato alla finestra, era abbastanza in alto per cui non correvo il rischio che mi vedessero le persone che passavano, però c'era questa cosa strana che quando c'era la luna piena, la luce della luna mi sommergeva completamente e illuminava tutta la stanza.<br>Mi ci è voluto un po' per capirlo, però alla fine ho fatto due più due e ci sono arrivata e ho visto che ogni mese, quando c'era la luna piena, dormivo malissimo e facevo sogni molto agitati. Ho risolto il problema spostando il letto e montando delle tende, però mi è rimasto il fascino per la luna e per gli effetti che ha.<br>Ora ho trovato un articolo scientifico che ripercorre un po il modo in cui un tempo eravamo legati alla luna quando c'era la luna piena, naturalmente si riferisce a quando non esisteva l'energia elettrica, adesso è molto più difficile rendersi conto dei cicli della luna, perché a meno che non ci facciamo proprio caso, cioè a meno che non andiamo a guardarci il calendario, la luna si vede solo una volta che ha superato i palazzi, e spesso nemmeno si vede perché l'inquinamento luminoso delle città, il cielo non è più nero come una volta, il cielo notturno, adesso è color acqua e anice, se mi permettete questa citazione colta.<br>A proposito di luna all'orizzonte, grazie all'esame di psicologia di mio figlio, che ascoltavo mentre ripassava, ho scoperto l'illusione della luna. Vi spiego cos'è.<br>Avete presente quando vedete la luna che è appena spuntata all'orizzonte ed è grandissima, gigantesca? Avete mai provato a fotografarla? Eh? Se come me ci avete provato, avrete visto che in foto viene piccolissima, normale. Ecco, quella cosa lì è perché c'è l'illusione della luna. Vi spiego come funziona.<br>Allora il nostro cervello sa che se riusciamo a vedere qualcosa all'orizzonte vuol dire che è una cosa grande, altrimenti non riusciremo mai a vederla. Quindi quando vediamo la luna che è appena sorta all'orizzonte, il nostro cervello pensa ah se riesco a vederla da qua, deve essere una cosa grande. Quando però la luna sale, il cervello non è più influenzato dal fatto che all'orizzonte, e quindi la luna sale su in cielo, non ci sono più termini di paragone, non c'è più niente con cui confrontarla e allora la luna ci appare effettivamente come è, cioè molto piccola.<br>Pensateci la prossima volta che vedete la luna all'orizzonte, sia che sia grande, gigantesca, sia che sia piccola in alto, e una cosa interessante di questa illusione della luna, che è proprio una cosa che si chiama così, illusione della luna, è il fatto che saperlo non ha nessun impatto su come la vediamo. Cioè so che è un'illusione, però al mio cervello non gliene frega niente e continua a vederla di quelle dimensioni. Eh, gli scherzi che ci gioca il cervello. Vabbè. Buona luna a tutte e a tutti.<br><br><b>Translation</b><br>That the full moon has an effect on me, I realized it when I was about thirty. I had the bed leaning against the window, it was high enough so that I didn't run the risk of people seeing me, but there was this strange thing that when there was a full moon, the light of the moon completely submerged me and illuminated the whole room. It took me a while to figure it out, but I finally put two and two together and realized that every month when there was a full moon, I slept horribly and had very restless dreams. I solved the problem by moving the bed and putting up some curtains, but I still have the fascination for the moon and for the effects it has.<br><br>Now I've found a scientific article that explains how we used to be connected to the moon when there was a full moon, of course it refers to when there was no electricity, now it's much more difficult to understand the cycles of the moon, because unless we really pay attention to it, that is, unless we check the calendar, the moon can only be seen once it has passed the buildings, and often we can't even see it because with the light pollution of the cities, the sky is no longer as black as it used to be, the night sky is now colour of water and anise, if you will allow me this cultured quote [<i>it's the line from a song by Paolo Conte</i>].<br><br>Speaking of the moon on the horizon, thanks to my son's psychology exam, I overheard as he was reviewing, I discovered the illusion of the moon. I'll tell you what it is.<br><br>You know when you see the moon that has just popped up on the horizon and it's huge, gigantic? Have you ever tried to photograph it? Huh? If you tried like me, you will have seen that in the picture it is very small, normal. Well, that thing there is because there is the illusion of the moon. I'll explain you how it works. Our brain knows that if we can see something at the horizon it means that it is a big thing, otherwise we will never be able to see it. So when we see the moon that has just risen on the horizon, our brain thinks ah if I can see it from here, it must be a big thing. However, when the moon rises, the brain is no longer influenced by the vicinity with the horizon, and when the moon rises up in the sky, there are no more terms of comparison, there is nothing left to compare it with and the moon then appears as it is, i.e. very small.<br><br>Think about that next time you see the moon at the horizon, whether it's big, gigantic, or small, and one interesting thing about this moon illusion, and this is the actual name, moon illusion, it's the fact that knowing it has no impact on how we see it. I mean I know it's an illusion, but my brain doesn't give a damn and keeps seeing it at that size. Eh, the tricks that the brain plays on us. Alright. Good moon to all of you!<br><br>LINK:<br><b>L'articolo sull'effetto della luna piena</b> https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.abe0465?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;<br><b>L'illusione della luna</b> https://it.wikipedia.org/wiki/Illusione_lunare]]>
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        <![CDATA[La luna piena non mi fa dormire. E non sono la sola. ma voi lo sapete cos'è l'illusione della luna? Ve lo spiego oggi. <b>Tutti i link a fondo pagina.</b><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Io che la luna piena ha un effetto su di me, me ne sono accorta a circa trent'anni. Avevo il letto appoggiato alla finestra, era abbastanza in alto per cui non correvo il rischio che mi vedessero le persone che passavano, però c'era questa cosa strana che quando c'era la luna piena, la luce della luna mi sommergeva completamente e illuminava tutta la stanza.<br>Mi ci è voluto un po' per capirlo, però alla fine ho fatto due più due e ci sono arrivata e ho visto che ogni mese, quando c'era la luna piena, dormivo malissimo e facevo sogni molto agitati. Ho risolto il problema spostando il letto e montando delle tende, però mi è rimasto il fascino per la luna e per gli effetti che ha.<br>Ora ho trovato un articolo scientifico che ripercorre un po il modo in cui un tempo eravamo legati alla luna quando c'era la luna piena, naturalmente si riferisce a quando non esisteva l'energia elettrica, adesso è molto più difficile rendersi conto dei cicli della luna, perché a meno che non ci facciamo proprio caso, cioè a meno che non andiamo a guardarci il calendario, la luna si vede solo una volta che ha superato i palazzi, e spesso nemmeno si vede perché l'inquinamento luminoso delle città, il cielo non è più nero come una volta, il cielo notturno, adesso è color acqua e anice, se mi permettete questa citazione colta.<br>A proposito di luna all'orizzonte, grazie all'esame di psicologia di mio figlio, che ascoltavo mentre ripassava, ho scoperto l'illusione della luna. Vi spiego cos'è.<br>Avete presente quando vedete la luna che è appena spuntata all'orizzonte ed è grandissima, gigantesca? Avete mai provato a fotografarla? Eh? Se come me ci avete provato, avrete visto che in foto viene piccolissima, normale. Ecco, quella cosa lì è perché c'è l'illusione della luna. Vi spiego come funziona.<br>Allora il nostro cervello sa che se riusciamo a vedere qualcosa all'orizzonte vuol dire che è una cosa grande, altrimenti non riusciremo mai a vederla. Quindi quando vediamo la luna che è appena sorta all'orizzonte, il nostro cervello pensa ah se riesco a vederla da qua, deve essere una cosa grande. Quando però la luna sale, il cervello non è più influenzato dal fatto che all'orizzonte, e quindi la luna sale su in cielo, non ci sono più termini di paragone, non c'è più niente con cui confrontarla e allora la luna ci appare effettivamente come è, cioè molto piccola.<br>Pensateci la prossima volta che vedete la luna all'orizzonte, sia che sia grande, gigantesca, sia che sia piccola in alto, e una cosa interessante di questa illusione della luna, che è proprio una cosa che si chiama così, illusione della luna, è il fatto che saperlo non ha nessun impatto su come la vediamo. Cioè so che è un'illusione, però al mio cervello non gliene frega niente e continua a vederla di quelle dimensioni. Eh, gli scherzi che ci gioca il cervello. Vabbè. Buona luna a tutte e a tutti.<br><br><b>Translation</b><br>That the full moon has an effect on me, I realized it when I was about thirty. I had the bed leaning against the window, it was high enough so that I didn't run the risk of people seeing me, but there was this strange thing that when there was a full moon, the light of the moon completely submerged me and illuminated the whole room. It took me a while to figure it out, but I finally put two and two together and realized that every month when there was a full moon, I slept horribly and had very restless dreams. I solved the problem by moving the bed and putting up some curtains, but I still have the fascination for the moon and for the effects it has.<br><br>Now I've found a scientific article that explains how we used to be connected to the moon when there was a full moon, of course it refers to when there was no electricity, now it's much more difficult to understand the cycles of the moon, because unless we really pay attention to it, that is, unless we check the calendar, the moon can only be seen once it has passed the buildings, and often we can't even see it because with the light pollution of the cities, the sky is no longer as black as it used to be, the night sky is now colour of water and anise, if you will allow me this cultured quote [<i>it's the line from a song by Paolo Conte</i>].<br><br>Speaking of the moon on the horizon, thanks to my son's psychology exam, I overheard as he was reviewing, I discovered the illusion of the moon. I'll tell you what it is.<br><br>You know when you see the moon that has just popped up on the horizon and it's huge, gigantic? Have you ever tried to photograph it? Huh? If you tried like me, you will have seen that in the picture it is very small, normal. Well, that thing there is because there is the illusion of the moon. I'll explain you how it works. Our brain knows that if we can see something at the horizon it means that it is a big thing, otherwise we will never be able to see it. So when we see the moon that has just risen on the horizon, our brain thinks ah if I can see it from here, it must be a big thing. However, when the moon rises, the brain is no longer influenced by the vicinity with the horizon, and when the moon rises up in the sky, there are no more terms of comparison, there is nothing left to compare it with and the moon then appears as it is, i.e. very small.<br><br>Think about that next time you see the moon at the horizon, whether it's big, gigantic, or small, and one interesting thing about this moon illusion, and this is the actual name, moon illusion, it's the fact that knowing it has no impact on how we see it. I mean I know it's an illusion, but my brain doesn't give a damn and keeps seeing it at that size. Eh, the tricks that the brain plays on us. Alright. Good moon to all of you!<br><br>LINK:<br><b>L'articolo sull'effetto della luna piena</b> https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.abe0465?utm_source=substack&amp;utm_medium=email&amp;<br><b>L'illusione della luna</b> https://it.wikipedia.org/wiki/Illusione_lunare]]>
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      <pubDate>Tue, 14 Mar 2023 04:45:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La luna piena non mi fa dormire. E non sono la sola. ma voi lo sapete cos'è l'illusione della luna? Ve lo spiego oggi. Tutti i link a fondo pagina.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Io che la luna piena ha un effetto su di me, me ne sono accorta a circa trent'anni. Avevo il letto appoggiato alla finestra, era abbastanza in alto per cui non correvo il rischio che mi vedessero le persone che passavano, però c'era questa cosa strana che quando c'era la luna piena, la luce della luna mi sommergeva completamente e illuminava tutta la stanza.Mi ci è voluto un po' per capirlo, però alla fine ho fatto due più due e ci sono arrivata e ho visto che ogni mese, quando c'era la luna piena, dormivo malissimo e facevo sogni molto agitati. Ho risolto il problema spostando il letto e montando delle tende, però mi è rimasto il fascino per la luna e per gli effetti che ha.Ora ho trovato un articolo scientifico che ripercorre un po il modo in cui un tempo eravamo legati alla luna quando c'era la luna piena, naturalmente si riferisce a quando non esisteva l'energia elettrica, adesso è molto più difficile rendersi conto dei cicli della luna, perché a meno che non ci facciamo proprio caso, cioè a meno che non andiamo a guardarci il calendario, la luna si vede solo una volta che ha superato i palazzi, e spesso nemmeno si vede perché l'inquinamento luminoso delle città, il cielo non è più nero come una volta, il cielo notturno, adesso è color acqua e anice, se mi permettete questa citazione colta.A proposito di luna all'orizzonte, grazie all'esame di psicologia di mio figlio, che ascoltavo mentre ripassava, ho scoperto l'illusione della luna. Vi spiego cos'è.Avete presente quando vedete la luna che è appena spuntata all'orizzonte ed è grandissima, gigantesca? Avete mai provato a fotografarla? Eh? Se come me ci avete provato, avrete visto che in foto viene piccolissima, normale. Ecco, quella cosa lì è perché c'è l'illusione della luna. Vi spiego come funziona.Allora il nostro cervello sa che se riusciamo a vedere qualcosa all'orizzonte vuol dire che è una cosa grande, altrimenti non riusciremo mai a vederla. Quindi quando vediamo la luna che è appena sorta all'orizzonte, il nostro cervello pensa ah se riesco a vederla da qua, deve essere una cosa grande. Quando però la luna sale, il cervello non è più influenzato dal fatto che all'orizzonte, e quindi la luna sale su in cielo, non ci sono più termini di paragone, non c'è più niente con cui confrontarla e allora la luna ci appare effettivamente come è, cioè molto piccola.Pensateci la prossima volta che vedete la luna all'orizzonte, sia che sia grande, gigantesca, sia che sia piccola in alto, e una cosa interessante di questa illusione della luna, che è proprio una cosa che si chiama così, illusione della luna, è il fatto che saperlo non ha nessun impatto su come la vediamo. Cioè so che è un'illusione, però al mio cervello non gliene frega niente e continua a vederla di quelle dimensioni. Eh, gli scherzi che ci gioca il cervello. Vabbè. Buona luna a tutte e a tutti.TranslationThat the full moon has an effect on me, I realized it when I was about thirty. I had the bed leaning against the window, it was high enough so that I didn't run the risk of people seeing me, but there was this strange thing that when there was a full moon, the light of the moon completely submerged me and illuminated the whole room. It took me a while to figure it out, but I finally put two and two together and realized that every month when there was a full moon, I slept horribly and had very restless dreams. I solved the problem by moving the bed and putting up some curtains, but I still have the fascination for the moon and for the effects it has.Now I've found a scientific article that explains how we used to be connected to the moon when there was a full moon, of course it refers to when there was no electricity,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La luna piena non mi fa dormire. E non sono la sola. ma voi lo sapete cos'è l'illusione della luna? Ve lo spiego oggi. Tutti i link a fondo pagina.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Io che la luna piena ha un effetto su di me, me ne sono accorta a circa </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 437 Chiunque (Anyone)</title>
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        <![CDATA[Una app che ti fa parlare 5 minuti con un<i>*</i> sconosciut*. Un salto nel vuoto, una specie di roulette russa della conversazione. Fantastico! <i>Link e info in fondo alla pagina.</i><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>OMG! OMG! OMG! Sono super excited perché ho trovato una app pazzesca che mi permette di parlare con gli sconosciuti. Tra l'altro ho anche un indirizzo e-mail che dice proprio così 'talktostrangers', parlo con gli sconosciuti.<br><br>C'è questa app che si chiama <b>Anyone</b>, che non so come definirla, se è un social network o cosa, comunque tu ti iscrivi, naturalmente è gratuita, metti il tuo nome, come vuoi essere chiamato, e poi metti quelli che sono i tuoi interessi, le cose di cui vuoi parlare, e poi decidi con chi vuoi parlare, e vengono scelte a caso dalle persone. Poi c'è una... non ho ancora studiato molto bene tutte le funzioni della app, però la funzione che ho usato è quella che si chiama 'butt-dial'. Di solito 'butt-dial', che significa letteralmente fare il numero di telefono con col posteriore, col sedere, quando tu hai il telefono nella tasca posteriore dei pantaloni, ti siedi e accidentalmente fai un numero di telefono.<br><br>Ecco, c'è una funzione che si chiama 'butt-dial' in questa app e così a caso, random, casualmente, tu dici ok, sono disponibile per parlare a casaccio con qualcuno, e ti fanno parlare a casaccio con qualcuno. Io per ora questa funzione l'ho usata una volta e ho parlato... Ah, una cosa che non ho detto è che le conversazioni sono rigorosamente solo di 5 minuti, quindi niente, diciamo che il rischio è molto basso. Tu ti metti a disposizione per 5 minuti per parlare con qualcuno.<br><br>Io per ora l'ho usata una volta questa funzione e ho parlato per 5 minuti con Amara, una donna che vive a Londra e lavora nel teatro, anzi nei musicals, organizza musicals e cos'altro? Sì, è anche una antropologa del cibo, e poi mi ha detto che sta facendo domanda per collaborare con un podcast.<br>Io ho raccontato un po di cose mie, di quello che faccio a Cagliari. È pazzesco perché si propone proprio così questa app: hai 5 minuti di tempo da ammazzare, non sai che fare per 5 minuti? Metti la modalità 'butt-dial' e ti facciamo parlare per 5 minuti con qualcuno.<br><br>Io la trovo una cosa assolutamente entusiasmante, anche perché non sai mai chi ti capita dall'altra parte del telefono. E poi, ripeto, il rischio è molto limitato perché dopo 5 minuti automaticamente la conversazione si interrompe.<br><br>Mi piace questa modalità, la userò ancora e vi farò sapere poi delle mie avventure parlando con le persone dall'altra parte del mondo, o magari anche da questa parte del mondo. Vi terrò informati e informate.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>OMG! OMG! OMG! I'm super excited because I've found a crazy app that allows me to talk to strangers. And BTW, I also have an e-mail address that says 'talktostrangers'. There's this app called <i>Anyone</i>, which I don't know how to define, if it's a social network or what, anyway you sign up, of course it's free, put your name, whatever you want to be called, and then put what are your interests, the things you want to talk about, and then you decide whom you want to talk to, and people are picked at random.<br><br>Then there's one... I haven't studied all the functions of the app very well yet, but the function I used is the one called 'butt-dial'. Usually 'butt-dial', which literally means dialing a phone number with your butt, when you have your phone in your back pocket, you sit down and accidentally dial a phone number. Well, there's a feature called 'butt-dial' in this app and so randomly, you say ok, I'm available to randomly talk to someone, and they make you randomly talk to someone.<br><br>So far I've used this function once and I've talked... Ah, one thing I haven't said is that conversations are strictly 5 minutes only, so nothing, let's say the risk is very low. You make yourself available for 5 minutes to talk to someone.<br><br>So far I have used this function once and I spoke for 5 minutes with Amara, a woman who lives in London and works in the theatre, or rather in musicals, she organizes musicals and what else? Yes, she's also a food anthropologist, and then she told me she's applying to collaborate on a podcast. I told a few things about myself, about what I do in Cagliari.<br><br>It's crazy because this app is exactly like this: you have 5 minutes to kill, you don't know what to do for 5 minutes? Put it on 'butt-dial' mode and we'll let you talk to someone for 5 minutes.<br><br>I find it absolutely exciting, also because you never know who's on the other end of the phone. And then, I repeat, the risk is very limited because after 5 minutes the conversation is automatically interrupted. I like this mode, I will use it again and then let you know about my adventures by talking to people on the other side of the world, or maybe even on this side of the world. I will keep you posted and informed.<br><br><br><br><br><br><b>LINK</b>: la app per parlare con sconosciut* https://www.callinganyone.com/]]>
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        <![CDATA[Una app che ti fa parlare 5 minuti con un<i>*</i> sconosciut*. Un salto nel vuoto, una specie di roulette russa della conversazione. Fantastico! <i>Link e info in fondo alla pagina.</i><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>OMG! OMG! OMG! Sono super excited perché ho trovato una app pazzesca che mi permette di parlare con gli sconosciuti. Tra l'altro ho anche un indirizzo e-mail che dice proprio così 'talktostrangers', parlo con gli sconosciuti.<br><br>C'è questa app che si chiama <b>Anyone</b>, che non so come definirla, se è un social network o cosa, comunque tu ti iscrivi, naturalmente è gratuita, metti il tuo nome, come vuoi essere chiamato, e poi metti quelli che sono i tuoi interessi, le cose di cui vuoi parlare, e poi decidi con chi vuoi parlare, e vengono scelte a caso dalle persone. Poi c'è una... non ho ancora studiato molto bene tutte le funzioni della app, però la funzione che ho usato è quella che si chiama 'butt-dial'. Di solito 'butt-dial', che significa letteralmente fare il numero di telefono con col posteriore, col sedere, quando tu hai il telefono nella tasca posteriore dei pantaloni, ti siedi e accidentalmente fai un numero di telefono.<br><br>Ecco, c'è una funzione che si chiama 'butt-dial' in questa app e così a caso, random, casualmente, tu dici ok, sono disponibile per parlare a casaccio con qualcuno, e ti fanno parlare a casaccio con qualcuno. Io per ora questa funzione l'ho usata una volta e ho parlato... Ah, una cosa che non ho detto è che le conversazioni sono rigorosamente solo di 5 minuti, quindi niente, diciamo che il rischio è molto basso. Tu ti metti a disposizione per 5 minuti per parlare con qualcuno.<br><br>Io per ora l'ho usata una volta questa funzione e ho parlato per 5 minuti con Amara, una donna che vive a Londra e lavora nel teatro, anzi nei musicals, organizza musicals e cos'altro? Sì, è anche una antropologa del cibo, e poi mi ha detto che sta facendo domanda per collaborare con un podcast.<br>Io ho raccontato un po di cose mie, di quello che faccio a Cagliari. È pazzesco perché si propone proprio così questa app: hai 5 minuti di tempo da ammazzare, non sai che fare per 5 minuti? Metti la modalità 'butt-dial' e ti facciamo parlare per 5 minuti con qualcuno.<br><br>Io la trovo una cosa assolutamente entusiasmante, anche perché non sai mai chi ti capita dall'altra parte del telefono. E poi, ripeto, il rischio è molto limitato perché dopo 5 minuti automaticamente la conversazione si interrompe.<br><br>Mi piace questa modalità, la userò ancora e vi farò sapere poi delle mie avventure parlando con le persone dall'altra parte del mondo, o magari anche da questa parte del mondo. Vi terrò informati e informate.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>OMG! OMG! OMG! I'm super excited because I've found a crazy app that allows me to talk to strangers. And BTW, I also have an e-mail address that says 'talktostrangers'. There's this app called <i>Anyone</i>, which I don't know how to define, if it's a social network or what, anyway you sign up, of course it's free, put your name, whatever you want to be called, and then put what are your interests, the things you want to talk about, and then you decide whom you want to talk to, and people are picked at random.<br><br>Then there's one... I haven't studied all the functions of the app very well yet, but the function I used is the one called 'butt-dial'. Usually 'butt-dial', which literally means dialing a phone number with your butt, when you have your phone in your back pocket, you sit down and accidentally dial a phone number. Well, there's a feature called 'butt-dial' in this app and so randomly, you say ok, I'm available to randomly talk to someone, and they make you randomly talk to someone.<br><br>So far I've used this function once and I've talked... Ah, one thing I haven't said is that conversations are strictly 5 minutes only, so nothing, let's say the risk is very low. You make yourself available for 5 minutes to talk to someone.<br><br>So far I have used this function once and I spoke for 5 minutes with Amara, a woman who lives in London and works in the theatre, or rather in musicals, she organizes musicals and what else? Yes, she's also a food anthropologist, and then she told me she's applying to collaborate on a podcast. I told a few things about myself, about what I do in Cagliari.<br><br>It's crazy because this app is exactly like this: you have 5 minutes to kill, you don't know what to do for 5 minutes? Put it on 'butt-dial' mode and we'll let you talk to someone for 5 minutes.<br><br>I find it absolutely exciting, also because you never know who's on the other end of the phone. And then, I repeat, the risk is very limited because after 5 minutes the conversation is automatically interrupted. I like this mode, I will use it again and then let you know about my adventures by talking to people on the other side of the world, or maybe even on this side of the world. I will keep you posted and informed.<br><br><br><br><br><br><b>LINK</b>: la app per parlare con sconosciut* https://www.callinganyone.com/]]>
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      <pubDate>Mon, 13 Mar 2023 05:00:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Una app che ti fa parlare 5 minuti con un* sconosciut*. Un salto nel vuoto, una specie di roulette russa della conversazione. Fantastico! Link e info in fondo alla pagina.TRASCRIZIONE [ENG translation below]OMG! OMG! OMG! Sono super excited perché ho trovato una app pazzesca che mi permette di parlare con gli sconosciuti. Tra l'altro ho anche un indirizzo e-mail che dice proprio così 'talktostrangers', parlo con gli sconosciuti.C'è questa app che si chiama Anyone, che non so come definirla, se è un social network o cosa, comunque tu ti iscrivi, naturalmente è gratuita, metti il tuo nome, come vuoi essere chiamato, e poi metti quelli che sono i tuoi interessi, le cose di cui vuoi parlare, e poi decidi con chi vuoi parlare, e vengono scelte a caso dalle persone. Poi c'è una... non ho ancora studiato molto bene tutte le funzioni della app, però la funzione che ho usato è quella che si chiama 'butt-dial'. Di solito 'butt-dial', che significa letteralmente fare il numero di telefono con col posteriore, col sedere, quando tu hai il telefono nella tasca posteriore dei pantaloni, ti siedi e accidentalmente fai un numero di telefono.Ecco, c'è una funzione che si chiama 'butt-dial' in questa app e così a caso, random, casualmente, tu dici ok, sono disponibile per parlare a casaccio con qualcuno, e ti fanno parlare a casaccio con qualcuno. Io per ora questa funzione l'ho usata una volta e ho parlato... Ah, una cosa che non ho detto è che le conversazioni sono rigorosamente solo di 5 minuti, quindi niente, diciamo che il rischio è molto basso. Tu ti metti a disposizione per 5 minuti per parlare con qualcuno.Io per ora l'ho usata una volta questa funzione e ho parlato per 5 minuti con Amara, una donna che vive a Londra e lavora nel teatro, anzi nei musicals, organizza musicals e cos'altro? Sì, è anche una antropologa del cibo, e poi mi ha detto che sta facendo domanda per collaborare con un podcast.Io ho raccontato un po di cose mie, di quello che faccio a Cagliari. È pazzesco perché si propone proprio così questa app: hai 5 minuti di tempo da ammazzare, non sai che fare per 5 minuti? Metti la modalità 'butt-dial' e ti facciamo parlare per 5 minuti con qualcuno.Io la trovo una cosa assolutamente entusiasmante, anche perché non sai mai chi ti capita dall'altra parte del telefono. E poi, ripeto, il rischio è molto limitato perché dopo 5 minuti automaticamente la conversazione si interrompe.Mi piace questa modalità, la userò ancora e vi farò sapere poi delle mie avventure parlando con le persone dall'altra parte del mondo, o magari anche da questa parte del mondo. Vi terrò informati e informate.TRANSLATIONOMG! OMG! OMG! I'm super excited because I've found a crazy app that allows me to talk to strangers. And BTW, I also have an e-mail address that says 'talktostrangers'. There's this app called Anyone, which I don't know how to define, if it's a social network or what, anyway you sign up, of course it's free, put your name, whatever you want to be called, and then put what are your interests, the things you want to talk about, and then you decide whom you want to talk to, and people are picked at random.Then there's one... I haven't studied all the functions of the app very well yet, but the function I used is the one called 'butt-dial'. Usually 'butt-dial', which literally means dialing a phone number with your butt, when you have your phone in your back pocket, you sit down and accidentally dial a phone number. Well, there's a feature called 'butt-dial' in this app and so randomly, you say ok, I'm available to randomly talk to someone, and they make you randomly talk to someone.So far I've used this function once and I've talked... Ah, one thing I haven't said is that conversations are strictly 5 minutes only, so nothing, let's say the risk is very low. You make...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 436 Temperature</title>
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        <![CDATA[Quando ero piccola nessuno controllava le previsioni del tempo per sapere quale sarebbe stata la temperatura perché a Cagliari c'era solouna stagione, l'estate, che durava da maggio ad ottobre. Il resto era un periodo d'attesa.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Stanno cominciando a germogliare gli alberi. Nell'aria, si sente la primavera. Quando ero bambina a queste cose non ci badavo. Da bambina le stagioni erano Natale, il mio compleanno - che all'inizio di febbraio, poi carnevale, Pasqua e l'estate. Quando ero bambina l'estate durava tantissimi mesi, vabbè, qua inizia maggio e finisce ottobre. L'estate aveva sempre una luce bellissima, dorata e le notti erano, non lo so, un aggettivo per definire le notti, mi viene in mente dolci, che però è troppo poetico, quindi boh, vabbè, comunque avete capito quello che voglio dire.<br><br>Quando ero piccola delle temperature non se ne parlava, se ne parlava solo in casi rarissimi, quando c'erano dei record, tipo l'estate più calda oppure l'inverno che magari la temperatura scendeva di notte a zero gradi, che a Cagliari una cosa abbastanza eccezionale.<br><br>Quand'è che ho cominciato a badare alle temperature? Sicuramente quando sono andata via dall'Italia, perché vabbé, è normale, è una cosa che viene spontanea, ti metti a confrontare le temperature quando vai a stare in un posto molto freddo. Tra l'altro io mi sono trasferita in pianta stabile a Berlino l'anno dell'inverno più freddo in Europa da non so quanto tempo, a Berlino la temperatura aveva toccato meno venti gradi. Se ci penso adesso mi vengono i brividi, anzi mi vengono i ghiaccioli al naso perché allora veramente non fregava niente a nessuno, uscivamo comunque. Ricordo che mettevo due paia di calze velate sotto i jeans, jeans sottilissimi, e via. Tutto molto esotico.<br><br>A Melbourne invece le temperature sono una vera e propria religione perché a causa della sua posizione geografica, quindi è davanti a un golfo molto molto ampio che si affaccia sul Polo Sud, mentre alle spalle Melbourne ha un deserto gigantesco, quindi ci sono degli sbalzi di temperature anche di venti gradi nel giro di pochissimi minuti. E tu lo sai che arriva, lo chiamano il "cool change", il raffreddamento improvviso, però quando la mattina esci da casa che fanno già 32 gradi alle 07:00 del mattino non ce la fai a portarti dietro la giacca. E niente, così ti ritrovi alle cinque di pomeriggio che sta battendo i denti perché in 20 minuti la temperatura è passata da 39 gradi a 22 gradi. E questo è un episodio di vita vissuta, mi è accaduto ad un mio compleanno, appunto all'inizio di febbraio, quindi piena estate a Melbourne, e la temperatura era altissima già la mattina presto, io uscii andare al lavoro e alla fine del lavoro andrai a fare i drinks per il mio compleanno e tornai a casa zuppa di pioggia che rabbrividivo e tremavo perché la temperatura era crollata. Ora mi godo il tempo mite e sempre uguale che c'è a Cagliari.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The trees are beginning to sprout. Spring is in the air. When I was a child I didn't pay attention to these things. As a child the seasons were Christmas, my birthday - in early February - then carnival, Easter and summer.<br><br>When I was a child, summer lasted for many months, oh well, here it starts in May and ends in October. Summer always had a beautiful, golden light and the nights were, I don't know, an adjective to define nights, sweet comes to mind, but it's too poetic, so boh, oh well, anyway you get the picture.<br><br>When I was little we didn't talk about temperatures, we only talked about them in very rare cases, when there were records, like the hottest summer or the winter when the temperature maybe dropped to zero degrees at night, which in Cagliari is quite exceptional.<br><br>When did I start paying attention to temperatures? Definitely when I left Italy, because oh well, it's normal, it's something that comes spontaneously, you start comparing temperatures when you go to stay in a very cold place. Actually, I moved permanently to Berlin in the year of the coldest winter in Europe for I don't know how long, in Berlin the temperature had touched minus twenty degrees.<br><br>When I think about it now I get chills, actually I get popsicles in my nose because back then nobody really gave a damn, we went out anyway. I remember putting two pairs of sheer stockings under my jeans, very thin jeans, and that's it. All very exotic.<br><br>On the other hand, in Melbourne temperatures are a real religion because due to its geographical position, it is in front of a very very large gulf that overlooks the South Pole, while behind Melbourne has a gigantic desert, therefore there are sudden changes temperatures of even twenty degrees in just a few minutes. And you know it's coming, they call it the "cool change", the sudden cooling, but when you leave the house in the morning when it's already 32 degrees at 07:00 you can't bring yourself to take a jacket with you. And anyway, so you find yourself at five in the afternoon with your teeth chattering because in 20 minutes the temperature has gone from 39 degrees to 22 degrees.<br><br>And this is an episode from real life, it happened to me on one of my birthdays, that is at the beginning of February, therefore full summer in Melbourne, and the temperature was already very high early in the morning, I went out to go to work and at the end of work I went for drinks for my birthday and I came home soaked in rain shivering and shaking because the temperature had plummeted. Now I enjoy the mild and always the same weather in Cagliari.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Quando ero piccola nessuno controllava le previsioni del tempo per sapere quale sarebbe stata la temperatura perché a Cagliari c'era solouna stagione, l'estate, che durava da maggio ad ottobre. Il resto era un periodo d'attesa.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Stanno cominciando a germogliare gli alberi. Nell'aria, si sente la primavera. Quando ero bambina a queste cose non ci badavo. Da bambina le stagioni erano Natale, il mio compleanno - che all'inizio di febbraio, poi carnevale, Pasqua e l'estate. Quando ero bambina l'estate durava tantissimi mesi, vabbè, qua inizia maggio e finisce ottobre. L'estate aveva sempre una luce bellissima, dorata e le notti erano, non lo so, un aggettivo per definire le notti, mi viene in mente dolci, che però è troppo poetico, quindi boh, vabbè, comunque avete capito quello che voglio dire.<br><br>Quando ero piccola delle temperature non se ne parlava, se ne parlava solo in casi rarissimi, quando c'erano dei record, tipo l'estate più calda oppure l'inverno che magari la temperatura scendeva di notte a zero gradi, che a Cagliari una cosa abbastanza eccezionale.<br><br>Quand'è che ho cominciato a badare alle temperature? Sicuramente quando sono andata via dall'Italia, perché vabbé, è normale, è una cosa che viene spontanea, ti metti a confrontare le temperature quando vai a stare in un posto molto freddo. Tra l'altro io mi sono trasferita in pianta stabile a Berlino l'anno dell'inverno più freddo in Europa da non so quanto tempo, a Berlino la temperatura aveva toccato meno venti gradi. Se ci penso adesso mi vengono i brividi, anzi mi vengono i ghiaccioli al naso perché allora veramente non fregava niente a nessuno, uscivamo comunque. Ricordo che mettevo due paia di calze velate sotto i jeans, jeans sottilissimi, e via. Tutto molto esotico.<br><br>A Melbourne invece le temperature sono una vera e propria religione perché a causa della sua posizione geografica, quindi è davanti a un golfo molto molto ampio che si affaccia sul Polo Sud, mentre alle spalle Melbourne ha un deserto gigantesco, quindi ci sono degli sbalzi di temperature anche di venti gradi nel giro di pochissimi minuti. E tu lo sai che arriva, lo chiamano il "cool change", il raffreddamento improvviso, però quando la mattina esci da casa che fanno già 32 gradi alle 07:00 del mattino non ce la fai a portarti dietro la giacca. E niente, così ti ritrovi alle cinque di pomeriggio che sta battendo i denti perché in 20 minuti la temperatura è passata da 39 gradi a 22 gradi. E questo è un episodio di vita vissuta, mi è accaduto ad un mio compleanno, appunto all'inizio di febbraio, quindi piena estate a Melbourne, e la temperatura era altissima già la mattina presto, io uscii andare al lavoro e alla fine del lavoro andrai a fare i drinks per il mio compleanno e tornai a casa zuppa di pioggia che rabbrividivo e tremavo perché la temperatura era crollata. Ora mi godo il tempo mite e sempre uguale che c'è a Cagliari.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The trees are beginning to sprout. Spring is in the air. When I was a child I didn't pay attention to these things. As a child the seasons were Christmas, my birthday - in early February - then carnival, Easter and summer.<br><br>When I was a child, summer lasted for many months, oh well, here it starts in May and ends in October. Summer always had a beautiful, golden light and the nights were, I don't know, an adjective to define nights, sweet comes to mind, but it's too poetic, so boh, oh well, anyway you get the picture.<br><br>When I was little we didn't talk about temperatures, we only talked about them in very rare cases, when there were records, like the hottest summer or the winter when the temperature maybe dropped to zero degrees at night, which in Cagliari is quite exceptional.<br><br>When did I start paying attention to temperatures? Definitely when I left Italy, because oh well, it's normal, it's something that comes spontaneously, you start comparing temperatures when you go to stay in a very cold place. Actually, I moved permanently to Berlin in the year of the coldest winter in Europe for I don't know how long, in Berlin the temperature had touched minus twenty degrees.<br><br>When I think about it now I get chills, actually I get popsicles in my nose because back then nobody really gave a damn, we went out anyway. I remember putting two pairs of sheer stockings under my jeans, very thin jeans, and that's it. All very exotic.<br><br>On the other hand, in Melbourne temperatures are a real religion because due to its geographical position, it is in front of a very very large gulf that overlooks the South Pole, while behind Melbourne has a gigantic desert, therefore there are sudden changes temperatures of even twenty degrees in just a few minutes. And you know it's coming, they call it the "cool change", the sudden cooling, but when you leave the house in the morning when it's already 32 degrees at 07:00 you can't bring yourself to take a jacket with you. And anyway, so you find yourself at five in the afternoon with your teeth chattering because in 20 minutes the temperature has gone from 39 degrees to 22 degrees.<br><br>And this is an episode from real life, it happened to me on one of my birthdays, that is at the beginning of February, therefore full summer in Melbourne, and the temperature was already very high early in the morning, I went out to go to work and at the end of work I went for drinks for my birthday and I came home soaked in rain shivering and shaking because the temperature had plummeted. Now I enjoy the mild and always the same weather in Cagliari.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 12 Mar 2023 07:39:26 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quando ero piccola nessuno controllava le previsioni del tempo per sapere quale sarebbe stata la temperatura perché a Cagliari c'era solouna stagione, l'estate, che durava da maggio ad ottobre. Il resto era un periodo d'attesa.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Stanno cominciando a germogliare gli alberi. Nell'aria, si sente la primavera. Quando ero bambina a queste cose non ci badavo. Da bambina le stagioni erano Natale, il mio compleanno - che all'inizio di febbraio, poi carnevale, Pasqua e l'estate. Quando ero bambina l'estate durava tantissimi mesi, vabbè, qua inizia maggio e finisce ottobre. L'estate aveva sempre una luce bellissima, dorata e le notti erano, non lo so, un aggettivo per definire le notti, mi viene in mente dolci, che però è troppo poetico, quindi boh, vabbè, comunque avete capito quello che voglio dire.Quando ero piccola delle temperature non se ne parlava, se ne parlava solo in casi rarissimi, quando c'erano dei record, tipo l'estate più calda oppure l'inverno che magari la temperatura scendeva di notte a zero gradi, che a Cagliari una cosa abbastanza eccezionale.Quand'è che ho cominciato a badare alle temperature? Sicuramente quando sono andata via dall'Italia, perché vabbé, è normale, è una cosa che viene spontanea, ti metti a confrontare le temperature quando vai a stare in un posto molto freddo. Tra l'altro io mi sono trasferita in pianta stabile a Berlino l'anno dell'inverno più freddo in Europa da non so quanto tempo, a Berlino la temperatura aveva toccato meno venti gradi. Se ci penso adesso mi vengono i brividi, anzi mi vengono i ghiaccioli al naso perché allora veramente non fregava niente a nessuno, uscivamo comunque. Ricordo che mettevo due paia di calze velate sotto i jeans, jeans sottilissimi, e via. Tutto molto esotico.A Melbourne invece le temperature sono una vera e propria religione perché a causa della sua posizione geografica, quindi è davanti a un golfo molto molto ampio che si affaccia sul Polo Sud, mentre alle spalle Melbourne ha un deserto gigantesco, quindi ci sono degli sbalzi di temperature anche di venti gradi nel giro di pochissimi minuti. E tu lo sai che arriva, lo chiamano il "cool change", il raffreddamento improvviso, però quando la mattina esci da casa che fanno già 32 gradi alle 07:00 del mattino non ce la fai a portarti dietro la giacca. E niente, così ti ritrovi alle cinque di pomeriggio che sta battendo i denti perché in 20 minuti la temperatura è passata da 39 gradi a 22 gradi. E questo è un episodio di vita vissuta, mi è accaduto ad un mio compleanno, appunto all'inizio di febbraio, quindi piena estate a Melbourne, e la temperatura era altissima già la mattina presto, io uscii andare al lavoro e alla fine del lavoro andrai a fare i drinks per il mio compleanno e tornai a casa zuppa di pioggia che rabbrividivo e tremavo perché la temperatura era crollata. Ora mi godo il tempo mite e sempre uguale che c'è a Cagliari.TRANSLATIONThe trees are beginning to sprout. Spring is in the air. When I was a child I didn't pay attention to these things. As a child the seasons were Christmas, my birthday - in early February - then carnival, Easter and summer.When I was a child, summer lasted for many months, oh well, here it starts in May and ends in October. Summer always had a beautiful, golden light and the nights were, I don't know, an adjective to define nights, sweet comes to mind, but it's too poetic, so boh, oh well, anyway you get the picture.When I was little we didn't talk about temperatures, we only talked about them in very rare cases, when there were records, like the hottest summer or the winter when the temperature maybe dropped to zero degrees at night, which in Cagliari is quite exceptional.When did I start paying attention to temperatures? Definitely when I left Italy, because oh well, it's normal, it's something that comes...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Quando ero piccola nessuno controllava le previsioni del tempo per sapere quale sarebbe stata la temperatura perché a Cagliari c'era solouna stagione, l'estate, che durava da maggio ad ottobre. Il resto era un periodo d'attesa.TRASCRIZIONE [ENG translatio</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 435 Pesca a mosca</title>
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      <description>
        <![CDATA[Piccole creazioni coloratissime e affascinanti. Non sono una pescatrice ma le esche usate per la pesca a mosca sono opere d'arte. Entrate in un mondo sconosciuto. <i>Link al libro illustrato a fondo pagina.</i><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Non sono una pescatrice, forse ho provato due tre volte in vita mia a pescare, sempre con amici che anche loro non erano grandi pescatori però si faceva la gita da qualche parte, qualcuno poi tirava fuori l'amo con la lenza, io lo buttavo e non succedeva naturalmente niente, era più che altro un pretesto per fare quello che vedevamo fare agli altri nei film e alla televisione.<br>Però c'è un aspetto della pesca che mi ha sempre interessato. C'è una parte dei supermercati che quando abitavo a Melbourne io andavo sempre religiosamente a visitare, anche se appunto non sono una pescatrice. Era quella parte del supermercato dedicata all'esposizione delle mosche.<br>Le mosche sono forse gli avrete visti, Quelle specie di insetti finti creati con piume, palline e altre cose artificiali coloratissime che si usano per la pesca a mosca.<br>Che mi risulti non è molto diffusa qui in Italia, anche se stranamente la pesca a mosca se la sono inventata gli antichi romani che usavano appunto delle mosche, credo vive, per poter andare a pescare.<br>Da allora, dall'epoca degli antichi romani, si è evoluta tantissimo e infatti le mosche sono delle vere e proprie opere d'arte. Io andavo a guardarli perché mi ricordavano molto gli orecchini coloratissimi degli anni '80, ma sono veramente affascinanti.<br>C'è tutta una una filosofia, una storia dietro all'uso delle mosche per la pesca, infatti è proprio un'arte quello della costruzione delle mosche. Usano piume di uccelli oppure anche materiali artificiali, però c'è qualcuno che addirittura va a rubare, successo, è andato a rubare degli esemplari di uccelli impagliati da un museo per prendere le piume e usarle proprio per fare questa pesca alla mosca che richiede moltissima abilità, perché bisogna anzitutto conoscere gli abitudini alimentari dei pesci, quali sono gli insetti che piacciono, e poi bisogna studiare molto attentamente questi insetti perché evidentemente i pesci poi riconoscono un insetto dall'altro. Non è che poi si riproducano esattamente, almeno non credo, credo che più che altro si costruisca qualcosa che richiama i colori.<br>Ho trovato su internet un un vecchio libro dell'ottocento con dei bellissimi disegni di questi tipi di mosche per pescare tutti i tipi di pesci possibili e immaginabili, sono delle bellissime stampe immagino fatti a mano, naturalmente fatti a mano, vi metterò il link nelle note del programma a fondo pagina. Guardatelo perché farete un viaggio in un mondo sconosciuto.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I'm not a fisherperson, maybe I've tried two or three times in my life to fish, always with friends who weren't great fisherpeople either, but we went on a trip somewhere, then someone pulled out the hook with a line, I threw it away and of course nothing happened, it was more of a pretext to do what we saw other people doing in movies and on television.<br><br>But there is one aspect of fishing that has always fascinated me. There is a part of the supermarkets that when I lived in Melbourne I always religiously went to visit, even if I'm not a fisherperson. It was that part of the supermarket dedicated to displaying flies. You may have seen flies, those kind of fake insects created with feathers, tiny balls and other colorful artificial things that are used for fly fishing.<br><br>As far as I know it is not very widespread here in Italy, even if, strangely enough, fly fishing was invented by the ancient Romans who used flies, I believe real ones, to fish. Since then, since the time of the ancient Romans, it has evolved a lot and in fact flies are real works of art.<br><br>I loved looking at them because they reminded me of the very colorful earrings of the 80s, but they are really fascinating. There is a whole philosophy, a story behind the use of flies for fishing, in fact the fly tying is really an art. They use bird feathers and artificial materials, but there is someone who even goes to steal, it happened, he stole specimens of stuffed birds from a museum to take the feathers and use them to do this fly fishing that requires a lot ability, because first of all it is necessary to know the alimentary habits of the fish, which insects they like, and then it is necessary to study these insects very carefully because evidently the fish then recognize one insect from the other. It's not that they are reproduced exactly, at least I don't think so, I believe that more than anything else you build something that recalls the colours.<br><br>I found on the internet an old book from the 19th century with some beautiful drawings of these types of flies for catching all types of fish imaginable, they are beautiful prints I imagine handmade, naturally handmade, I will put the link in the program notes at the bottom of the page. Watch it because you will take a journey into an unknown world.<br><br><b>LINK</b><br><a href="https://www.rawpixel.com/search?page=1&amp;sort=curated&amp;tags=%24favoritefliesbymaryorvismarbury&amp;topic=%24favoritefliesbymaryorvismarbury&amp;topic_group=%24publicdomainrawpixelcollection" rel="noreferrer noopener"><b>Un meraviglioso libro con i disegni delle mosche </b></a><br><b><a href="https://www.nationalgeographic.com/animals/article/wildlife-watch-feather-thief-fly-tying-birds" rel="noreferrer noopener">Il ladro di piume</a></b>]]>
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        <![CDATA[Piccole creazioni coloratissime e affascinanti. Non sono una pescatrice ma le esche usate per la pesca a mosca sono opere d'arte. Entrate in un mondo sconosciuto. <i>Link al libro illustrato a fondo pagina.</i><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Non sono una pescatrice, forse ho provato due tre volte in vita mia a pescare, sempre con amici che anche loro non erano grandi pescatori però si faceva la gita da qualche parte, qualcuno poi tirava fuori l'amo con la lenza, io lo buttavo e non succedeva naturalmente niente, era più che altro un pretesto per fare quello che vedevamo fare agli altri nei film e alla televisione.<br>Però c'è un aspetto della pesca che mi ha sempre interessato. C'è una parte dei supermercati che quando abitavo a Melbourne io andavo sempre religiosamente a visitare, anche se appunto non sono una pescatrice. Era quella parte del supermercato dedicata all'esposizione delle mosche.<br>Le mosche sono forse gli avrete visti, Quelle specie di insetti finti creati con piume, palline e altre cose artificiali coloratissime che si usano per la pesca a mosca.<br>Che mi risulti non è molto diffusa qui in Italia, anche se stranamente la pesca a mosca se la sono inventata gli antichi romani che usavano appunto delle mosche, credo vive, per poter andare a pescare.<br>Da allora, dall'epoca degli antichi romani, si è evoluta tantissimo e infatti le mosche sono delle vere e proprie opere d'arte. Io andavo a guardarli perché mi ricordavano molto gli orecchini coloratissimi degli anni '80, ma sono veramente affascinanti.<br>C'è tutta una una filosofia, una storia dietro all'uso delle mosche per la pesca, infatti è proprio un'arte quello della costruzione delle mosche. Usano piume di uccelli oppure anche materiali artificiali, però c'è qualcuno che addirittura va a rubare, successo, è andato a rubare degli esemplari di uccelli impagliati da un museo per prendere le piume e usarle proprio per fare questa pesca alla mosca che richiede moltissima abilità, perché bisogna anzitutto conoscere gli abitudini alimentari dei pesci, quali sono gli insetti che piacciono, e poi bisogna studiare molto attentamente questi insetti perché evidentemente i pesci poi riconoscono un insetto dall'altro. Non è che poi si riproducano esattamente, almeno non credo, credo che più che altro si costruisca qualcosa che richiama i colori.<br>Ho trovato su internet un un vecchio libro dell'ottocento con dei bellissimi disegni di questi tipi di mosche per pescare tutti i tipi di pesci possibili e immaginabili, sono delle bellissime stampe immagino fatti a mano, naturalmente fatti a mano, vi metterò il link nelle note del programma a fondo pagina. Guardatelo perché farete un viaggio in un mondo sconosciuto.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I'm not a fisherperson, maybe I've tried two or three times in my life to fish, always with friends who weren't great fisherpeople either, but we went on a trip somewhere, then someone pulled out the hook with a line, I threw it away and of course nothing happened, it was more of a pretext to do what we saw other people doing in movies and on television.<br><br>But there is one aspect of fishing that has always fascinated me. There is a part of the supermarkets that when I lived in Melbourne I always religiously went to visit, even if I'm not a fisherperson. It was that part of the supermarket dedicated to displaying flies. You may have seen flies, those kind of fake insects created with feathers, tiny balls and other colorful artificial things that are used for fly fishing.<br><br>As far as I know it is not very widespread here in Italy, even if, strangely enough, fly fishing was invented by the ancient Romans who used flies, I believe real ones, to fish. Since then, since the time of the ancient Romans, it has evolved a lot and in fact flies are real works of art.<br><br>I loved looking at them because they reminded me of the very colorful earrings of the 80s, but they are really fascinating. There is a whole philosophy, a story behind the use of flies for fishing, in fact the fly tying is really an art. They use bird feathers and artificial materials, but there is someone who even goes to steal, it happened, he stole specimens of stuffed birds from a museum to take the feathers and use them to do this fly fishing that requires a lot ability, because first of all it is necessary to know the alimentary habits of the fish, which insects they like, and then it is necessary to study these insects very carefully because evidently the fish then recognize one insect from the other. It's not that they are reproduced exactly, at least I don't think so, I believe that more than anything else you build something that recalls the colours.<br><br>I found on the internet an old book from the 19th century with some beautiful drawings of these types of flies for catching all types of fish imaginable, they are beautiful prints I imagine handmade, naturally handmade, I will put the link in the program notes at the bottom of the page. Watch it because you will take a journey into an unknown world.<br><br><b>LINK</b><br><a href="https://www.rawpixel.com/search?page=1&amp;sort=curated&amp;tags=%24favoritefliesbymaryorvismarbury&amp;topic=%24favoritefliesbymaryorvismarbury&amp;topic_group=%24publicdomainrawpixelcollection" rel="noreferrer noopener"><b>Un meraviglioso libro con i disegni delle mosche </b></a><br><b><a href="https://www.nationalgeographic.com/animals/article/wildlife-watch-feather-thief-fly-tying-birds" rel="noreferrer noopener">Il ladro di piume</a></b>]]>
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      <pubDate>Sat, 11 Mar 2023 08:14:12 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Piccole creazioni coloratissime e affascinanti. Non sono una pescatrice ma le esche usate per la pesca a mosca sono opere d'arte. Entrate in un mondo sconosciuto. Link al libro illustrato a fondo pagina.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non sono una pescatrice, forse ho provato due tre volte in vita mia a pescare, sempre con amici che anche loro non erano grandi pescatori però si faceva la gita da qualche parte, qualcuno poi tirava fuori l'amo con la lenza, io lo buttavo e non succedeva naturalmente niente, era più che altro un pretesto per fare quello che vedevamo fare agli altri nei film e alla televisione.Però c'è un aspetto della pesca che mi ha sempre interessato. C'è una parte dei supermercati che quando abitavo a Melbourne io andavo sempre religiosamente a visitare, anche se appunto non sono una pescatrice. Era quella parte del supermercato dedicata all'esposizione delle mosche.Le mosche sono forse gli avrete visti, Quelle specie di insetti finti creati con piume, palline e altre cose artificiali coloratissime che si usano per la pesca a mosca.Che mi risulti non è molto diffusa qui in Italia, anche se stranamente la pesca a mosca se la sono inventata gli antichi romani che usavano appunto delle mosche, credo vive, per poter andare a pescare.Da allora, dall'epoca degli antichi romani, si è evoluta tantissimo e infatti le mosche sono delle vere e proprie opere d'arte. Io andavo a guardarli perché mi ricordavano molto gli orecchini coloratissimi degli anni '80, ma sono veramente affascinanti.C'è tutta una una filosofia, una storia dietro all'uso delle mosche per la pesca, infatti è proprio un'arte quello della costruzione delle mosche. Usano piume di uccelli oppure anche materiali artificiali, però c'è qualcuno che addirittura va a rubare, successo, è andato a rubare degli esemplari di uccelli impagliati da un museo per prendere le piume e usarle proprio per fare questa pesca alla mosca che richiede moltissima abilità, perché bisogna anzitutto conoscere gli abitudini alimentari dei pesci, quali sono gli insetti che piacciono, e poi bisogna studiare molto attentamente questi insetti perché evidentemente i pesci poi riconoscono un insetto dall'altro. Non è che poi si riproducano esattamente, almeno non credo, credo che più che altro si costruisca qualcosa che richiama i colori.Ho trovato su internet un un vecchio libro dell'ottocento con dei bellissimi disegni di questi tipi di mosche per pescare tutti i tipi di pesci possibili e immaginabili, sono delle bellissime stampe immagino fatti a mano, naturalmente fatti a mano, vi metterò il link nelle note del programma a fondo pagina. Guardatelo perché farete un viaggio in un mondo sconosciuto.TRANSLATIONI'm not a fisherperson, maybe I've tried two or three times in my life to fish, always with friends who weren't great fisherpeople either, but we went on a trip somewhere, then someone pulled out the hook with a line, I threw it away and of course nothing happened, it was more of a pretext to do what we saw other people doing in movies and on television.But there is one aspect of fishing that has always fascinated me. There is a part of the supermarkets that when I lived in Melbourne I always religiously went to visit, even if I'm not a fisherperson. It was that part of the supermarket dedicated to displaying flies. You may have seen flies, those kind of fake insects created with feathers, tiny balls and other colorful artificial things that are used for fly fishing.As far as I know it is not very widespread here in Italy, even if, strangely enough, fly fishing was invented by the ancient Romans who used flies, I believe real ones, to fish. Since then, since the time of the ancient Romans, it has evolved a lot and in fact flies are real works of art.I loved looking at them because they reminded me of the very colorful earrings of the 80s,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Piccole creazioni coloratissime e affascinanti. Non sono una pescatrice ma le esche usate per la pesca a mosca sono opere d'arte. Entrate in un mondo sconosciuto. Link al libro illustrato a fondo pagina.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non sono una pes</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 434 Lego (ancora)</title>
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        <![CDATA[L'infinita forza di attrazione delle Lego. Da qualche settimana non vedo più mio marito.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Da qualche settimana non vedo più mio marito. Si, perché mio marito si è rinchiuso nella stanza delle Lego e trascorre ogni minuto, ogni ora della giornata a costruire, disfare, cercare, mettere a posto. È stato anche lui travolto dall'incredibile forza di attrazione dei mattoncini Lego.<br>Io con le Lego ho sempre avuto un rapporto un po' per interposta persona. Quando ero bambina le Lego si regalavano solo ai "maschietti", quindi a me veniva concesso giocarci quando ci giocava mio fratello. Poi, da adulta, una delle prime cose che ho comprato a mio figlio sono stati i mattoncini Lego e per fortuna lui si è appassionato, e lui sapeva anche che c'erano due due richieste alle quali io dicevo sempre sì: libri è mattoncini Lego.<br>Poi vi ho raccontato già diverse volte nei miei 3 minuti grezzi della mia grande passione per le Lego, soprattutto non tanto nella costruzione delle cose, ma nel manipolare, nel tenerle in mano, nel metterle a posto, dividerle per colore, per forma, per funzione.<br>Ecco, ora mio marito è caduto nel tranello delle Lego, Vi ho detto che ne ho circa una decina di chili, appunto, accumulati e trasportati da un continente all'altro, chiedetemi quanto costa spedire le Lego dall'Australia all'Italia. Eh, ma è stato un sacrificio importante e dovuto.<br>Sì, da qualche settimana mio marito praticamente non lo vedo più perchè appena arriva a casa dal lavoro si chiude nella stanza, che ormai è diventata la stanza delle Lego, a costruire oggetti probabili e improbabili.<br>Ha costruito una jeep, lui è un appassionato di auto, e l'ha costruita un po' a memoria e un po' credo guardando delle istruzioni su internet. Però non ho avuto modo nemmeno di prenderla in mano, quasi quasi, perché l'ha subito disfatta, perché ha detto no, no, no, non andava bene, ne costruirò un'altra. Ancora non si è dedicato alla ricostruzione della jeep, però da qualche giorno sta costruendo un'astronave un po' a memoria e un po' appunto, facendosi ispirare da internet. Oddio, a memoria non so quanta memoria lui abbia di astronavi, però ce la sta mettendo tutta, e io ogni tanto entro nella stanza delle Lego di soppiatto, gli guardo un po' da dietro le spalle quello che fa, perché ho terrore che costruisca qualcosa di bello e che poi non me lo faccia nemmeno vedere perché insoddisfatto del risultato.<br>Noto comunque che è un'attività incredibilmente terapeutica e rilassante e mi rilassa sentire il fruscio delle Lego che vengono toccate con le mani, mischiate, cercate, i pezzettini piccoli che non si trovano mai perché dalla stanza dove io sto registrando adesso, ho chiuso la porta, però se apro un po la porta sembra quasi di sentire la risacca del mare, il fruscio. Shhh, shhh, shh, e so che qualcuno di là sta costruendo un'astronave.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I haven't seen my husband for a few weeks. Yes, because my husband has locked himself up in the Lego room and spends every minute, every hour of the day building, unpacking, searching, putting away. He too was overwhelmed by the incredible force of attraction of Lego bricks.<br><br>I've always had a relationship with Legos that was somewhat through a third party. When I was a child, Lego was only given to "boys", so I was allowed to play with it when my brother played with it. Then, as an adult, one of the first things I bought my son was Lego bricks and luckily he was hooked, and he also knew that there were two requests to which I always said yes: books and Lego bricks .<br><br>I have already told you several times in my 3 raw minutes podcast of my great passion for Lego, above all not so much in the construction of things, but in manipulating, holding them in my hand, putting them in order, dividing them by colour, by shape, by function.<br><br>Here, now my husband has fallen into the Lego trap, I told you that I have about ten kilos, in fact, accumulated and transported from one continent to another, ask me how much it costs to ship Lego from Australia to Italy. Eh, but it was an important and due sacrifice.<br><br>Yes, for a few weeks now I practically don't see him anymore because as soon as he gets home from work he locks himself in the room, which has now become the Lego room, to build probable and improbable objects. He built a jeep, he is a car enthusiast, and he built it a bit by heart and a bit I think by looking at instructions on the internet. But I didn't even get to pick it up, almost, because he immediately took it apart, because he said no, no, no, it wasn't right, I'll build another one.<br><br>He still hasn't dedicated himself to rebuilding the jeep, but for a few days now he's been building a spaceship partly from memory and partly drawing inspiration from the internet. Oh God, by heart I don't know how much memory he has of spaceships, but he's trying hard, and every now and then I sneak into the Lego room, I look over his shoulder at what he's doing, because I'm terrified he'll build something beautiful and then he doesn't even let me see it because he's dissatisfied with the result.<br><br>Anyway, I notice that it is an incredibly therapeutic and relaxing activity and it relaxes me to hear the rustling of the Legos that are touched with the hands, mixed, searched, the little pieces that are never found, from the room where I am recording now, I closed the door, but if I open the door a little it almost seems to hear the backwash of the sea, the rustling. Shhh, shhh, shh, and I know someone over there is building a spaceship.<br><br><br>]]>
      </description>
      <content:encoded>
        <![CDATA[L'infinita forza di attrazione delle Lego. Da qualche settimana non vedo più mio marito.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Da qualche settimana non vedo più mio marito. Si, perché mio marito si è rinchiuso nella stanza delle Lego e trascorre ogni minuto, ogni ora della giornata a costruire, disfare, cercare, mettere a posto. È stato anche lui travolto dall'incredibile forza di attrazione dei mattoncini Lego.<br>Io con le Lego ho sempre avuto un rapporto un po' per interposta persona. Quando ero bambina le Lego si regalavano solo ai "maschietti", quindi a me veniva concesso giocarci quando ci giocava mio fratello. Poi, da adulta, una delle prime cose che ho comprato a mio figlio sono stati i mattoncini Lego e per fortuna lui si è appassionato, e lui sapeva anche che c'erano due due richieste alle quali io dicevo sempre sì: libri è mattoncini Lego.<br>Poi vi ho raccontato già diverse volte nei miei 3 minuti grezzi della mia grande passione per le Lego, soprattutto non tanto nella costruzione delle cose, ma nel manipolare, nel tenerle in mano, nel metterle a posto, dividerle per colore, per forma, per funzione.<br>Ecco, ora mio marito è caduto nel tranello delle Lego, Vi ho detto che ne ho circa una decina di chili, appunto, accumulati e trasportati da un continente all'altro, chiedetemi quanto costa spedire le Lego dall'Australia all'Italia. Eh, ma è stato un sacrificio importante e dovuto.<br>Sì, da qualche settimana mio marito praticamente non lo vedo più perchè appena arriva a casa dal lavoro si chiude nella stanza, che ormai è diventata la stanza delle Lego, a costruire oggetti probabili e improbabili.<br>Ha costruito una jeep, lui è un appassionato di auto, e l'ha costruita un po' a memoria e un po' credo guardando delle istruzioni su internet. Però non ho avuto modo nemmeno di prenderla in mano, quasi quasi, perché l'ha subito disfatta, perché ha detto no, no, no, non andava bene, ne costruirò un'altra. Ancora non si è dedicato alla ricostruzione della jeep, però da qualche giorno sta costruendo un'astronave un po' a memoria e un po' appunto, facendosi ispirare da internet. Oddio, a memoria non so quanta memoria lui abbia di astronavi, però ce la sta mettendo tutta, e io ogni tanto entro nella stanza delle Lego di soppiatto, gli guardo un po' da dietro le spalle quello che fa, perché ho terrore che costruisca qualcosa di bello e che poi non me lo faccia nemmeno vedere perché insoddisfatto del risultato.<br>Noto comunque che è un'attività incredibilmente terapeutica e rilassante e mi rilassa sentire il fruscio delle Lego che vengono toccate con le mani, mischiate, cercate, i pezzettini piccoli che non si trovano mai perché dalla stanza dove io sto registrando adesso, ho chiuso la porta, però se apro un po la porta sembra quasi di sentire la risacca del mare, il fruscio. Shhh, shhh, shh, e so che qualcuno di là sta costruendo un'astronave.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I haven't seen my husband for a few weeks. Yes, because my husband has locked himself up in the Lego room and spends every minute, every hour of the day building, unpacking, searching, putting away. He too was overwhelmed by the incredible force of attraction of Lego bricks.<br><br>I've always had a relationship with Legos that was somewhat through a third party. When I was a child, Lego was only given to "boys", so I was allowed to play with it when my brother played with it. Then, as an adult, one of the first things I bought my son was Lego bricks and luckily he was hooked, and he also knew that there were two requests to which I always said yes: books and Lego bricks .<br><br>I have already told you several times in my 3 raw minutes podcast of my great passion for Lego, above all not so much in the construction of things, but in manipulating, holding them in my hand, putting them in order, dividing them by colour, by shape, by function.<br><br>Here, now my husband has fallen into the Lego trap, I told you that I have about ten kilos, in fact, accumulated and transported from one continent to another, ask me how much it costs to ship Lego from Australia to Italy. Eh, but it was an important and due sacrifice.<br><br>Yes, for a few weeks now I practically don't see him anymore because as soon as he gets home from work he locks himself in the room, which has now become the Lego room, to build probable and improbable objects. He built a jeep, he is a car enthusiast, and he built it a bit by heart and a bit I think by looking at instructions on the internet. But I didn't even get to pick it up, almost, because he immediately took it apart, because he said no, no, no, it wasn't right, I'll build another one.<br><br>He still hasn't dedicated himself to rebuilding the jeep, but for a few days now he's been building a spaceship partly from memory and partly drawing inspiration from the internet. Oh God, by heart I don't know how much memory he has of spaceships, but he's trying hard, and every now and then I sneak into the Lego room, I look over his shoulder at what he's doing, because I'm terrified he'll build something beautiful and then he doesn't even let me see it because he's dissatisfied with the result.<br><br>Anyway, I notice that it is an incredibly therapeutic and relaxing activity and it relaxes me to hear the rustling of the Legos that are touched with the hands, mixed, searched, the little pieces that are never found, from the room where I am recording now, I closed the door, but if I open the door a little it almost seems to hear the backwash of the sea, the rustling. Shhh, shhh, shh, and I know someone over there is building a spaceship.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 10 Mar 2023 07:28:07 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 433 Battere a macchina</title>
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        <![CDATA[<br>Se qualcuno mi dovesse chiedere qual è la cosa che ti è servita di più che hai imparato a scuola, non rifletterei nemmeno un secondo e direi battere a macchina con la tastiera cieca, senza guardare. [Link per vedere la mia tastiera a fine pagina.]<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Se qualcuno mi dovesse chiedere qual è la cosa che ti è servita di più che hai imparato a scuola, non rifletterei nemmeno un secondo e direi battere a macchina con la tastiera cieca, senza guardare.<br><br>È una cosa che ho imparato alle scuole superiori. Ho fatto le scuole commerciali e, insieme alla stenografia, una delle materie del biennio era appunto la dattilografia. C'era questa stanza piena di gigantesche macchine da scrivere, pesantissime, con i pulsanti meccanici, e lì imparammo a scrivere appunto con un foglio di carta sulla tastiera che ci copriva le dita, e noi dovevamo copiare, pagina dopo pagina dopo pagina.<br><br>Sul momento sembrava un esercizio abbastanza stupido e inutile, però, ripeto, tra tutte le cose che ho imparato a scuola, la stenografia non si usa perché per stenografare bisogna scrivere parola per parola, mentre è più facile prendere nota facendo un riassunto o scrivendo solo le parole più importanti, però scrivere a macchina senza guardare è una dote veramente impagabile.<br><br>Poi, mentre ero a scuola, mi comprai, i miei genitori mi comprarono anche una piccola macchina da scrivere portatile, che purtroppo con gli anni poi non lo so più dove sia andata a finire.<br><br>Però le macchine da scrivere, proprio quelle meccaniche, quelle elettroniche no, più avanti me ne comprai anche una elettronica che addirittura, ricordo, all'epoca stavo in Germania, quindi aveva la tastiera tedesca, anche perché la usai per scrivere la mia tesi di laurea all'università, mi sono laureata in tedesco quindi aveva anche molte lettere tedesche, mi serviva necessariamente quella macchina da scrivere. All'epoca era ancora raro scrivere le tesi sui computer, quindi mi comprai questa macchina da scrivere elettronica, che addirittura tornava indietro e cancellava automaticamente, che era una cosa avveniristica.<br><br>Però le macchine da scrivere che più mi sono rimaste nel cuore sono invece quelle meccaniche e mi continua a piacere la macchina da scrivere con la sua tastiera, tanto che ho fatto, qualche tempo fa, la follia di comprarmi una tastiera per il computer che ricorda molto da vicino la tastiera di una macchina da scrivere, di quelle antiche, di quelle che usavo a scuola quando stavo imparando a battere a macchina. E infatti anche color verdolino, avete presente quel verdolino tipico delle macchine da scrivere? E i tasti sono, immagino, in qualche modo collegati al computer elettronicamente, anche perché uso il bluetooth, però sono tasti meccanici che fanno anche un sacco di rumore quando ci batto sopra. E non lo so, mi dà l'impressione di quasi sono una Hemingway che scrive sulla sua Remington.<br><br>Faccio una fatica incredibile a scrivere, perché bisogna anche un po' calcare, però ne vale la pena perché non lo so, è come il trillo di un uccellino attraverso la stanza quando scrivo a macchina sul mio computer.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If someone were to ask me what is the most useful thing you learned in school, I would not even think for a second and would say blind typing, without looking.<br><br>It's something I learned in high school. I went to technical school and, together with shorthand, one of the subjects in the first two years was typing. There was this room full of gigantic typewriters, very heavy, with mechanical buttons, and there we learned to write with a sheet of paper on the keyboard that covered our fingers, and we had to copy, page after page after page.<br><br>At the time it seemed like a rather stupid and useless exercise, however, I repeat, among all the things I learned in school, shorthand is not that useful because to write in shorthand you have to write word for word, while it is easier to take notes by summarizing or writing only the most important words, but blind typing is a truly priceless skill.<br><br>Then, while attending school, I bought , my parents also bought me a small portable typewriter, which unfortunately I no longer know where it ended up over the years. But typewriters, the mechanical ones, not the electronic ones, later on I also bought an electronic one which, I remember, I was living in Germany at the time, so it had a German keyboard, also because I used it to write my dissertation university degree, I majored in German so it also had a lot of German letters, I needed that typewriter necessarily. At the time it was still rare to write thesis on computers, so I bought this electronic typewriter, which even went back and erased automatically, which was a futuristic feature.<br><br>But the typewriters that have remained in my heart the most are the mechanical ones and I still like typewriters with their keyboard, so much so that some time ago I did the folly of buying myself a keyboard for the computer that resembles very closely the keyboard of a typewriter, the old ones, the ones I used at school when I was learning to type. And in fact it is also greenish in color, do you know that greenish typical of typewriters? And the keys are, I imagine, somehow connected to the computer electronically, also because I use bluetooth, but they are mechanical keys that also make a lot of noise when I hit them.<br><br>And I don't know, it gives me the impression I'm almost a Hemingway writing on his Remington. I find it pretty hard to write, because you need a bit of pressure, but it's worth it because I don't know, it's like a bird trill across the room when I type on my computer.<br><br><b>LINK </b><br>La mia tastiera per il computer che sembra una macchina da scrivere<br><i>My keyboard that looks like a typewriter</i><br><a href="https://www.elretron.com/" rel="noreferrer noopener">https://www.elretron.com/</a>]]>
      </description>
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        <![CDATA[<br>Se qualcuno mi dovesse chiedere qual è la cosa che ti è servita di più che hai imparato a scuola, non rifletterei nemmeno un secondo e direi battere a macchina con la tastiera cieca, senza guardare. [Link per vedere la mia tastiera a fine pagina.]<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Se qualcuno mi dovesse chiedere qual è la cosa che ti è servita di più che hai imparato a scuola, non rifletterei nemmeno un secondo e direi battere a macchina con la tastiera cieca, senza guardare.<br><br>È una cosa che ho imparato alle scuole superiori. Ho fatto le scuole commerciali e, insieme alla stenografia, una delle materie del biennio era appunto la dattilografia. C'era questa stanza piena di gigantesche macchine da scrivere, pesantissime, con i pulsanti meccanici, e lì imparammo a scrivere appunto con un foglio di carta sulla tastiera che ci copriva le dita, e noi dovevamo copiare, pagina dopo pagina dopo pagina.<br><br>Sul momento sembrava un esercizio abbastanza stupido e inutile, però, ripeto, tra tutte le cose che ho imparato a scuola, la stenografia non si usa perché per stenografare bisogna scrivere parola per parola, mentre è più facile prendere nota facendo un riassunto o scrivendo solo le parole più importanti, però scrivere a macchina senza guardare è una dote veramente impagabile.<br><br>Poi, mentre ero a scuola, mi comprai, i miei genitori mi comprarono anche una piccola macchina da scrivere portatile, che purtroppo con gli anni poi non lo so più dove sia andata a finire.<br><br>Però le macchine da scrivere, proprio quelle meccaniche, quelle elettroniche no, più avanti me ne comprai anche una elettronica che addirittura, ricordo, all'epoca stavo in Germania, quindi aveva la tastiera tedesca, anche perché la usai per scrivere la mia tesi di laurea all'università, mi sono laureata in tedesco quindi aveva anche molte lettere tedesche, mi serviva necessariamente quella macchina da scrivere. All'epoca era ancora raro scrivere le tesi sui computer, quindi mi comprai questa macchina da scrivere elettronica, che addirittura tornava indietro e cancellava automaticamente, che era una cosa avveniristica.<br><br>Però le macchine da scrivere che più mi sono rimaste nel cuore sono invece quelle meccaniche e mi continua a piacere la macchina da scrivere con la sua tastiera, tanto che ho fatto, qualche tempo fa, la follia di comprarmi una tastiera per il computer che ricorda molto da vicino la tastiera di una macchina da scrivere, di quelle antiche, di quelle che usavo a scuola quando stavo imparando a battere a macchina. E infatti anche color verdolino, avete presente quel verdolino tipico delle macchine da scrivere? E i tasti sono, immagino, in qualche modo collegati al computer elettronicamente, anche perché uso il bluetooth, però sono tasti meccanici che fanno anche un sacco di rumore quando ci batto sopra. E non lo so, mi dà l'impressione di quasi sono una Hemingway che scrive sulla sua Remington.<br><br>Faccio una fatica incredibile a scrivere, perché bisogna anche un po' calcare, però ne vale la pena perché non lo so, è come il trillo di un uccellino attraverso la stanza quando scrivo a macchina sul mio computer.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>If someone were to ask me what is the most useful thing you learned in school, I would not even think for a second and would say blind typing, without looking.<br><br>It's something I learned in high school. I went to technical school and, together with shorthand, one of the subjects in the first two years was typing. There was this room full of gigantic typewriters, very heavy, with mechanical buttons, and there we learned to write with a sheet of paper on the keyboard that covered our fingers, and we had to copy, page after page after page.<br><br>At the time it seemed like a rather stupid and useless exercise, however, I repeat, among all the things I learned in school, shorthand is not that useful because to write in shorthand you have to write word for word, while it is easier to take notes by summarizing or writing only the most important words, but blind typing is a truly priceless skill.<br><br>Then, while attending school, I bought , my parents also bought me a small portable typewriter, which unfortunately I no longer know where it ended up over the years. But typewriters, the mechanical ones, not the electronic ones, later on I also bought an electronic one which, I remember, I was living in Germany at the time, so it had a German keyboard, also because I used it to write my dissertation university degree, I majored in German so it also had a lot of German letters, I needed that typewriter necessarily. At the time it was still rare to write thesis on computers, so I bought this electronic typewriter, which even went back and erased automatically, which was a futuristic feature.<br><br>But the typewriters that have remained in my heart the most are the mechanical ones and I still like typewriters with their keyboard, so much so that some time ago I did the folly of buying myself a keyboard for the computer that resembles very closely the keyboard of a typewriter, the old ones, the ones I used at school when I was learning to type. And in fact it is also greenish in color, do you know that greenish typical of typewriters? And the keys are, I imagine, somehow connected to the computer electronically, also because I use bluetooth, but they are mechanical keys that also make a lot of noise when I hit them.<br><br>And I don't know, it gives me the impression I'm almost a Hemingway writing on his Remington. I find it pretty hard to write, because you need a bit of pressure, but it's worth it because I don't know, it's like a bird trill across the room when I type on my computer.<br><br><b>LINK </b><br>La mia tastiera per il computer che sembra una macchina da scrivere<br><i>My keyboard that looks like a typewriter</i><br><a href="https://www.elretron.com/" rel="noreferrer noopener">https://www.elretron.com/</a>]]>
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      <pubDate>Thu, 09 Mar 2023 06:40:28 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 432 Il futuro è rosa</title>
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      <description>
        <![CDATA[Se immaginate il futuro sicuramente vi vengono in mente schermi blu e ologrammi. Ma deve per forza essere così?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Non lo so se Pantone ha un blu che si chiama Blu Futuro andrò a controllare, anche perché sono una grande appassionata dei colori Pantone, però sicuramente blu è il colore che ci fanno vedere quando al cinema, alla televisione si parla di futuro, si fanno delle previsioni o semplicemente si parla di fantascienza.<br><br>Per qualche motivo il blu è stato preso come punto di riferimento. Il futuro è pieno di schermi di computer blu con luci blu. Pensate all'ultimo film di Avatar, ma anche al primo film di Avatar, gli omini blu e tutte le cose sono blu.<br><br>Ci sono sempre poi gli ologrammi che sono a tre dimensioni che non sono sicura se questi già esistano, però però mi sono informata e il grande problema degli ologrammi è quello di riuscire a trattenere la luce in un posto, così che non si diffonda come invece la luce fa, appunto a velocità della luce.<br><br>E' interessante come la fantasia si sia cromaticamente caratterizzata rispetto alle epoche. Se infatti vi dico ok, adesso pensiamo al passato preistorico, sicuramente vi viene in mente una scena con colori della terra, ocra, giallo, perché così ce la fanno vedere alla televisione quando si ricostruiscono paesaggi passati.<br><br>Ricordo che fui molto colpita quando lessi per la prima volta, ormai risaputo, lo sanno tutti, quando lessi per la prima volta che i dinosauri che a noi fanno sempre vedere, io vedevo nei libri di scuola delle elementari come questi animaloni verdi o al più grigi, in effetti erano coloratissimi e credo che alcuni di loro avessero anche delle piume e del pelo, della pelliccia. Immaginatevi un dinosauro grande grande con la pelliccia bella, morbida, morbida.<br><br>Non so, dove sta andando a parare oggi con i 3 minuti grezzi? Non lo so. Sto andando così, molto molto a ruota libera perché sono stata colpita, appunto, da un articolo che ho letto che sottolineava il fatto che il futuro è blu e con gli ologrammi.<br><br>A volte anche in modo esagerato questi ologrammi a volte si vedono, mi ricordo che nel film Minority Report, che tra l'altro cun film che mi piace molto, si vedeva Tom Cruise che usava questi questi computer che erano degli ologrammi proiettati davanti a lui, ma avevano questi schermi giganteschi per cui per fare qualsiasi operazione doveva muovere tantissimo le braccia, sembrava che stesse facendo un balletto e io non lo so, Tom, se trascorri 8 ore di lavoro davanti a un computer così, a fare questi movimenti giganteschi con le mani sopra le spalle, alla fine non hai neanche più bisogno di andare in palestra perché avrai muscoli super tonici, avrai fatto un sacco di movimento.<br><br>Oddio, mi rimangono 5 secondi per dirvi che sì, il futuro non è blu, ma il futuro è rosa. Ricordiamocelo, è rosa.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I don't know if Pantone has a blue called <i>Future Blue</i> I'll go check, also because I'm a big fan of Pantone colors, but surely blue is the color they show us when we talk about the future in the cinema, on television, predictions or simply talk about science fiction. For some reason blue was taken as a reference point. The future is filled with blue computer screens with blue lights. Think of the last Avatar movie, but also the first Avatar movie, little blue people and all things are blue. Then there are always the holograms that are three-dimensional and I'm not sure if these already exist, but I've looked into it and the big problem with holograms is keeping the light in one place, so that it doesn't spread as it does light does, precisely at the speed of light.<br><br>It is interesting how fantasies are chromatically characterized with respect to the epochs. In fact, if I say ok, now let's think about the prehistoric past, surely a scene with earth colors comes to mind, ochre, yellow, because they show it to us on television when reconstructing past landscapes. I remember that I was very struck when I read for the first time, by now known, everyone knows, when I read for the first time that the dinosaurs that we always see, I saw in primary school textbooks as these big green or at most gray, in fact they were very colorful and I think some of them also had feathers and fur. Imagine a big big dinosaur with nice, soft, soft fur.<br><br>I don't know, where is today going with the 3 raw minutes podcast? I do not know. I'm going so, very, very freewheeling because I was struck by an article I read that emphasized the fact that the future is blue and with holograms. Sometimes even in an exaggerated way these holograms are sometimes seen, I remember that in the film Minority Report, which by the way is a film that I really like, Tom Cruise was seen using these computers which were holograms projected in front of him, but they had these gigantic screens so to perform any operation he had to move his arms a lot, it looked like he was doing a ballet and I don't know, Tom, if you spend 8 hours working in front of a computer like this, doing these gigantic movements with hands over your shoulders, in the end you don't even need to go to the gym anymore because you'll have super toned muscles, you'll have done a lot of movement.<br><br>Oh well, I have 5 seconds left to tell you that yes, the future isn't blue, but the future is pink. Let's remember, it's pink.]]>
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        <![CDATA[Se immaginate il futuro sicuramente vi vengono in mente schermi blu e ologrammi. Ma deve per forza essere così?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Non lo so se Pantone ha un blu che si chiama Blu Futuro andrò a controllare, anche perché sono una grande appassionata dei colori Pantone, però sicuramente blu è il colore che ci fanno vedere quando al cinema, alla televisione si parla di futuro, si fanno delle previsioni o semplicemente si parla di fantascienza.<br><br>Per qualche motivo il blu è stato preso come punto di riferimento. Il futuro è pieno di schermi di computer blu con luci blu. Pensate all'ultimo film di Avatar, ma anche al primo film di Avatar, gli omini blu e tutte le cose sono blu.<br><br>Ci sono sempre poi gli ologrammi che sono a tre dimensioni che non sono sicura se questi già esistano, però però mi sono informata e il grande problema degli ologrammi è quello di riuscire a trattenere la luce in un posto, così che non si diffonda come invece la luce fa, appunto a velocità della luce.<br><br>E' interessante come la fantasia si sia cromaticamente caratterizzata rispetto alle epoche. Se infatti vi dico ok, adesso pensiamo al passato preistorico, sicuramente vi viene in mente una scena con colori della terra, ocra, giallo, perché così ce la fanno vedere alla televisione quando si ricostruiscono paesaggi passati.<br><br>Ricordo che fui molto colpita quando lessi per la prima volta, ormai risaputo, lo sanno tutti, quando lessi per la prima volta che i dinosauri che a noi fanno sempre vedere, io vedevo nei libri di scuola delle elementari come questi animaloni verdi o al più grigi, in effetti erano coloratissimi e credo che alcuni di loro avessero anche delle piume e del pelo, della pelliccia. Immaginatevi un dinosauro grande grande con la pelliccia bella, morbida, morbida.<br><br>Non so, dove sta andando a parare oggi con i 3 minuti grezzi? Non lo so. Sto andando così, molto molto a ruota libera perché sono stata colpita, appunto, da un articolo che ho letto che sottolineava il fatto che il futuro è blu e con gli ologrammi.<br><br>A volte anche in modo esagerato questi ologrammi a volte si vedono, mi ricordo che nel film Minority Report, che tra l'altro cun film che mi piace molto, si vedeva Tom Cruise che usava questi questi computer che erano degli ologrammi proiettati davanti a lui, ma avevano questi schermi giganteschi per cui per fare qualsiasi operazione doveva muovere tantissimo le braccia, sembrava che stesse facendo un balletto e io non lo so, Tom, se trascorri 8 ore di lavoro davanti a un computer così, a fare questi movimenti giganteschi con le mani sopra le spalle, alla fine non hai neanche più bisogno di andare in palestra perché avrai muscoli super tonici, avrai fatto un sacco di movimento.<br><br>Oddio, mi rimangono 5 secondi per dirvi che sì, il futuro non è blu, ma il futuro è rosa. Ricordiamocelo, è rosa.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I don't know if Pantone has a blue called <i>Future Blue</i> I'll go check, also because I'm a big fan of Pantone colors, but surely blue is the color they show us when we talk about the future in the cinema, on television, predictions or simply talk about science fiction. For some reason blue was taken as a reference point. The future is filled with blue computer screens with blue lights. Think of the last Avatar movie, but also the first Avatar movie, little blue people and all things are blue. Then there are always the holograms that are three-dimensional and I'm not sure if these already exist, but I've looked into it and the big problem with holograms is keeping the light in one place, so that it doesn't spread as it does light does, precisely at the speed of light.<br><br>It is interesting how fantasies are chromatically characterized with respect to the epochs. In fact, if I say ok, now let's think about the prehistoric past, surely a scene with earth colors comes to mind, ochre, yellow, because they show it to us on television when reconstructing past landscapes. I remember that I was very struck when I read for the first time, by now known, everyone knows, when I read for the first time that the dinosaurs that we always see, I saw in primary school textbooks as these big green or at most gray, in fact they were very colorful and I think some of them also had feathers and fur. Imagine a big big dinosaur with nice, soft, soft fur.<br><br>I don't know, where is today going with the 3 raw minutes podcast? I do not know. I'm going so, very, very freewheeling because I was struck by an article I read that emphasized the fact that the future is blue and with holograms. Sometimes even in an exaggerated way these holograms are sometimes seen, I remember that in the film Minority Report, which by the way is a film that I really like, Tom Cruise was seen using these computers which were holograms projected in front of him, but they had these gigantic screens so to perform any operation he had to move his arms a lot, it looked like he was doing a ballet and I don't know, Tom, if you spend 8 hours working in front of a computer like this, doing these gigantic movements with hands over your shoulders, in the end you don't even need to go to the gym anymore because you'll have super toned muscles, you'll have done a lot of movement.<br><br>Oh well, I have 5 seconds left to tell you that yes, the future isn't blue, but the future is pink. Let's remember, it's pink.]]>
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      <pubDate>Wed, 08 Mar 2023 06:05:48 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 431 Sulla liquidità dei gatti</title>
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        <![CDATA[I gatti sono liquidi. Su questo non si discute: è stato provato scientificamente in base alle leggi della 'reologia' la serissima scienza che studia come i materiali si deformano quando sottoposti a sollecitazioni. E la liquidità dei gatti ha fatto guadagnare addirittura un Premio Nobel! Vabbè non è proprio così, ascoltate per sapere come è andata (tutti i LINK a fondo pagina).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>La mia amica Alessandra mi ha sfidato, mi ha mandato una fotografia di un gatto dentro una scatola che aveva al suo interno anche altre forme, e questo gatto aderiva perfettamente all'interno della scatola, ci stava benissimo, nonostante non ci fosse spazio. Alessandra mi ha mandato la foto con la didascalia: "Vediamo un po se anche i tuoi gatti Sputnik e Mazinga sono bravi a fare queste cose qua".<br><br>Io ho risposto che naturalmente sì, Sputnik e Mazinga sanno fare questo e altro. Però la cosa mi ha incuriosito, anche perché io spesso ho riflettuto sulla natura liquida dei gatti.<br><br>Non ridete, dico liquida, e intendo proprio riferirmi ai liquidi e non ai solidi. Se andate a cercare la definizione di liquido, per liquido si intende un materiale che si adatta perfettamente al suo contenitore, e se voi avete mai preso in braccio un gatto, se avete mai visto un gatto infilarsi dentro un vaso dentro uno spazio strettissimo, sapete anche molto bene quello di cui parlo, perché i gatti non sono flessibili, sono proprio liquidi.<br><br>Questa cosa qua, se vi fa ridere smettete di ridere immediatamente perché la domanda non me la sono posta solo io, ma se l'è posta anche un fisico francese, Marc-Antoine Fardin, (avete visto che pronuncia?) il signor Marc-Antoine Fardin con questa domanda, cioè se i gatti siano liquidi o solidi, ha vinto nel 2017 il premio Nobel.<br><br>No, non un vero e proprio premio Nobel, un premio Nobel un po particolare che si chiama IG Nobel Prize, che detto così non significa niente, ma se poi si legge anziché dire IG ma IGNobel Prize, sono dei premi Nobel finti, farlocchi, ignobili, che però vengono dati a ricerche serissime, fatte seriamente dagli scienziati. Infatti vengono definiti i premi Nobel di quelle ricerche che appena leggi il titolo, i nomi ti fanno ridere e invece poi ti fanno riflettere.<br><br>È esattamente così i gatti sono liquidi. Sono andato un po' a cercare: perché i gatti sono così flessibili? La cosa fondamentale è che hanno le clavicole separate anziché essere come noi umani che le spalle non è che possiamo rimpicciolire più di tanto, i gatti hanno le clavicole separate e poi le spalle sono tenute insieme solo da muscoli, non hanno delle ossa. E poi i gatti hanno anche una colonna vertebrale che ha più ossa di noi esseri umani, quindi sono molto più flessibili di noi, perché ad ogni giuntura della colonna vertebrale si aggiunge flessibilità.<br><br>Queste sono le spiegazioni diciamo tecnico-scientifiche del motivo per cui i gatti sono così flessibili, però a me nessuno lo toglie dalla testa che i gatti... il motivo è che i gatti sono dei liquidi e non sono solidi, quindi dovrebbero essere classificati nella categoria dei liquidi. Vero Sputnik? Vero Mazinga?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>My friend Alessandra challenged me, she sent me a photograph of a cat inside a box that also had other shapes inside, and this cat adhered perfectly inside the box, it fit perfectly, even though there was no space. Alessandra sent me the photo with the caption: "Let's see if your cats Sputnik and Mazinga are also good at doing these things here".<br><br>I replied that of course yes, Sputnik and Mazinga can do this and more. But this intrigued me, also because I have often reflected on the liquid nature of cats.<br><br>Don't laugh, I say liquid, and I really mean liquids and not solids. If you look up the definition of liquid, by liquid we mean a material that adapts perfectly to its container, and if you've ever held a cat in your arms, if you've ever seen a cat slip into a vase, in a very narrow space, you know very well what I'm talking about, because cats are not flexible, they are just liquid.<br><br>And if this makes you laugh, stop laughing immediately because not only I asked myself the question, but also a <b>French physicist, Marc-Antoine Fardin</b>, (did you notice my pronunciation?) Mr. Marc- Antoine Fardin with this question, that is whether cats are liquid or solid, won the Nobel Prize in 2017. No, not a real Nobel Prize, a rather particular Nobel Prize called the IG Nobel Prize, which pronounced like that means nothing, but if instead of IG you say IGNobel Prize, it makes sense. They are fake Nobel Prizes, silly, ignoble, which however are given to very serious research, seriously carried out by scientists. In fact, the IGNobel prizes are defined for those researches that when you first read the title, they make you laugh, but then make you think.<br><br>That's exactly the case with liquid cats. I did some research: why are cats so flexible? The key thing is that they have separate collarbones rather than being like us humans that we can't shrink our shoulders, cats have separate collarbones and then the shoulders are only held together by muscles, they don't have bones. And then cats also have a spine that has more bones than us humans, so they're a lot more flexible than us, because there's added flexibility at every joint in the spine.<br><br>These are the let's say technical-scientific explanations of why cats are so flexible, but nobody takes it from my mind that cats... the reason is that cats are liquids and not solids, therefore they should be classified in the liquid category. Right Sputnik? True Mazinga?<br><br><br><br><br><b>LINK</b><br><b>Dal Centro della Ricerca sui materiali</b> <a href="https://www.ccmr.cornell.edu/faqs/why-are-cats-so-flexible/" rel="noreferrer noopener">https://www.ccmr.cornell.edu/faqs/why-are-cats-so-flexible/</a><br><b>Articolo sulla flessibilità dei gatti </b><a href="https://www.pbs.org/newshour/science/answering-the-question-that-won-me-the-ig-nobel-prize-are-cats-liquid" rel="noreferrer noopener">https://www.pbs.org/newshour/science/answering-the-question-that-won-me-the-ig-nobel-prize-are-cats-liquid</a><br><b>Vincitori del IG Nobel Prize</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vincitori_del_premio_Ig_Nobel#2017" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Vincitori_del_premio_Ig_Nobel#2017</a>]]>
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        <![CDATA[I gatti sono liquidi. Su questo non si discute: è stato provato scientificamente in base alle leggi della 'reologia' la serissima scienza che studia come i materiali si deformano quando sottoposti a sollecitazioni. E la liquidità dei gatti ha fatto guadagnare addirittura un Premio Nobel! Vabbè non è proprio così, ascoltate per sapere come è andata (tutti i LINK a fondo pagina).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>La mia amica Alessandra mi ha sfidato, mi ha mandato una fotografia di un gatto dentro una scatola che aveva al suo interno anche altre forme, e questo gatto aderiva perfettamente all'interno della scatola, ci stava benissimo, nonostante non ci fosse spazio. Alessandra mi ha mandato la foto con la didascalia: "Vediamo un po se anche i tuoi gatti Sputnik e Mazinga sono bravi a fare queste cose qua".<br><br>Io ho risposto che naturalmente sì, Sputnik e Mazinga sanno fare questo e altro. Però la cosa mi ha incuriosito, anche perché io spesso ho riflettuto sulla natura liquida dei gatti.<br><br>Non ridete, dico liquida, e intendo proprio riferirmi ai liquidi e non ai solidi. Se andate a cercare la definizione di liquido, per liquido si intende un materiale che si adatta perfettamente al suo contenitore, e se voi avete mai preso in braccio un gatto, se avete mai visto un gatto infilarsi dentro un vaso dentro uno spazio strettissimo, sapete anche molto bene quello di cui parlo, perché i gatti non sono flessibili, sono proprio liquidi.<br><br>Questa cosa qua, se vi fa ridere smettete di ridere immediatamente perché la domanda non me la sono posta solo io, ma se l'è posta anche un fisico francese, Marc-Antoine Fardin, (avete visto che pronuncia?) il signor Marc-Antoine Fardin con questa domanda, cioè se i gatti siano liquidi o solidi, ha vinto nel 2017 il premio Nobel.<br><br>No, non un vero e proprio premio Nobel, un premio Nobel un po particolare che si chiama IG Nobel Prize, che detto così non significa niente, ma se poi si legge anziché dire IG ma IGNobel Prize, sono dei premi Nobel finti, farlocchi, ignobili, che però vengono dati a ricerche serissime, fatte seriamente dagli scienziati. Infatti vengono definiti i premi Nobel di quelle ricerche che appena leggi il titolo, i nomi ti fanno ridere e invece poi ti fanno riflettere.<br><br>È esattamente così i gatti sono liquidi. Sono andato un po' a cercare: perché i gatti sono così flessibili? La cosa fondamentale è che hanno le clavicole separate anziché essere come noi umani che le spalle non è che possiamo rimpicciolire più di tanto, i gatti hanno le clavicole separate e poi le spalle sono tenute insieme solo da muscoli, non hanno delle ossa. E poi i gatti hanno anche una colonna vertebrale che ha più ossa di noi esseri umani, quindi sono molto più flessibili di noi, perché ad ogni giuntura della colonna vertebrale si aggiunge flessibilità.<br><br>Queste sono le spiegazioni diciamo tecnico-scientifiche del motivo per cui i gatti sono così flessibili, però a me nessuno lo toglie dalla testa che i gatti... il motivo è che i gatti sono dei liquidi e non sono solidi, quindi dovrebbero essere classificati nella categoria dei liquidi. Vero Sputnik? Vero Mazinga?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>My friend Alessandra challenged me, she sent me a photograph of a cat inside a box that also had other shapes inside, and this cat adhered perfectly inside the box, it fit perfectly, even though there was no space. Alessandra sent me the photo with the caption: "Let's see if your cats Sputnik and Mazinga are also good at doing these things here".<br><br>I replied that of course yes, Sputnik and Mazinga can do this and more. But this intrigued me, also because I have often reflected on the liquid nature of cats.<br><br>Don't laugh, I say liquid, and I really mean liquids and not solids. If you look up the definition of liquid, by liquid we mean a material that adapts perfectly to its container, and if you've ever held a cat in your arms, if you've ever seen a cat slip into a vase, in a very narrow space, you know very well what I'm talking about, because cats are not flexible, they are just liquid.<br><br>And if this makes you laugh, stop laughing immediately because not only I asked myself the question, but also a <b>French physicist, Marc-Antoine Fardin</b>, (did you notice my pronunciation?) Mr. Marc- Antoine Fardin with this question, that is whether cats are liquid or solid, won the Nobel Prize in 2017. No, not a real Nobel Prize, a rather particular Nobel Prize called the IG Nobel Prize, which pronounced like that means nothing, but if instead of IG you say IGNobel Prize, it makes sense. They are fake Nobel Prizes, silly, ignoble, which however are given to very serious research, seriously carried out by scientists. In fact, the IGNobel prizes are defined for those researches that when you first read the title, they make you laugh, but then make you think.<br><br>That's exactly the case with liquid cats. I did some research: why are cats so flexible? The key thing is that they have separate collarbones rather than being like us humans that we can't shrink our shoulders, cats have separate collarbones and then the shoulders are only held together by muscles, they don't have bones. And then cats also have a spine that has more bones than us humans, so they're a lot more flexible than us, because there's added flexibility at every joint in the spine.<br><br>These are the let's say technical-scientific explanations of why cats are so flexible, but nobody takes it from my mind that cats... the reason is that cats are liquids and not solids, therefore they should be classified in the liquid category. Right Sputnik? True Mazinga?<br><br><br><br><br><b>LINK</b><br><b>Dal Centro della Ricerca sui materiali</b> <a href="https://www.ccmr.cornell.edu/faqs/why-are-cats-so-flexible/" rel="noreferrer noopener">https://www.ccmr.cornell.edu/faqs/why-are-cats-so-flexible/</a><br><b>Articolo sulla flessibilità dei gatti </b><a href="https://www.pbs.org/newshour/science/answering-the-question-that-won-me-the-ig-nobel-prize-are-cats-liquid" rel="noreferrer noopener">https://www.pbs.org/newshour/science/answering-the-question-that-won-me-the-ig-nobel-prize-are-cats-liquid</a><br><b>Vincitori del IG Nobel Prize</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vincitori_del_premio_Ig_Nobel#2017" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Vincitori_del_premio_Ig_Nobel#2017</a>]]>
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      <pubDate>Tue, 07 Mar 2023 06:02:33 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>I gatti sono liquidi. Su questo non si discute: è stato provato scientificamente in base alle leggi della 'reologia' la serissima scienza che studia come i materiali si deformano quando sottoposti a sollecitazioni. E la liquidità dei gatti ha fatto guadagnare addirittura un Premio Nobel! Vabbè non è proprio così, ascoltate per sapere come è andata (tutti i LINK a fondo pagina).TRASCRIZIONE [ENG translation below]La mia amica Alessandra mi ha sfidato, mi ha mandato una fotografia di un gatto dentro una scatola che aveva al suo interno anche altre forme, e questo gatto aderiva perfettamente all'interno della scatola, ci stava benissimo, nonostante non ci fosse spazio. Alessandra mi ha mandato la foto con la didascalia: "Vediamo un po se anche i tuoi gatti Sputnik e Mazinga sono bravi a fare queste cose qua".Io ho risposto che naturalmente sì, Sputnik e Mazinga sanno fare questo e altro. Però la cosa mi ha incuriosito, anche perché io spesso ho riflettuto sulla natura liquida dei gatti.Non ridete, dico liquida, e intendo proprio riferirmi ai liquidi e non ai solidi. Se andate a cercare la definizione di liquido, per liquido si intende un materiale che si adatta perfettamente al suo contenitore, e se voi avete mai preso in braccio un gatto, se avete mai visto un gatto infilarsi dentro un vaso dentro uno spazio strettissimo, sapete anche molto bene quello di cui parlo, perché i gatti non sono flessibili, sono proprio liquidi.Questa cosa qua, se vi fa ridere smettete di ridere immediatamente perché la domanda non me la sono posta solo io, ma se l'è posta anche un fisico francese, Marc-Antoine Fardin, (avete visto che pronuncia?) il signor Marc-Antoine Fardin con questa domanda, cioè se i gatti siano liquidi o solidi, ha vinto nel 2017 il premio Nobel.No, non un vero e proprio premio Nobel, un premio Nobel un po particolare che si chiama IG Nobel Prize, che detto così non significa niente, ma se poi si legge anziché dire IG ma IGNobel Prize, sono dei premi Nobel finti, farlocchi, ignobili, che però vengono dati a ricerche serissime, fatte seriamente dagli scienziati. Infatti vengono definiti i premi Nobel di quelle ricerche che appena leggi il titolo, i nomi ti fanno ridere e invece poi ti fanno riflettere.È esattamente così i gatti sono liquidi. Sono andato un po' a cercare: perché i gatti sono così flessibili? La cosa fondamentale è che hanno le clavicole separate anziché essere come noi umani che le spalle non è che possiamo rimpicciolire più di tanto, i gatti hanno le clavicole separate e poi le spalle sono tenute insieme solo da muscoli, non hanno delle ossa. E poi i gatti hanno anche una colonna vertebrale che ha più ossa di noi esseri umani, quindi sono molto più flessibili di noi, perché ad ogni giuntura della colonna vertebrale si aggiunge flessibilità.Queste sono le spiegazioni diciamo tecnico-scientifiche del motivo per cui i gatti sono così flessibili, però a me nessuno lo toglie dalla testa che i gatti... il motivo è che i gatti sono dei liquidi e non sono solidi, quindi dovrebbero essere classificati nella categoria dei liquidi. Vero Sputnik? Vero Mazinga?TRANSLATIONMy friend Alessandra challenged me, she sent me a photograph of a cat inside a box that also had other shapes inside, and this cat adhered perfectly inside the box, it fit perfectly, even though there was no space. Alessandra sent me the photo with the caption: "Let's see if your cats Sputnik and Mazinga are also good at doing these things here".I replied that of course yes, Sputnik and Mazinga can do this and more. But this intrigued me, also because I have often reflected on the liquid nature of cats.Don't laugh, I say liquid, and I really mean liquids and not solids. If you look up the definition of liquid, by liquid we mean a material that adapts perfectly to its container, and if you've ever held a...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>I gatti sono liquidi. Su questo non si discute: è stato provato scientificamente in base alle leggi della 'reologia' la serissima scienza che studia come i materiali si deformano quando sottoposti a sollecitazioni. E la liquidità dei gatti ha fatto guadag</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 430 Scuola per imparare i videogiochi</title>
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        <![CDATA[In Italia le idee contro l'abbandono scolastico si scontrano con un sistema fatiscente e incapace di rigenerarsi. Intanto in Giappone...<br><br>LINK in fondo alla pagina<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG Translation below]</i><br>La Sardegna ha il triste primato di avere la più alta percentuale di dispersione scolastica in Italia, significa che ha un sacco di ragazzini e ragazzine che non finiscono la scuola dell'obbligo.<br>I dati del 2022 parlano del 13,2% di abbandono scolastico, l'obiettivo dell'Unione europea è del 9% entro l'anno 2030. C'è anche un altissimo numero di ragazzi e ragazze che non studia e non lavora, 23,6%.<br><br>Però finora quello che ho visto fare da chi di competenza ha lasciato molto a desiderare. Non si trova il modo di invogliare i ragazzi e le ragazze a rimanere a scuola, i programmi sono obsoleti, per non parlare poi dell'edilizia scolastica, delle materie che vengono offerte, del modo in cui si offrono queste materie, spesso con insegnanti allo stremo, malpagati, maltrattati, oppure semplicemente troppo vecchi per insegnare, incapaci di acquisire le nuove tecnologie che bisogna utilizzare oggi.<br>Discorso completamente diverso, invece, è quello che si fa in Giappone quando si pensa alla ritenzione scolastica. Infatti ad aprile 2022 lo scorso anno, ha aperto nel centro di Tokyo, nel quartiere di Shibuya, la scuola superiore per sport elettronici: E-Sport High School, quindi un liceo dove si preparano ragazzi e ragazze a un futuro nel mondo dello sport, ma non solo negli sport tradizionali, anche quelli elettronici, cioè i videogiochi.<br><br>È infatti una scuola che è stata pensata proprio per combattere l'abbandono scolastico. La scuola dell'obbligo in Giappone arriva solo fino ai 15 anni, e questa scuola ha come come obiettivo quello di far di nuovo innamorare della scuola i ragazzi e le ragazze che invece dalla scuola vanno via.<br>Ed è una scuola molto particolare, è un liceo privato che da subito si contraddistingue rispetto alle altre scuole in Giappone, che hanno delle regole molto ferree e a volte anche difficili da capire, l'obbligo di indossare l'uniforme, di vestirsi in un certo modo, di pettinarsi, di comportarsi in un certo modo, invece, ad esempio, nella E-Sport High School gli studenti possono andare vestiti come vogliono e hanno anche un certo, una certa libertà nell'orario di inizio delle lezioni, possono arrivare anche un po' più tardi, e oltre alle materie tradizionali si insegnano materie per giocatori professionisti, streamer, commentatori di giochi, programmatori, scrittori, analisti di giochi. Insomma, è un liceo altamente specializzato che prepara i giovani al futuro di quello che sarà il mondo del lavoro.<br><br>Come dico spesso, i mestieri che faranno i nostri figli e i nostri nipoti ancora non hanno nemmeno un nome. E anziché demonizzare i giochi elettronici e i videogiochi in Giappone, da queste cose qua si ricavano lavori per il futuro. Dovremmo imparare, no?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Sardinia has the sad record of having the highest percentage of school dropouts in Italy, which means that it has a lot of boys and girls who do not finish compulsory schooling. The 2022 data speak of 13.2% of school dropouts, the European Union's goal is 9% by the year 2030. There is also a very high number of boys and girls who do not study and do not work, 23 .6%.<br><br>But so far what I've seen done by those in charge has left much to be desired. There is no way to entice boys and girls to stay in school, the curricula are outdated, not to mention the school buildings, the subjects that are offered, the way these subjects are offered, often by teachers that are worn out, underpaid, abused, or simply too old to teach, unable to acquire the new technologies that need to be used today.<br><br>On the other hand, what happens in Japan when thinking about school retention is completely different. In fact, in April 2022 last year, the high school for electronic sports opened in the center of Tokyo, in the Shibuya district: E-Sport High School, that is a high school where boys and girls are prepared for a future in the world of sport, but not only in traditional sports, also electronic ones, i.e. video games.<br><br>It is in fact a school that was designed precisely to combat early school leaving. Compulsory schooling in Japan only reaches the age of 15, and this school aims to make the boys and girls who leave school fall in love with school again. And it's a very particular school, it's a private high school that immediately distinguishes itself from other schools in Japan, which have very strict and sometimes with difficult to understand rules, the obligation to wear a uniform, to dress in a certain way, to comb their hair, to behave in a certain way, instead, for example, in the E-Sport High School students can dress as they want and also have a certain freedom in the starting time of the lessons, they can also arrive a little later, and in addition to the traditional subjects, there are also subjects for professional gamers, streamers, game commentators, programmers, writers, game analysts.<br><br>In short, it is a highly specialized high school that prepares young people for the future of what the world of work will be. As I often say, the jobs that our children and grandchildren will do still don't even have a name. And instead of demonizing electronic games and video games in Japan, these things are used to create jobs for the future. Shouldn't we learn from them?<br><br><br>LINK<br><a href="https://esports-hs.com/" rel="noreferrer noopener">E-Sport High School </a><br><a href="https://www.wired.it/article/giappone-scuola-videogiochi-esport/?uID=555265807147984a9f0e1ea76363a98b363bef55e0684287e50b8ebf7f6dd592&amp;uID=6ca8f3eff9d6ceb89275c4dc8a3fb25656ce26264370c47c2af29eef99f1d9e9&amp;utm_brand=wi&amp;utm_campaign=daily&amp;utm_mailing=WI_NEWS_Daily%202023-03-03&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=news&amp;utm_term=WI_NEWS_Daily" rel="noreferrer noopener">Articolo in italiano apparso su Wired</a><br><a href="https://www.sardegnagol.eu/dispersione-scolastica-al-132-in-sardegna/" rel="noreferrer noopener">Dispersione scolastica in Sardegna </a>]]>
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        <![CDATA[In Italia le idee contro l'abbandono scolastico si scontrano con un sistema fatiscente e incapace di rigenerarsi. Intanto in Giappone...<br><br>LINK in fondo alla pagina<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG Translation below]</i><br>La Sardegna ha il triste primato di avere la più alta percentuale di dispersione scolastica in Italia, significa che ha un sacco di ragazzini e ragazzine che non finiscono la scuola dell'obbligo.<br>I dati del 2022 parlano del 13,2% di abbandono scolastico, l'obiettivo dell'Unione europea è del 9% entro l'anno 2030. C'è anche un altissimo numero di ragazzi e ragazze che non studia e non lavora, 23,6%.<br><br>Però finora quello che ho visto fare da chi di competenza ha lasciato molto a desiderare. Non si trova il modo di invogliare i ragazzi e le ragazze a rimanere a scuola, i programmi sono obsoleti, per non parlare poi dell'edilizia scolastica, delle materie che vengono offerte, del modo in cui si offrono queste materie, spesso con insegnanti allo stremo, malpagati, maltrattati, oppure semplicemente troppo vecchi per insegnare, incapaci di acquisire le nuove tecnologie che bisogna utilizzare oggi.<br>Discorso completamente diverso, invece, è quello che si fa in Giappone quando si pensa alla ritenzione scolastica. Infatti ad aprile 2022 lo scorso anno, ha aperto nel centro di Tokyo, nel quartiere di Shibuya, la scuola superiore per sport elettronici: E-Sport High School, quindi un liceo dove si preparano ragazzi e ragazze a un futuro nel mondo dello sport, ma non solo negli sport tradizionali, anche quelli elettronici, cioè i videogiochi.<br><br>È infatti una scuola che è stata pensata proprio per combattere l'abbandono scolastico. La scuola dell'obbligo in Giappone arriva solo fino ai 15 anni, e questa scuola ha come come obiettivo quello di far di nuovo innamorare della scuola i ragazzi e le ragazze che invece dalla scuola vanno via.<br>Ed è una scuola molto particolare, è un liceo privato che da subito si contraddistingue rispetto alle altre scuole in Giappone, che hanno delle regole molto ferree e a volte anche difficili da capire, l'obbligo di indossare l'uniforme, di vestirsi in un certo modo, di pettinarsi, di comportarsi in un certo modo, invece, ad esempio, nella E-Sport High School gli studenti possono andare vestiti come vogliono e hanno anche un certo, una certa libertà nell'orario di inizio delle lezioni, possono arrivare anche un po' più tardi, e oltre alle materie tradizionali si insegnano materie per giocatori professionisti, streamer, commentatori di giochi, programmatori, scrittori, analisti di giochi. Insomma, è un liceo altamente specializzato che prepara i giovani al futuro di quello che sarà il mondo del lavoro.<br><br>Come dico spesso, i mestieri che faranno i nostri figli e i nostri nipoti ancora non hanno nemmeno un nome. E anziché demonizzare i giochi elettronici e i videogiochi in Giappone, da queste cose qua si ricavano lavori per il futuro. Dovremmo imparare, no?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Sardinia has the sad record of having the highest percentage of school dropouts in Italy, which means that it has a lot of boys and girls who do not finish compulsory schooling. The 2022 data speak of 13.2% of school dropouts, the European Union's goal is 9% by the year 2030. There is also a very high number of boys and girls who do not study and do not work, 23 .6%.<br><br>But so far what I've seen done by those in charge has left much to be desired. There is no way to entice boys and girls to stay in school, the curricula are outdated, not to mention the school buildings, the subjects that are offered, the way these subjects are offered, often by teachers that are worn out, underpaid, abused, or simply too old to teach, unable to acquire the new technologies that need to be used today.<br><br>On the other hand, what happens in Japan when thinking about school retention is completely different. In fact, in April 2022 last year, the high school for electronic sports opened in the center of Tokyo, in the Shibuya district: E-Sport High School, that is a high school where boys and girls are prepared for a future in the world of sport, but not only in traditional sports, also electronic ones, i.e. video games.<br><br>It is in fact a school that was designed precisely to combat early school leaving. Compulsory schooling in Japan only reaches the age of 15, and this school aims to make the boys and girls who leave school fall in love with school again. And it's a very particular school, it's a private high school that immediately distinguishes itself from other schools in Japan, which have very strict and sometimes with difficult to understand rules, the obligation to wear a uniform, to dress in a certain way, to comb their hair, to behave in a certain way, instead, for example, in the E-Sport High School students can dress as they want and also have a certain freedom in the starting time of the lessons, they can also arrive a little later, and in addition to the traditional subjects, there are also subjects for professional gamers, streamers, game commentators, programmers, writers, game analysts.<br><br>In short, it is a highly specialized high school that prepares young people for the future of what the world of work will be. As I often say, the jobs that our children and grandchildren will do still don't even have a name. And instead of demonizing electronic games and video games in Japan, these things are used to create jobs for the future. Shouldn't we learn from them?<br><br><br>LINK<br><a href="https://esports-hs.com/" rel="noreferrer noopener">E-Sport High School </a><br><a href="https://www.wired.it/article/giappone-scuola-videogiochi-esport/?uID=555265807147984a9f0e1ea76363a98b363bef55e0684287e50b8ebf7f6dd592&amp;uID=6ca8f3eff9d6ceb89275c4dc8a3fb25656ce26264370c47c2af29eef99f1d9e9&amp;utm_brand=wi&amp;utm_campaign=daily&amp;utm_mailing=WI_NEWS_Daily%202023-03-03&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=news&amp;utm_term=WI_NEWS_Daily" rel="noreferrer noopener">Articolo in italiano apparso su Wired</a><br><a href="https://www.sardegnagol.eu/dispersione-scolastica-al-132-in-sardegna/" rel="noreferrer noopener">Dispersione scolastica in Sardegna </a>]]>
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      <pubDate>Mon, 06 Mar 2023 05:15:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>In Italia le idee contro l'abbandono scolastico si scontrano con un sistema fatiscente e incapace di rigenerarsi. Intanto in Giappone...LINK in fondo alla paginaTRASCRIZIONE [ENG Translation below]La Sardegna ha il triste primato di avere la più alta percentuale di dispersione scolastica in Italia, significa che ha un sacco di ragazzini e ragazzine che non finiscono la scuola dell'obbligo.I dati del 2022 parlano del 13,2% di abbandono scolastico, l'obiettivo dell'Unione europea è del 9% entro l'anno 2030. C'è anche un altissimo numero di ragazzi e ragazze che non studia e non lavora, 23,6%.Però finora quello che ho visto fare da chi di competenza ha lasciato molto a desiderare. Non si trova il modo di invogliare i ragazzi e le ragazze a rimanere a scuola, i programmi sono obsoleti, per non parlare poi dell'edilizia scolastica, delle materie che vengono offerte, del modo in cui si offrono queste materie, spesso con insegnanti allo stremo, malpagati, maltrattati, oppure semplicemente troppo vecchi per insegnare, incapaci di acquisire le nuove tecnologie che bisogna utilizzare oggi.Discorso completamente diverso, invece, è quello che si fa in Giappone quando si pensa alla ritenzione scolastica. Infatti ad aprile 2022 lo scorso anno, ha aperto nel centro di Tokyo, nel quartiere di Shibuya, la scuola superiore per sport elettronici: E-Sport High School, quindi un liceo dove si preparano ragazzi e ragazze a un futuro nel mondo dello sport, ma non solo negli sport tradizionali, anche quelli elettronici, cioè i videogiochi.È infatti una scuola che è stata pensata proprio per combattere l'abbandono scolastico. La scuola dell'obbligo in Giappone arriva solo fino ai 15 anni, e questa scuola ha come come obiettivo quello di far di nuovo innamorare della scuola i ragazzi e le ragazze che invece dalla scuola vanno via.Ed è una scuola molto particolare, è un liceo privato che da subito si contraddistingue rispetto alle altre scuole in Giappone, che hanno delle regole molto ferree e a volte anche difficili da capire, l'obbligo di indossare l'uniforme, di vestirsi in un certo modo, di pettinarsi, di comportarsi in un certo modo, invece, ad esempio, nella E-Sport High School gli studenti possono andare vestiti come vogliono e hanno anche un certo, una certa libertà nell'orario di inizio delle lezioni, possono arrivare anche un po' più tardi, e oltre alle materie tradizionali si insegnano materie per giocatori professionisti, streamer, commentatori di giochi, programmatori, scrittori, analisti di giochi. Insomma, è un liceo altamente specializzato che prepara i giovani al futuro di quello che sarà il mondo del lavoro.Come dico spesso, i mestieri che faranno i nostri figli e i nostri nipoti ancora non hanno nemmeno un nome. E anziché demonizzare i giochi elettronici e i videogiochi in Giappone, da queste cose qua si ricavano lavori per il futuro. Dovremmo imparare, no?TRANSLATIONSardinia has the sad record of having the highest percentage of school dropouts in Italy, which means that it has a lot of boys and girls who do not finish compulsory schooling. The 2022 data speak of 13.2% of school dropouts, the European Union's goal is 9% by the year 2030. There is also a very high number of boys and girls who do not study and do not work, 23 .6%.But so far what I've seen done by those in charge has left much to be desired. There is no way to entice boys and girls to stay in school, the curricula are outdated, not to mention the school buildings, the subjects that are offered, the way these subjects are offered, often by teachers that are worn out, underpaid, abused, or simply too old to teach, unable to acquire the new technologies that need to be used today.On the other hand, what happens in Japan when thinking about school retention is completely different. In fact, in April 2022 last year, the high...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 429 Occhiali Liò (non eccellenti)</title>
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        <![CDATA[Mi aspetto che la montatura degli occhiali pagata diverse centinaia di euro mi duri più di 2 anni e mezzo. Chiedo troppo? <br><br>Preciso: non mi aspettavo che mi si regalassero gli occhiali, ma 'offrirmi' di riacquistarne un paio simili (ma più brutti) mi sembra un po' di cattivo gusto. Avrebbero fatto una più bella figura fermandosi al "ci dispiace ma non li produciamo più".<br><br><b>LINK: </b><br><a href="https://www.canva.com/design/DAFcUIEqgjk/TAc-8jFWCY770VgpWdefdg/view?utm_content=DAFcUIEqgjk&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton" rel="noreferrer noopener">Occhiali (i miei e quelli proposti) a confronto </a><br><a href="https://www.lio-occhiali.it/lio-handmade-in-veneto-italy/" rel="noreferrer noopener">La ditta veneta di occhiali Liò</a><br><a href="https://www.humanjapanese.com/" rel="noreferrer noopener">La app per imparare il giapponese Human Japanese</a><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Due anni e mezzo fa ho comprato un paio di occhiali da vista per vedere da vicino, quindi per il computer, leggere. Però devo dire che li ho usati pochissimo, ho iniziato a usarli più o meno sei mesi fa, quando mi sono resa conto che effettivamente avevo mal di testa quando stavo molto davanti al computer, infatti questi occhiali hanno anche delle lenti che tagliano le luci blu.<br><br>Sono degli occhiali che per la mia tasca ho pagato un sacco di soldi, perché solo la montatura mi è costata quasi 300€. Sono molto particolari, sono rotondi, sono di metallo, molto appariscenti, hanno una finitura molto, molto particolare.<br><br>Ecco, un mese fa, più o meno, mi sono accorta che questa finitura molto particolare era scheggiata, nel senso che si vede, sta perdendo la vernice e si vede il metallo sotto. Allora sono andata nel negozio dove li ho acquistati, ho detto guardi questi occhiali che ho pagato un sacco di soldi si stanno già rovinando dopo due anni che li ho acquistati. Eh sì signora, mi dispiace ma lei li ha acquistati due anni e mezzo fa non sono più coperti dalla garanzia.<br><br>Allora ho provato a contattare la ditta che li produce, <a href="https://www.lio-occhiali.it/lio-handmade-in-veneto-italy/" rel="noreferrer noopener"><b>Occhiali Liò</b></a>, ditta veneta hand made in Veneto ,e nel sito si vantano di eccellenza, unicità, etica, competenza tecnica produttiva, "Il valore di un oggetto è dato da quello che ci sta dietro." No miei cari, il valore di un oggetto è dato da quello che li ho pagati. E niente mi hanno detto no, questi occhiali non li produciamo più, peccato, ci dispiace.<br><br>Poi mi hanno ricontattato e mi hanno mandato <b><a href="https://www.canva.com/design/DAFcUIEqgjk/TAc-8jFWCY770VgpWdefdg/view?utm_content=DAFcUIEqgjk&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton" rel="noreferrer noopener">la foto di questi occhiali </a></b>molto simili ai miei, però erano di metallo, appunto rosso, e poi ci avevano disegnate delle nuvolette argentate, non lo so, ma una cosa, una ciofeca. E mi hanno detto, guardi, avremmo questi, ci dica un po'. Io ho detto, vabbè, diciamo che non sono la cosa migliore, però non voglio andare in giro con gli occhiali sbreccati che sono proprio brutti, si vede proprio il metallo, eh vabbè, che volete che vi dica? Mandatemeli. E loro mi hanno risposto dicendo, ah bene, perfetto. Allora se ci fa avere il contatto diretto del negozio, glieli mandiamo, così li può acquistare.<br><br>Ma cioè, ma voi me li volete, cioè voi pensate che io spenda altri 300€ per comprare una montatura che nemmeno mi piace, quando so già che la prima che ho acquistato si è già rotta dopo due anni e mezzo? Cioè voi non ragionate bene. Ecco quindi ci sono rimasta abbastanza male e gli ho detto no grazie teneteveli, i soldi li spenderò diversamente.<br><br>Niente perché ve l'ho raccontato? Perché contemporaneamente in questi giorni invece una ditta che produce una app per imparare il giapponese, <a href="https://www.humanjapanese.com/" rel="noreferrer noopener"><b>Human Japanese</b></a>, che io acquistai sotto COVID che però adesso non mi ritrovo più, non la ritrovo più questa app che costa 11€, mi pare. Ho contattato la persona che l'ha prodotta, e l'autore dispiaciuto, ha detto, mi dispiace, gliene mando un'altra copia gratis. Diverso servizio clienti.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Two and a half years ago I bought a pair of eyeglasses to see up close, so for the computer, for reading. But I must say that I have used them very little, I started using them more or less six months ago, when I realized that I actually had a headache when I was in front of the computer a lot, in fact these glasses also have lenses that cut out the blue lights. <br><br>They are glasses that I paid a lot of money for my budget, because the frame alone cost me almost €300. They are very particular, they are round, they are metal, very showy, they have a very particular finish.<br><br>Well, a month ago, more or less, I realized that this very particular finish was chipped, in the sense that you can see it, it's losing the paint and you can see the metal underneath. So I went to the shop where I bought them, I said look at these glasses that I paid a lot of money they are already chipped after two years. Oh yes ma'am, I'm sorry but you bought them two and a half years ago they are no longer covered by the guarantee.<br><br>So I tried to contact the company that produces them, <b><a href="https://www.lio-occhiali.it/lio-handmade-in-veneto-italy/" rel="noreferrer noopener">Occhiali Liò</a></b>, a Venetian hand made company in Veneto, and on the site they boast about excellence, uniqueness, ethics, technical production competence, "The value of an object is given by what is behind." No my dears, the value of an object is given by what I paid them. And anyway they said no, we don't produce these glasses anymore, too bad, we are sorry. Then they contacted me again and sent me <b><a href="https://www.canva.com/design/DAFcUIEqgjk/TAc-8jFWCY770VgpWdefdg/view?utm_content=DAFcUIEqgjk&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton" rel="noreferrer noopener">a photo of these glasses very similar to mine</a></b>, they were made of metal, red, and then they had little silver clouds drawn on them, I don't know, but you know, horrible. And they said, look, we've got these, let us know. I said, oh well, let's say they are not the best, but I don't want to go around with chipped glasses because they are really ugly, you can see the metal, oh well, what shall I say? Send them to me. And they answered me like, ah well, perfect, if you let us have the direct contact of the shop, we'll send them to them, so he can buy them.<br><br>So, let me understand, you want tme to buy, that is, you think that I spend another 300€ to buy a frame that I don't even like, when I already know that the first one I bought has already chipped after two and a half years? I mean, you are not thinking clearly. Anyway, I was pretty disappinted and I said no thanks, keep them, I'll spend the money somewhere else.<br><br>Anyway why am I telling you? Because at the same time a company that produces an app for learning Japanese, <b><a href="https://www.humanjapanese.com/" rel="noreferrer noopener">Human Japanese</a></b>, which I bought under COVID but now I can't find anymore, I can't find this app that costs €11, I think. I contacted the person who produced it, and the author, said I'm sorry, I'll send you another copy for free. Different customer service.]]>
      </description>
      <content:encoded>
        <![CDATA[Mi aspetto che la montatura degli occhiali pagata diverse centinaia di euro mi duri più di 2 anni e mezzo. Chiedo troppo? <br><br>Preciso: non mi aspettavo che mi si regalassero gli occhiali, ma 'offrirmi' di riacquistarne un paio simili (ma più brutti) mi sembra un po' di cattivo gusto. Avrebbero fatto una più bella figura fermandosi al "ci dispiace ma non li produciamo più".<br><br><b>LINK: </b><br><a href="https://www.canva.com/design/DAFcUIEqgjk/TAc-8jFWCY770VgpWdefdg/view?utm_content=DAFcUIEqgjk&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton" rel="noreferrer noopener">Occhiali (i miei e quelli proposti) a confronto </a><br><a href="https://www.lio-occhiali.it/lio-handmade-in-veneto-italy/" rel="noreferrer noopener">La ditta veneta di occhiali Liò</a><br><a href="https://www.humanjapanese.com/" rel="noreferrer noopener">La app per imparare il giapponese Human Japanese</a><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Due anni e mezzo fa ho comprato un paio di occhiali da vista per vedere da vicino, quindi per il computer, leggere. Però devo dire che li ho usati pochissimo, ho iniziato a usarli più o meno sei mesi fa, quando mi sono resa conto che effettivamente avevo mal di testa quando stavo molto davanti al computer, infatti questi occhiali hanno anche delle lenti che tagliano le luci blu.<br><br>Sono degli occhiali che per la mia tasca ho pagato un sacco di soldi, perché solo la montatura mi è costata quasi 300€. Sono molto particolari, sono rotondi, sono di metallo, molto appariscenti, hanno una finitura molto, molto particolare.<br><br>Ecco, un mese fa, più o meno, mi sono accorta che questa finitura molto particolare era scheggiata, nel senso che si vede, sta perdendo la vernice e si vede il metallo sotto. Allora sono andata nel negozio dove li ho acquistati, ho detto guardi questi occhiali che ho pagato un sacco di soldi si stanno già rovinando dopo due anni che li ho acquistati. Eh sì signora, mi dispiace ma lei li ha acquistati due anni e mezzo fa non sono più coperti dalla garanzia.<br><br>Allora ho provato a contattare la ditta che li produce, <a href="https://www.lio-occhiali.it/lio-handmade-in-veneto-italy/" rel="noreferrer noopener"><b>Occhiali Liò</b></a>, ditta veneta hand made in Veneto ,e nel sito si vantano di eccellenza, unicità, etica, competenza tecnica produttiva, "Il valore di un oggetto è dato da quello che ci sta dietro." No miei cari, il valore di un oggetto è dato da quello che li ho pagati. E niente mi hanno detto no, questi occhiali non li produciamo più, peccato, ci dispiace.<br><br>Poi mi hanno ricontattato e mi hanno mandato <b><a href="https://www.canva.com/design/DAFcUIEqgjk/TAc-8jFWCY770VgpWdefdg/view?utm_content=DAFcUIEqgjk&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton" rel="noreferrer noopener">la foto di questi occhiali </a></b>molto simili ai miei, però erano di metallo, appunto rosso, e poi ci avevano disegnate delle nuvolette argentate, non lo so, ma una cosa, una ciofeca. E mi hanno detto, guardi, avremmo questi, ci dica un po'. Io ho detto, vabbè, diciamo che non sono la cosa migliore, però non voglio andare in giro con gli occhiali sbreccati che sono proprio brutti, si vede proprio il metallo, eh vabbè, che volete che vi dica? Mandatemeli. E loro mi hanno risposto dicendo, ah bene, perfetto. Allora se ci fa avere il contatto diretto del negozio, glieli mandiamo, così li può acquistare.<br><br>Ma cioè, ma voi me li volete, cioè voi pensate che io spenda altri 300€ per comprare una montatura che nemmeno mi piace, quando so già che la prima che ho acquistato si è già rotta dopo due anni e mezzo? Cioè voi non ragionate bene. Ecco quindi ci sono rimasta abbastanza male e gli ho detto no grazie teneteveli, i soldi li spenderò diversamente.<br><br>Niente perché ve l'ho raccontato? Perché contemporaneamente in questi giorni invece una ditta che produce una app per imparare il giapponese, <a href="https://www.humanjapanese.com/" rel="noreferrer noopener"><b>Human Japanese</b></a>, che io acquistai sotto COVID che però adesso non mi ritrovo più, non la ritrovo più questa app che costa 11€, mi pare. Ho contattato la persona che l'ha prodotta, e l'autore dispiaciuto, ha detto, mi dispiace, gliene mando un'altra copia gratis. Diverso servizio clienti.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Two and a half years ago I bought a pair of eyeglasses to see up close, so for the computer, for reading. But I must say that I have used them very little, I started using them more or less six months ago, when I realized that I actually had a headache when I was in front of the computer a lot, in fact these glasses also have lenses that cut out the blue lights. <br><br>They are glasses that I paid a lot of money for my budget, because the frame alone cost me almost €300. They are very particular, they are round, they are metal, very showy, they have a very particular finish.<br><br>Well, a month ago, more or less, I realized that this very particular finish was chipped, in the sense that you can see it, it's losing the paint and you can see the metal underneath. So I went to the shop where I bought them, I said look at these glasses that I paid a lot of money they are already chipped after two years. Oh yes ma'am, I'm sorry but you bought them two and a half years ago they are no longer covered by the guarantee.<br><br>So I tried to contact the company that produces them, <b><a href="https://www.lio-occhiali.it/lio-handmade-in-veneto-italy/" rel="noreferrer noopener">Occhiali Liò</a></b>, a Venetian hand made company in Veneto, and on the site they boast about excellence, uniqueness, ethics, technical production competence, "The value of an object is given by what is behind." No my dears, the value of an object is given by what I paid them. And anyway they said no, we don't produce these glasses anymore, too bad, we are sorry. Then they contacted me again and sent me <b><a href="https://www.canva.com/design/DAFcUIEqgjk/TAc-8jFWCY770VgpWdefdg/view?utm_content=DAFcUIEqgjk&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton" rel="noreferrer noopener">a photo of these glasses very similar to mine</a></b>, they were made of metal, red, and then they had little silver clouds drawn on them, I don't know, but you know, horrible. And they said, look, we've got these, let us know. I said, oh well, let's say they are not the best, but I don't want to go around with chipped glasses because they are really ugly, you can see the metal, oh well, what shall I say? Send them to me. And they answered me like, ah well, perfect, if you let us have the direct contact of the shop, we'll send them to them, so he can buy them.<br><br>So, let me understand, you want tme to buy, that is, you think that I spend another 300€ to buy a frame that I don't even like, when I already know that the first one I bought has already chipped after two and a half years? I mean, you are not thinking clearly. Anyway, I was pretty disappinted and I said no thanks, keep them, I'll spend the money somewhere else.<br><br>Anyway why am I telling you? Because at the same time a company that produces an app for learning Japanese, <b><a href="https://www.humanjapanese.com/" rel="noreferrer noopener">Human Japanese</a></b>, which I bought under COVID but now I can't find anymore, I can't find this app that costs €11, I think. I contacted the person who produced it, and the author, said I'm sorry, I'll send you another copy for free. Different customer service.]]>
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      <pubDate>Sun, 05 Mar 2023 07:39:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Mi aspetto che la montatura degli occhiali pagata diverse centinaia di euro mi duri più di 2 anni e mezzo. Chiedo troppo? Preciso: non mi aspettavo che mi si regalassero gli occhiali, ma 'offrirmi' di riacquistarne un paio simili (ma più brutti) mi sembra un po' di cattivo gusto. Avrebbero fatto una più bella figura fermandosi al "ci dispiace ma non li produciamo più".LINK: Occhiali (i miei e quelli proposti) a confronto La ditta veneta di occhiali LiòLa app per imparare il giapponese Human JapaneseTRASCRIZIONE [ENG translation below]Due anni e mezzo fa ho comprato un paio di occhiali da vista per vedere da vicino, quindi per il computer, leggere. Però devo dire che li ho usati pochissimo, ho iniziato a usarli più o meno sei mesi fa, quando mi sono resa conto che effettivamente avevo mal di testa quando stavo molto davanti al computer, infatti questi occhiali hanno anche delle lenti che tagliano le luci blu.Sono degli occhiali che per la mia tasca ho pagato un sacco di soldi, perché solo la montatura mi è costata quasi 300€. Sono molto particolari, sono rotondi, sono di metallo, molto appariscenti, hanno una finitura molto, molto particolare.Ecco, un mese fa, più o meno, mi sono accorta che questa finitura molto particolare era scheggiata, nel senso che si vede, sta perdendo la vernice e si vede il metallo sotto. Allora sono andata nel negozio dove li ho acquistati, ho detto guardi questi occhiali che ho pagato un sacco di soldi si stanno già rovinando dopo due anni che li ho acquistati. Eh sì signora, mi dispiace ma lei li ha acquistati due anni e mezzo fa non sono più coperti dalla garanzia.Allora ho provato a contattare la ditta che li produce, Occhiali Liò, ditta veneta hand made in Veneto ,e nel sito si vantano di eccellenza, unicità, etica, competenza tecnica produttiva, "Il valore di un oggetto è dato da quello che ci sta dietro." No miei cari, il valore di un oggetto è dato da quello che li ho pagati. E niente mi hanno detto no, questi occhiali non li produciamo più, peccato, ci dispiace.Poi mi hanno ricontattato e mi hanno mandato la foto di questi occhiali molto simili ai miei, però erano di metallo, appunto rosso, e poi ci avevano disegnate delle nuvolette argentate, non lo so, ma una cosa, una ciofeca. E mi hanno detto, guardi, avremmo questi, ci dica un po'. Io ho detto, vabbè, diciamo che non sono la cosa migliore, però non voglio andare in giro con gli occhiali sbreccati che sono proprio brutti, si vede proprio il metallo, eh vabbè, che volete che vi dica? Mandatemeli. E loro mi hanno risposto dicendo, ah bene, perfetto. Allora se ci fa avere il contatto diretto del negozio, glieli mandiamo, così li può acquistare.Ma cioè, ma voi me li volete, cioè voi pensate che io spenda altri 300€ per comprare una montatura che nemmeno mi piace, quando so già che la prima che ho acquistato si è già rotta dopo due anni e mezzo? Cioè voi non ragionate bene. Ecco quindi ci sono rimasta abbastanza male e gli ho detto no grazie teneteveli, i soldi li spenderò diversamente.Niente perché ve l'ho raccontato?...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 428 Cento tamponi (nello spazio)</title>
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        <![CDATA[Quando in un campo dominato da uomini arriva una donna. Che va nello spazio. Con una scorta di 100 tamponi per le mestruazioni. Per una missione che sarebbe durata 6 giorni.<br><br>LINKS:<br><b>100 tampons</b> (canzone di Marcia Belsky) <a href="https://www.youtube.com/watch?v=PmyByJ4nqN0" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=PmyByJ4nqN0</a><br><b>Marcia Belsky a TED Talk </b><a href="https://www.npr.org/2022/06/03/1102635355/marcia-belsky-that-time-when-nasa-almost-sent-sally-ride-to-space-with-100-tampo" rel="noreferrer noopener">https://www.npr.org/2022/06/03/1102635355/marcia-belsky-that-time-when-nasa-almost-sent-sally-ride-to-space-with-100-tampo </a><br><b>Sally Ride</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sally_Ride" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Sally_Ride</a><br><b>Valentina Tereškova</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Valentina_Tere%C5%A1kova" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Valentina_Tere%C5%A1kova </a><br><b>Svetlana Savitskaïa</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Svetlana_Evgen%27evna_Savickaja" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Svetlana_Evgen%27evna_Savickaja</a><br>Samantha Cristoforetti <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Samantha_Cristoforetti" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Samantha_Cristoforetti</a><br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Quando nel 1983 <b>Sally Ride</b> è stata la prima americana ad andare nello spazio, a quanto pare gli scienziati della NASA che hanno pesato col bilancino tutto quanto perché non si può mandare neanche un grammo in più nello spazio, hanno dato a Sally 100 tamponi per le mestruazioni, Sally doveva rimanere sei giorni nello spazio, e evidentemente questi scienziati che non avevano sorelle, non avevano mamme, non avevano idea di quanti tamponi servissero a una donna per un ciclo mestruale, non sapevano nemmeno se la povera Sally avrebbe avuto le mestruazioni durante quei sei giorni, hanno pensato meglio abbondare che rimanere senza tamponi che non si sa mai.<br>Scherzi a parte, veramente le vennero offerti 100 tamponi, le chiesero, il numero giusto? E lei rispose No. Gli scienziati della NASA, a quanto pare, prepararono anche una trousse di trucco da dare a Sally Ride da portarsi nello spazio, e Sally Ride non so se si mise a ridere e disse, no, grazie, sinceramente del trucco nello spazio non ne ho bisogno.<br><br>Sally Ride è stata la prima americana e la terza donna, e indovinate un po' chi erano le altre prime due donne che sono state nello spazio? Due <b>cosmonaute </b>russe<b> Valentina Tereškova</b> nel 1963, la prima donna ad andare nello spazio, e la seconda donna, sempre una russa, <b>Svetlana Savitskaïa</b> nel 1982. Poi evidentemente gli americani, fiato sul collo, hanno detto bisogna che ci sbrighiamo a mandare una donna nello spazio, perché altrimenti i russi continuano a fregarci tutti i record.<br>Per la cronaca, la prima italiana nello spazio, non sorprenderà nessuno sapere che è la nostra <b>Samantha Cristoforetti</b>, che nello spazio ci è andata nel 2009.<br><br>Questa storia dei tamponi di Sally Ride è avvenuta appunto nel 1983, ma è tornata agli onori della cronaca nel 2020, quando la stand up comedian, la comica e musicista <b>Marcia Belsky</b> ha scritto una canzone proprio che si intitola 100 Tamponi e che racconta in modo molto divertente, in modo esilarante, quello che era successo quando Sally si preparava a partire in orbita per la NASA.<br><br>Eh 2022, magari qualcuno di voi lo ricorda, scusate 2020 l'anno della pandemia, e infatti la canzone ebbe tantissimo successo, anche perché nel 2020 eravamo tutti chiusi a casa a guardarci i video su YouTube. Comunque vi metterò il link della canzone, oltre che le altre informazioni su Sally Ride e sulle cosmonauti russe nelle note del programma.<br>Sì, ma mi ha fatto veramente ridere non solo la canzone, ma anche pensare Sally che viene mandata nello spazio con 100 tamponi e con la trousse di trucco. Uomini!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When <b>Sally Ride</b> became the first American to go into space in 1983, apparently NASA scientists who weighed everything with a scale because you can't put an extra gram into space, gave Sally 100 tampons for her menstruation, Sally had to stay six days in space, and evidently these scientists had no sisters, had no mothers, had no idea how many tampons a woman needed for a menstrual cycle, didn't even know if poor Sally would have her period during those six days, they thought it better to abound than to run out of tampons, because you never know.<br><br>Seriously, she was actually offered 100 tampons, they asked her, is this the right number? And she said No. The NASA scientists, apparently, also prepared a makeup kit to give to Sally Ride to take into space, and Sally Ride, I don't know if she laughed and said, no, thank you, honestly about the makeup in space I don't need it.<br><br>Sally Ride was the first American and the third woman, and guess who were the other first two women who went to space? Two Russian cosmonauts <b>Valentina Tereškova </b>in 1963, the first woman to go into space, and the second woman, also a Russian, <b>Svetlana Savitskaïa</b> in 1982. Then evidently the Americans, feeling the breathing down their necks, said we must hurry up and send a woman into space, because otherwise the Russians keep screwing us all the records.<br><br>For the record, the first Italian in space, it will not surprise anyone to know that it is our <b>Samantha Cristoforetti</b>, who went into space in 2009.<br><br>This story of Sally Ride's tampons happened actually in 1983, but it returned to the headlines in 2020, when the comedian and musician <b>Marcia Belsky</b> wrote a song entitled 100 Tampons in which she retells in a very funny, in a hilarious way, what happened when Sally was preparing to go into orbit for NASA.<br><br>Eh 2022, maybe some of you remember it, sorry 2020 the year of the pandemic, and in fact the song was very successful, also because in 2020 we were all locked up at home watching videos on YouTube. Anyway I will put the link of the song, as well as other information about Sally Ride and the Russian cosmonauts in the program notes.<br><br>Yes, it really made me laugh not only at the song, but also thinking about Sally being sent into space with 100 tampons and makeup kit. Men!]]>
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        <![CDATA[Quando in un campo dominato da uomini arriva una donna. Che va nello spazio. Con una scorta di 100 tamponi per le mestruazioni. Per una missione che sarebbe durata 6 giorni.<br><br>LINKS:<br><b>100 tampons</b> (canzone di Marcia Belsky) <a href="https://www.youtube.com/watch?v=PmyByJ4nqN0" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=PmyByJ4nqN0</a><br><b>Marcia Belsky a TED Talk </b><a href="https://www.npr.org/2022/06/03/1102635355/marcia-belsky-that-time-when-nasa-almost-sent-sally-ride-to-space-with-100-tampo" rel="noreferrer noopener">https://www.npr.org/2022/06/03/1102635355/marcia-belsky-that-time-when-nasa-almost-sent-sally-ride-to-space-with-100-tampo </a><br><b>Sally Ride</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sally_Ride" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Sally_Ride</a><br><b>Valentina Tereškova</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Valentina_Tere%C5%A1kova" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Valentina_Tere%C5%A1kova </a><br><b>Svetlana Savitskaïa</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Svetlana_Evgen%27evna_Savickaja" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Svetlana_Evgen%27evna_Savickaja</a><br>Samantha Cristoforetti <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Samantha_Cristoforetti" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Samantha_Cristoforetti</a><br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Quando nel 1983 <b>Sally Ride</b> è stata la prima americana ad andare nello spazio, a quanto pare gli scienziati della NASA che hanno pesato col bilancino tutto quanto perché non si può mandare neanche un grammo in più nello spazio, hanno dato a Sally 100 tamponi per le mestruazioni, Sally doveva rimanere sei giorni nello spazio, e evidentemente questi scienziati che non avevano sorelle, non avevano mamme, non avevano idea di quanti tamponi servissero a una donna per un ciclo mestruale, non sapevano nemmeno se la povera Sally avrebbe avuto le mestruazioni durante quei sei giorni, hanno pensato meglio abbondare che rimanere senza tamponi che non si sa mai.<br>Scherzi a parte, veramente le vennero offerti 100 tamponi, le chiesero, il numero giusto? E lei rispose No. Gli scienziati della NASA, a quanto pare, prepararono anche una trousse di trucco da dare a Sally Ride da portarsi nello spazio, e Sally Ride non so se si mise a ridere e disse, no, grazie, sinceramente del trucco nello spazio non ne ho bisogno.<br><br>Sally Ride è stata la prima americana e la terza donna, e indovinate un po' chi erano le altre prime due donne che sono state nello spazio? Due <b>cosmonaute </b>russe<b> Valentina Tereškova</b> nel 1963, la prima donna ad andare nello spazio, e la seconda donna, sempre una russa, <b>Svetlana Savitskaïa</b> nel 1982. Poi evidentemente gli americani, fiato sul collo, hanno detto bisogna che ci sbrighiamo a mandare una donna nello spazio, perché altrimenti i russi continuano a fregarci tutti i record.<br>Per la cronaca, la prima italiana nello spazio, non sorprenderà nessuno sapere che è la nostra <b>Samantha Cristoforetti</b>, che nello spazio ci è andata nel 2009.<br><br>Questa storia dei tamponi di Sally Ride è avvenuta appunto nel 1983, ma è tornata agli onori della cronaca nel 2020, quando la stand up comedian, la comica e musicista <b>Marcia Belsky</b> ha scritto una canzone proprio che si intitola 100 Tamponi e che racconta in modo molto divertente, in modo esilarante, quello che era successo quando Sally si preparava a partire in orbita per la NASA.<br><br>Eh 2022, magari qualcuno di voi lo ricorda, scusate 2020 l'anno della pandemia, e infatti la canzone ebbe tantissimo successo, anche perché nel 2020 eravamo tutti chiusi a casa a guardarci i video su YouTube. Comunque vi metterò il link della canzone, oltre che le altre informazioni su Sally Ride e sulle cosmonauti russe nelle note del programma.<br>Sì, ma mi ha fatto veramente ridere non solo la canzone, ma anche pensare Sally che viene mandata nello spazio con 100 tamponi e con la trousse di trucco. Uomini!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When <b>Sally Ride</b> became the first American to go into space in 1983, apparently NASA scientists who weighed everything with a scale because you can't put an extra gram into space, gave Sally 100 tampons for her menstruation, Sally had to stay six days in space, and evidently these scientists had no sisters, had no mothers, had no idea how many tampons a woman needed for a menstrual cycle, didn't even know if poor Sally would have her period during those six days, they thought it better to abound than to run out of tampons, because you never know.<br><br>Seriously, she was actually offered 100 tampons, they asked her, is this the right number? And she said No. The NASA scientists, apparently, also prepared a makeup kit to give to Sally Ride to take into space, and Sally Ride, I don't know if she laughed and said, no, thank you, honestly about the makeup in space I don't need it.<br><br>Sally Ride was the first American and the third woman, and guess who were the other first two women who went to space? Two Russian cosmonauts <b>Valentina Tereškova </b>in 1963, the first woman to go into space, and the second woman, also a Russian, <b>Svetlana Savitskaïa</b> in 1982. Then evidently the Americans, feeling the breathing down their necks, said we must hurry up and send a woman into space, because otherwise the Russians keep screwing us all the records.<br><br>For the record, the first Italian in space, it will not surprise anyone to know that it is our <b>Samantha Cristoforetti</b>, who went into space in 2009.<br><br>This story of Sally Ride's tampons happened actually in 1983, but it returned to the headlines in 2020, when the comedian and musician <b>Marcia Belsky</b> wrote a song entitled 100 Tampons in which she retells in a very funny, in a hilarious way, what happened when Sally was preparing to go into orbit for NASA.<br><br>Eh 2022, maybe some of you remember it, sorry 2020 the year of the pandemic, and in fact the song was very successful, also because in 2020 we were all locked up at home watching videos on YouTube. Anyway I will put the link of the song, as well as other information about Sally Ride and the Russian cosmonauts in the program notes.<br><br>Yes, it really made me laugh not only at the song, but also thinking about Sally being sent into space with 100 tampons and makeup kit. Men!]]>
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      <pubDate>Sat, 04 Mar 2023 07:17:40 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quando in un campo dominato da uomini arriva una donna. Che va nello spazio. Con una scorta di 100 tamponi per le mestruazioni. Per una missione che sarebbe durata 6 giorni.LINKS:100 tampons (canzone di Marcia Belsky) https://www.youtube.com/watch?v=PmyByJ4nqN0Marcia Belsky a TED Talk https://www.npr.org/2022/06/03/1102635355/marcia-belsky-that-time-when-nasa-almost-sent-sally-ride-to-space-with-100-tampo Sally Ride https://it.wikipedia.org/wiki/Sally_RideValentina Tereškova https://it.wikipedia.org/wiki/Valentina_Tere%C5%A1kova Svetlana Savitskaïa https://it.wikipedia.org/wiki/Svetlana_Evgen%27evna_SavickajaSamantha Cristoforetti https://it.wikipedia.org/wiki/Samantha_CristoforettiTRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando nel 1983 Sally Ride è stata la prima americana ad andare nello spazio, a quanto pare gli scienziati della NASA che hanno pesato col bilancino tutto quanto perché non si può mandare neanche un grammo in più nello spazio, hanno dato a Sally 100 tamponi per le mestruazioni, Sally doveva rimanere sei giorni nello spazio, e evidentemente questi scienziati che non avevano sorelle, non avevano mamme, non avevano idea di quanti tamponi servissero a una donna per un ciclo mestruale, non sapevano nemmeno se la povera Sally avrebbe avuto le mestruazioni durante quei sei giorni, hanno pensato meglio abbondare che rimanere senza tamponi che non si sa mai.Scherzi a parte, veramente le vennero offerti 100 tamponi, le chiesero, il numero giusto? E lei rispose No. Gli scienziati della NASA, a quanto pare, prepararono anche una trousse di trucco da dare a Sally Ride da portarsi nello spazio, e Sally Ride non so se si mise a ridere e disse, no, grazie, sinceramente del trucco nello spazio non ne ho bisogno.Sally Ride è stata la prima americana e la terza donna, e indovinate un po' chi erano le altre prime due donne che sono state nello spazio? Due cosmonaute russe Valentina Tereškova nel 1963, la prima donna ad andare nello spazio, e la seconda donna, sempre una russa, Svetlana Savitskaïa nel 1982. Poi evidentemente gli americani, fiato sul collo, hanno detto bisogna che ci sbrighiamo a mandare una donna nello spazio, perché altrimenti i russi continuano a fregarci tutti i record.Per la cronaca, la prima italiana nello spazio, non sorprenderà nessuno sapere che è la nostra Samantha Cristoforetti, che nello spazio ci è andata nel 2009.Questa storia dei tamponi di Sally Ride è avvenuta appunto nel 1983, ma è tornata agli onori della cronaca nel 2020, quando la stand up comedian, la comica e musicista Marcia Belsky ha scritto una canzone proprio che si intitola 100 Tamponi e che racconta in modo molto divertente, in modo esilarante, quello che era successo quando Sally si preparava a partire in orbita per la NASA.Eh 2022, magari qualcuno di voi lo ricorda, scusate 2020 l'anno della pandemia, e infatti la canzone ebbe tantissimo successo, anche perché nel 2020 eravamo tutti chiusi a casa a guardarci i video su YouTube. Comunque vi metterò il link della canzone, oltre che le altre informazioni su Sally Ride e sulle...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Quando in un campo dominato da uomini arriva una donna. Che va nello spazio. Con una scorta di 100 tamponi per le mestruazioni. Per una missione che sarebbe durata 6 giorni.LINKS:100 tampons (canzone di Marcia Belsky) https://www.youtube.com/watch?v=PmyBy</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 427 Muratori</title>
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        <![CDATA[Strane simmetrie che si creano con i muratori che lavorano nel mio palazzo da un anno e mezzo.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENGLISH translation below]</i><br><br>Da quando il governo ha stanziato un sacco di soldi per invogliare la gente a rifare la facciata della propria abitazione, così per risparmio energetico, non è più una cosa strana vedere appunto i palazzi avvolti dalle palizzate, dai famosi Tubi Innocenti, e vedere poi arrampicati tutti i muratori che ci lavorano, muratori maschi, non ho ancora visto una muratrice.<br><br>Quindi anch'io, come la maggior parte delle persone che abita nella mia città, ma ripeto, si estende a tutta l'Italia, sto convivendo da circa un anno e mezzo con quelli che io chiamo 'i miei muratori'.<br>Abbiamo un rapporto strano con i miei muratori perché il mio palazzo ha otto piani, però quando lavorano al mio piano hanno quella specie di ascensore che è proprio adiacente al balcone, un lungo balcone che attraversa diverse stanze, quindi mi beccano quando sono in sala, mi beccano quando sono in cucina, e siccome è come se ce li avessi proprio a casa, quando lavorano sul mio piano, ma anche quando stanno un po' più su e un po' più giù, posso ascoltare i discorsi che fanno, e ho seguito in un anno e mezzo di lavori come si sono avvicendate le diverse squadre, le squadre di gente più giovane che scherza, che canticchia, che fischia, quelli un po' più anziani che magari parlano tra di loro in un sardo molto stretto che io non capisco nemmeno quello che dicono, l'uso o il non uso dei dispositivi di sicurezza.<br><br>E poi c'è questa cosa qua che a mezzogiorno e mezza fanno la pausa per il pranzo. La pausa per il pranzo la fanno, ho scoperto, seduti nell'androne nell'ingresso della casa, e mi capita diverse volte che io proprio a quell'ora, o tra mezzogiorno e mezza e l'una, capita che devo attraversare il portone, li vedo seduti lì.<br><br>La cosa un po' non lo so, mi sembra una cosa così strana che non ci siano... Si, ma d'altra parte dov'è che dovrebbero andare a mangiare? Non è che possano andare tutti i giorni al ristorante e anche al bar, quindi si portano il loro recipiente, mangiano, si comprano qualcosa lì, stanno seduti sulle scale. Mi sembra una cosa così, non lo so, mi fa un po' di tristezza.<br><br>Mi ricordo che un po' di anni fa, prima dell'esplosione delle cose, delle facciate dei palazzi, quando non era ancora così usuale vedere i muratori, avevamo dei muratori nel palazzo e io ero uscita per andare a fare la spesa e ho visto che loro due erano seduti appunto sui gradini e al ritorno mi ero fermata al bar, visto che stavano facendo il loro pranzo, e gli avevo portato delle paste. Loro erano stati molto, molto colpiti e io ero rimasta molto contenta della loro contentezza. Piccoli gesti che non si replicano quando si hanno i muratori un anno e mezzo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Since the government has allocated a lot of money to entice people to redo the facade of their homes, so as to save energy, it is no longer a strange thing to see buildings surrounded by scaffolding, by the famous 'Tubi Innocenti' [a famous scaffolding rental], and see all them climb the scaffolding working, male construction workers, I haven't seen a female yet.<br><br>So I too, like most of the people who live in my city, but I repeat, it extends to all of Italy, have been living together for about a year and a half with what I call 'my construction workers'. We have a strange relationship because my building has eight floors, but when they work on my floor they have that kind of lift that is right next to my balcony, a long balcony that crosses several rooms, so they catch me when I'm in the hall, they catch me when I'm in the kitchen, and since it's as if I have them right at home, when they're working on my floor, but also when they're a little higher up and a little lower down, I can listen to what they're saying, and I followed in a year and a half of work how the different teams took turns, the teams of younger people joking, humming, whistling, the slightly older ones who perhaps talk to each other in a very strict Sardinian language that I I don't even understand what they say, the use or non-use of safety devices.<br><br>And then there's this thing here that at half past noon they break for lunch. They take a break for lunch, I discovered, sitting in the entrance hall of the building, and it happens to me several times that precisely at that hour, or between half past noon and one o'clock, it happens that I have to go through the door, I see them sitting there.<br><br>I don't know a bit, it seems to me such a strange thing that they aren't... Yes, but on the other hand where are they supposed to go to eat? It's not like they can go to the restaurant and also to the bar every day, so they bring their container, they eat, they buy something there, they sit on the stairs.<br><br>It seems to me something like this, I don't know, it makes me a little sad. I remember that a few years ago, before the explosion of things, of the facades of buildings, when it was not yet so usual to see construction workers, we had them in the building and I had gone out to go shopping and I saw that the two of them were sitting precisely on the steps and on the way back I stopped at the bar, since they were having their lunch, and I brought them some pastries. They were very, very impressed and I was very pleased with their contentment. Small gestures that are not replicated when you have construction workers for a year and a half.]]>
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        <![CDATA[Strane simmetrie che si creano con i muratori che lavorano nel mio palazzo da un anno e mezzo.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENGLISH translation below]</i><br><br>Da quando il governo ha stanziato un sacco di soldi per invogliare la gente a rifare la facciata della propria abitazione, così per risparmio energetico, non è più una cosa strana vedere appunto i palazzi avvolti dalle palizzate, dai famosi Tubi Innocenti, e vedere poi arrampicati tutti i muratori che ci lavorano, muratori maschi, non ho ancora visto una muratrice.<br><br>Quindi anch'io, come la maggior parte delle persone che abita nella mia città, ma ripeto, si estende a tutta l'Italia, sto convivendo da circa un anno e mezzo con quelli che io chiamo 'i miei muratori'.<br>Abbiamo un rapporto strano con i miei muratori perché il mio palazzo ha otto piani, però quando lavorano al mio piano hanno quella specie di ascensore che è proprio adiacente al balcone, un lungo balcone che attraversa diverse stanze, quindi mi beccano quando sono in sala, mi beccano quando sono in cucina, e siccome è come se ce li avessi proprio a casa, quando lavorano sul mio piano, ma anche quando stanno un po' più su e un po' più giù, posso ascoltare i discorsi che fanno, e ho seguito in un anno e mezzo di lavori come si sono avvicendate le diverse squadre, le squadre di gente più giovane che scherza, che canticchia, che fischia, quelli un po' più anziani che magari parlano tra di loro in un sardo molto stretto che io non capisco nemmeno quello che dicono, l'uso o il non uso dei dispositivi di sicurezza.<br><br>E poi c'è questa cosa qua che a mezzogiorno e mezza fanno la pausa per il pranzo. La pausa per il pranzo la fanno, ho scoperto, seduti nell'androne nell'ingresso della casa, e mi capita diverse volte che io proprio a quell'ora, o tra mezzogiorno e mezza e l'una, capita che devo attraversare il portone, li vedo seduti lì.<br><br>La cosa un po' non lo so, mi sembra una cosa così strana che non ci siano... Si, ma d'altra parte dov'è che dovrebbero andare a mangiare? Non è che possano andare tutti i giorni al ristorante e anche al bar, quindi si portano il loro recipiente, mangiano, si comprano qualcosa lì, stanno seduti sulle scale. Mi sembra una cosa così, non lo so, mi fa un po' di tristezza.<br><br>Mi ricordo che un po' di anni fa, prima dell'esplosione delle cose, delle facciate dei palazzi, quando non era ancora così usuale vedere i muratori, avevamo dei muratori nel palazzo e io ero uscita per andare a fare la spesa e ho visto che loro due erano seduti appunto sui gradini e al ritorno mi ero fermata al bar, visto che stavano facendo il loro pranzo, e gli avevo portato delle paste. Loro erano stati molto, molto colpiti e io ero rimasta molto contenta della loro contentezza. Piccoli gesti che non si replicano quando si hanno i muratori un anno e mezzo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Since the government has allocated a lot of money to entice people to redo the facade of their homes, so as to save energy, it is no longer a strange thing to see buildings surrounded by scaffolding, by the famous 'Tubi Innocenti' [a famous scaffolding rental], and see all them climb the scaffolding working, male construction workers, I haven't seen a female yet.<br><br>So I too, like most of the people who live in my city, but I repeat, it extends to all of Italy, have been living together for about a year and a half with what I call 'my construction workers'. We have a strange relationship because my building has eight floors, but when they work on my floor they have that kind of lift that is right next to my balcony, a long balcony that crosses several rooms, so they catch me when I'm in the hall, they catch me when I'm in the kitchen, and since it's as if I have them right at home, when they're working on my floor, but also when they're a little higher up and a little lower down, I can listen to what they're saying, and I followed in a year and a half of work how the different teams took turns, the teams of younger people joking, humming, whistling, the slightly older ones who perhaps talk to each other in a very strict Sardinian language that I I don't even understand what they say, the use or non-use of safety devices.<br><br>And then there's this thing here that at half past noon they break for lunch. They take a break for lunch, I discovered, sitting in the entrance hall of the building, and it happens to me several times that precisely at that hour, or between half past noon and one o'clock, it happens that I have to go through the door, I see them sitting there.<br><br>I don't know a bit, it seems to me such a strange thing that they aren't... Yes, but on the other hand where are they supposed to go to eat? It's not like they can go to the restaurant and also to the bar every day, so they bring their container, they eat, they buy something there, they sit on the stairs.<br><br>It seems to me something like this, I don't know, it makes me a little sad. I remember that a few years ago, before the explosion of things, of the facades of buildings, when it was not yet so usual to see construction workers, we had them in the building and I had gone out to go shopping and I saw that the two of them were sitting precisely on the steps and on the way back I stopped at the bar, since they were having their lunch, and I brought them some pastries. They were very, very impressed and I was very pleased with their contentment. Small gestures that are not replicated when you have construction workers for a year and a half.]]>
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      <pubDate>Fri, 03 Mar 2023 05:44:23 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 426 Confusione sui materassi</title>
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        <![CDATA[Sono molto confusa da tutte le teorie (e i complotti veri o immaginati) che aleggiano attorno ai materassi. Soprattutto quelli arrotolati!<br><br><b>LINK</b>: Casper, il primo materasso arrotolato https://casper.com/<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Qualcuno dovrebbe spiegarmi il mistero dei materassi. Mi spiego. Allora il materasso è un acquisto che si fa, ciciamo, ogni dieci anni, ogni 15 anni? No, lo so. Comunque non è che ogni giorno vai al negozio a comprare il materasso. E per questo, appunto perché è un acquisto che si fa, tipo la macchina, non tutti i giorni, ma neanche tutti i mesi e neanche tutti gli anni, sappiamo che è una cosa che costa, i materassi costano, quindi siamo disposti a investire un po' di soldi. Però il costo dei materassi è spropositato in relazione a quello che i materassi offrono. Ma non è di questo che voglio parlare. Voglio parlare di un'altra cosa.<br><br>Da un po' di tempo che è nata tutta un'industria attorno al materasso che secondo me non ha niente a che vedere con il materasso vero e proprio, a cominciare da quattro cinque anni fa, attraverso i podcast io ho cominciato a sentire la pubblicità di questi qua che offrivano di spedirti il materasso a casa, uno, penso il primo materasso di questo tipo è stato quello che si chiama Casper e la pubblicità diceva proprio, ordinatelo e ve lo spediamo a casa. Io sinceramente le prime volte sono rimasta senza parole e immaginavo questa cosa qua difficilissima da spedire, da far entrare nella porta eccetera. Poi ho capito che il materasso te l'avrebbero spedito arrotolato, e poi sono nate diverse scuole di pensiero. <br><br>Addirittura non tantissimo tempo fa ho visto in un palo della luce della mia città, Cagliari, un autoadesivo che diceva "non fatevi fregare da quelli che arrotolano i materassi, non fatevi arrotolare il materasso". Pensavo fosse una trovata pubblicitaria di qualche negozio di Cagliari che vende materassi, invece non c'era assolutamente nessun'altra indicazione, non c'era un indirizzo e-mail o numero di telefono, un codice QR. Quindi era un messaggio fine a se stesso che penso volesse denunciare il business dei materassi arrotolati, che non ho veramente capito perché ce l'abbiano contro i materassi arrotolati.<br><br>Però quello che ho notato è che da qualche tempo c'è tutto un discorso filosofico sui materassi che a me... Io non riesco a capire. Un'altra cosa che ultimamente ha attirato la mia attenzione e mi ha portato a riflettere è, sapete il memory foam? Il materasso con la memoria, vendono anche i cuscini con la memoria. A me la cosa inquieta un po', anche perché spesso ho delle notti agitate, mi addormento tardissimo, non riesco a prender sonno e sinceramente non voglio che il mio materasso mi ricordi, mantenga in memoria quelle notti quando non riesco a dormire.<br><br>E poi c'è ancora il problema della conspiracy theory, della teoria che ci dice di non farci mandare i materassi arrotolati. Non so, indagherò perché sono un po' confusa, come avrete notato.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Someone should explain the mystery of the mattresses to me. Let me explain. So the mattress is a purchase that is made, let's say, every ten years, every 15 years? I do not know. However it is not that every day you go to the store to buy the mattress. And for this reason, precisely because it is a purchase that is made, such as a car, not every day, but not even every month or even every year, we know that it is something that costs money, mattresses are expensive, so we are willing to invest a bit of money. But the cost of the mattresses is disproportionate in relation to what the mattresses offer. But that's not what I want to talk about. I want to talk about something else.<br><br>For some time now, a whole mattress industry has been born that in my opinion has nothing to do with the actual mattress, starting four or five years ago, through podcasts I began to hear advertising of these here who offered to send you the mattress at home, one, I think the first mattress of this type was the one called Casper and the advertising said just, order it and we will send it to you at home.<br><br>Honestly, the first few times I was speechless and imagined this very difficult thing to send, to get into the door, etc. Then I realized that they would send you the mattress rolled up, and then different schools of thought were born.<br><br>Even not so long ago I saw in a light pole of my city, Cagliari, a sticker that said "don't be fooled by those who roll up the mattresses, don't let them roll up the mattress". I thought it was a publicity stunt by some shop in Cagliari that sells mattresses, but there was absolutely no other indication, there wasn't an email address or phone number, a QR code. So it was a self-serving message that I think was denouncing the rolled mattress business, but I don't really understand why they have it against rolled mattresses.<br><br>Well, what I've noticed is that for some time there's been a whole philosophical discourse on mattresses that I... I can't understand. Another thing that has caught my attention lately and made me think is, do you know memory foam? The mattress with memory, they also sell pillows with memory. This worries me a bit, also because I often have restless nights, I fall asleep very late, I can't sleep and I honestly don't want my mattress to remember me, to keep in memory those nights when I can't sleep.<br><br>And then there's still the problem of the conspiracy theory, the theory that tells us not to have our mattresses sent rolled up. I don't know, I'll investigate because I'm a bit confused, as you may have noticed.]]>
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        <![CDATA[Sono molto confusa da tutte le teorie (e i complotti veri o immaginati) che aleggiano attorno ai materassi. Soprattutto quelli arrotolati!<br><br><b>LINK</b>: Casper, il primo materasso arrotolato https://casper.com/<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Qualcuno dovrebbe spiegarmi il mistero dei materassi. Mi spiego. Allora il materasso è un acquisto che si fa, ciciamo, ogni dieci anni, ogni 15 anni? No, lo so. Comunque non è che ogni giorno vai al negozio a comprare il materasso. E per questo, appunto perché è un acquisto che si fa, tipo la macchina, non tutti i giorni, ma neanche tutti i mesi e neanche tutti gli anni, sappiamo che è una cosa che costa, i materassi costano, quindi siamo disposti a investire un po' di soldi. Però il costo dei materassi è spropositato in relazione a quello che i materassi offrono. Ma non è di questo che voglio parlare. Voglio parlare di un'altra cosa.<br><br>Da un po' di tempo che è nata tutta un'industria attorno al materasso che secondo me non ha niente a che vedere con il materasso vero e proprio, a cominciare da quattro cinque anni fa, attraverso i podcast io ho cominciato a sentire la pubblicità di questi qua che offrivano di spedirti il materasso a casa, uno, penso il primo materasso di questo tipo è stato quello che si chiama Casper e la pubblicità diceva proprio, ordinatelo e ve lo spediamo a casa. Io sinceramente le prime volte sono rimasta senza parole e immaginavo questa cosa qua difficilissima da spedire, da far entrare nella porta eccetera. Poi ho capito che il materasso te l'avrebbero spedito arrotolato, e poi sono nate diverse scuole di pensiero. <br><br>Addirittura non tantissimo tempo fa ho visto in un palo della luce della mia città, Cagliari, un autoadesivo che diceva "non fatevi fregare da quelli che arrotolano i materassi, non fatevi arrotolare il materasso". Pensavo fosse una trovata pubblicitaria di qualche negozio di Cagliari che vende materassi, invece non c'era assolutamente nessun'altra indicazione, non c'era un indirizzo e-mail o numero di telefono, un codice QR. Quindi era un messaggio fine a se stesso che penso volesse denunciare il business dei materassi arrotolati, che non ho veramente capito perché ce l'abbiano contro i materassi arrotolati.<br><br>Però quello che ho notato è che da qualche tempo c'è tutto un discorso filosofico sui materassi che a me... Io non riesco a capire. Un'altra cosa che ultimamente ha attirato la mia attenzione e mi ha portato a riflettere è, sapete il memory foam? Il materasso con la memoria, vendono anche i cuscini con la memoria. A me la cosa inquieta un po', anche perché spesso ho delle notti agitate, mi addormento tardissimo, non riesco a prender sonno e sinceramente non voglio che il mio materasso mi ricordi, mantenga in memoria quelle notti quando non riesco a dormire.<br><br>E poi c'è ancora il problema della conspiracy theory, della teoria che ci dice di non farci mandare i materassi arrotolati. Non so, indagherò perché sono un po' confusa, come avrete notato.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Someone should explain the mystery of the mattresses to me. Let me explain. So the mattress is a purchase that is made, let's say, every ten years, every 15 years? I do not know. However it is not that every day you go to the store to buy the mattress. And for this reason, precisely because it is a purchase that is made, such as a car, not every day, but not even every month or even every year, we know that it is something that costs money, mattresses are expensive, so we are willing to invest a bit of money. But the cost of the mattresses is disproportionate in relation to what the mattresses offer. But that's not what I want to talk about. I want to talk about something else.<br><br>For some time now, a whole mattress industry has been born that in my opinion has nothing to do with the actual mattress, starting four or five years ago, through podcasts I began to hear advertising of these here who offered to send you the mattress at home, one, I think the first mattress of this type was the one called Casper and the advertising said just, order it and we will send it to you at home.<br><br>Honestly, the first few times I was speechless and imagined this very difficult thing to send, to get into the door, etc. Then I realized that they would send you the mattress rolled up, and then different schools of thought were born.<br><br>Even not so long ago I saw in a light pole of my city, Cagliari, a sticker that said "don't be fooled by those who roll up the mattresses, don't let them roll up the mattress". I thought it was a publicity stunt by some shop in Cagliari that sells mattresses, but there was absolutely no other indication, there wasn't an email address or phone number, a QR code. So it was a self-serving message that I think was denouncing the rolled mattress business, but I don't really understand why they have it against rolled mattresses.<br><br>Well, what I've noticed is that for some time there's been a whole philosophical discourse on mattresses that I... I can't understand. Another thing that has caught my attention lately and made me think is, do you know memory foam? The mattress with memory, they also sell pillows with memory. This worries me a bit, also because I often have restless nights, I fall asleep very late, I can't sleep and I honestly don't want my mattress to remember me, to keep in memory those nights when I can't sleep.<br><br>And then there's still the problem of the conspiracy theory, the theory that tells us not to have our mattresses sent rolled up. I don't know, I'll investigate because I'm a bit confused, as you may have noticed.]]>
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      <pubDate>Thu, 02 Mar 2023 08:50:37 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Sono molto confusa da tutte le teorie (e i complotti veri o immaginati) che aleggiano attorno ai materassi. Soprattutto quelli arrotolati!LINK: Casper, il primo materasso arrotolato https://casper.com/TRASCRIZIONE [ENG translation below]Qualcuno dovrebbe spiegarmi il mistero dei materassi. Mi spiego. Allora il materasso è un acquisto che si fa, ciciamo, ogni dieci anni, ogni 15 anni? No, lo so. Comunque non è che ogni giorno vai al negozio a comprare il materasso. E per questo, appunto perché è un acquisto che si fa, tipo la macchina, non tutti i giorni, ma neanche tutti i mesi e neanche tutti gli anni, sappiamo che è una cosa che costa, i materassi costano, quindi siamo disposti a investire un po' di soldi. Però il costo dei materassi è spropositato in relazione a quello che i materassi offrono. Ma non è di questo che voglio parlare. Voglio parlare di un'altra cosa.Da un po' di tempo che è nata tutta un'industria attorno al materasso che secondo me non ha niente a che vedere con il materasso vero e proprio, a cominciare da quattro cinque anni fa, attraverso i podcast io ho cominciato a sentire la pubblicità di questi qua che offrivano di spedirti il materasso a casa, uno, penso il primo materasso di questo tipo è stato quello che si chiama Casper e la pubblicità diceva proprio, ordinatelo e ve lo spediamo a casa. Io sinceramente le prime volte sono rimasta senza parole e immaginavo questa cosa qua difficilissima da spedire, da far entrare nella porta eccetera. Poi ho capito che il materasso te l'avrebbero spedito arrotolato, e poi sono nate diverse scuole di pensiero. Addirittura non tantissimo tempo fa ho visto in un palo della luce della mia città, Cagliari, un autoadesivo che diceva "non fatevi fregare da quelli che arrotolano i materassi, non fatevi arrotolare il materasso". Pensavo fosse una trovata pubblicitaria di qualche negozio di Cagliari che vende materassi, invece non c'era assolutamente nessun'altra indicazione, non c'era un indirizzo e-mail o numero di telefono, un codice QR. Quindi era un messaggio fine a se stesso che penso volesse denunciare il business dei materassi arrotolati, che non ho veramente capito perché ce l'abbiano contro i materassi arrotolati.Però quello che ho notato è che da qualche tempo c'è tutto un discorso filosofico sui materassi che a me... Io non riesco a capire. Un'altra cosa che ultimamente ha attirato la mia attenzione e mi ha portato a riflettere è, sapete il memory foam? Il materasso con la memoria, vendono anche i cuscini con la memoria. A me la cosa inquieta un po', anche perché spesso ho delle notti agitate, mi addormento tardissimo, non riesco a prender sonno e sinceramente non voglio che il mio materasso mi ricordi, mantenga in memoria quelle notti quando non riesco a dormire.E poi c'è ancora il problema della conspiracy theory, della teoria che ci dice di non farci mandare i materassi arrotolati. Non so, indagherò perché sono un po' confusa, come avrete notato.TRANSLATIONSomeone should explain the mystery of the mattresses to me. Let me explain. So the mattress is a purchase that is made, let's say, every ten years, every 15 years? I do not know. However it is not that every day you go to the store to buy the mattress. And for this reason, precisely because it is a purchase that is made, such as a car, not every day, but not even every month or even every year, we know that it is something that costs money, mattresses are expensive, so we are willing to invest a bit of money. But the cost of the mattresses is disproportionate in relation to what the mattresses offer. But that's not what I want to talk about. I want to talk about something else.For some time now, a whole mattress industry has been born that in my opinion has nothing to do with the actual mattress, starting four or five years ago, through podcasts I began to hear advertising...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Sono molto confusa da tutte le teorie (e i complotti veri o immaginati) che aleggiano attorno ai materassi. Soprattutto quelli arrotolati!LINK: Casper, il primo materasso arrotolato https://casper.com/TRASCRIZIONE [ENG translation below]Qualcuno dovrebbe </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 425 Aggiornamenti sul singhiozzo</title>
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        <![CDATA[La mia amica Alessandra mi segnala che hanno trovato la cura per il singhiozzo!<br><br>LINK:<br><b>Hiccaway a Shark Tank</b> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=LV5cYPYGiKs&amp;t=12s" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=LV5cYPYGiKs&amp;t=12s</a><br><b>Il dottor Seifi spiega come funziona</b> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=v0MVLwBxYpA" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=v0MVLwBxYpA</a> <br><b>Hiccaway su Amazon</b> <a href="https://www.amazon.com/HiccAway-Hiccup-Relief-Hiccups-Treatment/dp/B08C1Y3GRC" rel="noreferrer noopener">https://www.amazon.com/HiccAway-Hiccup-Relief-Hiccups-Treatment/dp/B08C1Y3GRC</a><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Translation below]<br>Evviva! Una puntata piena di belle storie. Sì, perché avevo appena fatto in tempo a raccontarvi del grande mistero che si cela dietro il singhiozzo che nessuno sa come farlo passare, nonostante tutte le teorie e tutti i suggerimenti che si trovino su internet, bene, appena concluso l'episodio pochi giorni fa che la mia amica Alessandra mi lascia un messaggio per dirmi Cristina, hanno trovato la cura per il singhiozzo, e mi ha dato anche il nome, questa cura si chiama '<b>Hiccaway</b>', quindi tradurremo in italiano qualcosa tipo 'via singhiozzo' ed è una cannuccia. E la cosa bella è anche la storia di questa cannuccia. <br><br>Se l'è inventata il dottor Ali Seifi nel 2019, è un medico che lavora con pazienti che soffrono di attacchi di singhiozzo a causa di traumi neurologici, all'Università del Texas. E lui era da tanto tempo che rifletteva su cosa si potesse fare per far passare il singhiozzo, e poi improvvisamente, un giorno, penso magari mentre stava bevendosi un milkshake da McDonald e questo è vero, gliel'ha proprio ispirata a McDonald questa, scoperta si è reso conto che l'azione di succhiare, tirare su per la cannuccia qualcosa di molto denso, appunto come milkshake, provoca una cosa un po' strana nell'organismo perché si attivano contemporaneamente due nervi, che poi sono i due nervi che provocano il singhiozzo: uno è il nervo frenico che controlla il diaframma e l'altro è il nervo vago che controlla i polmoni.<br><br>E allora cosa ha fatto? È andato, non lo so, in un laboratorio da qualche parte, e ha inventato questa cannuccia. È una cannuccia che una persona aspira e, a quanto pare, fa passare immediatamente il singhiozzo. Questa cannuccia l'ha inventata nel 2019 e l'ha anche messa in commercio, però evidentemente non ha avuto molto successo, anche perché vi dico come l'ha chiamata inizialmente. Inizialmente si chiamava '<i>forced inspiratory suction and swallow tool</i>' ve lo traduco: <b>strumento per l'aspirazione inspiratoria forzata e la deglutizione</b>, beh capirete bene che è una cosa con questo nome era votata ad essere un grande fallimento, poi per fortuna qualcuno è intervenuto e gli ha detto, senti cambiamo nome chiamiamola 'hiccaway', via singhiozzo e pensate un po', ha portato questa cosa qua, questa cannuccia che fa passare il singhiozzo, a <b>Shark Tank.</b> Sapete quel posto dove la gente va con delle idee, ci sono degli investitori che trattano malissimo le persone che hanno le idee e poi qualcuno decide di investire, e lui aveva chiesto 250.000$ in cambio del 10%, pare che poi gli abbiano dato il 20%, cioè gli abbiano dato i soldi in cambio del 20% e ho controllato oggidi hiccaway, via singhiozzo ha un valore di più di 1.000.000 di dollari perché funziona benissimo, <b>si può acquistare su Amazon</b> e a quanto pare fa veramente passare il singhiozzo. Che devo dire? Grazie Alessandra per la segnalazione!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Hurray! An episode full of good stories. Yes, because I had just had time to tell you about the great mystery behind the hiccups that no one knows how to make it go away, despite all the theories and all the suggestions that are on the internet, well, just finished the episode a few days ago that my friend Alessandra leaves me a message to tell me Cristina, they have found the cure for the hiccups, and she also gave me the name, this cure is called 'Hiccaway', so we will translate something like 'via singhiozzo' into Italian and it is a straw. And the beautiful thing is also the story of this straw.<br><br>It was invented by Dr. Ali Seifi in 2019, he is a doctor who works with patients suffering from hiccups due to neurological trauma, at the University of Texas. And he had been thinking about what could be done to make the hiccups go away for a long time, and then suddenly, one day, I think maybe while he was drinking a milkshake at McDonald's and this is true, McDonald really inspired this discovery, he realized that the action of sucking, pulling something very thick up the straw, just like a milkshake, causes a somewhat strange thing in the body because two nerves are activated at the same time, the two nerves that cause the hiccups: one is the phrenic nerve which controls the diaphragm and the other is the vagus nerve which controls the lungs. Then what did he do? He went, I don't know, to a lab somewhere, and he invented this straw.<br><br>It is a straw that a person sucks in and, apparently, immediately cures the hiccups. He invented this straw in 2019 and also put it on the market, but evidently it wasn't very successful, also because I tell you what he initially called it. Initially it was called 'forced inspiratory suction and swallow tool' I translate it: tool for forced inspiratory suction and swallowing, well you will understand that it is a thing with this name that was destined to be a great failure, then luckily someone intervened and he said, listen let's change the name let's call it 'hiccaway', hiccups away and think about it, he brought this thing here, this straw that makes the hiccups go away, to Shark Tank. You know that place where people go with ideas, there are investors who treat people who have ideas very badly and then someone decides to invest, and he asked for $250,000 in exchange for 10%, it seems that then they gave him the 20%, i.e. they gave him the money in exchange for 20% and I checked hiccaway today, hiccups have a value of more than 1,000,000 dollars because it works very well, you can buy it on Amazon and apparently it really cures the hiccups . What do I have to say? Thanks Alessandra for letting me know!]]>
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        <![CDATA[La mia amica Alessandra mi segnala che hanno trovato la cura per il singhiozzo!<br><br>LINK:<br><b>Hiccaway a Shark Tank</b> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=LV5cYPYGiKs&amp;t=12s" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=LV5cYPYGiKs&amp;t=12s</a><br><b>Il dottor Seifi spiega come funziona</b> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=v0MVLwBxYpA" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=v0MVLwBxYpA</a> <br><b>Hiccaway su Amazon</b> <a href="https://www.amazon.com/HiccAway-Hiccup-Relief-Hiccups-Treatment/dp/B08C1Y3GRC" rel="noreferrer noopener">https://www.amazon.com/HiccAway-Hiccup-Relief-Hiccups-Treatment/dp/B08C1Y3GRC</a><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [Translation below]<br>Evviva! Una puntata piena di belle storie. Sì, perché avevo appena fatto in tempo a raccontarvi del grande mistero che si cela dietro il singhiozzo che nessuno sa come farlo passare, nonostante tutte le teorie e tutti i suggerimenti che si trovino su internet, bene, appena concluso l'episodio pochi giorni fa che la mia amica Alessandra mi lascia un messaggio per dirmi Cristina, hanno trovato la cura per il singhiozzo, e mi ha dato anche il nome, questa cura si chiama '<b>Hiccaway</b>', quindi tradurremo in italiano qualcosa tipo 'via singhiozzo' ed è una cannuccia. E la cosa bella è anche la storia di questa cannuccia. <br><br>Se l'è inventata il dottor Ali Seifi nel 2019, è un medico che lavora con pazienti che soffrono di attacchi di singhiozzo a causa di traumi neurologici, all'Università del Texas. E lui era da tanto tempo che rifletteva su cosa si potesse fare per far passare il singhiozzo, e poi improvvisamente, un giorno, penso magari mentre stava bevendosi un milkshake da McDonald e questo è vero, gliel'ha proprio ispirata a McDonald questa, scoperta si è reso conto che l'azione di succhiare, tirare su per la cannuccia qualcosa di molto denso, appunto come milkshake, provoca una cosa un po' strana nell'organismo perché si attivano contemporaneamente due nervi, che poi sono i due nervi che provocano il singhiozzo: uno è il nervo frenico che controlla il diaframma e l'altro è il nervo vago che controlla i polmoni.<br><br>E allora cosa ha fatto? È andato, non lo so, in un laboratorio da qualche parte, e ha inventato questa cannuccia. È una cannuccia che una persona aspira e, a quanto pare, fa passare immediatamente il singhiozzo. Questa cannuccia l'ha inventata nel 2019 e l'ha anche messa in commercio, però evidentemente non ha avuto molto successo, anche perché vi dico come l'ha chiamata inizialmente. Inizialmente si chiamava '<i>forced inspiratory suction and swallow tool</i>' ve lo traduco: <b>strumento per l'aspirazione inspiratoria forzata e la deglutizione</b>, beh capirete bene che è una cosa con questo nome era votata ad essere un grande fallimento, poi per fortuna qualcuno è intervenuto e gli ha detto, senti cambiamo nome chiamiamola 'hiccaway', via singhiozzo e pensate un po', ha portato questa cosa qua, questa cannuccia che fa passare il singhiozzo, a <b>Shark Tank.</b> Sapete quel posto dove la gente va con delle idee, ci sono degli investitori che trattano malissimo le persone che hanno le idee e poi qualcuno decide di investire, e lui aveva chiesto 250.000$ in cambio del 10%, pare che poi gli abbiano dato il 20%, cioè gli abbiano dato i soldi in cambio del 20% e ho controllato oggidi hiccaway, via singhiozzo ha un valore di più di 1.000.000 di dollari perché funziona benissimo, <b>si può acquistare su Amazon</b> e a quanto pare fa veramente passare il singhiozzo. Che devo dire? Grazie Alessandra per la segnalazione!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Hurray! An episode full of good stories. Yes, because I had just had time to tell you about the great mystery behind the hiccups that no one knows how to make it go away, despite all the theories and all the suggestions that are on the internet, well, just finished the episode a few days ago that my friend Alessandra leaves me a message to tell me Cristina, they have found the cure for the hiccups, and she also gave me the name, this cure is called 'Hiccaway', so we will translate something like 'via singhiozzo' into Italian and it is a straw. And the beautiful thing is also the story of this straw.<br><br>It was invented by Dr. Ali Seifi in 2019, he is a doctor who works with patients suffering from hiccups due to neurological trauma, at the University of Texas. And he had been thinking about what could be done to make the hiccups go away for a long time, and then suddenly, one day, I think maybe while he was drinking a milkshake at McDonald's and this is true, McDonald really inspired this discovery, he realized that the action of sucking, pulling something very thick up the straw, just like a milkshake, causes a somewhat strange thing in the body because two nerves are activated at the same time, the two nerves that cause the hiccups: one is the phrenic nerve which controls the diaphragm and the other is the vagus nerve which controls the lungs. Then what did he do? He went, I don't know, to a lab somewhere, and he invented this straw.<br><br>It is a straw that a person sucks in and, apparently, immediately cures the hiccups. He invented this straw in 2019 and also put it on the market, but evidently it wasn't very successful, also because I tell you what he initially called it. Initially it was called 'forced inspiratory suction and swallow tool' I translate it: tool for forced inspiratory suction and swallowing, well you will understand that it is a thing with this name that was destined to be a great failure, then luckily someone intervened and he said, listen let's change the name let's call it 'hiccaway', hiccups away and think about it, he brought this thing here, this straw that makes the hiccups go away, to Shark Tank. You know that place where people go with ideas, there are investors who treat people who have ideas very badly and then someone decides to invest, and he asked for $250,000 in exchange for 10%, it seems that then they gave him the 20%, i.e. they gave him the money in exchange for 20% and I checked hiccaway today, hiccups have a value of more than 1,000,000 dollars because it works very well, you can buy it on Amazon and apparently it really cures the hiccups . What do I have to say? Thanks Alessandra for letting me know!]]>
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      <pubDate>Wed, 01 Mar 2023 07:52:03 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La mia amica Alessandra mi segnala che hanno trovato la cura per il singhiozzo!LINK:Hiccaway a Shark Tank https://www.youtube.com/watch?v=LV5cYPYGiKs&amp;amp;t=12sIl dottor Seifi spiega come funziona https://www.youtube.com/watch?v=v0MVLwBxYpA Hiccaway su Amazon https://www.amazon.com/HiccAway-Hiccup-Relief-Hiccups-Treatment/dp/B08C1Y3GRCTRASCRIZIONE [Translation below]Evviva! Una puntata piena di belle storie. Sì, perché avevo appena fatto in tempo a raccontarvi del grande mistero che si cela dietro il singhiozzo che nessuno sa come farlo passare, nonostante tutte le teorie e tutti i suggerimenti che si trovino su internet, bene, appena concluso l'episodio pochi giorni fa che la mia amica Alessandra mi lascia un messaggio per dirmi Cristina, hanno trovato la cura per il singhiozzo, e mi ha dato anche il nome, questa cura si chiama 'Hiccaway', quindi tradurremo in italiano qualcosa tipo 'via singhiozzo' ed è una cannuccia. E la cosa bella è anche la storia di questa cannuccia. Se l'è inventata il dottor Ali Seifi nel 2019, è un medico che lavora con pazienti che soffrono di attacchi di singhiozzo a causa di traumi neurologici, all'Università del Texas. E lui era da tanto tempo che rifletteva su cosa si potesse fare per far passare il singhiozzo, e poi improvvisamente, un giorno, penso magari mentre stava bevendosi un milkshake da McDonald e questo è vero, gliel'ha proprio ispirata a McDonald questa, scoperta si è reso conto che l'azione di succhiare, tirare su per la cannuccia qualcosa di molto denso, appunto come milkshake, provoca una cosa un po' strana nell'organismo perché si attivano contemporaneamente due nervi, che poi sono i due nervi che provocano il singhiozzo: uno è il nervo frenico che controlla il diaframma e l'altro è il nervo vago che controlla i polmoni.E allora cosa ha fatto? È andato, non lo so, in un laboratorio da qualche parte, e ha inventato questa cannuccia. È una cannuccia che una persona aspira e, a quanto pare, fa passare immediatamente il singhiozzo. Questa cannuccia l'ha inventata nel 2019 e l'ha anche messa in commercio, però evidentemente non ha avuto molto successo, anche perché vi dico come l'ha chiamata inizialmente. Inizialmente si chiamava 'forced inspiratory suction and swallow tool' ve lo traduco: strumento per l'aspirazione inspiratoria forzata e la deglutizione, beh capirete bene che è una cosa con questo nome era votata ad essere un grande fallimento, poi per fortuna qualcuno è intervenuto e gli ha detto, senti cambiamo nome chiamiamola 'hiccaway', via singhiozzo e pensate un po', ha portato questa cosa qua, questa cannuccia che fa passare il singhiozzo, a Shark Tank. Sapete quel posto dove la gente va con delle idee, ci sono degli investitori che trattano malissimo le persone che hanno le idee e poi qualcuno decide di investire, e lui aveva chiesto 250.000$ in cambio del 10%, pare che poi gli abbiano dato il 20%, cioè gli abbiano dato i soldi in cambio del 20% e ho controllato oggidi hiccaway, via singhiozzo ha un valore di più di 1.000.000 di dollari perché funziona benissimo, si può acquistare su Amazon e a quanto pare fa veramente passare il singhiozzo. Che devo dire? Grazie Alessandra per la segnalazione!TRANSLATIONHurray! An episode full of good stories. Yes, because I had just had time to tell you about the great mystery behind the hiccups that no one knows how to make it go away, despite all the theories and all the suggestions that are on the internet, well, just finished the episode...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La mia amica Alessandra mi segnala che hanno trovato la cura per il singhiozzo!LINK:Hiccaway a Shark Tank https://www.youtube.com/watch?v=LV5cYPYGiKs&amp;amp;t=12sIl dottor Seifi spiega come funziona https://www.youtube.com/watch?v=v0MVLwBxYpA Hiccaway su Ama</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 424 Guardare chi cucina</title>
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        <![CDATA[Mi sto chiedendo come mai mi piace così tanto guardare i video della gente che cucina dolci. E non sono nemmeno una persona che ama particolarmente i dolci.<br><br><b>LINK</b>: il video delle caramelle all'arancia con tre ingredienti (uno per ogni minuto grezzo) https://thekidshouldseethis.com/post/orange-jelly-candy-3-ingredients-video<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Sinceramente non so se in italiano c'è un nome per <i>guilty pleasure</i>. Non ho guardato, però il <i>guilty pleasure</i> è un piacere un po' peccaminoso, una cosa che noi facciamo e che ci da piacere e dalla quale un po' però ci vergogniamo. Ecco, io non mi vergogno completamente di questa cosa che vi sto per confessare però è una cosa strana.<br><br>Mi piace tantissimo guardare i video di gente che cucina, e soprattutto che cucina dolci, io non sono una grande mangiatrice di dolci, però guardare questi video mi rilassa tantissimo, e non è nemmeno che io dica, guardo il video così poi magari lo faccio perché, ripeto, non mi piacciono particolarmente i dolci.<br><br>Mi piace poi guardare soprattutto ricette di cose molto complicate, che magari richiedono strumenti e apparecchiature che io non ho a casa. C'è un youtuber che seguo religiosamente, che trasmette dalla Corea e fa vedere tutte queste cose cucinate in una cucina piccola, piccola, minuscola, con un mini fornello, però riesce a fare un sacco di cose meravigliose, poi lui ha tutti questi utensili minuscoli, una mini frusta con cui può sbattere metà di un uovo, oppure spatoline minuscole per pulire questi minuscoli recipientini che lui a forma di animale eccetera eccetera.<br><br>E io mi incanto a guardarlo e perdo più tempo del dovuto, di quanto non dovrei. Proprio qualche minuto fa, prima di aprire il microfono, ho guardato il video dove mostrano come fare queste caramelle all'arancia usando solo tre ingredienti. Ecco, vedete, sto deglutendo perché solo a pensarci mi viene l'acquolina in bocca. Non lo so. Ultimamente, diciamo, negli ultimi cinque sei anni, gli youtubers hanno imparato a fare delle riprese bellissime, per cui anche il cibo cucinato a casa sembra che sia stato ripreso nella cucina di un designer, un food designer. <br><br>No, però mi sono anche un po' informata, mi sono anche chiesta ma com'è che mi piacciono tanto questi video di gente che cucina? E non sono l'unica, sono dei video che piacciono a tantissime persone perché il nostro cervello, furbacchione, trae la stessa, la stessa gioia nel vedere il cibo cucinato in video di quella che trae dal vedere il cibo sul tavolo, quello vero. Quindi il nostro cervello, sempliciotto, si lascia illudere che quello che si vede nel video sia uguale a quello che c'è sul tavolo.<br><br>Comunque ci torno su quelle caramelle all'arancia, non è detto che non provi a cucinarle, visto che ci sono solo tre ingredienti, perché no?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I honestly don't know if there is a name for guilty pleasure in Italian. I haven't looked up, but guilty pleasure is a slightly sinful pleasure, something we do that gives us pleasure and which, however, makes us somewhat ashamed.<br><br>Well, I'm not completely ashamed of this thing that I'm about to confess to you, but it's a strange thing. I really like watching videos of people cooking, and above all cooking sweets, I'm not a big sweet eater, but watching these videos relaxes me a lot, and it's not even that I say, I watch the video so then maybe I'll do it because, I repeat, I don't particularly like sweets.<br><br>I especially like looking at recipes for very complicated things, which perhaps require tools and equipment that I don't have at home. There is a youtuber that I follow religiously, who broadcasts from Korea and shows all these things cooked in a small, small, tiny kitchen, with a mini stove, but he manages to make a lot of wonderful things, then he has all these tiny utensils, a mini whisk with which he can beat half an egg, or tiny spatulas to clean these tiny containers that he has in the shape of animals and so on. And am enchanted looking at him and waste more time than I should.<br><br>Just a few minutes ago, before opening the microphone, I watched the video where they show how to make these orange candies using only three ingredients. There, you see, I'm swallowing because my mouth is watering just thinking about it. I do not know. Lately, let's say, in the last five to six years, youtubers have learned to take beautiful shots, so even home-cooked food looks like it was shot in the kitchen of a designer, a food designer.<br><br>Well, but I also looked it up, I also asked myself how is it that I like so much these videos of people cooking? And I'm not the only one, they are videos liked by many people because our brain, silly one, gets the same, the same joy from seeing food cooked on video as it gets from seeing real food on the table. So our brain, simpleton, lets itself be deluded that what you see in the video is the same as what's on the table.<br><br>Anyway, I'll go back to those orange candies, it's not said that you don't try to cook them, since there are only three ingredients, why not?]]>
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        <![CDATA[Mi sto chiedendo come mai mi piace così tanto guardare i video della gente che cucina dolci. E non sono nemmeno una persona che ama particolarmente i dolci.<br><br><b>LINK</b>: il video delle caramelle all'arancia con tre ingredienti (uno per ogni minuto grezzo) https://thekidshouldseethis.com/post/orange-jelly-candy-3-ingredients-video<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Sinceramente non so se in italiano c'è un nome per <i>guilty pleasure</i>. Non ho guardato, però il <i>guilty pleasure</i> è un piacere un po' peccaminoso, una cosa che noi facciamo e che ci da piacere e dalla quale un po' però ci vergogniamo. Ecco, io non mi vergogno completamente di questa cosa che vi sto per confessare però è una cosa strana.<br><br>Mi piace tantissimo guardare i video di gente che cucina, e soprattutto che cucina dolci, io non sono una grande mangiatrice di dolci, però guardare questi video mi rilassa tantissimo, e non è nemmeno che io dica, guardo il video così poi magari lo faccio perché, ripeto, non mi piacciono particolarmente i dolci.<br><br>Mi piace poi guardare soprattutto ricette di cose molto complicate, che magari richiedono strumenti e apparecchiature che io non ho a casa. C'è un youtuber che seguo religiosamente, che trasmette dalla Corea e fa vedere tutte queste cose cucinate in una cucina piccola, piccola, minuscola, con un mini fornello, però riesce a fare un sacco di cose meravigliose, poi lui ha tutti questi utensili minuscoli, una mini frusta con cui può sbattere metà di un uovo, oppure spatoline minuscole per pulire questi minuscoli recipientini che lui a forma di animale eccetera eccetera.<br><br>E io mi incanto a guardarlo e perdo più tempo del dovuto, di quanto non dovrei. Proprio qualche minuto fa, prima di aprire il microfono, ho guardato il video dove mostrano come fare queste caramelle all'arancia usando solo tre ingredienti. Ecco, vedete, sto deglutendo perché solo a pensarci mi viene l'acquolina in bocca. Non lo so. Ultimamente, diciamo, negli ultimi cinque sei anni, gli youtubers hanno imparato a fare delle riprese bellissime, per cui anche il cibo cucinato a casa sembra che sia stato ripreso nella cucina di un designer, un food designer. <br><br>No, però mi sono anche un po' informata, mi sono anche chiesta ma com'è che mi piacciono tanto questi video di gente che cucina? E non sono l'unica, sono dei video che piacciono a tantissime persone perché il nostro cervello, furbacchione, trae la stessa, la stessa gioia nel vedere il cibo cucinato in video di quella che trae dal vedere il cibo sul tavolo, quello vero. Quindi il nostro cervello, sempliciotto, si lascia illudere che quello che si vede nel video sia uguale a quello che c'è sul tavolo.<br><br>Comunque ci torno su quelle caramelle all'arancia, non è detto che non provi a cucinarle, visto che ci sono solo tre ingredienti, perché no?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I honestly don't know if there is a name for guilty pleasure in Italian. I haven't looked up, but guilty pleasure is a slightly sinful pleasure, something we do that gives us pleasure and which, however, makes us somewhat ashamed.<br><br>Well, I'm not completely ashamed of this thing that I'm about to confess to you, but it's a strange thing. I really like watching videos of people cooking, and above all cooking sweets, I'm not a big sweet eater, but watching these videos relaxes me a lot, and it's not even that I say, I watch the video so then maybe I'll do it because, I repeat, I don't particularly like sweets.<br><br>I especially like looking at recipes for very complicated things, which perhaps require tools and equipment that I don't have at home. There is a youtuber that I follow religiously, who broadcasts from Korea and shows all these things cooked in a small, small, tiny kitchen, with a mini stove, but he manages to make a lot of wonderful things, then he has all these tiny utensils, a mini whisk with which he can beat half an egg, or tiny spatulas to clean these tiny containers that he has in the shape of animals and so on. And am enchanted looking at him and waste more time than I should.<br><br>Just a few minutes ago, before opening the microphone, I watched the video where they show how to make these orange candies using only three ingredients. There, you see, I'm swallowing because my mouth is watering just thinking about it. I do not know. Lately, let's say, in the last five to six years, youtubers have learned to take beautiful shots, so even home-cooked food looks like it was shot in the kitchen of a designer, a food designer.<br><br>Well, but I also looked it up, I also asked myself how is it that I like so much these videos of people cooking? And I'm not the only one, they are videos liked by many people because our brain, silly one, gets the same, the same joy from seeing food cooked on video as it gets from seeing real food on the table. So our brain, simpleton, lets itself be deluded that what you see in the video is the same as what's on the table.<br><br>Anyway, I'll go back to those orange candies, it's not said that you don't try to cook them, since there are only three ingredients, why not?]]>
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      <pubDate>Tue, 28 Feb 2023 05:00:03 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 423 Sussurri ASMR</title>
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        <![CDATA[Parlare in un modo che provoca un formicolio e dà una sensazione piacevole e fa rilassare. Incuriositevi e scoprite il mondo misterioso dell'ASMR.<br><br><b>LINK</b>: <br><b>ASMR su Wikipedia</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autonomous_sensory_meridian_response" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Autonomous_sensory_meridian_response</a><br><b>Carlotta ASMR </b><a href="https://www.youtube.com/c/CarlottaASMR" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/c/CarlottaASMR</a><br>Questo podcast con sottotitoli<b> in inglese su YouTube</b> <a href="https://youtu.be/uv2CJks0VzI" rel="noreferrer noopener">https://youtu.be/uv2CJks0VzI</a><br>This podcast with <b>(rolling!) English subtitles</b> on YouTube https://youtu.be/uv2CJks0VzI<br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Non sono molto brava, però ci provo. No, non mi è sparita improvvisamente di nuovo la voce, volevo solo mettere in pratica l'argomento dei 3 minuti grezzi di oggi e cioè ASMR, forse ne avrete sentito parlare. Letteralmente significa r<b>isposta autonoma del meridiano sensoriale</b>, vediamo un po' quello che significa. Praticamente è un modo di parlare sussurrando, così come ho provato a fare io, e a riprodurre dei suoni o anche toccando degli oggetti, che provoca una specie di formicolio, pelle d'oca che inizia dalla testa e poi scende sul collo fino alle spalle in alcune persone, dando un grande senso di piacere. E infatti <i>meridiano</i>, del nome risposta autonoma del meridiano sensoriale, sta proprio a indicare questo, un punto di massimo piacere che la persona che ha coniato il termine, Jennifer Allen, una youtuber, ha voluto usare questo termine per non dare una connotazione sessuale.<br><br>Cosa ha fatto questa youtuber? Si è resa conto che il modo in cui lei parlava al microfono ad alcune persone dava un piacere fisico e così è nata, dal 2010 circa che sono comparsi i primi video di ASMR, è nata tutta una marea di gente che si mette così davanti al microfono, parla e fa vedere anche degli oggetti, perché a quanto pare anche alcuni oggetti possono dare queste sensazioni.<br><br>Oggi ci sono, diciamo quasi boh, 15 milioni, tantissimi tantissimi video su YouTube che propongono questo questo tipo di intrattenimento. Diciamo che anche un po' più di un intrattenimento, lo stanno studiando perché pare che abbia un effetto positivo che riesca a far rilassare le persone. Hanno fatto anche degli studi scientifici, porta infatti a un rallentamento del battito cardiaco, a un senso di rilassamento generale. Molte persone usano questo tipo di video proprio per rilassarsi.<br><br>Se avete così voglia e curiosità, andatevene a guardarvene bene qualcuno perché sono veramente interessanti, divertenti. È un mondo completamente da scoprire. Sembra quasi di essere entrati in una società segreta.<br><br>Però una cosa interessante che ho trovato è che a quanto pare nonostante sia entrato nel mondo, nella nostra cultura solo di recente, però anche nel passato qualcuno aveva proposto qualcosa di simile e precisamente <b>Virginia Woolf</b>, infatti a quanto pare c'è un passaggio del suo libro <b>Mrs Dalloway</b>, dove c'è un'infermiera, racconta di un'infermiera che parla ad un paziente in un modo che è un modo quasi, che sembra così piccolino, che sembra che stia parlando una cavalletta e che dà grande sollievo a questo paziente. Dai, provate.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I'm not very good, but I try. No, I didn't suddenly lose my voice again, I just wanted to put into practice the topic of today's podcast and that is ASMR, you may have heard of it. Literally it means autonomous response of the sensory meridian, let's see what it means. It is practically a way of speaking by whispering, as I have tried to do, and by reproducing sounds or even by touching objects, which causes a kind of tingling, goosebumps that starts from the head and then goes down the neck to the shoulders in some people, giving a great sense of pleasure. And in fact meridian, from the name autonomous response of the sensory meridian, is precisely to indicate this, a point of maximum pleasure that the person who coined the term, Jennifer Allen, a youtuber, wanted to use this term in order not to give a sexual connotation.<br><br>What did this youtuber do? She realized that the way she spoke on the microphone to some people gave a physical pleasure and so it was born, around 2010 when the first ASMR videos appeared, a whole flood of people was born who put themselves in front of the microphone, speaking and also showing objects, because apparently some objects can also give these sensations.<br><br>Today there are, let's say almost IDK, 15 million, many many videos on YouTube that offer this type of entertainment. Let's say that it's something more than entertainment, they are studying it because it seems to have a positive effect that can make people relax. They have also done scientific studies, in fact it leads to a slowdown in the heart rate, to a general sense of relaxation. Many people use this type of video just to relax.<br><br>If you have such desire and curiosity, go and take a good look at some of them because they are really interesting, fun. It's a whole world to discover. It almost feels like you've joined a secret society. But an interesting thing I found is that apparently despite having entered the world, in our culture only recently, also in the past someone had proposed something similar and precisely <b>Virginia Woolf</b>, in fact apparently there is a passage from the her book <b>Mrs Dalloway</b>, where there's a nurse, tells of a nurse who talks to a patient in a way that is almost, that seems so small, that it seems that a grasshopper is talking and that gives great relief to this patient. Come on, try it.]]>
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        <![CDATA[Parlare in un modo che provoca un formicolio e dà una sensazione piacevole e fa rilassare. Incuriositevi e scoprite il mondo misterioso dell'ASMR.<br><br><b>LINK</b>: <br><b>ASMR su Wikipedia</b> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autonomous_sensory_meridian_response" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Autonomous_sensory_meridian_response</a><br><b>Carlotta ASMR </b><a href="https://www.youtube.com/c/CarlottaASMR" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/c/CarlottaASMR</a><br>Questo podcast con sottotitoli<b> in inglese su YouTube</b> <a href="https://youtu.be/uv2CJks0VzI" rel="noreferrer noopener">https://youtu.be/uv2CJks0VzI</a><br>This podcast with <b>(rolling!) English subtitles</b> on YouTube https://youtu.be/uv2CJks0VzI<br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Non sono molto brava, però ci provo. No, non mi è sparita improvvisamente di nuovo la voce, volevo solo mettere in pratica l'argomento dei 3 minuti grezzi di oggi e cioè ASMR, forse ne avrete sentito parlare. Letteralmente significa r<b>isposta autonoma del meridiano sensoriale</b>, vediamo un po' quello che significa. Praticamente è un modo di parlare sussurrando, così come ho provato a fare io, e a riprodurre dei suoni o anche toccando degli oggetti, che provoca una specie di formicolio, pelle d'oca che inizia dalla testa e poi scende sul collo fino alle spalle in alcune persone, dando un grande senso di piacere. E infatti <i>meridiano</i>, del nome risposta autonoma del meridiano sensoriale, sta proprio a indicare questo, un punto di massimo piacere che la persona che ha coniato il termine, Jennifer Allen, una youtuber, ha voluto usare questo termine per non dare una connotazione sessuale.<br><br>Cosa ha fatto questa youtuber? Si è resa conto che il modo in cui lei parlava al microfono ad alcune persone dava un piacere fisico e così è nata, dal 2010 circa che sono comparsi i primi video di ASMR, è nata tutta una marea di gente che si mette così davanti al microfono, parla e fa vedere anche degli oggetti, perché a quanto pare anche alcuni oggetti possono dare queste sensazioni.<br><br>Oggi ci sono, diciamo quasi boh, 15 milioni, tantissimi tantissimi video su YouTube che propongono questo questo tipo di intrattenimento. Diciamo che anche un po' più di un intrattenimento, lo stanno studiando perché pare che abbia un effetto positivo che riesca a far rilassare le persone. Hanno fatto anche degli studi scientifici, porta infatti a un rallentamento del battito cardiaco, a un senso di rilassamento generale. Molte persone usano questo tipo di video proprio per rilassarsi.<br><br>Se avete così voglia e curiosità, andatevene a guardarvene bene qualcuno perché sono veramente interessanti, divertenti. È un mondo completamente da scoprire. Sembra quasi di essere entrati in una società segreta.<br><br>Però una cosa interessante che ho trovato è che a quanto pare nonostante sia entrato nel mondo, nella nostra cultura solo di recente, però anche nel passato qualcuno aveva proposto qualcosa di simile e precisamente <b>Virginia Woolf</b>, infatti a quanto pare c'è un passaggio del suo libro <b>Mrs Dalloway</b>, dove c'è un'infermiera, racconta di un'infermiera che parla ad un paziente in un modo che è un modo quasi, che sembra così piccolino, che sembra che stia parlando una cavalletta e che dà grande sollievo a questo paziente. Dai, provate.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I'm not very good, but I try. No, I didn't suddenly lose my voice again, I just wanted to put into practice the topic of today's podcast and that is ASMR, you may have heard of it. Literally it means autonomous response of the sensory meridian, let's see what it means. It is practically a way of speaking by whispering, as I have tried to do, and by reproducing sounds or even by touching objects, which causes a kind of tingling, goosebumps that starts from the head and then goes down the neck to the shoulders in some people, giving a great sense of pleasure. And in fact meridian, from the name autonomous response of the sensory meridian, is precisely to indicate this, a point of maximum pleasure that the person who coined the term, Jennifer Allen, a youtuber, wanted to use this term in order not to give a sexual connotation.<br><br>What did this youtuber do? She realized that the way she spoke on the microphone to some people gave a physical pleasure and so it was born, around 2010 when the first ASMR videos appeared, a whole flood of people was born who put themselves in front of the microphone, speaking and also showing objects, because apparently some objects can also give these sensations.<br><br>Today there are, let's say almost IDK, 15 million, many many videos on YouTube that offer this type of entertainment. Let's say that it's something more than entertainment, they are studying it because it seems to have a positive effect that can make people relax. They have also done scientific studies, in fact it leads to a slowdown in the heart rate, to a general sense of relaxation. Many people use this type of video just to relax.<br><br>If you have such desire and curiosity, go and take a good look at some of them because they are really interesting, fun. It's a whole world to discover. It almost feels like you've joined a secret society. But an interesting thing I found is that apparently despite having entered the world, in our culture only recently, also in the past someone had proposed something similar and precisely <b>Virginia Woolf</b>, in fact apparently there is a passage from the her book <b>Mrs Dalloway</b>, where there's a nurse, tells of a nurse who talks to a patient in a way that is almost, that seems so small, that it seems that a grasshopper is talking and that gives great relief to this patient. Come on, try it.]]>
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      <pubDate>Mon, 27 Feb 2023 05:58:18 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Parlare in un modo che provoca un formicolio e dà una sensazione piacevole e fa rilassare. Incuriositevi e scoprite il mondo misterioso dell'ASMR.LINK: ASMR su Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Autonomous_sensory_meridian_responseCarlotta ASMR https://www.youtube.com/c/CarlottaASMRQuesto podcast con sottotitoli in inglese su YouTube https://youtu.be/uv2CJks0VzIThis podcast with (rolling!) English subtitles on YouTube https://youtu.be/uv2CJks0VzITRASCRIZIONE [ENG translation below]Non sono molto brava, però ci provo. No, non mi è sparita improvvisamente di nuovo la voce, volevo solo mettere in pratica l'argomento dei 3 minuti grezzi di oggi e cioè ASMR, forse ne avrete sentito parlare. Letteralmente significa risposta autonoma del meridiano sensoriale, vediamo un po' quello che significa. Praticamente è un modo di parlare sussurrando, così come ho provato a fare io, e a riprodurre dei suoni o anche toccando degli oggetti, che provoca una specie di formicolio, pelle d'oca che inizia dalla testa e poi scende sul collo fino alle spalle in alcune persone, dando un grande senso di piacere. E infatti meridiano, del nome risposta autonoma del meridiano sensoriale, sta proprio a indicare questo, un punto di massimo piacere che la persona che ha coniato il termine, Jennifer Allen, una youtuber, ha voluto usare questo termine per non dare una connotazione sessuale.Cosa ha fatto questa youtuber? Si è resa conto che il modo in cui lei parlava al microfono ad alcune persone dava un piacere fisico e così è nata, dal 2010 circa che sono comparsi i primi video di ASMR, è nata tutta una marea di gente che si mette così davanti al microfono, parla e fa vedere anche degli oggetti, perché a quanto pare anche alcuni oggetti possono dare queste sensazioni.Oggi ci sono, diciamo quasi boh, 15 milioni, tantissimi tantissimi video su YouTube che propongono questo questo tipo di intrattenimento. Diciamo che anche un po' più di un intrattenimento, lo stanno studiando perché pare che abbia un effetto positivo che riesca a far rilassare le persone. Hanno fatto anche degli studi scientifici, porta infatti a un rallentamento del battito cardiaco, a un senso di rilassamento generale. Molte persone usano questo tipo di video proprio per rilassarsi.Se avete così voglia e curiosità, andatevene a guardarvene bene qualcuno perché sono veramente interessanti, divertenti. È un mondo completamente da scoprire. Sembra quasi di essere entrati in una società segreta.Però una cosa interessante che ho trovato è che a quanto pare nonostante sia entrato nel mondo, nella nostra cultura solo di recente, però anche nel passato qualcuno aveva proposto qualcosa di simile e precisamente Virginia Woolf, infatti a quanto pare c'è un passaggio del suo libro Mrs Dalloway, dove c'è un'infermiera, racconta di un'infermiera che parla ad un paziente in un modo che è un modo quasi, che sembra così piccolino, che sembra che stia parlando una cavalletta e che dà grande sollievo a questo paziente. Dai, provate.TRANSLATIONI'm not very good, but I try. No, I didn't suddenly lose my voice again, I just wanted to put into practice the topic of today's podcast and that is ASMR, you may have heard of it. Literally it means autonomous response of the sensory meridian, let's see what it means. It is practically a way of speaking by whispering, as I have tried to do, and by reproducing sounds or even by touching objects, which causes a kind of tingling, goosebumps that starts from the head and...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Parlare in un modo che provoca un formicolio e dà una sensazione piacevole e fa rilassare. Incuriositevi e scoprite il mondo misterioso dell'ASMR.LINK: ASMR su Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Autonomous_sensory_meridian_responseCarlotta ASMR https</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 422 Odori-amo</title>
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        <![CDATA[L'odore come ultimo baluardo che resiste alla digitalizzazione. Non esiste ancora una app che possa riprodurre perfettamente l'esperienza di sentire un odore.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Ci siamo così tanto abituati oggi a non sentire quelli che noi chiamiamo odori spiacevoli, che già la parola odore ci fa pensare a qualcosa di negativo, mentre odore dovrebbe essere l'accezione neutra, che non è puzza e non è profumo.<br><br>L'odore è anche uno dei nostri sensi molto particolare, un senso chimico, perché quando noi sentiamo un odore stiamo respirando delle molecole volatili che stanno volando, quindi volatili e volanti. E a differenza del tatto e del gusto, l'olfatto è un senso che ci investe, cioè anche se noi non vogliamo sentire un odore lo sentiamo perché l'unico modo per non sentire l'odore è tapparsi il naso e se ci tappiamo il naso non respiriamo. Vabbè, direte voi, si può respirare con la bocca, ma una persona non può vivere solo respirando con la bocca.<br><br>L'odore ha anche la caratteristica magica di essere ancora uno dei pochi baluardi che resiste al dominio digitale. Perché se infatti possiamo vedere tramite video le performance, possiamo sentire i suoni riprodurli con diffusori acustici, ci sono dispositivi che si possono collegare al computer o al cellulare, che riproducono anche i movimenti, quindi anche il tatto può essere quasi riprodotto, dal punto di vista digitale, però l'odore no, l'odore ancora resiste perché ancora non si è riusciti a diffondere l'odore attraverso lo schermo del computer e ancora, se tu vuoi andare a sentire un odore, devi proprio andare lì, fisicamente bisogna esserci.<br><br>L'odore ha anche un'altra caratteristica, quella che è il modo in cui noi percepiamo gli odori è messo in collegamento diretto con le aree del cervello, le zone che elaborano le emozioni e quelle che controllano la memoria. Ecco perché sentire un odore improvvisamente ci fa riapparire davanti a noi la scena in cui li avevamo sentiti, magari da bambine o da bambini. Anche questo è il motivo per cui è così difficile descrivere gli odori, perché appunto vengono recepiti nella zona che controlla le emozioni, non la zona verbale che ci fa parlare, e infatti parlare delle emozioni è molto difficile.<br><br>Quindi un invito, odoratevi intorno, non abbiate paura degli odori e rilassatevi nel godervi gli odori, e non siate troppo schizzinosi, perché a volte è solo la cultura che ci fa pensare che certi odori siano negativi. Quindi odori-amo.<br><br><i>TRANSLATION</i><br>Today we are so accustomed to not smelling what we call unpleasant smells, that the word smell already makes us think of something negative, while smell should be the neutral meaning, which is not stink and it is not perfume.<br><br>Smell is also one of our very particular senses, a chemical sense, because when we smell something we are breathing in volatile molecules that are flying, therefore volatile and flying. And unlike touch and taste, smell is a sense that invests us, that is, even if we don't want to smell, we do, because the only way not to smell is to plug our nose and if we plug our nose we do not breathe. Oh well, you say, you can breathe through your mouth, but a person cannot live by breathing through the mouth alone.<br><br>Smell also has the magical characteristic of still being one of the few bulwarks that resists digital domination. Because if in fact we can see performances via video, we can hear sounds reproduced with loudspeakers, there are devices that can be connected to the computer or mobile phone, which also reproduce the movements, so even the touch can almost be reproduced digitally, but not the smell, the smell still endures because we haven't yet managed to spread the smell through the computer screen and still, if you want to experience a smell, you really have to go there, physically, you have to be there.<br><br>Smell also has another characteristic, which is that the way we perceive smells is put in direct connection with the areas of the brain, the areas that process emotions and those that control memory. That's why smells suddenly make the scene in which we smelled them reappear before us, perhaps as we were children. This is also the reason why it is so difficult to describe smells, because they are perceived in the area that controls emotions, not the verbal area that makes us talk, and in fact talking about emotions is very difficult. So an invitation, go and smell around, don't be afraid of smells and relax while enjoying smells, and don't be too picky, because sometimes it's just the culture that makes us think that certain smells are bad. So smell-love [<i>the wordplay "odori-amo" combines the act of "odorare" (to smell) and the verb "amare" (to love) in Italian</i>].]]>
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        <![CDATA[L'odore come ultimo baluardo che resiste alla digitalizzazione. Non esiste ancora una app che possa riprodurre perfettamente l'esperienza di sentire un odore.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Ci siamo così tanto abituati oggi a non sentire quelli che noi chiamiamo odori spiacevoli, che già la parola odore ci fa pensare a qualcosa di negativo, mentre odore dovrebbe essere l'accezione neutra, che non è puzza e non è profumo.<br><br>L'odore è anche uno dei nostri sensi molto particolare, un senso chimico, perché quando noi sentiamo un odore stiamo respirando delle molecole volatili che stanno volando, quindi volatili e volanti. E a differenza del tatto e del gusto, l'olfatto è un senso che ci investe, cioè anche se noi non vogliamo sentire un odore lo sentiamo perché l'unico modo per non sentire l'odore è tapparsi il naso e se ci tappiamo il naso non respiriamo. Vabbè, direte voi, si può respirare con la bocca, ma una persona non può vivere solo respirando con la bocca.<br><br>L'odore ha anche la caratteristica magica di essere ancora uno dei pochi baluardi che resiste al dominio digitale. Perché se infatti possiamo vedere tramite video le performance, possiamo sentire i suoni riprodurli con diffusori acustici, ci sono dispositivi che si possono collegare al computer o al cellulare, che riproducono anche i movimenti, quindi anche il tatto può essere quasi riprodotto, dal punto di vista digitale, però l'odore no, l'odore ancora resiste perché ancora non si è riusciti a diffondere l'odore attraverso lo schermo del computer e ancora, se tu vuoi andare a sentire un odore, devi proprio andare lì, fisicamente bisogna esserci.<br><br>L'odore ha anche un'altra caratteristica, quella che è il modo in cui noi percepiamo gli odori è messo in collegamento diretto con le aree del cervello, le zone che elaborano le emozioni e quelle che controllano la memoria. Ecco perché sentire un odore improvvisamente ci fa riapparire davanti a noi la scena in cui li avevamo sentiti, magari da bambine o da bambini. Anche questo è il motivo per cui è così difficile descrivere gli odori, perché appunto vengono recepiti nella zona che controlla le emozioni, non la zona verbale che ci fa parlare, e infatti parlare delle emozioni è molto difficile.<br><br>Quindi un invito, odoratevi intorno, non abbiate paura degli odori e rilassatevi nel godervi gli odori, e non siate troppo schizzinosi, perché a volte è solo la cultura che ci fa pensare che certi odori siano negativi. Quindi odori-amo.<br><br><i>TRANSLATION</i><br>Today we are so accustomed to not smelling what we call unpleasant smells, that the word smell already makes us think of something negative, while smell should be the neutral meaning, which is not stink and it is not perfume.<br><br>Smell is also one of our very particular senses, a chemical sense, because when we smell something we are breathing in volatile molecules that are flying, therefore volatile and flying. And unlike touch and taste, smell is a sense that invests us, that is, even if we don't want to smell, we do, because the only way not to smell is to plug our nose and if we plug our nose we do not breathe. Oh well, you say, you can breathe through your mouth, but a person cannot live by breathing through the mouth alone.<br><br>Smell also has the magical characteristic of still being one of the few bulwarks that resists digital domination. Because if in fact we can see performances via video, we can hear sounds reproduced with loudspeakers, there are devices that can be connected to the computer or mobile phone, which also reproduce the movements, so even the touch can almost be reproduced digitally, but not the smell, the smell still endures because we haven't yet managed to spread the smell through the computer screen and still, if you want to experience a smell, you really have to go there, physically, you have to be there.<br><br>Smell also has another characteristic, which is that the way we perceive smells is put in direct connection with the areas of the brain, the areas that process emotions and those that control memory. That's why smells suddenly make the scene in which we smelled them reappear before us, perhaps as we were children. This is also the reason why it is so difficult to describe smells, because they are perceived in the area that controls emotions, not the verbal area that makes us talk, and in fact talking about emotions is very difficult. So an invitation, go and smell around, don't be afraid of smells and relax while enjoying smells, and don't be too picky, because sometimes it's just the culture that makes us think that certain smells are bad. So smell-love [<i>the wordplay "odori-amo" combines the act of "odorare" (to smell) and the verb "amare" (to love) in Italian</i>].]]>
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      <pubDate>Sun, 26 Feb 2023 05:53:16 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>L'odore come ultimo baluardo che resiste alla digitalizzazione. Non esiste ancora una app che possa riprodurre perfettamente l'esperienza di sentire un odore.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ci siamo così tanto abituati oggi a non sentire quelli che noi chiamiamo odori spiacevoli, che già la parola odore ci fa pensare a qualcosa di negativo, mentre odore dovrebbe essere l'accezione neutra, che non è puzza e non è profumo.L'odore è anche uno dei nostri sensi molto particolare, un senso chimico, perché quando noi sentiamo un odore stiamo respirando delle molecole volatili che stanno volando, quindi volatili e volanti. E a differenza del tatto e del gusto, l'olfatto è un senso che ci investe, cioè anche se noi non vogliamo sentire un odore lo sentiamo perché l'unico modo per non sentire l'odore è tapparsi il naso e se ci tappiamo il naso non respiriamo. Vabbè, direte voi, si può respirare con la bocca, ma una persona non può vivere solo respirando con la bocca.L'odore ha anche la caratteristica magica di essere ancora uno dei pochi baluardi che resiste al dominio digitale. Perché se infatti possiamo vedere tramite video le performance, possiamo sentire i suoni riprodurli con diffusori acustici, ci sono dispositivi che si possono collegare al computer o al cellulare, che riproducono anche i movimenti, quindi anche il tatto può essere quasi riprodotto, dal punto di vista digitale, però l'odore no, l'odore ancora resiste perché ancora non si è riusciti a diffondere l'odore attraverso lo schermo del computer e ancora, se tu vuoi andare a sentire un odore, devi proprio andare lì, fisicamente bisogna esserci.L'odore ha anche un'altra caratteristica, quella che è il modo in cui noi percepiamo gli odori è messo in collegamento diretto con le aree del cervello, le zone che elaborano le emozioni e quelle che controllano la memoria. Ecco perché sentire un odore improvvisamente ci fa riapparire davanti a noi la scena in cui li avevamo sentiti, magari da bambine o da bambini. Anche questo è il motivo per cui è così difficile descrivere gli odori, perché appunto vengono recepiti nella zona che controlla le emozioni, non la zona verbale che ci fa parlare, e infatti parlare delle emozioni è molto difficile.Quindi un invito, odoratevi intorno, non abbiate paura degli odori e rilassatevi nel godervi gli odori, e non siate troppo schizzinosi, perché a volte è solo la cultura che ci fa pensare che certi odori siano negativi. Quindi odori-amo.TRANSLATIONToday we are so accustomed to not smelling what we call unpleasant smells, that the word smell already makes us think of something negative, while smell should be the neutral meaning, which is not stink and it is not perfume.Smell is also one of our very particular senses, a chemical sense, because when we smell something we are breathing in volatile molecules that are flying, therefore volatile and flying. And unlike touch and taste, smell is a sense that invests us, that is, even if we don't want to smell, we do, because the only way not to smell is to plug our nose and if we plug our nose we do not breathe. Oh well, you say, you can breathe through your mouth, but a person cannot live by breathing through the mouth alone.Smell also has the magical characteristic of still being one of the few bulwarks that resists digital domination. Because if in fact we can see performances via video, we can hear sounds reproduced with loudspeakers, there are devices that can be connected to the computer or mobile phone, which also reproduce the movements, so even the touch can almost be reproduced digitally, but not the smell, the smell still endures because we haven't yet managed to spread the smell through the computer screen and still, if you want to experience a smell, you really have to go there, physically, you have to be there.Smell also has another...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>L'odore come ultimo baluardo che resiste alla digitalizzazione. Non esiste ancora una app che possa riprodurre perfettamente l'esperienza di sentire un odore.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ci siamo così tanto abituati oggi a non sentire quelli che no</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 421 Sporcarsi giocando</title>
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        <![CDATA[Il vero grande tabù della società italiana è quello che impedisce a bambine e bambini di saltare nelle pozzanghere e di giocare con il fango. Non sia mai che (orrore!) si sporchino il vestitino!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Quando ero piccola attendevo sempre con delizia e terrore l'autunno che era, che era la stagione quando si potevano mangiare i cachi. Io adoravo i cachi, però per me era anche una tragedia perché non riuscivo a mangiarli senza sporcarmi il vestito e mia madre si arrabbiava sempre tantissimo quando mi sporcava il vestito. Era una cosa, un circolo vizioso dal quale non c'era via di scampo. Non so perché non abbia mai pensato di mettermi un tovagliolo davanti, comunque c'era questa cosa qua che i cachi mi piacevano tantissimo però avevo paura di sporcarmi perché quando io ero bambina i bambini non si dovevano sporcare, dovevano giocare senza sporcarsi e soprattutto quando mangiavano dovevano essere sempre lindi e puliti.<br><br>Io sono cresciuta un po' con questo trauma, così quando sono diventata io madre mi sono ripromessa che mio figlio si sarebbe potuto sporcare come voleva e che non gli avrei mai detto "No, non fare così perché ti sporchi", perché non volevo fargli rivivere il trauma, che sono piccoli traumi, cioè a un adulto sembrano cose da poco, però quando sei bambina queste cose qua poi ti rimangono dentro, quindi ricordo che anche quando compravo gli abiti per mio figlio, le cose, i pantaloncini, le magliette, non compravo mai cose che erano difficili, che si sarebbero dovute a lavare a mano, perché appunto non volevo che l'abito che indossava fosse d'intralcio al gioco che invece io incoraggiavo, incoraggiavo anche a fare i giochi di esplorazione, e poi lo so che dal punto di vista sensoriale è incredibilmente importante per le bambine, per i bambini, giocare nelle pozzanghere, saltare, sporcarsi, toccare il fango.<br><br>Ricordo ancora le occhiate terrorizzate di mia madre, ma anche delle altre signore italiane, quando vedevano mio figlio che camminava scalzo per casa, e a volte anche per strada, a ma non ne fregava niente, quando lo vedevano toccare le cose, mettersi le mani in bocca e dicevano "Ma come gli fai mettere le mani in bocca?" Vabbè, sono anticorpi, ma che te frega? Certo che non mi riguarda.<br><br>Perché dico questo? Perché spesso i genitori non si rendono conto che impedendo ai figli di toccare il fango, di saltare nelle pozzanghere come fa Peppa Pig, o di fare le marachelle come fanno i personaggi dei libri di Roald Dahl, stanno effettivamente restringendo l'orizzonte dei bambini. Ma chi se ne frega se devi lavare un vestito, una maglia in più, buttale in lavatrice che viva dio, ormai le lavatrici ci sono, esistono, esistono anche gli essiccatori, ma chi se ne frega. Ma meglio lavare una maglietta in più che limitare gli orizzonti dei bambini e delle bambine, quando invece questi orizzonti li dovrebbero ampliare.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I was little, I always looked forward with delight and terror to the autumn that was the season when persimmons could be eaten. I loved persimmons, but for me it was also a tragedy because I couldn't eat them without getting my dress dirty and my mother always got really angry when I got my dress dirty. It was one thing, a vicious circle from which there was no escape. I don't know why she never thought of putting a napkin in front of me, anyway there was this thing here that I loved persimmons but I was afraid of getting dirty because when I was a child, children didn't have to get dirty, they had to play without getting dirty and above all when they ate had to always be neat and clean.<br><br>I grew up a bit with this trauma, so when I became a mother I promised myself that my son could get as dirty as he wanted and that I would never tell him "No, don't do that because you'll get dirty", because I didn't want him to relive the trauma, which are small traumas, that is, to an adult they seem like trivial things, but when you are a child these things here then stay inside you, so I remember that when I bought clothes for my son, you know, shorts, t-shirts , I never bought things that were difficult, that would have had to be washed by hand, precisely because I didn't want the clothing he was wearing to get in the way of the game which instead I encouraged, I also encouraged to play exploration games, and then I know that from a sensory point of view it is incredibly important for children to play in puddles, jump, get dirty, touch the mud.<br><br>I still remember the terrified looks of my mother, but also of the other Italian ladies, when they saw my son walking barefoot around the house, and sometimes even on the street, but I didn't give a damn, when they saw him touching things, putting his hands inhis mouth and they said, "But how do you get him to put his hands in his mouth?" Oh well, they are antibodies, and what do you care? Of course it doesn't concern me.<br><br>Why am I telling you this? Because parents often don't realize that by preventing their children from touching the mud, jumping in puddles like Peppa Pig does, or playing pranks like Roald Dahl's book characters do, they are actually narrowing children's horizons. And who cares if you have to wash a dress, an extra shirt, throw it in the washing machine that thank goodness, now there are washing machines, there are also dryers, and so who cares. Because it's better to wash an extra shirt than to limit the horizons of children, when instead these horizons should be broaden up.]]>
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        <![CDATA[Il vero grande tabù della società italiana è quello che impedisce a bambine e bambini di saltare nelle pozzanghere e di giocare con il fango. Non sia mai che (orrore!) si sporchino il vestitino!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Quando ero piccola attendevo sempre con delizia e terrore l'autunno che era, che era la stagione quando si potevano mangiare i cachi. Io adoravo i cachi, però per me era anche una tragedia perché non riuscivo a mangiarli senza sporcarmi il vestito e mia madre si arrabbiava sempre tantissimo quando mi sporcava il vestito. Era una cosa, un circolo vizioso dal quale non c'era via di scampo. Non so perché non abbia mai pensato di mettermi un tovagliolo davanti, comunque c'era questa cosa qua che i cachi mi piacevano tantissimo però avevo paura di sporcarmi perché quando io ero bambina i bambini non si dovevano sporcare, dovevano giocare senza sporcarsi e soprattutto quando mangiavano dovevano essere sempre lindi e puliti.<br><br>Io sono cresciuta un po' con questo trauma, così quando sono diventata io madre mi sono ripromessa che mio figlio si sarebbe potuto sporcare come voleva e che non gli avrei mai detto "No, non fare così perché ti sporchi", perché non volevo fargli rivivere il trauma, che sono piccoli traumi, cioè a un adulto sembrano cose da poco, però quando sei bambina queste cose qua poi ti rimangono dentro, quindi ricordo che anche quando compravo gli abiti per mio figlio, le cose, i pantaloncini, le magliette, non compravo mai cose che erano difficili, che si sarebbero dovute a lavare a mano, perché appunto non volevo che l'abito che indossava fosse d'intralcio al gioco che invece io incoraggiavo, incoraggiavo anche a fare i giochi di esplorazione, e poi lo so che dal punto di vista sensoriale è incredibilmente importante per le bambine, per i bambini, giocare nelle pozzanghere, saltare, sporcarsi, toccare il fango.<br><br>Ricordo ancora le occhiate terrorizzate di mia madre, ma anche delle altre signore italiane, quando vedevano mio figlio che camminava scalzo per casa, e a volte anche per strada, a ma non ne fregava niente, quando lo vedevano toccare le cose, mettersi le mani in bocca e dicevano "Ma come gli fai mettere le mani in bocca?" Vabbè, sono anticorpi, ma che te frega? Certo che non mi riguarda.<br><br>Perché dico questo? Perché spesso i genitori non si rendono conto che impedendo ai figli di toccare il fango, di saltare nelle pozzanghere come fa Peppa Pig, o di fare le marachelle come fanno i personaggi dei libri di Roald Dahl, stanno effettivamente restringendo l'orizzonte dei bambini. Ma chi se ne frega se devi lavare un vestito, una maglia in più, buttale in lavatrice che viva dio, ormai le lavatrici ci sono, esistono, esistono anche gli essiccatori, ma chi se ne frega. Ma meglio lavare una maglietta in più che limitare gli orizzonti dei bambini e delle bambine, quando invece questi orizzonti li dovrebbero ampliare.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I was little, I always looked forward with delight and terror to the autumn that was the season when persimmons could be eaten. I loved persimmons, but for me it was also a tragedy because I couldn't eat them without getting my dress dirty and my mother always got really angry when I got my dress dirty. It was one thing, a vicious circle from which there was no escape. I don't know why she never thought of putting a napkin in front of me, anyway there was this thing here that I loved persimmons but I was afraid of getting dirty because when I was a child, children didn't have to get dirty, they had to play without getting dirty and above all when they ate had to always be neat and clean.<br><br>I grew up a bit with this trauma, so when I became a mother I promised myself that my son could get as dirty as he wanted and that I would never tell him "No, don't do that because you'll get dirty", because I didn't want him to relive the trauma, which are small traumas, that is, to an adult they seem like trivial things, but when you are a child these things here then stay inside you, so I remember that when I bought clothes for my son, you know, shorts, t-shirts , I never bought things that were difficult, that would have had to be washed by hand, precisely because I didn't want the clothing he was wearing to get in the way of the game which instead I encouraged, I also encouraged to play exploration games, and then I know that from a sensory point of view it is incredibly important for children to play in puddles, jump, get dirty, touch the mud.<br><br>I still remember the terrified looks of my mother, but also of the other Italian ladies, when they saw my son walking barefoot around the house, and sometimes even on the street, but I didn't give a damn, when they saw him touching things, putting his hands inhis mouth and they said, "But how do you get him to put his hands in his mouth?" Oh well, they are antibodies, and what do you care? Of course it doesn't concern me.<br><br>Why am I telling you this? Because parents often don't realize that by preventing their children from touching the mud, jumping in puddles like Peppa Pig does, or playing pranks like Roald Dahl's book characters do, they are actually narrowing children's horizons. And who cares if you have to wash a dress, an extra shirt, throw it in the washing machine that thank goodness, now there are washing machines, there are also dryers, and so who cares. Because it's better to wash an extra shirt than to limit the horizons of children, when instead these horizons should be broaden up.]]>
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      <pubDate>Sat, 25 Feb 2023 08:34:49 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il vero grande tabù della società italiana è quello che impedisce a bambine e bambini di saltare nelle pozzanghere e di giocare con il fango. Non sia mai che (orrore!) si sporchino il vestitino!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando ero piccola attendevo sempre con delizia e terrore l'autunno che era, che era la stagione quando si potevano mangiare i cachi. Io adoravo i cachi, però per me era anche una tragedia perché non riuscivo a mangiarli senza sporcarmi il vestito e mia madre si arrabbiava sempre tantissimo quando mi sporcava il vestito. Era una cosa, un circolo vizioso dal quale non c'era via di scampo. Non so perché non abbia mai pensato di mettermi un tovagliolo davanti, comunque c'era questa cosa qua che i cachi mi piacevano tantissimo però avevo paura di sporcarmi perché quando io ero bambina i bambini non si dovevano sporcare, dovevano giocare senza sporcarsi e soprattutto quando mangiavano dovevano essere sempre lindi e puliti.Io sono cresciuta un po' con questo trauma, così quando sono diventata io madre mi sono ripromessa che mio figlio si sarebbe potuto sporcare come voleva e che non gli avrei mai detto "No, non fare così perché ti sporchi", perché non volevo fargli rivivere il trauma, che sono piccoli traumi, cioè a un adulto sembrano cose da poco, però quando sei bambina queste cose qua poi ti rimangono dentro, quindi ricordo che anche quando compravo gli abiti per mio figlio, le cose, i pantaloncini, le magliette, non compravo mai cose che erano difficili, che si sarebbero dovute a lavare a mano, perché appunto non volevo che l'abito che indossava fosse d'intralcio al gioco che invece io incoraggiavo, incoraggiavo anche a fare i giochi di esplorazione, e poi lo so che dal punto di vista sensoriale è incredibilmente importante per le bambine, per i bambini, giocare nelle pozzanghere, saltare, sporcarsi, toccare il fango.Ricordo ancora le occhiate terrorizzate di mia madre, ma anche delle altre signore italiane, quando vedevano mio figlio che camminava scalzo per casa, e a volte anche per strada, a ma non ne fregava niente, quando lo vedevano toccare le cose, mettersi le mani in bocca e dicevano "Ma come gli fai mettere le mani in bocca?" Vabbè, sono anticorpi, ma che te frega? Certo che non mi riguarda.Perché dico questo? Perché spesso i genitori non si rendono conto che impedendo ai figli di toccare il fango, di saltare nelle pozzanghere come fa Peppa Pig, o di fare le marachelle come fanno i personaggi dei libri di Roald Dahl, stanno effettivamente restringendo l'orizzonte dei bambini. Ma chi se ne frega se devi lavare un vestito, una maglia in più, buttale in lavatrice che viva dio, ormai le lavatrici ci sono, esistono, esistono anche gli essiccatori, ma chi se ne frega. Ma meglio lavare una maglietta in più che limitare gli orizzonti dei bambini e delle bambine, quando invece questi orizzonti li dovrebbero ampliare.TRANSLATIONWhen I was little, I always looked forward with delight and terror to the autumn that was the season when persimmons could be eaten. I loved persimmons, but for me it was also a tragedy because I couldn't eat them without getting my dress dirty and my mother always got really angry when I got my dress dirty. It was one thing, a vicious circle from which there was no escape. I don't know why she never thought of putting a napkin in front of me, anyway there was this thing here that I loved persimmons but I was afraid of getting dirty because when I was a child, children didn't have to get dirty, they had to play without getting dirty and above all when they ate had to always be neat and clean.I grew up a bit with this trauma, so when I became a mother I promised myself that my son could get as dirty as he wanted and that I would never tell him "No, don't do that because you'll get dirty", because I didn't want him to relive the trauma, which are small traumas, that is, to an...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il vero grande tabù della società italiana è quello che impedisce a bambine e bambini di saltare nelle pozzanghere e di giocare con il fango. Non sia mai che (orrore!) si sporchino il vestitino!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando ero piccola attend</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 420 Singhiozzo (hic!)</title>
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        <![CDATA[Per fortuna il singhiozzo non è contagioso come lo sbadiglio altrimenti questo episodio dei miei tre minuti grezzi avrebbe creato un'epidemia di gente col singhiozzo!<br><br><b>LINK</b>:<br>La pagina dello Smithsonian con la storia del povero Charles Osborne <a href="https://www.smithsonianmag.com/history/the-curious-case-of-charles-osborne-who-hiccuped-for-68-years-straight-180980232/" rel="noreferrer noopener">https://www.smithsonianmag.com/history/the-curious-case-of-charles-osborne-who-hiccuped-for-68-years-straight-180980232/</a><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Ecco, se questo non fosse un podcast di 3 minuti improvvisato ogni giorno davanti al microfono, adesso avrei iniziato questa puntata dei miei 3 minuti grezzi così 'hic! hic!'. Ecco, vedete, non è semplice far finta di avere il singhiozzo, così come non è semplice farselo passare se il singhiozzo viene. Oggi, sì, parliamo di singhiozzo.<br><br>Allora, anzitutto, se andate su internet troverete un sacco di consigli su come farvelo passare. Vi dico già che la maggior parte di questi, di questi metodi, non funziona. Quelli più conosciuti sono bere un bicchiere d'acqua mentre si chiudo un orecchio, il destro, il sinistro dipende dal sito che guardate, altri poi consigliano di mettere una lama fredda sotto la lingua (fate attenzione a non tagliarvi), altri dicono chiudere gli occhi e massaggiare le palpebre, comunque, ripeto, nessuno di questi metodi funziona.<br><br>Cos'è il singhiozzo? Ho cercato di andare a fondo. Detto in termini incredibilmente ignoranti, io non ne so niente di medicina, si tratta di qualcosa che succede al nervo che dal diaframma porta al cervello. Il singhiozzo viene perché ci sono diverse cause, quando si mangia troppo velocemente, o può essere anche una cosa nervosa, quando si beve alcol, oppure bevande gassate e il singhiozzo riguarda noi tutti esseri umani, la maggior parte dei mammiferi, ma è molto più frequente nei bambini, e addirittura anche anche prima che noi nasciamo dentro la pancia di mamma, gli ultrasuoni fanno vedere il feto che sta con il singhiozzo, singhiozzo, che tra l'altro il nome tecnico, il termine medico è il singulto.<br><br>Perché però noi esseri umani abbiamo il singhiozzo? Anche qua mi sono divertita ad andare a cercare un po' di spiegazioni, sono, sono due le teorie che vanno per la maggiore. Una è che visto che l'impulso nervoso deve compiere una grande distanza per arrivare al cervello, allora c'è questo spasmo, questo colpettino che si dà in caso ci siano dei blocchi per strada o qualcosa del genere.<br><br>La seconda teoria, che mi sembra molto più interessante, è che sia una cosa che viene dall'evoluzione, perché noi un tempo avevamo le branchie, quando eravamo in acqua, e quindi il singhiozzo servirebbe, sarebbe servito all'epoca a controllare le branchie per farle aprire e chiudere.<br>E termino con una cosa che ho trovato sul <b><a href="https://www.smithsonianmag.com/history/the-curious-case-of-charles-osborne-who-hiccuped-for-68-years-straight-180980232/" rel="noreferrer noopener">sito dello Smithsonian</a></b>, quindi attendibile, la persona che ha avuto il singhiozzo per più tempo e' questo povero Charles Osborn che ce l'ha avuto per 68 anni, dal 1922 al 1990, e a questo poveraccio gli è passato e poi un anno dopo è morto. Però voi non vi preoccupate perché di solito il singhiozzo passa da solo un bel bicchiere d'acqua, rilassatevi un po' di ginnastica e vedrete che vi passa.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Well, if this weren't a 3 minute podcast improvised every day in front of the microphone, now I would have started this episode of my raw 3 minutes so 'hic! hic!'. Well, you see, it's not easy to pretend to have the hiccups, just as it's not easy to get over it if the hiccups come.<br><br>Today, yes, let's talk about hiccups. So, first of all, if you go on the internet you will find a lot of advice on how to get over it. I already tell you that most of these, these methods, do not work. The best known ones are to drink a glass of water while closing one ear, the right, the left depends on the site you look at, others then recommend putting a cold blade under the tongue (be careful not to cut yourself), others say closing the eyes and massaging the eyelids, however, again, none of these methods work.<br><br>What is hiccups? I tried to get to the bottom of it. Put in incredibly ignorant terms, I don't know anything about medicine, it's something that happens to the nerve that leads from the diaphragm to the brain. Hiccups occur because of several reasons, when you eat too fast, or it can also be a nervous thing, when you drink alcohol, or carbonated drinks and hiccups affect us all human beings, most mammals, but it is much more frequent in children, and even even before we are born inside the mother's belly, ultrasounds show the fetus with the hiccups, and by the way, the technical name, the medical term is 'singultus'.<br><br>But why do we human beings have the hiccups? Here too I had fun going to look for some explanations, there are, there are two theories that are the most popular. One is that since the nerve impulse has to travel a great distance to get to the brain, then there's this spasm, this tapping that you give in case there's some blockages in the road or something like that.<br><br>The second theory, which seems much more interesting to me, is that it is something that comes from evolution, because we once had gills, when we were in the water, and so the hiccups would have served, would have served at the time to control the gills to make them open and close.<br><br>And I end with something that I found on the <b><a href="https://www.smithsonianmag.com/history/the-curious-case-of-charles-osborne-who-hiccuped-for-68-years-straight-180980232/" rel="noreferrer noopener">Smithsonian website</a></b>, therefore reliable, the person who has had the hiccups for the longest time is this poor Charles Osborn who had it for 68 years, from 1922 to 1990, and this poor fellow stopped having the hiccups and then a year later he died. But don't worry because hiccups usually go away on their own with a nice glass of water, relax with some exercise and you'll see how it goes away.]]>
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        <![CDATA[Per fortuna il singhiozzo non è contagioso come lo sbadiglio altrimenti questo episodio dei miei tre minuti grezzi avrebbe creato un'epidemia di gente col singhiozzo!<br><br><b>LINK</b>:<br>La pagina dello Smithsonian con la storia del povero Charles Osborne <a href="https://www.smithsonianmag.com/history/the-curious-case-of-charles-osborne-who-hiccuped-for-68-years-straight-180980232/" rel="noreferrer noopener">https://www.smithsonianmag.com/history/the-curious-case-of-charles-osborne-who-hiccuped-for-68-years-straight-180980232/</a><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Ecco, se questo non fosse un podcast di 3 minuti improvvisato ogni giorno davanti al microfono, adesso avrei iniziato questa puntata dei miei 3 minuti grezzi così 'hic! hic!'. Ecco, vedete, non è semplice far finta di avere il singhiozzo, così come non è semplice farselo passare se il singhiozzo viene. Oggi, sì, parliamo di singhiozzo.<br><br>Allora, anzitutto, se andate su internet troverete un sacco di consigli su come farvelo passare. Vi dico già che la maggior parte di questi, di questi metodi, non funziona. Quelli più conosciuti sono bere un bicchiere d'acqua mentre si chiudo un orecchio, il destro, il sinistro dipende dal sito che guardate, altri poi consigliano di mettere una lama fredda sotto la lingua (fate attenzione a non tagliarvi), altri dicono chiudere gli occhi e massaggiare le palpebre, comunque, ripeto, nessuno di questi metodi funziona.<br><br>Cos'è il singhiozzo? Ho cercato di andare a fondo. Detto in termini incredibilmente ignoranti, io non ne so niente di medicina, si tratta di qualcosa che succede al nervo che dal diaframma porta al cervello. Il singhiozzo viene perché ci sono diverse cause, quando si mangia troppo velocemente, o può essere anche una cosa nervosa, quando si beve alcol, oppure bevande gassate e il singhiozzo riguarda noi tutti esseri umani, la maggior parte dei mammiferi, ma è molto più frequente nei bambini, e addirittura anche anche prima che noi nasciamo dentro la pancia di mamma, gli ultrasuoni fanno vedere il feto che sta con il singhiozzo, singhiozzo, che tra l'altro il nome tecnico, il termine medico è il singulto.<br><br>Perché però noi esseri umani abbiamo il singhiozzo? Anche qua mi sono divertita ad andare a cercare un po' di spiegazioni, sono, sono due le teorie che vanno per la maggiore. Una è che visto che l'impulso nervoso deve compiere una grande distanza per arrivare al cervello, allora c'è questo spasmo, questo colpettino che si dà in caso ci siano dei blocchi per strada o qualcosa del genere.<br><br>La seconda teoria, che mi sembra molto più interessante, è che sia una cosa che viene dall'evoluzione, perché noi un tempo avevamo le branchie, quando eravamo in acqua, e quindi il singhiozzo servirebbe, sarebbe servito all'epoca a controllare le branchie per farle aprire e chiudere.<br>E termino con una cosa che ho trovato sul <b><a href="https://www.smithsonianmag.com/history/the-curious-case-of-charles-osborne-who-hiccuped-for-68-years-straight-180980232/" rel="noreferrer noopener">sito dello Smithsonian</a></b>, quindi attendibile, la persona che ha avuto il singhiozzo per più tempo e' questo povero Charles Osborn che ce l'ha avuto per 68 anni, dal 1922 al 1990, e a questo poveraccio gli è passato e poi un anno dopo è morto. Però voi non vi preoccupate perché di solito il singhiozzo passa da solo un bel bicchiere d'acqua, rilassatevi un po' di ginnastica e vedrete che vi passa.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Well, if this weren't a 3 minute podcast improvised every day in front of the microphone, now I would have started this episode of my raw 3 minutes so 'hic! hic!'. Well, you see, it's not easy to pretend to have the hiccups, just as it's not easy to get over it if the hiccups come.<br><br>Today, yes, let's talk about hiccups. So, first of all, if you go on the internet you will find a lot of advice on how to get over it. I already tell you that most of these, these methods, do not work. The best known ones are to drink a glass of water while closing one ear, the right, the left depends on the site you look at, others then recommend putting a cold blade under the tongue (be careful not to cut yourself), others say closing the eyes and massaging the eyelids, however, again, none of these methods work.<br><br>What is hiccups? I tried to get to the bottom of it. Put in incredibly ignorant terms, I don't know anything about medicine, it's something that happens to the nerve that leads from the diaphragm to the brain. Hiccups occur because of several reasons, when you eat too fast, or it can also be a nervous thing, when you drink alcohol, or carbonated drinks and hiccups affect us all human beings, most mammals, but it is much more frequent in children, and even even before we are born inside the mother's belly, ultrasounds show the fetus with the hiccups, and by the way, the technical name, the medical term is 'singultus'.<br><br>But why do we human beings have the hiccups? Here too I had fun going to look for some explanations, there are, there are two theories that are the most popular. One is that since the nerve impulse has to travel a great distance to get to the brain, then there's this spasm, this tapping that you give in case there's some blockages in the road or something like that.<br><br>The second theory, which seems much more interesting to me, is that it is something that comes from evolution, because we once had gills, when we were in the water, and so the hiccups would have served, would have served at the time to control the gills to make them open and close.<br><br>And I end with something that I found on the <b><a href="https://www.smithsonianmag.com/history/the-curious-case-of-charles-osborne-who-hiccuped-for-68-years-straight-180980232/" rel="noreferrer noopener">Smithsonian website</a></b>, therefore reliable, the person who has had the hiccups for the longest time is this poor Charles Osborn who had it for 68 years, from 1922 to 1990, and this poor fellow stopped having the hiccups and then a year later he died. But don't worry because hiccups usually go away on their own with a nice glass of water, relax with some exercise and you'll see how it goes away.]]>
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      <pubDate>Fri, 24 Feb 2023 08:27:53 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 419 Elodie</title>
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      <description>
        <![CDATA[Ci sono persone magnetiche, che quando le vedi in una stanza vuoi fare di tutto per avvicinarti e conoscerle. Questo è quello che mi è capitato la prima volta che ho visto Elodie.<br><br><b>LINK</b>:<br><b>Il sito di Elodie</b> <a href="https://elodiesilberstein.wordpress.com" rel="noreferrer noopener">https://elodiesilberstein.wordpress.com</a><br><b>La monografia "Animality and Humanity in French Late Modern Representations of Black Femininity" </b> <a href="https://www.routledge.com/Animality-and-Humanity-in-French-Late-Modern-Representations-of-Black-Femininity/Silberstein/p/book/9781032135427" rel="noreferrer noopener">https://www.routledge.com/Animality-and-Humanity-in-French-Late-Modern-Representations-of-Black-Femininity/Silberstein/p/book/9781032135427</a><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br><br>Quando l'estate scorsa ho mandato un messaggio a Elodie non ci eravamo sentite da circa sei anni, da quando era andata via dall'Australia e in questi anni erano successe un sacco di cose, oltre al fatto che ero andata via dall'Australia, lei anche si era mossa, era andata a insegnare a New York, aveva poi cercato di tornare in Australia, ma era rimasta bloccata a New York durante il Covid, era andata in Spagna, insomma, erano successe diverse cose. Però quando ci siamo sentite con un messaggio e poi ci siamo viste in un collegamento, con zoom mi pare, era come se non ci fossimo mai lasciate. Abbiamo parlato ininterrottamente per 1 ora e mezza, ci siamo raccontate quello che avevamo fatto e c'era una grande gioia nel rivederci.<br><br>Elodie è una persona fantastica, una persona che ho incontrato, diciamo l'ultimo anno prima che partissi, lasciasse l'Australia, però dal primo momento che l'ho vista è subito scattata questa scintilla, volevo assolutamente sapere chi era questa donna bellissima, affascinante e interessante. Con Elodie ci siamo incontrate perché tutte e due facevamo parte del comitato consultivo delle donne di Darebin, che era il quartiere di Melbourne dove tutte e due abitavamo. Io all'epoca stavo preparando il materiale per presentare la domanda per fare un dottorato di ricerca, che poi non feci mai, mentre lei stava terminando il suo dottorato di ricerca. Subito attratta dalla sua personalità magnetica mi volli sedere a fianco a lei e cominciammo a parlare e non la smettemmo più, diventammo amiche e cominciammo a frequentarci anche fuori da questo comitato di donne di Darebin.<br><br>Elodie un'artista che ha un dottorato in arti visive e lei è specializzata nella rappresentazione della femminilità nell'arte visiva moderna. Ha appena pubblicato una monografia, vi dico il titolo perché solo il titolo mi fa impazzire, tradotto in italiano è 'Animalità e umanità nelle rappresentazioni francesi tardo moderne della femminilità nera'. Praticamente Elodie analizza come le donne, la femminilità, soprattutto delle donne che provenivano dall'Africa, o comunque avevano una diversità rispetto al mondo occidentale, come venivano rappresentate, come il modo in cui venivano rappresentate non faceva altro che perpetuare il razzismo, l'esclusione, come amplificava questi aspetti.<br><br>Insomma, perché ve ne sto parlando? Perché ho appena finito di lasciare un lunghissimo, anzi una serie di lunghissimi messaggi a Elodie per un progetto a cui stiamo lavorando insieme. Vi metterò tutte le note e i suoi contatti nelle note del programma e vi invito veramente a esplorare il lavoro di Elodie di perché è pura magia.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I texted Elodie last summer we hadn't heard from each other for about six years, since I left Australia and a lot of things had happened in those years, other than the fact that I'd left Australia, she too had moved, she had gone to teach in New York, she had then tried to return to Australia, but she had been stuck in New York during the Covid, she had gone to Spain, in short, several things had happened. But when we spoke with a message and then we saw each other in a connection, with zoom I think, it was as if we had never left each other. We talked uninterruptedly for 1 hour and a half, we told each other what we had done and there was great joy in seeing each other again.<br><br>Elodie is a fantastic person, a person I met, let's say the last year before I left Australia, but from the first moment I saw her this spark immediately clicked, I absolutely wanted to know who this beautiful woman was, fascinating and interesting. I met Elodie because we were both on the women's advisory board of Darebin, which was the Melbourne neighborhood where we both lived. At the time I was preparing the materials to apply for a PhD, which I never did, while she was finishing her PhD. Immediately attracted by her magnetic personality I wanted to sit next to her and we started talking and we never stopped, we became friends and we started seeing hanging out also outside the Darebin women's committee.<br><br>Elodie is an artist who has a PhD in visual arts and she specializes in the representation of femininity in modern visual art. She has just published a monograph, I tell you the title because the title alone drives me crazy, it is 'Animality and Humanity in French Late Modern Representations of Black Femininity'. Practically Elodie analyzes how women, femininity, especially women who came from Africa, or in any case appear different with respect to the Western world, how they were represented, how the way they were represented did nothing but perpetuate racism, exclusion, as it amplified these aspects.<br><br>So, why am I telling you about this? Because I just finished leaving a very long, indeed a series of very long messages to Elodie for a project we are working on together. I will put all the notes and her contacts in the program notes and really invite you to explore Elodie's work because it is pure magic.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Ci sono persone magnetiche, che quando le vedi in una stanza vuoi fare di tutto per avvicinarti e conoscerle. Questo è quello che mi è capitato la prima volta che ho visto Elodie.<br><br><b>LINK</b>:<br><b>Il sito di Elodie</b> <a href="https://elodiesilberstein.wordpress.com" rel="noreferrer noopener">https://elodiesilberstein.wordpress.com</a><br><b>La monografia "Animality and Humanity in French Late Modern Representations of Black Femininity" </b> <a href="https://www.routledge.com/Animality-and-Humanity-in-French-Late-Modern-Representations-of-Black-Femininity/Silberstein/p/book/9781032135427" rel="noreferrer noopener">https://www.routledge.com/Animality-and-Humanity-in-French-Late-Modern-Representations-of-Black-Femininity/Silberstein/p/book/9781032135427</a><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br><br>Quando l'estate scorsa ho mandato un messaggio a Elodie non ci eravamo sentite da circa sei anni, da quando era andata via dall'Australia e in questi anni erano successe un sacco di cose, oltre al fatto che ero andata via dall'Australia, lei anche si era mossa, era andata a insegnare a New York, aveva poi cercato di tornare in Australia, ma era rimasta bloccata a New York durante il Covid, era andata in Spagna, insomma, erano successe diverse cose. Però quando ci siamo sentite con un messaggio e poi ci siamo viste in un collegamento, con zoom mi pare, era come se non ci fossimo mai lasciate. Abbiamo parlato ininterrottamente per 1 ora e mezza, ci siamo raccontate quello che avevamo fatto e c'era una grande gioia nel rivederci.<br><br>Elodie è una persona fantastica, una persona che ho incontrato, diciamo l'ultimo anno prima che partissi, lasciasse l'Australia, però dal primo momento che l'ho vista è subito scattata questa scintilla, volevo assolutamente sapere chi era questa donna bellissima, affascinante e interessante. Con Elodie ci siamo incontrate perché tutte e due facevamo parte del comitato consultivo delle donne di Darebin, che era il quartiere di Melbourne dove tutte e due abitavamo. Io all'epoca stavo preparando il materiale per presentare la domanda per fare un dottorato di ricerca, che poi non feci mai, mentre lei stava terminando il suo dottorato di ricerca. Subito attratta dalla sua personalità magnetica mi volli sedere a fianco a lei e cominciammo a parlare e non la smettemmo più, diventammo amiche e cominciammo a frequentarci anche fuori da questo comitato di donne di Darebin.<br><br>Elodie un'artista che ha un dottorato in arti visive e lei è specializzata nella rappresentazione della femminilità nell'arte visiva moderna. Ha appena pubblicato una monografia, vi dico il titolo perché solo il titolo mi fa impazzire, tradotto in italiano è 'Animalità e umanità nelle rappresentazioni francesi tardo moderne della femminilità nera'. Praticamente Elodie analizza come le donne, la femminilità, soprattutto delle donne che provenivano dall'Africa, o comunque avevano una diversità rispetto al mondo occidentale, come venivano rappresentate, come il modo in cui venivano rappresentate non faceva altro che perpetuare il razzismo, l'esclusione, come amplificava questi aspetti.<br><br>Insomma, perché ve ne sto parlando? Perché ho appena finito di lasciare un lunghissimo, anzi una serie di lunghissimi messaggi a Elodie per un progetto a cui stiamo lavorando insieme. Vi metterò tutte le note e i suoi contatti nelle note del programma e vi invito veramente a esplorare il lavoro di Elodie di perché è pura magia.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I texted Elodie last summer we hadn't heard from each other for about six years, since I left Australia and a lot of things had happened in those years, other than the fact that I'd left Australia, she too had moved, she had gone to teach in New York, she had then tried to return to Australia, but she had been stuck in New York during the Covid, she had gone to Spain, in short, several things had happened. But when we spoke with a message and then we saw each other in a connection, with zoom I think, it was as if we had never left each other. We talked uninterruptedly for 1 hour and a half, we told each other what we had done and there was great joy in seeing each other again.<br><br>Elodie is a fantastic person, a person I met, let's say the last year before I left Australia, but from the first moment I saw her this spark immediately clicked, I absolutely wanted to know who this beautiful woman was, fascinating and interesting. I met Elodie because we were both on the women's advisory board of Darebin, which was the Melbourne neighborhood where we both lived. At the time I was preparing the materials to apply for a PhD, which I never did, while she was finishing her PhD. Immediately attracted by her magnetic personality I wanted to sit next to her and we started talking and we never stopped, we became friends and we started seeing hanging out also outside the Darebin women's committee.<br><br>Elodie is an artist who has a PhD in visual arts and she specializes in the representation of femininity in modern visual art. She has just published a monograph, I tell you the title because the title alone drives me crazy, it is 'Animality and Humanity in French Late Modern Representations of Black Femininity'. Practically Elodie analyzes how women, femininity, especially women who came from Africa, or in any case appear different with respect to the Western world, how they were represented, how the way they were represented did nothing but perpetuate racism, exclusion, as it amplified these aspects.<br><br>So, why am I telling you about this? Because I just finished leaving a very long, indeed a series of very long messages to Elodie for a project we are working on together. I will put all the notes and her contacts in the program notes and really invite you to explore Elodie's work because it is pure magic.<br><br>]]>
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      <pubDate>Thu, 23 Feb 2023 07:54:54 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ci sono persone magnetiche, che quando le vedi in una stanza vuoi fare di tutto per avvicinarti e conoscerle. Questo è quello che mi è capitato la prima volta che ho visto Elodie.LINK:Il sito di Elodie https://elodiesilberstein.wordpress.comLa monografia "Animality and Humanity in French Late Modern Representations of Black Femininity"  https://www.routledge.com/Animality-and-Humanity-in-French-Late-Modern-Representations-of-Black-Femininity/Silberstein/p/book/9781032135427TRASCRIZIONE [ENG translation below]Quando l'estate scorsa ho mandato un messaggio a Elodie non ci eravamo sentite da circa sei anni, da quando era andata via dall'Australia e in questi anni erano successe un sacco di cose, oltre al fatto che ero andata via dall'Australia, lei anche si era mossa, era andata a insegnare a New York, aveva poi cercato di tornare in Australia, ma era rimasta bloccata a New York durante il Covid, era andata in Spagna, insomma, erano successe diverse cose. Però quando ci siamo sentite con un messaggio e poi ci siamo viste in un collegamento, con zoom mi pare, era come se non ci fossimo mai lasciate. Abbiamo parlato ininterrottamente per 1 ora e mezza, ci siamo raccontate quello che avevamo fatto e c'era una grande gioia nel rivederci.Elodie è una persona fantastica, una persona che ho incontrato, diciamo l'ultimo anno prima che partissi, lasciasse l'Australia, però dal primo momento che l'ho vista è subito scattata questa scintilla, volevo assolutamente sapere chi era questa donna bellissima, affascinante e interessante. Con Elodie ci siamo incontrate perché tutte e due facevamo parte del comitato consultivo delle donne di Darebin, che era il quartiere di Melbourne dove tutte e due abitavamo. Io all'epoca stavo preparando il materiale per presentare la domanda per fare un dottorato di ricerca, che poi non feci mai, mentre lei stava terminando il suo dottorato di ricerca. Subito attratta dalla sua personalità magnetica mi volli sedere a fianco a lei e cominciammo a parlare e non la smettemmo più, diventammo amiche e cominciammo a frequentarci anche fuori da questo comitato di donne di Darebin.Elodie un'artista che ha un dottorato in arti visive e lei è specializzata nella rappresentazione della femminilità nell'arte visiva moderna. Ha appena pubblicato una monografia, vi dico il titolo perché solo il titolo mi fa impazzire, tradotto in italiano è 'Animalità e umanità nelle rappresentazioni francesi tardo moderne della femminilità nera'. Praticamente Elodie analizza come le donne, la femminilità, soprattutto delle donne che provenivano dall'Africa, o comunque avevano una diversità rispetto al mondo occidentale, come venivano rappresentate, come il modo in cui venivano rappresentate non faceva altro che perpetuare il razzismo, l'esclusione, come amplificava questi aspetti.Insomma, perché ve ne sto parlando? Perché ho appena finito di lasciare un lunghissimo, anzi una serie di lunghissimi messaggi a Elodie per un progetto a cui stiamo lavorando insieme. Vi metterò tutte le note e i suoi contatti nelle note del programma e vi invito veramente a esplorare il lavoro di Elodie di perché è pura magia.TRANSLATIONWhen I texted Elodie last summer we hadn't heard from each other for about six years, since I left Australia and a lot of things had happened in those years, other than the fact that I'd left Australia, she too had moved, she had gone to teach in New York, she had then tried to return to Australia, but she had been stuck in New York during the Covid, she had gone to Spain, in short, several...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ci sono persone magnetiche, che quando le vedi in una stanza vuoi fare di tutto per avvicinarti e conoscerle. Questo è quello che mi è capitato la prima volta che ho visto Elodie.LINK:Il sito di Elodie https://elodiesilberstein.wordpress.comLa monografia </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 418 Copiare a scuola</title>
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        <![CDATA[Le nuove tecnologie fanno sempre paura. Quello a cui non si pensa è che anche gli strumenti che noi oggi diamo per scontati (anzi, per scontatissimi!) un tempo erano visti come strumenti per la diffusione di ignoranza e di falsità. Prendiamo la scrittura, ad esempio.<br><br>LINK: <br><b>Socrate e la scrittura</b> https://www.filosofemme.it/2018/11/23/il-mito-di-theuth/<br><b>Chat Gtp</b> https://chat.openai.com <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Queste nuove tecnologie stanno rovinando i giovani, impediscono ai giovani di imparare, di riflettere, di usare la loro mente. E infatti con queste nuove tecnologie i giovani ripetono semplicemente senza capire quello che viene detto. Non solo, ma poi le nuove tecnologie contribuiscono anche a diffondere idee false, idee nocive per la società che poi vengono utilizzate per manipolare l'opinione pubblica.<br><br>Questo <b>non è sicuramente il mio pensiero</b> è il pensiero di un famoso filosofo che si lamenta per le nuove tecnologie, e non è un filosofo contemporaneo, ma è Socrate, un filosofo che è vissuto nel V secolo avanti Cristo.<br><br>Perché vi ho raccontato queste cose? Per dimostrare come tutte le tecnologie nuove, che a noi sembrano nuove, nel futuro saranno vecchie tecnologie. Infatti <b><a href="https://www.filosofemme.it/2018/11/23/il-mito-di-theuth/" rel="noreferrer noopener">la tecnologia della quale si lamentava Socrate era la scrittura</a></b>. Socrate diceva ora che c'è la scrittura, gli studenti non dovranno più imparare niente a memoria, ma avranno tutto pronto, basterà solo leggere, troppo comodo così.<br><br>Queste stesse accuse vengono rivolte di volta in volta alle nuove tecnologie che aiuterebbero gli studenti soprattutto a copiare in classe, perché questa sembra essere l'unica preoccupazione degli adulti, che gli studenti poi possano copiare in classe.<br><br>Nel mirino delle accuse ultimamente, se non avete vissuto su Marte negli ultimi mesi, avrete sicuramente sentito parlare dell'intelligenza artificiale generativa <b><a href="https://chat.openai.com/" rel="noreferrer noopener">Chat GTP</a></b>, che è un nuovo tipo di intelligenza artificiale che, a differenza delle altre disponibili fino a poco tempo fa, può fare affidamento su una quantità di dati immensa e quindi può creare delle frasi molto più complesse, anche che rispecchiano molto di più il modo di ragionare di noi umani.<br><br>Però, ripeto, è sempre una questione di punti di vista e di prospettiva, perché noi tutti usiamo degli elementi di intelligenza artificiale che però ci siamo così abituati che neanche pensiamo che siano intelligenza artificiale. Pensate un po' quando andate a cercare qualcosa su Google ormai non bisogna più scrivere tutta la frase, ma Google completa le frasi che noi scriviamo, noi scriviamo qual è la cosa più... booom! e ci mette due, tre, quattro, cinque cose tra quelle più ricercate. Lo stesso correttore di ortografia, lo spell checker, è una cosa che ormai viene usato da tutti automaticamente quando si usa qualsiasi documento Word.<br><br>Quindi, mettiamo le cose in prospettiva, le tecnologie nuove faranno sempre paura, bisogna trovare nuovi modi per utilizzarle. Chiaro che se continuano a chiedere data di nascita e di morte di Garibaldi tutti potranno copiare tranquillamente. Sforziamoci un po' di più.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>These new technologies are ruining young people, preventing young people from learning, from reflecting, from using their mind. And in fact with these new technologies young people simply repeat without understanding what is being said. Not only that, but new technologies also contribute to spreading false ideas, ideas harmful to society which are then used to manipulate public opinion.<br><br>This is <b>definitely not my opinion</b>, it is the opinion of a famous philosopher who complains about new technologies, and it is not a contemporary philosopher, but it is Socrates, a philosopher who lived in the fifth century BCE. Why am I telling you these things? To demonstrate how all new technologies, which seem new to us, will be old technologies in the future.<br><br>In fact, the technology <b><a href="https://newlearningonline.com/literacies/chapter-1/socrates-on-the-forgetfulness-that-comes-with-writing" rel="noreferrer noopener">Socrates complained about was writing</a></b>. Socrates thought that with writing students will no longer have to memorize anything, but they will have everything ready, it will be enough just to read, which is too convenient.<br><br>These same accusations are made from time to time to new technologies that - above all - would help students cheating in class, because this seems to be the only concern of adults, that students can then cheat in class.<br><br>In the crosshairs of allegations lately, if you haven't lived on Mars in recent months, you've surely heard of the <b><a href="https://chat.openai.com" rel="noreferrer noopener">Chat GTP </a></b>generative artificial intelligence, which is a new type of artificial intelligence that, unlike the others available until recently, can relying on an immense amount of data and therefore can create much more complex sentences, which reflect more closely the way we humans think.<br><br>However, as I said, it is always a question of points of view and perspective, because we all use elements of artificial intelligence which, we are so used to have that we don't even think of them as artificial intelligence. Think about when you go looking for something on Google, you no longer need to write the whole sentence, but Google completes the sentences we write, we write 'what is the most...' and booom! and it puts in two, three, four, five things among the most often searched. The same spell checker, is something that is now used by everyone automatically when using any Word document. So, let's put things into perspective, new technologies will always be scary, you have to find new ways to use them. Of course, if they continue to ask for Garibaldi's date of birth and death, everyone will be able to cheat easily. Let's try a little harder.]]>
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        <![CDATA[Le nuove tecnologie fanno sempre paura. Quello a cui non si pensa è che anche gli strumenti che noi oggi diamo per scontati (anzi, per scontatissimi!) un tempo erano visti come strumenti per la diffusione di ignoranza e di falsità. Prendiamo la scrittura, ad esempio.<br><br>LINK: <br><b>Socrate e la scrittura</b> https://www.filosofemme.it/2018/11/23/il-mito-di-theuth/<br><b>Chat Gtp</b> https://chat.openai.com <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br>Queste nuove tecnologie stanno rovinando i giovani, impediscono ai giovani di imparare, di riflettere, di usare la loro mente. E infatti con queste nuove tecnologie i giovani ripetono semplicemente senza capire quello che viene detto. Non solo, ma poi le nuove tecnologie contribuiscono anche a diffondere idee false, idee nocive per la società che poi vengono utilizzate per manipolare l'opinione pubblica.<br><br>Questo <b>non è sicuramente il mio pensiero</b> è il pensiero di un famoso filosofo che si lamenta per le nuove tecnologie, e non è un filosofo contemporaneo, ma è Socrate, un filosofo che è vissuto nel V secolo avanti Cristo.<br><br>Perché vi ho raccontato queste cose? Per dimostrare come tutte le tecnologie nuove, che a noi sembrano nuove, nel futuro saranno vecchie tecnologie. Infatti <b><a href="https://www.filosofemme.it/2018/11/23/il-mito-di-theuth/" rel="noreferrer noopener">la tecnologia della quale si lamentava Socrate era la scrittura</a></b>. Socrate diceva ora che c'è la scrittura, gli studenti non dovranno più imparare niente a memoria, ma avranno tutto pronto, basterà solo leggere, troppo comodo così.<br><br>Queste stesse accuse vengono rivolte di volta in volta alle nuove tecnologie che aiuterebbero gli studenti soprattutto a copiare in classe, perché questa sembra essere l'unica preoccupazione degli adulti, che gli studenti poi possano copiare in classe.<br><br>Nel mirino delle accuse ultimamente, se non avete vissuto su Marte negli ultimi mesi, avrete sicuramente sentito parlare dell'intelligenza artificiale generativa <b><a href="https://chat.openai.com/" rel="noreferrer noopener">Chat GTP</a></b>, che è un nuovo tipo di intelligenza artificiale che, a differenza delle altre disponibili fino a poco tempo fa, può fare affidamento su una quantità di dati immensa e quindi può creare delle frasi molto più complesse, anche che rispecchiano molto di più il modo di ragionare di noi umani.<br><br>Però, ripeto, è sempre una questione di punti di vista e di prospettiva, perché noi tutti usiamo degli elementi di intelligenza artificiale che però ci siamo così abituati che neanche pensiamo che siano intelligenza artificiale. Pensate un po' quando andate a cercare qualcosa su Google ormai non bisogna più scrivere tutta la frase, ma Google completa le frasi che noi scriviamo, noi scriviamo qual è la cosa più... booom! e ci mette due, tre, quattro, cinque cose tra quelle più ricercate. Lo stesso correttore di ortografia, lo spell checker, è una cosa che ormai viene usato da tutti automaticamente quando si usa qualsiasi documento Word.<br><br>Quindi, mettiamo le cose in prospettiva, le tecnologie nuove faranno sempre paura, bisogna trovare nuovi modi per utilizzarle. Chiaro che se continuano a chiedere data di nascita e di morte di Garibaldi tutti potranno copiare tranquillamente. Sforziamoci un po' di più.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>These new technologies are ruining young people, preventing young people from learning, from reflecting, from using their mind. And in fact with these new technologies young people simply repeat without understanding what is being said. Not only that, but new technologies also contribute to spreading false ideas, ideas harmful to society which are then used to manipulate public opinion.<br><br>This is <b>definitely not my opinion</b>, it is the opinion of a famous philosopher who complains about new technologies, and it is not a contemporary philosopher, but it is Socrates, a philosopher who lived in the fifth century BCE. Why am I telling you these things? To demonstrate how all new technologies, which seem new to us, will be old technologies in the future.<br><br>In fact, the technology <b><a href="https://newlearningonline.com/literacies/chapter-1/socrates-on-the-forgetfulness-that-comes-with-writing" rel="noreferrer noopener">Socrates complained about was writing</a></b>. Socrates thought that with writing students will no longer have to memorize anything, but they will have everything ready, it will be enough just to read, which is too convenient.<br><br>These same accusations are made from time to time to new technologies that - above all - would help students cheating in class, because this seems to be the only concern of adults, that students can then cheat in class.<br><br>In the crosshairs of allegations lately, if you haven't lived on Mars in recent months, you've surely heard of the <b><a href="https://chat.openai.com" rel="noreferrer noopener">Chat GTP </a></b>generative artificial intelligence, which is a new type of artificial intelligence that, unlike the others available until recently, can relying on an immense amount of data and therefore can create much more complex sentences, which reflect more closely the way we humans think.<br><br>However, as I said, it is always a question of points of view and perspective, because we all use elements of artificial intelligence which, we are so used to have that we don't even think of them as artificial intelligence. Think about when you go looking for something on Google, you no longer need to write the whole sentence, but Google completes the sentences we write, we write 'what is the most...' and booom! and it puts in two, three, four, five things among the most often searched. The same spell checker, is something that is now used by everyone automatically when using any Word document. So, let's put things into perspective, new technologies will always be scary, you have to find new ways to use them. Of course, if they continue to ask for Garibaldi's date of birth and death, everyone will be able to cheat easily. Let's try a little harder.]]>
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      <pubDate>Wed, 22 Feb 2023 07:02:01 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Le nuove tecnologie fanno sempre paura. Quello a cui non si pensa è che anche gli strumenti che noi oggi diamo per scontati (anzi, per scontatissimi!) un tempo erano visti come strumenti per la diffusione di ignoranza e di falsità. Prendiamo la scrittura, ad esempio.LINK: Socrate e la scrittura https://www.filosofemme.it/2018/11/23/il-mito-di-theuth/Chat Gtp https://chat.openai.com TRASCRIZIONE [ENG translation below]Queste nuove tecnologie stanno rovinando i giovani, impediscono ai giovani di imparare, di riflettere, di usare la loro mente. E infatti con queste nuove tecnologie i giovani ripetono semplicemente senza capire quello che viene detto. Non solo, ma poi le nuove tecnologie contribuiscono anche a diffondere idee false, idee nocive per la società che poi vengono utilizzate per manipolare l'opinione pubblica.Questo non è sicuramente il mio pensiero è il pensiero di un famoso filosofo che si lamenta per le nuove tecnologie, e non è un filosofo contemporaneo, ma è Socrate, un filosofo che è vissuto nel V secolo avanti Cristo.Perché vi ho raccontato queste cose? Per dimostrare come tutte le tecnologie nuove, che a noi sembrano nuove, nel futuro saranno vecchie tecnologie. Infatti la tecnologia della quale si lamentava Socrate era la scrittura. Socrate diceva ora che c'è la scrittura, gli studenti non dovranno più imparare niente a memoria, ma avranno tutto pronto, basterà solo leggere, troppo comodo così.Queste stesse accuse vengono rivolte di volta in volta alle nuove tecnologie che aiuterebbero gli studenti soprattutto a copiare in classe, perché questa sembra essere l'unica preoccupazione degli adulti, che gli studenti poi possano copiare in classe.Nel mirino delle accuse ultimamente, se non avete vissuto su Marte negli ultimi mesi, avrete sicuramente sentito parlare dell'intelligenza artificiale generativa Chat GTP, che è un nuovo tipo di intelligenza artificiale che, a differenza delle altre disponibili fino a poco tempo fa, può fare affidamento su una quantità di dati immensa e quindi può creare delle frasi molto più complesse, anche che rispecchiano molto di più il modo di ragionare di noi umani.Però, ripeto, è sempre una questione di punti di vista e di prospettiva, perché noi tutti usiamo degli elementi di intelligenza artificiale che però ci siamo così abituati che neanche pensiamo che siano intelligenza artificiale. Pensate un po' quando andate a cercare qualcosa su Google ormai non bisogna più scrivere tutta la frase, ma Google completa le frasi che noi scriviamo, noi scriviamo qual è la cosa più... booom! e ci mette due, tre, quattro, cinque cose tra quelle più ricercate. Lo stesso correttore di ortografia, lo spell checker, è una cosa che ormai viene usato da tutti automaticamente quando si usa qualsiasi documento Word.Quindi, mettiamo le cose in prospettiva, le tecnologie nuove faranno sempre paura, bisogna trovare nuovi modi per utilizzarle. Chiaro che se continuano a chiedere data di nascita e di morte di Garibaldi tutti potranno copiare tranquillamente. Sforziamoci un po' di più.TRANSLATIONThese new technologies are ruining young people, preventing young people from learning, from reflecting, from using their mind. And in fact with these new technologies young people simply repeat without understanding what is being said. Not only that, but new technologies also contribute to spreading false ideas, ideas harmful to society which are then used to manipulate public opinion.This is definitely not my opinion, it is the opinion of a famous philosopher who complains about new technologies, and it is not a...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Le nuove tecnologie fanno sempre paura. Quello a cui non si pensa è che anche gli strumenti che noi oggi diamo per scontati (anzi, per scontatissimi!) un tempo erano visti come strumenti per la diffusione di ignoranza e di falsità. Prendiamo la scrittura,</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 417 Due cose giapponesi</title>
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        <![CDATA[Affascinata dalla cultura giapponese e incapace di resistere al fascino dell'inutile, ho trovato due oggetti che hanno attirato la mia curiosità, per motivi diversi: uno è uno yukata per persone con disabilità e l'altro è un set di auricolari a forma di tentacolo di polpo. Secondo me sono oggetti accomunati da qualcosa, devo solo scoprire cosa. <br><br><b>LINK</b> dell'episodio:<br><ul><li>Yukata Zero <a href="https://www.spoon-tamago.com/2020/05/27/yukata-zero/#more-48237" rel="noreferrer noopener">https://www.spoon-tamago.com/2020/05/27/yukata-zero/#more-48237</a></li><li>Le auricolari a forma di tentacolo <a href="https://www.spoon-tamago.com/2023/01/21/genki-sudo-tentacle-earbuds/" rel="noreferrer noopener">https://www.spoon-tamago.com/2023/01/21/genki-sudo-tentacle-earbuds/</a></li><li>L'artista Genki Hirano<a href="https://www.instagram.com/genki.hirano/" rel="noreferrer noopener"> https://www.instagram.com/genki.hirano/</a></li><li>L'episodio dei 3' grezzi dove racconto che sto imparando il giapponese <a href="https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-19-studiare-il-giapponese" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-19-studiare-il-giapponese </a></li></ul><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Oggi voglio parlarvi di due cose giapponesi che ho trovato sul mio sito di spaccio di cose giapponesi. Sono un po' fissata con la cultura giapponese, avevo anche iniziato a imparare il giapponese<b> <a href="https://www.spreaker.com/episode/43060080" rel="noreferrer noopener">[ne ho parlato in questo episodio]</a></b>, ho iniziato prima con delle app gratuite, poi avevo comprato delle app più serie e durante la pandemia, anziché mettermi a panificare come ha fatto un sacco di gente, mi sono messa a imparare il giapponese. Infatti sul frigo di casa ho ancora una lista coi numeri, i giorni della settimana. Sì, però poi ho smesso perché non sono più giovane come un tempo. Prima avevo più facilità ad imparare le lingue straniere, adesso non ho il tempo veramente da dedicare a imparare la lingua giapponese, anche perché non ho un motivo pressante per impararla se non la mia curiosità.<br><br>Però ho dei siti che leggo sempre di frequente per tenermi un po' al passo sulle cose giapponesi. Ci sono due cose che mi hanno colpito, che secondo me sono in qualche modo collegate, anche se non ho ancora capito come siano collegate. Allora la prima è una specie di kimono che si chiama yukata, un kimono estivo, quindi molto leggero e anche più semplice da portare e che si chiama "<a href="https://www.spoon-tamago.com/2020/05/27/yukata-zero/#more-48237" rel="noreferrer noopener"><b>yukata zero</b></a>" perché? È un kimono che vuole ridurre a zero il numero di persone che non possono usare questo kimono, quindi vuole essere inclusivo. Infatti è pensato espressamente per le persone che stanno su una sedia a rotelle che hanno naturalmente difficoltà a mettere un kimono che è un capo d'abbigliamento abbastanza complesso da indossare quindi cosa hanno fatto? Hanno diviso in due parti una parte, immaginate la parte di giù tipo gonna, e poi la parte di suo tipo casacca, quindi sicuramente molto più facile da indossare. E <b><a href="https://www.spoon-tamago.com/2020/05/27/yukata-zero/#more-48237" rel="noreferrer noopener">per chi fosse interessato</a></b>, interessata si aggira attorno ai 250€, che non è tantissimo perché un kimono tradizionale costa anche di più.<br><br>Il secondo oggetto giapponese di cui voglio parlare sono un paio di <b><a href="https://www.spoon-tamago.com/2023/01/21/genki-sudo-tentacle-earbuds/" rel="noreferrer noopener">cuffie auricolari a forma di tentacolo di polpo</a></b>. Immaginate il tentacolo del polo, circa cinque sei centimetri, che esce dall'orecchio. Sono stati realizzati da un un artista del vetro <b><a href="https://www.instagram.com/genki.hirano/" rel="noreferrer noopener">Genki Hirano</a></b> durante un festival di design lo scorso anno, a maggio del 2022, e solo le persone che hanno preso parte a questo festival hanno potuto acquistarle. Però hanno avuto così tanto successo c'era così tanta gente che le richiedeva che hanno deciso di riproporli, non più in vetro ma in plastica, e a quanto pare <b><a href="https://www.spoon-tamago.com/2023/01/21/genki-sudo-tentacle-earbuds/" rel="noreferrer noopener">si possono acquistare nei distributori automatici </a></b>in Giappone e costano 400 yen. Sono andato a controllare 400 yen sono nemmeno 3€. E adesso io cerco disperatamente qualcuno che dal Giappone me le compri. Vi prego, vi mando i soldi, vi mando quello che volete, voglio gli auricolari a forma di tentacolo di polpo.<br><br><b>English translation</b><br>Today I want to tell you about two Japanese objects that I found on my website dealing in Japanese things. I'm a bit obsessed with Japanese culture, I had also started learning Japanese, I started with free apps first, then I bought more serious apps and during the pandemic, instead of baking bread like a lot of people did, I started learning Japanese. In fact, on the fridge at home I still have a list with the numbers, the days of the week.<br><br>Well, but then I stopped because I'm not as young as I used to be. Before, it was easier for me to learn foreign languages, now I don't really have the time to devote to learning Japanese, also because I don't have a pressing reason to learn it other than my curiosity. But I have sites that I always read frequently to keep up with everything Japanese.<br><br>There are two objects that struck me, which in my opinion are somehow connected, even if I still haven't figured out how they are connected. So the first is <b><a href="https://www.spoon-tamago.com/2020/05/27/yukata-zero/#more-48237" rel="noreferrer noopener">a kind of kimono called <i>yukata</i></a></b>, a summer kimono, therefore very light and also easier to wear, it's called "yukata zero" why? It's a kimono that wants to reduce the number of people who can't use this kimono to zero, so it wants to be inclusive. In fact it's meant specifically for people in wheelchairs who naturally have difficulty putting on a kimono which is quite a complex piece of clothing to wear so what did they do? They divided it into two parts, imagine one skirt-type part, and then an upper tunic-type part, so certainly much easier to wear. And <b><a href="https://www.spoon-tamago.com/2020/05/27/yukata-zero/#more-48237" rel="noreferrer noopener">for those interested</a></b>, it costs around €250, which isn't a lot because a traditional kimono costs even more.<br><br>The second Japanese item I want to talk about is a pair of <b><a href="https://www.spoon-tamago.com/2023/01/21/genki-sudo-tentacle-earbuds/" rel="noreferrer noopener">octopus tentacle-shaped earbuds</a></b>. Imagine the final part of an octopus tentacle, about five to six inches, coming out of your ear. They were made by a glass artist <b><a href="https://www.instagram.com/genki.hirano/" rel="noreferrer noopener">Genki Hirano</a></b> during a design festival last year in May 2022, and only people who took part in this festival were able to buy them. But they were so successful, there were so many people asking for them that they decided to re-propose them, no longer in glass but in plastic, and apparently you can buy them in vending machines in Japan and cost 400 yen. I went to check 400 yen is not even 3€. And now I'm desperately looking for someone in Japan to buy them for me. Please, I'm sending you the money, I'm sending you what you want, I want the octopus tentacle earbuds!]]>
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        <![CDATA[Affascinata dalla cultura giapponese e incapace di resistere al fascino dell'inutile, ho trovato due oggetti che hanno attirato la mia curiosità, per motivi diversi: uno è uno yukata per persone con disabilità e l'altro è un set di auricolari a forma di tentacolo di polpo. Secondo me sono oggetti accomunati da qualcosa, devo solo scoprire cosa. <br><br><b>LINK</b> dell'episodio:<br><ul><li>Yukata Zero <a href="https://www.spoon-tamago.com/2020/05/27/yukata-zero/#more-48237" rel="noreferrer noopener">https://www.spoon-tamago.com/2020/05/27/yukata-zero/#more-48237</a></li><li>Le auricolari a forma di tentacolo <a href="https://www.spoon-tamago.com/2023/01/21/genki-sudo-tentacle-earbuds/" rel="noreferrer noopener">https://www.spoon-tamago.com/2023/01/21/genki-sudo-tentacle-earbuds/</a></li><li>L'artista Genki Hirano<a href="https://www.instagram.com/genki.hirano/" rel="noreferrer noopener"> https://www.instagram.com/genki.hirano/</a></li><li>L'episodio dei 3' grezzi dove racconto che sto imparando il giapponese <a href="https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-19-studiare-il-giapponese" rel="noreferrer noopener">https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-19-studiare-il-giapponese </a></li></ul><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Oggi voglio parlarvi di due cose giapponesi che ho trovato sul mio sito di spaccio di cose giapponesi. Sono un po' fissata con la cultura giapponese, avevo anche iniziato a imparare il giapponese<b> <a href="https://www.spreaker.com/episode/43060080" rel="noreferrer noopener">[ne ho parlato in questo episodio]</a></b>, ho iniziato prima con delle app gratuite, poi avevo comprato delle app più serie e durante la pandemia, anziché mettermi a panificare come ha fatto un sacco di gente, mi sono messa a imparare il giapponese. Infatti sul frigo di casa ho ancora una lista coi numeri, i giorni della settimana. Sì, però poi ho smesso perché non sono più giovane come un tempo. Prima avevo più facilità ad imparare le lingue straniere, adesso non ho il tempo veramente da dedicare a imparare la lingua giapponese, anche perché non ho un motivo pressante per impararla se non la mia curiosità.<br><br>Però ho dei siti che leggo sempre di frequente per tenermi un po' al passo sulle cose giapponesi. Ci sono due cose che mi hanno colpito, che secondo me sono in qualche modo collegate, anche se non ho ancora capito come siano collegate. Allora la prima è una specie di kimono che si chiama yukata, un kimono estivo, quindi molto leggero e anche più semplice da portare e che si chiama "<a href="https://www.spoon-tamago.com/2020/05/27/yukata-zero/#more-48237" rel="noreferrer noopener"><b>yukata zero</b></a>" perché? È un kimono che vuole ridurre a zero il numero di persone che non possono usare questo kimono, quindi vuole essere inclusivo. Infatti è pensato espressamente per le persone che stanno su una sedia a rotelle che hanno naturalmente difficoltà a mettere un kimono che è un capo d'abbigliamento abbastanza complesso da indossare quindi cosa hanno fatto? Hanno diviso in due parti una parte, immaginate la parte di giù tipo gonna, e poi la parte di suo tipo casacca, quindi sicuramente molto più facile da indossare. E <b><a href="https://www.spoon-tamago.com/2020/05/27/yukata-zero/#more-48237" rel="noreferrer noopener">per chi fosse interessato</a></b>, interessata si aggira attorno ai 250€, che non è tantissimo perché un kimono tradizionale costa anche di più.<br><br>Il secondo oggetto giapponese di cui voglio parlare sono un paio di <b><a href="https://www.spoon-tamago.com/2023/01/21/genki-sudo-tentacle-earbuds/" rel="noreferrer noopener">cuffie auricolari a forma di tentacolo di polpo</a></b>. Immaginate il tentacolo del polo, circa cinque sei centimetri, che esce dall'orecchio. Sono stati realizzati da un un artista del vetro <b><a href="https://www.instagram.com/genki.hirano/" rel="noreferrer noopener">Genki Hirano</a></b> durante un festival di design lo scorso anno, a maggio del 2022, e solo le persone che hanno preso parte a questo festival hanno potuto acquistarle. Però hanno avuto così tanto successo c'era così tanta gente che le richiedeva che hanno deciso di riproporli, non più in vetro ma in plastica, e a quanto pare <b><a href="https://www.spoon-tamago.com/2023/01/21/genki-sudo-tentacle-earbuds/" rel="noreferrer noopener">si possono acquistare nei distributori automatici </a></b>in Giappone e costano 400 yen. Sono andato a controllare 400 yen sono nemmeno 3€. E adesso io cerco disperatamente qualcuno che dal Giappone me le compri. Vi prego, vi mando i soldi, vi mando quello che volete, voglio gli auricolari a forma di tentacolo di polpo.<br><br><b>English translation</b><br>Today I want to tell you about two Japanese objects that I found on my website dealing in Japanese things. I'm a bit obsessed with Japanese culture, I had also started learning Japanese, I started with free apps first, then I bought more serious apps and during the pandemic, instead of baking bread like a lot of people did, I started learning Japanese. In fact, on the fridge at home I still have a list with the numbers, the days of the week.<br><br>Well, but then I stopped because I'm not as young as I used to be. Before, it was easier for me to learn foreign languages, now I don't really have the time to devote to learning Japanese, also because I don't have a pressing reason to learn it other than my curiosity. But I have sites that I always read frequently to keep up with everything Japanese.<br><br>There are two objects that struck me, which in my opinion are somehow connected, even if I still haven't figured out how they are connected. So the first is <b><a href="https://www.spoon-tamago.com/2020/05/27/yukata-zero/#more-48237" rel="noreferrer noopener">a kind of kimono called <i>yukata</i></a></b>, a summer kimono, therefore very light and also easier to wear, it's called "yukata zero" why? It's a kimono that wants to reduce the number of people who can't use this kimono to zero, so it wants to be inclusive. In fact it's meant specifically for people in wheelchairs who naturally have difficulty putting on a kimono which is quite a complex piece of clothing to wear so what did they do? They divided it into two parts, imagine one skirt-type part, and then an upper tunic-type part, so certainly much easier to wear. And <b><a href="https://www.spoon-tamago.com/2020/05/27/yukata-zero/#more-48237" rel="noreferrer noopener">for those interested</a></b>, it costs around €250, which isn't a lot because a traditional kimono costs even more.<br><br>The second Japanese item I want to talk about is a pair of <b><a href="https://www.spoon-tamago.com/2023/01/21/genki-sudo-tentacle-earbuds/" rel="noreferrer noopener">octopus tentacle-shaped earbuds</a></b>. Imagine the final part of an octopus tentacle, about five to six inches, coming out of your ear. They were made by a glass artist <b><a href="https://www.instagram.com/genki.hirano/" rel="noreferrer noopener">Genki Hirano</a></b> during a design festival last year in May 2022, and only people who took part in this festival were able to buy them. But they were so successful, there were so many people asking for them that they decided to re-propose them, no longer in glass but in plastic, and apparently you can buy them in vending machines in Japan and cost 400 yen. I went to check 400 yen is not even 3€. And now I'm desperately looking for someone in Japan to buy them for me. Please, I'm sending you the money, I'm sending you what you want, I want the octopus tentacle earbuds!]]>
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      <pubDate>Tue, 21 Feb 2023 05:10:01 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 416 Promo! Trailer! Anteprima!</title>
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        <![CDATA[Entrare nell'atmosfera di in un film (o in un podcast, o di un libro) ancora prima che venga pubblicato. Le anteprime sono una porta magica piena di anticipazioni. Spesso disattese. E allora perché non lasciar perdere il prodotto finale e concentrarsi solo sulle anteprime?<br><br><b>LINK</b>: <a href="https://trailerparkpodcast.crd.co/" rel="noreferrer noopener">The Trailer Prk Podcast</a> <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Quando ero piccola, prima che esistesse internet, c'era un programma che facevano la televisione una volta la settimana e si chiamava "<b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=W9ik3SKoai8" rel="noreferrer noopener">Prima Visione</a></b>" ed era l'unico momento in cui si potevano vedere le anteprime dei film che poi sarebbero andate al cinema.<br><br>Era un programma che aspettavo sempre con grande anticipazione, perché mi dava la possibilità di vedere quelli che sarebbero stati i film. Non andavo spesso al cinema da bambina, se non al cinema parrocchiale, per cui per me era veramente aprire una finestra nel mondo dei grandi e vedere queste grandi produzioni del cinema, che spesso neanche arrivavano nella mia città di provincia.<br><br>Ora con internet siamo abituati ad andare a guardarci le anteprime dei film, anzi diciamo che adesso io evito di guardarle le anteprime dei film perché da un po' di tempo c'è questa abitudine che o ti fanno vedere tutte le scene clou, per cui ti raccontano praticamente i film, inclusi i colpi di scena, ti fanno vedere il funerale, sai che il personaggio è morto, oppure, e anche questo capita sempre più spesso, ti fanno vedere delle scene che poi non ci sono quando vai a vedere il film, questo succede soprattutto nei film di azione.<br><br>Ma perché vi sto parlando delle anteprime cinematografiche? Perché ho scoperto un podcast, e non parlo spesso di podcast in questo mio podcast (ah! ah, che meta!) ho scoperto questo podcast che è tutto basato sulle anteprime degli altri podcast, ed è molto carino, è molto meta, già dal titolo si chiama <i><a href="https://trailerparkpodcast.crd.co/" rel="noreferrer noopener"><b>Trailer Park: The Podcast Trailer Podcast</b></a></i>.<br><br>Ora devo un po' spiegare questo gioco di parole: 'trailer park' in inglese, trailer è appunto il modo in cui si indica l'anteprima, sia dei film che dei podcast, di tutto quanto. Però trailer è, se andate a cercarlo nel dizionario, è anche il nome inglese delle roulotte, e il 'trailer park' è il parco dove sono parcheggiate le roulotte, sono dei veri e propri villaggi dove la gente va a vivere, quindi questo 'trailer park' è un po' un gioco di parole tra il parco delle roulotte dove la gente vive e il posto dove si trovano le anteprime dei podcast.<br><br>Ma non sono anteprime qualsiasi, sono anteprime di podcast che ancora non esistono, cioè di qualcuno che, così come spesso si fa, fa l'anteprima, poi va in giro dagli investitori con l'anteprima e dice ecco questo il podcast che vorrei fare? Ascolta, mi dai i soldi per farlo? Mi supporti, mi dai un po' d'aiuto? E nell'anteprima di solito si mette un po' il ritmo, il modo, il linguaggio, quindi si ha un'idea di come sarà il podcast.<br><br>Insomma, una cosa molto meta che mi ha divertito stamattina e ora fare una scorpacciata di anteprime di podcast e magari boh mi metterò anch'io a fare qualche anteprima. Che ne dite?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I was little, before the internet existed, there was a show on TV once a week and it was called "Prima Visione" [first viewing] and it was the only time you could see previews of the films that would then go to the cinema.<br><br>It was a show that I always looked forward to with great anticipation, because it gave me the opportunity to see what movies were going to be like. I didn't go to the cinema often as a child, except to the parish cinema, so for me it truly opened a window into the world of adults and seeing these great cinema productions, which often didn't even arrive in my provincial town.<br><br>Now with the internet we are used to watching movie previews, or actually now I avoid watching movie previews because for some time there has been this habit that either they show you all the key scenes, so they practically tell you about the movies, including the twists and turns, they show you the funeral, you know that the character is dead, or, and this happens more and more often, they show you some scenes that aren't there when you go to see the movies, this happens especially in action movies.<br><br>But why am I telling you about movie premieres? Because I discovered a podcast, and I don't often talk about podcasts in this podcast of mine (ah! ah, very meta!) I discovered this podcast which is all based on the previews of other podcasts, and it's very cute, it's very meta, already from the title, it is called <i>Trailer Park: The Podcast Trailer Podcast</i>. Now I have to explain this pun a bit: 'trailer park' in English, trailer is precisely the way in which you indicate the preview, both of films and podcasts, of everything. But trailer is, if you look it up in the dictionary, it is also the English name for caravans, and the 'trailer park' is the park where the caravans are parked, they are real villages where people go to live, so this ' trailer park' is a bit of a pun between the trailer park where people live and the place where podcast previews are.<br><br>But they're not just any previews, they're previews of podcasts that don't exist yet, that is, of someone who, as is often done, does the preview, then goes around to the investors with the preview and says here's the podcast I'd like to do, have a listen, can you give me the money to produce this? Do you support me, can you give me some help? And in the preview you usually put a little bit of pace, manner, language, so you get an idea of what the podcast is going to be like.<br><br>In short, a very meta thing that amused me this morning and now I'm having a feast of podcast previews and maybe IDK I'll start doing some previews too. How about it?]]>
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        <![CDATA[Entrare nell'atmosfera di in un film (o in un podcast, o di un libro) ancora prima che venga pubblicato. Le anteprime sono una porta magica piena di anticipazioni. Spesso disattese. E allora perché non lasciar perdere il prodotto finale e concentrarsi solo sulle anteprime?<br><br><b>LINK</b>: <a href="https://trailerparkpodcast.crd.co/" rel="noreferrer noopener">The Trailer Prk Podcast</a> <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Quando ero piccola, prima che esistesse internet, c'era un programma che facevano la televisione una volta la settimana e si chiamava "<b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=W9ik3SKoai8" rel="noreferrer noopener">Prima Visione</a></b>" ed era l'unico momento in cui si potevano vedere le anteprime dei film che poi sarebbero andate al cinema.<br><br>Era un programma che aspettavo sempre con grande anticipazione, perché mi dava la possibilità di vedere quelli che sarebbero stati i film. Non andavo spesso al cinema da bambina, se non al cinema parrocchiale, per cui per me era veramente aprire una finestra nel mondo dei grandi e vedere queste grandi produzioni del cinema, che spesso neanche arrivavano nella mia città di provincia.<br><br>Ora con internet siamo abituati ad andare a guardarci le anteprime dei film, anzi diciamo che adesso io evito di guardarle le anteprime dei film perché da un po' di tempo c'è questa abitudine che o ti fanno vedere tutte le scene clou, per cui ti raccontano praticamente i film, inclusi i colpi di scena, ti fanno vedere il funerale, sai che il personaggio è morto, oppure, e anche questo capita sempre più spesso, ti fanno vedere delle scene che poi non ci sono quando vai a vedere il film, questo succede soprattutto nei film di azione.<br><br>Ma perché vi sto parlando delle anteprime cinematografiche? Perché ho scoperto un podcast, e non parlo spesso di podcast in questo mio podcast (ah! ah, che meta!) ho scoperto questo podcast che è tutto basato sulle anteprime degli altri podcast, ed è molto carino, è molto meta, già dal titolo si chiama <i><a href="https://trailerparkpodcast.crd.co/" rel="noreferrer noopener"><b>Trailer Park: The Podcast Trailer Podcast</b></a></i>.<br><br>Ora devo un po' spiegare questo gioco di parole: 'trailer park' in inglese, trailer è appunto il modo in cui si indica l'anteprima, sia dei film che dei podcast, di tutto quanto. Però trailer è, se andate a cercarlo nel dizionario, è anche il nome inglese delle roulotte, e il 'trailer park' è il parco dove sono parcheggiate le roulotte, sono dei veri e propri villaggi dove la gente va a vivere, quindi questo 'trailer park' è un po' un gioco di parole tra il parco delle roulotte dove la gente vive e il posto dove si trovano le anteprime dei podcast.<br><br>Ma non sono anteprime qualsiasi, sono anteprime di podcast che ancora non esistono, cioè di qualcuno che, così come spesso si fa, fa l'anteprima, poi va in giro dagli investitori con l'anteprima e dice ecco questo il podcast che vorrei fare? Ascolta, mi dai i soldi per farlo? Mi supporti, mi dai un po' d'aiuto? E nell'anteprima di solito si mette un po' il ritmo, il modo, il linguaggio, quindi si ha un'idea di come sarà il podcast.<br><br>Insomma, una cosa molto meta che mi ha divertito stamattina e ora fare una scorpacciata di anteprime di podcast e magari boh mi metterò anch'io a fare qualche anteprima. Che ne dite?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I was little, before the internet existed, there was a show on TV once a week and it was called "Prima Visione" [first viewing] and it was the only time you could see previews of the films that would then go to the cinema.<br><br>It was a show that I always looked forward to with great anticipation, because it gave me the opportunity to see what movies were going to be like. I didn't go to the cinema often as a child, except to the parish cinema, so for me it truly opened a window into the world of adults and seeing these great cinema productions, which often didn't even arrive in my provincial town.<br><br>Now with the internet we are used to watching movie previews, or actually now I avoid watching movie previews because for some time there has been this habit that either they show you all the key scenes, so they practically tell you about the movies, including the twists and turns, they show you the funeral, you know that the character is dead, or, and this happens more and more often, they show you some scenes that aren't there when you go to see the movies, this happens especially in action movies.<br><br>But why am I telling you about movie premieres? Because I discovered a podcast, and I don't often talk about podcasts in this podcast of mine (ah! ah, very meta!) I discovered this podcast which is all based on the previews of other podcasts, and it's very cute, it's very meta, already from the title, it is called <i>Trailer Park: The Podcast Trailer Podcast</i>. Now I have to explain this pun a bit: 'trailer park' in English, trailer is precisely the way in which you indicate the preview, both of films and podcasts, of everything. But trailer is, if you look it up in the dictionary, it is also the English name for caravans, and the 'trailer park' is the park where the caravans are parked, they are real villages where people go to live, so this ' trailer park' is a bit of a pun between the trailer park where people live and the place where podcast previews are.<br><br>But they're not just any previews, they're previews of podcasts that don't exist yet, that is, of someone who, as is often done, does the preview, then goes around to the investors with the preview and says here's the podcast I'd like to do, have a listen, can you give me the money to produce this? Do you support me, can you give me some help? And in the preview you usually put a little bit of pace, manner, language, so you get an idea of what the podcast is going to be like.<br><br>In short, a very meta thing that amused me this morning and now I'm having a feast of podcast previews and maybe IDK I'll start doing some previews too. How about it?]]>
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      <pubDate>Mon, 20 Feb 2023 06:25:12 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Entrare nell'atmosfera di in un film (o in un podcast, o di un libro) ancora prima che venga pubblicato. Le anteprime sono una porta magica piena di anticipazioni. Spesso disattese. E allora perché non lasciar perdere il prodotto finale e concentrarsi sol</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 415 Sumo femminile</title>
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        <![CDATA[Nel mondo del sumo Tuvsho, una 17enne della Mongoli, non accetta le regole e vuole diventare campionessa di questo sport che fino a poco tempo fa le donne non potevano nemmeno guardare.<br>Un mini documentario affascinante e ipnotico. E Tuvsho, faccio il tifo per te!<br><br><b>LINK</b>: <a href="https://vimeo.com/785634454?embedded=true&amp;source=vimeo_logo&amp;owner=5023294" rel="noreferrer noopener">I am Tuvsho</a> (documentario)<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br><br>Stamattina mi sono incantata a guardare un breve documentario che dura una decina di minuti, ma non sono riuscita ad andar via finchè non ho finito di guardarlo. È la storia di Tuvsho.<br><br>Tuvsho è una ragazzina di 17 anni che abita in Mongolia, a Ulaanbaatar, che è la capitale della Mongolia, e fin da quando era bambina Tuvsho aveva un sogno: diventare lottatrice di sumo professionista.<br><br>Ora, il sumo è una disciplina molto antica, giapponese legata anche alle tecniche shinti, alla religione, a tutto un immaginario uno sport, lo sport nazionale giapponese e va indietro quasi 2000 anni, è rigorosamente vietato alle donne.<br><br>Fino a non molto tempo fa le donne non lo potevano nemmeno guardare e si considerava impuro il dohyō, cioè il ring dove si combatte il sumo, se una donna l'avesse toccato se si fosse avvicinata, quindi c'era molta superstizione, ora ultimamente le donne possono guardare le partite di sumo e possono anche fare il sumo ma non a livello professionista.<br><br>Infatti se il mondo del sumo giapponese si è aperto anche ai lottatori che non sono giapponesi, infatti molti dei campioni di sumo non sono giapponesi, però questo tabù delle donne ancora non sono riusciti a superarlo.<br><br>Questo però non ha fermato questa ragazzina, quasi una donna, Tuvsho appunto, che vive in Mongolia, che da sempre ha sognato di fare la lottatrice di sumo.<br><br>E questo breve documentario è veramente ipnotico perché ha un sound design molto asciutto, anche i colori sono molto asciutti, le riprese non sono mai voyeuristiche, si ha proprio l'impressione di entrare nel mondo di questa ragazzina che viene mostrata nella sua città, nel posto dove vive, in questi locali per karaoke che però non hanno niente di scintillante, non hanno niente di glamour.<br><br>E poi si vede lei che combatte, anche il modo in cui lei combatte viene fatto vedere in modo molto particolare, molto stilizzato e in effetti non si vede mai lei che combatte però si vedono lunghi montaggi di Tuvsho so che si allena eccetera.<br><br>È molto bello, è un documentario, ripeto, che dura pochissimo, dura una decina di minuti - naturalmente vi metto il link nelle note del programma - però vale veramente la pena guardarlo perché è molto meditativo.<br><br>Poi Tuvsho ha una voce fantastica, qualcuno glielo dovrebbe dire, dovrebbe fare radio perché ha una voce così pazzesca, bella, profonda, calma e non sembra nemmeno che stia parlando al microfono.<br><br>Quindi ho iniziato la mia giornata con una serie di meditazione sul sumo ed è stato un bel modo di iniziare.<br><br><b>INFO SUL DOCUMENTARIO "I AM TUVSHO"</b> <br>Regia: George Thomson, Lukas Schrank<br>Prodotto da: Enkhtsag Damdinjav<br>Sito: <a href="http://www.visitorstudio.co.uk/" rel="noreferrer noopener">http://www.visitorstudio.co.uk/ </a><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>This morning I was enchanted by watching a short documentary that lasts about ten minutes, but I couldn't leave until I finished watching it. It is the story of Tuvsho.<br><br>Tuvsho is a 17-year-old girl who lives in Mongolia, in Ulaanbaatar, which is the capital of Mongolia, and ever since she was a child Tuvsho had a dream: to become a professional sumo wrestler.<br><br>Now, sumo is a very ancient Japanese discipline also linked to Shinti techniques, religion, a whole imaginary sport, the Japanese national sport and goes back almost 2000 years, it is strictly forbidden to women.<br><br>Until not long ago women couldn't even look at it and the dohyō, that is the sumo ring, was considered impure if a woman touched it if she approached it, so there was a lot of superstition, now lately women can watch sumo matches and they can also practice sumo but not at a professional level.<br><br>In fact, if the world of Japanese sumo has also opened up to wrestlers who are not Japanese, in fact many of the sumo champions are not Japanese, but this taboo of women has not yet been able to overcome it.<br><br>However, this did not stop this girl, almost a woman, Tuvsho, who lives in Mongolia, who has always dreamed of being a sumo wrestler.<br><br>And this short documentary is truly hypnotic because it has a very dry sound design, the colors are also very dry, the shots are never voyeuristic, one really has the impression of entering the world of this girl who is shown in her city, in the place where he lives, in these karaoke clubs that have nothing glittery about them, have nothing glamorous about them.<br><br>And then you see her fighting, even the way she fights is shown in a very particular way, very stylized and in fact you never see her fighting at such but you see long montages of Tuvsho while she trains and so on.<br><br>It's really beautiful, it's a documentary, I repeat, which lasts very little, it lasts about ten minutes - of course I'll put the link in the program notes - but it's worth watching because it's very meditative.<br><br>And Tuvsho has a great voice, someone should tell her, she should radio because she has such a crazy, beautiful, deep, calm voice and it doesn't even sound like she's talking into the microphone.<br><br>So I started my day with a series of sumo meditations and it was a great way to start.]]>
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        <![CDATA[Nel mondo del sumo Tuvsho, una 17enne della Mongoli, non accetta le regole e vuole diventare campionessa di questo sport che fino a poco tempo fa le donne non potevano nemmeno guardare.<br>Un mini documentario affascinante e ipnotico. E Tuvsho, faccio il tifo per te!<br><br><b>LINK</b>: <a href="https://vimeo.com/785634454?embedded=true&amp;source=vimeo_logo&amp;owner=5023294" rel="noreferrer noopener">I am Tuvsho</a> (documentario)<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br><br>Stamattina mi sono incantata a guardare un breve documentario che dura una decina di minuti, ma non sono riuscita ad andar via finchè non ho finito di guardarlo. È la storia di Tuvsho.<br><br>Tuvsho è una ragazzina di 17 anni che abita in Mongolia, a Ulaanbaatar, che è la capitale della Mongolia, e fin da quando era bambina Tuvsho aveva un sogno: diventare lottatrice di sumo professionista.<br><br>Ora, il sumo è una disciplina molto antica, giapponese legata anche alle tecniche shinti, alla religione, a tutto un immaginario uno sport, lo sport nazionale giapponese e va indietro quasi 2000 anni, è rigorosamente vietato alle donne.<br><br>Fino a non molto tempo fa le donne non lo potevano nemmeno guardare e si considerava impuro il dohyō, cioè il ring dove si combatte il sumo, se una donna l'avesse toccato se si fosse avvicinata, quindi c'era molta superstizione, ora ultimamente le donne possono guardare le partite di sumo e possono anche fare il sumo ma non a livello professionista.<br><br>Infatti se il mondo del sumo giapponese si è aperto anche ai lottatori che non sono giapponesi, infatti molti dei campioni di sumo non sono giapponesi, però questo tabù delle donne ancora non sono riusciti a superarlo.<br><br>Questo però non ha fermato questa ragazzina, quasi una donna, Tuvsho appunto, che vive in Mongolia, che da sempre ha sognato di fare la lottatrice di sumo.<br><br>E questo breve documentario è veramente ipnotico perché ha un sound design molto asciutto, anche i colori sono molto asciutti, le riprese non sono mai voyeuristiche, si ha proprio l'impressione di entrare nel mondo di questa ragazzina che viene mostrata nella sua città, nel posto dove vive, in questi locali per karaoke che però non hanno niente di scintillante, non hanno niente di glamour.<br><br>E poi si vede lei che combatte, anche il modo in cui lei combatte viene fatto vedere in modo molto particolare, molto stilizzato e in effetti non si vede mai lei che combatte però si vedono lunghi montaggi di Tuvsho so che si allena eccetera.<br><br>È molto bello, è un documentario, ripeto, che dura pochissimo, dura una decina di minuti - naturalmente vi metto il link nelle note del programma - però vale veramente la pena guardarlo perché è molto meditativo.<br><br>Poi Tuvsho ha una voce fantastica, qualcuno glielo dovrebbe dire, dovrebbe fare radio perché ha una voce così pazzesca, bella, profonda, calma e non sembra nemmeno che stia parlando al microfono.<br><br>Quindi ho iniziato la mia giornata con una serie di meditazione sul sumo ed è stato un bel modo di iniziare.<br><br><b>INFO SUL DOCUMENTARIO "I AM TUVSHO"</b> <br>Regia: George Thomson, Lukas Schrank<br>Prodotto da: Enkhtsag Damdinjav<br>Sito: <a href="http://www.visitorstudio.co.uk/" rel="noreferrer noopener">http://www.visitorstudio.co.uk/ </a><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>This morning I was enchanted by watching a short documentary that lasts about ten minutes, but I couldn't leave until I finished watching it. It is the story of Tuvsho.<br><br>Tuvsho is a 17-year-old girl who lives in Mongolia, in Ulaanbaatar, which is the capital of Mongolia, and ever since she was a child Tuvsho had a dream: to become a professional sumo wrestler.<br><br>Now, sumo is a very ancient Japanese discipline also linked to Shinti techniques, religion, a whole imaginary sport, the Japanese national sport and goes back almost 2000 years, it is strictly forbidden to women.<br><br>Until not long ago women couldn't even look at it and the dohyō, that is the sumo ring, was considered impure if a woman touched it if she approached it, so there was a lot of superstition, now lately women can watch sumo matches and they can also practice sumo but not at a professional level.<br><br>In fact, if the world of Japanese sumo has also opened up to wrestlers who are not Japanese, in fact many of the sumo champions are not Japanese, but this taboo of women has not yet been able to overcome it.<br><br>However, this did not stop this girl, almost a woman, Tuvsho, who lives in Mongolia, who has always dreamed of being a sumo wrestler.<br><br>And this short documentary is truly hypnotic because it has a very dry sound design, the colors are also very dry, the shots are never voyeuristic, one really has the impression of entering the world of this girl who is shown in her city, in the place where he lives, in these karaoke clubs that have nothing glittery about them, have nothing glamorous about them.<br><br>And then you see her fighting, even the way she fights is shown in a very particular way, very stylized and in fact you never see her fighting at such but you see long montages of Tuvsho while she trains and so on.<br><br>It's really beautiful, it's a documentary, I repeat, which lasts very little, it lasts about ten minutes - of course I'll put the link in the program notes - but it's worth watching because it's very meditative.<br><br>And Tuvsho has a great voice, someone should tell her, she should radio because she has such a crazy, beautiful, deep, calm voice and it doesn't even sound like she's talking into the microphone.<br><br>So I started my day with a series of sumo meditations and it was a great way to start.]]>
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      <pubDate>Sun, 19 Feb 2023 08:18:25 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Nel mondo del sumo Tuvsho, una 17enne della Mongoli, non accetta le regole e vuole diventare campionessa di questo sport che fino a poco tempo fa le donne non potevano nemmeno guardare.Un mini documentario affascinante e ipnotico. E Tuvsho, faccio il tifo per te!LINK: I am Tuvsho (documentario)TRASCRIZIONE [ENG translation below]Stamattina mi sono incantata a guardare un breve documentario che dura una decina di minuti, ma non sono riuscita ad andar via finchè non ho finito di guardarlo. È la storia di Tuvsho.Tuvsho è una ragazzina di 17 anni che abita in Mongolia, a Ulaanbaatar, che è la capitale della Mongolia, e fin da quando era bambina Tuvsho aveva un sogno: diventare lottatrice di sumo professionista.Ora, il sumo è una disciplina molto antica, giapponese legata anche alle tecniche shinti, alla religione, a tutto un immaginario uno sport, lo sport nazionale giapponese e va indietro quasi 2000 anni, è rigorosamente vietato alle donne.Fino a non molto tempo fa le donne non lo potevano nemmeno guardare e si considerava impuro il dohyō, cioè il ring dove si combatte il sumo, se una donna l'avesse toccato se si fosse avvicinata, quindi c'era molta superstizione, ora ultimamente le donne possono guardare le partite di sumo e possono anche fare il sumo ma non a livello professionista.Infatti se il mondo del sumo giapponese si è aperto anche ai lottatori che non sono giapponesi, infatti molti dei campioni di sumo non sono giapponesi, però questo tabù delle donne ancora non sono riusciti a superarlo.Questo però non ha fermato questa ragazzina, quasi una donna, Tuvsho appunto, che vive in Mongolia, che da sempre ha sognato di fare la lottatrice di sumo.E questo breve documentario è veramente ipnotico perché ha un sound design molto asciutto, anche i colori sono molto asciutti, le riprese non sono mai voyeuristiche, si ha proprio l'impressione di entrare nel mondo di questa ragazzina che viene mostrata nella sua città, nel posto dove vive, in questi locali per karaoke che però non hanno niente di scintillante, non hanno niente di glamour.E poi si vede lei che combatte, anche il modo in cui lei combatte viene fatto vedere in modo molto particolare, molto stilizzato e in effetti non si vede mai lei che combatte però si vedono lunghi montaggi di Tuvsho so che si allena eccetera.È molto bello, è un documentario, ripeto, che dura pochissimo, dura una decina di minuti - naturalmente vi metto il link nelle note del programma - però vale veramente la pena guardarlo perché è molto meditativo.Poi Tuvsho ha una voce fantastica, qualcuno glielo dovrebbe dire, dovrebbe fare radio perché ha una voce così pazzesca, bella, profonda, calma e non sembra nemmeno che stia parlando al microfono.Quindi ho iniziato la mia giornata con una serie di meditazione sul sumo ed è stato un bel modo di iniziare.INFO SUL DOCUMENTARIO "I AM TUVSHO" Regia: George Thomson, Lukas SchrankProdotto da: Enkhtsag DamdinjavSito: http://www.visitorstudio.co.uk/ TRANSLATIONThis morning I was enchanted by watching a short documentary that lasts about ten minutes, but I couldn't leave until I finished watching it. It is the story of Tuvsho.Tuvsho is a 17-year-old girl who lives in Mongolia, in Ulaanbaatar, which is the capital of Mongolia, and ever since she was a child Tuvsho had a dream: to become a professional sumo wrestler.Now, sumo is a very ancient Japanese discipline also linked to Shinti techniques, religion, a whole imaginary sport, the Japanese national sport and goes back...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Nel mondo del sumo Tuvsho, una 17enne della Mongoli, non accetta le regole e vuole diventare campionessa di questo sport che fino a poco tempo fa le donne non potevano nemmeno guardare.Un mini documentario affascinante e ipnotico. E Tuvsho, faccio il tifo</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 414 Scartando pacchetti</title>
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        <![CDATA[Perché ci piace così tanto vedere qualcuno che apre un pacchetto? L'arte dell'unboxing (e il vecchio cofanetto di caramelle Sperlari).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Quando ero piccola c'era un regalo che ogni tanto ricicciava ai compleanni ed era il famoso cofanetto di caramelle Sperlari. Era un cofanetto, tu lo aprivi e dentro c'erano le caramelle. E questi cofanetti venivano in decine, forse addirittura centinaia di diverse fogge. E la pubblicità del cofanetto di caramelle Sperlari è che quando arrivavi al compleanno ce l'avevi in mano e non lo incartavi, perché era così bello che non si doveva mai incartare. Infatti il cofanetto di caramelle Sperlari "non si incarta mai!",<br><br>E il cofanetto di caramelle Sperlari avrebbe qualche problema oggi con la moda sempre più dirompente e dilagante dello 'spacchettamento di cose impacchettate'. Forse vi è capitato di vederli su <i>YouTube</i> dove sono nati questi video, adesso spopolano su TikTok, e in inglese si chiamano <i>unboxing</i> scritto "un boxing", praticamente aprire la scatola. E in cosa consistono questi video che hanno l'hashtag che li riunisce con miliardi di contenuti pubblicati?<br><br>Spesso vengono fatti da quelli che vengono chiamati gli <i>influencer</i> che ricevono dei regali da parte di ditte, e loro si mettono davanti alla telecamera e li aprono, ma non come potremmo fare io e te, comuni mortali, prendi boom, apri, no! Anzitutto hanno tutte le telecamere sistemate nel modo giusto, così che il punto di vista di quello che vede è non davanti, ma come se fosse gli occhi della persona che scarta, e poi c'è tutta una procedura e questi questi video per qualche motivo hanno catturato l'attenzione del pubblico e sono belli da guardare, anche se poi non te ne frega niente perché non è che stai aprendo tu il regalo, però quando si guardano c'è questa sensazione di... Sì come se fossi tu ad aprire.<br><br>Sicuramente la curiosità per vedere come è l'oggetto che c'è dentro, ma poi oggidì dopo che la Apple ha fatto scuola con le sue scatole che si aprono in modo particolare e danno proprio un piacere ai sensi nell'aprirlo, sapete che la Apple aveva impiegato degli ingegneri perché creassero delle scatole che dovevano fare il giusto rumore? Se avete mai aperto una scatola Apple sapete di cosa sto parlando, quel 'wooosh'.<br><br>Comunque l'<i>unboxing</i>, lo scartamento dei pacchetti è un'attività incredibilmente di successo. Io ne ho guardato un paio, vabbè, erano di prodotti che mi interessavano, e c'è effettivamente questo senso di anticipazione, ma cosa sarà mai? Come verrà fuori? Eh... Vecchio cofanetto di caramelle Sperlari, mi dispiace ma a te l'<i>unboxing</i> non l'avrebbero mai potuto fare.<br><br><b>LINK</b> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=80nrkbzGGaY" rel="noreferrer noopener"></a><br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=80nrkbzGGaY" rel="noreferrer noopener">Pubblicità del cofanetto Sperlari</a><br><a href="https://www.70-80.it/anni-70-si-diffondono-in-tutte-le-case-i-cofanetti-sperlari-ma-il-regalo-erano-le-caramelle-o-la-scatola/" rel="noreferrer noopener">Articolo sui cofanetti Sperlari </a><br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I was a little girl there was a gift that occasionally came up at birthdays and it was the famous <i>Sperlari candy box</i>. It was a box, you opened it and inside there were candies. And these boxes came in dozens, maybe even hundreds of different shapes. And the advertising of the Sperlari candy box is that when you got to a birthday you had it in your hand and you didn't wrap it, because it was so beautiful that you never had to wrap it. In fact, the Sperlari candy box "is never wrapped!"<br><br>And the Sperlari candy box would have some problems today with the increasingly disruptive and rampant fashion of 'unpacking wrapped things'. Perhaps you have seen them on YouTube where these videos were born, now they are very popular on TikTok, and in English they are called unboxing written "un-boxing", practically opening the box.<br><br>So, what's about these videos that have the hashtag that brings them together with billions of published content? Often they are done by the so called influencers who receive gifts from companies, and they get in front of the camera and open them, but not like you and I, mere mortals, take boom, open, no! First of all they have all the cameras arranged in the right way, so that the point of view of the viewer is not in front, but as if it were the eyes of the person who opens the box, and then there is a whole procedure and these videos for some reason have captured the attention of the public and they are beautiful to look at, even if then you don't give a damn because it's not like you're opening your gift, but when you look at them there is this feeling of... Yes, as if you were the one opening.<br><br>Surely the curiosity to see what the object inside is like, but then today after Apple has set the standard with its boxes that open in a particular way and really give a pleasure to the senses in opening it, you know that Apple employed engineers to create boxes that had to make the right noise? If you've ever opened an Apple box you know what I'm talking about, that 'wooosh'.<br><br>Anyway, unboxing, unwrapping of packages is an incredibly successful business. I looked at a couple, oh well, they were products that interested me, and there is actually this sense of anticipation, but what will it be? How will it come out? Eh... Old Sperlari candy box, I'm sorry but they could never have done the unboxing for you.]]>
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        <![CDATA[Perché ci piace così tanto vedere qualcuno che apre un pacchetto? L'arte dell'unboxing (e il vecchio cofanetto di caramelle Sperlari).<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Quando ero piccola c'era un regalo che ogni tanto ricicciava ai compleanni ed era il famoso cofanetto di caramelle Sperlari. Era un cofanetto, tu lo aprivi e dentro c'erano le caramelle. E questi cofanetti venivano in decine, forse addirittura centinaia di diverse fogge. E la pubblicità del cofanetto di caramelle Sperlari è che quando arrivavi al compleanno ce l'avevi in mano e non lo incartavi, perché era così bello che non si doveva mai incartare. Infatti il cofanetto di caramelle Sperlari "non si incarta mai!",<br><br>E il cofanetto di caramelle Sperlari avrebbe qualche problema oggi con la moda sempre più dirompente e dilagante dello 'spacchettamento di cose impacchettate'. Forse vi è capitato di vederli su <i>YouTube</i> dove sono nati questi video, adesso spopolano su TikTok, e in inglese si chiamano <i>unboxing</i> scritto "un boxing", praticamente aprire la scatola. E in cosa consistono questi video che hanno l'hashtag che li riunisce con miliardi di contenuti pubblicati?<br><br>Spesso vengono fatti da quelli che vengono chiamati gli <i>influencer</i> che ricevono dei regali da parte di ditte, e loro si mettono davanti alla telecamera e li aprono, ma non come potremmo fare io e te, comuni mortali, prendi boom, apri, no! Anzitutto hanno tutte le telecamere sistemate nel modo giusto, così che il punto di vista di quello che vede è non davanti, ma come se fosse gli occhi della persona che scarta, e poi c'è tutta una procedura e questi questi video per qualche motivo hanno catturato l'attenzione del pubblico e sono belli da guardare, anche se poi non te ne frega niente perché non è che stai aprendo tu il regalo, però quando si guardano c'è questa sensazione di... Sì come se fossi tu ad aprire.<br><br>Sicuramente la curiosità per vedere come è l'oggetto che c'è dentro, ma poi oggidì dopo che la Apple ha fatto scuola con le sue scatole che si aprono in modo particolare e danno proprio un piacere ai sensi nell'aprirlo, sapete che la Apple aveva impiegato degli ingegneri perché creassero delle scatole che dovevano fare il giusto rumore? Se avete mai aperto una scatola Apple sapete di cosa sto parlando, quel 'wooosh'.<br><br>Comunque l'<i>unboxing</i>, lo scartamento dei pacchetti è un'attività incredibilmente di successo. Io ne ho guardato un paio, vabbè, erano di prodotti che mi interessavano, e c'è effettivamente questo senso di anticipazione, ma cosa sarà mai? Come verrà fuori? Eh... Vecchio cofanetto di caramelle Sperlari, mi dispiace ma a te l'<i>unboxing</i> non l'avrebbero mai potuto fare.<br><br><b>LINK</b> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=80nrkbzGGaY" rel="noreferrer noopener"></a><br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=80nrkbzGGaY" rel="noreferrer noopener">Pubblicità del cofanetto Sperlari</a><br><a href="https://www.70-80.it/anni-70-si-diffondono-in-tutte-le-case-i-cofanetti-sperlari-ma-il-regalo-erano-le-caramelle-o-la-scatola/" rel="noreferrer noopener">Articolo sui cofanetti Sperlari </a><br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I was a little girl there was a gift that occasionally came up at birthdays and it was the famous <i>Sperlari candy box</i>. It was a box, you opened it and inside there were candies. And these boxes came in dozens, maybe even hundreds of different shapes. And the advertising of the Sperlari candy box is that when you got to a birthday you had it in your hand and you didn't wrap it, because it was so beautiful that you never had to wrap it. In fact, the Sperlari candy box "is never wrapped!"<br><br>And the Sperlari candy box would have some problems today with the increasingly disruptive and rampant fashion of 'unpacking wrapped things'. Perhaps you have seen them on YouTube where these videos were born, now they are very popular on TikTok, and in English they are called unboxing written "un-boxing", practically opening the box.<br><br>So, what's about these videos that have the hashtag that brings them together with billions of published content? Often they are done by the so called influencers who receive gifts from companies, and they get in front of the camera and open them, but not like you and I, mere mortals, take boom, open, no! First of all they have all the cameras arranged in the right way, so that the point of view of the viewer is not in front, but as if it were the eyes of the person who opens the box, and then there is a whole procedure and these videos for some reason have captured the attention of the public and they are beautiful to look at, even if then you don't give a damn because it's not like you're opening your gift, but when you look at them there is this feeling of... Yes, as if you were the one opening.<br><br>Surely the curiosity to see what the object inside is like, but then today after Apple has set the standard with its boxes that open in a particular way and really give a pleasure to the senses in opening it, you know that Apple employed engineers to create boxes that had to make the right noise? If you've ever opened an Apple box you know what I'm talking about, that 'wooosh'.<br><br>Anyway, unboxing, unwrapping of packages is an incredibly successful business. I looked at a couple, oh well, they were products that interested me, and there is actually this sense of anticipation, but what will it be? How will it come out? Eh... Old Sperlari candy box, I'm sorry but they could never have done the unboxing for you.]]>
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      <pubDate>Sat, 18 Feb 2023 08:27:14 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 413 Migliorare il chiodo</title>
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        <![CDATA[Tutti parlano di innovazione, ma arrivati a un certo punto è impossibile continuare ad innovare. Prendete l'umilissimo chiodo.<br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> <b>[ENG translation below]</b><br><br>Oggi ho rincontrato un termine interessante che avevo visto un po' di tempo fa, poi lo avevo perso di vista e l'ho rincontrato nell'interessantissima newsletter che ricevo ogni tanto, di <b>Jacopo Perfetti</b>. Il termine è <b><i>exnovation</i></b>. <br><br>Per avere una definizione sono andata su Wikipedia e ho scoperto una cosa interessante, che questo termine ha una sua pagina su Wikipedia, in inglese e in altre tre lingue, non c'è in italiano, c'è in tedesco, ok, c'è in macedone, va bene, e c'è pure in latino, quindi non c'è in italiano, ma c'è in latino e se siete curiosi di sapere come si dice, <i>exnovation</i> in latino si dice 'enovatio' ed è il 'contrarium' di 'innovationis'.<br><br>Cos'è questa <i>exnovation</i> di cui non abbiamo una parola ancora in italiano? È una parola che è stata creata alla fine degli anni '70 per indicare quel processo per cui si arriva a sostituire vecchie tecnologie con tecnologie nuove che, si spera, funzionino meglio.<br><br>Poi, negli anni '80 questa parola è stata utilizzata anche per indicare la sostituzione di pratiche amministrative obsolete con pratiche più snelle, e anche questa è una cosa molto auspicabile.<br><br>Adesso il termine <i>exnovation</i>, invece, viene utilizzato proprio come <b>contrario di innovazione</b>, cioè quando qualcosa ha raggiunto la sua espressione massima, migliore, ottimale e quindi non c'è più bisogno di aggiungere niente.<br><br>Un esempio che mi viene in mente è il chiodo. Avete presente il chiodo, quello che usiamo per appendere i quadri bum bum alla parete? Pensate che il chiodo è così da boh, migliaia e migliaia di anni. Cioè la persona che si è inventata il chiodo, così come lo usiamo oggi, ha già fatto una cosa perfetta, perché effettivamente è <b>difficile migliorare il chiodo</b>. Qualsiasi cosa si voglia fare non si fa altro che appesantire l'oggetto che invece è così perfetto già come è.<br><br>Stessa cosa con gli spilli. Gli spilli non so chi li abbia inventati, che però a pensarci mi sembrano una versione minuscola, una mini versione del chiodo, anche perché hanno la stessa forma, anche gli spilli, gli hanno messo la capocchia con la sfera, con la pallina però altrimenti non sono stati modificati.<br><br>Un altro esempio che questo viene fatto nella newsletter di Jacopo Perfetti è la band rock AC/DC e dice, mentre tutti gli altri col tempo cercano di reinventarsi eccetera, gli <b>AC/DC sono rimasti uguali</b> a loro stessi da decenni e sono una delle band più di successo del mondo del rock che vende un sacco ancora.<br><br>Quindi non sempre occorre reinventare la ruota. A volte chiediamoci ma questa innovazione veramente è indispensabile?<br><br><b>LINKS</b><br><b>Newsletter di Jacopo Perfetti</b> https://corrente.email/issues/64/<br><b>Wikipedia in latino</b> https://la.wikipedia.org/wiki/Enovatio<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Today I met again an interesting term that I had seen some time ago, then I had lost sight of and I met again in the very interesting newsletter I receive from time to time, from <b>Jacopo Perfetti</b>. The term is <b><i>exnovation</i></b>.<br><br>To get a definition I went to Wikipedia and I discovered an interesting thing, that this term has its own page on Wikipedia, in English and in three other languages, not in Italian, in German, ok, in Macedonian, all right, and also in Latin, so not in Italian but in Latin! And if you're curious to know how to say exnovation in Latin, it is 'enovatio' and it's the 'contrarium' of 'innovationis'.<br><br>What is this <i>exnovation</i> of which we still don't have a word in Italian? It's a word that was created in the late '70s to indicate the process whereby old technologies are replaced with new ones that hopefully work better.<br><br>Then, in the 80s this word was also used to indicate the replacement of obsolete administrative practices with more streamlined ones, and this is also a very desirable thing.<br><br>Now the term <i>exnovation</i> is actually used precisely as the <b>opposite of innovation</b>, that is, when something has reached its maximum, best, optimal expression and therefore there is no longer any need to improve it.<br><br>An example that comes to mind is the nail. Do you know the nail, the one we use to hang <i>boom boom </i>paintings on the wall? Think that the nail has been like this for thousands and thousands of years. That is, the person who invented the nail, as we use it today, has already done a perfect thing, because it is actually <b>difficult to improve the nail</b>.<br><br>Whatever you want to do, you do nothing but weigh down the object which is already perfect as it is. Same thing with pins. I don't know who invented the pins, but thinking about it, they seem like a tiny version, a mini version of the nail, also because they have the same shape, even the pins, they put the head with the sphere, with the tiny ball, but otherwise they have not changed.<br><br>Another example that this is done in Jacopo Perfetti's newsletter is the rock band AC/DC and he says, while all the others over time try to reinvent themselves etc., <b>AC/DC have remained the same</b> for decades and are one of the world's most successful rock bands, still sells a lot.<br><br>So you don't always have to reinvent the wheel. Sometimes we should ask ourselves, is this innovation really essential?]]>
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        <![CDATA[Tutti parlano di innovazione, ma arrivati a un certo punto è impossibile continuare ad innovare. Prendete l'umilissimo chiodo.<br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> <b>[ENG translation below]</b><br><br>Oggi ho rincontrato un termine interessante che avevo visto un po' di tempo fa, poi lo avevo perso di vista e l'ho rincontrato nell'interessantissima newsletter che ricevo ogni tanto, di <b>Jacopo Perfetti</b>. Il termine è <b><i>exnovation</i></b>. <br><br>Per avere una definizione sono andata su Wikipedia e ho scoperto una cosa interessante, che questo termine ha una sua pagina su Wikipedia, in inglese e in altre tre lingue, non c'è in italiano, c'è in tedesco, ok, c'è in macedone, va bene, e c'è pure in latino, quindi non c'è in italiano, ma c'è in latino e se siete curiosi di sapere come si dice, <i>exnovation</i> in latino si dice 'enovatio' ed è il 'contrarium' di 'innovationis'.<br><br>Cos'è questa <i>exnovation</i> di cui non abbiamo una parola ancora in italiano? È una parola che è stata creata alla fine degli anni '70 per indicare quel processo per cui si arriva a sostituire vecchie tecnologie con tecnologie nuove che, si spera, funzionino meglio.<br><br>Poi, negli anni '80 questa parola è stata utilizzata anche per indicare la sostituzione di pratiche amministrative obsolete con pratiche più snelle, e anche questa è una cosa molto auspicabile.<br><br>Adesso il termine <i>exnovation</i>, invece, viene utilizzato proprio come <b>contrario di innovazione</b>, cioè quando qualcosa ha raggiunto la sua espressione massima, migliore, ottimale e quindi non c'è più bisogno di aggiungere niente.<br><br>Un esempio che mi viene in mente è il chiodo. Avete presente il chiodo, quello che usiamo per appendere i quadri bum bum alla parete? Pensate che il chiodo è così da boh, migliaia e migliaia di anni. Cioè la persona che si è inventata il chiodo, così come lo usiamo oggi, ha già fatto una cosa perfetta, perché effettivamente è <b>difficile migliorare il chiodo</b>. Qualsiasi cosa si voglia fare non si fa altro che appesantire l'oggetto che invece è così perfetto già come è.<br><br>Stessa cosa con gli spilli. Gli spilli non so chi li abbia inventati, che però a pensarci mi sembrano una versione minuscola, una mini versione del chiodo, anche perché hanno la stessa forma, anche gli spilli, gli hanno messo la capocchia con la sfera, con la pallina però altrimenti non sono stati modificati.<br><br>Un altro esempio che questo viene fatto nella newsletter di Jacopo Perfetti è la band rock AC/DC e dice, mentre tutti gli altri col tempo cercano di reinventarsi eccetera, gli <b>AC/DC sono rimasti uguali</b> a loro stessi da decenni e sono una delle band più di successo del mondo del rock che vende un sacco ancora.<br><br>Quindi non sempre occorre reinventare la ruota. A volte chiediamoci ma questa innovazione veramente è indispensabile?<br><br><b>LINKS</b><br><b>Newsletter di Jacopo Perfetti</b> https://corrente.email/issues/64/<br><b>Wikipedia in latino</b> https://la.wikipedia.org/wiki/Enovatio<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Today I met again an interesting term that I had seen some time ago, then I had lost sight of and I met again in the very interesting newsletter I receive from time to time, from <b>Jacopo Perfetti</b>. The term is <b><i>exnovation</i></b>.<br><br>To get a definition I went to Wikipedia and I discovered an interesting thing, that this term has its own page on Wikipedia, in English and in three other languages, not in Italian, in German, ok, in Macedonian, all right, and also in Latin, so not in Italian but in Latin! And if you're curious to know how to say exnovation in Latin, it is 'enovatio' and it's the 'contrarium' of 'innovationis'.<br><br>What is this <i>exnovation</i> of which we still don't have a word in Italian? It's a word that was created in the late '70s to indicate the process whereby old technologies are replaced with new ones that hopefully work better.<br><br>Then, in the 80s this word was also used to indicate the replacement of obsolete administrative practices with more streamlined ones, and this is also a very desirable thing.<br><br>Now the term <i>exnovation</i> is actually used precisely as the <b>opposite of innovation</b>, that is, when something has reached its maximum, best, optimal expression and therefore there is no longer any need to improve it.<br><br>An example that comes to mind is the nail. Do you know the nail, the one we use to hang <i>boom boom </i>paintings on the wall? Think that the nail has been like this for thousands and thousands of years. That is, the person who invented the nail, as we use it today, has already done a perfect thing, because it is actually <b>difficult to improve the nail</b>.<br><br>Whatever you want to do, you do nothing but weigh down the object which is already perfect as it is. Same thing with pins. I don't know who invented the pins, but thinking about it, they seem like a tiny version, a mini version of the nail, also because they have the same shape, even the pins, they put the head with the sphere, with the tiny ball, but otherwise they have not changed.<br><br>Another example that this is done in Jacopo Perfetti's newsletter is the rock band AC/DC and he says, while all the others over time try to reinvent themselves etc., <b>AC/DC have remained the same</b> for decades and are one of the world's most successful rock bands, still sells a lot.<br><br>So you don't always have to reinvent the wheel. Sometimes we should ask ourselves, is this innovation really essential?]]>
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      <pubDate>Fri, 17 Feb 2023 08:28:05 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Tutti parlano di innovazione, ma arrivati a un certo punto è impossibile continuare ad innovare. Prendete l'umilissimo chiodo.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi ho rincontrato un termine interessante che avevo visto un po' di tempo fa, poi lo avevo perso di vista e l'ho rincontrato nell'interessantissima newsletter che ricevo ogni tanto, di Jacopo Perfetti. Il termine è exnovation. Per avere una definizione sono andata su Wikipedia e ho scoperto una cosa interessante, che questo termine ha una sua pagina su Wikipedia, in inglese e in altre tre lingue, non c'è in italiano, c'è in tedesco, ok, c'è in macedone, va bene, e c'è pure in latino, quindi non c'è in italiano, ma c'è in latino e se siete curiosi di sapere come si dice, exnovation in latino si dice 'enovatio' ed è il 'contrarium' di 'innovationis'.Cos'è questa exnovation di cui non abbiamo una parola ancora in italiano? È una parola che è stata creata alla fine degli anni '70 per indicare quel processo per cui si arriva a sostituire vecchie tecnologie con tecnologie nuove che, si spera, funzionino meglio.Poi, negli anni '80 questa parola è stata utilizzata anche per indicare la sostituzione di pratiche amministrative obsolete con pratiche più snelle, e anche questa è una cosa molto auspicabile.Adesso il termine exnovation, invece, viene utilizzato proprio come contrario di innovazione, cioè quando qualcosa ha raggiunto la sua espressione massima, migliore, ottimale e quindi non c'è più bisogno di aggiungere niente.Un esempio che mi viene in mente è il chiodo. Avete presente il chiodo, quello che usiamo per appendere i quadri bum bum alla parete? Pensate che il chiodo è così da boh, migliaia e migliaia di anni. Cioè la persona che si è inventata il chiodo, così come lo usiamo oggi, ha già fatto una cosa perfetta, perché effettivamente è difficile migliorare il chiodo. Qualsiasi cosa si voglia fare non si fa altro che appesantire l'oggetto che invece è così perfetto già come è.Stessa cosa con gli spilli. Gli spilli non so chi li abbia inventati, che però a pensarci mi sembrano una versione minuscola, una mini versione del chiodo, anche perché hanno la stessa forma, anche gli spilli, gli hanno messo la capocchia con la sfera, con la pallina però altrimenti non sono stati modificati.Un altro esempio che questo viene fatto nella newsletter di Jacopo Perfetti è la band rock AC/DC e dice, mentre tutti gli altri col tempo cercano di reinventarsi eccetera, gli AC/DC sono rimasti uguali a loro stessi da decenni e sono una delle band più di successo del mondo del rock che vende un sacco ancora.Quindi non sempre occorre reinventare la ruota. A volte chiediamoci ma questa innovazione veramente è indispensabile?LINKSNewsletter di Jacopo Perfetti https://corrente.email/issues/64/Wikipedia in latino https://la.wikipedia.org/wiki/EnovatioTRANSLATIONToday I met again an interesting term that I had seen some time ago, then I had lost sight of and I met again in the very interesting newsletter I receive from time to time, from Jacopo Perfetti. The term is exnovation.To get a definition I went to Wikipedia and I discovered an interesting thing, that this term has its own page on Wikipedia, in English and in three other languages, not in Italian, in German, ok, in Macedonian, all right, and also in Latin, so not in Italian but in Latin! And if you're curious to know how to say exnovation in Latin, it is 'enovatio' and it's the 'contrarium' of 'innovationis'.What is this exnovation of which we still don't have a word in Italian? It's a word that was created in the late '70s to indicate the process whereby old technologies are replaced with new ones that hopefully...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Tutti parlano di innovazione, ma arrivati a un certo punto è impossibile continuare ad innovare. Prendete l'umilissimo chiodo.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi ho rincontrato un termine interessante che avevo visto un po' di tempo fa, poi lo avevo </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 412 Paure</title>
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        <![CDATA[Qual è la cosa peggiore che potrebbe succede se mi perdo? Non lo so, ma è un gran tormento!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>È molto strano, ma riuscire mentalmente ad analizzare una situazione non significa che la situazione riusciamo a risolverla. Sto parlando delle mie paure, anzi della mia paura, la mia più grande paura, e il fatto che io razionalmente mi renda conto che non è una paura vero e proprio, perché non mi può succedere niente, però non riesco a superarla.<br><br>La mia paura è quella di andare in macchina in posti che non conosco, quindi paura di perdermi. Allora, anzitutto inizio col dire che guidare mi piace, anzi mi diverte. Da poco ho cambiato la mia vecchia macchina usata con una nuova macchina usata con millanta chilometri, quindi una macchina veramente vecchia, però ha la grande bellezza di avere un tettuccio apribile, per cui io ne approfitto, il fatto che a Cagliari spesso c'è il sole, appena posso voom, apro completamente il tettuccio e me ne vado in giro, mi piace tantissimo, però ho questa paura atavica di perdermi nelle strade che non conosco.<br><br>Ora ho iniziato a insegnare in una scuola che è a 40 chilometri da Cagliari, che per me sono una distanza insormontabile, attraverso le stradine delle campagne. E ieri sono andata per la prima volta in macchina a questa scuola e anzitutto sono uscita 2 ore in anticipo, anche se il tragitto sarebbe durato circa 40 minuti, io sono uscita 1 ora e mezza prima perché avevo appunto paura di perdermi. E poi durante il viaggio avevo veramente... mi sentivo lo stomaco pesante, anche se non avevo mangiato - appunto perché ero troppo nervosa.<br><br>Questa paura però non è che mi sia venuta adesso, e continuo a chiedermi: ma ma cos'è? Perché ho tanta paura? Che cos'è che mi spaventa? Non lo so, ancora non sono riuscita a rispondermi. Ho paura di perdermi, ho paura di perdere la strada. Ho paura di arrivare in ritardo. Non lo so. Ho paura che succeda qualcosa, ma non so nemmeno io poi che cosa. Anche perché razionalmente io, che sono molto brava a dare consigli agli altri, mi dico, ma vabbè che se ti perdi qual è la cosa peggiore che possa succedere? Oggi? grazie a dio c'è il GPS e quindi niente, ti rimetti per strada e se hai preso un'uscita sbagliata, poi rientri, vai avanti. Eppure no, è più forte di me. Non capisco perché c'è questa, questa paura di perdermi.<br><br>Oddio, devo dire che mi perdo molto, molto, molto facilmente. Non ho assolutamente senso dell'orientamento, questo sia in auto che a piedi. Anche in città dove ho abitato per decenni riuscivo a perdermi sotto casa, e ancora adesso anche a Cagliari io riesco a perdermi perché tutta la mia intelligenza sicuramente non la metto nell'orientarmi, quindi vabbè, però stringo i denti ed insisto perché le paure non bisogna non averle, bisogna solo superarle.<br><br><i>TRANSLATION</i><br>It's very strange, but being able to mentally analyze a situation does not mean that we can solve the situation. I'm talking about my fears, actually my fear, my greatest fear, and the fact that I rationally realize that it's not a real fear, because nothing can happen to me, but I can't overcome it. My fear is to go by car to places I don't know, so fear of getting lost.<br><br>First of all I'll start by saying that I like driving, actually I really enjoy it. I recently changed my old used car for a new used car with zillions of Ks, therefore a really old car, but it has the great beauty of having a sunroof, so I take advantage of it, the fact that in Cagliari there is often the sun, as soon as I can voom, I fully open the roof and go around, I love it, but I have this atavistic fear of getting lost in the streets, I don't know.<br><br>Now I have started teaching in a school which is 40 kilometers from Cagliari, which for me is an insurmountable distance, through the country roads. And yesterday I went to this school by car for the first time and first of all I left 2 hours early, even though the journey would have taken about 40 minutes, I left 1 hour and a half early because I was afraid of getting lost. And then during the journey I had really... my stomach felt heavy, even though I hadn't eaten - precisely because I was too nervous.<br><br>Anyway, this fear hasn't come to me now, and I keep asking myself: what is it? Why am I so afraid? What is it that scares me? I don't know, I still haven't been able to answer myself. I'm afraid of getting lost, I'm afraid of losing my way. I'm afraid of being late. I do not know. I'm afraid something will happen, but I don't even know what. Also because rationally I, who am very good at giving advice to others, say to myself, but oh well, if you get lost what is the worst thing that can happen? Today - thank god - there's GPS and then nothing, you get back on the road and if you've taken a wrong exit, then you come back, you carry on.<br><br>But no, it's stronger than me. I don't understand why there is this, this fear of getting lost. Oh god, I have to say I get lost very, very, very easily. I have absolutely no sense of direction, whether by car or on foot. Even in the city where I lived for decades I managed to get lost, and even now even in Cagliari I manage to get lost because I certainly don't put all my intelligence into orienting myself, so oh well, but I grit my teeth and carry on because it's not about not having fears, it's about overcoming them.]]>
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        <![CDATA[Qual è la cosa peggiore che potrebbe succede se mi perdo? Non lo so, ma è un gran tormento!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>È molto strano, ma riuscire mentalmente ad analizzare una situazione non significa che la situazione riusciamo a risolverla. Sto parlando delle mie paure, anzi della mia paura, la mia più grande paura, e il fatto che io razionalmente mi renda conto che non è una paura vero e proprio, perché non mi può succedere niente, però non riesco a superarla.<br><br>La mia paura è quella di andare in macchina in posti che non conosco, quindi paura di perdermi. Allora, anzitutto inizio col dire che guidare mi piace, anzi mi diverte. Da poco ho cambiato la mia vecchia macchina usata con una nuova macchina usata con millanta chilometri, quindi una macchina veramente vecchia, però ha la grande bellezza di avere un tettuccio apribile, per cui io ne approfitto, il fatto che a Cagliari spesso c'è il sole, appena posso voom, apro completamente il tettuccio e me ne vado in giro, mi piace tantissimo, però ho questa paura atavica di perdermi nelle strade che non conosco.<br><br>Ora ho iniziato a insegnare in una scuola che è a 40 chilometri da Cagliari, che per me sono una distanza insormontabile, attraverso le stradine delle campagne. E ieri sono andata per la prima volta in macchina a questa scuola e anzitutto sono uscita 2 ore in anticipo, anche se il tragitto sarebbe durato circa 40 minuti, io sono uscita 1 ora e mezza prima perché avevo appunto paura di perdermi. E poi durante il viaggio avevo veramente... mi sentivo lo stomaco pesante, anche se non avevo mangiato - appunto perché ero troppo nervosa.<br><br>Questa paura però non è che mi sia venuta adesso, e continuo a chiedermi: ma ma cos'è? Perché ho tanta paura? Che cos'è che mi spaventa? Non lo so, ancora non sono riuscita a rispondermi. Ho paura di perdermi, ho paura di perdere la strada. Ho paura di arrivare in ritardo. Non lo so. Ho paura che succeda qualcosa, ma non so nemmeno io poi che cosa. Anche perché razionalmente io, che sono molto brava a dare consigli agli altri, mi dico, ma vabbè che se ti perdi qual è la cosa peggiore che possa succedere? Oggi? grazie a dio c'è il GPS e quindi niente, ti rimetti per strada e se hai preso un'uscita sbagliata, poi rientri, vai avanti. Eppure no, è più forte di me. Non capisco perché c'è questa, questa paura di perdermi.<br><br>Oddio, devo dire che mi perdo molto, molto, molto facilmente. Non ho assolutamente senso dell'orientamento, questo sia in auto che a piedi. Anche in città dove ho abitato per decenni riuscivo a perdermi sotto casa, e ancora adesso anche a Cagliari io riesco a perdermi perché tutta la mia intelligenza sicuramente non la metto nell'orientarmi, quindi vabbè, però stringo i denti ed insisto perché le paure non bisogna non averle, bisogna solo superarle.<br><br><i>TRANSLATION</i><br>It's very strange, but being able to mentally analyze a situation does not mean that we can solve the situation. I'm talking about my fears, actually my fear, my greatest fear, and the fact that I rationally realize that it's not a real fear, because nothing can happen to me, but I can't overcome it. My fear is to go by car to places I don't know, so fear of getting lost.<br><br>First of all I'll start by saying that I like driving, actually I really enjoy it. I recently changed my old used car for a new used car with zillions of Ks, therefore a really old car, but it has the great beauty of having a sunroof, so I take advantage of it, the fact that in Cagliari there is often the sun, as soon as I can voom, I fully open the roof and go around, I love it, but I have this atavistic fear of getting lost in the streets, I don't know.<br><br>Now I have started teaching in a school which is 40 kilometers from Cagliari, which for me is an insurmountable distance, through the country roads. And yesterday I went to this school by car for the first time and first of all I left 2 hours early, even though the journey would have taken about 40 minutes, I left 1 hour and a half early because I was afraid of getting lost. And then during the journey I had really... my stomach felt heavy, even though I hadn't eaten - precisely because I was too nervous.<br><br>Anyway, this fear hasn't come to me now, and I keep asking myself: what is it? Why am I so afraid? What is it that scares me? I don't know, I still haven't been able to answer myself. I'm afraid of getting lost, I'm afraid of losing my way. I'm afraid of being late. I do not know. I'm afraid something will happen, but I don't even know what. Also because rationally I, who am very good at giving advice to others, say to myself, but oh well, if you get lost what is the worst thing that can happen? Today - thank god - there's GPS and then nothing, you get back on the road and if you've taken a wrong exit, then you come back, you carry on.<br><br>But no, it's stronger than me. I don't understand why there is this, this fear of getting lost. Oh god, I have to say I get lost very, very, very easily. I have absolutely no sense of direction, whether by car or on foot. Even in the city where I lived for decades I managed to get lost, and even now even in Cagliari I manage to get lost because I certainly don't put all my intelligence into orienting myself, so oh well, but I grit my teeth and carry on because it's not about not having fears, it's about overcoming them.]]>
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      <pubDate>Thu, 16 Feb 2023 07:04:13 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 411 Il dialetto? Non esiste!</title>
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        <![CDATA[<br>LINK https://www.linguisticamente.org/che-differenza-ce-tra-lingua-e-dialetto/ <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>I dialetti non esistono. Non esistono dal punto di vista fonetico e linguistico. La distinzione tra lingua e dialetto è una distinzione puramente politica. Si chiama lingua quel modo di comunicare che viene protetto da un esercito e viene collegato a una nazione, di cui diventa la lingua ufficiale. <b><a href="https://www.linguisticamente.org/che-differenza-ce-tra-lingua-e-dialetto/" rel="noreferrer noopener">Ma dal punto di vista fonetico-linguistico non c'è nessuna differenza</a></b>.<br><br>Quando inizio un nuovo corso di podcast faccio sempre la stessa domanda alle persone che partecipano e chiedo, cosa vi aspettate da questo corso? E inevitabilmente c'è sempre qualcuno che dice "Ah, voglio imparare a parlare senza accento." E io dico, ma guarda che parlare, non esiste nessuna lingua che non abbia un accento, quello che tu dici 'senza accento' è l'accento di un'altra regione. Visto che viviamo in Italia, in Italia hanno deciso a tavolino quale sarebbe stata la lingua ufficiale che avrebbe sostituito il latino, se la sono vista così così il toscano e il siciliano, perché in queste due regioni c'erano due scuole di letteratura molto importanti, poi ai punti ha vinto il toscano, quello che noi parliamo oggi non è altro che il 'dialetto' toscano, che è stato un po' ammorbidito lungo col tempo e poi ogni regione ha creato una sua variante.<br><br>Però diciamo che quello è, non esiste l'italiano puro. Parliamo tutti con l'accento. Il problema è però che in Sardegna spesso ci si vergogna del proprio accento, così come ci si vergogna di parlare il sardo, e il sardo, così come tante altre lingue regionali, viene appunto definito 'dialetto' in modo dispregiativo, perché istintivamente noi sappiamo che dialetto vale meno di lingua. Però dal punto di vista linguistico non c'è nessuna differenza. La differenza è tutta politica. Infatti non è un caso che ogni volta che c'è un gruppo che richiede l'indipendenza, questa richiesta di indipendenza è sempre anche legata al poter utilizzare la lingua.<br><br>In Sardegna, fino a qualche decennio fa, era proibito usare la lingua sarda negli atti pubblici e solo dopo una legge degli anni '80 che è stato concesso, e questa era una proibizione che risaliva ai Savoia e poi anche al fascismo, il fascismo odiava che si usasse il sardo che appunto veniva definito un dialetto immondo. Quindi ragazzi e ragazze, facciamo attenzione, riappropriamoci della nostra lingua, riappropriamoci della nostra cultura, e il primo passo per fare questo, è anche riappropriarci della nostra lingua e della nostra bella parlata, della nostra bella cadenza. Riempiamo l'etere.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Dialects do not exist. They do not exist phonetically and linguistically. The distinction between language and dialect is a purely political one. We call language that way of communicating which is protected by an army and is linked to a nation, of which it becomes the official language. <b><a href="https://www.theatlantic.com/international/archive/2016/01/difference-between-language-dialect/424704/" rel="noreferrer noopener">But from a phonetic-linguistic point of view there is no difference</a></b>.<br><br>When I start a new podcast course I always ask the same question to the participants, I ask, what do you expect from this course? And inevitably there's always someone who says, "Ah, I want to learn to speak without an accent." And I say, but look, when you speak, there is no language that doesn't have an accent, what you say 'without accent' is the accent of another region. Since we live in Italy, in Italy they took a deliberate decision about the official language that would replace Latin, Tuscan and Sicilian came very close, because in these two regions there were two very important literary schools, then the Tuscan won on points, what we speak today is nothing more than the Tuscan 'dialect', which has been softened a bit over time and then each region has created its own variant.<br><br>But the important thing is that there is no 'pure' Italian. We all speak with an accent. However, the problem is that in Sardinia we are often ashamed of our accent, just as we are ashamed of speaking Sardinian, and Sardinian, as well as many other regional languages, is precisely defined as a 'dialect' in a derogatory way, because we instinctively know that dialect is worth less than language.<br><br>From a linguistic point of view there is no difference. The difference is all political. Indeed, it is no coincidence that whenever there is a group that requests independence, this request for independence is also always linked to being able to use the language. In Sardinia, until a few decades ago, it was forbidden to use the Sardinian language in public documents and only after a law of the 80s was granted, and this was a prohibition that dated back to the Savoys and then also to fascism, fascism hated the use of Sardinian, which was defined as an filthy dialect. So boys and girls, let's pay attention, let's reappropriate our language, let's reappropriate our culture, and the first step to do this is also to reappropriate our language and our beautiful speech, our beautiful cadence. Let's fill the ether.<br><br>]]>
      </description>
      <content:encoded>
        <![CDATA[<br>LINK https://www.linguisticamente.org/che-differenza-ce-tra-lingua-e-dialetto/ <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>I dialetti non esistono. Non esistono dal punto di vista fonetico e linguistico. La distinzione tra lingua e dialetto è una distinzione puramente politica. Si chiama lingua quel modo di comunicare che viene protetto da un esercito e viene collegato a una nazione, di cui diventa la lingua ufficiale. <b><a href="https://www.linguisticamente.org/che-differenza-ce-tra-lingua-e-dialetto/" rel="noreferrer noopener">Ma dal punto di vista fonetico-linguistico non c'è nessuna differenza</a></b>.<br><br>Quando inizio un nuovo corso di podcast faccio sempre la stessa domanda alle persone che partecipano e chiedo, cosa vi aspettate da questo corso? E inevitabilmente c'è sempre qualcuno che dice "Ah, voglio imparare a parlare senza accento." E io dico, ma guarda che parlare, non esiste nessuna lingua che non abbia un accento, quello che tu dici 'senza accento' è l'accento di un'altra regione. Visto che viviamo in Italia, in Italia hanno deciso a tavolino quale sarebbe stata la lingua ufficiale che avrebbe sostituito il latino, se la sono vista così così il toscano e il siciliano, perché in queste due regioni c'erano due scuole di letteratura molto importanti, poi ai punti ha vinto il toscano, quello che noi parliamo oggi non è altro che il 'dialetto' toscano, che è stato un po' ammorbidito lungo col tempo e poi ogni regione ha creato una sua variante.<br><br>Però diciamo che quello è, non esiste l'italiano puro. Parliamo tutti con l'accento. Il problema è però che in Sardegna spesso ci si vergogna del proprio accento, così come ci si vergogna di parlare il sardo, e il sardo, così come tante altre lingue regionali, viene appunto definito 'dialetto' in modo dispregiativo, perché istintivamente noi sappiamo che dialetto vale meno di lingua. Però dal punto di vista linguistico non c'è nessuna differenza. La differenza è tutta politica. Infatti non è un caso che ogni volta che c'è un gruppo che richiede l'indipendenza, questa richiesta di indipendenza è sempre anche legata al poter utilizzare la lingua.<br><br>In Sardegna, fino a qualche decennio fa, era proibito usare la lingua sarda negli atti pubblici e solo dopo una legge degli anni '80 che è stato concesso, e questa era una proibizione che risaliva ai Savoia e poi anche al fascismo, il fascismo odiava che si usasse il sardo che appunto veniva definito un dialetto immondo. Quindi ragazzi e ragazze, facciamo attenzione, riappropriamoci della nostra lingua, riappropriamoci della nostra cultura, e il primo passo per fare questo, è anche riappropriarci della nostra lingua e della nostra bella parlata, della nostra bella cadenza. Riempiamo l'etere.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Dialects do not exist. They do not exist phonetically and linguistically. The distinction between language and dialect is a purely political one. We call language that way of communicating which is protected by an army and is linked to a nation, of which it becomes the official language. <b><a href="https://www.theatlantic.com/international/archive/2016/01/difference-between-language-dialect/424704/" rel="noreferrer noopener">But from a phonetic-linguistic point of view there is no difference</a></b>.<br><br>When I start a new podcast course I always ask the same question to the participants, I ask, what do you expect from this course? And inevitably there's always someone who says, "Ah, I want to learn to speak without an accent." And I say, but look, when you speak, there is no language that doesn't have an accent, what you say 'without accent' is the accent of another region. Since we live in Italy, in Italy they took a deliberate decision about the official language that would replace Latin, Tuscan and Sicilian came very close, because in these two regions there were two very important literary schools, then the Tuscan won on points, what we speak today is nothing more than the Tuscan 'dialect', which has been softened a bit over time and then each region has created its own variant.<br><br>But the important thing is that there is no 'pure' Italian. We all speak with an accent. However, the problem is that in Sardinia we are often ashamed of our accent, just as we are ashamed of speaking Sardinian, and Sardinian, as well as many other regional languages, is precisely defined as a 'dialect' in a derogatory way, because we instinctively know that dialect is worth less than language.<br><br>From a linguistic point of view there is no difference. The difference is all political. Indeed, it is no coincidence that whenever there is a group that requests independence, this request for independence is also always linked to being able to use the language. In Sardinia, until a few decades ago, it was forbidden to use the Sardinian language in public documents and only after a law of the 80s was granted, and this was a prohibition that dated back to the Savoys and then also to fascism, fascism hated the use of Sardinian, which was defined as an filthy dialect. So boys and girls, let's pay attention, let's reappropriate our language, let's reappropriate our culture, and the first step to do this is also to reappropriate our language and our beautiful speech, our beautiful cadence. Let's fill the ether.<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 15 Feb 2023 06:29:13 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>LINK https://www.linguisticamente.org/che-differenza-ce-tra-lingua-e-dialetto/ TRASCRIZIONE [ENG translation below]I dialetti non esistono. Non esistono dal punto di vista fonetico e linguistico. La distinzione tra lingua e dialetto è una distinzione puramente politica. Si chiama lingua quel modo di comunicare che viene protetto da un esercito e viene collegato a una nazione, di cui diventa la lingua ufficiale. Ma dal punto di vista fonetico-linguistico non c'è nessuna differenza.Quando inizio un nuovo corso di podcast faccio sempre la stessa domanda alle persone che partecipano e chiedo, cosa vi aspettate da questo corso? E inevitabilmente c'è sempre qualcuno che dice "Ah, voglio imparare a parlare senza accento." E io dico, ma guarda che parlare, non esiste nessuna lingua che non abbia un accento, quello che tu dici 'senza accento' è l'accento di un'altra regione. Visto che viviamo in Italia, in Italia hanno deciso a tavolino quale sarebbe stata la lingua ufficiale che avrebbe sostituito il latino, se la sono vista così così il toscano e il siciliano, perché in queste due regioni c'erano due scuole di letteratura molto importanti, poi ai punti ha vinto il toscano, quello che noi parliamo oggi non è altro che il 'dialetto' toscano, che è stato un po' ammorbidito lungo col tempo e poi ogni regione ha creato una sua variante.Però diciamo che quello è, non esiste l'italiano puro. Parliamo tutti con l'accento. Il problema è però che in Sardegna spesso ci si vergogna del proprio accento, così come ci si vergogna di parlare il sardo, e il sardo, così come tante altre lingue regionali, viene appunto definito 'dialetto' in modo dispregiativo, perché istintivamente noi sappiamo che dialetto vale meno di lingua. Però dal punto di vista linguistico non c'è nessuna differenza. La differenza è tutta politica. Infatti non è un caso che ogni volta che c'è un gruppo che richiede l'indipendenza, questa richiesta di indipendenza è sempre anche legata al poter utilizzare la lingua.In Sardegna, fino a qualche decennio fa, era proibito usare la lingua sarda negli atti pubblici e solo dopo una legge degli anni '80 che è stato concesso, e questa era una proibizione che risaliva ai Savoia e poi anche al fascismo, il fascismo odiava che si usasse il sardo che appunto veniva definito un dialetto immondo. Quindi ragazzi e ragazze, facciamo attenzione, riappropriamoci della nostra lingua, riappropriamoci della nostra cultura, e il primo passo per fare questo, è anche riappropriarci della nostra lingua e della nostra bella parlata, della nostra bella cadenza. Riempiamo l'etere.TRANSLATIONDialects do not exist. They do not exist phonetically and linguistically. The distinction between language and dialect is a purely political one. We call language that way of communicating which is protected by an army and is linked to a nation, of which it becomes the official language. But from a phonetic-linguistic point of view there is no difference.When I start a new podcast course I always ask the same question to the participants, I ask, what do you expect from this course? And inevitably there's always someone who says, "Ah, I want to learn to speak without an accent." And I say, but look, when you speak, there is no language that doesn't have an accent, what you say 'without accent' is the accent of another region. Since we live in Italy, in Italy they took a deliberate decision about the official language that would replace Latin, Tuscan and Sicilian came very close, because in these two regions there were two very important literary schools, then the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>LINK https://www.linguisticamente.org/che-differenza-ce-tra-lingua-e-dialetto/ TRASCRIZIONE [ENG translation below]I dialetti non esistono. Non esistono dal punto di vista fonetico e linguistico. La distinzione tra lingua e dialetto è una distinzione pura</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 410 Videogiochi per adulti</title>
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        <![CDATA[Perché parlo di videogiochi come di una cosa "per adulti"? Perché non sono sicuramente un gioco da ragazz* con un fatturato che è cinque volte quello dell'industria del cinema. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Se anche voi siete di quelli che credono che i videogiochi siano una cosa che fa perdere il tempo, una cosa per ragazzini e ragazzine scansatevi perché sono qua per dimostrarvi che avete torto marcio.<br><br>Perché i videogiochi a oggi sono il settore dell'intrattenimento più redditizio e più fruttuoso fra tutti. Nel 2020 [n.d.r. 2022] i videogiochi nel mondo hanno fatto registrare <b><a href="https://www.ilgiorno.it/economia/videogiochi-industria-e-sport-italia-1.7077045" rel="noreferrer noopener">introiti che raggiungevano quasi i 200 miliardi di dollari</a></b>. E stiamo parlando di cifre che sono cinque volte quelle fatte registrare dal cinema, sto parlando di dati internazionali.<br><br>Già le persone che lavorano con i videogames lo sapevano che erano tutto fuorché un gioco da bambini. Però per gli altri, per il resto della popolazione c'è voluto il covid, perché col covid, quindi parliamo del 2019 e poi 2020 eccetera, <b><a href="https://www.marketwatch.com/story/videogames-are-a-bigger-industry-than-sports-and-movies-combined-thanks-to-the-pandemic-11608654990" rel="noreferrer noopener">c'è stato un aumento del 20%</a></b> nel fatturato dei videogiochi e finalmente anche gli stati, anche le grandi organizzazioni, anche coloro che si occupano di istruzione, anche i governi stanno cominciando a rendersi conto del fatto che i videogiochi non sono semplicemente un gioco, così come il cinema non è un gioco, così come la musica non è un gioco, ma che ci lavorano dietro persone, ci sono tante professionalità che vengono utilizzate e tante professionalità richieste per la creazione dei videogiochi, e man mano che i videogiochi diventano più complessi e che si usano varie tecniche e varie tecnologie, si richiede sempre di più l'apporto di nuove figure professionali che non esistevano meno qualche anno fa, quindi apriamo una piccola finestra: se siete alla ricerca di nuove professioni vi consiglio sicuramente di dare un'occhiata ai videogiochi, perché là serve sempre gente che sappia raccontare, che sappia narrare, che sappia fare la musica e i suoni.<br><br>Ma oggi in particolare, volevo parlarvi di una perla che ho trovato ed è un sito che si chiama <b><a href="https://ivipro.it/it/progetto/" rel="noreferrer noopener">Italian Videogame Program</a></b>, che promuove i diversi luoghi culturali archeologici dell'Italia come luogo dove ambientare i videogiochi. E c'è una mappa dei giochi, con una panoramica di quelli già in commercio che sono ambientati in luoghi italiani, ce ne sono anche <b><a href="https://ivipro.it/it/portfolio-category/sardegna/" rel="noreferrer noopener">diversi ambientati in Sardegna</a></b>, e poi ci sono un sacco di altre informazioni per chi volesse usare una location, un luogo italiano particolare per ambientare un suo videogioco.<br><br>Quindi se state per scrivere un videogioco, conoscete qualcuno che lo sta per scrivere? Mandateli su <b><a href="https://ivipro.it/it/home/" rel="noreferrer noopener">questo sito</a></b>, vi metto il link nelle note del programma e promuoviamo il nostro paese anche e soprattutto quei videogiochi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>If you too are one of those who believe that video games are a time-wasting thing, a thing for little boys and girls, get out of the way because I'm here to prove you dead wrong.<br><br>Because video games are today the most profitable and most fruitful entertainment sector of all. In 2020 [editor's note 2022] video games around the world have recorded revenues <b><a href="https://gameranx.com/updates/id/416500/article/gaming-is-five-times-bigger-than-movies-now/" rel="noreferrer noopener">reaching almost 200 billion dollars</a></b>. And we're talking about figures that are five times those recorded by cinema, I'm talking about international data. People who work with video games already knew that they were anything but child's play. But for the others, for the rest of the population, covid was needed, because with covid, we're talking about 2019 and then 2020, etc., <a href="https://www.marketwatch.com/story/videogames-are-a-bigger-industry-than-sports-and-movies-combined-thanks-to-the-pandemic-11608654990" rel="noreferrer noopener"><b>there was a 20% increase in the turnover of video games </b></a>and finally also states, large organizations, those involved in education, governments are starting to realize that video games are not just a game, just as cinema is not a game, just as music is not a game, but people who work behind it, there are many skills that are used and many skills required for the creation of video games, and as video games become more complex and various techniques and technologies are used, the contribution is increasingly required of new professional figures that did not exist a few years ago, so let's open a small window: if you are looking for new professions I definitely recommend you to take a look at videogames, because they will always need people who know how to tell stories, how to narrate, how to make music and sounds.<br><br>But today in particular, I wanted to tell you about a pearl that I found and it is a site called the <b><a href="https://ivipro.it/en/home-en/" rel="noreferrer noopener">Italian Videogame Program</a></b>, which promotes the various archaeological cultural sites of Italy as a place to set video games. And there is a map of the games, with an overview of those already on the market that are set in Italian locations, there are also <a href="https://ivipro.it/it/portfolio-category/sardegna/" rel="noreferrer noopener"><b>several set in Sardinia</b></a>, and then there is a lot of other information for those wishing to use a location, a particular Italian place to set one of his video games. So if you're going to write a video game, do you know someone who's going to write it, send them to this site, I'll put the link in the program notes and let's promote our country, especially through video games.]]>
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        <![CDATA[Perché parlo di videogiochi come di una cosa "per adulti"? Perché non sono sicuramente un gioco da ragazz* con un fatturato che è cinque volte quello dell'industria del cinema. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Se anche voi siete di quelli che credono che i videogiochi siano una cosa che fa perdere il tempo, una cosa per ragazzini e ragazzine scansatevi perché sono qua per dimostrarvi che avete torto marcio.<br><br>Perché i videogiochi a oggi sono il settore dell'intrattenimento più redditizio e più fruttuoso fra tutti. Nel 2020 [n.d.r. 2022] i videogiochi nel mondo hanno fatto registrare <b><a href="https://www.ilgiorno.it/economia/videogiochi-industria-e-sport-italia-1.7077045" rel="noreferrer noopener">introiti che raggiungevano quasi i 200 miliardi di dollari</a></b>. E stiamo parlando di cifre che sono cinque volte quelle fatte registrare dal cinema, sto parlando di dati internazionali.<br><br>Già le persone che lavorano con i videogames lo sapevano che erano tutto fuorché un gioco da bambini. Però per gli altri, per il resto della popolazione c'è voluto il covid, perché col covid, quindi parliamo del 2019 e poi 2020 eccetera, <b><a href="https://www.marketwatch.com/story/videogames-are-a-bigger-industry-than-sports-and-movies-combined-thanks-to-the-pandemic-11608654990" rel="noreferrer noopener">c'è stato un aumento del 20%</a></b> nel fatturato dei videogiochi e finalmente anche gli stati, anche le grandi organizzazioni, anche coloro che si occupano di istruzione, anche i governi stanno cominciando a rendersi conto del fatto che i videogiochi non sono semplicemente un gioco, così come il cinema non è un gioco, così come la musica non è un gioco, ma che ci lavorano dietro persone, ci sono tante professionalità che vengono utilizzate e tante professionalità richieste per la creazione dei videogiochi, e man mano che i videogiochi diventano più complessi e che si usano varie tecniche e varie tecnologie, si richiede sempre di più l'apporto di nuove figure professionali che non esistevano meno qualche anno fa, quindi apriamo una piccola finestra: se siete alla ricerca di nuove professioni vi consiglio sicuramente di dare un'occhiata ai videogiochi, perché là serve sempre gente che sappia raccontare, che sappia narrare, che sappia fare la musica e i suoni.<br><br>Ma oggi in particolare, volevo parlarvi di una perla che ho trovato ed è un sito che si chiama <b><a href="https://ivipro.it/it/progetto/" rel="noreferrer noopener">Italian Videogame Program</a></b>, che promuove i diversi luoghi culturali archeologici dell'Italia come luogo dove ambientare i videogiochi. E c'è una mappa dei giochi, con una panoramica di quelli già in commercio che sono ambientati in luoghi italiani, ce ne sono anche <b><a href="https://ivipro.it/it/portfolio-category/sardegna/" rel="noreferrer noopener">diversi ambientati in Sardegna</a></b>, e poi ci sono un sacco di altre informazioni per chi volesse usare una location, un luogo italiano particolare per ambientare un suo videogioco.<br><br>Quindi se state per scrivere un videogioco, conoscete qualcuno che lo sta per scrivere? Mandateli su <b><a href="https://ivipro.it/it/home/" rel="noreferrer noopener">questo sito</a></b>, vi metto il link nelle note del programma e promuoviamo il nostro paese anche e soprattutto quei videogiochi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>If you too are one of those who believe that video games are a time-wasting thing, a thing for little boys and girls, get out of the way because I'm here to prove you dead wrong.<br><br>Because video games are today the most profitable and most fruitful entertainment sector of all. In 2020 [editor's note 2022] video games around the world have recorded revenues <b><a href="https://gameranx.com/updates/id/416500/article/gaming-is-five-times-bigger-than-movies-now/" rel="noreferrer noopener">reaching almost 200 billion dollars</a></b>. And we're talking about figures that are five times those recorded by cinema, I'm talking about international data. People who work with video games already knew that they were anything but child's play. But for the others, for the rest of the population, covid was needed, because with covid, we're talking about 2019 and then 2020, etc., <a href="https://www.marketwatch.com/story/videogames-are-a-bigger-industry-than-sports-and-movies-combined-thanks-to-the-pandemic-11608654990" rel="noreferrer noopener"><b>there was a 20% increase in the turnover of video games </b></a>and finally also states, large organizations, those involved in education, governments are starting to realize that video games are not just a game, just as cinema is not a game, just as music is not a game, but people who work behind it, there are many skills that are used and many skills required for the creation of video games, and as video games become more complex and various techniques and technologies are used, the contribution is increasingly required of new professional figures that did not exist a few years ago, so let's open a small window: if you are looking for new professions I definitely recommend you to take a look at videogames, because they will always need people who know how to tell stories, how to narrate, how to make music and sounds.<br><br>But today in particular, I wanted to tell you about a pearl that I found and it is a site called the <b><a href="https://ivipro.it/en/home-en/" rel="noreferrer noopener">Italian Videogame Program</a></b>, which promotes the various archaeological cultural sites of Italy as a place to set video games. And there is a map of the games, with an overview of those already on the market that are set in Italian locations, there are also <a href="https://ivipro.it/it/portfolio-category/sardegna/" rel="noreferrer noopener"><b>several set in Sardinia</b></a>, and then there is a lot of other information for those wishing to use a location, a particular Italian place to set one of his video games. So if you're going to write a video game, do you know someone who's going to write it, send them to this site, I'll put the link in the program notes and let's promote our country, especially through video games.]]>
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      <pubDate>Tue, 14 Feb 2023 06:00:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 409 Finestra chiusa</title>
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        <![CDATA[Non sono riuscita ad aprire la mia finestra sul mondo. Ma naturalmente riproverò!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Non mi hanno permesso di aprire la finestra. Questa mattina ho ricevuto una email che diceva ci dispiace ma la tua finestra non la possiamo aprire. Di che cosa sto parlando?<br><br>Sto parlando di <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/52602681" rel="noreferrer noopener">un sito che mostra le finestre nelle case degli altri in giro per il mondo</a></b>. Ve ne ho parlato circa due settimane fa, nei <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/52602681" rel="noreferrer noopener">3 minuti grezzi numero 397</a></b>, vi avevo raccontato con grande entusiasmo di come anch'io mi sarei cimentata nella registrazione della mia finestra e che avrei mandato poi il filmato e stamattina mi è arrivata l'email dicendo ci dispiace ma il tuo filmato non lo possiamo prendere.<br><br>Perché? Perché non è abbastanza lungo, infatti il filmato deve essere lungo almeno 10 minuti. Io mi ero messa in cucina e avevo poggiato il cellulare sul tavolo e avevo ripreso la finestra della cucina che dà sulla strada, ma ancora meglio dà sui muratori che stanno rifacendo la facciata esterna del nostro palazzo.<br><br>Ed è venuto fuori un video carino perché i muratori fuori dal nostro palazzo usano uno di quei ponteggi mobili, quindi quelli che salgono e scendono con una specie di ascensore. E mentre ho fatto la ripresa i lavoratori si trovavano al livello della mia abitazione e quindi si vedeva una finestra che dava sul di fuori, però dal di fuori c'erano delle persone che andavano avanti e indietro, parlavano, lavoravano. Infatti devo confessare che ero anche un po' preoccupata perché non volevo farmi vedere mentre facevo questa ripresa.<br><br>Ma non c'è niente di male, non stavano facendo niente di chissà che, manco si vedono le facce perché tra la finestra, naturalmente era chiusa, quindi il vetro chiuso, il riflesso la luce che viene da fuori, non è che abbia fatto dei primi piani dei muratori, però era carino perché dava un effetto un po' straniante perché si vede che era una finestra, perché c'era anche la parte della cornice e si vedeva anche lo sfondo, quindi si capisce che non è una finestra al pianoterra, però si vedevano queste persone che andavano avanti e indietro, chiacchieravano.<br><br>Sarebbe stato carino qualcuno che ne so, in India, clicca sul sito - poi <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/52602681" rel="noreferrer noopener">vi metto anche il link</a></b> così potete andare a sentire il pezzo originale che ho fatto dove spiego come funziona - quindi tu se in India clicchi e ti trovi questi muratori sardi che passeggiano avanti e indietro e si raccontano le loro cose un po' in italiano, un po' in sardo e ridono, si perché io ho dei muratori molto... Che ridono tanto e questo mi fa ben sperare per il feng shui del palazzo che una volta completato sarà un palazzo divertente.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>They didn't let me open the window. This morning I received an email saying we're sorry but we can't open your window. What am I talking about? I'm talking about <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/52602681" rel="noreferrer noopener">a site that shows windows in other people's houses around the world</a></b>.<br><br>I told you about it about two weeks ago, in the <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/52602681" rel="noreferrer noopener">3 raw minutes number 397</a></b>, I told you with great enthusiasm about how I too would have tried my hand at recording my window and that I would then send the video and this morning I received the email saying we're sorry but we can't take your footage.<br><br>Why? Because it is not long enough, in fact the movie must be at least 10 minutes long. I sat in the kitchen and placed my cell phone on the table and filmed the kitchen window which overlooks the street, but even better it overlooks the bricklayers who are redoing the external facade of our building.<br><br>And a nice video came out because the bricklayers outside our building use one of those mobile scaffoldings, so those who go up and down with a sort of lift. And while I was filming the workers were at the level of my house and therefore you could see a window that looked out onto the outside, but from outside there were people who went back and forth, talked, worked.<br><br>In fact, I must confess that I was also a little worried because I didn't want to be seen doing this shot. Althought there's nothing wrong, they weren't doing anything strange, you can't even see their faces because the window, of course, was closed, therefore the glass closed, the reflection of the light that comes from outside, it's not that I did close-ups of the bricklayers, but it was nice because it gave a slightly alienating effect because you can see that it was a window, because there was also part of the frame and you could also see the background, so you understand that it's not a window at ground floor, but you could see these people going back and forth, chatting.<br><br>It would have been nice that someone I don't know, say, in India, click on the site - I'll include the link so you can go and listen to the original piece I made where I explain how it works - so imagine you're in India, you click and you'll find these Sardinian masons walking back and forth and chatting a little in Italian, a little in Sardinian and they laugh, yes because I have bricklayers... who laugh a lot and this gives me hope for the feng shui of the building that it will be a fun building when completed.]]>
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        <![CDATA[Non sono riuscita ad aprire la mia finestra sul mondo. Ma naturalmente riproverò!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Non mi hanno permesso di aprire la finestra. Questa mattina ho ricevuto una email che diceva ci dispiace ma la tua finestra non la possiamo aprire. Di che cosa sto parlando?<br><br>Sto parlando di <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/52602681" rel="noreferrer noopener">un sito che mostra le finestre nelle case degli altri in giro per il mondo</a></b>. Ve ne ho parlato circa due settimane fa, nei <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/52602681" rel="noreferrer noopener">3 minuti grezzi numero 397</a></b>, vi avevo raccontato con grande entusiasmo di come anch'io mi sarei cimentata nella registrazione della mia finestra e che avrei mandato poi il filmato e stamattina mi è arrivata l'email dicendo ci dispiace ma il tuo filmato non lo possiamo prendere.<br><br>Perché? Perché non è abbastanza lungo, infatti il filmato deve essere lungo almeno 10 minuti. Io mi ero messa in cucina e avevo poggiato il cellulare sul tavolo e avevo ripreso la finestra della cucina che dà sulla strada, ma ancora meglio dà sui muratori che stanno rifacendo la facciata esterna del nostro palazzo.<br><br>Ed è venuto fuori un video carino perché i muratori fuori dal nostro palazzo usano uno di quei ponteggi mobili, quindi quelli che salgono e scendono con una specie di ascensore. E mentre ho fatto la ripresa i lavoratori si trovavano al livello della mia abitazione e quindi si vedeva una finestra che dava sul di fuori, però dal di fuori c'erano delle persone che andavano avanti e indietro, parlavano, lavoravano. Infatti devo confessare che ero anche un po' preoccupata perché non volevo farmi vedere mentre facevo questa ripresa.<br><br>Ma non c'è niente di male, non stavano facendo niente di chissà che, manco si vedono le facce perché tra la finestra, naturalmente era chiusa, quindi il vetro chiuso, il riflesso la luce che viene da fuori, non è che abbia fatto dei primi piani dei muratori, però era carino perché dava un effetto un po' straniante perché si vede che era una finestra, perché c'era anche la parte della cornice e si vedeva anche lo sfondo, quindi si capisce che non è una finestra al pianoterra, però si vedevano queste persone che andavano avanti e indietro, chiacchieravano.<br><br>Sarebbe stato carino qualcuno che ne so, in India, clicca sul sito - poi <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/52602681" rel="noreferrer noopener">vi metto anche il link</a></b> così potete andare a sentire il pezzo originale che ho fatto dove spiego come funziona - quindi tu se in India clicchi e ti trovi questi muratori sardi che passeggiano avanti e indietro e si raccontano le loro cose un po' in italiano, un po' in sardo e ridono, si perché io ho dei muratori molto... Che ridono tanto e questo mi fa ben sperare per il feng shui del palazzo che una volta completato sarà un palazzo divertente.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>They didn't let me open the window. This morning I received an email saying we're sorry but we can't open your window. What am I talking about? I'm talking about <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/52602681" rel="noreferrer noopener">a site that shows windows in other people's houses around the world</a></b>.<br><br>I told you about it about two weeks ago, in the <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/52602681" rel="noreferrer noopener">3 raw minutes number 397</a></b>, I told you with great enthusiasm about how I too would have tried my hand at recording my window and that I would then send the video and this morning I received the email saying we're sorry but we can't take your footage.<br><br>Why? Because it is not long enough, in fact the movie must be at least 10 minutes long. I sat in the kitchen and placed my cell phone on the table and filmed the kitchen window which overlooks the street, but even better it overlooks the bricklayers who are redoing the external facade of our building.<br><br>And a nice video came out because the bricklayers outside our building use one of those mobile scaffoldings, so those who go up and down with a sort of lift. And while I was filming the workers were at the level of my house and therefore you could see a window that looked out onto the outside, but from outside there were people who went back and forth, talked, worked.<br><br>In fact, I must confess that I was also a little worried because I didn't want to be seen doing this shot. Althought there's nothing wrong, they weren't doing anything strange, you can't even see their faces because the window, of course, was closed, therefore the glass closed, the reflection of the light that comes from outside, it's not that I did close-ups of the bricklayers, but it was nice because it gave a slightly alienating effect because you can see that it was a window, because there was also part of the frame and you could also see the background, so you understand that it's not a window at ground floor, but you could see these people going back and forth, chatting.<br><br>It would have been nice that someone I don't know, say, in India, click on the site - I'll include the link so you can go and listen to the original piece I made where I explain how it works - so imagine you're in India, you click and you'll find these Sardinian masons walking back and forth and chatting a little in Italian, a little in Sardinian and they laugh, yes because I have bricklayers... who laugh a lot and this gives me hope for the feng shui of the building that it will be a fun building when completed.]]>
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      <pubDate>Mon, 13 Feb 2023 06:27:08 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Non sono riuscita ad aprire la mia finestra sul mondo. Ma naturalmente riproverò!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non mi hanno permesso di aprire la finestra. Questa mattina ho ricevuto una email che diceva ci dispiace ma la tua finestra non la possiamo aprire. Di che cosa sto parlando?Sto parlando di un sito che mostra le finestre nelle case degli altri in giro per il mondo. Ve ne ho parlato circa due settimane fa, nei 3 minuti grezzi numero 397, vi avevo raccontato con grande entusiasmo di come anch'io mi sarei cimentata nella registrazione della mia finestra e che avrei mandato poi il filmato e stamattina mi è arrivata l'email dicendo ci dispiace ma il tuo filmato non lo possiamo prendere.Perché? Perché non è abbastanza lungo, infatti il filmato deve essere lungo almeno 10 minuti. Io mi ero messa in cucina e avevo poggiato il cellulare sul tavolo e avevo ripreso la finestra della cucina che dà sulla strada, ma ancora meglio dà sui muratori che stanno rifacendo la facciata esterna del nostro palazzo.Ed è venuto fuori un video carino perché i muratori fuori dal nostro palazzo usano uno di quei ponteggi mobili, quindi quelli che salgono e scendono con una specie di ascensore. E mentre ho fatto la ripresa i lavoratori si trovavano al livello della mia abitazione e quindi si vedeva una finestra che dava sul di fuori, però dal di fuori c'erano delle persone che andavano avanti e indietro, parlavano, lavoravano. Infatti devo confessare che ero anche un po' preoccupata perché non volevo farmi vedere mentre facevo questa ripresa.Ma non c'è niente di male, non stavano facendo niente di chissà che, manco si vedono le facce perché tra la finestra, naturalmente era chiusa, quindi il vetro chiuso, il riflesso la luce che viene da fuori, non è che abbia fatto dei primi piani dei muratori, però era carino perché dava un effetto un po' straniante perché si vede che era una finestra, perché c'era anche la parte della cornice e si vedeva anche lo sfondo, quindi si capisce che non è una finestra al pianoterra, però si vedevano queste persone che andavano avanti e indietro, chiacchieravano.Sarebbe stato carino qualcuno che ne so, in India, clicca sul sito - poi vi metto anche il link così potete andare a sentire il pezzo originale che ho fatto dove spiego come funziona - quindi tu se in India clicchi e ti trovi questi muratori sardi che passeggiano avanti e indietro e si raccontano le loro cose un po' in italiano, un po' in sardo e ridono, si perché io ho dei muratori molto... Che ridono tanto e questo mi fa ben sperare per il feng shui del palazzo che una volta completato sarà un palazzo divertente.TRANSLATIONThey didn't let me open the window. This morning I received an email saying we're sorry but we can't open your window. What am I talking about? I'm talking about a site that shows windows in other people's houses around the world.I told you about it about two weeks ago, in the 3 raw minutes number 397, I told you with great enthusiasm about how I too would have tried my hand at recording my window and that I would then send the video and this morning I received the email saying we're sorry but we can't take your footage.Why? Because it is not long enough, in fact the movie must be at least 10 minutes long. I sat in the kitchen and placed my cell phone on the table and filmed the...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 408 Correggiamo internet!</title>
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        <![CDATA[Sembra che i motori di ricerca abbiano una leggera preferenza per gli atleti maschili. Non è colpa loro, è solo che sono stati programmati da esseri umani che, a loro volta, hanno una leggera preferenza per gli atleti maschili. Che sorpresa, vero? Ma adesso c'è un piccolo e semplice strumento che ci permette di correggere internet che discrimina nei confronti dei record sportivi stabiliti dalle donne. Avanti, leoni e leonesse da tastierea, diamoci da fare, un risultato alla volta, correggiamo internet una volta per tutte! <br><br><br><b>LINK</b> <b><a href="https://www.correcttheinternet.com/" rel="noreferrer noopener">Correct The Internet</a></b><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Facciamo un quiz, ditemi chi ha segnato il maggior numero di reti in gare di calcio internazionali. Vi faccio anche cercare internet, anzi vi invito a usare Google per scoprire chi è che ha segnato il maggior numero di reti in gare di calcio internazionali. Vedrete che Google vi dice che è stato Cristiano Ronaldo con 118 reti. Però questo non corrisponde a realtà, perché se poi si va a cercare più a fondo si scopre che c'è qualcuno che di reti ne ha assegnato 190, e questo qualcuno è Christine Sinclair, una donna.<br><br>Cosa succede? Succede che troppo spesso, diciamo che nella stragrande maggioranza dei casi, quando si cercano i record sportivi, i motori di ricerca sono parziali nei confronti dei risultati ottenuti dagli atleti maschili, anche se ci sono tantissimi casi in cui le atlete femmine hanno raggiunto risultati molto migliori.<br><br>Faccio un altro esempio: se vi chiedo chi è che ha vinto più volte Wimbledon, mi direte è Roger Federer che l'ha vinto 8 volte e vi sbaglierete perché Martina Navratilova l'ha vinto 9 volte. Vi faccio un altro esempio sempre del tennis, che è uno dei pochi sport che seguo, chi è stato più volte, più a lungo, più settimane al numero uno della classifica mondiale dei tennisti? Novak Djokovic c'è stato 373 settimane, però non è la risposta esatta, perché Steffi Graf c'è stata 377 settimane.<br><br>Perché succede questo? Perché i motori di ricerca funzionano animati dagli algoritmi creati dagli esseri umani. E gli esseri umani spesso in queste in queste posizioni sono di sesso maschile, e comunque lo sport fatto dalle donne viene considerato di serie B rispetto a quello fatto dagli uomini. Pensate solo alla copertura che c'è del calcio femminile rispetto a quella del calcio maschile.<br><br>Ma... Ottima notizia c'è qualcuno che vuole rettificare ciò ed è un un'organizzazione che si chiama <a href="https://www.correcttheinternet.com/" rel="noreferrer noopener"><b>Correct The Internet</b></a>, correggiamo l'internet, e' un sito di cui vi metterò l'indirizzo delle note del programma, dove ci sono un sacco di record fatti da atlete femmine che però vengono ignorati dai motori di ricerca e il sito ci fa seguire pochissimi passi, semplicissimi da fare, dove copia e incolla si può dare il feedback ai motori di ricerca, perché ogni motore di ricerca ha un bottoncino alla fine dove c'è scritto 'feedback' e noi diamo la risposta esatta diciamo no, guarda Google, ti stai sbagliando, non è così, c'è questa atleta femmina che è molto più brava dell'atleta maschio. Mi raccomando!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Let's take a quiz, tell me who has scored the most goals in international soccer competitions. I allow you to search on internet, indeed I invite you to use Google to find out who has scored the most goals in international football matches. You will see that Google tells you it was Cristiano Ronaldo with 118 goals. But this doesn't correspond to reality, because if you go and look deeper, you discover that there is someone who has scored 190 goals, and this someone is Christine Sinclair, a woman.<br><br>What happen? It happens that too often, let's say in the vast majority of cases, when looking for sports records, search engines are partial to the results obtained by male athletes, even if there are many cases in which female athletes have achieved best results. I'll give you another example: if I ask you who has won Wimbledon the most times, you'll tell me it's Roger Federer who has won it 8 times and you'll be wrong because Martina Navratilova won it 9 times. I'll give you another example of tennis, which is one of the few sports I follow, who has been number one in the world ranking of tennis players several times, for longer, for more weeks? Novak Djokovic was there 373 weeks, but that's not the right answer, because Steffi Graf was there 377 weeks.<br><br>Why is this happening? Because search engines work animated by algorithms created by human beings. And human beings in these positions are often male, and in any case the sport played by women is considered second-class compared to that played by men. Just think of the coverage of women's football compared to that of men's football.<br><br>But... Excellent news, there is someone who wants to correct this and it is an organization called <a href="https://www.correcttheinternet.com/" rel="noreferrer noopener"><b>Correct The Internet</b></a>, it is a site (whose address I will put in the program notes), where there are a lot of records made by female athletes which however are ignored by search engines and the site gives us very few steps to follow, very simple to do, where you can copy and paste feedback to search engines, because each search engine has a little button at the end where it says 'feedback' and we can give the correct answer and say no, look at Google, you're wrong, it's not like that, there's this female athlete who is much better than the male athlete. Come on, let's do it!]]>
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        <![CDATA[Sembra che i motori di ricerca abbiano una leggera preferenza per gli atleti maschili. Non è colpa loro, è solo che sono stati programmati da esseri umani che, a loro volta, hanno una leggera preferenza per gli atleti maschili. Che sorpresa, vero? Ma adesso c'è un piccolo e semplice strumento che ci permette di correggere internet che discrimina nei confronti dei record sportivi stabiliti dalle donne. Avanti, leoni e leonesse da tastierea, diamoci da fare, un risultato alla volta, correggiamo internet una volta per tutte! <br><br><br><b>LINK</b> <b><a href="https://www.correcttheinternet.com/" rel="noreferrer noopener">Correct The Internet</a></b><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Facciamo un quiz, ditemi chi ha segnato il maggior numero di reti in gare di calcio internazionali. Vi faccio anche cercare internet, anzi vi invito a usare Google per scoprire chi è che ha segnato il maggior numero di reti in gare di calcio internazionali. Vedrete che Google vi dice che è stato Cristiano Ronaldo con 118 reti. Però questo non corrisponde a realtà, perché se poi si va a cercare più a fondo si scopre che c'è qualcuno che di reti ne ha assegnato 190, e questo qualcuno è Christine Sinclair, una donna.<br><br>Cosa succede? Succede che troppo spesso, diciamo che nella stragrande maggioranza dei casi, quando si cercano i record sportivi, i motori di ricerca sono parziali nei confronti dei risultati ottenuti dagli atleti maschili, anche se ci sono tantissimi casi in cui le atlete femmine hanno raggiunto risultati molto migliori.<br><br>Faccio un altro esempio: se vi chiedo chi è che ha vinto più volte Wimbledon, mi direte è Roger Federer che l'ha vinto 8 volte e vi sbaglierete perché Martina Navratilova l'ha vinto 9 volte. Vi faccio un altro esempio sempre del tennis, che è uno dei pochi sport che seguo, chi è stato più volte, più a lungo, più settimane al numero uno della classifica mondiale dei tennisti? Novak Djokovic c'è stato 373 settimane, però non è la risposta esatta, perché Steffi Graf c'è stata 377 settimane.<br><br>Perché succede questo? Perché i motori di ricerca funzionano animati dagli algoritmi creati dagli esseri umani. E gli esseri umani spesso in queste in queste posizioni sono di sesso maschile, e comunque lo sport fatto dalle donne viene considerato di serie B rispetto a quello fatto dagli uomini. Pensate solo alla copertura che c'è del calcio femminile rispetto a quella del calcio maschile.<br><br>Ma... Ottima notizia c'è qualcuno che vuole rettificare ciò ed è un un'organizzazione che si chiama <a href="https://www.correcttheinternet.com/" rel="noreferrer noopener"><b>Correct The Internet</b></a>, correggiamo l'internet, e' un sito di cui vi metterò l'indirizzo delle note del programma, dove ci sono un sacco di record fatti da atlete femmine che però vengono ignorati dai motori di ricerca e il sito ci fa seguire pochissimi passi, semplicissimi da fare, dove copia e incolla si può dare il feedback ai motori di ricerca, perché ogni motore di ricerca ha un bottoncino alla fine dove c'è scritto 'feedback' e noi diamo la risposta esatta diciamo no, guarda Google, ti stai sbagliando, non è così, c'è questa atleta femmina che è molto più brava dell'atleta maschio. Mi raccomando!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Let's take a quiz, tell me who has scored the most goals in international soccer competitions. I allow you to search on internet, indeed I invite you to use Google to find out who has scored the most goals in international football matches. You will see that Google tells you it was Cristiano Ronaldo with 118 goals. But this doesn't correspond to reality, because if you go and look deeper, you discover that there is someone who has scored 190 goals, and this someone is Christine Sinclair, a woman.<br><br>What happen? It happens that too often, let's say in the vast majority of cases, when looking for sports records, search engines are partial to the results obtained by male athletes, even if there are many cases in which female athletes have achieved best results. I'll give you another example: if I ask you who has won Wimbledon the most times, you'll tell me it's Roger Federer who has won it 8 times and you'll be wrong because Martina Navratilova won it 9 times. I'll give you another example of tennis, which is one of the few sports I follow, who has been number one in the world ranking of tennis players several times, for longer, for more weeks? Novak Djokovic was there 373 weeks, but that's not the right answer, because Steffi Graf was there 377 weeks.<br><br>Why is this happening? Because search engines work animated by algorithms created by human beings. And human beings in these positions are often male, and in any case the sport played by women is considered second-class compared to that played by men. Just think of the coverage of women's football compared to that of men's football.<br><br>But... Excellent news, there is someone who wants to correct this and it is an organization called <a href="https://www.correcttheinternet.com/" rel="noreferrer noopener"><b>Correct The Internet</b></a>, it is a site (whose address I will put in the program notes), where there are a lot of records made by female athletes which however are ignored by search engines and the site gives us very few steps to follow, very simple to do, where you can copy and paste feedback to search engines, because each search engine has a little button at the end where it says 'feedback' and we can give the correct answer and say no, look at Google, you're wrong, it's not like that, there's this female athlete who is much better than the male athlete. Come on, let's do it!]]>
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      <pubDate>Sun, 12 Feb 2023 06:42:33 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Sembra che i motori di ricerca abbiano una leggera preferenza per gli atleti maschili. Non è colpa loro, è solo che sono stati programmati da esseri umani che, a loro volta, hanno una leggera preferenza per gli atleti maschili. Che sorpresa, vero? Ma adesso c'è un piccolo e semplice strumento che ci permette di correggere internet che discrimina nei confronti dei record sportivi stabiliti dalle donne. Avanti, leoni e leonesse da tastierea, diamoci da fare, un risultato alla volta, correggiamo internet una volta per tutte! LINK Correct The InternetTRASCRIZIONE [ENG translation below]Facciamo un quiz, ditemi chi ha segnato il maggior numero di reti in gare di calcio internazionali. Vi faccio anche cercare internet, anzi vi invito a usare Google per scoprire chi è che ha segnato il maggior numero di reti in gare di calcio internazionali. Vedrete che Google vi dice che è stato Cristiano Ronaldo con 118 reti. Però questo non corrisponde a realtà, perché se poi si va a cercare più a fondo si scopre che c'è qualcuno che di reti ne ha assegnato 190, e questo qualcuno è Christine Sinclair, una donna.Cosa succede? Succede che troppo spesso, diciamo che nella stragrande maggioranza dei casi, quando si cercano i record sportivi, i motori di ricerca sono parziali nei confronti dei risultati ottenuti dagli atleti maschili, anche se ci sono tantissimi casi in cui le atlete femmine hanno raggiunto risultati molto migliori.Faccio un altro esempio: se vi chiedo chi è che ha vinto più volte Wimbledon, mi direte è Roger Federer che l'ha vinto 8 volte e vi sbaglierete perché Martina Navratilova l'ha vinto 9 volte. Vi faccio un altro esempio sempre del tennis, che è uno dei pochi sport che seguo, chi è stato più volte, più a lungo, più settimane al numero uno della classifica mondiale dei tennisti? Novak Djokovic c'è stato 373 settimane, però non è la risposta esatta, perché Steffi Graf c'è stata 377 settimane.Perché succede questo? Perché i motori di ricerca funzionano animati dagli algoritmi creati dagli esseri umani. E gli esseri umani spesso in queste in queste posizioni sono di sesso maschile, e comunque lo sport fatto dalle donne viene considerato di serie B rispetto a quello fatto dagli uomini. Pensate solo alla copertura che c'è del calcio femminile rispetto a quella del calcio maschile.Ma... Ottima notizia c'è qualcuno che vuole rettificare ciò ed è un un'organizzazione che si chiama Correct The Internet, correggiamo l'internet, e' un sito di cui vi metterò l'indirizzo delle note del programma, dove ci sono un sacco di record fatti da atlete femmine che però vengono ignorati dai motori di ricerca e il sito ci fa seguire pochissimi passi, semplicissimi da fare, dove copia e incolla si può dare il feedback ai motori di ricerca, perché ogni motore di ricerca ha un bottoncino alla fine dove c'è scritto 'feedback' e noi diamo la risposta esatta diciamo no, guarda Google, ti stai sbagliando, non è così, c'è questa atleta femmina che è molto più brava dell'atleta maschio. Mi raccomando!TRANSLATIONLet's take a quiz, tell me who has scored the most goals in international soccer competitions. I allow you to search on internet, indeed I invite you to use Google to find out who has scored the most goals in international football matches. You will see that Google tells you it was Cristiano Ronaldo with 118 goals. But this doesn't correspond to reality, because if you go and look deeper, you discover that there is someone who has scored 190 goals, and this someone is Christine Sinclair, a woman.What happen? It happens that too often, let's say in the vast majority of cases, when looking for sports records,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Sembra che i motori di ricerca abbiano una leggera preferenza per gli atleti maschili. Non è colpa loro, è solo che sono stati programmati da esseri umani che, a loro volta, hanno una leggera preferenza per gli atleti maschili. Che sorpresa, vero? Ma ades</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 407 Mettere in ordine i mattoncini Lego</title>
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        <![CDATA[Perché mettere in ordine i mattoncini Lego dà così tanta soddisfazione? Me lo sto chiedendo da un po'.<br><br><b>TRANSCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Se avete mai affondato le mani in un contenitore pieno zeppo di costruzioni Lego, sapete di cosa parlo quando dico che dà una bellissima sensazione. E forse è proprio questo, la manipolazione dei piccoli mattoncini Lego che rende così bella l'attività di mettere in ordine i mattoncini Lego, che poi è sempre il tentativo di metterli in ordine perché, soprattutto quando se ne hanno tantissimi, e a casa ne abbiamo, non lo so, probabilmente una decina di chili, non lo so, non sappiamo più dove metterli, e quando si cerca di metterli a posto è sempre un'operazione che effettivamente non ha mai fine.<br><br>Io mi sono chiesta ma com'è che mettere a posto i mattoncini Lego è una cosa così bella da fare, e se non l'avete mai fatto, non sto esagerando, è una operazione che poi a un certo punto diventa zen. Ci si possono veramente trascorrere non le ore ma le giornate.<br><br>Ho provato anche a cercare degli articoli scientifici sull'argomento, ma non sono riuscita a trovarne. La mia ricerca non è stata super approfondita, però se ce ne fosse stato qualcuno di rilievo sicuramente lo avrei incrociato. Non lo so, forse è l'atto di ordinare e di organizzare che dà un senso di compimento, un senso di completezza. O forse è proprio la manipolazione che è una bella esperienza sensoriale, non solo al tatto ma anche al rumore.<br><br>C'è addirittura un sito della Lego un canale, anzi, penso fosse <b><a href="https://open.spotify.com/artist/7K5Pd9Rp3Gd6NFlulKHIzd#login" rel="noreferrer noopener">Spotify della Lego</a></b>, dove ci sono diverse tracce e c'è un rumore bianco, quindi un rumore di sottofondo che è proprio il rumore dei piccoli mattoncini che vengono mossi e hanno questo rumore che sembra quasi il rumore della risacca sulla spiaggia.<br><br>Per mettere a posto le Lego ci vuole molta concentrazione. Anzitutto bisogna stabilire un criterio: si mettono a posto in base al colore? Si mischiano tutti i pezzi? Oppure si mettono a posto in base alle dimensioni? O forse, come di solito faccio io, prima per colore, poi all'interno del colore suddivido i diversi mattoncini, quelli piatti, da quelli a quelli un po più alti, quelli da due, da quelli da tre, eccetera.<br><br>Diciamo che forse una delle ragioni per cui mettere a posto i mattoncini Lego dà un senso di benessere è perché c'è la sensazione di mettere ordine nel caos, soprattutto quando magari c'è caos nella vita privata, che non è il mio caso, però sto pensando magari per quello, mettere a posto le mattoncini Lego si fa finta di essere un grande creatore, una grande creatrice che ha il potere di mettere ordine nella materia che la circonda. Vi consiglio di provarci, se potete.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>If you've ever dipped your hands into a container full of Lego bricks, you know what I'm talking about when I say it feels great. And perhaps it is precisely this, the manipulation of the small Lego bricks that makes the activity of sorting Lego bricks so beautiful, which is always the attempt to sort them out because, especially when you have so many, and at home we have, I don't know, probably about ten kilos, something like that, we don't know where to put them anymore, and when we try to sort them out it's always an operation that effectively never ends.<br><br>I wonder how is it that sorting Lego bricks is such a great activityo, and if you've never done it, I'm not exaggerating, it's an operation that becomes zen at a certain point. You can really spend not hours but the days.<br><br>I also tried to look for scientific articles on the subject, but I could not find any. My research wasn't super thorough, but if there had been something relevant, I would certainly have come across it. I don't know, maybe it's the act of ordering and organizing that gives a sense of accomplishment, a sense of completeness. Or perhaps it is precisely the manipulation that is a beautiful sensory experience, not only to the touch but also to the sound.<br><br>There's even a Lego site, a channel, or rather, I think it was <b><a href="https://open.spotify.com/artist/7K5Pd9Rp3Gd6NFlulKHIzd#login" rel="noreferrer noopener">Lego's Spotify</a></b>, where there are various tracks and there is white noise, that is background noise, and it is precisely the noise of the small bricks that are handled, and they make this noise that almost seems like the sound of the surf on the beach.<br><br>Sorting Legos takes a lot of concentration. First of all, a criterion must be established: sorting according to the color? Mixing all the pieces? Or sorting them according to size? Or perhaps, as I usually do, first by color, then within the color I divide the different bricks, the flat ones, from those a little higher, those of two, from those of three, and so on.<br><br>Let's say that perhaps one of the reasons why sorting Lego bricks gives a sense of well-being is because there is a feeling of putting order out of chaos, especially when perhaps there is chaos in private life, which is not my case, but maybe that's why I'm thinking, sorting Lego bricks you can pretend to be a great creator who has the power to bring order to the matter that surrounds him/her. I recommend you to give it a try if you can.]]>
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        <![CDATA[Perché mettere in ordine i mattoncini Lego dà così tanta soddisfazione? Me lo sto chiedendo da un po'.<br><br><b>TRANSCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Se avete mai affondato le mani in un contenitore pieno zeppo di costruzioni Lego, sapete di cosa parlo quando dico che dà una bellissima sensazione. E forse è proprio questo, la manipolazione dei piccoli mattoncini Lego che rende così bella l'attività di mettere in ordine i mattoncini Lego, che poi è sempre il tentativo di metterli in ordine perché, soprattutto quando se ne hanno tantissimi, e a casa ne abbiamo, non lo so, probabilmente una decina di chili, non lo so, non sappiamo più dove metterli, e quando si cerca di metterli a posto è sempre un'operazione che effettivamente non ha mai fine.<br><br>Io mi sono chiesta ma com'è che mettere a posto i mattoncini Lego è una cosa così bella da fare, e se non l'avete mai fatto, non sto esagerando, è una operazione che poi a un certo punto diventa zen. Ci si possono veramente trascorrere non le ore ma le giornate.<br><br>Ho provato anche a cercare degli articoli scientifici sull'argomento, ma non sono riuscita a trovarne. La mia ricerca non è stata super approfondita, però se ce ne fosse stato qualcuno di rilievo sicuramente lo avrei incrociato. Non lo so, forse è l'atto di ordinare e di organizzare che dà un senso di compimento, un senso di completezza. O forse è proprio la manipolazione che è una bella esperienza sensoriale, non solo al tatto ma anche al rumore.<br><br>C'è addirittura un sito della Lego un canale, anzi, penso fosse <b><a href="https://open.spotify.com/artist/7K5Pd9Rp3Gd6NFlulKHIzd#login" rel="noreferrer noopener">Spotify della Lego</a></b>, dove ci sono diverse tracce e c'è un rumore bianco, quindi un rumore di sottofondo che è proprio il rumore dei piccoli mattoncini che vengono mossi e hanno questo rumore che sembra quasi il rumore della risacca sulla spiaggia.<br><br>Per mettere a posto le Lego ci vuole molta concentrazione. Anzitutto bisogna stabilire un criterio: si mettono a posto in base al colore? Si mischiano tutti i pezzi? Oppure si mettono a posto in base alle dimensioni? O forse, come di solito faccio io, prima per colore, poi all'interno del colore suddivido i diversi mattoncini, quelli piatti, da quelli a quelli un po più alti, quelli da due, da quelli da tre, eccetera.<br><br>Diciamo che forse una delle ragioni per cui mettere a posto i mattoncini Lego dà un senso di benessere è perché c'è la sensazione di mettere ordine nel caos, soprattutto quando magari c'è caos nella vita privata, che non è il mio caso, però sto pensando magari per quello, mettere a posto le mattoncini Lego si fa finta di essere un grande creatore, una grande creatrice che ha il potere di mettere ordine nella materia che la circonda. Vi consiglio di provarci, se potete.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>If you've ever dipped your hands into a container full of Lego bricks, you know what I'm talking about when I say it feels great. And perhaps it is precisely this, the manipulation of the small Lego bricks that makes the activity of sorting Lego bricks so beautiful, which is always the attempt to sort them out because, especially when you have so many, and at home we have, I don't know, probably about ten kilos, something like that, we don't know where to put them anymore, and when we try to sort them out it's always an operation that effectively never ends.<br><br>I wonder how is it that sorting Lego bricks is such a great activityo, and if you've never done it, I'm not exaggerating, it's an operation that becomes zen at a certain point. You can really spend not hours but the days.<br><br>I also tried to look for scientific articles on the subject, but I could not find any. My research wasn't super thorough, but if there had been something relevant, I would certainly have come across it. I don't know, maybe it's the act of ordering and organizing that gives a sense of accomplishment, a sense of completeness. Or perhaps it is precisely the manipulation that is a beautiful sensory experience, not only to the touch but also to the sound.<br><br>There's even a Lego site, a channel, or rather, I think it was <b><a href="https://open.spotify.com/artist/7K5Pd9Rp3Gd6NFlulKHIzd#login" rel="noreferrer noopener">Lego's Spotify</a></b>, where there are various tracks and there is white noise, that is background noise, and it is precisely the noise of the small bricks that are handled, and they make this noise that almost seems like the sound of the surf on the beach.<br><br>Sorting Legos takes a lot of concentration. First of all, a criterion must be established: sorting according to the color? Mixing all the pieces? Or sorting them according to size? Or perhaps, as I usually do, first by color, then within the color I divide the different bricks, the flat ones, from those a little higher, those of two, from those of three, and so on.<br><br>Let's say that perhaps one of the reasons why sorting Lego bricks gives a sense of well-being is because there is a feeling of putting order out of chaos, especially when perhaps there is chaos in private life, which is not my case, but maybe that's why I'm thinking, sorting Lego bricks you can pretend to be a great creator who has the power to bring order to the matter that surrounds him/her. I recommend you to give it a try if you can.]]>
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      <pubDate>Sat, 11 Feb 2023 08:18:59 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 406 Fare i complimenti (la mia otorinolaringoiatra)</title>
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        <![CDATA[Siamo sempre pronte a lamentarci quando un servizio funziona male, però quando il servizio è reso non solo in modo professionale ma anche con cortesia, raramente commentiamo o facciamo i complimenti. Questo il mio invito di oggi.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Nel passato vi ho già parlato del <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/43414624" rel="noreferrer noopener">mio medico curante</a></b>, il medico di famiglia e dei <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/46636878" rel="noreferrer noopener">miei parrucchieri</a></b>. Oggi vi voglio parlare della mia otorinolaringoiatra, perché ve ne voglio parlare? Perché quando di solito usiamo un servizio e le cose vanno male, allora corriamo subito a casa a lamentarsene sui social e a dire peste e corna. Però quando un servizio funziona bene, soprattutto quando c'è un bravo professionista che non solo fa le cose bene dal punto di vista professionale, ma le fa anche con cortesia, non commentiamo, siamo contenti che sia successo, però poi la cosa finisce lì.<br><br>Invece io, a me piace commentare quando le cose vengono fatte bene, mi piace dirlo anche ai diretti interessati. E questo è quello che è successo quando sono andata a trovare la mia otorinolaringoiatra per fare questa visita che, aspettate un po' vi dico come si chiama, <i>fibrolaringoscopia</i>, che è una visita un po' invasiva: devono infilarci un tubicino con una telecamera nel naso per guardare da vicino le corde vocali. E la mia otorinolaringoiatra è stata bravissima a prepararmi psicologicamente, così da rendere, se non piacevole, comunque meno spiacevole, la visita, e man mano che andavamo avanti mi diceva quello che mi potevo aspettare, quindi mi ha detto, guardi, sarà fastidioso, ma non più di un esame anticovid, se ha mi ha fatto un tampone - e diciamocelo, chi di noi non ha mai fatto un tampone? - e il livello di fastidio più o meno era quello, ma anche poi durante la visita ad un certo punto dovevo deglutire con questo tubicino dentro, e m'ha detto adesso deve deglutire ma non si spaventi, perché effettivamente era una sensazione stranissima, e alla fine della visita l'ho ringraziata e le ho fatto i complimenti perché non solo ha dimostrato grande conoscenza della materia, di quello che faceva, grande sicurezza, grande professionalità ma soprattutto l'ha fatto in modo molto gentile, molto cortese con molto rispetto nei miei confronti, nei confronti della paziente.<br><br>Ecco voglio sfruttare i 3 minuti grezzi di oggi allora per invitarvi alla prossima volta che capitate davanti a una professionista, un professionista che non solo sanno fare bene il loro lavoro perché questo è il minimo, cioè si dà per scontato almeno quello lo devono saper fare bene, ma lo fanno con passione, lo fanno con riguardo, soprattutto con cortesia. Eh, non abbiate paura a farlo notare, commentate sulla cortesia di questa persona che è stata così cortese e vedrete, vi sentirete meglio voi e sicuramente allevierà tutte un po di stress del lavoro a questa persona che si è rivelata così cortese. Viva la cortesia!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>In the past I have already told you about my general practitioner, <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/43414624" rel="noreferrer noopener">my family doctor</a></b> and <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/46636878" rel="noreferrer noopener">my hairdressers</a></b>. Today I want to tell you about my otolaryngologist, why do I want to tell you about her? Because when we usually use a service and things go wrong, then we immediately run home to complain about it on social media and call them every name under the sun. But when a service works well, especially when there is a good professional who not only does things well from a professional point of view, but also performs them with courtesy, we don't comment, we are happy about it, but then it ends there.<br><br>Instead I, I like to comment when things are done well, I also like to tell those directly involved. And this is what happened when I went to see my otolaryngologist to undergo this visit which, wait a bit, I'll tell you what it's called, <i>fibrolaryngoscopy</i>, which is a somewhat invasive visit: they have to insert a small tube with a camera into your nose to look closely at the vocal cords. And my otolaryngologist was very good at preparing me psychologically, so as to make the visit, if not pleasant, at least less unpleasant, and as we went along she told me what I could expect, so she said, look, it's going to be annoying, but no more than an anticovid test, if you ever had one done - and let's face it, who among us has never had? - and the level of annoyance was more or less the same, but even then during the procedure at a certain point I had to swallow with this little tube inside, and she told me now you have to swallow but don't be frightened, because it was actually a very strange feeling, and at the end of the visit I thanked her and complimented her because not only did she demonstrate great knowledge of the subject, of what she was doing, great confidence, great professionalism but above all she did it in a very kind way, very courteous with great respect towards me, towards the patient.<br><br>So I want to use today's 3 raw minutes podcast to invite you, the next time you come across a professional, a professional who not only knows how to do their job well because - this is the minimum, that is, at least what they have to be able to do, I take it as a given - but they do it with passion, they do it with respect, above all with courtesy. Eh, don't be afraid to point it out, comment on the courtesy of this person who was so courteous and you will see, you will feel better and it will certainly relieve some work stress for this person who has turned out to be so courteous. Long live courtesy!]]>
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        <![CDATA[Siamo sempre pronte a lamentarci quando un servizio funziona male, però quando il servizio è reso non solo in modo professionale ma anche con cortesia, raramente commentiamo o facciamo i complimenti. Questo il mio invito di oggi.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Nel passato vi ho già parlato del <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/43414624" rel="noreferrer noopener">mio medico curante</a></b>, il medico di famiglia e dei <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/46636878" rel="noreferrer noopener">miei parrucchieri</a></b>. Oggi vi voglio parlare della mia otorinolaringoiatra, perché ve ne voglio parlare? Perché quando di solito usiamo un servizio e le cose vanno male, allora corriamo subito a casa a lamentarsene sui social e a dire peste e corna. Però quando un servizio funziona bene, soprattutto quando c'è un bravo professionista che non solo fa le cose bene dal punto di vista professionale, ma le fa anche con cortesia, non commentiamo, siamo contenti che sia successo, però poi la cosa finisce lì.<br><br>Invece io, a me piace commentare quando le cose vengono fatte bene, mi piace dirlo anche ai diretti interessati. E questo è quello che è successo quando sono andata a trovare la mia otorinolaringoiatra per fare questa visita che, aspettate un po' vi dico come si chiama, <i>fibrolaringoscopia</i>, che è una visita un po' invasiva: devono infilarci un tubicino con una telecamera nel naso per guardare da vicino le corde vocali. E la mia otorinolaringoiatra è stata bravissima a prepararmi psicologicamente, così da rendere, se non piacevole, comunque meno spiacevole, la visita, e man mano che andavamo avanti mi diceva quello che mi potevo aspettare, quindi mi ha detto, guardi, sarà fastidioso, ma non più di un esame anticovid, se ha mi ha fatto un tampone - e diciamocelo, chi di noi non ha mai fatto un tampone? - e il livello di fastidio più o meno era quello, ma anche poi durante la visita ad un certo punto dovevo deglutire con questo tubicino dentro, e m'ha detto adesso deve deglutire ma non si spaventi, perché effettivamente era una sensazione stranissima, e alla fine della visita l'ho ringraziata e le ho fatto i complimenti perché non solo ha dimostrato grande conoscenza della materia, di quello che faceva, grande sicurezza, grande professionalità ma soprattutto l'ha fatto in modo molto gentile, molto cortese con molto rispetto nei miei confronti, nei confronti della paziente.<br><br>Ecco voglio sfruttare i 3 minuti grezzi di oggi allora per invitarvi alla prossima volta che capitate davanti a una professionista, un professionista che non solo sanno fare bene il loro lavoro perché questo è il minimo, cioè si dà per scontato almeno quello lo devono saper fare bene, ma lo fanno con passione, lo fanno con riguardo, soprattutto con cortesia. Eh, non abbiate paura a farlo notare, commentate sulla cortesia di questa persona che è stata così cortese e vedrete, vi sentirete meglio voi e sicuramente allevierà tutte un po di stress del lavoro a questa persona che si è rivelata così cortese. Viva la cortesia!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>In the past I have already told you about my general practitioner, <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/43414624" rel="noreferrer noopener">my family doctor</a></b> and <b><a href="https://www.spreaker.com/episode/46636878" rel="noreferrer noopener">my hairdressers</a></b>. Today I want to tell you about my otolaryngologist, why do I want to tell you about her? Because when we usually use a service and things go wrong, then we immediately run home to complain about it on social media and call them every name under the sun. But when a service works well, especially when there is a good professional who not only does things well from a professional point of view, but also performs them with courtesy, we don't comment, we are happy about it, but then it ends there.<br><br>Instead I, I like to comment when things are done well, I also like to tell those directly involved. And this is what happened when I went to see my otolaryngologist to undergo this visit which, wait a bit, I'll tell you what it's called, <i>fibrolaryngoscopy</i>, which is a somewhat invasive visit: they have to insert a small tube with a camera into your nose to look closely at the vocal cords. And my otolaryngologist was very good at preparing me psychologically, so as to make the visit, if not pleasant, at least less unpleasant, and as we went along she told me what I could expect, so she said, look, it's going to be annoying, but no more than an anticovid test, if you ever had one done - and let's face it, who among us has never had? - and the level of annoyance was more or less the same, but even then during the procedure at a certain point I had to swallow with this little tube inside, and she told me now you have to swallow but don't be frightened, because it was actually a very strange feeling, and at the end of the visit I thanked her and complimented her because not only did she demonstrate great knowledge of the subject, of what she was doing, great confidence, great professionalism but above all she did it in a very kind way, very courteous with great respect towards me, towards the patient.<br><br>So I want to use today's 3 raw minutes podcast to invite you, the next time you come across a professional, a professional who not only knows how to do their job well because - this is the minimum, that is, at least what they have to be able to do, I take it as a given - but they do it with passion, they do it with respect, above all with courtesy. Eh, don't be afraid to point it out, comment on the courtesy of this person who was so courteous and you will see, you will feel better and it will certainly relieve some work stress for this person who has turned out to be so courteous. Long live courtesy!]]>
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      <pubDate>Fri, 10 Feb 2023 08:29:45 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Siamo sempre pronte a lamentarci quando un servizio funziona male, però quando il servizio è reso non solo in modo professionale ma anche con cortesia, raramente commentiamo o facciamo i complimenti. Questo il mio invito di oggi.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Nel passato vi ho già parlato del mio medico curante, il medico di famiglia e dei miei parrucchieri. Oggi vi voglio parlare della mia otorinolaringoiatra, perché ve ne voglio parlare? Perché quando di solito usiamo un servizio e le cose vanno male, allora corriamo subito a casa a lamentarsene sui social e a dire peste e corna. Però quando un servizio funziona bene, soprattutto quando c'è un bravo professionista che non solo fa le cose bene dal punto di vista professionale, ma le fa anche con cortesia, non commentiamo, siamo contenti che sia successo, però poi la cosa finisce lì.Invece io, a me piace commentare quando le cose vengono fatte bene, mi piace dirlo anche ai diretti interessati. E questo è quello che è successo quando sono andata a trovare la mia otorinolaringoiatra per fare questa visita che, aspettate un po' vi dico come si chiama, fibrolaringoscopia, che è una visita un po' invasiva: devono infilarci un tubicino con una telecamera nel naso per guardare da vicino le corde vocali. E la mia otorinolaringoiatra è stata bravissima a prepararmi psicologicamente, così da rendere, se non piacevole, comunque meno spiacevole, la visita, e man mano che andavamo avanti mi diceva quello che mi potevo aspettare, quindi mi ha detto, guardi, sarà fastidioso, ma non più di un esame anticovid, se ha mi ha fatto un tampone - e diciamocelo, chi di noi non ha mai fatto un tampone? - e il livello di fastidio più o meno era quello, ma anche poi durante la visita ad un certo punto dovevo deglutire con questo tubicino dentro, e m'ha detto adesso deve deglutire ma non si spaventi, perché effettivamente era una sensazione stranissima, e alla fine della visita l'ho ringraziata e le ho fatto i complimenti perché non solo ha dimostrato grande conoscenza della materia, di quello che faceva, grande sicurezza, grande professionalità ma soprattutto l'ha fatto in modo molto gentile, molto cortese con molto rispetto nei miei confronti, nei confronti della paziente.Ecco voglio sfruttare i 3 minuti grezzi di oggi allora per invitarvi alla prossima volta che capitate davanti a una professionista, un professionista che non solo sanno fare bene il loro lavoro perché questo è il minimo, cioè si dà per scontato almeno quello lo devono saper fare bene, ma lo fanno con passione, lo fanno con riguardo, soprattutto con cortesia. Eh, non abbiate paura a farlo notare, commentate sulla cortesia di questa persona che è stata così cortese e vedrete, vi sentirete meglio voi e sicuramente allevierà tutte un po di stress del lavoro a questa persona che si è rivelata così cortese. Viva la cortesia!TRANSLATIONIn the past I have already told you about my general practitioner, my family doctor and my hairdressers. Today I want to tell you about my otolaryngologist, why do I want to tell you about her? Because when we usually use a service and things go wrong, then we immediately run home to complain about it on social media and call them every name under the sun. But when a service works well, especially when there is a good professional who not only does things well from a professional point of view, but also performs them with courtesy, we don't comment, we are happy about it, but then it ends...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Siamo sempre pronte a lamentarci quando un servizio funziona male, però quando il servizio è reso non solo in modo professionale ma anche con cortesia, raramente commentiamo o facciamo i complimenti. Questo il mio invito di oggi.TRASCRIZIONE [ENG translat</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 405 La balena più sola al mondo (?)</title>
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        <![CDATA[Immagina se nessun'altra persona parlasse la tua lingua. Benvenut* nel mondo della balena più sola al mondo.<br><br><b>LINK: </b><br><a href="https://soundcloud.com/gerritkaiser/52hertz" rel="noreferrer noopener">Il suono originale / original sound </a><br><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/52-hertz_whale" rel="noreferrer noopener">Documentario</a> <br><i><b>SPOILER</b></i> <a href="https://www.iflscience.com/fact-check-has-the-world-s-loneliest-whale-finally-found-a-friend-65797" rel="noreferrer noopener">non aprite prima di aver ascoltato tutto (don't open before listening to the end)</a><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Da quando ho perso la voce circa tre settimane fa, non è una sorpresa che le storie che riguardano la voce mi colpiscano particolarmente, ma questa storia mi avrebbe colpito a prescindere, perché è una di quelle che se la sentì una volta, sicuramente non la dimentichi più.<br><br>Sto parlando della balena <a href="http://cultstories.altervista.org/52-blue-creatura-solitaria-pianeta/" rel="noreferrer noopener"><b>52 Blu</b></a> - <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/52-hertz_whale" rel="noreferrer noopener"><b>52 Hertz</b></a>, una balena che è stata scoperta nel 1989, quando è stato sentito per la prima volta un suono sconosciuto, un suono talmente sconosciuto che è stato subito iscritto nel registro dei suoni misteriosi che vengono tenuti d'occhio, casomai si trattasse di qualche di qualche arma. Ma non era un'arma. Era semplicemente una balena, che però comunicava ad una frequenza molto più alta di quella usata dalle altre balene. La balena che più le va vicino, come frequenza, è il balenottero azzurro che comunica a una frequenza che va dai 10 ai 39 hertz. Quindi capite bene che 52 hertz è molto fuori da questa, gamma di suoni.<br><br>Le balene sono degli animali incredibilmente socievoli, che tra l'altro usano la voce, il loro canto per trasmettere informazioni da generazione in generazione, sono degli animali incredibilmente intelligenti. Quindi immaginatevi la solitudine di una balena che non può comunicare con i propri simili.<br><br>Le balene sono poi degli animali anche molto longevi, vivono tanti anni, quindi hanno anche una vita lunga, un sacco di cose da raccontare. Insomma, un'immagine tristissima di questa balena che non ha nessuno, nessun suo simile che la possa capire.<br><br>E infatti questa storia così toccante e così triste, infatti viene comunemente conosciuta come la balena più sola al mondo, e anche forse la più triste, ha ispirato un sacco di film, di documentari, animazioni. Addirittura c'è un gruppo di KPop che ha scritto una canzone intitolata <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_OuGRiAdiuc" rel="noreferrer noopener">Whalien 52</a></b>, un gioco di parole tra <i>whale</i> che è balena e <i>alien</i>, dove parla dei problemi dell'adolescenza.<br><br>Ho sentito questa storia e mi ha molto colpito, però happy ending perché a ottobre 2022 è stato sentito un suono simile, a poca distanza l'uno dall'altro, in due posti diversi, quindi hanno trovato probabilmente, <b><a href="https://www.iflscience.com/fact-check-has-the-world-s-loneliest-whale-finally-found-a-friend-65797" rel="noreferrer noopener">la balena 52 blu non è più sola</a></b>, ma qualcun altro o qualcun'altra, e poi gli scienziati hanno anche appurato che probabilmente anche le altre balene la possono sentire, la possono capire, come se sentissero qualcuno che parla con un accento strano. Quindi probabilmente non è mai stata così sola. Però è una bella storia che finisce bene. Evviva la comunicazione.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Since I lost my voice about three weeks ago, it's no surprise that stories involving the voice have affected me the most, but this story would have affected me regardless, because it's one that was heard once, definitely, you don't forget it anymore.<br><br>I'm talking about the whale <b><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/52-hertz_whale" rel="noreferrer noopener">52 Blu - 52 Hertz</a></b>, a whale that was discovered in 1989, when an unknown sound was heard for the first time, a sound so unfamiliar that it was immediately registered in the register of mysterious sounds that are kept to monitor in case of weapons. But it wasn't a weapon. It was simply a whale, but it communicated at a much higher frequency than that used by other whales. The whale that comes closest to it, in terms of frequency, is the blue whale which communicates at a frequency ranging from 10 to 39 hertz. So, you understand that 52 hertz is way out of this range of sound.<br><br>Whales are incredibly social animals, which among other things use their voice, their song to transmit information from generation to generation, they are incredibly intelligent animals. So imagine the solitude of a whale that cannot communicate with its own kind. Whales are also very long-lived animals, they live for many years, so they also have a long life, lots of things to tell. In short, a very sad image of this whale that has no one, no one of its kind who can understand it.<br><br>And in fact this such a touching and sad story, in fact it is commonly known as the loneliest whale in the world, and also perhaps the saddest, has inspired a lot of films, documentaries, animations. There's even a KPop group that wrote a song called <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_OuGRiAdiuc" rel="noreferrer noopener">Whalien 52</a></b>, a play on words between whale and alien, where they talk about the problems of adolescence.<br><br>I heard this story and it struck me a lot, but happy ending! Because in October 2022 a similar sound was heard, a short distance from one another, in two different places, so they probably found out that the blue whale 52 is not more alone, but there is someone else, and then the scientists have also ascertained that probably the other whales can hear it too, they can understand it, as if they heard someone speaking with a strange accent. So it is probably never been this lonely. But it's a good story that ends well. Long live communication.]]>
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        <![CDATA[Immagina se nessun'altra persona parlasse la tua lingua. Benvenut* nel mondo della balena più sola al mondo.<br><br><b>LINK: </b><br><a href="https://soundcloud.com/gerritkaiser/52hertz" rel="noreferrer noopener">Il suono originale / original sound </a><br><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/52-hertz_whale" rel="noreferrer noopener">Documentario</a> <br><i><b>SPOILER</b></i> <a href="https://www.iflscience.com/fact-check-has-the-world-s-loneliest-whale-finally-found-a-friend-65797" rel="noreferrer noopener">non aprite prima di aver ascoltato tutto (don't open before listening to the end)</a><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Da quando ho perso la voce circa tre settimane fa, non è una sorpresa che le storie che riguardano la voce mi colpiscano particolarmente, ma questa storia mi avrebbe colpito a prescindere, perché è una di quelle che se la sentì una volta, sicuramente non la dimentichi più.<br><br>Sto parlando della balena <a href="http://cultstories.altervista.org/52-blue-creatura-solitaria-pianeta/" rel="noreferrer noopener"><b>52 Blu</b></a> - <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/52-hertz_whale" rel="noreferrer noopener"><b>52 Hertz</b></a>, una balena che è stata scoperta nel 1989, quando è stato sentito per la prima volta un suono sconosciuto, un suono talmente sconosciuto che è stato subito iscritto nel registro dei suoni misteriosi che vengono tenuti d'occhio, casomai si trattasse di qualche di qualche arma. Ma non era un'arma. Era semplicemente una balena, che però comunicava ad una frequenza molto più alta di quella usata dalle altre balene. La balena che più le va vicino, come frequenza, è il balenottero azzurro che comunica a una frequenza che va dai 10 ai 39 hertz. Quindi capite bene che 52 hertz è molto fuori da questa, gamma di suoni.<br><br>Le balene sono degli animali incredibilmente socievoli, che tra l'altro usano la voce, il loro canto per trasmettere informazioni da generazione in generazione, sono degli animali incredibilmente intelligenti. Quindi immaginatevi la solitudine di una balena che non può comunicare con i propri simili.<br><br>Le balene sono poi degli animali anche molto longevi, vivono tanti anni, quindi hanno anche una vita lunga, un sacco di cose da raccontare. Insomma, un'immagine tristissima di questa balena che non ha nessuno, nessun suo simile che la possa capire.<br><br>E infatti questa storia così toccante e così triste, infatti viene comunemente conosciuta come la balena più sola al mondo, e anche forse la più triste, ha ispirato un sacco di film, di documentari, animazioni. Addirittura c'è un gruppo di KPop che ha scritto una canzone intitolata <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_OuGRiAdiuc" rel="noreferrer noopener">Whalien 52</a></b>, un gioco di parole tra <i>whale</i> che è balena e <i>alien</i>, dove parla dei problemi dell'adolescenza.<br><br>Ho sentito questa storia e mi ha molto colpito, però happy ending perché a ottobre 2022 è stato sentito un suono simile, a poca distanza l'uno dall'altro, in due posti diversi, quindi hanno trovato probabilmente, <b><a href="https://www.iflscience.com/fact-check-has-the-world-s-loneliest-whale-finally-found-a-friend-65797" rel="noreferrer noopener">la balena 52 blu non è più sola</a></b>, ma qualcun altro o qualcun'altra, e poi gli scienziati hanno anche appurato che probabilmente anche le altre balene la possono sentire, la possono capire, come se sentissero qualcuno che parla con un accento strano. Quindi probabilmente non è mai stata così sola. Però è una bella storia che finisce bene. Evviva la comunicazione.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Since I lost my voice about three weeks ago, it's no surprise that stories involving the voice have affected me the most, but this story would have affected me regardless, because it's one that was heard once, definitely, you don't forget it anymore.<br><br>I'm talking about the whale <b><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/52-hertz_whale" rel="noreferrer noopener">52 Blu - 52 Hertz</a></b>, a whale that was discovered in 1989, when an unknown sound was heard for the first time, a sound so unfamiliar that it was immediately registered in the register of mysterious sounds that are kept to monitor in case of weapons. But it wasn't a weapon. It was simply a whale, but it communicated at a much higher frequency than that used by other whales. The whale that comes closest to it, in terms of frequency, is the blue whale which communicates at a frequency ranging from 10 to 39 hertz. So, you understand that 52 hertz is way out of this range of sound.<br><br>Whales are incredibly social animals, which among other things use their voice, their song to transmit information from generation to generation, they are incredibly intelligent animals. So imagine the solitude of a whale that cannot communicate with its own kind. Whales are also very long-lived animals, they live for many years, so they also have a long life, lots of things to tell. In short, a very sad image of this whale that has no one, no one of its kind who can understand it.<br><br>And in fact this such a touching and sad story, in fact it is commonly known as the loneliest whale in the world, and also perhaps the saddest, has inspired a lot of films, documentaries, animations. There's even a KPop group that wrote a song called <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_OuGRiAdiuc" rel="noreferrer noopener">Whalien 52</a></b>, a play on words between whale and alien, where they talk about the problems of adolescence.<br><br>I heard this story and it struck me a lot, but happy ending! Because in October 2022 a similar sound was heard, a short distance from one another, in two different places, so they probably found out that the blue whale 52 is not more alone, but there is someone else, and then the scientists have also ascertained that probably the other whales can hear it too, they can understand it, as if they heard someone speaking with a strange accent. So it is probably never been this lonely. But it's a good story that ends well. Long live communication.]]>
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      <pubDate>Thu, 09 Feb 2023 06:42:27 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 404 Sensi di colpa</title>
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        <![CDATA[Una volta che si cresce cattolici è molto difficile liberarsi del senso di colpa, e uno dei più difficili da cancellare è il senso di colpa che viene dall'ozio, anzi, per usare il nome del peccato capitale corrispondente, dal senso di colpa che viene dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Accidia" rel="noreferrer noopener"><b>accidia</b></a>. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Sono cresciuta cattolica. Sebbene non sia né credente né praticante, così come tutte le persone cresciute cattoliche, soprattutto quelle della mia generazione, quando i genitori veramente andavano ogni domenica in chiesa e facevano fare battesimi, cresime, comunioni e quant'altro, io mi porto dietro il grande senso di colpa di noi cattolici.<br><br>Cioè mi sento in colpa anche quando non dovrei, anche se ho faticato e lavorato moltissimo nella mia vita, prima di tutto per rendermi conto di questo senso di colpa immotivato, e poi perché non avere sensi di colpa è una delle cose che io predico, perché si riflette anche nel modo in cui noi viviamo le giornate e soprattutto sul modo in cui viviamo la nostra creatività.<br><br>Vi spiego perché sto parlando del senso di colpa, perché ieri ho avuto una delle rarissime giornate in cui non ho lavorato, e per me il lavoro è una cosa che va oltre il lavoro che faccio per gli altri, anche quando sono a casa da sola, anche quando mi devo, mi sto rilassando, io non riesco a rilassarmi a non fare niente, devo sempre fare qualcosa che per me ha un certo tipo di utilità.<br><br>Anche quando vado in vacanza cerco le mie vacanze non come un luogo dove abbandonare tutti e tutto e non fare niente, per me l'idea di una bella vacanza è un posto dove posso andare a esplorare e a fare dei piccoli progetti per me, che poi magari non ne faccio niente di quei progetti, però mentre sono sul posto ho qualcosa che mi occupa. La mia idea di rilassarmi a casa è leggere, leggere un libro che poi posso, da cui posso trarre ispirazione o comunque un libro che volevo leggere da tanto perché mi era stato consigliato. <br><br>Quindi è molto difficile per me stare sul divano a fare niente, e ieri più o meno ho fatto quello. Ancora, lo sentite dalla voce, mi sto riprendendo dall'aver perso la voce, giovedì ho l'appuntamento con l'otorinolaringoiatra che mi dirà un po cosa sta succedendo dentro la mia gola, soprattutto nelle mie corde vocali.<br><br>Era una giornata di quelle buie, piovigginosa, ero sola a casa perché mio figlio su che studia all'università nel continente e mio marito e via fuori, in viaggio per affari, io sono sola a casa, e non avevo voglia proprio assolutamente di fare niente, e mi sono concessa una di quelle giornate che la mia educazione cattolica mi ha sempre fatto stigmatizzare e che io con le unghie e con i denti mi sono ripresa e ho rivendicato il mio diritto a non fare assolutamente niente per un giorno.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><b></b><br>I grew up Catholic. Although I am neither a believer nor a practitioner, just like all people who grew up Catholic, especially those of my generation, when parents really went to church every Sunday and had us go through baptismo, confirmation, communion and so on, I carry with me the great guilt of us Catholics.<br><br>That is, I feel guilty even when I shouldn't, even though I've struggled and worked a lot in my life, first of all to realize this unmotivated guilt, and then because not having guilt is one of the things I tell people to embrace, because it is also reflected in the way we live our days and above all in the way we live our creativity.<br><br>I'll explain why I'm talking about the sense of guilt, because yesterday I had one of the very rare days when I didn't work, and for me work is something that goes beyond the work I do for others, even when I'm home alone, even when I'm relaxing, I can't relax doing nothing, I always have to do something that has a certain type of utility for me.<br><br>Even when I go on holiday I choose my holidays not as a place to leave everyone and everything behind to do nothing, for me the idea of ​​a nice holiday is a place where I can go and explore and make small projects for myself, and then maybe I don't do anything with them, but while I'm on site I've got something that occupies me.<br><br>My idea of ​​relaxing at home is reading, reading a book that I can then, from which I can draw inspiration or in any case a book that I have wanted to read for a long time because it was recommended to me.<br><br>So it's very hard for me to be on the couch doing nothing, and yesterday I sort of did that. You can still hear it from my voice, I'm recovering from losing my voice, Thursday I have an appointment with the otolaryngologist who will tell me what's going on inside my throat, especially in my vocal cords.<br><br>It was one of those dark, drizzly days, I was alone at home because my son is studying at university on the mainland and my husband is away on a business trip, I am alone at home, and I absolutely didn't feel like doing anything, and I allowed myself one of those days that my Catholic education has always made me stigmatize and that I recovered tooth and nail and claimed my right to do absolutely nothing for a day.]]>
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        <![CDATA[Una volta che si cresce cattolici è molto difficile liberarsi del senso di colpa, e uno dei più difficili da cancellare è il senso di colpa che viene dall'ozio, anzi, per usare il nome del peccato capitale corrispondente, dal senso di colpa che viene dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Accidia" rel="noreferrer noopener"><b>accidia</b></a>. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Sono cresciuta cattolica. Sebbene non sia né credente né praticante, così come tutte le persone cresciute cattoliche, soprattutto quelle della mia generazione, quando i genitori veramente andavano ogni domenica in chiesa e facevano fare battesimi, cresime, comunioni e quant'altro, io mi porto dietro il grande senso di colpa di noi cattolici.<br><br>Cioè mi sento in colpa anche quando non dovrei, anche se ho faticato e lavorato moltissimo nella mia vita, prima di tutto per rendermi conto di questo senso di colpa immotivato, e poi perché non avere sensi di colpa è una delle cose che io predico, perché si riflette anche nel modo in cui noi viviamo le giornate e soprattutto sul modo in cui viviamo la nostra creatività.<br><br>Vi spiego perché sto parlando del senso di colpa, perché ieri ho avuto una delle rarissime giornate in cui non ho lavorato, e per me il lavoro è una cosa che va oltre il lavoro che faccio per gli altri, anche quando sono a casa da sola, anche quando mi devo, mi sto rilassando, io non riesco a rilassarmi a non fare niente, devo sempre fare qualcosa che per me ha un certo tipo di utilità.<br><br>Anche quando vado in vacanza cerco le mie vacanze non come un luogo dove abbandonare tutti e tutto e non fare niente, per me l'idea di una bella vacanza è un posto dove posso andare a esplorare e a fare dei piccoli progetti per me, che poi magari non ne faccio niente di quei progetti, però mentre sono sul posto ho qualcosa che mi occupa. La mia idea di rilassarmi a casa è leggere, leggere un libro che poi posso, da cui posso trarre ispirazione o comunque un libro che volevo leggere da tanto perché mi era stato consigliato. <br><br>Quindi è molto difficile per me stare sul divano a fare niente, e ieri più o meno ho fatto quello. Ancora, lo sentite dalla voce, mi sto riprendendo dall'aver perso la voce, giovedì ho l'appuntamento con l'otorinolaringoiatra che mi dirà un po cosa sta succedendo dentro la mia gola, soprattutto nelle mie corde vocali.<br><br>Era una giornata di quelle buie, piovigginosa, ero sola a casa perché mio figlio su che studia all'università nel continente e mio marito e via fuori, in viaggio per affari, io sono sola a casa, e non avevo voglia proprio assolutamente di fare niente, e mi sono concessa una di quelle giornate che la mia educazione cattolica mi ha sempre fatto stigmatizzare e che io con le unghie e con i denti mi sono ripresa e ho rivendicato il mio diritto a non fare assolutamente niente per un giorno.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><b></b><br>I grew up Catholic. Although I am neither a believer nor a practitioner, just like all people who grew up Catholic, especially those of my generation, when parents really went to church every Sunday and had us go through baptismo, confirmation, communion and so on, I carry with me the great guilt of us Catholics.<br><br>That is, I feel guilty even when I shouldn't, even though I've struggled and worked a lot in my life, first of all to realize this unmotivated guilt, and then because not having guilt is one of the things I tell people to embrace, because it is also reflected in the way we live our days and above all in the way we live our creativity.<br><br>I'll explain why I'm talking about the sense of guilt, because yesterday I had one of the very rare days when I didn't work, and for me work is something that goes beyond the work I do for others, even when I'm home alone, even when I'm relaxing, I can't relax doing nothing, I always have to do something that has a certain type of utility for me.<br><br>Even when I go on holiday I choose my holidays not as a place to leave everyone and everything behind to do nothing, for me the idea of ​​a nice holiday is a place where I can go and explore and make small projects for myself, and then maybe I don't do anything with them, but while I'm on site I've got something that occupies me.<br><br>My idea of ​​relaxing at home is reading, reading a book that I can then, from which I can draw inspiration or in any case a book that I have wanted to read for a long time because it was recommended to me.<br><br>So it's very hard for me to be on the couch doing nothing, and yesterday I sort of did that. You can still hear it from my voice, I'm recovering from losing my voice, Thursday I have an appointment with the otolaryngologist who will tell me what's going on inside my throat, especially in my vocal cords.<br><br>It was one of those dark, drizzly days, I was alone at home because my son is studying at university on the mainland and my husband is away on a business trip, I am alone at home, and I absolutely didn't feel like doing anything, and I allowed myself one of those days that my Catholic education has always made me stigmatize and that I recovered tooth and nail and claimed my right to do absolutely nothing for a day.]]>
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      <pubDate>Wed, 08 Feb 2023 07:15:37 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Una volta che si cresce cattolici è molto difficile liberarsi del senso di colpa, e uno dei più difficili da cancellare è il senso di colpa che viene dall'ozio, anzi, per usare il nome del peccato capitale corrispondente, dal senso di colpa che viene dall</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 403 Fermate il matrimonio!</title>
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        <![CDATA[Vi siete mai chiesti come si fa a impedire che due persone si sposino? Vi presento la guida pratica con istruzioni pratiche per impedire un matrimonio!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Sì, lo so, il mese destinato ai matrimoni è maggio, quindi avrei forse dovuto aspettare qualche mese per parlarvi di questo argomento. Però non ce l'ho fatta perché è troppo divertente. Ho trovato un articolo che spiega <b><a href="https://www.wikihow.com/Stop-a-Wedding" rel="noreferrer noopener">come si fa a impedire un matrimonio</a></b>.<br><br>Avete presente quella scena del film con Dustin Hoffman, <i><b>Il Laureato </b></i>dove lei si sta per sposare, lui entra in chiesa, la prende, scappano insieme ecc. "No! Non ti devi sposare!" Ecco, questo articolo dà dei consigli pratici, reali su quello che si deve fare se si vuole impedire che due persone si sposino, io l'ho trovato incredibilmente divertente.<br><br>Allora questo articolo comincia dicendo considerate bene le vostre motivazioni perché non volete che i due si sposino? Semplicemente perché siete gelosi? Oppure ci sono dei motivi reali? Se ci sono dei motivi reali legali, poi consiglia di rivolgersi alle persone che si occupano di cose legali, che ne so, uno dei due è già sposato, quindi la bigamia viene punita in quasi tutti i paesi.<br><br>Poi consiglia, molto saggiamente, di parlare in privato con i due che si vogliono sposare. Se comunque ancora questi non dovessero desistere, allora molto [ride] ci va giù pesante perch dice allora seguite i soldi, seguite le monete, chi paga per il matrimonio? Probabilmente paga i genitori di lui o i genitori di lei, andate e convincete i genitori a non pagare il matrimonio.<br><br>Se poi questi due disgraziati ancora insistono nel volersi sposare, un altro suggerimento è quello di suggerire un finto matrimonio, quindi con la cerimonia, tutto quanto però la persona che li sposa non è una persona autorizzata a sposarli, quindi tutti crederanno che questi si siano sposati realmente, invece è stata tutta una messa in scena.<br><br>Poi un altro suggerimento è quello di coinvolgere le altre persone, quindi di mettersi a parlare con tutti gli amici e di farseli portare dalla propria parte. Se anche questo, anche questo approccio non dovesse funzionare un altro dei consigli, che non è proprio su come impedire il matrimonio, ma dice aspettate che i due si sposino e poi chiedete l'annullamento del matrimonio, e un altro consiglio sempre su questo su questo filone è quello di aspettare che i due si lascino.<br><br>Insomma, ci sono tutta una serie di consigli che per chi volesse impedire un matrimonio io consiglio veramente di leggerli perché fanno morire dal ridere, anche perché poi sono accompagnati dai vari disegni delle facce tristi, le facce arrabbiato e le facce depresse sia degli sposi che di quelli che vogliono impedire il matrimonio.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Yes, I know, the month for weddings is May, so maybe I should have waited a few months to talk to you about this topic. But I didn't make it because it's too funny. I found an article that explains <a href="https://www.wikihow.com/Stop-a-Wedding" rel="noreferrer noopener"><b>how to stop a wedding</b></a>. You know that scene from the movie with Dustin Hoffman, <i><b>The Graduate</b></i> where she is getting married, he enters the church, takes her, they run away together etc. "No! You don't have to get married!" Here, this article gives some practical, real advice on what to do if you want to prevent two people from getting married, I found it incredibly funny.<br><br>So this article begins by saying consider well your reasons why you don't want the two to get married? Simply because you are jealous? Or are there real reasons? If there are real legal reasons, then he recommends contacting people who deal with legal things, I don't know, one of the two is already married, so bigamy is punished in almost all countries.<br><br>Then they advise, very wisely, to speak privately with the two who want to get married. However, if they still don't give up, then a lot [laughs] goes down hard because they say, follow the money, follow the cash, who is paying for the wedding? Probably their parents, go and convince the parents not to pay for the wedding. If then these two unfortunates still insist on wanting to get married, another suggestion is to suggest a fake marriage, therefore with the ceremony, but the person who marries them is not a person authorized to marry them, so everyone will believe that they have really married, instead it was all a set-up. <br><br>Then another suggestion is to involve other people, start talking to all their friends and get them to take your side. If this too, this approach doesn't work, another piece of advice, which isn't exactly about how to prevent the wedding, but they say wait for the two to get married and then ask for the marriage to be annulled, and another piece of advice still on this on this vein is to wait for the two to break up.<br><br>In short, there are a whole series of tips that I really recommend for anyone wishing to prevent a wedding to read because they make you laugh, also because they are then accompanied by various drawings of sad faces, angry faces and depressed faces of both the spouses and of those who want to prevent marriage.]]>
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        <![CDATA[Vi siete mai chiesti come si fa a impedire che due persone si sposino? Vi presento la guida pratica con istruzioni pratiche per impedire un matrimonio!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Sì, lo so, il mese destinato ai matrimoni è maggio, quindi avrei forse dovuto aspettare qualche mese per parlarvi di questo argomento. Però non ce l'ho fatta perché è troppo divertente. Ho trovato un articolo che spiega <b><a href="https://www.wikihow.com/Stop-a-Wedding" rel="noreferrer noopener">come si fa a impedire un matrimonio</a></b>.<br><br>Avete presente quella scena del film con Dustin Hoffman, <i><b>Il Laureato </b></i>dove lei si sta per sposare, lui entra in chiesa, la prende, scappano insieme ecc. "No! Non ti devi sposare!" Ecco, questo articolo dà dei consigli pratici, reali su quello che si deve fare se si vuole impedire che due persone si sposino, io l'ho trovato incredibilmente divertente.<br><br>Allora questo articolo comincia dicendo considerate bene le vostre motivazioni perché non volete che i due si sposino? Semplicemente perché siete gelosi? Oppure ci sono dei motivi reali? Se ci sono dei motivi reali legali, poi consiglia di rivolgersi alle persone che si occupano di cose legali, che ne so, uno dei due è già sposato, quindi la bigamia viene punita in quasi tutti i paesi.<br><br>Poi consiglia, molto saggiamente, di parlare in privato con i due che si vogliono sposare. Se comunque ancora questi non dovessero desistere, allora molto [ride] ci va giù pesante perch dice allora seguite i soldi, seguite le monete, chi paga per il matrimonio? Probabilmente paga i genitori di lui o i genitori di lei, andate e convincete i genitori a non pagare il matrimonio.<br><br>Se poi questi due disgraziati ancora insistono nel volersi sposare, un altro suggerimento è quello di suggerire un finto matrimonio, quindi con la cerimonia, tutto quanto però la persona che li sposa non è una persona autorizzata a sposarli, quindi tutti crederanno che questi si siano sposati realmente, invece è stata tutta una messa in scena.<br><br>Poi un altro suggerimento è quello di coinvolgere le altre persone, quindi di mettersi a parlare con tutti gli amici e di farseli portare dalla propria parte. Se anche questo, anche questo approccio non dovesse funzionare un altro dei consigli, che non è proprio su come impedire il matrimonio, ma dice aspettate che i due si sposino e poi chiedete l'annullamento del matrimonio, e un altro consiglio sempre su questo su questo filone è quello di aspettare che i due si lascino.<br><br>Insomma, ci sono tutta una serie di consigli che per chi volesse impedire un matrimonio io consiglio veramente di leggerli perché fanno morire dal ridere, anche perché poi sono accompagnati dai vari disegni delle facce tristi, le facce arrabbiato e le facce depresse sia degli sposi che di quelli che vogliono impedire il matrimonio.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Yes, I know, the month for weddings is May, so maybe I should have waited a few months to talk to you about this topic. But I didn't make it because it's too funny. I found an article that explains <a href="https://www.wikihow.com/Stop-a-Wedding" rel="noreferrer noopener"><b>how to stop a wedding</b></a>. You know that scene from the movie with Dustin Hoffman, <i><b>The Graduate</b></i> where she is getting married, he enters the church, takes her, they run away together etc. "No! You don't have to get married!" Here, this article gives some practical, real advice on what to do if you want to prevent two people from getting married, I found it incredibly funny.<br><br>So this article begins by saying consider well your reasons why you don't want the two to get married? Simply because you are jealous? Or are there real reasons? If there are real legal reasons, then he recommends contacting people who deal with legal things, I don't know, one of the two is already married, so bigamy is punished in almost all countries.<br><br>Then they advise, very wisely, to speak privately with the two who want to get married. However, if they still don't give up, then a lot [laughs] goes down hard because they say, follow the money, follow the cash, who is paying for the wedding? Probably their parents, go and convince the parents not to pay for the wedding. If then these two unfortunates still insist on wanting to get married, another suggestion is to suggest a fake marriage, therefore with the ceremony, but the person who marries them is not a person authorized to marry them, so everyone will believe that they have really married, instead it was all a set-up. <br><br>Then another suggestion is to involve other people, start talking to all their friends and get them to take your side. If this too, this approach doesn't work, another piece of advice, which isn't exactly about how to prevent the wedding, but they say wait for the two to get married and then ask for the marriage to be annulled, and another piece of advice still on this on this vein is to wait for the two to break up.<br><br>In short, there are a whole series of tips that I really recommend for anyone wishing to prevent a wedding to read because they make you laugh, also because they are then accompanied by various drawings of sad faces, angry faces and depressed faces of both the spouses and of those who want to prevent marriage.]]>
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      <pubDate>Tue, 07 Feb 2023 06:31:28 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Vi siete mai chiesti come si fa a impedire che due persone si sposino? Vi presento la guida pratica con istruzioni pratiche per impedire un matrimonio!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Sì, lo so, il mese destinato ai matrimoni è maggio, quindi avrei forse dovuto aspettare qualche mese per parlarvi di questo argomento. Però non ce l'ho fatta perché è troppo divertente. Ho trovato un articolo che spiega come si fa a impedire un matrimonio.Avete presente quella scena del film con Dustin Hoffman, Il Laureato dove lei si sta per sposare, lui entra in chiesa, la prende, scappano insieme ecc. "No! Non ti devi sposare!" Ecco, questo articolo dà dei consigli pratici, reali su quello che si deve fare se si vuole impedire che due persone si sposino, io l'ho trovato incredibilmente divertente.Allora questo articolo comincia dicendo considerate bene le vostre motivazioni perché non volete che i due si sposino? Semplicemente perché siete gelosi? Oppure ci sono dei motivi reali? Se ci sono dei motivi reali legali, poi consiglia di rivolgersi alle persone che si occupano di cose legali, che ne so, uno dei due è già sposato, quindi la bigamia viene punita in quasi tutti i paesi.Poi consiglia, molto saggiamente, di parlare in privato con i due che si vogliono sposare. Se comunque ancora questi non dovessero desistere, allora molto [ride] ci va giù pesante perch dice allora seguite i soldi, seguite le monete, chi paga per il matrimonio? Probabilmente paga i genitori di lui o i genitori di lei, andate e convincete i genitori a non pagare il matrimonio.Se poi questi due disgraziati ancora insistono nel volersi sposare, un altro suggerimento è quello di suggerire un finto matrimonio, quindi con la cerimonia, tutto quanto però la persona che li sposa non è una persona autorizzata a sposarli, quindi tutti crederanno che questi si siano sposati realmente, invece è stata tutta una messa in scena.Poi un altro suggerimento è quello di coinvolgere le altre persone, quindi di mettersi a parlare con tutti gli amici e di farseli portare dalla propria parte. Se anche questo, anche questo approccio non dovesse funzionare un altro dei consigli, che non è proprio su come impedire il matrimonio, ma dice aspettate che i due si sposino e poi chiedete l'annullamento del matrimonio, e un altro consiglio sempre su questo su questo filone è quello di aspettare che i due si lascino.Insomma, ci sono tutta una serie di consigli che per chi volesse impedire un matrimonio io consiglio veramente di leggerli perché fanno morire dal ridere, anche perché poi sono accompagnati dai vari disegni delle facce tristi, le facce arrabbiato e le facce depresse sia degli sposi che di quelli che vogliono impedire il matrimonio.TRANSLATIONYes, I know, the month for weddings is May, so maybe I should have waited a few months to talk to you about this topic. But I didn't make it because it's too funny. I found an article that explains how to stop a wedding. You know that scene from the movie with Dustin Hoffman, The Graduate where she is getting married, he enters the church, takes her, they run away together etc. "No! You don't have to get married!" Here, this article gives some practical, real advice on what to do if you want to prevent two people from getting married, I found it incredibly funny.So this article begins by saying consider well your reasons why you don't want the two to get married? Simply because you are jealous? Or are there real reasons? If there are real legal reasons, then he recommends contacting people who deal with legal things, I don't know, one of the two is already married, so bigamy is...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 402 Non è un gatto che si è perduto</title>
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      <description>
        <![CDATA[Avete presente i manifestini per trovare i gatti andati perduti? Ecco, oggi non parlo di quelli.<br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Mi sono imbattuta in uno di quei fogli che si appendono per strada, quei piccoli manifesti fatti a casa che si appendono in giro quando si perde un gatto si perde un cane e si vuole chiedere aiuto al vicinato chi l'avesse visto chiamate questo numero di telefono, poi si scrive il numero di telefono e si ritaglia la parte inferiore del foglio facendo dei piccoli foglietti che si possono strappare. <br><br>Ecco, mi sono imbattuta in <a href="http://montagueworkshop.com/catposter" rel="noreferrer noopener"><b>questo annuncio con questa foto di un gatto con un faccione arrabbiato</b></a> e pensavo boh, un gatto che s'è perso, poi ho letto la prima riga e diceva "Questo non è un gatto che si è perso". Ah, ho pensato subito io, sar uno di quei gatti che va in giro di casa in casa e e si fa dare da mangiare da tutti e poi ingrassa da morire e i proprietari hanno messo questo cartello per avvertire, guardate che questo non è un gatto che si è perso, ma è un gatto che va in giro per... niente, ho continuato a leggere e invece no, niente di tutto ciò, il cartello continuava e diceva: questo gatto è un gatto che ha la sua famiglia, che gli vuole bene, abbiamo messo la sua foto perché così carino, perché volevamo attirare la vostra attenzione, vogliamo invitarvi a compiere oggi un gesto bello verso qualcuno che non se lo aspetta.<br><br>E poi, nella parte che di solito la gente scrive i numeri di telefono così da chiamare chi trova il gatto c'erano invece scritti dei consigli, dei piccoli gesti da fare per allietare la giornata di qualche sconosciuto. Ed erano cose molto semplici, cose tipo tieni aperta la porta a qualcuno che sta entrando o uscendo, oppure chiama quella persona a cui pensi da tempo e che però pensi sempre di non avere il tempo per chiamare, oppure lascia un messaggio simpatico nel parabrezza di una macchina - che poi immagino ogni volta che qualcuno mi lascia, cio non è che capiti spesso, ma è capitato che qualcuno lasciasse dei messaggi nel parabrezza, anche magari delle pubblicità che però sembravano dei messaggi scritti a mano, e io pensavo subito di mi hanno toccato la macchina, è successo qualcosa, ho parcheggiato male la macchina e non me ne sono accorta e mi stanno mandando le maledizioni.<br><br>Però vabbè, anche questa è un'idea, lasciare un messaggio a qualcuno boh, per allietare la giornata. Oppure c'erano cose ora non me ne ricordo altre, comunque erano tutti piccoli gesti che non costano niente e che effettivamente possono cambiare la giornata di qualcuno che magari sta avendo una giornata un po' triste, un po' malinconica e magari scappa un sorriso. Io ho visto questo cartello e penso che lo riprodurrà e penso che metterò la foto di Mazinga per attirare l'attenzione.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><b></b><br>I came across one of those papers that hang on the street, those little home-made posters that hang around when you lose a cat you lose a dog and you want to ask the neighborhood for help whoever has seen it call this phone number, then write the telephone number and cut out the lower part of the paper making small sheets that can be torn off.<br><br>Well, I came across this <a href="http://montagueworkshop.com/catposter" rel="noreferrer noopener"><b>poster with this picture of a cat with a big angry face</b></a> and I thought dunno, a lost cat, then I read the first line and it said "This is not a lost cat". Ah, I immediately thought, it will be one of those cats that goes around from house to house and gets food from everyone and then gets fat to death and the owners have put up this sign to warn, look, this is not a cat that got lost, but it's a cat that goes around for... anyway, I kept reading but no, none of that, the sign continued and said: this cat is a cat that has its own family, who loves it, we put its photo because it's so cute, because we wanted to get your attention, we want to invite you to make a nice gesture today towards someone who doesn't expect it. And then, in the part that people usually write down their phone numbers for whoever finds the cat to call, there were instead written advices, small gestures to brighten the day of some stranger.<br><br>And they were very simple things, things like holding the door open for someone who is coming in or out, or calling that person you've been thinking about for a while but that you always thinks you don't have time to call, or leaving a nice message on the windshield of a car - which I then imagine every time someone leaves me one, which is to say, it doesn't happen often, but it happened that someone left messages in the windshield, even advertisements perhaps, which, however, looked like handwritten messages, and I immediately thought of myself they touched the car, something happened, I parked the car wrong and I didn't notice it and they are sending me the curses. But oh well, this is also an idea, leave a message to someone idk, to brighten the day. Or there were things now I don't remember others, however they were all small gestures that cost nothing and that can actually change the day of someone who maybe is having a slightly sad or melancholy day and maybe a smile will escapes. I saw this sign and I think I will reproduce it and I think I will put the photo of my cat Mazinga to attract attention.]]>
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        <![CDATA[Avete presente i manifestini per trovare i gatti andati perduti? Ecco, oggi non parlo di quelli.<br><br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]<br><br>Mi sono imbattuta in uno di quei fogli che si appendono per strada, quei piccoli manifesti fatti a casa che si appendono in giro quando si perde un gatto si perde un cane e si vuole chiedere aiuto al vicinato chi l'avesse visto chiamate questo numero di telefono, poi si scrive il numero di telefono e si ritaglia la parte inferiore del foglio facendo dei piccoli foglietti che si possono strappare. <br><br>Ecco, mi sono imbattuta in <a href="http://montagueworkshop.com/catposter" rel="noreferrer noopener"><b>questo annuncio con questa foto di un gatto con un faccione arrabbiato</b></a> e pensavo boh, un gatto che s'è perso, poi ho letto la prima riga e diceva "Questo non è un gatto che si è perso". Ah, ho pensato subito io, sar uno di quei gatti che va in giro di casa in casa e e si fa dare da mangiare da tutti e poi ingrassa da morire e i proprietari hanno messo questo cartello per avvertire, guardate che questo non è un gatto che si è perso, ma è un gatto che va in giro per... niente, ho continuato a leggere e invece no, niente di tutto ciò, il cartello continuava e diceva: questo gatto è un gatto che ha la sua famiglia, che gli vuole bene, abbiamo messo la sua foto perché così carino, perché volevamo attirare la vostra attenzione, vogliamo invitarvi a compiere oggi un gesto bello verso qualcuno che non se lo aspetta.<br><br>E poi, nella parte che di solito la gente scrive i numeri di telefono così da chiamare chi trova il gatto c'erano invece scritti dei consigli, dei piccoli gesti da fare per allietare la giornata di qualche sconosciuto. Ed erano cose molto semplici, cose tipo tieni aperta la porta a qualcuno che sta entrando o uscendo, oppure chiama quella persona a cui pensi da tempo e che però pensi sempre di non avere il tempo per chiamare, oppure lascia un messaggio simpatico nel parabrezza di una macchina - che poi immagino ogni volta che qualcuno mi lascia, cio non è che capiti spesso, ma è capitato che qualcuno lasciasse dei messaggi nel parabrezza, anche magari delle pubblicità che però sembravano dei messaggi scritti a mano, e io pensavo subito di mi hanno toccato la macchina, è successo qualcosa, ho parcheggiato male la macchina e non me ne sono accorta e mi stanno mandando le maledizioni.<br><br>Però vabbè, anche questa è un'idea, lasciare un messaggio a qualcuno boh, per allietare la giornata. Oppure c'erano cose ora non me ne ricordo altre, comunque erano tutti piccoli gesti che non costano niente e che effettivamente possono cambiare la giornata di qualcuno che magari sta avendo una giornata un po' triste, un po' malinconica e magari scappa un sorriso. Io ho visto questo cartello e penso che lo riprodurrà e penso che metterò la foto di Mazinga per attirare l'attenzione.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><b></b><br>I came across one of those papers that hang on the street, those little home-made posters that hang around when you lose a cat you lose a dog and you want to ask the neighborhood for help whoever has seen it call this phone number, then write the telephone number and cut out the lower part of the paper making small sheets that can be torn off.<br><br>Well, I came across this <a href="http://montagueworkshop.com/catposter" rel="noreferrer noopener"><b>poster with this picture of a cat with a big angry face</b></a> and I thought dunno, a lost cat, then I read the first line and it said "This is not a lost cat". Ah, I immediately thought, it will be one of those cats that goes around from house to house and gets food from everyone and then gets fat to death and the owners have put up this sign to warn, look, this is not a cat that got lost, but it's a cat that goes around for... anyway, I kept reading but no, none of that, the sign continued and said: this cat is a cat that has its own family, who loves it, we put its photo because it's so cute, because we wanted to get your attention, we want to invite you to make a nice gesture today towards someone who doesn't expect it. And then, in the part that people usually write down their phone numbers for whoever finds the cat to call, there were instead written advices, small gestures to brighten the day of some stranger.<br><br>And they were very simple things, things like holding the door open for someone who is coming in or out, or calling that person you've been thinking about for a while but that you always thinks you don't have time to call, or leaving a nice message on the windshield of a car - which I then imagine every time someone leaves me one, which is to say, it doesn't happen often, but it happened that someone left messages in the windshield, even advertisements perhaps, which, however, looked like handwritten messages, and I immediately thought of myself they touched the car, something happened, I parked the car wrong and I didn't notice it and they are sending me the curses. But oh well, this is also an idea, leave a message to someone idk, to brighten the day. Or there were things now I don't remember others, however they were all small gestures that cost nothing and that can actually change the day of someone who maybe is having a slightly sad or melancholy day and maybe a smile will escapes. I saw this sign and I think I will reproduce it and I think I will put the photo of my cat Mazinga to attract attention.]]>
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      <pubDate>Mon, 06 Feb 2023 05:18:58 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Avete presente i manifestini per trovare i gatti andati perduti? Ecco, oggi non parlo di quelli.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Mi sono imbattuta in uno di quei fogli che si appendono per strada, quei piccoli manifesti fatti a casa che si appendono in</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 401 Blackout</title>
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        <![CDATA[Basta un piccolo contrattempo e improvvisamente si ripiomba nell'oscurità, letteralmente. [E poi non ho ben capito perché si dica 'ripiombare' - cioè si cade come un peso di piombo?]<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Ieri c'è stato un black out. Erano circa le sei di sera, tardo pomeriggio, prima serata, stava già cominciando a fare buio, anzi, c'era già buio perché in casa c'erano diverse luci accese e a un certo punto lo schermo del mio computer, del desktop, si è spento e si sono spente tutte le luci nella casa e l'allarme della struttura che usano i muratori per ristrutturare il palazzo ha cominciato a suonare una sirena insistente e il suono continuato per un bel po' finché qualcuno poi non so da dove ha disinnescato l'allarme è tornato il silenzio.<br><br>Silenzio e buio totale nella casa. Io mi ripropongo sempre di avere delle torce, delle cose da usare in momenti d'emergenza, però naturalmente ne avevo una boh, chissà dov'è la torcia che mi metto in testa quando vado dentro l'armadio a registrare, anche quella un po l'ho trovata a tastoni, però quello che ho trovato, sapevo benissimo dov'era era un recipiente dove tengo le candele. Allora ho preso le candele e le ho acceso, le ho riunite tutte sul tavolo, sono andata poi alla ricerca di un fiammifero o dell'accendigas o di qualcosa che naturalmente non ho trovato subito e ho preso queste candele le ho messe sul tavolo e hanno creato un po di luce e così abbiamo cominciato ad aspettare che tornasse la luce.<br><br>La luce però non tornava perché c'era un guasto che abbiamo scoperto telefonando al gestore dell'elettricità, che avrebbero riparato il guasto solo dopo le 20:30. Quindi ci aspettavano un paio di ore di buio totale da trascorrere rigorosamente senza internet, perché senza elettricità non funziona il modem non funziona il router, senza riscaldamento perché, non capisco bene perché, perché non abbiamo il riscaldamento elettrico abbiamo il riscaldamento a gas, però quando manca l'elettricità si spegne il riscaldamento per cui eravamo pure al freddo, ma ci stavamo preparando per uscire per andare a trovare degli amici, quindi abbiamo trascorso una mezz'ora, 20 minuti al buio, e non vi dico cosa significa prepararsi per uscire al buio con la lucetta del telefono, che tra l'altro non era nemmeno carica al 100%, per cui ero abbastanza cosciente del fatto di non doverla sprecare così.<br><br>Niente, ti cade un guanto e non lo trovi, provate un po' a riassettare la faccia e i capelli in bagno con una torcia, e il problema è mi rivolgo la torcia verso il viso e non vedo quello che c'è poi allo specchio verso lo specchio non vedo poi me. Insomma, problemi da primo mondo che si trova di nuovo catapultato nel periodo dell'oscurità.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>There was a blackout yesterday. It was about six in the evening, late afternoon, early evening, it was already starting to get dark, indeed, it was already dark because there were several lights on in the house and at a certain point the screen of my computer, of the desktop, it's off and all the lights in the house have gone out and the alarm of the structure that the bricklayers use to renovate the building began to sound an insistent siren and the sound continued for quite a while until someone then, I don't know where, switched the alarm off.<br><br>Silence and total darkness in the house. I always intend to have torches, things to use in times of emergency, but of course I had one idk, who knows where is the torch that I put on my head when I go into the wardrobe to record, even that a bit I found it groping, but what I found, I knew very well where it was, was a container where I keep the candles. So I took the candles and lit them, I gathered them all on the table, then I went looking for a match or a gas lighter or something which of course I didn't find right away and I took these candles and put them on the table and they created some light and so we began to wait for the light to come back.<br><br>However, the light didn't come back on because there was a fault which we discovered by phoning the electricity manager, who would only fix the fault after 8.30pm. So a couple of hours of total darkness were waiting for us to spend rigorously without internet, because without electricity the modem doesn't work, the router doesn't work, without heating because, I don't quite understand why, because we don't have electric heating, we have gas heating, however when there is no electricity, the heating goes off so we were also in the cold, but we were getting ready to go out to visit friends, so we spent half an hour, 20 minutes in the dark, and I won't tell you what it means to get ready for going out in the dark with the phone light, which by the way wasn't even 100% charged, so I was quite aware of not having to waste it like this.<br><br>Nothing, you drop a glove and you can't find it, try tidying up your face and hair in the bathroom with a torch, and the problem is I turn the torch towards my face and I don't see what's there then in the mirror towards I don't see myself in the mirror. In short, problems from the first world that is once again catapulted into the period of darkness.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Basta un piccolo contrattempo e improvvisamente si ripiomba nell'oscurità, letteralmente. [E poi non ho ben capito perché si dica 'ripiombare' - cioè si cade come un peso di piombo?]<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Ieri c'è stato un black out. Erano circa le sei di sera, tardo pomeriggio, prima serata, stava già cominciando a fare buio, anzi, c'era già buio perché in casa c'erano diverse luci accese e a un certo punto lo schermo del mio computer, del desktop, si è spento e si sono spente tutte le luci nella casa e l'allarme della struttura che usano i muratori per ristrutturare il palazzo ha cominciato a suonare una sirena insistente e il suono continuato per un bel po' finché qualcuno poi non so da dove ha disinnescato l'allarme è tornato il silenzio.<br><br>Silenzio e buio totale nella casa. Io mi ripropongo sempre di avere delle torce, delle cose da usare in momenti d'emergenza, però naturalmente ne avevo una boh, chissà dov'è la torcia che mi metto in testa quando vado dentro l'armadio a registrare, anche quella un po l'ho trovata a tastoni, però quello che ho trovato, sapevo benissimo dov'era era un recipiente dove tengo le candele. Allora ho preso le candele e le ho acceso, le ho riunite tutte sul tavolo, sono andata poi alla ricerca di un fiammifero o dell'accendigas o di qualcosa che naturalmente non ho trovato subito e ho preso queste candele le ho messe sul tavolo e hanno creato un po di luce e così abbiamo cominciato ad aspettare che tornasse la luce.<br><br>La luce però non tornava perché c'era un guasto che abbiamo scoperto telefonando al gestore dell'elettricità, che avrebbero riparato il guasto solo dopo le 20:30. Quindi ci aspettavano un paio di ore di buio totale da trascorrere rigorosamente senza internet, perché senza elettricità non funziona il modem non funziona il router, senza riscaldamento perché, non capisco bene perché, perché non abbiamo il riscaldamento elettrico abbiamo il riscaldamento a gas, però quando manca l'elettricità si spegne il riscaldamento per cui eravamo pure al freddo, ma ci stavamo preparando per uscire per andare a trovare degli amici, quindi abbiamo trascorso una mezz'ora, 20 minuti al buio, e non vi dico cosa significa prepararsi per uscire al buio con la lucetta del telefono, che tra l'altro non era nemmeno carica al 100%, per cui ero abbastanza cosciente del fatto di non doverla sprecare così.<br><br>Niente, ti cade un guanto e non lo trovi, provate un po' a riassettare la faccia e i capelli in bagno con una torcia, e il problema è mi rivolgo la torcia verso il viso e non vedo quello che c'è poi allo specchio verso lo specchio non vedo poi me. Insomma, problemi da primo mondo che si trova di nuovo catapultato nel periodo dell'oscurità.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>There was a blackout yesterday. It was about six in the evening, late afternoon, early evening, it was already starting to get dark, indeed, it was already dark because there were several lights on in the house and at a certain point the screen of my computer, of the desktop, it's off and all the lights in the house have gone out and the alarm of the structure that the bricklayers use to renovate the building began to sound an insistent siren and the sound continued for quite a while until someone then, I don't know where, switched the alarm off.<br><br>Silence and total darkness in the house. I always intend to have torches, things to use in times of emergency, but of course I had one idk, who knows where is the torch that I put on my head when I go into the wardrobe to record, even that a bit I found it groping, but what I found, I knew very well where it was, was a container where I keep the candles. So I took the candles and lit them, I gathered them all on the table, then I went looking for a match or a gas lighter or something which of course I didn't find right away and I took these candles and put them on the table and they created some light and so we began to wait for the light to come back.<br><br>However, the light didn't come back on because there was a fault which we discovered by phoning the electricity manager, who would only fix the fault after 8.30pm. So a couple of hours of total darkness were waiting for us to spend rigorously without internet, because without electricity the modem doesn't work, the router doesn't work, without heating because, I don't quite understand why, because we don't have electric heating, we have gas heating, however when there is no electricity, the heating goes off so we were also in the cold, but we were getting ready to go out to visit friends, so we spent half an hour, 20 minutes in the dark, and I won't tell you what it means to get ready for going out in the dark with the phone light, which by the way wasn't even 100% charged, so I was quite aware of not having to waste it like this.<br><br>Nothing, you drop a glove and you can't find it, try tidying up your face and hair in the bathroom with a torch, and the problem is I turn the torch towards my face and I don't see what's there then in the mirror towards I don't see myself in the mirror. In short, problems from the first world that is once again catapulted into the period of darkness.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 05 Feb 2023 08:25:15 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Basta un piccolo contrattempo e improvvisamente si ripiomba nell'oscurità, letteralmente. [E poi non ho ben capito perché si dica 'ripiombare' - cioè si cade come un peso di piombo?]TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ieri c'è stato un black out. Erano circa le sei di sera, tardo pomeriggio, prima serata, stava già cominciando a fare buio, anzi, c'era già buio perché in casa c'erano diverse luci accese e a un certo punto lo schermo del mio computer, del desktop, si è spento e si sono spente tutte le luci nella casa e l'allarme della struttura che usano i muratori per ristrutturare il palazzo ha cominciato a suonare una sirena insistente e il suono continuato per un bel po' finché qualcuno poi non so da dove ha disinnescato l'allarme è tornato il silenzio.Silenzio e buio totale nella casa. Io mi ripropongo sempre di avere delle torce, delle cose da usare in momenti d'emergenza, però naturalmente ne avevo una boh, chissà dov'è la torcia che mi metto in testa quando vado dentro l'armadio a registrare, anche quella un po l'ho trovata a tastoni, però quello che ho trovato, sapevo benissimo dov'era era un recipiente dove tengo le candele. Allora ho preso le candele e le ho acceso, le ho riunite tutte sul tavolo, sono andata poi alla ricerca di un fiammifero o dell'accendigas o di qualcosa che naturalmente non ho trovato subito e ho preso queste candele le ho messe sul tavolo e hanno creato un po di luce e così abbiamo cominciato ad aspettare che tornasse la luce.La luce però non tornava perché c'era un guasto che abbiamo scoperto telefonando al gestore dell'elettricità, che avrebbero riparato il guasto solo dopo le 20:30. Quindi ci aspettavano un paio di ore di buio totale da trascorrere rigorosamente senza internet, perché senza elettricità non funziona il modem non funziona il router, senza riscaldamento perché, non capisco bene perché, perché non abbiamo il riscaldamento elettrico abbiamo il riscaldamento a gas, però quando manca l'elettricità si spegne il riscaldamento per cui eravamo pure al freddo, ma ci stavamo preparando per uscire per andare a trovare degli amici, quindi abbiamo trascorso una mezz'ora, 20 minuti al buio, e non vi dico cosa significa prepararsi per uscire al buio con la lucetta del telefono, che tra l'altro non era nemmeno carica al 100%, per cui ero abbastanza cosciente del fatto di non doverla sprecare così.Niente, ti cade un guanto e non lo trovi, provate un po' a riassettare la faccia e i capelli in bagno con una torcia, e il problema è mi rivolgo la torcia verso il viso e non vedo quello che c'è poi allo specchio verso lo specchio non vedo poi me. Insomma, problemi da primo mondo che si trova di nuovo catapultato nel periodo dell'oscurità.TRANSLATIONThere was a blackout yesterday. It was about six in the evening, late afternoon, early evening, it was already starting to get dark, indeed, it was already dark because there were several lights on in the house and at a certain point the screen of my computer, of the desktop, it's off and all the lights in the house have gone out and the alarm of the structure that the bricklayers use to renovate the building began to sound an insistent siren and the sound continued for quite a while until someone then, I don't know where, switched the alarm off.Silence and total darkness in the house. I always intend to have torches, things to use in times of emergency, but of course I had one idk, who knows where is the torch that I put on my head when I go into the wardrobe to record, even that a bit I found it groping, but what I found, I knew very well where it was, was a container where I keep the candles. So I took the candles and lit them, I gathered them all on the table, then I went looking for a match or a gas lighter or something which of course I didn't find right away and I took these candles and put them on the table and they created some light and so...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Basta un piccolo contrattempo e improvvisamente si ripiomba nell'oscurità, letteralmente. [E poi non ho ben capito perché si dica 'ripiombare' - cioè si cade come un peso di piombo?]TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ieri c'è stato un black out. Erano ci</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 400 Pionieri dell'informatica</title>
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        <![CDATA[Un messaggio del mio amico Severino, vecchio compagno delle superiori, mi ricorda che anche noi, a modo nostro, siamo stati dei pionieri dell'era informatica nei lontani anni '80. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>C'è voluto il mio amico Severino a ricordarmi che anche noi siamo stati dei pionieri dell'informatica. Severino, con cui ho fatto le scuole superiori all'Istituto Tecnico Pietro Martini di Cagliari, istituto tecnico che aveva una classe programmatori alla quale io mi ero iscritta, non tanto attirata dall'informatica, ancora poco si parlava di informatica, però era una classe, un corso di studi che permetteva di fare per tutti i cinque anni la lingua inglese, io volevo imparare l'inglese quindi, non c'era un liceo linguistico all'epoca mi pare, o comunque non so perché, mi ero iscritta al Martini avevo iniziato a fare questo corso programmatori.<br><br>Avevamo questi grandi elaboratori elettronici che mi pare di ricordare funzionassero ancora con le schede, li abbiamo usati pochissimo perché, così come il banco modello, cioè una finta banca dove avremmo dovuto fingere di fare tutte le operazioni bancarie, poi non veniva mai usato per quello, e di informatica imparammo, o ci dissero che esistevano due programmi che avremmo dovuto imparare: il COBOL e il Fortran. Parlo al condizionale perché all'epoca avemmo la grande sfortuna di avere un'insegnante che di informatica non ne sapeva niente. Infatti per tutti i tre anni di informatica avevamo un unico libretto che boh, un libretto con la copertina verde dove noi imparavamo le cose a memoria, ma veramente non abbiamo mai fatto niente di che, tant'è che all'esame di maturità, essendo il nostro un corso particolare, appunto quello corso programmatori, e informatica era una materia obbligatoria, e noi ci preparammo porelli, però quando l'esaminatore della commissione esterna cominciò a interrogarci si rese conto che anche i più bravi della classe, anche quelli che presero nove al compito di italiano, non ne sapevano assolutamente niente di informatica e stavano semplicemente ripetendo a memoria delle cose che avevano imparato, ma dalle quali non avevano assolutamente nessuna idea.<br><br>Comunque sì, è vero Severino, anche noi siamo stati dei pionieri dell'informatica. Hai perfettamente ragione in quel bellissimo messaggio che mi hai mandato, nel messaggio vocale, perché Severino non sta a Cagliari adesso sta nel Dorset, e ha una bellissima famiglia e fa un bellissimo mestiere, e noi da 40 anni che non ci vediamo. Sì, mi hai ricordato Severino che anche noi siamo stati dei pionieri e che il nostro avvicinarci all'informatica in tempi non sospetti non ci ha fatto per niente male. Siamo rimasti belli curiosi e diciamo che non siamo venuti fuori troppo traumatizzati da quell'esperienza, siamo riusciti a farne tesoro e poi siamo andati avanti ognuno per la propria strada. Dai che presto ci rincontriamo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>It took my friend Severino to remind me that we were also pioneers of computer science. Severino, with whom I went to high school at the Pietro Martini Technical Institute in Cagliari, a technical institute that had a programming class that I enrolled in, not so much attracted by computer science, as there was still very little talk of computer science, but it was a class, a course of study that allowed us to learn English for all five years, I wanted to learn English, there was no language high school at the time I think, or anyway, I don't know why, I enrolled at Martini and started this programming course.<br><br>We had these big electronic computers that I seem to remember still worked with cards, we used them very little because, like the model bench, that is a fake bank where we were supposed to pretend to do all banking operations, it was never used as intended, and we were told that there were two programs we were supposed to learn: COBOL and Fortran. I speak in the conditional because at the time we had the great misfortune of having a teacher who knew nothing about computer science. In fact, for all three years of computer science we had a single booklet, I don't know, a green-covered booklet where we learned things by heart, but we really never did anything, so much so that at the high school graduation exam, since our course was a special one, programming course, computer science was a mandatory subject, and we prepared for it, but when the examiner from the external commission began to question us, he realized that even the best in the class, even those who got top marks in the Italian essay, knew absolutely nothing about computer science and were simply repeating things they had learned by heart, but from which they had absolutely no idea.<br><br>Anyway, yes, Severino, you're right, we were also pioneers of computer science. You were perfectly right in that beautiful message you sent me, in the voice message, because Severino is not in Cagliari now, he is in Dorset, and has a beautiful family and does a beautiful job, and we haven't seen each other for 40 years. Yes, you reminded me Severino that we were also pioneers and that our approach to computer science in unsuspected times didn't harm us at all. We remained beautiful curious and say that we did not come out too traumatized from that experience, we were able to make good use of it and then went our separate ways. Come on, we'll see each other soon.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Un messaggio del mio amico Severino, vecchio compagno delle superiori, mi ricorda che anche noi, a modo nostro, siamo stati dei pionieri dell'era informatica nei lontani anni '80. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>C'è voluto il mio amico Severino a ricordarmi che anche noi siamo stati dei pionieri dell'informatica. Severino, con cui ho fatto le scuole superiori all'Istituto Tecnico Pietro Martini di Cagliari, istituto tecnico che aveva una classe programmatori alla quale io mi ero iscritta, non tanto attirata dall'informatica, ancora poco si parlava di informatica, però era una classe, un corso di studi che permetteva di fare per tutti i cinque anni la lingua inglese, io volevo imparare l'inglese quindi, non c'era un liceo linguistico all'epoca mi pare, o comunque non so perché, mi ero iscritta al Martini avevo iniziato a fare questo corso programmatori.<br><br>Avevamo questi grandi elaboratori elettronici che mi pare di ricordare funzionassero ancora con le schede, li abbiamo usati pochissimo perché, così come il banco modello, cioè una finta banca dove avremmo dovuto fingere di fare tutte le operazioni bancarie, poi non veniva mai usato per quello, e di informatica imparammo, o ci dissero che esistevano due programmi che avremmo dovuto imparare: il COBOL e il Fortran. Parlo al condizionale perché all'epoca avemmo la grande sfortuna di avere un'insegnante che di informatica non ne sapeva niente. Infatti per tutti i tre anni di informatica avevamo un unico libretto che boh, un libretto con la copertina verde dove noi imparavamo le cose a memoria, ma veramente non abbiamo mai fatto niente di che, tant'è che all'esame di maturità, essendo il nostro un corso particolare, appunto quello corso programmatori, e informatica era una materia obbligatoria, e noi ci preparammo porelli, però quando l'esaminatore della commissione esterna cominciò a interrogarci si rese conto che anche i più bravi della classe, anche quelli che presero nove al compito di italiano, non ne sapevano assolutamente niente di informatica e stavano semplicemente ripetendo a memoria delle cose che avevano imparato, ma dalle quali non avevano assolutamente nessuna idea.<br><br>Comunque sì, è vero Severino, anche noi siamo stati dei pionieri dell'informatica. Hai perfettamente ragione in quel bellissimo messaggio che mi hai mandato, nel messaggio vocale, perché Severino non sta a Cagliari adesso sta nel Dorset, e ha una bellissima famiglia e fa un bellissimo mestiere, e noi da 40 anni che non ci vediamo. Sì, mi hai ricordato Severino che anche noi siamo stati dei pionieri e che il nostro avvicinarci all'informatica in tempi non sospetti non ci ha fatto per niente male. Siamo rimasti belli curiosi e diciamo che non siamo venuti fuori troppo traumatizzati da quell'esperienza, siamo riusciti a farne tesoro e poi siamo andati avanti ognuno per la propria strada. Dai che presto ci rincontriamo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>It took my friend Severino to remind me that we were also pioneers of computer science. Severino, with whom I went to high school at the Pietro Martini Technical Institute in Cagliari, a technical institute that had a programming class that I enrolled in, not so much attracted by computer science, as there was still very little talk of computer science, but it was a class, a course of study that allowed us to learn English for all five years, I wanted to learn English, there was no language high school at the time I think, or anyway, I don't know why, I enrolled at Martini and started this programming course.<br><br>We had these big electronic computers that I seem to remember still worked with cards, we used them very little because, like the model bench, that is a fake bank where we were supposed to pretend to do all banking operations, it was never used as intended, and we were told that there were two programs we were supposed to learn: COBOL and Fortran. I speak in the conditional because at the time we had the great misfortune of having a teacher who knew nothing about computer science. In fact, for all three years of computer science we had a single booklet, I don't know, a green-covered booklet where we learned things by heart, but we really never did anything, so much so that at the high school graduation exam, since our course was a special one, programming course, computer science was a mandatory subject, and we prepared for it, but when the examiner from the external commission began to question us, he realized that even the best in the class, even those who got top marks in the Italian essay, knew absolutely nothing about computer science and were simply repeating things they had learned by heart, but from which they had absolutely no idea.<br><br>Anyway, yes, Severino, you're right, we were also pioneers of computer science. You were perfectly right in that beautiful message you sent me, in the voice message, because Severino is not in Cagliari now, he is in Dorset, and has a beautiful family and does a beautiful job, and we haven't seen each other for 40 years. Yes, you reminded me Severino that we were also pioneers and that our approach to computer science in unsuspected times didn't harm us at all. We remained beautiful curious and say that we did not come out too traumatized from that experience, we were able to make good use of it and then went our separate ways. Come on, we'll see each other soon.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 04 Feb 2023 06:23:41 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Un messaggio del mio amico Severino, vecchio compagno delle superiori, mi ricorda che anche noi, a modo nostro, siamo stati dei pionieri dell'era informatica nei lontani anni '80. TRASCRIZIONE [ENG translation below]C'è voluto il mio amico Severino a rico</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 399 Copenhagen Cowboy</title>
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        <![CDATA[Una serie tv che ipnotizza, con movimeni di camera circolari e attori/trici praticamente immobili. Una gioia dei sensi. La cosa più innovativa in assoluto che ho visto negli ultimi anni. Da non perdere!<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[English translation below]</i><br><br><a href="https://www.netflix.com/it/title/81402987" rel="noreferrer noopener"><i><b>Copenaghen Cowboys</b></i></a> è una serie televisiva che ho appena finito di guardare e che mi ha lasciato un sacco di voglia di vederne di più. È del regista danese <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nicolas_Winding_Refn" rel="noreferrer noopener"><b>Nicolas Winding Refn</b></a>, che sicuramente sto pronunciando malissimo, comunque non importa, perché ormai da qualche tempo lui si firma con le tre iniziali NWR. <br><br>Un personaggio interessante, figlio d'arte perché suo papà regista e sua mamma è fotografa, quando era bambino a otto anni i suoi genitori si sono trasferiti a New York e poi lui è tornato in Danimarca per frequentare l'università e ad appena 25 anni, aveva fatto dei cortometraggi, uno di questi ha colpito molto un investitore che gli ha offerto 32 milioni di dollari per trasformare il suo cortometraggio in film. E poi da l il resto è storia.<br><br>Copenhagen Cowboys è una serie televisiva pazzesca, ha una fotografia che ipnotizza, una musica che quando c'è è incredibilmente bella e cupa, molto musica techno, e quando non c'è è un sibilo, anzi meglio, è un 'hummm' come un drone che accompagna le scene. Ci sono dei movimenti di camera circolari, praticamente i personaggi rimangono immobili e la telecamera fa un giro a 360 gradi, e infatti spesso i personaggi parlano e non sono nemmeno inquadrati. E poi è un trionfo di blu e di rosso. Colori neon fortissimi e tutto quello che passa in mezzo, molto viola.<br><br>Che è una cosa interessante perché andando un po' a frugare tra le note biografiche del regista, ho scoperto che lui si dichiara daltonico. Ora i daltonici si dividono in tre categorie: quelli che non vedono il colore verde, quelli che non vedono il colore rosso e poi quelli che non riconoscono la gamma di colori che passa dal blu al violetto. Non so a quale categoria appartenga il regista. NWR, così si fa chiamare, però lui si dichiara daltonico, però tutte le scene sono caratterizzate da dei fortissimi blu, dei fortissimi rossi e dei fortissimi viola e la protagonista di Copenaghen Cowboys, non sto spolverando niente, è questa questa ragazza che indossa per praticamente tutte sei puntate una tuta da ginnastica blu e ricorda un po' Kill Bill, ricordate la tutta gialla? Però laddove Kill Bill era tutta azione e movimento la protagonista di Copenaghen Cowboy, è immobile e ipnotizza.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><a href="https://www.netflix.com/it-en/title/81402987" rel="noreferrer noopener"><b>Copenhagen Cowboys</b></a> is a television series that I just finished watching and that left me with a lot of desire to see more. It's by the Danish director <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nicolas_Winding_Refn" rel="noreferrer noopener"><b>Nicolas Winding Refn</b></a>, which I'm certainly pronouncing very badly, in any case it doesn't matter, because for some time now he has been signing himself with the three initials NWR.<br><br>An interesting character, son of art because his father is a director and his mother is a photographer, when he was a child at the age of eight his parents moved to New York and then he returned to Denmark to attend university and at just 25, had made short films, one of which impressed an investor who offered him $32 million to turn the short into a feature film. And then from there the rest is history.<br><br>Copenhagen Cowboys is a crazy television series, it has hypnotizing photography, music that when is present, is incredibly beautiful and dark, lots of techno music, and when it's not there it's a hiss, or rather, it's a 'hummm' like a drone that accompanies the scenes. There are circular camera movements, the characters practically remain motionless and the camera makes a 360-degree turn, and in fact the characters often speak and aren't even framed. And then it's a triumph of blue and red. Very strong neon colors and everything in between, very purple.<br><br>Which is an interesting thing because by rummaging through the director's biographical notes, I discovered that he claims to be colorblind. Now, colorblind people fall into three categories: those who do not see the color green, those who do not see the color red and then those who do not recognize the range of colors that goes from blue to violet. I don't know which category the director belongs to. NWR, that's what she calls herself, declares he is colorblind, but all the scenes are characterized by very strong blues, very strong reds and very strong purples and the protagonist of Copenhagen Cowboys, I'm not spoilering anything, it's this girl who wears for practically all six episodes a blue tracksuit and reminds a bit of Kill Bill, remember the yellow tracksuit? But where Kill Bill was all action and movement, the protagonist of Copenhagen Cowboy is motionless and mesmerizing.]]>
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È del regista danese <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nicolas_Winding_Refn" rel="noreferrer noopener"><b>Nicolas Winding Refn</b></a>, che sicuramente sto pronunciando malissimo, comunque non importa, perché ormai da qualche tempo lui si firma con le tre iniziali NWR. <br><br>Un personaggio interessante, figlio d'arte perché suo papà regista e sua mamma è fotografa, quando era bambino a otto anni i suoi genitori si sono trasferiti a New York e poi lui è tornato in Danimarca per frequentare l'università e ad appena 25 anni, aveva fatto dei cortometraggi, uno di questi ha colpito molto un investitore che gli ha offerto 32 milioni di dollari per trasformare il suo cortometraggio in film. E poi da l il resto è storia.<br><br>Copenhagen Cowboys è una serie televisiva pazzesca, ha una fotografia che ipnotizza, una musica che quando c'è è incredibilmente bella e cupa, molto musica techno, e quando non c'è è un sibilo, anzi meglio, è un 'hummm' come un drone che accompagna le scene. Ci sono dei movimenti di camera circolari, praticamente i personaggi rimangono immobili e la telecamera fa un giro a 360 gradi, e infatti spesso i personaggi parlano e non sono nemmeno inquadrati. E poi è un trionfo di blu e di rosso. Colori neon fortissimi e tutto quello che passa in mezzo, molto viola.<br><br>Che è una cosa interessante perché andando un po' a frugare tra le note biografiche del regista, ho scoperto che lui si dichiara daltonico. Ora i daltonici si dividono in tre categorie: quelli che non vedono il colore verde, quelli che non vedono il colore rosso e poi quelli che non riconoscono la gamma di colori che passa dal blu al violetto. Non so a quale categoria appartenga il regista. NWR, così si fa chiamare, però lui si dichiara daltonico, però tutte le scene sono caratterizzate da dei fortissimi blu, dei fortissimi rossi e dei fortissimi viola e la protagonista di Copenaghen Cowboys, non sto spolverando niente, è questa questa ragazza che indossa per praticamente tutte sei puntate una tuta da ginnastica blu e ricorda un po' Kill Bill, ricordate la tutta gialla? Però laddove Kill Bill era tutta azione e movimento la protagonista di Copenaghen Cowboy, è immobile e ipnotizza.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br><a href="https://www.netflix.com/it-en/title/81402987" rel="noreferrer noopener"><b>Copenhagen Cowboys</b></a> is a television series that I just finished watching and that left me with a lot of desire to see more. It's by the Danish director <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nicolas_Winding_Refn" rel="noreferrer noopener"><b>Nicolas Winding Refn</b></a>, which I'm certainly pronouncing very badly, in any case it doesn't matter, because for some time now he has been signing himself with the three initials NWR.<br><br>An interesting character, son of art because his father is a director and his mother is a photographer, when he was a child at the age of eight his parents moved to New York and then he returned to Denmark to attend university and at just 25, had made short films, one of which impressed an investor who offered him $32 million to turn the short into a feature film. And then from there the rest is history.<br><br>Copenhagen Cowboys is a crazy television series, it has hypnotizing photography, music that when is present, is incredibly beautiful and dark, lots of techno music, and when it's not there it's a hiss, or rather, it's a 'hummm' like a drone that accompanies the scenes. There are circular camera movements, the characters practically remain motionless and the camera makes a 360-degree turn, and in fact the characters often speak and aren't even framed. And then it's a triumph of blue and red. Very strong neon colors and everything in between, very purple.<br><br>Which is an interesting thing because by rummaging through the director's biographical notes, I discovered that he claims to be colorblind. Now, colorblind people fall into three categories: those who do not see the color green, those who do not see the color red and then those who do not recognize the range of colors that goes from blue to violet. I don't know which category the director belongs to. 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      <pubDate>Fri, 03 Feb 2023 04:59:27 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Una serie tv che ipnotizza, con movimeni di camera circolari e attori/trici praticamente immobili. Una gioia dei sensi. La cosa più innovativa in assoluto che ho visto negli ultimi anni. Da non perdere!TRASCRIZIONE [English translation below]Copenaghen Cowboys è una serie televisiva che ho appena finito di guardare e che mi ha lasciato un sacco di voglia di vederne di più. È del regista danese Nicolas Winding Refn, che sicuramente sto pronunciando malissimo, comunque non importa, perché ormai da qualche tempo lui si firma con le tre iniziali NWR. Un personaggio interessante, figlio d'arte perché suo papà regista e sua mamma è fotografa, quando era bambino a otto anni i suoi genitori si sono trasferiti a New York e poi lui è tornato in Danimarca per frequentare l'università e ad appena 25 anni, aveva fatto dei cortometraggi, uno di questi ha colpito molto un investitore che gli ha offerto 32 milioni di dollari per trasformare il suo cortometraggio in film. E poi da l il resto è storia.Copenhagen Cowboys è una serie televisiva pazzesca, ha una fotografia che ipnotizza, una musica che quando c'è è incredibilmente bella e cupa, molto musica techno, e quando non c'è è un sibilo, anzi meglio, è un 'hummm' come un drone che accompagna le scene. Ci sono dei movimenti di camera circolari, praticamente i personaggi rimangono immobili e la telecamera fa un giro a 360 gradi, e infatti spesso i personaggi parlano e non sono nemmeno inquadrati. E poi è un trionfo di blu e di rosso. Colori neon fortissimi e tutto quello che passa in mezzo, molto viola.Che è una cosa interessante perché andando un po' a frugare tra le note biografiche del regista, ho scoperto che lui si dichiara daltonico. Ora i daltonici si dividono in tre categorie: quelli che non vedono il colore verde, quelli che non vedono il colore rosso e poi quelli che non riconoscono la gamma di colori che passa dal blu al violetto. Non so a quale categoria appartenga il regista. NWR, così si fa chiamare, però lui si dichiara daltonico, però tutte le scene sono caratterizzate da dei fortissimi blu, dei fortissimi rossi e dei fortissimi viola e la protagonista di Copenaghen Cowboys, non sto spolverando niente, è questa questa ragazza che indossa per praticamente tutte sei puntate una tuta da ginnastica blu e ricorda un po' Kill Bill, ricordate la tutta gialla? Però laddove Kill Bill era tutta azione e movimento la protagonista di Copenaghen Cowboy, è immobile e ipnotizza.TRANSLATIONCopenhagen Cowboys is a television series that I just finished watching and that left me with a lot of desire to see more. It's by the Danish director Nicolas Winding Refn, which I'm certainly pronouncing very badly, in any case it doesn't matter, because for some time now he has been signing himself with the three initials NWR.An interesting character, son of art because his father is a director and his mother is a photographer, when he was a child at the age of eight his parents moved to New York and then he returned to Denmark to attend university and at just 25, had made short films, one of which impressed an investor who offered him $32 million to turn the short into a feature film. And then from there the rest is history.Copenhagen Cowboys is a crazy television series, it has hypnotizing photography, music that when is present, is incredibly beautiful and dark, lots of techno music, and when it's not there it's a hiss, or rather,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Una serie tv che ipnotizza, con movimeni di camera circolari e attori/trici praticamente immobili. Una gioia dei sensi. La cosa più innovativa in assoluto che ho visto negli ultimi anni. Da non perdere!TRASCRIZIONE [English translation below]Copenaghen Co</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 398 Ma non guardano i film catastrofici?</title>
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        <![CDATA[Se la stupidità umana non ha confini, basterebbe dedicare un paio d'ore alla visione di Jurassic Park per capire perché gli animali estinti è meglio lasciarli dove sono e usare invece i soldi che si hanno per proteggere quelli ancora in vita ma in via d'estinzione.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>C'ho questo dubbio terribile, e cioè che gli scienziati e le scienziate non abbiano abbastanza tempo da dedicare alla visione di film al cinema o a casa. Perché se così fosse, se qualcuno di questi scienziati avesse mai visto un film catastrofale, catastrofista al cinema o alla televisione saprebbe benissimo cosa succede quando qualcuno cerca di portare di nuovo in vita un animale estinto. Se avessero visto anche solo uno dei tanti Jurassic Park sapessero che è una formula destinata a portare a disastri orribili.<br><br>Perché parlo di animali estinti? Perché c'è un gruppo di scienziati in Texas, gli scienziati della <a href="https://www.wired.it/article/dodo-de-estinzione-colossal-biosciences/" rel="noreferrer noopener"><b>Colossal Biosciences </b></a>che si è messo in testa di riportare in vita degli animali che sono estinti. Quindi qualche tempo fa hanno annunciato che avrebbero lavorato sul riportare in vita il mammut, quindi immaginate l'elefante, però pieno di peli e con le zanne, poi hanno parlato della tigre della Tasmania e adesso l'ultima notizia di cui parlano tutte le riviste è che vogliono anche portare di nuovo in vita il dodo.<br><br>Il dodo era un uccello abbastanza grosso che esisteva nelle isole Mauritius e che è estinto alla fine del Seicento, dopo che gli europei erano arrivati su quelle isole e gli avevano dato la caccia, avevano portato animali che gli davano la caccia al dodo. Il dodo, che era un uccello pacifico che si faceva i fatti suoi, non aveva paura degli esseri umani e quindi è finito vittima dello spiedo per arrostire, poi anche degli altri animali che l'hanno ammazzato.<br><br>Ecco, questi signori nel Texas hanno questa idea che secondo loro bisogna riportare in vita gli animali che la stupidità umana ha fatto estinguere. Giustamente qualcuno dice, ma se questi soldi che hanno racimolato - perché questi signori hanno racimolato un bel po' di soldi sono passati da (l'ho letto da qualche parte) da 120 milioni adesso hanno più di 200 milioni da dedicare a questo progetto.<br><br>Ecco, se questi soldi venissero utilizzati per mantenere in vita le specie animali che in vita ancora ci sono, ma ancora per poco, perché si sa, la distruzione dell'habitat degli animali è la causa principale dell'estinzione degli stessi animali, ecco, se utilizzassero quei soldi e il loro know-how, la loro intelligenza, la loro lungimiranza, la loro scienza per mantenere in vita gli animali che già in vita ci sono sarebbe molto meglio per tutti, perché, si sa, puo' solo andar male quando cercano di riportare in vita animali che sono morti. Lasciamo i morti in pace. Occupiamoci piuttosto dei vivi, eh? Che ne dite?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I have this terrible doubt, namely that men and women scientists do not have enough time to devote to watching films at the cinema or at home. Because if that were the case, if any of these scientists had ever seen a catastrophic film in cinema or television they would know very well what happens when someone tries to bring an extinct animal back to life. If they'd seen even one of the many Jurassic Parks they'd know it's a formula bound to lead to horrific disasters.<br><br>Why am I talking about extinct animals? Because there's a group of scientists in Texas, the scientists at <b><a href="https://www.technologyreview.com/2023/01/31/1067417/a-de-extinction-company-is-trying-to-resurrect-the-dodo/" rel="noreferrer noopener">Colossal Biosciences</a></b> who have made up their minds to bring back animals that are extinct. So some time ago they announced that they would be working on bringing the mammoth back to life, imagine the elephant, but full of hair and with tusks, then they talked about the Tasmanian tiger and now the latest news that all the magazines are talking about is that they also want to bring the dodo back to life again.<br><br>The dodo was a fairly large bird that existed in Mauritius and became extinct at the end of the seventeenth century, after the Europeans arrived on those islands and hunted it, they brought animals that hunted the dodo. The dodo, which was a peaceful bird that minded its own business, was not afraid of humans and therefore ended up a victim of the spit for roasting, then also of the other animals that killed it.<br><br>Here, these gentlemen in Texas have this idea that according to them we need to bring back to life the animals that human stupidity has made extinct. Some rightly say, but if this money they have raised - because these gentlemen have raised quite a lot of money has gone from (I read it somewhere) from 120 million now they have more than 200 million to devote to this project.<br><br>Here, if this money were used to keep alive the animal species that are still alive, but for a little while, because it is known, the destruction of the animal habitat is the main cause of the extinction of the same animals, here, if they used that money and their know-how, their intelligence, their foresight, their science to keep alive the animals that already exist, it would be much better for everyone, because, you know, it can only go wrong when they try to bring back animals that have died. Let's leave the dead alone. Let's deal with the living instead, huh? What do you think?]]>
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        <![CDATA[Se la stupidità umana non ha confini, basterebbe dedicare un paio d'ore alla visione di Jurassic Park per capire perché gli animali estinti è meglio lasciarli dove sono e usare invece i soldi che si hanno per proteggere quelli ancora in vita ma in via d'estinzione.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>C'ho questo dubbio terribile, e cioè che gli scienziati e le scienziate non abbiano abbastanza tempo da dedicare alla visione di film al cinema o a casa. Perché se così fosse, se qualcuno di questi scienziati avesse mai visto un film catastrofale, catastrofista al cinema o alla televisione saprebbe benissimo cosa succede quando qualcuno cerca di portare di nuovo in vita un animale estinto. Se avessero visto anche solo uno dei tanti Jurassic Park sapessero che è una formula destinata a portare a disastri orribili.<br><br>Perché parlo di animali estinti? Perché c'è un gruppo di scienziati in Texas, gli scienziati della <a href="https://www.wired.it/article/dodo-de-estinzione-colossal-biosciences/" rel="noreferrer noopener"><b>Colossal Biosciences </b></a>che si è messo in testa di riportare in vita degli animali che sono estinti. Quindi qualche tempo fa hanno annunciato che avrebbero lavorato sul riportare in vita il mammut, quindi immaginate l'elefante, però pieno di peli e con le zanne, poi hanno parlato della tigre della Tasmania e adesso l'ultima notizia di cui parlano tutte le riviste è che vogliono anche portare di nuovo in vita il dodo.<br><br>Il dodo era un uccello abbastanza grosso che esisteva nelle isole Mauritius e che è estinto alla fine del Seicento, dopo che gli europei erano arrivati su quelle isole e gli avevano dato la caccia, avevano portato animali che gli davano la caccia al dodo. Il dodo, che era un uccello pacifico che si faceva i fatti suoi, non aveva paura degli esseri umani e quindi è finito vittima dello spiedo per arrostire, poi anche degli altri animali che l'hanno ammazzato.<br><br>Ecco, questi signori nel Texas hanno questa idea che secondo loro bisogna riportare in vita gli animali che la stupidità umana ha fatto estinguere. Giustamente qualcuno dice, ma se questi soldi che hanno racimolato - perché questi signori hanno racimolato un bel po' di soldi sono passati da (l'ho letto da qualche parte) da 120 milioni adesso hanno più di 200 milioni da dedicare a questo progetto.<br><br>Ecco, se questi soldi venissero utilizzati per mantenere in vita le specie animali che in vita ancora ci sono, ma ancora per poco, perché si sa, la distruzione dell'habitat degli animali è la causa principale dell'estinzione degli stessi animali, ecco, se utilizzassero quei soldi e il loro know-how, la loro intelligenza, la loro lungimiranza, la loro scienza per mantenere in vita gli animali che già in vita ci sono sarebbe molto meglio per tutti, perché, si sa, puo' solo andar male quando cercano di riportare in vita animali che sono morti. Lasciamo i morti in pace. Occupiamoci piuttosto dei vivi, eh? Che ne dite?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I have this terrible doubt, namely that men and women scientists do not have enough time to devote to watching films at the cinema or at home. Because if that were the case, if any of these scientists had ever seen a catastrophic film in cinema or television they would know very well what happens when someone tries to bring an extinct animal back to life. If they'd seen even one of the many Jurassic Parks they'd know it's a formula bound to lead to horrific disasters.<br><br>Why am I talking about extinct animals? Because there's a group of scientists in Texas, the scientists at <b><a href="https://www.technologyreview.com/2023/01/31/1067417/a-de-extinction-company-is-trying-to-resurrect-the-dodo/" rel="noreferrer noopener">Colossal Biosciences</a></b> who have made up their minds to bring back animals that are extinct. So some time ago they announced that they would be working on bringing the mammoth back to life, imagine the elephant, but full of hair and with tusks, then they talked about the Tasmanian tiger and now the latest news that all the magazines are talking about is that they also want to bring the dodo back to life again.<br><br>The dodo was a fairly large bird that existed in Mauritius and became extinct at the end of the seventeenth century, after the Europeans arrived on those islands and hunted it, they brought animals that hunted the dodo. The dodo, which was a peaceful bird that minded its own business, was not afraid of humans and therefore ended up a victim of the spit for roasting, then also of the other animals that killed it.<br><br>Here, these gentlemen in Texas have this idea that according to them we need to bring back to life the animals that human stupidity has made extinct. Some rightly say, but if this money they have raised - because these gentlemen have raised quite a lot of money has gone from (I read it somewhere) from 120 million now they have more than 200 million to devote to this project.<br><br>Here, if this money were used to keep alive the animal species that are still alive, but for a little while, because it is known, the destruction of the animal habitat is the main cause of the extinction of the same animals, here, if they used that money and their know-how, their intelligence, their foresight, their science to keep alive the animals that already exist, it would be much better for everyone, because, you know, it can only go wrong when they try to bring back animals that have died. Let's leave the dead alone. Let's deal with the living instead, huh? What do you think?]]>
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      <pubDate>Thu, 02 Feb 2023 05:28:58 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 397 Le finestre degli altri</title>
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        <![CDATA[Spiare dalle finestre delle case degli sconosciuti, senza il pericolo di doversi esporre. E ogni finestra non mostra solo la vista esterna, ma ci trasporta all'interno di una casa con tutti i suoi rumori di passi, le frasi sussurrate e il rumore delle pentole in cucina. E lo può fare chiunque. <br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Gli occhi sono le finestre dell'anima, e le finestre cosa sono? Le finestre sono posti da cui spiare la vita altrui e io ho trovato un sito che mi permette di spiare la vita altrui da qualsiasi parte del mondo. È un sito che si chiama <a href="https://www.window-swap.com/" rel="noreferrer noopener"><b>WindowSwap</b></a>, scambio di finestre. Funziona in modo molto semplice e molto efficace, così come tutte le cose semplici. Chiunque può caricare l'immagine, un piccolo video ripreso dalla propria finestra, caricarlo appunto su questo sito, e poi le persone che accedono al sito si ritrovano davanti uno schermo con un bottone, ogni volta che calcano il bottone cambia la finestra che appare, ed è una finestra che può essere da qualsiasi parte del mondo.<br><br>Io ho trascorso un po' di tempo su questo sito stamattina prima di accendere il microfono per rinfrescarmi un po' gli occhi e si incontrano, si finisce, si piomba letteralmente a casa degli altri, perché sono dei piccoli video che durano poco e la gente registra anche il suono, molti di questi hanno il suono, per cui spesso quando si entra in questi schermi, si sentono anche i rumori di sottofondo della gente che cammina, i passi, i rumori di cucina. C'era una finestra con un panorama di Istanbul dove si sentivano delle voci un po' lontano, forse qualcuno che non è stato avvisato che stavano registrando il video per caricarlo nella piattaforma, o forse l'hanno fatto apposta per farsi sentire.<br><br>Sono finita poi nello Yorkshire, nel Regno Unito, dove c'era una finestra che dava su un giardino, un giardino un po' abbandonato, non era curatissimo, però c'era un ramo e da questo ramo pendeva a testa in giù un animale che si teneva appeso per la coda, dalle dimensioni e dalla posizione credo che fosse uno possum, ed era carinissimo, ho impiegato un po' a capire cosa fosse, pensavo fosse un gatto, ma non mi risulta che i gatti rimangano appesi per la coda.<br><br>Poi ho visto un bellissimo pappagallo in una città indiana, era appoggiato non sul davanzale ma molto vicino al davanzale della finestra. A volte si vedono addirittura le dita delle persone, i polpastrelli, sapete quando dovete settare la macchina fotografica - immagino tutti usano il cellulare - da qualche parte, lo fate partire, la registrazione sta già andando e voi lo state sistemando e si vedono i polpastrelli. Evidentemente non ho ancora visto come funziona il caricamento dei video, quindi non so se si possa fare dell'editing, immagino di no, mmagino che si clicchi vai bump, prendi e fai la ripresa di 1 minuto quello che è, e poi sale nel sistema.<br><br>Eh si, avete capito bene, naturalmente adesso quello che faccio, finiti i 3 minuti grezzi vado a settare la mia telecamera e vado a fare la mia ripresa.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The eyes are the windows to the soul, and what are the windows? Windows are places to spy on other people's lives and I found a site that allows me to spy on other people's lives from anywhere in the world. It's a site called <a href="https://www.window-swap.com/" rel="noreferrer noopener"><b>WindowSwap</b></a>. It works very simply and very effectively, as are all simple things. Anyone can upload an image, a small video taken from their own window, upload it to this site, and then people who access the site find themselves in front of a screen with a button, every time they press the button the window that appears changes, and it's a window that can be from anywhere in the world.<br><br>I spent some time on this site this morning before turning on the mic to refresh my eyes a bit and you end up, you get, you literally crash into someone else's house, because it's little videos that don't last long and people, they also record sound, many of these have sound, so often when you enter these screens, you also hear the background noises of people walking, footsteps, kitchen noises. There was a window with a panorama of Istanbul where voices could be heard a bit far away, maybe someone who wasn't warned that they were recording the video to upload it to the platform, or maybe they did it on purpose to be heard.<br><br>I then ended up in Yorkshire, in the UK, where there was a window that looked out onto a garden, a somewhat abandoned garden, it wasn't well kept, but there was a branch and from this branch an animal hung upside down by its tail, from the size and position I think it was a possum, and it was super cute, took me a while to figure out what it was, thought it was a cat at first, but I'm not aware of cats hanging by their tails.<br><br>Then I saw a beautiful parrot in an Indian city, it was resting not on the windowsill but very close to the windowsill. Sometimes you even see people's fingers, fingertips, you know when you have to set up the camera - I guess everyone uses a cell phone - somewhere, you start it, the recording is already going and you're setting it up and you see the fingertips. Yes, I haven't seen how video upload works yet, so I don't know if you can do some editing, I guess not, but I guess you click go bump, take and take the 1 minute take whatever it is, and then it climbs into the system.<br><br>Oh yes, you got it right, of course now what I do, after recording my 3 raw minutes I'm going to set up my camera and I'm going to record my window.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Spiare dalle finestre delle case degli sconosciuti, senza il pericolo di doversi esporre. E ogni finestra non mostra solo la vista esterna, ma ci trasporta all'interno di una casa con tutti i suoi rumori di passi, le frasi sussurrate e il rumore delle pentole in cucina. E lo può fare chiunque. <br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Gli occhi sono le finestre dell'anima, e le finestre cosa sono? Le finestre sono posti da cui spiare la vita altrui e io ho trovato un sito che mi permette di spiare la vita altrui da qualsiasi parte del mondo. È un sito che si chiama <a href="https://www.window-swap.com/" rel="noreferrer noopener"><b>WindowSwap</b></a>, scambio di finestre. Funziona in modo molto semplice e molto efficace, così come tutte le cose semplici. Chiunque può caricare l'immagine, un piccolo video ripreso dalla propria finestra, caricarlo appunto su questo sito, e poi le persone che accedono al sito si ritrovano davanti uno schermo con un bottone, ogni volta che calcano il bottone cambia la finestra che appare, ed è una finestra che può essere da qualsiasi parte del mondo.<br><br>Io ho trascorso un po' di tempo su questo sito stamattina prima di accendere il microfono per rinfrescarmi un po' gli occhi e si incontrano, si finisce, si piomba letteralmente a casa degli altri, perché sono dei piccoli video che durano poco e la gente registra anche il suono, molti di questi hanno il suono, per cui spesso quando si entra in questi schermi, si sentono anche i rumori di sottofondo della gente che cammina, i passi, i rumori di cucina. C'era una finestra con un panorama di Istanbul dove si sentivano delle voci un po' lontano, forse qualcuno che non è stato avvisato che stavano registrando il video per caricarlo nella piattaforma, o forse l'hanno fatto apposta per farsi sentire.<br><br>Sono finita poi nello Yorkshire, nel Regno Unito, dove c'era una finestra che dava su un giardino, un giardino un po' abbandonato, non era curatissimo, però c'era un ramo e da questo ramo pendeva a testa in giù un animale che si teneva appeso per la coda, dalle dimensioni e dalla posizione credo che fosse uno possum, ed era carinissimo, ho impiegato un po' a capire cosa fosse, pensavo fosse un gatto, ma non mi risulta che i gatti rimangano appesi per la coda.<br><br>Poi ho visto un bellissimo pappagallo in una città indiana, era appoggiato non sul davanzale ma molto vicino al davanzale della finestra. A volte si vedono addirittura le dita delle persone, i polpastrelli, sapete quando dovete settare la macchina fotografica - immagino tutti usano il cellulare - da qualche parte, lo fate partire, la registrazione sta già andando e voi lo state sistemando e si vedono i polpastrelli. Evidentemente non ho ancora visto come funziona il caricamento dei video, quindi non so se si possa fare dell'editing, immagino di no, mmagino che si clicchi vai bump, prendi e fai la ripresa di 1 minuto quello che è, e poi sale nel sistema.<br><br>Eh si, avete capito bene, naturalmente adesso quello che faccio, finiti i 3 minuti grezzi vado a settare la mia telecamera e vado a fare la mia ripresa.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The eyes are the windows to the soul, and what are the windows? Windows are places to spy on other people's lives and I found a site that allows me to spy on other people's lives from anywhere in the world. It's a site called <a href="https://www.window-swap.com/" rel="noreferrer noopener"><b>WindowSwap</b></a>. It works very simply and very effectively, as are all simple things. Anyone can upload an image, a small video taken from their own window, upload it to this site, and then people who access the site find themselves in front of a screen with a button, every time they press the button the window that appears changes, and it's a window that can be from anywhere in the world.<br><br>I spent some time on this site this morning before turning on the mic to refresh my eyes a bit and you end up, you get, you literally crash into someone else's house, because it's little videos that don't last long and people, they also record sound, many of these have sound, so often when you enter these screens, you also hear the background noises of people walking, footsteps, kitchen noises. There was a window with a panorama of Istanbul where voices could be heard a bit far away, maybe someone who wasn't warned that they were recording the video to upload it to the platform, or maybe they did it on purpose to be heard.<br><br>I then ended up in Yorkshire, in the UK, where there was a window that looked out onto a garden, a somewhat abandoned garden, it wasn't well kept, but there was a branch and from this branch an animal hung upside down by its tail, from the size and position I think it was a possum, and it was super cute, took me a while to figure out what it was, thought it was a cat at first, but I'm not aware of cats hanging by their tails.<br><br>Then I saw a beautiful parrot in an Indian city, it was resting not on the windowsill but very close to the windowsill. Sometimes you even see people's fingers, fingertips, you know when you have to set up the camera - I guess everyone uses a cell phone - somewhere, you start it, the recording is already going and you're setting it up and you see the fingertips. Yes, I haven't seen how video upload works yet, so I don't know if you can do some editing, I guess not, but I guess you click go bump, take and take the 1 minute take whatever it is, and then it climbs into the system.<br><br>Oh yes, you got it right, of course now what I do, after recording my 3 raw minutes I'm going to set up my camera and I'm going to record my window.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 01 Feb 2023 07:05:15 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Spiare dalle finestre delle case degli sconosciuti, senza il pericolo di doversi esporre. E ogni finestra non mostra solo la vista esterna, ma ci trasporta all'interno di una casa con tutti i suoi rumori di passi, le frasi sussurrate e il rumore delle pentole in cucina. E lo può fare chiunque. TRASCRIZIONE [ENG translation below]Gli occhi sono le finestre dell'anima, e le finestre cosa sono? Le finestre sono posti da cui spiare la vita altrui e io ho trovato un sito che mi permette di spiare la vita altrui da qualsiasi parte del mondo. È un sito che si chiama WindowSwap, scambio di finestre. Funziona in modo molto semplice e molto efficace, così come tutte le cose semplici. Chiunque può caricare l'immagine, un piccolo video ripreso dalla propria finestra, caricarlo appunto su questo sito, e poi le persone che accedono al sito si ritrovano davanti uno schermo con un bottone, ogni volta che calcano il bottone cambia la finestra che appare, ed è una finestra che può essere da qualsiasi parte del mondo.Io ho trascorso un po' di tempo su questo sito stamattina prima di accendere il microfono per rinfrescarmi un po' gli occhi e si incontrano, si finisce, si piomba letteralmente a casa degli altri, perché sono dei piccoli video che durano poco e la gente registra anche il suono, molti di questi hanno il suono, per cui spesso quando si entra in questi schermi, si sentono anche i rumori di sottofondo della gente che cammina, i passi, i rumori di cucina. C'era una finestra con un panorama di Istanbul dove si sentivano delle voci un po' lontano, forse qualcuno che non è stato avvisato che stavano registrando il video per caricarlo nella piattaforma, o forse l'hanno fatto apposta per farsi sentire.Sono finita poi nello Yorkshire, nel Regno Unito, dove c'era una finestra che dava su un giardino, un giardino un po' abbandonato, non era curatissimo, però c'era un ramo e da questo ramo pendeva a testa in giù un animale che si teneva appeso per la coda, dalle dimensioni e dalla posizione credo che fosse uno possum, ed era carinissimo, ho impiegato un po' a capire cosa fosse, pensavo fosse un gatto, ma non mi risulta che i gatti rimangano appesi per la coda.Poi ho visto un bellissimo pappagallo in una città indiana, era appoggiato non sul davanzale ma molto vicino al davanzale della finestra. A volte si vedono addirittura le dita delle persone, i polpastrelli, sapete quando dovete settare la macchina fotografica - immagino tutti usano il cellulare - da qualche parte, lo fate partire, la registrazione sta già andando e voi lo state sistemando e si vedono i polpastrelli. Evidentemente non ho ancora visto come funziona il caricamento dei video, quindi non so se si possa fare dell'editing, immagino di no, mmagino che si clicchi vai bump, prendi e fai la ripresa di 1 minuto quello che è, e poi sale nel sistema.Eh si, avete capito bene, naturalmente adesso quello che faccio, finiti i 3 minuti grezzi vado a settare la mia telecamera e vado a fare la mia ripresa.TRANSLATIONThe eyes are the windows to the soul, and what are the windows? Windows are places to spy on other people's lives and I found a site that allows me to spy on other people's lives from anywhere in the world. It's a site called WindowSwap. It works very simply and very effectively, as are all simple things. Anyone can upload an image, a small video taken from their own window, upload it to this site, and then people who access the site find themselves in front of a screen with a button, every time they press the button the window that appears changes, and it's a window that can be from anywhere in the world.I spent some time on this site this morning before turning on the mic to refresh...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Spiare dalle finestre delle case degli sconosciuti, senza il pericolo di doversi esporre. E ogni finestra non mostra solo la vista esterna, ma ci trasporta all'interno di una casa con tutti i suoi rumori di passi, le frasi sussurrate e il rumore delle pen</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 396 Le non cose</title>
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        <![CDATA[Un libriccino velocissimo da leggere ma che rimane in testa con le sue idee profonde che ci presentano l'aspetto più inquietante della nostra realtà realtà.<br><br><b>TRASCRIZIONE <i>[ENG translation below]</i></b><br><br>Oggi voglio parlarvi di un libro, un libriccino di poche pagine si chiama <a href="https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/le-non-cose-byung-chul-han-9788806251093/" rel="noreferrer noopener"><i><b>Le non cose </b></i></a>ed è di uno scrittore coreano che si chiama <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Byung-chul_Han" rel="noreferrer noopener"><b>Byung-Chul Han</b></a>. È un libriccino che si legge molto, molto velocemente, appunto perché è scritto in grande e poi ha poche pagine, ma ha lasciato in me veramente un'impressione profonda, perché con un linguaggio molto semplice parla di cose a cui non avevo pensato e che sono molto interessanti. Il libro inizia raccontando brevemente la trama di un romanzo giapponese, dove c'è quest'isola e gli abitanti che perdono i ricordi perdono i ricordi perché c'è una polizia segreta che impedisce loro di ricordare, allora loro nascondono i ricordi, però la polizia arriva e li porta via. Arrivano addirittura a dimenticare i ricordi delle parti del corpo un po' triste e un po' anti utopico, perché poi traccia dei paralleli, lo scrittore, tra questo romanzo giapponese e il presente che noi stiamo vivendo.<br><br>Il presente dove le cose noi non ricordiamo più ma stiamo perdendo gli oggetti, stiamo perdendo le cose concrete e stiamo sostituendo tutto con il digitale. Non cerchiamo più di ricordarci le cose, le mettiamo via in modo digitale, così da non doverle ricordare. È una riflessione, diciamo che da un certo punto di vista è banale perché non facciamo altro che ripetercelo, viviamo nell'epoca dell'informazione e le informazioni sono la cosa più importante. Però questa analisi è molto piccola, molto concreta, anche.<br><br>Mi ha fatto proprio riflettere sul fatto che io ricordo solo un numero di telefono a memoria, è quello della casa dove abita mia mamma, che è immutato da quando ero bambina alla scuola elementare, ma a malapena ricordo il mio numero di telefono, se passa un po' di tempo che non lo ripeto e qualcuno me lo chiede, devo un attimo fermarmi, altrimenti proprio non non lo so più a memoria, perché faccio affidamento sul fatto che non ho più nemmeno un'agendina, tutti i miei numeri di telefono sono raccolti - come con tutti - all'interno del mio cellulare.<br><br>Un altro esempio è il fatto che non esistono più il cielo e la terra reali ma parliamo di cloud, parliamo di Google. E un'altra cosa che mi ha fatto riflettere su questo libro è il fatto che ormai la nostra generazione è una generazione senza mani perché non afferriamo più gli oggetti, la nostra è una generazione col dito per cliccare per a indichiamo col dito per cliccare, per scegliere. Quindi non passiamo più il tempo a riflettere sugli oggetti tenendoli in mano, noi effettuiamo delle scelte. E sì, è un libro un po' inquietante.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Today I want to tell you about a book, a tiny book of a few pages called <b><a href="https://english.elpais.com/usa/2021-10-15/byung-chul-han-the-smartphone-is-a-tool-of-domination-it-acts-like-a-rosary.html" rel="noreferrer noopener">Non-Things</a></b> and it is by a Korean writer called <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Byung-Chul_Han" rel="noreferrer noopener"><b>Byung-Chul Han</b></a>. It is a little book that can be read very, very quickly, precisely because it is written with large font and has few pages, but it really left a profound impression on me, because in very simple language it speaks of things I had not thought of and which are very interesting.<br><br>The book begins by briefly recounting the plot of a Japanese novel, where there is this island and the inhabitants who lose their memories, lose their memories because there is a secret police that prevents them from remembering, so they hide their memories, but the police arrive and take them away. They even come to forget the memories of the parts of the body. It's a little sad and a little anti-utopian, because then the writer draws parallels between this Japanese novel and the present that we are living.<br><br>The present where we no longer remember things but we are losing objects, we are losing concrete things and we are replacing everything with the digital. We no longer try to remember things, we put them away digitally so we don't have to remember them. It is a reflection, let's say that from a certain point of view is trivial because we keep repeating it to ourselves, we live in the age of information and information is the most important thing.<br><br>But this analysis is very small, very concrete, too. It really made me think about the fact that I only remember one phone number by heart, it's the one of the house where my mom lives, which hasn't changed since I was a child in primary school, but I barely remember my own phone number, if it passes a while since I repeat it and someone asks me, I have to stop for a moment, otherwise I really don't know it by heart anymore, because I rely on the fact that I no longer even have an address book, all my telephone numbers are collected - don't we all? - within my mobile.<br><br>Another example is the fact that the real heaven and earth no longer exist but talk about the cloud, we talk about Google. And another thing that made me think about this book is the fact that our generation is a generation without hands because we no longer grasp objects, ours is a generation with the finger to click, to point, with the finger we click, we choose. So we no longer spend time reflecting on objects while holding them, we make choices. And yes, it's a bit creepy.<br><br>]]>
      </description>
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        <![CDATA[Un libriccino velocissimo da leggere ma che rimane in testa con le sue idee profonde che ci presentano l'aspetto più inquietante della nostra realtà realtà.<br><br><b>TRASCRIZIONE <i>[ENG translation below]</i></b><br><br>Oggi voglio parlarvi di un libro, un libriccino di poche pagine si chiama <a href="https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/le-non-cose-byung-chul-han-9788806251093/" rel="noreferrer noopener"><i><b>Le non cose </b></i></a>ed è di uno scrittore coreano che si chiama <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Byung-chul_Han" rel="noreferrer noopener"><b>Byung-Chul Han</b></a>. È un libriccino che si legge molto, molto velocemente, appunto perché è scritto in grande e poi ha poche pagine, ma ha lasciato in me veramente un'impressione profonda, perché con un linguaggio molto semplice parla di cose a cui non avevo pensato e che sono molto interessanti. Il libro inizia raccontando brevemente la trama di un romanzo giapponese, dove c'è quest'isola e gli abitanti che perdono i ricordi perdono i ricordi perché c'è una polizia segreta che impedisce loro di ricordare, allora loro nascondono i ricordi, però la polizia arriva e li porta via. Arrivano addirittura a dimenticare i ricordi delle parti del corpo un po' triste e un po' anti utopico, perché poi traccia dei paralleli, lo scrittore, tra questo romanzo giapponese e il presente che noi stiamo vivendo.<br><br>Il presente dove le cose noi non ricordiamo più ma stiamo perdendo gli oggetti, stiamo perdendo le cose concrete e stiamo sostituendo tutto con il digitale. Non cerchiamo più di ricordarci le cose, le mettiamo via in modo digitale, così da non doverle ricordare. È una riflessione, diciamo che da un certo punto di vista è banale perché non facciamo altro che ripetercelo, viviamo nell'epoca dell'informazione e le informazioni sono la cosa più importante. Però questa analisi è molto piccola, molto concreta, anche.<br><br>Mi ha fatto proprio riflettere sul fatto che io ricordo solo un numero di telefono a memoria, è quello della casa dove abita mia mamma, che è immutato da quando ero bambina alla scuola elementare, ma a malapena ricordo il mio numero di telefono, se passa un po' di tempo che non lo ripeto e qualcuno me lo chiede, devo un attimo fermarmi, altrimenti proprio non non lo so più a memoria, perché faccio affidamento sul fatto che non ho più nemmeno un'agendina, tutti i miei numeri di telefono sono raccolti - come con tutti - all'interno del mio cellulare.<br><br>Un altro esempio è il fatto che non esistono più il cielo e la terra reali ma parliamo di cloud, parliamo di Google. E un'altra cosa che mi ha fatto riflettere su questo libro è il fatto che ormai la nostra generazione è una generazione senza mani perché non afferriamo più gli oggetti, la nostra è una generazione col dito per cliccare per a indichiamo col dito per cliccare, per scegliere. Quindi non passiamo più il tempo a riflettere sugli oggetti tenendoli in mano, noi effettuiamo delle scelte. E sì, è un libro un po' inquietante.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Today I want to tell you about a book, a tiny book of a few pages called <b><a href="https://english.elpais.com/usa/2021-10-15/byung-chul-han-the-smartphone-is-a-tool-of-domination-it-acts-like-a-rosary.html" rel="noreferrer noopener">Non-Things</a></b> and it is by a Korean writer called <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Byung-Chul_Han" rel="noreferrer noopener"><b>Byung-Chul Han</b></a>. It is a little book that can be read very, very quickly, precisely because it is written with large font and has few pages, but it really left a profound impression on me, because in very simple language it speaks of things I had not thought of and which are very interesting.<br><br>The book begins by briefly recounting the plot of a Japanese novel, where there is this island and the inhabitants who lose their memories, lose their memories because there is a secret police that prevents them from remembering, so they hide their memories, but the police arrive and take them away. They even come to forget the memories of the parts of the body. It's a little sad and a little anti-utopian, because then the writer draws parallels between this Japanese novel and the present that we are living.<br><br>The present where we no longer remember things but we are losing objects, we are losing concrete things and we are replacing everything with the digital. We no longer try to remember things, we put them away digitally so we don't have to remember them. It is a reflection, let's say that from a certain point of view is trivial because we keep repeating it to ourselves, we live in the age of information and information is the most important thing.<br><br>But this analysis is very small, very concrete, too. It really made me think about the fact that I only remember one phone number by heart, it's the one of the house where my mom lives, which hasn't changed since I was a child in primary school, but I barely remember my own phone number, if it passes a while since I repeat it and someone asks me, I have to stop for a moment, otherwise I really don't know it by heart anymore, because I rely on the fact that I no longer even have an address book, all my telephone numbers are collected - don't we all? - within my mobile.<br><br>Another example is the fact that the real heaven and earth no longer exist but talk about the cloud, we talk about Google. And another thing that made me think about this book is the fact that our generation is a generation without hands because we no longer grasp objects, ours is a generation with the finger to click, to point, with the finger we click, we choose. So we no longer spend time reflecting on objects while holding them, we make choices. And yes, it's a bit creepy.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 31 Jan 2023 07:35:21 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un libriccino velocissimo da leggere ma che rimane in testa con le sue idee profonde che ci presentano l'aspetto più inquietante della nostra realtà realtà.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi voglio parlarvi di un libro, un libriccino di poche pagine si chiama Le non cose ed è di uno scrittore coreano che si chiama Byung-Chul Han. È un libriccino che si legge molto, molto velocemente, appunto perché è scritto in grande e poi ha poche pagine, ma ha lasciato in me veramente un'impressione profonda, perché con un linguaggio molto semplice parla di cose a cui non avevo pensato e che sono molto interessanti. Il libro inizia raccontando brevemente la trama di un romanzo giapponese, dove c'è quest'isola e gli abitanti che perdono i ricordi perdono i ricordi perché c'è una polizia segreta che impedisce loro di ricordare, allora loro nascondono i ricordi, però la polizia arriva e li porta via. Arrivano addirittura a dimenticare i ricordi delle parti del corpo un po' triste e un po' anti utopico, perché poi traccia dei paralleli, lo scrittore, tra questo romanzo giapponese e il presente che noi stiamo vivendo.Il presente dove le cose noi non ricordiamo più ma stiamo perdendo gli oggetti, stiamo perdendo le cose concrete e stiamo sostituendo tutto con il digitale. Non cerchiamo più di ricordarci le cose, le mettiamo via in modo digitale, così da non doverle ricordare. È una riflessione, diciamo che da un certo punto di vista è banale perché non facciamo altro che ripetercelo, viviamo nell'epoca dell'informazione e le informazioni sono la cosa più importante. Però questa analisi è molto piccola, molto concreta, anche.Mi ha fatto proprio riflettere sul fatto che io ricordo solo un numero di telefono a memoria, è quello della casa dove abita mia mamma, che è immutato da quando ero bambina alla scuola elementare, ma a malapena ricordo il mio numero di telefono, se passa un po' di tempo che non lo ripeto e qualcuno me lo chiede, devo un attimo fermarmi, altrimenti proprio non non lo so più a memoria, perché faccio affidamento sul fatto che non ho più nemmeno un'agendina, tutti i miei numeri di telefono sono raccolti - come con tutti - all'interno del mio cellulare.Un altro esempio è il fatto che non esistono più il cielo e la terra reali ma parliamo di cloud, parliamo di Google. E un'altra cosa che mi ha fatto riflettere su questo libro è il fatto che ormai la nostra generazione è una generazione senza mani perché non afferriamo più gli oggetti, la nostra è una generazione col dito per cliccare per a indichiamo col dito per cliccare, per scegliere. Quindi non passiamo più il tempo a riflettere sugli oggetti tenendoli in mano, noi effettuiamo delle scelte. E sì, è un libro un po' inquietante.TRANSLATIONToday I want to tell you about a book, a tiny book of a few pages called Non-Things and it is by a Korean writer called Byung-Chul Han. It is a little book that can be read very, very quickly, precisely because it is written with large font and has few pages, but it really left a profound impression on me, because in very simple language it speaks of things I had not thought of and which are very interesting.The book begins by briefly recounting the plot of a Japanese novel, where there is this island and the inhabitants who lose their memories, lose their...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Un libriccino velocissimo da leggere ma che rimane in testa con le sue idee profonde che ci presentano l'aspetto più inquietante della nostra realtà realtà.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi voglio parlarvi di un libro, un libriccino di poche pagine</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 395 Aeroporti</title>
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        <![CDATA[Gli aeroporti sono un luogo privilegiato dove osservare l'umanità. Semplicemente a guardare le persone che si incontrano si possono immaginare un sacco di storie. <br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Per tutta la vita sono stata quella che gli altri hanno accompagnato all'aeroporto e quindi per me l'aeroporto era arrivare, lasciarmi dietro le spalle sempre qualcuno che piangeva, piangere in aereo, essere triste, perché quando si parte si lascia sempre qualcuno. Da un po' di tempo, da quando mi sono stabilita a Cagliari, la mia città dei fenicotteri, parto di meno o comunque parto in vacanza per tornare, non per spostarmi da altre parti.<br><br>Mi capita adesso da qualche mese, da quando mio figlio si è trasferito a studiare in un'altra città, diciamo la città più lontana possibile, nell'altra parte della nazione dove viviamo, e quindi sono io che lo accompagno in aeroporto, e quindi vivo gli aeroporti da un altro punto di vista. Una cosa molto bella è vedere gli arrivi, vedere come si comportano gli altri.<br><br>C'è sempre una coppia di giovani ragazzi che si riunisce e io so esattamente come si trova, cosa si prova a rivedere la persona che si ama, che magari abita da un'altra parte quindi e si è rimasti lontani per molto tempo. E ci sono questi abbracci meravigliosi, questi lunghi baci ignari di tutti quelli che stanno attorno. Poi ci sono sempre dei ragazzi che tornano a visitare le famiglie, un po' come come mio figlio, che magari hanno trascorso dei periodi di tempo fuori, la prima volta che stanno fuori e ci sono tutti i parenti che vanno a prenderli e poi i commenti ah, ma come sei cresciuto, come sei cresciuta! <br><br>Poi ci sono i ragazzi che vanno a visitare i parenti che abitano in questa città, e quindi persone che non si conoscono tanto bene, arrivano coi valigioni, vengono accolti da zii, a volte ci sono ancora quelli che fanno i cartelli di benvenuto. Anch'io ho avuto dei cartelli di benvenuto ad aspettarmi ed è una sensazione incredibile, perché per chi arriva, quando si varca la porta dell'aeroporto, si hanno alle spalle le ore di viaggio, anche se è un viaggio breve o, come nel mio caso, se è un viaggio molto lungo, si arriva distrutti, non si vuole far altro che sbattere i bagagli nel retro della macchina che è venuta a prenderci e, niente e sederci nel sedile della macchina e farci portare a casa ovunque essa sia la casa.<br><br>Bello, è un'esperienza interessante per me stare è come stare dall'altra parte della macchina da presa, dopo aver fatto per tanti anni l'attore, ritrovarsi adesso a fare il regista, dover organizzare gli orari, fare i calcoli per vedere a che ora essere lì. Io controllo sempre poi la app che fa vedere gli arrivi in tempo reale con la mappa del cielo, con tutti gli aerei che si incrocia, mi viene sempre una paura incredibile, come fanno a non sbattere uno contro l'altro questi aerei? Ce ne sono così tanti in cielo. Niente, mi sto vivendo l'aeroporto, questo non luogo da un altro punto di vista.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>All my life I was the one that others accompanied to the airport and therefore for me the airport meant leaving, always leaving someone crying behind me, crying on the plane, being sad, because when you take a plane you always leave someone behind. For some time now, since I settled in Cagliari, my city of flamingos, I've been leaving less or in any case I'm leaving on vacation to return, not to move elsewhere.<br><br>It's been happening to me for a few months now, since my son moved to study in another city, let's say the most distant city possible, in the other part of the country where we live, and so it's me who accompanies him to the airport, and therefore I experience airports from another point of view.<br><br>A very nice thing is to see the arrivals, to see how others behave. There's always a couple of young people who meet again and I know exactly how it is, what it feels like to see again the person you love, someone who maybe lives somewhere else and therefore you stayed apart for a long time. And there are these wonderful hugs, these long kisses oblivious to everyone around.<br><br>Then there are always kids who come home to visit their families, a bit like my son, who may have spent some time away, the first time they stay away and there are all the relatives who go to pick them up and then the comments ah, but how you've grown, how you've grown!<br><br>Then there are the kids who go to visit relatives who live in this city, and therefore people who don't know each other very well, arrive with suitcases, are greeted by uncles, sometimes there are still those who make welcome signs. I too have had welcome signs waiting for me and it is an incredible feeling, because for those who arrive, when you walk through the airport door, you have the travel hours behind them, even if it is a short trip or, as was in my case, if it's a very long journey, you arrive exhausted, you don't want to do anything but toss your bags into the back of the car that has come to pick you up and, nothing and sit in the seat of the car and let us take you home wherever it is home.<br><br>Nice, it's an interesting experience for me to be on the other side of the camera, after having been an actor for so many years, now finding myself as a director, having to organize schedules, do the calculations to see what time to be there. Then I always check the app that shows arrivals in real time with the map of the sky, with all the planes that cross, I always get an incredible fear, how do these planes not crash into each other? There are so many in heaven. Anyway, I'm experiencing the airport, this non-place from a different point of view.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Gli aeroporti sono un luogo privilegiato dove osservare l'umanità. Semplicemente a guardare le persone che si incontrano si possono immaginare un sacco di storie. <br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Per tutta la vita sono stata quella che gli altri hanno accompagnato all'aeroporto e quindi per me l'aeroporto era arrivare, lasciarmi dietro le spalle sempre qualcuno che piangeva, piangere in aereo, essere triste, perché quando si parte si lascia sempre qualcuno. Da un po' di tempo, da quando mi sono stabilita a Cagliari, la mia città dei fenicotteri, parto di meno o comunque parto in vacanza per tornare, non per spostarmi da altre parti.<br><br>Mi capita adesso da qualche mese, da quando mio figlio si è trasferito a studiare in un'altra città, diciamo la città più lontana possibile, nell'altra parte della nazione dove viviamo, e quindi sono io che lo accompagno in aeroporto, e quindi vivo gli aeroporti da un altro punto di vista. Una cosa molto bella è vedere gli arrivi, vedere come si comportano gli altri.<br><br>C'è sempre una coppia di giovani ragazzi che si riunisce e io so esattamente come si trova, cosa si prova a rivedere la persona che si ama, che magari abita da un'altra parte quindi e si è rimasti lontani per molto tempo. E ci sono questi abbracci meravigliosi, questi lunghi baci ignari di tutti quelli che stanno attorno. Poi ci sono sempre dei ragazzi che tornano a visitare le famiglie, un po' come come mio figlio, che magari hanno trascorso dei periodi di tempo fuori, la prima volta che stanno fuori e ci sono tutti i parenti che vanno a prenderli e poi i commenti ah, ma come sei cresciuto, come sei cresciuta! <br><br>Poi ci sono i ragazzi che vanno a visitare i parenti che abitano in questa città, e quindi persone che non si conoscono tanto bene, arrivano coi valigioni, vengono accolti da zii, a volte ci sono ancora quelli che fanno i cartelli di benvenuto. Anch'io ho avuto dei cartelli di benvenuto ad aspettarmi ed è una sensazione incredibile, perché per chi arriva, quando si varca la porta dell'aeroporto, si hanno alle spalle le ore di viaggio, anche se è un viaggio breve o, come nel mio caso, se è un viaggio molto lungo, si arriva distrutti, non si vuole far altro che sbattere i bagagli nel retro della macchina che è venuta a prenderci e, niente e sederci nel sedile della macchina e farci portare a casa ovunque essa sia la casa.<br><br>Bello, è un'esperienza interessante per me stare è come stare dall'altra parte della macchina da presa, dopo aver fatto per tanti anni l'attore, ritrovarsi adesso a fare il regista, dover organizzare gli orari, fare i calcoli per vedere a che ora essere lì. Io controllo sempre poi la app che fa vedere gli arrivi in tempo reale con la mappa del cielo, con tutti gli aerei che si incrocia, mi viene sempre una paura incredibile, come fanno a non sbattere uno contro l'altro questi aerei? Ce ne sono così tanti in cielo. Niente, mi sto vivendo l'aeroporto, questo non luogo da un altro punto di vista.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>All my life I was the one that others accompanied to the airport and therefore for me the airport meant leaving, always leaving someone crying behind me, crying on the plane, being sad, because when you take a plane you always leave someone behind. For some time now, since I settled in Cagliari, my city of flamingos, I've been leaving less or in any case I'm leaving on vacation to return, not to move elsewhere.<br><br>It's been happening to me for a few months now, since my son moved to study in another city, let's say the most distant city possible, in the other part of the country where we live, and so it's me who accompanies him to the airport, and therefore I experience airports from another point of view.<br><br>A very nice thing is to see the arrivals, to see how others behave. There's always a couple of young people who meet again and I know exactly how it is, what it feels like to see again the person you love, someone who maybe lives somewhere else and therefore you stayed apart for a long time. And there are these wonderful hugs, these long kisses oblivious to everyone around.<br><br>Then there are always kids who come home to visit their families, a bit like my son, who may have spent some time away, the first time they stay away and there are all the relatives who go to pick them up and then the comments ah, but how you've grown, how you've grown!<br><br>Then there are the kids who go to visit relatives who live in this city, and therefore people who don't know each other very well, arrive with suitcases, are greeted by uncles, sometimes there are still those who make welcome signs. I too have had welcome signs waiting for me and it is an incredible feeling, because for those who arrive, when you walk through the airport door, you have the travel hours behind them, even if it is a short trip or, as was in my case, if it's a very long journey, you arrive exhausted, you don't want to do anything but toss your bags into the back of the car that has come to pick you up and, nothing and sit in the seat of the car and let us take you home wherever it is home.<br><br>Nice, it's an interesting experience for me to be on the other side of the camera, after having been an actor for so many years, now finding myself as a director, having to organize schedules, do the calculations to see what time to be there. Then I always check the app that shows arrivals in real time with the map of the sky, with all the planes that cross, I always get an incredible fear, how do these planes not crash into each other? There are so many in heaven. Anyway, I'm experiencing the airport, this non-place from a different point of view.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 30 Jan 2023 05:34:33 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 394 Sonia Braga di Dancing Days</title>
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        <![CDATA[Di colpo mi sono trovata davanti una delle eroine della mia adolescenza, perché per me non c'era differenza tra il personaggio interpretato (una donna indipendente, sensuale, impulsiva e spavalda!) e l'attrice che lo interpetava. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b><i> [Eng translation below]</i><br>A un certo punto in Italia sono comparse le telenovele. Le riconoscevi subito perché noi eravamo abituati a un tipo di televisione fatta bene, con le luci messe nel posto giusto, una televisione che voleva educare i suoi ascoltatori, i suoi telespettatori, e poi improvvisamente erano comparse sulla televisione queste cose orribili, inguardabili, con un'illuminazione pazzesca, una recitazione stucchevole, tant'è che io ricordo, prendevo in giro mia mamma che le guardava e le dicevo, ma insomma, non ti rendi conto che è tutta una cosa, una cosa posticcia, una cosa recitata male? Però niente, le telenovele avevano quel potere d'attrazione pazzesco e quindi la gente ha cominciato a guardarle. E a un certo punto ho cominciato a guardarle anch'io. Perché? Cosa è successo? Nelle telenovele è arrivata <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%B4nia_Braga" rel="noreferrer noopener"><b>Sonia Braga</b></a>, la regina di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=FmgvYBY-Oys" rel="noreferrer noopener"><b>Dancing Days</b></a>.<br><br>Dancing Days non era una telenovela come le altre. La facevano dopopranzo e ricordo che quando avevo il turno a scuola la mattina - finivo boh, non ricordo all'una e venti - facevo una corsa folle per arrivare a casa perché iniziava Dancing Days volevo vederla. Era diversa e la forza prorompente della storia di Dancing Days era Sonia Braga. Un'attrice di cui imparai subito il nome, aspettando i titoli finali e leggendoli, all'epoca non c'era internet, per cui non avevo idea di chi fosse, ma era la donna più bella che io avessi mai visto. E anche il personaggio interpretato era questa donna indipendente che si arrabbiava, faceva le cose, e poi era bella, aveva questa sensualità pazzesca, questi lunghissimi capelli neri che io, da persona nata coi ricci naturali, le invidiavo tantissimo. Le vicende si svolgevano in questo Brasile che per me era un posto meraviglioso.<br><br>Forse uno dei motivi per cui Dancing Days e Sonia Braga ebbero un effetto così forte su di me, è anche perché Sonia Braga è una fantastica attrice, dico solo se non l'avete mai visto, guardatevi <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=xOwCVfMSOcA" rel="noreferrer noopener">Il Bacio della Donna Ragno</a></b>, che è un film pazzesco.<br><br>Perché vi parlo di Sonia Braga? Perché l'altra notte ho guardato <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=2ToFyS21rDA" rel="noreferrer noopener">un filmino di quelli per passare la serata senza pensare</a></b>, con Jennifer Lopez, figuratevi, perché ho letto delle buone recensioni. Non era niente di che, naturalmente. Guardando i titoli di coda c'era un balletto ho letto i nomi degli attori, delle attrici e c'era Sonia Braga, che interpretava la mamma di Jennifer Lopez, era una signora con i capelli bianchi e non l'ho riconosciuta. Mi è venuto un colpo al cuore. Certo, lo so che la gente invecchia, ma a vederla così di botto, oddio, è sempre bellissima, sempre meravigliosa. E io continuo ad adorarla, Sonia Braga.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>At a certain point, soap operas appeared in Italy. You recognized them right away because we were used to a kind of television that was done properly, with the lights put in the right place, a television that wanted to educate its listeners, its viewers, and then suddenly these horrible, unwatchable things appeared on tv, with crazy lighting, cloying acting, so much so that I remember, I used to make fun of my mom who watched them and I said, well, don't you realize that it's all one thing, a badly produced, badly acted mess? But anyway, soap operas had that crazy attraction power and so people started watching them. And at one point I started watching too. Because? What happened? <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S%C3%B4nia_Braga" rel="noreferrer noopener"><b>Sonia Braga</b></a>, the queen of <a href="https://www.imdb.com/title/tt0149440/" rel="noreferrer noopener"><b>Dancing Days</b></a>, arrived in the soap operas.<br><br>Dancing Days was a soap opera like no other. It was scheduled after lunch and I remember when I had the morning shift at school - I finished, I don't remember at twenty past one - I used to make a mad dash to get home because Dancing Days was starting I wanted to see it.<br><br>It was different, and the driving force behind the Dancing Days story was Sonia Braga. An actor whose name I quickly learned, waiting for the final credits and reading them, there was no internet at the time, so I had no idea who she was, but she was the most beautiful woman I had ever seen. And the character played was this independent woman who got angry, did things, and then she was beautiful, she had this crazy sensuality, this very long black hair that I, as a person born with natural curls, envied so much. The events took place in this Brazil which for me was a wonderful place. Maybe one of the reasons why Dancing Days and Sonia Braga had such a strong effect on me, is also because Sonia Braga is a fantastic actor, I'm just saying if you've never seen it, watch <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=8ljMaR_hSaU" rel="noreferrer noopener">Kiss of the Spider Woman</a></b>, which is an amazing movie.<br><br>Why am I telling you about Sonia Braga? Because last night I watched one of those <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=qNVwRHQL8jw" rel="noreferrer noopener">films to pass the night without thinking</a></b>, with Jennifer Lopez, go figure, because I read some good reviews. It was no big deal, of course. Looking at the end credits there was a ballet I read the names of the actors, and Sonia Braga was there! She played Jennifer Lopez's mother, she was a lady with white hair and I didn't recognize her. I had a heart attack. Sure, I know people get older, but to see her so suddenly, oh my, she's still beautiful, always wonderful. And I continue to adore her, Sonia Braga.<br><br>]]>
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Però niente, le telenovele avevano quel potere d'attrazione pazzesco e quindi la gente ha cominciato a guardarle. E a un certo punto ho cominciato a guardarle anch'io. Perché? Cosa è successo? Nelle telenovele è arrivata <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%B4nia_Braga" rel="noreferrer noopener"><b>Sonia Braga</b></a>, la regina di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=FmgvYBY-Oys" rel="noreferrer noopener"><b>Dancing Days</b></a>.<br><br>Dancing Days non era una telenovela come le altre. La facevano dopopranzo e ricordo che quando avevo il turno a scuola la mattina - finivo boh, non ricordo all'una e venti - facevo una corsa folle per arrivare a casa perché iniziava Dancing Days volevo vederla. Era diversa e la forza prorompente della storia di Dancing Days era Sonia Braga. Un'attrice di cui imparai subito il nome, aspettando i titoli finali e leggendoli, all'epoca non c'era internet, per cui non avevo idea di chi fosse, ma era la donna più bella che io avessi mai visto. E anche il personaggio interpretato era questa donna indipendente che si arrabbiava, faceva le cose, e poi era bella, aveva questa sensualità pazzesca, questi lunghissimi capelli neri che io, da persona nata coi ricci naturali, le invidiavo tantissimo. Le vicende si svolgevano in questo Brasile che per me era un posto meraviglioso.<br><br>Forse uno dei motivi per cui Dancing Days e Sonia Braga ebbero un effetto così forte su di me, è anche perché Sonia Braga è una fantastica attrice, dico solo se non l'avete mai visto, guardatevi <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=xOwCVfMSOcA" rel="noreferrer noopener">Il Bacio della Donna Ragno</a></b>, che è un film pazzesco.<br><br>Perché vi parlo di Sonia Braga? Perché l'altra notte ho guardato <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=2ToFyS21rDA" rel="noreferrer noopener">un filmino di quelli per passare la serata senza pensare</a></b>, con Jennifer Lopez, figuratevi, perché ho letto delle buone recensioni. Non era niente di che, naturalmente. Guardando i titoli di coda c'era un balletto ho letto i nomi degli attori, delle attrici e c'era Sonia Braga, che interpretava la mamma di Jennifer Lopez, era una signora con i capelli bianchi e non l'ho riconosciuta. Mi è venuto un colpo al cuore. Certo, lo so che la gente invecchia, ma a vederla così di botto, oddio, è sempre bellissima, sempre meravigliosa. E io continuo ad adorarla, Sonia Braga.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>At a certain point, soap operas appeared in Italy. You recognized them right away because we were used to a kind of television that was done properly, with the lights put in the right place, a television that wanted to educate its listeners, its viewers, and then suddenly these horrible, unwatchable things appeared on tv, with crazy lighting, cloying acting, so much so that I remember, I used to make fun of my mom who watched them and I said, well, don't you realize that it's all one thing, a badly produced, badly acted mess? But anyway, soap operas had that crazy attraction power and so people started watching them. And at one point I started watching too. Because? What happened? <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S%C3%B4nia_Braga" rel="noreferrer noopener"><b>Sonia Braga</b></a>, the queen of <a href="https://www.imdb.com/title/tt0149440/" rel="noreferrer noopener"><b>Dancing Days</b></a>, arrived in the soap operas.<br><br>Dancing Days was a soap opera like no other. It was scheduled after lunch and I remember when I had the morning shift at school - I finished, I don't remember at twenty past one - I used to make a mad dash to get home because Dancing Days was starting I wanted to see it.<br><br>It was different, and the driving force behind the Dancing Days story was Sonia Braga. An actor whose name I quickly learned, waiting for the final credits and reading them, there was no internet at the time, so I had no idea who she was, but she was the most beautiful woman I had ever seen. And the character played was this independent woman who got angry, did things, and then she was beautiful, she had this crazy sensuality, this very long black hair that I, as a person born with natural curls, envied so much. The events took place in this Brazil which for me was a wonderful place. Maybe one of the reasons why Dancing Days and Sonia Braga had such a strong effect on me, is also because Sonia Braga is a fantastic actor, I'm just saying if you've never seen it, watch <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=8ljMaR_hSaU" rel="noreferrer noopener">Kiss of the Spider Woman</a></b>, which is an amazing movie.<br><br>Why am I telling you about Sonia Braga? Because last night I watched one of those <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=qNVwRHQL8jw" rel="noreferrer noopener">films to pass the night without thinking</a></b>, with Jennifer Lopez, go figure, because I read some good reviews. It was no big deal, of course. Looking at the end credits there was a ballet I read the names of the actors, and Sonia Braga was there! She played Jennifer Lopez's mother, she was a lady with white hair and I didn't recognize her. I had a heart attack. Sure, I know people get older, but to see her so suddenly, oh my, she's still beautiful, always wonderful. And I continue to adore her, Sonia Braga.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sun, 29 Jan 2023 08:55:08 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 393 Generazione sottotitoli</title>
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        <![CDATA[Perché oggi tutti guardano i video con i sottotitoli, anche quando capiscono benissimo la lingua parlata? Colpa dei microfoni!<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Se avete un giovane, un ragazzo o una ragazza a portata di mano, un figlio o una figlia, o se osservate qualcuno giovane attorno a voi, qualcuno che sta guardando lo schermo del cellulare seguendo un video, probabilmente vi rendete conto che questa persona sta guardando il video con i sottotitoli, anche se il video è nella lingua parlata, quindi un video in italiano però si guarda quei sottotitoli.<br><br>Sì, perché questa che abbiamo attorno è la generazione sottotitoli e devo confessare che anch'io guardo quasi sempre le cose con i sottotitoli. Sempre quando è disponibile il video in lingua originale, che preferisco guardare in lingua originale, ma anche quando guardo qualcosa in una lingua che conosco, in inglese, in italiano guardo coi sottotitoli. Perché?<br><br>Ci sono dei motivi precisi, sono dei motivi tecnici che hanno a che vedere col modo in cui i video venivano fatti un tempo, prima che esistessero i mini microfoni con cui si microfonavano gli attori. Le scene si riprendevano di solito con una giraffa, quindi un braccio lungo lungo che stava fuori dalla scena e che sovrastava gli attori e le attrici e che doveva riprendere le voci di tutti quanti. Ecco perché nei film degli anni '50, '60 gli attori parlano in questo modo un po' particolare, declamano perché tutto quello che dicevano gli attori doveva essere catturato da questo braccio che li sovrastava.<br><br>Ora, diciamo che negli ultimi decenni la tecnologia della microfonatura ha fatto passi da gigante, ora ci sono i microfoni che raccolgono il segnale in modo digitale, wireless, senza filo, quindi si possono mettere, si possono nascondere dei mini microfoni in miniatura all'interno dell'abbigliamento dei vari attori, che possono quindi, questi questi microfoni possono catturare la voce ancora meglio di quanto non facciano, non possono sentire i co-attori che stanno sulla stessa scena.<br><br>Quindi questi minuscoli microfoni permettono agli attori di sussurrare. Cosa succede? Infatti se vi rendete conto, spesso quando guardiamo le serie tv, non si capisce quello che dicono perché stanno sussurrando in modo così convincente che le parole non si capiscono, anche se voi parlate la lingua, non capite quello che ha detto e dovete tornare indietro e dovete farglielo ripetere.<br><br>Invece coi sottotitoli si può, anzitutto, soprattutto quando si guarda la tv la notte si può tenere il volume della tv basso e si può seguire tranquillamente quello che si dice, ogni tanto si butta l'occhio se non si capisce. Insomma, i sottotitoli servono a tutti.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>If you have a young person, a boy or a girl close at hand, a son or a daughter, or if you observe someone young around you, someone who is looking at the cell phone screen following a video, you probably realize that this person is watching the video with subtitles, even if the video is in the spoken language, so a video in Italian watched with subtitles.<br><br>Yes, because what we have around us is the subtitle generation and I must confess that I too almost always watch things with subtitles. Always when the video is available in the original language, which I prefer to watch in the original language, but also when I watch something in a language I know, in English, in Italian I watch with subtitles. Why?<br><br>There are precise reasons, technical reasons that have to do with the way videos were made in the past, before there were mini microphones with which actors were miked. The scenes usually used a boom mic, that is a long arm hanging out of the scene and that towered above the actors and that had to pick up everyone's voices. That's why in the films of the 50s and 60s the actors speak in this somewhat particular way, they declaim, because everything the actors said had to be captured by this mic that was above them.<br><br>Now, let's say that in the last few decades microphone technology has made great strides, now there are microphones that collect the signal in a digital, wireless way, so you can put, you can hide miniature, mini microphones inside the clothing of the actors, who can therefore, these microphones can capture the voice even better than they can be hear by the co-actors who are in the same scene.<br><br>So these tiny microphones allow the actors to whisper. What happens then? Well, if you pay attention, often when we watch TV series, we don't understand what they are saying because they are whispering so convincingly that the words cannot be understood, even if you speak the language, you do not understand what is said and you have to go back and you have to listen again.<br><br>On the other hand, with subtitles you can, first of all, especially when you watch TV at night, you can keep the volume of the TV low and you can easily follow what is being said, with just the occasional glance, if you don't understand. In short, subtitles are for everyone.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Perché oggi tutti guardano i video con i sottotitoli, anche quando capiscono benissimo la lingua parlata? Colpa dei microfoni!<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Se avete un giovane, un ragazzo o una ragazza a portata di mano, un figlio o una figlia, o se osservate qualcuno giovane attorno a voi, qualcuno che sta guardando lo schermo del cellulare seguendo un video, probabilmente vi rendete conto che questa persona sta guardando il video con i sottotitoli, anche se il video è nella lingua parlata, quindi un video in italiano però si guarda quei sottotitoli.<br><br>Sì, perché questa che abbiamo attorno è la generazione sottotitoli e devo confessare che anch'io guardo quasi sempre le cose con i sottotitoli. Sempre quando è disponibile il video in lingua originale, che preferisco guardare in lingua originale, ma anche quando guardo qualcosa in una lingua che conosco, in inglese, in italiano guardo coi sottotitoli. Perché?<br><br>Ci sono dei motivi precisi, sono dei motivi tecnici che hanno a che vedere col modo in cui i video venivano fatti un tempo, prima che esistessero i mini microfoni con cui si microfonavano gli attori. Le scene si riprendevano di solito con una giraffa, quindi un braccio lungo lungo che stava fuori dalla scena e che sovrastava gli attori e le attrici e che doveva riprendere le voci di tutti quanti. Ecco perché nei film degli anni '50, '60 gli attori parlano in questo modo un po' particolare, declamano perché tutto quello che dicevano gli attori doveva essere catturato da questo braccio che li sovrastava.<br><br>Ora, diciamo che negli ultimi decenni la tecnologia della microfonatura ha fatto passi da gigante, ora ci sono i microfoni che raccolgono il segnale in modo digitale, wireless, senza filo, quindi si possono mettere, si possono nascondere dei mini microfoni in miniatura all'interno dell'abbigliamento dei vari attori, che possono quindi, questi questi microfoni possono catturare la voce ancora meglio di quanto non facciano, non possono sentire i co-attori che stanno sulla stessa scena.<br><br>Quindi questi minuscoli microfoni permettono agli attori di sussurrare. Cosa succede? Infatti se vi rendete conto, spesso quando guardiamo le serie tv, non si capisce quello che dicono perché stanno sussurrando in modo così convincente che le parole non si capiscono, anche se voi parlate la lingua, non capite quello che ha detto e dovete tornare indietro e dovete farglielo ripetere.<br><br>Invece coi sottotitoli si può, anzitutto, soprattutto quando si guarda la tv la notte si può tenere il volume della tv basso e si può seguire tranquillamente quello che si dice, ogni tanto si butta l'occhio se non si capisce. Insomma, i sottotitoli servono a tutti.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>If you have a young person, a boy or a girl close at hand, a son or a daughter, or if you observe someone young around you, someone who is looking at the cell phone screen following a video, you probably realize that this person is watching the video with subtitles, even if the video is in the spoken language, so a video in Italian watched with subtitles.<br><br>Yes, because what we have around us is the subtitle generation and I must confess that I too almost always watch things with subtitles. Always when the video is available in the original language, which I prefer to watch in the original language, but also when I watch something in a language I know, in English, in Italian I watch with subtitles. Why?<br><br>There are precise reasons, technical reasons that have to do with the way videos were made in the past, before there were mini microphones with which actors were miked. The scenes usually used a boom mic, that is a long arm hanging out of the scene and that towered above the actors and that had to pick up everyone's voices. That's why in the films of the 50s and 60s the actors speak in this somewhat particular way, they declaim, because everything the actors said had to be captured by this mic that was above them.<br><br>Now, let's say that in the last few decades microphone technology has made great strides, now there are microphones that collect the signal in a digital, wireless way, so you can put, you can hide miniature, mini microphones inside the clothing of the actors, who can therefore, these microphones can capture the voice even better than they can be hear by the co-actors who are in the same scene.<br><br>So these tiny microphones allow the actors to whisper. What happens then? Well, if you pay attention, often when we watch TV series, we don't understand what they are saying because they are whispering so convincingly that the words cannot be understood, even if you speak the language, you do not understand what is said and you have to go back and you have to listen again.<br><br>On the other hand, with subtitles you can, first of all, especially when you watch TV at night, you can keep the volume of the TV low and you can easily follow what is being said, with just the occasional glance, if you don't understand. In short, subtitles are for everyone.<br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 28 Jan 2023 07:40:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Perché oggi tutti guardano i video con i sottotitoli, anche quando capiscono benissimo la lingua parlata? Colpa dei microfoni!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Se avete un giovane, un ragazzo o una ragazza a portata di mano, un figlio o una figlia, o se osservate qualcuno giovane attorno a voi, qualcuno che sta guardando lo schermo del cellulare seguendo un video, probabilmente vi rendete conto che questa persona sta guardando il video con i sottotitoli, anche se il video è nella lingua parlata, quindi un video in italiano però si guarda quei sottotitoli.Sì, perché questa che abbiamo attorno è la generazione sottotitoli e devo confessare che anch'io guardo quasi sempre le cose con i sottotitoli. Sempre quando è disponibile il video in lingua originale, che preferisco guardare in lingua originale, ma anche quando guardo qualcosa in una lingua che conosco, in inglese, in italiano guardo coi sottotitoli. Perché?Ci sono dei motivi precisi, sono dei motivi tecnici che hanno a che vedere col modo in cui i video venivano fatti un tempo, prima che esistessero i mini microfoni con cui si microfonavano gli attori. Le scene si riprendevano di solito con una giraffa, quindi un braccio lungo lungo che stava fuori dalla scena e che sovrastava gli attori e le attrici e che doveva riprendere le voci di tutti quanti. Ecco perché nei film degli anni '50, '60 gli attori parlano in questo modo un po' particolare, declamano perché tutto quello che dicevano gli attori doveva essere catturato da questo braccio che li sovrastava.Ora, diciamo che negli ultimi decenni la tecnologia della microfonatura ha fatto passi da gigante, ora ci sono i microfoni che raccolgono il segnale in modo digitale, wireless, senza filo, quindi si possono mettere, si possono nascondere dei mini microfoni in miniatura all'interno dell'abbigliamento dei vari attori, che possono quindi, questi questi microfoni possono catturare la voce ancora meglio di quanto non facciano, non possono sentire i co-attori che stanno sulla stessa scena.Quindi questi minuscoli microfoni permettono agli attori di sussurrare. Cosa succede? Infatti se vi rendete conto, spesso quando guardiamo le serie tv, non si capisce quello che dicono perché stanno sussurrando in modo così convincente che le parole non si capiscono, anche se voi parlate la lingua, non capite quello che ha detto e dovete tornare indietro e dovete farglielo ripetere.Invece coi sottotitoli si può, anzitutto, soprattutto quando si guarda la tv la notte si può tenere il volume della tv basso e si può seguire tranquillamente quello che si dice, ogni tanto si butta l'occhio se non si capisce. Insomma, i sottotitoli servono a tutti.TRANSLATIONIf you have a young person, a boy or a girl close at hand, a son or a daughter, or if you observe someone young around you, someone who is looking at the cell phone screen following a video, you probably realize that this person is watching the video with subtitles, even if the video is in the spoken language, so a video in Italian watched with subtitles.Yes, because what we have around us is the subtitle generation and I must confess that I too almost always watch things with subtitles. Always when the video is available in the original language, which I prefer to watch in the original language, but also when I watch something in a language I know, in English, in Italian I watch with subtitles. Why?There are precise reasons, technical reasons that have to do with the way videos were made in the past, before there were mini microphones with which actors were miked. The scenes usually used a boom mic, that is a long arm hanging out of the scene and that towered above the actors and that had to pick up everyone's voices. That's why in the films of the 50s and 60s the actors speak in this somewhat particular way, they declaim, because everything the actors...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Perché oggi tutti guardano i video con i sottotitoli, anche quando capiscono benissimo la lingua parlata? Colpa dei microfoni!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Se avete un giovane, un ragazzo o una ragazza a portata di mano, un figlio o una figlia, o se</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 392 Non la commessa di Zara</title>
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        <![CDATA[Eh no, mi dispiace commessa di Zara, ma finché continuerai a fare quel mestiere non potrai mai aspirare ad essere una nomade digitale! Ma qual è l'elemento indispensabile per diventare nomadi digitali?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Ho un'amica inglese che si è trasferita da poco, prima abitava in un casolare in Umbria e adesso si è trasferita a Palermo, e lavora per una ONG che sta in Olanda. Ogni tanto va in Olanda per parlare e fare degli incontri, però fondamentalmente lei abita e vive a Palermo, dove sta bene perché il clima è ottimo, la città meravigliosa, ancora non sono riuscita ad andare a trovarla, però presto verrò a trovarti. Perché parlo della mia amica inglese? Perché lei è una nomade digitale. I nomadi digitali sono le persone che hanno la fortuna di fare un lavoro che possono fare a distanza, e che quindi possono lavorare per un'azienda, una società che paga bene, in un Paese dove il costo della vita è molto alto, e però non fanno questo lavoro abitando, vivendo in un Paese dove il costo della vita è molto più basso, ecco appunto il rapporto tra Olanda e Italia.<br><br>L'italia si sta affacciando diciamo dopo il Covip, dopo il lock down, al concetto di lavoro svolto da lontano in remoto. Lo chiamano in modo diverso, anche se poi c'è un bel po' di confusione, ad esempio la differenza tra smart working, che sarebbe lavoro intelligente e lavoro fatto da casa: non tutto il lavoro svolto da casa intelligente, anzi, spesso è un lavoro stupidissimo, fatto male, organizzato ancora peggio.<br><br>Però oggi volevo parlare brevemente del nomadismo digitale perché sta diventando sempre più un sogno nel cassetto di molti quello di poter fare un lavoro appunto da una spiaggia della Sardegna mentre si guadagnano i soldi, dollari americani molto pesanti e molto fruttuosi.<br><br>La cosa più importante per diventare un nomade digitale è conoscere un mestiere che si presti al nomadismo digitale. Chiaro che se faccio la commessa da Zara devo andare al negozio di Zara ogni mattina perché non posso certamente farlo da remoto. Quindi se ci sono persone in ascolto che vogliono diventare nomadi digitali, consiglio fortemente di imparare un mestiere che si può fare da remoto. E poi altro elemento fondamentale per poter essere un nomade digitale è vivere in un posto dove c'è un'ottima connessione internet.<br><br>E qui vabbè, vi inviterei sicuramente a fare un pensierino per la Sardegna per sede del vostro nomadismo digitale, perché il clima è fantastico, il mangiare buonissimo, la gente è super simpatica, però ahimè la Sardegna ancora non è molto ben attrezzata in quanto a copertura di rete internet, ci sono infatti delle zone che sono dei veri e propri buchi neri dove non si riesce nemmeno a usare il cellulare.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I have an English friend who has recently moved, before she lived in a farmhouse in Umbria and now she has moved to Palermo, and she works for an NGO in the Netherlands. Every now and then she goes to Holland foe a meeting, but basically she lives in Palermo, where she feels good because the climate is excellent, the city is wonderful, I haven't been able to visit her yet, but I will come to see you soon.<br><br>Why am I talking about my English friend? Because she is a digital nomad. Digital nomads are people who are lucky enough to have a job they can do remotely, and who can therefore work for a company, a company that pays well, in a country where the cost of living is very high, and yet they do this job living in a country where the cost of living is much lower, here is precisely the relationship between Holland and Italy.<br><br>Let's say after the Covip, after the lock down, Italy is facing the concept of work done remotely from afar. They call it differently, even if there is a lot of confusion, for example the difference between smart working, which is a job done in a smart way, and work done from home: not all the work done from home is smart, on the contrary, is often a very stupid job, done badly, organized even worse.<br><br>But today I wanted to talk briefly about digital nomadism because it is increasingly becoming a secret dream of many to be able to do a job from a beach in Sardinia while earning very heavy and very profitable American dollars. The most important thing to becoming a digital nomad is knowing a trade that lends itself to digital nomadism. Of course, if I'm a Zara salesperson, I have to go to the Zara store every morning because I certainly can't do it remotely.<br><br>So if there are people listening who want to become digital nomads, I strongly recommend learning a trade that can be done remotely. And then another fundamental element to being a digital nomad is living in a place where there is an excellent internet connection. And here oh well, I would certainly invite you to think about Sardinia as the site of your digital nomadism, because the climate is fantastic, the food is delicious, the people are super nice, but alas Sardinia is still not very well equipped in terms of internet network coverage, in fact there are areas that are real black holes where you can't even use your cell phone.]]>
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        <![CDATA[Eh no, mi dispiace commessa di Zara, ma finché continuerai a fare quel mestiere non potrai mai aspirare ad essere una nomade digitale! Ma qual è l'elemento indispensabile per diventare nomadi digitali?<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Ho un'amica inglese che si è trasferita da poco, prima abitava in un casolare in Umbria e adesso si è trasferita a Palermo, e lavora per una ONG che sta in Olanda. Ogni tanto va in Olanda per parlare e fare degli incontri, però fondamentalmente lei abita e vive a Palermo, dove sta bene perché il clima è ottimo, la città meravigliosa, ancora non sono riuscita ad andare a trovarla, però presto verrò a trovarti. Perché parlo della mia amica inglese? Perché lei è una nomade digitale. I nomadi digitali sono le persone che hanno la fortuna di fare un lavoro che possono fare a distanza, e che quindi possono lavorare per un'azienda, una società che paga bene, in un Paese dove il costo della vita è molto alto, e però non fanno questo lavoro abitando, vivendo in un Paese dove il costo della vita è molto più basso, ecco appunto il rapporto tra Olanda e Italia.<br><br>L'italia si sta affacciando diciamo dopo il Covip, dopo il lock down, al concetto di lavoro svolto da lontano in remoto. Lo chiamano in modo diverso, anche se poi c'è un bel po' di confusione, ad esempio la differenza tra smart working, che sarebbe lavoro intelligente e lavoro fatto da casa: non tutto il lavoro svolto da casa intelligente, anzi, spesso è un lavoro stupidissimo, fatto male, organizzato ancora peggio.<br><br>Però oggi volevo parlare brevemente del nomadismo digitale perché sta diventando sempre più un sogno nel cassetto di molti quello di poter fare un lavoro appunto da una spiaggia della Sardegna mentre si guadagnano i soldi, dollari americani molto pesanti e molto fruttuosi.<br><br>La cosa più importante per diventare un nomade digitale è conoscere un mestiere che si presti al nomadismo digitale. Chiaro che se faccio la commessa da Zara devo andare al negozio di Zara ogni mattina perché non posso certamente farlo da remoto. Quindi se ci sono persone in ascolto che vogliono diventare nomadi digitali, consiglio fortemente di imparare un mestiere che si può fare da remoto. E poi altro elemento fondamentale per poter essere un nomade digitale è vivere in un posto dove c'è un'ottima connessione internet.<br><br>E qui vabbè, vi inviterei sicuramente a fare un pensierino per la Sardegna per sede del vostro nomadismo digitale, perché il clima è fantastico, il mangiare buonissimo, la gente è super simpatica, però ahimè la Sardegna ancora non è molto ben attrezzata in quanto a copertura di rete internet, ci sono infatti delle zone che sono dei veri e propri buchi neri dove non si riesce nemmeno a usare il cellulare.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I have an English friend who has recently moved, before she lived in a farmhouse in Umbria and now she has moved to Palermo, and she works for an NGO in the Netherlands. Every now and then she goes to Holland foe a meeting, but basically she lives in Palermo, where she feels good because the climate is excellent, the city is wonderful, I haven't been able to visit her yet, but I will come to see you soon.<br><br>Why am I talking about my English friend? Because she is a digital nomad. Digital nomads are people who are lucky enough to have a job they can do remotely, and who can therefore work for a company, a company that pays well, in a country where the cost of living is very high, and yet they do this job living in a country where the cost of living is much lower, here is precisely the relationship between Holland and Italy.<br><br>Let's say after the Covip, after the lock down, Italy is facing the concept of work done remotely from afar. They call it differently, even if there is a lot of confusion, for example the difference between smart working, which is a job done in a smart way, and work done from home: not all the work done from home is smart, on the contrary, is often a very stupid job, done badly, organized even worse.<br><br>But today I wanted to talk briefly about digital nomadism because it is increasingly becoming a secret dream of many to be able to do a job from a beach in Sardinia while earning very heavy and very profitable American dollars. The most important thing to becoming a digital nomad is knowing a trade that lends itself to digital nomadism. Of course, if I'm a Zara salesperson, I have to go to the Zara store every morning because I certainly can't do it remotely.<br><br>So if there are people listening who want to become digital nomads, I strongly recommend learning a trade that can be done remotely. And then another fundamental element to being a digital nomad is living in a place where there is an excellent internet connection. And here oh well, I would certainly invite you to think about Sardinia as the site of your digital nomadism, because the climate is fantastic, the food is delicious, the people are super nice, but alas Sardinia is still not very well equipped in terms of internet network coverage, in fact there are areas that are real black holes where you can't even use your cell phone.]]>
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      <pubDate>Fri, 27 Jan 2023 06:40:37 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Eh no, mi dispiace commessa di Zara, ma finché continuerai a fare quel mestiere non potrai mai aspirare ad essere una nomade digitale! Ma qual è l'elemento indispensabile per diventare nomadi digitali?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ho un'amica inglese che si è trasferita da poco, prima abitava in un casolare in Umbria e adesso si è trasferita a Palermo, e lavora per una ONG che sta in Olanda. Ogni tanto va in Olanda per parlare e fare degli incontri, però fondamentalmente lei abita e vive a Palermo, dove sta bene perché il clima è ottimo, la città meravigliosa, ancora non sono riuscita ad andare a trovarla, però presto verrò a trovarti. Perché parlo della mia amica inglese? Perché lei è una nomade digitale. I nomadi digitali sono le persone che hanno la fortuna di fare un lavoro che possono fare a distanza, e che quindi possono lavorare per un'azienda, una società che paga bene, in un Paese dove il costo della vita è molto alto, e però non fanno questo lavoro abitando, vivendo in un Paese dove il costo della vita è molto più basso, ecco appunto il rapporto tra Olanda e Italia.L'italia si sta affacciando diciamo dopo il Covip, dopo il lock down, al concetto di lavoro svolto da lontano in remoto. Lo chiamano in modo diverso, anche se poi c'è un bel po' di confusione, ad esempio la differenza tra smart working, che sarebbe lavoro intelligente e lavoro fatto da casa: non tutto il lavoro svolto da casa intelligente, anzi, spesso è un lavoro stupidissimo, fatto male, organizzato ancora peggio.Però oggi volevo parlare brevemente del nomadismo digitale perché sta diventando sempre più un sogno nel cassetto di molti quello di poter fare un lavoro appunto da una spiaggia della Sardegna mentre si guadagnano i soldi, dollari americani molto pesanti e molto fruttuosi.La cosa più importante per diventare un nomade digitale è conoscere un mestiere che si presti al nomadismo digitale. Chiaro che se faccio la commessa da Zara devo andare al negozio di Zara ogni mattina perché non posso certamente farlo da remoto. Quindi se ci sono persone in ascolto che vogliono diventare nomadi digitali, consiglio fortemente di imparare un mestiere che si può fare da remoto. E poi altro elemento fondamentale per poter essere un nomade digitale è vivere in un posto dove c'è un'ottima connessione internet.E qui vabbè, vi inviterei sicuramente a fare un pensierino per la Sardegna per sede del vostro nomadismo digitale, perché il clima è fantastico, il mangiare buonissimo, la gente è super simpatica, però ahimè la Sardegna ancora non è molto ben attrezzata in quanto a copertura di rete internet, ci sono infatti delle zone che sono dei veri e propri buchi neri dove non si riesce nemmeno a usare il cellulare.TRANSLATIONI have an English friend who has recently moved, before she lived in a farmhouse in Umbria and now she has moved to Palermo, and she works for an NGO in the Netherlands. Every now and then she goes to Holland foe a meeting, but basically she lives in Palermo, where she feels good because the climate is excellent, the city is wonderful, I haven't been able to visit her yet, but I will come to see you soon.Why am I talking about my English friend? Because she is a digital nomad. Digital nomads are people who are lucky enough to have a job they can do remotely, and who can therefore work for a company, a company that pays well, in a country where the cost of living is very high, and yet they do this job living in a country where the cost of living is much lower, here is precisely the relationship between Holland and Italy.Let's say after the Covip, after the lock down, Italy is facing the concept of work done remotely from afar. They call it differently, even if there is a lot of confusion, for example the difference between smart working, which is a job done in a smart way, and work done from home: not all the work...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Eh no, mi dispiace commessa di Zara, ma finché continuerai a fare quel mestiere non potrai mai aspirare ad essere una nomade digitale! Ma qual è l'elemento indispensabile per diventare nomadi digitali?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ho un'amica ingles</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 391 Diabolik che guida Cars di Pixar</title>
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        <![CDATA[La macchina che farebbe invidia a Diabolik. E il fatto che la nuova BMW riesca a cambiare colore in pochi secondi, credetemi, non è nemmeno la cosa più eccezionale! Le meraviglie della BMW Dee appena presentata al CES 2023.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[Eng trandlation below]</i><br>Avete presente quando Diabolik vuole scappare all'ispettore Ginko? Cosa fa? Sta guidando la sua bella <b><a href="https://techprincess.it/diabolik-jaguar-e-type-storia-film-2021-1962/" rel="noreferrer noopener">Jaguar nera</a></b>, si infila in un tunnel e quando esce dall'altra parte del tunnel sta guidando una Jaguar bianca. Naturalmente quel sempliciotto di Ginko non si accorge che è la stessa persona che guida una macchina di diverso colore. Ebbene, scansate Diabolik, perché adesso ci sono le macchine che cambiano colore.<br><br>Sì, la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BbbkExGbVDI" rel="noreferrer noopener"><b>BMW Dee </b></a>l'ultima macchina super moderna presentata al <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BbbkExGbVDI" rel="noreferrer noopener"><b>Computer Electronics Show nel 2023</b></a> qualche settimana fa, e il fatto che questa macchina riesca a cambiare colore, ma in tempo reale, nel giro di pochissimi secondi, non è nemmeno la cosa più eccezionale, perché ha cose ben più eccezionali questa macchina. Quindi: potete cambiare colore, c'è una specie di telecomandi e dite non la voglio bianca, la voglio gialla, la voglio gialla con una striscia in mezzo, eccetera. E questo vabbè, ve l'ho detto, non è nemmeno la cosa più eccezionale. Poi ci sono all'interno dei proiettori che proiettano verso l'esterno delle immagini, quindi quando una persona passa fuori dalla macchina vede la vostra immagine, proprio voi, il vostro avatar che guida o che fa delle altre cose, se la persona cammina intorno alla macchina, l'avatar lo segue con gli occhi. Quindi anche per mettere in guardia chi volesse rubare questa macchina, che comunque è super sicura, si apre con l'impronta digitale. Ma ci sono poi degli altre cose dentro incredibili.<br><br>Prima di tutto il vano interno è praticamente vuoto, non c'è niente, c'è solo un volante. Però si accende tutto il vetro davanti e ci sono, c'è un setting che permette a chi guida di guidare nella strada reale con tutti i sistemi di allerta - attenzione, ciclisti eccetera eccetera - però anziché vedere la strada effettiva che la macchina sta percorrendo, si vede una scena di realtà virtuale.<br><br>Quindi, la macchina si inventa queste scene di realtà virtuale che vengono sovrapposte alla strada che si sta percorrendo, quindi se siete stanchi di fare la solita strada, la 131, dovete farla tutti i giorni per andare a lavoro, vi comprate questa BMW e vi vedete un non lo so, una scena del Signore degli Anelli, sempre però rispettando i limiti di velocità e senza mettere sotto nessuno. Insomma è una cosa incredibile, sembra di essere... quando l'ho vista ho visto il video, mi sembrava di vedere Pixar, sapete il film di Pixar Cars dove c'erano le macchinine che parlavano, anche perché un'altra delle caratteristiche di questa macchina è che potete dargli gli occhi: arrabbiati, felici - il parafango davanti si può settare così da far sapere agli altri automobilisti sono allegro, sono aggressivo, fa addirittura l'occhiolino. <br><br>Insomma, questa macchina sarà disponibile a partire dal 2025, quindi resistete ancora un pochino con il vostro pandino e nel 2025 compratevi la BMW.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>You know when Diabolik wants to escape Inspector Ginko? What does he do? He's driving his nice <a href="https://techprincess.it/diabolik-jaguar-e-type-storia-film-2021-1962/" rel="noreferrer noopener"><b>black Jaguar</b></a>, he drives into a tunnel and when he comes out on the other side of the tunnel he's driving a white Jaguar. Naturally that simpleton Ginko doesn't notice that it's the same person driving a car of a different color. Well, move on Diabolik, because now there is a car that changes color.<br><br>Yes, the <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=BbbkExGbVDI" rel="noreferrer noopener">BMW Dee</a></b>, the latest super modern car presented at the <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BbbkExGbVDI" rel="noreferrer noopener"><b>2023 Computer Electronics Show </b></a> a few weeks ago, and the fact that this car can change color, but in real time, within a few seconds, is not even the most exceptional, because this car has far more exceptional things.<br><br>So: you can change the color, there's some kind of remote controls and you say, I don't want it white, I want it yellow, I want it yellow with a stripe in the middle, etcetera. And this oh well, I told you, it's not even the most exceptional thing. Then there are projectors inside that project images outwards, so when a person passes in front of the car they see your image, you know, you, your avatar driving or doing other things, if the person walks around the car, the avatar follows them with the eyes. So also to warn anyone who wants to steal the car, which is super secure anyway, opens with a fingerprint.<br><br>But then there are other incredible things inside. First of all, the interior compartment is practically empty, there's nothing, there's just a steering wheel. But all the glass in front lights up and there are, there is a setting that allows the driver to drive on the real road with all the warning systems - attention, cyclists, etc. - but instead of seeing the actual road the car is traveling on, you see a virtual reality scene.<br><br>So, the car makes up these virtual reality scenes that are superimposed on the road you are travelling, so if you are tired of taking the usual route, the 131 Road [<i>a boring Sardinian road</i>], if you have to travel every day to go to work, you buy this BMW and you see, IDK, a scene from Lord of the Rings instead, but always respecting the speed limits and without hitting anyone.<br><br>In short, it's an incredible thing, it seems to be... when I saw it I saw the video, I thought I was watching Pixar, you know the Pixar film <i>Cars</i> where there were toy cars that speak, also because another of the characteristics of this car is that you can give it eyes: angry, happy - the front fender can be set to let other drivers know I'm cheerful, I'm aggressive, it even winks.<br><br>In short, this car will be available starting from 2025, so hold on a little longer with your little Panda car and in 2025 buy yourself a BMW.]]>
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        <![CDATA[La macchina che farebbe invidia a Diabolik. E il fatto che la nuova BMW riesca a cambiare colore in pochi secondi, credetemi, non è nemmeno la cosa più eccezionale! Le meraviglie della BMW Dee appena presentata al CES 2023.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[Eng trandlation below]</i><br>Avete presente quando Diabolik vuole scappare all'ispettore Ginko? Cosa fa? Sta guidando la sua bella <b><a href="https://techprincess.it/diabolik-jaguar-e-type-storia-film-2021-1962/" rel="noreferrer noopener">Jaguar nera</a></b>, si infila in un tunnel e quando esce dall'altra parte del tunnel sta guidando una Jaguar bianca. Naturalmente quel sempliciotto di Ginko non si accorge che è la stessa persona che guida una macchina di diverso colore. Ebbene, scansate Diabolik, perché adesso ci sono le macchine che cambiano colore.<br><br>Sì, la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BbbkExGbVDI" rel="noreferrer noopener"><b>BMW Dee </b></a>l'ultima macchina super moderna presentata al <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BbbkExGbVDI" rel="noreferrer noopener"><b>Computer Electronics Show nel 2023</b></a> qualche settimana fa, e il fatto che questa macchina riesca a cambiare colore, ma in tempo reale, nel giro di pochissimi secondi, non è nemmeno la cosa più eccezionale, perché ha cose ben più eccezionali questa macchina. Quindi: potete cambiare colore, c'è una specie di telecomandi e dite non la voglio bianca, la voglio gialla, la voglio gialla con una striscia in mezzo, eccetera. E questo vabbè, ve l'ho detto, non è nemmeno la cosa più eccezionale. Poi ci sono all'interno dei proiettori che proiettano verso l'esterno delle immagini, quindi quando una persona passa fuori dalla macchina vede la vostra immagine, proprio voi, il vostro avatar che guida o che fa delle altre cose, se la persona cammina intorno alla macchina, l'avatar lo segue con gli occhi. Quindi anche per mettere in guardia chi volesse rubare questa macchina, che comunque è super sicura, si apre con l'impronta digitale. Ma ci sono poi degli altre cose dentro incredibili.<br><br>Prima di tutto il vano interno è praticamente vuoto, non c'è niente, c'è solo un volante. Però si accende tutto il vetro davanti e ci sono, c'è un setting che permette a chi guida di guidare nella strada reale con tutti i sistemi di allerta - attenzione, ciclisti eccetera eccetera - però anziché vedere la strada effettiva che la macchina sta percorrendo, si vede una scena di realtà virtuale.<br><br>Quindi, la macchina si inventa queste scene di realtà virtuale che vengono sovrapposte alla strada che si sta percorrendo, quindi se siete stanchi di fare la solita strada, la 131, dovete farla tutti i giorni per andare a lavoro, vi comprate questa BMW e vi vedete un non lo so, una scena del Signore degli Anelli, sempre però rispettando i limiti di velocità e senza mettere sotto nessuno. Insomma è una cosa incredibile, sembra di essere... quando l'ho vista ho visto il video, mi sembrava di vedere Pixar, sapete il film di Pixar Cars dove c'erano le macchinine che parlavano, anche perché un'altra delle caratteristiche di questa macchina è che potete dargli gli occhi: arrabbiati, felici - il parafango davanti si può settare così da far sapere agli altri automobilisti sono allegro, sono aggressivo, fa addirittura l'occhiolino. <br><br>Insomma, questa macchina sarà disponibile a partire dal 2025, quindi resistete ancora un pochino con il vostro pandino e nel 2025 compratevi la BMW.<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>You know when Diabolik wants to escape Inspector Ginko? What does he do? He's driving his nice <a href="https://techprincess.it/diabolik-jaguar-e-type-storia-film-2021-1962/" rel="noreferrer noopener"><b>black Jaguar</b></a>, he drives into a tunnel and when he comes out on the other side of the tunnel he's driving a white Jaguar. Naturally that simpleton Ginko doesn't notice that it's the same person driving a car of a different color. Well, move on Diabolik, because now there is a car that changes color.<br><br>Yes, the <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=BbbkExGbVDI" rel="noreferrer noopener">BMW Dee</a></b>, the latest super modern car presented at the <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BbbkExGbVDI" rel="noreferrer noopener"><b>2023 Computer Electronics Show </b></a> a few weeks ago, and the fact that this car can change color, but in real time, within a few seconds, is not even the most exceptional, because this car has far more exceptional things.<br><br>So: you can change the color, there's some kind of remote controls and you say, I don't want it white, I want it yellow, I want it yellow with a stripe in the middle, etcetera. And this oh well, I told you, it's not even the most exceptional thing. Then there are projectors inside that project images outwards, so when a person passes in front of the car they see your image, you know, you, your avatar driving or doing other things, if the person walks around the car, the avatar follows them with the eyes. So also to warn anyone who wants to steal the car, which is super secure anyway, opens with a fingerprint.<br><br>But then there are other incredible things inside. First of all, the interior compartment is practically empty, there's nothing, there's just a steering wheel. But all the glass in front lights up and there are, there is a setting that allows the driver to drive on the real road with all the warning systems - attention, cyclists, etc. - but instead of seeing the actual road the car is traveling on, you see a virtual reality scene.<br><br>So, the car makes up these virtual reality scenes that are superimposed on the road you are travelling, so if you are tired of taking the usual route, the 131 Road [<i>a boring Sardinian road</i>], if you have to travel every day to go to work, you buy this BMW and you see, IDK, a scene from Lord of the Rings instead, but always respecting the speed limits and without hitting anyone.<br><br>In short, it's an incredible thing, it seems to be... when I saw it I saw the video, I thought I was watching Pixar, you know the Pixar film <i>Cars</i> where there were toy cars that speak, also because another of the characteristics of this car is that you can give it eyes: angry, happy - the front fender can be set to let other drivers know I'm cheerful, I'm aggressive, it even winks.<br><br>In short, this car will be available starting from 2025, so hold on a little longer with your little Panda car and in 2025 buy yourself a BMW.]]>
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      <pubDate>Thu, 26 Jan 2023 06:38:16 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La macchina che farebbe invidia a Diabolik. E il fatto che la nuova BMW riesca a cambiare colore in pochi secondi, credetemi, non è nemmeno la cosa più eccezionale! Le meraviglie della BMW Dee appena presentata al CES 2023.TRASCRIZIONE [Eng trandlation below]Avete presente quando Diabolik vuole scappare all'ispettore Ginko? Cosa fa? Sta guidando la sua bella Jaguar nera, si infila in un tunnel e quando esce dall'altra parte del tunnel sta guidando una Jaguar bianca. Naturalmente quel sempliciotto di Ginko non si accorge che è la stessa persona che guida una macchina di diverso colore. Ebbene, scansate Diabolik, perché adesso ci sono le macchine che cambiano colore.Sì, la BMW Dee l'ultima macchina super moderna presentata al Computer Electronics Show nel 2023 qualche settimana fa, e il fatto che questa macchina riesca a cambiare colore, ma in tempo reale, nel giro di pochissimi secondi, non è nemmeno la cosa più eccezionale, perché ha cose ben più eccezionali questa macchina. Quindi: potete cambiare colore, c'è una specie di telecomandi e dite non la voglio bianca, la voglio gialla, la voglio gialla con una striscia in mezzo, eccetera. E questo vabbè, ve l'ho detto, non è nemmeno la cosa più eccezionale. Poi ci sono all'interno dei proiettori che proiettano verso l'esterno delle immagini, quindi quando una persona passa fuori dalla macchina vede la vostra immagine, proprio voi, il vostro avatar che guida o che fa delle altre cose, se la persona cammina intorno alla macchina, l'avatar lo segue con gli occhi. Quindi anche per mettere in guardia chi volesse rubare questa macchina, che comunque è super sicura, si apre con l'impronta digitale. Ma ci sono poi degli altre cose dentro incredibili.Prima di tutto il vano interno è praticamente vuoto, non c'è niente, c'è solo un volante. Però si accende tutto il vetro davanti e ci sono, c'è un setting che permette a chi guida di guidare nella strada reale con tutti i sistemi di allerta - attenzione, ciclisti eccetera eccetera - però anziché vedere la strada effettiva che la macchina sta percorrendo, si vede una scena di realtà virtuale.Quindi, la macchina si inventa queste scene di realtà virtuale che vengono sovrapposte alla strada che si sta percorrendo, quindi se siete stanchi di fare la solita strada, la 131, dovete farla tutti i giorni per andare a lavoro, vi comprate questa BMW e vi vedete un non lo so, una scena del Signore degli Anelli, sempre però rispettando i limiti di velocità e senza mettere sotto nessuno. Insomma è una cosa incredibile, sembra di essere... quando l'ho vista ho visto il video, mi sembrava di vedere Pixar, sapete il film di Pixar Cars dove c'erano le macchinine che parlavano, anche perché un'altra delle caratteristiche di questa macchina è che potete dargli gli occhi: arrabbiati, felici - il parafango davanti si può settare così da far sapere agli altri automobilisti sono allegro, sono aggressivo, fa addirittura l'occhiolino. Insomma, questa macchina sarà disponibile a partire dal 2025, quindi resistete ancora un pochino con il vostro pandino e nel 2025 compratevi la BMW.TRANSLATIONYou know when Diabolik wants to escape Inspector Ginko? What does he do? He's driving his nice black Jaguar, he drives into a tunnel and when he comes out on the other side of the tunnel he's driving a white Jaguar. Naturally that simpleton Ginko doesn't notice that it's the same person...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La macchina che farebbe invidia a Diabolik. E il fatto che la nuova BMW riesca a cambiare colore in pochi secondi, credetemi, non è nemmeno la cosa più eccezionale! Le meraviglie della BMW Dee appena presentata al CES 2023.TRASCRIZIONE [Eng trandlation be</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 390 Cadaveri e pupe</title>
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        <![CDATA[Certo che a leggere i titoli di alcune riviste realmente esistenti viene da chiedersi chi sia il pubblico di riferimento. Nel sottobosco delle riviste molto settoriali ho trovato dei titoli inquietanti.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Non esistono più le riviste di una volta. Ricordo quando ero bambina che mia mamma comprava delle riviste, compravo anche i fotoromanzi, ma poi a un certo punto ha iniziato a comprare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Duepi%C3%B9" rel="noreferrer noopener"><b>Duepiù</b></a> che era una rivista che si dedicava all'insegnamento della coppia, quindi era una cosa molto per adulti, e infatti c'erano degli articoli che parlavano un po in generale eccetera però dentro c'era sempre l'inserto chiuso che noi ragazzini noi bambini non potevamo mai leggere. Quindi questo ricordo di <b>Duepiù</b> ogni mese in edicola.<br><br>Non ci sono più i giornali di una volta, penso che <b>Duepiù</b> non lo pubblichino più, diciamo che è un po decaduta la pubblicazione di tutte le riviste, sia quelle mensili che quelle settimanali e quotidiani. Però rimane un bel mercato di riviste che magari, anche se non ci fossero, forse sarebbe lo stesso, perché si rivolgono a un pubblico così incredibilmente di nicchia, così incredibilmente specifico che non so quanti lettori e quante lettrici avranno in giro per il mondo.<br><br>A questa categoria appartiene senz'altro la rivista che è interamente dedicata agli asini nani. Sì, è una rivista che parla di asini, ma non quelli di dimensioni normali, tradizionali, gli <b>asini nani </b>quindi, in ogni numero ci sono le foto, consigli su come allevarli, su come pulirli, su come tenerli felici, su come interagire eccetera eccetera.<br><br>Un'altra che io ho trovato interessante - anche molto settoriale - è quella dedicata all'<b>allevamento degli emu</b>, anche lì un sacco di notizie interessanti per chi vuole iniziare questa carriera. Poi va beh quelle settoriali si contano: sulle gru, tutto sulle <b>gru</b>, tutto sugli <b>ascensori</b>, tutto sulle <b>staccionate</b>: c'è una rivista dedicata interamente alle staccionate, i colori, i design, le mode, eccetera.<br><br>Però ne ho trovato una in modo particolare, che non so a che pubblico sia rivolta, si chiama <b><i>Girls and Korpses</i></b>, praticamente <b>cadaveri e pupe</b>. Questa rivista parla esattamente di quello che dice il nome della rivista, perché ho visto un paio di copertine e ci sono delle foto di queste ragazze più o meno discinte coi bikini a volte anche con delle armi, e poi c'è l'immagine di un cadavere. Non so effettivamente se sia un cadavere vero oppure un pupazzo, comunque pare che sia una rivista che va abbastanza, si può anche ordinare, costa un sacco di soldi, nel senso che costa, boh, 30, 40$ più spedizione eccetera. Vabbè, evidentemente c'è un pubblico che ha bisogno di cadaveri e di pupe.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The good old magazines of the past no longer exist. I remember when I was a child, my mother used to buy magazines, she also bought <b><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fotoromanzo" rel="noreferrer noopener">photo stories</a></b>, but then at some point she started buying <b>Duepiù</b>, which was a magazine that was dedicated to couple education, so it was something very adult, and in fact there were articles that spoke in general, etc. but inside there was always a closed insert that we children were not allowed to read. So, I remember Duepiù every month in the newsstand. There are no longer newspapers of the past, I think that Duepiù is no longer published, let's say that publication of all magazines, both monthly and weekly and daily, has a bit declined.<br><br>However, there remains a nice market for magazines that maybe, even if they were not available, it would be the same, because they are addressed to a public so incredibly niche, so incredibly specific that I do not know how many readers they have around the world. In this category definitely belongs the magazine that is entirely dedicated to <b>miniature donkeys</b>. Yes, it is a magazine that talks about donkeys, but not the normal size, traditional ones, miniature donkeys: in each issue there are photos, advice on how to raise them, how to clean them, how to keep them happy, how to interact etc.<br><br>Another one that I found interesting - also very sectoral - is the one dedicated to <b>breeding emus</b>, also there a lot of interesting news for those who want to start this career. Well those sectoral ones are many: on <b>cranes</b>, everything on cranes, everything on <b>elevators</b>, everything on <b>fences</b>: there is a magazine entirely dedicated to fences, the colors, the designs, the modes, etc.<br><br>But I found one in particular, that I do not know who it is addressed to, it is called <b><i>Girls and Korpses</i></b>, practically corpses and girls. This magazine talks exactly what the name of the magazine says, because I saw a couple of covers online and they have photos of these girls more or less undressed with bikinis - sometimes also with weapons - and then there is the image of a corpse. I do not actually know if it is a real corpse or a puppet, however it seems that it is a magazine that goes well, you can also order, it it costs quite a bit, meaning it costs, well, $30, $40 plus shipping etc.<br><br>Well, evidently there is an audience that needs corpses and girls.]]>
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        <![CDATA[Certo che a leggere i titoli di alcune riviste realmente esistenti viene da chiedersi chi sia il pubblico di riferimento. Nel sottobosco delle riviste molto settoriali ho trovato dei titoli inquietanti.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[ENG translation below]</i><br><br>Non esistono più le riviste di una volta. Ricordo quando ero bambina che mia mamma comprava delle riviste, compravo anche i fotoromanzi, ma poi a un certo punto ha iniziato a comprare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Duepi%C3%B9" rel="noreferrer noopener"><b>Duepiù</b></a> che era una rivista che si dedicava all'insegnamento della coppia, quindi era una cosa molto per adulti, e infatti c'erano degli articoli che parlavano un po in generale eccetera però dentro c'era sempre l'inserto chiuso che noi ragazzini noi bambini non potevamo mai leggere. Quindi questo ricordo di <b>Duepiù</b> ogni mese in edicola.<br><br>Non ci sono più i giornali di una volta, penso che <b>Duepiù</b> non lo pubblichino più, diciamo che è un po decaduta la pubblicazione di tutte le riviste, sia quelle mensili che quelle settimanali e quotidiani. Però rimane un bel mercato di riviste che magari, anche se non ci fossero, forse sarebbe lo stesso, perché si rivolgono a un pubblico così incredibilmente di nicchia, così incredibilmente specifico che non so quanti lettori e quante lettrici avranno in giro per il mondo.<br><br>A questa categoria appartiene senz'altro la rivista che è interamente dedicata agli asini nani. Sì, è una rivista che parla di asini, ma non quelli di dimensioni normali, tradizionali, gli <b>asini nani </b>quindi, in ogni numero ci sono le foto, consigli su come allevarli, su come pulirli, su come tenerli felici, su come interagire eccetera eccetera.<br><br>Un'altra che io ho trovato interessante - anche molto settoriale - è quella dedicata all'<b>allevamento degli emu</b>, anche lì un sacco di notizie interessanti per chi vuole iniziare questa carriera. Poi va beh quelle settoriali si contano: sulle gru, tutto sulle <b>gru</b>, tutto sugli <b>ascensori</b>, tutto sulle <b>staccionate</b>: c'è una rivista dedicata interamente alle staccionate, i colori, i design, le mode, eccetera.<br><br>Però ne ho trovato una in modo particolare, che non so a che pubblico sia rivolta, si chiama <b><i>Girls and Korpses</i></b>, praticamente <b>cadaveri e pupe</b>. Questa rivista parla esattamente di quello che dice il nome della rivista, perché ho visto un paio di copertine e ci sono delle foto di queste ragazze più o meno discinte coi bikini a volte anche con delle armi, e poi c'è l'immagine di un cadavere. Non so effettivamente se sia un cadavere vero oppure un pupazzo, comunque pare che sia una rivista che va abbastanza, si può anche ordinare, costa un sacco di soldi, nel senso che costa, boh, 30, 40$ più spedizione eccetera. Vabbè, evidentemente c'è un pubblico che ha bisogno di cadaveri e di pupe.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The good old magazines of the past no longer exist. I remember when I was a child, my mother used to buy magazines, she also bought <b><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fotoromanzo" rel="noreferrer noopener">photo stories</a></b>, but then at some point she started buying <b>Duepiù</b>, which was a magazine that was dedicated to couple education, so it was something very adult, and in fact there were articles that spoke in general, etc. but inside there was always a closed insert that we children were not allowed to read. So, I remember Duepiù every month in the newsstand. There are no longer newspapers of the past, I think that Duepiù is no longer published, let's say that publication of all magazines, both monthly and weekly and daily, has a bit declined.<br><br>However, there remains a nice market for magazines that maybe, even if they were not available, it would be the same, because they are addressed to a public so incredibly niche, so incredibly specific that I do not know how many readers they have around the world. In this category definitely belongs the magazine that is entirely dedicated to <b>miniature donkeys</b>. Yes, it is a magazine that talks about donkeys, but not the normal size, traditional ones, miniature donkeys: in each issue there are photos, advice on how to raise them, how to clean them, how to keep them happy, how to interact etc.<br><br>Another one that I found interesting - also very sectoral - is the one dedicated to <b>breeding emus</b>, also there a lot of interesting news for those who want to start this career. Well those sectoral ones are many: on <b>cranes</b>, everything on cranes, everything on <b>elevators</b>, everything on <b>fences</b>: there is a magazine entirely dedicated to fences, the colors, the designs, the modes, etc.<br><br>But I found one in particular, that I do not know who it is addressed to, it is called <b><i>Girls and Korpses</i></b>, practically corpses and girls. This magazine talks exactly what the name of the magazine says, because I saw a couple of covers online and they have photos of these girls more or less undressed with bikinis - sometimes also with weapons - and then there is the image of a corpse. I do not actually know if it is a real corpse or a puppet, however it seems that it is a magazine that goes well, you can also order, it it costs quite a bit, meaning it costs, well, $30, $40 plus shipping etc.<br><br>Well, evidently there is an audience that needs corpses and girls.]]>
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      <pubDate>Wed, 25 Jan 2023 06:46:13 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Certo che a leggere i titoli di alcune riviste realmente esistenti viene da chiedersi chi sia il pubblico di riferimento. Nel sottobosco delle riviste molto settoriali ho trovato dei titoli inquietanti.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non esistono più le riviste di una volta. Ricordo quando ero bambina che mia mamma comprava delle riviste, compravo anche i fotoromanzi, ma poi a un certo punto ha iniziato a comprare Duepiù che era una rivista che si dedicava all'insegnamento della coppia, quindi era una cosa molto per adulti, e infatti c'erano degli articoli che parlavano un po in generale eccetera però dentro c'era sempre l'inserto chiuso che noi ragazzini noi bambini non potevamo mai leggere. Quindi questo ricordo di Duepiù ogni mese in edicola.Non ci sono più i giornali di una volta, penso che Duepiù non lo pubblichino più, diciamo che è un po decaduta la pubblicazione di tutte le riviste, sia quelle mensili che quelle settimanali e quotidiani. Però rimane un bel mercato di riviste che magari, anche se non ci fossero, forse sarebbe lo stesso, perché si rivolgono a un pubblico così incredibilmente di nicchia, così incredibilmente specifico che non so quanti lettori e quante lettrici avranno in giro per il mondo.A questa categoria appartiene senz'altro la rivista che è interamente dedicata agli asini nani. Sì, è una rivista che parla di asini, ma non quelli di dimensioni normali, tradizionali, gli asini nani quindi, in ogni numero ci sono le foto, consigli su come allevarli, su come pulirli, su come tenerli felici, su come interagire eccetera eccetera.Un'altra che io ho trovato interessante - anche molto settoriale - è quella dedicata all'allevamento degli emu, anche lì un sacco di notizie interessanti per chi vuole iniziare questa carriera. Poi va beh quelle settoriali si contano: sulle gru, tutto sulle gru, tutto sugli ascensori, tutto sulle staccionate: c'è una rivista dedicata interamente alle staccionate, i colori, i design, le mode, eccetera.Però ne ho trovato una in modo particolare, che non so a che pubblico sia rivolta, si chiama Girls and Korpses, praticamente cadaveri e pupe. Questa rivista parla esattamente di quello che dice il nome della rivista, perché ho visto un paio di copertine e ci sono delle foto di queste ragazze più o meno discinte coi bikini a volte anche con delle armi, e poi c'è l'immagine di un cadavere. Non so effettivamente se sia un cadavere vero oppure un pupazzo, comunque pare che sia una rivista che va abbastanza, si può anche ordinare, costa un sacco di soldi, nel senso che costa, boh, 30, 40$ più spedizione eccetera. Vabbè, evidentemente c'è un pubblico che ha bisogno di cadaveri e di pupe.TRANSLATIONThe good old magazines of the past no longer exist. I remember when I was a child, my mother used to buy magazines, she also bought photo stories, but then at some point she started buying Duepiù, which was a magazine that was dedicated to couple education, so it was something very adult, and in fact there were articles that spoke in general, etc. but inside there was always a closed insert that we children were not allowed to read. So, I remember Duepiù every month in the newsstand. There are no longer newspapers of the past, I think that Duepiù is no longer published, let's say that publication of all magazines, both monthly and weekly and daily, has a bit declined.However, there remains a nice market for magazines that maybe, even if they were not available, it would be the same, because they are addressed to a public so incredibly niche, so incredibly specific that I do not know how...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Certo che a leggere i titoli di alcune riviste realmente esistenti viene da chiedersi chi sia il pubblico di riferimento. Nel sottobosco delle riviste molto settoriali ho trovato dei titoli inquietanti.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Non esistono più </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 389 Taglio fatto con la carta</title>
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        <![CDATA[Volete sapere perché un minuscolo taglio nel dito fatto conun foglio di carta fa così tanto male per così tanto tempo? Allora ascoltate i tre minuti di oggi. <br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br><br>Ouch! Avete presente quando vi tagliate con un pezzetto di carta un taglio fatto nel polpastrello oppure nella piega tra i polpastrelli? Fa un male indicibile, soprattutto se si considera il fatto che poi il taglio è veramente minuscolo.<br><br>Se ci pensate, non c'è nessun'altra parte del corpo dove fare un taglio così minimo, così proprio quasi invisibile, però da un tale senso di dolore che poi non passa nemmeno subito. Spesso quando ci facciamo un taglio, un graffio, fa un po' male poi però, dopo un'ora ci siamo già dimenticati di averlo. Invece il taglio fatto con la carta dura un sacco di tempo.<br><br>A questo proposito mi ricordo che da bambina avevo visto un film, un film ambientato durante la seconda guerra mondiale, dove ai tedeschi era venuto in mente di rapire un boh, un ufficiale inglese o forse era americano, comunque uno degli alleati, metterlo in una stanza e fargli credere che la guerra era finita, che i tedeschi avevano vinto e che volevano solo farsi raccontare - decine di anni dopo la fine della guerra - come erano andati i fatti.<br><br>E in effetti invece la guerra era ancora in corso, erano passati solo pochi giorni, forse poche ore da quando l'avevano catturato, l'avevano addormentato, eccetera. Comunque, mettono su una vera e propria pantomima, gli fanno credere che la guerra è finita, tutto quanto è passato tanto tempo e lui è un po' scioccato, non ci crede all'inizio e alla fine comincia a crederci perché ci sono un sacco di attori che recitano. Però cosa lo salva? Lo salva che mentre prende un pizzico di sale a tavola, ahi! gli pizzica il dito e si ricorda, si rende conto che è quel taglio di con la carta che si era fatto - si ricordava di essersi fatto poche ore prima - c'era ancora quindi era impossibile che fossero passati dei decenni e quindi poi vincono come sempre gli alleati (che poi non capisco perché non ho capito perché i tedeschi erano gli alleati degli italiani però nei film sono sempre cattivi).<br><br>Comunque vabbè, allora perché vi sto parlando dei tagli di carta? Perché ho scoperto il motivo per cui fanno tanto male. Fanno tanto male perché le dita, i polpastrelli, sono la nostra parte più sensibile del corpo, quindi sono strapieni di terminazioni nervose e quando facciamo un tagliettino di carta il taglio lede le terminazioni nervose, ma non abbastanza da non farci sentire il dolore. Quindi abbiamo ancora abbastanza sensibilità da avvertire il dolore - e lo avvertiamo tutto, tutto, tutto - e poi ci sono tantissime di queste terminazioni, per cui impiega un sacco di tempo a ripararsi, perché appunto il taglio non è abbastanza profondo e ce la fa sentire tutta. Quindi la prossima volta che vi fate un taglietto con un pezzetto di carta, pensate a tutte queste cose che vi ho raccontato.<br><br>Eh vabbè, non vi farà sentire meglio, però almeno vi distoglierà un po l'attenzione, no?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Ouch! You know when you get a papercut in your fingertip or in the crease between the fingertips? It hurts unspeakably, especially if you consider the fact that the cut is really tiny.<br><br>If you think about it, there's no other part of the body where you can make such a minimal cut, so almost invisible, but it gives such a sense of pain that it doesn't even go away right away. Often when we get a cut, a scratch, it hurts a bit but then, after an hour we've already forgotten we have it. Instead, papercuts take a long time.<br><br>In this regard, I remember ta movie I saw as a child, a film set during the Second World War, where the Germans had the idea of kidnapping a boh, an English officer or maybe he was American, in any case one of the allies, put him in a room and make him believe that the war was over, that the Germans had won and that they just wanted to be told - tens of years after the end of the war - how the facts had gone. But actually the war was still going on, it had only been a few days, perhaps a few hours since they had captured him, put him to sleep, etcetera.<br><br>Anyway, they put on a real pantomime, they make him believe that the war is over, it's all been a long time and he's a bit shocked, he doesn't believe it at first and at the end he starts to believe it because there are so many actors performing. But what saves him? What saves him is that while he takes a pinch of salt at the table, ouch! he pinches his finger and remembers, he realizes that it is that paper cut he had made - he remembered having made a few hours before - it was still there so it was impossible that decades had passed and therefore the allies win as they always do (which I don't completely understand - why were the Germans the allies of the Italians but in the movies they are always bad).<br><br>Anyway oh well, so why am I telling you about papercuts? Because I discovered why they hurt so much. They hurt so much because the fingers, the fingertips, are our most sensitive part of the body, so they are full of nerve endings and when we make a papercut, the cut damages the nerve endings, but not enough so that we don't feel the pain. So we still have enough sensitivity to feel the pain - and we feel it all, all, all - and then there are a lot of these terminations, so it takes a lot of time to repair itself, because the cut is not deep enough and we feel it all. So next time you nick yourself with a piece of paper, think about all these things I've been telling you about.<br><br>Oh well, it won't make you feel better, but at least it will divert your attention a bit, right?]]>
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        <![CDATA[Volete sapere perché un minuscolo taglio nel dito fatto conun foglio di carta fa così tanto male per così tanto tempo? Allora ascoltate i tre minuti di oggi. <br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br><br>Ouch! Avete presente quando vi tagliate con un pezzetto di carta un taglio fatto nel polpastrello oppure nella piega tra i polpastrelli? Fa un male indicibile, soprattutto se si considera il fatto che poi il taglio è veramente minuscolo.<br><br>Se ci pensate, non c'è nessun'altra parte del corpo dove fare un taglio così minimo, così proprio quasi invisibile, però da un tale senso di dolore che poi non passa nemmeno subito. Spesso quando ci facciamo un taglio, un graffio, fa un po' male poi però, dopo un'ora ci siamo già dimenticati di averlo. Invece il taglio fatto con la carta dura un sacco di tempo.<br><br>A questo proposito mi ricordo che da bambina avevo visto un film, un film ambientato durante la seconda guerra mondiale, dove ai tedeschi era venuto in mente di rapire un boh, un ufficiale inglese o forse era americano, comunque uno degli alleati, metterlo in una stanza e fargli credere che la guerra era finita, che i tedeschi avevano vinto e che volevano solo farsi raccontare - decine di anni dopo la fine della guerra - come erano andati i fatti.<br><br>E in effetti invece la guerra era ancora in corso, erano passati solo pochi giorni, forse poche ore da quando l'avevano catturato, l'avevano addormentato, eccetera. Comunque, mettono su una vera e propria pantomima, gli fanno credere che la guerra è finita, tutto quanto è passato tanto tempo e lui è un po' scioccato, non ci crede all'inizio e alla fine comincia a crederci perché ci sono un sacco di attori che recitano. Però cosa lo salva? Lo salva che mentre prende un pizzico di sale a tavola, ahi! gli pizzica il dito e si ricorda, si rende conto che è quel taglio di con la carta che si era fatto - si ricordava di essersi fatto poche ore prima - c'era ancora quindi era impossibile che fossero passati dei decenni e quindi poi vincono come sempre gli alleati (che poi non capisco perché non ho capito perché i tedeschi erano gli alleati degli italiani però nei film sono sempre cattivi).<br><br>Comunque vabbè, allora perché vi sto parlando dei tagli di carta? Perché ho scoperto il motivo per cui fanno tanto male. Fanno tanto male perché le dita, i polpastrelli, sono la nostra parte più sensibile del corpo, quindi sono strapieni di terminazioni nervose e quando facciamo un tagliettino di carta il taglio lede le terminazioni nervose, ma non abbastanza da non farci sentire il dolore. Quindi abbiamo ancora abbastanza sensibilità da avvertire il dolore - e lo avvertiamo tutto, tutto, tutto - e poi ci sono tantissime di queste terminazioni, per cui impiega un sacco di tempo a ripararsi, perché appunto il taglio non è abbastanza profondo e ce la fa sentire tutta. Quindi la prossima volta che vi fate un taglietto con un pezzetto di carta, pensate a tutte queste cose che vi ho raccontato.<br><br>Eh vabbè, non vi farà sentire meglio, però almeno vi distoglierà un po l'attenzione, no?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Ouch! You know when you get a papercut in your fingertip or in the crease between the fingertips? It hurts unspeakably, especially if you consider the fact that the cut is really tiny.<br><br>If you think about it, there's no other part of the body where you can make such a minimal cut, so almost invisible, but it gives such a sense of pain that it doesn't even go away right away. Often when we get a cut, a scratch, it hurts a bit but then, after an hour we've already forgotten we have it. Instead, papercuts take a long time.<br><br>In this regard, I remember ta movie I saw as a child, a film set during the Second World War, where the Germans had the idea of kidnapping a boh, an English officer or maybe he was American, in any case one of the allies, put him in a room and make him believe that the war was over, that the Germans had won and that they just wanted to be told - tens of years after the end of the war - how the facts had gone. But actually the war was still going on, it had only been a few days, perhaps a few hours since they had captured him, put him to sleep, etcetera.<br><br>Anyway, they put on a real pantomime, they make him believe that the war is over, it's all been a long time and he's a bit shocked, he doesn't believe it at first and at the end he starts to believe it because there are so many actors performing. But what saves him? What saves him is that while he takes a pinch of salt at the table, ouch! he pinches his finger and remembers, he realizes that it is that paper cut he had made - he remembered having made a few hours before - it was still there so it was impossible that decades had passed and therefore the allies win as they always do (which I don't completely understand - why were the Germans the allies of the Italians but in the movies they are always bad).<br><br>Anyway oh well, so why am I telling you about papercuts? Because I discovered why they hurt so much. They hurt so much because the fingers, the fingertips, are our most sensitive part of the body, so they are full of nerve endings and when we make a papercut, the cut damages the nerve endings, but not enough so that we don't feel the pain. So we still have enough sensitivity to feel the pain - and we feel it all, all, all - and then there are a lot of these terminations, so it takes a lot of time to repair itself, because the cut is not deep enough and we feel it all. So next time you nick yourself with a piece of paper, think about all these things I've been telling you about.<br><br>Oh well, it won't make you feel better, but at least it will divert your attention a bit, right?]]>
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      <pubDate>Tue, 24 Jan 2023 05:44:36 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 388 Cosa mi guardo?</title>
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        <![CDATA[Ore sprecate inutilmente a passare da un canale all'altro, da una serie TV all'altra, per poi finire la serata senza essere riuscita a trovare niente di intressante. Un non-problema che mi innervosisce.<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]</b><br>Oggi fatemi iniziare parlando di quelli che vengono definiti 'problemi da primo mondo', cioè problemi inesistenti. Il mio problema è che la sera non so cosa guardare alla televisione, non parlo della televisione generalista, quella da mò che l'ho mollata, parlo dei tantissimi canali ai quali siamo abbonati, più o meno: facciamo degli abbonamenti a volte che durano dei mesi, a volte delle settimane, a volte faccio un abbonamento semplicemente perché voglio vedere una serie particolare alla televisione. Però, nonostante la grande varietà, la grande offerta di canali a mia disposizione, non trovo mai niente da guardare.<br><br>So che questo non è un problema che riguarda solo me, se problema vogliamo chiamarlo, ma che molte persone si trovano nella mia stessa situazione: dopo cena tv, guardiamo Netflix, guardiamo Disney, guardiamo Prime, e poi però sono veramente pochissime le cose interessanti da vedere, e quasi sempre le ho già viste.<br><br>Perché non riesco a decidermi? Ma veramente non lo so. La sera non mi piace vedere cose pesanti, non mi piace vedere in generale cose violente. Elimino a priori tutte le serie che hanno a che vedere con cose brutte fatte ai bambini, perché neanche quelle riesco a vederle.<br><br>Ecco, la mia serie ideale da guardare è qualcosa che dura, diciamo dai 25 ai 40 minuti, che sia allegra, ma non stupida, che sia qualcosa che mi fa anche riflettere. Perché tra i 20 e i 40 minuti? Perché se mi piace posso guardarne più di uno di seguito.<br><br>Deve essere una cosa anche però che mi mi stimola in qualche modo che mi fa vedere posti che non conosco. Mi piacciono molto le serie che sono ambientate in altri Paesi, ieri notte hanno cominciato a guardarli uno ambientata nella Arabia Saudita - anzi era un film - ma ho mollato subito perché c'era una scena di matrimonio e c'erano tutti gli uomini da una parte le donne non si vedevano, avevano tutto il velo. L'ho mollata veramente, non ce l'ho fatta a continuare a guardarlo.<br><br>Sì, per cui sto trascorrendo troppo tempo seduta sul divano, incapace di trovare qualcosa da guardare anziché prendere un bel libro, andarmene a letto e mettermi a leggere, tra l'altro sto leggendo anche un libro molto interessante, ve ne parlerò nei prossimi giorni.<br><br>Oddio, spero di non aver esagerato con la voce, sento che la sto perdendo lentamente. Mancano, diciamo una quindicina di secondi alla fine dei 3 minuti grezzi. Sì, sì, è colpa mia. Dovrei darmi una mossa, smettere di fare il coniglio davanti ai fari accecato che non si muove. Spegnere questa benedetta televisione, mandare tutti al diavolo e mettermi a leggere un bel libro o ascoltarmi un bel podcast. E lo consiglio anche a voi. Va bene?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Let me start today by talking about what are called 'first world problems', that is, problems that do not exist. My problem is that in the evening I don't know what to watch on television, I'm not talking about generalist television, the one that ditched it, I'm talking about the many channels to which we subscribe. More or less we do subscriptions sometimes for months, sometimes for weeks, sometimes I just get a subscription because I want to see a particular series on television. However, despite the great variety, the great offer of channels at my disposal, I can never find anything to watch. I know that this is not just a problem for me, if we want to call it a problem, but that many people are in the same situation as me. After dinner TV, we watch Netflix, we watch Disney, we watch first and then, but there are very few interesting things to see. And I've almost always seen them before because I can't make up my mind, but I really don't know. In the evening I don't like seeing heavy things, I don't like seeing violent things in general. I eliminate a priori all the series that have to do with bad things done to children, because I can't even see those. Well, my ideal series to watch is something that lasts, say 25 to 40 minutes. May it be cheerful but not stupid, may it be something that also makes me think. Why between 20-40? Because if I like it I can watch more than one in a row. But it must also be something that stimulates me in some way that makes me see places I don't know. I really like series that are set in other countries last night they started watching one set in Saudi Arabia but no, in fact it was a film I gave up immediately because there was a wedding scene and all the men were there. On one side the women were not seen, they were all veiled. I really dumped her, I couldn't keep watching it. Yes, so I'm spending too much time sitting on the couch, unable to find anything to look at instead of picking up a good book, going to bed, and reading. Among other things, I'm also reading a very interesting book, I'll tell you about it in the next few days. Oh god, I hope I didn't overdo it with my voice, I feel like I'm slowly losing it. There are, say, fifteen seconds left at the end of the raw 3 minutes. Yes, yes, it's my fault. I should get a move on. Stop being the rabbit in the headlights blinded that doesn't move. Turn off this blessed television, send everyone to hell and read a good book or listen to a good podcast. And I recommend it to you too. All right?]]>
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        <![CDATA[Ore sprecate inutilmente a passare da un canale all'altro, da una serie TV all'altra, per poi finire la serata senza essere riuscita a trovare niente di intressante. Un non-problema che mi innervosisce.<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]</b><br>Oggi fatemi iniziare parlando di quelli che vengono definiti 'problemi da primo mondo', cioè problemi inesistenti. Il mio problema è che la sera non so cosa guardare alla televisione, non parlo della televisione generalista, quella da mò che l'ho mollata, parlo dei tantissimi canali ai quali siamo abbonati, più o meno: facciamo degli abbonamenti a volte che durano dei mesi, a volte delle settimane, a volte faccio un abbonamento semplicemente perché voglio vedere una serie particolare alla televisione. Però, nonostante la grande varietà, la grande offerta di canali a mia disposizione, non trovo mai niente da guardare.<br><br>So che questo non è un problema che riguarda solo me, se problema vogliamo chiamarlo, ma che molte persone si trovano nella mia stessa situazione: dopo cena tv, guardiamo Netflix, guardiamo Disney, guardiamo Prime, e poi però sono veramente pochissime le cose interessanti da vedere, e quasi sempre le ho già viste.<br><br>Perché non riesco a decidermi? Ma veramente non lo so. La sera non mi piace vedere cose pesanti, non mi piace vedere in generale cose violente. Elimino a priori tutte le serie che hanno a che vedere con cose brutte fatte ai bambini, perché neanche quelle riesco a vederle.<br><br>Ecco, la mia serie ideale da guardare è qualcosa che dura, diciamo dai 25 ai 40 minuti, che sia allegra, ma non stupida, che sia qualcosa che mi fa anche riflettere. Perché tra i 20 e i 40 minuti? Perché se mi piace posso guardarne più di uno di seguito.<br><br>Deve essere una cosa anche però che mi mi stimola in qualche modo che mi fa vedere posti che non conosco. Mi piacciono molto le serie che sono ambientate in altri Paesi, ieri notte hanno cominciato a guardarli uno ambientata nella Arabia Saudita - anzi era un film - ma ho mollato subito perché c'era una scena di matrimonio e c'erano tutti gli uomini da una parte le donne non si vedevano, avevano tutto il velo. L'ho mollata veramente, non ce l'ho fatta a continuare a guardarlo.<br><br>Sì, per cui sto trascorrendo troppo tempo seduta sul divano, incapace di trovare qualcosa da guardare anziché prendere un bel libro, andarmene a letto e mettermi a leggere, tra l'altro sto leggendo anche un libro molto interessante, ve ne parlerò nei prossimi giorni.<br><br>Oddio, spero di non aver esagerato con la voce, sento che la sto perdendo lentamente. Mancano, diciamo una quindicina di secondi alla fine dei 3 minuti grezzi. Sì, sì, è colpa mia. Dovrei darmi una mossa, smettere di fare il coniglio davanti ai fari accecato che non si muove. Spegnere questa benedetta televisione, mandare tutti al diavolo e mettermi a leggere un bel libro o ascoltarmi un bel podcast. E lo consiglio anche a voi. Va bene?<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Let me start today by talking about what are called 'first world problems', that is, problems that do not exist. My problem is that in the evening I don't know what to watch on television, I'm not talking about generalist television, the one that ditched it, I'm talking about the many channels to which we subscribe. More or less we do subscriptions sometimes for months, sometimes for weeks, sometimes I just get a subscription because I want to see a particular series on television. However, despite the great variety, the great offer of channels at my disposal, I can never find anything to watch. I know that this is not just a problem for me, if we want to call it a problem, but that many people are in the same situation as me. After dinner TV, we watch Netflix, we watch Disney, we watch first and then, but there are very few interesting things to see. And I've almost always seen them before because I can't make up my mind, but I really don't know. In the evening I don't like seeing heavy things, I don't like seeing violent things in general. I eliminate a priori all the series that have to do with bad things done to children, because I can't even see those. Well, my ideal series to watch is something that lasts, say 25 to 40 minutes. May it be cheerful but not stupid, may it be something that also makes me think. Why between 20-40? Because if I like it I can watch more than one in a row. But it must also be something that stimulates me in some way that makes me see places I don't know. I really like series that are set in other countries last night they started watching one set in Saudi Arabia but no, in fact it was a film I gave up immediately because there was a wedding scene and all the men were there. On one side the women were not seen, they were all veiled. I really dumped her, I couldn't keep watching it. Yes, so I'm spending too much time sitting on the couch, unable to find anything to look at instead of picking up a good book, going to bed, and reading. Among other things, I'm also reading a very interesting book, I'll tell you about it in the next few days. Oh god, I hope I didn't overdo it with my voice, I feel like I'm slowly losing it. There are, say, fifteen seconds left at the end of the raw 3 minutes. Yes, yes, it's my fault. I should get a move on. Stop being the rabbit in the headlights blinded that doesn't move. Turn off this blessed television, send everyone to hell and read a good book or listen to a good podcast. And I recommend it to you too. All right?]]>
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      <pubDate>Mon, 23 Jan 2023 06:03:51 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ore sprecate inutilmente a passare da un canale all'altro, da una serie TV all'altra, per poi finire la serata senza essere riuscita a trovare niente di intressante. Un non-problema che mi innervosisce.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi fatemi iniziare parlando di quelli che vengono definiti 'problemi da primo mondo', cioè problemi inesistenti. Il mio problema è che la sera non so cosa guardare alla televisione, non parlo della televisione generalista, quella da mò che l'ho mollata, parlo dei tantissimi canali ai quali siamo abbonati, più o meno: facciamo degli abbonamenti a volte che durano dei mesi, a volte delle settimane, a volte faccio un abbonamento semplicemente perché voglio vedere una serie particolare alla televisione. Però, nonostante la grande varietà, la grande offerta di canali a mia disposizione, non trovo mai niente da guardare.So che questo non è un problema che riguarda solo me, se problema vogliamo chiamarlo, ma che molte persone si trovano nella mia stessa situazione: dopo cena tv, guardiamo Netflix, guardiamo Disney, guardiamo Prime, e poi però sono veramente pochissime le cose interessanti da vedere, e quasi sempre le ho già viste.Perché non riesco a decidermi? Ma veramente non lo so. La sera non mi piace vedere cose pesanti, non mi piace vedere in generale cose violente. Elimino a priori tutte le serie che hanno a che vedere con cose brutte fatte ai bambini, perché neanche quelle riesco a vederle.Ecco, la mia serie ideale da guardare è qualcosa che dura, diciamo dai 25 ai 40 minuti, che sia allegra, ma non stupida, che sia qualcosa che mi fa anche riflettere. Perché tra i 20 e i 40 minuti? Perché se mi piace posso guardarne più di uno di seguito.Deve essere una cosa anche però che mi mi stimola in qualche modo che mi fa vedere posti che non conosco. Mi piacciono molto le serie che sono ambientate in altri Paesi, ieri notte hanno cominciato a guardarli uno ambientata nella Arabia Saudita - anzi era un film - ma ho mollato subito perché c'era una scena di matrimonio e c'erano tutti gli uomini da una parte le donne non si vedevano, avevano tutto il velo. L'ho mollata veramente, non ce l'ho fatta a continuare a guardarlo.Sì, per cui sto trascorrendo troppo tempo seduta sul divano, incapace di trovare qualcosa da guardare anziché prendere un bel libro, andarmene a letto e mettermi a leggere, tra l'altro sto leggendo anche un libro molto interessante, ve ne parlerò nei prossimi giorni.Oddio, spero di non aver esagerato con la voce, sento che la sto perdendo lentamente. Mancano, diciamo una quindicina di secondi alla fine dei 3 minuti grezzi. Sì, sì, è colpa mia. Dovrei darmi una mossa, smettere di fare il coniglio davanti ai fari accecato che non si muove. Spegnere questa benedetta televisione, mandare tutti al diavolo e mettermi a leggere un bel libro o ascoltarmi un bel podcast. E lo consiglio anche a voi. Va bene?TRANSLATIONLet me start today by talking about what are called 'first world problems', that is, problems that do not exist. My problem is that in the evening I don't know what to watch on television, I'm not talking about generalist television, the one that ditched it, I'm talking about the many channels to which we subscribe. More or less we do subscriptions sometimes for months, sometimes for weeks, sometimes I just get a subscription because I want to see a particular series on television. However, despite the great variety, the great offer of channels at my disposal, I can never find anything to watch. I know that this is not just a problem for me, if we want to call it a problem, but that many people are in the same situation as me. After dinner TV, we watch Netflix, we watch Disney, we watch first and then, but there are very few interesting things to see. And I've almost always seen them before because I can't make up my mind, but I really don't know. In the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ore sprecate inutilmente a passare da un canale all'altro, da una serie TV all'altra, per poi finire la serata senza essere riuscita a trovare niente di intressante. Un non-problema che mi innervosisce.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Oggi fatemi inizi</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 387 Non lo sapevo!</title>
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        <![CDATA[Ho scoperto una cosa che non sapevo! E scommettiamo che non la sapevate nemmeno voi? <br><br><br><b>[TRASCRIZIONE - ENG translation below]</b><br><b></b><br><b>Eccomi qua, sono tornata! </b>Ancora non ho la mia bella voce cristallina, però credo di riuscire a superare i 3 minuti di oggi senza dover fare ricorso alla voce artificiale. Oggi vi voglio parlare di una cosa che ho scoperto stanotte. Non riuscivo a dormire, stavo ascoltando un podcast e ho scoperto una cosa che ignoravo alla mia veneranda età. Sapete quando vi rendete conto che per tutta la vita avete creduto qualcosa e che questo qualcosa invece non è vero? Mi capitava spesso quando ero quando ero piccola, perché mio papà adorava raccontare storie ed era un grandissimo raccontatore di storie, però a volte mi raccontava storie che io poi, solo dopo molto tempo mi rendevo conto che non erano vere se non all'interno della nostra famiglia.<br><br>Ricordo una volta, da bambina che non so perché, mio padre si mise a raccontare questa storia sull'albero del melograno, che è un albero che tu pianti e poi, dopo non so quanto tempo, un paio d'anni, sradichi completamente l'albero e lo ripianti a testa in giù. Io ero una bambina e a questa cosa qua ci avevo creduto e l'avevo raccontata in classe e tutti si erano messi a ridere. Vabbe' mio papà di solito faceva cose di questo tipo, però era molto una persona molto divertente.<br>Si ma la cosa che ho scoperto stanotte ascoltando il podcast non ha assolutamente a che vedere con mio papà, è solo che mi è tornata in mente appunto perché è una di quelle cose che dice ma è così, ma veramente?<br><br>Ecco, ho scoperto che<b> <a href="https://www.history.com/news/who-is-mount-everest-named-after" rel="noreferrer noopener">il Monte Everest non si chiama così perché è la vetta più a est del mondo</a></b>, ma perché è stata chiamata così da un signore inglese che è stato nell'Ottocento il primo, come si dice, misuratore ufficiale della corona, non lo so in Nepal, il signor <b>George Everest</b> ed è una storia molto interessante perché questo signore sapeva benissimo nell'Ottocento che quella montagna aveva già un nome aveva un nome sia in nepalese, scusate in tibetano che in cinese e il nome significava 'dea del mondo' quindi già qua ci dà un'idea, lo sapevano benissimo che era una montagna altissima.<br><br>Non solo, ma io quando l'ho scoperto ho pensato <i>"ma guarda questo questo deficiente che va lì fa cose"</i> e invece no porello lui non c'entrava niente, non voleva che la montagna si chiamasse col suo nome, lui non c'era mai nemmeno stato sulla cima dell'Everest.<br><br>Però il suo successore, che era veramente un realista più realista del re, questo misuratore perito indiano, ha insistito per mettere il nome di Everest a questa montagna, addirittura pare che questo signore indiano ignorasse l'esistenza del nome in lingua originale.<br><br>E niente, vabbè, però bisogna riconoscere che Everest è un nome molto evocativo e pieno di mistero. Non avrebbe funzionato si fosse chiamato Smith.<br><br><br>TRANSLATION<br>Here I am, I'm back! I still don't have my beautiful crystalline voice, but I think I can get through today's 3 minutes without having to resort to the artificial voice.<br><br>Today I want to tell you about something I discovered tonight. I couldn't sleep, I was listening to a podcast and I discovered something I didn't know at my ripe old age. Do you know when you realize that all your life you have believed something and that something is not true? It often happened to me when I was little, because my dad loved to tell stories and he was a great story teller, but sometimes he told me stories that I then, only after a long time, realized that they weren't true except within the our family.<br><br>I remember once, as a little girl who I don't know why, my father started telling this story about the pomegranate tree, which is a tree that you plant and then, after I don't know how long, a couple of years, you uproot it completely and plant it upside down. I was a little girl and I believed it, and I told it in class and everyone started laughing. Oh well, my dad used to do things like this, but he was a very funny person.<br><br>Yes, but the thing I discovered tonight listening to the podcast has absolutely nothing to do with my dad, it's just that made me think of him precisely because it's one of those things he could have told me, but is it really so?<br><br>Here, I discovered that <a href="https://www.history.com/news/who-is-mount-everest-named-after" rel="noreferrer noopener"><b>Mount Everest is not called that because it is the easternmost peak in the world</b></a>, but because it was called that by an English gentleman who was the first, as they say, official measurer of the crown - or something like that, in the 19th century in Nepal, <b>Mr. George Everest </b>and it's a very interesting story because this gentleman knew very well in the 19th century that that mountain already had a name, it had a name both in Nepali, I mean in Tibetan and in Chinese, and the name meant '<i>goddess of the world</i>' which already gives us an idea here, they knew very well that it was a very high mountain. Not only that, but when I found out I thought "<i>look at him [Mr Everest], this moron who goes there, does things like that</i>" but no, poor him, he had nothing to do with it, he didn't want the mountain to be called by his name, he had never even been to the summit of Everest. But his successor, who was really a realist more realist than the king, this Indian expert measurer, insisted on giving the name of Everest to this mountain, and apparently, this Indian gentleman was even unaware of the existence of the name in the original language.<br><br>Oh well, but it must be recognized that Everest is a very evocative name and full of mystery. It wouldn't have worked if he had been called Smith.]]>
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        <![CDATA[Ho scoperto una cosa che non sapevo! E scommettiamo che non la sapevate nemmeno voi? <br><br><br><b>[TRASCRIZIONE - ENG translation below]</b><br><b></b><br><b>Eccomi qua, sono tornata! </b>Ancora non ho la mia bella voce cristallina, però credo di riuscire a superare i 3 minuti di oggi senza dover fare ricorso alla voce artificiale. Oggi vi voglio parlare di una cosa che ho scoperto stanotte. Non riuscivo a dormire, stavo ascoltando un podcast e ho scoperto una cosa che ignoravo alla mia veneranda età. Sapete quando vi rendete conto che per tutta la vita avete creduto qualcosa e che questo qualcosa invece non è vero? Mi capitava spesso quando ero quando ero piccola, perché mio papà adorava raccontare storie ed era un grandissimo raccontatore di storie, però a volte mi raccontava storie che io poi, solo dopo molto tempo mi rendevo conto che non erano vere se non all'interno della nostra famiglia.<br><br>Ricordo una volta, da bambina che non so perché, mio padre si mise a raccontare questa storia sull'albero del melograno, che è un albero che tu pianti e poi, dopo non so quanto tempo, un paio d'anni, sradichi completamente l'albero e lo ripianti a testa in giù. Io ero una bambina e a questa cosa qua ci avevo creduto e l'avevo raccontata in classe e tutti si erano messi a ridere. Vabbe' mio papà di solito faceva cose di questo tipo, però era molto una persona molto divertente.<br>Si ma la cosa che ho scoperto stanotte ascoltando il podcast non ha assolutamente a che vedere con mio papà, è solo che mi è tornata in mente appunto perché è una di quelle cose che dice ma è così, ma veramente?<br><br>Ecco, ho scoperto che<b> <a href="https://www.history.com/news/who-is-mount-everest-named-after" rel="noreferrer noopener">il Monte Everest non si chiama così perché è la vetta più a est del mondo</a></b>, ma perché è stata chiamata così da un signore inglese che è stato nell'Ottocento il primo, come si dice, misuratore ufficiale della corona, non lo so in Nepal, il signor <b>George Everest</b> ed è una storia molto interessante perché questo signore sapeva benissimo nell'Ottocento che quella montagna aveva già un nome aveva un nome sia in nepalese, scusate in tibetano che in cinese e il nome significava 'dea del mondo' quindi già qua ci dà un'idea, lo sapevano benissimo che era una montagna altissima.<br><br>Non solo, ma io quando l'ho scoperto ho pensato <i>"ma guarda questo questo deficiente che va lì fa cose"</i> e invece no porello lui non c'entrava niente, non voleva che la montagna si chiamasse col suo nome, lui non c'era mai nemmeno stato sulla cima dell'Everest.<br><br>Però il suo successore, che era veramente un realista più realista del re, questo misuratore perito indiano, ha insistito per mettere il nome di Everest a questa montagna, addirittura pare che questo signore indiano ignorasse l'esistenza del nome in lingua originale.<br><br>E niente, vabbè, però bisogna riconoscere che Everest è un nome molto evocativo e pieno di mistero. Non avrebbe funzionato si fosse chiamato Smith.<br><br><br>TRANSLATION<br>Here I am, I'm back! I still don't have my beautiful crystalline voice, but I think I can get through today's 3 minutes without having to resort to the artificial voice.<br><br>Today I want to tell you about something I discovered tonight. I couldn't sleep, I was listening to a podcast and I discovered something I didn't know at my ripe old age. Do you know when you realize that all your life you have believed something and that something is not true? It often happened to me when I was little, because my dad loved to tell stories and he was a great story teller, but sometimes he told me stories that I then, only after a long time, realized that they weren't true except within the our family.<br><br>I remember once, as a little girl who I don't know why, my father started telling this story about the pomegranate tree, which is a tree that you plant and then, after I don't know how long, a couple of years, you uproot it completely and plant it upside down. I was a little girl and I believed it, and I told it in class and everyone started laughing. Oh well, my dad used to do things like this, but he was a very funny person.<br><br>Yes, but the thing I discovered tonight listening to the podcast has absolutely nothing to do with my dad, it's just that made me think of him precisely because it's one of those things he could have told me, but is it really so?<br><br>Here, I discovered that <a href="https://www.history.com/news/who-is-mount-everest-named-after" rel="noreferrer noopener"><b>Mount Everest is not called that because it is the easternmost peak in the world</b></a>, but because it was called that by an English gentleman who was the first, as they say, official measurer of the crown - or something like that, in the 19th century in Nepal, <b>Mr. George Everest </b>and it's a very interesting story because this gentleman knew very well in the 19th century that that mountain already had a name, it had a name both in Nepali, I mean in Tibetan and in Chinese, and the name meant '<i>goddess of the world</i>' which already gives us an idea here, they knew very well that it was a very high mountain. Not only that, but when I found out I thought "<i>look at him [Mr Everest], this moron who goes there, does things like that</i>" but no, poor him, he had nothing to do with it, he didn't want the mountain to be called by his name, he had never even been to the summit of Everest. But his successor, who was really a realist more realist than the king, this Indian expert measurer, insisted on giving the name of Everest to this mountain, and apparently, this Indian gentleman was even unaware of the existence of the name in the original language.<br><br>Oh well, but it must be recognized that Everest is a very evocative name and full of mystery. It wouldn't have worked if he had been called Smith.]]>
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      <pubDate>Sun, 22 Jan 2023 07:24:23 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 386 Rimpicciolazione</title>
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        <![CDATA[Avete comprato la tavoletta di cioccolato ma c'è qualcosa che non va, solo quando la confrontate con una vecchia tavoletta vi rendete conto che vi stanno fregando 10 grammi di cioccolato senza dirvelo! Tattiche farlocche da denunciare!<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]</b><br>Fedelissimi che mi state seguendo nei giorni di questa laro-faringite acuta che mi toglie la voce da più di una settimana! Come potete sentire, nonostante il fiatone e le lunghe pause, le cose vanno molto meglio, ma ancora non riesco a sostenere 3 minuti filati di parlato, se non voglio rovinare tutto e ricominciare da capo, ecco allora che anche oggi sfrutto questa fantastica invenzione che è la voce artificiale per parlarvi di una cosa che mi sta a cuore, anzi, che mi fa arrabbiare. Sto parlando della RIMPICCIOLAZIONE e se non sapete cos’è non pre occupatevi perché l’e ho appena inventato cercando di tradurre la parola inglese ‘shrinkflation’. Un attimino che vi spiego cosa è la ‘rimpicciolazione’: è quando andate al supermercato a comprare la vostra tavoletta di cioccolato preferita, arrivate a casa e niente di strano, stessa confezione, stesse dimensioni della scatola e l’avete pagata quello che la pagate sempre. Però quando poi aprite la confezione notate qualcosa di strano: hanno cambiato il modo in cui sono formati i quadratini di cioccolato, e la tavoletta ha un aspetto strano, diverso, anche se così a prima vista non riuscite a capire “diverso come”. Poi vi ricordate che avete ancora un avanzo di un’altra tavoletta di cioccolato, la prendete per confrontarla e vi rendete conto che quei disgraziati di [puntini punti – qui mettete il nome della marca] hanno raschiato via dalla vostra tavoletta 10 grammi, e che state pagando allo stesso prezzo una tavoletta che pesa esattamente 10 grammi in meno. Ecco, questa fregatura l’ho voluta chiamare “rimpicciolazione” ed è una tattica di marketing imbroglione - perché la ditta non c’ha nemmeno il coraggio di dire che sta aumentando il prezzo, invece tiene la confezione identica ma cambia le dimensioni del prodotto. Fateci caso la prossima volta che andate al supermercato, lo fanno tantissimi: nella cioccolata, nelle saponette, nelle confezioni di detersivo per i piatti. Quindi oggi termino i miei 3 minuti grezzi con un vero e proprio incitamento alla rivolta: prima di tutto abituatevi a riconoscere le marche che fanno la ‘rimpicciolazione’ – sono spesso quelle che usano confezioni di cartone gigantesche per metterci dentro un prodotto minuscolo (e quelle sono marche che dovremmo evitare anche per rispetto dell’ambiente perché a nessuno serve una scatola di biscotti confezionati singolarmente uno a uno e a loro volta confezionati in gruppi di cinque, tutto dentro una scatola di cartone rivestita di plastica, non siete d’accordo? E poi una volta individuato le marche farlocche, boicottiamole e svergognamole sui social media, che almeno a questo funzionano, perché è un nostro diritto di consumatrici e consumatori quello di sapere quanto mi state facendo pagare la cioccolata. Abbasso la ‘rimpicciolazione’, evviva l’acquisto informato! E viva anche la voce artificiale che mi ha permesso di continuare a fare i miei tre minuti grezzi!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Dear faithful listener that have been following me in the days of this acute laropharyngitis that has been taking away my voice for over a week! As you can hear, despite the out of breath and the long pauses, things are much better, but I still can't sustain 3 straight minutes of talking, if I don't want to ruin everything and start over, that's why even today I take advantage of this fantastic invention that it's the artificial voice to tell you about something that is close to my heart, indeed, that makes me angry. I'm talking about 'rimpicciolazione' and if you don't know what that is don't worry because I just made it up trying to translate the English word 'shrinkflation'. I'll explain in a moment what it is about: it's when you go to the supermarket to buy your favorite chocolate bar, you get home and nothing strange, same packaging, same box dimensions and you paid what you pay for it always. But when you open the package, you notice something strange: they have changed the way in which the squares of chocolate are formed, and the bar has a strange, different appearance, even if at first sight you cannot understand "different how". Then you remember that you still have a leftover from another bar of chocolate, you take it to compare and you realize that those wretched [dots dots - put the brand name here] scraped 10 grams off your bar, and that you are paying the same price for a tablet that weighs exactly 10 grams less. Here, I wanted to call this scam "shrinking" and it is a cheating marketing tactic - because the company doesn't even have the courage to say that it is increasing the price, instead it keeps the identical packaging but changes the size of the product. Pay attention to it the next time you go to the supermarket, so many do it: in chocolate, in bars of soap, in packs of dish soap. So today I end my 3 raw minutes with a real incitement to riot: first of all get used to recognizing the brands that do the 'shrinking' – they are often the ones that use gigantic cardboard packages to put a tiny product inside (and those they are brands that we should also avoid out of respect for the environment because nobody needs a box of biscuits individually packaged one by one and in turn packaged in groups of five, all inside a plastic-coated cardboard box, don't you agree? then once we have identified the bogus brands, let's boycott them and shame them on social media, which at least work for this, because it is our right as consumers to know how much you are charging me for the chocolate. informed purchase! And long live the artificial voice that allowed me to continue doing my three raw minutes!<br><br><br><br><br><br><br><br><a href="https://translate.google.com/history" rel="noreferrer noopener"><br></a><a href="https://translate.google.com/saved" rel="noreferrer noopener"><br></a><a href="https://translate.google.com/contribute" rel="noreferrer noopener"><br></a>]]>
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        <![CDATA[Avete comprato la tavoletta di cioccolato ma c'è qualcosa che non va, solo quando la confrontate con una vecchia tavoletta vi rendete conto che vi stanno fregando 10 grammi di cioccolato senza dirvelo! Tattiche farlocche da denunciare!<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]</b><br>Fedelissimi che mi state seguendo nei giorni di questa laro-faringite acuta che mi toglie la voce da più di una settimana! Come potete sentire, nonostante il fiatone e le lunghe pause, le cose vanno molto meglio, ma ancora non riesco a sostenere 3 minuti filati di parlato, se non voglio rovinare tutto e ricominciare da capo, ecco allora che anche oggi sfrutto questa fantastica invenzione che è la voce artificiale per parlarvi di una cosa che mi sta a cuore, anzi, che mi fa arrabbiare. Sto parlando della RIMPICCIOLAZIONE e se non sapete cos’è non pre occupatevi perché l’e ho appena inventato cercando di tradurre la parola inglese ‘shrinkflation’. Un attimino che vi spiego cosa è la ‘rimpicciolazione’: è quando andate al supermercato a comprare la vostra tavoletta di cioccolato preferita, arrivate a casa e niente di strano, stessa confezione, stesse dimensioni della scatola e l’avete pagata quello che la pagate sempre. Però quando poi aprite la confezione notate qualcosa di strano: hanno cambiato il modo in cui sono formati i quadratini di cioccolato, e la tavoletta ha un aspetto strano, diverso, anche se così a prima vista non riuscite a capire “diverso come”. Poi vi ricordate che avete ancora un avanzo di un’altra tavoletta di cioccolato, la prendete per confrontarla e vi rendete conto che quei disgraziati di [puntini punti – qui mettete il nome della marca] hanno raschiato via dalla vostra tavoletta 10 grammi, e che state pagando allo stesso prezzo una tavoletta che pesa esattamente 10 grammi in meno. Ecco, questa fregatura l’ho voluta chiamare “rimpicciolazione” ed è una tattica di marketing imbroglione - perché la ditta non c’ha nemmeno il coraggio di dire che sta aumentando il prezzo, invece tiene la confezione identica ma cambia le dimensioni del prodotto. Fateci caso la prossima volta che andate al supermercato, lo fanno tantissimi: nella cioccolata, nelle saponette, nelle confezioni di detersivo per i piatti. Quindi oggi termino i miei 3 minuti grezzi con un vero e proprio incitamento alla rivolta: prima di tutto abituatevi a riconoscere le marche che fanno la ‘rimpicciolazione’ – sono spesso quelle che usano confezioni di cartone gigantesche per metterci dentro un prodotto minuscolo (e quelle sono marche che dovremmo evitare anche per rispetto dell’ambiente perché a nessuno serve una scatola di biscotti confezionati singolarmente uno a uno e a loro volta confezionati in gruppi di cinque, tutto dentro una scatola di cartone rivestita di plastica, non siete d’accordo? E poi una volta individuato le marche farlocche, boicottiamole e svergognamole sui social media, che almeno a questo funzionano, perché è un nostro diritto di consumatrici e consumatori quello di sapere quanto mi state facendo pagare la cioccolata. Abbasso la ‘rimpicciolazione’, evviva l’acquisto informato! E viva anche la voce artificiale che mi ha permesso di continuare a fare i miei tre minuti grezzi!<br><br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Dear faithful listener that have been following me in the days of this acute laropharyngitis that has been taking away my voice for over a week! As you can hear, despite the out of breath and the long pauses, things are much better, but I still can't sustain 3 straight minutes of talking, if I don't want to ruin everything and start over, that's why even today I take advantage of this fantastic invention that it's the artificial voice to tell you about something that is close to my heart, indeed, that makes me angry. I'm talking about 'rimpicciolazione' and if you don't know what that is don't worry because I just made it up trying to translate the English word 'shrinkflation'. I'll explain in a moment what it is about: it's when you go to the supermarket to buy your favorite chocolate bar, you get home and nothing strange, same packaging, same box dimensions and you paid what you pay for it always. But when you open the package, you notice something strange: they have changed the way in which the squares of chocolate are formed, and the bar has a strange, different appearance, even if at first sight you cannot understand "different how". Then you remember that you still have a leftover from another bar of chocolate, you take it to compare and you realize that those wretched [dots dots - put the brand name here] scraped 10 grams off your bar, and that you are paying the same price for a tablet that weighs exactly 10 grams less. Here, I wanted to call this scam "shrinking" and it is a cheating marketing tactic - because the company doesn't even have the courage to say that it is increasing the price, instead it keeps the identical packaging but changes the size of the product. Pay attention to it the next time you go to the supermarket, so many do it: in chocolate, in bars of soap, in packs of dish soap. So today I end my 3 raw minutes with a real incitement to riot: first of all get used to recognizing the brands that do the 'shrinking' – they are often the ones that use gigantic cardboard packages to put a tiny product inside (and those they are brands that we should also avoid out of respect for the environment because nobody needs a box of biscuits individually packaged one by one and in turn packaged in groups of five, all inside a plastic-coated cardboard box, don't you agree? then once we have identified the bogus brands, let's boycott them and shame them on social media, which at least work for this, because it is our right as consumers to know how much you are charging me for the chocolate. informed purchase! And long live the artificial voice that allowed me to continue doing my three raw minutes!<br><br><br><br><br><br><br><br><a href="https://translate.google.com/history" rel="noreferrer noopener"><br></a><a href="https://translate.google.com/saved" rel="noreferrer noopener"><br></a><a href="https://translate.google.com/contribute" rel="noreferrer noopener"><br></a>]]>
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      <pubDate>Sat, 21 Jan 2023 07:10:09 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Avete comprato la tavoletta di cioccolato ma c'è qualcosa che non va, solo quando la confrontate con una vecchia tavoletta vi rendete conto che vi stanno fregando 10 grammi di cioccolato senza dirvelo! Tattiche farlocche da denunciare!TRASCRIZIONE [ENG translation below]Fedelissimi che mi state seguendo nei giorni di questa laro-faringite acuta che mi toglie la voce da più di una settimana! Come potete sentire, nonostante il fiatone e le lunghe pause, le cose vanno molto meglio, ma ancora non riesco a sostenere 3 minuti filati di parlato, se non voglio rovinare tutto e ricominciare da capo, ecco allora che anche oggi sfrutto questa fantastica invenzione che è la voce artificiale per parlarvi di una cosa che mi sta a cuore, anzi, che mi fa arrabbiare. Sto parlando della RIMPICCIOLAZIONE e se non sapete cos’è non pre occupatevi perché l’e ho appena inventato cercando di tradurre la parola inglese ‘shrinkflation’. Un attimino che vi spiego cosa è la ‘rimpicciolazione’: è quando andate al supermercato a comprare la vostra tavoletta di cioccolato preferita, arrivate a casa e niente di strano, stessa confezione, stesse dimensioni della scatola e l’avete pagata quello che la pagate sempre. Però quando poi aprite la confezione notate qualcosa di strano: hanno cambiato il modo in cui sono formati i quadratini di cioccolato, e la tavoletta ha un aspetto strano, diverso, anche se così a prima vista non riuscite a capire “diverso come”. Poi vi ricordate che avete ancora un avanzo di un’altra tavoletta di cioccolato, la prendete per confrontarla e vi rendete conto che quei disgraziati di [puntini punti – qui mettete il nome della marca] hanno raschiato via dalla vostra tavoletta 10 grammi, e che state pagando allo stesso prezzo una tavoletta che pesa esattamente 10 grammi in meno. Ecco, questa fregatura l’ho voluta chiamare “rimpicciolazione” ed è una tattica di marketing imbroglione - perché la ditta non c’ha nemmeno il coraggio di dire che sta aumentando il prezzo, invece tiene la confezione identica ma cambia le dimensioni del prodotto. Fateci caso la prossima volta che andate al supermercato, lo fanno tantissimi: nella cioccolata, nelle saponette, nelle confezioni di detersivo per i piatti. Quindi oggi termino i miei 3 minuti grezzi con un vero e proprio incitamento alla rivolta: prima di tutto abituatevi a riconoscere le marche che fanno la ‘rimpicciolazione’ – sono spesso quelle che usano confezioni di cartone gigantesche per metterci dentro un prodotto minuscolo (e quelle sono marche che dovremmo evitare anche per rispetto dell’ambiente perché a nessuno serve una scatola di biscotti confezionati singolarmente uno a uno e a loro volta confezionati in gruppi di cinque, tutto dentro una scatola di cartone rivestita di plastica, non siete d’accordo? E poi una volta individuato le marche farlocche, boicottiamole e svergognamole sui social media, che almeno a questo funzionano, perché è un nostro diritto di consumatrici e consumatori quello di sapere quanto mi state facendo pagare la cioccolata. Abbasso la ‘rimpicciolazione’, evviva l’acquisto informato! E viva anche la voce artificiale che mi ha permesso di continuare a fare i miei tre minuti grezzi!TRANSLATIONDear faithful listener that have been following me in the days of this acute laropharyngitis that has been taking away my voice for over a week! As you can hear, despite the out of breath and the long pauses, things are much better, but I still can't sustain 3 straight minutes of talking, if I don't want to ruin everything and start over, that's why even today I take advantage of this fantastic invention that it's the artificial voice to tell you about something that is close to my heart, indeed, that makes me angry. I'm talking about 'rimpicciolazione' and if you don't know what that is don't worry because I just made it up trying to translate the English word 'shrinkflation'. I'll explain in a moment what it is...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Avete comprato la tavoletta di cioccolato ma c'è qualcosa che non va, solo quando la confrontate con una vecchia tavoletta vi rendete conto che vi stanno fregando 10 grammi di cioccolato senza dirvelo! Tattiche farlocche da denunciare!TRASCRIZIONE [ENG tr</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 385 Gerontocrazia di braghette</title>
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        <![CDATA[La nostra gerontocrazia di braghette avrebbe così tanto da imparare dalle dimissioni della premier della Nuova Zelanda. <br><br><b>TRASCRIZIONE &amp; LINKS [ENG translation below]</b><br>Cortisone e antibiotici stanno facendo effetto, ma mi perdonerete che anche oggi uso la voce artificiale perchè ancora, dopo 6 giorni, non riuscirei a parlare per tre minuti di seguito. Comunque che cosa incredibile il fatto che abbia potuto continuare a fare questo podcast usando una voce artificiale, una cosa del genere sarebbe stata impensabile appena pochi mesi fa. <br><br>Per niente impensabile e tutto secondo copione invece sono i commenti che sento e che leggo dopo le <b><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/01/19/nuova-zelanda-la-premier-ardern-si-dimette-sono-esausta_0e52a871-0166-4e51-b6b1-dfab8d1da111.html" rel="noreferrer noopener">storiche dimissioni della premier della Nuova Zelanda, Jacinta Ardern</a></b>, una delle mie eroine preferite, una donna che non l’ha mai mandata a dire a nessuno e che ha sempre dimostrato di essere coerente, una che predica bene e razzola ancora meglio. <br><br>Cosa è successo? È successo che quando per la prima volta nella storia moderna una persona che ricopre la massima carica dello stato e gode del massimo rispetto sia a casa che all’estero ha detto che vuole dimettersi, non perché è stata coinvolta in uno scandalo o perché è stata silurata dal suo partito, ma perché – e uso le sue parole - “ha finito la benzina”, persino una testata che io seguo e stimo come la bbc non ce la fa, e dà la notizia con un titolo che si chiede <b><a href="https://twitter.com/FionaSturges/status/1616042291000475650" rel="noreferrer noopener">“Ma allora è vero che le donne non possono avere tutto?”</a></b> – ma dài! Anche tu BBC ancora con questi commenti sessisti? Ma che delusione! <br><br>Sì, perché quello che a quanto pare non si riesce a capire, è come una persona all’apice del successo possa lasciare perché sa di non poter dare quel 200% di energia richiesto invece dalla carica che ricopre. Un atto di consapevolezza, di umiltà e di i ncredibile intelligenza polita. Ad avercene così!! <br><br>Prima di Jacinta Ardern la stmapa mondiale si era occupata poco della Nuova Zelanda, ma ha cominciato a parlare di Jacinta Ardern ancora prima che diventasse premier a 37 anni perché, come ho già detto, non si è mai tirata indietro davanti alle domande sessiste dei media – e non gliene è mai fregato niente delle critiche: per essersi presa 6 settimane di maternità quando è nata la figlia, per essersi portata la figlia neonata ad un’importante riunione internazionale, insomma, non si è mai persa occasione per criticarla. <br><br>Allora, le cose stanno così: la premier della nuova zelanda ha inanellato un successo mondiale dopo l’altro in tutti i campi, nella lotta al COVID, nella risposta agli attentati di matrice islamofobica (e a questo proposito pensate solo che quando l’ex presidente degli stati uniti Donald Trump le chiese cosa potesse fare per aiutare la Nuova Zelanda ad essere più sicura contro il terrorismo, lei disse: “siate più amorevoli verso il prossimo”) ecco, mi sono arrabbiata parecchio per il commento della BBC da cui mi aspettavo di meglio, ma mi sto divertendo un mondo a sentire i commenti della stampa italiana. <br><br>Cioè avete presente la nostra classe politica? Avete presente la gerontocrazia di braghette che ci governa da decenni? E allora Viva la nuova zelanda, che ha riconosciuto il voto alle donne nel 1893 mentre in Italia noi donne possiamo votare solo dal 1945!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Cortisone and antibiotics are having an effect, but you'll forgive me that today too I use the artificial voice because still, after 6 days, I wouldn't be able to speak for three minutes in a row. But how amazing that I was able to continue doing this podcast using an artificial voice, something like this would have been unthinkable just a few months ago. <br><br>Not at all unthinkable and entirely according to the script are the comments that I hear and read after the historic <b>resignation of the premier of New Zealand, Jacinta Ardern</b>, one of my favorite heroines, a woman who has never been afraid to speak her mind and who she has always proven to be consistent, one who practises what she preaches.<br><br>What happened? Has happened that for the first time in modern history a person who holds the highest office of state and enjoys the greatest respect both at home and abroad said that she wants to resign, not because involved in a scandal or because torpedoed by her party, but because - and I use her words - "she ran out of petrol", even a media outlet that I follow and respect like the BBC can't make it, and breaks the news with a headline that asks <b><a href="https://twitter.com/FionaSturges/status/1616042291000475650" rel="noreferrer noopener">"Can women have it all?”</a></b> - come on! You too BBC still with these sexist comments? How disappointing! <i>[note: BBC has changed the title since.]</i><br><br>Yes, because what one apparently cannot understand is how a person at the peak of success can leave because she knows she cannot give that 200% of energy required instead by the position she holds. An act of awareness, humility and incredible political intelligence. Oh, imagine having more politicians like her!! <br><br>Before Jacinta Ardern, the world press had paid little attention to New Zealand, but it started talking about Jacinta Ardern even before she became premier aged 37 because, as I have already said, she never backed down in the face of sexist questions from the media – and she never gave a damn about criticisms: for having taken 6 weeks of maternity leave when her daughter was born, for taking her newborn daughter to an important international meeting, in short, they never missed an opportunity to criticize her. <br><br>So, here is the thing: the New Zealand premier has strung together one global success after another in all fields: in the fight against COVID, in the response to Islamophobic attacks (and in this regard, when the former president of the United States Donald Trump asked her what he could do to help New Zealand be safer against terrorism, she said: "be more loving to your neighbor") well, I was very angry at the BBC comment from which I expected better, but I'm having a blast hearing the comments from the Italian press.<br><br>That is, you know our political class, don't you? You do know the gerontocracy of sousages that has governed us for decades? So, long live New Zealand, which recognized the vote for women in 1893 while in Italy women have only been able to vote since 1945!]]>
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        <![CDATA[La nostra gerontocrazia di braghette avrebbe così tanto da imparare dalle dimissioni della premier della Nuova Zelanda. <br><br><b>TRASCRIZIONE &amp; LINKS [ENG translation below]</b><br>Cortisone e antibiotici stanno facendo effetto, ma mi perdonerete che anche oggi uso la voce artificiale perchè ancora, dopo 6 giorni, non riuscirei a parlare per tre minuti di seguito. Comunque che cosa incredibile il fatto che abbia potuto continuare a fare questo podcast usando una voce artificiale, una cosa del genere sarebbe stata impensabile appena pochi mesi fa. <br><br>Per niente impensabile e tutto secondo copione invece sono i commenti che sento e che leggo dopo le <b><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/01/19/nuova-zelanda-la-premier-ardern-si-dimette-sono-esausta_0e52a871-0166-4e51-b6b1-dfab8d1da111.html" rel="noreferrer noopener">storiche dimissioni della premier della Nuova Zelanda, Jacinta Ardern</a></b>, una delle mie eroine preferite, una donna che non l’ha mai mandata a dire a nessuno e che ha sempre dimostrato di essere coerente, una che predica bene e razzola ancora meglio. <br><br>Cosa è successo? È successo che quando per la prima volta nella storia moderna una persona che ricopre la massima carica dello stato e gode del massimo rispetto sia a casa che all’estero ha detto che vuole dimettersi, non perché è stata coinvolta in uno scandalo o perché è stata silurata dal suo partito, ma perché – e uso le sue parole - “ha finito la benzina”, persino una testata che io seguo e stimo come la bbc non ce la fa, e dà la notizia con un titolo che si chiede <b><a href="https://twitter.com/FionaSturges/status/1616042291000475650" rel="noreferrer noopener">“Ma allora è vero che le donne non possono avere tutto?”</a></b> – ma dài! Anche tu BBC ancora con questi commenti sessisti? Ma che delusione! <br><br>Sì, perché quello che a quanto pare non si riesce a capire, è come una persona all’apice del successo possa lasciare perché sa di non poter dare quel 200% di energia richiesto invece dalla carica che ricopre. Un atto di consapevolezza, di umiltà e di i ncredibile intelligenza polita. Ad avercene così!! <br><br>Prima di Jacinta Ardern la stmapa mondiale si era occupata poco della Nuova Zelanda, ma ha cominciato a parlare di Jacinta Ardern ancora prima che diventasse premier a 37 anni perché, come ho già detto, non si è mai tirata indietro davanti alle domande sessiste dei media – e non gliene è mai fregato niente delle critiche: per essersi presa 6 settimane di maternità quando è nata la figlia, per essersi portata la figlia neonata ad un’importante riunione internazionale, insomma, non si è mai persa occasione per criticarla. <br><br>Allora, le cose stanno così: la premier della nuova zelanda ha inanellato un successo mondiale dopo l’altro in tutti i campi, nella lotta al COVID, nella risposta agli attentati di matrice islamofobica (e a questo proposito pensate solo che quando l’ex presidente degli stati uniti Donald Trump le chiese cosa potesse fare per aiutare la Nuova Zelanda ad essere più sicura contro il terrorismo, lei disse: “siate più amorevoli verso il prossimo”) ecco, mi sono arrabbiata parecchio per il commento della BBC da cui mi aspettavo di meglio, ma mi sto divertendo un mondo a sentire i commenti della stampa italiana. <br><br>Cioè avete presente la nostra classe politica? Avete presente la gerontocrazia di braghette che ci governa da decenni? E allora Viva la nuova zelanda, che ha riconosciuto il voto alle donne nel 1893 mentre in Italia noi donne possiamo votare solo dal 1945!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Cortisone and antibiotics are having an effect, but you'll forgive me that today too I use the artificial voice because still, after 6 days, I wouldn't be able to speak for three minutes in a row. But how amazing that I was able to continue doing this podcast using an artificial voice, something like this would have been unthinkable just a few months ago. <br><br>Not at all unthinkable and entirely according to the script are the comments that I hear and read after the historic <b>resignation of the premier of New Zealand, Jacinta Ardern</b>, one of my favorite heroines, a woman who has never been afraid to speak her mind and who she has always proven to be consistent, one who practises what she preaches.<br><br>What happened? Has happened that for the first time in modern history a person who holds the highest office of state and enjoys the greatest respect both at home and abroad said that she wants to resign, not because involved in a scandal or because torpedoed by her party, but because - and I use her words - "she ran out of petrol", even a media outlet that I follow and respect like the BBC can't make it, and breaks the news with a headline that asks <b><a href="https://twitter.com/FionaSturges/status/1616042291000475650" rel="noreferrer noopener">"Can women have it all?”</a></b> - come on! You too BBC still with these sexist comments? How disappointing! <i>[note: BBC has changed the title since.]</i><br><br>Yes, because what one apparently cannot understand is how a person at the peak of success can leave because she knows she cannot give that 200% of energy required instead by the position she holds. An act of awareness, humility and incredible political intelligence. Oh, imagine having more politicians like her!! <br><br>Before Jacinta Ardern, the world press had paid little attention to New Zealand, but it started talking about Jacinta Ardern even before she became premier aged 37 because, as I have already said, she never backed down in the face of sexist questions from the media – and she never gave a damn about criticisms: for having taken 6 weeks of maternity leave when her daughter was born, for taking her newborn daughter to an important international meeting, in short, they never missed an opportunity to criticize her. <br><br>So, here is the thing: the New Zealand premier has strung together one global success after another in all fields: in the fight against COVID, in the response to Islamophobic attacks (and in this regard, when the former president of the United States Donald Trump asked her what he could do to help New Zealand be safer against terrorism, she said: "be more loving to your neighbor") well, I was very angry at the BBC comment from which I expected better, but I'm having a blast hearing the comments from the Italian press.<br><br>That is, you know our political class, don't you? You do know the gerontocracy of sousages that has governed us for decades? So, long live New Zealand, which recognized the vote for women in 1893 while in Italy women have only been able to vote since 1945!]]>
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      <pubDate>Fri, 20 Jan 2023 08:17:42 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La nostra gerontocrazia di braghette avrebbe così tanto da imparare dalle dimissioni della premier della Nuova Zelanda. TRASCRIZIONE &amp;amp; LINKS [ENG translation below]Cortisone e antibiotici stanno facendo effetto, ma mi perdonerete che anche oggi uso la voce artificiale perchè ancora, dopo 6 giorni, non riuscirei a parlare per tre minuti di seguito. Comunque che cosa incredibile il fatto che abbia potuto continuare a fare questo podcast usando una voce artificiale, una cosa del genere sarebbe stata impensabile appena pochi mesi fa. Per niente impensabile e tutto secondo copione invece sono i commenti che sento e che leggo dopo le storiche dimissioni della premier della Nuova Zelanda, Jacinta Ardern, una delle mie eroine preferite, una donna che non l’ha mai mandata a dire a nessuno e che ha sempre dimostrato di essere coerente, una che predica bene e razzola ancora meglio. Cosa è successo? È successo che quando per la prima volta nella storia moderna una persona che ricopre la massima carica dello stato e gode del massimo rispetto sia a casa che all’estero ha detto che vuole dimettersi, non perché è stata coinvolta in uno scandalo o perché è stata silurata dal suo partito, ma perché – e uso le sue parole - “ha finito la benzina”, persino una testata che io seguo e stimo come la bbc non ce la fa, e dà la notizia con un titolo che si chiede “Ma allora è vero che le donne non possono avere tutto?” – ma dài! Anche tu BBC ancora con questi commenti sessisti? Ma che delusione! Sì, perché quello che a quanto pare non si riesce a capire, è come una persona all’apice del successo possa lasciare perché sa di non poter dare quel 200% di energia richiesto invece dalla carica che ricopre. Un atto di consapevolezza, di umiltà e di i ncredibile intelligenza polita. Ad avercene così!! Prima di Jacinta Ardern la stmapa mondiale si era occupata poco della Nuova Zelanda, ma ha cominciato a parlare di Jacinta Ardern ancora prima che diventasse premier a 37 anni perché, come ho già detto, non si è mai tirata indietro davanti alle domande sessiste dei media – e non gliene è mai fregato niente delle critiche: per essersi presa 6 settimane di maternità quando è nata la figlia, per essersi portata la figlia neonata ad un’importante riunione internazionale, insomma, non si è mai persa occasione per criticarla. Allora, le cose stanno così: la premier della nuova zelanda ha inanellato un successo mondiale dopo l’altro in tutti i campi, nella lotta al COVID, nella risposta agli attentati di matrice islamofobica (e a questo proposito pensate solo che quando l’ex presidente degli stati uniti Donald Trump le chiese cosa potesse fare per aiutare la Nuova Zelanda ad essere più sicura contro il terrorismo, lei disse: “siate più amorevoli verso il prossimo”) ecco, mi sono arrabbiata parecchio per il commento della BBC da cui mi aspettavo di meglio, ma mi sto divertendo un mondo a sentire i commenti della stampa italiana. Cioè avete presente la nostra classe politica? Avete presente la gerontocrazia di braghette che ci governa da decenni? E allora Viva la nuova zelanda, che ha riconosciuto il voto alle donne nel 1893 mentre in Italia noi donne possiamo votare solo dal 1945!TRANSLATIONCortisone and antibiotics are having an effect, but you'll forgive me that today too I use the artificial voice because still, after 6 days, I wouldn't be able to speak for three minutes in a row. But how amazing that I was able to continue doing this podcast using an artificial voice, something like this would have been...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La nostra gerontocrazia di braghette avrebbe così tanto da imparare dalle dimissioni della premier della Nuova Zelanda. TRASCRIZIONE &amp;amp; LINKS [ENG translation below]Cortisone e antibiotici stanno facendo effetto, ma mi perdonerete che anche oggi uso la</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 384 Silenzio! (sì ma che rottura!)</title>
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        <![CDATA[Lentamente mi sta tornando la voce, anche se non è ancora abbastanza da fare un'intera puntata dei "3 minuti grezzi", devo ancora stare un po' in silenzio. Dovrò quindi usare questa voce artificiale ancora per un po’, abbiate pazienza! <br><br><b>TRASCRIZIONE E LINK </b><i>[ENG translation below]</i><br><br>Lentamente mi sta tornando la voce, anche se non è ancora abbastanza da fare un'intera puntata dei "3 minuti grezzi", devo ancora stare un po' in silenzio. Dovrò quindi usare questa voce artificiale ancora per un po’, abbiate pazienza! <br><br>Questi giorni sono stati anche un interessante laboratorio per vedere come reagisce in modo diverso la gente davanti a me che non posso parlare.<br><br>Allora, una delle reazioni più strane è di quelli che entrano in super-empatia e cominciano anche loro a parlare a gesti o sottovoce, e in questa categoria rientra sicuramente mia madre. Con lei in questi giorni abbiamo dovuto sostituire le telefonate vocali con collegamenti skype, e vabbé che io non posso parlare, ma anche lei spesso si lascia prendere dalla super-empatia e sussurra o parla a gesti. E io rido.<br><br>A casa vado in giro da giorni con l’iPad che uso come una lavagnetta, e anche se a casa tutti mi vogliono bene e sono preoccupati per me, io li vedo che di nascosto sollevano gli occhi al cielo ogni volta che si sentono toccare la spalla e spunto io da dietro con la mia lavagnetta con richieste e curiosità e con tutte le frasi che normalmente direi per fare – appunto - le chiacchiere ma che la lavagnetta rende molto più complicato.<br><br>E poi ci sono le situazioni in cui non ho con me la lavagnetta e allora la mia piccola family fa a gara a capire male quello che io cerco di spiegare a gesti, lo fa apposta perché si diverte a vedermi mimare cose che non si possono descrivere a gesti.<br><br>Però ci sono anche momenti imbarazzanti dove il non poter parlare mi mette in difficolta, come quando incrocio i vicini per le scale e saluto con un sorriso e un cenno muto, come quando qualcuno fa il gesto di cortesia e mi tiene una porta per farmi entrare, o quando pago al supermercato, tutte situazioni nelle quali non sempre il mio interlocutore mi guarda in faccia e quindi non può vedere che sto sorridendo e ringraziando con lo sguardo o mimando “grazie” senza parlare, e mi sento molto maleducata.<br><br>Però devo vincere il desiderio di voler parlare perché so che ogni volta che parlo sto rallentando la mia guarigione, e che se faccio un’eccezione per qualcuno poi finisco per farla per tutto e rimango un’altra settimana senza voce.<br><br>Però mi consolo, prima di tutto perché facendo un po’ di ricerche ho trovato degli <b><a href="https://www.healthline.com/health/mind-body/physical-and-mental-health-benefits-of-silence#blood-pressure" rel="noreferrer noopener">articoli che spiegano che stare in silenzio fa bene alla salute</a></b>: allora, ho trovato che fa abbassare la pressione, aiuta la concentrazione, aiuta contro l’insonnia e fa addirittura abbassare i livelli di cortisolo, che è l’ormone dello stress.<br><br>Un’altra cosa carina che è venuta fuori è che un sacco di amici mi hanno mandato consigli e auguri per una pronta guarigione, e molti mi hanno segnalato quel <a href="https://fakeyou.com/" rel="noreferrer noopener"><b>programma che permette di generare frasi usando la voce di personaggi famosi</b></a>, e anche lì mi sono divertita un bel po’.<br><br><b>ENGLISH TRANSLATION</b><br>Slowly my voice is coming back, even if it's still not enough to do an entire episode of the "raw 3 minutes", I still have to be silent for a bit. I will therefore have to use this artificial voice for a while longer, be patient!<br><br>These days have also been an interesting laboratory to see how different people react in front of me unable to speak. Well, one of the strangest reactions comes from those who become super-empathic and also begin to speak in gestures or in whispers, and my mother certainly falls into this category. With her these days we've had to replace voice calls with skype connections, and oh well I can't talk, but she too often gets caught up in super-empathy and whispers or speaks with gestures. And I laugh.<br><br>At home I've been going around for days with the iPad that I use as a slate, and even though everyone at home loves me and is worried about me, I see them secretly rolling their eyes every time they feel the touch of the shoulder and I come up from behind with my slate with requests and curiosities and with all the phrases that I would normally say to have, smalltalk that the slate makes much more complicated.<br><br>And then there are the situations in which I don't have the slate with me and then my little family competes to misunderstand what I try to explain with gestures, they do it on purpose because they enjoy seeing me mime things that cannot be described by gestures.<br><br>But there are also embarrassing moments where not being able to talk puts me in difficulty, such as when I pass neighbors on the stairs and greet them with a smile and a silent nod, or such as when someone makes a courtesy gesture and holds a door for me to let me in, or when I pay at the supermarket, all situations in which my interlocutor does not always look me in the face and therefore cannot see that I am smiling and thanking with my eyes or mimicking "thank you" without speaking, and I feel very rude.<br><br>But I have to overcome the desire to want to talk because I know that every time I speak I'm slowing down my recovery, and that if I make an exception for someone then I end up doing it for everybody and I'm left without a voice for another week.<br><br>But I console myself, first of all because, doing a little research, I found <b><a href="https://www.healthline.com/health/mind-body/physical-and-mental-health-benefits-of-silence#blood-pressure" rel="noreferrer noopener">articles that explain that being silent is good for your health</a></b>: well, I found that it lowers blood pressure, helps concentration, helps against insomnia and makes even lower cortisol levels, which is the stress hormone.<br><br>Another nice thing that came out is that a lot of friends have sent me advice and wishes for a speedy recovery, and many have pointed out to me that <a href="https://fakeyou.com/" rel="noreferrer noopener"><b>program that allows you to generate sentences using the voices of famous people</b></a>, and even there I have some fun.]]>
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        <![CDATA[Lentamente mi sta tornando la voce, anche se non è ancora abbastanza da fare un'intera puntata dei "3 minuti grezzi", devo ancora stare un po' in silenzio. Dovrò quindi usare questa voce artificiale ancora per un po’, abbiate pazienza! <br><br><b>TRASCRIZIONE E LINK </b><i>[ENG translation below]</i><br><br>Lentamente mi sta tornando la voce, anche se non è ancora abbastanza da fare un'intera puntata dei "3 minuti grezzi", devo ancora stare un po' in silenzio. Dovrò quindi usare questa voce artificiale ancora per un po’, abbiate pazienza! <br><br>Questi giorni sono stati anche un interessante laboratorio per vedere come reagisce in modo diverso la gente davanti a me che non posso parlare.<br><br>Allora, una delle reazioni più strane è di quelli che entrano in super-empatia e cominciano anche loro a parlare a gesti o sottovoce, e in questa categoria rientra sicuramente mia madre. Con lei in questi giorni abbiamo dovuto sostituire le telefonate vocali con collegamenti skype, e vabbé che io non posso parlare, ma anche lei spesso si lascia prendere dalla super-empatia e sussurra o parla a gesti. E io rido.<br><br>A casa vado in giro da giorni con l’iPad che uso come una lavagnetta, e anche se a casa tutti mi vogliono bene e sono preoccupati per me, io li vedo che di nascosto sollevano gli occhi al cielo ogni volta che si sentono toccare la spalla e spunto io da dietro con la mia lavagnetta con richieste e curiosità e con tutte le frasi che normalmente direi per fare – appunto - le chiacchiere ma che la lavagnetta rende molto più complicato.<br><br>E poi ci sono le situazioni in cui non ho con me la lavagnetta e allora la mia piccola family fa a gara a capire male quello che io cerco di spiegare a gesti, lo fa apposta perché si diverte a vedermi mimare cose che non si possono descrivere a gesti.<br><br>Però ci sono anche momenti imbarazzanti dove il non poter parlare mi mette in difficolta, come quando incrocio i vicini per le scale e saluto con un sorriso e un cenno muto, come quando qualcuno fa il gesto di cortesia e mi tiene una porta per farmi entrare, o quando pago al supermercato, tutte situazioni nelle quali non sempre il mio interlocutore mi guarda in faccia e quindi non può vedere che sto sorridendo e ringraziando con lo sguardo o mimando “grazie” senza parlare, e mi sento molto maleducata.<br><br>Però devo vincere il desiderio di voler parlare perché so che ogni volta che parlo sto rallentando la mia guarigione, e che se faccio un’eccezione per qualcuno poi finisco per farla per tutto e rimango un’altra settimana senza voce.<br><br>Però mi consolo, prima di tutto perché facendo un po’ di ricerche ho trovato degli <b><a href="https://www.healthline.com/health/mind-body/physical-and-mental-health-benefits-of-silence#blood-pressure" rel="noreferrer noopener">articoli che spiegano che stare in silenzio fa bene alla salute</a></b>: allora, ho trovato che fa abbassare la pressione, aiuta la concentrazione, aiuta contro l’insonnia e fa addirittura abbassare i livelli di cortisolo, che è l’ormone dello stress.<br><br>Un’altra cosa carina che è venuta fuori è che un sacco di amici mi hanno mandato consigli e auguri per una pronta guarigione, e molti mi hanno segnalato quel <a href="https://fakeyou.com/" rel="noreferrer noopener"><b>programma che permette di generare frasi usando la voce di personaggi famosi</b></a>, e anche lì mi sono divertita un bel po’.<br><br><b>ENGLISH TRANSLATION</b><br>Slowly my voice is coming back, even if it's still not enough to do an entire episode of the "raw 3 minutes", I still have to be silent for a bit. I will therefore have to use this artificial voice for a while longer, be patient!<br><br>These days have also been an interesting laboratory to see how different people react in front of me unable to speak. Well, one of the strangest reactions comes from those who become super-empathic and also begin to speak in gestures or in whispers, and my mother certainly falls into this category. With her these days we've had to replace voice calls with skype connections, and oh well I can't talk, but she too often gets caught up in super-empathy and whispers or speaks with gestures. And I laugh.<br><br>At home I've been going around for days with the iPad that I use as a slate, and even though everyone at home loves me and is worried about me, I see them secretly rolling their eyes every time they feel the touch of the shoulder and I come up from behind with my slate with requests and curiosities and with all the phrases that I would normally say to have, smalltalk that the slate makes much more complicated.<br><br>And then there are the situations in which I don't have the slate with me and then my little family competes to misunderstand what I try to explain with gestures, they do it on purpose because they enjoy seeing me mime things that cannot be described by gestures.<br><br>But there are also embarrassing moments where not being able to talk puts me in difficulty, such as when I pass neighbors on the stairs and greet them with a smile and a silent nod, or such as when someone makes a courtesy gesture and holds a door for me to let me in, or when I pay at the supermarket, all situations in which my interlocutor does not always look me in the face and therefore cannot see that I am smiling and thanking with my eyes or mimicking "thank you" without speaking, and I feel very rude.<br><br>But I have to overcome the desire to want to talk because I know that every time I speak I'm slowing down my recovery, and that if I make an exception for someone then I end up doing it for everybody and I'm left without a voice for another week.<br><br>But I console myself, first of all because, doing a little research, I found <b><a href="https://www.healthline.com/health/mind-body/physical-and-mental-health-benefits-of-silence#blood-pressure" rel="noreferrer noopener">articles that explain that being silent is good for your health</a></b>: well, I found that it lowers blood pressure, helps concentration, helps against insomnia and makes even lower cortisol levels, which is the stress hormone.<br><br>Another nice thing that came out is that a lot of friends have sent me advice and wishes for a speedy recovery, and many have pointed out to me that <a href="https://fakeyou.com/" rel="noreferrer noopener"><b>program that allows you to generate sentences using the voices of famous people</b></a>, and even there I have some fun.]]>
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      <pubDate>Thu, 19 Jan 2023 08:32:14 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 383 Non sono un soldatino francese!</title>
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        <![CDATA[Ma voi lo sapevate che ci misurano ancora come se fossimo soldatini francesi dell'Ottocento? <br><br><b>TRASCRIZIONE E LINK</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Per le palestre gennaio è il mese con il maggior numero di nuove iscrizioni, perché al numero uno dei ‘buoni propositi’ di inizio anno c’è dimagrire – anche se spesso la gente dice che vuole mettersi in forma. Perché c’è un tabù nei confronti del grasso che viene considerato una modalità malata del corpo, perché chi è grasso non riesce a controllarsi nel mangiare.<br><br>Cominciamo allora a vedere come è nata la famosa tabella dell’indice di massa corporea, il metodo usato per creare le etichette che vanno da sottopeso a terribilmente obeso.<br><br>La tabella se l'è <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_massa_corporea" rel="noreferrer noopener"><b>inventata un paio di secoli fa uno statistico </b></a>che ha misurato il peso e l’altezza di militari dell’esercito francese e scozzese, quindi maschi dell’Europa occidentale del 1800.<br><br>Ora, capite bene che io ho un rapporto peso/altezza diverso da quello di un soldato dell’esercito francese dell’800. Capite anche che maschi e femmine hanno una diversa distribuzione del grasso, infatti galleggiamo in piscina in modo diverso, perché il grasso del mio corpo femminile è distribuito in funzione della maternità. E questa è solo una delle differenze tra me e il soldatino fancese. Vogliamo poi parlare della diversa alimentazione?<br><br>Eppure la medicina usa l’indice di massa corporea per decidere chi è grasso, e una volta che c’hai l’etichetta di “grasso” tutti si sentono in dovere di dirti cosa fare per dimagrire, perché, si sa, se solo i grassi avessero un po’ di forza di volontà potrebbero tranquillamente dimagrire. Giusto?<br><br>No, Sbagliato: chi lo pensa ignora che noi abbiamo il potere di decidere sul nostro aspetto fisico solo in parte, perché invece un ruolo determinante ce l'hanno i fattori genetici, per cui non possiamo proprio farci niente. Ai fattori genetici poi se ne aggiungono altri, altrettanto estranei alla nostra volontà, come ad esempio lo stato sociale e il livello di istruzione dei nostri genitori, o il paese in cui nasciamo, persino il quartiere che determina l’accesso che abbiamo a cibo buono a prezzo accettabile, tutte cose estranee alla nostra forza di volontà ma determinanti nel decidere la nostra massa corporea.<br><br>Ecco perché un sacco di gente che vorrebbe dimagrire non ci riesce nonostante tutti gli sforzi: perché c’ha un sacco di fattori indipendenti dalla sua volontà che remano contro.<br><br>E allora, ecco il buon proposito: basta usare la parola ‘grasso’ come parola in codice che vuol dire “persona che non riesce a controllarsi nel mangiare” e usiamola invece per quello che è, una rappresentazione fisica espressa in chilogrammi, così come i colori descrivono occhi e capelli.<br>Perché, non siamo soldatini francesi dell’ottocento!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>For gyms, January is the month with the highest number of new enrollments, because the number one 'resolution' at the beginning of the year is to lose weight - even if people often say they want to get fit.<br><br>Because there is a taboo against fat which is considered a sick mode of the body, because those who are fat cannot control their eating. So let's begin to see how the famous table of body mass index was born, the method used to create labels ranging from underweight to terribly obese.<br><br>The table was <b><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_mass_index" rel="noreferrer noopener">invented a couple of centuries ago</a></b> by a statistician who measured the weight and height of soldiers from the French and Scottish armies, therefore males from Western Europe in the 1800s.<br><br>Now, you understand well that I have a different weight/height ratio from that of a 19th century French army soldier. You also understand that males and females have a different distribution of fat, in fact we float in the pool differently, because the fat in my female body is distributed according to motherhood. And this is just one of the differences between me and the French soldier. Do we want to talk about the different nutrition?<br><br>Yet medicine uses the body mass index to decide who is fat, and once you have the "fat" label, everyone feels compelled to tell you what to do to lose weight, because, you know, if only the fat people with a little willpower could easily lose weight. Right?<br><br>No, wrong: those who think so ignore that we have the power to decide on our physical appearance only in part, because igenetic factors play a decisive role, so we really can't help it. Others factors are added to the genetic ones, equally foreign to our will, such as the social status and level of education of our parents, or the country where we were born, even the neighborhood that determines the access we have to good food at an acceptable price, all things extraneous to our willpower but crucial in deciding our body mass.<br><br>This is why a lot of people who would like to lose weight fail despite all their efforts: because there are a lot of factors beyond their control that work against them.<br><br>So here's the good resolution: stop using the word 'fat' as a code word that means "people who can't control themselves in eating" and let's use it instead for what it is, a physical representation expressed in kilograms, just like the colors describe eyes and hair.<br><br>Because, we are not 19th century French soldiers!]]>
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        <![CDATA[Ma voi lo sapevate che ci misurano ancora come se fossimo soldatini francesi dell'Ottocento? <br><br><b>TRASCRIZIONE E LINK</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>Per le palestre gennaio è il mese con il maggior numero di nuove iscrizioni, perché al numero uno dei ‘buoni propositi’ di inizio anno c’è dimagrire – anche se spesso la gente dice che vuole mettersi in forma. Perché c’è un tabù nei confronti del grasso che viene considerato una modalità malata del corpo, perché chi è grasso non riesce a controllarsi nel mangiare.<br><br>Cominciamo allora a vedere come è nata la famosa tabella dell’indice di massa corporea, il metodo usato per creare le etichette che vanno da sottopeso a terribilmente obeso.<br><br>La tabella se l'è <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_massa_corporea" rel="noreferrer noopener"><b>inventata un paio di secoli fa uno statistico </b></a>che ha misurato il peso e l’altezza di militari dell’esercito francese e scozzese, quindi maschi dell’Europa occidentale del 1800.<br><br>Ora, capite bene che io ho un rapporto peso/altezza diverso da quello di un soldato dell’esercito francese dell’800. Capite anche che maschi e femmine hanno una diversa distribuzione del grasso, infatti galleggiamo in piscina in modo diverso, perché il grasso del mio corpo femminile è distribuito in funzione della maternità. E questa è solo una delle differenze tra me e il soldatino fancese. Vogliamo poi parlare della diversa alimentazione?<br><br>Eppure la medicina usa l’indice di massa corporea per decidere chi è grasso, e una volta che c’hai l’etichetta di “grasso” tutti si sentono in dovere di dirti cosa fare per dimagrire, perché, si sa, se solo i grassi avessero un po’ di forza di volontà potrebbero tranquillamente dimagrire. Giusto?<br><br>No, Sbagliato: chi lo pensa ignora che noi abbiamo il potere di decidere sul nostro aspetto fisico solo in parte, perché invece un ruolo determinante ce l'hanno i fattori genetici, per cui non possiamo proprio farci niente. Ai fattori genetici poi se ne aggiungono altri, altrettanto estranei alla nostra volontà, come ad esempio lo stato sociale e il livello di istruzione dei nostri genitori, o il paese in cui nasciamo, persino il quartiere che determina l’accesso che abbiamo a cibo buono a prezzo accettabile, tutte cose estranee alla nostra forza di volontà ma determinanti nel decidere la nostra massa corporea.<br><br>Ecco perché un sacco di gente che vorrebbe dimagrire non ci riesce nonostante tutti gli sforzi: perché c’ha un sacco di fattori indipendenti dalla sua volontà che remano contro.<br><br>E allora, ecco il buon proposito: basta usare la parola ‘grasso’ come parola in codice che vuol dire “persona che non riesce a controllarsi nel mangiare” e usiamola invece per quello che è, una rappresentazione fisica espressa in chilogrammi, così come i colori descrivono occhi e capelli.<br>Perché, non siamo soldatini francesi dell’ottocento!<br><br><b>TRANSLATION</b><br>For gyms, January is the month with the highest number of new enrollments, because the number one 'resolution' at the beginning of the year is to lose weight - even if people often say they want to get fit.<br><br>Because there is a taboo against fat which is considered a sick mode of the body, because those who are fat cannot control their eating. So let's begin to see how the famous table of body mass index was born, the method used to create labels ranging from underweight to terribly obese.<br><br>The table was <b><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_mass_index" rel="noreferrer noopener">invented a couple of centuries ago</a></b> by a statistician who measured the weight and height of soldiers from the French and Scottish armies, therefore males from Western Europe in the 1800s.<br><br>Now, you understand well that I have a different weight/height ratio from that of a 19th century French army soldier. You also understand that males and females have a different distribution of fat, in fact we float in the pool differently, because the fat in my female body is distributed according to motherhood. And this is just one of the differences between me and the French soldier. Do we want to talk about the different nutrition?<br><br>Yet medicine uses the body mass index to decide who is fat, and once you have the "fat" label, everyone feels compelled to tell you what to do to lose weight, because, you know, if only the fat people with a little willpower could easily lose weight. Right?<br><br>No, wrong: those who think so ignore that we have the power to decide on our physical appearance only in part, because igenetic factors play a decisive role, so we really can't help it. Others factors are added to the genetic ones, equally foreign to our will, such as the social status and level of education of our parents, or the country where we were born, even the neighborhood that determines the access we have to good food at an acceptable price, all things extraneous to our willpower but crucial in deciding our body mass.<br><br>This is why a lot of people who would like to lose weight fail despite all their efforts: because there are a lot of factors beyond their control that work against them.<br><br>So here's the good resolution: stop using the word 'fat' as a code word that means "people who can't control themselves in eating" and let's use it instead for what it is, a physical representation expressed in kilograms, just like the colors describe eyes and hair.<br><br>Because, we are not 19th century French soldiers!]]>
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      <pubDate>Wed, 18 Jan 2023 09:42:08 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ma voi lo sapevate che ci misurano ancora come se fossimo soldatini francesi dell'Ottocento? TRASCRIZIONE E LINK [ENG translation below]Per le palestre gennaio è il mese con il maggior numero di nuove iscrizioni, perché al numero uno dei ‘buoni propositi’ di inizio anno c’è dimagrire – anche se spesso la gente dice che vuole mettersi in forma. Perché c’è un tabù nei confronti del grasso che viene considerato una modalità malata del corpo, perché chi è grasso non riesce a controllarsi nel mangiare.Cominciamo allora a vedere come è nata la famosa tabella dell’indice di massa corporea, il metodo usato per creare le etichette che vanno da sottopeso a terribilmente obeso.La tabella se l'è inventata un paio di secoli fa uno statistico che ha misurato il peso e l’altezza di militari dell’esercito francese e scozzese, quindi maschi dell’Europa occidentale del 1800.Ora, capite bene che io ho un rapporto peso/altezza diverso da quello di un soldato dell’esercito francese dell’800. Capite anche che maschi e femmine hanno una diversa distribuzione del grasso, infatti galleggiamo in piscina in modo diverso, perché il grasso del mio corpo femminile è distribuito in funzione della maternità. E questa è solo una delle differenze tra me e il soldatino fancese. Vogliamo poi parlare della diversa alimentazione?Eppure la medicina usa l’indice di massa corporea per decidere chi è grasso, e una volta che c’hai l’etichetta di “grasso” tutti si sentono in dovere di dirti cosa fare per dimagrire, perché, si sa, se solo i grassi avessero un po’ di forza di volontà potrebbero tranquillamente dimagrire. Giusto?No, Sbagliato: chi lo pensa ignora che noi abbiamo il potere di decidere sul nostro aspetto fisico solo in parte, perché invece un ruolo determinante ce l'hanno i fattori genetici, per cui non possiamo proprio farci niente. Ai fattori genetici poi se ne aggiungono altri, altrettanto estranei alla nostra volontà, come ad esempio lo stato sociale e il livello di istruzione dei nostri genitori, o il paese in cui nasciamo, persino il quartiere che determina l’accesso che abbiamo a cibo buono a prezzo accettabile, tutte cose estranee alla nostra forza di volontà ma determinanti nel decidere la nostra massa corporea.Ecco perché un sacco di gente che vorrebbe dimagrire non ci riesce nonostante tutti gli sforzi: perché c’ha un sacco di fattori indipendenti dalla sua volontà che remano contro.E allora, ecco il buon proposito: basta usare la parola ‘grasso’ come parola in codice che vuol dire “persona che non riesce a controllarsi nel mangiare” e usiamola invece per quello che è, una rappresentazione fisica espressa in chilogrammi, così come i colori descrivono occhi e capelli.Perché, non siamo soldatini francesi dell’ottocento!TRANSLATIONFor gyms, January is the month with the highest number of new enrollments, because the number one 'resolution' at the beginning of the year is to lose weight - even if people often say they want to get fit.Because there is a taboo against fat which is considered a sick mode of the body, because those who are fat cannot control their eating. So let's begin to see how the famous table of body mass index was born, the method used to create labels ranging from underweight to terribly obese.The table was invented a couple of centuries ago by a statistician who measured the weight and height of soldiers from the French and Scottish armies, therefore males from Western Europe in the 1800s.Now, you understand well that I have a different weight/height ratio from that of a 19th century French army soldier. You also understand...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ma voi lo sapevate che ci misurano ancora come se fossimo soldatini francesi dell'Ottocento? TRASCRIZIONE E LINK [ENG translation below]Per le palestre gennaio è il mese con il maggior numero di nuove iscrizioni, perché al numero uno dei ‘buoni propositi’</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 382 Ammazzare il gallo (per vendetta)</title>
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        <![CDATA[<i>L'avete vista la bambina che ha fatto la lotta con il gallo e quando il gallo ha vinto, lo hanno ucciso per vendetta? Questa e altre facezie nell'episodio odierno, ancora con la voce artificiale che il medico mi ha raccomandato di non parlare. Oggi anche un consiglio per l'ascolto: <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=gER6svYAUAI" rel="noreferrer noopener">Taglia la testa al gallo</a></b>.</i><br><br><b>TRASCRIZIONE E LINK</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Sempre Cristina Marras, sempre i 3 minuti grezzi e <a href="https://www.spreaker.com/episode/52441229" rel="noreferrer noopener"><b>sempre obbligata a usare una voce artificiale </b></a>perché da 4 giorni sono afona. Mi sto curando, la situazione è in leggero miglioramento ma ancora non posso parlare, sto usando l’iPad come lavagna per comunicare.<br><br>Finito l’aggiornamento sullo stato del mio strumento di lavoro passo a parlare del <b>gallo ucciso per vendetta</b>.<br><br>Io sono stata vegetariana per un quarto di secolo e ho ripreso mangiare carne una decina di anni fa, aggiungo che saranno pure fatti tuoi quello che mangi, no? Quindi questo non è un commento su quello che mangia la gente che a me interessa solo quello che mangio io.<br><br><a href="https://www.facebook.com/SubtleBoganTraits/posts/pfbid02qTc7GxESZZvs9m6qy19PD8MConjhr2R9srf2A5o2ezqK4W6nAobzwZFqErzrNjeal" rel="noreferrer noopener"><b>Su Facebook </b></a>ho visto una serie di immagini che mi hanno colpito: il viso di una bambina di circa 3 – 4 anni con lividi e abrasioni. Oddio, ho pensato, chi ha ridotto così la creatura? Leggo la didascalia: è stato un gallo che la famiglia teneva nel cortile. Non conosco i motivi del litigio tra gallo e bambina, quindi non mi esprimerò, ma passiamo alla galleria delle foto pubblicate: allora, un paio di primi piani della bambina con occhioni lucidi e graffi sul viso, sul collo, dietro le orecchie… (ellamiseria! Ma che era, un gallo da combattimento?), primo piano sulle zampe del gallo, bambina che ride contenta in posa con il gallo morto, padella con olio sfregolante e polpette, bambina sorridente che mangia le polpette.<br><br>Mi è tornato subito in mente un Natale, quando io e mio fratello eravamo poco più grandi della bambina del gallo. Noi siamo cresciuti in un appartamento in città, e all'epoca Cagliari non aveva i parchi con gli animali che scorrazzano, a casa nimali non se ne potevano tenere e quindi noi gli animali li vedevamo solo alla televisione. Siamo con in nostri genitori a <a href="https://www.comuneserri.it/config/start/" rel="noreferrer noopener"><b>Serri, un paesino dell’entroterra</b></a>, in visita dai nonni.<br><br>La casa dei nonni è vecchissima, di pietra, con l’orto, il forno per il pane, l’albero di fico, un fienile gigantesco e naturalmente l’aia, e questo natale oltre alle oche e alle galline a casa dei miei nonni c'era anche un tacchino.<br><br>Ora, io e mio fratello un tacchino l'avevamo visto solo sui libri ed eravamo terrorizzati e affascinati, perché eravamo molto piccoli e lui molto grande, e faceva fa glu-glu-glu e ci rincorreva e noi a scappare e a gridare e a ridere e a divertirci così. Siamo bambini di città, siamo ingenui, non ci viene in mente niente quando la notte di natale portano l’arrosto in tavola.<br><br>Peccato che c'è sempre il solito zio cretino che ci prende in giro perché piangiamo quando ci danno il <a href="https://reportergourmet.com/219554/il-formaggio-con-i-vermi-piu-illegale-del-mondo-alla-scoperta-del-casu-marzu-in-sardegna.html" rel="noreferrer noopener"><b>formaggio con i vermi</b></a>. Ecco, lo zio cretino si diverte un mondo a dirci che stiamo mangiando il tacchino con cui avevamo giocato tutto il giorno.<br><br>E noi giù a piangere.<br><br><b>TRANSLATION and links </b><br>Still Cristina Marras, still my podcast, 3 raw minutes, and <a href="https://www.spreaker.com/episode/52441229" rel="noreferrer noopener">still forced to use an artificial voice</a> because I've been voiceless for 4 days. I'm getting treatment, the situation is slightly improving but I still can't speak, I'm using the iPad as a whiteboard to communicate.<br><br>Once the update on the status of my work tool is over, I'm going to talk about the <b>rooster killed out of revenge</b>.<br><br>I have been a vegetarian for a quarter of a century and I started eating meat again about ten years ago, I add that whatever you eat is your business, right? So this is not a comment on what people eat as I am only interested in what I eat.<br><br><a href="https://www.facebook.com/SubtleBoganTraits/posts/pfbid02qTc7GxESZZvs9m6qy19PD8MConjhr2R9srf2A5o2ezqK4W6nAobzwZFqErzrNjeal" rel="noreferrer noopener"><b>On Facebook </b></a>I saw a series of images that struck me: the face of a 3-4 year old girl with bruises and abrasions. Oh my God, I thought, who did this to the little one? I read the caption: it was a rooster that the family kept in the courtyard. I don't know the reasons for the argument between the rooster and the little girl, so I won't comment, but let's move on to the gallery of the photos published: so, a couple of close-ups of the little girl with shiny eyes and scratches on her face, neck, behind her ears… (OMG What was that, a fighting cock?), close-up on rooster's legs, happy laughing little girl posing with dead rooster, frying pan with sizzling oil and meatballs, smiling little girl eating meatballs.<br><br>I was immediately reminded of a Christmas when my brother and I were little older than the rooster's girl. We grew up in an apartment in the city, and at the time Cagliari didn't have parks with animals running around, we weren't allowed to keep animals at home and therefore we only saw the animals on television. We are with our parents in <a href="https://www.comuneserri.it/config/start/" rel="noreferrer noopener"><b>Serri, a small village</b></a>, visiting our grandparents.<br><br>The grandparents' house is very old, made of stone, with a vegetable garden, a stone oven for the bread, a fig tree, a gigantic barn and of course the farmyard, and this Christmas, in addition to geese and chickens, at my grandparents' house there was also a turkey. <br><br>Now, my brother and I had only seen a turkey in books and we were terrified and fascinated, because we were very small and it was very big, and it went goof-goof-goof and chased after us and we ran away and screamed and laughed and have fun like this. We're city kids, we're naive, we can't think of anything when they bring the roast to the table on Christmas night.<br><br>Too bad there's always the usual stupid uncle who makes fun of us because we cry when they give us <b><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Casu_martzu" rel="noreferrer noopener">cheese with worms</a></b>. You see, the stupid uncle has a lot of fun telling us that we're eating the turkey we've been playing with all day.<br><br>And we down crying like there is no tomorrow.<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>]]>
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        <![CDATA[<i>L'avete vista la bambina che ha fatto la lotta con il gallo e quando il gallo ha vinto, lo hanno ucciso per vendetta? Questa e altre facezie nell'episodio odierno, ancora con la voce artificiale che il medico mi ha raccomandato di non parlare. Oggi anche un consiglio per l'ascolto: <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=gER6svYAUAI" rel="noreferrer noopener">Taglia la testa al gallo</a></b>.</i><br><br><b>TRASCRIZIONE E LINK</b> <i>[ENG translation below]</i><br>Sempre Cristina Marras, sempre i 3 minuti grezzi e <a href="https://www.spreaker.com/episode/52441229" rel="noreferrer noopener"><b>sempre obbligata a usare una voce artificiale </b></a>perché da 4 giorni sono afona. Mi sto curando, la situazione è in leggero miglioramento ma ancora non posso parlare, sto usando l’iPad come lavagna per comunicare.<br><br>Finito l’aggiornamento sullo stato del mio strumento di lavoro passo a parlare del <b>gallo ucciso per vendetta</b>.<br><br>Io sono stata vegetariana per un quarto di secolo e ho ripreso mangiare carne una decina di anni fa, aggiungo che saranno pure fatti tuoi quello che mangi, no? Quindi questo non è un commento su quello che mangia la gente che a me interessa solo quello che mangio io.<br><br><a href="https://www.facebook.com/SubtleBoganTraits/posts/pfbid02qTc7GxESZZvs9m6qy19PD8MConjhr2R9srf2A5o2ezqK4W6nAobzwZFqErzrNjeal" rel="noreferrer noopener"><b>Su Facebook </b></a>ho visto una serie di immagini che mi hanno colpito: il viso di una bambina di circa 3 – 4 anni con lividi e abrasioni. Oddio, ho pensato, chi ha ridotto così la creatura? Leggo la didascalia: è stato un gallo che la famiglia teneva nel cortile. Non conosco i motivi del litigio tra gallo e bambina, quindi non mi esprimerò, ma passiamo alla galleria delle foto pubblicate: allora, un paio di primi piani della bambina con occhioni lucidi e graffi sul viso, sul collo, dietro le orecchie… (ellamiseria! Ma che era, un gallo da combattimento?), primo piano sulle zampe del gallo, bambina che ride contenta in posa con il gallo morto, padella con olio sfregolante e polpette, bambina sorridente che mangia le polpette.<br><br>Mi è tornato subito in mente un Natale, quando io e mio fratello eravamo poco più grandi della bambina del gallo. Noi siamo cresciuti in un appartamento in città, e all'epoca Cagliari non aveva i parchi con gli animali che scorrazzano, a casa nimali non se ne potevano tenere e quindi noi gli animali li vedevamo solo alla televisione. Siamo con in nostri genitori a <a href="https://www.comuneserri.it/config/start/" rel="noreferrer noopener"><b>Serri, un paesino dell’entroterra</b></a>, in visita dai nonni.<br><br>La casa dei nonni è vecchissima, di pietra, con l’orto, il forno per il pane, l’albero di fico, un fienile gigantesco e naturalmente l’aia, e questo natale oltre alle oche e alle galline a casa dei miei nonni c'era anche un tacchino.<br><br>Ora, io e mio fratello un tacchino l'avevamo visto solo sui libri ed eravamo terrorizzati e affascinati, perché eravamo molto piccoli e lui molto grande, e faceva fa glu-glu-glu e ci rincorreva e noi a scappare e a gridare e a ridere e a divertirci così. Siamo bambini di città, siamo ingenui, non ci viene in mente niente quando la notte di natale portano l’arrosto in tavola.<br><br>Peccato che c'è sempre il solito zio cretino che ci prende in giro perché piangiamo quando ci danno il <a href="https://reportergourmet.com/219554/il-formaggio-con-i-vermi-piu-illegale-del-mondo-alla-scoperta-del-casu-marzu-in-sardegna.html" rel="noreferrer noopener"><b>formaggio con i vermi</b></a>. Ecco, lo zio cretino si diverte un mondo a dirci che stiamo mangiando il tacchino con cui avevamo giocato tutto il giorno.<br><br>E noi giù a piangere.<br><br><b>TRANSLATION and links </b><br>Still Cristina Marras, still my podcast, 3 raw minutes, and <a href="https://www.spreaker.com/episode/52441229" rel="noreferrer noopener">still forced to use an artificial voice</a> because I've been voiceless for 4 days. I'm getting treatment, the situation is slightly improving but I still can't speak, I'm using the iPad as a whiteboard to communicate.<br><br>Once the update on the status of my work tool is over, I'm going to talk about the <b>rooster killed out of revenge</b>.<br><br>I have been a vegetarian for a quarter of a century and I started eating meat again about ten years ago, I add that whatever you eat is your business, right? So this is not a comment on what people eat as I am only interested in what I eat.<br><br><a href="https://www.facebook.com/SubtleBoganTraits/posts/pfbid02qTc7GxESZZvs9m6qy19PD8MConjhr2R9srf2A5o2ezqK4W6nAobzwZFqErzrNjeal" rel="noreferrer noopener"><b>On Facebook </b></a>I saw a series of images that struck me: the face of a 3-4 year old girl with bruises and abrasions. Oh my God, I thought, who did this to the little one? I read the caption: it was a rooster that the family kept in the courtyard. I don't know the reasons for the argument between the rooster and the little girl, so I won't comment, but let's move on to the gallery of the photos published: so, a couple of close-ups of the little girl with shiny eyes and scratches on her face, neck, behind her ears… (OMG What was that, a fighting cock?), close-up on rooster's legs, happy laughing little girl posing with dead rooster, frying pan with sizzling oil and meatballs, smiling little girl eating meatballs.<br><br>I was immediately reminded of a Christmas when my brother and I were little older than the rooster's girl. We grew up in an apartment in the city, and at the time Cagliari didn't have parks with animals running around, we weren't allowed to keep animals at home and therefore we only saw the animals on television. We are with our parents in <a href="https://www.comuneserri.it/config/start/" rel="noreferrer noopener"><b>Serri, a small village</b></a>, visiting our grandparents.<br><br>The grandparents' house is very old, made of stone, with a vegetable garden, a stone oven for the bread, a fig tree, a gigantic barn and of course the farmyard, and this Christmas, in addition to geese and chickens, at my grandparents' house there was also a turkey. <br><br>Now, my brother and I had only seen a turkey in books and we were terrified and fascinated, because we were very small and it was very big, and it went goof-goof-goof and chased after us and we ran away and screamed and laughed and have fun like this. We're city kids, we're naive, we can't think of anything when they bring the roast to the table on Christmas night.<br><br>Too bad there's always the usual stupid uncle who makes fun of us because we cry when they give us <b><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Casu_martzu" rel="noreferrer noopener">cheese with worms</a></b>. You see, the stupid uncle has a lot of fun telling us that we're eating the turkey we've been playing with all day.<br><br>And we down crying like there is no tomorrow.<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 17 Jan 2023 08:52:22 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 381 "La Voce Umana" di Cocteau</title>
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        <![CDATA[Una donna sola, di notte, in una stanza d'albergo, parla al telefono.<br><br><b>LINK &amp; TRASCRIZIONE</b> <i>(ENG translation below)</i><br>Sono ancora completamente afona, quindi dovrete resistere ancora qualche giorno con la voce artificiale. <br><br>Sì, oggi è il terzo giorno che mi sveglio e non riesco a parlare, non riesco nemmeno a schiarirmi la gola. Ringrazio ancora una volta la tecnologia che mi permette di usare questo programma che trasforma il testo in voce, e nemmeno tanto male la voce, non credete?<br><br>Ieri il mio amico Alessio mi ha mandato un messaggio a mezzanotte per chiedermi come si concilia il mantra dei tre minuti grezzi, tutti sempre rigorosamente improvvisati davanti al microfono, con il fatto che da quando ho perso la voce sto 'scrivendo' più che parlando. Non preoccuparti Alessio, improvviso anche davanti alla tastiera e non faccio correzioni, né al testo né all'audio, devi credermi sulla parola.<br><br>Certo che questa storia della voce è veramente una tortura, anche perché spesso gli altri, per carità in buonissima fede, non si rendono conto di quanto sia difficile NON rispondere quando ti fanno domande, e loro le domande continuano a farmele, tipo mia madre che mi chiama al telefono per chiedermi che cura mi ha dato il medico, e valle a spiegare che la cosa più importante di tutte e l'assoluto silenzio e che per dirle cosa mi ha dato il medico dovrei invece parlare.<br><br>In questi tre giorni di silenzio totale mi è tornato in mente un film in bianco e nero che ho visto quando ero bambina, quando la televisione aveva solo un canale, e il lunedì era la serata in cui facevano il film. Me lo ricordo benissimo, mi aveva molto colpito questo film, perché era diverso da quelli che mandavano di solito.<br><br>Prima di tutto, il film era <b>ambientato completamente in una stanza</b>, credo fosse una stanza d'albergo, e per tutto il film si vedeva solo una donna che faceva una lunghissima telefonata, seduta sul letto, si attorcigliava il filo del telefono tra le dita, poi camminava per la stanza e gridava, piangeva, e non si vedeva mai chi c'era dall'altra parte del telefono.<br><br>Un’altra cosa che mi colpì fu che la donna era <b>Anna Magnani</b>, un’attrice che ero abituata a vedere interpretare il ruolo della madre, della borgatara, mentre non l’avevo mai vista interpretare una cosa così diversa, tanto teatrale, anche se all’epoca non ero mai stata a teatro e non avevo idea di cosa significasse la parola ‘teatrale’, però avevo capito istintivamente che era una cosa diversa dalle altre, e aveva catturato tutta la mia attenzione.<br><br>È solo molti anni più tardi, da adulta, che sono riuscita a recuperare quel film in bianco e nero così strano che mi aveva così colpito da bambina. Si trattava di <b><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/L%27amore_(film)" rel="noreferrer noopener">un film a episodi</a></b>, e l’episodio con <a href="https://www.youtube.com/watch?v=78KPiLDxfFo" rel="noreferrer noopener"><b>Anna Magnani</b></a> era diretto da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Rossellini" rel="noreferrer noopener"><b>Roberto Rossellini</b></a>, tratto da un racconto di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_voce_umana" rel="noreferrer noopener"><b>Jean Cocteau</b></a>. Era la storia di una donna che parlava al telefono con il suo amante che l’indomani avrebbe sposato un’altra.<br><br>Sia benedetta la vecchia televisione di stato che ogni lunedì ci faceva vedere un capolavoro.<br><br><b>ENGLISH TRANSLATION</b><br>I'm still completely voiceless, so you'll have to endure a few more days with the artificial voice.<br><br>Yes, today is the third day that I wake up and I can't talk, I can't even clear my throat. Thanks once again to the technology that allows me to use this program that transforms text into voice, and the voice isn't that bad either, don't you think?<br><br>Yesterday my friend Alessio sent me a message at midnight to ask me how do I reconcile the mantra of the three raw minutes <i>[this podcast]</i>, always rigorously improvised in front of the microphone, with the fact that since I lost my voice I've been 'writing' more than speaking. Don't worry Alessio, I also improvise in front of the keyboard and I don't make corrections, neither to the text nor to the audio, you have to take my word for it.<br><br>Of course this business with the voice is truly torture, also because often the others, for heaven's sake in very good faith, don't realize how difficult it is NOT to answer when they ask you questions, and they keep asking me the questions, like my mother who calls me on the phone to ask me what treatment the doctor has given me, and try on to explain her that the most important thing of all is absolute silence and that to tell her what the doctor has given me, I should instead speak. <br><br>In these three days of total silence I remembered a black and white movie that I saw when I was a child, when television only had one channel, and Monday was the night when they showed a movie. I remember it very well, I was very impressed by this movie, because it was different from the ones they usually broadcast.<br><br>First of all, the movie was <b>set completely in one room</b>, I think it was a hotel room, and the whole movie was just a woman making a very long phone call, sitting on her bed, twisting the phone cord between her fingers, then she would walk around the room and scream, cry, and you would never see who was on the other end of the phone.<br><br>Another thing that struck me was that the woman was <a href="https://www.youtube.com/watch?v=78KPiLDxfFo" rel="noreferrer noopener"><b>Anna Magnani</b>,</a> an actor I was used to seeing play the role of the mother, the working class woman, while I had never seen her play something so different, so theatrical, even if at the time I had never been to the theater and I had no idea what the word 'theatrical' meant, but I instinctively understood that it was different from the others, and it had captured all my attention.<br><br>It was only many years later, as an adult, that I was able to recover that strange black and white film that had so impressed me as a child. It was <b><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/L%27Amore_(film)" rel="noreferrer noopener">a drama anthology film</a></b>, and the episode with <a href="https://www.youtube.com/watch?v=78KPiLDxfFo" rel="noreferrer noopener"><b>Anna Magnani</b></a> was directed by <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Roberto_Rossellini" rel="noreferrer noopener"><b>Roberto Rossellini</b></a>, based on a story by <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Human_Voice" rel="noreferrer noopener"><b>Jean Cocteau</b></a>. It was the story of a woman who spoke on the phone with her lover who would marry someone else the next day. <br><br>Blessed be the old state television that showed us a masterpiece every Monday.]]>
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        <![CDATA[Una donna sola, di notte, in una stanza d'albergo, parla al telefono.<br><br><b>LINK &amp; TRASCRIZIONE</b> <i>(ENG translation below)</i><br>Sono ancora completamente afona, quindi dovrete resistere ancora qualche giorno con la voce artificiale. <br><br>Sì, oggi è il terzo giorno che mi sveglio e non riesco a parlare, non riesco nemmeno a schiarirmi la gola. Ringrazio ancora una volta la tecnologia che mi permette di usare questo programma che trasforma il testo in voce, e nemmeno tanto male la voce, non credete?<br><br>Ieri il mio amico Alessio mi ha mandato un messaggio a mezzanotte per chiedermi come si concilia il mantra dei tre minuti grezzi, tutti sempre rigorosamente improvvisati davanti al microfono, con il fatto che da quando ho perso la voce sto 'scrivendo' più che parlando. Non preoccuparti Alessio, improvviso anche davanti alla tastiera e non faccio correzioni, né al testo né all'audio, devi credermi sulla parola.<br><br>Certo che questa storia della voce è veramente una tortura, anche perché spesso gli altri, per carità in buonissima fede, non si rendono conto di quanto sia difficile NON rispondere quando ti fanno domande, e loro le domande continuano a farmele, tipo mia madre che mi chiama al telefono per chiedermi che cura mi ha dato il medico, e valle a spiegare che la cosa più importante di tutte e l'assoluto silenzio e che per dirle cosa mi ha dato il medico dovrei invece parlare.<br><br>In questi tre giorni di silenzio totale mi è tornato in mente un film in bianco e nero che ho visto quando ero bambina, quando la televisione aveva solo un canale, e il lunedì era la serata in cui facevano il film. Me lo ricordo benissimo, mi aveva molto colpito questo film, perché era diverso da quelli che mandavano di solito.<br><br>Prima di tutto, il film era <b>ambientato completamente in una stanza</b>, credo fosse una stanza d'albergo, e per tutto il film si vedeva solo una donna che faceva una lunghissima telefonata, seduta sul letto, si attorcigliava il filo del telefono tra le dita, poi camminava per la stanza e gridava, piangeva, e non si vedeva mai chi c'era dall'altra parte del telefono.<br><br>Un’altra cosa che mi colpì fu che la donna era <b>Anna Magnani</b>, un’attrice che ero abituata a vedere interpretare il ruolo della madre, della borgatara, mentre non l’avevo mai vista interpretare una cosa così diversa, tanto teatrale, anche se all’epoca non ero mai stata a teatro e non avevo idea di cosa significasse la parola ‘teatrale’, però avevo capito istintivamente che era una cosa diversa dalle altre, e aveva catturato tutta la mia attenzione.<br><br>È solo molti anni più tardi, da adulta, che sono riuscita a recuperare quel film in bianco e nero così strano che mi aveva così colpito da bambina. Si trattava di <b><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/L%27amore_(film)" rel="noreferrer noopener">un film a episodi</a></b>, e l’episodio con <a href="https://www.youtube.com/watch?v=78KPiLDxfFo" rel="noreferrer noopener"><b>Anna Magnani</b></a> era diretto da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Rossellini" rel="noreferrer noopener"><b>Roberto Rossellini</b></a>, tratto da un racconto di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_voce_umana" rel="noreferrer noopener"><b>Jean Cocteau</b></a>. Era la storia di una donna che parlava al telefono con il suo amante che l’indomani avrebbe sposato un’altra.<br><br>Sia benedetta la vecchia televisione di stato che ogni lunedì ci faceva vedere un capolavoro.<br><br><b>ENGLISH TRANSLATION</b><br>I'm still completely voiceless, so you'll have to endure a few more days with the artificial voice.<br><br>Yes, today is the third day that I wake up and I can't talk, I can't even clear my throat. Thanks once again to the technology that allows me to use this program that transforms text into voice, and the voice isn't that bad either, don't you think?<br><br>Yesterday my friend Alessio sent me a message at midnight to ask me how do I reconcile the mantra of the three raw minutes <i>[this podcast]</i>, always rigorously improvised in front of the microphone, with the fact that since I lost my voice I've been 'writing' more than speaking. Don't worry Alessio, I also improvise in front of the keyboard and I don't make corrections, neither to the text nor to the audio, you have to take my word for it.<br><br>Of course this business with the voice is truly torture, also because often the others, for heaven's sake in very good faith, don't realize how difficult it is NOT to answer when they ask you questions, and they keep asking me the questions, like my mother who calls me on the phone to ask me what treatment the doctor has given me, and try on to explain her that the most important thing of all is absolute silence and that to tell her what the doctor has given me, I should instead speak. <br><br>In these three days of total silence I remembered a black and white movie that I saw when I was a child, when television only had one channel, and Monday was the night when they showed a movie. I remember it very well, I was very impressed by this movie, because it was different from the ones they usually broadcast.<br><br>First of all, the movie was <b>set completely in one room</b>, I think it was a hotel room, and the whole movie was just a woman making a very long phone call, sitting on her bed, twisting the phone cord between her fingers, then she would walk around the room and scream, cry, and you would never see who was on the other end of the phone.<br><br>Another thing that struck me was that the woman was <a href="https://www.youtube.com/watch?v=78KPiLDxfFo" rel="noreferrer noopener"><b>Anna Magnani</b>,</a> an actor I was used to seeing play the role of the mother, the working class woman, while I had never seen her play something so different, so theatrical, even if at the time I had never been to the theater and I had no idea what the word 'theatrical' meant, but I instinctively understood that it was different from the others, and it had captured all my attention.<br><br>It was only many years later, as an adult, that I was able to recover that strange black and white film that had so impressed me as a child. It was <b><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/L%27Amore_(film)" rel="noreferrer noopener">a drama anthology film</a></b>, and the episode with <a href="https://www.youtube.com/watch?v=78KPiLDxfFo" rel="noreferrer noopener"><b>Anna Magnani</b></a> was directed by <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Roberto_Rossellini" rel="noreferrer noopener"><b>Roberto Rossellini</b></a>, based on a story by <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Human_Voice" rel="noreferrer noopener"><b>Jean Cocteau</b></a>. It was the story of a woman who spoke on the phone with her lover who would marry someone else the next day. <br><br>Blessed be the old state television that showed us a masterpiece every Monday.]]>
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      <pubDate>Mon, 16 Jan 2023 09:49:34 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Una donna sola, di notte, in una stanza d'albergo, parla al telefono.LINK &amp;amp; TRASCRIZIONE (ENG translation below)Sono ancora completamente afona, quindi dovrete resistere ancora qualche giorno con la voce artificiale. Sì, oggi è il terzo giorno che mi sveglio e non riesco a parlare, non riesco nemmeno a schiarirmi la gola. Ringrazio ancora una volta la tecnologia che mi permette di usare questo programma che trasforma il testo in voce, e nemmeno tanto male la voce, non credete?Ieri il mio amico Alessio mi ha mandato un messaggio a mezzanotte per chiedermi come si concilia il mantra dei tre minuti grezzi, tutti sempre rigorosamente improvvisati davanti al microfono, con il fatto che da quando ho perso la voce sto 'scrivendo' più che parlando. Non preoccuparti Alessio, improvviso anche davanti alla tastiera e non faccio correzioni, né al testo né all'audio, devi credermi sulla parola.Certo che questa storia della voce è veramente una tortura, anche perché spesso gli altri, per carità in buonissima fede, non si rendono conto di quanto sia difficile NON rispondere quando ti fanno domande, e loro le domande continuano a farmele, tipo mia madre che mi chiama al telefono per chiedermi che cura mi ha dato il medico, e valle a spiegare che la cosa più importante di tutte e l'assoluto silenzio e che per dirle cosa mi ha dato il medico dovrei invece parlare.In questi tre giorni di silenzio totale mi è tornato in mente un film in bianco e nero che ho visto quando ero bambina, quando la televisione aveva solo un canale, e il lunedì era la serata in cui facevano il film. Me lo ricordo benissimo, mi aveva molto colpito questo film, perché era diverso da quelli che mandavano di solito.Prima di tutto, il film era ambientato completamente in una stanza, credo fosse una stanza d'albergo, e per tutto il film si vedeva solo una donna che faceva una lunghissima telefonata, seduta sul letto, si attorcigliava il filo del telefono tra le dita, poi camminava per la stanza e gridava, piangeva, e non si vedeva mai chi c'era dall'altra parte del telefono.Un’altra cosa che mi colpì fu che la donna era Anna Magnani, un’attrice che ero abituata a vedere interpretare il ruolo della madre, della borgatara, mentre non l’avevo mai vista interpretare una cosa così diversa, tanto teatrale, anche se all’epoca non ero mai stata a teatro e non avevo idea di cosa significasse la parola ‘teatrale’, però avevo capito istintivamente che era una cosa diversa dalle altre, e aveva catturato tutta la mia attenzione.È solo molti anni più tardi, da adulta, che sono riuscita a recuperare quel film in bianco e nero così strano che mi aveva così colpito da bambina. Si trattava di un film a episodi, e l’episodio con Anna Magnani era diretto da Roberto Rossellini, tratto da un racconto di Jean Cocteau. Era la storia di una donna che parlava al telefono con il suo amante che l’indomani avrebbe sposato un’altra.Sia benedetta la vecchia televisione di stato che ogni lunedì ci faceva vedere un capolavoro.ENGLISH TRANSLATIONI'm still completely voiceless, so you'll have to endure a few more days with the artificial voice.Yes, today is the third day that I wake up and I can't talk, I can't even clear my throat. Thanks once again to the technology that allows me to use this program that transforms text into voice, and the voice isn't that bad either, don't you think?</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 380 Pensieri sulla voce</title>
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      <itunes:episode>414</itunes:episode>
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        <![CDATA[L'aver perso la voce mi ha costretta ad una serie di riflessioni sulla voce.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>No, non avete sbagliato podcast, sono sempre io, Cristina Marras, e questi sono i miei tre minuti grezzi, e io sono ancora senza un filo di voce, oggi però, a differenza di ieri, il podcast non me lo faccio fare dall’intelligenza artificiale ma lo scrivo io su un foglio Word e poi me lo faccio leggere dal programma che trasforma il testo in voce.<br><br>Comincio col dire una banalità che più banale di così non si può, e cioè che sono proprio le cose più importanti quelle che diamo più per scontate, prendete me, io che con la voce ci lavoro raramente mi soffermo a riflettere su questo miracolo che è il modo in cui noi esseri umani emettiamo i suoni in modo così articolato che alla nostra voce possiamo farle fare anche le capriole se vogliamo.<br><br>Eppure non è la prima volta che mi capita di perdere la voce anzi prima mi succedeva molto più spesso, tanto che ero andata a farmi controllare da un otorinolaringoiatra che mi aveva infilato una sonda in gola per vedere che non ci fosse niente di grave – non vi dico lo schifo!<br><br>La voce è una cosa strana, stranissima che viene influenzata da un sacco di fattori esterni, avete presente il modo di dire “avere un nodo in gola” o anche “avere la voce strozzata”? perché la voce più di ogni altro elemento della nostra persona è in grado di rivelare informazioni sul nostro stato emotivo.<br><br>Avete presente quando vi basta sentire una persona cara, dall’altro lato del telefono, rispondere “Pronto?” e voi anche solo da quell’unica parola capite che c’è qualcosa che non va? E anche se la persona vi dice che non c’è niente il tono di voce vi dice esattamente il contrario, che poi se andate a riflettere e vi chiedete “Ma perché ho l’impressione che ci sia qualcosa che non va?” è veramente difficile spiegarlo a parole: è un’inflessione particolare un momento di pausa più lungo del solito prima di dire “Pronto?” a volte mi pare che perfino il silenzio lasciato dopo una parola sia in grado di trasmettere significati. <br><br>E comunque io sono qua, sono arrivata a poco più di 360 parole, so che per arrivare esattamente a 3 minuti devo scriverne circa 428. <br><br>Allora, cosa stavo dicendo? Sì dicevo che la voce è questa cosa strana che diamo veramente per scontata non ci fermiamo un attimo a riflettere quanto sia importante e – diciamocelo – pratica, sì parlare a voce è veramente pratico non vi dico che noia andare in giro con carta e penna per comunicare le cose importanti e non poter invece commentare su tutto il resto.<br><br>Ma la cosa più strana e che non mi riconosco io, così improvvisamente senza parole, non mi sento la stessa persona, e ora che sono senza voce mi rendo conto che io parlo molto anche quando sono da sola, sapete quando ad esempio mi cade qualcosa e dico “Oh, no!” oppure sento qualcosa di bello alla radio o in un podcast ed esclamo “Che bello!”.<br><br>Vogliamo poi mettere la rottura di dovermi alzare e andare nell’altra stanza per parlare con mio marito e di non poter più gridare stando comodamente seduta alla mia scrivania “Amore avresti voglia di preparare una tazza di the?”<br><br><b>TRANSLATION</b><br>No, you haven't got the wrong podcast, it's still me, Cristina Marras, and these are my three raw minutes, and I'm still without my voice, but today, unlike yesterday, I don't get the podcast done by artificial intelligence but I write it on a Word sheet and then I have it read by the program that transforms the text into voice.<br><br>I begin by saying a banality that cannot be more banal than this, and that is that it is precisely the most important things that we take most for granted, take me, I who work with my voice rarely pause to reflect on this miracle that is the way we human beings emit sounds in such an articulate way that we can even make our voice do somersaults if we want.<br><br>Yet it is not the first time that I have lost my voice, in fact before it happened to me much more often, so much so that I went to have myself checked by an otolaryngologist who had inserted a probe down my throat to see that there was nothing serious - but let me tell you, disgusting! <br><br>The voice is a strange, very strange thing that is influenced by a lot of external factors, you know the way of saying "have a lump in your throat" or even "have a choked voice"? because the voice more than any other element of our person is able to reveal information about our emotional state.<br><br>You know when it's enough to hear a loved one on the other end of the phone answer "Hello?" and you, even from that single word, you do understand that there is something wrong. And even if the person tells you that there is nothing, the tone of voice tells you exactly the opposite, and if you go to reflect and ask yourself "But why do I have the impression that there is something wrong?" it's really hard to put into words: it's a particular inflection, a longer than usual before saying "Hello?" sometimes it seems to me that even the silence left after a word is able to convey meanings. <br><br>And anyway I'm here, I've reached just over 360 words, I know that to get exactly to 3 minutes I have to write about 428.<br><br>So what was I saying? Yes, I was saying that the voice is this strange thing that we really take for granted, we don't stop for a moment to reflect how important it is and – let's face it – practical, yes speaking aloud is really practical, I won't tell you how boring it is to go around with pen and paper for communicate the important things and not be able to comment on everything else.<br><br>But the strangest thing is that I don't recognize myself, so suddenly without my voice, I don't feel the same person, and now that I'm voiceless I realize that I talk a lot even when I'm alone, you know when for example I drop something and I say "Oh, no!" or I hear something nice on the radio or in a podcast and exclaim "How nice!". <br><br>Then what about the pain of having to get up and go to the other room to talk to my husband and no longer being able to shout while sitting comfortably at my desk "Honey, what about preparing prepare a nice cup of tea?"]]>
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        <![CDATA[L'aver perso la voce mi ha costretta ad una serie di riflessioni sulla voce.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>ENG translation below</i>]<br>No, non avete sbagliato podcast, sono sempre io, Cristina Marras, e questi sono i miei tre minuti grezzi, e io sono ancora senza un filo di voce, oggi però, a differenza di ieri, il podcast non me lo faccio fare dall’intelligenza artificiale ma lo scrivo io su un foglio Word e poi me lo faccio leggere dal programma che trasforma il testo in voce.<br><br>Comincio col dire una banalità che più banale di così non si può, e cioè che sono proprio le cose più importanti quelle che diamo più per scontate, prendete me, io che con la voce ci lavoro raramente mi soffermo a riflettere su questo miracolo che è il modo in cui noi esseri umani emettiamo i suoni in modo così articolato che alla nostra voce possiamo farle fare anche le capriole se vogliamo.<br><br>Eppure non è la prima volta che mi capita di perdere la voce anzi prima mi succedeva molto più spesso, tanto che ero andata a farmi controllare da un otorinolaringoiatra che mi aveva infilato una sonda in gola per vedere che non ci fosse niente di grave – non vi dico lo schifo!<br><br>La voce è una cosa strana, stranissima che viene influenzata da un sacco di fattori esterni, avete presente il modo di dire “avere un nodo in gola” o anche “avere la voce strozzata”? perché la voce più di ogni altro elemento della nostra persona è in grado di rivelare informazioni sul nostro stato emotivo.<br><br>Avete presente quando vi basta sentire una persona cara, dall’altro lato del telefono, rispondere “Pronto?” e voi anche solo da quell’unica parola capite che c’è qualcosa che non va? E anche se la persona vi dice che non c’è niente il tono di voce vi dice esattamente il contrario, che poi se andate a riflettere e vi chiedete “Ma perché ho l’impressione che ci sia qualcosa che non va?” è veramente difficile spiegarlo a parole: è un’inflessione particolare un momento di pausa più lungo del solito prima di dire “Pronto?” a volte mi pare che perfino il silenzio lasciato dopo una parola sia in grado di trasmettere significati. <br><br>E comunque io sono qua, sono arrivata a poco più di 360 parole, so che per arrivare esattamente a 3 minuti devo scriverne circa 428. <br><br>Allora, cosa stavo dicendo? Sì dicevo che la voce è questa cosa strana che diamo veramente per scontata non ci fermiamo un attimo a riflettere quanto sia importante e – diciamocelo – pratica, sì parlare a voce è veramente pratico non vi dico che noia andare in giro con carta e penna per comunicare le cose importanti e non poter invece commentare su tutto il resto.<br><br>Ma la cosa più strana e che non mi riconosco io, così improvvisamente senza parole, non mi sento la stessa persona, e ora che sono senza voce mi rendo conto che io parlo molto anche quando sono da sola, sapete quando ad esempio mi cade qualcosa e dico “Oh, no!” oppure sento qualcosa di bello alla radio o in un podcast ed esclamo “Che bello!”.<br><br>Vogliamo poi mettere la rottura di dovermi alzare e andare nell’altra stanza per parlare con mio marito e di non poter più gridare stando comodamente seduta alla mia scrivania “Amore avresti voglia di preparare una tazza di the?”<br><br><b>TRANSLATION</b><br>No, you haven't got the wrong podcast, it's still me, Cristina Marras, and these are my three raw minutes, and I'm still without my voice, but today, unlike yesterday, I don't get the podcast done by artificial intelligence but I write it on a Word sheet and then I have it read by the program that transforms the text into voice.<br><br>I begin by saying a banality that cannot be more banal than this, and that is that it is precisely the most important things that we take most for granted, take me, I who work with my voice rarely pause to reflect on this miracle that is the way we human beings emit sounds in such an articulate way that we can even make our voice do somersaults if we want.<br><br>Yet it is not the first time that I have lost my voice, in fact before it happened to me much more often, so much so that I went to have myself checked by an otolaryngologist who had inserted a probe down my throat to see that there was nothing serious - but let me tell you, disgusting! <br><br>The voice is a strange, very strange thing that is influenced by a lot of external factors, you know the way of saying "have a lump in your throat" or even "have a choked voice"? because the voice more than any other element of our person is able to reveal information about our emotional state.<br><br>You know when it's enough to hear a loved one on the other end of the phone answer "Hello?" and you, even from that single word, you do understand that there is something wrong. And even if the person tells you that there is nothing, the tone of voice tells you exactly the opposite, and if you go to reflect and ask yourself "But why do I have the impression that there is something wrong?" it's really hard to put into words: it's a particular inflection, a longer than usual before saying "Hello?" sometimes it seems to me that even the silence left after a word is able to convey meanings. <br><br>And anyway I'm here, I've reached just over 360 words, I know that to get exactly to 3 minutes I have to write about 428.<br><br>So what was I saying? Yes, I was saying that the voice is this strange thing that we really take for granted, we don't stop for a moment to reflect how important it is and – let's face it – practical, yes speaking aloud is really practical, I won't tell you how boring it is to go around with pen and paper for communicate the important things and not be able to comment on everything else.<br><br>But the strangest thing is that I don't recognize myself, so suddenly without my voice, I don't feel the same person, and now that I'm voiceless I realize that I talk a lot even when I'm alone, you know when for example I drop something and I say "Oh, no!" or I hear something nice on the radio or in a podcast and exclaim "How nice!". <br><br>Then what about the pain of having to get up and go to the other room to talk to my husband and no longer being able to shout while sitting comfortably at my desk "Honey, what about preparing prepare a nice cup of tea?"]]>
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      <pubDate>Sun, 15 Jan 2023 08:31:05 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>L'aver perso la voce mi ha costretta ad una serie di riflessioni sulla voce.TRASCRIZIONE [ENG translation below]No, non avete sbagliato podcast, sono sempre io, Cristina Marras, e questi sono i miei tre minuti grezzi, e io sono ancora senza un filo di voce, oggi però, a differenza di ieri, il podcast non me lo faccio fare dall’intelligenza artificiale ma lo scrivo io su un foglio Word e poi me lo faccio leggere dal programma che trasforma il testo in voce.Comincio col dire una banalità che più banale di così non si può, e cioè che sono proprio le cose più importanti quelle che diamo più per scontate, prendete me, io che con la voce ci lavoro raramente mi soffermo a riflettere su questo miracolo che è il modo in cui noi esseri umani emettiamo i suoni in modo così articolato che alla nostra voce possiamo farle fare anche le capriole se vogliamo.Eppure non è la prima volta che mi capita di perdere la voce anzi prima mi succedeva molto più spesso, tanto che ero andata a farmi controllare da un otorinolaringoiatra che mi aveva infilato una sonda in gola per vedere che non ci fosse niente di grave – non vi dico lo schifo!La voce è una cosa strana, stranissima che viene influenzata da un sacco di fattori esterni, avete presente il modo di dire “avere un nodo in gola” o anche “avere la voce strozzata”? perché la voce più di ogni altro elemento della nostra persona è in grado di rivelare informazioni sul nostro stato emotivo.Avete presente quando vi basta sentire una persona cara, dall’altro lato del telefono, rispondere “Pronto?” e voi anche solo da quell’unica parola capite che c’è qualcosa che non va? E anche se la persona vi dice che non c’è niente il tono di voce vi dice esattamente il contrario, che poi se andate a riflettere e vi chiedete “Ma perché ho l’impressione che ci sia qualcosa che non va?” è veramente difficile spiegarlo a parole: è un’inflessione particolare un momento di pausa più lungo del solito prima di dire “Pronto?” a volte mi pare che perfino il silenzio lasciato dopo una parola sia in grado di trasmettere significati. E comunque io sono qua, sono arrivata a poco più di 360 parole, so che per arrivare esattamente a 3 minuti devo scriverne circa 428. Allora, cosa stavo dicendo? Sì dicevo che la voce è questa cosa strana che diamo veramente per scontata non ci fermiamo un attimo a riflettere quanto sia importante e – diciamocelo – pratica, sì parlare a voce è veramente pratico non vi dico che noia andare in giro con carta e penna per comunicare le cose importanti e non poter invece commentare su tutto il resto.Ma la cosa più strana e che non mi riconosco io, così improvvisamente senza parole, non mi sento la stessa persona, e ora che sono senza voce mi rendo conto che io parlo molto anche quando sono da sola, sapete quando ad esempio mi cade qualcosa e dico “Oh, no!” oppure sento qualcosa di bello alla radio o in un podcast ed esclamo “Che bello!”.Vogliamo poi mettere la rottura di dovermi alzare e andare nell’altra stanza per parlare con mio marito e di non poter più gridare stando comodamente seduta alla mia scrivania “Amore avresti voglia di preparare una tazza di the?”TRANSLATIONNo, you haven't got the wrong podcast, it's still me, Cristina Marras, and these are my three raw minutes, and I'm still without my voice, but today, unlike yesterday, I don't get the podcast done by artificial intelligence but I write it on a Word sheet and then I have it read by the program that transforms the text into voice.I begin by saying a banality that cannot be more banal than this, and that is that it is precisely the most important things that we take most for granted, take me, I who work with my voice rarely pause to reflect on this miracle that is the way we human beings emit sounds in such an articulate way that we can even make our voice do somersaults...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>L'aver perso la voce mi ha costretta ad una serie di riflessioni sulla voce.TRASCRIZIONE [ENG translation below]No, non avete sbagliato podcast, sono sempre io, Cristina Marras, e questi sono i miei tre minuti grezzi, e io sono ancora senza un filo di voc</itunes:subtitle>
      <itunes:keywords>comunicazione,emozioni,linguaggio,psicologia,sentimenti,voce</itunes:keywords>
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      <title>3' grezzi Ep. 379 Ho perso la voce!</title>
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        <![CDATA[Cosa fa una podcaster quando perde la voce? Si fa fare il podcast dall'intelligenza artificiale generativa e da un programma che trasforma il testo in audio. Esattamente quello che ho fatto io oggi.<br><br><b>TRASCRIZIONE <i>[ENG translation below]</i></b><br>Ho perso completamente la voce. Ieri son uscita e... vabbé... non voglio comunque rinunciare a fare i tre minuti grezzi ma sicuramente non posso farlo in quete condizioni. E allora mi sono inventata una genialata. Ho messo un testo generativo nel sito dell'intelligenza anrtificiale e poi l'ho messo in un programma che trasforma il testo in voce. E questo è quello che ne è venuto fuori.<br><br>"Ciao a tutti! Benvenuti nei miei 3 minuti grezzi. Ieri devo aver preso freddo, o umidità, fatto sta che stamattina mi sono svegliata che non avevo più un filo di voce, ero completamente afona. Ho provato a registrare qualcosa ma – come avete avuto modo di verificare – la mia voce gracchia ed è veramente inascoltabile, oltre al fatto che se voglio recuperarla al più presto dovrei starmene in assoluto silenzio, cosa difficilissima per me visto che mi piace parlare.<br><br>Ma come fare a non saltare la puntata di oggi dei tre minuti grezzi? Ho pensato di ricorrere alla tecnologia, anzi, all’intelligenza artificiale, meglio ancora, all’intelligenza artificiale generativa e così ho dato le mie istruzioni, chiedendo all’intelligenza artificiale generativa più completa, cioè Chat-GPT – di scrivere per me il podcast di oggi, usando il mio tono leggero e il mio stile discorsivo.<br><br>Non sapevo bene quello che ne sarebbe venuto fuori, ma devo dire che il risultato è stato abbastanza sorprendente, soprattutto se si considera il fatto che la prima volta che ho dato il comando ho chiesto che generasse un testo nello stile di Cristina Marras dei “Tre Minuti Grezzi” e la risposta è stata “Non conosco nessuna Cristina Marras.”<br><br>Quindi mi sono dovuta scervellare per cercare di dare dei comandi che avessero come risultato quello che doveva appunto sembrare un testo generato spontaneamente dalla mia mente, così come faccio di solito quando registro i miei tre minuti grezzi.<br><br>Bene, ho scoperto che l'intelligenza artificiale è in grado di catturare il mio tono di voce e il mio stile di scrittura e di creare un episodio che suona come se lo avessi registrato io stessa. Ma quale sarà mai l’argomento di cui decide di parlare a nome mio l’intelligenza artificiale? Vediamo un po’.<br><br>Ha deciso di parlare di come la tecnologia sta cambiando il modo in cui comunichiamo e come l'intelligenza artificiale può essere utilizzata per aiutarci a superare i nostri limiti. In questo episodio l’intelligenza artificiale generativa vi invita a riflettere su come la tecnologia sta cambiando il nostro mondo e su come possiamo utilizzarla per migliorare la nostra vita.!"<br><br><b>ENGLISH TRANSLATION</b><br>I have completely lost my voice. Yesterday I went out and... oh well... Anyway, still, I don't want to forgo the three minutes podcast but I certainly can't do it in these conditions. And then I came up with a brilliant idea. I put some generative text on the Artificial Intelligence site and then put it in a program that turns text into speech. And this is what came of it.<br><br>"Hello everyone! Welcome to my 3 raw minutes. Yesterday I must have caught a cold, or humidity, the fact is that this morning I woke up not having a thread of voice anymore, I was completely voiceless. I tried to record something but – as you had the opportunity to verify just before – my voice croaks and is truly unlistenable, in addition to the fact that if I want to recover as soon as possible, I should keep in absolute silence, which is very difficult for me since I like to talk.<br><br>But how could I do so that I didn't have to skip today's episode of the three raw minutes? I thought about resorting to technology, or rather, artificial intelligence, better still, generative artificial intelligence and so I gave my instructions, asking the most complete generative artificial intelligence, i.e. Chat-GPT - to write the podcast for me of today, using my light tone and conversational style.<br><br>I wasn't sure what would come of it, but I must say that the result was quite surprising, especially considering the fact that the first time I gave the command I asked it to generate text in the style of Cristina Marras of the “Three Minuti Grezzi” and the answer was “I don't know any Cristina Marras.”<br><br>So I had to rack my brain trying to issue commands that resulted in what was supposed to look like text spontaneously generated by my mind, as I usually do when recording my three minutes.<br><br>Well, I've found that the AI is able to capture my tone of voice and writing style and create an episode that sounds like I recorded it myself. But what will be the topic that artificial intelligence decides to speak on my behalf? Let's see.<br><br>It decided to talk about how technology is changing the way we communicate and how artificial intelligence can be used to help us push our limits. In this episode, generative artificial intelligence invites you to reflect on how technology is changing our world and how we can use it to improve our lives."]]>
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        <![CDATA[Cosa fa una podcaster quando perde la voce? Si fa fare il podcast dall'intelligenza artificiale generativa e da un programma che trasforma il testo in audio. Esattamente quello che ho fatto io oggi.<br><br><b>TRASCRIZIONE <i>[ENG translation below]</i></b><br>Ho perso completamente la voce. Ieri son uscita e... vabbé... non voglio comunque rinunciare a fare i tre minuti grezzi ma sicuramente non posso farlo in quete condizioni. E allora mi sono inventata una genialata. Ho messo un testo generativo nel sito dell'intelligenza anrtificiale e poi l'ho messo in un programma che trasforma il testo in voce. E questo è quello che ne è venuto fuori.<br><br>"Ciao a tutti! Benvenuti nei miei 3 minuti grezzi. Ieri devo aver preso freddo, o umidità, fatto sta che stamattina mi sono svegliata che non avevo più un filo di voce, ero completamente afona. Ho provato a registrare qualcosa ma – come avete avuto modo di verificare – la mia voce gracchia ed è veramente inascoltabile, oltre al fatto che se voglio recuperarla al più presto dovrei starmene in assoluto silenzio, cosa difficilissima per me visto che mi piace parlare.<br><br>Ma come fare a non saltare la puntata di oggi dei tre minuti grezzi? Ho pensato di ricorrere alla tecnologia, anzi, all’intelligenza artificiale, meglio ancora, all’intelligenza artificiale generativa e così ho dato le mie istruzioni, chiedendo all’intelligenza artificiale generativa più completa, cioè Chat-GPT – di scrivere per me il podcast di oggi, usando il mio tono leggero e il mio stile discorsivo.<br><br>Non sapevo bene quello che ne sarebbe venuto fuori, ma devo dire che il risultato è stato abbastanza sorprendente, soprattutto se si considera il fatto che la prima volta che ho dato il comando ho chiesto che generasse un testo nello stile di Cristina Marras dei “Tre Minuti Grezzi” e la risposta è stata “Non conosco nessuna Cristina Marras.”<br><br>Quindi mi sono dovuta scervellare per cercare di dare dei comandi che avessero come risultato quello che doveva appunto sembrare un testo generato spontaneamente dalla mia mente, così come faccio di solito quando registro i miei tre minuti grezzi.<br><br>Bene, ho scoperto che l'intelligenza artificiale è in grado di catturare il mio tono di voce e il mio stile di scrittura e di creare un episodio che suona come se lo avessi registrato io stessa. Ma quale sarà mai l’argomento di cui decide di parlare a nome mio l’intelligenza artificiale? Vediamo un po’.<br><br>Ha deciso di parlare di come la tecnologia sta cambiando il modo in cui comunichiamo e come l'intelligenza artificiale può essere utilizzata per aiutarci a superare i nostri limiti. In questo episodio l’intelligenza artificiale generativa vi invita a riflettere su come la tecnologia sta cambiando il nostro mondo e su come possiamo utilizzarla per migliorare la nostra vita.!"<br><br><b>ENGLISH TRANSLATION</b><br>I have completely lost my voice. Yesterday I went out and... oh well... Anyway, still, I don't want to forgo the three minutes podcast but I certainly can't do it in these conditions. And then I came up with a brilliant idea. I put some generative text on the Artificial Intelligence site and then put it in a program that turns text into speech. And this is what came of it.<br><br>"Hello everyone! Welcome to my 3 raw minutes. Yesterday I must have caught a cold, or humidity, the fact is that this morning I woke up not having a thread of voice anymore, I was completely voiceless. I tried to record something but – as you had the opportunity to verify just before – my voice croaks and is truly unlistenable, in addition to the fact that if I want to recover as soon as possible, I should keep in absolute silence, which is very difficult for me since I like to talk.<br><br>But how could I do so that I didn't have to skip today's episode of the three raw minutes? I thought about resorting to technology, or rather, artificial intelligence, better still, generative artificial intelligence and so I gave my instructions, asking the most complete generative artificial intelligence, i.e. Chat-GPT - to write the podcast for me of today, using my light tone and conversational style.<br><br>I wasn't sure what would come of it, but I must say that the result was quite surprising, especially considering the fact that the first time I gave the command I asked it to generate text in the style of Cristina Marras of the “Three Minuti Grezzi” and the answer was “I don't know any Cristina Marras.”<br><br>So I had to rack my brain trying to issue commands that resulted in what was supposed to look like text spontaneously generated by my mind, as I usually do when recording my three minutes.<br><br>Well, I've found that the AI is able to capture my tone of voice and writing style and create an episode that sounds like I recorded it myself. But what will be the topic that artificial intelligence decides to speak on my behalf? Let's see.<br><br>It decided to talk about how technology is changing the way we communicate and how artificial intelligence can be used to help us push our limits. In this episode, generative artificial intelligence invites you to reflect on how technology is changing our world and how we can use it to improve our lives."]]>
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      <pubDate>Sat, 14 Jan 2023 15:04:44 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Cosa fa una podcaster quando perde la voce? Si fa fare il podcast dall'intelligenza artificiale generativa e da un programma che trasforma il testo in audio. Esattamente quello che ho fatto io oggi.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ho perso completamente la voce. Ieri son uscita e... vabbé... non voglio comunque rinunciare a fare i tre minuti grezzi ma sicuramente non posso farlo in quete condizioni. E allora mi sono inventata una genialata. Ho messo un testo generativo nel sito dell'intelligenza anrtificiale e poi l'ho messo in un programma che trasforma il testo in voce. E questo è quello che ne è venuto fuori."Ciao a tutti! Benvenuti nei miei 3 minuti grezzi. Ieri devo aver preso freddo, o umidità, fatto sta che stamattina mi sono svegliata che non avevo più un filo di voce, ero completamente afona. Ho provato a registrare qualcosa ma – come avete avuto modo di verificare – la mia voce gracchia ed è veramente inascoltabile, oltre al fatto che se voglio recuperarla al più presto dovrei starmene in assoluto silenzio, cosa difficilissima per me visto che mi piace parlare.Ma come fare a non saltare la puntata di oggi dei tre minuti grezzi? Ho pensato di ricorrere alla tecnologia, anzi, all’intelligenza artificiale, meglio ancora, all’intelligenza artificiale generativa e così ho dato le mie istruzioni, chiedendo all’intelligenza artificiale generativa più completa, cioè Chat-GPT – di scrivere per me il podcast di oggi, usando il mio tono leggero e il mio stile discorsivo.Non sapevo bene quello che ne sarebbe venuto fuori, ma devo dire che il risultato è stato abbastanza sorprendente, soprattutto se si considera il fatto che la prima volta che ho dato il comando ho chiesto che generasse un testo nello stile di Cristina Marras dei “Tre Minuti Grezzi” e la risposta è stata “Non conosco nessuna Cristina Marras.”Quindi mi sono dovuta scervellare per cercare di dare dei comandi che avessero come risultato quello che doveva appunto sembrare un testo generato spontaneamente dalla mia mente, così come faccio di solito quando registro i miei tre minuti grezzi.Bene, ho scoperto che l'intelligenza artificiale è in grado di catturare il mio tono di voce e il mio stile di scrittura e di creare un episodio che suona come se lo avessi registrato io stessa. Ma quale sarà mai l’argomento di cui decide di parlare a nome mio l’intelligenza artificiale? Vediamo un po’.Ha deciso di parlare di come la tecnologia sta cambiando il modo in cui comunichiamo e come l'intelligenza artificiale può essere utilizzata per aiutarci a superare i nostri limiti. In questo episodio l’intelligenza artificiale generativa vi invita a riflettere su come la tecnologia sta cambiando il nostro mondo e su come possiamo utilizzarla per migliorare la nostra vita.!"ENGLISH TRANSLATIONI have completely lost my voice. Yesterday I went out and... oh well... Anyway, still, I don't want to forgo the three minutes podcast but I certainly can't do it in these conditions. And then I came up with a brilliant idea. I put some generative text on the Artificial Intelligence site and then put it in a program that turns text into speech. And this is what came of it."Hello everyone! Welcome to my 3 raw minutes. Yesterday I must have caught a cold, or humidity, the fact is that this morning I woke up not having a thread of voice anymore, I was completely voiceless. I tried to record something but – as you had the opportunity to verify just before – my voice croaks and is truly unlistenable, in addition to the fact that if I want to recover as soon as possible, I should keep in absolute silence, which is very difficult for me since I like to talk.But how could I do so that I didn't have to skip today's episode of the three raw minutes? I thought about resorting to technology, or rather, artificial intelligence, better still, generative...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Cosa fa una podcaster quando perde la voce? Si fa fare il podcast dall'intelligenza artificiale generativa e da un programma che trasforma il testo in audio. Esattamente quello che ho fatto io oggi.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ho perso completament</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 378 Al supermercato come al mare</title>
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      <itunes:episode>412</itunes:episode>
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      <itunes:title>3' grezzi Ep. 378 Al supermercato come al mare</itunes:title>
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        <![CDATA[Cosa hanno in comune il supermercato e la spiaggia? La poesia. Almeno quando a parlarne (o scriverne) è Annie Ernaux.<br><br><b>LINK e TRASCRIZIONE </b><i>(ENG translation below)</i><br><i></i><br>Quando a novembre hanno assegnato i vari premi Nobel, anche quello per la letteratura, ero distratta, per cui non avevo idea che <a href="https://www.wired.it/article/nobel-letteratura-2022-annie-ernaux/" rel="noreferrer noopener"><b>Annie Ernaux</b></a> fosse la persona che lo scorso anno ha vinto il premio Nobel per la letteratura.<br><br>Così, quando sono capitata in biblioteca e ho visto questo libro intitolato <i><a href="https://www.lormaeditore.it/libro/9788831312844" rel="noreferrer noopener"><b>Guarda le luci, amore mio</b></a></i>, una bellissima copertina dove c'è un campo vuoto e un piccolo carrello della spesa. Io sono appassionata di carrelli della spesa, di supermercati, di tutto quello che evocano i non-luoghi, gli spazi liminali, anche perché poi io soffro di <i><a href="https://www.commentimemorabili.it/gruen-transfer-orientamento-centri-commerciali/" rel="noreferrer noopener">Gruen Transfer</a></i>, che ve ne parlerò in un altro momento.<br><br>Ho cominciato a leggere questo libriccino di un'ottantina di pagine, che si legge veramente velocemente, l'ho letto in una giornata e sono rimasta folgorata perché Annie Ernaux (non so nemmeno se si pronunci così, non parlo francese) ha una capacità pazzesca di descrivere in modo molto semplice e incredibilmente poetico, profondo, delle piccole realtà che poi sono quelle che viviamo noi tutti i giorni.<br><br>Infatti leggendo questo libro, lei cosa ha voluto fare in questo libro? È andata in un supermercato, particolarmente uno preciso, Auchan, e si è messa così a descrivere quello che vedeva. Sapete, lo facciamo tutti: vedete la coppia che sta litigando perché lui vuole comprare un prodotto e lei ne vuole comprare un altro, oppure vedete il pensionato che cerca gli spicciolini nel portamonete, poi porge la mano con le monete alla cassiera perché sia lei a scegliere le monetine, la gente che fa le cose velocemente, la gente, che le fa lentamente, insomma un campionario di umanità.<br><br>Ma quello che caratterizza questa scrittrice è che lei riesce a infondere poesia anche nelle cose più più banali, nelle cose più pedestri. Una frase mi è rimasta impressa, la frase dice <i>"il brusio del supermercato all'ora di punta mi ricorda il rumore del mare quando ti addormenti in spiaggia"</i>, cioè dopo una frase del genere, come si fa a non sciogliersi e a innamorarsi follemente di questa scrittrice?<br><br>Ho finito molto velocemente quel libro. Sono subito corsa in biblioteca a prenderne un altro e adesso ho appena iniziato a leggere <i><b><a href="https://www.lormaeditore.it/libro/9788831312295" rel="noreferrer noopener">La donna gelata</a></b></i>, un altro suo libro è anche questo è spettacolare. C'è tutta la prima parte dove parla delle donne della sua vita, ed è incredibile perché lei è nata negli anni '40, quindi è più grande di me, però (e poi lei è nata in Francia, io sono nata in Sardegna) però il modo in cui lei descrive queste donne, queste atmosfere, questi luoghi, come lei giocava da bambina, io mi ci rispecchio tantissimo.<br><br>Ehm niente, sono immersa nella lettura e adesso mi sparerò tutti i libri di questa scrittrice che mi piace tantissimo e che vi consiglio di prendere in mano: lettura veloce, lettura bellissima e vi darà un po' di poesia nella giornata.<br><br><b>ENGLISH translation with links</b><br>When in November they assigned the various Nobel prizes, including the one for literature, I was distracted, so I had no idea that <a href="https://www.nobelprize.org/prizes/literature/2022/summary/" rel="noreferrer noopener"><b>Annie Ernaux</b> </a>was the person who won the Nobel Prize for literature last year. So, when I happened to be in the library and saw this book entitled <a href="https://yalebooks.yale.edu/book/9780300268218/look-at-the-lights-my-love/" rel="noreferrer noopener"><i><b>Look at the lights, My Love</b></i></a>, a beautiful cover <a href="https://www.lormaeditore.it/libro/9788831312844" rel="noreferrer noopener"><i>[in the Italian edition]</i></a> with a blank field and a small shopping cart. I am passionate about shopping carts, supermarkets, and everything that evokes non-places, liminal spaces, also because then I suffer from <i><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gruen_transfer" rel="noreferrer noopener">Gruen Transfer</a></i>, which I will talk to you about at another time.<br><br>I began reading this little book of about eighty pages, which reads very quickly, I read it in one day and I was struck by the fact that Annie Ernaux (I don't even know if it's pronounced like that, I don't speak French) has an incredible ability to describe in a very simple and incredibly poetic, deep way, small realities that are what we all live every day.<br><br>In fact, by reading this book, what did she want to do in this book? She went to a supermarket, particularly one specific, Auchan, and began to describe what she saw. You know, we all do it: you see the couple fighting because he wants to buy one product and she wants to buy another, or you see the retiree looking for small change in his wallet, then handing the coins to the cashier so that she can choose the coins, people who do things quickly, people who do them slowly, in short, a sample of humanity.<br><br>But what characterizes this writer is that she manages to infuse poetry even in the most banal things, in the most pedestrian things. One phrase stuck with me, the phrase says <i>"the murmur of the supermarket at peak hour reminds me of the noise of the sea when you fall asleep on the beach,"</i> after a sentence like that, how can you not melt and fall madly in love with this writer?<br><br>I finished that book very quickly. I immediately ran to the library to get another one and now I've just started reading <a href="https://archive.org/details/frozenwoman00erna" rel="noreferrer noopener"><b><i>A Frozen Woman</i></b></a>, another of her books and this one is spectacular too. There's all the first part where she talks about the women in her life, and it's incredible because she was born in the 1940s, so she's older than me, but (and then she was born in France, I was born in Sardinia) but the way she describes these women, these atmospheres, these places, how she used to play as a child, I see myself a lot in it.<br><br>Anyway, I'm immersed in reading and now I'll shoot all the books of this writer that I like so much and that I recommend you to pick up: quick reading, beautiful reading and it bring some poetry in your day.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Cosa hanno in comune il supermercato e la spiaggia? La poesia. Almeno quando a parlarne (o scriverne) è Annie Ernaux.<br><br><b>LINK e TRASCRIZIONE </b><i>(ENG translation below)</i><br><i></i><br>Quando a novembre hanno assegnato i vari premi Nobel, anche quello per la letteratura, ero distratta, per cui non avevo idea che <a href="https://www.wired.it/article/nobel-letteratura-2022-annie-ernaux/" rel="noreferrer noopener"><b>Annie Ernaux</b></a> fosse la persona che lo scorso anno ha vinto il premio Nobel per la letteratura.<br><br>Così, quando sono capitata in biblioteca e ho visto questo libro intitolato <i><a href="https://www.lormaeditore.it/libro/9788831312844" rel="noreferrer noopener"><b>Guarda le luci, amore mio</b></a></i>, una bellissima copertina dove c'è un campo vuoto e un piccolo carrello della spesa. Io sono appassionata di carrelli della spesa, di supermercati, di tutto quello che evocano i non-luoghi, gli spazi liminali, anche perché poi io soffro di <i><a href="https://www.commentimemorabili.it/gruen-transfer-orientamento-centri-commerciali/" rel="noreferrer noopener">Gruen Transfer</a></i>, che ve ne parlerò in un altro momento.<br><br>Ho cominciato a leggere questo libriccino di un'ottantina di pagine, che si legge veramente velocemente, l'ho letto in una giornata e sono rimasta folgorata perché Annie Ernaux (non so nemmeno se si pronunci così, non parlo francese) ha una capacità pazzesca di descrivere in modo molto semplice e incredibilmente poetico, profondo, delle piccole realtà che poi sono quelle che viviamo noi tutti i giorni.<br><br>Infatti leggendo questo libro, lei cosa ha voluto fare in questo libro? È andata in un supermercato, particolarmente uno preciso, Auchan, e si è messa così a descrivere quello che vedeva. Sapete, lo facciamo tutti: vedete la coppia che sta litigando perché lui vuole comprare un prodotto e lei ne vuole comprare un altro, oppure vedete il pensionato che cerca gli spicciolini nel portamonete, poi porge la mano con le monete alla cassiera perché sia lei a scegliere le monetine, la gente che fa le cose velocemente, la gente, che le fa lentamente, insomma un campionario di umanità.<br><br>Ma quello che caratterizza questa scrittrice è che lei riesce a infondere poesia anche nelle cose più più banali, nelle cose più pedestri. Una frase mi è rimasta impressa, la frase dice <i>"il brusio del supermercato all'ora di punta mi ricorda il rumore del mare quando ti addormenti in spiaggia"</i>, cioè dopo una frase del genere, come si fa a non sciogliersi e a innamorarsi follemente di questa scrittrice?<br><br>Ho finito molto velocemente quel libro. Sono subito corsa in biblioteca a prenderne un altro e adesso ho appena iniziato a leggere <i><b><a href="https://www.lormaeditore.it/libro/9788831312295" rel="noreferrer noopener">La donna gelata</a></b></i>, un altro suo libro è anche questo è spettacolare. C'è tutta la prima parte dove parla delle donne della sua vita, ed è incredibile perché lei è nata negli anni '40, quindi è più grande di me, però (e poi lei è nata in Francia, io sono nata in Sardegna) però il modo in cui lei descrive queste donne, queste atmosfere, questi luoghi, come lei giocava da bambina, io mi ci rispecchio tantissimo.<br><br>Ehm niente, sono immersa nella lettura e adesso mi sparerò tutti i libri di questa scrittrice che mi piace tantissimo e che vi consiglio di prendere in mano: lettura veloce, lettura bellissima e vi darà un po' di poesia nella giornata.<br><br><b>ENGLISH translation with links</b><br>When in November they assigned the various Nobel prizes, including the one for literature, I was distracted, so I had no idea that <a href="https://www.nobelprize.org/prizes/literature/2022/summary/" rel="noreferrer noopener"><b>Annie Ernaux</b> </a>was the person who won the Nobel Prize for literature last year. So, when I happened to be in the library and saw this book entitled <a href="https://yalebooks.yale.edu/book/9780300268218/look-at-the-lights-my-love/" rel="noreferrer noopener"><i><b>Look at the lights, My Love</b></i></a>, a beautiful cover <a href="https://www.lormaeditore.it/libro/9788831312844" rel="noreferrer noopener"><i>[in the Italian edition]</i></a> with a blank field and a small shopping cart. I am passionate about shopping carts, supermarkets, and everything that evokes non-places, liminal spaces, also because then I suffer from <i><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gruen_transfer" rel="noreferrer noopener">Gruen Transfer</a></i>, which I will talk to you about at another time.<br><br>I began reading this little book of about eighty pages, which reads very quickly, I read it in one day and I was struck by the fact that Annie Ernaux (I don't even know if it's pronounced like that, I don't speak French) has an incredible ability to describe in a very simple and incredibly poetic, deep way, small realities that are what we all live every day.<br><br>In fact, by reading this book, what did she want to do in this book? She went to a supermarket, particularly one specific, Auchan, and began to describe what she saw. You know, we all do it: you see the couple fighting because he wants to buy one product and she wants to buy another, or you see the retiree looking for small change in his wallet, then handing the coins to the cashier so that she can choose the coins, people who do things quickly, people who do them slowly, in short, a sample of humanity.<br><br>But what characterizes this writer is that she manages to infuse poetry even in the most banal things, in the most pedestrian things. One phrase stuck with me, the phrase says <i>"the murmur of the supermarket at peak hour reminds me of the noise of the sea when you fall asleep on the beach,"</i> after a sentence like that, how can you not melt and fall madly in love with this writer?<br><br>I finished that book very quickly. I immediately ran to the library to get another one and now I've just started reading <a href="https://archive.org/details/frozenwoman00erna" rel="noreferrer noopener"><b><i>A Frozen Woman</i></b></a>, another of her books and this one is spectacular too. There's all the first part where she talks about the women in her life, and it's incredible because she was born in the 1940s, so she's older than me, but (and then she was born in France, I was born in Sardinia) but the way she describes these women, these atmospheres, these places, how she used to play as a child, I see myself a lot in it.<br><br>Anyway, I'm immersed in reading and now I'll shoot all the books of this writer that I like so much and that I recommend you to pick up: quick reading, beautiful reading and it bring some poetry in your day.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 13 Jan 2023 08:38:32 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 377 Sciopero delle Barbie</title>
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        <![CDATA[Le Barbie ne hanno le tasche piene di essere relegate al 50% della popolazione e per questo sono scese in sciopero! <br><br><b>LINK della puntata e TRASCRIZIONE (<i>ENG translation below</i>)</b><br><br>Le Barbie sono scese in sciopero, sono stanche e ne hanno le tasche piene di essere relegate solo al 50% della popolazione.<br><br>Cosa è successo? È successo che in Spagna il <a href="https://www.consumo.gob.es/" rel="noreferrer noopener"><b>Ministero dei Consumatori</b></a>, che già di per sé avere un ministero dei consumatori è una cosa meravigliosa perché è un ministero che si batte per noi consumatori, il Ministero dei consumatori ha varato un <a href="https://www.consumo.gob.es/es/carrousel/garz-n-los-juguetes-sin-estereotipos-de-g-nero-hacen-m-s-libres-los-ni-os-y-las-ni" rel="noreferrer noopener"><b>codice di autoregolamentazione</b></a> della pubblicità per i giocattoli.<br><br>D'ora in poi in Spagna ci si dovrà pensare due volte prima di fare pubblicità per i giocattoli divisa per colori, rosa per le bambine e blu per i bambini. Non si potrà più fare pubblicità di giocattoli dove si vedono gli adulti buoni che regalano giocattoli e quelli cattivi invece che non li regalano. Non si potrà più nemmeno utilizzare la pubblicità per i giocattoli come motivo di accettazione sociale (sapete quelle pubblicità dove si vedono i bambini e le bambine che c'hanno i giocattoli che sono incredibilmente popolari con gli amichetti e le amichette e quelli invece senza giocattoli che sono tristi e soli in un angolino). <br><br>Non si potranno più nemmeno fare delle pubblicità con stereotipi di genere, a parte il blu/rosa a bambini/bambine, ma anche il tipo di giocattolo che viene offerto ai bambini, alle bambine, quindi di solito ai bambini ci sono giocattoli che invitano alla sperimentazione, all'attività fisica, alle scoperte tecnologiche, mentre i giocattoli rosa - per le bambine - invitano ai giochi che hanno a che vedere con la cura, quindi l'infermiera, i valori domestici, l'aspirapolvere, la cucinetta oppure i belletti e per farsi belle.<br><br>Un altro punto di questo codice di autoregolamentazione è che non si può sessualizzare la pubblicità rivolta ai bambini, alle bambine, soprattutto alle bambine, sapete le pubblicità dei belletti i trucchi tutte queste cose qua, i reggiseni per le bambine di quattro anni, insomma la sessualizzazione che... va beh questo è un altro discorso.<br><br>Si tratta di un codice di autoregolamentazione, quindi non credo adesso che mettano delle multe, però è un segnale sicuramente positivo.<br><br>Perché ho iniziato dicendo che Barbie scese in sciopero? Perché per accompagnare, o per annunciare questo <b>Codice di autoregolamentazione</b> hanno fatto <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=HnRGYER4PlM" rel="noreferrer noopener">un video, molto carino</a></b>, che è un'animazione di pupazzi di giocattoli che appunto fanno un'assemblea e dicono basta ne abbiamo le tasche piene vogliamo scendere in sciopero non giocate più con noi" mi pare il 12 dicembre, comunque un giorno qualsiasi, perché vogliamo che tutti abbiano la possibilità di giocare con noi.<br><br>Insomma, <a href="https://www.artribune.com/television/2023/01/la-spagna-regolamenta-le-pubblicita-per-i-bambini-ecco-lo-spot-sullequita-di-genere/" rel="noreferrer noopener"><b>pensateci la prossima volta</b></a> che comprate un regalo per un bambino o una bambina.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The Barbies have gone on strike, they are tired and fed up with being relegated to only 50% of the population.<br><br>What happened? It happened that in Spain the <a href="https://www.consumo.gob.es/" rel="noreferrer noopener"><b>Ministry of Consumers</b></a>, which in itself having a ministry of consumers is a wonderful thing because it is a ministry that fights for us consumers, the Ministry of Consumers has launched a <a href="https://www.consumo.gob.es/es/carrousel/garz-n-los-juguetes-sin-estereotipos-de-g-nero-hacen-m-s-libres-los-ni-os-y-las-ni" rel="noreferrer noopener">self-regulation code for toy advertising</a> .<br><br>From now on, in Spain people will have to think twice before advertising toys divided by colour, pink for girls and blue for boys. It will no longer be possible to advertise toys where you see the good adults who give away toys and the bad ones who don't. It will no longer be possible to use advertising for toys as a reason for social acceptance (you know those advertisements where you see boys and girls who have toys that are incredibly popular with their peers and those without toys who are sad and alone in a corner).<br><br>It will no longer be possible to advertise with gender stereotypes, apart from the blue/pink for boys/girls, but also the type of toy that is offered to boys/girls, so usually there are toys for boys that invite to experimentation, physical activity, technological discoveries, while the pink toys - for girls - invite to games that have to do with care, such as being a nurse, household values, the vacuum cleaner, the kitchenette or the cosmetics to be beautiful.<br><br>Another point of this self-regulatory code is that you cannot sexualize advertising aimed at boys and girls, especially girls, you know the advertisements for cosmetics, make-up, all these things like bras for four-year-old girls, in short, sexualization that... okay that's another matter.<br><br>It is a self-regulatory code, so I don't think they impose fines now, but it is certainly a positive sign.<br><br>Why did I start by saying that Barbie went on strike? Because to accompany or to announce this <b>Code of self-regulation</b>, they made <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HnRGYER4PlM" rel="noreferrer noopener"><b>a very nice video</b></a>, which is an animation of toy puppets who, in fact, hold an assembly and say enough, we are sick and tired, we want to go on strike, don't play anymore with us (I think December 12, any day anyway), because we want everyone to have the opportunity to play with us.<br><br>In short, <b><a href="https://www.artribune.com/television/2023/01/la-spagna-regolamenta-le-pubblicita-per-i-bambini-ecco-lo-spot-sullequita-di-genere/" rel="noreferrer noopener">think about it</a></b> the next time you buy a gift for a boy or girl.<br>]]>
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        <![CDATA[Le Barbie ne hanno le tasche piene di essere relegate al 50% della popolazione e per questo sono scese in sciopero! <br><br><b>LINK della puntata e TRASCRIZIONE (<i>ENG translation below</i>)</b><br><br>Le Barbie sono scese in sciopero, sono stanche e ne hanno le tasche piene di essere relegate solo al 50% della popolazione.<br><br>Cosa è successo? È successo che in Spagna il <a href="https://www.consumo.gob.es/" rel="noreferrer noopener"><b>Ministero dei Consumatori</b></a>, che già di per sé avere un ministero dei consumatori è una cosa meravigliosa perché è un ministero che si batte per noi consumatori, il Ministero dei consumatori ha varato un <a href="https://www.consumo.gob.es/es/carrousel/garz-n-los-juguetes-sin-estereotipos-de-g-nero-hacen-m-s-libres-los-ni-os-y-las-ni" rel="noreferrer noopener"><b>codice di autoregolamentazione</b></a> della pubblicità per i giocattoli.<br><br>D'ora in poi in Spagna ci si dovrà pensare due volte prima di fare pubblicità per i giocattoli divisa per colori, rosa per le bambine e blu per i bambini. Non si potrà più fare pubblicità di giocattoli dove si vedono gli adulti buoni che regalano giocattoli e quelli cattivi invece che non li regalano. Non si potrà più nemmeno utilizzare la pubblicità per i giocattoli come motivo di accettazione sociale (sapete quelle pubblicità dove si vedono i bambini e le bambine che c'hanno i giocattoli che sono incredibilmente popolari con gli amichetti e le amichette e quelli invece senza giocattoli che sono tristi e soli in un angolino). <br><br>Non si potranno più nemmeno fare delle pubblicità con stereotipi di genere, a parte il blu/rosa a bambini/bambine, ma anche il tipo di giocattolo che viene offerto ai bambini, alle bambine, quindi di solito ai bambini ci sono giocattoli che invitano alla sperimentazione, all'attività fisica, alle scoperte tecnologiche, mentre i giocattoli rosa - per le bambine - invitano ai giochi che hanno a che vedere con la cura, quindi l'infermiera, i valori domestici, l'aspirapolvere, la cucinetta oppure i belletti e per farsi belle.<br><br>Un altro punto di questo codice di autoregolamentazione è che non si può sessualizzare la pubblicità rivolta ai bambini, alle bambine, soprattutto alle bambine, sapete le pubblicità dei belletti i trucchi tutte queste cose qua, i reggiseni per le bambine di quattro anni, insomma la sessualizzazione che... va beh questo è un altro discorso.<br><br>Si tratta di un codice di autoregolamentazione, quindi non credo adesso che mettano delle multe, però è un segnale sicuramente positivo.<br><br>Perché ho iniziato dicendo che Barbie scese in sciopero? Perché per accompagnare, o per annunciare questo <b>Codice di autoregolamentazione</b> hanno fatto <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=HnRGYER4PlM" rel="noreferrer noopener">un video, molto carino</a></b>, che è un'animazione di pupazzi di giocattoli che appunto fanno un'assemblea e dicono basta ne abbiamo le tasche piene vogliamo scendere in sciopero non giocate più con noi" mi pare il 12 dicembre, comunque un giorno qualsiasi, perché vogliamo che tutti abbiano la possibilità di giocare con noi.<br><br>Insomma, <a href="https://www.artribune.com/television/2023/01/la-spagna-regolamenta-le-pubblicita-per-i-bambini-ecco-lo-spot-sullequita-di-genere/" rel="noreferrer noopener"><b>pensateci la prossima volta</b></a> che comprate un regalo per un bambino o una bambina.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>The Barbies have gone on strike, they are tired and fed up with being relegated to only 50% of the population.<br><br>What happened? It happened that in Spain the <a href="https://www.consumo.gob.es/" rel="noreferrer noopener"><b>Ministry of Consumers</b></a>, which in itself having a ministry of consumers is a wonderful thing because it is a ministry that fights for us consumers, the Ministry of Consumers has launched a <a href="https://www.consumo.gob.es/es/carrousel/garz-n-los-juguetes-sin-estereotipos-de-g-nero-hacen-m-s-libres-los-ni-os-y-las-ni" rel="noreferrer noopener">self-regulation code for toy advertising</a> .<br><br>From now on, in Spain people will have to think twice before advertising toys divided by colour, pink for girls and blue for boys. It will no longer be possible to advertise toys where you see the good adults who give away toys and the bad ones who don't. It will no longer be possible to use advertising for toys as a reason for social acceptance (you know those advertisements where you see boys and girls who have toys that are incredibly popular with their peers and those without toys who are sad and alone in a corner).<br><br>It will no longer be possible to advertise with gender stereotypes, apart from the blue/pink for boys/girls, but also the type of toy that is offered to boys/girls, so usually there are toys for boys that invite to experimentation, physical activity, technological discoveries, while the pink toys - for girls - invite to games that have to do with care, such as being a nurse, household values, the vacuum cleaner, the kitchenette or the cosmetics to be beautiful.<br><br>Another point of this self-regulatory code is that you cannot sexualize advertising aimed at boys and girls, especially girls, you know the advertisements for cosmetics, make-up, all these things like bras for four-year-old girls, in short, sexualization that... okay that's another matter.<br><br>It is a self-regulatory code, so I don't think they impose fines now, but it is certainly a positive sign.<br><br>Why did I start by saying that Barbie went on strike? Because to accompany or to announce this <b>Code of self-regulation</b>, they made <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HnRGYER4PlM" rel="noreferrer noopener"><b>a very nice video</b></a>, which is an animation of toy puppets who, in fact, hold an assembly and say enough, we are sick and tired, we want to go on strike, don't play anymore with us (I think December 12, any day anyway), because we want everyone to have the opportunity to play with us.<br><br>In short, <b><a href="https://www.artribune.com/television/2023/01/la-spagna-regolamenta-le-pubblicita-per-i-bambini-ecco-lo-spot-sullequita-di-genere/" rel="noreferrer noopener">think about it</a></b> the next time you buy a gift for a boy or girl.<br>]]>
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      <pubDate>Thu, 12 Jan 2023 07:30:34 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Le Barbie ne hanno le tasche piene di essere relegate al 50% della popolazione e per questo sono scese in sciopero! LINK della puntata e TRASCRIZIONE (ENG translation below)Le Barbie sono scese in sciopero, sono stanche e ne hanno le tasche piene di essere relegate solo al 50% della popolazione.Cosa è successo? È successo che in Spagna il Ministero dei Consumatori, che già di per sé avere un ministero dei consumatori è una cosa meravigliosa perché è un ministero che si batte per noi consumatori, il Ministero dei consumatori ha varato un codice di autoregolamentazione della pubblicità per i giocattoli.D'ora in poi in Spagna ci si dovrà pensare due volte prima di fare pubblicità per i giocattoli divisa per colori, rosa per le bambine e blu per i bambini. Non si potrà più fare pubblicità di giocattoli dove si vedono gli adulti buoni che regalano giocattoli e quelli cattivi invece che non li regalano. Non si potrà più nemmeno utilizzare la pubblicità per i giocattoli come motivo di accettazione sociale (sapete quelle pubblicità dove si vedono i bambini e le bambine che c'hanno i giocattoli che sono incredibilmente popolari con gli amichetti e le amichette e quelli invece senza giocattoli che sono tristi e soli in un angolino). Non si potranno più nemmeno fare delle pubblicità con stereotipi di genere, a parte il blu/rosa a bambini/bambine, ma anche il tipo di giocattolo che viene offerto ai bambini, alle bambine, quindi di solito ai bambini ci sono giocattoli che invitano alla sperimentazione, all'attività fisica, alle scoperte tecnologiche, mentre i giocattoli rosa - per le bambine - invitano ai giochi che hanno a che vedere con la cura, quindi l'infermiera, i valori domestici, l'aspirapolvere, la cucinetta oppure i belletti e per farsi belle.Un altro punto di questo codice di autoregolamentazione è che non si può sessualizzare la pubblicità rivolta ai bambini, alle bambine, soprattutto alle bambine, sapete le pubblicità dei belletti i trucchi tutte queste cose qua, i reggiseni per le bambine di quattro anni, insomma la sessualizzazione che... va beh questo è un altro discorso.Si tratta di un codice di autoregolamentazione, quindi non credo adesso che mettano delle multe, però è un segnale sicuramente positivo.Perché ho iniziato dicendo che Barbie scese in sciopero? Perché per accompagnare, o per annunciare questo Codice di autoregolamentazione hanno fatto un video, molto carino, che è un'animazione di pupazzi di giocattoli che appunto fanno un'assemblea e dicono basta ne abbiamo le tasche piene vogliamo scendere in sciopero non giocate più con noi" mi pare il 12 dicembre, comunque un giorno qualsiasi, perché vogliamo che tutti abbiano la possibilità di giocare con noi.Insomma, pensateci la prossima volta che comprate un regalo per un bambino o una bambina.TRANSLATIONThe Barbies have gone on strike, they are tired and fed up with being relegated to only 50% of the population.What happened? It happened that in Spain the Ministry of Consumers, which in itself having a ministry of consumers is a wonderful thing because it is a ministry that fights for us consumers, the Ministry of Consumers has launched a </itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Le Barbie ne hanno le tasche piene di essere relegate al 50% della popolazione e per questo sono scese in sciopero! LINK della puntata e TRASCRIZIONE (ENG translation below)Le Barbie sono scese in sciopero, sono stanche e ne hanno le tasche piene di esser</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 376 Parlare con i computer</title>
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        <![CDATA[Mestieri del futuro non hanno ancora nemmeno un nome, molti di questi hanno a che vedere con la tecnologia.<br><br><b>TRASCRIZIONE CON LINK <i>(English translation below)</i></b><br>I mestieri scompaiono sempre. Solo che quando ci si trova nel periodo in cui stanno scomparendo i mestieri che facevano le nostre mamme e i nostri papà, si rimane un attimo titubanti e molti dei mestieri che i nostri genitori facevano, e a noi sembravano del tutto normali come autista di autobus, presto non ci saranno più, verranno sostituiti da altri mestieri.<br><br>Per molti di questi mestieri del futuro ancora non esiste nemmeno un nome. Infatti, dieci anni fa nessuno si sarebbe sognato di voler fare da grande l'<b><a href="https://promptdesign.it/" rel="noreferrer noopener">ideatore di istruzioni per intelligenza artificiale generativa</a></b>. Che cos'è? È creare delle stringhe di domande e delle descrizioni, no, più che delle descrizioni, appunto delle istruzioni da dare in pasto ai computer che elaborano intelligenza artificiale.<br><br>Se fino a poco tempo fa questo era un compito riservato a persone che avevano studiato ingegneria elettronica, linguistica applicata eccetera, ora lo può fare chiunque, dal computer di casa propria, addirittura dal cellulare, usando <a href="https://chat.openai.com/auth/login" rel="noreferrer noopener"><b>GPT-3 </b></a>ad esempio, che è un interfaccia che si può usare senza conoscere il linguaggio macchina, quindi senza aver mai fatto coding, semplicemente si fanno delle domande, possono essere delle domande fatte usando il linguaggio naturale come noi parliamo.<br><br>Io ho provato a usarlo diverse volte e ogni volta rimango basita, anzitutto dalla velocità con cui le risposte vengono date, poi dalla completezza e anche dalla lunghezza delle risposte. Ho chiesto cose tipo "qual è la situazione del podcast in Italia?" e ha fatto un'analisi veramente intelligente e che risponde effettivamente a quello che è anche la mia esperienza.<br><br>Però non è semplice farsi dare cose intelligenti o comunque che non suonino come qualcosa di copiato e di visto e di rivisto dai computer che usano l'intelligenza artificiale generativa. C'è tutta una tecnica che appunto adesso viene insegnata in questi corsi dove si apprende, che poi sono praticamente modi di giornalismo, un po' quello che... Com'e come certi giornalisti riescono sempre a fare delle interviste interessanti anche quando intervistano una pietra, invece altre persone, anche quando intervistano una persona incredibilmente brillante, vengono fuori con delle cose piatte. Ecco, si tratta sempre di sapere come porre le domande.<br><br>Comunque, se vi interessa un mestiere del futuro, il creatore di istruzioni per l'intelligenza artificiale generativa è sicuramente uno di quelli che farà parlare di sé nel prossimo futuro.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Jobs always disappear. Except that when we find ourselves in the period in which our mums and dads' jobs are disappearing, we remain hesitant for a moment and many of the jobs that our parents did, that seemed completely normal to us, such as bus driver, soon they will no longer exist, they will be replaced by other professions.<br><br>For many of these professions of the future, there is not even a name yet. In fact, ten years ago no one would have dreamed of wanting to grow up as a <a href="https://promptdesign.it/" rel="noreferrer noopener"><b>creator of instructions for generative artificial intelligence</b></a>. What is that? It means creating strings of questions and descriptions, no, more than descriptions, precisely instructions to be fed to the computers that process artificial intelligence.<br><br>If until recently this was a task reserved for people who had studied electronic engineering, applied linguistics, etc., now anyone can do it, from their own home computer, even from a mobile phone, using <a href="https://chat.openai.com/auth/login" rel="noreferrer noopener"><b>GPT-3</b></a> for example, which is an interface that you can use without knowing machine language, so without ever having done coding, you simply ask questions, it can be questions asked using natural language as we speak.<br><br>I have tried to use it several times and every time I am amazed, first by the speed with which the answers are given, then by the completeness and also by the length of the answers. I asked things like "what is the situation of the podcast in Italy?" and it made a really intelligent analysis and that actually responds to what is also my experience.<br><br>But it's not easy to get things that are intelligent or anything that doesn't sound like something copied, already seen many times, by computers that use generative artificial intelligence. There is a whole technique that is now being taught in these courses where one learns, which are practically the ways of journalism, a bit like that... You know, how certain journalists always manage to make interesting interviews even when they do interviews a stone, on the other hand other people, even when they interview an incredibly brilliant person, they come up with some flat stuff. Well, it's always about knowing how to ask questions.<br><br>However, if you are interested in a profession of the future, the creator of instructions for generative artificial intelligence is certainly one that will be talked about in the near future.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Mestieri del futuro non hanno ancora nemmeno un nome, molti di questi hanno a che vedere con la tecnologia.<br><br><b>TRASCRIZIONE CON LINK <i>(English translation below)</i></b><br>I mestieri scompaiono sempre. Solo che quando ci si trova nel periodo in cui stanno scomparendo i mestieri che facevano le nostre mamme e i nostri papà, si rimane un attimo titubanti e molti dei mestieri che i nostri genitori facevano, e a noi sembravano del tutto normali come autista di autobus, presto non ci saranno più, verranno sostituiti da altri mestieri.<br><br>Per molti di questi mestieri del futuro ancora non esiste nemmeno un nome. Infatti, dieci anni fa nessuno si sarebbe sognato di voler fare da grande l'<b><a href="https://promptdesign.it/" rel="noreferrer noopener">ideatore di istruzioni per intelligenza artificiale generativa</a></b>. Che cos'è? È creare delle stringhe di domande e delle descrizioni, no, più che delle descrizioni, appunto delle istruzioni da dare in pasto ai computer che elaborano intelligenza artificiale.<br><br>Se fino a poco tempo fa questo era un compito riservato a persone che avevano studiato ingegneria elettronica, linguistica applicata eccetera, ora lo può fare chiunque, dal computer di casa propria, addirittura dal cellulare, usando <a href="https://chat.openai.com/auth/login" rel="noreferrer noopener"><b>GPT-3 </b></a>ad esempio, che è un interfaccia che si può usare senza conoscere il linguaggio macchina, quindi senza aver mai fatto coding, semplicemente si fanno delle domande, possono essere delle domande fatte usando il linguaggio naturale come noi parliamo.<br><br>Io ho provato a usarlo diverse volte e ogni volta rimango basita, anzitutto dalla velocità con cui le risposte vengono date, poi dalla completezza e anche dalla lunghezza delle risposte. Ho chiesto cose tipo "qual è la situazione del podcast in Italia?" e ha fatto un'analisi veramente intelligente e che risponde effettivamente a quello che è anche la mia esperienza.<br><br>Però non è semplice farsi dare cose intelligenti o comunque che non suonino come qualcosa di copiato e di visto e di rivisto dai computer che usano l'intelligenza artificiale generativa. C'è tutta una tecnica che appunto adesso viene insegnata in questi corsi dove si apprende, che poi sono praticamente modi di giornalismo, un po' quello che... Com'e come certi giornalisti riescono sempre a fare delle interviste interessanti anche quando intervistano una pietra, invece altre persone, anche quando intervistano una persona incredibilmente brillante, vengono fuori con delle cose piatte. Ecco, si tratta sempre di sapere come porre le domande.<br><br>Comunque, se vi interessa un mestiere del futuro, il creatore di istruzioni per l'intelligenza artificiale generativa è sicuramente uno di quelli che farà parlare di sé nel prossimo futuro.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>Jobs always disappear. Except that when we find ourselves in the period in which our mums and dads' jobs are disappearing, we remain hesitant for a moment and many of the jobs that our parents did, that seemed completely normal to us, such as bus driver, soon they will no longer exist, they will be replaced by other professions.<br><br>For many of these professions of the future, there is not even a name yet. In fact, ten years ago no one would have dreamed of wanting to grow up as a <a href="https://promptdesign.it/" rel="noreferrer noopener"><b>creator of instructions for generative artificial intelligence</b></a>. What is that? It means creating strings of questions and descriptions, no, more than descriptions, precisely instructions to be fed to the computers that process artificial intelligence.<br><br>If until recently this was a task reserved for people who had studied electronic engineering, applied linguistics, etc., now anyone can do it, from their own home computer, even from a mobile phone, using <a href="https://chat.openai.com/auth/login" rel="noreferrer noopener"><b>GPT-3</b></a> for example, which is an interface that you can use without knowing machine language, so without ever having done coding, you simply ask questions, it can be questions asked using natural language as we speak.<br><br>I have tried to use it several times and every time I am amazed, first by the speed with which the answers are given, then by the completeness and also by the length of the answers. I asked things like "what is the situation of the podcast in Italy?" and it made a really intelligent analysis and that actually responds to what is also my experience.<br><br>But it's not easy to get things that are intelligent or anything that doesn't sound like something copied, already seen many times, by computers that use generative artificial intelligence. There is a whole technique that is now being taught in these courses where one learns, which are practically the ways of journalism, a bit like that... You know, how certain journalists always manage to make interesting interviews even when they do interviews a stone, on the other hand other people, even when they interview an incredibly brilliant person, they come up with some flat stuff. Well, it's always about knowing how to ask questions.<br><br>However, if you are interested in a profession of the future, the creator of instructions for generative artificial intelligence is certainly one that will be talked about in the near future.<br><br>]]>
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      <pubDate>Wed, 11 Jan 2023 07:47:24 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Mestieri del futuro non hanno ancora nemmeno un nome, molti di questi hanno a che vedere con la tecnologia.TRASCRIZIONE CON LINK (English translation below)I mestieri scompaiono sempre. Solo che quando ci si trova nel periodo in cui stanno scomparendo i mestieri che facevano le nostre mamme e i nostri papà, si rimane un attimo titubanti e molti dei mestieri che i nostri genitori facevano, e a noi sembravano del tutto normali come autista di autobus, presto non ci saranno più, verranno sostituiti da altri mestieri.Per molti di questi mestieri del futuro ancora non esiste nemmeno un nome. Infatti, dieci anni fa nessuno si sarebbe sognato di voler fare da grande l'ideatore di istruzioni per intelligenza artificiale generativa. Che cos'è? È creare delle stringhe di domande e delle descrizioni, no, più che delle descrizioni, appunto delle istruzioni da dare in pasto ai computer che elaborano intelligenza artificiale.Se fino a poco tempo fa questo era un compito riservato a persone che avevano studiato ingegneria elettronica, linguistica applicata eccetera, ora lo può fare chiunque, dal computer di casa propria, addirittura dal cellulare, usando GPT-3 ad esempio, che è un interfaccia che si può usare senza conoscere il linguaggio macchina, quindi senza aver mai fatto coding, semplicemente si fanno delle domande, possono essere delle domande fatte usando il linguaggio naturale come noi parliamo.Io ho provato a usarlo diverse volte e ogni volta rimango basita, anzitutto dalla velocità con cui le risposte vengono date, poi dalla completezza e anche dalla lunghezza delle risposte. Ho chiesto cose tipo "qual è la situazione del podcast in Italia?" e ha fatto un'analisi veramente intelligente e che risponde effettivamente a quello che è anche la mia esperienza.Però non è semplice farsi dare cose intelligenti o comunque che non suonino come qualcosa di copiato e di visto e di rivisto dai computer che usano l'intelligenza artificiale generativa. C'è tutta una tecnica che appunto adesso viene insegnata in questi corsi dove si apprende, che poi sono praticamente modi di giornalismo, un po' quello che... Com'e come certi giornalisti riescono sempre a fare delle interviste interessanti anche quando intervistano una pietra, invece altre persone, anche quando intervistano una persona incredibilmente brillante, vengono fuori con delle cose piatte. Ecco, si tratta sempre di sapere come porre le domande.Comunque, se vi interessa un mestiere del futuro, il creatore di istruzioni per l'intelligenza artificiale generativa è sicuramente uno di quelli che farà parlare di sé nel prossimo futuro.TRANSLATIONJobs always disappear. Except that when we find ourselves in the period in which our mums and dads' jobs are disappearing, we remain hesitant for a moment and many of the jobs that our parents did, that seemed completely normal to us, such as bus driver, soon they will no longer exist, they will be replaced by other professions.For many of these professions of the future, there is not even a name yet. In fact, ten years ago no one would have dreamed of wanting to grow up as a creator of instructions for generative artificial intelligence. What is that? It means creating strings of questions and descriptions, no, more than descriptions, precisely instructions to be fed to the computers that process artificial intelligence.If until recently this was a task reserved for people who had studied electronic engineering, applied linguistics, etc., now anyone can do it, from their own home computer, even from a mobile phone, using </itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 375 Libri giapponesi con numeri</title>
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        <![CDATA[Due libri che ho letto di seguito e che hanno in comune il fatto di essere giapponesi, di avere un numero nel titolo e di essere travolgenti (nel miglior significato che si può dare al termine).<br><br><b>TRASCRIZIONE CON LINK </b>(<b><i>English translation &amp; links below</i></b>)<br>Per una serie di motivi a me assolutamente ignoti che possiamo chiamare caso, mi è capitato di leggere uno dopo l'altro due libri giapponesi, tutti e due con un numero nel titolo e tutti e due libri che mi hanno completamente catturato l'attenzione, infatti per tutto il tempo in cui leggevo questi libri non facevo nient'altro.<br><br>Il primo che ho letto in ordine di tempo è <a href="https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-straniera/narrativa-giapponese/i-sette-killer-dello-shinkansen-isaka-kotaro-9788806247836/" rel="noreferrer noopener"><i><b>I sette killer dello Shinkansen</b></i></a> dell'autore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/K%C5%8Dtar%C5%8D_Isaka" rel="noreferrer noopener"><b>Isaka Kotaro</b></a>, film libro da cui è stato anche tratto un film uscito pochi mesi fa, che si chiama <a href="https://www.youtube.com/watch?v=71WbTzuO8jo" rel="noreferrer noopener"><i><b>Bullet Train</b></i></a>.<br><br>Parlo brevemente del libro: <i>I sette killer dello Shinkansen</i> è esattamente quello che il titolo fa immaginare. C'è lo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shinkansen" rel="noreferrer noopener"><i><b>Shinkansen</b></i></a>, che è il <i>bullet train</i><b></b>, il treno superveloce che c'è in Giappone (c'è anche in altre parti del mondo, però questo in particolare in Giappone) che durante un tragitto che compie senza fermate ci sono sette killer su questo treno, che si inseguono e si ammazzano a vicenda nei modi più rocamboleschi possibili. Pensate un po' Tarantino, però con l'ironia e la profondità della cultura giapponese.<br><br>Il libro mi è piaciuto particolarmente, anche perché io sullo <i>Shinkansen</i> ci sono stata (e vorrei tanto tornarci), per cui mi immaginavo proprio le scene, mi immaginavo i movimenti da una carrozza all'altra. A differenza di tanti libri giapponesi che ho letto, questo di Isaka Kotaro ha un grandissimo senso proprio cinematografico, infatti la prima cosa che ho pensato mentre lo leggevo "questo sarebbe un fantastico film". Infatti anche il film, di solito i film tratti dai libri lasciano il tempo che trovano, invece sono riusciti a fare una cosa diciamo che non rispecchia totalmente il libro, anche perché il libro è così rocambolesco, così pieno di parti anche più intimiste eccetera, che sarebbe molto difficile da rendere in in un film di cassetta, però è un film godibilissimo.<br><br>Il secondo libro, che ha un numero nel titolo è <a href="https://neripozza.it/libri/le-quattro-casalinghe-di-tokyo" rel="noreferrer noopener"><i><b>Le quattro casalinghe di Tokyo</b></i></a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Natsuo_Kirino" rel="noreferrer noopener"><b>Natsuo Kirino</b></a>. Anche questo è un libro abbastanza rocambolesco anche se meno, diciamo, alla Tarantino, anche qua ci sono dei crimini che non vi sto a raccontare perché non voglio spoilerare, però vale veramente la pena leggerlo, poi tra l'altro ho visto su Wikipedia che anche da questo libro è stato tratto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Out_(film)" rel="noreferrer noopener"><b>un film</b></a>.<br><br>Una cosa interessante è che una volta finito <i>Le quattro casalinghe di Tokyo</i> mi sono resa conto che avevo a casa un altro libro di Natsuo Karino, di cui non ricordo nemmeno il titolo, che però avevo iniziato a leggere, avevo lasciato dopo una cinquantina di pagine perché non mi convinceva. Bene, tornerò a riprenderlo e finirò di leggerlo.<br><br><b>ENGLISH TRANSLATION WITH LINKS</b><br>For a series of reasons absolutely unknown to me that we can call chance, I happened to read two Japanese books one after the other, both with a number in the title and both books that completely captured my attention, in fact all the time I was reading these books I was doing nothing else.<br><br>The first I've read in chronological order is <b><i>The Seven Killers of the Shinkansen</i></b> <i>[English title <a href="https://www.abramsbooks.com/product/bullet-train_9781419756337/" rel="noreferrer noopener"><b>Bullet Train</b></a>]</i> by the author <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/K%C5%8Dtar%C5%8D_Isaka" rel="noreferrer noopener"><b>Isaka Kotaro</b></a>, a book from which they also released a movie, titled <a href="https://www.youtube.com/watch?v=0IOsk2Vlc4o" rel="noreferrer noopener"><i><b>Bullet Train</b></i></a>, a few months ago.<br><br>I speak briefly about the book: <i>The Seven Killers of the Shinkansen</i> is exactly what the title suggests. You have the <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shinkansen" rel="noreferrer noopener"><b><i>Shinkansen</i></b></a>, which is the Bullet train, the super-fast train that you find in Japan (it's also in other parts of the world, but this one in particular is in Japan) and during a non-stop journey there are seven killers on this train, chasing and killing each other in the most daring ways possible. Imagine Tarantino, but with the irony and depth of Japanese culture.<br><br>I particularly liked the book, also because I've been there on the Shinkansen (and I would love to go back), so I could really imagined the scenes, I imagined the movements from one carriage to another. Unlike many Japanese books I've read, this one by Isaka Kotaro has a very great cinematic sense, in fact the first thing I thought while reading it was "this would be a fantastic film". In fact, even the film, usually films based on books are not so good, instead they managed to do something let's say that even if it doesn't totally reflect the book, also because the book is so daring, so full of somehow reflective parts and so on, which would be very difficult to render in a blockbuster film, but it is a highly enjoyable film nevertheless.<br><br>The second book, which has a number in the title is <b><i>The Four Housewives of Tokyo</i></b> <i>[English title: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Out_(novel)" rel="noreferrer noopener"><b>Out</b></a>] </i>by <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Natsuo_Kirino" rel="noreferrer noopener"><i><b>Natsuo Kirino</b></i></a>. This is also a quite daring book even if less, let's say, Tarantino-like, here too there are some crimes that I won't tell you about because I don't want to spoil it, but it's really worth reading, and - among other things - I saw on Wikipedia that they made <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Out_(2002_film)" rel="noreferrer noopener"><b>a movie</b></a> also from this book.<br><br>An interesting thing is that once I finished <i>The Four Housewives of Tokyo</i> I realized that I had another nice book by <i>Natsuo Kirino</i> at home, whose title I don't even remember, which however I had started reading but that I had left after about fifty pages because it didn't convince me. Well, I'll go back to it and will finish reading.]]>
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        <![CDATA[Due libri che ho letto di seguito e che hanno in comune il fatto di essere giapponesi, di avere un numero nel titolo e di essere travolgenti (nel miglior significato che si può dare al termine).<br><br><b>TRASCRIZIONE CON LINK </b>(<b><i>English translation &amp; links below</i></b>)<br>Per una serie di motivi a me assolutamente ignoti che possiamo chiamare caso, mi è capitato di leggere uno dopo l'altro due libri giapponesi, tutti e due con un numero nel titolo e tutti e due libri che mi hanno completamente catturato l'attenzione, infatti per tutto il tempo in cui leggevo questi libri non facevo nient'altro.<br><br>Il primo che ho letto in ordine di tempo è <a href="https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-straniera/narrativa-giapponese/i-sette-killer-dello-shinkansen-isaka-kotaro-9788806247836/" rel="noreferrer noopener"><i><b>I sette killer dello Shinkansen</b></i></a> dell'autore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/K%C5%8Dtar%C5%8D_Isaka" rel="noreferrer noopener"><b>Isaka Kotaro</b></a>, film libro da cui è stato anche tratto un film uscito pochi mesi fa, che si chiama <a href="https://www.youtube.com/watch?v=71WbTzuO8jo" rel="noreferrer noopener"><i><b>Bullet Train</b></i></a>.<br><br>Parlo brevemente del libro: <i>I sette killer dello Shinkansen</i> è esattamente quello che il titolo fa immaginare. C'è lo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shinkansen" rel="noreferrer noopener"><i><b>Shinkansen</b></i></a>, che è il <i>bullet train</i><b></b>, il treno superveloce che c'è in Giappone (c'è anche in altre parti del mondo, però questo in particolare in Giappone) che durante un tragitto che compie senza fermate ci sono sette killer su questo treno, che si inseguono e si ammazzano a vicenda nei modi più rocamboleschi possibili. Pensate un po' Tarantino, però con l'ironia e la profondità della cultura giapponese.<br><br>Il libro mi è piaciuto particolarmente, anche perché io sullo <i>Shinkansen</i> ci sono stata (e vorrei tanto tornarci), per cui mi immaginavo proprio le scene, mi immaginavo i movimenti da una carrozza all'altra. A differenza di tanti libri giapponesi che ho letto, questo di Isaka Kotaro ha un grandissimo senso proprio cinematografico, infatti la prima cosa che ho pensato mentre lo leggevo "questo sarebbe un fantastico film". Infatti anche il film, di solito i film tratti dai libri lasciano il tempo che trovano, invece sono riusciti a fare una cosa diciamo che non rispecchia totalmente il libro, anche perché il libro è così rocambolesco, così pieno di parti anche più intimiste eccetera, che sarebbe molto difficile da rendere in in un film di cassetta, però è un film godibilissimo.<br><br>Il secondo libro, che ha un numero nel titolo è <a href="https://neripozza.it/libri/le-quattro-casalinghe-di-tokyo" rel="noreferrer noopener"><i><b>Le quattro casalinghe di Tokyo</b></i></a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Natsuo_Kirino" rel="noreferrer noopener"><b>Natsuo Kirino</b></a>. Anche questo è un libro abbastanza rocambolesco anche se meno, diciamo, alla Tarantino, anche qua ci sono dei crimini che non vi sto a raccontare perché non voglio spoilerare, però vale veramente la pena leggerlo, poi tra l'altro ho visto su Wikipedia che anche da questo libro è stato tratto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Out_(film)" rel="noreferrer noopener"><b>un film</b></a>.<br><br>Una cosa interessante è che una volta finito <i>Le quattro casalinghe di Tokyo</i> mi sono resa conto che avevo a casa un altro libro di Natsuo Karino, di cui non ricordo nemmeno il titolo, che però avevo iniziato a leggere, avevo lasciato dopo una cinquantina di pagine perché non mi convinceva. Bene, tornerò a riprenderlo e finirò di leggerlo.<br><br><b>ENGLISH TRANSLATION WITH LINKS</b><br>For a series of reasons absolutely unknown to me that we can call chance, I happened to read two Japanese books one after the other, both with a number in the title and both books that completely captured my attention, in fact all the time I was reading these books I was doing nothing else.<br><br>The first I've read in chronological order is <b><i>The Seven Killers of the Shinkansen</i></b> <i>[English title <a href="https://www.abramsbooks.com/product/bullet-train_9781419756337/" rel="noreferrer noopener"><b>Bullet Train</b></a>]</i> by the author <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/K%C5%8Dtar%C5%8D_Isaka" rel="noreferrer noopener"><b>Isaka Kotaro</b></a>, a book from which they also released a movie, titled <a href="https://www.youtube.com/watch?v=0IOsk2Vlc4o" rel="noreferrer noopener"><i><b>Bullet Train</b></i></a>, a few months ago.<br><br>I speak briefly about the book: <i>The Seven Killers of the Shinkansen</i> is exactly what the title suggests. You have the <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shinkansen" rel="noreferrer noopener"><b><i>Shinkansen</i></b></a>, which is the Bullet train, the super-fast train that you find in Japan (it's also in other parts of the world, but this one in particular is in Japan) and during a non-stop journey there are seven killers on this train, chasing and killing each other in the most daring ways possible. Imagine Tarantino, but with the irony and depth of Japanese culture.<br><br>I particularly liked the book, also because I've been there on the Shinkansen (and I would love to go back), so I could really imagined the scenes, I imagined the movements from one carriage to another. Unlike many Japanese books I've read, this one by Isaka Kotaro has a very great cinematic sense, in fact the first thing I thought while reading it was "this would be a fantastic film". In fact, even the film, usually films based on books are not so good, instead they managed to do something let's say that even if it doesn't totally reflect the book, also because the book is so daring, so full of somehow reflective parts and so on, which would be very difficult to render in a blockbuster film, but it is a highly enjoyable film nevertheless.<br><br>The second book, which has a number in the title is <b><i>The Four Housewives of Tokyo</i></b> <i>[English title: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Out_(novel)" rel="noreferrer noopener"><b>Out</b></a>] </i>by <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Natsuo_Kirino" rel="noreferrer noopener"><i><b>Natsuo Kirino</b></i></a>. This is also a quite daring book even if less, let's say, Tarantino-like, here too there are some crimes that I won't tell you about because I don't want to spoil it, but it's really worth reading, and - among other things - I saw on Wikipedia that they made <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Out_(2002_film)" rel="noreferrer noopener"><b>a movie</b></a> also from this book.<br><br>An interesting thing is that once I finished <i>The Four Housewives of Tokyo</i> I realized that I had another nice book by <i>Natsuo Kirino</i> at home, whose title I don't even remember, which however I had started reading but that I had left after about fifty pages because it didn't convince me. Well, I'll go back to it and will finish reading.]]>
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      <pubDate>Tue, 10 Jan 2023 08:22:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:author>M. Cristina Marras</itunes:author>
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      <itunes:summary>Due libri che ho letto di seguito e che hanno in comune il fatto di essere giapponesi, di avere un numero nel titolo e di essere travolgenti (nel miglior significato che si può dare al termine).TRASCRIZIONE CON LINK (English translation &amp;amp; links below)Per una serie di motivi a me assolutamente ignoti che possiamo chiamare caso, mi è capitato di leggere uno dopo l'altro due libri giapponesi, tutti e due con un numero nel titolo e tutti e due libri che mi hanno completamente catturato l'attenzione, infatti per tutto il tempo in cui leggevo questi libri non facevo nient'altro.Il primo che ho letto in ordine di tempo è I sette killer dello Shinkansen dell'autore Isaka Kotaro, film libro da cui è stato anche tratto un film uscito pochi mesi fa, che si chiama Bullet Train.Parlo brevemente del libro: I sette killer dello Shinkansen è esattamente quello che il titolo fa immaginare. C'è lo Shinkansen, che è il bullet train, il treno superveloce che c'è in Giappone (c'è anche in altre parti del mondo, però questo in particolare in Giappone) che durante un tragitto che compie senza fermate ci sono sette killer su questo treno, che si inseguono e si ammazzano a vicenda nei modi più rocamboleschi possibili. Pensate un po' Tarantino, però con l'ironia e la profondità della cultura giapponese.Il libro mi è piaciuto particolarmente, anche perché io sullo Shinkansen ci sono stata (e vorrei tanto tornarci), per cui mi immaginavo proprio le scene, mi immaginavo i movimenti da una carrozza all'altra. A differenza di tanti libri giapponesi che ho letto, questo di Isaka Kotaro ha un grandissimo senso proprio cinematografico, infatti la prima cosa che ho pensato mentre lo leggevo "questo sarebbe un fantastico film". Infatti anche il film, di solito i film tratti dai libri lasciano il tempo che trovano, invece sono riusciti a fare una cosa diciamo che non rispecchia totalmente il libro, anche perché il libro è così rocambolesco, così pieno di parti anche più intimiste eccetera, che sarebbe molto difficile da rendere in in un film di cassetta, però è un film godibilissimo.Il secondo libro, che ha un numero nel titolo è Le quattro casalinghe di Tokyo di Natsuo Kirino. Anche questo è un libro abbastanza rocambolesco anche se meno, diciamo, alla Tarantino, anche qua ci sono dei crimini che non vi sto a raccontare perché non voglio spoilerare, però vale veramente la pena leggerlo, poi tra l'altro ho visto su Wikipedia che anche da questo libro è stato tratto un film.Una cosa interessante è che una volta finito Le quattro casalinghe di Tokyo mi sono resa conto che avevo a casa un altro libro di Natsuo Karino, di cui non ricordo nemmeno il titolo, che però avevo iniziato a leggere, avevo lasciato dopo una cinquantina di pagine perché non mi convinceva. Bene, tornerò a riprenderlo e finirò di leggerlo.ENGLISH TRANSLATION WITH LINKSFor a series of reasons absolutely unknown to me that we can call chance, I happened to read...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Due libri che ho letto di seguito e che hanno in comune il fatto di essere giapponesi, di avere un numero nel titolo e di essere travolgenti (nel miglior significato che si può dare al termine).TRASCRIZIONE CON LINK (English translation &amp;amp; links below)</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 374 Non mi saluta</title>
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        <![CDATA[Qual è il modo migliore per rivalersi su una persona che insiste nel non salutare quando ci si incrocia sul pianerottolo o in ascensore? Io ne ho elaborato uno.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> (<i><b>translation below</b></i>)<br>Abito in un palazzo che ha otto piani. Ad ogni piano ci sono cinque appartamenti, quindi più o meno 40 nuclei familiari. Molti di questi nuclei familiari sono composti da persone che abitano da sole, quasi tutte signore di una certa età, poi ci sono delle famiglie. In generale, diciamo che la maggior parte delle persone che abita nel mio palazzo è molto gentile e molto cordiale, ci si saluta sempre per le scale quando si fa un pezzo in ascensore, ora non più insieme, perché da dopo il COVID ormai si viaggia solo da soli o con la propria famiglia in ascensore, si chiacchiera, mi fa sempre piacere scambiare due parole anche quando li incontro per strada o al supermercato.<br><br>Nel palazzo però ci sono delle persone che non amano chiacchierare e non amano nemmeno rispondere al saluto. Questa cosa qua mi incuriosisce moltissimo, più che indispettirmi, che vabbè, è un po' maleducazione se ti salutano non rispondere, però mi incuriosisce: come può una persona che ti incontra faccia a faccia, tipo io sto uscendo e questa persona sta entrando, e io dico <i>"Buongiorno!" </i>e questa persona non risponde, il suo sguardo passa sopra la mia testa e non risponde.<br><br>La cosa veramente mi incuriosisce tantissimo, lo trovo affascinante perché mi immedesimo in questa persona e mi immagino, forse questa persona è presa da pensieri? Ma è possibile che sia sempre, sempre, sempre così assorta a pensare ad altre cose? Io non ci riuscirei a ignorare qualcuno che mi saluta, anche se è una persona che boh, che mi sta antipatica.<br><br>Però mi rendo conto che è un modo di porsi nei confronti degli altri, nei confronti della vita completamente diverso dal mio e così come tutte le cose diverse, appunto, lo trovo incredibilmente affascinante. Io sono esattamente l'opposto, io non perdo occasione per chiacchierare con gli estranei, con le persone che non conosco. Qualsiasi motivo anche per fare i complimenti, se vedo una signora che ha un bel vestito <i>"Ah, ma che bel vestito, signora!"</i> e di solito le persone sorridono e apprezzano.<br><br>Non mi è mai capitato, veramente, di incontrare una persona così. L'ho vista solo nei film, e quando di solito vedo personaggi del genere nei film, li trovo poco credibili, appunto perché non sono vicini alla mia realtà.<br><br>Eppure io mi ci metto veramente d'impegno e saluto questa persona con extra dose di entusiasmo, un po' per provocarla perché voglio vedere fino a che punto arriva a non salutarmi e un po' perché so che se una persona ti ignora, è il modo peggiore per farla star male e essere ancora più presente nel loro campo visivo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I live in a building that has eight floors. There are five apartments on each floor, which means more or less 40 households. Many of these are made up of people who live alone, almost all ladies of a certain age, then there are families. In general, let's say that most of the people who live in my building are very kind and very cordial, we always greet each other on the stairs when we take the lift, now no longer together, because since COVID now you travel alone or with your family in the lift, we chat, I'm always happy to exchange a few words, even when we meet them on the street or at the supermarket.<br><br>In the building, however, there is someone who doesn't like to chat and doesn't even like to return greetings. This intrigues rather than angering me, oh well, it's a bit rude if you greet and they do not answer, but it intrigues me: how can a person who meets you face to face, like I'm leaving and this person is entering, and I say <i>"Good morning!"</i> and this person doesn't answer, their gaze passes over my head and they don't answer.<br><br>This really intrigues me a lot, I find it fascinating because I identify with this person and I imagine, maybe this person is caught up in thoughts? But how is it possible that they are always, always, always so absorbed in thinking about other things? I wouldn't be able to ignore someone who greets me, even if they were someone who, IDK, I dislike.<br><br>But I realize that it's a completely different way of dealing with others, with life, and just like all different things, I find this utterly fascinating. I'm the exact opposite, I never miss an opportunity to chat with strangers, with people I don't know. For any reason, sometimes to compliment, if I see a lady wearing a nice dress <i>"Ah, what a beautiful dress, ma'am!"</i> and usually people smile and appreciate.<br><br>I've never really met someone like this. I've only seen such characters in movies, and when it happens, I usually find them hardly believable, precisely because they're not close to my reality. And yet I really put my effort into it and greet this person with an extra dose of enthusiasm, partly to provoke them because I want to see how far they go in not greeting me and partly because I know that if a person ignores you, it's the best way to spite them: been even more present in their field of vision.]]>
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        <![CDATA[Qual è il modo migliore per rivalersi su una persona che insiste nel non salutare quando ci si incrocia sul pianerottolo o in ascensore? Io ne ho elaborato uno.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> (<i><b>translation below</b></i>)<br>Abito in un palazzo che ha otto piani. Ad ogni piano ci sono cinque appartamenti, quindi più o meno 40 nuclei familiari. Molti di questi nuclei familiari sono composti da persone che abitano da sole, quasi tutte signore di una certa età, poi ci sono delle famiglie. In generale, diciamo che la maggior parte delle persone che abita nel mio palazzo è molto gentile e molto cordiale, ci si saluta sempre per le scale quando si fa un pezzo in ascensore, ora non più insieme, perché da dopo il COVID ormai si viaggia solo da soli o con la propria famiglia in ascensore, si chiacchiera, mi fa sempre piacere scambiare due parole anche quando li incontro per strada o al supermercato.<br><br>Nel palazzo però ci sono delle persone che non amano chiacchierare e non amano nemmeno rispondere al saluto. Questa cosa qua mi incuriosisce moltissimo, più che indispettirmi, che vabbè, è un po' maleducazione se ti salutano non rispondere, però mi incuriosisce: come può una persona che ti incontra faccia a faccia, tipo io sto uscendo e questa persona sta entrando, e io dico <i>"Buongiorno!" </i>e questa persona non risponde, il suo sguardo passa sopra la mia testa e non risponde.<br><br>La cosa veramente mi incuriosisce tantissimo, lo trovo affascinante perché mi immedesimo in questa persona e mi immagino, forse questa persona è presa da pensieri? Ma è possibile che sia sempre, sempre, sempre così assorta a pensare ad altre cose? Io non ci riuscirei a ignorare qualcuno che mi saluta, anche se è una persona che boh, che mi sta antipatica.<br><br>Però mi rendo conto che è un modo di porsi nei confronti degli altri, nei confronti della vita completamente diverso dal mio e così come tutte le cose diverse, appunto, lo trovo incredibilmente affascinante. Io sono esattamente l'opposto, io non perdo occasione per chiacchierare con gli estranei, con le persone che non conosco. Qualsiasi motivo anche per fare i complimenti, se vedo una signora che ha un bel vestito <i>"Ah, ma che bel vestito, signora!"</i> e di solito le persone sorridono e apprezzano.<br><br>Non mi è mai capitato, veramente, di incontrare una persona così. L'ho vista solo nei film, e quando di solito vedo personaggi del genere nei film, li trovo poco credibili, appunto perché non sono vicini alla mia realtà.<br><br>Eppure io mi ci metto veramente d'impegno e saluto questa persona con extra dose di entusiasmo, un po' per provocarla perché voglio vedere fino a che punto arriva a non salutarmi e un po' perché so che se una persona ti ignora, è il modo peggiore per farla star male e essere ancora più presente nel loro campo visivo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I live in a building that has eight floors. There are five apartments on each floor, which means more or less 40 households. Many of these are made up of people who live alone, almost all ladies of a certain age, then there are families. In general, let's say that most of the people who live in my building are very kind and very cordial, we always greet each other on the stairs when we take the lift, now no longer together, because since COVID now you travel alone or with your family in the lift, we chat, I'm always happy to exchange a few words, even when we meet them on the street or at the supermarket.<br><br>In the building, however, there is someone who doesn't like to chat and doesn't even like to return greetings. This intrigues rather than angering me, oh well, it's a bit rude if you greet and they do not answer, but it intrigues me: how can a person who meets you face to face, like I'm leaving and this person is entering, and I say <i>"Good morning!"</i> and this person doesn't answer, their gaze passes over my head and they don't answer.<br><br>This really intrigues me a lot, I find it fascinating because I identify with this person and I imagine, maybe this person is caught up in thoughts? But how is it possible that they are always, always, always so absorbed in thinking about other things? I wouldn't be able to ignore someone who greets me, even if they were someone who, IDK, I dislike.<br><br>But I realize that it's a completely different way of dealing with others, with life, and just like all different things, I find this utterly fascinating. I'm the exact opposite, I never miss an opportunity to chat with strangers, with people I don't know. For any reason, sometimes to compliment, if I see a lady wearing a nice dress <i>"Ah, what a beautiful dress, ma'am!"</i> and usually people smile and appreciate.<br><br>I've never really met someone like this. I've only seen such characters in movies, and when it happens, I usually find them hardly believable, precisely because they're not close to my reality. And yet I really put my effort into it and greet this person with an extra dose of enthusiasm, partly to provoke them because I want to see how far they go in not greeting me and partly because I know that if a person ignores you, it's the best way to spite them: been even more present in their field of vision.]]>
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      <pubDate>Mon, 09 Jan 2023 05:18:53 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Qual è il modo migliore per rivalersi su una persona che insiste nel non salutare quando ci si incrocia sul pianerottolo o in ascensore? Io ne ho elaborato uno.TRASCRIZIONE (translation below)Abito in un palazzo che ha otto piani. Ad ogni piano ci sono cinque appartamenti, quindi più o meno 40 nuclei familiari. Molti di questi nuclei familiari sono composti da persone che abitano da sole, quasi tutte signore di una certa età, poi ci sono delle famiglie. In generale, diciamo che la maggior parte delle persone che abita nel mio palazzo è molto gentile e molto cordiale, ci si saluta sempre per le scale quando si fa un pezzo in ascensore, ora non più insieme, perché da dopo il COVID ormai si viaggia solo da soli o con la propria famiglia in ascensore, si chiacchiera, mi fa sempre piacere scambiare due parole anche quando li incontro per strada o al supermercato.Nel palazzo però ci sono delle persone che non amano chiacchierare e non amano nemmeno rispondere al saluto. Questa cosa qua mi incuriosisce moltissimo, più che indispettirmi, che vabbè, è un po' maleducazione se ti salutano non rispondere, però mi incuriosisce: come può una persona che ti incontra faccia a faccia, tipo io sto uscendo e questa persona sta entrando, e io dico "Buongiorno!" e questa persona non risponde, il suo sguardo passa sopra la mia testa e non risponde.La cosa veramente mi incuriosisce tantissimo, lo trovo affascinante perché mi immedesimo in questa persona e mi immagino, forse questa persona è presa da pensieri? Ma è possibile che sia sempre, sempre, sempre così assorta a pensare ad altre cose? Io non ci riuscirei a ignorare qualcuno che mi saluta, anche se è una persona che boh, che mi sta antipatica.Però mi rendo conto che è un modo di porsi nei confronti degli altri, nei confronti della vita completamente diverso dal mio e così come tutte le cose diverse, appunto, lo trovo incredibilmente affascinante. Io sono esattamente l'opposto, io non perdo occasione per chiacchierare con gli estranei, con le persone che non conosco. Qualsiasi motivo anche per fare i complimenti, se vedo una signora che ha un bel vestito "Ah, ma che bel vestito, signora!" e di solito le persone sorridono e apprezzano.Non mi è mai capitato, veramente, di incontrare una persona così. L'ho vista solo nei film, e quando di solito vedo personaggi del genere nei film, li trovo poco credibili, appunto perché non sono vicini alla mia realtà.Eppure io mi ci metto veramente d'impegno e saluto questa persona con extra dose di entusiasmo, un po' per provocarla perché voglio vedere fino a che punto arriva a non salutarmi e un po' perché so che se una persona ti ignora, è il modo peggiore per farla star male e essere ancora più presente nel loro campo visivo.TRANSLATIONI live in a building that has eight floors. There are five apartments on each floor, which means more or less 40 households. Many of these are made up of people who live alone, almost all ladies of a certain age, then there are families. In general, let's say that most of the people who live in my building are very kind and very cordial, we always greet each other on the stairs when we take the lift, now no longer together, because since COVID now you travel alone or with your family in the lift, we chat, I'm always happy to exchange a few words, even when we meet them on the street or at the supermarket.In the building, however, there is someone who doesn't like to chat and doesn't even like to return greetings. This intrigues rather than angering me, oh well, it's a bit rude if you greet and they do not answer, but it intrigues me: how can a person who meets you face to face, like I'm leaving and this person is entering, and I say "Good morning!" and this person doesn't answer, their gaze passes over my head and they don't answer.This really intrigues me...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 373 Matrimoni finti</title>
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        <![CDATA[Sposarsi per finta non è una novità, si è sempre fatto in chiesa. Le novità sono altre.<br><br><b>TRASCRIZIONE (<i>translation below</i>)</b><br>La gente si è sempre sposata per finta. Pensate a tutte le cerimonie per il 30º, 40º, 50º anniversario di matrimonio dove la gente, diciamo marito e moglie, perché quelli sono i ruoli tradizionali, tornano anche in chiesa, a volte davanti a un prete e fanno finta di sposarsi di nuovo.<br><br>I finti matrimoni che si vedono oggi hanno un carattere un po' particolare, diciamo che sono più ecumenici per rimanere in tema religioso, perché non sono affatto dei matrimoni. La gente si sposa per finta, lo fa spesso in location da sogno, tipo le navi da crociera con scale di cristallo Swarovski e tutto il personale in alta divisa schierato ai lati tipo Cenerentola.<br><br>Però ci sono anche matrimoni finti, finti tra virgolette, perché queste persone magari non si possono sposare realmente, pensiamo a tutti i limiti che la legislazione italiana mette ai matrimoni veri, tutte le persone che non si possono sposare per un motivo o per l'altro.<br><br>Tra questi matrimoni ci sono però anche delle cerimonie laico-umanistiche che cercano di portare via alla chiesa quello che è il primato del fare le cose in grande, perché ci vuole poco per arrivarci, un matrimonio civile davanti al sindaco dura più o meno quanto questi miei tre minutini grezzi, finisce in fretta e furia, e c'è chi non vuole rinunciare (ed è giusto che sia così) all'idea di un matrimonio in grande pompa, con un sacco di invitati, con i discorsi, con tutta l'ufficialità e tutta la regia e tutta la teatralità che invece è garantita dal matrimonio in chiesa. Infatti anche il l'Unione degli Agnostici Italiani [<i>nota di trascrizione: il nome esatto è <b><a href="https://www.uaar.it/" rel="noreferrer noopener">Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti</a></b></i>] offre queste cerimonie con tanto di script e tanto di sceneggiatura che le mette al pari delle dei matrimoni fatti in chiesa.<br><br>Io mi sono sposata durante la pandemia con mio marito, i testimoni e mio figlio, eravamo praticamente in cinque. Il tutto è durato meno di 3 minuti e poi naturalmente non abbiamo potuto fare niente perché era piena pandemia. Ma diciamo che per per fare un contratto - perché questo è quello che volevamo fare noi - è bastato e avanzato. Poi tutte le nostre manifestazioni d'amore e ce le facciamo, dai, dico una cosa super sdolcinata, ogni mattina quando mio marito mi prepara il caffè, questo sì che è vero amore.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>People have always fake married. Think of all the 30th, 40th, 50th wedding anniversary ceremonies where people, say husband and wife, because those are the traditional roles, go back to church, sometimes in front of a priest and pretend to get married again.<br><br>The fake marriages that we see today have a somewhat particular character, let's say they are more ecumenical to stay on the religious theme, because they are not marriages at all. People get married fake, they often do it in dream locations, such as cruise ships with Swarovski crystal stairs and all the staff in high uniform lined up on the sides Cinderella style.<br><br>But there are also fake marriages, fake in inverted commas, because these people maybe can't really get married, just think of all the limits that Italian legislation puts on real marriages, all the people who can't get married for one reason or another other.<br><br>Among these weddings, however, there are also secular-humanistic ceremonies that try to take away from the church what is the primacy of doing things big, because it's not difficult to understand, a civil wedding in front of the mayor lasts more or less as long as this 3-minute podcast of mine, ends in a rush, and there are those who do not want to give up (and rightly so) the idea of a wedding with great pomp, with lots of guests, with speeches, with all the official mood, and all the direction and all the theatricality that is instead guaranteed by a wedding in the church. In fact, even the Union of Italian Agnostics [transcription note: the exact name is <b><a href="https://www.uaar.it/" rel="noreferrer noopener">Union of Atheists and Rationalist Agnostics</a></b>] offers these ceremonies complete with scripts and screenplays that put them on a par with church weddings.<br><br>I got married during the pandemic with my husband, witnesses and my son, there were practically five of us. The whole thing lasted less than 3 minutes and then of course we couldn't do anything because it was full pandemic. But let's say that in order to sign a contract - because this is what we wanted to do - it was more than enough. Because we display our love, allow me to say something super schmaltzy, my husband shows me his love every morning when he makes me coffee, this is true love.]]>
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        <![CDATA[Sposarsi per finta non è una novità, si è sempre fatto in chiesa. Le novità sono altre.<br><br><b>TRASCRIZIONE (<i>translation below</i>)</b><br>La gente si è sempre sposata per finta. Pensate a tutte le cerimonie per il 30º, 40º, 50º anniversario di matrimonio dove la gente, diciamo marito e moglie, perché quelli sono i ruoli tradizionali, tornano anche in chiesa, a volte davanti a un prete e fanno finta di sposarsi di nuovo.<br><br>I finti matrimoni che si vedono oggi hanno un carattere un po' particolare, diciamo che sono più ecumenici per rimanere in tema religioso, perché non sono affatto dei matrimoni. La gente si sposa per finta, lo fa spesso in location da sogno, tipo le navi da crociera con scale di cristallo Swarovski e tutto il personale in alta divisa schierato ai lati tipo Cenerentola.<br><br>Però ci sono anche matrimoni finti, finti tra virgolette, perché queste persone magari non si possono sposare realmente, pensiamo a tutti i limiti che la legislazione italiana mette ai matrimoni veri, tutte le persone che non si possono sposare per un motivo o per l'altro.<br><br>Tra questi matrimoni ci sono però anche delle cerimonie laico-umanistiche che cercano di portare via alla chiesa quello che è il primato del fare le cose in grande, perché ci vuole poco per arrivarci, un matrimonio civile davanti al sindaco dura più o meno quanto questi miei tre minutini grezzi, finisce in fretta e furia, e c'è chi non vuole rinunciare (ed è giusto che sia così) all'idea di un matrimonio in grande pompa, con un sacco di invitati, con i discorsi, con tutta l'ufficialità e tutta la regia e tutta la teatralità che invece è garantita dal matrimonio in chiesa. Infatti anche il l'Unione degli Agnostici Italiani [<i>nota di trascrizione: il nome esatto è <b><a href="https://www.uaar.it/" rel="noreferrer noopener">Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti</a></b></i>] offre queste cerimonie con tanto di script e tanto di sceneggiatura che le mette al pari delle dei matrimoni fatti in chiesa.<br><br>Io mi sono sposata durante la pandemia con mio marito, i testimoni e mio figlio, eravamo praticamente in cinque. Il tutto è durato meno di 3 minuti e poi naturalmente non abbiamo potuto fare niente perché era piena pandemia. Ma diciamo che per per fare un contratto - perché questo è quello che volevamo fare noi - è bastato e avanzato. Poi tutte le nostre manifestazioni d'amore e ce le facciamo, dai, dico una cosa super sdolcinata, ogni mattina quando mio marito mi prepara il caffè, questo sì che è vero amore.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>People have always fake married. Think of all the 30th, 40th, 50th wedding anniversary ceremonies where people, say husband and wife, because those are the traditional roles, go back to church, sometimes in front of a priest and pretend to get married again.<br><br>The fake marriages that we see today have a somewhat particular character, let's say they are more ecumenical to stay on the religious theme, because they are not marriages at all. People get married fake, they often do it in dream locations, such as cruise ships with Swarovski crystal stairs and all the staff in high uniform lined up on the sides Cinderella style.<br><br>But there are also fake marriages, fake in inverted commas, because these people maybe can't really get married, just think of all the limits that Italian legislation puts on real marriages, all the people who can't get married for one reason or another other.<br><br>Among these weddings, however, there are also secular-humanistic ceremonies that try to take away from the church what is the primacy of doing things big, because it's not difficult to understand, a civil wedding in front of the mayor lasts more or less as long as this 3-minute podcast of mine, ends in a rush, and there are those who do not want to give up (and rightly so) the idea of a wedding with great pomp, with lots of guests, with speeches, with all the official mood, and all the direction and all the theatricality that is instead guaranteed by a wedding in the church. In fact, even the Union of Italian Agnostics [transcription note: the exact name is <b><a href="https://www.uaar.it/" rel="noreferrer noopener">Union of Atheists and Rationalist Agnostics</a></b>] offers these ceremonies complete with scripts and screenplays that put them on a par with church weddings.<br><br>I got married during the pandemic with my husband, witnesses and my son, there were practically five of us. The whole thing lasted less than 3 minutes and then of course we couldn't do anything because it was full pandemic. But let's say that in order to sign a contract - because this is what we wanted to do - it was more than enough. Because we display our love, allow me to say something super schmaltzy, my husband shows me his love every morning when he makes me coffee, this is true love.]]>
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      <pubDate>Sun, 08 Jan 2023 06:54:35 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Sposarsi per finta non è una novità, si è sempre fatto in chiesa. Le novità sono altre.TRASCRIZIONE (translation below)La gente si è sempre sposata per finta. Pensate a tutte le cerimonie per il 30º, 40º, 50º anniversario di matrimonio dove la gente, diciamo marito e moglie, perché quelli sono i ruoli tradizionali, tornano anche in chiesa, a volte davanti a un prete e fanno finta di sposarsi di nuovo.I finti matrimoni che si vedono oggi hanno un carattere un po' particolare, diciamo che sono più ecumenici per rimanere in tema religioso, perché non sono affatto dei matrimoni. La gente si sposa per finta, lo fa spesso in location da sogno, tipo le navi da crociera con scale di cristallo Swarovski e tutto il personale in alta divisa schierato ai lati tipo Cenerentola.Però ci sono anche matrimoni finti, finti tra virgolette, perché queste persone magari non si possono sposare realmente, pensiamo a tutti i limiti che la legislazione italiana mette ai matrimoni veri, tutte le persone che non si possono sposare per un motivo o per l'altro.Tra questi matrimoni ci sono però anche delle cerimonie laico-umanistiche che cercano di portare via alla chiesa quello che è il primato del fare le cose in grande, perché ci vuole poco per arrivarci, un matrimonio civile davanti al sindaco dura più o meno quanto questi miei tre minutini grezzi, finisce in fretta e furia, e c'è chi non vuole rinunciare (ed è giusto che sia così) all'idea di un matrimonio in grande pompa, con un sacco di invitati, con i discorsi, con tutta l'ufficialità e tutta la regia e tutta la teatralità che invece è garantita dal matrimonio in chiesa. Infatti anche il l'Unione degli Agnostici Italiani [nota di trascrizione: il nome esatto è Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti] offre queste cerimonie con tanto di script e tanto di sceneggiatura che le mette al pari delle dei matrimoni fatti in chiesa.Io mi sono sposata durante la pandemia con mio marito, i testimoni e mio figlio, eravamo praticamente in cinque. Il tutto è durato meno di 3 minuti e poi naturalmente non abbiamo potuto fare niente perché era piena pandemia. Ma diciamo che per per fare un contratto - perché questo è quello che volevamo fare noi - è bastato e avanzato. Poi tutte le nostre manifestazioni d'amore e ce le facciamo, dai, dico una cosa super sdolcinata, ogni mattina quando mio marito mi prepara il caffè, questo sì che è vero amore.TRANSLATIONPeople have always fake married. Think of all the 30th, 40th, 50th wedding anniversary ceremonies where people, say husband and wife, because those are the traditional roles, go back to church, sometimes in front of a priest and pretend to get married again.The fake marriages that we see today have a somewhat particular character, let's say they are more ecumenical to stay on the religious theme, because they are not marriages at all. People get married fake, they often do it in dream locations, such as cruise ships with Swarovski crystal stairs and all the staff in high uniform lined up on the sides Cinderella style.But there are also fake marriages, fake in inverted commas, because these people maybe can't really get married, just think of all the limits that Italian legislation puts on real marriages, all the people who can't get married for one reason or another other.Among these weddings, however, there are also secular-humanistic ceremonies that try to take away from the church what is the primacy of doing things big, because it's not difficult to understand, a civil wedding in front of the mayor lasts more or less as long as this 3-minute podcast of mine, ends in a rush, and there are those who do not want to give up (and rightly so) the idea of a wedding with great pomp, with lots of guests, with speeches, with all...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Sposarsi per finta non è una novità, si è sempre fatto in chiesa. Le novità sono altre.TRASCRIZIONE (translation below)La gente si è sempre sposata per finta. Pensate a tutte le cerimonie per il 30º, 40º, 50º anniversario di matrimonio dove la gente, dici</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 372 Ma poi il cane muore?</title>
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        <![CDATA[Da ora in poi non dovrete più mettervi le mani sugli occhi perché sullo schermo ci sono scene che vi fanno impressione, questo sito vi permette di controllare la presenza di scene che vi danno fastidio, e a certa gente danno fastidio le cose più strane!<br><br><b>LINK</b>: https://www.doesthedogdie.com/categories/<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> (<b><i>translation below</i></b>)<br>Quando alla televisione vengono scene che mi danno fastidio, io chiudo gli occhi e spesso mi perdo gran parte di quello che succede nello schermo, anche se poi me lo faccio raccontare dalle persone che ci sono con me. Quindi è con grande gioia che ho scoperto l'esistenza di un sito che avverte spettatori e spettatrici sulla presenza di scene che possono dare fastidio. Il sito si chiama <b><a href="https://www.doesthedogdie.com/categories" rel="noreferrer noopener"><i>Does the Dog Die</i></a></b>, ma il cane poi muore? Vi metto naturalmente il link nelle note del podcast. Oltre che essere un servizio utile, è molto divertente andare a vedere un po' leggere quelle che sono le categorie che ad alcune persone danno fastidio.<br><br>Vabbè, ci sono le categorie canoniche che tutti possiamo immaginarci, quindi scene dove muore il cane, il gatto, il cavallo in generale, scene di lotte tra animali o comunque dove ci sono abusi su animali. Poi ci sono anche altri tipi di scene che possono dare fastidio, se ad esempio ci sono insetti, ci sono ragni, se ci sono abusi di diverso tipo, poi c'è tutto un elenco di di torture che non vi sto a dire perché appunto mi farebbe venire i gli incubi questa notte.<br><br>E' divertente però vedere anche categorie che non sono così ovvie, ad esempio c'è qualcuno a cui da fastidio vedere nei film scene in cui muore il drago. Eh va beh, comunque è sempre un animale . Ci sono poi delle persone che non vogliono vedere scene ambientate nella doccia, non so se questo sia un problema di nudità o un problema legato ai film di Hitchcock. Poi ci sono naturalmente i clown, e questo va beh, lo sanno tutti che alcune persone hanno problemi a vedere i clown, scene con la telecamera che fa movimenti bruschi e anche questo lo capisco, perché sì, anche io quando vedo scene ad esempio registrate sulle montagne russe, guardo fino a un certo punto e poi devo guardare da un'altra parte; gente che non vuol vedere scene dove si infrange la 4.ª parete. Sono andato a controllare. Ma perché? Che problema ha la 4.ª parete? Perché può dare problemi a chi soffre di paranoia o di ansia, sapete quando pensate che tutti vi guardino, che i film stiano parlando proprio di voi?<br><br>Ci sono poi delle persone che hanno problemi a vedere scene dove ci sono dei tradimenti all'interno della coppia, insomma c'è una lista lunghissima, non solo, ma poi si possono anche fare dei suggerimenti, casomai la vostra fobia, il vostro fastidio non fosse incluso in quello elencato nel sito Does the Dog Die quindi potete sicuramente seguire il link che metto nelle note del programma e suggerire anche voi la vostra fobia, così guardiamo le nostre serie tv tranquillamente, mangiamo il popcorn senza dover chiudere gli occhi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When scenes that annoy me appear on television, I close my eyes and often miss a large part of what happens on the screen, even if I then get the people who are with me to tell me about it. So it is with great joy that I discovered the existence of a site that warns viewers about the presence of scenes that can be annoying. The site is called <i><a href="https://www.doesthedogdie.com/categories/" rel="noreferrer noopener"><b>Does the Dog Die</b></a></i>, of course I'll put the link in the podcast notes.<br><br>In addition to being a useful service, it's a lot of fun to go and read a little about the categories that annoy some people. Oh well, there are the canonical categories that we can all imagine, that is scenes where the dog, the cat, the horse die, scenes of fights between animals or in any case where there is animal abuse.<br><br>Then there are also other types of scenes that can be annoying, for example if there are insects, there are spiders, if there are abuses of different kinds, then there is a whole list of tortures that I won't tell you because it would give me nightmares tonight.<br><br>But it's fun to also see categories that aren't so obvious, for example there's someone who doesn't want to see scenes in movies where the dragon dies. Oh well, it's still an animal. Then there are some people who don't want to see scenes set in the shower, I don't know if this is a nudity problem or a problem related to Hitchcock's films. Then there are of course the clowns, and that's okay, everyone knows that some people have problems seeing clowns; scenes with the camera making sudden movements, and I understand this too, because yes, me too when I see scenes for example recorded on a roller coaster, I look a bit and then I have to look away; people who don't want to see scenes where the 4th wall breaks. I went to check. But why? What's wrong with the 4th wall? Because it can give problems to those suffering from paranoia or anxiety, you know when you think everyone is watching you, that the movies are really talking about you?<br><br>Then there are people who have problems seeing scenes where there are betrayals within the couple, in short, there is a very long list, not only that, but then you can also make suggestions, just in case your phobia, your annoyance was not included in the one listed on the <b><i>Does the Dog Die</i></b> site. You can surely follow the link I put in the program notes and suggest your phobia too, so we can watch our TV series peacefully, eating popcorn without having to close our eyes.<br><br><br>]]>
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        <![CDATA[Da ora in poi non dovrete più mettervi le mani sugli occhi perché sullo schermo ci sono scene che vi fanno impressione, questo sito vi permette di controllare la presenza di scene che vi danno fastidio, e a certa gente danno fastidio le cose più strane!<br><br><b>LINK</b>: https://www.doesthedogdie.com/categories/<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> (<b><i>translation below</i></b>)<br>Quando alla televisione vengono scene che mi danno fastidio, io chiudo gli occhi e spesso mi perdo gran parte di quello che succede nello schermo, anche se poi me lo faccio raccontare dalle persone che ci sono con me. Quindi è con grande gioia che ho scoperto l'esistenza di un sito che avverte spettatori e spettatrici sulla presenza di scene che possono dare fastidio. Il sito si chiama <b><a href="https://www.doesthedogdie.com/categories" rel="noreferrer noopener"><i>Does the Dog Die</i></a></b>, ma il cane poi muore? Vi metto naturalmente il link nelle note del podcast. Oltre che essere un servizio utile, è molto divertente andare a vedere un po' leggere quelle che sono le categorie che ad alcune persone danno fastidio.<br><br>Vabbè, ci sono le categorie canoniche che tutti possiamo immaginarci, quindi scene dove muore il cane, il gatto, il cavallo in generale, scene di lotte tra animali o comunque dove ci sono abusi su animali. Poi ci sono anche altri tipi di scene che possono dare fastidio, se ad esempio ci sono insetti, ci sono ragni, se ci sono abusi di diverso tipo, poi c'è tutto un elenco di di torture che non vi sto a dire perché appunto mi farebbe venire i gli incubi questa notte.<br><br>E' divertente però vedere anche categorie che non sono così ovvie, ad esempio c'è qualcuno a cui da fastidio vedere nei film scene in cui muore il drago. Eh va beh, comunque è sempre un animale . Ci sono poi delle persone che non vogliono vedere scene ambientate nella doccia, non so se questo sia un problema di nudità o un problema legato ai film di Hitchcock. Poi ci sono naturalmente i clown, e questo va beh, lo sanno tutti che alcune persone hanno problemi a vedere i clown, scene con la telecamera che fa movimenti bruschi e anche questo lo capisco, perché sì, anche io quando vedo scene ad esempio registrate sulle montagne russe, guardo fino a un certo punto e poi devo guardare da un'altra parte; gente che non vuol vedere scene dove si infrange la 4.ª parete. Sono andato a controllare. Ma perché? Che problema ha la 4.ª parete? Perché può dare problemi a chi soffre di paranoia o di ansia, sapete quando pensate che tutti vi guardino, che i film stiano parlando proprio di voi?<br><br>Ci sono poi delle persone che hanno problemi a vedere scene dove ci sono dei tradimenti all'interno della coppia, insomma c'è una lista lunghissima, non solo, ma poi si possono anche fare dei suggerimenti, casomai la vostra fobia, il vostro fastidio non fosse incluso in quello elencato nel sito Does the Dog Die quindi potete sicuramente seguire il link che metto nelle note del programma e suggerire anche voi la vostra fobia, così guardiamo le nostre serie tv tranquillamente, mangiamo il popcorn senza dover chiudere gli occhi.<br><br><b>TRANSLATION</b><br><br>When scenes that annoy me appear on television, I close my eyes and often miss a large part of what happens on the screen, even if I then get the people who are with me to tell me about it. So it is with great joy that I discovered the existence of a site that warns viewers about the presence of scenes that can be annoying. The site is called <i><a href="https://www.doesthedogdie.com/categories/" rel="noreferrer noopener"><b>Does the Dog Die</b></a></i>, of course I'll put the link in the podcast notes.<br><br>In addition to being a useful service, it's a lot of fun to go and read a little about the categories that annoy some people. Oh well, there are the canonical categories that we can all imagine, that is scenes where the dog, the cat, the horse die, scenes of fights between animals or in any case where there is animal abuse.<br><br>Then there are also other types of scenes that can be annoying, for example if there are insects, there are spiders, if there are abuses of different kinds, then there is a whole list of tortures that I won't tell you because it would give me nightmares tonight.<br><br>But it's fun to also see categories that aren't so obvious, for example there's someone who doesn't want to see scenes in movies where the dragon dies. Oh well, it's still an animal. Then there are some people who don't want to see scenes set in the shower, I don't know if this is a nudity problem or a problem related to Hitchcock's films. Then there are of course the clowns, and that's okay, everyone knows that some people have problems seeing clowns; scenes with the camera making sudden movements, and I understand this too, because yes, me too when I see scenes for example recorded on a roller coaster, I look a bit and then I have to look away; people who don't want to see scenes where the 4th wall breaks. I went to check. But why? What's wrong with the 4th wall? Because it can give problems to those suffering from paranoia or anxiety, you know when you think everyone is watching you, that the movies are really talking about you?<br><br>Then there are people who have problems seeing scenes where there are betrayals within the couple, in short, there is a very long list, not only that, but then you can also make suggestions, just in case your phobia, your annoyance was not included in the one listed on the <b><i>Does the Dog Die</i></b> site. You can surely follow the link I put in the program notes and suggest your phobia too, so we can watch our TV series peacefully, eating popcorn without having to close our eyes.<br><br><br>]]>
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      <pubDate>Sat, 07 Jan 2023 06:44:05 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Da ora in poi non dovrete più mettervi le mani sugli occhi perché sullo schermo ci sono scene che vi fanno impressione, questo sito vi permette di controllare la presenza di scene che vi danno fastidio, e a certa gente danno fastidio le cose più strane!LINK: https://www.doesthedogdie.com/categories/TRASCRIZIONE (translation below)Quando alla televisione vengono scene che mi danno fastidio, io chiudo gli occhi e spesso mi perdo gran parte di quello che succede nello schermo, anche se poi me lo faccio raccontare dalle persone che ci sono con me. Quindi è con grande gioia che ho scoperto l'esistenza di un sito che avverte spettatori e spettatrici sulla presenza di scene che possono dare fastidio. Il sito si chiama Does the Dog Die, ma il cane poi muore? Vi metto naturalmente il link nelle note del podcast. Oltre che essere un servizio utile, è molto divertente andare a vedere un po' leggere quelle che sono le categorie che ad alcune persone danno fastidio.Vabbè, ci sono le categorie canoniche che tutti possiamo immaginarci, quindi scene dove muore il cane, il gatto, il cavallo in generale, scene di lotte tra animali o comunque dove ci sono abusi su animali. Poi ci sono anche altri tipi di scene che possono dare fastidio, se ad esempio ci sono insetti, ci sono ragni, se ci sono abusi di diverso tipo, poi c'è tutto un elenco di di torture che non vi sto a dire perché appunto mi farebbe venire i gli incubi questa notte.E' divertente però vedere anche categorie che non sono così ovvie, ad esempio c'è qualcuno a cui da fastidio vedere nei film scene in cui muore il drago. Eh va beh, comunque è sempre un animale . Ci sono poi delle persone che non vogliono vedere scene ambientate nella doccia, non so se questo sia un problema di nudità o un problema legato ai film di Hitchcock. Poi ci sono naturalmente i clown, e questo va beh, lo sanno tutti che alcune persone hanno problemi a vedere i clown, scene con la telecamera che fa movimenti bruschi e anche questo lo capisco, perché sì, anche io quando vedo scene ad esempio registrate sulle montagne russe, guardo fino a un certo punto e poi devo guardare da un'altra parte; gente che non vuol vedere scene dove si infrange la 4.ª parete. Sono andato a controllare. Ma perché? Che problema ha la 4.ª parete? Perché può dare problemi a chi soffre di paranoia o di ansia, sapete quando pensate che tutti vi guardino, che i film stiano parlando proprio di voi?Ci sono poi delle persone che hanno problemi a vedere scene dove ci sono dei tradimenti all'interno della coppia, insomma c'è una lista lunghissima, non solo, ma poi si possono anche fare dei suggerimenti, casomai la vostra fobia, il vostro fastidio non fosse incluso in quello elencato nel sito Does the Dog Die quindi potete sicuramente seguire il link che metto nelle note del programma e suggerire anche voi la vostra fobia, così guardiamo le nostre serie tv tranquillamente, mangiamo il popcorn senza dover chiudere gli occhi.TRANSLATIONWhen scenes that annoy me appear on television, I close my eyes and often miss a large part of what happens on the screen, even if I then get the people who are with me to tell me about it. So it is with great joy that I discovered the existence of a site that warns viewers about the presence of scenes that can be annoying. The site is called Does the Dog Die, of course I'll put the link in the podcast notes.In addition to being a useful service, it's a lot of fun to go and read a little about the categories that annoy some people. Oh well, there are the canonical categories that we can all imagine, that is scenes where the dog, the cat, the horse die, scenes...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Da ora in poi non dovrete più mettervi le mani sugli occhi perché sullo schermo ci sono scene che vi fanno impressione, questo sito vi permette di controllare la presenza di scene che vi danno fastidio, e a certa gente danno fastidio le cose più strane!LI</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 371 Pentoline di plastica</title>
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        <![CDATA[Un foglio di cartone coloratissimo su cui sono appoggiate le pentoline di plastica rosa, tutto tenuto fermo in posizione da un foglio di plastica pressofuso. E più delle pentoline di plastica rosa, io sognavo guardando le immagini disegnate sul cartone.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>(<i><b>translation below</b></i>)<br>Quando ero piccola c'erano delle festività che noi festeggiavamo in famiglia, che adesso non si festeggiano più tanto. Una era l'onomastico: ogni 24 luglio mia mamma mi faceva la torta e si festeggiava, come si festeggiano i compleanni, si facevano anche i regali. Un'altra festa che mi ricordo quando ero bambina era la Befana.<br><br>Ho un ricordo molto, molto vivido in mente di me bambina che mi alzo la mattina della Befana, corro nella camera da letto dei miei genitori, mi arrampico sul letto dei miei genitori che mi ricordo altissimo, dovevo proprio arrampicarmi e non so, sapete, i ricordi sono anche una cosa che lasciano un po' il tempo che trovano, perché a volte non corrispondono alla realtà, comunque non penso che mia madre avesse il mio regalo sotto il suo cuscino, però mi ricordo questa immagine, io che mi arrampico sul lettone e mia madre che mi dà il regalo della Befana e mi ricordo benissimo che era un cartone con dentro delle pentole e dei piccoli arnesi di cucina. Sapete quei fogli dove c'è l'oggettino di plastica chiuso da un pezzo di cellophane trasparente pressofuso, una cosa incredibilmente poco costosa, molto piccola, molto modesta. Però mi ricordo la mia meraviglia, anche perché una caratteristica di questo tipo di presentazione di piccoli giocattoli che, appunto per sopperire alla povertà dell'oggetto che viene venduto, però il cartone sul quale sono appoggiati gli oggetti, di solito è coloratissimo e ci si disegnano anche scene incredibilmente suggestive, molto interessanti, molto intriganti che fanno da corollario appunto all'oggetto che si vuole regalare.<br><br>Con me funzionava benissimo, io sono sempre stata una credulona per quanto riguarda qualsiasi tipo di pubblicità, di trovata pubblicitaria, di gadget, io ci cado sempre dentro coi piedi davanti come una pera. Infatti mi ricordo che più che giocare con le pentoline che usavo nella mia piccola cucinetta da bambina che faceva finta di preparare i mangiarini, io mi perdevo, mi inventavo le storie guardando le immagini di queste belle massaie paffute, anzi no, non erano massaie paffute, erano bambine con le guance paffute che fingevano di essere delle massaie. Io mi perdevo e mi immaginavo di vivere in queste bellissime case, che poi erano le case di stile americano che vedevo alla televisione, che venivano riportate anche nella copertina di queste mie pentoline di plastica, rigorosamente di colore rosa. <br><br>Mi è tornato in mente oggi, perché oggi è la Befana, è una festa che ormai non festeggio più. Comunque servono anche a questo le feste che non si festeggiano più, a riaccenderci i ricordi, a farci ricordare le cose.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I was little there were holidays that we used to celebrate as a family, which we don't celebrate so much now. One was the name day: every July 24th my mum made me a cake and we celebrated, as we celebrate birthdays, we also exchanged gifts. Another festivity that I remember when I was a child was the Befana (Epiphany). I have a very, very vivid memory in my mind of me as a child getting up on the morning of the Befana, running to my parents' bedroom, climbing onto my parents' bed which I remember very high, I really had to climb and I don't know, you know, memories are something not 100% correct, sometimes they don't correspond to reality, anyway I don't think my mother had my present under her pillow, but I remember this image, me climbing up the big bed and my mother giving me the Befana gift and I remember very well that it was a carton with pots and small kitchen tools inside. You know those sheets where there is the plastic object kept in place by a piece of die-cast transparent cellophane, an incredibly inexpensive, very small, very modest thing. But I remember my amazement, also because a characteristic of this type of presentation of small toys is that, precisely to make up for the cheapness of the object being sold, the cardboard on which the objects are placed, is usually very colorful and they also design incredibly suggestive, very interesting, very intriguing scenes that act as a corollary to the object that you give as a gift. And it worked great for me, I've always been gullible about any kind of publicity, marketing stunt, gadget, I always fall into it willingly, and in fact, I remember that rather than playing with the saucepans that I used in my little kitchen as a child pretending to prepare little snacks, I got lost, I made up the stories by looking at the pictures of these beautiful chubby housewives, actually no, they weren't housewives, they were little girls with chubby cheeks pretending to be housewives. And I got lost and imagined living in these beautiful houses, which were the same American-style houses I saw on television, which were also shown on the cover of my plastic saucepans, rigorously pink. And it came back to me today, because today is the Befana, it's a festivity that I no longer celebrate. And in any case, the holidays that are no longer celebrated are also good for this, to rekindle our memories, to make us remember things.]]>
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        <![CDATA[Un foglio di cartone coloratissimo su cui sono appoggiate le pentoline di plastica rosa, tutto tenuto fermo in posizione da un foglio di plastica pressofuso. E più delle pentoline di plastica rosa, io sognavo guardando le immagini disegnate sul cartone.<br><br><b>TRASCRIZIONE </b>(<i><b>translation below</b></i>)<br>Quando ero piccola c'erano delle festività che noi festeggiavamo in famiglia, che adesso non si festeggiano più tanto. Una era l'onomastico: ogni 24 luglio mia mamma mi faceva la torta e si festeggiava, come si festeggiano i compleanni, si facevano anche i regali. Un'altra festa che mi ricordo quando ero bambina era la Befana.<br><br>Ho un ricordo molto, molto vivido in mente di me bambina che mi alzo la mattina della Befana, corro nella camera da letto dei miei genitori, mi arrampico sul letto dei miei genitori che mi ricordo altissimo, dovevo proprio arrampicarmi e non so, sapete, i ricordi sono anche una cosa che lasciano un po' il tempo che trovano, perché a volte non corrispondono alla realtà, comunque non penso che mia madre avesse il mio regalo sotto il suo cuscino, però mi ricordo questa immagine, io che mi arrampico sul lettone e mia madre che mi dà il regalo della Befana e mi ricordo benissimo che era un cartone con dentro delle pentole e dei piccoli arnesi di cucina. Sapete quei fogli dove c'è l'oggettino di plastica chiuso da un pezzo di cellophane trasparente pressofuso, una cosa incredibilmente poco costosa, molto piccola, molto modesta. Però mi ricordo la mia meraviglia, anche perché una caratteristica di questo tipo di presentazione di piccoli giocattoli che, appunto per sopperire alla povertà dell'oggetto che viene venduto, però il cartone sul quale sono appoggiati gli oggetti, di solito è coloratissimo e ci si disegnano anche scene incredibilmente suggestive, molto interessanti, molto intriganti che fanno da corollario appunto all'oggetto che si vuole regalare.<br><br>Con me funzionava benissimo, io sono sempre stata una credulona per quanto riguarda qualsiasi tipo di pubblicità, di trovata pubblicitaria, di gadget, io ci cado sempre dentro coi piedi davanti come una pera. Infatti mi ricordo che più che giocare con le pentoline che usavo nella mia piccola cucinetta da bambina che faceva finta di preparare i mangiarini, io mi perdevo, mi inventavo le storie guardando le immagini di queste belle massaie paffute, anzi no, non erano massaie paffute, erano bambine con le guance paffute che fingevano di essere delle massaie. Io mi perdevo e mi immaginavo di vivere in queste bellissime case, che poi erano le case di stile americano che vedevo alla televisione, che venivano riportate anche nella copertina di queste mie pentoline di plastica, rigorosamente di colore rosa. <br><br>Mi è tornato in mente oggi, perché oggi è la Befana, è una festa che ormai non festeggio più. Comunque servono anche a questo le feste che non si festeggiano più, a riaccenderci i ricordi, a farci ricordare le cose.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When I was little there were holidays that we used to celebrate as a family, which we don't celebrate so much now. One was the name day: every July 24th my mum made me a cake and we celebrated, as we celebrate birthdays, we also exchanged gifts. Another festivity that I remember when I was a child was the Befana (Epiphany). I have a very, very vivid memory in my mind of me as a child getting up on the morning of the Befana, running to my parents' bedroom, climbing onto my parents' bed which I remember very high, I really had to climb and I don't know, you know, memories are something not 100% correct, sometimes they don't correspond to reality, anyway I don't think my mother had my present under her pillow, but I remember this image, me climbing up the big bed and my mother giving me the Befana gift and I remember very well that it was a carton with pots and small kitchen tools inside. You know those sheets where there is the plastic object kept in place by a piece of die-cast transparent cellophane, an incredibly inexpensive, very small, very modest thing. But I remember my amazement, also because a characteristic of this type of presentation of small toys is that, precisely to make up for the cheapness of the object being sold, the cardboard on which the objects are placed, is usually very colorful and they also design incredibly suggestive, very interesting, very intriguing scenes that act as a corollary to the object that you give as a gift. And it worked great for me, I've always been gullible about any kind of publicity, marketing stunt, gadget, I always fall into it willingly, and in fact, I remember that rather than playing with the saucepans that I used in my little kitchen as a child pretending to prepare little snacks, I got lost, I made up the stories by looking at the pictures of these beautiful chubby housewives, actually no, they weren't housewives, they were little girls with chubby cheeks pretending to be housewives. And I got lost and imagined living in these beautiful houses, which were the same American-style houses I saw on television, which were also shown on the cover of my plastic saucepans, rigorously pink. And it came back to me today, because today is the Befana, it's a festivity that I no longer celebrate. And in any case, the holidays that are no longer celebrated are also good for this, to rekindle our memories, to make us remember things.]]>
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      <pubDate>Fri, 06 Jan 2023 07:39:59 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un foglio di cartone coloratissimo su cui sono appoggiate le pentoline di plastica rosa, tutto tenuto fermo in posizione da un foglio di plastica pressofuso. E più delle pentoline di plastica rosa, io sognavo guardando le immagini disegnate sul cartone.TRASCRIZIONE (translation below)Quando ero piccola c'erano delle festività che noi festeggiavamo in famiglia, che adesso non si festeggiano più tanto. Una era l'onomastico: ogni 24 luglio mia mamma mi faceva la torta e si festeggiava, come si festeggiano i compleanni, si facevano anche i regali. Un'altra festa che mi ricordo quando ero bambina era la Befana.Ho un ricordo molto, molto vivido in mente di me bambina che mi alzo la mattina della Befana, corro nella camera da letto dei miei genitori, mi arrampico sul letto dei miei genitori che mi ricordo altissimo, dovevo proprio arrampicarmi e non so, sapete, i ricordi sono anche una cosa che lasciano un po' il tempo che trovano, perché a volte non corrispondono alla realtà, comunque non penso che mia madre avesse il mio regalo sotto il suo cuscino, però mi ricordo questa immagine, io che mi arrampico sul lettone e mia madre che mi dà il regalo della Befana e mi ricordo benissimo che era un cartone con dentro delle pentole e dei piccoli arnesi di cucina. Sapete quei fogli dove c'è l'oggettino di plastica chiuso da un pezzo di cellophane trasparente pressofuso, una cosa incredibilmente poco costosa, molto piccola, molto modesta. Però mi ricordo la mia meraviglia, anche perché una caratteristica di questo tipo di presentazione di piccoli giocattoli che, appunto per sopperire alla povertà dell'oggetto che viene venduto, però il cartone sul quale sono appoggiati gli oggetti, di solito è coloratissimo e ci si disegnano anche scene incredibilmente suggestive, molto interessanti, molto intriganti che fanno da corollario appunto all'oggetto che si vuole regalare.Con me funzionava benissimo, io sono sempre stata una credulona per quanto riguarda qualsiasi tipo di pubblicità, di trovata pubblicitaria, di gadget, io ci cado sempre dentro coi piedi davanti come una pera. Infatti mi ricordo che più che giocare con le pentoline che usavo nella mia piccola cucinetta da bambina che faceva finta di preparare i mangiarini, io mi perdevo, mi inventavo le storie guardando le immagini di queste belle massaie paffute, anzi no, non erano massaie paffute, erano bambine con le guance paffute che fingevano di essere delle massaie. Io mi perdevo e mi immaginavo di vivere in queste bellissime case, che poi erano le case di stile americano che vedevo alla televisione, che venivano riportate anche nella copertina di queste mie pentoline di plastica, rigorosamente di colore rosa. Mi è tornato in mente oggi, perché oggi è la Befana, è una festa che ormai non festeggio più. Comunque servono anche a questo le feste che non si festeggiano più, a riaccenderci i ricordi, a farci ricordare le cose.TRANSLATIONWhen I was little there were holidays that we used to celebrate as a family, which we don't celebrate so much now. One was the name day: every July 24th my mum made me a cake and we celebrated, as we celebrate birthdays, we also exchanged gifts. Another festivity that I remember when I was a child was the Befana (Epiphany). I have a very, very vivid memory in my mind of me as a child getting up on the morning of the Befana, running to my parents' bedroom, climbing onto my parents' bed which I remember very high, I really had to climb and I don't know, you know, memories are something not 100% correct, sometimes they don't correspond to reality, anyway I don't think my mother had my present under her pillow, but I remember this image, me climbing up the big bed and my mother giving me the Befana gift and I remember very well that it was a carton with pots and small kitchen tools inside. You know those sheets where there is the plastic object kept in place by a...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Un foglio di cartone coloratissimo su cui sono appoggiate le pentoline di plastica rosa, tutto tenuto fermo in posizione da un foglio di plastica pressofuso. E più delle pentoline di plastica rosa, io sognavo guardando le immagini disegnate sul cartone.TR</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 370 Quanto ti resta?</title>
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        <![CDATA[A cosa serve una app che ci fa chattare solo quando la batteria è a meno del 5%? Questa e altre meraviglie (alcune un po' macabre, lo ammetto) sono le opere dell'artista belga Dries Depoorter che vi invito a scoprire nei tre minuti di oggi.<br><br><b>LINK</b>:<br>La app '<b>Die with me</b>' da usare se avete meno del 5% di batteria<br>https://diewithme.online/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email<br><br><b>Quick Fix</b>, distributore automatico per l'acquisto di like su Instagram <br>https://driesdepoorter.be/quickfix/<br><br><b>Border birds</b>, immagini di uccelli che attraversano confini in volo<br>https://driesdepoorter.be/borderbirds/<br><br><b>Shortlife</b>, l'orologio che vi dice quanta percentuale di vita vi resta da vivere<br>https://driesdepoorter.be/product-category/shortlife/<br><br><b>TRASCRIZIONE</b>: (<i><b>translation below</b></i>)<br>Restare con il telefono senza cellulare [intendevo 'batteria'] è uno degli incubi della vita moderna. Per questo mi sono stupita quando sono incappata in una app che si chiama <a href="https://diewithme.online/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email" rel="noreferrer noopener"><b>Die With Me</b></a>, muori con me, titolo un po macabro. È un'app che si può acquistare e che permette di usare il telefono per chattare solo quando rimane meno del 5% di batteria. La app viene presentata con un video molto drammatico, con una musica drammatica.<br><br>Io ci sono incappata sopra e mi sono chiesta, ma a che cosa serve una app del genere? Poi mi sono resa conto, facendo un po di ricerche, che questa app è un'altra idea geniale di un artista concettuale che ha un interesse particolare per la tecnologia e per tutto quello che è sorveglianza.<br><br>Lui si chiama <b>Dries Depoorter</b>, è un artista belga e appunto ha creato, ha costruito la sua carriera d'artista proprio sulla privacy e sull'interazione con con la tecnologia. E tutte le sue opere si caratterizzano appunto per l'uso della tecnologia e poi per il fatto che possono essere acquistate, e i soldi naturalmente vanno all'artista buon per lui.<br><br>Vi faccio qualche esempio di altre opere d'arte che lui ha fatto da cui trae anche dei soldi e buon per lui. C'è <a href="https://driesdepoorter.be/quickfix/" rel="noreferrer noopener"><b>Quick Fix</b></a> che è una macchina, un distributore automatico, sapete, quelli proprio fisici, analogici, dove si mettono dei soldi a partire da 1€ e si possono acquistare like su Instagram. È molto carino da vedere il video perché c'è questo questo scatolone gigantesco, tu metti una moneta da 1€, poi devi digitare su una tastiera il tuo nome su Instagram e immediatamente arrivano i like che hai acquistato.<br><br>Ci sono anche cose un po più poetiche come <a href="https://driesdepoorter.be/borderbirds/" rel="noreferrer noopener"><b>Border Birds</b></a>, dove tramite il collegamento a una serie di telecamere pubbliche lui fa vedere uccelli che attraversano i confini degli Stati, e questo naturalmente è un commento sulla attraversamento dei confini.<br><br>Ma quello che dà il titolo ai 3 minuti di oggi è <a href="https://driesdepoorter.be/product-category/shortlife/" rel="noreferrer noopener"><b>Short Life</b></a>. Di cosa si tratta? È un piccolo orologio che mostra quanta percentuale di vita resta da vivere in base ai parametri che si mettono, immagino, quando si acquista l'orologio, quindi età, sesso, stile di vita, ecc. Costa 165$ e, per chi volesse un memento mori della propria vita da tenere sulla scrivania, da guardare costantemente per ricordare la nostra vulnerabilità, questo è un ottimo investimento. Vi metto tutti i link per queste cose fantastiche dell'artista nelle note del programma e vi invito a curiosare.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Being left with the mobile without battery is one of the nightmares of modern life. This is why I was surprised when I stumbled upon an app called <a href="https://diewithme.online/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email" rel="noreferrer noopener"><b>Die With Me</b></a>, a rather macabre title. It's a purchasable app that lets you use your phone to chat only when there's less than 5% battery left. The app comes with a very dramatic video, with dramatic music. I stumbled upon it and I asked myself, what is an app like this for? Then I realized, doing a bit of research, that this app is another brilliant idea from a conceptual artist who has a particular interest in technology and all things surveillance.<br><br>His name is <b>Dries Depoorter</b>, he is a Belgian artist and in fact he created, he built his career as an artist precisely on privacy and interaction with technology. And all of his works are characterized precisely by the use of technology and then by the fact that they can be purchased, and the money naturally goes to the good artist for him. I'll give you some examples of other works of art that he has done from which he also makes money and good for him.<br><br>There's <a href="https://driesdepoorter.be/quickfix/" rel="noreferrer noopener"><b>Quick Fix</b> </a>which is a machine, a vending machine, you know, the very physical, analogue ones, where you put money starting at €1 and you can buy likes on Instagram. It's very nice to watch the video because there's this gigantic box, you put in a 1€ coin, then you have to type your name on Instagram on a keyboard and the likes you've bought arrive immediately.<br><br>There are also slightly more poetic things like <b><a href="https://driesdepoorter.be/borderbirds/" rel="noreferrer noopener">Border Birds</a>,</b> where via connection to a series of public cameras he shows birds crossing state lines, and this of course is a commentary on border crossing.<br><br>But what gives the title to today's 3 minutes is <a href="https://driesdepoorter.be/product-category/shortlife/" rel="noreferrer noopener"><b>Short Life</b></a>. What is it about? It's a little watch that shows how much percentage of life is left to live based on the parameters you put in, I guess, when you buy the watch, so age, gender, lifestyle, etc. It costs $165 and, for anyone who wants a memento mori of their life to keep on their desk, to look at constantly to remind us of our vulnerability, this is an excellent investment. I'll put all the links for these fantastic things by the artist in the program notes and invite you to browse.]]>
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        <![CDATA[A cosa serve una app che ci fa chattare solo quando la batteria è a meno del 5%? Questa e altre meraviglie (alcune un po' macabre, lo ammetto) sono le opere dell'artista belga Dries Depoorter che vi invito a scoprire nei tre minuti di oggi.<br><br><b>LINK</b>:<br>La app '<b>Die with me</b>' da usare se avete meno del 5% di batteria<br>https://diewithme.online/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email<br><br><b>Quick Fix</b>, distributore automatico per l'acquisto di like su Instagram <br>https://driesdepoorter.be/quickfix/<br><br><b>Border birds</b>, immagini di uccelli che attraversano confini in volo<br>https://driesdepoorter.be/borderbirds/<br><br><b>Shortlife</b>, l'orologio che vi dice quanta percentuale di vita vi resta da vivere<br>https://driesdepoorter.be/product-category/shortlife/<br><br><b>TRASCRIZIONE</b>: (<i><b>translation below</b></i>)<br>Restare con il telefono senza cellulare [intendevo 'batteria'] è uno degli incubi della vita moderna. Per questo mi sono stupita quando sono incappata in una app che si chiama <a href="https://diewithme.online/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email" rel="noreferrer noopener"><b>Die With Me</b></a>, muori con me, titolo un po macabro. È un'app che si può acquistare e che permette di usare il telefono per chattare solo quando rimane meno del 5% di batteria. La app viene presentata con un video molto drammatico, con una musica drammatica.<br><br>Io ci sono incappata sopra e mi sono chiesta, ma a che cosa serve una app del genere? Poi mi sono resa conto, facendo un po di ricerche, che questa app è un'altra idea geniale di un artista concettuale che ha un interesse particolare per la tecnologia e per tutto quello che è sorveglianza.<br><br>Lui si chiama <b>Dries Depoorter</b>, è un artista belga e appunto ha creato, ha costruito la sua carriera d'artista proprio sulla privacy e sull'interazione con con la tecnologia. E tutte le sue opere si caratterizzano appunto per l'uso della tecnologia e poi per il fatto che possono essere acquistate, e i soldi naturalmente vanno all'artista buon per lui.<br><br>Vi faccio qualche esempio di altre opere d'arte che lui ha fatto da cui trae anche dei soldi e buon per lui. C'è <a href="https://driesdepoorter.be/quickfix/" rel="noreferrer noopener"><b>Quick Fix</b></a> che è una macchina, un distributore automatico, sapete, quelli proprio fisici, analogici, dove si mettono dei soldi a partire da 1€ e si possono acquistare like su Instagram. È molto carino da vedere il video perché c'è questo questo scatolone gigantesco, tu metti una moneta da 1€, poi devi digitare su una tastiera il tuo nome su Instagram e immediatamente arrivano i like che hai acquistato.<br><br>Ci sono anche cose un po più poetiche come <a href="https://driesdepoorter.be/borderbirds/" rel="noreferrer noopener"><b>Border Birds</b></a>, dove tramite il collegamento a una serie di telecamere pubbliche lui fa vedere uccelli che attraversano i confini degli Stati, e questo naturalmente è un commento sulla attraversamento dei confini.<br><br>Ma quello che dà il titolo ai 3 minuti di oggi è <a href="https://driesdepoorter.be/product-category/shortlife/" rel="noreferrer noopener"><b>Short Life</b></a>. Di cosa si tratta? È un piccolo orologio che mostra quanta percentuale di vita resta da vivere in base ai parametri che si mettono, immagino, quando si acquista l'orologio, quindi età, sesso, stile di vita, ecc. Costa 165$ e, per chi volesse un memento mori della propria vita da tenere sulla scrivania, da guardare costantemente per ricordare la nostra vulnerabilità, questo è un ottimo investimento. Vi metto tutti i link per queste cose fantastiche dell'artista nelle note del programma e vi invito a curiosare.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Being left with the mobile without battery is one of the nightmares of modern life. This is why I was surprised when I stumbled upon an app called <a href="https://diewithme.online/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email" rel="noreferrer noopener"><b>Die With Me</b></a>, a rather macabre title. It's a purchasable app that lets you use your phone to chat only when there's less than 5% battery left. The app comes with a very dramatic video, with dramatic music. I stumbled upon it and I asked myself, what is an app like this for? Then I realized, doing a bit of research, that this app is another brilliant idea from a conceptual artist who has a particular interest in technology and all things surveillance.<br><br>His name is <b>Dries Depoorter</b>, he is a Belgian artist and in fact he created, he built his career as an artist precisely on privacy and interaction with technology. And all of his works are characterized precisely by the use of technology and then by the fact that they can be purchased, and the money naturally goes to the good artist for him. I'll give you some examples of other works of art that he has done from which he also makes money and good for him.<br><br>There's <a href="https://driesdepoorter.be/quickfix/" rel="noreferrer noopener"><b>Quick Fix</b> </a>which is a machine, a vending machine, you know, the very physical, analogue ones, where you put money starting at €1 and you can buy likes on Instagram. It's very nice to watch the video because there's this gigantic box, you put in a 1€ coin, then you have to type your name on Instagram on a keyboard and the likes you've bought arrive immediately.<br><br>There are also slightly more poetic things like <b><a href="https://driesdepoorter.be/borderbirds/" rel="noreferrer noopener">Border Birds</a>,</b> where via connection to a series of public cameras he shows birds crossing state lines, and this of course is a commentary on border crossing.<br><br>But what gives the title to today's 3 minutes is <a href="https://driesdepoorter.be/product-category/shortlife/" rel="noreferrer noopener"><b>Short Life</b></a>. What is it about? It's a little watch that shows how much percentage of life is left to live based on the parameters you put in, I guess, when you buy the watch, so age, gender, lifestyle, etc. It costs $165 and, for anyone who wants a memento mori of their life to keep on their desk, to look at constantly to remind us of our vulnerability, this is an excellent investment. I'll put all the links for these fantastic things by the artist in the program notes and invite you to browse.]]>
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      <pubDate>Thu, 05 Jan 2023 05:41:06 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>A cosa serve una app che ci fa chattare solo quando la batteria è a meno del 5%? Questa e altre meraviglie (alcune un po' macabre, lo ammetto) sono le opere dell'artista belga Dries Depoorter che vi invito a scoprire nei tre minuti di oggi.LINK:La app 'Die with me' da usare se avete meno del 5% di batteriahttps://diewithme.online/?utm_source=substack&amp;amp;utm_medium=emailQuick Fix, distributore automatico per l'acquisto di like su Instagram https://driesdepoorter.be/quickfix/Border birds, immagini di uccelli che attraversano confini in volohttps://driesdepoorter.be/borderbirds/Shortlife, l'orologio che vi dice quanta percentuale di vita vi resta da viverehttps://driesdepoorter.be/product-category/shortlife/TRASCRIZIONE: (translation below)Restare con il telefono senza cellulare [intendevo 'batteria'] è uno degli incubi della vita moderna. Per questo mi sono stupita quando sono incappata in una app che si chiama Die With Me, muori con me, titolo un po macabro. È un'app che si può acquistare e che permette di usare il telefono per chattare solo quando rimane meno del 5% di batteria. La app viene presentata con un video molto drammatico, con una musica drammatica.Io ci sono incappata sopra e mi sono chiesta, ma a che cosa serve una app del genere? Poi mi sono resa conto, facendo un po di ricerche, che questa app è un'altra idea geniale di un artista concettuale che ha un interesse particolare per la tecnologia e per tutto quello che è sorveglianza.Lui si chiama Dries Depoorter, è un artista belga e appunto ha creato, ha costruito la sua carriera d'artista proprio sulla privacy e sull'interazione con con la tecnologia. E tutte le sue opere si caratterizzano appunto per l'uso della tecnologia e poi per il fatto che possono essere acquistate, e i soldi naturalmente vanno all'artista buon per lui.Vi faccio qualche esempio di altre opere d'arte che lui ha fatto da cui trae anche dei soldi e buon per lui. C'è Quick Fix che è una macchina, un distributore automatico, sapete, quelli proprio fisici, analogici, dove si mettono dei soldi a partire da 1€ e si possono acquistare like su Instagram. È molto carino da vedere il video perché c'è questo questo scatolone gigantesco, tu metti una moneta da 1€, poi devi digitare su una tastiera il tuo nome su Instagram e immediatamente arrivano i like che hai acquistato.Ci sono anche cose un po più poetiche come Border Birds, dove tramite il collegamento a una serie di telecamere pubbliche lui fa vedere uccelli che attraversano i confini degli Stati, e questo naturalmente è un commento sulla attraversamento dei confini.Ma quello che dà il titolo ai 3 minuti di oggi è Short Life. Di cosa si tratta? È un piccolo orologio che mostra quanta percentuale di vita resta da vivere in base ai parametri che si mettono, immagino, quando si acquista l'orologio, quindi età, sesso, stile di vita, ecc. Costa 165$ e, per chi volesse un memento mori della propria vita da tenere sulla scrivania, da guardare costantemente per ricordare la nostra vulnerabilità, questo è un ottimo investimento. Vi metto tutti i link per queste cose fantastiche dell'artista nelle note del programma e vi invito a curiosare.TRANSLATIONBeing left with the mobile without battery is one of the nightmares of modern life. This is why I was surprised when I...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>A cosa serve una app che ci fa chattare solo quando la batteria è a meno del 5%? Questa e altre meraviglie (alcune un po' macabre, lo ammetto) sono le opere dell'artista belga Dries Depoorter che vi invito a scoprire nei tre minuti di oggi.LINK:La app 'Di</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 369 Quadernini</title>
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        <![CDATA[La magia dei temi scritti da bambine e bambini sui quadernetti di scuola, un fantastico progetto che non solo ci fa leggere i contenuti ma ci fa anche vedere i quadernetti con le righe, i quadretti, le sbavature, gli errori e le correzioni. Uno spaccato di vita che copre un periodo dal '700 ai primi anni del 2000. Un archivio da sfogliare gratuitamente in rete.<br><br><b>LINK</b>: <i><b>Archivio dei Quaderni di Scuola</b></i> https://quadernini.tumblr.com<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> (<i><b>translation below</b></i>)<br>Avere ancora i quaderni di quando si andava a scuola, una volta che si è diventati adulti, è un grande lusso. Significa che c'è qualcuno, un adulto, che li ha conservati quando noi eravamo bambini, eravamo troppo piccoli per capire che importanza avrebbero potuto avere poi, decine di anni più tardi, arrivati da adulti. Ma è anche il lusso di avere un posto dove conservare le decine o forse anche centinaia di quaderni accumulati durante una carriera scolastica. Un lusso non aver dovuto mai cambiare casa o nazione o continente. Io ho pochissimi quaderni di quando andavo alle elementari, forse 1 o 2, per ogni volta che li riprendo in mano, bello vedere la mia scrittura di quando ero bambina e leggere anche le cose molto ingenue, molto molto toccanti a volte, che si scrivevano quando si era bambini.<br><br>Quindi potete immaginarvi la mia felicità quando ho scoperto che esiste un <a href="https://quadernini.tumblr.com" rel="noreferrer noopener"><b>Archivio dei Quaderni di Scuola</b></a>. È un archivio che ha circa 1500 quaderni italiani scritti da bambini e bambine a partire dalla fine del Settecento e arriva fino ai primi anni del 2000, ci sono anche un migliaio di quaderni scritti da bambini e bambine di altri paesi. E questo archivio ha anche un bellissimo sito internet infatti è da lì che ho preso queste queste informazioni (poi naturalmente nelle note del programma vi metto anche il link al sito) e il sito è fatto benissimo perché oltre a far vedere quello che i bambini scrivevano, pubblica anche i quaderni veri e propri, quindi i quaderni a righe a quadretti.<br><br>Sfogliando così nel sito mi sono soffermata su un paio di chicche, comunque emerge leggendo tra le righe dei temi tutto quello che è tutto quello che crea una una società. Quindi si parla di feste e l'immancabile cambio delle stagioni, ma si leggono anche poi tra le righe le sovrastrutture messe dagli adulti, come il bambino di 5.ª elementare che nel suo tema <b><i>Autoritratto</i></b> dice "Mia mamma dice che se solo stessi un attimo zitto si metterebbero a suonare tutte le campane di Macerata, però quando poi non parlo lei si preoccupa subito". E chi è che non si può immedesimare in questo tipo di di rapporto tra mamma e bambino?<br><br>Vi invito assolutamente andare a spulciare e a leggere tra le righe di questi di questi temi fatti da bambini in tutte in tutti i periodi. C'è una <b>bambina sfollata a Seveso</b> che sogna di tornare a Milano, scritta nel '45, insomma, passerete un po' di tempo a ricordare di quando voi eravate bambini e bambine. Magari vi fa venir voglia di andare a riprendere un vostro quaderno.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Still having the notebooks from when you went to school, once you become an adult, is a great luxury. It means that there was someone, an adult, who kept them when we were children, we were too young to understand what importance they could have, tens of years later, once we are adults. But it's also the luxury of having somewhere to keep the dozens or maybe even hundreds of notebooks accumulated over a school career. A luxury never having had to move house or country or continent.<br><br>I have very few notebooks from when I went to elementary school, maybe 1 or 2, and when I pick them up again, it's nice to see my handwriting from when I was a child and also read the very naive, sometimes touching things that were written when we were children.<br><br>So you can imagine my happiness when I discovered that there is an "Archive of School Notebooks". It is an archive that has about 1500 Italian notebooks written by boys and girls starting from the end of the eighteenth century and up to the early 2000s, there are also a thousand notebooks written by boys and girls from other countries. And this archive also has a wonderful website, in fact that's where I got this information from (I'll include the link to the site in the program notes) and the site is very well done because, in addition to showing what the children were writing, also publishes the actual notebooks, so the squared and lined notebooks.<br><br>Browsing through the site in this way, I focused on a couple of gems, and reading between the lines of the writings, all that is that creates a society emerges. So they write about festivities and the inevitable change of seasons, but we also read between the lines the superstructures put up by adults, like the 5th grade child who in his essay "Self-Portrait" states "My mom says that if only for a moment I would shut up, all the bells of Macerata would ring, but when I don't speak she gets worried immediately". And who cannot identify with this type of relationship between mother and child?<br><br>I absolutely invite you to go and sift through and read between the lines of these compositions written by children in all of the periods. There is a displaced girl in Seveso who dreams of returning to Milan, written in 1945 during WW2, in short, you will spend some time remembering when you were boys and girls. Maybe it makes you want to go get your now notebook.]]>
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        <![CDATA[La magia dei temi scritti da bambine e bambini sui quadernetti di scuola, un fantastico progetto che non solo ci fa leggere i contenuti ma ci fa anche vedere i quadernetti con le righe, i quadretti, le sbavature, gli errori e le correzioni. Uno spaccato di vita che copre un periodo dal '700 ai primi anni del 2000. Un archivio da sfogliare gratuitamente in rete.<br><br><b>LINK</b>: <i><b>Archivio dei Quaderni di Scuola</b></i> https://quadernini.tumblr.com<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> (<i><b>translation below</b></i>)<br>Avere ancora i quaderni di quando si andava a scuola, una volta che si è diventati adulti, è un grande lusso. Significa che c'è qualcuno, un adulto, che li ha conservati quando noi eravamo bambini, eravamo troppo piccoli per capire che importanza avrebbero potuto avere poi, decine di anni più tardi, arrivati da adulti. Ma è anche il lusso di avere un posto dove conservare le decine o forse anche centinaia di quaderni accumulati durante una carriera scolastica. Un lusso non aver dovuto mai cambiare casa o nazione o continente. Io ho pochissimi quaderni di quando andavo alle elementari, forse 1 o 2, per ogni volta che li riprendo in mano, bello vedere la mia scrittura di quando ero bambina e leggere anche le cose molto ingenue, molto molto toccanti a volte, che si scrivevano quando si era bambini.<br><br>Quindi potete immaginarvi la mia felicità quando ho scoperto che esiste un <a href="https://quadernini.tumblr.com" rel="noreferrer noopener"><b>Archivio dei Quaderni di Scuola</b></a>. È un archivio che ha circa 1500 quaderni italiani scritti da bambini e bambine a partire dalla fine del Settecento e arriva fino ai primi anni del 2000, ci sono anche un migliaio di quaderni scritti da bambini e bambine di altri paesi. E questo archivio ha anche un bellissimo sito internet infatti è da lì che ho preso queste queste informazioni (poi naturalmente nelle note del programma vi metto anche il link al sito) e il sito è fatto benissimo perché oltre a far vedere quello che i bambini scrivevano, pubblica anche i quaderni veri e propri, quindi i quaderni a righe a quadretti.<br><br>Sfogliando così nel sito mi sono soffermata su un paio di chicche, comunque emerge leggendo tra le righe dei temi tutto quello che è tutto quello che crea una una società. Quindi si parla di feste e l'immancabile cambio delle stagioni, ma si leggono anche poi tra le righe le sovrastrutture messe dagli adulti, come il bambino di 5.ª elementare che nel suo tema <b><i>Autoritratto</i></b> dice "Mia mamma dice che se solo stessi un attimo zitto si metterebbero a suonare tutte le campane di Macerata, però quando poi non parlo lei si preoccupa subito". E chi è che non si può immedesimare in questo tipo di di rapporto tra mamma e bambino?<br><br>Vi invito assolutamente andare a spulciare e a leggere tra le righe di questi di questi temi fatti da bambini in tutte in tutti i periodi. C'è una <b>bambina sfollata a Seveso</b> che sogna di tornare a Milano, scritta nel '45, insomma, passerete un po' di tempo a ricordare di quando voi eravate bambini e bambine. Magari vi fa venir voglia di andare a riprendere un vostro quaderno.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Still having the notebooks from when you went to school, once you become an adult, is a great luxury. It means that there was someone, an adult, who kept them when we were children, we were too young to understand what importance they could have, tens of years later, once we are adults. But it's also the luxury of having somewhere to keep the dozens or maybe even hundreds of notebooks accumulated over a school career. A luxury never having had to move house or country or continent.<br><br>I have very few notebooks from when I went to elementary school, maybe 1 or 2, and when I pick them up again, it's nice to see my handwriting from when I was a child and also read the very naive, sometimes touching things that were written when we were children.<br><br>So you can imagine my happiness when I discovered that there is an "Archive of School Notebooks". It is an archive that has about 1500 Italian notebooks written by boys and girls starting from the end of the eighteenth century and up to the early 2000s, there are also a thousand notebooks written by boys and girls from other countries. And this archive also has a wonderful website, in fact that's where I got this information from (I'll include the link to the site in the program notes) and the site is very well done because, in addition to showing what the children were writing, also publishes the actual notebooks, so the squared and lined notebooks.<br><br>Browsing through the site in this way, I focused on a couple of gems, and reading between the lines of the writings, all that is that creates a society emerges. So they write about festivities and the inevitable change of seasons, but we also read between the lines the superstructures put up by adults, like the 5th grade child who in his essay "Self-Portrait" states "My mom says that if only for a moment I would shut up, all the bells of Macerata would ring, but when I don't speak she gets worried immediately". And who cannot identify with this type of relationship between mother and child?<br><br>I absolutely invite you to go and sift through and read between the lines of these compositions written by children in all of the periods. There is a displaced girl in Seveso who dreams of returning to Milan, written in 1945 during WW2, in short, you will spend some time remembering when you were boys and girls. Maybe it makes you want to go get your now notebook.]]>
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      <pubDate>Wed, 04 Jan 2023 06:42:15 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>La magia dei temi scritti da bambine e bambini sui quadernetti di scuola, un fantastico progetto che non solo ci fa leggere i contenuti ma ci fa anche vedere i quadernetti con le righe, i quadretti, le sbavature, gli errori e le correzioni. Uno spaccato d</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 368 Gorillaz</title>
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      <itunes:episode>402</itunes:episode>
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        <![CDATA[Non sempre fissare il cellulare durante un concerto è segno di maleducazione. I Gorillaz, ad esempio, hanno fatto due spettacolari concerti dal vivo da guardare rigorosamente fissando il proprio cellulare. <br><br><b>LINK</b><br><b>I Gorillaz </b>https://www.gorillaz.com/<br><b>Il concerto dei Gorillaz a Times Square</b> https://www.youtube.com/watch?v=iFaKhtlBU7A&amp;t=231s<br><b>Pokemon Go</b> https://pokemongolive.com/?hl=en<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> (<i><b>translation below</b></i>)<br>Beh, in effetti andare a un concerto oggi spesso significa vedere un sacco di gente che anziché guardare quello che succede sul palco, sta a guardare il cellulare, a fare i video e a fare fotografie. E infatti ci sono diversi artisti che chiedono espressamente che la gente non usi il cellulare durante il concerto. Poi ci sono i <b><a href="https://www.gorillaz.com/" rel="noreferrer noopener">Gorillaz</a></b>.<br><br>Io non mi intendo molto di musica, però i Gorillaz li conosco perché non sono un vero e proprio gruppo musicale, ma sono un gruppo virtuale creato alla fine degli anni '90 da un fumettista e da un musicista, polistrumentista e cantante. Poi vi metto il link nelle note del podcast cos se siete interessati andate a vederlo.<br><br>Perché sto parlando dei Gorillaz? Non particolarmente per la loro musica, ma per quello che hanno fatto qualche settimana fa, attorno a Natale, con questi due loro concerti virtuali che hanno fatto a <b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=iFaKhtlBU7A&amp;t=231s" rel="noreferrer noopener">New York, a Times Square</a></b> e poi a Londra, a Piccadilly Circus. Cosa hanno di tanto particolare questi concerti che ne parlo io, che non mi interesso di musica e non sono nemmeno particolarmente ferrata? Perché questi due concerti sono stati interamente virtuali, cioè la gente si è riversata nelle nelle due piazze a Times Square a New York e Piccadilly Circus a Londra, e hanno seguito il concerto tramite il loro cellulare. Il gruppo Gorillaz, infatti, è molto tecnologico e da sempre ha fatto delle grandi commistioni, delle grandi trovate - non solo pubblicitarie perché poi c'è anche del contenuto - usando la tecnologia, e la gente poteva seguire il concerto guardando attraverso il loro schermo del cellulare.<br><br>Cosa hanno fatto? Hanno fatto un un collegamento tra le mappe Google, che sono disponibili a tutti da qualsiasi cellulare (che io uso per navigare la città, ma così come fanno tante altre persone) con una nuova tecnologia di cui non vi sto a parlare perché non ne capisco niente, però cosa succedeva? Succedeva che la gente ha potuto seguire il concerto in realtà aumentata. Cioè voi immaginate, avete il vostro cellulare in mano, inquadrate una strada e lì, nella strada, vedete che compaiono questi personaggi giganteschi.<br><br>Ho visto il video perché non ero là e sembra veramente di stare dentro un cartone animato giapponese. È una cosa fantastica, trovarsi lì di persona doveva essere una cosa incredibile. Io un po' ho provato questa sensazione della realtà virtuale aumentata quando è uscito il gioco <a href="https://pokemongolive.com/?hl=en" rel="noreferrer noopener"><b>Pokemon Go</b></a>, mi pare che fosse il 2016 e all'epoca abitavo ancora a Melbourne e ricordo diversi viaggi fatti per tornare a casa da lavoro, dove tutta la metropolitana era piena di gente che giocava a Pokemon Go.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Well, actually going to a concert today often means seeing a lot of people who instead of watching what is happening on stage, are looking at their cell phones, making videos and taking photographs. And in fact there are several artists who expressly ask that people not use their cell phones during the concert. Then there are the <a href="https://www.gorillaz.com/" rel="noreferrer noopener"><b>Gorillaz</b></a>.<br><br>I don't know much about music, but I know Gorillaz because they are not a real musical group, but a virtual group created in the late 90s by a cartoonist and a musician, multi-instrumentalist and singer. (I'll put the link in the podcast notes so if you're interested you can check it out). Why am I talking about Gorillaz? Not particularly for their music, but for what they did a few weeks ago, around Christmas, with these two virtual concerts they did in New York, in Times Square and then in London, in Piccadilly Circus. What is so special about these concerts that I'm talking about them, while I'm not interested in music and I'm not particularly knowledgeable either?<br><br>Because these two concerts were entirely virtual, that is, people flocked to <a href="https://www.youtube.com/watch?v=iFaKhtlBU7A&amp;t=231s" rel="noreferrer noopener"><b>Times Square in New Yor</b></a>k and Piccadilly Circus in London, and followed the concert via their mobile phones. The Gorillaz group, in fact, is very technological and has always made great mingling, great gimmicks - not just for advertising because there is also actual content - using technology, and people could follow the concert by looking through their screen of the cell phone.<br><br>What have they done? They have made a connection between Google maps, which are available to everyone from any mobile phone (which I use to navigate the city, as many other people do) with a new technology that I won't tell you about because I don't understand it, but what happened? It happened that people were able to follow the concert in augmented reality. That is, you imagine, you have your cell phone in your hand, you frame a road and there, in the road, you see these gigantic characters appear. I saw the video because I wasn't there and it really feels like being inside a Japanese cartoon. It's a fantastic thing, to be there in person must have been an incredible thing.<br><br>I experienced this feeling of augmented virtual reality a little when the <a href="https://pokemongolive.com/?hl=en" rel="noreferrer noopener"><b>Pokemon Go</b></a> game came out, I think it was 2016 and at the time I was still living in Melbourne and I remember several trips I made to get home from work, where all the subway it was full of people playing Pokemon Go.]]>
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        <![CDATA[Non sempre fissare il cellulare durante un concerto è segno di maleducazione. I Gorillaz, ad esempio, hanno fatto due spettacolari concerti dal vivo da guardare rigorosamente fissando il proprio cellulare. <br><br><b>LINK</b><br><b>I Gorillaz </b>https://www.gorillaz.com/<br><b>Il concerto dei Gorillaz a Times Square</b> https://www.youtube.com/watch?v=iFaKhtlBU7A&amp;t=231s<br><b>Pokemon Go</b> https://pokemongolive.com/?hl=en<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> (<i><b>translation below</b></i>)<br>Beh, in effetti andare a un concerto oggi spesso significa vedere un sacco di gente che anziché guardare quello che succede sul palco, sta a guardare il cellulare, a fare i video e a fare fotografie. E infatti ci sono diversi artisti che chiedono espressamente che la gente non usi il cellulare durante il concerto. 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Perché questi due concerti sono stati interamente virtuali, cioè la gente si è riversata nelle nelle due piazze a Times Square a New York e Piccadilly Circus a Londra, e hanno seguito il concerto tramite il loro cellulare. Il gruppo Gorillaz, infatti, è molto tecnologico e da sempre ha fatto delle grandi commistioni, delle grandi trovate - non solo pubblicitarie perché poi c'è anche del contenuto - usando la tecnologia, e la gente poteva seguire il concerto guardando attraverso il loro schermo del cellulare.<br><br>Cosa hanno fatto? Hanno fatto un un collegamento tra le mappe Google, che sono disponibili a tutti da qualsiasi cellulare (che io uso per navigare la città, ma così come fanno tante altre persone) con una nuova tecnologia di cui non vi sto a parlare perché non ne capisco niente, però cosa succedeva? Succedeva che la gente ha potuto seguire il concerto in realtà aumentata. Cioè voi immaginate, avete il vostro cellulare in mano, inquadrate una strada e lì, nella strada, vedete che compaiono questi personaggi giganteschi.<br><br>Ho visto il video perché non ero là e sembra veramente di stare dentro un cartone animato giapponese. È una cosa fantastica, trovarsi lì di persona doveva essere una cosa incredibile. Io un po' ho provato questa sensazione della realtà virtuale aumentata quando è uscito il gioco <a href="https://pokemongolive.com/?hl=en" rel="noreferrer noopener"><b>Pokemon Go</b></a>, mi pare che fosse il 2016 e all'epoca abitavo ancora a Melbourne e ricordo diversi viaggi fatti per tornare a casa da lavoro, dove tutta la metropolitana era piena di gente che giocava a Pokemon Go.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Well, actually going to a concert today often means seeing a lot of people who instead of watching what is happening on stage, are looking at their cell phones, making videos and taking photographs. And in fact there are several artists who expressly ask that people not use their cell phones during the concert. Then there are the <a href="https://www.gorillaz.com/" rel="noreferrer noopener"><b>Gorillaz</b></a>.<br><br>I don't know much about music, but I know Gorillaz because they are not a real musical group, but a virtual group created in the late 90s by a cartoonist and a musician, multi-instrumentalist and singer. (I'll put the link in the podcast notes so if you're interested you can check it out). Why am I talking about Gorillaz? Not particularly for their music, but for what they did a few weeks ago, around Christmas, with these two virtual concerts they did in New York, in Times Square and then in London, in Piccadilly Circus. What is so special about these concerts that I'm talking about them, while I'm not interested in music and I'm not particularly knowledgeable either?<br><br>Because these two concerts were entirely virtual, that is, people flocked to <a href="https://www.youtube.com/watch?v=iFaKhtlBU7A&amp;t=231s" rel="noreferrer noopener"><b>Times Square in New Yor</b></a>k and Piccadilly Circus in London, and followed the concert via their mobile phones. The Gorillaz group, in fact, is very technological and has always made great mingling, great gimmicks - not just for advertising because there is also actual content - using technology, and people could follow the concert by looking through their screen of the cell phone.<br><br>What have they done? They have made a connection between Google maps, which are available to everyone from any mobile phone (which I use to navigate the city, as many other people do) with a new technology that I won't tell you about because I don't understand it, but what happened? It happened that people were able to follow the concert in augmented reality. That is, you imagine, you have your cell phone in your hand, you frame a road and there, in the road, you see these gigantic characters appear. I saw the video because I wasn't there and it really feels like being inside a Japanese cartoon. It's a fantastic thing, to be there in person must have been an incredible thing.<br><br>I experienced this feeling of augmented virtual reality a little when the <a href="https://pokemongolive.com/?hl=en" rel="noreferrer noopener"><b>Pokemon Go</b></a> game came out, I think it was 2016 and at the time I was still living in Melbourne and I remember several trips I made to get home from work, where all the subway it was full of people playing Pokemon Go.]]>
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      <pubDate>Tue, 03 Jan 2023 06:08:46 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Non sempre fissare il cellulare durante un concerto è segno di maleducazione. I Gorillaz, ad esempio, hanno fatto due spettacolari concerti dal vivo da guardare rigorosamente fissando il proprio cellulare. LINKI Gorillaz https://www.gorillaz.com/Il concerto dei Gorillaz a Times Square https://www.youtube.com/watch?v=iFaKhtlBU7A&amp;amp;t=231sPokemon Go https://pokemongolive.com/?hl=enTRASCRIZIONE (translation below)Beh, in effetti andare a un concerto oggi spesso significa vedere un sacco di gente che anziché guardare quello che succede sul palco, sta a guardare il cellulare, a fare i video e a fare fotografie. E infatti ci sono diversi artisti che chiedono espressamente che la gente non usi il cellulare durante il concerto. Poi ci sono i Gorillaz.Io non mi intendo molto di musica, però i Gorillaz li conosco perché non sono un vero e proprio gruppo musicale, ma sono un gruppo virtuale creato alla fine degli anni '90 da un fumettista e da un musicista, polistrumentista e cantante. Poi vi metto il link nelle note del podcast cos se siete interessati andate a vederlo.Perché sto parlando dei Gorillaz? Non particolarmente per la loro musica, ma per quello che hanno fatto qualche settimana fa, attorno a Natale, con questi due loro concerti virtuali che hanno fatto a New York, a Times Square e poi a Londra, a Piccadilly Circus. Cosa hanno di tanto particolare questi concerti che ne parlo io, che non mi interesso di musica e non sono nemmeno particolarmente ferrata? Perché questi due concerti sono stati interamente virtuali, cioè la gente si è riversata nelle nelle due piazze a Times Square a New York e Piccadilly Circus a Londra, e hanno seguito il concerto tramite il loro cellulare. Il gruppo Gorillaz, infatti, è molto tecnologico e da sempre ha fatto delle grandi commistioni, delle grandi trovate - non solo pubblicitarie perché poi c'è anche del contenuto - usando la tecnologia, e la gente poteva seguire il concerto guardando attraverso il loro schermo del cellulare.Cosa hanno fatto? Hanno fatto un un collegamento tra le mappe Google, che sono disponibili a tutti da qualsiasi cellulare (che io uso per navigare la città, ma così come fanno tante altre persone) con una nuova tecnologia di cui non vi sto a parlare perché non ne capisco niente, però cosa succedeva? Succedeva che la gente ha potuto seguire il concerto in realtà aumentata. Cioè voi immaginate, avete il vostro cellulare in mano, inquadrate una strada e lì, nella strada, vedete che compaiono questi personaggi giganteschi.Ho visto il video perché non ero là e sembra veramente di stare dentro un cartone animato giapponese. È una cosa fantastica, trovarsi lì di persona doveva essere una cosa incredibile. Io un po' ho provato questa sensazione della realtà virtuale aumentata quando è uscito il gioco Pokemon Go, mi pare che fosse il 2016 e all'epoca abitavo ancora a Melbourne e ricordo diversi viaggi fatti per tornare a casa da lavoro, dove tutta la metropolitana era piena di gente che giocava a Pokemon Go.TRANSLATIONWell, actually going to a concert today often means seeing a lot of people who instead of watching what is happening on stage, are looking at their cell phones, making videos and taking photographs. And in fact there are several artists who expressly ask that people not use their cell phones during the concert. Then there are the Gorillaz.I don't know much about music, but I know Gorillaz because they...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Non sempre fissare il cellulare durante un concerto è segno di maleducazione. I Gorillaz, ad esempio, hanno fatto due spettacolari concerti dal vivo da guardare rigorosamente fissando il proprio cellulare. LINKI Gorillaz https://www.gorillaz.com/Il concer</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 367 Propositi (buoni)</title>
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        <![CDATA[Sarà che il motivo per cui non riusciamo a tenere fede ai nostri buoni propositi di inizio anno, è perché abbiamo sbagliato il modo in cui abbiamo scritto la lista? <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> (<i><b>translation below</b></i>)<br>Alzi la mano chi ha utilizzato l'inizio del nuovo anno per fare una lista di buoni propositi. Voi non mi vedete, per io la mano non la sto alzando perché non mi piace fare le liste di buoni propositi. Sono un po superstiziosa, penso sempre che se faccio una lista e mi propongo di fare qualcosa, poi succederà qualcosa di megagalattico che me lo impedirà. Però sfruttiamo questa prima settimana del mese di gennaio dopo l'inizio del nuovo anno, per vedere come sfruttare i nostri desideri per migliorare effettivamente il nostro grado di felicità. Perché poi di questo si tratta sempre, vogliamo essere più felici ed è nostro diritto essere felici. Il problema con le liste dei buoni propositi è che spesso le facciamo tutte al negativo: non fumo più, smetto di fumare, smetto di mangiare dolci, non starò più alzata fino a tardi a guardare la televisione, non... non me ne vengono in mente altre cose da dire al negativo, però avete capito quello che voglio dire. Ecco, visto che la psicologia ci aiuta (ci sono tantissimi studi di psicologia che spiegano come le parole usate per formulare un problema hanno poi un impatto sul modo in cui noi ci relazioniamo al problema), allora perché anziché fare queste liste lunghissime di buoni propositi, tutti al negativo, che quando li vediamo vediamo solo i sacrifici che dobbiamo fare - non stare alzata fino a tardi a guardarmi la serie di Netflix - s ma a me piace tanto, una volta che sono lì seduta sul divano non ce la faccio alzarmi e andare a dormire, anche se sono già le due del mattino e so che pui star malissimo l'indomani mattina. Ecco, facciamo delle liste invece al positivo, cioè mettendoci dentro delle cose che ci aiutano a stare bene però senza usare parole negative e quindi facendo dei trucchetti psicologici che così il nostro cervello non si accorge che in effetti stiamo facendo una lista di buoni propositi. Ad esempio, potremmo avere nella nostra lista una cosa che dice 'voglio essere più creativa'. Ecco, quest'anno voglio essere più creativa. E lo so che non tutti sono maghi del pennello, dell'acquerello e che è difficile iniziare a fare qualcosa che non si è mai fatto prima ad una certa età. Ma essere creativi significa anche comprare uno di quei quaderni da colorare e comprare un un astuccio di matite colorate, un temperamatite e mettersi a colorare. Ecco, pensate questo: potete fare una cosa del genere. Siate più creativi e più creative, però senza esagerare, senza voler dipingere la Gioconda. Piccoli passettini, vedrete che sarete più contenti e vi sentirete anche meno frustrati, ve lo garantisco.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Raise your hand if you have used the beginning of the new year to make a list of good intentions. You don't see me, but I'm not raising my hand because I don't like making lists of good intentions. I'm a bit superstitious, I always think that if I make a list and propose to do something, then something megagalactic will happen that will prevent me from doing it. But let's use this first week of January, after the start of the new year, to see how to use our desires to actually improve our level of happiness. Because then this is always about, we want to be happier and it is our right to be happy. The problem with lists of good resolutions is that we often make them all in the negative: I don't smoke anymore, I quit smoking, I stop eating sweets, I won't stay up late watching TV anymore, I don't... I can't think of any other thing to say to the negative, but you understand what I mean. Here, since psychology helps us (there are many psychology studies that explain how the words used to formulate a problem impact on the way we relate to the problem), then why instead of making these very long lists of good intentions, all in the negative, that when we see them we only see the sacrifices we have to make - don't stay up late watching Netflix series - yes but I love it, once I'm sitting there on the couch I can't stand up and go to sleep, even though it's already two in the morning and I know I am going to feel terrible in the morning. Well, let's make positive lists instead, that is, putting things in them that help us feel good but without using negative words and therefore playing psychological tricks so that our brain does not realize that we are actually making a list of good intentions. For example, we might have one thing on our list that says 'I want to be more creative'. Well, this year I want to be more creative. And I know that not everyone is a brush or watercolor wizard and that it's hard to start doing something you've never done before at a certain age. But being creative also means buying one of those coloring books and buying a case of colored pencils, a pencil sharpener and coloring. Here, think about this: You can do something like this. Be more creative, but without exaggerating, without wanting to paint the Mona Lisa. Small steps, you will see that you will be happier and you will also feel less frustrated, I guarantee it.]]>
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        <![CDATA[Sarà che il motivo per cui non riusciamo a tenere fede ai nostri buoni propositi di inizio anno, è perché abbiamo sbagliato il modo in cui abbiamo scritto la lista? <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> (<i><b>translation below</b></i>)<br>Alzi la mano chi ha utilizzato l'inizio del nuovo anno per fare una lista di buoni propositi. Voi non mi vedete, per io la mano non la sto alzando perché non mi piace fare le liste di buoni propositi. Sono un po superstiziosa, penso sempre che se faccio una lista e mi propongo di fare qualcosa, poi succederà qualcosa di megagalattico che me lo impedirà. Però sfruttiamo questa prima settimana del mese di gennaio dopo l'inizio del nuovo anno, per vedere come sfruttare i nostri desideri per migliorare effettivamente il nostro grado di felicità. Perché poi di questo si tratta sempre, vogliamo essere più felici ed è nostro diritto essere felici. Il problema con le liste dei buoni propositi è che spesso le facciamo tutte al negativo: non fumo più, smetto di fumare, smetto di mangiare dolci, non starò più alzata fino a tardi a guardare la televisione, non... non me ne vengono in mente altre cose da dire al negativo, però avete capito quello che voglio dire. Ecco, visto che la psicologia ci aiuta (ci sono tantissimi studi di psicologia che spiegano come le parole usate per formulare un problema hanno poi un impatto sul modo in cui noi ci relazioniamo al problema), allora perché anziché fare queste liste lunghissime di buoni propositi, tutti al negativo, che quando li vediamo vediamo solo i sacrifici che dobbiamo fare - non stare alzata fino a tardi a guardarmi la serie di Netflix - s ma a me piace tanto, una volta che sono lì seduta sul divano non ce la faccio alzarmi e andare a dormire, anche se sono già le due del mattino e so che pui star malissimo l'indomani mattina. Ecco, facciamo delle liste invece al positivo, cioè mettendoci dentro delle cose che ci aiutano a stare bene però senza usare parole negative e quindi facendo dei trucchetti psicologici che così il nostro cervello non si accorge che in effetti stiamo facendo una lista di buoni propositi. Ad esempio, potremmo avere nella nostra lista una cosa che dice 'voglio essere più creativa'. Ecco, quest'anno voglio essere più creativa. E lo so che non tutti sono maghi del pennello, dell'acquerello e che è difficile iniziare a fare qualcosa che non si è mai fatto prima ad una certa età. Ma essere creativi significa anche comprare uno di quei quaderni da colorare e comprare un un astuccio di matite colorate, un temperamatite e mettersi a colorare. Ecco, pensate questo: potete fare una cosa del genere. Siate più creativi e più creative, però senza esagerare, senza voler dipingere la Gioconda. Piccoli passettini, vedrete che sarete più contenti e vi sentirete anche meno frustrati, ve lo garantisco.<br><br><br><b>TRANSLATION</b><br>Raise your hand if you have used the beginning of the new year to make a list of good intentions. You don't see me, but I'm not raising my hand because I don't like making lists of good intentions. I'm a bit superstitious, I always think that if I make a list and propose to do something, then something megagalactic will happen that will prevent me from doing it. But let's use this first week of January, after the start of the new year, to see how to use our desires to actually improve our level of happiness. Because then this is always about, we want to be happier and it is our right to be happy. The problem with lists of good resolutions is that we often make them all in the negative: I don't smoke anymore, I quit smoking, I stop eating sweets, I won't stay up late watching TV anymore, I don't... I can't think of any other thing to say to the negative, but you understand what I mean. Here, since psychology helps us (there are many psychology studies that explain how the words used to formulate a problem impact on the way we relate to the problem), then why instead of making these very long lists of good intentions, all in the negative, that when we see them we only see the sacrifices we have to make - don't stay up late watching Netflix series - yes but I love it, once I'm sitting there on the couch I can't stand up and go to sleep, even though it's already two in the morning and I know I am going to feel terrible in the morning. Well, let's make positive lists instead, that is, putting things in them that help us feel good but without using negative words and therefore playing psychological tricks so that our brain does not realize that we are actually making a list of good intentions. For example, we might have one thing on our list that says 'I want to be more creative'. Well, this year I want to be more creative. And I know that not everyone is a brush or watercolor wizard and that it's hard to start doing something you've never done before at a certain age. But being creative also means buying one of those coloring books and buying a case of colored pencils, a pencil sharpener and coloring. Here, think about this: You can do something like this. Be more creative, but without exaggerating, without wanting to paint the Mona Lisa. Small steps, you will see that you will be happier and you will also feel less frustrated, I guarantee it.]]>
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      <pubDate>Mon, 02 Jan 2023 08:45:05 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Sarà che il motivo per cui non riusciamo a tenere fede ai nostri buoni propositi di inizio anno, è perché abbiamo sbagliato il modo in cui abbiamo scritto la lista? TRASCRIZIONE (translation below)Alzi la mano chi ha utilizzato l'inizio del nuovo anno per fare una lista di buoni propositi. Voi non mi vedete, per io la mano non la sto alzando perché non mi piace fare le liste di buoni propositi. Sono un po superstiziosa, penso sempre che se faccio una lista e mi propongo di fare qualcosa, poi succederà qualcosa di megagalattico che me lo impedirà. Però sfruttiamo questa prima settimana del mese di gennaio dopo l'inizio del nuovo anno, per vedere come sfruttare i nostri desideri per migliorare effettivamente il nostro grado di felicità. Perché poi di questo si tratta sempre, vogliamo essere più felici ed è nostro diritto essere felici. Il problema con le liste dei buoni propositi è che spesso le facciamo tutte al negativo: non fumo più, smetto di fumare, smetto di mangiare dolci, non starò più alzata fino a tardi a guardare la televisione, non... non me ne vengono in mente altre cose da dire al negativo, però avete capito quello che voglio dire. Ecco, visto che la psicologia ci aiuta (ci sono tantissimi studi di psicologia che spiegano come le parole usate per formulare un problema hanno poi un impatto sul modo in cui noi ci relazioniamo al problema), allora perché anziché fare queste liste lunghissime di buoni propositi, tutti al negativo, che quando li vediamo vediamo solo i sacrifici che dobbiamo fare - non stare alzata fino a tardi a guardarmi la serie di Netflix - s ma a me piace tanto, una volta che sono lì seduta sul divano non ce la faccio alzarmi e andare a dormire, anche se sono già le due del mattino e so che pui star malissimo l'indomani mattina. Ecco, facciamo delle liste invece al positivo, cioè mettendoci dentro delle cose che ci aiutano a stare bene però senza usare parole negative e quindi facendo dei trucchetti psicologici che così il nostro cervello non si accorge che in effetti stiamo facendo una lista di buoni propositi. Ad esempio, potremmo avere nella nostra lista una cosa che dice 'voglio essere più creativa'. Ecco, quest'anno voglio essere più creativa. E lo so che non tutti sono maghi del pennello, dell'acquerello e che è difficile iniziare a fare qualcosa che non si è mai fatto prima ad una certa età. Ma essere creativi significa anche comprare uno di quei quaderni da colorare e comprare un un astuccio di matite colorate, un temperamatite e mettersi a colorare. Ecco, pensate questo: potete fare una cosa del genere. Siate più creativi e più creative, però senza esagerare, senza voler dipingere la Gioconda. Piccoli passettini, vedrete che sarete più contenti e vi sentirete anche meno frustrati, ve lo garantisco.TRANSLATIONRaise your hand if you have used the beginning of the new year to make a list of good intentions. You don't see me, but I'm not raising my hand because I don't like making lists of good intentions. I'm a bit superstitious, I always think that if I make a list and propose to do something, then something megagalactic will happen that will prevent me from doing it. But let's use this first week of January, after the start of the new year, to see how to use our desires to actually improve our level of happiness. Because then this is always about, we want to be happier and it is our right to be happy. The problem with lists of good resolutions is that we often make them all in the negative: I don't smoke anymore, I quit smoking, I stop eating sweets, I won't stay up late watching TV anymore, I don't... I can't think of any other thing to say to the negative, but you understand what I mean. Here, since psychology helps us (there are many psychology studies that explain how the words used to formulate a problem impact on the way we relate to the problem), then why instead of making these very long lists of good...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 366 Regalo</title>
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        <![CDATA[Per il primo episodio della seconda serie ho per voi un regalo. Come sempre, improvvisato davanti al microfono. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>(ENG translation below)</i><br>Se mi state ascoltando seduti a casa, cercate una scusa per uscire, anche un giro dell'isolato va bene. Se avete l'ascensore scendete a piedi e contate le scale, contate quanti gradini in ogni rampa e poi quando arrivati giù, fate la moltiplicazione per vedere quanti sono i gradini totali nelle vostre scale. Uscite fuori per strada e camminate coscienti del fatto che state camminando. Guardate in avanti ma sollevate anche lo sguardo. Cercate con gli occhi la cima dei palazzi, magari trovate un tappeto steso, dei vasi di fiori che non avevate mai notato. Guardate i lampioni, le città avvolte nel lampioni hanno, soprattutto nel centro storico, degli stemmi. Avete mai fatto caso? Ci sono degli stemmi? Ci sono dei fiori? Ci sono dei fregi? Usate i cinque sensi. Se vedete un muro che ha una struttura interessante, avvicinatevi e passate la mano sul muro. Sentite la superficie, dipendentemente dalla stagione, se ascoltate questo che è estate il muro, magari sarà caldo perché siete usciti a fare questo giro dell'isolato dopo pranzo col sole forte. Se invece inverno sentirete che è freddo il muro, magari sono quei muri un po antichi, un po' scrostati e vi ritroverete un po' di polverina, un po' di intonaco sulle dita. Sentite gli odori che ci sono attorno. Se siete in una zona un po fuori città, magari c'è odore di quell'albero che è appena fiorito in pieno inverno, anche gli odori dei gas di scarico, delle macchine che passano. O magari state ascoltando questo e siete all'interno del mercato dove vendono i pesci e ci sono i rumori della gente che vende e c'è anche l'odore del pesce. Sentite che odori ci sono lì attorno. Guardate in alto, guardate il cielo, guardate che forma hanno le nuvole, e il cielo è coperto? C'è il sole? Oppure è notte? Sentite le cose che vi accadono attorno, guardate il pavimento, guardate un po' che tipo di struttura il pavimento è asfalto, oppure state camminando su una zona erbosa? Che colori ci sono attorno a voi? Ci sono, c'è la biancheria stesa alle finestre? Ci sono dei palazzi e che cosa sta succedendo? Insomma, volevo riprendere a fare i 3' GREZZI, questa seconda stagione, oggi è il primo giorno, facendovi un piccolo regalo, un regalo che vi invito ad accogliere, andare fuori e godervi un po' lo spazio che vi sta attorno. E anche se in questo momento magari non state al meglio della vostra forma e non state benissimo, ricordate che comunque anche stare male, è sempre stare. Sono felice di essere tornata e mi siete mancati tutti.<br><br>Translation<br>If you're listening to me sitting at home, find an excuse to go out, even a walk around the block is fine. If you have an elevator, walk down and count the stairs, count how many steps in each flight and then when you get down, multiply to see how many total steps are in your stairs. Go out into the street and walk aware that you are walking. Look in front of you but also look up. Look for the tops of the buildings, maybe you'll find a carpet spread out, some vases of flowers that you've never noticed before. Look at the lampposts, the cities' lampposts have coats of arms, especially in the historic centre. Have you ever noticed? Are there any emblems? Are there any flowers? Are there friezes? Use the five senses. If you see a wall that has an interesting texture, go closer and run your hand across the wall. Feel the surface, depending on the season, if you listen to this in summer, the wall maybe is going to be warm because you went out for this walk around the block after lunch in the strong sun. If, on the other hand, it's winter you feel that the wall is cold, perhaps they are those walls that are a little old, a little peeling and you will find a little dust, a little plaster on your fingers. Feel the smells that are around us. If you are in an area a little out of town, maybe there is the smell of that tree that has just flowered in the middle of winter, even the smells of exhaust fumes, of passing cars. Or maybe you are listening to this and you are inside the market where they are selling fish and there are the sounds of people selling and there is also the smell of fish. Feel what smells are around there. Look up, look at the sky, look at the shape of the clouds, and is the sky overcast? Is it sunny? Or is it night? Feel the things happening around you, look at the floor, look at what kind of texture, is the floor asphalt, or are you walking on a grassy area? What colors are around you? Are there, is there laundry hanging on the windows? Are there any buildings and what is going on? In short, I wanted to go back to doing my podcast (3 unedited minutes), this second season, today is the first day, giving you a small gift, a gift that I invite you to welcome, go outside and enjoy the space around you a bit. And even if right now you may not be in your best shape and you don't look great, remember that feeling bad is still 'feeling'. Glad to be back and missed you all.]]>
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        <![CDATA[Per il primo episodio della seconda serie ho per voi un regalo. Come sempre, improvvisato davanti al microfono. <br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>(ENG translation below)</i><br>Se mi state ascoltando seduti a casa, cercate una scusa per uscire, anche un giro dell'isolato va bene. Se avete l'ascensore scendete a piedi e contate le scale, contate quanti gradini in ogni rampa e poi quando arrivati giù, fate la moltiplicazione per vedere quanti sono i gradini totali nelle vostre scale. Uscite fuori per strada e camminate coscienti del fatto che state camminando. Guardate in avanti ma sollevate anche lo sguardo. Cercate con gli occhi la cima dei palazzi, magari trovate un tappeto steso, dei vasi di fiori che non avevate mai notato. Guardate i lampioni, le città avvolte nel lampioni hanno, soprattutto nel centro storico, degli stemmi. Avete mai fatto caso? Ci sono degli stemmi? Ci sono dei fiori? Ci sono dei fregi? Usate i cinque sensi. Se vedete un muro che ha una struttura interessante, avvicinatevi e passate la mano sul muro. Sentite la superficie, dipendentemente dalla stagione, se ascoltate questo che è estate il muro, magari sarà caldo perché siete usciti a fare questo giro dell'isolato dopo pranzo col sole forte. Se invece inverno sentirete che è freddo il muro, magari sono quei muri un po antichi, un po' scrostati e vi ritroverete un po' di polverina, un po' di intonaco sulle dita. Sentite gli odori che ci sono attorno. Se siete in una zona un po fuori città, magari c'è odore di quell'albero che è appena fiorito in pieno inverno, anche gli odori dei gas di scarico, delle macchine che passano. O magari state ascoltando questo e siete all'interno del mercato dove vendono i pesci e ci sono i rumori della gente che vende e c'è anche l'odore del pesce. Sentite che odori ci sono lì attorno. Guardate in alto, guardate il cielo, guardate che forma hanno le nuvole, e il cielo è coperto? C'è il sole? Oppure è notte? Sentite le cose che vi accadono attorno, guardate il pavimento, guardate un po' che tipo di struttura il pavimento è asfalto, oppure state camminando su una zona erbosa? Che colori ci sono attorno a voi? Ci sono, c'è la biancheria stesa alle finestre? Ci sono dei palazzi e che cosa sta succedendo? Insomma, volevo riprendere a fare i 3' GREZZI, questa seconda stagione, oggi è il primo giorno, facendovi un piccolo regalo, un regalo che vi invito ad accogliere, andare fuori e godervi un po' lo spazio che vi sta attorno. E anche se in questo momento magari non state al meglio della vostra forma e non state benissimo, ricordate che comunque anche stare male, è sempre stare. Sono felice di essere tornata e mi siete mancati tutti.<br><br>Translation<br>If you're listening to me sitting at home, find an excuse to go out, even a walk around the block is fine. If you have an elevator, walk down and count the stairs, count how many steps in each flight and then when you get down, multiply to see how many total steps are in your stairs. Go out into the street and walk aware that you are walking. Look in front of you but also look up. Look for the tops of the buildings, maybe you'll find a carpet spread out, some vases of flowers that you've never noticed before. Look at the lampposts, the cities' lampposts have coats of arms, especially in the historic centre. Have you ever noticed? Are there any emblems? Are there any flowers? Are there friezes? Use the five senses. If you see a wall that has an interesting texture, go closer and run your hand across the wall. Feel the surface, depending on the season, if you listen to this in summer, the wall maybe is going to be warm because you went out for this walk around the block after lunch in the strong sun. If, on the other hand, it's winter you feel that the wall is cold, perhaps they are those walls that are a little old, a little peeling and you will find a little dust, a little plaster on your fingers. Feel the smells that are around us. If you are in an area a little out of town, maybe there is the smell of that tree that has just flowered in the middle of winter, even the smells of exhaust fumes, of passing cars. Or maybe you are listening to this and you are inside the market where they are selling fish and there are the sounds of people selling and there is also the smell of fish. Feel what smells are around there. Look up, look at the sky, look at the shape of the clouds, and is the sky overcast? Is it sunny? Or is it night? Feel the things happening around you, look at the floor, look at what kind of texture, is the floor asphalt, or are you walking on a grassy area? What colors are around you? Are there, is there laundry hanging on the windows? Are there any buildings and what is going on? In short, I wanted to go back to doing my podcast (3 unedited minutes), this second season, today is the first day, giving you a small gift, a gift that I invite you to welcome, go outside and enjoy the space around you a bit. And even if right now you may not be in your best shape and you don't look great, remember that feeling bad is still 'feeling'. Glad to be back and missed you all.]]>
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      <pubDate>Sun, 01 Jan 2023 14:12:43 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Per il primo episodio della seconda serie ho per voi un regalo. Come sempre, improvvisato davanti al microfono. TRASCRIZIONE (ENG translation below)Se mi state ascoltando seduti a casa, cercate una scusa per uscire, anche un giro dell'isolato va bene. Se avete l'ascensore scendete a piedi e contate le scale, contate quanti gradini in ogni rampa e poi quando arrivati giù, fate la moltiplicazione per vedere quanti sono i gradini totali nelle vostre scale. Uscite fuori per strada e camminate coscienti del fatto che state camminando. Guardate in avanti ma sollevate anche lo sguardo. Cercate con gli occhi la cima dei palazzi, magari trovate un tappeto steso, dei vasi di fiori che non avevate mai notato. Guardate i lampioni, le città avvolte nel lampioni hanno, soprattutto nel centro storico, degli stemmi. Avete mai fatto caso? Ci sono degli stemmi? Ci sono dei fiori? Ci sono dei fregi? Usate i cinque sensi. Se vedete un muro che ha una struttura interessante, avvicinatevi e passate la mano sul muro. Sentite la superficie, dipendentemente dalla stagione, se ascoltate questo che è estate il muro, magari sarà caldo perché siete usciti a fare questo giro dell'isolato dopo pranzo col sole forte. Se invece inverno sentirete che è freddo il muro, magari sono quei muri un po antichi, un po' scrostati e vi ritroverete un po' di polverina, un po' di intonaco sulle dita. Sentite gli odori che ci sono attorno. Se siete in una zona un po fuori città, magari c'è odore di quell'albero che è appena fiorito in pieno inverno, anche gli odori dei gas di scarico, delle macchine che passano. O magari state ascoltando questo e siete all'interno del mercato dove vendono i pesci e ci sono i rumori della gente che vende e c'è anche l'odore del pesce. Sentite che odori ci sono lì attorno. Guardate in alto, guardate il cielo, guardate che forma hanno le nuvole, e il cielo è coperto? C'è il sole? Oppure è notte? Sentite le cose che vi accadono attorno, guardate il pavimento, guardate un po' che tipo di struttura il pavimento è asfalto, oppure state camminando su una zona erbosa? Che colori ci sono attorno a voi? Ci sono, c'è la biancheria stesa alle finestre? Ci sono dei palazzi e che cosa sta succedendo? Insomma, volevo riprendere a fare i 3' GREZZI, questa seconda stagione, oggi è il primo giorno, facendovi un piccolo regalo, un regalo che vi invito ad accogliere, andare fuori e godervi un po' lo spazio che vi sta attorno. E anche se in questo momento magari non state al meglio della vostra forma e non state benissimo, ricordate che comunque anche stare male, è sempre stare. Sono felice di essere tornata e mi siete mancati tutti.TranslationIf you're listening to me sitting at home, find an excuse to go out, even a walk around the block is fine. If you have an elevator, walk down and count the stairs, count how many steps in each flight and then when you get down, multiply to see how many total steps are in your stairs. Go out into the street and walk aware that you are walking. Look in front of you but also look up. Look for the tops of the buildings, maybe you'll find a carpet spread out, some vases of flowers that you've never noticed before. Look at the lampposts, the cities' lampposts have coats of arms, especially in the historic centre. Have you ever noticed? Are there any emblems? Are there any flowers? Are there friezes? Use the five senses. If you see a wall that has an interesting texture, go closer and run your hand across the wall. Feel the surface, depending on the season, if you listen to this in summer, the wall maybe is going to be warm because you went out for this walk around the block after lunch in the strong sun. If, on the other hand, it's winter you feel that the wall is cold, perhaps they are those walls that are a little old, a little peeling and you will find a little dust, a little plaster on your fingers. Feel the smells that are around us. If you are in an area a little out...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Per il primo episodio della seconda serie ho per voi un regalo. Come sempre, improvvisato davanti al microfono. TRASCRIZIONE (ENG translation below)Se mi state ascoltando seduti a casa, cercate una scusa per uscire, anche un giro dell'isolato va bene. Se </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 365 Gran finale! (0)</title>
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        <![CDATA[Ultimo episodio dei 3 minuti grezzi. È passato 1 anno e non me ne sono quasi accorta. Grazie per avermi seguito fin qui (voi sapete chi siete). Per quelli che mi seguono da lontano e che non conosco di persona, sul mio sito www.cristinamarras.com potete lasciarmi un messaggio vocale (cliccate sull'icona del microfono in alto a destra), per quelli che invece conosco di persona, vediamoci presto. Raccontiamoci cose. Vi voglio bene, lo sapete, vero?<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Ebbene siamo arrivati, siamo arrivati all'ultima puntata e mi son già fatta tutta una mappa mentale, una cosa con i fuochi d'artificio per vedere come, come funzionerà, per vedere che taglio darò adesso. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b> Idea fantastica! </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Aspè, aspetta, mi fa. Stavo dicendo una cosa. Aspetta un attimo. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>Allora per la puntata finale... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Aspetta un attimo. Io mi ero già preparata tutta una mappa, che tu non hai visto, però avevo in mente una cosa molto particolare, quindi non so se la tua idea si può... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>OK, ma quanto sarebbe figo se tu fai un sito interattivo contemporaneo? 3 minuti grezzi e un poi metti metti, forse fai uno tipo con tutti gli highlights dei dei minuti, sai? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Allora non ci siamo capiti. L'idea dei 3 minuti, dall'inizio, era di fare minimo di lavoro, minimo di editing. Non è che tu mi possa mettere a fare un multiverso. Cioè, che cosa sono, sono Zuckerberg, no? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>Ma dai, siamo alla fine, dài uno. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Uno, ma poi uno non è che posso fare un sito per una puntata, no? Quindi, vi stavo dicendo, quest'ultima puntata dei 3 minuti grezzi io mi sono mappata il territorio e ho fatto una serie di considerazioni queste considerazioni sono state suddivise... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>E se invece vai giù a... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Dove devo andare?. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>Radio x , che l tu hai amici, vai l da Benoni... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Scusa un attimo... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>E gli chiedi di mettere la tua ultima puntata sulla radio per tutti, forse mette anche un po' di musica così è veramente una bella... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Ah perché non ti piacciono le mie puntate senza musica così essenziali, tu che sei stato costretto da me ad ascoltarle? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>Gran finale... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Allora, gran finale. Non ci sono rimaste bombette da capodanno, vero? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>No. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Non le avevo neanche comprate. Possiamo fingere e fare i fuochi d'artificio con pum, pum pum, con la bocca con... Esatto. Un crescendo rossiniano di scoppiettii. No, allora, stavo dicendo, mi sono preparata a questo finale perché volevo utilizzare questi ultimi minuti, ormai ne sono rimasti... Oddio, son rimasti 45 secondi... No, ringraziamenti non ne vogliamo fare perché non mi piacciono i ringraziamenti, sono sempre terribilmente noiosi, anche perché chi gliene frega, chi io ringrazio già lo sa di essere ringraziato e ringraziata, quindi niente. Mi ero preparata... Però tu mi hai un po' distratto, adesso non mi ricordo più dove, cosa volevo dire, e tu sai che io non prendo nota perché questi sono 3 minuti e grezzi che sono stati sempre improvvisati. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>OK idea perfetta, allora </i><br><i><b></b></i><br><i><b>C</b></i><i><b>ristina: </b>Mancano 15 secondi </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>Idea perfetta allora Allora senti questa idea veramente questa idea ti rivoluzionerà il mondo del podcast per sempre </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>No, ti prego basta... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>Allora, allora allora praticamente tu...</i><br><i></i><br><i>FINE</i><br><i></i><br><b>ENGLISH TRANSLATION</b><br><i><b>Cristina</b>: Well we've arrived, we've reached the last episode and I've already made a whole mental map, something with fireworks to see how, how it will work, to see what cut I'll give now. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: Fantastic idea! </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: Wait, wait, he says. I was saying something. Wait a moment. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: So for the final episode... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: Wait a minute. I had already prepared a whole map, which you haven't seen, but I had something very particular in mind, so I don't know if your idea can be... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: OK, but how cool would it be if you make a contemporary interactive site? 3 raw minutes and then put on, maybe do a guy with all the highlights of the minutes, you know? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: Then we didn't understand each other. The idea of the 3 minutes, from the beginning, was to do minimal work, minimal editing. It's not like you can put me into a multiverse. I mean, what am I, I am Zuckerberg, right? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: Come on, we're at the end, give one. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: One, but then one isn't that I can make a site for an episode, right? So, I was telling you, this last episode of the raw 3 minutes I mapped the territory and made a series of considerations these considerations have been divided... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: And if instead you go down to... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: Where should I go?. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: Radio x, you have friends there, go to Benoni... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: Excuse me for a moment... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: And you ask him to put your latest episode on the radio for everyone, maybe even put on some music like that It's a really nice... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: Ah why don't you like my episodes without such essential music, you who were forced by me to listen to them? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: Grand finale... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: So, grand finale. We don't have any fireworks left from New Year's Eve, do we? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: Nope. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: I hadn't even bought them. We can pretend and make the fireworks with pum, pum pum, with the mouth with... Exactly. A Rossinian crescendo of pops. No, then, I was saying, I was preparing for this ending because I wanted to use these last few minutes, now there are some left... Oh my God, there are 45 seconds left... No, we don't want to give thanks because I don't like thanks, they are always terribly boring, also because who cares, who I thank already knows to be thanked and thanked, so nothing. I had prepared myself... But you distracted me a bit, now I can't remember where, what I wanted to say, and you know that I don't take notes because these are 3 rough minutes that have always been improvised. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: OK perfect idea then </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: 15 seconds to go </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: Perfect idea then Then feel this idea really this idea will revolutionize the world of podcasting forever </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: No, please stop... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: So, then then basically you...</i><br><i></i><br><i>T...</i>]]>
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        <![CDATA[Ultimo episodio dei 3 minuti grezzi. È passato 1 anno e non me ne sono quasi accorta. Grazie per avermi seguito fin qui (voi sapete chi siete). Per quelli che mi seguono da lontano e che non conosco di persona, sul mio sito www.cristinamarras.com potete lasciarmi un messaggio vocale (cliccate sull'icona del microfono in alto a destra), per quelli che invece conosco di persona, vediamoci presto. Raccontiamoci cose. Vi voglio bene, lo sapete, vero?<br><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Ebbene siamo arrivati, siamo arrivati all'ultima puntata e mi son già fatta tutta una mappa mentale, una cosa con i fuochi d'artificio per vedere come, come funzionerà, per vedere che taglio darò adesso. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b> Idea fantastica! </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Aspè, aspetta, mi fa. Stavo dicendo una cosa. Aspetta un attimo. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>Allora per la puntata finale... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Aspetta un attimo. Io mi ero già preparata tutta una mappa, che tu non hai visto, però avevo in mente una cosa molto particolare, quindi non so se la tua idea si può... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>OK, ma quanto sarebbe figo se tu fai un sito interattivo contemporaneo? 3 minuti grezzi e un poi metti metti, forse fai uno tipo con tutti gli highlights dei dei minuti, sai? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Allora non ci siamo capiti. L'idea dei 3 minuti, dall'inizio, era di fare minimo di lavoro, minimo di editing. Non è che tu mi possa mettere a fare un multiverso. Cioè, che cosa sono, sono Zuckerberg, no? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>Ma dai, siamo alla fine, dài uno. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Uno, ma poi uno non è che posso fare un sito per una puntata, no? Quindi, vi stavo dicendo, quest'ultima puntata dei 3 minuti grezzi io mi sono mappata il territorio e ho fatto una serie di considerazioni queste considerazioni sono state suddivise... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>E se invece vai giù a... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Dove devo andare?. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>Radio x , che l tu hai amici, vai l da Benoni... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Scusa un attimo... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>E gli chiedi di mettere la tua ultima puntata sulla radio per tutti, forse mette anche un po' di musica così è veramente una bella... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Ah perché non ti piacciono le mie puntate senza musica così essenziali, tu che sei stato costretto da me ad ascoltarle? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>Gran finale... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Allora, gran finale. Non ci sono rimaste bombette da capodanno, vero? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>No. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>Non le avevo neanche comprate. Possiamo fingere e fare i fuochi d'artificio con pum, pum pum, con la bocca con... Esatto. Un crescendo rossiniano di scoppiettii. No, allora, stavo dicendo, mi sono preparata a questo finale perché volevo utilizzare questi ultimi minuti, ormai ne sono rimasti... Oddio, son rimasti 45 secondi... No, ringraziamenti non ne vogliamo fare perché non mi piacciono i ringraziamenti, sono sempre terribilmente noiosi, anche perché chi gliene frega, chi io ringrazio già lo sa di essere ringraziato e ringraziata, quindi niente. Mi ero preparata... Però tu mi hai un po' distratto, adesso non mi ricordo più dove, cosa volevo dire, e tu sai che io non prendo nota perché questi sono 3 minuti e grezzi che sono stati sempre improvvisati. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>OK idea perfetta, allora </i><br><i><b></b></i><br><i><b>C</b></i><i><b>ristina: </b>Mancano 15 secondi </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>Idea perfetta allora Allora senti questa idea veramente questa idea ti rivoluzionerà il mondo del podcast per sempre </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina: </b>No, ti prego basta... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo: </b>Allora, allora allora praticamente tu...</i><br><i></i><br><i>FINE</i><br><i></i><br><b>ENGLISH TRANSLATION</b><br><i><b>Cristina</b>: Well we've arrived, we've reached the last episode and I've already made a whole mental map, something with fireworks to see how, how it will work, to see what cut I'll give now. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: Fantastic idea! </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: Wait, wait, he says. I was saying something. Wait a moment. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: So for the final episode... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: Wait a minute. I had already prepared a whole map, which you haven't seen, but I had something very particular in mind, so I don't know if your idea can be... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: OK, but how cool would it be if you make a contemporary interactive site? 3 raw minutes and then put on, maybe do a guy with all the highlights of the minutes, you know? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: Then we didn't understand each other. The idea of the 3 minutes, from the beginning, was to do minimal work, minimal editing. It's not like you can put me into a multiverse. I mean, what am I, I am Zuckerberg, right? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: Come on, we're at the end, give one. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: One, but then one isn't that I can make a site for an episode, right? So, I was telling you, this last episode of the raw 3 minutes I mapped the territory and made a series of considerations these considerations have been divided... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: And if instead you go down to... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: Where should I go?. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: Radio x, you have friends there, go to Benoni... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: Excuse me for a moment... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: And you ask him to put your latest episode on the radio for everyone, maybe even put on some music like that It's a really nice... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: Ah why don't you like my episodes without such essential music, you who were forced by me to listen to them? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: Grand finale... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: So, grand finale. We don't have any fireworks left from New Year's Eve, do we? </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: Nope. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: I hadn't even bought them. We can pretend and make the fireworks with pum, pum pum, with the mouth with... Exactly. A Rossinian crescendo of pops. No, then, I was saying, I was preparing for this ending because I wanted to use these last few minutes, now there are some left... Oh my God, there are 45 seconds left... No, we don't want to give thanks because I don't like thanks, they are always terribly boring, also because who cares, who I thank already knows to be thanked and thanked, so nothing. I had prepared myself... But you distracted me a bit, now I can't remember where, what I wanted to say, and you know that I don't take notes because these are 3 rough minutes that have always been improvised. </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: OK perfect idea then </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: 15 seconds to go </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: Perfect idea then Then feel this idea really this idea will revolutionize the world of podcasting forever </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Cristina</b>: No, please stop... </i><br><i><b></b></i><br><i><b>Romeo</b>: So, then then basically you...</i><br><i></i><br><i>T...</i>]]>
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      <pubDate>Mon, 03 Jan 2022 06:50:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ultimo episodio dei 3 minuti grezzi. È passato 1 anno e non me ne sono quasi accorta. Grazie per avermi seguito fin qui (voi sapete chi siete). Per quelli che mi seguono da lontano e che non conosco di persona, sul mio sito www.cristinamarras.com potete lasciarmi un messaggio vocale (cliccate sull'icona del microfono in alto a destra), per quelli che invece conosco di persona, vediamoci presto. Raccontiamoci cose. Vi voglio bene, lo sapete, vero?TRASCRIZIONE [ENG translation below]Cristina: Ebbene siamo arrivati, siamo arrivati all'ultima puntata e mi son già fatta tutta una mappa mentale, una cosa con i fuochi d'artificio per vedere come, come funzionerà, per vedere che taglio darò adesso. Romeo:  Idea fantastica! Cristina: Aspè, aspetta, mi fa. Stavo dicendo una cosa. Aspetta un attimo. Romeo: Allora per la puntata finale... Cristina: Aspetta un attimo. Io mi ero già preparata tutta una mappa, che tu non hai visto, però avevo in mente una cosa molto particolare, quindi non so se la tua idea si può... Romeo: OK, ma quanto sarebbe figo se tu fai un sito interattivo contemporaneo? 3 minuti grezzi e un poi metti metti, forse fai uno tipo con tutti gli highlights dei dei minuti, sai? Cristina: Allora non ci siamo capiti. L'idea dei 3 minuti, dall'inizio, era di fare minimo di lavoro, minimo di editing. Non è che tu mi possa mettere a fare un multiverso. Cioè, che cosa sono, sono Zuckerberg, no? Romeo: Ma dai, siamo alla fine, dài uno. Cristina: Uno, ma poi uno non è che posso fare un sito per una puntata, no? Quindi, vi stavo dicendo, quest'ultima puntata dei 3 minuti grezzi io mi sono mappata il territorio e ho fatto una serie di considerazioni queste considerazioni sono state suddivise... Romeo: E se invece vai giù a... Cristina: Dove devo andare?. Romeo: Radio x , che l tu hai amici, vai l da Benoni... Cristina: Scusa un attimo... Romeo: E gli chiedi di mettere la tua ultima puntata sulla radio per tutti, forse mette anche un po' di musica così è veramente una bella... Cristina: Ah perché non ti piacciono le mie puntate senza musica così essenziali, tu che sei stato costretto da me ad ascoltarle? Romeo: Gran finale... Cristina: Allora, gran finale. Non ci sono rimaste bombette da capodanno, vero? Romeo: No. Cristina: Non le avevo neanche comprate. Possiamo fingere e fare i fuochi d'artificio con pum, pum pum, con la bocca con... Esatto. Un crescendo rossiniano di scoppiettii. No, allora, stavo dicendo, mi sono preparata a questo finale perché volevo utilizzare questi ultimi minuti, ormai ne sono rimasti... Oddio, son rimasti 45 secondi... No, ringraziamenti non ne vogliamo fare perché non mi piacciono i ringraziamenti, sono sempre terribilmente noiosi, anche perché chi gliene frega, chi io ringrazio già lo sa di essere ringraziato e ringraziata, quindi niente. Mi ero preparata... Però tu mi hai un po' distratto, adesso non mi ricordo più dove, cosa volevo dire, e tu sai che io non prendo nota perché questi sono 3 minuti e grezzi che sono stati sempre improvvisati. Romeo: OK idea perfetta, allora Cristina: Mancano 15 secondi </itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ultimo episodio dei 3 minuti grezzi. È passato 1 anno e non me ne sono quasi accorta. Grazie per avermi seguito fin qui (voi sapete chi siete). Per quelli che mi seguono da lontano e che non conosco di persona, sul mio sito www.cristinamarras.com potete l</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 364 Inizi (-1)</title>
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        <![CDATA[Quante paia di calze occorrono realmente quando si va fuori a camminare per 4 giorni?<br><br><b>LINK </b><a href="https://www.cristinamarras.com/article/103-the-smell-of-naptha" rel="noreferrer noopener">Il racconto dei miei 4 giorni di cammino, con foto e racconto sonoro</a> / <a href="https://www.cristinamarras.com/article/103-the-smell-of-naptha" rel="noreferrer noopener">here I tell the story of the trip, with pictures and sound</a><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Penultimo appuntamento con i miei 3 minuti grezzi che ormai porto avanti, diciamo da quasi esattamente un anno, e come avrete notato dal count down, il conto alla rovescia della copertina del podcast, oggi siamo a -1 e domani sarà la puntata zero, quindi quella con cui concluderemo il ciclo.<br><br>Ciclo che si conclude all'inizio dell'anno, però questo inizio d'anno che, diciamo che non mi ha dato l'impressione di iniziare veramente con il 1.º gennaio, anche perché sono nel bel mezzo dei preparativi per il mio viaggio lungo il <b><a href="https://www.google.com/url?client=internal-element-cse&amp;cx=partner-pub-5956360965567042:9380749580&amp;q=https://www.camminominerariodisantabarbara.org/&amp;sa=U&amp;ved=2ahUKEwib6uiIt8T8AhULhv0HHSg9D24QFnoECAEQAQ&amp;usg=AOvVaw2H6-6sMC8Jkc_JnjCQtkXX" rel="noreferrer noopener">Cammino di Santa Barbara</a></b>.<br><br>Ho preparato lo zaino, ho riempito, vuotato, riempito di nuovo, vuotato. E poi sono lì a chiedermi la notte prima di addormentarmi: ma di quante paia di calze veramente, veramente si ha bisogno quando si sta quattro giorni fuori? E quante maglie veramente mi devo portar dietro? E' proprio necessario avere un paio di pantaloni di ricambio?<br><br>Ho deciso sicuramente pantaloni di ricambio, sì, perché metti che si bagnino per qualche motivo o che non siano più praticabili quelli che ho indosso quando parto, non è che possa mettermi una maglietta nelle gambe al posto dei pantaloni, quindi pantaloni di ricambio sicuramente da portarsi dietro perché servono.<br><br>Ehm sì, dicevo, mi sono messa a riempire e vuotare lo zaino, a ponderare quelle che possono essere le cose che mi servono. Quindi anche se siamo al 2 gennaio, però, per me l'anno inizierà con questo viaggio e <i><b><a href="https://www.cristinamarras.com/article/103-the-smell-of-naptha" rel="noreferrer noopener">mi ripropongo di pensare, meditare,</a></b></i> godere del paesaggio.<br><br>Mi sto anche chiedendo come concluderò, cosa farò l'ultima puntata dei 3 minuti grezzi, devo dire che ancora non ci ho pensato, anche perché se mi avete ascoltato un po' di puntate precedenti, sapete anche che mi piace un po' improvvisare, cioè aprire il microfono e buttarmi. E poi questa era anche l'idea dei 3 minuti grezzi, vedere che effetto fa improvvisare davanti al microfono, e infatti vi pappate anche tutti i miei vari hemm, mmm... ecco sì, ecco, non li tolgo mai perché, a malapena riascolto, raramente riascolto quello che ho registrato, lo pubblico direttamente.<br><br>Mancano 30 secondi e anche a questo vi siete abituati, che quando mancano circa 30 secondi lo dico anche perché devo pensare a qualcosa da dire per 30 secondi, ma non posso iniziare un nuovo discorso perché un nuovo discorso magari avrebbe bisogno di più di 30 secondi, però voglio arrivare quanto più possibile con dei contenuti fino alla fine dei miei 3 minuti che a questo punto sono ancora 10 secondi da riempire e io li voglio riempire con tanti baci, abbracci e felicità. Eh vabbè dai, non mi è venuto in mente niente di meglio.<br><br>Grazie.<br><br><b>ENGLISH TRANSLATION</b><br>Last but one appointment with my 3 uncut minutes that I've been carrying on, let's say for almost exactly a year, and as you've noticed from the countdown, the countdown on the podcast cover, today we are at -1 and tomorrow will be episode zero, so the one with which we will conclude the cycle.<br><br>Cycle that concludes at the beginning of the year, but this beginning of the year that, let's say, did not give me the impression of really starting with January 1st, also because I am in the midst of preparing for my long journey along the <b><a href="https://www.google.com/url?client=internal-element-cse&amp;cx=partner-pub-5956360965567042:9380749580&amp;q=https://www.camminominerariodisantabarbara.org/&amp;sa=U&amp;ved=2ahUKEwib6uiIt8T8AhULhv0HHSg9D24QFnoECAEQAQ&amp;usg=AOvVaw2H6-6sMC8Jkc_JnjCQtkXX" rel="noreferrer noopener">Santa Barbara Walk.</a></b><br><br>I prepared the backpack, filled it, emptied it, filled it again, emptied it. And then I'm there wondering the night before I go to sleep: but how many pairs of socks do you really, really need when you're four days out? And how many shirts do I really need to bring with me? Is it really necessary to have a spare pair of pants?<br><br>I definitely decided pants as spare, yes, because what if they get wet for some reason or are no longer wearable when I leave, I can't put a shirt on my legs instead of pants, so definitely spare pants to bring along because they are necessary.<br><br>Uh yes, I was saying, I started filling and emptying the backpack, pondering what things I might need. So even if we're on January 2nd, for me the year will begin with this trip and I propose to <b><a href="https://www.cristinamarras.com/article/103-the-smell-of-naptha" rel="noreferrer noopener">think, meditate, enjoy the landscape</a></b>.<br><br>I am also wondering how I will conclude, what I will do for the last episode of 3 uncut minutes, I have to say I haven't thought about it yet, also because if you've listened to a few previous episodes, you also know that I like to improvise a bit, that is, open the microphone and jump in. And also this was the idea behind 3 raw minutes, to see what effect it has to improvise in front of the microphone, and in fact you also get all my various hemm, mmm... yes, yes, I never take them out because, I barely listen to, rarely listen to what I recorded, I publish it directly.<br><br>30 seconds left and you're also used to it, that when about 30 seconds are left I also say it because I have to think of something to say for 30 seconds, but I can't start a new conversation because a new conversation might need more than 30 seconds, but I want to come as close as possible with content until the end of my 3 minutes which at this point are still 10 seconds to fill and I want to fill them with many kisses, hugs and happiness. Well, I couldn't think of anything better.<br><br>Thank you.]]>
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        <![CDATA[Quante paia di calze occorrono realmente quando si va fuori a camminare per 4 giorni?<br><br><b>LINK </b><a href="https://www.cristinamarras.com/article/103-the-smell-of-naptha" rel="noreferrer noopener">Il racconto dei miei 4 giorni di cammino, con foto e racconto sonoro</a> / <a href="https://www.cristinamarras.com/article/103-the-smell-of-naptha" rel="noreferrer noopener">here I tell the story of the trip, with pictures and sound</a><br><b></b><br><b>TRASCRIZIONE </b><i>[ENG translation below]</i><br>Penultimo appuntamento con i miei 3 minuti grezzi che ormai porto avanti, diciamo da quasi esattamente un anno, e come avrete notato dal count down, il conto alla rovescia della copertina del podcast, oggi siamo a -1 e domani sarà la puntata zero, quindi quella con cui concluderemo il ciclo.<br><br>Ciclo che si conclude all'inizio dell'anno, però questo inizio d'anno che, diciamo che non mi ha dato l'impressione di iniziare veramente con il 1.º gennaio, anche perché sono nel bel mezzo dei preparativi per il mio viaggio lungo il <b><a href="https://www.google.com/url?client=internal-element-cse&amp;cx=partner-pub-5956360965567042:9380749580&amp;q=https://www.camminominerariodisantabarbara.org/&amp;sa=U&amp;ved=2ahUKEwib6uiIt8T8AhULhv0HHSg9D24QFnoECAEQAQ&amp;usg=AOvVaw2H6-6sMC8Jkc_JnjCQtkXX" rel="noreferrer noopener">Cammino di Santa Barbara</a></b>.<br><br>Ho preparato lo zaino, ho riempito, vuotato, riempito di nuovo, vuotato. E poi sono lì a chiedermi la notte prima di addormentarmi: ma di quante paia di calze veramente, veramente si ha bisogno quando si sta quattro giorni fuori? E quante maglie veramente mi devo portar dietro? E' proprio necessario avere un paio di pantaloni di ricambio?<br><br>Ho deciso sicuramente pantaloni di ricambio, sì, perché metti che si bagnino per qualche motivo o che non siano più praticabili quelli che ho indosso quando parto, non è che possa mettermi una maglietta nelle gambe al posto dei pantaloni, quindi pantaloni di ricambio sicuramente da portarsi dietro perché servono.<br><br>Ehm sì, dicevo, mi sono messa a riempire e vuotare lo zaino, a ponderare quelle che possono essere le cose che mi servono. Quindi anche se siamo al 2 gennaio, però, per me l'anno inizierà con questo viaggio e <i><b><a href="https://www.cristinamarras.com/article/103-the-smell-of-naptha" rel="noreferrer noopener">mi ripropongo di pensare, meditare,</a></b></i> godere del paesaggio.<br><br>Mi sto anche chiedendo come concluderò, cosa farò l'ultima puntata dei 3 minuti grezzi, devo dire che ancora non ci ho pensato, anche perché se mi avete ascoltato un po' di puntate precedenti, sapete anche che mi piace un po' improvvisare, cioè aprire il microfono e buttarmi. E poi questa era anche l'idea dei 3 minuti grezzi, vedere che effetto fa improvvisare davanti al microfono, e infatti vi pappate anche tutti i miei vari hemm, mmm... ecco sì, ecco, non li tolgo mai perché, a malapena riascolto, raramente riascolto quello che ho registrato, lo pubblico direttamente.<br><br>Mancano 30 secondi e anche a questo vi siete abituati, che quando mancano circa 30 secondi lo dico anche perché devo pensare a qualcosa da dire per 30 secondi, ma non posso iniziare un nuovo discorso perché un nuovo discorso magari avrebbe bisogno di più di 30 secondi, però voglio arrivare quanto più possibile con dei contenuti fino alla fine dei miei 3 minuti che a questo punto sono ancora 10 secondi da riempire e io li voglio riempire con tanti baci, abbracci e felicità. Eh vabbè dai, non mi è venuto in mente niente di meglio.<br><br>Grazie.<br><br><b>ENGLISH TRANSLATION</b><br>Last but one appointment with my 3 uncut minutes that I've been carrying on, let's say for almost exactly a year, and as you've noticed from the countdown, the countdown on the podcast cover, today we are at -1 and tomorrow will be episode zero, so the one with which we will conclude the cycle.<br><br>Cycle that concludes at the beginning of the year, but this beginning of the year that, let's say, did not give me the impression of really starting with January 1st, also because I am in the midst of preparing for my long journey along the <b><a href="https://www.google.com/url?client=internal-element-cse&amp;cx=partner-pub-5956360965567042:9380749580&amp;q=https://www.camminominerariodisantabarbara.org/&amp;sa=U&amp;ved=2ahUKEwib6uiIt8T8AhULhv0HHSg9D24QFnoECAEQAQ&amp;usg=AOvVaw2H6-6sMC8Jkc_JnjCQtkXX" rel="noreferrer noopener">Santa Barbara Walk.</a></b><br><br>I prepared the backpack, filled it, emptied it, filled it again, emptied it. And then I'm there wondering the night before I go to sleep: but how many pairs of socks do you really, really need when you're four days out? And how many shirts do I really need to bring with me? Is it really necessary to have a spare pair of pants?<br><br>I definitely decided pants as spare, yes, because what if they get wet for some reason or are no longer wearable when I leave, I can't put a shirt on my legs instead of pants, so definitely spare pants to bring along because they are necessary.<br><br>Uh yes, I was saying, I started filling and emptying the backpack, pondering what things I might need. So even if we're on January 2nd, for me the year will begin with this trip and I propose to <b><a href="https://www.cristinamarras.com/article/103-the-smell-of-naptha" rel="noreferrer noopener">think, meditate, enjoy the landscape</a></b>.<br><br>I am also wondering how I will conclude, what I will do for the last episode of 3 uncut minutes, I have to say I haven't thought about it yet, also because if you've listened to a few previous episodes, you also know that I like to improvise a bit, that is, open the microphone and jump in. And also this was the idea behind 3 raw minutes, to see what effect it has to improvise in front of the microphone, and in fact you also get all my various hemm, mmm... yes, yes, I never take them out because, I barely listen to, rarely listen to what I recorded, I publish it directly.<br><br>30 seconds left and you're also used to it, that when about 30 seconds are left I also say it because I have to think of something to say for 30 seconds, but I can't start a new conversation because a new conversation might need more than 30 seconds, but I want to come as close as possible with content until the end of my 3 minutes which at this point are still 10 seconds to fill and I want to fill them with many kisses, hugs and happiness. Well, I couldn't think of anything better.<br><br>Thank you.]]>
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      <pubDate>Sun, 02 Jan 2022 14:02:57 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi  Ep. 363 Perdendoci (-2)</title>
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        <![CDATA[Puntata del primo dell'anno registrata al porto.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>La magia del perdersi il primo dell'anno.<br><br>Passeggiata mattutina per respirare un po' di aria pulita. Questo primo dell'anno 2022, volevamo prenderci un caffè sotto i portici di via Roma, che è la via che costeggia il porto, però quando ci siamo un po' decisi, il posto dove volevamo andare era racchiuso, quindi abbiamo continuato e nel continuare, come sempre spesso capita, io lo dico sempre: perdetevi e troverete cose, scoprirete cose di cui non conoscevate l'esistenza, e infatti siamo capitati in questo, in questo caffè che è proprio all'interno del porto, antistante le barche private, vista fantastica, bellissima. Infatti la prima cosa che ci siamo detti è: ma che meraviglia!<br><br>Qua ci torniamo anche in altre occasioni! Immagino qua d'estate, venire a fare l'aperitivo qua con vista sul mare, sulle barche, diciamo che è un bel modo per per fare per passare la serata. Primo dell'anno, giorno in cui si fanno i propositi, New Year Resolution, Ma io i miei propositi me li metto , me li faccio, me li disfo tutti i giorni dell'anno. Va bene così, sottotono.<br><br>Città pulita, tra l'altro, spesso il primo dell'anno la città la si trova sporca, invece la città è pulita, e va bene così. È stato un un primo dell'anno, un capodanno un po' sottotono. Oddio, non sono mancati quelli che si sono fatti saltare le dita con questi con questi botti, che si legge, leggevi Ah!vietato, però poi negli angoli delle strade c'erano i banchetti di gente che vendeva. Se li vedo io che stanno venendo i botti non li vede la polizia municipale? Vabbè però che ne so, magari pure la polizia municipale si ferma a comprarli sti botti.<br><br>Comunque è stato abbastanza abbastanza tranquillo e va bene così. Cioè c'è questa cosa qua di doversi divertire a tutti i costi per capodanno, macche divertiamoci tutti i giorni dell'anno e se poi il giorno di capodanno è uno come gli altri, va bene, no?<br><br>E io lo dico sempre, anche a quelli che si lamentano, ti stai lamentando, che è molto più di quanto non possano fare e dire tante altre persone che non si lamentano più. Vabbè gente, vi lascio con questi pensieri un po' invernali, però mi si riempiono i polmoni di salsedine qui davanti all'acqua e c'è qualcosa di magico nell'acqua.<br><br>C'è qualcosa di magico nello stare al porto, il rumore delle navi, il rumore delle macchine, del traffico, dell'acqua, insomma il rumore. Buon anno a tutti.<br><br><b>ENG Translation</b><br>The magic of getting lost on New Year's Day. Morning walk to breathe some clean air.<br><br>First day of the year 2022, we wanted to have a coffee under the arcades of via Roma, which is the street that runs along the port, but when we made up our minds, the place we wanted to go was enclosed, so we continued and continued , as always often happens, I always say: get lost and you will find things, you will discover things you did not know existed, and in fact we came across this, this café which is right inside the port, in front of the private boats, fantastic, beautiful view. In fact, the first thing we said to each other was: how wonderful!<br><br>We will come back here on other occasions too! I imagine here in the summer, coming for an aperitif here with a view of the sea, on the boats, let's say it's a nice way to spend the evening. New Year's Day, the day when resolutions are made, New Year Resolution, but I make my resolutions, I make them, I discard them every day of the year. That's okay, subdued.<br><br>Clean city, among other things, often on New Year's Day the city is found dirty, instead the city is clean, and that's okay. It was a first of the year, a somewhat understated New Year's Eve. Oh God, there were those who blew their fingers off these with these barrels, which read, you read Ah! forbidden, but then on the street corners there were stalls of people selling. If I see the barrels coming, don't the municipal police see them? Oh well but what do I know, maybe even the municipal police will stop to buy these barrels.<br><br>Still it was pretty quiet and that's okay. That is, there is this thing here of having to have fun at all costs for New Year's Eve, but let's have fun every day of the year and if New Year's Day is like any other, that's fine, right? And I always say, even to those who complain, you're complaining, which is much more than many other people who no longer complain can do and say. Alright folks, I'll leave you with these slightly wintry thoughts, but my lungs are filled with salt here in front of the water and there's something magical in the water.<br><br>There is something magical about staying at the port, the noise of the ships, the noise of the cars, of the traffic, of the water, in short, the noise. Happy New Year to all.]]>
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        <![CDATA[Puntata del primo dell'anno registrata al porto.<br><br>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br>La magia del perdersi il primo dell'anno.<br><br>Passeggiata mattutina per respirare un po' di aria pulita. Questo primo dell'anno 2022, volevamo prenderci un caffè sotto i portici di via Roma, che è la via che costeggia il porto, però quando ci siamo un po' decisi, il posto dove volevamo andare era racchiuso, quindi abbiamo continuato e nel continuare, come sempre spesso capita, io lo dico sempre: perdetevi e troverete cose, scoprirete cose di cui non conoscevate l'esistenza, e infatti siamo capitati in questo, in questo caffè che è proprio all'interno del porto, antistante le barche private, vista fantastica, bellissima. Infatti la prima cosa che ci siamo detti è: ma che meraviglia!<br><br>Qua ci torniamo anche in altre occasioni! Immagino qua d'estate, venire a fare l'aperitivo qua con vista sul mare, sulle barche, diciamo che è un bel modo per per fare per passare la serata. Primo dell'anno, giorno in cui si fanno i propositi, New Year Resolution, Ma io i miei propositi me li metto , me li faccio, me li disfo tutti i giorni dell'anno. Va bene così, sottotono.<br><br>Città pulita, tra l'altro, spesso il primo dell'anno la città la si trova sporca, invece la città è pulita, e va bene così. È stato un un primo dell'anno, un capodanno un po' sottotono. Oddio, non sono mancati quelli che si sono fatti saltare le dita con questi con questi botti, che si legge, leggevi Ah!vietato, però poi negli angoli delle strade c'erano i banchetti di gente che vendeva. Se li vedo io che stanno venendo i botti non li vede la polizia municipale? Vabbè però che ne so, magari pure la polizia municipale si ferma a comprarli sti botti.<br><br>Comunque è stato abbastanza abbastanza tranquillo e va bene così. Cioè c'è questa cosa qua di doversi divertire a tutti i costi per capodanno, macche divertiamoci tutti i giorni dell'anno e se poi il giorno di capodanno è uno come gli altri, va bene, no?<br><br>E io lo dico sempre, anche a quelli che si lamentano, ti stai lamentando, che è molto più di quanto non possano fare e dire tante altre persone che non si lamentano più. Vabbè gente, vi lascio con questi pensieri un po' invernali, però mi si riempiono i polmoni di salsedine qui davanti all'acqua e c'è qualcosa di magico nell'acqua.<br><br>C'è qualcosa di magico nello stare al porto, il rumore delle navi, il rumore delle macchine, del traffico, dell'acqua, insomma il rumore. Buon anno a tutti.<br><br><b>ENG Translation</b><br>The magic of getting lost on New Year's Day. Morning walk to breathe some clean air.<br><br>First day of the year 2022, we wanted to have a coffee under the arcades of via Roma, which is the street that runs along the port, but when we made up our minds, the place we wanted to go was enclosed, so we continued and continued , as always often happens, I always say: get lost and you will find things, you will discover things you did not know existed, and in fact we came across this, this café which is right inside the port, in front of the private boats, fantastic, beautiful view. In fact, the first thing we said to each other was: how wonderful!<br><br>We will come back here on other occasions too! I imagine here in the summer, coming for an aperitif here with a view of the sea, on the boats, let's say it's a nice way to spend the evening. New Year's Day, the day when resolutions are made, New Year Resolution, but I make my resolutions, I make them, I discard them every day of the year. That's okay, subdued.<br><br>Clean city, among other things, often on New Year's Day the city is found dirty, instead the city is clean, and that's okay. It was a first of the year, a somewhat understated New Year's Eve. Oh God, there were those who blew their fingers off these with these barrels, which read, you read Ah! forbidden, but then on the street corners there were stalls of people selling. If I see the barrels coming, don't the municipal police see them? Oh well but what do I know, maybe even the municipal police will stop to buy these barrels.<br><br>Still it was pretty quiet and that's okay. That is, there is this thing here of having to have fun at all costs for New Year's Eve, but let's have fun every day of the year and if New Year's Day is like any other, that's fine, right? And I always say, even to those who complain, you're complaining, which is much more than many other people who no longer complain can do and say. Alright folks, I'll leave you with these slightly wintry thoughts, but my lungs are filled with salt here in front of the water and there's something magical in the water.<br><br>There is something magical about staying at the port, the noise of the ships, the noise of the cars, of the traffic, of the water, in short, the noise. Happy New Year to all.]]>
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      <pubDate>Sat, 01 Jan 2022 15:17:02 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Puntata del primo dell'anno registrata al porto.TRASCRIZIONE [ENG translation below]La magia del perdersi il primo dell'anno.Passeggiata mattutina per respirare un po' di aria pulita. Questo primo dell'anno 2022, volevamo prenderci un caffè sotto i portici di via Roma, che è la via che costeggia il porto, però quando ci siamo un po' decisi, il posto dove volevamo andare era racchiuso, quindi abbiamo continuato e nel continuare, come sempre spesso capita, io lo dico sempre: perdetevi e troverete cose, scoprirete cose di cui non conoscevate l'esistenza, e infatti siamo capitati in questo, in questo caffè che è proprio all'interno del porto, antistante le barche private, vista fantastica, bellissima. Infatti la prima cosa che ci siamo detti è: ma che meraviglia!Qua ci torniamo anche in altre occasioni! Immagino qua d'estate, venire a fare l'aperitivo qua con vista sul mare, sulle barche, diciamo che è un bel modo per per fare per passare la serata. Primo dell'anno, giorno in cui si fanno i propositi, New Year Resolution, Ma io i miei propositi me li metto , me li faccio, me li disfo tutti i giorni dell'anno. Va bene così, sottotono.Città pulita, tra l'altro, spesso il primo dell'anno la città la si trova sporca, invece la città è pulita, e va bene così. È stato un un primo dell'anno, un capodanno un po' sottotono. Oddio, non sono mancati quelli che si sono fatti saltare le dita con questi con questi botti, che si legge, leggevi Ah!vietato, però poi negli angoli delle strade c'erano i banchetti di gente che vendeva. Se li vedo io che stanno venendo i botti non li vede la polizia municipale? Vabbè però che ne so, magari pure la polizia municipale si ferma a comprarli sti botti.Comunque è stato abbastanza abbastanza tranquillo e va bene così. Cioè c'è questa cosa qua di doversi divertire a tutti i costi per capodanno, macche divertiamoci tutti i giorni dell'anno e se poi il giorno di capodanno è uno come gli altri, va bene, no?E io lo dico sempre, anche a quelli che si lamentano, ti stai lamentando, che è molto più di quanto non possano fare e dire tante altre persone che non si lamentano più. Vabbè gente, vi lascio con questi pensieri un po' invernali, però mi si riempiono i polmoni di salsedine qui davanti all'acqua e c'è qualcosa di magico nell'acqua.C'è qualcosa di magico nello stare al porto, il rumore delle navi, il rumore delle macchine, del traffico, dell'acqua, insomma il rumore. Buon anno a tutti.ENG TranslationThe magic of getting lost on New Year's Day. Morning walk to breathe some clean air.First day of the year 2022, we wanted to have a coffee under the arcades of via Roma, which is the street that runs along the port, but when we made up our minds, the place we wanted to go was enclosed, so we continued and continued , as always often happens, I always say: get lost and you will find things, you will discover things you did not know existed, and in fact we came across this, this café which is right inside the port, in front of the private boats, fantastic, beautiful view. In fact, the first thing we said to each other was: how wonderful!We will come back here on other occasions too! I imagine here in the summer, coming for an aperitif here with a view of the sea, on the boats, let's say it's a nice way to spend the evening. New Year's Day, the day when resolutions are made, New Year Resolution, but I make my resolutions, I make them, I discard them every day of the year. That's okay, subdued.Clean city, among other things, often on New Year's Day the city is found dirty, instead the city is clean, and that's okay. It was a first of the year, a somewhat understated New Year's Eve. Oh God, there were those who blew their fingers off these with these barrels, which read, you read Ah! forbidden, but then on the street corners there were stalls of people selling. If I...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Puntata del primo dell'anno registrata al porto.TRASCRIZIONE [ENG translation below]La magia del perdersi il primo dell'anno.Passeggiata mattutina per respirare un po' di aria pulita. Questo primo dell'anno 2022, volevamo prenderci un caffè sotto i portic</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 362 Nebbie (-3)</title>
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        <![CDATA[Una città improvvisamente avvolta dalla nebbia, cosa stranissima per Cagliari, città sferzata dal maestrale.<br><br><b>TRASCRIZIONE <i>[ENG translation below]</i></b><br>Stamattina mi sono svegliata che la città era completamente bianca, non di neve ma di nebbia, che sembrava veramente essere dentro un bicchiere di acqua e anice, per citare <a href="https://www.youtube.com/watch?v=97tuwANOHpw" rel="noreferrer noopener">una canzone che un tempo mi piaceva tanto che mi continua ancora a piacere</a>.<br><br>È inusuale vedere Cagliari avvolta nella nebbia perché è una città di mare, quindi anche sottoposta a forti venti e nei giorni passati c'era un bel maestrale bello sostenuto. Però non so cosa sia successo. Stanno succedendo cose un po' fuori dall'ordinario per questo periodo dell'anno. C'è caldo, oggi mi sa che abbiamo venti gradi, ventun gradi. Non ho guardato, però c'è sicuramente caldo, tanto da stare con le finestre aperte e da sudare quando si esce vestiti invernali, col cappotto, con la maglia e i vari giubbotti.<br><br>Ehm sì c'è questa questa strana sensazione di attesa, anche perché quando c'è la nebbia poi è come se tutto fosse più silenzioso. Si sentivano le sirene delle navi da lontano, mi sono affacciata in uno dei bastioni della città, il bastione di Santa Croce, dove non si vedeva assolutamente niente. Però si sentiva il rumore delle navi e sembrava di essere in una città tipo boh, non lo so, del nord, dell'Europa, di quelle dove invece c'è sempre la nebbia.<br><br>Mi ricordo la prima volta che ho visto la nebbia fitta fitta, fitta fitta quando abitavo a Bologna, ed era la prima volta che vedevo la nebbia, diciamo in assoluto in modo così pazzesco e sicuramente la prima volta che vedevo la nebbia in città. Mi ricordo ero in Piazza Maggiore, proprio nel pieno centro di Bologna, questa piazza che è abbastanza grande, ma sicuramente non lunga chilometri, e da un lato della piazza non si riusciva a vedere l'altra estremità della piazza, e per me, donna dell'isola, donna abituata alle spiagge, appunto, e alle coste, alle rive sferzate dal maestrale, per me era una cosa assolutamente nuova.<br><br>E poi per quel periodo, quando ho abitato a Bologna ho imparato anche a conoscere la nebbia anche quando... Ricordo una volta andavamo a teatro, boh in uno dei paesini vicini, una delle cittadine vicino a Bologna, e si andava tipo a venti all'ora perché non si vedeva assolutamente niente e io ero terrorizzata perché non ero abituata a stare in macchina in mezzo alla nebbia. Non mi era mai successo e allora ero letteralmente terrorizzata, però per fortuna la persona che guidava era abituata e quindi andammo e tornammo sani e salvi dalla nostra escursione.<br><br>Sì, oggi Cagliari è avvolta nella nebbia, adesso è l'una e mazza però ancora non c'è il cielo limpido e pulito a cui siamo abituati. E vabbè, arriverà comunque. Non mi lamento perché comunque fa caldo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>This morning I woke up and the city was completely white, not with snow but with fog, which really seemed to be inside a glass of water and aniseed, to quote <a href="https://www.youtube.com/watch?v=97tuwANOHpw" rel="noreferrer noopener"><b>a song that I once liked so much that I still do</b></a>. It is unusual to see Cagliari shrouded in fog because it is a seaside city, therefore also subjected to strong winds and in the past days there was a nice sustained mistral wind.<br><br>But I don't know what happened. Things are happening that are a little out of the ordinary for this time of year. It's hot, today I think we have twenty degrees, twenty-one degrees. I haven't looked, but it's certainly hot, enough to stay with the windows open and to sweat when you go out dressed in winter, with a coat, a shirt and various jackets.<br><br>Ehm yes there is this strange feeling of waiting, also because when there is fog then it is as if everything were more silent. The sirens of the ships could be heard from afar, I looked out into one of the bastions of the city, the bastion of Santa Croce, where you could see absolutely nothing. But you could hear the noise of the ships and it seemed to be in a city like idk, I don't know, in the north, in Europe, where there is always fog instead.<br><br>I remember the first time I saw thick, thick, thick fog when I lived in Bologna, and it was the first time I saw fog, let's say absolutely in such a crazy way and certainly the first time I saw fog in the city. I remember I was in Piazza Maggiore, right in the center of Bologna, this square which is quite large, but certainly not miles long, and from one side of the square you couldn't see the other end of the square, and for me, woman of the island, a woman accustomed to the beaches, in fact, and to the coasts, to the shores lashed by the mistral wind, for me it was an absolutely new thing. And then for that period, when I lived in Bologna, I also learned about fog even when... I remember once we went to the theatre, idk, in one of the nearby villages, one of the towns near Bologna, and we went to like twenty hour because there was absolutely nothing in sight and I was terrified because I was not used to being in a car in the fog. It had never happened to me before and I was literally terrified at the time, but luckily the person driving was used to it and so we went and returned safely from our excursion.<br><br>Yes, today Cagliari is shrouded in fog, now it's one o'clock but the clear, clean sky we're used to is still not there. And oh well, it will come anyway. I'm not complaining because it's hot anyway.]]>
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        <![CDATA[Una città improvvisamente avvolta dalla nebbia, cosa stranissima per Cagliari, città sferzata dal maestrale.<br><br><b>TRASCRIZIONE <i>[ENG translation below]</i></b><br>Stamattina mi sono svegliata che la città era completamente bianca, non di neve ma di nebbia, che sembrava veramente essere dentro un bicchiere di acqua e anice, per citare <a href="https://www.youtube.com/watch?v=97tuwANOHpw" rel="noreferrer noopener">una canzone che un tempo mi piaceva tanto che mi continua ancora a piacere</a>.<br><br>È inusuale vedere Cagliari avvolta nella nebbia perché è una città di mare, quindi anche sottoposta a forti venti e nei giorni passati c'era un bel maestrale bello sostenuto. Però non so cosa sia successo. Stanno succedendo cose un po' fuori dall'ordinario per questo periodo dell'anno. C'è caldo, oggi mi sa che abbiamo venti gradi, ventun gradi. Non ho guardato, però c'è sicuramente caldo, tanto da stare con le finestre aperte e da sudare quando si esce vestiti invernali, col cappotto, con la maglia e i vari giubbotti.<br><br>Ehm sì c'è questa questa strana sensazione di attesa, anche perché quando c'è la nebbia poi è come se tutto fosse più silenzioso. Si sentivano le sirene delle navi da lontano, mi sono affacciata in uno dei bastioni della città, il bastione di Santa Croce, dove non si vedeva assolutamente niente. Però si sentiva il rumore delle navi e sembrava di essere in una città tipo boh, non lo so, del nord, dell'Europa, di quelle dove invece c'è sempre la nebbia.<br><br>Mi ricordo la prima volta che ho visto la nebbia fitta fitta, fitta fitta quando abitavo a Bologna, ed era la prima volta che vedevo la nebbia, diciamo in assoluto in modo così pazzesco e sicuramente la prima volta che vedevo la nebbia in città. Mi ricordo ero in Piazza Maggiore, proprio nel pieno centro di Bologna, questa piazza che è abbastanza grande, ma sicuramente non lunga chilometri, e da un lato della piazza non si riusciva a vedere l'altra estremità della piazza, e per me, donna dell'isola, donna abituata alle spiagge, appunto, e alle coste, alle rive sferzate dal maestrale, per me era una cosa assolutamente nuova.<br><br>E poi per quel periodo, quando ho abitato a Bologna ho imparato anche a conoscere la nebbia anche quando... Ricordo una volta andavamo a teatro, boh in uno dei paesini vicini, una delle cittadine vicino a Bologna, e si andava tipo a venti all'ora perché non si vedeva assolutamente niente e io ero terrorizzata perché non ero abituata a stare in macchina in mezzo alla nebbia. Non mi era mai successo e allora ero letteralmente terrorizzata, però per fortuna la persona che guidava era abituata e quindi andammo e tornammo sani e salvi dalla nostra escursione.<br><br>Sì, oggi Cagliari è avvolta nella nebbia, adesso è l'una e mazza però ancora non c'è il cielo limpido e pulito a cui siamo abituati. E vabbè, arriverà comunque. Non mi lamento perché comunque fa caldo.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>This morning I woke up and the city was completely white, not with snow but with fog, which really seemed to be inside a glass of water and aniseed, to quote <a href="https://www.youtube.com/watch?v=97tuwANOHpw" rel="noreferrer noopener"><b>a song that I once liked so much that I still do</b></a>. It is unusual to see Cagliari shrouded in fog because it is a seaside city, therefore also subjected to strong winds and in the past days there was a nice sustained mistral wind.<br><br>But I don't know what happened. Things are happening that are a little out of the ordinary for this time of year. It's hot, today I think we have twenty degrees, twenty-one degrees. I haven't looked, but it's certainly hot, enough to stay with the windows open and to sweat when you go out dressed in winter, with a coat, a shirt and various jackets.<br><br>Ehm yes there is this strange feeling of waiting, also because when there is fog then it is as if everything were more silent. The sirens of the ships could be heard from afar, I looked out into one of the bastions of the city, the bastion of Santa Croce, where you could see absolutely nothing. But you could hear the noise of the ships and it seemed to be in a city like idk, I don't know, in the north, in Europe, where there is always fog instead.<br><br>I remember the first time I saw thick, thick, thick fog when I lived in Bologna, and it was the first time I saw fog, let's say absolutely in such a crazy way and certainly the first time I saw fog in the city. I remember I was in Piazza Maggiore, right in the center of Bologna, this square which is quite large, but certainly not miles long, and from one side of the square you couldn't see the other end of the square, and for me, woman of the island, a woman accustomed to the beaches, in fact, and to the coasts, to the shores lashed by the mistral wind, for me it was an absolutely new thing. And then for that period, when I lived in Bologna, I also learned about fog even when... I remember once we went to the theatre, idk, in one of the nearby villages, one of the towns near Bologna, and we went to like twenty hour because there was absolutely nothing in sight and I was terrified because I was not used to being in a car in the fog. It had never happened to me before and I was literally terrified at the time, but luckily the person driving was used to it and so we went and returned safely from our excursion.<br><br>Yes, today Cagliari is shrouded in fog, now it's one o'clock but the clear, clean sky we're used to is still not there. And oh well, it will come anyway. I'm not complaining because it's hot anyway.]]>
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      <pubDate>Fri, 31 Dec 2021 11:28:41 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 361 Statistiche (-4)</title>
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      <pubDate>Thu, 30 Dec 2021 12:42:07 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 360 Preparativi (-5)</title>
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        <![CDATA[Ecco il Cammino Minerario di Santa Barbara con tutti i percorsi https://www.camminominerariodisantabarbara.org/]]>
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        <![CDATA[Ecco il Cammino Minerario di Santa Barbara con tutti i percorsi https://www.camminominerariodisantabarbara.org/]]>
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      <pubDate>Wed, 29 Dec 2021 08:48:09 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 359 Luca (-6)</title>
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      <pubDate>Tue, 28 Dec 2021 08:29:45 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep.358  Diari (-7)</title>
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        <![CDATA[Sicuramente posso dire che questi 3 minuti grezzi, registrati ogni giorno da ormai quasi un anno, rappresentano un bel diario, condiviso con una manciata di fedelissimi/e (e voi sapete chi siete).<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br></b><br><br>Registrare i 3 minuti grezzi col gattino Sputnik in grembo che fa rumorini e cerca di mordere di volta in volta l'asta del microfono, il cavo delle cuffie oppure il cavo dello schermo che cerca di evitare che io faccia troppi po po po implosive al microfono.<br>Questa è la settima puntata, il settimo episodio prima della conclusione del gran finale dei 3 minuti grezzi che, come ormai è stato deciso, grazie al suggerimento iniziale di Alessio, dall'amico Alessio che avete avuto modo di incontrare diverse volte in questi 3 minuti grezzi, credo in effetti che Alessio sia la persona che è comparsa di più, proprio con la sua voce dal vivo in questi 3 minuti grezzi.<br>Ecco lui tempo fa, qualche settimana fa, qualche mese fa, m'ha detto, ma tu scusa, perché devi continuare a fare all'infinito sui 3 minuti grezzi? Perché non lasciare che rimangano una cosa così one-off, di un anno, di un periodo circoscritto?<br>In effetti ha ragione e quindi mancano sette puntate, sette episodi alla conclusione, questo ultimo, quello che sarà l'ultimo episodio penso il quattro di gennaio, perché il quattro di gennaio dello scorso anno no, di quest'anno del 2021 ho iniziato questa avventura. Ehm sì, non voglio fare resoconti, non voglio fare riassunti, anche perché non è nella natura di questo programma, di questo, di questo esperimento che per me è riuscitissimo.<br>Mi sono divertita tantissimo e ho notato anche che ho acquisito un discreto numero di ascoltatori, discreto per quello che riguarda le mie aspettative che non sono certamente di avere centinaia di migliaia di ascolti, ma neanche centinaia, diciamocelo, ci sono sei, sette persone che so di sicuro che mi ascoltano religiosamente. Smetti. Sputnik un attimino. E lo so perché quando ci incontriamo di persona sono amici e amiche e fanno riferimento a cose di cui ho parlato nei miei 3 minuti grezzi.<br>Io rimango sempre un po così e penso ma come fanno a saperlo? E poi certo che lo sanno perché ne ho parlato, ho spiattellato tutto nel mio diario pubblico. Ecco, questo sarà anche un record per me, record nel senso di cose scritte e conservate che per un anno ho avuto più o meno un diario pubblico dove ho riportato veramente tutti i giorni, tutti i giorni cose che mi succedevano e pensieri, così che mi vagavano per la testa. Abbiamo ancora 5 secondi. Sputnik vi saluta, continua a ronfare e a piantarmi le unghiette sulla gamba. Ahi!<br><br><br>TRANSLATION<br>Recording the raw 3 minutes with Sputnik the kitten on my lap making noises and trying to bite the microphone stand, the headphone cord or the cable of the screen that I use to keep me from doing too many implosive po po's to the microphone.<br>This is the seventh episode, the seventh episode before the conclusion of the grand finale of the 3 raw minutes, which, as has now been decided, thanks to Alessio's initial suggestion, by my friend Alessio whom you had the opportunity to meet several times in these 3 raw minutes, I think in fact Alessio is the person who has appeared the most, with his live voice in these 3 raw minutes.<br>You see, a while ago, a few weeks ago, a few months ago, he said to me, but excuse me, why do you have to keep doing endlessly on the 3 raw minutes? Why not let them remain such a one-off thing, of one year, of a circumscribed period?<br>Actually he is right and so there are seven episodes left, seven episodes to the conclusion, this last one, what will be the last episode I think on the fourth of January, because on the fourth of January of last year no, of this year of 2021 I started this adventure. Um yes, I don't want to do reports, I don't want to do summaries, also because it's not in the nature of this program, of this, of this experiment that for me is very successful.<br>I've had a great time and I've also noticed that I've acquired a fair number of listeners, fair as far as my expectations are concerned, which are certainly not to have hundreds of thousands of listeners, but not even hundreds, let's face it, there are six, seven people that I know for sure are listening to me religiously. Stop. Sputnik a little bit! And I know because when we meet in person they are friends and friends and they refer to things that I talked about in my 3 raw minutes.<br>I always stay a little bit like that and think but how do they know? And then of course they know because I talked about it, I blurted it out in my public diary. Here, this will also be a record for me , record in the sense of things written down and kept that for a year I had more or less a public diary where I really reported every day, every day things that happened to me and thoughts, so that wandered through my head. We still have five seconds left. Sputnik greets you, continues to buzz and plant his little nails on my leg. Ouch!]]>
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        <![CDATA[Sicuramente posso dire che questi 3 minuti grezzi, registrati ogni giorno da ormai quasi un anno, rappresentano un bel diario, condiviso con una manciata di fedelissimi/e (e voi sapete chi siete).<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]<br></b><br><br>Registrare i 3 minuti grezzi col gattino Sputnik in grembo che fa rumorini e cerca di mordere di volta in volta l'asta del microfono, il cavo delle cuffie oppure il cavo dello schermo che cerca di evitare che io faccia troppi po po po implosive al microfono.<br>Questa è la settima puntata, il settimo episodio prima della conclusione del gran finale dei 3 minuti grezzi che, come ormai è stato deciso, grazie al suggerimento iniziale di Alessio, dall'amico Alessio che avete avuto modo di incontrare diverse volte in questi 3 minuti grezzi, credo in effetti che Alessio sia la persona che è comparsa di più, proprio con la sua voce dal vivo in questi 3 minuti grezzi.<br>Ecco lui tempo fa, qualche settimana fa, qualche mese fa, m'ha detto, ma tu scusa, perché devi continuare a fare all'infinito sui 3 minuti grezzi? Perché non lasciare che rimangano una cosa così one-off, di un anno, di un periodo circoscritto?<br>In effetti ha ragione e quindi mancano sette puntate, sette episodi alla conclusione, questo ultimo, quello che sarà l'ultimo episodio penso il quattro di gennaio, perché il quattro di gennaio dello scorso anno no, di quest'anno del 2021 ho iniziato questa avventura. Ehm sì, non voglio fare resoconti, non voglio fare riassunti, anche perché non è nella natura di questo programma, di questo, di questo esperimento che per me è riuscitissimo.<br>Mi sono divertita tantissimo e ho notato anche che ho acquisito un discreto numero di ascoltatori, discreto per quello che riguarda le mie aspettative che non sono certamente di avere centinaia di migliaia di ascolti, ma neanche centinaia, diciamocelo, ci sono sei, sette persone che so di sicuro che mi ascoltano religiosamente. Smetti. Sputnik un attimino. E lo so perché quando ci incontriamo di persona sono amici e amiche e fanno riferimento a cose di cui ho parlato nei miei 3 minuti grezzi.<br>Io rimango sempre un po così e penso ma come fanno a saperlo? E poi certo che lo sanno perché ne ho parlato, ho spiattellato tutto nel mio diario pubblico. Ecco, questo sarà anche un record per me, record nel senso di cose scritte e conservate che per un anno ho avuto più o meno un diario pubblico dove ho riportato veramente tutti i giorni, tutti i giorni cose che mi succedevano e pensieri, così che mi vagavano per la testa. Abbiamo ancora 5 secondi. Sputnik vi saluta, continua a ronfare e a piantarmi le unghiette sulla gamba. Ahi!<br><br><br>TRANSLATION<br>Recording the raw 3 minutes with Sputnik the kitten on my lap making noises and trying to bite the microphone stand, the headphone cord or the cable of the screen that I use to keep me from doing too many implosive po po's to the microphone.<br>This is the seventh episode, the seventh episode before the conclusion of the grand finale of the 3 raw minutes, which, as has now been decided, thanks to Alessio's initial suggestion, by my friend Alessio whom you had the opportunity to meet several times in these 3 raw minutes, I think in fact Alessio is the person who has appeared the most, with his live voice in these 3 raw minutes.<br>You see, a while ago, a few weeks ago, a few months ago, he said to me, but excuse me, why do you have to keep doing endlessly on the 3 raw minutes? Why not let them remain such a one-off thing, of one year, of a circumscribed period?<br>Actually he is right and so there are seven episodes left, seven episodes to the conclusion, this last one, what will be the last episode I think on the fourth of January, because on the fourth of January of last year no, of this year of 2021 I started this adventure. Um yes, I don't want to do reports, I don't want to do summaries, also because it's not in the nature of this program, of this, of this experiment that for me is very successful.<br>I've had a great time and I've also noticed that I've acquired a fair number of listeners, fair as far as my expectations are concerned, which are certainly not to have hundreds of thousands of listeners, but not even hundreds, let's face it, there are six, seven people that I know for sure are listening to me religiously. Stop. Sputnik a little bit! And I know because when we meet in person they are friends and friends and they refer to things that I talked about in my 3 raw minutes.<br>I always stay a little bit like that and think but how do they know? And then of course they know because I talked about it, I blurted it out in my public diary. Here, this will also be a record for me , record in the sense of things written down and kept that for a year I had more or less a public diary where I really reported every day, every day things that happened to me and thoughts, so that wandered through my head. We still have five seconds left. Sputnik greets you, continues to buzz and plant his little nails on my leg. Ouch!]]>
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      <pubDate>Mon, 27 Dec 2021 09:22:55 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Sicuramente posso dire che questi 3 minuti grezzi, registrati ogni giorno da ormai quasi un anno, rappresentano un bel diario, condiviso con una manciata di fedelissimi/e (e voi sapete chi siete).TRASCRIZIONE [ENG translation below]Registrare i 3 minuti g</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 357 Dalla testa ai piedi (-8)</title>
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        <![CDATA[Date un'occhiata ai disegni dei bambini e delle bambine presentati nella mostra "Dalla testa ai piedi" - in questo articolo della newsletter Frizzi vedere i disegni <br>https://www.frizzifrizzi.it/2021/12/22/dalla-testa-ai-piedi-il-corpo-nei-disegni-delle-bambine-e-dei-bambini/<br><br>Il sito della Fondazione PInAC con tutte le informazioni<br>https://www.pinac.it/it/obu198331/dalla-testa-ai-piedi.html]]>
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        <![CDATA[Date un'occhiata ai disegni dei bambini e delle bambine presentati nella mostra "Dalla testa ai piedi" - in questo articolo della newsletter Frizzi vedere i disegni <br>https://www.frizzifrizzi.it/2021/12/22/dalla-testa-ai-piedi-il-corpo-nei-disegni-delle-bambine-e-dei-bambini/<br><br>Il sito della Fondazione PInAC con tutte le informazioni<br>https://www.pinac.it/it/obu198331/dalla-testa-ai-piedi.html]]>
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      <pubDate>Sun, 26 Dec 2021 11:10:39 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi 356 Passeggiate (-9)</title>
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      <pubDate>Sat, 25 Dec 2021 12:56:06 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 355 Stormi (-10)</title>
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        <![CDATA[Una valanga di uccellini che fa acrobazie nel cielo è una gradita sorpresa mentre il mondo si affretta a fare gli acquisti per la cena della vigilia di natale. E improvvisamente mi tornano in mente le cene della vigilia che facevo a Melbourne con i miei amici expat.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br>In effetti oggi i 3 minuti grezzi gli avrei voluti fare dal centro commerciale dove sono andata per fare gli ultimi acquisti. Mentre ci avvicinavamo al centro commerciale nel cielo, che era già quasi verso il tramonto, ho visto una valanga, anzi un fiume, non so come si chiamino quegli uccelli piccoli che fanno tutti quei disegni nel cielo.<br><br>Sono rimasta a bocca aperta. Abbiamo fatto il pezzo conclusivo della strada, abbiamo parcheggiato nel parcheggio del centro commerciale e dopo che abbiamo parcheggiato mi sono accorta che lo stesso fiume di uccellini stava ancora, ancora, ancora, ancora passando, sono rimasta praticamente lì, a bocca aperta a guardarli e non finiva più. Giuro, è durato. Boh, che ne so, tre, quattro minuti di questo fiume grandissimo, di uccelli che poi facevano le onde, salivano e scendevano.<br><br>Io mi ricordo che da qualche parte avevo letto, forse ho ascoltato un podcast, dove raccontavano com'è che gli uccelli riescono a comunicare in tempo reale, perché non c'è modo che comunichino guardando dove va, guardandosi dietro l'ala a destra e sinistra per vedere dove va il mio vicino e vado anch'io lì.<br><br>È incredibile. Devono avere un senso... forse usano lo stesso senso che viene utilizzato per orientarsi quando si fanno i viaggi, quando quando gli uccelli migrano. Però vederli così, naso all'aria, mentre tutti quanti intorno correvano trafelati a fare gli acquisti natalizi, è stato un bel momento. Un momento... Va bene, non è un momento magico, per un momento bellissimo.<br>E mi è venuto in mente, oddio, immaginati se anche i fenicotteri si muovessero così a centinaia, centinaia e centinaia. Sarebbe uno spettacolo bellissimo. Invece i fenicotteri si muovono, diciamo in famiglie, anche abbastanza grandi a volte, però non della grandezza smisurata di questo fiume che mi è passato sopra la testa.<br><br>Vigilia di Natale oggi, anche se di solito cerco di non legare i 3 minuti grezzi a una giornata particolare, però oggi vabbè, mi va di dirlo che è la vigilia di Natale. Una cosa stranissima è che per tutto il tempo che abitavo in Australia, la notte di Natale, la vigilia, non si festeggiava, loro festeggiavano solo il giorno di Natale, il 25.<br><br>Io ne approfittavo anche perché era piena estate, di solito facevo la cena degli expat, tutte persone che come me erano lontani dalla loro famiglia e quindi ci riunivamo e facevamo queste tavolate di expat. Ci penso a volte un po' con nostalgia, perché c'era un un senso di famiglia che a volte non c'è quando si sta con le famiglie vere.<br><br>Vabbè, ora vi lascio perché devo andare a preparare, cominciare a preparare la cena con larghissimo anticipo, perché voglio fare delle cose straordinarie. L'importante comunque è stare insieme e vi abbraccio tutti e vi ringrazio che mi state seguendo.<br><br><br><br>TRANSLATION<br>3' grezzi Ep. 355 Stormi (-10).mp3<br>Actually, today the raw 3 minutes of this podcast I would have liked to record it from the mall where I went to make my last purchases. As we approached the mall in the sky, which was already almost toward sunset, I saw an avalanche, or rather a river, I don't know what they call those little birds that make all those patterns in the sky.<br>I was left speechless. We did the final piece of the road, parked in the parking lot of the mall, and after we parked I realized that the same stream of birds was still, still, still passing by, I stood there practically open-mouthed watching them, and it was never ending. I swear, it lasted. Boh, IDK, three, four minutes of this really big river, of birds making waves, going up and down.<br>I remember somewhere I had read, maybe I listened to a podcast, where they explained how it is that birds are able to communicate in real time, because there is no way they communicate by looking where one goes, looking behind the wing left and right to see where my neighbor goes and I go there too.<br>It is unbelievable. They have to have a sense--maybe they use the same sense that is used to orient themselves when making journeys, when when when birds migrate. But to see them like that, nose in the air, while everyone around was running around in a rush to do their Christmas shopping, was a beautiful moment. One moment ... Okay, not a magical moment, but a beautiful moment nonetheless.<br>And it occurred to me, oh my gosh, imagine if flamingos were also moving like that by the hundreds, hundreds and hundreds. It would be a beautiful spectacle. Instead, the flamingos move, let's say in families, even quite large at times, however not the immense size of this river that passed over my head.<br>Christmas Eve today, although I usually try not to tie the raw 3 minutes to a particular day, however today whatever, I feel like saying it's Christmas Eve. One very strange thing is that all the time I lived in Australia, Christmas night, Christmas Eve, was not celebrated, they only celebrated Christmas Day, the 25th.<br>I also used to take advantage of it because it was the middle of summer, I used to do the expat dinner, all people like me who were away from their family, so we would get together and have these expat tables. I think about it sometimes a little wistfully, because there was a sense of family that sometimes is not there when you are with real families.<br>Whatever, I'll leave you now because I have to go and prepare, start preparing dinner well in advance, because I want to do some extraordinary things. However, the important thing is to be together and I hug you all and thank you that you are following me.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Una valanga di uccellini che fa acrobazie nel cielo è una gradita sorpresa mentre il mondo si affretta a fare gli acquisti per la cena della vigilia di natale. E improvvisamente mi tornano in mente le cene della vigilia che facevo a Melbourne con i miei amici expat.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [<i>Eng translation below</i>]<br>In effetti oggi i 3 minuti grezzi gli avrei voluti fare dal centro commerciale dove sono andata per fare gli ultimi acquisti. Mentre ci avvicinavamo al centro commerciale nel cielo, che era già quasi verso il tramonto, ho visto una valanga, anzi un fiume, non so come si chiamino quegli uccelli piccoli che fanno tutti quei disegni nel cielo.<br><br>Sono rimasta a bocca aperta. Abbiamo fatto il pezzo conclusivo della strada, abbiamo parcheggiato nel parcheggio del centro commerciale e dopo che abbiamo parcheggiato mi sono accorta che lo stesso fiume di uccellini stava ancora, ancora, ancora, ancora passando, sono rimasta praticamente lì, a bocca aperta a guardarli e non finiva più. Giuro, è durato. Boh, che ne so, tre, quattro minuti di questo fiume grandissimo, di uccelli che poi facevano le onde, salivano e scendevano.<br><br>Io mi ricordo che da qualche parte avevo letto, forse ho ascoltato un podcast, dove raccontavano com'è che gli uccelli riescono a comunicare in tempo reale, perché non c'è modo che comunichino guardando dove va, guardandosi dietro l'ala a destra e sinistra per vedere dove va il mio vicino e vado anch'io lì.<br><br>È incredibile. Devono avere un senso... forse usano lo stesso senso che viene utilizzato per orientarsi quando si fanno i viaggi, quando quando gli uccelli migrano. Però vederli così, naso all'aria, mentre tutti quanti intorno correvano trafelati a fare gli acquisti natalizi, è stato un bel momento. Un momento... Va bene, non è un momento magico, per un momento bellissimo.<br>E mi è venuto in mente, oddio, immaginati se anche i fenicotteri si muovessero così a centinaia, centinaia e centinaia. Sarebbe uno spettacolo bellissimo. Invece i fenicotteri si muovono, diciamo in famiglie, anche abbastanza grandi a volte, però non della grandezza smisurata di questo fiume che mi è passato sopra la testa.<br><br>Vigilia di Natale oggi, anche se di solito cerco di non legare i 3 minuti grezzi a una giornata particolare, però oggi vabbè, mi va di dirlo che è la vigilia di Natale. Una cosa stranissima è che per tutto il tempo che abitavo in Australia, la notte di Natale, la vigilia, non si festeggiava, loro festeggiavano solo il giorno di Natale, il 25.<br><br>Io ne approfittavo anche perché era piena estate, di solito facevo la cena degli expat, tutte persone che come me erano lontani dalla loro famiglia e quindi ci riunivamo e facevamo queste tavolate di expat. Ci penso a volte un po' con nostalgia, perché c'era un un senso di famiglia che a volte non c'è quando si sta con le famiglie vere.<br><br>Vabbè, ora vi lascio perché devo andare a preparare, cominciare a preparare la cena con larghissimo anticipo, perché voglio fare delle cose straordinarie. L'importante comunque è stare insieme e vi abbraccio tutti e vi ringrazio che mi state seguendo.<br><br><br><br>TRANSLATION<br>3' grezzi Ep. 355 Stormi (-10).mp3<br>Actually, today the raw 3 minutes of this podcast I would have liked to record it from the mall where I went to make my last purchases. As we approached the mall in the sky, which was already almost toward sunset, I saw an avalanche, or rather a river, I don't know what they call those little birds that make all those patterns in the sky.<br>I was left speechless. We did the final piece of the road, parked in the parking lot of the mall, and after we parked I realized that the same stream of birds was still, still, still passing by, I stood there practically open-mouthed watching them, and it was never ending. I swear, it lasted. Boh, IDK, three, four minutes of this really big river, of birds making waves, going up and down.<br>I remember somewhere I had read, maybe I listened to a podcast, where they explained how it is that birds are able to communicate in real time, because there is no way they communicate by looking where one goes, looking behind the wing left and right to see where my neighbor goes and I go there too.<br>It is unbelievable. They have to have a sense--maybe they use the same sense that is used to orient themselves when making journeys, when when when birds migrate. But to see them like that, nose in the air, while everyone around was running around in a rush to do their Christmas shopping, was a beautiful moment. One moment ... Okay, not a magical moment, but a beautiful moment nonetheless.<br>And it occurred to me, oh my gosh, imagine if flamingos were also moving like that by the hundreds, hundreds and hundreds. It would be a beautiful spectacle. Instead, the flamingos move, let's say in families, even quite large at times, however not the immense size of this river that passed over my head.<br>Christmas Eve today, although I usually try not to tie the raw 3 minutes to a particular day, however today whatever, I feel like saying it's Christmas Eve. One very strange thing is that all the time I lived in Australia, Christmas night, Christmas Eve, was not celebrated, they only celebrated Christmas Day, the 25th.<br>I also used to take advantage of it because it was the middle of summer, I used to do the expat dinner, all people like me who were away from their family, so we would get together and have these expat tables. I think about it sometimes a little wistfully, because there was a sense of family that sometimes is not there when you are with real families.<br>Whatever, I'll leave you now because I have to go and prepare, start preparing dinner well in advance, because I want to do some extraordinary things. However, the important thing is to be together and I hug you all and thank you that you are following me.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 24 Dec 2021 16:28:46 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 354 Carrambata con Alessio</title>
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      <pubDate>Thu, 23 Dec 2021 14:05:16 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 353 Classifiche</title>
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      <pubDate>Wed, 22 Dec 2021 17:15:45 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 352 A luci spente</title>
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        <![CDATA[Il futuro è buio. Perché i robot non hanno bisogno di illuminazione per svolgere il loro lavoro. E poi ci sono gli zoccoli di legno. <br><br>LINK<br>Sabots dell'artista concettuale Tyler Coburn<br>http://www.tylercoburn.com/sabots.html<br><br>Le fabbriche al buio su Wikipediia (non in italiano alla data odierna di pubblicazione)<br>https://en.wikipedia.org/wiki/Lights_out_(manufacturing)]]>
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      <pubDate>Tue, 21 Dec 2021 15:48:55 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 351 Bollitore</title>
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      <pubDate>Mon, 20 Dec 2021 17:43:09 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 350 Che lingua parli?</title>
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        <![CDATA[La mostra di Maastricht dal titolo 'Voice-Over' con il link per scaricare l'opuscolo con l'elenco delle opere esposte https://www.bonnefanten.nl/en/exhibitions/voice-over<br><br>L'artista Silpa Gupta alla Biennale di Venezia del 2019 <br>https://www.youtube.com/watch?v=DM9_0XPr5ZE&amp;ab_channel=AMenad%C3%A8o-aRTs-<br><br>Un link a caso - tra i tanti - che racconta di come gli operatori della Disney buttarono giù dalla roccia gli animali per inventarsi un suicidio di massa e rendere il documentario più interessante https://hyperallergic.com/545742/white-wilderness-disney-nature-documentary/<br><br>L'imperdibile newsletter 'We make Money Not Art' della mia amica Regine Debatty]]>
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        <![CDATA[La mostra di Maastricht dal titolo 'Voice-Over' con il link per scaricare l'opuscolo con l'elenco delle opere esposte https://www.bonnefanten.nl/en/exhibitions/voice-over<br><br>L'artista Silpa Gupta alla Biennale di Venezia del 2019 <br>https://www.youtube.com/watch?v=DM9_0XPr5ZE&amp;ab_channel=AMenad%C3%A8o-aRTs-<br><br>Un link a caso - tra i tanti - che racconta di come gli operatori della Disney buttarono giù dalla roccia gli animali per inventarsi un suicidio di massa e rendere il documentario più interessante https://hyperallergic.com/545742/white-wilderness-disney-nature-documentary/<br><br>L'imperdibile newsletter 'We make Money Not Art' della mia amica Regine Debatty]]>
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      <pubDate>Sun, 19 Dec 2021 16:33:14 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 349 Giostra triste</title>
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      <pubDate>Sat, 18 Dec 2021 16:26:20 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <pubDate>Fri, 17 Dec 2021 18:02:49 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3’ grezzi Ep. 347 Secondo voi si puó?</title>
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      <pubDate>Thu, 16 Dec 2021 21:03:54 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 346 Analog horror</title>
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      <pubDate>Wed, 15 Dec 2021 10:55:57 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <pubDate>Tue, 14 Dec 2021 17:58:01 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <pubDate>Mon, 13 Dec 2021 14:37:22 -0100</pubDate>
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      <pubDate>Sun, 12 Dec 2021 17:52:16 -0100</pubDate>
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      <pubDate>Sat, 11 Dec 2021 16:15:42 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <pubDate>Fri, 10 Dec 2021 07:36:22 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <pubDate>Thu, 09 Dec 2021 14:04:39 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 339 Rosso! Arancione! Verde!</title>
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      <title>3' grezzi Ep. 338 Niente cloud</title>
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      <pubDate>Tue, 07 Dec 2021 11:07:37 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 337 Sophie Calle</title>
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        <![CDATA[The Hotel è il trionfo del voyeurismo, in linea con molti altri lavori Sophie Calle, un'incredibile artista francese. Jadore!<br><br>L'articolo del The New Yorker nel quale mi sono immersa poco prima di registrare questi 3 minuti<br>https://www.newyorker.com/books/under-review/sophie-calle-and-the-art-of-leaving-a-trace<br><br>The Hotel, il libro https://www.amazon.com/Sophie-Calle-Hotel/dp/193822129X]]>
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      <pubDate>Mon, 06 Dec 2021 15:53:53 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 336 Non certo il migliore</title>
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      <pubDate>Sun, 05 Dec 2021 12:38:46 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 335 Giorni della settimana</title>
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        <![CDATA[Tra tutti i modi che usiamo per suddividere il tempo, la settimana è quello più artificiale: a differenza di anno/mese/giorno/ora non trova infatti corrispondenza in nessun fenomeno reale.<br><br>LINK<br>Interessantissimo articolo sul più artificiale tra i modi che usiamo per suddividere il tempo, la settimana - How we became weekly (David Henkin)<br>https://aeon.co/essays/how-we-came-to-depend-on-the-week-despite-its-artificiality?utm_source=Aeon+Newsletter&amp;utm_campaign=c9913687d7-EMAIL_CAMPAIGN_2021_11_30_06_11&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_411a82e59d-c9913687d7-70448265]]>
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      <pubDate>Sat, 04 Dec 2021 08:37:39 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 334 Casse automatiche</title>
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      <pubDate>Fri, 03 Dec 2021 17:52:29 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 333 Trentini e indiani (puntata commemorativa)</title>
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      <pubDate>Thu, 02 Dec 2021 18:16:18 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep.332 Olimpiadi e alfabeto</title>
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        <![CDATA[Se a noi occidentali chiedessero di metere in ordine una serie di parole delle quali non conosciamo il significato, probabilmente le metteremmo in ordine alfabetico. Perché nella nostra cultura quello alfabetico viene considerato il modo 'naturale' per ordinare le cose. Ma non è così in altre parti del mondo, e anche nella nostra cultura, ci sono cose che non penseremmo mai di ordinare secondo l'alfabeto.<br><br>LINK<br>99% invisible (podcast che esplora la storia dell'alfabeto e i diversi modi di ordinare le cose)<br>https://99percentinvisible.org/episode/alphabetical-order/]]>
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      <pubDate>Wed, 01 Dec 2021 16:34:49 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3’ grezzi Ep. 331 Castelli</title>
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      <pubDate>Tue, 30 Nov 2021 10:16:04 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 330 Milano</title>
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      <pubDate>Mon, 29 Nov 2021 17:52:42 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 329 Donnarumma a Kyberteatro</title>
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        <![CDATA[Marco Donnarumma a Kyberteatro con la performance Corpus Nil. Una serata stimolante e piena di spunti, che mi ha reso partecipe di una conversazione attuale e terribilmente interessante sui temi del corpo, della contaminazione tra sistemi, di rapporto software/hardware/body/soul. La cosa più bella è che dopo la performance, Carlo Infante ci ha strabiliato con una lettura storico-futuristica dei presagi di Artaud, toccando sistemi, movimenti e artisti che adoro (Sterlac!). Che dire? Non resta che leggere cos'altro c'è in programma in questo fantasmagorico "Festival Internazionale di Teatro Arte e Nuove Tecnologie". Ci vediamo al Kyberteatro!<br><br>LINK<br>Marco Donnarumma - Corpus Nil<br>https://marcodonnarumma.com/works/corpus-nil/<br><br>Festival Internazionale di Teatro Arte e Nuove Tecnologie <br>https://www.kyberteatro.it/en/festival/<br><br>Urban Experience di Carlo Infante (Carlo compila dettagliatissimi resoconti delle serata/attività, iscrivetevi!) https://www.urbanexperience.it/]]>
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      <pubDate>Sun, 28 Nov 2021 09:37:13 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 328 Numeri sbagliati</title>
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        <![CDATA[Ho fatto una gran confusione con la numerazioen dei 3' grezzi - ma con le numerazioni è così: fai un errore e te lo porti dietro fino alla fine. Vabbé ho messo una pezza ma ho lasciato anche qualche discrepanza. Chi mi segue non me ne vorrà.]]>
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      <pubDate>Sat, 27 Nov 2021 09:42:30 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 327 Gell-Mann Amnesia</title>
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        <![CDATA[L'effetto dell'amnesia Gell-Mann ci fa credere a quello che leggiamo, anche se nella stessa pubblicazione abbiamo letto poco prima un articolo che noi sappiamo essere zeppo di errori. Ascoltate se la cosa è poco chiara. <br><br>(Cose di cui ci si accorge riascoltandosi dopo aver registrato senza preparazione e senza editing: Michael Crichton scriveva di spionaggio, non di fantascianza; il quark è stato scoperto, non inventato. Non vogliatemene troppo.)]]>
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      <pubDate>Fri, 26 Nov 2021 15:21:23 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 326 Podcast aziendali</title>
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        <![CDATA[Ho sentito cose che voi umani... podcast aziendali di importanti icone del made in Italy nel mondo che chi parla sembra tenga la testa dentro una canoa rovesciata! Per fortuna ci sono anche esempi positivi, come The Source e Sete, due podcast aziendali che non fanno pubblicità a niente ma arricchiscono e migliorano l'immagine delle rispettive aziende che li hanno commissionati e legati al proprio marchio.<br><br>The Source https://thesource.gruppocap.it/<br>Sete https://www.setepodcast.it/]]>
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      <pubDate>Thu, 25 Nov 2021 14:38:43 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3’ grezzi Ep. 325 Dimenticata</title>
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      <pubDate>Wed, 24 Nov 2021 22:58:04 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 324 Studentesse:i di podcast</title>
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        <![CDATA[Che bello condividere la mia passione per i podcast nella masterclass di scrittura per creazioni audio! (che egoista che sono: lo faccio solo per sguinzagliare nel mondo podcaster che facciano cose che mi piacciono).]]>
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      <pubDate>Tue, 23 Nov 2021 14:21:15 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 323 La fine dei 3 minuti</title>
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      <pubDate>Mon, 22 Nov 2021 15:02:30 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Io ho chiesto e voi avete risposto (o meglio, Alessio ha risposto): proseguire con i 3 minuti grezzi ad oltranza oppure arrivare a 365 episodi e finirla lì?</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 322 Voce:gola</title>
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        <![CDATA[Non voglio certo interrompere le mie trasmissioni solo perché ho perso la voce, no?]]>
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      <pubDate>Sun, 21 Nov 2021 14:12:38 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 321 Zerocalcare</title>
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        <![CDATA[Finalmente una bella cosa italiana da guardare su Netflix!<br><br>LINK<br>Strappare lungo i bordi - su Netflix<br>https://www.netflix.com/it/title/81304528<br><br>Il blog di Zerocalcare<br>https://www.zerocalcare.it/<br><br>Strappare]]>
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      <pubDate>Sat, 20 Nov 2021 16:02:56 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 320 Cori</title>
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        <![CDATA[Oggi canterò per la prima volta nell'Open Choir, un coro popolare aperto a tutti. Che bello, non vedo l'ora!<br><br>LINK<br>Se abitate nei pressi di Cagliari e siete interessati/e, qui trovate tutte le informazioni<br>https://www.facebook.com/cagliariopenchoir]]>
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      <pubDate>Fri, 19 Nov 2021 15:25:31 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 319 Presto! Qualcuno mi fermi!</title>
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        <![CDATA[Ho un rapporto tossico con tutti i prodotti mac che ho a casa: mi rendono la vita impossibile, mi trattano malissimo e mi umiliano di continuo, ma io non riesco ad abbandonarli.]]>
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      <pubDate>Thu, 18 Nov 2021 16:28:13 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3’ grezzi Ep. 318 Ho cancellato il sistema operativo</title>
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        <![CDATA[Nel tentativo di recuperare spazio sul computer 💻 rischio di dovermene comprare uno nuovo.]]>
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      <pubDate>Wed, 17 Nov 2021 11:42:28 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 317 Un peto per amico (Onara Goro)</title>
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        <![CDATA[Onara Goro è l'amico peto che risolve tutti i vostri problemi. Se cercate qualcosa di surreale e leggero, vi consiglio senz'altro la visione di questo spassosissimo anime!<br><br>LINK<br>Onara Goro su Prime https://www.primevideo.com/detail/0KRHRASWUM4N8V9C47B7D1L5QW/ref=atv_hm_hom_1_c_7d0kid_4_3?language=it_IT]]>
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      <pubDate>Tue, 16 Nov 2021 06:58:01 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 316 Tipografia sessista</title>
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        <![CDATA[Usare caratteri svolazzanti per parlare di cose da donna e caratteri spigolosi e virili per parlare di cose da maschio. (presto! qualcuno mi porti un secchio che sento arrivare i conati!)<br><br>LINK<br>Articoli in inglese, intelligenti e da leggere<br>"Marie Boulanger explores how typography perpetuates gender stereotypes"<br><a href="https://www.dezeen.com/2021/08/05/xx-xy-book-marie-boulanger-gender-typography/" rel="noopener">https://www.dezeen.com/2021/08/05/xx-xy-book-marie-boulanger-gender-typography/</a><br><br>"How lettering became gendered and why it is wrong"<br><a href="https://www.itsnicethat.com/articles/kris-sowersby-how-lettering-became-gendered-and-why-it-is-wrong-opinion-261021" rel="noopener">https://www.itsnicethat.com/articles/kris-sowersby-how-lettering-became-gendered-and-why-it-is-wrong-opinion-261021</a><br><br>Articoli in italiano: identici, tutti e due copiati dall'inglese, uno tradotto in modo automatico l'altro almeno hanno avuto il pudore di rileggerselo e correggerlo prima di pubblicarlo. Comunque secchio pronto a fianco alla scrivania (apropò, questa del secchio è una citazione colta tratta da Monty Python) :-)<br><br><a href="https://it.lesptitesaffairesdemayl.be/articles/typography/leveraging-stereotypes-in-design-masculine-vs-feminine-typography.html" rel="noopener">https://it.lesptitesaffairesdemayl.be/articles/typography/leveraging-stereotypes-in-design-masculine-vs-feminine-typography.html</a><br><br><a href="https://computer06.com/business/leveraging-stereotypes-design-8756769.html" rel="noopener">https://computer06.com/business/leveraging-stereotypes-design-8756769.html</a>]]>
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      <pubDate>Mon, 15 Nov 2021 13:02:52 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 315 Trasporti sessisti.mp3</title>
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        <![CDATA[Anche oggetti e servizi apparentemente neutri e 'oggettivi' nascondono invece un'anima sessista e discriminatoria nei confronti delle categorie diverse da quelle dai maschi. Prendiamo il campo dei trasporti, per esempio.<br><br>LINK <br>Interessante articolo su Wired che parla del sessismo nei trasporti<br><a href="https://www.wired.it/article/donne-trasporti-cop26/?uID=555265807147984a9f0e1ea76363a98b363bef55e0684287e50b8ebf7f6dd592&amp;uID=c5f1739191adf71f17dc5071e75e9c8cda37d0488e13cce5ad2bb58f43c57dcc&amp;utm_brand=wi&amp;utm_campaign=daily&amp;utm_mailing=WI_NEWS_Daily%202021-11-14&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=news&amp;utm_term=WI_NEWS_Daily" rel="noopener">https://www.wired.it/article/donne-trasporti-cop26/?uID=555265807147984a9f0e1ea76363a98b363bef55e0684287e50b8ebf7f6dd592&amp;uID=c5f1739191adf71f17dc5071e75e9c8cda37d0488e13cce5ad2bb58f43c57dcc&amp;utm_brand=wi&amp;utm_campaign=daily&amp;utm_mailing=WI_NEWS_Daily%202021-11-14&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=news&amp;utm_term=WI_NEWS_Daily</a>]]>
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        <![CDATA[Anche oggetti e servizi apparentemente neutri e 'oggettivi' nascondono invece un'anima sessista e discriminatoria nei confronti delle categorie diverse da quelle dai maschi. Prendiamo il campo dei trasporti, per esempio.<br><br>LINK <br>Interessante articolo su Wired che parla del sessismo nei trasporti<br><a href="https://www.wired.it/article/donne-trasporti-cop26/?uID=555265807147984a9f0e1ea76363a98b363bef55e0684287e50b8ebf7f6dd592&amp;uID=c5f1739191adf71f17dc5071e75e9c8cda37d0488e13cce5ad2bb58f43c57dcc&amp;utm_brand=wi&amp;utm_campaign=daily&amp;utm_mailing=WI_NEWS_Daily%202021-11-14&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=news&amp;utm_term=WI_NEWS_Daily" rel="noopener">https://www.wired.it/article/donne-trasporti-cop26/?uID=555265807147984a9f0e1ea76363a98b363bef55e0684287e50b8ebf7f6dd592&amp;uID=c5f1739191adf71f17dc5071e75e9c8cda37d0488e13cce5ad2bb58f43c57dcc&amp;utm_brand=wi&amp;utm_campaign=daily&amp;utm_mailing=WI_NEWS_Daily%202021-11-14&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=news&amp;utm_term=WI_NEWS_Daily</a>]]>
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      <pubDate>Sun, 14 Nov 2021 15:59:45 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 314 Circoli viziosi Apple</title>
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        <![CDATA[Problemi di sincronizzazione e di passaggio (ma perché la Apple deve rendere tutto così difficile?!).]]>
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        <![CDATA[Problemi di sincronizzazione e di passaggio (ma perché la Apple deve rendere tutto così difficile?!).]]>
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      <pubDate>Sat, 13 Nov 2021 15:00:43 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 313 Moto volanti</title>
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        <![CDATA[Ecco come funziona la moto volante. E speriamo di non ritrovarci il motociclista in salotto!<br><br>LINK Ecco come funziona la moto volante <br><a href="https://tg24.sky.it/tecnologia/2021/10/27/moto-volante-giappone?social=facebook_skytg24_link_null&amp;utm_source=pocket_mylist" rel="noopener">https://tg24.sky.it/tecnologia/2021/10/27/moto-volante-giappone?social=facebook_skytg24_link_null&amp;utm_source=pocket_mylist</a>]]>
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      <pubDate>Fri, 12 Nov 2021 07:29:29 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 312 Calendari</title>
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        <![CDATA[Volevo solo sincronizzare i calendari. Uff! Accetto suggerimenti!]]>
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        <![CDATA[Volevo solo sincronizzare i calendari. Uff! Accetto suggerimenti!]]>
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      <pubDate>Thu, 11 Nov 2021 14:51:48 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 311 Nei panni degli altri</title>
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        <![CDATA[Esporsi a informazioni perfettamente in linea con - o diametralmente opposte al - nostro modo di pensare è un metoodo infallibile per non crescere (della newsletter che ho scoperto che parla di una cosa super-interessante ve ne parlo un altro giorno).]]>
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        <![CDATA[Esporsi a informazioni perfettamente in linea con - o diametralmente opposte al - nostro modo di pensare è un metoodo infallibile per non crescere (della newsletter che ho scoperto che parla di una cosa super-interessante ve ne parlo un altro giorno).]]>
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      <pubDate>Wed, 10 Nov 2021 10:48:47 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 310 Il muro di Berlino</title>
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        <![CDATA[32 anni fa cadeva il muro, e un sacco di gente che abitava all'Est credeva di poter finalmente viaggiare. Il fatto è che il passaporto da solo non basta, per viaggiare ci vogliono i soldi.<br><br>LINK<br>Qui racconto le atmosfere nei giorni della caduta del muro, quando ero una giovane studentessa pendolare che viveva a Berlino ovest e che rientrava a Cagliari ad ogni appello dell'università per dare gli esami per la laurea in lingue e letterature straniere. <br>Ecco qua! =&gt; <a href="https://cristinamarras.com/article/50-berlin-1989" rel="noopener">https://cristinamarras.com/article/50-berlin-1989</a>]]>
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      <pubDate>Tue, 09 Nov 2021 10:55:33 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>32 anni fa cadeva il muro, e un sacco di gente che abitava all'Est credeva di poter finalmente viaggiare. Il fatto è che il passaporto da solo non basta, per viaggiare ci vogliono i soldi.LINKQui racconto le atmosfere nei giorni della caduta del muro, qua</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 309 Toy Story(ies)</title>
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        <![CDATA[Dopo la delusione di Coco, ho fatto pace con Pixar recuperando un film che ancora non avevo visto, Toy Story 4.]]>
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      <pubDate>Mon, 08 Nov 2021 07:06:38 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 308 Delusione Pixar</title>
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        <![CDATA[Da quando Pixar è stata comprata dalla Disney, i suoi film hanno perso la magia.]]>
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      <pubDate>Sun, 07 Nov 2021 11:42:24 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Da quando Pixar è stata comprata dalla Disney, i suoi film hanno perso la magia.</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 307 Piante carnivore</title>
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        <![CDATA[Un mini-documentario che vi terrà sul bordo della sedia con terrore e  anticipazione. Anche se sappiamo tutti come andrà a finire. Godetevelo a schermo interno e a tutto volume. Il video è pubblicato su Vime, il titolo è "-N- UPRISING ‘The Green Reapers’", l'autore è Thomas Blanchard e dura poco più di 3 minuti.<br><br>LINK<br>Buona visione! <a href="https://vimeo.com/641890592" rel="noopener">https://vimeo.com/641890592</a>]]>
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      <pubDate>Sat, 06 Nov 2021 08:28:58 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 306 Cassiere dell'UPIM</title>
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        <![CDATA[Quanto mi facevano sognare le cassiere dell'UPIM, con le loro divise marroni, il trucco perfetto e le acconciature da principesse! Belle e irraggiungibiili, come le 'hostess' dell'Alitalia!]]>
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      <pubDate>Fri, 05 Nov 2021 07:08:50 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 305 Tradurre shakespeare (1)</title>
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        <![CDATA[Ma chi l'ha detto che chi traduce tradisce il testo originale? Un invito alla riflessione. E come spesso accase, riesco a dire solo unna minima parte di quello che avevo in mente. VI rimando alle prossime puntate!<br><br>LINK<br>Interesantissimo podcast della CBC su come la traduzione di Shakespeare rivela nuove idee dalla Cina all'Afghanistan.<br><a href="https://www.cbc.ca/radio/ideas/how-translating-shakespeare-s-plays-reveals-new-ideas-from-china-to-afghanistan-1.6234629" rel="noopener">https://www.cbc.ca/radio/ideas/how-translating-shakespeare-s-plays-reveals-new-ideas-from-china-to-afghanistan-1.6234629</a>]]>
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      <pubDate>Thu, 04 Nov 2021 06:53:57 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Ma chi l'ha detto che chi traduce tradisce il testo originale? Un invito alla riflessione. E come spesso accase, riesco a dire solo unna minima parte di quello che avevo in mente. VI rimando alle prossime puntate!LINKInteresantissimo podcast della CBC su </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 304 Cos'è il podcast? (3)</title>
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        <![CDATA[Quali sono gli elementi di un podcast 'tradizionale'? Ve lo dico in 3 minuti. E se vi consiglio di ascoltare anche <br><br>LINK<br>Cos'è il podcast (1) <br><a href="https://www.spreaker.com/episode/45351980" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/45351980</a><br><br>Cos'è il podcast (2)<br><a href="https://www.spreaker.com/episode/45923405" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/45923405</a><br><br>E se avete un vostro podcast, non siate timidi, mandatemi il link!]]>
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        <![CDATA[Quali sono gli elementi di un podcast 'tradizionale'? Ve lo dico in 3 minuti. E se vi consiglio di ascoltare anche <br><br>LINK<br>Cos'è il podcast (1) <br><a href="https://www.spreaker.com/episode/45351980" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/45351980</a><br><br>Cos'è il podcast (2)<br><a href="https://www.spreaker.com/episode/45923405" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/45923405</a><br><br>E se avete un vostro podcast, non siate timidi, mandatemi il link!]]>
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      <pubDate>Wed, 03 Nov 2021 11:21:23 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quali sono gli elementi di un podcast 'tradizionale'? Ve lo dico in 3 minuti. E se vi consiglio di ascoltare anche LINKCos'è il podcast (1) https://www.spreaker.com/episode/45351980Cos'è il podcast (2)https://www.spreaker.com/episode/45923405E se avete un vostro podcast, non siate timidi, mandatemi il link!</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Quali sono gli elementi di un podcast 'tradizionale'? Ve lo dico in 3 minuti. E se vi consiglio di ascoltare anche LINKCos'è il podcast (1) https://www.spreaker.com/episode/45351980Cos'è il podcast (2)https://www.spreaker.com/episode/45923405E se avete un</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 303 Gatti che fanno cose</title>
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        <![CDATA[I miei gatti ffanno cose. A volte sono pure cose utili.]]>
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      <pubDate>Tue, 02 Nov 2021 14:38:21 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 302 Lego e lavanderie</title>
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        <![CDATA[L'artista Yinka Ilori ha creato a Londra un'installazione temporanea costruendo una lavanderia a gettoni fatta di più di duecentomila mattoncini LEGO e piena di giochi da scoprire. Se avete la fortuna di essere a Londra, l'installazione è visibile fino al 6 novembre, altrimenti dovrete accontentarvi delle immagini come me.<br><br>LINK<br>Yinka Ilori creates colourful ‘launderette’ in London<br>https://www.iconeye.com/design/yinka-ilori-launderette-lego-london?utm_medium=email&amp;utm_term=&amp;utm_content=READ%20MORE&amp;utm_source=Icon&amp;utm_campaign=Munch%20museum%20opens%20in%20Oslo%20%26%20more%20architecture%20stories]]>
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      <pubDate>Mon, 01 Nov 2021 14:14:13 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 301 D.F. Wallace &amp; A. Homes</title>
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        <![CDATA[Mi dimentico i nomi, delle persone, di chi scrive i libri e chi fa i film che mi piacciono. L'unico vantaggio è riscoprirli, come quando mi accorsi che Wallace l'avevo letto anni prima di Infinite Jest.<br><br>LINK<br>Selected Shorts il podcast NPR che mi ha suggerito i tre minuti di oggi<br><a href="https://podbay.fm/p/selected-shorts/e/1635440400" rel="noopener">https://podbay.fm/p/selected-shorts/e/1635440400</a><br><br>The End of Alice di A. Homes <a href="https://www.goodreads.com/book/show/75479.The_End_of_Alice" rel="noopener">https://www.goodreads.com/book/show/75479.The_End_of_Alice</a><br><br>Girl with curious hair di D. F. Wallace <a href="http://www.davidfosterwallacebooks.com/curious.html" rel="noopener">http://www.davidfosterwallacebooks.com/curious.html</a>]]>
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        <![CDATA[Mi dimentico i nomi, delle persone, di chi scrive i libri e chi fa i film che mi piacciono. L'unico vantaggio è riscoprirli, come quando mi accorsi che Wallace l'avevo letto anni prima di Infinite Jest.<br><br>LINK<br>Selected Shorts il podcast NPR che mi ha suggerito i tre minuti di oggi<br><a href="https://podbay.fm/p/selected-shorts/e/1635440400" rel="noopener">https://podbay.fm/p/selected-shorts/e/1635440400</a><br><br>The End of Alice di A. Homes <a href="https://www.goodreads.com/book/show/75479.The_End_of_Alice" rel="noopener">https://www.goodreads.com/book/show/75479.The_End_of_Alice</a><br><br>Girl with curious hair di D. F. Wallace <a href="http://www.davidfosterwallacebooks.com/curious.html" rel="noopener">http://www.davidfosterwallacebooks.com/curious.html</a>]]>
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      <pubDate>Sun, 31 Oct 2021 10:28:57 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Mi dimentico i nomi, delle persone, di chi scrive i libri e chi fa i film che mi piacciono. L'unico vantaggio è riscoprirli, come quando mi accorsi che Wallace l'avevo letto anni prima di Infinite Jest.LINKSelected Shorts il podcast NPR che mi ha suggerit</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 300 Consigli per l'ascolto</title>
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        <![CDATA[Oggi ho trascorso la giornata ad ascoltare podcast. Eccoli qua: Treat e The Burned Photo.<br><br>LINK<br>Treat <a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/treat/id1589777606" rel="noopener">https://podcasts.apple.com/us/podcast/treat/id1589777606</a><br>The burned photo <a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/the-burned-photo/id1587021539" rel="noopener">https://podcasts.apple.com/us/podcast/the-burned-photo/id1587021539</a>]]>
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      <pubDate>Sat, 30 Oct 2021 18:23:48 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 299 Serial!mp3</title>
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        <![CDATA[La madre di tutti i podcast! Il podcast che tutti continuano a citare e a scoprire, come se  non fosse successo più niente nel mondo del podcast da quel lontano 2014, quando - grazie ad una serie fortunata di circostanze  (la app su Iphone e il gigante This American Life a coprire le spalle) Sarah Koenig e Julie Snyder crearono il podcast più di successo di sempre. Serial è  il podcast che da allora tutti cercano di copiare, emulare, ridicolizzare, a partire dalla sigla. Però, a ripensarci oggi, quanto era bella l'attesa del nuovo episodio ogni giovedì mattina!<br><br>LINK<br><br>Serial (l'originale) <a href="https://serialpodcast.org/season-one" rel="noopener">https://serialpodcast.org/season-one</a><br>A Very Fatal Murder  (una delle piu belle parodie)  <a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/a-very-fatal-murder/id1333714430" rel="noopener">https://podcasts.apple.com/us/podcast/a-very-fatal-murder/id1333714430</a>]]>
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      <pubDate>Fri, 29 Oct 2021 14:35:22 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 298 Sigarette diaboliche</title>
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        <![CDATA[Ho iniziato  ad  ascoltare un podcst  che racconta la vita delle sorelle Giussani, creatrici di Diabolik. Nonostante il mio grande interese  per il personaggio, non sono riuscita ad andare avanti per quella  che io ho percepito  come eccessiva leggerezza nei confronti di alcune tematiche. Me ne rendo conto, è un problema mio, ma i miei 3 minuti grezzi sono una specie di confessionale, no?<br><br>LINK<br>L'ottima newsletter dell'amica Andrea de Cesco dove trovate il link al podcast in questione<br><a href="https://andreadecesco.substack.com/p/andrea-colamedici-e-maura-gancitano" rel="noopener">https://andreadecesco.substack.com/p/andrea-colamedici-e-maura-gancitano</a>]]>
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      <pubDate>Thu, 28 Oct 2021 10:37:00 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 297 Muratori canterini</title>
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        <![CDATA[C'ho i muratori canterini davanti alla finestra, a 10 centimetri dalla mia scrivania.]]>
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      <pubDate>Wed, 27 Oct 2021 14:00:16 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 296 Genere e videogiochi</title>
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        <![CDATA[Alcuni videogiochi oggi hanno  diverse centinaia di migliaia di parole di testo, un sacco di frasi usate per descrivere mondi e personaggi. Possiamo usare le parole per sovvertire gli  stereotipi negativi e nocivi, perché quando ci si abitua a vedere un comportamento, ci si aspetta che il comportamento si presenti, il comportamento si 'normalizza'. Ecco, allora normalizziamo qualche comportamento che porta al rispetto e alla valorizzazione di generi diversi dal cisgender. <br><br>LINK<br>L'ottimo episodio del Philosopher's Zone (ABC RN) che affronta l'argomento in modo decisamente più esaustivo e professionale. <br><a href="https://www.abc.net.au/radionational/programs/philosopherszone/gender-and-gaming/13597454" rel="noopener">https://www.abc.net.au/radionational/programs/philosopherszone/gender-and-gaming/13597454</a>]]>
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      <pubDate>Tue, 26 Oct 2021 12:06:33 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 295 Diabolik</title>
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        <![CDATA[Niente di più rilassante del radiodramma Diabolik, vecchia maniera. Un po' come guardare un episodio del Tenente Colombo, dove tutto è semplice e lineare.]]>
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        <![CDATA[Niente di più rilassante del radiodramma Diabolik, vecchia maniera. Un po' come guardare un episodio del Tenente Colombo, dove tutto è semplice e lineare.]]>
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      <pubDate>Mon, 25 Oct 2021 16:44:00 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 294 Strumenti per Google</title>
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        <![CDATA[Google spreme tutte le informazioni che può dalle cose che cerchiamo, e allora ecco gli strumenti per spremere tutto quello che possiamo dalle ricerche che facciamo su Google. <br><br>"termine esatto da cercare" =&gt;mettetelo tra virgolette<br>dammi tuttele veneziane -finestre  =&gt; escludi un termine mettendo davanti il meno<br>podcster site:www.cristinamarras.com =&gt; cerca la parola 'podcst' all'interno del sito <a href="http://www.cristinamarras.com" rel="noopener">www.cristinamarras.com</a> <br>related:www.cristinamarras.com  =&gt; cerca siti simili a quello di cristina marras<br><br>e qui trovate altri suggerimenti per sfruttare le ricerche Google al meglio <br><a href="https://www.lifehack.org/articles/technology/20-tips-use-google-search-efficiently.html" rel="noopener">https://www.lifehack.org/articles/technology/20-tips-use-google-search-efficiently.html</a>]]>
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      <pubDate>Sun, 24 Oct 2021 14:28:17 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 293 Podcast da guardare</title>
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        <![CDATA[Fai scorrere la pagina per un'esperienza di lettura veramente immersiva. Parlo del podcast "More than this" e della bellissima pagina web che lo accopagna. Tutta da far scorrere. <br><br>LINK <a href="https://voxmedia.github.io/vc-tracfone-more-than-this/episode-one.html" rel="noopener">https://voxmedia.github.io/vc-tracfone-more-than-this/episode-one.html</a>]]>
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      <pubDate>Sat, 23 Oct 2021 14:08:19 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 292 Titolisti pruriginosi</title>
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        <![CDATA[Come resistere alla tentazione di un titolo pruriginoso e allusivo quando c'è una notizia che riguarda un centro massaggi? E chi se ne frega se si parla di mancanza di licenze e di igiene, l'importante è ammiccare e fare l'occhietto, l'importante è non perdere l'occasione per rimarcare che se una donna lavora in un centro benessere, non farà certamente solo massaggi, giusto? (credetemi: sto lottando contro conati di vomito).]]>
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      <pubDate>Fri, 22 Oct 2021 10:25:40 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 291 Solo crimini in questo palazzo</title>
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        <![CDATA[Una serie tv divertentissima che piacerà senz'altro agli amanti del podcast  modello 'true crime'. Possibile che non ve ne avessi ancora parlato? La trovate su Disney+ e si chiama "Solo crimini in questo palazzo" (Only murders in this building). Spassosissima!<br><br>LINK <br>Scheda della serie Only murders in this buildiing <br><a href="https://www.comingsoon.it/serietv/only-murders-in-the-building/3281/scheda/" rel="noopener">https://www.comingsoon.it/serietv/only-murders-in-the-building/3281/scheda/</a><br><br>SERIAL il podcast di 'true crime' che ha avuto più successo in assoluto.<br><a href="https://serialpodcast.org/" rel="noopener">https://serialpodcast.org/</a>]]>
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      <pubDate>Thu, 21 Oct 2021 12:19:55 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 290 Il 'concept store' di Andrea</title>
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      <description>
        <![CDATA[Che bello vedere che ci sono ancora persone disposte a parlare (e bere un aperitivo) con gli sconosciuti. Oggi  vi parlo di un incontro inattesto e di un negozio che mi piace tantissimo. Come sempre, tutto concentrato all'interno dei 3 minuti che impiego a registrare il mio podcast giornaliero, rigorosamente senza editing (a differenza delle cose super-editate che faccio di solito e che se vi va potete ascoltare <a href="http://www.soundcloud.com/kommunic8)" rel="noopener">www.soundcloud.com/kommunic8)</a>.<br><br>LINK<br>La Libreria di Via Sulis, il concept store di Andrea <a href="https://www.lalibreriadiviasulis.com" rel="noopener">https://www.lalibreriadiviasulis.com</a><br><br>(sì, lo so da qualche giorno non pubblico più né il testo trascritto, né la traduzione in inglese, amatemi ugualmente!)]]>
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        <![CDATA[Che bello vedere che ci sono ancora persone disposte a parlare (e bere un aperitivo) con gli sconosciuti. Oggi  vi parlo di un incontro inattesto e di un negozio che mi piace tantissimo. Come sempre, tutto concentrato all'interno dei 3 minuti che impiego a registrare il mio podcast giornaliero, rigorosamente senza editing (a differenza delle cose super-editate che faccio di solito e che se vi va potete ascoltare <a href="http://www.soundcloud.com/kommunic8)" rel="noopener">www.soundcloud.com/kommunic8)</a>.<br><br>LINK<br>La Libreria di Via Sulis, il concept store di Andrea <a href="https://www.lalibreriadiviasulis.com" rel="noopener">https://www.lalibreriadiviasulis.com</a><br><br>(sì, lo so da qualche giorno non pubblico più né il testo trascritto, né la traduzione in inglese, amatemi ugualmente!)]]>
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      <pubDate>Wed, 20 Oct 2021 12:07:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep.289 Carni</title>
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        <![CDATA[Uff, che odio gli sprechi!]]>
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      <pubDate>Tue, 19 Oct 2021 13:18:31 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 288 Apribottiglie</title>
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        <![CDATA[So aprire le bottiglie usando un accendino. E non mi tiro indietro quando il mio intervento può migliorare il pranzo di qualcuno.]]>
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      <pubDate>Mon, 18 Oct 2021 14:21:51 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 287 Real Heroes (teatro e realtà aumentata)</title>
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        <![CDATA[LINK<br>Lo spettacolo real Heroes in realtà audio e video aumentate<br><a href="https://www.sardegnareporter.it/2021/10/sardegna-teatro-a-sa-manifattura/415180/" rel="noopener">https://www.sardegnareporter.it/2021/10/sardegna-teatro-a-sa-manifattura/415180/</a>]]>
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      <pubDate>Sun, 17 Oct 2021 18:05:24 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 286 Squid game ora mi piace</title>
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      <pubDate>Sat, 16 Oct 2021 14:31:32 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 285 Sig.ra Ersilia</title>
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        <![CDATA[La Sig.ra Ersilia non riesce a darmi la soddisfazione di ammettere che è ridicolo che la persona addetta a fornire informazioni sulla spedizione  di lettere e pacchi non sia in grado di dire informazioni sul costo dell'affrancatura di una lettera.<br><br>TESTO TRASCRITTO [English below]<br>Grande felicità ieri perché ho ricevuto una lettera dalla mia amica Laura da Melbourne, una lettera che ha impiegato quattro mesi a raggiungermi, ma noi non ci lasciamo prendere dallo sconforto, mi sono subito messa a rispondere e siccome so che queste cose, o le fai subito pure passano di nuovo gli anni, da aggiungersi ai mesi che impiega la lettera ad arrivare da Melbourne a Cagliari e viceversa, stamattina avevo già finito la mia lettera. Memore di quello che era successo l'ultima volta che avevo provato a spedire una lettera in Australia, forse ne avevo anche già parlato in uno dei miei tre minuti grezzi, nel senso che non sapevano bene quanto fosse l'affrancatura, insomma era così complicato che mi ero comprata dei francobolli e mi ero portata a casa anche delle distinte doganali così da poter fare tutto a casa. Ora, scrivo la mia bella lettera, felice contenta, metto nella busta con tutte le cose caruccie che ho messo dentro, e poi visto che a casa ho anche una  bilancia di precisione, avevo le distinte doganali e avevo anche dei francobolli comprati in più, dico: che faccio? Chiamo le Poste Italiane e chiedo quanto costa l'affrancatura per una lettera di 160 grammi dall'Italia all'Australia. Chiamo il call center e sto in attesa e dopo una decina di minuti mi risponde la signora Ersilia che mi ascolta e dice "Ah, quindi lei vuole spedire una raccomandata?" - "No signora Ersilia, io vorrei spedire una normalissima lettera, ho qua i francobolli, conosco il pezzo, ho anche la distinta doganale mi può dire a quanto corrispondono i francobolli (che ormai nei francobolli non c'è più scritto il costo, il loro valore ma c'è una sigla, erano B3 mi pare) così che faccio il calcolo e vedo se devo andare all'ufficio postale a comprarne altri oppure se questi bastano." - "Eh, ma noi queste cose non le sappiamo." - "Signora Ersilia io ho chiamato l'ufficio informazioni delle Poste Italiane selezionando la voce 'Informazioni su spedizioni' e lei non mi sa dire l'affrancatura?" - "No, noi queste cose non le facciamo, deve andare all'ufficio postale." - e io "Signora Ersilia, ma l'ufficio postale dista 20 chilometri da casa mia..." (che naturalmente non è vero) -  e lei "Noi queste cose non le facciamo." - "Ma signora Ersilia (continuavo a ripetere il suo nome perché mi faceva ridere e anche perché lei era abbastanza... così, non sapeva un po come reagire) signora Ersilia,  ma lei ne converrà che è una cosa ridicola che un utente chiama l'ufficio postale per avere informazioni sulla spedizione e l'ufficio postale non ha questa informazione che l'informazione base, dare informazioni sull'affrancatura." - "No io non posso convenire di niente." - "Signora Ersiliia, ma io non la sto mica registrando! Me lo può dire da essere umano, mi dica che è una cosa ridicola." - "Io non posso dire niente, se vuole mi può anche registrare." E lì che mi è dispiaciuto non aver iniziato la telefonata registrando perché l'avrei potuto usare per una dei podcast. Comunque stanno finendo di tre minuti, cosa ho fatto? Sono dovuto andare all'ufficio postale dove c'era una signora gentilissima, i tre francobolli che avevo sono bastati, ho dovuto aggiungere solo un euro mi pare per un totale di 10 o 11 euro ora non mi ricordo, e niente la lettera spedita, speriamo che non impieghi 4 mesi ad arrivare.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Great happiness yesterday because I received a letter from my friend Laura from Melbourne, a letter that took four months to reach me, but we don't get discouraged, I immediately started to answer and since I know that these things, or you do them immediately or years pass again, to be added to the months it takes the letter to arrive from Melbourne to Cagliari and vice versa, this morning I had already finished my letter. Mindful of what happened the last time I tried to send a letter to Australia, maybe I already talked about it in one of my previous podcasts, in the sense that they didn't know how much was the postage, in short, it was so complicated that I  bought some stamps and also brought home a couple of customs slips so that I could do everything at home. Now, I write my beautiful letter, I'm so happy, I included in the envelope all the dear things that I put inside, and then since at home, I also have a precision balance, I had the customs slips and I also had some stamps bought in addition, I think: you know what? I call the Italian Post Office and ask how much is the postage a 160-gram letter from Italy to Australia. I call the call center, I'm on hold and after about ten minutes Mrs Ersilia answers me and she listens to me and says "Ah, so you want to send a registered letter?" - "No Mrs Ersilia, I would like to send a very normal letter, I have the stamps here, I know the weight, I also have the customs bill, can you tell me how much the stamps correspond to (that now the  value isn't written, but it's is an abbreviation, they were B3 I think) so that I do the calculation and see if I have to go to the post office to buy others or if these are enough. " - "Eh, but we don't know these things." - "Mrs Ersilia, I called the information office of the Italian Post Office by selecting the item 'Information on shipping and postage' and you can't tell me the postage?" - "No, we don't do these things, you have to go to the post office." - and I "Mrs Ersilia, but the post office is 20 kilometres from my house ..." (which of course is not true) - and she "We don't do these things." - "But Mrs Ersilia (I kept repeating her name because I found it hilarious and also because she was pretty ... I mean, she didn't know what to think) Mrs Ersilia, but you will agree that it is a ridiculous thing that a user calls the post office for information on shipping and postage and the post office does not have this information, you know, the basic information, give information on postage. " - "No I can't agree on anything." - "Mrs Ersilia, but I'm not recording it! You can tell me as a human being, tell me it's ridiculous." - "I can't say anything, if you want you can also record the conversation." That's where I was sorry I didn't start the phone call by recording because I could have used it for one of my podcasts. Anyway, my 3 minutes podcast are running out, what did I do? I went to the post office where there was a very kind lady, the three stamps I had were enough, I only had to add one euro I think for a total of 10 or 11 euros now I don't remember, and there you go, the letter sent, let's hope it doesn't take 4 months to arrive.]]>
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        <![CDATA[La Sig.ra Ersilia non riesce a darmi la soddisfazione di ammettere che è ridicolo che la persona addetta a fornire informazioni sulla spedizione  di lettere e pacchi non sia in grado di dire informazioni sul costo dell'affrancatura di una lettera.<br><br>TESTO TRASCRITTO [English below]<br>Grande felicità ieri perché ho ricevuto una lettera dalla mia amica Laura da Melbourne, una lettera che ha impiegato quattro mesi a raggiungermi, ma noi non ci lasciamo prendere dallo sconforto, mi sono subito messa a rispondere e siccome so che queste cose, o le fai subito pure passano di nuovo gli anni, da aggiungersi ai mesi che impiega la lettera ad arrivare da Melbourne a Cagliari e viceversa, stamattina avevo già finito la mia lettera. Memore di quello che era successo l'ultima volta che avevo provato a spedire una lettera in Australia, forse ne avevo anche già parlato in uno dei miei tre minuti grezzi, nel senso che non sapevano bene quanto fosse l'affrancatura, insomma era così complicato che mi ero comprata dei francobolli e mi ero portata a casa anche delle distinte doganali così da poter fare tutto a casa. Ora, scrivo la mia bella lettera, felice contenta, metto nella busta con tutte le cose caruccie che ho messo dentro, e poi visto che a casa ho anche una  bilancia di precisione, avevo le distinte doganali e avevo anche dei francobolli comprati in più, dico: che faccio? Chiamo le Poste Italiane e chiedo quanto costa l'affrancatura per una lettera di 160 grammi dall'Italia all'Australia. Chiamo il call center e sto in attesa e dopo una decina di minuti mi risponde la signora Ersilia che mi ascolta e dice "Ah, quindi lei vuole spedire una raccomandata?" - "No signora Ersilia, io vorrei spedire una normalissima lettera, ho qua i francobolli, conosco il pezzo, ho anche la distinta doganale mi può dire a quanto corrispondono i francobolli (che ormai nei francobolli non c'è più scritto il costo, il loro valore ma c'è una sigla, erano B3 mi pare) così che faccio il calcolo e vedo se devo andare all'ufficio postale a comprarne altri oppure se questi bastano." - "Eh, ma noi queste cose non le sappiamo." - "Signora Ersilia io ho chiamato l'ufficio informazioni delle Poste Italiane selezionando la voce 'Informazioni su spedizioni' e lei non mi sa dire l'affrancatura?" - "No, noi queste cose non le facciamo, deve andare all'ufficio postale." - e io "Signora Ersilia, ma l'ufficio postale dista 20 chilometri da casa mia..." (che naturalmente non è vero) -  e lei "Noi queste cose non le facciamo." - "Ma signora Ersilia (continuavo a ripetere il suo nome perché mi faceva ridere e anche perché lei era abbastanza... così, non sapeva un po come reagire) signora Ersilia,  ma lei ne converrà che è una cosa ridicola che un utente chiama l'ufficio postale per avere informazioni sulla spedizione e l'ufficio postale non ha questa informazione che l'informazione base, dare informazioni sull'affrancatura." - "No io non posso convenire di niente." - "Signora Ersiliia, ma io non la sto mica registrando! Me lo può dire da essere umano, mi dica che è una cosa ridicola." - "Io non posso dire niente, se vuole mi può anche registrare." E lì che mi è dispiaciuto non aver iniziato la telefonata registrando perché l'avrei potuto usare per una dei podcast. Comunque stanno finendo di tre minuti, cosa ho fatto? Sono dovuto andare all'ufficio postale dove c'era una signora gentilissima, i tre francobolli che avevo sono bastati, ho dovuto aggiungere solo un euro mi pare per un totale di 10 o 11 euro ora non mi ricordo, e niente la lettera spedita, speriamo che non impieghi 4 mesi ad arrivare.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Great happiness yesterday because I received a letter from my friend Laura from Melbourne, a letter that took four months to reach me, but we don't get discouraged, I immediately started to answer and since I know that these things, or you do them immediately or years pass again, to be added to the months it takes the letter to arrive from Melbourne to Cagliari and vice versa, this morning I had already finished my letter. Mindful of what happened the last time I tried to send a letter to Australia, maybe I already talked about it in one of my previous podcasts, in the sense that they didn't know how much was the postage, in short, it was so complicated that I  bought some stamps and also brought home a couple of customs slips so that I could do everything at home. Now, I write my beautiful letter, I'm so happy, I included in the envelope all the dear things that I put inside, and then since at home, I also have a precision balance, I had the customs slips and I also had some stamps bought in addition, I think: you know what? I call the Italian Post Office and ask how much is the postage a 160-gram letter from Italy to Australia. I call the call center, I'm on hold and after about ten minutes Mrs Ersilia answers me and she listens to me and says "Ah, so you want to send a registered letter?" - "No Mrs Ersilia, I would like to send a very normal letter, I have the stamps here, I know the weight, I also have the customs bill, can you tell me how much the stamps correspond to (that now the  value isn't written, but it's is an abbreviation, they were B3 I think) so that I do the calculation and see if I have to go to the post office to buy others or if these are enough. " - "Eh, but we don't know these things." - "Mrs Ersilia, I called the information office of the Italian Post Office by selecting the item 'Information on shipping and postage' and you can't tell me the postage?" - "No, we don't do these things, you have to go to the post office." - and I "Mrs Ersilia, but the post office is 20 kilometres from my house ..." (which of course is not true) - and she "We don't do these things." - "But Mrs Ersilia (I kept repeating her name because I found it hilarious and also because she was pretty ... I mean, she didn't know what to think) Mrs Ersilia, but you will agree that it is a ridiculous thing that a user calls the post office for information on shipping and postage and the post office does not have this information, you know, the basic information, give information on postage. " - "No I can't agree on anything." - "Mrs Ersilia, but I'm not recording it! You can tell me as a human being, tell me it's ridiculous." - "I can't say anything, if you want you can also record the conversation." That's where I was sorry I didn't start the phone call by recording because I could have used it for one of my podcasts. Anyway, my 3 minutes podcast are running out, what did I do? I went to the post office where there was a very kind lady, the three stamps I had were enough, I only had to add one euro I think for a total of 10 or 11 euros now I don't remember, and there you go, the letter sent, let's hope it doesn't take 4 months to arrive.]]>
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      <pubDate>Fri, 15 Oct 2021 10:58:29 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 284 iPhone o Google?</title>
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        <![CDATA[Il dramma di dover decidere: riparo il vetro del mio iPhone per 90 euro o spendo un po' di più e mi compro un altro etlefono? E se mi compro un telefono, che faccio, prendo un altro iPhone o passo ad Android?<br><br>LINK <br>Swappie il sito dove si trovano gli iPhone riocndizionati (con garanzia di 1 anno) <a href="https://swappie.com/it/" rel="noopener">https://swappie.com/it/</a><br><br>Un sito per confrontare prodotti, molto utile (in italiano!)<br><a href="https://versus.com/it" rel="noopener">https://versus.com/it</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]<br>Mi devo comprare un nuovo telefono. Da quando esistono i telefoni intelligenti gli smartphones a parte un breve periodo in cui ho avuto il BlackBerry ho sempre avuto iPhone, anche a casa ho il computer Apple quindi tutto è collegato. Al momento ho un iPhone 6s, non vecchissimo avrà circa 3 anni e lo acquistai per le dimensioni, perché non mi piace uscire con la borsa e quindi cerco sempre dei telefoni che siano abbastanza piccoli da starmi nella mano, perché ho le mani piccole, e poi soprattutto che possa infilarli nella tasca. Ora, ho visto i flip phone, quelli che si piegano della Samsung, sono belli però bisogna aspettare che facciano ancora qualche versione perché non voglio fare da beta tester, un telefono che costa 1000 euro e che comunque non avrei e non vorrei spendere per un telefono, però naturalmente sono belli perché POF li pieghi e te li infili in tasca. Niente adesso mi trovo nella situazione di dover decidere. Perchè devo cambiare il telefono? Perché mi è caduto diverse volte e il vetro, e adesso l'ultima caduta è avvenuta due giorni fa, praticamente si sta staccando il vetro quindi oltre ad avere tanti i tanti tagli tanti si è un po frantumato, quindi non risponde più nemmeno bene con il touch con il dito, e cambiare il vetro costa 90 euro. Quindi il mio dramma è:  cambio il vetro per 90 euro e ho un telefono comunque vecchio, oppure spendo un po di più e mi compro un nuovo telefono? Prima sono andata sul sito swappie dove è possibile acquistare iPhone ricondizionati, quindi come nuovi, e ne ho visto diversi però non sono riuscita a convincermi, poi sono andata nei siti che fanno i confronti con le tavole sinottica, e mi son detta, ma scusa perché non acquistare un telefono che non è della Apple? E ho visto in effetti il Googler pixel 4 che, nelle dimensioni e nella fascia di prezzo potrebbe andar bene, quindi presto devo decidere che faccio? Poi se mi compro un telefono Android, che succede con le app che ho al momento sul mio iPhone? Potrò trasferirle nel nuovo telefono? Insomma mi si apre tutto una serie di interrogativi che vorrei che qualcuno lo facesse per me, vorrei avere a mia disposizione uno shopper, infatti poi chiedo a mio figlio se riesco con un qualche biglietto da 10 euro a far sì che mi faccia lui tutti questi calcoli che mi dia il risultato finale. Vabbè sono a questo punto della giornata, quindi adesso chiudo, preparo il podcast e poi continuo nelle mie ricerche.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I have to buy a new phone. Since there are 'intelligent' phones, smartphones, apart from a short period in which I had the BlackBerry I have always had an iPhone, even at home I have an Apple computer so everything is connected. At the moment I have an iPhone 6s, not very old it will be about 3 years old and I bought it for its size, because I don't like to go out with the bag and therefore I always look for phones that are small enough to fit in my hand, because I have small hands, and then above all fit inside a pocket. Now, I've seen the flip phones, the ones that you fold, from Samsung, they are beautiful but should wait for them to make some more versions because I don't want to be a beta tester, a phone that costs 1000 euros - money that I don't have spare and that I wouldn't want to spend for a phone, but of course, they are beautiful because POF you fold them and you put them in your pocket. Anyway, now I find myself in the situation of having to decide. Why do I have to change the phone? Because it fell several times, and now the last fall happened two days ago, the glass is practically peeling off so in addition to having many, many cuts,  it has shattered a bit, so it no longer responds well when you touch it with the finger, and changing the glass costs 90 euros. So my drama is: do I change the glass for 90 euros and have an old phone anyway, or do I spend a little more and buy a new phone? First I went to swappie, a website where you can buy refurbished iPhones, almost as new, and I saw several but I couldn't decide, then I went to the website that makes comparisons with a synoptic table, and I told myself, but sorry why not buy a phone that is not from Apple? And I have actually seen the Googler pixel 4 which, in size and price range could be fine, so soon I have to decide what to do? Then if I buy an Android phone, what happens with the apps I currently have on my iPhone? Will I be able to transfer them to the new phone? In short, a whole series of questions opens up to me that I would like someone to answer for me, I would like to have a shopper at my disposal, in fact, I might ask my son, if I can get him to do all these comparisons in exchange of a couple of 10 euro bills. Oh well, I'm at this point of the day, so now I finish this, prepare the podcast and then continue my research.]]>
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        <![CDATA[Il dramma di dover decidere: riparo il vetro del mio iPhone per 90 euro o spendo un po' di più e mi compro un altro etlefono? E se mi compro un telefono, che faccio, prendo un altro iPhone o passo ad Android?<br><br>LINK <br>Swappie il sito dove si trovano gli iPhone riocndizionati (con garanzia di 1 anno) <a href="https://swappie.com/it/" rel="noopener">https://swappie.com/it/</a><br><br>Un sito per confrontare prodotti, molto utile (in italiano!)<br><a href="https://versus.com/it" rel="noopener">https://versus.com/it</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]<br>Mi devo comprare un nuovo telefono. Da quando esistono i telefoni intelligenti gli smartphones a parte un breve periodo in cui ho avuto il BlackBerry ho sempre avuto iPhone, anche a casa ho il computer Apple quindi tutto è collegato. Al momento ho un iPhone 6s, non vecchissimo avrà circa 3 anni e lo acquistai per le dimensioni, perché non mi piace uscire con la borsa e quindi cerco sempre dei telefoni che siano abbastanza piccoli da starmi nella mano, perché ho le mani piccole, e poi soprattutto che possa infilarli nella tasca. Ora, ho visto i flip phone, quelli che si piegano della Samsung, sono belli però bisogna aspettare che facciano ancora qualche versione perché non voglio fare da beta tester, un telefono che costa 1000 euro e che comunque non avrei e non vorrei spendere per un telefono, però naturalmente sono belli perché POF li pieghi e te li infili in tasca. Niente adesso mi trovo nella situazione di dover decidere. Perchè devo cambiare il telefono? Perché mi è caduto diverse volte e il vetro, e adesso l'ultima caduta è avvenuta due giorni fa, praticamente si sta staccando il vetro quindi oltre ad avere tanti i tanti tagli tanti si è un po frantumato, quindi non risponde più nemmeno bene con il touch con il dito, e cambiare il vetro costa 90 euro. Quindi il mio dramma è:  cambio il vetro per 90 euro e ho un telefono comunque vecchio, oppure spendo un po di più e mi compro un nuovo telefono? Prima sono andata sul sito swappie dove è possibile acquistare iPhone ricondizionati, quindi come nuovi, e ne ho visto diversi però non sono riuscita a convincermi, poi sono andata nei siti che fanno i confronti con le tavole sinottica, e mi son detta, ma scusa perché non acquistare un telefono che non è della Apple? E ho visto in effetti il Googler pixel 4 che, nelle dimensioni e nella fascia di prezzo potrebbe andar bene, quindi presto devo decidere che faccio? Poi se mi compro un telefono Android, che succede con le app che ho al momento sul mio iPhone? Potrò trasferirle nel nuovo telefono? Insomma mi si apre tutto una serie di interrogativi che vorrei che qualcuno lo facesse per me, vorrei avere a mia disposizione uno shopper, infatti poi chiedo a mio figlio se riesco con un qualche biglietto da 10 euro a far sì che mi faccia lui tutti questi calcoli che mi dia il risultato finale. Vabbè sono a questo punto della giornata, quindi adesso chiudo, preparo il podcast e poi continuo nelle mie ricerche.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I have to buy a new phone. Since there are 'intelligent' phones, smartphones, apart from a short period in which I had the BlackBerry I have always had an iPhone, even at home I have an Apple computer so everything is connected. At the moment I have an iPhone 6s, not very old it will be about 3 years old and I bought it for its size, because I don't like to go out with the bag and therefore I always look for phones that are small enough to fit in my hand, because I have small hands, and then above all fit inside a pocket. Now, I've seen the flip phones, the ones that you fold, from Samsung, they are beautiful but should wait for them to make some more versions because I don't want to be a beta tester, a phone that costs 1000 euros - money that I don't have spare and that I wouldn't want to spend for a phone, but of course, they are beautiful because POF you fold them and you put them in your pocket. Anyway, now I find myself in the situation of having to decide. Why do I have to change the phone? Because it fell several times, and now the last fall happened two days ago, the glass is practically peeling off so in addition to having many, many cuts,  it has shattered a bit, so it no longer responds well when you touch it with the finger, and changing the glass costs 90 euros. So my drama is: do I change the glass for 90 euros and have an old phone anyway, or do I spend a little more and buy a new phone? First I went to swappie, a website where you can buy refurbished iPhones, almost as new, and I saw several but I couldn't decide, then I went to the website that makes comparisons with a synoptic table, and I told myself, but sorry why not buy a phone that is not from Apple? And I have actually seen the Googler pixel 4 which, in size and price range could be fine, so soon I have to decide what to do? Then if I buy an Android phone, what happens with the apps I currently have on my iPhone? Will I be able to transfer them to the new phone? In short, a whole series of questions opens up to me that I would like someone to answer for me, I would like to have a shopper at my disposal, in fact, I might ask my son, if I can get him to do all these comparisons in exchange of a couple of 10 euro bills. Oh well, I'm at this point of the day, so now I finish this, prepare the podcast and then continue my research.]]>
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      <pubDate>Thu, 14 Oct 2021 09:13:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 283 Superman si adegua!</title>
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        <![CDATA[TESTO TRASCRITTO [English below]<br>Stamattina il mondo si è svegliato ed è stato travolto da una rivoluzione, niente sarà più lo stesso. No, naturalmente scherzo, però una piccola rivoluzione c'è stata nel mondo dei fumetti perché abbiamo letto nei giornali che il nuovo Superman sarà un'attivista e sarà bisessuale. Di solito non mi interesso delle preferenze sessuali delle persone, siano queste reali o dei fumetti, però questo è interessante perché è la prima volta che è lo storico eroe della DC Comics dice apertamente di avere una relazione gay. È interessante perché mostra sicuramente un movimento di rotta per quanto riguarda l'accettazione che è sempre maggiore per fortuna delle scelte sessuali delle persone che, io ancora non riesco a capire perché a qualcuno possa interessare quali sono le mie preferenze sessuali, sinceramente saranno fatti miei? E soprattutto non vedo come le preferenze sessuali di una persona possano incidere sulla vita altrui. Vabbè, sono considerazioni di altro tipo, ma il motivo per cui questa notizia mi ha reso particolarmente felice è, naturalmente perché dopo 80 anni di premiata carriera Superman finalmente si è adeguato a quello che è il mondo reale, ma anche perché ho un interesse particolare in questo nuovo Superman, che ancora non è uscito ma che uscirà a breve, perché il suo autore Tom Taylor è il nipote di una mia amica, una mia amica di Melbourne, è la mamma di un ex compagno di scuola delle elementari di mio figlio, infatti ricordo che con Luca, questo meraviglioso bambino con un caschetto di capelli biondi che sembrava Renato Cestiè, facevamo i play date insieme, è un bambino meraviglioso, con una madre fantastica che tra l'altro adesso Cate ha ripreso la sua carriera d'artista ed è una bravissima cantante diciamo folk, insomma scrive le sue canzoni e le canta con la chitarra. Le voglio molto bene e sono molto felice quando ho letto su Facebook che l'autore di questo, autore e sceneggiatore della nuova serie altri non è che suo nipote Tom Taylor, e vabbè, un minimo di orgoglio e dire avete visto i miei amici eh? Avete visto che conosco, non che conosco persone importanti ma che i miei amici hanno nipoti che vanno in giro per il mondo e fanno cose belle anche che aiutano la società a progredire e sia un po' meno beghina un po' meno criticona.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>This morning the world woke up and was overwhelmed by a revolution, nothing will ever be the same. No, of course, I'm kidding, but there was a small revolution in the world of comics because we read in the newspapers that the new Superman will be an activist and will be bisexual. I don't usually care about people's sexual preferences, be it real or in comics, but this is interesting because it's the first time that the historic DC Comics hero is openly saying to be in a gay relationship. It is interesting because it definitely shows a shift regarding acceptance, which is luckily increasing, of the sexual choices of people, and I still cannot understand why anyone would care what my sexual preferences are, frankly don't you think that it's just my business? And above all, I don't see how a person's sexual preferences can affect other people's lives. Oh well, these are other considerations, but the reason why this news made me particularly happy is, of course, because after 80 years of award-winning career Superman has finally adapted to what the real world is, but also because I have a particular interest in this new Superman, which has not yet been released but will be released soon, because its author Tom Taylor is the nephew of a friend of mine, a friend of mine from Melbourne, she is the mother of a former schoolmate of my son from elementary school, in fact, I remember Luca, this wonderful child with a blond hair bob who looked like Renato Cestiè, we used to have play dates together, he is a wonderful child, with a fantastic mother who among other things now Cate has resumed her career as an artist and is a very good folk singer, she writes her songs and sings them with the guitar. I love her very much and I am very happy when I read on Facebook that the author of this, author and screenwriter of the new series is none other than her nephew Tom Taylor, and oh well, a minimum of pride and say look at my friends eh? Have you seen? Not so much as in 'I know important people' but that my friends have nephews who go around the world and do beautiful things that also help society to progress and be a little less sanctimonious, a little less judgmental.]]>
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        <![CDATA[TESTO TRASCRITTO [English below]<br>Stamattina il mondo si è svegliato ed è stato travolto da una rivoluzione, niente sarà più lo stesso. No, naturalmente scherzo, però una piccola rivoluzione c'è stata nel mondo dei fumetti perché abbiamo letto nei giornali che il nuovo Superman sarà un'attivista e sarà bisessuale. Di solito non mi interesso delle preferenze sessuali delle persone, siano queste reali o dei fumetti, però questo è interessante perché è la prima volta che è lo storico eroe della DC Comics dice apertamente di avere una relazione gay. È interessante perché mostra sicuramente un movimento di rotta per quanto riguarda l'accettazione che è sempre maggiore per fortuna delle scelte sessuali delle persone che, io ancora non riesco a capire perché a qualcuno possa interessare quali sono le mie preferenze sessuali, sinceramente saranno fatti miei? E soprattutto non vedo come le preferenze sessuali di una persona possano incidere sulla vita altrui. Vabbè, sono considerazioni di altro tipo, ma il motivo per cui questa notizia mi ha reso particolarmente felice è, naturalmente perché dopo 80 anni di premiata carriera Superman finalmente si è adeguato a quello che è il mondo reale, ma anche perché ho un interesse particolare in questo nuovo Superman, che ancora non è uscito ma che uscirà a breve, perché il suo autore Tom Taylor è il nipote di una mia amica, una mia amica di Melbourne, è la mamma di un ex compagno di scuola delle elementari di mio figlio, infatti ricordo che con Luca, questo meraviglioso bambino con un caschetto di capelli biondi che sembrava Renato Cestiè, facevamo i play date insieme, è un bambino meraviglioso, con una madre fantastica che tra l'altro adesso Cate ha ripreso la sua carriera d'artista ed è una bravissima cantante diciamo folk, insomma scrive le sue canzoni e le canta con la chitarra. Le voglio molto bene e sono molto felice quando ho letto su Facebook che l'autore di questo, autore e sceneggiatore della nuova serie altri non è che suo nipote Tom Taylor, e vabbè, un minimo di orgoglio e dire avete visto i miei amici eh? Avete visto che conosco, non che conosco persone importanti ma che i miei amici hanno nipoti che vanno in giro per il mondo e fanno cose belle anche che aiutano la società a progredire e sia un po' meno beghina un po' meno criticona.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>This morning the world woke up and was overwhelmed by a revolution, nothing will ever be the same. No, of course, I'm kidding, but there was a small revolution in the world of comics because we read in the newspapers that the new Superman will be an activist and will be bisexual. I don't usually care about people's sexual preferences, be it real or in comics, but this is interesting because it's the first time that the historic DC Comics hero is openly saying to be in a gay relationship. It is interesting because it definitely shows a shift regarding acceptance, which is luckily increasing, of the sexual choices of people, and I still cannot understand why anyone would care what my sexual preferences are, frankly don't you think that it's just my business? And above all, I don't see how a person's sexual preferences can affect other people's lives. Oh well, these are other considerations, but the reason why this news made me particularly happy is, of course, because after 80 years of award-winning career Superman has finally adapted to what the real world is, but also because I have a particular interest in this new Superman, which has not yet been released but will be released soon, because its author Tom Taylor is the nephew of a friend of mine, a friend of mine from Melbourne, she is the mother of a former schoolmate of my son from elementary school, in fact, I remember Luca, this wonderful child with a blond hair bob who looked like Renato Cestiè, we used to have play dates together, he is a wonderful child, with a fantastic mother who among other things now Cate has resumed her career as an artist and is a very good folk singer, she writes her songs and sings them with the guitar. I love her very much and I am very happy when I read on Facebook that the author of this, author and screenwriter of the new series is none other than her nephew Tom Taylor, and oh well, a minimum of pride and say look at my friends eh? Have you seen? Not so much as in 'I know important people' but that my friends have nephews who go around the world and do beautiful things that also help society to progress and be a little less sanctimonious, a little less judgmental.]]>
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      <pubDate>Wed, 13 Oct 2021 12:18:41 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 282 Loki</title>
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        <![CDATA[Non amo i fumetti Marvel, ma Loki lo sto guardando per motivi completamente diversi. E mi piace un sacco!<br><br>LINK <br>Serie tv Loki - guardate che meraviglioso mondo retrò anni Cinquanta si sono inventati! <br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=PDgnCDKcFbU&amp;ab_channel=SERIETVITALIA" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=PDgnCDKcFbU&amp;ab_channel=SERIETVITALIA</a><br><br>Il podcast Imaginary Worlds dove si parla del mondo costruito attorno a Loki <br><a href="https://www.imaginaryworldspodcast.org/episodes/office-space" rel="noopener">https://www.imaginaryworldspodcast.org/episodes/office-space</a><br><br>Il film Brazil - e se non l'avete mai visto mollate tutto e guardatevelo immediatamente!<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4Gqjdscj3e8&amp;ab_channel=HOMECINEMATRAILER" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=4Gqjdscj3e8&amp;ab_channel=HOMECINEMATRAILER</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Non sono mai stata un'appassionata lettrice di fumetti Marvel, mi piacciono molto i fumetti, mi piacciono molto le graphic novels,  però i fumetti della Marvel per qualche motivo non non li ho mai acquistati, non li ho mai letti perché - sì è un clacson quello che sta suonando fuori dev'esserci una macchina parcheggiata in doppia fila - nonostante non abbia mai amato i fumetti della Marvel, ho iniziato a guardare alla televisione la serie tv che si chiama Loki e racconta le avventure di questo personaggio di cui io so molto poco, perché ricordo molti anni fa vidi al cinema il film Thor, e Loki è il fratello di Thor e se li vedete, anche senza sapere niente su di loro, uno è bello, biondo, muscoloso, fronte alta, occhi che guardano verso il futuro, l'altro invece è magrolino, fronte bassa, capelli neri, non ti guarda negli occhi ma ha lo sguardo un po torvo, insomma Loki è il traditore in diversi modi. Ora, non voglio raccontarvi il finale di, niente anche perché non è sarei in grado perché, ripeto, non ho seguito la saga, però ho iniziato a guardare Loki alla televisione, mi sono addirittura fatta l'abbonamento a Disney Plus per guardare Loki, perché ne ho sentito parlare in termini entusiastici da uno dei miei podcast preferiti che parla di mondi inventati, mondi possibili, infatti si chiama Imaginary Worlds, e nella puntata dedicata a Loki si parlava soprattutto dell'aspetto estetico delle scenografie e del modo in cui è stato costruito questo mondo dove devono rappresentare, adesso non mi metto a raccontare, ho visto solo le prime due puntate, però c'è questa organizzazione super-mondiale che controlla tutto, e soprattutto controlla le linee temporali perché esistono tantissimi multiversi, quindi universi alternativi, e questa organizzazione taglia, elimina quello che non va bene nella linea temporale principale, e per ricreare un'atmosfera ossessiva, ossessionante di una grandissima burocrazia, si sono ispirati all'estetica degli anni '50, pensate alla vecchia Germania democratica, la vecchia DDR insomma per capirci. Ci sono  questi colori sul marrone, sull'arancione, i telefoni rotondi, questi scaffali con un sacco di libri, poi ci sono anche degli stemmi che a me ricordano appunto un po' lo stemma della DDR quello con il compasso, e un po' ricorda anche la scenografia di Brazil, quel fantastico film degli anni '80 mi pare... Sta finendo il tempo non posso dirvi altro però prometto vi metto tutti i link nelle note del programma.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I've never been a keen reader of Marvel comics, I really like comics, I really like graphic novels, but Marvel comics for some reason, I have never bought them, have never read them because - yes it's a horn that is honking outside,  there must be a car double-parked  - although I have never loved Marvel comics, I started watching the TV series called Loki, it's about the adventures of this character that I know very little about because I remember, many years ago, I watched the movie Thor at the cinema, and Loki is Thor's brother and if you see them, even without knowing anything about them, one is handsome, blond, muscular, high forehead, eyes looking towards the future, the other is skinny, low forehead, black hair, he doesn't look you in the eye but looks a bit grim, in short, Loki is the traitor in several ways. Now, I don't want to spoil anything, also because I wouldn't be able to because, I repeat, I didn't follow the saga, but I started watching Loki on tv, I subscribed to Disney Plus just to watch Loki, because I heard about it in enthusiastic terms from one of my favorite podcasts that talks about invented worlds, possible worlds, in fact it is called Imaginary Worlds, and in the episode dedicated to Loki they mainly talked about the aesthetic aspect of the sets and the way in which they built this world, now I won't start telling you everything, I only saw the first two episodes, but there is this super-world organisation that controls everything, and above all it controls  timelines because there are so many multiverses, therefore alternative universes , and this organisation cuts, eliminates what doesn't fit with the main timeline, and to recreate an obsessive, haunting atmosphere of a humangous bureaucracy, they were inspired by the aesthetics of the 50s, think of the old democratic Germany, the old DDR in short to understand. There are these shades on brown, orange, round telephones, these shelves with a lot of books, then there are also coats of arms that remind me a little of the DDR coat of arms the one with the compass, and a little also reminds me of the scenography of Brazil, that fantastic film of the 80s I think ... Time is running out I can't tell you more but I promise I will put all the links in the program notes.]]>
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        <![CDATA[Non amo i fumetti Marvel, ma Loki lo sto guardando per motivi completamente diversi. E mi piace un sacco!<br><br>LINK <br>Serie tv Loki - guardate che meraviglioso mondo retrò anni Cinquanta si sono inventati! <br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=PDgnCDKcFbU&amp;ab_channel=SERIETVITALIA" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=PDgnCDKcFbU&amp;ab_channel=SERIETVITALIA</a><br><br>Il podcast Imaginary Worlds dove si parla del mondo costruito attorno a Loki <br><a href="https://www.imaginaryworldspodcast.org/episodes/office-space" rel="noopener">https://www.imaginaryworldspodcast.org/episodes/office-space</a><br><br>Il film Brazil - e se non l'avete mai visto mollate tutto e guardatevelo immediatamente!<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4Gqjdscj3e8&amp;ab_channel=HOMECINEMATRAILER" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=4Gqjdscj3e8&amp;ab_channel=HOMECINEMATRAILER</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Non sono mai stata un'appassionata lettrice di fumetti Marvel, mi piacciono molto i fumetti, mi piacciono molto le graphic novels,  però i fumetti della Marvel per qualche motivo non non li ho mai acquistati, non li ho mai letti perché - sì è un clacson quello che sta suonando fuori dev'esserci una macchina parcheggiata in doppia fila - nonostante non abbia mai amato i fumetti della Marvel, ho iniziato a guardare alla televisione la serie tv che si chiama Loki e racconta le avventure di questo personaggio di cui io so molto poco, perché ricordo molti anni fa vidi al cinema il film Thor, e Loki è il fratello di Thor e se li vedete, anche senza sapere niente su di loro, uno è bello, biondo, muscoloso, fronte alta, occhi che guardano verso il futuro, l'altro invece è magrolino, fronte bassa, capelli neri, non ti guarda negli occhi ma ha lo sguardo un po torvo, insomma Loki è il traditore in diversi modi. Ora, non voglio raccontarvi il finale di, niente anche perché non è sarei in grado perché, ripeto, non ho seguito la saga, però ho iniziato a guardare Loki alla televisione, mi sono addirittura fatta l'abbonamento a Disney Plus per guardare Loki, perché ne ho sentito parlare in termini entusiastici da uno dei miei podcast preferiti che parla di mondi inventati, mondi possibili, infatti si chiama Imaginary Worlds, e nella puntata dedicata a Loki si parlava soprattutto dell'aspetto estetico delle scenografie e del modo in cui è stato costruito questo mondo dove devono rappresentare, adesso non mi metto a raccontare, ho visto solo le prime due puntate, però c'è questa organizzazione super-mondiale che controlla tutto, e soprattutto controlla le linee temporali perché esistono tantissimi multiversi, quindi universi alternativi, e questa organizzazione taglia, elimina quello che non va bene nella linea temporale principale, e per ricreare un'atmosfera ossessiva, ossessionante di una grandissima burocrazia, si sono ispirati all'estetica degli anni '50, pensate alla vecchia Germania democratica, la vecchia DDR insomma per capirci. Ci sono  questi colori sul marrone, sull'arancione, i telefoni rotondi, questi scaffali con un sacco di libri, poi ci sono anche degli stemmi che a me ricordano appunto un po' lo stemma della DDR quello con il compasso, e un po' ricorda anche la scenografia di Brazil, quel fantastico film degli anni '80 mi pare... Sta finendo il tempo non posso dirvi altro però prometto vi metto tutti i link nelle note del programma.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I've never been a keen reader of Marvel comics, I really like comics, I really like graphic novels, but Marvel comics for some reason, I have never bought them, have never read them because - yes it's a horn that is honking outside,  there must be a car double-parked  - although I have never loved Marvel comics, I started watching the TV series called Loki, it's about the adventures of this character that I know very little about because I remember, many years ago, I watched the movie Thor at the cinema, and Loki is Thor's brother and if you see them, even without knowing anything about them, one is handsome, blond, muscular, high forehead, eyes looking towards the future, the other is skinny, low forehead, black hair, he doesn't look you in the eye but looks a bit grim, in short, Loki is the traitor in several ways. Now, I don't want to spoil anything, also because I wouldn't be able to because, I repeat, I didn't follow the saga, but I started watching Loki on tv, I subscribed to Disney Plus just to watch Loki, because I heard about it in enthusiastic terms from one of my favorite podcasts that talks about invented worlds, possible worlds, in fact it is called Imaginary Worlds, and in the episode dedicated to Loki they mainly talked about the aesthetic aspect of the sets and the way in which they built this world, now I won't start telling you everything, I only saw the first two episodes, but there is this super-world organisation that controls everything, and above all it controls  timelines because there are so many multiverses, therefore alternative universes , and this organisation cuts, eliminates what doesn't fit with the main timeline, and to recreate an obsessive, haunting atmosphere of a humangous bureaucracy, they were inspired by the aesthetics of the 50s, think of the old democratic Germany, the old DDR in short to understand. There are these shades on brown, orange, round telephones, these shelves with a lot of books, then there are also coats of arms that remind me a little of the DDR coat of arms the one with the compass, and a little also reminds me of the scenography of Brazil, that fantastic film of the 80s I think ... Time is running out I can't tell you more but I promise I will put all the links in the program notes.]]>
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      <pubDate>Tue, 12 Oct 2021 11:53:11 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 281 Metropolitana (Berlino est)</title>
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        <![CDATA[Nel non-luogo della metropolitana accadevano cose sorprendenti, per non parlaree della stratificazione storica di vecchie stazioni in disuso.<br><br>TESTO TRASCRITTO [English below]<br>Speaker1: Mi manca la metropolitana. È una delle poche cose che mi manca vivendo qui a Cagliari dove non c'è stazione della metropolitana, quindi non ci sono nemmeno vagoni della metropolitana che scendono sottoterra. Perché la metropolitana? Perché è uno di quegli non-luoghi, spazi liminalii che non stanno né qua e là, dove soprattutto nelle grandi città, e per antonomasia le metropolitane stanno solo, esistono solo nelle grandi città, e lì succede sempre qualcosa, c'è una grande massa di umanità annoiata che è semplicemente lì in attesa, in attesa del treno. E sono spazi magici perché lì un sacco di cose possono succedere, non solo ma soprattutto quando si parla di stazioni della metropolitana in Europa, quindi molto antiche, c'è anche una stratificazione storica di vecchie stazioni, delle stazioni rimodernate e di quelle invece nuove fiammanti appena costruite. Una di queste stazioni storiche, chiuse, era una, in effetti non una ma diverse stazioni a Berlino Est. Prima che cadesse il muro, la metropolitana di Berlino Ovest attraversava Berlino Est senza però fermarsi, e passava attraverso stazioni fantasma che erano state chiuse perché erano all'interno di Berlino Est, quindi le persone di Berlino Est non potevano sicuramente utilizzarle perché le avrebbero condotte a Berlino Ovest, però le persone che abitavano a Berlino Ovest le attraversavano con il treno della metropolitana sotterraneo, che però naturalmente non si fermava ma andava a velocità fortissima, appunto perché non aveva bisogno di fermarsi. Però nonostante andasse molto veloce il treno, guardando dal finestrino, si riusciva comunque a vedere scritte sui muri, cabine polverose, sedili e quant'altro. Sì ogni tanto mi tornano in mente queste immagini e un po' queste immagini mi mancano, perché ripeto a Cagliari non c'è metropolitana, ma nemmeno si potrebbe costruire anche volendo perché ci sono troppe stratificazioni al di sotto della pavimentazione stradale, quindi se iniziassero a scavare oggi, domani troverebbero una strada romana o i reperti punici, fenici, nuragici, quindi si chiuderebbe tutto e sarebbe una delle grandi incompiute, però, sì mi tornano in mente ogni tanto questi sprazzi di città europee, e questo vuol dire che mi mancano i viaggi e che devo sbrigarsi a fare un viaggio fuori dall'Italia perché ho aspettato anche troppo.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I miss the underground. It is one of the few things I miss living here in Cagliari where there is no metro station, so there are no metro cars going underground either. Why the underground? Because it is one of those non-places, liminal spaces that are neither here and there, where above all in big cities, and by definition undergrounds are only, they exist only in big cities, and something always happens there, there is a great mass of bored humanity that's just waiting there, waiting for the train. And they are magical spaces because there a lot of things can happen, not only but above all when it comes to metro stations in Europe, therefore very old, there is also a historical stratification of old stations, modernised stations and new ones. One of these historic, closed stations was one, in fact not one but several stations in East Berlin. Before the wall came down, the West Berlin underground passed through East Berlin without stopping, and passed through ghost stations that had been closed because were inside East Berlin, so the people of East Berlin could definitely not use them because they would have gone through to West Berlin, but the people who lived in West Berlin crossed them with the underground train, which of course did not stop but went at very high speed because it didn't need to stop. But despite the fact that the train went very fast, looking out the window, you could still see signs on the walls, dusty cabins, seats and so on. Yes, sometimes these images come to my mind and I miss these images a little, because, as I said, in Cagliari there is no subway, but neither could you build one even if you wanted to because there are too many layers under the road pavement, so if they started digging today, tomorrow they would find a Roman road or Punic, Phoenician, Nuragic finds, so everything would close down and it would be one of the great unfinished constructions. Anyway, yes these flashes of European cities come to mind every now and then, and this means that I miss travelling and that I have to hurry up to take a trip outside Italy because it has been  too long.]]>
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      <pubDate>Mon, 11 Oct 2021 12:02:53 +0000</pubDate>
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      <title>3' grezzi Ep. 280 Dogsitting con aspirapolvere</title>
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        <![CDATA[Mentre un'anima buona passa l'aspirapolvere sui pavimenti, vi racconto di come andare al museo portandovi dietro il cane. <br><br>LINK <br><a href="https://www.artribune.com/arti-visive/2021/10/cani-al-museo-ecco-i-servizi-di-dog-sitter-a-uffizi-vaticani-torre-di-pisa-e-castel-santangelo/?utm_source=Newsletter%20Artribune&amp;utm_campaign=88029e651d-&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_dc515150dd-88029e651d-153996653&amp;ct=t%28%29&amp;goal=0_dc515150dd-88029e651d-153996653" rel="noopener">https://www.artribune.com/arti-visive/2021/10/cani-al-museo-ecco-i-servizi-di-dog-sitter-a-uffizi-vaticani-torre-di-pisa-e-castel-santangelo/?utm_source=Newsletter%20Artribune&amp;utm_campaign=88029e651d-&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_dc515150dd-88029e651d-153996653&amp;ct=t%28%29&amp;goal=0_dc515150dd-88029e651d-153996653</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]<br>Sto cercando di registrare i miei tre minuti grezzi mentre mio marito, ecco, ho, ha smesso. Allora dicevo, no non ha smesso si è spostato nell'altra stanza. Sto cercando di registrare i tre minuti grezzi mentre mio marito sta passando l'aspirapolvere. Potrei alzarmi, chiudere le porte, potrei aspettare che smetta, però ho pensato, no vi faccio entrare nella mia quotidianità della domenica mattina, e quando c'è qualche anima gentile che prende l'aspirapolvere e che così, senza che nessuno glielo chieda la passa sui pavimenti, io ben mi guardo dal fermare questa anima buona, chiunque essa sia, quindi sono qui a registrare i tre minuti grezzi con questo sottofondo fortissimo che una volta tanto non sono i camion frigorifero che vengono a portare le merci nei supermercati che stanno davanti a casa mia, ma una volta tanto, appunto, è mio marito che passa l'aspirapolvere nelle varie stanze. Oggi vi avrei voluto parlare di questa iniziativa di alcuni musei italiani che non solo permettono ai cani di entrare al museo, ci sono già da tempo alcune organizzazioni museali che hanno deciso di permettere ai cani di entrare al museo, però ho letto di un'altra iniziativa che non solo permette ai cani di entrare al museo, ma offre addirittura ai proprietari dei cani un servizio di dog sitting cioè di, tu vai al cane col museo, tu vai al museo col cane poi però se non te lo puoi portare dentro, se pensi che potrebbe essere di intralcio come si fa coi bambini, c'è un posto, l'Istituzione Bologna Musei ha istituito un servizio di dog sitting quindi tu arrivi lì col tuo cane lasci il cane a qualcuno che se ne prende cura un po come quando fanno baby sitting e puoi andare a farti il tuo giro al museo. E penso che sia una cosa molto interessante che suggerirei di estendere anche al baby sitting, quindi per le persone che hanno figli piccoli, ma anche al marito mogli e compagno sitting. Avete presente quando andate nei negozi tipo Zara e all'ingresso ci sono tutti quegli uomini annoiatissimi che si guardano i cellulari mentre le loro compagne vanno a cercare, misurare i vestiti dentro Zara? Ecco secondo me potrebbe essere un'idea istituire qualcosa di simile anche nei musei, così quando una delle due persone nella coppia è interessata all'arte e l'altra, no ecco si può andare liberamente: la persona non interessata può essere intrattenuto/intrattenuta altrimenti mentre attende l'uscita del compagno.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I'm trying to record my daily podcast while my husband, here, oh, he stopped... So I said, no, he didn't stop, he moved into the other room. I'm trying to record the three minutes while my husband is vacuuming. I could get up, close the doors, I could wait for him to finish, but I thought, no, I will let you into my daily life on Sunday morning, and when there is some kind soul who takes the vacuum cleaner and so, without anyone asking, goes on the floors, I am very careful not to stop this good soul, whoever it might be, so I am here to record the three minutes with this very strong background that for once it is not the refrigerated trucks that come to bring the goods to the supermarkets that are in front of my house, but for once, in fact, it is my husband who is vacuuming the various rooms. Today, I would have liked to tell you about this initiative of some Italian museums that not only allow dogs to enter the museum, there have already been some museum organisations that have decided to allow dogs to enter the museum for some time, but I have read about another initiative that not only allows dogs to enter the museum, but even offers dog owners a dog sitting service, that is, you go to the dog with the museum, you go to the museum with the dog, but if you can't take it inside, if you think it could be a hindrance as you do with children, there is a place, the Istituzione Bologna Musei has set up a dog sitting service so you get there with your dog, you leave the dog to someone who takes care of it, a little like when they do babysitting and you can go and do your tour at the museum. And I think it is a very interesting thing that I would suggest to extend to babysitting as well, so for people who have young children, but also to husband wives and companion sitting. You know when you go to shops like Zara and at the entrance, there are all those bored men who look at their cell phones while their companions go looking, trying on the clothes inside Zara? Well, in my opinion, it could be an idea to set up something similar also in museums, so when one of the two people in the couple is interested in art and the other isn't, here you can go freely: the non-interested person can be otherwise entertained while waiting for the partner to exit.]]>
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        <![CDATA[Mentre un'anima buona passa l'aspirapolvere sui pavimenti, vi racconto di come andare al museo portandovi dietro il cane. <br><br>LINK <br><a href="https://www.artribune.com/arti-visive/2021/10/cani-al-museo-ecco-i-servizi-di-dog-sitter-a-uffizi-vaticani-torre-di-pisa-e-castel-santangelo/?utm_source=Newsletter%20Artribune&amp;utm_campaign=88029e651d-&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_dc515150dd-88029e651d-153996653&amp;ct=t%28%29&amp;goal=0_dc515150dd-88029e651d-153996653" rel="noopener">https://www.artribune.com/arti-visive/2021/10/cani-al-museo-ecco-i-servizi-di-dog-sitter-a-uffizi-vaticani-torre-di-pisa-e-castel-santangelo/?utm_source=Newsletter%20Artribune&amp;utm_campaign=88029e651d-&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_dc515150dd-88029e651d-153996653&amp;ct=t%28%29&amp;goal=0_dc515150dd-88029e651d-153996653</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]<br>Sto cercando di registrare i miei tre minuti grezzi mentre mio marito, ecco, ho, ha smesso. Allora dicevo, no non ha smesso si è spostato nell'altra stanza. Sto cercando di registrare i tre minuti grezzi mentre mio marito sta passando l'aspirapolvere. Potrei alzarmi, chiudere le porte, potrei aspettare che smetta, però ho pensato, no vi faccio entrare nella mia quotidianità della domenica mattina, e quando c'è qualche anima gentile che prende l'aspirapolvere e che così, senza che nessuno glielo chieda la passa sui pavimenti, io ben mi guardo dal fermare questa anima buona, chiunque essa sia, quindi sono qui a registrare i tre minuti grezzi con questo sottofondo fortissimo che una volta tanto non sono i camion frigorifero che vengono a portare le merci nei supermercati che stanno davanti a casa mia, ma una volta tanto, appunto, è mio marito che passa l'aspirapolvere nelle varie stanze. Oggi vi avrei voluto parlare di questa iniziativa di alcuni musei italiani che non solo permettono ai cani di entrare al museo, ci sono già da tempo alcune organizzazioni museali che hanno deciso di permettere ai cani di entrare al museo, però ho letto di un'altra iniziativa che non solo permette ai cani di entrare al museo, ma offre addirittura ai proprietari dei cani un servizio di dog sitting cioè di, tu vai al cane col museo, tu vai al museo col cane poi però se non te lo puoi portare dentro, se pensi che potrebbe essere di intralcio come si fa coi bambini, c'è un posto, l'Istituzione Bologna Musei ha istituito un servizio di dog sitting quindi tu arrivi lì col tuo cane lasci il cane a qualcuno che se ne prende cura un po come quando fanno baby sitting e puoi andare a farti il tuo giro al museo. E penso che sia una cosa molto interessante che suggerirei di estendere anche al baby sitting, quindi per le persone che hanno figli piccoli, ma anche al marito mogli e compagno sitting. Avete presente quando andate nei negozi tipo Zara e all'ingresso ci sono tutti quegli uomini annoiatissimi che si guardano i cellulari mentre le loro compagne vanno a cercare, misurare i vestiti dentro Zara? Ecco secondo me potrebbe essere un'idea istituire qualcosa di simile anche nei musei, così quando una delle due persone nella coppia è interessata all'arte e l'altra, no ecco si può andare liberamente: la persona non interessata può essere intrattenuto/intrattenuta altrimenti mentre attende l'uscita del compagno.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I'm trying to record my daily podcast while my husband, here, oh, he stopped... So I said, no, he didn't stop, he moved into the other room. I'm trying to record the three minutes while my husband is vacuuming. I could get up, close the doors, I could wait for him to finish, but I thought, no, I will let you into my daily life on Sunday morning, and when there is some kind soul who takes the vacuum cleaner and so, without anyone asking, goes on the floors, I am very careful not to stop this good soul, whoever it might be, so I am here to record the three minutes with this very strong background that for once it is not the refrigerated trucks that come to bring the goods to the supermarkets that are in front of my house, but for once, in fact, it is my husband who is vacuuming the various rooms. Today, I would have liked to tell you about this initiative of some Italian museums that not only allow dogs to enter the museum, there have already been some museum organisations that have decided to allow dogs to enter the museum for some time, but I have read about another initiative that not only allows dogs to enter the museum, but even offers dog owners a dog sitting service, that is, you go to the dog with the museum, you go to the museum with the dog, but if you can't take it inside, if you think it could be a hindrance as you do with children, there is a place, the Istituzione Bologna Musei has set up a dog sitting service so you get there with your dog, you leave the dog to someone who takes care of it, a little like when they do babysitting and you can go and do your tour at the museum. And I think it is a very interesting thing that I would suggest to extend to babysitting as well, so for people who have young children, but also to husband wives and companion sitting. You know when you go to shops like Zara and at the entrance, there are all those bored men who look at their cell phones while their companions go looking, trying on the clothes inside Zara? Well, in my opinion, it could be an idea to set up something similar also in museums, so when one of the two people in the couple is interested in art and the other isn't, here you can go freely: the non-interested person can be otherwise entertained while waiting for the partner to exit.]]>
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      <pubDate>Sun, 10 Oct 2021 07:40:35 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 279 Muretti a secco in miniatura</title>
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        <![CDATA[Benvenuti nel magico mondo dei muretti a secco in miniatura!<br><br>LINK al Festival internazionale dei muretti a secco in miniatura<br><a href="https://www.dswai.ie/miniature-walling-festival" rel="noopener">https://www.dswai.ie/miniature-walling-festival</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]<br>Il fantastico mondo dei muretti a secco. Io da sarda dovrei conoscerlo questo mondo perché se avete presente la Sardegna conoscete anche i nuraghi, quelle costruzioni di pietra che risalgono a tre, quattromila anni fa e che stanno ancora in piedi nonostante appunto siano state costruite con pietre, senza nessun tipo di cemento che le tenesse insieme, appunto i muretti a secco, gli stessi muretti che si trovano nei campi in Sardegna ma anche in Irlanda e molte altre parti dell'Europa. Oggi ho scoperto che esiste un evento internazionale per la costruzione di muretti a secco in miniatura. Mi dispiace quando ascolterete questi tre minuti grezzi comunque sarà troppo tardi per partecipare perché il limite per la spedizione delle fotografie dei muretti a secco è il 10 di ottobre, quindi domani, mi dispiace dovrete vedere un po' il prossimo anno, vi metterò comunque il link nelle note del programma. Questa questa gara internazionale per la costruzione dei muretti a secco in miniatura è un mondo fantastico. C'è questo sito dove naturalmente ci sono le foto dei vincitori delle varie edizioni, ci sono poi le istruzioni per chi volesse cimentarsi per la prima volta nella costruzione di questi muretti a secco, e anche con consigli, ad esempio dicono, mettete delle pietroline un po' più grandi ai lati, che servono un po come telaio, e poi riempitele con le pietre più piccole, usate le pietre grandi sotto e quelle piccole sopra, e poi costruitele con tutte le fogge che volete, con tutte le forme e date anche un nome al vostro muretto a secco, al tipo di costruzione, e quando fate la foto, raccomandano, non dimenticate di fotografare il vostro muretto a secco accanto ad un oggetto per far vedere la scala, per far vedere le dimensioni, infatti queste foto che ci sono nel sito, i muretti sono sempre a fianco a monetine da un euro, da 50 centesimi, tappi di bottiglia, perché sono veramente molto piccoli. Ci sono poi anche i link a corsi che vengono offerti, anche come premio, uno di questi corsi è 'come disegnare i muretti in miniatura' e io ho scoperto un vero e proprio mondo. All'inizio ho cominciato a guardare il sito con un'aria un po' di superiorità, guarda un po' che cosa si inventano, invece poi man mano che tu cominci a leggere, a vedere, soprattutto a vedere le foto sono affascinanti, e niente, ci si appassiona. Comunque, i premi sono per il miglior muro, quello più originale, quello con il più alto numero di archi, quello per la miglior fotografia ecc. Insomma un sacco di categorie.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>The fantastic world of dry stone walls. As a Sardinian, I should know this world because if you know Sardinia you also know the nuraghi, those stone constructions that date back to three, four thousand years ago and which still stand despite being built with stones, without any type of concrete keeping them together, precisely the dry stone walls, the same walls that are found in the fields in Sardinia but also in Ireland and many other parts of Europe. Today I discovered that there is an international event for the construction of miniature dry stone walls. I'm sorry when you listen to this podcast it will be too late to participate because the deadline for sending the photographs of the dry stone walls is October 10th, so tomorrow, I'm sorry you will have to wait until next year, I will put the link in the program notes. This international competition for the construction of miniature dry stone walls is a fantastic world. There is this site where of course there are photos of the winners of the various editions, then there are instructions for those who want to try their hand at the construction of these dry stone walls for the first time, and also with advice, for example, they say, put some stones a little larger on the sides, which serve a bit as a frame, and then fill them with the smaller stones, use the large stones below and the small ones above, and then build them with all the fashions you want, with all the shapes, and give a name to your dry stone wall, the type of construction, and when taking a picture, they recommend, do not forget to photograph your dry stone wall next to an object to show the scale, to show the dimensions, in fact, in the photos on the website, the walls are always next to coins of one euro, 50 cents, bottle caps, because they are really very small. There are also links to courses that are offered, even as a prize, one of these courses is 'how to draw miniature walls' and I discovered an entire new world. At first, I began to look at the website with a little air of superiority, look at what they come up with, but then as you begin to read, to see, especially to see the photos they are fascinating, and well, you  do get passionate. Anyway, the prizes are for the best wall, the most original one, the one with the highest number of arches, the one for the best photograph etc. In short, a lot of categories.]]>
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Mi dispiace quando ascolterete questi tre minuti grezzi comunque sarà troppo tardi per partecipare perché il limite per la spedizione delle fotografie dei muretti a secco è il 10 di ottobre, quindi domani, mi dispiace dovrete vedere un po' il prossimo anno, vi metterò comunque il link nelle note del programma. Questa questa gara internazionale per la costruzione dei muretti a secco in miniatura è un mondo fantastico. C'è questo sito dove naturalmente ci sono le foto dei vincitori delle varie edizioni, ci sono poi le istruzioni per chi volesse cimentarsi per la prima volta nella costruzione di questi muretti a secco, e anche con consigli, ad esempio dicono, mettete delle pietroline un po' più grandi ai lati, che servono un po come telaio, e poi riempitele con le pietre più piccole, usate le pietre grandi sotto e quelle piccole sopra, e poi costruitele con tutte le fogge che volete, con tutte le forme e date anche un nome al vostro muretto a secco, al tipo di costruzione, e quando fate la foto, raccomandano, non dimenticate di fotografare il vostro muretto a secco accanto ad un oggetto per far vedere la scala, per far vedere le dimensioni, infatti queste foto che ci sono nel sito, i muretti sono sempre a fianco a monetine da un euro, da 50 centesimi, tappi di bottiglia, perché sono veramente molto piccoli. Ci sono poi anche i link a corsi che vengono offerti, anche come premio, uno di questi corsi è 'come disegnare i muretti in miniatura' e io ho scoperto un vero e proprio mondo. All'inizio ho cominciato a guardare il sito con un'aria un po' di superiorità, guarda un po' che cosa si inventano, invece poi man mano che tu cominci a leggere, a vedere, soprattutto a vedere le foto sono affascinanti, e niente, ci si appassiona. Comunque, i premi sono per il miglior muro, quello più originale, quello con il più alto numero di archi, quello per la miglior fotografia ecc. Insomma un sacco di categorie.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>The fantastic world of dry stone walls. As a Sardinian, I should know this world because if you know Sardinia you also know the nuraghi, those stone constructions that date back to three, four thousand years ago and which still stand despite being built with stones, without any type of concrete keeping them together, precisely the dry stone walls, the same walls that are found in the fields in Sardinia but also in Ireland and many other parts of Europe. Today I discovered that there is an international event for the construction of miniature dry stone walls. I'm sorry when you listen to this podcast it will be too late to participate because the deadline for sending the photographs of the dry stone walls is October 10th, so tomorrow, I'm sorry you will have to wait until next year, I will put the link in the program notes. This international competition for the construction of miniature dry stone walls is a fantastic world. There is this site where of course there are photos of the winners of the various editions, then there are instructions for those who want to try their hand at the construction of these dry stone walls for the first time, and also with advice, for example, they say, put some stones a little larger on the sides, which serve a bit as a frame, and then fill them with the smaller stones, use the large stones below and the small ones above, and then build them with all the fashions you want, with all the shapes, and give a name to your dry stone wall, the type of construction, and when taking a picture, they recommend, do not forget to photograph your dry stone wall next to an object to show the scale, to show the dimensions, in fact, in the photos on the website, the walls are always next to coins of one euro, 50 cents, bottle caps, because they are really very small. There are also links to courses that are offered, even as a prize, one of these courses is 'how to draw miniature walls' and I discovered an entire new world. At first, I began to look at the website with a little air of superiority, look at what they come up with, but then as you begin to read, to see, especially to see the photos they are fascinating, and well, you  do get passionate. Anyway, the prizes are for the best wall, the most original one, the one with the highest number of arches, the one for the best photograph etc. In short, a lot of categories.]]>
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      <pubDate>Sat, 09 Oct 2021 07:56:38 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Benvenuti nel magico mondo dei muretti a secco in miniatura!LINK al Festival internazionale dei muretti a secco in miniaturahttps://www.dswai.ie/miniature-walling-festivalTESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]Il fantastico mondo dei muretti a secco. Io da sarda dovrei conoscerlo questo mondo perché se avete presente la Sardegna conoscete anche i nuraghi, quelle costruzioni di pietra che risalgono a tre, quattromila anni fa e che stanno ancora in piedi nonostante appunto siano state costruite con pietre, senza nessun tipo di cemento che le tenesse insieme, appunto i muretti a secco, gli stessi muretti che si trovano nei campi in Sardegna ma anche in Irlanda e molte altre parti dell'Europa. Oggi ho scoperto che esiste un evento internazionale per la costruzione di muretti a secco in miniatura. Mi dispiace quando ascolterete questi tre minuti grezzi comunque sarà troppo tardi per partecipare perché il limite per la spedizione delle fotografie dei muretti a secco è il 10 di ottobre, quindi domani, mi dispiace dovrete vedere un po' il prossimo anno, vi metterò comunque il link nelle note del programma. Questa questa gara internazionale per la costruzione dei muretti a secco in miniatura è un mondo fantastico. C'è questo sito dove naturalmente ci sono le foto dei vincitori delle varie edizioni, ci sono poi le istruzioni per chi volesse cimentarsi per la prima volta nella costruzione di questi muretti a secco, e anche con consigli, ad esempio dicono, mettete delle pietroline un po' più grandi ai lati, che servono un po come telaio, e poi riempitele con le pietre più piccole, usate le pietre grandi sotto e quelle piccole sopra, e poi costruitele con tutte le fogge che volete, con tutte le forme e date anche un nome al vostro muretto a secco, al tipo di costruzione, e quando fate la foto, raccomandano, non dimenticate di fotografare il vostro muretto a secco accanto ad un oggetto per far vedere la scala, per far vedere le dimensioni, infatti queste foto che ci sono nel sito, i muretti sono sempre a fianco a monetine da un euro, da 50 centesimi, tappi di bottiglia, perché sono veramente molto piccoli. Ci sono poi anche i link a corsi che vengono offerti, anche come premio, uno di questi corsi è 'come disegnare i muretti in miniatura' e io ho scoperto un vero e proprio mondo. All'inizio ho cominciato a guardare il sito con un'aria un po' di superiorità, guarda un po' che cosa si inventano, invece poi man mano che tu cominci a leggere, a vedere, soprattutto a vedere le foto sono affascinanti, e niente, ci si appassiona. Comunque, i premi sono per il miglior muro, quello più originale, quello con il più alto numero di archi, quello per la miglior fotografia ecc. Insomma un sacco di categorie.ENGLISH TRANSLATIONThe fantastic world of dry stone walls. As a Sardinian, I should know this world because if you know Sardinia you also know the nuraghi, those stone constructions that date back to three, four thousand years ago and which still stand despite being built with stones, without any type of concrete keeping them together, precisely the dry stone walls, the same walls that are found in the fields in Sardinia but also in Ireland and many other parts of Europe. Today I discovered that there is an international event for the construction of miniature dry stone walls. I'm sorry when you listen to this podcast it will be too late to participate because the deadline for sending the photographs of the dry stone walls is October 10th, so tomorrow, I'm sorry you will have to wait until next year, I will put the link in the program notes. This international competition for the construction of miniature dry stone walls is a fantastic world. There is this site where of course there are photos of the winners of the various editions, then there are instructions for those who want to try their hand at the construction of these...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Benvenuti nel magico mondo dei muretti a secco in miniatura!LINK al Festival internazionale dei muretti a secco in miniaturahttps://www.dswai.ie/miniature-walling-festivalTESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]Il fantastico mondo dei muretti a secco. Io da sarda</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 278 Museo IKEA</title>
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        <![CDATA[Il mio negozio preferito ha ora un museo: il museo IKEA! Tutto digitale. Tutto da scoprire. <br><br>LINK <br><a href="https://ikeamuseum.com/en/digital/the-story-of-ikea/" rel="noopener">https://ikeamuseum.com/en/digital/the-story-of-ikea/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]<br>Speaker1: Se avete mai ascoltato uno dei miei tre minuti grezzi saprete che IKEA è uno dei miei negozi preferiti. Oggi ho scoperto che IKEA ha aperto un museo digitale. È un sito, ma è molto più di un sito, così come c'è da aspettarsi da IKEA è visivamente molto, molto exciting, molto bello da vedere e da navigare. È in inglese e in svedese, non so se poi abbiano in mente anche di aggiungere altre lingue, però si può navigare tranquillamente alla sezione in inglese. È molto bello dal punto di vista anche del design perché nella parte superiore del sito c'è una linea temporale orizzontale che va dalle radici anni '40, anni '50, anni '60, anni '70 eccetera, immaginatevi proprio una linea con questi numeri scritti a distanza l'uno dall'altro, e man mano che voi scorrete verso il basso il sito, scorrono anche gli anni, iniziando dagli anni '40 quindi la storia di chi ha inventato IKEA, chi se l'è inventata Ingvar Kamprad. Poi piano piano anche facendo vedere il loro concetto, la loro idea di design, come hanno creato i primi negozi IKEA in Svezia, poi anche, ci sono tutte le pagine di pubblicità prima naturalmente su libro, ad esempio ho scoperto che IKEA vendeva penne e quaderni, poi piano piano come ha ingrandito il catalogo per includere poi negli anni '50 i mobili. È un sito fantastico da sfogliare, dove si vedono anche poi piano piano anche i primi cataloghi IKEA, si possono sfogliare un po anche quelli, e poi quando si arriva agli anni '80, gli anni '90 le persone di una certa età riconosceranno anche le campagne portate avanti da IKEA a cominciare dalla diversità, ricordate le copertine dei cataloghi IKEA che erano i primi luoghi dove si vedevano le famiglie miste, le famiglie con persone che provenivano da diverse parti del mondo, insomma le famiglie vere come sono nella vita reale. Quindi è un'ode a IKEA, è un tripudio di ikeismo e ikeitudine. Io credo che trascorrerò il resto della giornata a spulciare e a guardare le diverse copertine, i diversi cataloghi e le ispirazioni che da posto che non non finisce di sorprendermi. L'unica cosa che spero è che anche Cagliari presto abbia un bel negozio, ne abbiamo uno ma è molto piccolo, eh... uno di quelli a più piani a tre quattro piani anche con ristorante e ristorante IKEA che era uno dei posti preferiti quando mio figlio era piccolo perché era l'unico posto dove lo potevo mettere sul tavolo e fargli fare tutto quello che voleva. IKEA!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>If you've ever listened to one of my 3 uncut podcasts, you will know that IKEA is one of my favourite stores. Today I found out that IKEA has opened a digital museum. It is a website, but it is much more than a site, as is to be expected from IKEA. it is visually very, very exciting, very nice to see and navigate. It is in English and Swedish, I don't know if they also plan to add other languages, but you can easily navigate through the English section. It is also very beautiful from a design point of view because at the top of the site there is a horizontal timeline that goes from the roots of the 40s, 50s, 60s, 70s etc., just imagine a line with these numbers written at a distance from each other, and as you scroll down the site, the years also go by, starting from the 40s so the story of who invented IKEA, Ingvar Kamprad invented it. Then slowly also showing their concept, their design idea, how they created the first IKEA stores in Sweden, then also, there are all the advertising pages first of course on paper, for example I discovered that IKEA started selling pens and notebooks, then slowly they expanded the catalogue to include furniture in the 1950s. It is a fantastic site to browse, where you also slowly see the first IKEA catalogues, you can also browse them a little, and then when you get to the 80s, the 90s people of a certain age will also recognise the campaigns carried out by IKEA starting with diversity, remember the covers of the IKEA catalogues which were the first places where mixed families were seen, families with people who came from different parts of the world, in short, real families as they are in real life . So it's an ode to IKEA, it's an ode to IKEAism and IKEAtudine. I believe that I will spend the rest of the day sifting through and looking at the different covers, the different catalogues and the inspirations that never cease to surprise me. The only thing I hope is that Cagliari will soon have a 'nice' shop too, we have one but it is really small, eh ... I'd love one of those multi-storey three-four-story ones also with restaurant, and the IKEA restaurant was a favourite place when my son was little because it was the only place where I could set him at the table and let him do whatever he wanted. IKEA!]]>
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        <![CDATA[Il mio negozio preferito ha ora un museo: il museo IKEA! Tutto digitale. Tutto da scoprire. <br><br>LINK <br><a href="https://ikeamuseum.com/en/digital/the-story-of-ikea/" rel="noopener">https://ikeamuseum.com/en/digital/the-story-of-ikea/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]<br>Speaker1: Se avete mai ascoltato uno dei miei tre minuti grezzi saprete che IKEA è uno dei miei negozi preferiti. Oggi ho scoperto che IKEA ha aperto un museo digitale. È un sito, ma è molto più di un sito, così come c'è da aspettarsi da IKEA è visivamente molto, molto exciting, molto bello da vedere e da navigare. È in inglese e in svedese, non so se poi abbiano in mente anche di aggiungere altre lingue, però si può navigare tranquillamente alla sezione in inglese. È molto bello dal punto di vista anche del design perché nella parte superiore del sito c'è una linea temporale orizzontale che va dalle radici anni '40, anni '50, anni '60, anni '70 eccetera, immaginatevi proprio una linea con questi numeri scritti a distanza l'uno dall'altro, e man mano che voi scorrete verso il basso il sito, scorrono anche gli anni, iniziando dagli anni '40 quindi la storia di chi ha inventato IKEA, chi se l'è inventata Ingvar Kamprad. Poi piano piano anche facendo vedere il loro concetto, la loro idea di design, come hanno creato i primi negozi IKEA in Svezia, poi anche, ci sono tutte le pagine di pubblicità prima naturalmente su libro, ad esempio ho scoperto che IKEA vendeva penne e quaderni, poi piano piano come ha ingrandito il catalogo per includere poi negli anni '50 i mobili. È un sito fantastico da sfogliare, dove si vedono anche poi piano piano anche i primi cataloghi IKEA, si possono sfogliare un po anche quelli, e poi quando si arriva agli anni '80, gli anni '90 le persone di una certa età riconosceranno anche le campagne portate avanti da IKEA a cominciare dalla diversità, ricordate le copertine dei cataloghi IKEA che erano i primi luoghi dove si vedevano le famiglie miste, le famiglie con persone che provenivano da diverse parti del mondo, insomma le famiglie vere come sono nella vita reale. Quindi è un'ode a IKEA, è un tripudio di ikeismo e ikeitudine. Io credo che trascorrerò il resto della giornata a spulciare e a guardare le diverse copertine, i diversi cataloghi e le ispirazioni che da posto che non non finisce di sorprendermi. L'unica cosa che spero è che anche Cagliari presto abbia un bel negozio, ne abbiamo uno ma è molto piccolo, eh... uno di quelli a più piani a tre quattro piani anche con ristorante e ristorante IKEA che era uno dei posti preferiti quando mio figlio era piccolo perché era l'unico posto dove lo potevo mettere sul tavolo e fargli fare tutto quello che voleva. IKEA!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>If you've ever listened to one of my 3 uncut podcasts, you will know that IKEA is one of my favourite stores. Today I found out that IKEA has opened a digital museum. It is a website, but it is much more than a site, as is to be expected from IKEA. it is visually very, very exciting, very nice to see and navigate. It is in English and Swedish, I don't know if they also plan to add other languages, but you can easily navigate through the English section. It is also very beautiful from a design point of view because at the top of the site there is a horizontal timeline that goes from the roots of the 40s, 50s, 60s, 70s etc., just imagine a line with these numbers written at a distance from each other, and as you scroll down the site, the years also go by, starting from the 40s so the story of who invented IKEA, Ingvar Kamprad invented it. Then slowly also showing their concept, their design idea, how they created the first IKEA stores in Sweden, then also, there are all the advertising pages first of course on paper, for example I discovered that IKEA started selling pens and notebooks, then slowly they expanded the catalogue to include furniture in the 1950s. It is a fantastic site to browse, where you also slowly see the first IKEA catalogues, you can also browse them a little, and then when you get to the 80s, the 90s people of a certain age will also recognise the campaigns carried out by IKEA starting with diversity, remember the covers of the IKEA catalogues which were the first places where mixed families were seen, families with people who came from different parts of the world, in short, real families as they are in real life . So it's an ode to IKEA, it's an ode to IKEAism and IKEAtudine. I believe that I will spend the rest of the day sifting through and looking at the different covers, the different catalogues and the inspirations that never cease to surprise me. The only thing I hope is that Cagliari will soon have a 'nice' shop too, we have one but it is really small, eh ... I'd love one of those multi-storey three-four-story ones also with restaurant, and the IKEA restaurant was a favourite place when my son was little because it was the only place where I could set him at the table and let him do whatever he wanted. IKEA!]]>
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      <pubDate>Fri, 08 Oct 2021 08:13:56 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Il mio negozio preferito ha ora un museo: il museo IKEA! Tutto digitale. Tutto da scoprire. LINK https://ikeamuseum.com/en/digital/the-story-of-ikea/TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]Speaker1: Se avete mai ascoltato uno dei miei tre minuti grezzi saprete ch</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 277 Il mio nuovo sito</title>
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        <![CDATA[Il mio nuovo sito è quasi pronto.<br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]<br>Il mio nuovo sito internet è quasi pronto e a giorni lo presenterò al mondo. Il mio vecchio sito internet anche era bello però visto che risale a circa 7 anni fa, e si sa, anni di Internet sono come gli anni di cane un anno ne vale 7, diciamo che è un sito che a 50 anni. All'epoca quando feci creare il vecchio sito mi sembrava molto all'avanguardia, però adesso diciamo che sono un po' tutti uguali, grazie anche (o anche a causa di) WordPress che offre dei modelli e poi i modelli sempre quelli sono. Ho avuto invece la fortuna di incontrare un bravo professionista che il sito me l'ha fatto dall'inizio, cioè non abbiamo usato una struttura preesistente ma io mi sono messa davanti a un foglio bianco e gli ho detto, ecco vorrei questo, questo, questo, e questo, e lui me l'ha fatto, magia! Quello che caratterizza il mio nuovo sito che, ripeto, spero di mettere tutto a posto e di essere pronta per farlo partire tra qualche giorno, massimo una settimana, quello che volevo caratterizzasse il mio sito era un senso di scoperta e un senso di dover andare a cercarsi le cose. Allora, quando io insegno ai miei studenti come scrivere per il digitale, dico sempre non fate lavorare chi visita il vostro sito, dategli in modo semplice quello che cercano e fategli trovare nel minor tempo possibile. Il mio sito però non vende niente perché le cose che io faccio, i miei podcast, oppure le lezioni che insegno nelle scuole e all'università, diciamo che non le vendo sul sito, il sito è una vetrina e volevo che questa vetrina rispecchiasse non solo i contenuti ma anche con la forma il modo che io ho di avvicinarmi alla creazione. Mi piace stupire, mi piace che non tutto sia palese da subito ma che ci sia un po' di lavoro da parte di chi viene a visitare il mio sito che le cose se le debba quasi guadagnare. Ecco allora che nel sito ci sono diverse  cose che saranno tutte da scoprire. Mi piace molto, sono molto contenta del risultato, mi piace giocarci e anche questo senso di gioco, e anche a volte le scritte che vi appariranno, vuoi se c'è un errore, vuoi se volete lasciarmi un messaggio registrato, anche addirittura la mia biografia, sì ci saranno delle piccole sorprese, delle piccole invenzioni e non sempre quello che vedete e leggete corrisponde poi alla realtà. E poi naturalmente ci sarà ampio spazio dedicato al contatto con il pubblico, quindi un posto dove voi potrete mandarmi non solo i messaggi scritti ma anche i messaggi vocali, insomma, adesso chiudo qua e mi metto al lavoro perché devo finire di caricare le cose sul sito così posso farlo partire.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>My new website is almost ready and in a few days, I will present it to the world. My old website was also nice, however, since it dates back to about 7 years ago, and you know, years of the Internet are like dog years, a year is worth 7, let's say that it is a site that is 50 years old. At the time when I created the old site it seemed very avant-garde, but now let's say that they are all a bit the same, thanks also (or actually because of) WordPress which offers templates and then the templates are always the same. Instead, I was lucky enough to meet a good professional who designed it for me from the beginning, that is, we didn't use a template but I put myself in front of a blank sheet of paper and said to him, here I want this, this, this, and this, and he did just that, magic! What characterises my new site which, I repeat, I hope to put everything in place and to be ready to publish in a few days, maximum a week, what I wanted to characterise my site was a sense of discovery and a sense of having to go looking for things. So, when I teach my students how to write for digital, I always say don't make those who visit your site 'work', simply give them what they are looking for and get them to find it as quickly as possible. But my site does not sell anything because what I do, my podcasts, or the lessons I teach in schools and universities, let's say that I don't sell them on the website, the website is a showcase and I wanted this showcase to reflect not only the contents but also with the form the way that I have to approach the creative process. I like to amaze, I like it when not everything is immediately obvious but there is a bit of work on the part of those who come to visit my site, that they should almost earn things. Well, on my website there are several things that will be all to be discovered. I like it very much, I am very happy with the result, I like to play with it and also this sense of play, and also sometimes the writings that will appear, if there is an error, if you want to leave me a recorded message, even my biography, yes there will be small surprises, small inventions and not always what you see and read corresponds to reality. And then, of course, there will be ample space dedicated to contact with the public, so a place where you can send me not only written messages but also voice messages, in short, now I close here and I get to work because I have to finish uploading things to the site so I can publish it.]]>
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Quello che caratterizza il mio nuovo sito che, ripeto, spero di mettere tutto a posto e di essere pronta per farlo partire tra qualche giorno, massimo una settimana, quello che volevo caratterizzasse il mio sito era un senso di scoperta e un senso di dover andare a cercarsi le cose. Allora, quando io insegno ai miei studenti come scrivere per il digitale, dico sempre non fate lavorare chi visita il vostro sito, dategli in modo semplice quello che cercano e fategli trovare nel minor tempo possibile. Il mio sito però non vende niente perché le cose che io faccio, i miei podcast, oppure le lezioni che insegno nelle scuole e all'università, diciamo che non le vendo sul sito, il sito è una vetrina e volevo che questa vetrina rispecchiasse non solo i contenuti ma anche con la forma il modo che io ho di avvicinarmi alla creazione. Mi piace stupire, mi piace che non tutto sia palese da subito ma che ci sia un po' di lavoro da parte di chi viene a visitare il mio sito che le cose se le debba quasi guadagnare. Ecco allora che nel sito ci sono diverse  cose che saranno tutte da scoprire. Mi piace molto, sono molto contenta del risultato, mi piace giocarci e anche questo senso di gioco, e anche a volte le scritte che vi appariranno, vuoi se c'è un errore, vuoi se volete lasciarmi un messaggio registrato, anche addirittura la mia biografia, sì ci saranno delle piccole sorprese, delle piccole invenzioni e non sempre quello che vedete e leggete corrisponde poi alla realtà. E poi naturalmente ci sarà ampio spazio dedicato al contatto con il pubblico, quindi un posto dove voi potrete mandarmi non solo i messaggi scritti ma anche i messaggi vocali, insomma, adesso chiudo qua e mi metto al lavoro perché devo finire di caricare le cose sul sito così posso farlo partire.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>My new website is almost ready and in a few days, I will present it to the world. My old website was also nice, however, since it dates back to about 7 years ago, and you know, years of the Internet are like dog years, a year is worth 7, let's say that it is a site that is 50 years old. At the time when I created the old site it seemed very avant-garde, but now let's say that they are all a bit the same, thanks also (or actually because of) WordPress which offers templates and then the templates are always the same. Instead, I was lucky enough to meet a good professional who designed it for me from the beginning, that is, we didn't use a template but I put myself in front of a blank sheet of paper and said to him, here I want this, this, this, and this, and he did just that, magic! What characterises my new site which, I repeat, I hope to put everything in place and to be ready to publish in a few days, maximum a week, what I wanted to characterise my site was a sense of discovery and a sense of having to go looking for things. So, when I teach my students how to write for digital, I always say don't make those who visit your site 'work', simply give them what they are looking for and get them to find it as quickly as possible. But my site does not sell anything because what I do, my podcasts, or the lessons I teach in schools and universities, let's say that I don't sell them on the website, the website is a showcase and I wanted this showcase to reflect not only the contents but also with the form the way that I have to approach the creative process. I like to amaze, I like it when not everything is immediately obvious but there is a bit of work on the part of those who come to visit my site, that they should almost earn things. Well, on my website there are several things that will be all to be discovered. I like it very much, I am very happy with the result, I like to play with it and also this sense of play, and also sometimes the writings that will appear, if there is an error, if you want to leave me a recorded message, even my biography, yes there will be small surprises, small inventions and not always what you see and read corresponds to reality. 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      <pubDate>Thu, 07 Oct 2021 13:36:23 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il mio nuovo sito è quasi pronto.TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]Il mio nuovo sito internet è quasi pronto e a giorni lo presenterò al mondo. Il mio vecchio sito internet anche era bello però visto che risale a circa 7 anni fa, e si sa, anni di Internet sono come gli anni di cane un anno ne vale 7, diciamo che è un sito che a 50 anni. All'epoca quando feci creare il vecchio sito mi sembrava molto all'avanguardia, però adesso diciamo che sono un po' tutti uguali, grazie anche (o anche a causa di) WordPress che offre dei modelli e poi i modelli sempre quelli sono. Ho avuto invece la fortuna di incontrare un bravo professionista che il sito me l'ha fatto dall'inizio, cioè non abbiamo usato una struttura preesistente ma io mi sono messa davanti a un foglio bianco e gli ho detto, ecco vorrei questo, questo, questo, e questo, e lui me l'ha fatto, magia! Quello che caratterizza il mio nuovo sito che, ripeto, spero di mettere tutto a posto e di essere pronta per farlo partire tra qualche giorno, massimo una settimana, quello che volevo caratterizzasse il mio sito era un senso di scoperta e un senso di dover andare a cercarsi le cose. Allora, quando io insegno ai miei studenti come scrivere per il digitale, dico sempre non fate lavorare chi visita il vostro sito, dategli in modo semplice quello che cercano e fategli trovare nel minor tempo possibile. Il mio sito però non vende niente perché le cose che io faccio, i miei podcast, oppure le lezioni che insegno nelle scuole e all'università, diciamo che non le vendo sul sito, il sito è una vetrina e volevo che questa vetrina rispecchiasse non solo i contenuti ma anche con la forma il modo che io ho di avvicinarmi alla creazione. Mi piace stupire, mi piace che non tutto sia palese da subito ma che ci sia un po' di lavoro da parte di chi viene a visitare il mio sito che le cose se le debba quasi guadagnare. Ecco allora che nel sito ci sono diverse  cose che saranno tutte da scoprire. Mi piace molto, sono molto contenta del risultato, mi piace giocarci e anche questo senso di gioco, e anche a volte le scritte che vi appariranno, vuoi se c'è un errore, vuoi se volete lasciarmi un messaggio registrato, anche addirittura la mia biografia, sì ci saranno delle piccole sorprese, delle piccole invenzioni e non sempre quello che vedete e leggete corrisponde poi alla realtà. E poi naturalmente ci sarà ampio spazio dedicato al contatto con il pubblico, quindi un posto dove voi potrete mandarmi non solo i messaggi scritti ma anche i messaggi vocali, insomma, adesso chiudo qua e mi metto al lavoro perché devo finire di caricare le cose sul sito così posso farlo partire.ENGLISH TRANSLATIONMy new website is almost ready and in a few days, I will present it to the world. My old website was also nice, however, since it dates back to about 7 years ago, and you know, years of the Internet are like dog years, a year is worth 7, let's say that it is a site that is 50 years old. At the time when I created the old site it seemed very avant-garde, but now let's say that they are all a bit the same, thanks also (or actually because of) WordPress which offers templates and then the templates are always the same. Instead, I was lucky enough to meet a good professional who designed it for me from the beginning, that is, we didn't use a template but I put myself in front of a blank sheet of paper and said to him, here I want this, this, this, and this, and he did just that, magic! What characterises my new site which, I repeat, I hope to put everything in place and to be ready to publish in a few days, maximum a week, what I wanted to characterise my site was a sense of discovery and a sense of having to go looking for things. So, when I teach my students how to write for digital, I always say don't make those who visit your site 'work', simply give them what they are looking for and get them to find it as quickly as possible. But my site does not sell anything because what I do,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il mio nuovo sito è quasi pronto.TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]Il mio nuovo sito internet è quasi pronto e a giorni lo presenterò al mondo. Il mio vecchio sito internet anche era bello però visto che risale a circa 7 anni fa, e si sa, anni di Internet s</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 276 Un mondo senza uccelli</title>
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        <![CDATA[Un racconto che solo qualche anno fa avrei accolto come fantascienza. Reso oggi quasi cronaca, alla luce di quello che siamo riusciti a distruggere e alla luce degli ultimi due anni di pandemia.<br><br>LINK<br>Il racconto di Karen Russell "Ghost birds"<br><a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/karen-russell-reads-the-ghost-birds/id1093570212?i=1000537599649" rel="noopener">https://podcasts.apple.com/us/podcast/karen-russell-reads-the-ghost-birds/id1093570212?i=1000537599649</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH TRANSLATION BELOW]<br>Uh! Che magone! Quando inizia a leggere una cosa, o meglio ad ascoltare una cosa che è triste, che ti rende triste però continua ad ascoltarla. Cos'è che mi ha rattristato stamattina? The Newyorker Author's Voice è un podcast che ascolto una volta al mese: il New Yorker pubblica un racconto, che viene pubblicato nella rivista cartacea e che viene letto dall'autore. Il racconto di oggi si chiama "The Ghost birds" ed è scritto da Karen Russell. È una storia ambientata nel futuro molto prossimo, l'anno 2040, un mondo dove non esistono più gli uccelli, dove i cambiamenti climatici e la distruzione dell'habitat ha fatto sì che non esistono più uccelli. Se avessi ascoltato questo racconto tre anni fa, non mi avrebbe fatto né caldo né freddo, l'avrei preso semplicemente come un racconto di più o meno fantascienza, una piccola antiutopia. Ascoltarlo oggi, a ottobre del 2021, con alle spalle due anni di pandemia di COVID-19., l'effetto è molto diverso, perché quando i protagonisti parlano di indossare una mascherina, un respiratore, degli incendi che hanno distrutto intere foreste, la mancanza di ossigeno, le precauzioni che si devono prendere per non infettarsi, beh ripeto tre anni fa sarebbe stato un po' come leggere il libro di Orwell 1984. Oggi invece diciamo che è tristemente attuale e mi ricorda alcune alcune sensazioni, alcune cose che si leggono, i giornali le news che ci dicono degli uccelli che muoiono, gli animali estinti e tutte le altre catastrofi che non solo noi stiamo provocando, ma che rifiutiamo anche di fermare, rifiutiamo anche di fare qualcosa quindi, a questo si aggiunge il fatto che stamattina qui a Cagliari pioveva, non fa freddo però pioveva, quindi immaginatevi un po' la mia situazione, di solito sono bella pimpante, voce argentina, felice e contenta, invece stamattina uh! col muso lungo. No, vabbè ora mi riprendo ora mi faccio fare due coccole da Mazinga e da Sputnik, mi faccio un bel caffè e niente,finisco di leggere il racconto che non ho finito di ascoltarlo, però mi sono aperta la pagina, poi vi metto anche il link nelle note del programma, e vediamo come va a finire.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Uh! I'm having a knot in my stomach! When you begin reading something, or rather to listen to something that is sad, that makes you sad but continue listening. What made me sad this morning? The Newyorker Author's Voice is a podcast that I listen to once a month: The New Yorker publishes a story, which is published in the print magazine and which is read by the author. Today's short story is called "The Ghost birds" and is written by Karen Russell. It is a story set in the very near future, the year 2040, a world where birds no longer exist, where climate change and habitat destruction have meant that there are no more birds. If I had listened to this story three years ago, it would have left me indifferent, I would have simply taken it as a science fiction story, more or less, a little dystopic. Listening to it today, in October 2021, with two years of the COVID-19 pandemic behind us, the effect is very different, because when the protagonists talk about wearing a mask, a respirator, the fires that have destroyed entire forests, the lack of oxygen, the precautions that must be taken in order not to get infected, well, I repeat, three years ago it would have been a bit like reading Orwell's 1984, but today it is sadly topical and it reminds me of the feeling when you read the newspapers, the news that tell us about the dying birds, the extinct animals and all the other catastrophes that we are not only causing, but that we also refuse to stop, we also refuse to do something about, to this is added the fact that this morning here in Cagliari it was raining, it's not cold but it was raining, so imagine my situation, I'm usually pretty perky, clear voice, happy and satisfied, instead this morning uh! with a long face. No, oh well now I'll recover, now I'll get some cuddles from Mazinga and Sputnik, I make myself a nice coffee and nothing, I finish reading the story that I have not finished listening yet,  I opened the page to read it, then I'll also put the link in the program notes, and let's see how it ends.]]>
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      <pubDate>Wed, 06 Oct 2021 11:38:13 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Un racconto che solo qualche anno fa avrei accolto come fantascienza. Reso oggi quasi cronaca, alla luce di quello che siamo riusciti a distruggere e alla luce degli ultimi due anni di pandemia.LINKIl racconto di Karen Russell "Ghost birds"https://podcast</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 275 Meta puntata</title>
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        <![CDATA[Cosa fare di questo podcast? Quanto continuare? Cambiare formato? Avanti con le proposte!<br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]<br>Non vi preoccupate se sentite rumori alle mie spalle: ho chiuso le doppie finestre nella stanza dove si registrano ma ho lasciato la porta aperta perché fa molto caldo. Fuori c'è una situazione un po particolare c'è un camion gigantesco che porta le bombole messo in mezzo alla strada, perché qua c'è un negozio che vende bombole, e un altro camion gigantesco, che è il camion frigo che porta ogni mattina le cose al supermercato, che cerca di passare quindi stanno gestendosi questa situazione. Se sentite improvvisamente rumori di clacson e gente che grida, beh sono loro. Oggi devo parlare con voi di una cosa, diciamo meta produttiva, nel senso che devo parlarvi di questo mio podcast che ormai faccio da 273 giorni, cioè dal 4 di gennaio, si avvicina il periodo in cui compirà un anno, e io mi sto domandando che fare di questo podcast, perchè non è che avessi voglia di continuare all'infinito quando ho iniziato, volevo essere un esperimento per vedere un po' l'effetto che fa mettersi davanti al microfono senza senza essersi preparati niente, parlare e poi senza fare l'editing. Come vi ho già detto diverse volte, la registrazione dura esattamente tre minuti, appunto perché non mi preparo niente non faccio editing, però la lavorazione poi del podcast, quindi il caricamento sulle varie piattaforme, la traduzione in inglese, e prima ancora della traduzione la trascrizione dei tre minuti, e impiego un bel po' di tempo. Quindi non so quanto continuerò allo scadere dell'anno, però mi dispiace perdere completamente la mia presenza quotidiana in questo spazio perché è divertente. Poi ci sono alcuni affezionati ascoltatori, voi sapete chi siete  - ascoltatori e ascoltatrici - quindi sto meditando cosa fare allo scadere dell'anno e probabilmente trasformerò i tre minuti grezzi in qualcosa di settimanale, perché tenere questo ritmo non ce la faccio, veramente mi prende troppo tempo. E potrei fare qualcosa di settimanale che anziché essere spontaneo e non preparato, potrebbe essere invece qualcosa di super elaborato, magari sempre tre minuti e passare dai tre minuti grezzi giornalieri a tre minuti super raffinati, super preparati settimanali. Ci sto pensando. Se vi viene qualche idea - voi che siete amici e che mi conoscete personalmente e che avete anche il mio indirizzo email e i miei vari contatti sui media sociali - fatemi sapere mandatemi un messaggio e ditemi cosa ne pensate, ci pensiamo insieme, ancora abbiamo un paio di mesi per decidere e facciamo le cose insieme in modo ecumenico.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Do not worry if you hear noises behind me: I closed the double windows in the room where I am recording but I left the door open because it is very hot. Outside there is a rather peculiar situation: there is a giant truck that carries gas tanks placed in the middle of the road, because here there is a shop that sells gas tanks, and another gigantic truck, which is the refrigerated truck that carries every morning things at the supermarket, which tries to pass so they are handling this situation. If you suddenly hear honking noises and people screaming, well that's them. Today I have to talk to you about something, let's say meta-production, in the sense that I have to talk to you about the podcast that I have been doing for 273 days, that is, from January 4th, the period in which it will turn one year is approaching, and I am wondering what to do with this podcast, because it is not that I wanted to continue indefinitely when I started, I wanted to be an experiment to see how does it feel to get in front of the microphone without having prepared anything, talking and then without doing editing. As I have already told you several times, the recording lasts exactly three minutes, precisely because I do not prepare anything and I do not do editing, but then the processing of the podcast, then the upload on the various platforms, the translation into English, and even before the translation the transcription of the three minutes,  it takes a long time. So I don't know how long I will continue at the end of the year, but I wouldn't want to lose completely my daily presence in this space because it is fun. Then there are some loyal listeners, you know who you are, so I'm pondering what to do when the year is up and it will probably turn the rough three minutes into something weekly, because keeping this pace I can't, it really takes me too much time. And I could do something weekly that instead of being spontaneous and unprepared, could instead be something super elaborate, maybe still three minutes and go from three uncut minutes a day to three super refined minutes, super elaborated weekly. I'm thinking about it. If you have any ideas - you who are friends and who know me personally and who also have my email address and my various social media contacts - let me know send me a message and tell me what you think, we will think about it together, we still have a couple of months to decide and we do things together ecumenically.]]>
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Oggi devo parlare con voi di una cosa, diciamo meta produttiva, nel senso che devo parlarvi di questo mio podcast che ormai faccio da 273 giorni, cioè dal 4 di gennaio, si avvicina il periodo in cui compirà un anno, e io mi sto domandando che fare di questo podcast, perchè non è che avessi voglia di continuare all'infinito quando ho iniziato, volevo essere un esperimento per vedere un po' l'effetto che fa mettersi davanti al microfono senza senza essersi preparati niente, parlare e poi senza fare l'editing. Come vi ho già detto diverse volte, la registrazione dura esattamente tre minuti, appunto perché non mi preparo niente non faccio editing, però la lavorazione poi del podcast, quindi il caricamento sulle varie piattaforme, la traduzione in inglese, e prima ancora della traduzione la trascrizione dei tre minuti, e impiego un bel po' di tempo. Quindi non so quanto continuerò allo scadere dell'anno, però mi dispiace perdere completamente la mia presenza quotidiana in questo spazio perché è divertente. Poi ci sono alcuni affezionati ascoltatori, voi sapete chi siete  - ascoltatori e ascoltatrici - quindi sto meditando cosa fare allo scadere dell'anno e probabilmente trasformerò i tre minuti grezzi in qualcosa di settimanale, perché tenere questo ritmo non ce la faccio, veramente mi prende troppo tempo. E potrei fare qualcosa di settimanale che anziché essere spontaneo e non preparato, potrebbe essere invece qualcosa di super elaborato, magari sempre tre minuti e passare dai tre minuti grezzi giornalieri a tre minuti super raffinati, super preparati settimanali. Ci sto pensando. Se vi viene qualche idea - voi che siete amici e che mi conoscete personalmente e che avete anche il mio indirizzo email e i miei vari contatti sui media sociali - fatemi sapere mandatemi un messaggio e ditemi cosa ne pensate, ci pensiamo insieme, ancora abbiamo un paio di mesi per decidere e facciamo le cose insieme in modo ecumenico.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Do not worry if you hear noises behind me: I closed the double windows in the room where I am recording but I left the door open because it is very hot. Outside there is a rather peculiar situation: there is a giant truck that carries gas tanks placed in the middle of the road, because here there is a shop that sells gas tanks, and another gigantic truck, which is the refrigerated truck that carries every morning things at the supermarket, which tries to pass so they are handling this situation. If you suddenly hear honking noises and people screaming, well that's them. Today I have to talk to you about something, let's say meta-production, in the sense that I have to talk to you about the podcast that I have been doing for 273 days, that is, from January 4th, the period in which it will turn one year is approaching, and I am wondering what to do with this podcast, because it is not that I wanted to continue indefinitely when I started, I wanted to be an experiment to see how does it feel to get in front of the microphone without having prepared anything, talking and then without doing editing. As I have already told you several times, the recording lasts exactly three minutes, precisely because I do not prepare anything and I do not do editing, but then the processing of the podcast, then the upload on the various platforms, the translation into English, and even before the translation the transcription of the three minutes,  it takes a long time. So I don't know how long I will continue at the end of the year, but I wouldn't want to lose completely my daily presence in this space because it is fun. Then there are some loyal listeners, you know who you are, so I'm pondering what to do when the year is up and it will probably turn the rough three minutes into something weekly, because keeping this pace I can't, it really takes me too much time. And I could do something weekly that instead of being spontaneous and unprepared, could instead be something super elaborate, maybe still three minutes and go from three uncut minutes a day to three super refined minutes, super elaborated weekly. I'm thinking about it. If you have any ideas - you who are friends and who know me personally and who also have my email address and my various social media contacts - let me know send me a message and tell me what you think, we will think about it together, we still have a couple of months to decide and we do things together ecumenically.]]>
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      <pubDate>Tue, 05 Oct 2021 08:23:57 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Cosa fare di questo podcast? Quanto continuare? Cambiare formato? Avanti con le proposte!TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]Non vi preoccupate se sentite rumori alle mie spalle: ho chiuso le doppie finestre nella stanza dove si registrano ma ho lasciato la porta aperta perché fa molto caldo. Fuori c'è una situazione un po particolare c'è un camion gigantesco che porta le bombole messo in mezzo alla strada, perché qua c'è un negozio che vende bombole, e un altro camion gigantesco, che è il camion frigo che porta ogni mattina le cose al supermercato, che cerca di passare quindi stanno gestendosi questa situazione. Se sentite improvvisamente rumori di clacson e gente che grida, beh sono loro. Oggi devo parlare con voi di una cosa, diciamo meta produttiva, nel senso che devo parlarvi di questo mio podcast che ormai faccio da 273 giorni, cioè dal 4 di gennaio, si avvicina il periodo in cui compirà un anno, e io mi sto domandando che fare di questo podcast, perchè non è che avessi voglia di continuare all'infinito quando ho iniziato, volevo essere un esperimento per vedere un po' l'effetto che fa mettersi davanti al microfono senza senza essersi preparati niente, parlare e poi senza fare l'editing. Come vi ho già detto diverse volte, la registrazione dura esattamente tre minuti, appunto perché non mi preparo niente non faccio editing, però la lavorazione poi del podcast, quindi il caricamento sulle varie piattaforme, la traduzione in inglese, e prima ancora della traduzione la trascrizione dei tre minuti, e impiego un bel po' di tempo. Quindi non so quanto continuerò allo scadere dell'anno, però mi dispiace perdere completamente la mia presenza quotidiana in questo spazio perché è divertente. Poi ci sono alcuni affezionati ascoltatori, voi sapete chi siete  - ascoltatori e ascoltatrici - quindi sto meditando cosa fare allo scadere dell'anno e probabilmente trasformerò i tre minuti grezzi in qualcosa di settimanale, perché tenere questo ritmo non ce la faccio, veramente mi prende troppo tempo. E potrei fare qualcosa di settimanale che anziché essere spontaneo e non preparato, potrebbe essere invece qualcosa di super elaborato, magari sempre tre minuti e passare dai tre minuti grezzi giornalieri a tre minuti super raffinati, super preparati settimanali. Ci sto pensando. Se vi viene qualche idea - voi che siete amici e che mi conoscete personalmente e che avete anche il mio indirizzo email e i miei vari contatti sui media sociali - fatemi sapere mandatemi un messaggio e ditemi cosa ne pensate, ci pensiamo insieme, ancora abbiamo un paio di mesi per decidere e facciamo le cose insieme in modo ecumenico.ENGLISH TRANSLATIONDo not worry if you hear noises behind me: I closed the double windows in the room where I am recording but I left the door open because it is very hot. Outside there is a rather peculiar situation: there is a giant truck that carries gas tanks placed in the middle of the road, because here there is a shop that sells gas tanks, and another gigantic truck, which is the refrigerated truck that carries every morning things at the supermarket, which tries to pass so they are handling this situation. If you suddenly hear honking noises and people screaming, well that's them. Today I have to talk to you about something, let's say meta-production, in the sense that I have to talk to you about the podcast that I have been doing for 273 days, that is, from January 4th, the period in which it will turn one year is approaching, and I am wondering what to do with this podcast, because it is not that I wanted to continue indefinitely when I started, I wanted to be an experiment to see how does it feel to get in front of the microphone without having prepared anything, talking and then without doing editing. As I have already told you several times, the recording lasts exactly three minutes, precisely because I do not prepare anything and I do not do editing, but then the processing of the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Cosa fare di questo podcast? Quanto continuare? Cambiare formato? Avanti con le proposte!TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]Non vi preoccupate se sentite rumori alle mie spalle: ho chiuso le doppie finestre nella stanza dove si registrano ma ho lasciato la p</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 274 Scrivere a macchina</title>
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        <![CDATA[Scrivere a macchina mi piace così tanto che mi sono persino comprata una tastiera per il computer che sembra una macchina da scrivere, e fa il rumore di una macchina da scrivere meccanica. Ma i vantaggi della macchina da scrivere sono molti, anche oggi nell'era digitale.<br><br>LINK<br>Articolo sull'utilizzo delle macchien da scrivere in India<br><a href="https://www.ilpost.it/2021/10/03/india-macchine-da-scrivere/" rel="noopener">https://www.ilpost.it/2021/10/03/india-macchine-da-scrivere/</a><br><br>E anche il Kremlio usa le macchine da scrivere<br><a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-23282308" rel="noopener">https://www.bbc.com/news/world-europe-23282308</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]<br>Una delle competenze più utili in assoluto che ho imparato alle superiori è stata quella di saper scrivere a macchina con dieci dita senza guardare la tastiera. Ho fatto le superiori alle commerciali, nonostante gli insegnanti della scuola media avessero fortemente consigliato che mi iscriversi ad un liceo. Io però avevo deciso di iscrivermi alle commerciali perché avevo il sogno di diplomarmi, trovarmi un lavoro e andare a vivere da sola, per essere indipendente totalmente. Poi in effetti una volta finite le superiori mi avevano anche offerto un posto in banca, che io con grande orrore di tutta la mia famiglia avevo rifiutato perché non ne volevo sentire mezza di lavorare a tempo pieno ma volevo naturalmente continuare all'università, poi mi sono trasferita all'estero ecc. Però una delle cose che ho imparato alle superiori è appunto scrivere a macchina a dieci dita. E scrivere a macchina, usare la tastiera senza guardare con una discreta velocità è una cosa che ti aiuta tantissimo, soprattutto se poi per il resto della vita tua comunque il mestiere che fai ha a che fare con la scrittura. E ho avuto diverse macchine da scrivere nella mia vita, una ce l'ho ancora appesa nel muro in cucina, sì proprio appesa al muro, però non la uso quasi mai, e devo dire che la macchina da scrivere sta tornando in auge, e in alcune parti del mondo non è mai scomparsa. Leggevo proprio oggi un articolo dove spiegano come, ad esempio, in India fuori dai tribunali ci siano decine di persone che lì con la macchina da scrivere ti copiano e a volte anche ti traducono sul momento gli atti processuali. E comunque, in paesi come l'India, la macchina da scrivere viene ancora molto usata perché in India sono diffusissimi i black out e quindi non si può fare affidamento su un computer, e contemporaneamente, scrivere a macchina, imparare a scrivere sulla tastiera, è comunque una cosa che ti servirà anche più avanti quando andrai a lavorare in un ufficio dove c'è l'elettricità e dove si usano i computer, perché la tastiera del computer è identica alla tastiera della macchina da scrivere. Inoltre, anche in paesi dove non ci sono grossi problemi di black out, sempre di più si usano le macchine da scrivere perché scrivere un documento sulla macchina è l'unico modo per garantire che nessuno ce lo possa rubare perché, a differenza del computer che comunque è connesso, o comunque un hacker ci può entrare, nella macchina da scrivere beh, quella proprio è impossibile da hackerare quindi: viva le macchine da scrivere!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>One of the most useful skills I ever learned in high school was being able to type with ten fingers without looking at the keyboard. I went to a technical high school, although middle school teachers strongly advised me to go to a lyceum. But I had decided to enrol in a commercial school because I had the dream of graduating, finding a job and going to live alone, to be totally independent. Then in fact, once I finished high school, I was offered a job in the bank, which I, to the horror of my whole family, refused because I didn't want to hear half of working full time but I naturally wanted to continue at the university, then I moved abroad etc. But one of the things I learned in high school is typing with ten fingers. And typing, using the keyboard without looking, at a decent speed is something that helps you a lot, especially if for the rest of your life, the job you do has to do with writing. And I've had several typewriters in my life, I still have one hanging on the wall in the kitchen, yeah right on the wall, but I hardly ever use it, and I have to say that typewriters are making a comeback, and in some parts of the world they have never disappeared. Just today I was reading an article where they explain how, for example, in India outside the courts there are dozens of people who type you the copy of procedural acts, and sometimes they even translate them for you on the spot. And anyway, in countries like India, the typewriter is still used a lot because in India blackouts are widespread and therefore you cannot rely on a computer, and at the same time, typewriter, learning to type on the keyboard,  is something that you will need even later when you go to work in an office where there is electricity and where computers are used, because the computer keyboard is identical to the typewriter keyboard. Moreover, even in countries where there are no major blackout problems, typewriters are used more and more because writing a document on the machine is the only way to guarantee that no one can steal it from us because, unlike the computer that however it is connected, or in any case, a hacker can enter it, with the typewriter well, that is impossible to hack then: long live the typewriters!]]>
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        <![CDATA[Scrivere a macchina mi piace così tanto che mi sono persino comprata una tastiera per il computer che sembra una macchina da scrivere, e fa il rumore di una macchina da scrivere meccanica. Ma i vantaggi della macchina da scrivere sono molti, anche oggi nell'era digitale.<br><br>LINK<br>Articolo sull'utilizzo delle macchien da scrivere in India<br><a href="https://www.ilpost.it/2021/10/03/india-macchine-da-scrivere/" rel="noopener">https://www.ilpost.it/2021/10/03/india-macchine-da-scrivere/</a><br><br>E anche il Kremlio usa le macchine da scrivere<br><a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-23282308" rel="noopener">https://www.bbc.com/news/world-europe-23282308</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH BELOW]<br>Una delle competenze più utili in assoluto che ho imparato alle superiori è stata quella di saper scrivere a macchina con dieci dita senza guardare la tastiera. Ho fatto le superiori alle commerciali, nonostante gli insegnanti della scuola media avessero fortemente consigliato che mi iscriversi ad un liceo. Io però avevo deciso di iscrivermi alle commerciali perché avevo il sogno di diplomarmi, trovarmi un lavoro e andare a vivere da sola, per essere indipendente totalmente. Poi in effetti una volta finite le superiori mi avevano anche offerto un posto in banca, che io con grande orrore di tutta la mia famiglia avevo rifiutato perché non ne volevo sentire mezza di lavorare a tempo pieno ma volevo naturalmente continuare all'università, poi mi sono trasferita all'estero ecc. Però una delle cose che ho imparato alle superiori è appunto scrivere a macchina a dieci dita. E scrivere a macchina, usare la tastiera senza guardare con una discreta velocità è una cosa che ti aiuta tantissimo, soprattutto se poi per il resto della vita tua comunque il mestiere che fai ha a che fare con la scrittura. E ho avuto diverse macchine da scrivere nella mia vita, una ce l'ho ancora appesa nel muro in cucina, sì proprio appesa al muro, però non la uso quasi mai, e devo dire che la macchina da scrivere sta tornando in auge, e in alcune parti del mondo non è mai scomparsa. Leggevo proprio oggi un articolo dove spiegano come, ad esempio, in India fuori dai tribunali ci siano decine di persone che lì con la macchina da scrivere ti copiano e a volte anche ti traducono sul momento gli atti processuali. E comunque, in paesi come l'India, la macchina da scrivere viene ancora molto usata perché in India sono diffusissimi i black out e quindi non si può fare affidamento su un computer, e contemporaneamente, scrivere a macchina, imparare a scrivere sulla tastiera, è comunque una cosa che ti servirà anche più avanti quando andrai a lavorare in un ufficio dove c'è l'elettricità e dove si usano i computer, perché la tastiera del computer è identica alla tastiera della macchina da scrivere. Inoltre, anche in paesi dove non ci sono grossi problemi di black out, sempre di più si usano le macchine da scrivere perché scrivere un documento sulla macchina è l'unico modo per garantire che nessuno ce lo possa rubare perché, a differenza del computer che comunque è connesso, o comunque un hacker ci può entrare, nella macchina da scrivere beh, quella proprio è impossibile da hackerare quindi: viva le macchine da scrivere!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>One of the most useful skills I ever learned in high school was being able to type with ten fingers without looking at the keyboard. I went to a technical high school, although middle school teachers strongly advised me to go to a lyceum. But I had decided to enrol in a commercial school because I had the dream of graduating, finding a job and going to live alone, to be totally independent. Then in fact, once I finished high school, I was offered a job in the bank, which I, to the horror of my whole family, refused because I didn't want to hear half of working full time but I naturally wanted to continue at the university, then I moved abroad etc. But one of the things I learned in high school is typing with ten fingers. And typing, using the keyboard without looking, at a decent speed is something that helps you a lot, especially if for the rest of your life, the job you do has to do with writing. And I've had several typewriters in my life, I still have one hanging on the wall in the kitchen, yeah right on the wall, but I hardly ever use it, and I have to say that typewriters are making a comeback, and in some parts of the world they have never disappeared. Just today I was reading an article where they explain how, for example, in India outside the courts there are dozens of people who type you the copy of procedural acts, and sometimes they even translate them for you on the spot. And anyway, in countries like India, the typewriter is still used a lot because in India blackouts are widespread and therefore you cannot rely on a computer, and at the same time, typewriter, learning to type on the keyboard,  is something that you will need even later when you go to work in an office where there is electricity and where computers are used, because the computer keyboard is identical to the typewriter keyboard. Moreover, even in countries where there are no major blackout problems, typewriters are used more and more because writing a document on the machine is the only way to guarantee that no one can steal it from us because, unlike the computer that however it is connected, or in any case, a hacker can enter it, with the typewriter well, that is impossible to hack then: long live the typewriters!]]>
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      <pubDate>Mon, 04 Oct 2021 06:43:18 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 273 'Squid Game'</title>
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        <![CDATA[Sono quasi arrivata alla fine e ancora questa serie coreana, in onda su Netflix, non riesce a convincermi, nonostante la cura per le belle scenografie.<br><br>TESTO TRASCRITTO [English below]<br>'Squid Game' è una nuova serie televisiva coreana messa in onda da Netflix, e io mi sono lasciata convincere a guardarla dopo che mi hanno assicurato è fantastica, bellissima. Non vi preoccupate se ancora non l'avete vista e se avete intenzione di guardarla perché non riveleranno nessun dettaglio della trama, anche perché non c'è trama. È questa la cosa che un po' mi fa arrabbiare: siamo arrivati alla quinta puntata, la sesta puntata ce ne mancano un paio per finire la serie, ho già visto sulle riviste specializzate che stanno già lavorando alla seconda serie, ma non è questo il punto. Allora, iniziamo dall'inizio. Dal punto di vista visivo è molto bella, già la sigla, il modo in cui le scritte dei titoli diventano oggetto, che poi non è che... io non conosco il coreano, però è sicuramente dal punto di vista visivo molto bella, e anche alcune scenografie, all'interno poi della serie, ricordano videogiochi come Monument Valley, molto bella molto curata in tutti i dettagli, in tutti particolari. Il problema è che secondo me non c'è una trama, è un po' come i videogiochi spara-tutto. Ripeto, non vi sto rivelando nessun dettaglio della trama quando dico che è un po' come Hunger Games: la gente va là e si ammazza. Ehi non è che succeda molto altro, è una una litania di gente che muore ammazzata in vari modi, a volte anche con dettagli gratuitamente violenti, troppo forti per i miei gusti, infatti trascorro metà del tempo che passiamo a guardarlo con le mani davanti agli occhi perché leggo solo i sottotitoli e non guardo, non voglio vedere quello che succede sullo schermo. Sì, sono un po' delusa. Ripeto, ancora non ho finito di guardare e quindi magari nelle ultime puntate ci sarà un colpo di coda e improvvisamente salterà fuori la trama, però io finora di trama non ne ho visto. Per me è più che altro 'in quanti modi diversi possiamo far vedere qualcosa di brutto'. Sinceramente la cosa non mi interessa più di tanto però, ripeto, continua a guardarla. Ci sono degli attori molto bravi, molto belli, molto interessanti, molto affascinanti. Sì va bè continua continuerò a vedere le ultime puntate che mi restano da guardare poi non lo so se ne riparleremo, dubito perché ripeto non ho troppa fiducia che diventi improvvisamente bella, interessante da vedere.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>'Squid Game' is a new Korean TV series on Netflix, and I let myself be persuaded to watch it after they assured me it is fantastic, beautiful. Don't worry if you haven't seen it yet and if you intend to watch it because I won't reveal any plot details, also because there is no plot. This is the thing that makes me a little angry: we have reached the fifth episode, the sixth episode we are missing a couple to finish the series, I have already seen in specialised magazines that they are already working on the second series, but this is not the point. So let's start from the beginning. From the visual point of view it is very beautiful, already the credits, the way in which the writings of the titles become objects... I do not know Korean, but it is certainly from the visual point of view very beautiful, and also some scenographies, in the series, recall video games such as Monument Valley, very beautiful, very accurate in all details, in all details. The problem is that in my opinion there is no plot, it is a bit like shooter video games. Again, I'm not giving you any plot details when I say it's a bit like The Hunger Games: people go there and people kill. Hey, it's not that much else that happens, it's a litany of people who die killed in various ways, sometimes even with freely graphic details, too strong for my taste, in fact I spend half the time looking at it with my hands in front of the eyes because I only read the subtitles and I don't look, I don't want to see what happens on screen. Yes, I'm a little disappointed. I repeat, I have not finished watching yet and so maybe in the last episodes there will be a backlash and suddenly the plot will jump out, but so far I have not seen any plot. For me, it's more like 'how many different ways can we show something bad'. Honestly, I don't care that much but, I repeat, I'll keep watching. There are some very good actors, very beautiful, very interesting, very fascinating. Anyway, I will continue watching the last episodes that remain for me to watch then I do not know if we will talk about it again, I doubt because I repeat I am not too confident that it will suddenly become beautiful, interesting to see.]]>
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      <pubDate>Sun, 03 Oct 2021 08:12:09 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Sono quasi arrivata alla fine e ancora questa serie coreana, in onda su Netflix, non riesce a convincermi, nonostante la cura per le belle scenografie.TESTO TRASCRITTO [English below]'Squid Game' è una nuova serie televisiva coreana messa in onda da Netflix, e io mi sono lasciata convincere a guardarla dopo che mi hanno assicurato è fantastica, bellissima. Non vi preoccupate se ancora non l'avete vista e se avete intenzione di guardarla perché non riveleranno nessun dettaglio della trama, anche perché non c'è trama. È questa la cosa che un po' mi fa arrabbiare: siamo arrivati alla quinta puntata, la sesta puntata ce ne mancano un paio per finire la serie, ho già visto sulle riviste specializzate che stanno già lavorando alla seconda serie, ma non è questo il punto. Allora, iniziamo dall'inizio. Dal punto di vista visivo è molto bella, già la sigla, il modo in cui le scritte dei titoli diventano oggetto, che poi non è che... io non conosco il coreano, però è sicuramente dal punto di vista visivo molto bella, e anche alcune scenografie, all'interno poi della serie, ricordano videogiochi come Monument Valley, molto bella molto curata in tutti i dettagli, in tutti particolari. Il problema è che secondo me non c'è una trama, è un po' come i videogiochi spara-tutto. Ripeto, non vi sto rivelando nessun dettaglio della trama quando dico che è un po' come Hunger Games: la gente va là e si ammazza. Ehi non è che succeda molto altro, è una una litania di gente che muore ammazzata in vari modi, a volte anche con dettagli gratuitamente violenti, troppo forti per i miei gusti, infatti trascorro metà del tempo che passiamo a guardarlo con le mani davanti agli occhi perché leggo solo i sottotitoli e non guardo, non voglio vedere quello che succede sullo schermo. Sì, sono un po' delusa. Ripeto, ancora non ho finito di guardare e quindi magari nelle ultime puntate ci sarà un colpo di coda e improvvisamente salterà fuori la trama, però io finora di trama non ne ho visto. Per me è più che altro 'in quanti modi diversi possiamo far vedere qualcosa di brutto'. Sinceramente la cosa non mi interessa più di tanto però, ripeto, continua a guardarla. Ci sono degli attori molto bravi, molto belli, molto interessanti, molto affascinanti. Sì va bè continua continuerò a vedere le ultime puntate che mi restano da guardare poi non lo so se ne riparleremo, dubito perché ripeto non ho troppa fiducia che diventi improvvisamente bella, interessante da vedere.ENGLISH TRANSLATION'Squid Game' is a new Korean TV series on Netflix, and I let myself be persuaded to watch it after they assured me it is fantastic, beautiful. Don't worry if you haven't seen it yet and if you intend to watch it because I won't reveal any plot details, also because there is no plot. This is the thing that makes me a little angry: we have reached the fifth episode, the sixth episode we are missing a couple to finish the series, I have already seen in specialised magazines that they are already working on the second series, but this is not the point. So let's start from the beginning. From the visual point of view it is very beautiful, already the credits, the way in which the writings of the titles become objects... I do not know Korean, but it is certainly from the visual point of view very beautiful, and also some scenographies, in the series, recall video games such as Monument Valley, very beautiful, very accurate in all details, in all details. The problem is that in my opinion there is no plot, it is a bit like shooter video games. Again, I'm not giving you any plot details when I say it's a bit like The Hunger Games: people go there and people kill. Hey, it's not that much else that happens, it's a litany of people who die killed in various ways, sometimes even with freely graphic details, too strong for my taste, in fact I spend half the time looking at it with my hands in front of the eyes because I only read the subtitles and I don't look, I...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Sono quasi arrivata alla fine e ancora questa serie coreana, in onda su Netflix, non riesce a convincermi, nonostante la cura per le belle scenografie.TESTO TRASCRITTO [English below]'Squid Game' è una nuova serie televisiva coreana messa in onda da Netfl</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 272 Per strada</title>
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        <![CDATA[TESTO TRASCRITTO [English below]<br><br>Era da tanto che non mi capitava qui a Cagliari a Melbourne mi capitava molto spesso: trovarmi in mezzo alla strada nel centro città e venir travolta da qualcosa che sta succedendo lì del tutto inatteso, incredibilmente interessante e provocante, che mi faceva sentire parte di una grande città dove c'era sempre qualcosa che accadeva, dove c'era molto movimento. Questo succedeva abbastanza di frequente a Melbourne, soprattutto quando ero nel centro città, nella city, qui a Cagliari un po' meno, però oggi tornavo a casa dopo aver visitato mia mamma, e sì, in mezzo alla strada ho visto, ho intravisto la mia amica Michela, anzi a dire la verità più che la mia amica Michela ho intravisto il suo cagnolino che lei teneva in braccio e che io ho riconosciuto, poi ho visto il viso suo e riconosciuto anche lei, ma fondamentalmente ho riconosciuto il cane, e mi ha detto, Cristina vieni, e io, ma che succede? Cristina vieni. Allora, devo dire che Michela, insieme a Tiziana, sono due artiste che fanno parte del gruppo Le Lucido Sottile. Questa era una rappresentazione, era un happening per le strade di Cagliari, nella strada dove ci sono tanti negozi, la via dello shopping e c'era una persona con una cassa portatile, da cui usciva la musica molto forte, molto ritmata, e poi c'erano quattro persone vestite con abiti da scena, o da discoteca, color argento, e queste quattro persone si muovevano facendo delle coreografie molto belle e molto molto suggestive, e poi ogni tanto una delle tre prendeva questo gessone che avevo in mano tiravo una striscia per terra e tutte e quattro si mettevano su questa linea facevano delle coreografie molto particolari. È stato un momento di, diciamo di bella follia, anziché tornare a casa mi sono girata, andavano dalla parte esattamente opposta, ma le ho seguite per un bel po', poi sono dovuta tornare a casa perché avevo un appuntamento. Però è stato un momento che ho vissuto la città con occhi diversi, anche poi dopo essermi staccata da loro, loro hanno proseguito verso il Largo, verso il porto, anche mentre tornavo a casa, la città la vedevo con occhi diversi, sarà che era piena di gente, pandemia? E che è la pandemia? È come se non ci fosse mai stata, era proprio... Devo anche dire che nonostante siamo all'inizio di ottobre il tempo è ancora estivo, quindi era veramente pieno di gente fuori: bambini, palloncini, giostre, un signore che faceva queste bolle di sapone giganteschi e bambini sotto che cinguettano. Insomma, un bel momento, un bel momento che sento di voler bene alla mia città e a tutte le persone che ci abitano. Un momento ecumenico di felicità.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>It had been a long time since I experienced it here in Cagliari, it used to happen quite frequently in Melbourne, finding myself in the city, and being submerged by something unforeseen that is happening, incredibly interesting, alluring, that made me feel part of a big city, where there was always something happening, there were lots of things going on. This used to happen a lot in Melbourne, especially when I was in the city, here in Cagliari a little less, but today I was returning home after visiting my mom, and yes, in the middle of the street I saw, I glimpsed my friend Michela, actually to tell the truth, rather than my friend Michela I saw the dog she was holding in her arms and I recognised first the dog, then I saw her face and recognised her too, but basically I recognised the dog, and she said to me, Cristina come along, and I, but what happens? Cristina come. So, I should explain that Michela, together with Tiziana, are two artists who constitute Le Lucido Sottile group. This was a representation, it was a happening in the streets of Cagliari, in the street where there are many shops, the shopping street and there was a person with a portable speaker, from which the music came out very loud, very rhythmic, and then there were four people dressed in silver-colored stage or disco clothes, and these four people moved around doing very beautiful and quite suggestive choreographies, and then every now and then one of the three would take this huge piece of chalk and would draw a line on the ground and all four would place themselves on this line and perform some very particular choreographies. It was a moment of, let's say crazy, instead of going home I turned around, they were going the exact opposite way, but I followed them for quite a while, then I had to go home because I had an appointment. But it was a moment that made me experience the city with different eyes, even after I went away, they continued towards the Largo, towards the port, even while I was returning home, I saw the city with different eyes, maybe because it was so full of people, pandemic? Which pandemic? It is as if it had never happened, it was just ... I must also add that although we are at the beginning of October, the weather is still summerly, so it was really full of people outside: children, balloons, rides, a gentleman who was blowing giant soap bubbles and all chirping children below. In short, a good moment, a good moment that I feel I love my city and all the people who live there. An ecumenical moment of happiness.]]>
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        <![CDATA[TESTO TRASCRITTO [English below]<br><br>Era da tanto che non mi capitava qui a Cagliari a Melbourne mi capitava molto spesso: trovarmi in mezzo alla strada nel centro città e venir travolta da qualcosa che sta succedendo lì del tutto inatteso, incredibilmente interessante e provocante, che mi faceva sentire parte di una grande città dove c'era sempre qualcosa che accadeva, dove c'era molto movimento. Questo succedeva abbastanza di frequente a Melbourne, soprattutto quando ero nel centro città, nella city, qui a Cagliari un po' meno, però oggi tornavo a casa dopo aver visitato mia mamma, e sì, in mezzo alla strada ho visto, ho intravisto la mia amica Michela, anzi a dire la verità più che la mia amica Michela ho intravisto il suo cagnolino che lei teneva in braccio e che io ho riconosciuto, poi ho visto il viso suo e riconosciuto anche lei, ma fondamentalmente ho riconosciuto il cane, e mi ha detto, Cristina vieni, e io, ma che succede? Cristina vieni. Allora, devo dire che Michela, insieme a Tiziana, sono due artiste che fanno parte del gruppo Le Lucido Sottile. Questa era una rappresentazione, era un happening per le strade di Cagliari, nella strada dove ci sono tanti negozi, la via dello shopping e c'era una persona con una cassa portatile, da cui usciva la musica molto forte, molto ritmata, e poi c'erano quattro persone vestite con abiti da scena, o da discoteca, color argento, e queste quattro persone si muovevano facendo delle coreografie molto belle e molto molto suggestive, e poi ogni tanto una delle tre prendeva questo gessone che avevo in mano tiravo una striscia per terra e tutte e quattro si mettevano su questa linea facevano delle coreografie molto particolari. È stato un momento di, diciamo di bella follia, anziché tornare a casa mi sono girata, andavano dalla parte esattamente opposta, ma le ho seguite per un bel po', poi sono dovuta tornare a casa perché avevo un appuntamento. Però è stato un momento che ho vissuto la città con occhi diversi, anche poi dopo essermi staccata da loro, loro hanno proseguito verso il Largo, verso il porto, anche mentre tornavo a casa, la città la vedevo con occhi diversi, sarà che era piena di gente, pandemia? E che è la pandemia? È come se non ci fosse mai stata, era proprio... Devo anche dire che nonostante siamo all'inizio di ottobre il tempo è ancora estivo, quindi era veramente pieno di gente fuori: bambini, palloncini, giostre, un signore che faceva queste bolle di sapone giganteschi e bambini sotto che cinguettano. Insomma, un bel momento, un bel momento che sento di voler bene alla mia città e a tutte le persone che ci abitano. Un momento ecumenico di felicità.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>It had been a long time since I experienced it here in Cagliari, it used to happen quite frequently in Melbourne, finding myself in the city, and being submerged by something unforeseen that is happening, incredibly interesting, alluring, that made me feel part of a big city, where there was always something happening, there were lots of things going on. This used to happen a lot in Melbourne, especially when I was in the city, here in Cagliari a little less, but today I was returning home after visiting my mom, and yes, in the middle of the street I saw, I glimpsed my friend Michela, actually to tell the truth, rather than my friend Michela I saw the dog she was holding in her arms and I recognised first the dog, then I saw her face and recognised her too, but basically I recognised the dog, and she said to me, Cristina come along, and I, but what happens? Cristina come. So, I should explain that Michela, together with Tiziana, are two artists who constitute Le Lucido Sottile group. This was a representation, it was a happening in the streets of Cagliari, in the street where there are many shops, the shopping street and there was a person with a portable speaker, from which the music came out very loud, very rhythmic, and then there were four people dressed in silver-colored stage or disco clothes, and these four people moved around doing very beautiful and quite suggestive choreographies, and then every now and then one of the three would take this huge piece of chalk and would draw a line on the ground and all four would place themselves on this line and perform some very particular choreographies. It was a moment of, let's say crazy, instead of going home I turned around, they were going the exact opposite way, but I followed them for quite a while, then I had to go home because I had an appointment. But it was a moment that made me experience the city with different eyes, even after I went away, they continued towards the Largo, towards the port, even while I was returning home, I saw the city with different eyes, maybe because it was so full of people, pandemic? Which pandemic? It is as if it had never happened, it was just ... I must also add that although we are at the beginning of October, the weather is still summerly, so it was really full of people outside: children, balloons, rides, a gentleman who was blowing giant soap bubbles and all chirping children below. In short, a good moment, a good moment that I feel I love my city and all the people who live there. An ecumenical moment of happiness.]]>
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      <pubDate>Sat, 02 Oct 2021 17:38:57 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>TESTO TRASCRITTO [English below]Era da tanto che non mi capitava qui a Cagliari a Melbourne mi capitava molto spesso: trovarmi in mezzo alla strada nel centro città e venir travolta da qualcosa che sta succedendo lì del tutto inatteso, incredibilmente int</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 271 Pastore fonnese (cane)</title>
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        <![CDATA[In Sardegna esiste una razza canina unica, il 'pastore fonnese'.<br><br>LINK<br>Il pastore fonnese <br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pastore_fonnese" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Pastore_fonnese</a><br><br>La censura di facebook sul mio post dedicato al pastore fonnese<br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/posts/1504272253264611" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/posts/1504272253264611</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [English below]<br>Oggi vi voglio parlare di un cane tipico della Sardegna, il pastore fonnese, e ve ne voglio parlare perché un amico su Facebook ha pubblicato la foto di un gregge che attraversava la strada, o meglio di una macchina ferma per permettere a un gregge di attraversare la strada. Lui si trova in Provenza, in in Francia, e io ho commentato dicendo, ah potrebbe essere una strada sarda, perché spesso mi capita di vedere greggi che attraversano le strade, soprattutto le strade di campagna, quelle un po' più isolate. E il mio amico mi ha chiesto, ah avete dei cani, che tipi di cani usano i pastori in Sardegna? E io ne ho approfittato per pubblicare una foto, e qualche riga di rimando a Wikipedia, dove si parla appunto del pastore francese che è un cane tipico della Sardegna. E Facebook mi ha censurato, ha censurato il messaggio, non me l'ha pubblicato dicendo, no è contrario alle regole della comunità di Facebook, questo è il primo avvertimento attenta che se ne fai altri 2 ti mandiamo via a calci nel didietro. Ecco,ora io non so cosa ci sia di offensivo a parlare del pastore fonnese però adesso ve ne voglio parlare perché sono dei cani molto particolari, è una razza che non ha affinità genetiche con altre razze italiane, e a quanto pare degli studi genetici hanno rivelato che le origini di questo cane risalgono a razze di cani dell'Ungheria e del Medio Oriente. E questi studi hanno anche messo in evidenza che studiando le affinità genetiche con altre razze canine europee e africane, si può ripercorrere addirittura la storia della migrazione umana verso la Sardegna. Come è fatto questo cane? È un cane molto bello, molto intelligente, molto espressivo anche se fa un po' paura perché è molto territoriale, è molto conscio del suo mestiere di cane da pastore e viene descritto come coraggioso, diffidente però degli estranei. A quanto pare a Fonni viene conosciuto con il nome di 'cane'e acapiu' cioè cane da legare, poverino speriamo che non lo leggano. La stazza è media il maschio può arrivare fino a 35 chili e la femmina fino a 30 kg, e quello che è interessante è che nonostante abbia delle caratteristiche genetiche molto particolari, i pastori fonnesi non hanno assolutamente alcuna intenzione di farli diventare cani che si mettono in vendita, infatti ho letto che una ricercatrice del National Geographic ha chiesto a un pastore, ma non vuole che vengano studiati così da poterli selezionare come razze pregiate? E lui ha detto, ma scusi lei metterebbe in vendita un membro della sua famiglia? Mi è piaciuto moltissimo questo. Comunque vi metto il link nelle note del programma così potete guardarvi anche voi questo bellissimo cane, il pastore fonnese.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today I want to talk to you about a typical Sardinian dog, the Fonnese shepherd [from the village Fonni], and I want to talk about it because a friend on Facebook posted a photo of a flock crossing the road, or rather of a car stopped to allow a flock to cross the road. He is in Provence, in France, and I commented saying, ah it could be a Sardinian road because I often see flocks crossing the roads, especially the country roads, those a little more isolated. And my friend asked me, ah dogs, what kind of dogs do shepherds use in Sardinia? And I took the opportunity to publish a photo, and a few lines of reference to Wikipedia, where they speak precisely of the Fonnese shepherd who is a typical dog of Sardinia, and Facebook censored me, censored the message, didn't allow me to post it saying, that it's against the rules of the Facebook community, and that this is the first warning that if you do another 2 we'll kick you out. Well, now I don't know what is offensive about the Fonnese shepherd but now I want to talk about it because they are very particular dogs. It is a breed that has no genetic affinity with other Italian breeds, and apparently genetic studies have revealed that the origins of this dog date back to dog breeds from Hungary and the Middle East. And these studies have also highlighted that by studying the genetic affinities with other European and African dog breeds, it is even possible to retrace the history of human migration to Sardinia. What does it look like? It is a very beautiful dog, very intelligent, very expressive even if it is a little scary because very territorial, it is very aware of his job as a shepherd dog and is described as courageous, but wary of strangers. Apparently, in Fonni it is known by the name of 'cane'e capiu' that is dog to be tied up, the poor thing I hope they don't. The size is average, the male can reach up to 35 kg and the female up to 30 kg, and what is interesting is that despite having very particular genetic characteristics, the shepherds of Fonni have absolutely no intention of making them become dogs for sale, in fact, I read that a National Geographic researcher asked a shepherd, whether he didn't want them to be studied so that they can be selected as prized breeds. And he answered, excuse me, would you put a member of your family up for sale? I absolutely loved his answer. Anyway, I'll put the link in the notes of the program so you too can look at this beautiful dog, the Fonnese shepherd.]]>
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        <![CDATA[In Sardegna esiste una razza canina unica, il 'pastore fonnese'.<br><br>LINK<br>Il pastore fonnese <br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pastore_fonnese" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Pastore_fonnese</a><br><br>La censura di facebook sul mio post dedicato al pastore fonnese<br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/posts/1504272253264611" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/posts/1504272253264611</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [English below]<br>Oggi vi voglio parlare di un cane tipico della Sardegna, il pastore fonnese, e ve ne voglio parlare perché un amico su Facebook ha pubblicato la foto di un gregge che attraversava la strada, o meglio di una macchina ferma per permettere a un gregge di attraversare la strada. Lui si trova in Provenza, in in Francia, e io ho commentato dicendo, ah potrebbe essere una strada sarda, perché spesso mi capita di vedere greggi che attraversano le strade, soprattutto le strade di campagna, quelle un po' più isolate. E il mio amico mi ha chiesto, ah avete dei cani, che tipi di cani usano i pastori in Sardegna? E io ne ho approfittato per pubblicare una foto, e qualche riga di rimando a Wikipedia, dove si parla appunto del pastore francese che è un cane tipico della Sardegna. E Facebook mi ha censurato, ha censurato il messaggio, non me l'ha pubblicato dicendo, no è contrario alle regole della comunità di Facebook, questo è il primo avvertimento attenta che se ne fai altri 2 ti mandiamo via a calci nel didietro. Ecco,ora io non so cosa ci sia di offensivo a parlare del pastore fonnese però adesso ve ne voglio parlare perché sono dei cani molto particolari, è una razza che non ha affinità genetiche con altre razze italiane, e a quanto pare degli studi genetici hanno rivelato che le origini di questo cane risalgono a razze di cani dell'Ungheria e del Medio Oriente. E questi studi hanno anche messo in evidenza che studiando le affinità genetiche con altre razze canine europee e africane, si può ripercorrere addirittura la storia della migrazione umana verso la Sardegna. Come è fatto questo cane? È un cane molto bello, molto intelligente, molto espressivo anche se fa un po' paura perché è molto territoriale, è molto conscio del suo mestiere di cane da pastore e viene descritto come coraggioso, diffidente però degli estranei. A quanto pare a Fonni viene conosciuto con il nome di 'cane'e acapiu' cioè cane da legare, poverino speriamo che non lo leggano. La stazza è media il maschio può arrivare fino a 35 chili e la femmina fino a 30 kg, e quello che è interessante è che nonostante abbia delle caratteristiche genetiche molto particolari, i pastori fonnesi non hanno assolutamente alcuna intenzione di farli diventare cani che si mettono in vendita, infatti ho letto che una ricercatrice del National Geographic ha chiesto a un pastore, ma non vuole che vengano studiati così da poterli selezionare come razze pregiate? E lui ha detto, ma scusi lei metterebbe in vendita un membro della sua famiglia? Mi è piaciuto moltissimo questo. Comunque vi metto il link nelle note del programma così potete guardarvi anche voi questo bellissimo cane, il pastore fonnese.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today I want to talk to you about a typical Sardinian dog, the Fonnese shepherd [from the village Fonni], and I want to talk about it because a friend on Facebook posted a photo of a flock crossing the road, or rather of a car stopped to allow a flock to cross the road. He is in Provence, in France, and I commented saying, ah it could be a Sardinian road because I often see flocks crossing the roads, especially the country roads, those a little more isolated. And my friend asked me, ah dogs, what kind of dogs do shepherds use in Sardinia? And I took the opportunity to publish a photo, and a few lines of reference to Wikipedia, where they speak precisely of the Fonnese shepherd who is a typical dog of Sardinia, and Facebook censored me, censored the message, didn't allow me to post it saying, that it's against the rules of the Facebook community, and that this is the first warning that if you do another 2 we'll kick you out. Well, now I don't know what is offensive about the Fonnese shepherd but now I want to talk about it because they are very particular dogs. It is a breed that has no genetic affinity with other Italian breeds, and apparently genetic studies have revealed that the origins of this dog date back to dog breeds from Hungary and the Middle East. And these studies have also highlighted that by studying the genetic affinities with other European and African dog breeds, it is even possible to retrace the history of human migration to Sardinia. What does it look like? It is a very beautiful dog, very intelligent, very expressive even if it is a little scary because very territorial, it is very aware of his job as a shepherd dog and is described as courageous, but wary of strangers. Apparently, in Fonni it is known by the name of 'cane'e capiu' that is dog to be tied up, the poor thing I hope they don't. The size is average, the male can reach up to 35 kg and the female up to 30 kg, and what is interesting is that despite having very particular genetic characteristics, the shepherds of Fonni have absolutely no intention of making them become dogs for sale, in fact, I read that a National Geographic researcher asked a shepherd, whether he didn't want them to be studied so that they can be selected as prized breeds. And he answered, excuse me, would you put a member of your family up for sale? I absolutely loved his answer. Anyway, I'll put the link in the notes of the program so you too can look at this beautiful dog, the Fonnese shepherd.]]>
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      <pubDate>Fri, 01 Oct 2021 11:53:53 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>In Sardegna esiste una razza canina unica, il 'pastore fonnese'.LINKIl pastore fonnese https://it.wikipedia.org/wiki/Pastore_fonneseLa censura di facebook sul mio post dedicato al pastore fonnesehttps://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/posts/1504272253264611TESTO TRASCRITTO [English below]Oggi vi voglio parlare di un cane tipico della Sardegna, il pastore fonnese, e ve ne voglio parlare perché un amico su Facebook ha pubblicato la foto di un gregge che attraversava la strada, o meglio di una macchina ferma per permettere a un gregge di attraversare la strada. Lui si trova in Provenza, in in Francia, e io ho commentato dicendo, ah potrebbe essere una strada sarda, perché spesso mi capita di vedere greggi che attraversano le strade, soprattutto le strade di campagna, quelle un po' più isolate. E il mio amico mi ha chiesto, ah avete dei cani, che tipi di cani usano i pastori in Sardegna? E io ne ho approfittato per pubblicare una foto, e qualche riga di rimando a Wikipedia, dove si parla appunto del pastore francese che è un cane tipico della Sardegna. E Facebook mi ha censurato, ha censurato il messaggio, non me l'ha pubblicato dicendo, no è contrario alle regole della comunità di Facebook, questo è il primo avvertimento attenta che se ne fai altri 2 ti mandiamo via a calci nel didietro. Ecco,ora io non so cosa ci sia di offensivo a parlare del pastore fonnese però adesso ve ne voglio parlare perché sono dei cani molto particolari, è una razza che non ha affinità genetiche con altre razze italiane, e a quanto pare degli studi genetici hanno rivelato che le origini di questo cane risalgono a razze di cani dell'Ungheria e del Medio Oriente. E questi studi hanno anche messo in evidenza che studiando le affinità genetiche con altre razze canine europee e africane, si può ripercorrere addirittura la storia della migrazione umana verso la Sardegna. Come è fatto questo cane? È un cane molto bello, molto intelligente, molto espressivo anche se fa un po' paura perché è molto territoriale, è molto conscio del suo mestiere di cane da pastore e viene descritto come coraggioso, diffidente però degli estranei. A quanto pare a Fonni viene conosciuto con il nome di 'cane'e acapiu' cioè cane da legare, poverino speriamo che non lo leggano. La stazza è media il maschio può arrivare fino a 35 chili e la femmina fino a 30 kg, e quello che è interessante è che nonostante abbia delle caratteristiche genetiche molto particolari, i pastori fonnesi non hanno assolutamente alcuna intenzione di farli diventare cani che si mettono in vendita, infatti ho letto che una ricercatrice del National Geographic ha chiesto a un pastore, ma non vuole che vengano studiati così da poterli selezionare come razze pregiate? E lui ha detto, ma scusi lei metterebbe in vendita un membro della sua famiglia? Mi è piaciuto moltissimo questo. Comunque vi metto il link nelle note del programma così potete guardarvi anche voi questo bellissimo cane, il pastore fonnese.ENGLISH TRANSLATIONToday I want to talk to you about a typical Sardinian dog, the Fonnese shepherd [from the village Fonni], and I want to talk about it because a friend on Facebook posted a photo of a flock crossing the road, or rather of a car stopped to allow a flock to cross the road. He is in Provence, in France, and I commented saying, ah it could be a Sardinian road because I often see flocks crossing the roads, especially the country roads, those a little more isolated. And my friend asked me, ah dogs, what kind of dogs do shepherds use in Sardinia? And I took the opportunity to publish a photo, and a few lines of reference to Wikipedia, where they speak precisely of the Fonnese shepherd who is a typical dog of Sardinia, and Facebook censored...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>In Sardegna esiste una razza canina unica, il 'pastore fonnese'.LINKIl pastore fonnese https://it.wikipedia.org/wiki/Pastore_fonneseLa censura di facebook sul mio post dedicato al pastore fonnesehttps://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/posts/150</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 270 App per aiutare i ciechi</title>
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        <![CDATA[Una app per aiutare i ciechi e gli ipovedenti a navigare la quotidianità e a compiere semplici azioni, come scegliere un colore, trovare qualcosa caduto per terra o ammirare un dipinto in una museo.<br><br>LINK <br>Be my eyes la app (pagina in italiano) <br><a href="https://www.bemyeyes.com/language/italian" rel="noopener">https://www.bemyeyes.com/language/italian</a><br><br>Perché si dice 'cieco' e non 'non vedente'<br><a href="https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-161-ciechi" rel="noopener">https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-161-ciechi</a><br><br>TESTO TRADOTTO (English translation below)<br>Sono diventata volontaria di "Be my eyes". Ieri finalmente mi sono scaricata la app, ne avevo sentito parlare da molto tempo, e finalmente me la sono scaricata sul cellulare. Cos'è "Be my eyes"? È una app che aiuta ciechi e ipovedenti a svolgere le normali faccende che una persona fa normalmente in casa. Ma prima diciamo un po' chi è il creatore di questa fantastica app e come funziona. L'idea è venuta a Hans Jørgen Wiberg, un danese che lui stesso è ipovedente, e nel 2012 lui già lavorava presso l'Associazione Danese per i ciechi, e si era reso conto come molti ciechi e ipovedenti utilizzassero le tecnologie del video, quindi le videochiamate, per farsi aiutare da amici e parenti quando ne avevano bisogno. Così ha creato questa app che poi l'ha lanciata nel gennaio del 2015 con una start up, e oggi a più di 4 milioni di volontari e funziona in 180 lingue, incluso l'italiano. Cosa si può fare con questa app? I volontari si registrano e ricevono una chiamata quando un cieco o un ipovedente ha bisogno d'aiuto. Aiuto per che cosa? Se questa persona è a casa e ha bisogno d'aiuto per trovare oggetti che ha perso o che sono caduti, fa la chiamata, i vari volontari ricevono tutti la chiamata, poi il primo volontario che riceve la chiamata risponde e il cieco, o l'ipovedente dice "mi è caduta la penna, mi aiuti a trovarla?" Poi posizionando il cellulare il volontario guida il check ipovedente finché non trova l'oggetto, oppure anche per farsi descrivere fotografie, dipinti o anche opere artistiche: va al museo si mette le cuffie e fa vedere l'oggetto o il quadro, o la scultura e il volontario fa una descrizione, ma anche aiuto ad abbinare o descrivere i colori, immaginate che la mattina vi dovete vestire, dovete scegliere tra una maglia rossa e una maglia blu, però siete cieco o ipovedente quindi non potete vedere i colori, o anche a risolvere dei semplici problemi sul computer, ma anche quando si fanno gli acquisti, distinguere tra diversi oggetti. Insomma è una piattaforma fantastica che mette in contatto le persone che vogliono aiutare con le persone che hanno bisogno di aiuto. C'è anche una pagina di "Be my eyes" in italiano, vi metterò il link nelle note del programma. L'unica cosa che noto è che in tutta la pagina parlano dei ciechi come "non vedenti" e voi sapete che è una cosa che non si dovrebbe fare, perché i ciechi dovrebbero essere definiti per quello che sono e non in negativo per quello che non possono fare. Ci ho dedicato uno dei miei tre minuti grezzi, però vabbé intanto ce l'hanno tradotta in italiano la pagina, prendiamo quello che passa il convento. Vi invito a dare un'occhiata perché è veramente una cosa fantastica, affascinante e molto utile.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I became a volunteer of "Be my eyes". Yesterday I finally downloaded the app, I had heard about it a while ago, and I finally downloaded it on my mobile. What is "Be my eyes"? It is an app that helps the blind and visually impaired carry out the normal chores that a person normally does around the house. But first, let's say a little about the creator of this fantastic app and how it works. The idea came to Hans Jørgen Wiberg, a Danish who himself is visually impaired, and in 2012 he was already working at the Danish Association for the Blind, and he realised how many blind and visually impaired people used video technologies, so video calls, to get help from friends and family when they needed it. So he created this app which then he launched in January 2015 with a start-up, and today it has more than 4 million volunteers and it works in 180 languages, including Italian. What can you do with this app? Volunteers register and receive a call when a blind or a partially sighted person needs help. Help for what? If this person is at home and needs help finding lost or fallen items, they place the call, the various volunteers all get the call, then the first volunteer who receives the call answers, and the blind or visually impaired person says "I dropped my pen, can you help me find it?" Then by directing the mobile phone, the volunteer guides the visually impaired check until they find the object, or even to have photographs, paintings or even artistic works described: they go to the museum put on the headphones and show the object or the painting, or the sculpture and the volunteer makes a description, but also helps to match or describe the colors, imagine that in the morning you have to dress, you have to choose between a red shirt and a blue shirt, but you are blind or partially sighted so you cannot see the colors, or even to solve simple problems on the computer, but also when shopping, distinguish between different objects. In short, it is a fantastic platform that connects people who want to help with people who need help. There is also a page of "Be my eyes" in Italian, I will put the link in the program notes. The only thing I noticed is that all over the page they talk about the blind as "not-seeing" and you know that this is something that should not be done because the blind should be defined for what they are and not in negative for what they can't do. I dedicated one of my three uncut minutes to it, but oh well in the meantime the page was translated into Italian,  beggars can't be choosers. I invite you to take a look because it is truly a fantastic, fascinating and very useful thing.]]>
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        <![CDATA[Una app per aiutare i ciechi e gli ipovedenti a navigare la quotidianità e a compiere semplici azioni, come scegliere un colore, trovare qualcosa caduto per terra o ammirare un dipinto in una museo.<br><br>LINK <br>Be my eyes la app (pagina in italiano) <br><a href="https://www.bemyeyes.com/language/italian" rel="noopener">https://www.bemyeyes.com/language/italian</a><br><br>Perché si dice 'cieco' e non 'non vedente'<br><a href="https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-161-ciechi" rel="noopener">https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-161-ciechi</a><br><br>TESTO TRADOTTO (English translation below)<br>Sono diventata volontaria di "Be my eyes". Ieri finalmente mi sono scaricata la app, ne avevo sentito parlare da molto tempo, e finalmente me la sono scaricata sul cellulare. Cos'è "Be my eyes"? È una app che aiuta ciechi e ipovedenti a svolgere le normali faccende che una persona fa normalmente in casa. Ma prima diciamo un po' chi è il creatore di questa fantastica app e come funziona. L'idea è venuta a Hans Jørgen Wiberg, un danese che lui stesso è ipovedente, e nel 2012 lui già lavorava presso l'Associazione Danese per i ciechi, e si era reso conto come molti ciechi e ipovedenti utilizzassero le tecnologie del video, quindi le videochiamate, per farsi aiutare da amici e parenti quando ne avevano bisogno. Così ha creato questa app che poi l'ha lanciata nel gennaio del 2015 con una start up, e oggi a più di 4 milioni di volontari e funziona in 180 lingue, incluso l'italiano. Cosa si può fare con questa app? I volontari si registrano e ricevono una chiamata quando un cieco o un ipovedente ha bisogno d'aiuto. Aiuto per che cosa? Se questa persona è a casa e ha bisogno d'aiuto per trovare oggetti che ha perso o che sono caduti, fa la chiamata, i vari volontari ricevono tutti la chiamata, poi il primo volontario che riceve la chiamata risponde e il cieco, o l'ipovedente dice "mi è caduta la penna, mi aiuti a trovarla?" Poi posizionando il cellulare il volontario guida il check ipovedente finché non trova l'oggetto, oppure anche per farsi descrivere fotografie, dipinti o anche opere artistiche: va al museo si mette le cuffie e fa vedere l'oggetto o il quadro, o la scultura e il volontario fa una descrizione, ma anche aiuto ad abbinare o descrivere i colori, immaginate che la mattina vi dovete vestire, dovete scegliere tra una maglia rossa e una maglia blu, però siete cieco o ipovedente quindi non potete vedere i colori, o anche a risolvere dei semplici problemi sul computer, ma anche quando si fanno gli acquisti, distinguere tra diversi oggetti. Insomma è una piattaforma fantastica che mette in contatto le persone che vogliono aiutare con le persone che hanno bisogno di aiuto. C'è anche una pagina di "Be my eyes" in italiano, vi metterò il link nelle note del programma. L'unica cosa che noto è che in tutta la pagina parlano dei ciechi come "non vedenti" e voi sapete che è una cosa che non si dovrebbe fare, perché i ciechi dovrebbero essere definiti per quello che sono e non in negativo per quello che non possono fare. Ci ho dedicato uno dei miei tre minuti grezzi, però vabbé intanto ce l'hanno tradotta in italiano la pagina, prendiamo quello che passa il convento. Vi invito a dare un'occhiata perché è veramente una cosa fantastica, affascinante e molto utile.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I became a volunteer of "Be my eyes". Yesterday I finally downloaded the app, I had heard about it a while ago, and I finally downloaded it on my mobile. What is "Be my eyes"? It is an app that helps the blind and visually impaired carry out the normal chores that a person normally does around the house. But first, let's say a little about the creator of this fantastic app and how it works. The idea came to Hans Jørgen Wiberg, a Danish who himself is visually impaired, and in 2012 he was already working at the Danish Association for the Blind, and he realised how many blind and visually impaired people used video technologies, so video calls, to get help from friends and family when they needed it. So he created this app which then he launched in January 2015 with a start-up, and today it has more than 4 million volunteers and it works in 180 languages, including Italian. What can you do with this app? Volunteers register and receive a call when a blind or a partially sighted person needs help. Help for what? If this person is at home and needs help finding lost or fallen items, they place the call, the various volunteers all get the call, then the first volunteer who receives the call answers, and the blind or visually impaired person says "I dropped my pen, can you help me find it?" Then by directing the mobile phone, the volunteer guides the visually impaired check until they find the object, or even to have photographs, paintings or even artistic works described: they go to the museum put on the headphones and show the object or the painting, or the sculpture and the volunteer makes a description, but also helps to match or describe the colors, imagine that in the morning you have to dress, you have to choose between a red shirt and a blue shirt, but you are blind or partially sighted so you cannot see the colors, or even to solve simple problems on the computer, but also when shopping, distinguish between different objects. In short, it is a fantastic platform that connects people who want to help with people who need help. There is also a page of "Be my eyes" in Italian, I will put the link in the program notes. The only thing I noticed is that all over the page they talk about the blind as "not-seeing" and you know that this is something that should not be done because the blind should be defined for what they are and not in negative for what they can't do. I dedicated one of my three uncut minutes to it, but oh well in the meantime the page was translated into Italian,  beggars can't be choosers. I invite you to take a look because it is truly a fantastic, fascinating and very useful thing.]]>
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      <pubDate>Thu, 30 Sep 2021 16:32:08 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 269 Gesti</title>
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        <![CDATA[Confessioni di una gesticolatrice.<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Sono una gesticolatrice. Lo so, me ne rendo conto e lo verifico sempre ogni volta che vedo un video che mi ritrae, mentre faccio lezione, mentre parlo. Gesticolo. Ne sono cosciente e potrei evitare di gesticolare, se mi impegno, se mi concentro, e a volte ci provo, ma sinceramente a me non interessa controllare il mio gesticolare, perché il mio gesticolare fa parte di me. Anche adesso che parlo davanti al microfono, sola in una stanza, sola in casa e sola nella stanza, non c'è nessuno che mi guarda, però sento le mie mani che accompagnano le mie parole con i gesti. I gesti delle mie mani proprio così come le espressioni facciali, anche questo ho potuto verificare in video, faccio moltissime espressioni facciali, muovo moltissimo il viso quando parlo, e questo è quello che io sono, e quindi perché nasconderlo, perché far finta di niente? Ora, i gesti sono importantissimi nel linguaggio non verbale, e soprattutto i gesti delle mani che hanno un potere fortissimo. Diverse rappresentazioni teatrali infatti, il gesto di mostrare il palmo delle mani al pubblico ha una forza veramente incredibile. I gesti delle mani, se ricordate circa una ventina d'anni, fa forse 15 anni fa, avete cominciato a vedere le persone che parlavano alla televisione mezzobusto, tenere le mani all'altezza del petto. Prima non lo faceva nessuno, prima la gente parlava alla televisione e se aveva qualcosa in mano lo teneva in mano, se non aveva niente in mano teneva le braccia lungo i fianchi e le mani neanche si vedevano. Poi improvvisamente ci si è resi conto che per rendere più dinamico e interessante, non lo so fate voi, il mezzobusto che parla la televisione, si è reso indispensabile far vedere il gomito e l'avambraccio, quindi tenere le braccia all'altezza del petto, forse un po' lo stesso motivo per cui le varie Lilli Gruber, che è stata una caposcuola, una capofila, hanno cominciato a leggere i telegiornali e sedute di sghimbescio, sedute di traverso nella scrivania con posizioni da scoliosi pazzesche che non si dovrebbero mai assumere. Ecco, sì, tutto questo per rendere più dinamico, più fluido, più movimentato il parlare del mezzobusto. Infatti se ci fate caso, nei telefilm americani parlano sempre tutti mentre camminano e gesticolano con l'avambraccio all'altezza all'altezza del petto. Io dal canto mio continuo a parlare, fare le smorfie e a gesticolare come ho sempre fatto.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I am a gesticulator. I know, I realize it and I have proof every time I see a video that portrays me, while I am teaching, while I speak. I move my hands. I am aware of this and I could avoid gesticulating if I commit myself if I concentrate, and sometimes I try, but honestly, I am not interested in controlling my gesticulation, because it is part of me. Even now that I speak in front of the microphone, alone in a room, alone in the house and alone in the room, there is no one looking at me, but I feel my hands accompanying my words with gestures. The gestures of my hands just like the facial expressions, this too I was able to verify on video, I make a lot of facial expressions, I move my face a lot when I speak, and this is who I am, and therefore why hide it, why pretending I don't? Now, gestures are very important in non-verbal language, and especially hand gestures which have a very strong power. In fact, in theatrical representations, the gesture of showing the palm of the hands to the public has truly incredible strength. Hand gestures, if you remember about twenty years ago, maybe 15 years ago, you started to see people talking on TV, talking heads, holding their hands at chest height. Before nobody did it, before people talked on TV and if they had something in their hand, they held the object, otherwise, they kept the arms along the side and the hands were not even visible. Then suddenly someone realised that to make it look more dynamic and interesting, I don't know,  you pick,  for talking heads on TV, it became essential to show the elbow and forearm, so keeping the arms at chest height, perhaps a little for the same reason why the various Lilli Gruber, who was a pioneer, a leader, started reading the news sitting crookedly,  sideways at the desk, with crazy scoliosis positions that you should never assume. There you go, yes, all this to make appear talking heads on tv more dynamic, more fluid, more lively. In fact, if you notice, in the American TV series everyone always talks while walking and gesticulating with the forearm at chest height. For my part, I continue to talk, make faces and gesticulate as I always have.]]>
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        <![CDATA[Confessioni di una gesticolatrice.<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Sono una gesticolatrice. Lo so, me ne rendo conto e lo verifico sempre ogni volta che vedo un video che mi ritrae, mentre faccio lezione, mentre parlo. Gesticolo. Ne sono cosciente e potrei evitare di gesticolare, se mi impegno, se mi concentro, e a volte ci provo, ma sinceramente a me non interessa controllare il mio gesticolare, perché il mio gesticolare fa parte di me. Anche adesso che parlo davanti al microfono, sola in una stanza, sola in casa e sola nella stanza, non c'è nessuno che mi guarda, però sento le mie mani che accompagnano le mie parole con i gesti. I gesti delle mie mani proprio così come le espressioni facciali, anche questo ho potuto verificare in video, faccio moltissime espressioni facciali, muovo moltissimo il viso quando parlo, e questo è quello che io sono, e quindi perché nasconderlo, perché far finta di niente? Ora, i gesti sono importantissimi nel linguaggio non verbale, e soprattutto i gesti delle mani che hanno un potere fortissimo. Diverse rappresentazioni teatrali infatti, il gesto di mostrare il palmo delle mani al pubblico ha una forza veramente incredibile. I gesti delle mani, se ricordate circa una ventina d'anni, fa forse 15 anni fa, avete cominciato a vedere le persone che parlavano alla televisione mezzobusto, tenere le mani all'altezza del petto. Prima non lo faceva nessuno, prima la gente parlava alla televisione e se aveva qualcosa in mano lo teneva in mano, se non aveva niente in mano teneva le braccia lungo i fianchi e le mani neanche si vedevano. Poi improvvisamente ci si è resi conto che per rendere più dinamico e interessante, non lo so fate voi, il mezzobusto che parla la televisione, si è reso indispensabile far vedere il gomito e l'avambraccio, quindi tenere le braccia all'altezza del petto, forse un po' lo stesso motivo per cui le varie Lilli Gruber, che è stata una caposcuola, una capofila, hanno cominciato a leggere i telegiornali e sedute di sghimbescio, sedute di traverso nella scrivania con posizioni da scoliosi pazzesche che non si dovrebbero mai assumere. Ecco, sì, tutto questo per rendere più dinamico, più fluido, più movimentato il parlare del mezzobusto. Infatti se ci fate caso, nei telefilm americani parlano sempre tutti mentre camminano e gesticolano con l'avambraccio all'altezza all'altezza del petto. Io dal canto mio continuo a parlare, fare le smorfie e a gesticolare come ho sempre fatto.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I am a gesticulator. I know, I realize it and I have proof every time I see a video that portrays me, while I am teaching, while I speak. I move my hands. I am aware of this and I could avoid gesticulating if I commit myself if I concentrate, and sometimes I try, but honestly, I am not interested in controlling my gesticulation, because it is part of me. Even now that I speak in front of the microphone, alone in a room, alone in the house and alone in the room, there is no one looking at me, but I feel my hands accompanying my words with gestures. The gestures of my hands just like the facial expressions, this too I was able to verify on video, I make a lot of facial expressions, I move my face a lot when I speak, and this is who I am, and therefore why hide it, why pretending I don't? Now, gestures are very important in non-verbal language, and especially hand gestures which have a very strong power. In fact, in theatrical representations, the gesture of showing the palm of the hands to the public has truly incredible strength. Hand gestures, if you remember about twenty years ago, maybe 15 years ago, you started to see people talking on TV, talking heads, holding their hands at chest height. Before nobody did it, before people talked on TV and if they had something in their hand, they held the object, otherwise, they kept the arms along the side and the hands were not even visible. Then suddenly someone realised that to make it look more dynamic and interesting, I don't know,  you pick,  for talking heads on TV, it became essential to show the elbow and forearm, so keeping the arms at chest height, perhaps a little for the same reason why the various Lilli Gruber, who was a pioneer, a leader, started reading the news sitting crookedly,  sideways at the desk, with crazy scoliosis positions that you should never assume. There you go, yes, all this to make appear talking heads on tv more dynamic, more fluid, more lively. In fact, if you notice, in the American TV series everyone always talks while walking and gesticulating with the forearm at chest height. For my part, I continue to talk, make faces and gesticulate as I always have.]]>
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      <pubDate>Wed, 29 Sep 2021 09:09:44 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Confessioni di una gesticolatrice.TESTO TRASCRITTO (English translation below)Sono una gesticolatrice. Lo so, me ne rendo conto e lo verifico sempre ogni volta che vedo un video che mi ritrae, mentre faccio lezione, mentre parlo. Gesticolo. Ne sono coscie</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 268 Preti, sciamani e Israele</title>
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        <![CDATA[Assistendo ad una messa cattolica dopo molti anni, due sono le cose che mi hanno colpito, e mi hanno fatto riflettere.<br><br>TESTO TRASCRITTO [English below]<br>Oggi per la prima volta dopo tanti anni ho nuovamente assistito ad una messa in una chiesa cattolica. Quando ero bambina andavo sempre in chiesa e di quel periodo mi è rimasto il sapere a memoria la liturgia, quindi tutte le parti recitate dal prete, oggi mi sono accorta che le so ancora tutte, e tutte le preghiere, ma anche tutti gli scambi che ci sono ci sono. Ci sono due cose che mi hanno colpito moltissimo appunto perché era da tanto tempo che non assistevo più a una messa e poi quando andavo in chiesa, da bambina, ero una fervente cattolica, ora non lo sono più quindi guardo le cose un po' dal di fuori. La prima cosa che mi ha colpito è quante volte durante i vari passaggi della messa il prete ha pronunciato la parola Israele: c'è il popolo di Israele, e c'è la città di Israele, e c'è la guerra, e c'è il popolo che combatte. Tantissimi riferimenti a Israele, la cosa mi ha veramente colpito, perché non me lo ricordavo, e mi ha fatto pensare: una persona che non si interessa di politica internazionale, che quindi non ha alcuna opinione sui fatti che succedono in Israele, soprattutto in Palestina, una persona che non segue la politica, che però va in chiesa tutte le domeniche, si ritrova a sua insaputa ad avere un'opinione positiva di Israele, semplicemente perché il prete ogni domenica ripete Israele qua, Israele là. Immagino che questa persona, che non si occupa di politica quindi non sa assolutamente cosa sta succedendo in quella parte del mondo, quando poi sui giornali legge, oppure alla televisione sente 'Israele' naturalmente starà dalla parte di Israele, perché? Perchè è la parte della chiesa, è la parte della religione cattolica. La seconda cosa che mi ha colpito è che a un certo punto della funzione il prete ha preso il turibolo pieno di incenso e si è messo, è andato in giro a fars spenzolare il triplo per far uscire appunto l'odore dell'incenso. In quel momento aveva il suo vestito con tutte i paramenti, quindi era vestito per l'occasione, come tutti i preti che celebrano la messa, ma quello che mi ha colpito è che sembrava uno sciamano, mi ha ricordato le immagini di tutti gli sciamani che ho visto in vita mia, sia degli indiani americani, ma anche degli aborigeni, delle popolazioni asiatiche, che vanno in giro con un pezzo di legno, un pezzo di carbone o comunque qualcosa da cui esce fumo e lo spennellano in giro per far andar via gli spiriti malvagi. Ecco il prete mi ha ricordato lo sciamano, e poi diciamo che è un po' lo sciamano dei cattolici il prete, no?<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today for the first time in many years I have again attended a mass in a Catholic church. When I was a child I always went to church and from that period I still knew the liturgy by heart, so all the parts were recited by the priest, today I realized that I still remember all the prayers, but also all the exchanges during the mass. There are two things that struck me a lot, precisely because it was a long time since I had attended mass and then when I went to church, as a child, I was a fervent Catholic, now I am no longer so, so I look at things a little from the outside. The first thing that struck me is how many times during the various passages of the mass the priest pronounced the word Israel: the people of Israel, the city of Israel, the war, and the people fighting. Lots of references to Israel, it really struck me, because I didn't remember it, and it made me think: a person who is not interested in international politics, who therefore has no opinion on the events that happen in Israel, especially in Palestine, a person who does not follow politics, but who goes to church every Sunday, find themselves having a positive opinion of Israel by default, simply because the priest every Sunday repeats Israel here, Israel there. I imagine that this person, who does not deal with politics, therefore does not know absolutely what is happening in that part of the world, when they then read in the newspapers, or hear 'Israel' on television, of course, they will be on Israel's side, why? Because it is part of the church, it is part of the Catholic religion. The second thing that struck me is that at a certain point during the service the priest took the censer full of incense and went around waving it to let out the smell of incense. At that moment he had his dress with all the vestments, so he was dressed for the occasion, like all priests who celebrate mass, but what struck me is that he looked like a shaman, he reminded me of the images of all the shamans that I have seen in my life, both American Indians, but also Aborigines, Asian, walking around with a piece of wood, a piece of coal or anything from which smoke comes out and wave it around to send away wicked spirits. That's it, the priest reminded me of the shaman, and then let's say that the priest is a bit like the shaman of Catholics, right?]]>
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        <![CDATA[Assistendo ad una messa cattolica dopo molti anni, due sono le cose che mi hanno colpito, e mi hanno fatto riflettere.<br><br>TESTO TRASCRITTO [English below]<br>Oggi per la prima volta dopo tanti anni ho nuovamente assistito ad una messa in una chiesa cattolica. Quando ero bambina andavo sempre in chiesa e di quel periodo mi è rimasto il sapere a memoria la liturgia, quindi tutte le parti recitate dal prete, oggi mi sono accorta che le so ancora tutte, e tutte le preghiere, ma anche tutti gli scambi che ci sono ci sono. Ci sono due cose che mi hanno colpito moltissimo appunto perché era da tanto tempo che non assistevo più a una messa e poi quando andavo in chiesa, da bambina, ero una fervente cattolica, ora non lo sono più quindi guardo le cose un po' dal di fuori. La prima cosa che mi ha colpito è quante volte durante i vari passaggi della messa il prete ha pronunciato la parola Israele: c'è il popolo di Israele, e c'è la città di Israele, e c'è la guerra, e c'è il popolo che combatte. Tantissimi riferimenti a Israele, la cosa mi ha veramente colpito, perché non me lo ricordavo, e mi ha fatto pensare: una persona che non si interessa di politica internazionale, che quindi non ha alcuna opinione sui fatti che succedono in Israele, soprattutto in Palestina, una persona che non segue la politica, che però va in chiesa tutte le domeniche, si ritrova a sua insaputa ad avere un'opinione positiva di Israele, semplicemente perché il prete ogni domenica ripete Israele qua, Israele là. Immagino che questa persona, che non si occupa di politica quindi non sa assolutamente cosa sta succedendo in quella parte del mondo, quando poi sui giornali legge, oppure alla televisione sente 'Israele' naturalmente starà dalla parte di Israele, perché? Perchè è la parte della chiesa, è la parte della religione cattolica. La seconda cosa che mi ha colpito è che a un certo punto della funzione il prete ha preso il turibolo pieno di incenso e si è messo, è andato in giro a fars spenzolare il triplo per far uscire appunto l'odore dell'incenso. In quel momento aveva il suo vestito con tutte i paramenti, quindi era vestito per l'occasione, come tutti i preti che celebrano la messa, ma quello che mi ha colpito è che sembrava uno sciamano, mi ha ricordato le immagini di tutti gli sciamani che ho visto in vita mia, sia degli indiani americani, ma anche degli aborigeni, delle popolazioni asiatiche, che vanno in giro con un pezzo di legno, un pezzo di carbone o comunque qualcosa da cui esce fumo e lo spennellano in giro per far andar via gli spiriti malvagi. Ecco il prete mi ha ricordato lo sciamano, e poi diciamo che è un po' lo sciamano dei cattolici il prete, no?<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today for the first time in many years I have again attended a mass in a Catholic church. When I was a child I always went to church and from that period I still knew the liturgy by heart, so all the parts were recited by the priest, today I realized that I still remember all the prayers, but also all the exchanges during the mass. There are two things that struck me a lot, precisely because it was a long time since I had attended mass and then when I went to church, as a child, I was a fervent Catholic, now I am no longer so, so I look at things a little from the outside. The first thing that struck me is how many times during the various passages of the mass the priest pronounced the word Israel: the people of Israel, the city of Israel, the war, and the people fighting. Lots of references to Israel, it really struck me, because I didn't remember it, and it made me think: a person who is not interested in international politics, who therefore has no opinion on the events that happen in Israel, especially in Palestine, a person who does not follow politics, but who goes to church every Sunday, find themselves having a positive opinion of Israel by default, simply because the priest every Sunday repeats Israel here, Israel there. I imagine that this person, who does not deal with politics, therefore does not know absolutely what is happening in that part of the world, when they then read in the newspapers, or hear 'Israel' on television, of course, they will be on Israel's side, why? Because it is part of the church, it is part of the Catholic religion. The second thing that struck me is that at a certain point during the service the priest took the censer full of incense and went around waving it to let out the smell of incense. At that moment he had his dress with all the vestments, so he was dressed for the occasion, like all priests who celebrate mass, but what struck me is that he looked like a shaman, he reminded me of the images of all the shamans that I have seen in my life, both American Indians, but also Aborigines, Asian, walking around with a piece of wood, a piece of coal or anything from which smoke comes out and wave it around to send away wicked spirits. That's it, the priest reminded me of the shaman, and then let's say that the priest is a bit like the shaman of Catholics, right?]]>
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      <pubDate>Tue, 28 Sep 2021 17:15:43 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 267 Arti e culture aborigene</title>
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        <![CDATA[Nel 2025 aprirà ad Adelaide (South Australia) uno spazio dedicato alle arti e alle culture aborigene. <br><br>LINK<br><a href="https://www.woodsbagot.com/projects/aboriginal-art-and-cultures-centre/" rel="noopener">https://www.woodsbagot.com/projects/aboriginal-art-and-cultures-centre/</a>]]>
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        <![CDATA[Nel 2025 aprirà ad Adelaide (South Australia) uno spazio dedicato alle arti e alle culture aborigene. <br><br>LINK<br><a href="https://www.woodsbagot.com/projects/aboriginal-art-and-cultures-centre/" rel="noopener">https://www.woodsbagot.com/projects/aboriginal-art-and-cultures-centre/</a>]]>
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      <pubDate>Mon, 27 Sep 2021 15:25:27 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 266 Oscurità</title>
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        <![CDATA[Chi l'ha detto che l'oscurità debba essere sinonimo di cose negative? Nell'oscurità possiamo anche cercare la tranquillità e la libertà del riposo. <br><br>LINK<br>Exploration on darkness #1 (games we play in the dark)<br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-darkness-1-games-we-play-in-the-dark" rel="noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-darkness-1-games-we-play-in-the-dark</a><br><br>Exploration on darkness #2 (why is dark-ness)<br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-darkness-2-why-is-dark-ness" rel="noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-darkness-2-why-is-dark-ness</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Gli amici che mi seguono nei miei canali social, soprattutto quelli che mi seguono su SoundCloud dove pubblicano i miei podcast che, al contrario dei tre minuti grezzi, sono abbastanza elaborati e richiedono abbastanza lavoro sia prima della registrazione che dopo la registrazione, ecco gli amici che mi seguono lì avranno notato che da un po' di tempo compaiono quelle che io chiamo le esplorazioni sull'oscurità 'exploration on darkness'. Ne ho pubblicato due, sto per pubblicare la terza. Di cosa si tratta? Si tratta appunto delle esplorazioni, delle riflessioni che sto facendo sul significato dell'oscurità, e questo rientra all'interno di un progetto al quale sto collaborando con due care amiche, ancora non voglio scendere troppo nei dettagli, un po' per scaramanzia, un po' perché, appunto, stiamo adesso scrivendo il progetto, è nelle sue fasi molto, molto, molto, molto, iniziali e preliminari, comunque è un progetto che, se va avanti così come ce lo siamo immaginate, ci permetterà di esplorare l'oscurità. Io ho iniziato queste mie piccole esplorazioni appunto  con quegli strumenti che ho a mia disposizione, quindi con l'audio e con i podcast. Nell'ambito di queste mie esplorazioni mi è capitato di chiedere ai miei amici cosa fosse per loro l'oscurità, quali fossero le immagini che vengono in mente quando si pensa alla parola oscurità, e i risultati sono stati incredibili, perché effettivamente ci sono 20 mila diversi modi di interpretare l'oscurità che per molti è proprio niente di triste, ma anzi fa pensare a momenti di relax, momenti di tranquillità, momenti che si trascorrono con gli amici quando non si lavora, quindi i momenti di pace dedicati a se stessi. Anch'io ho cominciato a riflettere sull'oscurità e ai diversi significati che gli vengono dati, anche dal punto di vista culturale, basti pensare al movimento dell'Illuminismo, tutto completamente basato sul fatto che l'Illuminismo arriva per disperdere l'oscurità che è intrinsecamente una cosa negativa, e invece da queste mie esplorazioni sempre di più viene fuori che è vero che l'oscurità può essere concepita e intesa come una forza negativa, però spesso l'oscurità e anche quella cosa che ci permette di stare tranquilli e di guardare dentro noi stessi.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Friends who follow me on my social channels, especially those who follow me on SoundCloud where I post my podcasts which, as opposed to these 3 uncute minutes, are quite elaborate and require lots of work both before recording and after recording, so, the friends who follow me on socials will have noticed that for some time now I am creating explorations on darkness. I have published two so far, I am about to publish the third. What is it about? These are actual explorations,  reflections that I am making on the meaning of darkness, and this is part of a project on which I am collaborating with two dear friends, I still do not want to go into too much detail, a bit because I don't want to jinx it, a bit because, in fact, we are now writing the project, it is in its very, very, very, very, initial and preliminary stages, however, it is a project that, if it goes on as we imagined it, will allow us to explore darkness. I started these little explorations of mine precisely with those tools I have at my disposal, that is with audio and podcasts. As part of these explorations of mine, I happened to ask my friends what darkness meant to them, what were the images that came to mind when you think of the word darkness, and the results have been incredible, because there are actually 20,000 different ways of interpreting darkness that for many is really nothing sad, but rather makes them think of moments of relaxation, moments of tranquillity, moments that you spend with friends when you are not working, therefore moments of peace dedicated to yourself. I too have begun to reflect on darkness and the different meanings that are given to it, even from a cultural point of view, just think of the Enlightenment movement, all completely based on the fact that the Enlightenment comes to disperse the darkness that is intrinsically a negative thing, and instead from these explorations of mine more and more it turns out that it is true that darkness can be conceived and understood as a negative force, but often darkness is also the thing that allows us to be calm and to look inside ourselves.]]>
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        <![CDATA[Chi l'ha detto che l'oscurità debba essere sinonimo di cose negative? Nell'oscurità possiamo anche cercare la tranquillità e la libertà del riposo. <br><br>LINK<br>Exploration on darkness #1 (games we play in the dark)<br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-darkness-1-games-we-play-in-the-dark" rel="noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-darkness-1-games-we-play-in-the-dark</a><br><br>Exploration on darkness #2 (why is dark-ness)<br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-darkness-2-why-is-dark-ness" rel="noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-darkness-2-why-is-dark-ness</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Gli amici che mi seguono nei miei canali social, soprattutto quelli che mi seguono su SoundCloud dove pubblicano i miei podcast che, al contrario dei tre minuti grezzi, sono abbastanza elaborati e richiedono abbastanza lavoro sia prima della registrazione che dopo la registrazione, ecco gli amici che mi seguono lì avranno notato che da un po' di tempo compaiono quelle che io chiamo le esplorazioni sull'oscurità 'exploration on darkness'. Ne ho pubblicato due, sto per pubblicare la terza. Di cosa si tratta? Si tratta appunto delle esplorazioni, delle riflessioni che sto facendo sul significato dell'oscurità, e questo rientra all'interno di un progetto al quale sto collaborando con due care amiche, ancora non voglio scendere troppo nei dettagli, un po' per scaramanzia, un po' perché, appunto, stiamo adesso scrivendo il progetto, è nelle sue fasi molto, molto, molto, molto, iniziali e preliminari, comunque è un progetto che, se va avanti così come ce lo siamo immaginate, ci permetterà di esplorare l'oscurità. Io ho iniziato queste mie piccole esplorazioni appunto  con quegli strumenti che ho a mia disposizione, quindi con l'audio e con i podcast. Nell'ambito di queste mie esplorazioni mi è capitato di chiedere ai miei amici cosa fosse per loro l'oscurità, quali fossero le immagini che vengono in mente quando si pensa alla parola oscurità, e i risultati sono stati incredibili, perché effettivamente ci sono 20 mila diversi modi di interpretare l'oscurità che per molti è proprio niente di triste, ma anzi fa pensare a momenti di relax, momenti di tranquillità, momenti che si trascorrono con gli amici quando non si lavora, quindi i momenti di pace dedicati a se stessi. Anch'io ho cominciato a riflettere sull'oscurità e ai diversi significati che gli vengono dati, anche dal punto di vista culturale, basti pensare al movimento dell'Illuminismo, tutto completamente basato sul fatto che l'Illuminismo arriva per disperdere l'oscurità che è intrinsecamente una cosa negativa, e invece da queste mie esplorazioni sempre di più viene fuori che è vero che l'oscurità può essere concepita e intesa come una forza negativa, però spesso l'oscurità e anche quella cosa che ci permette di stare tranquilli e di guardare dentro noi stessi.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Friends who follow me on my social channels, especially those who follow me on SoundCloud where I post my podcasts which, as opposed to these 3 uncute minutes, are quite elaborate and require lots of work both before recording and after recording, so, the friends who follow me on socials will have noticed that for some time now I am creating explorations on darkness. I have published two so far, I am about to publish the third. What is it about? These are actual explorations,  reflections that I am making on the meaning of darkness, and this is part of a project on which I am collaborating with two dear friends, I still do not want to go into too much detail, a bit because I don't want to jinx it, a bit because, in fact, we are now writing the project, it is in its very, very, very, very, initial and preliminary stages, however, it is a project that, if it goes on as we imagined it, will allow us to explore darkness. I started these little explorations of mine precisely with those tools I have at my disposal, that is with audio and podcasts. As part of these explorations of mine, I happened to ask my friends what darkness meant to them, what were the images that came to mind when you think of the word darkness, and the results have been incredible, because there are actually 20,000 different ways of interpreting darkness that for many is really nothing sad, but rather makes them think of moments of relaxation, moments of tranquillity, moments that you spend with friends when you are not working, therefore moments of peace dedicated to yourself. I too have begun to reflect on darkness and the different meanings that are given to it, even from a cultural point of view, just think of the Enlightenment movement, all completely based on the fact that the Enlightenment comes to disperse the darkness that is intrinsically a negative thing, and instead from these explorations of mine more and more it turns out that it is true that darkness can be conceived and understood as a negative force, but often darkness is also the thing that allows us to be calm and to look inside ourselves.]]>
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      <pubDate>Sun, 26 Sep 2021 15:05:31 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Chi l'ha detto che l'oscurità debba essere sinonimo di cose negative? Nell'oscurità possiamo anche cercare la tranquillità e la libertà del riposo. LINKExploration on darkness #1 (games we play in the dark)https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 265 Non uomo ma persona</title>
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        <![CDATA[Se dite "l'uomo" state escludendo tutti coloro che non appartengono per nascita o non si identificano in quel genere. E non venite a dirmi che la lingua italiana bla, bla, bla. Non oggi. Non nel 2021.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Cominciamo col dire che noi italiani e italiane siamo sfortunati perché per un qualche capriccio della nostra lingua quando ci sono 10 donne e 1 uomo in una stanza io per rivolgermi a tutte queste 11 persone in modo grammaticalmente ineccepibile devo usare il maschile, perché nella lingua italiana il maschile predomina, il maschile è il modo neutro, generico, quando voglio dire cose 'in generale' che però non voglio dire particolarmente uomini o donne. Però la cosa la cosa paradossale è che questo 'neutro' in realtà non è per niente neutro ma è appunto maschile. Ora, questo è a volte difficile da gestire quando si tratta di parole che terminano in -a o in -o, io da traduttrice solitamente metto a/o quindi studente/esse eccetera. Però ci sono degli altri usi della lingua quando si vuole dire 'il genere umano' e invece si dice 'l'uomo', quindi "l'uomo ha sempre cercato la scienza". No non è l'uomo al limite il genere umano, non l'uomo, perché se dico 'uomo' anche se voglio indicare uomini e donne, però di fatto sto dicendo 'uomo'. Ora è vero che la lingua italiana è un po' sfortunata da questo punto di vista perché ci costringe a fare e il ju-jitsu delle parole e quindi a inventarci modi nuovi per non offendere, non per non offendere, per essere inclusivi, per far sentire le persone che leggono e che ascoltano parte del discorso, però ci sono dei semplicissimi accorgimenti che chiunque può utilizzare senza bisogno di sentirsi un paladino dell'uguaglianza (che certe persone non vogliono sentirsi paladini e paladine dell'uguaglianza) ad esempio, anziché dire l'uomo e il mare - e non mi sto riferendo adesso al titolo del romanzo di Hemingway - ma se voglio fare una mostra che parla del mare e di come gli esseri umani si relazionano al mare, anziché dire l'uomo e il mare posso inventarmi altri modi, ad esempio le persone e il mare, gli esseri umani e il mare, gli individui e il mare, insomma cercando di evitare l'uso della parola 'uomo'  quando invece voglio indicare uomini, donne e tutto quello che c'è nella grande varietà, in questo grande arcobaleno di generi che, per fortuna, abbiamo il diritto di abitare come ci pare e ci piace.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Let's start by saying that we Italians are unlucky because for some whim of our language, when there are 10 women and 1 man in a room, I have to use the masculine to address all these 11 people in a grammatically flawless way, because in the Italian language the masculine predominates, the masculine is the neutral, generic way, when I want to say things 'in general' when I don't mean particularly men or women. But the paradoxical thing is that this 'neutral' is actually not neutral at all but is precisely the grammatical male form. Now, this is sometimes difficult to manage when it comes to words ending in -a or -o, as a translator I usually put a / o that is studente/essa and so on. But there are other uses of the language when you want to say 'the human race' and instead, you say 'man', so "man has always sought science". No, it is not men, if anything, it's the human race, not men, because if I say 'men' even if mean men and women, however in reality I am actually saying 'men'. Now it is true that the Italian language is a bit unfortunate from this point of view because it forces us to do and the ju-jitsu of words and therefore to invent new ways to not offend, actually, doesn't have anythign to do with offend, it's about inclusion, to make people who read and listen to part of the conversation, but there are very simple tricks that anyone can use without needing to feel like a champion of equality (some people do not want to be seen as champions of equality) for example, instead of saying 'the man and the sea' - and I'm not referring now to the title of Hemingway's novel - but if I want to do an exhibition that talks about the sea and how human beings relate to the sea, instead of saying 'the man and the sea' I can invent other ways, for example people and the sea, human beings and the sea, individuals and the sea, in short trying to avoid the use of the word 'man' when instead I want to include men, women and everything there is in the big variety, in this great rainbow of genres that, fortunately, we have the right to inhabit as we please and like.]]>
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        <![CDATA[Se dite "l'uomo" state escludendo tutti coloro che non appartengono per nascita o non si identificano in quel genere. E non venite a dirmi che la lingua italiana bla, bla, bla. Non oggi. Non nel 2021.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Cominciamo col dire che noi italiani e italiane siamo sfortunati perché per un qualche capriccio della nostra lingua quando ci sono 10 donne e 1 uomo in una stanza io per rivolgermi a tutte queste 11 persone in modo grammaticalmente ineccepibile devo usare il maschile, perché nella lingua italiana il maschile predomina, il maschile è il modo neutro, generico, quando voglio dire cose 'in generale' che però non voglio dire particolarmente uomini o donne. Però la cosa la cosa paradossale è che questo 'neutro' in realtà non è per niente neutro ma è appunto maschile. Ora, questo è a volte difficile da gestire quando si tratta di parole che terminano in -a o in -o, io da traduttrice solitamente metto a/o quindi studente/esse eccetera. Però ci sono degli altri usi della lingua quando si vuole dire 'il genere umano' e invece si dice 'l'uomo', quindi "l'uomo ha sempre cercato la scienza". No non è l'uomo al limite il genere umano, non l'uomo, perché se dico 'uomo' anche se voglio indicare uomini e donne, però di fatto sto dicendo 'uomo'. Ora è vero che la lingua italiana è un po' sfortunata da questo punto di vista perché ci costringe a fare e il ju-jitsu delle parole e quindi a inventarci modi nuovi per non offendere, non per non offendere, per essere inclusivi, per far sentire le persone che leggono e che ascoltano parte del discorso, però ci sono dei semplicissimi accorgimenti che chiunque può utilizzare senza bisogno di sentirsi un paladino dell'uguaglianza (che certe persone non vogliono sentirsi paladini e paladine dell'uguaglianza) ad esempio, anziché dire l'uomo e il mare - e non mi sto riferendo adesso al titolo del romanzo di Hemingway - ma se voglio fare una mostra che parla del mare e di come gli esseri umani si relazionano al mare, anziché dire l'uomo e il mare posso inventarmi altri modi, ad esempio le persone e il mare, gli esseri umani e il mare, gli individui e il mare, insomma cercando di evitare l'uso della parola 'uomo'  quando invece voglio indicare uomini, donne e tutto quello che c'è nella grande varietà, in questo grande arcobaleno di generi che, per fortuna, abbiamo il diritto di abitare come ci pare e ci piace.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Let's start by saying that we Italians are unlucky because for some whim of our language, when there are 10 women and 1 man in a room, I have to use the masculine to address all these 11 people in a grammatically flawless way, because in the Italian language the masculine predominates, the masculine is the neutral, generic way, when I want to say things 'in general' when I don't mean particularly men or women. But the paradoxical thing is that this 'neutral' is actually not neutral at all but is precisely the grammatical male form. Now, this is sometimes difficult to manage when it comes to words ending in -a or -o, as a translator I usually put a / o that is studente/essa and so on. But there are other uses of the language when you want to say 'the human race' and instead, you say 'man', so "man has always sought science". No, it is not men, if anything, it's the human race, not men, because if I say 'men' even if mean men and women, however in reality I am actually saying 'men'. Now it is true that the Italian language is a bit unfortunate from this point of view because it forces us to do and the ju-jitsu of words and therefore to invent new ways to not offend, actually, doesn't have anythign to do with offend, it's about inclusion, to make people who read and listen to part of the conversation, but there are very simple tricks that anyone can use without needing to feel like a champion of equality (some people do not want to be seen as champions of equality) for example, instead of saying 'the man and the sea' - and I'm not referring now to the title of Hemingway's novel - but if I want to do an exhibition that talks about the sea and how human beings relate to the sea, instead of saying 'the man and the sea' I can invent other ways, for example people and the sea, human beings and the sea, individuals and the sea, in short trying to avoid the use of the word 'man' when instead I want to include men, women and everything there is in the big variety, in this great rainbow of genres that, fortunately, we have the right to inhabit as we please and like.]]>
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      <pubDate>Sat, 25 Sep 2021 13:22:15 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 264 Lavare per terra</title>
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        <![CDATA[Ode ad una tecnologia mai abbastanza apprezzata.<br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH TRANSLATION BELOW]<br>Anzitutto non preoccupatevi se sentite dei rumori dei bip bip in sottofondo perché ho le finestre aperte, o almeno alcune finestre sono aperte, perché ho appena passato lo straccio per terra e voglio far asciugare bene prima di uscire. Ed è proprio di questo che voglio parlarvi, voglio cioè celebrare una cosa che secondo me non viene celebrata abbastanza, cioè i passi avanti che si sono fatti nella tecnologia che ci permette di lavare per terra. Quando ero bambina il momento della giornata in cui mia mamma lavava per terra, e questo momento veniva almeno una volta al giorno, abitavamo in una casa molto piccola e poi, si sa, le mamme italiane sono un po fanatiche della pulizia, però arrivava sempre questo momento, un momento temuto da me e da mio fratello, perché bisognava... avete presente "the floor is lava", che non si può toccare niente? Ecco così: noi dovevamo rimanere pietrificati, immobili in un angolo e però c'era sempre qualcosa di incredibilmente importante che noi dovevamo fare dall'altra parte della stanza, per cui c'era mia mamma che andava in giro con questo secchione pieno d'acqua, con lo straccio da lavare per terra, che strizzava con le mani, col bastone per lavare per terra eccetera eccetera. Ecco pensate come è cambiata questa tecnologia, perché poi di tecnologia, si tratta sono degli strumenti che ci permettono di tenere la casa pulita e sana, anche. Verso la fine degli anni '80 mi pare, comparve il Mocio Vileda e già questa era una cosa pazzesca, vi ricordate il Mocio Vileda? E poi pian piano sono comparsi altri strumenti che permettono di lavare per terra senza sporcarsi le mani, senza fare fatica. Io ne uso uno che mi rendo conto è già vecchio di diversi anni, però a me sembra assolutamente futuristico perché c'è il bastone con una specie di stantuffo che  schiaccio c'è una centrifuga che mi pulisce questi  lappini che poi... Insomma è una cosa completamente diversa da come facevano le nostre genitrici. Secondo me bisognerebbe riflettere di più su queste tecnologie, perché poi sono le tecnologie che noi utilizziamo di più, che utilizziamo quasi tutti i giorni. Pensate anche a quanto ha contribuito l'invenzione della lavatrice a liberare tempo alle donne, che hanno potuto quindi usare quel tempo per fare altre cose, magari anche per studiare. Infatti ho letto da qualche parte un articolo dove si diceva che proprio la lavatrice è uno degli elementi fondamentali che ha permesso l'avanzamento della donna nel tessuto sociale dal punto di vista lavorativo, perché prima immaginatevi solo lavare a mano le lenzuola che cosa significava, cioè io a malapena riesco a lavare i calzini delicati a mano, ma vabbè lasciamo perdere. Comunque ode agli strumenti che ci permettono di lavare per terra senza fatica e soprattutto senza bagnarci le mani.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>First of all, don't worry if you hear beeping noises in the background because I have the windows open, or at least some windows are open, because I have just mopped the floor and I want it to dry thoroughly before I go out. And this is precisely what I want to talk to you about, that is, I want to celebrate something that in my opinion is not celebrated enough, that is, the advances that have been made in the technology that allows us to mop the floor. When I was a child, the moment of the day when my mother mopped the floor, and this moment came at least once a day, we lived in a very small house and then, you know, Italian mothers are a bit fanatical about cleaning, but it always came this moment, a moment feared by me and my brother, because we had to ... you know "the floor is lava", that you cannot touch the ground? Just like that: we had to stay like stones, motionless in a corner , and yet there was always something incredibly important that we had to do on the other side of the room, so there was always my mom going around with this bucket full of water, with the rag to mop the ground, which she wrung out with her hands, with the stick to mop etc. etc. Think how much this technology has changed, because it is a technology, they are tools that allow us to keep the house clean and healthy, too. Towards the end of the 80s I think, the Vileda Mop appeared and this was already a crazy thing, do you remember the Vileda Mop? And then slowly other tools appeared that allow you to mop the floor without getting your hands dirty, without effort. I use one that I realise is already several years old now, but it seems to me absolutely futuristic because there is a stick with a kind of plunger that I press, there is a centrifuge that cleans these mop-hairy things ... it's a completely different experience from how our mothers did it. In my opinion, we should think more about these technologies because they are the technologies that we use the most, that we use almost every day. Think also how much the invention of the washing machine has contributed to freeing up time for women, who could therefore use that time to do other things, perhaps even to study. In fact, I read an article somewhere where they stated that the washing machine is one of the fundamental elements that allowed the advancement of women in the social fabric from, as far as paid work is concerned, because imagine just washing the sheets by hand what it meant, I mean I can barely wash the delicate socks by hand, but oh well we better leave it. Anyway, long live the tools that allow us to mop the ground effortlessly and above all without getting our hands wet.]]>
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        <![CDATA[Ode ad una tecnologia mai abbastanza apprezzata.<br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH TRANSLATION BELOW]<br>Anzitutto non preoccupatevi se sentite dei rumori dei bip bip in sottofondo perché ho le finestre aperte, o almeno alcune finestre sono aperte, perché ho appena passato lo straccio per terra e voglio far asciugare bene prima di uscire. Ed è proprio di questo che voglio parlarvi, voglio cioè celebrare una cosa che secondo me non viene celebrata abbastanza, cioè i passi avanti che si sono fatti nella tecnologia che ci permette di lavare per terra. Quando ero bambina il momento della giornata in cui mia mamma lavava per terra, e questo momento veniva almeno una volta al giorno, abitavamo in una casa molto piccola e poi, si sa, le mamme italiane sono un po fanatiche della pulizia, però arrivava sempre questo momento, un momento temuto da me e da mio fratello, perché bisognava... avete presente "the floor is lava", che non si può toccare niente? Ecco così: noi dovevamo rimanere pietrificati, immobili in un angolo e però c'era sempre qualcosa di incredibilmente importante che noi dovevamo fare dall'altra parte della stanza, per cui c'era mia mamma che andava in giro con questo secchione pieno d'acqua, con lo straccio da lavare per terra, che strizzava con le mani, col bastone per lavare per terra eccetera eccetera. Ecco pensate come è cambiata questa tecnologia, perché poi di tecnologia, si tratta sono degli strumenti che ci permettono di tenere la casa pulita e sana, anche. Verso la fine degli anni '80 mi pare, comparve il Mocio Vileda e già questa era una cosa pazzesca, vi ricordate il Mocio Vileda? E poi pian piano sono comparsi altri strumenti che permettono di lavare per terra senza sporcarsi le mani, senza fare fatica. Io ne uso uno che mi rendo conto è già vecchio di diversi anni, però a me sembra assolutamente futuristico perché c'è il bastone con una specie di stantuffo che  schiaccio c'è una centrifuga che mi pulisce questi  lappini che poi... Insomma è una cosa completamente diversa da come facevano le nostre genitrici. Secondo me bisognerebbe riflettere di più su queste tecnologie, perché poi sono le tecnologie che noi utilizziamo di più, che utilizziamo quasi tutti i giorni. Pensate anche a quanto ha contribuito l'invenzione della lavatrice a liberare tempo alle donne, che hanno potuto quindi usare quel tempo per fare altre cose, magari anche per studiare. Infatti ho letto da qualche parte un articolo dove si diceva che proprio la lavatrice è uno degli elementi fondamentali che ha permesso l'avanzamento della donna nel tessuto sociale dal punto di vista lavorativo, perché prima immaginatevi solo lavare a mano le lenzuola che cosa significava, cioè io a malapena riesco a lavare i calzini delicati a mano, ma vabbè lasciamo perdere. Comunque ode agli strumenti che ci permettono di lavare per terra senza fatica e soprattutto senza bagnarci le mani.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>First of all, don't worry if you hear beeping noises in the background because I have the windows open, or at least some windows are open, because I have just mopped the floor and I want it to dry thoroughly before I go out. And this is precisely what I want to talk to you about, that is, I want to celebrate something that in my opinion is not celebrated enough, that is, the advances that have been made in the technology that allows us to mop the floor. When I was a child, the moment of the day when my mother mopped the floor, and this moment came at least once a day, we lived in a very small house and then, you know, Italian mothers are a bit fanatical about cleaning, but it always came this moment, a moment feared by me and my brother, because we had to ... you know "the floor is lava", that you cannot touch the ground? Just like that: we had to stay like stones, motionless in a corner , and yet there was always something incredibly important that we had to do on the other side of the room, so there was always my mom going around with this bucket full of water, with the rag to mop the ground, which she wrung out with her hands, with the stick to mop etc. etc. Think how much this technology has changed, because it is a technology, they are tools that allow us to keep the house clean and healthy, too. Towards the end of the 80s I think, the Vileda Mop appeared and this was already a crazy thing, do you remember the Vileda Mop? And then slowly other tools appeared that allow you to mop the floor without getting your hands dirty, without effort. I use one that I realise is already several years old now, but it seems to me absolutely futuristic because there is a stick with a kind of plunger that I press, there is a centrifuge that cleans these mop-hairy things ... it's a completely different experience from how our mothers did it. In my opinion, we should think more about these technologies because they are the technologies that we use the most, that we use almost every day. Think also how much the invention of the washing machine has contributed to freeing up time for women, who could therefore use that time to do other things, perhaps even to study. In fact, I read an article somewhere where they stated that the washing machine is one of the fundamental elements that allowed the advancement of women in the social fabric from, as far as paid work is concerned, because imagine just washing the sheets by hand what it meant, I mean I can barely wash the delicate socks by hand, but oh well we better leave it. Anyway, long live the tools that allow us to mop the ground effortlessly and above all without getting our hands wet.]]>
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      <pubDate>Fri, 24 Sep 2021 08:06:01 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 263 Certi commenti, evitateceli</title>
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        <![CDATA[Smettiamola di commentare sull'aspetto fisico delle donne. <br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH TRANSLATION below)<br>Parlo nuovamente del feedback. Sì lo so che ho già dedicato una puntata dei miei tre minuti grezzi al feedback, cioè al dare un parere a volte richiesto a volte non richiesto. E oggi voglio parlare proprio di quando il parere si dà e non solo non è richiesto, ma non non porta niente di positivo per nessuno. Vi faccio un esempio. Vedete un'amica e le dite "Ah, questi pantaloni ti fanno ingrassare, ti fanno sembrare più grassa". Qua ci sono andando a colpi di accetta, eh, ve ne sarete accorti. Allora, la persona che dice una frase del genere, cosa può sperare di sentirsi rispondere? Che l'amica le dica "Grazie, non me ne ero accorta, meno male che ci sei tu che mi dici queste cose, perché io non sono già abbastanza stressata di mio con l'immagine del corpo, bombardata e martellata da messaggi da tutte le parti, che mi dicono che devo sempre essere giovane bella magra eccetera eccetera? Grazie che me l'ha detto, non me ne ero accorta!" Oppure un'altra risposta potrebbe essere: "Ah, a meno male che me l'hai detto, aspetta me li tolgo subito e li brucio in un grande falò che farò in piazza, questo servirà anche a monito per tutte le altre persone che indossano pantaloni che le fanno apparire più grasse." No, ci scherzo sopra però è una cosa che a me dà molto fastidio, perché c'è questa ossessione sull'immagine della donna ed è veramente solo della donna perché non ne frega niente a nessuno di dire agli uomini con la panza, guarda che fai schifo con questa maglietta così aderente, ecco non ne frega niente a nessuno come dovrebbe essere. Però tutti si sentono più o meno nel diritto, anzi nel dovere di aprire gli occhi a noi donne che non ci rendiamo conto che le cose che mettiamo non ci fanno apparire uguali alle immagini della pubblicità che ci martella e che dalla culla ci obbliga ad apparire piuttosto che ad essere. Fateci caso: quando vedete una bambina le cose che la gente dice alla bambina sono "Oh ma quanto sei carina! Oh ma che bel vestitino che hai!" Mai che nessuno dica una bambina "Ammazza ma quanto sei avventurosa! Quanto mi piace il modo che hai di tenere in mano la fionda o di metterti con le mani sui fianchi per far capire al mondo che se vuole farti del male, tu sei lì pronta a difenderti." No mai che si faccia il complimento a una bambina perché corre velocemente. Allora, riflettiamo: quando facciamo un commento, quando diamo del feedback, chiediamoci prima di fare il commento, che risposta voglio avere? E se non riusciamo a darci una risposta a questa domanda, lasciamo perdere, lasciamo perdere.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I'm talking about feedback again. Yes, I know that I have already dedicated an episode of my podcast '3 uncut' to feedback, that is to give an opinion that is sometimes requested and sometimes is uncalled-for. And today I want to talk about when the opinion is given and not only had not been requested, but it does not bring anything positive for anyone. I'll give you an example. You see a girlfriend and you say "Ah, these pants make you fat, they make you look fatter". And yes, I'm not being very subtle on purpose, you will have noticed. So, what can the person saying such a thing can hope to achieve? That her friend tells her "Thank you, I didn't notice, thank goodness you're here telling me these things, because I'm not already stressed enough of my own with body image, bombarded and hammered by messages from everywhere, telling me that I must always look young, beautiful, thin, etc., etc.? Thanks for telling me, I hadn't noticed! " Or another answer could be: "Ah, thank goodness you told me so, wait I'll take them off immediately and burn them in a big bonfire in the square, this will also serve as a warning for all the other people wearing pants that make them look fatter." No, I'm joking about it, but it's something that bothers me a lot, because there is this obsession with the way women look and it's really only about women, because nobody cares about telling men with a belly, look at you, how ugly you look in this tight-fitting t-shirt, because nobody gives a damn, just how it should be. But everyone feels more or less in the right, indeed in the duty to open the eyes to us women who do not realise that the things we put on do not make us look just like the images of the advertisement that hammers us and that from the cradle forces us to appear, rather than to be. Pay attention to it: when you see a little girl, the things people say to the little girl are "Oh how cute you are! Oh what a beautiful dress you are wearing!" You never hear anyone saying "Wow! Look how adventurous you are! How I love the way you hold the sling or the way put your hands on your hips to make the world understand that if it wants to hurt you, you're ready to defend yourself." Never anyone paying a compliment to a little girl because she runs fast. So, let's think about it: when we make a comment, when we give feedback, let's ask ourselves before making the comment, what do I hope to achieve? And if we can't give ourselves an answer to this question, then, just leave it, leave it.]]>
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Che l'amica le dica "Grazie, non me ne ero accorta, meno male che ci sei tu che mi dici queste cose, perché io non sono già abbastanza stressata di mio con l'immagine del corpo, bombardata e martellata da messaggi da tutte le parti, che mi dicono che devo sempre essere giovane bella magra eccetera eccetera? Grazie che me l'ha detto, non me ne ero accorta!" Oppure un'altra risposta potrebbe essere: "Ah, a meno male che me l'hai detto, aspetta me li tolgo subito e li brucio in un grande falò che farò in piazza, questo servirà anche a monito per tutte le altre persone che indossano pantaloni che le fanno apparire più grasse." No, ci scherzo sopra però è una cosa che a me dà molto fastidio, perché c'è questa ossessione sull'immagine della donna ed è veramente solo della donna perché non ne frega niente a nessuno di dire agli uomini con la panza, guarda che fai schifo con questa maglietta così aderente, ecco non ne frega niente a nessuno come dovrebbe essere. Però tutti si sentono più o meno nel diritto, anzi nel dovere di aprire gli occhi a noi donne che non ci rendiamo conto che le cose che mettiamo non ci fanno apparire uguali alle immagini della pubblicità che ci martella e che dalla culla ci obbliga ad apparire piuttosto che ad essere. Fateci caso: quando vedete una bambina le cose che la gente dice alla bambina sono "Oh ma quanto sei carina! Oh ma che bel vestitino che hai!" Mai che nessuno dica una bambina "Ammazza ma quanto sei avventurosa! Quanto mi piace il modo che hai di tenere in mano la fionda o di metterti con le mani sui fianchi per far capire al mondo che se vuole farti del male, tu sei lì pronta a difenderti." No mai che si faccia il complimento a una bambina perché corre velocemente. Allora, riflettiamo: quando facciamo un commento, quando diamo del feedback, chiediamoci prima di fare il commento, che risposta voglio avere? E se non riusciamo a darci una risposta a questa domanda, lasciamo perdere, lasciamo perdere.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I'm talking about feedback again. Yes, I know that I have already dedicated an episode of my podcast '3 uncut' to feedback, that is to give an opinion that is sometimes requested and sometimes is uncalled-for. And today I want to talk about when the opinion is given and not only had not been requested, but it does not bring anything positive for anyone. I'll give you an example. You see a girlfriend and you say "Ah, these pants make you fat, they make you look fatter". And yes, I'm not being very subtle on purpose, you will have noticed. So, what can the person saying such a thing can hope to achieve? That her friend tells her "Thank you, I didn't notice, thank goodness you're here telling me these things, because I'm not already stressed enough of my own with body image, bombarded and hammered by messages from everywhere, telling me that I must always look young, beautiful, thin, etc., etc.? Thanks for telling me, I hadn't noticed! " Or another answer could be: "Ah, thank goodness you told me so, wait I'll take them off immediately and burn them in a big bonfire in the square, this will also serve as a warning for all the other people wearing pants that make them look fatter." No, I'm joking about it, but it's something that bothers me a lot, because there is this obsession with the way women look and it's really only about women, because nobody cares about telling men with a belly, look at you, how ugly you look in this tight-fitting t-shirt, because nobody gives a damn, just how it should be. But everyone feels more or less in the right, indeed in the duty to open the eyes to us women who do not realise that the things we put on do not make us look just like the images of the advertisement that hammers us and that from the cradle forces us to appear, rather than to be. Pay attention to it: when you see a little girl, the things people say to the little girl are "Oh how cute you are! Oh what a beautiful dress you are wearing!" You never hear anyone saying "Wow! Look how adventurous you are! How I love the way you hold the sling or the way put your hands on your hips to make the world understand that if it wants to hurt you, you're ready to defend yourself." Never anyone paying a compliment to a little girl because she runs fast. So, let's think about it: when we make a comment, when we give feedback, let's ask ourselves before making the comment, what do I hope to achieve? And if we can't give ourselves an answer to this question, then, just leave it, leave it.]]>
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      <pubDate>Thu, 23 Sep 2021 11:00:39 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Smettiamola di commentare sull'aspetto fisico delle donne. TESTO TRASCRITTO (ENGLISH TRANSLATION below)Parlo nuovamente del feedback. Sì lo so che ho già dedicato una puntata dei miei tre minuti grezzi al feedback, cioè al dare un parere a volte richiesto</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 262 I miei parrucchieri</title>
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        <![CDATA[Andare dai miei parrucchieri è la mia terapia. <br><br><br><b>TESTO TRASCRITTO</b><br>Avevo l'impressione di avervi già parlato dei miei parrucchieri, però sono andata a controllare i titoli dei tre minuti grezzi fatti dalla prima puntata, cioè dal 4 gennaio fino ad oggi, e non ho trovato traccia. Nel caso ve ne avessi già parlato, beh beccatevi un'altra puntata dove parlo dei miei parrucchieri perché adoro i miei parrucchieri. Allora il parrucchiere, insieme al dentista e al ginecologo, sono quei professionisti che ti mancano di più quando cambi città, figuriamoci quando cambi continente. Io ho impiegato un po' a trovare gli specialisti e ho trovato un bravo medico di famiglia, ho fatto una puntata dei tre minuti grezzi anche su di lui, ho trovato un bravo dentista, e su di loro ho fatto addirittura un radiodramma dove racconto come avvenne l'estrazione del mio molare del giudizio, e ho trovato i miei amatissimi parrucchieri. Cosa hanno di particolare i parrucchieri dove vado che si chiamano Valerio e Cristina? Quando tu entri, non hai l'impressione di entrare da un parrucchiere. Avete presente, tutti gli specchi, quelle sedie? Ecco quando entro dai miei parrucchieri, mi sembra di entrare in un... im un sushi bar o comunque in uno di quei negozi che in inglese si chiama "puntini puntinini"-bar. C'è un bancone, lungo tutto a vista, poi ci sono tutti i flaconi, di prodotti ottimi, e poi quando devono fare il colore e le cose che si fanno, prendono il bilancino, misurano davanti a te, sembra di essere dal droghiere, dal farmacista. È bellissimo. E poi loro sono molto simpatici. È una giovane coppia e facciamo delle belle chiacchierate, ci ascoltiamo a vicenda. No, ogni volta che vado dal parrucchiere, e non ci vado mai abbastanza spesso, mi rilasso e poi esco più bella che mai. Se mi vedeste oggi, mi sono addirittura fatta allisciare i capelli, che per noi persone coi capelli ricci naturali avere i capelli lisci è sempre un sogno, a me durano tanto... Non arrivo neanche a farmi la doccia, basta che mi metta a pensare più intensamente del solito, e i capelli mi tornano ricci. No, volevo dire che è bello quando si hanno attorno dei professionisti seri con i quali anche fa piacere fare le chiacchiere, quando si sta in un ambiente, in un ambiente rilassante, sempre con della bellissima musica. E niente sono entusiasta. Volevo dirvelo e volevo condividerlo con voi. Era da un paio di mesi che non andavo dal parrucchiere, sembravo infatti un cinghiale, però tra le vacanze, la pigrizia e quant'altro ho lasciato un po' perdere, però se mi vedeste adesso sono splendida, bellissima più che mai. Ecco qua.<br><br><b>ENGLISH TRANSLATION</b><br>I was under the impression that I had already told you about my hairdressers, but I went to check the titles of my '3 uncut' podcast, starting from the first episode, that is, from January 4th to today, and I found no trace. In case I already told you about them, well get another episode where I talk about my hairdressers because I love my hairdressers. You see, the hairdresser, together with the dentist and the gynaecologist, are those professionals you miss most when you change city, imagine when you change the continent. It took me a while to find the professionals. I found a good family doctor, I made an episode of my 3 uncut podcast on him too; I found a good dentist, and I did an entire radio play on them where I tell about the extraction of my wisdom tooth, and I found my beloved hairdressers. What is special about the hairdressers where I go, called Valerio and Cristina? When you enter, you do not have the impression of entering a hairdresser. You know, all the mirrors, those chairs? You see, when I go to my hairdressers, it feels like I am entering a ... I'm in a sushi bar or in any case in one of those shops that in English is called "something-something -bar". There is a counter, all along, all in view, then there are all the bottles, of excellent products, and then when they have to prepare the colour and the things they do, they take the precision scale, they measure it in front of you, it feels like being at the grocer's, at the pharmacist's. It's beautiful. Besides, they are very nice. They are a young couple and we have good chats, we listen to each other. Yes, every time I go to the hairdresser, and I never go there often enough, I relax and I come out more beautiful than ever. If you saw me today, I even had my hair straightened, which for us people with naturally curly hair, having straight hair is always a dream, but they don't last long on me ... not even until my next shower, in fact, it's enough for me to think harder than usual, and my hair is curly again. Yes, I wanted to say that it is nice when you have around serious professionals with whom it is also a pleasure to chat, when you are in an environment, in a relaxing environment, always with beautiful music. And, yes, I'm happy about them. I wanted to tell you and to share this with you. I hadn't been to the hairdresser for a couple of months, in fact, I looked like a wild boar, but you know, with the holidays, the laziness and everything else I let it go a bit, but if you saw me now, I'm gorgeous, more beautiful than ever. There you go.<br><br>LINK<br>I miei parrucchieri, eccoli qua https://www.facebook.com/valerioiparrucchieri<br><br>Qui il racconto sul mio medico di famiglia https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-40-medico-di-famiglia<br><br>E qui il radiodramma dove racconto dell'estrazione del molare di giudizio (avvertenza: contiene rumore di trapano) https://soundcloud.com/kommunic8/giudizio]]>
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        <![CDATA[Andare dai miei parrucchieri è la mia terapia. <br><br><br><b>TESTO TRASCRITTO</b><br>Avevo l'impressione di avervi già parlato dei miei parrucchieri, però sono andata a controllare i titoli dei tre minuti grezzi fatti dalla prima puntata, cioè dal 4 gennaio fino ad oggi, e non ho trovato traccia. Nel caso ve ne avessi già parlato, beh beccatevi un'altra puntata dove parlo dei miei parrucchieri perché adoro i miei parrucchieri. Allora il parrucchiere, insieme al dentista e al ginecologo, sono quei professionisti che ti mancano di più quando cambi città, figuriamoci quando cambi continente. Io ho impiegato un po' a trovare gli specialisti e ho trovato un bravo medico di famiglia, ho fatto una puntata dei tre minuti grezzi anche su di lui, ho trovato un bravo dentista, e su di loro ho fatto addirittura un radiodramma dove racconto come avvenne l'estrazione del mio molare del giudizio, e ho trovato i miei amatissimi parrucchieri. Cosa hanno di particolare i parrucchieri dove vado che si chiamano Valerio e Cristina? Quando tu entri, non hai l'impressione di entrare da un parrucchiere. Avete presente, tutti gli specchi, quelle sedie? Ecco quando entro dai miei parrucchieri, mi sembra di entrare in un... im un sushi bar o comunque in uno di quei negozi che in inglese si chiama "puntini puntinini"-bar. C'è un bancone, lungo tutto a vista, poi ci sono tutti i flaconi, di prodotti ottimi, e poi quando devono fare il colore e le cose che si fanno, prendono il bilancino, misurano davanti a te, sembra di essere dal droghiere, dal farmacista. È bellissimo. E poi loro sono molto simpatici. È una giovane coppia e facciamo delle belle chiacchierate, ci ascoltiamo a vicenda. No, ogni volta che vado dal parrucchiere, e non ci vado mai abbastanza spesso, mi rilasso e poi esco più bella che mai. Se mi vedeste oggi, mi sono addirittura fatta allisciare i capelli, che per noi persone coi capelli ricci naturali avere i capelli lisci è sempre un sogno, a me durano tanto... Non arrivo neanche a farmi la doccia, basta che mi metta a pensare più intensamente del solito, e i capelli mi tornano ricci. No, volevo dire che è bello quando si hanno attorno dei professionisti seri con i quali anche fa piacere fare le chiacchiere, quando si sta in un ambiente, in un ambiente rilassante, sempre con della bellissima musica. E niente sono entusiasta. Volevo dirvelo e volevo condividerlo con voi. Era da un paio di mesi che non andavo dal parrucchiere, sembravo infatti un cinghiale, però tra le vacanze, la pigrizia e quant'altro ho lasciato un po' perdere, però se mi vedeste adesso sono splendida, bellissima più che mai. Ecco qua.<br><br><b>ENGLISH TRANSLATION</b><br>I was under the impression that I had already told you about my hairdressers, but I went to check the titles of my '3 uncut' podcast, starting from the first episode, that is, from January 4th to today, and I found no trace. In case I already told you about them, well get another episode where I talk about my hairdressers because I love my hairdressers. You see, the hairdresser, together with the dentist and the gynaecologist, are those professionals you miss most when you change city, imagine when you change the continent. It took me a while to find the professionals. I found a good family doctor, I made an episode of my 3 uncut podcast on him too; I found a good dentist, and I did an entire radio play on them where I tell about the extraction of my wisdom tooth, and I found my beloved hairdressers. What is special about the hairdressers where I go, called Valerio and Cristina? When you enter, you do not have the impression of entering a hairdresser. You know, all the mirrors, those chairs? You see, when I go to my hairdressers, it feels like I am entering a ... I'm in a sushi bar or in any case in one of those shops that in English is called "something-something -bar". There is a counter, all along, all in view, then there are all the bottles, of excellent products, and then when they have to prepare the colour and the things they do, they take the precision scale, they measure it in front of you, it feels like being at the grocer's, at the pharmacist's. It's beautiful. Besides, they are very nice. They are a young couple and we have good chats, we listen to each other. Yes, every time I go to the hairdresser, and I never go there often enough, I relax and I come out more beautiful than ever. If you saw me today, I even had my hair straightened, which for us people with naturally curly hair, having straight hair is always a dream, but they don't last long on me ... not even until my next shower, in fact, it's enough for me to think harder than usual, and my hair is curly again. Yes, I wanted to say that it is nice when you have around serious professionals with whom it is also a pleasure to chat, when you are in an environment, in a relaxing environment, always with beautiful music. And, yes, I'm happy about them. I wanted to tell you and to share this with you. I hadn't been to the hairdresser for a couple of months, in fact, I looked like a wild boar, but you know, with the holidays, the laziness and everything else I let it go a bit, but if you saw me now, I'm gorgeous, more beautiful than ever. There you go.<br><br>LINK<br>I miei parrucchieri, eccoli qua https://www.facebook.com/valerioiparrucchieri<br><br>Qui il racconto sul mio medico di famiglia https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-40-medico-di-famiglia<br><br>E qui il radiodramma dove racconto dell'estrazione del molare di giudizio (avvertenza: contiene rumore di trapano) https://soundcloud.com/kommunic8/giudizio]]>
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      <pubDate>Wed, 22 Sep 2021 16:10:32 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 261 La mosca vince</title>
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        <![CDATA[La mosca nel regno animale la fa da padrona, è quella che ha più successo in assoluto. E mentre cerco di cacciar via l'ennesima mosca, mi torna in mente un interessante libro che racconta appunto la storis di questi super-esseri.<br><br>LINK<br>Il libro 'Super Fly' di Jonathan Balcombe (non ancora tradotto in italiano)<br><a href="https://jonathan-balcombe.com/super-fly/" rel="noopener">https://jonathan-balcombe.com/super-fly/</a><br><br>TRASCRIZIONE (English translation below)<br>Se mi dovessero chiedere, Cristina secondo te qual è l'animale al mondo che ha avuto più successo dal punto di vista dell'evoluzione della specie? Credo che mi verrebbe in mente l'essere umano, visto i danni che siamo riusciti a fare, però non è l'essere umano ma dal punto di vista strettamente dell'evoluzione l'animale più di successo al mondo è la mosca, quella che noi chiamiamo 'mosca' ma che in realtà è tutta una categoria c'è una tassonomia di appartenenti all'ordine dei Ditteri, ma procediamo con calma. Perché vi sto parlando delle mosche? Perché si avvicina l'autunno, almeno in questa parte dell'emisfero, e cominciano a vedersi le mosche in giro. Questo mi ha fatto ricordare di un libro di cui ho sentito parlare qualche settimana fa intitolato "Super Fly" col sottotitolo "Le vie inaspettate degli insetti di maggior successo al mondo". Un libro che ancora non credo sia stato tradotto in italiano, l'autore è Jonathan Balcombe, vi metterò il link delle note del programma, e cosa dice questo signore? Dice che proprio per la loro capacità di diversificarsi, le mosche sono le padrone incontrastate del nostro mondo. Ne esistono oltre 160 mila specie 'descritte'. È importante mettere tra virgolette 'descritte' perché, secondo questo signore, ne esisterebbero cinque volte di più 'non descritte', che ancora non sono state osservate e quindi non sono state catalogate. Ora gli Insetti formano l'80% del mondo animale, e all'interno della categoria degli insetti, che già è la stragrande maggioranza del mondo animale, eh, le mosche diciamo che occupano una parte non indifferente, perché con tutte le loro sottospecie, in ogni momento che trascorre nel mondo ci sono 20 milioni di mosche... per ogni essere umano. Qualcuno si è preso la briga di fare i conti e sono circa 20 quadrilioni di mosche, non ditemi che cosa significa quadrilione perché non lo so. Però le mosche non sono solo fastidiose ma sono anche importanti, infatti anche le mosche concorrono alla impollinazione dei fiori e dei frutti, e ci sono alcune specie che vengono impollinate esclusivamente dalle mosche, come i gigli e i piselli. Adesso non pensate alla mosca comune, alla mosca domestica, perché ripeto mosca in generale è il nome dato a questa all'ordine dei Ditteri che include mosche, mosconi, zanzare e anche  altri insetti a sei zampe. No, è una lettura molto interessante perché ci fa vedere da un punto di vista diverso questi piccoli esseri che in questo momento noi invece siamo così occupati a mandar via e ad ammazzare a colpi di palettate sul tavolo in tutti gli altri posti della casa.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>If they were to ask me, Cristina, in your opinion, which animal in the world has been most successful from the point of view of the evolution of the species? I think that the human being would come to mind, given the damage we have been able to do, but it is not the human being, strictly from the point of view of evolution the most successful animal in the world is the fly, the one that we call it 'fly' but that is actually a whole category there is a taxonomy of belonging to the order of Diptera, but let's proceed with order. Why am I telling you about flies? Because autumn is approaching, at least in this part of the hemisphere, and flies are beginning to be seen around. This reminded me of a book I heard about a few weeks ago entitled "Super Fly" with the subtitle "The Unexpected Lives of the World's Most Successful Insects". A book that I still do not think has been translated into Italian, the author is Jonathan Balcombe, I will put the link of the program notes, and what does this gentleman say? He says that precisely because of their ability to diversify, flies are the undisputed masters of our world. There are over 160,000 'described' species. It is important to put 'described' in quotes because, according to this gentleman, there are five times more 'undescribed' ones, which have not yet been observed and therefore have not been catalogued. Now the insects form 80% of the animal world, and within the category of insects, which is already the vast majority of the animal world, eh, let's say that flies occupy a considerable part, because with all their subspecies, in every moment that passes in the world there are 20 million flies... for every human being. Someone has bothered to do the math and that's about 20 quadrillion flies, don't ask me what quadrillion means because I don't know. But flies are not only annoying but are also important, in fact, flies also contribute to the pollination of flowers and fruits, and there are some species that are pollinated exclusively by flies, such as lilies and peas. Now do not think about the common fly, the house fly, because, I repeat, fly in general is the name given to this to the order of Diptera which includes flies, gnats, mosquitoes and also other six-legged insects. Yes, it is a very interesting reading because it shows us from a different point of view these little beings that at the moment we are instead so busy sending away and killing with fly-swatters on tables and all the other places in the house.]]>
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Credo che mi verrebbe in mente l'essere umano, visto i danni che siamo riusciti a fare, però non è l'essere umano ma dal punto di vista strettamente dell'evoluzione l'animale più di successo al mondo è la mosca, quella che noi chiamiamo 'mosca' ma che in realtà è tutta una categoria c'è una tassonomia di appartenenti all'ordine dei Ditteri, ma procediamo con calma. Perché vi sto parlando delle mosche? Perché si avvicina l'autunno, almeno in questa parte dell'emisfero, e cominciano a vedersi le mosche in giro. Questo mi ha fatto ricordare di un libro di cui ho sentito parlare qualche settimana fa intitolato "Super Fly" col sottotitolo "Le vie inaspettate degli insetti di maggior successo al mondo". Un libro che ancora non credo sia stato tradotto in italiano, l'autore è Jonathan Balcombe, vi metterò il link delle note del programma, e cosa dice questo signore? Dice che proprio per la loro capacità di diversificarsi, le mosche sono le padrone incontrastate del nostro mondo. Ne esistono oltre 160 mila specie 'descritte'. È importante mettere tra virgolette 'descritte' perché, secondo questo signore, ne esisterebbero cinque volte di più 'non descritte', che ancora non sono state osservate e quindi non sono state catalogate. Ora gli Insetti formano l'80% del mondo animale, e all'interno della categoria degli insetti, che già è la stragrande maggioranza del mondo animale, eh, le mosche diciamo che occupano una parte non indifferente, perché con tutte le loro sottospecie, in ogni momento che trascorre nel mondo ci sono 20 milioni di mosche... per ogni essere umano. Qualcuno si è preso la briga di fare i conti e sono circa 20 quadrilioni di mosche, non ditemi che cosa significa quadrilione perché non lo so. Però le mosche non sono solo fastidiose ma sono anche importanti, infatti anche le mosche concorrono alla impollinazione dei fiori e dei frutti, e ci sono alcune specie che vengono impollinate esclusivamente dalle mosche, come i gigli e i piselli. Adesso non pensate alla mosca comune, alla mosca domestica, perché ripeto mosca in generale è il nome dato a questa all'ordine dei Ditteri che include mosche, mosconi, zanzare e anche  altri insetti a sei zampe. No, è una lettura molto interessante perché ci fa vedere da un punto di vista diverso questi piccoli esseri che in questo momento noi invece siamo così occupati a mandar via e ad ammazzare a colpi di palettate sul tavolo in tutti gli altri posti della casa.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>If they were to ask me, Cristina, in your opinion, which animal in the world has been most successful from the point of view of the evolution of the species? I think that the human being would come to mind, given the damage we have been able to do, but it is not the human being, strictly from the point of view of evolution the most successful animal in the world is the fly, the one that we call it 'fly' but that is actually a whole category there is a taxonomy of belonging to the order of Diptera, but let's proceed with order. Why am I telling you about flies? Because autumn is approaching, at least in this part of the hemisphere, and flies are beginning to be seen around. This reminded me of a book I heard about a few weeks ago entitled "Super Fly" with the subtitle "The Unexpected Lives of the World's Most Successful Insects". A book that I still do not think has been translated into Italian, the author is Jonathan Balcombe, I will put the link of the program notes, and what does this gentleman say? He says that precisely because of their ability to diversify, flies are the undisputed masters of our world. There are over 160,000 'described' species. It is important to put 'described' in quotes because, according to this gentleman, there are five times more 'undescribed' ones, which have not yet been observed and therefore have not been catalogued. Now the insects form 80% of the animal world, and within the category of insects, which is already the vast majority of the animal world, eh, let's say that flies occupy a considerable part, because with all their subspecies, in every moment that passes in the world there are 20 million flies... for every human being. Someone has bothered to do the math and that's about 20 quadrillion flies, don't ask me what quadrillion means because I don't know. But flies are not only annoying but are also important, in fact, flies also contribute to the pollination of flowers and fruits, and there are some species that are pollinated exclusively by flies, such as lilies and peas. Now do not think about the common fly, the house fly, because, I repeat, fly in general is the name given to this to the order of Diptera which includes flies, gnats, mosquitoes and also other six-legged insects. Yes, it is a very interesting reading because it shows us from a different point of view these little beings that at the moment we are instead so busy sending away and killing with fly-swatters on tables and all the other places in the house.]]>
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      <pubDate>Tue, 21 Sep 2021 08:25:18 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La mosca nel regno animale la fa da padrona, è quella che ha più successo in assoluto. E mentre cerco di cacciar via l'ennesima mosca, mi torna in mente un interessante libro che racconta appunto la storis di questi super-esseri.LINKIl libro 'Super Fly' di Jonathan Balcombe (non ancora tradotto in italiano)https://jonathan-balcombe.com/super-fly/TRASCRIZIONE (English translation below)Se mi dovessero chiedere, Cristina secondo te qual è l'animale al mondo che ha avuto più successo dal punto di vista dell'evoluzione della specie? Credo che mi verrebbe in mente l'essere umano, visto i danni che siamo riusciti a fare, però non è l'essere umano ma dal punto di vista strettamente dell'evoluzione l'animale più di successo al mondo è la mosca, quella che noi chiamiamo 'mosca' ma che in realtà è tutta una categoria c'è una tassonomia di appartenenti all'ordine dei Ditteri, ma procediamo con calma. Perché vi sto parlando delle mosche? Perché si avvicina l'autunno, almeno in questa parte dell'emisfero, e cominciano a vedersi le mosche in giro. Questo mi ha fatto ricordare di un libro di cui ho sentito parlare qualche settimana fa intitolato "Super Fly" col sottotitolo "Le vie inaspettate degli insetti di maggior successo al mondo". Un libro che ancora non credo sia stato tradotto in italiano, l'autore è Jonathan Balcombe, vi metterò il link delle note del programma, e cosa dice questo signore? Dice che proprio per la loro capacità di diversificarsi, le mosche sono le padrone incontrastate del nostro mondo. Ne esistono oltre 160 mila specie 'descritte'. È importante mettere tra virgolette 'descritte' perché, secondo questo signore, ne esisterebbero cinque volte di più 'non descritte', che ancora non sono state osservate e quindi non sono state catalogate. Ora gli Insetti formano l'80% del mondo animale, e all'interno della categoria degli insetti, che già è la stragrande maggioranza del mondo animale, eh, le mosche diciamo che occupano una parte non indifferente, perché con tutte le loro sottospecie, in ogni momento che trascorre nel mondo ci sono 20 milioni di mosche... per ogni essere umano. Qualcuno si è preso la briga di fare i conti e sono circa 20 quadrilioni di mosche, non ditemi che cosa significa quadrilione perché non lo so. Però le mosche non sono solo fastidiose ma sono anche importanti, infatti anche le mosche concorrono alla impollinazione dei fiori e dei frutti, e ci sono alcune specie che vengono impollinate esclusivamente dalle mosche, come i gigli e i piselli. Adesso non pensate alla mosca comune, alla mosca domestica, perché ripeto mosca in generale è il nome dato a questa all'ordine dei Ditteri che include mosche, mosconi, zanzare e anche  altri insetti a sei zampe. No, è una lettura molto interessante perché ci fa vedere da un punto di vista diverso questi piccoli esseri che in questo momento noi invece siamo così occupati a mandar via e ad ammazzare a colpi di palettate sul tavolo in tutti gli altri posti della casa.ENGLISH TRANSLATIONIf they were to ask me, Cristina, in your opinion, which animal in the world has been most successful from the point of view of the evolution of the species? I think that the human being would come to mind, given the damage we have been able to do, but it is not the human being, strictly from the point of view of evolution the most successful animal in the world is the fly, the one that we call it 'fly' but that is actually a whole category there is a taxonomy of belonging to the order of Diptera, but let's proceed with order. Why am I telling you about flies? Because autumn is approaching, at least in this part of the hemisphere, and flies are beginning to be seen around. This reminded me of a book I heard about a few weeks ago entitled "Super Fly" with the subtitle "The Unexpected Lives of the World's Most Successful Insects". A book that I still do...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La mosca nel regno animale la fa da padrona, è quella che ha più successo in assoluto. E mentre cerco di cacciar via l'ennesima mosca, mi torna in mente un interessante libro che racconta appunto la storis di questi super-esseri.LINKIl libro 'Super Fly' d</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 260 Perché, Mazinga?</title>
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        <![CDATA[Perché un gattone di più di 6 Kg dovrebbe lasciarsi bullizzare da uno scricciolo di poche centinaia di grammi? Misteri della natura felina!<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>I miei ascoltatori più affezionati, tipo Francesca M a cui prima o poi dovrò dare un premio fedeltà, sapranno che convivo con due gatti: uno è Mazinga un gattone di più di sei chili che ho da circa tre anni, e l'altro invece è una new entry che ho da poco più di un mese e si chiama Sputnik. In una delle mie puntate precedenti dei tre minuti grezzi vi ho raccontato come ho cercato di seguire le informazioni trovate su Internet per immettere la nuova arrivata nel nostro menage, quindi per non far star male Mazinga, per far sì che lei accettasse la gattina. Quindi c'è stata tutta una procedura di pezza che ha preso l'odore di Sputnik, fatta adorare a Mazinga; gatti tenuti rigorosamente separati in due stanze diverse per un paio di settimane; ciotole per il cibo e lettere separate. Bene, ora pare che le due gatte abbiano fatto amicizia, o perlomeno pare che la minuscola Sputnik abbia preso il sopravvento sulla matrona Mazinga. Perché? Perché continua a disturbarla, continua a saltare addosso e continua a rubarle il cibo. Sì, Mazinga è un gatto molto grosso, è un po' sovrappeso però è anche grande di suo, e poi la sua mole viene esagerata anche dal fatto che un gatto col pelo molto lungo, quindi se lo vedete sembra una piccola pantera, è veramente grossa. Già solo questo dovrebbe essere motivo di terrore per il gattino. E invece Sputnik, che è veramente minuscolo perché, oltre a essere molto molto molto giovane, ma è anche un gatto a pelo corto, sì non ha per niente paura di Mazinga, continua a farle gli agguati, ma soprattutto quello che mi stupisce è come Mazinga, quando capita che ha qualcosa nella ciotola, si avvicina a Sputnik e lei la lascia fare, cioè si lascia portar via il mangiare da Sputnik. Io questa cosa qua non riesco a capirla. Non vorrei che il mio gatto Mazinga si stesse rincretinendo, non vorrei aver fatto un grosso errore. È vero che è uno dei motivi per cui abbiamo preso Sputnik e anche perché Mazinga era terribilmente pigra e non si alzava dal cuscino per tutto il giorno. Effettivamente, la presenza del gattino adesso la costringe a muoversi. Comunque continuerò ad osservare e continuerò a tenervi informati sul menage gattesco di casa mia.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>My most loyal listeners, like Francesca M, to whom I will have to give a loyalty reward sooner or later, will know that I live with two cats: one is Mazinga, a cat weighing more than six kilos that I have had for about three years, and the other is a new entry that I have for a little over a month and is called Sputnik. In one of my previous episodes of the three uncut, I told you how I tried to follow the information found on the Internet to enter the newcomer in our menage, so as not to make Mazinga sick, to make her accept the kitten. So there was a whole procedure, using a cloth that took the smell of Sputnik, given to Mazinga to smell; cats kept strictly separate in two different rooms for a couple of weeks; separate food bowls and toilets. Well, now it seems that the two cats have become friends, or at least it seems that the tiny Sputnik has taken over the matron Mazinga. Why? Because she keeps bothering her, she keeps jumping on her and keeps stealing her food. Yes, Mazinga is a very big cat, she is a little overweight but she is also big on her own, and her size is exaggerated also by the fact that she's a cat with very long hair, so if you see her, she looks like a little panther, she is really big. This alone should be a cause for fear for the kitten. And instead, Sputnik, who is really tiny because, in addition to being very very very young, she is also a short-haired cat, yes she is not at all afraid of Mazinga, she continues to ambush her, but above all what amazes me is how Mazinga, when it happens that she has something in the bowl, Sputnik approaches and she lets her do it, that is, she lets Sputnik take away the food. I can't understand this thing here. I hope my cat Mazinger is not becoming stupid, I hope I didn't make a big mistake. It is true that one of the reasons why we took Sputnik is also because Mazinga was terribly lazy and she did not get up from her pillow all day. Indeed, the kitten's presence now forces her to move. However, I will continue to observe and continue to keep you informed about the cat menage in my house.]]>
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        <![CDATA[Perché un gattone di più di 6 Kg dovrebbe lasciarsi bullizzare da uno scricciolo di poche centinaia di grammi? Misteri della natura felina!<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>I miei ascoltatori più affezionati, tipo Francesca M a cui prima o poi dovrò dare un premio fedeltà, sapranno che convivo con due gatti: uno è Mazinga un gattone di più di sei chili che ho da circa tre anni, e l'altro invece è una new entry che ho da poco più di un mese e si chiama Sputnik. In una delle mie puntate precedenti dei tre minuti grezzi vi ho raccontato come ho cercato di seguire le informazioni trovate su Internet per immettere la nuova arrivata nel nostro menage, quindi per non far star male Mazinga, per far sì che lei accettasse la gattina. Quindi c'è stata tutta una procedura di pezza che ha preso l'odore di Sputnik, fatta adorare a Mazinga; gatti tenuti rigorosamente separati in due stanze diverse per un paio di settimane; ciotole per il cibo e lettere separate. Bene, ora pare che le due gatte abbiano fatto amicizia, o perlomeno pare che la minuscola Sputnik abbia preso il sopravvento sulla matrona Mazinga. Perché? Perché continua a disturbarla, continua a saltare addosso e continua a rubarle il cibo. Sì, Mazinga è un gatto molto grosso, è un po' sovrappeso però è anche grande di suo, e poi la sua mole viene esagerata anche dal fatto che un gatto col pelo molto lungo, quindi se lo vedete sembra una piccola pantera, è veramente grossa. Già solo questo dovrebbe essere motivo di terrore per il gattino. E invece Sputnik, che è veramente minuscolo perché, oltre a essere molto molto molto giovane, ma è anche un gatto a pelo corto, sì non ha per niente paura di Mazinga, continua a farle gli agguati, ma soprattutto quello che mi stupisce è come Mazinga, quando capita che ha qualcosa nella ciotola, si avvicina a Sputnik e lei la lascia fare, cioè si lascia portar via il mangiare da Sputnik. Io questa cosa qua non riesco a capirla. Non vorrei che il mio gatto Mazinga si stesse rincretinendo, non vorrei aver fatto un grosso errore. È vero che è uno dei motivi per cui abbiamo preso Sputnik e anche perché Mazinga era terribilmente pigra e non si alzava dal cuscino per tutto il giorno. Effettivamente, la presenza del gattino adesso la costringe a muoversi. Comunque continuerò ad osservare e continuerò a tenervi informati sul menage gattesco di casa mia.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>My most loyal listeners, like Francesca M, to whom I will have to give a loyalty reward sooner or later, will know that I live with two cats: one is Mazinga, a cat weighing more than six kilos that I have had for about three years, and the other is a new entry that I have for a little over a month and is called Sputnik. In one of my previous episodes of the three uncut, I told you how I tried to follow the information found on the Internet to enter the newcomer in our menage, so as not to make Mazinga sick, to make her accept the kitten. So there was a whole procedure, using a cloth that took the smell of Sputnik, given to Mazinga to smell; cats kept strictly separate in two different rooms for a couple of weeks; separate food bowls and toilets. Well, now it seems that the two cats have become friends, or at least it seems that the tiny Sputnik has taken over the matron Mazinga. Why? Because she keeps bothering her, she keeps jumping on her and keeps stealing her food. Yes, Mazinga is a very big cat, she is a little overweight but she is also big on her own, and her size is exaggerated also by the fact that she's a cat with very long hair, so if you see her, she looks like a little panther, she is really big. This alone should be a cause for fear for the kitten. And instead, Sputnik, who is really tiny because, in addition to being very very very young, she is also a short-haired cat, yes she is not at all afraid of Mazinga, she continues to ambush her, but above all what amazes me is how Mazinga, when it happens that she has something in the bowl, Sputnik approaches and she lets her do it, that is, she lets Sputnik take away the food. I can't understand this thing here. I hope my cat Mazinger is not becoming stupid, I hope I didn't make a big mistake. It is true that one of the reasons why we took Sputnik is also because Mazinga was terribly lazy and she did not get up from her pillow all day. Indeed, the kitten's presence now forces her to move. However, I will continue to observe and continue to keep you informed about the cat menage in my house.]]>
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      <pubDate>Mon, 20 Sep 2021 11:49:40 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 259 Architettura per l'inganno</title>
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        <![CDATA[Villaggi per la demenza, ovvero inganno e architettura, ovvero quando l'architettura si sostituisce alla realtà, per aiutare le persone che non riescono più a trovarsi all'interno della realtà. Villaggi fittizi per aiutare chi soffre di Alzheimer's e demenza. <br><br>LINK<br>Deception and Design: The Rise of the Dementia Village <br><a href="https://www.e-flux.com/architecture/treatment/410336/deception-and-design-the-rise-of-the-dementia-village/" rel="noopener">https://www.e-flux.com/architecture/treatment/410336/deception-and-design-the-rise-of-the-dementia-village/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Che l'architettura abbia un impatto sul modo in cui si sente chi questa architettura la vive o la traversa è fuori dubbio. Pensate un po' come ci si sente quando si entra in una chiesa, coi soffitti alti i vetri gotici, ci si sente piccoli davanti al cospetto dell'ignoto. Questa è un po' la filosofia che è stata seguita per la costruzione dei villaggi per le persone che soffrono di demenza e Alzheimer's. Questi villaggi nei Paesi Bassi, che io sappia sono solo per il momento, e usano proprio l'architettura non per guarire, perché di queste malattie non si guarisce (non ancora) però per far sì che le persone che ne soffrono stiano meglio. Pensate com'è, come confonde l'architettura degli ospedali tradizionali: tante stanze, tutte uguali, messe in fila, con mobili uguali all'interno, che anche una persona che non ha la demenza si confonde e non sa mai bene da che parte andare. Ecco, invece questi villaggi sono dei veri e propri villaggi, si ispirano all'architettura preindustriale, dove c'erano delle case costruite in circolo, non c'erano molte auto in giro, in questi villaggi per la demenza non ce ne sono per niente, tutta pedonale, ci sono però supermercati, piccoli negozi, c'è parrucchiere, ci sono tutte le cose di cui una persona può avere bisogno, e si sfrutta il potere curante che l'architettura ha per farci sentire al posto giusto. Perché questo fondamentalmente è quello che manca alle persone che soffrono di demenza che hanno questo scarto tra la realtà della loro mente invece la realtà che li circonda, e sono spesso circondati da persone che continuano a ripetere, non tuo marito non c'è, tuo marito è morto 30 anni fa. Questo non si fa all'interno dei villaggi per la demenza, si assecondano le... non posso nemmeno chiamarle 'fantasie' perché nella mente di chi le ha sono la loro realtà, quindi si asseconda quello che dice il paziente. Addirittura ci sono delle fermate dell'autobus, dove la gente può mettersi lì ad aspettare l'autobus - che naturalmente non passerà mai - però hanno così il modo di riorientarsi e calmarsi magari se erano agitati. Questo rientra un po', appunto nella filosofia che l'architettura può aiutarci a stare meglio e a muoverci all'interno degli spazi in modo più, diciamo in un modo che ci calma e ci fa sentire a nostro agio. Una cosa interessante è che questi villaggi anzitutto hanno tutti nel nome la parola 'villaggio' e poi si ispirano ai villaggi preindustriali anche se la maggior parte delle persone poi ci va ad abitare non ha mai vissuto in un villaggio, per cui si cerca quasi di soddisfare una nostalgia per un posto nel quale si vorrebbe stare, che però non esiste appunto se non nella nostra mente. Sì proprio come nel Truman Show.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>There is no doubt that architecture has an impact on the way in which those who experience or go through it, feel. Think about how it feels when you enter a church, with high ceilings and gothic glass, you feel small in front of the unknown. This is a bit the philosophy that has been followed for the construction of villages for people suffering from dementia and Alzheimer's. These villages in the Netherlands, that I know of are the only once for the moment,  they use architecture not to heal, because these diseases are not cured (not yet) but to make the people who suffer from them feel better. Think how it is, how it confuses the architecture of traditional hospitals: so many rooms, all the same, lined up, with the same furniture inside, that even a person who does not have dementia gets confused and never knows which way to go. Here, instead, these villages are real villages, they are inspired by pre-industrial architecture, where there were houses built in circles, there were not many cars around, in these villages for dementia there are none at all, just pedestrian, but there are supermarkets, small shops, there is a hairdresser, there are all the things a person may need, and the healing power that architecture has to make us feel in the right place is exploited. Because this is basically what people suffering from dementia lack, they have this gap between the reality of their mind and the reality that surrounds them, and are often surrounded by people who keep repeating, no,  your husband is not there, your husband died 30 years ago. This is not done inside the villages for dementia, they indulge the ... I can't even call them 'fantasies' because in the mind of those who experience them, they are their reality, so you go along with what the patient says. There are even bus stops, where people can sit and wait for the bus - which of course will never come by - but in this way, they have a way to readjust themselves and calm down if they were agitated. This is part of the philosophy that architecture can help us feel better and move within spaces more, let's say in a way that calms us and makes us feel at ease. An interesting thing is that all these villages have the word 'village' in the name, and that they are inspired by pre-industrial villages, even if most of the people who go to live there have never lived in a village, so they almost there to satisfy nostalgia for a place in which one would like to be, which however does not exist except in our mind. Yes just like in the Truman Show.]]>
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Questa è un po' la filosofia che è stata seguita per la costruzione dei villaggi per le persone che soffrono di demenza e Alzheimer's. Questi villaggi nei Paesi Bassi, che io sappia sono solo per il momento, e usano proprio l'architettura non per guarire, perché di queste malattie non si guarisce (non ancora) però per far sì che le persone che ne soffrono stiano meglio. Pensate com'è, come confonde l'architettura degli ospedali tradizionali: tante stanze, tutte uguali, messe in fila, con mobili uguali all'interno, che anche una persona che non ha la demenza si confonde e non sa mai bene da che parte andare. Ecco, invece questi villaggi sono dei veri e propri villaggi, si ispirano all'architettura preindustriale, dove c'erano delle case costruite in circolo, non c'erano molte auto in giro, in questi villaggi per la demenza non ce ne sono per niente, tutta pedonale, ci sono però supermercati, piccoli negozi, c'è parrucchiere, ci sono tutte le cose di cui una persona può avere bisogno, e si sfrutta il potere curante che l'architettura ha per farci sentire al posto giusto. Perché questo fondamentalmente è quello che manca alle persone che soffrono di demenza che hanno questo scarto tra la realtà della loro mente invece la realtà che li circonda, e sono spesso circondati da persone che continuano a ripetere, non tuo marito non c'è, tuo marito è morto 30 anni fa. Questo non si fa all'interno dei villaggi per la demenza, si assecondano le... non posso nemmeno chiamarle 'fantasie' perché nella mente di chi le ha sono la loro realtà, quindi si asseconda quello che dice il paziente. Addirittura ci sono delle fermate dell'autobus, dove la gente può mettersi lì ad aspettare l'autobus - che naturalmente non passerà mai - però hanno così il modo di riorientarsi e calmarsi magari se erano agitati. Questo rientra un po', appunto nella filosofia che l'architettura può aiutarci a stare meglio e a muoverci all'interno degli spazi in modo più, diciamo in un modo che ci calma e ci fa sentire a nostro agio. Una cosa interessante è che questi villaggi anzitutto hanno tutti nel nome la parola 'villaggio' e poi si ispirano ai villaggi preindustriali anche se la maggior parte delle persone poi ci va ad abitare non ha mai vissuto in un villaggio, per cui si cerca quasi di soddisfare una nostalgia per un posto nel quale si vorrebbe stare, che però non esiste appunto se non nella nostra mente. Sì proprio come nel Truman Show.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>There is no doubt that architecture has an impact on the way in which those who experience or go through it, feel. Think about how it feels when you enter a church, with high ceilings and gothic glass, you feel small in front of the unknown. This is a bit the philosophy that has been followed for the construction of villages for people suffering from dementia and Alzheimer's. These villages in the Netherlands, that I know of are the only once for the moment,  they use architecture not to heal, because these diseases are not cured (not yet) but to make the people who suffer from them feel better. Think how it is, how it confuses the architecture of traditional hospitals: so many rooms, all the same, lined up, with the same furniture inside, that even a person who does not have dementia gets confused and never knows which way to go. Here, instead, these villages are real villages, they are inspired by pre-industrial architecture, where there were houses built in circles, there were not many cars around, in these villages for dementia there are none at all, just pedestrian, but there are supermarkets, small shops, there is a hairdresser, there are all the things a person may need, and the healing power that architecture has to make us feel in the right place is exploited. Because this is basically what people suffering from dementia lack, they have this gap between the reality of their mind and the reality that surrounds them, and are often surrounded by people who keep repeating, no,  your husband is not there, your husband died 30 years ago. This is not done inside the villages for dementia, they indulge the ... I can't even call them 'fantasies' because in the mind of those who experience them, they are their reality, so you go along with what the patient says. There are even bus stops, where people can sit and wait for the bus - which of course will never come by - but in this way, they have a way to readjust themselves and calm down if they were agitated. This is part of the philosophy that architecture can help us feel better and move within spaces more, let's say in a way that calms us and makes us feel at ease. An interesting thing is that all these villages have the word 'village' in the name, and that they are inspired by pre-industrial villages, even if most of the people who go to live there have never lived in a village, so they almost there to satisfy nostalgia for a place in which one would like to be, which however does not exist except in our mind. Yes just like in the Truman Show.]]>
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      <pubDate>Sun, 19 Sep 2021 13:19:05 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Villaggi per la demenza, ovvero inganno e architettura, ovvero quando l'architettura si sostituisce alla realtà, per aiutare le persone che non riescono più a trovarsi all'interno della realtà. Villaggi fittizi per aiutare chi soffre di Alzheimer's e demenza. LINKDeception and Design: The Rise of the Dementia Village https://www.e-flux.com/architecture/treatment/410336/deception-and-design-the-rise-of-the-dementia-village/TESTO TRASCRITTO (English below)Che l'architettura abbia un impatto sul modo in cui si sente chi questa architettura la vive o la traversa è fuori dubbio. Pensate un po' come ci si sente quando si entra in una chiesa, coi soffitti alti i vetri gotici, ci si sente piccoli davanti al cospetto dell'ignoto. Questa è un po' la filosofia che è stata seguita per la costruzione dei villaggi per le persone che soffrono di demenza e Alzheimer's. Questi villaggi nei Paesi Bassi, che io sappia sono solo per il momento, e usano proprio l'architettura non per guarire, perché di queste malattie non si guarisce (non ancora) però per far sì che le persone che ne soffrono stiano meglio. Pensate com'è, come confonde l'architettura degli ospedali tradizionali: tante stanze, tutte uguali, messe in fila, con mobili uguali all'interno, che anche una persona che non ha la demenza si confonde e non sa mai bene da che parte andare. Ecco, invece questi villaggi sono dei veri e propri villaggi, si ispirano all'architettura preindustriale, dove c'erano delle case costruite in circolo, non c'erano molte auto in giro, in questi villaggi per la demenza non ce ne sono per niente, tutta pedonale, ci sono però supermercati, piccoli negozi, c'è parrucchiere, ci sono tutte le cose di cui una persona può avere bisogno, e si sfrutta il potere curante che l'architettura ha per farci sentire al posto giusto. Perché questo fondamentalmente è quello che manca alle persone che soffrono di demenza che hanno questo scarto tra la realtà della loro mente invece la realtà che li circonda, e sono spesso circondati da persone che continuano a ripetere, non tuo marito non c'è, tuo marito è morto 30 anni fa. Questo non si fa all'interno dei villaggi per la demenza, si assecondano le... non posso nemmeno chiamarle 'fantasie' perché nella mente di chi le ha sono la loro realtà, quindi si asseconda quello che dice il paziente. Addirittura ci sono delle fermate dell'autobus, dove la gente può mettersi lì ad aspettare l'autobus - che naturalmente non passerà mai - però hanno così il modo di riorientarsi e calmarsi magari se erano agitati. Questo rientra un po', appunto nella filosofia che l'architettura può aiutarci a stare meglio e a muoverci all'interno degli spazi in modo più, diciamo in un modo che ci calma e ci fa sentire a nostro agio. Una cosa interessante è che questi villaggi anzitutto hanno tutti nel nome la parola 'villaggio' e poi si ispirano ai villaggi preindustriali anche se la maggior parte delle persone poi ci va ad abitare non ha mai vissuto in un villaggio, per cui si cerca quasi di soddisfare una nostalgia per un posto nel quale si vorrebbe stare, che però non esiste appunto se non nella nostra mente. Sì proprio come nel Truman Show.ENGLISH TRANSLATIONThere is no doubt that architecture has an impact on the way in which those who experience or go through it, feel. Think about how it feels when you enter a church, with high ceilings and gothic glass, you feel small in front of the unknown. This is a bit the philosophy that has been followed for the construction of villages for people suffering from dementia and Alzheimer's. These villages in the Netherlands, that I know of are the only once for the moment,  they use architecture not to heal, because these diseases are not cured (not yet) but to make the people who suffer from them feel better. Think...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Villaggi per la demenza, ovvero inganno e architettura, ovvero quando l'architettura si sostituisce alla realtà, per aiutare le persone che non riescono più a trovarsi all'interno della realtà. Villaggi fittizi per aiutare chi soffre di Alzheimer's e deme</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 258 Lavoretti con il DAS</title>
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        <![CDATA[Quando andavo a scuola ci facevano fare i "lavoretti con il DAS", non me ne riusciva mai uno, e il panetto del DAS finiva (duro come una pietra) in fondo a qualche armadio.<br><br>LINK<br>Il DAS <a href="https://www.fila.it/it/it/prodotto/das/" rel="noopener">https://www.fila.it/it/it/prodotto/das/</a><br>In inglese <a href="https://www.fila.it/int/en/brand/das/" rel="noopener">https://www.fila.it/int/en/brand/das/</a><br>Articolo sulla presenza di amianto (ora, tranquilli, non più) <br><a href="https://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/12/29/news/fibre_di_amianto_nel_vecchio_das-130310177/" rel="noopener">https://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/12/29/news/fibre_di_amianto_nel_vecchio_das-130310177/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Stamattina, non lo so perché, mi è tornato in mente il DAS. Ve lo ricordate il DAS? Quella pasta da modellare che ci facevano, ce ne facevano comprare sempre un panetto a scuola per arte. Il panetto poi finiva sempre, completamente secco, da qualche parte in casa. Io mi ricordo che aprivo sempre il panetto di DAS con incredibile aspettativa, anzitutto c'era quell'odore fortissimo, che poi tra l'altro ho scoperto che per un certo periodo il DAS conteneva anche amianto, quindi è una cosa terribile. Adesso sicuramente non ne contiene più, però è stato pubblicato uno studio anche abbastanza di recente, nel 2015, e lì si è dimostrato come tra il 1963 e il 1975 i panetti di DAS contenessero anche fibre di amianto, quindi mettendo a serio rischio tutte le classi nel mondo, perché si usa in tutto il mondo,  che utilizzavano questo materiale, ora comunque non c'è più amianto dentro il DAS. Sono andata a fare una ricerca, e DAS non è l'articolo tedesco neutro ma è formato dal nome dell'inventore del DAS: Dario Sala, che lo inventò nel 1962, sì lo brevettò nel 1962, però non si arricchì perché vendette il brevetto, come diciamo noi a Cagliari 'a stracu baratu', cioè proprio lo regalò praticamente all' Adica Pongo che invece si arricchì vendendo il DAS. Ricordo che, appunto, all'inizio dell'anno soprattutto nelle medie, ci facevano comprare il famoso panetto di DAS e poi si provava a fare queste cose meravigliose. All'epoca non c'era Internet per cui ci si limitava a cercare di riprodurre quell'immagine, mi pare che fosse una rosa coi petali difficilissima, che c'era nella confezione del DAS. Io non ho mai fatto niente di che con il DAS, non ci sono mai riuscita anche perché era difficilissimo da modellare, si seccava o troppo velocemente o mai abbastanza velocemente. E poi ci volevano degli attrezzi particolari per lavorarlo, ci sarebbero voluti, che io naturalmente non avevo: io facevo tutto coi polpastrelli, quindi tra l'altro lasciavo le mie impronte digitali dappertutto. E poi una volta che il lavoretto con il DAS si è asciugato e i più bravi, più fortunati avevano anche la boccetta di Vernidas, che era questa cosa, boh una vernice che si doveva applicare solo dopo che si era asciugato il lavoretto. Chissà anche voi ce l'avrete a casa qualche 'lavoretto fatto col DAS' magari un portacenere, eh? Confessate.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>This morning, I don't know why,  DAS modelling clay came back to mind. Do you remember DAS? That modelling clay that we were asked to, they always made us buy a block at school for art. The dough always ended up completely dry somewhere in the house. I remember that I always opened the DAS block with incredible expectations, first of all, there was that very strong smell, and BTW I discovered that for a certain period DAS also contained asbestos, so it is a terrible thing, now it certainly does not contain it any more, but a study was published, actually quite recently, in 2015, and there it was shown that between 1963 and 1975  DAS blocks also contained asbestos fibres, thus putting all the classes in the world at risk, because it is used all over the world, now there is no longer asbestos inside DAS. I did a quick search, and the word DAS is not the neutral German article, but is formed by the name of the inventor of DAS: Dario Sala, who invented it in 1962, yes he patented it in 1962, but did not get rich because he sold the patent , as we say in Cagliari 'a stracu baratu', that is, he practically gave it for nothing to Adica Pongo who instead got rich by selling DAS. I remember that, in fact, at the beginning of the school year, especially in middle school, they made us buy the famous DAS block, and then we tried to do these wonderful things. At the time there was no Internet so we just tried to reproduce the one image, I think it was a very difficult rose with petals, that was in the DAS package. I have never done anything with  DAS, I have never succeeded also because it was very difficult to model, it dried out either too quickly or never fast enough. And then it took special tools to work it, it would have taken, which of course I did not have: I did everything with my fingertips, so among other things I left my fingerprints everywhere. And then once the job with DAS dried, the best, luckiest people also had the bottle of Vernidas, which was this thing, a varnish that only had to be applied after the job had dried. Who knows you too might have some 'work done with DAS' at home, maybe an ashtray, huh? Come on, confess it.]]>
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        <![CDATA[Quando andavo a scuola ci facevano fare i "lavoretti con il DAS", non me ne riusciva mai uno, e il panetto del DAS finiva (duro come una pietra) in fondo a qualche armadio.<br><br>LINK<br>Il DAS <a href="https://www.fila.it/it/it/prodotto/das/" rel="noopener">https://www.fila.it/it/it/prodotto/das/</a><br>In inglese <a href="https://www.fila.it/int/en/brand/das/" rel="noopener">https://www.fila.it/int/en/brand/das/</a><br>Articolo sulla presenza di amianto (ora, tranquilli, non più) <br><a href="https://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/12/29/news/fibre_di_amianto_nel_vecchio_das-130310177/" rel="noopener">https://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/12/29/news/fibre_di_amianto_nel_vecchio_das-130310177/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Stamattina, non lo so perché, mi è tornato in mente il DAS. Ve lo ricordate il DAS? Quella pasta da modellare che ci facevano, ce ne facevano comprare sempre un panetto a scuola per arte. Il panetto poi finiva sempre, completamente secco, da qualche parte in casa. Io mi ricordo che aprivo sempre il panetto di DAS con incredibile aspettativa, anzitutto c'era quell'odore fortissimo, che poi tra l'altro ho scoperto che per un certo periodo il DAS conteneva anche amianto, quindi è una cosa terribile. Adesso sicuramente non ne contiene più, però è stato pubblicato uno studio anche abbastanza di recente, nel 2015, e lì si è dimostrato come tra il 1963 e il 1975 i panetti di DAS contenessero anche fibre di amianto, quindi mettendo a serio rischio tutte le classi nel mondo, perché si usa in tutto il mondo,  che utilizzavano questo materiale, ora comunque non c'è più amianto dentro il DAS. Sono andata a fare una ricerca, e DAS non è l'articolo tedesco neutro ma è formato dal nome dell'inventore del DAS: Dario Sala, che lo inventò nel 1962, sì lo brevettò nel 1962, però non si arricchì perché vendette il brevetto, come diciamo noi a Cagliari 'a stracu baratu', cioè proprio lo regalò praticamente all' Adica Pongo che invece si arricchì vendendo il DAS. Ricordo che, appunto, all'inizio dell'anno soprattutto nelle medie, ci facevano comprare il famoso panetto di DAS e poi si provava a fare queste cose meravigliose. All'epoca non c'era Internet per cui ci si limitava a cercare di riprodurre quell'immagine, mi pare che fosse una rosa coi petali difficilissima, che c'era nella confezione del DAS. Io non ho mai fatto niente di che con il DAS, non ci sono mai riuscita anche perché era difficilissimo da modellare, si seccava o troppo velocemente o mai abbastanza velocemente. E poi ci volevano degli attrezzi particolari per lavorarlo, ci sarebbero voluti, che io naturalmente non avevo: io facevo tutto coi polpastrelli, quindi tra l'altro lasciavo le mie impronte digitali dappertutto. E poi una volta che il lavoretto con il DAS si è asciugato e i più bravi, più fortunati avevano anche la boccetta di Vernidas, che era questa cosa, boh una vernice che si doveva applicare solo dopo che si era asciugato il lavoretto. Chissà anche voi ce l'avrete a casa qualche 'lavoretto fatto col DAS' magari un portacenere, eh? Confessate.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>This morning, I don't know why,  DAS modelling clay came back to mind. Do you remember DAS? That modelling clay that we were asked to, they always made us buy a block at school for art. The dough always ended up completely dry somewhere in the house. I remember that I always opened the DAS block with incredible expectations, first of all, there was that very strong smell, and BTW I discovered that for a certain period DAS also contained asbestos, so it is a terrible thing, now it certainly does not contain it any more, but a study was published, actually quite recently, in 2015, and there it was shown that between 1963 and 1975  DAS blocks also contained asbestos fibres, thus putting all the classes in the world at risk, because it is used all over the world, now there is no longer asbestos inside DAS. I did a quick search, and the word DAS is not the neutral German article, but is formed by the name of the inventor of DAS: Dario Sala, who invented it in 1962, yes he patented it in 1962, but did not get rich because he sold the patent , as we say in Cagliari 'a stracu baratu', that is, he practically gave it for nothing to Adica Pongo who instead got rich by selling DAS. I remember that, in fact, at the beginning of the school year, especially in middle school, they made us buy the famous DAS block, and then we tried to do these wonderful things. At the time there was no Internet so we just tried to reproduce the one image, I think it was a very difficult rose with petals, that was in the DAS package. I have never done anything with  DAS, I have never succeeded also because it was very difficult to model, it dried out either too quickly or never fast enough. And then it took special tools to work it, it would have taken, which of course I did not have: I did everything with my fingertips, so among other things I left my fingerprints everywhere. And then once the job with DAS dried, the best, luckiest people also had the bottle of Vernidas, which was this thing, a varnish that only had to be applied after the job had dried. Who knows you too might have some 'work done with DAS' at home, maybe an ashtray, huh? Come on, confess it.]]>
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      <pubDate>Sat, 18 Sep 2021 07:56:53 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quando andavo a scuola ci facevano fare i "lavoretti con il DAS", non me ne riusciva mai uno, e il panetto del DAS finiva (duro come una pietra) in fondo a qualche armadio.LINKIl DAS https://www.fila.it/it/it/prodotto/das/In inglese https://www.fila.it/int/en/brand/das/Articolo sulla presenza di amianto (ora, tranquilli, non più) https://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/12/29/news/fibre_di_amianto_nel_vecchio_das-130310177/TESTO TRASCRITTO (English translation below)Stamattina, non lo so perché, mi è tornato in mente il DAS. Ve lo ricordate il DAS? Quella pasta da modellare che ci facevano, ce ne facevano comprare sempre un panetto a scuola per arte. Il panetto poi finiva sempre, completamente secco, da qualche parte in casa. Io mi ricordo che aprivo sempre il panetto di DAS con incredibile aspettativa, anzitutto c'era quell'odore fortissimo, che poi tra l'altro ho scoperto che per un certo periodo il DAS conteneva anche amianto, quindi è una cosa terribile. Adesso sicuramente non ne contiene più, però è stato pubblicato uno studio anche abbastanza di recente, nel 2015, e lì si è dimostrato come tra il 1963 e il 1975 i panetti di DAS contenessero anche fibre di amianto, quindi mettendo a serio rischio tutte le classi nel mondo, perché si usa in tutto il mondo,  che utilizzavano questo materiale, ora comunque non c'è più amianto dentro il DAS. Sono andata a fare una ricerca, e DAS non è l'articolo tedesco neutro ma è formato dal nome dell'inventore del DAS: Dario Sala, che lo inventò nel 1962, sì lo brevettò nel 1962, però non si arricchì perché vendette il brevetto, come diciamo noi a Cagliari 'a stracu baratu', cioè proprio lo regalò praticamente all' Adica Pongo che invece si arricchì vendendo il DAS. Ricordo che, appunto, all'inizio dell'anno soprattutto nelle medie, ci facevano comprare il famoso panetto di DAS e poi si provava a fare queste cose meravigliose. All'epoca non c'era Internet per cui ci si limitava a cercare di riprodurre quell'immagine, mi pare che fosse una rosa coi petali difficilissima, che c'era nella confezione del DAS. Io non ho mai fatto niente di che con il DAS, non ci sono mai riuscita anche perché era difficilissimo da modellare, si seccava o troppo velocemente o mai abbastanza velocemente. E poi ci volevano degli attrezzi particolari per lavorarlo, ci sarebbero voluti, che io naturalmente non avevo: io facevo tutto coi polpastrelli, quindi tra l'altro lasciavo le mie impronte digitali dappertutto. E poi una volta che il lavoretto con il DAS si è asciugato e i più bravi, più fortunati avevano anche la boccetta di Vernidas, che era questa cosa, boh una vernice che si doveva applicare solo dopo che si era asciugato il lavoretto. Chissà anche voi ce l'avrete a casa qualche 'lavoretto fatto col DAS' magari un portacenere, eh? Confessate.ENGLISH TRANSLATIONThis morning, I don't know why,  DAS modelling clay came back to mind. Do you remember DAS? That modelling clay that we were asked to, they always made us buy a block at school for art. The dough always ended up completely dry somewhere in the house. I remember that I always opened the DAS block with incredible expectations, first of all, there was that very strong smell, and BTW I discovered that for a certain period DAS also contained asbestos, so it is a terrible thing, now it certainly does not contain it any more, but a study was published, actually quite recently, in 2015, and there it was shown that between 1963 and 1975  DAS blocks also contained asbestos fibres, thus putting all the classes in the world at risk, because it is used all over the world, now there is no longer asbestos inside DAS. I did a quick...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Quando andavo a scuola ci facevano fare i "lavoretti con il DAS", non me ne riusciva mai uno, e il panetto del DAS finiva (duro come una pietra) in fondo a qualche armadio.LINKIl DAS https://www.fila.it/it/it/prodotto/das/In inglese https://www.fila.it/in</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 257 No! Scarabeo no!</title>
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        <![CDATA['Scarabeo' è una (brutta) copia dell'originale 'Scrabble' (sì, ci fu di mezzo anche una denuncia per violazione del diritto d'autore). Giocare in italiano è frustrante e per niente divertente. Parola di giocatrice appassionata e accanita!<br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Ho provato a giocare a Scrabble in italiano. Prima di tutto diciamo che esiste anche un gioco italiano che si chiama Scarabeo. Mi sono documentata: si chiama Scarabeo perché è praticamente un gioco copiato dall'inglese Scrabble, tanto che la persona italiana che si è 'inventata' (metto inventata tra virgolette) Scarabeo e venne anche denunciata per violazione di copyright e quindi modificò il nome, lo chiamò Scarabeo, e cambiò anche un paio delle regole del gioco. Però diciamo che anche se avesse adottato la stessa scacchiera, la stessa tavola e le stesse regole, il gioco in italiano non funzionerebbe perché per la morfologia della lingua inglese, che è molto diversa da quella italiana. In inglese basta che tu metta una 's' alla fine di una parola e crei un'altra parola. Un sacco di parole finiscono e iniziano con le stesse lettere, mentre in italiano. Lo sappiamo, la stragrande il 99,9% delle parole finisce con una vocale quindi non puoi far iniziare una parola, oppure se vuoi fare iniziare una nuova parola con il finale di una precedente, sei limitato alle cinque vocali; poi in inglese quello che è bello quando si gioca Scrabble (l'avrete capito io sono una giocatrice di Scrabble appassionata e accanita) non è tanto fare le parole lunghe, perché magari fai una parola lunga che però vale poco, la cosa bella è riuscire con pochissime lettere a fare dei punteggi altissimi, appunto per una serie di incroci dove si riescono a coprire magari lettere triple, parole triple, doppie eccetera diverse volte, perché con poche lettere si fanno le parole che poi vengono lette in croce. A me piace tantissimo giocare a Scrabble. Ho provato anche a giocare a Scrabble con la tavola inglese però in italiano, ma non si può appunto perché si è troppo limitati nella possibilità di costruire le parole. E poi in italiano non esistono parole con la W e con le altre lettere Y e X. Tra le regole diverse che ho visto esistono nello Scarabeo italiano, è quella ad esempio che in italiano si possono usare le sigle - ah! anatema! - invece naturalmente nella versione originale non si possono usare né le sigle, né i nomi propri, e le parole che iniziano con una maiuscola, poi c'è tutta una lista di abbreviazioni che è possibile usare/non usare. Insomma niente Scarabeo, Scarabeo non mi piace buu!. Giochiamo a Scrabble che è molto più divertente e ha le regole molto più belle.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I tried to play Scrabble in Italian. First of all, let's say that there is also an Italian game called Scarabeo. I looked it up: it is called Scarabeo because it is practically a game copied from the English Scrabble, so much so that the Italian person who 'invented' (I put invented in quotes) Scarabeo  was sued for copyright infringement and therefore changed the name, calling it Scarabeo [dung beetle], and he also changed a couple of game rules. But let's say that even if he had adopted the same chessboard, the same board and the same rules, the game in Italian would not work because of the morphology of the English language, which is very different from the Italian. In English you just need to put an 's' at the end of a word to create another word. A lot of words end and start with the same letters while in Italian, as we [Italian] all know, the overwhelming 99.9% of words end with a vowel, so you cannot start a word, or if you want to start a new word with the end of a previous one, you are limited to the five vowels; then in English, and this is the beauty when you play Scrabble (you will have understood that I am a passionate and avid Scrabble player), is not so much to make long words, because you could make a long word but it is worth little, the beautiful thing is to succeed with very few letters to make very high scores, just with intersections where you cover triple letters, triple words, double words etc. several times, because with a few letters you create words that cross. I really love playing Scrabble. I also tried to play Scrabble with the English board but in Italian, but you just can't because you are too limited in the possibility of constructing words. And then in Italian there are no words with  W nor with Y and X. Among the different rules I have seen exist in the Italian Scarabeo, for example, in Italian you can use the abbreviations - ah! unheard of! - instead of course in the original version you can't use abbreviations, proper names, and words starting with a capital letter, then there is a whole list of abbreviations that you can/cannot use. In short, no Scarabeo, I don't like Scarabeo buu !. Let's play Scrabble which is much more fun and has much nicer rules.]]>
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        <![CDATA['Scarabeo' è una (brutta) copia dell'originale 'Scrabble' (sì, ci fu di mezzo anche una denuncia per violazione del diritto d'autore). Giocare in italiano è frustrante e per niente divertente. Parola di giocatrice appassionata e accanita!<br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Ho provato a giocare a Scrabble in italiano. Prima di tutto diciamo che esiste anche un gioco italiano che si chiama Scarabeo. Mi sono documentata: si chiama Scarabeo perché è praticamente un gioco copiato dall'inglese Scrabble, tanto che la persona italiana che si è 'inventata' (metto inventata tra virgolette) Scarabeo e venne anche denunciata per violazione di copyright e quindi modificò il nome, lo chiamò Scarabeo, e cambiò anche un paio delle regole del gioco. Però diciamo che anche se avesse adottato la stessa scacchiera, la stessa tavola e le stesse regole, il gioco in italiano non funzionerebbe perché per la morfologia della lingua inglese, che è molto diversa da quella italiana. In inglese basta che tu metta una 's' alla fine di una parola e crei un'altra parola. Un sacco di parole finiscono e iniziano con le stesse lettere, mentre in italiano. Lo sappiamo, la stragrande il 99,9% delle parole finisce con una vocale quindi non puoi far iniziare una parola, oppure se vuoi fare iniziare una nuova parola con il finale di una precedente, sei limitato alle cinque vocali; poi in inglese quello che è bello quando si gioca Scrabble (l'avrete capito io sono una giocatrice di Scrabble appassionata e accanita) non è tanto fare le parole lunghe, perché magari fai una parola lunga che però vale poco, la cosa bella è riuscire con pochissime lettere a fare dei punteggi altissimi, appunto per una serie di incroci dove si riescono a coprire magari lettere triple, parole triple, doppie eccetera diverse volte, perché con poche lettere si fanno le parole che poi vengono lette in croce. A me piace tantissimo giocare a Scrabble. Ho provato anche a giocare a Scrabble con la tavola inglese però in italiano, ma non si può appunto perché si è troppo limitati nella possibilità di costruire le parole. E poi in italiano non esistono parole con la W e con le altre lettere Y e X. Tra le regole diverse che ho visto esistono nello Scarabeo italiano, è quella ad esempio che in italiano si possono usare le sigle - ah! anatema! - invece naturalmente nella versione originale non si possono usare né le sigle, né i nomi propri, e le parole che iniziano con una maiuscola, poi c'è tutta una lista di abbreviazioni che è possibile usare/non usare. Insomma niente Scarabeo, Scarabeo non mi piace buu!. Giochiamo a Scrabble che è molto più divertente e ha le regole molto più belle.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I tried to play Scrabble in Italian. First of all, let's say that there is also an Italian game called Scarabeo. I looked it up: it is called Scarabeo because it is practically a game copied from the English Scrabble, so much so that the Italian person who 'invented' (I put invented in quotes) Scarabeo  was sued for copyright infringement and therefore changed the name, calling it Scarabeo [dung beetle], and he also changed a couple of game rules. But let's say that even if he had adopted the same chessboard, the same board and the same rules, the game in Italian would not work because of the morphology of the English language, which is very different from the Italian. In English you just need to put an 's' at the end of a word to create another word. A lot of words end and start with the same letters while in Italian, as we [Italian] all know, the overwhelming 99.9% of words end with a vowel, so you cannot start a word, or if you want to start a new word with the end of a previous one, you are limited to the five vowels; then in English, and this is the beauty when you play Scrabble (you will have understood that I am a passionate and avid Scrabble player), is not so much to make long words, because you could make a long word but it is worth little, the beautiful thing is to succeed with very few letters to make very high scores, just with intersections where you cover triple letters, triple words, double words etc. several times, because with a few letters you create words that cross. I really love playing Scrabble. I also tried to play Scrabble with the English board but in Italian, but you just can't because you are too limited in the possibility of constructing words. And then in Italian there are no words with  W nor with Y and X. Among the different rules I have seen exist in the Italian Scarabeo, for example, in Italian you can use the abbreviations - ah! unheard of! - instead of course in the original version you can't use abbreviations, proper names, and words starting with a capital letter, then there is a whole list of abbreviations that you can/cannot use. In short, no Scarabeo, I don't like Scarabeo buu !. Let's play Scrabble which is much more fun and has much nicer rules.]]>
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      <pubDate>Fri, 17 Sep 2021 10:35:47 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>'Scarabeo' è una (brutta) copia dell'originale 'Scrabble' (sì, ci fu di mezzo anche una denuncia per violazione del diritto d'autore). Giocare in italiano è frustrante e per niente divertente. Parola di giocatrice appassionata e accanita!TESTO TRASCRITTO (English below)Ho provato a giocare a Scrabble in italiano. Prima di tutto diciamo che esiste anche un gioco italiano che si chiama Scarabeo. Mi sono documentata: si chiama Scarabeo perché è praticamente un gioco copiato dall'inglese Scrabble, tanto che la persona italiana che si è 'inventata' (metto inventata tra virgolette) Scarabeo e venne anche denunciata per violazione di copyright e quindi modificò il nome, lo chiamò Scarabeo, e cambiò anche un paio delle regole del gioco. Però diciamo che anche se avesse adottato la stessa scacchiera, la stessa tavola e le stesse regole, il gioco in italiano non funzionerebbe perché per la morfologia della lingua inglese, che è molto diversa da quella italiana. In inglese basta che tu metta una 's' alla fine di una parola e crei un'altra parola. Un sacco di parole finiscono e iniziano con le stesse lettere, mentre in italiano. Lo sappiamo, la stragrande il 99,9% delle parole finisce con una vocale quindi non puoi far iniziare una parola, oppure se vuoi fare iniziare una nuova parola con il finale di una precedente, sei limitato alle cinque vocali; poi in inglese quello che è bello quando si gioca Scrabble (l'avrete capito io sono una giocatrice di Scrabble appassionata e accanita) non è tanto fare le parole lunghe, perché magari fai una parola lunga che però vale poco, la cosa bella è riuscire con pochissime lettere a fare dei punteggi altissimi, appunto per una serie di incroci dove si riescono a coprire magari lettere triple, parole triple, doppie eccetera diverse volte, perché con poche lettere si fanno le parole che poi vengono lette in croce. A me piace tantissimo giocare a Scrabble. Ho provato anche a giocare a Scrabble con la tavola inglese però in italiano, ma non si può appunto perché si è troppo limitati nella possibilità di costruire le parole. E poi in italiano non esistono parole con la W e con le altre lettere Y e X. Tra le regole diverse che ho visto esistono nello Scarabeo italiano, è quella ad esempio che in italiano si possono usare le sigle - ah! anatema! - invece naturalmente nella versione originale non si possono usare né le sigle, né i nomi propri, e le parole che iniziano con una maiuscola, poi c'è tutta una lista di abbreviazioni che è possibile usare/non usare. Insomma niente Scarabeo, Scarabeo non mi piace buu!. Giochiamo a Scrabble che è molto più divertente e ha le regole molto più belle.ENGLISH TRANSLATIONI tried to play Scrabble in Italian. First of all, let's say that there is also an Italian game called Scarabeo. I looked it up: it is called Scarabeo because it is practically a game copied from the English Scrabble, so much so that the Italian person who 'invented' (I put invented in quotes) Scarabeo  was sued for copyright infringement and therefore changed the name, calling it Scarabeo [dung beetle], and he also changed a couple of game rules. But let's say that even if he had adopted the same chessboard, the same board and the same rules, the game in Italian would not work because of the morphology of the English language, which is very different from the Italian. In English you just need to put an 's' at the end of a word to create another word. A lot of words end and start with the same letters while in Italian, as we [Italian] all know, the overwhelming 99.9% of words end with a vowel, so you cannot start a word, or if you want to start a new word with the end of a previous one, you are limited to the five vowels; then in English, and this is the beauty when you play Scrabble (you will have understood that I am a passionate and avid Scrabble player), is not so much to make long words, because you could make a long word but it is worth little, the beautiful...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>'Scarabeo' è una (brutta) copia dell'originale 'Scrabble' (sì, ci fu di mezzo anche una denuncia per violazione del diritto d'autore). Giocare in italiano è frustrante e per niente divertente. Parola di giocatrice appassionata e accanita!TESTO TRASCRITTO </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 256 Narrazione da flacone</title>
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        <![CDATA[Vi ricordate quando in bagno si leggeva il retro della confezione del bagnoschiuma? Io lo faccio ancora, ed è così  che ho scoperto la nuova moda: la narrazione da flacone!<br><br>LINK versione con i sottotitoli in inglese<br><a href="https://youtu.be/GAbs8FPFvI4" rel="noopener">https://youtu.be/GAbs8FPFvI4</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH BELOW)<br>Un tempo, e gli ascoltatori di una certa età se lo ricorderanno, quindi prima dei telefoni cellulari, quando si andava in bagno e non si aveva con sé una rivista, un libro o un giornale, io almeno leggevo le etichette delle cose che c'erano nel bagno: bagnoschiuma, dentifricio, sapone liquido. Questa abitudine un po' mi è rimasta anche perché, ve ne ho parlato anche in uno dei miei precedenti tre minuti grezzi, io vado alla ricerca di prodotti molto particolari, uno di questi è il dentifricio che non contiene menta, appunto in uno dei miei tre minuti grezzi di qualche mese fa vi ho parlato di questo nuovo dentifricio alla noce di cocco, ebbene mentre ero in vacanza, per caso sono entrata in una farmacia e ho trovato un altro dentifricio: un dentifricio allo zenzero, allo zenzero piccante, lo zenzero/il zenzero, comunque mi avete capito, ginger. La cosa particolare di questo dentifricio non è tanto il sapore che, tra l'altro una volta che una persona ci si abitua, la prima volta che l'ho usato, veramente ho detto, oddio, che cos'è sta roba qua? Invece ora mi ci sono abituata e mi piace tantissimo, ma la cosa divertente è che mentre lavavo i denti mi sono letta l'etichetta e c'è tutto, tutto un racconto, quello che alla gente piace chiamare 'storytelling'. Aspettate un attimo che ve lo leggo: "Dentifricio ultra forte puro, non un semplice dentifricio ma una vera e propria esperienza multisensoriale, la prima dedicata a tutti gli estimatori dello zenzero che già gli antichi romani importavano dall'India soprattutto per le proprietà medicinali che gli attribuivano, nel Medioevo venne importato in Europa candito per essere utilizzato nei dolci" eccetera eccetera. Vi leggo la parte interessante, allora: "sapore unico intenso e rivitalizzante che salterà i vostri sensi. L'olfatto? Perché la sua inconfondibile fragranza è portatrice di positività. Il gusto? Perché la sua personalità piccante si diffonderà con decisione nella vostra bocca. La vista? (sì è anche un dentifricio per la vista!) Perché i colori della confezione sono una gioia per gli occhi." E nel caso foste curiosi o volesse sapere che colore è questo dentifricio che è una gioia per gli occhi, è giallo. Insomma sono rimasta divertita, basita, complimenti a chi ha scritto,c'è un sacco di roba scritta abbastanza in piccolo dietro, nel retro del tubetto del dentifricio che - come potete ben immaginare  - non è che ci sia tutto questo spazio eppure hanno messo tutta la storia dei romani, di come facevano i traffici per portare lo zenzero eccetera eccetera. Incuriosita mentre mi faceva la doccia, niente mi sono accorta che anche il bagnoschiuma che adesso non ho qua davanti, è un bagnoschiuma Dove, quello scritto 'dove' è ha tutta una campagna per l'autostima, infatti proprio sul davanti c'è scritto 'Help a girl build self esteem', aiutate una ragazza a avere più autostima, e io sono senz'altro d'accordo.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Once upon a time, and listeners of a certain age will remember it, so before mobile phones, if you went to the bathroom and didn't have a magazine, book or newspaper with you, I at least read the labels of the things there they were in the bathroom: shower gel, toothpaste, liquid soap. This habit has remained a bit for me also because, as I already told you about it in one of my previous three uncut minutes, I go in search of very particular products, one of these is toothpaste without mint, and yes,  in one of my 3 uncut a few months ago I told you about this new coconut toothpaste, well while I was on vacation, by chance I walked into a pharmacy and found another toothpaste: a ginger toothpaste, spicy ginger, [not sure about the article] anyway ginger. The particular thing about this toothpaste is not so much the taste that, by the way, once you get used to it, the first time I used it, I actually said, oh my, what is this stuff? But now I got used and I love it, but the funny thing is that while I was brushing my teeth I read the label and there is all this, a whole story, what people like to call 'storytelling'. Wait a moment and I'll read it to you: "Pure ultra-strong toothpaste, not a simple toothpaste but a real multisensory experience, the first dedicated to the lovers of all ginger that the ancient Romans imported from India first of all for its medicinal properties, in the Middle Ages it was imported into Europe candied to be used in sweets" etc. I'll move on to the interesting part, there you go: "unique intense and revitalizing flavor that will jump your senses. The sense of smell? Because its unmistakable fragrance brings positivity. The taste? Because its spicy personality will spread decisively in your mouth. Sight? (Yes it is also a toothpaste for your sight!) Because the colors of the package are a joy for the eyes. " And in case you are curious or want to know what the color of this toothpaste that is a joy to behold, well, it is yellow. In short, I was amused, stunned, congratulations to those who wrote this, there is a lot of stuff written quite small in the back of the toothpaste tube which - as you can well imagine - is not that there is all this space and yet they put the whole history of the Romans, of how they traded to bring ginger and so on. Intrigued while taking a shower, I did notice that even the shower cream -  I don't have it here now - it's a Dove shower cream, [explaining how to spell 'dove'] it has a whole campaign for self-esteem, in fact right on the front it says 'Help a girl build self esteem', [translating into Italian], and I certainly agree!]]>
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        <![CDATA[Vi ricordate quando in bagno si leggeva il retro della confezione del bagnoschiuma? Io lo faccio ancora, ed è così  che ho scoperto la nuova moda: la narrazione da flacone!<br><br>LINK versione con i sottotitoli in inglese<br><a href="https://youtu.be/GAbs8FPFvI4" rel="noopener">https://youtu.be/GAbs8FPFvI4</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH BELOW)<br>Un tempo, e gli ascoltatori di una certa età se lo ricorderanno, quindi prima dei telefoni cellulari, quando si andava in bagno e non si aveva con sé una rivista, un libro o un giornale, io almeno leggevo le etichette delle cose che c'erano nel bagno: bagnoschiuma, dentifricio, sapone liquido. Questa abitudine un po' mi è rimasta anche perché, ve ne ho parlato anche in uno dei miei precedenti tre minuti grezzi, io vado alla ricerca di prodotti molto particolari, uno di questi è il dentifricio che non contiene menta, appunto in uno dei miei tre minuti grezzi di qualche mese fa vi ho parlato di questo nuovo dentifricio alla noce di cocco, ebbene mentre ero in vacanza, per caso sono entrata in una farmacia e ho trovato un altro dentifricio: un dentifricio allo zenzero, allo zenzero piccante, lo zenzero/il zenzero, comunque mi avete capito, ginger. La cosa particolare di questo dentifricio non è tanto il sapore che, tra l'altro una volta che una persona ci si abitua, la prima volta che l'ho usato, veramente ho detto, oddio, che cos'è sta roba qua? Invece ora mi ci sono abituata e mi piace tantissimo, ma la cosa divertente è che mentre lavavo i denti mi sono letta l'etichetta e c'è tutto, tutto un racconto, quello che alla gente piace chiamare 'storytelling'. Aspettate un attimo che ve lo leggo: "Dentifricio ultra forte puro, non un semplice dentifricio ma una vera e propria esperienza multisensoriale, la prima dedicata a tutti gli estimatori dello zenzero che già gli antichi romani importavano dall'India soprattutto per le proprietà medicinali che gli attribuivano, nel Medioevo venne importato in Europa candito per essere utilizzato nei dolci" eccetera eccetera. Vi leggo la parte interessante, allora: "sapore unico intenso e rivitalizzante che salterà i vostri sensi. L'olfatto? Perché la sua inconfondibile fragranza è portatrice di positività. Il gusto? Perché la sua personalità piccante si diffonderà con decisione nella vostra bocca. La vista? (sì è anche un dentifricio per la vista!) Perché i colori della confezione sono una gioia per gli occhi." E nel caso foste curiosi o volesse sapere che colore è questo dentifricio che è una gioia per gli occhi, è giallo. Insomma sono rimasta divertita, basita, complimenti a chi ha scritto,c'è un sacco di roba scritta abbastanza in piccolo dietro, nel retro del tubetto del dentifricio che - come potete ben immaginare  - non è che ci sia tutto questo spazio eppure hanno messo tutta la storia dei romani, di come facevano i traffici per portare lo zenzero eccetera eccetera. Incuriosita mentre mi faceva la doccia, niente mi sono accorta che anche il bagnoschiuma che adesso non ho qua davanti, è un bagnoschiuma Dove, quello scritto 'dove' è ha tutta una campagna per l'autostima, infatti proprio sul davanti c'è scritto 'Help a girl build self esteem', aiutate una ragazza a avere più autostima, e io sono senz'altro d'accordo.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Once upon a time, and listeners of a certain age will remember it, so before mobile phones, if you went to the bathroom and didn't have a magazine, book or newspaper with you, I at least read the labels of the things there they were in the bathroom: shower gel, toothpaste, liquid soap. This habit has remained a bit for me also because, as I already told you about it in one of my previous three uncut minutes, I go in search of very particular products, one of these is toothpaste without mint, and yes,  in one of my 3 uncut a few months ago I told you about this new coconut toothpaste, well while I was on vacation, by chance I walked into a pharmacy and found another toothpaste: a ginger toothpaste, spicy ginger, [not sure about the article] anyway ginger. The particular thing about this toothpaste is not so much the taste that, by the way, once you get used to it, the first time I used it, I actually said, oh my, what is this stuff? But now I got used and I love it, but the funny thing is that while I was brushing my teeth I read the label and there is all this, a whole story, what people like to call 'storytelling'. Wait a moment and I'll read it to you: "Pure ultra-strong toothpaste, not a simple toothpaste but a real multisensory experience, the first dedicated to the lovers of all ginger that the ancient Romans imported from India first of all for its medicinal properties, in the Middle Ages it was imported into Europe candied to be used in sweets" etc. I'll move on to the interesting part, there you go: "unique intense and revitalizing flavor that will jump your senses. The sense of smell? Because its unmistakable fragrance brings positivity. The taste? Because its spicy personality will spread decisively in your mouth. Sight? (Yes it is also a toothpaste for your sight!) Because the colors of the package are a joy for the eyes. " And in case you are curious or want to know what the color of this toothpaste that is a joy to behold, well, it is yellow. In short, I was amused, stunned, congratulations to those who wrote this, there is a lot of stuff written quite small in the back of the toothpaste tube which - as you can well imagine - is not that there is all this space and yet they put the whole history of the Romans, of how they traded to bring ginger and so on. Intrigued while taking a shower, I did notice that even the shower cream -  I don't have it here now - it's a Dove shower cream, [explaining how to spell 'dove'] it has a whole campaign for self-esteem, in fact right on the front it says 'Help a girl build self esteem', [translating into Italian], and I certainly agree!]]>
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      <pubDate>Thu, 16 Sep 2021 14:14:30 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 255 Rossella</title>
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        <![CDATA[Ci sono persone che quando le vedi capisci subito che sarete amiche per la pelle. Così è stato con Rossella, una delle amiche di Melbourne che mi manca di più, appunto perché l'Australia non mi manca come luogo, ma quando mi fermo a pensarci, mi mancano, eccome, i miei amici!<br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH BELOW)<br>Rossella l'ho conosciuta a Melbourne quando facevo la portavoce per un centro risorse per rifugiati e richiedenti asilo. Io lavoravo lì già da diversi anni e Rossella aveva cominciato da poco. Mi ricordo che lei venne a trovarmi alla mia scrivania, nel mio ufficio, dicendo 'ah! mi hanno detto che anche tu sei italiana!'. Beh, io di solito metterò sempre le mani avanti quando veniva qualcuno che mi diceva 'anche tu sei italiana' perché dicevo, certa gente non la frequenterei mai in Italia, non vedo perché dovrei frequentarla quando sto all'estero. Quindi all'inizio fui un po' distanziata, però poi cominciammo a parlare e fu amore a prima vista, diventammo amiche, ma proprio di quelle che fanno le peggiori cose insieme. Mi ricordo, nella pausa pranzo andavamo in giro per High Street, che era la via dove si trovava Spectrum, a fare razzia nei vari negozi che vendevano cose di seconda mano, ci misuravano i vestiti, le cose i soprammobili più improbabili, ricordo che la convinsi a comprare un completo di ceramica con queste scodelline a forma di aragosta, una cosa veramente allucinante. Sì, con Rossella abbiamo, ci siamo viste per poco tempo, perché poi dopo qualche anno sono partita, però sono stati degli anni molto, molto intensi, veramente lei è di quelle persone che si è subito creata questa intimità e questa questa voglia di fare le cose insieme. Ricordo un Capodanno fatto insieme, e in Australia Capodanno è d'estate, quindi era un caldo terrificante, e lei abitava vicino al mare, per cui lasciammo tutte le famiglie lì, andammo a fare una passeggiata senza che ce ne rendesse conto era mezzanotte noi ci siamo messi a fare il bagno di mezzanotte, così... insomma bellissimi ricordi. Perché ve ne parlo? Perché Rossella l'ho sentita ieri, le mandavo, le ho scritto un messaggio su uno dei social e lei anziché rispondere mi ha chiamato, ed è stata una sorpresa meravigliosa. Ci sentiamo non spessissimo, diciamo che una volta all'anno ci sentiamo, però quando ci sentiamo è come se avessimo smesso di chiacchierare, di fare le nostre razzie qualche momento prima. È stato, sì una grandissima emozione. È una di quelle persone alle quali voglio un mondo di bene, mi manca tantissimo, e in questi momenti mi rendo conto quanto mi manchi non l'Australia., l'Australia non mi manca assolutamente, mi mancano i miei amici e moltissimi dei miei amici, tantissimi dei miei amici più cari sono lì. Speriamo di poterci vedere presto, va bene? E comunque questo è un abbraccio collettivo a tutti voi.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I met Rossella in Melbourne when I was the spokesperson for a resource center for refugees and asylum seekers. I had been working there for several years and Rossella had just started. I remember she came to see me at my desk, in my office, saying 'ah! they told me that you are Italian too! '. Well, I wasn't usually not too thrilled when someone came and said 'you are Italian too' because, I mean, I would never hang out with some people in Italy, I don't see why I should hang out with them abroad. So, at first I was a bit distant, but then we started talking and it was love at first sight, we became friends, you know, best friends, thick as thieves. I remember, in the lunch break we would go to High Street, which was the street where Spectrum was, raiding the various second-hand shops, trying on clothes, getting the most unlikely knick-knacks, I remember that the I persuaded to buy a ceramic suit with these lobster-shaped bowls, which was truly hallucinating. Yes, with Rossella, we saw each other for a short time, because then after a few years I left, but they were very, very intense years, really she is one of those people with whom there was immediately this intimacy and this desire to do things together. I remember a New Year's Eve together, and in Australia New Year's Eve is summer, so it was terrifyingly hot, and she lived by the sea, so we left all the families at home, we went for a walk without realising it was midnight and we started swimming at midnight, so... in short, wonderful memories. Why am I telling you this? Because I heard Rossella yesterday, I sent her, I wrote her a message on one of the social networks and instead of answering she called me, and it was a wonderful surprise. We don't feel talk often, let's say about once a year, but when we do it feels as if we had stopped chatting, doing our raids a few moments before. It was, yes, full on. She is one of the people I love most, I miss her very much, and in these moments I realise how much I miss not Australia, I absolutely do not miss Australia as a place, but I do miss my friends and many of mine friends, so many of my closest friends are over there. I hope to see you soon, okay? And anyway this is a collective hug to all of you.]]>
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        <![CDATA[Ci sono persone che quando le vedi capisci subito che sarete amiche per la pelle. Così è stato con Rossella, una delle amiche di Melbourne che mi manca di più, appunto perché l'Australia non mi manca come luogo, ma quando mi fermo a pensarci, mi mancano, eccome, i miei amici!<br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH BELOW)<br>Rossella l'ho conosciuta a Melbourne quando facevo la portavoce per un centro risorse per rifugiati e richiedenti asilo. Io lavoravo lì già da diversi anni e Rossella aveva cominciato da poco. Mi ricordo che lei venne a trovarmi alla mia scrivania, nel mio ufficio, dicendo 'ah! mi hanno detto che anche tu sei italiana!'. Beh, io di solito metterò sempre le mani avanti quando veniva qualcuno che mi diceva 'anche tu sei italiana' perché dicevo, certa gente non la frequenterei mai in Italia, non vedo perché dovrei frequentarla quando sto all'estero. Quindi all'inizio fui un po' distanziata, però poi cominciammo a parlare e fu amore a prima vista, diventammo amiche, ma proprio di quelle che fanno le peggiori cose insieme. Mi ricordo, nella pausa pranzo andavamo in giro per High Street, che era la via dove si trovava Spectrum, a fare razzia nei vari negozi che vendevano cose di seconda mano, ci misuravano i vestiti, le cose i soprammobili più improbabili, ricordo che la convinsi a comprare un completo di ceramica con queste scodelline a forma di aragosta, una cosa veramente allucinante. Sì, con Rossella abbiamo, ci siamo viste per poco tempo, perché poi dopo qualche anno sono partita, però sono stati degli anni molto, molto intensi, veramente lei è di quelle persone che si è subito creata questa intimità e questa questa voglia di fare le cose insieme. Ricordo un Capodanno fatto insieme, e in Australia Capodanno è d'estate, quindi era un caldo terrificante, e lei abitava vicino al mare, per cui lasciammo tutte le famiglie lì, andammo a fare una passeggiata senza che ce ne rendesse conto era mezzanotte noi ci siamo messi a fare il bagno di mezzanotte, così... insomma bellissimi ricordi. Perché ve ne parlo? Perché Rossella l'ho sentita ieri, le mandavo, le ho scritto un messaggio su uno dei social e lei anziché rispondere mi ha chiamato, ed è stata una sorpresa meravigliosa. Ci sentiamo non spessissimo, diciamo che una volta all'anno ci sentiamo, però quando ci sentiamo è come se avessimo smesso di chiacchierare, di fare le nostre razzie qualche momento prima. È stato, sì una grandissima emozione. È una di quelle persone alle quali voglio un mondo di bene, mi manca tantissimo, e in questi momenti mi rendo conto quanto mi manchi non l'Australia., l'Australia non mi manca assolutamente, mi mancano i miei amici e moltissimi dei miei amici, tantissimi dei miei amici più cari sono lì. Speriamo di poterci vedere presto, va bene? E comunque questo è un abbraccio collettivo a tutti voi.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I met Rossella in Melbourne when I was the spokesperson for a resource center for refugees and asylum seekers. I had been working there for several years and Rossella had just started. I remember she came to see me at my desk, in my office, saying 'ah! they told me that you are Italian too! '. Well, I wasn't usually not too thrilled when someone came and said 'you are Italian too' because, I mean, I would never hang out with some people in Italy, I don't see why I should hang out with them abroad. So, at first I was a bit distant, but then we started talking and it was love at first sight, we became friends, you know, best friends, thick as thieves. I remember, in the lunch break we would go to High Street, which was the street where Spectrum was, raiding the various second-hand shops, trying on clothes, getting the most unlikely knick-knacks, I remember that the I persuaded to buy a ceramic suit with these lobster-shaped bowls, which was truly hallucinating. Yes, with Rossella, we saw each other for a short time, because then after a few years I left, but they were very, very intense years, really she is one of those people with whom there was immediately this intimacy and this desire to do things together. I remember a New Year's Eve together, and in Australia New Year's Eve is summer, so it was terrifyingly hot, and she lived by the sea, so we left all the families at home, we went for a walk without realising it was midnight and we started swimming at midnight, so... in short, wonderful memories. Why am I telling you this? Because I heard Rossella yesterday, I sent her, I wrote her a message on one of the social networks and instead of answering she called me, and it was a wonderful surprise. We don't feel talk often, let's say about once a year, but when we do it feels as if we had stopped chatting, doing our raids a few moments before. It was, yes, full on. She is one of the people I love most, I miss her very much, and in these moments I realise how much I miss not Australia, I absolutely do not miss Australia as a place, but I do miss my friends and many of mine friends, so many of my closest friends are over there. I hope to see you soon, okay? And anyway this is a collective hug to all of you.]]>
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      <pubDate>Wed, 15 Sep 2021 16:36:53 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Ci sono persone che quando le vedi capisci subito che sarete amiche per la pelle. Così è stato con Rossella, una delle amiche di Melbourne che mi manca di più, appunto perché l'Australia non mi manca come luogo, ma quando mi fermo a pensarci, mi mancano, </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 254 Ma come?! Non conosci...?!</title>
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        <![CDATA[Il colonialismo culturale si vede anche dal non poter concepire che certe persone possano non condividere quei punti di riferimento culturali che noi crediamo universali, e che invece appartengono unicamente alla ristrettissima cerchia della nostra società. <br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ti accorgi del provincialismo altrui, quando una persona ti fa un nome, che può essere più o meno famoso, e se tu non sai di cosa sta parlando, sgrana gli occhi dice "Ma come? Ma come non lo conosci?" come se fosse impossibile che persone non condividesse lo stesso background culturale. Io ho vissuto molti anni all'estero, un anno e mezzo a Monaco di Baviera, otto anni a Berlino, circa 23 anni a Melbourne, e i miei punti di riferimento culturali sono in parte italiani, perché comunque frequentavo anche la mia famiglia italiana, la società italiana, quando venivo in vacanza, però la maggior parte del mio tempo, la mia esperienza lavorativa, i miei riferimenti culturali erano altri, quindi se io dico 'Phillip Adams',  che è in Australia tutti conoscono, in Italia non lo conosce nessuno. Però lungi da me dire, ma come non conosci Phillip Adams? Eh, a volte capita. Le persone intelligenti, culturalmente, diciamo, assennate, non si sognerebbe mai di dare per scontato che anche la persona più conosciuta e più famosa nella nostra parte di universo, in Europa, o in Italia, fosse conosciuta anche da altre parti, perché questo è... diciamo che è colonialismo culturale, pensare che il nostro sia il centro dell'universo e quindi, se lo conosciamo noi è chiaro che lo debbano conoscere tutti. Niente, mi capita spesso che qualcuno mi mi faccia il nome di un cantante, di uno scrittore, di un filosofo, di una istituzione molto famoso in Italia e che io mi trovi completamente al buio perché non conosco questa persona, non conosco questo nome, ripeto perché ho vissuto molti anni all'estero e veramente mi sono persa molte cose, lo dico anche in senso ironico perché mi sono persa anche un sacco di mode che sono felice di aver perso. Niente volevo condividere con voi questo pensiero. Finisco i tre minuti grezzi prima dell'inizio della salita perché sì, sta facendo due cose contemporaneamente: sto andando a trovare mia mamma, dalle vacanze è la prima volta che ci vado, sono tornata ieri, siccome ho tantissimo lavoro (per fortuna!) ho pochissimo tempo devo cercare di massimizzare e per questo mi sto registrando i tre minuti grezzi andando a casa di mamma che abita in cima al quartiere che si chiama Castello che è circondato da salite rapidissime, io sto per affrontarne una che avrà una pendenza di 45% almeno rapidissima. Quindi concludo perché l'ansimare mare mi impedirebbe di continuare a parlare. Sì, va bene, ci sentiamo domani con i prossimi tre minuti grezzi. Buona giornata!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>You notice the provincialism of others when a person mentions a name, of someone more or less famous, and if you don't know what they are talking about, they widen their eyes and says "But how? How can you not know that?" as if it were impossible for people not to share the same cultural background. I lived abroad for many years, a year and a half in Munich, eight years in Berlin, about 23 years in Melbourne, and my cultural reference points are partly Italian, because in any case I also frequented my Italian family, the Italian society, when I came on vacation, but most of my time, my work experience, my cultural references were elsewhere. So, if I say 'Phillip Adams', who is someone well known in Australia, in Italy nobody knows him . But I would never say "How is it possible that you don't know Phillip Adams". Eh, sometimes it happens. Intelligent people, people who are, let's say, culturally sensible, they would never dream of assuming that even the best known and most famous person in our part of the universe, in Europe, or in Italy, is also known elsewhere, because this is ... let's call it with its name, this is is cultural colonialism, to think that ours is the center of the universe and therefore, if we know it, it is clear that everyone must know it. Oh well, it often happens to me that someone mentions a singer, a writer, a philosopher, a very famous institution in Italy and that I find myself completely in the dark because I don't know this person, I don't know this name, as I said, that's because I have lived abroad for many years and I have really missed many things, I am using the word 'missed' ironically, because I have also missed a lot of fashions that I am happy to have missed. Well, I wanted to share this thought with you. I finish the three uncut minutes before the start of the climb because yes, I'm doing two things at the same time: I'm going to visit my mom, it's my first time since the holidays, I came back yesterday, and because I have a lot of work (luckily!) I have very little time and I have to try to maximize and for this I am recording the three uncut minutes going to my mother's house who lives at the top of the neighborhood called Castello (castle) which is surrounded by very steep climbs, I am about to tackle one that will have a slope of 45 %, at least. So I better end here because the panting would prevent me from continuing to talk. Yep, okay, we'll talk tomorrow with the next three uncut minutes. Good day!]]>
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        <![CDATA[Il colonialismo culturale si vede anche dal non poter concepire che certe persone possano non condividere quei punti di riferimento culturali che noi crediamo universali, e che invece appartengono unicamente alla ristrettissima cerchia della nostra società. <br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ti accorgi del provincialismo altrui, quando una persona ti fa un nome, che può essere più o meno famoso, e se tu non sai di cosa sta parlando, sgrana gli occhi dice "Ma come? Ma come non lo conosci?" come se fosse impossibile che persone non condividesse lo stesso background culturale. Io ho vissuto molti anni all'estero, un anno e mezzo a Monaco di Baviera, otto anni a Berlino, circa 23 anni a Melbourne, e i miei punti di riferimento culturali sono in parte italiani, perché comunque frequentavo anche la mia famiglia italiana, la società italiana, quando venivo in vacanza, però la maggior parte del mio tempo, la mia esperienza lavorativa, i miei riferimenti culturali erano altri, quindi se io dico 'Phillip Adams',  che è in Australia tutti conoscono, in Italia non lo conosce nessuno. Però lungi da me dire, ma come non conosci Phillip Adams? Eh, a volte capita. Le persone intelligenti, culturalmente, diciamo, assennate, non si sognerebbe mai di dare per scontato che anche la persona più conosciuta e più famosa nella nostra parte di universo, in Europa, o in Italia, fosse conosciuta anche da altre parti, perché questo è... diciamo che è colonialismo culturale, pensare che il nostro sia il centro dell'universo e quindi, se lo conosciamo noi è chiaro che lo debbano conoscere tutti. Niente, mi capita spesso che qualcuno mi mi faccia il nome di un cantante, di uno scrittore, di un filosofo, di una istituzione molto famoso in Italia e che io mi trovi completamente al buio perché non conosco questa persona, non conosco questo nome, ripeto perché ho vissuto molti anni all'estero e veramente mi sono persa molte cose, lo dico anche in senso ironico perché mi sono persa anche un sacco di mode che sono felice di aver perso. Niente volevo condividere con voi questo pensiero. Finisco i tre minuti grezzi prima dell'inizio della salita perché sì, sta facendo due cose contemporaneamente: sto andando a trovare mia mamma, dalle vacanze è la prima volta che ci vado, sono tornata ieri, siccome ho tantissimo lavoro (per fortuna!) ho pochissimo tempo devo cercare di massimizzare e per questo mi sto registrando i tre minuti grezzi andando a casa di mamma che abita in cima al quartiere che si chiama Castello che è circondato da salite rapidissime, io sto per affrontarne una che avrà una pendenza di 45% almeno rapidissima. Quindi concludo perché l'ansimare mare mi impedirebbe di continuare a parlare. Sì, va bene, ci sentiamo domani con i prossimi tre minuti grezzi. Buona giornata!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>You notice the provincialism of others when a person mentions a name, of someone more or less famous, and if you don't know what they are talking about, they widen their eyes and says "But how? How can you not know that?" as if it were impossible for people not to share the same cultural background. I lived abroad for many years, a year and a half in Munich, eight years in Berlin, about 23 years in Melbourne, and my cultural reference points are partly Italian, because in any case I also frequented my Italian family, the Italian society, when I came on vacation, but most of my time, my work experience, my cultural references were elsewhere. So, if I say 'Phillip Adams', who is someone well known in Australia, in Italy nobody knows him . But I would never say "How is it possible that you don't know Phillip Adams". Eh, sometimes it happens. Intelligent people, people who are, let's say, culturally sensible, they would never dream of assuming that even the best known and most famous person in our part of the universe, in Europe, or in Italy, is also known elsewhere, because this is ... let's call it with its name, this is is cultural colonialism, to think that ours is the center of the universe and therefore, if we know it, it is clear that everyone must know it. Oh well, it often happens to me that someone mentions a singer, a writer, a philosopher, a very famous institution in Italy and that I find myself completely in the dark because I don't know this person, I don't know this name, as I said, that's because I have lived abroad for many years and I have really missed many things, I am using the word 'missed' ironically, because I have also missed a lot of fashions that I am happy to have missed. Well, I wanted to share this thought with you. I finish the three uncut minutes before the start of the climb because yes, I'm doing two things at the same time: I'm going to visit my mom, it's my first time since the holidays, I came back yesterday, and because I have a lot of work (luckily!) I have very little time and I have to try to maximize and for this I am recording the three uncut minutes going to my mother's house who lives at the top of the neighborhood called Castello (castle) which is surrounded by very steep climbs, I am about to tackle one that will have a slope of 45 %, at least. So I better end here because the panting would prevent me from continuing to talk. Yep, okay, we'll talk tomorrow with the next three uncut minutes. Good day!]]>
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      <pubDate>Tue, 14 Sep 2021 10:25:40 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep.253 Isole che parlano</title>
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        <![CDATA[Mi sono innamorata del festival Isole che Parlano (Palau), un evento che riesce ad attrarre non solo musicisti ma anche pubblico spettacolari.<br><br>LINK<br>Il sito del festival Isole che Parlano (con la locandina con la cabina telefonica!)<br><a href="https://www.isolecheparlano.it/" rel="noopener">https://www.isolecheparlano.it/</a><br><br>The Stolen Cello a Cala Corsara (Isola di Spargi)<br><a href="https://www.facebook.com/isolecheparlano/videos/1017030712405629" rel="noopener">https://www.facebook.com/isolecheparlano/videos/1017030712405629</a><br><br>Il concerto di Gavino Murgia al tramonto<br><a href="https://www.facebook.com/watch/live/?v=1512898022378741&amp;ref=watch_permalink" rel="noopener">https://www.facebook.com/watch/live/?v=1512898022378741&amp;ref=watch_permalink</a><br><br>Shakti Duo davanti alla Tomba dei Giganti<br><a href="https://www.facebook.com/isolecheparlano/videos/1017030712405629" rel="noopener">https://www.facebook.com/isolecheparlano/videos/1017030712405629</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Una delle più belle sorprese durante le mie vacanze, sì sono tornata a casa dalle vacanze, una delle più belle sorprese è stato scoprire il festival Isole che Parlano. Non seguo il mondo musicale, non l'ho mai seguito e quindi non sono al corrente dei vari festival italiani, nemmeno sardi, però mi sono ritrovata nella zona di Palau proprio nei giorni in cui c'era questo festival, il festival Isole che Parlano, e questa era la venticinquesima edizione. Cominciamo subito dalla locandina del festival che, anche se non avessi saputo di cosa si trattava, sarei comunque andata a curiosare, perché la locandina è una vecchia cabina telefonica rotta, in mezzo a un campo, con tutta l'erba che gli cresce attorno, ed è un'immagine bellissima, un'immagine piena di suggestioni, significati, quindi anche senza sapere niente del festival, mi sarei incuriosita, poi sono capitata a vedere, ho visto tre concerti, di più non ho potuto organizzare, e i concerti, gratuiti - tra l'altro - penso che siano tutti gratuiti, quelli che ho visto io lo erano, uno era davanti alla Tomba dei Giganti, un duo per violino, voce elettronica, e violoncello si chiamava Shakti Duo di Eloisa Manera e Daniela Savoldi. Poi visto il fantastico concerto di Gavino Murgia - sax soprano, basso gutturale e altre cose che fa lui con la voce, anche questo era a La Maddalena in località Punta Tegge, Un Concerto al Tramonto, e poi ieri ho visto, forse quello più bello per quanto riguarda il luogo in cui l'ho visto perché era, sempre al tramonto, a Cala Corsara, sull'isola di Spargi. Qui si è pagato un biglietto il biglietto però era il costo di prendere la barca che portava dal La Maddalena a quest'altra isoletta che si chiama appunto Spargi (un'altra cosa che ho scoperto è fantastica!) e qui suonavano Redi Hasa, con il 'violoncello rubato', da qui il nome "The Stolen Cello" e poi alla fisarmonica c'era Rocco Nigro. Senza fiato, veramente senza fiato. Immaginatevi un piccolo, ristretto gruppo di persone, che sembrava di essere in chiesa, non volava una mosca, si sentiva il rumore della risacca del mare, il vento, queste persone, questi musicisti incredibili. E mi sono chiesta, ma a concerti così ne fanno nella mia città, a Cagliari? Com'è che a Cagliari (fatemi usare una parola inglese) le locations, sono sempre più banali... non sempre, comunque è difficile trovare locations come queste. E poi il pubblico, un pubblico fantastico, un pubblico che non fiatava, sembrava di essere in chiesa. Insomma, mi sono innamorata di questo festival, grandi Paolo e Nanni Angeli che continuano ad organizzarlo, e il prossimo anno andrò a Palau proprio per vedere il festival.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>One of the most beautiful surprises during my holidays (yes I am home from my vacation), one of the most beautiful surprises was discovering the "Isole che Parlano" (talking island) festival. I do not follow the musical world, I have never followed it and therefore I am not aware of the various Italian festivals, nor about the Sardinian ones, but I found myself in the Palau area just in the days when there was this festival, the Isole che Parlano , and this was their twenty-fifth edition. Let's start immediately with the flyer for the festival which, even if I hadn't known what it was about, I would have gone to have a look because the flyer is an old, broken telephone booth, in the middle of a field, with tall grass growing around it, and it is a beautiful image, an image full of suggestions, meanings, so even without knowing anything about the festival, I would have been curious. Well I ended up seeing three concerts, I could not accommodate more, and the concerts, free - by the way - I think they are all free, the ones I saw were, one was in front of the Giants' Grave, a duo for violin, electronic voice, and cello was called Shakti Duo composed by Eloisa Manera and Daniela Savoldi. Then I saw the fantastic concert by Gavino Murgia - soprano saxophone, guttural bass and other things he does with his voice, this too was in La Maddalena in Punta Tegge, "Concert at Sunset", and then yesterday I saw, perhaps the most beautiful one as far as location is concerned because it was, always at sunset, in Cala Corsara, on the island of Spargi. Here you paid for a ticket but it was the cost of taking the boat that took you from La Maddalena to this other island called Spargi (another thing I discovered, fantastic!) and here Redi Hasa played, with the 'stolen cello', hence the name "The Stolen Cello" accompanied by the accordion played by Rocco Nigro. Breathless, truly breathless. Imagine a small, restricted group of people, it felt like being in a church, not a fly was flying, you could hear the sound of the surf, the wind, these people, these incredible musicians. And I asked myself, but do they do concerts like this in my city, in Cagliari? How is it that in Cagliari (let me use an English word) the 'locations' are more banal ... well, not always, however it is difficult to find locations like these. And then the audience, a fantastic audience, an audience in religious silence, like in a church. In short, I fell in love with this festival, good on you Paolo and Nanni Angeli who continue to organize it, and next year I will go to Palau just to see the festival, on purpose.]]>
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Non seguo il mondo musicale, non l'ho mai seguito e quindi non sono al corrente dei vari festival italiani, nemmeno sardi, però mi sono ritrovata nella zona di Palau proprio nei giorni in cui c'era questo festival, il festival Isole che Parlano, e questa era la venticinquesima edizione. Cominciamo subito dalla locandina del festival che, anche se non avessi saputo di cosa si trattava, sarei comunque andata a curiosare, perché la locandina è una vecchia cabina telefonica rotta, in mezzo a un campo, con tutta l'erba che gli cresce attorno, ed è un'immagine bellissima, un'immagine piena di suggestioni, significati, quindi anche senza sapere niente del festival, mi sarei incuriosita, poi sono capitata a vedere, ho visto tre concerti, di più non ho potuto organizzare, e i concerti, gratuiti - tra l'altro - penso che siano tutti gratuiti, quelli che ho visto io lo erano, uno era davanti alla Tomba dei Giganti, un duo per violino, voce elettronica, e violoncello si chiamava Shakti Duo di Eloisa Manera e Daniela Savoldi. Poi visto il fantastico concerto di Gavino Murgia - sax soprano, basso gutturale e altre cose che fa lui con la voce, anche questo era a La Maddalena in località Punta Tegge, Un Concerto al Tramonto, e poi ieri ho visto, forse quello più bello per quanto riguarda il luogo in cui l'ho visto perché era, sempre al tramonto, a Cala Corsara, sull'isola di Spargi. Qui si è pagato un biglietto il biglietto però era il costo di prendere la barca che portava dal La Maddalena a quest'altra isoletta che si chiama appunto Spargi (un'altra cosa che ho scoperto è fantastica!) e qui suonavano Redi Hasa, con il 'violoncello rubato', da qui il nome "The Stolen Cello" e poi alla fisarmonica c'era Rocco Nigro. Senza fiato, veramente senza fiato. Immaginatevi un piccolo, ristretto gruppo di persone, che sembrava di essere in chiesa, non volava una mosca, si sentiva il rumore della risacca del mare, il vento, queste persone, questi musicisti incredibili. E mi sono chiesta, ma a concerti così ne fanno nella mia città, a Cagliari? Com'è che a Cagliari (fatemi usare una parola inglese) le locations, sono sempre più banali... non sempre, comunque è difficile trovare locations come queste. E poi il pubblico, un pubblico fantastico, un pubblico che non fiatava, sembrava di essere in chiesa. Insomma, mi sono innamorata di questo festival, grandi Paolo e Nanni Angeli che continuano ad organizzarlo, e il prossimo anno andrò a Palau proprio per vedere il festival.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>One of the most beautiful surprises during my holidays (yes I am home from my vacation), one of the most beautiful surprises was discovering the "Isole che Parlano" (talking island) festival. I do not follow the musical world, I have never followed it and therefore I am not aware of the various Italian festivals, nor about the Sardinian ones, but I found myself in the Palau area just in the days when there was this festival, the Isole che Parlano , and this was their twenty-fifth edition. Let's start immediately with the flyer for the festival which, even if I hadn't known what it was about, I would have gone to have a look because the flyer is an old, broken telephone booth, in the middle of a field, with tall grass growing around it, and it is a beautiful image, an image full of suggestions, meanings, so even without knowing anything about the festival, I would have been curious. Well I ended up seeing three concerts, I could not accommodate more, and the concerts, free - by the way - I think they are all free, the ones I saw were, one was in front of the Giants' Grave, a duo for violin, electronic voice, and cello was called Shakti Duo composed by Eloisa Manera and Daniela Savoldi. Then I saw the fantastic concert by Gavino Murgia - soprano saxophone, guttural bass and other things he does with his voice, this too was in La Maddalena in Punta Tegge, "Concert at Sunset", and then yesterday I saw, perhaps the most beautiful one as far as location is concerned because it was, always at sunset, in Cala Corsara, on the island of Spargi. Here you paid for a ticket but it was the cost of taking the boat that took you from La Maddalena to this other island called Spargi (another thing I discovered, fantastic!) and here Redi Hasa played, with the 'stolen cello', hence the name "The Stolen Cello" accompanied by the accordion played by Rocco Nigro. Breathless, truly breathless. Imagine a small, restricted group of people, it felt like being in a church, not a fly was flying, you could hear the sound of the surf, the wind, these people, these incredible musicians. And I asked myself, but do they do concerts like this in my city, in Cagliari? How is it that in Cagliari (let me use an English word) the 'locations' are more banal ... well, not always, however it is difficult to find locations like these. And then the audience, a fantastic audience, an audience in religious silence, like in a church. In short, I fell in love with this festival, good on you Paolo and Nanni Angeli who continue to organize it, and next year I will go to Palau just to see the festival, on purpose.]]>
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      <pubDate>Mon, 13 Sep 2021 13:19:34 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Mi sono innamorata del festival Isole che Parlano (Palau), un evento che riesce ad attrarre non solo musicisti ma anche pubblico spettacolari.LINKIl sito del festival Isole che Parlano (con la locandina con la cabina telefonica!)https://www.isolecheparlano.it/The Stolen Cello a Cala Corsara (Isola di Spargi)https://www.facebook.com/isolecheparlano/videos/1017030712405629Il concerto di Gavino Murgia al tramontohttps://www.facebook.com/watch/live/?v=1512898022378741&amp;amp;ref=watch_permalinkShakti Duo davanti alla Tomba dei Gigantihttps://www.facebook.com/isolecheparlano/videos/1017030712405629TESTO TRASCRITTO (English translation below)Una delle più belle sorprese durante le mie vacanze, sì sono tornata a casa dalle vacanze, una delle più belle sorprese è stato scoprire il festival Isole che Parlano. Non seguo il mondo musicale, non l'ho mai seguito e quindi non sono al corrente dei vari festival italiani, nemmeno sardi, però mi sono ritrovata nella zona di Palau proprio nei giorni in cui c'era questo festival, il festival Isole che Parlano, e questa era la venticinquesima edizione. Cominciamo subito dalla locandina del festival che, anche se non avessi saputo di cosa si trattava, sarei comunque andata a curiosare, perché la locandina è una vecchia cabina telefonica rotta, in mezzo a un campo, con tutta l'erba che gli cresce attorno, ed è un'immagine bellissima, un'immagine piena di suggestioni, significati, quindi anche senza sapere niente del festival, mi sarei incuriosita, poi sono capitata a vedere, ho visto tre concerti, di più non ho potuto organizzare, e i concerti, gratuiti - tra l'altro - penso che siano tutti gratuiti, quelli che ho visto io lo erano, uno era davanti alla Tomba dei Giganti, un duo per violino, voce elettronica, e violoncello si chiamava Shakti Duo di Eloisa Manera e Daniela Savoldi. Poi visto il fantastico concerto di Gavino Murgia - sax soprano, basso gutturale e altre cose che fa lui con la voce, anche questo era a La Maddalena in località Punta Tegge, Un Concerto al Tramonto, e poi ieri ho visto, forse quello più bello per quanto riguarda il luogo in cui l'ho visto perché era, sempre al tramonto, a Cala Corsara, sull'isola di Spargi. Qui si è pagato un biglietto il biglietto però era il costo di prendere la barca che portava dal La Maddalena a quest'altra isoletta che si chiama appunto Spargi (un'altra cosa che ho scoperto è fantastica!) e qui suonavano Redi Hasa, con il 'violoncello rubato', da qui il nome "The Stolen Cello" e poi alla fisarmonica c'era Rocco Nigro. Senza fiato, veramente senza fiato. Immaginatevi un piccolo, ristretto gruppo di persone, che sembrava di essere in chiesa, non volava una mosca, si sentiva il rumore della risacca del mare, il vento, queste persone, questi musicisti incredibili. E mi sono chiesta, ma a concerti così ne fanno nella mia città, a Cagliari? Com'è che a Cagliari (fatemi usare una parola inglese) le locations, sono sempre più banali... non sempre, comunque è difficile trovare locations come queste. E poi il pubblico, un pubblico fantastico, un pubblico che non fiatava, sembrava di essere in chiesa. Insomma, mi sono innamorata di questo festival, grandi Paolo e Nanni Angeli che continuano ad organizzarlo, e il prossimo anno andrò a Palau proprio per vedere il festival.ENGLISH TRANSLATIONOne of the most beautiful surprises during my holidays (yes I am home from my vacation), one of the most beautiful surprises was discovering the "Isole che Parlano" (talking island) festival. I do not follow the...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 252 Interpreti di Norimberga</title>
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        <![CDATA[Fu solo grazie agli interpreti simultanei che fu possibile includere testimonianze in inglese, tedesco, francese e russo durante i processi di Norinberga degli anni 1945-46 contro i nazisti (qualcuno mi spiega poi perché non si parlò anche in italiano, visto il ruolo svolto dall'italico suolo?). Nelle registrazioni e nei video esistenti, gli interpreti non compaiono mai, ma la loro presenza si percepisce leggendo le trascrizioni. In un'installazione, l'artista Lawrence Abu Hamdan ricrea la rudimentale (ma efficace) macchina che permettava agli interpreti di comunicare con testimoni e avvocati: due lampadine, una gialla e una rossa. Ode alla figura sempre nascosta degli interpreti simultanei. E un pensiero a quelli ancora abbandonati nel limbo afgano, e alle loro famiglie.<br><br>LINK<br>'The Witness-Machine Complex ', la rudimentale (ma efficace) macchina che permetteva agli interpreti di comunicare con la corte, ricreata per la Kunstverein Nürnberg dall'artista Lawrence Abu Hamdan, vincitore del Turner Prize<br><a href="https://kunstvereinnuernberg.de/" rel="noopener">https://kunstvereinnuernberg.de/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Gli interpreti simultanei sono quelle persone che permettono a due persone che parlano due lingue diverse di dialogare. È un mestiere molto duro, molto difficile, sia dal punto di vista psicologico, mentale che fisico. Oggi ne voglio parlare perché me ne dà la possibilità un'installazione artistica quella di Lawrence Abu Hamdan, The Witness Machine Complex, il complesso della macchina dei testimoni, se ne parla perché ha vinto il Turner Prize ed è un'installazione che si può vedere alla Kunstverein Nürnberg, a Norimberga importante perché? Perché parla del ruolo degli interpreti simultanei durante il processo di Norimberga negli anni '45 e '46, il processo contro i nazisti della seconda guerra mondiale. Fu proprio la presenza degli interpreti che permise al processo di poter essere portato avanti contemporaneamente in quattro lingue: russo, francese, tedesco, inglese, inspiegabilmente manca l'italiano, inspiegabilmente perché gli italiani ebbero un ruolo abbastanza rilevante in tutta quella cosa che poi finì nel nazismo. Questa installazione mostra una struttura molto rudimentale che però fu appunto fondamentale. Consiste  in due lampadine, una gialla e una rossa, e queste lampadine erano l'unico modo che gli interpreti avevano per comunicare con con la corte dove si stava svolgendo il processo. Facevano accendere una volta la lampadina gialla per chiedere agli imputati o ai testimoni di parlare più lentamente, tre flash dalla lampadina gialla significavano 'parlate a voce più alta per piacere' e un flash della lampadina rossa significava 'per favore ripetete'. Non esistono registrazioni del lavoro degli interpreti e nei filmati gli stessi interpreti non compaiono mai, però si parla delle lampadine perché di volta in volta i testimoni, oppure l'accusa, dovevano spiegare appunto, alle persone che parlavano, il significato di queste lampadine. E queste lampadine non sono del tutto, cioè hanno anche un ruolo in alcune delle testimonianze, come quella di uno dei ministri nazisti che quando l'interprete segnala 'per favore parli più lentamente' lui apposta parla più velocemente, oppure con la testimonianza di una rappresentante della resistenza francese che quando le chiedono di parlare più lentamente lei si scusa, e da allora in poi scandisce in modo molto più chiaro le parole. Quindi un applauso e un pensiero agli interpreti e le interpreti che hanno permesso anche questo processo, e che tutti i giorni permettono il lavoro di un sacco di organizzazioni e un sacco di strutture nazionali, sovranazionali.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Simultaneous interpreters are those people who allow two people who speak two different languages to communicate. It is a very demanding job, very difficult, both from a psychological, mental and physical point of view. Today I want to talk about it because an art installation by Lawrence Abu Hamdan, The Witness Machine Complex, gives me the opportunity as it won the Turner Prize. It is an installation that can be seen at the Kunstverein Nürnberg, in Nuremberg, why is it important? Because it's about the role of simultaneous interpreters during the Nuremberg trials in the '45 and '46, the trial against the Nazis of the Second World War. It was precisely the presence of the interpreters that allowed the trial to be carried out simultaneously in four languages: Russian, French, German, English, Italian is inexplicably lacking, inexplicably because the Italians had a fairly important role in the rise of nazism. This installation shows a very rudimentary structure which, however, was crucial. It consists of two light-bulbs, one yellow and one red, and these lights were the only way the interpreters had to communicate with the court where the trial was taking place. They flashed the yellow light-bulb once to ask the defendants or witnesses to speak more slowly, three flashes from the yellow light meant 'speak louder please' and one flash of the red light meant 'please repeat'. There are no recordings of the work of the interpreters and in the films the same interpreters never appear, but they talk about the light bulbs because from time to time the witnesses, or the prosecution, had to explain precisely to the people who were speaking the meaning of these lights. And these lights are not entirely… I mean, they also play a role in some of the testimonies, such as that of one of the nazi ministers who when the interpreter signals 'please speak slower' he speaks faster on purpose, or with the testimony of a representative of the French resistance who when they ask her to speak more slowly, she apologises, and from then on, she spells out the words much more clearly. So, an applause and a thought to the interpreters who allowed this trial to take place, and to those who every day allow the work of a lot of organisations and a lot of national, supranational structures.]]>
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E un pensiero a quelli ancora abbandonati nel limbo afgano, e alle loro famiglie.<br><br>LINK<br>'The Witness-Machine Complex ', la rudimentale (ma efficace) macchina che permetteva agli interpreti di comunicare con la corte, ricreata per la Kunstverein Nürnberg dall'artista Lawrence Abu Hamdan, vincitore del Turner Prize<br><a href="https://kunstvereinnuernberg.de/" rel="noopener">https://kunstvereinnuernberg.de/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Gli interpreti simultanei sono quelle persone che permettono a due persone che parlano due lingue diverse di dialogare. È un mestiere molto duro, molto difficile, sia dal punto di vista psicologico, mentale che fisico. Oggi ne voglio parlare perché me ne dà la possibilità un'installazione artistica quella di Lawrence Abu Hamdan, The Witness Machine Complex, il complesso della macchina dei testimoni, se ne parla perché ha vinto il Turner Prize ed è un'installazione che si può vedere alla Kunstverein Nürnberg, a Norimberga importante perché? Perché parla del ruolo degli interpreti simultanei durante il processo di Norimberga negli anni '45 e '46, il processo contro i nazisti della seconda guerra mondiale. Fu proprio la presenza degli interpreti che permise al processo di poter essere portato avanti contemporaneamente in quattro lingue: russo, francese, tedesco, inglese, inspiegabilmente manca l'italiano, inspiegabilmente perché gli italiani ebbero un ruolo abbastanza rilevante in tutta quella cosa che poi finì nel nazismo. Questa installazione mostra una struttura molto rudimentale che però fu appunto fondamentale. Consiste  in due lampadine, una gialla e una rossa, e queste lampadine erano l'unico modo che gli interpreti avevano per comunicare con con la corte dove si stava svolgendo il processo. Facevano accendere una volta la lampadina gialla per chiedere agli imputati o ai testimoni di parlare più lentamente, tre flash dalla lampadina gialla significavano 'parlate a voce più alta per piacere' e un flash della lampadina rossa significava 'per favore ripetete'. Non esistono registrazioni del lavoro degli interpreti e nei filmati gli stessi interpreti non compaiono mai, però si parla delle lampadine perché di volta in volta i testimoni, oppure l'accusa, dovevano spiegare appunto, alle persone che parlavano, il significato di queste lampadine. E queste lampadine non sono del tutto, cioè hanno anche un ruolo in alcune delle testimonianze, come quella di uno dei ministri nazisti che quando l'interprete segnala 'per favore parli più lentamente' lui apposta parla più velocemente, oppure con la testimonianza di una rappresentante della resistenza francese che quando le chiedono di parlare più lentamente lei si scusa, e da allora in poi scandisce in modo molto più chiaro le parole. Quindi un applauso e un pensiero agli interpreti e le interpreti che hanno permesso anche questo processo, e che tutti i giorni permettono il lavoro di un sacco di organizzazioni e un sacco di strutture nazionali, sovranazionali.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Simultaneous interpreters are those people who allow two people who speak two different languages to communicate. It is a very demanding job, very difficult, both from a psychological, mental and physical point of view. Today I want to talk about it because an art installation by Lawrence Abu Hamdan, The Witness Machine Complex, gives me the opportunity as it won the Turner Prize. It is an installation that can be seen at the Kunstverein Nürnberg, in Nuremberg, why is it important? Because it's about the role of simultaneous interpreters during the Nuremberg trials in the '45 and '46, the trial against the Nazis of the Second World War. It was precisely the presence of the interpreters that allowed the trial to be carried out simultaneously in four languages: Russian, French, German, English, Italian is inexplicably lacking, inexplicably because the Italians had a fairly important role in the rise of nazism. This installation shows a very rudimentary structure which, however, was crucial. It consists of two light-bulbs, one yellow and one red, and these lights were the only way the interpreters had to communicate with the court where the trial was taking place. They flashed the yellow light-bulb once to ask the defendants or witnesses to speak more slowly, three flashes from the yellow light meant 'speak louder please' and one flash of the red light meant 'please repeat'. There are no recordings of the work of the interpreters and in the films the same interpreters never appear, but they talk about the light bulbs because from time to time the witnesses, or the prosecution, had to explain precisely to the people who were speaking the meaning of these lights. And these lights are not entirely… I mean, they also play a role in some of the testimonies, such as that of one of the nazi ministers who when the interpreter signals 'please speak slower' he speaks faster on purpose, or with the testimony of a representative of the French resistance who when they ask her to speak more slowly, she apologises, and from then on, she spells out the words much more clearly. 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      <pubDate>Sun, 12 Sep 2021 08:44:06 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Fu solo grazie agli interpreti simultanei che fu possibile includere testimonianze in inglese, tedesco, francese e russo durante i processi di Norinberga degli anni 1945-46 contro i nazisti (qualcuno mi spiega poi perché non si parlò anche in italiano, visto il ruolo svolto dall'italico suolo?). Nelle registrazioni e nei video esistenti, gli interpreti non compaiono mai, ma la loro presenza si percepisce leggendo le trascrizioni. In un'installazione, l'artista Lawrence Abu Hamdan ricrea la rudimentale (ma efficace) macchina che permettava agli interpreti di comunicare con testimoni e avvocati: due lampadine, una gialla e una rossa. Ode alla figura sempre nascosta degli interpreti simultanei. E un pensiero a quelli ancora abbandonati nel limbo afgano, e alle loro famiglie.LINK'The Witness-Machine Complex ', la rudimentale (ma efficace) macchina che permetteva agli interpreti di comunicare con la corte, ricreata per la Kunstverein Nürnberg dall'artista Lawrence Abu Hamdan, vincitore del Turner Prizehttps://kunstvereinnuernberg.de/TESTO TRASCRITTO (English translation below)Gli interpreti simultanei sono quelle persone che permettono a due persone che parlano due lingue diverse di dialogare. È un mestiere molto duro, molto difficile, sia dal punto di vista psicologico, mentale che fisico. Oggi ne voglio parlare perché me ne dà la possibilità un'installazione artistica quella di Lawrence Abu Hamdan, The Witness Machine Complex, il complesso della macchina dei testimoni, se ne parla perché ha vinto il Turner Prize ed è un'installazione che si può vedere alla Kunstverein Nürnberg, a Norimberga importante perché? Perché parla del ruolo degli interpreti simultanei durante il processo di Norimberga negli anni '45 e '46, il processo contro i nazisti della seconda guerra mondiale. Fu proprio la presenza degli interpreti che permise al processo di poter essere portato avanti contemporaneamente in quattro lingue: russo, francese, tedesco, inglese, inspiegabilmente manca l'italiano, inspiegabilmente perché gli italiani ebbero un ruolo abbastanza rilevante in tutta quella cosa che poi finì nel nazismo. Questa installazione mostra una struttura molto rudimentale che però fu appunto fondamentale. Consiste  in due lampadine, una gialla e una rossa, e queste lampadine erano l'unico modo che gli interpreti avevano per comunicare con con la corte dove si stava svolgendo il processo. Facevano accendere una volta la lampadina gialla per chiedere agli imputati o ai testimoni di parlare più lentamente, tre flash dalla lampadina gialla significavano 'parlate a voce più alta per piacere' e un flash della lampadina rossa significava 'per favore ripetete'. Non esistono registrazioni del lavoro degli interpreti e nei filmati gli stessi interpreti non compaiono mai, però si parla delle lampadine perché di volta in volta i testimoni, oppure l'accusa, dovevano spiegare appunto, alle persone che parlavano, il significato di queste lampadine. E queste lampadine non sono del tutto, cioè hanno anche un ruolo in alcune delle testimonianze, come quella di uno dei ministri nazisti che quando l'interprete segnala 'per favore parli più lentamente' lui apposta parla più velocemente, oppure con la testimonianza di una rappresentante della resistenza francese che quando le chiedono di parlare più lentamente lei si scusa, e da allora in poi scandisce in modo molto più chiaro le parole. Quindi un applauso e un pensiero agli interpreti e le interpreti che hanno permesso anche questo processo, e che tutti i giorni permettono il lavoro di un sacco di organizzazioni e un sacco di strutture nazionali, sovranazionali.ENGLISH TRANSLATIONSimultaneous interpreters are those people who allow two people who speak two different languages to communicate. It is a very demanding job, very difficult, both from a psychological, mental and physical point of view....</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Fu solo grazie agli interpreti simultanei che fu possibile includere testimonianze in inglese, tedesco, francese e russo durante i processi di Norinberga degli anni 1945-46 contro i nazisti (qualcuno mi spiega poi perché non si parlò anche in italiano, vi</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 251 Architetture ospedaliere</title>
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        <![CDATA[Da un punto di vista puramente logico, non ha molto senso rinchiudere una persona malata in un posto pieno di altre persone malate. Questo il punto di partenza di una interessante riflessione architettonica sugli ospedali.<br><br>LINK<br>L'interessante articolo di architettura da cui ho preso spunto per i 3 minuti di oggi<br><a href="https://www.e-flux.com/architecture/treatment/" rel="noopener">https://www.e-flux.com/architecture/treatment/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Stamattina una rivista di architettura mi ha fatto fare un interessante riflessione sugli ospedali, e cioè che dal punto di vista strettamente medico, e anche dal punto di vista logico, l'ospedale in sé non è una cosa molto intelligente, perché la cosa peggiore che si possa fare con una persona malata è metterla in un posto chiuso insieme a tante altre persone malate. Quindi questo articolo di architettura parlava appunto dell'ospedale come istituzione e come struttura architettonica.  Interessante perché? Perché fino diciamo al Novecento, l'ospedale era un posto dove si metteva la gente quando non si sapeva più bene cosa fare, aveva più che altro una funzione palliativa. Poi a partire dal Novecento, con le grandi scoperte mediche, anche senza pensare agli antibiotici, ma pensiamo semplicemente a quanto è migliorata la tecnica delle operazioni e degli interventi sul corpo umano, quindi dal '900 in poi l'ospedale è diventato invece il luogo dove la gente viene curata e quindi dove la gente si cura, migliora e poi torna a casa, diciamo, in condizioni migliori. Ultimamente però, e ce ne siamo resi conto negli ultimi due anni, l'ospedale ha nuovamente cambiato ruolo, ed è diventato di nuovo il luogo dove si va quando non se ne può proprio più fare a meno, quando non ci sono altri modi per far star meglio la persona. E questo interessante articolo che, ripeto, è molto interessante perché analizza l'ospedale non dal punto di vista medico ma dal punto di vista strutturale, quindi architettonico, sì quindi negli ultimi due anni abbiamo visto tornare, abbiamo visto di nuovo come l'ospedale ha occupato la centralità dei nostri discorsi come società, e come ha nuovamente cambiato ruolo e come anche si parla molto del modo in cui vengono strutturati - non costruiti ma adattati - gli ospedali per rispondere alle necessità di questi ultimi due anni della pandemia. È sempre molto interessante quando si osserva un oggetto o si pensa una struttura, che si pensa di conoscere molto bene, però si analizza da un punto di vista completamente diverso, appunto come pensare all'ospedale non dal punto di vista medico ma dal punto di vista architettonico. Vi auguro di non dover andare in ospedale, però se vi capita di esserci dentro perché visitate qualcuno o perché dovete fare un'analisi, guardatevi intorno e riflettete sull'architettura dell'ospedale.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>This morning an architecture magazine brought me to make an interesting reflection on hospitals, namely that from a strictly medical point of view, and also from a logical point of view, hospitals are not a very smart thing, because the worst thing can be done with a sick person is to put them in a closed place together with many other sick people. So, this article about architecture was talking about hospitals as institutions and as architectural structures. Why did I find it interesting? Because until, let's say, the 20th century, hospitals were a place where people used to stay when they no longer knew what to do, more than anything else they had a palliative function. Then starting from the 20th century, with the great medical discoveries, even without thinking about antibiotics, but simply think about how much the technique of operations and interventions on the human body has improved, so from the '900 onward hospitals have instead become the place where people are treated, and therefore where people are treated, get better and then go home, let's say, in better conditions. But lately, and we have realised this in the last two years, hospitals have changed their role again, and they have become again the place where you go when you just can't avoid doing so, when there are no other ways to make the person feel better. And this interesting article which, I repeat, is very interesting because it analyses the hospital not from a medical point of view but from a structural, therefore architectural point of view, yes so in the last two years we have seen how hospitals have again occupied the centrality of our discourses as a society, and how they have again changed their role and how much also we talk about the way in which hospitals are structured - not built but adapted - to respond to the needs of these last two years of pandemic. It is always very interesting when you look at an object or think about a structure, which you believe to know very well, but you analyse it from a completely different point of view, just like thinking of hospitals not from the medical point of view but from an architectural point of view. I hope you don't have to go to the hospital, but if you happen to be in it because you are visiting someone or because you need to some tests, look around and reflect on the architecture of the hospital.]]>
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        <![CDATA[Da un punto di vista puramente logico, non ha molto senso rinchiudere una persona malata in un posto pieno di altre persone malate. Questo il punto di partenza di una interessante riflessione architettonica sugli ospedali.<br><br>LINK<br>L'interessante articolo di architettura da cui ho preso spunto per i 3 minuti di oggi<br><a href="https://www.e-flux.com/architecture/treatment/" rel="noopener">https://www.e-flux.com/architecture/treatment/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Stamattina una rivista di architettura mi ha fatto fare un interessante riflessione sugli ospedali, e cioè che dal punto di vista strettamente medico, e anche dal punto di vista logico, l'ospedale in sé non è una cosa molto intelligente, perché la cosa peggiore che si possa fare con una persona malata è metterla in un posto chiuso insieme a tante altre persone malate. Quindi questo articolo di architettura parlava appunto dell'ospedale come istituzione e come struttura architettonica.  Interessante perché? Perché fino diciamo al Novecento, l'ospedale era un posto dove si metteva la gente quando non si sapeva più bene cosa fare, aveva più che altro una funzione palliativa. Poi a partire dal Novecento, con le grandi scoperte mediche, anche senza pensare agli antibiotici, ma pensiamo semplicemente a quanto è migliorata la tecnica delle operazioni e degli interventi sul corpo umano, quindi dal '900 in poi l'ospedale è diventato invece il luogo dove la gente viene curata e quindi dove la gente si cura, migliora e poi torna a casa, diciamo, in condizioni migliori. Ultimamente però, e ce ne siamo resi conto negli ultimi due anni, l'ospedale ha nuovamente cambiato ruolo, ed è diventato di nuovo il luogo dove si va quando non se ne può proprio più fare a meno, quando non ci sono altri modi per far star meglio la persona. E questo interessante articolo che, ripeto, è molto interessante perché analizza l'ospedale non dal punto di vista medico ma dal punto di vista strutturale, quindi architettonico, sì quindi negli ultimi due anni abbiamo visto tornare, abbiamo visto di nuovo come l'ospedale ha occupato la centralità dei nostri discorsi come società, e come ha nuovamente cambiato ruolo e come anche si parla molto del modo in cui vengono strutturati - non costruiti ma adattati - gli ospedali per rispondere alle necessità di questi ultimi due anni della pandemia. È sempre molto interessante quando si osserva un oggetto o si pensa una struttura, che si pensa di conoscere molto bene, però si analizza da un punto di vista completamente diverso, appunto come pensare all'ospedale non dal punto di vista medico ma dal punto di vista architettonico. Vi auguro di non dover andare in ospedale, però se vi capita di esserci dentro perché visitate qualcuno o perché dovete fare un'analisi, guardatevi intorno e riflettete sull'architettura dell'ospedale.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>This morning an architecture magazine brought me to make an interesting reflection on hospitals, namely that from a strictly medical point of view, and also from a logical point of view, hospitals are not a very smart thing, because the worst thing can be done with a sick person is to put them in a closed place together with many other sick people. So, this article about architecture was talking about hospitals as institutions and as architectural structures. Why did I find it interesting? Because until, let's say, the 20th century, hospitals were a place where people used to stay when they no longer knew what to do, more than anything else they had a palliative function. Then starting from the 20th century, with the great medical discoveries, even without thinking about antibiotics, but simply think about how much the technique of operations and interventions on the human body has improved, so from the '900 onward hospitals have instead become the place where people are treated, and therefore where people are treated, get better and then go home, let's say, in better conditions. But lately, and we have realised this in the last two years, hospitals have changed their role again, and they have become again the place where you go when you just can't avoid doing so, when there are no other ways to make the person feel better. And this interesting article which, I repeat, is very interesting because it analyses the hospital not from a medical point of view but from a structural, therefore architectural point of view, yes so in the last two years we have seen how hospitals have again occupied the centrality of our discourses as a society, and how they have again changed their role and how much also we talk about the way in which hospitals are structured - not built but adapted - to respond to the needs of these last two years of pandemic. It is always very interesting when you look at an object or think about a structure, which you believe to know very well, but you analyse it from a completely different point of view, just like thinking of hospitals not from the medical point of view but from an architectural point of view. I hope you don't have to go to the hospital, but if you happen to be in it because you are visiting someone or because you need to some tests, look around and reflect on the architecture of the hospital.]]>
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      <pubDate>Sat, 11 Sep 2021 13:08:35 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Da un punto di vista puramente logico, non ha molto senso rinchiudere una persona malata in un posto pieno di altre persone malate. Questo il punto di partenza di una interessante riflessione architettonica sugli ospedali.LINKL'interessante articolo di architettura da cui ho preso spunto per i 3 minuti di oggihttps://www.e-flux.com/architecture/treatment/TESTO TRASCRITTO (English below)Stamattina una rivista di architettura mi ha fatto fare un interessante riflessione sugli ospedali, e cioè che dal punto di vista strettamente medico, e anche dal punto di vista logico, l'ospedale in sé non è una cosa molto intelligente, perché la cosa peggiore che si possa fare con una persona malata è metterla in un posto chiuso insieme a tante altre persone malate. Quindi questo articolo di architettura parlava appunto dell'ospedale come istituzione e come struttura architettonica.  Interessante perché? Perché fino diciamo al Novecento, l'ospedale era un posto dove si metteva la gente quando non si sapeva più bene cosa fare, aveva più che altro una funzione palliativa. Poi a partire dal Novecento, con le grandi scoperte mediche, anche senza pensare agli antibiotici, ma pensiamo semplicemente a quanto è migliorata la tecnica delle operazioni e degli interventi sul corpo umano, quindi dal '900 in poi l'ospedale è diventato invece il luogo dove la gente viene curata e quindi dove la gente si cura, migliora e poi torna a casa, diciamo, in condizioni migliori. Ultimamente però, e ce ne siamo resi conto negli ultimi due anni, l'ospedale ha nuovamente cambiato ruolo, ed è diventato di nuovo il luogo dove si va quando non se ne può proprio più fare a meno, quando non ci sono altri modi per far star meglio la persona. E questo interessante articolo che, ripeto, è molto interessante perché analizza l'ospedale non dal punto di vista medico ma dal punto di vista strutturale, quindi architettonico, sì quindi negli ultimi due anni abbiamo visto tornare, abbiamo visto di nuovo come l'ospedale ha occupato la centralità dei nostri discorsi come società, e come ha nuovamente cambiato ruolo e come anche si parla molto del modo in cui vengono strutturati - non costruiti ma adattati - gli ospedali per rispondere alle necessità di questi ultimi due anni della pandemia. È sempre molto interessante quando si osserva un oggetto o si pensa una struttura, che si pensa di conoscere molto bene, però si analizza da un punto di vista completamente diverso, appunto come pensare all'ospedale non dal punto di vista medico ma dal punto di vista architettonico. Vi auguro di non dover andare in ospedale, però se vi capita di esserci dentro perché visitate qualcuno o perché dovete fare un'analisi, guardatevi intorno e riflettete sull'architettura dell'ospedale.ENGLISH TRANSLATIONThis morning an architecture magazine brought me to make an interesting reflection on hospitals, namely that from a strictly medical point of view, and also from a logical point of view, hospitals are not a very smart thing, because the worst thing can be done with a sick person is to put them in a closed place together with many other sick people. So, this article about architecture was talking about hospitals as institutions and as architectural structures. Why did I find it interesting? Because until, let's say, the 20th century, hospitals were a place where people used to stay when they no longer knew what to do, more than anything else they had a palliative function. Then starting from the 20th century, with the great medical discoveries, even without thinking about antibiotics, but simply think about how much the technique of operations and interventions on the human body has improved, so from the '900 onward hospitals have instead become the place where people are treated, and therefore where people are treated, get better and then go home, let's say, in better...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Da un punto di vista puramente logico, non ha molto senso rinchiudere una persona malata in un posto pieno di altre persone malate. Questo il punto di partenza di una interessante riflessione architettonica sugli ospedali.LINKL'interessante articolo di ar</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 250 La verità!</title>
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        <![CDATA[Immaginate se potessimo verificare in tempo reale (e in modo semplice) la veridicità delle cose che ci raccontano in TV. Immaginate l'impatto che potrebbe avere nelle gare di urla che sono ormai diventate le trasmissioni televisive. Un canale televisivo francese lo sta già facendo, e il mio amico Davide Usai (di base a Nantes, in Francia) me l'ha subito fatto sapere.<br><br>LINK<br>L'articolo che mi ha segnalato il mio amico Davide Usai <br><a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6842021142555840512/" rel="noopener">https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6842021142555840512/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Pensate come sarebbe bello se noi utenti potessimo verificare in tempo reale se quello sia quello che ci raccontano la televisione è vero oppure sono fandonie. Beh, a quanto pare potrebbe essere possibile, anzi è già possibile, infatti in Francia una rete televisiva ha cominciato da qualche giorno a includere nello schermo televisivo, nell'inquadratura, un piccolo codice QR, il QR code, lo stesso che usiamo per far vedere che siamo stati vaccinati o che non siamo infetti. E questo che QR code permette alle persone che guardano il programma televisivo di verificare in tempo reale se quello che si dice è vero o falso. Verificare quello che si dice alla televisione, o alla radio anche quello che si legge su Internet, è un lavoro serio, è un lavoro che richiede un certo tipo di specializzazione perché bisogna sapere come fare a controllare le fonti, a fare gli incroci tra una fonte e l'altra, ma anche ad esempio verificare che una fotografia corrisponda effettivamente a quello che viene raccontato e che magari non sia una foto scattata anni prima, o che si riferisce a un evento completamente diverso, questo succede molto spesso soprattutto su Facebook. Ecco con questo semplice accorgimento, questo QR code che si può inquadrare da casa col cellulare o con un tablet, è possibile verificare immediatamente se quello che ci raccontano è una cosa vera o è una cosa falsa. Immaginate le applicazioni che questo può avere nel dibattito politico quando i vari personaggi si prendono a urla alla televisione o dicono cose che non sono vere, o raccontano proprio bugie di sana pianta. Penso che sia un nuovo modo di avvicinarsi alla verità e un nuovo modo di proporre un'informazione trasparente, un'informazione in cui le persone che guardano possono veramente, su cui possono fare affidamento. Di questo nuovo metodo per informare gli spettatori me ne ha parlato il mio amico Davide Usai, che è un amico che abita in Francia, lui è un tecnico di soluzioni informatiche ma è molto di più è un inventore, è un ballerino di ballo sardo, è una persona squisita, e sa che mi interesso alla tecnologia, sa che mi interesso all'informazione e ogni volta che ci sono notizie interessanti, e dalla Francia ne vengono spesso notizie di questo tipo, me le segnala, quindi ringrazio ufficialmente Davide per continuare a pensarmi e a mandarmi spunti di riflessione. Nelle note del programma metterò naturalmente il link a questa rete televisiva è in francese, però capite un po' il concetto, invito chi ascolta in Italia e ha la possibilità, ad adottarlo anche in Italia.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Think how nice it would be if we users could check in real time if what they say on TV is true or if it is nonsense. Well, apparently it could be possible, indeed it is already possible, in fact in France a TV network started a few days ago to include in the screen, in the frame, a small QR code, the same one we use to show that we have been vaccinated or are not infected. This QR Code allows people watching a program to check in real time whether what is being said is true or false. Verifying what is said on television, or on radio, even what you read on the Internet, is a serious job, it is a job that requires a certain type of specialization because you need to know how to check the sources, how to cross reference between sources and also, for example, how to verify that a photo actually refers to what is being told and that perhaps it is not a photo taken years before, or that refers to a completely different event, this happens very often especially on Facebook. Here with this simple trick, this QR code that can be viewed from home with a mobile phone or a tablet, you can immediately check if what they tell us is a true or false. Imagine the applications this can have in the political debate when the various characters get screaming on television or say things that are not true, or just tell actual lies. I think it's a new way of getting closer to the truth and a new way of proposing transparent information, information that people watching can truly, which they can rely on. I was told about this new method to keep viewers informed by my friend Davide Usai, a friend who lives in France, he is a computer solutions technician but is much more than that, he is an inventor, he is a dancer of traditional Sardinian dance, he is an exquisite person, he knows that I am interested in technology, he knows that I am interested in information and whenever there is interesting news, and from France there are often news of this type, he tells me, so I officially thank Davide for continuing to thinking of me and for sending me food for thought. In the notes of the program I will naturally put the link to this television network, it's in French, but you understand the concept, and I invite those who listen in Italy and have the possibility, to adopt this tool in Italy too.]]>
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        <![CDATA[Immaginate se potessimo verificare in tempo reale (e in modo semplice) la veridicità delle cose che ci raccontano in TV. Immaginate l'impatto che potrebbe avere nelle gare di urla che sono ormai diventate le trasmissioni televisive. Un canale televisivo francese lo sta già facendo, e il mio amico Davide Usai (di base a Nantes, in Francia) me l'ha subito fatto sapere.<br><br>LINK<br>L'articolo che mi ha segnalato il mio amico Davide Usai <br><a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6842021142555840512/" rel="noopener">https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6842021142555840512/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Pensate come sarebbe bello se noi utenti potessimo verificare in tempo reale se quello sia quello che ci raccontano la televisione è vero oppure sono fandonie. Beh, a quanto pare potrebbe essere possibile, anzi è già possibile, infatti in Francia una rete televisiva ha cominciato da qualche giorno a includere nello schermo televisivo, nell'inquadratura, un piccolo codice QR, il QR code, lo stesso che usiamo per far vedere che siamo stati vaccinati o che non siamo infetti. E questo che QR code permette alle persone che guardano il programma televisivo di verificare in tempo reale se quello che si dice è vero o falso. Verificare quello che si dice alla televisione, o alla radio anche quello che si legge su Internet, è un lavoro serio, è un lavoro che richiede un certo tipo di specializzazione perché bisogna sapere come fare a controllare le fonti, a fare gli incroci tra una fonte e l'altra, ma anche ad esempio verificare che una fotografia corrisponda effettivamente a quello che viene raccontato e che magari non sia una foto scattata anni prima, o che si riferisce a un evento completamente diverso, questo succede molto spesso soprattutto su Facebook. Ecco con questo semplice accorgimento, questo QR code che si può inquadrare da casa col cellulare o con un tablet, è possibile verificare immediatamente se quello che ci raccontano è una cosa vera o è una cosa falsa. Immaginate le applicazioni che questo può avere nel dibattito politico quando i vari personaggi si prendono a urla alla televisione o dicono cose che non sono vere, o raccontano proprio bugie di sana pianta. Penso che sia un nuovo modo di avvicinarsi alla verità e un nuovo modo di proporre un'informazione trasparente, un'informazione in cui le persone che guardano possono veramente, su cui possono fare affidamento. Di questo nuovo metodo per informare gli spettatori me ne ha parlato il mio amico Davide Usai, che è un amico che abita in Francia, lui è un tecnico di soluzioni informatiche ma è molto di più è un inventore, è un ballerino di ballo sardo, è una persona squisita, e sa che mi interesso alla tecnologia, sa che mi interesso all'informazione e ogni volta che ci sono notizie interessanti, e dalla Francia ne vengono spesso notizie di questo tipo, me le segnala, quindi ringrazio ufficialmente Davide per continuare a pensarmi e a mandarmi spunti di riflessione. Nelle note del programma metterò naturalmente il link a questa rete televisiva è in francese, però capite un po' il concetto, invito chi ascolta in Italia e ha la possibilità, ad adottarlo anche in Italia.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Think how nice it would be if we users could check in real time if what they say on TV is true or if it is nonsense. Well, apparently it could be possible, indeed it is already possible, in fact in France a TV network started a few days ago to include in the screen, in the frame, a small QR code, the same one we use to show that we have been vaccinated or are not infected. This QR Code allows people watching a program to check in real time whether what is being said is true or false. Verifying what is said on television, or on radio, even what you read on the Internet, is a serious job, it is a job that requires a certain type of specialization because you need to know how to check the sources, how to cross reference between sources and also, for example, how to verify that a photo actually refers to what is being told and that perhaps it is not a photo taken years before, or that refers to a completely different event, this happens very often especially on Facebook. Here with this simple trick, this QR code that can be viewed from home with a mobile phone or a tablet, you can immediately check if what they tell us is a true or false. Imagine the applications this can have in the political debate when the various characters get screaming on television or say things that are not true, or just tell actual lies. I think it's a new way of getting closer to the truth and a new way of proposing transparent information, information that people watching can truly, which they can rely on. I was told about this new method to keep viewers informed by my friend Davide Usai, a friend who lives in France, he is a computer solutions technician but is much more than that, he is an inventor, he is a dancer of traditional Sardinian dance, he is an exquisite person, he knows that I am interested in technology, he knows that I am interested in information and whenever there is interesting news, and from France there are often news of this type, he tells me, so I officially thank Davide for continuing to thinking of me and for sending me food for thought. In the notes of the program I will naturally put the link to this television network, it's in French, but you understand the concept, and I invite those who listen in Italy and have the possibility, to adopt this tool in Italy too.]]>
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      <pubDate>Fri, 10 Sep 2021 11:01:22 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Immaginate se potessimo verificare in tempo reale (e in modo semplice) la veridicità delle cose che ci raccontano in TV. Immaginate l'impatto che potrebbe avere nelle gare di urla che sono ormai diventate le trasmissioni televisive. Un canale televisivo francese lo sta già facendo, e il mio amico Davide Usai (di base a Nantes, in Francia) me l'ha subito fatto sapere.LINKL'articolo che mi ha segnalato il mio amico Davide Usai https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6842021142555840512/TESTO TRASCRITTOPensate come sarebbe bello se noi utenti potessimo verificare in tempo reale se quello sia quello che ci raccontano la televisione è vero oppure sono fandonie. Beh, a quanto pare potrebbe essere possibile, anzi è già possibile, infatti in Francia una rete televisiva ha cominciato da qualche giorno a includere nello schermo televisivo, nell'inquadratura, un piccolo codice QR, il QR code, lo stesso che usiamo per far vedere che siamo stati vaccinati o che non siamo infetti. E questo che QR code permette alle persone che guardano il programma televisivo di verificare in tempo reale se quello che si dice è vero o falso. Verificare quello che si dice alla televisione, o alla radio anche quello che si legge su Internet, è un lavoro serio, è un lavoro che richiede un certo tipo di specializzazione perché bisogna sapere come fare a controllare le fonti, a fare gli incroci tra una fonte e l'altra, ma anche ad esempio verificare che una fotografia corrisponda effettivamente a quello che viene raccontato e che magari non sia una foto scattata anni prima, o che si riferisce a un evento completamente diverso, questo succede molto spesso soprattutto su Facebook. Ecco con questo semplice accorgimento, questo QR code che si può inquadrare da casa col cellulare o con un tablet, è possibile verificare immediatamente se quello che ci raccontano è una cosa vera o è una cosa falsa. Immaginate le applicazioni che questo può avere nel dibattito politico quando i vari personaggi si prendono a urla alla televisione o dicono cose che non sono vere, o raccontano proprio bugie di sana pianta. Penso che sia un nuovo modo di avvicinarsi alla verità e un nuovo modo di proporre un'informazione trasparente, un'informazione in cui le persone che guardano possono veramente, su cui possono fare affidamento. Di questo nuovo metodo per informare gli spettatori me ne ha parlato il mio amico Davide Usai, che è un amico che abita in Francia, lui è un tecnico di soluzioni informatiche ma è molto di più è un inventore, è un ballerino di ballo sardo, è una persona squisita, e sa che mi interesso alla tecnologia, sa che mi interesso all'informazione e ogni volta che ci sono notizie interessanti, e dalla Francia ne vengono spesso notizie di questo tipo, me le segnala, quindi ringrazio ufficialmente Davide per continuare a pensarmi e a mandarmi spunti di riflessione. Nelle note del programma metterò naturalmente il link a questa rete televisiva è in francese, però capite un po' il concetto, invito chi ascolta in Italia e ha la possibilità, ad adottarlo anche in Italia.ENGLISH TRANSLATIONThink how nice it would be if we users could check in real time if what they say on TV is true or if it is nonsense. Well, apparently it could be possible, indeed it is already possible, in fact in France a TV network started a few days ago to include in the screen, in the frame, a small QR code, the same one we use to show that we have been vaccinated or are not infected. This QR Code allows people watching a program to check in real time whether what is being said is true or false. Verifying what is said on television, or on radio, even what you read on the Internet, is a serious job, it is a job that requires a certain type of specialization because you need to know how to check the sources, how to cross reference...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 249 Videogioco dei suoni</title>
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        <![CDATA[Un ragazzo, armato di bicicletta e registratore, va alla ricerca di suoni da 'salvare' in un mondo su cui incombe un evento catastrofico. Detto così sembra un argomento cupo e triste e invece 'Season' è una meditazione tranquilla sulle piccole cose del mondo, raccontata con atmosfere che sembrano uscite dallo Studio Ghibli. Il gioco, prodotto dallo Scavangers Studio, uscirà alla fine dell'anno, però potete godervi il trailer che ne racchiude già tutta la bellezza. <br><br>LINK<br>'Season' il videogioco della Scavangers Studio <br><a href="https://www.play-season.com/" rel="noopener">https://www.play-season.com/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>'Season' è un videogioco che parte da una premessa molto semplice, cioè quella che i nostri avi hanno, avevano a disposizione per loro millenni, i nostri genitori hanno avuto secoli davanti a loro, mentre noi, la nostra generazione ha solo una stagione. Questo perché c'è una qualche catastrofe che incombe sulla Terra e quindi c'è solo una stagione di tempo per portare a termine questo compito. Ecco, detto così sembra un un videogioco drammatico, invece è quanto di più bello, tranquillo e rilassante si possa immaginare. Il gioco si chiama 'Season' e, è vero, è un po malinconico questo videogioco, se avete presente i film dello Studio Ghibli, ecco ricorda esattamente questo tipo di ambientazione, e sembra infatti uscito da uno studio Ghibli, a produrre questo videogioco che si chiama 'Season' invece è uno studio che si chiama scan Scavengers Studio. Di cosa si tratta? È la storia di un un ragazzo, che noi vediamo sempre di spalle, quindi è un racconto in terza persona, armato di bicicletta e microfono va alla ricerca dei suoni da salvare, perché appunto c'è questa catastrofe incombente, lui vuole salvare i suoni uno alla volta, scegliendoli in modo molto accurato, per creare una specie di... una specie di capsula del tempo dove racchiudere questi suoni. Il gioco non l'ho visto naturalmente perché non è ancora uscito, esce quest'anno, non hanno specificato quando, però ho visto il trailer (e metterò il link poi nelle note del programma) e vale veramente la pena di gustarselo. È un gioco assolutamente minimalista, e il personaggio principale va alla ricerca dei piccoli dettagli, dice lui stesso, la voce narrante "per incontrare gli abitanti del posto" i locals, e dice anche di essere stato di essersi ispirato alle stampe, le antiche xilografie giapponesi. È un videogioco che non vedo l'ora di giocare, e di vedere e di gustare, anche se il termine 'giocare' mi sembra un po' fuori luogo perché è più una meditazione, e poi essendo un gioco che è incentrato tutto sulla collezione, raccolta e ricerca dei suoni, potete capire che da soundscaper quale io sono mi emoziona tantissimo pensare di esplorare questo mondo che, ripeto già dal trailer, è veramente fantastico, pieno di minuziosa cura dei particolari, e l'ho messo nella mia wishlist sulla piattaforma Steam, e lo comprerò appena esce.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>'Season' is a video game that starts from a very simple premise, that is the one that our ancestors have,  had millennia available, our parents had centuries ahead of them, while us, our generation we only have one season left. This is because there is some catastrophe looming on Earth and therefore there is only one season of time to accomplish the task. Well, said like that, it sounds quite dramatic as a video game, but it is the most beautiful, peaceful and relaxing one can imagine. The game is called 'Season' and, it is true, this video game is a bit melancholic, if you know the films of Studio Ghibli, it remembers exactly this type of setting, and it seems in fact fresh out of Studio Ghibli, but producing this video game that is called 'Season' is instead a company called Scavengers Studio. What is it about? It is the story of a boy, whom we always see from behind, so the story is narrated in the third person, he is armed with a bicycle and microphone and goes in search of the sounds to be saved, because there is this impending catastrophe, he wants to save the sounds one at a time, choosing them very carefully, to create a kind of... a kind of time capsule where to enclose these sounds. I haven't seen the game of course because it's not out yet, it'll be published this year, they haven't specified when, but I saw the trailer (I'll put the link in the program notes) and it's really worth watching. It is an absolutely minimalist game, and the main character goes in search of the small details, in his, or rather the narrator's words, "to meet the local people" the locals, and it also explains that it was inspired by the prints, the ancient Japanese woodcuts. It is a video game that I can't wait to play, and to see and enjoy, even if the term 'play' seems a bit out of place to me because it is more a meditation, and then being a game that is all about gathering, collecting and researching sounds, you can understand that for a soundscape creator like myself,  I am very excited at the thought of exploring this world which, as I said, just from watching the trailer, it is truly fantastic, full of meticulous attention to detail, and I have put it in my wish list on Steam, and I'll buy it as soon as it comes out.]]>
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Questo perché c'è una qualche catastrofe che incombe sulla Terra e quindi c'è solo una stagione di tempo per portare a termine questo compito. Ecco, detto così sembra un un videogioco drammatico, invece è quanto di più bello, tranquillo e rilassante si possa immaginare. Il gioco si chiama 'Season' e, è vero, è un po malinconico questo videogioco, se avete presente i film dello Studio Ghibli, ecco ricorda esattamente questo tipo di ambientazione, e sembra infatti uscito da uno studio Ghibli, a produrre questo videogioco che si chiama 'Season' invece è uno studio che si chiama scan Scavengers Studio. Di cosa si tratta? È la storia di un un ragazzo, che noi vediamo sempre di spalle, quindi è un racconto in terza persona, armato di bicicletta e microfono va alla ricerca dei suoni da salvare, perché appunto c'è questa catastrofe incombente, lui vuole salvare i suoni uno alla volta, scegliendoli in modo molto accurato, per creare una specie di... una specie di capsula del tempo dove racchiudere questi suoni. Il gioco non l'ho visto naturalmente perché non è ancora uscito, esce quest'anno, non hanno specificato quando, però ho visto il trailer (e metterò il link poi nelle note del programma) e vale veramente la pena di gustarselo. È un gioco assolutamente minimalista, e il personaggio principale va alla ricerca dei piccoli dettagli, dice lui stesso, la voce narrante "per incontrare gli abitanti del posto" i locals, e dice anche di essere stato di essersi ispirato alle stampe, le antiche xilografie giapponesi. È un videogioco che non vedo l'ora di giocare, e di vedere e di gustare, anche se il termine 'giocare' mi sembra un po' fuori luogo perché è più una meditazione, e poi essendo un gioco che è incentrato tutto sulla collezione, raccolta e ricerca dei suoni, potete capire che da soundscaper quale io sono mi emoziona tantissimo pensare di esplorare questo mondo che, ripeto già dal trailer, è veramente fantastico, pieno di minuziosa cura dei particolari, e l'ho messo nella mia wishlist sulla piattaforma Steam, e lo comprerò appena esce.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>'Season' is a video game that starts from a very simple premise, that is the one that our ancestors have,  had millennia available, our parents had centuries ahead of them, while us, our generation we only have one season left. This is because there is some catastrophe looming on Earth and therefore there is only one season of time to accomplish the task. Well, said like that, it sounds quite dramatic as a video game, but it is the most beautiful, peaceful and relaxing one can imagine. The game is called 'Season' and, it is true, this video game is a bit melancholic, if you know the films of Studio Ghibli, it remembers exactly this type of setting, and it seems in fact fresh out of Studio Ghibli, but producing this video game that is called 'Season' is instead a company called Scavengers Studio. What is it about? It is the story of a boy, whom we always see from behind, so the story is narrated in the third person, he is armed with a bicycle and microphone and goes in search of the sounds to be saved, because there is this impending catastrophe, he wants to save the sounds one at a time, choosing them very carefully, to create a kind of... a kind of time capsule where to enclose these sounds. I haven't seen the game of course because it's not out yet, it'll be published this year, they haven't specified when, but I saw the trailer (I'll put the link in the program notes) and it's really worth watching. It is an absolutely minimalist game, and the main character goes in search of the small details, in his, or rather the narrator's words, "to meet the local people" the locals, and it also explains that it was inspired by the prints, the ancient Japanese woodcuts. It is a video game that I can't wait to play, and to see and enjoy, even if the term 'play' seems a bit out of place to me because it is more a meditation, and then being a game that is all about gathering, collecting and researching sounds, you can understand that for a soundscape creator like myself,  I am very excited at the thought of exploring this world which, as I said, just from watching the trailer, it is truly fantastic, full of meticulous attention to detail, and I have put it in my wish list on Steam, and I'll buy it as soon as it comes out.]]>
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      <pubDate>Thu, 09 Sep 2021 07:44:33 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 248 Bordo piscina</title>
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        <![CDATA[Stando a bordo piscina si possono immaginare tante vite diverse, dagli eccessi della ricchezza esagerata a quelli di chi invece sta perdendo ogni libertà.<br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Dico una cosa scontata e cioè che gli agi della vita rendono l'esistenza più tranquilla e felice e iniziare bene la mattina ti predispone bene per il resto della giornata. Non so se lo sentite, perché sto registrano dal mio cellulare quindi il suono ve sarete resi conto nelle ultime giornate, non è dei migliori, però in sottofondo c'è il rumore della piscina, questo lieve rigoglio dell'acqua che va avanti indietro dentro questa piscina molto bella, molto grande. Come vi ho già detto sono in un villaggio turistico, deserto, quindi è come se fossi io qui da sola, se ce l'avessi tutto per me è tra i vari benefits di questo posto c'è una piscina, io sto iniziando le mie mattine facendomi le vasche, che è una cosa che mi manca molto fare perché a Cagliari non c'è una piscina dove si può semplicemente andare a fare vasche, si può accedere alla piscina ma bisogna iscriversi a un corso per nuotare, quindi non non c'è accesso libero alle piscine semplicemente per fare vasche. No, ho iniziato con questa considerazione ovvia perché quando mi trovo ad avere lussi che di solito non ho mi rendo conto di quanto mi farebbe piacere averli anche a casa questi lussi, o meglio mi rendo conto di come veramente ti cambiano il resto della giornata. E poi a volte mi viene anche da pensare, ma chissà come sarà vivere quando si è straricchi e si hanno un sacco di persone che ti puliscono casa, ti cucinano, svolgono tutte quelle mansioni antipatiche come andare per uffici... chissà che cosa si prova a essere Madonna, non la madonna dei cieli ma quella cantante che ha, mi pare aver letto una volta che addirittura oltre a tutto il personale di servizio ha anche, dentro casa, una parrucchiera una manicurista, un'estetista, per cui quando io mi faccio la doccia Madonna chiama invece la sua parrucchiere e dice, mi devo lavare i capelli fammi la piega, chissà com'è vivere così. Sono mondi a noi completamente sconosciuti, o meglio ai più completamente sconosciuti, e sono affascinanti, affascinanti esattamente come pensare come potrebbe essere la vita su un altro pianeta o come potrebbe essere la vita... sì se si fosse nati in una situazione completamente diversa, e a volte questi paragoni assumono anche degli aspetti cupi. Perché da qui a pensare a cosa sarebbe vivere come vive Madonna, pensare come sarebbe vivere come una delle tante donne in Afghanistan oggi, il passo è breve, ed e terrificante e fa paura.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I say something obvious, that is that the comforts of life make life more peaceful and happy, and starting the morning well, prepares you to feel well for the rest of the day. I don't know if you can hear it, because I am recording from mobile phone -  you will have realised the sound in the last few days is not the best, anyway in the background there is the noise of the swimming pool, this slight luxuriance of the water that goes back and forth inside this very nice pool, very large. As I have already mentioned, I am in a tourist village, deserted, so it is as if I were here alone, if I had it all to myself, and among the various benefits of this place there is a swimming pool, I am starting my mornings doing laps, which is something that I miss a lot because in Cagliari there is no pool where you can simply go for laps, you can access the pool but you have to sign up for a swimming course, so there is no free access to the pools simply to do laps. Well, I started with this obvious consideration because when I find myself having luxuries that I usually don't have, I realise how much I'd love to have these luxuries at home too, or rather I realise how they really change the rest of your day. And then sometimes I also think,  who knows what it would be like to live as an ultra-rich and you have a lot of people who clean your house, cook for you, undertake all those unpleasant tasks like going to offices... who knows what it would be like to be Madonna, not the madonna in heaven but the singer who has, I think I read it somewhere, that in addition to all the service staff she also has, inside the house, a hairdresser, a manicurist, a beautician, so while I just take a shower, Madonna calls her hairdresser instead and says, I have to wash my hair, do the styling. Who knows what it's like to live like this. They are worlds completely unknown to us, or rather to the most, completely unknown, and they are fascinating, fascinating exactly as thinking what life could be like on another planet or what life could be like... yes if you were born in a completely different situation, and sometimes these comparisons also take on dark aspects. Because from wondering what it would be to live as Madonna lives, to think what would it be like to live like one of the many women in Afghanistan today, the step is short, and it is terrifying and frightening.]]>
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Come vi ho già detto sono in un villaggio turistico, deserto, quindi è come se fossi io qui da sola, se ce l'avessi tutto per me è tra i vari benefits di questo posto c'è una piscina, io sto iniziando le mie mattine facendomi le vasche, che è una cosa che mi manca molto fare perché a Cagliari non c'è una piscina dove si può semplicemente andare a fare vasche, si può accedere alla piscina ma bisogna iscriversi a un corso per nuotare, quindi non non c'è accesso libero alle piscine semplicemente per fare vasche. No, ho iniziato con questa considerazione ovvia perché quando mi trovo ad avere lussi che di solito non ho mi rendo conto di quanto mi farebbe piacere averli anche a casa questi lussi, o meglio mi rendo conto di come veramente ti cambiano il resto della giornata. E poi a volte mi viene anche da pensare, ma chissà come sarà vivere quando si è straricchi e si hanno un sacco di persone che ti puliscono casa, ti cucinano, svolgono tutte quelle mansioni antipatiche come andare per uffici... chissà che cosa si prova a essere Madonna, non la madonna dei cieli ma quella cantante che ha, mi pare aver letto una volta che addirittura oltre a tutto il personale di servizio ha anche, dentro casa, una parrucchiera una manicurista, un'estetista, per cui quando io mi faccio la doccia Madonna chiama invece la sua parrucchiere e dice, mi devo lavare i capelli fammi la piega, chissà com'è vivere così. Sono mondi a noi completamente sconosciuti, o meglio ai più completamente sconosciuti, e sono affascinanti, affascinanti esattamente come pensare come potrebbe essere la vita su un altro pianeta o come potrebbe essere la vita... sì se si fosse nati in una situazione completamente diversa, e a volte questi paragoni assumono anche degli aspetti cupi. Perché da qui a pensare a cosa sarebbe vivere come vive Madonna, pensare come sarebbe vivere come una delle tante donne in Afghanistan oggi, il passo è breve, ed e terrificante e fa paura.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I say something obvious, that is that the comforts of life make life more peaceful and happy, and starting the morning well, prepares you to feel well for the rest of the day. I don't know if you can hear it, because I am recording from mobile phone -  you will have realised the sound in the last few days is not the best, anyway in the background there is the noise of the swimming pool, this slight luxuriance of the water that goes back and forth inside this very nice pool, very large. As I have already mentioned, I am in a tourist village, deserted, so it is as if I were here alone, if I had it all to myself, and among the various benefits of this place there is a swimming pool, I am starting my mornings doing laps, which is something that I miss a lot because in Cagliari there is no pool where you can simply go for laps, you can access the pool but you have to sign up for a swimming course, so there is no free access to the pools simply to do laps. Well, I started with this obvious consideration because when I find myself having luxuries that I usually don't have, I realise how much I'd love to have these luxuries at home too, or rather I realise how they really change the rest of your day. And then sometimes I also think,  who knows what it would be like to live as an ultra-rich and you have a lot of people who clean your house, cook for you, undertake all those unpleasant tasks like going to offices... who knows what it would be like to be Madonna, not the madonna in heaven but the singer who has, I think I read it somewhere, that in addition to all the service staff she also has, inside the house, a hairdresser, a manicurist, a beautician, so while I just take a shower, Madonna calls her hairdresser instead and says, I have to wash my hair, do the styling. Who knows what it's like to live like this. They are worlds completely unknown to us, or rather to the most, completely unknown, and they are fascinating, fascinating exactly as thinking what life could be like on another planet or what life could be like... yes if you were born in a completely different situation, and sometimes these comparisons also take on dark aspects. 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      <itunes:summary>Stando a bordo piscina si possono immaginare tante vite diverse, dagli eccessi della ricchezza esagerata a quelli di chi invece sta perdendo ogni libertà.TESTO TRASCRITTO (English below)Dico una cosa scontata e cioè che gli agi della vita rendono l'esistenza più tranquilla e felice e iniziare bene la mattina ti predispone bene per il resto della giornata. Non so se lo sentite, perché sto registrano dal mio cellulare quindi il suono ve sarete resi conto nelle ultime giornate, non è dei migliori, però in sottofondo c'è il rumore della piscina, questo lieve rigoglio dell'acqua che va avanti indietro dentro questa piscina molto bella, molto grande. Come vi ho già detto sono in un villaggio turistico, deserto, quindi è come se fossi io qui da sola, se ce l'avessi tutto per me è tra i vari benefits di questo posto c'è una piscina, io sto iniziando le mie mattine facendomi le vasche, che è una cosa che mi manca molto fare perché a Cagliari non c'è una piscina dove si può semplicemente andare a fare vasche, si può accedere alla piscina ma bisogna iscriversi a un corso per nuotare, quindi non non c'è accesso libero alle piscine semplicemente per fare vasche. No, ho iniziato con questa considerazione ovvia perché quando mi trovo ad avere lussi che di solito non ho mi rendo conto di quanto mi farebbe piacere averli anche a casa questi lussi, o meglio mi rendo conto di come veramente ti cambiano il resto della giornata. E poi a volte mi viene anche da pensare, ma chissà come sarà vivere quando si è straricchi e si hanno un sacco di persone che ti puliscono casa, ti cucinano, svolgono tutte quelle mansioni antipatiche come andare per uffici... chissà che cosa si prova a essere Madonna, non la madonna dei cieli ma quella cantante che ha, mi pare aver letto una volta che addirittura oltre a tutto il personale di servizio ha anche, dentro casa, una parrucchiera una manicurista, un'estetista, per cui quando io mi faccio la doccia Madonna chiama invece la sua parrucchiere e dice, mi devo lavare i capelli fammi la piega, chissà com'è vivere così. Sono mondi a noi completamente sconosciuti, o meglio ai più completamente sconosciuti, e sono affascinanti, affascinanti esattamente come pensare come potrebbe essere la vita su un altro pianeta o come potrebbe essere la vita... sì se si fosse nati in una situazione completamente diversa, e a volte questi paragoni assumono anche degli aspetti cupi. Perché da qui a pensare a cosa sarebbe vivere come vive Madonna, pensare come sarebbe vivere come una delle tante donne in Afghanistan oggi, il passo è breve, ed e terrificante e fa paura.ENGLISH TRANSLATIONI say something obvious, that is that the comforts of life make life more peaceful and happy, and starting the morning well, prepares you to feel well for the rest of the day. I don't know if you can hear it, because I am recording from mobile phone -  you will have realised the sound in the last few days is not the best, anyway in the background there is the noise of the swimming pool, this slight luxuriance of the water that goes back and forth inside this very nice pool, very large. As I have already mentioned, I am in a tourist village, deserted, so it is as if I were here alone, if I had it all to myself, and among the various benefits of this place there is a swimming pool, I am starting my mornings doing laps, which is something that I miss a lot because in Cagliari there is no pool where you can simply go for laps, you can access the pool but you have to sign up for a swimming course, so there is no free access to the pools simply to do laps. Well, I started with this obvious consideration because when I find myself having luxuries that I usually don't have, I realise how much I'd love to have these luxuries at home too, or rather I realise how they really change the rest of your day. And then sometimes I also think,  who knows what it would be like to live as an ultra-rich and you have a lot of people who...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Stando a bordo piscina si possono immaginare tante vite diverse, dagli eccessi della ricchezza esagerata a quelli di chi invece sta perdendo ogni libertà.TESTO TRASCRITTO (English below)Dico una cosa scontata e cioè che gli agi della vita rendono l'esiste</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 247 Destagionalizzare!</title>
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        <![CDATA[Da che mi ricordi in Sardegna si parla di destagionalizzare la stagione turistica. Eppure nella prima settimana di settembre, in una delle zone turistiche più esclusive, le saracinesche sono abbassate. Prevale il modello 'le vacanze si fanno ad agosto e basta'. Vaglielo a spiegare...<br><br>LINK<br>Il sito ufficiale turistico di Palau<br><a href="https://www.sardegnaturismo.it/it/luoghi/nord-est/palau" rel="noopener">https://www.sardegnaturismo.it/it/luoghi/nord-est/palau</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Sto andando al bar a comprare i croissant per la colazione. Come avrete capito dalle ultime puntate dei miei tre minuti grezzi siamo in vacanza, nel nord della Sardegna. Siamo in un villaggio turistico, un villaggio turistico che sembra semi abbandonato perché c'è pochissima gente, perché qui in Sardegna, pertanto che da che mi ricordi continuino sempre a ripetere che bisogna destagionalizzare, scusate mi sono alzata, quindi le parole mi vengono un po... le parole lunghe polisillabiche non mi vengono benissimo. Bisogna destagionalizzare il turismo però continua a rimanere lingua morta perché siamo agli inizi, appena - oggi non mi ricordo se il 5 e 6 di settembre - però il posto è praticamente... ci siamo solo noi. A me non dispiace affatto perché a me non piacciono le folle non mi piacciono i turisti intorno, infatti anche a cercare sempre le spiagge più isolate, più... meno frequentate, però diciamo che può diventare un problema quando una persona vuole acquistare generi di prima necessità, vuole visitare un museo, insomma è tutto chiuso. L'altro giorno abbiamo fatto dei giri pazzeschi perché siamo appassionati di Settimana Enigmistica e volevo trovare, comprare una Settimana Enigmistica. Ebbene, nella cittadina di Palau, che è quella più vicina a dove stiamo noi, non c'è un'edicola, non esiste un edicola, c'è una piccola rivendita di giornali dove c'è la stazione marittima ma lì non avevano la Settimana Enigmistica. L'abbiamo girata in lungo e in largo e ci guardavamo allibiti: ma com'è che un paesino, ed è pure un paesino abbastanza... adesso non so quanti abitanti abbia, però è una cittadina, è un paesino... insomma, e non c'è l'edicola! E chiedo, ma la gente non compra il giornale? No. I bambini non comprano le figurine da attaccare all'album? Cioè tutte le cose che di solito si acquistano nelle edicole. Invece niente, a Palau non ci sono edicole. Ne ho visto una a dire il vero, però era una vetrina con su scritto 'edicola' ed era completamente vuoto dentro, c'era scritto 'affittasi', quindi evidentemente ha svolto il suo ruolo quell'edicola e adesso la metto in vendita. Non lo so se tutto si possa ascrivere ai due anni di epidemia che ci stiamo portando dietro e che stiamo navigando malissimo da tutti i punti di vista. Perché in due anni, boh, ci si può anche adattare in qualche modo, trovare altre soluzioni, comunque come vi dicevo, io sto andando al bar che è l'unico posto ancora aperto, che però chiude molto presto e apre anche un po' sul tardi, a prendere i croissant per fare colazione. Niente, questo almeno è aperto.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I'm going to the bar to buy croissants for breakfast. As you will have understood from the latest episodes of my 'three uncut' podcast, we are on vacation, in the north of Sardinia. We are in a tourist village, a tourist village that seems abandoned because there are very few people, because here in Sardinia, for as long as I can remember, they keep on repeating that we should deseasonal... sorry I got up, so long words don't come too easy... long polysyllabic words are not easy at this time of the day. We should deseasonalise tourism, but they keep on ignoring this,  because we are just at the beginning of the month - today I don't remember if it's the 5th or 6th of September - and this place is basically ... there is only us. I don't mind at all because I don't like crowds, I don't like having tourists around, in fact I am also always looking for the most isolated beaches, the less visited, but let's say that it can become a problem when a person wants to buy basic necessities, if you want to visit a museum, in short it's all closed. The other day we did some crazy running around because we love the wordcross puzzles magazine 'La Settimana Enigmistica' and I wanted to buy a copy of 'La Settimana Enigmistica'. Well, in the town of Palau, which is the one closest to where we are, there are no newsstands, they don't have newsstands, there is a small resale of newspapers at the maritime station but they didn't have 'La Settimana Enigmistica'. We have searched far and wide and then we looked at each other: but how can it be that a village, and I mean, it is not such a tiny one... now, I don't know how many inhabitants it has, but it is a small town ... in short,  there are no newsstands! And I wonder, but don't people buy newspaper? They don't. Don't children buy stickers to collect in the album? I mean, all the things that you can usually buy at the newsstands. But, nope, in Palau there are no newsstands. I actually saw one to tell the truth, but it was a window shop with a 'newsstand' written on top: it was completely empty inside, and it had a sign reading 'for rent', so obviously that newsstand had finished its role and now they put it on sale. I don't know if everything can be ascribed to the two years of epidemic that we are carrying around, and that we are very bad at dealing with, from all points of view. Because in two years, I mean, you can also somehow adapt, find other solutions. Anyway, as I already told you, I'm going to the bar that is the only place still open, although it closes very soon and opens up a little too late, I'm going to take croissants to have breakfast. Oh well, this is open, at least.]]>
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        <![CDATA[Da che mi ricordi in Sardegna si parla di destagionalizzare la stagione turistica. Eppure nella prima settimana di settembre, in una delle zone turistiche più esclusive, le saracinesche sono abbassate. Prevale il modello 'le vacanze si fanno ad agosto e basta'. Vaglielo a spiegare...<br><br>LINK<br>Il sito ufficiale turistico di Palau<br><a href="https://www.sardegnaturismo.it/it/luoghi/nord-est/palau" rel="noopener">https://www.sardegnaturismo.it/it/luoghi/nord-est/palau</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Sto andando al bar a comprare i croissant per la colazione. Come avrete capito dalle ultime puntate dei miei tre minuti grezzi siamo in vacanza, nel nord della Sardegna. Siamo in un villaggio turistico, un villaggio turistico che sembra semi abbandonato perché c'è pochissima gente, perché qui in Sardegna, pertanto che da che mi ricordi continuino sempre a ripetere che bisogna destagionalizzare, scusate mi sono alzata, quindi le parole mi vengono un po... le parole lunghe polisillabiche non mi vengono benissimo. Bisogna destagionalizzare il turismo però continua a rimanere lingua morta perché siamo agli inizi, appena - oggi non mi ricordo se il 5 e 6 di settembre - però il posto è praticamente... ci siamo solo noi. A me non dispiace affatto perché a me non piacciono le folle non mi piacciono i turisti intorno, infatti anche a cercare sempre le spiagge più isolate, più... meno frequentate, però diciamo che può diventare un problema quando una persona vuole acquistare generi di prima necessità, vuole visitare un museo, insomma è tutto chiuso. L'altro giorno abbiamo fatto dei giri pazzeschi perché siamo appassionati di Settimana Enigmistica e volevo trovare, comprare una Settimana Enigmistica. Ebbene, nella cittadina di Palau, che è quella più vicina a dove stiamo noi, non c'è un'edicola, non esiste un edicola, c'è una piccola rivendita di giornali dove c'è la stazione marittima ma lì non avevano la Settimana Enigmistica. L'abbiamo girata in lungo e in largo e ci guardavamo allibiti: ma com'è che un paesino, ed è pure un paesino abbastanza... adesso non so quanti abitanti abbia, però è una cittadina, è un paesino... insomma, e non c'è l'edicola! E chiedo, ma la gente non compra il giornale? No. I bambini non comprano le figurine da attaccare all'album? Cioè tutte le cose che di solito si acquistano nelle edicole. Invece niente, a Palau non ci sono edicole. Ne ho visto una a dire il vero, però era una vetrina con su scritto 'edicola' ed era completamente vuoto dentro, c'era scritto 'affittasi', quindi evidentemente ha svolto il suo ruolo quell'edicola e adesso la metto in vendita. Non lo so se tutto si possa ascrivere ai due anni di epidemia che ci stiamo portando dietro e che stiamo navigando malissimo da tutti i punti di vista. Perché in due anni, boh, ci si può anche adattare in qualche modo, trovare altre soluzioni, comunque come vi dicevo, io sto andando al bar che è l'unico posto ancora aperto, che però chiude molto presto e apre anche un po' sul tardi, a prendere i croissant per fare colazione. Niente, questo almeno è aperto.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I'm going to the bar to buy croissants for breakfast. As you will have understood from the latest episodes of my 'three uncut' podcast, we are on vacation, in the north of Sardinia. We are in a tourist village, a tourist village that seems abandoned because there are very few people, because here in Sardinia, for as long as I can remember, they keep on repeating that we should deseasonal... sorry I got up, so long words don't come too easy... long polysyllabic words are not easy at this time of the day. We should deseasonalise tourism, but they keep on ignoring this,  because we are just at the beginning of the month - today I don't remember if it's the 5th or 6th of September - and this place is basically ... there is only us. I don't mind at all because I don't like crowds, I don't like having tourists around, in fact I am also always looking for the most isolated beaches, the less visited, but let's say that it can become a problem when a person wants to buy basic necessities, if you want to visit a museum, in short it's all closed. The other day we did some crazy running around because we love the wordcross puzzles magazine 'La Settimana Enigmistica' and I wanted to buy a copy of 'La Settimana Enigmistica'. Well, in the town of Palau, which is the one closest to where we are, there are no newsstands, they don't have newsstands, there is a small resale of newspapers at the maritime station but they didn't have 'La Settimana Enigmistica'. We have searched far and wide and then we looked at each other: but how can it be that a village, and I mean, it is not such a tiny one... now, I don't know how many inhabitants it has, but it is a small town ... in short,  there are no newsstands! And I wonder, but don't people buy newspaper? They don't. Don't children buy stickers to collect in the album? I mean, all the things that you can usually buy at the newsstands. But, nope, in Palau there are no newsstands. I actually saw one to tell the truth, but it was a window shop with a 'newsstand' written on top: it was completely empty inside, and it had a sign reading 'for rent', so obviously that newsstand had finished its role and now they put it on sale. I don't know if everything can be ascribed to the two years of epidemic that we are carrying around, and that we are very bad at dealing with, from all points of view. Because in two years, I mean, you can also somehow adapt, find other solutions. Anyway, as I already told you, I'm going to the bar that is the only place still open, although it closes very soon and opens up a little too late, I'm going to take croissants to have breakfast. Oh well, this is open, at least.]]>
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      <pubDate>Tue, 07 Sep 2021 11:00:42 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 246 Tomba dei Giganti</title>
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        <![CDATA[Davanti a un monumento di 4 mila anni fa, un concerto di suoni che va dritto al cuore. La meraviglia. La bellezza.<br><br>LINK<br>Il programma del Festival Internazionale Isole che Parlano <br><a href="https://www.isolecheparlano.it/" rel="noopener">https://www.isolecheparlano.it/</a><br><br>Il concerto del duo Shakti (Eloisa Manera e Daniela Savoldi)<br><a href="https://www.isolecheparlano.it/chart/shakti-duo/" rel="noopener">https://www.isolecheparlano.it/chart/shakti-duo/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Un concerto al tramonto davanti alla Tomba dei Giganti Coddu Vecchju, e hanno suonato Eloisa Manera al violino alla voce all'elettronica e Daniela Savoldi, che suonava invece il violoncello, poi voce è anche agli effetti elettronici. Detto così potete pensare, ma chi se ne frega? Però stare lì, al tramonto, davanti alla Tomba dei Giganti, tra l'altro quella meglio mantenuta in tutta la Sardegna con uno stele d'ingresso alto più di quattro metri, sapendo poi che ti trovi davanti a una costruzione che ha più di quattromila anni, fa un certo effetto, alle spalle c'era questa meravigliosa vigna curatissima, 'pettinata', come dico io, e poi naturalmente la musica fantastica, scenografica, cinematografica di Eloisa Manera e Daniela Savoldi che io non conoscevo ma che mi ripropongo di cercare e seguire quanto prima possibile, perché la loro musica è stata veramente coinvolgente. Loro erano lì davanti a un pubblico di una cinquantina di persone, scalze con i loro strumenti meravigliosi collegati a tutti gli altri strumenti elettronici e cantavano e si esibivano e presentavano le loro produzioni. Questa è la magia del festival che ci siamo ritrovati in mezzo a questo Festival a Palau, tra Arzachena La Maddalena e Luogosanto, che sono delle località nel nord della Sardegna, ed è il Festival Isole che Parlano, un festival importante perché transfrontaliero, vabbè, tra due frontiere tra il nord della Sardegna e la Corsica. Purtroppo saremo di nuovo a Cagliari nel sud della Sardegna, quindi ci perdiamo un paio di spettacoli incredibili, uno di questi ci prendono in barca, ti portano dall'altra parte, ascolti il concerto e poi torni indietro. Sono delle sensazioni molto belle, il pubblico molto educato che è una cosa che apprezzo, perché solitamente quando ci sono degli spettacoli gratuiti, a volte il pubblico non apprezza perché pensa, è gratuito quindi posso fare rumore, posso parlucchiare con le persone che mi stanno a fianco. Invece oggi al tramonto, silenzio totale, assoluto si sentivano appena qualche mosca ronzare, è stato un bagno di bellezza. Fantastico. Mi son finiti i secondi devo chiudere.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>A concert at sunset in front of the Giants' Grave at Coddu Vecchju, played by Eloisa Manera (violin, voice, electronic) and Daniela Savoldi (cello,  voice and also the electronic effects). Said like that, you may think, so what? But if you were there, at sunset, in front of the Nuragic tomb known as Giants' Graves, actually the one which is best maintained in all of Sardinia, with an entrance stone slab  over four meters high, and knowing that you are in front of a structure that was built more than four thousand years ago, it has a certain effect, at the back there was this wonderful well-kept vineyard, 'combed', and then of course the fantastic, scenographic, cinematographic music of Eloisa Manera and Daniela Savoldi, whom I did not know but that I intend to search and follow as soon as possible, because their music was truly engaging. They were there in front of an audience of about fifty people, barefoot with their wonderful instruments connected to all the other electronic instruments and they sang and performed and presented their productions. This is the magic of the festival that we bumped into, this Festival in Palau, between Arzachena, La Maddalena and Luogosanto, which are localities in the north of Sardinia, it is called Le Isole che Parlano Festival [festival of talking islands], an important festival because it is cross-border, between two borders, between the north of Sardinia and Corsica. Unfortunately we will be back in Cagliari, in the south of Sardinia, so we miss a couple of amazing shows, in one of the events they take people by boat to a small island, you listen to the concert and then you come back. Very nice sensations, very polite audience which is something I appreciate, because usually when there are free shows, sometimes the audience doesn't appreciate it because they think, it's free so I can make noise, I can talk to the people who are next to me. Instead today at sunset, total, absolute silence, you could barely hear a few flies buzzing, it was a beauty bath. Fantastic. I have run out of seconds I have to close.]]>
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        <![CDATA[Davanti a un monumento di 4 mila anni fa, un concerto di suoni che va dritto al cuore. La meraviglia. La bellezza.<br><br>LINK<br>Il programma del Festival Internazionale Isole che Parlano <br><a href="https://www.isolecheparlano.it/" rel="noopener">https://www.isolecheparlano.it/</a><br><br>Il concerto del duo Shakti (Eloisa Manera e Daniela Savoldi)<br><a href="https://www.isolecheparlano.it/chart/shakti-duo/" rel="noopener">https://www.isolecheparlano.it/chart/shakti-duo/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Un concerto al tramonto davanti alla Tomba dei Giganti Coddu Vecchju, e hanno suonato Eloisa Manera al violino alla voce all'elettronica e Daniela Savoldi, che suonava invece il violoncello, poi voce è anche agli effetti elettronici. Detto così potete pensare, ma chi se ne frega? Però stare lì, al tramonto, davanti alla Tomba dei Giganti, tra l'altro quella meglio mantenuta in tutta la Sardegna con uno stele d'ingresso alto più di quattro metri, sapendo poi che ti trovi davanti a una costruzione che ha più di quattromila anni, fa un certo effetto, alle spalle c'era questa meravigliosa vigna curatissima, 'pettinata', come dico io, e poi naturalmente la musica fantastica, scenografica, cinematografica di Eloisa Manera e Daniela Savoldi che io non conoscevo ma che mi ripropongo di cercare e seguire quanto prima possibile, perché la loro musica è stata veramente coinvolgente. Loro erano lì davanti a un pubblico di una cinquantina di persone, scalze con i loro strumenti meravigliosi collegati a tutti gli altri strumenti elettronici e cantavano e si esibivano e presentavano le loro produzioni. Questa è la magia del festival che ci siamo ritrovati in mezzo a questo Festival a Palau, tra Arzachena La Maddalena e Luogosanto, che sono delle località nel nord della Sardegna, ed è il Festival Isole che Parlano, un festival importante perché transfrontaliero, vabbè, tra due frontiere tra il nord della Sardegna e la Corsica. Purtroppo saremo di nuovo a Cagliari nel sud della Sardegna, quindi ci perdiamo un paio di spettacoli incredibili, uno di questi ci prendono in barca, ti portano dall'altra parte, ascolti il concerto e poi torni indietro. Sono delle sensazioni molto belle, il pubblico molto educato che è una cosa che apprezzo, perché solitamente quando ci sono degli spettacoli gratuiti, a volte il pubblico non apprezza perché pensa, è gratuito quindi posso fare rumore, posso parlucchiare con le persone che mi stanno a fianco. Invece oggi al tramonto, silenzio totale, assoluto si sentivano appena qualche mosca ronzare, è stato un bagno di bellezza. Fantastico. Mi son finiti i secondi devo chiudere.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>A concert at sunset in front of the Giants' Grave at Coddu Vecchju, played by Eloisa Manera (violin, voice, electronic) and Daniela Savoldi (cello,  voice and also the electronic effects). Said like that, you may think, so what? But if you were there, at sunset, in front of the Nuragic tomb known as Giants' Graves, actually the one which is best maintained in all of Sardinia, with an entrance stone slab  over four meters high, and knowing that you are in front of a structure that was built more than four thousand years ago, it has a certain effect, at the back there was this wonderful well-kept vineyard, 'combed', and then of course the fantastic, scenographic, cinematographic music of Eloisa Manera and Daniela Savoldi, whom I did not know but that I intend to search and follow as soon as possible, because their music was truly engaging. They were there in front of an audience of about fifty people, barefoot with their wonderful instruments connected to all the other electronic instruments and they sang and performed and presented their productions. This is the magic of the festival that we bumped into, this Festival in Palau, between Arzachena, La Maddalena and Luogosanto, which are localities in the north of Sardinia, it is called Le Isole che Parlano Festival [festival of talking islands], an important festival because it is cross-border, between two borders, between the north of Sardinia and Corsica. Unfortunately we will be back in Cagliari, in the south of Sardinia, so we miss a couple of amazing shows, in one of the events they take people by boat to a small island, you listen to the concert and then you come back. Very nice sensations, very polite audience which is something I appreciate, because usually when there are free shows, sometimes the audience doesn't appreciate it because they think, it's free so I can make noise, I can talk to the people who are next to me. Instead today at sunset, total, absolute silence, you could barely hear a few flies buzzing, it was a beauty bath. Fantastic. I have run out of seconds I have to close.]]>
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      <pubDate>Mon, 06 Sep 2021 15:18:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Davanti a un monumento di 4 mila anni fa, un concerto di suoni che va dritto al cuore. La meraviglia. La bellezza.LINKIl programma del Festival Internazionale Isole che Parlano https://www.isolecheparlano.it/Il concerto del duo Shakti (Eloisa Manera e Daniela Savoldi)https://www.isolecheparlano.it/chart/shakti-duo/TESTO TRASCRITTO (English below)Un concerto al tramonto davanti alla Tomba dei Giganti Coddu Vecchju, e hanno suonato Eloisa Manera al violino alla voce all'elettronica e Daniela Savoldi, che suonava invece il violoncello, poi voce è anche agli effetti elettronici. Detto così potete pensare, ma chi se ne frega? Però stare lì, al tramonto, davanti alla Tomba dei Giganti, tra l'altro quella meglio mantenuta in tutta la Sardegna con uno stele d'ingresso alto più di quattro metri, sapendo poi che ti trovi davanti a una costruzione che ha più di quattromila anni, fa un certo effetto, alle spalle c'era questa meravigliosa vigna curatissima, 'pettinata', come dico io, e poi naturalmente la musica fantastica, scenografica, cinematografica di Eloisa Manera e Daniela Savoldi che io non conoscevo ma che mi ripropongo di cercare e seguire quanto prima possibile, perché la loro musica è stata veramente coinvolgente. Loro erano lì davanti a un pubblico di una cinquantina di persone, scalze con i loro strumenti meravigliosi collegati a tutti gli altri strumenti elettronici e cantavano e si esibivano e presentavano le loro produzioni. Questa è la magia del festival che ci siamo ritrovati in mezzo a questo Festival a Palau, tra Arzachena La Maddalena e Luogosanto, che sono delle località nel nord della Sardegna, ed è il Festival Isole che Parlano, un festival importante perché transfrontaliero, vabbè, tra due frontiere tra il nord della Sardegna e la Corsica. Purtroppo saremo di nuovo a Cagliari nel sud della Sardegna, quindi ci perdiamo un paio di spettacoli incredibili, uno di questi ci prendono in barca, ti portano dall'altra parte, ascolti il concerto e poi torni indietro. Sono delle sensazioni molto belle, il pubblico molto educato che è una cosa che apprezzo, perché solitamente quando ci sono degli spettacoli gratuiti, a volte il pubblico non apprezza perché pensa, è gratuito quindi posso fare rumore, posso parlucchiare con le persone che mi stanno a fianco. Invece oggi al tramonto, silenzio totale, assoluto si sentivano appena qualche mosca ronzare, è stato un bagno di bellezza. Fantastico. Mi son finiti i secondi devo chiudere.ENGLISH TRANSLATIONA concert at sunset in front of the Giants' Grave at Coddu Vecchju, played by Eloisa Manera (violin, voice, electronic) and Daniela Savoldi (cello,  voice and also the electronic effects). Said like that, you may think, so what? But if you were there, at sunset, in front of the Nuragic tomb known as Giants' Graves, actually the one which is best maintained in all of Sardinia, with an entrance stone slab  over four meters high, and knowing that you are in front of a structure that was built more than four thousand years ago, it has a certain effect, at the back there was this wonderful well-kept vineyard, 'combed', and then of course the fantastic, scenographic, cinematographic music of Eloisa Manera and Daniela Savoldi, whom I did not know but that I intend to search and follow as soon as possible, because their music was truly engaging. They were there in front of an audience of about fifty people, barefoot with their wonderful instruments connected to all the other electronic instruments and they sang and performed and presented their productions. This is the magic of the festival that we bumped into, this Festival in Palau, between Arzachena, La Maddalena and Luogosanto, which are localities in the north of Sardinia, it is called Le Isole che Parlano Festival...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Davanti a un monumento di 4 mila anni fa, un concerto di suoni che va dritto al cuore. La meraviglia. La bellezza.LINKIl programma del Festival Internazionale Isole che Parlano https://www.isolecheparlano.it/Il concerto del duo Shakti (Eloisa Manera e Dan</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 245 Usato IKEA</title>
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        <![CDATA[Fintanto che qualcuno guadagnerà dei soldi dal riciclo dei rifiuti, questo qualcuno avrà tutto l'interesse a creare rifiuti. La vera sostenibilità è eliminare i rifiuti a monte, eliminando gli sprechi. Ecco perché aziende come IKEA sono all'avanguardia e hanno le carte in regola per mettere in pratica una vera economia circolare. Sarebbe bello se più aziende seguissero l'esempio e noi consumatrici e consumatori dobbiamo chiederlo ad alta voce e boicottare chi crea sprechi (come ad esempio la plastica superflua con cui si impacchettano le merci nei supermercati).<br><br>LINK<br>IKEA acquista i mobili IKEA usati e li rivende a chi ne ha bisogno. <br><a href="https://www.fastcompany.com/90669735/ikea-is-launching-a-furniture-buy-back-program" rel="noopener">https://www.fastcompany.com/90669735/ikea-is-launching-a-furniture-buy-back-program</a><br><br>I 3' grezzi dedicati al catalogo-podcast di IKEA<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ikea è sempre stata una delle mie aziende preferite, già da prima che esistesse internet mi piaceva andare da Ikea e girare, tornavo a casa sempre con un sacco di cose che non mi servivano. Però è questa questa ambientazione bella, il catalogo Ikea poi quando arrivava, una volta all'anno, era come, si era una specie di rito, sfogliare il catalogo Ikea e segnare sulla pagina le cose che mi sarebbe piaciuto acquistare, poi vai lì le vede non sono mai così belle come te le immagini però è un'azienda fantastica che riesce a offrire prodotti a prezzi abbordabili però sempre di grande design, con grandi soluzioni non solo di stile ma anche proprio di praticità. Qualche mese fa Ikea, ne ho parlato perché ha lanciato una serie di podcast, ma non podcast dove racconta la storia dell'azienda, no il podcast dove racconta il catalogo, dei podcast fantastici, dove pagina per pagina racconta il suo catalogo. Io ne ho ascoltato un paio poi vabbè, ci sono ventimila cose che ascolto anche per lavoro per cui non riesco ad ascoltare tutto, anzi ora che me lo son ricordato ci torno ad ascoltarmi qualche pagina del catalogo Ikea. Adesso mi è di nuovo tornata davanti Ikea perché ho letto che ha lanciato un programma di riacquisto dei mobili Ikea, non dappertutto, per il momento è solo in alcune postazioni negli Stati Uniti, però la gente può descrivere i mobili Ikea che vuole rivendere, fa una descrizione e poi lo porta, gli fanno la valutazione e gli danno un buono per acquistare altri prodotti all'interno del negozio e questi mobili usati venduti dalla gente che li aveva precedentemente acquistati, vengono messi a disposizione di altre persone che vogliono acquistare immobili, ma magari vogliono pagare di meno e non gliene frega niente che il mobile sia già stato usato da qualcuno, e se il mobile poi non si può acquistare di seconda mano perché troppo rovinato, Ikea offre di smaltirlo in modo sostenibile, perché entro la fine di questo decennio Ikea vuole riuscire a raggiungere un'economia completamente circolare senza sprechi. Ecco se più aziende seguissero l'esempio di Ikea, se già si cominciasse a vendere dentifricio senza il cartone attorno o comunque eliminare tutti quei cartoni tutti quei 20mila pacchi, extra pacchi e cose di plastica che ci propinano ai supermercati, già questo sarebbe un grande passo in avanti contro gli sprechi. Soprattutto, non basta riciclare, bisogna ridurre perché fintanto che esisterà un'industria del riciclo nessuno avrà il motivo per avere meno spazzatura perché la spazzatura è il loro business. Chiaro, no?<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Ikea has always been one of my favourite companies, even before Internet, I liked to go to Ikea and look around, I always came home with a lot of things I didn't need. But they have this beautiful setting, then you have the Ikea catalogue, when it arrived, once a year, it was like, it was a kind of ritual, leafing through the Ikea catalogue and marking on the page the things I would have liked to buy, then I went there and things are never as beautiful as the images, however, it is a fantastic company that manages to offer products at affordable prices but always of great design, with great solutions not only in style but also in practicality. A few months ago, I talked about Ikea because it launched a series of podcasts, but not podcasts where it tells the story of the company, no podcast where they tell the catalogue, fantastic podcasts, where page by page they explain the catalogue. I have listened to a couple of them then oh well, there are twenty thousand things that I listen to even for work, so I can't listen to everything, indeed now that I have remembered I am going back to listen to a few pages of the Ikea catalogue. Now I talk about Ikea again because I read that it has launched an Ikea furniture buyback program, not everywhere, for the moment it is only in a few locations in the United States, but people can describe the Ikea furniture that they want to resell, then they bring the items in, they receive an evaluation and get a voucher to buy other products in the store and this second hand furniture sold by the people who had previously bought them, are made available to other people who want to buy furniture, but maybe they want to pay less and don't really care that the piece of furniture has already been used by someone else, and if the piece of furniture cannot be bought second-hand because it is too damaged, Ikea offers to dispose it in a sustainable way, because by the end of this decade Ikea wants to be able to achieve a completely circular economy without waste. You see, if more companies followed Ikea's example, if we were already starting to sell toothpaste without the cardboard around or if we eliminated all those cartons all those 20 thousand packs, extra packs and plastic things that they feed us to supermarkets, this would already be a great step forward against waste. Above all, recycling is not enough, we need to reduce because as long as there is a recycling industry, no one will have a reason to have less garbage because garbage is their business. Clear, right?]]>
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        <![CDATA[Fintanto che qualcuno guadagnerà dei soldi dal riciclo dei rifiuti, questo qualcuno avrà tutto l'interesse a creare rifiuti. La vera sostenibilità è eliminare i rifiuti a monte, eliminando gli sprechi. Ecco perché aziende come IKEA sono all'avanguardia e hanno le carte in regola per mettere in pratica una vera economia circolare. Sarebbe bello se più aziende seguissero l'esempio e noi consumatrici e consumatori dobbiamo chiederlo ad alta voce e boicottare chi crea sprechi (come ad esempio la plastica superflua con cui si impacchettano le merci nei supermercati).<br><br>LINK<br>IKEA acquista i mobili IKEA usati e li rivende a chi ne ha bisogno. <br><a href="https://www.fastcompany.com/90669735/ikea-is-launching-a-furniture-buy-back-program" rel="noopener">https://www.fastcompany.com/90669735/ikea-is-launching-a-furniture-buy-back-program</a><br><br>I 3' grezzi dedicati al catalogo-podcast di IKEA<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ikea è sempre stata una delle mie aziende preferite, già da prima che esistesse internet mi piaceva andare da Ikea e girare, tornavo a casa sempre con un sacco di cose che non mi servivano. Però è questa questa ambientazione bella, il catalogo Ikea poi quando arrivava, una volta all'anno, era come, si era una specie di rito, sfogliare il catalogo Ikea e segnare sulla pagina le cose che mi sarebbe piaciuto acquistare, poi vai lì le vede non sono mai così belle come te le immagini però è un'azienda fantastica che riesce a offrire prodotti a prezzi abbordabili però sempre di grande design, con grandi soluzioni non solo di stile ma anche proprio di praticità. Qualche mese fa Ikea, ne ho parlato perché ha lanciato una serie di podcast, ma non podcast dove racconta la storia dell'azienda, no il podcast dove racconta il catalogo, dei podcast fantastici, dove pagina per pagina racconta il suo catalogo. Io ne ho ascoltato un paio poi vabbè, ci sono ventimila cose che ascolto anche per lavoro per cui non riesco ad ascoltare tutto, anzi ora che me lo son ricordato ci torno ad ascoltarmi qualche pagina del catalogo Ikea. Adesso mi è di nuovo tornata davanti Ikea perché ho letto che ha lanciato un programma di riacquisto dei mobili Ikea, non dappertutto, per il momento è solo in alcune postazioni negli Stati Uniti, però la gente può descrivere i mobili Ikea che vuole rivendere, fa una descrizione e poi lo porta, gli fanno la valutazione e gli danno un buono per acquistare altri prodotti all'interno del negozio e questi mobili usati venduti dalla gente che li aveva precedentemente acquistati, vengono messi a disposizione di altre persone che vogliono acquistare immobili, ma magari vogliono pagare di meno e non gliene frega niente che il mobile sia già stato usato da qualcuno, e se il mobile poi non si può acquistare di seconda mano perché troppo rovinato, Ikea offre di smaltirlo in modo sostenibile, perché entro la fine di questo decennio Ikea vuole riuscire a raggiungere un'economia completamente circolare senza sprechi. Ecco se più aziende seguissero l'esempio di Ikea, se già si cominciasse a vendere dentifricio senza il cartone attorno o comunque eliminare tutti quei cartoni tutti quei 20mila pacchi, extra pacchi e cose di plastica che ci propinano ai supermercati, già questo sarebbe un grande passo in avanti contro gli sprechi. Soprattutto, non basta riciclare, bisogna ridurre perché fintanto che esisterà un'industria del riciclo nessuno avrà il motivo per avere meno spazzatura perché la spazzatura è il loro business. Chiaro, no?<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Ikea has always been one of my favourite companies, even before Internet, I liked to go to Ikea and look around, I always came home with a lot of things I didn't need. But they have this beautiful setting, then you have the Ikea catalogue, when it arrived, once a year, it was like, it was a kind of ritual, leafing through the Ikea catalogue and marking on the page the things I would have liked to buy, then I went there and things are never as beautiful as the images, however, it is a fantastic company that manages to offer products at affordable prices but always of great design, with great solutions not only in style but also in practicality. A few months ago, I talked about Ikea because it launched a series of podcasts, but not podcasts where it tells the story of the company, no podcast where they tell the catalogue, fantastic podcasts, where page by page they explain the catalogue. I have listened to a couple of them then oh well, there are twenty thousand things that I listen to even for work, so I can't listen to everything, indeed now that I have remembered I am going back to listen to a few pages of the Ikea catalogue. Now I talk about Ikea again because I read that it has launched an Ikea furniture buyback program, not everywhere, for the moment it is only in a few locations in the United States, but people can describe the Ikea furniture that they want to resell, then they bring the items in, they receive an evaluation and get a voucher to buy other products in the store and this second hand furniture sold by the people who had previously bought them, are made available to other people who want to buy furniture, but maybe they want to pay less and don't really care that the piece of furniture has already been used by someone else, and if the piece of furniture cannot be bought second-hand because it is too damaged, Ikea offers to dispose it in a sustainable way, because by the end of this decade Ikea wants to be able to achieve a completely circular economy without waste. You see, if more companies followed Ikea's example, if we were already starting to sell toothpaste without the cardboard around or if we eliminated all those cartons all those 20 thousand packs, extra packs and plastic things that they feed us to supermarkets, this would already be a great step forward against waste. Above all, recycling is not enough, we need to reduce because as long as there is a recycling industry, no one will have a reason to have less garbage because garbage is their business. Clear, right?]]>
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      <pubDate>Sun, 05 Sep 2021 07:28:15 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 244 Città e memoria</title>
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        <![CDATA[Raccontare il mondo un suono alla volta. Questo l'ambizioso progetto di 'Cities and memory', una meravigliosa raccolta di suoni da tutto il mondo, raccontati, ri-immaginati, interpretati e condivisi da artisti del suono in tutto il mondo, un'immensa mappa sonora dove perdersi e dove incontrare l'inaspettato. Glielo dico sempre a Stuart Fowkes, ma tu sei matto, dove lo trovi il tempo per organizzare tutto questo? Però sono felicissima che continui a farlo e a permetterci(mi) di partecipare!<br><br>LINK<br>Cities and memory<br><a href="https://citiesandmemory.com/what-is-cities-and-memory-about/" rel="noopener">https://citiesandmemory.com/what-is-cities-and-memory-about/</a><br><br>Raccontare l'Inferno di Dante (il mio contributo lo trovate nel girone 'Counsellors of Fraud'<br><a href="https://citiesandmemory.com/inferno/" rel="noopener">https://citiesandmemory.com/inferno/</a><br><br>L'aranceto<br><a href="https://citiesandmemory.com/orangegarden/" rel="noopener">https://citiesandmemory.com/orangegarden/</a><br><br>Tutti i progetti (buttatevici dentro!)<br><a href="https://citiesandmemory.com/projects/" rel="noopener">https://citiesandmemory.com/projects/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [English below]<br>Oggi voglio parlare di 'Cities and memory', città e memorie. È un progetto mammut di Stuart Fowkes che è un artista del suono di base nel Regno Unito a Oxford. Stuart io non l'ho mai ma incontrato di persona, però ci scambiamo spesso dei messaggi e delle email, ed è una persona incredibile, perché oltre a fare un lavoro a tempo pieno, si occupa anche di questo progetto che appunto è un progetto gigantesco dove si è riproposto di raccogliere suoni dal mondo, da tutto il mondo, di compilare una mappa, e di dare la possibilità a tutti di ascoltare questi suoni, ma così come ve lo sta raccontando io è molto riduttivo perché è veramente un progetto gigantesco che si ripropone di raccontare il mondo, un suono alla volta, suoni che vengono mandati dalle persone che abitano in giro per il mondo, e poi persone che abitano in giro per il mondo vengono invitate a rimaleggiare questi suoni per toglierne fuori qualcosa di diverso. Al momento ha più di 5.000 suoni da più di 100 posti in giro per il mondo. Io ho partecipato ad alcuni di questi suoi progetti, alcuni dei suoi progetti speciali che fa in collaborazione anche con altri artisti. Uno di questi è stato la ricreazione dell'Inferno in occasione dei 700 anni dell'anniversario della morte di Dante, e più di 80 artisti da tutto il mondo hanno scelto uno dei gironi dell'Inferno e hanno scelto di raccontare quel girone, chi con la musica, chi coi suoni chi, come ho fatto io, con una storia vera e propria. Un altro dei giochi, dei progetti a cui ho partecipato è quello dell'Orange Garden, dell'aranceto, in cui Stuart ha messo online una una registrazione di suoni in presa diretta, fatti in questo giardino a Roma, e poi ha invitato diversi artisti del suono a maneggiare, ri-immaginare e modificare questo suo suono originale, registrato in presa diretta, e toglierne fuori qualcos'altro. Spesso le persone che partecipano sono dei musicisti. Io partecipo sempre come narratrice, quindi anche in questo caso ho preso quel suono e mi sono immaginata dietro una storia. Sì, il lavoro che fa Stuart è encomiabile, invidiabile, e infatti gliel'ho anche detto, ma tu sei matto, ma dove lo trovi il tempo per fare tutte queste cose qua? Perché richiede uno sforzo organizzativo non indifferente, però sono felicissima che lo faccia e non vedo l'ora di partecipare al prossimo suono. Ho scelto il suono di Piazza San Marco a Venezia.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today I want to talk about 'Cities and memory'. It is a mammoth project by Stuart Fowkes who is a UK based sound artist, in Oxford. I never met Stuart in person, but we often exchange messages and emails, and he is an incredible person, because in addition of having a full-time job, he also takes care of this project which is indeed a gigantic project, in which he collects sounds from around the world, from all over the world, to compile a map, and to give everyone the opportunity to listen to these sounds. But what I am saying is very reductive because it is truly a gigantic project that proposes to tell the world, one sound at a time, sounds that are sent by people who live around the world, and then people who live around the world are invited to remix these sounds to create something different. It currently has over 5,000 sounds from over 100 locations around the world. I have participated in some of his projects, some of the special projects he creates in collaboration with other artists. One of these was the recreation of Hell on the occasion of the 700th anniversary of Dante's death, and over 80 artists from all over the world have chosen one of the circles of Hell and have narrated that circle, some with music, some with sounds some, like myself, with a story. Another of the games, of the projects in which I participated is the Orange Garden, the orange grove, in which Stuart put online a recording of live sounds, recorded in this garden in Rome, and then invited several sound artists to manipulate, re-imagine and modify this original sound, and to come up with something different. Often the people who participate are musicians. I always participate as a narrator, so even in this case I took that sound and imagined the story behind. Yes, the work that Stuart does is commendable, enviable, and in fact I have told him, you must be insane, where do you find the time to do all these things? Because he requires a considerable organizational effort, but I am very happy that he does and I can't wait to participate in the next sound mix. I chose the sound of Piazza San Marco in Venice.]]>
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        <![CDATA[Raccontare il mondo un suono alla volta. Questo l'ambizioso progetto di 'Cities and memory', una meravigliosa raccolta di suoni da tutto il mondo, raccontati, ri-immaginati, interpretati e condivisi da artisti del suono in tutto il mondo, un'immensa mappa sonora dove perdersi e dove incontrare l'inaspettato. Glielo dico sempre a Stuart Fowkes, ma tu sei matto, dove lo trovi il tempo per organizzare tutto questo? Però sono felicissima che continui a farlo e a permetterci(mi) di partecipare!<br><br>LINK<br>Cities and memory<br><a href="https://citiesandmemory.com/what-is-cities-and-memory-about/" rel="noopener">https://citiesandmemory.com/what-is-cities-and-memory-about/</a><br><br>Raccontare l'Inferno di Dante (il mio contributo lo trovate nel girone 'Counsellors of Fraud'<br><a href="https://citiesandmemory.com/inferno/" rel="noopener">https://citiesandmemory.com/inferno/</a><br><br>L'aranceto<br><a href="https://citiesandmemory.com/orangegarden/" rel="noopener">https://citiesandmemory.com/orangegarden/</a><br><br>Tutti i progetti (buttatevici dentro!)<br><a href="https://citiesandmemory.com/projects/" rel="noopener">https://citiesandmemory.com/projects/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [English below]<br>Oggi voglio parlare di 'Cities and memory', città e memorie. È un progetto mammut di Stuart Fowkes che è un artista del suono di base nel Regno Unito a Oxford. Stuart io non l'ho mai ma incontrato di persona, però ci scambiamo spesso dei messaggi e delle email, ed è una persona incredibile, perché oltre a fare un lavoro a tempo pieno, si occupa anche di questo progetto che appunto è un progetto gigantesco dove si è riproposto di raccogliere suoni dal mondo, da tutto il mondo, di compilare una mappa, e di dare la possibilità a tutti di ascoltare questi suoni, ma così come ve lo sta raccontando io è molto riduttivo perché è veramente un progetto gigantesco che si ripropone di raccontare il mondo, un suono alla volta, suoni che vengono mandati dalle persone che abitano in giro per il mondo, e poi persone che abitano in giro per il mondo vengono invitate a rimaleggiare questi suoni per toglierne fuori qualcosa di diverso. Al momento ha più di 5.000 suoni da più di 100 posti in giro per il mondo. Io ho partecipato ad alcuni di questi suoi progetti, alcuni dei suoi progetti speciali che fa in collaborazione anche con altri artisti. Uno di questi è stato la ricreazione dell'Inferno in occasione dei 700 anni dell'anniversario della morte di Dante, e più di 80 artisti da tutto il mondo hanno scelto uno dei gironi dell'Inferno e hanno scelto di raccontare quel girone, chi con la musica, chi coi suoni chi, come ho fatto io, con una storia vera e propria. Un altro dei giochi, dei progetti a cui ho partecipato è quello dell'Orange Garden, dell'aranceto, in cui Stuart ha messo online una una registrazione di suoni in presa diretta, fatti in questo giardino a Roma, e poi ha invitato diversi artisti del suono a maneggiare, ri-immaginare e modificare questo suo suono originale, registrato in presa diretta, e toglierne fuori qualcos'altro. Spesso le persone che partecipano sono dei musicisti. Io partecipo sempre come narratrice, quindi anche in questo caso ho preso quel suono e mi sono immaginata dietro una storia. Sì, il lavoro che fa Stuart è encomiabile, invidiabile, e infatti gliel'ho anche detto, ma tu sei matto, ma dove lo trovi il tempo per fare tutte queste cose qua? Perché richiede uno sforzo organizzativo non indifferente, però sono felicissima che lo faccia e non vedo l'ora di partecipare al prossimo suono. Ho scelto il suono di Piazza San Marco a Venezia.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today I want to talk about 'Cities and memory'. It is a mammoth project by Stuart Fowkes who is a UK based sound artist, in Oxford. I never met Stuart in person, but we often exchange messages and emails, and he is an incredible person, because in addition of having a full-time job, he also takes care of this project which is indeed a gigantic project, in which he collects sounds from around the world, from all over the world, to compile a map, and to give everyone the opportunity to listen to these sounds. But what I am saying is very reductive because it is truly a gigantic project that proposes to tell the world, one sound at a time, sounds that are sent by people who live around the world, and then people who live around the world are invited to remix these sounds to create something different. It currently has over 5,000 sounds from over 100 locations around the world. I have participated in some of his projects, some of the special projects he creates in collaboration with other artists. One of these was the recreation of Hell on the occasion of the 700th anniversary of Dante's death, and over 80 artists from all over the world have chosen one of the circles of Hell and have narrated that circle, some with music, some with sounds some, like myself, with a story. Another of the games, of the projects in which I participated is the Orange Garden, the orange grove, in which Stuart put online a recording of live sounds, recorded in this garden in Rome, and then invited several sound artists to manipulate, re-imagine and modify this original sound, and to come up with something different. Often the people who participate are musicians. I always participate as a narrator, so even in this case I took that sound and imagined the story behind. Yes, the work that Stuart does is commendable, enviable, and in fact I have told him, you must be insane, where do you find the time to do all these things? Because he requires a considerable organizational effort, but I am very happy that he does and I can't wait to participate in the next sound mix. I chose the sound of Piazza San Marco in Venice.]]>
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      <pubDate>Sat, 04 Sep 2021 08:48:32 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 243 Metaverso</title>
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        <![CDATA[Un mondo virtuale. Al posto di quello reale. Il mondo di The Matrix non era mai stato tanto vicino.<br><br>LINK<br>Il 'metaverso' raccontato dalla BBC<br><a href="https://www.bbc.com/news/technology-57942909" rel="noopener">https://www.bbc.com/news/technology-57942909</a><br><br>Il 'metaverso' raccontato da Ellissi, la newsletter di Valerio Bassan<br><a href="https://ellissi.email/2021/09/03/metaverso-e-mediaverso/" rel="noopener">https://ellissi.email/2021/09/03/metaverso-e-mediaverso/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Mark Zuckerberg, lui il fondatore di Facebook, ci promette di creare un universo tutto per noi, un universo che non è quello che conosciamo nel mondo reale dove possiamo toccare le cose, ma è un universo che un po' abbiamo già cominciato a intravedere con le lunghe dirette su Facebook e vari altri metodi che usiamo per comunicare con gli altri in tempo reale. Il mondo che Zuckerberg ci promette lo chiama metaverso quindi che è un universo un po' meta che c'è e che non c'è, è un posto dove noi tutti, esseri umani (e penso anche gli animali) avremo una rappresentazione virtuale dentro il computer o dentro il cellulare o dove usiamo o comunque, qualsiasi sia il mezzo che usiamo per essere interconnessi con gli altri quando non lo siamo in tempo reale, quindi avremo una rappresentazione virtuale, avremo un avatar, e questo avatar potrà comunicare con tutti gli avatar che sono là, delle altre persone delle altre cose, degli altri oggetti, e potremo anche quasi disegnare un ambiente virtuale attorno a noi, e come noi dei piccoli ologrammi ci muoveremo e faremo delle cose, tipo andare in ufficio senza dover andare in ufficio, interagire con gli altri, il tutto sarà in in realtà virtuale quindi ci muoveremo nelle nostre case, nei nostri uffici reali con questi caschi in testa, e attraverso il visore vedremo quello che è lo schermo del mondo del metaverso. Sì anch'io mi sto trattando la testa e pensando da un lato, vabbè forse ancora un po di tempo prima che tutti abitino questo metaverso, un po' di tempo passerà, e dall'altro però sono anche un po' terrorizzata perché uno dei 'disclaimer' una delle avvertenze di questo metaverso è che Zuckerberg ha già messo le mani avanti dicendo "Non preoccupatevi! Tutto quello che dite durante i vostri colloqui personali non verrà utilizzato da Facebook per vendervi prodotti, non verrà utilizzato per fare un profilo della vostra persona ecc." e a me preoccupa un po' che sarà inevitabile invece che useranno tutto quello che diciamo, si ritorcerà contro di noi. Quindi, niente inizia questa mattina con questi pensieri un po' da sì, da distopia da antiutopia, questo mondo dove non ci si potrà più toccare realmente, dove con la scusa del virus non si uscirà più e non si farà più niente, vivremo nelle nostre piccole celle, a quel punto... sta per uscire il quarto episodio di The Matrix e non era proprio... non sembra più tanto così lontano il mondo di The Matrix. Vabbè prometto che domani sarò meno pessimista.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Mark Zuckerberg, the founder of Facebook, promises us to create a universe just for us, a universe that is not what we know in the real world where we can touch things, instead, it is a universe that we have already begun to catch a glimpse of with the long live broadcasts on Facebook and various other methods we use to communicate with others in real time. The world that Zuckerberg promises us is called metaverse, so  it is a somewhat meta universe that is there and it isn't, it is a place where all of us, human beings (and I think also animals) will have a virtual representation, inside the computer or inside the mobile phone or  whatever means we use to interconnect with others when we are not connecting in real time, so we will have a virtual representation, we will have an avatar, and this avatar will be able to communicate with all avatars that are there, of other people of other things, of other objects, and we can also almost draw a virtual environment around us, and as tiny holograms, we will move and do things, like going to the office without having to go to the office, interacting with others, everything will be in virtual reality so we will move in our homes, in our real offices with these helmets on our heads, and through the viewer we will see the screen of the world of the metaverse. Yes, I too am shaking my head and thinking, oh well maybe it'll take some more time before everyone inhabits this metaverse, some time will pass, but on the other hand, however, I am also a bit terrified because one of the 'disclaimers' one of the caveats of this metaverse is that Zuckerberg has already covered his back saying "Don't worry! Nothing of what you say during your personal interviews will be used by Facebook to sell you products, it will not be used to profile you etc." and it worries me a little that it will be inevitable instead that they will use everything we say, it will backfire on us. So, there you go, I start this morning with these thoughts a bit like in a dystopian, anti-utopian world, this world where we can no longer touch each other in real life, where with the excuse of the virus we will no longer go out and we won't do anything, we will live in our little cells, at that point... the fourth episode of The Matrix is about to be released and it wasn't really... the world of The Matrix doesn't seem so far away anymore. Oh well, I promise that tomorrow I'll be less pessimistic.]]>
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        <![CDATA[Un mondo virtuale. Al posto di quello reale. Il mondo di The Matrix non era mai stato tanto vicino.<br><br>LINK<br>Il 'metaverso' raccontato dalla BBC<br><a href="https://www.bbc.com/news/technology-57942909" rel="noopener">https://www.bbc.com/news/technology-57942909</a><br><br>Il 'metaverso' raccontato da Ellissi, la newsletter di Valerio Bassan<br><a href="https://ellissi.email/2021/09/03/metaverso-e-mediaverso/" rel="noopener">https://ellissi.email/2021/09/03/metaverso-e-mediaverso/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Mark Zuckerberg, lui il fondatore di Facebook, ci promette di creare un universo tutto per noi, un universo che non è quello che conosciamo nel mondo reale dove possiamo toccare le cose, ma è un universo che un po' abbiamo già cominciato a intravedere con le lunghe dirette su Facebook e vari altri metodi che usiamo per comunicare con gli altri in tempo reale. Il mondo che Zuckerberg ci promette lo chiama metaverso quindi che è un universo un po' meta che c'è e che non c'è, è un posto dove noi tutti, esseri umani (e penso anche gli animali) avremo una rappresentazione virtuale dentro il computer o dentro il cellulare o dove usiamo o comunque, qualsiasi sia il mezzo che usiamo per essere interconnessi con gli altri quando non lo siamo in tempo reale, quindi avremo una rappresentazione virtuale, avremo un avatar, e questo avatar potrà comunicare con tutti gli avatar che sono là, delle altre persone delle altre cose, degli altri oggetti, e potremo anche quasi disegnare un ambiente virtuale attorno a noi, e come noi dei piccoli ologrammi ci muoveremo e faremo delle cose, tipo andare in ufficio senza dover andare in ufficio, interagire con gli altri, il tutto sarà in in realtà virtuale quindi ci muoveremo nelle nostre case, nei nostri uffici reali con questi caschi in testa, e attraverso il visore vedremo quello che è lo schermo del mondo del metaverso. Sì anch'io mi sto trattando la testa e pensando da un lato, vabbè forse ancora un po di tempo prima che tutti abitino questo metaverso, un po' di tempo passerà, e dall'altro però sono anche un po' terrorizzata perché uno dei 'disclaimer' una delle avvertenze di questo metaverso è che Zuckerberg ha già messo le mani avanti dicendo "Non preoccupatevi! Tutto quello che dite durante i vostri colloqui personali non verrà utilizzato da Facebook per vendervi prodotti, non verrà utilizzato per fare un profilo della vostra persona ecc." e a me preoccupa un po' che sarà inevitabile invece che useranno tutto quello che diciamo, si ritorcerà contro di noi. Quindi, niente inizia questa mattina con questi pensieri un po' da sì, da distopia da antiutopia, questo mondo dove non ci si potrà più toccare realmente, dove con la scusa del virus non si uscirà più e non si farà più niente, vivremo nelle nostre piccole celle, a quel punto... sta per uscire il quarto episodio di The Matrix e non era proprio... non sembra più tanto così lontano il mondo di The Matrix. Vabbè prometto che domani sarò meno pessimista.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Mark Zuckerberg, the founder of Facebook, promises us to create a universe just for us, a universe that is not what we know in the real world where we can touch things, instead, it is a universe that we have already begun to catch a glimpse of with the long live broadcasts on Facebook and various other methods we use to communicate with others in real time. The world that Zuckerberg promises us is called metaverse, so  it is a somewhat meta universe that is there and it isn't, it is a place where all of us, human beings (and I think also animals) will have a virtual representation, inside the computer or inside the mobile phone or  whatever means we use to interconnect with others when we are not connecting in real time, so we will have a virtual representation, we will have an avatar, and this avatar will be able to communicate with all avatars that are there, of other people of other things, of other objects, and we can also almost draw a virtual environment around us, and as tiny holograms, we will move and do things, like going to the office without having to go to the office, interacting with others, everything will be in virtual reality so we will move in our homes, in our real offices with these helmets on our heads, and through the viewer we will see the screen of the world of the metaverse. Yes, I too am shaking my head and thinking, oh well maybe it'll take some more time before everyone inhabits this metaverse, some time will pass, but on the other hand, however, I am also a bit terrified because one of the 'disclaimers' one of the caveats of this metaverse is that Zuckerberg has already covered his back saying "Don't worry! Nothing of what you say during your personal interviews will be used by Facebook to sell you products, it will not be used to profile you etc." and it worries me a little that it will be inevitable instead that they will use everything we say, it will backfire on us. So, there you go, I start this morning with these thoughts a bit like in a dystopian, anti-utopian world, this world where we can no longer touch each other in real life, where with the excuse of the virus we will no longer go out and we won't do anything, we will live in our little cells, at that point... the fourth episode of The Matrix is about to be released and it wasn't really... the world of The Matrix doesn't seem so far away anymore. Oh well, I promise that tomorrow I'll be less pessimistic.]]>
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      <pubDate>Fri, 03 Sep 2021 07:29:58 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 242 Piazzette</title>
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        <![CDATA[Ritrovarsi in una piazzetta ad inseguire il wifi. Ecco, questo è sentirsi in vacanza!<br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Ti rendi veramente conto che sei in vacanza quando ti trovi a registrare i tuoi tre minuti grezzi nella piazzetta di un villaggio turistico. È l'ora di pranzo, è poco dopo l'ora di pranzo quindi non c'è nessuno, sono praticamente sola. È tutto chiuso. Questo mi ricorda quando ancora avere Internet, ovunque si andasse, non era una cosa così comune, e quando si viaggiava la prima cosa che si faceva era di solito andare a cercare un Internet caffè. Ricordo dei viaggi che ho fatto quando stavo in Australia, quando cioè Internet era già abbastanza diffuso però non c'era dappertutto, ed era ancora un po' lento e ricordo come quando si arrivava anche in luoghi sperduti, dimenticati da dio e dal demonio, mi ricordo a Coober Pedy che è questo centro minerario dove molte case vengono costruite sottoterra perché ci sono delle temperature altissime e quindi, per proteggersi da temperature proibitive, si scava. Ricordo che visitare una chiesa, una libreria ecc. (sotto terra). E ricordo che lì c'erano diversi punti Internet, come si chiamavano allora 'Internet caffè' che erano queste postazioni che entravi e c'era fila dopo fila di computer, e anche lì come si dice 'in the middle of nowhere', in questi posti veramente molto isolati però si trovava sempre un Internet caffè dove andare e spesso erano, quasi sempre erano frequentati da viaggiatori che mandavano email, all'epoca non c'erano ancora connessioni video come quelle che conosciamo adesso, quindi più che altro si trattava di mandare email e mandare i saluti e riceverli, oppure anche comunicare tramite alcuni alcune applicazioni in chat che non ricordo neanche più come si chiamano e che adesso nemmeno esistono più. Ecco adesso sono qui nel nord della Sardegna, sentite il vento che soffia, infatti è una parte della Sardegna dove le pietre e le rocce hanno delle forme pazzesche, proprio perché vengono levigate dal vento. Mi sono staccata dal resto della famiglia perché qui nella piazzetta c'è Internet, Internet su cui fare affidamento perché anche quella del cellulare non è che ci si possa fare troppo affidamento. E, sì, mi sembra di essere tornata indietro di diversi decenni, e la cosa non è completamente negativa perché significa anche che posso veramente dedicarmi alla scrittura e alla lettura, senza distrazioni da parte di Internet e dei vari social media, quindi sì mi godo questa vacanza con un po' di distacco dai miei soliti livelli di consumo totale di Internet che è sempre accesa dalla mattina alla sera.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>You realise that you are on vacation when you find yourself recording your three uncut minutes in the square of a tourist village. It's lunchtime, it's shortly after lunchtime so there's nobody around, I'm practically alone. Everything is closed. This reminds me of the times when having internet, wherever you went, wasn't that common, and when travelling, the first thing you did was usually go find an internet cafe. I remember the trips I made when I was in Australia, when Internet was already widespread but it wasn't everywhere, and it was still a bit slow and I remember how, even when you arrived in remote places, 'forgotten by god and by the devil', I remember in Coober Pedy which is this mining center where many houses are built underground because there are very high temperatures and therefore, to protect themselves from prohibitive temperatures, they dig. I remember visiting a church, a bookshop, etc. underground. And I remember that there were several Internet points there, as they were called then 'Internet cafes' which were these stations that you entered and there was row after row of computers, and also there, as they say in English, 'in the middle of nowhere', in these very isolated places, even there, there was always an Internet café to go to and often they were, almost always they were frequented by travellers who sent emails, at the time there were no video connections like the ones we know now, so more than anything else it was to send emails and send greetings and receive them, or even communicate through some chat applications that I don't even remember their names anymore and that now don't even exist anymore. Here now I am here in the north of Sardinia, you can hear the wind blowing, in fact it is a part of Sardinia where stones and rocks have crazy shapes, precisely because they are smoothed by the wind. I detached myself from the rest of the family because here in the square there is Internet, Internet you can rely on because even that of the mobile is not that reliable. And, yes, I feel like I've gone back several decades, and that's not entirely bad because it also means that I can truly devote myself to writing and reading, without distractions from Internet and various social media, so yes, I enjoy this holiday with a little detachment from my usual levels of total Internet consumption, otherwise always on, from morning to night.]]>
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        <![CDATA[Ritrovarsi in una piazzetta ad inseguire il wifi. Ecco, questo è sentirsi in vacanza!<br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Ti rendi veramente conto che sei in vacanza quando ti trovi a registrare i tuoi tre minuti grezzi nella piazzetta di un villaggio turistico. È l'ora di pranzo, è poco dopo l'ora di pranzo quindi non c'è nessuno, sono praticamente sola. È tutto chiuso. Questo mi ricorda quando ancora avere Internet, ovunque si andasse, non era una cosa così comune, e quando si viaggiava la prima cosa che si faceva era di solito andare a cercare un Internet caffè. Ricordo dei viaggi che ho fatto quando stavo in Australia, quando cioè Internet era già abbastanza diffuso però non c'era dappertutto, ed era ancora un po' lento e ricordo come quando si arrivava anche in luoghi sperduti, dimenticati da dio e dal demonio, mi ricordo a Coober Pedy che è questo centro minerario dove molte case vengono costruite sottoterra perché ci sono delle temperature altissime e quindi, per proteggersi da temperature proibitive, si scava. Ricordo che visitare una chiesa, una libreria ecc. (sotto terra). E ricordo che lì c'erano diversi punti Internet, come si chiamavano allora 'Internet caffè' che erano queste postazioni che entravi e c'era fila dopo fila di computer, e anche lì come si dice 'in the middle of nowhere', in questi posti veramente molto isolati però si trovava sempre un Internet caffè dove andare e spesso erano, quasi sempre erano frequentati da viaggiatori che mandavano email, all'epoca non c'erano ancora connessioni video come quelle che conosciamo adesso, quindi più che altro si trattava di mandare email e mandare i saluti e riceverli, oppure anche comunicare tramite alcuni alcune applicazioni in chat che non ricordo neanche più come si chiamano e che adesso nemmeno esistono più. Ecco adesso sono qui nel nord della Sardegna, sentite il vento che soffia, infatti è una parte della Sardegna dove le pietre e le rocce hanno delle forme pazzesche, proprio perché vengono levigate dal vento. Mi sono staccata dal resto della famiglia perché qui nella piazzetta c'è Internet, Internet su cui fare affidamento perché anche quella del cellulare non è che ci si possa fare troppo affidamento. E, sì, mi sembra di essere tornata indietro di diversi decenni, e la cosa non è completamente negativa perché significa anche che posso veramente dedicarmi alla scrittura e alla lettura, senza distrazioni da parte di Internet e dei vari social media, quindi sì mi godo questa vacanza con un po' di distacco dai miei soliti livelli di consumo totale di Internet che è sempre accesa dalla mattina alla sera.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>You realise that you are on vacation when you find yourself recording your three uncut minutes in the square of a tourist village. It's lunchtime, it's shortly after lunchtime so there's nobody around, I'm practically alone. Everything is closed. This reminds me of the times when having internet, wherever you went, wasn't that common, and when travelling, the first thing you did was usually go find an internet cafe. I remember the trips I made when I was in Australia, when Internet was already widespread but it wasn't everywhere, and it was still a bit slow and I remember how, even when you arrived in remote places, 'forgotten by god and by the devil', I remember in Coober Pedy which is this mining center where many houses are built underground because there are very high temperatures and therefore, to protect themselves from prohibitive temperatures, they dig. I remember visiting a church, a bookshop, etc. underground. And I remember that there were several Internet points there, as they were called then 'Internet cafes' which were these stations that you entered and there was row after row of computers, and also there, as they say in English, 'in the middle of nowhere', in these very isolated places, even there, there was always an Internet café to go to and often they were, almost always they were frequented by travellers who sent emails, at the time there were no video connections like the ones we know now, so more than anything else it was to send emails and send greetings and receive them, or even communicate through some chat applications that I don't even remember their names anymore and that now don't even exist anymore. Here now I am here in the north of Sardinia, you can hear the wind blowing, in fact it is a part of Sardinia where stones and rocks have crazy shapes, precisely because they are smoothed by the wind. I detached myself from the rest of the family because here in the square there is Internet, Internet you can rely on because even that of the mobile is not that reliable. And, yes, I feel like I've gone back several decades, and that's not entirely bad because it also means that I can truly devote myself to writing and reading, without distractions from Internet and various social media, so yes, I enjoy this holiday with a little detachment from my usual levels of total Internet consumption, otherwise always on, from morning to night.]]>
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      <pubDate>Thu, 02 Sep 2021 13:58:44 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Ritrovarsi in una piazzetta ad inseguire il wifi. Ecco, questo è sentirsi in vacanza!TESTO TRASCRITTO (English below)Ti rendi veramente conto che sei in vacanza quando ti trovi a registrare i tuoi tre minuti grezzi nella piazzetta di un villaggio turistic</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 241 Pizzette</title>
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        <![CDATA[Ma delle pizzette cagliaritane, ne vogliamo parlare?<br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Speaker1: Ci sono delle persone che quando le hai attorno diffondono, non so come spiegarlo, un'aria di allegria. E questo il caso della mia amica omonima Cristina Marras, ve ne ho parlato in uno dei miei tre minuti grezzi di qualche mese fa. Lei appena è venuto a trovarmi e mi ha portato in regalo un vassoio di pizzette sfoglia cagliaritana. Se non siete di Cagliari dubito che le conosciate perché, che io sappia, mi dicono è difficile trovarle anche in altri centri della Sardegna. Cosa sono queste pizzette? Sono veramente un vezzo cagliaritano, sono pizzette sfoglia rotonde, fatte di pasta sfoglia con dentro un pochino di pomodoro, penso ci sia anche un po' d'acciughina, non so se c'è anche un po' di formaggio, comunque sono  il tipico pasto quando hai voglia di mangiare qualcosa però non vuoi impegnarti con qualcosa di sostanzioso. Di solito accompagnano l'aperitivo la mattina, così verso le 11. Io sono molto affezionata alle pizzette cagliaritana e ricordo che quando abitavo fuori, era una delle cose che mi facevano ricordare, ecco Cristina ora se arrivata a casa. Io ho provato a farle diverse volte a casa, comprando la pasta sfoglia quella che si trova nei supermercati, e diciamo che viene fuori una cosa decente, ma naturalmente non ha niente a che vedere con con questo vezzo cagliaritano. Ho provato a fare delle ricerche veloci su internet e ho trovato solo tante ricette, che cercano di insegnarti a farle, però non ho trovato le origini di questa bontà, anzi se qualcuno in ascolto, e mi rivolgo soprattutto ai miei amici cagliaritani, se qualcuno di voi conoscesse le origini o se mi potesse confermare che effettivamente si trovano solo a Cagliari, fatemelo sapere, contattarmi perché la cosa ora che ci penso mi interessa particolarmente. Devo dire che ultimamente è comparso un altro tipo di pizzetta che viene spacciata come pizza cagliaritana deluxe, che a me però non piace per niente ha una forma diciamo quadrata, anzi rettangolare, ed è molto più pesante ed è proprio tipo una pizza  normale anche se usano una sfoglia, quella non mi piace per niente e ogni volta che vado in un bar e ma la propongono al posto della mia pizzetta sfoglia tradizionale io dico, no grazie datemi quella tradizionale. Sono arrivata a quel punto dei tre minuti grezzi quando mancano 45 secondi [in effetti sono a 2'45"] quindi non posso introdurre un nuovo argomento e devo cercare di consumare gli ultimi 50 secondi [qui ero a 2'50"] dicendo delle cose sensate. Vabbè mi perdoneranno i miei ascoltatori se questi tre minuti grezzi sono un po' così, molto grezzi. Ecco sono arrivata esattamente a 3 minuti.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>There are people who spread an air of joy when you are around them, I don't know how to explain it. And this is the case of my homonymous friend Cristina Marras, I told you about her in one of my previous podcasts a few months ago. She just came to see me and brought me a tray of mini pizzas Cagliari style. If you are not from Cagliari I doubt you know them because, as far as I know, they tell me it is difficult to find them in other centers of Sardinia as well. What are these mini pizzas? They are really a Cagliaritan quirk, they are round puff pizzas, made of puff pastry with a little tomato inside, I think there is also a little anchovy, I don't know if there is also a little cheese, anyway they are the typical meal when you feel like eating something but you don't want to commit to something substantial. Usually, they accompany the aperitif in the morning, so around 11am. I am very fond of these mini pizzas and I remember that when I lived abroad, it was one of the things that made me remember, here you are Cristina, now you are at home. I tried to make them several times at home, buying the puff pastry that you can find in supermarkets, and let's say that they come out decent, but of course it has nothing to do with the original Cagliaritan delicacy. I tried to do some quick research on the internet and I found only recipes on how to prepare them at home, but I have not found the origins of this goodness, indeed if someone is listening, and I am talking to my Cagliaritan friends, if anyone knows about the origins of the Cagliaritan pizza and if you can confirm that they are actually only in Cagliari, let me know, contact me because now that I think about it I am actually interested. I must say that recently another type of pizzetta has appeared that is passed off as Cagliaritan pizza deluxe, and I don't like it at all. It has a square shape, or rather rectangular, and is much heavier and is just like a normal pizza despite using pastry, I don't like that at all and every time I go to a bar and they offer it instead of my traditional pastry pizza I say, no thanks give me the traditional one. I am now at that point of my 3 uncut minutes when I am at 2'45", so I can't introduce a new topic and I have to try to consume the last seconds by saying some sensible things. Oh well my listeners will forgive me if these 3 uncut minutes are a little, actually, very uncut. Here, I arrived at exactly 3 minutes.]]>
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        <![CDATA[Ma delle pizzette cagliaritane, ne vogliamo parlare?<br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Speaker1: Ci sono delle persone che quando le hai attorno diffondono, non so come spiegarlo, un'aria di allegria. E questo il caso della mia amica omonima Cristina Marras, ve ne ho parlato in uno dei miei tre minuti grezzi di qualche mese fa. Lei appena è venuto a trovarmi e mi ha portato in regalo un vassoio di pizzette sfoglia cagliaritana. Se non siete di Cagliari dubito che le conosciate perché, che io sappia, mi dicono è difficile trovarle anche in altri centri della Sardegna. Cosa sono queste pizzette? Sono veramente un vezzo cagliaritano, sono pizzette sfoglia rotonde, fatte di pasta sfoglia con dentro un pochino di pomodoro, penso ci sia anche un po' d'acciughina, non so se c'è anche un po' di formaggio, comunque sono  il tipico pasto quando hai voglia di mangiare qualcosa però non vuoi impegnarti con qualcosa di sostanzioso. Di solito accompagnano l'aperitivo la mattina, così verso le 11. Io sono molto affezionata alle pizzette cagliaritana e ricordo che quando abitavo fuori, era una delle cose che mi facevano ricordare, ecco Cristina ora se arrivata a casa. Io ho provato a farle diverse volte a casa, comprando la pasta sfoglia quella che si trova nei supermercati, e diciamo che viene fuori una cosa decente, ma naturalmente non ha niente a che vedere con con questo vezzo cagliaritano. Ho provato a fare delle ricerche veloci su internet e ho trovato solo tante ricette, che cercano di insegnarti a farle, però non ho trovato le origini di questa bontà, anzi se qualcuno in ascolto, e mi rivolgo soprattutto ai miei amici cagliaritani, se qualcuno di voi conoscesse le origini o se mi potesse confermare che effettivamente si trovano solo a Cagliari, fatemelo sapere, contattarmi perché la cosa ora che ci penso mi interessa particolarmente. Devo dire che ultimamente è comparso un altro tipo di pizzetta che viene spacciata come pizza cagliaritana deluxe, che a me però non piace per niente ha una forma diciamo quadrata, anzi rettangolare, ed è molto più pesante ed è proprio tipo una pizza  normale anche se usano una sfoglia, quella non mi piace per niente e ogni volta che vado in un bar e ma la propongono al posto della mia pizzetta sfoglia tradizionale io dico, no grazie datemi quella tradizionale. Sono arrivata a quel punto dei tre minuti grezzi quando mancano 45 secondi [in effetti sono a 2'45"] quindi non posso introdurre un nuovo argomento e devo cercare di consumare gli ultimi 50 secondi [qui ero a 2'50"] dicendo delle cose sensate. Vabbè mi perdoneranno i miei ascoltatori se questi tre minuti grezzi sono un po' così, molto grezzi. Ecco sono arrivata esattamente a 3 minuti.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>There are people who spread an air of joy when you are around them, I don't know how to explain it. And this is the case of my homonymous friend Cristina Marras, I told you about her in one of my previous podcasts a few months ago. She just came to see me and brought me a tray of mini pizzas Cagliari style. If you are not from Cagliari I doubt you know them because, as far as I know, they tell me it is difficult to find them in other centers of Sardinia as well. What are these mini pizzas? They are really a Cagliaritan quirk, they are round puff pizzas, made of puff pastry with a little tomato inside, I think there is also a little anchovy, I don't know if there is also a little cheese, anyway they are the typical meal when you feel like eating something but you don't want to commit to something substantial. Usually, they accompany the aperitif in the morning, so around 11am. I am very fond of these mini pizzas and I remember that when I lived abroad, it was one of the things that made me remember, here you are Cristina, now you are at home. I tried to make them several times at home, buying the puff pastry that you can find in supermarkets, and let's say that they come out decent, but of course it has nothing to do with the original Cagliaritan delicacy. I tried to do some quick research on the internet and I found only recipes on how to prepare them at home, but I have not found the origins of this goodness, indeed if someone is listening, and I am talking to my Cagliaritan friends, if anyone knows about the origins of the Cagliaritan pizza and if you can confirm that they are actually only in Cagliari, let me know, contact me because now that I think about it I am actually interested. I must say that recently another type of pizzetta has appeared that is passed off as Cagliaritan pizza deluxe, and I don't like it at all. It has a square shape, or rather rectangular, and is much heavier and is just like a normal pizza despite using pastry, I don't like that at all and every time I go to a bar and they offer it instead of my traditional pastry pizza I say, no thanks give me the traditional one. I am now at that point of my 3 uncut minutes when I am at 2'45", so I can't introduce a new topic and I have to try to consume the last seconds by saying some sensible things. Oh well my listeners will forgive me if these 3 uncut minutes are a little, actually, very uncut. Here, I arrived at exactly 3 minutes.]]>
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      <pubDate>Wed, 01 Sep 2021 10:03:48 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 240 Iceberg, zombie e ultra sottili</title>
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        <![CDATA[Appartementi che non rispondono più alle esigenze abitative ma solo alle leggi del profitto. Il libro "Icebergs, Zombies and the Ultra Thin: Architecture and Capitalism in the Twenty-First Century" scritto da Matthew Soules ci spiega come funziona e quali sono le conseguenze. <br><br>LINK<br>L'articolo della preziosa We Make Money Not Art che mi ha fatto scoprire questo interessante libro  <a href="https://we-make-money-not-art.com/icebergs-zombies-and-the-ultra-thin-architecture-and-capitalism-in-the-twenty-first-century/" rel="noopener">https://we-make-money-not-art.com/icebergs-zombies-and-the-ultra-thin-architecture-and-capitalism-in-the-twenty-first-century/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH BELOW)<br>Oggi vi voglio parlare di un libro di architettura che mi piace un sacco anche già solo per il titolo: Icebergs, Zombies and the Ultra thin, iceberg, zombie e gli ultrasottili, con un sottotitolo che recita 'architettura e capitalismo nel ventunesimo secolo'. È un libro di Matthew Soules e parla del modo in cui a partire dagli anni '80 gli edifici siano diventati sempre di più uno strumento per accumulare ricchezza, quindi un investimento, e che quindi sempre di meno rispondono a quelle che sono le esigenze abitative delle persone che vivono in quella zona. Tra i tanti diversi modelli individuati che riflettono questo nuovo atteggiamento, appunto i tre del titolo sono abbastanza interessanti, cominciamo con gli iceberg. Cosa sono gli iceberg? Sono edifici che per ovviare ai limiti dei vari piani regolatori di città come Londra, la gente che ha un sacco di soldi compra un pezzo di terra e poi costruisce una piccola casa sopra, un piccolo appartamento e poi il resto avviene sotto terra, appunto come gli iceberg. Ci sono delle vere e proprie case di estremo lusso, questo tipo di costruzione viene chiamata il 'trogloditismo di lusso'. E qual è il problema? Il problema è che spesso queste vengono costruite, e una volta che si scava e si scava per un sacco di spazio in profondità e in larghezza sottoterra, potete ben capire quello che succede, che le case circostanti diventano sempre meno meno solide, quindi si provocano dei crolli. L'altro fenomeno del titolo è quello degli ultrasottili, e questo si spiega da solo: sono torri altissime dove la proprietà viene distribuita a scatole cinesi, quindi è anche molto difficile sapere a chi appartengono e hanno la caratteristica di rimanere quasi sempre tutti sfitti, perché non sono veramente costruiti perché la gente ci abiti ma semplicemente, ripeto, come investimento, e quello di queste torri ultrasottili porta un altro fenomeno che è quello dello zombismo, cioè questi palazzi altissimi e giganteschi che però sono quasi sempre vuoti, appunto perché non frega niente a nessuno che siano costruiti in modo che la gente ci possa andare ad abitare, quindi questo cosa porta? Porta a intere aree urbane vuote, disabitate, e questo ha un fortissimo impatto sia sul tessuto urbano che sul tipo di servizi che vengono offerti nella zona oltre che alla vivibilità. Sono sicurissima che se vi guardate intorno, in qualsiasi grande città, anche voi potrete individuare le zone zombificate.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today I want to talk to you about an architecture book that I like a lot just for the title alone: Icebergs, Zombies and the Ultra thin, with a subtitle that reads 'architecture and capitalism in the twenty-first century. '. It is a book by Matthew Soules and talks about the way in which, starting from the 1980s, buildings have increasingly become a tool for accumulating wealth, therefore an investment, and therefore less and less respond to the housing needs of people who live in that area. Among the many different models identified that reflect this new attitude, the three of the title are quite interesting, let's start with the icebergs. What are icebergs? These are buildings that to overcome the limitations of the various regulatory plans of cities like London, people who have a lot of money buy a piece of land and then build a small house on it, a small apartment and then the rest takes place underground, just as the icebergs. There are real houses of extreme luxury, this type of construction is called the 'luxified troglodytism'. And what is the problem? The problem is that these are built, and once you dig and dig for a lot of space deep and wide underground, you can well understand what happens, that the surrounding houses become less and less solid, so they provoke collapses of the building around. The other phenomenon of the title is that of ultra-thin, and this is self-explanatory: they are very high towers where the property is well hidden, so it is also very difficult to know who they belong to and they have the characteristic of almost always being vacant, because they are not really built for people to live there, but simply, I repeat, as an investment, and that of these ultra-thin towers brings about another phenomenon which is that of zombism, that is, these very tall and gigantic buildings that are almost always empty, precisely because nobody gives a damn that they are built so that people can go to live there, so what does that lead to? It leads to entire empty, uninhabited urban areas, and this has a very strong impact on both the urban fabric and the type of services that are offered in the area as well as livability. I'm pretty sure that if you look around you, in any big city, you too can spot zombified areas.]]>
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        <![CDATA[Appartementi che non rispondono più alle esigenze abitative ma solo alle leggi del profitto. Il libro "Icebergs, Zombies and the Ultra Thin: Architecture and Capitalism in the Twenty-First Century" scritto da Matthew Soules ci spiega come funziona e quali sono le conseguenze. <br><br>LINK<br>L'articolo della preziosa We Make Money Not Art che mi ha fatto scoprire questo interessante libro  <a href="https://we-make-money-not-art.com/icebergs-zombies-and-the-ultra-thin-architecture-and-capitalism-in-the-twenty-first-century/" rel="noopener">https://we-make-money-not-art.com/icebergs-zombies-and-the-ultra-thin-architecture-and-capitalism-in-the-twenty-first-century/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH BELOW)<br>Oggi vi voglio parlare di un libro di architettura che mi piace un sacco anche già solo per il titolo: Icebergs, Zombies and the Ultra thin, iceberg, zombie e gli ultrasottili, con un sottotitolo che recita 'architettura e capitalismo nel ventunesimo secolo'. È un libro di Matthew Soules e parla del modo in cui a partire dagli anni '80 gli edifici siano diventati sempre di più uno strumento per accumulare ricchezza, quindi un investimento, e che quindi sempre di meno rispondono a quelle che sono le esigenze abitative delle persone che vivono in quella zona. Tra i tanti diversi modelli individuati che riflettono questo nuovo atteggiamento, appunto i tre del titolo sono abbastanza interessanti, cominciamo con gli iceberg. Cosa sono gli iceberg? Sono edifici che per ovviare ai limiti dei vari piani regolatori di città come Londra, la gente che ha un sacco di soldi compra un pezzo di terra e poi costruisce una piccola casa sopra, un piccolo appartamento e poi il resto avviene sotto terra, appunto come gli iceberg. Ci sono delle vere e proprie case di estremo lusso, questo tipo di costruzione viene chiamata il 'trogloditismo di lusso'. E qual è il problema? Il problema è che spesso queste vengono costruite, e una volta che si scava e si scava per un sacco di spazio in profondità e in larghezza sottoterra, potete ben capire quello che succede, che le case circostanti diventano sempre meno meno solide, quindi si provocano dei crolli. L'altro fenomeno del titolo è quello degli ultrasottili, e questo si spiega da solo: sono torri altissime dove la proprietà viene distribuita a scatole cinesi, quindi è anche molto difficile sapere a chi appartengono e hanno la caratteristica di rimanere quasi sempre tutti sfitti, perché non sono veramente costruiti perché la gente ci abiti ma semplicemente, ripeto, come investimento, e quello di queste torri ultrasottili porta un altro fenomeno che è quello dello zombismo, cioè questi palazzi altissimi e giganteschi che però sono quasi sempre vuoti, appunto perché non frega niente a nessuno che siano costruiti in modo che la gente ci possa andare ad abitare, quindi questo cosa porta? Porta a intere aree urbane vuote, disabitate, e questo ha un fortissimo impatto sia sul tessuto urbano che sul tipo di servizi che vengono offerti nella zona oltre che alla vivibilità. Sono sicurissima che se vi guardate intorno, in qualsiasi grande città, anche voi potrete individuare le zone zombificate.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today I want to talk to you about an architecture book that I like a lot just for the title alone: Icebergs, Zombies and the Ultra thin, with a subtitle that reads 'architecture and capitalism in the twenty-first century. '. It is a book by Matthew Soules and talks about the way in which, starting from the 1980s, buildings have increasingly become a tool for accumulating wealth, therefore an investment, and therefore less and less respond to the housing needs of people who live in that area. Among the many different models identified that reflect this new attitude, the three of the title are quite interesting, let's start with the icebergs. What are icebergs? These are buildings that to overcome the limitations of the various regulatory plans of cities like London, people who have a lot of money buy a piece of land and then build a small house on it, a small apartment and then the rest takes place underground, just as the icebergs. There are real houses of extreme luxury, this type of construction is called the 'luxified troglodytism'. And what is the problem? The problem is that these are built, and once you dig and dig for a lot of space deep and wide underground, you can well understand what happens, that the surrounding houses become less and less solid, so they provoke collapses of the building around. The other phenomenon of the title is that of ultra-thin, and this is self-explanatory: they are very high towers where the property is well hidden, so it is also very difficult to know who they belong to and they have the characteristic of almost always being vacant, because they are not really built for people to live there, but simply, I repeat, as an investment, and that of these ultra-thin towers brings about another phenomenon which is that of zombism, that is, these very tall and gigantic buildings that are almost always empty, precisely because nobody gives a damn that they are built so that people can go to live there, so what does that lead to? It leads to entire empty, uninhabited urban areas, and this has a very strong impact on both the urban fabric and the type of services that are offered in the area as well as livability. I'm pretty sure that if you look around you, in any big city, you too can spot zombified areas.]]>
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      <pubDate>Tue, 31 Aug 2021 07:00:27 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' Grezzi Ep. 239 Mazi sta meglio</title>
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        <![CDATA[Quando sta male un animale è come se stesse male un figlio.<br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH BELOW)<br>Speaker1: Ho trascorso la mattina dal veterinario. Mazinga stava male. Per tutto il fine settimana era letargia e praticamente non ha mangiato, per cui stamattina molto presto, ho dormito malissimo la notte scorsa pensando a Mazinga che stava male, e stamattina l'ho messa dentro il trasportano e l'ho portata dal veterinario. O meglio, mi sono alzata e sono andata giù in uno scompartimento che abbiamo nel cortile del palazzo dove teniamo le cose che non usiamo tutti i giorni, tra queste il trasportano. Ho cercato di aprirlo con la chiave ma non riuscivo ad aprirlo, per cui ho chiamato mio figlio che era ancora a letto perché era molto presto, l'ho buttato giù dal letto: c'è Mazinga che sta male, mi serve il trasporti non riesco a aprire la porta di sotto. Alla fine siamo riusciti ad aprire la porta e abbiamo messo di peso Mazinga nel trasportino e siamo andati dal veterinario, era ancora chiuso perché era molto presto, per cui ho lasciato scendere mio figlio con Mazinga davanti alla porta e poi sono andata in giro a cercare parcheggio. Dopo una decina di minuti un quarto d'ora sono arrivato anch'io, avevo parcheggiato un po' lontano, sono arrivata e avevano aperto l'ambulatorio. Dentro l'ambulatorio del veterinario c'è sempre quest'aria... è come se tutti andassero come quei bambini, come se si andasse dal pediatra: si guardano questi esserini dolcissimi e carissimi. Prima di me c'era una signora che aveva un bassotto nel trasportino, sembrava in ottima salute. Quando è uscita la veterinaria raccontava che lei ha un allevamento di bassotti. Si rivolgeva, parlava degli  animaletti non chiamandoli per nome e si capiva che era una persona che li vendeva. Per carità, niente da dire contro chi vende gli animali però faceva un po' di impressione. Comunque, Mazinga sta molto meglio: aveva la febbre a 42! Mi sono spaventata tantissimo, la veterinaria mi ha detto, no, no, non sono i nostri 42 perché la temperatura di base di un gatto è 39, quindi è come se un essere umano avesse avuto la temperatura 39, alta ma non altissima. Le ha subito fatto una puntura che le ha fatto abbassare la febbre e poi ha fatto le analisi del sangue e andava tutto bene, e mi ha dato un antibiotico in pasta da darle per le prossime sette giornate, come se non avessi avuto abbastanza cose da preparare in vista della partenza per le vacanze tra qualche giorno, ma quando sta male un animale, sembra banale ma è come se stesse male un figlio, non si riesce a pensare ad altro.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I spent the morning at the vet. Mazinga was ill. All weekend she was lethargy and she practically didn't eat, so very early this morning, I slept badly last night thinking about Mazinga who was sick, and this morning I put her in the carrier and took her to the vet. Or rather, I got up and went downstairs to a box we have in the courtyard of the building where we keep the stuff we don't use every day, including the carrier. I tried to open the box with the key but I couldn't, so I called my son who was still in bed because it was very early, I threw him out of bed: Mazinga is sick, I need the carrier and cannot open the door downstairs. In the end we were able to open the door and we put Mazinga in the carrier and went to the vet. It was still closed because it was very early, so I let my son with Mazinga out in front of the door and then I went around looking for parking. After about ten, fifteen minutes I was back, I had parked a little far away, I arrived and they had opened the clinic. Inside the vet's office there is always this air ... it is as if everyone went with their children, as if we were at the pediatrician: you look at these very sweet and dear little creatures. Before me there was a lady who had a dachshund in the carrier, the dog seemed in excellent health. When the vet came out she mentions that she has a dachshund farm. She talked about the animals not calling them by name and you could tell that she was a person who sold them. Don’t get me wrong, nothing to say against those who sell animals, however, made a bit of an impression. Anyway, Mazinga is much better: she had 42 fever! I got really scared, the vet told me, no, no, it's not our 42 because a cat's base temperature is 39, so it's like a human being had a temperature of 39, high but not terribly high. The vet immediately gave her a shot that brought her fever down and then she analysed the blood work and everything was fine, and she gave me an antibiotic paste to give Mazinga for the next seven days, like I didn't have enough to prepare for the the holidays in a few days, but when an animal is sick, it seems banal to say, but it is as if a child is sick, you can not think of anything else.]]>
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      <pubDate>Mon, 30 Aug 2021 15:07:37 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 238 Cacca nello spazio</title>
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        <![CDATA[Le ricerche fatte per mermetere che gli astronauti potessero andare nello spazio hanno portato anche alla creazione dei controlli nella filiera alimentare. <br><br>LINK<br>Caparezza, 'Cacca nello spazio'<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=fC88mrTl7lM&amp;ab_channel=telecaparezza" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=fC88mrTl7lM&amp;ab_channel=telecaparezza</a><br><br>Cos’è e a cosa serve l’Haccp: la normativa<br><a href="https://www.ehaccp.it/guida/haccp-significato-normativa.htm" rel="noopener">https://www.ehaccp.it/guida/haccp-significato-normativa.htm</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH TRANSLATION BELOW]<br><br>'Cacca nello spazio' è il titolo di una canzone di Caparezza. Però è anche stato un gravissimo problema quando negli Stati Uniti si cercava di mandare gli esseri umani nello spazio, e infatti, proprio per risolvere l'ipotetico problema della cacca nello spazio, si creò un'unità apposta designata a risolvere il problema, o meglio a evitare che si presentasse. Perché? Immaginatevi quello che potrebbe succedere se uno degli astronauti nello spazio fosse colpito da un attacco di dissenteria. Parliamo del primo volo spaziale, quindi ancora non si avevano dei dati certi sull'effetto della mancanza di atmosfera e come reagisce il corpo, e soprattutto come reagisce un corpo sottoposto allo stress della dissenteria. Quindi fu così che venne creato il HACCP che è la sigla che significa Hazard Analysis Critical Control Point, in italiano 'sistema basato su punti di controllo strategici per l'analisi dei rischi'. Di cosa si tratta? Praticamente prima, quando si controllavano i generi alimentari, si andava a campione in quelli che venivano conservati nei vari magazzini, quindi se si trovava un campione contaminato bisognava buttare via tutte le cose che c'erano dentro il magazzino perché non c'era modo di stabilire dove fosse avvenuta la contaminazione. Nel 1971, con la creazione di questa unità che, ripeto, è nata per permettere di poter mandare gli astronauti nello spazio senza doversi preoccupare della dissenteria, si è cambiato l'approccio, quindi non si controllava più a campione quello che veniva conservato all'interno dei magazzini ma si studiava l'intera filiera, quindi tutta la catena alimentare, in ogni fase della filiera si facevano dei controlli così che se poi alla fine un alimento fosse risultato contaminato, si sapeva esattamente dove era avvenuta la contaminazione. Questo approccio è stato subito adottato in tutti gli Stati Uniti, poi anche in Europa negli anni '90. In Italia è stato adottato per legge solo nel 2006, a me sembra un po' tardi, però meglio tardi che mai. L'adozione di questo approccio ha fatto diminuire notevolmente i casi di infezione dovuta a intossicazione alimentare. Oggi la maggior parte delle intossicazioni alimentari sono dovute al fatto che la gente conserva male il cibo a casa, lo contamina, non si lava le mani, quindi soprattutto con la salmonellosi. Quindi, inutile ripeterlo ma lo ripeto: lavatevi le mani, lavatevele più spesso e cercate di non contaminare il cibo che cucinate.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>'Poo in space' is the title of a song by Caparezza. But it was also a very serious problem when in the United States they tried to send humans into space, and in fact, just to solve the hypothetical problem of poo in space, a unit was created specifically designed to solve the problem, or rather to prevent it from showing up. Why? Imagine what could have happened if one of the astronauts in space was hit by a bout of dysentery. We are talking about the first space flight, so there was still no reliable data on the effect of the lack of atmosphere and how the body reacts, and above all how a body reacts to the stress of dysentery. So, it was thus that the HACCP was created, which is the acronym that means Hazard Analysis Critical Control Point, in Italian 'system based on strategic control points for risk analysis'. What is it about? Basically, before, when you checked the food for contamination, you went to sample in what was stored in the various warehouses, so if you found a contaminated sample you had to throw away all the things that were inside the warehouse because there was no way to determine where the contamination had occurred. In 1971, with the creation of this unit which, I repeat, was created to allow astronauts to be sent into space without having to worry about dysentery, the approach was changed, so that they didn't spot-check what was stored in the warehouses, but instead they checked the supply chain, that is the entire food chain, at every stage of the supply chain, checks were made so that if in the end a food was contaminated, they knew exactly where the contamination had occurred. This approach was immediately adopted throughout the United States, then also in Europe in the 1990s. In Italy it was only adopted by law in 2006, it seems a bit late to me, but better late than never. The adoption of this approach has significantly decreased the cases of infection due to food poisoning. Today, most food poisoning is due to the fact that people store food badly at home, contaminate it, do not wash their hands, especially with salmonellae. So, needless to repeat it but I repeat it: wash your hands, wash them more often and try not to contaminate the food you cook.]]>
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        <![CDATA[Le ricerche fatte per mermetere che gli astronauti potessero andare nello spazio hanno portato anche alla creazione dei controlli nella filiera alimentare. <br><br>LINK<br>Caparezza, 'Cacca nello spazio'<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=fC88mrTl7lM&amp;ab_channel=telecaparezza" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=fC88mrTl7lM&amp;ab_channel=telecaparezza</a><br><br>Cos’è e a cosa serve l’Haccp: la normativa<br><a href="https://www.ehaccp.it/guida/haccp-significato-normativa.htm" rel="noopener">https://www.ehaccp.it/guida/haccp-significato-normativa.htm</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [ENGLISH TRANSLATION BELOW]<br><br>'Cacca nello spazio' è il titolo di una canzone di Caparezza. Però è anche stato un gravissimo problema quando negli Stati Uniti si cercava di mandare gli esseri umani nello spazio, e infatti, proprio per risolvere l'ipotetico problema della cacca nello spazio, si creò un'unità apposta designata a risolvere il problema, o meglio a evitare che si presentasse. Perché? Immaginatevi quello che potrebbe succedere se uno degli astronauti nello spazio fosse colpito da un attacco di dissenteria. Parliamo del primo volo spaziale, quindi ancora non si avevano dei dati certi sull'effetto della mancanza di atmosfera e come reagisce il corpo, e soprattutto come reagisce un corpo sottoposto allo stress della dissenteria. Quindi fu così che venne creato il HACCP che è la sigla che significa Hazard Analysis Critical Control Point, in italiano 'sistema basato su punti di controllo strategici per l'analisi dei rischi'. Di cosa si tratta? Praticamente prima, quando si controllavano i generi alimentari, si andava a campione in quelli che venivano conservati nei vari magazzini, quindi se si trovava un campione contaminato bisognava buttare via tutte le cose che c'erano dentro il magazzino perché non c'era modo di stabilire dove fosse avvenuta la contaminazione. Nel 1971, con la creazione di questa unità che, ripeto, è nata per permettere di poter mandare gli astronauti nello spazio senza doversi preoccupare della dissenteria, si è cambiato l'approccio, quindi non si controllava più a campione quello che veniva conservato all'interno dei magazzini ma si studiava l'intera filiera, quindi tutta la catena alimentare, in ogni fase della filiera si facevano dei controlli così che se poi alla fine un alimento fosse risultato contaminato, si sapeva esattamente dove era avvenuta la contaminazione. Questo approccio è stato subito adottato in tutti gli Stati Uniti, poi anche in Europa negli anni '90. In Italia è stato adottato per legge solo nel 2006, a me sembra un po' tardi, però meglio tardi che mai. L'adozione di questo approccio ha fatto diminuire notevolmente i casi di infezione dovuta a intossicazione alimentare. Oggi la maggior parte delle intossicazioni alimentari sono dovute al fatto che la gente conserva male il cibo a casa, lo contamina, non si lava le mani, quindi soprattutto con la salmonellosi. Quindi, inutile ripeterlo ma lo ripeto: lavatevi le mani, lavatevele più spesso e cercate di non contaminare il cibo che cucinate.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>'Poo in space' is the title of a song by Caparezza. But it was also a very serious problem when in the United States they tried to send humans into space, and in fact, just to solve the hypothetical problem of poo in space, a unit was created specifically designed to solve the problem, or rather to prevent it from showing up. Why? Imagine what could have happened if one of the astronauts in space was hit by a bout of dysentery. We are talking about the first space flight, so there was still no reliable data on the effect of the lack of atmosphere and how the body reacts, and above all how a body reacts to the stress of dysentery. So, it was thus that the HACCP was created, which is the acronym that means Hazard Analysis Critical Control Point, in Italian 'system based on strategic control points for risk analysis'. What is it about? Basically, before, when you checked the food for contamination, you went to sample in what was stored in the various warehouses, so if you found a contaminated sample you had to throw away all the things that were inside the warehouse because there was no way to determine where the contamination had occurred. In 1971, with the creation of this unit which, I repeat, was created to allow astronauts to be sent into space without having to worry about dysentery, the approach was changed, so that they didn't spot-check what was stored in the warehouses, but instead they checked the supply chain, that is the entire food chain, at every stage of the supply chain, checks were made so that if in the end a food was contaminated, they knew exactly where the contamination had occurred. This approach was immediately adopted throughout the United States, then also in Europe in the 1990s. In Italy it was only adopted by law in 2006, it seems a bit late to me, but better late than never. The adoption of this approach has significantly decreased the cases of infection due to food poisoning. Today, most food poisoning is due to the fact that people store food badly at home, contaminate it, do not wash their hands, especially with salmonellae. So, needless to repeat it but I repeat it: wash your hands, wash them more often and try not to contaminate the food you cook.]]>
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      <pubDate>Sun, 29 Aug 2021 12:51:57 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 237 Sett. Enig.</title>
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        <![CDATA[Mi piace fare La Settimana Enigmistica d'estate, ma anche prima di cena, quando aspetto che l'acqua per la pasta si metta a bollire. È una tradizione di casa.<br><br>LINK<br>La Settimana Enigmistica<br><a href="https://www.lasettimanaenigmistica.com/" rel="noopener">https://www.lasettimanaenigmistica.com/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Non credo di avere ancora fatto un episodio dei miei 3 minuti grezzi dedicato alla Settimana Enigmistica. Non sono sicuro al %100 però perché andando a rivedere i titoli dei miei tre minuti grezzi fatti finora, e sono tanti, questo è il 236esimo, mi sono accorta che un po' ho l'abitudine a ripetermi: ho scoperto di aver fatto ben due episodi dove parlo del mio amore per Willy Coyote e di avere diversi episodi che avevano lo stesso titolo, anche se parlavano di cose diverse. Insomma  dovrei farmi forse un elenco con il titolo dei miei tre minuti e una frase che mi spiega il contenuto, così che quando mi viene in mente qualcosa di nuovo posso subito avere il riscontro e sapere se ne ho già parlato o meno. Comunque io ricordavo vagamente di aver già parlato del mio amore per le parole crociate, anzi per la Settimana Enigmistica, per essere precisi, però non ho trovato nessun episodio che vi fosse interamente dedicato, allora dedichiamogli questo. Adoro la Settimana Enigmistica, mio papà la comprava religiosamente tutte le settimane e mi ha insegnato a fare le parole crociate, mi ha insegnato a scrivere dentro il quadretto senza andare sopra il numero, perché altrimenti poi non leggi più il numero, mi ha insegnato a fare i rebus e tutti gli altri giochi che sono nella Pagina della Sfinge. Non compro ogni settimana la Settimana Enigmistica però d'estate mi capita molto spesso di acquistarla, anche perché mi piace farla al mare, a volte anche a casa ci mettiamo sul tavolo, e in famiglia leggo a voce alta le definizioni tutti quanti poi corriamo, partecipiamo alla risoluzione dei vari schemi. Di solito quando acquisto le parole crociate la prima cosa che faccio sono appunto i rebus, e poi tutti gli altri giochi, tipo scarti iniziali, cambi di consonante. Non mi piace fare gli anarebus, non mi sono mai piaciuti, non so perché, sì, anzi, lo so perché: perché non mi piace fare gli anagrammi, tra tutti i giochi di parole gli anagrammi sono gli unici che proprio non... mi stanno antipatici ,non lo so perché, mi stanno antipatici, anche se in effetti sono abbastanza brava a giocare a Scrabble, in italiano tradotto come Scarabeo per motivi boh! sconosciuti, però lì c'è la tecnica più che l'abilità di fare gli anagrammi. Faccio sempre le parole crociate crittografata, le faccio sempre sono anche molto brava a risolverle, non le ho mai lasciati a metà, e non guardo mai le soluzioni: cerco sempre di risolverle, se poi non riesco a risolvere lascio le cose a metà, non mi piace andare a cercare le soluzioni.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Enigmistica [weekly magazine with puzzles]. I'm not 100% sure though, because reviewing the titles of my three uncut minutes done so far, and they are many, this is the 236th, I realised that I have a habit of repeating myself: I discovered that I did well two episodes where I talk about my love for Willy Coyote and that there are several episodes with the same title, although being about different things. In short, I should perhaps make a list with the title of my three minutes and a sentence that explains the content, so that when something new comes to mind, I can immediately get feedback and know if I have already talked about it or not. Anyway, I vaguely remembered having already talked about my love for crosswords, actually for the Settimana Enigmistica, to be precise, but I have not found any episode that was entirely dedicated to it, so let's dedicate this to it. I love the Settimana Enigmistica my dad bought it religiously every week and he taught me to do crossword puzzles, he taught me to write inside the square without going over the number, because otherwise you won't read the number anymore, he taught me how to do rebus and all the other games that are on the Sphinx Page section. I don't buy the Settimana Enigmistica every week but in the summer I often buy it, also because I like to do it at the beach, sometimes even at home, we sit at the table, with the family, I read the definitions aloud then we all have a go, we participate in the resolution of the various crosswords. Usually when I buy crosswords, the first thing I do is the rebus, and then all the other games, such as initial discards, consonant changes. I don't like doing anagram-rebus, I've never liked them, I don't know why, well, actually I do: because I don't like anagrams, among all the games with words, anagrams are the only ones that just don't... I don't like them, I don't know why, I don't like them, even though I'm actually quite good at playing Scrabble, translated in Italian as Scarabeo [scarab beettle] for reasons boh! unknown, but with Scrabble is more technique than the ability to make anagrams. I always do the encrypted crosswords, I always do them, I am also very good at solving them, I have never left them half finished, and I never look at the solutions: I always try to solve them, then if I cannot solve something, I leave things half finished, I don't like looking for the solutions.]]>
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        <![CDATA[Mi piace fare La Settimana Enigmistica d'estate, ma anche prima di cena, quando aspetto che l'acqua per la pasta si metta a bollire. È una tradizione di casa.<br><br>LINK<br>La Settimana Enigmistica<br><a href="https://www.lasettimanaenigmistica.com/" rel="noopener">https://www.lasettimanaenigmistica.com/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Non credo di avere ancora fatto un episodio dei miei 3 minuti grezzi dedicato alla Settimana Enigmistica. Non sono sicuro al %100 però perché andando a rivedere i titoli dei miei tre minuti grezzi fatti finora, e sono tanti, questo è il 236esimo, mi sono accorta che un po' ho l'abitudine a ripetermi: ho scoperto di aver fatto ben due episodi dove parlo del mio amore per Willy Coyote e di avere diversi episodi che avevano lo stesso titolo, anche se parlavano di cose diverse. Insomma  dovrei farmi forse un elenco con il titolo dei miei tre minuti e una frase che mi spiega il contenuto, così che quando mi viene in mente qualcosa di nuovo posso subito avere il riscontro e sapere se ne ho già parlato o meno. Comunque io ricordavo vagamente di aver già parlato del mio amore per le parole crociate, anzi per la Settimana Enigmistica, per essere precisi, però non ho trovato nessun episodio che vi fosse interamente dedicato, allora dedichiamogli questo. Adoro la Settimana Enigmistica, mio papà la comprava religiosamente tutte le settimane e mi ha insegnato a fare le parole crociate, mi ha insegnato a scrivere dentro il quadretto senza andare sopra il numero, perché altrimenti poi non leggi più il numero, mi ha insegnato a fare i rebus e tutti gli altri giochi che sono nella Pagina della Sfinge. Non compro ogni settimana la Settimana Enigmistica però d'estate mi capita molto spesso di acquistarla, anche perché mi piace farla al mare, a volte anche a casa ci mettiamo sul tavolo, e in famiglia leggo a voce alta le definizioni tutti quanti poi corriamo, partecipiamo alla risoluzione dei vari schemi. Di solito quando acquisto le parole crociate la prima cosa che faccio sono appunto i rebus, e poi tutti gli altri giochi, tipo scarti iniziali, cambi di consonante. Non mi piace fare gli anarebus, non mi sono mai piaciuti, non so perché, sì, anzi, lo so perché: perché non mi piace fare gli anagrammi, tra tutti i giochi di parole gli anagrammi sono gli unici che proprio non... mi stanno antipatici ,non lo so perché, mi stanno antipatici, anche se in effetti sono abbastanza brava a giocare a Scrabble, in italiano tradotto come Scarabeo per motivi boh! sconosciuti, però lì c'è la tecnica più che l'abilità di fare gli anagrammi. Faccio sempre le parole crociate crittografata, le faccio sempre sono anche molto brava a risolverle, non le ho mai lasciati a metà, e non guardo mai le soluzioni: cerco sempre di risolverle, se poi non riesco a risolvere lascio le cose a metà, non mi piace andare a cercare le soluzioni.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Enigmistica [weekly magazine with puzzles]. I'm not 100% sure though, because reviewing the titles of my three uncut minutes done so far, and they are many, this is the 236th, I realised that I have a habit of repeating myself: I discovered that I did well two episodes where I talk about my love for Willy Coyote and that there are several episodes with the same title, although being about different things. In short, I should perhaps make a list with the title of my three minutes and a sentence that explains the content, so that when something new comes to mind, I can immediately get feedback and know if I have already talked about it or not. Anyway, I vaguely remembered having already talked about my love for crosswords, actually for the Settimana Enigmistica, to be precise, but I have not found any episode that was entirely dedicated to it, so let's dedicate this to it. I love the Settimana Enigmistica my dad bought it religiously every week and he taught me to do crossword puzzles, he taught me to write inside the square without going over the number, because otherwise you won't read the number anymore, he taught me how to do rebus and all the other games that are on the Sphinx Page section. I don't buy the Settimana Enigmistica every week but in the summer I often buy it, also because I like to do it at the beach, sometimes even at home, we sit at the table, with the family, I read the definitions aloud then we all have a go, we participate in the resolution of the various crosswords. Usually when I buy crosswords, the first thing I do is the rebus, and then all the other games, such as initial discards, consonant changes. I don't like doing anagram-rebus, I've never liked them, I don't know why, well, actually I do: because I don't like anagrams, among all the games with words, anagrams are the only ones that just don't... I don't like them, I don't know why, I don't like them, even though I'm actually quite good at playing Scrabble, translated in Italian as Scarabeo [scarab beettle] for reasons boh! unknown, but with Scrabble is more technique than the ability to make anagrams. I always do the encrypted crosswords, I always do them, I am also very good at solving them, I have never left them half finished, and I never look at the solutions: I always try to solve them, then if I cannot solve something, I leave things half finished, I don't like looking for the solutions.]]>
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      <pubDate>Sat, 28 Aug 2021 08:09:48 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Mi piace fare La Settimana Enigmistica d'estate, ma anche prima di cena, quando aspetto che l'acqua per la pasta si metta a bollire. È una tradizione di casa.LINKLa Settimana Enigmisticahttps://www.lasettimanaenigmistica.com/TESTO TRASCRITTONon credo di avere ancora fatto un episodio dei miei 3 minuti grezzi dedicato alla Settimana Enigmistica. Non sono sicuro al %100 però perché andando a rivedere i titoli dei miei tre minuti grezzi fatti finora, e sono tanti, questo è il 236esimo, mi sono accorta che un po' ho l'abitudine a ripetermi: ho scoperto di aver fatto ben due episodi dove parlo del mio amore per Willy Coyote e di avere diversi episodi che avevano lo stesso titolo, anche se parlavano di cose diverse. Insomma  dovrei farmi forse un elenco con il titolo dei miei tre minuti e una frase che mi spiega il contenuto, così che quando mi viene in mente qualcosa di nuovo posso subito avere il riscontro e sapere se ne ho già parlato o meno. Comunque io ricordavo vagamente di aver già parlato del mio amore per le parole crociate, anzi per la Settimana Enigmistica, per essere precisi, però non ho trovato nessun episodio che vi fosse interamente dedicato, allora dedichiamogli questo. Adoro la Settimana Enigmistica, mio papà la comprava religiosamente tutte le settimane e mi ha insegnato a fare le parole crociate, mi ha insegnato a scrivere dentro il quadretto senza andare sopra il numero, perché altrimenti poi non leggi più il numero, mi ha insegnato a fare i rebus e tutti gli altri giochi che sono nella Pagina della Sfinge. Non compro ogni settimana la Settimana Enigmistica però d'estate mi capita molto spesso di acquistarla, anche perché mi piace farla al mare, a volte anche a casa ci mettiamo sul tavolo, e in famiglia leggo a voce alta le definizioni tutti quanti poi corriamo, partecipiamo alla risoluzione dei vari schemi. Di solito quando acquisto le parole crociate la prima cosa che faccio sono appunto i rebus, e poi tutti gli altri giochi, tipo scarti iniziali, cambi di consonante. Non mi piace fare gli anarebus, non mi sono mai piaciuti, non so perché, sì, anzi, lo so perché: perché non mi piace fare gli anagrammi, tra tutti i giochi di parole gli anagrammi sono gli unici che proprio non... mi stanno antipatici ,non lo so perché, mi stanno antipatici, anche se in effetti sono abbastanza brava a giocare a Scrabble, in italiano tradotto come Scarabeo per motivi boh! sconosciuti, però lì c'è la tecnica più che l'abilità di fare gli anagrammi. Faccio sempre le parole crociate crittografata, le faccio sempre sono anche molto brava a risolverle, non le ho mai lasciati a metà, e non guardo mai le soluzioni: cerco sempre di risolverle, se poi non riesco a risolvere lascio le cose a metà, non mi piace andare a cercare le soluzioni.ENGLISH TRANSLATIONEnigmistica [weekly magazine with puzzles]. I'm not 100% sure though, because reviewing the titles of my three uncut minutes done so far, and they are many, this is the 236th, I realised that I have a habit of repeating myself: I discovered that I did well two episodes where I talk about my love for Willy Coyote and that there are several episodes with the same title, although being about different things. In short, I should perhaps make a list with the title of my three minutes and a sentence that explains the content, so that when something new comes to mind, I can immediately get feedback and know if I have already talked about it or not. Anyway, I vaguely remembered having already talked about my love for crosswords, actually for the Settimana Enigmistica, to be precise, but I have not found any episode that was entirely dedicated to it, so let's dedicate this to it. I love the Settimana Enigmistica my dad bought it religiously every week and he taught me to do crossword puzzles, he taught me to write inside the square without going over the number,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Mi piace fare La Settimana Enigmistica d'estate, ma anche prima di cena, quando aspetto che l'acqua per la pasta si metta a bollire. È una tradizione di casa.LINKLa Settimana Enigmisticahttps://www.lasettimanaenigmistica.com/TESTO TRASCRITTONon credo di a</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 236 House sitting</title>
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        <![CDATA[Non è un caso che la lingua italiana non abbia ancora un termine suo per indicare la pratica dell'house sitting, perché in Italia la casa è una specie di santuario, dove si invitano ad entrare solo pochissimi eletti. Io sono di abitudini diverse, e me ne ricordo ogni volta che inizia il mio giro di telefonate alla ricerca di un house sitter per fare le coccole ai miei micetti. <br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Giuro che mi dimentico che in Italia c'è questo rapporto con la casa che è un posto segreto, sicuramente non il posto dove fai entrare gli estranei, gli sconosciuti. Me lo ricordo ogni volta che arriva il momento di andare in vacanza e che come sempre cerco amici che facciano house sitting, cioè che stiano dentro casa mia mentre io non ci sono. Lo faccio sempre, lo faccio ancora di più adesso che ho due gatti, per cui mi piace pensare che non solo c'è qualcuno che viene due volte al giorno a dare da mangiare ai miei mici, ma che c'è veramente qualcuno che abita dentro casa. Ogni volta che inizia la ricerca della persona che starà a casa mi rendo conto che non è una cosa così diffusa qua in Italia, e infatti spesso la gente non capisce mi chiede, ma tu vuoi pagare qualcuno. No, non si tratta di pagare qualcuno, mi spiego: di solito metto a disposizione la mia casa ad amici che abitano in situazioni non indipendenti,  spesso infatti sono miei ex studenti, quindi persone abbastanza giovani che ancora abitano con i genitori e che sono ben felici di avere, per un certo periodo di tempo, una casa tutta per loro, una casa indipendente che poi è anche una casa moderna, cha i suoi comfort, in pieno centro, è piena di libri, insomma, una casa anche abbastanza confortevole da vivere. Sì, quindi di solito è uno scambio, uno scambio, diciamo equo, perché io ho qualcuno a casa che mi dà da mangiare e fa le coccole ai micetti, e le persone che vengono a stare qua hanno una casa tutta per loro indipendente. Però spesso mi si dice, ma come lasci entrare una persona a casa tua, così...? Eh, io non ho questo rapporto così protettivo nei confronti della mia casa, anzi - al contrario - io sono ben felice di condividerla e mi dispiace che non ci sia più diffusa qua questa questa moda dell'house sitting.  Addirittura quando stavo a Melbourne, a volte anche amici che avevano la loro casa, che però magari abitavano dalla parte opposta della città e avevano piacere a fare una piccola vacanza dentro la loro città, perché soprattutto in città grandi come Melbourne, quando stai da un'altra parte è veramente come stare in un posto completamente diverso, e quindi loro mi spiegavano, ma dai sto in una casa diversa, libri diversi, abitudini diverse, i negozi sono diversi, è come se facessi le vacanze, magari non ho i soldi per farmi le vacanze e così mi aggiusta ugualmente, faccio il turista nella mia città. Quindi vi esorto: non siate così protettivi nei confronti delle vostre case, condividetele.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I swear, I forget that in Italy there is this relationship with the house which is like a secret place, certainly not the place where you let strangers, unknown people, enter. I remember it every time it comes time to go on vacation, when (as I always do) I look for friends to do house sitting, that is, to stay inside my house while I'm not there. I always do it, I do it even more now that I have two cats, so I like to think that not only is there someone who comes twice a day to feed my cats, but that there is really someone living here, inside the house. Every time the search for the person who will stay at home begins, I realise that it is not such a widespread thing here in Italy, and in fact often people do not understand, they ask me if I am going to pay someone. No, it's not about paying someone, let me explain: I usually make my house available to friends who live in non-independent situations, often in fact they are former students of mine, therefore quite young people who still live with their parents and who are very happy to have, for a certain period of time, a house of their own, an independent house that is also a modern house, with its comforts, in the city, full of books, in short, a house that is also quite comfortable to live in. Yes, so it is usually an exchange, let's say fair, because I have someone at home who feeds and cuddles the kittens, and the people who come to stay here have their own independent house. But I am often told, but how do you let a person into your home, just like this...? Well, I do not have this protective relationship towards my home, on the contrary - on the contrary - I am happy to share it and I am sorry that this mode of house sitting is not practiced here. When I lived in Melbourne, sometimes even friends who had their own home, who, however, maybe lived on the opposite side of the city and liked to take a little vacation in their city, because especially in big cities like Melbourne, when you live on the other side of town, it is really like staying in a completely different place, and so they explained to me, I stay in a different house, different books, different habits, the shops are different, it's like taking a vacation, maybe I don't have the money to take my holidays and so that's my fix, I am a tourist in my city. So I urge you: don't be so protective of your homes, share them.]]>
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        <![CDATA[Non è un caso che la lingua italiana non abbia ancora un termine suo per indicare la pratica dell'house sitting, perché in Italia la casa è una specie di santuario, dove si invitano ad entrare solo pochissimi eletti. Io sono di abitudini diverse, e me ne ricordo ogni volta che inizia il mio giro di telefonate alla ricerca di un house sitter per fare le coccole ai miei micetti. <br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Giuro che mi dimentico che in Italia c'è questo rapporto con la casa che è un posto segreto, sicuramente non il posto dove fai entrare gli estranei, gli sconosciuti. Me lo ricordo ogni volta che arriva il momento di andare in vacanza e che come sempre cerco amici che facciano house sitting, cioè che stiano dentro casa mia mentre io non ci sono. Lo faccio sempre, lo faccio ancora di più adesso che ho due gatti, per cui mi piace pensare che non solo c'è qualcuno che viene due volte al giorno a dare da mangiare ai miei mici, ma che c'è veramente qualcuno che abita dentro casa. Ogni volta che inizia la ricerca della persona che starà a casa mi rendo conto che non è una cosa così diffusa qua in Italia, e infatti spesso la gente non capisce mi chiede, ma tu vuoi pagare qualcuno. No, non si tratta di pagare qualcuno, mi spiego: di solito metto a disposizione la mia casa ad amici che abitano in situazioni non indipendenti,  spesso infatti sono miei ex studenti, quindi persone abbastanza giovani che ancora abitano con i genitori e che sono ben felici di avere, per un certo periodo di tempo, una casa tutta per loro, una casa indipendente che poi è anche una casa moderna, cha i suoi comfort, in pieno centro, è piena di libri, insomma, una casa anche abbastanza confortevole da vivere. Sì, quindi di solito è uno scambio, uno scambio, diciamo equo, perché io ho qualcuno a casa che mi dà da mangiare e fa le coccole ai micetti, e le persone che vengono a stare qua hanno una casa tutta per loro indipendente. Però spesso mi si dice, ma come lasci entrare una persona a casa tua, così...? Eh, io non ho questo rapporto così protettivo nei confronti della mia casa, anzi - al contrario - io sono ben felice di condividerla e mi dispiace che non ci sia più diffusa qua questa questa moda dell'house sitting.  Addirittura quando stavo a Melbourne, a volte anche amici che avevano la loro casa, che però magari abitavano dalla parte opposta della città e avevano piacere a fare una piccola vacanza dentro la loro città, perché soprattutto in città grandi come Melbourne, quando stai da un'altra parte è veramente come stare in un posto completamente diverso, e quindi loro mi spiegavano, ma dai sto in una casa diversa, libri diversi, abitudini diverse, i negozi sono diversi, è come se facessi le vacanze, magari non ho i soldi per farmi le vacanze e così mi aggiusta ugualmente, faccio il turista nella mia città. Quindi vi esorto: non siate così protettivi nei confronti delle vostre case, condividetele.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I swear, I forget that in Italy there is this relationship with the house which is like a secret place, certainly not the place where you let strangers, unknown people, enter. I remember it every time it comes time to go on vacation, when (as I always do) I look for friends to do house sitting, that is, to stay inside my house while I'm not there. I always do it, I do it even more now that I have two cats, so I like to think that not only is there someone who comes twice a day to feed my cats, but that there is really someone living here, inside the house. Every time the search for the person who will stay at home begins, I realise that it is not such a widespread thing here in Italy, and in fact often people do not understand, they ask me if I am going to pay someone. No, it's not about paying someone, let me explain: I usually make my house available to friends who live in non-independent situations, often in fact they are former students of mine, therefore quite young people who still live with their parents and who are very happy to have, for a certain period of time, a house of their own, an independent house that is also a modern house, with its comforts, in the city, full of books, in short, a house that is also quite comfortable to live in. Yes, so it is usually an exchange, let's say fair, because I have someone at home who feeds and cuddles the kittens, and the people who come to stay here have their own independent house. But I am often told, but how do you let a person into your home, just like this...? Well, I do not have this protective relationship towards my home, on the contrary - on the contrary - I am happy to share it and I am sorry that this mode of house sitting is not practiced here. When I lived in Melbourne, sometimes even friends who had their own home, who, however, maybe lived on the opposite side of the city and liked to take a little vacation in their city, because especially in big cities like Melbourne, when you live on the other side of town, it is really like staying in a completely different place, and so they explained to me, I stay in a different house, different books, different habits, the shops are different, it's like taking a vacation, maybe I don't have the money to take my holidays and so that's my fix, I am a tourist in my city. So I urge you: don't be so protective of your homes, share them.]]>
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      <pubDate>Fri, 27 Aug 2021 07:05:11 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 235 Anna J.</title>
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        <![CDATA[Dal mondo patinato dei film e delle pubblicità al deserto australiano. Questa è la mia amica Anna J.<br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH translation below)<br>Anna è una di quelle persone che ti stupisce. Mi stupì quando la conobbi a Melbourne, fu una delle prime persone che incontrai a Melbourne, era la regista del film dove lavorava il mio fidanzato di allora. Regista, lei originariamente era canadese ma aveva portato la sua carriera a Melbourne, riscontrando anche un bel po' di successo, infatti il suo film aveva vinto anche diversi concorsi internazionali. Quando la incontrai stava lavorando ad una pubblicità, diventammo subito amiche perché Anna ha un senso dell'umorismo pazzesco, e ci frequentavamo spessissimo facevamo cose folli insieme, tipo andare in campeggio nel bush australiano, quindi in mezzo al niente, in mezzo alle foreste dove non c'era assolutamente niente, niente di urbano, e noi ci portavamo dietro, oltre alle tende, i fornelli e tutto l'occorrente per il campeggio, anche degli abiti da sera, e poi mettevamo in scena questi tableau vivant, dove ci mettevamo in posa facendo finta di essere le signore che prendono il tè alle cinque di pomeriggio, poi c'era sempre a un certo punto c'era l'escalation, quella che era iniziata come una cerimonia dove si beveva il tè poi e finiva con immagini finto horror, mi ricordo una volta avevamo preso delle carote, posizionando le su un tagliere facendo finta di esserci tagliate le dita e poi avevamo cosparso tutto di ketchup, insomma ci divertiamo così. Che ha fatto Anna? Dopo una carriera veramente brillante, tutti parlavano di lei come la nuova regista australiana, un giorno ha fatto un viaggio e si è trovata nel mezzo dell'Australia più profonda, nel deserto, lontano dai centri urbani, è andata in un pub - questo così come lo racconta lei - si è ubriacata e il giorno dopo ha scoperto di aver comprato casa lì e di aver venduto casa a Melbourne, e si è trasferita là, e adesso è già da diversi anni che abita in questo centro del Western Australia che si chiama Meekatharra, popolazione di circa 700 abitanti, continua a scrivere, i suoi libri divertentissimi e arguti. Non so come sia stato il cambio da una vita completamente metropolitana nel jet set di Melbourne a questo luogo assolutamente rurale, caldo, pieno di comunità stretta stretta stretta, perché quando si è solo in settecento ci si conosce tutti. Mi piacerebbe tantissimo andare a visitarla, naturalmente le restrizioni ai viaggi non lo permettono, però Anna prima o poi vengo a visitarti perché le cose che leggo che pubblichi sono veramente bellissime.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Anna is one of those people who amazes you. She amazed me when I met her in Melbourne, she was one of the first people I met in Melbourne, she was the director of the film where my then boyfriend worked. A director, she was originally Canadian but she had brought her career to Melbourne, also having quite a bit of success, in fact her feature film had already won several international competitions. When I met Anna she was working on a commercial, we became friends immediately because Anna has a wicked sense of humour, and we saw each other very often, we did silly things together, like going camping in the Australian bush, that is in the middle of nowhere, in the middle of the forests where there was absolutely nothing, nothing urban, and we carried with us, in addition to the tents, the stoves and everything we needed for camping, we brought evening gowns, and then we created these tableau vivants, where we posed pretending to be the ladies having tea at five in the afternoon, then there was always at some point, there was an escalation, what started as a ceremony where you drank tea then ended with fake horror pictures, I remember once we took carrots, placing them on a cutting board pretending to have cut our fingers and then we sprinkled everything with ketchup, in short, we used to have fun like this. What did Anna do? After a truly brilliant career, everyone was talking about her as the new Australian director, one day she went on a trip and found herself in the middle of deepest Australia, in the desert, away from any urban centre, she went to a pub - this so how she tells it - she got drunk and the next day she found out that she bought a house there and sold a house in Melbourne, and she moved there, and now she has been living in this center of Western Australia for several years, it's called Meekatharra, population of about 700 inhabitants, Anna still writes, her funny and witty books. I don't know what it was like to change from a completely metropolitan life in the Melbourne jet set to this absolutely rural, warm place, within a tight, tight, tight community, because when you're only seven hundred you know everyone. I would love to go and visit her, of course the travel restrictions do not allow it, but Anna sooner or later I come to visit you because the things I read that you publish are really beautiful.]]>
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Quando la incontrai stava lavorando ad una pubblicità, diventammo subito amiche perché Anna ha un senso dell'umorismo pazzesco, e ci frequentavamo spessissimo facevamo cose folli insieme, tipo andare in campeggio nel bush australiano, quindi in mezzo al niente, in mezzo alle foreste dove non c'era assolutamente niente, niente di urbano, e noi ci portavamo dietro, oltre alle tende, i fornelli e tutto l'occorrente per il campeggio, anche degli abiti da sera, e poi mettevamo in scena questi tableau vivant, dove ci mettevamo in posa facendo finta di essere le signore che prendono il tè alle cinque di pomeriggio, poi c'era sempre a un certo punto c'era l'escalation, quella che era iniziata come una cerimonia dove si beveva il tè poi e finiva con immagini finto horror, mi ricordo una volta avevamo preso delle carote, posizionando le su un tagliere facendo finta di esserci tagliate le dita e poi avevamo cosparso tutto di ketchup, insomma ci divertiamo così. Che ha fatto Anna? Dopo una carriera veramente brillante, tutti parlavano di lei come la nuova regista australiana, un giorno ha fatto un viaggio e si è trovata nel mezzo dell'Australia più profonda, nel deserto, lontano dai centri urbani, è andata in un pub - questo così come lo racconta lei - si è ubriacata e il giorno dopo ha scoperto di aver comprato casa lì e di aver venduto casa a Melbourne, e si è trasferita là, e adesso è già da diversi anni che abita in questo centro del Western Australia che si chiama Meekatharra, popolazione di circa 700 abitanti, continua a scrivere, i suoi libri divertentissimi e arguti. Non so come sia stato il cambio da una vita completamente metropolitana nel jet set di Melbourne a questo luogo assolutamente rurale, caldo, pieno di comunità stretta stretta stretta, perché quando si è solo in settecento ci si conosce tutti. Mi piacerebbe tantissimo andare a visitarla, naturalmente le restrizioni ai viaggi non lo permettono, però Anna prima o poi vengo a visitarti perché le cose che leggo che pubblichi sono veramente bellissime.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Anna is one of those people who amazes you. She amazed me when I met her in Melbourne, she was one of the first people I met in Melbourne, she was the director of the film where my then boyfriend worked. A director, she was originally Canadian but she had brought her career to Melbourne, also having quite a bit of success, in fact her feature film had already won several international competitions. When I met Anna she was working on a commercial, we became friends immediately because Anna has a wicked sense of humour, and we saw each other very often, we did silly things together, like going camping in the Australian bush, that is in the middle of nowhere, in the middle of the forests where there was absolutely nothing, nothing urban, and we carried with us, in addition to the tents, the stoves and everything we needed for camping, we brought evening gowns, and then we created these tableau vivants, where we posed pretending to be the ladies having tea at five in the afternoon, then there was always at some point, there was an escalation, what started as a ceremony where you drank tea then ended with fake horror pictures, I remember once we took carrots, placing them on a cutting board pretending to have cut our fingers and then we sprinkled everything with ketchup, in short, we used to have fun like this. What did Anna do? After a truly brilliant career, everyone was talking about her as the new Australian director, one day she went on a trip and found herself in the middle of deepest Australia, in the desert, away from any urban centre, she went to a pub - this so how she tells it - she got drunk and the next day she found out that she bought a house there and sold a house in Melbourne, and she moved there, and now she has been living in this center of Western Australia for several years, it's called Meekatharra, population of about 700 inhabitants, Anna still writes, her funny and witty books. I don't know what it was like to change from a completely metropolitan life in the Melbourne jet set to this absolutely rural, warm place, within a tight, tight, tight community, because when you're only seven hundred you know everyone. 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      <pubDate>Thu, 26 Aug 2021 09:36:28 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Dal mondo patinato dei film e delle pubblicità al deserto australiano. Questa è la mia amica Anna J.TESTO TRASCRITTO (ENGLISH translation below)Anna è una di quelle persone che ti stupisce. Mi stupì quando la conobbi a Melbourne, fu una delle prime persone che incontrai a Melbourne, era la regista del film dove lavorava il mio fidanzato di allora. Regista, lei originariamente era canadese ma aveva portato la sua carriera a Melbourne, riscontrando anche un bel po' di successo, infatti il suo film aveva vinto anche diversi concorsi internazionali. Quando la incontrai stava lavorando ad una pubblicità, diventammo subito amiche perché Anna ha un senso dell'umorismo pazzesco, e ci frequentavamo spessissimo facevamo cose folli insieme, tipo andare in campeggio nel bush australiano, quindi in mezzo al niente, in mezzo alle foreste dove non c'era assolutamente niente, niente di urbano, e noi ci portavamo dietro, oltre alle tende, i fornelli e tutto l'occorrente per il campeggio, anche degli abiti da sera, e poi mettevamo in scena questi tableau vivant, dove ci mettevamo in posa facendo finta di essere le signore che prendono il tè alle cinque di pomeriggio, poi c'era sempre a un certo punto c'era l'escalation, quella che era iniziata come una cerimonia dove si beveva il tè poi e finiva con immagini finto horror, mi ricordo una volta avevamo preso delle carote, posizionando le su un tagliere facendo finta di esserci tagliate le dita e poi avevamo cosparso tutto di ketchup, insomma ci divertiamo così. Che ha fatto Anna? Dopo una carriera veramente brillante, tutti parlavano di lei come la nuova regista australiana, un giorno ha fatto un viaggio e si è trovata nel mezzo dell'Australia più profonda, nel deserto, lontano dai centri urbani, è andata in un pub - questo così come lo racconta lei - si è ubriacata e il giorno dopo ha scoperto di aver comprato casa lì e di aver venduto casa a Melbourne, e si è trasferita là, e adesso è già da diversi anni che abita in questo centro del Western Australia che si chiama Meekatharra, popolazione di circa 700 abitanti, continua a scrivere, i suoi libri divertentissimi e arguti. Non so come sia stato il cambio da una vita completamente metropolitana nel jet set di Melbourne a questo luogo assolutamente rurale, caldo, pieno di comunità stretta stretta stretta, perché quando si è solo in settecento ci si conosce tutti. Mi piacerebbe tantissimo andare a visitarla, naturalmente le restrizioni ai viaggi non lo permettono, però Anna prima o poi vengo a visitarti perché le cose che leggo che pubblichi sono veramente bellissime.ENGLISH TRANSLATIONAnna is one of those people who amazes you. She amazed me when I met her in Melbourne, she was one of the first people I met in Melbourne, she was the director of the film where my then boyfriend worked. A director, she was originally Canadian but she had brought her career to Melbourne, also having quite a bit of success, in fact her feature film had already won several international competitions. When I met Anna she was working on a commercial, we became friends immediately because Anna has a wicked sense of humour, and we saw each other very often, we did silly things together, like going camping in the Australian bush, that is in the middle of nowhere, in the middle of the forests where there was absolutely nothing, nothing urban, and we carried with us, in addition to the tents, the stoves and everything we needed for camping, we brought evening gowns, and then we created these tableau vivants, where we posed pretending to be the ladies having tea at five in the afternoon, then there was always at some point, there was an escalation, what started as a ceremony where you drank tea then ended with fake horror pictures, I remember once we took carrots, placing them on a cutting board pretending to have cut our fingers and then we sprinkled everything with ketchup, in short, we used to have fun like this. What did Anna do?...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Dal mondo patinato dei film e delle pubblicità al deserto australiano. Questa è la mia amica Anna J.TESTO TRASCRITTO (ENGLISH translation below)Anna è una di quelle persone che ti stupisce. Mi stupì quando la conobbi a Melbourne, fu una delle prime person</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 234 Per le bambine</title>
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        <![CDATA[Un vecchio libro di 'applicazioni tecniche femminili'. Voi scherzateci ma io ho trovato le istruzioni su come riparare il cavo del ferro da stiro!<br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH TRANSLATION below)<br>Mentre andavo dal verduraio ho trovato un libro, sì l'ho letteralmente trovato sul bordo di un  davanzale, era messo insieme ad altri libri, evidentemente chi ce li aveva a casa non li voleva buttare, gli sembrava brutto, però non sapeva che farsene a casa. E uno di cui si è tirato la mia attenzione perché avevo una copertina molto antica, io non resisto al fascino delle cose antiche, quindi l'ho preso in mano ed è un vecchio libro di scuola degli anni sessanta, adesso non ho guardato esattamente di che anno sia, ce l'ho in mano adesso, lo guardo insieme a voi, è del 1964 ed è "Guida alle applicazioni tecniche femminili". Ora io ricordo molto bene quando ero bambina il fascino che questi libri esercitavano su di me quando ne trovavo qualcuno a casa, ed erano pieni di lavoretti per le bambine. È un libro per la prima media, ho fatto il calcolo quindi una ragazzina di 11 anni, veniva dato a questa bambina il libro e lei dovevo usarlo a scuola per fare le cose di 'attività domestiche' voglio giusto leggervi le prime tre righe con cui si apre questo libro: "Tu che mi leggi non sei più una bimba: i tuoi sogni si protendono ormai verso un avvenire di donna, già in te corpo e anima acquistano caratteri nuovi veramente femminili."  Io a leggere queste cose qua, mi vengono i brividi! E dentro è pieno dei 'lavoretti', come rivestire una bottiglia con i pezzettini di stoffa, come fare dei quadretti, come aggiustare il cavo del ferro da stiro quando si rompe, come fare dei semplici capi di vestiario, dei grembiuli, delle gonnelline, come prendere le misure, come riconoscere le verdure quando sono cattive, come caricare la macchina da cucire, fino a 'organizzazione della visita ad una ad una azienda', insomma, veramente un manuale di alta tecnologia per le bambine undicenni che sarebbero diventate poi le donne del futuro, perché si sa che dietro ad ogni uomo che lavora in ufficio, che fa un duro lavoro, dietro c'è sempre una donna che tiene la casa pulita, e soprattutto il cavo del ferro da stiro sempre in ordine, e compra la verdura e la frutta buona per una famiglia che fa crescere poi sana, e che diventa partecipe della società. Sì, questo libro suscita in me un misto di nostalgia, rabbia, ironia, non lo so neanch'io.  Però almeno mi fa capire che un po di strada l'abbiamo, fatta almeno in superficie.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>While I was going to the greengrocer I found a book, yes I literally found it on the edge of a windowsill, it was put together with other books, obviously those who had them at home did not want to throw them away, it didn't seem appropriate, but did not know what to do with them either. And one of those caught my attention because it had a very old cover, I can't resist the charm of old things, so I picked it up and it's an old school book from the sixties, now I haven't exactly looked at it, what year it is, I have it in my hand now, I look at it with you, it is from 1964 and it is titled "Guide to female technical applications". Now I remember very well when I was a child, the fascination these books had on me when I found one at home, they were full of activities for the girls. It is a book for the sixth grade, I did the calculation so an 11 year old girl, this little girl was given the book and she had to use it at school to learn  'domestic activities'. I just want to read the first three lines opening this book: "You who read me are no longer a child: your dreams are now reaching out towards a future as a woman, already in you body and soul acquire new characteristics, truly feminine." When I read these things here, it gives me chills! And inside the book it is full of 'activities', such as lining a bottle with small pieces of cloth, how to make small picture frames, how to fix the iron cable when it breaks, how to make simple items of clothing, aprons, skirts, how to take the measures, how to recognize vegetables when they are bad, how to load the sewing machine, up to 'organizing a visit to a company', in short, truly a high-tech manual for eleven-year-old girls who would later become the women of the future, because we know that behind every man who works in the office, who does hard work, there is always a woman who keeps the house clean, and above all the iron cable always in order, and buys good vegetables and fruit for the family to keep them healthy, so that they become participants in society. Yes, this book arouses in me a mixture of nostalgia, anger, irony, I'm not completely sure myself. But at least it makes me understand that we have improved a little bit, at least on surface.]]>
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        <![CDATA[Un vecchio libro di 'applicazioni tecniche femminili'. Voi scherzateci ma io ho trovato le istruzioni su come riparare il cavo del ferro da stiro!<br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH TRANSLATION below)<br>Mentre andavo dal verduraio ho trovato un libro, sì l'ho letteralmente trovato sul bordo di un  davanzale, era messo insieme ad altri libri, evidentemente chi ce li aveva a casa non li voleva buttare, gli sembrava brutto, però non sapeva che farsene a casa. E uno di cui si è tirato la mia attenzione perché avevo una copertina molto antica, io non resisto al fascino delle cose antiche, quindi l'ho preso in mano ed è un vecchio libro di scuola degli anni sessanta, adesso non ho guardato esattamente di che anno sia, ce l'ho in mano adesso, lo guardo insieme a voi, è del 1964 ed è "Guida alle applicazioni tecniche femminili". Ora io ricordo molto bene quando ero bambina il fascino che questi libri esercitavano su di me quando ne trovavo qualcuno a casa, ed erano pieni di lavoretti per le bambine. È un libro per la prima media, ho fatto il calcolo quindi una ragazzina di 11 anni, veniva dato a questa bambina il libro e lei dovevo usarlo a scuola per fare le cose di 'attività domestiche' voglio giusto leggervi le prime tre righe con cui si apre questo libro: "Tu che mi leggi non sei più una bimba: i tuoi sogni si protendono ormai verso un avvenire di donna, già in te corpo e anima acquistano caratteri nuovi veramente femminili."  Io a leggere queste cose qua, mi vengono i brividi! E dentro è pieno dei 'lavoretti', come rivestire una bottiglia con i pezzettini di stoffa, come fare dei quadretti, come aggiustare il cavo del ferro da stiro quando si rompe, come fare dei semplici capi di vestiario, dei grembiuli, delle gonnelline, come prendere le misure, come riconoscere le verdure quando sono cattive, come caricare la macchina da cucire, fino a 'organizzazione della visita ad una ad una azienda', insomma, veramente un manuale di alta tecnologia per le bambine undicenni che sarebbero diventate poi le donne del futuro, perché si sa che dietro ad ogni uomo che lavora in ufficio, che fa un duro lavoro, dietro c'è sempre una donna che tiene la casa pulita, e soprattutto il cavo del ferro da stiro sempre in ordine, e compra la verdura e la frutta buona per una famiglia che fa crescere poi sana, e che diventa partecipe della società. Sì, questo libro suscita in me un misto di nostalgia, rabbia, ironia, non lo so neanch'io.  Però almeno mi fa capire che un po di strada l'abbiamo, fatta almeno in superficie.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>While I was going to the greengrocer I found a book, yes I literally found it on the edge of a windowsill, it was put together with other books, obviously those who had them at home did not want to throw them away, it didn't seem appropriate, but did not know what to do with them either. And one of those caught my attention because it had a very old cover, I can't resist the charm of old things, so I picked it up and it's an old school book from the sixties, now I haven't exactly looked at it, what year it is, I have it in my hand now, I look at it with you, it is from 1964 and it is titled "Guide to female technical applications". Now I remember very well when I was a child, the fascination these books had on me when I found one at home, they were full of activities for the girls. It is a book for the sixth grade, I did the calculation so an 11 year old girl, this little girl was given the book and she had to use it at school to learn  'domestic activities'. I just want to read the first three lines opening this book: "You who read me are no longer a child: your dreams are now reaching out towards a future as a woman, already in you body and soul acquire new characteristics, truly feminine." When I read these things here, it gives me chills! And inside the book it is full of 'activities', such as lining a bottle with small pieces of cloth, how to make small picture frames, how to fix the iron cable when it breaks, how to make simple items of clothing, aprons, skirts, how to take the measures, how to recognize vegetables when they are bad, how to load the sewing machine, up to 'organizing a visit to a company', in short, truly a high-tech manual for eleven-year-old girls who would later become the women of the future, because we know that behind every man who works in the office, who does hard work, there is always a woman who keeps the house clean, and above all the iron cable always in order, and buys good vegetables and fruit for the family to keep them healthy, so that they become participants in society. Yes, this book arouses in me a mixture of nostalgia, anger, irony, I'm not completely sure myself. But at least it makes me understand that we have improved a little bit, at least on surface.]]>
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      <pubDate>Wed, 25 Aug 2021 10:11:08 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un vecchio libro di 'applicazioni tecniche femminili'. Voi scherzateci ma io ho trovato le istruzioni su come riparare il cavo del ferro da stiro!TESTO TRASCRITTO (ENGLISH TRANSLATION below)Mentre andavo dal verduraio ho trovato un libro, sì l'ho letteralmente trovato sul bordo di un  davanzale, era messo insieme ad altri libri, evidentemente chi ce li aveva a casa non li voleva buttare, gli sembrava brutto, però non sapeva che farsene a casa. E uno di cui si è tirato la mia attenzione perché avevo una copertina molto antica, io non resisto al fascino delle cose antiche, quindi l'ho preso in mano ed è un vecchio libro di scuola degli anni sessanta, adesso non ho guardato esattamente di che anno sia, ce l'ho in mano adesso, lo guardo insieme a voi, è del 1964 ed è "Guida alle applicazioni tecniche femminili". Ora io ricordo molto bene quando ero bambina il fascino che questi libri esercitavano su di me quando ne trovavo qualcuno a casa, ed erano pieni di lavoretti per le bambine. È un libro per la prima media, ho fatto il calcolo quindi una ragazzina di 11 anni, veniva dato a questa bambina il libro e lei dovevo usarlo a scuola per fare le cose di 'attività domestiche' voglio giusto leggervi le prime tre righe con cui si apre questo libro: "Tu che mi leggi non sei più una bimba: i tuoi sogni si protendono ormai verso un avvenire di donna, già in te corpo e anima acquistano caratteri nuovi veramente femminili."  Io a leggere queste cose qua, mi vengono i brividi! E dentro è pieno dei 'lavoretti', come rivestire una bottiglia con i pezzettini di stoffa, come fare dei quadretti, come aggiustare il cavo del ferro da stiro quando si rompe, come fare dei semplici capi di vestiario, dei grembiuli, delle gonnelline, come prendere le misure, come riconoscere le verdure quando sono cattive, come caricare la macchina da cucire, fino a 'organizzazione della visita ad una ad una azienda', insomma, veramente un manuale di alta tecnologia per le bambine undicenni che sarebbero diventate poi le donne del futuro, perché si sa che dietro ad ogni uomo che lavora in ufficio, che fa un duro lavoro, dietro c'è sempre una donna che tiene la casa pulita, e soprattutto il cavo del ferro da stiro sempre in ordine, e compra la verdura e la frutta buona per una famiglia che fa crescere poi sana, e che diventa partecipe della società. Sì, questo libro suscita in me un misto di nostalgia, rabbia, ironia, non lo so neanch'io.  Però almeno mi fa capire che un po di strada l'abbiamo, fatta almeno in superficie.ENGLISH TRANSLATIONWhile I was going to the greengrocer I found a book, yes I literally found it on the edge of a windowsill, it was put together with other books, obviously those who had them at home did not want to throw them away, it didn't seem appropriate, but did not know what to do with them either. And one of those caught my attention because it had a very old cover, I can't resist the charm of old things, so I picked it up and it's an old school book from the sixties, now I haven't exactly looked at it, what year it is, I have it in my hand now, I look at it with you, it is from 1964 and it is titled "Guide to female technical applications". Now I remember very well when I was a child, the fascination these books had on me when I found one at home, they were full of activities for the girls. It is a book for the sixth grade, I did the calculation so an 11 year old girl, this little girl was given the book and she had to use it at school to learn  'domestic activities'. I just want to read the first three lines opening this book: "You who read me are no longer a child: your dreams are now reaching out towards a future as a woman, already in you body and soul acquire new characteristics, truly feminine." When I read these things here, it gives me chills! And inside the book it is full of 'activities', such as lining a bottle with small pieces of cloth, how to make small picture frames, how to fix the iron...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 233 Musica dei segni per sordi</title>
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        <![CDATA[Tradurre la musica nel linguaggio dei segni, trasmettendo non solo il significato delle parole ma anche l'atmosfera, la rabbia e il colore dei suoni. Se non vi incuriosisce questo...<br><br>LINK<br>Holly Maniatty interpreta nel linguaggio dei segni durante un concerto di Eminem <a href="https://www.youtube.com/watch?v=2oIaPjbUudI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=2oIaPjbUudI</a><br><br>Mauro Iandolo interpreta nel linguaggio dei segni la canzone Meraviglioso<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=7Y0PBgG2hL8" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=7Y0PBgG2hL8</a><br><br>Corsi per imparare le canzoni con il linguaggio dei segni<br><a href="https://fabbricadeisegni.it/come-insegnare-canto-in-lis/" rel="noopener">https://fabbricadeisegni.it/come-insegnare-canto-in-lis/</a><br><br>TESTO TRADOTTO [ENGLISH BELOW]<br>Non sono un'appassionata di musica, mi piace la musica naturalmente però non seguo un genere in particolare e ho dei gusti anche terribilmente eclettici. Se così a bruciapelo qualcuno mi dovesse chiedere, dimmi un paio di canzoni che ti piacciono, le prime che mi vengono in mente sono 'Fiamme negli occhi' dei Coma_Cose dall'ultimo Sanremo e poi una canzone, un brano musicale che mi piace tantissimo e che ascolto a volte anche tre quattro cinque volte di seguito che sono le 'Variazioni Goldberg' di Bach, quelle suonate da Glenn Gould. Quindi non sono un'appassionata di musica però mi mancherebbe moltissimo non poter sentire la musica, e facendo queste riflessioni mi è tornato in mente un video che vidi diversi anni fa, dove si vedeva una donna che a un concerto di Eminem interpretava per i sordi, sapete il linguaggio dei segni, ed è un video che divenne virale proprio per la carica pazzesca di vitalità di energia e di entusiasmo che questa donna metteva nell'interpretare per i sordi. Sono andata a ricercarmela prima di accendere il microfono, e l'ho ritrovata e effettivamente ho visto tra l'altro che questa donna quest'interprete per i sordi, è diventata famosa proprio per la sua carica di energia. Lei chiama Holly Maniatty, vi metto il link al video nelle note del programma, e ho riflettuto sul fatto che non dovrebbe essere così strano pensare che un'interprete dei segni riesca a far passare il significato e il contenuto al di là della semplice traduzione dei termini delle parole del testo quando si parla di un brano di musica di un rapper, come Eminem, perché se visualizzate un attimo i rappers, loro anche usano moltissimo le mani e il corpo, si muovono mentre mentre cantano, e i movimenti che fanno col corpo sono parte integrante del testo della canzone, quindi non dovrebbe essere una cosa così strana, eppure è stata una cosa strana, ripeto è diventata addirittura virale, e poi sono seguiti anche molti altri esempi, perché una volta che si parla di un argomento ci si accorge che sono più più persone a farlo, e ho trovato anche un italiano che fa esattamente quello, che interpreta per i sordi le canzoni, e lui si chiama Mauro Iandolo ed è il figlio di sordi segnanti, quindi lui racconta in un'intervista che è cresciuto traducendo le canzoni nel linguaggio dei segni per i suoi genitori, e poi ha scoperto che c'è anche una scuola che insegna dei corsi di musica a bambini sordi e udenti usando il linguaggio dei segni, perché il linguaggio dei segni oltre che tradurre per i sordi fa godere anche di più i bambini udenti mentre lo usano, che quindi si lasciano andare e sono più felici.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I'm not a music lover, I like music of course but I don't follow a particular genre and I also have terribly eclectic tastes. If someone were to ask me point blank: so, tell me a couple of songs you like, the first ones that come to mind are 'Fiamme negli occhi' [flames in the eyes] by Coma_Things from the last Sanremo and then a song, a piece of music that I really like and which I listen to sometimes three four five times in a row, Bach's 'Goldberg Variations', those played by Glenn Gould. So I'm not a music enthusiast but I would really miss not being able to hear the music, and doing these reflections I was reminded of a video I saw several years ago, in which you could see a woman who at an Eminem concert was interpreting for the deaf, you know sign language, and it's a video that went viral precisely because of the incredible charge of vitality, energy and enthusiasm that this woman put into signing for the deaf. I went to her up before turning on the mic, and I found her again and actually I saw among other things that this woman, this interpreter for the deaf, has become famous for her energy charge. She is Holly Maniatty, I put the link to the video in the program notes, and I reflected on the fact that it shouldn't be so strange to think that a sign interpreter is able to pass the meaning and the content beyond the simple translation of the words of the lyrics when talking about a piece of music by a rapper, like Eminem, because if you visualize the rappers for a moment, they also use their hands and body a lot, they move while they sing, and the movements they make with the body are an integral part of the lyrics of the song, so it shouldn't be such a strange thing, yet it was a strange thing, I repeat it even went viral, and then many other examples followed, because once you talk about a topic you realise that more and more people do it, and I also found an Italian who does exactly that, who interprets songs for the deaf, is name is Mauro Iandolo and he is the son of deaf-signing parents, so he tells in an interview that he grew up translating songs into sign language for his parents, and then I discovered that there is also a school that teaches music courses to deaf and hearing children using sign language, because the sign language as well as translating for the deaf makes hearing children enjoy even more music while using it, as they let themselves go and are happier.]]>
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        <![CDATA[Tradurre la musica nel linguaggio dei segni, trasmettendo non solo il significato delle parole ma anche l'atmosfera, la rabbia e il colore dei suoni. 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Se così a bruciapelo qualcuno mi dovesse chiedere, dimmi un paio di canzoni che ti piacciono, le prime che mi vengono in mente sono 'Fiamme negli occhi' dei Coma_Cose dall'ultimo Sanremo e poi una canzone, un brano musicale che mi piace tantissimo e che ascolto a volte anche tre quattro cinque volte di seguito che sono le 'Variazioni Goldberg' di Bach, quelle suonate da Glenn Gould. Quindi non sono un'appassionata di musica però mi mancherebbe moltissimo non poter sentire la musica, e facendo queste riflessioni mi è tornato in mente un video che vidi diversi anni fa, dove si vedeva una donna che a un concerto di Eminem interpretava per i sordi, sapete il linguaggio dei segni, ed è un video che divenne virale proprio per la carica pazzesca di vitalità di energia e di entusiasmo che questa donna metteva nell'interpretare per i sordi. Sono andata a ricercarmela prima di accendere il microfono, e l'ho ritrovata e effettivamente ho visto tra l'altro che questa donna quest'interprete per i sordi, è diventata famosa proprio per la sua carica di energia. Lei chiama Holly Maniatty, vi metto il link al video nelle note del programma, e ho riflettuto sul fatto che non dovrebbe essere così strano pensare che un'interprete dei segni riesca a far passare il significato e il contenuto al di là della semplice traduzione dei termini delle parole del testo quando si parla di un brano di musica di un rapper, come Eminem, perché se visualizzate un attimo i rappers, loro anche usano moltissimo le mani e il corpo, si muovono mentre mentre cantano, e i movimenti che fanno col corpo sono parte integrante del testo della canzone, quindi non dovrebbe essere una cosa così strana, eppure è stata una cosa strana, ripeto è diventata addirittura virale, e poi sono seguiti anche molti altri esempi, perché una volta che si parla di un argomento ci si accorge che sono più più persone a farlo, e ho trovato anche un italiano che fa esattamente quello, che interpreta per i sordi le canzoni, e lui si chiama Mauro Iandolo ed è il figlio di sordi segnanti, quindi lui racconta in un'intervista che è cresciuto traducendo le canzoni nel linguaggio dei segni per i suoi genitori, e poi ha scoperto che c'è anche una scuola che insegna dei corsi di musica a bambini sordi e udenti usando il linguaggio dei segni, perché il linguaggio dei segni oltre che tradurre per i sordi fa godere anche di più i bambini udenti mentre lo usano, che quindi si lasciano andare e sono più felici.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I'm not a music lover, I like music of course but I don't follow a particular genre and I also have terribly eclectic tastes. If someone were to ask me point blank: so, tell me a couple of songs you like, the first ones that come to mind are 'Fiamme negli occhi' [flames in the eyes] by Coma_Things from the last Sanremo and then a song, a piece of music that I really like and which I listen to sometimes three four five times in a row, Bach's 'Goldberg Variations', those played by Glenn Gould. So I'm not a music enthusiast but I would really miss not being able to hear the music, and doing these reflections I was reminded of a video I saw several years ago, in which you could see a woman who at an Eminem concert was interpreting for the deaf, you know sign language, and it's a video that went viral precisely because of the incredible charge of vitality, energy and enthusiasm that this woman put into signing for the deaf. I went to her up before turning on the mic, and I found her again and actually I saw among other things that this woman, this interpreter for the deaf, has become famous for her energy charge. She is Holly Maniatty, I put the link to the video in the program notes, and I reflected on the fact that it shouldn't be so strange to think that a sign interpreter is able to pass the meaning and the content beyond the simple translation of the words of the lyrics when talking about a piece of music by a rapper, like Eminem, because if you visualize the rappers for a moment, they also use their hands and body a lot, they move while they sing, and the movements they make with the body are an integral part of the lyrics of the song, so it shouldn't be such a strange thing, yet it was a strange thing, I repeat it even went viral, and then many other examples followed, because once you talk about a topic you realise that more and more people do it, and I also found an Italian who does exactly that, who interprets songs for the deaf, is name is Mauro Iandolo and he is the son of deaf-signing parents, so he tells in an interview that he grew up translating songs into sign language for his parents, and then I discovered that there is also a school that teaches music courses to deaf and hearing children using sign language, because the sign language as well as translating for the deaf makes hearing children enjoy even more music while using it, as they let themselves go and are happier.]]>
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      <pubDate>Tue, 24 Aug 2021 07:34:08 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Tradurre la musica nel linguaggio dei segni, trasmettendo non solo il significato delle parole ma anche l'atmosfera, la rabbia e il colore dei suoni. Se non vi incuriosisce questo...LINKHolly Maniatty interpreta nel linguaggio dei segni durante un concerto di Eminem https://www.youtube.com/watch?v=2oIaPjbUudIMauro Iandolo interpreta nel linguaggio dei segni la canzone Meravigliosohttps://www.youtube.com/watch?v=7Y0PBgG2hL8Corsi per imparare le canzoni con il linguaggio dei segnihttps://fabbricadeisegni.it/come-insegnare-canto-in-lis/TESTO TRADOTTO [ENGLISH BELOW]Non sono un'appassionata di musica, mi piace la musica naturalmente però non seguo un genere in particolare e ho dei gusti anche terribilmente eclettici. Se così a bruciapelo qualcuno mi dovesse chiedere, dimmi un paio di canzoni che ti piacciono, le prime che mi vengono in mente sono 'Fiamme negli occhi' dei Coma_Cose dall'ultimo Sanremo e poi una canzone, un brano musicale che mi piace tantissimo e che ascolto a volte anche tre quattro cinque volte di seguito che sono le 'Variazioni Goldberg' di Bach, quelle suonate da Glenn Gould. Quindi non sono un'appassionata di musica però mi mancherebbe moltissimo non poter sentire la musica, e facendo queste riflessioni mi è tornato in mente un video che vidi diversi anni fa, dove si vedeva una donna che a un concerto di Eminem interpretava per i sordi, sapete il linguaggio dei segni, ed è un video che divenne virale proprio per la carica pazzesca di vitalità di energia e di entusiasmo che questa donna metteva nell'interpretare per i sordi. Sono andata a ricercarmela prima di accendere il microfono, e l'ho ritrovata e effettivamente ho visto tra l'altro che questa donna quest'interprete per i sordi, è diventata famosa proprio per la sua carica di energia. Lei chiama Holly Maniatty, vi metto il link al video nelle note del programma, e ho riflettuto sul fatto che non dovrebbe essere così strano pensare che un'interprete dei segni riesca a far passare il significato e il contenuto al di là della semplice traduzione dei termini delle parole del testo quando si parla di un brano di musica di un rapper, come Eminem, perché se visualizzate un attimo i rappers, loro anche usano moltissimo le mani e il corpo, si muovono mentre mentre cantano, e i movimenti che fanno col corpo sono parte integrante del testo della canzone, quindi non dovrebbe essere una cosa così strana, eppure è stata una cosa strana, ripeto è diventata addirittura virale, e poi sono seguiti anche molti altri esempi, perché una volta che si parla di un argomento ci si accorge che sono più più persone a farlo, e ho trovato anche un italiano che fa esattamente quello, che interpreta per i sordi le canzoni, e lui si chiama Mauro Iandolo ed è il figlio di sordi segnanti, quindi lui racconta in un'intervista che è cresciuto traducendo le canzoni nel linguaggio dei segni per i suoi genitori, e poi ha scoperto che c'è anche una scuola che insegna dei corsi di musica a bambini sordi e udenti usando il linguaggio dei segni, perché il linguaggio dei segni oltre che tradurre per i sordi fa godere anche di più i bambini udenti mentre lo usano, che quindi si lasciano andare e sono più felici.ENGLISH TRANSLATIONI'm not a music lover, I like music of course but I don't follow a particular genre and I also have terribly eclectic tastes. If someone were to ask me point blank: so, tell me a couple of songs you like, the first ones that come to mind are 'Fiamme negli occhi' [flames in the eyes] by Coma_Things from the last Sanremo and then a song, a piece of music that I really like and which I listen to sometimes three four five times in a row, Bach's 'Goldberg...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Tradurre la musica nel linguaggio dei segni, trasmettendo non solo il significato delle parole ma anche l'atmosfera, la rabbia e il colore dei suoni. Se non vi incuriosisce questo...LINKHolly Maniatty interpreta nel linguaggio dei segni durante un concert</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 232 Storia d'amore con Wile Coyote</title>
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        <![CDATA[E se non si trattasse di uno struzzo che corre e di un coyote, ma questi fossero due personaggi che rappresentano due amanti che non riescono a staccarsi e continuano a stare insieme e che hanno trovato un gioco perverso per starci ancora vicino, andando contro tutte le regole del rispetto, le regole che sono poi quelle del volersi bene, dell'amore, trovando questo loro modo di stare insieme? <br><br>LINK<br>I Love You Wile (connuove musiche e nuovo soundscape)<br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/i-love-you-wile" rel="noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/i-love-you-wile</a><br><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Anch'io come molta gente della mia età sono cresciuta guardando i cartoni animati la domenica pomeriggio. Tra i tanti cartoni animati che guardavo ce n'era uno che mi ha sempre affascinato e appassionato, era quello di Wile Coyote e The Road Runner, Bip-Bip in italiano. Mi colpiva e mi affascinava e tuttora mi affascina per la sua irrealtà, e naturalmente io come tutte le persone che abbiano mai visto quel cartone animato, mi chiedevo già da bambina, ma perché il coyote quando scrive ad Acme per acquistare le cose anziché ordinare i marchingegni nel tentativo illusorio di catturare l'uccellaccio, perché invece non si ordina da mangiare? O anche perché l'uccellaccio continua a stare là non se ne va da un'altra parte, e si toglie di mezzo? Questi interrogativi hanno continuato a impegnare la mia mente anche perché i cartoni animati di Wile Coyote hanno un non so che di mistico, un non so che che induce alla meditazione, forse sicuramente la mancanza di dialogo, anche poi gli scenari che sono una caratteristica molto forte, molto presente nella narrazione. E la storia di Wile Coyote e The Road Runner mi ha così colpito che diversi anni fa decisi di parlarne in un piccolo racconto, decisi di fare un piccolo racconto, un podcast che appunto chiamai I Love You Wile, Wile ti amo, e mi sono immaginata un po' quale poteva essere la storia dietro a questi due personaggi. Per certi versi il loro rapporto mi ricordava alcune dinamiche che si possono riscontrare nei rapporti pericolosi tra due persone, quelli tossici, quelli di due persone che si fanno male a vicenda e che però non riescono a staccarsi e continuano a stare insieme, e quindi mi sono immaginata: e se si trattasse non di uno struzzo che corre e di un coyote, ma questi fossero due personaggi che rappresentano due amanti che non riescono a staccarsi e continuano a stare insieme e che hanno trovato un gioco perverso per starci ancora vicino, andando contro tutte le regole del rispetto, le regole che sono poi quelle del volersi bene, dell'amore, trovando questo loro modo di stare insieme? Ecco questo è quello che racconto nel piccolo podcast che si chiama I Love You Wile, e che di recente ho rimasterizzato con nuove musiche che naturalmente vi invito ad ascoltare - link nelle note di programma.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Like many people of my age, I too grew up watching cartoons on Sunday afternoons. Among the many cartoons that I watched, there was one that has always fascinated and thrilled me, it was the one with Wile Coyote and The Road Runner, Bip-Bip in Italian. It struck me and fascinated me and still fascinates me for its unreality, and of course I too, like all the people who have ever seen that cartoon, I was already wondering as a child, but why doesn't the coyote - when he writes to Acme to buy things - instead of ordering contraptions in the illusory attempt to capture the bird, why doesn't he order food instead? Or also, why doe the bird continues to stay there, why doesn't it go somewhere else, and gets out of the way? These questions have continued to engage my mind also because Wile Coyote's cartoons have something mystical, something that induces meditation, perhaps certainly the lack of dialogue, also because of the landscapes that are a very characteristic feature, strong, very present in the narrative. And the story of Wile Coyote and The Road Runner struck me so much that several years ago I decided to talk about it in a little story, I decided to create a little story, a podcast, that I called I Love You Wile, and I imagined what the story behind these two characters could be. In some ways, their relationship reminded me of some dynamics that can be found in dangerous relationships between two people, toxic ones, those of two people who hurt each other and who, however, cannot break away and continue to be together, and therefore I have imagined: what if they were not a running ostrich and a coyote but if these were two characters who represent two lovers who cannot break away and continue to be together and who have found a perverse game to stay close to each other, going against all rules of respect, the rules that are then those of loving each other, of love, finding their way of being together? This is what I talk about in the small podcast called "I Love You Wile",  which I recently remastered with new music, and of course I invite you to listen to it - link in the program notes.]]>
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        <![CDATA[E se non si trattasse di uno struzzo che corre e di un coyote, ma questi fossero due personaggi che rappresentano due amanti che non riescono a staccarsi e continuano a stare insieme e che hanno trovato un gioco perverso per starci ancora vicino, andando contro tutte le regole del rispetto, le regole che sono poi quelle del volersi bene, dell'amore, trovando questo loro modo di stare insieme? <br><br>LINK<br>I Love You Wile (connuove musiche e nuovo soundscape)<br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/i-love-you-wile" rel="noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/i-love-you-wile</a><br><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Anch'io come molta gente della mia età sono cresciuta guardando i cartoni animati la domenica pomeriggio. Tra i tanti cartoni animati che guardavo ce n'era uno che mi ha sempre affascinato e appassionato, era quello di Wile Coyote e The Road Runner, Bip-Bip in italiano. Mi colpiva e mi affascinava e tuttora mi affascina per la sua irrealtà, e naturalmente io come tutte le persone che abbiano mai visto quel cartone animato, mi chiedevo già da bambina, ma perché il coyote quando scrive ad Acme per acquistare le cose anziché ordinare i marchingegni nel tentativo illusorio di catturare l'uccellaccio, perché invece non si ordina da mangiare? O anche perché l'uccellaccio continua a stare là non se ne va da un'altra parte, e si toglie di mezzo? Questi interrogativi hanno continuato a impegnare la mia mente anche perché i cartoni animati di Wile Coyote hanno un non so che di mistico, un non so che che induce alla meditazione, forse sicuramente la mancanza di dialogo, anche poi gli scenari che sono una caratteristica molto forte, molto presente nella narrazione. E la storia di Wile Coyote e The Road Runner mi ha così colpito che diversi anni fa decisi di parlarne in un piccolo racconto, decisi di fare un piccolo racconto, un podcast che appunto chiamai I Love You Wile, Wile ti amo, e mi sono immaginata un po' quale poteva essere la storia dietro a questi due personaggi. Per certi versi il loro rapporto mi ricordava alcune dinamiche che si possono riscontrare nei rapporti pericolosi tra due persone, quelli tossici, quelli di due persone che si fanno male a vicenda e che però non riescono a staccarsi e continuano a stare insieme, e quindi mi sono immaginata: e se si trattasse non di uno struzzo che corre e di un coyote, ma questi fossero due personaggi che rappresentano due amanti che non riescono a staccarsi e continuano a stare insieme e che hanno trovato un gioco perverso per starci ancora vicino, andando contro tutte le regole del rispetto, le regole che sono poi quelle del volersi bene, dell'amore, trovando questo loro modo di stare insieme? Ecco questo è quello che racconto nel piccolo podcast che si chiama I Love You Wile, e che di recente ho rimasterizzato con nuove musiche che naturalmente vi invito ad ascoltare - link nelle note di programma.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Like many people of my age, I too grew up watching cartoons on Sunday afternoons. Among the many cartoons that I watched, there was one that has always fascinated and thrilled me, it was the one with Wile Coyote and The Road Runner, Bip-Bip in Italian. It struck me and fascinated me and still fascinates me for its unreality, and of course I too, like all the people who have ever seen that cartoon, I was already wondering as a child, but why doesn't the coyote - when he writes to Acme to buy things - instead of ordering contraptions in the illusory attempt to capture the bird, why doesn't he order food instead? Or also, why doe the bird continues to stay there, why doesn't it go somewhere else, and gets out of the way? These questions have continued to engage my mind also because Wile Coyote's cartoons have something mystical, something that induces meditation, perhaps certainly the lack of dialogue, also because of the landscapes that are a very characteristic feature, strong, very present in the narrative. And the story of Wile Coyote and The Road Runner struck me so much that several years ago I decided to talk about it in a little story, I decided to create a little story, a podcast, that I called I Love You Wile, and I imagined what the story behind these two characters could be. In some ways, their relationship reminded me of some dynamics that can be found in dangerous relationships between two people, toxic ones, those of two people who hurt each other and who, however, cannot break away and continue to be together, and therefore I have imagined: what if they were not a running ostrich and a coyote but if these were two characters who represent two lovers who cannot break away and continue to be together and who have found a perverse game to stay close to each other, going against all rules of respect, the rules that are then those of loving each other, of love, finding their way of being together? This is what I talk about in the small podcast called "I Love You Wile",  which I recently remastered with new music, and of course I invite you to listen to it - link in the program notes.]]>
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      <pubDate>Mon, 23 Aug 2021 10:47:08 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 231 Arredi urbani (Eser. #2)</title>
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        <![CDATA[Un semaforo, la targhetta col numero civico a fianco a un portone, una cabina telefonica, una panchina. Sono gli elementi che costituiscono l'arredo urbano, elementi che contribuiscono a creare il carattere di un luogo, eppuro spesso nessuno presta loro attenzione. "Frammenti urbani" è il libro di Vittorio Magnano Lampugnani completamente dedicato a questi piccoli oggetti che raccontano le città, una guida al vagabondaggio urbano. Non vedo l'ora di leggerlo! E intanto vi propongo un altro esercizio! (se siete curiosi di conoscere l'esercizio precedente, il #1, andate all'eposodio numero 205 di questo podcast).<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Frammenti urbani, i piccoli oggetti che raccontano le città. È questo il titolo del libro di Vittorio Magnano Lampugnani ed è una guida al vagabondaggio urbano. È un libro che parla di una delle mie passioni, cioè la città in tutti i suoi aspetti più frammentari, le piccole pillole che io, in un modo o nell'altro, continuo a elaborare anche nelle mie produzioni audio di podcast. In questo libro di Vittorio Magnano Lampugnani, libro che ancora io non ho, ho solo letto la recensione però appena possibile me lo compro, vado in libreria e lo prendo, offre in questo libro una rassegna di frammenti di quelli che sono gli arredi delle città, e lui li divide in tre categorie: le micro architetture, quindi i chioschi, i bagni pubblici, le fermate dei mezzi pubblici, gli ingressi delle metropolitane, ma anche le cabine telefoniche; poi cataloga quelli che sono veri e propri oggetti, quindi pensate alle fontane, ai monumenti, alle panchine dove ci si siede, ai lampioni della luce, ma anche ai semafori per arrivare fino ai numeri civici che sono apposti a fianco all'ingresso dei portoni; e poi la terza categoria è quella degli arredi, degli elementi di arredo, cioè le pavimentazioni, i tombini (che a volte se mai avete fatto caso i tombini a volte hanno dei veri e propri disegni, dei veri e propri arabeschi, delle cose molto intricate, dei fiori soprattutto quelli antichi) per arrivare poi fino alle pavimentazioni e alle recinzioni. Quindi è un libro che parla della città, delle cose che la compongono con un occhio di riguardo per il particolare e per il dettaglio. Questo è anche il modo che io prediligo di navigare la città. A volte faccio delle strade, dei percorsi che faccio sempre, ad esempio quello che da casa mia porta il mercato, che faccio molto spesso, però mi ripropongo di fissare il mio sguardo verso i piani alti dei palazzi, e facendo così scopro delle cose che, in quella strada che percorro moltissime volte alla settimana, scopro sempre dei nuovi particolari che prima non avevo mai notato, magari un balcone che ha dei fiori particolari, o un colore diverso, una costruzione, ecco è un esercizio urbano che vi suggerisco di fare: la prossima volta che fate un percorso che fate spesso, concentrato il vostro sguardo a un'altezza che solitamente non è quella che è la vostra altezza normale per camminare. E vi assicuro scoprirete delle cose mai viste prima.<br><br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Urban fragments, the small objects that narrate the city. This is the title of Vittorio Magnano Lampugnani's book and it is a guide to urban wandering. It is a book that talks about one of my passions, that is the city in all its most fragmentary aspects, the little pills that I, in one way or another, continue to explore also in my audio podcast productions. In this book by Vittorio Magnano Lampugnani, a book that I still do not have, I have only read the review but I am going to buy it as soon as possible, I'll go to the bookstore to buy it, in this book he offers a review of fragments of what are the furnishings of the cities, and he divides them into three categories: micro-architectures, i.e. kiosks, public toilets, public transport stops, subway entrances, but also telephone booths; then he catalogs those that are real objects, think of fountains, monuments, the benches where you sit, street lamps, but also traffic lights to end up with the house numbers that are affixed on the entrance to the side of the doors; and then the third category is that of furnishings, elements of furniture, i.e. floors, manholes (if you have ever noticed, the manholes sometimes have real designs, real arabesques, very intricacies, especially the ancient ones) to then include pavements and fences. So it is a book that talks about the city, about the elements that compose it with an eye for detail and particulars. This is also my favorite way of navigating the city. Sometimes I take the streets, the paths that I always take, for example the one that takes me from my home to the market, which I walk very often, but then I fix my gaze towards the upper floors of the buildings, and in doing so I discover new things, in that street that I walk many times a week, I always discover new details that I had never noticed before, perhaps a balcony that has particular flowers, or a different color, a building. Here is an urban exercise that I suggest you do: the next time you take a route that you do often, focus your gaze at a height that is different from where you normally have your gaze while walking. I assure you, you will discover things never seen before.]]>
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        <![CDATA[Un semaforo, la targhetta col numero civico a fianco a un portone, una cabina telefonica, una panchina. Sono gli elementi che costituiscono l'arredo urbano, elementi che contribuiscono a creare il carattere di un luogo, eppuro spesso nessuno presta loro attenzione. "Frammenti urbani" è il libro di Vittorio Magnano Lampugnani completamente dedicato a questi piccoli oggetti che raccontano le città, una guida al vagabondaggio urbano. Non vedo l'ora di leggerlo! E intanto vi propongo un altro esercizio! (se siete curiosi di conoscere l'esercizio precedente, il #1, andate all'eposodio numero 205 di questo podcast).<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Frammenti urbani, i piccoli oggetti che raccontano le città. È questo il titolo del libro di Vittorio Magnano Lampugnani ed è una guida al vagabondaggio urbano. È un libro che parla di una delle mie passioni, cioè la città in tutti i suoi aspetti più frammentari, le piccole pillole che io, in un modo o nell'altro, continuo a elaborare anche nelle mie produzioni audio di podcast. In questo libro di Vittorio Magnano Lampugnani, libro che ancora io non ho, ho solo letto la recensione però appena possibile me lo compro, vado in libreria e lo prendo, offre in questo libro una rassegna di frammenti di quelli che sono gli arredi delle città, e lui li divide in tre categorie: le micro architetture, quindi i chioschi, i bagni pubblici, le fermate dei mezzi pubblici, gli ingressi delle metropolitane, ma anche le cabine telefoniche; poi cataloga quelli che sono veri e propri oggetti, quindi pensate alle fontane, ai monumenti, alle panchine dove ci si siede, ai lampioni della luce, ma anche ai semafori per arrivare fino ai numeri civici che sono apposti a fianco all'ingresso dei portoni; e poi la terza categoria è quella degli arredi, degli elementi di arredo, cioè le pavimentazioni, i tombini (che a volte se mai avete fatto caso i tombini a volte hanno dei veri e propri disegni, dei veri e propri arabeschi, delle cose molto intricate, dei fiori soprattutto quelli antichi) per arrivare poi fino alle pavimentazioni e alle recinzioni. Quindi è un libro che parla della città, delle cose che la compongono con un occhio di riguardo per il particolare e per il dettaglio. Questo è anche il modo che io prediligo di navigare la città. A volte faccio delle strade, dei percorsi che faccio sempre, ad esempio quello che da casa mia porta il mercato, che faccio molto spesso, però mi ripropongo di fissare il mio sguardo verso i piani alti dei palazzi, e facendo così scopro delle cose che, in quella strada che percorro moltissime volte alla settimana, scopro sempre dei nuovi particolari che prima non avevo mai notato, magari un balcone che ha dei fiori particolari, o un colore diverso, una costruzione, ecco è un esercizio urbano che vi suggerisco di fare: la prossima volta che fate un percorso che fate spesso, concentrato il vostro sguardo a un'altezza che solitamente non è quella che è la vostra altezza normale per camminare. E vi assicuro scoprirete delle cose mai viste prima.<br><br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Urban fragments, the small objects that narrate the city. This is the title of Vittorio Magnano Lampugnani's book and it is a guide to urban wandering. It is a book that talks about one of my passions, that is the city in all its most fragmentary aspects, the little pills that I, in one way or another, continue to explore also in my audio podcast productions. In this book by Vittorio Magnano Lampugnani, a book that I still do not have, I have only read the review but I am going to buy it as soon as possible, I'll go to the bookstore to buy it, in this book he offers a review of fragments of what are the furnishings of the cities, and he divides them into three categories: micro-architectures, i.e. kiosks, public toilets, public transport stops, subway entrances, but also telephone booths; then he catalogs those that are real objects, think of fountains, monuments, the benches where you sit, street lamps, but also traffic lights to end up with the house numbers that are affixed on the entrance to the side of the doors; and then the third category is that of furnishings, elements of furniture, i.e. floors, manholes (if you have ever noticed, the manholes sometimes have real designs, real arabesques, very intricacies, especially the ancient ones) to then include pavements and fences. So it is a book that talks about the city, about the elements that compose it with an eye for detail and particulars. This is also my favorite way of navigating the city. Sometimes I take the streets, the paths that I always take, for example the one that takes me from my home to the market, which I walk very often, but then I fix my gaze towards the upper floors of the buildings, and in doing so I discover new things, in that street that I walk many times a week, I always discover new details that I had never noticed before, perhaps a balcony that has particular flowers, or a different color, a building. Here is an urban exercise that I suggest you do: the next time you take a route that you do often, focus your gaze at a height that is different from where you normally have your gaze while walking. I assure you, you will discover things never seen before.]]>
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      <pubDate>Sun, 22 Aug 2021 12:13:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 230 TV anni '70</title>
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        <![CDATA[Negli anni '70 la televisione italiana proponeva programmi arguti, intelligenti e di grande spessore culturale. Da bambina, in uno di questi programmi guardato tardi, in seconda serata, scoprii il mestiere di giornalista, la prima scintilla che, qualche anno più tardi (con un film di Antonioni) si sarebbe trasformata in vocazione (vocazione abbandonata poi decenni più tardi dopo i fatti di Beslan, ma questa è veramente un'altra storia).<br><br>LINK<br>Carmelo Bene ospite di Maurizio Costanzo<br><a href="https://www.facebook.com/watch/?v=2613440645450990" rel="noopener">https://www.facebook.com/watch/?v=2613440645450990</a><br><br>Una delle mie newsletter preferite, la Letterina di Stefano Mirti<br><a href="https://tinyletter.com/stefi_idlab" rel="noopener">https://tinyletter.com/stefi_idlab</a><br><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Uno studio televisivo praticamente vuoto, due sedie, una di queste è una sedia di legno con la spalliera intagliata, un orologio a cucù a una parete, davanti alle due sedie un grande acquario con dei pesci dentro. Da una porta entra il presentatore che ha in mano dei fogli, ignora l'altra persona che è seduta nella sedia con la spalliera intagliata, va verso l'acquario solleva un coperchio dell'acquario e da un po di mangime ai pesci prendendolo da una ciotolina che è poggiata sulla parte di sopra, sul coperchio dell'acquario, e poi va a sedersi, sfoglia scartabellando tra i fogli si gira verso l'ospite, che è un uomo vestito con un abito elegante, capelli neri corvini, sigaretta in mano che fuma, e comincia a rivolgergli delle domande. Nasce così, ha così inizio uno scambio arguto, scoppiettante, pieno di citazioni, di parole in francese, di riferimenti, di rimandi. Sono le prime battute dell'intervista di Maurizio Costanzo a Carmelo Bene. Mi è capitata davanti in una delle newsletter che ricevo la mattina, a ricordare a me, e a tutti quanti, quello che la televisione in generale,e la televisione pubblica in particolare, sapeva essere, poteva essere in Italia nel 1979. Un'ora di conversazione che oggi sarebbe riservata ai canali più specialistici delle televisioni specialistiche via cavo a pagamento, che invece veniva data in pasto al pubblico notturno in seconda serata della televisione pubblica, prima che la televisione diventasse anche privata. Era il 1979. Me lo ricordo bene. Il programma si chiamava 'Acquario' era condotto da Maurizio Costanzo, da un fantastico Maurizio Costanzo, io ricordo ancora prima di 'Acquario' il programma 'Bontà loro' il primo talk show della televisione italiana, e ricordo che ero bambina, ero molto giovane, ma rimanevo alzata fino a tardi perché volevo vedere 'Bontà loro' di Maurizio Costanzo non ci capivo niente ma rimasi folgorata dalla figura del giornalista.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>A TV studio so good as empty, two chairs, one of these is a wooden chair with a carved back, a cuckoo clock on one wall, in front of the two chairs a large aquarium with fish in it. From a door enters the presenter, holding some sheets, he ignores the other person, who is sitting in the chair with the carved back, goes towards the aquarium, raises a lid of the aquarium and gives some food to the fish by taking it from a small bowl that is placed on the upper part, on the lid of the aquarium, and then goes to sit down, leafing through the sheets, turns to the guest, a man dressed in an elegant suit, raven black hair, cigarette in hand, smoking, and starts asking him questions. This is how it starts, thus began a witty, crackling exchange, full of quotations, words in French, references, cross-references. These are the first moments of Maurizio Costanzo's interview with Carmelo Bene. I stumbled upon it in one of the newsletters I receive in the morning, to remind me, and everyone, what TV in general, and public TV in particular, was in the position to be, could be in Italy in 1979. One hour of conversation that today would be reserved for the more specialized channels of specialized pay cable television, which instead was fed to the public at night in the late evening of public TV, before there were private TV channels. It was 1979. I remember it well. The program was called 'Acquario' was conducted by Maurizio Costanzo, by a fantastic Maurizio Costanzo, I remember even before 'Acquario' the program 'Bontà loro' [out of the kindness of their hearts], the first talk show on Italian TV, and I remember that I was a child, I was really very young, but I stayed up late because I wanted to see Maurizio Costanzo's 'Bontà loro' I didn't understand a thing but I was struck by the stature of the journalist.]]>
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      <pubDate>Sat, 21 Aug 2021 09:53:20 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 229 Cose finte</title>
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        <![CDATA[I metaracconti sono affascinanti, e lo sono anche i meta-programmi-tv, quelli che esistono solo nella finzione di altri programmi tv (veri). Benvenuti nel mondo di Nestflix!<br><br>LINK<br>Nestflix <a href="https://nestflix.fun/" rel="noopener">https://nestflix.fun/</a><br><br>Qui parlo di Davey Wreden e del suo meta videogioco The Beginner’s Guide <a href="https://addressapproximate.wordpress.com/2015/11/03/if-a-game-designer-in-a-designed-game/" rel="noopener">https://addressapproximate.wordpress.com/2015/11/03/if-a-game-designer-in-a-designed-game/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>C'è un genere artistico che mi piace particolarmente, è quello del meta racconto della meta opera d'arte cioè il racconto, il libro l'opera d'arte o anche il videogioco che si trovano all'interno di un altro libro, di un'altra opera d'arte o di un altro videogioco. Pensate a 'Se una notte d'inverno un viaggiatore' di Italo Calvino che è un libro che racchiude decine di altri libri dove però si sviluppa una storia, oppure io penso anche a 'The beginner's guide' il videogioco di Davey Wreden l'autore di 'The Stanley Parable' che se avete sentito un po' dei miei racconti nei tre minuti grezzi mi pare di avergli dedicato anche un episodio perché è un videogioco che trascende il racconto e trascende anche il rapporto tra narratore e giocatore. Girovagando tra le mie newsletter che ricevo ogni mattina me è arrivata una che parla dell'ennesimo racconto meta, e questa volta parliamo delle serie Netflix. Vi sarà capitato di guardare qualcosa alla televisione e in questo qualcosa si parla di un'altra serie televisiva, quindi la serie televisiva all'interno della serie televisiva. Ecco c'è una persona che ha pensato di raccogliere tutte queste false serie televisive, che non esistono se non nella finzione del racconto della serie televisiva, e di organizzarle così come vengono organizzati i programmi televisivi e gli sceneggiati all'interno del sito di Netflix. Avete presente no? Tutti i quadratini, tu clicchi sul quadratino e ti si apre la scheda del programma e poi puoi guardare il programma. È esattamente così, ha esattamente lo stesso design, l'unica differenza è che quando clicchi sul quadratino che ti parla del programma, non ti si apre il programma vero e proprio, non puoi guardarlo perché ripeto è un programma di finzione, però c'è un piccolo resoconto, una sinossi che ti dice di cosa parla e in quale programma reale appare. Ne ho aperto un paio che avevano attirato la mia attenzione, uno di questi è 'Fast animals slow children', animali veloci bambini lenti, ogni episodio è un interessantissimo inseguimento: gli animali sono molto veloci e i bambini sono molto lenti, naturalmente appare su 'Family guy' che è una serie di cartoni animati ideata da Seth MacFarlane, in italiano mi pare che si chiami i Griffin, è molto sarcastico.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>There is an artistic genre that I particularly like, it is the meta story, the meta work of art, i.e. the story, the book, the artwork or even the video game that are inside another book, another work of art or another video game. Think of 'If on a winter's night a traveller' by Italo Calvino, which is a book that contains dozens of other books where a story develops, or I also think of 'The beginner's guide' the videogame by Davey Wreden the author of 'The Stanley parable' that if you are familiar with the stories I tell in my podcast 3 uncut, I think I have also dedicated an episode to it, because it is a video game that transcends the story and also transcends the relationship between narrator and player. Wandering through the newsletters that I receive every morning, I got one that talks about yet another meta story, and this time we are talking about Netflix. It must have happened to you, to watch something on TV and in this something they talk about another TV series, which is therefore a TV series within the TV series. Someone has decided to collect all these fake TV series, which do not exist except in the fiction of the TV series, and to organize them as TV programs and dramas are organized within the Netflix site. You know, don't you? All the squares, you click on one square and the program tab opens and then you can watch the program. It is exactly like that, it has exactly the same design, the only difference is that when you click on the square that tells you about the program, the real program does not open to you, you cannot watch it because, I repeat, it is a fictional program, but there is a small summary, a synopsis that tells you what it's about and what real program it appears in. I opened a couple that caught my attention, one of them is 'Fast animals slow children', each episode being a very interesting chase: the animals are very fast and the children are very slow, of course it appears on 'Family guy 'which is a cartoon series created by Seth MacFarlane, in Italian I think it's called the Griffins, it's very sarcastic.]]>
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        <![CDATA[I metaracconti sono affascinanti, e lo sono anche i meta-programmi-tv, quelli che esistono solo nella finzione di altri programmi tv (veri). Benvenuti nel mondo di Nestflix!<br><br>LINK<br>Nestflix <a href="https://nestflix.fun/" rel="noopener">https://nestflix.fun/</a><br><br>Qui parlo di Davey Wreden e del suo meta videogioco The Beginner’s Guide <a href="https://addressapproximate.wordpress.com/2015/11/03/if-a-game-designer-in-a-designed-game/" rel="noopener">https://addressapproximate.wordpress.com/2015/11/03/if-a-game-designer-in-a-designed-game/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>C'è un genere artistico che mi piace particolarmente, è quello del meta racconto della meta opera d'arte cioè il racconto, il libro l'opera d'arte o anche il videogioco che si trovano all'interno di un altro libro, di un'altra opera d'arte o di un altro videogioco. Pensate a 'Se una notte d'inverno un viaggiatore' di Italo Calvino che è un libro che racchiude decine di altri libri dove però si sviluppa una storia, oppure io penso anche a 'The beginner's guide' il videogioco di Davey Wreden l'autore di 'The Stanley Parable' che se avete sentito un po' dei miei racconti nei tre minuti grezzi mi pare di avergli dedicato anche un episodio perché è un videogioco che trascende il racconto e trascende anche il rapporto tra narratore e giocatore. Girovagando tra le mie newsletter che ricevo ogni mattina me è arrivata una che parla dell'ennesimo racconto meta, e questa volta parliamo delle serie Netflix. Vi sarà capitato di guardare qualcosa alla televisione e in questo qualcosa si parla di un'altra serie televisiva, quindi la serie televisiva all'interno della serie televisiva. Ecco c'è una persona che ha pensato di raccogliere tutte queste false serie televisive, che non esistono se non nella finzione del racconto della serie televisiva, e di organizzarle così come vengono organizzati i programmi televisivi e gli sceneggiati all'interno del sito di Netflix. Avete presente no? Tutti i quadratini, tu clicchi sul quadratino e ti si apre la scheda del programma e poi puoi guardare il programma. È esattamente così, ha esattamente lo stesso design, l'unica differenza è che quando clicchi sul quadratino che ti parla del programma, non ti si apre il programma vero e proprio, non puoi guardarlo perché ripeto è un programma di finzione, però c'è un piccolo resoconto, una sinossi che ti dice di cosa parla e in quale programma reale appare. Ne ho aperto un paio che avevano attirato la mia attenzione, uno di questi è 'Fast animals slow children', animali veloci bambini lenti, ogni episodio è un interessantissimo inseguimento: gli animali sono molto veloci e i bambini sono molto lenti, naturalmente appare su 'Family guy' che è una serie di cartoni animati ideata da Seth MacFarlane, in italiano mi pare che si chiami i Griffin, è molto sarcastico.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>There is an artistic genre that I particularly like, it is the meta story, the meta work of art, i.e. the story, the book, the artwork or even the video game that are inside another book, another work of art or another video game. Think of 'If on a winter's night a traveller' by Italo Calvino, which is a book that contains dozens of other books where a story develops, or I also think of 'The beginner's guide' the videogame by Davey Wreden the author of 'The Stanley parable' that if you are familiar with the stories I tell in my podcast 3 uncut, I think I have also dedicated an episode to it, because it is a video game that transcends the story and also transcends the relationship between narrator and player. Wandering through the newsletters that I receive every morning, I got one that talks about yet another meta story, and this time we are talking about Netflix. It must have happened to you, to watch something on TV and in this something they talk about another TV series, which is therefore a TV series within the TV series. Someone has decided to collect all these fake TV series, which do not exist except in the fiction of the TV series, and to organize them as TV programs and dramas are organized within the Netflix site. You know, don't you? All the squares, you click on one square and the program tab opens and then you can watch the program. It is exactly like that, it has exactly the same design, the only difference is that when you click on the square that tells you about the program, the real program does not open to you, you cannot watch it because, I repeat, it is a fictional program, but there is a small summary, a synopsis that tells you what it's about and what real program it appears in. I opened a couple that caught my attention, one of them is 'Fast animals slow children', each episode being a very interesting chase: the animals are very fast and the children are very slow, of course it appears on 'Family guy 'which is a cartoon series created by Seth MacFarlane, in Italian I think it's called the Griffins, it's very sarcastic.]]>
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      <pubDate>Fri, 20 Aug 2021 06:50:30 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>I metaracconti sono affascinanti, e lo sono anche i meta-programmi-tv, quelli che esistono solo nella finzione di altri programmi tv (veri). Benvenuti nel mondo di Nestflix!LINKNestflix https://nestflix.fun/Qui parlo di Davey Wreden e del suo meta videogioco The Beginner’s Guide https://addressapproximate.wordpress.com/2015/11/03/if-a-game-designer-in-a-designed-game/TESTO TRASCRITTO (English translation below)C'è un genere artistico che mi piace particolarmente, è quello del meta racconto della meta opera d'arte cioè il racconto, il libro l'opera d'arte o anche il videogioco che si trovano all'interno di un altro libro, di un'altra opera d'arte o di un altro videogioco. Pensate a 'Se una notte d'inverno un viaggiatore' di Italo Calvino che è un libro che racchiude decine di altri libri dove però si sviluppa una storia, oppure io penso anche a 'The beginner's guide' il videogioco di Davey Wreden l'autore di 'The Stanley Parable' che se avete sentito un po' dei miei racconti nei tre minuti grezzi mi pare di avergli dedicato anche un episodio perché è un videogioco che trascende il racconto e trascende anche il rapporto tra narratore e giocatore. Girovagando tra le mie newsletter che ricevo ogni mattina me è arrivata una che parla dell'ennesimo racconto meta, e questa volta parliamo delle serie Netflix. Vi sarà capitato di guardare qualcosa alla televisione e in questo qualcosa si parla di un'altra serie televisiva, quindi la serie televisiva all'interno della serie televisiva. Ecco c'è una persona che ha pensato di raccogliere tutte queste false serie televisive, che non esistono se non nella finzione del racconto della serie televisiva, e di organizzarle così come vengono organizzati i programmi televisivi e gli sceneggiati all'interno del sito di Netflix. Avete presente no? Tutti i quadratini, tu clicchi sul quadratino e ti si apre la scheda del programma e poi puoi guardare il programma. È esattamente così, ha esattamente lo stesso design, l'unica differenza è che quando clicchi sul quadratino che ti parla del programma, non ti si apre il programma vero e proprio, non puoi guardarlo perché ripeto è un programma di finzione, però c'è un piccolo resoconto, una sinossi che ti dice di cosa parla e in quale programma reale appare. Ne ho aperto un paio che avevano attirato la mia attenzione, uno di questi è 'Fast animals slow children', animali veloci bambini lenti, ogni episodio è un interessantissimo inseguimento: gli animali sono molto veloci e i bambini sono molto lenti, naturalmente appare su 'Family guy' che è una serie di cartoni animati ideata da Seth MacFarlane, in italiano mi pare che si chiami i Griffin, è molto sarcastico.ENGLISH TRANSLATIONThere is an artistic genre that I particularly like, it is the meta story, the meta work of art, i.e. the story, the book, the artwork or even the video game that are inside another book, another work of art or another video game. Think of 'If on a winter's night a traveller' by Italo Calvino, which is a book that contains dozens of other books where a story develops, or I also think of 'The beginner's guide' the videogame by Davey Wreden the author of 'The Stanley parable' that if you are familiar with the stories I tell in my podcast 3 uncut, I think I have also dedicated an episode to it, because it is a video game that transcends the story and also transcends the relationship between narrator and player. Wandering through the newsletters that I receive every morning, I got one that talks about yet another meta story, and this time we are talking about Netflix. It must have happened to you, to watch something on TV and in this something they talk about another TV series, which is therefore a TV series within the TV series. Someone has decided...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 228 Caffè</title>
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        <![CDATA[L'Italia è convinta di fare il migliore caffè del mondo. Evidentemente non ne hanno bevuto molti all'estero.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Quando abitavo fuori dall'Italia tappa obbligata del mio rientro in Italia era l'arrivo all'aeroporto internazionale di Fiumicino, e spesso venivano a prendermi degli amici all'aeroporto e spesso questi amici mi dicevano: ah, adesso finalmente ti potrai bere un bel caffè italiano, ci prendiamo un bel caffè italiano al bar dell'aeroporto! E io inorridito e dicevo, ma per carità di Dio ti prego no andiamo a casa, il caffè all'aeroporto non lo voglio. Perché in Italia c'è questa c'è questa immagine di sè, si crede che il caffè italiano sia il caffè per eccellenza più buono al mondo. E invece io in Italia, soprattutto nei bar, bevo tra i caffè peggiori al mondo perché non c'è una cultura vera del caffè, si crede che il caffè sia questa cosa amara che ti danno in un fondo di tazzina senza senza grandi riguardi, senza grande attenzione, senza grandi differenziazioni. E invece il caffè è un'arte che piano piano il resto del mondo ha scoperto. Cosa fondamentale il modo in cui viene preparato, la pulitura, la pulizia dei filtri delle macchine che preparano i caffè, infatti quando tu all'estero prendi un uno 'short black' quindi quello che per noi è il caffè 'normale', all'estero è solo uno dei tanti modi di bere il caffè, io bevo da sempre il caffè senza zucchero però non è mai bruciato, invece qui al bar quando sono costretta a prendere il caffè, perché mangio fuori e dopo pranzo a me piace bere il caffè, e quindi sono costretto a prendere il caffè al ristorante, spesso e volentieri oltre che arrivarmi tiepido, c'è anche quel terribile sapore di bruciato di filtro non pulito. Sì gli italiani  sono un po' schizzinosi da questo punto di vista, ma schizzinosi senza averne invece il motivo, perché mentre per tantissimi altri alimenti e bevande l'Italia veramente può vantare un primato, per il caffè mi dispiace dirvelo, assolutamente no. Per fortuna adesso anche nella mia città a Cagliari stanno venendo fuori dei luoghi dove invece il caffè si fa con tutti i crismi, si offrono diversi tipi di caffè, si offre il caffè che viene fatto nelle ampolle, quello preparato a freddo, insomma tutti i vari tipi di caffè che si possono trovare nelle caffetterie in giro per il mondo. E attenzione: la grande rivoluzione del caffè in Italia non sarà l'apertura della catena di Starbucks, no la grande rivoluzione in Italia sarà quando anche al bar riusciranno a farti un caffè che non sa di fondo di caffè bruciato e che potrò bere tranquillamente senza zucchero.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>When I lived outside Italy, an obligatory stop on my return to Italy was the arrival at the international airport of Fiumicino, and often friends came to pick me up at the airport and often these friends would say to me: ah, now you can finally have a nice Italian coffee, let's have a nice Italian coffee at the airport! And I was horrified and said, but for God's sake please no let's go home, I don't want to drink coffee at the airport. Because in Italy there is this self-image, it is believed that Italian coffee is the best coffee par excellence in the world, but alas, in Italy, especially in bars, I drink among the worst coffees in the world because there is no real coffee culture, it is believed that coffee is this bitter thing that they give you in a cup without any great consideration, without great attention, without great differentiation. Instead, coffee is an art that the rest of the world has slowly discovered. What is fundamental is the way in which it is prepared, the cleaning, the cleaning of the filters of the machines that prepare the coffees, in fact when you are abroad and you order a 'short black' - what for us is a 'normal' coffee - abroad it is just one of the many ways to drink coffee, I have always been drinking coffee without sugar but it is never burned, instead here at the bar when I am forced to have a coffee, because I eat out and after lunch I like to have a coffee, and therefore I have to take a coffee at the restaurant, often and willingly as well as arriving lukewarm, there is also that terrible taste of burnt unclean filter. Yes, Italians are a bit picky from this point of view, but picky without having the reason to be so, because while for many other foods and drinks Italy really can boast a record, for coffee I'm sorry to tell you, absolutely not. Fortunately, now even in my city in Cagliari, there are places where coffee is made properly, different types of coffee are offered, coffee that is made in ampoules, the one prepared cold, in short, all the various types of coffee that can be found in coffee shops around the world. And beware: the great coffee revolution in Italy will not be the opening of the Starbucks chain, no the great revolution in Italy will be when even at the bar they manage to make you a coffee that does not taste like burnt coffee and that I can drink safely without sugar.]]>
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        <![CDATA[L'Italia è convinta di fare il migliore caffè del mondo. Evidentemente non ne hanno bevuto molti all'estero.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Quando abitavo fuori dall'Italia tappa obbligata del mio rientro in Italia era l'arrivo all'aeroporto internazionale di Fiumicino, e spesso venivano a prendermi degli amici all'aeroporto e spesso questi amici mi dicevano: ah, adesso finalmente ti potrai bere un bel caffè italiano, ci prendiamo un bel caffè italiano al bar dell'aeroporto! E io inorridito e dicevo, ma per carità di Dio ti prego no andiamo a casa, il caffè all'aeroporto non lo voglio. Perché in Italia c'è questa c'è questa immagine di sè, si crede che il caffè italiano sia il caffè per eccellenza più buono al mondo. E invece io in Italia, soprattutto nei bar, bevo tra i caffè peggiori al mondo perché non c'è una cultura vera del caffè, si crede che il caffè sia questa cosa amara che ti danno in un fondo di tazzina senza senza grandi riguardi, senza grande attenzione, senza grandi differenziazioni. E invece il caffè è un'arte che piano piano il resto del mondo ha scoperto. Cosa fondamentale il modo in cui viene preparato, la pulitura, la pulizia dei filtri delle macchine che preparano i caffè, infatti quando tu all'estero prendi un uno 'short black' quindi quello che per noi è il caffè 'normale', all'estero è solo uno dei tanti modi di bere il caffè, io bevo da sempre il caffè senza zucchero però non è mai bruciato, invece qui al bar quando sono costretta a prendere il caffè, perché mangio fuori e dopo pranzo a me piace bere il caffè, e quindi sono costretto a prendere il caffè al ristorante, spesso e volentieri oltre che arrivarmi tiepido, c'è anche quel terribile sapore di bruciato di filtro non pulito. Sì gli italiani  sono un po' schizzinosi da questo punto di vista, ma schizzinosi senza averne invece il motivo, perché mentre per tantissimi altri alimenti e bevande l'Italia veramente può vantare un primato, per il caffè mi dispiace dirvelo, assolutamente no. Per fortuna adesso anche nella mia città a Cagliari stanno venendo fuori dei luoghi dove invece il caffè si fa con tutti i crismi, si offrono diversi tipi di caffè, si offre il caffè che viene fatto nelle ampolle, quello preparato a freddo, insomma tutti i vari tipi di caffè che si possono trovare nelle caffetterie in giro per il mondo. E attenzione: la grande rivoluzione del caffè in Italia non sarà l'apertura della catena di Starbucks, no la grande rivoluzione in Italia sarà quando anche al bar riusciranno a farti un caffè che non sa di fondo di caffè bruciato e che potrò bere tranquillamente senza zucchero.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>When I lived outside Italy, an obligatory stop on my return to Italy was the arrival at the international airport of Fiumicino, and often friends came to pick me up at the airport and often these friends would say to me: ah, now you can finally have a nice Italian coffee, let's have a nice Italian coffee at the airport! And I was horrified and said, but for God's sake please no let's go home, I don't want to drink coffee at the airport. Because in Italy there is this self-image, it is believed that Italian coffee is the best coffee par excellence in the world, but alas, in Italy, especially in bars, I drink among the worst coffees in the world because there is no real coffee culture, it is believed that coffee is this bitter thing that they give you in a cup without any great consideration, without great attention, without great differentiation. Instead, coffee is an art that the rest of the world has slowly discovered. What is fundamental is the way in which it is prepared, the cleaning, the cleaning of the filters of the machines that prepare the coffees, in fact when you are abroad and you order a 'short black' - what for us is a 'normal' coffee - abroad it is just one of the many ways to drink coffee, I have always been drinking coffee without sugar but it is never burned, instead here at the bar when I am forced to have a coffee, because I eat out and after lunch I like to have a coffee, and therefore I have to take a coffee at the restaurant, often and willingly as well as arriving lukewarm, there is also that terrible taste of burnt unclean filter. Yes, Italians are a bit picky from this point of view, but picky without having the reason to be so, because while for many other foods and drinks Italy really can boast a record, for coffee I'm sorry to tell you, absolutely not. Fortunately, now even in my city in Cagliari, there are places where coffee is made properly, different types of coffee are offered, coffee that is made in ampoules, the one prepared cold, in short, all the various types of coffee that can be found in coffee shops around the world. And beware: the great coffee revolution in Italy will not be the opening of the Starbucks chain, no the great revolution in Italy will be when even at the bar they manage to make you a coffee that does not taste like burnt coffee and that I can drink safely without sugar.]]>
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      <pubDate>Thu, 19 Aug 2021 06:46:53 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 227 Radiodramma giapponese</title>
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        <![CDATA[Immaginate di ascoltare un radiodramma in giapponese e di capire tutto quello che succede, anche se non parlate la lingua. È quello che è deve essere successo agli ascoltatori di un'emittente tedesca negli anni '60 quando è stato messo in onda il radiodramma Marathon di Naoya Uchimura preceduto da una breve introduzione in tedesco. Io ho ripetuto l'esperimento e il risultato è stato incredibile, godibilissimo. Sì perché il radiodramma Marathon di Naoya Uchimura è costruito così bene che si capisce anche solo conoscendo l'argomento di cui parla a grandi linee. <br><br>LINK<br>Purtroppo non trovo pagine italiane che parlino del radiodramma, ecco la pagina in tedesco con fotografie scattate durante la registrazione<br><a href="https://hoerspiele.dra.de/vollinfo.php?dukey=4914110&amp;SID" rel="noopener">https://hoerspiele.dra.de/vollinfo.php?dukey=4914110&amp;SID</a><br><br>TESTO TRASCRITTO  (English translation below)<br>Nelle mie ricerche e nelle mie letture, nei miei ascolti a proposito dei radiodrammi sono incappata in una perla, ora non so se sono incappata in questa perla perché sono appena finite le Olimpiadi, quindi la parola 'maratona' ha attirato il mio sguardo, perché si sa, la maratona è la regina delle discipline olimpiche, sta di fatto che sono incappata letteralmente in questa in questa perla: un radiodramma giapponese che risale agli anni Cinquanta, mi pare '56 o '57, e racconta il monologo interiore, anzi il dialogo interiore di questo maratoneta che sta completando la gara, è un dialogo tra sé e il suo allenatore. Cos'ha di particolare? È abbastanza lungo dura circa una quarantina di minuti, ma la cosa particolare è che se si ascolta in Giappone c'è ad ascoltarlo una persona che capisce il giapponese si tratta semplicemente di un bel radiodramma fatto bene, molto curato nei suoni e nelle ambientazioni. Però quello che mi ha colpito, e come ho anche trovato questo radiodramma, è che nel 1962 una radio pubblica tedesca, la Bayerischen Rundfunk, lo ha trasmesso in versione integrale in giapponese per il suo pubblico che non parlava il giapponese ma parlava il tedesco. Io ho la fortuna di capire il tedesco quindi sono riuscita a capire i dieci minuti di introduzione dove spiegano in tedesco di cosa si tratta, le varie fasi di questo radiodramma, e poi durante il radiodramma in giapponese ogni cinque dieci minuti lo speaker in tedesco diceva "Ecco adesso c'è la scena coi genitori", "Ecco adesso c'è la scena dove si ricorda il suo fallimento precedente" così. Quindi questi 75 circa minuti di trasmissione con l'introduzione in tedesco e poi tutto il radiodramma in giapponese. Questo radiodramma giapponese si può seguire benissimo se si capiscono le introduzioni in tedesco, è un esempio di un radio dramma che si può seguire con tranquillità e con grande gusto e con grande soddisfazione anche se non si parla la lingua, perché è fatto in un modo pazzesco. Per quasi tutto il radio dramma c'è il ritmo che viene dato mentalmente dall'allenatore 'uno-due uno-due', poi il respiro affannato che se voi avete mai corso sapete il ritmo che si forma nel respiro, le voci e il rumore della gente che fa il tifo, è veramente pazzesco ed è una perla. Purtroppo non posso mettervi il link perché son riuscita a trovarlo con grande difficoltà per poterlo studiare ma non ho l'autorizzazione a diffonderlo. Però se vi capita mai nella vita, non perdetevi Marathon di Naoya Uchimura.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>In my research and in my readings, in my listening about radio plays, I stumbled upon a pearl, now I don't know if I stumbled upon this pearl because the Olympics have just ended and the word 'marathon' caught my eye, because you know, the marathon is the queen of the Olympic disciplines, the fact is that I literally stumbled upon this rare find: a Japanese radio drama that dates back to the fifties, I think '56 or '57, and tells the inner monologue, actually the inner dialogue of this marathon runner who is completing the race, is a dialogue between himself and his coach. What's special about it? It is quite long and lasts about forty minutes, but the particular thing is that if someone listens to it in Japan, and the listener is someone who understands Japanese, it is simply a good radio play done well, with great attention to sounds and settings. But what struck me, and this is also how I found this radio play, is that in 1962 a German public radio, Bayerischen Rundfunk, broadcast it in full version in Japanese for its audience who did not speak Japanese but spoke German. I am lucky to understand German so I managed to understand the ten minutes of introduction where they explain in German what it is about, the various phases of this radio play, and then during the Japanese radio play every five to ten minutes the speaker in German says something like "Here now is the scene with the parents", "Here now is the scene where he remembers his previous failure" and so on. So, 75 minutes ca. of broadcast with the introduction in German and then the whole radio play in Japanese. This Japanese radio play can be followed very well if you understand the introductions in German, it is an example of a radio drama that can be followed with ease and with great enjoyment and satisfaction even if you do not speak the language, because of the incredible way in which it is constructed. For almost all the radio drama there is the mental rhythm given by the coach 'one-two one-two', then the laboured breathing that if you have ever run you know the rhythm that is formed while breathing, the voices and the noise of people cheering, it's really amazing and it's a pearl. Unfortunately, I cannot put the link because I was able to find it with great difficulty in order to study it but I do not have the authorization to disseminate it. But if you ever happen to stumble upon it, don't miss Naoya Uchimura's Marathon.]]>
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        <![CDATA[Immaginate di ascoltare un radiodramma in giapponese e di capire tutto quello che succede, anche se non parlate la lingua. È quello che è deve essere successo agli ascoltatori di un'emittente tedesca negli anni '60 quando è stato messo in onda il radiodramma Marathon di Naoya Uchimura preceduto da una breve introduzione in tedesco. Io ho ripetuto l'esperimento e il risultato è stato incredibile, godibilissimo. Sì perché il radiodramma Marathon di Naoya Uchimura è costruito così bene che si capisce anche solo conoscendo l'argomento di cui parla a grandi linee. <br><br>LINK<br>Purtroppo non trovo pagine italiane che parlino del radiodramma, ecco la pagina in tedesco con fotografie scattate durante la registrazione<br><a href="https://hoerspiele.dra.de/vollinfo.php?dukey=4914110&amp;SID" rel="noopener">https://hoerspiele.dra.de/vollinfo.php?dukey=4914110&amp;SID</a><br><br>TESTO TRASCRITTO  (English translation below)<br>Nelle mie ricerche e nelle mie letture, nei miei ascolti a proposito dei radiodrammi sono incappata in una perla, ora non so se sono incappata in questa perla perché sono appena finite le Olimpiadi, quindi la parola 'maratona' ha attirato il mio sguardo, perché si sa, la maratona è la regina delle discipline olimpiche, sta di fatto che sono incappata letteralmente in questa in questa perla: un radiodramma giapponese che risale agli anni Cinquanta, mi pare '56 o '57, e racconta il monologo interiore, anzi il dialogo interiore di questo maratoneta che sta completando la gara, è un dialogo tra sé e il suo allenatore. Cos'ha di particolare? È abbastanza lungo dura circa una quarantina di minuti, ma la cosa particolare è che se si ascolta in Giappone c'è ad ascoltarlo una persona che capisce il giapponese si tratta semplicemente di un bel radiodramma fatto bene, molto curato nei suoni e nelle ambientazioni. Però quello che mi ha colpito, e come ho anche trovato questo radiodramma, è che nel 1962 una radio pubblica tedesca, la Bayerischen Rundfunk, lo ha trasmesso in versione integrale in giapponese per il suo pubblico che non parlava il giapponese ma parlava il tedesco. Io ho la fortuna di capire il tedesco quindi sono riuscita a capire i dieci minuti di introduzione dove spiegano in tedesco di cosa si tratta, le varie fasi di questo radiodramma, e poi durante il radiodramma in giapponese ogni cinque dieci minuti lo speaker in tedesco diceva "Ecco adesso c'è la scena coi genitori", "Ecco adesso c'è la scena dove si ricorda il suo fallimento precedente" così. Quindi questi 75 circa minuti di trasmissione con l'introduzione in tedesco e poi tutto il radiodramma in giapponese. Questo radiodramma giapponese si può seguire benissimo se si capiscono le introduzioni in tedesco, è un esempio di un radio dramma che si può seguire con tranquillità e con grande gusto e con grande soddisfazione anche se non si parla la lingua, perché è fatto in un modo pazzesco. Per quasi tutto il radio dramma c'è il ritmo che viene dato mentalmente dall'allenatore 'uno-due uno-due', poi il respiro affannato che se voi avete mai corso sapete il ritmo che si forma nel respiro, le voci e il rumore della gente che fa il tifo, è veramente pazzesco ed è una perla. Purtroppo non posso mettervi il link perché son riuscita a trovarlo con grande difficoltà per poterlo studiare ma non ho l'autorizzazione a diffonderlo. Però se vi capita mai nella vita, non perdetevi Marathon di Naoya Uchimura.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>In my research and in my readings, in my listening about radio plays, I stumbled upon a pearl, now I don't know if I stumbled upon this pearl because the Olympics have just ended and the word 'marathon' caught my eye, because you know, the marathon is the queen of the Olympic disciplines, the fact is that I literally stumbled upon this rare find: a Japanese radio drama that dates back to the fifties, I think '56 or '57, and tells the inner monologue, actually the inner dialogue of this marathon runner who is completing the race, is a dialogue between himself and his coach. What's special about it? It is quite long and lasts about forty minutes, but the particular thing is that if someone listens to it in Japan, and the listener is someone who understands Japanese, it is simply a good radio play done well, with great attention to sounds and settings. But what struck me, and this is also how I found this radio play, is that in 1962 a German public radio, Bayerischen Rundfunk, broadcast it in full version in Japanese for its audience who did not speak Japanese but spoke German. I am lucky to understand German so I managed to understand the ten minutes of introduction where they explain in German what it is about, the various phases of this radio play, and then during the Japanese radio play every five to ten minutes the speaker in German says something like "Here now is the scene with the parents", "Here now is the scene where he remembers his previous failure" and so on. So, 75 minutes ca. of broadcast with the introduction in German and then the whole radio play in Japanese. This Japanese radio play can be followed very well if you understand the introductions in German, it is an example of a radio drama that can be followed with ease and with great enjoyment and satisfaction even if you do not speak the language, because of the incredible way in which it is constructed. For almost all the radio drama there is the mental rhythm given by the coach 'one-two one-two', then the laboured breathing that if you have ever run you know the rhythm that is formed while breathing, the voices and the noise of people cheering, it's really amazing and it's a pearl. Unfortunately, I cannot put the link because I was able to find it with great difficulty in order to study it but I do not have the authorization to disseminate it. But if you ever happen to stumble upon it, don't miss Naoya Uchimura's Marathon.]]>
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      <pubDate>Wed, 18 Aug 2021 07:15:17 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 226 Imparare l'inglese</title>
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        <![CDATA[Come ho migliorato l'inglese ascoltando i programmi della radio 3RPH dove leggevano i quotidiani da cima a fondo. <br><br>LINK<br>Radio 3RPH di Vision Australia dove ogni giorno leggono i quotidiani da cima a fondo (inclusi i necrologi!)<br><a href="https://radio.visionaustralia.org/" rel="noopener">https://radio.visionaustralia.org/</a><br><br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Quando mi sono trasferita a Melbourne avevo già concluso il mio corso di studi con una laurea in Lingue e Letterature Straniere, e praticavo l'inglese a scuola all'università già da più di dieci anni, quindi sapevo leggere l'inglese senza problemi, lo sapevo anche scrivere discretamente e quindi ero convinta di sapere l'inglese. Bene quando arrivai a Melbourne impiegai 8 mesi a capire quello che mi dicevano gli altri perché a parte la pronuncia australiana, però non riuscivo a seguire una conversazione mi perdevo. Uno dei modi che avevo escogitato per migliorare il mio inglese, anche perché avevo cercato di iscrivermi a qualche scuola d'inglese per migliorare appunto le mie conoscenze, però la prima cosa che facevano è farmi fare un test d'ingresso, ed dal test d'ingresso risultava che io sapevo già molto bene l'inglese, per cui non trovavo una scuola dove poter fare semplicemente conversazione. Allora avevo Escogitato questa cosa qua: in Australia c'è una radio che si chiama 3RPH che significa 'radio for the print handicapped', per le persone che non sanno leggere, hanno problemi a leggere o vedono male. E la cosa fantastica che fa questa stazione radio è che prende tutti i giornali la mattina e li legge da copertina a copertina, dall'inizio alla fine. Quindi cosa facevo io, prendevo il quotidiano locale di Melbourne, The Age, accendevo allora che sapevo che leggevano il The Age, e poi seguivo articolo dopo articolo quello che leggevano gli speaker, quindi avevo davanti a me il testo scritto e quindi mi limitavo a sentire la pronuncia. Tra l'altro, le persone che lavorano, che offrivano questo servizio alla radio erano tutti volontari, spesso i volontari erano persone di una certa età in pensione, e quindi i maestri in pensione, persone con una pronuncia fantastica, comprensibilissima, è così che ho migliorato notevolmente il mio inglese fino appunto, dopo otto mesi che stavo in Australia, ho finalmente cominciato a prender parte alla vita, alla vita sociale nel senso che quando mi trovavo a una cena, o con amici, e mi chiedevano qualcosa ero non solo in grado di rispondere, ma anche di seguire poi quello che gli altri dicevano, soprattutto quando si incrociavano le conversazioni che allora è particolarmente difficile seguire. Comunque un consiglio: per imparare una lingua la cosa che aiuta di più è la frustrazione, solo quando vi sentite veramente frustrati imparate qualcosa.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>When I moved to Melbourne I had already completed my course of study with a degree in Foreign Languages and Literature, and I had been practicing English in school at university for over ten years, so I could read English without any problems. I also knew how to write fairly well and therefore I was convinced that I knew English. Well, when I arrived in Melbourne it took me 8 months to understand what others were saying around me because, apart from the Australian accent, I wasn't able to follow a conversation, I was lost. One of the ways that I had devised to improve my English, also because I had tried to enroll in some English classes to improve my knowledge, but the first thing they did was to make me complete an entrance test, and according to the entrance test [based on grammar], my English was already very good, so I couldn't find a school where I could simply practise conversation. So I had come up with this trick: in Australia there is a radio called 3RPH which means 'radio for the print handicapped', for people who cannot read, who have problems reading or have poor vision. The great thing that this radio station does, is that it takes all morning newspapers and reads them from cover to cover, from start to finish. So, here's what I used to do: I took the local Melbourne newspaper, The Age, I switched on 3RPH when I knew they were reading The Age, and then I followed article after article while the speakers read, so I had the written text in front of me and therefore I limited myself to learn the pronunciation. BTW, the people who worked, who offered this service on the radio were all volunteers, often the volunteers were retired people of a certain age, so you had retired teachers, people with a fantastic pronunciation, very understandable, that's how I was able to greatly improved my English until the point when, after eight months of being in Australia, I finally began to take part in life, in social life, in the sense that when I was at a dinner, or with friends, and they asked me something I was not only able to respond, but also to follow what others were saying, especially when conversations crossed one another which makes it particularly difficult to follow. However, a piece of advice: to learn a language the thing that helps the most is frustration, only when you feel really frustrated you go on learning.]]>
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        <![CDATA[Come ho migliorato l'inglese ascoltando i programmi della radio 3RPH dove leggevano i quotidiani da cima a fondo. <br><br>LINK<br>Radio 3RPH di Vision Australia dove ogni giorno leggono i quotidiani da cima a fondo (inclusi i necrologi!)<br><a href="https://radio.visionaustralia.org/" rel="noopener">https://radio.visionaustralia.org/</a><br><br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Quando mi sono trasferita a Melbourne avevo già concluso il mio corso di studi con una laurea in Lingue e Letterature Straniere, e praticavo l'inglese a scuola all'università già da più di dieci anni, quindi sapevo leggere l'inglese senza problemi, lo sapevo anche scrivere discretamente e quindi ero convinta di sapere l'inglese. Bene quando arrivai a Melbourne impiegai 8 mesi a capire quello che mi dicevano gli altri perché a parte la pronuncia australiana, però non riuscivo a seguire una conversazione mi perdevo. Uno dei modi che avevo escogitato per migliorare il mio inglese, anche perché avevo cercato di iscrivermi a qualche scuola d'inglese per migliorare appunto le mie conoscenze, però la prima cosa che facevano è farmi fare un test d'ingresso, ed dal test d'ingresso risultava che io sapevo già molto bene l'inglese, per cui non trovavo una scuola dove poter fare semplicemente conversazione. Allora avevo Escogitato questa cosa qua: in Australia c'è una radio che si chiama 3RPH che significa 'radio for the print handicapped', per le persone che non sanno leggere, hanno problemi a leggere o vedono male. E la cosa fantastica che fa questa stazione radio è che prende tutti i giornali la mattina e li legge da copertina a copertina, dall'inizio alla fine. Quindi cosa facevo io, prendevo il quotidiano locale di Melbourne, The Age, accendevo allora che sapevo che leggevano il The Age, e poi seguivo articolo dopo articolo quello che leggevano gli speaker, quindi avevo davanti a me il testo scritto e quindi mi limitavo a sentire la pronuncia. Tra l'altro, le persone che lavorano, che offrivano questo servizio alla radio erano tutti volontari, spesso i volontari erano persone di una certa età in pensione, e quindi i maestri in pensione, persone con una pronuncia fantastica, comprensibilissima, è così che ho migliorato notevolmente il mio inglese fino appunto, dopo otto mesi che stavo in Australia, ho finalmente cominciato a prender parte alla vita, alla vita sociale nel senso che quando mi trovavo a una cena, o con amici, e mi chiedevano qualcosa ero non solo in grado di rispondere, ma anche di seguire poi quello che gli altri dicevano, soprattutto quando si incrociavano le conversazioni che allora è particolarmente difficile seguire. Comunque un consiglio: per imparare una lingua la cosa che aiuta di più è la frustrazione, solo quando vi sentite veramente frustrati imparate qualcosa.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>When I moved to Melbourne I had already completed my course of study with a degree in Foreign Languages and Literature, and I had been practicing English in school at university for over ten years, so I could read English without any problems. I also knew how to write fairly well and therefore I was convinced that I knew English. Well, when I arrived in Melbourne it took me 8 months to understand what others were saying around me because, apart from the Australian accent, I wasn't able to follow a conversation, I was lost. One of the ways that I had devised to improve my English, also because I had tried to enroll in some English classes to improve my knowledge, but the first thing they did was to make me complete an entrance test, and according to the entrance test [based on grammar], my English was already very good, so I couldn't find a school where I could simply practise conversation. So I had come up with this trick: in Australia there is a radio called 3RPH which means 'radio for the print handicapped', for people who cannot read, who have problems reading or have poor vision. The great thing that this radio station does, is that it takes all morning newspapers and reads them from cover to cover, from start to finish. So, here's what I used to do: I took the local Melbourne newspaper, The Age, I switched on 3RPH when I knew they were reading The Age, and then I followed article after article while the speakers read, so I had the written text in front of me and therefore I limited myself to learn the pronunciation. BTW, the people who worked, who offered this service on the radio were all volunteers, often the volunteers were retired people of a certain age, so you had retired teachers, people with a fantastic pronunciation, very understandable, that's how I was able to greatly improved my English until the point when, after eight months of being in Australia, I finally began to take part in life, in social life, in the sense that when I was at a dinner, or with friends, and they asked me something I was not only able to respond, but also to follow what others were saying, especially when conversations crossed one another which makes it particularly difficult to follow. However, a piece of advice: to learn a language the thing that helps the most is frustration, only when you feel really frustrated you go on learning.]]>
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      <pubDate>Tue, 17 Aug 2021 10:08:53 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 225 Sottotitoli</title>
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        <![CDATA[TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Oggi vi porto con me dietro le quinte dei tre minuti grezzi nuovamente dietro le quinte per parlarvi delle traduzioni che faccio in inglese. Da qualche settimana, ormai quasi da qualche mese, oltre a registrare i miei tre minuti senza nessun editing in italiano, una volta terminati i tre minuti esatti, poi creo una specie di video, dove non succede niente, dove però quando la gente sente le mie parole in italiano, sotto compaiono i sottotitoli in inglese. Perché vi voglio parlare di queste traduzioni? Perché non sono delle traduzioni vere e proprie, perché sottotitolare è un'operazione molto diversa dalla traduzione, infatti se voi leggete la trascrizione in inglese, la traduzione inglese della trascrizione dei miei testi, sembra che sia 'scritta male' perché non è la scrittura per la lettura, è la scrittura per il parlato, e quando noi parliamo ci sono un sacco di imprecisioni: iniziamo a dire una cosa poi a metà frase cambiamo idea parliamo di qualcos'altro, iniziamo al femminile e continuiamo al maschile, al plurale e poi ci dimentichiamo di quello che stavamo dicendo. Mentre nel discorso parlato queste cose rientrano, fanno parte del ritmo del linguaggio, dove il significato viene dato non solo dalle parole vere e proprie ma anche da tutti quegli altri suoni, rumori, pause, esitazioni che costituiscono il nostro linguaggio, quando si fa una trascrizione con i sottotitoli, bisogna fare attenzione ad esempio a non cadere, a non farsi prendere dalla tentazione di 'rimettere a posto il discorso'. A volte mi rendo conto che mentre traduco in inglese vorrei rimettere a posto la frase, perché non va bene, il verbo andava prima, non dopo eccetera, però secondo me invece è importante mantenere l'ordine 'disordinato' del parlato, anzitutto perché chi capisce un po' l'italiano così può seguire, infatti anche per questo lo faccio, perché ci sono persone che capiscono un po' di italiano e riconoscono qualche parola ma non abbastanza da seguire tutto in originale, e così è la trascrizione in inglese è una specie di guida pari-pari che permette di sentire il podcast completamente in italiano, però di capire di che cosa si parla, quindi utilizzare anche l'intonazione della voce, le pause e tutti questi altri segnali che non sono strettamente di parola scritta, per comprendere meglio il testo. Ecco volevo condividere con voi oggi questo piccolo spaccato di quello che succede dietro le quinte dei miei tre minuti grezzi che in inglese ho chiamato '3 uncut', quindi tre non tagliati. Oggi vi ho raccontato questa cosa qua. A domani.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today I'm taking you behind the scenes of my 3 uncut minutes, backstage once more to talk to you about the translations I do into English. For a few weeks, almost a few months now, in addition to recording my three minutes without any editing in Italian, once I have recorded exactly three minutes, I create a sort of video, where nothing happens, but where, however, when people hear my words in Italian, they see the subtitles in English appearing below. Why do I want to tell you about these translations? Because they are not 'proper' translations, because subtitling is a very different operation from translation, in fact if you read the transcription in English, the English translation of the transcription of my texts, it seems that it is 'poorly written' because it has not be written for the page, it is written for the spoken word, and when we speak there are a lot of inaccuracies: we start saying one thing then in the middle of a sentence we change our mind and we talk about something else, we start in the feminine and continue in the masculine, we go into plural and then we forget what we were saying. While these things are part of the spoken discourse, they are part of the rhythm of language, where the meaning is given not only by the actual words but also by all those other sounds, noises, pauses, hesitations that make up our language, when we do a transcription with subtitles, you have to be careful, for example, not to fall, not to get caught up in the temptation to 'fix the speech'. Sometimes I realise that while translating into English, I would like to fix the sentences, because they aren't correct, the verb should have gone before, not after, etc. but I think that it is important to keep this 'disorganised' order that belongs to the spoken word, first of all because people who understand a little of Italian can follow, in fact this is also one reason why I do it, because there are people who understand a little Italian and can recognise some words, but they don't know enough to follow everything in original, and so the English transcription is a kind of step-by-step guide that allows people to listen to the podcast in Italian, but to actually understand what I am talking about, also using the intonation of the my voice, the pauses and all these other signs that are not just the written words, to better understand the text. Here I wanted to share with you today this little glimpse of what goes on behind the scenes of my three uncut minutes which in Italian are called '3 raw minutes', so three raw. Today I shared this with you. See you tomorrow.]]>
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        <![CDATA[TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Oggi vi porto con me dietro le quinte dei tre minuti grezzi nuovamente dietro le quinte per parlarvi delle traduzioni che faccio in inglese. Da qualche settimana, ormai quasi da qualche mese, oltre a registrare i miei tre minuti senza nessun editing in italiano, una volta terminati i tre minuti esatti, poi creo una specie di video, dove non succede niente, dove però quando la gente sente le mie parole in italiano, sotto compaiono i sottotitoli in inglese. Perché vi voglio parlare di queste traduzioni? Perché non sono delle traduzioni vere e proprie, perché sottotitolare è un'operazione molto diversa dalla traduzione, infatti se voi leggete la trascrizione in inglese, la traduzione inglese della trascrizione dei miei testi, sembra che sia 'scritta male' perché non è la scrittura per la lettura, è la scrittura per il parlato, e quando noi parliamo ci sono un sacco di imprecisioni: iniziamo a dire una cosa poi a metà frase cambiamo idea parliamo di qualcos'altro, iniziamo al femminile e continuiamo al maschile, al plurale e poi ci dimentichiamo di quello che stavamo dicendo. Mentre nel discorso parlato queste cose rientrano, fanno parte del ritmo del linguaggio, dove il significato viene dato non solo dalle parole vere e proprie ma anche da tutti quegli altri suoni, rumori, pause, esitazioni che costituiscono il nostro linguaggio, quando si fa una trascrizione con i sottotitoli, bisogna fare attenzione ad esempio a non cadere, a non farsi prendere dalla tentazione di 'rimettere a posto il discorso'. A volte mi rendo conto che mentre traduco in inglese vorrei rimettere a posto la frase, perché non va bene, il verbo andava prima, non dopo eccetera, però secondo me invece è importante mantenere l'ordine 'disordinato' del parlato, anzitutto perché chi capisce un po' l'italiano così può seguire, infatti anche per questo lo faccio, perché ci sono persone che capiscono un po' di italiano e riconoscono qualche parola ma non abbastanza da seguire tutto in originale, e così è la trascrizione in inglese è una specie di guida pari-pari che permette di sentire il podcast completamente in italiano, però di capire di che cosa si parla, quindi utilizzare anche l'intonazione della voce, le pause e tutti questi altri segnali che non sono strettamente di parola scritta, per comprendere meglio il testo. Ecco volevo condividere con voi oggi questo piccolo spaccato di quello che succede dietro le quinte dei miei tre minuti grezzi che in inglese ho chiamato '3 uncut', quindi tre non tagliati. Oggi vi ho raccontato questa cosa qua. A domani.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today I'm taking you behind the scenes of my 3 uncut minutes, backstage once more to talk to you about the translations I do into English. For a few weeks, almost a few months now, in addition to recording my three minutes without any editing in Italian, once I have recorded exactly three minutes, I create a sort of video, where nothing happens, but where, however, when people hear my words in Italian, they see the subtitles in English appearing below. Why do I want to tell you about these translations? Because they are not 'proper' translations, because subtitling is a very different operation from translation, in fact if you read the transcription in English, the English translation of the transcription of my texts, it seems that it is 'poorly written' because it has not be written for the page, it is written for the spoken word, and when we speak there are a lot of inaccuracies: we start saying one thing then in the middle of a sentence we change our mind and we talk about something else, we start in the feminine and continue in the masculine, we go into plural and then we forget what we were saying. While these things are part of the spoken discourse, they are part of the rhythm of language, where the meaning is given not only by the actual words but also by all those other sounds, noises, pauses, hesitations that make up our language, when we do a transcription with subtitles, you have to be careful, for example, not to fall, not to get caught up in the temptation to 'fix the speech'. Sometimes I realise that while translating into English, I would like to fix the sentences, because they aren't correct, the verb should have gone before, not after, etc. but I think that it is important to keep this 'disorganised' order that belongs to the spoken word, first of all because people who understand a little of Italian can follow, in fact this is also one reason why I do it, because there are people who understand a little Italian and can recognise some words, but they don't know enough to follow everything in original, and so the English transcription is a kind of step-by-step guide that allows people to listen to the podcast in Italian, but to actually understand what I am talking about, also using the intonation of the my voice, the pauses and all these other signs that are not just the written words, to better understand the text. Here I wanted to share with you today this little glimpse of what goes on behind the scenes of my three uncut minutes which in Italian are called '3 raw minutes', so three raw. Today I shared this with you. See you tomorrow.]]>
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      <pubDate>Mon, 16 Aug 2021 08:58:59 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>TESTO TRASCRITTO (English translation below)Oggi vi porto con me dietro le quinte dei tre minuti grezzi nuovamente dietro le quinte per parlarvi delle traduzioni che faccio in inglese. Da qualche settimana, ormai quasi da qualche mese, oltre a registrare i miei tre minuti senza nessun editing in italiano, una volta terminati i tre minuti esatti, poi creo una specie di video, dove non succede niente, dove però quando la gente sente le mie parole in italiano, sotto compaiono i sottotitoli in inglese. Perché vi voglio parlare di queste traduzioni? Perché non sono delle traduzioni vere e proprie, perché sottotitolare è un'operazione molto diversa dalla traduzione, infatti se voi leggete la trascrizione in inglese, la traduzione inglese della trascrizione dei miei testi, sembra che sia 'scritta male' perché non è la scrittura per la lettura, è la scrittura per il parlato, e quando noi parliamo ci sono un sacco di imprecisioni: iniziamo a dire una cosa poi a metà frase cambiamo idea parliamo di qualcos'altro, iniziamo al femminile e continuiamo al maschile, al plurale e poi ci dimentichiamo di quello che stavamo dicendo. Mentre nel discorso parlato queste cose rientrano, fanno parte del ritmo del linguaggio, dove il significato viene dato non solo dalle parole vere e proprie ma anche da tutti quegli altri suoni, rumori, pause, esitazioni che costituiscono il nostro linguaggio, quando si fa una trascrizione con i sottotitoli, bisogna fare attenzione ad esempio a non cadere, a non farsi prendere dalla tentazione di 'rimettere a posto il discorso'. A volte mi rendo conto che mentre traduco in inglese vorrei rimettere a posto la frase, perché non va bene, il verbo andava prima, non dopo eccetera, però secondo me invece è importante mantenere l'ordine 'disordinato' del parlato, anzitutto perché chi capisce un po' l'italiano così può seguire, infatti anche per questo lo faccio, perché ci sono persone che capiscono un po' di italiano e riconoscono qualche parola ma non abbastanza da seguire tutto in originale, e così è la trascrizione in inglese è una specie di guida pari-pari che permette di sentire il podcast completamente in italiano, però di capire di che cosa si parla, quindi utilizzare anche l'intonazione della voce, le pause e tutti questi altri segnali che non sono strettamente di parola scritta, per comprendere meglio il testo. Ecco volevo condividere con voi oggi questo piccolo spaccato di quello che succede dietro le quinte dei miei tre minuti grezzi che in inglese ho chiamato '3 uncut', quindi tre non tagliati. Oggi vi ho raccontato questa cosa qua. A domani.ENGLISH TRANSLATIONToday I'm taking you behind the scenes of my 3 uncut minutes, backstage once more to talk to you about the translations I do into English. For a few weeks, almost a few months now, in addition to recording my three minutes without any editing in Italian, once I have recorded exactly three minutes, I create a sort of video, where nothing happens, but where, however, when people hear my words in Italian, they see the subtitles in English appearing below. Why do I want to tell you about these translations? Because they are not 'proper' translations, because subtitling is a very different operation from translation, in fact if you read the transcription in English, the English translation of the transcription of my texts, it seems that it is 'poorly written' because it has not be written for the page, it is written for the spoken word, and when we speak there are a lot of inaccuracies: we start saying one thing then in the middle of a sentence we change our mind and we talk about something else, we start in the feminine and continue in the masculine, we go into plural and then we forget what we were saying. While these things are part of the spoken discourse, they are part of the rhythm of language, where the meaning is given not only by the actual words but also by all those other sounds, noises, pauses, hesitations that make up...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 224 CAPTCHA</title>
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        <![CDATA[I CAPTCHA sono test di intelligenza per stabilire se siamo esseri umani o computer, servono ad evitare che quando mettono in vendita i biglietti per un concerto alle 10:00am, i biglietti siano già tutti esauriti alle 10:01, quindi sono una cosa utile. Però rimangono tanti interrogativi, tipo: ma quando devo selezionare i semafori, devo selezionare anche i riquadri con il palo?<br><br>LINK<br>Interessante articolo su Wired che parla dei CAPTCHA<br><a href="https://www.wired.com/story/im-not-a-robot-why-captchas-hard-to-solve/?mbid=social_twitter&amp;utm_brand=wired&amp;utm_campaign=falcon&amp;utm_medium=social&amp;utm_social-type=owned&amp;utm_source=twitter" rel="noopener">https://www.wired.com/story/im-not-a-robot-why-captchas-hard-to-solve/?mbid=social_twitter&amp;utm_brand=wired&amp;utm_campaign=falcon&amp;utm_medium=social&amp;utm_social-type=owned&amp;utm_source=twitter</a><br><br>Gente che crea cose artistiche usando i CAPTCHA<br><a href="https://www.reddit.com/r/CaptchaArt/comments/p3gart/safety_first/" rel="noopener">https://www.reddit.com/r/CaptchaArt/comments/p3gart/safety_first/</a><br><br>Meme divertenti sui CAPTCHA<br><a href="https://www.reddit.com/r/captcha/" rel="noopener">https://www.reddit.com/r/captcha/</a><br><br>Il test di Alan Turing per distinguere computer da umani<br><a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/test-di-turing_%28Enciclopedia-della-Matematica%29/" rel="noopener">https://www.treccani.it/enciclopedia/test-di-turing_%28Enciclopedia-della-Matematica%29/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Avete presente quando volete entrare in un sito e vi chiedono di fare clic, di selezionare tutte le immagini del semaforo, del passaggio pedonale, delle biciclette eccetera. Voi selezionate e selezionate però vi dice, no, non è giusto devi trovare TUTTE le biciclette, TUTTI i semafori. Ecco vi trovate davanti al CAPTCHA. CAPTCHA che è un acronimo per 'completely automated public Turing test to tell computers and humans apart' che tradotto in italiano significa 'Test di Turing Pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani'. È praticamente un'applicazione del Turing Test creato nel 1950 da quella mente pazzesca, meravigliosa, sublime che era la mente di Alan Turing. Il test Turing era formato da una serie di domande che poste all'interlocutore avrebbero messo in evidenza se si trattava di intelligenza artificiale oppure di intelligenza umana. Perché vengono usate queste CAPTCHA, che cosa sono? Servono per impedire che in un sito vengano utilizzati bot, quindi programmi automatici, per fare alcune alcune operazioni, come ad esempio quando vengono messi in vendita i biglietti per un concerto, se il botteghino virtuale apre alle 10 del mattino, alle 10 e 01 i biglietti sono già tutti venduti. Ma com'è possibile? È possibile perché la gente utilizza i bot, appunto dei programmi particolari che agiscono direttamente sui siti e quindi prendono la precedenza su tutti gli esseri umani che invece vorrebbero acquistare il biglietto. Ecco, i CAPTCHA quindi sono utili, però sono anche motivo di grande frustrazione, perché ad esempio a volte sono poco chiari. Non so se è capitato anche a voi ma a me capita sempre quando mi si chiede di selezionare i semafori, non so mai se includere il palo oppure no, oppure quando devo selezionare degli oggetti, delle biciclette o dei camion, e in una delle caselle c'è proprio un angolino un ombra del camion, io mi pongo sempre il problema: ma l'ombra appartiene al camion oppure no? Ecco sono domande di oggi senza risposta. Comunque sappiate che non siete gli unici a porvi queste domande, ci sono anche dei siti dedicati all'analisi e alla presa in giro e al divertimento collegato alle situazioni divertenti che emergono dall'utilizzo o dal mancato utilizzo dei CAPTCHA. Vi metto come sempre tutti i link nelle note del programma e concludo invitandovi a mandarmi i vostri messaggi e anche a suggerire argomenti di cui chiacchierare in questi miei tre minuti grezzi.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>You know when you want to enter a website and they ask you to click, to select all the images of traffic lights, pedestrian crossing, bicycles and so on? You keep on selecting but it tells you, no, it's not right, you have to select ALL bicycles, ALL traffic lights. You see, you are dealing with a CAPTCHA. CAPTCHA stands for 'completely automated public Turing test to tell computers and humans apart'. It is basically an application of the Turing Test created in 1950 by that crazy, wonderful, sublime mind that was the mind of Alan Turing. The Turing test consisted of a series of questions that asked to the interlocutor would have highlighted whether it was artificial intelligence or human intelligence. Why are these CAPTCHAs used, what are they? They are used to prevent bots (automated programs) from being used on a website, in order to perform certain operations, like when tickets for a concert are put on sale, and the virtual box office opens at 10 in the morning but at 1 minute past 10 tickets have already sold out. How is this possible? It is possible because people use bots, particular programs that act directly on the websites and therefore take precedence over all human beings who would rather buy the ticket. There you go, CAPTCHAs are therefore useful, but they are also a source of great frustration, because for example they are sometimes unclear. I don't know if it has happened to you too but it always happens to me when I am asked to select traffic lights, I never know whether to include the pole or not, or when I have to select objects, bicycles or trucks, and in one of the boxes there is just a corner, or a shadow of the truck, I always wonder: does the shadow belong to the truck or not? These are today's unanswered questions. Anyway, you are not alone asking yourself these questions. There are also websites with analysis and teasing and dedicated to the funny situations that emerge from the use or non-use of CAPTCHAs. As usual, I’ll include all the links in the program notes and I conclude by inviting you to send me your messages and also to suggest topics for my three uncut minutes.]]>
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        <![CDATA[I CAPTCHA sono test di intelligenza per stabilire se siamo esseri umani o computer, servono ad evitare che quando mettono in vendita i biglietti per un concerto alle 10:00am, i biglietti siano già tutti esauriti alle 10:01, quindi sono una cosa utile. Però rimangono tanti interrogativi, tipo: ma quando devo selezionare i semafori, devo selezionare anche i riquadri con il palo?<br><br>LINK<br>Interessante articolo su Wired che parla dei CAPTCHA<br><a href="https://www.wired.com/story/im-not-a-robot-why-captchas-hard-to-solve/?mbid=social_twitter&amp;utm_brand=wired&amp;utm_campaign=falcon&amp;utm_medium=social&amp;utm_social-type=owned&amp;utm_source=twitter" rel="noopener">https://www.wired.com/story/im-not-a-robot-why-captchas-hard-to-solve/?mbid=social_twitter&amp;utm_brand=wired&amp;utm_campaign=falcon&amp;utm_medium=social&amp;utm_social-type=owned&amp;utm_source=twitter</a><br><br>Gente che crea cose artistiche usando i CAPTCHA<br><a href="https://www.reddit.com/r/CaptchaArt/comments/p3gart/safety_first/" rel="noopener">https://www.reddit.com/r/CaptchaArt/comments/p3gart/safety_first/</a><br><br>Meme divertenti sui CAPTCHA<br><a href="https://www.reddit.com/r/captcha/" rel="noopener">https://www.reddit.com/r/captcha/</a><br><br>Il test di Alan Turing per distinguere computer da umani<br><a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/test-di-turing_%28Enciclopedia-della-Matematica%29/" rel="noopener">https://www.treccani.it/enciclopedia/test-di-turing_%28Enciclopedia-della-Matematica%29/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Avete presente quando volete entrare in un sito e vi chiedono di fare clic, di selezionare tutte le immagini del semaforo, del passaggio pedonale, delle biciclette eccetera. Voi selezionate e selezionate però vi dice, no, non è giusto devi trovare TUTTE le biciclette, TUTTI i semafori. Ecco vi trovate davanti al CAPTCHA. CAPTCHA che è un acronimo per 'completely automated public Turing test to tell computers and humans apart' che tradotto in italiano significa 'Test di Turing Pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani'. È praticamente un'applicazione del Turing Test creato nel 1950 da quella mente pazzesca, meravigliosa, sublime che era la mente di Alan Turing. Il test Turing era formato da una serie di domande che poste all'interlocutore avrebbero messo in evidenza se si trattava di intelligenza artificiale oppure di intelligenza umana. Perché vengono usate queste CAPTCHA, che cosa sono? Servono per impedire che in un sito vengano utilizzati bot, quindi programmi automatici, per fare alcune alcune operazioni, come ad esempio quando vengono messi in vendita i biglietti per un concerto, se il botteghino virtuale apre alle 10 del mattino, alle 10 e 01 i biglietti sono già tutti venduti. Ma com'è possibile? È possibile perché la gente utilizza i bot, appunto dei programmi particolari che agiscono direttamente sui siti e quindi prendono la precedenza su tutti gli esseri umani che invece vorrebbero acquistare il biglietto. Ecco, i CAPTCHA quindi sono utili, però sono anche motivo di grande frustrazione, perché ad esempio a volte sono poco chiari. Non so se è capitato anche a voi ma a me capita sempre quando mi si chiede di selezionare i semafori, non so mai se includere il palo oppure no, oppure quando devo selezionare degli oggetti, delle biciclette o dei camion, e in una delle caselle c'è proprio un angolino un ombra del camion, io mi pongo sempre il problema: ma l'ombra appartiene al camion oppure no? Ecco sono domande di oggi senza risposta. Comunque sappiate che non siete gli unici a porvi queste domande, ci sono anche dei siti dedicati all'analisi e alla presa in giro e al divertimento collegato alle situazioni divertenti che emergono dall'utilizzo o dal mancato utilizzo dei CAPTCHA. Vi metto come sempre tutti i link nelle note del programma e concludo invitandovi a mandarmi i vostri messaggi e anche a suggerire argomenti di cui chiacchierare in questi miei tre minuti grezzi.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>You know when you want to enter a website and they ask you to click, to select all the images of traffic lights, pedestrian crossing, bicycles and so on? You keep on selecting but it tells you, no, it's not right, you have to select ALL bicycles, ALL traffic lights. You see, you are dealing with a CAPTCHA. CAPTCHA stands for 'completely automated public Turing test to tell computers and humans apart'. It is basically an application of the Turing Test created in 1950 by that crazy, wonderful, sublime mind that was the mind of Alan Turing. The Turing test consisted of a series of questions that asked to the interlocutor would have highlighted whether it was artificial intelligence or human intelligence. Why are these CAPTCHAs used, what are they? They are used to prevent bots (automated programs) from being used on a website, in order to perform certain operations, like when tickets for a concert are put on sale, and the virtual box office opens at 10 in the morning but at 1 minute past 10 tickets have already sold out. How is this possible? It is possible because people use bots, particular programs that act directly on the websites and therefore take precedence over all human beings who would rather buy the ticket. There you go, CAPTCHAs are therefore useful, but they are also a source of great frustration, because for example they are sometimes unclear. I don't know if it has happened to you too but it always happens to me when I am asked to select traffic lights, I never know whether to include the pole or not, or when I have to select objects, bicycles or trucks, and in one of the boxes there is just a corner, or a shadow of the truck, I always wonder: does the shadow belong to the truck or not? These are today's unanswered questions. Anyway, you are not alone asking yourself these questions. There are also websites with analysis and teasing and dedicated to the funny situations that emerge from the use or non-use of CAPTCHAs. As usual, I’ll include all the links in the program notes and I conclude by inviting you to send me your messages and also to suggest topics for my three uncut minutes.]]>
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      <pubDate>Sun, 15 Aug 2021 09:14:59 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>I CAPTCHA sono test di intelligenza per stabilire se siamo esseri umani o computer, servono ad evitare che quando mettono in vendita i biglietti per un concerto alle 10:00am, i biglietti siano già tutti esauriti alle 10:01, quindi sono una cosa utile. Però rimangono tanti interrogativi, tipo: ma quando devo selezionare i semafori, devo selezionare anche i riquadri con il palo?LINKInteressante articolo su Wired che parla dei CAPTCHAhttps://www.wired.com/story/im-not-a-robot-why-captchas-hard-to-solve/?mbid=social_twitter&amp;amp;utm_brand=wired&amp;amp;utm_campaign=falcon&amp;amp;utm_medium=social&amp;amp;utm_social-type=owned&amp;amp;utm_source=twitterGente che crea cose artistiche usando i CAPTCHAhttps://www.reddit.com/r/CaptchaArt/comments/p3gart/safety_first/Meme divertenti sui CAPTCHAhttps://www.reddit.com/r/captcha/Il test di Alan Turing per distinguere computer da umanihttps://www.treccani.it/enciclopedia/test-di-turing_%28Enciclopedia-della-Matematica%29/TESTO TRASCRITTO (English translation below)Avete presente quando volete entrare in un sito e vi chiedono di fare clic, di selezionare tutte le immagini del semaforo, del passaggio pedonale, delle biciclette eccetera. Voi selezionate e selezionate però vi dice, no, non è giusto devi trovare TUTTE le biciclette, TUTTI i semafori. Ecco vi trovate davanti al CAPTCHA. CAPTCHA che è un acronimo per 'completely automated public Turing test to tell computers and humans apart' che tradotto in italiano significa 'Test di Turing Pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani'. È praticamente un'applicazione del Turing Test creato nel 1950 da quella mente pazzesca, meravigliosa, sublime che era la mente di Alan Turing. Il test Turing era formato da una serie di domande che poste all'interlocutore avrebbero messo in evidenza se si trattava di intelligenza artificiale oppure di intelligenza umana. Perché vengono usate queste CAPTCHA, che cosa sono? Servono per impedire che in un sito vengano utilizzati bot, quindi programmi automatici, per fare alcune alcune operazioni, come ad esempio quando vengono messi in vendita i biglietti per un concerto, se il botteghino virtuale apre alle 10 del mattino, alle 10 e 01 i biglietti sono già tutti venduti. Ma com'è possibile? È possibile perché la gente utilizza i bot, appunto dei programmi particolari che agiscono direttamente sui siti e quindi prendono la precedenza su tutti gli esseri umani che invece vorrebbero acquistare il biglietto. Ecco, i CAPTCHA quindi sono utili, però sono anche motivo di grande frustrazione, perché ad esempio a volte sono poco chiari. Non so se è capitato anche a voi ma a me capita sempre quando mi si chiede di selezionare i semafori, non so mai se includere il palo oppure no, oppure quando devo selezionare degli oggetti, delle biciclette o dei camion, e in una delle caselle c'è proprio un angolino un ombra del camion, io mi pongo sempre il problema: ma l'ombra appartiene al camion oppure no? Ecco sono domande di oggi senza risposta. Comunque sappiate che non siete gli unici a porvi queste domande, ci sono anche dei siti dedicati all'analisi e alla presa in giro e al divertimento collegato alle situazioni divertenti che emergono dall'utilizzo o dal mancato utilizzo dei CAPTCHA. Vi metto come sempre tutti i link nelle note del programma e concludo invitandovi a mandarmi i vostri messaggi e anche a suggerire argomenti di cui chiacchierare in questi miei...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>I CAPTCHA sono test di intelligenza per stabilire se siamo esseri umani o computer, servono ad evitare che quando mettono in vendita i biglietti per un concerto alle 10:00am, i biglietti siano già tutti esauriti alle 10:01, quindi sono una cosa utile. Per</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 223 Rientri</title>
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        <![CDATA[Con gli amici italiani che stanno in Austalia si finisce sempre per parlare di rientri. E in questo momento storico di chiusura delle frontiere, la questione è emotivamente carica. <br><br>TESTO TRASCRITTO  (English translation below)<br>Ho appena finito di mandare un lungo messaggio a un amico che sta in Australia, e poi si finisce sempre per parlare delle stesse cose: rientro non rientro. L'Australia che di solito viene vissuta in modo, vabbé struggente, è un posto isolato perché lontano dai nostri affetti in Europa e in Italia, durante la pandemia sta facendo venire su di tutto e di più per l'impossibilità di uscire dall'Australia, quindi diventa quasi una prigione, e anche se si riesce a uscire, che è molto difficile, però è praticamente impossibile rientrare, e con questo amico si parlava di quello di cui si finisce per parlare sempre: il desiderio di rientrare, è una cosa che può si può capire solo se veramente si è vissuto fuori. Immagino che un sacco di gente che ascolta adesso dirà, ma chi te lo fa fare tornare dall'Australia? Torno su questo punto perché la scorsa settimana sono andata a fare un esame di routine e il medico mi ha chiesto, ah ma questo esame l'ha già fatto? e ho detto sì ma non ce l'ho con me perchè l'ho fatto in Australia, ma perché è tornata dall'Australia? E mi è venuta voglia di prendere una sedia e di tirargliela in testa e di dirgli, e tu perché invece sei rimasto qui a Cagliari? Ma chi ti credi di essere per fare domande di questo tipo? Che nei sei della mia vita? Vabbè. Sì, c'è il desiderio di rientrare e la difficoltà però aggiunta, perlomeno nel caso del mio amico, che ha una fidanzata che non è italiana e che, giustamente, gli dice, guarda le mie amiche mi hanno detto che loro si sono trasferite in Italia con il loro fidanzato italiano e che però si trovano male, non trovano lavoro, hanno perso la loro indipendenza economica. E come dargli torto? Come darle torto alla fidanzata del mio amico? Cose vere, se si pensa di trasferirsi in una città come Roma e Milano, ma ancora di più se poi si viene a vivere in questo piccolo paradiso che è Cagliari, città dei fenicotteri dove si può andare a correre dal Poetto, al parco, alle Saline, però quando si parla di lavoro diventa più complicato. Sono i dubbi e i problemi quotidiani che si trova a vivere chi abita fuori, chi ha fatto una scelta di vita, soprattutto a un certo punto della tua carriera, quando hai raggiunto le cose che volevi raggiungere, hai un tetto, una casa, amici, parli la lingua, hai un buon lavoro, e però poi ti salgono gli altri desideri, le altre necessità e cioè quelle di stare a casa, e casa è qua. Le persone come me sentono un modo fortissimo l'attaccamento alla loro città. Io faccio un grande in bocca al lupo al mio amico e alla sua fidanzata.<br><br>ENGLISHTRANSLATION<br>I just finished sending a long message to a friend in Australia, and yes, we always end up talking about the same things: coming back or staying there? Australia, which is usually experienced in a, oh well poignant way, it is an isolated place because far from our loved ones in Europe and Italy, but during the pandemic it’s bringing about all sort of things due to the impossibility of leaving Australia, so it feels almost like a prison, and even if you manage to get out, which is very difficult, it is practically impossible to return to Australia, and with this friend we talked about what we always end up talking about: the desire to come back, and this is something that can be understood only if one has actually lived abroad. I guess a lot of people listening now will be wondering, but why on earth would someone want to come back here from Australia? I return to this point because last week I went for a routine exam and the doctor asked me, whether I had a previous record of the test, and I said yes but I don't have it with me because I did it in Australia, “but why did you come back from Australia?” And I felt like throwing a chair on his head and telling him, and why did you stay here in Cagliari instead? Who do you think you are to ask such personal questions? What do you know about my life? Oh well. Yes, there is the desire to return and the added difficulty, at least in the case of my friend, that he has a girlfriend who is not Italian and who, rightly so, tells him, look, my girlfriends told me that they have moved to Italy with their Italian boyfriend and that now they are not ok, they cannot find work, have lost their economic independence. And how to blame them? How to blame my friend's girlfriend? It’s true if you think of moving to a city like Rome and Milan, but even more so if you come to live in this little paradise that is Cagliari, the city of flamingos where you can go for a run to the Poetto beach, to the park, to the Saline, but when it comes to work, it becomes complicated. These are the doubts and daily problems of those who live abroad, those who have made a life choice, especially at a certain point in their career, when they have achieved what they wanted to achieve, have a roof, a house, friends, speak the language, have a good job, and then you get the other desires, the other needs and that is be home, and home is here. People like me feel a very strong attachment to their city. I wish my friend and his girlfriend good luck.]]>
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        <![CDATA[Con gli amici italiani che stanno in Austalia si finisce sempre per parlare di rientri. E in questo momento storico di chiusura delle frontiere, la questione è emotivamente carica. <br><br>TESTO TRASCRITTO  (English translation below)<br>Ho appena finito di mandare un lungo messaggio a un amico che sta in Australia, e poi si finisce sempre per parlare delle stesse cose: rientro non rientro. L'Australia che di solito viene vissuta in modo, vabbé struggente, è un posto isolato perché lontano dai nostri affetti in Europa e in Italia, durante la pandemia sta facendo venire su di tutto e di più per l'impossibilità di uscire dall'Australia, quindi diventa quasi una prigione, e anche se si riesce a uscire, che è molto difficile, però è praticamente impossibile rientrare, e con questo amico si parlava di quello di cui si finisce per parlare sempre: il desiderio di rientrare, è una cosa che può si può capire solo se veramente si è vissuto fuori. Immagino che un sacco di gente che ascolta adesso dirà, ma chi te lo fa fare tornare dall'Australia? Torno su questo punto perché la scorsa settimana sono andata a fare un esame di routine e il medico mi ha chiesto, ah ma questo esame l'ha già fatto? e ho detto sì ma non ce l'ho con me perchè l'ho fatto in Australia, ma perché è tornata dall'Australia? E mi è venuta voglia di prendere una sedia e di tirargliela in testa e di dirgli, e tu perché invece sei rimasto qui a Cagliari? Ma chi ti credi di essere per fare domande di questo tipo? Che nei sei della mia vita? Vabbè. Sì, c'è il desiderio di rientrare e la difficoltà però aggiunta, perlomeno nel caso del mio amico, che ha una fidanzata che non è italiana e che, giustamente, gli dice, guarda le mie amiche mi hanno detto che loro si sono trasferite in Italia con il loro fidanzato italiano e che però si trovano male, non trovano lavoro, hanno perso la loro indipendenza economica. E come dargli torto? Come darle torto alla fidanzata del mio amico? Cose vere, se si pensa di trasferirsi in una città come Roma e Milano, ma ancora di più se poi si viene a vivere in questo piccolo paradiso che è Cagliari, città dei fenicotteri dove si può andare a correre dal Poetto, al parco, alle Saline, però quando si parla di lavoro diventa più complicato. Sono i dubbi e i problemi quotidiani che si trova a vivere chi abita fuori, chi ha fatto una scelta di vita, soprattutto a un certo punto della tua carriera, quando hai raggiunto le cose che volevi raggiungere, hai un tetto, una casa, amici, parli la lingua, hai un buon lavoro, e però poi ti salgono gli altri desideri, le altre necessità e cioè quelle di stare a casa, e casa è qua. Le persone come me sentono un modo fortissimo l'attaccamento alla loro città. Io faccio un grande in bocca al lupo al mio amico e alla sua fidanzata.<br><br>ENGLISHTRANSLATION<br>I just finished sending a long message to a friend in Australia, and yes, we always end up talking about the same things: coming back or staying there? Australia, which is usually experienced in a, oh well poignant way, it is an isolated place because far from our loved ones in Europe and Italy, but during the pandemic it’s bringing about all sort of things due to the impossibility of leaving Australia, so it feels almost like a prison, and even if you manage to get out, which is very difficult, it is practically impossible to return to Australia, and with this friend we talked about what we always end up talking about: the desire to come back, and this is something that can be understood only if one has actually lived abroad. I guess a lot of people listening now will be wondering, but why on earth would someone want to come back here from Australia? I return to this point because last week I went for a routine exam and the doctor asked me, whether I had a previous record of the test, and I said yes but I don't have it with me because I did it in Australia, “but why did you come back from Australia?” And I felt like throwing a chair on his head and telling him, and why did you stay here in Cagliari instead? Who do you think you are to ask such personal questions? What do you know about my life? Oh well. Yes, there is the desire to return and the added difficulty, at least in the case of my friend, that he has a girlfriend who is not Italian and who, rightly so, tells him, look, my girlfriends told me that they have moved to Italy with their Italian boyfriend and that now they are not ok, they cannot find work, have lost their economic independence. And how to blame them? How to blame my friend's girlfriend? It’s true if you think of moving to a city like Rome and Milan, but even more so if you come to live in this little paradise that is Cagliari, the city of flamingos where you can go for a run to the Poetto beach, to the park, to the Saline, but when it comes to work, it becomes complicated. These are the doubts and daily problems of those who live abroad, those who have made a life choice, especially at a certain point in their career, when they have achieved what they wanted to achieve, have a roof, a house, friends, speak the language, have a good job, and then you get the other desires, the other needs and that is be home, and home is here. People like me feel a very strong attachment to their city. I wish my friend and his girlfriend good luck.]]>
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      <pubDate>Sat, 14 Aug 2021 08:05:05 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Con gli amici italiani che stanno in Austalia si finisce sempre per parlare di rientri. E in questo momento storico di chiusura delle frontiere, la questione è emotivamente carica. TESTO TRASCRITTO  (English translation below)Ho appena finito di mandare un lungo messaggio a un amico che sta in Australia, e poi si finisce sempre per parlare delle stesse cose: rientro non rientro. L'Australia che di solito viene vissuta in modo, vabbé struggente, è un posto isolato perché lontano dai nostri affetti in Europa e in Italia, durante la pandemia sta facendo venire su di tutto e di più per l'impossibilità di uscire dall'Australia, quindi diventa quasi una prigione, e anche se si riesce a uscire, che è molto difficile, però è praticamente impossibile rientrare, e con questo amico si parlava di quello di cui si finisce per parlare sempre: il desiderio di rientrare, è una cosa che può si può capire solo se veramente si è vissuto fuori. Immagino che un sacco di gente che ascolta adesso dirà, ma chi te lo fa fare tornare dall'Australia? Torno su questo punto perché la scorsa settimana sono andata a fare un esame di routine e il medico mi ha chiesto, ah ma questo esame l'ha già fatto? e ho detto sì ma non ce l'ho con me perchè l'ho fatto in Australia, ma perché è tornata dall'Australia? E mi è venuta voglia di prendere una sedia e di tirargliela in testa e di dirgli, e tu perché invece sei rimasto qui a Cagliari? Ma chi ti credi di essere per fare domande di questo tipo? Che nei sei della mia vita? Vabbè. Sì, c'è il desiderio di rientrare e la difficoltà però aggiunta, perlomeno nel caso del mio amico, che ha una fidanzata che non è italiana e che, giustamente, gli dice, guarda le mie amiche mi hanno detto che loro si sono trasferite in Italia con il loro fidanzato italiano e che però si trovano male, non trovano lavoro, hanno perso la loro indipendenza economica. E come dargli torto? Come darle torto alla fidanzata del mio amico? Cose vere, se si pensa di trasferirsi in una città come Roma e Milano, ma ancora di più se poi si viene a vivere in questo piccolo paradiso che è Cagliari, città dei fenicotteri dove si può andare a correre dal Poetto, al parco, alle Saline, però quando si parla di lavoro diventa più complicato. Sono i dubbi e i problemi quotidiani che si trova a vivere chi abita fuori, chi ha fatto una scelta di vita, soprattutto a un certo punto della tua carriera, quando hai raggiunto le cose che volevi raggiungere, hai un tetto, una casa, amici, parli la lingua, hai un buon lavoro, e però poi ti salgono gli altri desideri, le altre necessità e cioè quelle di stare a casa, e casa è qua. Le persone come me sentono un modo fortissimo l'attaccamento alla loro città. Io faccio un grande in bocca al lupo al mio amico e alla sua fidanzata.ENGLISHTRANSLATIONI just finished sending a long message to a friend in Australia, and yes, we always end up talking about the same things: coming back or staying there? Australia, which is usually experienced in a, oh well poignant way, it is an isolated place because far from our loved ones in Europe and Italy, but during the pandemic it’s bringing about all sort of things due to the impossibility of leaving Australia, so it feels almost like a prison, and even if you manage to get out, which is very difficult, it is practically impossible to return to Australia, and with this friend we talked about what we always end up talking about: the desire to come back, and this is something that can be understood only if one has actually lived abroad. I guess a lot of people listening now will be wondering, but why on earth would someone want to come back here from Australia? I return to this point because last week I went for a routine exam and the doctor asked me, whether I had a previous record of the test, and I said yes but I don't have it with me because I did it in Australia, “but why did you come back from Australia?” And I felt like throwing a chair on his...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 222 Emoji sardo</title>
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        <![CDATA[Il sondaggio condotto da Adobe su un campione di 7 mila persone in 7 nazioni, evidenzia i sentimenti che proviamo nei confronti degli emoji (o perlomeno i sentimenti delle 7 mila persone di quei sette paesi - cioè di una ristretta minoranza di persone). Comunque sia, avere ilproprio emoji è un traguardo che la Sardegna ancora non è riuscita a raggiungere, nonostante gli sforzi fatti finora. <br><br>LINK<br>I risultati del sondaggio Adobe<br><a href="https://blog.adobe.com/en/publish/2021/07/15/global-emoji-trend-report-2021.html#gs" rel="noopener">https://blog.adobe.com/en/publish/2021/07/15/global-emoji-trend-report-2021.html#gs</a>.8ujjzu<br><br>I tentativi di avere un emoji che rappresenti la Sardegna (tentativi finora falliti) portati avanti da Pedru Sanna Deledda che ha anche lanciato una petizione su change.org <br><a href="https://tech.fanpage.it/sardegna-vogliamo-le-emoji-dei-quattro-mori/" rel="noopener">https://tech.fanpage.it/sardegna-vogliamo-le-emoji-dei-quattro-mori/</a><br><br><br>TRASCRIZIONE TESTO  (English translation below)<br>Mi è capitato in mano il sondaggio fatto dal Adobe in occasione della Giornata internazionale dell'emoji, che era luglio, questo sondaggio evidenzia i trend, le tendenze degli emoji per l'anno 2021. Il sondaggio è stato somministrato a circa 7.000 persone in alcuni Paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Giappone, Australia e Corea del Sud., manca l'Italia, vabbè accontentiamoci, e quello che viene fuori è un'istantanea di come la gente si rapporta agli emoji, sapete questi segnetti, questi disegnetti che si mettono nelle email e nei messaggi pubblicati sui social, è l'immagine che viene fuori che alla gente piacciono gli emoji, perché aiutano a comunicare, aiutano a superare le barriere linguistiche, aiutano a comunicare meglio, aiutano a eliminare la tensione e a manifestare i sentimenti in modo più più diretto. Un'altra cosa che è pubblicata in questo  sondaggio, nei risultati del sondaggio che vengono anche commentati, è tutta una serie di emoji: quelli che vi fanno avere più successo se state cercando un'anima gemella, quelli da evitare se state cercando l'anima gemella, quelli che vengono più spesso fraintesi, e quelli che vengono spesso fraintesi sono... ecco me li sono segnati: abbiamo la melanzana, la pesca, e una faccia di clown, ma vedete voi perché. Ci sono poi anche gli emoji che aiutano di più a sentirsi vicini, quelli che danno più motivazioni, immaginatevi il braccio tipo braccio di ferro, le due dita chiuse a cerchio che fanno okay, e poi pollicione sollevato. Eh, gli emoji sono una cosa che ormai sono entrati nella nostra vita comune. Parlando dalla Sardegna, c'era un gruppo di persone che stava cercando di far riconoscere alla società che si prende cura, che ha praticamente inventato gli emoji e che quindi decide quali emoji siano permessi e quali no, e quali nuovi emoji vengono inseriti ogni anno nelle tastiere dei telefoni, e da tempo sta cercando di far riconoscere le emoji dei 4 mori che rappresentano la Sardegna, che sarebbe una croce e poi quattro pallini rossi dentro ogni quadrante. Ancora non ci sono riusciti perché dev'essere supportata da un governo o comunque da un ente pubblico, evidentemente qui in Sardegna gli enti pubblici, o comunque chi di competenza, non vuole appoggiare la causa di chi invece vuole che anche la Sardegna venga rappresentata negli emoji.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I came across the survey done by Adobe for International Emoji Day, which was in July, this survey highlights trends, emoji trends for the year 2021. The survey was administered to about 7,000 people in US, UK, Germany, France, Japan, Australia and South Korea, too bad  Italy is missing, oh well. What comes out is a snapshot of how people relate to emojis, you know these signs, these drawings in emails and messages posted on socials, it comes out that people like emojis, because they help communicating, they help overcoming language barriers, they help communicating better, they help eliminating tensions and expressing feelings more directly. Another thing you find in the commented survey results, is a whole series of emojis: the ones that make you more successful if you are looking for a soul mate, the ones to avoid if you are looking for the soulmate, those most often misunderstood, and those who are often misunderstood are... here I have taken a note: we have eggplant, peach, and a clown face, oh well, interpret this as you wish. Then there are also the emojis that most helpful in helping people feeling close, those that give you more motivation, (picture the arm like in arm wrestling, the two fingers closed in a circle that do okay, and then thumb up). Oh yes, emojis are something that have now entered our everyday life. Speaking of Sardinia, there was a group of people who were trying to get the company who administers the emoji to recognize, who basically invented emojis and who decides which are allowed and which aren't, and which new are added each year in the phone keypads, for some time they have been trying to get recognition for the 4 Moors emoji representing Sardinia, that is a cross and four red dots inside each quadrant. They have not yet succeeded because it must be supported by a government or in any case by a public body, looks like Sardinian public bodies, or in any case those of competence, do not want to support the cause of those who  want that Sardinia too is represented in the emojis.]]>
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Comunque sia, avere ilproprio emoji è un traguardo che la Sardegna ancora non è riuscita a raggiungere, nonostante gli sforzi fatti finora. <br><br>LINK<br>I risultati del sondaggio Adobe<br><a href="https://blog.adobe.com/en/publish/2021/07/15/global-emoji-trend-report-2021.html#gs" rel="noopener">https://blog.adobe.com/en/publish/2021/07/15/global-emoji-trend-report-2021.html#gs</a>.8ujjzu<br><br>I tentativi di avere un emoji che rappresenti la Sardegna (tentativi finora falliti) portati avanti da Pedru Sanna Deledda che ha anche lanciato una petizione su change.org <br><a href="https://tech.fanpage.it/sardegna-vogliamo-le-emoji-dei-quattro-mori/" rel="noopener">https://tech.fanpage.it/sardegna-vogliamo-le-emoji-dei-quattro-mori/</a><br><br><br>TRASCRIZIONE TESTO  (English translation below)<br>Mi è capitato in mano il sondaggio fatto dal Adobe in occasione della Giornata internazionale dell'emoji, che era luglio, questo sondaggio evidenzia i trend, le tendenze degli emoji per l'anno 2021. Il sondaggio è stato somministrato a circa 7.000 persone in alcuni Paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Giappone, Australia e Corea del Sud., manca l'Italia, vabbè accontentiamoci, e quello che viene fuori è un'istantanea di come la gente si rapporta agli emoji, sapete questi segnetti, questi disegnetti che si mettono nelle email e nei messaggi pubblicati sui social, è l'immagine che viene fuori che alla gente piacciono gli emoji, perché aiutano a comunicare, aiutano a superare le barriere linguistiche, aiutano a comunicare meglio, aiutano a eliminare la tensione e a manifestare i sentimenti in modo più più diretto. 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Parlando dalla Sardegna, c'era un gruppo di persone che stava cercando di far riconoscere alla società che si prende cura, che ha praticamente inventato gli emoji e che quindi decide quali emoji siano permessi e quali no, e quali nuovi emoji vengono inseriti ogni anno nelle tastiere dei telefoni, e da tempo sta cercando di far riconoscere le emoji dei 4 mori che rappresentano la Sardegna, che sarebbe una croce e poi quattro pallini rossi dentro ogni quadrante. Ancora non ci sono riusciti perché dev'essere supportata da un governo o comunque da un ente pubblico, evidentemente qui in Sardegna gli enti pubblici, o comunque chi di competenza, non vuole appoggiare la causa di chi invece vuole che anche la Sardegna venga rappresentata negli emoji.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I came across the survey done by Adobe for International Emoji Day, which was in July, this survey highlights trends, emoji trends for the year 2021. The survey was administered to about 7,000 people in US, UK, Germany, France, Japan, Australia and South Korea, too bad  Italy is missing, oh well. What comes out is a snapshot of how people relate to emojis, you know these signs, these drawings in emails and messages posted on socials, it comes out that people like emojis, because they help communicating, they help overcoming language barriers, they help communicating better, they help eliminating tensions and expressing feelings more directly. Another thing you find in the commented survey results, is a whole series of emojis: the ones that make you more successful if you are looking for a soul mate, the ones to avoid if you are looking for the soulmate, those most often misunderstood, and those who are often misunderstood are... here I have taken a note: we have eggplant, peach, and a clown face, oh well, interpret this as you wish. 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      <pubDate>Fri, 13 Aug 2021 11:21:42 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il sondaggio condotto da Adobe su un campione di 7 mila persone in 7 nazioni, evidenzia i sentimenti che proviamo nei confronti degli emoji (o perlomeno i sentimenti delle 7 mila persone di quei sette paesi - cioè di una ristretta minoranza di persone). Comunque sia, avere ilproprio emoji è un traguardo che la Sardegna ancora non è riuscita a raggiungere, nonostante gli sforzi fatti finora. LINKI risultati del sondaggio Adobehttps://blog.adobe.com/en/publish/2021/07/15/global-emoji-trend-report-2021.html#gs.8ujjzuI tentativi di avere un emoji che rappresenti la Sardegna (tentativi finora falliti) portati avanti da Pedru Sanna Deledda che ha anche lanciato una petizione su change.org https://tech.fanpage.it/sardegna-vogliamo-le-emoji-dei-quattro-mori/TRASCRIZIONE TESTO  (English translation below)Mi è capitato in mano il sondaggio fatto dal Adobe in occasione della Giornata internazionale dell'emoji, che era luglio, questo sondaggio evidenzia i trend, le tendenze degli emoji per l'anno 2021. Il sondaggio è stato somministrato a circa 7.000 persone in alcuni Paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Giappone, Australia e Corea del Sud., manca l'Italia, vabbè accontentiamoci, e quello che viene fuori è un'istantanea di come la gente si rapporta agli emoji, sapete questi segnetti, questi disegnetti che si mettono nelle email e nei messaggi pubblicati sui social, è l'immagine che viene fuori che alla gente piacciono gli emoji, perché aiutano a comunicare, aiutano a superare le barriere linguistiche, aiutano a comunicare meglio, aiutano a eliminare la tensione e a manifestare i sentimenti in modo più più diretto. Un'altra cosa che è pubblicata in questo  sondaggio, nei risultati del sondaggio che vengono anche commentati, è tutta una serie di emoji: quelli che vi fanno avere più successo se state cercando un'anima gemella, quelli da evitare se state cercando l'anima gemella, quelli che vengono più spesso fraintesi, e quelli che vengono spesso fraintesi sono... ecco me li sono segnati: abbiamo la melanzana, la pesca, e una faccia di clown, ma vedete voi perché. Ci sono poi anche gli emoji che aiutano di più a sentirsi vicini, quelli che danno più motivazioni, immaginatevi il braccio tipo braccio di ferro, le due dita chiuse a cerchio che fanno okay, e poi pollicione sollevato. Eh, gli emoji sono una cosa che ormai sono entrati nella nostra vita comune. Parlando dalla Sardegna, c'era un gruppo di persone che stava cercando di far riconoscere alla società che si prende cura, che ha praticamente inventato gli emoji e che quindi decide quali emoji siano permessi e quali no, e quali nuovi emoji vengono inseriti ogni anno nelle tastiere dei telefoni, e da tempo sta cercando di far riconoscere le emoji dei 4 mori che rappresentano la Sardegna, che sarebbe una croce e poi quattro pallini rossi dentro ogni quadrante. Ancora non ci sono riusciti perché dev'essere supportata da un governo o comunque da un ente pubblico, evidentemente qui in Sardegna gli enti pubblici, o comunque chi di competenza, non vuole appoggiare la causa di chi invece vuole che anche la Sardegna venga rappresentata negli emoji.ENGLISH TRANSLATIONI came across the survey done by Adobe for International Emoji Day, which was in July, this survey highlights trends, emoji trends for the year 2021. The survey was administered to about 7,000 people in US, UK, Germany, France, Japan, Australia and South Korea, too bad  Italy is missing, oh well. What comes out is a snapshot of how people relate to emojis, you know these signs, these drawings in emails and messages posted on socials, it comes out that people like emojis, because they help communicating, they help overcoming...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il sondaggio condotto da Adobe su un campione di 7 mila persone in 7 nazioni, evidenzia i sentimenti che proviamo nei confronti degli emoji (o perlomeno i sentimenti delle 7 mila persone di quei sette paesi - cioè di una ristretta minoranza di persone). C</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 221 Eliot, Goleador, Alessio</title>
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        <![CDATA[Se T.S. Eliot, in una sua poesia, misurava le giornate a cucchiaini di caffè, esistono anche altri strumenti di misurazione per valutare il valore degli oggetti o il tempo che passa. Ve ne propongo un paio.<br><br>LINK<br>La poesia di T.S. Eliot con testo italiano a fronte<br><a href="https://lyricstranslate.com/it/lovesong-j-alfred-prufrock-il-canto-damore-di-j-alfred-prufrock.html" rel="noopener">https://lyricstranslate.com/it/lovesong-j-alfred-prufrock-il-canto-damore-di-j-alfred-prufrock.html</a><br><br>Le mitiche Goleador<br><a href="https://www.goleadoritalia.it/prodotti.html" rel="noopener">https://www.goleadoritalia.it/prodotti.html</a><br><br>Non uno ma ben altri due 3' Grezzi in cui ho parlato di Alessio<br>Ep. 10 - Le pizze di Alessio  <a href="https://www.spreaker.com/episode/42912939" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/42912939</a><br>Ep. 39 - Alessio <a href="https://www.spreaker.com/episode/43397359" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/43397359</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>C'è una bellissima poesia di T.S. Eliot, uno dei miei poeti preferiti, la poesia s'intitola "The lovesong of J. Alfred Prufrock", canto d'amore di Alfred Prufrock. La frase dice: "I have measured out my life with coffee spoons", ho misurato la mia vita a cucchiaini di caffè, ognuno misura la vita e il tempo che passa e le cose che stanno attorno, così come crede, mio figlio ad esempio usa come mezzo di riferimento per le cose che gli stanno attorno le Goleador. Le Goleador non esistono in Australia, non le ho mai viste in vendita, e lui è sempre rimasto affascinato ogni volta che venivamo in visita, vabbè ci abitiamo, però quando era piccolo e venivamo in visita a lui piaceva tantissimo queste Goleador e il fatto che costrinsero 10 centesimi, quindi spesso ci troviamo a misurare le cose a 'quante Goleador':  quante Goleador costa questa questa penna? Questa casa, quest'auto, quante Goleador? E poi,quanto spazio ci vorrebbe per metterci dentro tutte queste centinaia di migliaia di Goleador? Ecco c'è un amico invece, Alessio, di cui vi ho già parlato in uno dei miei tre minuti grezzi precedenti, che sta misurando le sue giornate a colpi di tre minuti grezzi. Mi ha mandato ieri un vocale bellissimo, che non posso farvi sentire perché come sapete la caratteristica di questi tre minuti è che non faccio editing, quindi per farvi sentire il vocale dovrei fare un minimo di miscugli, prendere e... Comunque, fidatevi di quello che vi dico: mi ha mandato questo vocale dove si sente per i primi dieci secondi lui che ansima, infatti pensavo boh avrà sbagliato, ha mandato un messaggio sessuale a me invece era diretto a qualcun altro, e invece è lui che corre e sta usando i miei tre minuti grezzi per fare attività fisica a 'interval training' dove fai un tot di corsa e poi un po' di riposo. Quindi adesso mi pare che sia arrivato a due  3 minuti grezzi o tre 3 minuti grezzi quindi, nove minuti di corsa e tre minuti poi di cammino un po' più lento. Eccolo, lui in sta attraversando la sua attività fisica, le sue giornate per recuperare quel centinaio di 3 minuti grezzi che ancora si deve ascoltare, perché così quando arriva finalmente a Cagliari, in vacanza, tra qualche giorno, potremo guardarci in faccia e berci una birra o due o tre e sarà al corrente di tutte le cose che mi sono successe nella vita dall'ultima volta che ci siamo visti qualche mese fa. Quindi Alessio vai corri, hop! Hop! Allenati, ci vediamo presto: ti aspetto, ti aspetto, ti aspetto.<br><br>EGLISH TRANSLATION<br>There is a beautiful poem by T.S. Eliot, one of my favorite poets, the poem is called "The lovesong of J. Alfred Prufrock". The sentence says: "I have measured out my life with coffee spoons". Everyone measures life and passing time and things around, as they believe fit, my son, for example, as a means of reference for the things around him uses the Goleador lollies. Goleador do not exist in Australia, I've never seen them for sale, and he has always been fascinated every time we came to visit, oh well we live there, but when he was little and we came to visit he really liked Goleador, and the fact that they forced 10 cents, so we often find ourselves measuring things at 'how many Goleador': how many Goleador does this pen cost? This house, this car, how many Goleador? And then, how much space would it take to put all these hundreds of thousands of Goleador inside? Well, I have a friend who instead, he's Alessio, I told you about him in one of my previous 3 uncut podcasts, he is measuring his days by 'how many 3 uncut' podcasts. Yesterday he sent me a beautiful voice message, which I cannot play to you because, as you know, the characteristic of these three uncut minutes is that I don't do any editing, so to play you the message I 'd have to do a minimum of editing, anyway... trust me. He sent me this voice message where for the first 10 seconds you hear him panting, in fact I thought he mistakenly sent me a sexual message meant for someone else, and instead it's him running and using my 3 uncut podcast to pace his 'interval training' physical activity, in which you alternate a bit of running and then some rest. So now I think that he is at 2 X 3 uncut podcasts or 3 X 3 uncut podcasts, for a total of nine minutes of running and then three minutes of walking a little slower. There you go, he is going through his physical activity, his days to catch up that hundred episodes of 3 uncut podcasts that he still has to listen to, so that when he finally arrives in Cagliari, on vacation, in a few days, we will be able to look at each other and drink one, two or three beers and he'll be up to date with all the things that happened in my life since we last saw each other a few months ago. So Alessio go running, hop! Hop! Go training, and see you soon: I'll be waiting for you, I'll be waiting for you, I'll be waiting for you.]]>
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        <![CDATA[Se T.S. Eliot, in una sua poesia, misurava le giornate a cucchiaini di caffè, esistono anche altri strumenti di misurazione per valutare il valore degli oggetti o il tempo che passa. Ve ne propongo un paio.<br><br>LINK<br>La poesia di T.S. Eliot con testo italiano a fronte<br><a href="https://lyricstranslate.com/it/lovesong-j-alfred-prufrock-il-canto-damore-di-j-alfred-prufrock.html" rel="noopener">https://lyricstranslate.com/it/lovesong-j-alfred-prufrock-il-canto-damore-di-j-alfred-prufrock.html</a><br><br>Le mitiche Goleador<br><a href="https://www.goleadoritalia.it/prodotti.html" rel="noopener">https://www.goleadoritalia.it/prodotti.html</a><br><br>Non uno ma ben altri due 3' Grezzi in cui ho parlato di Alessio<br>Ep. 10 - Le pizze di Alessio  <a href="https://www.spreaker.com/episode/42912939" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/42912939</a><br>Ep. 39 - Alessio <a href="https://www.spreaker.com/episode/43397359" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/43397359</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>C'è una bellissima poesia di T.S. Eliot, uno dei miei poeti preferiti, la poesia s'intitola "The lovesong of J. Alfred Prufrock", canto d'amore di Alfred Prufrock. La frase dice: "I have measured out my life with coffee spoons", ho misurato la mia vita a cucchiaini di caffè, ognuno misura la vita e il tempo che passa e le cose che stanno attorno, così come crede, mio figlio ad esempio usa come mezzo di riferimento per le cose che gli stanno attorno le Goleador. Le Goleador non esistono in Australia, non le ho mai viste in vendita, e lui è sempre rimasto affascinato ogni volta che venivamo in visita, vabbè ci abitiamo, però quando era piccolo e venivamo in visita a lui piaceva tantissimo queste Goleador e il fatto che costrinsero 10 centesimi, quindi spesso ci troviamo a misurare le cose a 'quante Goleador':  quante Goleador costa questa questa penna? Questa casa, quest'auto, quante Goleador? E poi,quanto spazio ci vorrebbe per metterci dentro tutte queste centinaia di migliaia di Goleador? Ecco c'è un amico invece, Alessio, di cui vi ho già parlato in uno dei miei tre minuti grezzi precedenti, che sta misurando le sue giornate a colpi di tre minuti grezzi. Mi ha mandato ieri un vocale bellissimo, che non posso farvi sentire perché come sapete la caratteristica di questi tre minuti è che non faccio editing, quindi per farvi sentire il vocale dovrei fare un minimo di miscugli, prendere e... Comunque, fidatevi di quello che vi dico: mi ha mandato questo vocale dove si sente per i primi dieci secondi lui che ansima, infatti pensavo boh avrà sbagliato, ha mandato un messaggio sessuale a me invece era diretto a qualcun altro, e invece è lui che corre e sta usando i miei tre minuti grezzi per fare attività fisica a 'interval training' dove fai un tot di corsa e poi un po' di riposo. Quindi adesso mi pare che sia arrivato a due  3 minuti grezzi o tre 3 minuti grezzi quindi, nove minuti di corsa e tre minuti poi di cammino un po' più lento. Eccolo, lui in sta attraversando la sua attività fisica, le sue giornate per recuperare quel centinaio di 3 minuti grezzi che ancora si deve ascoltare, perché così quando arriva finalmente a Cagliari, in vacanza, tra qualche giorno, potremo guardarci in faccia e berci una birra o due o tre e sarà al corrente di tutte le cose che mi sono successe nella vita dall'ultima volta che ci siamo visti qualche mese fa. Quindi Alessio vai corri, hop! Hop! Allenati, ci vediamo presto: ti aspetto, ti aspetto, ti aspetto.<br><br>EGLISH TRANSLATION<br>There is a beautiful poem by T.S. Eliot, one of my favorite poets, the poem is called "The lovesong of J. Alfred Prufrock". The sentence says: "I have measured out my life with coffee spoons". Everyone measures life and passing time and things around, as they believe fit, my son, for example, as a means of reference for the things around him uses the Goleador lollies. Goleador do not exist in Australia, I've never seen them for sale, and he has always been fascinated every time we came to visit, oh well we live there, but when he was little and we came to visit he really liked Goleador, and the fact that they forced 10 cents, so we often find ourselves measuring things at 'how many Goleador': how many Goleador does this pen cost? This house, this car, how many Goleador? And then, how much space would it take to put all these hundreds of thousands of Goleador inside? Well, I have a friend who instead, he's Alessio, I told you about him in one of my previous 3 uncut podcasts, he is measuring his days by 'how many 3 uncut' podcasts. Yesterday he sent me a beautiful voice message, which I cannot play to you because, as you know, the characteristic of these three uncut minutes is that I don't do any editing, so to play you the message I 'd have to do a minimum of editing, anyway... trust me. He sent me this voice message where for the first 10 seconds you hear him panting, in fact I thought he mistakenly sent me a sexual message meant for someone else, and instead it's him running and using my 3 uncut podcast to pace his 'interval training' physical activity, in which you alternate a bit of running and then some rest. So now I think that he is at 2 X 3 uncut podcasts or 3 X 3 uncut podcasts, for a total of nine minutes of running and then three minutes of walking a little slower. There you go, he is going through his physical activity, his days to catch up that hundred episodes of 3 uncut podcasts that he still has to listen to, so that when he finally arrives in Cagliari, on vacation, in a few days, we will be able to look at each other and drink one, two or three beers and he'll be up to date with all the things that happened in my life since we last saw each other a few months ago. So Alessio go running, hop! Hop! Go training, and see you soon: I'll be waiting for you, I'll be waiting for you, I'll be waiting for you.]]>
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      <pubDate>Thu, 12 Aug 2021 10:55:07 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 220 Caccia all'uomo!</title>
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        <![CDATA[Un modo diverso per scoprire la città, a metà strada tra la caccia al ladro e la guida alla scoperta dei miei posti preferiti di Cagliari. Da godersi mentre si passeggia in città oppure da qualsiasi altra parte del mondo, attraverso un viaggio virtuale, in italiano e in inglese. E naturalmente è tutto gratuito. Provatelo!<br><br>LINK<br>Caccia all'uomo in italiano <br><a href="https://www.loquis.com/it/channel/515/Caccia+all+uomo" rel="noopener">https://www.loquis.com/it/channel/515/Caccia+all+uomo</a><br><br>Manhunt (Caccia all'uomo in inglese) <br><a href="https://www.loquis.com/en/channel/530/Manhunt" rel="noopener">https://www.loquis.com/en/channel/530/Manhunt</a><br><br>TESTO TRASCRITTO  (English below)<br>"Caccia all'uomo" è una appassionante rincorsa tra luoghi segreti e racconti nella città di Cagliari e della città di Cagliari. È un progetto editoriale che abbiamo messo su nel 2019 con Gianfranco, il mio compagno di avventure. Si tratta di 24 mini racconti, tutti durano pochi minuti, che si possono ascoltare in cuffia usando una app gratuita che si chiama Loquis, una app geo-taggata, per cui quando una persona si trova a Cagliari in uno dei luoghi dove viene raccontata una mini storia, la storia parte automaticamente in cuffia, però le stesse storie si possono ascoltare anche da casa tramite il computer da qualsiasi parte del mondo. Cos'ha di particolare caccia all'uomo? Che è una vera e propria caccia all'uomo, racconta una storia di segreti industriali rubati: questo furbacchione si è rubato i segreti dai suoi ex studenti delle start-up e li ha venduti, i segreti, al miglior offerente e "la Ditta" gli ha sguinzagliato una donna per riprendersi questi segreti e farlo fuori, e questa donna oltre che essere una persona che lo conosce molto bene era anche una sua ex studentessa ed ex amante. Tutte queste storie si dipanano tra le vie di Cagliari, tra i vari monumenti dove... Non è una guida turistica vera e propria, però diciamo che se una persona si fa tutto il percorso arriva a toccare delle parti di Cagliari belle, interessanti, quelle che... Io ci ho messo quelle che piacciono a me, quelle che io considero più belle e più interessanti. Mentre prosegue la storia, che dev'essere seguita dal numero uno al numero 24, perché é proprio in divenire, si racconta quello che succede con suspense, visite a vari mercati, spie che seguono, segni lasciati sul muro, sui pali, le regole di Mosca, insomma, è divertente. Esiste anche una versione in inglese, "Manhunt", vi metterò naturalmente, nelle note del programma dei tre minuti grezzi, tutte tutti i link, così se siete a Cagliari vi invito a farvi un giro, anche magari solo di un paio di tappe, e di farmi sapere come l'avete trovato, se invece siete da qualche altra parte del mondo potete farlo comunque sia in italiano che in inglese, vi prendete una mappa, una cartina anche di Google e ascoltate in contemporanea il racconto, e poi fatemi sapere se vi piace. A me piace molto, e ogni volta che per caso passo in uno dei punti geo-taggati è c'ho la app accesa e mi parte la mia voce in cuffia, è sempre una grande emozione, perché... No, sono dei bei racconti. Vabbè ora non mi metto a farmi i complimenti. Ascoltatelo.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>"Manhunt" is an exciting chase among secret places and tales in the city and from the city of Cagliari. It is an editorial project that we set up in 2019 with Gianfranco, my partner in crime. There are 24 mini stories, all lasting a few minutes, which can be listened to through headphones using a free app called Loquis, a geo-tagged app, so when a person is in Cagliari in one of the places where a mini story is set, the audio starts automatically in the headphones, but the same stories can also be listened to from home, via the computer, from anywhere in the world. What is particular about “Manhunt”? That it is a real manhunt, it tells the story of stolen industrial secrets: this sly old fox stole some secrets from his former start-up students and sold them, the secrets, to the highest bidder and "the Firm" has unleashed a woman to get these secrets back, and to kill him, and this woman, as well as being a person who knows him very well, was also a former student and former lover. All these stories unfold through the streets of Cagliari, among the various monuments where ... well, it is not your usual tour guide, but let's say that if a person visits all the stops,  they get to experience some beautiful, interesting parts of Cagliari, I put the places that I like, the ones that I consider the most beautiful and most interesting. As the story unfolds, it must be followed in sequence from number 1 to 24, because it is a storytelling that evolves, it is told with suspense, visits to various markets, spies that follow the characters, signs left on the wall, on the poles, Moscow Rules… in short, it is fun. There is also an English version, "Manhunt", I will of course put all the links in the notes of the uncut podcast (see link in description), so if you are in Cagliari, I invite you to take a tour, even if only for a couple of stops, and let me know what you think, if instead you are somewhere else in the world you can do it anyway both in Italian and in English, take a map, any Google map, and listen to the story at the same time, and then let me know if you like. I like it very much, and every time I pass by one of the geo-tagged points and I have the app on, and my voice starts in the headphones, it is always a great emotion, because ... Well, they are beautifully told stories. Oh well now I'm not going to compliment myself now. Just listen to it.]]>
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        <![CDATA[Un modo diverso per scoprire la città, a metà strada tra la caccia al ladro e la guida alla scoperta dei miei posti preferiti di Cagliari. Da godersi mentre si passeggia in città oppure da qualsiasi altra parte del mondo, attraverso un viaggio virtuale, in italiano e in inglese. E naturalmente è tutto gratuito. Provatelo!<br><br>LINK<br>Caccia all'uomo in italiano <br><a href="https://www.loquis.com/it/channel/515/Caccia+all+uomo" rel="noopener">https://www.loquis.com/it/channel/515/Caccia+all+uomo</a><br><br>Manhunt (Caccia all'uomo in inglese) <br><a href="https://www.loquis.com/en/channel/530/Manhunt" rel="noopener">https://www.loquis.com/en/channel/530/Manhunt</a><br><br>TESTO TRASCRITTO  (English below)<br>"Caccia all'uomo" è una appassionante rincorsa tra luoghi segreti e racconti nella città di Cagliari e della città di Cagliari. È un progetto editoriale che abbiamo messo su nel 2019 con Gianfranco, il mio compagno di avventure. Si tratta di 24 mini racconti, tutti durano pochi minuti, che si possono ascoltare in cuffia usando una app gratuita che si chiama Loquis, una app geo-taggata, per cui quando una persona si trova a Cagliari in uno dei luoghi dove viene raccontata una mini storia, la storia parte automaticamente in cuffia, però le stesse storie si possono ascoltare anche da casa tramite il computer da qualsiasi parte del mondo. Cos'ha di particolare caccia all'uomo? Che è una vera e propria caccia all'uomo, racconta una storia di segreti industriali rubati: questo furbacchione si è rubato i segreti dai suoi ex studenti delle start-up e li ha venduti, i segreti, al miglior offerente e "la Ditta" gli ha sguinzagliato una donna per riprendersi questi segreti e farlo fuori, e questa donna oltre che essere una persona che lo conosce molto bene era anche una sua ex studentessa ed ex amante. Tutte queste storie si dipanano tra le vie di Cagliari, tra i vari monumenti dove... Non è una guida turistica vera e propria, però diciamo che se una persona si fa tutto il percorso arriva a toccare delle parti di Cagliari belle, interessanti, quelle che... Io ci ho messo quelle che piacciono a me, quelle che io considero più belle e più interessanti. Mentre prosegue la storia, che dev'essere seguita dal numero uno al numero 24, perché é proprio in divenire, si racconta quello che succede con suspense, visite a vari mercati, spie che seguono, segni lasciati sul muro, sui pali, le regole di Mosca, insomma, è divertente. Esiste anche una versione in inglese, "Manhunt", vi metterò naturalmente, nelle note del programma dei tre minuti grezzi, tutte tutti i link, così se siete a Cagliari vi invito a farvi un giro, anche magari solo di un paio di tappe, e di farmi sapere come l'avete trovato, se invece siete da qualche altra parte del mondo potete farlo comunque sia in italiano che in inglese, vi prendete una mappa, una cartina anche di Google e ascoltate in contemporanea il racconto, e poi fatemi sapere se vi piace. A me piace molto, e ogni volta che per caso passo in uno dei punti geo-taggati è c'ho la app accesa e mi parte la mia voce in cuffia, è sempre una grande emozione, perché... No, sono dei bei racconti. Vabbè ora non mi metto a farmi i complimenti. Ascoltatelo.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>"Manhunt" is an exciting chase among secret places and tales in the city and from the city of Cagliari. It is an editorial project that we set up in 2019 with Gianfranco, my partner in crime. There are 24 mini stories, all lasting a few minutes, which can be listened to through headphones using a free app called Loquis, a geo-tagged app, so when a person is in Cagliari in one of the places where a mini story is set, the audio starts automatically in the headphones, but the same stories can also be listened to from home, via the computer, from anywhere in the world. What is particular about “Manhunt”? That it is a real manhunt, it tells the story of stolen industrial secrets: this sly old fox stole some secrets from his former start-up students and sold them, the secrets, to the highest bidder and "the Firm" has unleashed a woman to get these secrets back, and to kill him, and this woman, as well as being a person who knows him very well, was also a former student and former lover. All these stories unfold through the streets of Cagliari, among the various monuments where ... well, it is not your usual tour guide, but let's say that if a person visits all the stops,  they get to experience some beautiful, interesting parts of Cagliari, I put the places that I like, the ones that I consider the most beautiful and most interesting. As the story unfolds, it must be followed in sequence from number 1 to 24, because it is a storytelling that evolves, it is told with suspense, visits to various markets, spies that follow the characters, signs left on the wall, on the poles, Moscow Rules… in short, it is fun. There is also an English version, "Manhunt", I will of course put all the links in the notes of the uncut podcast (see link in description), so if you are in Cagliari, I invite you to take a tour, even if only for a couple of stops, and let me know what you think, if instead you are somewhere else in the world you can do it anyway both in Italian and in English, take a map, any Google map, and listen to the story at the same time, and then let me know if you like. I like it very much, and every time I pass by one of the geo-tagged points and I have the app on, and my voice starts in the headphones, it is always a great emotion, because ... Well, they are beautifully told stories. Oh well now I'm not going to compliment myself now. Just listen to it.]]>
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      <pubDate>Wed, 11 Aug 2021 08:16:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 219 Caldo</title>
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        <![CDATA[Giornata torrida e campale, tanto da avermi convinto ad accendere l'aria condizionata in tutta la casa, così anziché il rumore del traffico  dalle finestre aperte, sentite il ronzio del motore. Per il resto, credo che oggi mi si sia fritto ancheil cervello. Buon ascolto (e grazie per la vostra fantastica presenza!).<br><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Uè, amici dei tre minuti grezzi, eccomi qua! Giornatina campale oggi in tutti i sensi. Forse sentite l'aria condizionata alle spalle, nei giorni passati sentivate il traffico della strada perché io fino all'ultimo mi rifiutava di accendere l'aria condizionata ma oggi ho appena sentito che la temperatura percepita è di 38 gradi, 39 gradi a causa dell'umidità, quindi mi sono arresa all'evidenza. C'è l'aria condizionata accesa. Giornatina iniziata prestissimo con mio figlio che dovevo andare a fare il tampone anticovid perché gli serviva il Green Pass, e io che gli ho detto, ma vai qua che ho sentito che vicino a casa lo fanno, puoi semplicemente andare lì metterti in fila, e lui lì prima delle 7 del mattino in fila, e poi niente, alle otto che è arrivato il suo turno gli hanno detto, no questo non è un test gratuito per chi vuole il Green Pass, qua vengono le persone che sono state e hanno fatto il test sono risultate positivi, hanno l'appuntamento, lei qua non ci fa niente allora vai, cerca un altro posto. Abbiamo trovato una farmacia, ha fatto il test, tutto a posto ha il suo Green Pass adesso, e io sono qui, sono abbastanza sfinita. Ho trascorso la mattina a rincorrere 'cose da fare', piccole cose da fare, stranamente molte legate a mio figlio che ha il cellulare col vetro rotto da tanto tempo e ogni volta, natali, capodanni, compleanni, quando viene qualcuno, quando viene il papà in visita, e tutti, ma perché non ti compriamo un nuovo telefono oppure ti aggiusti questo? E lui no, no, va bene così, va bene così, non so più quante volte... tra l'altro davanti a casa nostra c'è un posto dove riparano i cellulari, quindi cambiano anche il vetro, non so quante volte gliel'ho detto: te lo porto? No, no, no, no, vabbè oggi il suo telefono ha smesso di funzionare, nel senso che il telefono funziona e riesce a ricevere telefonate ma il vetro è così irrimediabilmente, terribilmente rotto che non riesce più a fare il segno col dito per fare la password, non riesce più ad aprirlo. Questo quando mancano pochi giorni a Ferragosto e tutti i negozi sono chiusi qui attorno. Fa un caldo boia che nemmeno riesco a pensare, avevo organizzato un'uscita fighissima con i miei amici stanotte a vedere le stelle cadenti, e non ho nemmeno la forza fisica di pensare a come organizzarmi, cosa... Perchè, credetemi, fa veramente tanto caldo, è una di quelle giornate che fa caldo solo a pensare al caldo che fa. Però adesso mi godo questa aria condizionata, chiudo impacchetto tutto e mi metto a leggere un libro proprio così, all'aria.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Hey there, friends of the three uncut minutes, here I am! Field day today in all senses. Maybe you hear the air conditioning behind my voice, in the past few days you could hear the traffic on the street because until the last moment I refused to turn on the air conditioning but today I just felt that the perceived temperature is 38 degrees, 39 degrees (100-102F) because of the humidity, so I surrendered to the evidence. There is air conditioning on. The day started very early with my son that had to go for the anticovid swab because he needed the Green Pass, and I told him, why don't you go here close by, I've heard that they are doing it, you can just go there and get in line, and he there before 7am in the morning in line, and then nothing, comes 8am and it's his turn, and they tell him, no this is not a free test for those who want the Green Pass, here it's for those who had a positive test, they come with an appointment, you don't belong here, and then go, look for another place. We found a pharmacy, he was tested,  everything is fine, he has his Green Pass now, and here am I, I'm pretty exhausted. I spent the morning chasing 'things to do', little things to do, strangely enough, many related to my son who has had the glass of his mobile cracked for a long time and every time, Christmas, New Years, birthdays, when someone comes, when his dad comes visiting, we ask, but why don't we buy you a new phone or fix this? And he no, no, that's okay, that's okay, I don't know how many times ... among other things in front of our house there is a place where cell phones are repaired, so they also change the glass, I don't know how many times I told him: shall I bring yours? No, no, no, no. Oh well, today his phone has stopped working, in the sense that the phone works and is able to receive calls but the glass is so irremediably, terribly broken that he can no longer make the sign with his finger to make password, he can no longer unlock it. This is when there are a few days to August 15th and all the shops are closed around here. It's so god-awfully hot that I can't even think clearly, I had organized a super cool outing with my friends tonight to see the shooting stars, and I don't even have the physical strength to think about how to  get organised, what ... Because, believe me, it really is so hot, it is one of those days that it is hot just thinking about how hot it is. But now I enjoy this air conditioning, I close everything and I start reading a book just like that, in the air.]]>
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        <![CDATA[Giornata torrida e campale, tanto da avermi convinto ad accendere l'aria condizionata in tutta la casa, così anziché il rumore del traffico  dalle finestre aperte, sentite il ronzio del motore. Per il resto, credo che oggi mi si sia fritto ancheil cervello. Buon ascolto (e grazie per la vostra fantastica presenza!).<br><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Uè, amici dei tre minuti grezzi, eccomi qua! Giornatina campale oggi in tutti i sensi. Forse sentite l'aria condizionata alle spalle, nei giorni passati sentivate il traffico della strada perché io fino all'ultimo mi rifiutava di accendere l'aria condizionata ma oggi ho appena sentito che la temperatura percepita è di 38 gradi, 39 gradi a causa dell'umidità, quindi mi sono arresa all'evidenza. C'è l'aria condizionata accesa. Giornatina iniziata prestissimo con mio figlio che dovevo andare a fare il tampone anticovid perché gli serviva il Green Pass, e io che gli ho detto, ma vai qua che ho sentito che vicino a casa lo fanno, puoi semplicemente andare lì metterti in fila, e lui lì prima delle 7 del mattino in fila, e poi niente, alle otto che è arrivato il suo turno gli hanno detto, no questo non è un test gratuito per chi vuole il Green Pass, qua vengono le persone che sono state e hanno fatto il test sono risultate positivi, hanno l'appuntamento, lei qua non ci fa niente allora vai, cerca un altro posto. Abbiamo trovato una farmacia, ha fatto il test, tutto a posto ha il suo Green Pass adesso, e io sono qui, sono abbastanza sfinita. Ho trascorso la mattina a rincorrere 'cose da fare', piccole cose da fare, stranamente molte legate a mio figlio che ha il cellulare col vetro rotto da tanto tempo e ogni volta, natali, capodanni, compleanni, quando viene qualcuno, quando viene il papà in visita, e tutti, ma perché non ti compriamo un nuovo telefono oppure ti aggiusti questo? E lui no, no, va bene così, va bene così, non so più quante volte... tra l'altro davanti a casa nostra c'è un posto dove riparano i cellulari, quindi cambiano anche il vetro, non so quante volte gliel'ho detto: te lo porto? No, no, no, no, vabbè oggi il suo telefono ha smesso di funzionare, nel senso che il telefono funziona e riesce a ricevere telefonate ma il vetro è così irrimediabilmente, terribilmente rotto che non riesce più a fare il segno col dito per fare la password, non riesce più ad aprirlo. Questo quando mancano pochi giorni a Ferragosto e tutti i negozi sono chiusi qui attorno. Fa un caldo boia che nemmeno riesco a pensare, avevo organizzato un'uscita fighissima con i miei amici stanotte a vedere le stelle cadenti, e non ho nemmeno la forza fisica di pensare a come organizzarmi, cosa... Perchè, credetemi, fa veramente tanto caldo, è una di quelle giornate che fa caldo solo a pensare al caldo che fa. Però adesso mi godo questa aria condizionata, chiudo impacchetto tutto e mi metto a leggere un libro proprio così, all'aria.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Hey there, friends of the three uncut minutes, here I am! Field day today in all senses. Maybe you hear the air conditioning behind my voice, in the past few days you could hear the traffic on the street because until the last moment I refused to turn on the air conditioning but today I just felt that the perceived temperature is 38 degrees, 39 degrees (100-102F) because of the humidity, so I surrendered to the evidence. There is air conditioning on. The day started very early with my son that had to go for the anticovid swab because he needed the Green Pass, and I told him, why don't you go here close by, I've heard that they are doing it, you can just go there and get in line, and he there before 7am in the morning in line, and then nothing, comes 8am and it's his turn, and they tell him, no this is not a free test for those who want the Green Pass, here it's for those who had a positive test, they come with an appointment, you don't belong here, and then go, look for another place. We found a pharmacy, he was tested,  everything is fine, he has his Green Pass now, and here am I, I'm pretty exhausted. I spent the morning chasing 'things to do', little things to do, strangely enough, many related to my son who has had the glass of his mobile cracked for a long time and every time, Christmas, New Years, birthdays, when someone comes, when his dad comes visiting, we ask, but why don't we buy you a new phone or fix this? And he no, no, that's okay, that's okay, I don't know how many times ... among other things in front of our house there is a place where cell phones are repaired, so they also change the glass, I don't know how many times I told him: shall I bring yours? No, no, no, no. Oh well, today his phone has stopped working, in the sense that the phone works and is able to receive calls but the glass is so irremediably, terribly broken that he can no longer make the sign with his finger to make password, he can no longer unlock it. This is when there are a few days to August 15th and all the shops are closed around here. It's so god-awfully hot that I can't even think clearly, I had organized a super cool outing with my friends tonight to see the shooting stars, and I don't even have the physical strength to think about how to  get organised, what ... Because, believe me, it really is so hot, it is one of those days that it is hot just thinking about how hot it is. But now I enjoy this air conditioning, I close everything and I start reading a book just like that, in the air.]]>
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      <pubDate>Tue, 10 Aug 2021 13:30:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 218 Rinchiusi in Australia</title>
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        <![CDATA[Nei commenti degli expat italiani in Australia c'è tutto il dramma dell'essere di fatto rinchiusi in Australia: chi è dentro non può uscire se non per motivi compassionevoli (difficili da dimostrare) e chi è fuori non può più rientrare. Non voglio nemmeno cominciare a immaginare come mi sentirei io se mi trovassi in quella situazione. Coraggio amici, coraggio. <br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Quando hai vissuto più della metà della tua vita fuori all'estero, lontano, anche quando rientri ti senti sempre un po' expat come ci chiamiamo noi, e per questo continuo a frequentare le pagine degli expat, sia degli expat italiani in Australia, sia di quelli stranieri a Cagliari, nella città dove vivo adesso, e ieri sfogliando le pagine guardavo un po' i post degli expat italiani in Australia e mi è venuta una stretta forte-forte al cuore perché con la situazione adesso che c'è, del CODIV, chi è in Australia non può uscire, chi è in Australia non può lasciare l'Australia, può lasciarla solo per motivi compassionevoli molto difficili, molto difficili da comprovare, e una volta usciti non si può rientrare. Questo vale sia per i residenti permanenti che per i cittadini australiani. Sono le nuove regole del governo appunto per contrastare la nuova ondata di COVID, anche se poi leggendo i numeri mi pare che a Melbourne abbiano decretato il lockdown dopo otto casi, quindi molti, molti, molti meno rispetto a quelli che stanno verificando da noi dove ancora tutto è aperto, però non è di questo che voglio parlare, mi ha colpito moltissimo, mi sono subito immedesimata, ho pensato ai miei amici che abitano lì ai miei amici italiani, tra l'altro anche amici australiani qui a Cagliari che non possono tornare a casa, hanno la famiglia in Australia e non possono tornare perché sanno che anzitutto sarebbe molto, molto, molto, molto difficile entrare, e comunque poi non potrebbero più non potrebbero più uscire. Ho provato a immedesimarsi, e a provare cosa, come mi sarei sentita se adesso anch'io fossi, se mi fossi ancora trovato in Australia. Tra i messaggi che leggevo c'erano poi tanti che si lamentavano, uno mi ha colpito diceva, ah, io sono qua dagli anni '90 se avessi ucciso qualcuno ormai la pena l'avrei scontata sarei potuto andare via, oppure altri che dicevano ah sì è vero che quando guadagni di più però la vita costa tanto. Insomma, i soliti discorsi che conosco molto bene perché avendo vissuto lì... niente me mi sono sentita fare attorno molto spesso. È un'immagine triste, un'immagine depressa, è un'immagine tristissima perché una cosa è essere isolati in Europa, dove comunque se all'interno di una nazione, di un continente diverso, se sei isolato in Australia, l'Australia è già anche quando ci sono i collegamenti è un posto isolatissimo, secondo me si soffre di più, sicuramente si soffre di più se poi tutta la tua famiglia è da un'altra parte. Dài ragazzi, coraggio.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>When you have lived more than half of your life abroad, far away, even when you come back you always feel a bit expat, as we call ourselves, and for this reason I continue to visit expats’ pages, both Italian expats in Australia and of those foreigners in Cagliari, in the city where I live now, and yesterday scrolling through the pages I read through the posts of Italian expats in Australia and I got a strong-strong squeeze in my heart because with the situation because of CODIV, people in Australia cannot get out, if you are in Australia you cannot leave Australia, you can leave only for very specific compassionate reasons, very difficult to prove, and once you leave, you cannot reenter. This applies to both permanent residents and Australian citizens. These are the government rules to counter the new wave of COVID, even if reading the numbers, in Melbourne they have decreed the lockdown after, I think just eight cases, which is much, much, much fewer than those that are being counted by us where everything is still open, but this is not what I want to talk about. This has deeply shocked me, I immediately identified with them, I thought of my friends who live there, my Italian friends, and I also have Australian friends here in Cagliari who cannot go home, they have their family in Australia and they can't go back because they know that first of all it would be very, very, very, very difficult to get in, and anyway they couldn't get out anymore. I tried to imagine it, to feel what would it feel like if I were still living there, if I was still in Australia. Among the messages, there were many who complained, one struck me saying, ah, I have been here since the 90s, had I killed someone I would have served the sentence by now, I could have leave, or others who said ah yes it is true that here you earn more, but cost of living is so much higher. In short, the usual stuff that I know very well because having lived there, I was often surrounded by them. It is a sad image, a depressed image, it is a very sad image because it is one thing to be isolated in Europe, where, however, you are inside a nation, a continent very diverse, if you are isolated in Australia, Australia is a very isolated place, even when there are connections, I think that in Australia you suffer more, definitely  you suffer more if your whole family is somewhere else. Resist! Be brave!]]>
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        <![CDATA[Nei commenti degli expat italiani in Australia c'è tutto il dramma dell'essere di fatto rinchiusi in Australia: chi è dentro non può uscire se non per motivi compassionevoli (difficili da dimostrare) e chi è fuori non può più rientrare. Non voglio nemmeno cominciare a immaginare come mi sentirei io se mi trovassi in quella situazione. Coraggio amici, coraggio. <br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Quando hai vissuto più della metà della tua vita fuori all'estero, lontano, anche quando rientri ti senti sempre un po' expat come ci chiamiamo noi, e per questo continuo a frequentare le pagine degli expat, sia degli expat italiani in Australia, sia di quelli stranieri a Cagliari, nella città dove vivo adesso, e ieri sfogliando le pagine guardavo un po' i post degli expat italiani in Australia e mi è venuta una stretta forte-forte al cuore perché con la situazione adesso che c'è, del CODIV, chi è in Australia non può uscire, chi è in Australia non può lasciare l'Australia, può lasciarla solo per motivi compassionevoli molto difficili, molto difficili da comprovare, e una volta usciti non si può rientrare. Questo vale sia per i residenti permanenti che per i cittadini australiani. Sono le nuove regole del governo appunto per contrastare la nuova ondata di COVID, anche se poi leggendo i numeri mi pare che a Melbourne abbiano decretato il lockdown dopo otto casi, quindi molti, molti, molti meno rispetto a quelli che stanno verificando da noi dove ancora tutto è aperto, però non è di questo che voglio parlare, mi ha colpito moltissimo, mi sono subito immedesimata, ho pensato ai miei amici che abitano lì ai miei amici italiani, tra l'altro anche amici australiani qui a Cagliari che non possono tornare a casa, hanno la famiglia in Australia e non possono tornare perché sanno che anzitutto sarebbe molto, molto, molto, molto difficile entrare, e comunque poi non potrebbero più non potrebbero più uscire. Ho provato a immedesimarsi, e a provare cosa, come mi sarei sentita se adesso anch'io fossi, se mi fossi ancora trovato in Australia. Tra i messaggi che leggevo c'erano poi tanti che si lamentavano, uno mi ha colpito diceva, ah, io sono qua dagli anni '90 se avessi ucciso qualcuno ormai la pena l'avrei scontata sarei potuto andare via, oppure altri che dicevano ah sì è vero che quando guadagni di più però la vita costa tanto. Insomma, i soliti discorsi che conosco molto bene perché avendo vissuto lì... niente me mi sono sentita fare attorno molto spesso. È un'immagine triste, un'immagine depressa, è un'immagine tristissima perché una cosa è essere isolati in Europa, dove comunque se all'interno di una nazione, di un continente diverso, se sei isolato in Australia, l'Australia è già anche quando ci sono i collegamenti è un posto isolatissimo, secondo me si soffre di più, sicuramente si soffre di più se poi tutta la tua famiglia è da un'altra parte. Dài ragazzi, coraggio.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>When you have lived more than half of your life abroad, far away, even when you come back you always feel a bit expat, as we call ourselves, and for this reason I continue to visit expats’ pages, both Italian expats in Australia and of those foreigners in Cagliari, in the city where I live now, and yesterday scrolling through the pages I read through the posts of Italian expats in Australia and I got a strong-strong squeeze in my heart because with the situation because of CODIV, people in Australia cannot get out, if you are in Australia you cannot leave Australia, you can leave only for very specific compassionate reasons, very difficult to prove, and once you leave, you cannot reenter. This applies to both permanent residents and Australian citizens. These are the government rules to counter the new wave of COVID, even if reading the numbers, in Melbourne they have decreed the lockdown after, I think just eight cases, which is much, much, much fewer than those that are being counted by us where everything is still open, but this is not what I want to talk about. This has deeply shocked me, I immediately identified with them, I thought of my friends who live there, my Italian friends, and I also have Australian friends here in Cagliari who cannot go home, they have their family in Australia and they can't go back because they know that first of all it would be very, very, very, very difficult to get in, and anyway they couldn't get out anymore. I tried to imagine it, to feel what would it feel like if I were still living there, if I was still in Australia. Among the messages, there were many who complained, one struck me saying, ah, I have been here since the 90s, had I killed someone I would have served the sentence by now, I could have leave, or others who said ah yes it is true that here you earn more, but cost of living is so much higher. In short, the usual stuff that I know very well because having lived there, I was often surrounded by them. It is a sad image, a depressed image, it is a very sad image because it is one thing to be isolated in Europe, where, however, you are inside a nation, a continent very diverse, if you are isolated in Australia, Australia is a very isolated place, even when there are connections, I think that in Australia you suffer more, definitely  you suffer more if your whole family is somewhere else. Resist! Be brave!]]>
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      <pubDate>Mon, 09 Aug 2021 07:29:45 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Nei commenti degli expat italiani in Australia c'è tutto il dramma dell'essere di fatto rinchiusi in Australia: chi è dentro non può uscire se non per motivi compassionevoli (difficili da dimostrare) e chi è fuori non può più rientrare. Non voglio nemmeno cominciare a immaginare come mi sentirei io se mi trovassi in quella situazione. Coraggio amici, coraggio. TESTO TRASCRITTO (English translation below)Quando hai vissuto più della metà della tua vita fuori all'estero, lontano, anche quando rientri ti senti sempre un po' expat come ci chiamiamo noi, e per questo continuo a frequentare le pagine degli expat, sia degli expat italiani in Australia, sia di quelli stranieri a Cagliari, nella città dove vivo adesso, e ieri sfogliando le pagine guardavo un po' i post degli expat italiani in Australia e mi è venuta una stretta forte-forte al cuore perché con la situazione adesso che c'è, del CODIV, chi è in Australia non può uscire, chi è in Australia non può lasciare l'Australia, può lasciarla solo per motivi compassionevoli molto difficili, molto difficili da comprovare, e una volta usciti non si può rientrare. Questo vale sia per i residenti permanenti che per i cittadini australiani. Sono le nuove regole del governo appunto per contrastare la nuova ondata di COVID, anche se poi leggendo i numeri mi pare che a Melbourne abbiano decretato il lockdown dopo otto casi, quindi molti, molti, molti meno rispetto a quelli che stanno verificando da noi dove ancora tutto è aperto, però non è di questo che voglio parlare, mi ha colpito moltissimo, mi sono subito immedesimata, ho pensato ai miei amici che abitano lì ai miei amici italiani, tra l'altro anche amici australiani qui a Cagliari che non possono tornare a casa, hanno la famiglia in Australia e non possono tornare perché sanno che anzitutto sarebbe molto, molto, molto, molto difficile entrare, e comunque poi non potrebbero più non potrebbero più uscire. Ho provato a immedesimarsi, e a provare cosa, come mi sarei sentita se adesso anch'io fossi, se mi fossi ancora trovato in Australia. Tra i messaggi che leggevo c'erano poi tanti che si lamentavano, uno mi ha colpito diceva, ah, io sono qua dagli anni '90 se avessi ucciso qualcuno ormai la pena l'avrei scontata sarei potuto andare via, oppure altri che dicevano ah sì è vero che quando guadagni di più però la vita costa tanto. Insomma, i soliti discorsi che conosco molto bene perché avendo vissuto lì... niente me mi sono sentita fare attorno molto spesso. È un'immagine triste, un'immagine depressa, è un'immagine tristissima perché una cosa è essere isolati in Europa, dove comunque se all'interno di una nazione, di un continente diverso, se sei isolato in Australia, l'Australia è già anche quando ci sono i collegamenti è un posto isolatissimo, secondo me si soffre di più, sicuramente si soffre di più se poi tutta la tua famiglia è da un'altra parte. Dài ragazzi, coraggio.ENGLISH TRANSLATIONWhen you have lived more than half of your life abroad, far away, even when you come back you always feel a bit expat, as we call ourselves, and for this reason I continue to visit expats’ pages, both Italian expats in Australia and of those foreigners in Cagliari, in the city where I live now, and yesterday scrolling through the pages I read through the posts of Italian expats in Australia and I got a strong-strong squeeze in my heart because with the situation because of CODIV, people in Australia cannot get out, if you are in Australia you cannot leave Australia, you can leave only for very specific compassionate reasons, very difficult to prove, and once you leave, you cannot reenter. This applies to both permanent residents and Australian citizens. These are the government rules to counter the new wave of COVID, even if reading the numbers, in Melbourne they have decreed the lockdown after, I think just eight cases, which is much, much, much fewer than those that are being counted by us where everything is...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 217 Come non si pubblicizza un evento</title>
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        <![CDATA[Anche senza andare a scomodare gli esperti di marketing, mi pare ovvio che quando si pubblicizza un evento ci siano delle informazioni da includere obbligatoriamente, quelle che rispondono ai canonici chi/cosa/dove/quando, poi magari uno può anche esagerare includendo pure il perché. Di parere diverso invece gli organizzatori della rassegna di 'concerti, film, spettacoli e sorprese' che avrà luogo nella terza città della Sardegna in tempi e luoghi non meglio identificati dal volantino che mi è capitato tra le mani e che pubblicizza eventi da luglio a settembre ma dove non compare traccia di chi/cosa/dove/quando, non si offre nemmeno un QRCode, un indirizzo email, un sito internet, un numero di telefono, nemmeno un numero di fax! Boh!<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ho preso in mano un volantino che pubblicizza eventi estivi nella città di Quartu 'Estate a Quartu'. Quartu è la terza città della Sardegna, dopo Cagliari e Sassari, ed è praticamente contigua a Cagliari, quasi senza soluzione di continuità: finisce Cagliari e inizia a Quartu. È un volantino molto... sembra costoso perché la carta è molto spessa, tant'è che io pensavo fosse uno di quei volantini che si aprono a libro, invece no, è proprio solo così in cartoncino leggero: "Estate a Quartu - La Luna Sotto Casa - concerti, film, spettacoli e sorprese - Luglio | Agosto | Settembre 2021". Che bello, dico io, film, concerti, spettacoli, sorprese. Cerco di aprire il volantino, perché appunto è molto molto spesso, quindi penso che sia uno che si apre con le date, i nomi di chi fa cosa, che film fanno, che concerti eccetera, e invece non si apre. OK dietro giro ci sono gli sponsor: Comune di Quartu Sant'Elena, Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione di Sardegna, Associazione enti locali per le attività culturali e di spettacolo, Teatro Musica un altro che è scritto in verde su blu in piccolo e non riesco a leggere. Poi c'è il bollino di Facebook #estateaquartu e basta. Non c'è un'indicazione, un numero di telefono, un indirizzo mail, un indirizzo di un sito. Anche perché questo hashtag #estateaquartu, dicevo Quartu è la terza città della Sardegna, immagino che faranno qualcosina in più rispetto a questa semplice rassegna. Questa cosa qua mi fa arrabbiare tantissimo perché gli sponsor che vi ho letto sono quelli più facoltosi, quindi quando c'è già in mezzo la Regione Sardegna, la Fondazione di Sardegna, girano i soldi, qualcuno qua ha preso dei soldi per fare una rassegna di spettacoli estivi, però mi sembra che a questi non gliene freghi assolutamente niente che la gente vada perché, ripeto, non c'è né un nome, né un numero di telefono, né un QRcode. Niente. Chi vuole sapere che cosa succede deve andare su Facebook con questo hashtag dove ci saranno elencate tutte le cose che immagino verranno fatte nella terza città della Sardegna d'estate. E io penso sempre: ma è possibile che le persone che si sono messe insieme a fare questo volantino, a nessuno sia venuto in mente, oh, mettiamo una data, mettiamo un titolo, mettiamo un punto di riferimento dove la gente può andare. E poi contemporaneamente mi arrabbio perché penso a tutti gli amici che fanno cose molto belle e che però devono sempre autofinanziarsi tutto oppure veramente fare affidamento sui biglietti venduti. Ecco, qua ho l'impressione che a questi qua non gliene freghi niente nè di vendere i biglietti e neanche di avere la gente effettivamente là, perchè vi assicuro, arrivare qua sarà una caccia al tesoro. La cosa mi fa molto arrabbiare.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I picked up a flyer advertising summer events in the city of Quartu 'Estate a Quartu'. Quartu is the third largest city in Sardinia, after Cagliari and Sassari, and is practically contiguous to Cagliari, almost without interruption: Cagliari ends and Quartu begins. It's a flyer very... it looks expensive because the paper is very thick, so much so that I thought it was one of those flyers that open like a book, but no, it's just like that, it’s light cardboard: "Summer in Quartu - La Luna Sotto Casa - concerts, films, shows and surprises - July | August | September 2021 ". How nice, I say, movies, concerts, shows, surprises. I try to open the flyer, because it is very thick, so I think it is one that opens with the dates, the names of those who do what, what films they do, what concerts etc., and instead it does not open. OK, at the back of the flyer they put the sponsors: Municipality of Quartu Sant'Elena, Autonomous Region of Sardinia, Foundation of Sardinia, Association of local bodies for cultural and entertainment activities, Teatro Musica, another that is written in green on blue in small and that I am unable to read. Then there is the Facebook hashtag #estateaquartu and that's it. There is no indication, no phone number, no email address, no site address. Also, because this hashtag #estateaquartu, as I said, Quartu is Sardinia third city, I imagine that they will do a little more than just this festival. This thing here makes me very angry because the sponsors I have read are the wealthiest ones, so when the Sardinia Region, the Foundation of Sardinia are involved, there is money going around, someone here has taken some money to organise a summer festival, but it seems to me that these do not care at all about people attending because, as I said, there is neither a name, nor a telephone number, nor a QRcode. Nothing. Those who want to know what happens must go to Facebook with this hashtag where there will be listed all the things that I imagine will be done in the third city of Sardinia during summer. And I always think: but how can it be possible that the people who got together to make this flyer, no one had the thought, oh, let's put a date, let's put a title, let's put some contact details where people can go. And then at the same time I get angry because I think of all the friends who do very nice things and who, however, always have to finance everything themselves or really rely on the tickets sold. Here, here I have the impression that these here do not give a damn nor to sell tickets or even to have people actually attending, because I assure you, getting here will be a treasure hunt. This makes me very angry.]]>
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        <![CDATA[Anche senza andare a scomodare gli esperti di marketing, mi pare ovvio che quando si pubblicizza un evento ci siano delle informazioni da includere obbligatoriamente, quelle che rispondono ai canonici chi/cosa/dove/quando, poi magari uno può anche esagerare includendo pure il perché. Di parere diverso invece gli organizzatori della rassegna di 'concerti, film, spettacoli e sorprese' che avrà luogo nella terza città della Sardegna in tempi e luoghi non meglio identificati dal volantino che mi è capitato tra le mani e che pubblicizza eventi da luglio a settembre ma dove non compare traccia di chi/cosa/dove/quando, non si offre nemmeno un QRCode, un indirizzo email, un sito internet, un numero di telefono, nemmeno un numero di fax! Boh!<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ho preso in mano un volantino che pubblicizza eventi estivi nella città di Quartu 'Estate a Quartu'. Quartu è la terza città della Sardegna, dopo Cagliari e Sassari, ed è praticamente contigua a Cagliari, quasi senza soluzione di continuità: finisce Cagliari e inizia a Quartu. È un volantino molto... sembra costoso perché la carta è molto spessa, tant'è che io pensavo fosse uno di quei volantini che si aprono a libro, invece no, è proprio solo così in cartoncino leggero: "Estate a Quartu - La Luna Sotto Casa - concerti, film, spettacoli e sorprese - Luglio | Agosto | Settembre 2021". Che bello, dico io, film, concerti, spettacoli, sorprese. Cerco di aprire il volantino, perché appunto è molto molto spesso, quindi penso che sia uno che si apre con le date, i nomi di chi fa cosa, che film fanno, che concerti eccetera, e invece non si apre. OK dietro giro ci sono gli sponsor: Comune di Quartu Sant'Elena, Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione di Sardegna, Associazione enti locali per le attività culturali e di spettacolo, Teatro Musica un altro che è scritto in verde su blu in piccolo e non riesco a leggere. Poi c'è il bollino di Facebook #estateaquartu e basta. Non c'è un'indicazione, un numero di telefono, un indirizzo mail, un indirizzo di un sito. Anche perché questo hashtag #estateaquartu, dicevo Quartu è la terza città della Sardegna, immagino che faranno qualcosina in più rispetto a questa semplice rassegna. Questa cosa qua mi fa arrabbiare tantissimo perché gli sponsor che vi ho letto sono quelli più facoltosi, quindi quando c'è già in mezzo la Regione Sardegna, la Fondazione di Sardegna, girano i soldi, qualcuno qua ha preso dei soldi per fare una rassegna di spettacoli estivi, però mi sembra che a questi non gliene freghi assolutamente niente che la gente vada perché, ripeto, non c'è né un nome, né un numero di telefono, né un QRcode. Niente. Chi vuole sapere che cosa succede deve andare su Facebook con questo hashtag dove ci saranno elencate tutte le cose che immagino verranno fatte nella terza città della Sardegna d'estate. E io penso sempre: ma è possibile che le persone che si sono messe insieme a fare questo volantino, a nessuno sia venuto in mente, oh, mettiamo una data, mettiamo un titolo, mettiamo un punto di riferimento dove la gente può andare. E poi contemporaneamente mi arrabbio perché penso a tutti gli amici che fanno cose molto belle e che però devono sempre autofinanziarsi tutto oppure veramente fare affidamento sui biglietti venduti. Ecco, qua ho l'impressione che a questi qua non gliene freghi niente nè di vendere i biglietti e neanche di avere la gente effettivamente là, perchè vi assicuro, arrivare qua sarà una caccia al tesoro. La cosa mi fa molto arrabbiare.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I picked up a flyer advertising summer events in the city of Quartu 'Estate a Quartu'. Quartu is the third largest city in Sardinia, after Cagliari and Sassari, and is practically contiguous to Cagliari, almost without interruption: Cagliari ends and Quartu begins. It's a flyer very... it looks expensive because the paper is very thick, so much so that I thought it was one of those flyers that open like a book, but no, it's just like that, it’s light cardboard: "Summer in Quartu - La Luna Sotto Casa - concerts, films, shows and surprises - July | August | September 2021 ". How nice, I say, movies, concerts, shows, surprises. I try to open the flyer, because it is very thick, so I think it is one that opens with the dates, the names of those who do what, what films they do, what concerts etc., and instead it does not open. OK, at the back of the flyer they put the sponsors: Municipality of Quartu Sant'Elena, Autonomous Region of Sardinia, Foundation of Sardinia, Association of local bodies for cultural and entertainment activities, Teatro Musica, another that is written in green on blue in small and that I am unable to read. Then there is the Facebook hashtag #estateaquartu and that's it. There is no indication, no phone number, no email address, no site address. Also, because this hashtag #estateaquartu, as I said, Quartu is Sardinia third city, I imagine that they will do a little more than just this festival. This thing here makes me very angry because the sponsors I have read are the wealthiest ones, so when the Sardinia Region, the Foundation of Sardinia are involved, there is money going around, someone here has taken some money to organise a summer festival, but it seems to me that these do not care at all about people attending because, as I said, there is neither a name, nor a telephone number, nor a QRcode. Nothing. Those who want to know what happens must go to Facebook with this hashtag where there will be listed all the things that I imagine will be done in the third city of Sardinia during summer. 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      <pubDate>Sun, 08 Aug 2021 11:24:44 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Anche senza andare a scomodare gli esperti di marketing, mi pare ovvio che quando si pubblicizza un evento ci siano delle informazioni da includere obbligatoriamente, quelle che rispondono ai canonici chi/cosa/dove/quando, poi magari uno può anche esagerare includendo pure il perché. Di parere diverso invece gli organizzatori della rassegna di 'concerti, film, spettacoli e sorprese' che avrà luogo nella terza città della Sardegna in tempi e luoghi non meglio identificati dal volantino che mi è capitato tra le mani e che pubblicizza eventi da luglio a settembre ma dove non compare traccia di chi/cosa/dove/quando, non si offre nemmeno un QRCode, un indirizzo email, un sito internet, un numero di telefono, nemmeno un numero di fax! Boh!TESTO TRASCRITTO (English translation below)Ho preso in mano un volantino che pubblicizza eventi estivi nella città di Quartu 'Estate a Quartu'. Quartu è la terza città della Sardegna, dopo Cagliari e Sassari, ed è praticamente contigua a Cagliari, quasi senza soluzione di continuità: finisce Cagliari e inizia a Quartu. È un volantino molto... sembra costoso perché la carta è molto spessa, tant'è che io pensavo fosse uno di quei volantini che si aprono a libro, invece no, è proprio solo così in cartoncino leggero: "Estate a Quartu - La Luna Sotto Casa - concerti, film, spettacoli e sorprese - Luglio | Agosto | Settembre 2021". Che bello, dico io, film, concerti, spettacoli, sorprese. Cerco di aprire il volantino, perché appunto è molto molto spesso, quindi penso che sia uno che si apre con le date, i nomi di chi fa cosa, che film fanno, che concerti eccetera, e invece non si apre. OK dietro giro ci sono gli sponsor: Comune di Quartu Sant'Elena, Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione di Sardegna, Associazione enti locali per le attività culturali e di spettacolo, Teatro Musica un altro che è scritto in verde su blu in piccolo e non riesco a leggere. Poi c'è il bollino di Facebook #estateaquartu e basta. Non c'è un'indicazione, un numero di telefono, un indirizzo mail, un indirizzo di un sito. Anche perché questo hashtag #estateaquartu, dicevo Quartu è la terza città della Sardegna, immagino che faranno qualcosina in più rispetto a questa semplice rassegna. Questa cosa qua mi fa arrabbiare tantissimo perché gli sponsor che vi ho letto sono quelli più facoltosi, quindi quando c'è già in mezzo la Regione Sardegna, la Fondazione di Sardegna, girano i soldi, qualcuno qua ha preso dei soldi per fare una rassegna di spettacoli estivi, però mi sembra che a questi non gliene freghi assolutamente niente che la gente vada perché, ripeto, non c'è né un nome, né un numero di telefono, né un QRcode. Niente. Chi vuole sapere che cosa succede deve andare su Facebook con questo hashtag dove ci saranno elencate tutte le cose che immagino verranno fatte nella terza città della Sardegna d'estate. E io penso sempre: ma è possibile che le persone che si sono messe insieme a fare questo volantino, a nessuno sia venuto in mente, oh, mettiamo una data, mettiamo un titolo, mettiamo un punto di riferimento dove la gente può andare. E poi contemporaneamente mi arrabbio perché penso a tutti gli amici che fanno cose molto belle e che però devono sempre autofinanziarsi tutto oppure veramente fare affidamento sui biglietti venduti. Ecco, qua ho l'impressione che a questi qua non gliene freghi niente nè di vendere i biglietti e neanche di avere la gente effettivamente là, perchè vi assicuro, arrivare qua sarà una caccia al tesoro. La cosa mi fa molto arrabbiare.ENGLISH TRANSLATIONI picked up a flyer advertising summer events in the city of Quartu 'Estate a Quartu'. Quartu is the third largest city in Sardinia, after Cagliari and Sassari, and is practically contiguous to Cagliari, almost without interruption: Cagliari ends and Quartu begins. It's a flyer very... it looks expensive because the paper is very thick, so much so that I thought it was one of those flyers that open like a book,...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Anche senza andare a scomodare gli esperti di marketing, mi pare ovvio che quando si pubblicizza un evento ci siano delle informazioni da includere obbligatoriamente, quelle che rispondono ai canonici chi/cosa/dove/quando, poi magari uno può anche esagera</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 216 Come si pianta l'ombrellone</title>
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        <![CDATA[E voi pensavate che bastasse fare un buco nella sabbia, con le mani, e infilare il palo dell'ombrellone? Poveri illusi! Ecco come si pianta l'ombrellone in spiaggia! <br><br>LINK<br>I podcast che ho creato per la guida Giorgino Nonturismo (Ediciclo Editore) <br><a href="https://www.loquis.com/it/channel/2235/Giorgino+++Nonturismo" rel="noopener">https://www.loquis.com/it/channel/2235/Giorgino+++Nonturismo</a><br><br>La guida Giorgino Nonturismo (con i miei podcast)  la trovate in tutte le librerie e sul web<br><a href="https://www.ediciclo.it/libri/dettaglio/giorgino-cagliarivillaggio-dei-pescatori/" rel="noopener">https://www.ediciclo.it/libri/dettaglio/giorgino-cagliarivillaggio-dei-pescatori/</a><br><br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Questi miei tre minuti grezzi sono una specie di vita in diretta, nel senso che non mi preoccupo di cercare argomenti di cui parlare, non mi preparo, non cerco di diversificare le cose di cui parlo, per cui ve li beccate così come mi succedono nella vita, quindi nelle giornate scorse vi ho parlato della mia amica, dei bagni al mare e continuo a parlarvi delle cose che faccio, quindi stamattina presto abbiamo accompagnato la mia amica Michaela all'aeroporto per tornare a Berlino, erano circa le 7 e un quarto e abbaimo deciso di andare al mare, però non siamo andati alla solita spiaggia del Poetto, che è la spiaggia della città, siamo andati alla vecchia spiaggia cittadina che si chiama Giorgino, che un tempo, prima della costruzione del porto canale, era stata per circa cento anni la spiaggia dove andava a Cagliari bene, c'erano i famosi Bagni Carboni, comunque io lì andavo da bambina, ve ne ho parlato in uno dei scorsi tre minuti grezzi parlandovi della guida di Giorgino per cui ho fatto i podcast, la guida di Nonturismo. Ebbene, oggi siamo tornati là, e lì c'è una frequentazione pazzesca, perché lì vanno solo le persone di una certa età che abitano lì e che vanno lì da secoli. Mentre ero lì ho osservato un po' le dinamiche, quindi ci sono coppie di anziani, noi abbiamo notevolmente fatto diminuire l'età media delle persone che erano lì perché erano tutti ultra settantenni, sì arrivano con queste borse e carichi di ogni ben di Dio perché stanno lì tutto il giorno. Poi ci sono tutte le tutte le scenette, arrivano con sempre qualche sedia, le borse frigo gli ombrelloni, e l'uomo si dedica alla cementificazione dell'ombrellone che è una vera e propria cementificazione. Davanti a noi c'era questo signore che ha iniziato a scavare un buco, la moglie ha portato fuori la cassetta degli attrezzi, ha preso fuori il martello e delle altre cose di legno che metteva in mezzo, quindi buco, palo dell'ombrellone, pietrine, colpi di martello, pezzi di legno da mettere... Una cosa pazzesca che è durata tantissimo e poi l'ombrellone, ombrellone gigantesco, veramente sembrava uno di quegli ombrelloni da bar, poi è stato zavorrato, sempre con elementi di metallo piantati nella sabbia, da tutte le parti, quindi è una cosa pazzesca. Poi si sono seduti tranquillamente, lui a leggere il giornale e a fumare la sigaretta, la signora lì a chiacchierare con le altre signore e a raccontare come il marito a casa non fa niente, però dopotutto lui è in pensione ha lavorato tutta la vita, e l'altra signora, ma lei signora anche lei lavora a casa, e sì ma io sono obbligata, non è che... ma signora ma quello non è divertimento, anche lei lavora! Ah, no, ma poverino mio marito ha lavorato tutta la vita... Pazzesco. Ho anche registrato qualcosa!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>These 3 uncut minutes are a kind of live as it happens, in the sense that I don't bother looking for topics to talk about, I don't prepare the podcast, I don't try to diversify the topics I'm talking about, so you get it just as they happen to me in life. Therefore, in the past few days I talked about my friend, about swimming in the sea and I keep on talking about the things I do. So, early this morning we drove my friend Michaela to the airport to fly back to Berlin, it was about a quarter past 7 and we decided to go to the beach, but we didn't go to the usual Poetto beach, which is the city beach, we went to the old city beach called Giorgino, which once, before the construction of the industrial harbour, had been for about a hundred years the beach where the Cagliari’s upper class used to go, there were the famous Carboni Baths. I used to go there as a child, I told you about this beach in one of my past 3 uncut minutes talking about the Giorgino's travel guide, the one for which I created the podcasts, the Nonturismo guide. Well, today we went back, and there is a peculiar crowd there, because only people of a certain age who live there around and who have been going there forever, to that beach. While I was there, I observed the dynamics a bit, so there are elderly couples, we have significantly decreased the average age of the people who were there because they were all over seventy, yes, they come with these bags and loads of all good things because they stay there all day. Then there are all the all the skits, they always come with a few chairs, cool bags, beach umbrellas, and the man dedicates himself to concreting the umbrella which is a real overbuilding. In front of us was this gentleman who started digging a hole, his wife took out the toolbox, took out the hammer and some other wooden things that he put in the middle, so: hole, umbrella pole, flints, hammer blows, pieces of wood to wedge in... Something truly unbelievable that lasted a long time and then the umbrella, gigantic umbrella, really looked like one of those bar umbrellas, then it got ballasted, always with metal elements planted in the sand, everywhere, so it's crazy. Then they sat quietly, he reading the newspaper and smoking a cigarette, the lady there chatting with the other ladies and telling how her husband does nothing at home, but after all he is retired, he has worked all his life, and the other lady, but don’t you also work at home? Yes, but I have to, it's not like ... but you do work, you don’t do it for fun! Ah, no, but my poor husband has worked all his life ... Crazy. I also recorded there for a bit!]]>
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        <![CDATA[E voi pensavate che bastasse fare un buco nella sabbia, con le mani, e infilare il palo dell'ombrellone? Poveri illusi! 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Ebbene, oggi siamo tornati là, e lì c'è una frequentazione pazzesca, perché lì vanno solo le persone di una certa età che abitano lì e che vanno lì da secoli. Mentre ero lì ho osservato un po' le dinamiche, quindi ci sono coppie di anziani, noi abbiamo notevolmente fatto diminuire l'età media delle persone che erano lì perché erano tutti ultra settantenni, sì arrivano con queste borse e carichi di ogni ben di Dio perché stanno lì tutto il giorno. Poi ci sono tutte le tutte le scenette, arrivano con sempre qualche sedia, le borse frigo gli ombrelloni, e l'uomo si dedica alla cementificazione dell'ombrellone che è una vera e propria cementificazione. Davanti a noi c'era questo signore che ha iniziato a scavare un buco, la moglie ha portato fuori la cassetta degli attrezzi, ha preso fuori il martello e delle altre cose di legno che metteva in mezzo, quindi buco, palo dell'ombrellone, pietrine, colpi di martello, pezzi di legno da mettere... Una cosa pazzesca che è durata tantissimo e poi l'ombrellone, ombrellone gigantesco, veramente sembrava uno di quegli ombrelloni da bar, poi è stato zavorrato, sempre con elementi di metallo piantati nella sabbia, da tutte le parti, quindi è una cosa pazzesca. Poi si sono seduti tranquillamente, lui a leggere il giornale e a fumare la sigaretta, la signora lì a chiacchierare con le altre signore e a raccontare come il marito a casa non fa niente, però dopotutto lui è in pensione ha lavorato tutta la vita, e l'altra signora, ma lei signora anche lei lavora a casa, e sì ma io sono obbligata, non è che... ma signora ma quello non è divertimento, anche lei lavora! Ah, no, ma poverino mio marito ha lavorato tutta la vita... Pazzesco. Ho anche registrato qualcosa!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>These 3 uncut minutes are a kind of live as it happens, in the sense that I don't bother looking for topics to talk about, I don't prepare the podcast, I don't try to diversify the topics I'm talking about, so you get it just as they happen to me in life. Therefore, in the past few days I talked about my friend, about swimming in the sea and I keep on talking about the things I do. So, early this morning we drove my friend Michaela to the airport to fly back to Berlin, it was about a quarter past 7 and we decided to go to the beach, but we didn't go to the usual Poetto beach, which is the city beach, we went to the old city beach called Giorgino, which once, before the construction of the industrial harbour, had been for about a hundred years the beach where the Cagliari’s upper class used to go, there were the famous Carboni Baths. I used to go there as a child, I told you about this beach in one of my past 3 uncut minutes talking about the Giorgino's travel guide, the one for which I created the podcasts, the Nonturismo guide. Well, today we went back, and there is a peculiar crowd there, because only people of a certain age who live there around and who have been going there forever, to that beach. While I was there, I observed the dynamics a bit, so there are elderly couples, we have significantly decreased the average age of the people who were there because they were all over seventy, yes, they come with these bags and loads of all good things because they stay there all day. Then there are all the all the skits, they always come with a few chairs, cool bags, beach umbrellas, and the man dedicates himself to concreting the umbrella which is a real overbuilding. In front of us was this gentleman who started digging a hole, his wife took out the toolbox, took out the hammer and some other wooden things that he put in the middle, so: hole, umbrella pole, flints, hammer blows, pieces of wood to wedge in... Something truly unbelievable that lasted a long time and then the umbrella, gigantic umbrella, really looked like one of those bar umbrellas, then it got ballasted, always with metal elements planted in the sand, everywhere, so it's crazy. Then they sat quietly, he reading the newspaper and smoking a cigarette, the lady there chatting with the other ladies and telling how her husband does nothing at home, but after all he is retired, he has worked all his life, and the other lady, but don’t you also work at home? Yes, but I have to, it's not like ... but you do work, you don’t do it for fun! Ah, no, but my poor husband has worked all his life ... Crazy. I also recorded there for a bit!]]>
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      <pubDate>Sat, 07 Aug 2021 09:44:54 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 215 Il bagno di notte</title>
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        <![CDATA[Da quanto tempo era che non facevo il bagno al mare, di notte? <br><br>TRASCRIZIONE TESTO (ENGLISH TRANSLATION below)<br>Ieri ho fatto il bagno al mare di notte. Non mi ricordo più quando quando era l'ultima volta che lo avevo fatto, è un'esperienza bellissima. Quando ero più giovane lo facevo molto più spesso, adesso è un po' più difficile trovare persone con cui condividere l'avventura. In questi giorni è in visita la mia amica da Berlino, ve ne ho già parlato diverse volte, Micaela, non ci vedevamo da più di vent'anni. In questi giorni che stiamo trascorrendo insieme sono fantastici anche perché ho finalmente la possibilità di dire "Ti ricordi Michaela?" e magari cose che lei aveva dimenticato e lei ricorda a me cose che abbiamo fatto insieme alle quali io non pensavo più. Ieri ho portato Micaela a fare uno dei percorsi che io preferisco e che condivido sempre con i miei ospiti, soprattutto quando sono ospiti che vengono da fuori dall'Italia, cioè salire a piedi sulla Sella del Diavolo. Se avete mai visto foto di Cagliari, la Sella del Diavolo è quella che domina la spiaggia del Poetto, è una montagna che ha la forma di una sella. C'è un percorso che si può fare a piedi per salire fino in cima alla sella, e da lì si vede non solo la città, si vede tutta la spiaggia, si vedono chilometri, è un punto altissimo da cui si vede veramente un panorama mozzafiato. E in cima alla Sella del Diavolo c'è una specie di rifugio con dei tavoli fuori e delle panche, e quello che io faccio con i miei amici, sempre, quando salgo lì, programmiamo l'ascesa alla Sella del Diavolo così da arrivare su al tramonto e ci godiamo il tramonto da sopra la Sella, ci portiamo dietro gli zaini con roba da bere, roba da mangiare e abbiamo cenato lì, abbiamo fatto un bell'aperitivo con birra e con tante cose buone che avevamo comprato e preparato durante il giorno per l'occasione. Poi di nuovo tutto negli zaini e si scende giù. Ormai è buio, infatti avevamo anche le luci, e una volta arrivati alla fine di questa montagnola c'è una bella spiaggetta e lì era buio, era notte e con Michaela abbiamo fatto un bagno pazzesco, bellissimo. L'acqua era super trasparente e caldissima. Bellissimo! Siamo state lì a bagno scherzando, giocando, facendoci fare le fotografie dalle altre persone che ci accompagnavano che non sono volute entrare. Poi siamo tornati a casa, stanchissime. Stamattina si è dormito fino a tardi, infatti stamattina niente sveglia alle 6 per andare a correre e camminare, comunque ve lo consiglio, se avete la possibilità, soprattutto se non l'avete mai fatto: fatevi un bel bagno al mare di notte, perché è veramente un'esperienza indimenticabile. Ve lo consiglio fortissimamente.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Yesterday I took a swim in the sea at night. I don't remember when it was the last time I did it, it's a beautiful experience. When I was younger, I used to do it much more often, now it's a bit harder to find people to share the adventure with. These days my friend from Berlin is visiting, I have already told you about it several times, Michaela, we had not seen each other for more than twenty years. These days we are spending together are fantastic also because I finally have the chance to say "Do you remember Michaela?" about things she had forgotten, and she reminds me of things we did together that I no longer thought about. Yesterday I took Michaela to do one of my favorite routes and that I always share with my guests, especially when they are guests who come from outside Italy, that is to walk up the Sella del Diavolo. If you have ever seen photos of Cagliari, the Sella del Diavolo is the one that dominates the Poetto beach, it is a mountain that has the shape of a saddle. There is a path that you can do on foot to climb up to the top of the saddle, and from there you can see not only the city, you can see the whole beach, you can see for kilometers, it is a very high point from which you can truly see a panorama breathtaking. And at the top of the Sella del Diavolo there is a kind of shelter with tables outside and benches, and what I do with my friends, always, when I go up there, we plan the ascent to the Sella del Diavolo so as to get on at sunset and we enjoy the sunset from above the Sella, we carry backpacks with things to drink, stuff to eat and we had dinner there, we had a nice aperitif with beer and many good things that we had bought and prepared during the day for the occasion. Then back all in the backpacks and down it goes, it is now dark, in fact we also had lights, and once we reached the end of this mound there is a beautiful beach and there it was dark, it was night and with Michaela we had a crazy, beautiful swim. The water was super clear and very hot. Beautiful! We were in the water joking, playing, having pictures taken by the others who were with us accompanied us who did not want to swim. Then we went home, very tired. This morning we slept late, in fact this morning no 6am alarm to go running and walking, anyway, I recommend it, if you have the opportunity, especially if you have never done it before: take a nice swim in the sea at night, because it is truly an unforgettable experience. I highly recommend it.]]>
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        <![CDATA[Da quanto tempo era che non facevo il bagno al mare, di notte? <br><br>TRASCRIZIONE TESTO (ENGLISH TRANSLATION below)<br>Ieri ho fatto il bagno al mare di notte. Non mi ricordo più quando quando era l'ultima volta che lo avevo fatto, è un'esperienza bellissima. Quando ero più giovane lo facevo molto più spesso, adesso è un po' più difficile trovare persone con cui condividere l'avventura. In questi giorni è in visita la mia amica da Berlino, ve ne ho già parlato diverse volte, Micaela, non ci vedevamo da più di vent'anni. In questi giorni che stiamo trascorrendo insieme sono fantastici anche perché ho finalmente la possibilità di dire "Ti ricordi Michaela?" e magari cose che lei aveva dimenticato e lei ricorda a me cose che abbiamo fatto insieme alle quali io non pensavo più. Ieri ho portato Micaela a fare uno dei percorsi che io preferisco e che condivido sempre con i miei ospiti, soprattutto quando sono ospiti che vengono da fuori dall'Italia, cioè salire a piedi sulla Sella del Diavolo. Se avete mai visto foto di Cagliari, la Sella del Diavolo è quella che domina la spiaggia del Poetto, è una montagna che ha la forma di una sella. C'è un percorso che si può fare a piedi per salire fino in cima alla sella, e da lì si vede non solo la città, si vede tutta la spiaggia, si vedono chilometri, è un punto altissimo da cui si vede veramente un panorama mozzafiato. E in cima alla Sella del Diavolo c'è una specie di rifugio con dei tavoli fuori e delle panche, e quello che io faccio con i miei amici, sempre, quando salgo lì, programmiamo l'ascesa alla Sella del Diavolo così da arrivare su al tramonto e ci godiamo il tramonto da sopra la Sella, ci portiamo dietro gli zaini con roba da bere, roba da mangiare e abbiamo cenato lì, abbiamo fatto un bell'aperitivo con birra e con tante cose buone che avevamo comprato e preparato durante il giorno per l'occasione. Poi di nuovo tutto negli zaini e si scende giù. Ormai è buio, infatti avevamo anche le luci, e una volta arrivati alla fine di questa montagnola c'è una bella spiaggetta e lì era buio, era notte e con Michaela abbiamo fatto un bagno pazzesco, bellissimo. L'acqua era super trasparente e caldissima. Bellissimo! Siamo state lì a bagno scherzando, giocando, facendoci fare le fotografie dalle altre persone che ci accompagnavano che non sono volute entrare. Poi siamo tornati a casa, stanchissime. Stamattina si è dormito fino a tardi, infatti stamattina niente sveglia alle 6 per andare a correre e camminare, comunque ve lo consiglio, se avete la possibilità, soprattutto se non l'avete mai fatto: fatevi un bel bagno al mare di notte, perché è veramente un'esperienza indimenticabile. Ve lo consiglio fortissimamente.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Yesterday I took a swim in the sea at night. I don't remember when it was the last time I did it, it's a beautiful experience. When I was younger, I used to do it much more often, now it's a bit harder to find people to share the adventure with. These days my friend from Berlin is visiting, I have already told you about it several times, Michaela, we had not seen each other for more than twenty years. These days we are spending together are fantastic also because I finally have the chance to say "Do you remember Michaela?" about things she had forgotten, and she reminds me of things we did together that I no longer thought about. Yesterday I took Michaela to do one of my favorite routes and that I always share with my guests, especially when they are guests who come from outside Italy, that is to walk up the Sella del Diavolo. If you have ever seen photos of Cagliari, the Sella del Diavolo is the one that dominates the Poetto beach, it is a mountain that has the shape of a saddle. There is a path that you can do on foot to climb up to the top of the saddle, and from there you can see not only the city, you can see the whole beach, you can see for kilometers, it is a very high point from which you can truly see a panorama breathtaking. And at the top of the Sella del Diavolo there is a kind of shelter with tables outside and benches, and what I do with my friends, always, when I go up there, we plan the ascent to the Sella del Diavolo so as to get on at sunset and we enjoy the sunset from above the Sella, we carry backpacks with things to drink, stuff to eat and we had dinner there, we had a nice aperitif with beer and many good things that we had bought and prepared during the day for the occasion. Then back all in the backpacks and down it goes, it is now dark, in fact we also had lights, and once we reached the end of this mound there is a beautiful beach and there it was dark, it was night and with Michaela we had a crazy, beautiful swim. The water was super clear and very hot. Beautiful! We were in the water joking, playing, having pictures taken by the others who were with us accompanied us who did not want to swim. Then we went home, very tired. This morning we slept late, in fact this morning no 6am alarm to go running and walking, anyway, I recommend it, if you have the opportunity, especially if you have never done it before: take a nice swim in the sea at night, because it is truly an unforgettable experience. I highly recommend it.]]>
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      <pubDate>Fri, 06 Aug 2021 08:19:48 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Da quanto tempo era che non facevo il bagno al mare, di notte? TRASCRIZIONE TESTO (ENGLISH TRANSLATION below)Ieri ho fatto il bagno al mare di notte. Non mi ricordo più quando quando era l'ultima volta che lo avevo fatto, è un'esperienza bellissima. Quand</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 214 Diritto alla riparazione</title>
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        <![CDATA[Dal primo marzo 2021 è entrato in vigore in Europa il 'diritto alla riparazione' - un piccolo passo verso l'eliminazione dello spreco dei rifiuti tecnologici, contro l'obsolescenza programmata. <br><br>LINK<br>Altroconsumo spiega il diritto alla riparazione<br><a href="https://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/vivere-sostenibile/speciali/diritto-alla-riparazione" rel="noopener">https://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/vivere-sostenibile/speciali/diritto-alla-riparazione</a><br><br>Il regolamento così come è stato approvato dalla Comunità Europea<br><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX" rel="noopener">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX</a>:32021R0341<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Se vi chiedessero secondo te è giusto che una persona possa ripararsi le cose che acquista? Sicuramente rispondeste, beh certo, mi compro un tavolo, si rompe una gamba e cerco un po' di aiutarla io, oppure chiamo un falegname eccetera. Normale. La cosa è un po' diversa quando parliamo di tecnologia, perché è vero che io dovrei avere il diritto di aggiustare il mio telefono, il mio iPhone, se si rompe, però è anche vero che la maggior parte dei produttori di cellulari e di altre cose tecnologiche dicono: o te lo fai aggiustare da uno dei nostri tecnici specializzati oppure se lo fai aggiustare da un altro tecnico la garanzia non sarà più valida, e la cosa fa un po' arrabbiare. Sono andata un po' a leggere la motivazione che danno, è che sì perché se lo fa una persona che non lo sa fare bene, può avere dei gravissimi, delle gravissime conseguenze, ad esempio ricambi la batteria del cellulare con una non originale, potrebbe far esplodere il tuo cellulare, è già successo diverse volte. Collegato al diritto alla riparazione delle cose che acquistiamo c'è anche il concetto di 'obsolescenza programmata' cioè che la gran parte delle aziende che producono tecnologia la producono così che dopo un po' di tempo non sia più utilizzabile, e quindi che abbia come una data di scadenza, perché introducono nuovi sistemi, sapete come quando il computer o il cellulare, mi è successo, ho dovuto a un certo punto cambiare il cellulare perché non potevo più caricare le app perchè non andavano bene col mio sistema operativo e non potevo più fare nessun aggiornamento del sistema operativo a meno che non acquistassi un nuovo apparecchio telefonico, e l'ho dovuto fare. Ecco perché vi dico questo? Perché ho scoperto - mi era assolutamente sfuggito, non non ci ho badato - che a marzo di quest'anno, a partire dal primo marzo di quest'anno c'è una legge in Europa: il diritto alla riparazione, diritto di riparazione, "right to repair" e cioè che quelli che producono cose tecnologiche, ma anche lavatrici o macchine, automobili, devono per legge garantire la possibilità di ricevere sia supporto tecnico e poi per almeno 7-10 anni dalla creazione di qualsiasi cosa tecnologica, chi la produce deve garantire che la gente può acquistare pezzi di ricambio, quindi anche dopo 5-6 anni, se mi si rompe il cellulare di 5-6 anni fa posso ancora acquistare i pezzi di ricambio, oppure portarmelo a fare aggiustare. Un piccolo passo contro i rifiuti tecnologici che in Italia vengono riciclati solo per il 40%.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>If you were asked, what do you think, should someone be allowed to repair something that she/he has bought? Surely you answered, well sure, I'll buy a table, a leg is broken and I try to fix it, or I'll call a carpenter and so on. That’s normal. The thing is a little different when it comes to technology, because it is true that I should have the right to fix my phone, my iPhone, if it breaks, but it is also true that most mobile and other manufacturers technological things say: either you have it fixed by one of our specialized technicians or if you have it fixed by another technician, the warranty will no longer be valid, and this makes you a little angry. I went to read the motivation they give, it is that yes because if a person who does not know how to do it well does it, it can have very serious, very serious consequences, for example, replace the mobile phone battery with a non-original one, your mobile phone could explode, it has already happened several times. Linked to the right to repair the things we buy there is also the concept of 'planned obsolescence', i.e. that most companies that produce technology produce it so that after some time it is no longer usable, and therefore it has a sort of an expiration date, because they introduce new systems, you know like when your computer or your mobile phone, it happened to me, I had to change the mobile phone at some point because I could no longer load the apps because they did not fit with my operating system and I couldn't update the OS unless I bought a new phone, which I had to. So, why am I telling you this? Because I discovered - it absolutely escaped me, I didn't pay any attention - that in March of this year, starting from March 1 of this year, there is a law in Europe: the right to repair, and that is that those who produce technological things, but also washing machines or autos, cars, must by law guarantee the possibility of receiving both technical support and then for at least 7-10 years from the creation of any technological thing, those who produce it have to guarantee that people can buy spare parts, so even after 5-6 years, if my cellphone 5-6 yo mobile breaks down, I can still buy spare parts, or take it to have it fixed. A small step against technological waste which in Italy is recycled only for 40%.]]>
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        <![CDATA[Dal primo marzo 2021 è entrato in vigore in Europa il 'diritto alla riparazione' - un piccolo passo verso l'eliminazione dello spreco dei rifiuti tecnologici, contro l'obsolescenza programmata. <br><br>LINK<br>Altroconsumo spiega il diritto alla riparazione<br><a href="https://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/vivere-sostenibile/speciali/diritto-alla-riparazione" rel="noopener">https://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/vivere-sostenibile/speciali/diritto-alla-riparazione</a><br><br>Il regolamento così come è stato approvato dalla Comunità Europea<br><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX" rel="noopener">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX</a>:32021R0341<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Se vi chiedessero secondo te è giusto che una persona possa ripararsi le cose che acquista? Sicuramente rispondeste, beh certo, mi compro un tavolo, si rompe una gamba e cerco un po' di aiutarla io, oppure chiamo un falegname eccetera. Normale. La cosa è un po' diversa quando parliamo di tecnologia, perché è vero che io dovrei avere il diritto di aggiustare il mio telefono, il mio iPhone, se si rompe, però è anche vero che la maggior parte dei produttori di cellulari e di altre cose tecnologiche dicono: o te lo fai aggiustare da uno dei nostri tecnici specializzati oppure se lo fai aggiustare da un altro tecnico la garanzia non sarà più valida, e la cosa fa un po' arrabbiare. Sono andata un po' a leggere la motivazione che danno, è che sì perché se lo fa una persona che non lo sa fare bene, può avere dei gravissimi, delle gravissime conseguenze, ad esempio ricambi la batteria del cellulare con una non originale, potrebbe far esplodere il tuo cellulare, è già successo diverse volte. Collegato al diritto alla riparazione delle cose che acquistiamo c'è anche il concetto di 'obsolescenza programmata' cioè che la gran parte delle aziende che producono tecnologia la producono così che dopo un po' di tempo non sia più utilizzabile, e quindi che abbia come una data di scadenza, perché introducono nuovi sistemi, sapete come quando il computer o il cellulare, mi è successo, ho dovuto a un certo punto cambiare il cellulare perché non potevo più caricare le app perchè non andavano bene col mio sistema operativo e non potevo più fare nessun aggiornamento del sistema operativo a meno che non acquistassi un nuovo apparecchio telefonico, e l'ho dovuto fare. Ecco perché vi dico questo? Perché ho scoperto - mi era assolutamente sfuggito, non non ci ho badato - che a marzo di quest'anno, a partire dal primo marzo di quest'anno c'è una legge in Europa: il diritto alla riparazione, diritto di riparazione, "right to repair" e cioè che quelli che producono cose tecnologiche, ma anche lavatrici o macchine, automobili, devono per legge garantire la possibilità di ricevere sia supporto tecnico e poi per almeno 7-10 anni dalla creazione di qualsiasi cosa tecnologica, chi la produce deve garantire che la gente può acquistare pezzi di ricambio, quindi anche dopo 5-6 anni, se mi si rompe il cellulare di 5-6 anni fa posso ancora acquistare i pezzi di ricambio, oppure portarmelo a fare aggiustare. Un piccolo passo contro i rifiuti tecnologici che in Italia vengono riciclati solo per il 40%.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>If you were asked, what do you think, should someone be allowed to repair something that she/he has bought? Surely you answered, well sure, I'll buy a table, a leg is broken and I try to fix it, or I'll call a carpenter and so on. That’s normal. The thing is a little different when it comes to technology, because it is true that I should have the right to fix my phone, my iPhone, if it breaks, but it is also true that most mobile and other manufacturers technological things say: either you have it fixed by one of our specialized technicians or if you have it fixed by another technician, the warranty will no longer be valid, and this makes you a little angry. I went to read the motivation they give, it is that yes because if a person who does not know how to do it well does it, it can have very serious, very serious consequences, for example, replace the mobile phone battery with a non-original one, your mobile phone could explode, it has already happened several times. Linked to the right to repair the things we buy there is also the concept of 'planned obsolescence', i.e. that most companies that produce technology produce it so that after some time it is no longer usable, and therefore it has a sort of an expiration date, because they introduce new systems, you know like when your computer or your mobile phone, it happened to me, I had to change the mobile phone at some point because I could no longer load the apps because they did not fit with my operating system and I couldn't update the OS unless I bought a new phone, which I had to. So, why am I telling you this? Because I discovered - it absolutely escaped me, I didn't pay any attention - that in March of this year, starting from March 1 of this year, there is a law in Europe: the right to repair, and that is that those who produce technological things, but also washing machines or autos, cars, must by law guarantee the possibility of receiving both technical support and then for at least 7-10 years from the creation of any technological thing, those who produce it have to guarantee that people can buy spare parts, so even after 5-6 years, if my cellphone 5-6 yo mobile breaks down, I can still buy spare parts, or take it to have it fixed. A small step against technological waste which in Italy is recycled only for 40%.]]>
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      <pubDate>Thu, 05 Aug 2021 08:47:34 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 213 Tedesco:Inglese</title>
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        <![CDATA[Ieri, dopo aver parlato quasi ininterrottamente in tedesco per tutto il giorno con la mia amica Michaela in visita da Berlino (non ci vedevamo da una ventina d'anni) a un certo punto mi sono accorta che stavano succedendo delle cose bizzarre dal punto di vista linguistico e di utilizzo dei diversi codici linguistici. Affascinante! <br><br>TESTO TRASCRITTO  (English translation below)<br>Ieri è successa questa cosa strana alla quale non ero preparata, una cosa linguistica. Allora, andiamo con ordine. Ieri è arrivata la mia amica Michaela da Berlino, ve ne ho parlato in una delle scorse trasmissioni. Era da tantissimi anni che non la vedevo circa vent'anni, forse anche un po di più, quindi avevamo un sacco di cose da raccontarci. Come è arrivata sono andata a prenderla all'aeroporto e lì abbiamo iniziato a raccontarci le cose, a parlare e chiacchierare in tedesco. E appunto è successa questa cosa strana che io leggo abbastanza spesso in tedesco, però era da tanto che non parlavo per un periodo così lungo. È successa questa cosa che era come, avete presente la sensazione di quando prendete delle scarpe che non indossate da tanto tempo e ci infilate dentro il piede, e il piede ci sta dentro perfettamente? Questa era la sensazione. Questa è la sensazione che ho avuto quando mi sono messa, mi sono ritrovata così a parlare in tedesco per molto tempo con Michaela, niente, che le frasi mi venivano molto naturalmente, pensavo anche le cose in tedesco, tant'è che poi a un certo punto mio figlio che adesso è con gli amici in vacanza a Firenze, mi ha mandato un messaggio dove mi chiedeva qualcosa e me lo chiedeva in inglese, e io automaticamente gli ho risposto con un messaggio in inglese, e lui ha subito risposto ridendo che diceva mamma dimmelo in italiano perché come l'hai detto in inglese non si capisce niente, non capisco quello che mi vuoi dire! Sì mi sono resa conto che avevo difficoltà a parlare in inglese ieri, e non solo! Poi quando mio marito è tornato a casa e quindi eravamo in tre, io Micaela e lui, mi rivolgevo a lui in tedesco continuavo a farlo, continuamente! Mi giravo e parlavo con lui in tedesco! Mentre è strano perché quando ci sono persone che non parlano inglese, non ho nessuna difficoltà a cambiare dall'inglese all'italiano, mi viene normale, neanche me ne accorgo, invece col tedesco non riuscivo. No, sono queste cose, piccole stranezze linguistiche che mi sono boh, me ne sono accorto ieri. Se ci sentite rumori e la mia voce strana è perché registro dal letto e ho Mazinga da una parte e Sputnik dall'altra -  i miei due gatti - che mi stanno tormentano. Buon giorno a tutti!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Yesterday this strange thing happened that I was not prepared for, a linguistic thing. So, first things first. Yesterday my friend Michaela arrived from Berlin, I told you about her in one of the past broadcasts. I hadn't seen her for many years, about twenty years, maybe even a little longer, so we had lots of catching up to do. As she arrived, I went to pick her up at the airport and there we started talking and chatting in German. And you see, this strange thing happened. I read quite often in German, but it had been a long time since I spoke for such an extended period of time. This thing happened which was like, do you know the feeling when you take the shoes that you haven't worn in a long time, and you put your foot in and it fits like a glove? This was the feeling. This is the feeling I had when I started, I found myself talking in German for a long time with Michaela, that is the sentences came very naturally to me, I also started thinking in German, so much so that when my son, who is now with friends on vacation in Florence, when he sent me a message asking me something, and he did so in English, and I automatically replied with a message in English, and he immediately replied laughing, saying Mom, just said tell me in Italian because as you said it in English, I don't understand a thing, I cannot understand what you want to tell me! Yes, I realised that I was having difficulty speaking English yesterday, and not only that! Then when my husband came home and therefore there were three of us, Micaela, him and myself, I kept on to address him in German and I kept on doing so, all the time! I turned to him and spoke in German! It is strange because when there are people who do not speak English, I have no difficulty in switching from English to Italian, it comes naturally, I don't even notice it, but with German I couldn't. Anyway, it is these things, little linguistic oddities that, I don't know, I noticed yesterday. If you hear noises there and my strange voice is because I record from the bed and I have Mazinga on one side and Sputnik on the other - my two cats - who are tormenting me. Good morning everyone!]]>
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        <![CDATA[Ieri, dopo aver parlato quasi ininterrottamente in tedesco per tutto il giorno con la mia amica Michaela in visita da Berlino (non ci vedevamo da una ventina d'anni) a un certo punto mi sono accorta che stavano succedendo delle cose bizzarre dal punto di vista linguistico e di utilizzo dei diversi codici linguistici. Affascinante! <br><br>TESTO TRASCRITTO  (English translation below)<br>Ieri è successa questa cosa strana alla quale non ero preparata, una cosa linguistica. Allora, andiamo con ordine. Ieri è arrivata la mia amica Michaela da Berlino, ve ne ho parlato in una delle scorse trasmissioni. Era da tantissimi anni che non la vedevo circa vent'anni, forse anche un po di più, quindi avevamo un sacco di cose da raccontarci. Come è arrivata sono andata a prenderla all'aeroporto e lì abbiamo iniziato a raccontarci le cose, a parlare e chiacchierare in tedesco. E appunto è successa questa cosa strana che io leggo abbastanza spesso in tedesco, però era da tanto che non parlavo per un periodo così lungo. È successa questa cosa che era come, avete presente la sensazione di quando prendete delle scarpe che non indossate da tanto tempo e ci infilate dentro il piede, e il piede ci sta dentro perfettamente? Questa era la sensazione. Questa è la sensazione che ho avuto quando mi sono messa, mi sono ritrovata così a parlare in tedesco per molto tempo con Michaela, niente, che le frasi mi venivano molto naturalmente, pensavo anche le cose in tedesco, tant'è che poi a un certo punto mio figlio che adesso è con gli amici in vacanza a Firenze, mi ha mandato un messaggio dove mi chiedeva qualcosa e me lo chiedeva in inglese, e io automaticamente gli ho risposto con un messaggio in inglese, e lui ha subito risposto ridendo che diceva mamma dimmelo in italiano perché come l'hai detto in inglese non si capisce niente, non capisco quello che mi vuoi dire! Sì mi sono resa conto che avevo difficoltà a parlare in inglese ieri, e non solo! Poi quando mio marito è tornato a casa e quindi eravamo in tre, io Micaela e lui, mi rivolgevo a lui in tedesco continuavo a farlo, continuamente! Mi giravo e parlavo con lui in tedesco! Mentre è strano perché quando ci sono persone che non parlano inglese, non ho nessuna difficoltà a cambiare dall'inglese all'italiano, mi viene normale, neanche me ne accorgo, invece col tedesco non riuscivo. No, sono queste cose, piccole stranezze linguistiche che mi sono boh, me ne sono accorto ieri. Se ci sentite rumori e la mia voce strana è perché registro dal letto e ho Mazinga da una parte e Sputnik dall'altra -  i miei due gatti - che mi stanno tormentano. Buon giorno a tutti!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Yesterday this strange thing happened that I was not prepared for, a linguistic thing. So, first things first. Yesterday my friend Michaela arrived from Berlin, I told you about her in one of the past broadcasts. I hadn't seen her for many years, about twenty years, maybe even a little longer, so we had lots of catching up to do. As she arrived, I went to pick her up at the airport and there we started talking and chatting in German. And you see, this strange thing happened. I read quite often in German, but it had been a long time since I spoke for such an extended period of time. This thing happened which was like, do you know the feeling when you take the shoes that you haven't worn in a long time, and you put your foot in and it fits like a glove? This was the feeling. This is the feeling I had when I started, I found myself talking in German for a long time with Michaela, that is the sentences came very naturally to me, I also started thinking in German, so much so that when my son, who is now with friends on vacation in Florence, when he sent me a message asking me something, and he did so in English, and I automatically replied with a message in English, and he immediately replied laughing, saying Mom, just said tell me in Italian because as you said it in English, I don't understand a thing, I cannot understand what you want to tell me! Yes, I realised that I was having difficulty speaking English yesterday, and not only that! Then when my husband came home and therefore there were three of us, Micaela, him and myself, I kept on to address him in German and I kept on doing so, all the time! I turned to him and spoke in German! It is strange because when there are people who do not speak English, I have no difficulty in switching from English to Italian, it comes naturally, I don't even notice it, but with German I couldn't. Anyway, it is these things, little linguistic oddities that, I don't know, I noticed yesterday. If you hear noises there and my strange voice is because I record from the bed and I have Mazinga on one side and Sputnik on the other - my two cats - who are tormenting me. Good morning everyone!]]>
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      <pubDate>Wed, 04 Aug 2021 04:37:04 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Ieri, dopo aver parlato quasi ininterrottamente in tedesco per tutto il giorno con la mia amica Michaela in visita da Berlino (non ci vedevamo da una ventina d'anni) a un certo punto mi sono accorta che stavano succedendo delle cose bizzarre dal punto di </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 212 Attacchi informatici</title>
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        <![CDATA[Alla notizia dell'attacco alle reti informatiche cha sta paralizzando la Regione Lazio mi torna in mente il giornalista che, in diretta nazionale, si lamenta della difficoltà delle password usate per accedere al sistema informatico della rete televisiva e invoca l'utilizzo di password come 'pippo, pluto e topolino' tutto minuscolo. Questo per dire che anche se l'Italia (profondamente in ritardo su tutti i fronti) avesse sistemi per proteggere le reti informatiche (e - ripeto - siamo ben lontani dall'averli), molte persone che operano ai terminali scriverebbero la password d'accesso su un post-it attaccato allo schermo del computer. <br><br>TESTO TRASCRITTO  (ENGLISH TRANSLATION will follow later)<br>Un attacco di hacker ha bloccato le reti informatiche della Regione Lazio. Questo significa che la Regione Lazio non può andare avanti con la campagna vaccinale, non ha accesso ai dati. Gli hackers chiedono un riscatto altrimenti non daranno indietro i dati. Era una bomba a orologeria che stava, cioè era da tanto che cercava di esplodere adesso, ho sentito proprio questa mattina i vari giornali e giornali radio, che i giornalisti e gli esperti dicevano sì la rete bisogna assicurarla, è da tanto quello che lo si dice, l'Italia è paurosamente in ritardo. Io mentre ascoltavo queste notizie non sapevo se ridere o piangere, perché non solo l'Italia è clamorosamente, terribilmente in ritardo con tutto quello che riguarda l'informatizzazione, l'alfabetizzazione informatica della sua popolazione, dei servizi e delle reti, ma mi è tornato in mente un 3' grezzi che ho fatto probabilmente neanche una settimana fa, dove commentavo il video diventato virale di un giornalista, che mi pare forse proprio per le Olimpiadi di Tokyo, che si lamentava del fatto che le parole d'accesso, le password per il sistema fossero troppo complicate, ci fossero maiuscole e minuscole, diceva tutto questo col microfono aperto che andava in onda, lui non si è nemmeno reso conto di avere il microfono aperto e alla fine diceva la frase "Ma scusa perché non le chiamate pippo, pluto e topolino, tutto con le minuscole?" Io mentre sentivo quel video rabbrividivo, rabbrividivo perché anche ammesso che l'Italia avesse dei servizi, delle reti informatiche sicure (che non è il caso) l'anello debole della catena sono le persone che con le reti ci lavorano. Puoi avere una password più sicura del sicuro se poi però te la scrivi su un pezzo di carta su un post-it e te la tieni affianco allo schermo del tuo computer. Tanto vale non averla. È questo il problema, gli esseri umani che in Italia la maggior parte delle persone considera un fastidio il dover cambiare la password periodicamente, considera una cosa inutile ed esagerata il dover usare delle password complicate e difficili e che non siano delle parole che si possono prendere dal vocabolario e soprattutto non la data di nascita nè i nomi dei figli. Ecco questa è la situazione nella quale si trova l'Italia, è ahimè - mi dispiace dirlo - gli attacchi informatici sono la nuova forma di pirateria e si ripeteranno sempre di più, e quelli che non sono protetti sono quelli che saranno le vittime, però lo saremo anche noi cittadini.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>A hacker attack blocked the computer networks of the Lazio Region. This means that the Lazio Region cannot go ahead with the vaccination campaign, it does not have access to data. The hackers demand a ransom otherwise they won't give the data back. It was a time bomb ready to explode, that is, it had been trying to explode for a long time now, I heard just this morning the various newspapers and radio news, that the journalists and experts said yes the network must be ensured, people have been saying this for a long time, Italy is frighteningly late. While I was listening to this news I did not know whether to laugh or cry, because not only Italy is sensationally, terribly late with everything related to computerization, computer literacy of its population, services and networks, but it is I was reminded of the 3 uncut minute podcast that I did less than a week ago, where I commented on the viral video of a journalist, I think it was at the Tokyo Olympics, who complained that the passwords for the network were too complicated, there were uppercase and lowercase letters, he said all this with the mic on, live on air, he did not even realize he had the mic on and in the end he said "But why cannot just have goofy, pluto and mickey, as passwords, all with lowercase letters? " Listening to that video I shivered, I shivered because even if Italy had secure computer networks (which is not the case), the weak link in the chain are the people who work with the networks. You can have a super safe password, but it is useless if you then write it down on a piece of paper on a post-it and keep it next to your computer screen, you might as well not have one. This is the problem, human beings, in Italy most people consider it a nuisance having to change the password regularly, they consider it a useless and exaggerated exercise, having to use complicated and difficult passwords, words that cannot be found in the dictionary and above all not the date of birth or the names of the children. Here this where Italy finds itself,  I'm sorry to say - cyber attacks are the new piracy and will occur more and more, and those who are not protected are the ones who will be the victims, however we citizens will be too.]]>
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Era una bomba a orologeria che stava, cioè era da tanto che cercava di esplodere adesso, ho sentito proprio questa mattina i vari giornali e giornali radio, che i giornalisti e gli esperti dicevano sì la rete bisogna assicurarla, è da tanto quello che lo si dice, l'Italia è paurosamente in ritardo. Io mentre ascoltavo queste notizie non sapevo se ridere o piangere, perché non solo l'Italia è clamorosamente, terribilmente in ritardo con tutto quello che riguarda l'informatizzazione, l'alfabetizzazione informatica della sua popolazione, dei servizi e delle reti, ma mi è tornato in mente un 3' grezzi che ho fatto probabilmente neanche una settimana fa, dove commentavo il video diventato virale di un giornalista, che mi pare forse proprio per le Olimpiadi di Tokyo, che si lamentava del fatto che le parole d'accesso, le password per il sistema fossero troppo complicate, ci fossero maiuscole e minuscole, diceva tutto questo col microfono aperto che andava in onda, lui non si è nemmeno reso conto di avere il microfono aperto e alla fine diceva la frase "Ma scusa perché non le chiamate pippo, pluto e topolino, tutto con le minuscole?" Io mentre sentivo quel video rabbrividivo, rabbrividivo perché anche ammesso che l'Italia avesse dei servizi, delle reti informatiche sicure (che non è il caso) l'anello debole della catena sono le persone che con le reti ci lavorano. Puoi avere una password più sicura del sicuro se poi però te la scrivi su un pezzo di carta su un post-it e te la tieni affianco allo schermo del tuo computer. Tanto vale non averla. È questo il problema, gli esseri umani che in Italia la maggior parte delle persone considera un fastidio il dover cambiare la password periodicamente, considera una cosa inutile ed esagerata il dover usare delle password complicate e difficili e che non siano delle parole che si possono prendere dal vocabolario e soprattutto non la data di nascita nè i nomi dei figli. Ecco questa è la situazione nella quale si trova l'Italia, è ahimè - mi dispiace dirlo - gli attacchi informatici sono la nuova forma di pirateria e si ripeteranno sempre di più, e quelli che non sono protetti sono quelli che saranno le vittime, però lo saremo anche noi cittadini.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>A hacker attack blocked the computer networks of the Lazio Region. This means that the Lazio Region cannot go ahead with the vaccination campaign, it does not have access to data. The hackers demand a ransom otherwise they won't give the data back. It was a time bomb ready to explode, that is, it had been trying to explode for a long time now, I heard just this morning the various newspapers and radio news, that the journalists and experts said yes the network must be ensured, people have been saying this for a long time, Italy is frighteningly late. While I was listening to this news I did not know whether to laugh or cry, because not only Italy is sensationally, terribly late with everything related to computerization, computer literacy of its population, services and networks, but it is I was reminded of the 3 uncut minute podcast that I did less than a week ago, where I commented on the viral video of a journalist, I think it was at the Tokyo Olympics, who complained that the passwords for the network were too complicated, there were uppercase and lowercase letters, he said all this with the mic on, live on air, he did not even realize he had the mic on and in the end he said "But why cannot just have goofy, pluto and mickey, as passwords, all with lowercase letters? " Listening to that video I shivered, I shivered because even if Italy had secure computer networks (which is not the case), the weak link in the chain are the people who work with the networks. You can have a super safe password, but it is useless if you then write it down on a piece of paper on a post-it and keep it next to your computer screen, you might as well not have one. This is the problem, human beings, in Italy most people consider it a nuisance having to change the password regularly, they consider it a useless and exaggerated exercise, having to use complicated and difficult passwords, words that cannot be found in the dictionary and above all not the date of birth or the names of the children. Here this where Italy finds itself,  I'm sorry to say - cyber attacks are the new piracy and will occur more and more, and those who are not protected are the ones who will be the victims, however we citizens will be too.]]>
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      <pubDate>Tue, 03 Aug 2021 06:08:51 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 211 Giochi accessibili</title>
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        <![CDATA[È da anni che mi interesso di giochi (per puro diletto) e di accessibilità (per interesse personale e per lavoro), eppure non avevo mai riflettuto su quanto sia complesso (e importante) analizzare i giochi dal punto di vista dell'accesso, cioè creare i giochi così che tutti possano partecipare, e non si tratta solo di pensare ai lettori di schermo, sono considerazioni da tenere presenti in fase di progettazione. Affascinante, super interessante!<br><br>La puntata di Download this Show dedicata all'accesso nei videogiochi<br>https://podcasts.apple.com/nz/podcast/gaming-with-a-disability/id499804600?i=1000530225495<br><br>Il sito di Humphrey Hanley "No Hands, No Excuses"<br>http://nohandsnoexcuses.com/index.html<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>È da diverso tempo che mi piacciono i videogiochi, ed è anche da diverso tempo che, anche professionalmente, mi occupo di accessibilità. Un aspetto importante dell'accessibilità, anche se non l'unico, è quello di permettere alle persone con vari tipi di disabilità di poter accedere ai servizi e al tipo di beni di consumo a cui accedono le persone senza queste disabilità. Ripeto, dell'accessibilità me ne occupo anche professionalmente, però confesso di non aver mai riflettuto prima di oggi sul fatto che anche i videogiochi hanno un grosso problema di accessibilità, non solo per quanto riguarda le persone che hanno una disabilità, perché, ripeto, il problema non sono mai le persone con la disabilità ma è sempre e solo e comunque la mancanza di accesso, perché noi tutti nella nostra vita in un qualche momento avremo delle disabilità: se ci fratturiamo una gamba, se siamo incinte e non possiamo stare molto tempo in piedi, se abbiamo le vene varicose, se siamo anziani e abbiamo gli acciacchi dell'età, quindi la disabilità è una cosa che riguarda tutti, e infatti si dovrebbe parlare di accesso e non di disabilità, e non avevo mai riflettuto sul fatto che anche i videogiochi dovrebbero prendere in considerazione questi elementi. Pensate alle persone che soffrono di daltonismo, che quindi non riescono a vedere il contrasto tra i colori, e magari hanno molta difficoltà a giocare con dei giochi. Ecco oggi ho riflettuto sul rapporto tra videogiochi e accesso grazie a un podcast che ascolto da moltissimi anni che si chiama Download this show, di Marc Fennell, della ABC australiana (vi metto il link nelle note del programma) e lì ho fatto la conoscenza di questa persona fantastica che si chiama Humphrey Hanley, conosciuto nella blogosfera soprattutto in Twitcher (quella piattaforma dove la gente va a giocare e gli altri guardano) il suo nome è "No hands, No excuses" non ho le mani ma non per questo ho delle scuse, quindi è un gamer che ha una condizione particolare per cui praticamente non ha le dita. Questo non gli ha impedito non solo di diventare un campione di diversi giochi, ma anche di crearsi un'attività di comunicazione dove fa fotografia, droni, video altre cose che hanno a che fare con la comunicazione, poi parla in luoghi tipo Ted Talk. Fantastico. Quindi non ci sono scuse per non pensare all'accesso, così che tutti abbiano accesso.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I have enjoyed video games for some time, and I have also been involved in accessibility for some time, also professionally. An important aspect of accessibility, although not the only one, is to allow people with various types of disabilities to have access to the services and the type of consumer goods that people without these disabilities have access to. As I said, I also deal with accessibility professionally, but I confess that I have never reflected before today on the fact that video games also have a big problem of accessibility, not only for people who have a disability, because, I repeat, the ‘problem’ is never people with disabilities but it is always and only and in any case the lack of access, because all of us in our life at some time will have disabilities: if we break a leg, if we are pregnant and we cannot stand for a long time, if we have varicose veins, if we are elderly and we have the aches of age, then disability is something that concerns everyone, and in fact it should be a matter of accessibility, not of disability, and I had never thought about the fact that video games should also take these elements into consideration. Think of people who suffer from color blindness, who therefore cannot see the contrast between colors, and perhaps have a lot of difficulty playing games. Here today I reflected on the relationship between video games and access thanks to a podcast that I have been listening for many years, Download this show, by Marc Fennell, Australian ABC (I put the link in the program notes) and there I met this fantastic person called Humphrey Hanley, known in the blogosphere especially in Twitcher (that platform where people go to play and others watch) his name is "No hands, No excuses" I don't have hands but I don't have any excuses, so he is a gamer who has a particular condition that he practically has no fingers. This has not prevented him not only from becoming a champion of different games, but also from creating a communication business where he does photography, drones, video other things that have to do with communication, then talks in places like Ted Talk. Fantastic. So there is no excuse not to think about access, so that everyone has access.]]>
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        <![CDATA[È da anni che mi interesso di giochi (per puro diletto) e di accessibilità (per interesse personale e per lavoro), eppure non avevo mai riflettuto su quanto sia complesso (e importante) analizzare i giochi dal punto di vista dell'accesso, cioè creare i giochi così che tutti possano partecipare, e non si tratta solo di pensare ai lettori di schermo, sono considerazioni da tenere presenti in fase di progettazione. Affascinante, super interessante!<br><br>La puntata di Download this Show dedicata all'accesso nei videogiochi<br>https://podcasts.apple.com/nz/podcast/gaming-with-a-disability/id499804600?i=1000530225495<br><br>Il sito di Humphrey Hanley "No Hands, No Excuses"<br>http://nohandsnoexcuses.com/index.html<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>È da diverso tempo che mi piacciono i videogiochi, ed è anche da diverso tempo che, anche professionalmente, mi occupo di accessibilità. Un aspetto importante dell'accessibilità, anche se non l'unico, è quello di permettere alle persone con vari tipi di disabilità di poter accedere ai servizi e al tipo di beni di consumo a cui accedono le persone senza queste disabilità. Ripeto, dell'accessibilità me ne occupo anche professionalmente, però confesso di non aver mai riflettuto prima di oggi sul fatto che anche i videogiochi hanno un grosso problema di accessibilità, non solo per quanto riguarda le persone che hanno una disabilità, perché, ripeto, il problema non sono mai le persone con la disabilità ma è sempre e solo e comunque la mancanza di accesso, perché noi tutti nella nostra vita in un qualche momento avremo delle disabilità: se ci fratturiamo una gamba, se siamo incinte e non possiamo stare molto tempo in piedi, se abbiamo le vene varicose, se siamo anziani e abbiamo gli acciacchi dell'età, quindi la disabilità è una cosa che riguarda tutti, e infatti si dovrebbe parlare di accesso e non di disabilità, e non avevo mai riflettuto sul fatto che anche i videogiochi dovrebbero prendere in considerazione questi elementi. Pensate alle persone che soffrono di daltonismo, che quindi non riescono a vedere il contrasto tra i colori, e magari hanno molta difficoltà a giocare con dei giochi. Ecco oggi ho riflettuto sul rapporto tra videogiochi e accesso grazie a un podcast che ascolto da moltissimi anni che si chiama Download this show, di Marc Fennell, della ABC australiana (vi metto il link nelle note del programma) e lì ho fatto la conoscenza di questa persona fantastica che si chiama Humphrey Hanley, conosciuto nella blogosfera soprattutto in Twitcher (quella piattaforma dove la gente va a giocare e gli altri guardano) il suo nome è "No hands, No excuses" non ho le mani ma non per questo ho delle scuse, quindi è un gamer che ha una condizione particolare per cui praticamente non ha le dita. Questo non gli ha impedito non solo di diventare un campione di diversi giochi, ma anche di crearsi un'attività di comunicazione dove fa fotografia, droni, video altre cose che hanno a che fare con la comunicazione, poi parla in luoghi tipo Ted Talk. Fantastico. Quindi non ci sono scuse per non pensare all'accesso, così che tutti abbiano accesso.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I have enjoyed video games for some time, and I have also been involved in accessibility for some time, also professionally. An important aspect of accessibility, although not the only one, is to allow people with various types of disabilities to have access to the services and the type of consumer goods that people without these disabilities have access to. As I said, I also deal with accessibility professionally, but I confess that I have never reflected before today on the fact that video games also have a big problem of accessibility, not only for people who have a disability, because, I repeat, the ‘problem’ is never people with disabilities but it is always and only and in any case the lack of access, because all of us in our life at some time will have disabilities: if we break a leg, if we are pregnant and we cannot stand for a long time, if we have varicose veins, if we are elderly and we have the aches of age, then disability is something that concerns everyone, and in fact it should be a matter of accessibility, not of disability, and I had never thought about the fact that video games should also take these elements into consideration. Think of people who suffer from color blindness, who therefore cannot see the contrast between colors, and perhaps have a lot of difficulty playing games. Here today I reflected on the relationship between video games and access thanks to a podcast that I have been listening for many years, Download this show, by Marc Fennell, Australian ABC (I put the link in the program notes) and there I met this fantastic person called Humphrey Hanley, known in the blogosphere especially in Twitcher (that platform where people go to play and others watch) his name is "No hands, No excuses" I don't have hands but I don't have any excuses, so he is a gamer who has a particular condition that he practically has no fingers. This has not prevented him not only from becoming a champion of different games, but also from creating a communication business where he does photography, drones, video other things that have to do with communication, then talks in places like Ted Talk. Fantastic. So there is no excuse not to think about access, so that everyone has access.]]>
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      <pubDate>Mon, 02 Aug 2021 09:20:33 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 210 Cos'è il podcast? (2)</title>
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        <![CDATA[Riprendo a parlare di podcast [in basso il link a 3' grezzi Ep. 166 Cos'è il podcast? (1)], questo nuovo strumento che ha rivoluzionato il modo in cui... bugia! è vero che ci sono cose che solo il podcast ci permette di fare, ma una di queste non è certamente il racconto immersivo e coinvolgente. Quello lo facevano egregiamente già nel 1924! <br><br>LINK<br>Il vecchio radiodramma immersivo e coinvolgente <br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=rJt1__ZSZ6Y" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=rJt1__ZSZ6Y</a><br><br>3' grezzi Ep. 166 Cos'è il podcast? (1)<br><a href="https://www.spreaker.com/episode/45351980" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/45351980</a><br><br>With English subtitles<br><a href="https://youtu.be/G3kYCzmMw1o" rel="noopener">https://youtu.be/G3kYCzmMw1o</a><br><br>TESTO TRASCRITTO  (English translation below)<br>Qualche tempo fa, nell'episodio numero 166 dei 3'grezzi, vi avevo cominciato a parlare del podcast, e avevo cominciato a spiegare cosa è il podcast. Oggi voglio continuare analizzando (brevemente perché in tre minuti non è che si possa fare tanto), analizzando brevemente come il podcast sta veramente reinventando il mezzo radiofonico. Perché? Anzitutto perché il podcast non è legato alla geografia del luogo, quindi questo podcast che io faccio giornalmente viene ascoltato da persone in tutto il mondo, soprattutto da quando sono riuscita a superare il limite della lingua italiana che viene parlata da una pochissima percentuale della popolazione mondiale, mentre una grande percentuale della popolazione mondiale capisce la lingua inglese, e quindi sto traducendo i miei podcast con i sottotitoli in inglese. Quindi il podcast mi permette di avere un pubblico che non è legato alla geografia del luogo in cui io mi trovo fisicamente e quindi posso rivolgermi anche a un pubblico internazionale. Il podcast mi permette di parlare in modo asincrono, io registro questa puntata quando voglio, poi, soprattutto, voi ascoltate quando fa più comodo a voi, potete anche ascoltarla più volte. Quindi c'è il trionfo della voce, e a volte anche dei degli effetti sonori, ma nel mio caso, nel caso dei 3'grezzi solo della voce, puoi anche permette di esplorare diversi generi, anche perché a differenza di una produzione video, che per quanto fatta con un budget molto limitato deve comunque avere certe caratteristiche, per fare un podcast veramente non ci vuole niente, basta avere un computer collegato su internet e poi si può fare, chiunque lo può fare. Quindi è vero che il podcast sta reinventando il mezzo radiofonico, adesso però ci metto un punto interrogativo perché non è vero assolutamente niente, perché il podcast non si è inventato niente. Già all'inizio del 1900 ci sono, da quando praticamente è nata la radio, ci sono degli esempi pazzeschi, di bellissimi radiodrammi che sfruttano al massimo le potenzialità di questo mezzo che permette di immaginarsi le cose e non essere invece costretti a vederle con gli occhi del regista video che ci fa vedere i personaggi così come vuole lui o come vuole lei. Cito solo una radiodrama del 1924 che è il primo radio dramma prodotto dalla BBC che racconta la storia di questi minatori intrappolati nelle profondità della terra e le prime parole del radio dramma sono "Che succede? È tutto buio". Vi metto il link nelle note perché è pazzesco vale la pena ascoltarlo.<br><br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Some time ago, in episode 166 of my podcast 3’ Uncut, I started talking about podcast, and I started explaining what do we mean with podcast. Today I want to continue analysing (briefly because in three minutes you can only do so much), analysing briefly how the podcast is really reinventing the medium 'radio'. How so? First of all because the podcast is not linked to the geography of a place, so this podcast that I do daily is listened to by people all over the world, especially since I managed to overcome the limit of the Italian language which is spoken by a very small percentage of the world population, while a large percentage of the world population understands English and therefore I am translating my podcasts with English subtitles. So the podcast allows me to have an audience that is not linked to the geography of the place where I am physically and therefore I can also address an international audience. The podcast allows me to speak asynchronously, I record this episode when I want, then, above all, you listen when it suits you best, you can also listen to it several times. So there is the triumph of the voice, and sometimes even of the sound effects (in my case, with my podcast only of the voice), you can also allow yourself to explore different genres, also because unlike a video production, which even on a very limited budget, it must still have certain characteristics, to make a podcast it really doesn't take much, you just need to have a computer connected to the internet and then you can do it, anyone can do it. So it is true that the podcast is reinventing radio as a medium, but now I put a question mark on it because it is absolutely untrue, because podcast did not invent anything. Already at the beginning of 1900 there are, since radio was just born, there are some crazy examples of beautiful radio plays that exploit the potential of this medium to the maximum, which allows you to imagine things and not be forced to see them with the eyes of the video director who shows us the characters as he wants or as she wants. I mention only a radio drama from 1924 which is the first radio drama produced by the BBC that tells the story of these miners trapped in the depths of the earth and the first words of the radio drama are "What's going on? It's all dark". I'll put the link in the notes because it's crazy it's worth listening to.]]>
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        <![CDATA[Riprendo a parlare di podcast [in basso il link a 3' grezzi Ep. 166 Cos'è il podcast? (1)], questo nuovo strumento che ha rivoluzionato il modo in cui... bugia! è vero che ci sono cose che solo il podcast ci permette di fare, ma una di queste non è certamente il racconto immersivo e coinvolgente. Quello lo facevano egregiamente già nel 1924! <br><br>LINK<br>Il vecchio radiodramma immersivo e coinvolgente <br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=rJt1__ZSZ6Y" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=rJt1__ZSZ6Y</a><br><br>3' grezzi Ep. 166 Cos'è il podcast? 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Anzitutto perché il podcast non è legato alla geografia del luogo, quindi questo podcast che io faccio giornalmente viene ascoltato da persone in tutto il mondo, soprattutto da quando sono riuscita a superare il limite della lingua italiana che viene parlata da una pochissima percentuale della popolazione mondiale, mentre una grande percentuale della popolazione mondiale capisce la lingua inglese, e quindi sto traducendo i miei podcast con i sottotitoli in inglese. Quindi il podcast mi permette di avere un pubblico che non è legato alla geografia del luogo in cui io mi trovo fisicamente e quindi posso rivolgermi anche a un pubblico internazionale. Il podcast mi permette di parlare in modo asincrono, io registro questa puntata quando voglio, poi, soprattutto, voi ascoltate quando fa più comodo a voi, potete anche ascoltarla più volte. Quindi c'è il trionfo della voce, e a volte anche dei degli effetti sonori, ma nel mio caso, nel caso dei 3'grezzi solo della voce, puoi anche permette di esplorare diversi generi, anche perché a differenza di una produzione video, che per quanto fatta con un budget molto limitato deve comunque avere certe caratteristiche, per fare un podcast veramente non ci vuole niente, basta avere un computer collegato su internet e poi si può fare, chiunque lo può fare. Quindi è vero che il podcast sta reinventando il mezzo radiofonico, adesso però ci metto un punto interrogativo perché non è vero assolutamente niente, perché il podcast non si è inventato niente. Già all'inizio del 1900 ci sono, da quando praticamente è nata la radio, ci sono degli esempi pazzeschi, di bellissimi radiodrammi che sfruttano al massimo le potenzialità di questo mezzo che permette di immaginarsi le cose e non essere invece costretti a vederle con gli occhi del regista video che ci fa vedere i personaggi così come vuole lui o come vuole lei. Cito solo una radiodrama del 1924 che è il primo radio dramma prodotto dalla BBC che racconta la storia di questi minatori intrappolati nelle profondità della terra e le prime parole del radio dramma sono "Che succede? È tutto buio". Vi metto il link nelle note perché è pazzesco vale la pena ascoltarlo.<br><br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Some time ago, in episode 166 of my podcast 3’ Uncut, I started talking about podcast, and I started explaining what do we mean with podcast. Today I want to continue analysing (briefly because in three minutes you can only do so much), analysing briefly how the podcast is really reinventing the medium 'radio'. How so? First of all because the podcast is not linked to the geography of a place, so this podcast that I do daily is listened to by people all over the world, especially since I managed to overcome the limit of the Italian language which is spoken by a very small percentage of the world population, while a large percentage of the world population understands English and therefore I am translating my podcasts with English subtitles. So the podcast allows me to have an audience that is not linked to the geography of the place where I am physically and therefore I can also address an international audience. The podcast allows me to speak asynchronously, I record this episode when I want, then, above all, you listen when it suits you best, you can also listen to it several times. So there is the triumph of the voice, and sometimes even of the sound effects (in my case, with my podcast only of the voice), you can also allow yourself to explore different genres, also because unlike a video production, which even on a very limited budget, it must still have certain characteristics, to make a podcast it really doesn't take much, you just need to have a computer connected to the internet and then you can do it, anyone can do it. So it is true that the podcast is reinventing radio as a medium, but now I put a question mark on it because it is absolutely untrue, because podcast did not invent anything. Already at the beginning of 1900 there are, since radio was just born, there are some crazy examples of beautiful radio plays that exploit the potential of this medium to the maximum, which allows you to imagine things and not be forced to see them with the eyes of the video director who shows us the characters as he wants or as she wants. I mention only a radio drama from 1924 which is the first radio drama produced by the BBC that tells the story of these miners trapped in the depths of the earth and the first words of the radio drama are "What's going on? It's all dark". I'll put the link in the notes because it's crazy it's worth listening to.]]>
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      <pubDate>Sun, 01 Aug 2021 09:32:36 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Riprendo a parlare di podcast [in basso il link a 3' grezzi Ep. 166 Cos'è il podcast? (1)], questo nuovo strumento che ha rivoluzionato il modo in cui... bugia! è vero che ci sono cose che solo il podcast ci permette di fare, ma una di queste non è certamente il racconto immersivo e coinvolgente. Quello lo facevano egregiamente già nel 1924! LINKIl vecchio radiodramma immersivo e coinvolgente https://www.youtube.com/watch?v=rJt1__ZSZ6Y3' grezzi Ep. 166 Cos'è il podcast? (1)https://www.spreaker.com/episode/45351980With English subtitleshttps://youtu.be/G3kYCzmMw1oTESTO TRASCRITTO  (English translation below)Qualche tempo fa, nell'episodio numero 166 dei 3'grezzi, vi avevo cominciato a parlare del podcast, e avevo cominciato a spiegare cosa è il podcast. Oggi voglio continuare analizzando (brevemente perché in tre minuti non è che si possa fare tanto), analizzando brevemente come il podcast sta veramente reinventando il mezzo radiofonico. Perché? Anzitutto perché il podcast non è legato alla geografia del luogo, quindi questo podcast che io faccio giornalmente viene ascoltato da persone in tutto il mondo, soprattutto da quando sono riuscita a superare il limite della lingua italiana che viene parlata da una pochissima percentuale della popolazione mondiale, mentre una grande percentuale della popolazione mondiale capisce la lingua inglese, e quindi sto traducendo i miei podcast con i sottotitoli in inglese. Quindi il podcast mi permette di avere un pubblico che non è legato alla geografia del luogo in cui io mi trovo fisicamente e quindi posso rivolgermi anche a un pubblico internazionale. Il podcast mi permette di parlare in modo asincrono, io registro questa puntata quando voglio, poi, soprattutto, voi ascoltate quando fa più comodo a voi, potete anche ascoltarla più volte. Quindi c'è il trionfo della voce, e a volte anche dei degli effetti sonori, ma nel mio caso, nel caso dei 3'grezzi solo della voce, puoi anche permette di esplorare diversi generi, anche perché a differenza di una produzione video, che per quanto fatta con un budget molto limitato deve comunque avere certe caratteristiche, per fare un podcast veramente non ci vuole niente, basta avere un computer collegato su internet e poi si può fare, chiunque lo può fare. Quindi è vero che il podcast sta reinventando il mezzo radiofonico, adesso però ci metto un punto interrogativo perché non è vero assolutamente niente, perché il podcast non si è inventato niente. Già all'inizio del 1900 ci sono, da quando praticamente è nata la radio, ci sono degli esempi pazzeschi, di bellissimi radiodrammi che sfruttano al massimo le potenzialità di questo mezzo che permette di immaginarsi le cose e non essere invece costretti a vederle con gli occhi del regista video che ci fa vedere i personaggi così come vuole lui o come vuole lei. Cito solo una radiodrama del 1924 che è il primo radio dramma prodotto dalla BBC che racconta la storia di questi minatori intrappolati nelle profondità della terra e le prime parole del radio dramma sono "Che succede? È tutto buio". Vi metto il link nelle note perché è pazzesco vale la pena ascoltarlo.ENGLISH TRANSLATIONSome time ago, in episode 166 of my podcast 3’ Uncut, I started talking about podcast, and I started explaining what do we mean with podcast. Today I want to continue analysing (briefly because in three minutes you can only do so much), analysing briefly how the podcast is really reinventing the medium 'radio'. How so? First of all because the podcast is not linked to the geography of a place, so this podcast that I do daily is listened to by people all over the world, especially since I managed to overcome the limit of the Italian...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Riprendo a parlare di podcast [in basso il link a 3' grezzi Ep. 166 Cos'è il podcast? (1)], questo nuovo strumento che ha rivoluzionato il modo in cui... bugia! è vero che ci sono cose che solo il podcast ci permette di fare, ma una di queste non è certa</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 209 Shining (e rumori)</title>
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        <![CDATA[Vidi Shining al cinema, con il mio compagno di banco, e dopo andammo a passeggio nel porto, al buio, di notte, in piena maestralata, per avere paura. <br><br>TRASCRIZIONE TESTO <br>La notte scorsa, prima di andare a letto, il mio giro solito di televisione dopo che spengo Netflix, sono capitata negli ultimi dieci minuti di Shining il film di Kubrick. Vabbè che fai quando capiti nelle ultime scene di Shining, non rimani a guardare? Certo, sono rimasta a guardare fino alla fine gli ultimi dieci minuti. Shining è un film pazzesco. Kubrick non è il mio regista preferito però è nell'Olimpo dei miei registi, tra quelli preferiti, anche se non il preferito in assoluto. Sì, Shining lo vidi quando uscì nelle sale cinematografiche. Ricordo esattamente la situazione. Io ero ragazzina, era inverno, era una di quelle sere d'inverno con un fortissimo maestrale che soffiava, Cagliari è molto esposta al maestrale soprattutto soprattutto d'inverno. Andai a vedere il film col mio amatissimo compagno di banco. Andammo al cinema, era inverno, quindi era già buio, e mi fece tantissima paura, mi colpì tantissimo il film, saltai e gridai in tutti i in tutti i passaggi dove il regista voleva che io saltassi e gridassi. Sì, e la cosa divertente è che tutti e due rimanemmo molto, molto scossi, ci piacque tantissimo il film, e una volta finito, il cinema dove andammo a vederlo era vicino al porto, e dopo finito i film andammo a fare una passeggiata al porto. Voi immaginatevi questa scenografia: il porto di Cagliari di notte, perché ormai era già buio, con questo maestrale pazzesco, e mi sa che noi andammo proprio per avere paura, perché, tipo perché uscimmo dal cinema ancora molto scossi e dicemmo, te lo immagini adesso andare a fare una passeggiata al porto al buio? Sì dai, perché noi andiamo a fare una passeggiata al porto al buio? E lo facemmo. Facevamo cose del genere con il mio amatissimo compagno di banco. Sì ho visto con molto piacere gli ultimi dieci minuti del film. No non vi racconto il finale, casomai qualcuno ancora non lo avesse visto. Sì concludo questo armacord kubrickiano spiegandovi che i rumori che sentite in sottofondo sono dovuti al fatto che in questi giorni, oggi ma anche nei giorni seguenti (perché ho sentito che la temperatura si aggirerà verso i 40 gradi) sto registrando i miei tre minuti grezzi giornalieri con la finestra aperta, perché sudo da morire e non voglio essere condizionata che non mi piace e comunque farebbe ancora più rumore, quindi i rumori dal vivo.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Last night, before going to bed, on my usual TV channel surfing after turning off Netflix, I happened upon the last ten minutes of Kubrick’s The Shining. Oh well, and what do you do when you chance upon the last scenes of The Shining, don't you stay and watch? Sure, I did watch until the end. The Shining is an amazing movie. Kubrick is not my ultimate favorite director, but he is in the Olympus of my directors, among the favorite ones, even if not the absolute favorite. I saw The Shining when it came out in theaters. I remember it vividly. I was a girl, it was winter, one of those winter evenings with a very strong mistral blowing, Cagliari is very exposed to the mistral, especially in winter. I went to see it with my beloved classmate. We went to the cinema, it was winter, so it was already dark, and the movie scared me so much, it made such an impression on me I jumped and shouted in all the right places, where  the director wanted me to jump and to shout. Yes, and the funny thing is that we were both very, very shaken, we loved the movie. Once it ended, you see, the cinema was near the harbour, and after  the movie, we went for a walk in the harbour. Just imagine: Cagliari harbour at night, already dark by now, with this crazy mistral, and I think we went just to be afraid, because, it was like, we leaving the cinema still quite shaken and then,  can you imagine now going for a walk in the harbor in the dark? Yes come on, why don’t we go for a walk in the harbor in the dark? And we did it. We used to do things like that with my beloved classmate. Yes, I was very pleased to watch the last ten minutes of the film. No I won't tell you the ending, in case someone hasn't seen it yet. Yes, I conclude this Kubrickian blast-from-the-past by explaining that the noises you hear in the background are due to the fact that in these days, today but also in the coming days (because I have heard that the temperature will be around 40 degrees) I am recording my three daily uncut minutes with the window open, because I sweat to death and I don't want to be conditioned which I don't like and in any case it would make even more noise, hence the live noises.]]>
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      <pubDate>Sat, 31 Jul 2021 10:09:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 208 Se l'eroe risponde</title>
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        <![CDATA[Non è certamente la prima volta che scrivo ad un artista che mi piace per manifestare la mia ammirazione. È la prima volta però che l'artista (mio eroe) risponde e accetta al volo la mia offerta di fare qualcosa insieme. <br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ho sempre avuto la mania di scrivere ai miei eroi fin da bambina. Ricordo che dopo l'uscita dell'album La pulce d'acqua di Angelo Branduardi gli scrissi una lettera lunghissima dove raccontavo quanto mi piaceva la sua musica, lui non mi rispose mai. Scrissi anche una lunghissima lettera a Mister Fantasy, Carlo Massarini che mi piaceva tantissimo, e neanche lui mi rispose mai. Con Angelo Branduardi poi ho lavorato in seguito, non gli dissi mai però di avergli scritto una lettera quando ero bambina. Carlo Massarini invece gli ho mandato a dire che gli scrissi una lettera tramite un amico comune (non ho ancora ricevuto risposta). Meno interessante fu invece l'incontro con Dacia Maraini che era una delle mie eroine. Poi ho avuto modo di incontrarla, di parlarci, di trascorrerci del tempo, diciamo che l'immagine che me ne ero fatta sui libri non corrispondeva a quella della persona reale, quindi quella fu una delusione. I miei eroi adesso sono i podcaster, quelli che fanno i podcast che mi piacciono e che ascolto. Questa introduzione l'ho fatta per farvi capire che quando qualcuno mi piace, quando mi piace è qualcosa che gli altri fanno, io di solito lo comunico, mi piace condividere l'apprezzamento per le opere altrui, e così ho fatto di recente con uno dei miei podcaster preferiti, appunto una puntata che mi è piaciuta particolarmente (anche se lo ascolto da molti anni), dopo l'ultima puntata che ho ascoltato gli ho scritto un messaggio dicendo mi è piaciuto tantissimo il tuo programma, lo seguo da tanto, e se mai ti venisse voglia di fare qualcosa in italiano dimmelo che io sono disponibile. Sì, e il podcaster mi ha preso in parola e stiamo collaborando a un progetto insieme, non vi posso dire altro solo che è una sensazione bellissima lavorare con le persone che si ammirano e anche essere riconosciute come persone con le quali vale la pena collaborare. Io ancora, ve l'ho detto diverse volte, soffro della sindrome dell'impostore, nonostante le cose che faccio siano di indubbia qualità, però lo sapete così com'è, come vanno le cose che un po' non è bello spiattellare le cose che si fanno comunque, sì le cose che faccio vanno bene. Sì ancora mi sorprendo del fatto che le persone che io ammiro professionalmente mi considerino una loro pari. Bellissimo, in quest'ultima settimana ho collaborato con questo podcast per una cosa fantastica che quando verrà fuori sarete i primi a saperlo, intanto vi basti sapere che è uno dei miei eroi e io sono super felice I am over the Moon.<br><br>ENGLISH TRANSATION<br>I've always had a craze for writing to my heroes since I was a child. I remember that after the release of Angelo Branduardi's album La Pulce d’Acqua I wrote him a very long letter in which I told how much I liked his music, he never wrote back. I also wrote a very long letter to Mister Fantasy, Carlo Massarini whom I liked very much, and he never answered me either. Later I worked with Angelo Branduardi, but I never told him that I had written him a letter when I was a child. Carlo Massarini instead I sent him to say that I wrote him a letter through a mutual friend (I have not yet received an answer). Less interesting was the meeting with Dacia Maraini who was one of my heroines. Then I had the opportunity to meet her, to talk to her, to spend time with her, let's say that the image I had from her books did not match the real person, so that was a bit of a disappointment. My heroes now are podcasters, those who make the podcasts I like and listen to. This introduction is to say that when I like someone, when I like what others do, I usually communicate it, I like to share appreciation for the works of others, and so I recently did with one of my favorite podcasters, precisely for one episode that I particularly liked (even though I've been listening for many years), after that last episode I wrote him a message saying I really like your podcast, I've been following for a long time, and if you ever feel like doing something in Italian, tell me I'm in. Well, and the podcaster took me by my word and we are collaborating on a project together, I can't tell you more, just that it's a great feeling to work with  people you admire and also to be recognized as someone worth collaborating with I still, I have told you several times, I suffer from the impostor syndrome, despite the things I do are of unquestionable quality, but you know it how it is, how things go, that in a way is not nice to show off what you do, anyway, yes the things I do are fine. Yes, I am still surprised that the people I admire professionally consider me an equal. Beautiful, in the last week I collaborated with this podcaster for a great project that when it is published you will be the first to know, meanwhile suffice to know that he is one of my heroes and I am super happy I am over the Moon.]]>
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Meno interessante fu invece l'incontro con Dacia Maraini che era una delle mie eroine. Poi ho avuto modo di incontrarla, di parlarci, di trascorrerci del tempo, diciamo che l'immagine che me ne ero fatta sui libri non corrispondeva a quella della persona reale, quindi quella fu una delusione. I miei eroi adesso sono i podcaster, quelli che fanno i podcast che mi piacciono e che ascolto. Questa introduzione l'ho fatta per farvi capire che quando qualcuno mi piace, quando mi piace è qualcosa che gli altri fanno, io di solito lo comunico, mi piace condividere l'apprezzamento per le opere altrui, e così ho fatto di recente con uno dei miei podcaster preferiti, appunto una puntata che mi è piaciuta particolarmente (anche se lo ascolto da molti anni), dopo l'ultima puntata che ho ascoltato gli ho scritto un messaggio dicendo mi è piaciuto tantissimo il tuo programma, lo seguo da tanto, e se mai ti venisse voglia di fare qualcosa in italiano dimmelo che io sono disponibile. 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I remember that after the release of Angelo Branduardi's album La Pulce d’Acqua I wrote him a very long letter in which I told how much I liked his music, he never wrote back. I also wrote a very long letter to Mister Fantasy, Carlo Massarini whom I liked very much, and he never answered me either. Later I worked with Angelo Branduardi, but I never told him that I had written him a letter when I was a child. Carlo Massarini instead I sent him to say that I wrote him a letter through a mutual friend (I have not yet received an answer). Less interesting was the meeting with Dacia Maraini who was one of my heroines. Then I had the opportunity to meet her, to talk to her, to spend time with her, let's say that the image I had from her books did not match the real person, so that was a bit of a disappointment. My heroes now are podcasters, those who make the podcasts I like and listen to. This introduction is to say that when I like someone, when I like what others do, I usually communicate it, I like to share appreciation for the works of others, and so I recently did with one of my favorite podcasters, precisely for one episode that I particularly liked (even though I've been listening for many years), after that last episode I wrote him a message saying I really like your podcast, I've been following for a long time, and if you ever feel like doing something in Italian, tell me I'm in. Well, and the podcaster took me by my word and we are collaborating on a project together, I can't tell you more, just that it's a great feeling to work with  people you admire and also to be recognized as someone worth collaborating with I still, I have told you several times, I suffer from the impostor syndrome, despite the things I do are of unquestionable quality, but you know it how it is, how things go, that in a way is not nice to show off what you do, anyway, yes the things I do are fine. Yes, I am still surprised that the people I admire professionally consider me an equal. Beautiful, in the last week I collaborated with this podcaster for a great project that when it is published you will be the first to know, meanwhile suffice to know that he is one of my heroes and I am super happy I am over the Moon.]]>
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      <pubDate>Fri, 30 Jul 2021 13:28:41 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Non è certamente la prima volta che scrivo ad un artista che mi piace per manifestare la mia ammirazione. È la prima volta però che l'artista (mio eroe) risponde e accetta al volo la mia offerta di fare qualcosa insieme. TESTO TRASCRITTO (English translation below)Ho sempre avuto la mania di scrivere ai miei eroi fin da bambina. Ricordo che dopo l'uscita dell'album La pulce d'acqua di Angelo Branduardi gli scrissi una lettera lunghissima dove raccontavo quanto mi piaceva la sua musica, lui non mi rispose mai. Scrissi anche una lunghissima lettera a Mister Fantasy, Carlo Massarini che mi piaceva tantissimo, e neanche lui mi rispose mai. Con Angelo Branduardi poi ho lavorato in seguito, non gli dissi mai però di avergli scritto una lettera quando ero bambina. Carlo Massarini invece gli ho mandato a dire che gli scrissi una lettera tramite un amico comune (non ho ancora ricevuto risposta). Meno interessante fu invece l'incontro con Dacia Maraini che era una delle mie eroine. Poi ho avuto modo di incontrarla, di parlarci, di trascorrerci del tempo, diciamo che l'immagine che me ne ero fatta sui libri non corrispondeva a quella della persona reale, quindi quella fu una delusione. I miei eroi adesso sono i podcaster, quelli che fanno i podcast che mi piacciono e che ascolto. Questa introduzione l'ho fatta per farvi capire che quando qualcuno mi piace, quando mi piace è qualcosa che gli altri fanno, io di solito lo comunico, mi piace condividere l'apprezzamento per le opere altrui, e così ho fatto di recente con uno dei miei podcaster preferiti, appunto una puntata che mi è piaciuta particolarmente (anche se lo ascolto da molti anni), dopo l'ultima puntata che ho ascoltato gli ho scritto un messaggio dicendo mi è piaciuto tantissimo il tuo programma, lo seguo da tanto, e se mai ti venisse voglia di fare qualcosa in italiano dimmelo che io sono disponibile. Sì, e il podcaster mi ha preso in parola e stiamo collaborando a un progetto insieme, non vi posso dire altro solo che è una sensazione bellissima lavorare con le persone che si ammirano e anche essere riconosciute come persone con le quali vale la pena collaborare. Io ancora, ve l'ho detto diverse volte, soffro della sindrome dell'impostore, nonostante le cose che faccio siano di indubbia qualità, però lo sapete così com'è, come vanno le cose che un po' non è bello spiattellare le cose che si fanno comunque, sì le cose che faccio vanno bene. Sì ancora mi sorprendo del fatto che le persone che io ammiro professionalmente mi considerino una loro pari. Bellissimo, in quest'ultima settimana ho collaborato con questo podcast per una cosa fantastica che quando verrà fuori sarete i primi a saperlo, intanto vi basti sapere che è uno dei miei eroi e io sono super felice I am over the Moon.ENGLISH TRANSATIONI've always had a craze for writing to my heroes since I was a child. I remember that after the release of Angelo Branduardi's album La Pulce d’Acqua I wrote him a very long letter in which I told how much I liked his music, he never wrote back. I also wrote a very long letter to Mister Fantasy, Carlo Massarini whom I liked very much, and he never answered me either. Later I worked with Angelo Branduardi, but I never told him that I had written him a letter when I was a child. Carlo Massarini instead I sent him to say that I wrote him a letter through a mutual friend (I have not yet received an answer). Less interesting was the meeting with Dacia Maraini who was one of my heroines. Then I had the opportunity to meet her, to talk to her, to spend time with her, let's say that the image I had from her books did not match the real person, so that was a bit of a disappointment. My heroes now are podcasters, those who make the podcasts I like and listen to. This introduction is to say that when I like someone, when I like what others do, I usually communicate it, I like to share appreciation for the works of others, and so I recently did with one of my...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Non è certamente la prima volta che scrivo ad un artista che mi piace per manifestare la mia ammirazione. È la prima volta però che l'artista (mio eroe) risponde e accetta al volo la mia offerta di fare qualcosa insieme. TESTO TRASCRITTO (English translat</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 207 Mazinga fa il bidet</title>
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        <![CDATA[Avere il gatto così sovrappeso che non riesce a pulirsi come dovrebbe. Con i suoi 6,5 Kg la nostra Mazinga ha perso un po' di flessibilità e fino a quando non avrà raggiunto il suo peso forma (5 Kg) saremo costretti a darle una mano a farsi il bidet. Molto divertente.<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Chi ha ascoltato l'episodio numero 185 saprà che ci siamo portati a casa un micetto che abbiamo chiamato Sputnik. A casa regnava già la nostra matrona, Mazinga. Bene ho degli aggiornamenti. Allora l'adattamento di Sputnik sembra che sia avvenuto in modo corretto, infatti ancora non si sono ammazzati a vicenda, anzi ogni tanto giocano anche, insieme però cos'è successo? che,cosa che non sapevo i micetti piccoli hanno spesso gli acari nell'orecchio, per cui il micetto ha contagiato Mazinga con gli acari nell'orecchio. Mazinga, ci siamo accorti che aveva qualcosa che non andava e l'abbiamo portata dal veterinario, e lì casca l'asino. Il veterinario ci ha detto che Mazinga è sovrappeso. Noi già sospettavano qualcosa del genere, sei chili e mezzo è troppo, non solo ma Mazinga è un gatto che ha il pelo molto lungo e quindi tende molto alla creazione di quelli che io chiamo i dreadlocks, la spazzola più volte al giorno però ci sono dei punti dove lei non si lascia spazzolare, soprattutto nella regione intima. Ora, tutti sanno che i gatti sono degli animali pulitissimi, l'essere sovrappeso impedisce a Mazinga di pulirsi nel modo giusto dopo che ha fatto i suoi bisogni e la nostra veterinaria ci ha detto che dobbiamo fare il bidet a Mazinga fintanto che lei almeno non perde peso abbastanza da poterselo fare da sola e così abbiamo fatto. Io già aveva avuto esperienze simili di lavaggi di gatti che mi avevano lasciato abbastanza sconvolta, però alcune cose le sapevo, quindi mi sono subito infilato una maglia a maniche lunghe nonostante i 40 gradi all'ombra e niente, in due ci siamo messi e abbiamo provato a fare sto benedetto bidet a Mazinga che... siamo riusciti a lavarli ma vi lascio immaginare quello che è successo. Quindi, lo stato delle cose è questo, che Mazinga ha bisogno del nostro aiuto per farsi il bidet finché non perde peso, è stata messa a dieta, adesso dobbiamo veramente pesare quello che le diamo, niente più spuntini fuori programma e niente, mi è venuto in mente che avevo visto da qualche parte delle salviette umide proprio per fare il bidet agli animali, comprerò quelle senz'altro perchè non possiamo certamente andare avanti così. Vi terrò informati sugli sviluppi prossimi futuri. Voi pensate a me che devo pensare pure a fare il bidet al gatto Mazinga che deve perdere peso.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Anyone who has listened to episode 185 will know that we brought home a kitten we named Sputnik. Our matron, Mazinga, already reigned at home. Well I have updates. So the introduction of Sputnik seems to have happened correctly, in fact they haven't killed each other yet, on the contrary they even play every now and then, but what happened? Well, I did not know that kittens often have mites in their ears, so the kitten has infected Mazinga with mites. We realized that there was something wrong with Mazinga and took her to the vet, and that's where all happened. The vet told us that Mazinga is overweight. We already suspected as much, six and a half Kg is too much, not only that, but Mazinga is a cat with very long hair and therefore tends to get what I call dreadlocks, I brush her several times a day but there are places where she does not allow me to brush, especially in the intimate region. Now, everyone knows that cats are very clean animals, being overweight prevents Mazinga from cleaning herself properly after she has done her business and the vet told us that we have to give Mazinga a bidet at least until she doesn't loses enough weight to be able to do it on her own, and so we did. I had already had similar experiences of cat washing that had left me quite distressed, but I had learnt some things, so I immediately put on a long-sleeved shirt despite the 40 degrees in the shade and... yes, we got together and we tried to give this blessed bidet to Mazinga who... we managed to wash her but I leave you to imagine what happened. So, the situation now is this, Mazinga needs our help to get a bidet until she loses weight, she has been put on a diet, now we really have to measure her food, no more unscheduled snacks and yes, it just occurred to me that I saw somewhere wet wipes to help animals after the toilette, I am buying those without a doubt because we certainly cannot go on like this. I will keep you informed on upcoming future developments. You think of me having to give a bidet to Mazinga the cat who has to lose weight.]]>
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        <![CDATA[Avere il gatto così sovrappeso che non riesce a pulirsi come dovrebbe. Con i suoi 6,5 Kg la nostra Mazinga ha perso un po' di flessibilità e fino a quando non avrà raggiunto il suo peso forma (5 Kg) saremo costretti a darle una mano a farsi il bidet. Molto divertente.<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Chi ha ascoltato l'episodio numero 185 saprà che ci siamo portati a casa un micetto che abbiamo chiamato Sputnik. A casa regnava già la nostra matrona, Mazinga. Bene ho degli aggiornamenti. Allora l'adattamento di Sputnik sembra che sia avvenuto in modo corretto, infatti ancora non si sono ammazzati a vicenda, anzi ogni tanto giocano anche, insieme però cos'è successo? che,cosa che non sapevo i micetti piccoli hanno spesso gli acari nell'orecchio, per cui il micetto ha contagiato Mazinga con gli acari nell'orecchio. Mazinga, ci siamo accorti che aveva qualcosa che non andava e l'abbiamo portata dal veterinario, e lì casca l'asino. Il veterinario ci ha detto che Mazinga è sovrappeso. Noi già sospettavano qualcosa del genere, sei chili e mezzo è troppo, non solo ma Mazinga è un gatto che ha il pelo molto lungo e quindi tende molto alla creazione di quelli che io chiamo i dreadlocks, la spazzola più volte al giorno però ci sono dei punti dove lei non si lascia spazzolare, soprattutto nella regione intima. Ora, tutti sanno che i gatti sono degli animali pulitissimi, l'essere sovrappeso impedisce a Mazinga di pulirsi nel modo giusto dopo che ha fatto i suoi bisogni e la nostra veterinaria ci ha detto che dobbiamo fare il bidet a Mazinga fintanto che lei almeno non perde peso abbastanza da poterselo fare da sola e così abbiamo fatto. Io già aveva avuto esperienze simili di lavaggi di gatti che mi avevano lasciato abbastanza sconvolta, però alcune cose le sapevo, quindi mi sono subito infilato una maglia a maniche lunghe nonostante i 40 gradi all'ombra e niente, in due ci siamo messi e abbiamo provato a fare sto benedetto bidet a Mazinga che... siamo riusciti a lavarli ma vi lascio immaginare quello che è successo. Quindi, lo stato delle cose è questo, che Mazinga ha bisogno del nostro aiuto per farsi il bidet finché non perde peso, è stata messa a dieta, adesso dobbiamo veramente pesare quello che le diamo, niente più spuntini fuori programma e niente, mi è venuto in mente che avevo visto da qualche parte delle salviette umide proprio per fare il bidet agli animali, comprerò quelle senz'altro perchè non possiamo certamente andare avanti così. Vi terrò informati sugli sviluppi prossimi futuri. Voi pensate a me che devo pensare pure a fare il bidet al gatto Mazinga che deve perdere peso.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Anyone who has listened to episode 185 will know that we brought home a kitten we named Sputnik. Our matron, Mazinga, already reigned at home. Well I have updates. So the introduction of Sputnik seems to have happened correctly, in fact they haven't killed each other yet, on the contrary they even play every now and then, but what happened? Well, I did not know that kittens often have mites in their ears, so the kitten has infected Mazinga with mites. We realized that there was something wrong with Mazinga and took her to the vet, and that's where all happened. The vet told us that Mazinga is overweight. We already suspected as much, six and a half Kg is too much, not only that, but Mazinga is a cat with very long hair and therefore tends to get what I call dreadlocks, I brush her several times a day but there are places where she does not allow me to brush, especially in the intimate region. Now, everyone knows that cats are very clean animals, being overweight prevents Mazinga from cleaning herself properly after she has done her business and the vet told us that we have to give Mazinga a bidet at least until she doesn't loses enough weight to be able to do it on her own, and so we did. I had already had similar experiences of cat washing that had left me quite distressed, but I had learnt some things, so I immediately put on a long-sleeved shirt despite the 40 degrees in the shade and... yes, we got together and we tried to give this blessed bidet to Mazinga who... we managed to wash her but I leave you to imagine what happened. So, the situation now is this, Mazinga needs our help to get a bidet until she loses weight, she has been put on a diet, now we really have to measure her food, no more unscheduled snacks and yes, it just occurred to me that I saw somewhere wet wipes to help animals after the toilette, I am buying those without a doubt because we certainly cannot go on like this. I will keep you informed on upcoming future developments. You think of me having to give a bidet to Mazinga the cat who has to lose weight.]]>
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      <pubDate>Thu, 29 Jul 2021 14:11:56 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Avere il gatto così sovrappeso che non riesce a pulirsi come dovrebbe. Con i suoi 6,5 Kg la nostra Mazinga ha perso un po' di flessibilità e fino a quando non avrà raggiunto il suo peso forma (5 Kg) saremo costretti a darle una mano a farsi il bidet. Molt</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 206 Esercizio#1</title>
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        <![CDATA[Quand'è l'ultima volta che avete usato una cabina telefonica per fare una telefonata 'di servizio'? Oggi vi propongo un esercizio. Fatemi sapere se lo fate, e come va.<br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Pensateci: quand'è l'ultima volta che avete usato una cabina telefonica per fare una telefonata? Non è facile, io me lo sono chiesta oggi e non me lo ricordo, probabilmente tra i miei ascoltatori, quelli più giovani, ci saranno persone che una cabina telefonica non l'hanno mai usata. Penso ad esempio mio figlio che ha appena compiuto 18 anni: che io mi ricordi lui una cabina telefonica non l'ha mai usata, e se gli dicessi adesso vai a usare una cabina telefonica, vabbè arriverebbe a capire come funziona, però magari si metterebbe il problema di che tipo di monete metterci dentro. Se mi chiedete che monete prendono le cabine telefoniche, boh! Prendono sicuramente pezzi da un euro ma non so ad esempio se prendono i pezzi da 50 centesimi, se prendono i pezzi da 2 euro. Non so nemmeno se ci siano in giro cabine telefoniche di quelle normali, attrezzate per utilizzare la carta di credito. Le ho viste in giro nei vari aeroporti del mondo, però ecco la cosa che mi è venuto in mente che prima quando viaggiamo, appena arrivata a destinazione la prima cosa che facevo era andare a cercare le cabine telefoniche per avvertire che ero arrivata sana e salva. Adesso neanche più quello si fa, perché anche quando si va nei paesi stranieri dove c'è il roaming, quindi dove si paga per fare le telefonate, però si va sulla rete wireless Internet, io personalmente faccio le chiamate usando Skype o usando altri metodi per fare le telefonate tramite Internet, quindi senza utilizzare la rete telefonica. Un'altra cosa che mi è venuta in mente è che non so più quanto dura una telefonata nelle cabine telefoniche. Secoli fa quando io le cabine le usavo sempre, mi ricordo che c'erano le chiamate 'a scatti' cioè quando si telefonava all'interno dello stesso centro urbano, quindi Cagliari nel mio caso, con un gettone, poi con 100, lire 200 lire non mi ricordo, potevo parlare tra i 6 e gli 8 minuti, quindi trascorso quel tempo dovevo mettere altri soldi, poi a un certo punto avevano introdotto le chiamate urbane non a tempo che quindi si poteva parlare infinitamente. O forse era il contrario, che prima si parlava infinitamente, all'infinito e poi invece avevano introdotto le chiamate a tempo. Comunque, va beh manca pochissimo tempo alla fine dei tre minuti grezzi. Voglio lasciarvi un esercizio: oggi fate una telefonata da una cabina telefonica, e non portate dietro il cellulare, scrivetevi il numero di telefono sopra un pezzo di carta, e soprattutto fate una chiamata importante, non giusto per usare il telefono, non giusto per usare la cabina telefonica, ma una telefonata che dovete fare, in ufficio, a un familiare o a un amico. Usate una cabina telefonica Fatemi sapere come va.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Think about it: when was the last time you used a phone booth to make a phone call? It's not easy, I asked myself today and I can't remember, probably among my listeners, the younger ones, there will be people who have never used a telephone booth. I think, for example, of my son who has just turned 18: as far as I know, he has never used a phone booth, and if I were to tell him now, go and use a phone booth, oh well he would work out how it works eventually, but maybe he wouldn't know what kind of coins they take. If you ask me what coins phone booths take, boh! They certainly take one-euro pieces but I don't know for example if they take the 50-cent pieces, if they take the 2-euro pieces. I don't even know if there are normal telephone booths around, equipped to take credit cards. I have seen them in  airports around the world, oh, BTW, just occurred to me: back then, as soon as I arrived at the airport of my destination, the first thing I did was to look for the telephone booths to call home to say that I had arrived safe and sound. Now you don't need that anymore, because even when you go to foreign countries where there is roaming, that is, you pay to make phone calls, now you go to the wireless Internet network, I personally use Skype to make phone calls, so making phone calls through Internet and not the telephone network. Another thing that came to my mind is that I no longer know how long a phone call lasts in the telephone boxes. Centuries ago, when I used the booths all the time, I remember that the calls were timed, that is when you made a local call, within Cagliari in my case, with a token (then with 100, 200 lire coins, I don’t remember exactly), I could talk between 6 and 8 minutes, so after that time I had to put more money, then at a certain point they introduced not-timed local calls so that we could talk infinitely, or maybe it was the other way around, that first we talked infinitely, and then they introduced timed calls. Anyway, well there is very little time left in these 3 uncut minutes. I want to leave you with an exercise: today make a phone call from a phone booth, and don't carry your cell phone, write the phone number on a piece of paper, and above all make an important call, not just to use the phone, not just to use the phone booth, but a phone call that you have to make, in the office, to a family member or a friend. Use a phone booth. Let me know how it goes.]]>
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Prendono sicuramente pezzi da un euro ma non so ad esempio se prendono i pezzi da 50 centesimi, se prendono i pezzi da 2 euro. Non so nemmeno se ci siano in giro cabine telefoniche di quelle normali, attrezzate per utilizzare la carta di credito. Le ho viste in giro nei vari aeroporti del mondo, però ecco la cosa che mi è venuto in mente che prima quando viaggiamo, appena arrivata a destinazione la prima cosa che facevo era andare a cercare le cabine telefoniche per avvertire che ero arrivata sana e salva. Adesso neanche più quello si fa, perché anche quando si va nei paesi stranieri dove c'è il roaming, quindi dove si paga per fare le telefonate, però si va sulla rete wireless Internet, io personalmente faccio le chiamate usando Skype o usando altri metodi per fare le telefonate tramite Internet, quindi senza utilizzare la rete telefonica. Un'altra cosa che mi è venuta in mente è che non so più quanto dura una telefonata nelle cabine telefoniche. Secoli fa quando io le cabine le usavo sempre, mi ricordo che c'erano le chiamate 'a scatti' cioè quando si telefonava all'interno dello stesso centro urbano, quindi Cagliari nel mio caso, con un gettone, poi con 100, lire 200 lire non mi ricordo, potevo parlare tra i 6 e gli 8 minuti, quindi trascorso quel tempo dovevo mettere altri soldi, poi a un certo punto avevano introdotto le chiamate urbane non a tempo che quindi si poteva parlare infinitamente. O forse era il contrario, che prima si parlava infinitamente, all'infinito e poi invece avevano introdotto le chiamate a tempo. Comunque, va beh manca pochissimo tempo alla fine dei tre minuti grezzi. Voglio lasciarvi un esercizio: oggi fate una telefonata da una cabina telefonica, e non portate dietro il cellulare, scrivetevi il numero di telefono sopra un pezzo di carta, e soprattutto fate una chiamata importante, non giusto per usare il telefono, non giusto per usare la cabina telefonica, ma una telefonata che dovete fare, in ufficio, a un familiare o a un amico. Usate una cabina telefonica Fatemi sapere come va.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Think about it: when was the last time you used a phone booth to make a phone call? It's not easy, I asked myself today and I can't remember, probably among my listeners, the younger ones, there will be people who have never used a telephone booth. I think, for example, of my son who has just turned 18: as far as I know, he has never used a phone booth, and if I were to tell him now, go and use a phone booth, oh well he would work out how it works eventually, but maybe he wouldn't know what kind of coins they take. If you ask me what coins phone booths take, boh! They certainly take one-euro pieces but I don't know for example if they take the 50-cent pieces, if they take the 2-euro pieces. I don't even know if there are normal telephone booths around, equipped to take credit cards. I have seen them in  airports around the world, oh, BTW, just occurred to me: back then, as soon as I arrived at the airport of my destination, the first thing I did was to look for the telephone booths to call home to say that I had arrived safe and sound. Now you don't need that anymore, because even when you go to foreign countries where there is roaming, that is, you pay to make phone calls, now you go to the wireless Internet network, I personally use Skype to make phone calls, so making phone calls through Internet and not the telephone network. Another thing that came to my mind is that I no longer know how long a phone call lasts in the telephone boxes. Centuries ago, when I used the booths all the time, I remember that the calls were timed, that is when you made a local call, within Cagliari in my case, with a token (then with 100, 200 lire coins, I don’t remember exactly), I could talk between 6 and 8 minutes, so after that time I had to put more money, then at a certain point they introduced not-timed local calls so that we could talk infinitely, or maybe it was the other way around, that first we talked infinitely, and then they introduced timed calls. Anyway, well there is very little time left in these 3 uncut minutes. I want to leave you with an exercise: today make a phone call from a phone booth, and don't carry your cell phone, write the phone number on a piece of paper, and above all make an important call, not just to use the phone, not just to use the phone booth, but a phone call that you have to make, in the office, to a family member or a friend. Use a phone booth. Let me know how it goes.]]>
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      <pubDate>Wed, 28 Jul 2021 08:00:57 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quand'è l'ultima volta che avete usato una cabina telefonica per fare una telefonata 'di servizio'? Oggi vi propongo un esercizio. Fatemi sapere se lo fate, e come va.TESTO TRASCRITTO (English translation below)Pensateci: quand'è l'ultima volta che avete usato una cabina telefonica per fare una telefonata? Non è facile, io me lo sono chiesta oggi e non me lo ricordo, probabilmente tra i miei ascoltatori, quelli più giovani, ci saranno persone che una cabina telefonica non l'hanno mai usata. Penso ad esempio mio figlio che ha appena compiuto 18 anni: che io mi ricordi lui una cabina telefonica non l'ha mai usata, e se gli dicessi adesso vai a usare una cabina telefonica, vabbè arriverebbe a capire come funziona, però magari si metterebbe il problema di che tipo di monete metterci dentro. Se mi chiedete che monete prendono le cabine telefoniche, boh! Prendono sicuramente pezzi da un euro ma non so ad esempio se prendono i pezzi da 50 centesimi, se prendono i pezzi da 2 euro. Non so nemmeno se ci siano in giro cabine telefoniche di quelle normali, attrezzate per utilizzare la carta di credito. Le ho viste in giro nei vari aeroporti del mondo, però ecco la cosa che mi è venuto in mente che prima quando viaggiamo, appena arrivata a destinazione la prima cosa che facevo era andare a cercare le cabine telefoniche per avvertire che ero arrivata sana e salva. Adesso neanche più quello si fa, perché anche quando si va nei paesi stranieri dove c'è il roaming, quindi dove si paga per fare le telefonate, però si va sulla rete wireless Internet, io personalmente faccio le chiamate usando Skype o usando altri metodi per fare le telefonate tramite Internet, quindi senza utilizzare la rete telefonica. Un'altra cosa che mi è venuta in mente è che non so più quanto dura una telefonata nelle cabine telefoniche. Secoli fa quando io le cabine le usavo sempre, mi ricordo che c'erano le chiamate 'a scatti' cioè quando si telefonava all'interno dello stesso centro urbano, quindi Cagliari nel mio caso, con un gettone, poi con 100, lire 200 lire non mi ricordo, potevo parlare tra i 6 e gli 8 minuti, quindi trascorso quel tempo dovevo mettere altri soldi, poi a un certo punto avevano introdotto le chiamate urbane non a tempo che quindi si poteva parlare infinitamente. O forse era il contrario, che prima si parlava infinitamente, all'infinito e poi invece avevano introdotto le chiamate a tempo. Comunque, va beh manca pochissimo tempo alla fine dei tre minuti grezzi. Voglio lasciarvi un esercizio: oggi fate una telefonata da una cabina telefonica, e non portate dietro il cellulare, scrivetevi il numero di telefono sopra un pezzo di carta, e soprattutto fate una chiamata importante, non giusto per usare il telefono, non giusto per usare la cabina telefonica, ma una telefonata che dovete fare, in ufficio, a un familiare o a un amico. Usate una cabina telefonica Fatemi sapere come va.ENGLISH TRANSLATIONThink about it: when was the last time you used a phone booth to make a phone call? It's not easy, I asked myself today and I can't remember, probably among my listeners, the younger ones, there will be people who have never used a telephone booth. I think, for example, of my son who has just turned 18: as far as I know, he has never used a phone booth, and if I were to tell him now, go and use a phone booth, oh well he would work out how it works eventually, but maybe he wouldn't know what kind of coins they take. If you ask me what coins phone booths take, boh! They certainly take one-euro pieces but I don't know for example if they take the 50-cent pieces, if they take the 2-euro pieces. I don't even know if there are normal telephone booths around, equipped to take credit cards. I have seen them in  airports around the world, oh, BTW, just occurred to me: back then, as soon as I arrived at the airport of my destination, the first thing I did was to look for the telephone booths to call home to say that I had arrived...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 205 Fuori onda</title>
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      <description>
        <![CDATA[La strafottente ignoranza dei giornalisti che mostrano candidamente una profonda ignoranza verso le norme professionali e deontologiche, tutte, sia che si tratti di capire l'importanza di proteggere i dati che di capire che non si può continuare a parlare delel donne come se fossero semplicemente un organo sessuale. Che bella società che educa così i propri figli e accetta certi comportamenti. Complimenti. Pensateci la prossima volta che ridete davanti ai vostri figli alle battute cretine e sessiste del comico di turno.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Oggi ho iniziato la mattina ascoltando l'ennesimo fuorionda di un giornalista che si esprimeva in modo irripetibile nei confronti delle donne che lavorano alle Olimpiadi che supportano le squadre dei giornalisti con la logistica. Ieri ho ascoltato il fuorionda di un altro giornalista che chiedeva le password per accedere a vari sistemi non so cosa sul computer, chiedeva le password, ripeteva le password che gli venivano date in cuffia a voce alta, si lamentava del fatto che ci fossero maiuscole, altri segni eccetera e poi chiedeva, ma insomma perché non le avete chiamate pippo, pluto e topolino tutto minuscolo? Ma questa mica è la NASA! Vabbè. Ho pensato allo spreco di tutti quei corsi che fanno per insegnare l'importanza dello scegliere parole di sicurezza che siano veramente sicure, perché anche quelle che mettiamo nei siti privi di importanza possono essere utilizzate contro di noi, e poi sei sul posto di lavoro, stai usando i computer del lavoro e sei allacciato a un network internazionale, questi sono sistemi che devono essere protetti, e se tu giornalista che lavori lì non l'hai capito, non ci stai a fare niente lì a lavorare come giornalista. Il fuorionda che ho sentito stamattina era molto più cupo, perché appunto questo giornalista parlava con altre persone che c'erano lì con lui nello studio e sì, si esprimeva in modo irripetibile nei confronti delle persone che lavorano lì di sesso femminile. Quando sento queste cose mi vengono un sacco di pensieri in mente, tutti molto brutti. Il primo è: ma questo qua chi l'ha educato? In che famiglia è cresciuto? Come è stato abituato a esprimersi nei confronti del prossimo,prima di tutto, e delle donne poi? Poi mi sono venute alle orecchie quelle che sono probabilmente, saranno i commenti di scusa dell'italiano brava gente: vabbè non è colpa sua, non sapeva che il microfono era acceso. Il problema non è quello, il problema non è non rendersi conto che il microfono sia acceso (e anche su questa cosa qua poi ci sarebbe da  riflettere, il grado di professionalità di queste persone), ma il fatto è che così non ti esprimi punto. Quelle cose non le devi nemmeno pensare, non puoi vivere in una società che considera le donne semplicemente per il loro organo di riproduzione. È una cosa inaccettabile e non oso pensare come si comportino queste persone nei confronti delle loro colleghe. Inaccettabile, inaccettabile.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today I started in the day by listening to yet another off-air by a journalist who expressed himself in an unrepeatable way towards the women who work at the Olympics supporting the journalist teams with logistics. Yesterday I listened to yet another journalist's off-air asking for passwords to access various systems I don't know on which computer, asking for passwords, repeating passwords that were given to him in the headphones out loud, complaining about the fact that there were capital letters, other signs and so on and then asking, but why didn't you call them just goofy, pluto and mickey mouse all in lowercase? you know, this isn't NASA! Oh well. I thought about the waste of all those courses in which they teach the importance of choosing passwords that are truly safe, because even the ones we put on unimportant sites can be used against us, and then you are in the workplace, you are using work computers and you are connected to an international network, these are systems that must be protected, and if you journalist working there haven't understood this, you shouldn't be working there as a journalist. This morning off-air was much darker, because precisely this journalist was talking to other people who were there with him in the studio and yes, he expressed himself in an unrepeatable way towards female working there. When I hear these things a lot of thoughts come to my mind, all very bad. The first is: but taught him how to behave? What family did he grow up in? How has he been taught to expressing himself towards others, in general, and women in particular? Then I anticipated the apologetic comments by the good Italian people: oh well it's not his fault, he didn't realise that the microphone was on. That’s not the problem, the problem is not that he didn’t realise that the microphone is on (although even on this, we should ponder on the degree of professionalism of these people), no, the issue is that you shouldn't talk like that. Period. You shouldn't even think like that, we can't live in a society that considers women simply for their reproductive organ. This is unacceptable and I dare not to think how these people behave towards their colleagues. Unacceptable, unacceptable.]]>
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Ieri ho ascoltato il fuorionda di un altro giornalista che chiedeva le password per accedere a vari sistemi non so cosa sul computer, chiedeva le password, ripeteva le password che gli venivano date in cuffia a voce alta, si lamentava del fatto che ci fossero maiuscole, altri segni eccetera e poi chiedeva, ma insomma perché non le avete chiamate pippo, pluto e topolino tutto minuscolo? Ma questa mica è la NASA! Vabbè. Ho pensato allo spreco di tutti quei corsi che fanno per insegnare l'importanza dello scegliere parole di sicurezza che siano veramente sicure, perché anche quelle che mettiamo nei siti privi di importanza possono essere utilizzate contro di noi, e poi sei sul posto di lavoro, stai usando i computer del lavoro e sei allacciato a un network internazionale, questi sono sistemi che devono essere protetti, e se tu giornalista che lavori lì non l'hai capito, non ci stai a fare niente lì a lavorare come giornalista. Il fuorionda che ho sentito stamattina era molto più cupo, perché appunto questo giornalista parlava con altre persone che c'erano lì con lui nello studio e sì, si esprimeva in modo irripetibile nei confronti delle persone che lavorano lì di sesso femminile. Quando sento queste cose mi vengono un sacco di pensieri in mente, tutti molto brutti. Il primo è: ma questo qua chi l'ha educato? In che famiglia è cresciuto? Come è stato abituato a esprimersi nei confronti del prossimo,prima di tutto, e delle donne poi? Poi mi sono venute alle orecchie quelle che sono probabilmente, saranno i commenti di scusa dell'italiano brava gente: vabbè non è colpa sua, non sapeva che il microfono era acceso. Il problema non è quello, il problema non è non rendersi conto che il microfono sia acceso (e anche su questa cosa qua poi ci sarebbe da  riflettere, il grado di professionalità di queste persone), ma il fatto è che così non ti esprimi punto. Quelle cose non le devi nemmeno pensare, non puoi vivere in una società che considera le donne semplicemente per il loro organo di riproduzione. È una cosa inaccettabile e non oso pensare come si comportino queste persone nei confronti delle loro colleghe. Inaccettabile, inaccettabile.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today I started in the day by listening to yet another off-air by a journalist who expressed himself in an unrepeatable way towards the women who work at the Olympics supporting the journalist teams with logistics. Yesterday I listened to yet another journalist's off-air asking for passwords to access various systems I don't know on which computer, asking for passwords, repeating passwords that were given to him in the headphones out loud, complaining about the fact that there were capital letters, other signs and so on and then asking, but why didn't you call them just goofy, pluto and mickey mouse all in lowercase? you know, this isn't NASA! Oh well. I thought about the waste of all those courses in which they teach the importance of choosing passwords that are truly safe, because even the ones we put on unimportant sites can be used against us, and then you are in the workplace, you are using work computers and you are connected to an international network, these are systems that must be protected, and if you journalist working there haven't understood this, you shouldn't be working there as a journalist. This morning off-air was much darker, because precisely this journalist was talking to other people who were there with him in the studio and yes, he expressed himself in an unrepeatable way towards female working there. When I hear these things a lot of thoughts come to my mind, all very bad. The first is: but taught him how to behave? What family did he grow up in? How has he been taught to expressing himself towards others, in general, and women in particular? Then I anticipated the apologetic comments by the good Italian people: oh well it's not his fault, he didn't realise that the microphone was on. That’s not the problem, the problem is not that he didn’t realise that the microphone is on (although even on this, we should ponder on the degree of professionalism of these people), no, the issue is that you shouldn't talk like that. Period. You shouldn't even think like that, we can't live in a society that considers women simply for their reproductive organ. This is unacceptable and I dare not to think how these people behave towards their colleagues. Unacceptable, unacceptable.]]>
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      <pubDate>Tue, 27 Jul 2021 08:02:07 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>La strafottente ignoranza dei giornalisti che mostrano candidamente una profonda ignoranza verso le norme professionali e deontologiche, tutte, sia che si tratti di capire l'importanza di proteggere i dati che di capire che non si può continuare a parlare</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 204 Conigli e levrieri</title>
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        <![CDATA[La signora col levriero sembrava appena uscita da un film di Walt Disney, dove interpretava la cattiva. "Il mio levriero può scambiare il vostro gatto per un coniglio, lui i conigli li insegue per allenarsi!" Gasp! Non immaginava quanto più vicino ad un vero coniglio sarebbe stato l'ospite che stava per arrivare nella sala d'attesa del veterinario!<br><br>LINK<br>Ombra quando era piccola<br><a href="https://pbs.twimg.com/media/BfnzLBZCYAAHd-z?format=jpg&amp;name=small" rel="noopener">https://pbs.twimg.com/media/BfnzLBZCYAAHd-z?format=jpg&amp;name=small</a><br><br>Here you can listen in Italian and read the English subtitles<br><a href="https://youtu.be/T7Esro-AUZs" rel="noopener">https://youtu.be/T7Esro-AUZs</a><br><br>TESTO TRADOTTO (English translation below)<br>C'è una cosa che accomuna tutte le persone che vanno dal veterinario, quelle che si incontrano nella sala d'attesa. Tutte le persone che vanno dal veterinario amano gli animali, altrimenti non spenderebbero tutti quei soldi per fare curare i loro piccoli amici. Almeno così dovrebbe essere. Ricordo una volta che quando stavo a Melbourne avevamo appena preso il nostro gattino Ombra (che adesso corre spensierata insieme al barboncino Tappy nel giardino della famiglia Johnson, i nostri amici di Melbourne) sì, portavamo Ombra dal veterinario ma non mi ricordo più per quale motivo. Ombra era un gattino piccolo e bianco, completamente bianco. Noi eravamo lì nella sala d'attesa, ancora non avevamo il trasportino perché ce l'avevamo da pochissimo, ma poi Ombra era veramente minuscolo quindi stava tra le mani. Lo so, bisognerebbe avere il trasportino sempre però io ero lì con mio figlio piccolo e Ombra tra le mani che aspettavo il mio turno per entrare dal veterinario. A un certo punto entra una signora con un levriero, sapete quei cani da corsa bellissimi, elegantissimi, super nervosi, super schizzati. Questa signora sembrava la cattiva degli Aristogatti, sembrava veramente uscita da un cartone animato di Walt Disney, aveva la faccia della donna cattiva. E infatti quando entra questa signora tutta ingioiella e inanellata, così, la prima cosa che dice, vede me e Ombra e dice, eh no ma voi dovete uscire! E noi gulp! Perché dovremmo uscire? No perché mio cane è abituato a inseguire i conigli e quindi scambia il vostro gatto per coniglio e lo insegue, e noi ci mettiamo a ridere, ma tu sei matta, ma quando mai usciamo, piuttosto esci tu se vuoi, vabbè. La signora si mette in un angolo arrabbiatissima, mantenendo il collare tiratissimo a questo povero levriero è di lì a pochi minuti cosa succede? Entra un'intera famigliuola, papà e tre,quattro figli con un enorme scatolone dentro lo scatolone e dentro lo scatolone c'era un coniglio bianco, fluffissimo, pelosissimo. Io ero e Romeo, mio figlio, ci guardiamo e scoppiano a ridere. Questo signore con tutti questi bambini intorno che erano preoccupati non so cosa avesse il coniglio, e questa signora che si vedeva andava su tutte le furie e borbotta tra sè, non bisogna, non si deve, bla bla bla, e niente, prende il cane e se ne va ad aspettare fuori, lei e il suo povero levriero che secondo me non l'ha mai nemmeno accarezzato, secondo me lo teneva veramente per farci le corse quel cane. Povera bestiuola. Comunque, vabbè. Piccole storie da veterinario.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>There is something that unites all the people who go to the vet, those who meet in the waiting room. All the people who go to the vet love animals, otherwise they wouldn't spend all that money to get their little friends treated. At least that's how it should be. I remember once when I was in Melbourne we had just taken our kitten Ombra (shadow) (she now runs carefree with poodle Tappy in the garden of the Johnson family, our friends in Melbourne),  yes so, we took Ombra to the vet, I don't remember why. Ombra was a small, white kitten, completely white. We were there in the waiting room, we still didn't have a pet carrier because we have had Ombra only for a few days, but then Ombra was really tiny so she fitted in one hand. I know, you should always have the carrier but I was there with my little son and Ombra in my hands waiting for my turn to go to the vet. At one point a lady comes in with a greyhound, you know those beautiful, very elegant, super nervous, super jittery racing dogs. This lady looked like the villain of the Aristocats, she really looked like she came out of a Walt Disney cartoon, she had the face of an evil woman. And sure enough, she enters, all bejeweled and full of rings, and the first thing she says upon noticing me and Ombra is, eh no you must go out! And we like, what? Why should we? No, because my dog is used to chasing rabbits and so he might take your cat for a rabbit and want to chase it. We start laughing, you’re not for real, we’ll never get out, you go out if you want, oh well. The lady gets, very angry, into a corner, keeping the collar on this poor greyhound very tight. What happens in the following minutes? A whole family enters, dad and three, four children with a huge box, and inside the box there was a white, very fluffy, very hairy rabbit. Romeo, my son, and I, we look at each other and burst out laughing. This gentleman with all these children around were worried I don't know what was the matter with the rabbit, and this lady you could see her going on a rampage and mumbling to herself, you cannot, you shouldn’t, blah blah blah, and nothing, she takes the dog and goes to wait outside, she and her poor greyhound who, in my opinion, never even received a caress, in my opinion she really kept it just to make it run in races. Poor dog. Anyway, oh well. Little vet stories.]]>
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        <![CDATA[La signora col levriero sembrava appena uscita da un film di Walt Disney, dove interpretava la cattiva. "Il mio levriero può scambiare il vostro gatto per un coniglio, lui i conigli li insegue per allenarsi!" Gasp! Non immaginava quanto più vicino ad un vero coniglio sarebbe stato l'ospite che stava per arrivare nella sala d'attesa del veterinario!<br><br>LINK<br>Ombra quando era piccola<br><a href="https://pbs.twimg.com/media/BfnzLBZCYAAHd-z?format=jpg&amp;name=small" rel="noopener">https://pbs.twimg.com/media/BfnzLBZCYAAHd-z?format=jpg&amp;name=small</a><br><br>Here you can listen in Italian and read the English subtitles<br><a href="https://youtu.be/T7Esro-AUZs" rel="noopener">https://youtu.be/T7Esro-AUZs</a><br><br>TESTO TRADOTTO (English translation below)<br>C'è una cosa che accomuna tutte le persone che vanno dal veterinario, quelle che si incontrano nella sala d'attesa. Tutte le persone che vanno dal veterinario amano gli animali, altrimenti non spenderebbero tutti quei soldi per fare curare i loro piccoli amici. Almeno così dovrebbe essere. Ricordo una volta che quando stavo a Melbourne avevamo appena preso il nostro gattino Ombra (che adesso corre spensierata insieme al barboncino Tappy nel giardino della famiglia Johnson, i nostri amici di Melbourne) sì, portavamo Ombra dal veterinario ma non mi ricordo più per quale motivo. Ombra era un gattino piccolo e bianco, completamente bianco. Noi eravamo lì nella sala d'attesa, ancora non avevamo il trasportino perché ce l'avevamo da pochissimo, ma poi Ombra era veramente minuscolo quindi stava tra le mani. Lo so, bisognerebbe avere il trasportino sempre però io ero lì con mio figlio piccolo e Ombra tra le mani che aspettavo il mio turno per entrare dal veterinario. A un certo punto entra una signora con un levriero, sapete quei cani da corsa bellissimi, elegantissimi, super nervosi, super schizzati. Questa signora sembrava la cattiva degli Aristogatti, sembrava veramente uscita da un cartone animato di Walt Disney, aveva la faccia della donna cattiva. E infatti quando entra questa signora tutta ingioiella e inanellata, così, la prima cosa che dice, vede me e Ombra e dice, eh no ma voi dovete uscire! E noi gulp! Perché dovremmo uscire? No perché mio cane è abituato a inseguire i conigli e quindi scambia il vostro gatto per coniglio e lo insegue, e noi ci mettiamo a ridere, ma tu sei matta, ma quando mai usciamo, piuttosto esci tu se vuoi, vabbè. La signora si mette in un angolo arrabbiatissima, mantenendo il collare tiratissimo a questo povero levriero è di lì a pochi minuti cosa succede? Entra un'intera famigliuola, papà e tre,quattro figli con un enorme scatolone dentro lo scatolone e dentro lo scatolone c'era un coniglio bianco, fluffissimo, pelosissimo. Io ero e Romeo, mio figlio, ci guardiamo e scoppiano a ridere. Questo signore con tutti questi bambini intorno che erano preoccupati non so cosa avesse il coniglio, e questa signora che si vedeva andava su tutte le furie e borbotta tra sè, non bisogna, non si deve, bla bla bla, e niente, prende il cane e se ne va ad aspettare fuori, lei e il suo povero levriero che secondo me non l'ha mai nemmeno accarezzato, secondo me lo teneva veramente per farci le corse quel cane. Povera bestiuola. Comunque, vabbè. Piccole storie da veterinario.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>There is something that unites all the people who go to the vet, those who meet in the waiting room. All the people who go to the vet love animals, otherwise they wouldn't spend all that money to get their little friends treated. At least that's how it should be. I remember once when I was in Melbourne we had just taken our kitten Ombra (shadow) (she now runs carefree with poodle Tappy in the garden of the Johnson family, our friends in Melbourne),  yes so, we took Ombra to the vet, I don't remember why. Ombra was a small, white kitten, completely white. We were there in the waiting room, we still didn't have a pet carrier because we have had Ombra only for a few days, but then Ombra was really tiny so she fitted in one hand. I know, you should always have the carrier but I was there with my little son and Ombra in my hands waiting for my turn to go to the vet. At one point a lady comes in with a greyhound, you know those beautiful, very elegant, super nervous, super jittery racing dogs. This lady looked like the villain of the Aristocats, she really looked like she came out of a Walt Disney cartoon, she had the face of an evil woman. And sure enough, she enters, all bejeweled and full of rings, and the first thing she says upon noticing me and Ombra is, eh no you must go out! And we like, what? Why should we? No, because my dog is used to chasing rabbits and so he might take your cat for a rabbit and want to chase it. We start laughing, you’re not for real, we’ll never get out, you go out if you want, oh well. The lady gets, very angry, into a corner, keeping the collar on this poor greyhound very tight. What happens in the following minutes? A whole family enters, dad and three, four children with a huge box, and inside the box there was a white, very fluffy, very hairy rabbit. Romeo, my son, and I, we look at each other and burst out laughing. This gentleman with all these children around were worried I don't know what was the matter with the rabbit, and this lady you could see her going on a rampage and mumbling to herself, you cannot, you shouldn’t, blah blah blah, and nothing, she takes the dog and goes to wait outside, she and her poor greyhound who, in my opinion, never even received a caress, in my opinion she really kept it just to make it run in races. Poor dog. Anyway, oh well. Little vet stories.]]>
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      <pubDate>Mon, 26 Jul 2021 11:16:03 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La signora col levriero sembrava appena uscita da un film di Walt Disney, dove interpretava la cattiva. "Il mio levriero può scambiare il vostro gatto per un coniglio, lui i conigli li insegue per allenarsi!" Gasp! Non immaginava quanto più vicino ad un vero coniglio sarebbe stato l'ospite che stava per arrivare nella sala d'attesa del veterinario!LINKOmbra quando era piccolahttps://pbs.twimg.com/media/BfnzLBZCYAAHd-z?format=jpg&amp;amp;name=smallHere you can listen in Italian and read the English subtitleshttps://youtu.be/T7Esro-AUZsTESTO TRADOTTO (English translation below)C'è una cosa che accomuna tutte le persone che vanno dal veterinario, quelle che si incontrano nella sala d'attesa. Tutte le persone che vanno dal veterinario amano gli animali, altrimenti non spenderebbero tutti quei soldi per fare curare i loro piccoli amici. Almeno così dovrebbe essere. Ricordo una volta che quando stavo a Melbourne avevamo appena preso il nostro gattino Ombra (che adesso corre spensierata insieme al barboncino Tappy nel giardino della famiglia Johnson, i nostri amici di Melbourne) sì, portavamo Ombra dal veterinario ma non mi ricordo più per quale motivo. Ombra era un gattino piccolo e bianco, completamente bianco. Noi eravamo lì nella sala d'attesa, ancora non avevamo il trasportino perché ce l'avevamo da pochissimo, ma poi Ombra era veramente minuscolo quindi stava tra le mani. Lo so, bisognerebbe avere il trasportino sempre però io ero lì con mio figlio piccolo e Ombra tra le mani che aspettavo il mio turno per entrare dal veterinario. A un certo punto entra una signora con un levriero, sapete quei cani da corsa bellissimi, elegantissimi, super nervosi, super schizzati. Questa signora sembrava la cattiva degli Aristogatti, sembrava veramente uscita da un cartone animato di Walt Disney, aveva la faccia della donna cattiva. E infatti quando entra questa signora tutta ingioiella e inanellata, così, la prima cosa che dice, vede me e Ombra e dice, eh no ma voi dovete uscire! E noi gulp! Perché dovremmo uscire? No perché mio cane è abituato a inseguire i conigli e quindi scambia il vostro gatto per coniglio e lo insegue, e noi ci mettiamo a ridere, ma tu sei matta, ma quando mai usciamo, piuttosto esci tu se vuoi, vabbè. La signora si mette in un angolo arrabbiatissima, mantenendo il collare tiratissimo a questo povero levriero è di lì a pochi minuti cosa succede? Entra un'intera famigliuola, papà e tre,quattro figli con un enorme scatolone dentro lo scatolone e dentro lo scatolone c'era un coniglio bianco, fluffissimo, pelosissimo. Io ero e Romeo, mio figlio, ci guardiamo e scoppiano a ridere. Questo signore con tutti questi bambini intorno che erano preoccupati non so cosa avesse il coniglio, e questa signora che si vedeva andava su tutte le furie e borbotta tra sè, non bisogna, non si deve, bla bla bla, e niente, prende il cane e se ne va ad aspettare fuori, lei e il suo povero levriero che secondo me non l'ha mai nemmeno accarezzato, secondo me lo teneva veramente per farci le corse quel cane. Povera bestiuola. Comunque, vabbè. Piccole storie da veterinario.ENGLISH TRANSLATIONThere is something that unites all the people who go to the vet, those who meet in the waiting room. All the people who go to the vet love animals, otherwise they wouldn't spend all that money to get their little friends treated. At least that's how it should be. I remember once when I was in Melbourne we had just taken our kitten Ombra (shadow) (she now runs carefree with poodle Tappy in the garden of the Johnson family, our friends in Melbourne),  yes so, we took Ombra to the vet, I don't remember why. Ombra was a small, white kitten, completely white. We were there in the waiting room, we still didn't have a pet carrier because we have...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La signora col levriero sembrava appena uscita da un film di Walt Disney, dove interpretava la cattiva. "Il mio levriero può scambiare il vostro gatto per un coniglio, lui i conigli li insegue per allenarsi!" Gasp! Non immaginava quanto più vicino ad un v</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 203 Wired</title>
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        <![CDATA[La felicità di starsene al fresco a leggere una rivista cartacea, da copertina a copertina. Wired mi piacemolto, e nell'ultimo numero ci sono veramente un sacco di articoli interessanti! Che bello che sia riuscita a trovarla dopo appena 4 edicole! <br><br>LINK<br>Wired la rivista in edicola<br><a href="https://www.wired.it/" rel="noopener">https://www.wired.it/</a><br><br>La rivista di libri del New Yorker (Books Review The New Yorker) introvabile in Sardegna (difficile trovarla anche nel resto dell'Italia) <br><a href="https://www.newyorker.com/tag/book-reviews" rel="noopener">https://www.newyorker.com/tag/book-reviews</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ieri mi sono comprata la rivista Wired. È una cosa importante da dire, perché anzitutto l'ho trovata alla quarta edicola, poi vabbè, è un piacere immenso avere tra le mani una rivista cartacea, ma procediamo con ordine. Eh sì perché qui nella deliziosa città dei fenicotteri rosa non è che tu possa andare così nella prima edicola che trovi e chiedere vorrei questo e quest'altro, ne ne sono resa conto quando ho cercato inutilmente di acquistare quella rivista dove si parla di libri Review of Books del New Yorker: l'ho cercata in lungo e in largo, è una rivista in inglese e quindi mi rendo conto che non tutte le edicole la abbiano, però ho provato a ordinarla nelle edicole, ho addirittura parlato con un mio amico che di mestiere fa quello che fa arrivare i giornali in Sardegna, e mi ha assicurato che nessuno in Sardegna la riceve, punto, e che non c'è possibilità di riceverla, l'unica possibilità che avrei avuto di riceverla è fare un abbonamento che oltre a costare cifre incredibili, poi difficilmente l'avrei trovato nella cassetta perché c'è anche il fatto che ti rubano le cose, soprattutto se sono cose difficili da trovare quando il postino mette giù Vabbè. Ieri, dopo un giro di diverse edicole ho finalmente trovato Wired, Wired che è una rivista che mi piace moltissimo, la compravo da sempre, dal primo numero, anzi mi dispiace non aver tenuto quel primo numero, però vabbè, capite bene che con tutti i traslochi intercontinentali che ho fatto bisogna fare delle scelte nella vita, e a volte queste scelte sono anche scelte dolorose tipo. Cosa posso spendere soldi per spedire dall'altra parte del mondo. La prima rivista di Wired evidentemente non rientrava in quell'ordine. No, è un piacere immenso che provo nel prendere una rivista, soprattutto in giornate in cui sono più libera da impegni, e leggermela tutta da copertina a copertina. Mi piace tantissimo la veste grafica, mi piace moltissimo questo numero, tra l'altro si parla di internet, di notizie fasulle, di come non basta avere i dati veri per far capire alla gente che quella è la verità, ci sono altri meccanismi che entrano in gioco. Incredibilmente interessante, bellissima la veste grafica, ci sono poi dei racconti, delle piccole novelle. Mi piace tantissimo e ho trascorso una bellissima giornata ieri, non ho finito tutta la rivista, oggi mi dedicherò alla lettura ancora di qualcosa, se trovo un angolo fresco in casa, non mi piace usare condizionata quindi preferisco creare correnti d'aria e aspettare che poi SBANG! le porte e le finestre sbattono e succeda un patatrac. Comunque ve lo consiglio: Wired in edicola, se lo trovate. Buona lettura.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Yesterday I treated myself: I bought Wired, the magazine. Well, it is a big deal, because first of all I found it at the 4th newsagent, then oh well, it is an immense pleasure to have a paper magazine in your hands, but let's proceed in order. Yes, because here in the delightful city of pink flamingos it's not like, you can go to the first newsagent and ask, I would like this and that, I realized it when I tried in vain to buy The New Yorker Books Review, I looked for it everywhere, I know, it is an English magazine and therefore I realise that not all newsagents carry it, but I tried to order it with newsagents, I even spoke to a friend of mine whose job is getting newspapers to Sardinia, and he assured me that no one in Sardinia receives it, period, and that there is no possibility of receiving it, the only possibility that I would have had to receive it is to make a subscription that beside costing an arm and a leg, then good luck with finding it in the letterbox because there is also the fact that things get stolen, especially if they are hard to find, when they are delivered by post. Oh well. Yesterday, after a tour of several newsagents  I finally found Wired, Wired which is a magazine that I like very much, I had been buying it since the beginning, from the first issue, indeed I'm sorry not to have kept that first issue, but oh well, you understand that with all the intercontinental moves that I made, you have to take tough decisions in life, and sometimes these are painful choices like, what can I afford spending money to ship to the other side of the world? Wired's first issue evidently didn't fit that order. No, it is an immense pleasure I feel in picking up a magazine, especially on days when I am freer from commitments, and read it all from cover to cover. I really like the graphics, I really like it. This issue, by the way, is about about the internet, about fake news, about how it is not enough to have real data to make people understand what is the truth, there are other mechanisms that come into play. Incredibly interesting, beautiful graphics, then there are short stories. I love it and I spent a beautiful day yesterday, I haven't finished the whole magazine, today I will dedicate myself to reading something more, if I find a cool corner in the house, I don't like using air conditioning so I prefer to create drafts and wait for it then SBANG! doors and windows slam and a disaster happens. Anyway I recommend it: Wired on newsstands, if you find it. Enjoy the reading.]]>
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        <![CDATA[La felicità di starsene al fresco a leggere una rivista cartacea, da copertina a copertina. Wired mi piacemolto, e nell'ultimo numero ci sono veramente un sacco di articoli interessanti! Che bello che sia riuscita a trovarla dopo appena 4 edicole! <br><br>LINK<br>Wired la rivista in edicola<br><a href="https://www.wired.it/" rel="noopener">https://www.wired.it/</a><br><br>La rivista di libri del New Yorker (Books Review The New Yorker) introvabile in Sardegna (difficile trovarla anche nel resto dell'Italia) <br><a href="https://www.newyorker.com/tag/book-reviews" rel="noopener">https://www.newyorker.com/tag/book-reviews</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ieri mi sono comprata la rivista Wired. È una cosa importante da dire, perché anzitutto l'ho trovata alla quarta edicola, poi vabbè, è un piacere immenso avere tra le mani una rivista cartacea, ma procediamo con ordine. Eh sì perché qui nella deliziosa città dei fenicotteri rosa non è che tu possa andare così nella prima edicola che trovi e chiedere vorrei questo e quest'altro, ne ne sono resa conto quando ho cercato inutilmente di acquistare quella rivista dove si parla di libri Review of Books del New Yorker: l'ho cercata in lungo e in largo, è una rivista in inglese e quindi mi rendo conto che non tutte le edicole la abbiano, però ho provato a ordinarla nelle edicole, ho addirittura parlato con un mio amico che di mestiere fa quello che fa arrivare i giornali in Sardegna, e mi ha assicurato che nessuno in Sardegna la riceve, punto, e che non c'è possibilità di riceverla, l'unica possibilità che avrei avuto di riceverla è fare un abbonamento che oltre a costare cifre incredibili, poi difficilmente l'avrei trovato nella cassetta perché c'è anche il fatto che ti rubano le cose, soprattutto se sono cose difficili da trovare quando il postino mette giù Vabbè. Ieri, dopo un giro di diverse edicole ho finalmente trovato Wired, Wired che è una rivista che mi piace moltissimo, la compravo da sempre, dal primo numero, anzi mi dispiace non aver tenuto quel primo numero, però vabbè, capite bene che con tutti i traslochi intercontinentali che ho fatto bisogna fare delle scelte nella vita, e a volte queste scelte sono anche scelte dolorose tipo. Cosa posso spendere soldi per spedire dall'altra parte del mondo. La prima rivista di Wired evidentemente non rientrava in quell'ordine. No, è un piacere immenso che provo nel prendere una rivista, soprattutto in giornate in cui sono più libera da impegni, e leggermela tutta da copertina a copertina. Mi piace tantissimo la veste grafica, mi piace moltissimo questo numero, tra l'altro si parla di internet, di notizie fasulle, di come non basta avere i dati veri per far capire alla gente che quella è la verità, ci sono altri meccanismi che entrano in gioco. Incredibilmente interessante, bellissima la veste grafica, ci sono poi dei racconti, delle piccole novelle. Mi piace tantissimo e ho trascorso una bellissima giornata ieri, non ho finito tutta la rivista, oggi mi dedicherò alla lettura ancora di qualcosa, se trovo un angolo fresco in casa, non mi piace usare condizionata quindi preferisco creare correnti d'aria e aspettare che poi SBANG! le porte e le finestre sbattono e succeda un patatrac. Comunque ve lo consiglio: Wired in edicola, se lo trovate. Buona lettura.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Yesterday I treated myself: I bought Wired, the magazine. Well, it is a big deal, because first of all I found it at the 4th newsagent, then oh well, it is an immense pleasure to have a paper magazine in your hands, but let's proceed in order. Yes, because here in the delightful city of pink flamingos it's not like, you can go to the first newsagent and ask, I would like this and that, I realized it when I tried in vain to buy The New Yorker Books Review, I looked for it everywhere, I know, it is an English magazine and therefore I realise that not all newsagents carry it, but I tried to order it with newsagents, I even spoke to a friend of mine whose job is getting newspapers to Sardinia, and he assured me that no one in Sardinia receives it, period, and that there is no possibility of receiving it, the only possibility that I would have had to receive it is to make a subscription that beside costing an arm and a leg, then good luck with finding it in the letterbox because there is also the fact that things get stolen, especially if they are hard to find, when they are delivered by post. Oh well. Yesterday, after a tour of several newsagents  I finally found Wired, Wired which is a magazine that I like very much, I had been buying it since the beginning, from the first issue, indeed I'm sorry not to have kept that first issue, but oh well, you understand that with all the intercontinental moves that I made, you have to take tough decisions in life, and sometimes these are painful choices like, what can I afford spending money to ship to the other side of the world? Wired's first issue evidently didn't fit that order. No, it is an immense pleasure I feel in picking up a magazine, especially on days when I am freer from commitments, and read it all from cover to cover. I really like the graphics, I really like it. This issue, by the way, is about about the internet, about fake news, about how it is not enough to have real data to make people understand what is the truth, there are other mechanisms that come into play. Incredibly interesting, beautiful graphics, then there are short stories. I love it and I spent a beautiful day yesterday, I haven't finished the whole magazine, today I will dedicate myself to reading something more, if I find a cool corner in the house, I don't like using air conditioning so I prefer to create drafts and wait for it then SBANG! doors and windows slam and a disaster happens. Anyway I recommend it: Wired on newsstands, if you find it. Enjoy the reading.]]>
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      <pubDate>Sun, 25 Jul 2021 09:40:33 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 202 Wim Wenders</title>
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        <![CDATA[In un pomeriggio caldo d'estate mi viene voglia di guardare un film del Wim Wenders che mi piace, quello che racconta lo scorrere del tempo dove non succede niente, qualsiasi cosa prima di Paris Texas, qualsiasi cosa prima che andasse negli Stati Uniti. <br><br>LINK<br>Prima del calcio di rigore (Die Angst des Tormanns beim Elfmeter)<br><a href="https://www.cinerunner.com/drammatico/la-paura-del-portiere-prima-del-calcio-di-rigore-di-wim-wenders-lo-strano-caso-di-mr-block-portiere-assassino/" rel="noopener">https://www.cinerunner.com/drammatico/la-paura-del-portiere-prima-del-calcio-di-rigore-di-wim-wenders-lo-strano-caso-di-mr-block-portiere-assassino/</a><br><br>The Goalkeeper's Fear of the Penalty (Die Angst des Tormanns beim Elfmeter)<br><a href="https://www.dailymotion.com/video/x34nlkl" rel="noopener">https://www.dailymotion.com/video/x34nlkl</a><br><br>Falso Movimento (Falsche Bewegung)<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Dd6X3-RskxY" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=Dd6X3-RskxY</a><br><br>The Wrong Move (Falsche Bewegung)<br><a href="https://mubi.com/films/the-wrong-move/trailer" rel="noopener">https://mubi.com/films/the-wrong-move/trailer</a><br><br>Lo Stato delle Cose (Der Stand der Dinge)<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=em8j0597KIY" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=em8j0597KIY</a><br><br>The State of Things  (Der Stand der Dinge)<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ShuyQb_gO3o" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ShuyQb_gO3o</a><br><br>Il Cielo Sopra Berlino (Der Himmel über Berlin)<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=FPnlnH6a1aI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=FPnlnH6a1aI</a><br><br>Wings of desire (Der Himmel über Berlin)<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=h7L4KnE_mxw" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=h7L4KnE_mxw</a><br><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Quando abitavo a Berlino avevo un'amica, di cui ahimè non mi ricordo il nome, però mi ricordo che abitava, mi pare si chiamasse Bismarck Strasse, una strada molto larga, molto importante nel quartiere di Charlottenburg. Ricordo che noi andavamo nel suo piccolo appartamento perché se ci affaciavamo alla finestra in un certo modo, sporgendoci coi binocoli in mano, si vedeva alla fine della strada un palazzo dove si diceva abitasse Wim Wenders. Ho sempre amato Wim Wenders, è sempre stato uno dei miei registi preferiti, diciamo fino a Paris Texas escluso. Sì mi piacciono i film che vengono solitamente considerati noiosi da Paris Texas in poi Wim Wenders ha incominciato il suo periodo americano, infatti quando io andavo a casa della mia amica a spiare il balcone di Wim Wenders, mi sa che lui lì già non ci abitava più, si era già trasferito in America ,quasi sicuramente. Di Wim Wenders mi piacciono soprattutto i suoi primi film, come lo stato delle cose, è uno dei miei film preferiti in assoluto, non l'ho rivisto, non ho rivisto da moltissimi anni, però l'intero film è una lunghissima attesa, attesa che accada qualcosa che non accade, quindi e il racconto del trascorrere del tempo. E lui mi è sempre piaciuto per questa sua capacità di raccontare il tempo che passa in modo però, qualcuno potrebbe dire noioso, per me invece era pieno di significato. E la paura del portiere al calcio di rigore, Die Angst des Tormanns beim Elfmeter, un film che è un adattamento da un racconto di Peter Handke, il titolo dice già tutto: un'altra attesa, quella del portiere che aspetta che venga battuto il calcio di rigore. Falsche Bewegung, also movimento, film fantastico basato tutto sull'aver intravisto una sconosciuta bellissima su un treno che passava nella direzione opposta a quello nel quale si trova il protagonista del film. E poi naturalmente Il Cielo Sopra Berlino di Berlino, Der Himmel Uber Berlin, uno dei miei film preferiti forse in assoluto, insieme a qualche altro classico sempre della filmografia tedesca. Perché vi parlo di Wim Wenders? Non lo so, mi è venuto in mente per qualche motivo Wim Wenders e mi è venuta voglia una gran voglia di mettermi dopo pranzo in penombra a cercarmi un film di Wim Wenders e farmi trasportare dalla visione del racconto del tempo che passa. Magari lo farò.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>When I lived in Berlin I had a friend, whose name, alas, I don't remember, but I do remember that she lived, I think it was called Bismarck Strasse, a very wide street, very important, in the Charlottenburg district. I remember that we went to her small apartment because if we looked out the window in a certain way, leaning out with binoculars in hand, we could see at the end of the street a building where apparently lived Wim Wenders. I have always loved Wim Wenders, he has always been one of my favorite directors, let's say up to and excluding Paris Texas. Yes I like films that are usually considered boring from Paris Texas onwards Wim Wenders began his American period, in fact when I went to my friend's house to spy on Wim Wenders' balcony, I bet that he had already moved to America, almost certainly. I especially like his first films, like The State of Things, it is one of my favorite films ever, I have not seen it, I have not seen it for many years, but the whole film is a very long wait, waiting that something happens that does not happen, therefore it is the story of the passage of time. And I have always liked him for his ability to tell the time that passes in a way, however, some might say boring, for me instead he was full of meaning. And The Goalkeeper's Fear of the Penalty, Die Angst des Tormanns beim Elfmeter, a film that is an adaptation of a story by Peter Handke, the title already says it all: another wait, that of the goalkeeper waiting for the penalty. Falsche Bewegung, The Wrong Move, fantastic film based all on having glimpsed a beautiful stranger on a train passing in the opposite direction to the one in which the protagonist of the film is travelling. And then, of course, Wings of Desire, Der Himmel Uber Berlin, perhaps one of my favorite films ever, along with some other classic German filmography. Why am I talking about Wim Wenders? I don't know, Wim Wenders came to my mind for some reason and I got a great desire to put myself in the dim light after lunch looking for a Wim Wenders movie and be carried away by the vision of the storytelling of the passing of time. Maybe I will.]]>
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        <![CDATA[In un pomeriggio caldo d'estate mi viene voglia di guardare un film del Wim Wenders che mi piace, quello che racconta lo scorrere del tempo dove non succede niente, qualsiasi cosa prima di Paris Texas, qualsiasi cosa prima che andasse negli Stati Uniti. <br><br>LINK<br>Prima del calcio di rigore (Die Angst des Tormanns beim Elfmeter)<br><a href="https://www.cinerunner.com/drammatico/la-paura-del-portiere-prima-del-calcio-di-rigore-di-wim-wenders-lo-strano-caso-di-mr-block-portiere-assassino/" rel="noopener">https://www.cinerunner.com/drammatico/la-paura-del-portiere-prima-del-calcio-di-rigore-di-wim-wenders-lo-strano-caso-di-mr-block-portiere-assassino/</a><br><br>The Goalkeeper's Fear of the Penalty (Die Angst des Tormanns beim Elfmeter)<br><a href="https://www.dailymotion.com/video/x34nlkl" rel="noopener">https://www.dailymotion.com/video/x34nlkl</a><br><br>Falso Movimento (Falsche Bewegung)<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Dd6X3-RskxY" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=Dd6X3-RskxY</a><br><br>The Wrong Move (Falsche Bewegung)<br><a href="https://mubi.com/films/the-wrong-move/trailer" rel="noopener">https://mubi.com/films/the-wrong-move/trailer</a><br><br>Lo Stato delle Cose (Der Stand der Dinge)<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=em8j0597KIY" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=em8j0597KIY</a><br><br>The State of Things  (Der Stand der Dinge)<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ShuyQb_gO3o" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=ShuyQb_gO3o</a><br><br>Il Cielo Sopra Berlino (Der Himmel über Berlin)<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=FPnlnH6a1aI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=FPnlnH6a1aI</a><br><br>Wings of desire (Der Himmel über Berlin)<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=h7L4KnE_mxw" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=h7L4KnE_mxw</a><br><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Quando abitavo a Berlino avevo un'amica, di cui ahimè non mi ricordo il nome, però mi ricordo che abitava, mi pare si chiamasse Bismarck Strasse, una strada molto larga, molto importante nel quartiere di Charlottenburg. Ricordo che noi andavamo nel suo piccolo appartamento perché se ci affaciavamo alla finestra in un certo modo, sporgendoci coi binocoli in mano, si vedeva alla fine della strada un palazzo dove si diceva abitasse Wim Wenders. Ho sempre amato Wim Wenders, è sempre stato uno dei miei registi preferiti, diciamo fino a Paris Texas escluso. Sì mi piacciono i film che vengono solitamente considerati noiosi da Paris Texas in poi Wim Wenders ha incominciato il suo periodo americano, infatti quando io andavo a casa della mia amica a spiare il balcone di Wim Wenders, mi sa che lui lì già non ci abitava più, si era già trasferito in America ,quasi sicuramente. Di Wim Wenders mi piacciono soprattutto i suoi primi film, come lo stato delle cose, è uno dei miei film preferiti in assoluto, non l'ho rivisto, non ho rivisto da moltissimi anni, però l'intero film è una lunghissima attesa, attesa che accada qualcosa che non accade, quindi e il racconto del trascorrere del tempo. E lui mi è sempre piaciuto per questa sua capacità di raccontare il tempo che passa in modo però, qualcuno potrebbe dire noioso, per me invece era pieno di significato. E la paura del portiere al calcio di rigore, Die Angst des Tormanns beim Elfmeter, un film che è un adattamento da un racconto di Peter Handke, il titolo dice già tutto: un'altra attesa, quella del portiere che aspetta che venga battuto il calcio di rigore. Falsche Bewegung, also movimento, film fantastico basato tutto sull'aver intravisto una sconosciuta bellissima su un treno che passava nella direzione opposta a quello nel quale si trova il protagonista del film. E poi naturalmente Il Cielo Sopra Berlino di Berlino, Der Himmel Uber Berlin, uno dei miei film preferiti forse in assoluto, insieme a qualche altro classico sempre della filmografia tedesca. Perché vi parlo di Wim Wenders? Non lo so, mi è venuto in mente per qualche motivo Wim Wenders e mi è venuta voglia una gran voglia di mettermi dopo pranzo in penombra a cercarmi un film di Wim Wenders e farmi trasportare dalla visione del racconto del tempo che passa. Magari lo farò.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>When I lived in Berlin I had a friend, whose name, alas, I don't remember, but I do remember that she lived, I think it was called Bismarck Strasse, a very wide street, very important, in the Charlottenburg district. I remember that we went to her small apartment because if we looked out the window in a certain way, leaning out with binoculars in hand, we could see at the end of the street a building where apparently lived Wim Wenders. I have always loved Wim Wenders, he has always been one of my favorite directors, let's say up to and excluding Paris Texas. Yes I like films that are usually considered boring from Paris Texas onwards Wim Wenders began his American period, in fact when I went to my friend's house to spy on Wim Wenders' balcony, I bet that he had already moved to America, almost certainly. I especially like his first films, like The State of Things, it is one of my favorite films ever, I have not seen it, I have not seen it for many years, but the whole film is a very long wait, waiting that something happens that does not happen, therefore it is the story of the passage of time. And I have always liked him for his ability to tell the time that passes in a way, however, some might say boring, for me instead he was full of meaning. And The Goalkeeper's Fear of the Penalty, Die Angst des Tormanns beim Elfmeter, a film that is an adaptation of a story by Peter Handke, the title already says it all: another wait, that of the goalkeeper waiting for the penalty. Falsche Bewegung, The Wrong Move, fantastic film based all on having glimpsed a beautiful stranger on a train passing in the opposite direction to the one in which the protagonist of the film is travelling. And then, of course, Wings of Desire, Der Himmel Uber Berlin, perhaps one of my favorite films ever, along with some other classic German filmography. Why am I talking about Wim Wenders? I don't know, Wim Wenders came to my mind for some reason and I got a great desire to put myself in the dim light after lunch looking for a Wim Wenders movie and be carried away by the vision of the storytelling of the passing of time. Maybe I will.]]>
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      <pubDate>Sat, 24 Jul 2021 11:23:06 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>In un pomeriggio caldo d'estate mi viene voglia di guardare un film del Wim Wenders che mi piace, quello che racconta lo scorrere del tempo dove non succede niente, qualsiasi cosa prima di Paris Texas, qualsiasi cosa prima che andasse negli Stati Uniti. LINKPrima del calcio di rigore (Die Angst des Tormanns beim Elfmeter)https://www.cinerunner.com/drammatico/la-paura-del-portiere-prima-del-calcio-di-rigore-di-wim-wenders-lo-strano-caso-di-mr-block-portiere-assassino/The Goalkeeper's Fear of the Penalty (Die Angst des Tormanns beim Elfmeter)https://www.dailymotion.com/video/x34nlklFalso Movimento (Falsche Bewegung)https://www.youtube.com/watch?v=Dd6X3-RskxYThe Wrong Move (Falsche Bewegung)https://mubi.com/films/the-wrong-move/trailerLo Stato delle Cose (Der Stand der Dinge)https://www.youtube.com/watch?v=em8j0597KIYThe State of Things  (Der Stand der Dinge)https://www.youtube.com/watch?v=ShuyQb_gO3oIl Cielo Sopra Berlino (Der Himmel über Berlin)https://www.youtube.com/watch?v=FPnlnH6a1aIWings of desire (Der Himmel über Berlin)https://www.youtube.com/watch?v=h7L4KnE_mxwTESTO TRASCRITTO (English translation below)Quando abitavo a Berlino avevo un'amica, di cui ahimè non mi ricordo il nome, però mi ricordo che abitava, mi pare si chiamasse Bismarck Strasse, una strada molto larga, molto importante nel quartiere di Charlottenburg. Ricordo che noi andavamo nel suo piccolo appartamento perché se ci affaciavamo alla finestra in un certo modo, sporgendoci coi binocoli in mano, si vedeva alla fine della strada un palazzo dove si diceva abitasse Wim Wenders. Ho sempre amato Wim Wenders, è sempre stato uno dei miei registi preferiti, diciamo fino a Paris Texas escluso. Sì mi piacciono i film che vengono solitamente considerati noiosi da Paris Texas in poi Wim Wenders ha incominciato il suo periodo americano, infatti quando io andavo a casa della mia amica a spiare il balcone di Wim Wenders, mi sa che lui lì già non ci abitava più, si era già trasferito in America ,quasi sicuramente. Di Wim Wenders mi piacciono soprattutto i suoi primi film, come lo stato delle cose, è uno dei miei film preferiti in assoluto, non l'ho rivisto, non ho rivisto da moltissimi anni, però l'intero film è una lunghissima attesa, attesa che accada qualcosa che non accade, quindi e il racconto del trascorrere del tempo. E lui mi è sempre piaciuto per questa sua capacità di raccontare il tempo che passa in modo però, qualcuno potrebbe dire noioso, per me invece era pieno di significato. E la paura del portiere al calcio di rigore, Die Angst des Tormanns beim Elfmeter, un film che è un adattamento da un racconto di Peter Handke, il titolo dice già tutto: un'altra attesa, quella del portiere che aspetta che venga battuto il calcio di rigore. Falsche Bewegung, also movimento, film fantastico basato tutto sull'aver intravisto una sconosciuta bellissima su un treno che passava nella direzione opposta a quello nel quale si trova il protagonista del film. E poi naturalmente Il Cielo Sopra Berlino di Berlino, Der Himmel Uber Berlin, uno dei miei film preferiti forse in assoluto, insieme a qualche altro classico sempre della...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>In un pomeriggio caldo d'estate mi viene voglia di guardare un film del Wim Wenders che mi piace, quello che racconta lo scorrere del tempo dove non succede niente, qualsiasi cosa prima di Paris Texas, qualsiasi cosa prima che andasse negli Stati Uniti. L</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 201 Gioco = Lavoro</title>
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        <![CDATA[Il lavoro cerca sempre di più di assomigliare ad un gioco: con la gamification si cerca di rendere il lavoro meno faticoso. C'è invece qualcuno che cerca di rendere il gioco quanto più simile possibile ad un lavoro, con risultati sorprendentemente ironici e profondamente filosofici perché ci costringono a prendere coscienza del modo in cui trascorriamo effettivamente il tempo mentre lavoriamo (tantissimo tempo 'sprecato' a litigare con l'interfaccia del computer che ci chiede di fare cose che noi preferiremmo non fare ma non farle significa non poter proseguire, tipo gli aggiornalmenti di programma). È un argomento che merita ben più dei miei tre minuti canonici, per questo vi invito a visitare i link the riporto in basso per esplorare il lavoro di Pippin Barr e per conoscere altri giochi affascinanti (come il mio secondo gioco preferito in assoluto, Paper Please).<br><br>LINK<br>Vi consiglio caldamente di provare a fare questo gioco che ripropone la frustrazione di non riuscirire a concludere niente - It Is As If You Are Doing Work (è come se stessi lavorando)<br><a href="https://pippinbarr.github.io/itisasifyouweredoingwork/" rel="noopener">https://pippinbarr.github.io/itisasifyouweredoingwork/</a><br><br>Qui l'intervista a Pippin Barr sulla fantantastica newsletter We Make Money Not Art di Regine Debatty (di questa newsletter vi ho parlato qualche giorno fa, andate a riascoltarvi la puntata numero 188)<br><a href="https://we-make-money-not-art.com/interview-with-pippin-barr-maker-of-witty-and-infuriating-video-games/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+wmmna+%28we+make+money+not+art%29" rel="noopener">https://we-make-money-not-art.com/interview-with-pippin-barr-maker-of-witty-and-infuriating-video-games/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+wmmna+%28we+make+money+not+art%29</a><br><br>Il mio secondo gioco preferito in assoluto, Paper Please (Glory to Arstotzka!)<br><a href="https://papersplea.se/" rel="noopener">https://papersplea.se/</a><br><br>Qui potete giocare a Paper Please gratis online<br><a href="https://paperspleasegame.com/" rel="noopener">https://paperspleasegame.com/</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Immaginatevi un videogioco che vi ripropone le schermate maledettissime di Windows quando vi si aprono un sacco di pop-up, vi arrivano email, notifiche eccetera. È quello che ha fatto Pippin Barr, che più che un  videogamer è un filosofo, secondo me. E lui è partito dalla considerazione di come la tecnologia che noi usiamo per lavorare, sempre di più cerchi di assomigliare ai videogiochi per renderci il lavoro più piacevole, e lui fa esattamente il contrario, prende i giochi e li rende sempre più simili al lavoro, lavoro anche, così come spesso capita nella vita, che noi facciamo senza neanche renderci conto perché lo stiamo facendo, oppure quando il computer ci chiede di fare delle cose che noi non sappiamo perché ci chiede di farle, però dobbiamo farle se vogliamo procedere con il nostro lavoro, altrimenti non ci fa andare avanti, penso a tutti gli aggiornamenti e le cose di questo tipo. Ecco, questo suo gioco "As if you were doing work", è come se stessi lavorando, è esattamente così. Vi si apre una schermata, tipica del computer anni 2000 della Windows, e il computer poi vi chiede di fare delle cose, però venite continuamente interrotti non potrete mai fare quello che vi chiede, per cui trascorrere tutto il tempo del gioco a litigare con l'interfaccia dei computer. Pippin Barr fa questi giochi molto divertenti, molto ironici. Un altro che ha fatto è quello, tutta una serie dedicata ai miti dell'antica Grecia, c'è il gioco che si chiama Sisifo e consiste in questo signore, Sisifo, che spinge un masso gigantesco sopra la montagna e quando arriva in cima alla montagna, bum! Rotola giù e quindi può cominciare di nuovo all'infinito. Un altro gioco molto interessante è quello che si rifà all'happening fatto da Marina Abramovic al MOMA,  famosissimo: l'artista Marina Abramovic rimase non mi ricordo quanti giorni al MOMA, otto ore nove ore tutti i giorni, seduta a un tavolino la gente faceva la fila e poi poteva guardarla intensamente negli occhi. Ecco, il gioco di Pippin Barr lo ripropone e si fa la fila per entrare al MOMA e non ci si può distrarre perché ogni tanto il gioco ci dice di fare delle cose, un passetto avanti, e se non lo facciamo perdiamo il posto in fila e dobbiamo ricominciare da capo. C'è una bellissima intervista a Pippin Barr nell'immancabile newsletter We Make Money Not Art di Regine Debatty, metterò il link nelle note al programma, dove tra l'altro Pippin Barr parla di uno dei miei videogiochi preferiti in assoluto, diciamo il secondo dopo The Stanley Parable, e parla cioè di Paper Please che è un gioco dove si finge di essere un ufficiale di frontiera in un paese dell'Est e di mettere dei timbri alle persone che chiedono di entrare o di uscire o di passare la frontiera. Anche di questo metterò il link nelle note del programma.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Imagine a video game that shows you the bloody Windows screens when a lot of pop-ups open, emails, notifications, etc. arrive. That's what Pippin Barr, whom I consider a philosopher rather than a game creator, did. He started by considering how the technology we use to work, increasingly tries to resemble video games to make our work more enjoyable, and he does exactly the opposite, takes the games and makes them look more like work, the same tasks that, as often happens in life, we perform without even realizing why we are doing them, like when the computer asks us to do things that we do not know why it is asking us, but we must perform them if we want to proceed with the our job, otherwise it won’t allow us to proceed, I think about all the system updates and things like that. Well, in his game "It is as if you were doing work", it is exactly like that. A screen opens, in the style of the Windows 2000 computer, and the computer then asks you to do things, but you get continually interrupted and you will never be able to complete the required tasks, so you spend all the time in the game arguing with the computer interface. Pippin Barr makes these games very funny, very ironic. Another one he created is the one, there is an entire series dedicated to the myths of ancient Greece, there is this game which is called Sisyphus, and consists of this gentleman, Sisyphus, pushing a gigantic boulder over the mountain and when he gets to the top of the mountain, boom! it rolls down and then he can start infinitely again. Another very interesting game is the one that refers to the happening done by Marina Abramovic at MOMA, very famous: the artist Marina Abramovic stayed I don't remember how many days at MOMA, 8, 9 hours every day, sitting at a table while people stood in line to be allowed to look deeply into her eyes. Well, Pippin Barr's game proposes this again but it’s about queueing to enter MOMA and we cannot get distracted because every now and then the game asks us to do things, like take a step forward, and if we do not obey we lose our place in line and we have to start again. There is a beautiful interview with Pippin Barr in the unmissable “We Make Money Not Art” newsletter by Regine Debatty, I will put the link in the program’s notes, and among other things, Pippin Barr talks about one of my favorite video games ever, let's say my second favourite after The Stanley Parable, he speaks about Paper Please, which is a game where you pretend to be a border officer in an Eastern European country and you put stamps on people’s papers when they ask to enter or exit or to cross the border. Of this too I will put the link in the notes of the program.<br><br>Here you can listen to the podcast in Italian while reading the translation in English MAGIC!<br><a href="https://youtu.be/mc-yCMHKPgU" rel="noopener">https://youtu.be/mc-yCMHKPgU</a>]]>
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        <![CDATA[Il lavoro cerca sempre di più di assomigliare ad un gioco: con la gamification si cerca di rendere il lavoro meno faticoso. C'è invece qualcuno che cerca di rendere il gioco quanto più simile possibile ad un lavoro, con risultati sorprendentemente ironici e profondamente filosofici perché ci costringono a prendere coscienza del modo in cui trascorriamo effettivamente il tempo mentre lavoriamo (tantissimo tempo 'sprecato' a litigare con l'interfaccia del computer che ci chiede di fare cose che noi preferiremmo non fare ma non farle significa non poter proseguire, tipo gli aggiornalmenti di programma). È un argomento che merita ben più dei miei tre minuti canonici, per questo vi invito a visitare i link the riporto in basso per esplorare il lavoro di Pippin Barr e per conoscere altri giochi affascinanti (come il mio secondo gioco preferito in assoluto, Paper Please).<br><br>LINK<br>Vi consiglio caldamente di provare a fare questo gioco che ripropone la frustrazione di non riuscirire a concludere niente - It Is As If You Are Doing Work (è come se stessi lavorando)<br><a href="https://pippinbarr.github.io/itisasifyouweredoingwork/" rel="noopener">https://pippinbarr.github.io/itisasifyouweredoingwork/</a><br><br>Qui l'intervista a Pippin Barr sulla fantantastica newsletter We Make Money Not Art di Regine Debatty (di questa newsletter vi ho parlato qualche giorno fa, andate a riascoltarvi la puntata numero 188)<br><a href="https://we-make-money-not-art.com/interview-with-pippin-barr-maker-of-witty-and-infuriating-video-games/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+wmmna+%28we+make+money+not+art%29" rel="noopener">https://we-make-money-not-art.com/interview-with-pippin-barr-maker-of-witty-and-infuriating-video-games/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+wmmna+%28we+make+money+not+art%29</a><br><br>Il mio secondo gioco preferito in assoluto, Paper Please (Glory to Arstotzka!)<br><a href="https://papersplea.se/" rel="noopener">https://papersplea.se/</a><br><br>Qui potete giocare a Paper Please gratis online<br><a href="https://paperspleasegame.com/" rel="noopener">https://paperspleasegame.com/</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Immaginatevi un videogioco che vi ripropone le schermate maledettissime di Windows quando vi si aprono un sacco di pop-up, vi arrivano email, notifiche eccetera. È quello che ha fatto Pippin Barr, che più che un  videogamer è un filosofo, secondo me. E lui è partito dalla considerazione di come la tecnologia che noi usiamo per lavorare, sempre di più cerchi di assomigliare ai videogiochi per renderci il lavoro più piacevole, e lui fa esattamente il contrario, prende i giochi e li rende sempre più simili al lavoro, lavoro anche, così come spesso capita nella vita, che noi facciamo senza neanche renderci conto perché lo stiamo facendo, oppure quando il computer ci chiede di fare delle cose che noi non sappiamo perché ci chiede di farle, però dobbiamo farle se vogliamo procedere con il nostro lavoro, altrimenti non ci fa andare avanti, penso a tutti gli aggiornamenti e le cose di questo tipo. Ecco, questo suo gioco "As if you were doing work", è come se stessi lavorando, è esattamente così. Vi si apre una schermata, tipica del computer anni 2000 della Windows, e il computer poi vi chiede di fare delle cose, però venite continuamente interrotti non potrete mai fare quello che vi chiede, per cui trascorrere tutto il tempo del gioco a litigare con l'interfaccia dei computer. Pippin Barr fa questi giochi molto divertenti, molto ironici. Un altro che ha fatto è quello, tutta una serie dedicata ai miti dell'antica Grecia, c'è il gioco che si chiama Sisifo e consiste in questo signore, Sisifo, che spinge un masso gigantesco sopra la montagna e quando arriva in cima alla montagna, bum! Rotola giù e quindi può cominciare di nuovo all'infinito. Un altro gioco molto interessante è quello che si rifà all'happening fatto da Marina Abramovic al MOMA,  famosissimo: l'artista Marina Abramovic rimase non mi ricordo quanti giorni al MOMA, otto ore nove ore tutti i giorni, seduta a un tavolino la gente faceva la fila e poi poteva guardarla intensamente negli occhi. Ecco, il gioco di Pippin Barr lo ripropone e si fa la fila per entrare al MOMA e non ci si può distrarre perché ogni tanto il gioco ci dice di fare delle cose, un passetto avanti, e se non lo facciamo perdiamo il posto in fila e dobbiamo ricominciare da capo. C'è una bellissima intervista a Pippin Barr nell'immancabile newsletter We Make Money Not Art di Regine Debatty, metterò il link nelle note al programma, dove tra l'altro Pippin Barr parla di uno dei miei videogiochi preferiti in assoluto, diciamo il secondo dopo The Stanley Parable, e parla cioè di Paper Please che è un gioco dove si finge di essere un ufficiale di frontiera in un paese dell'Est e di mettere dei timbri alle persone che chiedono di entrare o di uscire o di passare la frontiera. Anche di questo metterò il link nelle note del programma.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Imagine a video game that shows you the bloody Windows screens when a lot of pop-ups open, emails, notifications, etc. arrive. That's what Pippin Barr, whom I consider a philosopher rather than a game creator, did. He started by considering how the technology we use to work, increasingly tries to resemble video games to make our work more enjoyable, and he does exactly the opposite, takes the games and makes them look more like work, the same tasks that, as often happens in life, we perform without even realizing why we are doing them, like when the computer asks us to do things that we do not know why it is asking us, but we must perform them if we want to proceed with the our job, otherwise it won’t allow us to proceed, I think about all the system updates and things like that. Well, in his game "It is as if you were doing work", it is exactly like that. A screen opens, in the style of the Windows 2000 computer, and the computer then asks you to do things, but you get continually interrupted and you will never be able to complete the required tasks, so you spend all the time in the game arguing with the computer interface. Pippin Barr makes these games very funny, very ironic. Another one he created is the one, there is an entire series dedicated to the myths of ancient Greece, there is this game which is called Sisyphus, and consists of this gentleman, Sisyphus, pushing a gigantic boulder over the mountain and when he gets to the top of the mountain, boom! it rolls down and then he can start infinitely again. Another very interesting game is the one that refers to the happening done by Marina Abramovic at MOMA, very famous: the artist Marina Abramovic stayed I don't remember how many days at MOMA, 8, 9 hours every day, sitting at a table while people stood in line to be allowed to look deeply into her eyes. Well, Pippin Barr's game proposes this again but it’s about queueing to enter MOMA and we cannot get distracted because every now and then the game asks us to do things, like take a step forward, and if we do not obey we lose our place in line and we have to start again. There is a beautiful interview with Pippin Barr in the unmissable “We Make Money Not Art” newsletter by Regine Debatty, I will put the link in the program’s notes, and among other things, Pippin Barr talks about one of my favorite video games ever, let's say my second favourite after The Stanley Parable, he speaks about Paper Please, which is a game where you pretend to be a border officer in an Eastern European country and you put stamps on people’s papers when they ask to enter or exit or to cross the border. Of this too I will put the link in the notes of the program.<br><br>Here you can listen to the podcast in Italian while reading the translation in English MAGIC!<br><a href="https://youtu.be/mc-yCMHKPgU" rel="noopener">https://youtu.be/mc-yCMHKPgU</a>]]>
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      <pubDate>Fri, 23 Jul 2021 07:29:00 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il lavoro cerca sempre di più di assomigliare ad un gioco: con la gamification si cerca di rendere il lavoro meno faticoso. C'è invece qualcuno che cerca di rendere il gioco quanto più simile possibile ad un lavoro, con risultati sorprendentemente ironici e profondamente filosofici perché ci costringono a prendere coscienza del modo in cui trascorriamo effettivamente il tempo mentre lavoriamo (tantissimo tempo 'sprecato' a litigare con l'interfaccia del computer che ci chiede di fare cose che noi preferiremmo non fare ma non farle significa non poter proseguire, tipo gli aggiornalmenti di programma). È un argomento che merita ben più dei miei tre minuti canonici, per questo vi invito a visitare i link the riporto in basso per esplorare il lavoro di Pippin Barr e per conoscere altri giochi affascinanti (come il mio secondo gioco preferito in assoluto, Paper Please).LINKVi consiglio caldamente di provare a fare questo gioco che ripropone la frustrazione di non riuscirire a concludere niente - It Is As If You Are Doing Work (è come se stessi lavorando)https://pippinbarr.github.io/itisasifyouweredoingwork/Qui l'intervista a Pippin Barr sulla fantantastica newsletter We Make Money Not Art di Regine Debatty (di questa newsletter vi ho parlato qualche giorno fa, andate a riascoltarvi la puntata numero 188)https://we-make-money-not-art.com/interview-with-pippin-barr-maker-of-witty-and-infuriating-video-games/?utm_source=feedburner&amp;amp;utm_medium=email&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+wmmna+%28we+make+money+not+art%29Il mio secondo gioco preferito in assoluto, Paper Please (Glory to Arstotzka!)https://papersplea.se/Qui potete giocare a Paper Please gratis onlinehttps://paperspleasegame.com/TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)Immaginatevi un videogioco che vi ripropone le schermate maledettissime di Windows quando vi si aprono un sacco di pop-up, vi arrivano email, notifiche eccetera. È quello che ha fatto Pippin Barr, che più che un  videogamer è un filosofo, secondo me. E lui è partito dalla considerazione di come la tecnologia che noi usiamo per lavorare, sempre di più cerchi di assomigliare ai videogiochi per renderci il lavoro più piacevole, e lui fa esattamente il contrario, prende i giochi e li rende sempre più simili al lavoro, lavoro anche, così come spesso capita nella vita, che noi facciamo senza neanche renderci conto perché lo stiamo facendo, oppure quando il computer ci chiede di fare delle cose che noi non sappiamo perché ci chiede di farle, però dobbiamo farle se vogliamo procedere con il nostro lavoro, altrimenti non ci fa andare avanti, penso a tutti gli aggiornamenti e le cose di questo tipo. Ecco, questo suo gioco "As if you were doing work", è come se stessi lavorando, è esattamente così. Vi si apre una schermata, tipica del computer anni 2000 della Windows, e il computer poi vi chiede di fare delle cose, però venite continuamente interrotti non potrete mai fare quello che vi chiede, per cui trascorrere tutto il tempo del gioco a litigare con l'interfaccia dei computer. Pippin Barr fa questi giochi molto divertenti, molto ironici. Un altro che ha fatto è quello, tutta una serie dedicata ai miti dell'antica Grecia, c'è il gioco che si chiama Sisifo e consiste in questo signore, Sisifo, che spinge un masso gigantesco sopra la montagna e quando arriva in cima alla montagna, bum! Rotola giù e quindi può cominciare di nuovo all'infinito. Un altro gioco molto interessante è quello che si rifà all'happening fatto da...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il lavoro cerca sempre di più di assomigliare ad un gioco: con la gamification si cerca di rendere il lavoro meno faticoso. C'è invece qualcuno che cerca di rendere il gioco quanto più simile possibile ad un lavoro, con risultati sorprendentemente ironici</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 200 Duecento!</title>
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        <![CDATA[È vero che accendo il microfono e parlo per tre minuti senza senza testo, quindi a registrare questi tre minuti impiego esattamente tre minuti. Quello che non sapete è che dietro le quinte impiego moltissimo tempo però a elaborare questi miei tre minuti, <br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>200 giorni fa il 4 gennaio del 2021 ho iniziato questa avventura dei miei tre minuti grezzi. Avventura iniziata perché volevo mettermi alla prova, volevo vedere se riuscivo a accendere il microfono e parlare senza prepararmi i miei canonici testi, perché io di solito quando faccio i podcast mi scrivo tutto, persino i respiri che devo prendere, il modo in cui parlo, le musiche, i suoni, e poi ripuliscono l'audio,cerco di ripulirlo al meglio delle mie capacità tecniche, che sono molto limitate. Comunque il 4 gennaio, una fredda mattina d'inverno, Cagliari in zona rossa, lockdown, non si poteva uscire, non si poteva fare niente, iniziai questa avventura. Ho riascoltato la puntata numero uno del 4 gennaio e mi sono resa conto che anche mentre registrava non avevo ancora nemmeno deciso come chiamare questo podcast, e pensavo addirittura di farlo di cinque minuti. Ma ci pensate? Già impiego una vita a fare questi tre minuti, cinque minuti avrà impiegato tutta la giornata, vi spiego perché. È vero che accendo il microfono e parlo per tre minuti senza senza testo, quindi a registrare questi tre minuti impiego esattamente tre minuti. Quello che non sapete è che dietro le quinte impiego moltissimo tempo però a elaborare questi miei tre minuti, perché va be', li pubblico su Spreaker, e anche questo non è che impieghi tanto, poi però mi è venuto in mente di fare la trascrizione del testo, così che il testo abbia più visibilità, ma anche così che le persone possano leggersi il testo, la trascrizione dura un pochino di tempo, il testo trascritto poi lo traduco in inglese perchè pensavo di far godere dei miei tre minuti grezzi anche gli amici che ho in giro per il mondo e che non parlano l'italiano e che a volte mi dicono, Cristina ma io il tuo podcast giornaliero lo vorrei tanto ascoltare, ma io non parlo l'italiano, come faccio?  Ecco, la traduzione non dura tantissimo, quello che dura abbastanza sono tutti i passaggi che devo fare per trasformare poi una traduzione di un testo in Word in una sottotitolatura. Quindi, mi devo creare una specie di video, e su questo video mettere la mia voce, sotto la voce, in corrispondenza delle parole, devo mettere le frasi scritte in inglese. Quindi se per registrare i miei tre minuti impiego esattamente tre minuti, per caricare una puntata del mio podcast in italiano e in inglese con i sottotitoli impiego quasi due ore, quasi due ore al giorno, che se ci penso mi viene da piangere, ma come sono arrivata a tanto? Eppure lo faccio volentieri. Perché mi arrivano sempre nuovi messaggi da persone che non conoscevo e che hanno iniziato ad ascoltarmi in diverse lingue. Niente, mi rendono felice. Buona duecentesima puntata!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>200 days ago on January 4th 2021 I started this adventure of my three uncut minutes. Adventure started because I wanted to test myself, I wanted to see if I could turn on the microphone and speak without preparing my canonical texts, because I usually write everything when I do podcasts, even the breaths I take, the way I speak, the music, the sounds, and then I clean up the audio, I try to clean it up to the best of my technical skills, which are very limited. However, on January 4th, a cold winter morning, Cagliari in the red zone, lockdown, you couldn't go out, you couldn't do anything, I started this adventure. I listened again to episode number one on Jan 4th and I realised that even while recording, I still hadn't even decided what to call this podcast, and I was even thinking about doing it for five minutes. Can you believe it? It already takes me a lifetime to do these three minutes, five minutes will have taken the whole day, I'll explain why. It is true that I turn on the microphone and speak for three minutes without text, so it takes me exactly three minutes to record those three minutes. What you don't know is that behind the scenes I take a lot of time to process these three minutes of mine, because okay, I publish them on Spreaker, and even this doesn't take long, but then I had the idea of doing the transcription of the text, so that the text has more visibility, but also so that people can read the text, the transcription takes a little time, the transcribed text then I translate it into English because I thought I would also want my three raw minutes to be enjoyed by the friends that I have around the world who do not speak Italian and who sometimes tell me, Cristina I would like to listen to your daily podcast, but I don't speak Italian, how can I? Here, the translation doesn’t take too long, what takes long are all the steps I have to do to then transform the translation of a text in Word into a subtitling. So, I have to create a kind of video, and on the video put my voice, in correspondence with the words, I have to put the sentences written in English. So if to record my three minutes takes me exactly three minutes, to upload an episode of my podcast in Italian and English with subtitles it takes me almost two hours, almost two hours a day, which if I think about it I feel like crying, but how have I come this far? Yet I do it willingly. Because I always get new messages from people I didn't know and who have started listening to me in different languages. Nothing, they make me happy. Happy 200th episode!]]>
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        <![CDATA[È vero che accendo il microfono e parlo per tre minuti senza senza testo, quindi a registrare questi tre minuti impiego esattamente tre minuti. Quello che non sapete è che dietro le quinte impiego moltissimo tempo però a elaborare questi miei tre minuti, <br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>200 giorni fa il 4 gennaio del 2021 ho iniziato questa avventura dei miei tre minuti grezzi. Avventura iniziata perché volevo mettermi alla prova, volevo vedere se riuscivo a accendere il microfono e parlare senza prepararmi i miei canonici testi, perché io di solito quando faccio i podcast mi scrivo tutto, persino i respiri che devo prendere, il modo in cui parlo, le musiche, i suoni, e poi ripuliscono l'audio,cerco di ripulirlo al meglio delle mie capacità tecniche, che sono molto limitate. Comunque il 4 gennaio, una fredda mattina d'inverno, Cagliari in zona rossa, lockdown, non si poteva uscire, non si poteva fare niente, iniziai questa avventura. Ho riascoltato la puntata numero uno del 4 gennaio e mi sono resa conto che anche mentre registrava non avevo ancora nemmeno deciso come chiamare questo podcast, e pensavo addirittura di farlo di cinque minuti. Ma ci pensate? Già impiego una vita a fare questi tre minuti, cinque minuti avrà impiegato tutta la giornata, vi spiego perché. È vero che accendo il microfono e parlo per tre minuti senza senza testo, quindi a registrare questi tre minuti impiego esattamente tre minuti. Quello che non sapete è che dietro le quinte impiego moltissimo tempo però a elaborare questi miei tre minuti, perché va be', li pubblico su Spreaker, e anche questo non è che impieghi tanto, poi però mi è venuto in mente di fare la trascrizione del testo, così che il testo abbia più visibilità, ma anche così che le persone possano leggersi il testo, la trascrizione dura un pochino di tempo, il testo trascritto poi lo traduco in inglese perchè pensavo di far godere dei miei tre minuti grezzi anche gli amici che ho in giro per il mondo e che non parlano l'italiano e che a volte mi dicono, Cristina ma io il tuo podcast giornaliero lo vorrei tanto ascoltare, ma io non parlo l'italiano, come faccio?  Ecco, la traduzione non dura tantissimo, quello che dura abbastanza sono tutti i passaggi che devo fare per trasformare poi una traduzione di un testo in Word in una sottotitolatura. Quindi, mi devo creare una specie di video, e su questo video mettere la mia voce, sotto la voce, in corrispondenza delle parole, devo mettere le frasi scritte in inglese. Quindi se per registrare i miei tre minuti impiego esattamente tre minuti, per caricare una puntata del mio podcast in italiano e in inglese con i sottotitoli impiego quasi due ore, quasi due ore al giorno, che se ci penso mi viene da piangere, ma come sono arrivata a tanto? Eppure lo faccio volentieri. Perché mi arrivano sempre nuovi messaggi da persone che non conoscevo e che hanno iniziato ad ascoltarmi in diverse lingue. Niente, mi rendono felice. Buona duecentesima puntata!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>200 days ago on January 4th 2021 I started this adventure of my three uncut minutes. Adventure started because I wanted to test myself, I wanted to see if I could turn on the microphone and speak without preparing my canonical texts, because I usually write everything when I do podcasts, even the breaths I take, the way I speak, the music, the sounds, and then I clean up the audio, I try to clean it up to the best of my technical skills, which are very limited. However, on January 4th, a cold winter morning, Cagliari in the red zone, lockdown, you couldn't go out, you couldn't do anything, I started this adventure. I listened again to episode number one on Jan 4th and I realised that even while recording, I still hadn't even decided what to call this podcast, and I was even thinking about doing it for five minutes. Can you believe it? It already takes me a lifetime to do these three minutes, five minutes will have taken the whole day, I'll explain why. It is true that I turn on the microphone and speak for three minutes without text, so it takes me exactly three minutes to record those three minutes. What you don't know is that behind the scenes I take a lot of time to process these three minutes of mine, because okay, I publish them on Spreaker, and even this doesn't take long, but then I had the idea of doing the transcription of the text, so that the text has more visibility, but also so that people can read the text, the transcription takes a little time, the transcribed text then I translate it into English because I thought I would also want my three raw minutes to be enjoyed by the friends that I have around the world who do not speak Italian and who sometimes tell me, Cristina I would like to listen to your daily podcast, but I don't speak Italian, how can I? Here, the translation doesn’t take too long, what takes long are all the steps I have to do to then transform the translation of a text in Word into a subtitling. So, I have to create a kind of video, and on the video put my voice, in correspondence with the words, I have to put the sentences written in English. So if to record my three minutes takes me exactly three minutes, to upload an episode of my podcast in Italian and English with subtitles it takes me almost two hours, almost two hours a day, which if I think about it I feel like crying, but how have I come this far? Yet I do it willingly. Because I always get new messages from people I didn't know and who have started listening to me in different languages. Nothing, they make me happy. Happy 200th episode!]]>
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      <pubDate>Thu, 22 Jul 2021 10:25:00 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 199 Persa</title>
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        <![CDATA[Portatemi in una strada che conosco molto bene ma fatemici arrivare da un lato diverso dal solito, insomma, fatemi girate a 180 gradi e io perdo completamente l'orientamento, soprattutto se si tratta di imboccare l'uscita di una rotonda mentre guido. Ieri pomeriggio mi sono nuovamente persa in una strada cittadina già percorsa decine di volte in passato. Mi sono arresa anni fa e ormai non me la prendo nemmeno più (tanto), lo so e lo accetto come un dato di fatto: non riesco a orientarmi.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (ENGLISH TRANSLATION  below)<br>Ieri è successo di nuovo. Era da un bel po' di tempo che non mi succedeva a questi livelli enormi, giganteschi. Ieri mi sono di nuovo persa, mi sono di nuovo persa mentre guidava una strada che ho fatto tantissime volte. Ieri pomeriggio andavo a prendere mia mamma che aveva fatto una visita in un posto dove io l'ho accompagnata molte volte a fare le visite però ogni volta che la accompagnava andavo prima a prenderla a casa sua e poi da casa sua andavo lì. Questa volta lei è andata con altri mezzi e io sono solo andata a prenderla, erano circa le due un quarto di pomeriggio, però naturalmente anziché partire da casa sua sono partita da casa mia. E cosa è successo? Che quando mi sono sono arrivata a una infamissima rotonda provenendo da un'altra entrata, quindi ero abituata a fare la rotonda venendo da casa di mamma e sapevo esattamente l'uscita che dovevo prendere, e anche se quella quella strada l'ho fatta, boh, una quarantina di volte quindi la dovrei conoscere molto bene, quando mi sono trovata in mezzo alla rotonda proveniente da un'altra direzione, sono entrata nel panico, nel senso che sono diventata molto insicura della strada da prendere e quello che mi tormenta, ho molta paura delle rotonde perché non è tempo di pensare non è che ti possa fermare un attimo e dire OK, quale strada? Devi prendere una strada, perché non ti puoi fermare in mezzo alla rotonda. Naturalmente ho preso la strada sbagliata, me ne sono accorta per cui sono rientrata nella rotonda e ho preso un'altra strada che però era ancora più sbagliata, perché mentre la prima strada sbagliata mi ha permesso comunque di fare un'inversione e di rimettermi nella rotonda, la seconda strada sbagliata mi ha messo su una strada ad alto scorrimento, in Sardegna non abbiamo autostrade e abbiamo un corrispettivo di autostrada dove non puoi fare inversione di marcia e dove per un bel po' di chilometri non c'era la possibilità di fare inversione di marcia, ma non c'erano nemmeno svincoli, non potevo andare da nessuna parte. Alla fine finalmente sono riuscita a girare, a fare una svolta a destra, mi sono fermata appena c'è stata una piazzola vicino a un centro commerciale e lì ho chiamato il mio salvatore a casa, che da casa l'ho svegliato dal suo sonno pomeridiano, col telefonino acceso in vivavoce lui da lì mi ha guidato finché non sono poi riuscita a raggiungere la meta della mia gita. A quel punto ho completamente sudata perché dovevo andare coi finestrini chiusi non volevo aprire condizionata perché faceva rumore. Vabbè me la sono cavata.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>It happened again yesterday. It hadn't happened to me at these enormous, gigantic levels for quite some time. Yesterday I got lost again, I got lost again while driving a road that I have done so many times. Yesterday afternoon I went to pick up my mom who had to go to a place where I accompanied her many times, but every time I accompanied her I first went to pick her up at her house and then from her house we drove there. This time she went there by other means and I just went to pick her up, it was about 2:15pm but of course, instead of leaving from her house, I left from my house. And what happened? That when I arrived at a very infamous roundabout coming from another entrance, so I was used to entering the roundabout coming from my mother's house and knowing exactly the exit I had to take, well, even if I had already gone that road about forty times so I should have known it very well, when I found myself in the middle of the roundabout coming from another direction, I panicked, in the sense that I became very unsure of the road to take and what torments me, I am very afraid of roundabouts because there is no time to think, it’s not that I can stop for a moment and say OK, which road? You have to take an exit, because you cannot stop in the middle of the roundabout. Of course, I took the wrong exit, I realised it so I went back into the roundabout and took another exit that was even worse, because while the first wrong exit still allowed me to make a U-turn and get back to the roundabout, the second wrong exit put me on a high-flow road, in Sardinia we have no highways but we have motorways where you cannot change direction and where for quite a few kilometers there was no possibility to make a U-turn, and there was no way of turning, I couldn't go anywhere. In the end I finally managed to turn, to make a right turn, I stopped as soon as there was a rest area near a shopping center and there I called my saviour at home, and from home, I woke him from his afternoon nap, and with my mobile on  speakerphone, he guided me from there until I was able to reach the destination of my trip. At that point I was covered in sweat because I had to go with the windows closed and I did not want to open the air conditioning because of the noise. Oh well I got away with it.]]>
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        <![CDATA[Portatemi in una strada che conosco molto bene ma fatemici arrivare da un lato diverso dal solito, insomma, fatemi girate a 180 gradi e io perdo completamente l'orientamento, soprattutto se si tratta di imboccare l'uscita di una rotonda mentre guido. Ieri pomeriggio mi sono nuovamente persa in una strada cittadina già percorsa decine di volte in passato. Mi sono arresa anni fa e ormai non me la prendo nemmeno più (tanto), lo so e lo accetto come un dato di fatto: non riesco a orientarmi.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (ENGLISH TRANSLATION  below)<br>Ieri è successo di nuovo. Era da un bel po' di tempo che non mi succedeva a questi livelli enormi, giganteschi. Ieri mi sono di nuovo persa, mi sono di nuovo persa mentre guidava una strada che ho fatto tantissime volte. Ieri pomeriggio andavo a prendere mia mamma che aveva fatto una visita in un posto dove io l'ho accompagnata molte volte a fare le visite però ogni volta che la accompagnava andavo prima a prenderla a casa sua e poi da casa sua andavo lì. Questa volta lei è andata con altri mezzi e io sono solo andata a prenderla, erano circa le due un quarto di pomeriggio, però naturalmente anziché partire da casa sua sono partita da casa mia. E cosa è successo? Che quando mi sono sono arrivata a una infamissima rotonda provenendo da un'altra entrata, quindi ero abituata a fare la rotonda venendo da casa di mamma e sapevo esattamente l'uscita che dovevo prendere, e anche se quella quella strada l'ho fatta, boh, una quarantina di volte quindi la dovrei conoscere molto bene, quando mi sono trovata in mezzo alla rotonda proveniente da un'altra direzione, sono entrata nel panico, nel senso che sono diventata molto insicura della strada da prendere e quello che mi tormenta, ho molta paura delle rotonde perché non è tempo di pensare non è che ti possa fermare un attimo e dire OK, quale strada? Devi prendere una strada, perché non ti puoi fermare in mezzo alla rotonda. Naturalmente ho preso la strada sbagliata, me ne sono accorta per cui sono rientrata nella rotonda e ho preso un'altra strada che però era ancora più sbagliata, perché mentre la prima strada sbagliata mi ha permesso comunque di fare un'inversione e di rimettermi nella rotonda, la seconda strada sbagliata mi ha messo su una strada ad alto scorrimento, in Sardegna non abbiamo autostrade e abbiamo un corrispettivo di autostrada dove non puoi fare inversione di marcia e dove per un bel po' di chilometri non c'era la possibilità di fare inversione di marcia, ma non c'erano nemmeno svincoli, non potevo andare da nessuna parte. Alla fine finalmente sono riuscita a girare, a fare una svolta a destra, mi sono fermata appena c'è stata una piazzola vicino a un centro commerciale e lì ho chiamato il mio salvatore a casa, che da casa l'ho svegliato dal suo sonno pomeridiano, col telefonino acceso in vivavoce lui da lì mi ha guidato finché non sono poi riuscita a raggiungere la meta della mia gita. A quel punto ho completamente sudata perché dovevo andare coi finestrini chiusi non volevo aprire condizionata perché faceva rumore. Vabbè me la sono cavata.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>It happened again yesterday. It hadn't happened to me at these enormous, gigantic levels for quite some time. Yesterday I got lost again, I got lost again while driving a road that I have done so many times. Yesterday afternoon I went to pick up my mom who had to go to a place where I accompanied her many times, but every time I accompanied her I first went to pick her up at her house and then from her house we drove there. This time she went there by other means and I just went to pick her up, it was about 2:15pm but of course, instead of leaving from her house, I left from my house. And what happened? That when I arrived at a very infamous roundabout coming from another entrance, so I was used to entering the roundabout coming from my mother's house and knowing exactly the exit I had to take, well, even if I had already gone that road about forty times so I should have known it very well, when I found myself in the middle of the roundabout coming from another direction, I panicked, in the sense that I became very unsure of the road to take and what torments me, I am very afraid of roundabouts because there is no time to think, it’s not that I can stop for a moment and say OK, which road? You have to take an exit, because you cannot stop in the middle of the roundabout. Of course, I took the wrong exit, I realised it so I went back into the roundabout and took another exit that was even worse, because while the first wrong exit still allowed me to make a U-turn and get back to the roundabout, the second wrong exit put me on a high-flow road, in Sardinia we have no highways but we have motorways where you cannot change direction and where for quite a few kilometers there was no possibility to make a U-turn, and there was no way of turning, I couldn't go anywhere. In the end I finally managed to turn, to make a right turn, I stopped as soon as there was a rest area near a shopping center and there I called my saviour at home, and from home, I woke him from his afternoon nap, and with my mobile on  speakerphone, he guided me from there until I was able to reach the destination of my trip. At that point I was covered in sweat because I had to go with the windows closed and I did not want to open the air conditioning because of the noise. 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      <pubDate>Wed, 21 Jul 2021 06:48:55 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi EP. 198 Heidi</title>
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        <![CDATA[Da bambina quando guardavo i cartoni animati di Heidi facevo il fito per lei, e la signorina Rottermeier per la mia generazione era sinonimo di cattiveria. Ebbene, a riguardarlo oggi, Heidi è una bambina egoista che non rispetta il lavoro altrui e la signorina Rottermeier mi sembra l'unica ad avere la testa sulle spalle. <br><br>LINK<br>L'episodio di Heidi con in gattini<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=9B2nn9hvkLI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=9B2nn9hvkLI</a><br><br>L'episodio con Fiocco di neve<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=JvpZ8wI4bcI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=JvpZ8wI4bcI</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br><br>Quando ero piccola tra i tanti cartoni animati che guardavo all'ora di pranzo quando tornavo da scuola c'era Heidi. Heidi che era un anime giapponese, quindi la Heidi che conosco io non è quella del libro ma quella bambina disegnata come un anime con gli occhioni grandi, grandi capelli neri corti che abita sulle montagne eccetera. Quando ero bambina Heidi era per me l'eroina, era quella che faceva le cose fatte bene, quindi mi immedesima nelle sue campagne, nelle sue azioni, stavo per dire campagne perché a volte erano delle vere e proprie campagne di guerra, come quella intrapresa contro la signorina Rottermeier. Per la mia generazione la signorina Rottermeier era simbolo di cattiveria e crudeltà, ma la ricordavo veramente come una persona orribile. Bene, io ho rivisto i cartoni animati di Heidi con mio figlio, quando mio figlio era piccolo, adesso ha 18 anni quindi parlo di un bel po' di anni fa, e mi sono resa conto che le mie simpatie sono assolutamente cambiate e che quelle che da bambina pensavo fossero delle cose giuste fatte da Heidi, da grande mi facevano ribollire il sangue nelle vene perchè 'sta povera signorina Rottermeieraier era una che lì ci lavorava e diciamo che era l'unica sana in quella casa, in quella famiglia, l'unica che veramente facesse le cose fatte bene. Vi faccio solo un esempio: quando la signorina Rottermeier dice, Heidi ecco questa è la tua stanzetta mi raccomando non portarmi animali a casa, e ci sono una serie di motivi per cui non è che si possono portare gli animali così in una casa, perché quando siano gli animali in una casa bisogna pure starci dietro, e che ti fa Heidi? Va per strada, trova una cucciolata di gatti, tipo una decina di gatti, li mette in una scatola e se li porta tutti a casa, ma una cosa incredibile cioè, schiaffoni! Chaff, chaff! Altro esempio: c'è la fattoria vicina a quella di suo nonno che ha una capretta, Fiocco di Neve, e questa gente qua è, sono contadini, ci vivono con gli animali, e quindi allevano gli animali per venderli al mercato. No, Heidi si mette in testa che la capretta bisogna salvarla e porta via il mezzo di sostentamento, cioè la capretta, alla famiglia la ruba perché così non la mettano in vendita. Insomma uno zoo permanente. Ecco questi sono solo alcuni degli esempi di comportamenti di Heidi che da bambina mi sembravano non solo plausibili ma auspicabili, e che oggi veramente mi fanno arrabbiare, mi fanno dire oh! Heidi datti una mossa! Non è così che ci si comporta nel mondo! Voglio essere rispettata però rispetta anche gli altri, e soprattutto rispetta il lavoro degli altri. Sono diventata la signorina Rottermeier!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>When I was little, among the many cartoons that I watched at lunchtime when I returned from school there was Heidi. Heidi who was a Japanese anime, so the Heidi I know is not the one from the book but that little girl drawn as an anime with big big eyes, big short black hair who lives in the mountains and so on. who lives in the mountains and so on. When I was a child I saw Heidi as the heroine, she was the one who did things well, so I identified with her campaigns, her actions, I was almost saying 'campaigns' because sometimes they were real war campaigns, like the one undertaken against Miss Rottermeier. For my generation Miss Rottermeier was a symbol of wickedness and cruelty, I truly remembered her as a horrible person. Well, I watched again Heidi with my son, when my son was little, now he's 18 so I'm talking about quite a few years ago, and I realized that my sympathies have absolutely changed and that things that as a child I thought Heidi was well in her right to do, as an adult they made my blood boil because this poor Miss Rottermeier was one who worked there and let's say she was the only healthy one in that house, in that family, the only person who was really doing the right thing. I'll just give you an example: when Miss Rottermeier says, Heidi, this is your little room, please don't bring pets to the house, and there are a number of reasons why you can't bring pets like that into a house, because when there are animals in a house you have to take care of them, and guess what does Heidi do? She goes on the street, she finds a litter of cats, like a dozen, puts them in a box and takes them all home. What an incredible thing to do! I could slap her! Chaff, chaff! Another example: there is the farm next to that of her grandfather who has a baby goat, Snow Flake, and these people here, they are farmers, they live there with the animals, and therefore they raise the animals to sell them at the market. No, Heidi gets it into her head that the goat needs to be rescued and she takes away their means of support, that is, the goat, steals it from the family so they won't put it up for sale. In short, an ongoing circus! Here are just some of the examples of Heidi's behaviors that as a child seemed not only plausible but desirable, and that today really make me angry, make me say oh! Heidi control yourself! That's not how the way to behave in the world! You want to be respected but also respect others, and above all respect the work of others. I turned into Miss Rottermeier!]]>
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        <![CDATA[Da bambina quando guardavo i cartoni animati di Heidi facevo il fito per lei, e la signorina Rottermeier per la mia generazione era sinonimo di cattiveria. Ebbene, a riguardarlo oggi, Heidi è una bambina egoista che non rispetta il lavoro altrui e la signorina Rottermeier mi sembra l'unica ad avere la testa sulle spalle. <br><br>LINK<br>L'episodio di Heidi con in gattini<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=9B2nn9hvkLI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=9B2nn9hvkLI</a><br><br>L'episodio con Fiocco di neve<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=JvpZ8wI4bcI" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=JvpZ8wI4bcI</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br><br>Quando ero piccola tra i tanti cartoni animati che guardavo all'ora di pranzo quando tornavo da scuola c'era Heidi. Heidi che era un anime giapponese, quindi la Heidi che conosco io non è quella del libro ma quella bambina disegnata come un anime con gli occhioni grandi, grandi capelli neri corti che abita sulle montagne eccetera. Quando ero bambina Heidi era per me l'eroina, era quella che faceva le cose fatte bene, quindi mi immedesima nelle sue campagne, nelle sue azioni, stavo per dire campagne perché a volte erano delle vere e proprie campagne di guerra, come quella intrapresa contro la signorina Rottermeier. Per la mia generazione la signorina Rottermeier era simbolo di cattiveria e crudeltà, ma la ricordavo veramente come una persona orribile. Bene, io ho rivisto i cartoni animati di Heidi con mio figlio, quando mio figlio era piccolo, adesso ha 18 anni quindi parlo di un bel po' di anni fa, e mi sono resa conto che le mie simpatie sono assolutamente cambiate e che quelle che da bambina pensavo fossero delle cose giuste fatte da Heidi, da grande mi facevano ribollire il sangue nelle vene perchè 'sta povera signorina Rottermeieraier era una che lì ci lavorava e diciamo che era l'unica sana in quella casa, in quella famiglia, l'unica che veramente facesse le cose fatte bene. Vi faccio solo un esempio: quando la signorina Rottermeier dice, Heidi ecco questa è la tua stanzetta mi raccomando non portarmi animali a casa, e ci sono una serie di motivi per cui non è che si possono portare gli animali così in una casa, perché quando siano gli animali in una casa bisogna pure starci dietro, e che ti fa Heidi? Va per strada, trova una cucciolata di gatti, tipo una decina di gatti, li mette in una scatola e se li porta tutti a casa, ma una cosa incredibile cioè, schiaffoni! Chaff, chaff! Altro esempio: c'è la fattoria vicina a quella di suo nonno che ha una capretta, Fiocco di Neve, e questa gente qua è, sono contadini, ci vivono con gli animali, e quindi allevano gli animali per venderli al mercato. No, Heidi si mette in testa che la capretta bisogna salvarla e porta via il mezzo di sostentamento, cioè la capretta, alla famiglia la ruba perché così non la mettano in vendita. Insomma uno zoo permanente. Ecco questi sono solo alcuni degli esempi di comportamenti di Heidi che da bambina mi sembravano non solo plausibili ma auspicabili, e che oggi veramente mi fanno arrabbiare, mi fanno dire oh! Heidi datti una mossa! Non è così che ci si comporta nel mondo! Voglio essere rispettata però rispetta anche gli altri, e soprattutto rispetta il lavoro degli altri. Sono diventata la signorina Rottermeier!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>When I was little, among the many cartoons that I watched at lunchtime when I returned from school there was Heidi. Heidi who was a Japanese anime, so the Heidi I know is not the one from the book but that little girl drawn as an anime with big big eyes, big short black hair who lives in the mountains and so on. who lives in the mountains and so on. When I was a child I saw Heidi as the heroine, she was the one who did things well, so I identified with her campaigns, her actions, I was almost saying 'campaigns' because sometimes they were real war campaigns, like the one undertaken against Miss Rottermeier. For my generation Miss Rottermeier was a symbol of wickedness and cruelty, I truly remembered her as a horrible person. Well, I watched again Heidi with my son, when my son was little, now he's 18 so I'm talking about quite a few years ago, and I realized that my sympathies have absolutely changed and that things that as a child I thought Heidi was well in her right to do, as an adult they made my blood boil because this poor Miss Rottermeier was one who worked there and let's say she was the only healthy one in that house, in that family, the only person who was really doing the right thing. I'll just give you an example: when Miss Rottermeier says, Heidi, this is your little room, please don't bring pets to the house, and there are a number of reasons why you can't bring pets like that into a house, because when there are animals in a house you have to take care of them, and guess what does Heidi do? She goes on the street, she finds a litter of cats, like a dozen, puts them in a box and takes them all home. What an incredible thing to do! I could slap her! Chaff, chaff! Another example: there is the farm next to that of her grandfather who has a baby goat, Snow Flake, and these people here, they are farmers, they live there with the animals, and therefore they raise the animals to sell them at the market. No, Heidi gets it into her head that the goat needs to be rescued and she takes away their means of support, that is, the goat, steals it from the family so they won't put it up for sale. In short, an ongoing circus! Here are just some of the examples of Heidi's behaviors that as a child seemed not only plausible but desirable, and that today really make me angry, make me say oh! Heidi control yourself! That's not how the way to behave in the world! You want to be respected but also respect others, and above all respect the work of others. I turned into Miss Rottermeier!]]>
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      <pubDate>Tue, 20 Jul 2021 06:47:18 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:author>M. Cristina Marras</itunes:author>
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      <itunes:summary>Da bambina quando guardavo i cartoni animati di Heidi facevo il fito per lei, e la signorina Rottermeier per la mia generazione era sinonimo di cattiveria. Ebbene, a riguardarlo oggi, Heidi è una bambina egoista che non rispetta il lavoro altrui e la signorina Rottermeier mi sembra l'unica ad avere la testa sulle spalle. LINKL'episodio di Heidi con in gattinihttps://www.youtube.com/watch?v=9B2nn9hvkLIL'episodio con Fiocco di nevehttps://www.youtube.com/watch?v=JvpZ8wI4bcITRASCRIZIONE TESTO (English translation below)Quando ero piccola tra i tanti cartoni animati che guardavo all'ora di pranzo quando tornavo da scuola c'era Heidi. Heidi che era un anime giapponese, quindi la Heidi che conosco io non è quella del libro ma quella bambina disegnata come un anime con gli occhioni grandi, grandi capelli neri corti che abita sulle montagne eccetera. Quando ero bambina Heidi era per me l'eroina, era quella che faceva le cose fatte bene, quindi mi immedesima nelle sue campagne, nelle sue azioni, stavo per dire campagne perché a volte erano delle vere e proprie campagne di guerra, come quella intrapresa contro la signorina Rottermeier. Per la mia generazione la signorina Rottermeier era simbolo di cattiveria e crudeltà, ma la ricordavo veramente come una persona orribile. Bene, io ho rivisto i cartoni animati di Heidi con mio figlio, quando mio figlio era piccolo, adesso ha 18 anni quindi parlo di un bel po' di anni fa, e mi sono resa conto che le mie simpatie sono assolutamente cambiate e che quelle che da bambina pensavo fossero delle cose giuste fatte da Heidi, da grande mi facevano ribollire il sangue nelle vene perchè 'sta povera signorina Rottermeieraier era una che lì ci lavorava e diciamo che era l'unica sana in quella casa, in quella famiglia, l'unica che veramente facesse le cose fatte bene. Vi faccio solo un esempio: quando la signorina Rottermeier dice, Heidi ecco questa è la tua stanzetta mi raccomando non portarmi animali a casa, e ci sono una serie di motivi per cui non è che si possono portare gli animali così in una casa, perché quando siano gli animali in una casa bisogna pure starci dietro, e che ti fa Heidi? Va per strada, trova una cucciolata di gatti, tipo una decina di gatti, li mette in una scatola e se li porta tutti a casa, ma una cosa incredibile cioè, schiaffoni! Chaff, chaff! Altro esempio: c'è la fattoria vicina a quella di suo nonno che ha una capretta, Fiocco di Neve, e questa gente qua è, sono contadini, ci vivono con gli animali, e quindi allevano gli animali per venderli al mercato. No, Heidi si mette in testa che la capretta bisogna salvarla e porta via il mezzo di sostentamento, cioè la capretta, alla famiglia la ruba perché così non la mettano in vendita. Insomma uno zoo permanente. Ecco questi sono solo alcuni degli esempi di comportamenti di Heidi che da bambina mi sembravano non solo plausibili ma auspicabili, e che oggi veramente mi fanno arrabbiare, mi fanno dire oh! Heidi datti una mossa! Non è così che ci si comporta nel mondo! Voglio essere rispettata però rispetta anche gli altri, e soprattutto rispetta il lavoro degli altri. Sono diventata la signorina Rottermeier!ENGLISH TRANSLATIONWhen I was little, among the many cartoons that I watched at lunchtime when I returned from school there was Heidi. Heidi who was a Japanese anime, so the Heidi I know is not the one from the book but that little girl drawn as an anime with big big eyes, big short black hair who lives in the mountains and so on. who lives in the mountains and so on. When I was a child I saw Heidi as the heroine, she was the one who did things well, so I identified with her campaigns, her actions, I was almost saying 'campaigns' because sometimes they were real war campaigns, like the one undertaken...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Da bambina quando guardavo i cartoni animati di Heidi facevo il fito per lei, e la signorina Rottermeier per la mia generazione era sinonimo di cattiveria. Ebbene, a riguardarlo oggi, Heidi è una bambina egoista che non rispetta il lavoro altrui e la sign</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 197 Neurodiritti</title>
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        <![CDATA[Per la prima volta ci si pone il problema dell'impatto di una tecnologia prima della sua diffusione. Facciamo attenzione, perché la lotta per la protezione dei neurodiritti iniziata in Cile riguarda tutti noi, molto da vicino. <br><br>LINK<br>"Il Cile vuole regolamentare tecnologie che non esistono ancora" pubblicato su Wired<br><a href="https://www.wired.it/internet/regole/2021/07/17/cile-regolamentazione-neurodiritti-privacy-mentale" rel="noopener">https://www.wired.it/internet/regole/2021/07/17/cile-regolamentazione-neurodiritti-privacy-mentale</a><br><br>"We need to regulate mind-reading tech before it exists" pubblicato su Rest of World<br><a href="https://restofworld.org/2021/chile-neuro-rights/" rel="noopener">https://restofworld.org/2021/chile-neuro-rights/</a><br><br>Rafael Yuste, professore di Scienze Biologiche alla Columbia University, chiede alle Nazioni Unite una regolamentazioen dei neurodiritti alla pari dei diritti della persona<br><a href="https://www.cirsd.org/en/horizons/horizons-winter-2021-issue-no-18/its-time-for-neuro--rights?__cf_chl_jschl_tk__=pmd_8bbede9b8b45ae8cfb06da69423a11958e4995e6-1626683940-0-gqNtZGzNAiKjcnBszQX6" rel="noopener">https://www.cirsd.org/en/horizons/horizons-winter-2021-issue-no-18/its-time-for-neuro--rights?__cf_chl_jschl_tk__=pmd_8bbede9b8b45ae8cfb06da69423a11958e4995e6-1626683940-0-gqNtZGzNAiKjcnBszQX6</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation will follow soon, below)<br>La tecnologia va più veloce della legislazione. È una vita che ce lo sentiamo ripetere. Cosa significa? Significa che da qui che le persone che fanno le leggi si rendono conto che esiste una nuova tecnologia che potrebbe avere un impatto sulla vita delle persone, c'è sempre uno scarto. L'ultimo esempio che mi viene in mente sono i monopattino elettrici che ormai sono in tante città italiane, però ancora non c'è una legislazione uniforme in tutta l'Italia che decida come questi possano essere utilizzati, chi li può utilizzare, quali sono i margini di responsabilità delle persone che li usano eccetera. Ecco ora vi do un'ottima notizia perchè per la prima volta ho letto di un posto, di una nazione dove ci si pone il problema di una tecnologia ancora prima che questa tecnologia sia diffusa sul territorio. Sto parlando del Cile, dove in questi giorni si discute della nuova costituzione che dovrebbe sostituire quella degli anni '80 che era stata emanata durante la dittatura di Pinochet e il nuovo governo del Cile è abbastanza orientato a sinistra, e comunque non è di questo che voglio parlare, voglio parlare del fatto che tra gli articoli della costituzione vogliono averne anche uno che protegga l'integrità mentale, ovvero proteggere i neuro diritti dei cittadini. Cosa significa? Significa che vogliono regolamentare quelle tecnologie ancora in fase di sviluppo, quindi ancora non diffuse, che aumenterebbero o diminuirebbe o potrebbero disturbare l'integrità mentale delle persone senza il loro consenso. Non si tratta di science fiction, già esistono strumenti del genere che vengono ad esempio utilizzati per lenire gli effetti del Parkinson. E però non tutte le applicazioni sono così altruiste, infatti esistono già quelli che vanno chiamati gli 'smart caps', specie di cappellini intelligenti che servono a monitorare il movimento delle onde cerebrali e quindi a misurare la fatica, ufficialmente utilizzati per, possono essere utilizzati per prevenire gli infortuni sul lavoro, però se ci pensiamo potrebbero anche essere utilizzati per controllare il ritmo con cui le persone lavorano, e quindi eventualmente anche per agire sulla produttività: tu non stai producendo abbastanza, quindi ti do meno soldi. Quindi, dicevo che ci fa ben sperare il fatto che una nazione, il Cile, si ponga i problemi prima che questi si presentino. Poi un'ultima cosa: è stato chiesto alle Nazioni Unite di creare una commissione internazionale di esperti che lavori proprio sui neuro diritti per creare un trattato internazionale. Buone notizie.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Technology goes faster than legislation. We hear it repeated over and over again. What does it mean? It means that between lawmakers realising that there is a new technology that could have an impact on people's lives, there is always a gap. The last example that comes to mind are the electric scooters that are now in many Italian cities, but there is still no uniform legislation throughout Italy stating how these can be used, who can use them, what are the margins of responsibility of the people who use them etc. Here now I give you excellent news because for the first time I have read about a place, a nation where the problem of a technology arises actually before this technology is widespread on the territory. I'm talking about Chile, where in these days they are discussing the new constitution that should replace the one from the 80s, dating back to the Pinochet dictatorship and the new government of Chile is quite left-oriented, well but I am going OT, I want to talk about the fact that among the articles of the constitution they also want to have one that protects mental integrity, that is, protect the neuro-rights of citizens. What does it mean? It means that they want to regulate those technologies that are still under development, therefore not yet widespread, which could increase or decrease or could disturb the mental integrity of people without their consent. This is not science fiction, there are already such tools that are used, for example, to alleviate the effects of Parkinson's. And yet not all applications are so altruistic, in fact there already exist what we can call 'smart caps', kind of intelligent caps that are used to monitor the movement of brain waves and therefore to measure fatigue, officially used for, can be used to prevent work accidents, but if we think about it, they could also be used to control the pace at which people work, and therefore possibly also to act on productivity: you are not producing enough, so I pay you less. So, I said that it gives us hope that a nation, Chile, thinks about problems before they arise. Then one last thing: the United Nations was asked to create an international commission of experts to work precisely on neuro-rights to create an international treaty. Good news.]]>
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        <![CDATA[Per la prima volta ci si pone il problema dell'impatto di una tecnologia prima della sua diffusione. Facciamo attenzione, perché la lotta per la protezione dei neurodiritti iniziata in Cile riguarda tutti noi, molto da vicino. <br><br>LINK<br>"Il Cile vuole regolamentare tecnologie che non esistono ancora" pubblicato su Wired<br><a href="https://www.wired.it/internet/regole/2021/07/17/cile-regolamentazione-neurodiritti-privacy-mentale" rel="noopener">https://www.wired.it/internet/regole/2021/07/17/cile-regolamentazione-neurodiritti-privacy-mentale</a><br><br>"We need to regulate mind-reading tech before it exists" pubblicato su Rest of World<br><a href="https://restofworld.org/2021/chile-neuro-rights/" rel="noopener">https://restofworld.org/2021/chile-neuro-rights/</a><br><br>Rafael Yuste, professore di Scienze Biologiche alla Columbia University, chiede alle Nazioni Unite una regolamentazioen dei neurodiritti alla pari dei diritti della persona<br><a href="https://www.cirsd.org/en/horizons/horizons-winter-2021-issue-no-18/its-time-for-neuro--rights?__cf_chl_jschl_tk__=pmd_8bbede9b8b45ae8cfb06da69423a11958e4995e6-1626683940-0-gqNtZGzNAiKjcnBszQX6" rel="noopener">https://www.cirsd.org/en/horizons/horizons-winter-2021-issue-no-18/its-time-for-neuro--rights?__cf_chl_jschl_tk__=pmd_8bbede9b8b45ae8cfb06da69423a11958e4995e6-1626683940-0-gqNtZGzNAiKjcnBszQX6</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation will follow soon, below)<br>La tecnologia va più veloce della legislazione. È una vita che ce lo sentiamo ripetere. Cosa significa? Significa che da qui che le persone che fanno le leggi si rendono conto che esiste una nuova tecnologia che potrebbe avere un impatto sulla vita delle persone, c'è sempre uno scarto. L'ultimo esempio che mi viene in mente sono i monopattino elettrici che ormai sono in tante città italiane, però ancora non c'è una legislazione uniforme in tutta l'Italia che decida come questi possano essere utilizzati, chi li può utilizzare, quali sono i margini di responsabilità delle persone che li usano eccetera. Ecco ora vi do un'ottima notizia perchè per la prima volta ho letto di un posto, di una nazione dove ci si pone il problema di una tecnologia ancora prima che questa tecnologia sia diffusa sul territorio. Sto parlando del Cile, dove in questi giorni si discute della nuova costituzione che dovrebbe sostituire quella degli anni '80 che era stata emanata durante la dittatura di Pinochet e il nuovo governo del Cile è abbastanza orientato a sinistra, e comunque non è di questo che voglio parlare, voglio parlare del fatto che tra gli articoli della costituzione vogliono averne anche uno che protegga l'integrità mentale, ovvero proteggere i neuro diritti dei cittadini. Cosa significa? Significa che vogliono regolamentare quelle tecnologie ancora in fase di sviluppo, quindi ancora non diffuse, che aumenterebbero o diminuirebbe o potrebbero disturbare l'integrità mentale delle persone senza il loro consenso. Non si tratta di science fiction, già esistono strumenti del genere che vengono ad esempio utilizzati per lenire gli effetti del Parkinson. E però non tutte le applicazioni sono così altruiste, infatti esistono già quelli che vanno chiamati gli 'smart caps', specie di cappellini intelligenti che servono a monitorare il movimento delle onde cerebrali e quindi a misurare la fatica, ufficialmente utilizzati per, possono essere utilizzati per prevenire gli infortuni sul lavoro, però se ci pensiamo potrebbero anche essere utilizzati per controllare il ritmo con cui le persone lavorano, e quindi eventualmente anche per agire sulla produttività: tu non stai producendo abbastanza, quindi ti do meno soldi. Quindi, dicevo che ci fa ben sperare il fatto che una nazione, il Cile, si ponga i problemi prima che questi si presentino. Poi un'ultima cosa: è stato chiesto alle Nazioni Unite di creare una commissione internazionale di esperti che lavori proprio sui neuro diritti per creare un trattato internazionale. Buone notizie.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Technology goes faster than legislation. We hear it repeated over and over again. What does it mean? It means that between lawmakers realising that there is a new technology that could have an impact on people's lives, there is always a gap. The last example that comes to mind are the electric scooters that are now in many Italian cities, but there is still no uniform legislation throughout Italy stating how these can be used, who can use them, what are the margins of responsibility of the people who use them etc. Here now I give you excellent news because for the first time I have read about a place, a nation where the problem of a technology arises actually before this technology is widespread on the territory. I'm talking about Chile, where in these days they are discussing the new constitution that should replace the one from the 80s, dating back to the Pinochet dictatorship and the new government of Chile is quite left-oriented, well but I am going OT, I want to talk about the fact that among the articles of the constitution they also want to have one that protects mental integrity, that is, protect the neuro-rights of citizens. What does it mean? It means that they want to regulate those technologies that are still under development, therefore not yet widespread, which could increase or decrease or could disturb the mental integrity of people without their consent. This is not science fiction, there are already such tools that are used, for example, to alleviate the effects of Parkinson's. And yet not all applications are so altruistic, in fact there already exist what we can call 'smart caps', kind of intelligent caps that are used to monitor the movement of brain waves and therefore to measure fatigue, officially used for, can be used to prevent work accidents, but if we think about it, they could also be used to control the pace at which people work, and therefore possibly also to act on productivity: you are not producing enough, so I pay you less. So, I said that it gives us hope that a nation, Chile, thinks about problems before they arise. Then one last thing: the United Nations was asked to create an international commission of experts to work precisely on neuro-rights to create an international treaty. Good news.]]>
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      <pubDate>Mon, 19 Jul 2021 09:34:22 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 196 Magia?</title>
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        <![CDATA[Mi è appena successa una cosa inspiegabile.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Premetto che io alle regole della fisica ci credo che non credo nelle cose soprannaturali, almeno non ci credo finché non vedrò succedere attorno a me. Eppure ci sono delle cose che accadono e che io non riesco a spiegarmi come ne è appena successa una poco fa. Ho una scatola di cartone comprata da IKEA, divisa per scompartimenti, dove tengo i miei orecchini, le mie cose eccetera, niente di che, non mi piace avere cose preziose, sono più che altro bigiotteria, e all'interno di questi scompartimenti a volte ho anche delle piccole bustine di stoffa, dei piccoli sacchetti dove tengo ad esempio gli orecchini. Ecco, in uno di questi sacchetti di garza trasparente ho visto che c'era un orecchino con una perlina, un orecchino con la perlina a goccia, di quelli molto molto normali. Ho pensato, ah ecco, che bello me lo metto, ce n'è solo uno però so dove l'altro, perchè l'avevo visto qualche giorno fa. Allora, immaginatevi la scena: la scatola di cartone poggiata sul mio letto, io prendo in una mano la bustina di stoffa e con un dito faccio uscire l'orecchino a goccia di perla, questo orecchino a goccia di perla vola e sento un tonfo sordo di orecchino minuscolo che cade chissà dove. Ecco, adesso è da mezz'ora che cerco questo orecchino e non riesco a trovarlo. Intanto ho recuperato il secondo orecchino che ho visto qualche giorno fa, e questo è qui con me sul tavolo. Ho rovesciato completamente la scatola, ho visto le cose uno alla volta perché ho pensato magari ho avuto l'impressione che cadesse sul letto invece è ritornato dentro la scatola, ho tolto le lenzuola dal letto, le ho scosse per vedere se magari cadesse per terra, ho guardato in tutti i posti possibili e immaginabili e questo orecchino non si trova.Devo dire che mi sono successe cose del genere anche nel passato ricordo un po' di anni fa che ero convinta di aver lasciato sempre orecchini da qualche parte, questi orecchini però non riuscì più a trovarli. Ci misi una croce sopra, e poi dopo mesi anzi dopo anni, ritrovai gli orecchini tipo sul tappeto del salotto, cioè in un posto dove è impossibile che fossero rimasti per anni senza che io li avessi visti, o li avessi tirati su con l'aspirapolvere. Eh, io queste cose non riesco mica a spiegarmele, io le accetto così come sono e sono sicura che prima o poi questo orecchino riciccerà. Intanto dico a tutti in casa, occhio se vedete questo orecchino è mio, e vabbé di chi altro dovrebbe essere, loro lo sanno che non è il loro, quindi siamo solo in tre in casa, se non di uno dei gatti è necessariamente mio. Vi farò sapere se troverò questo orecchino.<br><br>ENGLISH TRANSLATION <br>First of all, I believe in the rules of physics and I don't believe in supernatural things, at least  not until I see it happening around me. Yet there are things that happen that I can't explain to myself, and one of these just happened a little while ago. I have a cardboard box, from IKEA, divided into compartments, where I keep my earrings, my things etcetera, nothing special, I don't like having precious things, it’s mostly costume jewelry, and inside these compartments sometimes I also have small fabric bags, small bags where I keep earrings, for example. Here, in one of these transparent gauze bags I saw that there was an earring with a bead, an earring with a teardrop bead, very very normal ones. I thought, ah there you go, how nice, I'm going to wear it, there is only one but I know where is the other one, because I have seen it a few days ago. So, imagine the scene: the cardboard box resting on my bed, I take the fabric bag in one hand and with one finger I pull out the pearl drop earring, this pearl drop earring flies and I hear a dull thud of a tiny earring that falls who knows where. Well, now I've been looking for this earring for half an hour and I can't find it. Meanwhile, I recovered the second earring, the one I saw a few days ago, and this is here with me on the table. I emptied the box, I looked at its content one thing at the time because I thought maybe I had the impression that it fell on the bed instead it went back inside the box, I took the sheets off the bed, I shook them to see if maybe it would fall on the floor, I looked in all possible and imaginable places and this earring is nowhere to be found. I have to say that things like this have happened to me already in the past. I remember a few years ago that I was certain that I left (yet again) some earring in a place, but these earrings however couldn't be found. I gave up completely, and then after months or actually after years, I found the earrings, like on the carpet in the living room, that is, in a place where it is impossible that they had remained for years without me noticing them, or pulling them up with the vacuum cleaner. Eh, I can't explain these things to myself, I accept them as they are and I'm sure that sooner or later this earring will appear again. Meanwhile, I tell everyone in the house, watch out if you see this earring it's mine, and oh well who else should it belong to, they know it's not theirs, and there are only the three of us in the house, if not one of the cats is necessarily mine. I will let you know if I find this earring.]]>
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        <![CDATA[Mi è appena successa una cosa inspiegabile.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Premetto che io alle regole della fisica ci credo che non credo nelle cose soprannaturali, almeno non ci credo finché non vedrò succedere attorno a me. Eppure ci sono delle cose che accadono e che io non riesco a spiegarmi come ne è appena successa una poco fa. Ho una scatola di cartone comprata da IKEA, divisa per scompartimenti, dove tengo i miei orecchini, le mie cose eccetera, niente di che, non mi piace avere cose preziose, sono più che altro bigiotteria, e all'interno di questi scompartimenti a volte ho anche delle piccole bustine di stoffa, dei piccoli sacchetti dove tengo ad esempio gli orecchini. Ecco, in uno di questi sacchetti di garza trasparente ho visto che c'era un orecchino con una perlina, un orecchino con la perlina a goccia, di quelli molto molto normali. Ho pensato, ah ecco, che bello me lo metto, ce n'è solo uno però so dove l'altro, perchè l'avevo visto qualche giorno fa. Allora, immaginatevi la scena: la scatola di cartone poggiata sul mio letto, io prendo in una mano la bustina di stoffa e con un dito faccio uscire l'orecchino a goccia di perla, questo orecchino a goccia di perla vola e sento un tonfo sordo di orecchino minuscolo che cade chissà dove. Ecco, adesso è da mezz'ora che cerco questo orecchino e non riesco a trovarlo. Intanto ho recuperato il secondo orecchino che ho visto qualche giorno fa, e questo è qui con me sul tavolo. Ho rovesciato completamente la scatola, ho visto le cose uno alla volta perché ho pensato magari ho avuto l'impressione che cadesse sul letto invece è ritornato dentro la scatola, ho tolto le lenzuola dal letto, le ho scosse per vedere se magari cadesse per terra, ho guardato in tutti i posti possibili e immaginabili e questo orecchino non si trova.Devo dire che mi sono successe cose del genere anche nel passato ricordo un po' di anni fa che ero convinta di aver lasciato sempre orecchini da qualche parte, questi orecchini però non riuscì più a trovarli. Ci misi una croce sopra, e poi dopo mesi anzi dopo anni, ritrovai gli orecchini tipo sul tappeto del salotto, cioè in un posto dove è impossibile che fossero rimasti per anni senza che io li avessi visti, o li avessi tirati su con l'aspirapolvere. Eh, io queste cose non riesco mica a spiegarmele, io le accetto così come sono e sono sicura che prima o poi questo orecchino riciccerà. Intanto dico a tutti in casa, occhio se vedete questo orecchino è mio, e vabbé di chi altro dovrebbe essere, loro lo sanno che non è il loro, quindi siamo solo in tre in casa, se non di uno dei gatti è necessariamente mio. Vi farò sapere se troverò questo orecchino.<br><br>ENGLISH TRANSLATION <br>First of all, I believe in the rules of physics and I don't believe in supernatural things, at least  not until I see it happening around me. Yet there are things that happen that I can't explain to myself, and one of these just happened a little while ago. I have a cardboard box, from IKEA, divided into compartments, where I keep my earrings, my things etcetera, nothing special, I don't like having precious things, it’s mostly costume jewelry, and inside these compartments sometimes I also have small fabric bags, small bags where I keep earrings, for example. Here, in one of these transparent gauze bags I saw that there was an earring with a bead, an earring with a teardrop bead, very very normal ones. I thought, ah there you go, how nice, I'm going to wear it, there is only one but I know where is the other one, because I have seen it a few days ago. So, imagine the scene: the cardboard box resting on my bed, I take the fabric bag in one hand and with one finger I pull out the pearl drop earring, this pearl drop earring flies and I hear a dull thud of a tiny earring that falls who knows where. Well, now I've been looking for this earring for half an hour and I can't find it. Meanwhile, I recovered the second earring, the one I saw a few days ago, and this is here with me on the table. I emptied the box, I looked at its content one thing at the time because I thought maybe I had the impression that it fell on the bed instead it went back inside the box, I took the sheets off the bed, I shook them to see if maybe it would fall on the floor, I looked in all possible and imaginable places and this earring is nowhere to be found. I have to say that things like this have happened to me already in the past. I remember a few years ago that I was certain that I left (yet again) some earring in a place, but these earrings however couldn't be found. I gave up completely, and then after months or actually after years, I found the earrings, like on the carpet in the living room, that is, in a place where it is impossible that they had remained for years without me noticing them, or pulling them up with the vacuum cleaner. Eh, I can't explain these things to myself, I accept them as they are and I'm sure that sooner or later this earring will appear again. Meanwhile, I tell everyone in the house, watch out if you see this earring it's mine, and oh well who else should it belong to, they know it's not theirs, and there are only the three of us in the house, if not one of the cats is necessarily mine. I will let you know if I find this earring.]]>
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      <pubDate>Sun, 18 Jul 2021 13:14:01 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Mi è appena successa una cosa inspiegabile.TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)Premetto che io alle regole della fisica ci credo che non credo nelle cose soprannaturali, almeno non ci credo finché non vedrò succedere attorno a me. Eppure ci sono delle cose che accadono e che io non riesco a spiegarmi come ne è appena successa una poco fa. Ho una scatola di cartone comprata da IKEA, divisa per scompartimenti, dove tengo i miei orecchini, le mie cose eccetera, niente di che, non mi piace avere cose preziose, sono più che altro bigiotteria, e all'interno di questi scompartimenti a volte ho anche delle piccole bustine di stoffa, dei piccoli sacchetti dove tengo ad esempio gli orecchini. Ecco, in uno di questi sacchetti di garza trasparente ho visto che c'era un orecchino con una perlina, un orecchino con la perlina a goccia, di quelli molto molto normali. Ho pensato, ah ecco, che bello me lo metto, ce n'è solo uno però so dove l'altro, perchè l'avevo visto qualche giorno fa. Allora, immaginatevi la scena: la scatola di cartone poggiata sul mio letto, io prendo in una mano la bustina di stoffa e con un dito faccio uscire l'orecchino a goccia di perla, questo orecchino a goccia di perla vola e sento un tonfo sordo di orecchino minuscolo che cade chissà dove. Ecco, adesso è da mezz'ora che cerco questo orecchino e non riesco a trovarlo. Intanto ho recuperato il secondo orecchino che ho visto qualche giorno fa, e questo è qui con me sul tavolo. Ho rovesciato completamente la scatola, ho visto le cose uno alla volta perché ho pensato magari ho avuto l'impressione che cadesse sul letto invece è ritornato dentro la scatola, ho tolto le lenzuola dal letto, le ho scosse per vedere se magari cadesse per terra, ho guardato in tutti i posti possibili e immaginabili e questo orecchino non si trova.Devo dire che mi sono successe cose del genere anche nel passato ricordo un po' di anni fa che ero convinta di aver lasciato sempre orecchini da qualche parte, questi orecchini però non riuscì più a trovarli. Ci misi una croce sopra, e poi dopo mesi anzi dopo anni, ritrovai gli orecchini tipo sul tappeto del salotto, cioè in un posto dove è impossibile che fossero rimasti per anni senza che io li avessi visti, o li avessi tirati su con l'aspirapolvere. Eh, io queste cose non riesco mica a spiegarmele, io le accetto così come sono e sono sicura che prima o poi questo orecchino riciccerà. Intanto dico a tutti in casa, occhio se vedete questo orecchino è mio, e vabbé di chi altro dovrebbe essere, loro lo sanno che non è il loro, quindi siamo solo in tre in casa, se non di uno dei gatti è necessariamente mio. Vi farò sapere se troverò questo orecchino.ENGLISH TRANSLATION First of all, I believe in the rules of physics and I don't believe in supernatural things, at least  not until I see it happening around me. Yet there are things that happen that I can't explain to myself, and one of these just happened a little while ago. I have a cardboard box, from IKEA, divided into compartments, where I keep my earrings, my things etcetera, nothing special, I don't like having precious things, it’s mostly costume jewelry, and inside these compartments sometimes I also have small fabric bags, small bags where I keep earrings, for example. Here, in one of these transparent gauze bags I saw that there was an earring with a bead, an earring with a teardrop bead, very very normal ones. I thought, ah there you go, how nice, I'm going to wear it, there is only one but I know where is the other one, because I have seen it a few days ago. So, imagine the scene: the cardboard box resting on my bed, I take the fabric bag in one hand and with one finger I pull out the pearl drop earring, this pearl drop earring flies and I hear a dull thud of a tiny earring that falls who knows where. Well, now I've been looking for this earring for half an hour and I can't find it. Meanwhile, I recovered the second earring, the one I saw a few...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Mi è appena successa una cosa inspiegabile.TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)Premetto che io alle regole della fisica ci credo che non credo nelle cose soprannaturali, almeno non ci credo finché non vedrò succedere attorno a me. Eppure ci sono</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 195 All'anima della roccia!</title>
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        <![CDATA[E se anche le rocce avessero un'anima? D'altra parte non riusciamo a capire dove risieda l'anima nemmeno negli esseri umani.<br><br>LINK<br><a href="http://blog.practicalethics.ox.ac.uk/2021/07/what-if-stones-have-souls/" rel="noopener">http://blog.practicalethics.ox.ac.uk/2021/07/what-if-stones-have-souls/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH TRANSLATION below)<br>Ma secondo voi le rocce hanno un'anima? Questa è la questione che si pone 'Practical Ethics', questioni di etica pratica. È una newsletter pubblicata dalla University of Oxford e si pone diversi problemi di natura appunto etico-filosofica, e quella che si pone nel numero dell'8 luglio di quest'anno è appunto (firmata da Charles Foster) e s'intitola 'What is stones have souls?', e se le pietre avessero un'anima? È un'analisi molto interessante, non per quanto riguarda la possibilità che le rocce abbiano o meno un'anima, ma perché riflette su come noi esseri umani ci poniamo rispetto al mondo che ci circonda. Anche quando ascriviamo ad altri esseri viventi, non umani, come gli animali o le piante, dei diritti, ad esempio non vogliamo trattare male, non vogliamo che si trattino male gli animali e quasi dappertutto nel mondo ci sono leggi che proteggono gli animali dai maltrattamenti. Questo signor Charles Foster riflette sul fatto che noi lo facciamo, sì, ma non per amore incondizionato degli animali ma perché pensiamo che gli animali, soprattutto i mammiferi, soprattutto quelli più vicini a noi, abbiano dei sentimenti, e non tanto dei sentimenti, abbiano una sensibilità o una coscienza simile a noi esseri umani, quindi noi trasferiamo su di loro quello che pensiamo, ci immedesimiamo potrebbe essere il dolore se fossimo noi a provarlo. Allo stesso modo, quando ci sono delle leggi che proteggono i boschi, che proteggono gli alberi, non lo facciamo in modo diciamo, privo di interesse, pensando semplicemente al benessere degli alberi, lo facciamo perché gli alberi servono a noi esseri umani perché ci aiutano con l'ossigeno e ci aiutano a disperdere i gas tossici eccetera, quindi quando proteggiamo gli animali, quando proteggiamo le piante, lo facciamo sempre però in modo egoistico, pensando che sia una cosa buona per noi. E allora questo signore si pone la domanda: noi non sappiamo effettivamente se un cane abbia la coscienza, non sappiamo nemmeno cosa sia la coscienza, non sappiamo nemmeno cos'è l'anima, e non sappiamo nemmeno se, non riusciamo neanche a definire in modo univoco cosa sia l'anima e cosa sia la coscienza in noi esseri umani. Ecco allora, non potrebbe darsi che anche quello che, esseri che noi consideriamo privi di anima, ripeto pur non sapendo cosa sia l'anima, non è possibile che anche loro questa anima ce l'abbiano? Ad esempio, le pietre: e se le pietre e le rocce anche loro avessero un'anima?<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Hey, do you think rocks have a soul? This is the question that 'Practical Ethics' poses. It is a newsletter published by the University of Oxford and it poses several problems of an ethical-philosophical nature, and the one that arises in the 8th of July issue  of this year is actually (signed by Charles Foster) is entitled 'What if stones have souls?’ It is a very interesting analysis, not so much in regards to whether rocks have a soul, but because it reflects on how we humans place ourselves in relation to the world around us. Even when we attribute rights to other living beings, non-human, such as animals or plants, for example we do not want animals to be treated badly and almost everywhere in the world there are laws that protect animals from mistreatment. . This Mr. Charles Foster reflects on the fact that we do it, yes, but not out of unconditional love for animals but because we think that animals, especially mammals, especially those closest to us, have feelings, well not so much feelings, that have a sensibility or a conscience similar to us human beings, so we transfer what we think to them, we identify with what could be the pain if we were to feel it. In the same way, when there are laws that protect the forests, that protect the trees, we don't do it, how can I say it, disinterestedly, simply thinking about the well-being of the trees, we do it because the trees are useful to us human beings because they help us with oxygen and help us disperse toxic gases etc., so when we protect animals, when we protect plants, we always do it in a selfish way, thinking that it is good for us. So, this gentleman asks himself the question: we don't actually know if a dog has consciousness, we don't even know what consciousness is, we don't even know what a soul is, and we don't even know if, we can't even unequivocally define what soul and what consciousness mean in us human beings. Well then, couldn't it be then that even beings that we consider soulless, as I said, even though I do not know what exactly is a soul, is it not possible that they too have a soul? For example, stones: what if stones and rocks also had a soul?]]>
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        <![CDATA[E se anche le rocce avessero un'anima? D'altra parte non riusciamo a capire dove risieda l'anima nemmeno negli esseri umani.<br><br>LINK<br><a href="http://blog.practicalethics.ox.ac.uk/2021/07/what-if-stones-have-souls/" rel="noopener">http://blog.practicalethics.ox.ac.uk/2021/07/what-if-stones-have-souls/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH TRANSLATION below)<br>Ma secondo voi le rocce hanno un'anima? Questa è la questione che si pone 'Practical Ethics', questioni di etica pratica. È una newsletter pubblicata dalla University of Oxford e si pone diversi problemi di natura appunto etico-filosofica, e quella che si pone nel numero dell'8 luglio di quest'anno è appunto (firmata da Charles Foster) e s'intitola 'What is stones have souls?', e se le pietre avessero un'anima? È un'analisi molto interessante, non per quanto riguarda la possibilità che le rocce abbiano o meno un'anima, ma perché riflette su come noi esseri umani ci poniamo rispetto al mondo che ci circonda. Anche quando ascriviamo ad altri esseri viventi, non umani, come gli animali o le piante, dei diritti, ad esempio non vogliamo trattare male, non vogliamo che si trattino male gli animali e quasi dappertutto nel mondo ci sono leggi che proteggono gli animali dai maltrattamenti. Questo signor Charles Foster riflette sul fatto che noi lo facciamo, sì, ma non per amore incondizionato degli animali ma perché pensiamo che gli animali, soprattutto i mammiferi, soprattutto quelli più vicini a noi, abbiano dei sentimenti, e non tanto dei sentimenti, abbiano una sensibilità o una coscienza simile a noi esseri umani, quindi noi trasferiamo su di loro quello che pensiamo, ci immedesimiamo potrebbe essere il dolore se fossimo noi a provarlo. Allo stesso modo, quando ci sono delle leggi che proteggono i boschi, che proteggono gli alberi, non lo facciamo in modo diciamo, privo di interesse, pensando semplicemente al benessere degli alberi, lo facciamo perché gli alberi servono a noi esseri umani perché ci aiutano con l'ossigeno e ci aiutano a disperdere i gas tossici eccetera, quindi quando proteggiamo gli animali, quando proteggiamo le piante, lo facciamo sempre però in modo egoistico, pensando che sia una cosa buona per noi. E allora questo signore si pone la domanda: noi non sappiamo effettivamente se un cane abbia la coscienza, non sappiamo nemmeno cosa sia la coscienza, non sappiamo nemmeno cos'è l'anima, e non sappiamo nemmeno se, non riusciamo neanche a definire in modo univoco cosa sia l'anima e cosa sia la coscienza in noi esseri umani. Ecco allora, non potrebbe darsi che anche quello che, esseri che noi consideriamo privi di anima, ripeto pur non sapendo cosa sia l'anima, non è possibile che anche loro questa anima ce l'abbiano? Ad esempio, le pietre: e se le pietre e le rocce anche loro avessero un'anima?<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Hey, do you think rocks have a soul? This is the question that 'Practical Ethics' poses. It is a newsletter published by the University of Oxford and it poses several problems of an ethical-philosophical nature, and the one that arises in the 8th of July issue  of this year is actually (signed by Charles Foster) is entitled 'What if stones have souls?’ It is a very interesting analysis, not so much in regards to whether rocks have a soul, but because it reflects on how we humans place ourselves in relation to the world around us. Even when we attribute rights to other living beings, non-human, such as animals or plants, for example we do not want animals to be treated badly and almost everywhere in the world there are laws that protect animals from mistreatment. . This Mr. Charles Foster reflects on the fact that we do it, yes, but not out of unconditional love for animals but because we think that animals, especially mammals, especially those closest to us, have feelings, well not so much feelings, that have a sensibility or a conscience similar to us human beings, so we transfer what we think to them, we identify with what could be the pain if we were to feel it. In the same way, when there are laws that protect the forests, that protect the trees, we don't do it, how can I say it, disinterestedly, simply thinking about the well-being of the trees, we do it because the trees are useful to us human beings because they help us with oxygen and help us disperse toxic gases etc., so when we protect animals, when we protect plants, we always do it in a selfish way, thinking that it is good for us. So, this gentleman asks himself the question: we don't actually know if a dog has consciousness, we don't even know what consciousness is, we don't even know what a soul is, and we don't even know if, we can't even unequivocally define what soul and what consciousness mean in us human beings. Well then, couldn't it be then that even beings that we consider soulless, as I said, even though I do not know what exactly is a soul, is it not possible that they too have a soul? For example, stones: what if stones and rocks also had a soul?]]>
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      <pubDate>Sat, 17 Jul 2021 09:38:30 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 194 Tutto troppo omogeneo</title>
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        <![CDATA[Le mie amiche, i miei amici, e tutte le persone che frequento sono terribilmente simili a me. Prima di trasferirmi in Italia i miei amici appartenevano a molte nazionalità, erano di diversa estrazione sociale, avevano un arcobaleno di colori di pelle, avavano diverse abilità e avevano abitudini gastronomiche molto diverse. Io stessa ero una rappresentante dei gruppi che portavano "diversità" (che brutta parola!) alla norma. E adesso perché il gruppo di persone che mi sta attorno è composto esclusivamente da persone molto simili a me? È solo perché ora vivo in una nazione monoculturale, monolinguistica, monoreligiosa, monoculinaria, oppure possono esserci altri motivi?<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English below)<br>Mi sono accorta di avere un problema di diversità, anzi non mi piace usare la parola diversità perché quando dico diversità significa diverso da cosa, diverso da un qualcosa che è la norma, diciamo che mi sono accorta di avere un problema di assortimento, assortimento per quanto riguarda gli amici. Mi sono accorta che c'è pochissimo assortimento tra le mie amiche e i miei amici, tra le persone che frequento ora che abito a Cagliari. Io ero abituata ad avere un assortimento molto vasto di frequentazioni, io stessa rappresentavo una variante rispetto alla maggioranza, perché quando sei nata in Italia e abiti in un altro Paese che non è l'Italia, sei per forza, fai per forza parte degli 'altri' e io mi ci trovavo molto bene a far parte degli 'altri', anche perché avevo tra le mie amicizie persone di tutti i generi, di tutte le nazionalità, di tutti i colori, di tutte le capacità fisiche e mentali. Non è che andasse a cercarmili col campanello, capitava di socializzare da amici, amici di amici, sul lavoro, insomma avevo attorno a me un ambiente incredibilmente vario e variegato. Qui a Cagliari, è da qualche giorno che ci rifletto, faccio mente locale e però tutte le persone che io frequento e che considero amici e amiche hanno più o meno la mia stessa estrazione sociale, più o meno le mie stesse idee politiche, hanno più o meno il mio stesso colore di pelle, le mie stesse abilità, e questo un po' mi rattrista perché io ero veramente abituata a vivere in un ambiente più variegato. E però mi sono chiesta, ma come mai Cristina, non è che tu sia cambiata, che cos'è a essere cambiato? È vero che è un ambiente diverso, però com'è che qui in cinque anni che ci abiti non sei riuscita a incontrare persone un po' diverse da te? Eh, bella domanda! Perché gli ambienti sono molto eterogenei, perché non saprei, ripeto io le amicizie le facevo sul lavoro, tra amici e amici di amici, e qui lavoro amici e amici di amici sono tutti molto, molto, molto, molto omogenei, perché questa è una società ancora monoculturale, monolinguistica, monoreligiosa, monotutto. Non so che fare. Da quando ho iniziato a pensarci la cosa mi occupa il cervello, mi occupa la mente. Vabbè, cercherò di rifletterci ancora e poi se mi viene in mente qualcosa ve lo comunicheremo nei miei tre minuti grezzi come ormai faccio da quasi 200 giorni.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I realised that I have a diversity problem, actually I don't like to use the word ‘diversity’ because when I say diversity it means ‘different from what’, different from something that is the norm, let's say that I have realised that I have a problem of variety, variety among friends. I’ve realised that there is very little variety among my friends, among the people I hang out with now that I live in Cagliari. I was used to having a very wide range of acquaintances, I myself represented a variant compared to the majority, because when you were born in Italy and live in another country that is not Italy, you are necessarily part of the ' others' and I was very comfortable being part of the 'others', also because among my friends I counted people of all genders, of all nationalities, of all colors, of all physical and mental abilities. I mean, it’s not like that I went to look for them on purpose, it happened to socialize with friends, friends of friends, at work, in short, I had an incredibly varied and variegated environment around me. Here in Cagliari, I have been thinking about it for a few days, I collect my thoughts and yet all the people I hang out with and whom I consider friends have more or less the same social background as I have, more or less the same political ideas, have roughly my  same skin color, my same abilities, and this saddens me a little because I was really used to living in a more varied environment. And yet I asked myself, but why is that Cristina? You haven’t changed, what is it that has changed? It is true that it is a different environment, but how is it that in five years that you have lived here you have not been able to meet people who are a little different from you? Eh, good question! Because the environments are very heterogeneous, because I don't know, as I said, I made friends at work, through friends and friends of friends, and here work, friends and friends of friends are all very, very, very, very homogeneous, because this is a still mono-cultural, mono-lingual, mono-religious, mono-everything society. I do not know what to do. Since I started thinking about it, it occupies my brain, it occupies my mind. Oh well, I'll try to think about it again and then if I can think of something we will communicate it to you in my 3 uncut minutes as I have been doing for almost 200 days.]]>
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        <![CDATA[Le mie amiche, i miei amici, e tutte le persone che frequento sono terribilmente simili a me. Prima di trasferirmi in Italia i miei amici appartenevano a molte nazionalità, erano di diversa estrazione sociale, avevano un arcobaleno di colori di pelle, avavano diverse abilità e avevano abitudini gastronomiche molto diverse. Io stessa ero una rappresentante dei gruppi che portavano "diversità" (che brutta parola!) alla norma. E adesso perché il gruppo di persone che mi sta attorno è composto esclusivamente da persone molto simili a me? È solo perché ora vivo in una nazione monoculturale, monolinguistica, monoreligiosa, monoculinaria, oppure possono esserci altri motivi?<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English below)<br>Mi sono accorta di avere un problema di diversità, anzi non mi piace usare la parola diversità perché quando dico diversità significa diverso da cosa, diverso da un qualcosa che è la norma, diciamo che mi sono accorta di avere un problema di assortimento, assortimento per quanto riguarda gli amici. Mi sono accorta che c'è pochissimo assortimento tra le mie amiche e i miei amici, tra le persone che frequento ora che abito a Cagliari. Io ero abituata ad avere un assortimento molto vasto di frequentazioni, io stessa rappresentavo una variante rispetto alla maggioranza, perché quando sei nata in Italia e abiti in un altro Paese che non è l'Italia, sei per forza, fai per forza parte degli 'altri' e io mi ci trovavo molto bene a far parte degli 'altri', anche perché avevo tra le mie amicizie persone di tutti i generi, di tutte le nazionalità, di tutti i colori, di tutte le capacità fisiche e mentali. Non è che andasse a cercarmili col campanello, capitava di socializzare da amici, amici di amici, sul lavoro, insomma avevo attorno a me un ambiente incredibilmente vario e variegato. Qui a Cagliari, è da qualche giorno che ci rifletto, faccio mente locale e però tutte le persone che io frequento e che considero amici e amiche hanno più o meno la mia stessa estrazione sociale, più o meno le mie stesse idee politiche, hanno più o meno il mio stesso colore di pelle, le mie stesse abilità, e questo un po' mi rattrista perché io ero veramente abituata a vivere in un ambiente più variegato. E però mi sono chiesta, ma come mai Cristina, non è che tu sia cambiata, che cos'è a essere cambiato? È vero che è un ambiente diverso, però com'è che qui in cinque anni che ci abiti non sei riuscita a incontrare persone un po' diverse da te? Eh, bella domanda! Perché gli ambienti sono molto eterogenei, perché non saprei, ripeto io le amicizie le facevo sul lavoro, tra amici e amici di amici, e qui lavoro amici e amici di amici sono tutti molto, molto, molto, molto omogenei, perché questa è una società ancora monoculturale, monolinguistica, monoreligiosa, monotutto. Non so che fare. Da quando ho iniziato a pensarci la cosa mi occupa il cervello, mi occupa la mente. Vabbè, cercherò di rifletterci ancora e poi se mi viene in mente qualcosa ve lo comunicheremo nei miei tre minuti grezzi come ormai faccio da quasi 200 giorni.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I realised that I have a diversity problem, actually I don't like to use the word ‘diversity’ because when I say diversity it means ‘different from what’, different from something that is the norm, let's say that I have realised that I have a problem of variety, variety among friends. I’ve realised that there is very little variety among my friends, among the people I hang out with now that I live in Cagliari. I was used to having a very wide range of acquaintances, I myself represented a variant compared to the majority, because when you were born in Italy and live in another country that is not Italy, you are necessarily part of the ' others' and I was very comfortable being part of the 'others', also because among my friends I counted people of all genders, of all nationalities, of all colors, of all physical and mental abilities. I mean, it’s not like that I went to look for them on purpose, it happened to socialize with friends, friends of friends, at work, in short, I had an incredibly varied and variegated environment around me. Here in Cagliari, I have been thinking about it for a few days, I collect my thoughts and yet all the people I hang out with and whom I consider friends have more or less the same social background as I have, more or less the same political ideas, have roughly my  same skin color, my same abilities, and this saddens me a little because I was really used to living in a more varied environment. And yet I asked myself, but why is that Cristina? You haven’t changed, what is it that has changed? It is true that it is a different environment, but how is it that in five years that you have lived here you have not been able to meet people who are a little different from you? Eh, good question! Because the environments are very heterogeneous, because I don't know, as I said, I made friends at work, through friends and friends of friends, and here work, friends and friends of friends are all very, very, very, very homogeneous, because this is a still mono-cultural, mono-lingual, mono-religious, mono-everything society. I do not know what to do. Since I started thinking about it, it occupies my brain, it occupies my mind. Oh well, I'll try to think about it again and then if I can think of something we will communicate it to you in my 3 uncut minutes as I have been doing for almost 200 days.]]>
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      <pubDate>Fri, 16 Jul 2021 09:30:11 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Le mie amiche, i miei amici, e tutte le persone che frequento sono terribilmente simili a me. Prima di trasferirmi in Italia i miei amici appartenevano a molte nazionalità, erano di diversa estrazione sociale, avevano un arcobaleno di colori di pelle, avavano diverse abilità e avevano abitudini gastronomiche molto diverse. Io stessa ero una rappresentante dei gruppi che portavano "diversità" (che brutta parola!) alla norma. E adesso perché il gruppo di persone che mi sta attorno è composto esclusivamente da persone molto simili a me? È solo perché ora vivo in una nazione monoculturale, monolinguistica, monoreligiosa, monoculinaria, oppure possono esserci altri motivi?TRASCRIZIONE TESTO (English below)Mi sono accorta di avere un problema di diversità, anzi non mi piace usare la parola diversità perché quando dico diversità significa diverso da cosa, diverso da un qualcosa che è la norma, diciamo che mi sono accorta di avere un problema di assortimento, assortimento per quanto riguarda gli amici. Mi sono accorta che c'è pochissimo assortimento tra le mie amiche e i miei amici, tra le persone che frequento ora che abito a Cagliari. Io ero abituata ad avere un assortimento molto vasto di frequentazioni, io stessa rappresentavo una variante rispetto alla maggioranza, perché quando sei nata in Italia e abiti in un altro Paese che non è l'Italia, sei per forza, fai per forza parte degli 'altri' e io mi ci trovavo molto bene a far parte degli 'altri', anche perché avevo tra le mie amicizie persone di tutti i generi, di tutte le nazionalità, di tutti i colori, di tutte le capacità fisiche e mentali. Non è che andasse a cercarmili col campanello, capitava di socializzare da amici, amici di amici, sul lavoro, insomma avevo attorno a me un ambiente incredibilmente vario e variegato. Qui a Cagliari, è da qualche giorno che ci rifletto, faccio mente locale e però tutte le persone che io frequento e che considero amici e amiche hanno più o meno la mia stessa estrazione sociale, più o meno le mie stesse idee politiche, hanno più o meno il mio stesso colore di pelle, le mie stesse abilità, e questo un po' mi rattrista perché io ero veramente abituata a vivere in un ambiente più variegato. E però mi sono chiesta, ma come mai Cristina, non è che tu sia cambiata, che cos'è a essere cambiato? È vero che è un ambiente diverso, però com'è che qui in cinque anni che ci abiti non sei riuscita a incontrare persone un po' diverse da te? Eh, bella domanda! Perché gli ambienti sono molto eterogenei, perché non saprei, ripeto io le amicizie le facevo sul lavoro, tra amici e amici di amici, e qui lavoro amici e amici di amici sono tutti molto, molto, molto, molto omogenei, perché questa è una società ancora monoculturale, monolinguistica, monoreligiosa, monotutto. Non so che fare. Da quando ho iniziato a pensarci la cosa mi occupa il cervello, mi occupa la mente. Vabbè, cercherò di rifletterci ancora e poi se mi viene in mente qualcosa ve lo comunicheremo nei miei tre minuti grezzi come ormai faccio da quasi 200 giorni.ENGLISH TRANSLATIONI realised that I have a diversity problem, actually I don't like to use the word ‘diversity’ because when I say diversity it means ‘different from what’, different from something that is the norm, let's say that I have realised that I have a problem of variety, variety among friends. I’ve realised that there is very little variety among my friends, among the people I hang out with now that I live in Cagliari. I was used to having a very wide range of acquaintances, I myself represented a variant compared to the majority, because when you were born in Italy and live in another country that is not Italy, you are necessarily part of the ' others' and I was very comfortable being part of the 'others', also because among my friends I counted people of all genders, of all nationalities, of all colors, of all physical and mental abilities. I mean, it’s not like that I went to look for them...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 193 Reality (non)ortodossi</title>
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        <![CDATA[Non è facile essere donna se si vive in una comunità ebrea ultra ortodossa, niente di eccezionale quindi che Julia Haart sia scappata per viviere una vita normale. Quello che invece è molto eccezionale è che nell'arco di 6 anni sia diventata CEO della più grande agenzia di modelle al mondo. Quando la notte scorsa sono capitata sul reality 'My unorthodox life' in programmazione su Netflix, giuro che volevo solo curiosare un po', e invece ho finito col guardarmene 3 episodi di seguito, io che detesto i reality show! Ah! Ah! La curiosità era veramente tanta (anche se so benissimo che di realtà lì ce n'è ben poca...)<br><br>LINK<br>My unorthodox life su Netflix<br><a href="https://www.netflix.com/it-en/title/81175724" rel="noopener">https://www.netflix.com/it-en/title/81175724</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ieri notte, anziché andare a letto mi son messa a guardare le novità su Netflix e prima che me ne rendessi conto mi ero già vista tre episodi di seguito della nuova serie "My unorthodox life", la mia vita non ortodossa. È la storia di Julia Haart, una donna che è cresciuta in una comunità di ebrei ultra ortodossi a New York, e lì si è sposata come si fa appunto in queste comunità, molto giovane, e si è messa a fare i figli, e poi a un certo punto, di nascosto si è messa a lavorare, perché naturalmente le donne non possono lavorare, non possono guadagnare soldi, non possono avere una vita indipendente, e poi è scappata una volta scappata nel giro di sei, sette anni è salita a capo di una delle agenzie di moda più competitive e più di successo al mondo, e adesso fa la bella vita con i suoi figli, che quasi tutti sono anche loro andati via dalla comunità ultra ortodossa, ne ha ancora uno che è minorenne e che vive col suo ex marito. È affascinante, ripeto, come tutti i reality tv che io non amo guardare perché trovo terribilmente noiosi, anche perché di realtà hanno ben poco, però ieri ho cominciato a guardarlo e sono rimasta, come si dice attratta, siccome ogni episodio, molto intelligentemente, finiva con qualcosa che era sospeso, quindi volevo vedere come andava a finire, come andava avanti, iniziavo a vedere l'episodio successivo e prima che me ne rendesse conto ne avevo già guardato tre, quindi sono andata a letto tardissimo. No, dicevo, mi rendo conto che i reality tv non non sono vita reale, anche perché immaginatevi questi appartamenti newyorkesi super esclusivi, piscine, vanno in vacanza in elicottero, quindi una vita che a me è assolutamente sconosciuta, lontana, di cui non me ne frega niente, però è interessante, trovo affascinante avere delle notizie su questi mondi ortodossi, dove le donne non solo sono cittadine di serie B, diciamo che sono cittadini di serie Z, e di questi mondi qua, purtroppo sempre legati alla religione, ce ne sono ancora molti, non solo tra gli ebrei ma anche tra altre religioni, e mi fa naturalmente arrabbiare il fatto che a essere cittadine di serie Z poi sono sempre le femmine, e ancora non sono riuscita a capire che cos'è che c'hanno questi maschi, questi capi religiosi maschi contro le femmine, cos'è che fa tanta paura che noi abbiamo. E naturalmente mi rispondo, perchè noi abbiamo il potere della vita perchè volenti o nolenti noi facciamo i figli e loro no, e questo ce lo invidiano.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Last night, instead of going to bed, I started browsing what’s new on Netflix and before I knew it I had already seen three consecutive episodes of the new series "My unorthodox life". It's the story of Julia Haart, a woman who grew up in a community of ultra-Orthodox Jews in New York, and got married there as they do in these communities, very young, and started having children, and then at one point, she secretly start working, because of course women can't work, can't earn money, can't have an independent life, and then she ran away. Once she ran away within six, seven years she went up to head of one of the most competitive and most successful fashion agencies in the world, and now leads the good life with her children, who almost all of them have also left the ultra Orthodox community, she still has one who is a minor and lives with her ex-husband. It is fascinating, as I said, like all reality TV (which I don’t enjoy watching because I find them terribly boring, also because there is very little reality there, but yesterday I started watching it and I kept on going as I was, how can I say? Attracted, since every episode, very intelligently so, ended with a cliff hanger, so I wanted to <br>see how it ended, what happened next, I started watching the next episode and before I knew it I had already watched three, so I went to bed very late. No, as I was saying, I realise that reality TV is not real life, also because just picture these super exclusive New York apartments, swimming pools, going on vacation by helicopter, so a life that is absolutely unknown to me, far away, about which I couldn’t care less, but it is interesting, I find it fascinating to get a glimpse of these orthodox worlds, where women are not only second-class citizens, they are last-class citizens, and of such worlds, unfortunately always linked to religion, there are still many, and not just among Jews but also among other religions, and it naturally angers me that it is always women to be second-rate citizens, and I still haven't been able to understand what is that they have these men, these male religious leaders, what they have against women, what we have that scares them so much. And of course I know the answer, because we have the power of life, because willy-nilly we bear life and they don't, and they envy us this.]]>
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        <![CDATA[Non è facile essere donna se si vive in una comunità ebrea ultra ortodossa, niente di eccezionale quindi che Julia Haart sia scappata per viviere una vita normale. Quello che invece è molto eccezionale è che nell'arco di 6 anni sia diventata CEO della più grande agenzia di modelle al mondo. Quando la notte scorsa sono capitata sul reality 'My unorthodox life' in programmazione su Netflix, giuro che volevo solo curiosare un po', e invece ho finito col guardarmene 3 episodi di seguito, io che detesto i reality show! Ah! Ah! La curiosità era veramente tanta (anche se so benissimo che di realtà lì ce n'è ben poca...)<br><br>LINK<br>My unorthodox life su Netflix<br><a href="https://www.netflix.com/it-en/title/81175724" rel="noopener">https://www.netflix.com/it-en/title/81175724</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ieri notte, anziché andare a letto mi son messa a guardare le novità su Netflix e prima che me ne rendessi conto mi ero già vista tre episodi di seguito della nuova serie "My unorthodox life", la mia vita non ortodossa. È la storia di Julia Haart, una donna che è cresciuta in una comunità di ebrei ultra ortodossi a New York, e lì si è sposata come si fa appunto in queste comunità, molto giovane, e si è messa a fare i figli, e poi a un certo punto, di nascosto si è messa a lavorare, perché naturalmente le donne non possono lavorare, non possono guadagnare soldi, non possono avere una vita indipendente, e poi è scappata una volta scappata nel giro di sei, sette anni è salita a capo di una delle agenzie di moda più competitive e più di successo al mondo, e adesso fa la bella vita con i suoi figli, che quasi tutti sono anche loro andati via dalla comunità ultra ortodossa, ne ha ancora uno che è minorenne e che vive col suo ex marito. È affascinante, ripeto, come tutti i reality tv che io non amo guardare perché trovo terribilmente noiosi, anche perché di realtà hanno ben poco, però ieri ho cominciato a guardarlo e sono rimasta, come si dice attratta, siccome ogni episodio, molto intelligentemente, finiva con qualcosa che era sospeso, quindi volevo vedere come andava a finire, come andava avanti, iniziavo a vedere l'episodio successivo e prima che me ne rendesse conto ne avevo già guardato tre, quindi sono andata a letto tardissimo. No, dicevo, mi rendo conto che i reality tv non non sono vita reale, anche perché immaginatevi questi appartamenti newyorkesi super esclusivi, piscine, vanno in vacanza in elicottero, quindi una vita che a me è assolutamente sconosciuta, lontana, di cui non me ne frega niente, però è interessante, trovo affascinante avere delle notizie su questi mondi ortodossi, dove le donne non solo sono cittadine di serie B, diciamo che sono cittadini di serie Z, e di questi mondi qua, purtroppo sempre legati alla religione, ce ne sono ancora molti, non solo tra gli ebrei ma anche tra altre religioni, e mi fa naturalmente arrabbiare il fatto che a essere cittadine di serie Z poi sono sempre le femmine, e ancora non sono riuscita a capire che cos'è che c'hanno questi maschi, questi capi religiosi maschi contro le femmine, cos'è che fa tanta paura che noi abbiamo. E naturalmente mi rispondo, perchè noi abbiamo il potere della vita perchè volenti o nolenti noi facciamo i figli e loro no, e questo ce lo invidiano.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Last night, instead of going to bed, I started browsing what’s new on Netflix and before I knew it I had already seen three consecutive episodes of the new series "My unorthodox life". It's the story of Julia Haart, a woman who grew up in a community of ultra-Orthodox Jews in New York, and got married there as they do in these communities, very young, and started having children, and then at one point, she secretly start working, because of course women can't work, can't earn money, can't have an independent life, and then she ran away. Once she ran away within six, seven years she went up to head of one of the most competitive and most successful fashion agencies in the world, and now leads the good life with her children, who almost all of them have also left the ultra Orthodox community, she still has one who is a minor and lives with her ex-husband. It is fascinating, as I said, like all reality TV (which I don’t enjoy watching because I find them terribly boring, also because there is very little reality there, but yesterday I started watching it and I kept on going as I was, how can I say? Attracted, since every episode, very intelligently so, ended with a cliff hanger, so I wanted to <br>see how it ended, what happened next, I started watching the next episode and before I knew it I had already watched three, so I went to bed very late. No, as I was saying, I realise that reality TV is not real life, also because just picture these super exclusive New York apartments, swimming pools, going on vacation by helicopter, so a life that is absolutely unknown to me, far away, about which I couldn’t care less, but it is interesting, I find it fascinating to get a glimpse of these orthodox worlds, where women are not only second-class citizens, they are last-class citizens, and of such worlds, unfortunately always linked to religion, there are still many, and not just among Jews but also among other religions, and it naturally angers me that it is always women to be second-rate citizens, and I still haven't been able to understand what is that they have these men, these male religious leaders, what they have against women, what we have that scares them so much. And of course I know the answer, because we have the power of life, because willy-nilly we bear life and they don't, and they envy us this.]]>
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      <pubDate>Thu, 15 Jul 2021 10:14:26 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 192 Ancora DH Lawrence?</title>
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        <![CDATA[Nel 1921 lo scrittore D.H. Lawrence visitò la Sardegna e ci scrisse sopra un libriccino, descrivendo ciò che vedeva (e che naturalmente non capiva) con il tipico atteggiamento del colonialista inglese. Quel viaggio continua a colpire la fantasia e l'immaginazione dei miei contarranei. Non so quanti di loro abbiano effettivament letto il libriccino di Lawrence, però moltissimi amano vantarsi del fatto che Lawrence sia passato per le strade dei loro paesi, abbia bevuto seduto ai loro caffè. E ancora oggi quel mitologico passaggio di Lawrence infiamma la fantasia di scrittori e di incisori di targhe commemorative.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Nel gennaio del 1921 lo scrittore conosciuto dai più come di D.H. Lawrence, me inclusa: sono andata a controllare e D H sta per David Herbert, quindi D.H. Lawrence visitò la Sardegna insieme a sua moglie e in seguito a questo suo viaggio in Sardegna scrisse il libro, il libriccino 'Sea and Sardinia'. D.H. Lawrence non fu l'unico personaggio conosciuto, l'unico scrittore a visitare la Sardegna però è quello che più di qualsiasi altro ha colpito la fantasia e l'immaginazione del popolo sardo e di tutti i paesini, di tutte le città della Sardegna. Il libro 'Sea and Sardinia' sono andato a leggermelo, eh, diciamo che i sardi non ne escono benissimo. Il signor Lawrence viaggiava insieme a sua moglie, e lui era un ricco inglese e si comportava esattamente come gli inglesi erano abituati a comportarsi, cioè da colonialista, e tutte le cose che vedeva gli facevano schifo, per non parlare poi delle descrizioni pessime fatte dell'aspetto fisico dei sardi e delle sarde. Insomma, girava per i paesi e per le città e si comportava da padrone, da proprietario, da padrone delle ferriere. Non si metteva minimamente il problema di capire quello che vedeva, ma giudicava dal suo punto di vista, non parlando la lingua, non conoscendo la storia, le tradizioni. Anyway, sì quello che è sorprendente è come questo viaggio abbia colpito appunto la fantasia dei miei conterranei, perché se vi capita di fare un giro in Sardegna noterete che in un sacco di paesini, un sacco di cittadine, di villaggi ci sono le targhe commemorative: qui passò di Lawrence, qui sostò, qui bevve un caffè, qui fece una passeggiata eccetera, e i paesini veramente fanno a gara per mettere queste targhe, anche a Cagliari si trovano, qui si fermò a bere il caffè Lawrene, in questo famoso caffè in questo famoso bar, sembra quasi che l'essere visti attraverso gli occhi dello straniero famoso nel mondo, l'esser visti dallo scrittore che poi ci descrive, non importa se ci descrive come, diciamo quasi più o meno, poco più di animali, non importa, l'importante è che ci descrive una persona famosa. Ecco questo è un po' un atteggiamento, un po' provinciale, un po' di provincialismo. Diciamo, ci sono anche tanti altri personaggi famosi che hanno visitato la Sardegna, ne cito uno, il primo che mi viene in mente, Cervantes l'autore di Don Chisciotte, per non dire poi dei sardi che hanno scritto di Sardegna e che non erano stranieri. Però ai sardi piace parlare di Lawrence.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>In January 1921 the writer known by most as D.H. Lawrence, myself included: I went to check and D H stands for David Herbert, so D.H. Lawrence visited Sardinia with his wife and following his trip to Sardinia he wrote the book, the booklet 'Sea and Sardinia'. D.H. Lawrence was not the only well-known personality, the only writer to visit Sardinia, however, he is the one who more than any other has struck the fantasy and imagination of the Sardinian people and of all the villages, of all the cities of Sardinia. I did take the time to read the book 'Sea and Sardinia', well, let's say that Sardinians do not come out very well. Mr. Lawrence travelled with his wife, and he was a wealthy Englishman and behaved exactly as the British used to behave, that is, as a colonialist, and all the things he saw disgusted him, not to mention the horrible descriptions made of the physical aspect of Sardinian men and women. In short, he went around towns and cities and behaved like a master, an owner, a proprietor of the works. He didn't show even the slightest interest in understanding what he saw, but he judged from his point of view, not speaking the language, not knowing the history, the traditions. Anyway, yes what is surprising is how this trip has struck the imagination of my countrypeople, because if you happen to take a tour in Sardinia you will notice that in a lot of villages, a lot of towns, hamlets there are commemorative plaques: here went by D.H. Lawrence, here he stopped, here he drank a coffee, here he took a walk etc., and the villages really compete to place these plates, even in Cagliari you can see them, here stopped to drink a coffee Lawrence, in this famous café in this famous bar. It almost seems that being seen through the eyes of the world famous stranger, being seen by the writer who then describes us, never mind if he describes us as, let's say, more or less, like little more than animals, it doesn't matter, the important thing is being described by a famous person. This is a bit of an attitude, a bit provincial, a bit of provincialism. You see, there are also other famous people who visited Sardinia, I mention one, the first that comes to mind, Cervantes the author of Don Quixote, not to mention the Sardinians who wrote about Sardinia and who were not foreigners. But Sardinians like to talk about Lawrence.]]>
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        <![CDATA[Nel 1921 lo scrittore D.H. Lawrence visitò la Sardegna e ci scrisse sopra un libriccino, descrivendo ciò che vedeva (e che naturalmente non capiva) con il tipico atteggiamento del colonialista inglese. Quel viaggio continua a colpire la fantasia e l'immaginazione dei miei contarranei. Non so quanti di loro abbiano effettivament letto il libriccino di Lawrence, però moltissimi amano vantarsi del fatto che Lawrence sia passato per le strade dei loro paesi, abbia bevuto seduto ai loro caffè. E ancora oggi quel mitologico passaggio di Lawrence infiamma la fantasia di scrittori e di incisori di targhe commemorative.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Nel gennaio del 1921 lo scrittore conosciuto dai più come di D.H. Lawrence, me inclusa: sono andata a controllare e D H sta per David Herbert, quindi D.H. Lawrence visitò la Sardegna insieme a sua moglie e in seguito a questo suo viaggio in Sardegna scrisse il libro, il libriccino 'Sea and Sardinia'. D.H. Lawrence non fu l'unico personaggio conosciuto, l'unico scrittore a visitare la Sardegna però è quello che più di qualsiasi altro ha colpito la fantasia e l'immaginazione del popolo sardo e di tutti i paesini, di tutte le città della Sardegna. Il libro 'Sea and Sardinia' sono andato a leggermelo, eh, diciamo che i sardi non ne escono benissimo. Il signor Lawrence viaggiava insieme a sua moglie, e lui era un ricco inglese e si comportava esattamente come gli inglesi erano abituati a comportarsi, cioè da colonialista, e tutte le cose che vedeva gli facevano schifo, per non parlare poi delle descrizioni pessime fatte dell'aspetto fisico dei sardi e delle sarde. Insomma, girava per i paesi e per le città e si comportava da padrone, da proprietario, da padrone delle ferriere. Non si metteva minimamente il problema di capire quello che vedeva, ma giudicava dal suo punto di vista, non parlando la lingua, non conoscendo la storia, le tradizioni. Anyway, sì quello che è sorprendente è come questo viaggio abbia colpito appunto la fantasia dei miei conterranei, perché se vi capita di fare un giro in Sardegna noterete che in un sacco di paesini, un sacco di cittadine, di villaggi ci sono le targhe commemorative: qui passò di Lawrence, qui sostò, qui bevve un caffè, qui fece una passeggiata eccetera, e i paesini veramente fanno a gara per mettere queste targhe, anche a Cagliari si trovano, qui si fermò a bere il caffè Lawrene, in questo famoso caffè in questo famoso bar, sembra quasi che l'essere visti attraverso gli occhi dello straniero famoso nel mondo, l'esser visti dallo scrittore che poi ci descrive, non importa se ci descrive come, diciamo quasi più o meno, poco più di animali, non importa, l'importante è che ci descrive una persona famosa. Ecco questo è un po' un atteggiamento, un po' provinciale, un po' di provincialismo. Diciamo, ci sono anche tanti altri personaggi famosi che hanno visitato la Sardegna, ne cito uno, il primo che mi viene in mente, Cervantes l'autore di Don Chisciotte, per non dire poi dei sardi che hanno scritto di Sardegna e che non erano stranieri. Però ai sardi piace parlare di Lawrence.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>In January 1921 the writer known by most as D.H. Lawrence, myself included: I went to check and D H stands for David Herbert, so D.H. Lawrence visited Sardinia with his wife and following his trip to Sardinia he wrote the book, the booklet 'Sea and Sardinia'. D.H. Lawrence was not the only well-known personality, the only writer to visit Sardinia, however, he is the one who more than any other has struck the fantasy and imagination of the Sardinian people and of all the villages, of all the cities of Sardinia. I did take the time to read the book 'Sea and Sardinia', well, let's say that Sardinians do not come out very well. Mr. Lawrence travelled with his wife, and he was a wealthy Englishman and behaved exactly as the British used to behave, that is, as a colonialist, and all the things he saw disgusted him, not to mention the horrible descriptions made of the physical aspect of Sardinian men and women. In short, he went around towns and cities and behaved like a master, an owner, a proprietor of the works. He didn't show even the slightest interest in understanding what he saw, but he judged from his point of view, not speaking the language, not knowing the history, the traditions. Anyway, yes what is surprising is how this trip has struck the imagination of my countrypeople, because if you happen to take a tour in Sardinia you will notice that in a lot of villages, a lot of towns, hamlets there are commemorative plaques: here went by D.H. Lawrence, here he stopped, here he drank a coffee, here he took a walk etc., and the villages really compete to place these plates, even in Cagliari you can see them, here stopped to drink a coffee Lawrence, in this famous café in this famous bar. It almost seems that being seen through the eyes of the world famous stranger, being seen by the writer who then describes us, never mind if he describes us as, let's say, more or less, like little more than animals, it doesn't matter, the important thing is being described by a famous person. This is a bit of an attitude, a bit provincial, a bit of provincialism. You see, there are also other famous people who visited Sardinia, I mention one, the first that comes to mind, Cervantes the author of Don Quixote, not to mention the Sardinians who wrote about Sardinia and who were not foreigners. But Sardinians like to talk about Lawrence.]]>
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      <pubDate>Wed, 14 Jul 2021 10:26:28 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Nel 1921 lo scrittore D.H. Lawrence visitò la Sardegna e ci scrisse sopra un libriccino, descrivendo ciò che vedeva (e che naturalmente non capiva) con il tipico atteggiamento del colonialista inglese. Quel viaggio continua a colpire la fantasia e l'immaginazione dei miei contarranei. Non so quanti di loro abbiano effettivament letto il libriccino di Lawrence, però moltissimi amano vantarsi del fatto che Lawrence sia passato per le strade dei loro paesi, abbia bevuto seduto ai loro caffè. E ancora oggi quel mitologico passaggio di Lawrence infiamma la fantasia di scrittori e di incisori di targhe commemorative.TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)Nel gennaio del 1921 lo scrittore conosciuto dai più come di D.H. Lawrence, me inclusa: sono andata a controllare e D H sta per David Herbert, quindi D.H. Lawrence visitò la Sardegna insieme a sua moglie e in seguito a questo suo viaggio in Sardegna scrisse il libro, il libriccino 'Sea and Sardinia'. D.H. Lawrence non fu l'unico personaggio conosciuto, l'unico scrittore a visitare la Sardegna però è quello che più di qualsiasi altro ha colpito la fantasia e l'immaginazione del popolo sardo e di tutti i paesini, di tutte le città della Sardegna. Il libro 'Sea and Sardinia' sono andato a leggermelo, eh, diciamo che i sardi non ne escono benissimo. Il signor Lawrence viaggiava insieme a sua moglie, e lui era un ricco inglese e si comportava esattamente come gli inglesi erano abituati a comportarsi, cioè da colonialista, e tutte le cose che vedeva gli facevano schifo, per non parlare poi delle descrizioni pessime fatte dell'aspetto fisico dei sardi e delle sarde. Insomma, girava per i paesi e per le città e si comportava da padrone, da proprietario, da padrone delle ferriere. Non si metteva minimamente il problema di capire quello che vedeva, ma giudicava dal suo punto di vista, non parlando la lingua, non conoscendo la storia, le tradizioni. Anyway, sì quello che è sorprendente è come questo viaggio abbia colpito appunto la fantasia dei miei conterranei, perché se vi capita di fare un giro in Sardegna noterete che in un sacco di paesini, un sacco di cittadine, di villaggi ci sono le targhe commemorative: qui passò di Lawrence, qui sostò, qui bevve un caffè, qui fece una passeggiata eccetera, e i paesini veramente fanno a gara per mettere queste targhe, anche a Cagliari si trovano, qui si fermò a bere il caffè Lawrene, in questo famoso caffè in questo famoso bar, sembra quasi che l'essere visti attraverso gli occhi dello straniero famoso nel mondo, l'esser visti dallo scrittore che poi ci descrive, non importa se ci descrive come, diciamo quasi più o meno, poco più di animali, non importa, l'importante è che ci descrive una persona famosa. Ecco questo è un po' un atteggiamento, un po' provinciale, un po' di provincialismo. Diciamo, ci sono anche tanti altri personaggi famosi che hanno visitato la Sardegna, ne cito uno, il primo che mi viene in mente, Cervantes l'autore di Don Chisciotte, per non dire poi dei sardi che hanno scritto di Sardegna e che non erano stranieri. Però ai sardi piace parlare di Lawrence.ENGLISH TRANSLATIONIn January 1921 the writer known by most as D.H. Lawrence, myself included: I went to check and D H stands for David Herbert, so D.H. Lawrence visited Sardinia with his wife and following his trip to Sardinia he wrote the book, the booklet 'Sea and Sardinia'. D.H. Lawrence was not the only well-known personality, the only writer to visit Sardinia, however, he is the one who more than any other has struck the fantasy and imagination of the Sardinian people and of all the villages, of all the cities of Sardinia. I did take the time to read the book 'Sea and Sardinia', well, let's say that Sardinians do not come out very well. Mr. Lawrence travelled with his wife, and he was a wealthy Englishman and behaved exactly as the British used to behave, that is, as a colonialist, and all the things he saw disgusted him, not to...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Nel 1921 lo scrittore D.H. Lawrence visitò la Sardegna e ci scrisse sopra un libriccino, descrivendo ciò che vedeva (e che naturalmente non capiva) con il tipico atteggiamento del colonialista inglese. Quel viaggio continua a colpire la fantasia e l'immag</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 191 Il futuro dell'Internet</title>
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        <![CDATA[Come mi immaginavo il futuro di Internet nel 1998? Lo so con certezza perché per la mia tesi di Master creai 3 scenari futuri ambientati nel lontanissimo anno 2020. <br><br>This podcast with English subtitles <a href="https://youtu.be/ZnDdoZAdpKk" rel="noopener">https://youtu.be/ZnDdoZAdpKk</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ho in mano un volume dalla copertina nera, rigida, di grande formato, "Internet: analysis, impact, scenarios", l'internet: analisi, impatto, scenari - Cristina Marras Master of Communications 1998 Swinburne. È il volume rilegato della mia tesi di master, era appunto il 1998, l'Internet esisteva da poco tempo, tant'è che quando mi misi a compilare le note bibliografiche ancora non c'erano delle norme che dicessero come scrivere i siti internet. All'epoca c'erano pochissimi siti internet, io mi mettevo da casa al server dell'università tramite un modem, facevo un sacco di rumore ed ero molto orgogliosa perché a un certo punto avevo acquistato una seconda linea telefonica così da poter avere internet attaccato ininterrottamente, che è tra virgolette questo 'ininterrottamente' perché naturalmente era molto, molto lento. Ma perché vi parlo della mia tesi di master? Perché durante le lezioni di Master rimasi letteralmente fulminata da una presentazione che ci fecero sulla creazione degli scenari futuri, una tecnica particolare non di predire il futuro ma di analizzare il presente, e all'interno della mia tesi di master appunto ci sono previsioni per il futuro per quanto riguarda la penetrazione dell'Internet nella vita di tutti i giorni. Feci tre scenari ambientati nel lontanissimo 2020 e in ciascuno di questi scenari analizzavo come avrebbe potuto essere l'impatto di Internet nella società australiana. In uno l'impatto era cioè più o meno simile a quello del '98 quando scrissi la tesi, in uno era molto accentuato e in un altro invece la gente si sarebbe ritirata a vivere in luoghi remoti lontano dalla tecnologia. Non li ho riletti questi tre scenari che sono stati scritti proprio, una caratteristica della tecnica della scrittura di scenari è che si scrivono proprio come delle vere e proprie sceneggiature e quindi bisogna descrivere l'ambiente, i personaggi, e leggendoli si ha l'impressione di leggere quasi dei racconti. Ecco, me li voglio rileggere con calma, voglio vedere quanti ne avevo azzeccato. Credo di averne azzeccati pochissimi anche perché era un momento di grande entusiasmo per quanto riguarda la tecnologia e le possibilità della tecnologia. Comunque li leggerò, vi terrò aggiornati e magari vi racconterò qualcosa nei prossimi giorni di questi miei scenari futuri di Internet.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I have in my hand a volume with a black hardcover, large format, "Internet: analysis, impact, scenarios", the internet: analysis, impact, scenarios - Cristina Marras Master of Communications 1998 Swinburne. It is the bound volume of my master's thesis, it was in fact 1998, the Internet had existed for a short time, so much so that when I began to compile the bibliographic notes there were still no rules that said how to write internet sites. At the time there were very few Internet sites, I used to go from home to the university server via a modem, it made a lot of noise and I was very proud because at some point I got a second phone line so that I could have the internet connected continuously, this 'continuously' is in inverted commas as of course it was very, very slow. But why am I talking about my master's thesis? Because during the master's lessons I was literally struck by a presentation that they made on the creation of future scenarios, a particular technique not to predict the future but to analyze the present, and within my master's thesis there are forecasts for the future. future regarding the penetration of the Internet in everyday life. I created three scenarios set in the distant 2020 and in each of these scenarios I analyzed how the impact of the Internet could have shaped Australian society. In one the impact was more or less similar to that of  '98 when I wrote the thesis, in one it was very pronounced and in another people would have instead withdrawn to live in remote places far from technology.  I have not reread these three scenarios that have been written precisely, a characteristic of the technique of writing scenarios is that they are written just like real scripts and therefore you have to describe the environment, the characters, and reading them you almost get the impression to be reading short stories. Well, I want to take the time to read them again, I want to see how much I guessed correctly. I think it won’t be much, also because it was a time of great enthusiasm regarding technology and the possibilities of technology. Anyway I will read them, I will keep you updated and maybe I will tell you something in the coming days of these future Internet scenarios of mine.]]>
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        <![CDATA[Come mi immaginavo il futuro di Internet nel 1998? Lo so con certezza perché per la mia tesi di Master creai 3 scenari futuri ambientati nel lontanissimo anno 2020. <br><br>This podcast with English subtitles <a href="https://youtu.be/ZnDdoZAdpKk" rel="noopener">https://youtu.be/ZnDdoZAdpKk</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Ho in mano un volume dalla copertina nera, rigida, di grande formato, "Internet: analysis, impact, scenarios", l'internet: analisi, impatto, scenari - Cristina Marras Master of Communications 1998 Swinburne. È il volume rilegato della mia tesi di master, era appunto il 1998, l'Internet esisteva da poco tempo, tant'è che quando mi misi a compilare le note bibliografiche ancora non c'erano delle norme che dicessero come scrivere i siti internet. All'epoca c'erano pochissimi siti internet, io mi mettevo da casa al server dell'università tramite un modem, facevo un sacco di rumore ed ero molto orgogliosa perché a un certo punto avevo acquistato una seconda linea telefonica così da poter avere internet attaccato ininterrottamente, che è tra virgolette questo 'ininterrottamente' perché naturalmente era molto, molto lento. Ma perché vi parlo della mia tesi di master? Perché durante le lezioni di Master rimasi letteralmente fulminata da una presentazione che ci fecero sulla creazione degli scenari futuri, una tecnica particolare non di predire il futuro ma di analizzare il presente, e all'interno della mia tesi di master appunto ci sono previsioni per il futuro per quanto riguarda la penetrazione dell'Internet nella vita di tutti i giorni. Feci tre scenari ambientati nel lontanissimo 2020 e in ciascuno di questi scenari analizzavo come avrebbe potuto essere l'impatto di Internet nella società australiana. In uno l'impatto era cioè più o meno simile a quello del '98 quando scrissi la tesi, in uno era molto accentuato e in un altro invece la gente si sarebbe ritirata a vivere in luoghi remoti lontano dalla tecnologia. Non li ho riletti questi tre scenari che sono stati scritti proprio, una caratteristica della tecnica della scrittura di scenari è che si scrivono proprio come delle vere e proprie sceneggiature e quindi bisogna descrivere l'ambiente, i personaggi, e leggendoli si ha l'impressione di leggere quasi dei racconti. Ecco, me li voglio rileggere con calma, voglio vedere quanti ne avevo azzeccato. Credo di averne azzeccati pochissimi anche perché era un momento di grande entusiasmo per quanto riguarda la tecnologia e le possibilità della tecnologia. Comunque li leggerò, vi terrò aggiornati e magari vi racconterò qualcosa nei prossimi giorni di questi miei scenari futuri di Internet.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I have in my hand a volume with a black hardcover, large format, "Internet: analysis, impact, scenarios", the internet: analysis, impact, scenarios - Cristina Marras Master of Communications 1998 Swinburne. It is the bound volume of my master's thesis, it was in fact 1998, the Internet had existed for a short time, so much so that when I began to compile the bibliographic notes there were still no rules that said how to write internet sites. At the time there were very few Internet sites, I used to go from home to the university server via a modem, it made a lot of noise and I was very proud because at some point I got a second phone line so that I could have the internet connected continuously, this 'continuously' is in inverted commas as of course it was very, very slow. But why am I talking about my master's thesis? Because during the master's lessons I was literally struck by a presentation that they made on the creation of future scenarios, a particular technique not to predict the future but to analyze the present, and within my master's thesis there are forecasts for the future. future regarding the penetration of the Internet in everyday life. I created three scenarios set in the distant 2020 and in each of these scenarios I analyzed how the impact of the Internet could have shaped Australian society. In one the impact was more or less similar to that of  '98 when I wrote the thesis, in one it was very pronounced and in another people would have instead withdrawn to live in remote places far from technology.  I have not reread these three scenarios that have been written precisely, a characteristic of the technique of writing scenarios is that they are written just like real scripts and therefore you have to describe the environment, the characters, and reading them you almost get the impression to be reading short stories. Well, I want to take the time to read them again, I want to see how much I guessed correctly. I think it won’t be much, also because it was a time of great enthusiasm regarding technology and the possibilities of technology. Anyway I will read them, I will keep you updated and maybe I will tell you something in the coming days of these future Internet scenarios of mine.]]>
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      <pubDate>Tue, 13 Jul 2021 10:41:25 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 190 Michaela</title>
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        <![CDATA[Con Michaela ci siamo conosciute quando abitavo a Berlino, eravamo molto amiche e insieme ne abbiamo fatto tante. Lunghissime notti a ballare la musica techno, per uscire la mattina e trovare una Berlino imbiancata di neve, oppure prendere l'autobus notturno per andare a trascorrere una decina di ore a Parigi (non potevamo permetterci di pagare un pernottamento). Tra qualche settimana verrà a trovarmi a Cagliari, ci rivedremo dopo più di 30  anni. <br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Tra qualche settimana verrà a trovarmi Micaela. Michaela è una mia amica da tempo immemorabile e fu la mia prima amica 'indipendente' a Berlino, nel senso che fu la prima amica mia nonna persona conosciuta tramite amici o amici di amici. Con Michaela ci incontrammo in un centro per l'impiego opere per i giovani, si chiamava ABM - Arbeitsbeschaffungsmaßnahmen, davano delle attività lavorative ai giovani disoccupati, in cambio questi giovani disoccupati dovevano però una volta a settimana andare a trovarsi con una persona che dava un po' di informazioni su come trovare un lavoro stabile, cosa fare nella vita. E io lì mi ci trovai abbastanza per caso, diciamo che ero l'unica iscritta all'università, ero iscritta all'università a Cagliari mentre abitavo a Berlino, mentre le altre persone che facevano parte di questo programma erano persone un po' meno, diciamo, motivate, e una di queste fu Michela, lei ha cinque anni meno di me, quindi era più giovane di me ed era una una giovane ribelle scalmanata e legammo subito, diventammo subito amiche. Poi per un certo periodo abitammo anche insieme, lei mi ospitò a casa sua quando io stavo attraversando dei momenti di cambiamento, diciamo così, diciamo che Michele era la prima persona alla quale mi rivolgevo quando avevo bisogno di un supporto, sia spirituale che materiale, e con Michaela facevamo anche delle cose che si fanno quando si è giovani, quando si è ventenni, ad esempio ogni tanto prendevamo l'autobus che da Berlino ci portava a Parigi per andare a visitare la città, però siccome eravamo spiantate, allora facevamo questo lunghissimo viaggio con l'autobus che durava tutta la notte, trascorrevano quante più ore possibile a Parigi senza però dover essere costrette a prendere un alloggio perché non ce lo potevamo permettere e poi tornavano, dopo 12 ore 13 ore ce ne tornavamo a Berlino, facevamo un fine settimana così, poi andavamo a ballare insieme, erano i periodi della musica techno, ricordo queste notti fantastiche che si andava in discoteca d'inverno e poi si usciva la mattina presto e Berlino era una città bianca, coperta di neve, e ancora di con le orecchie frastornate dalla musica techno BUM! BUM! BUM! Che a me piaceva tantissimo. Insomma, tra qualche settimana all'inizio di agosto Michaela verrà a trovarmi, è da quasi 30 anni che non ci vediamo e un'ultima cosa: Michaela abitava in una via che si vede nel film Il cielo sopra Berlino, Gleditschstraße. Michaela, non vedo l'ora di riabbracciarti!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>In a few weeks Michaela will come to visit. Michaela has been a friend of mine from time immemorial and she was my first 'independent' friend in Berlin in the sense that she was the first friend of my grandmother who I met through friends or friends of friends. We met with Michaela in an employment center for youth works, it was called ABM - Arbeitsbeschaffungsmaßnahmen, they gave jobs to unemployed young people, in exchange these unemployed young people had to go and meet someone who gave a some information on how to find a stable job, what to do in life, and I found myself there quite by chance, let's say that I was the only one enrolled at the university, I was enrolled at the uni in Cagliari while I lived in Berlin, while the other people who were part of this program were a little less people, let's say, motivated, and one of these was Michaela, she is five years younger than me, so she was younger than me and she was a young rebel rowdy and we bonded immediately, we immediately became friend, and then for a certain period we also lived together, she welcomed me at her house when I was going through moments of change, let's say, let's say that Michaela was the first person I turned to when I needed support, both spiritual and material, and with Michaela we also did things that you do when you are young, when you are in your twenties, for example from time to time we took the bus from Berlin to Paris to visit the city, but since we were penniless, we took this very long journey by bus that lasted all night, then spent as many hours as possible in Paris without having to take accommodation because we could not afford it and then they returned, after 12 hours 13 hours we returned to Berlin, we spent weekends like this, then we went dancing, it was the periods of techno music, I remember these fantastic nights that we went to the disco in winter and when we left early in the morning Berlin was a white city, covered in snow, and we still had the ears stunned by techno music BUM! BUM! BUM! Which I liked very much. Any way, in a few weeks at the beginning of August Michaela will come to visit, we have not seen each other for almost 30 years and one last thing: Michaela lived in a street that can be seen in the film Wings of Desire, Gleditschstraße. Michaela, I can't wait to hug you again!]]>
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        <![CDATA[Con Michaela ci siamo conosciute quando abitavo a Berlino, eravamo molto amiche e insieme ne abbiamo fatto tante. Lunghissime notti a ballare la musica techno, per uscire la mattina e trovare una Berlino imbiancata di neve, oppure prendere l'autobus notturno per andare a trascorrere una decina di ore a Parigi (non potevamo permetterci di pagare un pernottamento). Tra qualche settimana verrà a trovarmi a Cagliari, ci rivedremo dopo più di 30  anni. <br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Tra qualche settimana verrà a trovarmi Micaela. Michaela è una mia amica da tempo immemorabile e fu la mia prima amica 'indipendente' a Berlino, nel senso che fu la prima amica mia nonna persona conosciuta tramite amici o amici di amici. Con Michaela ci incontrammo in un centro per l'impiego opere per i giovani, si chiamava ABM - Arbeitsbeschaffungsmaßnahmen, davano delle attività lavorative ai giovani disoccupati, in cambio questi giovani disoccupati dovevano però una volta a settimana andare a trovarsi con una persona che dava un po' di informazioni su come trovare un lavoro stabile, cosa fare nella vita. E io lì mi ci trovai abbastanza per caso, diciamo che ero l'unica iscritta all'università, ero iscritta all'università a Cagliari mentre abitavo a Berlino, mentre le altre persone che facevano parte di questo programma erano persone un po' meno, diciamo, motivate, e una di queste fu Michela, lei ha cinque anni meno di me, quindi era più giovane di me ed era una una giovane ribelle scalmanata e legammo subito, diventammo subito amiche. Poi per un certo periodo abitammo anche insieme, lei mi ospitò a casa sua quando io stavo attraversando dei momenti di cambiamento, diciamo così, diciamo che Michele era la prima persona alla quale mi rivolgevo quando avevo bisogno di un supporto, sia spirituale che materiale, e con Michaela facevamo anche delle cose che si fanno quando si è giovani, quando si è ventenni, ad esempio ogni tanto prendevamo l'autobus che da Berlino ci portava a Parigi per andare a visitare la città, però siccome eravamo spiantate, allora facevamo questo lunghissimo viaggio con l'autobus che durava tutta la notte, trascorrevano quante più ore possibile a Parigi senza però dover essere costrette a prendere un alloggio perché non ce lo potevamo permettere e poi tornavano, dopo 12 ore 13 ore ce ne tornavamo a Berlino, facevamo un fine settimana così, poi andavamo a ballare insieme, erano i periodi della musica techno, ricordo queste notti fantastiche che si andava in discoteca d'inverno e poi si usciva la mattina presto e Berlino era una città bianca, coperta di neve, e ancora di con le orecchie frastornate dalla musica techno BUM! BUM! BUM! Che a me piaceva tantissimo. Insomma, tra qualche settimana all'inizio di agosto Michaela verrà a trovarmi, è da quasi 30 anni che non ci vediamo e un'ultima cosa: Michaela abitava in una via che si vede nel film Il cielo sopra Berlino, Gleditschstraße. Michaela, non vedo l'ora di riabbracciarti!<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>In a few weeks Michaela will come to visit. Michaela has been a friend of mine from time immemorial and she was my first 'independent' friend in Berlin in the sense that she was the first friend of my grandmother who I met through friends or friends of friends. We met with Michaela in an employment center for youth works, it was called ABM - Arbeitsbeschaffungsmaßnahmen, they gave jobs to unemployed young people, in exchange these unemployed young people had to go and meet someone who gave a some information on how to find a stable job, what to do in life, and I found myself there quite by chance, let's say that I was the only one enrolled at the university, I was enrolled at the uni in Cagliari while I lived in Berlin, while the other people who were part of this program were a little less people, let's say, motivated, and one of these was Michaela, she is five years younger than me, so she was younger than me and she was a young rebel rowdy and we bonded immediately, we immediately became friend, and then for a certain period we also lived together, she welcomed me at her house when I was going through moments of change, let's say, let's say that Michaela was the first person I turned to when I needed support, both spiritual and material, and with Michaela we also did things that you do when you are young, when you are in your twenties, for example from time to time we took the bus from Berlin to Paris to visit the city, but since we were penniless, we took this very long journey by bus that lasted all night, then spent as many hours as possible in Paris without having to take accommodation because we could not afford it and then they returned, after 12 hours 13 hours we returned to Berlin, we spent weekends like this, then we went dancing, it was the periods of techno music, I remember these fantastic nights that we went to the disco in winter and when we left early in the morning Berlin was a white city, covered in snow, and we still had the ears stunned by techno music BUM! BUM! BUM! Which I liked very much. Any way, in a few weeks at the beginning of August Michaela will come to visit, we have not seen each other for almost 30 years and one last thing: Michaela lived in a street that can be seen in the film Wings of Desire, Gleditschstraße. Michaela, I can't wait to hug you again!]]>
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      <pubDate>Mon, 12 Jul 2021 07:29:43 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 189 Il costo del digitale</title>
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        <![CDATA[Il digitale ci ha permesso di sopravvivere nei mesi di pandemia, ma il costo per l'ambiente è stato tutt'altro che trascurabile, così come incredibilmente pesante è il costo delle nostre attività quotidiane su internet. Un interessantissimo articolo di Regine Debatty  dalla sua newsletter "We make money not art". Consigliatissima la lettura perché si parla di cose su cui il grande pubblico comincerà a riflettere solo tra diversi anni.<br><br>LINK<br>L'articolo sulla newsletter di Regine Debatty "We make money not art"<br><a href="https://we-make-money-not-art.com/covid-19-might-not-follow-us-online-but-our-carbon-footprint-does/" rel="noopener">https://we-make-money-not-art.com/covid-19-might-not-follow-us-online-but-our-carbon-footprint-does/</a> <br><br>The Shift Project<br><a href="https://theshiftproject.org/en/home/" rel="noopener">https://theshiftproject.org/en/home/</a><br><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Nell'ultima newsletter di Regine Debatty "We make money not art", facciamo soldi non arte, si parla di tutto l'inquinamento che è stato provocato dall'essere rimasti a casa a causa della pandemia. Perché è vero che la tecnologia del digitale ci ha permesso di sopravvivere dal punto di vista mentale e anche professionale durante tutti questi mesi della pandemia, abbiamo usato il digitale per guardare i film, per fare i nostri video, le videoconferenze, per moltissime altre attività per ordinare il cibo, per fare attività fisica, ed è anche vero che nel corso del 2020 abbiamo anche smesso di usare l'aereo, quindi si dovrebbe dire abbiamo usato meno energia. Il problema è che anche se durante il periodo della pandemia siamo rimasti a casa, l'economia a cui abbiamo dato vita è assolutamente ad altissima emissione di carbonio. Nella newsletter "We make money not art" c'è un bellissimo articolo molto lungo, vi metto il link perché vale proprio la pena leggere perché ci sono tantissimi spunti, io ve ne dico solo qualcuno in questi miei tre minuti. Si fa riferimento al The Shift Project che è un'organizzazione francese che nel 2019 già chiedeva che si cercasse di creare un'economia a basse emissioni di carbonio. Questa organizzazione ha fatto delle stime che il settore digitale è responsabile, era responsabile per il 4% delle emissioni di gas nocivi per l'ambiente, e il 45% è quello che è equiparabile al totale di emissioni emesse dal settore degli aerei, quindi noi quando pensiamo agli spostamenti aerei pensiamo che siano quelli quelli che inquinano di più, invece il digitale inquina eccome. Ci sono tantissimi spunti, come tutta l'energia che serve, l'elettricità che serve per alimentare i nostri computer, i nostri strumenti digitali, e l'energia che serve per creare i server per fare le ricerche su Google, per fare gli acquisti su Amazon. Ripeto: è una lettura incredibilmente piena di spunti, interessante, e anche che fa paura perché non abbiamo ancora trovato un modo per cambiare il modello economico.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Regine Debatty's newsletter "We make money not art" latest issue is about all the pollution that has been caused by staying at home due to the pandemic. Because it is true that digital technology has allowed us to survive mentally and also professionally during all these months of the pandemic, we have used digital to watch films, to make our videos, videoconferences, for many other activities, to order food, to exercise, and it is also true that during 2020 we also stopped using the plane, so it should be said we used less energy. The problem is that even though we stayed at home during the pandemic, the economy we created is incredibly high in carbon emission. In the newsletter "We make money not art" there is an excellent (long) article, I put the link because it's really worth reading as there are so many ideas, I only tell you a few in my three minutes. Reference is made to The Shift Project which is a French organization that in 2019 was already asking for an attempt to create a low-carbon economy. This organization calculated that the digital sector is responsible, it was responsible for 4% of emissions of gases harmful to the environment, 4% is comparable to the total emitted by the aircraft sector, so we when we think of air travel we think that they are the big polluters, while digital does pollute big time. There is so much food for thought, such as all the energy needed, the electricity needed to power our computers, our digital tools, and the energy needed to create the servers to do Google searches, to make purchases on Amazon. As I said: it is incredibly full of ideas, interesting, and also scary reading because we have not yet found a way to change the economic model.]]>
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        <![CDATA[Il digitale ci ha permesso di sopravvivere nei mesi di pandemia, ma il costo per l'ambiente è stato tutt'altro che trascurabile, così come incredibilmente pesante è il costo delle nostre attività quotidiane su internet. Un interessantissimo articolo di Regine Debatty  dalla sua newsletter "We make money not art". Consigliatissima la lettura perché si parla di cose su cui il grande pubblico comincerà a riflettere solo tra diversi anni.<br><br>LINK<br>L'articolo sulla newsletter di Regine Debatty "We make money not art"<br><a href="https://we-make-money-not-art.com/covid-19-might-not-follow-us-online-but-our-carbon-footprint-does/" rel="noopener">https://we-make-money-not-art.com/covid-19-might-not-follow-us-online-but-our-carbon-footprint-does/</a> <br><br>The Shift Project<br><a href="https://theshiftproject.org/en/home/" rel="noopener">https://theshiftproject.org/en/home/</a><br><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Nell'ultima newsletter di Regine Debatty "We make money not art", facciamo soldi non arte, si parla di tutto l'inquinamento che è stato provocato dall'essere rimasti a casa a causa della pandemia. Perché è vero che la tecnologia del digitale ci ha permesso di sopravvivere dal punto di vista mentale e anche professionale durante tutti questi mesi della pandemia, abbiamo usato il digitale per guardare i film, per fare i nostri video, le videoconferenze, per moltissime altre attività per ordinare il cibo, per fare attività fisica, ed è anche vero che nel corso del 2020 abbiamo anche smesso di usare l'aereo, quindi si dovrebbe dire abbiamo usato meno energia. Il problema è che anche se durante il periodo della pandemia siamo rimasti a casa, l'economia a cui abbiamo dato vita è assolutamente ad altissima emissione di carbonio. Nella newsletter "We make money not art" c'è un bellissimo articolo molto lungo, vi metto il link perché vale proprio la pena leggere perché ci sono tantissimi spunti, io ve ne dico solo qualcuno in questi miei tre minuti. Si fa riferimento al The Shift Project che è un'organizzazione francese che nel 2019 già chiedeva che si cercasse di creare un'economia a basse emissioni di carbonio. Questa organizzazione ha fatto delle stime che il settore digitale è responsabile, era responsabile per il 4% delle emissioni di gas nocivi per l'ambiente, e il 45% è quello che è equiparabile al totale di emissioni emesse dal settore degli aerei, quindi noi quando pensiamo agli spostamenti aerei pensiamo che siano quelli quelli che inquinano di più, invece il digitale inquina eccome. Ci sono tantissimi spunti, come tutta l'energia che serve, l'elettricità che serve per alimentare i nostri computer, i nostri strumenti digitali, e l'energia che serve per creare i server per fare le ricerche su Google, per fare gli acquisti su Amazon. Ripeto: è una lettura incredibilmente piena di spunti, interessante, e anche che fa paura perché non abbiamo ancora trovato un modo per cambiare il modello economico.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Regine Debatty's newsletter "We make money not art" latest issue is about all the pollution that has been caused by staying at home due to the pandemic. Because it is true that digital technology has allowed us to survive mentally and also professionally during all these months of the pandemic, we have used digital to watch films, to make our videos, videoconferences, for many other activities, to order food, to exercise, and it is also true that during 2020 we also stopped using the plane, so it should be said we used less energy. The problem is that even though we stayed at home during the pandemic, the economy we created is incredibly high in carbon emission. In the newsletter "We make money not art" there is an excellent (long) article, I put the link because it's really worth reading as there are so many ideas, I only tell you a few in my three minutes. Reference is made to The Shift Project which is a French organization that in 2019 was already asking for an attempt to create a low-carbon economy. This organization calculated that the digital sector is responsible, it was responsible for 4% of emissions of gases harmful to the environment, 4% is comparable to the total emitted by the aircraft sector, so we when we think of air travel we think that they are the big polluters, while digital does pollute big time. There is so much food for thought, such as all the energy needed, the electricity needed to power our computers, our digital tools, and the energy needed to create the servers to do Google searches, to make purchases on Amazon. As I said: it is incredibly full of ideas, interesting, and also scary reading because we have not yet found a way to change the economic model.]]>
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      <pubDate>Sun, 11 Jul 2021 10:04:52 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il digitale ci ha permesso di sopravvivere nei mesi di pandemia, ma il costo per l'ambiente è stato tutt'altro che trascurabile, così come incredibilmente pesante è il costo delle nostre attività quotidiane su internet. Un interessantissimo articolo di Regine Debatty  dalla sua newsletter "We make money not art". Consigliatissima la lettura perché si parla di cose su cui il grande pubblico comincerà a riflettere solo tra diversi anni.LINKL'articolo sulla newsletter di Regine Debatty "We make money not art"https://we-make-money-not-art.com/covid-19-might-not-follow-us-online-but-our-carbon-footprint-does/ The Shift Projecthttps://theshiftproject.org/en/home/TESTO TRASCRITTO (English below)Nell'ultima newsletter di Regine Debatty "We make money not art", facciamo soldi non arte, si parla di tutto l'inquinamento che è stato provocato dall'essere rimasti a casa a causa della pandemia. Perché è vero che la tecnologia del digitale ci ha permesso di sopravvivere dal punto di vista mentale e anche professionale durante tutti questi mesi della pandemia, abbiamo usato il digitale per guardare i film, per fare i nostri video, le videoconferenze, per moltissime altre attività per ordinare il cibo, per fare attività fisica, ed è anche vero che nel corso del 2020 abbiamo anche smesso di usare l'aereo, quindi si dovrebbe dire abbiamo usato meno energia. Il problema è che anche se durante il periodo della pandemia siamo rimasti a casa, l'economia a cui abbiamo dato vita è assolutamente ad altissima emissione di carbonio. Nella newsletter "We make money not art" c'è un bellissimo articolo molto lungo, vi metto il link perché vale proprio la pena leggere perché ci sono tantissimi spunti, io ve ne dico solo qualcuno in questi miei tre minuti. Si fa riferimento al The Shift Project che è un'organizzazione francese che nel 2019 già chiedeva che si cercasse di creare un'economia a basse emissioni di carbonio. Questa organizzazione ha fatto delle stime che il settore digitale è responsabile, era responsabile per il 4% delle emissioni di gas nocivi per l'ambiente, e il 45% è quello che è equiparabile al totale di emissioni emesse dal settore degli aerei, quindi noi quando pensiamo agli spostamenti aerei pensiamo che siano quelli quelli che inquinano di più, invece il digitale inquina eccome. Ci sono tantissimi spunti, come tutta l'energia che serve, l'elettricità che serve per alimentare i nostri computer, i nostri strumenti digitali, e l'energia che serve per creare i server per fare le ricerche su Google, per fare gli acquisti su Amazon. Ripeto: è una lettura incredibilmente piena di spunti, interessante, e anche che fa paura perché non abbiamo ancora trovato un modo per cambiare il modello economico.ENGLISH TRANSLATIONRegine Debatty's newsletter "We make money not art" latest issue is about all the pollution that has been caused by staying at home due to the pandemic. Because it is true that digital technology has allowed us to survive mentally and also professionally during all these months of the pandemic, we have used digital to watch films, to make our videos, videoconferences, for many other activities, to order food, to exercise, and it is also true that during 2020 we also stopped using the plane, so it should be said we used less energy. The problem is that even though we stayed at home during the pandemic, the economy we created is incredibly high in carbon emission. In the newsletter "We make money not art" there is an excellent (long) article, I put the link because it's really worth reading as there are so many ideas, I only tell you a few in my three minutes. Reference is made to The Shift Project which is a French organization that in 2019 was already...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 188 I nostri blacks</title>
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        <![CDATA[Pronti a lanciare # per i Black Lives Matter negli Stati Uniti ma inspiegabilmente ciechi davanti alle forme di razzismo sistemico perpetrate in Italia. <br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Anche in Italia si parla di Black Lives Matter. Quel movimento nato negli Stati Uniti per rivendicare il diritto alla vita degli afroamericani che sono vittime di un razzismo sistemico da parte delle istituzioni degli Stati Uniti, soprattutto da parte molto evidente quello perpetrato da parte delle forze dell'ordine. Lo avete visto anche voi, se seguite un po' i giornali e le notizie internazionali, quasi ogni giorno qualcuno viene ammazzato. Immotivatamente e in modo anche molto molto plateale, ripreso dai cellulari. Quello che mi  fa riflettere è il modo in cui Black Lives Matter viene percepito in Italia. L'Italia come nazione ha delle radici diverse da quelle degli Stati Uniti. Diciamo che se volessimo fare un parallelo, molto alla lontana, potremmo dire che è lo stato italiano è stato fondato sulle disuguaglianze tra nord e sud, però che facevano comunque, appartenevano comunque alla stessa alla stessa radice sociale culturale, più o meno. E c'è stato un momento all'inizio dello scorso secolo quando l'Italia si è messa in testa di avere delle velleità coloniali e quindi si è fatta le sue colonie, e le ripercussioni le vediamo ancora oggi, perché l'Italia si è fatta portatrice di politiche di aggressione, di sfruttamento e di miserie nei paesi del nord dell'Africa, in alcuni paesi del nord dell'Africa, e le ripercussioni economiche e sociali li vediamo ancora oggi. Ma quello che mi colpisce è l'atteggiamento di molti italiani rispetto appunto a Black Lives Methods che viene osannato come movimento, giustamente, di rivalsa e di giustizia sociale quando avviene negli Stati Uniti, però sono spesso anche le stesse persone che qui a casa loro non vedono l'ironia del fatto che i nostri Black Lives Matters quelli che muoiono magari sul campo di pomodori gli emigrati che costretti a lavorare ore pazzesche sotto il sole che poi muoiono sfiniti, come è successo qualche giorno fa, raccogliendo pomodori e quando non si vede l'ironia - e sto mettendo ironia molto tra virgolette - del fatto che anche noi abbiamo i nostri Black Lives qui in Italia che però quelli non sono Black Lives quelli non meritano hashtag e quelli non meritano alzate di scudi perché, perché quelli invece sono quelli che vediamo ai semafori e quelli ai quali diamo del tu e quelli ai quali non riconosciamo nessun tipo di dignità umana. Diciamo che siamo un po ciechi color blind.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>In Italy too people talk about Black Lives Matter, that movement born in the US to claim the right to life of African Americans who are victims of a systemic racism by US institutions, especially by the very evident one perpetrated by the police. You have seen it too, if you follow the newspapers and international news a little, someone is killed almost every day. Without reason and in a very, very blatant way, recorded on mobile phones. What makes me wonder is the way in which BLM is perceived in Italy. Italy as a nation has different roots from those of the US. Let's say that if we wanted to make a parallel, very distantly, we could say that the Italian state was founded on the inequalities between north and south, but that they did anyway, they still belonged to the same cultural social root, more or less. And there was a moment at the beginning of the last century when Italy got the idea to have colonial ambitions and therefore made its own colonies, and the repercussions we still see today, because Italy was the bearer of policies of aggression, exploitation and misery in the countries of North Africa, in some countries of North Africa, and we still see the economic and social consequences today. But what strikes me is the attitude of many Italians with respect to BLM which is, rightly so, hailed as a movement of revenge and social justice when it happens in the US, but they are also often the same people here at home do not see the irony of the fact that we have our own BLM, that is those who die on the tomato fields, the migrants forced to work inhumane hours under the sun, those who then die exhausted, as just happened a few days ago, picking tomatoes. People don’t see the irony - and I'm putting ‘irony’ in huge quotes - of the fact that we also have our BLM here in Italy but those ‘in house’ don't deserve hashtags and those don't deserve taking a stand because, because those are the same people that we see at traffic lights and those that we address disrespectfully by first name and those to whom we do not recognize any kind of human dignity. Let's say we are a bit blind, color blind.]]>
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        <![CDATA[Pronti a lanciare # per i Black Lives Matter negli Stati Uniti ma inspiegabilmente ciechi davanti alle forme di razzismo sistemico perpetrate in Italia. <br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Anche in Italia si parla di Black Lives Matter. Quel movimento nato negli Stati Uniti per rivendicare il diritto alla vita degli afroamericani che sono vittime di un razzismo sistemico da parte delle istituzioni degli Stati Uniti, soprattutto da parte molto evidente quello perpetrato da parte delle forze dell'ordine. Lo avete visto anche voi, se seguite un po' i giornali e le notizie internazionali, quasi ogni giorno qualcuno viene ammazzato. Immotivatamente e in modo anche molto molto plateale, ripreso dai cellulari. Quello che mi  fa riflettere è il modo in cui Black Lives Matter viene percepito in Italia. L'Italia come nazione ha delle radici diverse da quelle degli Stati Uniti. Diciamo che se volessimo fare un parallelo, molto alla lontana, potremmo dire che è lo stato italiano è stato fondato sulle disuguaglianze tra nord e sud, però che facevano comunque, appartenevano comunque alla stessa alla stessa radice sociale culturale, più o meno. E c'è stato un momento all'inizio dello scorso secolo quando l'Italia si è messa in testa di avere delle velleità coloniali e quindi si è fatta le sue colonie, e le ripercussioni le vediamo ancora oggi, perché l'Italia si è fatta portatrice di politiche di aggressione, di sfruttamento e di miserie nei paesi del nord dell'Africa, in alcuni paesi del nord dell'Africa, e le ripercussioni economiche e sociali li vediamo ancora oggi. Ma quello che mi colpisce è l'atteggiamento di molti italiani rispetto appunto a Black Lives Methods che viene osannato come movimento, giustamente, di rivalsa e di giustizia sociale quando avviene negli Stati Uniti, però sono spesso anche le stesse persone che qui a casa loro non vedono l'ironia del fatto che i nostri Black Lives Matters quelli che muoiono magari sul campo di pomodori gli emigrati che costretti a lavorare ore pazzesche sotto il sole che poi muoiono sfiniti, come è successo qualche giorno fa, raccogliendo pomodori e quando non si vede l'ironia - e sto mettendo ironia molto tra virgolette - del fatto che anche noi abbiamo i nostri Black Lives qui in Italia che però quelli non sono Black Lives quelli non meritano hashtag e quelli non meritano alzate di scudi perché, perché quelli invece sono quelli che vediamo ai semafori e quelli ai quali diamo del tu e quelli ai quali non riconosciamo nessun tipo di dignità umana. Diciamo che siamo un po ciechi color blind.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>In Italy too people talk about Black Lives Matter, that movement born in the US to claim the right to life of African Americans who are victims of a systemic racism by US institutions, especially by the very evident one perpetrated by the police. You have seen it too, if you follow the newspapers and international news a little, someone is killed almost every day. Without reason and in a very, very blatant way, recorded on mobile phones. What makes me wonder is the way in which BLM is perceived in Italy. Italy as a nation has different roots from those of the US. Let's say that if we wanted to make a parallel, very distantly, we could say that the Italian state was founded on the inequalities between north and south, but that they did anyway, they still belonged to the same cultural social root, more or less. And there was a moment at the beginning of the last century when Italy got the idea to have colonial ambitions and therefore made its own colonies, and the repercussions we still see today, because Italy was the bearer of policies of aggression, exploitation and misery in the countries of North Africa, in some countries of North Africa, and we still see the economic and social consequences today. But what strikes me is the attitude of many Italians with respect to BLM which is, rightly so, hailed as a movement of revenge and social justice when it happens in the US, but they are also often the same people here at home do not see the irony of the fact that we have our own BLM, that is those who die on the tomato fields, the migrants forced to work inhumane hours under the sun, those who then die exhausted, as just happened a few days ago, picking tomatoes. People don’t see the irony - and I'm putting ‘irony’ in huge quotes - of the fact that we also have our BLM here in Italy but those ‘in house’ don't deserve hashtags and those don't deserve taking a stand because, because those are the same people that we see at traffic lights and those that we address disrespectfully by first name and those to whom we do not recognize any kind of human dignity. Let's say we are a bit blind, color blind.]]>
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      <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 16:17:59 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 187 Chi è 'noi'?</title>
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        <![CDATA[Quando diciamo 'noi' in effetti cosa intendiamo? O meglio, cosa escludiamo? Quando diciamo noi spesso non solo escludiamo determinati gruppi marginalizzati, ma escludiamo anche tutta una serie di elementi non umani che invece fanno parte dell'ecosistema e del mondo urbano che ci circonda. Parte da questa riflessione l'esposizione del Padiglione Olandese alla Biennale di Architettura 2021. Una conversazione interessantissima. <br><br>LINK<br><a href="https://www.dezeen.com/2021/05/20/dutch-pavilion-venice-architecture-biennale-who-is-we-exhibition/" rel="noopener">https://www.dezeen.com/2021/05/20/dutch-pavilion-venice-architecture-biennale-who-is-we-exhibition/</a><br><br>This podcast with English subtitles / Il podcast con sottotitoli in inglese<br><a href="https://youtu.be/OHE4VRhuD1U" rel="noopener">https://youtu.be/OHE4VRhuD1U</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Quando diciamo 'noi' in effetti cosa intendiamo? O meglio, cosa escludiamo? Quando diciamo noi spesso non solo escludiamo determinati gruppi marginalizzati, ma escludiamo anche tutta una serie di elementi non umani che invece fanno parte dell'ecosistema e del mondo urbano che ci circonda. Queste considerazioni profonde e molto interessanti non sono mie ma sono quelle da cui parte il padiglione olandese alla Biennale di Venezia. Sì torno ancora alla Biennale di Venezia perché quando vedi una cosa che ti ispira, poi appunto è questa la cosa bella del vedere l'arte, che l'arte ti ispira e rimane con te e ti fa pensare ben oltre i momenti in cui l'hai vista. Ricordo che il tema generale della Biennale quest'anno, che è la Biennale di Architettura, è How will we live together - come è che potremo vivere insieme, è appunto nel padiglione olandese hanno elaborato questa questa domanda chiedendosi a loro volta 'who is we'? chi è, chi siamo noi quando parliamo al plurale? Di chi stiamo veramente parlando? In effetti stiamo parlando probabilmente del 10% delle cose, delle persone degli, esseri viventi che popolano la Terra perché a progettare le città a parlare del discorso urbanistico poi è sempre una ristretta cerchia di persone. Invece appunto gli architetti del padiglione olandese cercano di ribaltare questo paradigma e di pensare in termini molto più ampi, dove il noi include non solo le persone solitamente lasciate ai margini ma anche importanti entità non umane come ad esempio le piante e come gli animali, e fanno tutta una serie di considerazioni che porteranno avanti fino a novembre, finisce a novembre la Biennale di Architettura, portano avanti tutta una serie di considerazioni appunto sullo spazio, sull'uso di spazi urbani che siano più accoglienti di tutte le specie di tutti i generi e di tutte le persone, insomma una riflessione che fa ben sperare diciamo su quello che può essere il futuro delle nostre città dei nostri luoghi e permettetemi di usare una parola che non mi piace per niente usare ma quello delle comunità resilienti, delle comunità che resistono non solo resistono ma resistono benissimo e fioriscono fanno delle diversità il loro punto di forza. Ecco vi voglio lasciare oggi con quest'immagine: quando vi guardate intorno la prossima volta pensate a noi ma pensate a un noi che include anche le piante anche gli animali e tutto quello che ci circonda.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>When we say 'we' what do we actually mean? Or rather, what do we exclude? When we say ‘we’ we often not only exclude certain marginalized groups, but we also exclude a whole series of non-human elements that are part of the ecosystem and the urban world that surrounds us. These profound and very interesting considerations are not mine but they are the ones from which the Dutch pavilion at the Venice Biennale starts. Yes, I go back to the Venice Biennale because when you see something that inspires you, then precisely this is the beautiful thing about art, art inspires you and stays with you and makes you think far beyond the moments in which you have seen it. I remind you that general theme of the Biennale this year, which is the Architecture Biennale, is ‘How will we live together’ and specifically in the Dutch pavilion they process this question asking themselves 'who is we?' who are 'we' when we speak in the plural? Who are we really talking about? In reality, we are probably talking about 10% of things, of people, of living beings that populate the Earth because it is always a small circle of people who design cities, who talk about urban planning. But instead, the architects of the Dutch pavilion try to overturn this paradigm and to think in much broader terms, where ‘we’ includes not only those people usually marginalised, but also important non-human entities such as plants and animals, and they make a whole series of considerations that will carry on until November, the Architecture Biennale ends in November, they carry out a whole series of considerations precisely on space, on the use of urban spaces that are more welcoming of all species, of all kinds, of all people, in short, a reflection that bodes well, let's say on what the future of our cities and our places can be and allow me to use a word that I do not like to use at all but that of ‘resilient’ communities, communities that resist, that not only resist but that resist very well and flourish making of diversity their strong point. Here I want to leave you today with this image: when you look around next time do think of ‘us’ but think of us that also includes plants, animals and everything around us.]]>
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        <![CDATA[Quando diciamo 'noi' in effetti cosa intendiamo? O meglio, cosa escludiamo? Quando diciamo noi spesso non solo escludiamo determinati gruppi marginalizzati, ma escludiamo anche tutta una serie di elementi non umani che invece fanno parte dell'ecosistema e del mondo urbano che ci circonda. Parte da questa riflessione l'esposizione del Padiglione Olandese alla Biennale di Architettura 2021. Una conversazione interessantissima. <br><br>LINK<br><a href="https://www.dezeen.com/2021/05/20/dutch-pavilion-venice-architecture-biennale-who-is-we-exhibition/" rel="noopener">https://www.dezeen.com/2021/05/20/dutch-pavilion-venice-architecture-biennale-who-is-we-exhibition/</a><br><br>This podcast with English subtitles / Il podcast con sottotitoli in inglese<br><a href="https://youtu.be/OHE4VRhuD1U" rel="noopener">https://youtu.be/OHE4VRhuD1U</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Quando diciamo 'noi' in effetti cosa intendiamo? O meglio, cosa escludiamo? Quando diciamo noi spesso non solo escludiamo determinati gruppi marginalizzati, ma escludiamo anche tutta una serie di elementi non umani che invece fanno parte dell'ecosistema e del mondo urbano che ci circonda. Queste considerazioni profonde e molto interessanti non sono mie ma sono quelle da cui parte il padiglione olandese alla Biennale di Venezia. Sì torno ancora alla Biennale di Venezia perché quando vedi una cosa che ti ispira, poi appunto è questa la cosa bella del vedere l'arte, che l'arte ti ispira e rimane con te e ti fa pensare ben oltre i momenti in cui l'hai vista. Ricordo che il tema generale della Biennale quest'anno, che è la Biennale di Architettura, è How will we live together - come è che potremo vivere insieme, è appunto nel padiglione olandese hanno elaborato questa questa domanda chiedendosi a loro volta 'who is we'? chi è, chi siamo noi quando parliamo al plurale? Di chi stiamo veramente parlando? In effetti stiamo parlando probabilmente del 10% delle cose, delle persone degli, esseri viventi che popolano la Terra perché a progettare le città a parlare del discorso urbanistico poi è sempre una ristretta cerchia di persone. Invece appunto gli architetti del padiglione olandese cercano di ribaltare questo paradigma e di pensare in termini molto più ampi, dove il noi include non solo le persone solitamente lasciate ai margini ma anche importanti entità non umane come ad esempio le piante e come gli animali, e fanno tutta una serie di considerazioni che porteranno avanti fino a novembre, finisce a novembre la Biennale di Architettura, portano avanti tutta una serie di considerazioni appunto sullo spazio, sull'uso di spazi urbani che siano più accoglienti di tutte le specie di tutti i generi e di tutte le persone, insomma una riflessione che fa ben sperare diciamo su quello che può essere il futuro delle nostre città dei nostri luoghi e permettetemi di usare una parola che non mi piace per niente usare ma quello delle comunità resilienti, delle comunità che resistono non solo resistono ma resistono benissimo e fioriscono fanno delle diversità il loro punto di forza. Ecco vi voglio lasciare oggi con quest'immagine: quando vi guardate intorno la prossima volta pensate a noi ma pensate a un noi che include anche le piante anche gli animali e tutto quello che ci circonda.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>When we say 'we' what do we actually mean? Or rather, what do we exclude? When we say ‘we’ we often not only exclude certain marginalized groups, but we also exclude a whole series of non-human elements that are part of the ecosystem and the urban world that surrounds us. These profound and very interesting considerations are not mine but they are the ones from which the Dutch pavilion at the Venice Biennale starts. Yes, I go back to the Venice Biennale because when you see something that inspires you, then precisely this is the beautiful thing about art, art inspires you and stays with you and makes you think far beyond the moments in which you have seen it. I remind you that general theme of the Biennale this year, which is the Architecture Biennale, is ‘How will we live together’ and specifically in the Dutch pavilion they process this question asking themselves 'who is we?' who are 'we' when we speak in the plural? Who are we really talking about? In reality, we are probably talking about 10% of things, of people, of living beings that populate the Earth because it is always a small circle of people who design cities, who talk about urban planning. But instead, the architects of the Dutch pavilion try to overturn this paradigm and to think in much broader terms, where ‘we’ includes not only those people usually marginalised, but also important non-human entities such as plants and animals, and they make a whole series of considerations that will carry on until November, the Architecture Biennale ends in November, they carry out a whole series of considerations precisely on space, on the use of urban spaces that are more welcoming of all species, of all kinds, of all people, in short, a reflection that bodes well, let's say on what the future of our cities and our places can be and allow me to use a word that I do not like to use at all but that of ‘resilient’ communities, communities that resist, that not only resist but that resist very well and flourish making of diversity their strong point. Here I want to leave you today with this image: when you look around next time do think of ‘us’ but think of us that also includes plants, animals and everything around us.]]>
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      <pubDate>Fri, 09 Jul 2021 10:52:15 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 186 Sputnik</title>
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        <![CDATA[Ad una settimana dall'ingresso a casa, la nuova gattina sembra esersi ambientata. Alla grande!<br><br>LINK<br>Sputnik <a href="https://twitter.com/cristinamarras/status/1412016886318092291/photo/1" rel="noopener">https://twitter.com/cristinamarras/status/1412016886318092291/photo/1</a><br><br>Il podcast con sottotitoli in inglese / with English subtitles<br><a href="https://youtu.be/5DHIKmdhE6s" rel="noopener">https://youtu.be/5DHIKmdhE6s</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English below)<br>Aggiornamento sul nuovo gattino che da una settimana esatta abbiamo a casa abbiamo deciso il nome. Io avevo proposto Schrödinger che però mi è stato bocciato dicendo no è troppo lungo,  mentre io ho contato le sillabe, è lungo esattamente quanto Mazinga. Però, vabbè, viviamo in una democrazia in questa casa, quindi mi hanno bocciato Schrödinger. Avevo proposto anche QWERTY, come la tastiera, e anche questo mi è stato bocciato. Alla fine ci siamo accordati su Sputnik, anche se mi rendo conto che abbreviandolo, come succede spesso che i nomi degli animali, poi si abbreviano quando si vogliono chiamare velocemente, beh se è abbreviato Sputnik diventa 'sputi'. Spero che non prenda piede questo modo di chiamare il gattino. I gattino sta bene, anzi benissimo, quelli che stanno male siamo noi perché è ancora minuscolo, sta ancora dentro uno zoccolo, si infila dentro uno zoccolo di plastica, quindi veramente sta nella mano, è molto attivo come tutti i gattini di quell'età, non ci lascia dormire la notte perché ha imparato ad arrampicarsi sul letto e le piace stare vicino alla nostra testa per masticare i capelli, non lo so cosa cosa cosa voglia fare, oppure per saltarci così addosso in modo indiscriminato, ha delle piccole unghie però molto acuminate, anche i dentini non scherzano. Per quanto riguarda Mazinga, che per chi non la conoscesse è una gatta di circa 8 chili, è veramente gigantesca, mastodontica, proprio grande grande grande. All'inizio ha giustamente soffiato nei confronti della nuova arrivata. Poi è passata all'indifferenza più totale. Stiamo però verificando, stiamo però assistendo a una cosa un po' strana che cioè questa gattina piccola è un po' sfacciata, va a mangiare dalla ciotola di Mazinga, e Mazinga boh è completamente indifferente. Ogni tanto la piccola cerca di giocare con Mazinga e anche lì Mazinga sembra non essere molto interessata. Noi ci stiamo divertendo immensamente a guardare le interazioni tra gli animali, tra questi due animali che fanno proprio ridere a vederli insieme perché appunto c'è Mazinga che è grande e grossa col pelo molto molto lungo, proprio esagerata e pigrissima, e poi c'è questa scheggia di Sputnik che appunto non sta ferma un attimo a tutte le ore del giorno e della notte, è minuscola tutta grigia. Siamo comunque contenti che non si stiano scannando a vicenda e che si stiano sopportando sorellescamente, e noi ci divertiamo. Concludo dicendo MIAO.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Update on the new kitten after exactly one week. We have decided on the name. I had suggested Schrödinger but it was rejected by saying no, it is too long, while I counted the syllables, it is exactly as long as Mazinga, but, oh well, we live in a democracy in this house, so Schrödinger rejected. I had also suggested QWERTY, like the keyboard, and this too was rejected. In the end we agreed on Sputnik, although I realize that shortening it, as is often the case with animal names, you shorten them to call them quickly, well if Sputnik is shortened it becomes 'sputi' [spits]. I hope this way of calling the kitten doesn't catch on. The kitten is fine, very well indeed, the ones who are not fine are us because it is still tiny, it still fits inside a shoe, it slips into a plastic clog, so it really fits in the hand, it is very active like all kittens of that age, it does not let us sleep at night because it has learned to climb on the bed and it likes to stay close to our head to chew our hair, I don't know what it think it's doing, or to jump on us indiscriminately, it has small nails though very sharp, and the teeth are not bad either. As for Mazinga, who for those unfamiliar with it is a cat of about 8 kilos, it is truly gigantic, mammoth, just very very big. At first it rightly hissed the newcomer. Then it moved on to total indifference. We are watching out, and we are witnessing something a bit strange that this little kitten is a bit cheeky, it goes to eat from the bowl of Mazinga, and Mazinga boh! It's completely indifferent. Every so often the little one tries to play with Mazinga and even there Mazinga doesn't seem to be very interested. We are enjoying immensely watching the interactions between the two, between these two animals, it is funny to see them together because you have Mazinga who is big and thick with very very long hair, just over the top, and very lazy, and then there is it is this sliver of Sputnik that does not stand still for a moment at all hours of the day and night, it is tiny all gray. Still, we're glad they're not slaughtering each other and putting up with each other, like good sisters, and we're having fun. I conclude by saying MIAOW.]]>
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        <![CDATA[Ad una settimana dall'ingresso a casa, la nuova gattina sembra esersi ambientata. Alla grande!<br><br>LINK<br>Sputnik <a href="https://twitter.com/cristinamarras/status/1412016886318092291/photo/1" rel="noopener">https://twitter.com/cristinamarras/status/1412016886318092291/photo/1</a><br><br>Il podcast con sottotitoli in inglese / with English subtitles<br><a href="https://youtu.be/5DHIKmdhE6s" rel="noopener">https://youtu.be/5DHIKmdhE6s</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English below)<br>Aggiornamento sul nuovo gattino che da una settimana esatta abbiamo a casa abbiamo deciso il nome. Io avevo proposto Schrödinger che però mi è stato bocciato dicendo no è troppo lungo,  mentre io ho contato le sillabe, è lungo esattamente quanto Mazinga. Però, vabbè, viviamo in una democrazia in questa casa, quindi mi hanno bocciato Schrödinger. Avevo proposto anche QWERTY, come la tastiera, e anche questo mi è stato bocciato. Alla fine ci siamo accordati su Sputnik, anche se mi rendo conto che abbreviandolo, come succede spesso che i nomi degli animali, poi si abbreviano quando si vogliono chiamare velocemente, beh se è abbreviato Sputnik diventa 'sputi'. Spero che non prenda piede questo modo di chiamare il gattino. I gattino sta bene, anzi benissimo, quelli che stanno male siamo noi perché è ancora minuscolo, sta ancora dentro uno zoccolo, si infila dentro uno zoccolo di plastica, quindi veramente sta nella mano, è molto attivo come tutti i gattini di quell'età, non ci lascia dormire la notte perché ha imparato ad arrampicarsi sul letto e le piace stare vicino alla nostra testa per masticare i capelli, non lo so cosa cosa cosa voglia fare, oppure per saltarci così addosso in modo indiscriminato, ha delle piccole unghie però molto acuminate, anche i dentini non scherzano. Per quanto riguarda Mazinga, che per chi non la conoscesse è una gatta di circa 8 chili, è veramente gigantesca, mastodontica, proprio grande grande grande. All'inizio ha giustamente soffiato nei confronti della nuova arrivata. Poi è passata all'indifferenza più totale. Stiamo però verificando, stiamo però assistendo a una cosa un po' strana che cioè questa gattina piccola è un po' sfacciata, va a mangiare dalla ciotola di Mazinga, e Mazinga boh è completamente indifferente. Ogni tanto la piccola cerca di giocare con Mazinga e anche lì Mazinga sembra non essere molto interessata. Noi ci stiamo divertendo immensamente a guardare le interazioni tra gli animali, tra questi due animali che fanno proprio ridere a vederli insieme perché appunto c'è Mazinga che è grande e grossa col pelo molto molto lungo, proprio esagerata e pigrissima, e poi c'è questa scheggia di Sputnik che appunto non sta ferma un attimo a tutte le ore del giorno e della notte, è minuscola tutta grigia. Siamo comunque contenti che non si stiano scannando a vicenda e che si stiano sopportando sorellescamente, e noi ci divertiamo. Concludo dicendo MIAO.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Update on the new kitten after exactly one week. We have decided on the name. I had suggested Schrödinger but it was rejected by saying no, it is too long, while I counted the syllables, it is exactly as long as Mazinga, but, oh well, we live in a democracy in this house, so Schrödinger rejected. I had also suggested QWERTY, like the keyboard, and this too was rejected. In the end we agreed on Sputnik, although I realize that shortening it, as is often the case with animal names, you shorten them to call them quickly, well if Sputnik is shortened it becomes 'sputi' [spits]. I hope this way of calling the kitten doesn't catch on. The kitten is fine, very well indeed, the ones who are not fine are us because it is still tiny, it still fits inside a shoe, it slips into a plastic clog, so it really fits in the hand, it is very active like all kittens of that age, it does not let us sleep at night because it has learned to climb on the bed and it likes to stay close to our head to chew our hair, I don't know what it think it's doing, or to jump on us indiscriminately, it has small nails though very sharp, and the teeth are not bad either. As for Mazinga, who for those unfamiliar with it is a cat of about 8 kilos, it is truly gigantic, mammoth, just very very big. At first it rightly hissed the newcomer. Then it moved on to total indifference. We are watching out, and we are witnessing something a bit strange that this little kitten is a bit cheeky, it goes to eat from the bowl of Mazinga, and Mazinga boh! It's completely indifferent. Every so often the little one tries to play with Mazinga and even there Mazinga doesn't seem to be very interested. We are enjoying immensely watching the interactions between the two, between these two animals, it is funny to see them together because you have Mazinga who is big and thick with very very long hair, just over the top, and very lazy, and then there is it is this sliver of Sputnik that does not stand still for a moment at all hours of the day and night, it is tiny all gray. Still, we're glad they're not slaughtering each other and putting up with each other, like good sisters, and we're having fun. I conclude by saying MIAOW.]]>
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      <pubDate>Thu, 08 Jul 2021 07:57:55 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ad una settimana dall'ingresso a casa, la nuova gattina sembra esersi ambientata. Alla grande!LINKSputnik https://twitter.com/cristinamarras/status/1412016886318092291/photo/1Il podcast con sottotitoli in inglese / with English subtitleshttps://youtu.be/5DHIKmdhE6sTRASCRIZIONE TESTO (English below)Aggiornamento sul nuovo gattino che da una settimana esatta abbiamo a casa abbiamo deciso il nome. Io avevo proposto Schrödinger che però mi è stato bocciato dicendo no è troppo lungo,  mentre io ho contato le sillabe, è lungo esattamente quanto Mazinga. Però, vabbè, viviamo in una democrazia in questa casa, quindi mi hanno bocciato Schrödinger. Avevo proposto anche QWERTY, come la tastiera, e anche questo mi è stato bocciato. Alla fine ci siamo accordati su Sputnik, anche se mi rendo conto che abbreviandolo, come succede spesso che i nomi degli animali, poi si abbreviano quando si vogliono chiamare velocemente, beh se è abbreviato Sputnik diventa 'sputi'. Spero che non prenda piede questo modo di chiamare il gattino. I gattino sta bene, anzi benissimo, quelli che stanno male siamo noi perché è ancora minuscolo, sta ancora dentro uno zoccolo, si infila dentro uno zoccolo di plastica, quindi veramente sta nella mano, è molto attivo come tutti i gattini di quell'età, non ci lascia dormire la notte perché ha imparato ad arrampicarsi sul letto e le piace stare vicino alla nostra testa per masticare i capelli, non lo so cosa cosa cosa voglia fare, oppure per saltarci così addosso in modo indiscriminato, ha delle piccole unghie però molto acuminate, anche i dentini non scherzano. Per quanto riguarda Mazinga, che per chi non la conoscesse è una gatta di circa 8 chili, è veramente gigantesca, mastodontica, proprio grande grande grande. All'inizio ha giustamente soffiato nei confronti della nuova arrivata. Poi è passata all'indifferenza più totale. Stiamo però verificando, stiamo però assistendo a una cosa un po' strana che cioè questa gattina piccola è un po' sfacciata, va a mangiare dalla ciotola di Mazinga, e Mazinga boh è completamente indifferente. Ogni tanto la piccola cerca di giocare con Mazinga e anche lì Mazinga sembra non essere molto interessata. Noi ci stiamo divertendo immensamente a guardare le interazioni tra gli animali, tra questi due animali che fanno proprio ridere a vederli insieme perché appunto c'è Mazinga che è grande e grossa col pelo molto molto lungo, proprio esagerata e pigrissima, e poi c'è questa scheggia di Sputnik che appunto non sta ferma un attimo a tutte le ore del giorno e della notte, è minuscola tutta grigia. Siamo comunque contenti che non si stiano scannando a vicenda e che si stiano sopportando sorellescamente, e noi ci divertiamo. Concludo dicendo MIAO.ENGLISH TRANSLATIONUpdate on the new kitten after exactly one week. We have decided on the name. I had suggested Schrödinger but it was rejected by saying no, it is too long, while I counted the syllables, it is exactly as long as Mazinga, but, oh well, we live in a democracy in this house, so Schrödinger rejected. I had also suggested QWERTY, like the keyboard, and this too was rejected. In the end we agreed on Sputnik, although I realize that shortening it, as is often the case with animal names, you shorten them to call them quickly, well if Sputnik is shortened it becomes 'sputi' [spits]. I hope this way of calling the kitten doesn't catch on. The kitten is fine, very well indeed, the ones who are not fine are us because it is still tiny, it still fits inside a shoe, it slips into a plastic clog, so it really fits in the hand, it is very active like all kittens of that age, it does not let us sleep at night because it has learned to climb on the bed and it likes to stay close to our head to chew our hair, I don't know...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ad una settimana dall'ingresso a casa, la nuova gattina sembra esersi ambientata. Alla grande!LINKSputnik https://twitter.com/cristinamarras/status/1412016886318092291/photo/1Il podcast con sottotitoli in inglese / with English subtitleshttps://youtu.be/5</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 185 Olga Tokarczuk</title>
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        <![CDATA[Uno di quei libri che non riesci a smettere di leggere. Olga Tokarczuk è una scrittrice eccezionale. Una di quelle letture che rimangono dentro.<br><br>LINKS<br><br>My podcast with Engish subtitles/Il podcast con sottotitoli in inglese<br><a href="https://youtu.be/36P_dcB8crI" rel="noopener">https://youtu.be/36P_dcB8crI</a><br><br>"I Vagabondi", edito da Bompiani<br><a href="https://www.bompiani.it/catalogo/i-vagabondi-9788845296925" rel="noopener">https://www.bompiani.it/catalogo/i-vagabondi-9788845296925</a><br><br>La pagina Wikipedia su Olga Tokarczuk<br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Olga_Tokarczuk" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Olga_Tokarczuk</a><br><br>"Flights" by Olga Tokarczuk<br><a href="https://www.goodreads.com/book/show/36885304-flights" rel="noopener">https://www.goodreads.com/book/show/36885304-flights</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Olga Tokarczuk, sono andata a controllare la pronuncia e credo di essere riuscita ad avvicinarmi alla pronuncia corretta, Olga Tokarczuk è una scrittrice polacca, una delle maggiori rappresentanti della letteratura del suo paese, e tra l'altro ha vinto il premio Nobel per la Letteratura nel 2018. Io non avevo mai letto niente di suo. Qualche giorno fa mi è capitato tra le mani il suo libro tradotto in italiano "I vagabondi" l'ho preso e nonostante sia un libro di quante pagine 300 e rotte pagine, quasi 400 pagine l'ho quasi finito e non riesco a metterlo giù. Come definire questo libro? Anzitutto è scritto benissimo, e dev'essere anche stato tradotto benissimo, perché sapete che quando a volte leggiamo un libro in traduzione e suona un po' strano, evidentemente non è stato tradotto bene però un romanzo edito in Italia da Bompiani immagino che la Bompiani, soprattutto quando si parla di della vincitrice di un premio Nobel, metta i migliori traduttori le migliori traduttrice. "I vagabondi" è un libro fantastico. È difficile raccontare di cosa parla, è un romanzo ma non è nemmeno un romanzo, diciamo che vengono raccontate diverse immagini quasi delle istantanee. Ce n'è una che mi ha colpito particolarmente e che ho letto mentre mi trovavo in aeroporto e che si intitola appunto "L'aeroporto" in queste paio di pagine l'autrice riflette sul fatto che oggi i grandi aeroporti siano diventati essi stessi quasi delle delle piccole nazioni, inizia col dire che mentre prima l'aeroporto era costruito fuori dal centro abitato, adesso sempre di più si avvicina al centro anzi è la città che viene costruita attorno all'aeroporto. E gli aeroporti hanno i loro alberghi, i loro ristoranti, i loro centri commerciali, i loro luoghi di culto e dice a un certo punto che manca solo che vengano riconosciute dalle Nazioni Unite perché il resto già ce l'hanno abbiamo tutti il nostro passaporto per questo paese, questa nazione che è l'aeroporto, il passaporto e la nostra carta di identità sono le nostre carte d'imbarco, e questa analogia viene spinta veramente all'estremo ma in modo incredibilmente naturale, e chi ha trascorso molte ore negli aeroporti internazionali aspettando tra un aereo e l'altro, si riconosce perfettamente in tutte queste descrizioni. In questo libro (che ripeto, si intitola "I Vagabondi" e come sempre metterò le note nel testo del programma) sì in questo libro si parla di molte cose, si parla però fondamentalmente di esseri umani. Vi consiglio assolutamente la lettura, una fantastica lettura estiva sia che siate sotto l'ombrellone, sia che vi troviate in cima a una montagna.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Olga Tokarczuk, I went to check the pronunciation and I think I managed to get close to the correct pronunciation, Olga Tokarczuk is a Polish writer, one of the greatest representatives of literature in her country, and among other things she won the Nobel Prize for Literature in 2018. I had never read anything by her. A few days ago, I got her book translated into Italian "The Tramps" and despite being a book of how many… 300, almost 400 pages, I have almost finished it and I cannot put it down. How to define this book? First of all, it is very well written, and it must also have been translated very well, because you know that when we sometimes you read a book in translation and it sounds a bit strange, maybe it has not been translated well but a novel published in Italy by Bompiani, I imagine that Bompiani, especially when it comes to the Nobel Prize winner, put the best translators at work. "Flights" [English title] is a fantastic book. It is difficult to tell what it is about, it is a novel but it is not even a novel, let's say that several images are told almost as snapshots. There is one that particularly struck me and that I read while I was at the airport and which is actually called "The airport". In these couple of pages, the author reflects on the fact that today large airports have become almost a sort of small nations themselves, she begins by saying that while once airports were built outside the town, now they are getting closer and closer to the center, and actually it is the city that is built around the airport, and airports have their hotels, their restaurants, their shopping malls, their places of worship and then she continues saying that they only just need to be recognized by the United Nations because they already have everything else, we all have our passport for this country, this nation that is the airport, passport and identity card are our boarding passes, and this analogy is really pushed to the extreme but in an incredibly natural way, and those who have spent many hours at international airports waiting to transfer between planes, will perfectly recognizes her/himself in all these descriptions. This book, which I repeat, [English title] is called "Flights", and as always I will put the notes in the text of the program, yes this book is about many things, but basically is about being human. I absolutely recommend reading, a fantastic summer reading whether you are on the beach or on top of a mountain.]]>
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        <![CDATA[Uno di quei libri che non riesci a smettere di leggere. Olga Tokarczuk è una scrittrice eccezionale. Una di quelle letture che rimangono dentro.<br><br>LINKS<br><br>My podcast with Engish subtitles/Il podcast con sottotitoli in inglese<br><a href="https://youtu.be/36P_dcB8crI" rel="noopener">https://youtu.be/36P_dcB8crI</a><br><br>"I Vagabondi", edito da Bompiani<br><a href="https://www.bompiani.it/catalogo/i-vagabondi-9788845296925" rel="noopener">https://www.bompiani.it/catalogo/i-vagabondi-9788845296925</a><br><br>La pagina Wikipedia su Olga Tokarczuk<br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Olga_Tokarczuk" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Olga_Tokarczuk</a><br><br>"Flights" by Olga Tokarczuk<br><a href="https://www.goodreads.com/book/show/36885304-flights" rel="noopener">https://www.goodreads.com/book/show/36885304-flights</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Olga Tokarczuk, sono andata a controllare la pronuncia e credo di essere riuscita ad avvicinarmi alla pronuncia corretta, Olga Tokarczuk è una scrittrice polacca, una delle maggiori rappresentanti della letteratura del suo paese, e tra l'altro ha vinto il premio Nobel per la Letteratura nel 2018. Io non avevo mai letto niente di suo. Qualche giorno fa mi è capitato tra le mani il suo libro tradotto in italiano "I vagabondi" l'ho preso e nonostante sia un libro di quante pagine 300 e rotte pagine, quasi 400 pagine l'ho quasi finito e non riesco a metterlo giù. Come definire questo libro? Anzitutto è scritto benissimo, e dev'essere anche stato tradotto benissimo, perché sapete che quando a volte leggiamo un libro in traduzione e suona un po' strano, evidentemente non è stato tradotto bene però un romanzo edito in Italia da Bompiani immagino che la Bompiani, soprattutto quando si parla di della vincitrice di un premio Nobel, metta i migliori traduttori le migliori traduttrice. "I vagabondi" è un libro fantastico. È difficile raccontare di cosa parla, è un romanzo ma non è nemmeno un romanzo, diciamo che vengono raccontate diverse immagini quasi delle istantanee. Ce n'è una che mi ha colpito particolarmente e che ho letto mentre mi trovavo in aeroporto e che si intitola appunto "L'aeroporto" in queste paio di pagine l'autrice riflette sul fatto che oggi i grandi aeroporti siano diventati essi stessi quasi delle delle piccole nazioni, inizia col dire che mentre prima l'aeroporto era costruito fuori dal centro abitato, adesso sempre di più si avvicina al centro anzi è la città che viene costruita attorno all'aeroporto. E gli aeroporti hanno i loro alberghi, i loro ristoranti, i loro centri commerciali, i loro luoghi di culto e dice a un certo punto che manca solo che vengano riconosciute dalle Nazioni Unite perché il resto già ce l'hanno abbiamo tutti il nostro passaporto per questo paese, questa nazione che è l'aeroporto, il passaporto e la nostra carta di identità sono le nostre carte d'imbarco, e questa analogia viene spinta veramente all'estremo ma in modo incredibilmente naturale, e chi ha trascorso molte ore negli aeroporti internazionali aspettando tra un aereo e l'altro, si riconosce perfettamente in tutte queste descrizioni. In questo libro (che ripeto, si intitola "I Vagabondi" e come sempre metterò le note nel testo del programma) sì in questo libro si parla di molte cose, si parla però fondamentalmente di esseri umani. Vi consiglio assolutamente la lettura, una fantastica lettura estiva sia che siate sotto l'ombrellone, sia che vi troviate in cima a una montagna.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Olga Tokarczuk, I went to check the pronunciation and I think I managed to get close to the correct pronunciation, Olga Tokarczuk is a Polish writer, one of the greatest representatives of literature in her country, and among other things she won the Nobel Prize for Literature in 2018. I had never read anything by her. A few days ago, I got her book translated into Italian "The Tramps" and despite being a book of how many… 300, almost 400 pages, I have almost finished it and I cannot put it down. How to define this book? First of all, it is very well written, and it must also have been translated very well, because you know that when we sometimes you read a book in translation and it sounds a bit strange, maybe it has not been translated well but a novel published in Italy by Bompiani, I imagine that Bompiani, especially when it comes to the Nobel Prize winner, put the best translators at work. "Flights" [English title] is a fantastic book. It is difficult to tell what it is about, it is a novel but it is not even a novel, let's say that several images are told almost as snapshots. There is one that particularly struck me and that I read while I was at the airport and which is actually called "The airport". In these couple of pages, the author reflects on the fact that today large airports have become almost a sort of small nations themselves, she begins by saying that while once airports were built outside the town, now they are getting closer and closer to the center, and actually it is the city that is built around the airport, and airports have their hotels, their restaurants, their shopping malls, their places of worship and then she continues saying that they only just need to be recognized by the United Nations because they already have everything else, we all have our passport for this country, this nation that is the airport, passport and identity card are our boarding passes, and this analogy is really pushed to the extreme but in an incredibly natural way, and those who have spent many hours at international airports waiting to transfer between planes, will perfectly recognizes her/himself in all these descriptions. This book, which I repeat, [English title] is called "Flights", and as always I will put the notes in the text of the program, yes this book is about many things, but basically is about being human. I absolutely recommend reading, a fantastic summer reading whether you are on the beach or on top of a mountain.]]>
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      <pubDate>Wed, 07 Jul 2021 08:45:08 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Uno di quei libri che non riesci a smettere di leggere. Olga Tokarczuk è una scrittrice eccezionale. Una di quelle letture che rimangono dentro.LINKSMy podcast with Engish subtitles/Il podcast con sottotitoli in inglesehttps://youtu.be/36P_dcB8crI"I Vagabondi", edito da Bompianihttps://www.bompiani.it/catalogo/i-vagabondi-9788845296925La pagina Wikipedia su Olga Tokarczukhttps://it.wikipedia.org/wiki/Olga_Tokarczuk"Flights" by Olga Tokarczukhttps://www.goodreads.com/book/show/36885304-flightsTESTO TRASCRITTO (English translation below)Olga Tokarczuk, sono andata a controllare la pronuncia e credo di essere riuscita ad avvicinarmi alla pronuncia corretta, Olga Tokarczuk è una scrittrice polacca, una delle maggiori rappresentanti della letteratura del suo paese, e tra l'altro ha vinto il premio Nobel per la Letteratura nel 2018. Io non avevo mai letto niente di suo. Qualche giorno fa mi è capitato tra le mani il suo libro tradotto in italiano "I vagabondi" l'ho preso e nonostante sia un libro di quante pagine 300 e rotte pagine, quasi 400 pagine l'ho quasi finito e non riesco a metterlo giù. Come definire questo libro? Anzitutto è scritto benissimo, e dev'essere anche stato tradotto benissimo, perché sapete che quando a volte leggiamo un libro in traduzione e suona un po' strano, evidentemente non è stato tradotto bene però un romanzo edito in Italia da Bompiani immagino che la Bompiani, soprattutto quando si parla di della vincitrice di un premio Nobel, metta i migliori traduttori le migliori traduttrice. "I vagabondi" è un libro fantastico. È difficile raccontare di cosa parla, è un romanzo ma non è nemmeno un romanzo, diciamo che vengono raccontate diverse immagini quasi delle istantanee. Ce n'è una che mi ha colpito particolarmente e che ho letto mentre mi trovavo in aeroporto e che si intitola appunto "L'aeroporto" in queste paio di pagine l'autrice riflette sul fatto che oggi i grandi aeroporti siano diventati essi stessi quasi delle delle piccole nazioni, inizia col dire che mentre prima l'aeroporto era costruito fuori dal centro abitato, adesso sempre di più si avvicina al centro anzi è la città che viene costruita attorno all'aeroporto. E gli aeroporti hanno i loro alberghi, i loro ristoranti, i loro centri commerciali, i loro luoghi di culto e dice a un certo punto che manca solo che vengano riconosciute dalle Nazioni Unite perché il resto già ce l'hanno abbiamo tutti il nostro passaporto per questo paese, questa nazione che è l'aeroporto, il passaporto e la nostra carta di identità sono le nostre carte d'imbarco, e questa analogia viene spinta veramente all'estremo ma in modo incredibilmente naturale, e chi ha trascorso molte ore negli aeroporti internazionali aspettando tra un aereo e l'altro, si riconosce perfettamente in tutte queste descrizioni. In questo libro (che ripeto, si intitola "I Vagabondi" e come sempre metterò le note nel testo del programma) sì in questo libro si parla di molte cose, si parla però fondamentalmente di esseri umani. Vi consiglio assolutamente la lettura, una fantastica lettura estiva sia che siate sotto l'ombrellone, sia che vi troviate in cima a una montagna.ENGLISH TRANSLATIONOlga Tokarczuk, I went to check the pronunciation and I think I managed to get close to the correct pronunciation, Olga Tokarczuk is a Polish writer, one of the greatest representatives of literature in her country, and among other things she won the Nobel Prize for Literature in 2018. I had never read anything by her. A few days ago, I got her book translated into Italian "The Tramps" and...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Uno di quei libri che non riesci a smettere di leggere. Olga Tokarczuk è una scrittrice eccezionale. Una di quelle letture che rimangono dentro.LINKSMy podcast with Engish subtitles/Il podcast con sottotitoli in inglesehttps://youtu.be/36P_dcB8crI"I Vagab</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 184 Tassidermia</title>
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        <![CDATA[La tassidermia mi ha sempre affascinato. Atlas Obscura sta offrendo un corso dove insegnano a impagliare uccelli in volo. No, non lo seguirò, ma volevo condividere con voi questa mia mania.<br><br>VIDEO WITH ENGLISH SUBTITLES<br><a href="https://youtu.be/PSUPIHGWLtY" rel="noopener">https://youtu.be/PSUPIHGWLtY</a><br><br>LINK<br>Corso di tassidermia offerto da Atlas Obscura<br><a href="https://www.atlasobscura.com/experiences/in-flight-bird-taxidermy-online-course?utm_source=Experiences+Master+List&amp;utm_campaign=bc679eb5ad-Experience_newsletter_07_05_2021&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_7d38d308f2-bc679eb5ad-72314097&amp;mc_cid=bc679eb5ad&amp;mc_eid=ba5c26ef3c" rel="noopener">https://www.atlasobscura.com/experiences/in-flight-bird-taxidermy-online-course?utm_source=Experiences+Master+List&amp;utm_campaign=bc679eb5ad-Experience_newsletter_07_05_2021&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_7d38d308f2-bc679eb5ad-72314097&amp;mc_cid=bc679eb5ad&amp;mc_eid=ba5c26ef3c</a><br><br>Il mio libro sulla tassidermia<br><a href="https://www.amazon.com/Taxidermy-step-Waddy-F-McFall/dp/0876912099" rel="noopener">https://www.amazon.com/Taxidermy-step-Waddy-F-McFall/dp/0876912099</a><br><br>Beatrice e Virgilio, il libro di Yan Martel<br><a href="https://www.anobii.com/books/Beatrice_e_Virgilio/9788856615517/011f763a72c929f2c1" rel="noopener">https://www.anobii.com/books/Beatrice_e_Virgilio/9788856615517/011f763a72c929f2c1</a><br><br>Vita di Pi, il libro che ha reso famoso Yan Martel<br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vita_di_Pi" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Vita_di_Pi</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>La tassidermia mi ha sempre affascinato. Per carità, non praticarla, neanche avere a casa animali impagliati. Per me la tassidermia è come un brutto incidente stradale che non si vuole vedere però si vuole vedere quello che è successo. Mi ha sempre affascinato, nonostante il mio grandissimo amore per gli animali io per più di vent'anni anni, quasi per trent'anni non ho mangiato carne, ho ripreso qualche anno fa. Questo per dire che nutro un incondizionato, totale, profondo amore per gli animali però la tassidermia mi ha sempre affascinato tant'è che qualche tempo fa comprai anche un libro sulla tassidermia "Taxidermy step by step" che è una guida completa illustrata "to skinning, tanning, mounting" insomma proprio come fare gli animali. Mi ricordo che per curiosità iniziai anche a sfogliare le pagine di questo libro acquistato in un mercatino dell'usato e la cosa che mi colpì fu la totale mancanza di sensibilità nei confronti degli animali. Cioè in questo libro si parla di animali come se fossero degli oggetti, quindi non c'è nessun tipo di amore, di rispetto per il corpo eccetera. Perché vi parlo di tassidermia? Perché tra le cose che mi capitano ogni mattina nelle diverse newsletter che ricevo, c'è quella di Atlas Obscura che mi propone un corso per impagliare uccelli in volo. Sono tre sessioni costa 65 euro a persona, è "online experience" quindi sarà una cosa online. Non è che ti fanno impagliare l'uccello però ti danno le tecniche, poi ti danno anche i pdf che ti puoi scaricare, tra l'altro c'è un link che dice chi volesse poi effettivamente impagliare un uccello diamo anche il link per acquistare legalmente i campioni di uccelli. Insomma, una cosa affascinante e terribile. Sempre a proposito di tassidermia se vi interessa c'è un bellissimo libro di Yann Martel che non conoscete se non come l'autore di "Vita di Pi" Life of Pai, un libro intitolato "Beatrice e Virgilio". Pazzesco, bellissimo, struggente, un libro difficile da leggere perché a volte è così duro e così travolgente. Però vale veramente la pena leggerlo, e al centro di questo libro, tra le altre cose, c'è anche un tassidermista, quindi se volete una lettura impegnativa ma veramente che dà soddisfazione per l'estate, ve lo consiglio. Metterò tutti i link comunque nelle note al programma. Sì, la tassidermia mi ha sempre affascinato. Volevo condividere con voi quest'altra mia mania che però non ho mai messo in pratica.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br><br>Taxidermy has always fascinated me. For goodness sake, not to practice it, not even to have stuffed animals at home. For me, taxidermy is like a bad car accident that you don't want to watch but you want to see what happened. It has always fascinated me, despite my great love for animals: for more than twenty years, for almost thirty years I haven't eaten meat, I started again a few years ago. This is to say that I have an unconditional, total, deep love for animals but taxidermy has always fascinated me so much so that some time ago I also bought a book on taxidermy "Taxidermy step by step" which is a complete illustrated guide "to skinning, tanning, mounting" in short, how to prepare animals. I remember that out of curiosity I also started leafing through the pages of this book purchased in a flea market and the thing that struck me was the total lack of sensitivity towards animals. You see, in this book they talk about animals as if they were objects, so there is no kind of love, respect for the body and so on. Why am I talking about taxidermy? Because among the things that I receive every morning on different newsletters, there is the one by Atlas Obscura which offers me a course for stuffing birds in flight. Three sessions cost 65 euros per person, it is an "online experience" so it will be an online thing. I mean, it’s not that they make you stuff the bird but they give you the techniques, then they also give you the pdfs that you can download, among other things there is a link and actually If someone wants to stuff a bird, they also give the link to buy legally the bird samples. In short, a fascinating and terrible thing. Still on the subject of taxidermy if you are interested there is a beautiful book by Yann Martel that you do not know except as the author of "Vita di Pi" Life of Pai, a book called "Beatrice and Virgil". Crazy, beautiful, poignant, a hard book to read because at times it is so hard and so overwhelming. But it is really worth reading, and at the center of this book, among other things, there is also a taxidermist, so if you want a challenging but truly satisfying read for the summer, I recommend it. I will put all the links anyway in the notes to the program. Yes, taxidermy has always fascinated me. I wanted to share with you this other mania of mine that I never put into practice.]]>
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        <![CDATA[La tassidermia mi ha sempre affascinato. Atlas Obscura sta offrendo un corso dove insegnano a impagliare uccelli in volo. No, non lo seguirò, ma volevo condividere con voi questa mia mania.<br><br>VIDEO WITH ENGLISH SUBTITLES<br><a href="https://youtu.be/PSUPIHGWLtY" rel="noopener">https://youtu.be/PSUPIHGWLtY</a><br><br>LINK<br>Corso di tassidermia offerto da Atlas Obscura<br><a href="https://www.atlasobscura.com/experiences/in-flight-bird-taxidermy-online-course?utm_source=Experiences+Master+List&amp;utm_campaign=bc679eb5ad-Experience_newsletter_07_05_2021&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_7d38d308f2-bc679eb5ad-72314097&amp;mc_cid=bc679eb5ad&amp;mc_eid=ba5c26ef3c" rel="noopener">https://www.atlasobscura.com/experiences/in-flight-bird-taxidermy-online-course?utm_source=Experiences+Master+List&amp;utm_campaign=bc679eb5ad-Experience_newsletter_07_05_2021&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_7d38d308f2-bc679eb5ad-72314097&amp;mc_cid=bc679eb5ad&amp;mc_eid=ba5c26ef3c</a><br><br>Il mio libro sulla tassidermia<br><a href="https://www.amazon.com/Taxidermy-step-Waddy-F-McFall/dp/0876912099" rel="noopener">https://www.amazon.com/Taxidermy-step-Waddy-F-McFall/dp/0876912099</a><br><br>Beatrice e Virgilio, il libro di Yan Martel<br><a href="https://www.anobii.com/books/Beatrice_e_Virgilio/9788856615517/011f763a72c929f2c1" rel="noopener">https://www.anobii.com/books/Beatrice_e_Virgilio/9788856615517/011f763a72c929f2c1</a><br><br>Vita di Pi, il libro che ha reso famoso Yan Martel<br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vita_di_Pi" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Vita_di_Pi</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>La tassidermia mi ha sempre affascinato. Per carità, non praticarla, neanche avere a casa animali impagliati. Per me la tassidermia è come un brutto incidente stradale che non si vuole vedere però si vuole vedere quello che è successo. Mi ha sempre affascinato, nonostante il mio grandissimo amore per gli animali io per più di vent'anni anni, quasi per trent'anni non ho mangiato carne, ho ripreso qualche anno fa. Questo per dire che nutro un incondizionato, totale, profondo amore per gli animali però la tassidermia mi ha sempre affascinato tant'è che qualche tempo fa comprai anche un libro sulla tassidermia "Taxidermy step by step" che è una guida completa illustrata "to skinning, tanning, mounting" insomma proprio come fare gli animali. Mi ricordo che per curiosità iniziai anche a sfogliare le pagine di questo libro acquistato in un mercatino dell'usato e la cosa che mi colpì fu la totale mancanza di sensibilità nei confronti degli animali. Cioè in questo libro si parla di animali come se fossero degli oggetti, quindi non c'è nessun tipo di amore, di rispetto per il corpo eccetera. Perché vi parlo di tassidermia? Perché tra le cose che mi capitano ogni mattina nelle diverse newsletter che ricevo, c'è quella di Atlas Obscura che mi propone un corso per impagliare uccelli in volo. Sono tre sessioni costa 65 euro a persona, è "online experience" quindi sarà una cosa online. Non è che ti fanno impagliare l'uccello però ti danno le tecniche, poi ti danno anche i pdf che ti puoi scaricare, tra l'altro c'è un link che dice chi volesse poi effettivamente impagliare un uccello diamo anche il link per acquistare legalmente i campioni di uccelli. Insomma, una cosa affascinante e terribile. Sempre a proposito di tassidermia se vi interessa c'è un bellissimo libro di Yann Martel che non conoscete se non come l'autore di "Vita di Pi" Life of Pai, un libro intitolato "Beatrice e Virgilio". Pazzesco, bellissimo, struggente, un libro difficile da leggere perché a volte è così duro e così travolgente. Però vale veramente la pena leggerlo, e al centro di questo libro, tra le altre cose, c'è anche un tassidermista, quindi se volete una lettura impegnativa ma veramente che dà soddisfazione per l'estate, ve lo consiglio. Metterò tutti i link comunque nelle note al programma. Sì, la tassidermia mi ha sempre affascinato. Volevo condividere con voi quest'altra mia mania che però non ho mai messo in pratica.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br><br>Taxidermy has always fascinated me. For goodness sake, not to practice it, not even to have stuffed animals at home. For me, taxidermy is like a bad car accident that you don't want to watch but you want to see what happened. It has always fascinated me, despite my great love for animals: for more than twenty years, for almost thirty years I haven't eaten meat, I started again a few years ago. This is to say that I have an unconditional, total, deep love for animals but taxidermy has always fascinated me so much so that some time ago I also bought a book on taxidermy "Taxidermy step by step" which is a complete illustrated guide "to skinning, tanning, mounting" in short, how to prepare animals. I remember that out of curiosity I also started leafing through the pages of this book purchased in a flea market and the thing that struck me was the total lack of sensitivity towards animals. You see, in this book they talk about animals as if they were objects, so there is no kind of love, respect for the body and so on. Why am I talking about taxidermy? Because among the things that I receive every morning on different newsletters, there is the one by Atlas Obscura which offers me a course for stuffing birds in flight. Three sessions cost 65 euros per person, it is an "online experience" so it will be an online thing. I mean, it’s not that they make you stuff the bird but they give you the techniques, then they also give you the pdfs that you can download, among other things there is a link and actually If someone wants to stuff a bird, they also give the link to buy legally the bird samples. In short, a fascinating and terrible thing. Still on the subject of taxidermy if you are interested there is a beautiful book by Yann Martel that you do not know except as the author of "Vita di Pi" Life of Pai, a book called "Beatrice and Virgil". Crazy, beautiful, poignant, a hard book to read because at times it is so hard and so overwhelming. But it is really worth reading, and at the center of this book, among other things, there is also a taxidermist, so if you want a challenging but truly satisfying read for the summer, I recommend it. I will put all the links anyway in the notes to the program. Yes, taxidermy has always fascinated me. I wanted to share with you this other mania of mine that I never put into practice.]]>
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      <pubDate>Tue, 06 Jul 2021 11:43:38 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La tassidermia mi ha sempre affascinato. Atlas Obscura sta offrendo un corso dove insegnano a impagliare uccelli in volo. No, non lo seguirò, ma volevo condividere con voi questa mia mania.VIDEO WITH ENGLISH SUBTITLEShttps://youtu.be/PSUPIHGWLtYLINKCorso di tassidermia offerto da Atlas Obscurahttps://www.atlasobscura.com/experiences/in-flight-bird-taxidermy-online-course?utm_source=Experiences+Master+List&amp;amp;utm_campaign=bc679eb5ad-Experience_newsletter_07_05_2021&amp;amp;utm_medium=email&amp;amp;utm_term=0_7d38d308f2-bc679eb5ad-72314097&amp;amp;mc_cid=bc679eb5ad&amp;amp;mc_eid=ba5c26ef3cIl mio libro sulla tassidermiahttps://www.amazon.com/Taxidermy-step-Waddy-F-McFall/dp/0876912099Beatrice e Virgilio, il libro di Yan Martelhttps://www.anobii.com/books/Beatrice_e_Virgilio/9788856615517/011f763a72c929f2c1Vita di Pi, il libro che ha reso famoso Yan Martelhttps://it.wikipedia.org/wiki/Vita_di_PiTESTO TRASCRITTO (English below)La tassidermia mi ha sempre affascinato. Per carità, non praticarla, neanche avere a casa animali impagliati. Per me la tassidermia è come un brutto incidente stradale che non si vuole vedere però si vuole vedere quello che è successo. Mi ha sempre affascinato, nonostante il mio grandissimo amore per gli animali io per più di vent'anni anni, quasi per trent'anni non ho mangiato carne, ho ripreso qualche anno fa. Questo per dire che nutro un incondizionato, totale, profondo amore per gli animali però la tassidermia mi ha sempre affascinato tant'è che qualche tempo fa comprai anche un libro sulla tassidermia "Taxidermy step by step" che è una guida completa illustrata "to skinning, tanning, mounting" insomma proprio come fare gli animali. Mi ricordo che per curiosità iniziai anche a sfogliare le pagine di questo libro acquistato in un mercatino dell'usato e la cosa che mi colpì fu la totale mancanza di sensibilità nei confronti degli animali. Cioè in questo libro si parla di animali come se fossero degli oggetti, quindi non c'è nessun tipo di amore, di rispetto per il corpo eccetera. Perché vi parlo di tassidermia? Perché tra le cose che mi capitano ogni mattina nelle diverse newsletter che ricevo, c'è quella di Atlas Obscura che mi propone un corso per impagliare uccelli in volo. Sono tre sessioni costa 65 euro a persona, è "online experience" quindi sarà una cosa online. Non è che ti fanno impagliare l'uccello però ti danno le tecniche, poi ti danno anche i pdf che ti puoi scaricare, tra l'altro c'è un link che dice chi volesse poi effettivamente impagliare un uccello diamo anche il link per acquistare legalmente i campioni di uccelli. Insomma, una cosa affascinante e terribile. Sempre a proposito di tassidermia se vi interessa c'è un bellissimo libro di Yann Martel che non conoscete se non come l'autore di "Vita di Pi" Life of Pai, un libro intitolato "Beatrice e Virgilio". Pazzesco, bellissimo, struggente, un libro difficile da leggere perché a volte è così duro e così travolgente. Però vale veramente la pena leggerlo, e al centro di questo libro, tra le altre cose, c'è anche un tassidermista, quindi se volete una lettura impegnativa ma veramente che dà soddisfazione per l'estate, ve lo consiglio. Metterò tutti i link comunque nelle note al programma. Sì, la tassidermia mi ha sempre affascinato. Volevo...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 183 Opportunità</title>
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        <![CDATA[Quando vanno via i turisti, gli abitanti riscoprono la loro città, e le circostanze costringono a immaginare nuovi modelli di sviluppo. È evidente in modo macroscopico in città come Venezia, solitamente assediate dai turisti, ma potrebbe essere un buon punto di partenza per tutti.<br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Negli anni 90 ero andata a Venezia con Andree, il mio amico australiano,  alloggiavano in una piccola pensione, lui è fotografo e faceva le fotografie con una 'toy camera' che è una macchina fotografica di plastica che però lui utilizzava da artista. Ricordo che lui si alzò prestissimo, era estate lui sia il suo tipo alle 5 del mattino per andare a fare delle foto di Venezia dove ci fossero pochi turisti. Ricordo poi bene le foto, che fu molto difficile per lui trovare degli scorci degli angoli che non fossero pieni già a quell'ora, prestissimo la mattina, di turisti. Ora se seguite i miei tre minuti grezzi sapete che sono appena rientrata da un breve viaggio a Venezia e quello che ho visto è stato veramente, per certi versi sconvolgente, perché Venezia è una città deserta.Son passata in Piazza San Marco ma alle nove del mattino e non c'era anima viva. A parte i giorni del COVID, quando tutto era chiuso, non avrei mai pensato di vedere la città così deserta e mi è venuto un pensiero ho pensato che se io fossi un veneziano avrei evitato come la peste di attraversare Piazza San Marco, sempre piena di turisti, gruppi, la gente con le bandierine, le guide turistiche. E mi è venuto un pensiero: ma non è che quello che è stato provocato dal COVID che ha portato anche alla chiusura di molti locali, ha cambiato radicalmente la vita di tutti noi, non è che potrebbe essere un punto di partenza per riappropriarsi della propria città e per cambiare abitudini e magari mantenere qualcosa di buono che ne è venuto fuori? Mentre Venezia sono stata anche travolta dal punto di vista visivo da una serie di navi da crociera gigantesche che a vederla entrare nella laguna fa veramente impressione, viene voglia di gridare di mettersi sui ponti coi cartelli e di dire ma andatevene a casa, ma che ci venite a fare qua, anche perché la nave vista arrivare la mattina alle 7 poi la vedi andar via la sera alle 10 quindi ti chiedi ma sta gente qua, cioè in dieci ore, che vede a Venezia in dieci ore. Vabbè comunque è un modo per riappropriarsi delle città. Un modo anche per gli abitanti di riscoprirle. Chissà che non venga in mente anche qualche idea che esuli dalla vendita al miglior offerente degli scorci, dei panorami e di quello che la nostra città... Cagliari ancora non è stata mai assediata dai turisti come Venezia, però anche a Cagliari magari si potrebbe pensare a qualcos'altro.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>In the 90s I went to Venice with Andree, my Australian friend, we were staying in a small pension, he is a photographer, used to take pictures with a 'toy camera' which is a plastic camera that he used as an artist. I remember that he got up very early, it was summer, like at 5 in the morning, to go and take pictures of Venice with few tourists. I remember the pictures very well, it had been very difficult for him to find glimpses of corners that were not already full at that time, very early in the morning, with tourists. Now if you follow my three uncut minutes you know that I have just returned from a short trip to Venice and what I saw was truly, in some ways shocking, because Venice is a deserted city. I went to Piazza San Marco at 9am and there was not a soul. Apart from the days of COVID, when everything was shut, I never thought I'd see the city so deserted and it occurred to me, that if I were a Venetian I would have avoided like the plague to cross Piazza San Marco, always full of tourists, groups, people with flags, tour guides. And then I though: is it possible that what was caused by COVID, which also led to the closure of many places, radically changing our lives, could it be a starting point for regaining possession of one's own city and to change habits and maybe to keep some of the good that came out of it? While Venice I was also visually overwhelmed by a series of gigantic cruise ships that it's really disturbing watching them  entering the lagoon, you want to shout to get on the decks with the signs and to say but go home, but come and do here, also because the ship arrived at 7am then leave at 10pm so you wonder but these people, I mean, in ten hours,  you want to see Venice in ten hours. Oh well, whatever, it is a way to regain possession of the cities. A way also for the inhabitants to rediscover them. Who knows that people get some ideas beside selling glimpses, panoramas and whatever a city has to offer to the highest bidder... Cagliari has never yet been besieged by tourists like Venice, but even in Cagliari maybe we could think of something else.<br><br>LINK TO VIDEO-PODCAST WITH ENGLISH SUBTITLES<br><a href="https://youtu.be/w6aFhBgeYSQ" rel="noopener">https://youtu.be/w6aFhBgeYSQ</a>]]>
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        <![CDATA[Quando vanno via i turisti, gli abitanti riscoprono la loro città, e le circostanze costringono a immaginare nuovi modelli di sviluppo. È evidente in modo macroscopico in città come Venezia, solitamente assediate dai turisti, ma potrebbe essere un buon punto di partenza per tutti.<br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Negli anni 90 ero andata a Venezia con Andree, il mio amico australiano,  alloggiavano in una piccola pensione, lui è fotografo e faceva le fotografie con una 'toy camera' che è una macchina fotografica di plastica che però lui utilizzava da artista. Ricordo che lui si alzò prestissimo, era estate lui sia il suo tipo alle 5 del mattino per andare a fare delle foto di Venezia dove ci fossero pochi turisti. Ricordo poi bene le foto, che fu molto difficile per lui trovare degli scorci degli angoli che non fossero pieni già a quell'ora, prestissimo la mattina, di turisti. Ora se seguite i miei tre minuti grezzi sapete che sono appena rientrata da un breve viaggio a Venezia e quello che ho visto è stato veramente, per certi versi sconvolgente, perché Venezia è una città deserta.Son passata in Piazza San Marco ma alle nove del mattino e non c'era anima viva. A parte i giorni del COVID, quando tutto era chiuso, non avrei mai pensato di vedere la città così deserta e mi è venuto un pensiero ho pensato che se io fossi un veneziano avrei evitato come la peste di attraversare Piazza San Marco, sempre piena di turisti, gruppi, la gente con le bandierine, le guide turistiche. E mi è venuto un pensiero: ma non è che quello che è stato provocato dal COVID che ha portato anche alla chiusura di molti locali, ha cambiato radicalmente la vita di tutti noi, non è che potrebbe essere un punto di partenza per riappropriarsi della propria città e per cambiare abitudini e magari mantenere qualcosa di buono che ne è venuto fuori? Mentre Venezia sono stata anche travolta dal punto di vista visivo da una serie di navi da crociera gigantesche che a vederla entrare nella laguna fa veramente impressione, viene voglia di gridare di mettersi sui ponti coi cartelli e di dire ma andatevene a casa, ma che ci venite a fare qua, anche perché la nave vista arrivare la mattina alle 7 poi la vedi andar via la sera alle 10 quindi ti chiedi ma sta gente qua, cioè in dieci ore, che vede a Venezia in dieci ore. Vabbè comunque è un modo per riappropriarsi delle città. Un modo anche per gli abitanti di riscoprirle. Chissà che non venga in mente anche qualche idea che esuli dalla vendita al miglior offerente degli scorci, dei panorami e di quello che la nostra città... Cagliari ancora non è stata mai assediata dai turisti come Venezia, però anche a Cagliari magari si potrebbe pensare a qualcos'altro.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>In the 90s I went to Venice with Andree, my Australian friend, we were staying in a small pension, he is a photographer, used to take pictures with a 'toy camera' which is a plastic camera that he used as an artist. I remember that he got up very early, it was summer, like at 5 in the morning, to go and take pictures of Venice with few tourists. I remember the pictures very well, it had been very difficult for him to find glimpses of corners that were not already full at that time, very early in the morning, with tourists. Now if you follow my three uncut minutes you know that I have just returned from a short trip to Venice and what I saw was truly, in some ways shocking, because Venice is a deserted city. I went to Piazza San Marco at 9am and there was not a soul. Apart from the days of COVID, when everything was shut, I never thought I'd see the city so deserted and it occurred to me, that if I were a Venetian I would have avoided like the plague to cross Piazza San Marco, always full of tourists, groups, people with flags, tour guides. And then I though: is it possible that what was caused by COVID, which also led to the closure of many places, radically changing our lives, could it be a starting point for regaining possession of one's own city and to change habits and maybe to keep some of the good that came out of it? While Venice I was also visually overwhelmed by a series of gigantic cruise ships that it's really disturbing watching them  entering the lagoon, you want to shout to get on the decks with the signs and to say but go home, but come and do here, also because the ship arrived at 7am then leave at 10pm so you wonder but these people, I mean, in ten hours,  you want to see Venice in ten hours. Oh well, whatever, it is a way to regain possession of the cities. A way also for the inhabitants to rediscover them. Who knows that people get some ideas beside selling glimpses, panoramas and whatever a city has to offer to the highest bidder... Cagliari has never yet been besieged by tourists like Venice, but even in Cagliari maybe we could think of something else.<br><br>LINK TO VIDEO-PODCAST WITH ENGLISH SUBTITLES<br><a href="https://youtu.be/w6aFhBgeYSQ" rel="noopener">https://youtu.be/w6aFhBgeYSQ</a>]]>
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      <pubDate>Mon, 05 Jul 2021 06:35:54 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3’ grezzi Ep. 182 Biennale</title>
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        <![CDATA[Germania, Canada e Australia offrono ai visitatori della Biennale un padiglione vuoto o addirittura chiuso. Mentre altre nazioni partono dalla situazione attuale per riflessioni poetiche e coinvolgenti, il tutto in una Venezia che non ho mai visto così vuota e così bella. <br>Nemmeno oggi potrò caricare trascrizione, note e traduzione in inglese, mi metterò al lavoro appena rientrata a casa.<br><br>PODCAST WITH ENGLISH SUBTITLES<br><a href="https://youtu.be/D5W1h6tKIAY" rel="noopener">https://youtu.be/D5W1h6tKIAY</a><br><br>LINKS<br>La Biennale di architettura 2021<br><a href="https://www.labiennale.org/it/architettura/2021" rel="noopener">https://www.labiennale.org/it/architettura/2021</a><br><br>Il padiglione tedesco<br><a href="https://artslife.com/2021/05/24/da-venezia-padiglione-qr-code-la-presa-per-il-c-della-germania-alla-biennale/" rel="noopener">https://artslife.com/2021/05/24/da-venezia-padiglione-qr-code-la-presa-per-il-c-della-germania-alla-biennale/</a><br><br>Il padiglione spagnolo<br><a href="https://architettureprecarie.net/nube-padiglione-spagna/" rel="noopener">https://architettureprecarie.net/nube-padiglione-spagna/</a><br><br>Il padiglione canadese<br><a href="https://www.labiennale.org/it/architettura/2021/canada" rel="noopener">https://www.labiennale.org/it/architettura/2021/canada</a><br><br>Il padiglione giapponese<br><a href="https://www.floornature.it/blog/co-ownership-action-trajectories-elements-il-padiglione-giap-16362/" rel="noopener">https://www.floornature.it/blog/co-ownership-action-trajectories-elements-il-padiglione-giap-16362/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Oggi registro i miei tre minuti grezzi da Venezia quindi senza l'ausilio del mio computer, non ci saranno traduzioni non ci saranno trascrizioni, farò tutto una volta tornata a casa. Giornata dedicata alla Biennale ieri. È stata una Biennale un po' strana, diciamo che alcune nazioni hanno preso la palla al balzo e hanno deciso di, praticamente di non esporre niente. Io capisco che ci siano dei problemi pratici, già la stessa biennale d'Architettura che vediamo oggi nel 2021 è quella che avrebbe dovuto aver luogo lo scorso anno nel 2020 che non è stata fatta a causa del COVID. Però ci sono delle nazioni che, non lo so, secondo me hanno fatto un po le furbette, m'hanno abbastanza deluso, a cominciare dalla Germania, il padiglione tedesco tu entri e non c'è niente, è completamente vuoto, ci sono solo dei QRCodes - un QRCode che tu inquadri e poi niente, ti vedi il video sul cellulare. Io dico, il palcoscenico della Biennale è pazzesco, ti dà la possibilità di fare delle cose che non puoi fare altrimenti, e sinceramente boh, il video me lo potrei guardare anche a casa. Anche il Canada, che sulla carta aveva un padiglione molto interessante, il Canada è stato utilizzato come scenografia per girare dei film ambientati in altri luoghi completamente diversi, come il Giappone eccetera, quindi l'idea era quella di far vedere come il Canada è un posto che si presta a diventare un altro luogo fasullo. Però quando si arriva davanti al padiglione del Canada, l'intero padiglione è stato ricoperto con un telo verde come il green screen, quello che si usa per fare i video in sovraimpressione, e quello è il padiglione. C'è poi un QR code anche lì che dovrebbe portare a Instagram, io ho provato a inquadrarlo però dice che il profilo non si riconosce, non viene riconosciuto. Però ci sono anche dei padiglioni molto belli, molto bello il padiglione della Spagna che ha cercato di, ha cercato gli architetti da esporre alla Biennale attraverso una 'call' pubblica una un'offerta pubblica, e poi ha appeso nel padiglione tutte le domande che sono arrivate, sono dei fogli: bellissimo passarci in mezzo. Molto bello anche il padiglione del Giappone che non delude mai. Hanno trasportato una casa da un luogo in Giappone a qua, raccontano la storia pezzo per pezzo di questa casa di tutti i pezzettini. Concludo dicendo che Venezia è spettrale, io non ho mai visto piazza San Marco così vuota non ci sono turisti. Spettrale. Bellissima.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today too I record my three uncut minutes from Venice so without the help of my computer, there will be no translations there will be no transcriptions, I will do everything once I get back home. Day dedicated to the Biennale yesterday. It was a bit of a strange Biennale, let's say that some nations seized the opportunity and decided to, practically not to exhibit a thing. I understand that there are practical problems, the same Biennale architettura that we see today in 2021 is the one that should have taken place last year in 2020 which didn’t happen due to COVID. But there are some nations that, I don't know, in my opinion they have been a little crafty, they disappointed me enough, starting with Germany, the German pavilion you enter and there is nothing, it is completely empty, there are only QRCodes - one QRCode that you frame and then nothing, you see a video on your mobile. I mean, the stage of the Biennale is amazing, it gives you the opportunity to do things you can't do otherwise, and honestly I don’t know, I could watch the video at home too. Canada too, which on paper had a very interesting pavilion, Canada has been used as a setting to shoot films set in completely different places, like Japan etc., so the idea was to show how Canada is a place that lends itself to pretend being a different, fake place. But when you arrive in front of the Canada pavilion, the entire pavilion has been covered with a green sheet like the green screen, the one used to make superimposed videos, and that's the pavilion. Then there is a QR code there too, it should lead to Instagram, I tried to frame it but it says that the profile is not recognized, it is not recognized. But there are also some very nice pavilions, very nice the Spanish pavilion that he tried to, he looked for the architects to exhibit at the Biennale through a public 'call' and then they have hung up in the pavilion all the applications that they have received, they are paper sheets: it is beautiful to pass through them. The Japan pavilion is also very beautiful and never disappoints. They transported a house from one place in Japan to here, they tell the story piece by piece of this house of all the bits. I conclude by saying that Venice is ghostly, I have never seen Piazza San Marco so empty there are no tourists. Spectral. Stunning.]]>
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Giornata dedicata alla Biennale ieri. È stata una Biennale un po' strana, diciamo che alcune nazioni hanno preso la palla al balzo e hanno deciso di, praticamente di non esporre niente. Io capisco che ci siano dei problemi pratici, già la stessa biennale d'Architettura che vediamo oggi nel 2021 è quella che avrebbe dovuto aver luogo lo scorso anno nel 2020 che non è stata fatta a causa del COVID. Però ci sono delle nazioni che, non lo so, secondo me hanno fatto un po le furbette, m'hanno abbastanza deluso, a cominciare dalla Germania, il padiglione tedesco tu entri e non c'è niente, è completamente vuoto, ci sono solo dei QRCodes - un QRCode che tu inquadri e poi niente, ti vedi il video sul cellulare. Io dico, il palcoscenico della Biennale è pazzesco, ti dà la possibilità di fare delle cose che non puoi fare altrimenti, e sinceramente boh, il video me lo potrei guardare anche a casa. Anche il Canada, che sulla carta aveva un padiglione molto interessante, il Canada è stato utilizzato come scenografia per girare dei film ambientati in altri luoghi completamente diversi, come il Giappone eccetera, quindi l'idea era quella di far vedere come il Canada è un posto che si presta a diventare un altro luogo fasullo. Però quando si arriva davanti al padiglione del Canada, l'intero padiglione è stato ricoperto con un telo verde come il green screen, quello che si usa per fare i video in sovraimpressione, e quello è il padiglione. C'è poi un QR code anche lì che dovrebbe portare a Instagram, io ho provato a inquadrarlo però dice che il profilo non si riconosce, non viene riconosciuto. Però ci sono anche dei padiglioni molto belli, molto bello il padiglione della Spagna che ha cercato di, ha cercato gli architetti da esporre alla Biennale attraverso una 'call' pubblica una un'offerta pubblica, e poi ha appeso nel padiglione tutte le domande che sono arrivate, sono dei fogli: bellissimo passarci in mezzo. Molto bello anche il padiglione del Giappone che non delude mai. Hanno trasportato una casa da un luogo in Giappone a qua, raccontano la storia pezzo per pezzo di questa casa di tutti i pezzettini. Concludo dicendo che Venezia è spettrale, io non ho mai visto piazza San Marco così vuota non ci sono turisti. Spettrale. Bellissima.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today too I record my three uncut minutes from Venice so without the help of my computer, there will be no translations there will be no transcriptions, I will do everything once I get back home. Day dedicated to the Biennale yesterday. It was a bit of a strange Biennale, let's say that some nations seized the opportunity and decided to, practically not to exhibit a thing. I understand that there are practical problems, the same Biennale architettura that we see today in 2021 is the one that should have taken place last year in 2020 which didn’t happen due to COVID. But there are some nations that, I don't know, in my opinion they have been a little crafty, they disappointed me enough, starting with Germany, the German pavilion you enter and there is nothing, it is completely empty, there are only QRCodes - one QRCode that you frame and then nothing, you see a video on your mobile. I mean, the stage of the Biennale is amazing, it gives you the opportunity to do things you can't do otherwise, and honestly I don’t know, I could watch the video at home too. Canada too, which on paper had a very interesting pavilion, Canada has been used as a setting to shoot films set in completely different places, like Japan etc., so the idea was to show how Canada is a place that lends itself to pretend being a different, fake place. But when you arrive in front of the Canada pavilion, the entire pavilion has been covered with a green sheet like the green screen, the one used to make superimposed videos, and that's the pavilion. Then there is a QR code there too, it should lead to Instagram, I tried to frame it but it says that the profile is not recognized, it is not recognized. But there are also some very nice pavilions, very nice the Spanish pavilion that he tried to, he looked for the architects to exhibit at the Biennale through a public 'call' and then they have hung up in the pavilion all the applications that they have received, they are paper sheets: it is beautiful to pass through them. 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      <pubDate>Sun, 04 Jul 2021 06:33:42 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3’ grezzi Ep. 181 Venezia</title>
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        <![CDATA[Sono finalmente tornata a Venezia per vedere la Biennale, l’appuntamento saltato lo scorso anno a causa di voi sapete bene cosa. Registro questo dal cellulare per cui non posso aggiungere le note e la traduzione, cercherò di farlo quando torno a casa.<br><br>ECCO LA TRASCRIZIONE!<br><br>Oggi i tre minuti grezzi li registrato da Venezia. Sono venuta qua siamo arrivati ieri notte per vedere la Biennale, la Biennale che è sempre stata uno dei miei appuntamenti preferiti anche quando non abitavo in Italia, cercavo sempre di programmare il viaggio in Italia così da poter fare poi un salto a Venezia per poter vedere la Biennale ed era molto bello, di solito il viaggio avveniva a settembre che è un periodo magico a Venezia.Ora ultimamente da quando mi sono invece trasferita in Italia, sono venuta sempre verso la fine della Biennale, quindi a novembre. L'anno scorso, naturalmente, 2020 non c'è stata biennale, e l'ultima Biennale che avevo visto qua era quella del 2019, era la Biennale d'arte perché la Biennale è ogni due anni, però ogni due anni c'è alternativamente quella di architettura e quella è quella dell'arte. La mia preferita è la Biennale di architettura perché nella Biennale d'arte, non lo so, l'ultima che ho visto appunto era del 2019 che era d'arte e tra l'altro mi sono ricordata il titolo della Biennale del 2019 che era "May you live interesting times" che tu possa vivere tempi interessanti, e poi sapete tutti benissimo quanto è stato interessante il 2019 soprattutto verso la fine e quanto ancora più interessante è stato il 2020, io ho trovato la cosa un po' divertente. Quest'anno il tema della Biennale mi pare che sia come vivremo - how can we live - quindi ho visto già, prima di venire mi sono documentata per vedere padiglioni interessanti anche se poi cercheremo di vederli tutti. È bello tornare a Venezia, siamo arrivati ieri ritardi e a parte che c'era la partita dell'Italia e degli europei e quindi la città era abbastanza abbastanza deserta, ora vedremo se ci saranno le solite folle che avremmo altrimenti trovato in un qualsiasi giorno di luglio a Venezia. Sto registrando questi tre minuti grezzi oggi oggi senza l'ausilio del computer qui non ci saranno trascrizioni, non ci saranno traduzioni, cercherò di inserirle poi una volta tornata a Cagliari, la città dei fenicotteri, cercherò di rendere anche questo leggibile e ascoltabile anche dalle persone che non parlano l'italiano. Ecco qua da Venezia.<br><br>ENGLISH TRANSCRIPT<br>Today I record my three uncut minutes in Venice. I came here, we arrived last night to see the Biennale, the Biennale which has always been one of my favorite events even when I wasn’t living in Italy, I always tried to plan my trip to Italy so that I could then go to Venice to see the Biennale and it was very nice, usually the trip took place in September which is a magical time in Venice. Now, lately since I moved to Italy, I have always come towards the end of the Biennale, so in November. Last year, of course, 2020 there was no Biennale, and the last Biennale I saw here was the one in 2019, it was the art Biennale because the Biennale is every two years, but every two years there is alternatively that of architecture and that of art. My favorite is the architecture Biennale because in the Biennale of art, I don't know… the last one I saw was in 2019 which was art and among other things I remembered the title of the 2019 Biennale which was " May you live interesting times "may you live interesting times, and then you all know very well how interesting 2019 was especially towards the end and how even more interesting 2020 was, I found it a bit funny. This year the theme of the Biennale seems to me to be how we will live - how can we live - so I have already seen, before coming I checked it out to see interesting pavilions, even if at the end we will try to see them all. It's nice to be back in Venice, we arrived late yesterday and apart from the fact that Italy was playing soccer at the Europa Cup and therefore the city was quite deserted, now we will see if there will be the usual crowds that we would have otherwise found on any day of July in Venice. I am recording these three uncut minutes today without the aid of the computer so there will be no transcriptions, there will be no translations, I will try to insert them then once I return to Cagliari, the city of flamingos, I will try to make this also readable and listenable also people who do not speak Italian. That's all from Venice.<br><br>HERE THE LINK TO THE VIDEO OF THE PODCAST WITH ENGLISH SUBS<br><a href="https://youtu.be/JcJ5ZTWqSWs" rel="noopener">https://youtu.be/JcJ5ZTWqSWs</a>]]>
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        <![CDATA[Sono finalmente tornata a Venezia per vedere la Biennale, l’appuntamento saltato lo scorso anno a causa di voi sapete bene cosa. Registro questo dal cellulare per cui non posso aggiungere le note e la traduzione, cercherò di farlo quando torno a casa.<br><br>ECCO LA TRASCRIZIONE!<br><br>Oggi i tre minuti grezzi li registrato da Venezia. Sono venuta qua siamo arrivati ieri notte per vedere la Biennale, la Biennale che è sempre stata uno dei miei appuntamenti preferiti anche quando non abitavo in Italia, cercavo sempre di programmare il viaggio in Italia così da poter fare poi un salto a Venezia per poter vedere la Biennale ed era molto bello, di solito il viaggio avveniva a settembre che è un periodo magico a Venezia.Ora ultimamente da quando mi sono invece trasferita in Italia, sono venuta sempre verso la fine della Biennale, quindi a novembre. L'anno scorso, naturalmente, 2020 non c'è stata biennale, e l'ultima Biennale che avevo visto qua era quella del 2019, era la Biennale d'arte perché la Biennale è ogni due anni, però ogni due anni c'è alternativamente quella di architettura e quella è quella dell'arte. La mia preferita è la Biennale di architettura perché nella Biennale d'arte, non lo so, l'ultima che ho visto appunto era del 2019 che era d'arte e tra l'altro mi sono ricordata il titolo della Biennale del 2019 che era "May you live interesting times" che tu possa vivere tempi interessanti, e poi sapete tutti benissimo quanto è stato interessante il 2019 soprattutto verso la fine e quanto ancora più interessante è stato il 2020, io ho trovato la cosa un po' divertente. Quest'anno il tema della Biennale mi pare che sia come vivremo - how can we live - quindi ho visto già, prima di venire mi sono documentata per vedere padiglioni interessanti anche se poi cercheremo di vederli tutti. È bello tornare a Venezia, siamo arrivati ieri ritardi e a parte che c'era la partita dell'Italia e degli europei e quindi la città era abbastanza abbastanza deserta, ora vedremo se ci saranno le solite folle che avremmo altrimenti trovato in un qualsiasi giorno di luglio a Venezia. Sto registrando questi tre minuti grezzi oggi oggi senza l'ausilio del computer qui non ci saranno trascrizioni, non ci saranno traduzioni, cercherò di inserirle poi una volta tornata a Cagliari, la città dei fenicotteri, cercherò di rendere anche questo leggibile e ascoltabile anche dalle persone che non parlano l'italiano. Ecco qua da Venezia.<br><br>ENGLISH TRANSCRIPT<br>Today I record my three uncut minutes in Venice. I came here, we arrived last night to see the Biennale, the Biennale which has always been one of my favorite events even when I wasn’t living in Italy, I always tried to plan my trip to Italy so that I could then go to Venice to see the Biennale and it was very nice, usually the trip took place in September which is a magical time in Venice. Now, lately since I moved to Italy, I have always come towards the end of the Biennale, so in November. Last year, of course, 2020 there was no Biennale, and the last Biennale I saw here was the one in 2019, it was the art Biennale because the Biennale is every two years, but every two years there is alternatively that of architecture and that of art. My favorite is the architecture Biennale because in the Biennale of art, I don't know… the last one I saw was in 2019 which was art and among other things I remembered the title of the 2019 Biennale which was " May you live interesting times "may you live interesting times, and then you all know very well how interesting 2019 was especially towards the end and how even more interesting 2020 was, I found it a bit funny. This year the theme of the Biennale seems to me to be how we will live - how can we live - so I have already seen, before coming I checked it out to see interesting pavilions, even if at the end we will try to see them all. It's nice to be back in Venice, we arrived late yesterday and apart from the fact that Italy was playing soccer at the Europa Cup and therefore the city was quite deserted, now we will see if there will be the usual crowds that we would have otherwise found on any day of July in Venice. I am recording these three uncut minutes today without the aid of the computer so there will be no transcriptions, there will be no translations, I will try to insert them then once I return to Cagliari, the city of flamingos, I will try to make this also readable and listenable also people who do not speak Italian. That's all from Venice.<br><br>HERE THE LINK TO THE VIDEO OF THE PODCAST WITH ENGLISH SUBS<br><a href="https://youtu.be/JcJ5ZTWqSWs" rel="noopener">https://youtu.be/JcJ5ZTWqSWs</a>]]>
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      <pubDate>Sat, 03 Jul 2021 04:33:04 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Sono finalmente tornata a Venezia per vedere la Biennale, l’appuntamento saltato lo scorso anno a causa di voi sapete bene cosa. Registro questo dal cellulare per cui non posso aggiungere le note e la traduzione, cercherò di farlo quando torno a casa.ECCO</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 180 Diventiamo ciò che guardiamo</title>
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        <![CDATA["Siamo ciò che guardiamo - modelliamo i nostri strumenti e poi gli strumenti modellano noi" si apre con questa citazione (approssimata) di Marshall McLuhan il videogioco di cui vi parlo oggi, un giochino che dura pochi minuti e che ci fa riflettere su come le cose che guardiamo finiscano poi per influenzare i nostri pensieri. Vi invito a giocare.<br><br>LINK<br>Qui potete giocare al gioco<br><a href="https://ncase.itch.io/wbwwb" rel="noopener">https://ncase.itch.io/wbwwb</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>"We become what we behold", diventiamo quello che guardiamo è un mini gioco che si fa gratuitamente sul computer, dall'inizio alla fine dura poco meno di 5 minuti. Ha un paio di cose un paio di caratteristiche e per questo ve ne voglio parlare. È un gioco semplicissimo: quando si schiaccia 'play',  gioca, appare uno schermo con dei personaggi, alcuni con la testa quadrata alcuni con la testa rotonda, e con il mouse possiamo cliccare e fare praticamente una foto di una porzione dello schermo che di volta in volta avrà dentro dei personaggi con la testa tonda con la testa quadrata, e i personaggi all'inizio sono felici e contenti, poi man mano che va avanti il gioco cominciano a litigare tra loro e alla fine c'è 'SPOILER ALERT', c'è un massacro eccetera. All'inizio del video, che tra l'altro è stato creato da Nicky Case con un programma 'open source' che lui invita tutti a riutilizzarlo, a tradurlo, infatti è stato tradotto in molte lingue anche l'italiano, a utilizzarlo come meglio la gente crede, e quindi lo invita proprio, è una riflessione su quello che noi guardiamo, su come quello che noi guardiamo sul computer o alla televisione poi finisce per influenzare il modo in cui noi pensiamo e il modo in cui noi reagiamo, e la sua particolarità è che non è per niente un videogioco raffinato dal punto di vista del design, dal punto di vista del tratto, però una volta che si inizia a giocarlo, anche grazie ai rumori che si sentono è abbastanza immersivo, e questi personaggi che sono disegnati in modo molto rudimentale, proprio come disegnano i bambini coi bastoncini e coi cerchietti, un po' ci si affeziona e un po' dispiace quando poi il gioco comincia a diventare quello che... va beh si sapeva dall'inizio che sarebbe finita male. Ma ci sono anche poi degli altri messaggi, ogni volta che si scatta una foto, diciamo così, con il mouse che si riprende una porzione dello schermo, se si fa la foto a qualcosa che non è una cosa violenta, appare il messaggio 'beh fai le foto quando succede qualcosa di interessante non fare foto dove non succede niente'. No, dicevo che è una riflessione interessante, metterò il link nelle note al programma, vi invito ad andare a esplorare, ripeto c'è anche in italiano, ma anche in inglese si capisce benissimo anche perché vi ho spiegato un po' di cosa si tratta. Son curiosa se qualcuno va a giocare magari che poi mi dica se gli è piaciuto.<br><br><br>Versione con i sottotitoli in inglese / with English subtitles <br><a href="https://youtu.be/PVJQDY7ohuA" rel="noopener">https://youtu.be/PVJQDY7ohuA</a><br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>"We become what we behold" is a mini game that is played for free on the computer, from start to finish it lasts just under 5 minutes. It has a couple of things a couple of features and that's why I want to tell you about it. It is a very simple game: when you press 'play', a screen with characters appears, some with a square head, some with a round head, and with the mouse we can click and basically take a screenshot of a portion of the screen that from time to time will have characters with a round head and with a square head inside, and the characters at the beginning are happy and content, then as the game goes on they start arguing with each other and in the end there is 'SPOILER ALERT' there is a massacre and so on. At the beginning of the video, which by the way was created by Nicky Case with an 'open source' program and he invites everyone to reuse it, to translate it, in fact it has also been translated into many languages, including Italian, he invites to use it as  people see fit to, it is a reflection on what we watch, on how what we watch on the computer or on television ends up influencing the way we think and the way we react, and its peculiarity is that it is not at all a refined video game from the point of view of design, from the point of view of the stroke, but once you start playing it, also thanks to the sounds you hear, it is quite immersive, and these characters who are drawn in a very rudimentary way, just like children draw with sticks and circles, we get a little fond and we are a little sorry when then the game turns into... well you know from the beginning that it is going to end in tears. But there are also other messages, every time you take a picture, let's say, with the mouse taking a screenshot, if you take the picture of something that is not something violent, a message appears 'take pictures when something interesting happens don't take pictures in which nothing happens'. As I was saying, it is an interesting reflection, I will put the link in the notes to the program, I invite you to go and explore, as I said, there is also an Italian version, but it’s easy to understand in English too, also because I told you what is it about. I'm curious if someone has a go playing, let me know if you liked it.]]>
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È un gioco semplicissimo: quando si schiaccia 'play',  gioca, appare uno schermo con dei personaggi, alcuni con la testa quadrata alcuni con la testa rotonda, e con il mouse possiamo cliccare e fare praticamente una foto di una porzione dello schermo che di volta in volta avrà dentro dei personaggi con la testa tonda con la testa quadrata, e i personaggi all'inizio sono felici e contenti, poi man mano che va avanti il gioco cominciano a litigare tra loro e alla fine c'è 'SPOILER ALERT', c'è un massacro eccetera. All'inizio del video, che tra l'altro è stato creato da Nicky Case con un programma 'open source' che lui invita tutti a riutilizzarlo, a tradurlo, infatti è stato tradotto in molte lingue anche l'italiano, a utilizzarlo come meglio la gente crede, e quindi lo invita proprio, è una riflessione su quello che noi guardiamo, su come quello che noi guardiamo sul computer o alla televisione poi finisce per influenzare il modo in cui noi pensiamo e il modo in cui noi reagiamo, e la sua particolarità è che non è per niente un videogioco raffinato dal punto di vista del design, dal punto di vista del tratto, però una volta che si inizia a giocarlo, anche grazie ai rumori che si sentono è abbastanza immersivo, e questi personaggi che sono disegnati in modo molto rudimentale, proprio come disegnano i bambini coi bastoncini e coi cerchietti, un po' ci si affeziona e un po' dispiace quando poi il gioco comincia a diventare quello che... va beh si sapeva dall'inizio che sarebbe finita male. Ma ci sono anche poi degli altri messaggi, ogni volta che si scatta una foto, diciamo così, con il mouse che si riprende una porzione dello schermo, se si fa la foto a qualcosa che non è una cosa violenta, appare il messaggio 'beh fai le foto quando succede qualcosa di interessante non fare foto dove non succede niente'. No, dicevo che è una riflessione interessante, metterò il link nelle note al programma, vi invito ad andare a esplorare, ripeto c'è anche in italiano, ma anche in inglese si capisce benissimo anche perché vi ho spiegato un po' di cosa si tratta. Son curiosa se qualcuno va a giocare magari che poi mi dica se gli è piaciuto.<br><br><br>Versione con i sottotitoli in inglese / with English subtitles <br><a href="https://youtu.be/PVJQDY7ohuA" rel="noopener">https://youtu.be/PVJQDY7ohuA</a><br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>"We become what we behold" is a mini game that is played for free on the computer, from start to finish it lasts just under 5 minutes. It has a couple of things a couple of features and that's why I want to tell you about it. It is a very simple game: when you press 'play', a screen with characters appears, some with a square head, some with a round head, and with the mouse we can click and basically take a screenshot of a portion of the screen that from time to time will have characters with a round head and with a square head inside, and the characters at the beginning are happy and content, then as the game goes on they start arguing with each other and in the end there is 'SPOILER ALERT' there is a massacre and so on. At the beginning of the video, which by the way was created by Nicky Case with an 'open source' program and he invites everyone to reuse it, to translate it, in fact it has also been translated into many languages, including Italian, he invites to use it as  people see fit to, it is a reflection on what we watch, on how what we watch on the computer or on television ends up influencing the way we think and the way we react, and its peculiarity is that it is not at all a refined video game from the point of view of design, from the point of view of the stroke, but once you start playing it, also thanks to the sounds you hear, it is quite immersive, and these characters who are drawn in a very rudimentary way, just like children draw with sticks and circles, we get a little fond and we are a little sorry when then the game turns into... well you know from the beginning that it is going to end in tears. But there are also other messages, every time you take a picture, let's say, with the mouse taking a screenshot, if you take the picture of something that is not something violent, a message appears 'take pictures when something interesting happens don't take pictures in which nothing happens'. As I was saying, it is an interesting reflection, I will put the link in the notes to the program, I invite you to go and explore, as I said, there is also an Italian version, but it’s easy to understand in English too, also because I told you what is it about. I'm curious if someone has a go playing, let me know if you liked it.]]>
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      <pubDate>Fri, 02 Jul 2021 08:48:51 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 179 Un piccolo gatto</title>
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      <description>
        <![CDATA[Cosa succede se hai già un gatto e ti porti a casa un nuovo icetto. Lo stiamo scoprendo.<br><br>LINK<br>Il podcast con sottotitoli in inglese / this podcast with English subtitles<br><a href="https://youtu.be/vbK0DF-ros4" rel="noopener">https://youtu.be/vbK0DF-ros4</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Abbiamo portato un nuovo gatto a casa. Mentre vi parlo il nuovo gattino, che è una pulce minuscola che mi sta in una mano e ancora non ha nome, è qui nella camera da letto, la porta rigorosamente chiusa, e davanti alla porta dall'altra parte sta a guardia Mazinga, il mio gatto che ho da diversi anni, Mazinga che era abituata a essere la regina incontrastata di casa, coccole e quant'altro, quando siamo arrivati questo pomeriggio con il batuffolo ha soffiato. Vabbè noi c'eravamo premuniti, sapevamo quello che dovevamo fare, ringrazio Internet e tutti i consigli che abbiamo trovato, adesso praticamente stiamo facendo abituare due gatti l'uno all'altro, anche se la pulce minuscola, che forse sentite nel background perché è qui in stanza con me dove ho il microfono, e vuole essere presa in braccio perché vuole giocare (un attimino, ora ti prendo) sì, mentre Mazinga sta dall'altra parte della porta, quindi dovranno stare per qualche giorno così una da un lato e una dall'altro della porta per abituarsi alla presenza reciproca e poi un altro consiglio è quello di prendere uno straccio, un panno che si usato per accarezzare un gatto, quindi prendendo l'odore di questo gatto, farlo odorare all'altro gatto così che i gatti si rendono conto che esiste un altro animale in casa e piano piano, poi dovranno abituarsi anche alla presenza fisica. Dicevo prima all'inizio Mazinga faceva "FFFF", soffiava adesso è davanti alla porta e ha smesso di soffiare, quindi non so se questo sia un segno che ha cominciato ad abituarsi. È importante non chiudere il gatto che c'è da più tempo a casa, così che non pensi che l'abbiamo usurpato e che gli preferiamo il nuovo arrivato, anzi la nuova arrivata, è anche importante non cambiare le abitudini del gatto che c'era precedentemente, quindi Mazinga sta ricevendo extra razione di coccole e di piccole bontà e di piccoli treats, adesso vedremo come si evolverà la situazione. Noi siamo super felici di questo batuffolo di felicità che c'è capitato a casa e non vediamo l'ora che possa correre felice e libera a mordicchiare tutto e a giocare e che poi alla fine faccia anche conoscenza e amicizia con Mazinga che io lo so, in cuor suo ha un grande cuore di mamma e sono certa che le vorrà bene. Vi tengo aggiornati una volta che decideremo il nome per la piccola nuova arrivata. Concludo dicendo miao.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>We brought a new cat home. As I speak to you, the new kitten, which is a tiny flea that fits in my hand and still has no name, is here in the bedroom, the door strictly closed, and in front of the door on the other side, Mazinga, the cat that I have had for several years, Mazinga who was used to being the undisputed queen of the house, of all cuddles and so on, when we arrived this afternoon with the tiny thing, she hissed. Oh well we had taken precautions, we knew what we had to do, I thank the Internet for all the advice we found, now we are practically getting two cats used to each other, even if the tiny flea, which you maybe can hear in the background because it is here in the room with me where I have the microphone, and she wants to be picked up because she wants to play (a moment, now I'll take you) yes, while Mazinga is on the other side of the door, so they will have to stay for a few days like this, one on one side and one on the other of the door to get used to each other's presence and then another tip is to take a rag, a cloth that you used to stroke one cat, therefore absorbing taking the smell of this cat, make the other cat smell it, so that the cat realizes that there is another animal in the house and slowly, they will have to get used to the physical presence as well. As I said before, at the beginning Mazinga went "FFFF", she was hissing, now she is in front of the door and she has stopped hissing, so I don't know if this is a sign that she has begun to get used to it. It is important not to isolate the cat who has been at home for the longest time, so that it doesn’t think that we have replaced it and that we prefer the newcomer, indeed the newcomerin, it is also important not to change the habits of the older cat, so Mazinga is receiving extra ration of pampering and small goodness and small treats, now we will see how the situation evolves. We are super happy with this wad of happiness that arrived to our home and we can't wait for it to run happy and free to nibble everything and play and then in the end also to make acquaintance and friendship with Mazinga that I know, in her heart she has a big mother's heart and I am sure she will love her. I'll keep you updated once we decide the name for the little newcomer. I conclude by saying meow.]]>
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        <![CDATA[Cosa succede se hai già un gatto e ti porti a casa un nuovo icetto. Lo stiamo scoprendo.<br><br>LINK<br>Il podcast con sottotitoli in inglese / this podcast with English subtitles<br><a href="https://youtu.be/vbK0DF-ros4" rel="noopener">https://youtu.be/vbK0DF-ros4</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Abbiamo portato un nuovo gatto a casa. Mentre vi parlo il nuovo gattino, che è una pulce minuscola che mi sta in una mano e ancora non ha nome, è qui nella camera da letto, la porta rigorosamente chiusa, e davanti alla porta dall'altra parte sta a guardia Mazinga, il mio gatto che ho da diversi anni, Mazinga che era abituata a essere la regina incontrastata di casa, coccole e quant'altro, quando siamo arrivati questo pomeriggio con il batuffolo ha soffiato. Vabbè noi c'eravamo premuniti, sapevamo quello che dovevamo fare, ringrazio Internet e tutti i consigli che abbiamo trovato, adesso praticamente stiamo facendo abituare due gatti l'uno all'altro, anche se la pulce minuscola, che forse sentite nel background perché è qui in stanza con me dove ho il microfono, e vuole essere presa in braccio perché vuole giocare (un attimino, ora ti prendo) sì, mentre Mazinga sta dall'altra parte della porta, quindi dovranno stare per qualche giorno così una da un lato e una dall'altro della porta per abituarsi alla presenza reciproca e poi un altro consiglio è quello di prendere uno straccio, un panno che si usato per accarezzare un gatto, quindi prendendo l'odore di questo gatto, farlo odorare all'altro gatto così che i gatti si rendono conto che esiste un altro animale in casa e piano piano, poi dovranno abituarsi anche alla presenza fisica. Dicevo prima all'inizio Mazinga faceva "FFFF", soffiava adesso è davanti alla porta e ha smesso di soffiare, quindi non so se questo sia un segno che ha cominciato ad abituarsi. È importante non chiudere il gatto che c'è da più tempo a casa, così che non pensi che l'abbiamo usurpato e che gli preferiamo il nuovo arrivato, anzi la nuova arrivata, è anche importante non cambiare le abitudini del gatto che c'era precedentemente, quindi Mazinga sta ricevendo extra razione di coccole e di piccole bontà e di piccoli treats, adesso vedremo come si evolverà la situazione. Noi siamo super felici di questo batuffolo di felicità che c'è capitato a casa e non vediamo l'ora che possa correre felice e libera a mordicchiare tutto e a giocare e che poi alla fine faccia anche conoscenza e amicizia con Mazinga che io lo so, in cuor suo ha un grande cuore di mamma e sono certa che le vorrà bene. Vi tengo aggiornati una volta che decideremo il nome per la piccola nuova arrivata. Concludo dicendo miao.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>We brought a new cat home. As I speak to you, the new kitten, which is a tiny flea that fits in my hand and still has no name, is here in the bedroom, the door strictly closed, and in front of the door on the other side, Mazinga, the cat that I have had for several years, Mazinga who was used to being the undisputed queen of the house, of all cuddles and so on, when we arrived this afternoon with the tiny thing, she hissed. Oh well we had taken precautions, we knew what we had to do, I thank the Internet for all the advice we found, now we are practically getting two cats used to each other, even if the tiny flea, which you maybe can hear in the background because it is here in the room with me where I have the microphone, and she wants to be picked up because she wants to play (a moment, now I'll take you) yes, while Mazinga is on the other side of the door, so they will have to stay for a few days like this, one on one side and one on the other of the door to get used to each other's presence and then another tip is to take a rag, a cloth that you used to stroke one cat, therefore absorbing taking the smell of this cat, make the other cat smell it, so that the cat realizes that there is another animal in the house and slowly, they will have to get used to the physical presence as well. As I said before, at the beginning Mazinga went "FFFF", she was hissing, now she is in front of the door and she has stopped hissing, so I don't know if this is a sign that she has begun to get used to it. It is important not to isolate the cat who has been at home for the longest time, so that it doesn’t think that we have replaced it and that we prefer the newcomer, indeed the newcomerin, it is also important not to change the habits of the older cat, so Mazinga is receiving extra ration of pampering and small goodness and small treats, now we will see how the situation evolves. We are super happy with this wad of happiness that arrived to our home and we can't wait for it to run happy and free to nibble everything and play and then in the end also to make acquaintance and friendship with Mazinga that I know, in her heart she has a big mother's heart and I am sure she will love her. I'll keep you updated once we decide the name for the little newcomer. I conclude by saying meow.]]>
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      <pubDate>Thu, 01 Jul 2021 05:46:30 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Cosa succede se hai già un gatto e ti porti a casa un nuovo icetto. Lo stiamo scoprendo.LINKIl podcast con sottotitoli in inglese / this podcast with English subtitleshttps://youtu.be/vbK0DF-ros4TESTO TRASCRITTO (English translation below)Abbiamo portato un nuovo gatto a casa. Mentre vi parlo il nuovo gattino, che è una pulce minuscola che mi sta in una mano e ancora non ha nome, è qui nella camera da letto, la porta rigorosamente chiusa, e davanti alla porta dall'altra parte sta a guardia Mazinga, il mio gatto che ho da diversi anni, Mazinga che era abituata a essere la regina incontrastata di casa, coccole e quant'altro, quando siamo arrivati questo pomeriggio con il batuffolo ha soffiato. Vabbè noi c'eravamo premuniti, sapevamo quello che dovevamo fare, ringrazio Internet e tutti i consigli che abbiamo trovato, adesso praticamente stiamo facendo abituare due gatti l'uno all'altro, anche se la pulce minuscola, che forse sentite nel background perché è qui in stanza con me dove ho il microfono, e vuole essere presa in braccio perché vuole giocare (un attimino, ora ti prendo) sì, mentre Mazinga sta dall'altra parte della porta, quindi dovranno stare per qualche giorno così una da un lato e una dall'altro della porta per abituarsi alla presenza reciproca e poi un altro consiglio è quello di prendere uno straccio, un panno che si usato per accarezzare un gatto, quindi prendendo l'odore di questo gatto, farlo odorare all'altro gatto così che i gatti si rendono conto che esiste un altro animale in casa e piano piano, poi dovranno abituarsi anche alla presenza fisica. Dicevo prima all'inizio Mazinga faceva "FFFF", soffiava adesso è davanti alla porta e ha smesso di soffiare, quindi non so se questo sia un segno che ha cominciato ad abituarsi. È importante non chiudere il gatto che c'è da più tempo a casa, così che non pensi che l'abbiamo usurpato e che gli preferiamo il nuovo arrivato, anzi la nuova arrivata, è anche importante non cambiare le abitudini del gatto che c'era precedentemente, quindi Mazinga sta ricevendo extra razione di coccole e di piccole bontà e di piccoli treats, adesso vedremo come si evolverà la situazione. Noi siamo super felici di questo batuffolo di felicità che c'è capitato a casa e non vediamo l'ora che possa correre felice e libera a mordicchiare tutto e a giocare e che poi alla fine faccia anche conoscenza e amicizia con Mazinga che io lo so, in cuor suo ha un grande cuore di mamma e sono certa che le vorrà bene. Vi tengo aggiornati una volta che decideremo il nome per la piccola nuova arrivata. Concludo dicendo miao.ENGLISH TRANSLATIONWe brought a new cat home. As I speak to you, the new kitten, which is a tiny flea that fits in my hand and still has no name, is here in the bedroom, the door strictly closed, and in front of the door on the other side, Mazinga, the cat that I have had for several years, Mazinga who was used to being the undisputed queen of the house, of all cuddles and so on, when we arrived this afternoon with the tiny thing, she hissed. Oh well we had taken precautions, we knew what we had to do, I thank the Internet for all the advice we found, now we are practically getting two cats used to each other, even if the tiny flea, which you maybe can hear in the background because it is here in the room with me where I have the microphone, and she wants to be picked up because she wants to play (a moment, now I'll take you) yes, while Mazinga is on the other side of the door, so they will have to stay for a few days like this, one on one side and one on the other of the door to get used to each other's presence and then another tip is to take a rag, a cloth that you used to stroke one cat, therefore absorbing taking the smell of this cat, make the other cat smell it, so that the cat realizes that there is another animal in the house and slowly, they will have to get...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 178 Chair is not sedia</title>
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        <![CDATA[Tradurre è faticoso. Questo però non giustifica la pigrizia di chi riempie le frasi italiane di termini inglesi. A volte parlando tra amici anch'io lo faccio, ma non sognerei mai di farlo quando traduco per lavoro o quando scrivo testi che verranno usati in modo professionale. Oltre ad essere una questione di correttezza professionale, è innanzi tutto una questione politica.<br><br>LINK<br>Ascolta in italiano e leggi i sottotitoli in inglese<br>Listen in Italian and follow the English subtitles<br><a href="https://youtu.be/SyHrwek7nvU" rel="noopener">https://youtu.be/SyHrwek7nvU</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English text below)<br>Sì è vero. Tradurre è faticoso, perché non esistono traduzioni di parole che abbiano un significato biunivoco cioè un solo significato. Anche se prendiamo una parola diciamo, semplice, come come 'sedia' / 'chair', ecco se dico 'chair' in inglese non sto solo dicendo 'sedia' ma sto dicendo anche presidente, comando, cattedra, insomma sto dicendo un sacco di altre cose che non sto dicendo se dico la parola italiana sedia. Questo perché? Perché tradurre è un lavoro, è un lavoro duro. Fatevelo dire da una persona che lo fa, praticamente da 30 anni traduco. A volte c'è la tentazione di usare, in questo caso parlando dell'inglese, della traduzione dall'italiano all'inglese, c'è la tentazione di usare la parola inglese che riassume perfettamente in modo molto preciso il concetto che vogliamo trasportare dalla comunità o dalla società inglese a quella italiana. Questo per diversi motivi, anche perché in inglese, a differenza dell'italiano, un sostantivo può essere usato anche come verbo molto spesso, mentre sappiamo che in italiano questo non solo è impossibile ma nel momento in cui uso un verbo, devo anche immediatamente dire se sto parlando al singolare al plurale al maschile o al femminile. Però bisogna farlo, è una cosa fondamentale indispensabile da fare perché la lingua altrimenti diventa un misto tra italiano e inglese. Questo ha delle ramificazioni sociali e politiche. Ripeto, è molto molto complicato, è un processo molto lungo tradurre, anche quando si conosce bene la lingua. Io faccio la traduzione poi di solito la metto da parte, idealmente per un giorno, e poi ci torno perché una volta tradotti i termini, devo riaggiustare le frasi in modo che suonino italiane, che suonino come se le avesse pronunciate per la prima volta una persona di madrelingua italiana, perché ci sono molte frasi che si possono tradurre e che hanno un significato ma che un madrelingua non direbbe mai, un po' quello che succede quando molti italiani parlano l'inglese ma parlano un inglese scolastico oppure fanno delle traduzioni col calco italiano che un madrelingua invece non userebbe mai. Però ci sforziamo un attimo perché, ripeto, la questione della lingua è una questione anzitutto politica. L'egemonia dell'inglese non è solo un'egemonia linguistica ma diventa molto facilmente anche un'egemonia politica o un'egemonia di esportazione di modelli culturali e di modelli filosofici, e non credo che i modelli che vengono dagli Stati Uniti siano i migliori.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Yes, it's true. Translating is tiring, because there is no such a thing as a one-to-one correspondence, words that have a two-way meaning, that is, a single meaning. Even if we take a word let's say, simple, like 'sedia' / 'chair', that's if I say 'chair' in English I'm not just saying 'sedia' but I'm also saying president, command, tenure, in short, I'm saying a lot of other things I'm not saying if I say the Italian word ‘sedia’. Why is that? Because translating is hard work. Let someone who does it tell you, I've been translating for almost 30 years. Sometimes there is the temptation to use, in this case speaking of English, translating from Italian into English, you are tempted to use the English word that perfectly sums up in a very precise way the concept we want to convey from the English community or society into the Italian. This is for several reasons, also because in English, unlike in Italian, very often a noun can also be used as a verb, while we know that in Italian this is not only impossible but when I use a verb, I must also immediately decide whether I am speaking in the singular in the plural in the masculine or in the feminine. But you must do it, it is a fundamental and indispensable thing to do because otherwise the language becomes a mixture between Italian and English. This has social and political consequences. As I said, it is very, very complicated, translating is a time-consuming process, even when you know the language well. I usually translate and then I put it aside, ideally for a day, and then I go back because once the words have been translated, I have to readjust the sentences so that they sound Italian, so that they sound as if they had been pronounced for the first time by an Italian native speaker, because there are many phrases that can be translated and that have a meaning but that a native speaker would never say, a bit like what happens when many Italians speak English, but they speak school English, or they translate using Italian word structures that a native speaker would never use. But please let's make the effort, because, as I said, the question of language is primarily a political one. The hegemony of English is not only a linguistic hegemony but it can also very easily become a political hegemony, hegemony of cultural models and philosophical models, and I don't think the models that come from the United States are the best.]]>
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        <![CDATA[Tradurre è faticoso. Questo però non giustifica la pigrizia di chi riempie le frasi italiane di termini inglesi. A volte parlando tra amici anch'io lo faccio, ma non sognerei mai di farlo quando traduco per lavoro o quando scrivo testi che verranno usati in modo professionale. Oltre ad essere una questione di correttezza professionale, è innanzi tutto una questione politica.<br><br>LINK<br>Ascolta in italiano e leggi i sottotitoli in inglese<br>Listen in Italian and follow the English subtitles<br><a href="https://youtu.be/SyHrwek7nvU" rel="noopener">https://youtu.be/SyHrwek7nvU</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English text below)<br>Sì è vero. Tradurre è faticoso, perché non esistono traduzioni di parole che abbiano un significato biunivoco cioè un solo significato. Anche se prendiamo una parola diciamo, semplice, come come 'sedia' / 'chair', ecco se dico 'chair' in inglese non sto solo dicendo 'sedia' ma sto dicendo anche presidente, comando, cattedra, insomma sto dicendo un sacco di altre cose che non sto dicendo se dico la parola italiana sedia. Questo perché? Perché tradurre è un lavoro, è un lavoro duro. Fatevelo dire da una persona che lo fa, praticamente da 30 anni traduco. A volte c'è la tentazione di usare, in questo caso parlando dell'inglese, della traduzione dall'italiano all'inglese, c'è la tentazione di usare la parola inglese che riassume perfettamente in modo molto preciso il concetto che vogliamo trasportare dalla comunità o dalla società inglese a quella italiana. Questo per diversi motivi, anche perché in inglese, a differenza dell'italiano, un sostantivo può essere usato anche come verbo molto spesso, mentre sappiamo che in italiano questo non solo è impossibile ma nel momento in cui uso un verbo, devo anche immediatamente dire se sto parlando al singolare al plurale al maschile o al femminile. Però bisogna farlo, è una cosa fondamentale indispensabile da fare perché la lingua altrimenti diventa un misto tra italiano e inglese. Questo ha delle ramificazioni sociali e politiche. Ripeto, è molto molto complicato, è un processo molto lungo tradurre, anche quando si conosce bene la lingua. Io faccio la traduzione poi di solito la metto da parte, idealmente per un giorno, e poi ci torno perché una volta tradotti i termini, devo riaggiustare le frasi in modo che suonino italiane, che suonino come se le avesse pronunciate per la prima volta una persona di madrelingua italiana, perché ci sono molte frasi che si possono tradurre e che hanno un significato ma che un madrelingua non direbbe mai, un po' quello che succede quando molti italiani parlano l'inglese ma parlano un inglese scolastico oppure fanno delle traduzioni col calco italiano che un madrelingua invece non userebbe mai. Però ci sforziamo un attimo perché, ripeto, la questione della lingua è una questione anzitutto politica. L'egemonia dell'inglese non è solo un'egemonia linguistica ma diventa molto facilmente anche un'egemonia politica o un'egemonia di esportazione di modelli culturali e di modelli filosofici, e non credo che i modelli che vengono dagli Stati Uniti siano i migliori.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Yes, it's true. Translating is tiring, because there is no such a thing as a one-to-one correspondence, words that have a two-way meaning, that is, a single meaning. Even if we take a word let's say, simple, like 'sedia' / 'chair', that's if I say 'chair' in English I'm not just saying 'sedia' but I'm also saying president, command, tenure, in short, I'm saying a lot of other things I'm not saying if I say the Italian word ‘sedia’. Why is that? Because translating is hard work. Let someone who does it tell you, I've been translating for almost 30 years. Sometimes there is the temptation to use, in this case speaking of English, translating from Italian into English, you are tempted to use the English word that perfectly sums up in a very precise way the concept we want to convey from the English community or society into the Italian. This is for several reasons, also because in English, unlike in Italian, very often a noun can also be used as a verb, while we know that in Italian this is not only impossible but when I use a verb, I must also immediately decide whether I am speaking in the singular in the plural in the masculine or in the feminine. But you must do it, it is a fundamental and indispensable thing to do because otherwise the language becomes a mixture between Italian and English. This has social and political consequences. As I said, it is very, very complicated, translating is a time-consuming process, even when you know the language well. I usually translate and then I put it aside, ideally for a day, and then I go back because once the words have been translated, I have to readjust the sentences so that they sound Italian, so that they sound as if they had been pronounced for the first time by an Italian native speaker, because there are many phrases that can be translated and that have a meaning but that a native speaker would never say, a bit like what happens when many Italians speak English, but they speak school English, or they translate using Italian word structures that a native speaker would never use. But please let's make the effort, because, as I said, the question of language is primarily a political one. The hegemony of English is not only a linguistic hegemony but it can also very easily become a political hegemony, hegemony of cultural models and philosophical models, and I don't think the models that come from the United States are the best.]]>
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      <pubDate>Wed, 30 Jun 2021 06:29:30 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Tradurre è faticoso. Questo però non giustifica la pigrizia di chi riempie le frasi italiane di termini inglesi. A volte parlando tra amici anch'io lo faccio, ma non sognerei mai di farlo quando traduco per lavoro o quando scrivo testi che verranno usati </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 177 Cani e aeroporti</title>
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        <![CDATA[Un aeroporto per alieni gestito da cani. Se la cosa vi incuriosisce, continuate ad ascoltare.<br><br>LINKS<br>Il sito del videogioco dove potete anche guardare il trailer<br><a href="https://steamcommunity.com/app/1246250/" rel="noopener">https://steamcommunity.com/app/1246250/</a><br><br>L'articolo del The Guardian<br><a href="https://www.theguardian.com/games/2021/jun/02/an-airport-for-aliens-currently-run-by-dogs-review-surrealist-humour-in-ruff-packaging" rel="noopener">https://www.theguardian.com/games/2021/jun/02/an-airport-for-aliens-currently-run-by-dogs-review-surrealist-humour-in-ruff-packaging</a><br><br>La pagina dell'autore del gioco<br><a href="https://xalaviermakeswords.itch.io/" rel="noopener">https://xalaviermakeswords.itch.io/</a><br><br><br>Ascolta in italiano e leggi i sottotitoli in inglese<br>Listen in Italian and follow the English subtitles<br><a href="https://youtu.be/aYEyHTCZn9U" rel="noopener">https://youtu.be/aYEyHTCZn9U</a><br><br><br>TESTO TRASCRITTO (English text below)<br>Un aeroporto per alieni che al momento viene gestito da cani. Questo è il titolo dell'ultimo videogioco che ha attirato la mia attenzione, tanto che sono andata a cercarmelo, mi son guardata il trailer mi sono letta un articolo uscito sul The Guardian (vi metterò tutta la note di tutti i link nelle note del programma) 'An Airport for Aliens Currently Run by Dogs' è un videogioco stranissimo dove nel titolo c'è già tutta la spiegazione. Noi siamo gli unici esseri viventi rimasti vivi nell'universo, noi e la nostra partner, anche lei si trova in uno di questi aeroporti chissà dove nell'universo e noi dobbiamo cercare di incontrarci. Gli aeroporti sono deserti, appunto, ci siamo solo noi, e dappertutto ci sono delle scritte, però sono in una lingua che noi non conosciamo, quindi di volta in volta ci vengono date carte d'imbarco, indicazioni, però in questa lingua sconosciuta che noi dobbiamo cercare di decifrare. Tutto questo negli aeroporti che vengono gestiti dai cani, non sono cani normali, sono dei cani che vanno rappresentati con immagini di repertorio, stock images,  le immagini delle banche di immagini. È una cosa buffissima, è una cosa anche molto straniante, perché immaginatevi l'ambientazione in questo aeroporto che, gli aeroporti che non vengono disegnati con precisione fotografica, sapete ultimamente i videogiochi sembrano quasi dei film, ecco non questo, questo si vede proprio che i disegni sono disegni, e le uniche immagini - foto vere - sono quelle dei cani che ci ritroviamo in tutti i modi in tutte le salse. Ci dicono più o meno quello che dobbiamo fare, però si sa, i cani vogliono essere accarezzati, i cani vogliono che noi tiriamo il bastoncino così che possano riportarcelo. È interessante perché io gioco poco ai videogiochi, però mi piace quando trovo dei videogiochi che hanno delle premesse diverse dalla solita sparatoria e conquista del mondo. Questo videogioco dà proprio lo spunto per riflettere su, non dico su chi siamo, però sulle cose che noi facciamo, sugli spazi nei quali ci muoviamo. Si tratta di un piccolo gioco indipendente, quindi non è di quelli che vanno dalle grandi case di produzione, quindi sicuramente ci ha lavorato un piccolo team, anche se l'autore del gioco è un autore molto conosciuto tra chi si aggira tra i video games,  Xalavier Nelson Jr., ha fatto dei videogiochi molto interessanti. No volevo solo condividere con voi questa chicchettina. Non so se lo acquisterò, ripeto perché gioco poco ai videogiochi, però mi piace leggere di videogiochi. Sicuramente è una cosa che mi è balzata agli occhi e che mi ha incuriosito. Che dire terminò con un wof wof.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>An airport for aliens that is currently run by dogs. This is the title of the last video game that caught my attention, so much so that I went to look for it, I looked at the trailer I read an article published in The Guardian (I will put all the notes of all the links in the program notes ) 'An Airport for Aliens Currently Run by Dogs' is a very strange video game where in the title there is already all the explanation. We are the only living beings left alive in the universe, we and our partner, she too is in one of these airports who knows where in the universe and we must try to meet. The airports are deserted, in fact, there is only us, and everywhere there are writings, but they are in a language that we do not know, so from time to time we are given boarding passes, directions, but in this unknown language that we must try to decipher. All this inside airports that are managed by dogs, they are not normal dogs, they are dogs that must be represented with archive images, stock images, images from image banks. It is a very funny thing, it is also a very alienating thing, because imagine the setting in this airport, an airport not drawn with photographic precision, you know lately, video games almost look like movies, well, not this one, this is clearly seen that the drawings are drawings, and the only images (real photos) are those of the dogs that we find in all ways in all shapes and form. They tell us more or less what to do, but you know, dogs want to be stroked, dogs want us to throw the stick so they can fetch. It's interesting because I hardly play video games, but I like it when I find video games that have different premises than the usual shooting and world conquest. This video game gives us the opportunity to reflect on, I'm not saying reflect on who we are, but reflect about the things we do, about the spaces in which we move. It is a small independent game, so it is not one of those that go to the big production houses, so surely a small team worked on it, even though the author of the game is a very well known author among those who know about video games: Xalavier Nelson Jr. has made some very interesting video games. That’s it, I just wanted to share this little gem with you. I don't know if I'll buy it, I repeat because I don't play video games, but I like to read about video games. Surely it is something that jumped to my eyes and that intrigued me. What can I say more? I'll end with woof woof.]]>
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        <![CDATA[Un aeroporto per alieni gestito da cani. Se la cosa vi incuriosisce, continuate ad ascoltare.<br><br>LINKS<br>Il sito del videogioco dove potete anche guardare il trailer<br><a href="https://steamcommunity.com/app/1246250/" rel="noopener">https://steamcommunity.com/app/1246250/</a><br><br>L'articolo del The Guardian<br><a href="https://www.theguardian.com/games/2021/jun/02/an-airport-for-aliens-currently-run-by-dogs-review-surrealist-humour-in-ruff-packaging" rel="noopener">https://www.theguardian.com/games/2021/jun/02/an-airport-for-aliens-currently-run-by-dogs-review-surrealist-humour-in-ruff-packaging</a><br><br>La pagina dell'autore del gioco<br><a href="https://xalaviermakeswords.itch.io/" rel="noopener">https://xalaviermakeswords.itch.io/</a><br><br><br>Ascolta in italiano e leggi i sottotitoli in inglese<br>Listen in Italian and follow the English subtitles<br><a href="https://youtu.be/aYEyHTCZn9U" rel="noopener">https://youtu.be/aYEyHTCZn9U</a><br><br><br>TESTO TRASCRITTO (English text below)<br>Un aeroporto per alieni che al momento viene gestito da cani. Questo è il titolo dell'ultimo videogioco che ha attirato la mia attenzione, tanto che sono andata a cercarmelo, mi son guardata il trailer mi sono letta un articolo uscito sul The Guardian (vi metterò tutta la note di tutti i link nelle note del programma) 'An Airport for Aliens Currently Run by Dogs' è un videogioco stranissimo dove nel titolo c'è già tutta la spiegazione. Noi siamo gli unici esseri viventi rimasti vivi nell'universo, noi e la nostra partner, anche lei si trova in uno di questi aeroporti chissà dove nell'universo e noi dobbiamo cercare di incontrarci. Gli aeroporti sono deserti, appunto, ci siamo solo noi, e dappertutto ci sono delle scritte, però sono in una lingua che noi non conosciamo, quindi di volta in volta ci vengono date carte d'imbarco, indicazioni, però in questa lingua sconosciuta che noi dobbiamo cercare di decifrare. Tutto questo negli aeroporti che vengono gestiti dai cani, non sono cani normali, sono dei cani che vanno rappresentati con immagini di repertorio, stock images,  le immagini delle banche di immagini. È una cosa buffissima, è una cosa anche molto straniante, perché immaginatevi l'ambientazione in questo aeroporto che, gli aeroporti che non vengono disegnati con precisione fotografica, sapete ultimamente i videogiochi sembrano quasi dei film, ecco non questo, questo si vede proprio che i disegni sono disegni, e le uniche immagini - foto vere - sono quelle dei cani che ci ritroviamo in tutti i modi in tutte le salse. Ci dicono più o meno quello che dobbiamo fare, però si sa, i cani vogliono essere accarezzati, i cani vogliono che noi tiriamo il bastoncino così che possano riportarcelo. È interessante perché io gioco poco ai videogiochi, però mi piace quando trovo dei videogiochi che hanno delle premesse diverse dalla solita sparatoria e conquista del mondo. Questo videogioco dà proprio lo spunto per riflettere su, non dico su chi siamo, però sulle cose che noi facciamo, sugli spazi nei quali ci muoviamo. Si tratta di un piccolo gioco indipendente, quindi non è di quelli che vanno dalle grandi case di produzione, quindi sicuramente ci ha lavorato un piccolo team, anche se l'autore del gioco è un autore molto conosciuto tra chi si aggira tra i video games,  Xalavier Nelson Jr., ha fatto dei videogiochi molto interessanti. No volevo solo condividere con voi questa chicchettina. Non so se lo acquisterò, ripeto perché gioco poco ai videogiochi, però mi piace leggere di videogiochi. Sicuramente è una cosa che mi è balzata agli occhi e che mi ha incuriosito. Che dire terminò con un wof wof.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>An airport for aliens that is currently run by dogs. This is the title of the last video game that caught my attention, so much so that I went to look for it, I looked at the trailer I read an article published in The Guardian (I will put all the notes of all the links in the program notes ) 'An Airport for Aliens Currently Run by Dogs' is a very strange video game where in the title there is already all the explanation. We are the only living beings left alive in the universe, we and our partner, she too is in one of these airports who knows where in the universe and we must try to meet. The airports are deserted, in fact, there is only us, and everywhere there are writings, but they are in a language that we do not know, so from time to time we are given boarding passes, directions, but in this unknown language that we must try to decipher. All this inside airports that are managed by dogs, they are not normal dogs, they are dogs that must be represented with archive images, stock images, images from image banks. It is a very funny thing, it is also a very alienating thing, because imagine the setting in this airport, an airport not drawn with photographic precision, you know lately, video games almost look like movies, well, not this one, this is clearly seen that the drawings are drawings, and the only images (real photos) are those of the dogs that we find in all ways in all shapes and form. They tell us more or less what to do, but you know, dogs want to be stroked, dogs want us to throw the stick so they can fetch. It's interesting because I hardly play video games, but I like it when I find video games that have different premises than the usual shooting and world conquest. This video game gives us the opportunity to reflect on, I'm not saying reflect on who we are, but reflect about the things we do, about the spaces in which we move. It is a small independent game, so it is not one of those that go to the big production houses, so surely a small team worked on it, even though the author of the game is a very well known author among those who know about video games: Xalavier Nelson Jr. has made some very interesting video games. That’s it, I just wanted to share this little gem with you. I don't know if I'll buy it, I repeat because I don't play video games, but I like to read about video games. Surely it is something that jumped to my eyes and that intrigued me. What can I say more? I'll end with woof woof.]]>
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      <pubDate>Tue, 29 Jun 2021 07:09:40 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un aeroporto per alieni gestito da cani. Se la cosa vi incuriosisce, continuate ad ascoltare.LINKSIl sito del videogioco dove potete anche guardare il trailerhttps://steamcommunity.com/app/1246250/L'articolo del The Guardianhttps://www.theguardian.com/games/2021/jun/02/an-airport-for-aliens-currently-run-by-dogs-review-surrealist-humour-in-ruff-packagingLa pagina dell'autore del giocohttps://xalaviermakeswords.itch.io/Ascolta in italiano e leggi i sottotitoli in ingleseListen in Italian and follow the English subtitleshttps://youtu.be/aYEyHTCZn9UTESTO TRASCRITTO (English text below)Un aeroporto per alieni che al momento viene gestito da cani. Questo è il titolo dell'ultimo videogioco che ha attirato la mia attenzione, tanto che sono andata a cercarmelo, mi son guardata il trailer mi sono letta un articolo uscito sul The Guardian (vi metterò tutta la note di tutti i link nelle note del programma) 'An Airport for Aliens Currently Run by Dogs' è un videogioco stranissimo dove nel titolo c'è già tutta la spiegazione. Noi siamo gli unici esseri viventi rimasti vivi nell'universo, noi e la nostra partner, anche lei si trova in uno di questi aeroporti chissà dove nell'universo e noi dobbiamo cercare di incontrarci. Gli aeroporti sono deserti, appunto, ci siamo solo noi, e dappertutto ci sono delle scritte, però sono in una lingua che noi non conosciamo, quindi di volta in volta ci vengono date carte d'imbarco, indicazioni, però in questa lingua sconosciuta che noi dobbiamo cercare di decifrare. Tutto questo negli aeroporti che vengono gestiti dai cani, non sono cani normali, sono dei cani che vanno rappresentati con immagini di repertorio, stock images,  le immagini delle banche di immagini. È una cosa buffissima, è una cosa anche molto straniante, perché immaginatevi l'ambientazione in questo aeroporto che, gli aeroporti che non vengono disegnati con precisione fotografica, sapete ultimamente i videogiochi sembrano quasi dei film, ecco non questo, questo si vede proprio che i disegni sono disegni, e le uniche immagini - foto vere - sono quelle dei cani che ci ritroviamo in tutti i modi in tutte le salse. Ci dicono più o meno quello che dobbiamo fare, però si sa, i cani vogliono essere accarezzati, i cani vogliono che noi tiriamo il bastoncino così che possano riportarcelo. È interessante perché io gioco poco ai videogiochi, però mi piace quando trovo dei videogiochi che hanno delle premesse diverse dalla solita sparatoria e conquista del mondo. Questo videogioco dà proprio lo spunto per riflettere su, non dico su chi siamo, però sulle cose che noi facciamo, sugli spazi nei quali ci muoviamo. Si tratta di un piccolo gioco indipendente, quindi non è di quelli che vanno dalle grandi case di produzione, quindi sicuramente ci ha lavorato un piccolo team, anche se l'autore del gioco è un autore molto conosciuto tra chi si aggira tra i video games,  Xalavier Nelson Jr., ha fatto dei videogiochi molto interessanti. No volevo solo condividere con voi questa chicchettina. Non so se lo acquisterò, ripeto perché gioco poco ai videogiochi, però mi piace leggere di videogiochi. Sicuramente è una cosa che mi è balzata agli occhi e che mi ha incuriosito. Che dire terminò con un wof wof.ENGLISH TRANSLATIONAn airport for aliens that is currently run by dogs. This is the title of the last video game that caught my attention, so much so that I went to look for it, I looked at the trailer I read an article published in The Guardian (I will put all the notes of all the...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 176 Hotel? No grazie!</title>
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        <![CDATA[Ripensare lo sviluppo del territorio partendo dalla sua vocazione naturale. Perché è così difficile farlo?<br><br>Il podcast con sottotitoli in inglese / this podcast with English subtitles<br><a href="https://youtu.be/zyoXOjMz7DQ" rel="noopener">https://youtu.be/zyoXOjMz7DQ</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Io non so se questa sia una caratteristica tipicamente sarda però sta di fatto che ogni volta che c'è la possibilità di recuperare uno spazio comune che era stato sottratto alla comunità, ogni volta che c'è la possibilità di ristrutturare qualche opera che nel passato è andata in rovina, c'è sempre il coro che si solleva dicendo 'costruiamo un albergo'. Ora, mi riferisco in modo particolare a una struttura mastodontica che stava nella spiaggia cittadina di Cagliari, proprio sull'arenile del Poetto, una struttura molto grande che io fin da bambina ho conosciuto in rovina. Sono andata a controllare e risale agli anni '30,  alla fine degli anni '30, un famoso architetto, tra l'altro, Badas fece il progetto per la costruzione di una colonia estiva per i bambini che però non venne mai realizzata. Ora non sto a raccontarvi le varie vicissitudini di questa costruzione che all'epoca quando venne progettata doveva essere anche molto bella che però - ripeto - da tantissimi anni, da mezzo secolo probabilmente, si trova sulla spiaggia ed è un rudere, cioè inutilizzato, inutilizzabile in continuo decadimento e in continua rovina. È particolare questa struttura che si chiama, viene conosciuta col nome di ex Ospedale Marino, perché all'inizio di ogni campagna elettorale cagliaritana il partito che si propone di prendere il potere comincia alla lontana proponendo nuovi nuove destinazioni d'uso che però non sono mai nuove, ma si tratta sempre di, si dice 'ah! Costruiamo un albergo'. Ecco questa lunga introduzione per dire che non capisco perché non si guardino i modelli esistenti che quando si tratta di sviluppo del territorio, partono dalla vocazione del territorio stesso. <br>Dico, gli alberghi si possono costruire da qualsiasi parte, l'abbiamo tristemente visto qui in Sardegna. Perché non utilizzare una posizione così prominente così vicina al mare per qualcosa che abbia a che vedere con il mare? Infatti c'è stato qualcuno che ha proposto facciamo un bel museo del mare, naturalmente senza l'acquario (non ne abbiamo bisogno di acquari) però un museo della cultura del mare, un museo che mette in evidenza quelle che sono gli usi e le tradizioni la cultura, tutto quello che si può fare, magari anche con una scuola di barca a vela, di canoa non lo so, comunque cose più attinenti al mare, che rispettino il territorio. Ecco io non capisco perchè invece si continuino a cercare modelli di sviluppo che si sono dimostrati già da tempo fallimentari.<br><br>ENGLISH TEXT<br>I don't know whether this is something typically Sardinian, the truth is that every time there is the possibility of recovering a public space that had been taken away from the community, every time there is the possibility of renovating some work that in the past has gone into disrepair, there is always the chorus that rises saying 'let's build a hotel'. Now, I am referring in particular to a mammoth structure that was in the city beach of Cagliari, right on the Poetto beach, a very large structure that I have known since childhood in ruins. I went to check it and it dates back to the 1930s, to the end of the 1930s, a famous architect, go figure, Badas, made the project for the construction of a summer camp for children which, however, was never built. Now I'm not going to tell you about the various vicissitudes of this building which at the time when it was designed must have been very beautiful but - I repeat - for many years, probably for half a century, it has been on the beach and is a ruin, that is, unused, unusable, in continuous decay and falling apart. This structure, called,  which is known with the name of the former Maritime Hospital, has a characteristic, because at the beginning of each Cagliari election campaign the party wanting to take power begins, way before the elections, by proposing new uses which, however, are never new, but it's always about saying “Ah! Let's build a hotel there”. Now, I have done this long introduction to say that I don't understand why we don't look at the existing models when it comes to development of the territory, models that start from the vocation of the territory itself. I mean, hotels can be built anywhere, we sadly saw this applied here in Sardinia. Why not use such a prominent location so close to the sea for something that has to do with the sea? In fact, there was someone who proposed to use it as a nice museum of the sea, without the aquarium of course (we don't need aquariums) but a museum of the culture of the sea, a museum that highlights the uses and traditions, culture, everything you can do, maybe even with a sailing or canoeing school I don't know, however things more relevant to the sea, respecting the territory. You see, I do not understand why we continue to look for development models that have already proved unsuccessful for some time.]]>
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Sono andata a controllare e risale agli anni '30,  alla fine degli anni '30, un famoso architetto, tra l'altro, Badas fece il progetto per la costruzione di una colonia estiva per i bambini che però non venne mai realizzata. Ora non sto a raccontarvi le varie vicissitudini di questa costruzione che all'epoca quando venne progettata doveva essere anche molto bella che però - ripeto - da tantissimi anni, da mezzo secolo probabilmente, si trova sulla spiaggia ed è un rudere, cioè inutilizzato, inutilizzabile in continuo decadimento e in continua rovina. È particolare questa struttura che si chiama, viene conosciuta col nome di ex Ospedale Marino, perché all'inizio di ogni campagna elettorale cagliaritana il partito che si propone di prendere il potere comincia alla lontana proponendo nuovi nuove destinazioni d'uso che però non sono mai nuove, ma si tratta sempre di, si dice 'ah! Costruiamo un albergo'. Ecco questa lunga introduzione per dire che non capisco perché non si guardino i modelli esistenti che quando si tratta di sviluppo del territorio, partono dalla vocazione del territorio stesso. <br>Dico, gli alberghi si possono costruire da qualsiasi parte, l'abbiamo tristemente visto qui in Sardegna. Perché non utilizzare una posizione così prominente così vicina al mare per qualcosa che abbia a che vedere con il mare? Infatti c'è stato qualcuno che ha proposto facciamo un bel museo del mare, naturalmente senza l'acquario (non ne abbiamo bisogno di acquari) però un museo della cultura del mare, un museo che mette in evidenza quelle che sono gli usi e le tradizioni la cultura, tutto quello che si può fare, magari anche con una scuola di barca a vela, di canoa non lo so, comunque cose più attinenti al mare, che rispettino il territorio. Ecco io non capisco perchè invece si continuino a cercare modelli di sviluppo che si sono dimostrati già da tempo fallimentari.<br><br>ENGLISH TEXT<br>I don't know whether this is something typically Sardinian, the truth is that every time there is the possibility of recovering a public space that had been taken away from the community, every time there is the possibility of renovating some work that in the past has gone into disrepair, there is always the chorus that rises saying 'let's build a hotel'. Now, I am referring in particular to a mammoth structure that was in the city beach of Cagliari, right on the Poetto beach, a very large structure that I have known since childhood in ruins. I went to check it and it dates back to the 1930s, to the end of the 1930s, a famous architect, go figure, Badas, made the project for the construction of a summer camp for children which, however, was never built. Now I'm not going to tell you about the various vicissitudes of this building which at the time when it was designed must have been very beautiful but - I repeat - for many years, probably for half a century, it has been on the beach and is a ruin, that is, unused, unusable, in continuous decay and falling apart. This structure, called,  which is known with the name of the former Maritime Hospital, has a characteristic, because at the beginning of each Cagliari election campaign the party wanting to take power begins, way before the elections, by proposing new uses which, however, are never new, but it's always about saying “Ah! Let's build a hotel there”. Now, I have done this long introduction to say that I don't understand why we don't look at the existing models when it comes to development of the territory, models that start from the vocation of the territory itself. I mean, hotels can be built anywhere, we sadly saw this applied here in Sardinia. Why not use such a prominent location so close to the sea for something that has to do with the sea? In fact, there was someone who proposed to use it as a nice museum of the sea, without the aquarium of course (we don't need aquariums) but a museum of the culture of the sea, a museum that highlights the uses and traditions, culture, everything you can do, maybe even with a sailing or canoeing school I don't know, however things more relevant to the sea, respecting the territory. You see, I do not understand why we continue to look for development models that have already proved unsuccessful for some time.]]>
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      <pubDate>Mon, 28 Jun 2021 06:06:27 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ripensare lo sviluppo del territorio partendo dalla sua vocazione naturale. Perché è così difficile farlo?Il podcast con sottotitoli in inglese / this podcast with English subtitleshttps://youtu.be/zyoXOjMz7DQTESTO TRASCRITTO (English below)Io non so se questa sia una caratteristica tipicamente sarda però sta di fatto che ogni volta che c'è la possibilità di recuperare uno spazio comune che era stato sottratto alla comunità, ogni volta che c'è la possibilità di ristrutturare qualche opera che nel passato è andata in rovina, c'è sempre il coro che si solleva dicendo 'costruiamo un albergo'. Ora, mi riferisco in modo particolare a una struttura mastodontica che stava nella spiaggia cittadina di Cagliari, proprio sull'arenile del Poetto, una struttura molto grande che io fin da bambina ho conosciuto in rovina. Sono andata a controllare e risale agli anni '30,  alla fine degli anni '30, un famoso architetto, tra l'altro, Badas fece il progetto per la costruzione di una colonia estiva per i bambini che però non venne mai realizzata. Ora non sto a raccontarvi le varie vicissitudini di questa costruzione che all'epoca quando venne progettata doveva essere anche molto bella che però - ripeto - da tantissimi anni, da mezzo secolo probabilmente, si trova sulla spiaggia ed è un rudere, cioè inutilizzato, inutilizzabile in continuo decadimento e in continua rovina. È particolare questa struttura che si chiama, viene conosciuta col nome di ex Ospedale Marino, perché all'inizio di ogni campagna elettorale cagliaritana il partito che si propone di prendere il potere comincia alla lontana proponendo nuovi nuove destinazioni d'uso che però non sono mai nuove, ma si tratta sempre di, si dice 'ah! Costruiamo un albergo'. Ecco questa lunga introduzione per dire che non capisco perché non si guardino i modelli esistenti che quando si tratta di sviluppo del territorio, partono dalla vocazione del territorio stesso. Dico, gli alberghi si possono costruire da qualsiasi parte, l'abbiamo tristemente visto qui in Sardegna. Perché non utilizzare una posizione così prominente così vicina al mare per qualcosa che abbia a che vedere con il mare? Infatti c'è stato qualcuno che ha proposto facciamo un bel museo del mare, naturalmente senza l'acquario (non ne abbiamo bisogno di acquari) però un museo della cultura del mare, un museo che mette in evidenza quelle che sono gli usi e le tradizioni la cultura, tutto quello che si può fare, magari anche con una scuola di barca a vela, di canoa non lo so, comunque cose più attinenti al mare, che rispettino il territorio. Ecco io non capisco perchè invece si continuino a cercare modelli di sviluppo che si sono dimostrati già da tempo fallimentari.ENGLISH TEXTI don't know whether this is something typically Sardinian, the truth is that every time there is the possibility of recovering a public space that had been taken away from the community, every time there is the possibility of renovating some work that in the past has gone into disrepair, there is always the chorus that rises saying 'let's build a hotel'. Now, I am referring in particular to a mammoth structure that was in the city beach of Cagliari, right on the Poetto beach, a very large structure that I have known since childhood in ruins. I went to check it and it dates back to the 1930s, to the end of the 1930s, a famous architect, go figure, Badas, made the project for the construction of a summer camp for children which, however, was never built. Now I'm not going to tell you about the various vicissitudes of this building which at the time when it was designed must have been very beautiful but - I repeat - for many years, probably for half a century, it has been on the beach and is a ruin, that is, unused, unusable, in continuous decay and falling apart. This structure, called,  which is known with the name of the former Maritime...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ripensare lo sviluppo del territorio partendo dalla sua vocazione naturale. Perché è così difficile farlo?Il podcast con sottotitoli in inglese / this podcast with English subtitleshttps://youtu.be/zyoXOjMz7DQTESTO TRASCRITTO (English below)Io non so se q</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 175 Ulisse</title>
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        <![CDATA[Invitare gente da tutto il mondo a manipolare e reinventare suoni provenienti da tutto il mondo. Questo è quello che fa Cities and Memory, e io accolgo spesso gli inviti dell'ideatore del progetto, Stuart Fowkes. L'ho fatto anche in occasione dell'anniversario dantesco quando Cities and Memory ha chiesto che si interpretasse l'inferno di Dante. Io ho scelto il mio personaggio preferito, Ulisse, e ho raccontato la sua storia partendo però da un punto di vista inedito.<br><br>LINK<br>I love you Odysseus (la mia reinterpretazione dell'Ulisse dantesco) <br><a href="https://audioboom.com/posts/7729615-i-love-you-odysseus" rel="noopener">https://audioboom.com/posts/7729615-i-love-you-odysseus</a><br><br>Cities and Memory (il sito con tantissimi progetti, e se spulciate trovate anche molti miei contributi)<br><a href="https://citiesandmemory.com/" rel="noopener">https://citiesandmemory.com/</a><br><br>Il podcast con sottotitoli in inglese / this podcast with English subtitles<br><a href="https://youtu.be/Y_TyMI2oWE0" rel="noopener">https://youtu.be/Y_TyMI2oWE0</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Oggi vi voglio parlare di Cities and Memory, città e memoria, che è questo progetto di un folle, mi scuserai se ti chiamo così, Stuart Fowkes, che è questa persona che chiamo folle perché oltre ad avere un lavoro che lo occupa tutto il giorno, mette una quantità pazzesca di tempo, di energia e di entusiasmo in questo suo progetto che è appunto Cities and Memory dove lui di volta in volta chiede alle persone in giro per il mondo di fargli pervenire dei suoni che poi invita artisti, podcaster o semplicemente persone interessate, a mixare e inventare storie e modificare il loro significato originario. In occasione dell'anniversario di Dante Alighieri, mi pare che il settecentocinquantesimo anniversario di Dante Alighieri, ha pensato di fare un'opera omnia chiedendo appunto ad artisti, podcaster di ri-immaginare i gironi dell'Inferno e a ciascuno è stato chiesto di scegliere un girone particolare e poi di creare un'opera che rappresenta, un'opera audio che rappresentasse quel particolare luogo dell'Inferno. Io mi ci sono buttata a pesce e ho scelto quello che è sempre stato il mio eroe, Ulisse, e ho scelto però di raccontare la storia di Ulisse dal punto di vista di uno dei suoi marinai, o meglio da una marinaia che si è travestita da uomo per poter seguire Ulisse nelle sue avventure, perché lei è innamorata di Ulisse, infatti da qui anche il titolo del mio pezzo, I love you Odysseus, quindi in parte perché è innamorata di Ulisse, e in parte perché è innamorata dell'avventura e io mi sono immaginata questa questa ragazza che l'unico modo per lei di poter andare a fare le avventure, a vedere i luoghi sconosciuti, a combattere, a scoprire in queste situazioni molto pericolose sarebbe stato quello di travestirsi da uomo per poter quindi seguire la truppa, la ciurma di Ulisse e poi lei naturalmente è anche segretamente innamorata di Ulisse. Il mio è solo uno dei numerosissimi audio che sono stati poi commissionati, da un certo punto di vista, poi scelti e inseriti in questo progetto molto bello, affascinante. Metterò tutte le note e tutti i link nelle note del programma che vi invito andare a spulciare e con questa immagine dantesca concludo i miei tre minuti grezzi di oggi.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today I want to talk to you about Cities and Memory, city and memory, which is this project of a madman, you will excuse me if I call you that, Stuart Fowkes, who is this person whom I call mad because in addition to having a job that occupies him all day, he devotes a crazy amount of time, energy and enthusiasm to this project of his, which is precisely Cities and Memory where he, from time to time, asks people around the world to send him sounds that then invites artists, podcasters or simply people interested, in mixing and inventing stories and changing their original meaning. On the occasion of Dante Alighieri's anniversary, I think it’s the seven hundred and fiftieth anniversary of Dante Alighieri, he decided to make an opera omnia work by asking artists, podcasters to re-imagine the circles of Hell and each was asked to choose a particular circle and then to create a work that represents, an audio work that represents that particular place in Hell. I threw myself into it and chose the one who has always been my hero, Odysseus, and I chose, however, to tell the story of Odysseus from the point of view of one of his sailors, or rather a sailoress who disguised herself as a man to be able to follow Odysseus in his adventures, because she is in love with Odysseus, in fact, hence the title of my piece, I love you Odysseus, so partly because she is in love with Odysseus, and partly because she is in love with the adventure, and I imagined this girl and the only way for her to be able to go on adventures, to see unknown places, to fight, to discover, in these very dangerous situations would be to dress up as a man to be able to follow the troop, the crew of Odysseus and then of course she is also secretly in love with Odysseus. Mine is just one of the many audios that were then commissioned, we can say so, then chosen and included in this very beautiful, fascinating project. I will put all the notes and all the links in the notes of the program that I invite you to go through and with this Dantesque image I conclude my three uncut minutes today.]]>
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Io ho scelto il mio personaggio preferito, Ulisse, e ho raccontato la sua storia partendo però da un punto di vista inedito.<br><br>LINK<br>I love you Odysseus (la mia reinterpretazione dell'Ulisse dantesco) <br><a href="https://audioboom.com/posts/7729615-i-love-you-odysseus" rel="noopener">https://audioboom.com/posts/7729615-i-love-you-odysseus</a><br><br>Cities and Memory (il sito con tantissimi progetti, e se spulciate trovate anche molti miei contributi)<br><a href="https://citiesandmemory.com/" rel="noopener">https://citiesandmemory.com/</a><br><br>Il podcast con sottotitoli in inglese / this podcast with English subtitles<br><a href="https://youtu.be/Y_TyMI2oWE0" rel="noopener">https://youtu.be/Y_TyMI2oWE0</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English below)<br>Oggi vi voglio parlare di Cities and Memory, città e memoria, che è questo progetto di un folle, mi scuserai se ti chiamo così, Stuart Fowkes, che è questa persona che chiamo folle perché oltre ad avere un lavoro che lo occupa tutto il giorno, mette una quantità pazzesca di tempo, di energia e di entusiasmo in questo suo progetto che è appunto Cities and Memory dove lui di volta in volta chiede alle persone in giro per il mondo di fargli pervenire dei suoni che poi invita artisti, podcaster o semplicemente persone interessate, a mixare e inventare storie e modificare il loro significato originario. In occasione dell'anniversario di Dante Alighieri, mi pare che il settecentocinquantesimo anniversario di Dante Alighieri, ha pensato di fare un'opera omnia chiedendo appunto ad artisti, podcaster di ri-immaginare i gironi dell'Inferno e a ciascuno è stato chiesto di scegliere un girone particolare e poi di creare un'opera che rappresenta, un'opera audio che rappresentasse quel particolare luogo dell'Inferno. Io mi ci sono buttata a pesce e ho scelto quello che è sempre stato il mio eroe, Ulisse, e ho scelto però di raccontare la storia di Ulisse dal punto di vista di uno dei suoi marinai, o meglio da una marinaia che si è travestita da uomo per poter seguire Ulisse nelle sue avventure, perché lei è innamorata di Ulisse, infatti da qui anche il titolo del mio pezzo, I love you Odysseus, quindi in parte perché è innamorata di Ulisse, e in parte perché è innamorata dell'avventura e io mi sono immaginata questa questa ragazza che l'unico modo per lei di poter andare a fare le avventure, a vedere i luoghi sconosciuti, a combattere, a scoprire in queste situazioni molto pericolose sarebbe stato quello di travestirsi da uomo per poter quindi seguire la truppa, la ciurma di Ulisse e poi lei naturalmente è anche segretamente innamorata di Ulisse. Il mio è solo uno dei numerosissimi audio che sono stati poi commissionati, da un certo punto di vista, poi scelti e inseriti in questo progetto molto bello, affascinante. Metterò tutte le note e tutti i link nelle note del programma che vi invito andare a spulciare e con questa immagine dantesca concludo i miei tre minuti grezzi di oggi.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Today I want to talk to you about Cities and Memory, city and memory, which is this project of a madman, you will excuse me if I call you that, Stuart Fowkes, who is this person whom I call mad because in addition to having a job that occupies him all day, he devotes a crazy amount of time, energy and enthusiasm to this project of his, which is precisely Cities and Memory where he, from time to time, asks people around the world to send him sounds that then invites artists, podcasters or simply people interested, in mixing and inventing stories and changing their original meaning. On the occasion of Dante Alighieri's anniversary, I think it’s the seven hundred and fiftieth anniversary of Dante Alighieri, he decided to make an opera omnia work by asking artists, podcasters to re-imagine the circles of Hell and each was asked to choose a particular circle and then to create a work that represents, an audio work that represents that particular place in Hell. I threw myself into it and chose the one who has always been my hero, Odysseus, and I chose, however, to tell the story of Odysseus from the point of view of one of his sailors, or rather a sailoress who disguised herself as a man to be able to follow Odysseus in his adventures, because she is in love with Odysseus, in fact, hence the title of my piece, I love you Odysseus, so partly because she is in love with Odysseus, and partly because she is in love with the adventure, and I imagined this girl and the only way for her to be able to go on adventures, to see unknown places, to fight, to discover, in these very dangerous situations would be to dress up as a man to be able to follow the troop, the crew of Odysseus and then of course she is also secretly in love with Odysseus. Mine is just one of the many audios that were then commissioned, we can say so, then chosen and included in this very beautiful, fascinating project. I will put all the notes and all the links in the notes of the program that I invite you to go through and with this Dantesque image I conclude my three uncut minutes today.]]>
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      <pubDate>Sun, 27 Jun 2021 12:13:45 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 174 Oscurità</title>
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        <![CDATA[Sto riflettendo sul buio, e su quelle cose che hanno bisogno dell'oscurità. Ecco, se ve ne viene in mente qualcuna fatemelo sapere! <br><br>LINK<br>Il podcast dove parlo di un gioco che facevo da bambina (in inglese)<br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-darkness-1-games-we-play-in-the-dark" rel="noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-darkness-1-games-we-play-in-the-dark</a><br><br>Il podcast con sottotitoli in inglese / this podcast with English subtitles<br><a href="https://youtu.be/DhdsF-QCSh0" rel="noopener">https://youtu.be/DhdsF-QCSh0</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH TRANSLATION BELOW)<br>Sto pensando all'oscurità. Da qualche tempo ho cominciato a riflettere sul buio, sulla luce e sulle cose che stanno a metà strada tra buio e luce. Ho sempre avuto un interesse ad esempio per le nazioni che stanno nel nord del mondo. Ultimamente, complice anche Netflix, mi sono fatta una scorpacciata di serie ambientate in Islanda o in altri paesi del nord. Ma sto veramente riflettendo su quelle che sono le manifestazioni più che della luce, del buio della mancanza di luce. Ho cominciato a pensare a quelle che sono le cose che hanno bisogno dell'oscurità per poter funzionare. Sto facendo questa piccola ricerca nel modo che io conosco meglio, cioè attraverso il suono attraverso i podcast, infatti ho finito da poco un podcast dove racconto un gioco che facevo da bambina al buio o in penombra. Sì mi sono quindi messa a cercare e a pensare quali sono le cose che hanno bisogno dell'oscurità. La prima cosa che mi è venuta in mente è una cosa, penso che sia tipicamente sarda ma che si trovi anche in altre regioni, che è una cosa che non mi ricordo il nome in sardo però si fa crescere il grano sotto il letto, sapete i vecchi letti quelli alti con le reti, e si fa crescere al buio sotto il letto appunto perché deve crescere al buio, perché deve crescere bianco e poi questo grano bianco viene usato non mi ricordo più in quale rito, comunque è una cosa religiosa dove bisogna avere il grano bianco, penso che bianco qui serva a rappresentare la purezza. Altre cose che si fanno al buio, la prima che mi è venuta in mente è il caricamento della pellicola nella piccola tanica per lo sviluppo della pellicola. Vi ricordate, quando esistevano ancora le macchine fotografiche con la pellicola che, mentre per stampare le foto si usa una luce rossa, però lo sviluppo della pellicola deve essere fatto nel buio più totale. Io mi ricordo che quando fotografava avevo imparato a farlo come una specie di manicotto che infilavo le mani a destra e sinistra, era di panno nero molto pesante, e facevo le operazioni alla cieca, un po' come quando fanno vedere i killer i sicari che riescono a smontare la pistola e rimetterla insieme ad occhi chiusi. Altre cose che si fanno al buio, se vi vengono in mente fatemelo sapere perché, ripeto sono alla ricerca di cose che hanno bisogno dell'oscurità.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I am thinking of the dark. For some time now, I have begun to reflect about darkness, light and things that are halfway between dark and light. I have always had an interest, for example, in the nations that are in the north of the world. Lately, also thanks to Netflix, I made a feast of series set in Iceland or in other northern countries. Well, I am really reflecting on what are the manifestations of the lack of light rather than of light. I began to think about what are the things that need darkness to thrive. I am doing this little research as I know best, that is, through sound, through podcasts, as a matter of fact I have recently finished a podcast where I tell about a game I used to play as a child in the dark or in dim light. Yes, I have started looking and thinking about what are the things that require darkness. The first thing that came to my mind is one thing, I think it is typically Sardinian but can be also found in other regions, which is something that I don't remember the name in Sardinian but it’s about growing wheat under the bed, you know those old beds, the tall ones with metallic mesh, and the wheat grows in the dark under the bed precisely because it must grow in the dark, because it must grow white and then this white wheat is used, I no longer remember in which ritual, however it is something religious where you have to have white wheat, I think white here serves to represent purity. Other things that are done in the dark, the first that came to mind is loading the film into the small development tank. Do you remember, when there were still cameras with film? While a red light was used to print photos, the development of the film had to be done in total darkness. I remember when I used to take photographs, I had learned to perform it with a kind of muff that I put my hands on left and right, it consisted of a very heavy black cloth, and I used to perform the operations blindly, and I used to perform the operations blindly, a bit like when they show killers, hit-men who  manage to take apart the gun and put it back together with their eyes closed. Other things that are done in the dark, if you can think of any let me know because, as I said, I am looking for things that require darkness to thrive.]]>
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Ultimamente, complice anche Netflix, mi sono fatta una scorpacciata di serie ambientate in Islanda o in altri paesi del nord. Ma sto veramente riflettendo su quelle che sono le manifestazioni più che della luce, del buio della mancanza di luce. Ho cominciato a pensare a quelle che sono le cose che hanno bisogno dell'oscurità per poter funzionare. Sto facendo questa piccola ricerca nel modo che io conosco meglio, cioè attraverso il suono attraverso i podcast, infatti ho finito da poco un podcast dove racconto un gioco che facevo da bambina al buio o in penombra. Sì mi sono quindi messa a cercare e a pensare quali sono le cose che hanno bisogno dell'oscurità. 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Io mi ricordo che quando fotografava avevo imparato a farlo come una specie di manicotto che infilavo le mani a destra e sinistra, era di panno nero molto pesante, e facevo le operazioni alla cieca, un po' come quando fanno vedere i killer i sicari che riescono a smontare la pistola e rimetterla insieme ad occhi chiusi. Altre cose che si fanno al buio, se vi vengono in mente fatemelo sapere perché, ripeto sono alla ricerca di cose che hanno bisogno dell'oscurità.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I am thinking of the dark. For some time now, I have begun to reflect about darkness, light and things that are halfway between dark and light. I have always had an interest, for example, in the nations that are in the north of the world. Lately, also thanks to Netflix, I made a feast of series set in Iceland or in other northern countries. Well, I am really reflecting on what are the manifestations of the lack of light rather than of light. I began to think about what are the things that need darkness to thrive. I am doing this little research as I know best, that is, through sound, through podcasts, as a matter of fact I have recently finished a podcast where I tell about a game I used to play as a child in the dark or in dim light. Yes, I have started looking and thinking about what are the things that require darkness. The first thing that came to my mind is one thing, I think it is typically Sardinian but can be also found in other regions, which is something that I don't remember the name in Sardinian but it’s about growing wheat under the bed, you know those old beds, the tall ones with metallic mesh, and the wheat grows in the dark under the bed precisely because it must grow in the dark, because it must grow white and then this white wheat is used, I no longer remember in which ritual, however it is something religious where you have to have white wheat, I think white here serves to represent purity. 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      <pubDate>Sat, 26 Jun 2021 09:30:48 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Sto riflettendo sul buio, e su quelle cose che hanno bisogno dell'oscurità. Ecco, se ve ne viene in mente qualcuna fatemelo sapere! LINKIl podcast dove parlo di un gioco che facevo da bambina (in inglese)https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-darkness-1-games-we-play-in-the-darkIl podcast con sottotitoli in inglese / this podcast with English subtitleshttps://youtu.be/DhdsF-QCSh0TESTO TRASCRITTO (ENGLISH TRANSLATION BELOW)Sto pensando all'oscurità. Da qualche tempo ho cominciato a riflettere sul buio, sulla luce e sulle cose che stanno a metà strada tra buio e luce. Ho sempre avuto un interesse ad esempio per le nazioni che stanno nel nord del mondo. Ultimamente, complice anche Netflix, mi sono fatta una scorpacciata di serie ambientate in Islanda o in altri paesi del nord. Ma sto veramente riflettendo su quelle che sono le manifestazioni più che della luce, del buio della mancanza di luce. Ho cominciato a pensare a quelle che sono le cose che hanno bisogno dell'oscurità per poter funzionare. Sto facendo questa piccola ricerca nel modo che io conosco meglio, cioè attraverso il suono attraverso i podcast, infatti ho finito da poco un podcast dove racconto un gioco che facevo da bambina al buio o in penombra. Sì mi sono quindi messa a cercare e a pensare quali sono le cose che hanno bisogno dell'oscurità. La prima cosa che mi è venuta in mente è una cosa, penso che sia tipicamente sarda ma che si trovi anche in altre regioni, che è una cosa che non mi ricordo il nome in sardo però si fa crescere il grano sotto il letto, sapete i vecchi letti quelli alti con le reti, e si fa crescere al buio sotto il letto appunto perché deve crescere al buio, perché deve crescere bianco e poi questo grano bianco viene usato non mi ricordo più in quale rito, comunque è una cosa religiosa dove bisogna avere il grano bianco, penso che bianco qui serva a rappresentare la purezza. Altre cose che si fanno al buio, la prima che mi è venuta in mente è il caricamento della pellicola nella piccola tanica per lo sviluppo della pellicola. Vi ricordate, quando esistevano ancora le macchine fotografiche con la pellicola che, mentre per stampare le foto si usa una luce rossa, però lo sviluppo della pellicola deve essere fatto nel buio più totale. Io mi ricordo che quando fotografava avevo imparato a farlo come una specie di manicotto che infilavo le mani a destra e sinistra, era di panno nero molto pesante, e facevo le operazioni alla cieca, un po' come quando fanno vedere i killer i sicari che riescono a smontare la pistola e rimetterla insieme ad occhi chiusi. Altre cose che si fanno al buio, se vi vengono in mente fatemelo sapere perché, ripeto sono alla ricerca di cose che hanno bisogno dell'oscurità.ENGLISH TRANSLATIONI am thinking of the dark. For some time now, I have begun to reflect about darkness, light and things that are halfway between dark and light. I have always had an interest, for example, in the nations that are in the north of the world. Lately, also thanks to Netflix, I made a feast of series set in Iceland or in other northern countries. Well, I am really reflecting on what are the manifestations of the lack of light rather than of light. I began to think about what are the things that need darkness to thrive. I am doing this little research as I know best, that is, through sound, through podcasts, as a matter of fact I have recently finished a podcast where I tell about a game I used to play as a child in the dark or in dim light. Yes, I have started looking and thinking about what are the things that require darkness. The first thing that came to my mind is one thing, I think it is typically Sardinian but can be also found in other regions, which is something that I don't...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Sto riflettendo sul buio, e su quelle cose che hanno bisogno dell'oscurità. Ecco, se ve ne viene in mente qualcuna fatemelo sapere! LINKIl podcast dove parlo di un gioco che facevo da bambina (in inglese)https://soundcloud.com/kommunic8/explorations-on-da</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 173 Roberta</title>
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        <![CDATA[Quando ho conosciuto Roberta Bosetti molti anni fa a Melbourne ho sentito subito che saremo diventate amiche. E da allora non ci siamo più lasciate. Questo è il mio regalo per il suo compleanno. Happy birthday Roberta! <br><br>LINK<br>La mia intervista a Roberta dove parla del teatro al telefono.<br><a href="https://www.radioantidoto.org/il-teatro-a-casa-per-telefono/" rel="noopener">https://www.radioantidoto.org/il-teatro-a-casa-per-telefono/</a><br><br>Roberta che legge la mia poesia dedicata al comodino.<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=1FBSteOA4GU" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=1FBSteOA4GU</a><br><br>Il podcast con sottotitoli in inglese / this podcast with English subtitles<br><a href="https://youtu.be/np3DuSBQ5Vw" rel="noopener">https://youtu.be/np3DuSBQ5Vw</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Ricordo benissimo la prima volta che incontrai Roberta: era seduta sui gradini del teatro, io ho appena finito di recitare, recitavo in una filodrammatica italo australiana, e lei era appena arrivata a Melbourne in visita, allora non sapeva ancora che anche lei ci avrebbe abitato per un po'. Io, ripeto, recitavo in una filodrammatica mentre Roberta era già un'attrice teatrale molto brava, molto conosciuta, veniva dalla scuola di Strehler. Niente, mi colpì tantissimo non solo per questo bellissimo tailleur pantaloni che aveva penso che fosse Giorgio Armani ma per la sua voce strepitosa la voce più più notturna, calda, sexy che avessi mai sentito. E lì fuma insieme una sigaretta. Io, che all'epoca fumavo ancora, ma avevo appena finito di recitare in questa compagnia amatoriale e lei una grande attrice già affermata, e lì ci incontrammo, diventammo amiche e non ci lasciamo più. Roberta è una persona fantastica, una di quelle persone così dolci che, niente, è una persona bella dentro una persona bella fuori. Abbiamo fatto un sacco di cose insieme, per un periodo abbiamo anche abitato insieme con le nostre piccole famigliuole, i nostri piccoli nuclei familiari, e ci siamo sempre incontrate e sempre tenute in contatto nonostante i chilometri, nonostante le distanze, nonostante le cose che succedono nella vita, e lei mi ha sempre ospitato nella sua minuscola, prima nella minuscola casetta, nel minuscolo appartamento di Monteverde, sopra i tetti di Roma, e poi nella grande casa con diversi piani a Vercelli, la casa teatro. Con Roberta ho sempre questa sensazione, fin dall'inizio l'ho avuta, che è come quando prendi mano dal tavolo una scatola di fiammiferi e la scuoti per vedere se ci sono dei fiammiferi dentro, lo facciamo tutti in modo automatico, senza che ce ne sia un motivo, senza che abbiamo veramente bisogno di accendere un fiammifero, però quando scuotiamo la scatolina e dentro ci sono veramente i fiammiferi quel rumore che fa quel tintinnio dei legnetti contro le pareti di cartone dà un senso di appagamento e di soddisfazione. Ecco questo è il senso che mi ha sempre dato Roberta e starle vicino. Mi dispiace tantissimo di non poter vedere il suo spettacolo dove lei parla di me, ma so che presto riuscirò a vederlo Roberta spero che presto riusciremo anche ad abbracciarsi di nuovo intanto voglio mandarti questo come mio personalissimo regalo di compleanno poi ci sentiremo al telefono più tardi, però è tanto volevo mandarti questo e dirti che ti voglio bene e che sono contenta che tu sia ancora e sia rimasta e che spero rimarrai ancora per molto dentro la mia vita. Happy birthday Roberta.<br><br>TEXT IN ENGLISH<br>I remember very well the first time I met Roberta: she was sitting on the steps of the theater, I have just finished acting, I was acting in an Italian-Australian amateur drama, and she had just arrived in Melbourne to visit, she did not know at the time that she too would have gone to live there for a while. As I said, I was acting in an amateur theatre company while Roberta was already an accomplished actress, very well known, she came from the Strehler’s school. Well, she struck me not only for this beautiful trouser suit she was wearing (I think it was Giorgio Armani) but for her amazing voice: the most nocturnal, hot, sexy voice I had ever heard. And there we smoked a cigarette together, I was still smoking back then, I had just finished acting in this amateur company and she is a great actress already established, and there we met, we became friends and we have never left each other since. Roberta is a fantastic person, one of those people so sweet that, nothing, she is a beautiful person inside and outside. We have done lots of things together, for a while we also lived together with our little families, our small families, and we always met and always kept in touch despite the kilometers, despite the distances, despite the things that happen in life, and she has always welcomed me in her tiny house, first in the tiny house, the tiny apartment in Monteverde, above the rooftops of Rome, and then in the large house with several floors in Vercelli, the theater house. With Roberta I always have this feeling, from the beginning I have had it, it is like when you take a box of matches from the table and shake it to see if there are any matches inside, we all do it automatically, without having a reason for it, without really needing to light a match, but when we shake the box and there are actually matches inside, that noise, the tinkling of sticks against the cardboard walls gives a sense of satisfaction and gratification. This is the feeling that Roberta has always given me, being close to her. I am very sorry not to be able to see her show where she talks about me, but I know that soon I will be able to see it Roberta, I hope that soon we will also be able to hug each other again, in the meantime I want to send you this as my very personal birthday present. We will talk on the phone later, but I really wanted to send you this and tell you that I love you and that I am happy that you are still and remained and that I hope you will remain in my life for a long time. Happy birthday Roberta.]]>
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        <![CDATA[Quando ho conosciuto Roberta Bosetti molti anni fa a Melbourne ho sentito subito che saremo diventate amiche. E da allora non ci siamo più lasciate. Questo è il mio regalo per il suo compleanno. Happy birthday Roberta! <br><br>LINK<br>La mia intervista a Roberta dove parla del teatro al telefono.<br><a href="https://www.radioantidoto.org/il-teatro-a-casa-per-telefono/" rel="noopener">https://www.radioantidoto.org/il-teatro-a-casa-per-telefono/</a><br><br>Roberta che legge la mia poesia dedicata al comodino.<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=1FBSteOA4GU" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=1FBSteOA4GU</a><br><br>Il podcast con sottotitoli in inglese / this podcast with English subtitles<br><a href="https://youtu.be/np3DuSBQ5Vw" rel="noopener">https://youtu.be/np3DuSBQ5Vw</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Ricordo benissimo la prima volta che incontrai Roberta: era seduta sui gradini del teatro, io ho appena finito di recitare, recitavo in una filodrammatica italo australiana, e lei era appena arrivata a Melbourne in visita, allora non sapeva ancora che anche lei ci avrebbe abitato per un po'. Io, ripeto, recitavo in una filodrammatica mentre Roberta era già un'attrice teatrale molto brava, molto conosciuta, veniva dalla scuola di Strehler. Niente, mi colpì tantissimo non solo per questo bellissimo tailleur pantaloni che aveva penso che fosse Giorgio Armani ma per la sua voce strepitosa la voce più più notturna, calda, sexy che avessi mai sentito. E lì fuma insieme una sigaretta. Io, che all'epoca fumavo ancora, ma avevo appena finito di recitare in questa compagnia amatoriale e lei una grande attrice già affermata, e lì ci incontrammo, diventammo amiche e non ci lasciamo più. Roberta è una persona fantastica, una di quelle persone così dolci che, niente, è una persona bella dentro una persona bella fuori. Abbiamo fatto un sacco di cose insieme, per un periodo abbiamo anche abitato insieme con le nostre piccole famigliuole, i nostri piccoli nuclei familiari, e ci siamo sempre incontrate e sempre tenute in contatto nonostante i chilometri, nonostante le distanze, nonostante le cose che succedono nella vita, e lei mi ha sempre ospitato nella sua minuscola, prima nella minuscola casetta, nel minuscolo appartamento di Monteverde, sopra i tetti di Roma, e poi nella grande casa con diversi piani a Vercelli, la casa teatro. Con Roberta ho sempre questa sensazione, fin dall'inizio l'ho avuta, che è come quando prendi mano dal tavolo una scatola di fiammiferi e la scuoti per vedere se ci sono dei fiammiferi dentro, lo facciamo tutti in modo automatico, senza che ce ne sia un motivo, senza che abbiamo veramente bisogno di accendere un fiammifero, però quando scuotiamo la scatolina e dentro ci sono veramente i fiammiferi quel rumore che fa quel tintinnio dei legnetti contro le pareti di cartone dà un senso di appagamento e di soddisfazione. Ecco questo è il senso che mi ha sempre dato Roberta e starle vicino. Mi dispiace tantissimo di non poter vedere il suo spettacolo dove lei parla di me, ma so che presto riuscirò a vederlo Roberta spero che presto riusciremo anche ad abbracciarsi di nuovo intanto voglio mandarti questo come mio personalissimo regalo di compleanno poi ci sentiremo al telefono più tardi, però è tanto volevo mandarti questo e dirti che ti voglio bene e che sono contenta che tu sia ancora e sia rimasta e che spero rimarrai ancora per molto dentro la mia vita. Happy birthday Roberta.<br><br>TEXT IN ENGLISH<br>I remember very well the first time I met Roberta: she was sitting on the steps of the theater, I have just finished acting, I was acting in an Italian-Australian amateur drama, and she had just arrived in Melbourne to visit, she did not know at the time that she too would have gone to live there for a while. As I said, I was acting in an amateur theatre company while Roberta was already an accomplished actress, very well known, she came from the Strehler’s school. Well, she struck me not only for this beautiful trouser suit she was wearing (I think it was Giorgio Armani) but for her amazing voice: the most nocturnal, hot, sexy voice I had ever heard. And there we smoked a cigarette together, I was still smoking back then, I had just finished acting in this amateur company and she is a great actress already established, and there we met, we became friends and we have never left each other since. Roberta is a fantastic person, one of those people so sweet that, nothing, she is a beautiful person inside and outside. We have done lots of things together, for a while we also lived together with our little families, our small families, and we always met and always kept in touch despite the kilometers, despite the distances, despite the things that happen in life, and she has always welcomed me in her tiny house, first in the tiny house, the tiny apartment in Monteverde, above the rooftops of Rome, and then in the large house with several floors in Vercelli, the theater house. With Roberta I always have this feeling, from the beginning I have had it, it is like when you take a box of matches from the table and shake it to see if there are any matches inside, we all do it automatically, without having a reason for it, without really needing to light a match, but when we shake the box and there are actually matches inside, that noise, the tinkling of sticks against the cardboard walls gives a sense of satisfaction and gratification. This is the feeling that Roberta has always given me, being close to her. I am very sorry not to be able to see her show where she talks about me, but I know that soon I will be able to see it Roberta, I hope that soon we will also be able to hug each other again, in the meantime I want to send you this as my very personal birthday present. We will talk on the phone later, but I really wanted to send you this and tell you that I love you and that I am happy that you are still and remained and that I hope you will remain in my life for a long time. Happy birthday Roberta.]]>
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      <pubDate>Fri, 25 Jun 2021 06:10:17 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Quando ho conosciuto Roberta Bosetti molti anni fa a Melbourne ho sentito subito che saremo diventate amiche. E da allora non ci siamo più lasciate. Questo è il mio regalo per il suo compleanno. Happy birthday Roberta! LINKLa mia intervista a Roberta dove</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi 172 Acqua di S. Giovanni</title>
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        <![CDATA[La vigilia della notte di S. Giovanni raccogli i fiori e mettili a bagno in un recipiente pieno d'acqua, lascia fuori il recipiente perché raccolga la rugiada notturna. La mattina dopo, usa l'acqua per lavarti le mani e il viso. Questo ti purificherà il corpo e lo spirito. Riti pagani e dove trovarli.<br><br>LINK<br>La mia acqua di S. Giovanni <br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1437782073246963/?notif_id=1624517385937907&amp;notif_t=video_processed&amp;ref=notif" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1437782073246963/?notif_id=1624517385937907&amp;notif_t=video_processed&amp;ref=notif</a><br><br>PODCAST WITH ENGLISH SUBTITLES<br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1437803756578128/?notif_id=1624520665484240&amp;notif_t=video_processed&amp;ref=notif" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1437803756578128/?notif_id=1624520665484240&amp;notif_t=video_processed&amp;ref=notif</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English text will follow)<br>La notte scorsa per la prima volta ho preparato l'acqua di San Giovanni. È un'antichissima tradizione di cui io avevo sentito parlare ma non l'avevo mai messa messa in pratica poi, anche complice le chiacchierate fatte nei giorni scorsi con le amiche e gli amici, ieri notte ho deciso di preparare l'acqua di San Giovanni. Di cosa si tratta? Allora, la vigilia della notte di San Giovanni (quindi il 23 giugno) bisogna prendere un recipiente con l'acqua e metterci dentro dei fiori, fiori che possono essere i fiori che si trovano, anche i fiori che si hanno sul balcone, oppure si può andare a raccoglierli nei campi, cercando di non distruggere le aiuole, e poi si prendono i fiori e si mettono dentro questo catino con l'acqua che bisogna lasciare fuori tutta la notte perché così l'acqua raccolga, l'acqua coi fiori, raccolga la rugiada notturna, e poi la mattina si usa quest'acqua per lavarsi il viso e per lavarsi le mani e dovrebbe essere una cosa propiziatrice di buon augurio o comunque un modo per salutare l'inizio della stagione estiva. Io l'ho fatta con molta molta trepidazione, devo dire perché mi piacciono i riti anche se ne conosco molto pochi, più che altro li conosco per sentito dire perché riti no non se ne facevano tantissimi nella mia famiglia, non di questo tipo, nonostante mia mamma abbia origini contadine e quindi conosca tutta una serie di riti che sono sicura quando era bambina venivano eseguiti religiosamente. Allora adesso io mi sono appena svegliata lo sentite anche dalla voce, ancora non ho fatto nemmeno colazione. Quindi tra un po andrò sul balcone, mi sono messa per l'occasione il kimono a fiori, la mattina quando mi alzo non uso vestaglie uso una seire di kimoni, poi magari un giorno vi racconto dove li ho presi, le avventure del loro acquisto. Col mio kimono a fiori adesso andrò a sciacquarmi il viso e le mani, a fare le abluzioni con questa meravigliosa acqua di San Giovanni che tra l'altro ieri era bellissima contro un cielo cielo nero con questa strepitosa luna piena. Buon San Giovanni.<br><br>ENGLISH TEXT<br>Last night for the first time I prepared St. John's water. It is an ancient tradition that I had heard of but had never put it into practice. Well now, also thanks to the recent talks with friends, last night I decided to prepare the water of San Giovanni. What is it about? Well, on the eve of St. John's night (that is June 23) you take a container with water and put some flowers in it, flowers that can be whatever flowers you find, even the flowers that you have on the balcony, or you can go and collect them in the fields, trying not to destroy the flower beds, so take the flowers and put them into a basin with water, that must be left out all night so that the water collects, the water with the flowers, collects the night dew, and then in the morning use this water to wash your face and to wash your hands and it should be a propitious thing of good omen or in any case a way to greet the beginning of the summer season. I did it with a lot of trepidation, I must say, because I like rites even if I know very few of them, more than anything else I know them by hearsay because no rites were made in my family, not of this type, despite my mother having peasant origins and therefore knowing a whole series of rites that I am sure when she was a child were performed religiously. So now I have just woken up, you can hear it also from my voice, I haven't even had breakfast yet. In a while I'll go to the balcony, I put on the flowered kimono for the occasion, in the morning when I get up I don't use dressing gowns I use a set of kimonos, maybe one day I'll tell you where I got them, the adventures of their purchase. With my floral kimono now I'm going to rinse my face and hands, to do the ablutions with this wonderful water of San Giovanni which, by the way, was beautiful yesterday against a black sky with this amazing full moon. Happy St. John.]]>
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        <![CDATA[La vigilia della notte di S. Giovanni raccogli i fiori e mettili a bagno in un recipiente pieno d'acqua, lascia fuori il recipiente perché raccolga la rugiada notturna. La mattina dopo, usa l'acqua per lavarti le mani e il viso. Questo ti purificherà il corpo e lo spirito. Riti pagani e dove trovarli.<br><br>LINK<br>La mia acqua di S. Giovanni <br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1437782073246963/?notif_id=1624517385937907&amp;notif_t=video_processed&amp;ref=notif" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1437782073246963/?notif_id=1624517385937907&amp;notif_t=video_processed&amp;ref=notif</a><br><br>PODCAST WITH ENGLISH SUBTITLES<br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1437803756578128/?notif_id=1624520665484240&amp;notif_t=video_processed&amp;ref=notif" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1437803756578128/?notif_id=1624520665484240&amp;notif_t=video_processed&amp;ref=notif</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English text will follow)<br>La notte scorsa per la prima volta ho preparato l'acqua di San Giovanni. È un'antichissima tradizione di cui io avevo sentito parlare ma non l'avevo mai messa messa in pratica poi, anche complice le chiacchierate fatte nei giorni scorsi con le amiche e gli amici, ieri notte ho deciso di preparare l'acqua di San Giovanni. Di cosa si tratta? Allora, la vigilia della notte di San Giovanni (quindi il 23 giugno) bisogna prendere un recipiente con l'acqua e metterci dentro dei fiori, fiori che possono essere i fiori che si trovano, anche i fiori che si hanno sul balcone, oppure si può andare a raccoglierli nei campi, cercando di non distruggere le aiuole, e poi si prendono i fiori e si mettono dentro questo catino con l'acqua che bisogna lasciare fuori tutta la notte perché così l'acqua raccolga, l'acqua coi fiori, raccolga la rugiada notturna, e poi la mattina si usa quest'acqua per lavarsi il viso e per lavarsi le mani e dovrebbe essere una cosa propiziatrice di buon augurio o comunque un modo per salutare l'inizio della stagione estiva. Io l'ho fatta con molta molta trepidazione, devo dire perché mi piacciono i riti anche se ne conosco molto pochi, più che altro li conosco per sentito dire perché riti no non se ne facevano tantissimi nella mia famiglia, non di questo tipo, nonostante mia mamma abbia origini contadine e quindi conosca tutta una serie di riti che sono sicura quando era bambina venivano eseguiti religiosamente. Allora adesso io mi sono appena svegliata lo sentite anche dalla voce, ancora non ho fatto nemmeno colazione. Quindi tra un po andrò sul balcone, mi sono messa per l'occasione il kimono a fiori, la mattina quando mi alzo non uso vestaglie uso una seire di kimoni, poi magari un giorno vi racconto dove li ho presi, le avventure del loro acquisto. Col mio kimono a fiori adesso andrò a sciacquarmi il viso e le mani, a fare le abluzioni con questa meravigliosa acqua di San Giovanni che tra l'altro ieri era bellissima contro un cielo cielo nero con questa strepitosa luna piena. Buon San Giovanni.<br><br>ENGLISH TEXT<br>Last night for the first time I prepared St. John's water. It is an ancient tradition that I had heard of but had never put it into practice. Well now, also thanks to the recent talks with friends, last night I decided to prepare the water of San Giovanni. What is it about? Well, on the eve of St. John's night (that is June 23) you take a container with water and put some flowers in it, flowers that can be whatever flowers you find, even the flowers that you have on the balcony, or you can go and collect them in the fields, trying not to destroy the flower beds, so take the flowers and put them into a basin with water, that must be left out all night so that the water collects, the water with the flowers, collects the night dew, and then in the morning use this water to wash your face and to wash your hands and it should be a propitious thing of good omen or in any case a way to greet the beginning of the summer season. I did it with a lot of trepidation, I must say, because I like rites even if I know very few of them, more than anything else I know them by hearsay because no rites were made in my family, not of this type, despite my mother having peasant origins and therefore knowing a whole series of rites that I am sure when she was a child were performed religiously. So now I have just woken up, you can hear it also from my voice, I haven't even had breakfast yet. In a while I'll go to the balcony, I put on the flowered kimono for the occasion, in the morning when I get up I don't use dressing gowns I use a set of kimonos, maybe one day I'll tell you where I got them, the adventures of their purchase. With my floral kimono now I'm going to rinse my face and hands, to do the ablutions with this wonderful water of San Giovanni which, by the way, was beautiful yesterday against a black sky with this amazing full moon. Happy St. John.]]>
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      <pubDate>Thu, 24 Jun 2021 06:46:36 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La vigilia della notte di S. Giovanni raccogli i fiori e mettili a bagno in un recipiente pieno d'acqua, lascia fuori il recipiente perché raccolga la rugiada notturna. La mattina dopo, usa l'acqua per lavarti le mani e il viso. Questo ti purificherà il corpo e lo spirito. Riti pagani e dove trovarli.LINKLa mia acqua di S. Giovanni https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1437782073246963/?notif_id=1624517385937907&amp;amp;notif_t=video_processed&amp;amp;ref=notifPODCAST WITH ENGLISH SUBTITLEShttps://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1437803756578128/?notif_id=1624520665484240&amp;amp;notif_t=video_processed&amp;amp;ref=notifTRASCRIZIONE TESTO (English text will follow)La notte scorsa per la prima volta ho preparato l'acqua di San Giovanni. È un'antichissima tradizione di cui io avevo sentito parlare ma non l'avevo mai messa messa in pratica poi, anche complice le chiacchierate fatte nei giorni scorsi con le amiche e gli amici, ieri notte ho deciso di preparare l'acqua di San Giovanni. Di cosa si tratta? Allora, la vigilia della notte di San Giovanni (quindi il 23 giugno) bisogna prendere un recipiente con l'acqua e metterci dentro dei fiori, fiori che possono essere i fiori che si trovano, anche i fiori che si hanno sul balcone, oppure si può andare a raccoglierli nei campi, cercando di non distruggere le aiuole, e poi si prendono i fiori e si mettono dentro questo catino con l'acqua che bisogna lasciare fuori tutta la notte perché così l'acqua raccolga, l'acqua coi fiori, raccolga la rugiada notturna, e poi la mattina si usa quest'acqua per lavarsi il viso e per lavarsi le mani e dovrebbe essere una cosa propiziatrice di buon augurio o comunque un modo per salutare l'inizio della stagione estiva. Io l'ho fatta con molta molta trepidazione, devo dire perché mi piacciono i riti anche se ne conosco molto pochi, più che altro li conosco per sentito dire perché riti no non se ne facevano tantissimi nella mia famiglia, non di questo tipo, nonostante mia mamma abbia origini contadine e quindi conosca tutta una serie di riti che sono sicura quando era bambina venivano eseguiti religiosamente. Allora adesso io mi sono appena svegliata lo sentite anche dalla voce, ancora non ho fatto nemmeno colazione. Quindi tra un po andrò sul balcone, mi sono messa per l'occasione il kimono a fiori, la mattina quando mi alzo non uso vestaglie uso una seire di kimoni, poi magari un giorno vi racconto dove li ho presi, le avventure del loro acquisto. Col mio kimono a fiori adesso andrò a sciacquarmi il viso e le mani, a fare le abluzioni con questa meravigliosa acqua di San Giovanni che tra l'altro ieri era bellissima contro un cielo cielo nero con questa strepitosa luna piena. Buon San Giovanni.ENGLISH TEXTLast night for the first time I prepared St. John's water. It is an ancient tradition that I had heard of but had never put it into practice. Well now, also thanks to the recent talks with friends, last night I decided to prepare the water of San Giovanni. What is it about? Well, on the eve of St. John's night (that is June 23) you take a container with water and put some flowers in it, flowers that can be whatever flowers you find, even the flowers that you have on the balcony, or you can go and collect them in the fields, trying not to destroy the flower beds, so take the flowers and put them into a basin with water, that must be left out all night so that the water collects, the water with the flowers, collects the night dew, and then in the morning use this water to wash your face and to wash your hands and it should be a propitious thing...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La vigilia della notte di S. Giovanni raccogli i fiori e mettili a bagno in un recipiente pieno d'acqua, lascia fuori il recipiente perché raccolga la rugiada notturna. La mattina dopo, usa l'acqua per lavarti le mani e il viso. Questo ti purificherà il c</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 171 Religioni</title>
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        <![CDATA[La vostra religione discrimina nei confronti di chi non è maschio eterosessuale? Se non vi piacciono le discriminazioni, cambiate religione, non c'è motivo per accettare dalla vostra religione le stesse discriminazioni che voi considerate inaccettabili in altri aspetti della vostra vita. A me sembra logico.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Diciamo che il messaggio e la regola dovrebbero essere semplicissimi, e cioè: se la tua religione ti costringe a discriminare nei confronti di qualcuno, a trattare qualcuno in modo diverso negando a qualcuno dei diritti, dovresti mollare quella religione e cercartene un'altra, anche se credo che avresti grandi difficoltà a trovare una religione che non tratti qualcuno peggio di altri. E purtroppo che io sappia (ma vi prego correggetemi), praticamente tutte le religioni trattano le donne come cittadine di serie Z perché un sacco di religioni, ripeto, non riesco a pensare, non ho fatto grandi ricerche, però che io sappia non ci sono religioni mainstream che riconoscono alle donne, o (dio non voglia, altri generi più fluidi) i diritti che riconoscono al maschio eterosessuale. Riflettiamo un attimo ad esempio dal punto di vista prettamente politico, quanto gli stati occidentali che si dichiarano laici se la prendono con stati invece dove regna una religione. Pensate all'Iran, dicono sì ma quella è una teocrazia perchè il capo dello stato è anche il capo spirituale decide. E va bene, ne abbiamo uno anche noi a casa di questi stati, dentro casa nostra: il Vaticano. Il Vaticano è per sua costituzione uno uno stato teocratico dove hanno diritto di voto solo i maschi al di sopra di non so quanti anni, perché il capo di stato è il papa viene eletto dai vescovi che sono maschi e che hanno più di tot numero di anni, un gruppo ristrettissimo di maschi, perché sono, boh, una quarantina non lo so, ma comunque quindi non lanciamo pietre se poi abitiamo in un palazzo di vetro. Questi giorni il dibattito sulle religioni e sull'interferenza delle religioni nella vita laica così, come dovrebbe essere quella di uno stato laico che fino a prova contraria lo stato italiano è uno stato laico, ecco ci sono state molte interferenze. E allora che vi devo dire amiche e amici? Se la religione alla quale appartenete perché vi hanno costretto da bambini ad appartenervici non vi piace più, eh... cambiate religione o rimanete addirittura senza religione, prendete una decisione attiva, decidete voi stessi se volete una religione che discrimina nei confronti degli altri oppure no.<br><br>ENGLISH TEXT<br>Let's say that the message and the rule should be very simple, and that is as follows: if your religion forces you to discriminate against someone, to treat someone differently by denying someone their rights, you should give up that religion and look for another one, although if I believe you would have great difficulty finding a religion that does not treat someone worse than others and unfortunately, that I know of (but please correct me), practically all religions treat women as Z citizens because a lot of religions, I repeat: I can't think (haven't done much research), but that I know there aren't any mainstream religions that recognize women, or (god forbid, other more fluid genders) the rights they recognize heterosexual men. Let's reflect for a moment, for example, from a purely political point of view, how much Western states that declare themselves secular take it out on states where a religion reigns. Think of Iran, they say yes but that is a theocracy because the head of state is also the spiritual head, he decides and so on. Guess what? We also have one of our own of these states: the Vatican. The Vatican is by constitution a theocratic state where only males over I do not know how many years of age have the right to vote, because the head of state is the pope elected by bishops who are male and have more than a certain number of years, a very small group of males, because (how many are they, not sure, forty? I don't know) but anyway so we don't throw stones if we live in a glass house. These days we debate on religions and on the interference of religions in secular life, such as it should be in a secular state (until proven otherwise the Italian state is a secular state), well, there has been a lot of interference. So what can I tell you dear friends? If the religion you belong to, because they forced you to belong to it as a child, if you don't like it anymore, well ... change your religion, or even go without religion, decide actively, decide for yourself if you want to belong to a religion that discriminates against others.]]>
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        <![CDATA[La vostra religione discrimina nei confronti di chi non è maschio eterosessuale? Se non vi piacciono le discriminazioni, cambiate religione, non c'è motivo per accettare dalla vostra religione le stesse discriminazioni che voi considerate inaccettabili in altri aspetti della vostra vita. A me sembra logico.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO (English translation below)<br>Diciamo che il messaggio e la regola dovrebbero essere semplicissimi, e cioè: se la tua religione ti costringe a discriminare nei confronti di qualcuno, a trattare qualcuno in modo diverso negando a qualcuno dei diritti, dovresti mollare quella religione e cercartene un'altra, anche se credo che avresti grandi difficoltà a trovare una religione che non tratti qualcuno peggio di altri. E purtroppo che io sappia (ma vi prego correggetemi), praticamente tutte le religioni trattano le donne come cittadine di serie Z perché un sacco di religioni, ripeto, non riesco a pensare, non ho fatto grandi ricerche, però che io sappia non ci sono religioni mainstream che riconoscono alle donne, o (dio non voglia, altri generi più fluidi) i diritti che riconoscono al maschio eterosessuale. Riflettiamo un attimo ad esempio dal punto di vista prettamente politico, quanto gli stati occidentali che si dichiarano laici se la prendono con stati invece dove regna una religione. Pensate all'Iran, dicono sì ma quella è una teocrazia perchè il capo dello stato è anche il capo spirituale decide. E va bene, ne abbiamo uno anche noi a casa di questi stati, dentro casa nostra: il Vaticano. Il Vaticano è per sua costituzione uno uno stato teocratico dove hanno diritto di voto solo i maschi al di sopra di non so quanti anni, perché il capo di stato è il papa viene eletto dai vescovi che sono maschi e che hanno più di tot numero di anni, un gruppo ristrettissimo di maschi, perché sono, boh, una quarantina non lo so, ma comunque quindi non lanciamo pietre se poi abitiamo in un palazzo di vetro. Questi giorni il dibattito sulle religioni e sull'interferenza delle religioni nella vita laica così, come dovrebbe essere quella di uno stato laico che fino a prova contraria lo stato italiano è uno stato laico, ecco ci sono state molte interferenze. E allora che vi devo dire amiche e amici? Se la religione alla quale appartenete perché vi hanno costretto da bambini ad appartenervici non vi piace più, eh... cambiate religione o rimanete addirittura senza religione, prendete una decisione attiva, decidete voi stessi se volete una religione che discrimina nei confronti degli altri oppure no.<br><br>ENGLISH TEXT<br>Let's say that the message and the rule should be very simple, and that is as follows: if your religion forces you to discriminate against someone, to treat someone differently by denying someone their rights, you should give up that religion and look for another one, although if I believe you would have great difficulty finding a religion that does not treat someone worse than others and unfortunately, that I know of (but please correct me), practically all religions treat women as Z citizens because a lot of religions, I repeat: I can't think (haven't done much research), but that I know there aren't any mainstream religions that recognize women, or (god forbid, other more fluid genders) the rights they recognize heterosexual men. Let's reflect for a moment, for example, from a purely political point of view, how much Western states that declare themselves secular take it out on states where a religion reigns. Think of Iran, they say yes but that is a theocracy because the head of state is also the spiritual head, he decides and so on. Guess what? We also have one of our own of these states: the Vatican. The Vatican is by constitution a theocratic state where only males over I do not know how many years of age have the right to vote, because the head of state is the pope elected by bishops who are male and have more than a certain number of years, a very small group of males, because (how many are they, not sure, forty? I don't know) but anyway so we don't throw stones if we live in a glass house. These days we debate on religions and on the interference of religions in secular life, such as it should be in a secular state (until proven otherwise the Italian state is a secular state), well, there has been a lot of interference. So what can I tell you dear friends? If the religion you belong to, because they forced you to belong to it as a child, if you don't like it anymore, well ... change your religion, or even go without religion, decide actively, decide for yourself if you want to belong to a religion that discriminates against others.]]>
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      <pubDate>Wed, 23 Jun 2021 07:26:28 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 170 Negozi strani</title>
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        <![CDATA[Ci sono dei negozi che ho sempre visto chiusi, altri invece che hanno in vetrina oggetti impolverati e dove non ci entra mai dentro nessuno - anche perché le rare volte che li vedo aperti, c'è una ragazza seduta sulla porta che ostruisce l'ingresso. <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Ci sono dei negozi nella mia città che ogni volta che ci passo davanti penso, ma chissà che cosa saranno veramente questi posti. Mi spiego, perché sono negozi che io ho visto sempre la saracinesca chiusa che non ho visto mai nessuno dentro, oppure negozi che hanno pure una vetrina che io posso vedere passando davanti però che, niente, è tutto polveroso, hanno le cose tutte messe accatastate una sull'altra. Giusto, dove proprio, nelle immediate vicinanze di dove abito io ad esempio, c'è una macelleria che da quando siamo venuti ad abitare qu,a adesso saranno quasi quattro anni fa, niente ho visto sempre la saracinesca chiusa (questi sono i rumori che vengono dalla finestra aperta). Poi c'è una merceria e lì c'è appunto una vetrina impolverata. Nella vetrina ci sono le cose più disparate: costumi da bagno buttati così alla rinfusa, neanche appesi a una stampella, niente, proprio buttati alla rinfusa, gomitoli di lana, pezzi di fettuccia, voi immaginate tutte le cose che si possono trovare all'interno di una merceria. Questa merceria in modo particolare, di volta in volta ha dei cartelli con su scritto 'affittasi', a volte c'è scritto 'vendesi', a volte addirittura ci ho visto dentro una persona, era una persona che aveva la sedia proprio sull'uscio, così che anche se una persona avesse voluto entrare per vedere quello che vende, avrebbe dovuto letteralmente scavalcare la persona seduta nella sedia. Questa persona è una ragazza giovane, abbastanza giovane, è sempre lei che ogni paio di mesi la vedo seduta sull'uscio. Confesso che la mia tentazione è grandissima del vedere che cosa c'è dentro. Ripeto, ultimamente ho visto dei costumi da bagno ma veramente, che sembrano di vent'anni fa, durante l'inverno invece - evidentemente aveva fatto il cambio stagionale della vetrina - c'erano dei piumini ma anche questi,  buttati così senza grazia né disgrazia, che sembravano veramente impolverati, e poi non abbastanza antichi da essere vintage. Quindi proprio cose, boh, che non so se mai nessuno comprerà. Quindi non lo so, non so se anche dalle vostre parti ci sono questi negozi che non si sa bene se siano la facciata, ci sono anche diversi negozi che vendono scarpe simili a questa merceria, che hanno scarpe antiche non abbastanza da essere vintage ma abbastanza che nessuno le compri. Ripeto, non so se anche dalle vostre parti ci sono questi negozi strani che non si sa se siano aperti o chiusi.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>There are some shops in my city that every time I see them I think, who knows what these places really are. I mean, because they are shops that I have always seen the shutters closed,  I have never seen anyone inside, or shops that also have a window that I can see passing in front but that, nothing, it's all dusty, they have all sort of things stacked up, one on top of the other. Right, for example in the immediate vicinity of my home, for example, there is a butcher's shop that since we came to live here, now it will be almost four years ago, well I have always seen the shutters closed (these are the noises that come from the open window). Then there is a haberdashery with a dusty window. In the shop window there are the most disparate things: swimwear thrown in such mess, not even hanging on a crutch, nothing, just thrown in a mess, balls of wool, pieces of ribbons, just imagine all the things that can be found inside of a haberdashery. This haberdashery, specifically, from time to time has signs that read 'for rent', sometimes also 'for sale', sometimes I even saw a person inside it, it was a person who had a chair right at the door, so that even if a person wanted to get in to see what they are selling, one would literally have to step over the person sitting in the chair. This person is a young girl, quite young, it is always her, I see her every couple of months, sitting at the door. I confess that I am really tempted to see what is inside. I repeat, lately I have seen some swimsuits but really, they seem to be from twenty years ago, during the winter instead - evidently they had changed the window for the season - there were winter jackets but these too, thrown in a pile helter skelter, and they looked really dusty, and then not old enough to be vintage. Who knows if anyone will ever buy anything. So I don't know, I don't know if also in your area there are these shops that you don't know if they are the front for something else, there are also several shops that sell shoes similar to this haberdashery, they have old shoes, not old  enough to be vintage, but enough that nobody buys them. I repeat, I don't know if there such strange shops also in your area, that you don't know if they are open or closed.]]>
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        <![CDATA[Ci sono dei negozi che ho sempre visto chiusi, altri invece che hanno in vetrina oggetti impolverati e dove non ci entra mai dentro nessuno - anche perché le rare volte che li vedo aperti, c'è una ragazza seduta sulla porta che ostruisce l'ingresso. <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Ci sono dei negozi nella mia città che ogni volta che ci passo davanti penso, ma chissà che cosa saranno veramente questi posti. Mi spiego, perché sono negozi che io ho visto sempre la saracinesca chiusa che non ho visto mai nessuno dentro, oppure negozi che hanno pure una vetrina che io posso vedere passando davanti però che, niente, è tutto polveroso, hanno le cose tutte messe accatastate una sull'altra. Giusto, dove proprio, nelle immediate vicinanze di dove abito io ad esempio, c'è una macelleria che da quando siamo venuti ad abitare qu,a adesso saranno quasi quattro anni fa, niente ho visto sempre la saracinesca chiusa (questi sono i rumori che vengono dalla finestra aperta). Poi c'è una merceria e lì c'è appunto una vetrina impolverata. Nella vetrina ci sono le cose più disparate: costumi da bagno buttati così alla rinfusa, neanche appesi a una stampella, niente, proprio buttati alla rinfusa, gomitoli di lana, pezzi di fettuccia, voi immaginate tutte le cose che si possono trovare all'interno di una merceria. Questa merceria in modo particolare, di volta in volta ha dei cartelli con su scritto 'affittasi', a volte c'è scritto 'vendesi', a volte addirittura ci ho visto dentro una persona, era una persona che aveva la sedia proprio sull'uscio, così che anche se una persona avesse voluto entrare per vedere quello che vende, avrebbe dovuto letteralmente scavalcare la persona seduta nella sedia. Questa persona è una ragazza giovane, abbastanza giovane, è sempre lei che ogni paio di mesi la vedo seduta sull'uscio. Confesso che la mia tentazione è grandissima del vedere che cosa c'è dentro. Ripeto, ultimamente ho visto dei costumi da bagno ma veramente, che sembrano di vent'anni fa, durante l'inverno invece - evidentemente aveva fatto il cambio stagionale della vetrina - c'erano dei piumini ma anche questi,  buttati così senza grazia né disgrazia, che sembravano veramente impolverati, e poi non abbastanza antichi da essere vintage. Quindi proprio cose, boh, che non so se mai nessuno comprerà. Quindi non lo so, non so se anche dalle vostre parti ci sono questi negozi che non si sa bene se siano la facciata, ci sono anche diversi negozi che vendono scarpe simili a questa merceria, che hanno scarpe antiche non abbastanza da essere vintage ma abbastanza che nessuno le compri. Ripeto, non so se anche dalle vostre parti ci sono questi negozi strani che non si sa se siano aperti o chiusi.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>There are some shops in my city that every time I see them I think, who knows what these places really are. I mean, because they are shops that I have always seen the shutters closed,  I have never seen anyone inside, or shops that also have a window that I can see passing in front but that, nothing, it's all dusty, they have all sort of things stacked up, one on top of the other. Right, for example in the immediate vicinity of my home, for example, there is a butcher's shop that since we came to live here, now it will be almost four years ago, well I have always seen the shutters closed (these are the noises that come from the open window). Then there is a haberdashery with a dusty window. In the shop window there are the most disparate things: swimwear thrown in such mess, not even hanging on a crutch, nothing, just thrown in a mess, balls of wool, pieces of ribbons, just imagine all the things that can be found inside of a haberdashery. This haberdashery, specifically, from time to time has signs that read 'for rent', sometimes also 'for sale', sometimes I even saw a person inside it, it was a person who had a chair right at the door, so that even if a person wanted to get in to see what they are selling, one would literally have to step over the person sitting in the chair. This person is a young girl, quite young, it is always her, I see her every couple of months, sitting at the door. I confess that I am really tempted to see what is inside. I repeat, lately I have seen some swimsuits but really, they seem to be from twenty years ago, during the winter instead - evidently they had changed the window for the season - there were winter jackets but these too, thrown in a pile helter skelter, and they looked really dusty, and then not old enough to be vintage. Who knows if anyone will ever buy anything. So I don't know, I don't know if also in your area there are these shops that you don't know if they are the front for something else, there are also several shops that sell shoes similar to this haberdashery, they have old shoes, not old  enough to be vintage, but enough that nobody buys them. I repeat, I don't know if there such strange shops also in your area, that you don't know if they are open or closed.]]>
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      <pubDate>Tue, 22 Jun 2021 08:46:44 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ci sono dei negozi che ho sempre visto chiusi, altri invece che hanno in vetrina oggetti impolverati e dove non ci entra mai dentro nessuno - anche perché le rare volte che li vedo aperti, c'è una ragazza seduta sulla porta che ostruisce l'ingresso. TESTO TRASCRITTOCi sono dei negozi nella mia città che ogni volta che ci passo davanti penso, ma chissà che cosa saranno veramente questi posti. Mi spiego, perché sono negozi che io ho visto sempre la saracinesca chiusa che non ho visto mai nessuno dentro, oppure negozi che hanno pure una vetrina che io posso vedere passando davanti però che, niente, è tutto polveroso, hanno le cose tutte messe accatastate una sull'altra. Giusto, dove proprio, nelle immediate vicinanze di dove abito io ad esempio, c'è una macelleria che da quando siamo venuti ad abitare qu,a adesso saranno quasi quattro anni fa, niente ho visto sempre la saracinesca chiusa (questi sono i rumori che vengono dalla finestra aperta). Poi c'è una merceria e lì c'è appunto una vetrina impolverata. Nella vetrina ci sono le cose più disparate: costumi da bagno buttati così alla rinfusa, neanche appesi a una stampella, niente, proprio buttati alla rinfusa, gomitoli di lana, pezzi di fettuccia, voi immaginate tutte le cose che si possono trovare all'interno di una merceria. Questa merceria in modo particolare, di volta in volta ha dei cartelli con su scritto 'affittasi', a volte c'è scritto 'vendesi', a volte addirittura ci ho visto dentro una persona, era una persona che aveva la sedia proprio sull'uscio, così che anche se una persona avesse voluto entrare per vedere quello che vende, avrebbe dovuto letteralmente scavalcare la persona seduta nella sedia. Questa persona è una ragazza giovane, abbastanza giovane, è sempre lei che ogni paio di mesi la vedo seduta sull'uscio. Confesso che la mia tentazione è grandissima del vedere che cosa c'è dentro. Ripeto, ultimamente ho visto dei costumi da bagno ma veramente, che sembrano di vent'anni fa, durante l'inverno invece - evidentemente aveva fatto il cambio stagionale della vetrina - c'erano dei piumini ma anche questi,  buttati così senza grazia né disgrazia, che sembravano veramente impolverati, e poi non abbastanza antichi da essere vintage. Quindi proprio cose, boh, che non so se mai nessuno comprerà. Quindi non lo so, non so se anche dalle vostre parti ci sono questi negozi che non si sa bene se siano la facciata, ci sono anche diversi negozi che vendono scarpe simili a questa merceria, che hanno scarpe antiche non abbastanza da essere vintage ma abbastanza che nessuno le compri. Ripeto, non so se anche dalle vostre parti ci sono questi negozi strani che non si sa se siano aperti o chiusi.ENGLISH TRANSLATIONThere are some shops in my city that every time I see them I think, who knows what these places really are. I mean, because they are shops that I have always seen the shutters closed,  I have never seen anyone inside, or shops that also have a window that I can see passing in front but that, nothing, it's all dusty, they have all sort of things stacked up, one on top of the other. Right, for example in the immediate vicinity of my home, for example, there is a butcher's shop that since we came to live here, now it will be almost four years ago, well I have always seen the shutters closed (these are the noises that come from the open window). Then there is a haberdashery with a dusty window. In the shop window there are the most disparate things: swimwear thrown in such mess, not even hanging on a crutch, nothing, just thrown in a mess, balls of wool, pieces of ribbons, just imagine all the things that can be found inside of a haberdashery. This haberdashery, specifically, from time to time has signs that read 'for rent', sometimes also 'for sale', sometimes I even saw a person inside it, it was a person who had a chair right at the door, so that even if a person wanted to get in to see what they are selling, one would literally have...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ci sono dei negozi che ho sempre visto chiusi, altri invece che hanno in vetrina oggetti impolverati e dove non ci entra mai dentro nessuno - anche perché le rare volte che li vedo aperti, c'è una ragazza seduta sulla porta che ostruisce l'ingresso. TESTO</itunes:subtitle>
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      <title>3’ grezzi Ep. 169 In partenza</title>
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        <![CDATA[Registro questo episodio in aeroporto. Un viaggio breve che rappresenta però un mattoncino nella ricostruzione della normalità.]]>
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        <![CDATA[Registro questo episodio in aeroporto. Un viaggio breve che rappresenta però un mattoncino nella ricostruzione della normalità.]]>
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      <pubDate>Mon, 21 Jun 2021 04:59:32 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Registro questo episodio in aeroporto. Un viaggio breve che rappresenta però un mattoncino nella ricostruzione della normalità.</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 168 Tendenze moda</title>
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        <![CDATA[La pandemia ha sconvolto anche i modo in cui si decide quali saranno le tendenze della moda. Oggi ve ne confido 2 in anteprima: coatigans e cottagecore.<br><br>LINK<br>L'articolo del New York Times su come è cambiato il modo di prevedere le tendenze di moda<br><a href="https://www.nytimes.com/2021/06/18/business/fashion-forecasting.html?referringSource=articleShare" rel="noopener">https://www.nytimes.com/2021/06/18/business/fashion-forecasting.html?referringSource=articleShare</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Il New York Times ha pubblicato un articolo molto interessante su quelle che saranno le tendenze di moda in questo secondo scorcio del 2021. Interessante perché esistono delle aziende che da tempo si occupano di predire le tendenze, i trend, quindi già l'anno prima, prima della pandemia usavano diversi metodi per vedere quello che la gente avrebbe voluto indossare nell'anno successivo. Poi però è arrivata la pandemia e tutto quello che le aziende si erano immaginate sia in termini di tendenze, sia in termini di stoccaggio magazzino, è andato tutto in malora. Nel senso che la gente non si è messa più di certo a comprare né tacchi alti né le giacche con le cravatte perché tutti più o meno, no tutti siamo rimasti a casa in tutto il mondo, è stata questo sì veramente una tendenza mondiale. Adesso però piano piano si riprende a vivere e quindi si riprende anche a uscire. Le aziende che vendono abbigliamento si stanno chiedendo cosa caratterizzerà il futuro. Bene, proprio così come il lavoro, ora che la gente ha provato il gusto del lavoro da casa non vuole più tornare in ufficio, o comunque non vuole più tornarci per 40 ore alla settimana, anche per l'abbigliamento la gente si è resa conto che in effetti è più comodo stare con la tuta da ginnastica piuttosto che giacca e cravatta abbottonate fino col collo stretto, però in ufficio comunque qualcuno ci dovrà tornare, e comunque anche, non tutti vogliono stare 24 ore al giorno con la tuta da ginnastica, allora ci sono dei nuovi trend che piano piano cominciano ad affiorare, però anziché andarli a vedere nelle sfilate di moda o nei prodotti preparati in gran segreto dai grandi stilisti, adesso i trend sono quelli che emergono da Internet e quindi dalle ricerche che la gente fa su Google, di cose che vorrebbe acquistare o vedere o trovare, oppure da quello che compare sui social come Instagram e Tic toc. Tra i trend, tra le tendenze che ho trovato citati in questo articolo del New York Times (metterò poi il link nelle note del programma) due sono quelli che mi hanno colpito. Uno è il 'cottagecore' il 'cottagecore fashion', è praticamente vestiti lunghi a fiori, tipo casa nella prateria, avrete già visto in giro le maniche a palloncino, e il secondo trend è quello dei 'coatigans' cioè i cardigan lunghi tipo cappotto, belli avvolgenti e caldi. Quindi tenete d'occhio cottagecore e coatigans.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>The New York Times has published a very interesting article on what will be the fashion trends in this second part of 2021. Interesting because there are companies that have been involved in predicting trends for some time, so one year in advance, before the pandemic, they used different methods to see what people would like to wear in the following year. But then the pandemic happened and everything that the companies had imagined both in terms of trends and in terms of warehouse storage, all went down the drain. In the sense that people certainly did not start buying either high heels or jackets with ties because everyone more or less, well actually we ‘all’ stayed at home all over the world, this was truly a worldwide trend. Now, however, slowly we resume living and we are also resuming going out. Companies that sell clothing are wondering what will characterize the future. Well, just like for working, now that people have tasted what it is like working from home, they don't want to go back to the office, or at least they don't want to go back for 40 hours a week, and also for their clothing, people have realized that in fact it is more comfortable to be in a tracksuit rather than a jacket and tie buttoned up with a tight neck, however someone will have to go back to the office, and in any case also, not everyone wants to be 24 hours a day in the tracksuit. So there are new trends that slowly begin to emerge, but instead of going to see them in fashion shows or in prototypes secretly prepared by the great designers, now the trends are those that emerge from the Internet, from the searches that people do on Google, of things they would like to buy or see or find, or from what appears on social media such as Instagram and TikTok. Among the trends that I found mentioned in this New York Times article (I will put the link in the program notes), two are those that struck me. One is the 'cottagecore' the 'cottagecore fashion', it is practically long floral dresses, like house on the prairie, you have already seen around the puff sleeves, and the second trend is that of the 'coatigans' that is a long cardigans like coat, beautiful and warm. So keep an eye out for cottagecore and coatigans.]]>
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        <![CDATA[La pandemia ha sconvolto anche i modo in cui si decide quali saranno le tendenze della moda. Oggi ve ne confido 2 in anteprima: coatigans e cottagecore.<br><br>LINK<br>L'articolo del New York Times su come è cambiato il modo di prevedere le tendenze di moda<br><a href="https://www.nytimes.com/2021/06/18/business/fashion-forecasting.html?referringSource=articleShare" rel="noopener">https://www.nytimes.com/2021/06/18/business/fashion-forecasting.html?referringSource=articleShare</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Il New York Times ha pubblicato un articolo molto interessante su quelle che saranno le tendenze di moda in questo secondo scorcio del 2021. Interessante perché esistono delle aziende che da tempo si occupano di predire le tendenze, i trend, quindi già l'anno prima, prima della pandemia usavano diversi metodi per vedere quello che la gente avrebbe voluto indossare nell'anno successivo. Poi però è arrivata la pandemia e tutto quello che le aziende si erano immaginate sia in termini di tendenze, sia in termini di stoccaggio magazzino, è andato tutto in malora. Nel senso che la gente non si è messa più di certo a comprare né tacchi alti né le giacche con le cravatte perché tutti più o meno, no tutti siamo rimasti a casa in tutto il mondo, è stata questo sì veramente una tendenza mondiale. Adesso però piano piano si riprende a vivere e quindi si riprende anche a uscire. Le aziende che vendono abbigliamento si stanno chiedendo cosa caratterizzerà il futuro. Bene, proprio così come il lavoro, ora che la gente ha provato il gusto del lavoro da casa non vuole più tornare in ufficio, o comunque non vuole più tornarci per 40 ore alla settimana, anche per l'abbigliamento la gente si è resa conto che in effetti è più comodo stare con la tuta da ginnastica piuttosto che giacca e cravatta abbottonate fino col collo stretto, però in ufficio comunque qualcuno ci dovrà tornare, e comunque anche, non tutti vogliono stare 24 ore al giorno con la tuta da ginnastica, allora ci sono dei nuovi trend che piano piano cominciano ad affiorare, però anziché andarli a vedere nelle sfilate di moda o nei prodotti preparati in gran segreto dai grandi stilisti, adesso i trend sono quelli che emergono da Internet e quindi dalle ricerche che la gente fa su Google, di cose che vorrebbe acquistare o vedere o trovare, oppure da quello che compare sui social come Instagram e Tic toc. Tra i trend, tra le tendenze che ho trovato citati in questo articolo del New York Times (metterò poi il link nelle note del programma) due sono quelli che mi hanno colpito. Uno è il 'cottagecore' il 'cottagecore fashion', è praticamente vestiti lunghi a fiori, tipo casa nella prateria, avrete già visto in giro le maniche a palloncino, e il secondo trend è quello dei 'coatigans' cioè i cardigan lunghi tipo cappotto, belli avvolgenti e caldi. Quindi tenete d'occhio cottagecore e coatigans.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>The New York Times has published a very interesting article on what will be the fashion trends in this second part of 2021. Interesting because there are companies that have been involved in predicting trends for some time, so one year in advance, before the pandemic, they used different methods to see what people would like to wear in the following year. But then the pandemic happened and everything that the companies had imagined both in terms of trends and in terms of warehouse storage, all went down the drain. In the sense that people certainly did not start buying either high heels or jackets with ties because everyone more or less, well actually we ‘all’ stayed at home all over the world, this was truly a worldwide trend. Now, however, slowly we resume living and we are also resuming going out. Companies that sell clothing are wondering what will characterize the future. Well, just like for working, now that people have tasted what it is like working from home, they don't want to go back to the office, or at least they don't want to go back for 40 hours a week, and also for their clothing, people have realized that in fact it is more comfortable to be in a tracksuit rather than a jacket and tie buttoned up with a tight neck, however someone will have to go back to the office, and in any case also, not everyone wants to be 24 hours a day in the tracksuit. So there are new trends that slowly begin to emerge, but instead of going to see them in fashion shows or in prototypes secretly prepared by the great designers, now the trends are those that emerge from the Internet, from the searches that people do on Google, of things they would like to buy or see or find, or from what appears on social media such as Instagram and TikTok. Among the trends that I found mentioned in this New York Times article (I will put the link in the program notes), two are those that struck me. One is the 'cottagecore' the 'cottagecore fashion', it is practically long floral dresses, like house on the prairie, you have already seen around the puff sleeves, and the second trend is that of the 'coatigans' that is a long cardigans like coat, beautiful and warm. So keep an eye out for cottagecore and coatigans.]]>
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      <pubDate>Sun, 20 Jun 2021 06:32:07 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 167 Le 'news'</title>
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        <![CDATA[Per lunghi periodi ho consumato le notizie con avidità. Ora non più.<br><br>LINKS<br>ABC News Radio - il canale che trasmette solo notizie<br><a href="https://www.abc.net.au/radio/newsradio/" rel="noopener">https://www.abc.net.au/radio/newsradio/</a><br><br>Radio 3 Mondo - Il programma radio RAI che ascolto la mattina dove si leggono i giornali internazionali <br><a href="https://www.raiplayradio.it/programmi/radio3mondo/" rel="noopener">https://www.raiplayradio.it/programmi/radio3mondo/</a><br><br>Prima Pagina - il programma radio RAI con la lettura dei quotidiani<br><a href="https://www.raiplayradio.it/programmi/primapagina/" rel="noopener">https://www.raiplayradio.it/programmi/primapagina/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English text below)<br>Ho uno strano rapporto con le news. Per molti anni quando lavoravo come giornalista ero più o meno costretta a tenermi informata. Leggevo i tre quotidiani di Melbourne tutti i giorni, mi arrivavano a casa la mattina e quando arrivavo in ufficio avevo già guardato tutte le notizie, e seguivo poi continuamente un programma della radio che trasmetteva solo news. Le notizie italiane le ho sempre seguite poco, in parte perché non mi piace il modo in cui raccontano i giornali italiani che danno sempre tutto per scontato, sono incredibilmente autoreferenziali: se non sai già di cosa parlano non capisci niente. Poi non mi piace il teatrino della politica italiana e le notizie di macelleria non mi interessano, anzi questo è stato proprio motivo per cui ho smesso di fare, di lavorare come giornalista perché non mi interessava più dare certe notizie, quelle che io chiamo 'correre dietro l'ambulanza'. Da quando mi sono trasferita poi nuovamente qui in Italia, diciamo che le uniche notizie che stranamente ho cominciato a seguire sono state quelle dagli Stati Uniti e per tutto il periodo della pandemia ho ascoltato in modo compulsivo (si dice compulsivo?) in modo esagerato tutto quello, tutte le notizie che venivano dagli Stati Uniti. Sì, sapevo tutto di quello che stava succedendo nell'allora governo Trump, non sapevo assolutamente niente di quello che succedeva nei vari governi italiani che si sono susseguiti. Questo ha avuto il culmine con l'assalto al congresso dello scorso gennaio e poi improvvisamente ho smesso di seguire tutto quanto, ora non seguo più né politica italiana né quella australiana né quella degli Stati Uniti. La mattina ancora mi sveglio con Radio 3 Mondo dove vengono letti i giornali internazionali e poi ascolto Prima Pagina dove si leggono i giornali nazionali, quindi un po' seguo ma da lontano, non lo so perché a volte mi prendono queste  ondate di apatia totale. Mah, per quanto riguarda la politica italiana un po' l'ho detto: non mi piace la politica italiana, la trovo fatta male la trovo antipatica, la trovo coi toni troppo sguaiati. Poi io non guardo la tv quindi il 70% di quello di cui parlano i giornali per me è arabo perché non guardando la tv non colgo i riferimenti perché - ripeto - i giornali sono solo autoreferenziali. Vabbè oggi i 3 minuti grezzi li ho voluto dedicare al mio approccio verso le news.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I have a strange relationship with the news. For many years when I was working as a journalist I was more or less forced to keep informed. I read the three Melbourne newspapers every day, they were delivered at my home in the morning and by the time I got to the office I had already seen all the news, and then I was always listening to a radio program that only broadcast news. I have always followed the Italian news only a little, partly because I don't like the way Italian newspapers operate, they always take everything for granted, they are incredibly self-referential: if you don't already know what they're talking about, you don't understand anything. Then I don't like the theater of Italian politics and butchery news does not interest me, indeed this was precisely why I stopped working as a journalist because I was no longer interested in giving certain news, what I call 'running behind the ambulance '. Since moving back to Italy, let's say that strangely enough, the only news I started to follow was from the United States and for the whole period of the pandemic I listened compulsively (do you say compulsive in Italian?) in an exaggerated way everything, all the news that came from the US. Yes, I knew everything about what was happening in the then Trump government, I knew absolutely nothing about what was happening in the various Italian governments that followed one another. This culminated with the assault on the congress last January and then suddenly I stopped following everything, now I no longer follow either Italian or Australian or US politics. In the morning I still wake up with Radio 3 Mondo where they read the international newspapers, and then I listen to Prima Pagina where they read the national newspapers, so do I follow a bit but from a distance, I don't know why sometimes these waves of total apathy take over. Well, as far as Italian politics is concerned, I already explained it a bit: I don't like Italian politics, I find it badly done, I find it unpleasant, I find it too coarse in tone. Then I don't watch TV so 70% of what the newspapers talk about is Arabic for me because when you don't watch TV you don't get the references because – as I said - Italian newspapers are only self-referential. Oh well, today I wanted to dedicate my 3 uncut minutes to my approach to news.]]>
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        <![CDATA[Per lunghi periodi ho consumato le notizie con avidità. Ora non più.<br><br>LINKS<br>ABC News Radio - il canale che trasmette solo notizie<br><a href="https://www.abc.net.au/radio/newsradio/" rel="noopener">https://www.abc.net.au/radio/newsradio/</a><br><br>Radio 3 Mondo - Il programma radio RAI che ascolto la mattina dove si leggono i giornali internazionali <br><a href="https://www.raiplayradio.it/programmi/radio3mondo/" rel="noopener">https://www.raiplayradio.it/programmi/radio3mondo/</a><br><br>Prima Pagina - il programma radio RAI con la lettura dei quotidiani<br><a href="https://www.raiplayradio.it/programmi/primapagina/" rel="noopener">https://www.raiplayradio.it/programmi/primapagina/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English text below)<br>Ho uno strano rapporto con le news. Per molti anni quando lavoravo come giornalista ero più o meno costretta a tenermi informata. Leggevo i tre quotidiani di Melbourne tutti i giorni, mi arrivavano a casa la mattina e quando arrivavo in ufficio avevo già guardato tutte le notizie, e seguivo poi continuamente un programma della radio che trasmetteva solo news. Le notizie italiane le ho sempre seguite poco, in parte perché non mi piace il modo in cui raccontano i giornali italiani che danno sempre tutto per scontato, sono incredibilmente autoreferenziali: se non sai già di cosa parlano non capisci niente. Poi non mi piace il teatrino della politica italiana e le notizie di macelleria non mi interessano, anzi questo è stato proprio motivo per cui ho smesso di fare, di lavorare come giornalista perché non mi interessava più dare certe notizie, quelle che io chiamo 'correre dietro l'ambulanza'. Da quando mi sono trasferita poi nuovamente qui in Italia, diciamo che le uniche notizie che stranamente ho cominciato a seguire sono state quelle dagli Stati Uniti e per tutto il periodo della pandemia ho ascoltato in modo compulsivo (si dice compulsivo?) in modo esagerato tutto quello, tutte le notizie che venivano dagli Stati Uniti. Sì, sapevo tutto di quello che stava succedendo nell'allora governo Trump, non sapevo assolutamente niente di quello che succedeva nei vari governi italiani che si sono susseguiti. Questo ha avuto il culmine con l'assalto al congresso dello scorso gennaio e poi improvvisamente ho smesso di seguire tutto quanto, ora non seguo più né politica italiana né quella australiana né quella degli Stati Uniti. La mattina ancora mi sveglio con Radio 3 Mondo dove vengono letti i giornali internazionali e poi ascolto Prima Pagina dove si leggono i giornali nazionali, quindi un po' seguo ma da lontano, non lo so perché a volte mi prendono queste  ondate di apatia totale. Mah, per quanto riguarda la politica italiana un po' l'ho detto: non mi piace la politica italiana, la trovo fatta male la trovo antipatica, la trovo coi toni troppo sguaiati. Poi io non guardo la tv quindi il 70% di quello di cui parlano i giornali per me è arabo perché non guardando la tv non colgo i riferimenti perché - ripeto - i giornali sono solo autoreferenziali. Vabbè oggi i 3 minuti grezzi li ho voluto dedicare al mio approccio verso le news.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I have a strange relationship with the news. For many years when I was working as a journalist I was more or less forced to keep informed. I read the three Melbourne newspapers every day, they were delivered at my home in the morning and by the time I got to the office I had already seen all the news, and then I was always listening to a radio program that only broadcast news. I have always followed the Italian news only a little, partly because I don't like the way Italian newspapers operate, they always take everything for granted, they are incredibly self-referential: if you don't already know what they're talking about, you don't understand anything. Then I don't like the theater of Italian politics and butchery news does not interest me, indeed this was precisely why I stopped working as a journalist because I was no longer interested in giving certain news, what I call 'running behind the ambulance '. Since moving back to Italy, let's say that strangely enough, the only news I started to follow was from the United States and for the whole period of the pandemic I listened compulsively (do you say compulsive in Italian?) in an exaggerated way everything, all the news that came from the US. Yes, I knew everything about what was happening in the then Trump government, I knew absolutely nothing about what was happening in the various Italian governments that followed one another. This culminated with the assault on the congress last January and then suddenly I stopped following everything, now I no longer follow either Italian or Australian or US politics. In the morning I still wake up with Radio 3 Mondo where they read the international newspapers, and then I listen to Prima Pagina where they read the national newspapers, so do I follow a bit but from a distance, I don't know why sometimes these waves of total apathy take over. Well, as far as Italian politics is concerned, I already explained it a bit: I don't like Italian politics, I find it badly done, I find it unpleasant, I find it too coarse in tone. Then I don't watch TV so 70% of what the newspapers talk about is Arabic for me because when you don't watch TV you don't get the references because – as I said - Italian newspapers are only self-referential. Oh well, today I wanted to dedicate my 3 uncut minutes to my approach to news.]]>
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      <pubDate>Sat, 19 Jun 2021 07:18:14 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 166 Cos'è il podcast? (1)</title>
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        <![CDATA[Spesso mi chiedono: ma che cosa è questo 'podcast' di cui si parla tanto? Intanto mi fa piacere che la gente ne parli, e poi, ecco, oggi inizio una serie (che sarà molto sporadica) dove vi parlo del podcast.<br><br>LINK<br>L'articolo del The Guardian dove per la prima volta si usa la parola 'podcast'<br><a href="https://www.theguardian.com/media/2004/feb/12/broadcasting.digitalmedia" rel="noopener">https://www.theguardian.com/media/2004/feb/12/broadcasting.digitalmedia</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation will follow shortly below, just give me the time to work on it) <br> Sempre più spesso la gente mi chiede (e sono contenta che me lo chieda perché vuol dire che sta prendendo piede) comunque, sempre più spesso capita che qualcuno mi chieda, Cristina ma spiegami, che cos'è questo 'podcast'? Cerchiamo di spiegarlo in modo semplice. Per podcast s'intende un file trasmesso in modo asincrono e consumato individualmente, cioè in modo asincrono che ciascuno solo solo ascolta quando gli pare e consumato individualmente, vuol dire che è il singolo individuo che deve andare a cercarsi a cliccare e a farlo partire poi ascoltarselo sono quasi sempre in cuffia. La parola 'podcast' è stata coniata da un giornalista del quotidiano The Guardian, Ben Hammersley, e precisamente in un articolo pubblicato il 12 febbraio 2004. Era un articolo dove questo giornalista stava cercando una parola per definire questo nuovo mezzo di comunicazione delle persone che amavano la radio e che creavano file MP3 per essere ascoltate in strumenti come l'iPod (che era appena stato inventato), e all'inizio veniva usato il termine podcast solo per i contenuti sonori che potevano essere ascoltati sull'iPod, oggi invece ci sono tantissimi di questi supporti, spesso si usa addirittura il computer o meglio ancora il telefono e quindi, qualsiasi cosa si possa ascoltare in modo individuale e asincrono tramite un file audio collegato con l'Internet si chiama appunto podcast. E che differenza c'è tra un podcast e un programma la radio? La differenza principale è che mentre la radio tradizionale devono dircelo gli altri quando possiamo ascoltare cioè quando va in onda il programma, con il podcast è 'digital audio on demand' noi possiamo ascoltarci il contenuto digitale quando ci pare, non c'è bisogno che ce lo dicano gli altri, possiamo farlo individualmente. Poi, mentre nella radio tradizionale quello che ascoltiamo ha una durata fissa, il programma dura un tot di minuti o di ore, decide l'emittente, per i podcast invece è tutto molto fluido: può essere lungo quanto vogliamo, può avere il contenuto che vogliamo, può essere serialità (una cosa seriale oppure una cosa che facciamo una volta e basta), quindi ci sono tutta una serie di parametri che danno molta libertà a chi crea il podcast. Danno molta libertà però non danno soldi perché quando si fa un programma per una radio solitamente si viene pagati dall'emittente, invece il podcast può farlo chiunque. Questa è una cosa anche molto bella perché il podcast permette a tutti di parlare, di farsi ascoltare e di crearsi un pubblico. Stanno finendo i miei tre momenti tre minuti di questo podcast vabbè continueremo più avanti a parlarne.]]>
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        <![CDATA[Spesso mi chiedono: ma che cosa è questo 'podcast' di cui si parla tanto? Intanto mi fa piacere che la gente ne parli, e poi, ecco, oggi inizio una serie (che sarà molto sporadica) dove vi parlo del podcast.<br><br>LINK<br>L'articolo del The Guardian dove per la prima volta si usa la parola 'podcast'<br><a href="https://www.theguardian.com/media/2004/feb/12/broadcasting.digitalmedia" rel="noopener">https://www.theguardian.com/media/2004/feb/12/broadcasting.digitalmedia</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation will follow shortly below, just give me the time to work on it) <br> Sempre più spesso la gente mi chiede (e sono contenta che me lo chieda perché vuol dire che sta prendendo piede) comunque, sempre più spesso capita che qualcuno mi chieda, Cristina ma spiegami, che cos'è questo 'podcast'? Cerchiamo di spiegarlo in modo semplice. Per podcast s'intende un file trasmesso in modo asincrono e consumato individualmente, cioè in modo asincrono che ciascuno solo solo ascolta quando gli pare e consumato individualmente, vuol dire che è il singolo individuo che deve andare a cercarsi a cliccare e a farlo partire poi ascoltarselo sono quasi sempre in cuffia. La parola 'podcast' è stata coniata da un giornalista del quotidiano The Guardian, Ben Hammersley, e precisamente in un articolo pubblicato il 12 febbraio 2004. Era un articolo dove questo giornalista stava cercando una parola per definire questo nuovo mezzo di comunicazione delle persone che amavano la radio e che creavano file MP3 per essere ascoltate in strumenti come l'iPod (che era appena stato inventato), e all'inizio veniva usato il termine podcast solo per i contenuti sonori che potevano essere ascoltati sull'iPod, oggi invece ci sono tantissimi di questi supporti, spesso si usa addirittura il computer o meglio ancora il telefono e quindi, qualsiasi cosa si possa ascoltare in modo individuale e asincrono tramite un file audio collegato con l'Internet si chiama appunto podcast. E che differenza c'è tra un podcast e un programma la radio? La differenza principale è che mentre la radio tradizionale devono dircelo gli altri quando possiamo ascoltare cioè quando va in onda il programma, con il podcast è 'digital audio on demand' noi possiamo ascoltarci il contenuto digitale quando ci pare, non c'è bisogno che ce lo dicano gli altri, possiamo farlo individualmente. Poi, mentre nella radio tradizionale quello che ascoltiamo ha una durata fissa, il programma dura un tot di minuti o di ore, decide l'emittente, per i podcast invece è tutto molto fluido: può essere lungo quanto vogliamo, può avere il contenuto che vogliamo, può essere serialità (una cosa seriale oppure una cosa che facciamo una volta e basta), quindi ci sono tutta una serie di parametri che danno molta libertà a chi crea il podcast. Danno molta libertà però non danno soldi perché quando si fa un programma per una radio solitamente si viene pagati dall'emittente, invece il podcast può farlo chiunque. Questa è una cosa anche molto bella perché il podcast permette a tutti di parlare, di farsi ascoltare e di crearsi un pubblico. Stanno finendo i miei tre momenti tre minuti di questo podcast vabbè continueremo più avanti a parlarne.]]>
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      <pubDate>Fri, 18 Jun 2021 08:49:51 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 165 Mi manca Reply All</title>
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        <![CDATA[Che fare quando gli eroi del tuo podcast preferito fanno qualcosa di sbagliato e vengono sostituiti? Io non riesco a rassegnarmi alla nuova coonduzione di Reply All e rimpiango PJ Vogt. <br><br>LINK<br>L'episodio di Reply All che è stato definito il più bel podcast di sempre: alla ricerca del motivetto sconosciuto. Fantastico. <br><a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/reply-all/id941907967?i=1000467513208" rel="noopener">https://podcasts.apple.com/us/podcast/reply-all/id941907967?i=1000467513208</a><br><br>Ne parla anche il The Guardian di Reply All e di quello che succede quando il presentatore di un podcast viene sostituito.<br><a href="https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2021/jun/10/reply-all-when-podcasts-go-sour-can-shows-come-back-from-scandal" rel="noopener">https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2021/jun/10/reply-all-when-podcasts-go-sour-can-shows-come-back-from-scandal</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Reply All uno dei miei podcast preferiti, un programma che parlava di Internet ma in modo difficile spiegare, brillante semplicemente brillante. I due presentatori, autori di Reply All che erano PJ Vogt e Alex Goldman, avevo cominciato a seguirli quando facevano un programma simile e che praticamente nella sua struttura era molto molto simile a Reply All  si chiamava TLDR era anche l'acronimo per 'too long didn't read' (che significa troppo lungo non l'ho letto) e che è successo? È successo che Reply All è cambiato radicalmente perché uno dei due presentatori, PJ Vogt è venuto fuori che negli anni, nei mesi, non so, si era comportato male con le persone che lavoravano al programma. Mentre il programma era, ancora è, molto molto equo, molto democratico, molto attento a quello che si dice - fanno delle ricerche pazzesche per assicurare che quello che poi viene detto in onda sia effettivamente corrispondente in realtà, invece viene fuori che uno dei due presentatori nella vita privata era contrario ai sindacati, aveva atteggiamenti da bullo eccetera. E che è successo? L'hanno estromesso dal programma, non so se ha presentato le dimissioni, non presenta più il programma e adesso ad affiancare il presentatore che è rimasto, Alex, c'è un presentatore che è pure bravo, però i due presentatori iniziali avevano un'armonia, si conoscevano da tantissimi anni quindi si sentiva anche quando andavano in onda l'affiatamento che c'era e che rendeva anche il programma interessante, insomma mi piaceva tantissimo. Ora che c'è il nuovo presentatore non riesco più a seguirlo. Diciamo che nei vari forum che seguo dedicati a questo programma un po' mi stanno lapidando perché dicono ma come? non puoi essere così contraria alle novità, lui bisognava mandarlo via, dai una possibilità al nuovo presentatore. E non lo so, io non ci riesco, io mi sento un po' come quando si esce con qualcuno però con la mente si pensa al proprio ex.  Non lo so, mi piaceva tanto l'equilibrio anche perché loro erano veramente pazzeschi, bravissimi. C'è uno degli ultimi episodi che avevano fatto, prima che esplodesse questo scandalo, dove praticamente c'è un tipo che telefona e dice c'è questa musichetta che ho in testa non riesco a togliere dalla testa, e loro effettivamente ricostruiscono la musichetta e riescono a capire di che canzone si tratti, insomma è stato ed è stato detto che sia l'episodio di podcast più bello in assoluto. Ora, non lo so, però sicuramente avvincente e io son qua che non so più che fare senza Reply All.<br><br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Reply All is one of my favorite podcasts, a podcast about the Internet, but it’s difficult to explain, brilliant simply brilliant. The two Reply All hosts, authors, were PJ Vogt and Alex Goldman, I had started following them when they were doing a similar podcast with practically a structure was very very similar to Reply All, it was called TLDR, the acronym for 'too long didn't read' (which means too long I haven't read it) and what happened? What happened was that Reply All changed radically because one of the two presenters, PJ Vogt, turned out that over the years, over the months, I don't know, he had behaved badly with the people who worked on the podcast. While the show was, still is, very very fair, very democratic, very careful about what they say - they do some crazy fact-checking to ensure that what is then said on the air actually matches reality, instead it turns out that one of the two presenters in private life was opposed to trade unions, had bully attitudes and so on. And what happened? They have kicked him out from the podcast, I don't know if he has resigned, he is no longer presenting the podcast and now to support the remaining host, Alex, there someone who is also good, but the two initial hosts had a chemistry, they had known each other for many years so you could also feel when they were on the air the harmony that was there and that also made the podcast interesting, in short, I liked it very much. Now with the new host is here, I can't follow it anymore. Let's say that in the various forums that I follow dedicated to this podcast they have been kind of stoning me because they say how can you? you can't be so against new things! he had to be sent away! cut the new host some slack! But I don't know, I can't, I feel a bit like when you go out with someone but with your mind you think about your ex. I don't know, I liked the balance so much also because they were really amazing, so good. There is one of their last episodes, just before this scandal broke out, where practically there is a guy who calls and says there is this tune that I have in my head and I cannot get it out of my head, and they actually reconstruct the tune and they manage to find out what song it is, in short, it was and has been said to be the best podcast episode ever. Now, I don't know if this is the case, but it's certainly exciting and I'm here and I don't know what to do without Reply All.]]>
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        <![CDATA[Che fare quando gli eroi del tuo podcast preferito fanno qualcosa di sbagliato e vengono sostituiti? Io non riesco a rassegnarmi alla nuova coonduzione di Reply All e rimpiango PJ Vogt. <br><br>LINK<br>L'episodio di Reply All che è stato definito il più bel podcast di sempre: alla ricerca del motivetto sconosciuto. Fantastico. <br><a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/reply-all/id941907967?i=1000467513208" rel="noopener">https://podcasts.apple.com/us/podcast/reply-all/id941907967?i=1000467513208</a><br><br>Ne parla anche il The Guardian di Reply All e di quello che succede quando il presentatore di un podcast viene sostituito.<br><a href="https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2021/jun/10/reply-all-when-podcasts-go-sour-can-shows-come-back-from-scandal" rel="noopener">https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2021/jun/10/reply-all-when-podcasts-go-sour-can-shows-come-back-from-scandal</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Reply All uno dei miei podcast preferiti, un programma che parlava di Internet ma in modo difficile spiegare, brillante semplicemente brillante. I due presentatori, autori di Reply All che erano PJ Vogt e Alex Goldman, avevo cominciato a seguirli quando facevano un programma simile e che praticamente nella sua struttura era molto molto simile a Reply All  si chiamava TLDR era anche l'acronimo per 'too long didn't read' (che significa troppo lungo non l'ho letto) e che è successo? È successo che Reply All è cambiato radicalmente perché uno dei due presentatori, PJ Vogt è venuto fuori che negli anni, nei mesi, non so, si era comportato male con le persone che lavoravano al programma. Mentre il programma era, ancora è, molto molto equo, molto democratico, molto attento a quello che si dice - fanno delle ricerche pazzesche per assicurare che quello che poi viene detto in onda sia effettivamente corrispondente in realtà, invece viene fuori che uno dei due presentatori nella vita privata era contrario ai sindacati, aveva atteggiamenti da bullo eccetera. E che è successo? L'hanno estromesso dal programma, non so se ha presentato le dimissioni, non presenta più il programma e adesso ad affiancare il presentatore che è rimasto, Alex, c'è un presentatore che è pure bravo, però i due presentatori iniziali avevano un'armonia, si conoscevano da tantissimi anni quindi si sentiva anche quando andavano in onda l'affiatamento che c'era e che rendeva anche il programma interessante, insomma mi piaceva tantissimo. Ora che c'è il nuovo presentatore non riesco più a seguirlo. Diciamo che nei vari forum che seguo dedicati a questo programma un po' mi stanno lapidando perché dicono ma come? non puoi essere così contraria alle novità, lui bisognava mandarlo via, dai una possibilità al nuovo presentatore. E non lo so, io non ci riesco, io mi sento un po' come quando si esce con qualcuno però con la mente si pensa al proprio ex.  Non lo so, mi piaceva tanto l'equilibrio anche perché loro erano veramente pazzeschi, bravissimi. C'è uno degli ultimi episodi che avevano fatto, prima che esplodesse questo scandalo, dove praticamente c'è un tipo che telefona e dice c'è questa musichetta che ho in testa non riesco a togliere dalla testa, e loro effettivamente ricostruiscono la musichetta e riescono a capire di che canzone si tratti, insomma è stato ed è stato detto che sia l'episodio di podcast più bello in assoluto. Ora, non lo so, però sicuramente avvincente e io son qua che non so più che fare senza Reply All.<br><br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>Reply All is one of my favorite podcasts, a podcast about the Internet, but it’s difficult to explain, brilliant simply brilliant. The two Reply All hosts, authors, were PJ Vogt and Alex Goldman, I had started following them when they were doing a similar podcast with practically a structure was very very similar to Reply All, it was called TLDR, the acronym for 'too long didn't read' (which means too long I haven't read it) and what happened? What happened was that Reply All changed radically because one of the two presenters, PJ Vogt, turned out that over the years, over the months, I don't know, he had behaved badly with the people who worked on the podcast. While the show was, still is, very very fair, very democratic, very careful about what they say - they do some crazy fact-checking to ensure that what is then said on the air actually matches reality, instead it turns out that one of the two presenters in private life was opposed to trade unions, had bully attitudes and so on. And what happened? They have kicked him out from the podcast, I don't know if he has resigned, he is no longer presenting the podcast and now to support the remaining host, Alex, there someone who is also good, but the two initial hosts had a chemistry, they had known each other for many years so you could also feel when they were on the air the harmony that was there and that also made the podcast interesting, in short, I liked it very much. Now with the new host is here, I can't follow it anymore. Let's say that in the various forums that I follow dedicated to this podcast they have been kind of stoning me because they say how can you? you can't be so against new things! he had to be sent away! cut the new host some slack! But I don't know, I can't, I feel a bit like when you go out with someone but with your mind you think about your ex. I don't know, I liked the balance so much also because they were really amazing, so good. There is one of their last episodes, just before this scandal broke out, where practically there is a guy who calls and says there is this tune that I have in my head and I cannot get it out of my head, and they actually reconstruct the tune and they manage to find out what song it is, in short, it was and has been said to be the best podcast episode ever. Now, I don't know if this is the case, but it's certainly exciting and I'm here and I don't know what to do without Reply All.]]>
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      <pubDate>Thu, 17 Jun 2021 07:14:14 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Che fare quando gli eroi del tuo podcast preferito fanno qualcosa di sbagliato e vengono sostituiti? Io non riesco a rassegnarmi alla nuova coonduzione di Reply All e rimpiango PJ Vogt. LINKL'episodio di Reply All che è stato definito il più bel podcast di sempre: alla ricerca del motivetto sconosciuto. Fantastico. https://podcasts.apple.com/us/podcast/reply-all/id941907967?i=1000467513208Ne parla anche il The Guardian di Reply All e di quello che succede quando il presentatore di un podcast viene sostituito.https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2021/jun/10/reply-all-when-podcasts-go-sour-can-shows-come-back-from-scandalTESTO TRASCRITTO (English translation below)Reply All uno dei miei podcast preferiti, un programma che parlava di Internet ma in modo difficile spiegare, brillante semplicemente brillante. I due presentatori, autori di Reply All che erano PJ Vogt e Alex Goldman, avevo cominciato a seguirli quando facevano un programma simile e che praticamente nella sua struttura era molto molto simile a Reply All  si chiamava TLDR era anche l'acronimo per 'too long didn't read' (che significa troppo lungo non l'ho letto) e che è successo? È successo che Reply All è cambiato radicalmente perché uno dei due presentatori, PJ Vogt è venuto fuori che negli anni, nei mesi, non so, si era comportato male con le persone che lavoravano al programma. Mentre il programma era, ancora è, molto molto equo, molto democratico, molto attento a quello che si dice - fanno delle ricerche pazzesche per assicurare che quello che poi viene detto in onda sia effettivamente corrispondente in realtà, invece viene fuori che uno dei due presentatori nella vita privata era contrario ai sindacati, aveva atteggiamenti da bullo eccetera. E che è successo? L'hanno estromesso dal programma, non so se ha presentato le dimissioni, non presenta più il programma e adesso ad affiancare il presentatore che è rimasto, Alex, c'è un presentatore che è pure bravo, però i due presentatori iniziali avevano un'armonia, si conoscevano da tantissimi anni quindi si sentiva anche quando andavano in onda l'affiatamento che c'era e che rendeva anche il programma interessante, insomma mi piaceva tantissimo. Ora che c'è il nuovo presentatore non riesco più a seguirlo. Diciamo che nei vari forum che seguo dedicati a questo programma un po' mi stanno lapidando perché dicono ma come? non puoi essere così contraria alle novità, lui bisognava mandarlo via, dai una possibilità al nuovo presentatore. E non lo so, io non ci riesco, io mi sento un po' come quando si esce con qualcuno però con la mente si pensa al proprio ex.  Non lo so, mi piaceva tanto l'equilibrio anche perché loro erano veramente pazzeschi, bravissimi. C'è uno degli ultimi episodi che avevano fatto, prima che esplodesse questo scandalo, dove praticamente c'è un tipo che telefona e dice c'è questa musichetta che ho in testa non riesco a togliere dalla testa, e loro effettivamente ricostruiscono la musichetta e riescono a capire di che canzone si tratti, insomma è stato ed è stato detto che sia l'episodio di podcast più bello in assoluto. Ora, non lo so, però sicuramente avvincente e io son qua che non so più che fare senza Reply All.ENGLISH TRANSLATIONReply All is one of my favorite podcasts, a podcast about the Internet, but it’s difficult to explain, brilliant simply brilliant. The two Reply All hosts, authors, were PJ Vogt and Alex Goldman, I had started following them when they were doing a similar podcast with practically a structure was very very similar to Reply All, it was called TLDR, the acronym for 'too long didn't read' (which means too long I haven't read it) and what...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Che fare quando gli eroi del tuo podcast preferito fanno qualcosa di sbagliato e vengono sostituiti? Io non riesco a rassegnarmi alla nuova coonduzione di Reply All e rimpiango PJ Vogt. LINKL'episodio di Reply All che è stato definito il più bel podcast d</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 164 Volpe</title>
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        <![CDATA[Un volpe che si aggira tra le stanze di un museo. Mi sono tornate in mente le immagine di una video installazione straniante e incredibilmente interessante. <br><br>LINK<br>L'installazione 'The Nightwatch', un'opera realizzata da Francis Alÿs alla Tate Gallery. <br><a href="https://www.tate.org.uk/art/artworks/alys-the-nightwatch-t12195" rel="noopener">https://www.tate.org.uk/art/artworks/alys-the-nightwatch-t12195</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Non so se vi capita mai, a me certe volte capita di ricordarmi degli stralci di qualcosa che ho visto in una mostra e, niente, inizio a pensare e non la smetto finché non mi torna in mente dov'è che l'ho visto, soprattutto pezzi di video. A Melbourne c'erano diverse gallerie d'arte specializzate nel mostrare opere d'arte in forma di video. Oggi me ne è tornata in mente una, e per fortuna grazie a Internet sono riuscita addirittura a ritrovarla. È un'opera che si chiama "The Nightwatch", il guardiano notturno, la guardia notturna ed è di Francis Alÿs Francis Alÿs è andato a Londra, lui originariamente lui è messicano, è andato a Londra per una serie di installazioni video, soprattutto concentrate sull'idea del sorvegliare, le telecamere che sono per strada nei luoghi pubblici e che riprendono le persone mentre ci passano davanti. Quest'opera di qualche anno fa, penso mi pare di ricordare 2003 - 2004. Comunque vi spiego brevemente di cosa si tratta e così capirete anche perché mi rimasta così impressa. L'opera era una serie di una decina di video che facevano vedere la Tate Gallery di Londra dove era in corso una mostra sulla sulla pittura spagnola, di artisti spagnoli tradizionali. Quindi avete presente, i re, le loro famiglie i cani, le nature morte eccetera. Ecco, cosa ha fatto l'artista? Ha preso una volpe, una volpe vera, e l'ha letteralmente sguinzagliata all'interno delle sale del Tate, del museo, di notte, quando naturalmente il museo era chiuso. L asua opera consiste nei filmati che sono stati ripresi dalle telecamere che sono in tutte le stanze del Tate e che vengono azionate col movimento. Quindi attraverso la sua opera, i video, si può  seguire questa volpe che passa da una stanza all'altra di questo museo, con questi quadri incredibili, spagnoli, barocchi, con tutte queste cose d'oro, le cornici gigantesche, e la volpe che passa da un quadro all'altro, passa sotto un quadro, poi l'altro, sale sopra le panche che di solito vengono usate dalle persone per sedersi, va sotto la panca, annusa, e... non c'è suono, perché sono solo immagini, però è una cosa abbastanza straniante, una cosa... vedere questo animale selvatico che si muove tra le sale di un museo. È straniante. Vi metto il link così date un'occhiata, metto il link nelle note del programma, vediamo se ha lo stesso effetto su di voi.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I don't know if it ever happens to you, sometimes I happen to remember excerpts of something I saw in an exhibition and, nothing, I start thinking and I don't stop until I remember where I saw it, especially pieces of video. In Melbourne, there were several art galleries specialized in showing video art. Today I remembered one, and thanks to the Internet I was even able to find it. It is a work called "The Nightwatch", the night watchman, and is by Francis Alÿs. Francis Alÿs went to London, he is originally Mexican, he went to London for a series of video installations, around the idea of surveillance, the cameras that are on the street in public places and that film people as they pass by. This work is of a couple of years ago, I think 2003 - 2004. Anyhow, I will briefly explain what it is about, so you will also understand why it remained in my mind. The work was a series of about ten videos showing the Tate Gallery in London where an exhibition on Spanish painting by traditional Spanish artists was in progress. So you know, kings, their families, dogs, still life, etc. And what did the artist do? He took a fox, a real fox, and literally unleashed it inside the rooms of the Tate, the museum, at night, when the museum was closed of course. His work consists of the footage shot by the cameras that are in every room of the Tate, motion activated cameras. So through his work, the videos, you can follow this fox passing from one room to another in this museum with these incredible paintings, Spanish Baroque, with all these golden things, the gigantic frames, and the fox, going from one painting to another, passing under one painting, then the other, climbing on the benches that are usually used by people to sit, going under the bench, sniffing, and ... there is no sound, because they are only images, but it is quite a disquieting thing, one thing ... to see this wild animal moving through the halls of a museum. It is disquieting. I'll put the link so you can take a look, I'll put the link in the program notes, let's see if it has the same effect on you.]]>
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        <![CDATA[Un volpe che si aggira tra le stanze di un museo. Mi sono tornate in mente le immagine di una video installazione straniante e incredibilmente interessante. <br><br>LINK<br>L'installazione 'The Nightwatch', un'opera realizzata da Francis Alÿs alla Tate Gallery. <br><a href="https://www.tate.org.uk/art/artworks/alys-the-nightwatch-t12195" rel="noopener">https://www.tate.org.uk/art/artworks/alys-the-nightwatch-t12195</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English translation below)<br>Non so se vi capita mai, a me certe volte capita di ricordarmi degli stralci di qualcosa che ho visto in una mostra e, niente, inizio a pensare e non la smetto finché non mi torna in mente dov'è che l'ho visto, soprattutto pezzi di video. A Melbourne c'erano diverse gallerie d'arte specializzate nel mostrare opere d'arte in forma di video. Oggi me ne è tornata in mente una, e per fortuna grazie a Internet sono riuscita addirittura a ritrovarla. È un'opera che si chiama "The Nightwatch", il guardiano notturno, la guardia notturna ed è di Francis Alÿs Francis Alÿs è andato a Londra, lui originariamente lui è messicano, è andato a Londra per una serie di installazioni video, soprattutto concentrate sull'idea del sorvegliare, le telecamere che sono per strada nei luoghi pubblici e che riprendono le persone mentre ci passano davanti. Quest'opera di qualche anno fa, penso mi pare di ricordare 2003 - 2004. Comunque vi spiego brevemente di cosa si tratta e così capirete anche perché mi rimasta così impressa. L'opera era una serie di una decina di video che facevano vedere la Tate Gallery di Londra dove era in corso una mostra sulla sulla pittura spagnola, di artisti spagnoli tradizionali. Quindi avete presente, i re, le loro famiglie i cani, le nature morte eccetera. Ecco, cosa ha fatto l'artista? Ha preso una volpe, una volpe vera, e l'ha letteralmente sguinzagliata all'interno delle sale del Tate, del museo, di notte, quando naturalmente il museo era chiuso. L asua opera consiste nei filmati che sono stati ripresi dalle telecamere che sono in tutte le stanze del Tate e che vengono azionate col movimento. Quindi attraverso la sua opera, i video, si può  seguire questa volpe che passa da una stanza all'altra di questo museo, con questi quadri incredibili, spagnoli, barocchi, con tutte queste cose d'oro, le cornici gigantesche, e la volpe che passa da un quadro all'altro, passa sotto un quadro, poi l'altro, sale sopra le panche che di solito vengono usate dalle persone per sedersi, va sotto la panca, annusa, e... non c'è suono, perché sono solo immagini, però è una cosa abbastanza straniante, una cosa... vedere questo animale selvatico che si muove tra le sale di un museo. È straniante. Vi metto il link così date un'occhiata, metto il link nelle note del programma, vediamo se ha lo stesso effetto su di voi.<br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>I don't know if it ever happens to you, sometimes I happen to remember excerpts of something I saw in an exhibition and, nothing, I start thinking and I don't stop until I remember where I saw it, especially pieces of video. In Melbourne, there were several art galleries specialized in showing video art. Today I remembered one, and thanks to the Internet I was even able to find it. It is a work called "The Nightwatch", the night watchman, and is by Francis Alÿs. Francis Alÿs went to London, he is originally Mexican, he went to London for a series of video installations, around the idea of surveillance, the cameras that are on the street in public places and that film people as they pass by. This work is of a couple of years ago, I think 2003 - 2004. Anyhow, I will briefly explain what it is about, so you will also understand why it remained in my mind. The work was a series of about ten videos showing the Tate Gallery in London where an exhibition on Spanish painting by traditional Spanish artists was in progress. So you know, kings, their families, dogs, still life, etc. And what did the artist do? He took a fox, a real fox, and literally unleashed it inside the rooms of the Tate, the museum, at night, when the museum was closed of course. His work consists of the footage shot by the cameras that are in every room of the Tate, motion activated cameras. So through his work, the videos, you can follow this fox passing from one room to another in this museum with these incredible paintings, Spanish Baroque, with all these golden things, the gigantic frames, and the fox, going from one painting to another, passing under one painting, then the other, climbing on the benches that are usually used by people to sit, going under the bench, sniffing, and ... there is no sound, because they are only images, but it is quite a disquieting thing, one thing ... to see this wild animal moving through the halls of a museum. It is disquieting. I'll put the link so you can take a look, I'll put the link in the program notes, let's see if it has the same effect on you.]]>
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      <pubDate>Wed, 16 Jun 2021 07:15:07 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 163 Sardegna!</title>
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        <![CDATA[Con l'estate arrivano le pubblicità per invogliare i turisti a visitare la Sardegna. Ed è un trionfo di luoghi comuni. Ma è possibile che non si riesca a fare di meglio?<br><br>LINK<br>L'ultimo video promozionale della Regione Sardegna.<br><a href="https://www.regione.sardegna.it/flv/ras/legislatura_n_16/sardegna_sicuri_di_sognare.mp4" rel="noopener">https://www.regione.sardegna.it/flv/ras/legislatura_n_16/sardegna_sicuri_di_sognare.mp4</a>  <br><br>TESTO TRASCRITTO [English text below]<br><br>Con l'inizio della stagione estiva tutti chi più chi meno cominciano a fare le pubblicità per invogliare la gente a venire in vacanza in Sardegna. Tra quelli che fanno pubblicità ci sono anche gli organi istituzionali. E io non lo so, io sono sarda, amo la mia terra però ogni volta che vedo le pubblicità istituzionali (mi riferisco a quella appena pubblicata dalla Regione Sardegna, poi vi metto il link nelle note del programma), mi viene un groppo allo stomaco perché mi sembra sempre una cosa terribilmente retorica, banale, che ripete sempre le stesse cose. Forse è anche il tono di voce degli speaker che si scelgono per queste campagne che sono degli speaker che sembrano degli attori presi dal palco del teatro con la voce impostata. Da sarda non mi sento assolutamente rappresentata perché, lo ricordiamo non esiste l'italiano puro senza accento regionale, è solo che quello che noi diciamo "questo è l'italiano senza accento" in effetti è l'italiano dantesco più o meno. Io non mi sento rappresentata da queste persone che studiano dizione a Milano e poi leggono le pubblicità per invogliare la gente a venire in Sardegna, e l'ultima pubblicità messa in giro dalla Regione Sardegna ha una voce di uomo che sembra stia facendo un film per adulti, una voce "molto così", veramente, e poi, non lo so, forse sono io che ho una sensibilità esagerata, mi sembra veramente che si ripetono sempre la stessa accozzaglia di cose: e che i sardi sono un popolo fiero e antico, e che siamo generosi, e che l'ospitalità è sacra, e i saperi e i sapori. Mamma mia! Basta! Ma è possibile che non vi rendiate conto che nel momento stesso in cui cominciate a pronunciare la frase, chi ascolta sa già come andrà a finire? Non c'è nessun tipo di sorpresa, non c'è nessun tipo di meraviglia, non stupite nessuno, dite cose che sono appunto trite e ritrite. Forse sarebbe meglio concentrarsi un po più sulle azioni e far sì che quel museo a cielo aperto che è in effetti la Sardegna, sì piena di tradizioni, ma porca miseria, mettiamo le persone che vengono a visitare la Sardegna nelle condizioni di andarsele a vedere queste cose meravigliose, pensiamo a una rete di trasporti pubblici che la gente non abbia bisogno di affittarsi una macchina per andare dal punto A al punto B, pensiamo a musei che non chiudono per l'ora di pranzo e riaprono alle 4 di pomeriggio. Magari questa sarebbe una cosa più interessante da fare.<br><br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>With the start of the summer season, everyone, more or less, begins to advertise to entice people to come holidaying in Sardinia. Among those who advertise there are also the institutional bodies. And I don't know, I'm Sardinian, I love my land, but every time I see institutional advertisements (I'm referring to the one just published by the Sardinia Region, I'll put the link in the program notes), I get a lump in my stomach because it always feels terribly rhetorical, cliched, always repeating the same banalities. Perhaps it is also the tone of voice of the speakers who are chosen for these campaigns, speakers who seem like actors taken straight from a theatre stage, with their contrived voices. As a Sardinian I do not feel absolutely represented because, let me remind you, there is no such a thing as ‘pure Italian’, Italian without a regional accent, when we say "this is Italian without a regional accent" actually we are talking about Dante's regional Italian. I don't feel represented by these people who studied voice acting in Milan and then entice people to come to Sardinia with their contrived voices, and the latest advertisement put out by the Sardinia Region has a man's voice that sounds straight out of a film for adults, a voice "like this", come on! And then, I don't know, maybe I have an exaggerated sensitivity, but it really seems to me that the same jumble of things is always repeated: that the Sardinians are a proud and ancient people , and that we are generous, and that hospitality is sacred, and that ‘knowledge and flavors’. Mamma Mia! Enough is enough! But is it possible that you do not realize that the moment you begin to pronounce the sentence, the listener already knows how it will end? There is no surprise, there is no wonder, you do not surprise anyone, you say things that have indeed been done to death. Perhaps it would be better to focus a little more on actions to ensure that this open-air museum that is in fact Sardinia, yes full of traditions, but damn it, let’s put people visiting Sardinia in the conditions to go and see these wonderful things, let's talk about a public transport network so that people don't have to rent a car to get from point A to point B, let's talk about museums that don't close for lunch to reopen at 4pm. Maybe this would be something more interesting to talk about.<br>[And obviously you can always support me with stars or even reviews! <a href="https://podcasts.apple.com/.../3-grezzi.../id1547830879.." rel="noopener">https://podcasts.apple.com/.../3-grezzi.../id1547830879..</a>. ]]]>
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        <![CDATA[Con l'estate arrivano le pubblicità per invogliare i turisti a visitare la Sardegna. Ed è un trionfo di luoghi comuni. Ma è possibile che non si riesca a fare di meglio?<br><br>LINK<br>L'ultimo video promozionale della Regione Sardegna.<br><a href="https://www.regione.sardegna.it/flv/ras/legislatura_n_16/sardegna_sicuri_di_sognare.mp4" rel="noopener">https://www.regione.sardegna.it/flv/ras/legislatura_n_16/sardegna_sicuri_di_sognare.mp4</a>  <br><br>TESTO TRASCRITTO [English text below]<br><br>Con l'inizio della stagione estiva tutti chi più chi meno cominciano a fare le pubblicità per invogliare la gente a venire in vacanza in Sardegna. Tra quelli che fanno pubblicità ci sono anche gli organi istituzionali. E io non lo so, io sono sarda, amo la mia terra però ogni volta che vedo le pubblicità istituzionali (mi riferisco a quella appena pubblicata dalla Regione Sardegna, poi vi metto il link nelle note del programma), mi viene un groppo allo stomaco perché mi sembra sempre una cosa terribilmente retorica, banale, che ripete sempre le stesse cose. Forse è anche il tono di voce degli speaker che si scelgono per queste campagne che sono degli speaker che sembrano degli attori presi dal palco del teatro con la voce impostata. Da sarda non mi sento assolutamente rappresentata perché, lo ricordiamo non esiste l'italiano puro senza accento regionale, è solo che quello che noi diciamo "questo è l'italiano senza accento" in effetti è l'italiano dantesco più o meno. Io non mi sento rappresentata da queste persone che studiano dizione a Milano e poi leggono le pubblicità per invogliare la gente a venire in Sardegna, e l'ultima pubblicità messa in giro dalla Regione Sardegna ha una voce di uomo che sembra stia facendo un film per adulti, una voce "molto così", veramente, e poi, non lo so, forse sono io che ho una sensibilità esagerata, mi sembra veramente che si ripetono sempre la stessa accozzaglia di cose: e che i sardi sono un popolo fiero e antico, e che siamo generosi, e che l'ospitalità è sacra, e i saperi e i sapori. Mamma mia! Basta! Ma è possibile che non vi rendiate conto che nel momento stesso in cui cominciate a pronunciare la frase, chi ascolta sa già come andrà a finire? Non c'è nessun tipo di sorpresa, non c'è nessun tipo di meraviglia, non stupite nessuno, dite cose che sono appunto trite e ritrite. Forse sarebbe meglio concentrarsi un po più sulle azioni e far sì che quel museo a cielo aperto che è in effetti la Sardegna, sì piena di tradizioni, ma porca miseria, mettiamo le persone che vengono a visitare la Sardegna nelle condizioni di andarsele a vedere queste cose meravigliose, pensiamo a una rete di trasporti pubblici che la gente non abbia bisogno di affittarsi una macchina per andare dal punto A al punto B, pensiamo a musei che non chiudono per l'ora di pranzo e riaprono alle 4 di pomeriggio. Magari questa sarebbe una cosa più interessante da fare.<br><br><br>ENGLISH TRANSLATION<br>With the start of the summer season, everyone, more or less, begins to advertise to entice people to come holidaying in Sardinia. Among those who advertise there are also the institutional bodies. And I don't know, I'm Sardinian, I love my land, but every time I see institutional advertisements (I'm referring to the one just published by the Sardinia Region, I'll put the link in the program notes), I get a lump in my stomach because it always feels terribly rhetorical, cliched, always repeating the same banalities. Perhaps it is also the tone of voice of the speakers who are chosen for these campaigns, speakers who seem like actors taken straight from a theatre stage, with their contrived voices. As a Sardinian I do not feel absolutely represented because, let me remind you, there is no such a thing as ‘pure Italian’, Italian without a regional accent, when we say "this is Italian without a regional accent" actually we are talking about Dante's regional Italian. I don't feel represented by these people who studied voice acting in Milan and then entice people to come to Sardinia with their contrived voices, and the latest advertisement put out by the Sardinia Region has a man's voice that sounds straight out of a film for adults, a voice "like this", come on! And then, I don't know, maybe I have an exaggerated sensitivity, but it really seems to me that the same jumble of things is always repeated: that the Sardinians are a proud and ancient people , and that we are generous, and that hospitality is sacred, and that ‘knowledge and flavors’. Mamma Mia! Enough is enough! But is it possible that you do not realize that the moment you begin to pronounce the sentence, the listener already knows how it will end? There is no surprise, there is no wonder, you do not surprise anyone, you say things that have indeed been done to death. Perhaps it would be better to focus a little more on actions to ensure that this open-air museum that is in fact Sardinia, yes full of traditions, but damn it, let’s put people visiting Sardinia in the conditions to go and see these wonderful things, let's talk about a public transport network so that people don't have to rent a car to get from point A to point B, let's talk about museums that don't close for lunch to reopen at 4pm. Maybe this would be something more interesting to talk about.<br>[And obviously you can always support me with stars or even reviews! <a href="https://podcasts.apple.com/.../3-grezzi.../id1547830879.." rel="noopener">https://podcasts.apple.com/.../3-grezzi.../id1547830879..</a>. ]]]>
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      <pubDate>Tue, 15 Jun 2021 06:14:13 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Con l'estate arrivano le pubblicità per invogliare i turisti a visitare la Sardegna. Ed è un trionfo di luoghi comuni. Ma è possibile che non si riesca a fare di meglio?LINKL'ultimo video promozionale della Regione Sardegna.https://www.regione.sardegna.it/flv/ras/legislatura_n_16/sardegna_sicuri_di_sognare.mp4  TESTO TRASCRITTO [English text below]Con l'inizio della stagione estiva tutti chi più chi meno cominciano a fare le pubblicità per invogliare la gente a venire in vacanza in Sardegna. Tra quelli che fanno pubblicità ci sono anche gli organi istituzionali. E io non lo so, io sono sarda, amo la mia terra però ogni volta che vedo le pubblicità istituzionali (mi riferisco a quella appena pubblicata dalla Regione Sardegna, poi vi metto il link nelle note del programma), mi viene un groppo allo stomaco perché mi sembra sempre una cosa terribilmente retorica, banale, che ripete sempre le stesse cose. Forse è anche il tono di voce degli speaker che si scelgono per queste campagne che sono degli speaker che sembrano degli attori presi dal palco del teatro con la voce impostata. Da sarda non mi sento assolutamente rappresentata perché, lo ricordiamo non esiste l'italiano puro senza accento regionale, è solo che quello che noi diciamo "questo è l'italiano senza accento" in effetti è l'italiano dantesco più o meno. Io non mi sento rappresentata da queste persone che studiano dizione a Milano e poi leggono le pubblicità per invogliare la gente a venire in Sardegna, e l'ultima pubblicità messa in giro dalla Regione Sardegna ha una voce di uomo che sembra stia facendo un film per adulti, una voce "molto così", veramente, e poi, non lo so, forse sono io che ho una sensibilità esagerata, mi sembra veramente che si ripetono sempre la stessa accozzaglia di cose: e che i sardi sono un popolo fiero e antico, e che siamo generosi, e che l'ospitalità è sacra, e i saperi e i sapori. Mamma mia! Basta! Ma è possibile che non vi rendiate conto che nel momento stesso in cui cominciate a pronunciare la frase, chi ascolta sa già come andrà a finire? Non c'è nessun tipo di sorpresa, non c'è nessun tipo di meraviglia, non stupite nessuno, dite cose che sono appunto trite e ritrite. Forse sarebbe meglio concentrarsi un po più sulle azioni e far sì che quel museo a cielo aperto che è in effetti la Sardegna, sì piena di tradizioni, ma porca miseria, mettiamo le persone che vengono a visitare la Sardegna nelle condizioni di andarsele a vedere queste cose meravigliose, pensiamo a una rete di trasporti pubblici che la gente non abbia bisogno di affittarsi una macchina per andare dal punto A al punto B, pensiamo a musei che non chiudono per l'ora di pranzo e riaprono alle 4 di pomeriggio. Magari questa sarebbe una cosa più interessante da fare.ENGLISH TRANSLATIONWith the start of the summer season, everyone, more or less, begins to advertise to entice people to come holidaying in Sardinia. Among those who advertise there are also the institutional bodies. And I don't know, I'm Sardinian, I love my land, but every time I see institutional advertisements (I'm referring to the one just published by the Sardinia Region, I'll put the link in the program notes), I get a lump in my stomach because it always feels terribly rhetorical, cliched, always repeating the same banalities. Perhaps it is also the tone of voice of the speakers who are chosen for these campaigns, speakers who seem like actors taken straight from a theatre stage, with their contrived voices. As a Sardinian I do not feel absolutely represented because, let me remind you, there is no such a thing as ‘pure Italian’, Italian without a regional accent, when we say "this is Italian without a regional accent" actually we are talking about Dante's regional Italian. I don't feel represented by these people who...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 162 Siti</title>
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        <![CDATA[Frugando tra i siti che per qualche motivo ho messo tra i favoriti. <br><br>LINK<br>Generatore di rumori d'ambiente del Nome della Rosa<br><a href="https://mynoise.net/NoiseMachines/customTheNameOfTheRose.php" rel="noopener">https://mynoise.net/NoiseMachines/customTheNameOfTheRose.php</a><br><br>Musiche di tutti i generi<br><a href="https://everynoise.com/" rel="noopener">https://everynoise.com/</a><br><br>Schiaffo dell'anguilla<br><a href="http://eelslap.com/" rel="noopener">http://eelslap.com/</a><br><br>Collezione di buste di sicurezza<br><a href="http://envelopecollection.com/page/2/" rel="noopener">http://envelopecollection.com/page/2/</a><br><br>Cavallo infinito<br><a href="http://endless.horse/" rel="noopener">http://endless.horse/</a><br><br>Partita di dama che si gioca da sola<br><a href="https://movenowthinklater.com/" rel="noopener">https://movenowthinklater.com/</a><br><br>Serpentone<br><a href="http://www.staggeringbeauty.com/" rel="noopener">http://www.staggeringbeauty.com/</a><br><br>Cose strane<br><a href="https://weirdorconfusing.com/" rel="noopener">https://weirdorconfusing.com/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO [English text below]<br>Oggi per i miei tre minuti grezzi voglio portarvi nei meandri dei siti che io metto tra i miei preferiti, che poi magari non ci torno più, mi dimentico di averli. Oggi sono andata un po' a vedere, a spulciare che cosa mi metto tra i preferiti. Comincio con 'The name of the Rose - background ambience generator' un generatore di musica d'ambiente basato sul racconto del Nome della Rosa, quindi ci sono canti gregoriani, la cappella, poltergeist, gli esaminatori che cercano tra le prove tra le foglie eccetera. Poi ho trovato 'Every Noise at Once' è una pagina bianca con un sacco di parole scritte, cliccabili, e ogni parola è un tipo di musica, ad esempio hard trance, terror core, dark electro, techno giapponese, deep house, bass brasiliano German house, Greek house, vediamo un po' si scrolla, girl group, insomma voi cliccate su una di queste parole e sentite il tipo di musica, ma ci sono tipi di musica che una persona non si aspetta Indian IDN che non so che cosa sia, Jersey club, insomma un sacco di tipi di musica. Poi 'Eel slap', è una pagina bianca con la foto, l'immagine di un signore, e come voi muovete il mouse sulla faccia del signore compare un'anguilla che gli dà uno schiaffo, quindi potete andare avanti e indietro e schiaffeggia all'infinito questo signore. Poi ho, sì, una collezione, un sito dove ci sono collezioni di, sapete le buste dove si, che si usano per mandare ad esempio i pin, che all'interno hanno tutto un pattern, hanno tutto un disegno per evitare che la gente possa vedere attraverso la busta il numero, quello che c'è scritto, ecco c'è questa persona che ha fatto il sito dove ci sono solo di queste queste buste aperte, quei disegni che di solito non si vedono perché sono dentro, ecco potte andare a vedere i tipi diversi di disegni delle buste di sicurezza. Poi c'è un altro sito che si chiama 'Hoooooooorse', praticamente cavallo con un sacco di 'o' ed è un cavallo disegnato con linguaggio macchina che poi voi scrollate e ha le gambe infinite, nel senso che le gambe vanno giù all'infinito, è una stupidata praticamente non significa niente. E ce n'è un altro poi dove c'è una scacchiera dove ci sono pedine, una partita di dama che si gioca da sola, voi non potete fare assolutamente niente potete solo guardare questa questa scacchiera con i pezzi che si muovono. Ripeto assolutamente inutile. Poi c'è un'altra cosa che si chiama 'Staggering beauty' un serpentone mobile che voi potete muovere velocemente o lentamente con il mouse, e se lo muovete molto velocemente diventa psichedelico. L'ultimo sito è un posto dove voi cliccate  e vi propone cose da acquistare che sono strane oppure che mi dice ma che è sta roba qua. A me ha proposto come prima cosa carne di unicorno in scatola.<br><br>ENGLISH TRANSCRIPT<br>Today for my three uncut minutes I want to take you into the maze of the sites that I put among my favorites, and then probably never go back, I forget I saved them. Today I went to see, to sift through what I put in my favorites. I start with 'The name of the Rose - background ambience generator' an ambient music generator based on the novel “The Name of the Rose”, so you have Gregorian chants, the chapel, poltergeists, the examiners looking for evidence among leaves etc. . Then I found “Every Noise at Once” is a blank page with a lot of written, clickable words, and each word is a type of music, e.g. hard trance, terror core, dark electro, Japanese techno, deep house, Brazilian bass German house, Greek house, let's see, let’s scroll a bit, girl group, in short you click on one of these words and hear the type of music, but there are types of music that a person does not expect Indian IDN that I don't know what it is, Jersey club, in short, a lot of types of music. Then “Eel slap”, is a white page with the photo, the image of a gentleman, and as you move the mouse over the gentleman's face, an eel appears giving him a slap, so you can go back and forth and slap this gentleman’s face forever. Then I have, yes, a collection, a site where there is a collection of, you know the envelopes used to send for example pin numbers, with all sort of patterns inside, to prevent people from seeing the numbers through the envelope, here is this person who made the site where there are only these open envelopes, those patterns that usually are not seen because inside, you can go here and see the different types of security envelope designs. Then there is another site called 'Hoooooooorse', basically horse with a lot of 'o' and it's a horse drawn with machine language that you then scroll and it has infinite legs, meaning that the legs go down forever, it's silly, it means nothing. And then there is another where there is a chessboard where there are pawns, a game of checkers that is played by itself, you cannot do absolutely anything, you can only watch the chessboard with the pieces that move. I repeat absolutely useless. Then there is another thing called “Staggering beauty” a moving snake that you can move fast or slow with the mouse, and if you move it very fast it becomes a psychopath. The last site is a place where you click and it offers you things to buy that are weird or strange, the first thing it offered me to buy was canned unicorn meat.]]>
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Oggi sono andata un po' a vedere, a spulciare che cosa mi metto tra i preferiti. Comincio con 'The name of the Rose - background ambience generator' un generatore di musica d'ambiente basato sul racconto del Nome della Rosa, quindi ci sono canti gregoriani, la cappella, poltergeist, gli esaminatori che cercano tra le prove tra le foglie eccetera. Poi ho trovato 'Every Noise at Once' è una pagina bianca con un sacco di parole scritte, cliccabili, e ogni parola è un tipo di musica, ad esempio hard trance, terror core, dark electro, techno giapponese, deep house, bass brasiliano German house, Greek house, vediamo un po' si scrolla, girl group, insomma voi cliccate su una di queste parole e sentite il tipo di musica, ma ci sono tipi di musica che una persona non si aspetta Indian IDN che non so che cosa sia, Jersey club, insomma un sacco di tipi di musica. Poi 'Eel slap', è una pagina bianca con la foto, l'immagine di un signore, e come voi muovete il mouse sulla faccia del signore compare un'anguilla che gli dà uno schiaffo, quindi potete andare avanti e indietro e schiaffeggia all'infinito questo signore. Poi ho, sì, una collezione, un sito dove ci sono collezioni di, sapete le buste dove si, che si usano per mandare ad esempio i pin, che all'interno hanno tutto un pattern, hanno tutto un disegno per evitare che la gente possa vedere attraverso la busta il numero, quello che c'è scritto, ecco c'è questa persona che ha fatto il sito dove ci sono solo di queste queste buste aperte, quei disegni che di solito non si vedono perché sono dentro, ecco potte andare a vedere i tipi diversi di disegni delle buste di sicurezza. Poi c'è un altro sito che si chiama 'Hoooooooorse', praticamente cavallo con un sacco di 'o' ed è un cavallo disegnato con linguaggio macchina che poi voi scrollate e ha le gambe infinite, nel senso che le gambe vanno giù all'infinito, è una stupidata praticamente non significa niente. E ce n'è un altro poi dove c'è una scacchiera dove ci sono pedine, una partita di dama che si gioca da sola, voi non potete fare assolutamente niente potete solo guardare questa questa scacchiera con i pezzi che si muovono. Ripeto assolutamente inutile. Poi c'è un'altra cosa che si chiama 'Staggering beauty' un serpentone mobile che voi potete muovere velocemente o lentamente con il mouse, e se lo muovete molto velocemente diventa psichedelico. L'ultimo sito è un posto dove voi cliccate  e vi propone cose da acquistare che sono strane oppure che mi dice ma che è sta roba qua. A me ha proposto come prima cosa carne di unicorno in scatola.<br><br>ENGLISH TRANSCRIPT<br>Today for my three uncut minutes I want to take you into the maze of the sites that I put among my favorites, and then probably never go back, I forget I saved them. Today I went to see, to sift through what I put in my favorites. I start with 'The name of the Rose - background ambience generator' an ambient music generator based on the novel “The Name of the Rose”, so you have Gregorian chants, the chapel, poltergeists, the examiners looking for evidence among leaves etc. . Then I found “Every Noise at Once” is a blank page with a lot of written, clickable words, and each word is a type of music, e.g. hard trance, terror core, dark electro, Japanese techno, deep house, Brazilian bass German house, Greek house, let's see, let’s scroll a bit, girl group, in short you click on one of these words and hear the type of music, but there are types of music that a person does not expect Indian IDN that I don't know what it is, Jersey club, in short, a lot of types of music. Then “Eel slap”, is a white page with the photo, the image of a gentleman, and as you move the mouse over the gentleman's face, an eel appears giving him a slap, so you can go back and forth and slap this gentleman’s face forever. Then I have, yes, a collection, a site where there is a collection of, you know the envelopes used to send for example pin numbers, with all sort of patterns inside, to prevent people from seeing the numbers through the envelope, here is this person who made the site where there are only these open envelopes, those patterns that usually are not seen because inside, you can go here and see the different types of security envelope designs. Then there is another site called 'Hoooooooorse', basically horse with a lot of 'o' and it's a horse drawn with machine language that you then scroll and it has infinite legs, meaning that the legs go down forever, it's silly, it means nothing. And then there is another where there is a chessboard where there are pawns, a game of checkers that is played by itself, you cannot do absolutely anything, you can only watch the chessboard with the pieces that move. I repeat absolutely useless. Then there is another thing called “Staggering beauty” a moving snake that you can move fast or slow with the mouse, and if you move it very fast it becomes a psychopath. The last site is a place where you click and it offers you things to buy that are weird or strange, the first thing it offered me to buy was canned unicorn meat.]]>
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      <pubDate>Mon, 14 Jun 2021 05:28:21 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Frugando tra i siti che per qualche motivo ho messo tra i favoriti. LINKGeneratore di rumori d'ambiente del Nome della Rosahttps://mynoise.net/NoiseMachines/customTheNameOfTheRose.phpMusiche di tutti i generihttps://everynoise.com/Schiaffo dell'anguillahttp://eelslap.com/Collezione di buste di sicurezzahttp://envelopecollection.com/page/2/Cavallo infinitohttp://endless.horse/Partita di dama che si gioca da solahttps://movenowthinklater.com/Serpentonehttp://www.staggeringbeauty.com/Cose stranehttps://weirdorconfusing.com/TESTO TRASCRITTO [English text below]Oggi per i miei tre minuti grezzi voglio portarvi nei meandri dei siti che io metto tra i miei preferiti, che poi magari non ci torno più, mi dimentico di averli. Oggi sono andata un po' a vedere, a spulciare che cosa mi metto tra i preferiti. Comincio con 'The name of the Rose - background ambience generator' un generatore di musica d'ambiente basato sul racconto del Nome della Rosa, quindi ci sono canti gregoriani, la cappella, poltergeist, gli esaminatori che cercano tra le prove tra le foglie eccetera. Poi ho trovato 'Every Noise at Once' è una pagina bianca con un sacco di parole scritte, cliccabili, e ogni parola è un tipo di musica, ad esempio hard trance, terror core, dark electro, techno giapponese, deep house, bass brasiliano German house, Greek house, vediamo un po' si scrolla, girl group, insomma voi cliccate su una di queste parole e sentite il tipo di musica, ma ci sono tipi di musica che una persona non si aspetta Indian IDN che non so che cosa sia, Jersey club, insomma un sacco di tipi di musica. Poi 'Eel slap', è una pagina bianca con la foto, l'immagine di un signore, e come voi muovete il mouse sulla faccia del signore compare un'anguilla che gli dà uno schiaffo, quindi potete andare avanti e indietro e schiaffeggia all'infinito questo signore. Poi ho, sì, una collezione, un sito dove ci sono collezioni di, sapete le buste dove si, che si usano per mandare ad esempio i pin, che all'interno hanno tutto un pattern, hanno tutto un disegno per evitare che la gente possa vedere attraverso la busta il numero, quello che c'è scritto, ecco c'è questa persona che ha fatto il sito dove ci sono solo di queste queste buste aperte, quei disegni che di solito non si vedono perché sono dentro, ecco potte andare a vedere i tipi diversi di disegni delle buste di sicurezza. Poi c'è un altro sito che si chiama 'Hoooooooorse', praticamente cavallo con un sacco di 'o' ed è un cavallo disegnato con linguaggio macchina che poi voi scrollate e ha le gambe infinite, nel senso che le gambe vanno giù all'infinito, è una stupidata praticamente non significa niente. E ce n'è un altro poi dove c'è una scacchiera dove ci sono pedine, una partita di dama che si gioca da sola, voi non potete fare assolutamente niente potete solo guardare questa questa scacchiera con i pezzi che si muovono. Ripeto assolutamente inutile. Poi c'è un'altra cosa che si chiama 'Staggering beauty' un serpentone mobile che voi potete muovere velocemente o lentamente con il mouse, e se lo muovete molto velocemente diventa psichedelico. L'ultimo sito è un posto dove voi cliccate  e vi propone cose da acquistare che sono strane oppure che mi dice ma che è sta roba qua. A me ha proposto come prima cosa carne di unicorno in scatola.ENGLISH TRANSCRIPT</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Frugando tra i siti che per qualche motivo ho messo tra i favoriti. LINKGeneratore di rumori d'ambiente del Nome della Rosahttps://mynoise.net/NoiseMachines/customTheNameOfTheRose.phpMusiche di tutti i generihttps://everynoise.com/Schiaffo dell'anguillaht</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 161 Ciechi</title>
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        <![CDATA[Se usate "non vedente" perché credete che dire "cieco/a" sia offensivo, pensate male. Parliamo delle parole da usare quando si parla di disabilità: io stessa a volte mi pongo il problema perché spesso in italiano non so che termini usare, in quei casi però cerco di informarmi. Un esempio è questo ottimo articolo di Iacopo Melio, merita una lettura. <br><br>LINK<br>"Parlare di disabilità: quali sono le parole corrette da usare" articolo di Iacopo Melio<br><a href="https://www.fanpage.it/attualita/parlare-di-disabilita-quali-sono-le-parole-corrette-da-usare" rel="noopener">https://www.fanpage.it/attualita/parlare-di-disabilita-quali-sono-le-parole-corrette-da-usare</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO [English text below]<br>Parlare di quello che non si conosce è sempre difficile e pericoloso, diventa però anche offensivo quando ciò che non si conosce è un mondo. Sto pensando al mondo della disabilità. Spesso sento persone che parlano dei ciechi come 'non vedenti'. Io ho cercato di spiegare diverse volte che i ciechi sono ciechi non sono non vedenti. Però c'è questa sensazione che dire cieco sia una cosa offensiva perché purtroppo spesso la parola cieco viene usata  (e non solo la parola cieco ma anche altre definizioni di disabilità) vengono usate nel linguaggio comune come insulti: "sei forse cieco?". Ecco è questa la sensazione negativa che si ha all'uso della parola cieco, però questo è un problema nostro, cioè il problema che non dovremmo usare le parole della disabilità come insulti e purtroppo invece ancora si fa troppo spesso. I ciechi sono ciechi non solo non vedenti perché definire qualcuno in negativo come 'che non fa qualcosa che non può fare qualcosa' beh lo vedete pure voi senza bisogno che ve lo spieghi per esteso, non è una cosa bella perché definire qualcuno non vedente significa Io vedente sono il centro, il termine di paragone e tutto il resto del mondo viene visto in relazione a me, a quello che io so fare a quello... e se anche gli altri sanno fare quello che io so fare. Quindi questo numero uno, anche perché è stato decretato anche dall'Organizzazione mondiale della sanità, gli stessi ciechi: l'Unione Italiana Ciechi non è unione non vedenti. Ecco quindi prima di tutto si dice ciechi, non si dice non vedenti. Poi anche altre, altri modi di dire. Io capisco che è difficile però quando non si sa cosa dire basta andare a cercare grazie a dio su internet si trova tutto su Internet. È sbagliato anche dire una persona 'affetta da, malata di' perché non è la persona sia affetta e malata, la disabilità è tale solo perchè la persona non ha gli strumenti per poter accedere a quello che accedono le persone senza disabilità. Faccio un esempio: se tu sei miope non ci vedi, vedi male da lontano ti metti gli occhiali e vedi benissimo. Ecco quindi non dire affetto da ma con disabilità con sindrome di, perché non è non è una malattia è uno stato che richiede uno stato fisico o mentale che richiede un sussidio un aiuto esterno, uno strumento spesso a impedire che la persona con disabilità possa fare quello che fanno tutti quelli senza disabilità sono le barriere architettoniche è la mancanza di pianificazione urbana è la mancanza di sensibilità verso le sensibilità altrui. Ok? Ci proviamo?<br><br>ENGLISH TEXT<br>Talking about things you don't know is always difficult and dangerous, but it also becomes offensive when it’s about ‘worlds’ that we don’t know. I'm thinking about the world of disabilities. I often hear people who speak of the blind as 'sightless'. I have tried to explain several times that the blind are blind, not ‘sightless’. But there is this feeling that saying blind is offensive. This is because, unfortunately, often ‘blind’ is used (and not only the word blind but also other definitions of disability) are used in common language as insults: "are you blind?". Here is the negative feeling when using the word blind, but this is our problem, I mean, the problem is that we shouldn’t use the words of disability as insults and unfortunately it is still done too often. The blind are blind not ‘sightless’ because defining someone in negative as ‘someone who doesn’t, cannot do something' well you get it too without me needing to explain it in full, it is not a nice thing because defining someone ‘sightless’ means I, the seeing person, am the center, the term of comparison and the rest of the world is seen in relation to me, to what I can do, and if others can do what I can do. So this is the first thing, also because it was even decreed by the World Health Organization, by the blind themselves: it’s called Italian Union of the Blind, not of the ‘sightless’. So first things first: it’s blind, not ‘sightless’. But there are also other phrases. I understand that it is difficult, however, when you do not know what to say just go and look thank goodness there’s Internet, you find everything there. It is also wrong to say a person is 'suffering from, sick with' because it is not the person who is affected and sick, the disability is such only because the person does not have the tools to access what people without disabilities are given access to. Let me give you an example: if you are short-sighted, you don’t see well, you can see badly from a distance you put on your glasses and you see very well. So don't say suffering from but with disability with syndrome of, because it is not it is not a disease it is a state that requires (a physical or mental state) that requires a subsidy an external help, a tool. Often preventing the person with disabilities from doing what all those without disabilities do are architectural barriers, is the lack of urban planning is the lack of sensitivity towards the sensibilities of others. Ok? Shall we try?]]>
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        <![CDATA[Se usate "non vedente" perché credete che dire "cieco/a" sia offensivo, pensate male. Parliamo delle parole da usare quando si parla di disabilità: io stessa a volte mi pongo il problema perché spesso in italiano non so che termini usare, in quei casi però cerco di informarmi. Un esempio è questo ottimo articolo di Iacopo Melio, merita una lettura. <br><br>LINK<br>"Parlare di disabilità: quali sono le parole corrette da usare" articolo di Iacopo Melio<br><a href="https://www.fanpage.it/attualita/parlare-di-disabilita-quali-sono-le-parole-corrette-da-usare" rel="noopener">https://www.fanpage.it/attualita/parlare-di-disabilita-quali-sono-le-parole-corrette-da-usare</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO [English text below]<br>Parlare di quello che non si conosce è sempre difficile e pericoloso, diventa però anche offensivo quando ciò che non si conosce è un mondo. Sto pensando al mondo della disabilità. Spesso sento persone che parlano dei ciechi come 'non vedenti'. Io ho cercato di spiegare diverse volte che i ciechi sono ciechi non sono non vedenti. Però c'è questa sensazione che dire cieco sia una cosa offensiva perché purtroppo spesso la parola cieco viene usata  (e non solo la parola cieco ma anche altre definizioni di disabilità) vengono usate nel linguaggio comune come insulti: "sei forse cieco?". Ecco è questa la sensazione negativa che si ha all'uso della parola cieco, però questo è un problema nostro, cioè il problema che non dovremmo usare le parole della disabilità come insulti e purtroppo invece ancora si fa troppo spesso. I ciechi sono ciechi non solo non vedenti perché definire qualcuno in negativo come 'che non fa qualcosa che non può fare qualcosa' beh lo vedete pure voi senza bisogno che ve lo spieghi per esteso, non è una cosa bella perché definire qualcuno non vedente significa Io vedente sono il centro, il termine di paragone e tutto il resto del mondo viene visto in relazione a me, a quello che io so fare a quello... e se anche gli altri sanno fare quello che io so fare. Quindi questo numero uno, anche perché è stato decretato anche dall'Organizzazione mondiale della sanità, gli stessi ciechi: l'Unione Italiana Ciechi non è unione non vedenti. Ecco quindi prima di tutto si dice ciechi, non si dice non vedenti. Poi anche altre, altri modi di dire. Io capisco che è difficile però quando non si sa cosa dire basta andare a cercare grazie a dio su internet si trova tutto su Internet. È sbagliato anche dire una persona 'affetta da, malata di' perché non è la persona sia affetta e malata, la disabilità è tale solo perchè la persona non ha gli strumenti per poter accedere a quello che accedono le persone senza disabilità. Faccio un esempio: se tu sei miope non ci vedi, vedi male da lontano ti metti gli occhiali e vedi benissimo. Ecco quindi non dire affetto da ma con disabilità con sindrome di, perché non è non è una malattia è uno stato che richiede uno stato fisico o mentale che richiede un sussidio un aiuto esterno, uno strumento spesso a impedire che la persona con disabilità possa fare quello che fanno tutti quelli senza disabilità sono le barriere architettoniche è la mancanza di pianificazione urbana è la mancanza di sensibilità verso le sensibilità altrui. Ok? Ci proviamo?<br><br>ENGLISH TEXT<br>Talking about things you don't know is always difficult and dangerous, but it also becomes offensive when it’s about ‘worlds’ that we don’t know. I'm thinking about the world of disabilities. I often hear people who speak of the blind as 'sightless'. I have tried to explain several times that the blind are blind, not ‘sightless’. But there is this feeling that saying blind is offensive. This is because, unfortunately, often ‘blind’ is used (and not only the word blind but also other definitions of disability) are used in common language as insults: "are you blind?". Here is the negative feeling when using the word blind, but this is our problem, I mean, the problem is that we shouldn’t use the words of disability as insults and unfortunately it is still done too often. The blind are blind not ‘sightless’ because defining someone in negative as ‘someone who doesn’t, cannot do something' well you get it too without me needing to explain it in full, it is not a nice thing because defining someone ‘sightless’ means I, the seeing person, am the center, the term of comparison and the rest of the world is seen in relation to me, to what I can do, and if others can do what I can do. So this is the first thing, also because it was even decreed by the World Health Organization, by the blind themselves: it’s called Italian Union of the Blind, not of the ‘sightless’. So first things first: it’s blind, not ‘sightless’. But there are also other phrases. I understand that it is difficult, however, when you do not know what to say just go and look thank goodness there’s Internet, you find everything there. It is also wrong to say a person is 'suffering from, sick with' because it is not the person who is affected and sick, the disability is such only because the person does not have the tools to access what people without disabilities are given access to. Let me give you an example: if you are short-sighted, you don’t see well, you can see badly from a distance you put on your glasses and you see very well. So don't say suffering from but with disability with syndrome of, because it is not it is not a disease it is a state that requires (a physical or mental state) that requires a subsidy an external help, a tool. Often preventing the person with disabilities from doing what all those without disabilities do are architectural barriers, is the lack of urban planning is the lack of sensitivity towards the sensibilities of others. Ok? Shall we try?]]>
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      <pubDate>Sun, 13 Jun 2021 08:10:59 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 160 Tornando a casa</title>
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        <![CDATA[Fermarsi davanti all aporta aperta della pasticceria alle 2 e mezzo del mattino per comprare i cornetti per la colazione del mattino dopo. Da quando è che non lo facevo più?<br><br>LINKS<br>La guida NonTurismo del Villaggio Pescatori / Giorgino<br><a href="https://www.instagram.com/nonturismo/" rel="noopener">https://www.instagram.com/nonturismo/</a><br><br>About NonTurismo<br><a href="https://www.italy24news.com/entertainment/news/9317.html" rel="noopener">https://www.italy24news.com/entertainment/news/9317.html</a><br><br>This podcast with English subtitles<br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1429900590701778/?notif_id=1623490927020832&amp;notif_t=video_processed&amp;ref=notif" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1429900590701778/?notif_id=1623490927020832&amp;notif_t=video_processed&amp;ref=notif</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English transcript below)<br>Ieri notte alle due e mezza del mattino ci siamo fermati davanti al forno, una pasticceria in una via del centro storico, e c'era la porta aperta e si vedevano le persone che lavoravano dentro, preparando le paste, i maritozzi, boh forse anche il pane. Ci siamo affacciati e abbiamo acquistato un paio di paste per fare la colazione questa mattina. Era una notte bellissima, c'era caldo, infatti avevamo ancora la maglietta a maniche corte non c'è bisogno più di portarsi dietro un maglioncino quando si esce alla sera ormai siamo in piena estate a Cagliari. Era da tantissimo tempo che non compravo i cornetti per la colazione tornando a casa la notte prima, e devo dirvi la verità anche era un bel po' di tempo che non tornava a casa alle due e mezza. È bello, è stata una serata molto bella. Prima c'è stata la presentazione del libro NonTurismo sul Villaggio Pescatori Giorgino, l'abbiamo fatta in un caffè centrale, in un caffè storico di Cagliari, nella zona pedonale, e poi col gruppo di lavoro del libro, Riverrun, siamo andati a cena, e dopo la cena un fantastico dopocena a cazzeggiare, a scherzare a divertirci come non facevo da tantissimo tempo. Questo è anche un indice di come le cose stiano tornando lentamente alla normalità. È vero, al ristorante avevamo la mascherina quando ci alzavamo per uscire fuori un attimo, oppure per muoverci dentro la sala, è vero che tornando a casa, anche se era notte tardi, in effetti ci siamo guardati a un certo punto dicendoci ma il coprifuoco non era a mezzanotte? Boh! Sinceramente vi giuro che non lo so, sì e per strada c'era un sacco di gente. Mi sono venute in mente alcune immagini del lockdown, mi ricordo particolarmente  un giorno che ero andata a portare delle medicine a mia mamma, era un sabato pomeriggio e la via principale di Cagliari era deserta: io per tutto il tempo da casa di mia mamma a casa mia, son circa meno di 20 minuti a piedi, comunque attraverso il centro storico, strade di solito molto trafficate, non avevo incontrato un'anima viva e la cosa mi aveva veramente scioccato. Ecco, lentamente le cose stanno tornando alla normalità, complici anche queste temperature già molto estive sopra i 30 gradi, quindi niente volevo condividere con voi questo momento di happiness. Bello stare qui e avere degli amici attorno e tornare a casa la notte e fermarsi a comprare i cornetti per fare colazione la mattina. Buona domenica.<br><br><br>TRANSCRIPT<br>Last night at half past two in the morning we have stopped in front of the bakery, a pastry shop in a street in the old town, and the door was open and you could see the people working inside, preparing the pastries, buns with cream, maybe bread. We have peeped out to buy a couple of pastries for breakfast this morning. It was a beautiful night, a warm night, in fact we were wearing just a T-shirt, no need to carry a sweater when you go out in the evening now we are in full summer in Cagliari. It had been a long time since I bought croissants for breakfast on my way home the night before. And I must confess, it had also been a long time  since I went back home at 2:30am. It's nice, it was a very nice evening. First presenting the NonTurismo book on the Villaggio Pescatori (Fishermen Village), Giorgino we did it in a central café, in a historic café in Cagliari, in the pedestrian area, and then with the book work group, Riverrun, we went to dinner, and later, a fantastic after-dinner, fooling around, joking and having fun like I haven't done in a very long time. This is also an indication of how things are slowly returning to normal. It is true, at the restaurant we were wearing face masks when we got up to go out for a moment, or to move inside, it is true that returning home, even if it was late at night, (actually we looked at each other at a certain point wondering, wasn’t  the curfew at midnight? Boh!) I honestly swear I don't know. Well, yes and there were lots of people on the street. Some images of the lockdown came to mind, I particularly remember one day that I went to bring some prescriptions to my Mum, it was a Saturday afternoon and the main street of Cagliari was deserted: for the entire distance from my Mum’s house to my house, less than 20 minutes on foot, however, through the historic center, usually very busy streets, I had not met a living soul and it really shocked me. There you go, things are slowly returning to normal, also thanks to these already very summery temperatures above 30 degrees, so nothing I just wanted to share with you this moment of happiness. It’s nice being here, and having friends around and returning home at night, stopping to buy croissants for breakfast in the morning. Have a nice Sunday.]]>
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        <![CDATA[Fermarsi davanti all aporta aperta della pasticceria alle 2 e mezzo del mattino per comprare i cornetti per la colazione del mattino dopo. Da quando è che non lo facevo più?<br><br>LINKS<br>La guida NonTurismo del Villaggio Pescatori / Giorgino<br><a href="https://www.instagram.com/nonturismo/" rel="noopener">https://www.instagram.com/nonturismo/</a><br><br>About NonTurismo<br><a href="https://www.italy24news.com/entertainment/news/9317.html" rel="noopener">https://www.italy24news.com/entertainment/news/9317.html</a><br><br>This podcast with English subtitles<br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1429900590701778/?notif_id=1623490927020832&amp;notif_t=video_processed&amp;ref=notif" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1429900590701778/?notif_id=1623490927020832&amp;notif_t=video_processed&amp;ref=notif</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (English transcript below)<br>Ieri notte alle due e mezza del mattino ci siamo fermati davanti al forno, una pasticceria in una via del centro storico, e c'era la porta aperta e si vedevano le persone che lavoravano dentro, preparando le paste, i maritozzi, boh forse anche il pane. Ci siamo affacciati e abbiamo acquistato un paio di paste per fare la colazione questa mattina. Era una notte bellissima, c'era caldo, infatti avevamo ancora la maglietta a maniche corte non c'è bisogno più di portarsi dietro un maglioncino quando si esce alla sera ormai siamo in piena estate a Cagliari. Era da tantissimo tempo che non compravo i cornetti per la colazione tornando a casa la notte prima, e devo dirvi la verità anche era un bel po' di tempo che non tornava a casa alle due e mezza. È bello, è stata una serata molto bella. Prima c'è stata la presentazione del libro NonTurismo sul Villaggio Pescatori Giorgino, l'abbiamo fatta in un caffè centrale, in un caffè storico di Cagliari, nella zona pedonale, e poi col gruppo di lavoro del libro, Riverrun, siamo andati a cena, e dopo la cena un fantastico dopocena a cazzeggiare, a scherzare a divertirci come non facevo da tantissimo tempo. Questo è anche un indice di come le cose stiano tornando lentamente alla normalità. È vero, al ristorante avevamo la mascherina quando ci alzavamo per uscire fuori un attimo, oppure per muoverci dentro la sala, è vero che tornando a casa, anche se era notte tardi, in effetti ci siamo guardati a un certo punto dicendoci ma il coprifuoco non era a mezzanotte? Boh! Sinceramente vi giuro che non lo so, sì e per strada c'era un sacco di gente. Mi sono venute in mente alcune immagini del lockdown, mi ricordo particolarmente  un giorno che ero andata a portare delle medicine a mia mamma, era un sabato pomeriggio e la via principale di Cagliari era deserta: io per tutto il tempo da casa di mia mamma a casa mia, son circa meno di 20 minuti a piedi, comunque attraverso il centro storico, strade di solito molto trafficate, non avevo incontrato un'anima viva e la cosa mi aveva veramente scioccato. Ecco, lentamente le cose stanno tornando alla normalità, complici anche queste temperature già molto estive sopra i 30 gradi, quindi niente volevo condividere con voi questo momento di happiness. Bello stare qui e avere degli amici attorno e tornare a casa la notte e fermarsi a comprare i cornetti per fare colazione la mattina. Buona domenica.<br><br><br>TRANSCRIPT<br>Last night at half past two in the morning we have stopped in front of the bakery, a pastry shop in a street in the old town, and the door was open and you could see the people working inside, preparing the pastries, buns with cream, maybe bread. We have peeped out to buy a couple of pastries for breakfast this morning. It was a beautiful night, a warm night, in fact we were wearing just a T-shirt, no need to carry a sweater when you go out in the evening now we are in full summer in Cagliari. It had been a long time since I bought croissants for breakfast on my way home the night before. And I must confess, it had also been a long time  since I went back home at 2:30am. It's nice, it was a very nice evening. First presenting the NonTurismo book on the Villaggio Pescatori (Fishermen Village), Giorgino we did it in a central café, in a historic café in Cagliari, in the pedestrian area, and then with the book work group, Riverrun, we went to dinner, and later, a fantastic after-dinner, fooling around, joking and having fun like I haven't done in a very long time. This is also an indication of how things are slowly returning to normal. It is true, at the restaurant we were wearing face masks when we got up to go out for a moment, or to move inside, it is true that returning home, even if it was late at night, (actually we looked at each other at a certain point wondering, wasn’t  the curfew at midnight? Boh!) I honestly swear I don't know. Well, yes and there were lots of people on the street. Some images of the lockdown came to mind, I particularly remember one day that I went to bring some prescriptions to my Mum, it was a Saturday afternoon and the main street of Cagliari was deserted: for the entire distance from my Mum’s house to my house, less than 20 minutes on foot, however, through the historic center, usually very busy streets, I had not met a living soul and it really shocked me. There you go, things are slowly returning to normal, also thanks to these already very summery temperatures above 30 degrees, so nothing I just wanted to share with you this moment of happiness. It’s nice being here, and having friends around and returning home at night, stopping to buy croissants for breakfast in the morning. Have a nice Sunday.]]>
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      <pubDate>Sat, 12 Jun 2021 09:40:56 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Fermarsi davanti all aporta aperta della pasticceria alle 2 e mezzo del mattino per comprare i cornetti per la colazione del mattino dopo. Da quando è che non lo facevo più?LINKSLa guida NonTurismo del Villaggio Pescatori / Giorginohttps://www.instagram.com/nonturismo/About NonTurismohttps://www.italy24news.com/entertainment/news/9317.htmlThis podcast with English subtitleshttps://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1429900590701778/?notif_id=1623490927020832&amp;amp;notif_t=video_processed&amp;amp;ref=notifTESTO TRASCRITTO (English transcript below)Ieri notte alle due e mezza del mattino ci siamo fermati davanti al forno, una pasticceria in una via del centro storico, e c'era la porta aperta e si vedevano le persone che lavoravano dentro, preparando le paste, i maritozzi, boh forse anche il pane. Ci siamo affacciati e abbiamo acquistato un paio di paste per fare la colazione questa mattina. Era una notte bellissima, c'era caldo, infatti avevamo ancora la maglietta a maniche corte non c'è bisogno più di portarsi dietro un maglioncino quando si esce alla sera ormai siamo in piena estate a Cagliari. Era da tantissimo tempo che non compravo i cornetti per la colazione tornando a casa la notte prima, e devo dirvi la verità anche era un bel po' di tempo che non tornava a casa alle due e mezza. È bello, è stata una serata molto bella. Prima c'è stata la presentazione del libro NonTurismo sul Villaggio Pescatori Giorgino, l'abbiamo fatta in un caffè centrale, in un caffè storico di Cagliari, nella zona pedonale, e poi col gruppo di lavoro del libro, Riverrun, siamo andati a cena, e dopo la cena un fantastico dopocena a cazzeggiare, a scherzare a divertirci come non facevo da tantissimo tempo. Questo è anche un indice di come le cose stiano tornando lentamente alla normalità. È vero, al ristorante avevamo la mascherina quando ci alzavamo per uscire fuori un attimo, oppure per muoverci dentro la sala, è vero che tornando a casa, anche se era notte tardi, in effetti ci siamo guardati a un certo punto dicendoci ma il coprifuoco non era a mezzanotte? Boh! Sinceramente vi giuro che non lo so, sì e per strada c'era un sacco di gente. Mi sono venute in mente alcune immagini del lockdown, mi ricordo particolarmente  un giorno che ero andata a portare delle medicine a mia mamma, era un sabato pomeriggio e la via principale di Cagliari era deserta: io per tutto il tempo da casa di mia mamma a casa mia, son circa meno di 20 minuti a piedi, comunque attraverso il centro storico, strade di solito molto trafficate, non avevo incontrato un'anima viva e la cosa mi aveva veramente scioccato. Ecco, lentamente le cose stanno tornando alla normalità, complici anche queste temperature già molto estive sopra i 30 gradi, quindi niente volevo condividere con voi questo momento di happiness. Bello stare qui e avere degli amici attorno e tornare a casa la notte e fermarsi a comprare i cornetti per fare colazione la mattina. Buona domenica.TRANSCRIPTLast night at half past two in the morning we have stopped in front of the bakery, a pastry shop in a street in the old town, and the door was open and you could see the people working inside, preparing the pastries, buns with cream, maybe bread. We have peeped out to buy a couple of pastries for breakfast this morning. It was a beautiful night, a warm night, in fact we were wearing just a T-shirt, no need to carry a sweater when you go out in the evening now we are in full summer in Cagliari. It had been a long time since I bought croissants for breakfast on my way home the night before. And I must...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Fermarsi davanti all aporta aperta della pasticceria alle 2 e mezzo del mattino per comprare i cornetti per la colazione del mattino dopo. Da quando è che non lo facevo più?LINKSLa guida NonTurismo del Villaggio Pescatori / Giorginohttps://www.instagram.c</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 159 Bottoni</title>
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        <![CDATA[Attenti ai bottoni! No, non quelli degli abiti, ma quelli che su internet ci costringono a scelte forzate - stiamo parlando dei 'dark pattern', come quando per iscriversi ad un servizio i bottoni sono rossi e belli in vista ma poi cancellare un servizio diventa un'impresa quasi impossibile. Ecco, non ci siamo inventati niente, pensate che le stesse porcherie le facevano già nel 1938!<br><br>LINK<br>"Perché devi avere paura dei bottoni" la newsletter Ellissi di Valerio Bassan<br><a href="https://ellissi.email/2021/06/11/dark-pattern/" rel="noopener">https://ellissi.email/2021/06/11/dark-pattern/</a><br><br>WATCH VIDEO WITH ENGLISH SUBTITLES <br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1429097577448746" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1429097577448746</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH TEXT BELOW)<br>Fra le diverse newsletter che mi arrivano ogni mattina una mi ha particolarmente incuriosito stamattina. Si chiama ellissi e il titolo diceva 'perché bisogna avere paura dei bottoni' bel titolo, complimenti! Allora di cosa si tratta. A quanto pare fino a quando non è stata introdotta l'elettricità  nelle case, penso verso la fine dell'800, i bottoni, quindi i pulsanti, si trovavano solo nelle macchine industriali. Poi improvvisamente la gente si è trovata anche questi pulsanti dentro le loro case. All'epoca era una cosa molto magica perchè bastava pigiare il pulsante e succedeva qualcosa di magico: si muoveva l'ascensore si accendeva la luce eccetera. Però la cosa geniale di questa newsletter è che ha usato questo titolo che ha subito attirato la mia attenzione con questo esempio, per parlare di un'altra cosa, dei bottoni che oggi su Internet, i pulsanti che ci costringono a fare cose che non vogliamo, è quello che viene chiamato Dark Pattern,  non ho trovato - vabbè non l'ho neanche cercata - si potrebbe tradurre come 'percorsi oscuri'. Sono quelle costruzioni dell'interfaccia di certi siti che ci costringono a fare quello che non vogliamo. Avete presente quando vi abbonate a un servizio poi volete interrompere l'abbonamento e abbonarsi è facilissimo? I bottoni i pulsanti da schiacciare per abbonarsi sono giganteschi, rossi, grandi, invece poi se volete interrompere il servizio dovete andare a cercarlo, è difficilissimo, oppure sono fuorvianti: voi pensate che cliccando qui fate una cosa, e invece fate esattamente il contrario. Una cosa divertente di questa newsletter è che dice anche che non ci siamo inventati niente neanche noi. A prova di questo fatto c'è un'immagine che risale al 1938. È un foglietto di votazione che era stato distribuito agli abitanti della Germania e dell'Austria per la riunificazione di Germania e Austria. Sappiamo che siamo nel 1938 da lì a un anno poi ci sarà l'invasione della Polonia da parte della Germania, è carissimo perché dice più o meno così, avete presente i nostri foglietti per i referendum? Ecco una cosa simile però dice "Volete che la Germania e l'Austria vengano riunificate per la gloria di Adolf Hi7ler?" (Adolf Hi7ler scritto bello in grande) e poi c'è il sì che è grandissimo e il no è minuscolo. È veramente una cosa divertente da vedere, non fosse che poi la storia si dimostra tutt'altro che divertente ma questo è per dire che anche nelle porcate più porcate che noi possiamo fare oggi, anche lì non ci siamo inventati, niente anche lì la storia ci insegna. Ecco se si studiasse più storia si capirebbero anche più cose dell'internet.<br><br>ENGLISH TEXT<br>Among the different newsletters I receive every morning one particularly intrigued me this morning it's called 'Ellissi' and the title read: why you should be afraid of buttons. Nice title, well done! So, what is it about? Apparently, up until the introduction of electricity in the homes, I think towards the end of the 19th century, buttons, hence switches, were only fund Then, suddenly, people also found these buttons inside their homes. Back then it was something magical because you only needed to press the button and something magical happened: the elevator moved, the light turned on and so on. But the brilliant thing about this newsletter is that it used this title, that immediately caught my attention, with this example, to talk about something else: the buttons that today on the Internet the buttons that force us to do things we don't want to. That what's called 'dark pattern' I haven't found (oh well, I haven't even looked for it) 'dark pattern' could be translated as 'dark paths'. It's those interface constructions of certain websites that force us to do something we didn't intend to. You know when you subscribe to a service then you want to stop the subscription and subscribing is very easy? The buttons you need to press to subscribe are huge, red, large, but then if you want to cancel the subscription you have to go to look for it, it's very difficult or they are misleading: you think that by clicking here you do one thing but you are doing the exact opposite instead. A funny thing about this newsletter is that it also explains how we haven't invented this. Proof of this is an image dating back to 1938. It is a ballot paper distributed to the people in Germany and Austria for the reunification of Germany and Austria. We know that we are in 1938 and one year later Germany will invade Poland. This ballot is really funny it reads something along the lines, you know the ballot slips for our referendum? something similar, but it reads: "Do you want Germany and Austria to be reunited for the glory of Adolf Hi7ler?" (Adolf Hi7ler nicely written in bold fonts) and then there is a huge 'yes' and a very tiny 'no'. It's really funny to see, if weren't that history proves to be anything but funny. But this is to say that even talking about the most filthy filth that we could come up with today, even there, we didn't invent anything even there, history teaches us something. There you go: if we studied history, we would even understand something  about the Internet.]]>
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        <![CDATA[Attenti ai bottoni! No, non quelli degli abiti, ma quelli che su internet ci costringono a scelte forzate - stiamo parlando dei 'dark pattern', come quando per iscriversi ad un servizio i bottoni sono rossi e belli in vista ma poi cancellare un servizio diventa un'impresa quasi impossibile. Ecco, non ci siamo inventati niente, pensate che le stesse porcherie le facevano già nel 1938!<br><br>LINK<br>"Perché devi avere paura dei bottoni" la newsletter Ellissi di Valerio Bassan<br><a href="https://ellissi.email/2021/06/11/dark-pattern/" rel="noopener">https://ellissi.email/2021/06/11/dark-pattern/</a><br><br>WATCH VIDEO WITH ENGLISH SUBTITLES <br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1429097577448746" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1429097577448746</a><br><br>TESTO TRASCRITTO (ENGLISH TEXT BELOW)<br>Fra le diverse newsletter che mi arrivano ogni mattina una mi ha particolarmente incuriosito stamattina. Si chiama ellissi e il titolo diceva 'perché bisogna avere paura dei bottoni' bel titolo, complimenti! Allora di cosa si tratta. A quanto pare fino a quando non è stata introdotta l'elettricità  nelle case, penso verso la fine dell'800, i bottoni, quindi i pulsanti, si trovavano solo nelle macchine industriali. Poi improvvisamente la gente si è trovata anche questi pulsanti dentro le loro case. All'epoca era una cosa molto magica perchè bastava pigiare il pulsante e succedeva qualcosa di magico: si muoveva l'ascensore si accendeva la luce eccetera. Però la cosa geniale di questa newsletter è che ha usato questo titolo che ha subito attirato la mia attenzione con questo esempio, per parlare di un'altra cosa, dei bottoni che oggi su Internet, i pulsanti che ci costringono a fare cose che non vogliamo, è quello che viene chiamato Dark Pattern,  non ho trovato - vabbè non l'ho neanche cercata - si potrebbe tradurre come 'percorsi oscuri'. Sono quelle costruzioni dell'interfaccia di certi siti che ci costringono a fare quello che non vogliamo. Avete presente quando vi abbonate a un servizio poi volete interrompere l'abbonamento e abbonarsi è facilissimo? I bottoni i pulsanti da schiacciare per abbonarsi sono giganteschi, rossi, grandi, invece poi se volete interrompere il servizio dovete andare a cercarlo, è difficilissimo, oppure sono fuorvianti: voi pensate che cliccando qui fate una cosa, e invece fate esattamente il contrario. Una cosa divertente di questa newsletter è che dice anche che non ci siamo inventati niente neanche noi. A prova di questo fatto c'è un'immagine che risale al 1938. È un foglietto di votazione che era stato distribuito agli abitanti della Germania e dell'Austria per la riunificazione di Germania e Austria. Sappiamo che siamo nel 1938 da lì a un anno poi ci sarà l'invasione della Polonia da parte della Germania, è carissimo perché dice più o meno così, avete presente i nostri foglietti per i referendum? Ecco una cosa simile però dice "Volete che la Germania e l'Austria vengano riunificate per la gloria di Adolf Hi7ler?" (Adolf Hi7ler scritto bello in grande) e poi c'è il sì che è grandissimo e il no è minuscolo. È veramente una cosa divertente da vedere, non fosse che poi la storia si dimostra tutt'altro che divertente ma questo è per dire che anche nelle porcate più porcate che noi possiamo fare oggi, anche lì non ci siamo inventati, niente anche lì la storia ci insegna. Ecco se si studiasse più storia si capirebbero anche più cose dell'internet.<br><br>ENGLISH TEXT<br>Among the different newsletters I receive every morning one particularly intrigued me this morning it's called 'Ellissi' and the title read: why you should be afraid of buttons. Nice title, well done! So, what is it about? Apparently, up until the introduction of electricity in the homes, I think towards the end of the 19th century, buttons, hence switches, were only fund Then, suddenly, people also found these buttons inside their homes. Back then it was something magical because you only needed to press the button and something magical happened: the elevator moved, the light turned on and so on. But the brilliant thing about this newsletter is that it used this title, that immediately caught my attention, with this example, to talk about something else: the buttons that today on the Internet the buttons that force us to do things we don't want to. That what's called 'dark pattern' I haven't found (oh well, I haven't even looked for it) 'dark pattern' could be translated as 'dark paths'. It's those interface constructions of certain websites that force us to do something we didn't intend to. You know when you subscribe to a service then you want to stop the subscription and subscribing is very easy? The buttons you need to press to subscribe are huge, red, large, but then if you want to cancel the subscription you have to go to look for it, it's very difficult or they are misleading: you think that by clicking here you do one thing but you are doing the exact opposite instead. A funny thing about this newsletter is that it also explains how we haven't invented this. Proof of this is an image dating back to 1938. It is a ballot paper distributed to the people in Germany and Austria for the reunification of Germany and Austria. We know that we are in 1938 and one year later Germany will invade Poland. This ballot is really funny it reads something along the lines, you know the ballot slips for our referendum? something similar, but it reads: "Do you want Germany and Austria to be reunited for the glory of Adolf Hi7ler?" (Adolf Hi7ler nicely written in bold fonts) and then there is a huge 'yes' and a very tiny 'no'. It's really funny to see, if weren't that history proves to be anything but funny. But this is to say that even talking about the most filthy filth that we could come up with today, even there, we didn't invent anything even there, history teaches us something. There you go: if we studied history, we would even understand something  about the Internet.]]>
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      <pubDate>Fri, 11 Jun 2021 08:15:35 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 158 Amici australiani</title>
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        <![CDATA[L'Australia è in controtendenza stagionale anche con l'andamento del COVID: mentre noi stiamo riprendendo a respirare, gli amici di Melbourne hanno iniziato il loro quarto lockdown, mentre appena qualche mese fa guardavo con nostalgia le loro foto felici con scene di vita normale. Un'altalena che spero riesca ad assestarsi presto, così che l'unica controtendenza tra Italia e Australia riprenda ad essere quella delle stagioni metereologiche. Uff, che voglia di venire a trovarvi!<br><br>TESTO TRASCRITTO (English further down)<br>L'Italia e l'Australia sono in controtendenza stagionale, quando qui in Italia è estate, lì è inverno, e in controtendenza è stato anche tutto il periodo del covid, quando qui era appena iniziato il lockdown, in Australia c'erano le prime avvisaglie, però proprio come avevamo fatto qua in Italia, si pensava che non sarebbe esploso. Ricordo in particolare un episodio, noi eravamo appena entrati nel lockdown duro duro duro duro, quello di marzo, aprile, e una mia amica in Australia mi aveva detto il mio capo vuole che io vado a lavorare, ma io non voglio andare, e io le avevo detto non andare, fregatene, guarda che la salute è più importante del lavoro, e lei mi aveva detto Cristina le tue parole mi hanno dato coraggio e in effetti non sono andata e mi sento molto meglio anche per proteggere me e la mia famiglia, e poi di lì a pochi giorni, penso uno, due giorni, anche l'Australia aveva messo in atto delle misure d'emergenza. Poi c'è stata l'estate in Australia, dopo un brutto periodo. Io ricordo che noi eravamo invece in pieno inverno ed eravamo al secondo o al terzo lockdown, non me lo ricordo più, e vedevo le foto dei miei amici in Australia, senza mascherina, compleanni, mentre mio figlio ha fatto i 17 e anche i 18 anni festeggiati in locktown, li guardavo con  invidia, felice però per loro che avessero superato quell'emergenza. Adesso che noi in Italia ci avviamo verso una riapertura, ancora usiamo le mascherine, però lo sappiamo tutti, ci sentiamo un po' più liberi, le vittime in Italia ieri guardavo per caso, non lo faccio mai, però guardavo le statistiche e meno di 100 decessi in un giorno, ricordo quando i decessi erano 800, 900, quindi diciamo che le cose stanno migliorando. E invece i miei amici di Melbourne, dello stato del Vittoria, sono di nuovo in locktown. Penso che sia il loro quarto lockdown e diceva un mio amico mi diceva ogni volta è più difficile e me lo immagino perché anche qua ogni volta è stata più difficile, è stata... se il primo locktown c'era ancora quel senso di meraviglia, quel senso di oddio una cosa mai fatta prima, a ogni successivo locktown diventa più difficile, diventa poi anche più difficile crederci che le cose andranno meglio. Però (ne approfitto che tradurrò questo anche in inglese) ragazzi e ragazze, vi assicuro che andrà meglio, stringete i denti e poi ne usciamo tutti insieme. Spero presto, non il prossimo anno, forse tra 2 anni finalmente di potervi venire a trovare e riabbracciare tutti. Vi voglio bene.<br><br>ENGLISH<br>Italy and Australia are in seasonal counter-trend, when here in Italy it’s Summer, over there it Winter. And in counter-trend has also been the entire Coronavirus period. I remember, when the lock-down had just started here, in Australia there were the first signs, however, just as it had happened here in Italy, people thought it wouldn’t explode. I remember one episode in particular, we had just entered the ultra super-strict lock-down, the one in March, April, and a friend of mine in Australia told me, my boss wants me to go to work, but I don't want to go, and I I told her don't go, just ignore, look health is more important than work, and she told me Cristina your words gave me courage and in fact I didn't go and I feel much better also to protect me and my family. Well, a few days, I think one, two days, Australia too had to implement emergency measures. Then, after a rough time, it was Summer in Australia. I remember that we were in the middle of Winter instead, and we were at our second or third lockdown, I don't remember it anymore, and I saw the photos of my friends in Australia, without face-mask, birthdays, while my son celebrated his 17th and even 18th b’day in lockdown, I looked at them with envy, but happy for them that they had overcome that emergency. Now that we in Italy are moving towards a reopening, we still use face-masks, but we all know it, we feel a little bit more freedom, Coronavirus death toll in Italy, I looked yesterday by chance, I never do it, but I looked at the statistics and less than 100 deaths in one day, I remember when the deaths were 800, 900, so let's say things are getting better. But my friends from Melbourne, in Victoria, are back in lockdown, I think it's their fourth lockdown and a friend was explaining how it gets harder every time, and I know how it feels,  here too, it was harder every time ... if during the first locktown there was still a certain sense of surprise, a feeling like, omg something never seen before, with each subsequent lockdown it gets harder, it gets harder to believe that things will get better. But (I take this opportunity as I will translate this also into English) boys and girls, I assure you that it will be better, soldier on and then we all will get out together. I hope soon, not next year, maybe in 2 years, finally to be able to come and see you and hug you again. I love you all.]]>
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        <![CDATA[L'Australia è in controtendenza stagionale anche con l'andamento del COVID: mentre noi stiamo riprendendo a respirare, gli amici di Melbourne hanno iniziato il loro quarto lockdown, mentre appena qualche mese fa guardavo con nostalgia le loro foto felici con scene di vita normale. Un'altalena che spero riesca ad assestarsi presto, così che l'unica controtendenza tra Italia e Australia riprenda ad essere quella delle stagioni metereologiche. Uff, che voglia di venire a trovarvi!<br><br>TESTO TRASCRITTO (English further down)<br>L'Italia e l'Australia sono in controtendenza stagionale, quando qui in Italia è estate, lì è inverno, e in controtendenza è stato anche tutto il periodo del covid, quando qui era appena iniziato il lockdown, in Australia c'erano le prime avvisaglie, però proprio come avevamo fatto qua in Italia, si pensava che non sarebbe esploso. Ricordo in particolare un episodio, noi eravamo appena entrati nel lockdown duro duro duro duro, quello di marzo, aprile, e una mia amica in Australia mi aveva detto il mio capo vuole che io vado a lavorare, ma io non voglio andare, e io le avevo detto non andare, fregatene, guarda che la salute è più importante del lavoro, e lei mi aveva detto Cristina le tue parole mi hanno dato coraggio e in effetti non sono andata e mi sento molto meglio anche per proteggere me e la mia famiglia, e poi di lì a pochi giorni, penso uno, due giorni, anche l'Australia aveva messo in atto delle misure d'emergenza. Poi c'è stata l'estate in Australia, dopo un brutto periodo. Io ricordo che noi eravamo invece in pieno inverno ed eravamo al secondo o al terzo lockdown, non me lo ricordo più, e vedevo le foto dei miei amici in Australia, senza mascherina, compleanni, mentre mio figlio ha fatto i 17 e anche i 18 anni festeggiati in locktown, li guardavo con  invidia, felice però per loro che avessero superato quell'emergenza. Adesso che noi in Italia ci avviamo verso una riapertura, ancora usiamo le mascherine, però lo sappiamo tutti, ci sentiamo un po' più liberi, le vittime in Italia ieri guardavo per caso, non lo faccio mai, però guardavo le statistiche e meno di 100 decessi in un giorno, ricordo quando i decessi erano 800, 900, quindi diciamo che le cose stanno migliorando. E invece i miei amici di Melbourne, dello stato del Vittoria, sono di nuovo in locktown. Penso che sia il loro quarto lockdown e diceva un mio amico mi diceva ogni volta è più difficile e me lo immagino perché anche qua ogni volta è stata più difficile, è stata... se il primo locktown c'era ancora quel senso di meraviglia, quel senso di oddio una cosa mai fatta prima, a ogni successivo locktown diventa più difficile, diventa poi anche più difficile crederci che le cose andranno meglio. Però (ne approfitto che tradurrò questo anche in inglese) ragazzi e ragazze, vi assicuro che andrà meglio, stringete i denti e poi ne usciamo tutti insieme. Spero presto, non il prossimo anno, forse tra 2 anni finalmente di potervi venire a trovare e riabbracciare tutti. Vi voglio bene.<br><br>ENGLISH<br>Italy and Australia are in seasonal counter-trend, when here in Italy it’s Summer, over there it Winter. And in counter-trend has also been the entire Coronavirus period. I remember, when the lock-down had just started here, in Australia there were the first signs, however, just as it had happened here in Italy, people thought it wouldn’t explode. I remember one episode in particular, we had just entered the ultra super-strict lock-down, the one in March, April, and a friend of mine in Australia told me, my boss wants me to go to work, but I don't want to go, and I I told her don't go, just ignore, look health is more important than work, and she told me Cristina your words gave me courage and in fact I didn't go and I feel much better also to protect me and my family. Well, a few days, I think one, two days, Australia too had to implement emergency measures. Then, after a rough time, it was Summer in Australia. I remember that we were in the middle of Winter instead, and we were at our second or third lockdown, I don't remember it anymore, and I saw the photos of my friends in Australia, without face-mask, birthdays, while my son celebrated his 17th and even 18th b’day in lockdown, I looked at them with envy, but happy for them that they had overcome that emergency. Now that we in Italy are moving towards a reopening, we still use face-masks, but we all know it, we feel a little bit more freedom, Coronavirus death toll in Italy, I looked yesterday by chance, I never do it, but I looked at the statistics and less than 100 deaths in one day, I remember when the deaths were 800, 900, so let's say things are getting better. But my friends from Melbourne, in Victoria, are back in lockdown, I think it's their fourth lockdown and a friend was explaining how it gets harder every time, and I know how it feels,  here too, it was harder every time ... if during the first locktown there was still a certain sense of surprise, a feeling like, omg something never seen before, with each subsequent lockdown it gets harder, it gets harder to believe that things will get better. But (I take this opportunity as I will translate this also into English) boys and girls, I assure you that it will be better, soldier on and then we all will get out together. I hope soon, not next year, maybe in 2 years, finally to be able to come and see you and hug you again. I love you all.]]>
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      <pubDate>Thu, 10 Jun 2021 08:08:00 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>L'Australia è in controtendenza stagionale anche con l'andamento del COVID: mentre noi stiamo riprendendo a respirare, gli amici di Melbourne hanno iniziato il loro quarto lockdown, mentre appena qualche mese fa guardavo con nostalgia le loro foto felici </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 157 Le Città Visibili</title>
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        <![CDATA[Creare la geografia delle città evocandola con la voce che legge un testo poetico. "Strolling Cities" è un affascinante progetto del Politecnico di Milano che usa l'intelligenza artificiale generativa per inventare topografie 'alla maniera' di città italiane, riconoscibili per le loro caratteristiche ma inesistenti. "Le Città Invisibili" incontrano "Inception". <br><br>LINKS:<br>"Strolling Cities" <a href="https://strollingcities.com" rel="noopener">https://strollingcities.com</a><br><br>This podcast with English subtitles<br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1427653500926487" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1427653500926487</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Non so voi, ma io quando devo fare un viaggio in una città che non conosco, spesso prima leggo, cerco dei libri che siano ambientati in quella città, e anche quando devo tornarci, ed è una città che non conosco molto bene, ad esempio Venezia, mi piace tantissimo leggere i libri ambientati a Venezia - romanzi - e poi andare a cercare le vie una volta che ci sono. Ecco, ho trovato un un progetto bellissimo che usa proprio questo meccanismo dell' immaginare le città leggendo un testo, un testo letterario, anche poi se vogliamo un testo poetico, per creare un vero e proprio ambiente, vi dico di cosa si tratta. Si chiama Strolling Cities ed è un progetto che usa l'intelligenza artificiale generativa e la voce umana per creare città italiane, basate però su posti che esistono realmente, cioè su città vere proprie cioè, Venezia, Como, Milano, Roma, Palermo, Bologna, e ce ne sono un paio di altre. Come funziona? Hanno preso dei testi poetici realmente esistenti e li hanno usati per generare delle immagini che pur non essendo effettivamente le vie le strade e le piazze di queste città che vi ho detto, però le evocano in qualche modo in modo che una persona riconosce - una persona che magari neanche c'è mai stata - però riconosce immediatamente che si tratta di Venezia, anche se non è un luogo effettivamente reale ma viene costruito tramite immagini di intelligenza artificiale. Io ho trovato questo progetto incredibilmente interessante. Su internet c'è un video dimostrativo, che mostra su YouTube come vengono poi create queste immagini che cambiano di continuo con la voce narrante che legge un passo da diversi brani, dipendentemente dalla città, perché sono brani dove si parla della città: è praticamente la parola poetica che crea la geografia, è ha un sacco di livelli di lettura. Parte naturalmente da quel capolavoro inarrivabile che è Le Città Invisibili di Italo Calvino, però usa anche testi che non sono di Calvino, appunto usa testi esempio per Torino penso che usa un pezzo di Cesare Pavese e credo anche che questo progetto Strolling Cities sia presente alla Biennale di Venezia Architettura - che io ho già comprato i biglietti, incrociamo le dita, non vedo l'ora di andare, però ancora qua tra qualche settimana. Bellissimo progetto.]]>
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        <![CDATA[Creare la geografia delle città evocandola con la voce che legge un testo poetico. "Strolling Cities" è un affascinante progetto del Politecnico di Milano che usa l'intelligenza artificiale generativa per inventare topografie 'alla maniera' di città italiane, riconoscibili per le loro caratteristiche ma inesistenti. "Le Città Invisibili" incontrano "Inception". <br><br>LINKS:<br>"Strolling Cities" <a href="https://strollingcities.com" rel="noopener">https://strollingcities.com</a><br><br>This podcast with English subtitles<br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1427653500926487" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1427653500926487</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Non so voi, ma io quando devo fare un viaggio in una città che non conosco, spesso prima leggo, cerco dei libri che siano ambientati in quella città, e anche quando devo tornarci, ed è una città che non conosco molto bene, ad esempio Venezia, mi piace tantissimo leggere i libri ambientati a Venezia - romanzi - e poi andare a cercare le vie una volta che ci sono. Ecco, ho trovato un un progetto bellissimo che usa proprio questo meccanismo dell' immaginare le città leggendo un testo, un testo letterario, anche poi se vogliamo un testo poetico, per creare un vero e proprio ambiente, vi dico di cosa si tratta. Si chiama Strolling Cities ed è un progetto che usa l'intelligenza artificiale generativa e la voce umana per creare città italiane, basate però su posti che esistono realmente, cioè su città vere proprie cioè, Venezia, Como, Milano, Roma, Palermo, Bologna, e ce ne sono un paio di altre. Come funziona? Hanno preso dei testi poetici realmente esistenti e li hanno usati per generare delle immagini che pur non essendo effettivamente le vie le strade e le piazze di queste città che vi ho detto, però le evocano in qualche modo in modo che una persona riconosce - una persona che magari neanche c'è mai stata - però riconosce immediatamente che si tratta di Venezia, anche se non è un luogo effettivamente reale ma viene costruito tramite immagini di intelligenza artificiale. Io ho trovato questo progetto incredibilmente interessante. Su internet c'è un video dimostrativo, che mostra su YouTube come vengono poi create queste immagini che cambiano di continuo con la voce narrante che legge un passo da diversi brani, dipendentemente dalla città, perché sono brani dove si parla della città: è praticamente la parola poetica che crea la geografia, è ha un sacco di livelli di lettura. Parte naturalmente da quel capolavoro inarrivabile che è Le Città Invisibili di Italo Calvino, però usa anche testi che non sono di Calvino, appunto usa testi esempio per Torino penso che usa un pezzo di Cesare Pavese e credo anche che questo progetto Strolling Cities sia presente alla Biennale di Venezia Architettura - che io ho già comprato i biglietti, incrociamo le dita, non vedo l'ora di andare, però ancora qua tra qualche settimana. Bellissimo progetto.]]>
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      <pubDate>Wed, 09 Jun 2021 05:55:13 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 156 Laura</title>
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        <![CDATA[Effetti collaterali della traduzione dei 3' Grezzi in inglese: c'è chi li usa per migliorare l'italiano. Che bello! Grazie Michael (caro amico di Melbourne) per averne suggerito l'ascolto alla mia nuova amica, Laura, e grazie a te Laura per il tuo bel messaggio. E continua a parlare italiano!<br><br>LINK<br>This podcast with English subtitles<br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1427049804320190" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1427049804320190</a><br><br>Piattaforma che uso per trascrivere il testo audio (registrato in diretta)<br><a href="https://app.maestrasuite.com" rel="noopener">https://app.maestrasuite.com</a><br><br>Piattaforma che uso per trasformare l'audio in un video con lo spettro audio che si muove<br><a href="https://www.headliner.app/" rel="noopener">https://www.headliner.app/</a><br><br>Piattaforma per sottotitolare<br><a href="https://clideo.com" rel="noopener">https://clideo.com</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Ho ricevuto un messaggio che mi ha fatto molto piacere. È di una persona che non conosco, che ancora non conosco, ma che spero che conoscerò presto, ed è amica di un amico, partiamo dall'inizio. Da qualche giorno ho cominciato a sperimentare con la traduzione dei miei tre minuti grezzi in inglese. Allora già da diversi mesi ho iniziato a mettere la trascrizione del testo nelle note del programma per le persone che lo ascoltano tramite Spreaker, che è la piattaforma che uso poi per pubblicarlo. Come sapete i 3 minuti grezzi, a differenza delle cose che faccio di solito, non hanno uno script, non partono da un testo, ma accendo il microfono e parlo così a ruota libera, questo è anche il motivo per cui ho iniziato a registrarli il 6 di gennaio, perché volevo mettermi alla prova, io che di solito mi preparo sempre tutto, impiego ore a editare anche solo un minuto di cose che vanno in onda, volevo vedere cosa succede quando invece apro il microfono per parlare, e dal 6 gennaio - no, non del 6 gennaio, forse dal 4 gennaio - comunque, dall'inizio di gennaio lo faccio tutti i giorni, e ci sto prendendo gusto, e mi sto anche molto divertendo, e sto conoscendo nuovi ascoltatori. Ooi qualche mese fa ho iniziato a pubblicare la trascrizione per diversi motivi. Innanzitutto perché aiuta i motori di ricerca a trovare gli argomenti di cui si parla. Perché i motori di ricerca non analizzano i suoni, non analizzano l'audio ma solo le cose scritte, così per inciso anche quando pubblicate una fotografia e non mettete l'alt-text, il testo alternativo, quella fotografia viene ignorata. E bene (oddio sono già arrivata a due minuti!), quando... da qualche giorno, da due giorni esattamente, ho messo anche la traduzione in inglese, una cosa un po' complicata che mi prendi un po' di tempo, un bel po' di tempo perché devo usare diverse piattaforme, non solo quella per la creazione della trascrizione, ma anche quella per il video e quella... insomma è una cosa abbastanza complessa che mi prende un bel po' di tempo, non so se riuscirò a continuare tutti i giorni e però appunto, vi dicevo di questo bel messaggio che ho ricevuto, è dell'amica di un amico, Laura Dee, che è l'amica di Michael van Vliet, e tutti e due stanno a Melbourne, e Michael ha suggerito il mio podcast con i sottotitoli a Laura perché Laura sta imparando l'italiano. E Laura mi ha scritto questo bellissimo lungo messaggio in italiano, scritto molto bene. Quindi brava Laura, ti faccio i complimenti e mi ha fatto un sacco di complimenti per il mio podcast in italiano che lei adesso ascolterà sempre, grazie!]]>
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        <![CDATA[Effetti collaterali della traduzione dei 3' Grezzi in inglese: c'è chi li usa per migliorare l'italiano. Che bello! Grazie Michael (caro amico di Melbourne) per averne suggerito l'ascolto alla mia nuova amica, Laura, e grazie a te Laura per il tuo bel messaggio. E continua a parlare italiano!<br><br>LINK<br>This podcast with English subtitles<br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1427049804320190" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1427049804320190</a><br><br>Piattaforma che uso per trascrivere il testo audio (registrato in diretta)<br><a href="https://app.maestrasuite.com" rel="noopener">https://app.maestrasuite.com</a><br><br>Piattaforma che uso per trasformare l'audio in un video con lo spettro audio che si muove<br><a href="https://www.headliner.app/" rel="noopener">https://www.headliner.app/</a><br><br>Piattaforma per sottotitolare<br><a href="https://clideo.com" rel="noopener">https://clideo.com</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Ho ricevuto un messaggio che mi ha fatto molto piacere. È di una persona che non conosco, che ancora non conosco, ma che spero che conoscerò presto, ed è amica di un amico, partiamo dall'inizio. Da qualche giorno ho cominciato a sperimentare con la traduzione dei miei tre minuti grezzi in inglese. Allora già da diversi mesi ho iniziato a mettere la trascrizione del testo nelle note del programma per le persone che lo ascoltano tramite Spreaker, che è la piattaforma che uso poi per pubblicarlo. Come sapete i 3 minuti grezzi, a differenza delle cose che faccio di solito, non hanno uno script, non partono da un testo, ma accendo il microfono e parlo così a ruota libera, questo è anche il motivo per cui ho iniziato a registrarli il 6 di gennaio, perché volevo mettermi alla prova, io che di solito mi preparo sempre tutto, impiego ore a editare anche solo un minuto di cose che vanno in onda, volevo vedere cosa succede quando invece apro il microfono per parlare, e dal 6 gennaio - no, non del 6 gennaio, forse dal 4 gennaio - comunque, dall'inizio di gennaio lo faccio tutti i giorni, e ci sto prendendo gusto, e mi sto anche molto divertendo, e sto conoscendo nuovi ascoltatori. Ooi qualche mese fa ho iniziato a pubblicare la trascrizione per diversi motivi. Innanzitutto perché aiuta i motori di ricerca a trovare gli argomenti di cui si parla. Perché i motori di ricerca non analizzano i suoni, non analizzano l'audio ma solo le cose scritte, così per inciso anche quando pubblicate una fotografia e non mettete l'alt-text, il testo alternativo, quella fotografia viene ignorata. E bene (oddio sono già arrivata a due minuti!), quando... da qualche giorno, da due giorni esattamente, ho messo anche la traduzione in inglese, una cosa un po' complicata che mi prendi un po' di tempo, un bel po' di tempo perché devo usare diverse piattaforme, non solo quella per la creazione della trascrizione, ma anche quella per il video e quella... insomma è una cosa abbastanza complessa che mi prende un bel po' di tempo, non so se riuscirò a continuare tutti i giorni e però appunto, vi dicevo di questo bel messaggio che ho ricevuto, è dell'amica di un amico, Laura Dee, che è l'amica di Michael van Vliet, e tutti e due stanno a Melbourne, e Michael ha suggerito il mio podcast con i sottotitoli a Laura perché Laura sta imparando l'italiano. E Laura mi ha scritto questo bellissimo lungo messaggio in italiano, scritto molto bene. Quindi brava Laura, ti faccio i complimenti e mi ha fatto un sacco di complimenti per il mio podcast in italiano che lei adesso ascolterà sempre, grazie!]]>
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      <pubDate>Tue, 08 Jun 2021 05:38:09 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 155 Son(n)o</title>
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        <![CDATA[L'altalena del sonno, a volte sfuggente, sempre misterioso.<br><br>LINK<br>The podcast with English subtitles<br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1426484167710087" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1426484167710087</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il sonno, per me è sempre stata una cosa sfuggente inafferrabile, è una cosa con cui riuscivo a fare  delle tregue, però poi continuavo ad avere problemi. Fin da bambina ricordo che andare a letto mi sembrava, dormire mi sembrava uno spreco di tempo. Stavo molto spesso sveglia fino a tardissimo, a volte ascoltando la mia piccola radiolina portatile dove dopo una certa ora non si trasmetteva più in italiano, a volte mi alzavo di notte anche alle 3, alle 4 del mattino, soprattutto d'estate, quando era più difficile dormire, ma soprattutto quando era più facile alzarsi perché non c'era freddo, e mi mettevo a vuotare i cassetti e a rimetterli a posto, non per particolare amore dell'ordine, ma perché non sapevo cosa fare. Non avevo niente da leggere, a volte mi mettevo alla finestra. Però all'epoca, ma diciamo, anche adesso, cioè se ti affacci alle alle 3 del mattino, a meno che non abiti in una via molto trafficata un'arteria dove passano auto. Io abitavo nel centro storico, quindi a quell'ora veramente non passava nessuno, e poi era molto prima che esistessero anche i locali notturni. Ultimamente ho di nuovo problemi a dormire. Negli ultimi mesi un po' come tutti a causa della pandemia, ho letto diversi articoli di come la pandemia abbia modificato i nostri ritmi, i ritmi del sonno, di come più gente soffra adesso di insonnia. Anche perché soprattutto il periodo in cui siamo stati chiusi a casa, quando non si poteva andare da nessuna parte, alcune persone non lavoravano, quindi potevano stare a letto più a lungo. Comunque c'era una diversa suddivisione del tempo qualche mese fa. Poi ho ho dormito molto bene per un bel po' di tempo e adesso da qualche settimana continuo a svegliarmi la notte, non ho brutti sogni, non faccio sogni agitati, però mi sveglio puntualmente poco prima delle 3 e poi mi sveglio di nuovo verso le 5 e non so mai se fra le 3 e le 5 mi riaddormento oppure sogno di addormentarmi oppure sono effettivamente sveglia e la mattina non sono particolarmente stanca, quindi evidentemente faccio le mie ore di sonno, quelle che mi servono per funzionare, però c'è questa altalena tra il dormire, il non dormire, forse devo togliere il piumino e mettere un piumino più leggero. Ecco forse questo.]]>
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        <![CDATA[L'altalena del sonno, a volte sfuggente, sempre misterioso.<br><br>LINK<br>The podcast with English subtitles<br><a href="https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1426484167710087" rel="noopener">https://www.facebook.com/cristina.marras.kommunic8/videos/1426484167710087</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il sonno, per me è sempre stata una cosa sfuggente inafferrabile, è una cosa con cui riuscivo a fare  delle tregue, però poi continuavo ad avere problemi. Fin da bambina ricordo che andare a letto mi sembrava, dormire mi sembrava uno spreco di tempo. Stavo molto spesso sveglia fino a tardissimo, a volte ascoltando la mia piccola radiolina portatile dove dopo una certa ora non si trasmetteva più in italiano, a volte mi alzavo di notte anche alle 3, alle 4 del mattino, soprattutto d'estate, quando era più difficile dormire, ma soprattutto quando era più facile alzarsi perché non c'era freddo, e mi mettevo a vuotare i cassetti e a rimetterli a posto, non per particolare amore dell'ordine, ma perché non sapevo cosa fare. Non avevo niente da leggere, a volte mi mettevo alla finestra. Però all'epoca, ma diciamo, anche adesso, cioè se ti affacci alle alle 3 del mattino, a meno che non abiti in una via molto trafficata un'arteria dove passano auto. Io abitavo nel centro storico, quindi a quell'ora veramente non passava nessuno, e poi era molto prima che esistessero anche i locali notturni. Ultimamente ho di nuovo problemi a dormire. Negli ultimi mesi un po' come tutti a causa della pandemia, ho letto diversi articoli di come la pandemia abbia modificato i nostri ritmi, i ritmi del sonno, di come più gente soffra adesso di insonnia. Anche perché soprattutto il periodo in cui siamo stati chiusi a casa, quando non si poteva andare da nessuna parte, alcune persone non lavoravano, quindi potevano stare a letto più a lungo. Comunque c'era una diversa suddivisione del tempo qualche mese fa. Poi ho ho dormito molto bene per un bel po' di tempo e adesso da qualche settimana continuo a svegliarmi la notte, non ho brutti sogni, non faccio sogni agitati, però mi sveglio puntualmente poco prima delle 3 e poi mi sveglio di nuovo verso le 5 e non so mai se fra le 3 e le 5 mi riaddormento oppure sogno di addormentarmi oppure sono effettivamente sveglia e la mattina non sono particolarmente stanca, quindi evidentemente faccio le mie ore di sonno, quelle che mi servono per funzionare, però c'è questa altalena tra il dormire, il non dormire, forse devo togliere il piumino e mettere un piumino più leggero. Ecco forse questo.]]>
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      <pubDate>Mon, 07 Jun 2021 06:33:54 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 154 Scritte</title>
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        <![CDATA[Le parole pesano. Nessuna ragazza dovrebbe andare in giro con una maglietta con su scritto 'ti voglio morta'.<br><br>TESTO TRASCRITTO <br>Ragazze e ragazzi, ma soprattutto ragazze: fate attenzione a quello che vi mettete addosso, fate attenzione alle scritte delle vostre magliette perché non volete metterti addosso cose brutte. Perché le parole sono importanti. Ho visto una una ragazza per strada che aveva una maglietta con indosso una scritta che mi ha colpito ci sono rimasta malissimo. Mi sono fermata letteralmente in mezzo alla strada di sasso. La maglietta penso che volesse essere divertente, c'era uno scambio che dico a parole mie perché non voglio edulcorare, non voglio glorificare, non voglio dare spazio a certe certe parole e lo scambio più o meno era così: come mi vuoi? -  risposta: ti voglio morta. O 'mi vuoi così?' - 'no, ti voglio morta'. C'era una specie di gioco di parole, ma ripeto non me ne frega niente di dirvelo perché non voglio fargli certo pubblicità a queste cose qua. E niente, mi sono chiesta ma come fa una donna, oggi, a indossare una maglietta dove in italiano, (quindi neanche dire, vabbè era scritto in inglese, non sapeva il significato, no era proprio scritto in italiano), l'ultima frase era - e questa era proprio scritta proprio così - 'no, ti voglio morta'. Sono basita le parole ragazze, sono importantissime, sono le parole che poi creano un certo tipo di cultura che permette alle persone di sdrammatizzare quello che non si dovrebbe sdrammatizzare, le parole che permettono di normalizzare certi atteggiamenti e certi modi di dire. Impensabile che qualcuno abbia stampato una maglietta con quella scritta, ma ancora più impensabile che una donna abbia di sua scelta deciso la mattina, che mi metto? Mi metto la camicetta a fiori? Mi metto la canottiera sportiva? No, mi metto quella maglietta che dice che mi vuole morta e poi me ne vado in giro a fare la spesa, come se niente fosse Anzi sono 'wink-wink' una tipa forte, sono una tipa toga, come diciamo a cagliari, sono una tipa figa perché sto allo scherzo, ma che scherzo, ma stiamo scherzando? Veramente ragazze fate attenzione a quello che vi mettete addosso e non mettetevi addosso cose offensive verso di voi.]]>
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      <pubDate>Sun, 06 Jun 2021 09:19:34 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 153 Rumori</title>
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        <![CDATA[Il mio ascensore quando arriva al piano fa la musica di jesus Christ Superstar. Questo e altri rumori nei tre minuti di oggi. Sempre registrati rigorosamente dal vivo e pubblicati senza editing.<br><br>LINK<br>Podcast con il giro della casa <br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/il-giro-della-mia-casa" rel="noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/il-giro-della-mia-casa</a><br><br>Il giro della casa in versione inglese<br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/my-house-cristina-marras-cagliariitaly" rel="noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/my-house-cristina-marras-cagliariitaly</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Oggi i 3 minuti Grezzi ve li faccio facendo un giro così, per il palazzo e per la per la casa. Son nell'ascensore perché voglio farvi sentire la musichetta che fa l'ascensore quando arriva il piano,  sentite... Sta per arrivare cosa vi ricorda? Jesus Christ Superstar - la musichetta di Jesus Christ Superstar entrando a casa e vediamo se c'è il Gatto Mazinga che mi aspetta, il gatto Mazinga e lì fermo, però non viene a farmi il 'rollino' e il 'droppino', come è suo solito fare. Ecco posso togliermi la mascherina adesso. Che altri rumori di casa posso farvi sentire? C'è mio figlio che sta lavando.. no, non si sta lavando i denti mio figlio, quindi non ve lo posso far sentire, però posso uscire sul balcone dove di solito c'è abbastanza rumore di traffico ancora la gente non si è svegliata per andare a fare la spesa, quindi ancora ci sono poche macchine parcheggiate in seconda fila. Un altro rumore molto caratteristico della mia casa, soprattutto del mio spazio di lavoro, è quello della mia meravigliosa tastiera di cui ho già parlato diverse volte, però mi sa che non ve l'ho mai fatta sentire. Senti un po' che rumore che fa, sembra proprio  una vecchia macchina macchina da scrivere, infatti mio figlio mi dice sempre che quando io batto la macchina quando scrivo lui riesce a sentirmi dalla sua stanza che  è nel lato opposto della casa.  Vabbè non mi faccio sentire né le rubinetterie le altre varie cose. Potrei descrivervi la casa, ma questo l'ho fatto diverse volte in alcuni podcast dove appunto, andava in giro a descrivere la casa in momenti di grande tranquillità durante il locktown. Non so se riesco a far dire qualcosina a Mazinga, Mazinga, vuoi dire qualcosa a fare le fusa per farti sentire voi? Ecco qualcosina. Però mi sa che sta parlando a voce troppo bassa la gatta che non gliene frega niente di aiutarmi a fare questo podcast, questi 3 minuti grezzi, lei vuole solo essere accarezzata e vuole essere solo coccolata ancora una ventina di secondi da riempire, sapete che io devo essere molto precisa molto fiscale che devo interrompermi esattamente quando arriva a 3 minuti. Ecco adesso che mi sono allontanata Mazinga sta facendo dei rumori, non so se mio figlio vuole dire qualcosa, ma non lo so vuoi dire qualcosa? No fa di no con la testa, ok? Abbiamo finito i 3 minuti gerzzi per oggi allora, buona giornata.]]>
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        <![CDATA[Il mio ascensore quando arriva al piano fa la musica di jesus Christ Superstar. Questo e altri rumori nei tre minuti di oggi. Sempre registrati rigorosamente dal vivo e pubblicati senza editing.<br><br>LINK<br>Podcast con il giro della casa <br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/il-giro-della-mia-casa" rel="noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/il-giro-della-mia-casa</a><br><br>Il giro della casa in versione inglese<br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/my-house-cristina-marras-cagliariitaly" rel="noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/my-house-cristina-marras-cagliariitaly</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Oggi i 3 minuti Grezzi ve li faccio facendo un giro così, per il palazzo e per la per la casa. Son nell'ascensore perché voglio farvi sentire la musichetta che fa l'ascensore quando arriva il piano,  sentite... Sta per arrivare cosa vi ricorda? Jesus Christ Superstar - la musichetta di Jesus Christ Superstar entrando a casa e vediamo se c'è il Gatto Mazinga che mi aspetta, il gatto Mazinga e lì fermo, però non viene a farmi il 'rollino' e il 'droppino', come è suo solito fare. Ecco posso togliermi la mascherina adesso. Che altri rumori di casa posso farvi sentire? C'è mio figlio che sta lavando.. no, non si sta lavando i denti mio figlio, quindi non ve lo posso far sentire, però posso uscire sul balcone dove di solito c'è abbastanza rumore di traffico ancora la gente non si è svegliata per andare a fare la spesa, quindi ancora ci sono poche macchine parcheggiate in seconda fila. Un altro rumore molto caratteristico della mia casa, soprattutto del mio spazio di lavoro, è quello della mia meravigliosa tastiera di cui ho già parlato diverse volte, però mi sa che non ve l'ho mai fatta sentire. Senti un po' che rumore che fa, sembra proprio  una vecchia macchina macchina da scrivere, infatti mio figlio mi dice sempre che quando io batto la macchina quando scrivo lui riesce a sentirmi dalla sua stanza che  è nel lato opposto della casa.  Vabbè non mi faccio sentire né le rubinetterie le altre varie cose. Potrei descrivervi la casa, ma questo l'ho fatto diverse volte in alcuni podcast dove appunto, andava in giro a descrivere la casa in momenti di grande tranquillità durante il locktown. Non so se riesco a far dire qualcosina a Mazinga, Mazinga, vuoi dire qualcosa a fare le fusa per farti sentire voi? Ecco qualcosina. Però mi sa che sta parlando a voce troppo bassa la gatta che non gliene frega niente di aiutarmi a fare questo podcast, questi 3 minuti grezzi, lei vuole solo essere accarezzata e vuole essere solo coccolata ancora una ventina di secondi da riempire, sapete che io devo essere molto precisa molto fiscale che devo interrompermi esattamente quando arriva a 3 minuti. Ecco adesso che mi sono allontanata Mazinga sta facendo dei rumori, non so se mio figlio vuole dire qualcosa, ma non lo so vuoi dire qualcosa? No fa di no con la testa, ok? Abbiamo finito i 3 minuti gerzzi per oggi allora, buona giornata.]]>
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      <pubDate>Sat, 05 Jun 2021 08:27:03 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 152 Presto</title>
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        <![CDATA[Quando ci si svegli apresto. la gironata è piena di possibilità. <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Se ieri ho registrato i miei tre minuti grezzi tardissimo, le 9 passate, oggi li sto registrando, sono le 6:30 del mattino, sono ancora a letto. Ho appena appena aperto gli occhi. Infatti mi sa che mi sono appena svegliata da un sogno. Strano come l'ora della giornata in cui registro e 3 minuti grezzi influisca poi vabbè, non solo sul tono di voce, quello  ènormale, però influisca anche su sugli argomenti, su quello di cui parlo, sul tenore, tono tutte le cose che non sono strettamente legate al contenuto. Giornata calda, si sente già che oggi farà caldo, infatti, anche se è ancora molto presto e quando ci si sveglia così presto la mattina e si ha davanti la giornata si possono fare 20.000. In questo momento la mia giornata è come il gatto di Schrödinger: ho davanti a me così tante possibilità di cose da fare: potrei andare in spiaggia, potrei andare al mercato a fare la spesa, potrei mettere a posto la casa, pulire potrei andare a fare qualcosa di inatteso che, boh, che sorprende anche me potrei andare a trovare qualcuno, mi sembra...  è bello questo momento della giornata appunto perché tutto può ancora essere, tutto può divenire. Mi piace l'idea di questo, di questa giornata di Schrödinger dove le cose sono tutte possibili perché ancora non ne ho fatto nessuna, e niente, sentite la mia voce impastata la mia voce sono curiosa, potrei addirittua girarmi dall'altra parte adesso dimenticare la registrazione e finire di arrivare 3 minuti e sono a 2 minuti o 28 minuti e 29 2 minuti e 30 devo arrivare a 3 minuti esatti perché sapete che la caratteristica di questo mio podcast che faccio 3 minuti esatti e non è sempre facile finire in modo non troppo brusco portare a termine quello che sto dicendo è un bell'esercizio. Ora mancano pochissimi secondi, quindi mi preparo prendo la rincorsa sto quasi per chiudere tre secondi. Ecco chiuso.]]>
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        <![CDATA[Quando ci si svegli apresto. la gironata è piena di possibilità. <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Se ieri ho registrato i miei tre minuti grezzi tardissimo, le 9 passate, oggi li sto registrando, sono le 6:30 del mattino, sono ancora a letto. Ho appena appena aperto gli occhi. Infatti mi sa che mi sono appena svegliata da un sogno. Strano come l'ora della giornata in cui registro e 3 minuti grezzi influisca poi vabbè, non solo sul tono di voce, quello  ènormale, però influisca anche su sugli argomenti, su quello di cui parlo, sul tenore, tono tutte le cose che non sono strettamente legate al contenuto. Giornata calda, si sente già che oggi farà caldo, infatti, anche se è ancora molto presto e quando ci si sveglia così presto la mattina e si ha davanti la giornata si possono fare 20.000. In questo momento la mia giornata è come il gatto di Schrödinger: ho davanti a me così tante possibilità di cose da fare: potrei andare in spiaggia, potrei andare al mercato a fare la spesa, potrei mettere a posto la casa, pulire potrei andare a fare qualcosa di inatteso che, boh, che sorprende anche me potrei andare a trovare qualcuno, mi sembra...  è bello questo momento della giornata appunto perché tutto può ancora essere, tutto può divenire. Mi piace l'idea di questo, di questa giornata di Schrödinger dove le cose sono tutte possibili perché ancora non ne ho fatto nessuna, e niente, sentite la mia voce impastata la mia voce sono curiosa, potrei addirittua girarmi dall'altra parte adesso dimenticare la registrazione e finire di arrivare 3 minuti e sono a 2 minuti o 28 minuti e 29 2 minuti e 30 devo arrivare a 3 minuti esatti perché sapete che la caratteristica di questo mio podcast che faccio 3 minuti esatti e non è sempre facile finire in modo non troppo brusco portare a termine quello che sto dicendo è un bell'esercizio. Ora mancano pochissimi secondi, quindi mi preparo prendo la rincorsa sto quasi per chiudere tre secondi. Ecco chiuso.]]>
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      <pubDate>Fri, 04 Jun 2021 05:48:27 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 151 Lumenate</title>
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        <![CDATA[Lumenate è una app che aiuta a meditare e promette visioni psichedeliche! L'ho provata e funziona! <br><br>LINK <a href="https://lumenategrowth.com/the-lumenate-app" rel="noopener">https://lumenategrowth.com/the-lumenate-app</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br><br>Di seera super tardi. Non avrei mai pensato di registrare i miei tre minuti grezzi a quest'ora tardissima della notte e però devo registrare perché non posso saltare una giornata e oggi vi voglio parlare di questa app che ho scoperto ho scaricato e me ne sono perdutamente innamorata! È una app che si chiama - aspetta un attimo che ci si apre e vi dico come si chiama: Lumenate ed è una app che vi aiuta a meditare, vi aiuta a dormire, ma non in modo convenzionale. No, lo fa attraverso luci stroboscopiche, infatti alta è altamente sconsigliata a persone che soffrono di epilessia o che hanno in famiglia storie di epilessia - funziona così: voi scaricate la app e poi c'è una parte che potete fare gratuitamente e che è già abbastanza per farvi capire come funziona. Quindi scaricate l'app, la aprite, accendete la luce del cellulare e poi girate il cellulare così che è la luce vi vada sugli occhi e andate in un posto completamente chiuso sotto le coperte oppure chiudete le tapparelle, l'importante è che sia completamente buio dove siete e voi e poi il cellulare dalla parte della della torcia a distanza di un braccio e poi fate partire il programma e questo programma emett delle luci stroboscopiche che voi state lì con gli occhi chiusi, occhi chiusi però con la torcia del cellulare puntata verso verso il viso e succedono delle cose che è un po' difficile da descrivere. A me ha dato la sensazione di grande apertura pulizia libertà e non so come spiegarmi un po' è una cosa un po' strana vi invito a provarlo e ci sono diversi programmi, c'è un si può anche pagare poi per accedere ad altri livelli di programmi e praticamente queste luci stroboscopiche  fanno sì che con le palpebre chiuse si vedano un po' come delle luci come delle dei disegni delle cose è estremamente interessante, a me l'esperienza è piaciuta e la voglio ripetere e sto addirittura pensando di acquistare un mese di subscription che costa meno di €5 e vedere un po' quello che succede sicuramente mi aiuta a meditare attività  che io trovo molto difficoltà molto difficile, io non riesco a meditare perché la mia mente sempre invasa da 20000 pensieri invece nella meditazione bisognerebbe liberare il cervello da pensieri e questa app, effettivamente mi aiuta a meditare quindi sono molto molto curiosa, metterò il link nelle note del programma e se avete voglia sperimentate. Fatemi sapere cosa succede.]]>
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        <![CDATA[Lumenate è una app che aiuta a meditare e promette visioni psichedeliche! L'ho provata e funziona! <br><br>LINK <a href="https://lumenategrowth.com/the-lumenate-app" rel="noopener">https://lumenategrowth.com/the-lumenate-app</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br><br>Di seera super tardi. Non avrei mai pensato di registrare i miei tre minuti grezzi a quest'ora tardissima della notte e però devo registrare perché non posso saltare una giornata e oggi vi voglio parlare di questa app che ho scoperto ho scaricato e me ne sono perdutamente innamorata! È una app che si chiama - aspetta un attimo che ci si apre e vi dico come si chiama: Lumenate ed è una app che vi aiuta a meditare, vi aiuta a dormire, ma non in modo convenzionale. No, lo fa attraverso luci stroboscopiche, infatti alta è altamente sconsigliata a persone che soffrono di epilessia o che hanno in famiglia storie di epilessia - funziona così: voi scaricate la app e poi c'è una parte che potete fare gratuitamente e che è già abbastanza per farvi capire come funziona. Quindi scaricate l'app, la aprite, accendete la luce del cellulare e poi girate il cellulare così che è la luce vi vada sugli occhi e andate in un posto completamente chiuso sotto le coperte oppure chiudete le tapparelle, l'importante è che sia completamente buio dove siete e voi e poi il cellulare dalla parte della della torcia a distanza di un braccio e poi fate partire il programma e questo programma emett delle luci stroboscopiche che voi state lì con gli occhi chiusi, occhi chiusi però con la torcia del cellulare puntata verso verso il viso e succedono delle cose che è un po' difficile da descrivere. A me ha dato la sensazione di grande apertura pulizia libertà e non so come spiegarmi un po' è una cosa un po' strana vi invito a provarlo e ci sono diversi programmi, c'è un si può anche pagare poi per accedere ad altri livelli di programmi e praticamente queste luci stroboscopiche  fanno sì che con le palpebre chiuse si vedano un po' come delle luci come delle dei disegni delle cose è estremamente interessante, a me l'esperienza è piaciuta e la voglio ripetere e sto addirittura pensando di acquistare un mese di subscription che costa meno di €5 e vedere un po' quello che succede sicuramente mi aiuta a meditare attività  che io trovo molto difficoltà molto difficile, io non riesco a meditare perché la mia mente sempre invasa da 20000 pensieri invece nella meditazione bisognerebbe liberare il cervello da pensieri e questa app, effettivamente mi aiuta a meditare quindi sono molto molto curiosa, metterò il link nelle note del programma e se avete voglia sperimentate. Fatemi sapere cosa succede.]]>
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      <pubDate>Thu, 03 Jun 2021 19:19:06 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 150 Spiaggia!</title>
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        <![CDATA[Mattina (molto presto) di un giorno festivo. Fuori è già giorno ed io sono felice: ci stiamo preparando per andare in spiaggia.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Oh che bello! Ci stiamo preparando per andare al mare, è molto presto, sono le 6:40, ci siamo svegliati presto. Ci siamo messi un po' fare le chiacchiere sotto le coperte, come ti piace fare di solito la mattina quando abbiamo il tempo per farlo, e adesso ci stiamo preparando per andare al mare che è una cosa che ci piace tantissimo, e mi dispiace per le persone che mi ascoltano da fuori fuori dalla Sardegna. Qui è iniziata la stagione in piena regola. Adesso faremo colazione e poi decideremo dove andare, in quale delle tante spiagge che ci si presentano davanti. Che bello! Misurare i costumi che ho comprato l'anno scorso e decidere cosa mettere e poi faremo un breve viaggio perché non mi piace andare tanto lontano. Poi la Sardegna è abbastanza piccola, anche se la volessimo atraversare tutta. Sceglieremo un posto, sceglierò i libri da portarmi dietro, gli asciugamani e dobbiamo comprare la nuova crema solare, che poi noi non usiamo una crema, usiamo uno spray costa un po' di più della crema, però è molto <br>più facile da distribuire sulla pelle e poi ha una protezione molto alta, così possiamo rimanere un pochino di più in spiaggia. C'è questa, quando si va al mare presto la mattina c'è questa, questo fatto che sei in spiaggia, però ancora non c'è caldissimo e quindi si riscalda, ci si riscalda piano piano, come le lucertole che stanno lì al sole sopra le muraglie e poi si possono prendere le postazioni migliori in spiaggia, quelle più vicino all'acqua, quelle con il la superficie più piana e poi c'è il vantaggio che a una certa ora possiamo anche tornare a casa, se vogliamo, quindi dobbiamo ancora decidere se rimanere in spiaggia fino al pomeriggio, quindi trovare un posto dove andare a mangiare oppure tornare a casa a pranzo. In Australia ci sono delle spiagge fantastiche, però - almeno le spiagge che sono attorno a Melbourne - non sono spiagge attrezzate e non parlo di ombrelloni e cose del genere, ma proprio non c'è neanche un baretto, dove comprare da mangiare, e poi visto che è una città così estesa bisogna impiegare le ore per arrivare alla spiaggia cittadina, e una volta che si va in spiaggia non ci si può rimanere più di tanto perché vista la posizione di Melbourne il sole, non solo brucia, ma fa dei buchi pazzeschi nella pelle è più di 40 minuti 50 minuti non ci si può stare.]]>
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        <![CDATA[Mattina (molto presto) di un giorno festivo. Fuori è già giorno ed io sono felice: ci stiamo preparando per andare in spiaggia.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Oh che bello! Ci stiamo preparando per andare al mare, è molto presto, sono le 6:40, ci siamo svegliati presto. Ci siamo messi un po' fare le chiacchiere sotto le coperte, come ti piace fare di solito la mattina quando abbiamo il tempo per farlo, e adesso ci stiamo preparando per andare al mare che è una cosa che ci piace tantissimo, e mi dispiace per le persone che mi ascoltano da fuori fuori dalla Sardegna. Qui è iniziata la stagione in piena regola. Adesso faremo colazione e poi decideremo dove andare, in quale delle tante spiagge che ci si presentano davanti. Che bello! Misurare i costumi che ho comprato l'anno scorso e decidere cosa mettere e poi faremo un breve viaggio perché non mi piace andare tanto lontano. Poi la Sardegna è abbastanza piccola, anche se la volessimo atraversare tutta. Sceglieremo un posto, sceglierò i libri da portarmi dietro, gli asciugamani e dobbiamo comprare la nuova crema solare, che poi noi non usiamo una crema, usiamo uno spray costa un po' di più della crema, però è molto <br>più facile da distribuire sulla pelle e poi ha una protezione molto alta, così possiamo rimanere un pochino di più in spiaggia. C'è questa, quando si va al mare presto la mattina c'è questa, questo fatto che sei in spiaggia, però ancora non c'è caldissimo e quindi si riscalda, ci si riscalda piano piano, come le lucertole che stanno lì al sole sopra le muraglie e poi si possono prendere le postazioni migliori in spiaggia, quelle più vicino all'acqua, quelle con il la superficie più piana e poi c'è il vantaggio che a una certa ora possiamo anche tornare a casa, se vogliamo, quindi dobbiamo ancora decidere se rimanere in spiaggia fino al pomeriggio, quindi trovare un posto dove andare a mangiare oppure tornare a casa a pranzo. In Australia ci sono delle spiagge fantastiche, però - almeno le spiagge che sono attorno a Melbourne - non sono spiagge attrezzate e non parlo di ombrelloni e cose del genere, ma proprio non c'è neanche un baretto, dove comprare da mangiare, e poi visto che è una città così estesa bisogna impiegare le ore per arrivare alla spiaggia cittadina, e una volta che si va in spiaggia non ci si può rimanere più di tanto perché vista la posizione di Melbourne il sole, non solo brucia, ma fa dei buchi pazzeschi nella pelle è più di 40 minuti 50 minuti non ci si può stare.]]>
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      <pubDate>Wed, 02 Jun 2021 04:57:07 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 149 Proposta</title>
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        <![CDATA[Oggi voglio farvi una proposta: voi fate vedere a qualcuno come si fa ad ascoltare i podcast (non necessariamente i miei), e insieme contribuiamo a diffondere questo fantastico strumento. Che ne dite? <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Oggi voglio farvi una proposta, è una proposta che spero sia di mutuo beneficio, sia per me che ve la faccio che per voi che ascoltate. Cioè vi chiedo di dire a una persona cos'è un podcast e come si fa ad ascoltarlo. Mi spiego meglio. Voi mi state ascoltando quindi già sapete cos'è il podcast, però ci sono un sacco di persone che ancora non lo sanno, ne hanno sentito parlare, però pensano che sia una cosa per nerd, oppure pensano sia una cosa che a loro non interessa. Invece la caratteristica bella dei podcast è che ci sono cose per per tutti i gusti e ci sono delle nicchie d'ascolto veramente veramente pazzesche, pensate che trovato un podcast dove si parla esclusivamente del modo in cui vengono commentati i rodei, sapete dove si va sul cavallo e si fa il rodeo, ecco, quella cosa lì sì, quindi pensate a una persona che pensa di non avere interesse per il podcast o che mai ne ha sentito parlare, e basta che questa persona abbia uno smartphone, ormai ce l'hanno praticamente tutti, e il vostro compito, sarà quello di spiegare <br>a questa persona, come si fa per ascoltare un podcast, anzi meglio ancora, scegliete voi un podcast che pensate possa interessare questa persona, quindi dipendentemente dagli interessi di questa persona. Non c'è mica bisogno che gli facciate sentire il mio di podcast, chiaro che se fate sentire il mio son contenta, ma non è questo il punto, non voglio che mi facciate pubblicità, vorrei che faceste invece pubblicità al podcast come come strumento. Perchè vi chiedo questo e cosa ci guadagno io se non vi sto chiedendo di pubblicizzare il mio podcast? Il fatto è che in Italia il podcast non è uno strumento maturo. è stato 'scoperto' da poco in Italia, per cui si sta ancora creando un pubblico discernente, un pubblico che sa riconoscere le cose belle da quelle raffazzonate e da quelle dove c'è una persona che legge a voce alta - piuttosto male - poi ci mette due fischi, due trombette, una pernacchietta come sottofondo musicale e dice "Ah! Ho fatto il podcast!" invece mi piacerebbe essere circondata da tantissimi podcast meravigliosi, <br>fatti bene, pensati, studiati, coinvolgenti, per cui più gente ascolta, più la gente si forma il gusto, piu c'è la possibilità che ascolti qualcosa di bello e quindi che pretenda sempre di più cose belle. Quindi la mia proposta è questa: io continuo a fare le mie cose (e spero a intrattenervi) e voi fate scoprire i podcast a una persona. Grazie!]]>
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        <![CDATA[Oggi voglio farvi una proposta: voi fate vedere a qualcuno come si fa ad ascoltare i podcast (non necessariamente i miei), e insieme contribuiamo a diffondere questo fantastico strumento. Che ne dite? <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Oggi voglio farvi una proposta, è una proposta che spero sia di mutuo beneficio, sia per me che ve la faccio che per voi che ascoltate. Cioè vi chiedo di dire a una persona cos'è un podcast e come si fa ad ascoltarlo. Mi spiego meglio. Voi mi state ascoltando quindi già sapete cos'è il podcast, però ci sono un sacco di persone che ancora non lo sanno, ne hanno sentito parlare, però pensano che sia una cosa per nerd, oppure pensano sia una cosa che a loro non interessa. Invece la caratteristica bella dei podcast è che ci sono cose per per tutti i gusti e ci sono delle nicchie d'ascolto veramente veramente pazzesche, pensate che trovato un podcast dove si parla esclusivamente del modo in cui vengono commentati i rodei, sapete dove si va sul cavallo e si fa il rodeo, ecco, quella cosa lì sì, quindi pensate a una persona che pensa di non avere interesse per il podcast o che mai ne ha sentito parlare, e basta che questa persona abbia uno smartphone, ormai ce l'hanno praticamente tutti, e il vostro compito, sarà quello di spiegare <br>a questa persona, come si fa per ascoltare un podcast, anzi meglio ancora, scegliete voi un podcast che pensate possa interessare questa persona, quindi dipendentemente dagli interessi di questa persona. Non c'è mica bisogno che gli facciate sentire il mio di podcast, chiaro che se fate sentire il mio son contenta, ma non è questo il punto, non voglio che mi facciate pubblicità, vorrei che faceste invece pubblicità al podcast come come strumento. Perchè vi chiedo questo e cosa ci guadagno io se non vi sto chiedendo di pubblicizzare il mio podcast? Il fatto è che in Italia il podcast non è uno strumento maturo. è stato 'scoperto' da poco in Italia, per cui si sta ancora creando un pubblico discernente, un pubblico che sa riconoscere le cose belle da quelle raffazzonate e da quelle dove c'è una persona che legge a voce alta - piuttosto male - poi ci mette due fischi, due trombette, una pernacchietta come sottofondo musicale e dice "Ah! Ho fatto il podcast!" invece mi piacerebbe essere circondata da tantissimi podcast meravigliosi, <br>fatti bene, pensati, studiati, coinvolgenti, per cui più gente ascolta, più la gente si forma il gusto, piu c'è la possibilità che ascolti qualcosa di bello e quindi che pretenda sempre di più cose belle. Quindi la mia proposta è questa: io continuo a fare le mie cose (e spero a intrattenervi) e voi fate scoprire i podcast a una persona. Grazie!]]>
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      <pubDate>Tue, 01 Jun 2021 05:24:10 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Oggi voglio farvi una proposta: voi fate vedere a qualcuno come si fa ad ascoltare i podcast (non necessariamente i miei), e insieme contribuiamo a diffondere questo fantastico strumento. Che ne dite? TESTO TRASCRITTOOggi voglio farvi una proposta, è una proposta che spero sia di mutuo beneficio, sia per me che ve la faccio che per voi che ascoltate. Cioè vi chiedo di dire a una persona cos'è un podcast e come si fa ad ascoltarlo. Mi spiego meglio. Voi mi state ascoltando quindi già sapete cos'è il podcast, però ci sono un sacco di persone che ancora non lo sanno, ne hanno sentito parlare, però pensano che sia una cosa per nerd, oppure pensano sia una cosa che a loro non interessa. Invece la caratteristica bella dei podcast è che ci sono cose per per tutti i gusti e ci sono delle nicchie d'ascolto veramente veramente pazzesche, pensate che trovato un podcast dove si parla esclusivamente del modo in cui vengono commentati i rodei, sapete dove si va sul cavallo e si fa il rodeo, ecco, quella cosa lì sì, quindi pensate a una persona che pensa di non avere interesse per il podcast o che mai ne ha sentito parlare, e basta che questa persona abbia uno smartphone, ormai ce l'hanno praticamente tutti, e il vostro compito, sarà quello di spiegare a questa persona, come si fa per ascoltare un podcast, anzi meglio ancora, scegliete voi un podcast che pensate possa interessare questa persona, quindi dipendentemente dagli interessi di questa persona. Non c'è mica bisogno che gli facciate sentire il mio di podcast, chiaro che se fate sentire il mio son contenta, ma non è questo il punto, non voglio che mi facciate pubblicità, vorrei che faceste invece pubblicità al podcast come come strumento. Perchè vi chiedo questo e cosa ci guadagno io se non vi sto chiedendo di pubblicizzare il mio podcast? Il fatto è che in Italia il podcast non è uno strumento maturo. è stato 'scoperto' da poco in Italia, per cui si sta ancora creando un pubblico discernente, un pubblico che sa riconoscere le cose belle da quelle raffazzonate e da quelle dove c'è una persona che legge a voce alta - piuttosto male - poi ci mette due fischi, due trombette, una pernacchietta come sottofondo musicale e dice "Ah! Ho fatto il podcast!" invece mi piacerebbe essere circondata da tantissimi podcast meravigliosi, fatti bene, pensati, studiati, coinvolgenti, per cui più gente ascolta, più la gente si forma il gusto, piu c'è la possibilità che ascolti qualcosa di bello e quindi che pretenda sempre di più cose belle. Quindi la mia proposta è questa: io continuo a fare le mie cose (e spero a intrattenervi) e voi fate scoprire i podcast a una persona. Grazie!</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Oggi voglio farvi una proposta: voi fate vedere a qualcuno come si fa ad ascoltare i podcast (non necessariamente i miei), e insieme contribuiamo a diffondere questo fantastico strumento. Che ne dite? TESTO TRASCRITTOOggi voglio farvi una proposta, è una </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 148 "Coma girl"</title>
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        <![CDATA[Stephanie Bond ha scritto più di 100 romanzi e diversi podcast. Da qualche giorno ascolto compulsivamente "Coma Girl": nonostante parli di una ragazza in coma, è una commedia e non è affatto morboso.<br><br>LINKS<br>Il podcast "Coma Girl" <a href="https://stephaniebond.com/series/coma-girl" rel="noopener">https://stephaniebond.com/series/coma-girl</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br><br>Da qualche giorno sto ascoltando compulsivamente un podcast che si chiama "Coma Girl", sto  facendo binge-listening, nel senso che durante gli spostamenti, quando faccio attività fisica, quando cucino sto sempre ascoltando questo podcast. Ogni puntata dura circa 4 minuti, quindi è facile andare da una puntata all'altra, un po' come i miei 3 minuti grezzi. "Coma Girl" che mi era stato proposto molto spesso dai motori di ricerca delle app sulle quali ascolto i podcast, perché pensavano che mi sarebbe potuto piacere. Io avevo sempre detto, no, non lo voglio ascoltare perché "Com Girl", ragazza in coma,  anche se viene definita commedia, però parla di una ragazza che è in coma, e pensavo che l'argomento fosse troppo morboso. Mi sono lasciata convincere, ho provato ieri e praticamente sto facendo binge-listening, lo ascoltando uno dopo l'altro.  È una cosa stranissima perché sono i pensieri di questa ragazza che ha avuto un incidente stradale e quindi si trova in coma in una stanza d'ospedale e lei però sente tutto, anche se non riesce  a muoversi, non riesce a far capire agli altri che lei è cosciente, quindi sente e racconta tutto quello che le succede attorno, le persone che vanno a visitarla, e cerca di ricostruire la dinamica dell'incidente stradale, pare che un ragazzo che guidava una Lamborghini gialla le sia andata addosso, però poi non si capisce bene aveva bevuto, oppure lei stavo usando il cellulare, insomma, le le fasi dell'indagine si svolgono anche all'interno della stanza dell'ospedale dove di volta in volta le varie persone vanno a trovarla, poi ci sono tutti i drammi familiari, lei  è la seconda di tre figli, ha una sorella meravigliosa bellissima e un fratello fantastico che ha fatto un sacco di cose, volontario in Afghanistan e lei è il brutto anatroccolo della famiglia perché lavora in un negozio che vende tappeti, moquette, quindi un lavoro molto pedestre, un lavoro molto banale rispetto a quello che fanno gli altri personaggi della sua famiglia. Sono andato a spulciare,  è abbastanza leggero  quindi,  ripeto, non è per niente morboso, quindi ho fatto bene ad ascoltarlo Però sono andata ad ascoltarmi, a vedere un po' a vedere chi è l'autrice di questo di questo podcast Chiama Stephanie Bond ha fatto tutta una serie di altri podcast che non so se abbiano la stessa lunghezza, però ha fatto Factory Girl, la ragazza della fabbrica, Elevator Girl, la ragazza dell'ascensore, e ha scritto più di cento romanzi  e andare a vedere che questa Stephanie Bond perché boh è una specie di macchina per scrittura!]]>
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        <![CDATA[Stephanie Bond ha scritto più di 100 romanzi e diversi podcast. Da qualche giorno ascolto compulsivamente "Coma Girl": nonostante parli di una ragazza in coma, è una commedia e non è affatto morboso.<br><br>LINKS<br>Il podcast "Coma Girl" <a href="https://stephaniebond.com/series/coma-girl" rel="noopener">https://stephaniebond.com/series/coma-girl</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br><br>Da qualche giorno sto ascoltando compulsivamente un podcast che si chiama "Coma Girl", sto  facendo binge-listening, nel senso che durante gli spostamenti, quando faccio attività fisica, quando cucino sto sempre ascoltando questo podcast. Ogni puntata dura circa 4 minuti, quindi è facile andare da una puntata all'altra, un po' come i miei 3 minuti grezzi. "Coma Girl" che mi era stato proposto molto spesso dai motori di ricerca delle app sulle quali ascolto i podcast, perché pensavano che mi sarebbe potuto piacere. Io avevo sempre detto, no, non lo voglio ascoltare perché "Com Girl", ragazza in coma,  anche se viene definita commedia, però parla di una ragazza che è in coma, e pensavo che l'argomento fosse troppo morboso. Mi sono lasciata convincere, ho provato ieri e praticamente sto facendo binge-listening, lo ascoltando uno dopo l'altro.  È una cosa stranissima perché sono i pensieri di questa ragazza che ha avuto un incidente stradale e quindi si trova in coma in una stanza d'ospedale e lei però sente tutto, anche se non riesce  a muoversi, non riesce a far capire agli altri che lei è cosciente, quindi sente e racconta tutto quello che le succede attorno, le persone che vanno a visitarla, e cerca di ricostruire la dinamica dell'incidente stradale, pare che un ragazzo che guidava una Lamborghini gialla le sia andata addosso, però poi non si capisce bene aveva bevuto, oppure lei stavo usando il cellulare, insomma, le le fasi dell'indagine si svolgono anche all'interno della stanza dell'ospedale dove di volta in volta le varie persone vanno a trovarla, poi ci sono tutti i drammi familiari, lei  è la seconda di tre figli, ha una sorella meravigliosa bellissima e un fratello fantastico che ha fatto un sacco di cose, volontario in Afghanistan e lei è il brutto anatroccolo della famiglia perché lavora in un negozio che vende tappeti, moquette, quindi un lavoro molto pedestre, un lavoro molto banale rispetto a quello che fanno gli altri personaggi della sua famiglia. Sono andato a spulciare,  è abbastanza leggero  quindi,  ripeto, non è per niente morboso, quindi ho fatto bene ad ascoltarlo Però sono andata ad ascoltarmi, a vedere un po' a vedere chi è l'autrice di questo di questo podcast Chiama Stephanie Bond ha fatto tutta una serie di altri podcast che non so se abbiano la stessa lunghezza, però ha fatto Factory Girl, la ragazza della fabbrica, Elevator Girl, la ragazza dell'ascensore, e ha scritto più di cento romanzi  e andare a vedere che questa Stephanie Bond perché boh è una specie di macchina per scrittura!]]>
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      <pubDate>Mon, 31 May 2021 05:46:16 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Stephanie Bond ha scritto più di 100 romanzi e diversi podcast. Da qualche giorno ascolto compulsivamente "Coma Girl": nonostante parli di una ragazza in coma, è una commedia e non è affatto morboso.LINKSIl podcast "Coma Girl" https://stephaniebond.com/se</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 147 Scabecciu</title>
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        <![CDATA[Ogni volta che cucino usando una delle ricette scritte a mano da mio papà, è come se lui fosse seduto a tavola con noi!<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Registro i 3 minuti  grezzi di oggi in attesa che sia pronto il pranzo della domenica. Come vi ho raccontato in uno dei miei tre minuti grezzi di qualche giorno fa, sono andata qualche giorno fa alla festa del Villaggio Pescatori di Giorgino dove c'è stata una grande frittura di pesce, era così tanta la frittura che ne è avanzata e io un po' me la sono portata a casa e l'ho conservata perché oggi la uso per fare il pesce a scabecciu.  È una ricetta, boh non lo so da dove viene questa ricetta, però la mangiavo quando ero bambina, mi piaceva tantissimo. Praticamente prendete il pesce fritto e lo condite con un sugo fatto con cipolla tagliata finissima, pomodoro e poi mezzo litro di aceto, poi qualche foglia di alloro, sale, pepe le solite cose. Ecco adesso sono qua che, sono quasi le 2 e aspetto che trascorra il tempo così che il pesce a scabecciu sia pronto e possiamo metterci a tavola. Ora, sono conscia del fatto che per venire bene, il pesce fatto a scabecciu - un po' come il minestrone - lo si dovrebbe preparare la notte prima e lasciare poi a bagno del sugo tutta la notte, però sapete come va la vita, le cose buone si fanno così e io l'ho fatto e so che, se ne avanza domani, vabbè lo mangeremo ancora più buono, però siccome è molto buono mi sa che ce lo mangiamo tutto tra pranzo e cena. Mi piace molto cucinare ho imparato a cucinare da adulta, perché quando ero ragazzina e vivevo a casa dei miei genitori non cucinavo mai. Mia mamma cucinava ma non con passione,  cucinava perché doveva cucinare, mio padre invece cucinava con tanta passione, gli piaceva tantissimo cucinare e conosceva tutte le ricette per la cottura dei pesci perché era nato in una famiglia di pescatori e ha sempre vissuto, aveva sempre vissuto nel quartiere della Marina, ppoi essendo un cagliaritano verace conosceva tutte le ricette cagliaritane. Un po' da lui ho preso anche se ripeto quello che ho imparato a cucinare l'ho imparato più che altro dai libri di cucina, ne ho tantissimi casa, ora li uso un po' meno, prima li usavo tantissimo, ma ora con Internet è più facile cercare una ricetta al volo su internet. Però un paio di ricette, ancora conservo un paio di ricette scritte a mano da mio papà e io le custodisco gelosamente come un tesoro perché appunto quando ho cominciato a cucinare avevo chiesto a mio papà come si fa il riso quello che fai tu buono con il tonno e lui mi scriveva queste ricette a mano con la sua scrittura antica, sapete come scrivono le persone di una certa età che hanno imparato molti anni fa a scrivere a scuola, e io le custodisco gelosamente e ogni volta che uso la ricetta fatta scritta a mano da papà e come sei lui fosse seduto a tavola con noi, va bene vado a vedere se lo scabeccio è pronto. Buon appetito.]]>
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        <![CDATA[Ogni volta che cucino usando una delle ricette scritte a mano da mio papà, è come se lui fosse seduto a tavola con noi!<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Registro i 3 minuti  grezzi di oggi in attesa che sia pronto il pranzo della domenica. Come vi ho raccontato in uno dei miei tre minuti grezzi di qualche giorno fa, sono andata qualche giorno fa alla festa del Villaggio Pescatori di Giorgino dove c'è stata una grande frittura di pesce, era così tanta la frittura che ne è avanzata e io un po' me la sono portata a casa e l'ho conservata perché oggi la uso per fare il pesce a scabecciu.  È una ricetta, boh non lo so da dove viene questa ricetta, però la mangiavo quando ero bambina, mi piaceva tantissimo. Praticamente prendete il pesce fritto e lo condite con un sugo fatto con cipolla tagliata finissima, pomodoro e poi mezzo litro di aceto, poi qualche foglia di alloro, sale, pepe le solite cose. Ecco adesso sono qua che, sono quasi le 2 e aspetto che trascorra il tempo così che il pesce a scabecciu sia pronto e possiamo metterci a tavola. Ora, sono conscia del fatto che per venire bene, il pesce fatto a scabecciu - un po' come il minestrone - lo si dovrebbe preparare la notte prima e lasciare poi a bagno del sugo tutta la notte, però sapete come va la vita, le cose buone si fanno così e io l'ho fatto e so che, se ne avanza domani, vabbè lo mangeremo ancora più buono, però siccome è molto buono mi sa che ce lo mangiamo tutto tra pranzo e cena. Mi piace molto cucinare ho imparato a cucinare da adulta, perché quando ero ragazzina e vivevo a casa dei miei genitori non cucinavo mai. Mia mamma cucinava ma non con passione,  cucinava perché doveva cucinare, mio padre invece cucinava con tanta passione, gli piaceva tantissimo cucinare e conosceva tutte le ricette per la cottura dei pesci perché era nato in una famiglia di pescatori e ha sempre vissuto, aveva sempre vissuto nel quartiere della Marina, ppoi essendo un cagliaritano verace conosceva tutte le ricette cagliaritane. Un po' da lui ho preso anche se ripeto quello che ho imparato a cucinare l'ho imparato più che altro dai libri di cucina, ne ho tantissimi casa, ora li uso un po' meno, prima li usavo tantissimo, ma ora con Internet è più facile cercare una ricetta al volo su internet. Però un paio di ricette, ancora conservo un paio di ricette scritte a mano da mio papà e io le custodisco gelosamente come un tesoro perché appunto quando ho cominciato a cucinare avevo chiesto a mio papà come si fa il riso quello che fai tu buono con il tonno e lui mi scriveva queste ricette a mano con la sua scrittura antica, sapete come scrivono le persone di una certa età che hanno imparato molti anni fa a scrivere a scuola, e io le custodisco gelosamente e ogni volta che uso la ricetta fatta scritta a mano da papà e come sei lui fosse seduto a tavola con noi, va bene vado a vedere se lo scabeccio è pronto. Buon appetito.]]>
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      <pubDate>Sun, 30 May 2021 11:55:03 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 146 Stando fuori</title>
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        <![CDATA[Oggi registro i miei tre minuti grezzi dal balcone di casa e infatti sentite il rumore  del traffico, i clacson il vento tutto quello che succede fuori.  È una mattina gloriosa d'estate.  È iniziata molto presto la mattina con il rumore delle rondini che volano in picchiata. Devo dire che anche la notte di ieri è stata magica trascorsa al Villaggio Pescatori per la presentazione del libro di nonturismo e una frittura di pesce gigante, vino ottimo delle cantine. Ma soprattutto stare fuori all'aperto in una meravigliosa notte, insieme a gente bella conosciuta sconosciuta. Quello che, mi sono anche resa conto che mi mancavano non solo i miei amici, ma mi mancavano anche le persone che io non conosco, mi mancavano tantissimo gli sconosciuti. Stamattina mi sono alzata presto perché il gatto ci ha svegliato prestissimo, e prima che me ne accorgessi ero già fuori presto per un sabato mattina e sono andata a camminare nel parco. È bellissimo vedere che anche la città di Cagliari, gli abitanti si stanno riappropriano degli spazi degli spazi pubblici dei parchi. Prima era 'unheard of',  la gente mi guardava male, quando io suggerivo, andiamo a fare un picnic in un parco cittadino, invece adesso la gente si sta effettivamente attrezzando e sta andando a fare il picnic nel parco, si sta riappropriano di questi spazi. Ed  bellissimo vedere vedere le famiglie vedere i bambini che giocano i cani che corrono risvegliarsi di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo. Dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente significato molto anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere gli studenti ed ex-studenti sparsi che poi ricicciano quella che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio i miei tre minuti prima cosa la mattina per prima cosa la mattina ancora prima di colazione, oggi mi sono lasciato il tempo di lavorare questa giornata, ripeto gloriosa e sono qua. Mi dovreste vedere tanto non ci ricordi registro i miei tre minuti grezzi dal balcone di casa e infatti sentite il rumore  del traffico, i clacson il vento tutto quello che succede fuori.  È una mattina gloriosa d'estate.  È iniziata molto presto la mattina con il rumore delle rondini che volano in picchiata. Devo dire che anche la notte di ieri è stata magica trascorsa al Villaggio Pescatori per la presentazione del libro di nonturismo e una frittura di pesce gigante, vino ottimo delle cantine. Ma soprattutto stare fuori all'aperto in una meravigliosa notte, insieme a gente bella conosciuta sconosciuta. Quello che, mi sono anche resa conto che mi mancavano non solo i miei amici, ma mi mancavano anche le persone che io non conosco, mi mancavano tantissimo gli sconosciuti. Stamattina mi sono alzata presto perché il gatto ci ha svegliato prestissimo, e prima che me ne accorgessi ero già fuori presto per un sabato mattina e sono andata a camminare nel parco. È bellissimo vedere che anche la città di Cagliari, gli abitanti si stanno riappropriano degli spazi degli spazi pubblici dei parchi. Prima era 'unheard of',  la gente mi guardava male, quando io suggerivo, andiamo a fare un picnic in un parco cittadino, invece adesso la gente si sta effettivamente attrezzando e sta andando a fare il picnic nel parco, si sta riappropriano di questi spazi. Ed  è bellissimo vedere  le famiglie, vedere i bambini che giocano, i cani che corrono, ed  è ua meraviglia, c'è questo risvegliarsi di, questa sorta di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo, non nel senso della malattia 'positiva' oddio dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente significato molto anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere gli studenti ed ex-studenti sparsi che poi ricicciano quella che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio i miei tre minuti prima cosa la mattina per prima cosa la mattina ancora prima di colazione, oggi mi sono lasciato il tempo di lavorare questa giornata, ripeto gloriosa e sono qua. Mi dovreste vedere tanto non ci ricordi  di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo. Dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente  significato. No, dicevo, molto positivo anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere i miei studenti, ex-studenti sparsi che poi ricicciano qua e l che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio i miei tre minuti prima cosa la mattina per prima cosa la mattina ancora prima di colazione, oggi mi sono lasciato il tempo di lavorare questa giornata, ripeto gloriosa e sono qua. Mi dovreste vedere tanto non ci ricordi registro i miei tre minuti grezzi dal balcone di casa e infatti sentite il rumore  del traffico, i clacson il vento tutto quello che succede fuori.  È una mattina gloriosa d'estate.  È iniziata molto presto la mattina con il rumore delle rondini che volano in picchiata. Devo dire che anche la notte di ieri è stata magica trascorsa al Villaggio Pescatori per la presentazione del libro di nonturismo e una frittura di pesce gigante, vino ottimo delle cantine. Ma soprattutto stare fuori all'aperto in una meravigliosa notte, insieme a gente bella conosciuta sconosciuta. Quello che, mi sono anche resa conto che mi mancavano non solo i miei amici, ma mi mancavano anche le persone che io non conosco, mi mancavano tantissimo gli sconosciuti. Stamattina mi sono alzata presto perché il gatto ci ha svegliato prestissimo, e prima che me ne accorgessi ero già fuori presto per un sabato mattina e sono andata a camminare nel parco. È bellissimo vedere che anche la città di Cagliari, gli abitanti si stanno riappropriano degli spazi degli spazi pubblici dei parchi. Prima era 'unheard of',  la gente mi guardava male, quando io suggerivo, andiamo a fare un picnic in un parco cittadino, invece adesso la gente si sta effettivamente attrezzando e sta andando a fare il picnic nel parco, si sta riappropriano di questi spazi. Ed  è bellissimo vedere  le famiglie, vedere i bambini che giocano, i cani che corrono, ed  è ua meraviglia, c'è questo risvegliarsi di, questa sorta di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo, non nel senso della malattia 'positiva' oddio dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente significato molto anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere gli studenti ed ex-studenti sparsi che poi ricicciano quella che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio i miei tre minuti prima cosa la mattina per prima cosa la mattina ancora prima di colazione, oggi mi sono lasciato il tempo di lavorare questa giornata, ripeto gloriosa e sono qua. Mi dovreste vedere tanto non ci ricordi  di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo. Dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente  significato. No, dicevo, molto positivo anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere i miei studenti, ex-studenti sparsi che poi ricicciano qua e là che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio podcast, i miei tre minuti per prima cosa la ...]]>
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        <![CDATA[Oggi registro i miei tre minuti grezzi dal balcone di casa e infatti sentite il rumore  del traffico, i clacson il vento tutto quello che succede fuori.  È una mattina gloriosa d'estate.  È iniziata molto presto la mattina con il rumore delle rondini che volano in picchiata. Devo dire che anche la notte di ieri è stata magica trascorsa al Villaggio Pescatori per la presentazione del libro di nonturismo e una frittura di pesce gigante, vino ottimo delle cantine. Ma soprattutto stare fuori all'aperto in una meravigliosa notte, insieme a gente bella conosciuta sconosciuta. Quello che, mi sono anche resa conto che mi mancavano non solo i miei amici, ma mi mancavano anche le persone che io non conosco, mi mancavano tantissimo gli sconosciuti. Stamattina mi sono alzata presto perché il gatto ci ha svegliato prestissimo, e prima che me ne accorgessi ero già fuori presto per un sabato mattina e sono andata a camminare nel parco. È bellissimo vedere che anche la città di Cagliari, gli abitanti si stanno riappropriano degli spazi degli spazi pubblici dei parchi. Prima era 'unheard of',  la gente mi guardava male, quando io suggerivo, andiamo a fare un picnic in un parco cittadino, invece adesso la gente si sta effettivamente attrezzando e sta andando a fare il picnic nel parco, si sta riappropriano di questi spazi. Ed  bellissimo vedere vedere le famiglie vedere i bambini che giocano i cani che corrono risvegliarsi di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo. Dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente significato molto anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere gli studenti ed ex-studenti sparsi che poi ricicciano quella che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio i miei tre minuti prima cosa la mattina per prima cosa la mattina ancora prima di colazione, oggi mi sono lasciato il tempo di lavorare questa giornata, ripeto gloriosa e sono qua. Mi dovreste vedere tanto non ci ricordi registro i miei tre minuti grezzi dal balcone di casa e infatti sentite il rumore  del traffico, i clacson il vento tutto quello che succede fuori.  È una mattina gloriosa d'estate.  È iniziata molto presto la mattina con il rumore delle rondini che volano in picchiata. Devo dire che anche la notte di ieri è stata magica trascorsa al Villaggio Pescatori per la presentazione del libro di nonturismo e una frittura di pesce gigante, vino ottimo delle cantine. Ma soprattutto stare fuori all'aperto in una meravigliosa notte, insieme a gente bella conosciuta sconosciuta. Quello che, mi sono anche resa conto che mi mancavano non solo i miei amici, ma mi mancavano anche le persone che io non conosco, mi mancavano tantissimo gli sconosciuti. Stamattina mi sono alzata presto perché il gatto ci ha svegliato prestissimo, e prima che me ne accorgessi ero già fuori presto per un sabato mattina e sono andata a camminare nel parco. È bellissimo vedere che anche la città di Cagliari, gli abitanti si stanno riappropriano degli spazi degli spazi pubblici dei parchi. Prima era 'unheard of',  la gente mi guardava male, quando io suggerivo, andiamo a fare un picnic in un parco cittadino, invece adesso la gente si sta effettivamente attrezzando e sta andando a fare il picnic nel parco, si sta riappropriano di questi spazi. Ed  è bellissimo vedere  le famiglie, vedere i bambini che giocano, i cani che corrono, ed  è ua meraviglia, c'è questo risvegliarsi di, questa sorta di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo, non nel senso della malattia 'positiva' oddio dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente significato molto anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere gli studenti ed ex-studenti sparsi che poi ricicciano quella che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio i miei tre minuti prima cosa la mattina per prima cosa la mattina ancora prima di colazione, oggi mi sono lasciato il tempo di lavorare questa giornata, ripeto gloriosa e sono qua. Mi dovreste vedere tanto non ci ricordi  di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo. Dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente  significato. No, dicevo, molto positivo anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere i miei studenti, ex-studenti sparsi che poi ricicciano qua e l che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio i miei tre minuti prima cosa la mattina per prima cosa la mattina ancora prima di colazione, oggi mi sono lasciato il tempo di lavorare questa giornata, ripeto gloriosa e sono qua. Mi dovreste vedere tanto non ci ricordi registro i miei tre minuti grezzi dal balcone di casa e infatti sentite il rumore  del traffico, i clacson il vento tutto quello che succede fuori.  È una mattina gloriosa d'estate.  È iniziata molto presto la mattina con il rumore delle rondini che volano in picchiata. Devo dire che anche la notte di ieri è stata magica trascorsa al Villaggio Pescatori per la presentazione del libro di nonturismo e una frittura di pesce gigante, vino ottimo delle cantine. Ma soprattutto stare fuori all'aperto in una meravigliosa notte, insieme a gente bella conosciuta sconosciuta. Quello che, mi sono anche resa conto che mi mancavano non solo i miei amici, ma mi mancavano anche le persone che io non conosco, mi mancavano tantissimo gli sconosciuti. Stamattina mi sono alzata presto perché il gatto ci ha svegliato prestissimo, e prima che me ne accorgessi ero già fuori presto per un sabato mattina e sono andata a camminare nel parco. È bellissimo vedere che anche la città di Cagliari, gli abitanti si stanno riappropriano degli spazi degli spazi pubblici dei parchi. Prima era 'unheard of',  la gente mi guardava male, quando io suggerivo, andiamo a fare un picnic in un parco cittadino, invece adesso la gente si sta effettivamente attrezzando e sta andando a fare il picnic nel parco, si sta riappropriano di questi spazi. Ed  è bellissimo vedere  le famiglie, vedere i bambini che giocano, i cani che corrono, ed  è ua meraviglia, c'è questo risvegliarsi di, questa sorta di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo, non nel senso della malattia 'positiva' oddio dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente significato molto anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere gli studenti ed ex-studenti sparsi che poi ricicciano quella che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio i miei tre minuti prima cosa la mattina per prima cosa la mattina ancora prima di colazione, oggi mi sono lasciato il tempo di lavorare questa giornata, ripeto gloriosa e sono qua. Mi dovreste vedere tanto non ci ricordi  di ondata di felicità. Spero che le cose continuino ad andare bene questo è un podcast molto molto positivo, è molto positivo quello che sto facendo. Dobbiamo rivedere tutti i termini come li usiamo che hanno cambiato completamente  significato. No, dicevo, molto positivo anche perché ripeto reduce da una bellissima serata di ieri dove tra l'altro ho visto anche una mia studentessa, mi piace avere i miei studenti, ex-studenti sparsi che poi ricicciano qua e là che fanno tutti cose meravigliose. No oggi va così anziché fare il mio podcast, i miei tre minuti per prima cosa la ...]]>
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      <pubDate>Sat, 29 May 2021 09:57:45 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 145 Usability</title>
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        <![CDATA[L'usabilità di un sito è una cosa seria. Oltre ad essere una condizione indispensabile perché l'utente trovi quello che cerca nel minor numero di passaggi possibile, è anche un segno di rispetto nei confronti dell'utente che, tra tutte le altre migliaia di cose che potrebbe fare con il suo preziosissimo tempo, decide di visitare proprio quel sito. <br><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Presa dall'entusiasmo della ritorno progressivo alla vita normale, mi sono detta, perché non andare a teatro? E così ho fatto quello che fanno tutti i comuni mortali nell'anno 2021, quando (penso quello che facciano i comuni mortali), quando vogliono andare a teatro: vanno sul sito del teatro a vedere quello che c'è in offerta. Sono andata sul sito del Teatro Massimo (che già il nome lo dice 'massimo' boom! grande. L'ho fatto d'impulso, senza ricordarmi che proprio il sito del Teatro Massimo io lo usavo con i miei studenti, come esempio di sito costruito male. Quand'è che  si dice che un sito è costruito male? Quando la persona che visita il sito va via arrabbiata senza essere riuscita a compiere le azioni, per cui aveva visitato il sito, sto parlando di usabilità, la usability. La usability è quella cosa che permette a un utente di compiere le azioni volute, le azioni desiderate, col minor numero di passaggi possibile all'interno di un sito internet, e usando una procedura che l'utente sente come naturale, come spontanea. L'usabilità costituisce tutto nella creazione di un sito che ha una struttura trasparente, quasi invisibile, una struttura che non incide nelle decisioni che l'utente prende, ma che l'utente utilizza intuitivamente. Cioè qiuando un sito è costruito con i principî della usabilità - della usability - l'utente non dovrebbe mai trovarsi nella situazione di doversi chiedere 'ma come devo fare a compiere questa azione?'. Ora secondo me, anche se non sono un'esperta di teatro. la stragrande maggioranza della gente che visita un sito di teatro, un sito internet di teatro, lo fa perché vuole acquistare i biglietti, quindi se io dovessi costruire un sito,  il sito di un teatro farei in modo che l'utente possa individuare molto facilmente quello che c'è in cartellone, i giorni in cui vari spettacoli vengono presentati, l'orario e il costo, e poi metterei anche la possibilità di acquistare il biglietto direttamente all'interno del sito. Ecco tutte queste cose vengono tutte, le aspettative vengono violentemente disattese dal sito del teatro Massimo che invece è un rabbit hole, un caos indefinibile.]]>
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        <![CDATA[L'usabilità di un sito è una cosa seria. Oltre ad essere una condizione indispensabile perché l'utente trovi quello che cerca nel minor numero di passaggi possibile, è anche un segno di rispetto nei confronti dell'utente che, tra tutte le altre migliaia di cose che potrebbe fare con il suo preziosissimo tempo, decide di visitare proprio quel sito. <br><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Presa dall'entusiasmo della ritorno progressivo alla vita normale, mi sono detta, perché non andare a teatro? E così ho fatto quello che fanno tutti i comuni mortali nell'anno 2021, quando (penso quello che facciano i comuni mortali), quando vogliono andare a teatro: vanno sul sito del teatro a vedere quello che c'è in offerta. Sono andata sul sito del Teatro Massimo (che già il nome lo dice 'massimo' boom! grande. L'ho fatto d'impulso, senza ricordarmi che proprio il sito del Teatro Massimo io lo usavo con i miei studenti, come esempio di sito costruito male. Quand'è che  si dice che un sito è costruito male? Quando la persona che visita il sito va via arrabbiata senza essere riuscita a compiere le azioni, per cui aveva visitato il sito, sto parlando di usabilità, la usability. La usability è quella cosa che permette a un utente di compiere le azioni volute, le azioni desiderate, col minor numero di passaggi possibile all'interno di un sito internet, e usando una procedura che l'utente sente come naturale, come spontanea. L'usabilità costituisce tutto nella creazione di un sito che ha una struttura trasparente, quasi invisibile, una struttura che non incide nelle decisioni che l'utente prende, ma che l'utente utilizza intuitivamente. Cioè qiuando un sito è costruito con i principî della usabilità - della usability - l'utente non dovrebbe mai trovarsi nella situazione di doversi chiedere 'ma come devo fare a compiere questa azione?'. Ora secondo me, anche se non sono un'esperta di teatro. la stragrande maggioranza della gente che visita un sito di teatro, un sito internet di teatro, lo fa perché vuole acquistare i biglietti, quindi se io dovessi costruire un sito,  il sito di un teatro farei in modo che l'utente possa individuare molto facilmente quello che c'è in cartellone, i giorni in cui vari spettacoli vengono presentati, l'orario e il costo, e poi metterei anche la possibilità di acquistare il biglietto direttamente all'interno del sito. Ecco tutte queste cose vengono tutte, le aspettative vengono violentemente disattese dal sito del teatro Massimo che invece è un rabbit hole, un caos indefinibile.]]>
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      <pubDate>Fri, 28 May 2021 05:40:49 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 144 Fuori</title>
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        <![CDATA[Riprendersi piano piano gli spazi e riprendere a godere dello stare insieme. E al momento quando mi siedo la sera fuori a bere una birra, ho sempre l'impressione che si festeggi un compleanno collettivo. <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Si riprende piano piano a uscire la sera, complici anche le belle serate, anche se a un certo punto. poi magari sale un po' il vento un po' freddo, però si fa quello che nei paesi del nord si è sempre fatto: ci si attrezza con maglie, maglioni e giubbotti, anche se durante la giornata la temperatura è molto calda, però magari la sera scende, e così ci si ritrova seduti fuori nei tavolini insieme alle altre persone che come noi stanno godendo questa ritrovata libertà, la possibilità di uscire. E sembra una cosa fantastica anche solo poter stare seduti fuori a un tavolino a cenare, a bere un bicchiere di birra - un bicchiere di birra, un bicchiere di birra alla spina, bella fresca! - e c'è quest'aria quando ti guardi attorno, ci sono le altre persone sedute ai tavolini. Io l'ho fatto ieri con amici un gruppo ristrettissimo, la mia minuscola family e poi lì abbiamo incontrato degli amici che però erano seduti a loro volta nel loro tavolino distanziatissimi e c'era questa aria da compleanno, anche quando si guardava la gente, e sembravano tutti felici, e sembravano tutti con questa con questa voglia di riprendersi spazi e di stare fuori.  È una cosa bella. Mi chiedo quanto quanto durerà, quanto continuerà, quanto impiegheremo prima di tornare alla nostra routine brutta e gretta delle cose che facciamo senza volerle fare, delle persone che vediamo senza volerle vedere o semplicemente del fare le cose senza assaporarne appieno la magia. A volte penso alle cose che sono successe negli ultimi 15-16 mesi che sono stati per tutti estremamente pesanti, estremamente provanti. Io ho sempre cercato di non di vivere alla giornata, ma di essere cosciente della del fatto che anche star male è comunque 'stare'. Infatti l'ho detto già altre volte nei miei 3 minuti grezzi: in piena pandemia, quando mi chiedevano, mi capitava che qualcuno mi chiedesse come stai, La mia risposta era sempre, sto bene perché sono qui e lo racconto. E c'è gente invece che non lo può più raccontare. Quindi niente sollevo il mio bicchiere di birra e brindo  alla nostra ritrovata dimensione sociale.]]>
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      <pubDate>Thu, 27 May 2021 05:30:20 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 143 Castello</title>
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        <![CDATA[Ogni volta che percorro le strade di Castello, il quartiere dove sono cresciuta, è come se attraversassi le pagine di Spoon River: rivedo tutte le cose e le persone che c'erano un tempo.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Ogni volta che torno nel vecchio quartiere di Castello dove sono nata e cresciuta, e ci torno molto spesso perché quasi tutti i giorni vado a trovare mia mamma che ancora ci abita, beh ogni volta che ci torno succede questa strana cosa che io cammino per le strade, vedo gli appartamenti, i palazzi, e mi viene sempre in mente quello che c'era prima, mi ricordo le botteghe, mi ricordo la pasticceria, mi ricordo il macellaio, la latteria, il calzolaio, e come ogni volta che passo lì è come se fosse un viaggio nella memoria, e ci sono questi piccoli momenti di quasi malinconia, perché era un bellissimo posto dove vivere, era pieno di voci, di famiglie, pieno di bambini. Era un quartiere molto popolare dove spesso si sentiva la gente gridare, litigare, si picchiavano. però era un quartiere incredibilmente vivo. come sono tutti i quartieri popolari, e sono molto legata al quartiere di Castello, e mi piacerebbe tornare a a viverci. Timidamente ci penso di cercare casa lì, anche se riflettendoci mi rendo conto che sarebbe un grandissimo cambiamento nel modo in cui vivo io e vive tutta la mia famiglia, perché tornare a vivere nel quartiere di Castello significherebbe modificare completamente le nostre abitudini. Adesso andiamo a piedi al mercato di San Benedetto, che è questo grande mercato di Cagliari con la frutta, la verdura, il pesce, la carne e con tutto quanto. Io ci arrivo a piedi in meno di 5 minuti, ci sono tanti supermercati, negozi. Andare a vivere in Castello significherebbe doversi organizzare completamente la vita in modo diverso, perché in Castello non ci sono botteghe, in Castello non ci sono supermercati, non c'è un'edicola, non c'è un tabacchino, non c'è uno sportello di banca, c'è giusto una farmacia e pochi altri negozi, quindi significherebbe veramente modificare il modo in cui viviamo, le nostre abitudini. Però io ci penso, ci penso a quanto mi piacerebbe tornare a vivere nel vecchio quartiere, nelle strade che conosco, dove sono cresciuta da bambina, continuo a pensarci.]]>
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      <pubDate>Wed, 26 May 2021 05:34:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 142 Taglie</title>
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        <![CDATA[Cosa fate se acquistate un abito online e quando vi arriva vi sta stretto? E se vi dicono che cambiare taglia è praticamente impossibile? Io sono riuscita a risolvere la situazione, si tratta di prendersi la briga di scrivere una email in più. E no, il link al sito non lo metto perché questa storia che scrivono 'reso facile' e poi non lo è affatto non mi è piaciuta e quindi non meritano troppa pubblicità. Scrivetemi in privato se lo volete sapere a tutti i costi.]]>
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      <pubDate>Tue, 25 May 2021 07:18:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Cosa fate se acquistate un abito online e quando vi arriva vi sta stretto? E se vi dicono che cambiare taglia è praticamente impossibile? Io sono riuscita a risolvere la situazione, si tratta di prendersi la briga di scrivere una email in più. E no, il link al sito non lo metto perché questa storia che scrivono 'reso facile' e poi non lo è affatto non mi è piaciuta e quindi non meritano troppa pubblicità. Scrivetemi in privato se lo volete sapere a tutti i costi.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Cosa fate se acquistate un abito online e quando vi arriva vi sta stretto? E se vi dicono che cambiare taglia è praticamente impossibile? Io sono riuscita a risolvere la situazione, si tratta di prendersi la briga di scrivere una email in più. E no, il li</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 141 Morti ridenti</title>
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        <![CDATA[Le risate registrate delle serie tv? Sono risate di gente morta. Vabbé forse no, ascoltate i tre minuti e ve lo spiego. <br><br>LINKS<br>Articolo che ho letto prima di andare in onda e che spiega bene tutto<br><a href="https://www.bbc.com/culture/article/20160926-where-does-canned-laughter-come-from-and-where-did-it-go" rel="noopener">https://www.bbc.com/culture/article/20160926-where-does-canned-laughter-come-from-and-where-did-it-go</a><br><br>Friends senza le risate registrate (creepy!)<br><a href="https://www.huffpost.com/entry/friends-no-laugh-track_n_4702216" rel="noopener">https://www.huffpost.com/entry/friends-no-laugh-track_n_4702216</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Oggi voglio parlare delle risate e parlerò anche delle risate delle persone morte, ma andiamo con calma. Verso gli anni '50 quando la televisione era ancora una bambina e non tutte le case le avevano, le stazioni televisive si sentivano in obbligo o in dovere di educare il pubblico a come si guardano gli spettacoli. Quindi quando si facevano le sitcom, i programmi divertenti, e c'era il pubblico in sala - perché all'epoca era normale avere il pubblico in sala - ci si è resi conto che spesso la gente rideva nei momenti sbagliati, in modo sbagliato, troppo a lungo, eccetera eccetera, insomma per farla breve, è così che vennero inventate, si ebbe l'idea di registrare le risate per farle sentire durante lo spettacolo, e questa questa pratica che è stata normale normalissima fino agli anni diciamo 2000 circa,  stato buttato un po' da tutti e ci sono degli Studi che hanno dimostrato che lo stesso programma senza le risate registrate risulta meno divertente. Ultimamente poi degli altri studi hanno dimostrato che è esattamente voglio parlare delle risate e parlerò anche delle risate delle persone morte, ma andiamo con calma. Verso gli anni '50 quando la televisione era ancora una bambina e non tutte le case le avevano, le stazioni televisive si sentivano in obbligo o in dovere di educare il pubblico a come si guardano gli spettacoli. Quindi quando si facevano le sitcom, i programmi divertenti, e c'era il pubblico in sala - perché all'epoca era normale avere il pubblico in sala - ci si è resi conto che spesso la gente rideva nei momenti sbagliati, in modo sbagliato, troppo a lungo, eccetera eccetera, insomma per farla breve, è così che vennero inventate, si ebbe l'idea di registrare le risate per farle sentire durante lo spettacolo, e questa questa pratica che è stata normale normalissima fino agli anni diciamo 2000 circa, è stata adottata un po' da tutti. Ci sono degli studi che hanno dimostrato che lo stesso programma senza le risate registrate risulta meno divertente, ultimamente poi degli altri studi hanno dimostrato che è esattamente lo stesso. Le risate registrate, ricordo io la prima volta che inizi a sentirle mi davano molto fastidio, pensavo: ma pensano che io sia cretina che non mi renda conto che la battuta non fa ridere? Mi mettono le risate così che io possa ridere? È un po' questa anche la filosofia di un sacco di altra gente e oggi sempre di più le risate vengono usate in modo anche e diciamo postmoderno, in modo particolare. Comunque sono sempre meno gli spettacoli televisivi che adottano questa questo stratagemma e molti spettacoli, invece vengono registrati e dal vivo con il pubblico in sala, infatti c'è scritto 'questo spettacolo è stato registrato con il pubblico in sala' quindi le risate, le reazioni che si sentono non sono registrate ma sono veramente provocate da quello che succede sulla scena. Però volevo parlare anche di un'altra cosa, una cosa che io lessi un po' di tempo fa e che diceva che le risate che noi sentiamo negli spettacoli e nei programmi televisivi sono di persone morte. Perché tutte le risate vennero registrate da una casa di registrazione degli anni '50 qui facendo i calcoli, se le persone che ridevano erano di mezza età negli anni '50 oggi dovrebbero essere in gran parte a morte, e questo io lo lessi in un articolo che era stato ispirato da un romanzo, Lullaby mi pare si chiamasse. Ecco sono andata a controllare prima di registrare questi tre minuti grezzi e a quanto pare per quanto affascinante la cosa non è vera, perché negli anni un sacco di case di produzione hanno registrato nuovamente il track delle risate. Quindi si sono registrati nuovamente le risate. Ultima cosa per concludere ci sono dei savvy di internet che fanno vedere spettacoli senza le le risate registrate, quando siete abituati a sentire risate registrate in uno spettacolo, vederlo senza è veramente straniante.]]>
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        <![CDATA[Le risate registrate delle serie tv? Sono risate di gente morta. Vabbé forse no, ascoltate i tre minuti e ve lo spiego. <br><br>LINKS<br>Articolo che ho letto prima di andare in onda e che spiega bene tutto<br><a href="https://www.bbc.com/culture/article/20160926-where-does-canned-laughter-come-from-and-where-did-it-go" rel="noopener">https://www.bbc.com/culture/article/20160926-where-does-canned-laughter-come-from-and-where-did-it-go</a><br><br>Friends senza le risate registrate (creepy!)<br><a href="https://www.huffpost.com/entry/friends-no-laugh-track_n_4702216" rel="noopener">https://www.huffpost.com/entry/friends-no-laugh-track_n_4702216</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Oggi voglio parlare delle risate e parlerò anche delle risate delle persone morte, ma andiamo con calma. Verso gli anni '50 quando la televisione era ancora una bambina e non tutte le case le avevano, le stazioni televisive si sentivano in obbligo o in dovere di educare il pubblico a come si guardano gli spettacoli. Quindi quando si facevano le sitcom, i programmi divertenti, e c'era il pubblico in sala - perché all'epoca era normale avere il pubblico in sala - ci si è resi conto che spesso la gente rideva nei momenti sbagliati, in modo sbagliato, troppo a lungo, eccetera eccetera, insomma per farla breve, è così che vennero inventate, si ebbe l'idea di registrare le risate per farle sentire durante lo spettacolo, e questa questa pratica che è stata normale normalissima fino agli anni diciamo 2000 circa,  stato buttato un po' da tutti e ci sono degli Studi che hanno dimostrato che lo stesso programma senza le risate registrate risulta meno divertente. Ultimamente poi degli altri studi hanno dimostrato che è esattamente voglio parlare delle risate e parlerò anche delle risate delle persone morte, ma andiamo con calma. Verso gli anni '50 quando la televisione era ancora una bambina e non tutte le case le avevano, le stazioni televisive si sentivano in obbligo o in dovere di educare il pubblico a come si guardano gli spettacoli. Quindi quando si facevano le sitcom, i programmi divertenti, e c'era il pubblico in sala - perché all'epoca era normale avere il pubblico in sala - ci si è resi conto che spesso la gente rideva nei momenti sbagliati, in modo sbagliato, troppo a lungo, eccetera eccetera, insomma per farla breve, è così che vennero inventate, si ebbe l'idea di registrare le risate per farle sentire durante lo spettacolo, e questa questa pratica che è stata normale normalissima fino agli anni diciamo 2000 circa, è stata adottata un po' da tutti. Ci sono degli studi che hanno dimostrato che lo stesso programma senza le risate registrate risulta meno divertente, ultimamente poi degli altri studi hanno dimostrato che è esattamente lo stesso. Le risate registrate, ricordo io la prima volta che inizi a sentirle mi davano molto fastidio, pensavo: ma pensano che io sia cretina che non mi renda conto che la battuta non fa ridere? Mi mettono le risate così che io possa ridere? È un po' questa anche la filosofia di un sacco di altra gente e oggi sempre di più le risate vengono usate in modo anche e diciamo postmoderno, in modo particolare. Comunque sono sempre meno gli spettacoli televisivi che adottano questa questo stratagemma e molti spettacoli, invece vengono registrati e dal vivo con il pubblico in sala, infatti c'è scritto 'questo spettacolo è stato registrato con il pubblico in sala' quindi le risate, le reazioni che si sentono non sono registrate ma sono veramente provocate da quello che succede sulla scena. Però volevo parlare anche di un'altra cosa, una cosa che io lessi un po' di tempo fa e che diceva che le risate che noi sentiamo negli spettacoli e nei programmi televisivi sono di persone morte. Perché tutte le risate vennero registrate da una casa di registrazione degli anni '50 qui facendo i calcoli, se le persone che ridevano erano di mezza età negli anni '50 oggi dovrebbero essere in gran parte a morte, e questo io lo lessi in un articolo che era stato ispirato da un romanzo, Lullaby mi pare si chiamasse. Ecco sono andata a controllare prima di registrare questi tre minuti grezzi e a quanto pare per quanto affascinante la cosa non è vera, perché negli anni un sacco di case di produzione hanno registrato nuovamente il track delle risate. Quindi si sono registrati nuovamente le risate. Ultima cosa per concludere ci sono dei savvy di internet che fanno vedere spettacoli senza le le risate registrate, quando siete abituati a sentire risate registrate in uno spettacolo, vederlo senza è veramente straniante.]]>
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      <pubDate>Mon, 24 May 2021 08:26:43 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Le risate registrate delle serie tv? Sono risate di gente morta. Vabbé forse no, ascoltate i tre minuti e ve lo spiego. LINKSArticolo che ho letto prima di andare in onda e che spiega bene tuttohttps://www.bbc.com/culture/article/20160926-where-does-canned-laughter-come-from-and-where-did-it-goFriends senza le risate registrate (creepy!)https://www.huffpost.com/entry/friends-no-laugh-track_n_4702216TESTO TRASCRITTOOggi voglio parlare delle risate e parlerò anche delle risate delle persone morte, ma andiamo con calma. Verso gli anni '50 quando la televisione era ancora una bambina e non tutte le case le avevano, le stazioni televisive si sentivano in obbligo o in dovere di educare il pubblico a come si guardano gli spettacoli. Quindi quando si facevano le sitcom, i programmi divertenti, e c'era il pubblico in sala - perché all'epoca era normale avere il pubblico in sala - ci si è resi conto che spesso la gente rideva nei momenti sbagliati, in modo sbagliato, troppo a lungo, eccetera eccetera, insomma per farla breve, è così che vennero inventate, si ebbe l'idea di registrare le risate per farle sentire durante lo spettacolo, e questa questa pratica che è stata normale normalissima fino agli anni diciamo 2000 circa,  stato buttato un po' da tutti e ci sono degli Studi che hanno dimostrato che lo stesso programma senza le risate registrate risulta meno divertente. Ultimamente poi degli altri studi hanno dimostrato che è esattamente voglio parlare delle risate e parlerò anche delle risate delle persone morte, ma andiamo con calma. Verso gli anni '50 quando la televisione era ancora una bambina e non tutte le case le avevano, le stazioni televisive si sentivano in obbligo o in dovere di educare il pubblico a come si guardano gli spettacoli. Quindi quando si facevano le sitcom, i programmi divertenti, e c'era il pubblico in sala - perché all'epoca era normale avere il pubblico in sala - ci si è resi conto che spesso la gente rideva nei momenti sbagliati, in modo sbagliato, troppo a lungo, eccetera eccetera, insomma per farla breve, è così che vennero inventate, si ebbe l'idea di registrare le risate per farle sentire durante lo spettacolo, e questa questa pratica che è stata normale normalissima fino agli anni diciamo 2000 circa, è stata adottata un po' da tutti. Ci sono degli studi che hanno dimostrato che lo stesso programma senza le risate registrate risulta meno divertente, ultimamente poi degli altri studi hanno dimostrato che è esattamente lo stesso. Le risate registrate, ricordo io la prima volta che inizi a sentirle mi davano molto fastidio, pensavo: ma pensano che io sia cretina che non mi renda conto che la battuta non fa ridere? Mi mettono le risate così che io possa ridere? È un po' questa anche la filosofia di un sacco di altra gente e oggi sempre di più le risate vengono usate in modo anche e diciamo postmoderno, in modo particolare. Comunque sono sempre meno gli spettacoli televisivi che adottano questa questo stratagemma e molti spettacoli, invece vengono registrati e dal vivo con il pubblico in sala, infatti c'è scritto 'questo spettacolo è stato registrato con il pubblico in sala' quindi le risate, le reazioni che si sentono non sono registrate ma sono veramente provocate da quello che succede sulla scena. Però volevo parlare anche di un'altra cosa, una cosa che io lessi un po' di tempo fa e che diceva che le risate che noi sentiamo negli spettacoli e nei programmi televisivi sono di persone morte. Perché tutte le risate vennero registrate da una casa di registrazione degli anni '50 qui facendo i calcoli, se le persone che ridevano erano di mezza età negli anni '50 oggi dovrebbero essere in gran parte a morte, e questo io lo lessi...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Le risate registrate delle serie tv? Sono risate di gente morta. Vabbé forse no, ascoltate i tre minuti e ve lo spiego. LINKSArticolo che ho letto prima di andare in onda e che spiega bene tuttohttps://www.bbc.com/culture/article/20160926-where-does-canne</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 140 Autopromozione</title>
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        <![CDATA[Vi piacciono i miei tre minuti grezzi? Ottimo, allora aiutatemi a diffondere la buona novella! Pensate ad una persona che conoscete a cui potrebbero piacere e consigliatene l'ascolto. Potete anche metteer le meravigliose stelline su iTunes, potete lasciarmi un commento (di qualsiasi tipo, non deve per forza essere positivo), insomma ci sono diverse cose che potete fare per sostenere il podcast. Stare dietro il microfono è fantastico, ma ogni tanto fa piacere sapere che c'è qualcuno che ascolta. Baci a tutte/i!<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Sto registrando la puntata numero 140 dei tre minuti grezzi, questo esperimento iniziato all'inizio di gennaio del 2021, quest'anno, come un esperimento per vedere cosa succede quando la mattina mi alzo e, solitamente dopo colazione, accendo il microfono e senza essermi preparata niente, mi mette a parlare. Adesso voglio usare questa puntata di oggi per chiedervi un favore. Cioè dirvi quello che potete fare per aiutarmi con questo mio podcast che ripeto, ho iniziato senza alcuna velleità, però mi fa piacere quando vedo che la gente mi ha ascoltato e quindi voglio usare i 3 minuti di oggi per invitarvi a mettere i cuoricini se mi ascoltate su iTunes, a mettere un commento, e se vi piace questo podcast, di dire a qualcuno, a qualche vostro amico, a una persona, ecco pensate a una persona a cui potete dire "Senti, se vuoi scoprire i podcast, vuoi qualcosa senza impegni che dura solo tre minuti, dai un ascolto ai 3 minuti grezzi di Cristina Marras, perché è un podcast rilassante e divertente". Sì, sto usando questi 3 minuti per farmi pubblicità, se non l'aveste capito, perché mi fa piacere quando la gente mi ascolta, ma soprattutto mi fa piacere quando ricevo commenti, oh, positivi ma anche negativi. Anche perché mentre quei commenti positivi - che chiaro, fanno piacere - però non si cresce, l'unico modo che abbiamo di crescere quando ci fanno dei commenti positivi, e, badate bene, anche quando e ci fanno delle critiche cattive, che lo sappiamo che ce li stanno facendo solo perché la persona, non piacciamo alla persona che ce li sta facendo, quindi del tutto immotivate, ebbene anche nelle critiche più cattive c'è sempre un granellino di verità, quindi anche da quelle cose lì possiamo imparare qualcosa perché se poi andiamo ad analizzare, magari scopriamo un aspetto al quale non avevamo pensato, cioè, insomma fanno riflettere tutte le critiche positive e negative, quindi non perdetevi d'animo. Fatemi anche critiche negative che anche se fanno male. Però sono contenta di ricevere così come dico sempre ai miei studenti: "Sorridete, ringraziate e morite dentro ma sorridete e ringraziate" perché qualsiasi critica anche la più la più inutile è motivo di crescita che possiamo usare per fare un'analisi di quelle cose che facciamo che è difficile vederle da noi. Ho ancora circa 15 secondi per scusarmi per questa autopromozione così insulsa sì, ma questo è il piacere del fare le cose così "gratia et amore dei"  tanto lo faccio per me, giusto?]]>
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        <![CDATA[Vi piacciono i miei tre minuti grezzi? Ottimo, allora aiutatemi a diffondere la buona novella! Pensate ad una persona che conoscete a cui potrebbero piacere e consigliatene l'ascolto. Potete anche metteer le meravigliose stelline su iTunes, potete lasciarmi un commento (di qualsiasi tipo, non deve per forza essere positivo), insomma ci sono diverse cose che potete fare per sostenere il podcast. Stare dietro il microfono è fantastico, ma ogni tanto fa piacere sapere che c'è qualcuno che ascolta. Baci a tutte/i!<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Sto registrando la puntata numero 140 dei tre minuti grezzi, questo esperimento iniziato all'inizio di gennaio del 2021, quest'anno, come un esperimento per vedere cosa succede quando la mattina mi alzo e, solitamente dopo colazione, accendo il microfono e senza essermi preparata niente, mi mette a parlare. Adesso voglio usare questa puntata di oggi per chiedervi un favore. Cioè dirvi quello che potete fare per aiutarmi con questo mio podcast che ripeto, ho iniziato senza alcuna velleità, però mi fa piacere quando vedo che la gente mi ha ascoltato e quindi voglio usare i 3 minuti di oggi per invitarvi a mettere i cuoricini se mi ascoltate su iTunes, a mettere un commento, e se vi piace questo podcast, di dire a qualcuno, a qualche vostro amico, a una persona, ecco pensate a una persona a cui potete dire "Senti, se vuoi scoprire i podcast, vuoi qualcosa senza impegni che dura solo tre minuti, dai un ascolto ai 3 minuti grezzi di Cristina Marras, perché è un podcast rilassante e divertente". Sì, sto usando questi 3 minuti per farmi pubblicità, se non l'aveste capito, perché mi fa piacere quando la gente mi ascolta, ma soprattutto mi fa piacere quando ricevo commenti, oh, positivi ma anche negativi. Anche perché mentre quei commenti positivi - che chiaro, fanno piacere - però non si cresce, l'unico modo che abbiamo di crescere quando ci fanno dei commenti positivi, e, badate bene, anche quando e ci fanno delle critiche cattive, che lo sappiamo che ce li stanno facendo solo perché la persona, non piacciamo alla persona che ce li sta facendo, quindi del tutto immotivate, ebbene anche nelle critiche più cattive c'è sempre un granellino di verità, quindi anche da quelle cose lì possiamo imparare qualcosa perché se poi andiamo ad analizzare, magari scopriamo un aspetto al quale non avevamo pensato, cioè, insomma fanno riflettere tutte le critiche positive e negative, quindi non perdetevi d'animo. Fatemi anche critiche negative che anche se fanno male. Però sono contenta di ricevere così come dico sempre ai miei studenti: "Sorridete, ringraziate e morite dentro ma sorridete e ringraziate" perché qualsiasi critica anche la più la più inutile è motivo di crescita che possiamo usare per fare un'analisi di quelle cose che facciamo che è difficile vederle da noi. Ho ancora circa 15 secondi per scusarmi per questa autopromozione così insulsa sì, ma questo è il piacere del fare le cose così "gratia et amore dei"  tanto lo faccio per me, giusto?]]>
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      <pubDate>Sun, 23 May 2021 08:38:47 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 139 Sono formica</title>
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        <![CDATA[Sto facendo finta di essere una formica che vive in un formicaio. E no, non è una metafora! <br><br>LINKS<br>A group where we all pretend to be an ant colony <br><a href="https://www.facebook.com/groups/473412460209365" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/473412460209365</a><br><br>Il gruppo nel quale facciamo finta di essere anziani<br><a href="https://www.facebook.com/groups/2387310758015821" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/2387310758015821</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Lift Lift Lift. No, non sto chiamando l'ascensore, vi sto raccontando quello è stato il mio ultimo post nel gruppo al quale mi sono iscritta ieri, un gruppo che era già capitato, mi è già capitato di vedere qualche anno fa che però poi me ne ero dimenticata, poi ieri mi è stato suggerito da diverse newsletter, quindi incuriosita ci sono tornata e mi sono subito iscritta e ora ne faccio parte. È un gruppo Facebook che si chiama, un gruppo dove la gente fa finta di essere una formica all'interno di una colonia di formiche "A group where we all pretend to be ants in an ant colony"  ed è esattamente quello che vi sto dicendo: tutte le persone che ne fanno parte, fanno finta di essere una parte della colonia di formiche dove si porta grandissimo rispetto per la regina e si fa tutto per fare le cose insieme. Come funziona? Uno pubblica la foto, una formichina che sta sollevando qualcosa, e sotto alle persone che fanno parte del gruppo scrivono semplicemente LIFT LIFT LIFT, solleva solleva solleva. Oppure si chiede un atto di, <br>si chiede dove dove fare la nuova colonia e la gente scrive - si pubblica la foto con le formichine che cercano la nuova strada - e poi le persone iscritte scrivono sotto RIGHT LEFT e così, dicendo se si deve andare a destra o a sinistra. E una cosa assolutamente demenziale che è letteralmente esplosa durante la pandemia perché la gente era la ricerca di cose abbastanza demenziali, ho fatto una piccola ricerca e questo delle formiche che, ripeto mi è stato suggerito da diverse newsletter contemporaneamente (quindi evidentemente è il Zeitgeist adesso delle persone che fanno finta di essere formiche), però dicevo, ho fatto una piccola ricerca e mi sono resa conto che sono moltissimi soprattutto in lingua inglese (anzi, prevalentemente in lingua inglese) i gruppi dove la gente "fa finta di". C'è un gruppo dove la gente fa finta che tutti si abiti nella stessa casa, dove si fa finta di essere una famiglia. dove si fa finta di essere tutti i fantasmi, poi ce n'è uno dove si fa finta di essere americani, uno che si fa finta di essere una colonia di opossum, di essere rane eccetera. Insomma di tutto e di più. Ho fatto anche una breve ricerca per vedere se c'è un corrispettivo in italiano, l'unico gruppo che ho trovato è il gruppo dove si fa finta di essere anziani. Ancora non ho avuto modo di esplorare e vedere un po' che cosa si fa, anche perché bisogna iscriversi rispondere a delle domande, però mi pare sintomatico che mentre in lingua inglese si fa finta di essere animali, fantasmi e altre cose che non si è, in Italia invece si crea un gruppo facendo finta di essere quello che la grande percentuale della popolazione italiana già è, cioè anziana. È un fatto che deve farci riflettere.]]>
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        <![CDATA[Sto facendo finta di essere una formica che vive in un formicaio. E no, non è una metafora! <br><br>LINKS<br>A group where we all pretend to be an ant colony <br><a href="https://www.facebook.com/groups/473412460209365" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/473412460209365</a><br><br>Il gruppo nel quale facciamo finta di essere anziani<br><a href="https://www.facebook.com/groups/2387310758015821" rel="noopener">https://www.facebook.com/groups/2387310758015821</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Lift Lift Lift. No, non sto chiamando l'ascensore, vi sto raccontando quello è stato il mio ultimo post nel gruppo al quale mi sono iscritta ieri, un gruppo che era già capitato, mi è già capitato di vedere qualche anno fa che però poi me ne ero dimenticata, poi ieri mi è stato suggerito da diverse newsletter, quindi incuriosita ci sono tornata e mi sono subito iscritta e ora ne faccio parte. È un gruppo Facebook che si chiama, un gruppo dove la gente fa finta di essere una formica all'interno di una colonia di formiche "A group where we all pretend to be ants in an ant colony"  ed è esattamente quello che vi sto dicendo: tutte le persone che ne fanno parte, fanno finta di essere una parte della colonia di formiche dove si porta grandissimo rispetto per la regina e si fa tutto per fare le cose insieme. Come funziona? Uno pubblica la foto, una formichina che sta sollevando qualcosa, e sotto alle persone che fanno parte del gruppo scrivono semplicemente LIFT LIFT LIFT, solleva solleva solleva. Oppure si chiede un atto di, <br>si chiede dove dove fare la nuova colonia e la gente scrive - si pubblica la foto con le formichine che cercano la nuova strada - e poi le persone iscritte scrivono sotto RIGHT LEFT e così, dicendo se si deve andare a destra o a sinistra. E una cosa assolutamente demenziale che è letteralmente esplosa durante la pandemia perché la gente era la ricerca di cose abbastanza demenziali, ho fatto una piccola ricerca e questo delle formiche che, ripeto mi è stato suggerito da diverse newsletter contemporaneamente (quindi evidentemente è il Zeitgeist adesso delle persone che fanno finta di essere formiche), però dicevo, ho fatto una piccola ricerca e mi sono resa conto che sono moltissimi soprattutto in lingua inglese (anzi, prevalentemente in lingua inglese) i gruppi dove la gente "fa finta di". C'è un gruppo dove la gente fa finta che tutti si abiti nella stessa casa, dove si fa finta di essere una famiglia. dove si fa finta di essere tutti i fantasmi, poi ce n'è uno dove si fa finta di essere americani, uno che si fa finta di essere una colonia di opossum, di essere rane eccetera. Insomma di tutto e di più. Ho fatto anche una breve ricerca per vedere se c'è un corrispettivo in italiano, l'unico gruppo che ho trovato è il gruppo dove si fa finta di essere anziani. Ancora non ho avuto modo di esplorare e vedere un po' che cosa si fa, anche perché bisogna iscriversi rispondere a delle domande, però mi pare sintomatico che mentre in lingua inglese si fa finta di essere animali, fantasmi e altre cose che non si è, in Italia invece si crea un gruppo facendo finta di essere quello che la grande percentuale della popolazione italiana già è, cioè anziana. È un fatto che deve farci riflettere.]]>
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      <pubDate>Sat, 22 May 2021 08:08:08 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 138 Fenicotteri</title>
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        <![CDATA[Dopo l'armaghedon gli unici a sopravvivere saranno i fenicotteri. Ve lo garantisco io.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Io adoro i fenicotteri. Qualche puntata fa vi avevo detto che vi avrei raccontato delle caratteristiche pazzesche di questi animali meravigliosi, ecco lo voglio fare oggi. Quando ero bambina avevo poche opportunità di vedere i fenicotteri perché nonostante Cagliari ne sia piena, visto che è una quarantina d'anni fa i fenicotteri hanno deciso di non migrare più ma di rimanere qui stanziali, c'erano poche opportunità prima per vederli, poi hanno costruito delle belle strade che costeggiano gli stagni con i fenicotteri e anche i parchi, dove si possono andare a vedere molto da vicino, ma io voglio raccontare le caratteristiche pazzesche che hanno questi animali che sono tutt'altro che deboli, tutt'altro che che fragili. Infatti i fenicotteri riescono a vivere in luoghi molto inospitali, pensate che vivono dentro le saline ci trascorrono tutta la giornata, e sono le stesse Saline dove le persone che ci lavoravano dovevano mettere dei guanti di gomma pesantissimi, perché altrimenti il sale gli avrebbe completamente ridotto a brandelli e la pelle delle braccia. E e sono anche gli unici uccelli che riescono a bere l'acqua salata e infatti hanno dei filtri nel naso che come bevono col becco filtrano automaticamente fuori tutto il sale. Sono anche gli animali che riescono a vivere in ambienti molto molto molto più inospitali di quelli che hanno semplicemente il sale perché hanno, ci sono delle colonie di fenicotteri che vivono in questi e laghi dove ci sono tracce di addirittura di arsenico - un'altra cosa che ho letto sui fenicotteri - sì, mi sono proprio informata perché io sono fanatica dei fenicotteri, mi piacciono tantissimo e quindi mi ero messa a cercare tutte le cose strane sui fenicotteri. Un'altra cosa è che riescono a stare anche in posti dove l'acqua è caldissima. Ho letto che c'è questo questo lago in Africa a... non ricordo bene, forse in Tanzania, comunque c'è un un lago dove la temperatura è una specie di terma naturale, sono delle terme naturali dove la temperatura sfiora i 70 gradi centigradi, quindi quasi quasi temperatura di bollitura, ebbene lì i fenicotteri ci stanno a mollo e non gliene frega assolutamente niente. Riesco anche a vivere, tra l'altro dove c'è l'acqua è freddissima, infatti possono stare sempre su una zampa anche se l'acqua attorno a loro è completamente gelato non gli fa niente il caldo non gli fa niente il freddo non gli fa non gli fanno niente i veleni non gli fa niente il sale. E infatti mi ero immaginata una... avete presente fin del Armageddon dove muoiono tutti e poi quando si esce dal bunker sono rimasti solo i topi e blatte? Ecco, secondo me un un'immagine più veritiera sarebbe un mondo dove dopo l'Armageddon gli unici a rimanere lì sono i fenicotteri. Immaginatevi un pianeta deserto popolato di bellissimi fenicotteri rosa.]]>
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        <![CDATA[Dopo l'armaghedon gli unici a sopravvivere saranno i fenicotteri. Ve lo garantisco io.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Io adoro i fenicotteri. Qualche puntata fa vi avevo detto che vi avrei raccontato delle caratteristiche pazzesche di questi animali meravigliosi, ecco lo voglio fare oggi. Quando ero bambina avevo poche opportunità di vedere i fenicotteri perché nonostante Cagliari ne sia piena, visto che è una quarantina d'anni fa i fenicotteri hanno deciso di non migrare più ma di rimanere qui stanziali, c'erano poche opportunità prima per vederli, poi hanno costruito delle belle strade che costeggiano gli stagni con i fenicotteri e anche i parchi, dove si possono andare a vedere molto da vicino, ma io voglio raccontare le caratteristiche pazzesche che hanno questi animali che sono tutt'altro che deboli, tutt'altro che che fragili. Infatti i fenicotteri riescono a vivere in luoghi molto inospitali, pensate che vivono dentro le saline ci trascorrono tutta la giornata, e sono le stesse Saline dove le persone che ci lavoravano dovevano mettere dei guanti di gomma pesantissimi, perché altrimenti il sale gli avrebbe completamente ridotto a brandelli e la pelle delle braccia. E e sono anche gli unici uccelli che riescono a bere l'acqua salata e infatti hanno dei filtri nel naso che come bevono col becco filtrano automaticamente fuori tutto il sale. Sono anche gli animali che riescono a vivere in ambienti molto molto molto più inospitali di quelli che hanno semplicemente il sale perché hanno, ci sono delle colonie di fenicotteri che vivono in questi e laghi dove ci sono tracce di addirittura di arsenico - un'altra cosa che ho letto sui fenicotteri - sì, mi sono proprio informata perché io sono fanatica dei fenicotteri, mi piacciono tantissimo e quindi mi ero messa a cercare tutte le cose strane sui fenicotteri. Un'altra cosa è che riescono a stare anche in posti dove l'acqua è caldissima. Ho letto che c'è questo questo lago in Africa a... non ricordo bene, forse in Tanzania, comunque c'è un un lago dove la temperatura è una specie di terma naturale, sono delle terme naturali dove la temperatura sfiora i 70 gradi centigradi, quindi quasi quasi temperatura di bollitura, ebbene lì i fenicotteri ci stanno a mollo e non gliene frega assolutamente niente. Riesco anche a vivere, tra l'altro dove c'è l'acqua è freddissima, infatti possono stare sempre su una zampa anche se l'acqua attorno a loro è completamente gelato non gli fa niente il caldo non gli fa niente il freddo non gli fa non gli fanno niente i veleni non gli fa niente il sale. E infatti mi ero immaginata una... avete presente fin del Armageddon dove muoiono tutti e poi quando si esce dal bunker sono rimasti solo i topi e blatte? Ecco, secondo me un un'immagine più veritiera sarebbe un mondo dove dopo l'Armageddon gli unici a rimanere lì sono i fenicotteri. Immaginatevi un pianeta deserto popolato di bellissimi fenicotteri rosa.]]>
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      <pubDate>Fri, 21 May 2021 07:32:20 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 137 Valina | Torra</title>
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        <![CDATA[Quello che fa la mia amica Valina con la sua iniziativa 'Torra' mette insieme due delle cose che io adoro: i capi di abbigliamento 'preloved' e la possibilità di raccontare storie. Meraviglia! Date un'occhiata ai canali social per seguire i prossimi sviluppi!<br><br>LINKS:<br>La pagina FB di Torra con tutte le info  <br><a href="https://www.facebook.com/usatoTORRA" rel="noopener">https://www.facebook.com/usatoTORRA</a><br><br>Torra anche su Instagram<br><a href="https://www.instagram.com/usato.torra/" rel="noopener">https://www.instagram.com/usato.torra/</a><br><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>A me gli abiti sono sempre piaciuti. Da bambina, facevo i vestiti alla mia Barbie - Barbie e Tanya che era la Barbie taroccata - è così che ho imparato anche a cucire e mi è sempre piaciuto travestirmi, infatti nel mio armadio ci sono fogge molto, molto diverse, e mi è sempre piaciuto andare nei negozi che vendono abbigliamento usato, perché a differenza delle cose che si comprano nei negozi, l'abbigliamento usato porta con sé delle storie, poi si trovano sempre dei pezzi unici che vengono da chissà dov'è nel mondo e quindi non è una sorpresa il fatto che quando la mia amica Valina si è buttata in questa bellissima iniziativa che si chiama Torra (in sardo significa 'ritorna' per far capire che è una storia di riciclo e di riuso) mi ci sono buttata con grande entusiasmo,oe segue le sue avventure (dovrei fare un'altra puntata di 3 minuti grezzi per raccontarvi chi  Perché lei anche a una storia che sto io, sto aprendo piano piano dei posti bellissimi in cui è stata vissuto in giro per il mondo è una me gli abiti sono sempre piaciuti. Da bambina, facevo i vestiti alla mia Barbie - Barbie e Tanya che era la Barbie taroccata - è così che ho imparato anche a cucire e mi è sempre piaciuto travestirmi, infatti nel mio armadio ci sono fogge molto, molto diverse, e mi è sempre piaciuto andare nei negozi che vendono abbigliamento usato, perché a differenza delle cose che si comprano nei negozi, l'abbigliamento usato porta con sé delle storie, poi si trovano sempre dei pezzi unici che vengono da chissà dov'è nel mondo e quindi non è una sorpresa il fatto che quando la mia amica Valina si è buttata in questa bellissima iniziativa che si chiama Torra (in sardo significa 'ritorna' per far capire che è una storia di riciclo e di riuso) mi ci sono buttata con grande entusiasmo,oe segue le sue avventure, dovrei fare un'altra puntata di 3 minuti grezzi per raccontarvi chi è Valina perché lei anche ha una storia che sto io, sto scoprendo piano piano dei posti bellissimi in cui è stata, ha vissuto, in giro per il mondo, è una persona fantastica, e si è inventata questa cosa dove lei prende, raccoglie abbigliamento usato, ma in ottimo stato, quindi niente che abbia seppur la minima macchia, sdruciture, niente, quindi devono essere cose belle, e le mette, tutte insieme, poi l'ultima domenica del mese fa lo 'Sbologno Day' dove la gente arriva e si sbologna le cose, si porta a casa quello che vuole, e per permettere a tutti di avere accesso a questi capi, che ripeto sono di altissima qualità, il costo è una donazione minima di €1 per 5 capi, quindi tu potenzialmente con €5 ti porti a casa cinque cose bellissime, io ho preso delle cose fantastiche! Una bellissima giacca di pelle e morbidissima, e un giubbotto con i fiori dietro una figata!. Eh, ma perché vi sto raccontando questo? Perché il mio sogno è di entrare dentro il garage, dove Valina tiene le sue cose tutti gli abiti e permette alla gente di andare a prendersi le cose che vuole, e lì di mettermi a raccontare storie. Ho quest'idea di andare lì e scegliere un capo e raccontare una storia legata a quel capo, inventandomi naturalmente la storia, un po' come quando giocavamo al gioco dei bottoni, non so se l'avete mai fatto: scatola di bottoni - che c'è in tutte le brave famiglie tutte le belle case - e a turno i bambini, o anche gli adulti, pescano un bottone (che sono sempre spaiati e di fogge diverse) e si inventano una storia basata proprio sulla foggia di quel bottone. Ecco, a me piacerebbe tantissimo fare questa cosa qua: Valina te lo dico adesso in pubblico, andare in mezzo agli abiti e mettermi a raccontare storie. Niente, una cosa fantastica che mi riprometto di fare e intanto ci vediamo il prossimo Sbologno Day.]]>
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        <![CDATA[Quello che fa la mia amica Valina con la sua iniziativa 'Torra' mette insieme due delle cose che io adoro: i capi di abbigliamento 'preloved' e la possibilità di raccontare storie. Meraviglia! Date un'occhiata ai canali social per seguire i prossimi sviluppi!<br><br>LINKS:<br>La pagina FB di Torra con tutte le info  <br><a href="https://www.facebook.com/usatoTORRA" rel="noopener">https://www.facebook.com/usatoTORRA</a><br><br>Torra anche su Instagram<br><a href="https://www.instagram.com/usato.torra/" rel="noopener">https://www.instagram.com/usato.torra/</a><br><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>A me gli abiti sono sempre piaciuti. Da bambina, facevo i vestiti alla mia Barbie - Barbie e Tanya che era la Barbie taroccata - è così che ho imparato anche a cucire e mi è sempre piaciuto travestirmi, infatti nel mio armadio ci sono fogge molto, molto diverse, e mi è sempre piaciuto andare nei negozi che vendono abbigliamento usato, perché a differenza delle cose che si comprano nei negozi, l'abbigliamento usato porta con sé delle storie, poi si trovano sempre dei pezzi unici che vengono da chissà dov'è nel mondo e quindi non è una sorpresa il fatto che quando la mia amica Valina si è buttata in questa bellissima iniziativa che si chiama Torra (in sardo significa 'ritorna' per far capire che è una storia di riciclo e di riuso) mi ci sono buttata con grande entusiasmo,oe segue le sue avventure (dovrei fare un'altra puntata di 3 minuti grezzi per raccontarvi chi  Perché lei anche a una storia che sto io, sto aprendo piano piano dei posti bellissimi in cui è stata vissuto in giro per il mondo è una me gli abiti sono sempre piaciuti. Da bambina, facevo i vestiti alla mia Barbie - Barbie e Tanya che era la Barbie taroccata - è così che ho imparato anche a cucire e mi è sempre piaciuto travestirmi, infatti nel mio armadio ci sono fogge molto, molto diverse, e mi è sempre piaciuto andare nei negozi che vendono abbigliamento usato, perché a differenza delle cose che si comprano nei negozi, l'abbigliamento usato porta con sé delle storie, poi si trovano sempre dei pezzi unici che vengono da chissà dov'è nel mondo e quindi non è una sorpresa il fatto che quando la mia amica Valina si è buttata in questa bellissima iniziativa che si chiama Torra (in sardo significa 'ritorna' per far capire che è una storia di riciclo e di riuso) mi ci sono buttata con grande entusiasmo,oe segue le sue avventure, dovrei fare un'altra puntata di 3 minuti grezzi per raccontarvi chi è Valina perché lei anche ha una storia che sto io, sto scoprendo piano piano dei posti bellissimi in cui è stata, ha vissuto, in giro per il mondo, è una persona fantastica, e si è inventata questa cosa dove lei prende, raccoglie abbigliamento usato, ma in ottimo stato, quindi niente che abbia seppur la minima macchia, sdruciture, niente, quindi devono essere cose belle, e le mette, tutte insieme, poi l'ultima domenica del mese fa lo 'Sbologno Day' dove la gente arriva e si sbologna le cose, si porta a casa quello che vuole, e per permettere a tutti di avere accesso a questi capi, che ripeto sono di altissima qualità, il costo è una donazione minima di €1 per 5 capi, quindi tu potenzialmente con €5 ti porti a casa cinque cose bellissime, io ho preso delle cose fantastiche! Una bellissima giacca di pelle e morbidissima, e un giubbotto con i fiori dietro una figata!. Eh, ma perché vi sto raccontando questo? Perché il mio sogno è di entrare dentro il garage, dove Valina tiene le sue cose tutti gli abiti e permette alla gente di andare a prendersi le cose che vuole, e lì di mettermi a raccontare storie. Ho quest'idea di andare lì e scegliere un capo e raccontare una storia legata a quel capo, inventandomi naturalmente la storia, un po' come quando giocavamo al gioco dei bottoni, non so se l'avete mai fatto: scatola di bottoni - che c'è in tutte le brave famiglie tutte le belle case - e a turno i bambini, o anche gli adulti, pescano un bottone (che sono sempre spaiati e di fogge diverse) e si inventano una storia basata proprio sulla foggia di quel bottone. Ecco, a me piacerebbe tantissimo fare questa cosa qua: Valina te lo dico adesso in pubblico, andare in mezzo agli abiti e mettermi a raccontare storie. Niente, una cosa fantastica che mi riprometto di fare e intanto ci vediamo il prossimo Sbologno Day.]]>
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      <pubDate>Thu, 20 May 2021 07:11:36 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Quello che fa la mia amica Valina con la sua iniziativa 'Torra' mette insieme due delle cose che io adoro: i capi di abbigliamento 'preloved' e la possibilità di raccontare storie. Meraviglia! Date un'occhiata ai canali social per seguire i prossimi sviluppi!LINKS:La pagina FB di Torra con tutte le info  https://www.facebook.com/usatoTORRATorra anche su Instagramhttps://www.instagram.com/usato.torra/TESTO TRASCRITTOA me gli abiti sono sempre piaciuti. Da bambina, facevo i vestiti alla mia Barbie - Barbie e Tanya che era la Barbie taroccata - è così che ho imparato anche a cucire e mi è sempre piaciuto travestirmi, infatti nel mio armadio ci sono fogge molto, molto diverse, e mi è sempre piaciuto andare nei negozi che vendono abbigliamento usato, perché a differenza delle cose che si comprano nei negozi, l'abbigliamento usato porta con sé delle storie, poi si trovano sempre dei pezzi unici che vengono da chissà dov'è nel mondo e quindi non è una sorpresa il fatto che quando la mia amica Valina si è buttata in questa bellissima iniziativa che si chiama Torra (in sardo significa 'ritorna' per far capire che è una storia di riciclo e di riuso) mi ci sono buttata con grande entusiasmo,oe segue le sue avventure (dovrei fare un'altra puntata di 3 minuti grezzi per raccontarvi chi  Perché lei anche a una storia che sto io, sto aprendo piano piano dei posti bellissimi in cui è stata vissuto in giro per il mondo è una me gli abiti sono sempre piaciuti. Da bambina, facevo i vestiti alla mia Barbie - Barbie e Tanya che era la Barbie taroccata - è così che ho imparato anche a cucire e mi è sempre piaciuto travestirmi, infatti nel mio armadio ci sono fogge molto, molto diverse, e mi è sempre piaciuto andare nei negozi che vendono abbigliamento usato, perché a differenza delle cose che si comprano nei negozi, l'abbigliamento usato porta con sé delle storie, poi si trovano sempre dei pezzi unici che vengono da chissà dov'è nel mondo e quindi non è una sorpresa il fatto che quando la mia amica Valina si è buttata in questa bellissima iniziativa che si chiama Torra (in sardo significa 'ritorna' per far capire che è una storia di riciclo e di riuso) mi ci sono buttata con grande entusiasmo,oe segue le sue avventure, dovrei fare un'altra puntata di 3 minuti grezzi per raccontarvi chi è Valina perché lei anche ha una storia che sto io, sto scoprendo piano piano dei posti bellissimi in cui è stata, ha vissuto, in giro per il mondo, è una persona fantastica, e si è inventata questa cosa dove lei prende, raccoglie abbigliamento usato, ma in ottimo stato, quindi niente che abbia seppur la minima macchia, sdruciture, niente, quindi devono essere cose belle, e le mette, tutte insieme, poi l'ultima domenica del mese fa lo 'Sbologno Day' dove la gente arriva e si sbologna le cose, si porta a casa quello che vuole, e per permettere a tutti di avere accesso a questi capi, che ripeto sono di altissima qualità, il costo è una donazione minima di €1 per 5 capi, quindi tu potenzialmente con €5 ti porti a casa cinque cose bellissime, io ho preso delle cose fantastiche! Una bellissima giacca di pelle e morbidissima, e un giubbotto con i fiori dietro una figata!. Eh, ma perché vi sto raccontando questo? Perché il mio sogno è di entrare dentro il garage, dove Valina tiene le sue cose tutti gli abiti e permette alla gente di andare a prendersi le cose che vuole, e lì di mettermi a raccontare storie. Ho quest'idea di andare lì e scegliere un capo e raccontare una storia legata a quel capo, inventandomi naturalmente la storia, un po' come quando giocavamo al gioco dei bottoni, non so se l'avete mai fatto: scatola di bottoni - che c'è in tutte le brave famiglie tutte le belle case - e a turno i bambini, o anche gli adulti, pescano un bottone (che sono sempre spaiati e...</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 136 Fantasmi?</title>
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        <![CDATA[Cos'erano quelle ombre che vedevo sempre di sfuggita, sempre con la coda dell'occhio e per le quali non riuscivo a trovare una spiegazione razionale? Erano forse fantasmi?<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Non sono una persona particolarmente spirituale, non sono una persona religiosa e diciamo che sono cresciuta in una famiglia religiosa dove si raccontavano, cioè mio papà, ne avete già sentito parlare, a lui piaceva raccontare le storie, a volte anche un po' esagerate, e una delle cose che ci raccontava, ricordo da bambina, era che se si passa davanti a uno specchio a mezzanotte con la candela in mano si vede il diavolo. Quando puoi ci provai a fare l'esperimento non accadde niente con mio grande disappunto. Perché vi dico questo? Perché non credo particolarmente nemmeno alle cose soprannaturali e non credo ai fantasmi a queste cose qua, ma semplicemente perché non le ho mai viste, però c'è, ci fu un momento della mia vita quando credetti di aver visto proprio i fantasmi. Ora vi racconto di cosa si tratta. Qualche anno fa, quando... ho cambiato casa abbastanza spesso, uno di questi cambi casa sono andata a stare in quella che è stata la mia ultima casa a Melbourne, una casa molto bella su due piani.  con il parquet, un bel parquet lucido in tutte le stanze, frontyard, backyard, insomma una casa molto caruccia. E come voi saprete, quando si va a vivere in nuovo in un nuovo ambiente, ci si deve un po' abituare agli spazi. All'epoca facevo la freelancer quindi trascorrevo anche molto tempo a casa da sola, e mi doveva abituare ai rumori della nuova casa. Era proprio davanti alla stazione, alla stazione ferroviaria, quindi avevo il rumore del treno, ricordo che quando stavo nella nello studio al piano di sopra dalla finestra vedevo proprio il treno che arrivava in stazione, ed è una cosa fantastica. Però dopo dopo esser stata l Nelle prime settimane che abitava andare a casa nuova mi ha preso una strana sensazione perché ogni tanto con la coda dell'occhio. Era come se vedessi boom di sfuggita qualcosa che che passava e ripeto, non sono una persona particolarmente spirituale qui, però diciamo che il pensiero mi è venuto anche perché mi è capitato diverse volte e non riuscivo a spiegarmi che cavolo fosse questa cosa il parquet, un bel parquet lucido in tutte le stanze, frontyard, backyard, insomma una casa molto caruccia. E come voi saprete, quando si va a vivere in nuovo in un nuovo ambiente, ci si deve un po' abituare agli spazi. All'epoca facevo la freelancer quindi trascorrevo anche molto tempo a casa da sola, e mi doveva abituare ai rumori della nuova casa. Era proprio davanti alla stazione, alla stazione ferroviaria, quindi avevo il rumore del treno, ricordo che quando stavo nella nello studio al piano di sopra dalla finestra vedevo proprio il treno che arrivava in stazione, ed è una cosa fantastica. Però dopo dopo esser stata lì, nele prime settimane che abitavo nella casa nuova mi ha preso una strana sensazione perché ogni tanto con la coda dell'occhio, era come se vedessi 'boom' di sfuggita, qualcosa che che passava e ripeto, non sono una persona particolarmente spirituale, però diciamo che il pensiero mi è venuto anche perché mi è capitato diverse volte e non riuscivo a spiegarmi che cavolo fosse questa cosa che vedevo sempre con la coda dell'occhio, non riuscivo mai a mettere a fuoco, non riusciamo mai a vedere mai di che cosa si tratta, e poi finalmente l'arcano venne risolto: non si trattava di un fantasma di qualcuno che abitava lì prima di me bensi, era il fatto che appunto nella casa dappertutto c'era il parquet estremamente lucido e le cose che vedevo di sfuggita erano i riflessi delle cose, del gatto, delle cose che passavano e che si riflettevano appunto su questo perché molto lucido. Mistero svelato, quindi sto ancora in attesa dei miei fantasmi, quando li vedrò ve lo farò sapere.]]>
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        <![CDATA[Cos'erano quelle ombre che vedevo sempre di sfuggita, sempre con la coda dell'occhio e per le quali non riuscivo a trovare una spiegazione razionale? Erano forse fantasmi?<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Non sono una persona particolarmente spirituale, non sono una persona religiosa e diciamo che sono cresciuta in una famiglia religiosa dove si raccontavano, cioè mio papà, ne avete già sentito parlare, a lui piaceva raccontare le storie, a volte anche un po' esagerate, e una delle cose che ci raccontava, ricordo da bambina, era che se si passa davanti a uno specchio a mezzanotte con la candela in mano si vede il diavolo. Quando puoi ci provai a fare l'esperimento non accadde niente con mio grande disappunto. Perché vi dico questo? Perché non credo particolarmente nemmeno alle cose soprannaturali e non credo ai fantasmi a queste cose qua, ma semplicemente perché non le ho mai viste, però c'è, ci fu un momento della mia vita quando credetti di aver visto proprio i fantasmi. Ora vi racconto di cosa si tratta. Qualche anno fa, quando... ho cambiato casa abbastanza spesso, uno di questi cambi casa sono andata a stare in quella che è stata la mia ultima casa a Melbourne, una casa molto bella su due piani.  con il parquet, un bel parquet lucido in tutte le stanze, frontyard, backyard, insomma una casa molto caruccia. E come voi saprete, quando si va a vivere in nuovo in un nuovo ambiente, ci si deve un po' abituare agli spazi. All'epoca facevo la freelancer quindi trascorrevo anche molto tempo a casa da sola, e mi doveva abituare ai rumori della nuova casa. Era proprio davanti alla stazione, alla stazione ferroviaria, quindi avevo il rumore del treno, ricordo che quando stavo nella nello studio al piano di sopra dalla finestra vedevo proprio il treno che arrivava in stazione, ed è una cosa fantastica. Però dopo dopo esser stata l Nelle prime settimane che abitava andare a casa nuova mi ha preso una strana sensazione perché ogni tanto con la coda dell'occhio. Era come se vedessi boom di sfuggita qualcosa che che passava e ripeto, non sono una persona particolarmente spirituale qui, però diciamo che il pensiero mi è venuto anche perché mi è capitato diverse volte e non riuscivo a spiegarmi che cavolo fosse questa cosa il parquet, un bel parquet lucido in tutte le stanze, frontyard, backyard, insomma una casa molto caruccia. E come voi saprete, quando si va a vivere in nuovo in un nuovo ambiente, ci si deve un po' abituare agli spazi. All'epoca facevo la freelancer quindi trascorrevo anche molto tempo a casa da sola, e mi doveva abituare ai rumori della nuova casa. Era proprio davanti alla stazione, alla stazione ferroviaria, quindi avevo il rumore del treno, ricordo che quando stavo nella nello studio al piano di sopra dalla finestra vedevo proprio il treno che arrivava in stazione, ed è una cosa fantastica. Però dopo dopo esser stata lì, nele prime settimane che abitavo nella casa nuova mi ha preso una strana sensazione perché ogni tanto con la coda dell'occhio, era come se vedessi 'boom' di sfuggita, qualcosa che che passava e ripeto, non sono una persona particolarmente spirituale, però diciamo che il pensiero mi è venuto anche perché mi è capitato diverse volte e non riuscivo a spiegarmi che cavolo fosse questa cosa che vedevo sempre con la coda dell'occhio, non riuscivo mai a mettere a fuoco, non riusciamo mai a vedere mai di che cosa si tratta, e poi finalmente l'arcano venne risolto: non si trattava di un fantasma di qualcuno che abitava lì prima di me bensi, era il fatto che appunto nella casa dappertutto c'era il parquet estremamente lucido e le cose che vedevo di sfuggita erano i riflessi delle cose, del gatto, delle cose che passavano e che si riflettevano appunto su questo perché molto lucido. Mistero svelato, quindi sto ancora in attesa dei miei fantasmi, quando li vedrò ve lo farò sapere.]]>
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      <pubDate>Wed, 19 May 2021 07:15:34 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 135 Elenchi telefonici</title>
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        <![CDATA[Ricordo la mia felicità la prima volta che vidi il mio nome nell'elenco telefonico.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Uno degli oggetti che non esiste più nelle nostre case e l'elenco telefonico. Io ricordo da bambina, come si aspettava con trepidazione una volta all'anno che 'passassero gli elenchi' e io andavo a controllare religiosamente che il nostro numero di telefono fosse incluso, è chiaro che lo includevano, e all'epoca era il capofamiglia, il telefono era il nome dell'uomo di casa. Ricordo anche come mi piacesse sfogliare le pagine quelle pagine sottili sottili dell'elenco telefonico, e leggere i nomi, le vie e poi quando arrivarono le pagine gialle, con tutte quelle pubblicità che facevano pensare a chissà cosa, e ricordo anche molto bene la prima volta che ebbi il mio nome nell'elenco telefonico che per me rappresentava veramente essere arrivata, non tanto essere adulta perché già mi sentivo molto adulta, anche perché vivevo in modo indipendente, però vedere il mio nome sull'elenco telefonico per me la prima volta fu una cosa pazzesca che mi piaceva tantissimo. E se oggi ci guardiamo bene dal distribuire il nostro numero di cellulare, il nostro indirizzo, all'epoca (la prima volta che vidi il mio nome sull'elenco telefonico fu in Germania), invece ero un molto fiera e orgogliosa di vedere il mio nome e il mio cognome e l'indirizzo Niebuhrstraße. Poi in seguito ebbi molti altri, molte altre volte mi è capitato di avere il mio nome nell'elenco telefonico perché anche quando abitavo con altre persone ci tenevo ad essere io l'intestatario. Più avanti, però cominciai ad esempio a chiedere un numero silent, cioè un numero che non compariva nell'elenco telefonico. Ripensando a quei giorni fa un po' di tenerezza un po' come quando passo davanti alle poche e cabine telefoniche rimaste in giro per la città perché mi ricordano quando ero ragazzina e nessuno aveva,  cioè c'era il telefono a casa, però non è che si potesse usare per fare certe chiamate e quindi mi torna in mente tutto questo immaginario. Ecco l'elenco telefonico è uno di quegli oggetti che l'unico posto dove io lo vedo ancora è a casa di mia mamma perché mia mamma  è una delle poche persone che ancora ha il telefono fisso perché ha anche il cellulare, però deve per forza avere il telefono fisso perché abita in una zona della città dove non c'è ricezione, poi lei abita in una casa dove i muri sono letteralmente di un metro di spessore, quindi non c'è ricezione se non ci si affaccia fino alla pancia, ci si sporge fuori dalla finestra, forse si riesce a prendere la linea, ma sicuramente quasi mai neanche così.]]>
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      <pubDate>Tue, 18 May 2021 07:19:10 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Ricordo la mia felicità la prima volta che vidi il mio nome nell'elenco telefonico.TESTO TRASCRITTOUno degli oggetti che non esiste più nelle nostre case e l'elenco telefonico. Io ricordo da bambina, come si aspettava con trepidazione una volta all'anno che 'passassero gli elenchi' e io andavo a controllare religiosamente che il nostro numero di telefono fosse incluso, è chiaro che lo includevano, e all'epoca era il capofamiglia, il telefono era il nome dell'uomo di casa. Ricordo anche come mi piacesse sfogliare le pagine quelle pagine sottili sottili dell'elenco telefonico, e leggere i nomi, le vie e poi quando arrivarono le pagine gialle, con tutte quelle pubblicità che facevano pensare a chissà cosa, e ricordo anche molto bene la prima volta che ebbi il mio nome nell'elenco telefonico che per me rappresentava veramente essere arrivata, non tanto essere adulta perché già mi sentivo molto adulta, anche perché vivevo in modo indipendente, però vedere il mio nome sull'elenco telefonico per me la prima volta fu una cosa pazzesca che mi piaceva tantissimo. E se oggi ci guardiamo bene dal distribuire il nostro numero di cellulare, il nostro indirizzo, all'epoca (la prima volta che vidi il mio nome sull'elenco telefonico fu in Germania), invece ero un molto fiera e orgogliosa di vedere il mio nome e il mio cognome e l'indirizzo Niebuhrstraße. Poi in seguito ebbi molti altri, molte altre volte mi è capitato di avere il mio nome nell'elenco telefonico perché anche quando abitavo con altre persone ci tenevo ad essere io l'intestatario. Più avanti, però cominciai ad esempio a chiedere un numero silent, cioè un numero che non compariva nell'elenco telefonico. Ripensando a quei giorni fa un po' di tenerezza un po' come quando passo davanti alle poche e cabine telefoniche rimaste in giro per la città perché mi ricordano quando ero ragazzina e nessuno aveva,  cioè c'era il telefono a casa, però non è che si potesse usare per fare certe chiamate e quindi mi torna in mente tutto questo immaginario. Ecco l'elenco telefonico è uno di quegli oggetti che l'unico posto dove io lo vedo ancora è a casa di mia mamma perché mia mamma  è una delle poche persone che ancora ha il telefono fisso perché ha anche il cellulare, però deve per forza avere il telefono fisso perché abita in una zona della città dove non c'è ricezione, poi lei abita in una casa dove i muri sono letteralmente di un metro di spessore, quindi non c'è ricezione se non ci si affaccia fino alla pancia, ci si sporge fuori dalla finestra, forse si riesce a prendere la linea, ma sicuramente quasi mai neanche così.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Ricordo la mia felicità la prima volta che vidi il mio nome nell'elenco telefonico.TESTO TRASCRITTOUno degli oggetti che non esiste più nelle nostre case e l'elenco telefonico. Io ricordo da bambina, come si aspettava con trepidazione una volta all'anno c</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 134 Vecchie foto</title>
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        <![CDATA[Guardo una foto di quando avevo 16 anni, una di quelle foto fatte alle macchinette della stazione. Il mio pensiero? La mia io di allora sarebbe felicissima di sapere com'è la mia vita oggi. È un bel pensiero da avere, no?<br><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Mi è capitata in mano una mia vecchia fotografia, avevo circa 16 anni ed ero con mia cugina. È una di quelle fotografie che un tempo si facevano dentro le macchinette per fare le foto che si trovavano in città, sicuramente c'erano in tutte le stazioni ferroviarie prima dei telefonini con la macchina fotografica dentro. Quello era uno dei pochi modi che noi ragazzini avevamo di toglierci lo sfizio di fare delle fotografie così, al volo, estemporanee, per vedere subito l'effetto che fa. Questa fotografia è molto carina, abbiamo circa 16, 17 anni e una faccia molto sfrontata, si vede già il carattere mio molto sfrontato, e guardandola però non provo né nostalgia né "ah, se potessi tornare indietro"  perché non lo so, ho questa specie di strato di teflon che mi permea l'esistenza per cui anche quando penso al passato, alle decisioni che ho preso, non non ho mai avuto rimpianti in vita mia. Perché abbastanza giovane ho capito che il fatto che guardando indietro oggi possa pensare che è una decisione avrei potuta prendere anche <br>diverso, però nel momento in cui quella decisione l'ho presa era sicuramente la decisione giusta. Sono una persona molto testarda e molto molto sicura di sé, anche quando non sono assolutamente sicura delle cose che vorrei fare, anche quando non so quello che vorrei fare, e quando avevo 16 anni mi trovavo spesso in questa in questa situazione. Vivevo a Cagliari, una città che mi stava stretta da tutti i punti di vista, ne ho parlato diverse volte di questo il fatto che paradossalmente per me fu più facile andare via dall'Italia piuttosto che spostarmi all'interno dell'Italia, perché era molto difficile pensare per me un futuro stando in questa piccola città, che adesso adoro ma adesso ci sono tornata con un bagaglio, non indifferente e con delle munizioni da sparare di tutto rispetto, adesso ho una mia professionalità, ho i miei contatti in giro per il mondo e non sono costretta a fare affidamento su quello che la città offre dal punto di vista soprattutto economico, perché fin da piccola avevo questa fissa che dovevo rendermi indipendente dal punto di vista economico. Infatti anche questo nonostante i consigli dei miei professori delle medie, mi iscrissi ad un istituto tecnico, perché il mio sogno era diplomarmi e mettermi subito a lavorare perché dovevo andare a vivere da sola ed essere indipendente. Scelte della vita.]]>
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        <![CDATA[Guardo una foto di quando avevo 16 anni, una di quelle foto fatte alle macchinette della stazione. Il mio pensiero? La mia io di allora sarebbe felicissima di sapere com'è la mia vita oggi. È un bel pensiero da avere, no?<br><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Mi è capitata in mano una mia vecchia fotografia, avevo circa 16 anni ed ero con mia cugina. È una di quelle fotografie che un tempo si facevano dentro le macchinette per fare le foto che si trovavano in città, sicuramente c'erano in tutte le stazioni ferroviarie prima dei telefonini con la macchina fotografica dentro. Quello era uno dei pochi modi che noi ragazzini avevamo di toglierci lo sfizio di fare delle fotografie così, al volo, estemporanee, per vedere subito l'effetto che fa. Questa fotografia è molto carina, abbiamo circa 16, 17 anni e una faccia molto sfrontata, si vede già il carattere mio molto sfrontato, e guardandola però non provo né nostalgia né "ah, se potessi tornare indietro"  perché non lo so, ho questa specie di strato di teflon che mi permea l'esistenza per cui anche quando penso al passato, alle decisioni che ho preso, non non ho mai avuto rimpianti in vita mia. Perché abbastanza giovane ho capito che il fatto che guardando indietro oggi possa pensare che è una decisione avrei potuta prendere anche <br>diverso, però nel momento in cui quella decisione l'ho presa era sicuramente la decisione giusta. Sono una persona molto testarda e molto molto sicura di sé, anche quando non sono assolutamente sicura delle cose che vorrei fare, anche quando non so quello che vorrei fare, e quando avevo 16 anni mi trovavo spesso in questa in questa situazione. Vivevo a Cagliari, una città che mi stava stretta da tutti i punti di vista, ne ho parlato diverse volte di questo il fatto che paradossalmente per me fu più facile andare via dall'Italia piuttosto che spostarmi all'interno dell'Italia, perché era molto difficile pensare per me un futuro stando in questa piccola città, che adesso adoro ma adesso ci sono tornata con un bagaglio, non indifferente e con delle munizioni da sparare di tutto rispetto, adesso ho una mia professionalità, ho i miei contatti in giro per il mondo e non sono costretta a fare affidamento su quello che la città offre dal punto di vista soprattutto economico, perché fin da piccola avevo questa fissa che dovevo rendermi indipendente dal punto di vista economico. Infatti anche questo nonostante i consigli dei miei professori delle medie, mi iscrissi ad un istituto tecnico, perché il mio sogno era diplomarmi e mettermi subito a lavorare perché dovevo andare a vivere da sola ed essere indipendente. Scelte della vita.]]>
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      <pubDate>Mon, 17 May 2021 06:54:35 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 133 Magritudine</title>
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        <![CDATA[Oggi parlo di televisione, della magritudine dei cagliaritani e delle abitudini e politiche alimentari di certi paesi che fanno sì che mangiar sano sia una cosa da ricchi.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>La tv non la guardo, la uso solo come uno strumento per guardare Netflix e gli altri canali che mi fanno vedere i film e le serie che mi piacciono. Il fatto che non guardi la tv significa anche che non sono anestetizzata sulle cose che passano in TV, per cui quando mi capita che a fine giornata, dopo aver visto le mie cose, a volte prima di spegnere di andare a dormire, incuriosita, voglio vedere cosa offrono i canali dalla televisione,  e dicevo, non sono anestetizzata per cui le immagini che vedo a volte mi scioccano. È successo ieri notte che appunto stavo per andare a dormire e sono rimasta letteralmente folgorata da un'immagine di un programma che credo che vada in onda regolarmente ed è un programma dove gente obesa in modo patologico, cioè gente che non riesce nemmeno ad alzarsi in piedi, va da questo medico per farsi aiutare a dimagrire in una cosa che dura mesi e vengono naturalmente pagati credo dal canale televisivo che poi mette in onda che crea questo format, e si seguono tutte le vicissitudini di queste persone, ovviamente malate che ovviamente avrebbero bisogno di ben altro sostegno che di una troupe televisiva che li segue eccetera. Sono rimasta veramente colpita e mi ha fatto riflettere sul fatto che da quando mi sono trasferita in Italia, non vedo più persone obese. Quando stavo in Australia era normale vedere nella vita di tutti i giorni una grande quantità di persone che lì in Australia venivano considerate 'persone grosse' - nemmeno grasse, grosse - ma che qui a Cagliari dove vivo verrebbero considerate, verrebbero viste come obese. I motivi sono molti. Prima di tutto l'alimentazione, la vita sedentaria, il fatto stesso che se vai in un supermercato in Australia è difficilissimo trovare confezioni piccole di qualsiasi cosa, mi ricorda questo mi aveva colpito molto quando mi sono trasferita qui perché cercavo gli scatoloni di muesli da 1 kg, invece qua li trovi solo da 250 grammi e poi c'è anche il fatto che in effetti io vivo a Cagliari che è una città che è piena di gente, diciamo più sul magro che sul robusto, forse anche per via della conformazione della città con molte salite e molte discese, il mare, la gente che va in spiaggia non lo so, però in effetti Cagliari è una città piena di gente che va più sul magro che sulla sul grasso/grosso mentre l'Australia e - immagino mi sono mai stata ma da quello che ho letto ho letto che ho sentito - anche gli Stati Uniti sono dei posti dove invece le abitudini alimentari, ma anche una certa politica di distribuzione degli alimenti fa sì, che mangiar bene sia una cosa solo per persone ricche. E quindi che non tutti lo possano fare.]]>
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      <pubDate>Sun, 16 May 2021 08:26:57 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 132 Doppiaggi</title>
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        <![CDATA[Immaginate Alberto Sordi che parla con la voce di un altro attore italiano. Lo stesso effetto straniante lo provo quando vedo De Niro doppiato.<br><br>LINK<br>"I am a podcaster" il mio podcast andato in onda sull'emittente australiana All the Best <a href="http://allthebestradio.com/featured/459-lost-connections/" rel="noopener">http://allthebestradio.com/featured/459-lost-connections/</a><br><br>I miei 3 minuti grezzi dove parlo della lingua sarda (per chi volesse riascoltarselo)<br><a href="https://www.spreaker.com/episode/44201227" rel="noopener">https://www.spreaker.com/episode/44201227</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Oggi voglio parlare ancora una volta di lingue, le lingue che si parlano e lingue che si ascoltano. Il pretesto me lo da il fatto che una radio australiana 'All the Best' ha appena pubblicato una mio podcast che è si chiama "I am a Podcaster" e in questo podcast parlo un po' delle cose di cui ho parlato già nei miei 3 minuti grezzi, mi pare non episodio 90, 91, comunque un po' indietro, e cioè il paradosso che io che parlo tre lingue, però non parlo il sardo che è la lingua madre dei miei genitori, dei miei nonni eccetera. Però oggi voglio parlare di un altro aspetto della lingua, quello della lingua ascoltata, quello della lingua che noi impariamo quando ascoltiamo, ad esempio un film in lingua originale. Ogni volta che io sollevo questo argomento molti italiani partono subito in quarta dicendo: noi in Italia abbiamo i doppiatori più bravi del mondo! Il problema un po' diverso, il problema è che immaginate un famosissimo attore italiano, Totò, Alberto Sordi, immaginateli parlare sempre italiano, ma con la voce di un <br>altro attore, doppiati, sarebbe un'esperienza incredibilmente straniante, nel senso che non riuscireste neanche per un momento a concentrarvi su quello che dicono e su quello che sta succedendo nel film perché sareste sempre costantemente distratti dal fatto che c'è uno scarto tra l'immagine e il suono che udite, un po' come quando si va in macchina e viene la nausea perché il cervello non riesce a mettere insieme il fatto che si è fermi ma sia in movimento. Ecco a me vedere i film doppiati dà esattamente la stessa sensazione di nausea, e lo dico senza senza essere spocchiosa niente, solo che quando per una  per tantissimi anni hai visto i film con Robert De Niro e tutti gli attori famosi che parlano in inglese, e ti sia abituata al loro tono di voce, poi vederli doppiati da chiccessia e qua non si fa nessun, non si dice nessun giudizio sulla bravura del doppiatore, perché per quanto bravo possa essere il doppiatore non potrà mai imitare al 100% la lingua del dell'attore originale e tutti gli attori lo sanno. Ma anche gli spettatori lo sanno che la voce è un aspetto fondamentale della recitazione, pensate a Carmelo Bene, pensate cosa sarebbe doppiare un qualcosa recitato da Carmelo Bene, una bestemmia! Quindi mettetevi l'anima in pace, imparate a leggere i sottotitoli una buona volta per tutte e gli attori che fanno i doppiatori possono riciclarsi facendo podcast, qualsiasi altra cosa, ma non roviniamo i film.]]>
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      <pubDate>Sat, 15 May 2021 09:30:35 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Immaginate Alberto Sordi che parla con la voce di un altro attore italiano. Lo stesso effetto straniante lo provo quando vedo De Niro doppiato.LINK"I am a podcaster" il mio podcast andato in onda sull'emittente australiana All the Best http://allthebestradio.com/featured/459-lost-connections/I miei 3 minuti grezzi dove parlo della lingua sarda (per chi volesse riascoltarselo)https://www.spreaker.com/episode/44201227TESTO TRASCRITTOOggi voglio parlare ancora una volta di lingue, le lingue che si parlano e lingue che si ascoltano. Il pretesto me lo da il fatto che una radio australiana 'All the Best' ha appena pubblicato una mio podcast che è si chiama "I am a Podcaster" e in questo podcast parlo un po' delle cose di cui ho parlato già nei miei 3 minuti grezzi, mi pare non episodio 90, 91, comunque un po' indietro, e cioè il paradosso che io che parlo tre lingue, però non parlo il sardo che è la lingua madre dei miei genitori, dei miei nonni eccetera. Però oggi voglio parlare di un altro aspetto della lingua, quello della lingua ascoltata, quello della lingua che noi impariamo quando ascoltiamo, ad esempio un film in lingua originale. Ogni volta che io sollevo questo argomento molti italiani partono subito in quarta dicendo: noi in Italia abbiamo i doppiatori più bravi del mondo! Il problema un po' diverso, il problema è che immaginate un famosissimo attore italiano, Totò, Alberto Sordi, immaginateli parlare sempre italiano, ma con la voce di un altro attore, doppiati, sarebbe un'esperienza incredibilmente straniante, nel senso che non riuscireste neanche per un momento a concentrarvi su quello che dicono e su quello che sta succedendo nel film perché sareste sempre costantemente distratti dal fatto che c'è uno scarto tra l'immagine e il suono che udite, un po' come quando si va in macchina e viene la nausea perché il cervello non riesce a mettere insieme il fatto che si è fermi ma sia in movimento. Ecco a me vedere i film doppiati dà esattamente la stessa sensazione di nausea, e lo dico senza senza essere spocchiosa niente, solo che quando per una  per tantissimi anni hai visto i film con Robert De Niro e tutti gli attori famosi che parlano in inglese, e ti sia abituata al loro tono di voce, poi vederli doppiati da chiccessia e qua non si fa nessun, non si dice nessun giudizio sulla bravura del doppiatore, perché per quanto bravo possa essere il doppiatore non potrà mai imitare al 100% la lingua del dell'attore originale e tutti gli attori lo sanno. Ma anche gli spettatori lo sanno che la voce è un aspetto fondamentale della recitazione, pensate a Carmelo Bene, pensate cosa sarebbe doppiare un qualcosa recitato da Carmelo Bene, una bestemmia! Quindi mettetevi l'anima in pace, imparate a leggere i sottotitoli una buona volta per tutte e gli attori che fanno i doppiatori possono riciclarsi facendo podcast, qualsiasi altra cosa, ma non roviniamo i film.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Immaginate Alberto Sordi che parla con la voce di un altro attore italiano. Lo stesso effetto straniante lo provo quando vedo De Niro doppiato.LINK"I am a podcaster" il mio podcast andato in onda sull'emittente australiana All the Best http://allthebestra</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 131 Chi ha ucciso'the radio stars'?</title>
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        <![CDATA[Un podcast che prende in giro i podcast e lo fa investigando su curiosissimi (e notissimi) cold case... uno spasso! Consigliatissimo l'ascolto. <br><br><br>LINK <br>Cold Case Crime Cuts <br><a href="https://www.spreaker.com/show/cold-cuts" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/cold-cuts</a><br><br>A Very Fatal Murder<br><a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/a-very-fatal-murder/id1333714430" rel="noopener">https://podcasts.apple.com/us/podcast/a-very-fatal-murder/id1333714430</a><br><br>Veleno<br><a href="https://open.spotify.com/show/66fZ8K1hHPhnBrbWxIODEi" rel="noopener">https://open.spotify.com/show/66fZ8K1hHPhnBrbWxIODEi</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>In Italia, l'industria del podcast non è ancora matura, cioè hanno incominciato relativamente da poco le persone a fare seriamente podcast in Italia e ancora non si è raggiunto quel punto per cui la gente conosce molto bene le strutture del podcast e le conosce così tanto bene da poterci scherzare sopra. Nei paesi di lingua inglese, invece questo questo punto si è già raggiunto diverso tempo fa. Infatti già da non mi ricordo quanti anni fa hanno fatto questa cosa fantastico podcast che si chiama A Very Fine Murder dove praticamente si prendono in giro tutti i topos tutte le cose stereotipate che vengono fatte nei podcast di 'true crime'. In Italia pensate un po' a 'Veleno', questo atteggiamento molto  aggressivo del podcaster che non si limita a essere semplicemente un cronista, ma diventa. egli stesso essa stessa, spesso diventano i protagonisti e danno delle coloratura molto particolari. È proprio in questi giorni che ho scoperto un altro di questi podcast divertentissimi che prendono in giro i podcast e questo è molto particolare, me lo sto gustando episodio per episodio, perché non solo prende in giro i podcaster, lo strumento di podcast e tutto quello che c'è intorno, ma è scritto in modo delizioso, ha una scrittura scenica veramente brillante piena di 'one liners' e quindi battute che a volte devi tornare dietro a riscoltarla, e un paio di volte mi sono proprio messa a ridere - hahaha - in mezzo alla strada mentre lo ascoltavo perché è veramente spassosissimo. Si chiama 'Cold Case Crime Cuts', è sul filone dei 'cold case', cioè quei casi spesso di omicidio ma irrisolti che sono finiti nel dimenticatoio, e questo podcast - che si prende in giro lui stesso - ha riesumato dei casi molto particolari, infatti ogni episodio indaga su un crimine, vi dico un paio di titoli e capite subito di cosa sto parlando: 'Who killed the radio star?' chi ha ammazzato le star della radio, e 'Who shot the sheriff?' chi ha ammazzato lo sceriffo. Praticamente ogni episodio analizza come se fosse un cold case, qualcosa che è successo l'interno di una canzone, però nel corso del podcast non si dice mai che si sta parlando di una canzone, quindi si prende la cosa molto seriamente, è divertentissimo, spassosissimo,'Cold Case Crime Cuts' metto il link nelle note del programma e se un po' masticate l'inglese vi consiglio di ascoltarlo.]]>
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        <![CDATA[Un podcast che prende in giro i podcast e lo fa investigando su curiosissimi (e notissimi) cold case... uno spasso! Consigliatissimo l'ascolto. <br><br><br>LINK <br>Cold Case Crime Cuts <br><a href="https://www.spreaker.com/show/cold-cuts" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/cold-cuts</a><br><br>A Very Fatal Murder<br><a href="https://podcasts.apple.com/us/podcast/a-very-fatal-murder/id1333714430" rel="noopener">https://podcasts.apple.com/us/podcast/a-very-fatal-murder/id1333714430</a><br><br>Veleno<br><a href="https://open.spotify.com/show/66fZ8K1hHPhnBrbWxIODEi" rel="noopener">https://open.spotify.com/show/66fZ8K1hHPhnBrbWxIODEi</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>In Italia, l'industria del podcast non è ancora matura, cioè hanno incominciato relativamente da poco le persone a fare seriamente podcast in Italia e ancora non si è raggiunto quel punto per cui la gente conosce molto bene le strutture del podcast e le conosce così tanto bene da poterci scherzare sopra. Nei paesi di lingua inglese, invece questo questo punto si è già raggiunto diverso tempo fa. Infatti già da non mi ricordo quanti anni fa hanno fatto questa cosa fantastico podcast che si chiama A Very Fine Murder dove praticamente si prendono in giro tutti i topos tutte le cose stereotipate che vengono fatte nei podcast di 'true crime'. In Italia pensate un po' a 'Veleno', questo atteggiamento molto  aggressivo del podcaster che non si limita a essere semplicemente un cronista, ma diventa. egli stesso essa stessa, spesso diventano i protagonisti e danno delle coloratura molto particolari. È proprio in questi giorni che ho scoperto un altro di questi podcast divertentissimi che prendono in giro i podcast e questo è molto particolare, me lo sto gustando episodio per episodio, perché non solo prende in giro i podcaster, lo strumento di podcast e tutto quello che c'è intorno, ma è scritto in modo delizioso, ha una scrittura scenica veramente brillante piena di 'one liners' e quindi battute che a volte devi tornare dietro a riscoltarla, e un paio di volte mi sono proprio messa a ridere - hahaha - in mezzo alla strada mentre lo ascoltavo perché è veramente spassosissimo. Si chiama 'Cold Case Crime Cuts', è sul filone dei 'cold case', cioè quei casi spesso di omicidio ma irrisolti che sono finiti nel dimenticatoio, e questo podcast - che si prende in giro lui stesso - ha riesumato dei casi molto particolari, infatti ogni episodio indaga su un crimine, vi dico un paio di titoli e capite subito di cosa sto parlando: 'Who killed the radio star?' chi ha ammazzato le star della radio, e 'Who shot the sheriff?' chi ha ammazzato lo sceriffo. Praticamente ogni episodio analizza come se fosse un cold case, qualcosa che è successo l'interno di una canzone, però nel corso del podcast non si dice mai che si sta parlando di una canzone, quindi si prende la cosa molto seriamente, è divertentissimo, spassosissimo,'Cold Case Crime Cuts' metto il link nelle note del programma e se un po' masticate l'inglese vi consiglio di ascoltarlo.]]>
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      <pubDate>Fri, 14 May 2021 07:52:39 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 130 Artiste e Wikipedia</title>
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        <![CDATA[Perchè la pagina Wikipedia in inglese inizia dicendo che Lavinia Fontana è stata la prima donna a vivere della sua arte, mantenendo il marito (che le faceva da agente) e i loro 11 figli, mentre la pagina in italiano inizia dicendo che era figlia di, dice che il marito chiese la sua mano quando era ormai attempata a 25 anni e che trovò il tempo di dipingere nonostante gli 11 figli? Ma si può?<br><br>LINKS<br>Pagina su Lavinia Fontana in inglese <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lavinia_Fontana" rel="noopener">https://en.wikipedia.org/wiki/Lavinia_Fontana</a><br>Pagina su Lavinia Fontana in italiano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lavinia_Fontana" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Lavinia_Fontana</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Aarghh! Mi hanno fatto arrabbiare stamattina, mi hanno fatto arrabbiare! Wikipedia mi ha fatto molto arrabbiare. Allora, stavo leggendo le mie newsletter, quelle che ricevo la mattina e che leggo a colazione, e sono capitata su Lavinia Fontana che è una pittrice che io non conoscevo, magari qualche quadro l'avrò pure visto però il nome non mi era familiare, mi arriva nominata nel contesto di boh, faceva un sacco di cose era molto brava, allora sono andata a guardarmela su Wikipedia e la pagina che mi si è aperta in Wikipedia - perché il mio computer è settato tutto in inglese - è stata automaticamente la pagina di Wikipedia in italiano, cioè in inglese. Ecco, e se voi aprite Wikipedia in inglese e cercate Lavinia Fontana viene fuori che era una pittrice nata a Bologna a metà Cinquecento e la prima cosa che dice è che era molto prolifica e che è stata la prima donna la prima artista, quindi in tutte le arti, la prima artista dell'Europa occidentale a vivere del suo lavoro di artista perché le venivano commissionati quadri. Non solo, ma nel primo paragrafo di Wikipedia si legge anche che con il suo lavoro manteneva la famiglia, manteneva i suoi 11 figli e che suo marito le fungeva da agente, Quindi è stata la prima donna ad avere un agente e a fare l'artista per professione e a mantenere la sua famiglia e in questo primo paragrafo di Wikipedia, si legge pure che il marito ha allevato i figli e faceva l'uomo di casa. Sono andata a vedere che cosa dice invece Wikipedia in italiano della stessa pittrice e ancora un po' e cadevo dalla sedia. Allora, le prime cose che dice è che lei è "figlia di" e dice il nome di questo altro importante pittore che io non sono brava in pittura, quindi vabbè, quindi la prima cosa non dice niente ma "figlia di". Poi non menziona minimamente il fatto che lei è stata la prima artista nell'Europa occidentale a vivere del suo lavoro, non dice minimamente che fosse lei a mantenere la famiglia, a un certo punto dice che un tipo le ha chiesto di sposarla "ormai attempata" e tra parenti mettono a 25 o 24 25 anni, lei decide di farlo solo se lui avesse permesso di continuare a dipingere e così lei fece, e poi Wikipedia dice che lei trovò tempo di fare 11 figli, nonostante la sua copiosa produzione continua ad aver tempo di dipingere nonostante 11 figli, ma si può? È una vergogna, cioè, io proprio non ho tempo adesso rimettermi a correggere a fare editing su Wikipedia in italiano, però veramente ci sarebbe da guardare pagina per pagina e correggere queste brutture che continuano a fare dell'Italia l'ultima ruota del carro in quanto a parità di genere.]]>
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        <![CDATA[Perchè la pagina Wikipedia in inglese inizia dicendo che Lavinia Fontana è stata la prima donna a vivere della sua arte, mantenendo il marito (che le faceva da agente) e i loro 11 figli, mentre la pagina in italiano inizia dicendo che era figlia di, dice che il marito chiese la sua mano quando era ormai attempata a 25 anni e che trovò il tempo di dipingere nonostante gli 11 figli? Ma si può?<br><br>LINKS<br>Pagina su Lavinia Fontana in inglese <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lavinia_Fontana" rel="noopener">https://en.wikipedia.org/wiki/Lavinia_Fontana</a><br>Pagina su Lavinia Fontana in italiano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lavinia_Fontana" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Lavinia_Fontana</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Aarghh! Mi hanno fatto arrabbiare stamattina, mi hanno fatto arrabbiare! Wikipedia mi ha fatto molto arrabbiare. Allora, stavo leggendo le mie newsletter, quelle che ricevo la mattina e che leggo a colazione, e sono capitata su Lavinia Fontana che è una pittrice che io non conoscevo, magari qualche quadro l'avrò pure visto però il nome non mi era familiare, mi arriva nominata nel contesto di boh, faceva un sacco di cose era molto brava, allora sono andata a guardarmela su Wikipedia e la pagina che mi si è aperta in Wikipedia - perché il mio computer è settato tutto in inglese - è stata automaticamente la pagina di Wikipedia in italiano, cioè in inglese. Ecco, e se voi aprite Wikipedia in inglese e cercate Lavinia Fontana viene fuori che era una pittrice nata a Bologna a metà Cinquecento e la prima cosa che dice è che era molto prolifica e che è stata la prima donna la prima artista, quindi in tutte le arti, la prima artista dell'Europa occidentale a vivere del suo lavoro di artista perché le venivano commissionati quadri. Non solo, ma nel primo paragrafo di Wikipedia si legge anche che con il suo lavoro manteneva la famiglia, manteneva i suoi 11 figli e che suo marito le fungeva da agente, Quindi è stata la prima donna ad avere un agente e a fare l'artista per professione e a mantenere la sua famiglia e in questo primo paragrafo di Wikipedia, si legge pure che il marito ha allevato i figli e faceva l'uomo di casa. Sono andata a vedere che cosa dice invece Wikipedia in italiano della stessa pittrice e ancora un po' e cadevo dalla sedia. Allora, le prime cose che dice è che lei è "figlia di" e dice il nome di questo altro importante pittore che io non sono brava in pittura, quindi vabbè, quindi la prima cosa non dice niente ma "figlia di". Poi non menziona minimamente il fatto che lei è stata la prima artista nell'Europa occidentale a vivere del suo lavoro, non dice minimamente che fosse lei a mantenere la famiglia, a un certo punto dice che un tipo le ha chiesto di sposarla "ormai attempata" e tra parenti mettono a 25 o 24 25 anni, lei decide di farlo solo se lui avesse permesso di continuare a dipingere e così lei fece, e poi Wikipedia dice che lei trovò tempo di fare 11 figli, nonostante la sua copiosa produzione continua ad aver tempo di dipingere nonostante 11 figli, ma si può? È una vergogna, cioè, io proprio non ho tempo adesso rimettermi a correggere a fare editing su Wikipedia in italiano, però veramente ci sarebbe da guardare pagina per pagina e correggere queste brutture che continuano a fare dell'Italia l'ultima ruota del carro in quanto a parità di genere.]]>
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      <pubDate>Thu, 13 May 2021 06:27:18 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 129 Riflessioni</title>
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        <![CDATA[Mi sto interrogando sul futuro di questo mio podcast,  quanto tempo ancora lo farò,  se ha senso continuare all'infinito, metto tra virgolette la parola infinito,  va bene approfitto di questa puntata di riflessione per invitarvi a mandarmi i messaggi a iscrivervi al canale, non costa niente qualsiasi supporto usiate per ascoltarmi, non costa niente e magari farmi sapere quello che ne pensate, così non ho l'impressione di essere da sola davanti al microfono. <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Ho iniziato a registrare i miei tre minuti grezzi il 4 gennaio di quest'anno. Questa è la puntata <br>numero 129 e così come dice il titolo già, e così, come spiego nelle note del programma, è nato <br>come un esperimento, perché se quando faccio i miei podcast metto una cura meticolosa e impiego tanto tempo a editare anche un solo minuto, volevo mettermi alla prova e volevo vedere come  funziona quando una persona apre il microfono senza avere uno script, senza essersi preparata, senza fare nessun editing dopo, quindi senza eliminare tutte le storture, gli sbagli, le ripetizioni, senza avere un filo conduttore, senza avere un programma davanti. Ecco, come funziona quando si accende il microfono e inizia a parlare. Come dicevo  è un esperimento che ho iniziato il 4 gennaio e che da allora ho fatto tutti i giorni, e ora cominciO a chiedermi quanto andrò avanti con questo mio programma di 3 minuti. Devo dire che ho iniziato senza nessuna velleità di avere un pubblico, però naturalmente mi fa piacere quando qualcuno mi dice che mi ha ascoltato e poi ci sono giornate come ieri che ho guardato nelle statistiche ci sono stati 89 ascolti che sono tantissimi per il mio podcast in un giorno, soprattutto se poi si va a vedere che sono stati fatti da tre persone, non so chi siano queste persone, evidentemente hanno cominciato ad ascoltare e poi il programma ha fatto quello che io spero faccia, come quando mangi le ciliegie, una tira l'altra: inizi ad ascoltare 3 minuti - ascoltare una cosa che dura 3 minuti è un investimento fattibile perché non ci si non ci si spreca tanto tempo, 3 minuti passano prima che te ne accorga - e poi parte automaticamente l'Altro, e se i racconti sono sono piacevoli - come spero che siano - e sono soprattutto, trattano di argomenti ai quali tutti si possono relazionare, proprio perché non parlano di chissà che ma di piccoli stralci di vita quotidiana, così come mi succedono, così come mi vengono alla mente, ecco, penso che questo è quello che magari spinge una persona ascoltare di seguito 10-20  dei miei piccoli 3 minuti. So che ci sono degli amici che lo fanno - tipo Alessio che fa delle pause lunghe d'ascolto e poi se ne ascolta una decina, una ventina tutti insieme, vabbè, ma lui  è un amico quindi non conta. Sì non lo so. Mi sto interrogando sul futuro di questo mio podcast,  quanto tempo ancora lo farò,  se ha senso continuare all'infinito, metto tra virgolette la parola infinito,  va bene approfitto di questa puntata di riflessione per invitarvi a mandarmi i messaggi a iscrivervi al canale, non costa niente qualsiasi supporto usiate per ascoltarmi, non costa niente e magari farmi sapere quello che ne pensate, così non ho l'impressione di essere da sola davanti al microfono.]]>
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      <pubDate>Wed, 12 May 2021 09:29:00 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 128 Da fuori</title>
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        <![CDATA[Oggi vi parlo dal balcone di casa. Sentite il rumore della strada?<br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Bene, stamattina anziché registrare dal mio studio di registrazione che è la mia camera da letto, dove però faccio ben attenzione a chiudere le due finestre coi doppi vetri e chiudere la porta e uso il microfono, metto le cuffie eccetera, invece stamattina mi trovate al tavolo della colazione e ho appena finito di bere l'ultimo goccio di caffè. C' è la finestra la porta finestra che da sul balcone aperta, quindi occasionalmente si sente il rumore del traffico. Adesso apro anche la porta finestra della cucina così - ecco qua - mi sto spostando col computer. Anzi sto andando proprio fuori sul mio piccolo balcone e sì, voglio vedere un po' come funziona il suono quando lo faccio da fuori. Vi sto portando nella mia via. Abito al quarto piano in un appartamento, boh in un palazzo degli anni 60, credo. Penso che fossero case popolari queste che poi sono state convertite in case impopolari.  È una via molto centrale anche molto trafficata, poi qualche settimana fa ha aperto un discount proprio davanti al portone di casa mia. La cosa mi ha fatto molto arrabbiare perché non posso più parcheggiare la macchina perché la gente che si ferma al discount parcheggia in doppia fila e io non lo so che cos'è questa storia perché la gente qui in Italia, non... boh, si sente in diritto di parcheggiare in doppia fila e io ogni volta che vedo uno parcheggiato così penso, è gente che  è convinta che il suo diritto sia più un diritto rispetto a quello degli altri, pensa di avere più diritto degli altri di usare la strada "Ma è solo per un momento!" no, per un momento un corno, perché mi stai chiudendo la macchina. Vabbè non è di questo volevo parlare. In effetti oggi non mi sono preparata proprio niente niente niente niente niente. Mi sono alzata preso stamattina alle 5, alle 5:30, stavo già ero già in macchina per andare al parco delle Saline, al parco naturale a correre, e stamattina incredibile, c'erano un sacco di fenicotteri incredibilmente vicino al percorso dove si cammina, erano fantastici, poi si levavano anche in volo a gruppi di due, tre, quattro, cinque, bellissimi: li hai mai visti i fenicotteri in volo? Sembrano dei bastoni con le ali, dei bastoni che volano sono fantastici, poi siccome la parte di sotto delle ali è molto nera, hanno questo contorno molto ben delineato, sono veramente degli animali fantastici un giorno vi racconterò delle cose molto interessanti sui fenicotteri che vi stupiranno ve lo prometto.]]>
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      <pubDate>Tue, 11 May 2021 06:10:27 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Oggi vi parlo dal balcone di casa. Sentite il rumore della strada?TRASCRIZIONE TESTOBene, stamattina anziché registrare dal mio studio di registrazione che è la mia camera da letto, dove però faccio ben attenzione a chiudere le due finestre coi doppi vetr</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 127 "Tempo di uccidere"</title>
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        <![CDATA[Adoro Ennio Flaiano, e questo suo romanzo "Tempo di Uccidere" è fantastico: toni surreali che ricordano "Il Deserto dei Tartari", personaggi che fanno pensare a Dostoevskij, ed uno sguardo su un periodo vergognoso (e mai raccontato) della nostra storia coloniale. <br><br>LINK<br>Il romanzo di Ennio Flaiano "Tempo di uccidere" tutto da ascoltare con l'interfaccia peggiore mai inventato - ma ne vale la pena farsi torturare dall'impossibilità di gestire i capitoli. <br><br><a href="https://www.raiplayradio.it/playlist/2017/12/Tempo-di-uccidere-01f56a4a-6ea3-48c9-a2be-4c555af4b627.html" rel="noopener">https://www.raiplayradio.it/playlist/2017/12/Tempo-di-uccidere-01f56a4a-6ea3-48c9-a2be-4c555af4b627.html</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br><br>Nel fine settimana appena trascorso oltre che fare il primo bagno, mi sono anche dedicata a fare il cambio dell'armadio. Ho messo via le cose invernali e ho messo invece negli armadi le cose estive, poi magari un giorno vi racconto del mio armadio, anzi dei miei armadi e del mio modo di sistemare le cose un po' Mary Kondo è un po', boh, me lo sono inventata io, però la il cambio dell'armadio è un'operazione che richiede diciamo un sacco di tempo perché per farla bene prendo tutto quello che c'è nell'armadio che ho deciso, per cui ho deciso di fare il cambio, rovesciato tutto sopra il letto - tutto tutto tutto tutto quello che c'è dentro l'armadio - e questa volta mi sono anche messa d'impegno, mettendo da parte le cose che so che non metto e che di stagione in stagione dico no, questo non lo voglio buttare perché è una cosa che mi ricorda, i pantaloni di quando andava a cavallo che non metterò mai più in vita mia... ho fatto delle buste infatti di roba da dar via e mentre faccio questa con questa attività di cambio dell'armadio in qualche modo mi devo intrattenere. Il modo più semplice di intrattenermi è ascoltare un libro letto 'Ad alta voce' che è quel programma della Rai Radio 3 fantastico (non fosse perché è impossibile ascoltarlo perché c'è un interfaccia pazzesco) - vabb é ma non è di questo che voglio parlare). Mi sono messo ascoltare un libro di Flaiano intitolato 'Tempo di uccidere'. Flaiano è uno dei miei scrittori preferiti, è un bravissimo sceneggiatore tra l'altro, è creatore di aforismi e non sapevo avesse anche scritto dei romanzi, e questo è un romanzo che tra l'altro poi sono andata a controllare ha vinto la prima edizione del Premio Strega, penso alla fine degli anni Quaranta. Il il romanzo che sto ascoltando si chiama 'Tempo di uccider'e ed è assolutamente agghiacciante perché parla di un periodo della storia italiana che io conosco pochissimo, cioè l'invasione dell'Etiopia e racconta la storia di questo ufficiale che ne combina di tutti i colori. Srittura bellissima, scrittura fantastica, se conoscete Flaiano non vi non vi deluderà. Agghiacciante, mi ricorda per certi versi 'Il deserto dei Tartari' e anche in quelle ambientazioni un po' surreali e quelle decisioni prese dal protagonista che ti fanno solo scuotere la testa, mi ricorda anche alcuni personaggi di Dostoevskij, insomma è fantastico non fosse che la app ce la mette tutta per farmi rallentare l'ascolto, per farmi perdere tempo, farmi riniziare i capitoli, però vi consiglio assolutamente di leggerlo o di ascoltarlo 'Tempo di uccidere' di Ennio Flaiano.]]>
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        <![CDATA[Adoro Ennio Flaiano, e questo suo romanzo "Tempo di Uccidere" è fantastico: toni surreali che ricordano "Il Deserto dei Tartari", personaggi che fanno pensare a Dostoevskij, ed uno sguardo su un periodo vergognoso (e mai raccontato) della nostra storia coloniale. <br><br>LINK<br>Il romanzo di Ennio Flaiano "Tempo di uccidere" tutto da ascoltare con l'interfaccia peggiore mai inventato - ma ne vale la pena farsi torturare dall'impossibilità di gestire i capitoli. <br><br><a href="https://www.raiplayradio.it/playlist/2017/12/Tempo-di-uccidere-01f56a4a-6ea3-48c9-a2be-4c555af4b627.html" rel="noopener">https://www.raiplayradio.it/playlist/2017/12/Tempo-di-uccidere-01f56a4a-6ea3-48c9-a2be-4c555af4b627.html</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br><br>Nel fine settimana appena trascorso oltre che fare il primo bagno, mi sono anche dedicata a fare il cambio dell'armadio. Ho messo via le cose invernali e ho messo invece negli armadi le cose estive, poi magari un giorno vi racconto del mio armadio, anzi dei miei armadi e del mio modo di sistemare le cose un po' Mary Kondo è un po', boh, me lo sono inventata io, però la il cambio dell'armadio è un'operazione che richiede diciamo un sacco di tempo perché per farla bene prendo tutto quello che c'è nell'armadio che ho deciso, per cui ho deciso di fare il cambio, rovesciato tutto sopra il letto - tutto tutto tutto tutto quello che c'è dentro l'armadio - e questa volta mi sono anche messa d'impegno, mettendo da parte le cose che so che non metto e che di stagione in stagione dico no, questo non lo voglio buttare perché è una cosa che mi ricorda, i pantaloni di quando andava a cavallo che non metterò mai più in vita mia... ho fatto delle buste infatti di roba da dar via e mentre faccio questa con questa attività di cambio dell'armadio in qualche modo mi devo intrattenere. Il modo più semplice di intrattenermi è ascoltare un libro letto 'Ad alta voce' che è quel programma della Rai Radio 3 fantastico (non fosse perché è impossibile ascoltarlo perché c'è un interfaccia pazzesco) - vabb é ma non è di questo che voglio parlare). Mi sono messo ascoltare un libro di Flaiano intitolato 'Tempo di uccidere'. Flaiano è uno dei miei scrittori preferiti, è un bravissimo sceneggiatore tra l'altro, è creatore di aforismi e non sapevo avesse anche scritto dei romanzi, e questo è un romanzo che tra l'altro poi sono andata a controllare ha vinto la prima edizione del Premio Strega, penso alla fine degli anni Quaranta. Il il romanzo che sto ascoltando si chiama 'Tempo di uccider'e ed è assolutamente agghiacciante perché parla di un periodo della storia italiana che io conosco pochissimo, cioè l'invasione dell'Etiopia e racconta la storia di questo ufficiale che ne combina di tutti i colori. Srittura bellissima, scrittura fantastica, se conoscete Flaiano non vi non vi deluderà. Agghiacciante, mi ricorda per certi versi 'Il deserto dei Tartari' e anche in quelle ambientazioni un po' surreali e quelle decisioni prese dal protagonista che ti fanno solo scuotere la testa, mi ricorda anche alcuni personaggi di Dostoevskij, insomma è fantastico non fosse che la app ce la mette tutta per farmi rallentare l'ascolto, per farmi perdere tempo, farmi riniziare i capitoli, però vi consiglio assolutamente di leggerlo o di ascoltarlo 'Tempo di uccidere' di Ennio Flaiano.]]>
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      <pubDate>Mon, 10 May 2021 07:56:37 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Adoro Ennio Flaiano, e questo suo romanzo "Tempo di Uccidere" è fantastico: toni surreali che ricordano "Il Deserto dei Tartari", personaggi che fanno pensare a Dostoevskij, ed uno sguardo su un periodo vergognoso (e mai raccontato) della nostra storia coloniale. LINKIl romanzo di Ennio Flaiano "Tempo di uccidere" tutto da ascoltare con l'interfaccia peggiore mai inventato - ma ne vale la pena farsi torturare dall'impossibilità di gestire i capitoli. https://www.raiplayradio.it/playlist/2017/12/Tempo-di-uccidere-01f56a4a-6ea3-48c9-a2be-4c555af4b627.htmlTESTO TRASCRITTONel fine settimana appena trascorso oltre che fare il primo bagno, mi sono anche dedicata a fare il cambio dell'armadio. Ho messo via le cose invernali e ho messo invece negli armadi le cose estive, poi magari un giorno vi racconto del mio armadio, anzi dei miei armadi e del mio modo di sistemare le cose un po' Mary Kondo è un po', boh, me lo sono inventata io, però la il cambio dell'armadio è un'operazione che richiede diciamo un sacco di tempo perché per farla bene prendo tutto quello che c'è nell'armadio che ho deciso, per cui ho deciso di fare il cambio, rovesciato tutto sopra il letto - tutto tutto tutto tutto quello che c'è dentro l'armadio - e questa volta mi sono anche messa d'impegno, mettendo da parte le cose che so che non metto e che di stagione in stagione dico no, questo non lo voglio buttare perché è una cosa che mi ricorda, i pantaloni di quando andava a cavallo che non metterò mai più in vita mia... ho fatto delle buste infatti di roba da dar via e mentre faccio questa con questa attività di cambio dell'armadio in qualche modo mi devo intrattenere. Il modo più semplice di intrattenermi è ascoltare un libro letto 'Ad alta voce' che è quel programma della Rai Radio 3 fantastico (non fosse perché è impossibile ascoltarlo perché c'è un interfaccia pazzesco) - vabb é ma non è di questo che voglio parlare). Mi sono messo ascoltare un libro di Flaiano intitolato 'Tempo di uccidere'. Flaiano è uno dei miei scrittori preferiti, è un bravissimo sceneggiatore tra l'altro, è creatore di aforismi e non sapevo avesse anche scritto dei romanzi, e questo è un romanzo che tra l'altro poi sono andata a controllare ha vinto la prima edizione del Premio Strega, penso alla fine degli anni Quaranta. Il il romanzo che sto ascoltando si chiama 'Tempo di uccider'e ed è assolutamente agghiacciante perché parla di un periodo della storia italiana che io conosco pochissimo, cioè l'invasione dell'Etiopia e racconta la storia di questo ufficiale che ne combina di tutti i colori. Srittura bellissima, scrittura fantastica, se conoscete Flaiano non vi non vi deluderà. Agghiacciante, mi ricorda per certi versi 'Il deserto dei Tartari' e anche in quelle ambientazioni un po' surreali e quelle decisioni prese dal protagonista che ti fanno solo scuotere la testa, mi ricorda anche alcuni personaggi di Dostoevskij, insomma è fantastico non fosse che la app ce la mette tutta per farmi rallentare l'ascolto, per farmi perdere tempo, farmi riniziare i capitoli, però vi consiglio assolutamente di leggerlo o di ascoltarlo 'Tempo di uccidere' di Ennio Flaiano.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Adoro Ennio Flaiano, e questo suo romanzo "Tempo di Uccidere" è fantastico: toni surreali che ricordano "Il Deserto dei Tartari", personaggi che fanno pensare a Dostoevskij, ed uno sguardo su un periodo vergognoso (e mai raccontato) della nostra storia co</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 126 Primo bagno</title>
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        <![CDATA[La felicità del primo bagno della stagione. Goduriosissimo. Meraviglioso. <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>C'è qualcosa di sconvolgente e travolgente la prima volta nell'anno che fanno 27 ° - le rondini.  è già da un bel po' che che si sentono la mattina presto, è quel rumore che per me era rumore di casa quando stavo fuori, quando venivo qui in vacanza, appunto a partire da metà maggio e poi ieri finalmente è successo hanno fatto 27 ° e c'è questa strana energia che perlomeno a me costringe ad uscire fuori a volere stare all'aperto, possibilmente in spiaggia così ieri sono andata in spiaggia, sono andata con la mia amica Sonia alla spiaggia della città che è motivo di grande di grande orgoglio per tutti quelli che nella città ci abitano, ma secondo me la gente qui a Cagliari non si rende ben conto di quanto sia eccezionale avere una spiaggia così vicina e così bella, poi una volta che ero in spiaggia ho fatto il bagno  ed è stato il mio primo bagno della stagione. È un momento importante per me, il priom bagno della stagione, perché così come l'ultimo bagno, lo so sempre che quello sarà l'ultimo bagno che poi non tornerò più in spiaggia fino all'anno successivo è il primo bagno è sempre come vedere un rivedere un ritrovare una vecchia amica e la certezza è la consapevolezza che il mondo funziona ancora nel verso giusto, e tutto ancora va bene. Perché quando ti tuffi li nell'acqua e anche se l'acqua è fredda - oddio meno fredda di quanto non non anticipassi, forse perché hanno già fatto di giornate non di 27 ° però molto calde  - quando sei lì nell'acqua, l'acqua molto salata, senti quella pugnalata che ti dà il freddo appena entri e poi però ti ci abitui subito e poi i rumori dell'acqua, vedere la spiaggia dalla parte quando sei dentro l'acqua, quindi vedere la spiaggia dal lato opposto e niente, è una sensazione fantastica. È una sensazione di totale abbandono di totale felicità è una sensazione di totale fisicità. Sono felice di averlo potuto fare anche quest'anno, sono felice di averlo potuto fare con un'amica e ho preso forse non abbastanza precauzioni, infatti ieri sera sentivo che le spalle un po' mi bruciavano, non mi sono portata dietro la crema, però ne è valsa la pena perché è stata una bellissima giornata che abbiamo poi coronato concalamari fritti birretta così al bacio. Insomma felice che l'estate sia finalmente arrivata. Buona estate a tutti.]]>
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        <![CDATA[La felicità del primo bagno della stagione. Goduriosissimo. Meraviglioso. <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>C'è qualcosa di sconvolgente e travolgente la prima volta nell'anno che fanno 27 ° - le rondini.  è già da un bel po' che che si sentono la mattina presto, è quel rumore che per me era rumore di casa quando stavo fuori, quando venivo qui in vacanza, appunto a partire da metà maggio e poi ieri finalmente è successo hanno fatto 27 ° e c'è questa strana energia che perlomeno a me costringe ad uscire fuori a volere stare all'aperto, possibilmente in spiaggia così ieri sono andata in spiaggia, sono andata con la mia amica Sonia alla spiaggia della città che è motivo di grande di grande orgoglio per tutti quelli che nella città ci abitano, ma secondo me la gente qui a Cagliari non si rende ben conto di quanto sia eccezionale avere una spiaggia così vicina e così bella, poi una volta che ero in spiaggia ho fatto il bagno  ed è stato il mio primo bagno della stagione. È un momento importante per me, il priom bagno della stagione, perché così come l'ultimo bagno, lo so sempre che quello sarà l'ultimo bagno che poi non tornerò più in spiaggia fino all'anno successivo è il primo bagno è sempre come vedere un rivedere un ritrovare una vecchia amica e la certezza è la consapevolezza che il mondo funziona ancora nel verso giusto, e tutto ancora va bene. Perché quando ti tuffi li nell'acqua e anche se l'acqua è fredda - oddio meno fredda di quanto non non anticipassi, forse perché hanno già fatto di giornate non di 27 ° però molto calde  - quando sei lì nell'acqua, l'acqua molto salata, senti quella pugnalata che ti dà il freddo appena entri e poi però ti ci abitui subito e poi i rumori dell'acqua, vedere la spiaggia dalla parte quando sei dentro l'acqua, quindi vedere la spiaggia dal lato opposto e niente, è una sensazione fantastica. È una sensazione di totale abbandono di totale felicità è una sensazione di totale fisicità. Sono felice di averlo potuto fare anche quest'anno, sono felice di averlo potuto fare con un'amica e ho preso forse non abbastanza precauzioni, infatti ieri sera sentivo che le spalle un po' mi bruciavano, non mi sono portata dietro la crema, però ne è valsa la pena perché è stata una bellissima giornata che abbiamo poi coronato concalamari fritti birretta così al bacio. Insomma felice che l'estate sia finalmente arrivata. Buona estate a tutti.]]>
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      <pubDate>Sun, 09 May 2021 08:19:54 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La felicità del primo bagno della stagione. Goduriosissimo. Meraviglioso. TESTO TRASCRITTOC'è qualcosa di sconvolgente e travolgente la prima volta nell'anno che fanno 27 ° - le rondini.  è già da un bel po' che che si sentono la mattina presto, è quel rumore che per me era rumore di casa quando stavo fuori, quando venivo qui in vacanza, appunto a partire da metà maggio e poi ieri finalmente è successo hanno fatto 27 ° e c'è questa strana energia che perlomeno a me costringe ad uscire fuori a volere stare all'aperto, possibilmente in spiaggia così ieri sono andata in spiaggia, sono andata con la mia amica Sonia alla spiaggia della città che è motivo di grande di grande orgoglio per tutti quelli che nella città ci abitano, ma secondo me la gente qui a Cagliari non si rende ben conto di quanto sia eccezionale avere una spiaggia così vicina e così bella, poi una volta che ero in spiaggia ho fatto il bagno  ed è stato il mio primo bagno della stagione. È un momento importante per me, il priom bagno della stagione, perché così come l'ultimo bagno, lo so sempre che quello sarà l'ultimo bagno che poi non tornerò più in spiaggia fino all'anno successivo è il primo bagno è sempre come vedere un rivedere un ritrovare una vecchia amica e la certezza è la consapevolezza che il mondo funziona ancora nel verso giusto, e tutto ancora va bene. Perché quando ti tuffi li nell'acqua e anche se l'acqua è fredda - oddio meno fredda di quanto non non anticipassi, forse perché hanno già fatto di giornate non di 27 ° però molto calde  - quando sei lì nell'acqua, l'acqua molto salata, senti quella pugnalata che ti dà il freddo appena entri e poi però ti ci abitui subito e poi i rumori dell'acqua, vedere la spiaggia dalla parte quando sei dentro l'acqua, quindi vedere la spiaggia dal lato opposto e niente, è una sensazione fantastica. È una sensazione di totale abbandono di totale felicità è una sensazione di totale fisicità. Sono felice di averlo potuto fare anche quest'anno, sono felice di averlo potuto fare con un'amica e ho preso forse non abbastanza precauzioni, infatti ieri sera sentivo che le spalle un po' mi bruciavano, non mi sono portata dietro la crema, però ne è valsa la pena perché è stata una bellissima giornata che abbiamo poi coronato concalamari fritti birretta così al bacio. Insomma felice che l'estate sia finalmente arrivata. Buona estate a tutti.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La felicità del primo bagno della stagione. Goduriosissimo. Meraviglioso. TESTO TRASCRITTOC'è qualcosa di sconvolgente e travolgente la prima volta nell'anno che fanno 27 ° - le rondini.  è già da un bel po' che che si sentono la mattina presto, è quel ru</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 125 "Specolazioni"</title>
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        <![CDATA[Leggi una cosa che ti piace, scrivi all'autrice. Che ti risponde subito. E ti dice che verrà a Cagliari tra una settimana. #serendipity Ah! Ah! <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Dopo aver passato una vita ad alzarmi presto la mattina e scappare di corsa in ufficio, adesso che vivo a Cagliari ho il lusso di potermi alzare la mattina, mi alzo sempre presto, però diciamo la prima ora del mattino la dedico alla lettura delle email e delle newsletter. Il sabato e la domenica naturalmente  è tutto molto più tranquillo, molto più rilassato. Questa mattina a colazione mi sono letta un intero articolo di una delle riviste che mi arrivano nella casella della posta, che si chiama Antinomie, e lì ho detto un bellissimo articolo che... ho iniziato a leggere le prime parole e sono rimasta assolutamente captivated affascinata, non riuscivo a smettere, così l'ho letto fino alla fine e non riuscivo a capire ancora a metà, ma è un racconto oppure è un pezzo di cronaca? Che cosa racconta? Racconta cose vere? No, non voglio dirvi niente, poi metto il link nelle note del programma sapete che nelle note del programma metto la trascrizione del testo e anche il link a cose di cui ho parlato. E si è una cosa che parla di statue di cera che sembrano vere che sono vere e di un medico che fa delle cose incredibili, sì, ripeto non voglio non voglio spoilerare. Vi consiglio di leggerlo perché veramente a ride  è come quando si sale su una giostra e non si sa più dove si andrà a finire veramente, pensate Tarantino. Ecco molto tarantiniano, tarantinesco. Perché ve lo sto dicendo? Perché sono una persona molto curiosa una persona che spesso si fa travolgere dalle passioni giovanili, nel senso che se mi piace una cosa "mi piace mi piace". Beh, allora stamattina mentre facevo colazione ho letto quest'articolo, questo pezzo che mi è piaciuto moltissimo. Naturalmente sono subito andata a vedere, ma chi l'ha scritta questa cosa qua, ma   che persona è? Ho visto chi l'ha scritto, ho trovato anche questa persona, ripeto, di cui non voglio dirgli niente, il nome, anche perché non me lo ricordo e come sapete i 3 minuti devo farli all'impronta, non posso andare a leggere niente, non posso interrompermi per andare a controllare una cosa, come viene viene. Comunque questa persona che ha scritto. l'articolo l'ho trovata su Facebook e le ho mandato un messaggio dicendo "Ma che cosa bella che hai scritto? Ma che meraviglia! Scrivi ancora che sono molto curiosa di sapere come va avanti e cosa succede." e lei mi ha detto che verrà Cagliari tra qualche giorno, tra una settimana o così, per fare un corso, un workshop sull'immagine fotografica e spero che ci incontreremo e sono curiosissima. È una di quelle cose così magiche che capita, incontri, leggi qualcosa che ti piace, scrivi a chi l'ha scritta e questa persona verrà a Cagliari, e spero che ci incontreremo Che meraviglia! Che bello iniziare così il sabato e il fine settimana! <br><br>LINK<br>"Specolazioni fantafotografiche" l'articolo su Antinomie che ha ispirato i 3 minuti di oggi <br><a href="https://antinomie.it/index.php/2021/05/06/specolazioni-fantafotografiche/" rel="noopener">https://antinomie.it/index.php/2021/05/06/specolazioni-fantafotografiche/</a><br><br>Il workshop sull'immagine<br><a href="https://www.occhio-lab.it/il-libro-fotografico-e-le-parole-in-fotografia/" rel="noopener">https://www.occhio-lab.it/il-libro-fotografico-e-le-parole-in-fotografia/</a>]]>
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        <![CDATA[Leggi una cosa che ti piace, scrivi all'autrice. Che ti risponde subito. E ti dice che verrà a Cagliari tra una settimana. #serendipity Ah! Ah! <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Dopo aver passato una vita ad alzarmi presto la mattina e scappare di corsa in ufficio, adesso che vivo a Cagliari ho il lusso di potermi alzare la mattina, mi alzo sempre presto, però diciamo la prima ora del mattino la dedico alla lettura delle email e delle newsletter. Il sabato e la domenica naturalmente  è tutto molto più tranquillo, molto più rilassato. Questa mattina a colazione mi sono letta un intero articolo di una delle riviste che mi arrivano nella casella della posta, che si chiama Antinomie, e lì ho detto un bellissimo articolo che... ho iniziato a leggere le prime parole e sono rimasta assolutamente captivated affascinata, non riuscivo a smettere, così l'ho letto fino alla fine e non riuscivo a capire ancora a metà, ma è un racconto oppure è un pezzo di cronaca? Che cosa racconta? Racconta cose vere? No, non voglio dirvi niente, poi metto il link nelle note del programma sapete che nelle note del programma metto la trascrizione del testo e anche il link a cose di cui ho parlato. E si è una cosa che parla di statue di cera che sembrano vere che sono vere e di un medico che fa delle cose incredibili, sì, ripeto non voglio non voglio spoilerare. Vi consiglio di leggerlo perché veramente a ride  è come quando si sale su una giostra e non si sa più dove si andrà a finire veramente, pensate Tarantino. Ecco molto tarantiniano, tarantinesco. Perché ve lo sto dicendo? Perché sono una persona molto curiosa una persona che spesso si fa travolgere dalle passioni giovanili, nel senso che se mi piace una cosa "mi piace mi piace". Beh, allora stamattina mentre facevo colazione ho letto quest'articolo, questo pezzo che mi è piaciuto moltissimo. Naturalmente sono subito andata a vedere, ma chi l'ha scritta questa cosa qua, ma   che persona è? Ho visto chi l'ha scritto, ho trovato anche questa persona, ripeto, di cui non voglio dirgli niente, il nome, anche perché non me lo ricordo e come sapete i 3 minuti devo farli all'impronta, non posso andare a leggere niente, non posso interrompermi per andare a controllare una cosa, come viene viene. Comunque questa persona che ha scritto. l'articolo l'ho trovata su Facebook e le ho mandato un messaggio dicendo "Ma che cosa bella che hai scritto? Ma che meraviglia! Scrivi ancora che sono molto curiosa di sapere come va avanti e cosa succede." e lei mi ha detto che verrà Cagliari tra qualche giorno, tra una settimana o così, per fare un corso, un workshop sull'immagine fotografica e spero che ci incontreremo e sono curiosissima. È una di quelle cose così magiche che capita, incontri, leggi qualcosa che ti piace, scrivi a chi l'ha scritta e questa persona verrà a Cagliari, e spero che ci incontreremo Che meraviglia! Che bello iniziare così il sabato e il fine settimana! <br><br>LINK<br>"Specolazioni fantafotografiche" l'articolo su Antinomie che ha ispirato i 3 minuti di oggi <br><a href="https://antinomie.it/index.php/2021/05/06/specolazioni-fantafotografiche/" rel="noopener">https://antinomie.it/index.php/2021/05/06/specolazioni-fantafotografiche/</a><br><br>Il workshop sull'immagine<br><a href="https://www.occhio-lab.it/il-libro-fotografico-e-le-parole-in-fotografia/" rel="noopener">https://www.occhio-lab.it/il-libro-fotografico-e-le-parole-in-fotografia/</a>]]>
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      <pubDate>Sat, 08 May 2021 08:22:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 124 Esplorazioni</title>
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        <![CDATA[Mi piace mischiare l'hi-tech con il low-tech, mi piace uscire a fare esploraizoni della città, occhiali da sole, scarpe comode e carta e penna (spesso matita) alla mano. E mi fermo a leggere quel bigliettino che qualcuno ha buttato per  strada.<br><br>LINK<br>Come diventare esploratrici del mondo <br><a href="https://www.ibs.it/come-diventare-esploratore-del-mondo-libro-keri-smith/e/9788875703264" rel="noopener">https://www.ibs.it/come-diventare-esploratore-del-mondo-libro-keri-smith/e/9788875703264</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Sono sempre stata molto affascinata dalla tecnologia, dai primordi, dagli esordi, anche sono entrata prestissimo su internet, addirittura ho fatto la mia la mia tesi di master sul futuro dell' internet alla fine degli anni '90, mi piace quindi circondarmi di gadgets, di cose tecnologiche, appena escono non aspetto nemmeno che qualcuno scriva una review, se posso voglio subito a provarlo, voglio subito averlo. Contemporaneamente però mi piace il grande contrasto tra hi-tech e low-tech, quindi da un lato mi piace molto il digitale, dall'altro però mi piace molto l'analogico, e come ho avuto già modo di dire tante volte, adoro i libri, adoro la carta, adoro le matite e non esco mai di casa senza avere un taccuino, uno dei miei , delle mie decine centinaia di librettini, quadernetti di tutte le dimensioni per tutte le borse, per tutte le tasche, per tutte le occasioni. Dicevo, a volte mi viene un po' di voglia di disintossicarmi dalla tecnologia, però di tenere in mano un libro e fare delle attività con un libro. Uno di questi libri i miei preferiti che mi aiutano a fare queste attività, eccolo qua "How to be an Explorer of tthe World", come diventare esploratore del mondo, è un libro di Keri Smith che ha scritto diversi libri di questa serie, e il sottotitolo è "Portable Art (cancellato) Life Museum', è un museo di vita, DI ARTE (la parola arte per cancellato portatile portabile è un libro con molti disegni quasi tutto in bianco e nero con dei tratti arancioni un po' sul trasparente e degli esercizi di delle attività da fare di consiglio delle attività da fare delle delle Passeggiate delle cose che si possono fare il dove raramente Serve qualcos'altro se non il libro un po' di fant. è di una guida Come camminare e fare delle attività fuori a casa e guardando le cose di tutti i giorni con occhi diversi Questo è un libro che io a comprare un po' di tempo fa e che usa è moltissimo con mio figlio con mio figlio Era molto piccolo lo costringe a fare da mamma che lavorava a tempo pieno Diciamo solo il fine settimana libero fine settimana lo costringeva sempre uscire che mi aiutano a fare queste attività, eccolo qua "How to be an Explorer of tthe World", come diventare esploratore del mondo, è un libro di Keri Smith che ha scritto diversi libri di questa serie, e il sottotitolo è "Portable Art (cancellato) Life Museum', è un museo di vita, di arte (la parola arte però ècancellata) portatile, portabile, è un libro con molti disegni quasi tutto in bianco e nero con dei tratti arancioni (un po' sul trasparente) e degli esercizi di attività da fare, che consiglia delle attività da fare, delle delle passeggiate, delle cose che si possono fare dove raramente serve qualcos'altro se non il libro un po' di fantasia, è di una guida su come camminare e fare delle attività fuori a casa, guardando le cose di tutti i giorni con occhi diversi. Questo è un libro che io ho comprato un po' di tempo fa e che ho usato moltissimo con mio figlio. Quando mio figlio era molto piccolo lo costringevo a fare (da mamma che lavorava a tempo pieno diciamo avevo solo il fine settimana libero) nel fine settimana lo costringeva sempre uscire con me a fare queste queste 'avventure' come le chiamavo io, e le organizzava proprio come delle piccole delle vere e proprie spedizioni, che ne so la ricerca di cose blu, oppure a disegnare cose per terra coi gessetti, a volte con le pistole ad acqua, avevo questi bellissimi mitra d'acqua e con quelli disegnavamo cose sui muri. Mi piace vivere la città e mi piace ogni tanto fermarmi a raccogliere una pietra o un pezzo di carta su cui qualcuno ha scritto qualcosa e che poi ha buttato via.]]>
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        <![CDATA[Mi piace mischiare l'hi-tech con il low-tech, mi piace uscire a fare esploraizoni della città, occhiali da sole, scarpe comode e carta e penna (spesso matita) alla mano. E mi fermo a leggere quel bigliettino che qualcuno ha buttato per  strada.<br><br>LINK<br>Come diventare esploratrici del mondo <br><a href="https://www.ibs.it/come-diventare-esploratore-del-mondo-libro-keri-smith/e/9788875703264" rel="noopener">https://www.ibs.it/come-diventare-esploratore-del-mondo-libro-keri-smith/e/9788875703264</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Sono sempre stata molto affascinata dalla tecnologia, dai primordi, dagli esordi, anche sono entrata prestissimo su internet, addirittura ho fatto la mia la mia tesi di master sul futuro dell' internet alla fine degli anni '90, mi piace quindi circondarmi di gadgets, di cose tecnologiche, appena escono non aspetto nemmeno che qualcuno scriva una review, se posso voglio subito a provarlo, voglio subito averlo. Contemporaneamente però mi piace il grande contrasto tra hi-tech e low-tech, quindi da un lato mi piace molto il digitale, dall'altro però mi piace molto l'analogico, e come ho avuto già modo di dire tante volte, adoro i libri, adoro la carta, adoro le matite e non esco mai di casa senza avere un taccuino, uno dei miei , delle mie decine centinaia di librettini, quadernetti di tutte le dimensioni per tutte le borse, per tutte le tasche, per tutte le occasioni. Dicevo, a volte mi viene un po' di voglia di disintossicarmi dalla tecnologia, però di tenere in mano un libro e fare delle attività con un libro. Uno di questi libri i miei preferiti che mi aiutano a fare queste attività, eccolo qua "How to be an Explorer of tthe World", come diventare esploratore del mondo, è un libro di Keri Smith che ha scritto diversi libri di questa serie, e il sottotitolo è "Portable Art (cancellato) Life Museum', è un museo di vita, DI ARTE (la parola arte per cancellato portatile portabile è un libro con molti disegni quasi tutto in bianco e nero con dei tratti arancioni un po' sul trasparente e degli esercizi di delle attività da fare di consiglio delle attività da fare delle delle Passeggiate delle cose che si possono fare il dove raramente Serve qualcos'altro se non il libro un po' di fant. è di una guida Come camminare e fare delle attività fuori a casa e guardando le cose di tutti i giorni con occhi diversi Questo è un libro che io a comprare un po' di tempo fa e che usa è moltissimo con mio figlio con mio figlio Era molto piccolo lo costringe a fare da mamma che lavorava a tempo pieno Diciamo solo il fine settimana libero fine settimana lo costringeva sempre uscire che mi aiutano a fare queste attività, eccolo qua "How to be an Explorer of tthe World", come diventare esploratore del mondo, è un libro di Keri Smith che ha scritto diversi libri di questa serie, e il sottotitolo è "Portable Art (cancellato) Life Museum', è un museo di vita, di arte (la parola arte però ècancellata) portatile, portabile, è un libro con molti disegni quasi tutto in bianco e nero con dei tratti arancioni (un po' sul trasparente) e degli esercizi di attività da fare, che consiglia delle attività da fare, delle delle passeggiate, delle cose che si possono fare dove raramente serve qualcos'altro se non il libro un po' di fantasia, è di una guida su come camminare e fare delle attività fuori a casa, guardando le cose di tutti i giorni con occhi diversi. Questo è un libro che io ho comprato un po' di tempo fa e che ho usato moltissimo con mio figlio. Quando mio figlio era molto piccolo lo costringevo a fare (da mamma che lavorava a tempo pieno diciamo avevo solo il fine settimana libero) nel fine settimana lo costringeva sempre uscire con me a fare queste queste 'avventure' come le chiamavo io, e le organizzava proprio come delle piccole delle vere e proprie spedizioni, che ne so la ricerca di cose blu, oppure a disegnare cose per terra coi gessetti, a volte con le pistole ad acqua, avevo questi bellissimi mitra d'acqua e con quelli disegnavamo cose sui muri. Mi piace vivere la città e mi piace ogni tanto fermarmi a raccogliere una pietra o un pezzo di carta su cui qualcuno ha scritto qualcosa e che poi ha buttato via.]]>
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      <pubDate>Fri, 07 May 2021 07:35:11 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Mi piace mischiare l'hi-tech con il low-tech, mi piace uscire a fare esploraizoni della città, occhiali da sole, scarpe comode e carta e penna (spesso matita) alla mano. E mi fermo a leggere quel bigliettino che qualcuno ha buttato per  strada.LINKCome diventare esploratrici del mondo https://www.ibs.it/come-diventare-esploratore-del-mondo-libro-keri-smith/e/9788875703264TRASCRIZIONE TESTOSono sempre stata molto affascinata dalla tecnologia, dai primordi, dagli esordi, anche sono entrata prestissimo su internet, addirittura ho fatto la mia la mia tesi di master sul futuro dell' internet alla fine degli anni '90, mi piace quindi circondarmi di gadgets, di cose tecnologiche, appena escono non aspetto nemmeno che qualcuno scriva una review, se posso voglio subito a provarlo, voglio subito averlo. Contemporaneamente però mi piace il grande contrasto tra hi-tech e low-tech, quindi da un lato mi piace molto il digitale, dall'altro però mi piace molto l'analogico, e come ho avuto già modo di dire tante volte, adoro i libri, adoro la carta, adoro le matite e non esco mai di casa senza avere un taccuino, uno dei miei , delle mie decine centinaia di librettini, quadernetti di tutte le dimensioni per tutte le borse, per tutte le tasche, per tutte le occasioni. Dicevo, a volte mi viene un po' di voglia di disintossicarmi dalla tecnologia, però di tenere in mano un libro e fare delle attività con un libro. Uno di questi libri i miei preferiti che mi aiutano a fare queste attività, eccolo qua "How to be an Explorer of tthe World", come diventare esploratore del mondo, è un libro di Keri Smith che ha scritto diversi libri di questa serie, e il sottotitolo è "Portable Art (cancellato) Life Museum', è un museo di vita, DI ARTE (la parola arte per cancellato portatile portabile è un libro con molti disegni quasi tutto in bianco e nero con dei tratti arancioni un po' sul trasparente e degli esercizi di delle attività da fare di consiglio delle attività da fare delle delle Passeggiate delle cose che si possono fare il dove raramente Serve qualcos'altro se non il libro un po' di fant. è di una guida Come camminare e fare delle attività fuori a casa e guardando le cose di tutti i giorni con occhi diversi Questo è un libro che io a comprare un po' di tempo fa e che usa è moltissimo con mio figlio con mio figlio Era molto piccolo lo costringe a fare da mamma che lavorava a tempo pieno Diciamo solo il fine settimana libero fine settimana lo costringeva sempre uscire che mi aiutano a fare queste attività, eccolo qua "How to be an Explorer of tthe World", come diventare esploratore del mondo, è un libro di Keri Smith che ha scritto diversi libri di questa serie, e il sottotitolo è "Portable Art (cancellato) Life Museum', è un museo di vita, di arte (la parola arte però ècancellata) portatile, portabile, è un libro con molti disegni quasi tutto in bianco e nero con dei tratti arancioni (un po' sul trasparente) e degli esercizi di attività da fare, che consiglia delle attività da fare, delle delle passeggiate, delle cose che si possono fare dove raramente serve qualcos'altro se non il libro un po' di fantasia, è di una guida su come camminare e fare delle attività fuori a casa, guardando le cose di tutti i giorni con occhi diversi. Questo è un libro che io ho comprato un po' di tempo fa e che ho usato moltissimo con mio figlio. Quando mio figlio era molto piccolo lo costringevo a fare (da mamma che lavorava a tempo pieno diciamo avevo solo il fine settimana libero) nel fine settimana lo costringeva sempre uscire con me a fare queste queste 'avventure' come le chiamavo io, e le organizzava proprio come delle piccole delle vere e proprie spedizioni, che ne so la ricerca di cose blu, oppure a disegnare cose per terra coi gessetti, a volte con le pistole ad acqua, avevo questi bellissimi mitra...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Mi piace mischiare l'hi-tech con il low-tech, mi piace uscire a fare esploraizoni della città, occhiali da sole, scarpe comode e carta e penna (spesso matita) alla mano. E mi fermo a leggere quel bigliettino che qualcuno ha buttato per  strada.LINKCome di</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 123 Villaggio Pescatori (Ca)</title>
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        <![CDATA[Raccontare le storie degli altri è un privilegio. Me l'hanno concesso gli abitanti del Villaggio Pescatori di Giorgino, un minuscolo angolo di Cagliari che sarebbe ancora centralissimo se non avessero fatto esplodere il ponte che lo collegava al resto della città. Sono le storie che animano i podcast che ho creato per la guida di Nonturismo, un progetto editoriale ambizioso quanto bello e affascinante: libro-gioco da giocarci e scrivere nelle pagine, da guardare, leggere e ascoltare. Che belle le periferie del cuore!<br><br>LINKS<br>Le voci degli abitanti del Villaggio Pescatori<br><a href="https://www.facebook.com/riverrunHub/posts/2231157450352876" rel="noopener">https://www.facebook.com/riverrunHub/posts/2231157450352876</a><br><br>Nonturismo <br><a href="https://www.facebook.com/Nonturismo/posts/2910404965837842" rel="noopener">https://www.facebook.com/Nonturismo/posts/2910404965837842</a><br><br>La guida (deviazioni inedite raccontate dagli abitanti)<br><a href="https://www.ibs.it/giorgino-cagliari-villaggio-pescatori-deviazioni-libro-vari/e/9788865493694" rel="noopener">https://www.ibs.it/giorgino-cagliari-villaggio-pescatori-deviazioni-libro-vari/e/9788865493694</a><br> <br>TESTO TRASCRITTO<br>In gioventù facevo parte di un gruppo di fotografi militanti, militanti nel senso che prendevamo molto sul serio la fotografia: ovvio solo in bianco e nero, sviluppare tutto a casa, ma anche il rapporto con il soggetto fotografato, e c'erano delle regole che seguivamo. Una di queste era che non si potevano fotografare soggetti usando il teleobiettivo perché per avere il diritto di fotografare qualcosa prima bisognava relazionarsi con questo qualcosa, anche con le persone, non si potevano rubare scatti alle persone, bisogna relazionazionarsi con le persone. Un po' questa filosofia mi è rimasta anche se adesso sono molto meno purista per quanto riguarda le fotografie, però mi è rimasto questo chiedermi, il mio rapporto d'artista, adesso non fotografo più adesso il metodo con cui mi esprimo è il podcast, l'audio. Il mio rapportarmi alle storie degli altri quando racconto le storie degli altri e cioè quando mi viene in mente di raccontare una storia - se non sono storie autobiografiche - mi chiedo quale diritto ho, se sono io la persona più adatta per raccontare quella storia, o che credenziali ho per raccontare questa storia. Ho da poco finito la registrazione di una serie di podcast per la guida di Nonturismo di Giorgino che è appena uscita in libreria e lì ho lavorato con gli abitanti del Villaggio pescatori che è un quartiere di Cagliari tagliato fisicamente dal resto della città, anche se è appena 3 minuti di auto dal pieno centro città, non dico quanto ci si impiega a piedi perché appunto l'unico ponte che portava alla città è stato demolito, poi hanno chiuso la strada, e lì al Villaggio Pescatori ho avuto la possibilità di conoscere delle persone incredibili, e come sempre succede nelle periferie dove appunto la realtà non è addomesticate, dove uutto può succedere. Ho incrociato le storie fantastiche delle persone che mi hanno aperto la loro casa, mi hanno aperto il loro cuore, mi hanno raccontato le loro storie, alcune le ho raccontate nei podcast che appunto fanno parte di Nonturismo, però mi è rimasta una grandissima voglia di raccontarne delle altre e di conoscerle ancora di più queste persone è così quando racconti la periferia  che è una periferia geografica, ma è anche una periferia del cuore,  per raccontare le storie di entrarci dentro, devi concederti a chi ci abita per poter avere la chiave d'accesso e per poter raccontare queste storie che sono sempre così incredibili, esagerate,]]>
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        <![CDATA[Raccontare le storie degli altri è un privilegio. Me l'hanno concesso gli abitanti del Villaggio Pescatori di Giorgino, un minuscolo angolo di Cagliari che sarebbe ancora centralissimo se non avessero fatto esplodere il ponte che lo collegava al resto della città. Sono le storie che animano i podcast che ho creato per la guida di Nonturismo, un progetto editoriale ambizioso quanto bello e affascinante: libro-gioco da giocarci e scrivere nelle pagine, da guardare, leggere e ascoltare. Che belle le periferie del cuore!<br><br>LINKS<br>Le voci degli abitanti del Villaggio Pescatori<br><a href="https://www.facebook.com/riverrunHub/posts/2231157450352876" rel="noopener">https://www.facebook.com/riverrunHub/posts/2231157450352876</a><br><br>Nonturismo <br><a href="https://www.facebook.com/Nonturismo/posts/2910404965837842" rel="noopener">https://www.facebook.com/Nonturismo/posts/2910404965837842</a><br><br>La guida (deviazioni inedite raccontate dagli abitanti)<br><a href="https://www.ibs.it/giorgino-cagliari-villaggio-pescatori-deviazioni-libro-vari/e/9788865493694" rel="noopener">https://www.ibs.it/giorgino-cagliari-villaggio-pescatori-deviazioni-libro-vari/e/9788865493694</a><br> <br>TESTO TRASCRITTO<br>In gioventù facevo parte di un gruppo di fotografi militanti, militanti nel senso che prendevamo molto sul serio la fotografia: ovvio solo in bianco e nero, sviluppare tutto a casa, ma anche il rapporto con il soggetto fotografato, e c'erano delle regole che seguivamo. Una di queste era che non si potevano fotografare soggetti usando il teleobiettivo perché per avere il diritto di fotografare qualcosa prima bisognava relazionarsi con questo qualcosa, anche con le persone, non si potevano rubare scatti alle persone, bisogna relazionazionarsi con le persone. Un po' questa filosofia mi è rimasta anche se adesso sono molto meno purista per quanto riguarda le fotografie, però mi è rimasto questo chiedermi, il mio rapporto d'artista, adesso non fotografo più adesso il metodo con cui mi esprimo è il podcast, l'audio. Il mio rapportarmi alle storie degli altri quando racconto le storie degli altri e cioè quando mi viene in mente di raccontare una storia - se non sono storie autobiografiche - mi chiedo quale diritto ho, se sono io la persona più adatta per raccontare quella storia, o che credenziali ho per raccontare questa storia. Ho da poco finito la registrazione di una serie di podcast per la guida di Nonturismo di Giorgino che è appena uscita in libreria e lì ho lavorato con gli abitanti del Villaggio pescatori che è un quartiere di Cagliari tagliato fisicamente dal resto della città, anche se è appena 3 minuti di auto dal pieno centro città, non dico quanto ci si impiega a piedi perché appunto l'unico ponte che portava alla città è stato demolito, poi hanno chiuso la strada, e lì al Villaggio Pescatori ho avuto la possibilità di conoscere delle persone incredibili, e come sempre succede nelle periferie dove appunto la realtà non è addomesticate, dove uutto può succedere. Ho incrociato le storie fantastiche delle persone che mi hanno aperto la loro casa, mi hanno aperto il loro cuore, mi hanno raccontato le loro storie, alcune le ho raccontate nei podcast che appunto fanno parte di Nonturismo, però mi è rimasta una grandissima voglia di raccontarne delle altre e di conoscerle ancora di più queste persone è così quando racconti la periferia  che è una periferia geografica, ma è anche una periferia del cuore,  per raccontare le storie di entrarci dentro, devi concederti a chi ci abita per poter avere la chiave d'accesso e per poter raccontare queste storie che sono sempre così incredibili, esagerate,]]>
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      <pubDate>Thu, 06 May 2021 08:31:39 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 122 Coriandolo</title>
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        <![CDATA[Com'è che a Cagliari è impossibile trovare il coriandolo fresco? <br><br>LINKS<br>Ecco il coriandolo (chiamato anche cilantro) <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coriandrum_sativum" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Coriandrum_sativum</a><br>Qui invece il kale <a href="https://smartfood.ieo.it/alimenti/kale/" rel="noopener">https://smartfood.ieo.it/alimenti/kale/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>A Cagliari sembra impossibile trovare il coriandolo fresco. Il coriandolo è una pianta che se la vedete è molto simile al prezzemolo, però ha un sapore molto particolare, incredibile, finora sono pochissimi i posti dove sono riuscita a trovarlo. Però ad esempio al mercato, il mercato di San Benedetto che è un mercato molto grande e molto ben fornito pieno di ogni ben di Dio, non si trova. Ogni tanto qualcuno mi dice, sì ogni tanto lo portiamo, torni me lo chieda, io torno chiedo però non l'ho ancora non sono riuscita a trovarlo il coriandolo al mercato di San Benedetto né da altre parti. Eppure non capisco perché, è una pianticina che si può tranquillamente coltivare a casa,  è tipo prezzemolo, appunto, magari vorrà un po' più d'acqua più o meno d'acqua ma come si può far crescere la menta, il basilico, tutte le altre cose, anche questo.. secondo me il fatto è che non viene, non è tanto conosciuta e che ancora il suo utilizzo è relegato a quello che si pensa sia solo la cucina asiatica. Io ricordo quando ero molto giovane quando mi trasferii a Berlino che per la prima volta li mangiai il risotto fatto con la zucca, e poi nei miei rientri a casa andai al mercato - all'epoca al Mercato di Santa Chiara, quando ancora esisteva il piccolo mercato vicino al quartiere dove  abitavo, dove abita la mia mamma- e lì chiesi la zucca, volevo comprare la zucca per fare il risotto di zucca e farlo assaggiare alla mia famiglia, e ricordo che la gente al mercato mi guardava male, diceva, come zucca? La zucca non si vende perché, almeno qui in Sardegna, la zucca negli anni passati non veniva consumata ma veniva data agli animali, ai maiali non so quali altri animali. Ora invece le zucche le trovate tranquillamente dappertutto e la gente la usa, ci fa l'ottimo risotto alla zucca, arrosto è buonissima, tipo le patate arrosto e si scioglie in bocca una meraviglia. Quindi c'è la speranza che col tempo, forse perché la gente si rompe di sentire me che chiede 'ma avete il coriandolo? avete il coriandolo?' si incuriosisca e alla fine ordini questo benedetto coriandolo. Un'altra cosa che cerco e che non riesco a trovare qui a Cagliari è il kale cale che non so come si dice in italiano, non so nemmeno se lo sto pronunciando bene in inglese 'kale' scritto K-A-L-E che è un'erba che sembra il cavolo nero, ha delle foglie lunghe e verde scurissimo e oltre ad avere tantissime proprietà è buonissimo sfrangiato e messo al forno, al grill diventano dei chips tipo patatine e però sono ultra sani ed è uno di quelli che viene chiamato superfood.]]>
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        <![CDATA[Com'è che a Cagliari è impossibile trovare il coriandolo fresco? <br><br>LINKS<br>Ecco il coriandolo (chiamato anche cilantro) <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coriandrum_sativum" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Coriandrum_sativum</a><br>Qui invece il kale <a href="https://smartfood.ieo.it/alimenti/kale/" rel="noopener">https://smartfood.ieo.it/alimenti/kale/</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>A Cagliari sembra impossibile trovare il coriandolo fresco. Il coriandolo è una pianta che se la vedete è molto simile al prezzemolo, però ha un sapore molto particolare, incredibile, finora sono pochissimi i posti dove sono riuscita a trovarlo. Però ad esempio al mercato, il mercato di San Benedetto che è un mercato molto grande e molto ben fornito pieno di ogni ben di Dio, non si trova. Ogni tanto qualcuno mi dice, sì ogni tanto lo portiamo, torni me lo chieda, io torno chiedo però non l'ho ancora non sono riuscita a trovarlo il coriandolo al mercato di San Benedetto né da altre parti. Eppure non capisco perché, è una pianticina che si può tranquillamente coltivare a casa,  è tipo prezzemolo, appunto, magari vorrà un po' più d'acqua più o meno d'acqua ma come si può far crescere la menta, il basilico, tutte le altre cose, anche questo.. secondo me il fatto è che non viene, non è tanto conosciuta e che ancora il suo utilizzo è relegato a quello che si pensa sia solo la cucina asiatica. Io ricordo quando ero molto giovane quando mi trasferii a Berlino che per la prima volta li mangiai il risotto fatto con la zucca, e poi nei miei rientri a casa andai al mercato - all'epoca al Mercato di Santa Chiara, quando ancora esisteva il piccolo mercato vicino al quartiere dove  abitavo, dove abita la mia mamma- e lì chiesi la zucca, volevo comprare la zucca per fare il risotto di zucca e farlo assaggiare alla mia famiglia, e ricordo che la gente al mercato mi guardava male, diceva, come zucca? La zucca non si vende perché, almeno qui in Sardegna, la zucca negli anni passati non veniva consumata ma veniva data agli animali, ai maiali non so quali altri animali. Ora invece le zucche le trovate tranquillamente dappertutto e la gente la usa, ci fa l'ottimo risotto alla zucca, arrosto è buonissima, tipo le patate arrosto e si scioglie in bocca una meraviglia. Quindi c'è la speranza che col tempo, forse perché la gente si rompe di sentire me che chiede 'ma avete il coriandolo? avete il coriandolo?' si incuriosisca e alla fine ordini questo benedetto coriandolo. Un'altra cosa che cerco e che non riesco a trovare qui a Cagliari è il kale cale che non so come si dice in italiano, non so nemmeno se lo sto pronunciando bene in inglese 'kale' scritto K-A-L-E che è un'erba che sembra il cavolo nero, ha delle foglie lunghe e verde scurissimo e oltre ad avere tantissime proprietà è buonissimo sfrangiato e messo al forno, al grill diventano dei chips tipo patatine e però sono ultra sani ed è uno di quelli che viene chiamato superfood.]]>
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      <pubDate>Wed, 05 May 2021 07:15:56 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 121 Gatti da tastiera</title>
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        <![CDATA[Quando Mazinga mi sveglia prima delle 6 facendo cadere il mio telefono. <br><br>LINK<br>La mia bellisisma tastiera finto-vintage<br><a href="https://www.elretron.com/penna-1" rel="noopener">https://www.elretron.com/penna-1</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Stamattina prima delle 6 Mazinga il Gatto è entrata nella stanza da letto, è salita sopra il tavolo e ha fatto cadere per terra il mio telefono, che era messo lì a caricare, mentre cercava di intrufolarsi tra le varie apparecchiature che ci sono sopra il tavolo a fianco al mio letto. Mi ha svegliato, ero nel mezzo di un sogno, un bel sogno, non mi ricordo bene, però la sensazione era piacevole e comunque era un sogno interessante e mi ha svegliato questo 'wushh' un movimento improvviso e poi pong il tonfo del del telefono che cadeva per terra. Per fortuna in camera da letto c'è il parquet, altrimenti il mio telefono si sarebbe infranto al suolo perché nel resto della casa ci sono le mattonelle. Ogni tanto, quando mi ricordo, prima di andare a letto nascondo le cose sul tavolo, oltre al computer e al secondo schermo che uso per fare l'editing, c'è anche una tastiera staccata che uso per scrivere ed è una testiera il contrario di quello che una persona si potrebbe immaginare pensando a una tastiera staccata per il per il laptop. Infatti una tastiera pesantissima di metallo che riproduce in modo più o meno fedele la tastiera di una macchina da scrivere, quei tasti belli grossi e anche il luogo in cui sono incastrati i tasti è un pezzo di metallo pazzesco e color verde, come erano verdi le maacchine da scrivere che c'erano a scuola, quando io andavo alle superiori tra le materie che ho imparato c'era anche stenografia dattilografia, e c'erano questi macchinoni da scrivere giganteschi che avevano questo colore, tipo verde militare. Ecco questa tastiera è un po' come come queste e c'è anche al lato una leva che ricorda la leva che si usava per andare a capo, solo che questa leva posso usarla se voglio scrivere qualcosa e metterlo in una memoria.  È una tastiera super moderna, anche se l'aspetto è molto vintage, si collega con il bluetooth al mio computer è un po' però è un po' delicata però, quindi se Mazinga ci va sopra, se ci si siede sopra - come a lei piace sedersi sulla tastiera del computer - andrebbero in mezzo tutti i peli suoi che lei perde copiosamente, questo sarebbe problematico, mi devo ricordare semplicemente prima di andare a letto di mettere un telo su tutte le mie cose elettroniche di computer che ho sul tavolo così che se mazinga ci va sopra, diciamo che i danni sono limitati e comunque boh, magari dovrei anche chiudere la porta. Così non entra dentro a svegliarmi.]]>
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        <![CDATA[Quando Mazinga mi sveglia prima delle 6 facendo cadere il mio telefono. <br><br>LINK<br>La mia bellisisma tastiera finto-vintage<br><a href="https://www.elretron.com/penna-1" rel="noopener">https://www.elretron.com/penna-1</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Stamattina prima delle 6 Mazinga il Gatto è entrata nella stanza da letto, è salita sopra il tavolo e ha fatto cadere per terra il mio telefono, che era messo lì a caricare, mentre cercava di intrufolarsi tra le varie apparecchiature che ci sono sopra il tavolo a fianco al mio letto. Mi ha svegliato, ero nel mezzo di un sogno, un bel sogno, non mi ricordo bene, però la sensazione era piacevole e comunque era un sogno interessante e mi ha svegliato questo 'wushh' un movimento improvviso e poi pong il tonfo del del telefono che cadeva per terra. Per fortuna in camera da letto c'è il parquet, altrimenti il mio telefono si sarebbe infranto al suolo perché nel resto della casa ci sono le mattonelle. Ogni tanto, quando mi ricordo, prima di andare a letto nascondo le cose sul tavolo, oltre al computer e al secondo schermo che uso per fare l'editing, c'è anche una tastiera staccata che uso per scrivere ed è una testiera il contrario di quello che una persona si potrebbe immaginare pensando a una tastiera staccata per il per il laptop. Infatti una tastiera pesantissima di metallo che riproduce in modo più o meno fedele la tastiera di una macchina da scrivere, quei tasti belli grossi e anche il luogo in cui sono incastrati i tasti è un pezzo di metallo pazzesco e color verde, come erano verdi le maacchine da scrivere che c'erano a scuola, quando io andavo alle superiori tra le materie che ho imparato c'era anche stenografia dattilografia, e c'erano questi macchinoni da scrivere giganteschi che avevano questo colore, tipo verde militare. Ecco questa tastiera è un po' come come queste e c'è anche al lato una leva che ricorda la leva che si usava per andare a capo, solo che questa leva posso usarla se voglio scrivere qualcosa e metterlo in una memoria.  È una tastiera super moderna, anche se l'aspetto è molto vintage, si collega con il bluetooth al mio computer è un po' però è un po' delicata però, quindi se Mazinga ci va sopra, se ci si siede sopra - come a lei piace sedersi sulla tastiera del computer - andrebbero in mezzo tutti i peli suoi che lei perde copiosamente, questo sarebbe problematico, mi devo ricordare semplicemente prima di andare a letto di mettere un telo su tutte le mie cose elettroniche di computer che ho sul tavolo così che se mazinga ci va sopra, diciamo che i danni sono limitati e comunque boh, magari dovrei anche chiudere la porta. Così non entra dentro a svegliarmi.]]>
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      <pubDate>Tue, 04 May 2021 06:22:48 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Quando Mazinga mi sveglia prima delle 6 facendo cadere il mio telefono. LINKLa mia bellisisma tastiera finto-vintagehttps://www.elretron.com/penna-1TESTO TRASCRITTOStamattina prima delle 6 Mazinga il Gatto è entrata nella stanza da letto, è salita sopra i</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 120 Giapponesità</title>
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        <![CDATA[Mi trovo in mezzo ad una nuvola di giapponesità, e timidamente penso anche alla possilità (remota ma bellissa a pensarci) di un viaggio. <br><br>LINK:<br>I Quaderni Giapponesi di Igort  <a href="https://www.coconinopress.it/prodotto/quaderni-giapponesi/" rel="noopener">https://www.coconinopress.it/prodotto/quaderni-giapponesi/</a><br>Il Peso dei Segreti di Aki Shimazaki   <a href="https://www.ibs.it/peso-dei-segreti-libro-aki-shimazaki/e/9788807032103" rel="noopener">https://www.ibs.it/peso-dei-segreti-libro-aki-shimazaki/e/9788807032103</a><br>Il Museo di Hiroshima <a href="http://www.hpmmuseum.jp/?lang=eng" rel="noopener">http://www.hpmmuseum.jp/?lang=eng</a><br>Il mio amico Takashi, artista butoh <a href="https://www.butohout.com/introtakashitakiguchi" rel="noopener">https://www.butohout.com/introtakashitakiguchi</a> <br><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Così quasi per caso mi sono ritrovata catapultata di nuovo nel mondo del Giappone.  È iniziato l'altro giorno quando sono capitata in libreria e ho preso un paio di libri. Ecco i Quaderni Giapponesi di Igort, ho preso uno dei tre volumi, l'ho finito in un attimo, un volume meraviglioso molto delicato molto molto giapponese, ora non vedo l'ora di prendere gli altri due, e poi sempre lì in libreria, ho preso un paio di romanzi e uno di questi l'ho preso proprio perché era scritto da una scrittrice giapponese, Aki Shimazaki - Il Peso dei Segreti, è un romanzo che ho iniziato a leggere l'altra notte e prima che me ne rendessi conto ero già arrivata a pagina 60. Poi ho spento la luce e mi sono messa a dormire.  È un romanzo molto delicato, molto molto giapponese. Parla della bomba su Nagasaki, così mi sono messa di nuovo a pensare al Giappone, timidamente, pensando che potrei programmare un viaggio, ho guardato anche i voli, il costo dei voli, ci sono dei voli che meno di €500 da Roma, e ci stiamo pensando seriamente. E poi mi sono tornati in mente delle immagini, soprattutto le immagini - sia leggendo i Quaderni Giapponesi che leggendo il libro, Il romanzo che si intitola Il Peso dei Segreti (sì, l'ho già detto) le immagini di Hiroshima, di quello che è rimasto dopo la bomba. Mi ricordo la mia visita al museo a Hiroshima, e mi ricordo anche che poi ne avevo parlato con Takashi, il mio amico che a Hiroshima è nato, lui adesso vive a Melbourne, tra l'altro ci siamo conosciuti mentre tutti e due lavoravamo in un posto, in un centro servizi per i rifugiati, lui era lì, una cosa tipo assistente sociale, però la sua vera passione era il butoh, e adesso si esibisce come ballerino, anche se ballerino, mi sembra una parola brutta che non si adatta al butoh. Comunque, sto divagando, stanno per finire i miei tre minuti grezzi, lui mi aveva detto che si programmava una ristrutturazione completa del museo della bomba atomica a Hiroshima, e che parte della popolazione era contraria perché quello che io visito ormai 5-6 anni fa 7 anni fa, boh non ricordo, era ancora quello - tra virgolette - originale, mentre lui aveva paura che tutto si edulcorasse e che tutto diventasse meno violento e meno esplicito, come invece è in effetti quello che ho visitato. Va bene, sto attraversando una nuvola di giapponesitquello - tra virgolette - originale, mentre lui aveva paura che tutto si edulcorasse e che tutto diventasse meno violento e meno esplicito, come invece è in effetti quello che ho visitato. Va bene, sto attraversando una nuvola di giapponesità.]]>
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        <![CDATA[Mi trovo in mezzo ad una nuvola di giapponesità, e timidamente penso anche alla possilità (remota ma bellissa a pensarci) di un viaggio. <br><br>LINK:<br>I Quaderni Giapponesi di Igort  <a href="https://www.coconinopress.it/prodotto/quaderni-giapponesi/" rel="noopener">https://www.coconinopress.it/prodotto/quaderni-giapponesi/</a><br>Il Peso dei Segreti di Aki Shimazaki   <a href="https://www.ibs.it/peso-dei-segreti-libro-aki-shimazaki/e/9788807032103" rel="noopener">https://www.ibs.it/peso-dei-segreti-libro-aki-shimazaki/e/9788807032103</a><br>Il Museo di Hiroshima <a href="http://www.hpmmuseum.jp/?lang=eng" rel="noopener">http://www.hpmmuseum.jp/?lang=eng</a><br>Il mio amico Takashi, artista butoh <a href="https://www.butohout.com/introtakashitakiguchi" rel="noopener">https://www.butohout.com/introtakashitakiguchi</a> <br><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Così quasi per caso mi sono ritrovata catapultata di nuovo nel mondo del Giappone.  È iniziato l'altro giorno quando sono capitata in libreria e ho preso un paio di libri. Ecco i Quaderni Giapponesi di Igort, ho preso uno dei tre volumi, l'ho finito in un attimo, un volume meraviglioso molto delicato molto molto giapponese, ora non vedo l'ora di prendere gli altri due, e poi sempre lì in libreria, ho preso un paio di romanzi e uno di questi l'ho preso proprio perché era scritto da una scrittrice giapponese, Aki Shimazaki - Il Peso dei Segreti, è un romanzo che ho iniziato a leggere l'altra notte e prima che me ne rendessi conto ero già arrivata a pagina 60. Poi ho spento la luce e mi sono messa a dormire.  È un romanzo molto delicato, molto molto giapponese. Parla della bomba su Nagasaki, così mi sono messa di nuovo a pensare al Giappone, timidamente, pensando che potrei programmare un viaggio, ho guardato anche i voli, il costo dei voli, ci sono dei voli che meno di €500 da Roma, e ci stiamo pensando seriamente. E poi mi sono tornati in mente delle immagini, soprattutto le immagini - sia leggendo i Quaderni Giapponesi che leggendo il libro, Il romanzo che si intitola Il Peso dei Segreti (sì, l'ho già detto) le immagini di Hiroshima, di quello che è rimasto dopo la bomba. Mi ricordo la mia visita al museo a Hiroshima, e mi ricordo anche che poi ne avevo parlato con Takashi, il mio amico che a Hiroshima è nato, lui adesso vive a Melbourne, tra l'altro ci siamo conosciuti mentre tutti e due lavoravamo in un posto, in un centro servizi per i rifugiati, lui era lì, una cosa tipo assistente sociale, però la sua vera passione era il butoh, e adesso si esibisce come ballerino, anche se ballerino, mi sembra una parola brutta che non si adatta al butoh. Comunque, sto divagando, stanno per finire i miei tre minuti grezzi, lui mi aveva detto che si programmava una ristrutturazione completa del museo della bomba atomica a Hiroshima, e che parte della popolazione era contraria perché quello che io visito ormai 5-6 anni fa 7 anni fa, boh non ricordo, era ancora quello - tra virgolette - originale, mentre lui aveva paura che tutto si edulcorasse e che tutto diventasse meno violento e meno esplicito, come invece è in effetti quello che ho visitato. Va bene, sto attraversando una nuvola di giapponesitquello - tra virgolette - originale, mentre lui aveva paura che tutto si edulcorasse e che tutto diventasse meno violento e meno esplicito, come invece è in effetti quello che ho visitato. Va bene, sto attraversando una nuvola di giapponesità.]]>
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      <pubDate>Mon, 03 May 2021 07:05:07 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Mi trovo in mezzo ad una nuvola di giapponesità, e timidamente penso anche alla possilità (remota ma bellissa a pensarci) di un viaggio. LINK:I Quaderni Giapponesi di Igort  https://www.coconinopress.it/prodotto/quaderni-giapponesi/Il Peso dei Segreti di Aki Shimazaki   https://www.ibs.it/peso-dei-segreti-libro-aki-shimazaki/e/9788807032103Il Museo di Hiroshima http://www.hpmmuseum.jp/?lang=engIl mio amico Takashi, artista butoh https://www.butohout.com/introtakashitakiguchi TESTO TRASCRITTOCosì quasi per caso mi sono ritrovata catapultata di nuovo nel mondo del Giappone.  È iniziato l'altro giorno quando sono capitata in libreria e ho preso un paio di libri. Ecco i Quaderni Giapponesi di Igort, ho preso uno dei tre volumi, l'ho finito in un attimo, un volume meraviglioso molto delicato molto molto giapponese, ora non vedo l'ora di prendere gli altri due, e poi sempre lì in libreria, ho preso un paio di romanzi e uno di questi l'ho preso proprio perché era scritto da una scrittrice giapponese, Aki Shimazaki - Il Peso dei Segreti, è un romanzo che ho iniziato a leggere l'altra notte e prima che me ne rendessi conto ero già arrivata a pagina 60. Poi ho spento la luce e mi sono messa a dormire.  È un romanzo molto delicato, molto molto giapponese. Parla della bomba su Nagasaki, così mi sono messa di nuovo a pensare al Giappone, timidamente, pensando che potrei programmare un viaggio, ho guardato anche i voli, il costo dei voli, ci sono dei voli che meno di €500 da Roma, e ci stiamo pensando seriamente. E poi mi sono tornati in mente delle immagini, soprattutto le immagini - sia leggendo i Quaderni Giapponesi che leggendo il libro, Il romanzo che si intitola Il Peso dei Segreti (sì, l'ho già detto) le immagini di Hiroshima, di quello che è rimasto dopo la bomba. Mi ricordo la mia visita al museo a Hiroshima, e mi ricordo anche che poi ne avevo parlato con Takashi, il mio amico che a Hiroshima è nato, lui adesso vive a Melbourne, tra l'altro ci siamo conosciuti mentre tutti e due lavoravamo in un posto, in un centro servizi per i rifugiati, lui era lì, una cosa tipo assistente sociale, però la sua vera passione era il butoh, e adesso si esibisce come ballerino, anche se ballerino, mi sembra una parola brutta che non si adatta al butoh. Comunque, sto divagando, stanno per finire i miei tre minuti grezzi, lui mi aveva detto che si programmava una ristrutturazione completa del museo della bomba atomica a Hiroshima, e che parte della popolazione era contraria perché quello che io visito ormai 5-6 anni fa 7 anni fa, boh non ricordo, era ancora quello - tra virgolette - originale, mentre lui aveva paura che tutto si edulcorasse e che tutto diventasse meno violento e meno esplicito, come invece è in effetti quello che ho visitato. Va bene, sto attraversando una nuvola di giapponesitquello - tra virgolette - originale, mentre lui aveva paura che tutto si edulcorasse e che tutto diventasse meno violento e meno esplicito, come invece è in effetti quello che ho visitato. Va bene, sto attraversando una nuvola di giapponesità.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Mi trovo in mezzo ad una nuvola di giapponesità, e timidamente penso anche alla possilità (remota ma bellissa a pensarci) di un viaggio. LINK:I Quaderni Giapponesi di Igort  https://www.coconinopress.it/prodotto/quaderni-giapponesi/Il Peso dei Segreti di </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 119 Tassonomie</title>
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        <![CDATA[È un problema di taasosnomia, il voler a tutti i costi etichettare e definire le cose di cui non dovrebbe importare niente a nessuno. E poi, si sa, la lingua è intrinsicamente fascista (e l'italiano ancora di più).<br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Ogni lingua è fascista e non sono io a dirlo lo dicevano molti filosofi mi viene in mente Bertrand Russell e ce ne sono sicuramente anche degli altri, però adesso non non me li ricordo. Ogni lingua è fascista, ma secondo me la lingua italiana lo è particolarmente perché ha la prevalenza del maschile su tutto. Quando noi vogliamo indicare qualcosa che sia maschio e femmina, un gruppo di persone con uomini e donne - per fermarmi alla divisione binaria - devo usare il maschile. La nostra lingua, non è in grado, non ha ancora elaborato un modo di esprimersi che sia meno settario e che sia più comprensivo. In inglese, basta usare il 'they' e non si deve né il maschile nel femminile perché il 'they' è asessuato e quindi può anche includere persone che non si riconoscono nei generi binari. Ma io mi chiedo, perché è così importante e fondamentale sapere la sessualità di una persona quando se ne parla? È un po' come prima che parlando delle donne in italiano bisognava usare il termine signorina  se non era ancora sposata.  <br>Ma che cosa te ne frega se sono sposata o meno? Perché devi definire la mia  persona, perché la prima cosa in assoluto che ti interessa sapere sulla mia persona - ancora prima del nome perché l'appellativo signorina precede il nome - la prima cosa che vuoi sapere è la mia disponibilità a diventare tua fidanzata? Ma cosa te ne frega? Vuoi sapere se sono sul mercato della carne? E un po' è lo stesso se ci riflettiamo se pensiamo all'utilizzo dei pronomi e poi anche alla stessa esistenza di parole che fanno capire le preferenze e che vengono usate per indicare la preferenza sessuale di una persona. Ma cosa me ne frega se ti piacciono gli uomini le donne e se sei di genedr fluid o se sei cis (gender)? Ma cosa me ne frega cosa me ne dovrebbe fregare? Purtroppo però a quanto pare ne frega un sacco a un sacco di gente e quindi ancora oggi nel 2021 - mi vergogno a dirlo - ma c'è gente, ci sono politici in posizioni di potere ovviamente perché i politici hanno un certo potere, che possono tranquillamente, sfrontatamente dire delle cose abominevoli e nessuno che si scandalizza più di tanto. Siamo in questo in questo momento storico di boh di riflusso del fango nuotiamo nella melma. Non lo so. Vabbè mi è venuta così questa considerazione, vi lascio riflettere.]]>
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        <![CDATA[È un problema di taasosnomia, il voler a tutti i costi etichettare e definire le cose di cui non dovrebbe importare niente a nessuno. E poi, si sa, la lingua è intrinsicamente fascista (e l'italiano ancora di più).<br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Ogni lingua è fascista e non sono io a dirlo lo dicevano molti filosofi mi viene in mente Bertrand Russell e ce ne sono sicuramente anche degli altri, però adesso non non me li ricordo. Ogni lingua è fascista, ma secondo me la lingua italiana lo è particolarmente perché ha la prevalenza del maschile su tutto. Quando noi vogliamo indicare qualcosa che sia maschio e femmina, un gruppo di persone con uomini e donne - per fermarmi alla divisione binaria - devo usare il maschile. La nostra lingua, non è in grado, non ha ancora elaborato un modo di esprimersi che sia meno settario e che sia più comprensivo. In inglese, basta usare il 'they' e non si deve né il maschile nel femminile perché il 'they' è asessuato e quindi può anche includere persone che non si riconoscono nei generi binari. Ma io mi chiedo, perché è così importante e fondamentale sapere la sessualità di una persona quando se ne parla? È un po' come prima che parlando delle donne in italiano bisognava usare il termine signorina  se non era ancora sposata.  <br>Ma che cosa te ne frega se sono sposata o meno? Perché devi definire la mia  persona, perché la prima cosa in assoluto che ti interessa sapere sulla mia persona - ancora prima del nome perché l'appellativo signorina precede il nome - la prima cosa che vuoi sapere è la mia disponibilità a diventare tua fidanzata? Ma cosa te ne frega? Vuoi sapere se sono sul mercato della carne? E un po' è lo stesso se ci riflettiamo se pensiamo all'utilizzo dei pronomi e poi anche alla stessa esistenza di parole che fanno capire le preferenze e che vengono usate per indicare la preferenza sessuale di una persona. Ma cosa me ne frega se ti piacciono gli uomini le donne e se sei di genedr fluid o se sei cis (gender)? Ma cosa me ne frega cosa me ne dovrebbe fregare? Purtroppo però a quanto pare ne frega un sacco a un sacco di gente e quindi ancora oggi nel 2021 - mi vergogno a dirlo - ma c'è gente, ci sono politici in posizioni di potere ovviamente perché i politici hanno un certo potere, che possono tranquillamente, sfrontatamente dire delle cose abominevoli e nessuno che si scandalizza più di tanto. Siamo in questo in questo momento storico di boh di riflusso del fango nuotiamo nella melma. Non lo so. Vabbè mi è venuta così questa considerazione, vi lascio riflettere.]]>
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      <pubDate>Sun, 02 May 2021 07:35:34 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>È un problema di taasosnomia, il voler a tutti i costi etichettare e definire le cose di cui non dovrebbe importare niente a nessuno. E poi, si sa, la lingua è intrinsicamente fascista (e l'italiano ancora di più).TRASCRIZIONE TESTOOgni lingua è fascista </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 118 Parole crociate</title>
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        <![CDATA[Mio papà mi ha insegnato a fare le parole crociate da bambina, mi ricordo comprava la Settimana Enigmistica e io mi sedevo a fianco a lui e lui leggeva a voce alta le definizioni e poi, sempre a voce alta, scriveva la risposta all'interno del cruciverba, e mentre faceva così mi insegnava anche altre cose che sono utili per compilare le parole crociate e mi diceva non bisogna mai usare la matita, e poi mi diceva sempre di fare attenzione quando scrivi dentro le caselle a non oscurare i numeri perché se scrivi la lettera troppo grande poi non riesci a leggere il numero e comunque non va bene. I cruciverba della Settimana Enigmistica che  comprava mio papà una volta che erano tutti compilati sembravano delle piccole opere d'arte, perché erano tutti compilati o risolti i cruciverba con la sua scrittura che era molto regolare e sembrava quasi che venissero disegnati. E c'era un ordine particolare che lui seguiva per risolvere i cruciverba: le più difficili, quelle a schema libero, se le lasciava per ultime, poi tra un cruciverba e l'altro risolveva i piccoli quiz, e risolveva anche i rebus. Mi ha insegnato anche a fare i rebus e ricordo che è una cosa che ho preso da lui che è un'abitudine che ho anch'io è scrivere la soluzione dei rebus sul lato sinistro in verticale: girava la pubblicazione, la Settimana Enigmistica così da poter scrivere bene e scriveva sul lato la soluzione del rebus, a fare i rebus mi ha insegnato lui: come pensare, quali elementi guardare, e poi ogni tanto leggevamo anche barzellette insieme, quando c'era una barzelletta particolarmente divertente me la faceva notare mi chiedeva, hai visto quella barzelletta? A casa nel cassetto della scrivania dove si sedeva mio papà ci sono ancora due numeri di parole crociate compilate da lui, sono le ultime due parole crociate che ha fatto, sono lì e io ci tengo molto a quelle parole crociate, le conserva mia mamma e sono gelosamente custodite e quando ogni tanto le tolgo dal cassetto le guardo sorrido e vedo le descrizioni e vedo le definizioni e niente, mi fai ricordare mio papà, questo grande amore, questa grande passione che mi ha trasferito per le parole crociate. E non le compro sempre, però le compro sempre quando vado in vacanza. Le compravo sempre quando abitavo in Australia prima di salire in aereo per tornare a casa,  ci sono molto affezionata. Tutto qui.]]>
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        <![CDATA[Mio papà mi ha insegnato a fare le parole crociate da bambina, mi ricordo comprava la Settimana Enigmistica e io mi sedevo a fianco a lui e lui leggeva a voce alta le definizioni e poi, sempre a voce alta, scriveva la risposta all'interno del cruciverba, e mentre faceva così mi insegnava anche altre cose che sono utili per compilare le parole crociate e mi diceva non bisogna mai usare la matita, e poi mi diceva sempre di fare attenzione quando scrivi dentro le caselle a non oscurare i numeri perché se scrivi la lettera troppo grande poi non riesci a leggere il numero e comunque non va bene. I cruciverba della Settimana Enigmistica che  comprava mio papà una volta che erano tutti compilati sembravano delle piccole opere d'arte, perché erano tutti compilati o risolti i cruciverba con la sua scrittura che era molto regolare e sembrava quasi che venissero disegnati. E c'era un ordine particolare che lui seguiva per risolvere i cruciverba: le più difficili, quelle a schema libero, se le lasciava per ultime, poi tra un cruciverba e l'altro risolveva i piccoli quiz, e risolveva anche i rebus. Mi ha insegnato anche a fare i rebus e ricordo che è una cosa che ho preso da lui che è un'abitudine che ho anch'io è scrivere la soluzione dei rebus sul lato sinistro in verticale: girava la pubblicazione, la Settimana Enigmistica così da poter scrivere bene e scriveva sul lato la soluzione del rebus, a fare i rebus mi ha insegnato lui: come pensare, quali elementi guardare, e poi ogni tanto leggevamo anche barzellette insieme, quando c'era una barzelletta particolarmente divertente me la faceva notare mi chiedeva, hai visto quella barzelletta? A casa nel cassetto della scrivania dove si sedeva mio papà ci sono ancora due numeri di parole crociate compilate da lui, sono le ultime due parole crociate che ha fatto, sono lì e io ci tengo molto a quelle parole crociate, le conserva mia mamma e sono gelosamente custodite e quando ogni tanto le tolgo dal cassetto le guardo sorrido e vedo le descrizioni e vedo le definizioni e niente, mi fai ricordare mio papà, questo grande amore, questa grande passione che mi ha trasferito per le parole crociate. E non le compro sempre, però le compro sempre quando vado in vacanza. Le compravo sempre quando abitavo in Australia prima di salire in aereo per tornare a casa,  ci sono molto affezionata. Tutto qui.]]>
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      <pubDate>Sat, 01 May 2021 08:12:40 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Mio papà mi ha insegnato a fare le parole crociate da bambina, mi ricordo comprava la Settimana Enigmistica e io mi sedevo a fianco a lui e lui leggeva a voce alta le definizioni e poi, sempre a voce alta, scriveva la risposta all'interno del cruciverba, </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 117 Parcheggi</title>
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        <![CDATA[Non ricordo mai dove parcheggio l'auto. Oggi uscirò prima per trovarla.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Il parcheggio non è un diritto è un lusso e lo sanno bene le persone che hanno avuto modo di visitare una qualsiasi capitale europea, anche extraeuropea, e hanno provato a parcheggiare in centro città. In molte capitali in macchina non si entra proprio nel centro cittadino, pensate a Londra, e in altre, sì puoi entrare però se vuoi parcheggiare - e puoi parcheggiare per un massimo di un'ora -  e per quell'ora paghi anche cifre da noi inimmaginabili paghi €10 per un'ora. E quindi perché costa tanto il parcheggio? Perché lo spazio che un'auto occupa senza fare niente viene sottratto all'utilizzo di tutto il resto della popolazione che potrebbe utilizzarlo, molte più persone potrebbero utilizzare quello spazio. Questa considerazione è la faccio stamattina che tra un po' devo uscire e devo accompagnare mia mamma a fare delle delle visite. Però io uscirò di 10 minuti prima perché non uso la macchina tutti i giorni, anzi la uso raramente perché a Cagliari la macchina veramente serve poco, a meno che non debba andare, diciamo, un po' più lontano, e non mi ricordo dove ho parcheggiato la macchina. Il quartiere dove abito è uno dei quartieri più popolosi della città, ci sono molti palazzi con molti piani, insomma, anche moltissimi anziani, gli anziani come me usano pochissimo l'auto, quindi ci sono molti spazi per il parcheggio che rimangono occupati per moltissimo tempo, e che quindi non c'è una una snella turnazione di automobili. Io parcheggio la macchina sempre in posti diversi, a volte devo girare anche... penso che il record assoluto del mio cercare parcheggio qui sia stato una volta tre quarti d'ora: tornavo dalla palestra (quando le palestre ancora erano aperte) e avevo contato il numero delle canzoni che ero riuscita ad ascoltare prima di trovare parcheggio e sì, non mi ricordo mai dove  parcheggio la macchina. E avevo un tempo scaricato la App che mi mi ricordava 'You parked there' poi però per fare spazio sul mio cellulare che era troppo pieno, non avevo voglia di mettermi a selezionare foto, allora mi ero messa a cancellare tutte le app che non usavo tutti i giorni e quella era stata la prima a partire. Sì, quello del parcheggio è un problema che noi in Italia dovremmo però rivedere perché - ripeto - il concetto che dovrebbe guidare l'uso dei parcheggi è che sono un lusso e non sono certamente un diritto. Perché non funziona così nella città.]]>
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      <pubDate>Fri, 30 Apr 2021 06:14:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Non ricordo mai dove parcheggio l'auto. Oggi uscirò prima per trovarla.TRASCRIZIONE TESTOIl parcheggio non è un diritto è un lusso e lo sanno bene le persone che hanno avuto modo di visitare una qualsiasi capitale europea, anche extraeuropea, e hanno provato a parcheggiare in centro città. In molte capitali in macchina non si entra proprio nel centro cittadino, pensate a Londra, e in altre, sì puoi entrare però se vuoi parcheggiare - e puoi parcheggiare per un massimo di un'ora -  e per quell'ora paghi anche cifre da noi inimmaginabili paghi €10 per un'ora. E quindi perché costa tanto il parcheggio? Perché lo spazio che un'auto occupa senza fare niente viene sottratto all'utilizzo di tutto il resto della popolazione che potrebbe utilizzarlo, molte più persone potrebbero utilizzare quello spazio. Questa considerazione è la faccio stamattina che tra un po' devo uscire e devo accompagnare mia mamma a fare delle delle visite. Però io uscirò di 10 minuti prima perché non uso la macchina tutti i giorni, anzi la uso raramente perché a Cagliari la macchina veramente serve poco, a meno che non debba andare, diciamo, un po' più lontano, e non mi ricordo dove ho parcheggiato la macchina. Il quartiere dove abito è uno dei quartieri più popolosi della città, ci sono molti palazzi con molti piani, insomma, anche moltissimi anziani, gli anziani come me usano pochissimo l'auto, quindi ci sono molti spazi per il parcheggio che rimangono occupati per moltissimo tempo, e che quindi non c'è una una snella turnazione di automobili. Io parcheggio la macchina sempre in posti diversi, a volte devo girare anche... penso che il record assoluto del mio cercare parcheggio qui sia stato una volta tre quarti d'ora: tornavo dalla palestra (quando le palestre ancora erano aperte) e avevo contato il numero delle canzoni che ero riuscita ad ascoltare prima di trovare parcheggio e sì, non mi ricordo mai dove  parcheggio la macchina. E avevo un tempo scaricato la App che mi mi ricordava 'You parked there' poi però per fare spazio sul mio cellulare che era troppo pieno, non avevo voglia di mettermi a selezionare foto, allora mi ero messa a cancellare tutte le app che non usavo tutti i giorni e quella era stata la prima a partire. Sì, quello del parcheggio è un problema che noi in Italia dovremmo però rivedere perché - ripeto - il concetto che dovrebbe guidare l'uso dei parcheggi è che sono un lusso e non sono certamente un diritto. Perché non funziona così nella città.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Non ricordo mai dove parcheggio l'auto. Oggi uscirò prima per trovarla.TRASCRIZIONE TESTOIl parcheggio non è un diritto è un lusso e lo sanno bene le persone che hanno avuto modo di visitare una qualsiasi capitale europea, anche extraeuropea, e hanno prov</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 116 Powerpoint (ancora!)</title>
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        <![CDATA[Parli e mostri in pratica i principi per una comunicazione efficace, e tutti lì ad annuire, ti chiamano proprio perché fai le cose in modo diverso. Ma poi continuano a fare le cose come le hanno sempre fatte perché come le fai tu sono troppo diverse. Vi è mai capitato? <br><br>LINK<br>L'ottima presentazione di Alexi Kapterev Dead by Powerpoint. <br><a href="https://online225.psych.wisc.edu/wp-content/uploads/225-Master/225-UnitPages/Unit-13/Kapterev_PowerPoint_2010.pdf" rel="noopener">https://online225.psych.wisc.edu/wp-content/uploads/225-Master/225-UnitPages/Unit-13/Kapterev_PowerPoint_2010.pdf</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>A volte mi capita di fare delle presentazioni a dei workshop per spiegare come comunicare in modo efficace, soprattutto per quanto riguarda la creazione di presentazioni Powerpoint e cose di questo tipo. Cosa succede? Questo mi succedeva molto spesso anche quando lavoravo in organizzazioni un po' più grandi e con maggior numero di dipendenti. Mi chiamavano a fare le presentazioni per i manager delle latre units e io spiegavo cose anche facendolo vedere nelle mie presentazioni, mettendole in pratica immediatamente per mostrare l'efficacia, cose tipo non scrivete mai troppo testo nelle nelle schermate perché la gente tende automaticamente a leggere con gli occhi e legge molto più velocemente di quanto voi non possiate parlare, quindi c'è uno strano uno straniamento: voi state parlando ma loro sono per i fatti loro a leggere, perdete completamente il rapporto con il pubblico e poi se scrivete tutto nelle vostre nelle vostre slide,  che senso ha avere un presentatore? Mandateglieli email la gente se le legge nei tempi propri. Durante queste presentazioni che io, ripeto, cercavo di fare anche in modo molto coinvolgente, quindi mettendo in pratica subito le cose che di cui parlavo per mostrare praticamente l'effetto che avevano, che era appunto quello coinvolgente, tutti dicevano 'sì, sì bene bene bene', invece poi quando si mettevano a fare le loro presentazioni ricadevano molto spesso nei loro nei loro errori, quindi che mettevano un sacco di materiale, un sacco di scrittura, usavano come sfondo delle fotografie, per cui non si capiva niente, cose di questo tipo, mettevano sempre troppa roba che non era necessaria per comunicare il loro messaggio, e io mi chiedevo perché mi chiamano a fare questi workshop e tutti poi dicono sì, sì, ha ragione ha ragione funziona così e invece poi non mettono in atto quello che hnno detto, su cui mi hanno dato ragione? Non lo so. Cioè questo tipo di atteggiamento, che è un atteggiamento strano eche mi è capitato di verificare molto spesso: che noi chiamiamo a collaborare delle persone che a noi piacciono perché pensano in modo diverso, perché vedono le cose in modo diverso, perché ci fanno vedere anche la realtà in modo diverso, quindi ci aiutano a cambiare in positivo. Ecco chiamiamo a collaborare queste persone però poi cosa succede? Quando queste persone ci danno consigli che porterebbero a cambiare quello che facciamo, a farlo in modo diverso, eh, a quel punto diciamo no, questo non lo possiamo fare perché è troppo diverso, quando lo presenti tu va bene, ma quello è un'altra cosa qui, però non si può fare perché cambierebbe troppo quello che invece noi avremmo voluto cambiare.]]>
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      <pubDate>Thu, 29 Apr 2021 07:57:22 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Parli e mostri in pratica i principi per una comunicazione efficace, e tutti lì ad annuire, ti chiamano proprio perché fai le cose in modo diverso. Ma poi continuano a fare le cose come le hanno sempre fatte perché come le fai tu sono troppo diverse. Vi è</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 115 Bizantinismi</title>
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        <![CDATA[Perché usare PEC e firma digitale quando si pososno usare fax e piccione viaggiatore? Procedure bizantine e dove trovarle. <br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Quando penso di essere stata vittima di un'ingiustizia o comunque quando vedo qualcosa che secondo me è anacronistico e si potrebbe migliorare e snellire, c'è sempre quel momento in cui dico vabbè faccio qualcosa oppure me ne frego. Ecco, stamattina ho fatto qualcosa. La mia carta della banca si è smagnetizzata perché - come già detto in uno dei miei precedenti 3 minuti grezzi, io cerco di non usare mai la borsa, quindi non mi porto mai dietro il portamonete: metto la carta della banca in una taschina del telefono e probabilmente si è smagnetizzata così, comunque sono aandata sul sito della banca e per vedere la procedura per la richiesta di un duplicato e lì si parlava di spedire lettera raccomandata, cioè cose folli. Ho chiamato il call center della banca che mi ha detto 'No, signora, guardi visto il covid abbiamo snellito quindi non dovrà più fare la fila all'ufficio postale. Può mandarci un'email, deve stampare il modulo e compilarlo a mano, scannerizzarlo' eccetera. Vabbè, ma io c'ho la c'ho la firma digitale che senso ha farmi stampare un modulo che poi io la stampante la uso pochissimo e ogni volta che mi si scarica la cartuccia costa l'ira di dio e non la voglio comprare perché tanto non la uso, quasi da nessuna parte si richiede la stampa pratica  della carta e quando devo stampare qualcosa perché mi serve per insegnare o per qualcos'altro, vado preferisco andare alla copisteria e risparmio. Niente, questi qua invece vogliono che si seguono queste procedure che io percepisco poco più moderne dell'uso del piccione viaggiatore e quindi mi sono messa di buona lena e ho mandato, ho cercato il l'indirizzo PEC di posta certificata per i reclami alla banca e mi sono lamentata. Le banche, mi sono molto antipatiche in generale, perché io considero un furto che io debba pagare per l'utilizzo dei miei soldi e se non fosse che effettivamente è comodo avere una cartina anziché doversi portare dietro il contante, io i soldi me li metterei sotto il materasso, però è una rottura avere i contanti  in effetti niente. Volevo condividere con voi questo momento di rabbia della cittadina che che si sente presa in giro, anche perché questa banca queste procedure 'snellite' non le ha messe nemmeno sul sito, ma porca miseria! Ma tenetevi questi siti aggiornati! Entrate nella ventunesimo secolo nel 22esimo secolo, che ne so! Si parla tanto di snellimento delle procedure, ma avete visto, avete mai letto un documento pubblicato da una università? 'Visto... Considerato... Omiss...' e cos'è? Non lo so. Non trovo nemmeno un aggettivo per descrivere queste cose bizantine, sono bizantinismi. Vabbè finisco qua oggi. Va bene buona giornata.]]>
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        <![CDATA[Perché usare PEC e firma digitale quando si pososno usare fax e piccione viaggiatore? Procedure bizantine e dove trovarle. <br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Quando penso di essere stata vittima di un'ingiustizia o comunque quando vedo qualcosa che secondo me è anacronistico e si potrebbe migliorare e snellire, c'è sempre quel momento in cui dico vabbè faccio qualcosa oppure me ne frego. Ecco, stamattina ho fatto qualcosa. La mia carta della banca si è smagnetizzata perché - come già detto in uno dei miei precedenti 3 minuti grezzi, io cerco di non usare mai la borsa, quindi non mi porto mai dietro il portamonete: metto la carta della banca in una taschina del telefono e probabilmente si è smagnetizzata così, comunque sono aandata sul sito della banca e per vedere la procedura per la richiesta di un duplicato e lì si parlava di spedire lettera raccomandata, cioè cose folli. Ho chiamato il call center della banca che mi ha detto 'No, signora, guardi visto il covid abbiamo snellito quindi non dovrà più fare la fila all'ufficio postale. Può mandarci un'email, deve stampare il modulo e compilarlo a mano, scannerizzarlo' eccetera. Vabbè, ma io c'ho la c'ho la firma digitale che senso ha farmi stampare un modulo che poi io la stampante la uso pochissimo e ogni volta che mi si scarica la cartuccia costa l'ira di dio e non la voglio comprare perché tanto non la uso, quasi da nessuna parte si richiede la stampa pratica  della carta e quando devo stampare qualcosa perché mi serve per insegnare o per qualcos'altro, vado preferisco andare alla copisteria e risparmio. Niente, questi qua invece vogliono che si seguono queste procedure che io percepisco poco più moderne dell'uso del piccione viaggiatore e quindi mi sono messa di buona lena e ho mandato, ho cercato il l'indirizzo PEC di posta certificata per i reclami alla banca e mi sono lamentata. Le banche, mi sono molto antipatiche in generale, perché io considero un furto che io debba pagare per l'utilizzo dei miei soldi e se non fosse che effettivamente è comodo avere una cartina anziché doversi portare dietro il contante, io i soldi me li metterei sotto il materasso, però è una rottura avere i contanti  in effetti niente. Volevo condividere con voi questo momento di rabbia della cittadina che che si sente presa in giro, anche perché questa banca queste procedure 'snellite' non le ha messe nemmeno sul sito, ma porca miseria! Ma tenetevi questi siti aggiornati! Entrate nella ventunesimo secolo nel 22esimo secolo, che ne so! Si parla tanto di snellimento delle procedure, ma avete visto, avete mai letto un documento pubblicato da una università? 'Visto... Considerato... Omiss...' e cos'è? Non lo so. Non trovo nemmeno un aggettivo per descrivere queste cose bizantine, sono bizantinismi. Vabbè finisco qua oggi. Va bene buona giornata.]]>
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      <pubDate>Wed, 28 Apr 2021 06:54:45 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Perché usare PEC e firma digitale quando si pososno usare fax e piccione viaggiatore? Procedure bizantine e dove trovarle. TRASCRIZIONE TESTOQuando penso di essere stata vittima di un'ingiustizia o comunque quando vedo qualcosa che secondo me è anacronist</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 114 Gomme (il podcast)</title>
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        <![CDATA[Quando i podcast sono fatti bene, riescono anche a farti appassionare a storie di macchine e motori. Gomme, il podcast di Gianfranco Bitti, è fatto bene. Disclaimer #1: conosco molto bene Gianfranco. Disclaimer #2: è vero che lo conossco molto bene, ma non parlerei del suo podcst se non pensassi veramente che vale la pena ascoltaro. <br><br>LINK<br>Il podcast Gomme <a href="https://www.spreaker.com/show/gomme" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/gomme</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Oggi voglio dedicare i miei tre minuti gezzi ad un podcast, un podcast che non è mio. Inizio però con un'avvertenza, e cioè che quello che in inglese si chiama disclaimer: è il poodcast del mio compagno di vita e di avventure e di tutto il resto, Gianfranco. Il podcast in questione si chiama Gomme e ne voglio parlare non perché il podcast del mio compagno, ma perché è un podcast che mi piace, Allora, di cosa parla Gomme? Come dal titolo avrete capito, parla di motori. A me dei motori non me n'è mai fregato niente, non sono un'appassionata di motori nè di macchine, però Gomme ha la caratteristica di parlare di macchine, ma di tutto quello che c'è attorno di costume di società di filosofia e anche di storia. Ad esempio, una delle ultime puntate parla del sesso in macchina, cioè come dagli anni '60 quando era normale fare sesso in macchina, fino agli anni '70 agli anni '80, come oggi siano sempre meno le persone che fanno sesso in macchina e fa una piccola una piccola analisi della società e spiega che mentre prima tutti ragazzi non vedevano l'ora di compiere 18 anni per avere la macchina finalmente avere un po' di libertà, ai ragazzi alle ragazze, non ne frega più niente di prendere la patente, posso confermare, e magari se vogliono intrattenersi con il compagno o la compagna preferiscono prendersi un Airbnb un bed and breakfast o qualcosa, mentre negli anni '80 tutte queste piccole strutture facili, agili, dove si poteva andare a dormire non esistevano. Un'altra delle delle puntate che ho fatto racconta,  l'ultima, racconta di questo rally in Africa stranissimo dove c'erano i cannibali, i tagliatori di teste, dove nessuno è arrivato in finale. Però ripeto sono storie che lui racconta sempre, sì sono storie che parlano di macchine, però possono interessare anche una persona che è poco interessata alle macchine e mi fa sempre piacere parlare di podcast quando trovo qualcosa in italiano che mi piace e qui forse sono un po' di parte perché l'autore del podcast lo conosco molto bene, gli ho anche dato qualche consiglio, però non ve lo suggerirei se non pensassi realmente che è un podcast che, diciamo, migliora il panorama di quello che è disponibile in Italia. Sto diventando un po', un po' burbera per quanto riguarda i podcast. Diciamo che sono stanca di capitare nei nei forum di podcast dove c'è gente che scrive 'Ah mi è venuta un'idea, voglio fare un podcast. Mi potete dire come si fa a registrare? Come si fa a pubblicarlo? Come si fa a fare il logo? Come si fa...?' insomma vogliono che gli altri facciano tutto per loro senza fare un minimo di ricerca. Invece Gianfranco ha fatto i compiti e li ha fatti bene.]]>
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        <![CDATA[Quando i podcast sono fatti bene, riescono anche a farti appassionare a storie di macchine e motori. Gomme, il podcast di Gianfranco Bitti, è fatto bene. Disclaimer #1: conosco molto bene Gianfranco. Disclaimer #2: è vero che lo conossco molto bene, ma non parlerei del suo podcst se non pensassi veramente che vale la pena ascoltaro. <br><br>LINK<br>Il podcast Gomme <a href="https://www.spreaker.com/show/gomme" rel="noopener">https://www.spreaker.com/show/gomme</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Oggi voglio dedicare i miei tre minuti gezzi ad un podcast, un podcast che non è mio. Inizio però con un'avvertenza, e cioè che quello che in inglese si chiama disclaimer: è il poodcast del mio compagno di vita e di avventure e di tutto il resto, Gianfranco. Il podcast in questione si chiama Gomme e ne voglio parlare non perché il podcast del mio compagno, ma perché è un podcast che mi piace, Allora, di cosa parla Gomme? Come dal titolo avrete capito, parla di motori. A me dei motori non me n'è mai fregato niente, non sono un'appassionata di motori nè di macchine, però Gomme ha la caratteristica di parlare di macchine, ma di tutto quello che c'è attorno di costume di società di filosofia e anche di storia. Ad esempio, una delle ultime puntate parla del sesso in macchina, cioè come dagli anni '60 quando era normale fare sesso in macchina, fino agli anni '70 agli anni '80, come oggi siano sempre meno le persone che fanno sesso in macchina e fa una piccola una piccola analisi della società e spiega che mentre prima tutti ragazzi non vedevano l'ora di compiere 18 anni per avere la macchina finalmente avere un po' di libertà, ai ragazzi alle ragazze, non ne frega più niente di prendere la patente, posso confermare, e magari se vogliono intrattenersi con il compagno o la compagna preferiscono prendersi un Airbnb un bed and breakfast o qualcosa, mentre negli anni '80 tutte queste piccole strutture facili, agili, dove si poteva andare a dormire non esistevano. Un'altra delle delle puntate che ho fatto racconta,  l'ultima, racconta di questo rally in Africa stranissimo dove c'erano i cannibali, i tagliatori di teste, dove nessuno è arrivato in finale. Però ripeto sono storie che lui racconta sempre, sì sono storie che parlano di macchine, però possono interessare anche una persona che è poco interessata alle macchine e mi fa sempre piacere parlare di podcast quando trovo qualcosa in italiano che mi piace e qui forse sono un po' di parte perché l'autore del podcast lo conosco molto bene, gli ho anche dato qualche consiglio, però non ve lo suggerirei se non pensassi realmente che è un podcast che, diciamo, migliora il panorama di quello che è disponibile in Italia. Sto diventando un po', un po' burbera per quanto riguarda i podcast. Diciamo che sono stanca di capitare nei nei forum di podcast dove c'è gente che scrive 'Ah mi è venuta un'idea, voglio fare un podcast. Mi potete dire come si fa a registrare? Come si fa a pubblicarlo? Come si fa a fare il logo? Come si fa...?' insomma vogliono che gli altri facciano tutto per loro senza fare un minimo di ricerca. Invece Gianfranco ha fatto i compiti e li ha fatti bene.]]>
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      <pubDate>Tue, 27 Apr 2021 10:48:16 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 113 L'astronauta afroamericano</title>
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        <![CDATA[Il primo astronauta afroamericano che non arrivò mai sulla luna. Me lo fece conoscere la Biennale di Venezia del 2019 con un'opera che ancora, quando ci penso, mi commuove. Andate a cercarvi la storia di <b>Robert Henry Lawrence Jr</b>.<br><br>UPDATE: vi metto anche il link ad una mini storia che mi è stata ispirata da lui!<br><br>LINK<br><b>L'opera tributo a Robert Henry Lawrence Jr dell'artista Tavares Strachan</b><br><a href="https://www.inexhibit.com/case-studies/the-main-exhibition-at-arsenale-venice-art-biennale-2019/" rel="noreferrer noopener">https://www.inexhibit.com/case-studies/the-main-exhibition-at-arsenale-venice-art-biennale-2019/</a><br><br><b>Pagina della NASA dedicata a Robert Henry Lawrence Jr</b><br><a href="https://www.nasa.gov/feature/robert-lawrence-first-african-american-astronaut/" rel="noreferrer noopener">https://www.nasa.gov/feature/robert-lawrence-first-african-american-astronaut/</a><br><br><b>Robert H. Lawrence Jr. Trailblazing Astronaut </b>- la mia storia <br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/robert-h-lawrence-jr-trailblazing-astronaut" rel="noreferrer noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/robert-h-lawrence-jr-trailblazing-astronaut</a><br><br><br><br><b>TRASCRIZIONE TESTO</b><br>Quest'anno la mostra della Biennale di Venezia ci sarà. La Biennale è un appuntamento che mi è molto caro. Quando abitavo fuori dall'Italia e cercavo di far coincidere le mie visite in Italia con qualche giorno a Venezia per vedere la Biennale. Mi ricordo come giornate affollatissime, piene, perché stavo, si stava una notte a Venezia e quindi due giornate: mezza giornata per l'Arsenale e una giornata intera per i Giardini o viceversa. L'ultima Biennale che ho visto è stata nel 2019 perché poi lo scorso anno non c'è stata, come tutti sappiamo, e di quella biennale mi è rimasta impressa un'opera che parlava del primo astronauta americano che però non arrivo mai da nessuna parte perché morì in fase di allenamento. Stava provando la discesa rapida da non so quale marchingegno volante e quando fece espellere il sedile, lui morì sul colpo era il 1967. Robert Henry Lawrence Jr. sarebbe stato il primo astronauta, avrebbe potuto essere il primo astronauta nero e passarono più di 10 anni da quando puoi la NASA si decide a far allenare un altro un altro afroamericano. E la cosa che mi colpì di questa questa opera d'arte alla Biennale del 2019 era proprio cioè, non mi ricordo benissimo c'era un testo scritto dove si raccontava come anche dopo la sua morte la vedova continuò a ricevere lettere razziste che dicevano siamo contenti che sia morto così non sarà uno nero - usando naturalmente parole molto più cariche di odio razziale - non sarà uno di loro ad andare sulla luna, quindi c'era una parete con una scritta neon dove riportava stralci di queste lettere raccontava quello che è successo anche dopo la sua morte, e poi c'era una parete di vetro sempre fatta con credo luce neon o una cosa tipo laser, non lo so, comunque, che appariva e scompariva uno scheletro che si illuminava esplodeva. E una cosa che mi che mi colpì tantissimo, tanto che ancora me lo ricordo così, io che mi dimentico tutto, andai a cercare, mi lessi tutte le note dell'opera, non mi ricordo però il nome del'autore dell'opera, chiedo scusa cercherò, poi lo metterò nelle note e del programma. E mi ha colpito tantissimo perché era un'opera di una delicatezza, di una poesia e che poi ha risvegliato in me anche questi fortissimi sentimenti di disperazione rispetto a queste persone che covano dentro l'odio razziale. Comunque mi fa piacere che sia tornata la Biennale di Venezia e ora scappo a vedere se riesco a prenotarmi dei voli incrociando le dita di poter partire.]]>
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        <![CDATA[Il primo astronauta afroamericano che non arrivò mai sulla luna. Me lo fece conoscere la Biennale di Venezia del 2019 con un'opera che ancora, quando ci penso, mi commuove. Andate a cercarvi la storia di <b>Robert Henry Lawrence Jr</b>.<br><br>UPDATE: vi metto anche il link ad una mini storia che mi è stata ispirata da lui!<br><br>LINK<br><b>L'opera tributo a Robert Henry Lawrence Jr dell'artista Tavares Strachan</b><br><a href="https://www.inexhibit.com/case-studies/the-main-exhibition-at-arsenale-venice-art-biennale-2019/" rel="noreferrer noopener">https://www.inexhibit.com/case-studies/the-main-exhibition-at-arsenale-venice-art-biennale-2019/</a><br><br><b>Pagina della NASA dedicata a Robert Henry Lawrence Jr</b><br><a href="https://www.nasa.gov/feature/robert-lawrence-first-african-american-astronaut/" rel="noreferrer noopener">https://www.nasa.gov/feature/robert-lawrence-first-african-american-astronaut/</a><br><br><b>Robert H. Lawrence Jr. Trailblazing Astronaut </b>- la mia storia <br><a href="https://soundcloud.com/kommunic8/robert-h-lawrence-jr-trailblazing-astronaut" rel="noreferrer noopener">https://soundcloud.com/kommunic8/robert-h-lawrence-jr-trailblazing-astronaut</a><br><br><br><br><b>TRASCRIZIONE TESTO</b><br>Quest'anno la mostra della Biennale di Venezia ci sarà. La Biennale è un appuntamento che mi è molto caro. Quando abitavo fuori dall'Italia e cercavo di far coincidere le mie visite in Italia con qualche giorno a Venezia per vedere la Biennale. Mi ricordo come giornate affollatissime, piene, perché stavo, si stava una notte a Venezia e quindi due giornate: mezza giornata per l'Arsenale e una giornata intera per i Giardini o viceversa. L'ultima Biennale che ho visto è stata nel 2019 perché poi lo scorso anno non c'è stata, come tutti sappiamo, e di quella biennale mi è rimasta impressa un'opera che parlava del primo astronauta americano che però non arrivo mai da nessuna parte perché morì in fase di allenamento. Stava provando la discesa rapida da non so quale marchingegno volante e quando fece espellere il sedile, lui morì sul colpo era il 1967. Robert Henry Lawrence Jr. sarebbe stato il primo astronauta, avrebbe potuto essere il primo astronauta nero e passarono più di 10 anni da quando puoi la NASA si decide a far allenare un altro un altro afroamericano. E la cosa che mi colpì di questa questa opera d'arte alla Biennale del 2019 era proprio cioè, non mi ricordo benissimo c'era un testo scritto dove si raccontava come anche dopo la sua morte la vedova continuò a ricevere lettere razziste che dicevano siamo contenti che sia morto così non sarà uno nero - usando naturalmente parole molto più cariche di odio razziale - non sarà uno di loro ad andare sulla luna, quindi c'era una parete con una scritta neon dove riportava stralci di queste lettere raccontava quello che è successo anche dopo la sua morte, e poi c'era una parete di vetro sempre fatta con credo luce neon o una cosa tipo laser, non lo so, comunque, che appariva e scompariva uno scheletro che si illuminava esplodeva. E una cosa che mi che mi colpì tantissimo, tanto che ancora me lo ricordo così, io che mi dimentico tutto, andai a cercare, mi lessi tutte le note dell'opera, non mi ricordo però il nome del'autore dell'opera, chiedo scusa cercherò, poi lo metterò nelle note e del programma. E mi ha colpito tantissimo perché era un'opera di una delicatezza, di una poesia e che poi ha risvegliato in me anche questi fortissimi sentimenti di disperazione rispetto a queste persone che covano dentro l'odio razziale. Comunque mi fa piacere che sia tornata la Biennale di Venezia e ora scappo a vedere se riesco a prenotarmi dei voli incrociando le dita di poter partire.]]>
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      <pubDate>Mon, 26 Apr 2021 07:42:46 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Il primo astronauta afroamericano che non arrivò mai sulla luna. Me lo fece conoscere la Biennale di Venezia del 2019 con un'opera che ancora, quando ci penso, mi commuove. Andate a cercarvi la storia di Robert Henry Lawrence Jr.UPDATE: vi metto anche il </itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 112 Calvino e i videogiochi</title>
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        <![CDATA[Il mio nuovo videogioco ispirato alle Cosmicomiche di Calvino mi ha fatto riflettere sulla scelta dell'università. <br><br>LINK:<br>Genesis Noir (guardatevi il trailer) https://genesisnoirgame.com<br>Le Cosmicomiche di Italo Calvino https://it.wikipedia.org/wiki/Le_cosmicomiche <br><br>TESTO TRASCRITTO <br>Genesis Noir è un bellissimo videogioco. Immaginate un gioco in bianco e nero con molti grigi, disegnato con tratti bianchi un po' come, avete presente il personaggio dell'Agostina? Ecco così, l'unico altro colore oltre al grigio e al bianco è un giallo sporco. Genesis Noir racconta una storia fantasmagorica che parla di Big Bang, che parla di creazione di mondi e però questo lo fa con un design molto anni '50, molto hardboiled, molto noir con la musica jazz. Io appena ho visto la descrizione di questo gioco l'ho comprato, ma a farmelo comprare non è stato il gioco in sé: non è uno sparatutto, non è un gioco che piacerà alle persone che sono semplicemente appassionate di videogiochi. L'ho acquistato perché nella spiegazione si diceva che era ispirato alle Cosmicomiche di Italo Calvino, un libro che io amo molto di un autore che adoro. E questo perché ve lo sto raccontando? Perché mi viene sempre in mente, come a volte la gente si restringa le possibilità oppure semplicemente perché non ha gli strumenti non ha l'immaginazione di pensare a quello che potrebbe essere. Cioè nel concreto mi è venuto in mente come oggi una ragazza o un ragazzo che si appresta a scegliere il corso di studi perché magari deve iscriversi all'università o deve decidere se iscriversi all'università, scarta a priori facoltà umanistiche come filosofia e letteratura perché dice tanto che cosa posso fare, al massimo posso mettermi a insegnare? No, ragazza mia, ti sbagli e non ascoltare chi ti dice queste cose perché una persona che ha conoscenze letterarie filosofiche può ad esempio come mestiere scrivere, inventare, creare universi per i videogiochi. Diversi anni fa, sarà almeno 5-6 anni fa, lessi una bellissima intervista a questa donna di cui purtroppo non ricordo il nome, che raccontava come lei - che era una persona laureata in materie umanistiche - aveva trascorso più di 4 anni creando un mondo per un videogioco (di cui naturalmente non ricordo il nome). Però quello che voglio raccontarvi è che avendo conoscenze letterarie, umanistiche e filosofiche <br>si possono utilizzare per la creazione di mondi ad esempio per i videogiochi, perché ogni videogioco che si rispetti ha un mondo con le sue regole e con tutti i suoi legami. Pensateci la prossima volta che pensate all'università.]]>
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        <![CDATA[Il mio nuovo videogioco ispirato alle Cosmicomiche di Calvino mi ha fatto riflettere sulla scelta dell'università. <br><br>LINK:<br>Genesis Noir (guardatevi il trailer) https://genesisnoirgame.com<br>Le Cosmicomiche di Italo Calvino https://it.wikipedia.org/wiki/Le_cosmicomiche <br><br>TESTO TRASCRITTO <br>Genesis Noir è un bellissimo videogioco. Immaginate un gioco in bianco e nero con molti grigi, disegnato con tratti bianchi un po' come, avete presente il personaggio dell'Agostina? Ecco così, l'unico altro colore oltre al grigio e al bianco è un giallo sporco. Genesis Noir racconta una storia fantasmagorica che parla di Big Bang, che parla di creazione di mondi e però questo lo fa con un design molto anni '50, molto hardboiled, molto noir con la musica jazz. Io appena ho visto la descrizione di questo gioco l'ho comprato, ma a farmelo comprare non è stato il gioco in sé: non è uno sparatutto, non è un gioco che piacerà alle persone che sono semplicemente appassionate di videogiochi. L'ho acquistato perché nella spiegazione si diceva che era ispirato alle Cosmicomiche di Italo Calvino, un libro che io amo molto di un autore che adoro. E questo perché ve lo sto raccontando? Perché mi viene sempre in mente, come a volte la gente si restringa le possibilità oppure semplicemente perché non ha gli strumenti non ha l'immaginazione di pensare a quello che potrebbe essere. Cioè nel concreto mi è venuto in mente come oggi una ragazza o un ragazzo che si appresta a scegliere il corso di studi perché magari deve iscriversi all'università o deve decidere se iscriversi all'università, scarta a priori facoltà umanistiche come filosofia e letteratura perché dice tanto che cosa posso fare, al massimo posso mettermi a insegnare? No, ragazza mia, ti sbagli e non ascoltare chi ti dice queste cose perché una persona che ha conoscenze letterarie filosofiche può ad esempio come mestiere scrivere, inventare, creare universi per i videogiochi. Diversi anni fa, sarà almeno 5-6 anni fa, lessi una bellissima intervista a questa donna di cui purtroppo non ricordo il nome, che raccontava come lei - che era una persona laureata in materie umanistiche - aveva trascorso più di 4 anni creando un mondo per un videogioco (di cui naturalmente non ricordo il nome). Però quello che voglio raccontarvi è che avendo conoscenze letterarie, umanistiche e filosofiche <br>si possono utilizzare per la creazione di mondi ad esempio per i videogiochi, perché ogni videogioco che si rispetti ha un mondo con le sue regole e con tutti i suoi legami. Pensateci la prossima volta che pensate all'università.]]>
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      <pubDate>Sun, 25 Apr 2021 08:15:23 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Il mio nuovo videogioco ispirato alle Cosmicomiche di Calvino mi ha fatto riflettere sulla scelta dell'università. LINK:Genesis Noir (guardatevi il trailer) https://genesisnoirgame.comLe Cosmicomiche di Italo Calvino https://it.wikipedia.org/wiki/Le_cosmicomiche TESTO TRASCRITTO Genesis Noir è un bellissimo videogioco. Immaginate un gioco in bianco e nero con molti grigi, disegnato con tratti bianchi un po' come, avete presente il personaggio dell'Agostina? Ecco così, l'unico altro colore oltre al grigio e al bianco è un giallo sporco. Genesis Noir racconta una storia fantasmagorica che parla di Big Bang, che parla di creazione di mondi e però questo lo fa con un design molto anni '50, molto hardboiled, molto noir con la musica jazz. Io appena ho visto la descrizione di questo gioco l'ho comprato, ma a farmelo comprare non è stato il gioco in sé: non è uno sparatutto, non è un gioco che piacerà alle persone che sono semplicemente appassionate di videogiochi. L'ho acquistato perché nella spiegazione si diceva che era ispirato alle Cosmicomiche di Italo Calvino, un libro che io amo molto di un autore che adoro. E questo perché ve lo sto raccontando? Perché mi viene sempre in mente, come a volte la gente si restringa le possibilità oppure semplicemente perché non ha gli strumenti non ha l'immaginazione di pensare a quello che potrebbe essere. Cioè nel concreto mi è venuto in mente come oggi una ragazza o un ragazzo che si appresta a scegliere il corso di studi perché magari deve iscriversi all'università o deve decidere se iscriversi all'università, scarta a priori facoltà umanistiche come filosofia e letteratura perché dice tanto che cosa posso fare, al massimo posso mettermi a insegnare? No, ragazza mia, ti sbagli e non ascoltare chi ti dice queste cose perché una persona che ha conoscenze letterarie filosofiche può ad esempio come mestiere scrivere, inventare, creare universi per i videogiochi. Diversi anni fa, sarà almeno 5-6 anni fa, lessi una bellissima intervista a questa donna di cui purtroppo non ricordo il nome, che raccontava come lei - che era una persona laureata in materie umanistiche - aveva trascorso più di 4 anni creando un mondo per un videogioco (di cui naturalmente non ricordo il nome). Però quello che voglio raccontarvi è che avendo conoscenze letterarie, umanistiche e filosofiche si possono utilizzare per la creazione di mondi ad esempio per i videogiochi, perché ogni videogioco che si rispetti ha un mondo con le sue regole e con tutti i suoi legami. Pensateci la prossima volta che pensate all'università.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Il mio nuovo videogioco ispirato alle Cosmicomiche di Calvino mi ha fatto riflettere sulla scelta dell'università. LINK:Genesis Noir (guardatevi il trailer) https://genesisnoirgame.comLe Cosmicomiche di Italo Calvino https://it.wikipedia.org/wiki/Le_cosmi</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 111 Sabato mattina</title>
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        <![CDATA[Una puntata che è come un bichciere d'acqua fresca, anzi, come un caffè con la pasta un sabato mattina di osle e cielo azzurro.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Puntata registrata molto in ritardo rispetto al solito questa perché stamattina quando mi sono alzata, anziché mettermi a registrare i miei tre minuti grezzi (i miei 3 minuti senza paracadute, in caduta libera senza editing) subito dopo colazione, visto che c'era un sole pazzesco fuori e allora sono andata, anzi siamo andati a fare una passeggiata - sempre nell'ambito dei nostri, delle nostre restrizioni, visto che la Sardegna è l'unica regione in zona rossa in tutta Italia che non si capisce bene perché... Comunque, sì, è una di quelle mattina e pazzesche, sono uscita con una magliettina una giacca molto leggera e a un certo punto ho tolto la giacca perché non lo so, ci saranno 20 ° sapete, quei cieli azzurri belli belli belli belli che il primo istinto era quello di prendere la macchina e andare a vedere i miei bellissimi fenicotteri rosa. No, invece abbiamo fatto un giro dell'isolato e mentre facevamo attraversavamo l'isolato siamo passati nel parco della musica che è proprio sotto casa mia, quindi non mi sono allontanata più di tanto, e mentre passeggiavamo nel Parco della Musica in direzione mercato di San Benedetto, il mercato generale di Cagliari, c'è un'altra coppia di due ragazzi abbastanza giovani e si erano appena alzati da una panchina e si sono girati verso di noi e ci hanno chiesto 'Avete già letto il giornale?' io il quotidiano di Cagliari non lo compro e neanche lo leggo, però siamo rimasti un po' così e abbiamo detto 'No' - 'Ecco, lo volete?' Avevano appena finito di leggere il giornale e ce l'hanno dato e l'abbiamo preso anche se - ripeto - non è tra le mie letture preferite. Ma comunque l'abbiamo preso. Mi sembra un gesto un gesto carino, un gesto un gesto simpatico. Sono le cose che solitamente faccio io, ma che raramente fanno gli altri nei miei confronti. Sì poi dopo questa questa questa passeggiata attraverso il Parco della Musica siamo andati verso il mercato di San Benedetto con l'intenzione di fare un po' di spesa ma davanti a ciascuno dei numerosi ingressi del mercato c'erano almeno 10 persone  che <br>aspettavano che facevano la fila, quindi niente, abbiamo lasciato perdere abbiamo fatto ancora un po' di gironzolamenti attraversando, passando da un marciapiede all'altro cercano sempre di stare dalla parte dove c'era il sole, perché io soprattutto volevo godermi tantissimo questo sole, e poi siamo entrati alla Pasticceria Piemontese a penderci delle paste - non abbiamo preso il caffè perché mi sembra una cosa cretina, abito lì a 5 minuti e me ne sto fuori con un bicchierino di plastica in mano a bere il caffè - che poi a me il caffè dalla tazzina di plastica neanche piace. Infatti sto pensando di portarmi dietro una tazzina di ceramica e chiedere al barista di mettermelo lì dentro, quindi abbiamo preso le pastarelle e siamo tornati a casa e ci siamo fatti un bel caffè - che poi si sente anche dalla pastosit. Dalla mia bocca che appena finito di bere il caffè di mangiare la pasta e questa è la fine dei tre minuti i prezzi per oggi. che facevano la fila, quindi niente, abbiamo lasciato perdere abbiamo fatto ancora un po' di gironzolamenti attraversando, passando da un marciapiede all'altro cercano sempre di stare dalla parte dove c'era il sole, perché io soprattutto volevo godermi tantissimo questo sole, e poi siamo entrati alla Pasticceria Piemontese a penderci delle paste - non abbiamo preso il caffè perché mi sembra una cosa cretina, abito lì a 5 minuti e me ne sto fuori con un bicchierino di plastica in mano a bere il caffè - che poi a me il caffè dalla tazzina di plastica neanche piace. Infatti sto pensando di portarmi dietro una tazzina di ceramica e chiedere al barista di mettermelo lì dentro, quindi abbiamo preso le pastarelle e siamo tornati a casa e ci siamo fatti un bel caffè - che poi si sente anche dalla pastosità della mia bocca che ho appena finito di bere il caffè e di mangiare la pasta e questa è la fine dei tre minuti grezzi per oggi.]]>
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        <![CDATA[Una puntata che è come un bichciere d'acqua fresca, anzi, come un caffè con la pasta un sabato mattina di osle e cielo azzurro.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Puntata registrata molto in ritardo rispetto al solito questa perché stamattina quando mi sono alzata, anziché mettermi a registrare i miei tre minuti grezzi (i miei 3 minuti senza paracadute, in caduta libera senza editing) subito dopo colazione, visto che c'era un sole pazzesco fuori e allora sono andata, anzi siamo andati a fare una passeggiata - sempre nell'ambito dei nostri, delle nostre restrizioni, visto che la Sardegna è l'unica regione in zona rossa in tutta Italia che non si capisce bene perché... Comunque, sì, è una di quelle mattina e pazzesche, sono uscita con una magliettina una giacca molto leggera e a un certo punto ho tolto la giacca perché non lo so, ci saranno 20 ° sapete, quei cieli azzurri belli belli belli belli che il primo istinto era quello di prendere la macchina e andare a vedere i miei bellissimi fenicotteri rosa. No, invece abbiamo fatto un giro dell'isolato e mentre facevamo attraversavamo l'isolato siamo passati nel parco della musica che è proprio sotto casa mia, quindi non mi sono allontanata più di tanto, e mentre passeggiavamo nel Parco della Musica in direzione mercato di San Benedetto, il mercato generale di Cagliari, c'è un'altra coppia di due ragazzi abbastanza giovani e si erano appena alzati da una panchina e si sono girati verso di noi e ci hanno chiesto 'Avete già letto il giornale?' io il quotidiano di Cagliari non lo compro e neanche lo leggo, però siamo rimasti un po' così e abbiamo detto 'No' - 'Ecco, lo volete?' Avevano appena finito di leggere il giornale e ce l'hanno dato e l'abbiamo preso anche se - ripeto - non è tra le mie letture preferite. Ma comunque l'abbiamo preso. Mi sembra un gesto un gesto carino, un gesto un gesto simpatico. Sono le cose che solitamente faccio io, ma che raramente fanno gli altri nei miei confronti. Sì poi dopo questa questa questa passeggiata attraverso il Parco della Musica siamo andati verso il mercato di San Benedetto con l'intenzione di fare un po' di spesa ma davanti a ciascuno dei numerosi ingressi del mercato c'erano almeno 10 persone  che <br>aspettavano che facevano la fila, quindi niente, abbiamo lasciato perdere abbiamo fatto ancora un po' di gironzolamenti attraversando, passando da un marciapiede all'altro cercano sempre di stare dalla parte dove c'era il sole, perché io soprattutto volevo godermi tantissimo questo sole, e poi siamo entrati alla Pasticceria Piemontese a penderci delle paste - non abbiamo preso il caffè perché mi sembra una cosa cretina, abito lì a 5 minuti e me ne sto fuori con un bicchierino di plastica in mano a bere il caffè - che poi a me il caffè dalla tazzina di plastica neanche piace. Infatti sto pensando di portarmi dietro una tazzina di ceramica e chiedere al barista di mettermelo lì dentro, quindi abbiamo preso le pastarelle e siamo tornati a casa e ci siamo fatti un bel caffè - che poi si sente anche dalla pastosit. Dalla mia bocca che appena finito di bere il caffè di mangiare la pasta e questa è la fine dei tre minuti i prezzi per oggi. che facevano la fila, quindi niente, abbiamo lasciato perdere abbiamo fatto ancora un po' di gironzolamenti attraversando, passando da un marciapiede all'altro cercano sempre di stare dalla parte dove c'era il sole, perché io soprattutto volevo godermi tantissimo questo sole, e poi siamo entrati alla Pasticceria Piemontese a penderci delle paste - non abbiamo preso il caffè perché mi sembra una cosa cretina, abito lì a 5 minuti e me ne sto fuori con un bicchierino di plastica in mano a bere il caffè - che poi a me il caffè dalla tazzina di plastica neanche piace. Infatti sto pensando di portarmi dietro una tazzina di ceramica e chiedere al barista di mettermelo lì dentro, quindi abbiamo preso le pastarelle e siamo tornati a casa e ci siamo fatti un bel caffè - che poi si sente anche dalla pastosità della mia bocca che ho appena finito di bere il caffè e di mangiare la pasta e questa è la fine dei tre minuti grezzi per oggi.]]>
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      <pubDate>Sat, 24 Apr 2021 09:22:30 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 110 Ring</title>
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        <![CDATA[Il mio nuovo giocattolo tecnologico per tenermi in allenamento è il Ring per il Nintendo Switch. In attesa di poter tornare dai miei fenicotteri.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Beh diciamo che il pretesto per l'acquisto del Ring Fit Adventure per il Nintendo Switch mi è stato dato dal fatto che la Sardegna si trova in zona rossa.  È un po' complicato andare a correre al Parco di Molentargius in mezzo ai fenicotteri o lungo la spiaggia del Poetto perché, diciamocelo, nessuno ancora ha capito bene quello che si può è quello che non si può fare in zona rossa. Ho parlato con due amici che indipendentemente l'uno dall'altro  m'hanno chiesto 'Cristina, ma tu sai se si può andare a correre al Poetto?' Perché a quanto pare se parti da casa in bicicletta e arrivi in spiaggia in bicicletta e poi torni a casa, si può fare. Ma io non ho capito bene se posso andare in macchina in spiaggia (o al Parco di Molentargius), lasciare lì la macchina, poi correre e poi tornare in macchina e tornare a casa. Non lo so, siccome non ho voglia di mettermi a spiegare, insomma, mi sono fatta prendere un po' dalla pigrizia di questa zona rossa è ho acquistato il Ring Fit Adventure Nintendo Switch. Credo di averlo acquistato, non mi ricordo se eravamo già in zona se eravamo ancora in zona arancione, perché ho sentito che ci sono i negozi che ora non ti vengono più le cose che non sono essenziali, e sinceramente questo Ring Fit Adventure non è essenziale. Ma che cosa ed è il RIng Fit Adventure? È una cosa fantastica. Se avete mai fatto pilates o comunque avete visto immagini di pilates, avete presente quel cerchio di plastica, vuoto al centro? È semplicemente un cerchio che oppone resistenza quando vuoi cercate di stringerlo. Ecco immaginate questo cerchio che è grande quanto le mie braccia fatte a cerchio. A questo cerchio  è attaccato uno dei comandi della Nintendo switch e l'altro comando del Nintendo switch viene infilato in una in una benda elastica che poi viene fissata nella gamba, poi aprite il programma ed vi trovate veramente dentro un videogioco. Ma a differenza del mio povero Wii Balance Board di cui ho parlato qualche settimana fa, qua siamo ai massimi livelli di.. se non ai massimi però ad altissimo livello di definizione  <br>e soprattutto di risposta, nel senso che un minimo mio movimento porta al movimento dell'avatar che mi rappresenta sullo schermo. Insomma da una decina di giorni, da 12 giorni circa sto usando questo Ring Fit Adventure tutti i giorni ed è un vero e proprio gioco nel senso che ogni giorno scopro scopro nuove schermate, scopro nuove avventure, nuovi esercizi e mi sto divertendo tantissimo, mi sto anche tenendo fit. Però non vedo l'ora di poter tornare a correre all'alba con i miei fenicotteri che mi volano sulla testa. Tornerà, tornerà tornerà.]]>
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        <![CDATA[Il mio nuovo giocattolo tecnologico per tenermi in allenamento è il Ring per il Nintendo Switch. In attesa di poter tornare dai miei fenicotteri.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Beh diciamo che il pretesto per l'acquisto del Ring Fit Adventure per il Nintendo Switch mi è stato dato dal fatto che la Sardegna si trova in zona rossa.  È un po' complicato andare a correre al Parco di Molentargius in mezzo ai fenicotteri o lungo la spiaggia del Poetto perché, diciamocelo, nessuno ancora ha capito bene quello che si può è quello che non si può fare in zona rossa. Ho parlato con due amici che indipendentemente l'uno dall'altro  m'hanno chiesto 'Cristina, ma tu sai se si può andare a correre al Poetto?' Perché a quanto pare se parti da casa in bicicletta e arrivi in spiaggia in bicicletta e poi torni a casa, si può fare. Ma io non ho capito bene se posso andare in macchina in spiaggia (o al Parco di Molentargius), lasciare lì la macchina, poi correre e poi tornare in macchina e tornare a casa. Non lo so, siccome non ho voglia di mettermi a spiegare, insomma, mi sono fatta prendere un po' dalla pigrizia di questa zona rossa è ho acquistato il Ring Fit Adventure Nintendo Switch. Credo di averlo acquistato, non mi ricordo se eravamo già in zona se eravamo ancora in zona arancione, perché ho sentito che ci sono i negozi che ora non ti vengono più le cose che non sono essenziali, e sinceramente questo Ring Fit Adventure non è essenziale. Ma che cosa ed è il RIng Fit Adventure? È una cosa fantastica. Se avete mai fatto pilates o comunque avete visto immagini di pilates, avete presente quel cerchio di plastica, vuoto al centro? È semplicemente un cerchio che oppone resistenza quando vuoi cercate di stringerlo. Ecco immaginate questo cerchio che è grande quanto le mie braccia fatte a cerchio. A questo cerchio  è attaccato uno dei comandi della Nintendo switch e l'altro comando del Nintendo switch viene infilato in una in una benda elastica che poi viene fissata nella gamba, poi aprite il programma ed vi trovate veramente dentro un videogioco. Ma a differenza del mio povero Wii Balance Board di cui ho parlato qualche settimana fa, qua siamo ai massimi livelli di.. se non ai massimi però ad altissimo livello di definizione  <br>e soprattutto di risposta, nel senso che un minimo mio movimento porta al movimento dell'avatar che mi rappresenta sullo schermo. Insomma da una decina di giorni, da 12 giorni circa sto usando questo Ring Fit Adventure tutti i giorni ed è un vero e proprio gioco nel senso che ogni giorno scopro scopro nuove schermate, scopro nuove avventure, nuovi esercizi e mi sto divertendo tantissimo, mi sto anche tenendo fit. Però non vedo l'ora di poter tornare a correre all'alba con i miei fenicotteri che mi volano sulla testa. Tornerà, tornerà tornerà.]]>
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      <pubDate>Fri, 23 Apr 2021 08:03:03 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 109 Cuffie</title>
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        <![CDATA[Le mie nuove cuffie trasmettono il suono direttamente attraverso le ossa del cranio!<br><br>LINK <br>Le mie nuove cuffie a conduzione <a href="https://us.aftershokz.com/products/openmove" rel="noopener">https://us.aftershokz.com/products/openmove</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Meraviglia! Ieri, mi sono arrivate le mie nuove cuffie, sono delle cuffie che fanno passare il suono non attraverso le orecchie, ma attraverso le ossa del cranio. Allora io diversi tipi di cuffie. Ho le cuffie grandi, quelle con tutta la gommapiuma tipo materasso che vanno, che coprono completamente l'orecchio, quelle comode un po' pesanti che però mi permettono di poterle usare quando faccio l'editing per ore e ore. Poi ho le cuffie, quelle del cellulare. Ho un iPhone quindi sono quelle tutte storte che mi creano un po' di problemi, anche perché so che le cuffie che vanno dentro, proprio l'orecchio, quindi i pods sono un po' pericolosi perché boh, l'avevo letto che fanno una specie di solco, non so dove. Comunque poi sono , diciamoci la verità, poi cadono quando cammino, tra mascherina e cose un po' un casino. Poi ho le cuffie che sono sempre di quelle che si mettono sulle orecchie, però sono un po' più piccole e quindi non coprono completamente l'orecchio e quelle però ho smesso di usarle perché eliminano anche i rumori che ci sono fuori, completamente. Quando le ho comprate pensavo che figata così non senti rumori di fuori, però invece è un problema perché le avevo prese anche perché erano bluetooth quindi non avevo bisogno di un cavo perché avevo sempre questo cavo in mezzo quando uscivo a correre, però queste non le ho praticamente usate per uscire perché effettivamente eliminano completamente i rumori di fuori, addirittura quando cammino, mi ricordo la prima volta che le ho messe per uscire sulle scale, non sentivo il rumore dei miei passi ed è una sensazione molto brutta e poi  è molto pericoloso usare quelle cuffie quando si è fuori per strada. Ecco invece le nuove cuffie che mi sono arrivate ieri sono... aspetta che prendo la scatola... Ecco qua ce l'ho ancora qua: "Openmove aftershokz" con la k e la z e sono questa cosa incredibile, perché tu le metti hanno due specie di cose tipo quelli che si mettono nelle orecchie, però li metti subito sopra le orecchie nell'osso che c'è proprio sopra l'orecchio, e poi sono unite con una una fascia di plastica rigida che passa dietro così che non cadono. Effettivamente è pazzesco, si sente benissimo come con le cuffie normali. No, sono molto excited. Perché il mio nuovo giocattolino che è arrivato a casa Niente. Ora devo vedere un po' che non mi facciano venire mal di testa, perché mio figlio le ha provate, giusto per vedere come funzionano,  "Ah mamma, mi è venuto subito mal di testa!" - "Ma le hai solo messe un secondo!" - "Mi è venuto mal di testa" Adesso son paranoica che potrebbero farmi venire mal di testa. Comunque le userò e vi farò sapere. E i 3 minuti grezzi oggi finiscono così.]]>
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        <![CDATA[Le mie nuove cuffie trasmettono il suono direttamente attraverso le ossa del cranio!<br><br>LINK <br>Le mie nuove cuffie a conduzione <a href="https://us.aftershokz.com/products/openmove" rel="noopener">https://us.aftershokz.com/products/openmove</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Meraviglia! Ieri, mi sono arrivate le mie nuove cuffie, sono delle cuffie che fanno passare il suono non attraverso le orecchie, ma attraverso le ossa del cranio. Allora io diversi tipi di cuffie. Ho le cuffie grandi, quelle con tutta la gommapiuma tipo materasso che vanno, che coprono completamente l'orecchio, quelle comode un po' pesanti che però mi permettono di poterle usare quando faccio l'editing per ore e ore. Poi ho le cuffie, quelle del cellulare. Ho un iPhone quindi sono quelle tutte storte che mi creano un po' di problemi, anche perché so che le cuffie che vanno dentro, proprio l'orecchio, quindi i pods sono un po' pericolosi perché boh, l'avevo letto che fanno una specie di solco, non so dove. Comunque poi sono , diciamoci la verità, poi cadono quando cammino, tra mascherina e cose un po' un casino. Poi ho le cuffie che sono sempre di quelle che si mettono sulle orecchie, però sono un po' più piccole e quindi non coprono completamente l'orecchio e quelle però ho smesso di usarle perché eliminano anche i rumori che ci sono fuori, completamente. Quando le ho comprate pensavo che figata così non senti rumori di fuori, però invece è un problema perché le avevo prese anche perché erano bluetooth quindi non avevo bisogno di un cavo perché avevo sempre questo cavo in mezzo quando uscivo a correre, però queste non le ho praticamente usate per uscire perché effettivamente eliminano completamente i rumori di fuori, addirittura quando cammino, mi ricordo la prima volta che le ho messe per uscire sulle scale, non sentivo il rumore dei miei passi ed è una sensazione molto brutta e poi  è molto pericoloso usare quelle cuffie quando si è fuori per strada. Ecco invece le nuove cuffie che mi sono arrivate ieri sono... aspetta che prendo la scatola... Ecco qua ce l'ho ancora qua: "Openmove aftershokz" con la k e la z e sono questa cosa incredibile, perché tu le metti hanno due specie di cose tipo quelli che si mettono nelle orecchie, però li metti subito sopra le orecchie nell'osso che c'è proprio sopra l'orecchio, e poi sono unite con una una fascia di plastica rigida che passa dietro così che non cadono. Effettivamente è pazzesco, si sente benissimo come con le cuffie normali. No, sono molto excited. Perché il mio nuovo giocattolino che è arrivato a casa Niente. Ora devo vedere un po' che non mi facciano venire mal di testa, perché mio figlio le ha provate, giusto per vedere come funzionano,  "Ah mamma, mi è venuto subito mal di testa!" - "Ma le hai solo messe un secondo!" - "Mi è venuto mal di testa" Adesso son paranoica che potrebbero farmi venire mal di testa. Comunque le userò e vi farò sapere. E i 3 minuti grezzi oggi finiscono così.]]>
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      <pubDate>Thu, 22 Apr 2021 08:05:05 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 108 Nomi di strade</title>
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        <![CDATA[Percorri la via principale della tua città e ti accorgi che le hanno cambiato nome e che ora si chiama "Lungomare New York 11 Settembre 2021". Straniamento. E discorso generale sulla toponomastica stradale, da approfondire in futuro!<br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Probabilmente me l'avete già sentito dire, comunque lo ripeto: sono un disastro quando si parla di direzioni: di seguire direzioni o di andare dal punto A al punto B. È una parte del mio cervello che mi rifiuto semplicemente di attivare perché richiederebbe troppa energia e soprattutto, negli ultimi anni preferisco accettare questo mio punto debole e affidarmi a chi lo fa meglio di me, ovvero il GPS che oggi ho sempre con me appunto con il cellulare. Per questo spesso anche quando mi muovo in città, nella mia città, a Cagliari, così per abitudine accendo il il GPS per essere sicura di non prendere una strada troppo lunga oppure di distrarmi un attimo e di prendere un'uscita e poi mi ritrovo da una parte non so più come tornare. Vabbè appunto avevo il GPS acceso qualche giorno fa mentre percorrevo una delle vie principali di Cagliari, ovvero il lungomare del Porto lungo la via Roma, immaginatevi quando arrivano le navi vedono questo panorama fantastico, portici i palazzi color pastello, l'ufficio regionale, eccetera eccetera. Ecco percorrevo in macchina quello che io pensavo fosse il lungomare del porto quando a un certo punto il GPS mi informa che sto attraversando il "Lungomare New York 11 settembre 2001". Ancora un po' e inchiodavo la macchina e mi facevo succedere, provocavo un incidente, perché io non ne sapevo, non sapevo niente del nome di questa... che avessero ribattezzato il lungomare di Cagliari, col nome New York 11 settembre 2001. Ho chiesto un po' in giro tra i miei contatti su Facebook, la maggior parte di loro, diceva, sì, boh, non ne sapevo niente nemmeno io. Non so, forse avranno fatto questa, avranno preso questa decisione subito dopo gli anni subito dopo il 2001. Io all'epoca non abitavo qua, quindi non so cosa, non seguivo sicuramente queste vicende. Però perché ne parlo? Perché i nomi delle strade sono importanti. Qualche tempo fa un mio amico che si occupa di big data, mi raccontò di un progetto fatto con gli alunni di una scuola elementare qua in Sardegna dove avevano mappato i nomi dati <br>alle strade ed era venuto fuori un quadro deprimente. La maggior parte delle strade intitolate a maschi e quelle pochissime strade intitolate a donne sono intitolate a sante o a martiri,  sono completamente assenti le donne in politica le scienziate le altre donne che hanno fatto delle cose di cui invece bisognerebbe parlare ma dei nomi delle strade tornerò anch'io a parlare.]]>
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        <![CDATA[Percorri la via principale della tua città e ti accorgi che le hanno cambiato nome e che ora si chiama "Lungomare New York 11 Settembre 2021". Straniamento. E discorso generale sulla toponomastica stradale, da approfondire in futuro!<br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Probabilmente me l'avete già sentito dire, comunque lo ripeto: sono un disastro quando si parla di direzioni: di seguire direzioni o di andare dal punto A al punto B. È una parte del mio cervello che mi rifiuto semplicemente di attivare perché richiederebbe troppa energia e soprattutto, negli ultimi anni preferisco accettare questo mio punto debole e affidarmi a chi lo fa meglio di me, ovvero il GPS che oggi ho sempre con me appunto con il cellulare. Per questo spesso anche quando mi muovo in città, nella mia città, a Cagliari, così per abitudine accendo il il GPS per essere sicura di non prendere una strada troppo lunga oppure di distrarmi un attimo e di prendere un'uscita e poi mi ritrovo da una parte non so più come tornare. Vabbè appunto avevo il GPS acceso qualche giorno fa mentre percorrevo una delle vie principali di Cagliari, ovvero il lungomare del Porto lungo la via Roma, immaginatevi quando arrivano le navi vedono questo panorama fantastico, portici i palazzi color pastello, l'ufficio regionale, eccetera eccetera. Ecco percorrevo in macchina quello che io pensavo fosse il lungomare del porto quando a un certo punto il GPS mi informa che sto attraversando il "Lungomare New York 11 settembre 2001". Ancora un po' e inchiodavo la macchina e mi facevo succedere, provocavo un incidente, perché io non ne sapevo, non sapevo niente del nome di questa... che avessero ribattezzato il lungomare di Cagliari, col nome New York 11 settembre 2001. Ho chiesto un po' in giro tra i miei contatti su Facebook, la maggior parte di loro, diceva, sì, boh, non ne sapevo niente nemmeno io. Non so, forse avranno fatto questa, avranno preso questa decisione subito dopo gli anni subito dopo il 2001. Io all'epoca non abitavo qua, quindi non so cosa, non seguivo sicuramente queste vicende. Però perché ne parlo? Perché i nomi delle strade sono importanti. Qualche tempo fa un mio amico che si occupa di big data, mi raccontò di un progetto fatto con gli alunni di una scuola elementare qua in Sardegna dove avevano mappato i nomi dati <br>alle strade ed era venuto fuori un quadro deprimente. La maggior parte delle strade intitolate a maschi e quelle pochissime strade intitolate a donne sono intitolate a sante o a martiri,  sono completamente assenti le donne in politica le scienziate le altre donne che hanno fatto delle cose di cui invece bisognerebbe parlare ma dei nomi delle strade tornerò anch'io a parlare.]]>
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      <pubDate>Wed, 21 Apr 2021 08:07:53 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Percorri la via principale della tua città e ti accorgi che le hanno cambiato nome e che ora si chiama "Lungomare New York 11 Settembre 2021". Straniamento. E discorso generale sulla toponomastica stradale, da approfondire in futuro!TRASCRIZIONE TESTOProb</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 107 Mappe aeree</title>
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        <![CDATA[In mancanza dei viaggi in aereo, gioco con la mappa interattiva che mi mostra in tempo reale tutti gli oggetti volanti che si muovono  in cielo. Pazzesco che un sito del genere esista e sia pubblico e gratuito! <br><br>LINK al sito<br>Flightradar 24 <a href="https://www.flightradar24.com" rel="noopener">https://www.flightradar24.com</a> <br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Nei lunghissimi viaggi dall'Australia all'Europa, una volta che avevo guardato tutti i film che mi interessava guardare, che avevo letto tutte le riviste e tutti i capitoli dei libri comprati all'aeroporto, quando del lungo viaggio che durava 24 ore ormai rimanevano le ultime 4 o 5 ore e non se ne poteva più e sembrava di essere entrati in un'altra dimensione spazio-temporale, una delle cose che facevo per passare il tempo era seguire quel piccolo aeroplanino che si muoveva in tempo reale nella mappa davanti al sedile dei passeggeri. Si poteva scegliere lo schermo, quindi se vedere l'aereo all'interno della mappa oppure si poteva vedere la telecamera che era ai lati, sopra, sotto l'aereo. Ecco questo piccolo aereo giallo che attraversava la mappa che si muoveva a piccoli scatti - che ogni scatto corrispondeva non lo so a quanti km - l'ho ritrovato in un sito che si chiama flightradar24 - live Air Traffic - che è una figata.  figata. È un sito gratuito, interattivo - nel senso che si può allargare e stringere chiudere eccetera - che fa vedere la mappa del mondo con tutti (in tempo reale) con tutti gli aeroplani che si muovono e tutti gli oggetti volanti, non sono gli aeroplani ci sono anche gli elicotteri, ci sono addirittura i droni, c'è tutto. Ed è proprio come la mappa che si vede che si vede negli aerei intercontinentali e se tu fai zoom - lo sto facendo adesso nella mappa - vedi proprio i piccoli spostamenti. Ci sono gli aerei di linea di linea, e se tu fai click sopra uno, qualsiasi degli degli aerei, ti dice il numero dell'aereo, e se poi ci clicchi sopra ti fa vedere anche la fotografia, e se tu stringi la mappa per vedere una porzione più grande del globo terrestre, ti rendi conto che è tutto un mamma mia quanti aerei ci sono in volo contemporaneamente! Non vorrei essere nella pelle delle persone che devono poi decide le nuove rotte, perché è vero che hanno una buona distanza l'uno dall'altro è che poi ci sono anche diverse, altitudini, però se avete la mappa è veramenteente pazzesco metterò il link al sito nelle note al programma. Sì, l'altro giorno ho visto degli elicotteri elicottero della finanza che si stava muovendo dal Lazio e andava verso non so dove verso il mare, non so dove stesse andando. Insomma una cosa divertentissima da vedere, ve lo consiglio e mi sorprendo che sia una cosa non segreta è che sia aperta a tutte le persone molto divertente.]]>
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      <pubDate>Tue, 20 Apr 2021 07:11:12 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>In mancanza dei viaggi in aereo, gioco con la mappa interattiva che mi mostra in tempo reale tutti gli oggetti volanti che si muovono  in cielo. Pazzesco che un sito del genere esista e sia pubblico e gratuito! LINK al sitoFlightradar 24 https://www.flightradar24.com TRASCRIZIONE TESTONei lunghissimi viaggi dall'Australia all'Europa, una volta che avevo guardato tutti i film che mi interessava guardare, che avevo letto tutte le riviste e tutti i capitoli dei libri comprati all'aeroporto, quando del lungo viaggio che durava 24 ore ormai rimanevano le ultime 4 o 5 ore e non se ne poteva più e sembrava di essere entrati in un'altra dimensione spazio-temporale, una delle cose che facevo per passare il tempo era seguire quel piccolo aeroplanino che si muoveva in tempo reale nella mappa davanti al sedile dei passeggeri. Si poteva scegliere lo schermo, quindi se vedere l'aereo all'interno della mappa oppure si poteva vedere la telecamera che era ai lati, sopra, sotto l'aereo. Ecco questo piccolo aereo giallo che attraversava la mappa che si muoveva a piccoli scatti - che ogni scatto corrispondeva non lo so a quanti km - l'ho ritrovato in un sito che si chiama flightradar24 - live Air Traffic - che è una figata.  figata. È un sito gratuito, interattivo - nel senso che si può allargare e stringere chiudere eccetera - che fa vedere la mappa del mondo con tutti (in tempo reale) con tutti gli aeroplani che si muovono e tutti gli oggetti volanti, non sono gli aeroplani ci sono anche gli elicotteri, ci sono addirittura i droni, c'è tutto. Ed è proprio come la mappa che si vede che si vede negli aerei intercontinentali e se tu fai zoom - lo sto facendo adesso nella mappa - vedi proprio i piccoli spostamenti. Ci sono gli aerei di linea di linea, e se tu fai click sopra uno, qualsiasi degli degli aerei, ti dice il numero dell'aereo, e se poi ci clicchi sopra ti fa vedere anche la fotografia, e se tu stringi la mappa per vedere una porzione più grande del globo terrestre, ti rendi conto che è tutto un mamma mia quanti aerei ci sono in volo contemporaneamente! Non vorrei essere nella pelle delle persone che devono poi decide le nuove rotte, perché è vero che hanno una buona distanza l'uno dall'altro è che poi ci sono anche diverse, altitudini, però se avete la mappa è veramenteente pazzesco metterò il link al sito nelle note al programma. Sì, l'altro giorno ho visto degli elicotteri elicottero della finanza che si stava muovendo dal Lazio e andava verso non so dove verso il mare, non so dove stesse andando. Insomma una cosa divertentissima da vedere, ve lo consiglio e mi sorprendo che sia una cosa non segreta è che sia aperta a tutte le persone molto divertente.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>In mancanza dei viaggi in aereo, gioco con la mappa interattiva che mi mostra in tempo reale tutti gli oggetti volanti che si muovono  in cielo. Pazzesco che un sito del genere esista e sia pubblico e gratuito! LINK al sitoFlightradar 24 https://www.fligh</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 106 Mattine così</title>
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        <![CDATA[Giornate che sembra che sia già passata tutta la mattina perché ti sei svegliata alle 2 e non sei riuscita a riaddormentarti. <br><br>LINK<br>We fix space junk, podcast <a href="https://www.podchaser.com/podcasts/we-fix-space-junk-641836/episodes/recent" rel="noopener">https://www.podchaser.com/podcasts/we-fix-space-junk-641836/episodes/recent</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>3' grezzi Ep<br>subtitle<br>Edit Speaker<br>Ho dormito male, è da diverse notti che mi sveglio verso le 2 del mattino e poi non riesco a riaddormentarmi. O meglio mi addormento di nuovo verso le 6 e mi costringo ad alzarmi alle 9 e tutta la giornata se ne va, se ne va, inizia male insomma, perché mi sveglio con questo senso di tutto in ritardo ho perso un sacco di tempo, poi sapete, quando non si dorme bene la giornata non può che essere un po' avvolta dalla nebbia e con questo con questa continua sensazione che sto perdendo tempo e che sono in ritardo, anche se poi non è che abbia degli appuntamenti, ho le cose da fare, ma se mi metto a fare il tempo ce l'ho, però è come se sia accavallassero le cose, i pensieri, tutto quanto. Inizio a fare una cosa e poi mi fermo a metà e penso Dio ma devo fare anche quest'altro. Quindi non riesco. Non finisco di fare la prima mi butto a fare la seconda poi dico, no, no torno indietro a fare la prima, sì, però ho lasciato l'altra metà e così no è una cosa che un po' mi rompe, anche perché cerco di andare a letto non troppo presto non troppo tardi, quindi l'orario giusto e poi niente mi sveglio verso le 2 2:30 e un po' sto sveglia a letto e dico vabbè ora mi riaddormento, poi quando vedo che non mi riaddormento, mi metto da ascoltare dei podcast. Sto ascoltando, ho iniziato ascoltare una nuova serie abbastanza carina che si chiama We Fix Space Junk, una serie che c' è già da un po' di tempo. È una specie di commedia ambientata nello spazio e siccome appunto è carina ne ho ascoltato 5 puntate adesso non mi ricordo nemmeno quanto sia lungo una puntata e non è bene perché appunto, l'ho già raccontato in uno dei miei precedenti tre minuti grezzi, i podcast che mi fanno addormentare sono quelli che non sono belli o meglio sono quelli che sono costruiti in un modo che non mi interessa seguire, invece questi ne ho seguito un bel po'. Poi mi sono resa conto che stavo seguendo con troppo interesse, allora, ho spento i podcast, mi rigiravo nel letto, sentivo tutti i rumori, a un certo punto si sono alzati, qualcuno dei vicini è andato al bagno e ho sentito lo sciacquone del bagno del loro appartamento,  poi comincia è cominciato a venire la luce da fuori, stava facendo giorno , ciò che non voglio vedere che ora è perché se poi vedo che ora è mi viene ancora più la parnoia che mi devo alzare. Insomma, si sente anche dal tono lamentoso della mia voce. Spero di riprendermi presto e di fare tutte le cose che devo fare. Vabbè almeno 3 minuti grezzi son riuscita a farli.]]>
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      <pubDate>Mon, 19 Apr 2021 09:07:29 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Giornate che sembra che sia già passata tutta la mattina perché ti sei svegliata alle 2 e non sei riuscita a riaddormentarti. LINKWe fix space junk, podcast https://www.podchaser.com/podcasts/we-fix-space-junk-641836/episodes/recentTESTO TRASCRITTO3' grezzi EpsubtitleEdit SpeakerHo dormito male, è da diverse notti che mi sveglio verso le 2 del mattino e poi non riesco a riaddormentarmi. O meglio mi addormento di nuovo verso le 6 e mi costringo ad alzarmi alle 9 e tutta la giornata se ne va, se ne va, inizia male insomma, perché mi sveglio con questo senso di tutto in ritardo ho perso un sacco di tempo, poi sapete, quando non si dorme bene la giornata non può che essere un po' avvolta dalla nebbia e con questo con questa continua sensazione che sto perdendo tempo e che sono in ritardo, anche se poi non è che abbia degli appuntamenti, ho le cose da fare, ma se mi metto a fare il tempo ce l'ho, però è come se sia accavallassero le cose, i pensieri, tutto quanto. Inizio a fare una cosa e poi mi fermo a metà e penso Dio ma devo fare anche quest'altro. Quindi non riesco. Non finisco di fare la prima mi butto a fare la seconda poi dico, no, no torno indietro a fare la prima, sì, però ho lasciato l'altra metà e così no è una cosa che un po' mi rompe, anche perché cerco di andare a letto non troppo presto non troppo tardi, quindi l'orario giusto e poi niente mi sveglio verso le 2 2:30 e un po' sto sveglia a letto e dico vabbè ora mi riaddormento, poi quando vedo che non mi riaddormento, mi metto da ascoltare dei podcast. Sto ascoltando, ho iniziato ascoltare una nuova serie abbastanza carina che si chiama We Fix Space Junk, una serie che c' è già da un po' di tempo. È una specie di commedia ambientata nello spazio e siccome appunto è carina ne ho ascoltato 5 puntate adesso non mi ricordo nemmeno quanto sia lungo una puntata e non è bene perché appunto, l'ho già raccontato in uno dei miei precedenti tre minuti grezzi, i podcast che mi fanno addormentare sono quelli che non sono belli o meglio sono quelli che sono costruiti in un modo che non mi interessa seguire, invece questi ne ho seguito un bel po'. Poi mi sono resa conto che stavo seguendo con troppo interesse, allora, ho spento i podcast, mi rigiravo nel letto, sentivo tutti i rumori, a un certo punto si sono alzati, qualcuno dei vicini è andato al bagno e ho sentito lo sciacquone del bagno del loro appartamento,  poi comincia è cominciato a venire la luce da fuori, stava facendo giorno , ciò che non voglio vedere che ora è perché se poi vedo che ora è mi viene ancora più la parnoia che mi devo alzare. Insomma, si sente anche dal tono lamentoso della mia voce. Spero di riprendermi presto e di fare tutte le cose che devo fare. Vabbè almeno 3 minuti grezzi son riuscita a farli.</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 105 Avvertenze</title>
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        <![CDATA[Ma avete veramente bisogno che ve lo dica qualcuno, di non usare l'asciugacapelli sotto la doccia?<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Qualche giorno fa ho comprato un nuovo asciugacapelli. Il mio si è rotto, l'ho poggiato sulla mensola del bagno e siccome non so se ve ne siete accorti anche i vostri sono così, hanno il cavo che alla fine si attorciglia, appoggiato sulla mensola del bagno, il cavo dell'asciugacapelli ha acquisito vita propria, ha fatto un mezzo giro a 180° di giro e come ha fatto il giro, siccome come ci aveva pure il diffusore attaccato, vabbè è caduto sul pavimento che ha le mattonelle tipo marmo, quindi si è rotto definitivamente. Ho comprato un nuovo asciugacapelli molto simile a quello che avevo prima, niente di speciale niente di che, ho guardato convoluta asciugacapelli Dyson che costa boh mi ricordo quattro €500 questa cosa incredibilmente fantascientifica, comunque ho portato a casa mia l'asciuga i capelli, ho aperto la scatola, tolto la busta, le  istruzioni, non  è che abbia bisogno di istruzioni per usare l'asciugacapelli, però le ho messe da parte, e ho notato con un sentimento rassicurante il fatto che anche questo ennesimo elettrodomestico che ho acquistato ha attaccato al cavo un autoadesivo con l'immagine di una doccia e poi il simbolo NO, quindi anche questo asciugacapelli non deve essere utilizzato sotto la doccia. La prima volta che vedi questo simbolo, questa raccomandazione 'da non usare sotto la doccia' mi misi a ridere e  pensavo che cose del genere le facessero solo sugli elettrodomestici venduti in America, negli Stati Uniti, dove si sa la gente è molto propensa a fare denunce, però adesso questa dicitura si trova su tutti gli asciugacapelli che si vendono anche in Europa, e ogni volta che lo vedo mi chiedo ma c'è veramente qualche idiota che si è messo a utilizzare l'asciugacapelli sotto la doccia? No, perché per avere costretto le ditte che producono asciugacapelli a creare un autoadesivo esattamente allo scopo specifico, allo scopo di dire alla gente di non usare l'asciugacapelli sotto la doccia, evidentemente qualcuno l'ha fatto perché altrimenti non si giustifica il fatto di aver mosso il dipartimento di marketing, il design, come lo facciamo, come disegniamo la doccia, che colore lo facciamo, di quali dimensioni deve essere l'autoadesivo, dove lo mettiamo, lo mettiamo nella scatola no, se poi buttano la scatola no, deve essere sempre in ogni momento presente, attaccato all'asciugacapelli perché non possiamo permetterci che la gente lo usi che poi dica 'Sì, ma non me l'avete detto'. Allora il mio pensiero è questo: se una persona è così idiota da usare l'asciugacapelli sotto la doccia e mentre lo fa si ammazza, eh mi sa che qua si tratta di selezione naturale. Meglio ammazzarsi così da soli sotto la doccia che magari avere un posto di responsabilità e fare ammazzare qualcuno per una cosa simile.]]>
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        <![CDATA[Ma avete veramente bisogno che ve lo dica qualcuno, di non usare l'asciugacapelli sotto la doccia?<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Qualche giorno fa ho comprato un nuovo asciugacapelli. Il mio si è rotto, l'ho poggiato sulla mensola del bagno e siccome non so se ve ne siete accorti anche i vostri sono così, hanno il cavo che alla fine si attorciglia, appoggiato sulla mensola del bagno, il cavo dell'asciugacapelli ha acquisito vita propria, ha fatto un mezzo giro a 180° di giro e come ha fatto il giro, siccome come ci aveva pure il diffusore attaccato, vabbè è caduto sul pavimento che ha le mattonelle tipo marmo, quindi si è rotto definitivamente. Ho comprato un nuovo asciugacapelli molto simile a quello che avevo prima, niente di speciale niente di che, ho guardato convoluta asciugacapelli Dyson che costa boh mi ricordo quattro €500 questa cosa incredibilmente fantascientifica, comunque ho portato a casa mia l'asciuga i capelli, ho aperto la scatola, tolto la busta, le  istruzioni, non  è che abbia bisogno di istruzioni per usare l'asciugacapelli, però le ho messe da parte, e ho notato con un sentimento rassicurante il fatto che anche questo ennesimo elettrodomestico che ho acquistato ha attaccato al cavo un autoadesivo con l'immagine di una doccia e poi il simbolo NO, quindi anche questo asciugacapelli non deve essere utilizzato sotto la doccia. La prima volta che vedi questo simbolo, questa raccomandazione 'da non usare sotto la doccia' mi misi a ridere e  pensavo che cose del genere le facessero solo sugli elettrodomestici venduti in America, negli Stati Uniti, dove si sa la gente è molto propensa a fare denunce, però adesso questa dicitura si trova su tutti gli asciugacapelli che si vendono anche in Europa, e ogni volta che lo vedo mi chiedo ma c'è veramente qualche idiota che si è messo a utilizzare l'asciugacapelli sotto la doccia? No, perché per avere costretto le ditte che producono asciugacapelli a creare un autoadesivo esattamente allo scopo specifico, allo scopo di dire alla gente di non usare l'asciugacapelli sotto la doccia, evidentemente qualcuno l'ha fatto perché altrimenti non si giustifica il fatto di aver mosso il dipartimento di marketing, il design, come lo facciamo, come disegniamo la doccia, che colore lo facciamo, di quali dimensioni deve essere l'autoadesivo, dove lo mettiamo, lo mettiamo nella scatola no, se poi buttano la scatola no, deve essere sempre in ogni momento presente, attaccato all'asciugacapelli perché non possiamo permetterci che la gente lo usi che poi dica 'Sì, ma non me l'avete detto'. Allora il mio pensiero è questo: se una persona è così idiota da usare l'asciugacapelli sotto la doccia e mentre lo fa si ammazza, eh mi sa che qua si tratta di selezione naturale. Meglio ammazzarsi così da soli sotto la doccia che magari avere un posto di responsabilità e fare ammazzare qualcuno per una cosa simile.]]>
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      <pubDate>Sun, 18 Apr 2021 10:37:53 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 104 Con voluttà porcina</title>
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        <![CDATA[Gli autori ci si stanno rotolando con voluttà porcina nelle miserie altrui, per fare cassetta? Non lo so, a volte questa è l'impressione mentre non riesco a smettere di ascoltare un podcast fatto molto bene che però mi inquieta dal punto di vista umano.<br><br>LINK AL PODCAST<br><a href="https://play.acast.com/s/westcork" rel="noopener">https://play.acast.com/s/westcork</a> <br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Da qualche giorno sto ascoltando un podcast di 'true crime', cioè un podcast che racconta una storia di un omicidio realmente accaduto nel 1996 a West Cork in Irlanda. Un caso ancora irrisolto, perché non è stato trovato l'assassino. Il podcast è raccontato molto bene dal punto di vista tecnico della produzione, e questo mi ha attirato molto perché i podcast fatti bene mi piacciono però man mano che ascoltavo sentivo nascere in me una certa inquietudine. Mi sono resa conto che alcuni aspetti del podcast mi davano molto fastidio. La persona ammazzata era un giovane donna francese,  nell'ambito, in una delle puntate i due autori del podcast intervistano i familiari. Una delle persone intervistate è il figlio che adesso è un adulto. L'omicidio risale al 1996 e gli chiedono di ricordare come apprese la notizia della morte della mamma, queste sono persone di lingua madre francese e che però nel podcast parlavano in inglese. Questa cosa mi ha mi ha dato fastidio  perché io so, non solo per esperienza ma anche perché l'ho studiato, che quando noi parliamo nella nostra lingua madre, quella che ci è più familiare, diventiamo una persona diversa Ci esprimiamo in modo diverso, siamo molto più disinvolti, abbiamo... usiamo delle frasi molto più appropriate e mi ha dato fastidio che gli autori del podcast non abbiano dato la possibilità a queste persone di usare la loro lingua madre poi usando il voiceover, che lo so che è una rottura usare il voiceover però avrebbero mostrato più rispetto nei confronti di queste persone. E in generale, ripeto, ascolto assiduamente, mi mancano due puntate alla fine di questa serie che ha 11 puntate,  perché è fatto veramente molto bene, però è come quando c'è un incidente stradale che non vuoi guardare, però guardi. Non lo so. Mi pare che i due autori ci si rotolino con voluttà porcina nei dettagli e vadano a scavare, vadano... non lo so, mi fa sentire un po' un po' sporca il continuare ad ascoltarlo. Mi ha fatto venire questo, un po' questo dilemma. In generale ascolto poco 'true crime' proprio perché so che non è una cosa che mi si confà, non mi piace andare a a curiosare nelle miserie altrui, però questo l'ho ascoltato perché tutti ne parlavano benissimo, lo consigliavano e in effetti ripeto, ho continuato ad ascoltarlo fino alla fine perché dal punto di vista tecnico è ineccepibile però dal punto di vista umano... mi dispiace ma no, non mi piace per niente.]]>
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        <![CDATA[Gli autori ci si stanno rotolando con voluttà porcina nelle miserie altrui, per fare cassetta? Non lo so, a volte questa è l'impressione mentre non riesco a smettere di ascoltare un podcast fatto molto bene che però mi inquieta dal punto di vista umano.<br><br>LINK AL PODCAST<br><a href="https://play.acast.com/s/westcork" rel="noopener">https://play.acast.com/s/westcork</a> <br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Da qualche giorno sto ascoltando un podcast di 'true crime', cioè un podcast che racconta una storia di un omicidio realmente accaduto nel 1996 a West Cork in Irlanda. Un caso ancora irrisolto, perché non è stato trovato l'assassino. Il podcast è raccontato molto bene dal punto di vista tecnico della produzione, e questo mi ha attirato molto perché i podcast fatti bene mi piacciono però man mano che ascoltavo sentivo nascere in me una certa inquietudine. Mi sono resa conto che alcuni aspetti del podcast mi davano molto fastidio. La persona ammazzata era un giovane donna francese,  nell'ambito, in una delle puntate i due autori del podcast intervistano i familiari. Una delle persone intervistate è il figlio che adesso è un adulto. L'omicidio risale al 1996 e gli chiedono di ricordare come apprese la notizia della morte della mamma, queste sono persone di lingua madre francese e che però nel podcast parlavano in inglese. Questa cosa mi ha mi ha dato fastidio  perché io so, non solo per esperienza ma anche perché l'ho studiato, che quando noi parliamo nella nostra lingua madre, quella che ci è più familiare, diventiamo una persona diversa Ci esprimiamo in modo diverso, siamo molto più disinvolti, abbiamo... usiamo delle frasi molto più appropriate e mi ha dato fastidio che gli autori del podcast non abbiano dato la possibilità a queste persone di usare la loro lingua madre poi usando il voiceover, che lo so che è una rottura usare il voiceover però avrebbero mostrato più rispetto nei confronti di queste persone. E in generale, ripeto, ascolto assiduamente, mi mancano due puntate alla fine di questa serie che ha 11 puntate,  perché è fatto veramente molto bene, però è come quando c'è un incidente stradale che non vuoi guardare, però guardi. Non lo so. Mi pare che i due autori ci si rotolino con voluttà porcina nei dettagli e vadano a scavare, vadano... non lo so, mi fa sentire un po' un po' sporca il continuare ad ascoltarlo. Mi ha fatto venire questo, un po' questo dilemma. In generale ascolto poco 'true crime' proprio perché so che non è una cosa che mi si confà, non mi piace andare a a curiosare nelle miserie altrui, però questo l'ho ascoltato perché tutti ne parlavano benissimo, lo consigliavano e in effetti ripeto, ho continuato ad ascoltarlo fino alla fine perché dal punto di vista tecnico è ineccepibile però dal punto di vista umano... mi dispiace ma no, non mi piace per niente.]]>
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      <pubDate>Sat, 17 Apr 2021 09:13:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Gli autori ci si stanno rotolando con voluttà porcina nelle miserie altrui, per fare cassetta? Non lo so, a volte questa è l'impressione mentre non riesco a smettere di ascoltare un podcast fatto molto bene che però mi inquieta dal punto di vista umano.LI</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 103 Pioggia</title>
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        <![CDATA[Ma chi l'ha detto che le giornate piovose debbano essere malinconiche? Non c'è motivo, lo so, però preferirei il sole splendente e il cielo azzurro. Ma l'acqua serve!<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>In effetti non c'è nessun motivo per cui la pioggia debba rattristare le persone, perché se ci pensiamo chi dice che acqua che scende dall'alto verso il basso debba produrre in noi un sentimento di malinconia? E chi dice che invece il sole col cielo azzurro, debbano renderci felici? Però anche nel momento in cui lo dico mi rendo conto che invece è così, sono i grandi misteri della vita, perché io la mattina quando mi alzo e vedo il cielo azzurro e sento l'odore di primavera... niente, il cuore mi sorride. Invece in mattinate come oggi che sento il rumore delle gocce che picchia sui vetri e se mi sporgo dalla finestra vedo l'asfalto bagnato tutto luccicante, potrebbe essere motivo di motivo di gioia e felicità, invece no,  è motivo di malinconia. Questi sono i grandi misteri della vita: perché ci piacciono le cose dolci?  Perché? Chi l'ha deciso che il desiderio irrefrenabile debba essere verso il mangiare le cose dolci, anche per le persone come me, che non sono particolarmente golosa di e di dolci in generale, però è indubbio che tra mangiare una cosa dolce e mangiare una cosa che non è dolce, preferisco quella dolce. Sì ci sono delle cose che evidentemente ci nasciamo così. Ora quello della pioggia del sole, non lo so, forse effettivamente è un condizionamento culturale che si storicamente la pioggia rappresenta momenti bui. Eh però a questo punto potrei chiedere, perché si è iniziato a rappresentare la pioggia come un qualcosa di negativo? Se ci pensiamo, in effetti la pioggia è molto positiva perché fa crescere i raccolti. E fa parte del ciclo del della vita: senza la pioggia si muore. Infatti lo sanno bene i paesi che soffrono da tempo di siccità. Io, il posto dove sono nata, la Sardegna, ricordo da bambina lunghissime estati quando c'era il razionamento dell'acqua perché pioveva poco (o forse l'acqua non veniva raccolta nel modo giusto nei bacini). Comunque, mi ricordo le bacinelle in giro per casa perché d'estate "mancava l'acqua" e sono cresciuta così. Anche l'Australia, dove ha vissuto per molto tempo,  è la regione tra le più  <br>aride al mondo, e anche lì si sente molto il problema della siccità, infatti lì se dici che ti fai la doccia per più di 3 minuti ti guardano male, poco ci manca che chiamino anche la polizia, e queste cose le insegnano anche a scuola: per questo mio figlio, se sempre a rompere "Mamma non lasciare rubinetti aperti quando ti lavi i denti! Fai la doccia veloce!". Eh...]]>
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        <![CDATA[Ma chi l'ha detto che le giornate piovose debbano essere malinconiche? Non c'è motivo, lo so, però preferirei il sole splendente e il cielo azzurro. Ma l'acqua serve!<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>In effetti non c'è nessun motivo per cui la pioggia debba rattristare le persone, perché se ci pensiamo chi dice che acqua che scende dall'alto verso il basso debba produrre in noi un sentimento di malinconia? E chi dice che invece il sole col cielo azzurro, debbano renderci felici? Però anche nel momento in cui lo dico mi rendo conto che invece è così, sono i grandi misteri della vita, perché io la mattina quando mi alzo e vedo il cielo azzurro e sento l'odore di primavera... niente, il cuore mi sorride. Invece in mattinate come oggi che sento il rumore delle gocce che picchia sui vetri e se mi sporgo dalla finestra vedo l'asfalto bagnato tutto luccicante, potrebbe essere motivo di motivo di gioia e felicità, invece no,  è motivo di malinconia. Questi sono i grandi misteri della vita: perché ci piacciono le cose dolci?  Perché? Chi l'ha deciso che il desiderio irrefrenabile debba essere verso il mangiare le cose dolci, anche per le persone come me, che non sono particolarmente golosa di e di dolci in generale, però è indubbio che tra mangiare una cosa dolce e mangiare una cosa che non è dolce, preferisco quella dolce. Sì ci sono delle cose che evidentemente ci nasciamo così. Ora quello della pioggia del sole, non lo so, forse effettivamente è un condizionamento culturale che si storicamente la pioggia rappresenta momenti bui. Eh però a questo punto potrei chiedere, perché si è iniziato a rappresentare la pioggia come un qualcosa di negativo? Se ci pensiamo, in effetti la pioggia è molto positiva perché fa crescere i raccolti. E fa parte del ciclo del della vita: senza la pioggia si muore. Infatti lo sanno bene i paesi che soffrono da tempo di siccità. Io, il posto dove sono nata, la Sardegna, ricordo da bambina lunghissime estati quando c'era il razionamento dell'acqua perché pioveva poco (o forse l'acqua non veniva raccolta nel modo giusto nei bacini). Comunque, mi ricordo le bacinelle in giro per casa perché d'estate "mancava l'acqua" e sono cresciuta così. Anche l'Australia, dove ha vissuto per molto tempo,  è la regione tra le più  <br>aride al mondo, e anche lì si sente molto il problema della siccità, infatti lì se dici che ti fai la doccia per più di 3 minuti ti guardano male, poco ci manca che chiamino anche la polizia, e queste cose le insegnano anche a scuola: per questo mio figlio, se sempre a rompere "Mamma non lasciare rubinetti aperti quando ti lavi i denti! Fai la doccia veloce!". Eh...]]>
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      <pubDate>Fri, 16 Apr 2021 07:08:04 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 102 Tasche</title>
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        <![CDATA[Uscire senza la borsa per me è un atto di resistenza.<br><br><br>LINK<br>Per approfondire il discorso delle tasche (in inglese) <a href="https://99percentinvisible.org/episode/pockets-articles-of-interest-3/" rel="noopener">https://99percentinvisible.org/episode/pockets-articles-of-interest-3/</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO <br>Ogni volta che posso esco senza borsa e questo per me è un atto di resistenza contro la società che obbliga le donne a non avere altro posto per riporre le cose se non la borsa perché, se ci avete fatto caso, gli indumenti femminili hanno delle tasche piccolissime, oppure non hanno assolutamente tasche. Pensaci un po', a cosa serve la tasca? La tasca serve a metterci dentro le cose, così da poter avere le mani libere, anche le spalle libere, e non doversi appesantire con cose inutili perché, si sa, è un po' come la teoria delle autostrade: più si costruiscono autostrade più aumenta il traffico, poi c'è troppo traffico si costruiscono altre autostrade, ma il traffico anziché diminuire aumenta. La stessa cosa con le tasche: più è grande la borsa che avete è più cose ci mettete dentro. Noi donne siamo obbligate a uscire con la borsa perché i jeans, le giacche non hanno tasche, oppure le hanno più piccole di quelle dei corrispettivi indumenti maschili. Pensate che addirittura ho letto che le divise dei poliziotti per le donne hanno tasche più piccole e che Infatti molte donne poliziotto chiedono le divise maschili, così da avere più spazio, tasche più capienti. Ma perché è importante avere tasche capienti? Perché dentro le tasche mettiamo gli strumenti che ci servono. Pensate come bello uscire senza niente in mano, io infatti da un po' di tempo ho iniziato anche a usare i pantaloni con le tasche laterali, i cargo, e veramente a fare a meno di tutte le cose di cui oggi posso veramente fare a meno. Quindi di solito esco con il cellulare e dentro una tasca del cellulare ho la carta di credito e poi ho le chiavi in una tasca, non mi serve nient'altro per uscire,ne a meno perché ormai un sacco delle nostre informazioni sono dentro i cellulari. Mi rattrista quando vedo le donne che vanno a correre nel parco e hanno la borsetta. Ma che ve ne fate della borsetta nel parco, cosa ci mettete dentro? Lo so perché anch'io prima uscivo con la borsa, e dentro la borsa c'erano cose che io non usavo mai mai mai mai mai, perché ormai non ci serve più il libretto con i numeri di telefono, ormai non ci serve più niente. L'unica cosa che mi concedo è una penna e un foglio di carta che però è un foglio, lo piego in quattro e me lo metto nella tasca posteriore dei pantaloni e ripeto, per me è sempre una grande... sento sempre un grande senso di conquista e di vittoria quando esco per strada senza niente in mano, a mani libere. Provateci, e vi costringe anche a ripensare alle vostre priorità, e veramente se le cose che vi portate dietro vi servono o meno, provateci.]]>
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        <![CDATA[Uscire senza la borsa per me è un atto di resistenza.<br><br><br>LINK<br>Per approfondire il discorso delle tasche (in inglese) <a href="https://99percentinvisible.org/episode/pockets-articles-of-interest-3/" rel="noopener">https://99percentinvisible.org/episode/pockets-articles-of-interest-3/</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO <br>Ogni volta che posso esco senza borsa e questo per me è un atto di resistenza contro la società che obbliga le donne a non avere altro posto per riporre le cose se non la borsa perché, se ci avete fatto caso, gli indumenti femminili hanno delle tasche piccolissime, oppure non hanno assolutamente tasche. Pensaci un po', a cosa serve la tasca? La tasca serve a metterci dentro le cose, così da poter avere le mani libere, anche le spalle libere, e non doversi appesantire con cose inutili perché, si sa, è un po' come la teoria delle autostrade: più si costruiscono autostrade più aumenta il traffico, poi c'è troppo traffico si costruiscono altre autostrade, ma il traffico anziché diminuire aumenta. La stessa cosa con le tasche: più è grande la borsa che avete è più cose ci mettete dentro. Noi donne siamo obbligate a uscire con la borsa perché i jeans, le giacche non hanno tasche, oppure le hanno più piccole di quelle dei corrispettivi indumenti maschili. Pensate che addirittura ho letto che le divise dei poliziotti per le donne hanno tasche più piccole e che Infatti molte donne poliziotto chiedono le divise maschili, così da avere più spazio, tasche più capienti. Ma perché è importante avere tasche capienti? Perché dentro le tasche mettiamo gli strumenti che ci servono. Pensate come bello uscire senza niente in mano, io infatti da un po' di tempo ho iniziato anche a usare i pantaloni con le tasche laterali, i cargo, e veramente a fare a meno di tutte le cose di cui oggi posso veramente fare a meno. Quindi di solito esco con il cellulare e dentro una tasca del cellulare ho la carta di credito e poi ho le chiavi in una tasca, non mi serve nient'altro per uscire,ne a meno perché ormai un sacco delle nostre informazioni sono dentro i cellulari. Mi rattrista quando vedo le donne che vanno a correre nel parco e hanno la borsetta. Ma che ve ne fate della borsetta nel parco, cosa ci mettete dentro? Lo so perché anch'io prima uscivo con la borsa, e dentro la borsa c'erano cose che io non usavo mai mai mai mai mai, perché ormai non ci serve più il libretto con i numeri di telefono, ormai non ci serve più niente. L'unica cosa che mi concedo è una penna e un foglio di carta che però è un foglio, lo piego in quattro e me lo metto nella tasca posteriore dei pantaloni e ripeto, per me è sempre una grande... sento sempre un grande senso di conquista e di vittoria quando esco per strada senza niente in mano, a mani libere. Provateci, e vi costringe anche a ripensare alle vostre priorità, e veramente se le cose che vi portate dietro vi servono o meno, provateci.]]>
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      <pubDate>Thu, 15 Apr 2021 06:30:43 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 101 Gomblotto (del dentifricio)</title>
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        <![CDATA[Il paradiso? Un posto dove puoi mangiare quello che vuoi senza paura di ingrassare o di rovinarti i denti. <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Io il paradiso me lo immagino come un posto dove posso mangiare tutto quello che voglio senza paura di ingrassare e paura di rovinarmi i denti. Questo per dare un'idea del rapporto che ho io con la pulizia dei denti che so che è importante che bisogna farla, però che rottura dovresti sempre lavare i denti. Nel lavarmi i denti non mi aiuta il fatto che non mi piacciono i dentifrici alla menta, complice anche una cosa che mi dissero da bambina. Io ricordo da bambina, andai da un dentista, all'epoca il dentista della mutua, quando ancora il trapano faceva malissimo e andare dal dentista faceva paura, terrore, e questo signore 'illuminato' (che io mi ricordo come un signore vecchissimo, probabilmente avrà avuto 30 o 40 anni) mi disse guarda, è importante lavarsi i denti, ma è importante usare poco dentifricio perché - mi spiegò -  i dentifrici - che sono tutti alla menta - ti danno un falso senso di freschezza e di pulizia, quindi tu smetti di lavare i denti prima, smetti di spazzolare prima di quanto dovresti, invece dovresti <br>usare pochissimo dentifricio. Anzi è più importante spazzolare che usare il dentifricio, quindi anche se tu usi lo spazzolino senza dentifricio ma te li spazzoli  per bene, fai un buon lavoro. Ecco questa cosa che lui mi disse quando ero bambina, mi è rimasta impressa e con gli anni ho sviluppato una fortissima antipatia per tutti i dentifrici alla menta è ahimé! complotto! Provate a comprare un dentifricio che non abbia menta, mentuccia, menta piperita e cose varie.  È difficilissimo. Io riesco a farlo raramente, alcune volte nei negozi specializzati oppure su internet li compro, dentifrici al limone. Ce l'ho qua davanti il tubo completamente finito schiacciato fino alla morte 'Home Bright dentifricio al limone protezione naturale' vengono spacciati come cose omeopatiche. Io non credo all'omeopatia, con me non funziona, costano un sacco di soldi. Ieri da Acqua &amp; Sapone, quella  catena che vende profumi eccetera, ho trovato invece un nuovo dentifricio che ho subito comprato 'Blanx' (grande x) 'cogo-white con olio di cocco' un dentifricio alla noce di cocco! E anche se l'altro al limone non era completamente finito, naturalmente l'ho dovuto aprire, l'ho dovuto provare, e devo dire che c'è un ancora si sente un tantino di menta, ma pochissimo è che il gusto è molto piacevole e anche l'aspetto, perché sembra una gelatina quasi semitrasparente, quindi non ha l'aspetto del tuo solito dentifricio e sono abbastanza soddisfatta. Però ancora non riesco a capire perché la gente non chieda più a alta voce dentifrici senza la menta. Insomma un gomblotto]]>
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        <![CDATA[Il paradiso? Un posto dove puoi mangiare quello che vuoi senza paura di ingrassare o di rovinarti i denti. <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Io il paradiso me lo immagino come un posto dove posso mangiare tutto quello che voglio senza paura di ingrassare e paura di rovinarmi i denti. Questo per dare un'idea del rapporto che ho io con la pulizia dei denti che so che è importante che bisogna farla, però che rottura dovresti sempre lavare i denti. Nel lavarmi i denti non mi aiuta il fatto che non mi piacciono i dentifrici alla menta, complice anche una cosa che mi dissero da bambina. Io ricordo da bambina, andai da un dentista, all'epoca il dentista della mutua, quando ancora il trapano faceva malissimo e andare dal dentista faceva paura, terrore, e questo signore 'illuminato' (che io mi ricordo come un signore vecchissimo, probabilmente avrà avuto 30 o 40 anni) mi disse guarda, è importante lavarsi i denti, ma è importante usare poco dentifricio perché - mi spiegò -  i dentifrici - che sono tutti alla menta - ti danno un falso senso di freschezza e di pulizia, quindi tu smetti di lavare i denti prima, smetti di spazzolare prima di quanto dovresti, invece dovresti <br>usare pochissimo dentifricio. Anzi è più importante spazzolare che usare il dentifricio, quindi anche se tu usi lo spazzolino senza dentifricio ma te li spazzoli  per bene, fai un buon lavoro. Ecco questa cosa che lui mi disse quando ero bambina, mi è rimasta impressa e con gli anni ho sviluppato una fortissima antipatia per tutti i dentifrici alla menta è ahimé! complotto! Provate a comprare un dentifricio che non abbia menta, mentuccia, menta piperita e cose varie.  È difficilissimo. Io riesco a farlo raramente, alcune volte nei negozi specializzati oppure su internet li compro, dentifrici al limone. Ce l'ho qua davanti il tubo completamente finito schiacciato fino alla morte 'Home Bright dentifricio al limone protezione naturale' vengono spacciati come cose omeopatiche. Io non credo all'omeopatia, con me non funziona, costano un sacco di soldi. Ieri da Acqua &amp; Sapone, quella  catena che vende profumi eccetera, ho trovato invece un nuovo dentifricio che ho subito comprato 'Blanx' (grande x) 'cogo-white con olio di cocco' un dentifricio alla noce di cocco! E anche se l'altro al limone non era completamente finito, naturalmente l'ho dovuto aprire, l'ho dovuto provare, e devo dire che c'è un ancora si sente un tantino di menta, ma pochissimo è che il gusto è molto piacevole e anche l'aspetto, perché sembra una gelatina quasi semitrasparente, quindi non ha l'aspetto del tuo solito dentifricio e sono abbastanza soddisfatta. Però ancora non riesco a capire perché la gente non chieda più a alta voce dentifrici senza la menta. Insomma un gomblotto]]>
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      <pubDate>Wed, 14 Apr 2021 07:21:07 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 100 Dormiveglia</title>
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        <![CDATA[Nelle ore della notte i momenti si dilatano. Aveva ragione Cesare Pavese: dormire è il modo migliore per fare mattino.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Forse ieri notte non sarei dovuta andare a letto così presto. Vabbè presto per me, sono andata a letto che non erano neanche le 11. E che è, che successo durante la notte mi svegliavo continuamente, per cui c'è stata questa notte lunghissima. Non ho dormito male. Però continuavo a svegliarmi. Allora dopo ogni volta che mi svegliavo mi venivano in mente i pensieri, io non volevo pensare, volevo solo dormire. Non volevo mettermi ad ascoltare podcast perché poi magari sicuramente mi sarei dovuta mettere a cercarne uno, quindi l'atto del cercare il podcast mi avrebbe fatto svegliare ulteriormente, e allora pensavo domani la puntata numero 100 dei 3 minuti grezzi dovrei fare forse qualcosa di particolare, cosa potrei fare di particolare? Ah, ecco, potrei raccontare da dove viene questa mia voglia e capacità di raccontare, cioè da mio padre, e come lui da bambini. ci raccontava le storie. Ma no, non voglio fare una puntata su mio padre, voglio fare qualcosa di diciamo, di universale qualcosa che non <br>sia riconducibile magari nemmeno a me, voglio pure parlare di qualcos'altro. Ogni tanto mi addormentavo, mi risvegliavo... E, una cosa che mi ha colpito ripensando alla notte scorsa, è come veramente il tempo sia relativo, come una notte diventi lunghissima quando ti svegli ogni ora, ogni paio d'ore, non dico che sia una cosa negativa, però è veramente la dilatazione del tempo che come quando ero bambina che un anno non passava mai, ma non passavano nemmeno i mesi, invece adesso che non sono più bambina, ma è una sensazione che conosciamo tutti, e ogni compleanno dici, ma come è già passato un anno? e d'estate, ma come siamo già arrivati alla fine dell'anno? Si è tutto questo essere relativo, che il modo in cui noi percepiamo quello che ci sta attorno dipende dai nostri sensi, non c'è una realtà oggettiva che è sempre uguale per tutti quanti. Un po' come diceva uno dei miei filosofi preferiti Russel - Bertand Russel  - che arrivava al paradosso di dire ecco c'è il tavolo davanti a me io tocco il tavolo. Però come faccio a sapere che c'è veramente un tavolo davanti a me? Se tutte le cose che mi dicono che c'è un tavolo, la vista, il tatto, sono i miei sensi - quindi sono le mie esperienze personali  - chi me lo dice che non mi stia io stesso prendendo in giro con i miei sensi? Vabbè sono pensieri un po' troppo profondi però per la mattina presto. Ho solo bevuto un caffè. Ora vado a mangiare qualcosa. E vabbè la puntata numero 100 è andata così beccatevela come  è venuta.]]>
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        <![CDATA[Nelle ore della notte i momenti si dilatano. Aveva ragione Cesare Pavese: dormire è il modo migliore per fare mattino.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Forse ieri notte non sarei dovuta andare a letto così presto. Vabbè presto per me, sono andata a letto che non erano neanche le 11. E che è, che successo durante la notte mi svegliavo continuamente, per cui c'è stata questa notte lunghissima. Non ho dormito male. Però continuavo a svegliarmi. Allora dopo ogni volta che mi svegliavo mi venivano in mente i pensieri, io non volevo pensare, volevo solo dormire. Non volevo mettermi ad ascoltare podcast perché poi magari sicuramente mi sarei dovuta mettere a cercarne uno, quindi l'atto del cercare il podcast mi avrebbe fatto svegliare ulteriormente, e allora pensavo domani la puntata numero 100 dei 3 minuti grezzi dovrei fare forse qualcosa di particolare, cosa potrei fare di particolare? Ah, ecco, potrei raccontare da dove viene questa mia voglia e capacità di raccontare, cioè da mio padre, e come lui da bambini. ci raccontava le storie. Ma no, non voglio fare una puntata su mio padre, voglio fare qualcosa di diciamo, di universale qualcosa che non <br>sia riconducibile magari nemmeno a me, voglio pure parlare di qualcos'altro. Ogni tanto mi addormentavo, mi risvegliavo... E, una cosa che mi ha colpito ripensando alla notte scorsa, è come veramente il tempo sia relativo, come una notte diventi lunghissima quando ti svegli ogni ora, ogni paio d'ore, non dico che sia una cosa negativa, però è veramente la dilatazione del tempo che come quando ero bambina che un anno non passava mai, ma non passavano nemmeno i mesi, invece adesso che non sono più bambina, ma è una sensazione che conosciamo tutti, e ogni compleanno dici, ma come è già passato un anno? e d'estate, ma come siamo già arrivati alla fine dell'anno? Si è tutto questo essere relativo, che il modo in cui noi percepiamo quello che ci sta attorno dipende dai nostri sensi, non c'è una realtà oggettiva che è sempre uguale per tutti quanti. Un po' come diceva uno dei miei filosofi preferiti Russel - Bertand Russel  - che arrivava al paradosso di dire ecco c'è il tavolo davanti a me io tocco il tavolo. Però come faccio a sapere che c'è veramente un tavolo davanti a me? Se tutte le cose che mi dicono che c'è un tavolo, la vista, il tatto, sono i miei sensi - quindi sono le mie esperienze personali  - chi me lo dice che non mi stia io stesso prendendo in giro con i miei sensi? Vabbè sono pensieri un po' troppo profondi però per la mattina presto. Ho solo bevuto un caffè. Ora vado a mangiare qualcosa. E vabbè la puntata numero 100 è andata così beccatevela come  è venuta.]]>
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      <pubDate>Tue, 13 Apr 2021 06:03:05 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Nelle ore della notte i momenti si dilatano. Aveva ragione Cesare Pavese: dormire è il modo migliore per fare mattino.TESTO TRASCRITTOForse ieri notte non sarei dovuta andare a letto così presto. Vabbè presto per me, sono andata a letto che non erano nean</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 99 Renato</title>
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        <![CDATA[Renato è il tipo che si presentava davanti al lussuosissimo college frequentato dal figlio (lo stesso frequantato per un anno anche da Prince Charles, per intenderci) per portarlo a casa nel fine settimana, e si presentava al cancello indossando occhiali e baffi finti alla Groucho Marx.<br><br>LINKS ALLA PUNTATA<br>Il sito CuocoloBosetti <a href="http://www.cuocolobosetti.org/" rel="noopener">http://www.cuocolobosetti.org/</a><br>Pagina FB <a href="https://www.facebook.com/renato.cuocolo.1" rel="noopener">https://www.facebook.com/renato.cuocolo.1</a><br>The Secret Room <a href="https://www.youtube.com/watch?v=kPzfzg7zc0U" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=kPzfzg7zc0U</a><br>Private Eye <a href="https://www.viefestival.com/vie2017/en/spettacoli/private-eye/" rel="noopener">https://www.viefestival.com/vie2017/en/spettacoli/private-eye/</a> <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Con Renato ci conosciamo da più di 30 anni, è uno dei miei amici più vecchi, con i quali mi sono tenuta ininterrottamente in contatto. La prima volta che lo vidi fu a Melbourne a una audizione. Ero arrivata da poco a Melbourne, abitavo in una casa gigantesca con un sacco di altre persone, la maggior parte delle quali erano attori e giornalisti e quindi mi ero fatta travolgere da questo ondata di performance artist e mi presentai ad un’audizione dove bisognava recitare cantare e ballare. Con mia grande sorpresa il regista che giudicava,  sceglieva gli attori era Renato Cuocolo. Di lui avevo già sentito parlare e non solo perché era italiano, vabbè in una comunità è piccola ci si conosce un po’ tutti, ma era molto conosciuto negli ambienti teatrali in generale, negli ambiti internazionali dovrei dire perché le sue performance erano leggendarie proprio per la messa in scena: riempiva il palcoscenico di  tutto e di più: di piume, di acqua, faceva fare cose incredibile agli attori - e molti degli attori che ancora oggi sono conosciuti e famosi in Australia e in altre parti del mondo hanno fatto la loro gavetta con Renato. Con renato poi siamo diventati amici, lo rincontrai e diventerai una delle attrici nella comunità italiana e tra altro devo anche Renato il fatto di aver recitato nel Melbourne International Festival, dove tra l’altro facevo una parte anche abbastanza importante, aprivo lo spettacolo con un finto violino in mano, facevo il mio monologo. Renato è una persona fantastica, incredibilmente intelligente, arguta, di ottime letture e poi è un mio grandissimo amico. È una di quelle persone a cui posso estendere tantissimi “ti ricordi?” e lui sì che si ricorda, perché lui c’era, se non di persona - perché la vita ci ha sempre portati vivere io di qua lui li là, per un periodo abbiamo anche abitato tutti insieme, e a questo punto dovrei anche parlare di Roberta, Roberta &amp; Renato, ma Roberta merita che le dedichi un 3’ grezzi tutti per lei. Sì, abbiamo condiviso tantissime avventure, tantissime anche avventure professionali. Renato ha questa caratteristica di, questa sua leggerezza che riesce a sdrammatizzare tutto. Perché ve ne parlo? Abbiamo fatto una chiacchierata qualche ora fa al telefono e mi sono accorta di quanto mi manchi, quanto mi manchi poter dire, sai che ti dico un aereo e vengo a trovarti, ci facciamo una delle nostre chiacchierate e scampagnate, risate bevute, tutte quelle cose che potevamo fare tranquillamente prima – o perlomeno potevamo programmare. E niente, sono contenta che abbiamo parlato di un progetto che faremo insieme e non vedo l’ora di rivedervi. Ti voglio bene, lo sai, no?]]>
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        <![CDATA[Renato è il tipo che si presentava davanti al lussuosissimo college frequentato dal figlio (lo stesso frequantato per un anno anche da Prince Charles, per intenderci) per portarlo a casa nel fine settimana, e si presentava al cancello indossando occhiali e baffi finti alla Groucho Marx.<br><br>LINKS ALLA PUNTATA<br>Il sito CuocoloBosetti <a href="http://www.cuocolobosetti.org/" rel="noopener">http://www.cuocolobosetti.org/</a><br>Pagina FB <a href="https://www.facebook.com/renato.cuocolo.1" rel="noopener">https://www.facebook.com/renato.cuocolo.1</a><br>The Secret Room <a href="https://www.youtube.com/watch?v=kPzfzg7zc0U" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=kPzfzg7zc0U</a><br>Private Eye <a href="https://www.viefestival.com/vie2017/en/spettacoli/private-eye/" rel="noopener">https://www.viefestival.com/vie2017/en/spettacoli/private-eye/</a> <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Con Renato ci conosciamo da più di 30 anni, è uno dei miei amici più vecchi, con i quali mi sono tenuta ininterrottamente in contatto. La prima volta che lo vidi fu a Melbourne a una audizione. Ero arrivata da poco a Melbourne, abitavo in una casa gigantesca con un sacco di altre persone, la maggior parte delle quali erano attori e giornalisti e quindi mi ero fatta travolgere da questo ondata di performance artist e mi presentai ad un’audizione dove bisognava recitare cantare e ballare. Con mia grande sorpresa il regista che giudicava,  sceglieva gli attori era Renato Cuocolo. Di lui avevo già sentito parlare e non solo perché era italiano, vabbè in una comunità è piccola ci si conosce un po’ tutti, ma era molto conosciuto negli ambienti teatrali in generale, negli ambiti internazionali dovrei dire perché le sue performance erano leggendarie proprio per la messa in scena: riempiva il palcoscenico di  tutto e di più: di piume, di acqua, faceva fare cose incredibile agli attori - e molti degli attori che ancora oggi sono conosciuti e famosi in Australia e in altre parti del mondo hanno fatto la loro gavetta con Renato. Con renato poi siamo diventati amici, lo rincontrai e diventerai una delle attrici nella comunità italiana e tra altro devo anche Renato il fatto di aver recitato nel Melbourne International Festival, dove tra l’altro facevo una parte anche abbastanza importante, aprivo lo spettacolo con un finto violino in mano, facevo il mio monologo. Renato è una persona fantastica, incredibilmente intelligente, arguta, di ottime letture e poi è un mio grandissimo amico. È una di quelle persone a cui posso estendere tantissimi “ti ricordi?” e lui sì che si ricorda, perché lui c’era, se non di persona - perché la vita ci ha sempre portati vivere io di qua lui li là, per un periodo abbiamo anche abitato tutti insieme, e a questo punto dovrei anche parlare di Roberta, Roberta &amp; Renato, ma Roberta merita che le dedichi un 3’ grezzi tutti per lei. Sì, abbiamo condiviso tantissime avventure, tantissime anche avventure professionali. Renato ha questa caratteristica di, questa sua leggerezza che riesce a sdrammatizzare tutto. Perché ve ne parlo? Abbiamo fatto una chiacchierata qualche ora fa al telefono e mi sono accorta di quanto mi manchi, quanto mi manchi poter dire, sai che ti dico un aereo e vengo a trovarti, ci facciamo una delle nostre chiacchierate e scampagnate, risate bevute, tutte quelle cose che potevamo fare tranquillamente prima – o perlomeno potevamo programmare. E niente, sono contenta che abbiamo parlato di un progetto che faremo insieme e non vedo l’ora di rivedervi. Ti voglio bene, lo sai, no?]]>
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      <pubDate>Mon, 12 Apr 2021 09:21:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Renato è il tipo che si presentava davanti al lussuosissimo college frequentato dal figlio (lo stesso frequantato per un anno anche da Prince Charles, per intenderci) per portarlo a casa nel fine settimana, e si presentava al cancello indossando occhiali e baffi finti alla Groucho Marx.LINKS ALLA PUNTATAIl sito CuocoloBosetti http://www.cuocolobosetti.org/Pagina FB https://www.facebook.com/renato.cuocolo.1The Secret Room https://www.youtube.com/watch?v=kPzfzg7zc0UPrivate Eye https://www.viefestival.com/vie2017/en/spettacoli/private-eye/ TESTO TRASCRITTOCon Renato ci conosciamo da più di 30 anni, è uno dei miei amici più vecchi, con i quali mi sono tenuta ininterrottamente in contatto. La prima volta che lo vidi fu a Melbourne a una audizione. Ero arrivata da poco a Melbourne, abitavo in una casa gigantesca con un sacco di altre persone, la maggior parte delle quali erano attori e giornalisti e quindi mi ero fatta travolgere da questo ondata di performance artist e mi presentai ad un’audizione dove bisognava recitare cantare e ballare. Con mia grande sorpresa il regista che giudicava,  sceglieva gli attori era Renato Cuocolo. Di lui avevo già sentito parlare e non solo perché era italiano, vabbè in una comunità è piccola ci si conosce un po’ tutti, ma era molto conosciuto negli ambienti teatrali in generale, negli ambiti internazionali dovrei dire perché le sue performance erano leggendarie proprio per la messa in scena: riempiva il palcoscenico di  tutto e di più: di piume, di acqua, faceva fare cose incredibile agli attori - e molti degli attori che ancora oggi sono conosciuti e famosi in Australia e in altre parti del mondo hanno fatto la loro gavetta con Renato. Con renato poi siamo diventati amici, lo rincontrai e diventerai una delle attrici nella comunità italiana e tra altro devo anche Renato il fatto di aver recitato nel Melbourne International Festival, dove tra l’altro facevo una parte anche abbastanza importante, aprivo lo spettacolo con un finto violino in mano, facevo il mio monologo. Renato è una persona fantastica, incredibilmente intelligente, arguta, di ottime letture e poi è un mio grandissimo amico. È una di quelle persone a cui posso estendere tantissimi “ti ricordi?” e lui sì che si ricorda, perché lui c’era, se non di persona - perché la vita ci ha sempre portati vivere io di qua lui li là, per un periodo abbiamo anche abitato tutti insieme, e a questo punto dovrei anche parlare di Roberta, Roberta &amp;amp; Renato, ma Roberta merita che le dedichi un 3’ grezzi tutti per lei. Sì, abbiamo condiviso tantissime avventure, tantissime anche avventure professionali. Renato ha questa caratteristica di, questa sua leggerezza che riesce a sdrammatizzare tutto. Perché ve ne parlo? Abbiamo fatto una chiacchierata qualche ora fa al telefono e mi sono accorta di quanto mi manchi, quanto mi manchi poter dire, sai che ti dico un aereo e vengo a trovarti, ci facciamo una delle nostre chiacchierate e scampagnate, risate bevute, tutte quelle cose che potevamo fare tranquillamente prima – o perlomeno potevamo programmare. E niente, sono contenta che abbiamo parlato di un progetto che faremo insieme e non vedo l’ora di rivedervi. Ti voglio bene, lo sai, no?</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 98 50m2 (Turchia)</title>
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        <![CDATA[Guardando le serie tv si imparano un sacco di cose sui paesi lontani.<br><br>LINK<br>Serie tv 50m2 <a href="https://www.netflix.com/it/title/81103322" rel="noopener">https://www.netflix.com/it/title/81103322</a> <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Guardando le serie tv si imparano un sacco di cose sui paesi lontani. Pensate un po’ quando eravamo ragazzini, la mia generazione, serie TV come Happy Days ci hanno fatto conoscere tutte quelle cose che poi piano piano sono entrate anche a far parte della nostra cultura cose che erano assolutamente sconosciute, pensate al prom, il ballo di fine anno alle superiori, in Italia e chi mail l’ha fatto? Invece adesso, ad esempio la scuola dove va mio figlio, il Pacinotti, uno dei gruppi di studenti che rappresenta gli studenti nella sua piattaforma aveva il prom e diceva se ci eleggete come vostri rappresentati faremo il prom a fine anno. Ma anche altre cose come il drive-in, il toast, nella casa italiana tradizionale non c’è il tostapane invece adesso più sì che no molte case hanno il tostapane. Ecco, io tramite le serie televisive sto conoscendo tantissime tradizioni usi e aspetti culturali di paesi molto lontani dal mio molto lontani culturalmente e da qualche settimana ho cominciato a guardare una nuova serie tv su Netflix che si chiama 50m2 ed è ambientata in Turchia. È una serie del 2021, quindi una serie contemporanea e dove si parla appunto, dove si fa vedere anche se in modo romanzato, anche se in modo adattato a quelle che sono le esigenze di copione, però ci sono degli stralci di vita quotidiana che danno un un’idea di come si viva oggi la normalità in Turchia. È un po’ come quando si leggevano i resoconti di Plinio il Vecchio che raccontava l’esplosione di Pompei che a parte il fatto che lui raccontasse l’esplosione però anche quegli aspetti di costume di vita normale ci davano un’idea di come si vivesse all’epoca. Guardando questa serie tv si ha veramente l’idea di una società ancora molto ancorata al passato molto patriarcale e in uno degli ultimi episodi c’era la coppia dei genitori che col figlio va a casa della ragazza a chiedere la mano della ragazza a nome del figlio, e ripeto è una serie ambientata nel 2021 quindi non lo so se effettivamente ancora in Turchia devono essere i genitori a d andare a chiedere la mano della persona, ma incredibile, oppure si vedono spesso le scene di donne che preparano da bene per gli uomini che sono in sala e poi loro mai bevono, bevono solo gli uomini loro si mettono da parte, e sì, è un modo incredibile per conoscere veramente la cultura, anche se la cultura fasulla della serie tv però qualche idea su come veramente vadano le cose un po’ si ha.]]>
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        <![CDATA[Guardando le serie tv si imparano un sacco di cose sui paesi lontani.<br><br>LINK<br>Serie tv 50m2 <a href="https://www.netflix.com/it/title/81103322" rel="noopener">https://www.netflix.com/it/title/81103322</a> <br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Guardando le serie tv si imparano un sacco di cose sui paesi lontani. Pensate un po’ quando eravamo ragazzini, la mia generazione, serie TV come Happy Days ci hanno fatto conoscere tutte quelle cose che poi piano piano sono entrate anche a far parte della nostra cultura cose che erano assolutamente sconosciute, pensate al prom, il ballo di fine anno alle superiori, in Italia e chi mail l’ha fatto? Invece adesso, ad esempio la scuola dove va mio figlio, il Pacinotti, uno dei gruppi di studenti che rappresenta gli studenti nella sua piattaforma aveva il prom e diceva se ci eleggete come vostri rappresentati faremo il prom a fine anno. Ma anche altre cose come il drive-in, il toast, nella casa italiana tradizionale non c’è il tostapane invece adesso più sì che no molte case hanno il tostapane. Ecco, io tramite le serie televisive sto conoscendo tantissime tradizioni usi e aspetti culturali di paesi molto lontani dal mio molto lontani culturalmente e da qualche settimana ho cominciato a guardare una nuova serie tv su Netflix che si chiama 50m2 ed è ambientata in Turchia. È una serie del 2021, quindi una serie contemporanea e dove si parla appunto, dove si fa vedere anche se in modo romanzato, anche se in modo adattato a quelle che sono le esigenze di copione, però ci sono degli stralci di vita quotidiana che danno un un’idea di come si viva oggi la normalità in Turchia. È un po’ come quando si leggevano i resoconti di Plinio il Vecchio che raccontava l’esplosione di Pompei che a parte il fatto che lui raccontasse l’esplosione però anche quegli aspetti di costume di vita normale ci davano un’idea di come si vivesse all’epoca. Guardando questa serie tv si ha veramente l’idea di una società ancora molto ancorata al passato molto patriarcale e in uno degli ultimi episodi c’era la coppia dei genitori che col figlio va a casa della ragazza a chiedere la mano della ragazza a nome del figlio, e ripeto è una serie ambientata nel 2021 quindi non lo so se effettivamente ancora in Turchia devono essere i genitori a d andare a chiedere la mano della persona, ma incredibile, oppure si vedono spesso le scene di donne che preparano da bene per gli uomini che sono in sala e poi loro mai bevono, bevono solo gli uomini loro si mettono da parte, e sì, è un modo incredibile per conoscere veramente la cultura, anche se la cultura fasulla della serie tv però qualche idea su come veramente vadano le cose un po’ si ha.]]>
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      <pubDate>Sun, 11 Apr 2021 08:58:56 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 97 Immaginette</title>
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        <![CDATA[Può un rettangolino di carta proteggerci dal male? Ma forse sto ponendo la domanda sbagliata.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Mi sono stupita a constatare che c’è veramente tanta gente che crede nei miracoli, e vabbè so che l’Italia è un paese cattolico anche la mia educazione è Cattolica, la mia cultura però non mi soffermo spesso a pensare a certi dettagli. Ieri stavo lavorando a una serie di registrazioni che ho fatto per un progetto molto bello dove ho parlato con la gente, e alcune persone mi hanno raccontato di come hanno chiesto la grazia mettendo l’immaginetta di un santo e che poi questo santo ha fatto la grazia. E ieri mentre con le cuffie ascoltavo queste voci sincere mi sono chiesta il potere di queste di queste immaginette. Un’immaginetta che è un pezzettino di carta stampato, non lo so, in Cina da qualche parte dove c’è la tipografia che le stampano, qualcuno che ha pensato a come disegnare il santo, o ho fatto una fotografia, ha pensato al design di questa immaginetta, immaginetta che è stata poi appunto mandata alla stampa, tagliata, messa dentro pacchetti di plastica, distribuita nelle chiese e nei luoghi di culto, e tutti questi passaggi prettamente industriali però non scalfiscono minimamente la fede che la gente ha in questi oggetti che si pensa veramente, si crede veramente che un oggetto pezzo di carta messo da qualche parte in macchina, sulla scrivania, possa intercedere contro le cose cattive, le malattie e le disperazioni varie della vita. Si, ripeto, il pensiero mi ha colpito. Le immaginette io le ho avute attorno da sempre,  come tutte le persone nate in Italia, non solo, ma a me le immaginette piacciono moltissimo, infatti le colleziono, per molti anni sono andata in giro nei mercatini d’Italia a cercarle e ne ho un bel mazzo, tutte molto molto particolari. Sì, però io le vedo come oggetto decorativo, mi piace il modo in cui vengono raffigurati i santi e le madonne con tutte queste loro facce molto ispirate, molto sofferenti, però non ho mai veramente creduto che mettere un’immaginetta da qualche parte potesse intercedere contro il destino crudele, anche se in effetti un po’ è quello che facciamo tutti, quando mettiamo la fotografia, io ad esempio ho la fotografia della mia famiglia sul tavolo, e non penso che mi protegga dal male però mi fa piacere ogni volta che sollevo lo sguardo vedere la mia famiglia e a volte sorrido. Quindi magari sì, è un po’ quello che facciamo noi con le fotografie delle persone a cui vogliamo bene magari non è tanto differente .]]>
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        <![CDATA[Può un rettangolino di carta proteggerci dal male? Ma forse sto ponendo la domanda sbagliata.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Mi sono stupita a constatare che c’è veramente tanta gente che crede nei miracoli, e vabbè so che l’Italia è un paese cattolico anche la mia educazione è Cattolica, la mia cultura però non mi soffermo spesso a pensare a certi dettagli. Ieri stavo lavorando a una serie di registrazioni che ho fatto per un progetto molto bello dove ho parlato con la gente, e alcune persone mi hanno raccontato di come hanno chiesto la grazia mettendo l’immaginetta di un santo e che poi questo santo ha fatto la grazia. E ieri mentre con le cuffie ascoltavo queste voci sincere mi sono chiesta il potere di queste di queste immaginette. Un’immaginetta che è un pezzettino di carta stampato, non lo so, in Cina da qualche parte dove c’è la tipografia che le stampano, qualcuno che ha pensato a come disegnare il santo, o ho fatto una fotografia, ha pensato al design di questa immaginetta, immaginetta che è stata poi appunto mandata alla stampa, tagliata, messa dentro pacchetti di plastica, distribuita nelle chiese e nei luoghi di culto, e tutti questi passaggi prettamente industriali però non scalfiscono minimamente la fede che la gente ha in questi oggetti che si pensa veramente, si crede veramente che un oggetto pezzo di carta messo da qualche parte in macchina, sulla scrivania, possa intercedere contro le cose cattive, le malattie e le disperazioni varie della vita. Si, ripeto, il pensiero mi ha colpito. Le immaginette io le ho avute attorno da sempre,  come tutte le persone nate in Italia, non solo, ma a me le immaginette piacciono moltissimo, infatti le colleziono, per molti anni sono andata in giro nei mercatini d’Italia a cercarle e ne ho un bel mazzo, tutte molto molto particolari. Sì, però io le vedo come oggetto decorativo, mi piace il modo in cui vengono raffigurati i santi e le madonne con tutte queste loro facce molto ispirate, molto sofferenti, però non ho mai veramente creduto che mettere un’immaginetta da qualche parte potesse intercedere contro il destino crudele, anche se in effetti un po’ è quello che facciamo tutti, quando mettiamo la fotografia, io ad esempio ho la fotografia della mia famiglia sul tavolo, e non penso che mi protegga dal male però mi fa piacere ogni volta che sollevo lo sguardo vedere la mia famiglia e a volte sorrido. Quindi magari sì, è un po’ quello che facciamo noi con le fotografie delle persone a cui vogliamo bene magari non è tanto differente .]]>
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      <pubDate>Sat, 10 Apr 2021 09:13:30 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 96 Wile E. Coyote</title>
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        <![CDATA[Ecco alcune delle regole dell'universo in cui abitano Wile E. Coyote e il Road Runner.<br><br>LINKS<br>Articolo che parla delle 'regole' <a href="https://kottke.org/12/03/the-rules-of-road-runner-and-wile-e-coyote-cartoons" rel="noopener">https://kottke.org/12/03/the-rules-of-road-runner-and-wile-e-coyote-cartoons</a><br>Episodio in cui WIle Coyote CATTURA il Road Runner (con conseguenze bizzarre quanto prevedibili) <a href="https://www.weirdfacts.com/en/fun-facts-a-stuff/3305-did-wile-e-coyote-ever-catch-the-road-runner" rel="noopener">https://www.weirdfacts.com/en/fun-facts-a-stuff/3305-did-wile-e-coyote-ever-catch-the-road-runner</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Oggi voglio parlare di un’altra delle mie manie, quella per il cartone animato di Chuck Jones Road Runner o come si dice in italiano Willy Coyote. Quello che forse poche persone sanno - anche se lo spettatore attento da mo’ che se n’e accorto – è che in quei cartoni animati esistono delle regole che devono essere sempre rispettate, appunto per tenerli sempre uguali a loro stessi e perdere quell’ambientazione che ci fa riconoscere ovunque. Queste regole non so se veramente le avesse scritte Chuck Jones, alcuni dicono che è una cosa apocrifa però è divertente e ora te ne dico qualcuna così come me le ricordo. Allora,  la regola numero uno è che Wile Coyote, Willy Coyote, non può mai acchiappare Bip-Bip, il Road Runner, questa la regola numero uno. Un’altra regola è che tutta l’azione deve svolgersi lì, nel deserto, nel deserto californiano, e tra l’altro uno degli aspetti che me lo fai piacere così tanto quel cartone animato è che è uno dei primi in cui il paesaggio diventa lui stesso un protagonista, uno dei protagonisti. Un’altra delle regole è che è l’uccellaccio – il Road Runner - non può difendersi in altro modo che correndo e facendo bip-bip che poi tra l’altro in inglese è ‘meep-meep’ con la emme. Un’altra regola è che Wile Coyote non può essere colpito da niente e nessuno può fargli del male se non la sua stessa stupidità, e cioè quando mette insieme, costruisce quei marchingegni che cerca di acchiappare Bip-Bip però non ci esce mai. Un’altra regola è che tutte le cose che lui utilizza nel tentativo vano di acchiappare il Road Runner devono essere acquistate da ACME, che è una specie di Postalmarket per l’acquisto di armi improprie per catturare appunto i Road Runners. Un’altra delle regole è che, come già detto prima, Wile Coyote non può, nessuno può fargli del male, e quello che gli fa più male di tutti è la forza di gravità: ogni volta che è possibile la forza di gravità deve non solo fargli del male ma anche umiliarlo senza naturalmente però fargli mai veramente del male, perché nessuno dei due subisce mai veramente dei danni che durano a lungo, tutto poi passa all’inizio del prossimo il prossimo cartone animato sono di nuovo tutti e due belli e arzilli. Un’altra delle regole è che comunque la simpatia di chi guarda il cartone animato deve essere sempre dalla parte del coyote. Io pensavo di essere l’unica a cui era antipaticissimo l’uccellaccio Bip-Bip, invece è un cartone animato costruito proprio così perché la simpatia di chi guarda stia sempre col nostro amatissimo Wile Coyote, e là ci riescono tantissimo.]]>
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        <![CDATA[Ecco alcune delle regole dell'universo in cui abitano Wile E. Coyote e il Road Runner.<br><br>LINKS<br>Articolo che parla delle 'regole' <a href="https://kottke.org/12/03/the-rules-of-road-runner-and-wile-e-coyote-cartoons" rel="noopener">https://kottke.org/12/03/the-rules-of-road-runner-and-wile-e-coyote-cartoons</a><br>Episodio in cui WIle Coyote CATTURA il Road Runner (con conseguenze bizzarre quanto prevedibili) <a href="https://www.weirdfacts.com/en/fun-facts-a-stuff/3305-did-wile-e-coyote-ever-catch-the-road-runner" rel="noopener">https://www.weirdfacts.com/en/fun-facts-a-stuff/3305-did-wile-e-coyote-ever-catch-the-road-runner</a><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>Oggi voglio parlare di un’altra delle mie manie, quella per il cartone animato di Chuck Jones Road Runner o come si dice in italiano Willy Coyote. Quello che forse poche persone sanno - anche se lo spettatore attento da mo’ che se n’e accorto – è che in quei cartoni animati esistono delle regole che devono essere sempre rispettate, appunto per tenerli sempre uguali a loro stessi e perdere quell’ambientazione che ci fa riconoscere ovunque. Queste regole non so se veramente le avesse scritte Chuck Jones, alcuni dicono che è una cosa apocrifa però è divertente e ora te ne dico qualcuna così come me le ricordo. Allora,  la regola numero uno è che Wile Coyote, Willy Coyote, non può mai acchiappare Bip-Bip, il Road Runner, questa la regola numero uno. Un’altra regola è che tutta l’azione deve svolgersi lì, nel deserto, nel deserto californiano, e tra l’altro uno degli aspetti che me lo fai piacere così tanto quel cartone animato è che è uno dei primi in cui il paesaggio diventa lui stesso un protagonista, uno dei protagonisti. Un’altra delle regole è che è l’uccellaccio – il Road Runner - non può difendersi in altro modo che correndo e facendo bip-bip che poi tra l’altro in inglese è ‘meep-meep’ con la emme. Un’altra regola è che Wile Coyote non può essere colpito da niente e nessuno può fargli del male se non la sua stessa stupidità, e cioè quando mette insieme, costruisce quei marchingegni che cerca di acchiappare Bip-Bip però non ci esce mai. Un’altra regola è che tutte le cose che lui utilizza nel tentativo vano di acchiappare il Road Runner devono essere acquistate da ACME, che è una specie di Postalmarket per l’acquisto di armi improprie per catturare appunto i Road Runners. Un’altra delle regole è che, come già detto prima, Wile Coyote non può, nessuno può fargli del male, e quello che gli fa più male di tutti è la forza di gravità: ogni volta che è possibile la forza di gravità deve non solo fargli del male ma anche umiliarlo senza naturalmente però fargli mai veramente del male, perché nessuno dei due subisce mai veramente dei danni che durano a lungo, tutto poi passa all’inizio del prossimo il prossimo cartone animato sono di nuovo tutti e due belli e arzilli. Un’altra delle regole è che comunque la simpatia di chi guarda il cartone animato deve essere sempre dalla parte del coyote. Io pensavo di essere l’unica a cui era antipaticissimo l’uccellaccio Bip-Bip, invece è un cartone animato costruito proprio così perché la simpatia di chi guarda stia sempre col nostro amatissimo Wile Coyote, e là ci riescono tantissimo.]]>
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      <pubDate>Fri, 09 Apr 2021 07:17:50 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 95 Wii</title>
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        <![CDATA[I paesaggi della Wii balance Board sembrano usciti da un quadro di De Chirico. E quanto sono teneri gli avatar che sembrano birilli?<br><br>LINKS:<br>La pubblicità del Wii balance Board della Nintendo alla sua uscita, nel 2007<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=iM82yuZRMWo&amp;ab_channel=NintendoLife" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=iM82yuZRMWo&amp;ab_channel=NintendoLife</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Oggi sono tornata sulla Wii Balance Board, che cos’è la Wii Balance Board? È questa cosa della Nintendo, è una specie di gioco che si attacca la televisione dove c’è anche una tavola dove si mettono sopra i piedi e si possono fare delle attività fisiche e si vede la propria persona riprodotta da un Avatar  sullo schermo. Ora, detto così sembra una cosa vabbè, big deal, e allora? Però Wii Balance Board è stata una delle prime, dei primi aggeggi a portare l’attività fisica edntro gli schermi, dentro le case di quelli che non erano gamers, quindi dei Boomers dei genitori. Io la Wii Balance Board ce l’ho da più di 10 anni, ora non ricordo quando la comprai, e già la comprai di seconda mano, era una cosa nuovissima una cosa fantastica, e effettivamente mi ha portato un’ondata di nostalgia vedere questi avatar che all’epoca erano super-moderni però visti oggi, con le tecniche di riproduzione dei videogiochi che sono veramente pazzeschi, questi invece sono quelli che hanno le teste tutte rotonde sembrano dei birilli, i capelli disegnati, quindi non hanno nessun tipo di definizione, nessun tipo di contorno. Ma quello che di cui volevo parlare in questi tre minuti grezzi era i fondali che ci sono, che mi ero dimenticata che fossero così psichedelici e così interessanti, perché tra le attività che si possono fare su Wii Balance Board c’è quella di correre, quando si corre - naturalmente sul posto davanti alla televisione - però il proprio avatar attraversa paesaggi incredibili,  con questi edifici che sembrano usciti dai quadri di De Chirico, queste campagne stranissime, e tutto dovrebbe essere tridimensionale invece è abbastanza piatto e si vede che all’epoca il disegno e l’animazione non erano ancora così avanzati come lo sono oggi. Comunque ogni volta che lo faccio mi dimentico poi, anche perché sono tantissimi percorsi che si possono fare, e attraverso questi posti dove ci sono delle grotte, e ci sono delle spiagge - si può correre sulla spiaggia  - insomma mi è venuta sta  botta di simpatica nostalgia ricordandomi quanto sembrava incredibile, quanto sembrava pazzesco e bellissimo e comodissimo avere il Wii Balance Board a casa. E, tra parentesi, facendo l’attività fisica col Wii Balance Board si fa effettivamente attività fisica, perché dopo che ti fai una partita a tennis dopo che ti fai un incontro di pugilato - sempre tutto virtuale - poi il giorno dopo senti effettivamente che hai utilizzato quei muscoli. Quindi, no sono contenta di averlo ripescato dalla cantina - che se non abbiamo una cantina in effetti era sotto il mobile la board – e niente ne approfitto di queste giornate un po’ fredde, e poi magari vado a farmi anche un giro nel parco, però intanto mi diverto con la mia psichedelichissima Wii Balance Board.]]>
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        <![CDATA[I paesaggi della Wii balance Board sembrano usciti da un quadro di De Chirico. E quanto sono teneri gli avatar che sembrano birilli?<br><br>LINKS:<br>La pubblicità del Wii balance Board della Nintendo alla sua uscita, nel 2007<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=iM82yuZRMWo&amp;ab_channel=NintendoLife" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=iM82yuZRMWo&amp;ab_channel=NintendoLife</a><br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Oggi sono tornata sulla Wii Balance Board, che cos’è la Wii Balance Board? È questa cosa della Nintendo, è una specie di gioco che si attacca la televisione dove c’è anche una tavola dove si mettono sopra i piedi e si possono fare delle attività fisiche e si vede la propria persona riprodotta da un Avatar  sullo schermo. Ora, detto così sembra una cosa vabbè, big deal, e allora? Però Wii Balance Board è stata una delle prime, dei primi aggeggi a portare l’attività fisica edntro gli schermi, dentro le case di quelli che non erano gamers, quindi dei Boomers dei genitori. Io la Wii Balance Board ce l’ho da più di 10 anni, ora non ricordo quando la comprai, e già la comprai di seconda mano, era una cosa nuovissima una cosa fantastica, e effettivamente mi ha portato un’ondata di nostalgia vedere questi avatar che all’epoca erano super-moderni però visti oggi, con le tecniche di riproduzione dei videogiochi che sono veramente pazzeschi, questi invece sono quelli che hanno le teste tutte rotonde sembrano dei birilli, i capelli disegnati, quindi non hanno nessun tipo di definizione, nessun tipo di contorno. Ma quello che di cui volevo parlare in questi tre minuti grezzi era i fondali che ci sono, che mi ero dimenticata che fossero così psichedelici e così interessanti, perché tra le attività che si possono fare su Wii Balance Board c’è quella di correre, quando si corre - naturalmente sul posto davanti alla televisione - però il proprio avatar attraversa paesaggi incredibili,  con questi edifici che sembrano usciti dai quadri di De Chirico, queste campagne stranissime, e tutto dovrebbe essere tridimensionale invece è abbastanza piatto e si vede che all’epoca il disegno e l’animazione non erano ancora così avanzati come lo sono oggi. Comunque ogni volta che lo faccio mi dimentico poi, anche perché sono tantissimi percorsi che si possono fare, e attraverso questi posti dove ci sono delle grotte, e ci sono delle spiagge - si può correre sulla spiaggia  - insomma mi è venuta sta  botta di simpatica nostalgia ricordandomi quanto sembrava incredibile, quanto sembrava pazzesco e bellissimo e comodissimo avere il Wii Balance Board a casa. E, tra parentesi, facendo l’attività fisica col Wii Balance Board si fa effettivamente attività fisica, perché dopo che ti fai una partita a tennis dopo che ti fai un incontro di pugilato - sempre tutto virtuale - poi il giorno dopo senti effettivamente che hai utilizzato quei muscoli. Quindi, no sono contenta di averlo ripescato dalla cantina - che se non abbiamo una cantina in effetti era sotto il mobile la board – e niente ne approfitto di queste giornate un po’ fredde, e poi magari vado a farmi anche un giro nel parco, però intanto mi diverto con la mia psichedelichissima Wii Balance Board.]]>
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      <pubDate>Thu, 08 Apr 2021 08:55:09 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 94 Pui Pui</title>
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        <![CDATA[La mia nuova serie tv preferita è molto psichedelica, si chiama Pui Pui ed è un'animazione giapponese per bambini. Consigliatissima! <br><br>LINKS: <br>Il sito originale di Pui Pui (in giapponese) <a href="https://molcar-anime.com" rel="noopener">https://molcar-anime.com</a><br>Un articolo su Pui Pui <a href="https://www.cbr.com/netflix-pui-pui-molcar-cute-short-anime/" rel="noopener">https://www.cbr.com/netflix-pui-pui-molcar-cute-short-anime/</a><br>Una Città Chiamata Panico <a href="https://it.qaz.wiki/wiki/A_Town_Called_Panic" rel="noopener">https://it.qaz.wiki/wiki/A_Town_Called_Panic</a> <br><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>La mia nuova serie tv favorita si chiama Pui Pui e sono dei piccoli cartoni animati, delle piccole animazioni di due minuti che vedo su Netflix. Pui Pui è un concetto un po' strano vi ricordate i Tele Tubbies? Ecco una cosa simile ai Tele Tubbies per quanto riguarda l'ambientazione, assolutamente surreale e assolutamente senza dialogo. È la storia di questi piccoli porcellini d'India che sono fatti di peluche e di feltro e di lana, piccoli porcellini d'India che sono anche delle automobili. Quindi voi immaginatevi queste - è una stop frame animation - quindi una animazione fatta con metodi antichi, ci sono questi questi piccoli peluche che rappresentano dei porcellini d'India che sono anche delle automobili. Queste automobili vanno per le strade della città e affrontano diverse avventure però dentro questi porcellini d'India-automobili che sono degli esseri pensanti. Ci sono però anche dei passeggeri, e i passeggeri sono degli esseri umani che a volte vengono mostrati come dei piccoli pupazzetti minuscoli quindi pensate se un una macchina-porcellino d'India è alta dieci centimetri, un personaggio che c'è dentro viene raffigurato un essere umano è alto la metà neanche la metà quindi c'è già questa sproporzione pazzesca. Non solo i personaggi che guidano - tra virgolette - vengono fatti vedere come dei piccoli pupazzetti di plastica però a volte ci sono anche delle scene dove si vede una persona in carne e ossa dentro quella che si immagina sia l'auto trattino porcellino d'India che guida... se vi sembra che sia una cosa complicatissima è assolutamente pazzesca così come ve la sto raccontando, è altrettanto incredibile da guardare. Questi sono dei piccoli episodi che durano due minuti ciascuno e noi a casa in famiglia ce li siamo pappati quasi tutti in un'unica seduta perché sono come le ciliegie, uno tira l'altro, non c'è dialogo e ci sono solo degli squittii. E qui potete immaginare le avventure che capitano a questi personaggi sono molto, molto semplici, mi ricorda un po quel film francese, non mi ricorda l'autore ma il titolo è A Town Called Panic, Una Città Chiamata Panico che se non vi è mai capitato di vederlo, cercatevelo perché è una chicca pazzesca, Una Città Chiamata Panico, e date anche un'occhiata anche a Pui Pui, scritto p-u-i p-u-i. Cercatevelo, guardatevene almeno un episodio perché non ve ne pentirete.]]>
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        <![CDATA[La mia nuova serie tv preferita è molto psichedelica, si chiama Pui Pui ed è un'animazione giapponese per bambini. Consigliatissima! <br><br>LINKS: <br>Il sito originale di Pui Pui (in giapponese) <a href="https://molcar-anime.com" rel="noopener">https://molcar-anime.com</a><br>Un articolo su Pui Pui <a href="https://www.cbr.com/netflix-pui-pui-molcar-cute-short-anime/" rel="noopener">https://www.cbr.com/netflix-pui-pui-molcar-cute-short-anime/</a><br>Una Città Chiamata Panico <a href="https://it.qaz.wiki/wiki/A_Town_Called_Panic" rel="noopener">https://it.qaz.wiki/wiki/A_Town_Called_Panic</a> <br><br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>La mia nuova serie tv favorita si chiama Pui Pui e sono dei piccoli cartoni animati, delle piccole animazioni di due minuti che vedo su Netflix. Pui Pui è un concetto un po' strano vi ricordate i Tele Tubbies? Ecco una cosa simile ai Tele Tubbies per quanto riguarda l'ambientazione, assolutamente surreale e assolutamente senza dialogo. È la storia di questi piccoli porcellini d'India che sono fatti di peluche e di feltro e di lana, piccoli porcellini d'India che sono anche delle automobili. Quindi voi immaginatevi queste - è una stop frame animation - quindi una animazione fatta con metodi antichi, ci sono questi questi piccoli peluche che rappresentano dei porcellini d'India che sono anche delle automobili. Queste automobili vanno per le strade della città e affrontano diverse avventure però dentro questi porcellini d'India-automobili che sono degli esseri pensanti. Ci sono però anche dei passeggeri, e i passeggeri sono degli esseri umani che a volte vengono mostrati come dei piccoli pupazzetti minuscoli quindi pensate se un una macchina-porcellino d'India è alta dieci centimetri, un personaggio che c'è dentro viene raffigurato un essere umano è alto la metà neanche la metà quindi c'è già questa sproporzione pazzesca. Non solo i personaggi che guidano - tra virgolette - vengono fatti vedere come dei piccoli pupazzetti di plastica però a volte ci sono anche delle scene dove si vede una persona in carne e ossa dentro quella che si immagina sia l'auto trattino porcellino d'India che guida... se vi sembra che sia una cosa complicatissima è assolutamente pazzesca così come ve la sto raccontando, è altrettanto incredibile da guardare. Questi sono dei piccoli episodi che durano due minuti ciascuno e noi a casa in famiglia ce li siamo pappati quasi tutti in un'unica seduta perché sono come le ciliegie, uno tira l'altro, non c'è dialogo e ci sono solo degli squittii. E qui potete immaginare le avventure che capitano a questi personaggi sono molto, molto semplici, mi ricorda un po quel film francese, non mi ricorda l'autore ma il titolo è A Town Called Panic, Una Città Chiamata Panico che se non vi è mai capitato di vederlo, cercatevelo perché è una chicca pazzesca, Una Città Chiamata Panico, e date anche un'occhiata anche a Pui Pui, scritto p-u-i p-u-i. Cercatevelo, guardatevene almeno un episodio perché non ve ne pentirete.]]>
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      <pubDate>Wed, 07 Apr 2021 09:33:33 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La mia nuova serie tv preferita è molto psichedelica, si chiama Pui Pui ed è un'animazione giapponese per bambini. Consigliatissima! LINKS: Il sito originale di Pui Pui (in giapponese) https://molcar-anime.comUn articolo su Pui Pui https://www.cbr.com/netflix-pui-pui-molcar-cute-short-anime/Una Città Chiamata Panico https://it.qaz.wiki/wiki/A_Town_Called_Panic TRASCRIZIONE TESTOLa mia nuova serie tv favorita si chiama Pui Pui e sono dei piccoli cartoni animati, delle piccole animazioni di due minuti che vedo su Netflix. Pui Pui è un concetto un po' strano vi ricordate i Tele Tubbies? Ecco una cosa simile ai Tele Tubbies per quanto riguarda l'ambientazione, assolutamente surreale e assolutamente senza dialogo. È la storia di questi piccoli porcellini d'India che sono fatti di peluche e di feltro e di lana, piccoli porcellini d'India che sono anche delle automobili. Quindi voi immaginatevi queste - è una stop frame animation - quindi una animazione fatta con metodi antichi, ci sono questi questi piccoli peluche che rappresentano dei porcellini d'India che sono anche delle automobili. Queste automobili vanno per le strade della città e affrontano diverse avventure però dentro questi porcellini d'India-automobili che sono degli esseri pensanti. Ci sono però anche dei passeggeri, e i passeggeri sono degli esseri umani che a volte vengono mostrati come dei piccoli pupazzetti minuscoli quindi pensate se un una macchina-porcellino d'India è alta dieci centimetri, un personaggio che c'è dentro viene raffigurato un essere umano è alto la metà neanche la metà quindi c'è già questa sproporzione pazzesca. Non solo i personaggi che guidano - tra virgolette - vengono fatti vedere come dei piccoli pupazzetti di plastica però a volte ci sono anche delle scene dove si vede una persona in carne e ossa dentro quella che si immagina sia l'auto trattino porcellino d'India che guida... se vi sembra che sia una cosa complicatissima è assolutamente pazzesca così come ve la sto raccontando, è altrettanto incredibile da guardare. Questi sono dei piccoli episodi che durano due minuti ciascuno e noi a casa in famiglia ce li siamo pappati quasi tutti in un'unica seduta perché sono come le ciliegie, uno tira l'altro, non c'è dialogo e ci sono solo degli squittii. E qui potete immaginare le avventure che capitano a questi personaggi sono molto, molto semplici, mi ricorda un po quel film francese, non mi ricorda l'autore ma il titolo è A Town Called Panic, Una Città Chiamata Panico che se non vi è mai capitato di vederlo, cercatevelo perché è una chicca pazzesca, Una Città Chiamata Panico, e date anche un'occhiata anche a Pui Pui, scritto p-u-i p-u-i. Cercatevelo, guardatevene almeno un episodio perché non ve ne pentirete.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La mia nuova serie tv preferita è molto psichedelica, si chiama Pui Pui ed è un'animazione giapponese per bambini. Consigliatissima! LINKS: Il sito originale di Pui Pui (in giapponese) https://molcar-anime.comUn articolo su Pui Pui https://www.cbr.com/net</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 93 Cinciallegre</title>
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        <![CDATA[Ombre di arabeschi e cinciallegre: oggi vado a ruota libera e, come sempre, senza paracadute, cioè senza editing di post-produzione.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>[0:00:01-0:01:06]<br><br>Giuro che stamattina non ho fatto nemmeno quel minimo di mente locale che faccio solitamente mentre mi lavo i denti, guardandomi allo specchio e pensando di cosa parlo oggi ai miei tre minuti grezzi. Ecco oggi non mi è venuto in mente niente, anzi ho lasciato che la mente fosse completamente libera come lo specchio. Ecco allora di cosa parliamo? Voglio parlare, di quella luce bellissima che arriva a una certa ora del mattino quando comincia a venire la bella stagione, entra dalla finestra della cucina dove io mi siedo per fare colazione, e c'è questa luce fantastica dorata del sole che sta sorgendo e - forse è un po' dopo che il sole sorto perché verso le 7 del mattino poco prima delle 7 del mattino, e c'è una luce ambrata meravigliosa e a volte il sole riesce anche a prendere delle foglioline dei vasi che ho sul balcone per cui viene fuori un arabesco sul soffitto della mia cucina. Io ho provato molte volte a fare una fotografia di questa cosa fantastica però non ho mai studiato le istruzione della mia macchina fotografica, quindi anche lì vado un po' così a casaccio, nonostante sia una macchina fotografica abbastanza buona, e non sono mai riuscita a riprodurre esattamente quell'aria di magia e di calore, e anche piuttosto fiabesca che trasforma la mia cucina in un una specie di libro delle favole di quando ero bambina. Ecco quando il bambino avevo un libro delle favole dove si parlava di una cinciallegra. Io all'epoca era molto piccola non andavo di solito a cercare le parole nel vocabolario, nonostante il vocabolario fosse uno dei libri che avevamo a casa, e uno dei libri tra l'altro che mio papà ci leggeva -  magari ve ne parlerò un altro un altro giorno sui 3 minuti grezzi  - quindi non ho mai cercato sul volabolario il significato della parola cinciallegra, e solo in in seguito da adulta ho scoperto che si tratta di di un uccellino. Ecco, voi immaginatevi questa bambina di 5-6 anni che legge il libro delle favole con questi disegni meravigliosi, come all'epoca si facevano i disegni delle fiabe, e sì, che legge di questo paese dove c'erano le cinciallegre, e io nel piccolo appartamento - abbastanza buio - tra le stradine del quartiere storico, strette strette, dove arrivava solo in certi momenti molto brevi della giornata, nel mio balconcino che sognavo questi luoghi appunto dove c'erano, tra le altre cose fantastiche e meravigliose, tutte belle colorate, ebbene c'erano anche queste magnifiche cinciallegre, e ancora ad oggi non so che faccia abbiano queste cinciallegre. Magari ora che finisco i 3 minuti vado e me li guardo così una volta per tutte sfateremo questo mito della cinciallegra. Ecchecavolo, no?]]>
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        <![CDATA[Ombre di arabeschi e cinciallegre: oggi vado a ruota libera e, come sempre, senza paracadute, cioè senza editing di post-produzione.<br><br>TRASCRIZIONE TESTO<br>[0:00:01-0:01:06]<br><br>Giuro che stamattina non ho fatto nemmeno quel minimo di mente locale che faccio solitamente mentre mi lavo i denti, guardandomi allo specchio e pensando di cosa parlo oggi ai miei tre minuti grezzi. Ecco oggi non mi è venuto in mente niente, anzi ho lasciato che la mente fosse completamente libera come lo specchio. Ecco allora di cosa parliamo? Voglio parlare, di quella luce bellissima che arriva a una certa ora del mattino quando comincia a venire la bella stagione, entra dalla finestra della cucina dove io mi siedo per fare colazione, e c'è questa luce fantastica dorata del sole che sta sorgendo e - forse è un po' dopo che il sole sorto perché verso le 7 del mattino poco prima delle 7 del mattino, e c'è una luce ambrata meravigliosa e a volte il sole riesce anche a prendere delle foglioline dei vasi che ho sul balcone per cui viene fuori un arabesco sul soffitto della mia cucina. Io ho provato molte volte a fare una fotografia di questa cosa fantastica però non ho mai studiato le istruzione della mia macchina fotografica, quindi anche lì vado un po' così a casaccio, nonostante sia una macchina fotografica abbastanza buona, e non sono mai riuscita a riprodurre esattamente quell'aria di magia e di calore, e anche piuttosto fiabesca che trasforma la mia cucina in un una specie di libro delle favole di quando ero bambina. Ecco quando il bambino avevo un libro delle favole dove si parlava di una cinciallegra. Io all'epoca era molto piccola non andavo di solito a cercare le parole nel vocabolario, nonostante il vocabolario fosse uno dei libri che avevamo a casa, e uno dei libri tra l'altro che mio papà ci leggeva -  magari ve ne parlerò un altro un altro giorno sui 3 minuti grezzi  - quindi non ho mai cercato sul volabolario il significato della parola cinciallegra, e solo in in seguito da adulta ho scoperto che si tratta di di un uccellino. Ecco, voi immaginatevi questa bambina di 5-6 anni che legge il libro delle favole con questi disegni meravigliosi, come all'epoca si facevano i disegni delle fiabe, e sì, che legge di questo paese dove c'erano le cinciallegre, e io nel piccolo appartamento - abbastanza buio - tra le stradine del quartiere storico, strette strette, dove arrivava solo in certi momenti molto brevi della giornata, nel mio balconcino che sognavo questi luoghi appunto dove c'erano, tra le altre cose fantastiche e meravigliose, tutte belle colorate, ebbene c'erano anche queste magnifiche cinciallegre, e ancora ad oggi non so che faccia abbiano queste cinciallegre. Magari ora che finisco i 3 minuti vado e me li guardo così una volta per tutte sfateremo questo mito della cinciallegra. Ecchecavolo, no?]]>
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      <pubDate>Tue, 06 Apr 2021 07:02:36 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 92 Sardo</title>
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        <![CDATA[Parlare tre lingue ma non conoscerne nessuna che mi permettesse di comunicare con mia nonna, crescere con una lingua diversa da quella parlata dai miei genitori. È successo in Sardegna a un sacco di gente della mia generazione.<br><br>TESTO TRASCRITTO<br>Mia nonna parlava solo il sardo, io il sardo non l'ho mai parlato. Quando ero piccola i miei genitori - che tra loro parlavano sardo - pensavano che sarebbe stato male far crescere noi figli con la loro lingua madre, il sardo, che per farci andare meglio a scuola, per darci migliori possibilità per il futuro sarebbe stato giusto farci crescere invece parlando l'italiano, che per tutti e due era la loro seconda seconda lingua, imparata poi una volta che sono andati a lavorare, sono diventati adulti, sicuramente per quanto riguarda mia madre che viene da un paesino interno della Sardegna. Sì sono cresciuta con questo stigma del sardo chiamato in modo dispregiativo 'dialetto', mentre quando sono andato all'università poi ho imparato (in linguistica) che la parola dialetto è una denominazione politica, perché dal punto di vista linguistico esistono solo lingue. Sì il non saper il sardo, il capirlo pochissimo (e solo un certo tipo di sardo parlato a Cagliari, che spesso è una sardizzazione di parole italiane) mi ha completamente tagliato fuori dal mio passato ripeto, e mia nonna che ora non c'è più. Però io con mia nonna non ho mai potuto fare una conversazione diretta, sempre lì con mia mamma che doveva aiutarmi a tradurre e a farci comunicare. Quando sono andata fuori dall'Italia, siccome ero abbastanza legata a mia nonna, quando poi mia nonna ha messo il telefono io la chiamavo e le mie telefonate me le ricordo erano una cosa imbarazzante imbarazzantissima perché chiamavo nonna, lei rispondeva, ripeto nonna parlava solo il sardo, e io non riuscivo mai a dire niente oltre il "Ciao nonna, come stai? Che tempo sta facendo?" Perché anche già quando lei mi rispondeva a queste domande io ridevo sì, nonna, sì, però non è difficile avere al telefono una conversazione con una persona che parla un'altra lingua quando non ci sono lingue in comune. E poi crescendo questa cosa qua un po' ha cominciato a pensarci perché mi sono resa conto che non insegnandomi il sardo i miei genitori, ma soprattutto mia mamma, perché i figli crescono con le mamme, quindi si chiama per questo lingua madre, son rimasta fuori da un sacco di tradizioni, di storie, e poi non ho potuto veramente conoscere a fondo mia nonna che apparteneva a una generazione della guerra, che avrebbe avuto chissà quante storie da raccontare, con la quale avrei potuto anche condividere i miei pensieri e magari anche lei era curiosa di sapere quello che facevo io in giro per il mondo, come vivevo come stavo. Vabbè comunque io cerco di riprendermi il mio passato e cerco un po', non dico di capire il sardo, però ci penso.]]>
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      <pubDate>Mon, 05 Apr 2021 08:31:22 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 91 Uomini</title>
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        <![CDATA[Il vero problema della violenza di genere è l'uomo, quindi volete cominciare ad incentrare sull'uomo le campagne sulla violenza di genere? Dài, sbizzarritevi! Accusatelo, educatelo, aiutatelo a cambiare la cultura maschilista, fate quello che volete ma prendete atto che il problema è lui, non sono le 'povere donne che vanno protette e che non si toccano nemmeno con una mimosa' (e provate a scrivere in qualsiasi motore di ricerca 'immagini di violenza contro le donne' e ditemi quante immagini di uomini violenti trovate).]]>
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      <pubDate>Sun, 04 Apr 2021 09:11:37 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 90 Antifurto</title>
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        <![CDATA[Il rumore dell'antifurto di un'auto mi ha riportato improvvisamente indietro nel tempo: ma vi ricordate quando la notte gli antifurto non ci lasciavano dormire?<br><br>TRASCRIZIONE DEL TESTO<br>La notte scorsa mi ha svegliato un rumore che non sentivo da tantissimo tempo. Non stavo proprio dormendo, mi ero messa a letto da poco tempo e, sapete, ero in quello stato di semi dormiveglia quando ci si sta per addormentare. A un certo punto ho sentito questo rumore che, appunto era secoli che non lo sentivo: era l'allarme di una macchina, sapete quelli che fanno "Gneee uuu gnee uuu". L'ho ascoltato per un po' poi aspettavo che smettesse, però non smetteva continuava, continuava poi ha smesso per qualche secondo, poi ha ripreso e poi ha iniziato a andare avanti a ritmo intermittente, e siccome io ero lì che appunto con gli occhi chiusi, al buio di notte con tutti i rumori amplificati, e questa cosa qua durava ormai da più di cinque minuti, mi sono messa a contare i secondi che trascorrevano tra un intervallo e l'altro. Appunto, siccome a casa c'è molto silenzio e veniva il ticchettio dell'orologio che è appeso in cucina, erano degli intervalli di 13 secondi.  Questa cosa qui è andata avanti per, boh, non so, una ventina di minuti, e mi sono resa conto di quanto fosse onnipresente negli anni '90 gli anni '80 anni '90 il rumore dell'antifurto delle auto. Quando abitavo dai miei genitori in Castello, io ricordo che ogni notte c'era un antifurto che andava avanti per minuti e minuti. Poi,  soprattutto d'estate, di tanto si sentiva qualcuno che gridava dalle finestre "Bastaaa!". Poi improvvisamente antifurti non se ne sentono più, non so se sia cambiato il modo in cui funzionano gli antifurto oppure se è boh, noo lo so è cambiato il modo in cui la gente parcheggia le auto, oppure se un tempo erano molto più sensibili per cui bastava appoggiarsi a una macchina che scattava subito l'antifurto, però non lo so se voi ci avete fatto caso. Infatti quando la notte scorsa ho sentito l'antifurto, la mia prima sensazione, mi sono mi sono ritrovata riportata indietro nel tempo, nelle notti estive, appunto, quando si aveva la finestra aperta, si guardava la tv e venivano tutti i rumori dagli altri appartamenti che anche avevano la finestra aperta. Ripeto questo perché io abitavo in una casa del centro storico dove gli appartamenti sono tutti molto vicini, le strade molto strette e praticamente io all'ora di pranzo aprendo la finestra, affacciandomi alla finestra sapevo esattamente quello che stava cucinando la nostra dirimpettaia perch é l'odore del soffritto dalla sua cucina entrava direttamente nel nostro soggiorno.]]>
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        <![CDATA[Il rumore dell'antifurto di un'auto mi ha riportato improvvisamente indietro nel tempo: ma vi ricordate quando la notte gli antifurto non ci lasciavano dormire?<br><br>TRASCRIZIONE DEL TESTO<br>La notte scorsa mi ha svegliato un rumore che non sentivo da tantissimo tempo. Non stavo proprio dormendo, mi ero messa a letto da poco tempo e, sapete, ero in quello stato di semi dormiveglia quando ci si sta per addormentare. A un certo punto ho sentito questo rumore che, appunto era secoli che non lo sentivo: era l'allarme di una macchina, sapete quelli che fanno "Gneee uuu gnee uuu". L'ho ascoltato per un po' poi aspettavo che smettesse, però non smetteva continuava, continuava poi ha smesso per qualche secondo, poi ha ripreso e poi ha iniziato a andare avanti a ritmo intermittente, e siccome io ero lì che appunto con gli occhi chiusi, al buio di notte con tutti i rumori amplificati, e questa cosa qua durava ormai da più di cinque minuti, mi sono messa a contare i secondi che trascorrevano tra un intervallo e l'altro. Appunto, siccome a casa c'è molto silenzio e veniva il ticchettio dell'orologio che è appeso in cucina, erano degli intervalli di 13 secondi.  Questa cosa qui è andata avanti per, boh, non so, una ventina di minuti, e mi sono resa conto di quanto fosse onnipresente negli anni '90 gli anni '80 anni '90 il rumore dell'antifurto delle auto. Quando abitavo dai miei genitori in Castello, io ricordo che ogni notte c'era un antifurto che andava avanti per minuti e minuti. Poi,  soprattutto d'estate, di tanto si sentiva qualcuno che gridava dalle finestre "Bastaaa!". Poi improvvisamente antifurti non se ne sentono più, non so se sia cambiato il modo in cui funzionano gli antifurto oppure se è boh, noo lo so è cambiato il modo in cui la gente parcheggia le auto, oppure se un tempo erano molto più sensibili per cui bastava appoggiarsi a una macchina che scattava subito l'antifurto, però non lo so se voi ci avete fatto caso. Infatti quando la notte scorsa ho sentito l'antifurto, la mia prima sensazione, mi sono mi sono ritrovata riportata indietro nel tempo, nelle notti estive, appunto, quando si aveva la finestra aperta, si guardava la tv e venivano tutti i rumori dagli altri appartamenti che anche avevano la finestra aperta. Ripeto questo perché io abitavo in una casa del centro storico dove gli appartamenti sono tutti molto vicini, le strade molto strette e praticamente io all'ora di pranzo aprendo la finestra, affacciandomi alla finestra sapevo esattamente quello che stava cucinando la nostra dirimpettaia perch é l'odore del soffritto dalla sua cucina entrava direttamente nel nostro soggiorno.]]>
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      <pubDate>Sat, 03 Apr 2021 08:15:26 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 89 Mixtape</title>
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        <![CDATA[Da cosa è stato sostituito il mixtape? Ovvero, come si fa oggi a dichiarare il proprio amore a qualcuno? Ai miei tempi c'era il mixtape che si faceva con i titoli, i testi delle canzoni e le opere d'arte della copertina fatta a mano.]]>
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      <pubDate>Fri, 02 Apr 2021 06:35:02 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 88 JC Superstar</title>
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        <![CDATA[Certi film, rivisti a distanza, deludono. Altri continuano a deliziare. Riguardare Jesus Christ Superstar dopo tutti questi anni mi ha fatto venire voglia di mettermi in piedi sul divano a cantare a squarciagola tutte quelle canzoni che negli anni ho imparato a memoria. La gioia di rivederlo è stata amplificata dal fatto di averlo finalmente potuto condividere con mio figlio (avere un figlio che condivide una certa estetica dal punto di vista artistico dà soddisfazioni). Che film geniale! Che belle scelte scenografiche! Come sempre saltano agli occhi la bellezza e la bravura di Giuda e di Maddalena e il fatto che Gesù sia in pratica uno dei fratelli Gibbs (come si chiamava quello del falsetto..?). Poi naturalmente quando guardo un film che mi piace e che mi coinvolge, prima o poi arriva subdolamente sempre lo stesso pensiero, come sarebbe guardare il film dentro a un cinema vero, insieme a tanta altra gente. E a quel punto mi commuovo.]]>
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        <![CDATA[Certi film, rivisti a distanza, deludono. Altri continuano a deliziare. Riguardare Jesus Christ Superstar dopo tutti questi anni mi ha fatto venire voglia di mettermi in piedi sul divano a cantare a squarciagola tutte quelle canzoni che negli anni ho imparato a memoria. La gioia di rivederlo è stata amplificata dal fatto di averlo finalmente potuto condividere con mio figlio (avere un figlio che condivide una certa estetica dal punto di vista artistico dà soddisfazioni). Che film geniale! Che belle scelte scenografiche! Come sempre saltano agli occhi la bellezza e la bravura di Giuda e di Maddalena e il fatto che Gesù sia in pratica uno dei fratelli Gibbs (come si chiamava quello del falsetto..?). Poi naturalmente quando guardo un film che mi piace e che mi coinvolge, prima o poi arriva subdolamente sempre lo stesso pensiero, come sarebbe guardare il film dentro a un cinema vero, insieme a tanta altra gente. E a quel punto mi commuovo.]]>
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      <pubDate>Thu, 01 Apr 2021 08:59:22 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 87 Istruzioni</title>
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        <![CDATA[Se solo leggessi le istruzioni mi risparmierei un sacco di grattacapi!]]>
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        <![CDATA[Se solo leggessi le istruzioni mi risparmierei un sacco di grattacapi!]]>
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      <pubDate>Wed, 31 Mar 2021 07:47:17 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 86 Pasta!</title>
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        <![CDATA[Perché non riesco mai a trovare il minutaggio sul pacco della pasta? La cosa mi fa impazzire! Uff!]]>
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      <pubDate>Tue, 30 Mar 2021 08:29:34 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 85 NY NY</title>
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        <![CDATA[Rivedere dopo tanto tempo un film che mi era piaciuto tanto e rendermi conto che oggi non mi piace più e mi fa arrabbiare perché è una lunga sequenza di molestie sessuali. Uff!]]>
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      <pubDate>Mon, 29 Mar 2021 07:30:21 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 84 Colombo</title>
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        <![CDATA[E voi che strategia usate per tranquillizzarvi? A casa mia guardiamo vecchi episodi dell'Ispettore Colombo. E scopriamo cose incredibili leggendo i titoli di coda.]]>
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      <pubDate>Sun, 28 Mar 2021 08:44:21 +0000</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>E voi che strategia usate per tranquillizzarvi? A casa mia guardiamo vecchi episodi dell'Ispettore Colombo. E scopriamo cose incredibili leggendo i titoli di coda.</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 83 Sham-poo</title>
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        <![CDATA[Noto uno strafalcione in inglese sulla confezione di un prodotto italiano. Penso di aiutarli contattandoli per farglielo notare e loro come reagiscono? Malissimo. Ma quando imparerò a farmi i fatti miei? Boh!<br><br>TRASCRIZIONE<br>Oddio, da dove inizio? Le cose da dire sono tante perché riguardano dei settori che per me sono professionali, quindi la traduzione, il marketing, la comunicazione in generale e il rapporto con con gli utenti.<br><br>Allora che è successo? Qualche tempo fa, beh, adesso un bel po' di tempo fa, ho comprato uno shampoo solido. Sapete, adesso c'è la moda dello shampoo solido, che non è un liquido dentro una bottiglietta, ma è tipo panetto di sapone. Quando l'ho comprato non mi sono subito resa conto del nome. Si chiama, la scatolina, ce l'ho qua davanti, è una scatolina quadrata: Officina Nature, cosmetici naturali, shampoo solido. E poi c'è il marchio che è 'Shampoo', shampoo, in inglese si scrive S-H-A-M-P doppia O. E questi furboni di chi ha fatto il design ha diviso la parola 'shampoo' senza rendersi conto che dividendola a metà creava due parole che hanno un significato per niente positivo: 'sham' vuol dire vergogna e 'poo' vuol dire cacca. Quindi questi signori hanno fatto la scatoletta dello shampoo solido 'Shampoo', però nel logo c'è 'Sham' e poi sotto '-poo' la parola divisi in due parti.<br><br>Quando l'ho notato pensavo di fare un piacere. Vabbè 'sti qua poverini non hanno  un settore marketing che conosce l'inglese quindi non si sono resi conto che stavano creando due parole negative che sicuramente non vuoi vedere affiancate al tuo marchio di shampoo. Quindi cosa ho fatto? Li ho contattati, ho detto guardate c'è un problema nel vostro design della scatola, state praticamente dicendo che il vostro shampoo è una 'vergogna di cacca'. L'ho fatto in modo molto divertente, molto diciamo molto leggero perché non mi piace trattare, cioè non mi piace dire "ah voi non sapete l'inglese". Cioè, pensavo di fare un favore, magari la prossima volta fate un po' più di attenzione perchè le parole, soprattutto le parole in inglese, hanno un loro significato, quindi se si usano senza conoscerne il significato, questo può dare effetti un po' bizzarri.<br><br>Io non mi aspettavo niente e non mi aspettavo né ringraziamenti né niente. Volevo fare un favore a una ditta e questi hanno risposto arrabbiatissimi: "Come si permette di dire che il nostro prodotto è cacca?"<br><br>Ma voi non avete capito niente? Vi sto dicendo che questo è quello che dite voi. Vi sto aiutando a non scrivere nei pacchetti del vostro shampoo solido che il vostro shampoo è 'poo' e più che 'poo'  sham-poo, quindi anche una cosa vergognosa.<br><br>Niente, questi qua non hanno capito, continuano a vedere la pubblicità dappertutto con 'sham-poo' e che devo dire? Perle ai porci? Io vi volevo aiutare, vi volevo dare gratuitamente quello che di solito mi faccio pagare per fare, cioè la consulenza sul brand e sulla comunicazione. E che vi devo dire? Fate quello che volete e fate il vostro sham-poo. Boh, vedete un po'.]]>
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        <![CDATA[Noto uno strafalcione in inglese sulla confezione di un prodotto italiano. Penso di aiutarli contattandoli per farglielo notare e loro come reagiscono? Malissimo. Ma quando imparerò a farmi i fatti miei? Boh!<br><br>TRASCRIZIONE<br>Oddio, da dove inizio? Le cose da dire sono tante perché riguardano dei settori che per me sono professionali, quindi la traduzione, il marketing, la comunicazione in generale e il rapporto con con gli utenti.<br><br>Allora che è successo? Qualche tempo fa, beh, adesso un bel po' di tempo fa, ho comprato uno shampoo solido. Sapete, adesso c'è la moda dello shampoo solido, che non è un liquido dentro una bottiglietta, ma è tipo panetto di sapone. Quando l'ho comprato non mi sono subito resa conto del nome. Si chiama, la scatolina, ce l'ho qua davanti, è una scatolina quadrata: Officina Nature, cosmetici naturali, shampoo solido. E poi c'è il marchio che è 'Shampoo', shampoo, in inglese si scrive S-H-A-M-P doppia O. E questi furboni di chi ha fatto il design ha diviso la parola 'shampoo' senza rendersi conto che dividendola a metà creava due parole che hanno un significato per niente positivo: 'sham' vuol dire vergogna e 'poo' vuol dire cacca. Quindi questi signori hanno fatto la scatoletta dello shampoo solido 'Shampoo', però nel logo c'è 'Sham' e poi sotto '-poo' la parola divisi in due parti.<br><br>Quando l'ho notato pensavo di fare un piacere. Vabbè 'sti qua poverini non hanno  un settore marketing che conosce l'inglese quindi non si sono resi conto che stavano creando due parole negative che sicuramente non vuoi vedere affiancate al tuo marchio di shampoo. Quindi cosa ho fatto? Li ho contattati, ho detto guardate c'è un problema nel vostro design della scatola, state praticamente dicendo che il vostro shampoo è una 'vergogna di cacca'. L'ho fatto in modo molto divertente, molto diciamo molto leggero perché non mi piace trattare, cioè non mi piace dire "ah voi non sapete l'inglese". Cioè, pensavo di fare un favore, magari la prossima volta fate un po' più di attenzione perchè le parole, soprattutto le parole in inglese, hanno un loro significato, quindi se si usano senza conoscerne il significato, questo può dare effetti un po' bizzarri.<br><br>Io non mi aspettavo niente e non mi aspettavo né ringraziamenti né niente. Volevo fare un favore a una ditta e questi hanno risposto arrabbiatissimi: "Come si permette di dire che il nostro prodotto è cacca?"<br><br>Ma voi non avete capito niente? Vi sto dicendo che questo è quello che dite voi. Vi sto aiutando a non scrivere nei pacchetti del vostro shampoo solido che il vostro shampoo è 'poo' e più che 'poo'  sham-poo, quindi anche una cosa vergognosa.<br><br>Niente, questi qua non hanno capito, continuano a vedere la pubblicità dappertutto con 'sham-poo' e che devo dire? Perle ai porci? Io vi volevo aiutare, vi volevo dare gratuitamente quello che di solito mi faccio pagare per fare, cioè la consulenza sul brand e sulla comunicazione. E che vi devo dire? Fate quello che volete e fate il vostro sham-poo. Boh, vedete un po'.]]>
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      <pubDate>Sat, 27 Mar 2021 09:45:17 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Noto uno strafalcione in inglese sulla confezione di un prodotto italiano. Penso di aiutarli contattandoli per farglielo notare e loro come reagiscono? Malissimo. Ma quando imparerò a farmi i fatti miei? Boh!TRASCRIZIONEOddio, da dove inizio? Le cose da dire sono tante perché riguardano dei settori che per me sono professionali, quindi la traduzione, il marketing, la comunicazione in generale e il rapporto con con gli utenti.Allora che è successo? Qualche tempo fa, beh, adesso un bel po' di tempo fa, ho comprato uno shampoo solido. Sapete, adesso c'è la moda dello shampoo solido, che non è un liquido dentro una bottiglietta, ma è tipo panetto di sapone. Quando l'ho comprato non mi sono subito resa conto del nome. Si chiama, la scatolina, ce l'ho qua davanti, è una scatolina quadrata: Officina Nature, cosmetici naturali, shampoo solido. E poi c'è il marchio che è 'Shampoo', shampoo, in inglese si scrive S-H-A-M-P doppia O. E questi furboni di chi ha fatto il design ha diviso la parola 'shampoo' senza rendersi conto che dividendola a metà creava due parole che hanno un significato per niente positivo: 'sham' vuol dire vergogna e 'poo' vuol dire cacca. Quindi questi signori hanno fatto la scatoletta dello shampoo solido 'Shampoo', però nel logo c'è 'Sham' e poi sotto '-poo' la parola divisi in due parti.Quando l'ho notato pensavo di fare un piacere. Vabbè 'sti qua poverini non hanno  un settore marketing che conosce l'inglese quindi non si sono resi conto che stavano creando due parole negative che sicuramente non vuoi vedere affiancate al tuo marchio di shampoo. Quindi cosa ho fatto? Li ho contattati, ho detto guardate c'è un problema nel vostro design della scatola, state praticamente dicendo che il vostro shampoo è una 'vergogna di cacca'. L'ho fatto in modo molto divertente, molto diciamo molto leggero perché non mi piace trattare, cioè non mi piace dire "ah voi non sapete l'inglese". Cioè, pensavo di fare un favore, magari la prossima volta fate un po' più di attenzione perchè le parole, soprattutto le parole in inglese, hanno un loro significato, quindi se si usano senza conoscerne il significato, questo può dare effetti un po' bizzarri.Io non mi aspettavo niente e non mi aspettavo né ringraziamenti né niente. Volevo fare un favore a una ditta e questi hanno risposto arrabbiatissimi: "Come si permette di dire che il nostro prodotto è cacca?"Ma voi non avete capito niente? Vi sto dicendo che questo è quello che dite voi. Vi sto aiutando a non scrivere nei pacchetti del vostro shampoo solido che il vostro shampoo è 'poo' e più che 'poo'  sham-poo, quindi anche una cosa vergognosa.Niente, questi qua non hanno capito, continuano a vedere la pubblicità dappertutto con 'sham-poo' e che devo dire? Perle ai porci? Io vi volevo aiutare, vi volevo dare gratuitamente quello che di solito mi faccio pagare per fare, cioè la consulenza sul brand e sulla comunicazione. E che vi devo dire? Fate quello che volete e fate il vostro sham-poo. Boh, vedete un po'.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Noto uno strafalcione in inglese sulla confezione di un prodotto italiano. Penso di aiutarli contattandoli per farglielo notare e loro come reagiscono? Malissimo. Ma quando imparerò a farmi i fatti miei? Boh!TRASCRIZIONEOddio, da dove inizio? Le cose da d</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 82 Cataloghi</title>
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        <![CDATA[Adoro IKEA e i suoi cataloghi, in tutte le sue declinazioni. Oggi ve ne presento un paio  (un giorno vi parlerò anche del libro horror ambientato in un catalogo IKEA). E qui potete ammirare (e se volete, acquistare) il progetto artistico di Abel Picogna  <a href="https://abelpicogna.myportfolio.com/books" rel="noopener">https://abelpicogna.myportfolio.com/books</a><br>Mi raccomando: iscrivetevi ai 3' grezzi e convertite le vostre amiche e i vostri amici all'ascolto!]]>
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        <![CDATA[Adoro IKEA e i suoi cataloghi, in tutte le sue declinazioni. Oggi ve ne presento un paio  (un giorno vi parlerò anche del libro horror ambientato in un catalogo IKEA). E qui potete ammirare (e se volete, acquistare) il progetto artistico di Abel Picogna  <a href="https://abelpicogna.myportfolio.com/books" rel="noopener">https://abelpicogna.myportfolio.com/books</a><br>Mi raccomando: iscrivetevi ai 3' grezzi e convertite le vostre amiche e i vostri amici all'ascolto!]]>
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      <pubDate>Fri, 26 Mar 2021 06:43:46 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 81 Lavanderie</title>
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        <![CDATA[Le lavanderie a gettoni per me sono luoghi magici. E ogni volta che ci vado è come se entrassi in un'altra dimensione.]]>
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      <pubDate>Thu, 25 Mar 2021 10:01:26 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 80 Papere</title>
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        <![CDATA[Ops... mi sa che ho fatto una papera davanti alle due papere, della serie "gente poco abituata a stare a contatto con la natura".]]>
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      <pubDate>Wed, 24 Mar 2021 06:27:48 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 79 Scalzi</title>
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        <![CDATA[La sensazione del freddo sotto ai piedi è qualcosa che ogni tanto tutti dovrebbero ricordarsi di provare. Ti fa sentire di esserci. Provate.]]>
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      <pubDate>Tue, 23 Mar 2021 06:37:49 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 78 Viviana</title>
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        <![CDATA[Ogni volta che la incontravo Viviana si trovava in una nuova, incredibile, mirabolante situazione. A rivederla oggi, nella sua favolosa Islanda, mamma dolcissima e donna d'azione, si fatica a riconoscerla. Immutato il uso calore e la sua fantasia. Che bello è stato rivedersi!]]>
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      <pubDate>Mon, 22 Mar 2021 05:30:22 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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        <![CDATA[Radio Antidoto è il fantastico esperimento nato lo scorso anno da un gruppo di persone in quarantena in varie parti dell'Europa. Io dalla Citttà dei Fenicotteri ho dato il mio contributo con racconti a volte un po' bizzarri, come quando ho fatto la telecronaca di me sotto la doccia, o quando ho raccontato una giornata del Gatto Mazinga. Ecco qualche esempio <a href="http://www.radioantidoto.org/author/kommunic8/" rel="noopener">http://www.radioantidoto.org/author/kommunic8/</a>]]>
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      <pubDate>Sun, 21 Mar 2021 08:59:16 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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        <![CDATA[Mi sta entrando in cuffia, attraverso il muro, la voce della vicina che chiacchiera allegramente e rumorosamente. Ma io continuo a registrare. Perché questi sono 3m inuti grezzi e senza filtri.]]>
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      <pubDate>Sat, 20 Mar 2021 08:06:56 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 75 Coprifuoco</title>
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        <![CDATA[Cose alle quali preferirei non dovermi abituare. E - porca miseria - che bello cenare con gli amici!]]>
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      <pubDate>Fri, 19 Mar 2021 07:15:17 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 74 In sala</title>
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        <![CDATA[Un video YouTube con le reazioni del pubblico in una sala cinematografica mi ha fatto venire una botta di nostalgia.]]>
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      <pubDate>Thu, 18 Mar 2021 04:43:22 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 73 Chi piange?</title>
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        <![CDATA[La gente a volte ti racconta le sue cose più intime e personali, tipo quando è l'ultima volta che ha pianto davanti ad un'altra persona. Strana, la gente!]]>
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      <pubDate>Wed, 17 Mar 2021 07:59:11 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 72 Powerpoint</title>
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        <![CDATA[Pensate all'ultima volta che vi siete addormentati davanti a un Powerpoint mentre il presentatore leggeva a voce alta il testo fitto fitto della schermata. Aargh!!]]>
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      <pubDate>Tue, 16 Mar 2021 07:32:30 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 71 Piccole vittorie</title>
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        <![CDATA[Bisogna sempre festeggiare le piccole vittorie della vita quotidiana, come riuscire a cambiare la password di Aruba senza finirla a testate contro il muro.]]>
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      <pubDate>Mon, 15 Mar 2021 06:59:20 -0100</pubDate>
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        <![CDATA[Per risolvere il mistero irrisolvibile delle calze spaiate la ditta di calze Bombas si è inventata il team della felicità.]]>
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      <pubDate>Sun, 14 Mar 2021 08:09:47 -0100</pubDate>
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      <title>3' grezzi Ep. 69 Traduzioni</title>
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      <pubDate>Sat, 13 Mar 2021 08:05:23 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 68 Diverso da chi?</title>
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        <![CDATA[L'attenzione nei confronti delle "altre" comunità racchiude implicitamente la divisione tra la norma e la divergenza dalla norma. Così davanti alla definizione "Culturally and Linguistically Diverse - CALD - communities", comunità culturalmente e linguisticamente diverse, la mia domanda è "diverse da chi?"]]>
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        <![CDATA[L'attenzione nei confronti delle "altre" comunità racchiude implicitamente la divisione tra la norma e la divergenza dalla norma. Così davanti alla definizione "Culturally and Linguistically Diverse - CALD - communities", comunità culturalmente e linguisticamente diverse, la mia domanda è "diverse da chi?"]]>
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      <pubDate>Fri, 12 Mar 2021 06:32:27 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 67 Piccole radio</title>
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        <![CDATA[La mia minuscola radio a transistor: da bambina, di notte, sotto le coperte, la usavo per ascoltare il mondo attorno a me.]]>
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      <pubDate>Thu, 11 Mar 2021 06:49:09 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 66 Il dottor Morelli</title>
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        <![CDATA[Un'applicazione a cui non avevo pensato: usare i miei 3 minuti grezzi per fare interval training. Grazie dottor Morelli per la bella idea di marketing!]]>
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        <![CDATA[Un'applicazione a cui non avevo pensato: usare i miei 3 minuti grezzi per fare interval training. Grazie dottor Morelli per la bella idea di marketing!]]>
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      <pubDate>Wed, 10 Mar 2021 06:59:10 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 65 Professioni future</title>
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        <![CDATA[Il mestiere che faranno le nostre figlie e i nostri figli ancora non ha nemmeno un nome. E comunque noi genitori non siamo nella posizione di indirizzare nessuno, possiamo solo guardare lo specchietto retrovisore.]]>
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      <pubDate>Tue, 09 Mar 2021 06:13:42 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 64 Cosa ascolti quando sei triste?</title>
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        <![CDATA[Quando siamo tristi a volte vogliamo solo circondarci di cose che ci facciano vivere la nostra tristezza fino in fondo. E tu, cosa ascolti quando sei triste?]]>
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      <pubDate>Mon, 08 Mar 2021 06:51:24 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 63 Parole nuove</title>
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        <![CDATA[Pandemia, coprifuoco e altre parole che non avrei mai creduto di dover usare nella mia vita quotidiana.]]>
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      <pubDate>Sun, 07 Mar 2021 08:26:06 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 62 Non ho registrato!</title>
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        <![CDATA[Sto sperimentando con la registrazione binaurale: i microfoni sembrano cuffiette del walkman, cammino tra la gente e registro. Quando mi ricordo di iniziare e registrare!]]>
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      <pubDate>Sat, 06 Mar 2021 08:43:39 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 61 Questioni di genere</title>
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        <![CDATA[Il Geena Davis Institute on Gender in Media è un punto di partenza per iniziare a riflettere seriamente sulla presenza / assenza dei generi e sul modo in cui vengono rappresentati nei film e nei media. Numeri alla mano. Dateci un'occhiata. <a href="https://seejane.org" rel="noopener">https://seejane.org</a>]]>
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        <![CDATA[Il Geena Davis Institute on Gender in Media è un punto di partenza per iniziare a riflettere seriamente sulla presenza / assenza dei generi e sul modo in cui vengono rappresentati nei film e nei media. Numeri alla mano. Dateci un'occhiata. <a href="https://seejane.org" rel="noopener">https://seejane.org</a>]]>
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      <pubDate>Fri, 05 Mar 2021 08:16:51 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 60 Correndo</title>
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      <pubDate>Thu, 04 Mar 2021 08:20:20 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 59 Francesca</title>
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        <![CDATA[Incontrare, per caso, qualcuno che ti dice "Stavo proprio per ascoltare i tuoi tre minuti grezzi". Puntata dedicata a Francesca.]]>
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      <pubDate>Wed, 03 Mar 2021 06:34:04 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Incontrare, per caso, qualcuno che ti dice "Stavo proprio per ascoltare i tuoi tre minuti grezzi". Puntata dedicata a Francesca.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Incontrare, per caso, qualcuno che ti dice "Stavo proprio per ascoltare i tuoi tre minuti grezzi". Puntata dedicata a Francesca.</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 58 Atlas Obscura (podcast!)</title>
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        <![CDATA[Il dito medio di Galileo? La carcassa dell'aereo sulla spiaggia? La tomba di Bob Fisher? Questo e altro lo trovate su Atlas Obscura, consigli per viaggi alla scoperta di cose strane e bizzarre. E da metà marzo sarà anche un podcast. non vedo l'ora di ascoltarlo!]]>
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      <pubDate>Tue, 02 Mar 2021 08:18:21 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 57 FOMO</title>
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        <![CDATA[Presto! Qualcuno là fuori sta facendo qualcosa di fantastico e io non sono stata invitata!]]>
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        <![CDATA[Presto! Qualcuno là fuori sta facendo qualcosa di fantastico e io non sono stata invitata!]]>
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      <pubDate>Mon, 01 Mar 2021 07:29:12 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 56 Lettere (aargh!)</title>
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        <![CDATA[Sapevate che dal 1 gennaio 2021 è entrata in vigore una nuova legge che riguarda tutte le lettere spedite fuori dall'Unione Europea? #sapevatelo! (aarghh!)]]>
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      <pubDate>Sun, 28 Feb 2021 07:58:00 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 55 Api</title>
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        <![CDATA[Come quando la Fata Madrina (o la Strega Cattiva) ordina che vengano compiute 3 azioni. Ecco, così anche per chi vuole diventare apicultore.]]>
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        <![CDATA[Come quando la Fata Madrina (o la Strega Cattiva) ordina che vengano compiute 3 azioni. Ecco, così anche per chi vuole diventare apicultore.]]>
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      <pubDate>Sat, 27 Feb 2021 07:30:08 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 54 Gomblotto!</title>
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        <![CDATA[È in atto un complotto e nessuno ne vuole parlare. Sì, lo so che questo è quello che dicono tutti i complottisti, ma questa volta è vero? Non ci credete? Provate a spedire una lettera...]]>
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        <![CDATA[È in atto un complotto e nessuno ne vuole parlare. Sì, lo so che questo è quello che dicono tutti i complottisti, ma questa volta è vero? Non ci credete? Provate a spedire una lettera...]]>
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      <pubDate>Fri, 26 Feb 2021 07:18:33 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 53 Note (per ricordare)</title>
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        <![CDATA[Ce l'ho sulla punta della lingua ma non riesco a ricordarmelo. E il fatto che mi sia scritta una nota non aiuta, perché non riesco ad interpretarla.]]>
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      <pubDate>Thu, 25 Feb 2021 06:21:35 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Ce l'ho sulla punta della lingua ma non riesco a ricordarmelo. E il fatto che mi sia scritta una nota non aiuta, perché non riesco ad interpretarla.</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 52 Compleanni</title>
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        <![CDATA[Un anno fa mio figlio ha compiuto gli anni all'inizio del lockdown, a metà aprile: ancora ci si affacciava alle finestre per cantante e applaudire a medici e infermieri. A metà aprile mio figlio compirà 18 anni. Quante cose si stanno perdendo i nostri ragazzi.]]>
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        <![CDATA[Un anno fa mio figlio ha compiuto gli anni all'inizio del lockdown, a metà aprile: ancora ci si affacciava alle finestre per cantante e applaudire a medici e infermieri. A metà aprile mio figlio compirà 18 anni. Quante cose si stanno perdendo i nostri ragazzi.]]>
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      <pubDate>Wed, 24 Feb 2021 06:04:33 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 51 Caccia all'uomo</title>
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        <![CDATA[Per registrare il rumore di una donna che cammina sotto i portici in una città italiana vado in un posto dove ci sono i portici, mi porto dietro le scarpe coi tacchi e cammino in mezzo alla gente con il registratore in mano. Non mi basta usare uno dei tanti effetti sonori 'crowd' trovati in rete,  perché nei miei podcast voglio evitare l'effetto 'festicciola in casa italiana dove se ascolti bene senti gli invitati parlare in inglese'.]]>
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      <pubDate>Tue, 23 Feb 2021 07:47:45 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 50 Mamme</title>
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        <![CDATA[Quando incrociavo ragazze in giro con le loro mamme io le guardavo con un po' di invidia e tanta nostalgia.]]>
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      <pubDate>Mon, 22 Feb 2021 07:39:24 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <pubDate>Sun, 21 Feb 2021 07:41:53 -0100</pubDate>
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      <title>3' grezzi Ep. 48 Cartoni animati giapponesi</title>
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      <pubDate>Sat, 20 Feb 2021 08:32:08 -0100</pubDate>
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      <title>3' grezzi Ep. 47 Ammartaggio!</title>
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      <pubDate>Fri, 19 Feb 2021 07:13:31 -0100</pubDate>
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      <title>3' grezzi Ep. 46 Cristina Marras (l'altra)</title>
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      <pubDate>Thu, 18 Feb 2021 07:26:23 -0100</pubDate>
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      <title>3' grezzi Ep. 45 Lunchbox</title>
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      <pubDate>Wed, 17 Feb 2021 07:19:54 -0100</pubDate>
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      <pubDate>Tue, 16 Feb 2021 06:44:40 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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        <![CDATA[Fare un podcast è un monologo. Diventa un dialogo quando chi ti ascolta valuta ciò che fai o ti scrive dei messaggi. E questo è quello che state facendo voi. Che bello!]]>
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      <pubDate>Mon, 15 Feb 2021 10:41:39 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 42 Aborigeni e nuragici</title>
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        <![CDATA[Ammettere che non siamo i primi a calpestare questa terra e porgere i nostri rispetti a chi è venuto prima di noi. Cerimonia di facciata? Tutt'altro, un atto squisitamente politico.]]>
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      <pubDate>Sun, 14 Feb 2021 06:07:51 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 41 Lo so (ma lo faccio)</title>
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        <![CDATA[Il fatto che io conosca i meccanismi che mi spingono a comprare le scarpe che non mi servono non significa che poi non le compri ugualmente.]]>
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      <pubDate>Sat, 13 Feb 2021 07:58:56 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 40 Medico di famiglia</title>
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      <description>
        <![CDATA[Quale criterio utilizzare per scegliere il medico di famiglia? Io ho scritto una email interrogando i potenziali candidati sui temi per importanti, e cambiando criterio di scelta in corso d'opera.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[Eng translation below]</i><br>Quando si decide di cambiare posto in cui si vive radicalmente, così come ho fatto io, non solo si lasciano indietro gli amici e le abitudini, ma anche tutta una, tutto uno stuolo di professionisti ai quali ci appoggiamo nella nostra vita. Parlo della mia parrucchiera, la mia ginecologa, il mio dentista e anche il mio medico generico, il medico di famiglia.<br><br>Quando mi sono trasferita a Cagliari mi sono trovata col problema di dover cercare un altro medico. Eh vabbè, tralascio l'aspetto burocratico del modo in cui si sceglie il medico eccetera eccetera. Sta di fatto che non volevo limitarmi a scegliere il medico semplicemente da una lista di nomi che mi offriva quelli che sono i medici di famiglia disponibili a ricevere nuovi pazienti. Io volevo fare le cose in modo scientifico, così come faccio spesso quando le cose sono importanti. Cosa ho fatto allora? Ho scelto quattro, cinque medici di famiglia che accettavano nuovi pazienti e che erano più o meno vicini a dove abito, e a tutti ho scritto la stessa identica email.<br><br>È stato un po' difficile per alcuni trovare le email perché non avevano traccia visibile su internet. Comunque sono riuscita a trovare un indirizzo e a tutti ho scritto l'identica mail dove tastavo un po' il terreno e facevo alcune domande sulle cose che per me sono importanti. Tra queste anche chiedevo: ma voi cosa ne pensate dell'omeopatia? Tra tutte le persone, tra tutte le email che ho mandato, solo un medico ha risposto alla mia email - e già questo era abbastanza screditate nei confronti degli altri che o non controllano le loro email oppure non gliene fregava niente di rispondere.<br><br>Questo medico che mi ha risposto mi ha mandato una mail molto cortese, molto puntuale, dove mi diceva, ah sì, rispondeva alle domande, e per per quello che riguarda l'omeopatia mi diceva sì sì, io a volte ho usato l'omeopatia eccetera eccetera. Io ho risposto allora dicendo che io non credo nell'omeopatia e che questa sua risposta sarebbe stata squalificante normalmente. Però il fatto che sia stato così gentile, così cortese da rispondermi ecco, l'ho scelto come mio medico di famiglia e non mi sono certo pentita perché si è rivelato essere una persona professionalmente capace, squisita, gentile, con un fantastico senso dell'umorismo.<br><br>Non vado volentieri dal medico, ma quando sono costretta ad andare dal medico facciamo sempre delle belle chiacchierate ed è una persona veramente deliziosa. E tra l'altro ho scoperto oggi mentre mi mandava una ricetta per delle pastiglie di cui ho bisogno, che segue i miei tre minutini grezzi e quindi dottore, la sto salutando ufficialmente e la ringrazio ancora per essere così squisitamente professionale e sempre disponibile. Buona giornata.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When you decide to radically change the place where you live, as I did, not only do you leave friends and habits behind, but also a whole crowd of professionals on whom we rely in our lives. I speak of my hairdresser, my gynecologist, my dentist and also my general practitioner, the family doctor.<br><br>When I moved to Cagliari I found myself with the problem of having to look for another doctor. Oh well, I leave out the bureaucratic aspect of the way in which the doctor is chosen and so on. The fact is that I didn't want to limit myself to simply choosing the doctor from a list of names that offered me the family doctors available to receive new patients. I wanted to do things scientifically, as I often do when things are important. What did I do then? I chose four, five family doctors who were accepting new patients and who were more or less close to where I live, and I wrote them all the exact same email.<br><br>It was a bit difficult for some to find the emails because they had no visible trace on the internet. However, I managed to find an address and I wrote everyone the same email where I asked some questions about the things that are important to me. Among these I also asked: what do you think of homeopathy? Out of all the people, out of all the emails I've sent, only one doctor has responded to my email - and that was bad enough to others who either didn't check their emails or didn't care about replying.<br><br>This doctor who answered sent me a very courteous, very punctual email where he said, ah yes, he answered the questions, and as far as homeopathy was concerned he said yes yes, I have sometimes used homeopathy etc etc. I then replied saying that I don't believe in homeopathy and that this answer of his would normally have been disqualifying. But the fact that he was kind enough, kind enough to answer me here, I chose him as my family doctor and I certainly haven't regretted it because he turned out to be a professionally capable, exquisite, kind person with a fantastic sense of humor. I don't like to go to the doctor but when I have to go to the doctor we always have a good chat and he is a really lovely person.<br><br>And by the way I found out today while she was sending me a recipe for some pills that I need, which follows my rough three minutes and therefore doctor, I am officially saying "Hi!" and thank you again for being so exquisitely professional and always available. Have a great day!<br><br>]]>
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        <![CDATA[Quale criterio utilizzare per scegliere il medico di famiglia? Io ho scritto una email interrogando i potenziali candidati sui temi per importanti, e cambiando criterio di scelta in corso d'opera.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> <i>[Eng translation below]</i><br>Quando si decide di cambiare posto in cui si vive radicalmente, così come ho fatto io, non solo si lasciano indietro gli amici e le abitudini, ma anche tutta una, tutto uno stuolo di professionisti ai quali ci appoggiamo nella nostra vita. Parlo della mia parrucchiera, la mia ginecologa, il mio dentista e anche il mio medico generico, il medico di famiglia.<br><br>Quando mi sono trasferita a Cagliari mi sono trovata col problema di dover cercare un altro medico. Eh vabbè, tralascio l'aspetto burocratico del modo in cui si sceglie il medico eccetera eccetera. Sta di fatto che non volevo limitarmi a scegliere il medico semplicemente da una lista di nomi che mi offriva quelli che sono i medici di famiglia disponibili a ricevere nuovi pazienti. Io volevo fare le cose in modo scientifico, così come faccio spesso quando le cose sono importanti. Cosa ho fatto allora? Ho scelto quattro, cinque medici di famiglia che accettavano nuovi pazienti e che erano più o meno vicini a dove abito, e a tutti ho scritto la stessa identica email.<br><br>È stato un po' difficile per alcuni trovare le email perché non avevano traccia visibile su internet. Comunque sono riuscita a trovare un indirizzo e a tutti ho scritto l'identica mail dove tastavo un po' il terreno e facevo alcune domande sulle cose che per me sono importanti. Tra queste anche chiedevo: ma voi cosa ne pensate dell'omeopatia? Tra tutte le persone, tra tutte le email che ho mandato, solo un medico ha risposto alla mia email - e già questo era abbastanza screditate nei confronti degli altri che o non controllano le loro email oppure non gliene fregava niente di rispondere.<br><br>Questo medico che mi ha risposto mi ha mandato una mail molto cortese, molto puntuale, dove mi diceva, ah sì, rispondeva alle domande, e per per quello che riguarda l'omeopatia mi diceva sì sì, io a volte ho usato l'omeopatia eccetera eccetera. Io ho risposto allora dicendo che io non credo nell'omeopatia e che questa sua risposta sarebbe stata squalificante normalmente. Però il fatto che sia stato così gentile, così cortese da rispondermi ecco, l'ho scelto come mio medico di famiglia e non mi sono certo pentita perché si è rivelato essere una persona professionalmente capace, squisita, gentile, con un fantastico senso dell'umorismo.<br><br>Non vado volentieri dal medico, ma quando sono costretta ad andare dal medico facciamo sempre delle belle chiacchierate ed è una persona veramente deliziosa. E tra l'altro ho scoperto oggi mentre mi mandava una ricetta per delle pastiglie di cui ho bisogno, che segue i miei tre minutini grezzi e quindi dottore, la sto salutando ufficialmente e la ringrazio ancora per essere così squisitamente professionale e sempre disponibile. Buona giornata.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>When you decide to radically change the place where you live, as I did, not only do you leave friends and habits behind, but also a whole crowd of professionals on whom we rely in our lives. I speak of my hairdresser, my gynecologist, my dentist and also my general practitioner, the family doctor.<br><br>When I moved to Cagliari I found myself with the problem of having to look for another doctor. Oh well, I leave out the bureaucratic aspect of the way in which the doctor is chosen and so on. The fact is that I didn't want to limit myself to simply choosing the doctor from a list of names that offered me the family doctors available to receive new patients. I wanted to do things scientifically, as I often do when things are important. What did I do then? I chose four, five family doctors who were accepting new patients and who were more or less close to where I live, and I wrote them all the exact same email.<br><br>It was a bit difficult for some to find the emails because they had no visible trace on the internet. However, I managed to find an address and I wrote everyone the same email where I asked some questions about the things that are important to me. Among these I also asked: what do you think of homeopathy? Out of all the people, out of all the emails I've sent, only one doctor has responded to my email - and that was bad enough to others who either didn't check their emails or didn't care about replying.<br><br>This doctor who answered sent me a very courteous, very punctual email where he said, ah yes, he answered the questions, and as far as homeopathy was concerned he said yes yes, I have sometimes used homeopathy etc etc. I then replied saying that I don't believe in homeopathy and that this answer of his would normally have been disqualifying. But the fact that he was kind enough, kind enough to answer me here, I chose him as my family doctor and I certainly haven't regretted it because he turned out to be a professionally capable, exquisite, kind person with a fantastic sense of humor. I don't like to go to the doctor but when I have to go to the doctor we always have a good chat and he is a really lovely person.<br><br>And by the way I found out today while she was sending me a recipe for some pills that I need, which follows my rough three minutes and therefore doctor, I am officially saying "Hi!" and thank you again for being so exquisitely professional and always available. Have a great day!<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 12 Feb 2021 06:28:40 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 39 Alessio</title>
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        <![CDATA[Quando l'ho incontrato per la prima volta non sapevo se fosse un genio o un folle. Il fatto che la nostra amicizia continua, nonostante la distanza, vi dà la risposta.]]>
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      <pubDate>Thu, 11 Feb 2021 06:40:50 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 38 Pyongyang</title>
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        <![CDATA[Gli stessi colori tenui e un po' sbiaditi dei film di Wes Anderson. O di Berlino Est prima della caduta del muro. A questo mi fa pensare il breve filmato dei registi brasiliani José Menezes e Lucas Justiniano (conosciuti come CINZA) che raccontano una giornata di pioggia a Pyongyang.]]>
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      <pubDate>Wed, 10 Feb 2021 07:37:42 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 37 Parlando con sconosciuti</title>
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        <![CDATA[Cagliari Inedei racchiude quello che mi piace fare: parlare con gli sconosciuti.]]>
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      <pubDate>Tue, 09 Feb 2021 07:59:37 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 36 Di blatte e gatti</title>
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        <![CDATA[Ho due domande scientifiche alle quali non riesco a dare risposta, a proposito di blatte e gatti.]]>
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      <pubDate>Mon, 08 Feb 2021 10:51:22 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 35 Pioggia</title>
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        <![CDATA[Era di Solanas quel film dove pioveva sempre e la gente camminava al contrario? Devo andare a controllare. Prima però vado a fare la doccia.]]>
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      <pubDate>Sun, 07 Feb 2021 09:21:01 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Era di Solanas quel film dove pioveva sempre e la gente camminava al contrario? Devo andare a controllare. Prima però vado a fare la doccia.</itunes:summary>
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      <title>3' grezzi Ep. 34 Rassomiglianze</title>
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        <![CDATA[Quando ti capita di incrociare qualcuno che ti ricorda una persona che hai conosciuto. E ti chiedi: chissà che fine avrà fatto?<br><br>TRASCRIZIONE<br>A volte mi capita di guardare una persona e di credere di conoscerla. Capita a tutti. Quello che succede nella mia mente è però che si stratificano, c'è una stratificazione di di conoscenze di gente che ho incontrato in diverse parti del mondo e a volte, camminando al mercato, per strada o nelle vie dello shopping, mi viene incontro una persona e immediatamente vengo - una persona che mi ricorda qualcuno che ho conosciuto in una delle mie altre vite, e non sto parlando di reincarnazione qua, sto parlando di altri luoghi del mondo in cui ho vissuto. Ed è come quando senti improvvisamente un odore che ti riporta ad una situazione immediatamente. E mi dispiace che nella vita ho perso di vista un sacco di persone. Prima quando sono andata via da Cagliari, la città dove sono nata, perché quando vivi all'estero, (ricordo che agli inizi studiavo ancora l'università qui a Cagliari, quindi tornavo ogni due tre mesi per dare gli esami), all'inizio c'era molta curiosità da parte dei miei colleghi universitari rimasti qua, da parte degli amici, però poi si fa una fatica tremenda a rimanere in contatto con chi è andato via e quindi succedeva che io magari ci provavo pure a rimanere in contatto, anche se all'epoca era molto più difficile, perché gli unici due mezzi erano il telefono e la scrittura, anzi solo la scrittura perché il telefono all'epoca aveva prezzi esorbitanti chiamare dall'estero, e quindi ben presto ho perso i contatti con tutti quelli che erano i miei amici di quando vivevo in pianta stabile a Cagliari E ho cercato, ripeto, di mantenere i contatti però a un certo punto diventa veramente impossibile, tu ti trasformi in un turista che arriva e va via e si condividono cose diverse. Difficile anche poi comunicare quello che si prova, anche perché, soprattutto se fai delle cose fighissime a Berlino negli anni '80, non vuoi venire, non puoi tornare nel paesino, nella città, cittadina di provincia, tutti che ti guardano, che figata, che figata, non puoi fare la figura di quella che si d le arie. Per lo meno questo è quello che facevo io. Dico questo perché mi dispiace aver perso contatto con un sacco di persone che con le quali ho condiviso parte del mio cammino, con cui abbiamo condiviso esperienze. Grazie, o a causa di Facebook, ogni tanto qualcuna di queste persone la rintraccio. Però dopo il primo messaggio fiume in cui riassumiamo in poche frasi tutta la nostra esistenza passata, poi di solito non si va più avanti di quello, quindi comunque non si riprendono i contatti. Ecco, mi dispiace.]]>
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        <![CDATA[Quando ti capita di incrociare qualcuno che ti ricorda una persona che hai conosciuto. E ti chiedi: chissà che fine avrà fatto?<br><br>TRASCRIZIONE<br>A volte mi capita di guardare una persona e di credere di conoscerla. Capita a tutti. Quello che succede nella mia mente è però che si stratificano, c'è una stratificazione di di conoscenze di gente che ho incontrato in diverse parti del mondo e a volte, camminando al mercato, per strada o nelle vie dello shopping, mi viene incontro una persona e immediatamente vengo - una persona che mi ricorda qualcuno che ho conosciuto in una delle mie altre vite, e non sto parlando di reincarnazione qua, sto parlando di altri luoghi del mondo in cui ho vissuto. Ed è come quando senti improvvisamente un odore che ti riporta ad una situazione immediatamente. E mi dispiace che nella vita ho perso di vista un sacco di persone. Prima quando sono andata via da Cagliari, la città dove sono nata, perché quando vivi all'estero, (ricordo che agli inizi studiavo ancora l'università qui a Cagliari, quindi tornavo ogni due tre mesi per dare gli esami), all'inizio c'era molta curiosità da parte dei miei colleghi universitari rimasti qua, da parte degli amici, però poi si fa una fatica tremenda a rimanere in contatto con chi è andato via e quindi succedeva che io magari ci provavo pure a rimanere in contatto, anche se all'epoca era molto più difficile, perché gli unici due mezzi erano il telefono e la scrittura, anzi solo la scrittura perché il telefono all'epoca aveva prezzi esorbitanti chiamare dall'estero, e quindi ben presto ho perso i contatti con tutti quelli che erano i miei amici di quando vivevo in pianta stabile a Cagliari E ho cercato, ripeto, di mantenere i contatti però a un certo punto diventa veramente impossibile, tu ti trasformi in un turista che arriva e va via e si condividono cose diverse. Difficile anche poi comunicare quello che si prova, anche perché, soprattutto se fai delle cose fighissime a Berlino negli anni '80, non vuoi venire, non puoi tornare nel paesino, nella città, cittadina di provincia, tutti che ti guardano, che figata, che figata, non puoi fare la figura di quella che si d le arie. Per lo meno questo è quello che facevo io. Dico questo perché mi dispiace aver perso contatto con un sacco di persone che con le quali ho condiviso parte del mio cammino, con cui abbiamo condiviso esperienze. Grazie, o a causa di Facebook, ogni tanto qualcuna di queste persone la rintraccio. Però dopo il primo messaggio fiume in cui riassumiamo in poche frasi tutta la nostra esistenza passata, poi di solito non si va più avanti di quello, quindi comunque non si riprendono i contatti. Ecco, mi dispiace.]]>
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      <pubDate>Sat, 06 Feb 2021 08:03:22 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Quando ti capita di incrociare qualcuno che ti ricorda una persona che hai conosciuto. E ti chiedi: chissà che fine avrà fatto?TRASCRIZIONEA volte mi capita di guardare una persona e di credere di conoscerla. Capita a tutti. Quello che succede nella mia m</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 33 Montagne russe</title>
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        <![CDATA[Quando nasce un figlio tutti si sentono in obbligo di dare consigli. Io di consigli a me stessa ne ho dato solo uno: mai dirgli bugie. E ci sono (quasi) riuscita, non fosse per quella volta a Billund.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Speaker1: Quando nasce un figlio, soprattutto il primo figlio, tutti si sentono in obbligo di dare dei consigli, fai così e cosà ecc. Io dico la verità, mi avrebbe fatto piacere avere mia madre a fianco quando è nato mio figlio, però non c'era perché abitavo da altre parti, quindi niente, ho fatto quello che faccio sempre, cioè butto spaghetti nel muro per vedere quello che rimane attaccato. E una delle cose che ho deciso subito, appena è nato mio figlio, è che non avrei mai raccontato bugie. Questo è anche uno dei motivi per cui mio figlio non ha mai veramente creduto a Babbo Natale quando era bambino, perché io gli ho spiegato che chi comprava i regali eravamo noi. E sono riuscita, spero, sempre a mantenere fede a questa mia promessa di non mentire mai a mio figlio. A prescindere dalla difficoltà delle domande che mi faceva, ho sempre cercato di dire la verità, in modo semplice e alla portata di bambino. Che mi ricordi, o che io sia cosciente, solo una volta gli ho mentito in modo del tutto non voluto. Lui aveva circa sette anni ed eravamo riusciti a organizzare una vacanza in Europa, passando per Billund, Billund un paesino della Danimarca. È il posto dove sono nate le Lego e c'è una specie di parco di divertimenti che si chiama tipo Legoland, una specie di Disneyland per le Lego. Ce ne sono diversi nel mondo di questi Legoland e quello di Billund è il più piccolo, anche perché è il primo e anche un po' antico da vedere, però noi volevamo vedere quello. Mio figlio all'epoca, penso ancora adesso, aveva paura delle montagne russe, non voleva andare nelle montagne russe, quelle che fanno il giro della morte e io, devo dire la verità, non piacciono troppo neanche a me, perché mi viene la nausea anche solo quando salgo in macchina, figuriamoci nelle montagne russe. Per cui tutto il nostro, la nostra visita a Legoland si era svolta evitando le montagne russe e facendo invece i giochi dove si entra nell'acqua, eccetera eccetera. Una delle ultime 'rides', degli ultimi giochi fatti era questo, che sembrava un semplice trenino che portava a vedere diversi personaggi del mondo delle Lego e convinsi mio figlio a salirci. Lui aveva paura fossero montagne russe, Io no, no, no, guarda, vedi mamma? Va dritto, non va su. Dopo la curva si entrò in un tunnel e poi ahimè, era invece un gioco dove c'erano le montagne russe e quindi con mio grande orrore (anche perché avevo la borsa), ero a testa in giù e ci stetti malissimo. Ecco quella è stata l'unica volta che mentii a mio figlio senza volerlo E questo disgraziato che ha quasi 18 anni, ma ci credete che ancora me lo rinfaccia? "Mamma Sì, però quella volta mi ha detto una bugia." Giuro, non lo sapevo che erano montagne russe.]]>
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        <![CDATA[Quando nasce un figlio tutti si sentono in obbligo di dare consigli. Io di consigli a me stessa ne ho dato solo uno: mai dirgli bugie. E ci sono (quasi) riuscita, non fosse per quella volta a Billund.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Speaker1: Quando nasce un figlio, soprattutto il primo figlio, tutti si sentono in obbligo di dare dei consigli, fai così e cosà ecc. Io dico la verità, mi avrebbe fatto piacere avere mia madre a fianco quando è nato mio figlio, però non c'era perché abitavo da altre parti, quindi niente, ho fatto quello che faccio sempre, cioè butto spaghetti nel muro per vedere quello che rimane attaccato. E una delle cose che ho deciso subito, appena è nato mio figlio, è che non avrei mai raccontato bugie. Questo è anche uno dei motivi per cui mio figlio non ha mai veramente creduto a Babbo Natale quando era bambino, perché io gli ho spiegato che chi comprava i regali eravamo noi. E sono riuscita, spero, sempre a mantenere fede a questa mia promessa di non mentire mai a mio figlio. A prescindere dalla difficoltà delle domande che mi faceva, ho sempre cercato di dire la verità, in modo semplice e alla portata di bambino. Che mi ricordi, o che io sia cosciente, solo una volta gli ho mentito in modo del tutto non voluto. Lui aveva circa sette anni ed eravamo riusciti a organizzare una vacanza in Europa, passando per Billund, Billund un paesino della Danimarca. È il posto dove sono nate le Lego e c'è una specie di parco di divertimenti che si chiama tipo Legoland, una specie di Disneyland per le Lego. Ce ne sono diversi nel mondo di questi Legoland e quello di Billund è il più piccolo, anche perché è il primo e anche un po' antico da vedere, però noi volevamo vedere quello. Mio figlio all'epoca, penso ancora adesso, aveva paura delle montagne russe, non voleva andare nelle montagne russe, quelle che fanno il giro della morte e io, devo dire la verità, non piacciono troppo neanche a me, perché mi viene la nausea anche solo quando salgo in macchina, figuriamoci nelle montagne russe. Per cui tutto il nostro, la nostra visita a Legoland si era svolta evitando le montagne russe e facendo invece i giochi dove si entra nell'acqua, eccetera eccetera. Una delle ultime 'rides', degli ultimi giochi fatti era questo, che sembrava un semplice trenino che portava a vedere diversi personaggi del mondo delle Lego e convinsi mio figlio a salirci. Lui aveva paura fossero montagne russe, Io no, no, no, guarda, vedi mamma? Va dritto, non va su. Dopo la curva si entrò in un tunnel e poi ahimè, era invece un gioco dove c'erano le montagne russe e quindi con mio grande orrore (anche perché avevo la borsa), ero a testa in giù e ci stetti malissimo. Ecco quella è stata l'unica volta che mentii a mio figlio senza volerlo E questo disgraziato che ha quasi 18 anni, ma ci credete che ancora me lo rinfaccia? "Mamma Sì, però quella volta mi ha detto una bugia." Giuro, non lo sapevo che erano montagne russe.]]>
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      <pubDate>Fri, 05 Feb 2021 07:24:47 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 32 Clubhouse</title>
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        <![CDATA[L'esclusivissima app Clubhouse sta erodendo le ore che ero solita trascorrere ascoltando podcast. È un trend che ha attirato la mia attenzione e che mi riguarda personalmente. Ma la domanda veramente interessante per me è: come faccio a usare Clubhouse per fare un radiodramma? (mumble... mumble...)<br><br>TRASCRIZIONE<br>Speaker1: Nei miei tre minutini di ieri ho parlato di Clubhouse. Lo ho accennato così alla fine e mi è stato fatto notare che ecco, spiega che cos'è il Clubhouse. Sì, ce l'avevo già in mente. Spieghiamo brevemente cos'è. Clubhouse è una app che si scarica sull'iPhone - solo sull'iPhone - e una volta che hai scaricato la app puoi entrare in stanze virtuali dove c'è gente che parla e tu puoi stare lì ad ascoltare quello che si dice. Cliccando poi una un'icona puoi sollevare la mano e dire "voglio parlare anch'io". E se la persona che ha aperto quella stanza virtuale vuole farti parlare, tu puoi parlare. Detto così sembra che si tratti di una party line, quelle che si facevano alla fine degli anni '80 al telefono. Però ci sono alcune precisazioni da fare. Anzitutto, come detto all'inizio, funziona solo per chi ha l'iPhone e questo già limita notevolmente il bacino d'utenza. Un'altra cosa è che non si può semplicemente scaricare la app, bisogna che qualcuno ti inviti e di solito quando si entra, quando si viene invitati su Clubhouse, si hanno a disposizione due inviti. Quindi evidentemente chi l'ha creata questa app, questa forma di social media voleva comunque restringere all'inizio il bacino d'utenza. Quindi tu vieni invitato come si viene invitati? Devi essere nella rubrica telefonica della persona che ha l'iPhone, quindi tu sei tra i miei contatti, te lo dico scarica la app, una volta che tu hai scaricato la app sul tuo iPhone, a me compare un messaggio che dice "ah, guarda che tal dei tali ha scaricato Clubhouse, vuoi lasciarlo entrare?" oppure ti cerco direttamente tra i miei contatti e ti faccio entrare. Queste sono tutte cose tecniche però poco interessanti. Quello che è interessante è che Clubhouse, che esiste già da un anno, praticamente a marzo dell'anno scorso è stata creata, negli ultimi mesi, nelle ultime settimane tutti ne parlano e devo dire che da quando ci sono entrata anch'io, circa una settimana fa, qualcosa del genere, mi rendo conto che la sto usando moltissimo sia per partecipare, all'inizio partecipavo a diverse stanze, poi mi sono resa conto che ci stavo trascorrendo troppo tempo. Adesso mi sono limitata a pochissime stanze, praticamente una, quella che Andrea Concas tiene alle due ogni giorno parlando d'arte e dintorni. Mi sono resa conto che c'è il rischio che Clubhouse vada a erodere il tempo che io invece utilizzavo dedicavo all'ascolto dei podcast e credo che questo sarà veramente il trend che prenderà questa app. Ecco, sono finiti i miei 3 minuti grezzi.]]>
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      <pubDate>Thu, 04 Feb 2021 07:47:04 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>L'esclusivissima app Clubhouse sta erodendo le ore che ero solita trascorrere ascoltando podcast. È un trend che ha attirato la mia attenzione e che mi riguarda personalmente. Ma la domanda veramente interessante per me è: come faccio a usare Clubhouse per fare un radiodramma? (mumble... mumble...)TRASCRIZIONESpeaker1: Nei miei tre minutini di ieri ho parlato di Clubhouse. Lo ho accennato così alla fine e mi è stato fatto notare che ecco, spiega che cos'è il Clubhouse. Sì, ce l'avevo già in mente. Spieghiamo brevemente cos'è. Clubhouse è una app che si scarica sull'iPhone - solo sull'iPhone - e una volta che hai scaricato la app puoi entrare in stanze virtuali dove c'è gente che parla e tu puoi stare lì ad ascoltare quello che si dice. Cliccando poi una un'icona puoi sollevare la mano e dire "voglio parlare anch'io". E se la persona che ha aperto quella stanza virtuale vuole farti parlare, tu puoi parlare. Detto così sembra che si tratti di una party line, quelle che si facevano alla fine degli anni '80 al telefono. Però ci sono alcune precisazioni da fare. Anzitutto, come detto all'inizio, funziona solo per chi ha l'iPhone e questo già limita notevolmente il bacino d'utenza. Un'altra cosa è che non si può semplicemente scaricare la app, bisogna che qualcuno ti inviti e di solito quando si entra, quando si viene invitati su Clubhouse, si hanno a disposizione due inviti. Quindi evidentemente chi l'ha creata questa app, questa forma di social media voleva comunque restringere all'inizio il bacino d'utenza. Quindi tu vieni invitato come si viene invitati? Devi essere nella rubrica telefonica della persona che ha l'iPhone, quindi tu sei tra i miei contatti, te lo dico scarica la app, una volta che tu hai scaricato la app sul tuo iPhone, a me compare un messaggio che dice "ah, guarda che tal dei tali ha scaricato Clubhouse, vuoi lasciarlo entrare?" oppure ti cerco direttamente tra i miei contatti e ti faccio entrare. Queste sono tutte cose tecniche però poco interessanti. Quello che è interessante è che Clubhouse, che esiste già da un anno, praticamente a marzo dell'anno scorso è stata creata, negli ultimi mesi, nelle ultime settimane tutti ne parlano e devo dire che da quando ci sono entrata anch'io, circa una settimana fa, qualcosa del genere, mi rendo conto che la sto usando moltissimo sia per partecipare, all'inizio partecipavo a diverse stanze, poi mi sono resa conto che ci stavo trascorrendo troppo tempo. Adesso mi sono limitata a pochissime stanze, praticamente una, quella che Andrea Concas tiene alle due ogni giorno parlando d'arte e dintorni. Mi sono resa conto che c'è il rischio che Clubhouse vada a erodere il tempo che io invece utilizzavo dedicavo all'ascolto dei podcast e credo che questo sarà veramente il trend che prenderà questa app. Ecco, sono finiti i miei 3 minuti grezzi.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>L'esclusivissima app Clubhouse sta erodendo le ore che ero solita trascorrere ascoltando podcast. È un trend che ha attirato la mia attenzione e che mi riguarda personalmente. Ma la domanda veramente interessante per me è: come faccio a usare Clubhouse pe</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 31 Prolunga</title>
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        <![CDATA[Finalmente torniamo ad usare la voce per comunicare. E c'è tutta una generazione che in questi giorni impara l'etichetta della comunicazione tramite voce.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Una delle innovazioni tecnologiche che ebbe il maggior impatto sulla mia vita quando ero ragazzina fu l'acquisto della prolunga per il telefono. Il telefono a casa mia, come nella maggior parte delle case delle mie amiche, si trovava nell'anbito, in un posto centrale dove tutta la famiglia potesse avere accesso. Era uno di quei telefoni con la ruota attaccato al muro con il filo. Aveva poca, offriva pochissima possibilità di avere delle conversazioni riservate perché appunto si poteva mettere la mano un po' per parare l'apparecchio eccetera però chi entrava e usciva, passava e sentiva tutto quello che si diceva. Poi improvvisamente arrivò la prolunga del telefono, che era una cosa di plastica rotonda. Ce n'erano di diversi tipi tre, cinque metri, ecc. E per la prima volta ricordo ancora l'emozione che io attaccai la prolunga al telefono e presi tutto il telefono, l'apparecchio e me lo portai nella mia stanza e chiusi la porta e potei chiudere la porta. Cambiò completamente il modo in cui usavamo il telefono perché improvvisamente potevamo chiuderci la porta alle spalle. Potevamo parlare ore, ore e ore con i nostri amici, perché quando io ero ragazzina il metodo di comunicare era appunto fare lunghissime chiacchierate al telefono, telefonate che duravano anche 1 ora, telefonate che io ricordo anche dopo cena con il mio compagno di banco di cui ero follemente innamorata. Parlavamo, parlavamo al telefono e ci raccontavamo tutto, anche se avevamo appena trascorso 5 ore insieme. Così anche con le mie amiche si facevano queste lunghissime chiacchierate e c'era tutto un modo di comunicare che era appunto personalizzato al mezzo che utilizzavamo, che era appunto la voce. Penso al telefono perché poi ci sono stati, c'è stata tutta la rivoluzione dei social media e si è passati ad una generazione che usa pochissimo il telefono, che evita di fare chiamate che anzi considera quasi un un'offesa telefonare a qualcuno se prima non si manda il messaggio 'ti dispiace se ti telefono?' quando proprio non si può fare a meno di usare la voce. E sto riscoprendo adesso la magia di avere delle persone con cui parlare dentro le stanze di Clubhouse e mi sto rendendo conto che probabilmente alcune delle persone che frequentano la stanza con me sono Millennials che per la prima volta devono usare la voce per comunicare. Di questo parlerò ancora.]]>
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        <![CDATA[Finalmente torniamo ad usare la voce per comunicare. E c'è tutta una generazione che in questi giorni impara l'etichetta della comunicazione tramite voce.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Una delle innovazioni tecnologiche che ebbe il maggior impatto sulla mia vita quando ero ragazzina fu l'acquisto della prolunga per il telefono. Il telefono a casa mia, come nella maggior parte delle case delle mie amiche, si trovava nell'anbito, in un posto centrale dove tutta la famiglia potesse avere accesso. Era uno di quei telefoni con la ruota attaccato al muro con il filo. Aveva poca, offriva pochissima possibilità di avere delle conversazioni riservate perché appunto si poteva mettere la mano un po' per parare l'apparecchio eccetera però chi entrava e usciva, passava e sentiva tutto quello che si diceva. Poi improvvisamente arrivò la prolunga del telefono, che era una cosa di plastica rotonda. Ce n'erano di diversi tipi tre, cinque metri, ecc. E per la prima volta ricordo ancora l'emozione che io attaccai la prolunga al telefono e presi tutto il telefono, l'apparecchio e me lo portai nella mia stanza e chiusi la porta e potei chiudere la porta. Cambiò completamente il modo in cui usavamo il telefono perché improvvisamente potevamo chiuderci la porta alle spalle. Potevamo parlare ore, ore e ore con i nostri amici, perché quando io ero ragazzina il metodo di comunicare era appunto fare lunghissime chiacchierate al telefono, telefonate che duravano anche 1 ora, telefonate che io ricordo anche dopo cena con il mio compagno di banco di cui ero follemente innamorata. Parlavamo, parlavamo al telefono e ci raccontavamo tutto, anche se avevamo appena trascorso 5 ore insieme. Così anche con le mie amiche si facevano queste lunghissime chiacchierate e c'era tutto un modo di comunicare che era appunto personalizzato al mezzo che utilizzavamo, che era appunto la voce. Penso al telefono perché poi ci sono stati, c'è stata tutta la rivoluzione dei social media e si è passati ad una generazione che usa pochissimo il telefono, che evita di fare chiamate che anzi considera quasi un un'offesa telefonare a qualcuno se prima non si manda il messaggio 'ti dispiace se ti telefono?' quando proprio non si può fare a meno di usare la voce. E sto riscoprendo adesso la magia di avere delle persone con cui parlare dentro le stanze di Clubhouse e mi sto rendendo conto che probabilmente alcune delle persone che frequentano la stanza con me sono Millennials che per la prima volta devono usare la voce per comunicare. Di questo parlerò ancora.]]>
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      <pubDate>Wed, 03 Feb 2021 07:10:39 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 30 Mattino</title>
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        <![CDATA[Questi uccelli acquatici che sbattono le ali a filo d'acqua e fanno un rumore incredibile, mentre albeggia, e poi magari ti passato sopra la testa i fenicotteri rosa che sembrano dei bastoni ocn le ali. Uno spettacolo così emozionante che sembra di assistere ad un rito magico.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Prima non mi piaceva alzarmi presto la mattina. Ho lavorato per diversi anni nella sala stampa e facevo anche i giornali radio della mattina, per cui a volte andavo in onda alle sette. Significava alzarsi alle 04:00. E quando ti alzi alle 04:00, poi il resto della giornata (anche se è vero, finisci di lavorare alle nove) per il resto della giornata sei completamente disorientata. Quindi mi piaceva stare a letto fino a tardi ogni volta che potevo. Il fine settimana a volte mi alzavo anche alle undici. Adesso non lo faccio più. Adesso sono diventata una di quelle persone folli che si alza alle 05:30, alle 06:00 per andare a correre. Oggi l'ho fatto anche perché ieri ho esagerato con la Pavlova e con tutti gli zuccheri, quindi cominciavo a sentirmi in colpa, anche perché ho sempre questa perenne lotta con la bilancia che potrei stare benissimo e invece no, continuo a infliggermi queste cose qua. Vabbè, questo è argomento per altri tre minutini grezzi. Alzandomi presto la mattina c'è questa questa sorta di senso, di non di superiorità, però è bello, anche perché ho la fortuna di abitare nella città dei fenicotteri rosa, da dove abito io sono sette, dieci minuti in auto e arrivo al mare, arrivo agli stagni. Cagliari è circondata da tre stagni, uno di questo - dove ci sono anche le saline - e io lì vado a correre la mattina, correre a camminare velocemente. Stamattina siamo andati che erano circa le sei meno un quarto, le sei, e arrivare lì quando c'è ancora buio e vedere poi l'alba piano piano che diventa, in divenire sopra questi specchi d'acqua pazzeschi. E poi l'alba, così come il tramonto, sono i momenti della giornata in cui gli uccelli impazziscono, e quella è una zona protetta dove ci sono non solo i famosi fenicotteri rosa - che quando ti passano vicino non ti ci abitui mai alla loro bellezza, sono potentissimi - ma ci sono anche altri uccelli che non dico i nomi perché direi fesserie, perché gli uccelli non li conosco. Però sono tutti uccelli molto grandi, quelli col becco molto lungo e con le zampe lunghe, lunghe e ti passano sopra in volo. Poi ci sono anche uccelli che penso che siano anatre, che c'è il canale, c'è anche un canale che passa a fianco alla pista dove si cammina e si corre o si va in bici. E a quell'ora del mattino non lo so, forse si lavano le piume delle ali, però volano a pelo d'acqua e sbattono le ali sopra la superficie di questo canale e lo fanno a gruppi di cinque, sei, dieci. Ed è un rumore e uno spettacolo pazzesco, bellissimo. Insomma, sono innamorata delle prime ore del mattino.]]>
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      <pubDate>Tue, 02 Feb 2021 08:44:43 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 29 Quattroruote</title>
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        <![CDATA[Un piccolo assaggio di un argomento a cui vorrei dedicare più spazio. Speriamo di ricordarmene!<br><br>TRASCRIZIONE<br>Devo assolutamente smetterla di pensare ai miei tre minutini grezzi la notte prima di addormentarmi. La caratteristica di questi 3 minuti vuole essere la spontaneità. E' un mio esercizio di stile per uscire dalla gabbia dello scrivere uno script, un copione, del pensare alle parole che dico, ecc. Perché pensare alle parole che dico è il mio modo solito operare. Quando faccio podcast non solo le penso, ma anche le scrivo, le riscrivo, le recito, ecc. Ecco, questi 3 minuti vogliono essere una cosa spontanea dove io mi metto, apro il microfono e parlo. A volte però mi capita che prima di addormentarmi mi vengono in mente degli argomenti di cui parlare e mentre li penso lì, nel dormiveglia, mentre mi sto addormentando, mi sembrano degli argomenti fantastici. Mi vengono anche delle concatenazioni di pensieri che non dovrei avere, perché ripeto, questa dovrebbe essere una cosa spontanea. Solitamente la mattina non me ne ricordo più e questo mi fa arrabbiare. Perché? Perché nel momento in cui le sto pensando, la notte lì tra le coperte, mi sembrano così ovvii. Mi sembra una scelta così telefonata che mi dico non c'è nemmeno bisogno che mi alzi. Mi segno un appunto così domani mattina me lo ricordo, e puntualmente invece me ne dimentico. E il fatto che me ne dimentichi non è importante. È importante che però vengo ossessionata per mezz'ora mentre faccio colazione 3/4 d'ora, cercando di ricordarmi a cosa pensavo la notte precedente prima di addormentarmi. Non riesco mai a ricordarmene. A volte poi mi mi viene BUM il fulmine durante la giornata. A quel punto magari mi faccio un appunto. Quindi non so di che cosa parlerò oggi, mi manca appena 1 minuto. Posso dirvi che ho delle bellissime riviste in bagno, ho tutta una mini collezione di Quattroruote risalente agli anni '60. Non è mia, personalmente, però è della casa e quindi la leggiamo tutti. Sono dei volumoni di un'ottantina di pagine ciascuno, anche se sono delle riviste che uscivano una volta al mese. Non sono tanto interessata agli articoli sui motori, anche se anche quelli sono interessanti perché sono affascinanti per il modo in cui sono scritti. Io però passo le ore, vabbè, non proprio le ore, però passo del tempo a leggere le pubblicità. Le pubblicità degli anni '60 su Quattroruote sono una cosa meravigliosa. Anzitutto hanno dei testi lunghissimi, si dava del voi a chi leggeva, e poi c'erano anche gli indirizzi e i numeri di telefono di tutte le concessionarie in tutte le città d'Italia, inclusa Cagliari. È un tema che merita più attenzione, magari ci dedico 3 minutini grezzi in futuro.]]>
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      <pubDate>Mon, 01 Feb 2021 07:55:44 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Un piccolo assaggio di un argomento a cui vorrei dedicare più spazio. Speriamo di ricordarmene!TRASCRIZIONEDevo assolutamente smetterla di pensare ai miei tre minutini grezzi la notte prima di addormentarmi. La caratteristica di questi 3 minuti vuole essere la spontaneità. E' un mio esercizio di stile per uscire dalla gabbia dello scrivere uno script, un copione, del pensare alle parole che dico, ecc. Perché pensare alle parole che dico è il mio modo solito operare. Quando faccio podcast non solo le penso, ma anche le scrivo, le riscrivo, le recito, ecc. Ecco, questi 3 minuti vogliono essere una cosa spontanea dove io mi metto, apro il microfono e parlo. A volte però mi capita che prima di addormentarmi mi vengono in mente degli argomenti di cui parlare e mentre li penso lì, nel dormiveglia, mentre mi sto addormentando, mi sembrano degli argomenti fantastici. Mi vengono anche delle concatenazioni di pensieri che non dovrei avere, perché ripeto, questa dovrebbe essere una cosa spontanea. Solitamente la mattina non me ne ricordo più e questo mi fa arrabbiare. Perché? Perché nel momento in cui le sto pensando, la notte lì tra le coperte, mi sembrano così ovvii. Mi sembra una scelta così telefonata che mi dico non c'è nemmeno bisogno che mi alzi. Mi segno un appunto così domani mattina me lo ricordo, e puntualmente invece me ne dimentico. E il fatto che me ne dimentichi non è importante. È importante che però vengo ossessionata per mezz'ora mentre faccio colazione 3/4 d'ora, cercando di ricordarmi a cosa pensavo la notte precedente prima di addormentarmi. Non riesco mai a ricordarmene. A volte poi mi mi viene BUM il fulmine durante la giornata. A quel punto magari mi faccio un appunto. Quindi non so di che cosa parlerò oggi, mi manca appena 1 minuto. Posso dirvi che ho delle bellissime riviste in bagno, ho tutta una mini collezione di Quattroruote risalente agli anni '60. Non è mia, personalmente, però è della casa e quindi la leggiamo tutti. Sono dei volumoni di un'ottantina di pagine ciascuno, anche se sono delle riviste che uscivano una volta al mese. Non sono tanto interessata agli articoli sui motori, anche se anche quelli sono interessanti perché sono affascinanti per il modo in cui sono scritti. Io però passo le ore, vabbè, non proprio le ore, però passo del tempo a leggere le pubblicità. Le pubblicità degli anni '60 su Quattroruote sono una cosa meravigliosa. Anzitutto hanno dei testi lunghissimi, si dava del voi a chi leggeva, e poi c'erano anche gli indirizzi e i numeri di telefono di tutte le concessionarie in tutte le città d'Italia, inclusa Cagliari. È un tema che merita più attenzione, magari ci dedico 3 minutini grezzi in futuro.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Un piccolo assaggio di un argomento a cui vorrei dedicare più spazio. Speriamo di ricordarmene!TRASCRIZIONEDevo assolutamente smetterla di pensare ai miei tre minutini grezzi la notte prima di addormentarmi. La caratteristica di questi 3 minuti vuole esse</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 28 Pavlova</title>
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        <![CDATA[Visto che ancora non si può viaggiare, cerco di farlo cucinando piatti esotici. Con risultati contrastanti. Intanto però ho scoperto il dragoncello.<br><br>Links:<br>Ricetta Pavlova https://www.taste.com.au/recipes/pavlova-3/e62d3cc8-a69d-4ae3-8a6d-5226751a274d<br>Ricetta Lemingtons hhttps://ricette.giallozafferano.it/Lamingtons-Australiani.html<br>Anime Food Wars https://www.animeclick.it/anime/7603/shokugeki-no-souma<br><br>TRASCRIZIONE<br>Mentre registro questi tre minutini grezzi di là in cucina, qualcuno mi sta preparando una Pavlova. La Pavlova è una torta tipicamente australiana, e se ci sono persone della Nuova Zelanda in ascolto adesso diranno no, non è vero, non è australiana e della Nuova Zelanda. In Australia si racconta che sia originaria dell'Australia e che il nome Pavlova viene dalla ballerina russa Anna Pavlova, che era in visita in Australia e Nuova Zelanda, e per onorare la sua presenza gli hanno fatto questa torta. È una torta tipicamente estiva e praticamente tutta fatta con albumi d'uovo montati a neve e zucchero, poi si mette a cuocere nel forno a temperature bassissime per 20 mila ore e dopo che si toglie dal forno questa crosta di meringa si riempie con panna montata e poi si farcisce con frutta fresca. È una torta tipicamente estiva, infatti spesso viene fatta per Natale, che in Australia viene d'estate. La Pavlova è solo uno degli esperimenti che facciamo a casa, ci piace sperimentare con la cucina. Qualche tempo fa, dieci giorni fa, abbiamo fatto i Lamingtons, che sono queste altre, un altro dolce australiano, che in Australia è molto... per chi piace la roba molto dolce  è  buono, è una specie di pan di spagna tagliato poi a dadini imbevuti farciti con marmellata in mezzo e poi imbevuti nella cioccolata fusa. È venuto fuori una schifezza perché secondo me abbiamo preso la ricetta sbagliata. Non sono stata io a scegliere la ricetta. Quando io scelgo le ricette straniere cerco di sceglierle da un sito straniero. Invece chi si è occupato della scelta della ricetta ha preso una ricetta tipo giallozafferano, che per carità, mi piacciono le ricette giallozafferano, ma nel caso dei Lamingtons la ricetta era completamente sbagliata perché è venuto fuori una schifezza. Un'altra ricetta che abbiamo fatto, presa dai mondi lontani, è quella presa dall'anime Food Wars, ed era una ricetta buonissima. Immaginate una una cotoletta alla milanese, quindi una fettina impanata, abbastanza normale, servita però con panna montata mischiata a dragoncello, paprika e altre cose. E non storcete il naso, perché la panna montata di per sé è grasso di latte, quindi non è né dolce né niente. E questa cosa qui è venuta veramente deliziosa. E poi mi hai fatto scoprire il dragoncello e da quando ho scoperto il dragoncello me ne sono comprata un barattolo e lo metto dappertutto. Viva il dragoncello!]]>
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        <![CDATA[Visto che ancora non si può viaggiare, cerco di farlo cucinando piatti esotici. Con risultati contrastanti. Intanto però ho scoperto il dragoncello.<br><br>Links:<br>Ricetta Pavlova https://www.taste.com.au/recipes/pavlova-3/e62d3cc8-a69d-4ae3-8a6d-5226751a274d<br>Ricetta Lemingtons hhttps://ricette.giallozafferano.it/Lamingtons-Australiani.html<br>Anime Food Wars https://www.animeclick.it/anime/7603/shokugeki-no-souma<br><br>TRASCRIZIONE<br>Mentre registro questi tre minutini grezzi di là in cucina, qualcuno mi sta preparando una Pavlova. La Pavlova è una torta tipicamente australiana, e se ci sono persone della Nuova Zelanda in ascolto adesso diranno no, non è vero, non è australiana e della Nuova Zelanda. In Australia si racconta che sia originaria dell'Australia e che il nome Pavlova viene dalla ballerina russa Anna Pavlova, che era in visita in Australia e Nuova Zelanda, e per onorare la sua presenza gli hanno fatto questa torta. È una torta tipicamente estiva e praticamente tutta fatta con albumi d'uovo montati a neve e zucchero, poi si mette a cuocere nel forno a temperature bassissime per 20 mila ore e dopo che si toglie dal forno questa crosta di meringa si riempie con panna montata e poi si farcisce con frutta fresca. È una torta tipicamente estiva, infatti spesso viene fatta per Natale, che in Australia viene d'estate. La Pavlova è solo uno degli esperimenti che facciamo a casa, ci piace sperimentare con la cucina. Qualche tempo fa, dieci giorni fa, abbiamo fatto i Lamingtons, che sono queste altre, un altro dolce australiano, che in Australia è molto... per chi piace la roba molto dolce  è  buono, è una specie di pan di spagna tagliato poi a dadini imbevuti farciti con marmellata in mezzo e poi imbevuti nella cioccolata fusa. È venuto fuori una schifezza perché secondo me abbiamo preso la ricetta sbagliata. Non sono stata io a scegliere la ricetta. Quando io scelgo le ricette straniere cerco di sceglierle da un sito straniero. Invece chi si è occupato della scelta della ricetta ha preso una ricetta tipo giallozafferano, che per carità, mi piacciono le ricette giallozafferano, ma nel caso dei Lamingtons la ricetta era completamente sbagliata perché è venuto fuori una schifezza. Un'altra ricetta che abbiamo fatto, presa dai mondi lontani, è quella presa dall'anime Food Wars, ed era una ricetta buonissima. Immaginate una una cotoletta alla milanese, quindi una fettina impanata, abbastanza normale, servita però con panna montata mischiata a dragoncello, paprika e altre cose. E non storcete il naso, perché la panna montata di per sé è grasso di latte, quindi non è né dolce né niente. E questa cosa qui è venuta veramente deliziosa. E poi mi hai fatto scoprire il dragoncello e da quando ho scoperto il dragoncello me ne sono comprata un barattolo e lo metto dappertutto. Viva il dragoncello!]]>
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      <pubDate>Sun, 31 Jan 2021 08:32:09 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Visto che ancora non si può viaggiare, cerco di farlo cucinando piatti esotici. Con risultati contrastanti. Intanto però ho scoperto il dragoncello.Links:Ricetta Pavlova https://www.taste.com.au/recipes/pavlova-3/e62d3cc8-a69d-4ae3-8a6d-5226751a274dRicett</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 27 Impostori tedeschi</title>
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        <![CDATA[Sindrome dell'impostore e paura di darsi le arie. Oggi parlo di questo, e di una cosa che mi sono ricordata di saper fare.<br><br>LINK- SIndrome dell'impostore<br>L'articolo di Tiziano Bonino  https://www.che-fare.com/almanacco/societa/corpi/lotta-creativa-classe/<br>L'articolo pubblicato da The Guardian https://www.theguardian.com/commentisfree/2019/oct/16/impostor-syndrome-class-unfairness<br><br><br>TRASCRIZIONE<br>La sindrome dell'impostore è quella cosa che quando ti si chiede di fare qualcosa che tu sai fare molto bene, la prima cosa che ti viene in mente è il pensiero 'Oddio, se non sono all'altezza, oddio e se sbaglio?' Cioè la sindrome dell'impostore è quella cosa che ti fa mettere in dubbio le tue stesse capacità anche quando queste esistono. Io soffro della sindrome dell'impostore e faccio sempre finta di saper fare tutto, e faccio sempre finta di essere molto sicura di me. Però sotto sotto c'è sempre questo dubbio di non essere poi all'altezza, anche perché ho degli standard molto alti per le cose che faccio. E la sindrome dell'impostore ha delle radici culturali, sociali, eccetera - tra l'altro qualche mese fa, l'anno scorso, è uscito un interessantissimo articolo su The Guardian, ripreso e poi adattato alla società italiana da un mio amico, da Tiziano Bonini, un intellettuale che scrive di radio, di podcast e di altre cose molto interessanti. Ehm, perché sto parlando della sindrome dell'impostore? Perché soffro della sindrome dell'impostore e soffro anche di una cosa che mi rende difficile a volte spiattellare ai quattro venti le cose che so fare. E questa è una cosa che mi succede, mi sono accorta che mi stava succedendo con la lingua tedesca. Imparare il tedesco è molto difficile, a differenza dell'inglese, dove puoi incominciare a parlare così sapendo poche parole, poi ti arrangi, anzi, questo è il modo di parlare una lingua ti devi buttare, arrangiare, perché imparare la lingua significa comunicare, non sapere la grammatica. E questo per il tedesco vale un po' di meno, perché se non conosci la grammatica non riesci a capirlo il tedesco e hai bisogno di conoscere un sacco di parole per poterlo parlare bene. Quindi, a differenza dell'inglese, dove con poco riesci a comunicare tanto, con il tedesco, invece devi prima imparare tantissimo per poter comunicare poco. Perché sto dicendo queste cose? Perché io il tedesco lo l'ho studiato, mi sono laureata in tedesco, ho vissuto un anno e mezzo a Monaco e otto anni a Berlino e il tedesco lo so parlare molto bene. Mi ero però completamente dimenticata di saper parlare il tedesco. Lo so che la gente penserà sì, col cavolo, come fai a dimenticarti di saper parlare una lingua? E invece è proprio così. Mi ero dimenticata di saper parlare la lingua tedesca e l'ho riscoperto da poco. Ed è stata un'epifania, perché da quando ho riscoperto di saper parlare il tedesco mi sto facendo una scorpacciata di podcast in tedesco, che sono fantastici. Ora mi serve solo qualcuno con cui condividerli, questi podcast in tedesco.]]>
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        <![CDATA[Sindrome dell'impostore e paura di darsi le arie. Oggi parlo di questo, e di una cosa che mi sono ricordata di saper fare.<br><br>LINK- SIndrome dell'impostore<br>L'articolo di Tiziano Bonino  https://www.che-fare.com/almanacco/societa/corpi/lotta-creativa-classe/<br>L'articolo pubblicato da The Guardian https://www.theguardian.com/commentisfree/2019/oct/16/impostor-syndrome-class-unfairness<br><br><br>TRASCRIZIONE<br>La sindrome dell'impostore è quella cosa che quando ti si chiede di fare qualcosa che tu sai fare molto bene, la prima cosa che ti viene in mente è il pensiero 'Oddio, se non sono all'altezza, oddio e se sbaglio?' Cioè la sindrome dell'impostore è quella cosa che ti fa mettere in dubbio le tue stesse capacità anche quando queste esistono. Io soffro della sindrome dell'impostore e faccio sempre finta di saper fare tutto, e faccio sempre finta di essere molto sicura di me. Però sotto sotto c'è sempre questo dubbio di non essere poi all'altezza, anche perché ho degli standard molto alti per le cose che faccio. E la sindrome dell'impostore ha delle radici culturali, sociali, eccetera - tra l'altro qualche mese fa, l'anno scorso, è uscito un interessantissimo articolo su The Guardian, ripreso e poi adattato alla società italiana da un mio amico, da Tiziano Bonini, un intellettuale che scrive di radio, di podcast e di altre cose molto interessanti. Ehm, perché sto parlando della sindrome dell'impostore? Perché soffro della sindrome dell'impostore e soffro anche di una cosa che mi rende difficile a volte spiattellare ai quattro venti le cose che so fare. E questa è una cosa che mi succede, mi sono accorta che mi stava succedendo con la lingua tedesca. Imparare il tedesco è molto difficile, a differenza dell'inglese, dove puoi incominciare a parlare così sapendo poche parole, poi ti arrangi, anzi, questo è il modo di parlare una lingua ti devi buttare, arrangiare, perché imparare la lingua significa comunicare, non sapere la grammatica. E questo per il tedesco vale un po' di meno, perché se non conosci la grammatica non riesci a capirlo il tedesco e hai bisogno di conoscere un sacco di parole per poterlo parlare bene. Quindi, a differenza dell'inglese, dove con poco riesci a comunicare tanto, con il tedesco, invece devi prima imparare tantissimo per poter comunicare poco. Perché sto dicendo queste cose? Perché io il tedesco lo l'ho studiato, mi sono laureata in tedesco, ho vissuto un anno e mezzo a Monaco e otto anni a Berlino e il tedesco lo so parlare molto bene. Mi ero però completamente dimenticata di saper parlare il tedesco. Lo so che la gente penserà sì, col cavolo, come fai a dimenticarti di saper parlare una lingua? E invece è proprio così. Mi ero dimenticata di saper parlare la lingua tedesca e l'ho riscoperto da poco. Ed è stata un'epifania, perché da quando ho riscoperto di saper parlare il tedesco mi sto facendo una scorpacciata di podcast in tedesco, che sono fantastici. Ora mi serve solo qualcuno con cui condividerli, questi podcast in tedesco.]]>
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      <pubDate>Sat, 30 Jan 2021 09:11:58 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 26 Esteri</title>
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        <![CDATA[Avete presente quando all'estero dite "sono italiana" e vi dicono che loro sono stati due giorni a Roma? Secondo voi cosa dovremmo fare noi italiani con quell'informazion? Gioire? Farci confermare dal beltà del nostro luogo di nascita? Boh! Eppure poi a volte capita che... (sorpresa finale).<br><br>TRASCRIZIONE<br>Quando abitavo all'estero e mi chiedevano 'da dove vieni?' spesso la gente si sentiva in dovere di dire "Ah, l'Italia! Ci sono stato! Ci sono stata!" Io che ero lì che ascoltavo, dentro di me pensavo, okay, io sono nata in Italia, tu sei stato in Italia in vacanza... secondo te? Che cosa dovrebbe suscitare dentro di me questa informazione che mi hai appena comunicato? Come dovrei reagire io, nata in Italia al fatto che tu sei stato una settimana a Roma o sei passato per Napoli? Me lo sono sempre chiesta e la risposta ancora non sono riuscita a darmela. Contemporaneamente però mi capita quando incontro qualcuno che viene da un posto dove io sono stata, sento scattare dentro di me anche l'istinto di dire "Ah sì, sono stata a Goa" però cerco di non dirlo, appunto perché mi sembra un'informazione assolutamente inutile. Vabbè, una cosa è se dico, sì, sono stato in quel posto, ci ho vissuto per dieci anni, allora possiamo cominciare a dire ah, conosci quel caffè? Magari abbiamo degli amici in comune, eccetera. Però quando la gente è stata mezza mattina a Venezia e me lo dice con con aria di grande... Come se fosse una cosa importantissima quando io dico che che vengo dall'Italia mi sembra boh che lascia il tempo che trova. Un'altra cosa che succede spesso quando dici da dove vieni, oppure a volte ancora mi capita che dico, salta fuori, perché è inevitabile che salti fuori, che ho vissuto 23 anni in Australia, e qualcuno mi dice "ah sì, ho uno zio in Australia" e io - se adesso potete sentire il rumore dei miei occhi che guardano verso il cielo - penso sì, vabbè, sai quante persone ci sono in Australia? Secondo te qual è la possibilità che io abbia incontrato tuo zio tra i milioni di persone che ci sono in Australia? Mi è capitato anche di recente con un'amica che m'ha detto "Ho uno zio in Australia" e io sì, vabbè, ok. Dove? A Melbourne? A Sydney? - A Sydney, ok va be, ok, io stavo a Melbourne quindi probabilmente non ci conosciamo. E lei, mio zio, era giornalista, fa il giornalista. Ah, ok, anche io facevo la giornalista, il campo si restringe. Niente. Vabbè, poi mi dice nome e cognome. Si scopre che lo zio lo conosco benissimo, conosco benissimo lui, e conosco benissimo la sua famiglia perché con con suo figlio ho condiviso la sala stampa per cinque sei anni. Niente. Quindi vedi, mai dire mai, mai fare la spocchiosa.]]>
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        <![CDATA[Avete presente quando all'estero dite "sono italiana" e vi dicono che loro sono stati due giorni a Roma? Secondo voi cosa dovremmo fare noi italiani con quell'informazion? Gioire? Farci confermare dal beltà del nostro luogo di nascita? Boh! Eppure poi a volte capita che... (sorpresa finale).<br><br>TRASCRIZIONE<br>Quando abitavo all'estero e mi chiedevano 'da dove vieni?' spesso la gente si sentiva in dovere di dire "Ah, l'Italia! Ci sono stato! Ci sono stata!" Io che ero lì che ascoltavo, dentro di me pensavo, okay, io sono nata in Italia, tu sei stato in Italia in vacanza... secondo te? Che cosa dovrebbe suscitare dentro di me questa informazione che mi hai appena comunicato? Come dovrei reagire io, nata in Italia al fatto che tu sei stato una settimana a Roma o sei passato per Napoli? Me lo sono sempre chiesta e la risposta ancora non sono riuscita a darmela. Contemporaneamente però mi capita quando incontro qualcuno che viene da un posto dove io sono stata, sento scattare dentro di me anche l'istinto di dire "Ah sì, sono stata a Goa" però cerco di non dirlo, appunto perché mi sembra un'informazione assolutamente inutile. Vabbè, una cosa è se dico, sì, sono stato in quel posto, ci ho vissuto per dieci anni, allora possiamo cominciare a dire ah, conosci quel caffè? Magari abbiamo degli amici in comune, eccetera. Però quando la gente è stata mezza mattina a Venezia e me lo dice con con aria di grande... Come se fosse una cosa importantissima quando io dico che che vengo dall'Italia mi sembra boh che lascia il tempo che trova. Un'altra cosa che succede spesso quando dici da dove vieni, oppure a volte ancora mi capita che dico, salta fuori, perché è inevitabile che salti fuori, che ho vissuto 23 anni in Australia, e qualcuno mi dice "ah sì, ho uno zio in Australia" e io - se adesso potete sentire il rumore dei miei occhi che guardano verso il cielo - penso sì, vabbè, sai quante persone ci sono in Australia? Secondo te qual è la possibilità che io abbia incontrato tuo zio tra i milioni di persone che ci sono in Australia? Mi è capitato anche di recente con un'amica che m'ha detto "Ho uno zio in Australia" e io sì, vabbè, ok. Dove? A Melbourne? A Sydney? - A Sydney, ok va be, ok, io stavo a Melbourne quindi probabilmente non ci conosciamo. E lei, mio zio, era giornalista, fa il giornalista. Ah, ok, anche io facevo la giornalista, il campo si restringe. Niente. Vabbè, poi mi dice nome e cognome. Si scopre che lo zio lo conosco benissimo, conosco benissimo lui, e conosco benissimo la sua famiglia perché con con suo figlio ho condiviso la sala stampa per cinque sei anni. Niente. Quindi vedi, mai dire mai, mai fare la spocchiosa.]]>
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      <pubDate>Fri, 29 Jan 2021 07:19:11 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 25 Diari</title>
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        <![CDATA[Mi ricordavo di aver tenuto un diario preciso e pieno di pensieri profondi. Ricordavo male.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Qualche settimana fa una mia cara amica ha partorito una bambina che io immagino splendida. L'ho vista solo in video e in fotografia. Perché sì, tra le altre cose che il COVID 19 ci ha regalato, anche l'impossibilità di festeggiare quello che in un qualsiasi, in un qualsiasi altro momento della nostra vita sarebbe stato un evento felice e lieto. Per i miei amici, a cui voglio un mondo di bene, avremmo fatto le cene, avremmo fatto le colazioni e ci saremmo visti. E invece niente. Io la bambina ancora non l'ho vista, lo stesso padre della bambina l'ha potuta prendere in braccio solo dopo aver fatto il test per assicurarsi di non essere positivo, eccetera eccetera. E quindi i nostri rapporti si svolgono tramite video e tramite fotografia, tramite telefonate e tramite WhatsApp. Una delle cose che ho caldamente consigliato alla mia amica è quella di tenere un diario, perché i primi giorni e le prime settimane e i primi mesi di vita di una nuova creatura poi niente, ce ne dimentichiamo. Però in quei momenti viviamo delle sensazioni fortissime. E così, mentre consigliava alla mia amica di tenere un diario, mi sono ricordata che io in effetti tenni un diario audio della mia gravidanza. O così almeno pensavo, nel senso che registravo ogni tanto degli audio. Parlo di 17 anni fa, quindi non c'erano ancora tutte queste cose pazzesche che si possono fare oggi con WhatsApp eccetera, per cui avevo il mio piccolo registratore e facevo la giornalista all'epoca, quindi avevo il mio piccolo Sony con il mini disc e mi registravo queste cose qua e mi ero messa in testa poi di non riascoltare le registrazioni fino a che il bambino / la bambina (perché all'epoca non sapevo il sesso del nascituro) non avesse raggiunto il 17.º o il 18.º anno d'età, queste cose che si fanno. Vabbè, per farla breve, ieri ho riascoltato questo fantomatico diario di gravidanza e premetto che i miei primi quattro cinque mesi di gravidanza sono stati meravigliosi, fantastici, facevo attività fisica eccetera e poi gli ultimi due mesi, le ultime sei settimane praticamente le ho trascorse in ospedale, poi infatti mio figlio è anche nato prematuro, quindi ci sono stati abbastanza sconvolgimenti. Niente, nel mio diario di gravidanza, che io mi ricordavo completamente diverso, pieno di pensieri profondi della futura madre, invece parlo dell'attività fisica che sto facendo, del fatto che mi devo comprare dei reggiseni per la maternità, che non mi stanno più i pantaloni, niente. E poi si interrompe diverse settimane prima del mio ricovero in ospedale. Insomma, una delusione.]]>
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      <pubDate>Thu, 28 Jan 2021 09:44:59 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 24 Animali domestici</title>
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        <![CDATA[Così come chi impara ad andare in bici da adulta non avrà mai la scioltezza di salire in bici al volo, chi non ha avuto animali a casa da bambina continuerà a provare un senso di meraviglia per la presenza di un gatto. Tutto autobiografico, naturalmente.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Da bambina avrei fatto qualsiasi cosa pur di avere un animale a casa. Però venivo da una famiglia dove gli animali non si tenevano in casa, si tenevano nel cortile. Ricordo che quando andavamo a visitare mia nonna in un minuscolo paesino nell'entroterra sardo, lì c'erano gli animali, ma erano animali... il cane tenuto con un metro di corda legato al muro che oggi avrebbero arrestato tutti. Ma in quel periodo gli animali si tenevano così. Da mia nonna c'erano anche dei gatti che, come in tutte le fattorie, in tutte le case di campagna, erano lì con un ruolo ben preciso: quello di ammazzare i topi e gli altri animali pericolosi per l'aia. E i gatti di mia nonna io li adoravo, erano cattivissimi, non si facevano avvicinare e ci dicevano sempre, a noi bambini, di non avvicinarci, perché appunto non si facevano accarezzare, e dopo mangiato, io e mio fratello volevamo sempre correre fuori a dare gli avanzi ai gatti, e mia nonna ci diceva sempre di non muoverci da tavola, che - adesso devo dire una cosa bruttissima, ma la dico così come le diceva mia nonna, non la so dire in sardo, la dico in italiano - "prima mangiano i cristiani e poi, se ne avanza, mangiano le bestie". Modo di dire che adesso, a cui adesso ripenso  sorridendo perché naturalmente dire 'cristiani' significava dire il genere umano, era inconcepibile per mia nonna pensare (o per la cultura contadina di cui era espressione mia nonna) era impensabile immaginare che potessero essere e potessero esistere esseri viventi, esseri umani che non fossero cristiani. Vabbé, almeno ci ha messo pure le altre confessioni, le altre confessioni, non necessariamente solo quella cattolica. Perché dico questo? Perché adesso io un gatto ce l'ho. Da adulta finalmente mi sono potuta permettere il lusso - incredibile - dopo aver trascorso tutta la vita a sentirmi dire no, gli animali non si tengono a casa. E poi, da adulta, finalmente mi sono presa un gatto e da allora ho un gatto. Sempre. Ne ho avuto tre, uno lasciato perché ho cambiato continente, un altro lo stesso, e adesso c'ho Mazinga che sta qui a casa. Però rassicuro tutti, lasciati gli altri miei gatti in ottimimissime mani con gente che aveva dei giardini meravigliosi. Eh no, volevo solo dire che a volte ancora mi sembra così impossibile il miracolo di avere un gatto a casa, che trascorro anche 10 minuti a fissare Mazinga e a dirmi mamma mia, ma è un essere vivente, ce l'ho qui a casa, Mazinga è qui con me e fa le fusa.]]>
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      <pubDate>Wed, 27 Jan 2021 07:09:28 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 23 Patrimonio sensoriale</title>
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        <![CDATA[Ah, i rumori della campagna, belli, certo, se solo quel gallo la smettesse di svegliarmi alle 5 del mattino, se solo la campagna fosse come nei vecchi autoadesivi del mulino bianco: liscia e con un lieve odore di petrolio.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Se mentre registro lasciassi la finestra aperta ci sarebbe un sottofondo di rumori continuo. Abito al 4.º piano però abito in una zona molto centrale dove ci sono molti supermercati e nonostante abbia non solo doppie finestre ma anche doppi vetri, c'è sempre un rumore continuo di sottofondo. Perché se non è l'auto parcheggiata in seconda o in terza fila  il camion frigo che sta scaricando qualcosa al supermercato e lascia il motore acceso. Quando ero bambina, mentre crescevo, abitavo in Castello, la parte vecchia della città di Cagliari. Anche lì c'erano tanti rumori, lì non avevamo le doppie finestre, non avevamo i doppi vetri e mia mamma abita ancora al primo piano, quindi era un continuo via vai di gente, macchine, perché ci passavano ancora le macchine, motociclette, motorini ecc. Ma adesso ultimamente casa di mamma invece è molto silenziosa, anche quando c'è la finestra aperta. L'unico rumore che c'era fino a un anno fa era quello sì, quello sì, incessante e continuo, secondo me antipatico, delle ruote, dei trolley, dei turisti che si muovevano da un bed and breakfast all'altro perché ormai il quartiere è stato 'gentrificato' non lo so se questa è una parola italiana, però non ho voglia di fermarmi per cercarla, gentrified, ci abitano pochissime persone e ci sono tantissimi bed and breakfast e Airbnb eccetera. Negli ultimi dodici mesi pochi rumori di ruote di trolley, perché la gente non sta più viaggiando, non più come prima. Perché ho fatto questo pippotto? Perché ho letto che in Francia hanno approvato una legge che protegge il patrimonio sensoriale dei luoghi. Cioè significa che non si può più trasferirsi dalla città alla campagna e poi, una volta trasferiti in campagna, vai, comincia a lamentarti che c'è il gallo che fa chicchirichì e ti sveglia la mattina. Ci sono gli uccelli, i cani che abbaiano, c'è l'odore del letame quando passi vicino al fienile, eccetera eccetera. No, figlio bello. Se decidi di andare a vivere in campagna devi prendere tutto quello che viene con la campagna. Non puoi poi lamentarti della sensorialità che ci trovi. E questo mi ha fatto venire in mente che, non lo so, se continua così probabilmente anche il rumore della gente che è seduta ai tavolini fuori del bar la gente dentro i ristoranti, i complessino che suonano nei locali notturni, anche questi diventeranno patrimonio perduto da ascoltare nelle registrazioni perché sono cose che già più i brusii dei ristoranti, il brusio del teatro prima dell'inizio dello spettacolo, sono cose che si stanno perdendo.]]>
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        <![CDATA[Ah, i rumori della campagna, belli, certo, se solo quel gallo la smettesse di svegliarmi alle 5 del mattino, se solo la campagna fosse come nei vecchi autoadesivi del mulino bianco: liscia e con un lieve odore di petrolio.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Se mentre registro lasciassi la finestra aperta ci sarebbe un sottofondo di rumori continuo. Abito al 4.º piano però abito in una zona molto centrale dove ci sono molti supermercati e nonostante abbia non solo doppie finestre ma anche doppi vetri, c'è sempre un rumore continuo di sottofondo. Perché se non è l'auto parcheggiata in seconda o in terza fila  il camion frigo che sta scaricando qualcosa al supermercato e lascia il motore acceso. Quando ero bambina, mentre crescevo, abitavo in Castello, la parte vecchia della città di Cagliari. Anche lì c'erano tanti rumori, lì non avevamo le doppie finestre, non avevamo i doppi vetri e mia mamma abita ancora al primo piano, quindi era un continuo via vai di gente, macchine, perché ci passavano ancora le macchine, motociclette, motorini ecc. Ma adesso ultimamente casa di mamma invece è molto silenziosa, anche quando c'è la finestra aperta. L'unico rumore che c'era fino a un anno fa era quello sì, quello sì, incessante e continuo, secondo me antipatico, delle ruote, dei trolley, dei turisti che si muovevano da un bed and breakfast all'altro perché ormai il quartiere è stato 'gentrificato' non lo so se questa è una parola italiana, però non ho voglia di fermarmi per cercarla, gentrified, ci abitano pochissime persone e ci sono tantissimi bed and breakfast e Airbnb eccetera. Negli ultimi dodici mesi pochi rumori di ruote di trolley, perché la gente non sta più viaggiando, non più come prima. Perché ho fatto questo pippotto? Perché ho letto che in Francia hanno approvato una legge che protegge il patrimonio sensoriale dei luoghi. Cioè significa che non si può più trasferirsi dalla città alla campagna e poi, una volta trasferiti in campagna, vai, comincia a lamentarti che c'è il gallo che fa chicchirichì e ti sveglia la mattina. Ci sono gli uccelli, i cani che abbaiano, c'è l'odore del letame quando passi vicino al fienile, eccetera eccetera. No, figlio bello. Se decidi di andare a vivere in campagna devi prendere tutto quello che viene con la campagna. Non puoi poi lamentarti della sensorialità che ci trovi. E questo mi ha fatto venire in mente che, non lo so, se continua così probabilmente anche il rumore della gente che è seduta ai tavolini fuori del bar la gente dentro i ristoranti, i complessino che suonano nei locali notturni, anche questi diventeranno patrimonio perduto da ascoltare nelle registrazioni perché sono cose che già più i brusii dei ristoranti, il brusio del teatro prima dell'inizio dello spettacolo, sono cose che si stanno perdendo.]]>
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      <pubDate>Tue, 26 Jan 2021 07:38:33 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 22 Da(l) manuale</title>
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        <![CDATA[Ci sono certi oggetti che da bambina avrei creduto impossibili da realizzare. Oggi li uso tutti i giorni senza nemmeno pensare a quanto siano magici. Prendi il Manuale delle Giovani Marmotte, per esempio. Ecco di cosa parlano i miei 3 minuti grezzi di oggi.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Quando ero bambina a casa mia circolavano pochi libri e pochi giornaletti, giusto qualche Topolino e qualche Almanacco quando dovevamo fare il lungo viaggio sulla nave Tirrenia, andare a trovare i parenti che abitavano in continente. Però a casa avevamo il Manuale delle Giovani Marmotte che avevano regalato a mio fratello maschio, mentre a me avevano regalato il Manuale di Nonna Papera. Poi coi soldini miei ero riuscita a comprarmi anche il manuale di Paperinik Il Manuale delle Giovani Marmotte però io lo l'ho divorato da bambina, l'ho letto e riletto, e uno degli oggetti che ricicciava sempre e continuava a comparire tra le pagine del Manuale delle Giovani Marmotte, poi anche occasionalmente nei giornaletti di Topolino che riuscivo a leggere, era un oggetto che era assolutamente affascinante, magico, inimmaginabile nel mondo reale e cioè era il... Come si chiamava il Libro del Gran Mogol o qualcosa del genere. Comunque era un libro dove Qui, Quo e Qua trovavano qualsiasi cosa loro cercassero, guardavano lì e c'era sempre, c'era tutto, tutta la geografia la storia le curiosità le storie dei personaggi informazioni di di notizie eccetera. Ricorda qualcosa tipo Wikipedia in effetti ci ho pensato spesso a questo parallelo tra, in generale Internet e il Manuale del Gran Mogol delle Giovani Marmotte che è uscito dall'immaginazione di chi se l'è inventato quest'oggetto dove trovare tutto, tutto, tutto, tutto ed è uscito fuori dalla pagina ed è invece una realtà. Ehm. Stamattina mentre scorrevo le mie newsletter dove vado a pescare idee, dove leggo le cose che mi interessano, mi ha colpito un altro di questi oggetti uscito da un altro libro, questa volta la Guida degli Autostoppisti nello Spazio. Vi ricordate il pesciolino che si metteva nell'orecchio e che traduceva simultaneamente tutto quanto si sentiva in qualsiasi lingua, lo traduceva nella lingua della persona che lo indossava? E sì, ci sono questi ear bud, sapete quelle cuffie senza filo che sono state... che si possono usare per ascoltare la musica, il telefono, eccetera. Ne hanno fatto un paio che traducono fino a 40 lingue in tempo reale, già diversi anni fa questa questa ditta Timekettle WT2 aveva inventato qualcosa del genere che però traduceva un numero inferiore di lingue. Poi c'era un momento di pausa tra quando si sentiva la voce e quando si traduceva. Ecco, adesso il nuovo prodotto permette di tradurre in tempo reale fino a 40 lingue immediatamente.]]>
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        <![CDATA[Ci sono certi oggetti che da bambina avrei creduto impossibili da realizzare. Oggi li uso tutti i giorni senza nemmeno pensare a quanto siano magici. Prendi il Manuale delle Giovani Marmotte, per esempio. Ecco di cosa parlano i miei 3 minuti grezzi di oggi.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Quando ero bambina a casa mia circolavano pochi libri e pochi giornaletti, giusto qualche Topolino e qualche Almanacco quando dovevamo fare il lungo viaggio sulla nave Tirrenia, andare a trovare i parenti che abitavano in continente. Però a casa avevamo il Manuale delle Giovani Marmotte che avevano regalato a mio fratello maschio, mentre a me avevano regalato il Manuale di Nonna Papera. Poi coi soldini miei ero riuscita a comprarmi anche il manuale di Paperinik Il Manuale delle Giovani Marmotte però io lo l'ho divorato da bambina, l'ho letto e riletto, e uno degli oggetti che ricicciava sempre e continuava a comparire tra le pagine del Manuale delle Giovani Marmotte, poi anche occasionalmente nei giornaletti di Topolino che riuscivo a leggere, era un oggetto che era assolutamente affascinante, magico, inimmaginabile nel mondo reale e cioè era il... Come si chiamava il Libro del Gran Mogol o qualcosa del genere. Comunque era un libro dove Qui, Quo e Qua trovavano qualsiasi cosa loro cercassero, guardavano lì e c'era sempre, c'era tutto, tutta la geografia la storia le curiosità le storie dei personaggi informazioni di di notizie eccetera. Ricorda qualcosa tipo Wikipedia in effetti ci ho pensato spesso a questo parallelo tra, in generale Internet e il Manuale del Gran Mogol delle Giovani Marmotte che è uscito dall'immaginazione di chi se l'è inventato quest'oggetto dove trovare tutto, tutto, tutto, tutto ed è uscito fuori dalla pagina ed è invece una realtà. Ehm. Stamattina mentre scorrevo le mie newsletter dove vado a pescare idee, dove leggo le cose che mi interessano, mi ha colpito un altro di questi oggetti uscito da un altro libro, questa volta la Guida degli Autostoppisti nello Spazio. Vi ricordate il pesciolino che si metteva nell'orecchio e che traduceva simultaneamente tutto quanto si sentiva in qualsiasi lingua, lo traduceva nella lingua della persona che lo indossava? E sì, ci sono questi ear bud, sapete quelle cuffie senza filo che sono state... che si possono usare per ascoltare la musica, il telefono, eccetera. Ne hanno fatto un paio che traducono fino a 40 lingue in tempo reale, già diversi anni fa questa questa ditta Timekettle WT2 aveva inventato qualcosa del genere che però traduceva un numero inferiore di lingue. Poi c'era un momento di pausa tra quando si sentiva la voce e quando si traduceva. Ecco, adesso il nuovo prodotto permette di tradurre in tempo reale fino a 40 lingue immediatamente.]]>
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      <pubDate>Mon, 25 Jan 2021 07:29:45 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 21 Sette religiose</title>
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        <![CDATA[Le religioni degli altri le chiamiamo superstizioni. Io, da non religiosa, trovo affascinante chi crede ai dischi volanti o alle resurrezioni. E sto divorando il podcast Heaven's Gate che racconta la storia della setta religiosa finita nel suicidio di massa con le Nike nere.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Mi sto impallando con le sette religiose. No, non sto diventando io una adepta a nessuna setta religiosa. Solo che da qualche giorno sto ascoltando con vorace attenzione e con vorace intensità un podcast 'Heaven's Gate', un podcast di Glenn Washington, che io seguo da tempo perché mi piace molto il suo podcast Snap Judgement. E in questo che sto ascoltando adesso 'Heaven's Gate', sono una decina di episodi dove parla dei fatti attorno alla setta delle Porte del Paradiso. Io all'epoca quando accadde non seguii molto anche perché non seguivo all'epoca tanto le cose che succedevano nel resto del mondo. Comunque nel 1974 questo tipo si inventa una setta religiosa e alla fine dopo una ventina d'anni nel 1997 tutti gli appartenenti a questa setta religiosa si suicidano, il famoso suicidio di massa con le Nike nere ecc. E il racconto di Glenn Washington è affascinante perché lui è un grande storyteller. E poi quello che rende ancora più affascinante il suo racconto è che lui stesso è cresciuto all'interno di una setta perché quando lui era bambino, i genitori hanno fatto parte di questa setta religiosa. Ecco, le sette religiose mi affascinano perché le trovo assolutamente incomprensibili e quindi, come tutte le cose che non capisco, mi affascinano. Non sono una persona religiosa, quindi per me è molto difficile capire come si possa credere ciecamente in qualsiasi cosa, sia all'astronave che viene a prelevarti, a portarti al prossimo livello, ma anche a qualcuno che risorge dopo tre giorni e ti porta in paradiso o quant'altro. Però diciamo che dal mio punto di vista, di persona che non crede, tutti quelli che credono hanno delle caratteristiche in comune. E così all'improvviso mi è tornata in mente una mia cara amica che purtroppo devo dire ex cara amica perché abbiamo praticamente perso i contatti, perché non parliamo più la stessa lingua. Eravamo molto, molto, molto, molto amiche da ragazzine e all'epoca la sua religione era l'eroina. Poi è riuscita a liberarsi dall'eroina, però è diventata una 'born again Christian', ho cercato questo termine, l'unica cosa che ho trovato in italiano e una 'cristiana rinata'. Comunque forse avete capito di cosa sto parlando. Almeno quando si faceva di eroina era divertente, ci si poteva chiaccherare. Poi una volta che è diventata born again Christian veramente l'ho persa completamente perché è diventato impossibile parlarci. Vabbè, finisco così.]]>
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        <![CDATA[Le religioni degli altri le chiamiamo superstizioni. Io, da non religiosa, trovo affascinante chi crede ai dischi volanti o alle resurrezioni. E sto divorando il podcast Heaven's Gate che racconta la storia della setta religiosa finita nel suicidio di massa con le Nike nere.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Mi sto impallando con le sette religiose. No, non sto diventando io una adepta a nessuna setta religiosa. Solo che da qualche giorno sto ascoltando con vorace attenzione e con vorace intensità un podcast 'Heaven's Gate', un podcast di Glenn Washington, che io seguo da tempo perché mi piace molto il suo podcast Snap Judgement. E in questo che sto ascoltando adesso 'Heaven's Gate', sono una decina di episodi dove parla dei fatti attorno alla setta delle Porte del Paradiso. Io all'epoca quando accadde non seguii molto anche perché non seguivo all'epoca tanto le cose che succedevano nel resto del mondo. Comunque nel 1974 questo tipo si inventa una setta religiosa e alla fine dopo una ventina d'anni nel 1997 tutti gli appartenenti a questa setta religiosa si suicidano, il famoso suicidio di massa con le Nike nere ecc. E il racconto di Glenn Washington è affascinante perché lui è un grande storyteller. E poi quello che rende ancora più affascinante il suo racconto è che lui stesso è cresciuto all'interno di una setta perché quando lui era bambino, i genitori hanno fatto parte di questa setta religiosa. Ecco, le sette religiose mi affascinano perché le trovo assolutamente incomprensibili e quindi, come tutte le cose che non capisco, mi affascinano. Non sono una persona religiosa, quindi per me è molto difficile capire come si possa credere ciecamente in qualsiasi cosa, sia all'astronave che viene a prelevarti, a portarti al prossimo livello, ma anche a qualcuno che risorge dopo tre giorni e ti porta in paradiso o quant'altro. Però diciamo che dal mio punto di vista, di persona che non crede, tutti quelli che credono hanno delle caratteristiche in comune. E così all'improvviso mi è tornata in mente una mia cara amica che purtroppo devo dire ex cara amica perché abbiamo praticamente perso i contatti, perché non parliamo più la stessa lingua. Eravamo molto, molto, molto, molto amiche da ragazzine e all'epoca la sua religione era l'eroina. Poi è riuscita a liberarsi dall'eroina, però è diventata una 'born again Christian', ho cercato questo termine, l'unica cosa che ho trovato in italiano e una 'cristiana rinata'. Comunque forse avete capito di cosa sto parlando. Almeno quando si faceva di eroina era divertente, ci si poteva chiaccherare. Poi una volta che è diventata born again Christian veramente l'ho persa completamente perché è diventato impossibile parlarci. Vabbè, finisco così.]]>
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      <pubDate>Sun, 24 Jan 2021 09:11:29 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 20 In spiaggia</title>
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        <![CDATA[Poter essere in spiaggia in 10 minuti è un lusso, me ne rendo conto. La spiaggia del Poetto è uno dei miei posti del cuore. Anche d'inverno, quando fa freddo e le ragazzine sopra gli skateboard allargano le braccia come vele per farsi spingere dalle raffiche di vento. Giuro, l'ho visto ieri!<br><br>TRASCRIZIONE<br>La spiaggia è uno dei motivi per cui sono tornata a Cagliari. La gente che ha sempre vissuto qua non se ne rende conto della fortuna che ha la mia città, che in pochi minuti sei in spiaggia. Anche quando stavo a Melbourne c'era la spiaggia, però lì la città è gigantesca, le distanze sono incredibili e per arrivare in spiaggia mi occorreva 40 minuti e poi una volta arrivata lì in spiaggia, non c'era assolutamente niente nella spiaggia, appunto perché le spiagge non sono attrezzate, ma non c'era nemmeno, non c'era nemmeno un bar. Qui a Cagliari è tutto diverso. Qui a Cagliari quasi tutti i giorni vado in spiaggia a fare una passeggiata. Anche ieri, ieri pomeriggio, prima che facesse buio, faceva freddo, quindi avevo la giacca, i guanti. Però la sensazione di camminare sulla sabbia è fantastica. E poi una volta arrivata lì ti si apre tutto l'orizzonte. E c'è un sacco di gente. Perché negli ultimi anni la gente ha abbracciato l'idea che si esca a passeggiare non solo d'estate, ma anche quando fa freddo. E così la spiaggia era ben popolata, dalle piste dove si corre e dove si cammina, a quelle che costeggiano la spiaggia, c'erano persone che correvano, andavano in bicicletta, sui pattini, due ragazzine sugli skate che, siccome c'era molto vento, erano in piedi sulla tavola dello skateboard e si facevano portare dal vento. Avevano le braccia allargate, si facevano, e le usavano come una vela. In mare c'erano tantissimi windsurf e c'erano anche dei surf e sulla spiaggia c'erano poi delle persone. A un certo punto sono passate delle persone a cavallo e poi c'erano persone come me che passeggiavano e si godevano l'aria, l'aria aperta, le nuvole che si muovevano nel cielo. C'era molto vento, quindi sapevamo tutti che appena avesse un po' smesso il vento forse avrebbe anche piovuto. Però era era bello stare così. E quando si torna a casa poi c'è questa sensazione di libertà e anche quando poi ti togli i pantaloni, i jeans, e nel risvolto c'è tutta la sabbia che ti cade, che ti cade per terra, anche se poi la devi raccogliere, la devi pulire, però sai com'è e come quando prendi un libro che ti piace tanto e che non leggi da tanto tempo, lo apri e dentro ci sono dei granelli di sabbia, perché l'ultima volta che l'hai letto è stato in spiaggia, sotto il sole, sdraiata. Ecco, io non vedo l'ora che torni l'estate, perché l'estate scorsa mi sono divertita e c'è stato un momento di sospensione della pandemia. Adesso invece la pandemia pare sia rientrata e a partire da domani la Sardegna sarà zona arancione. Non so ancora cosa significhi, devo andare a leggermi il giornale. Eh vabbè, oggi finiamo così su una nota arancione.]]>
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        <![CDATA[Poter essere in spiaggia in 10 minuti è un lusso, me ne rendo conto. La spiaggia del Poetto è uno dei miei posti del cuore. Anche d'inverno, quando fa freddo e le ragazzine sopra gli skateboard allargano le braccia come vele per farsi spingere dalle raffiche di vento. Giuro, l'ho visto ieri!<br><br>TRASCRIZIONE<br>La spiaggia è uno dei motivi per cui sono tornata a Cagliari. La gente che ha sempre vissuto qua non se ne rende conto della fortuna che ha la mia città, che in pochi minuti sei in spiaggia. Anche quando stavo a Melbourne c'era la spiaggia, però lì la città è gigantesca, le distanze sono incredibili e per arrivare in spiaggia mi occorreva 40 minuti e poi una volta arrivata lì in spiaggia, non c'era assolutamente niente nella spiaggia, appunto perché le spiagge non sono attrezzate, ma non c'era nemmeno, non c'era nemmeno un bar. Qui a Cagliari è tutto diverso. Qui a Cagliari quasi tutti i giorni vado in spiaggia a fare una passeggiata. Anche ieri, ieri pomeriggio, prima che facesse buio, faceva freddo, quindi avevo la giacca, i guanti. Però la sensazione di camminare sulla sabbia è fantastica. E poi una volta arrivata lì ti si apre tutto l'orizzonte. E c'è un sacco di gente. Perché negli ultimi anni la gente ha abbracciato l'idea che si esca a passeggiare non solo d'estate, ma anche quando fa freddo. E così la spiaggia era ben popolata, dalle piste dove si corre e dove si cammina, a quelle che costeggiano la spiaggia, c'erano persone che correvano, andavano in bicicletta, sui pattini, due ragazzine sugli skate che, siccome c'era molto vento, erano in piedi sulla tavola dello skateboard e si facevano portare dal vento. Avevano le braccia allargate, si facevano, e le usavano come una vela. In mare c'erano tantissimi windsurf e c'erano anche dei surf e sulla spiaggia c'erano poi delle persone. A un certo punto sono passate delle persone a cavallo e poi c'erano persone come me che passeggiavano e si godevano l'aria, l'aria aperta, le nuvole che si muovevano nel cielo. C'era molto vento, quindi sapevamo tutti che appena avesse un po' smesso il vento forse avrebbe anche piovuto. Però era era bello stare così. E quando si torna a casa poi c'è questa sensazione di libertà e anche quando poi ti togli i pantaloni, i jeans, e nel risvolto c'è tutta la sabbia che ti cade, che ti cade per terra, anche se poi la devi raccogliere, la devi pulire, però sai com'è e come quando prendi un libro che ti piace tanto e che non leggi da tanto tempo, lo apri e dentro ci sono dei granelli di sabbia, perché l'ultima volta che l'hai letto è stato in spiaggia, sotto il sole, sdraiata. Ecco, io non vedo l'ora che torni l'estate, perché l'estate scorsa mi sono divertita e c'è stato un momento di sospensione della pandemia. Adesso invece la pandemia pare sia rientrata e a partire da domani la Sardegna sarà zona arancione. Non so ancora cosa significhi, devo andare a leggermi il giornale. Eh vabbè, oggi finiamo così su una nota arancione.]]>
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      <pubDate>Sat, 23 Jan 2021 07:34:14 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Poter essere in spiaggia in 10 minuti è un lusso, me ne rendo conto. La spiaggia del Poetto è uno dei miei posti del cuore. Anche d'inverno, quando fa freddo e le ragazzine sopra gli skateboard allargano le braccia come vele per farsi spingere dalle raffi</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 19 Studiare il giapponese</title>
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        <![CDATA[Persino l'ordine del suono delle vocali è diverso da quello dell'alfabeto latino: a, i, u, e, o. Insomma, imparare il giapponese non è una passeggiata. Ma d'altra parte nessuno aveva detto di voler passeggiare, no?<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]</b><br>Ogni tanto, quando guardiamo gli anime, mio figlio mi chiede "Mamma, mamma, cosa c'è scritto lì?" quando appare qualche scritta in giapponese. Lui non si rende conto che anche se sto studiando il giapponese da quasi due mesi, adesso sono ancora al livello che ogni tanto riesco a riconoscere un segno, non dico lettera perché non sono lettere, sono segni. Ogni tanto riesco a riconoscere "Ah! quella è una A, quello significa MU, quello significa SU, SO", ecc. Perché il giapponese è una lingua difficilissima. Perché? Perché ho iniziato a studiare giapponese? Perché?<br><br>Vabbè. Prima di tutto perché sono affascinata dalla cultura giapponese e dalla letteratura giapponese e mi piacciono tantissimo sia i manga che gli anime. Ho già parlato nei miei 3 minuti grezzi del mio amore per <b><a href="https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-8-lupin" rel="noreferrer noopener">Lupin III</a></b>, e poi perché volevo, una nuova sfida da affrontare, anche perché ho letto che per rimanere giovani nel cervello, per non farsi venire l'Alzheimer, una delle cose che si possono fare è quella di fare delle cose nuove, sempre, cose che sono difficili, che non sappiamo fare e che richiedono ma richiedono energia, richiedono, richiedono impegno.<br><br>Ecco, ho pensato, tra le varie cose, ho deciso di iniziare a studiare il giapponese. Lo faccio da casa, naturalmente. Ho dapprima scaricato un paio di app, di quelle gratuite, alcune le usavo già, però mi sono resa conto che stavo semplicemente imparando in modo così, come una scimmia stavo ripetendo parole senza però conoscerne il significato e soprattutto senza sapere niente della grammatica eccetera. Poi ho trovato questa app fantastica che si chiama <b><a href="https://www.humanjapanese.com/" rel="noreferrer noopener">Human Japanese</a></b>, che non solo ti dà le basi della lingua, le dà in modo molto, molto complesso, anche molto profondo, che se una persona non ha mai studiato lingue e non ha mai studiato, non ha mai fatto linguistica, non conosce la grammatica, è difficile. Ma siccome grazie a Dio e grazie agli esami che ho dato all'università con la professoressa Loi Corvetto, mitica ho studiato sia grammatica che linguistica, già parlo un paio di lingue, quindi a me agevola invece il compito.<br><br>Detto ciò, il giapponese rimane una lingua difficilissima, e una lingua fantastica, io sto andando sempre in giro sia con l'app nel cellulare che nel mio tablet e quando ho un po' di tempo, ad esempio quando accompagno mia mamma all'ospedale a fare le visite di routine, io mi metto lì quelle due 3 ore, ta-ta-ta, ta-ta-ta io mi faccio tutti i miei esercizi di giapponese, imparando non solo a scrivere i segni, ma anche a scriverli partendo dalla parte giusta, dal verso giusto. Bellissimo. Divertentissimo. Ecco, oggi finisco così.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Sometimes when we watch anime, my son asks me "Mom, mommy, what's written there?" when some writing in Japanese appears. He doesn't realize that even though I've been studying Japanese for almost two months, now I'm still at the level that every now and then I can recognize a sign, I don't say letter because they're not letters, they're signs. Every now and then I can recognize "Ah! that's an A, that means MU, that means SU, SO", etc. Because Japanese is a very difficult language.<br><br>Why? Why did I start learning Japanese? Why? Alright. First of all because I'm fascinated by Japanese culture and Japanese literature and I really like both manga and anime. I have already spoken in my podcast of my love for <b><a href="https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-8-lupin" rel="noreferrer noopener">Lupin III</a></b>, and then because I wanted a new challenge to face, also because I have read that to stay young in the brain, not to get Alzheimer's, one of the things one can do is to do new things, always, things that are difficult, that we don't know how to do and that require but require energy, require, require commitment.<br><br>Well, I thought, among other things, I've decided to start learning Japanese. I do it from home, of course. I first downloaded a couple of apps, the free ones, I already used some of them, but I realized that I was simply learning like this, like a monkey I was repeating words without knowing their meaning and above all without knowing anything about grammar etc.<br><br>Then I found this fantastic app called <b><a href="https://www.humanjapanese.com/" rel="noreferrer noopener">Human Japanese</a></b>, which not only gives you the basics of the language, it gives them in a very, very complex, even very profound way, that if a person has never studied languages ​​and has never studied, never done linguistics, doesn't know grammar, it's difficult.<br><br>But since thanks to God and thanks to the exams I took at university with legendary Professor Loi Corvetto, I studied both grammar and linguistics, I already speak a couple of languages, so it makes the task easier for me. Having said that, Japanese remains a very difficult language, and a fantastic language, I'm always walking around both with the app on my phone and on my tablet and when I have some free time, for example when I take my mother to the hospital to make routine visits, I put myself there for those two 3 hours, ta-ta-ta, ta-ta-ta I do all my Japanese exercises, learning not only to write the signs, but also to write them starting on the right side, on the right side. Beautiful. Very funny. Here, today I finish like this.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Persino l'ordine del suono delle vocali è diverso da quello dell'alfabeto latino: a, i, u, e, o. Insomma, imparare il giapponese non è una passeggiata. Ma d'altra parte nessuno aveva detto di voler passeggiare, no?<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]</b><br>Ogni tanto, quando guardiamo gli anime, mio figlio mi chiede "Mamma, mamma, cosa c'è scritto lì?" quando appare qualche scritta in giapponese. Lui non si rende conto che anche se sto studiando il giapponese da quasi due mesi, adesso sono ancora al livello che ogni tanto riesco a riconoscere un segno, non dico lettera perché non sono lettere, sono segni. Ogni tanto riesco a riconoscere "Ah! quella è una A, quello significa MU, quello significa SU, SO", ecc. Perché il giapponese è una lingua difficilissima. Perché? Perché ho iniziato a studiare giapponese? Perché?<br><br>Vabbè. Prima di tutto perché sono affascinata dalla cultura giapponese e dalla letteratura giapponese e mi piacciono tantissimo sia i manga che gli anime. Ho già parlato nei miei 3 minuti grezzi del mio amore per <b><a href="https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-8-lupin" rel="noreferrer noopener">Lupin III</a></b>, e poi perché volevo, una nuova sfida da affrontare, anche perché ho letto che per rimanere giovani nel cervello, per non farsi venire l'Alzheimer, una delle cose che si possono fare è quella di fare delle cose nuove, sempre, cose che sono difficili, che non sappiamo fare e che richiedono ma richiedono energia, richiedono, richiedono impegno.<br><br>Ecco, ho pensato, tra le varie cose, ho deciso di iniziare a studiare il giapponese. Lo faccio da casa, naturalmente. Ho dapprima scaricato un paio di app, di quelle gratuite, alcune le usavo già, però mi sono resa conto che stavo semplicemente imparando in modo così, come una scimmia stavo ripetendo parole senza però conoscerne il significato e soprattutto senza sapere niente della grammatica eccetera. Poi ho trovato questa app fantastica che si chiama <b><a href="https://www.humanjapanese.com/" rel="noreferrer noopener">Human Japanese</a></b>, che non solo ti dà le basi della lingua, le dà in modo molto, molto complesso, anche molto profondo, che se una persona non ha mai studiato lingue e non ha mai studiato, non ha mai fatto linguistica, non conosce la grammatica, è difficile. Ma siccome grazie a Dio e grazie agli esami che ho dato all'università con la professoressa Loi Corvetto, mitica ho studiato sia grammatica che linguistica, già parlo un paio di lingue, quindi a me agevola invece il compito.<br><br>Detto ciò, il giapponese rimane una lingua difficilissima, e una lingua fantastica, io sto andando sempre in giro sia con l'app nel cellulare che nel mio tablet e quando ho un po' di tempo, ad esempio quando accompagno mia mamma all'ospedale a fare le visite di routine, io mi metto lì quelle due 3 ore, ta-ta-ta, ta-ta-ta io mi faccio tutti i miei esercizi di giapponese, imparando non solo a scrivere i segni, ma anche a scriverli partendo dalla parte giusta, dal verso giusto. Bellissimo. Divertentissimo. Ecco, oggi finisco così.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Sometimes when we watch anime, my son asks me "Mom, mommy, what's written there?" when some writing in Japanese appears. He doesn't realize that even though I've been studying Japanese for almost two months, now I'm still at the level that every now and then I can recognize a sign, I don't say letter because they're not letters, they're signs. Every now and then I can recognize "Ah! that's an A, that means MU, that means SU, SO", etc. Because Japanese is a very difficult language.<br><br>Why? Why did I start learning Japanese? Why? Alright. First of all because I'm fascinated by Japanese culture and Japanese literature and I really like both manga and anime. I have already spoken in my podcast of my love for <b><a href="https://www.spreaker.com/user/cristinamarras/3-grezzi-ep-8-lupin" rel="noreferrer noopener">Lupin III</a></b>, and then because I wanted a new challenge to face, also because I have read that to stay young in the brain, not to get Alzheimer's, one of the things one can do is to do new things, always, things that are difficult, that we don't know how to do and that require but require energy, require, require commitment.<br><br>Well, I thought, among other things, I've decided to start learning Japanese. I do it from home, of course. I first downloaded a couple of apps, the free ones, I already used some of them, but I realized that I was simply learning like this, like a monkey I was repeating words without knowing their meaning and above all without knowing anything about grammar etc.<br><br>Then I found this fantastic app called <b><a href="https://www.humanjapanese.com/" rel="noreferrer noopener">Human Japanese</a></b>, which not only gives you the basics of the language, it gives them in a very, very complex, even very profound way, that if a person has never studied languages ​​and has never studied, never done linguistics, doesn't know grammar, it's difficult.<br><br>But since thanks to God and thanks to the exams I took at university with legendary Professor Loi Corvetto, I studied both grammar and linguistics, I already speak a couple of languages, so it makes the task easier for me. Having said that, Japanese remains a very difficult language, and a fantastic language, I'm always walking around both with the app on my phone and on my tablet and when I have some free time, for example when I take my mother to the hospital to make routine visits, I put myself there for those two 3 hours, ta-ta-ta, ta-ta-ta I do all my Japanese exercises, learning not only to write the signs, but also to write them starting on the right side, on the right side. Beautiful. Very funny. Here, today I finish like this.<br><br>]]>
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      <pubDate>Fri, 22 Jan 2021 07:34:29 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 18 Politica</title>
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        <![CDATA[Non seguirei mai la cerimonia per l'insediamento di una carica della politica italiana. E non riuscivo a staccare gli occhi dallo schermo, e mi sono commossa, guardando l'insediamento del nuovo Presidente degli USA. E non riesco a capire perché.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Non lo so perché me ne frega tanto della politica degli Stati Uniti. Eppure sono rimasta incollata a guardare l'insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. La cosa che me ne freghi così tanto della politica degli Stati Uniti è ancora più più buffa se si pensa che la politica non mi interessa particolarmente. Diciamo che mi interessa più l'aspetto culturale della politica e soprattutto il fatto che non mi interessa e so pochissimo e evito come la peste la politica italiana. Proprio un giorno fa, due giorni fa, si stava consumando il dramma della richiesta della fiducia all'attuale governo Conte e io mi sono limitata a leggere poi i titoli sui giornali. Il giorno dopo, invece, per l'insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti ero incollata allo schermo e mi sono commossa. Io che non piango mai, nemmeno al cinema. Invece mi sono commossa quando hanno cantato le canzoni, e i discorsi, e la giovane poetessa e il capo, mi ricordo chi, che ha fatto il giuramento usando non solo la voce ma anche il linguaggio dei segni. Ci sono cose che mi hanno commosso. E io mi chiedo, ma perché me ne frega così? Ma cosa me ne frega a me degli Stati Uniti che è vero che sono la potenza mondiale, che hanno anche un impatto, in tutto, non solo sull'Italia ma anche sugli altri Paesi dove ho vissuto, quindi è normale magari che me ne fossi interessata. No, ma non riesco nemmeno a capirlo. Non lo so nemmeno io. E non è solo questa grande cerimonia, con tutte le star che cantano, eccetera. Da sempre io la seguo, da da molti anni, e ogni giorno tra i miei podcast ascolto i commentatori della vita politica americana, mio feed di Stitcher, che è l'app che uso per ascoltare i miei podcast, ai primi posti, e ascoltati tutti i giorni, ci sono Rachel Maddow, Chris Hayes, Anderson Cooper, Steven Colbert, Seth Meyers, tutte persone che negli ultimi quattro anni hanno tagliato e cucito la camicetta addosso al vecchio presidente. E io l'ascoltavo e continuo ad ascoltarli con con voracità. E io non lo so mica perché lo faccio. Forse per staccarmi dal mondo della politica italiana che non riesco a capire, non riesco a seguire. Fondamentalmente mi fa paura perché mi sembra allucinato e allucinante. Ma forse dico questo perché non lo conosco, non lo so. Ma forse perché guardare la politica degli Stati Uniti da lontano è come guardare un film. Cose che non mi riguardano immediatamente da vicino, mentre quelle che succedono in Italia mi riguardano più da vicino. Ecco, ho finito i miei 3 minuti grezzi.]]>
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        <![CDATA[Non seguirei mai la cerimonia per l'insediamento di una carica della politica italiana. E non riuscivo a staccare gli occhi dallo schermo, e mi sono commossa, guardando l'insediamento del nuovo Presidente degli USA. E non riesco a capire perché.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Non lo so perché me ne frega tanto della politica degli Stati Uniti. Eppure sono rimasta incollata a guardare l'insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. La cosa che me ne freghi così tanto della politica degli Stati Uniti è ancora più più buffa se si pensa che la politica non mi interessa particolarmente. Diciamo che mi interessa più l'aspetto culturale della politica e soprattutto il fatto che non mi interessa e so pochissimo e evito come la peste la politica italiana. Proprio un giorno fa, due giorni fa, si stava consumando il dramma della richiesta della fiducia all'attuale governo Conte e io mi sono limitata a leggere poi i titoli sui giornali. Il giorno dopo, invece, per l'insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti ero incollata allo schermo e mi sono commossa. Io che non piango mai, nemmeno al cinema. Invece mi sono commossa quando hanno cantato le canzoni, e i discorsi, e la giovane poetessa e il capo, mi ricordo chi, che ha fatto il giuramento usando non solo la voce ma anche il linguaggio dei segni. Ci sono cose che mi hanno commosso. E io mi chiedo, ma perché me ne frega così? Ma cosa me ne frega a me degli Stati Uniti che è vero che sono la potenza mondiale, che hanno anche un impatto, in tutto, non solo sull'Italia ma anche sugli altri Paesi dove ho vissuto, quindi è normale magari che me ne fossi interessata. No, ma non riesco nemmeno a capirlo. Non lo so nemmeno io. E non è solo questa grande cerimonia, con tutte le star che cantano, eccetera. Da sempre io la seguo, da da molti anni, e ogni giorno tra i miei podcast ascolto i commentatori della vita politica americana, mio feed di Stitcher, che è l'app che uso per ascoltare i miei podcast, ai primi posti, e ascoltati tutti i giorni, ci sono Rachel Maddow, Chris Hayes, Anderson Cooper, Steven Colbert, Seth Meyers, tutte persone che negli ultimi quattro anni hanno tagliato e cucito la camicetta addosso al vecchio presidente. E io l'ascoltavo e continuo ad ascoltarli con con voracità. E io non lo so mica perché lo faccio. Forse per staccarmi dal mondo della politica italiana che non riesco a capire, non riesco a seguire. Fondamentalmente mi fa paura perché mi sembra allucinato e allucinante. Ma forse dico questo perché non lo conosco, non lo so. Ma forse perché guardare la politica degli Stati Uniti da lontano è come guardare un film. Cose che non mi riguardano immediatamente da vicino, mentre quelle che succedono in Italia mi riguardano più da vicino. Ecco, ho finito i miei 3 minuti grezzi.]]>
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      <pubDate>Thu, 21 Jan 2021 06:46:19 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Non seguirei mai la cerimonia per l'insediamento di una carica della politica italiana. E non riuscivo a staccare gli occhi dallo schermo, e mi sono commossa, guardando l'insediamento del nuovo Presidente degli USA. E non riesco a capire perché.TRASCRIZIO</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 17 No intro</title>
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        <![CDATA[No intro, no spoilers. Dritto al sodo. Prendendo gli ascoltatori per il colletto e trascinandoli dentro il racconto. Io i miei podcast cerco di iniziarli così, perché così mi piace ascoltare quelli fatti dagli altri.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Bisogna andare subito al sodo, evitando giri di parole e evitando introduzioni. Ecco, questo è un esempio di come andare subito al sodo. Pensate un po' come sarebbe stato differente l'inizio di questi 3 minuti grezzi se io avessi detto: "Buongiorno. Oggi parleremo di come iniziare un podcast senza far morire di noia le persone che ascoltano." Ecco, questo è un esempio di come non iniziare o vabbè, alcuni iniziano così, a volte si può anche iniziare così, però in linea di massima diciamo che dire a qualcuno 'oggi parleremo di' è una perdita di tempo, perché facciamo prima se mi dici direttamente quello che mi vuoi dire anziché annunciarlo. Questo soprattutto in quei podcast che hanno un certo taglio, cioè quelli più intimi, quelli che noi quando li ascoltiamo non ci immaginiamo una persona davanti al microfono che parla alle folle, quindi che che fa all'oratorio o l'oratrice, ma ci immaginiamo piuttosto un amico che ci parla a fianco, qualcuno che ci parla al telefono, e quando noi parliamo al telefono con un amico o con un'amica non è che diciamo 'ah aspetta ora ti parlerò di', diciamo direttamente quello che vogliamo dire. Ed è questa immediatezza, soprattutto all'inizio di un podcast che a me affascina e che è anche qualcosa, una tecnica che io cerco di adottare. Eh ehm. Mi scrivo anch'io le mie intro perché gli intro mi servono anche per mettere a posto le idee, per mettere insieme i pensieri. E questa è una cosa che faccio anche quando scrivo per la pubblicazione di cose scritte non di audio. Io mi faccio le mie belle intro, però poi le cancello, le tolgo completamente o al massimo il paragrafo lo sposto alla fine lo uso come paragrafo di conclusione. Ehm, è la stessa cosa anche quando scrivo delle lettere, quando scrivo delle e-mail, il primo paragrafo solitamente è aria fritta, è una cosa che mi serve più che altro per mettere a posto le idee. L'importante poi fare la revisione è metterlo alla fine. A me dà molto fastidio quando inizio ad ascoltare un podcast e ci sono prima le sigle, poi ci sono le sigle delle sigle dove si ringraziano tutte queste cose qua. Poi oggi parleremo di ma è già spoilerato tutto, ma è già raccontato tutto che ti mette ad ascoltare? Cioè sorprendi, mi prendimi per il colletto e tirami dentro dentro il tuo racconto, fammi drizzare le orecchie perché ho sentito una cosa che non mi aspettavo di sentire. Ecco, smettiamola di fare queste lunghe introduzioni e andiamo direttamente al sodo.]]>
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        <![CDATA[No intro, no spoilers. Dritto al sodo. Prendendo gli ascoltatori per il colletto e trascinandoli dentro il racconto. Io i miei podcast cerco di iniziarli così, perché così mi piace ascoltare quelli fatti dagli altri.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Bisogna andare subito al sodo, evitando giri di parole e evitando introduzioni. Ecco, questo è un esempio di come andare subito al sodo. Pensate un po' come sarebbe stato differente l'inizio di questi 3 minuti grezzi se io avessi detto: "Buongiorno. Oggi parleremo di come iniziare un podcast senza far morire di noia le persone che ascoltano." Ecco, questo è un esempio di come non iniziare o vabbè, alcuni iniziano così, a volte si può anche iniziare così, però in linea di massima diciamo che dire a qualcuno 'oggi parleremo di' è una perdita di tempo, perché facciamo prima se mi dici direttamente quello che mi vuoi dire anziché annunciarlo. Questo soprattutto in quei podcast che hanno un certo taglio, cioè quelli più intimi, quelli che noi quando li ascoltiamo non ci immaginiamo una persona davanti al microfono che parla alle folle, quindi che che fa all'oratorio o l'oratrice, ma ci immaginiamo piuttosto un amico che ci parla a fianco, qualcuno che ci parla al telefono, e quando noi parliamo al telefono con un amico o con un'amica non è che diciamo 'ah aspetta ora ti parlerò di', diciamo direttamente quello che vogliamo dire. Ed è questa immediatezza, soprattutto all'inizio di un podcast che a me affascina e che è anche qualcosa, una tecnica che io cerco di adottare. Eh ehm. Mi scrivo anch'io le mie intro perché gli intro mi servono anche per mettere a posto le idee, per mettere insieme i pensieri. E questa è una cosa che faccio anche quando scrivo per la pubblicazione di cose scritte non di audio. Io mi faccio le mie belle intro, però poi le cancello, le tolgo completamente o al massimo il paragrafo lo sposto alla fine lo uso come paragrafo di conclusione. Ehm, è la stessa cosa anche quando scrivo delle lettere, quando scrivo delle e-mail, il primo paragrafo solitamente è aria fritta, è una cosa che mi serve più che altro per mettere a posto le idee. L'importante poi fare la revisione è metterlo alla fine. A me dà molto fastidio quando inizio ad ascoltare un podcast e ci sono prima le sigle, poi ci sono le sigle delle sigle dove si ringraziano tutte queste cose qua. Poi oggi parleremo di ma è già spoilerato tutto, ma è già raccontato tutto che ti mette ad ascoltare? Cioè sorprendi, mi prendimi per il colletto e tirami dentro dentro il tuo racconto, fammi drizzare le orecchie perché ho sentito una cosa che non mi aspettavo di sentire. Ecco, smettiamola di fare queste lunghe introduzioni e andiamo direttamente al sodo.]]>
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      <pubDate>Wed, 20 Jan 2021 06:31:57 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 16 Al cinema da sola</title>
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        <![CDATA[Tra tutte le cose che adesso sono proibite e impossibili, andare al cinema mi sa che è una di quelle che mi stanno mancando di più. Oggi i miei 3 minuti senza editing li dedico ai vecchi cinema che frequentavo da ragazzina (che a volte i film non me li facevano proprio vedere).<br><br>TRASCRIZIONE<br>Dio! Quanto mi manca il cinema! E infatti credo di non essere rimasta mai così tanto tempo senza andare al cinema. L'ultimo film che ho visto dentro una sala cinematografica è stato lo scorso anno 'Jojo Rabbit', l'ultimo film che ho visto, però era all'aperto, è stato l'Agnello alla Manifattura Tabacchi di Cagliari. Mi manca tantissimo. Io sono abituata a andare al cinema molto di frequente. Andare al cinema è sempre stata una delle mie passioni, fin da quando ero ragazzina. Mi ricordo certe domeniche, certi giorni festivi, che io trascorrevo chiusa dentro uno dei cinema della città, i cinema alternativi, i cineforum. E siccome già da ragazzina avevo dei gusti abbastanza pallosi [RIDE] per quanto riguarda i film, non trovavo spesso persone disposte ad accompagnarmi. E così, fin da ragazzina ho sviluppato questa abitudine di andare al cinema da sola, e poi col tempo ho cominciato a godere di questa abitudine, perché mi lasciava il tempo per pensare, per riflettere. E comunque non mi è mai importato, non l'ho mai vissuta come una punizione l'andare al cinema da sola, anzi una gioia. Ricordo che uno dei film che cercai di vedere da ragazzina, avevo probabilmente 15 anni, o forse 14, no, forse 15. era ad uno dei cinema parrocchiali, che però non era un cinema parrocchiale, era era gestito da una un prete, però faceva vedere film tutt'altro che parrocchiali. Era il cinema 'San Michele' per chi conosce Cagliari sa di cosa sto parlando, il vecchio cinema 'San Michele', di Guidubaldi. Ehm. Ricordo che un pomeriggio di questi, un pomeriggio di domenica, io andai e cercai di intrufolarmi per vedere un film di Antonioni, Michelangelo Antonioni, e il film era 'Il deserto di Zabriskie Point'. Non sapevo assolutamente niente del film, avevo sentito parlare di Antonioni, però sapevo che era un film che volevo assolutamente vedere. E arrivata lì, al botteghino, non mi fecero entrare perché era un film vietato ai minori. Ora non ricordo se fosse vietato ai minori di diciott'anni, ma non credo. Probabilmente era vietato ai minori di 16 anni e a me mancavano un paio di mesi o qualcosa del genere. Ero quasi li lì per avere l'età giusta per vederlo. Però mi mandarono via e non me lo fecero vedere. Mi presi la rivincita andandolo a vedere quando poi raggiunsi l'età giusta. Hanno riaperto i musei. Speriamo adesso riaprano i cinema e i teatri.]]>
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      <pubDate>Tue, 19 Jan 2021 07:04:38 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 15 Pulizie di casa</title>
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        <![CDATA[Certo che mi piace avere la casa ordinata e pulita. Quello che mi piace meno è fare le pulizie di casa. Per fortuna la tecnologia mi viene in aiuto tenendomi compagnia. Non cercatemi per le prossime ore!<br><br>TRASCRIZIONE<br>Diciamo che il mio rapporto con la pulizia della casa, e le faccende di casa in generale, è ambivalente. Mi piace avere la casa pulita, adoro vedere tutte le cose in ordine. Però ogni volta che mi devo mettere a pulire, a riordinare eccetera, eh, [RIDE] trovo sempre qualcosa che mi distrae e che è più importante in quel momento. Spesso riesco a nascondermi dietro il lavoro, o lavoro tra virgolette, che poi sono cose che faccio per me. Però arriva sempre quel punto di rottura, quando beh, mi devo un po' mettere a fare le pulizie di casa. Ehm. Io ho sempre avuto questo rapporto un po' ambivalente con il riordinare e il pulire, eccetera. Fin da quando ero ragazzina e ricordo che mia madre gridava "Cristina, devi metterti a posto la stanza!" e il tutto veniva reso ancora più complicato dal fatto che mio fratello invece è sempre stata una persona ordinatissima, pulitissima. Lui si alzava e la prima cosa che faceva si rifaceva il letto, figurati cioè da adolescenti chi che si rifaceva il letto? Sicuramente non io, o cercavo di non rifarmelo finché non c'ero costretta, e invece lui è sempre stato una persona molto ordinata, quindi secondo me è una cosa genetica, così ci si nasce. Però, ripeto, ogni tanto mi tocca, quindi mi preparo. Come faccio a fare? Cosa faccio quando devo fare le faccende? Mi mi prendo 1 ora, 2 ore, una mattina. La prima cosa che faccio è cercarmi un podcast da ascoltare mentre faccio le pulizie. E questa operazione già è, se non faccio attenzione è una di quelle che rischia di distrarmi, che poi trascorro 1 ora a cercare il podcast ideale da ascoltare, che il podcast per le pulizie deve essere un podcast in diverse puntate, che io posso ascoltare una dopo l'altra, quindi mi fa passare il tempo senza rendermi conto che sto, che sto facendo le pulizie, e poi, secondo il tipo di pulizia che devo fare, ad esempio se devo uscire fuori a togliere i panni, a stendere quelli nuovi perché ho anche fatto la lavatrice, mi devo mettere le cuffie perché nella strada dove io abito spesso c'è molto rumore, per cui rischierei di non sentire, di perdermi i pezzi del podcast. Oggi è tardissimo, faccio i miei 3 minuti gratis, tardissimo perché appunto mi sono attardata a cercare il podcast, perché oggi mi tocca, oggi devo, devo mettere a posto. A proposito, mi sta venendo la mezza idea di acquistare, sapete quei quegli aspirapolvere robot che vanno in giro e che puliscono da soli? Mi sta venendo la mezza idea di acquistarne uno, quindi dopo fatte le pulizie mi sa che farò un po di ricerche su internet per vedere quelle che sono le offerte sul mercato. Vabbè, passo e chiudo.]]>
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        <![CDATA[Certo che mi piace avere la casa ordinata e pulita. Quello che mi piace meno è fare le pulizie di casa. Per fortuna la tecnologia mi viene in aiuto tenendomi compagnia. Non cercatemi per le prossime ore!<br><br>TRASCRIZIONE<br>Diciamo che il mio rapporto con la pulizia della casa, e le faccende di casa in generale, è ambivalente. Mi piace avere la casa pulita, adoro vedere tutte le cose in ordine. Però ogni volta che mi devo mettere a pulire, a riordinare eccetera, eh, [RIDE] trovo sempre qualcosa che mi distrae e che è più importante in quel momento. Spesso riesco a nascondermi dietro il lavoro, o lavoro tra virgolette, che poi sono cose che faccio per me. Però arriva sempre quel punto di rottura, quando beh, mi devo un po' mettere a fare le pulizie di casa. Ehm. Io ho sempre avuto questo rapporto un po' ambivalente con il riordinare e il pulire, eccetera. Fin da quando ero ragazzina e ricordo che mia madre gridava "Cristina, devi metterti a posto la stanza!" e il tutto veniva reso ancora più complicato dal fatto che mio fratello invece è sempre stata una persona ordinatissima, pulitissima. Lui si alzava e la prima cosa che faceva si rifaceva il letto, figurati cioè da adolescenti chi che si rifaceva il letto? Sicuramente non io, o cercavo di non rifarmelo finché non c'ero costretta, e invece lui è sempre stato una persona molto ordinata, quindi secondo me è una cosa genetica, così ci si nasce. Però, ripeto, ogni tanto mi tocca, quindi mi preparo. Come faccio a fare? Cosa faccio quando devo fare le faccende? Mi mi prendo 1 ora, 2 ore, una mattina. La prima cosa che faccio è cercarmi un podcast da ascoltare mentre faccio le pulizie. E questa operazione già è, se non faccio attenzione è una di quelle che rischia di distrarmi, che poi trascorro 1 ora a cercare il podcast ideale da ascoltare, che il podcast per le pulizie deve essere un podcast in diverse puntate, che io posso ascoltare una dopo l'altra, quindi mi fa passare il tempo senza rendermi conto che sto, che sto facendo le pulizie, e poi, secondo il tipo di pulizia che devo fare, ad esempio se devo uscire fuori a togliere i panni, a stendere quelli nuovi perché ho anche fatto la lavatrice, mi devo mettere le cuffie perché nella strada dove io abito spesso c'è molto rumore, per cui rischierei di non sentire, di perdermi i pezzi del podcast. Oggi è tardissimo, faccio i miei 3 minuti gratis, tardissimo perché appunto mi sono attardata a cercare il podcast, perché oggi mi tocca, oggi devo, devo mettere a posto. A proposito, mi sta venendo la mezza idea di acquistare, sapete quei quegli aspirapolvere robot che vanno in giro e che puliscono da soli? Mi sta venendo la mezza idea di acquistarne uno, quindi dopo fatte le pulizie mi sa che farò un po di ricerche su internet per vedere quelle che sono le offerte sul mercato. Vabbè, passo e chiudo.]]>
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      <pubDate>Mon, 18 Jan 2021 09:31:36 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Certo che mi piace avere la casa ordinata e pulita. Quello che mi piace meno è fare le pulizie di casa. Per fortuna la tecnologia mi viene in aiuto tenendomi compagnia. Non cercatemi per le prossime ore!TRASCRIZIONEDiciamo che il mio rapporto con la pulizia della casa, e le faccende di casa in generale, è ambivalente. Mi piace avere la casa pulita, adoro vedere tutte le cose in ordine. Però ogni volta che mi devo mettere a pulire, a riordinare eccetera, eh, [RIDE] trovo sempre qualcosa che mi distrae e che è più importante in quel momento. Spesso riesco a nascondermi dietro il lavoro, o lavoro tra virgolette, che poi sono cose che faccio per me. Però arriva sempre quel punto di rottura, quando beh, mi devo un po' mettere a fare le pulizie di casa. Ehm. Io ho sempre avuto questo rapporto un po' ambivalente con il riordinare e il pulire, eccetera. Fin da quando ero ragazzina e ricordo che mia madre gridava "Cristina, devi metterti a posto la stanza!" e il tutto veniva reso ancora più complicato dal fatto che mio fratello invece è sempre stata una persona ordinatissima, pulitissima. Lui si alzava e la prima cosa che faceva si rifaceva il letto, figurati cioè da adolescenti chi che si rifaceva il letto? Sicuramente non io, o cercavo di non rifarmelo finché non c'ero costretta, e invece lui è sempre stato una persona molto ordinata, quindi secondo me è una cosa genetica, così ci si nasce. Però, ripeto, ogni tanto mi tocca, quindi mi preparo. Come faccio a fare? Cosa faccio quando devo fare le faccende? Mi mi prendo 1 ora, 2 ore, una mattina. La prima cosa che faccio è cercarmi un podcast da ascoltare mentre faccio le pulizie. E questa operazione già è, se non faccio attenzione è una di quelle che rischia di distrarmi, che poi trascorro 1 ora a cercare il podcast ideale da ascoltare, che il podcast per le pulizie deve essere un podcast in diverse puntate, che io posso ascoltare una dopo l'altra, quindi mi fa passare il tempo senza rendermi conto che sto, che sto facendo le pulizie, e poi, secondo il tipo di pulizia che devo fare, ad esempio se devo uscire fuori a togliere i panni, a stendere quelli nuovi perché ho anche fatto la lavatrice, mi devo mettere le cuffie perché nella strada dove io abito spesso c'è molto rumore, per cui rischierei di non sentire, di perdermi i pezzi del podcast. Oggi è tardissimo, faccio i miei 3 minuti gratis, tardissimo perché appunto mi sono attardata a cercare il podcast, perché oggi mi tocca, oggi devo, devo mettere a posto. A proposito, mi sta venendo la mezza idea di acquistare, sapete quei quegli aspirapolvere robot che vanno in giro e che puliscono da soli? Mi sta venendo la mezza idea di acquistarne uno, quindi dopo fatte le pulizie mi sa che farò un po di ricerche su internet per vedere quelle che sono le offerte sul mercato. Vabbè, passo e chiudo.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Certo che mi piace avere la casa ordinata e pulita. Quello che mi piace meno è fare le pulizie di casa. Per fortuna la tecnologia mi viene in aiuto tenendomi compagnia. Non cercatemi per le prossime ore!TRASCRIZIONEDiciamo che il mio rapporto con la puliz</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 14 Correndo con gli zombie</title>
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        <![CDATA[Le cose che non si fanno per stare in forma! Per fortuna ora c'è la tecnologia ad aiutarci, anche se a volte la realtà supera le fantasie tecnologiche nei modi che meno ci aspettiamo. Dài, altri tre minuti di parlato a ruota libera, i miei tre minutini grezzi per liberarmi dalla gabbia dell'editing e del copione.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Immagino di non essere l'unica persona ad avere problemi a fare attività fisica, cioè mentalmente la farei sempre, però poi il momento in cui mi devo preparare per andare in palestra, che poi adesso non si va nemmeno più in palestra ma si fa attività fisica all'esterno, è sempre abbastanza drammatico e problematico. Devo sempre fare forze di convincimento su di me. Una cosa che faccio invece più volentieri che andare in palestra o comunque fare attività fisica all'interno di una palestra, è quella di andare a correre, a correre e camminare, faccio 'interval training', un po' corro e un po' cammino, e di solito lo faccio la mattina presto, molto presto. E questa è una attività che mi piace molto perché mi è sempre piaciuto camminare. Ultimamente poi, diciamo negli ultimi anni, ci sono anche tutte le tecnologie che rendono il camminare il correre più piacevole. Prima di tutto la tecnologia dei podcast. Esco, e questo è anche il motivo per cui riesco ad ascoltare tantissimi podcast, perché quasi ogni mattina, adesso d'inverno un po' meno, però diciamo che per un lungo periodo, praticamente ogni mattina, andavo a correre, quindi avevo 1 ora almeno di tempo per ascoltarmi i podcast. Un'altra tecnologia che poi mi aiuta molto è quella delle varie app che ti dicono il percorso che fai, quanti chilometri, quanti battiti, quante calorie. Perché poi, diciamocelo, è vero che io faccio attività fisica per rimanere un minimo in forma, però c'è anche il fatto che [RIDE] faccio attività fisica, così posso mangiare quello che mi piace perché sono molto golosa di cose buone. Poi ci sono delle altre app che aiutano in modo diverso e me ne è venuto in mente una che siccome si sta avvicinando, siamo a metà, fine, quasi fine gennaio, si sta avvicinando l'anniversario di quella che è stata quello che è stato l'inizio della pandemia, quindi il lockdown, e mi è tornato in mente che il giorno prima dell'inizio del grande lockdown di marzo io scaricai una app che mi avrebbe dovuto aiutare a correre meglio, mi avrebbe dovuto aiutare a distrarmi, quindi non pensare alla fatica e continuare a correre. Questa app [RIDE] mi viene da ridere quando ci penso mi fa ridere perché praticamente ricreava una situazione dove c'erano gli zombi che ti inseguivano, c'era propio una storia, veniva narrata, gli zombi ti inseguivano e tu dovevi scappare, fare dei degli sprint per non farti acchiappare e io l'ho scaricata e l'ho usata una volta sola il giorno prima del grande lockdown.]]>
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        <![CDATA[Le cose che non si fanno per stare in forma! Per fortuna ora c'è la tecnologia ad aiutarci, anche se a volte la realtà supera le fantasie tecnologiche nei modi che meno ci aspettiamo. Dài, altri tre minuti di parlato a ruota libera, i miei tre minutini grezzi per liberarmi dalla gabbia dell'editing e del copione.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Immagino di non essere l'unica persona ad avere problemi a fare attività fisica, cioè mentalmente la farei sempre, però poi il momento in cui mi devo preparare per andare in palestra, che poi adesso non si va nemmeno più in palestra ma si fa attività fisica all'esterno, è sempre abbastanza drammatico e problematico. Devo sempre fare forze di convincimento su di me. Una cosa che faccio invece più volentieri che andare in palestra o comunque fare attività fisica all'interno di una palestra, è quella di andare a correre, a correre e camminare, faccio 'interval training', un po' corro e un po' cammino, e di solito lo faccio la mattina presto, molto presto. E questa è una attività che mi piace molto perché mi è sempre piaciuto camminare. Ultimamente poi, diciamo negli ultimi anni, ci sono anche tutte le tecnologie che rendono il camminare il correre più piacevole. Prima di tutto la tecnologia dei podcast. Esco, e questo è anche il motivo per cui riesco ad ascoltare tantissimi podcast, perché quasi ogni mattina, adesso d'inverno un po' meno, però diciamo che per un lungo periodo, praticamente ogni mattina, andavo a correre, quindi avevo 1 ora almeno di tempo per ascoltarmi i podcast. Un'altra tecnologia che poi mi aiuta molto è quella delle varie app che ti dicono il percorso che fai, quanti chilometri, quanti battiti, quante calorie. Perché poi, diciamocelo, è vero che io faccio attività fisica per rimanere un minimo in forma, però c'è anche il fatto che [RIDE] faccio attività fisica, così posso mangiare quello che mi piace perché sono molto golosa di cose buone. Poi ci sono delle altre app che aiutano in modo diverso e me ne è venuto in mente una che siccome si sta avvicinando, siamo a metà, fine, quasi fine gennaio, si sta avvicinando l'anniversario di quella che è stata quello che è stato l'inizio della pandemia, quindi il lockdown, e mi è tornato in mente che il giorno prima dell'inizio del grande lockdown di marzo io scaricai una app che mi avrebbe dovuto aiutare a correre meglio, mi avrebbe dovuto aiutare a distrarmi, quindi non pensare alla fatica e continuare a correre. Questa app [RIDE] mi viene da ridere quando ci penso mi fa ridere perché praticamente ricreava una situazione dove c'erano gli zombi che ti inseguivano, c'era propio una storia, veniva narrata, gli zombi ti inseguivano e tu dovevi scappare, fare dei degli sprint per non farti acchiappare e io l'ho scaricata e l'ho usata una volta sola il giorno prima del grande lockdown.]]>
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      <pubDate>Sun, 17 Jan 2021 08:02:22 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Le cose che non si fanno per stare in forma! Per fortuna ora c'è la tecnologia ad aiutarci, anche se a volte la realtà supera le fantasie tecnologiche nei modi che meno ci aspettiamo. Dài, altri tre minuti di parlato a ruota libera, i miei tre minutini gr</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 13 Ho paura dei film di paura</title>
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        <![CDATA[E pensate che non mi piacerebbe guardare i film che fanno paura? Certo che sì, ma non posso, mi fanno troppa paura. Cerco di escogitare modi per superare la paura, ma non ci riesco. Uff!<br><br>TRASCRIZIONE<br>I film di paura mi fanno paura, non riesco a guardarli. È grazie al cavolo direte voi. Certo che ti fanno paura, sono fatti per quello, evidentemente stanno raggiungendo il loro scopo. No, ma a me fanno così tanta paura che proprio non non riesco a portarmi a guardare i film, anche quelli che vorrei vedere, anche quelli di cui ho letto le recensioni e so che sono dei film molto belli, come "Get Out" che avrei voluto vedere, però non ci sono riuscita. Perché? Cosa succede? So che sto guardando un film, quindi so che si tratta di qualcosa che non è reale, fin là ci arrivo. Il mio problema è che quando guardo un film che fa paura, poi le sensazioni di paura mi tornano quando sono da sola o fisicamente da sola, oppure di notte, e mi vengono in mente tutte le cose più impossibili immaginabili ed è una cosa proprio fisica, non riesco a non riesco a superarla. Ho provato anche a guardare il film con una tecnica dello straniamento, guardo un pezzettino, 5 minuti poi fermo, torno indietro, vado avanti eccetera. Però nemmeno decontestualizzare completamente il film, nemmeno immaginarmi tutta la troupe che fa le riprese, e quindi tutto il personale che c'è quando si fanno le riprese di un film attorno agli attori,neanche questo mi aiuta perché nel momento in cui poi mi metto a seguire la storia, mi scatta qualcosa ed è veramente più forte di me. Una cosa simile mi succede anche con i film che che rappresentano violenza, ad esempio i film di Tarantino. Mi piacciono molto i film di Tarantino, però quando li guardo trascorro metà del film con le mani sugli occhi perché non riesco a guardare le scene di violenza, anche se so che è tutto finto, anche se so che è stato fatto dal trucco, dalla persona che fa il trucco di scena, eccetera. E no, non ci riesco, è più forte di me. A questo proposito ho perfezionato una tecnica che consiste nel mettere le mani sugli occhi e guardare solo la parte inferiore dello schermo, perché la parte inferiore dello schermo è quella dove di solito succede meno dell'azione e dell'azione cruenta, di solito queste cose le mettono al centro dello schermo, oppure a uno dei due lati, oppure in alto, dove c'è la testa del protagonista. Ecco, queste sono i trucchi che ho che ho escogitato. Ricordo che quando vidi al cinema "Rosemary's Baby" e cercai di applicare questa tecnica dimenticandomi di avere al collo un ciondolo gigantesco che era un po', faceva un po da specchi, che quindi rifletteva tutte le immagini terribili dello schermo che facevano paura, per cui ah! allora non sapevo pi dove mettere le mani. Sì, quindi non riesco a vedere i film che fanno paura e film di tensione, anche se invece mi piacerebbe molto guardarli.]]>
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      <pubDate>Sat, 16 Jan 2021 08:53:43 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>E pensate che non mi piacerebbe guardare i film che fanno paura? Certo che sì, ma non posso, mi fanno troppa paura. Cerco di escogitare modi per superare la paura, ma non ci riesco. Uff!TRASCRIZIONEI film di paura mi fanno paura, non riesco a guardarli. È grazie al cavolo direte voi. Certo che ti fanno paura, sono fatti per quello, evidentemente stanno raggiungendo il loro scopo. No, ma a me fanno così tanta paura che proprio non non riesco a portarmi a guardare i film, anche quelli che vorrei vedere, anche quelli di cui ho letto le recensioni e so che sono dei film molto belli, come "Get Out" che avrei voluto vedere, però non ci sono riuscita. Perché? Cosa succede? So che sto guardando un film, quindi so che si tratta di qualcosa che non è reale, fin là ci arrivo. Il mio problema è che quando guardo un film che fa paura, poi le sensazioni di paura mi tornano quando sono da sola o fisicamente da sola, oppure di notte, e mi vengono in mente tutte le cose più impossibili immaginabili ed è una cosa proprio fisica, non riesco a non riesco a superarla. Ho provato anche a guardare il film con una tecnica dello straniamento, guardo un pezzettino, 5 minuti poi fermo, torno indietro, vado avanti eccetera. Però nemmeno decontestualizzare completamente il film, nemmeno immaginarmi tutta la troupe che fa le riprese, e quindi tutto il personale che c'è quando si fanno le riprese di un film attorno agli attori,neanche questo mi aiuta perché nel momento in cui poi mi metto a seguire la storia, mi scatta qualcosa ed è veramente più forte di me. Una cosa simile mi succede anche con i film che che rappresentano violenza, ad esempio i film di Tarantino. Mi piacciono molto i film di Tarantino, però quando li guardo trascorro metà del film con le mani sugli occhi perché non riesco a guardare le scene di violenza, anche se so che è tutto finto, anche se so che è stato fatto dal trucco, dalla persona che fa il trucco di scena, eccetera. E no, non ci riesco, è più forte di me. A questo proposito ho perfezionato una tecnica che consiste nel mettere le mani sugli occhi e guardare solo la parte inferiore dello schermo, perché la parte inferiore dello schermo è quella dove di solito succede meno dell'azione e dell'azione cruenta, di solito queste cose le mettono al centro dello schermo, oppure a uno dei due lati, oppure in alto, dove c'è la testa del protagonista. Ecco, queste sono i trucchi che ho che ho escogitato. Ricordo che quando vidi al cinema "Rosemary's Baby" e cercai di applicare questa tecnica dimenticandomi di avere al collo un ciondolo gigantesco che era un po', faceva un po da specchi, che quindi rifletteva tutte le immagini terribili dello schermo che facevano paura, per cui ah! allora non sapevo pi dove mettere le mani. Sì, quindi non riesco a vedere i film che fanno paura e film di tensione, anche se invece mi piacerebbe molto guardarli.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>E pensate che non mi piacerebbe guardare i film che fanno paura? Certo che sì, ma non posso, mi fanno troppa paura. Cerco di escogitare modi per superare la paura, ma non ci riesco. Uff!TRASCRIZIONEI film di paura mi fanno paura, non riesco a guardarli. È</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 12 I miei post me li traduco io</title>
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        <![CDATA[I post che scriviamo su Facebook vengono tradotti automaticamente nella lingua in cui è settato il browser di chi legge. Il vecchio FB permetteva agli utenti di scrivere il post in diverse lingue, adesso non più, adesso FB traduce il post automaticamente. Chiedetemi quanto questo mi fa arrabbiare. Grr!<br><br>TRASCRIZIONE<br>Il fatto che non ci sia più l'opzione di scrivere in inglese, o in qualsiasi altra lingua, mi fa molto arrabbiare. Sto parlando di Facebook. Chi usa Facebook, e io sono tra le persone che che lo usano, (ho provato a evitare di usarlo per molti anni, per tanto tempo ho usato solo Twitter, però alla fine mi sono arresa all'inevitabile e ora lo so anch'io), chi usa Facebook sa che qualche tempo fa, non mi ricordo più in che mese, comunque hanno cambiato completamente l'aspetto esteriore, il layout di Facebook e adesso c' il cosiddetto nuovo Facebook. Appena questo è successo, io mi sono subito scaraventata nei meandri dei plug ins per i per i vari browsers e ho cominciato a scaricare quelli che promettevano di essere delle delle cose che ti avrebbero fatto usare ancora ti avrebbero fatto apparire sul nuovo Facebook il layout del vecchio Facebook. Per un po' di tempo ci sono riuscita, quindi per un po' di tempo ho continuato a usare il vecchio Facebook. Ora invece questi plugins hanno smesso di funzionare, quindi sono costretta a usare il nuovo layout che oltre a non piacermi così perché ci sono delle funzionalità che non mi tornano (io comunque ho settato tutto con degli schermi che non mi fanno vedere la pubblicità, mi fanno vedere solo le colonne che mi interessano, eccetera eccetera) manca però fondamentalmente una di quella che era la funzionalità più importante per l'uso che faccio io di Facebook, e cioè quella di poter scrivere la traduzione del mio post. Io scrivo a volte in italiano e a volte in inglese, e Facebook traduce automaticamente quello che scrivo e naturalmente non lo traduce bene. Io di mestiere faccio anche la traduttrice, ma a parte questo, visto che conosco le due lingue, mi fa piacere scrivere correttamente i miei post, anche perché spesso non si tratta semplicemente di tradurre una parola, ma di metterla in un diverso contesto, così che si possa capire in tutte e due le lingue. Ecco, con il nuovo Facebook questa è una delle funzioni che è sparita. A parte il mio essere arrabbiata, se ci pensate è una cosa molto grave perché toglie alle persone che scrivono il controllo sul modo in cui vogliono comunicare con i loro contatti. Praticamente Facebook si prende questa questa libertà di decidere per noi come parlare in che lingua parlare come comunicare eccetera eccetera. Ecco questo mi fa molto arrabbiare. Ancora non sono riuscito a trovare una soluzione, però non mi arrendo. Beh, diciamo che continua la mia lotta contro l'imperialismo culturale della lingua inglese.]]>
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        <![CDATA[I post che scriviamo su Facebook vengono tradotti automaticamente nella lingua in cui è settato il browser di chi legge. Il vecchio FB permetteva agli utenti di scrivere il post in diverse lingue, adesso non più, adesso FB traduce il post automaticamente. Chiedetemi quanto questo mi fa arrabbiare. Grr!<br><br>TRASCRIZIONE<br>Il fatto che non ci sia più l'opzione di scrivere in inglese, o in qualsiasi altra lingua, mi fa molto arrabbiare. Sto parlando di Facebook. Chi usa Facebook, e io sono tra le persone che che lo usano, (ho provato a evitare di usarlo per molti anni, per tanto tempo ho usato solo Twitter, però alla fine mi sono arresa all'inevitabile e ora lo so anch'io), chi usa Facebook sa che qualche tempo fa, non mi ricordo più in che mese, comunque hanno cambiato completamente l'aspetto esteriore, il layout di Facebook e adesso c' il cosiddetto nuovo Facebook. Appena questo è successo, io mi sono subito scaraventata nei meandri dei plug ins per i per i vari browsers e ho cominciato a scaricare quelli che promettevano di essere delle delle cose che ti avrebbero fatto usare ancora ti avrebbero fatto apparire sul nuovo Facebook il layout del vecchio Facebook. Per un po' di tempo ci sono riuscita, quindi per un po' di tempo ho continuato a usare il vecchio Facebook. Ora invece questi plugins hanno smesso di funzionare, quindi sono costretta a usare il nuovo layout che oltre a non piacermi così perché ci sono delle funzionalità che non mi tornano (io comunque ho settato tutto con degli schermi che non mi fanno vedere la pubblicità, mi fanno vedere solo le colonne che mi interessano, eccetera eccetera) manca però fondamentalmente una di quella che era la funzionalità più importante per l'uso che faccio io di Facebook, e cioè quella di poter scrivere la traduzione del mio post. Io scrivo a volte in italiano e a volte in inglese, e Facebook traduce automaticamente quello che scrivo e naturalmente non lo traduce bene. Io di mestiere faccio anche la traduttrice, ma a parte questo, visto che conosco le due lingue, mi fa piacere scrivere correttamente i miei post, anche perché spesso non si tratta semplicemente di tradurre una parola, ma di metterla in un diverso contesto, così che si possa capire in tutte e due le lingue. Ecco, con il nuovo Facebook questa è una delle funzioni che è sparita. A parte il mio essere arrabbiata, se ci pensate è una cosa molto grave perché toglie alle persone che scrivono il controllo sul modo in cui vogliono comunicare con i loro contatti. Praticamente Facebook si prende questa questa libertà di decidere per noi come parlare in che lingua parlare come comunicare eccetera eccetera. Ecco questo mi fa molto arrabbiare. Ancora non sono riuscito a trovare una soluzione, però non mi arrendo. Beh, diciamo che continua la mia lotta contro l'imperialismo culturale della lingua inglese.]]>
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      <pubDate>Fri, 15 Jan 2021 07:53:22 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>I post che scriviamo su Facebook vengono tradotti automaticamente nella lingua in cui è settato il browser di chi legge. Il vecchio FB permetteva agli utenti di scrivere il post in diverse lingue, adesso non più, adesso FB traduce il post automaticamente.</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 11 Fare cose nuove</title>
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        <![CDATA[Mettersi a fare cose nuove fa bene a qualsiasi età, ancora di più dopo i 50 anni. Oggi parlo della cosa nuova che ho iniziato a fare un mese fa. O perlomeno ci provo, prima che scadano i miei tre minuti senza copione e senza postproduzione.<br><br>TRASCRIZIONE<br>La notte scorsa mi sono svegliata verso le quattro. No, non per andare a correre in spiaggia ma... Boh, mi sono svegliata. Sapete quando finisce il ciclo di un sogno e vi svegliate così? Ecco.<br>All'inizio ho cercato di riaddormentarmi, poi però, visto che ero completamente sveglia, sono andata in bagno, sono tornata a letto e mi sono messa ad ascoltare podcast. dopo aver ascoltato un paio di podcast per sapere un po' cosa era successo al congresso americano con il secondo impeachment di Trump, a quel punto ero completamente sveglia e così mi sono messa ad ascoltare un podcast, di quelli che di solito ascolto, che si chiama Outside. Ehm. In questa puntata si parlava, c'era l'intervista con un autore che ha appena scritto un libro dove spiega come è incredibilmente importante iniziare a fare cose nuove a qualsiasi età. Perché quando impariamo a fare una cosa nuova, di qualsiasi tipo, il nostro cervello cresce, diventa più, più potente, si riparano tutte le crepe che abbiamo dentro, nella materia grigia. E l'autore si soffermava sul fatto che non è tanto importante mettersi a fare una cosa, ma bisogna farne tantissime. Anche perché, soprattutto se si inizia in tarda età, diciamo dopo i 50 anni, difficilmente si diventerà bravissimi. Quindi non è tanto imparare qualcosa per diventare un genio o un mago nel fare quella cosa, ma proprio per il piacere dell'inizio, di quando si inizia a fare le cose.<br>Apro parentesi: per qualche motivo, nonostante questo sia un podcast di NPR che quindi penso che sappiano come si si fa con l'audio, era registrato malissimo, infatti l'intervistatore era a circa cinque centimetri dal microfono e la persona intervistata, immagino via Zoom o via Skype, non lo so, era a 50 centimetri dal microfono, per cui io ero a letto, avevo il cellulare vicino all'orecchio. Ogni volta che parlava l'intervistatore mi spaventavo perché sembrava che avessi qualcuno a fianco a me, quindi era molto, molto faticoso ascoltarlo. Però l'ho ascoltato fino alla fine e devo dire che sono molto contenta perché circa un mese fa ho iniziato a imparare giapponese. E però è da quattro giorni che non lo studio più [RIDE] perché il giapponese è una lingua difficilissima, perché si tratta di imparare i segni. Ogni segno corrisponde a una, a una sillaba, sillabe che poi tra l'altro sono messi in ordine diverso rispetto alle nostre vocali non sono a o mancano 5 secondi alla fine dei miei 3 minuti grezzi. Vabbè, vi parlerò più avanti delle mie avventure con il giapponese.]]>
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        <![CDATA[Mettersi a fare cose nuove fa bene a qualsiasi età, ancora di più dopo i 50 anni. Oggi parlo della cosa nuova che ho iniziato a fare un mese fa. O perlomeno ci provo, prima che scadano i miei tre minuti senza copione e senza postproduzione.<br><br>TRASCRIZIONE<br>La notte scorsa mi sono svegliata verso le quattro. No, non per andare a correre in spiaggia ma... Boh, mi sono svegliata. Sapete quando finisce il ciclo di un sogno e vi svegliate così? Ecco.<br>All'inizio ho cercato di riaddormentarmi, poi però, visto che ero completamente sveglia, sono andata in bagno, sono tornata a letto e mi sono messa ad ascoltare podcast. dopo aver ascoltato un paio di podcast per sapere un po' cosa era successo al congresso americano con il secondo impeachment di Trump, a quel punto ero completamente sveglia e così mi sono messa ad ascoltare un podcast, di quelli che di solito ascolto, che si chiama Outside. Ehm. In questa puntata si parlava, c'era l'intervista con un autore che ha appena scritto un libro dove spiega come è incredibilmente importante iniziare a fare cose nuove a qualsiasi età. Perché quando impariamo a fare una cosa nuova, di qualsiasi tipo, il nostro cervello cresce, diventa più, più potente, si riparano tutte le crepe che abbiamo dentro, nella materia grigia. E l'autore si soffermava sul fatto che non è tanto importante mettersi a fare una cosa, ma bisogna farne tantissime. Anche perché, soprattutto se si inizia in tarda età, diciamo dopo i 50 anni, difficilmente si diventerà bravissimi. Quindi non è tanto imparare qualcosa per diventare un genio o un mago nel fare quella cosa, ma proprio per il piacere dell'inizio, di quando si inizia a fare le cose.<br>Apro parentesi: per qualche motivo, nonostante questo sia un podcast di NPR che quindi penso che sappiano come si si fa con l'audio, era registrato malissimo, infatti l'intervistatore era a circa cinque centimetri dal microfono e la persona intervistata, immagino via Zoom o via Skype, non lo so, era a 50 centimetri dal microfono, per cui io ero a letto, avevo il cellulare vicino all'orecchio. Ogni volta che parlava l'intervistatore mi spaventavo perché sembrava che avessi qualcuno a fianco a me, quindi era molto, molto faticoso ascoltarlo. Però l'ho ascoltato fino alla fine e devo dire che sono molto contenta perché circa un mese fa ho iniziato a imparare giapponese. E però è da quattro giorni che non lo studio più [RIDE] perché il giapponese è una lingua difficilissima, perché si tratta di imparare i segni. Ogni segno corrisponde a una, a una sillaba, sillabe che poi tra l'altro sono messi in ordine diverso rispetto alle nostre vocali non sono a o mancano 5 secondi alla fine dei miei 3 minuti grezzi. Vabbè, vi parlerò più avanti delle mie avventure con il giapponese.]]>
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      <pubDate>Thu, 14 Jan 2021 08:46:56 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 10 Le pizze di Alessio</title>
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        <![CDATA[Nei podcast demenziali la forma paradossale diventa contenuto, sicuramente “Whatever Happened to Pizza at McDonald’s?” - uno dei miei preferiti - rientra in questo gruppo. Ah, poi c'è il mio amico Alessio. Anche oggi parlo per tre minuti senza editing e senza essermi preparata (e si sente).<br><br>TRASCRIZIONE<br>Ma chissà che fine hanno fatto le pizze che vendevano da McDonald's. [RIDE] No, non mi interessano le pizze, non me ne frega niente nemmeno di McDonald. "Whatever happened to pizza at McDonald's", chissà che fine avranno fatto le pizze di McDonald's è il titolo di un podcast, di quel genio della commedia che è Brian Thompson, che parla esattamente di questo.<br><br>Questo signore ha fatto quasi 200 puntate ormai, chiedendosi esattamente questo. Ha fatto un podcast investigativo dove cerca di scoprire un mistero del quale non ne frega niente a nessuno se non a lui.<br><br>Perché parliamo di pizze a McDonald's? Perché è uno dei miei podcast preferiti. È un podcast assolutamente demenziale che rientra in quella categoria di cui parlavo ieri: i podcast che sono più forma che contenuto, o meglio i podcast dove la forma diventa contenuto, dove la forma è così folle, così paradossale da diventare essa stessa poi il contenuto. Perché naturalmente si parla anche di pizze e di McDonald's, però si parli di tantissime altre cose, ed è il modo in cui Brian Thompson 'tormenta' il prossimo facendogli domande su cosa sia successo delle pizze di McDonald's che è incredibilmente 'entertaining' - come si dice in italiano, 'di intrattenimento' [RIDE] no, di intrattenimento non rende, comunque vabbè it will do.<br><br>Mi rendo conto che questo tipo di umorismo non è per tutti. Infatti ho provato a suggerire l'ascolto di "Whatever happened to pizza at McDonald's" a un mio amico, Alessio (sì, proprio a te), Alessio che si fida del mio gusto, quindi da bravo è andato ad ascoltarselo, m'ha detto, mah l'ho ascoltato ma non c'ho capito niente. [RIDE]<br><br>Sì, perché mi rendo conto che anzitutto bisogna ascoltarlo dall'inizio per per avere il setting, e poi, ripeto, bisogna avere un gusto per il paradossale che altrimenti non ci fa veramente gustare appieno il contenuto.<br><br>Ora secondo me, il mio amico Alessio non è riuscito a entrare bene, in parte perché è in inglese e forse non riusciva a seguire, e in parte anche perché Alessio stesso è una persona paradossale. Oddio, paradossale in senso buono. Vabbè, mi sto incartando.<br><br>Mancano 8 secondi alla fine, 6 secondi. Questa è la 10.ª puntata. Doppia cifra, sono arrivata fino a dieci puntate. Ciao.]]>
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        <![CDATA[Nei podcast demenziali la forma paradossale diventa contenuto, sicuramente “Whatever Happened to Pizza at McDonald’s?” - uno dei miei preferiti - rientra in questo gruppo. Ah, poi c'è il mio amico Alessio. Anche oggi parlo per tre minuti senza editing e senza essermi preparata (e si sente).<br><br>TRASCRIZIONE<br>Ma chissà che fine hanno fatto le pizze che vendevano da McDonald's. [RIDE] No, non mi interessano le pizze, non me ne frega niente nemmeno di McDonald. "Whatever happened to pizza at McDonald's", chissà che fine avranno fatto le pizze di McDonald's è il titolo di un podcast, di quel genio della commedia che è Brian Thompson, che parla esattamente di questo.<br><br>Questo signore ha fatto quasi 200 puntate ormai, chiedendosi esattamente questo. Ha fatto un podcast investigativo dove cerca di scoprire un mistero del quale non ne frega niente a nessuno se non a lui.<br><br>Perché parliamo di pizze a McDonald's? Perché è uno dei miei podcast preferiti. È un podcast assolutamente demenziale che rientra in quella categoria di cui parlavo ieri: i podcast che sono più forma che contenuto, o meglio i podcast dove la forma diventa contenuto, dove la forma è così folle, così paradossale da diventare essa stessa poi il contenuto. Perché naturalmente si parla anche di pizze e di McDonald's, però si parli di tantissime altre cose, ed è il modo in cui Brian Thompson 'tormenta' il prossimo facendogli domande su cosa sia successo delle pizze di McDonald's che è incredibilmente 'entertaining' - come si dice in italiano, 'di intrattenimento' [RIDE] no, di intrattenimento non rende, comunque vabbè it will do.<br><br>Mi rendo conto che questo tipo di umorismo non è per tutti. Infatti ho provato a suggerire l'ascolto di "Whatever happened to pizza at McDonald's" a un mio amico, Alessio (sì, proprio a te), Alessio che si fida del mio gusto, quindi da bravo è andato ad ascoltarselo, m'ha detto, mah l'ho ascoltato ma non c'ho capito niente. [RIDE]<br><br>Sì, perché mi rendo conto che anzitutto bisogna ascoltarlo dall'inizio per per avere il setting, e poi, ripeto, bisogna avere un gusto per il paradossale che altrimenti non ci fa veramente gustare appieno il contenuto.<br><br>Ora secondo me, il mio amico Alessio non è riuscito a entrare bene, in parte perché è in inglese e forse non riusciva a seguire, e in parte anche perché Alessio stesso è una persona paradossale. Oddio, paradossale in senso buono. Vabbè, mi sto incartando.<br><br>Mancano 8 secondi alla fine, 6 secondi. Questa è la 10.ª puntata. Doppia cifra, sono arrivata fino a dieci puntate. Ciao.]]>
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      <pubDate>Wed, 13 Jan 2021 07:35:48 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>Nei podcast demenziali la forma paradossale diventa contenuto, sicuramente “Whatever Happened to Pizza at McDonald’s?” - uno dei miei preferiti - rientra in questo gruppo. Ah, poi c'è il mio amico Alessio. Anche oggi parlo per tre minuti senza editing e senza essermi preparata (e si sente).TRASCRIZIONEMa chissà che fine hanno fatto le pizze che vendevano da McDonald's. [RIDE] No, non mi interessano le pizze, non me ne frega niente nemmeno di McDonald. "Whatever happened to pizza at McDonald's", chissà che fine avranno fatto le pizze di McDonald's è il titolo di un podcast, di quel genio della commedia che è Brian Thompson, che parla esattamente di questo.Questo signore ha fatto quasi 200 puntate ormai, chiedendosi esattamente questo. Ha fatto un podcast investigativo dove cerca di scoprire un mistero del quale non ne frega niente a nessuno se non a lui.Perché parliamo di pizze a McDonald's? Perché è uno dei miei podcast preferiti. È un podcast assolutamente demenziale che rientra in quella categoria di cui parlavo ieri: i podcast che sono più forma che contenuto, o meglio i podcast dove la forma diventa contenuto, dove la forma è così folle, così paradossale da diventare essa stessa poi il contenuto. Perché naturalmente si parla anche di pizze e di McDonald's, però si parli di tantissime altre cose, ed è il modo in cui Brian Thompson 'tormenta' il prossimo facendogli domande su cosa sia successo delle pizze di McDonald's che è incredibilmente 'entertaining' - come si dice in italiano, 'di intrattenimento' [RIDE] no, di intrattenimento non rende, comunque vabbè it will do.Mi rendo conto che questo tipo di umorismo non è per tutti. Infatti ho provato a suggerire l'ascolto di "Whatever happened to pizza at McDonald's" a un mio amico, Alessio (sì, proprio a te), Alessio che si fida del mio gusto, quindi da bravo è andato ad ascoltarselo, m'ha detto, mah l'ho ascoltato ma non c'ho capito niente. [RIDE]Sì, perché mi rendo conto che anzitutto bisogna ascoltarlo dall'inizio per per avere il setting, e poi, ripeto, bisogna avere un gusto per il paradossale che altrimenti non ci fa veramente gustare appieno il contenuto.Ora secondo me, il mio amico Alessio non è riuscito a entrare bene, in parte perché è in inglese e forse non riusciva a seguire, e in parte anche perché Alessio stesso è una persona paradossale. Oddio, paradossale in senso buono. Vabbè, mi sto incartando.Mancano 8 secondi alla fine, 6 secondi. Questa è la 10.ª puntata. Doppia cifra, sono arrivata fino a dieci puntate. Ciao.</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>Nei podcast demenziali la forma paradossale diventa contenuto, sicuramente “Whatever Happened to Pizza at McDonald’s?” - uno dei miei preferiti - rientra in questo gruppo. Ah, poi c'è il mio amico Alessio. Anche oggi parlo per tre minuti senza editing e s</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 9 Mollate il microfono</title>
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        <![CDATA[Anche tu stai pensando di fare un podcast? Un consiglio (non richeisto): dimentica il tipo di microfono da usare e concentrati su quello che vuoi dire. Altri tre minuti di parlato grezzo, in quanto non pianificato e non ripulito dall'editing. Per liberarci dalle abitudini.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Allora parliamoci chiaro, avere un microfono è fondamentale, altrimenti non puoi registrarti i podcast. Però non è importante avere il microfono da 2.000€ perché quando fai un podcast la cosa importante non è la tecnologia che stai usando, l'idea. E un buon podcast non è il podcast fatto con l'apparecchiatura della madonna, con la scheda audio di qua, le cose, di là tutte queste cose tecniche... Chiaro, anch'io mi interesso - un minimo - delle cose tecniche, però quando vado nei forum di podcasters, soprattutto quelli italiani, e vedo che parlano solo di tecnologia, scappo, perché non me ne frega niente di parlare di tecnologia.<br><br>La tecnologia per me è indispensabile perché altrimenti non posso far uscire la voce fuori dalla mia stanza, però poi lascia il tempo che trova. A me interessa molto di più parlare dei contenuti, e alle persone che chiedono una mia opinione dico sempre, molla la tecnologia pensa piuttosto a quello che vuoi dire e a perché vuoi dirlo.<br><br>Alcuni tra i podcast più interessanti che ho ascoltato parlavano assolutamente di aria fritta. Adesso ne sto ascoltando uno che mi piace molto e che si chiama "Dead Eyes" e tutto il podcast è costruito attorno al fatto che l'autore, Connor Radcliffe, che è un un attore di parti secondarie, io infatti manco lo conoscevo, quando ho visto la faccia, poi l'ho riconosciuta, però non è che sia un personaggio, non è che sia un attore che fa parti da protagonista.<br><br>Ecco, Connor Radcliffe nel 2001 aveva fatto il provino per una miniserie diretta da Tom Hanks - Band of Brothers - eì, e Tom Hanks, la prima, preso per recitare questa parte, che era una parte secondaria, aveva giusto due battute, poi però l'ha richiamato dicendo no, non ti voglio più. E lui ha scoperto che non l'aveva più voluto perché Tom Hanks aveva detto "You have dead eyes", aveva gli occhi 'morti', gli occhi da pesce bollito, diremmo noi.<br><br>Ecco, e su questo Connor Radcliffe ci ha costruito tutto un podcast attorno a questo fatto del 2001. Sta cercando sta cercando di capire adesso come mai Tom Hanks l'abbia prima assunto per fare questa parte e poi l'abbia licenziato quindi non non gli abbia dato il contratto. Detto così sono sono siamo una cosa molto banale però io sono già arrivata alla 5.ª puntata e vi assicuro ogni puntata di circa 40 minuti, è molto interessante, molto affascinante perché non è il fatto in sé, ma il modo in cui lo racconta.<br><br>Quindi per terminare - mancano 5 secondii - se volete fare un podcast mollate il microfono, concentratevi sul contenuto.]]>
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        <![CDATA[Anche tu stai pensando di fare un podcast? Un consiglio (non richeisto): dimentica il tipo di microfono da usare e concentrati su quello che vuoi dire. Altri tre minuti di parlato grezzo, in quanto non pianificato e non ripulito dall'editing. Per liberarci dalle abitudini.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Allora parliamoci chiaro, avere un microfono è fondamentale, altrimenti non puoi registrarti i podcast. Però non è importante avere il microfono da 2.000€ perché quando fai un podcast la cosa importante non è la tecnologia che stai usando, l'idea. E un buon podcast non è il podcast fatto con l'apparecchiatura della madonna, con la scheda audio di qua, le cose, di là tutte queste cose tecniche... Chiaro, anch'io mi interesso - un minimo - delle cose tecniche, però quando vado nei forum di podcasters, soprattutto quelli italiani, e vedo che parlano solo di tecnologia, scappo, perché non me ne frega niente di parlare di tecnologia.<br><br>La tecnologia per me è indispensabile perché altrimenti non posso far uscire la voce fuori dalla mia stanza, però poi lascia il tempo che trova. A me interessa molto di più parlare dei contenuti, e alle persone che chiedono una mia opinione dico sempre, molla la tecnologia pensa piuttosto a quello che vuoi dire e a perché vuoi dirlo.<br><br>Alcuni tra i podcast più interessanti che ho ascoltato parlavano assolutamente di aria fritta. Adesso ne sto ascoltando uno che mi piace molto e che si chiama "Dead Eyes" e tutto il podcast è costruito attorno al fatto che l'autore, Connor Radcliffe, che è un un attore di parti secondarie, io infatti manco lo conoscevo, quando ho visto la faccia, poi l'ho riconosciuta, però non è che sia un personaggio, non è che sia un attore che fa parti da protagonista.<br><br>Ecco, Connor Radcliffe nel 2001 aveva fatto il provino per una miniserie diretta da Tom Hanks - Band of Brothers - eì, e Tom Hanks, la prima, preso per recitare questa parte, che era una parte secondaria, aveva giusto due battute, poi però l'ha richiamato dicendo no, non ti voglio più. E lui ha scoperto che non l'aveva più voluto perché Tom Hanks aveva detto "You have dead eyes", aveva gli occhi 'morti', gli occhi da pesce bollito, diremmo noi.<br><br>Ecco, e su questo Connor Radcliffe ci ha costruito tutto un podcast attorno a questo fatto del 2001. Sta cercando sta cercando di capire adesso come mai Tom Hanks l'abbia prima assunto per fare questa parte e poi l'abbia licenziato quindi non non gli abbia dato il contratto. Detto così sono sono siamo una cosa molto banale però io sono già arrivata alla 5.ª puntata e vi assicuro ogni puntata di circa 40 minuti, è molto interessante, molto affascinante perché non è il fatto in sé, ma il modo in cui lo racconta.<br><br>Quindi per terminare - mancano 5 secondii - se volete fare un podcast mollate il microfono, concentratevi sul contenuto.]]>
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      <pubDate>Tue, 12 Jan 2021 07:12:04 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Anche tu stai pensando di fare un podcast? Un consiglio (non richeisto): dimentica il tipo di microfono da usare e concentrati su quello che vuoi dire. Altri tre minuti di parlato grezzo, in quanto non pianificato e non ripulito dall'editing. Per liberarc</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 8 Lupin</title>
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        <![CDATA[Da bambina impazzivo per i telefilm di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo. Me ne sono riguardata uno e racconto qui cosa è successo. Sempre nei miei tre minuti grezzi, così come vengono, senza editing.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Attenzione: pericolosissimo leggere da adulti i libri che abbiamo amato da adolescenti. E altrettanto pericoloso è riguardare da adulti gli sceneggiati televisivi che ci piacevano quando eravamo piccoli. Io da bambina adoravo il ladro gentiluomo, Lupin. Ricordo era uno sceneggiato in bianco e nero. Vabbè [RIDE] avevamo noi la televisione in bianco e nero quando ero bambina e mi sa che lo trasmettevano la domenica pomeriggio. Comunque mi ricordo che era un appuntamento settimanale che io aspettavo e mi piaceva tantissimo. Mi ricordo, mi ricordo la sigla con la musica ecc.<br><br>Adesso, complice la nuova serie tv che sto vedendo su Netflix che s'intitola appunto Lupin, raccontata in chiave moderna, molto interessante, anche perché a me Lupin piace comunque in tutte le salse, mi piace tantissimo anche Lupin III, l'anime, il manga e poi l'anime di Monkey Punch, ho visto tutti gli episodi, i film animati, recitati da attori ecc. Ecco, mi è presa una botta di malinconia, ieri pomeriggio, domenica, e mi sono messa a cercare un vecchio episodio del ladro gentiluomo, anche perché, come facciamo noi genitori, stavo raccontando a mio figlio "Ah, quando io ero bambina guardavo questo blablabla". Ecco, allora ho provato sulle Teche Rai, non mi ricordo nemmeno se ci sono riuscita, perché è un'interfaccia per me non-navigabile, quindi ci provo ogni volta 5 minuti, poi mi arrabbio, mollo tutto, niente, e mi sono vista un episodio comunque di di Lupin, il ladro gentiluomo che ho trovato su YouTube.<br><br>Mamma mia che delusione! Diciamo che l'unica cosa che non mi ha delusa è stato la sigla, la sigla iniziale che mi piaceva tantissimo, sia dall'aspetto grafico che proprio il, la musica, però è un racconto senza né capo né coda. Dal punto di vista della sceneggiatura non c'erano buchi ma voragini, cose che non ci appiccicava una con l'altra, salti di... Non so se è stato l'adattamento, il passaggio dai racconti alla sceneggiatura per televisione, e poi il fatto che l'ho visto a colori. Infatti il mio primo pensiero è stato "Oh mamma mia, ma era in bianco e nero!", poi invece mi sono ricordata appunto che in bianco e nero era la nostra televisione all'epoca.<br><br><br>Sì, una grande delusione. Io me la ricordavo come una cosa assolutamente brillante, piena di trovate divertenti, questi suoi travestimenti - che si vedeva lontano un miglio che era lui. Vabbè questo per confermare il fatto che le cose che ci sono piaciute da bambini o da giovanissimi, dovremmo lasciarle lì e tenerle belle nel ricordo. Oppure, perché no, riguardarle.]]>
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        <![CDATA[Da bambina impazzivo per i telefilm di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo. Me ne sono riguardata uno e racconto qui cosa è successo. Sempre nei miei tre minuti grezzi, così come vengono, senza editing.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Attenzione: pericolosissimo leggere da adulti i libri che abbiamo amato da adolescenti. E altrettanto pericoloso è riguardare da adulti gli sceneggiati televisivi che ci piacevano quando eravamo piccoli. Io da bambina adoravo il ladro gentiluomo, Lupin. Ricordo era uno sceneggiato in bianco e nero. Vabbè [RIDE] avevamo noi la televisione in bianco e nero quando ero bambina e mi sa che lo trasmettevano la domenica pomeriggio. Comunque mi ricordo che era un appuntamento settimanale che io aspettavo e mi piaceva tantissimo. Mi ricordo, mi ricordo la sigla con la musica ecc.<br><br>Adesso, complice la nuova serie tv che sto vedendo su Netflix che s'intitola appunto Lupin, raccontata in chiave moderna, molto interessante, anche perché a me Lupin piace comunque in tutte le salse, mi piace tantissimo anche Lupin III, l'anime, il manga e poi l'anime di Monkey Punch, ho visto tutti gli episodi, i film animati, recitati da attori ecc. Ecco, mi è presa una botta di malinconia, ieri pomeriggio, domenica, e mi sono messa a cercare un vecchio episodio del ladro gentiluomo, anche perché, come facciamo noi genitori, stavo raccontando a mio figlio "Ah, quando io ero bambina guardavo questo blablabla". Ecco, allora ho provato sulle Teche Rai, non mi ricordo nemmeno se ci sono riuscita, perché è un'interfaccia per me non-navigabile, quindi ci provo ogni volta 5 minuti, poi mi arrabbio, mollo tutto, niente, e mi sono vista un episodio comunque di di Lupin, il ladro gentiluomo che ho trovato su YouTube.<br><br>Mamma mia che delusione! Diciamo che l'unica cosa che non mi ha delusa è stato la sigla, la sigla iniziale che mi piaceva tantissimo, sia dall'aspetto grafico che proprio il, la musica, però è un racconto senza né capo né coda. Dal punto di vista della sceneggiatura non c'erano buchi ma voragini, cose che non ci appiccicava una con l'altra, salti di... Non so se è stato l'adattamento, il passaggio dai racconti alla sceneggiatura per televisione, e poi il fatto che l'ho visto a colori. Infatti il mio primo pensiero è stato "Oh mamma mia, ma era in bianco e nero!", poi invece mi sono ricordata appunto che in bianco e nero era la nostra televisione all'epoca.<br><br><br>Sì, una grande delusione. Io me la ricordavo come una cosa assolutamente brillante, piena di trovate divertenti, questi suoi travestimenti - che si vedeva lontano un miglio che era lui. Vabbè questo per confermare il fatto che le cose che ci sono piaciute da bambini o da giovanissimi, dovremmo lasciarle lì e tenerle belle nel ricordo. Oppure, perché no, riguardarle.]]>
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      <pubDate>Mon, 11 Jan 2021 06:48:52 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 7 Quotidiani locali</title>
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        <![CDATA[Puntata inconcludente: non mi sono perparata niente di cui parlare e finisco col lamentarmi della stampa locale. Cose che succedono quando si apre il microfono senza avere uno script, che è esattamente quello che voglio fare in questi miei 3 minuti grezzi (unedited) giornalieri.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Ieri non ho deciso di cosa avrei parlato nei miei 3 minuti grezzi di questa mattina, domenica 10 gennaio. Di solito dopo aver ascoltato i miei podcast, dopo aver letto eccetera, la notte, quando sono in fase di dormiveglia, penso a cosa... all'argomento che affronterò nei miei 3 minuti, vabbè... 'di solito', è una settimana che lo faccio. [RIDE]<br><br>Allora, nell'ultima settimana, prima di addormentarmi, pensavo all'argomento di cui avrei parlato nei miei 3 minuti mattutini, 3 minuti grezzi che faccio per cercare di liberarmi dalla gabbia dell'editing. Ecco, ieri me ne sono dimenticata. Sono andata a letto molto tardi, ho fatto binge watching in una serie di Netflix, approfittando del fatto che oggi è domenica, quindi posso stare a letto, posso dormire fino a tardi. Quindi stamattina mi sono alzata e per prima cosa, dopo colazione mi sono messa a registrare - quello che sto facendo adesso - senza avere un argomento di cui parlare.<br><br>Mi è passato così per l'anticamera del cervello di parlare dello stato pietoso in cui versa la stampa in generale, e in particolare la stampa locale. Io non ho un quotidiano da leggere la mattina, un quotidiano sardo, locale, di Cagliari, c'è l'Unione Sarda, ma non è più un quotidiano glorioso del passato, ormai è l'ombra di se stessa. Un tempo ci scrivevano bravissimi giornalisti, per puro caso alcuni di questi sono miei carissimi amici. <br><br>Adesso l'Unione Sarda è il posto dove vado a cercare cose su cui ridere e su cui sparare, quando voglio sparare sulla Croce Rossa perché i 'giornalisti' tra virgolette questa parola... non sono professionisti, scrivono strafalcioni, non danno informazione, non sanno come si danno le notizie, eccetera eccetera. Sì, quindi ho pensato di parlare dello stato pietoso della stampa locale, in particolare perché mi manca un posto da andare a leggere quando voglio sapere quando che strade chiudono, se ci sono stati incidenti, se hanno arrestato qualcuno che conosco.<br><br>Ecco, però accantonato questo perché non mi va di mettermi a fare invettive la domenica mattina, poi ho pensato di parlare più in generale magari della della stampa nazionale, ma anche questo sarebbe un capitolo doloroso per me, perché alla categoria dei giornalisti - anche se io non lo dico mai, non non mi piace dire che sono un giornalista - però appartengo alla categoria dei giornalisti e cioè ne ho fatto parte parte attiva per molti anni, in un posto però del mondo dove essere un giornalista non è appartenere a una casta ma essere un professionista serio che deve seguire la deontologia professionale eccetera eccetera.<br><br>Ecco mi sono incartata e mi sono fregata, sono arrivata alla fine di questi miei 3 minuti e non ho parlato assolutamente di niente.]]>
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        <![CDATA[Puntata inconcludente: non mi sono perparata niente di cui parlare e finisco col lamentarmi della stampa locale. Cose che succedono quando si apre il microfono senza avere uno script, che è esattamente quello che voglio fare in questi miei 3 minuti grezzi (unedited) giornalieri.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Ieri non ho deciso di cosa avrei parlato nei miei 3 minuti grezzi di questa mattina, domenica 10 gennaio. Di solito dopo aver ascoltato i miei podcast, dopo aver letto eccetera, la notte, quando sono in fase di dormiveglia, penso a cosa... all'argomento che affronterò nei miei 3 minuti, vabbè... 'di solito', è una settimana che lo faccio. [RIDE]<br><br>Allora, nell'ultima settimana, prima di addormentarmi, pensavo all'argomento di cui avrei parlato nei miei 3 minuti mattutini, 3 minuti grezzi che faccio per cercare di liberarmi dalla gabbia dell'editing. Ecco, ieri me ne sono dimenticata. Sono andata a letto molto tardi, ho fatto binge watching in una serie di Netflix, approfittando del fatto che oggi è domenica, quindi posso stare a letto, posso dormire fino a tardi. Quindi stamattina mi sono alzata e per prima cosa, dopo colazione mi sono messa a registrare - quello che sto facendo adesso - senza avere un argomento di cui parlare.<br><br>Mi è passato così per l'anticamera del cervello di parlare dello stato pietoso in cui versa la stampa in generale, e in particolare la stampa locale. Io non ho un quotidiano da leggere la mattina, un quotidiano sardo, locale, di Cagliari, c'è l'Unione Sarda, ma non è più un quotidiano glorioso del passato, ormai è l'ombra di se stessa. Un tempo ci scrivevano bravissimi giornalisti, per puro caso alcuni di questi sono miei carissimi amici. <br><br>Adesso l'Unione Sarda è il posto dove vado a cercare cose su cui ridere e su cui sparare, quando voglio sparare sulla Croce Rossa perché i 'giornalisti' tra virgolette questa parola... non sono professionisti, scrivono strafalcioni, non danno informazione, non sanno come si danno le notizie, eccetera eccetera. Sì, quindi ho pensato di parlare dello stato pietoso della stampa locale, in particolare perché mi manca un posto da andare a leggere quando voglio sapere quando che strade chiudono, se ci sono stati incidenti, se hanno arrestato qualcuno che conosco.<br><br>Ecco, però accantonato questo perché non mi va di mettermi a fare invettive la domenica mattina, poi ho pensato di parlare più in generale magari della della stampa nazionale, ma anche questo sarebbe un capitolo doloroso per me, perché alla categoria dei giornalisti - anche se io non lo dico mai, non non mi piace dire che sono un giornalista - però appartengo alla categoria dei giornalisti e cioè ne ho fatto parte parte attiva per molti anni, in un posto però del mondo dove essere un giornalista non è appartenere a una casta ma essere un professionista serio che deve seguire la deontologia professionale eccetera eccetera.<br><br>Ecco mi sono incartata e mi sono fregata, sono arrivata alla fine di questi miei 3 minuti e non ho parlato assolutamente di niente.]]>
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      <pubDate>Sun, 10 Jan 2021 08:05:38 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 6 Avantieri e dopodomani</title>
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        <![CDATA[Lo sanno tutti che le parole esistenti in una lingua condizionano il modo di pensare di chi le parla. E se fosse invece il contrario? Cerco di spiegarmi meglio in 3 minuti grezzi, senza copione e senza editing. Continua il mio esperimento nel tentativo di uscire dalla prigione dell'editing.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Avete presente 'avantieri' e 'dopodomani'? Ci sono certe lingue che non hanno queste parole, ad esempio in inglese se voglio dire 'avantieri' devo dire 'il giorno prima di ieri', devo usare diverse parole allo stesso modo se voglio dire 'dopodomani' devo dire 'the day after tomorrow'. Però diciamo che più in generale in inglese si dice 'in two days' o 'two days ago'. Ci sono certe lingue invece che oltre ad avere, così come abbiamo noi in italiano, i termini 'dopodomani' e 'avantieri' ne hanno anche degli altri, molto interessanti.<br><br>Ecco, il giapponese ha non solo 'avantieri' e 'dopodomani' ma ha anche i corrispettivi per indicare lo stesso lasso di tempo però riferito alla settimana, quindi in giapponese c'è una parola, un termine che significa 'la settimana scorsa' e ce n'è un altro che significa 'la settimana prossima'. Non solo, ma c'è anche un termine che significa 'il mese scorso' quindi un'unica parola che significa il mese scorso, e un'unica parola che significa 'il mese prossimo' e - surprise! - ce n'è anche uno in giapponese che significa che vuol dire 'l'anno scorso' e 'l'anno prossimo'. Perché vi sto dicendo queste cose? Perché le trovo assolutamente affascinanti e mi chiedo anche che impatto abbiano, che impatto abbia l'esistenza di questi termini nella lingua, quando le persone crescono, quando da bambini si impara la lingua, perché insieme alla lingua si imparano anche i concetti.<br><br>Me lo sono chiesta perché mi rendo conto che aveva ragione Goethe quando diceva noi siamo tante persone quante lingue parliamo. Io lo prendo proprio alla lettera. Io mi rendo conto, quando ascolto la mia voce, che la mia voce è completamente diversa se parlo in italiano, se parlo in inglese o se parlo in tedesco, che sono le tre lingue che parlo, diciamo, bene. E questo anche se dico esattamente le stesse cose. Se traduco una cosa e la leggo prima in una lingua e poi nell'altra, cambia proprio il mio tono di voce, il ritmo del suono, eccetera. E quindi mi sono chiesta che impatto avrà il fatto che i giapponesi abbiano avuto la necessità di creare delle parole specifiche, quindi parole pronte da usare per non perder tempo a dire tante cose, volevano un termine unico che indicasse questi concetti.<br><br>Poi però mi sono resa conto che forse è esattamente il contrario: non è il fatto che questi termini esistano a dare un certo modo di pensare ai giapponesi, ma è proprio perché i giapponesi pensano in quel modo che hanno avuto bisogno di creare, di coniare questi termini così precisi. Vabbè, sono arrivata a 3 minuti.]]>
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        <![CDATA[Lo sanno tutti che le parole esistenti in una lingua condizionano il modo di pensare di chi le parla. E se fosse invece il contrario? Cerco di spiegarmi meglio in 3 minuti grezzi, senza copione e senza editing. Continua il mio esperimento nel tentativo di uscire dalla prigione dell'editing.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Avete presente 'avantieri' e 'dopodomani'? Ci sono certe lingue che non hanno queste parole, ad esempio in inglese se voglio dire 'avantieri' devo dire 'il giorno prima di ieri', devo usare diverse parole allo stesso modo se voglio dire 'dopodomani' devo dire 'the day after tomorrow'. Però diciamo che più in generale in inglese si dice 'in two days' o 'two days ago'. Ci sono certe lingue invece che oltre ad avere, così come abbiamo noi in italiano, i termini 'dopodomani' e 'avantieri' ne hanno anche degli altri, molto interessanti.<br><br>Ecco, il giapponese ha non solo 'avantieri' e 'dopodomani' ma ha anche i corrispettivi per indicare lo stesso lasso di tempo però riferito alla settimana, quindi in giapponese c'è una parola, un termine che significa 'la settimana scorsa' e ce n'è un altro che significa 'la settimana prossima'. Non solo, ma c'è anche un termine che significa 'il mese scorso' quindi un'unica parola che significa il mese scorso, e un'unica parola che significa 'il mese prossimo' e - surprise! - ce n'è anche uno in giapponese che significa che vuol dire 'l'anno scorso' e 'l'anno prossimo'. Perché vi sto dicendo queste cose? Perché le trovo assolutamente affascinanti e mi chiedo anche che impatto abbiano, che impatto abbia l'esistenza di questi termini nella lingua, quando le persone crescono, quando da bambini si impara la lingua, perché insieme alla lingua si imparano anche i concetti.<br><br>Me lo sono chiesta perché mi rendo conto che aveva ragione Goethe quando diceva noi siamo tante persone quante lingue parliamo. Io lo prendo proprio alla lettera. Io mi rendo conto, quando ascolto la mia voce, che la mia voce è completamente diversa se parlo in italiano, se parlo in inglese o se parlo in tedesco, che sono le tre lingue che parlo, diciamo, bene. E questo anche se dico esattamente le stesse cose. Se traduco una cosa e la leggo prima in una lingua e poi nell'altra, cambia proprio il mio tono di voce, il ritmo del suono, eccetera. E quindi mi sono chiesta che impatto avrà il fatto che i giapponesi abbiano avuto la necessità di creare delle parole specifiche, quindi parole pronte da usare per non perder tempo a dire tante cose, volevano un termine unico che indicasse questi concetti.<br><br>Poi però mi sono resa conto che forse è esattamente il contrario: non è il fatto che questi termini esistano a dare un certo modo di pensare ai giapponesi, ma è proprio perché i giapponesi pensano in quel modo che hanno avuto bisogno di creare, di coniare questi termini così precisi. Vabbè, sono arrivata a 3 minuti.]]>
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      <pubDate>Sat, 09 Jan 2021 08:22:22 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 5 Ancora UK</title>
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        <![CDATA[Finisco di spiegare la differenza tra Regno Unito, Gran Bretagna e Inghilterra. Questa volta senza interruzioni, senza rivoluzioni e sempre senza filtri e senza editing.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Sono sempre Cristina. Oggi cerco di portare a termine quello che mi sono proposta due giorni fa, cioè dirvi la differenza tra Regno Unito, Gran Bretagna e Inghilterra. Sì, ieri avrei dovuto proseguire il discorso, solo che causa di forza maggiore non ce l'ho fatta.<br><br>Allora, ho già iniziato a spiegare che il Regno Unito, United Kingdom, abbreviato UK, anche sulle targhe delle auto, è l'intera isola della Gran Bretagna. Spoiler: più parte dell'isola d'Irlanda, la parte nord, e il nome ufficiale del Regno Unito "United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland" ed è l'unione di quattro Paesi con capitale Londra.<br><br>La Gran Bretagna, invece, Great Britain, non è uno stato politico, ma è una denominazione geografica. È un'isola che è formata da tre stati più o meno autonomi, alcuni vorrebbero pure essere indipendenti: l'Inghilterra, il Galles è la Scozia.<br><br>Quindi il Regno Unito è Gran Bretagna, più la parte nord dell'Irlanda, mentre la Gran Bretagna da sola è solo l'isolotto, l'isolone.<br><br>L'Inghilterra invece, England, è uno dei quattro stati del Regno Unito, nonché una delle tre nazioni che forma quella cosa geografica che è appunto la Gran Bretagna ed è lo Stato anche, diciamo politicamente più forte, perché è in Inghilterra che risiede la regina e a Londra c'è la capitale dell'Unione di questi quattro Paesi, Londra, quindi quando la gente dice 'Inghilterra' magari pensa di starsi riferendo al Regno Unito, ma sono due cose separate.<br><br>Inoltre l'Irlanda non esiste come nazione politica, non esiste l'Irlanda, abbiamo la parte nord dell'Irlanda che appartiene alla Regno Unito, il resto dell'Irlanda è la Repubblica d'Irlanda. E se dite a uno dell'Irlanda del Nord che è irlandese, cioè dice no, io sono del Regno Unito, quindi diciamo che c'è un po' di confusione politica, ma anche perché sono degli Stati come quasi tutti gli Stati europei che hanno una lunga storia di battaglie alle spalle, di lotte per l'indipendenza, non ultima la Scozia che ricordiamo ha fatto il, ha avuto la sfiga di fare quel dannato referendum troppo, troppo vicino in modo troppo ravvicinato al Brexit, loro ancora non lo sapevano che ci sarebbe stato il Brexit.<br><br>Mi rimangono 7 secondi per salutarvi e va bene, ci sentiamo domani con i miei 3 minuti grezzi.]]>
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        <![CDATA[Finisco di spiegare la differenza tra Regno Unito, Gran Bretagna e Inghilterra. Questa volta senza interruzioni, senza rivoluzioni e sempre senza filtri e senza editing.<br><br>TRASCRIZIONE<br>Sono sempre Cristina. Oggi cerco di portare a termine quello che mi sono proposta due giorni fa, cioè dirvi la differenza tra Regno Unito, Gran Bretagna e Inghilterra. Sì, ieri avrei dovuto proseguire il discorso, solo che causa di forza maggiore non ce l'ho fatta.<br><br>Allora, ho già iniziato a spiegare che il Regno Unito, United Kingdom, abbreviato UK, anche sulle targhe delle auto, è l'intera isola della Gran Bretagna. Spoiler: più parte dell'isola d'Irlanda, la parte nord, e il nome ufficiale del Regno Unito "United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland" ed è l'unione di quattro Paesi con capitale Londra.<br><br>La Gran Bretagna, invece, Great Britain, non è uno stato politico, ma è una denominazione geografica. È un'isola che è formata da tre stati più o meno autonomi, alcuni vorrebbero pure essere indipendenti: l'Inghilterra, il Galles è la Scozia.<br><br>Quindi il Regno Unito è Gran Bretagna, più la parte nord dell'Irlanda, mentre la Gran Bretagna da sola è solo l'isolotto, l'isolone.<br><br>L'Inghilterra invece, England, è uno dei quattro stati del Regno Unito, nonché una delle tre nazioni che forma quella cosa geografica che è appunto la Gran Bretagna ed è lo Stato anche, diciamo politicamente più forte, perché è in Inghilterra che risiede la regina e a Londra c'è la capitale dell'Unione di questi quattro Paesi, Londra, quindi quando la gente dice 'Inghilterra' magari pensa di starsi riferendo al Regno Unito, ma sono due cose separate.<br><br>Inoltre l'Irlanda non esiste come nazione politica, non esiste l'Irlanda, abbiamo la parte nord dell'Irlanda che appartiene alla Regno Unito, il resto dell'Irlanda è la Repubblica d'Irlanda. E se dite a uno dell'Irlanda del Nord che è irlandese, cioè dice no, io sono del Regno Unito, quindi diciamo che c'è un po' di confusione politica, ma anche perché sono degli Stati come quasi tutti gli Stati europei che hanno una lunga storia di battaglie alle spalle, di lotte per l'indipendenza, non ultima la Scozia che ricordiamo ha fatto il, ha avuto la sfiga di fare quel dannato referendum troppo, troppo vicino in modo troppo ravvicinato al Brexit, loro ancora non lo sapevano che ci sarebbe stato il Brexit.<br><br>Mi rimangono 7 secondi per salutarvi e va bene, ci sentiamo domani con i miei 3 minuti grezzi.]]>
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      <pubDate>Fri, 08 Jan 2021 06:42:43 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 4 Brodo primordiale (take 2)</title>
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        <![CDATA[Take 2 - perché why not? <br>[Take 1: Non è di questo che avrei voluto parlare oggi, ma dopo aver passato la notte a guardare incredula quello che succedeva negli Stati Uniti ho registrato questo, stamattina prestissimo, dal cellulare, ancora prima di alzarmi, da sotto le coperte, uncut &amp; unedited.]<br><br>TRASCRIZIONE<br>Sono qui che commetto un falso temporale, forse anche un falso ideologico, perché oggi, 7 dicembre, sto registrando nuovamente la puntata registrata da me in diretta sotto le coperte, con una voce cavernosa il sette gennaio 2021. Erano appena successi i fatti negli Stati Uniti, la rivolta... Cosa erano? Boh. Gente vestita da Unno, vestita da non si sa bene cosa e hanno cercato di... Le vicende che si svolgevano in quei giorni mi avevano colpito tantissimo, ero veramente rimasta alzata tutta la notte a seguirle in diretta. Ascoltate oggi però suona tutto molto datato,e durante questo anno, quasi, che ho concluso di 3 minuti grezzi invece ho sempre cercato di parlare in modo generico, quindi magari non di fatti che accadevano nei giorni in cui parlavo o comunque, anche quando parlavo di fatti concreti, di riportare tutto un po' ai massimi sistemi perché non volevo che questo podcast fosse troppo datato. Quindi mi sono riascoltata l'episodio del 7 gennaio, riascoltato però ce l'avevo sempre in mente ci ripensavo sempre, mamma mia avevo una voce cavernosa, terribile. Quindi ho pensato di fare un falso storico, un po' come quando in Russia si cancellavano via via le immagini delle persone che si stavano opponendo al partito, dalle fotografie. E io sto facendo infatti un falso storico, perché quello che ascoltate in questo momento non è l'episodio che registrai il sette di gennaio, ma è un episodio che ho registrato undici mesi dopo il 7 dicembre. È un caso che oggi sia il sette come il sette quando l'ho registrato la prima volta. Perché? Perché mi sono imposta delle regole molto ferree per questi 3 minuti grezzi, che di solito rispetto, nel senso che non faccio nessun tipo di editing, però in questo caso non sto facendo editing, e lo sentite dal rumore della sedia che mi muovo, dalle titubanze mie, dai vari ehmm e ahmm, quindi veramente editing non ho fatto, però ho riscritto completamente l'episodio perché non mi sentivo più rappresentata da quello del 7 gennaio, anche perché per fortuna poi i timori non si sono avverati. Io facevo anche un parallelo. Ah, s come avevamo sentivamo le notizie lontane dalla Cina del virus e poi invece ce l'abbiamo avuto a casa, anche questa cosa qua... Insomma la guerra non c'è stata, l'anno si sta concludendo - so far show good - vediamo un po'. Eh sì, visto che sono io che faccio 'sto podcast, mi son detta ma infatti no, guarda che non te lo impedisce nessuno di registrare di nuovo, se tu mai volessi farlo. E l'ho fatto.]]>
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        <![CDATA[Take 2 - perché why not? <br>[Take 1: Non è di questo che avrei voluto parlare oggi, ma dopo aver passato la notte a guardare incredula quello che succedeva negli Stati Uniti ho registrato questo, stamattina prestissimo, dal cellulare, ancora prima di alzarmi, da sotto le coperte, uncut &amp; unedited.]<br><br>TRASCRIZIONE<br>Sono qui che commetto un falso temporale, forse anche un falso ideologico, perché oggi, 7 dicembre, sto registrando nuovamente la puntata registrata da me in diretta sotto le coperte, con una voce cavernosa il sette gennaio 2021. Erano appena successi i fatti negli Stati Uniti, la rivolta... Cosa erano? Boh. Gente vestita da Unno, vestita da non si sa bene cosa e hanno cercato di... Le vicende che si svolgevano in quei giorni mi avevano colpito tantissimo, ero veramente rimasta alzata tutta la notte a seguirle in diretta. Ascoltate oggi però suona tutto molto datato,e durante questo anno, quasi, che ho concluso di 3 minuti grezzi invece ho sempre cercato di parlare in modo generico, quindi magari non di fatti che accadevano nei giorni in cui parlavo o comunque, anche quando parlavo di fatti concreti, di riportare tutto un po' ai massimi sistemi perché non volevo che questo podcast fosse troppo datato. Quindi mi sono riascoltata l'episodio del 7 gennaio, riascoltato però ce l'avevo sempre in mente ci ripensavo sempre, mamma mia avevo una voce cavernosa, terribile. Quindi ho pensato di fare un falso storico, un po' come quando in Russia si cancellavano via via le immagini delle persone che si stavano opponendo al partito, dalle fotografie. E io sto facendo infatti un falso storico, perché quello che ascoltate in questo momento non è l'episodio che registrai il sette di gennaio, ma è un episodio che ho registrato undici mesi dopo il 7 dicembre. È un caso che oggi sia il sette come il sette quando l'ho registrato la prima volta. Perché? Perché mi sono imposta delle regole molto ferree per questi 3 minuti grezzi, che di solito rispetto, nel senso che non faccio nessun tipo di editing, però in questo caso non sto facendo editing, e lo sentite dal rumore della sedia che mi muovo, dalle titubanze mie, dai vari ehmm e ahmm, quindi veramente editing non ho fatto, però ho riscritto completamente l'episodio perché non mi sentivo più rappresentata da quello del 7 gennaio, anche perché per fortuna poi i timori non si sono avverati. Io facevo anche un parallelo. Ah, s come avevamo sentivamo le notizie lontane dalla Cina del virus e poi invece ce l'abbiamo avuto a casa, anche questa cosa qua... Insomma la guerra non c'è stata, l'anno si sta concludendo - so far show good - vediamo un po'. Eh sì, visto che sono io che faccio 'sto podcast, mi son detta ma infatti no, guarda che non te lo impedisce nessuno di registrare di nuovo, se tu mai volessi farlo. E l'ho fatto.]]>
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      <pubDate>Thu, 07 Jan 2021 06:40:25 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:subtitle>Take 2 - perché why not? [Take 1: Non è di questo che avrei voluto parlare oggi, ma dopo aver passato la notte a guardare incredula quello che succedeva negli Stati Uniti ho registrato questo, stamattina prestissimo, dal cellulare, ancora prima di alzarmi</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep. 3 UK (per ora)</title>
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        <![CDATA[Volevo parlare della differenza tra UK, Regno Unito e Inghilterra ma poi mi sono incartata tra Food Wars e job applications. Tre minuti uncut, unedited, materiale grezzissimo che nemmeno il microfono che mi allontano e mi avvicino e faccio un sacco di "hemm...". Volutamente così, per provare l'ebbrezza del non-me-ne-frega-dell'editing.<br><br><b>TRASCRIZIONE</b> [ENG translation below]:<br>Terza puntata di 3 minuti il 6 gennaio. Parliamo del Regno Unito, anzi della Gran Bretagna, anzi dell'Inghilterra. Sì, sono tre cose che, tre termini che in italiano vengono spesso confusi, vengono mischiati. Questo un po' mi dà fastidio perché è una imprecisione. Queste cose sono, non me lo ricordo, ma sono sicura che ce le hanno insegnanti a scuola, e ve ne parlo perché ieri una mia amica, Manu, Manusca, Manuela, verso le sei di pomeriggio, quindi in prima serata, mi ha mandato un messaggio dicendo "Ah! Cristina! C'è questa cosa qua un lavoro che devi assolutamente fare". La domanda, un online tutor per creative digital storytelling link in un'università a Fama, England United Kingdom. Ora apro parentesi: non sto cercando lavoro, non di questo tipo, però effettivamente quando ho letto la job description era abbastanza interessante per cui mi son messa, ho mollato la preparazione della cena - tra l'altro ieri avevo in mente di preparare un piatto che ho trovato, ho cercato dopo averlo visto preparare nella serie anime che seguo Food Wars: una cosa complicatissima non solo non è riuscita a trovare il dragoncello, vabbè un'altra ve lo racconto un altro momento quando finalmente riuscivo a farlo. Quindi ho mollato tutto mi sono messa a fare questa application, application che di solito quando le facevo quando abitavo in Australia impiegavo settimane a preparare una application fatta bene perché c'è tutto un mondo in cui bisogna scriverla bla bla bla. Invece questa l'ho presa boom! Giusto per mandarla perché mi sembrava una cosa, una cosa divertente, però è fatta coi piedi proprio malissimo. Infatti non l'ho nemmeno riletta perché mi vergognerei di come l'ho fatta e mentre preparavo una delle domande che mi si faceva era se avessi il permesso per lavorare appunto presso l'Università del Regno Unito. Sinceramente non lo so perchè dopo Brexit è un po come l'orario delle zone rosse gialle boh lo so se posso lavorare, io ho due cittadinanze una italiana e una australiana, forse potrei lavorarci con quella australiana, boh, magari anche con quella italiana, però diciamo non è importante, poi si tratta comunque di un lavoro on line, on line tutor, e questo è l'unico motivo per cui ho comunque fatto la domanda perché voglia di andarmene dalla Sardegna zero. Oddio sono arrivata quasi già a tre minuti e devo sbrigarsi. Allora sì volevo dire la differenza tra Regno Unito, Gran Bretagna e Inghilterra. Allora il Regno Unito è l'intera isola della Gran Bretagna e la parte nord dell'Irlanda. Vabbè ormai non ce la faccio più a dirvelo ve lo dico alla prossima.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Third episode of this podcast on January 6th. Let's talk about the United Kingdom, or rather about Great Britain, or rather about England. Yes, there are three things that, three terms that are often confused in Italian, are mixed up. This annoys me a little because it is an inaccuracy. These things are, I don't remember, but I'm sure teachers at school have taught us, and I'm telling you about them because yesterday a friend of mine, Manu, Manusca, Manuela, around six in the afternoon, therefore in the early evening, sent me a message saying "Ah! Cristina! There's this thing here a job you absolutely have to apply for". The application, online tutor for creative digital storytelling, links to a university in Fama, England, United Kingdom.<br><br>Now I open parentheses: I'm not looking for a job, not of this type, but actually when I read the job description it was quite interesting so I started, I gave up preparing dinner - among other things, yesterday I had in mind to prepare a dish that I found, I looked for after seeing it prepared in the anime series that I follow <i>Food Wars</i>: not only was a very complicated dish, I couldn't find tarragon, oh well, I'll tell you another moment when I 'll finally managed to cook it.<br><br>So I gave up everything and started writing this application, an application that usually, when I wrote applications when I lived in Australia, it took me weeks to prepare a well-done application, because there's a whole world where you have to write it bla bla bla.<br><br>Instead I got this boom! Just to send it because it seemed like something to me, a funny thing, but it's written really badly. In fact, I haven't even read it again because I'd be ashamed of how I did it and while I was preparing one of the questions I was asked was whether I had permission to work precisely at the University of the United Kingdom.<br><br>I honestly don't know because after Brexit it's a bit like the time of the yellow and red zones (during covid) idk if I can work, I have two citizenships, one Italian and one Australian, maybe I could work there with the Australian one, boh, maybe even with the Italian one, but let's say it's not important, then it's still an online job, online tutor, and this is the only reason why I asked the question anyway because I do not want to leave Sardinia. Oh God it's almost three minutes already and I have to hurry.<br><br>So yeah I meant the difference between UK, Great Britain and England. So, the United Kingdom is the entire island of Great Britain and the northern part of Ireland. Oh well, I can't tell you anymore, I'll tell you next time.<br><br>]]>
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La domanda, un online tutor per creative digital storytelling link in un'università a Fama, England United Kingdom. Ora apro parentesi: non sto cercando lavoro, non di questo tipo, però effettivamente quando ho letto la job description era abbastanza interessante per cui mi son messa, ho mollato la preparazione della cena - tra l'altro ieri avevo in mente di preparare un piatto che ho trovato, ho cercato dopo averlo visto preparare nella serie anime che seguo Food Wars: una cosa complicatissima non solo non è riuscita a trovare il dragoncello, vabbè un'altra ve lo racconto un altro momento quando finalmente riuscivo a farlo. Quindi ho mollato tutto mi sono messa a fare questa application, application che di solito quando le facevo quando abitavo in Australia impiegavo settimane a preparare una application fatta bene perché c'è tutto un mondo in cui bisogna scriverla bla bla bla. Invece questa l'ho presa boom! Giusto per mandarla perché mi sembrava una cosa, una cosa divertente, però è fatta coi piedi proprio malissimo. Infatti non l'ho nemmeno riletta perché mi vergognerei di come l'ho fatta e mentre preparavo una delle domande che mi si faceva era se avessi il permesso per lavorare appunto presso l'Università del Regno Unito. Sinceramente non lo so perchè dopo Brexit è un po come l'orario delle zone rosse gialle boh lo so se posso lavorare, io ho due cittadinanze una italiana e una australiana, forse potrei lavorarci con quella australiana, boh, magari anche con quella italiana, però diciamo non è importante, poi si tratta comunque di un lavoro on line, on line tutor, e questo è l'unico motivo per cui ho comunque fatto la domanda perché voglia di andarmene dalla Sardegna zero. Oddio sono arrivata quasi già a tre minuti e devo sbrigarsi. Allora sì volevo dire la differenza tra Regno Unito, Gran Bretagna e Inghilterra. Allora il Regno Unito è l'intera isola della Gran Bretagna e la parte nord dell'Irlanda. Vabbè ormai non ce la faccio più a dirvelo ve lo dico alla prossima.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>Third episode of this podcast on January 6th. Let's talk about the United Kingdom, or rather about Great Britain, or rather about England. Yes, there are three things that, three terms that are often confused in Italian, are mixed up. This annoys me a little because it is an inaccuracy. These things are, I don't remember, but I'm sure teachers at school have taught us, and I'm telling you about them because yesterday a friend of mine, Manu, Manusca, Manuela, around six in the afternoon, therefore in the early evening, sent me a message saying "Ah! Cristina! There's this thing here a job you absolutely have to apply for". The application, online tutor for creative digital storytelling, links to a university in Fama, England, United Kingdom.<br><br>Now I open parentheses: I'm not looking for a job, not of this type, but actually when I read the job description it was quite interesting so I started, I gave up preparing dinner - among other things, yesterday I had in mind to prepare a dish that I found, I looked for after seeing it prepared in the anime series that I follow <i>Food Wars</i>: not only was a very complicated dish, I couldn't find tarragon, oh well, I'll tell you another moment when I 'll finally managed to cook it.<br><br>So I gave up everything and started writing this application, an application that usually, when I wrote applications when I lived in Australia, it took me weeks to prepare a well-done application, because there's a whole world where you have to write it bla bla bla.<br><br>Instead I got this boom! Just to send it because it seemed like something to me, a funny thing, but it's written really badly. In fact, I haven't even read it again because I'd be ashamed of how I did it and while I was preparing one of the questions I was asked was whether I had permission to work precisely at the University of the United Kingdom.<br><br>I honestly don't know because after Brexit it's a bit like the time of the yellow and red zones (during covid) idk if I can work, I have two citizenships, one Italian and one Australian, maybe I could work there with the Australian one, boh, maybe even with the Italian one, but let's say it's not important, then it's still an online job, online tutor, and this is the only reason why I asked the question anyway because I do not want to leave Sardinia. Oh God it's almost three minutes already and I have to hurry.<br><br>So yeah I meant the difference between UK, Great Britain and England. 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      <pubDate>Wed, 06 Jan 2021 09:39:40 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <title>3' grezzi Ep. 2 Podcast per dormire</title>
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        <![CDATA[La notte ho problemi ad addormentarmi. Sempre avuti. Adesso ascolto podcast. Tre minuti uncut, unedited, materiale grezzissimo che nemmeno il microfono, infatti sembra che stia parlando da dentro un barattolo. Volutamente così, per uscire dalla gabbia del perfezionismo.<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]</b><br>Prima non riuscivo ad addormentarmi se non leggevo doveva sempre avere un libro vicino. Adesso il libro non mi basta più. Da un bel po' di tempo che non riesco ad addormentarmi se non ascolto qualcosa. Bugia. Diciamo che da un sacco di tempo che non riesco ad addormentarmi se non ascolto qualcosa. Prima però prima che esistessero i podcast avevo una minuscola radiolina AM/FM minuscola grande quanto un accendino la usavo la notte per ascoltare i programmi di Radio National quando abitavo in Australia, e cercavo sempre dei programmi dove ci fosse un sacco di parlato, però non troppo interessante. Durante la notte Radio National in quel periodo mandavano un sacco di programmi che venivano mandati in onda durante la giornata e che quindi probabilmente avevo già ascoltato, perché avevo la radio sempre accesa. Ora che ci sono i podcast invece ascolto podcast. E la scelta non è semplicissima, perché le caratteristiche di un podcast per addormentarmi... so che esistono podcast fatti apposta per fare addormentare la gente, di quelli che ti fanno calmare, il rumore del mare eccetera eccetera, ecco quelli mi fanno incazzare, non mi piacciono per niente, mi fanno innervosire, un po' quando provavo a fare il training autogeno e tutti mi dicevano "Prova a fare il training autogeno" e dopo il secondo respiro mi arrabbiano tantissimo e smettevò, quindi non penso che faccia per me. Sì, non mi vanno i podcast fatti per dormire dev'essere un podcast non completamente stupido, senza musica parlato molto parlato. Però non dev'essere troppo interessante perché, naturalmente, se ascolto di notte uno dei miei podcast interessanti che ascolto sempre, non mi addormento ma sto ad ascoltarlo. Ogni tanto mi scappa qualche racconto, c'è un podcast che ascolto dove si parla, dove si leggono dei racconti, quelli del New York Times, e poi naturalmente mi addormentato dopo dieci minuti per cui mi perdo il racconto, non so quanto ancora mi ho ascoltato eccetera eccetera. Allora ho scoperto che il podcast ideale per addormentarmi è una comedi fiction perché di solito le comedy fiction sono purtroppo brutte e quindi non sono abbastanza interessanti da farmi rimanere sveglia, su questo magari poi ci faccio altro altri tre minutini grezzi. Quindi l'ideale è una comedi fiction a puntate che io faccio partire e poi va avanti puntata dopo puntata io mi ascolto poi verso le due, le tre del mattino mi sveglio e vedo che sono arrivata alla puntata numero 15, spengo mi tolgo le cuffie dall'orecchio, allontano il telefono dal cuscino mi metto a dormire. Ecco questo è quello che faccio.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I used to be unable to fall asleep if I didn't read, I always had to have a book nearby. Now the book is no longer enough for me. It's been a long time since I've been able to fall asleep if I don't listen to something. Lie. Let's say that I haven't been able to fall asleep if I don't listen to something for a long time. But before podcasts I had a tiny AM/FM radio the size of a cigarette lighter I used it at night to listen to <i>Radio National </i>programs when I lived in Australia, and I was always looking for programs where there was a lot of talk, but not too engaging. <br><br>During the night <i>Radio National </i>use to rerun a lot of programs sent on the air during the day, and so I'd probably already listened to them, because I had the radio on all the time. Now that there are podcasts, I listen to podcasts instead. And the choice isn't very simple, because the characteristics of a podcast to fall asleep... I know that there are podcasts made specifically to put people to sleep, the ones that make you calm down, the sound of the sea and so on, these are the ones that piss me off, I don't like them at all, they make me nervous, a bit like when I tried to do autogenic training and everyone said "Try to do autogenic training" and after the second breath it made me very angry and I stopped, so I don't think it's for me.<br><br>Yes, I don't like podcasts made to sleep, it must be a podcast not completely stupid, without music, with lots of talk. But it doesn't have to be too interesting because, of course, if at night I listen to one of my interesting podcasts that I listen to all the time, I don't fall asleep but I listen to it.<br><br>Every now and then I miss a story, there is a podcast that I listen to where people talk, where stories are read, those from the New York Times, and then of course I fell asleep after ten minutes so I miss the story, I don't know how much longer I I listened etc etc. So I discovered that the ideal podcast to fall asleep is a comedy fiction because usually comedy fiction are unfortunately bad and therefore they are not interesting enough to keep me awake, maybe then I'll do another podcast minutes on this.<br><br>So the ideal is a serial fiction comedy that I start and then it goes on episode after episode I listen by myself then around two, three in the morning I wake up and see that I've reached episode number 15, I turn off I take off my headphones, I take the phone away from the pillow and I go to sleep. Here this is what I do.<br><br>]]>
      </description>
      <content:encoded>
        <![CDATA[La notte ho problemi ad addormentarmi. Sempre avuti. Adesso ascolto podcast. Tre minuti uncut, unedited, materiale grezzissimo che nemmeno il microfono, infatti sembra che stia parlando da dentro un barattolo. Volutamente così, per uscire dalla gabbia del perfezionismo.<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]</b><br>Prima non riuscivo ad addormentarmi se non leggevo doveva sempre avere un libro vicino. Adesso il libro non mi basta più. Da un bel po' di tempo che non riesco ad addormentarmi se non ascolto qualcosa. Bugia. Diciamo che da un sacco di tempo che non riesco ad addormentarmi se non ascolto qualcosa. Prima però prima che esistessero i podcast avevo una minuscola radiolina AM/FM minuscola grande quanto un accendino la usavo la notte per ascoltare i programmi di Radio National quando abitavo in Australia, e cercavo sempre dei programmi dove ci fosse un sacco di parlato, però non troppo interessante. Durante la notte Radio National in quel periodo mandavano un sacco di programmi che venivano mandati in onda durante la giornata e che quindi probabilmente avevo già ascoltato, perché avevo la radio sempre accesa. Ora che ci sono i podcast invece ascolto podcast. E la scelta non è semplicissima, perché le caratteristiche di un podcast per addormentarmi... so che esistono podcast fatti apposta per fare addormentare la gente, di quelli che ti fanno calmare, il rumore del mare eccetera eccetera, ecco quelli mi fanno incazzare, non mi piacciono per niente, mi fanno innervosire, un po' quando provavo a fare il training autogeno e tutti mi dicevano "Prova a fare il training autogeno" e dopo il secondo respiro mi arrabbiano tantissimo e smettevò, quindi non penso che faccia per me. Sì, non mi vanno i podcast fatti per dormire dev'essere un podcast non completamente stupido, senza musica parlato molto parlato. Però non dev'essere troppo interessante perché, naturalmente, se ascolto di notte uno dei miei podcast interessanti che ascolto sempre, non mi addormento ma sto ad ascoltarlo. Ogni tanto mi scappa qualche racconto, c'è un podcast che ascolto dove si parla, dove si leggono dei racconti, quelli del New York Times, e poi naturalmente mi addormentato dopo dieci minuti per cui mi perdo il racconto, non so quanto ancora mi ho ascoltato eccetera eccetera. Allora ho scoperto che il podcast ideale per addormentarmi è una comedi fiction perché di solito le comedy fiction sono purtroppo brutte e quindi non sono abbastanza interessanti da farmi rimanere sveglia, su questo magari poi ci faccio altro altri tre minutini grezzi. Quindi l'ideale è una comedi fiction a puntate che io faccio partire e poi va avanti puntata dopo puntata io mi ascolto poi verso le due, le tre del mattino mi sveglio e vedo che sono arrivata alla puntata numero 15, spengo mi tolgo le cuffie dall'orecchio, allontano il telefono dal cuscino mi metto a dormire. Ecco questo è quello che faccio.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>I used to be unable to fall asleep if I didn't read, I always had to have a book nearby. Now the book is no longer enough for me. It's been a long time since I've been able to fall asleep if I don't listen to something. Lie. Let's say that I haven't been able to fall asleep if I don't listen to something for a long time. But before podcasts I had a tiny AM/FM radio the size of a cigarette lighter I used it at night to listen to <i>Radio National </i>programs when I lived in Australia, and I was always looking for programs where there was a lot of talk, but not too engaging. <br><br>During the night <i>Radio National </i>use to rerun a lot of programs sent on the air during the day, and so I'd probably already listened to them, because I had the radio on all the time. Now that there are podcasts, I listen to podcasts instead. And the choice isn't very simple, because the characteristics of a podcast to fall asleep... I know that there are podcasts made specifically to put people to sleep, the ones that make you calm down, the sound of the sea and so on, these are the ones that piss me off, I don't like them at all, they make me nervous, a bit like when I tried to do autogenic training and everyone said "Try to do autogenic training" and after the second breath it made me very angry and I stopped, so I don't think it's for me.<br><br>Yes, I don't like podcasts made to sleep, it must be a podcast not completely stupid, without music, with lots of talk. But it doesn't have to be too interesting because, of course, if at night I listen to one of my interesting podcasts that I listen to all the time, I don't fall asleep but I listen to it.<br><br>Every now and then I miss a story, there is a podcast that I listen to where people talk, where stories are read, those from the New York Times, and then of course I fell asleep after ten minutes so I miss the story, I don't know how much longer I I listened etc etc. So I discovered that the ideal podcast to fall asleep is a comedy fiction because usually comedy fiction are unfortunately bad and therefore they are not interesting enough to keep me awake, maybe then I'll do another podcast minutes on this.<br><br>So the ideal is a serial fiction comedy that I start and then it goes on episode after episode I listen by myself then around two, three in the morning I wake up and see that I've reached episode number 15, I turn off I take off my headphones, I take the phone away from the pillow and I go to sleep. Here this is what I do.<br><br>]]>
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      <pubDate>Tue, 05 Jan 2021 08:08:57 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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      <itunes:summary>La notte ho problemi ad addormentarmi. Sempre avuti. Adesso ascolto podcast. Tre minuti uncut, unedited, materiale grezzissimo che nemmeno il microfono, infatti sembra che stia parlando da dentro un barattolo. Volutamente così, per uscire dalla gabbia del perfezionismo.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Prima non riuscivo ad addormentarmi se non leggevo doveva sempre avere un libro vicino. Adesso il libro non mi basta più. Da un bel po' di tempo che non riesco ad addormentarmi se non ascolto qualcosa. Bugia. Diciamo che da un sacco di tempo che non riesco ad addormentarmi se non ascolto qualcosa. Prima però prima che esistessero i podcast avevo una minuscola radiolina AM/FM minuscola grande quanto un accendino la usavo la notte per ascoltare i programmi di Radio National quando abitavo in Australia, e cercavo sempre dei programmi dove ci fosse un sacco di parlato, però non troppo interessante. Durante la notte Radio National in quel periodo mandavano un sacco di programmi che venivano mandati in onda durante la giornata e che quindi probabilmente avevo già ascoltato, perché avevo la radio sempre accesa. Ora che ci sono i podcast invece ascolto podcast. E la scelta non è semplicissima, perché le caratteristiche di un podcast per addormentarmi... so che esistono podcast fatti apposta per fare addormentare la gente, di quelli che ti fanno calmare, il rumore del mare eccetera eccetera, ecco quelli mi fanno incazzare, non mi piacciono per niente, mi fanno innervosire, un po' quando provavo a fare il training autogeno e tutti mi dicevano "Prova a fare il training autogeno" e dopo il secondo respiro mi arrabbiano tantissimo e smettevò, quindi non penso che faccia per me. Sì, non mi vanno i podcast fatti per dormire dev'essere un podcast non completamente stupido, senza musica parlato molto parlato. Però non dev'essere troppo interessante perché, naturalmente, se ascolto di notte uno dei miei podcast interessanti che ascolto sempre, non mi addormento ma sto ad ascoltarlo. Ogni tanto mi scappa qualche racconto, c'è un podcast che ascolto dove si parla, dove si leggono dei racconti, quelli del New York Times, e poi naturalmente mi addormentato dopo dieci minuti per cui mi perdo il racconto, non so quanto ancora mi ho ascoltato eccetera eccetera. Allora ho scoperto che il podcast ideale per addormentarmi è una comedi fiction perché di solito le comedy fiction sono purtroppo brutte e quindi non sono abbastanza interessanti da farmi rimanere sveglia, su questo magari poi ci faccio altro altri tre minutini grezzi. Quindi l'ideale è una comedi fiction a puntate che io faccio partire e poi va avanti puntata dopo puntata io mi ascolto poi verso le due, le tre del mattino mi sveglio e vedo che sono arrivata alla puntata numero 15, spengo mi tolgo le cuffie dall'orecchio, allontano il telefono dal cuscino mi metto a dormire. Ecco questo è quello che faccio.TRANSLATIONI used to be unable to fall asleep if I didn't read, I always had to have a book nearby. Now the book is no longer enough for me. It's been a long time since I've been able to fall asleep if I don't listen to something. Lie. Let's say that I haven't been able to fall asleep if I don't listen to something for a long time. But before podcasts I had a tiny AM/FM radio the size of a cigarette lighter I used it at night to listen to Radio National programs when I lived in Australia, and I was always looking for programs where there was a lot of talk, but not too engaging. During the night Radio National use to rerun a lot of programs sent on the air during the day, and so I'd probably already listened to them, because I had the radio on all the time. Now that there are podcasts, I listen to podcasts instead. And the choice isn't very simple, because the characteristics of a podcast to fall asleep... I know that there are podcasts made specifically to put people to sleep, the ones that make you calm down, the...</itunes:summary>
      <itunes:subtitle>La notte ho problemi ad addormentarmi. Sempre avuti. Adesso ascolto podcast. Tre minuti uncut, unedited, materiale grezzissimo che nemmeno il microfono, infatti sembra che stia parlando da dentro un barattolo. Volutamente così, per uscire dalla gabbia del</itunes:subtitle>
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      <title>3' grezzi Ep.1 Inizio</title>
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        <![CDATA[Registro 3 minuti al giorno per liberarmi dalla gabbia del mio perfezionismo. Senza alcuna velleità di trovare un pubblico. Finché ne ho voglia e ho qualcosa da dire.<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]</b><br>Mi chiamo Cristina e questo è l'esperimento che sto facendo perché ho un problema. Lo so che non ve ne frega niente. E infatti queste cose le sto dicendo più per me che per voi e poi che ascoltate. Mmm peggio per voi. Il mio problema è questo che faccio podcast da un po' di tempo, da diversi anni, però riesco a farli solo super-curati. Quindi mi faccio venire l'idea, scrivo un testo, lo registro, lo puliscono, ci metto i suoni, le musiche faccio l'editing eccetera. Questo mi comporta l'essere molto lenta. Vado molto a rilento per cui non riesco ad esempio a fare un podcast giornaliero perché quando ci ho provato per circa un paio di settimane all'inizio della pandemia per Radio Antidoto (questa cosa fighissima di cui magari poi un giorno vi parlerò, anzi sicuramente ve ne parlerò), quando ho provato a fare un podcast di un'ora tutti i giorni, praticamente per tutta la giornata non facevo altro, tutta la mia giornata era impegnata nella preparazione di quella un'ora di messa in onda, e c'avevo pure le canzoni, è chiaro che scegliere le canzoni richiede meno tempo rispetto alla scrittura di un testo, però anche la stessa ricerca delle canzoni mi impiegava un sacco di tempo, quindi son riuscita a farlo per un paio di settimane poi ho lasciato perdere perché ho messo veramente tutta la mia vita on hold perché facevo quello che non facevo nient'altro.<br><br>Quindi perché sto facendo questa registrazione che sarà esattamente di cinque minuti? (vabbè è la prima che faccio se poi vedo che è troppo lunga la facciamo di tre minuti, anzi sicuramente la cambiano di tre minuti) Perchè voglio mettermi alla prova. Per vedere se riesco a uscire dalla gabbia dell'editing, della postproduzione, voglio - come si dice in inglese push, exit my comfort zone, perché fare le cose con calma con la sceneggiatura, la lettura, rilettura, registro, ri-registro eccetera eccetera è il modo mio naturale di fare le cose. Però, ripeto, questo mi comporta il fatto che faccio qualcosa ogni morte di papa perché devo farla... devo trovare un momento in cui ho il tempo per editarlo. Ecco, dicevo che questi tre minuti - ormai ho deciso che saranno tre, non saranno più cinque - tre minuti di mio parlato, voglio costringerci ogni giorno a parlare per tre minuti senza editing completamente uncut e continuerò a farlo finché avrò qualcosa da dire o finché non mi stancherò prima. Ecco esattamente tre minuti adesso.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>My name is Cristina and this is the experiment I'm doing because I have a problem. I know you don't give a damn. And in fact I'm saying these things more for myself than for you listeners. Mmm too bad for you. My problem is that I've been doing podcasts for some time, for several years, but I can only get them super-curated. So I usually come up with the idea, I write a script, I record it, then polish it, I put sounds, I edit music and so on. This causes me to be very slow. I'm very slow so I can't do a daily podcast because when I tried for about a couple of weeks at the beginning of the pandemic for Radio Antidote (this super cool thing that maybe one day I'll tell you about, actually I'll definitely tell you I'll talk about it), when I tried to do an hour-long podcast every day, practically all day I did nothing else, my whole day was busy preparing for that one hour broadcast, and I had even the songs, it is clear that choosing the songs takes less time than writing a text, but even the search for the songs itself took me a lot of time, so I managed to do it for a couple of weeks then I gave up because I had really put my whole life on hold because I was doing what I was doing and nothing else. So why am I making this recording which is going to be exactly five minutes long? (oh well it's my first episode, I'll see if it's too long , I'll make it three minutes, actually I'll definitely change it to three minutes) because I want to test myself. To see if I can get out of the cage of editing, of post-production, I want - as they say in English - push myself, exit my comfort zone, because taking things slowly with the script, reading, re-reading, recording, re-recording etc. etc. is my natural way of doing things. But, I repeat, this means that I do something every pope's death (= rarely) because I have to do it... I have to find a moment when I have the time to edit it. Well, I was saying that these three minutes - I've now decided that they will be three, they won't be five anymore - three minutes of me speaking, I want to force myself to talk for three minutes every day without editing and fully uncut ,and I will continue to do so as long as I have something to say or until I won't get tired. That's exactly three minutes now.<br><br>]]>
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        <![CDATA[Registro 3 minuti al giorno per liberarmi dalla gabbia del mio perfezionismo. Senza alcuna velleità di trovare un pubblico. Finché ne ho voglia e ho qualcosa da dire.<br><br><b>TRASCRIZIONE [ENG translation below]</b><br>Mi chiamo Cristina e questo è l'esperimento che sto facendo perché ho un problema. Lo so che non ve ne frega niente. E infatti queste cose le sto dicendo più per me che per voi e poi che ascoltate. Mmm peggio per voi. Il mio problema è questo che faccio podcast da un po' di tempo, da diversi anni, però riesco a farli solo super-curati. Quindi mi faccio venire l'idea, scrivo un testo, lo registro, lo puliscono, ci metto i suoni, le musiche faccio l'editing eccetera. Questo mi comporta l'essere molto lenta. Vado molto a rilento per cui non riesco ad esempio a fare un podcast giornaliero perché quando ci ho provato per circa un paio di settimane all'inizio della pandemia per Radio Antidoto (questa cosa fighissima di cui magari poi un giorno vi parlerò, anzi sicuramente ve ne parlerò), quando ho provato a fare un podcast di un'ora tutti i giorni, praticamente per tutta la giornata non facevo altro, tutta la mia giornata era impegnata nella preparazione di quella un'ora di messa in onda, e c'avevo pure le canzoni, è chiaro che scegliere le canzoni richiede meno tempo rispetto alla scrittura di un testo, però anche la stessa ricerca delle canzoni mi impiegava un sacco di tempo, quindi son riuscita a farlo per un paio di settimane poi ho lasciato perdere perché ho messo veramente tutta la mia vita on hold perché facevo quello che non facevo nient'altro.<br><br>Quindi perché sto facendo questa registrazione che sarà esattamente di cinque minuti? (vabbè è la prima che faccio se poi vedo che è troppo lunga la facciamo di tre minuti, anzi sicuramente la cambiano di tre minuti) Perchè voglio mettermi alla prova. Per vedere se riesco a uscire dalla gabbia dell'editing, della postproduzione, voglio - come si dice in inglese push, exit my comfort zone, perché fare le cose con calma con la sceneggiatura, la lettura, rilettura, registro, ri-registro eccetera eccetera è il modo mio naturale di fare le cose. Però, ripeto, questo mi comporta il fatto che faccio qualcosa ogni morte di papa perché devo farla... devo trovare un momento in cui ho il tempo per editarlo. Ecco, dicevo che questi tre minuti - ormai ho deciso che saranno tre, non saranno più cinque - tre minuti di mio parlato, voglio costringerci ogni giorno a parlare per tre minuti senza editing completamente uncut e continuerò a farlo finché avrò qualcosa da dire o finché non mi stancherò prima. Ecco esattamente tre minuti adesso.<br><br><b>TRANSLATION</b><br>My name is Cristina and this is the experiment I'm doing because I have a problem. I know you don't give a damn. And in fact I'm saying these things more for myself than for you listeners. Mmm too bad for you. My problem is that I've been doing podcasts for some time, for several years, but I can only get them super-curated. So I usually come up with the idea, I write a script, I record it, then polish it, I put sounds, I edit music and so on. This causes me to be very slow. I'm very slow so I can't do a daily podcast because when I tried for about a couple of weeks at the beginning of the pandemic for Radio Antidote (this super cool thing that maybe one day I'll tell you about, actually I'll definitely tell you I'll talk about it), when I tried to do an hour-long podcast every day, practically all day I did nothing else, my whole day was busy preparing for that one hour broadcast, and I had even the songs, it is clear that choosing the songs takes less time than writing a text, but even the search for the songs itself took me a lot of time, so I managed to do it for a couple of weeks then I gave up because I had really put my whole life on hold because I was doing what I was doing and nothing else. So why am I making this recording which is going to be exactly five minutes long? (oh well it's my first episode, I'll see if it's too long , I'll make it three minutes, actually I'll definitely change it to three minutes) because I want to test myself. To see if I can get out of the cage of editing, of post-production, I want - as they say in English - push myself, exit my comfort zone, because taking things slowly with the script, reading, re-reading, recording, re-recording etc. etc. is my natural way of doing things. But, I repeat, this means that I do something every pope's death (= rarely) because I have to do it... I have to find a moment when I have the time to edit it. Well, I was saying that these three minutes - I've now decided that they will be three, they won't be five anymore - three minutes of me speaking, I want to force myself to talk for three minutes every day without editing and fully uncut ,and I will continue to do so as long as I have something to say or until I won't get tired. That's exactly three minutes now.<br><br>]]>
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      <pubDate>Mon, 04 Jan 2021 14:12:01 -0100</pubDate>
      <author>M. Cristina Marras</author>
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